Auto Euro 5 a gasolio, il rinvio al 2027 riguarda quattro regioni: cosa cambia in Piemonte
Da Isan Hydi
Settembre 26, 2026
Il calendario delle restrizioni previste per i veicoli Euro 5 a gasolio cambia nel Nord Italia. Il Governo ha approvato un decreto legge che sposta di dodici mesi il termine indicato per l’avvio dei divieti: dalla data fissata nel 2026 si passa al primo giorno di ottobre 2027. La misura interessa Lombardia e Veneto, oltre al Piemonte e all’Emilia-Romagna, ma il suo effetto va letto alla luce delle decisioni già prese da ciascuna regione. Per chi vive in Piemonte, infatti, la novità si inserisce in un percorso avviato prima dell’intervento nazionale.
Perché per il Piemonte non è una novità assoluta
Il possibile stop dal prossimo ottobre era già uscito dal calendario piemontese. Nel luglio 2026 l’assemblea regionale aveva comunicato che il blocco dei veicoli Euro 5 a gasolio previsto per l’autunno non sarebbe scattato. Il piano piemontese dedicato alla qualità dell’aria ha dato forma a questa scelta, prevedendo altre misure per ottenere un calo degli inquinanti paragonabile a quello atteso con le restrizioni al traffico.
Il decreto approvato a livello nazionale consolida quindi una decisione già adottata in Piemonte. La differenza è rilevante per comprendere la notizia: non si tratta di una sospensione annunciata all’ultimo momento per la regione, ma di un nuovo termine stabilito per l’insieme dei territori interessati. Il provvedimento locale aveva già escluso che il divieto programmato partisse nel 2026; adesso la scadenza prevista dalla disciplina nazionale si allinea a quel rinvio.
Questa successione di decisioni spiega anche perché alcuni automobilisti piemontesi potessero aver letto informazioni sullo stop già nei mesi precedenti e, più tardi, notizie sulla sua sospensione. Le due comunicazioni riguardano fasi diverse dello stesso percorso: prima il piano regionale, poi il decreto che interviene sul termine generale.
La nuova data e le regioni coinvolte
La scadenza da tenere a mente è il primo ottobre del 2027, un anno dopo quella inizialmente prevista. Il rinvio riguarda quattro regioni settentrionali: oltre al Piemonte, rientrano Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Il decreto modifica il termine contenuto in una disposizione del settembre 2023, fissando una nuova data per le restrizioni relative ai veicoli indicati nel provvedimento.
Il quadro precedente, tuttavia, non era identico in tutti e quattro i territori. Le tre regioni che avevano già sospeso il blocco del 2026 erano il Piemonte, il Veneto e l’Emilia-Romagna. In questi casi la nuova misura rafforza sul piano legislativo un rinvio già deciso. In Lombardia il decreto produce invece un cambiamento più diretto, perché lì non erano ancora stati adottati analoghi provvedimenti di sospensione.
La distinzione aiuta a evitare un equivoco frequente quando si parla di divieti alla circolazione: una data comune stabilita a livello nazionale non significa necessariamente che tutte le regioni arrivino a quella data attraverso lo stesso percorso. Per il Piemonte la scelta era già maturata nel piano sulla qualità dell’aria; per la Lombardia la novità arriva con il decreto.
Quali mezzi rientrano nel rinvio
La proroga interessa le automobili Euro 5 a gasolio insieme ai mezzi commerciali della medesima classe ambientale. Per questi ultimi, il testo considera le categorie N3, N2 e N1. Non riguarda quindi soltanto chi utilizza una vettura privata: la nuova scadenza coinvolge anche mezzi impiegati per attività commerciali, purché corrispondano alla classificazione e all’alimentazione indicate.
Per capire se il rinvio riguarda un mezzo, i due dati essenziali sono dunque la classe Euro 5 e l’alimentazione diesel. Per i mezzi commerciali si aggiunge la categoria di appartenenza. Tenere separati questi elementi è utile perché l’annuncio sul blocco viene spesso riassunto con la sola espressione «Euro 5», che da sola non descrive l’ambito del provvedimento.
Il riferimento alle categorie commerciali chiarisce inoltre che il cambiamento interessa sia gli spostamenti delle persone sia quelli svolti con mezzi destinati ad attività economiche. Il punto comune resta la data: per il gruppo di veicoli indicato, il termine per l’avvio delle limitazioni viene portato al 2027.
Il rinvio e gli obiettivi sulla qualità dell’aria
Spostare il calendario delle restrizioni non elimina l’obiettivo ambientale al quale quelle misure erano collegate. La documentazione tecnica richiamata dal provvedimento parla di maggiore flessibilità per le regioni nella scelta degli interventi ambientali, mantenendo l’impegno a raggiungere le riduzioni delle emissioni previste dalle norme nazionali ed europee.
Il Piemonte offre un esempio di questa impostazione: nel suo piano per la qualità dell’aria il blocco programmato per il 2026 è stato sostituito da altri interventi, pensati per produrre effetti comparabili sul fronte degli inquinanti. In questo modo il rinvio della limitazione al traffico e gli obiettivi di abbattimento delle emissioni restano due aspetti distinti della stessa scelta.
Per gli automobilisti piemontesi, il messaggio immediato è che lo stop alle automobili Euro 5 a gasolio previsto per ottobre 2026 era già stato scongiurato a livello regionale. Il decreto aggiunge ora una scadenza comune nel 2027 per le quattro regioni citate e definisce con maggiore chiarezza il termine della misura nazionale.
Articolo precedente
Cosa fare a Torino il 26 e 27 settembre, gli eventi da non perdere: sapori, scienza e mostre
Articolo successivo
Il nuovo museo progettato dallo studio BIG: l’arte si scopre camminando

Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




