# Torino Free > News, eventi, turismo e gastronomia ## Articoli - [Torino introduce gli stalli rosa: parcheggio gratuito per mamme e neogenitori](https://www.torinofree.it/news/torino-introduce-gli-stalli-rosa-parcheggio-gratuito-per-mamme-e-neogenitori.html): Torino introduce una nuova soluzione dedicata alle esigenze quotidiane delle donne in gravidanza e delle famiglie con figli molto piccoli.... - [Capitale della Cultura 2029, si candida la Valle Camonica: un progetto che unisce 40 Comuni](https://www.torinofree.it/cultura/capitale-della-cultura-2029-si-candida-la-valle-camonica-un-progetto-che-unisce-40-comuni.html): Un territorio intero si prepara a concorrere per uno dei riconoscimenti culturali più importanti del Paese. La Valle Camonica ha... - [Nuovi alloggi universitari in Piemonte: il piano porta 6.770 posti letto](https://www.torinofree.it/news/nuovi-alloggi-universitari-in-piemonte-il-piano-porta-6-770-posti-letto.html): Trovare una sistemazione adatta rappresenta uno degli aspetti più importanti per chi decide di frequentare un ateneo lontano dalla propria... - [Torino protagonista in Europa: lo Stadium accoglierà l'ultimo atto della Conference nel 2028](https://www.torinofree.it/sport/torino-protagonista-in-europa-lo-stadium-accogliera-lultimo-atto-della-conference-nel-2028.html): Torino tornerà a occupare un posto importante nel calendario del calcio internazionale. L’Allianz Stadium è stato infatti scelto per ospitare... - [Terra Madre torna a Torino: cibo, biodiversità e mille appuntamenti in città](https://www.torinofree.it/eventi/terra-madre-torna-a-torino-cibo-biodiversita-e-mille-appuntamenti-in-citta.html): Per quattro giornate, la parte più centrale di Torino cambierà volto. Tra giovedì 24 e domenica 27 settembre, nell’anno 2026,... - [Torino, un luna park di Natale potrebbe arrivare a Parco Dora: cosa prevede il progetto](https://www.torinofree.it/eventi/torino-un-luna-park-di-natale-potrebbe-arrivare-a-parco-dora-cosa-prevede-il-progetto.html): L’inverno in arrivo potrebbe portare le giostre a Parco Dora. La prospettiva nasce dalla revisione delle norme torinesi dedicate agli... - [Meteo Piemonte, sole e caldo fino a martedì: da mercoledì arrivano i temporali](https://www.torinofree.it/news/meteo-piemonte-sole-e-caldo-fino-a-martedi-da-mercoledi-arrivano-i-temporali.html): L’avvio della settimana conserva un aspetto quasi estivo in gran parte del Piemonte. Tra lunedì e martedì saranno soprattutto il... - [Nuova base Wizz Air a Torino: Caselle amplia l'offerta con 23 rotte](https://www.torinofree.it/news/nuova-base-wizz-air-a-torino-caselle-amplia-lofferta-con-23-rotte.html): Per l’aeroporto torinese si apre una fase diversa, segnata dall’avvio del presidio operativo di Wizz Air e da un programma... - [Quando chiamare un idraulico: distinguere l’urgenza dal problema programmabile](https://www.torinofree.it/guide/quando-chiamare-un-idraulico-distinguere-lurgenza-dal-problema-programmabile.html): Negli appartamenti moderni, dove impianti datati possono convivere con caldaie recenti, pompe di calore e nuovi sistemi di climatizzazione, non... - [Export piemontese, sempre più richieste: saldo commerciale vicino agli 8 miliardi](https://www.torinofree.it/economia/export-piemontese-sempre-piu-richieste-saldo-commerciale-vicino-agli-8-miliardi.html): Il commercio internazionale torna a dare slancio all’economia del Piemonte. Durante i primi sei mesi del 2026, le imprese regionali... - [Salone dell'Auto Torino 2026 da record: oltre 500mila visitatori in tre giorni](https://www.torinofree.it/eventi/salone-dellauto-torino-2026-da-record-oltre-500mila-visitatori-in-tre-giorni.html): Per un intero fine settimana, il centro di Torino ha assunto l’aspetto di una grande esposizione automobilistica all’aperto. L’appuntamento, arrivato... - [Il museo più piccolo del mondo potrebbe nascere in Italia: Caravaggio, una stanza e 12 microscopi](https://www.torinofree.it/cultura/il-museo-piu-piccolo-del-mondo-potrebbe-nascere-in-italia-caravaggio-una-stanza-e-12-microscopi.html): La grandezza dell’arte, in questo caso, si misura attraverso frazioni minuscole. Nel territorio dell’Argentario sta prendendo forma un progetto culturale... - [Tennis & Friends conquista Torino: 75 mila presenze e 32 mila controlli per la salute](https://www.torinofree.it/eventi/tennis-friends-conquista-torino-75-mila-presenze-e-32-mila-controlli-per-la-salute.html): Per tre giornate, sport e medicina si sono incontrati in uno degli spazi più conosciuti di Torino. Il sesto appuntamento... - [Scuola, il Piemonte riparte: prima campanella il 14 settembre per quasi 479mila alunni](https://www.torinofree.it/news/scuola-il-piemonte-riparte-prima-campanella-il-14-settembre-per-quasi-479mila-alunni.html): Per quasi 479 mila giovani piemontesi, domenica 13 settembre rappresenta l’ultima giornata della lunga pausa estiva. Dalla mattina di lunedì... - [Tunnel di Tenda, chiusura anticipata: stop totale dal 21 settembre al 29 ottobre](https://www.torinofree.it/news/tunnel-di-tenda-chiusura-anticipata-stop-totale-dal-21-settembre-al-29-ottobre.html): Il calendario degli interventi lungo il collegamento alpino tra Italia e Francia cambia in seguito al rapido avanzamento del cantiere.... - [Torino-Roma 14 settembre, il Toro cerca conferme: orario, diretta e possibili undici](https://www.torinofree.it/sport/torino-roma-14-settembre-il-toro-cerca-conferme-orario-diretta-e-possibili-undici.html): Il Torino si avvicina alla gara di domani con fiducia, dopo il successo ottenuto sul terreno della Fiorentina. Alle ore... - [Sassuolo-Juventus 13 settembre, probabili formazioni: tutte le novità prima della partita](https://www.torinofree.it/sport/sassuolo-juventus-13-settembre-probabili-formazioni-tutte-le-novita-prima-della-partita.html): Il turno numero quattro del massimo campionato propone un confronto molto atteso tra neroverdi e bianconeri. La gara è fissata... - [Via Roma cambia volto: Torino inaugura il nuovo salotto pedonale con una grande festa](https://www.torinofree.it/news/via-roma-cambia-volto-torino-inaugura-il-nuovo-salotto-pedonale-con-una-grande-festa.html): Un lungo percorso di trasformazione urbana si è concluso nel centro di Torino, dove sabato 12 settembre è stata inaugurata... - [Torino, riapre la Sala Gonin di Porta Nuova: visite il 19 e 20 settembre](https://www.torinofree.it/eventi/torino-riapre-la-sala-gonin-di-porta-nuova-visite-il-19-e-20-settembre.html): Nel cuore dello scalo ferroviario torinese si conserva un ambiente capace di unire la memoria della monarchia alla storia del... - [Torino, nasce il laboratorio dell'energia del futuro: un investimento da oltre 55 milioni](https://www.torinofree.it/innovazione/torino-nasce-il-laboratorio-dellenergia-del-futuro-un-investimento-da-oltre-55-milioni.html): Torino aggiunge un tassello importante al percorso verso un sistema energetico più moderno. 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Sulle cime occidentali sono... - [B2B DigiTalks 2026: più tecnologia nelle aziende, ma la complessità resta](https://www.torinofree.it/eventi/b2b-digitalks-2026-piu-tecnologia-nelle-aziende-ma-la-complessita-resta.html): Il 22 ottobre all’Infinite Area di Montebelluna (TV) torna l’evento organizzato da Algoritma e dedicato alla trasformazione del B2B. Due... - [Treno del Foliage 2026, si parte il 10 ottobre: itinerario, date e prezzi](https://www.torinofree.it/eventi/treno-del-foliage-2026-si-parte-il-10-ottobre-itinerario-date-e-prezzi.html): Quando l’autunno cambia il volto delle montagne, anche uno spostamento in ferrovia può diventare un’esperienza da ricordare. Tra le proposte... - [Saetta McQueen arriva al MAUTO di Torino: la star di Cars in mostra fino a gennaio](https://www.torinofree.it/eventi/saetta-mcqueen-arriva-al-mauto-di-torino-la-star-di-cars-in-mostra-fino-a-gennaio.html): Una carrozzeria rosso brillante, la cifra 95 e un volto conosciuto da piccoli e grandi: il MAUTO accoglie Saetta McQueen... - [Torino-Milano, due giorni di variazioni per i treni: cosa devono sapere i viaggiatori](https://www.torinofree.it/news/torino-milano-due-giorni-di-variazioni-per-i-treni-cosa-devono-sapere-i-viaggiatori.html): Chi ha programmato uno spostamento ferroviario fra il capoluogo piemontese e quello lombardo dovrà prestare particolare attenzione alla stazione indicata.... - [Cultura in Piemonte, oltre 1,8 milioni dalla Regione: aperti cinque nuovi bandi](https://www.torinofree.it/economia/cultura-in-piemonte-oltre-18-milioni-dalla-regione-aperti-cinque-nuovi-bandi.html): Un pacchetto da oltre 1,83 milioni di euro punta a sostenere diverse componenti della cultura piemontese, dalla diffusione dei libri... - [Voucher scuola Piemonte 2026-2027: nuovo invio delle credenziali a 10.500 utenti](https://www.torinofree.it/economia/voucher-scuola-piemonte-2026-2027-nuovo-invio-delle-credenziali-a-10-500-utenti.html): Le famiglie piemontesi ammesse al Voucher scuola 2026-2027 potranno attivare il contributo prima della ripresa delle lezioni. Dopo alcune segnalazioni... - [Torino, il 14 settembre torna il percorso completo del tram 4 fra Falchera e Mirafiori](https://www.torinofree.it/news/torino-il-14-settembre-torna-il-percorso-completo-del-tram-4-fra-falchera-e-mirafiori.html): Torino si prepara al ripristino integrale del collegamento tranviario numero 4. Il cambiamento scatterà il 14 settembre, giorno in cui... - [INPS Piemonte, aperte 22 posizioni per medici: candidature entro il 7 ottobre](https://www.torinofree.it/lavoro/inps-piemonte-aperte-22-posizioni-per-medici-candidature-entro-il-7-ottobre.html): Una nuova opportunità professionale interessa il personale sanitario piemontese. L’articolazione piemontese dell’INPS ha avviato una procedura pubblica che prevede 22... - [Incendi boschivi in Piemonte, dall'11 settembre termina lo stato di massima pericolosità](https://www.torinofree.it/news/incendi-boschivi-in-piemonte-dall11-settembre-termina-lo-stato-di-massima-pericolosita.html): L’estate piemontese entra in una nuova fase sul fronte della tutela delle aree verdi. Da venerdì 11 settembre terminerà il... - [Torino, nuovi ingressi alla guida dei mezzi Gtt: altre assunzioni entro fine anno](https://www.torinofree.it/lavoro/torino-nuovi-ingressi-alla-guida-dei-mezzi-gtt-altre-assunzioni-entro-fine-anno.html): La rete dei mezzi pubblici torinesi può contare su venti conducenti aggiuntivi, già destinati alla guida degli autobus. Il nuovo... - [Torino, il Castello del Valentino apre gratis a ottobre: visite dal 2 al 31](https://www.torinofree.it/eventi/torino-il-castello-del-valentino-apre-gratis-a-ottobre-visite-dal-2-al-31.html): Nel cuore dell’autunno torinese torna un’occasione preziosa per conoscere dall’interno uno degli edifici più riconoscibili della città. La residenza storica... - [Treni per Ceres, servizio regolare dal 13 settembre: previste otto corse nei feriali](https://www.torinofree.it/news/treni-per-ceres-servizio-regolare-dal-13-settembre-previste-otto-corse-nei-feriali.html): Il ritorno dei convogli lungo l’ultimo tratto verso Ceres segna un passaggio atteso. Dopo anni caratterizzati da difficoltà operative, la... - [Women's Cup, sarà Juventus-Inter: in palio un posto in finale](https://www.torinofree.it/sport/womens-cup-sara-juventus-inter-in-palio-un-posto-in-finale.html): Il percorso della Juventus Women nella Women’s Cup di Serie A entra nel momento decisivo. Il sorteggio della competizione 2026-27... - [Sagra del Tomino 2026 a Rivalta: tre giorni tra sapori, musica e tradizione](https://www.torinofree.it/enogastronomia/sagra-del-tomino-2026-a-rivalta-tre-giorni-tra-sapori-musica-e-tradizione.html): Rivalta di Torino si prepara a celebrare uno dei prodotti più rappresentativi del territorio. Dal 18 al 20 settembre 2026... - [Torino sale sul tram del gusto: dal 10 settembre riparte TRAMeZINO](https://www.torinofree.it/eventi/torino-sale-sul-tram-del-gusto-dal-10-settembre-riparte-tramezino.html): Una colazione durante il fine settimana oppure un aperitivo serale, entrambi serviti mentre un tram d’epoca attraversa alcune delle zone... - [Università di Torino, crescono le nuove iscrizioni: quasi 400 studenti in più](https://www.torinofree.it/news/universita-di-torino-crescono-le-nuove-iscrizioni-quasi-400-studenti-in-piu.html): Il nuovo anno universitario comincia con numeri incoraggianti per l’Università di Torino. 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Nelle prime ore di lunedì 7 settembre 2026, la temperatura... - [Frecciarossa Torino-Perugia, orari modificati per dieci giorni: cosa cambia dal 7 settembre](https://www.torinofree.it/news/frecciarossa-torino-perugia-orari-modificati-per-dieci-giorni-cosa-cambia-dal-7-settembre.html): Cambiano temporaneamente gli orari dei collegamenti ferroviari tra Torino e Perugia. Le variazioni interessano due Frecciarossa e saranno applicate durante... - [Agricoltura piemontese: oltre 3,3 milioni per affrontare l'emergenza idrica](https://www.torinofree.it/economia/agricoltura-piemontese-oltre-33-milioni-per-affrontare-lemergenza-idrica.html): Nuove risorse economiche sosterranno le aziende agricole piemontesi nella gestione dell’acqua e nella realizzazione di interventi capaci di migliorare l’efficienza... - [EuroVolley 2026, Torino si prepara alle sfide decisive: sei partite al PalaVela](https://www.torinofree.it/sport/eurovolley-2026-torino-si-prepara-alle-sfide-decisive-sei-partite-al-palavela.html): Due posti tra le migliori quattro d’Europa passeranno dal PalaVela. 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Gli... - [Vendemmia Reale a Torino: una notte tra vino e magia nei Giardini Reali](https://www.torinofree.it/eventi/vendemmia-reale-a-torino-una-notte-tra-vino-e-magia-nei-giardini-reali.html): Torino si prepara a vivere una serata capace di mettere insieme il fascino della storia sabauda, la cultura del vino... - [Caro gasolio, in Piemonte rincari per 807 milioni: l'allarme dell'autotrasporto](https://www.torinofree.it/economia/caro-gasolio-in-piemonte-rincari-per-807-milioni-lallarme-dellautotrasporto.html): Il caro carburanti presenta un conto sempre più pesante al Piemonte, con conseguenze che coinvolgono famiglie, imprese e soprattutto il... - [Fiorentina-Torino, probabili formazioni: orario e dove vedere la partita in TV](https://www.torinofree.it/sport/fiorentina-torino-probabili-formazioni-orario-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html): Fiorentina e Torino si preparano a incontrarsi in una gara che mette in palio punti già importanti per cambiare il... - [Malattie rare, da Torino un nuovo metodo per rendere più completa la diagnosi genetica](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/malattie-rare-da-torino-un-nuovo-metodo-per-rendere-piu-completa-la-diagnosi-genetica.html): Una nuova tecnologia di sequenziamento del DNA potrebbe aprire prospettive importanti per la diagnosi delle malattie genetiche rare. Uno studio... - [Torino, torna Star Plus: la navetta notturna si prenota tramite app](https://www.torinofree.it/news/torino-torna-star-plus-la-navetta-notturna-si-prenota-tramite-app.html): A Torino riparte Star Plus, il servizio di trasporto pubblico notturno a chiamata pensato per accompagnare gli utenti durante le... - [Piemonte, risarcimenti al 100% per gli allevatori colpiti dai grandi carnivori](https://www.torinofree.it/news/piemonte-risarcimenti-al-100-per-gli-allevatori-colpiti-dai-grandi-carnivori.html): La Regione Piemonte ha aperto un nuovo bando destinato agli allevatori che hanno subito danni al proprio patrimonio zootecnico a... - [Musei gratis a Torino domenica 6 settembre: dove andare, orari e modalità d'ingresso](https://www.torinofree.it/eventi/musei-gratis-a-torino-domenica-6-settembre-dove-andare-orari-e-modalita-dingresso.html): Domenica 6 settembre 2026 l’arte e la storia diventano accessibili gratuitamente grazie al ritorno della Domenica al Museo, l’iniziativa promossa... - [Torino entra nel Patto europeo dei fiumi: il Po al centro della nuova alleanza](https://www.torinofree.it/news/torino-entra-nel-patto-europeo-dei-fiumi-il-po-al-centro-della-nuova-alleanza.html): Torino rafforza il proprio impegno per la tutela dei corsi d’acqua urbani attraverso l’ingresso in una nuova alleanza internazionale. Il... - [Torino, torna il Festival dell'Economia: oltre 130 eventi gratuiti dal 22 al 25 ottobre](https://www.torinofree.it/economia/torino-torna-il-festival-delleconomia-oltre-130-eventi-gratuiti-dal-22-al-25-ottobre.html): Torino si prepara ad accogliere nuovamente uno degli appuntamenti più importanti dedicati all’analisi dei cambiamenti economici e sociali. Dal 22... - [Salone Auto Torino, in vetrina 47 case automobilistiche: il 40% dei brand è cinese](https://www.torinofree.it/eventi/salone-auto-torino-in-vetrina-47-case-automobilistiche-il-40-dei-brand-e-cinese.html): Il centro di Torino si prepara a trasformarsi in una grande vetrina dedicata alla mobilità. 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Martedì 1... - [AI Overviews e la prima pagina: oltre il 65% delle ricerche Google finisce senza clic](https://www.torinofree.it/innovazione/ai-overviews-e-la-prima-pagina-oltre-il-65-delle-ricerche-google-finisce-senza-clic.html): Le sintesi generate dall’intelligenza artificiale e gli annunci sponsorizzati occupano fino al 90% della prima schermata sui dispositivi mobili. Valerio... - [Quando la paura del dentista si accompagna ad altre condizioni cliniche](https://www.torinofree.it/guide/quando-la-paura-del-dentista-si-accompagna-ad-altre-condizioni-cliniche.html): La paura del dentista non si presenta sempre come un disagio isolato: in alcuni pazienti può intrecciarsi con condizioni già... - [Siccità a Torino, gli alberi non resistono: 253 piante morte in appena tre mesi](https://www.torinofree.it/news/siccita-a-torino-gli-alberi-non-resistono-253-piante-morte-in-appena-tre-mesi.html): L’estate 2026 ha lasciato un segno profondo sul patrimonio verde di Torino. Tra giugno e agosto, 253 alberi adulti sono... - [I pinguini riescono a "vedere" i suoni? Cosa rivela il nuovo studio dell'Università di Torino](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/i-pinguini-riescono-a-vedere-i-suoni-cosa-rivela-il-nuovo-studio-delluniversita-di-torino.html): Il cervello degli animali non riceve le informazioni in compartimenti separati. Vista, udito, tatto e altri sensi collaborano continuamente per... - [NOTARI-AI, il progetto torinese che rivoluziona la ricerca nei documenti storici](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/notari-ai-il-progetto-torinese-che-rivoluziona-la-ricerca-nei-documenti-storici.html): Digitalizzare un documento non significa necessariamente renderlo semplice da studiare. Archivi, istituzioni culturali e biblioteche hanno trasformato milioni di manoscritti... - [Assicurazione auto, prezzi in aumento in Piemonte: Torino supera i 500 euro](https://www.torinofree.it/economia/assicurazione-auto-prezzi-in-aumento-in-piemonte-torino-supera-i-500-euro.html): Assicurare un’automobile costa di più anche in Piemonte. Gli ultimi dati relativi al mese di giugno mostrano infatti un nuovo... - [Moncalieri, torna Castello Segreto: viaggio tra stanze inaccessibili e moda d'epoca](https://www.torinofree.it/eventi/moncalieri-torna-castello-segreto-viaggio-tra-stanze-inaccessibili-e-moda-depoca.html): Ci sono edifici che sembrano raccontare tutto attraverso le facciate, i cortili e le sale più conosciute. In realtà, dietro... - [La Spada di Luce torna sulla Sacra di San Michele: cinque chilometri di luce nel cielo](https://www.torinofree.it/eventi/la-spada-di-luce-torna-sulla-sacra-di-san-michele-cinque-chilometri-di-luce-nel-cielo.html): La Sacra di San Michele si prepara a diventare nuovamente il punto di partenza di uno spettacolo capace di unire... - [Fabbriche più sicure in Piemonte: perché la manutenzione predittiva degli impianti è una priorità per le Imprese](https://www.torinofree.it/lavoro/fabbriche-piu-sicure-in-piemonte-perche-la-manutenzione-predittiva-degli-impianti-e-una-priorita-per-le-imprese.html): Ogni estate, con l’avvicinarsi della pausa produttiva tra fine di luglio e agosto, numerose aziende del comparto manifatturiero piemontese programmano... - [TO Play 2026 a Torino: il festival del gioco torna gratis al Parco Dora](https://www.torinofree.it/eventi/to-play-2026-a-torino-il-festival-del-gioco-torna-gratis-al-parco-dora.html): Per un intero fine settimana Parco Dora cambierà volto, trasformandosi in un grande punto d’incontro per appassionati di giochi da... - [Stupinigi racconta il mito di Diana con una visita guidata per tutta la famiglia](https://www.torinofree.it/eventi/stupinigi-racconta-il-mito-di-diana-con-una-visita-guidata-per-tutta-la-famiglia.html): La Palazzina di Caccia di Stupinigi si prepara ad accogliere bambini e famiglie per un pomeriggio dedicato alla mitologia. Domenica... - [Fiera del Peperone di Carmagnola 2026: dieci giorni di gusto ed eventi gratuiti](https://www.torinofree.it/enogastronomia/fiera-del-peperone-di-carmagnola-2026-dieci-giorni-di-gusto-ed-eventi-gratuiti.html): Il peperone torna al centro della scena a Carmagnola, pronto a raccontare ancora una volta il legame profondo tra la... - [Università in Inghilterra: Mission Study Abroad agevola la ricerca di alloggi grazie alla collaborazione con le università britanniche](https://www.torinofree.it/esteri/universita-in-inghilterra-mission-study-abroad-agevola-la-ricerca-di-alloggi-grazie-alla-collaborazione-con-le-universita-britanniche.html): Mission Study Abroad agevola la ricerca dell’alloggio aiutando gli studenti italiani a utilizzare i canali messi a disposizione dalle università... - [Assegno unico in Piemonte: oltre 407mila richieste nei primi sei mesi del 2026](https://www.torinofree.it/economia/assegno-unico-in-piemonte-oltre-407mila-richieste-nei-primi-sei-mesi-del-2026.html): L’Assegno unico e universale continua a rappresentare un sostegno importante per numerose famiglie piemontesi. Nel corso del primo semestre del... - [Sassuolo-Torino 29 agosto: probabili formazioni e dove vedere la partita in TV](https://www.torinofree.it/sport/sassuolo-torino-29-agosto-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html): Il Torino è pronto ad affrontare la prima trasferta della nuova stagione. I granata saranno impegnati sul campo del Sassuolo... - [Da Vinovo a New York: la tecnologia torinese rivoluziona la raccolta dei rifiuti](https://www.torinofree.it/news/da-vinovo-a-new-york-la-tecnologia-torinese-rivoluziona-la-raccolta-dei-rifiuti.html): Una tecnologia sviluppata alle porte di Torino sta contribuendo a cambiare il modo in cui New York raccoglie i rifiuti.... - [Lavoro e Benessere: la scuola di massaggio TAO e il percorso certificato CSEN](https://www.torinofree.it/lavoro/lavoro-e-benessere-la-scuola-di-massaggio-tao-e-il-percorso-certificato-csen.html): Il settore del benessere sta vivendo un’espansione senza precedenti storici. Nella società contemporanea, dominata da ritmi frenetici e alti livelli... - [Carriera scalabile nel benessere: il Massaggiatore Capo Bagnino di Kosmos Centro Studi e l’evoluzione tecnologica Globus](https://www.torinofree.it/lavoro/carriera-scalabile-nel-benessere-il-massaggiatore-capo-bagnino-di-kosmos-centro-studi-e-levoluzione-tecnologica-globus.html): Ci sono momenti in cui una professione non si limita a essere un mestiere, ma diventa una traiettoria. Una linea... - [Lingotto Fiere, autunno da non perdere: dieci eventi tra arte, design e cultura pop](https://www.torinofree.it/eventi/lingotto-fiere-autunno-da-non-perdere-dieci-eventi-tra-arte-design-e-cultura-pop.html): L’autunno torinese si prepara a entrare nel vivo con un calendario capace di riunire mondi molto diversi. Da ottobre a... - [Torino cerca 100 volontari per la grande inaugurazione di via Roma: come candidarsi](https://www.torinofree.it/news/torino-cerca-100-volontari-per-la-grande-inaugurazione-di-via-roma-come-candidarsi.html): La nuova via Roma pedonale sarà presentata ufficialmente alla città con una grande festa in programma sabato 12 settembre 2026.... - [Festa della Nascita 2026 alla Reggia di Venaria: una giornata speciale per bambini e famiglie](https://www.torinofree.it/eventi/festa-della-nascita-2026-alla-reggia-di-venaria-una-giornata-speciale-per-bambini-e-famiglie.html): I Giardini della Reggia di Venaria si preparano ad accogliere una giornata interamente dedicata alle nuove vite e alle loro... - [Torino, da settembre due nuovi Punti informativi unificati nelle circoscrizioni 2 e 7](https://www.torinofree.it/news/torino-da-settembre-due-nuovi-punti-informativi-unificati-nelle-circoscrizioni-2-e-7.html): La rete dei servizi pubblici di prossimità si prepara a diventare più capillare a Torino. A partire da settembre entreranno... - [Il Politecnico di Torino sviluppa un software che anticipa il colpo di sonno](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/il-politecnico-di-torino-sviluppa-un-software-che-anticipa-il-colpo-di-sonno.html): Il colpo di sonno rappresenta uno dei pericoli più difficili da riconoscere mentre si guida. Spesso i segnali evidenti, come... - [Piemonte primo in Italia per potenza delle comunità energetiche: Torino e Cuneo guidano la crescita](https://www.torinofree.it/innovazione/piemonte-primo-in-italia-per-potenza-delle-comunita-energetiche-torino-e-cuneo-guidano-la-crescita.html): Il Piemonte conquista un primato importante nel settore dell’energia condivisa. La regione risulta infatti prima in Italia per la potenza... - [Venditori abusivi nel centro di Torino: controlli più che raddoppiati nel 2026](https://www.torinofree.it/news/venditori-abusivi-nel-centro-di-torino-controlli-piu-che-raddoppiati-nel-2026.html): A Torino cresce l’attenzione nei confronti del commercio abusivo, soprattutto lungo le vie dello shopping e nelle aree frequentate dai... - [Scuola in Piemonte, il rientro si avvicina: lezioni al via lunedì 14 settembre](https://www.torinofree.it/news/scuola-in-piemonte-il-rientro-si-avvicina-lezioni-al-via-lunedi-14-settembre.html): Il ritorno tra i banchi si avvicina per gli studenti piemontesi. Il calendario scolastico regionale ha già definito l’intero percorso... - [Corrosione per pitting: cos’è la vaiolatura dell’acciaio inox](https://www.torinofree.it/guide/corrosione-per-pitting-cose-la-vaiolatura-dellacciaio-inox.html): Riconoscere e prevenire la vaiolatura dell’acciaio inossidabile Venerdì 12 giugno 2026 l’Università di Ferrara ha riunito ricercatori, docenti e rappresentanti... - [Torino, passione cinema senza stagioni: 480 mila presenze durante l'estate](https://www.torinofree.it/eventi/torino-passione-cinema-senza-stagioni-480-mila-presenze-durante-lestate.html): L’idea di un cinema destinato a svuotarsi con l’arrivo del caldo viene smentita dai risultati registrati a Torino. L’estate del... - [Bancarellando 2026 a Monteu da Po: espositori cercasi per l'evento del 4 ottobre](https://www.torinofree.it/eventi/bancarellando-2026-a-monteu-da-po-espositori-cercasi-per-levento-del-4-ottobre.html): Monteu da Po si prepara ad accogliere una nuova edizione di Bancarellando, il mercato-evento organizzato in occasione della Festa Patronale.... - [Lanzo Torinese, via alla pace fiscale: vecchie cartelle senza sanzioni e interessi](https://www.torinofree.it/economia/lanzo-torinese-via-alla-pace-fiscale-vecchie-cartelle-senza-sanzioni-e-interessi.html): Una nuova possibilità si apre per i contribuenti che hanno debiti rimasti in sospeso con il Comune di Lanzo Torinese.... - [ITS Academy, in Piemonte partono 61 nuovi percorsi finanziati dalla Regione](https://www.torinofree.it/lavoro/its-academy-in-piemonte-partono-61-nuovi-percorsi-finanziati-dalla-regione.html): Il Piemonte amplia la propria offerta di formazione tecnica post diploma attraverso un nuovo investimento rivolto agli ITS Academy. Per... - [Biodiversità agricola, dalla Regione un milione di euro: otto progetti nel Torinese](https://www.torinofree.it/economia/biodiversita-agricola-dalla-regione-un-milione-di-euro-otto-progetti-nel-torinese.html): Un milione di euro per sostenere interventi capaci di rafforzare la biodiversità nelle campagne piemontesi. La Regione ha finanziato 21... - [Torino, To Dream cambia volto: meno negozi e più aree verdi nel polo di corso Romania](https://www.torinofree.it/news/torino-to-dream-cambia-volto-meno-negozi-e-piu-aree-verdi-nel-polo-di-corso-romania.html): Il futuro di To Dream potrebbe essere diverso da quello immaginato all’inizio. Il grande complesso di corso Romania, nel quadrante... - [Palazzo Cisterna rinasce: 13 milioni per restaurare lo storico edificio di Torino](https://www.torinofree.it/news/palazzo-cisterna-rinasce-13-milioni-per-restaurare-lo-storico-edificio-di-torino.html): Uno degli edifici più rappresentativi del centro di Torino si prepara a cambiare volto. Palazzo Cisterna sarà interessato da un... - [Gallerie d'Italia, semestre da record: oltre 400mila presenze e visitatori in crescita](https://www.torinofree.it/cultura/gallerie-ditalia-semestre-da-record-oltre-400mila-presenze-e-visitatori-in-crescita.html): Il primo semestre del 2026 si chiude con un risultato particolarmente positivo per le Gallerie d’Italia. Le quattro sedi museali... - [Voucher scuola in Piemonte, finanziate tutte le domande idonee: cosa cambia](https://www.torinofree.it/economia/voucher-scuola-in-piemonte-finanziate-tutte-le-domande-idonee-cosa-cambia.html): Il sistema dei voucher scuola del Piemonte compie un passaggio importante. Per la prima volta, infatti, tutte le domande considerate... - [Torino, riapre la biblioteca Cascina Marchesa: la data e cosa cambia](https://www.torinofree.it/news/torino-riapre-la-biblioteca-cascina-marchesa-la-data-e-cosa-cambia.html): La Biblioteca civica Cascina Marchesa si prepara ad accogliere nuovamente il pubblico. 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Torino e Milan si... - [Torino capitale delle scienze della Terra: 160 studenti arrivano da 41 Paesi](https://www.torinofree.it/cultura/torino-capitale-delle-scienze-della-terra-160-studenti-arrivano-da-41-paesi.html): Per una settimana Torino, il Piemonte e le Alpi occidentali diventano un grande punto d’incontro internazionale dedicato allo studio del... - [Maltempo nel Torinese, nubifragio e vento forte: alberi abbattuti e strade allagate](https://www.torinofree.it/news/maltempo-nel-torinese-nubifragio-e-vento-forte-alberi-abbattuti-e-strade-allagate.html): Un violento temporale ha attraversato il Torinese nel pomeriggio di giovedì 20 agosto, portando piogge intense, allagamenti e raffiche capaci... - [Più sicurezza in azienda: 5 interventi da pianificare subito](https://www.torinofree.it/guide/piu-sicurezza-in-azienda-5-interventi-da-pianificare-subito.html): La sicurezza sul lavoro non può essere affrontata soltanto quando si avvicina una scadenza o dopo che si è verificato... - [Torino Esposizioni cambia volto: il nuovo polo culturale del Valentino potrebbe chiamarsi Vale](https://www.torinofree.it/news/torino-esposizioni-cambia-volto-il-nuovo-polo-culturale-del-valentino-potrebbe-chiamarsi-vale.html): Torino Esposizioni si prepara ad affrontare una trasformazione profonda, destinata a restituire alla città uno dei suoi complessi architettonici più... - [Torino, via libera al nuovo Museo del Grande Torino allo stadio Filadelfia](https://www.torinofree.it/news/torino-via-libera-al-nuovo-museo-del-grande-torino-allo-stadio-filadelfia.html): La memoria del Grande Torino si prepara a trovare una nuova casa accanto al luogo che più di ogni altro... - [Torino, al Mauriziano nasce CLAP: lo screening precoce per i disturbi del linguaggio nei bambini](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/torino-al-mauriziano-nasce-clap-lo-screening-precoce-per-i-disturbi-del-linguaggio-nei-bambini.html): Riconoscere tempestivamente le difficoltà linguistiche durante i primi anni di vita può rendere più rapido l’avvio di un percorso di... - [Via Roma a Torino diventa interamente pedonale: inaugurazione il 12 settembre](https://www.torinofree.it/news/via-roma-a-torino-diventa-interamente-pedonale-inaugurazione-il-12-settembre.html): Via Roma apre un nuovo capitolo della sua storia e diventa completamente pedonale. 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GTT ha avviato un ampio programma di rinnovamento che prevede la sostituzione... - [Ferragosto gratis alle Gallerie d'Italia: a Torino due grandi mostre fotografiche](https://www.torinofree.it/eventi/ferragosto-gratis-alle-gallerie-ditalia-a-torino-due-grandi-mostre-fotografiche.html): Ferragosto può trasformarsi in una giornata dedicata all’arte. Il 15 agosto le Gallerie d’Italia saranno aperte gratis nelle sedi di... - [Rosalba Fiore tra gli speaker dei Forum 2026 dedicati ad AI, sostenibilità e trasformazione organizzativa](https://www.torinofree.it/eventi/rosalba-fiore-tra-gli-speaker-dei-forum-2026-dedicati-ad-ai-sostenibilita-e-trasformazione-organizzativa.html): La Founder e CEO di FioreRosalba. com interverrà a Napoli e Milano in tre tavoli tematici dedicati all’impatto dell’intelligenza artificiale,... - [Torino, svelato il nuovo cartellone dell'Orchestra Rai: concerti da ottobre a giugno](https://www.torinofree.it/eventi/torino-svelato-il-nuovo-cartellone-dellorchestra-rai-concerti-da-ottobre-a-giugno.html): Torino si prepara ad accogliere una nuova stagione dedicata alla grande musica sinfonica. 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Dalla Val di Susa alle Valli di Lanzo, le prime indicazioni mostrano... - [Caldo a Torino, la tregua durerà poco: Ferragosto verso temperature oltre i 35 gradi](https://www.torinofree.it/news/caldo-a-torino-la-tregua-durera-poco-ferragosto-verso-temperature-oltre-i-35-gradi.html): A Torino qualche ora di sollievo dopo una lunga sequenza di giornate segnate da temperature molto elevate. Nel fine settimana... - [Artigianato piemontese: segnali positivi, ma gli investimenti non decollano](https://www.torinofree.it/economia/artigianato-piemontese-segnali-positivi-ma-gli-investimenti-non-decollano.html): L’artigianato piemontese mostra qualche segnale di miglioramento, ma parlare di una ripresa ormai consolidata sarebbe prematuro. 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Per chi rimarrà in città, sabato 15 agosto 2026 ci sarà la possibilità di... - [Rai assume 34 diplomati anche a Torino: contratto, stipendio e come candidarsi](https://www.torinofree.it/lavoro/rai-assume-34-diplomati-anche-a-torino-contratto-stipendio-e-come-candidarsi.html): Una nuova opportunità di lavoro interessa chi possiede un diploma e vorrebbe entrare nel settore radiotelevisivo. 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Le temperature elevate e la prolungata scarsità di piogge... - [Caldo in Piemonte, sabato stop al bollino rosso: le previsioni di Arpa](https://www.torinofree.it/news/caldo-in-piemonte-sabato-stop-al-bollino-rosso-le-previsioni-di-arpa.html): Il caldo estremo concede una tregua al Piemonte. Dopo una giornata segnata dal bollino rosso su tutto il territorio regionale,... - [Eclissi di Sole a Torino, Superga si prepara al pienone: più collegamenti Gtt](https://www.torinofree.it/eventi/eclissi-di-sole-a-torino-superga-si-prepara-al-pienone-piu-collegamenti-gtt.html): L’eclissi di Sole del 12 agosto promette di richiamare numerose persone sulla collina torinese. 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Dopo avere costruito una parte... - [Un cucciolo di bradipo è nato a Zoom Torino: è l'unica nuova nascita in Italia nel 2026](https://www.torinofree.it/news/un-cucciolo-di-bradipo-e-nato-a-zoom-torino-e-lunica-nuova-nascita-in-italia-nel-2026.html): Fiocco azzurro a Zoom Torino, dove è nato un piccolo bradipo didattilo. Il cucciolo, ospitato all’interno dell’Oasi delle Farfalle, rappresenta... - [Piemonte, nuovi temporali in arrivo: rischio grandine e raffiche di vento](https://www.torinofree.it/news/piemonte-nuovi-temporali-in-arrivo-rischio-grandine-e-raffiche-di-vento.html): Il caldo eccezionale che da circa due settimane interessa il Piemonte comincia a mostrare i primi segnali di cedimento. L’indebolimento... - [Università di Torino: arriva Mind to Move, il master per affrontare le malattie croniche](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/universita-di-torino-arriva-mind-to-move-il-master-per-affrontare-le-malattie-croniche.html): Le malattie croniche rappresentano una delle questioni più difficili da affrontare per il sistema sanitario. Il problema riguarda un numero... - [Piemonte, economia in frenata nel 2026: volano i costi di energia e carburanti](https://www.torinofree.it/economia/piemonte-economia-in-frenata-nel-2026-volano-i-costi-di-energia-e-carburanti.html): L’economia piemontese continua a crescere, ma procede a una velocità ridotta. Nel primo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo... - [Caldo estremo in Piemonte, Torino verso i 39 gradi: allerta rossa confermata](https://www.torinofree.it/news/caldo-estremo-in-piemonte-torino-verso-i-39-gradi-allerta-rossa-confermata.html): Il Piemonte continua a fare i conti con un’ondata di calore particolarmente intensa e prolungata. Dopo oltre due settimane consecutive... - [Torino, blackout all'impianto di potabilizzazione del Po: SMAT evita l'interruzione dell'acqua](https://www.torinofree.it/news/torino-blackout-allimpianto-di-potabilizzazione-del-po-smat-evita-linterruzione-dellacqua.html): Un’interruzione dell’energia elettrica ha coinvolto l’impianto di potabilizzazione del Po, in corso Unità d’Italia a Torino. Il guasto, avvenuto nella... - [Piemonte, 28 milioni contro l'inquinamento: così si evita lo stop agli Euro 5](https://www.torinofree.it/news/piemonte-28-milioni-contro-linquinamento-cosi-si-evita-lo-stop-agli-euro-5.html): Il Piemonte cambia strategia sulla qualità dell’aria e sceglie una serie di interventi alternativi al blocco dei veicoli diesel Euro... - [Torino approva il nuovo Piano forestale: cosa cambia per boschi e aree protette](https://www.torinofree.it/news/torino-approva-il-nuovo-piano-forestale-cosa-cambia-per-boschi-e-aree-protette.html): La Collina di Torino avrà un nuovo strumento per proteggere e gestire in modo più efficace il proprio patrimonio naturale.... - [Blackout e caldo estremo, Iren potenzia la rete elettrica torinese: piano da 515 milioni](https://www.torinofree.it/news/blackout-e-caldo-estremo-iren-potenzia-la-rete-elettrica-torinese-piano-da-515-milioni.html): I ripetuti blackout che di recente hanno interessato diverse zone di Torino hanno spinto Iren a rafforzare gli interventi sulla... - [Torino, nuovo autovelox fisso in corso Unità d'Italia: da quando scattano i controlli](https://www.torinofree.it/news/torino-nuovo-autovelox-fisso-in-corso-unita-ditalia-da-quando-scattano-i-controlli.html): A Torino sta per entrare in servizio un nuovo dispositivo fisso per il controllo della velocità. L’impianto è stato collocato... - [Caldo record a Torino: alle Molinette aumentano i ricoveri dei pazienti fragili](https://www.torinofree.it/news/caldo-record-a-torino-alle-molinette-aumentano-i-ricoveri-dei-pazienti-fragili.html): L’ondata di caldo che sta interessando Torino comincia a mostrare i suoi effetti anche sul sistema sanitario. Al Pronto Soccorso... - [Torino, torna il Night Buster estivo: 17 linee notturne fino al 12 settembre](https://www.torinofree.it/news/torino-torna-il-night-buster-estivo-17-linee-notturne-fino-al-12-settembre.html): Con l’arrivo dell’estate riparte a Torino il Night Buster, il servizio di trasporto pubblico pensato per facilitare gli spostamenti nelle... - [Register.it sceglie Wolf Agency per la strategia di Digital PR](https://www.torinofree.it/news/register-it-sceglie-wolf-agency-per-la-strategia-di-digital-pr.html): Wolf Agency e Register. it ufficializzano una collaborazione dedicata alla Digital PR del marchio. L’obiettivo è far crescere la presenza... - [Oscillante 2026 a Torino: tre giorni di circo aereo contemporaneo tra spettacoli e musica](https://www.torinofree.it/eventi/oscillante-2026-a-torino-tre-giorni-di-circo-aereo-contemporaneo-tra-spettacoli-e-musica.html): Per tre giorni Torino alzerà lo sguardo verso il cielo, seguendo corpi sospesi, trapezi in movimento e spettacolari evoluzioni aeree.... - [Torino, presentata la Sindone visio-tattile: la riproduzione si può scoprire attraverso il tatto](https://www.torinofree.it/news/torino-presentata-la-sindone-visio-tattile-la-riproduzione-si-puo-scoprire-attraverso-il-tatto.html): La Sindone entra in una nuova fase del proprio racconto pubblico e assume una forma pensata per essere osservata, toccata... - [Il caso Torino: perché i prezzi delle case in affitto e in vendita sono rimasti accessibili?](https://www.torinofree.it/guide/il-caso-torino-perche-i-prezzi-delle-case-in-affitto-e-in-vendita-sono-rimasti-accessibili.html): In un periodo in cui l’accessibilità immobiliare, sia quando si parla di acquisto, sia quando si guarda agli affitti, è... - [Torino, strisce pedonali più resistenti: parte il test con nuove vernici](https://www.torinofree.it/news/torino-strisce-pedonali-piu-resistenti-parte-il-test-con-nuove-vernici.html): A Torino prende il via una sperimentazione pensata per affrontare uno dei problemi più frequenti della viabilità urbana: il rapido... - [Piemonte, nessuna tregua dal caldo: allerta massima e notti tropicali fino al weekend](https://www.torinofree.it/news/piemonte-nessuna-tregua-dal-caldo-allerta-massima-e-notti-tropicali-fino-al-weekend.html): Il Piemonte resta alle prese con una fase di caldo estremo destinata a proseguire nei prossimi giorni. L’attenuazione prevista nelle... - [Torino-Carrarese: il debutto di Ignazio Abate ha una data ufficiale](https://www.torinofree.it/sport/torino-carrarese-il-debutto-di-ignazio-abate-ha-una-data-ufficiale.html): La nuova stagione del Torino prenderà il via con un appuntamento già definito. I granata debutteranno in Coppa Italia contro... - [Cinema all'aperto a Torino: il programma gratuito al Parco del Valentino](https://www.torinofree.it/eventi/cinema-allaperto-a-torino-il-programma-gratuito-al-parco-del-valentino.html): Torna al Parco del Valentino uno degli appuntamenti estivi più attesi dagli amanti del grande schermo. Dal 12 luglio al... - [Agliè celebra la natura: visita alla mostra e documentario nel Castello](https://www.torinofree.it/eventi/aglie-celebra-la-natura-visita-alla-mostra-e-documentario-nel-castello.html): Cinema e ambiente si incontrano al Castello di Agliè, dove sabato 27 giugno è in programma una giornata dedicata al... - [Flowers Festival 2026: a Collegno oltre venti serate tra musica e spettacolo](https://www.torinofree.it/eventi/flowers-festival-2026-a-collegno-oltre-venti-serate-tra-musica-e-spettacolo.html): Flowers Festival torna a Collegno dal 25 giugno al 17 luglio 2026 con un programma che attraversa rap, rock, cantautorato,... - [Voucher scuola Piemonte 2026-2027: requisiti, importi e come presentare la domanda](https://www.torinofree.it/economia/voucher-scuola-piemonte-2026-2027-requisiti-importi-e-come-presentare-la-domanda.html): La Regione Piemonte ha aperto i bandi per i Voucher scuola 2026-2027, misura destinata alle famiglie con figli iscritti alle... - [San Giovanni 2026 a Torino: programma completo, concerti e fuochi d'artificio](https://www.torinofree.it/eventi/san-giovanni-2026-a-torino-programma-completo-concerti-e-fuochi-dartificio.html): Torino entra nel vivo della Festa di San Giovanni 2026, l’appuntamento dedicato al patrono cittadino che, dal 20 al 24... - [Emergenza idrica in Piemonte, fiumi e falde sotto pressione: riapre l'Osservatorio regionale](https://www.torinofree.it/news/emergenza-idrica-in-piemonte-fiumi-e-falde-sotto-pressione-riapre-losservatorio-regionale.html): La Regione Piemonte ha riattivato l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica per seguire con maggiore precisione l’evoluzione delle condizioni idrologiche e meteorologiche.... - [Nichelino, il murales di Nicholas omaggia Bud Spencer e Terence Hill](https://www.torinofree.it/news/nichelino-il-murales-di-nicholas-omaggia-bud-spencer-e-terence-hill.html): Nichelino continua a legare la propria immagine alla street art. 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Dopo una fase... - [Cinema all'aperto gratis a Torino: 35 eventi estivi tra film, talk e ospiti internazionali](https://www.torinofree.it/eventi/cinema-allaperto-gratis-a-torino-35-eventi-estivi-tra-film-talk-e-ospiti-internazionali.html): Con l’arrivo dell’estate torna a Torino uno degli appuntamenti più seguiti dal pubblico cittadino: il cinema all’aperto. Dal 4 giugno... - [Scorbuto a Torino: bambina salvata al Regina Margherita](https://www.torinofree.it/news/scorbuto-a-torino-bambina-salvata-al-regina-margherita.html): Lo scorbuto torna al centro dell’attenzione medica con un caso pediatrico diagnosticato e curato a Torino, all’ospedale Infantile Regina Margherita.... - [Ponte del 2 giugno: musei civici aperti a Torino con tariffe ridotte](https://www.torinofree.it/cultura/ponte-del-2-giugno-musei-civici-aperti-a-torino-con-tariffe-ridotte.html): Musei aperti a Torino per il ponte della Festa della Repubblica: la Fondazione Torino Musei ha messo in atto un... - [Sottopasso Donat Cattin: chiusure a Torino per i lavori di sicurezza](https://www.torinofree.it/news/sottopasso-donat-cattin-chiusure-a-torino-per-i-lavori-di-sicurezza.html): A Torino si prepara una nuova fase di lavori sul sottopasso Donat Cattin di corso Mortara, con modifiche alla viabilità... - [Donne al voto, a Torino la mostra sugli 80 anni dal referendum del 1946](https://www.torinofree.it/news/donne-al-voto-a-torino-la-mostra-sugli-80-anni-dal-referendum-del-1946.html): Il 2 giugno il cortile del Palazzo del Rettorato dell’Università di Torino accoglie la mostra fotografica “1946-2026: Donne al voto,... - [Chivasso: attiva la nuova passerella pedonale che sostituisce il passaggio a livello](https://www.torinofree.it/news/chivasso-attiva-la-nuova-passerella-pedonale-che-sostituisce-il-passaggio-a-livello.html): Chivasso ha attivato la nuova passerella pedonale destinata a sostituire il passaggio a livello di via Talentino, lungo la linea... - [Venaria Reale, uffici comunali chiusi al pubblico lunedì 1 giugno](https://www.torinofree.it/news/venaria-reale-uffici-comunali-chiusi-al-pubblico-lunedi-1-giugno.html): Venaria Reale si prepara alla Festa della Repubblica con una chiusura straordinaria degli uffici comunali. Il provvedimento riguarda la giornata... - [Notte degli Archivi 2026: a Torino tour gratis sul tram storico 2847](https://www.torinofree.it/eventi/notte-degli-archivi-2026-a-torino-tour-gratis-sul-tram-storico-2847.html): Torino salirà a bordo di un tram d’epoca per una serata dedicata alla memoria urbana e alla storia del trasporto... - [Torino Comics alla Certosa Reale: tutte le novità della 30esima edizione](https://www.torinofree.it/eventi/torino-comics-alla-certosa-reale-tutte-le-novita-della-30esima-edizione.html): La 30ª edizione di Torino Comics ha aperto i battenti alla Certosa Reale di Collegno, con un impianto rinnovato e... - [Palazzina di Stupinigi: il percorso di visita si amplia con due nuove sale](https://www.torinofree.it/turismo/palazzina-di-stupinigi-il-percorso-di-visita-si-amplia-con-due-nuove-sale.html): La Palazzina di Caccia di Stupinigi amplia il percorso aperto ai visitatori con due nuovi ambienti dedicati a una parte... - [Ponte del 2 giugno a Torino: musei aperti, eventi e tour nel weekend lungo](https://www.torinofree.it/eventi/ponte-del-2-giugno-a-torino-musei-aperti-eventi-e-tour-nel-weekend-lungo.html): Nel ponte del 2 giugno il Piemonte rafforza la propria offerta turistica con una serie di appuntamenti distribuiti tra Torino,... - [Muriel Oddenino, l'ultimo saluto di Poirino: la comunità si stringe alla famiglia della biologa marina](https://www.torinofree.it/news/muriel-oddenino-lultimo-saluto-di-poirino-la-comunita-si-stringe-alla-famiglia-della-biologa-marina.html): Sono state centinaia le persone che hanno raggiunto Poirino per l’ultimo saluto a Muriel Oddenino, la biologa marina morta alle... - [Granda in Piazza 2026: a Torino tre giorni dedicati alla birra artigianale](https://www.torinofree.it/eventi/granda-in-piazza-2026-a-torino-tre-giorni-dedicati-alla-birra-artigianale.html): Nei giorni del 5, 6 e 7 giugno, a Torino torna Granda in Piazza, evento dedicato alla birra artigianale che... - [Castelli Aperti nel Torinese: le dimore storiche visitabili nel ponte del 2 giugno](https://www.torinofree.it/news/castelli-aperti-nel-torinese-le-dimore-storiche-visitabili-nel-ponte-del-2-giugno.html): Il ponte del 2 giugno porta nuove occasioni di visita tra castelli, ville storiche e residenze d’epoca della provincia di... - [Piemonte, ordinanza anti-caldo: rider e operai fermi nei giorni da bollino rosso](https://www.torinofree.it/lavoro/piemonte-ordinanza-anti-caldo-rider-e-operai-fermi-nei-giorni-da-bollino-rosso.html): Il Piemonte introduce nuove restrizioni contro il caldo estremo per proteggere chi lavora all’aperto. L’ordinanza regionale, firmata con un mese... - [Perché salta la corrente a Torino: i motivi dei blackout che stanno interessando la città](https://www.torinofree.it/news/perche-salta-la-corrente-a-torino-i-motivi-dei-blackout-che-stanno-interessando-la-citta.html): Torino torna a fare i conti con i blackout. Le interruzioni di corrente, già emerse in diversi quartieri, arrivano prima... - [Torino, tornano i giochi d'acqua nei parchi: quattro aree verdi attive tutti i giorni](https://www.torinofree.it/news/torino-tornano-i-giochi-dacqua-nei-parchi-quattro-aree-verdi-attive-tutti-i-giorni.html): A Torino riparte la stagione dei giochi d’acqua nei parchi cittadini. Da sabato 30 maggio, bambini e famiglie potranno tornare... - [Anatra Zoppa rinasce a Torino: nuovo community hub a Barriera di Milano](https://www.torinofree.it/news/anatra-zoppa-rinasce-a-torino-nuovo-community-hub-a-barriera-di-milano.html): Foto Città di Torino – www. comune. torino. it Uno spazio storico di Barriera di Milano torna al centro della... - [Weekend del gusto nel Torinese: pizza, vino e sapori pugliesi in provincia](https://www.torinofree.it/eventi/weekend-del-gusto-nel-torinese-pizza-vino-e-sapori-pugliesi-in-provincia.html): La provincia di Torino apre il fine settimana con un calendario fitto di appuntamenti legati al gusto, alla musica dal... - [Torino, caldo fino a domenica: martedì cambia tutto con pioggia e calo termico](https://www.torinofree.it/news/torino-caldo-fino-a-domenica-martedi-cambia-tutto-con-pioggia-e-calo-termico.html): Nel Torinese il caldo resta protagonista fino alla fine del weekend, con temperature sopra la media e un clima già... - [Premio Campiello 2026: tra i cinque finalisti anche una scrittrice torinese](https://www.torinofree.it/cultura/premio-campiello-2026-tra-i-cinque-finalisti-anche-una-scrittrice-torinese.html): La 64ª edizione del Premio Campiello entra nella fase decisiva con la scelta dei cinque romanzi finalisti. La selezione è... - [Blackout a Torino: caldo record e rete elettrica sotto pressione](https://www.torinofree.it/news/blackout-a-torino-caldo-record-e-rete-elettrica-sotto-pressione.html): Torino si è svegliata con una nuova giornata difficile sul fronte dell’energia elettrica. Il caldo record degli ultimi giorni ha... - [Piemonte e consumo di suolo: il nuovo Piano territoriale fissa l'obiettivo 2050](https://www.torinofree.it/news/piemonte-e-consumo-di-suolo-il-nuovo-piano-territoriale-fissa-lobiettivo-2050.html): Il Piemonte prepara una nuova fase per la gestione del territorio, con un obiettivo fissato sul lungo periodo: portare il... - [2 Giugno 2026 a Torino: tutti gli appuntamenti per la Festa della Repubblica](https://www.torinofree.it/eventi/2-giugno-2026-a-torino-tutti-gli-appuntamenti-per-la-festa-della-repubblica.html): La Festa della Repubblica avrà quest’anno a Torino un valore più ampio del consueto. Il 2 Giugno coinciderà infatti con... - [Ponte del 2 giugno a Torino: hotel quasi pieni e ristoranti verso il pienone](https://www.torinofree.it/turismo/ponte-del-2-giugno-a-torino-hotel-quasi-pieni-e-ristoranti-verso-il-pienone.html): Il ponte del 2 giugno porta Torino verso numeri molto alti sul fronte turistico. Le strutture ricettive registrano un livello... - [Torino, notte mai così calda: battuto il record di maggio dopo oltre due secoli](https://www.torinofree.it/news/torino-notte-mai-cosi-calda-battuto-il-record-di-maggio-dopo-oltre-due-secoli.html): Torino ha vissuto una notte fuori scala per il mese di maggio. Tra il 27 e il 28 maggio, la... - [Sciopero dei mezzi 29 maggio: orari e fasce garantite a Torino](https://www.torinofree.it/news/sciopero-dei-mezzi-29-maggio-orari-e-fasce-garantite-a-torino.html): Venerdì 29 maggio si annuncia una giornata complicata per chi deve spostarsi, con uno sciopero generale nazionale di 24 ore... - [Festival del Gelato Italiano a Rivara: quattro giorni di degustazioni e maestri da tutta Italia](https://www.torinofree.it/eventi/festival-del-gelato-italiano-a-rivara-quattro-giorni-di-degustazioni-e-maestri-da-tutta-italia.html): Rivara si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più golosi dell’inizio estate. Dal 4 al 7 giugno, il Parco di... - [Torino Caselle da record: l'aeroporto supera i 225 milioni di euro](https://www.torinofree.it/economia/torino-caselle-da-record-laeroporto-supera-i-225-milioni-di-euro.html): L’aeroporto di Torino Caselle chiude il 2025 con numeri che rafforzano il suo peso nello sviluppo del territorio. Lo scalo... - [Torino investe 4,5 milioni per rendere più green scuole e uffici comunali](https://www.torinofree.it/news/torino-investe-45-milioni-per-rendere-piu-green-scuole-e-uffici-comunali.html): Torino mette al centro il patrimonio pubblico nel percorso verso edifici più efficienti, con nuovi lavori destinati a scuole, uffici... - [Mercatini di Torino, cambiano le regole: cosa prevede il nuovo regolamento](https://www.torinofree.it/news/mercatini-di-torino-cambiano-le-regole-cosa-prevede-il-nuovo-regolamento.html): Torino mette mano al regolamento che disciplina i mercati periodici e prepara una revisione destinata a cambiare l’organizzazione dei mercatini... - [Caldo record a Torino, maggio mai così rovente: aperti 19 centri climatizzati](https://www.torinofree.it/news/caldo-record-a-torino-maggio-mai-cosi-rovente-aperti-19-centri-climatizzati.html): A Torino e in Piemonte il caldo di fine maggio ha già superato i valori più alti mai registrati nel... - [Scuole torinesi, bloccati gli accorpamenti: stop alle fusioni fino al 2028](https://www.torinofree.it/news/scuole-torinesi-bloccati-gli-accorpamenti-stop-alle-fusioni-fino-al-2028.html): Il piano di dimensionamento scolastico in Piemonte si ferma. 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Il... - [Iren punta sui quartieri di Torino: selezionate 4 idee per la città](https://www.torinofree.it/news/iren-punta-sui-quartieri-di-torino-selezionate-4-idee-per-la-citta.html): Torino prova a rilanciare alcuni dei suoi spazi di prossimità partendo da quattro iniziative selezionate nella prima edizione di Idee... - [Salone del Libro, numeri record per la metropolitana: superati gli 810.000 accessi](https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-numeri-record-per-la-metropolitana-superati-gli-810-000-accessi.html): Torino, il Salone del Libro spinge la metro: oltre 810. 000 accessi nei giorni della manifestazione al Lingotto. 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Sale server,... - [Sistema Gusto accelera nel foodservice gourmet, da TUTTOFOOD 2026 nuove opportunità per il mercato Ho.Re.Ca. italiano e internazionale](https://www.torinofree.it/news/sistema-gusto-accelera-nel-foodservice-gourmet-da-tuttofood-2026-nuove-opportunita-per-il-mercato-ho-re-ca-italiano-e-internazionale.html): Il brand guidato da Sebastian Gatto rafforza il proprio posizionamento nella ristorazione professionale con soluzioni che uniscono qualità gastronomica, efficienza... - [Intervento complesso al Cto di Torino: donna operata con una protesi cranica in 3D](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/intervento-complesso-al-cto-di-torino-donna-operata-con-una-protesi-cranica-in-3d.html): All’ospedale Cto di Torino una paziente di 73 anni è stata sottoposta a un’operazione complessa per un raro tumore maligno... - [Piemonte, nuova perturbazione in arrivo: temporali forti già da lunedì](https://www.torinofree.it/news/piemonte-nuova-perturbazione-in-arrivo-temporali-forti-gia-da-lunedi.html): Il Piemonte si prepara a una nuova fase di maltempo dopo una domenica segnata da condizioni più stabili e da... - [Jovanotti conquista il Salone del Libro: "La poesia cura l'anima"](https://www.torinofree.it/eventi/jovanotti-conquista-il-salone-del-libro-la-poesia-cura-lanima.html): Jovanotti ha portato la poesia al centro del Salone Internazionale del Libro di Torino, con un incontro al Lingotto che... - [Salone del Libro, Fiorello conquista tutti: ironia e ospiti a sorpresa](https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-fiorello-conquista-tutti-ironia-e-ospiti-a-sorpresa.html): Fiorello ha trasformato il Salone Internazionale del Libro di Torino in un piccolo teatro aperto, tra battute, applausi e una... - [Torna il treno storico a vapore da Torino: viaggio speciale tra Garessio e Ormea](https://www.torinofree.it/eventi/torna-il-treno-storico-a-vapore-da-torino-viaggio-speciale-tra-garessio-e-ormea.html): Il ritorno del Treno Storico a Vapore riporta Torino dentro un itinerario ferroviario dal sapore antico, con una corsa speciale... - [La Fiorentina rovina i piani della Juve: 2-0 allo Stadium e corsa Champions in salita](https://www.torinofree.it/sport/la-fiorentina-rovina-i-piani-della-juve-2-0-allo-stadium-e-corsa-champions-in-salita.html): A una giornata dalla fine del campionato, la Juventus perde una partita pesante e vede complicarsi la corsa alla prossima... - [Il Parco del Valentino entra nella top 5 dei giardini italiani più amati dai viaggiatori](https://www.torinofree.it/turismo/il-parco-del-valentino-entra-nella-top-5-dei-giardini-italiani-piu-amati-dai-viaggiatori.html): Il Parco del Valentino entra nella parte alta della classifica italiana dei giardini più apprezzati dai viaggiatori. 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Il verde scelto per... - [Tragedia alle Maldive, riprese le ricerche dei sub: tra loro i piemontesi Federico Gualtieri e Muriel Oddenino](https://www.torinofree.it/news/tragedia-alle-maldive-riprese-le-ricerche-dei-sub-tra-loro-i-piemontesi-federico-gualtieri-e-muriel-oddenino.html): Le ricerche dei sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive sono riprese nella giornata di sabato 16 maggio. I soccorritori... - [Juventus-Fiorentina, ufficiali data e orario: quando si gioca](https://www.torinofree.it/sport/juventus-fiorentina-ufficiali-data-e-orario-quando-si-gioca.html): La 37ª giornata di Serie A ha ora un quadro definito per le partite legate alla corsa Champions. Dopo il... - [Notte di incidenti a Torino: sei feriti e un'auto ribaltata in corso Peschiera](https://www.torinofree.it/news/notte-di-incidenti-a-torino-sei-feriti-e-unauto-ribaltata-in-corso-peschiera.html): La notte sulle strade di Torino è stata segnata da due incidenti avvenuti in punti diversi della città. Il bilancio... - [Salone del Libro, sabato da pienone: Jovanotti e Alberto Angela tra i più attesi](https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-sabato-da-pienone-jovanotti-e-alberto-angela-tra-i-piu-attesi.html): Il sabato del Salone del Libro di Torino entra nel vivo con una giornata ad alta densità di incontri, ospiti... - [Salone del Libro di Torino, storia e curiosità: perché è diventato un appuntamento unico](https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-di-torino-storia-e-curiosita-perche-e-diventato-un-appuntamento-unico.html): Il Salone del Libro di Torino è uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili in Italia. Nato alla fine degli anni... - [Calendario scolastico 2026-2027 in Piemonte: vacanze di Carnevale più lunghe nel 2027](https://www.torinofree.it/news/calendario-scolastico-2026-2027-in-piemonte-vacanze-di-carnevale-piu-lunghe-nel-2027.html): Il Piemonte cambia una parte del calendario scolastico 2026-2027 e sceglie di dare più spazio alla pausa di Carnevale. La... - [Torino, FLOR 2026 con ingresso gratuito al Parco del Valentino dal 22 maggio](https://www.torinofree.it/eventi/torino-flor-2026-con-ingresso-gratuito-al-parco-del-valentino-dal-22-maggio.html): Dal 22 al 24 maggio Torino ospiterà una nuova edizione di FLOR 2026, la mostra mercato dedicata a piante, fiori,... - [San Salvario ha un cuore verde: due giorni tra piante, libri e passeggiate](https://www.torinofree.it/eventi/san-salvario-ha-un-cuore-verde-due-giorni-tra-piante-libri-e-passeggiate.html): Torino si prepara a un nuovo appuntamento dedicato al verde urbano, alla lettura e alla vita di quartiere. Il 16... - [Sanità piemontese, i sindacati lanciano l'allarme: mancano 5.000 infermieri](https://www.torinofree.it/lavoro/sanita-piemontese-i-sindacati-lanciano-lallarme-mancano-5-000-infermieri.html): In Piemonte la sanità deve fare i conti con una carenza che pesa su ospedali, servizi territoriali e assistenza quotidiana.... - [Torino avrà un nuovo volo per Riga: airBaltic collega Caselle alla Lettonia](https://www.torinofree.it/news/torino-avra-un-nuovo-volo-per-riga-airbaltic-collega-caselle-alla-lettonia.html): Da Torino alla Lettonia, senza scali, con una nuova rotta destinata a entrare nella programmazione invernale dell’aeroporto di Caselle. airBaltic... - [Torino-Bardonecchia, circolazione dei treni sospesa: date, bus sostitutivi e cancellazioni](https://www.torinofree.it/news/torino-bardonecchia-circolazione-dei-treni-sospesa-date-bus-sostitutivi-e-cancellazioni.html): Nuove modifiche alla circolazione ferroviaria sono previste sulla linea Torino-Bardonecchia, con effetti anche sui collegamenti internazionali diretti verso la Francia.... - [Neve sulle montagne torinesi e grandine in pianura: il maltempo colpisce il Piemonte](https://www.torinofree.it/news/neve-sulle-montagne-torinesi-e-grandine-in-pianura-il-maltempo-colpisce-il-piemonte.html): La perturbazione annunciata ha raggiunto Torino e il Piemonte, portando un rapido cambio del tempo tra montagna e pianura. 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Sabato 18... - [NASA, obiettivo Luna nel 2027: Artemis III entra nella fase decisiva](https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/nasa-obiettivo-luna-nel-2027-artemis-iii-entra-nella-fase-decisiva.html): Il programma Artemis entra in una fase che per la NASA vale più di un semplice passo avanti. Dopo il... - [Aero Club Torino, il 23 maggio torna l'Open Day: simulatori e voli gratuiti](https://www.torinofree.it/eventi/aero-club-torino-il-23-maggio-torna-lopen-day-simulatori-e-voli-gratuiti.html): L’Aero Club Torino si prepara a riportare il pubblico dentro l’aeroporto Torino Aeritalia con una giornata pensata per far conoscere... - [Pet economy in crescita in Piemonte, oltre 600 milioni di spesa: Torino terza provincia in Italia](https://www.torinofree.it/economia/pet-economy-in-crescita-in-piemonte-oltre-600-milioni-di-spesa-torino-terza-provincia-in-italia.html): L’Italia conferma un legame sempre più stretto con gli animali domestici e i numeri raccontano un’abitudine ormai radicata nelle famiglie.... - [Incidente a Villar Perosa: auto fuori strada sfonda una recinzione e atterra nel cortile di una casa](https://www.torinofree.it/news/incidente-a-villar-perosa-auto-fuori-strada-sfonda-una-recinzione-e-atterra-nel-cortile-di-una-casa.html): A Villar Perosa la notte si è chiusa con un incidente che, per dinamica e danni, ha scosso un intero... - [Festa delle Fragole: a San Mauro Torinese torna la Passeggiata 5×1000](https://www.torinofree.it/eventi/festa-delle-fragole-a-san-mauro-torinese-torna-la-passeggiata-5x1000.html): Domenica 24 maggio San Mauro Torinese riporterà al centro della propria festa cittadina una delle iniziative più riconoscibili del programma... - [Meno furti nelle abitazioni piemontesi, Torino resta tra le città più colpite](https://www.torinofree.it/news/meno-furti-nelle-abitazioni-piemontesi-torino-resta-tra-le-citta-piu-colpite.html): Nel 2024 il Piemonte ha registrato 10. 897 furti in abitazione, con una flessione del 1,3% rispetto all’anno precedente. 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Si tratta degli stalli rosa, spazi per le automobili utilizzabili attraverso un apposito contrassegno. La prima fase del progetto interesserà soltanto due aree cittadine e avrà una durata prestabilita, così da permettere una valutazione concreta del servizio. I parcheggi verranno realizzati soprattutto vicino alle strutture frequentate dalle famiglie, dove trovare un posto libero può diventare particolarmente importante. Una sperimentazione di due anni in alcune zone di Torino Il progetto partirà nelle aree amministrative numero 4 e numero 7 e proseguirà per 24 mesi. Questo periodo consentirà di osservare il funzionamento degli spazi riservati, verificare il loro utilizzo e raccogliere informazioni utili per decidere gli sviluppi successivi. L’obiettivo consiste nel rendere più agevoli gli spostamenti di chi affronta una gravidanza o accompagna un figlio nei suoi primi anni di vita. In queste situazioni, riuscire a lasciare l’automobile vicino alla destinazione permette di ridurre il tratto da percorrere a piedi e di gestire con maggiore comodità passeggini, borse e altri oggetti necessari. Gli stalli verranno collocati in prossimità di ospedali, ambulatori, consultori e uffici pubblici. Il piano comprende anche sedi anagrafiche, strutture delle circoscrizioni, piscine e ulteriori luoghi visitati abitualmente dai nuclei familiari. La loro distribuzione sarà quindi legata alla presenza di servizi utilizzati con maggiore frequenza. Al termine della fase sperimentale, i risultati raccolti potranno aiutare a valutare una possibile estensione dell’iniziativa verso altri quartieri torinesi. Chi ha diritto al permesso rosa Il contrassegno potrà essere richiesto dalle donne incinte che risiedono in una delle due circoscrizioni coinvolte. Per ottenere l’autorizzazione sarà necessario allegare un certificato rilasciato dal ginecologo, attraverso il quale viene attestato lo stato di gravidanza. La possibilità riguarda anche i genitori con un figlio che non abbia ancora compiuto due anni. Il beneficio viene quindi riconosciuto sia durante l’attesa sia nella prima fase della crescita del bambino, quando gli spostamenti possono richiedere un’organizzazione più impegnativa. Ogni autorizzazione sarà collegata direttamente alla gestante oppure al bambino per il quale è stata presentata la domanda. Il documento avrà carattere personale e resterà associato ai soggetti indicati durante la procedura. Questo sistema permette di identificare con precisione chi può usufruire dei posti riservati. Il permesso riguarda i genitori e segue i criteri previsti dalla normativa attualmente in vigore. Altri familiari o persone che, in alcune occasioni, accompagnano il bambino potranno servirsi del contrassegno soltanto rispettando le condizioni previste per il suo impiego. Parcheggio gratuito con un limite di due ore Il permesso rosa consentirà di lasciare l’automobile negli spazi dedicati senza sostenere alcun costo, per un periodo massimo di due ore. La durata limitata permette di favorire il ricambio dei veicoli e di rendere il servizio disponibile a un numero maggiore di famiglie nel corso della giornata. I nuovi parcheggi saranno facilmente individuabili. Sull’asfalto compariranno linee di colore giallo e un simbolo specifico, mentre la segnaletica verticale utilizzerà elementi rosa. Questi dettagli aiuteranno gli automobilisti a riconoscere immediatamente gli spazi soggetti alla nuova disciplina. La collocazione vicino ai servizi cittadini costituisce uno degli aspetti centrali dell’iniziativa. Una donna diretta a una visita oppure un genitore impegnato in una pratica amministrativa potranno sostare a poca distanza dall’ingresso, evitando spostamenti più lunghi. La stessa comodità riguarderà gli accessi alle piscine e agli altri luoghi inseriti nel progetto. Il rispetto delle due ore dovrà essere accompagnato dall’utilizzo corretto del contrassegno. Gli stalli, pur offrendo la gratuità, rimarranno infatti soggetti a regole precise. Come presentare la richiesta online La domanda per ottenere l’autorizzazione potrà essere inoltrata attraverso Città Facile, il portale digitale del Comune. La procedura online permetterà agli aventi diritto di presentare la documentazione richiesta senza recarsi fisicamente presso uno sportello. Le gestanti dovranno disporre della certificazione medica, mentre i genitori dovranno indicare il bambino al quale verrà associato il documento. Il rilascio avverrà per la singola gravidanza oppure per ciascun minore interessato. In questo modo ogni permesso conserverà un collegamento chiaro con il suo titolare. Il contrassegno non potrà essere ceduto liberamente o affidato ad altre persone per utilizzi diversi da quelli autorizzati. Un impiego irregolare potrà comportare il ritiro del permesso, insieme alle conseguenze previste dalle regole sulla circolazione stradale. La sperimentazione torinese introduce così uno strumento pensato per accompagnare le famiglie nei loro spostamenti più frequenti. I prossimi due anni permetteranno di capire quanto gli stalli rosa riescano a semplificare l’accesso ai servizi e se il modello possa trovare spazio anche nelle altre zone della città. - Published: 2026-09-16 - Modified: 2026-09-16 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/capitale-della-cultura-2029-si-candida-la-valle-camonica-un-progetto-che-unisce-40-comuni.html - Categorie: Cultura Un territorio intero si prepara a concorrere per uno dei riconoscimenti culturali più importanti del Paese. La Valle Camonica ha presentato la propria candidatura per il 2029, coinvolgendo quaranta Comuni in un percorso comune che attraversa archeologia, arte, paesaggio, innovazione e partecipazione sociale. Al centro dell’iniziativa si trova una storia iniziata migliaia di anni fa, ma lo sguardo resta rivolto soprattutto verso ciò che la valle potrà diventare. La proposta intende trasformare la cultura in una risorsa capace di sostenere turismo, ricerca, progettazione e nuove occasioni professionali. Una candidatura costruita su scala territoriale La particolarità del progetto emerge dalla sua dimensione collettiva. La candidatura appartiene all’intera area camuna e riunisce realtà differenti all’interno di un’unica visione. Musei, biblioteche, borghi, aree archeologiche e centri culturali potranno così dialogare tra loro, componendo un racconto esteso lungo tutta la valle. Questa impostazione permette anche ai luoghi meno conosciuti di trovare spazio nel programma. Ogni Comune potrà portare la propria identità, le proprie testimonianze e le esperienze sviluppate negli anni. Il risultato atteso è una rete culturale diffusa, capace di superare i confini delle singole località e di valorizzare il territorio nel suo insieme. La cultura viene quindi considerata come uno strumento di crescita. Conservare il patrimonio rappresenta soltanto una parte del percorso: l’obiettivo comprende anche lo sviluppo di attività legate alla formazione, alla ricerca e al lavoro. La candidatura vuole lasciare strutture, competenze e collaborazioni utili anche dopo il 2029. Le tracce antiche diventano una visione contemporanea La data scelta possiede un forte significato simbolico. Nel 2029 ricorrerà infatti mezzo secolo dall’ingresso dell’arte rupestre camuna nel patrimonio riconosciuto dall’UNESCO. Le incisioni costituiscono uno degli elementi più rappresentativi della valle e raccontano un rapporto tra esseri umani, ambiente e comunicazione sviluppato nell’arco di millenni. Il dossier collega questa lunga eredità al futuro. Il suo motto accosta diecimila anni di presenza umana alle prospettive dei prossimi decenni. I segni tracciati sulle rocce diventano il punto di partenza per immaginare quelli che la comunità potrà lasciare oggi, attraverso iniziative culturali, sociali, ambientali e tecnologiche. Il territorio dispone già di esperienze e strutture sulle quali costruire il nuovo percorso. La riserva della biosfera, i parchi dedicati all’archeologia, il distretto culturale e la fondazione territoriale formano una base importante. A queste realtà si aggiungono le relazioni avviate con università e istituti impegnati nella ricerca. Un patrimonio che va oltre le incisioni rupestri L’immagine più famosa dell’area camuna resta legata alle figure scolpite nella pietra, ma la candidatura intende mostrare una ricchezza molto più ampia. Nel territorio sono presenti testimonianze dell’età romana, castelli, edifici religiosi, piccoli centri storici e numerose espressioni di arte sacra. Un ruolo particolare spetta anche alle opere del Romanino, che arricchiscono il patrimonio artistico locale. Accanto alle testimonianze del passato troveranno posto le produzioni contemporanee, considerate un possibile collegamento tra la memoria della valle e le trasformazioni attuali. Questa varietà consentirà di proporre percorsi diversi, rivolti sia ai residenti sia ai visitatori. Archeologia, arte, natura e vita dei borghi potranno essere presentate come parti di una stessa esperienza. Il turismo culturale e l’ospitalità rientrano infatti tra i temi destinati a essere sviluppati durante la preparazione del programma. Partecipazione, accessibilità e tecnologia La candidatura verrà valutata anche per la capacità di coinvolgere la comunità. Il numero degli appuntamenti previsti rappresenterà soltanto uno degli aspetti del progetto. Un peso decisivo sarà attribuito alla partecipazione di giovani, studenti, associazioni, cittadini e imprese. L’elaborazione del programma dovrà quindi diventare un processo condiviso. Le scuole potranno contribuire con attività educative, mentre le realtà associative e produttive avranno l’occasione di proporre idee e collaborazioni. Sarà importante anche definire un modello organizzativo adatto a coordinare un’iniziativa distribuita fra quaranta amministrazioni. Accessibilità e inclusione avranno uno spazio specifico. La cultura dovrà raggiungere pubblici differenti, offrendo occasioni di conoscenza anche attraverso strumenti innovativi. La tecnologia potrà rendere più coinvolgente il racconto archeologico, avvicinando soprattutto le generazioni giovani mediante linguaggi diversi da quelli abitualmente utilizzati. Nel dossier trovano spazio anche la montagna, le strutture culturali e il rapporto con i soggetti privati. Questi elementi dovranno essere tradotti in interventi concreti, capaci di produrre effetti duraturi e di rafforzare il legame fra identità locale e sviluppo. La presentazione ufficiale nel territorio camuno Dopo il primo appuntamento istituzionale organizzato a Palazzo Pirelli, il progetto sarà presentato in valle sabato 19 settembre. L’incontro si terrà presso il museo preistorico nazionale di Capo di Ponte, uno dei luoghi maggiormente legati alla storia archeologica camuna. La corsa al riconoscimento del 2029 comprende anche altre realtà italiane, tra le quali figura Bassano del Grappa. Per la Valle Camonica comincia dunque un percorso impegnativo, sostenuto da quaranta Comuni e da una memoria lunga dieci millenni. La sfida consisterà nel trasformare questa eredità in una proposta contemporanea, partecipata e capace di guardare lontano. - Published: 2026-09-16 - Modified: 2026-09-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/nuovi-alloggi-universitari-in-piemonte-il-piano-porta-6-770-posti-letto.html - Categorie: News Trovare una sistemazione adatta rappresenta uno degli aspetti più importanti per chi decide di frequentare un ateneo lontano dalla propria città. In Piemonte sta prendendo forma un vasto intervento abitativo che prevede 6. 770 sistemazioni aggiuntive dedicate alla popolazione universitaria. Il progetto coinvolgerà Torino e gli altri centri accademici regionali, con l’obiettivo di accompagnare la crescita degli atenei e rendere il territorio più accogliente per chi arriva da altre città oppure dall’estero. L’iniziativa viene sostenuta dal dicastero competente in materia di università e ricerca attraverso le risorse del Pnrr. Il piano punta così a rafforzare la rete delle residenze, offrendo una risposta concreta alle difficoltà legate alla disponibilità delle camere e ai prezzi richiesti nel settore delle locazioni. Un piano abitativo che accompagna la crescita degli atenei L’espansione delle università piemontesi porta con sé una maggiore richiesta di sistemazioni. La possibilità di trovare una stanza a condizioni accessibili può incidere direttamente sulla scelta della città nella quale iniziare o proseguire il proprio percorso accademico. Per questa ragione, l’offerta formativa e quella abitativa risultano sempre più collegate. La realizzazione delle 6. 770 disponibilità previste consentirà di potenziare in modo significativo l’attuale rete di accoglienza. Si tratta di un intervento infrastrutturale pensato per sostenere lo sviluppo del sistema accademico piemontese e aumentare la capacità del territorio di ospitare giovani provenienti da differenti aree geografiche. Il programma considera la casa come una parte essenziale dell’esperienza universitaria. Una sistemazione economicamente sostenibile permette infatti di frequentare le lezioni e portare avanti gli studi con maggiore continuità. Il progetto assume quindi una funzione che supera la semplice creazione di camere, perché lega la crescita degli atenei alle condizioni quotidiane affrontate da chi studia lontano dalla propria famiglia. Il 30 per cento come soglia minima per i titolari di borsa Uno degli elementi centrali riguarda la protezione delle fasce economicamente più fragili. Il 30 per cento costituisce la quota minima delle sistemazioni che verrà destinata agli universitari titolari di borsa. Questa parte dell’intervento servirà a favorire un accesso più equo alle strutture e a sostenere chi possiede risorse economiche limitate. Le convenzioni definite da Edisu Piemonte permetteranno di applicare le tariffe stabilite dal sistema regionale dedicato al sostegno universitario. Gli assegnatari potranno quindi accedere alle camere mantenendo gli importi previsti per questa forma di assistenza, senza spese ulteriori rispetto alle condizioni fissate. La scelta rafforza il valore sociale dell’intero programma. Il rincaro generale del costo della vita e le somme richieste per una camera possono pesare fortemente sul bilancio di uno studente. Riservare una parte precisa delle sistemazioni ai beneficiari delle borse significa collegare l’investimento abitativo alla possibilità concreta di frequentare l’università. Torino sarà il centro di una rete estesa alle province Torino continuerà a rappresentare il punto principale del sistema accademico regionale e la destinazione più importante della mobilità universitaria. Il capoluogo richiama ogni anno una parte consistente dei giovani che si spostano per studiare e concentra una quota rilevante della domanda abitativa. Il programma avrà però una dimensione regionale. Le nuove disponibilità raggiungeranno anche i centri universitari presenti nelle altre province piemontesi. Questa distribuzione consentirà di rafforzare diversi poli e di rendere più equilibrata la presenza degli iscritti sul territorio. L’intervento potrà così accompagnare sia gli universitari italiani sia quelli provenienti da altri Paesi. Una rete abitativa diffusa rende i diversi centri accademici più preparati ad accogliere persone con esigenze differenti e permette di sostenere lo sviluppo complessivo dell’offerta universitaria piemontese. Più sistemazioni per alleggerire il mercato degli affitti La disponibilità limitata delle camere e il loro costo costituiscono due questioni centrali per chi vive lontano da casa. In particolare, nelle aree maggiormente interessate dalla presenza universitaria, la domanda può esercitare una forte pressione sul settore privato delle locazioni. L’aggiunta di migliaia di sistemazioni nelle strutture dedicate dovrebbe contribuire ad alleggerire questa situazione. Una parte degli universitari potrà trovare posto attraverso la rete prevista dal piano, riducendo la necessità di rivolgersi esclusivamente alle offerte presenti sul mercato ordinario. Il progetto assume quindi un ruolo importante anche nella risposta al caro affitti. L’aumento della capacità ricettiva offre maggiori possibilità di scelta e crea condizioni più favorevoli per chi deve programmare il proprio trasferimento. La componente riservata ai titolari di borsa aggiunge inoltre una tutela specifica per gli iscritti che hanno maggiore bisogno di sostegno. Università, città e territorio crescono insieme Il piano punta infine a consolidare il rapporto tra atenei, centri urbani ed economia locale. L’accoglienza abitativa diventa uno strumento attraverso il quale accompagnare lo sviluppo universitario e distribuire con maggiore equilibrio la presenza degli iscritti. Con 6. 770 sistemazioni programmate, il Piemonte prepara una rete più ampia e accessibile. Torino manterrà il proprio ruolo centrale, mentre gli altri poli regionali potranno rafforzare la loro capacità di accoglienza. L’intervento unisce così crescita accademica, sostegno economico e risposta alle esigenze abitative di una comunità universitaria sempre più estesa. - Published: 2026-09-16 - Modified: 2026-09-16 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-protagonista-in-europa-lo-stadium-accogliera-lultimo-atto-della-conference-nel-2028.html - Categorie: Sport Torino tornerà a occupare un posto importante nel calendario del calcio internazionale. L’Allianz Stadium è stato infatti scelto per ospitare la partita che assegnerà la UEFA Conference League nel 2028. La decisione porta nuovamente una grande sfida continentale nel capoluogo piemontese e conferma il ruolo raggiunto dall’impianto bianconero nell’organizzazione degli appuntamenti sportivi più prestigiosi. Per lo stadio sarà la terza finale europea per club dalla sua inaugurazione. La Conference League del 2028 si deciderà a Torino La designazione è stata ufficializzata dall’organismo esecutivo dell’UEFA, che ha definito le sedi degli atti conclusivi delle competizioni europee delle prossime stagioni. La scelta caduta sull’Allianz Stadium permetterà a Torino di accogliere due squadre arrivate alla fine del percorso continentale, insieme ai loro sostenitori e agli appassionati provenienti da diverse parti d’Europa. L’evento si svolgerà nel 2028, al termine dell’edizione 2027-2028 della Conference League. I nomi delle finaliste emergeranno naturalmente soltanto durante quella stagione, dopo la fase iniziale e i successivi turni a eliminazione diretta. Per l’impianto in cui la Juventus disputa le proprie partite interne sarà una serata dal significato particolare. Le tribune saranno occupate dai tifosi dei due club finalisti, mentre il terreno di gioco diventerà un campo neutrale sul quale verrà assegnato il trofeo. La scelta offre inoltre una nuova vetrina internazionale alla città. Torino entrerà ancora una volta nel racconto del calcio europeo, attirando l’attenzione del pubblico in occasione di uno degli appuntamenti principali previsti dal calendario UEFA. Una storia europea iniziata nel 2014 L’Allianz Stadium possiede già una storia legata alle grandi competizioni internazionali. Il primo capitolo risale al 2014, quando Torino accolse la sfida decisiva dell’Europa League tra Siviglia e Benfica. La formazione spagnola riuscì a conquistare il trofeo dopo una gara rimasta in equilibrio fino ai calci di rigore. Quella serata rappresentò il primo grande esame europeo per lo stadio, inaugurato nel 2011. A pochi anni dalla sua apertura, la struttura dimostrò di poter sostenere un evento seguito in numerosi Paesi e caratterizzato da importanti esigenze organizzative. Nel 2021 l’impianto partecipò anche alle fasi conclusive della Nations League. Sul suo campo si disputarono due incontri del torneo riservato alle nazionali, aggiungendo un altro passaggio significativo alla storia internazionale della struttura torinese. Un anno più tardi arrivò un nuovo appuntamento di prestigio. Nel 2022 lo Stadium fece da scenario alla gara che assegnò la Champions europea femminile, disputata tra Lione e Barcellona. Il successo della squadra francese completò una serata capace di portare a Torino alcune delle migliori calciatrici del continente. Sarà la terza finale europea per club ospitata dallo Stadium Con l’appuntamento del 2028, il numero delle finali continentali per club disputate nell’arena torinese salirà a tre. La prima coinvolse Siviglia e Benfica nel torneo oggi collocato al secondo livello delle competizioni UEFA. La seconda riguardò il massimo trofeo europeo femminile, mentre la prossima assegnerà la Conference League. Il ritorno di una finale maschile avverrà quindi quattordici anni dopo la serata del 2014. Nel frattempo la Conference è diventata uno spazio importante per le società desiderose di costruire un cammino internazionale e raggiungere un traguardo europeo. La partita del 2028 consentirà allo Stadium di aggiungere un trofeo differente alla propria storia. Finora il pubblico torinese ha visto assegnare in questo impianto l’Europa League e la principale competizione femminile. Tra due anni toccherà invece al torneo che completa il quadro delle tre coppe europee maschili per club. La designazione valorizza anche le caratteristiche della struttura, considerata adatta agli standard richiesti per eventi di questa portata. Sicurezza, organizzazione e funzionalità hanno contribuito a rendere l’impianto una sede nuovamente selezionata per una partita decisiva. Torino si prepara a un’altra grande notte di calcio L’appuntamento appare ancora lontano, ma la sua assegnazione permette già alla città di guardare verso una nuova serata europea. Lo Stadium dovrà trasformarsi nella casa temporanea delle due finaliste, accogliendo colori, cori e tradizioni calcistiche differenti. La Conference League ha offerto negli anni a numerosi club la possibilità di vivere un percorso internazionale fino alla conquista di un trofeo. Nel 2028 questo viaggio terminerà a Torino, dove una sola partita stabilirà la squadra vincitrice dell’edizione. Per la Juventus, proprietaria dell’impianto, la decisione rappresenta un ulteriore riconoscimento della dimensione raggiunta dalla propria struttura. Per il capoluogo piemontese costituisce invece l’occasione di tornare sotto i riflettori europei attraverso uno spettacolo sportivo di grande richiamo. Dopo il 2014, il 2021 e il 2022, la storia internazionale dell’Allianz Stadium si arricchirà dunque di una nuova data. Nel 2028 Torino ospiterà l’ultimo atto della Conference League e conoscerà il nome del club destinato ad alzare la coppa sul prato dell’arena bianconera. - Published: 2026-09-15 - Modified: 2026-09-15 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/terra-madre-torna-a-torino-cibo-biodiversita-e-mille-appuntamenti-in-citta.html - Categorie: Eventi Per quattro giornate, la parte più centrale di Torino cambierà volto. Tra giovedì 24 e domenica 27 settembre, nell’anno 2026, piazze, portici, edifici storici e spazi culturali accoglieranno la sedicesima edizione dell’evento Terra Madre. Il grande incontro dedicato all’universo alimentare riunirà produttori, artigiani, cuochi, studenti e delegazioni internazionali, inserendo ogni attività dentro la vita quotidiana della città. L’appuntamento avrà anche un valore simbolico: coincide con il quarantesimo anniversario dell’associazione Slow Food. Per la prima volta, inoltre, verrà organizzato dopo la scomparsa del suo fondatore. Terra Madre attraversa le vie torinesi Una delle scelte più visibili riguarda la disposizione degli spazi. L’evento uscirà da un’unica area per svilupparsi lungo un itinerario che attraverserà alcune delle zone più conosciute del centro. Il cammino prenderà avvio dalla piazza dedicata a Carlo Felice, proseguirà lungo via Roma e toccherà San Carlo e Carlo Alberto. In seguito passerà da piazza Castello per raggiungere Vittorio Veneto, comprendendo inoltre il complesso dei Musei Reali e gli ambienti di Palazzo Reale. Prenderà forma, in questo modo, una manifestazione diffusa, capace di utilizzare strade, musei, palazzi e piazze come luoghi di partecipazione. Un ruolo particolare spetterà a via Roma, appena resa pedonale e destinata a ospitare il primo grande appuntamento cittadino dopo la trasformazione. Terra Madre entrerà quindi nella trama urbana, rendendo Torino parte integrante dell’esperienza e favorendo l’incontro tra visitatori, residenti e protagonisti del settore alimentare. Un calendario con circa mille occasioni Le dimensioni del programma raccontano la portata dell’edizione. Il calendario comprende all’incirca mille eventi, suddivisi tra approfondimenti, degustazioni, pasti tematici e attività proposte dalle diverse realtà presenti. Le conferenze saranno 200; i laboratori dedicati al gusto arriveranno a 65, mentre gli incontri conviviali organizzati fra cene e pranzi supereranno quota 60. Più di quattrocento iniziative prenderanno forma nelle aree curate da partner, amministrazioni regionali e istituzioni. A queste si uniranno le attività dell’ateneo specializzato nelle scienze gastronomiche. Oltre cinquanta cuochi parteciperanno ai laboratori, alle occasioni conviviali e al confronto con il pubblico, contribuendo a un’offerta capace di alternare riflessione ed esperienza diretta. Nel mercato principale troveranno posto più di seicento espositori tra aziende agricole, artigiani, proposte di cibo da strada e produttori di birra artigianale. Quaranta operatori giungeranno da altri Paesi. La rete dei Presìdi conterà più di 130 presenze e dodici partecipazioni italiane saranno al loro esordio. Anche il vino avrà un proprio spazio: l’area enologica raccoglierà oltre trecento etichette presentate da produttori italiani legati ai progetti promossi dall’associazione. Un incontro internazionale tra comunità e studenti La partecipazione andrà ben oltre i confini italiani. Centoventi Paesi invieranno rappresentanti e il gruppo dei delegati raggiungerà 1. 500 persone, portatrici di esperienze, colture, tradizioni e modi differenti di intendere la produzione alimentare. Le iniziative educative dell’associazione coinvolgeranno più di settecento studenti, mentre il versante professionale richiamerà circa quattrocento buyer e addetti del comparto. A sostenere l’organizzazione sarà una squadra molto ampia. Sono attesi oltre cinquecento volontari, ai quali si affiancheranno quasi trecento soci impegnati nelle articolazioni territoriali dell’associazione. ICE-Agenzia offrirà il proprio contributo insieme all’ente camerale cittadino, favorendo la partecipazione degli operatori professionali. Questi numeri descrivono una rete internazionale costruita attorno al cibo, nella quale formazione, lavoro e impegno associativo troveranno uno spazio comune. La biodiversità diventa il filo conduttore Il tema del 2026 mette insieme la parola inglese che indica la biodiversità e un invito a riconoscere il valore delle differenze. Il concetto sarà esplorato in tutte le sue forme: dalla natura all’agricoltura, passando per gastronomia, cultura e società. Al centro delle attività compariranno i Presìdi, i prodotti riuniti nell’Arca, insieme alle comunità responsabili della loro conservazione. Una parte del programma verrà riservata alle reti dedicate a riso e mais, legumi, olive e altri cereali. Troveranno posto anche le esperienze delle Terre Alte, il lavoro dei castanicoltori e il confronto sulle politiche alimentari nelle città. Conferenze e incontri affronteranno agricoltura, modelli di consumo, sostenibilità, equità sociale e gestione urbana del cibo, collegando le scelte quotidiane alle grandi questioni collettive. Il 2026 coincide inoltre con due ricorrenze. L’associazione Slow Food raggiunge quarant’anni, mentre lo storico Salone torinese celebra il trentesimo anniversario dal suo debutto, avvenuto nel 1996. Una rassegna fotografica verrà sistemata nei portici affacciati su via Po: immagini di grandi dimensioni ripercorreranno gli appuntamenti precedenti e alcune delle iniziative maggiormente significative sviluppate nel tempo. Con questa formula, Terra Madre porterà Torino al centro di un dialogo tra territori lontani. Per quattro giorni il cibo diventerà un linguaggio comune, utile per parlare di ambiente, comunità, cultura e futuro. Accanto alla festa, emergerà il messaggio centrale dell’edizione: proteggere la varietà biologica e culturale significa custodire conoscenze, prodotti e identità che appartengono a tutto il pianeta. - Published: 2026-09-15 - Modified: 2026-09-15 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-un-luna-park-di-natale-potrebbe-arrivare-a-parco-dora-cosa-prevede-il-progetto.html - Categorie: Eventi L’inverno in arrivo potrebbe portare le giostre a Parco Dora. La prospettiva nasce dalla revisione delle norme torinesi dedicate agli spettacoli itineranti, approvata con voto unanime dall’assemblea cittadina. Lo spazio indicato è la zona Vitali, dove le attrazioni troverebbero posto al riparo della grande Tettoia. Il nuovo scenario è concreto, anche se legato a diversi adempimenti: la cornice regolamentare è pronta, mentre l’incarico per organizzare l’appuntamento sarà assegnato attraverso un percorso pubblico. Giostre durante le feste nella zona Vitali Il regolamento riserva all’iniziativa una finestra che parte da novembre e arriva fino a gennaio. All’interno di questo intervallo, le aperture potranno estendersi per un massimo di sessanta giorni. Nella zona Vitali verrebbero installati giochi e attrazioni rivolti al pubblico, dando vita a un appuntamento stagionale collegato alle festività. La collocazione scelta si trova nel parco Dora, sorto dalla trasformazione della precedente area industriale. A fare da cornice alle attività sarebbe l’ampia copertura chiamata “dello Strippaggio”, elemento che caratterizza questo settore del parco. La gestione spetterebbe a un operatore privato, individuato con la procedura predisposta dal Comune. L’aspetto preciso dell’evento emergerà nelle fasi successive. Le tipologie delle giostre, la composizione delle attività e il calendario dettagliato dipenderanno dal progetto presentato dall’organizzatore. Le disposizioni stabiliscono già la sede, il periodo ammesso e il tetto di sessanta giorni, mentre la configurazione concreta sarà definita dalla proposta che supererà la selezione. Quali passaggi servono prima dell’apertura Il voto dell’assemblea civica costituisce il primo tassello del percorso. Toccherà poi alla Giunta adottare un atto formale dedicato all’iniziativa. Dopo questa decisione, il Comune diffonderà un avviso aperto per scegliere l’operatore incaricato di preparare e gestire il parco di giostre. Questa sequenza chiarisce lo stato attuale del progetto. Le regole consentono di ospitare l’appuntamento, mentre la sua assegnazione deve ancora avvenire. Attraverso la selezione emergeranno il piano definitivo, le attrazioni proposte e le condizioni operative. Soltanto allora il programma assumerà una forma completa. La distinzione tra i due livelli è centrale. Da una parte, la revisione normativa rende disponibile la zona per questa categoria di iniziative; dall’altra, gli atti successivi riguarderanno l’evento specifico e il soggetto responsabile. Per ora restano stabiliti i principali confini entro cui sviluppare la proposta: sede a Parco Dora, stagione natalizia e durata massima pari a due mesi. Cosa cambia per gli spettacoli itineranti L’intervento compiuto a Torino possiede una portata più ampia rispetto al progetto previsto per le feste. Le nuove disposizioni aprono all’impiego di terreni pubblici per strutture ricreative promosse da soggetti privati. Nella disciplina rientrano i tradizionali luna park, gli impianti temporanei dedicati al divertimento, gli spazi ludici a tema, i percorsi mobili per l’avventura e le attrazioni internazionali. Ciascuna proposta seguirà il medesimo iter, formato da un atto della Giunta, seguito da una selezione aperta dell’organizzatore. In questo modo Torino dispone di criteri amministrativi più definiti per esaminare progetti temporanei di genere diverso e indicare i luoghi adatti a ospitarli. Il cambiamento interessa, quindi, sia le formule di intrattenimento ammesse sia il metodo scelto per autorizzarle. La disciplina aggiornata permette di collegare ogni singola iniziativa a una decisione dell’esecutivo cittadino e a un confronto pubblico fra le proposte organizzative. Il progetto invernale previsto nel parco Dora rappresenta una delle prime applicazioni contemplate dal nuovo impianto. La mappa aggiornata degli spazi torinesi La revisione interviene anche sulla lista delle zone destinate agli spettacoli itineranti. Fra i luoghi compresi figurano piazza Derna, Parco Ruffini e piazza Bonghi. Sono presenti inoltre i giardini intitolati a Don Gnocchi lungo via Sospello, insieme a due aree collocate rispettivamente in via Roveda e in via Farinelli. Per alcuni punti della città cambiano le condizioni concesse e le finestre temporali d’impiego. La mappa è stata inoltre allineata all’attuale organizzazione delle circoscrizioni, correggendo l’appartenenza territoriale di diverse zone. Il nodo tra corso Cadore e via Oslavia rientra fra gli adeguamenti, insieme a corso Casale. L’aggiornamento agisce così su due piani: amplia le possibilità previste dalle norme e ridefinisce l’elenco dei luoghi utilizzabili. La novità più vicina alla stagione invernale riguarda la zona Vitali, candidata ad accogliere il parco di giostre per le festività. Prima dell’arrivo delle attrazioni, il percorso passerà dalla decisione della Giunta e dalla scelta dell’organizzatore. Saranno questi passaggi a trasformare la previsione regolamentare in un’iniziativa definita, chiarendo anche quali giochi troveranno posto nello spazio coperto e come verrà articolato l’appuntamento torinese. - Published: 2026-09-15 - Modified: 2026-09-15 - URL: https://www.torinofree.it/news/meteo-piemonte-sole-e-caldo-fino-a-martedi-da-mercoledi-arrivano-i-temporali.html - Categorie: News L’avvio della settimana conserva un aspetto quasi estivo in gran parte del Piemonte. Tra lunedì e martedì saranno soprattutto il sole e i valori elevati a caratterizzare il quadro, con punte di 29-30 °C nelle zone pianeggianti. Questa parentesi tranquilla avrà però una durata limitata. A partire da mercoledì, il sopraggiungere in quota di masse più fresche, insieme a flussi ricchi di umidità, creerà le condizioni per una fase più movimentata. Durante le ore successive potranno così svilupparsi precipitazioni a carattere di rovescio e celle temporalesche, in alcuni casi capaci di assumere una certa intensità. Per giovedì si prospetta infine un andamento meno lineare, scandito da aperture del cielo, nuvole e possibili piogge. Lunedì e martedì con cieli aperti e temperature elevate Nelle prime due giornate della settimana, il Piemonte continuerà a trovarsi in una fase meteorologica tranquilla. La presenza del sole sarà ampia e le condizioni generali rimarranno favorevoli alla stabilità. L’elemento più evidente riguarderà il termometro: nelle aree di pianura, durante le ore più calde, sono previste punte vicine ai 29-30 °C. Si tratta dei valori più alti indicati per questa breve parentesi, che coinvolgerà la regione prima dell’arrivo del cambiamento atteso a metà settimana. Il caldo interesserà pure i settori montani. Sui rilievi, la soglia dello zero termico è destinata a superare quota 4,5 chilometri. Il rialzo, dunque, non sarà limitato alle zone più basse del territorio piemontese, ma si farà sentire anche salendo di altitudine. Sino alla fine di martedì, nel complesso, il tratto dominante resterà quello di un tempo luminoso e con valori piuttosto alti. Qualche nube al mattino sulle pianure e sulle colline All’interno di questa fase dominata dal sole potrebbe comparire una parentesi nuvolosa, limitata soprattutto alla prima parte di martedì. Gli addensamenti avranno natura temporanea e riguarderanno in modo particolare i territori pianeggianti e collinari. Il passaggio delle nubi lascerà intatta la tendenza della giornata, che manterrà un’impostazione generalmente serena. Proprio il carattere momentaneo di questi annuvolamenti distingue martedì dal peggioramento successivo. Nelle ore iniziali potrà esserci qualche tratto meno luminoso, mentre il quadro complessivo continuerà a essere segnato dalla stabilità. È l’ultima parte della breve sequenza favorevole iniziata lunedì: subito dopo, la dinamica atmosferica diventerà più vivace e porterà un cambiamento ben più riconoscibile. Mercoledì si apre una fase temporalesca Il punto di svolta è atteso mercoledì. Dopo due giornate sostanzialmente serene, sulle quote superiori affluirà aria più fresca, insieme a correnti cariche di umidità. Sarà questa combinazione a rendere l’atmosfera più instabile e a favorire la nascita di acquazzoni e temporali sul Piemonte. L’evoluzione avrà una scansione precisa. La prima parte del giorno aprirà il passaggio verso il nuovo scenario; con il trascorrere delle ore, i fenomeni diventeranno più probabili. Gli episodi più rilevanti sono attesi nella seconda metà di mercoledì e potranno raggiungere intensità elevata in alcune aree. Il peggioramento, pertanto, non coincide soltanto con una maggiore presenza di nubi, ma con l’effettiva possibilità di precipitazioni temporalesche. Rispetto al quadro dei due giorni precedenti, il contrasto sarà netto. Dalle temperature prossime ai 30 gradi previste in pianura e dalla notevole altezza dello zero termico si passerà a una configurazione più dinamica, alimentata da elementi atmosferici differenti. Il cuore della previsione riguarda proprio questo passaggio: la stabilità dei primi giorni lascerà spazio a un mercoledì nel quale piogge e temporali diventeranno protagonisti, specialmente dopo la fase iniziale della giornata. Giovedì tra aperture del cielo, nubi e possibili piogge Il passaggio instabile non si esaurirà completamente mercoledì. Anche giovedì il Piemonte sarà interessato da condizioni mutevoli, senza un unico tipo di cielo dominante. Nel corso della giornata, momenti più luminosi si alterneranno a fasi nuvolose; qualche precipitazione rimarrà comunque possibile. Il quadro previsto per giovedì appare quindi diverso sia dalla stabilità di lunedì e martedì sia dalla fase temporalesca più attiva indicata per mercoledì. A prevalere sarà una variabilità diffusa, fatta di schiarite alternate ai passaggi nuvolosi e accompagnata dal rischio di pioggia. La sequenza settimanale si presenta così ben scandita: dapprima sole e temperature elevate, poi un passaggio perturbato più evidente e, infine, una giornata ancora incerta. Per il Piemonte, il cambiamento più importante rimane concentrato a metà settimana, quando flussi più freddi alle alte quote e l’umidità daranno avvio ai fenomeni temporaleschi. - Published: 2026-09-15 - Modified: 2026-09-15 - URL: https://www.torinofree.it/news/nuova-base-wizz-air-a-torino-caselle-amplia-lofferta-con-23-rotte.html - Categorie: News Per l’aeroporto torinese si apre una fase diversa, segnata dall’avvio del presidio operativo di Wizz Air e da un programma di voli molto più ampio. Dal 14 settembre un primo velivolo assegnato in modo stabile è già in servizio; poche settimane più tardi ne arriverà un altro. L’operazione porta Caselle dentro un progetto nazionale di crescita che, per il territorio piemontese, significa più destinazioni raggiungibili, frequenze rafforzate e nuove opportunità occupazionali. A raccontare le dimensioni dell’intervento bastano alcuni dati: 23 rotte distribuite in dieci Stati, due velivoli dedicati e un milione e trecentomila sedili prenotabili nel corso del 2026. Il modello A321neo di Airbus inaugura il presidio torinese La prima fase è già cominciata. Allo scalo di Caselle è stato destinato il modello A321neo di Airbus, appartenente alla generazione più recente della flotta, mentre l’arrivo del secondo aeromobile è fissato per il 25 ottobre. Con questa apertura salgono a sette i centri operativi creati da Wizz Air sul territorio italiano, un passaggio che rafforza in maniera evidente il ruolo assegnato allo scalo piemontese. Accanto all’aumento dei voli, emergono le ricadute sul lavoro. Il progetto comprende 80 nuove posizioni alle dirette dipendenze dell’azienda e quasi settecento occasioni nell’indotto. Numeri che danno all’inaugurazione un significato più ampio rispetto al solo calendario delle partenze, perché coinvolgono anche i servizi e le attività collegate al funzionamento dell’aeroporto. Il legame fra la compagnia e lo scalo torinese, del resto, era cominciato nel 2004. Dopo oltre vent’anni, quel rapporto entra ora in una fase più strutturata: avere aeromobili stabilmente presenti consente di ampliare la capacità disponibile e di prevedere più corse per i servizi programmati. Cinque città spagnole e nuovi collegamenti italiani Fra le dieci novità annunciate, la Spagna occupa uno spazio particolarmente rilevante. Da Torino si potrà partire verso Barcellona, Bilbao, Madrid, Malaga e Valencia, costruendo così una rete capace di unire il Piemonte a cinque importanti città della penisola iberica. Sul versante nazionale entrano nel programma Roma Fiumicino, Napoli e Lamezia Terme. A completare il gruppo delle nuove destinazioni sono Suceava e Sharm. Ne viene fuori una proposta piuttosto varia, nella quale trovano posto grandi centri urbani, località adatte alle vacanze e collegamenti utili per gli spostamenti all’interno dell’Italia. Al programma appena introdotto continuano ad affiancarsi i servizi già presenti. Restano quindi disponibili i voli per Londra Luton, Budapest, Varsavia, Bucarest e Tirana, insieme alle tratte nazionali che conducono a Catania e Palermo. Nel complesso, la rete torinese comprende dieci Paesi, con una scelta che attraversa varie aree europee e include anche mete turistiche. Da gennaio arriveranno altre quattro rotte stagionali Il calendario continuerà ad allargarsi dopo la fine dell’anno. La successiva fase stagionale comincerà il 16 gennaio del 2027 e porterà quattro ulteriori mete: Praga, Breslavia, Katowice e Danzica. Questi servizi si aggiungeranno alla programmazione complessiva e contribuiranno a formare il totale di 23 itinerari collegati alla base. Per accompagnare il debutto, nelle giornate del 14 settembre e del 15 settembre viene applicata una riduzione del 15 per cento su una selezione di voli in partenza o in arrivo a Torino. La finestra prevista per viaggiare si apre a partire dal giorno 21 di settembre e termina il giorno 10 del mese di dicembre 2026. Anche l’aeroporto partecipa alle iniziative legate all’avvio della base. Chi acquista la sosta ufficiale attraverso i sistemi di vendita diretti può usufruire di un prezzo ridotto della metà. Una misura pensata per affiancare l’aumento dell’offerta aerea con un vantaggio riguardante l’accesso allo scalo. Caselle acquista peso nella strategia italiana Considerando la quota detenuta nel mercato nazionale, Wizz Air si trova al secondo posto tra i vettori presenti in Italia. Durante il 2025 i viaggiatori trasportati nel Paese hanno superato i 21 milioni, mentre il livello di affidabilità indicato dall’azienda ha raggiunto il 99,5 per cento. Dentro questo quadro, la base di Torino assume un valore preciso. Caselle diventa uno dei punti centrali dell’espansione italiana della compagnia, con aeromobili dedicati, una capacità più elevata e un numero maggiore di città raggiungibili senza scalo. L’obiettivo dichiarato rimane quello di proporre prezzi accessibili e un insieme di collegamenti progressivamente più esteso. Sul territorio torinese e nel resto della regione, l’apertura rende più ricca la mappa delle partenze e rafforza la funzione dell’aeroporto nei collegamenti con l’Italia e con l’estero. Dai voli nazionali alle città dell’Europa centrale, passando per la penisola iberica e le mete turistiche, il nuovo assetto concentra nello scalo piemontese un’offerta che nel 2026 raggiungerà un milione e trecentomila sedili disponibili. - Published: 2026-09-14 - Modified: 2026-09-16 - URL: https://www.torinofree.it/guide/quando-chiamare-un-idraulico-distinguere-lurgenza-dal-problema-programmabile.html - Categorie: Guide utili Negli appartamenti moderni, dove impianti datati possono convivere con caldaie recenti, pompe di calore e nuovi sistemi di climatizzazione, non ogni anomalia richiede lo stesso tipo di intervento. Affidarsi a un professionista permette di valutare rapidamente se il problema debba essere gestito come emergenza oppure possa essere programmato, evitando sia attese rischiose sia chiamate affrettate al pronto intervento idraulico per difetti che non compromettono la sicurezza. La differenza è importante, perché una perdita improvvisa, un sospetto guasto al gas o uno scarico completamente bloccato richiedono priorità diverse rispetto a un rubinetto che gocciola, a un termosifone poco uniforme o a uno scaldabagno che mostra i primi segni di usura. Quando l’acqua continua a uscire, il tempo diventa parte del guasto Una perdita visibile non deve essere valutata soltanto in base alla quantità d’acqua che compare sul pavimento, poiché anche una fuoriuscita modesta può infiltrarsi sotto i rivestimenti, raggiungere l’appartamento inferiore o entrare in contatto con componenti elettrici. In questi casi, la prima azione consiste nel chiudere la valvola più vicina o l’intercettazione generale. L’urgenza aumenta quando non è possibile bloccare il flusso, quando l’acqua proviene da una parete oppure quando il punto interessato si trova vicino a prese, quadri o elettrodomestici. Una messa in sicurezza tempestiva limita i danni, ma non sostituisce la ricerca della causa, soprattutto se la perdita sembra interrompersi dopo avere chiuso e riaperto l’impianto. Prima dell’arrivo del tecnico è utile liberare l’area, fotografare ciò che è accaduto e verificare se altri sanitari presentino anomalie. Queste informazioni permettono di distinguere un problema localizzato da una criticità più ampia, senza improvvisare smontaggi che potrebbero rendere la riparazione più complessa e inutilmente invasiva. Gas, caldaia e scaldabagno richiedono segnali da non interpretare da soli Odore di gas, fiamme irregolari, spegnimenti ripetuti o rumori insoliti non dovrebbero essere affrontati attraverso tentativi domestici, perché coinvolgono apparecchi e collegamenti che richiedono verifiche precise. In presenza di un odore sospetto occorre aerare gli ambienti, evitare fiamme e comandi elettrici e interrompere l’alimentazione quando sia possibile farlo senza esporsi a rischi. Il controllo professionale deve riguardare non soltanto l’apparecchio, ma anche flessibili, raccordi, tiraggio e condizioni generali dell’impianto. Una caldaia che va in blocco può segnalare problemi differenti, dalla pressione insufficiente a un componente usurato, mentre il riavvio ripetuto rischia di nascondere temporaneamente il difetto senza risolverlo. Anche uno scaldabagno che alterna acqua calda e fredda merita attenzione, soprattutto se compaiono perdite, annerimenti o odori insoliti. Non tutti questi segnali indicano un’emergenza immediata, ma una verifica tempestiva evita che un malfunzionamento gestibile diventi una situazione più delicata durante la notte o nei giorni festivi. Scarichi e sanitari mostrano quando il blocco supera il singolo punto Un lavandino lento può spesso essere gestito attraverso un intervento programmato, ma la priorità cambia quando l’acqua non defluisce più, risale da un altro sanitario o minaccia di fuoriuscire. Gorgoglii provenienti da WC, doccia e cucina possono indicare che l’ostruzione non riguarda il solo sifone, bensì una diramazione condivisa o una colonna condominiale. La diffusione del problema rappresenta il segnale più utile: se più punti reagiscono nello stesso momento, continuare a utilizzare acqua può aumentare la pressione sul blocco e provocare rigurgiti. In questo caso è opportuno sospendere lavatrici, lavastoviglie e scarichi ripetuti, informando anche gli altri residenti quando l’anomalia sembra coinvolgere parti comuni. Diversa è la situazione di un sanitario che perde lentamente dalla base, di una cassetta che continua a caricare o di un rubinetto ormai difficile da chiudere. Il lavoro può essere organizzato senza urgenza immediata, ma non dovrebbe essere rinviato indefinitamente, perché consumi, umidità e usura proseguono anche quando il disagio appare ancora tollerabile. La manutenzione programmata evita che ogni intervento diventi urgente Molti guasti improvvisi nascono da componenti che avevano già mostrato segnali riconoscibili: flessibili ossidati, valvole bloccate, termosifoni che richiedono continui rabbocchi oppure condizionatori che raffreddano meno del solito. Inserire controlli periodici nella gestione della casa permette di sostituire gli elementi prima della rottura. La manutenzione preventiva riguarda anche caldaie, pompe di calore e impianti di climatizzazione, perché efficienza e sicurezza dipendono dalla pulizia, dalla regolazione e dalle condizioni dei collegamenti. Un apparecchio trascurato può consumare di più, lavorare in modo discontinuo e guastarsi proprio quando viene sottoposto al carico maggiore. Per rendere più semplice un eventuale intervento, conviene conoscere la posizione delle valvole, conservare documentazione e certificazioni e annotare marca e modello degli apparecchi installati. Anche lasciare accessibili contatori, sifoni e punti tecnici riduce i tempi necessari per individuare il problema, soprattutto quando l’anomalia compare in una fascia oraria critica. - Published: 2026-09-14 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/economia/export-piemontese-sempre-piu-richieste-saldo-commerciale-vicino-agli-8-miliardi.html - Categorie: Economia Il commercio internazionale torna a dare slancio all’economia del Piemonte. Durante i primi sei mesi del 2026, le imprese regionali hanno venduto fuori dall’Italia merci per 32,8 miliardi di euro, registrando un incremento del 6% in rapporto al medesimo periodo dell’anno precedente. I dati elaborati da Unioncamere Piemonte mostrano un andamento superiore a quello nazionale e mettono in evidenza il contributo dell’automotive, dell’alimentare e di numerosi comparti manifatturieri. In uno scenario caratterizzato da tensioni internazionali e nuovi ostacoli agli scambi, la capacità delle aziende piemontesi di raggiungere i mercati stranieri assume un valore ancora più rilevante. Il secondo trimestre imprime una forte accelerazione Osservando l’andamento dei primi sei mesi emerge una crescita diventata progressivamente più intensa. Tra gennaio e marzo l’export piemontese aveva ottenuto un aumento del 2,8%. Nel periodo compreso fra aprile e giugno, invece, la variazione positiva è arrivata all’8,6%. Proprio questa accelerazione ha permesso alla regione di chiudere il semestre con un risultato particolarmente favorevole. Anche gli acquisti di merci provenienti dall’estero sono saliti, raggiungendo un incremento del 4,6%. La differenza fra esportazioni e importazioni continua comunque a favorire il Piemonte: l’avanzo commerciale sfiora gli 8 miliardi di euro. Una cifra che racconta la forza di un territorio capace di produrre beni richiesti ben oltre i confini italiani. Il confronto con altre aree economiche rende il quadro ancora più significativo. Nello stesso arco temporale, l’intero Paese ha aumentato le proprie esportazioni del 4,5%. La Lombardia si è fermata al 3,5%, il Veneto ha raggiunto il 4,1%, mentre l’Emilia-Romagna ha ottenuto una crescita del 3%. Il Piemonte, dunque, ha seguito un ritmo più rapido sia rispetto al dato nazionale sia nei confronti delle principali regioni manifatturiere. L’automotive torna a sostenere le esportazioni Una parte importante della ripresa arriva dall'automotive, comparto che ha registrato un aumento del 6%. A offrire il contributo maggiore sono state le automobili e la componentistica, due attività storicamente centrali per l’economia piemontese e soprattutto per il territorio torinese. Rimane alta l’attenzione verso la Germania, principale destinazione commerciale della filiera regionale legata ai componenti per veicoli. Le difficoltà attraversate dall’industria tedesca potrebbero influire sugli ordini futuri, rendendo decisivi i prossimi mesi per comprendere la solidità di questa fase di rilancio. Un andamento molto diverso riguarda l’aerospazio, che ha perso il 32,2%. In questo settore, tuttavia, le variazioni tra un periodo e l’altro possono essere particolarmente ampie. Le attività dipendono infatti da contratti di grandi dimensioni, distribuiti nel tempo con una frequenza irregolare. Una singola commessa può quindi modificare in maniera evidente il valore complessivo registrato durante un trimestre o un semestre. Più contenuto il movimento della meccanica, cresciuta dello 0,9%. Pur mostrando un passo moderato, il comparto conserva il proprio peso all’interno del sistema produttivo regionale. Alimentare, moda e metalli rafforzano il risultato Accanto all’industria automobilistica, diversi settori hanno contribuito alla crescita dell’export piemontese. Il risultato più vivace appartiene all’alimentare, che ha raggiunto un incremento corrispondente al 12,7%. I prodotti legati alla tradizione gastronomica e alla trasformazione delle materie prime continuano quindi a trovare spazio sui mercati internazionali. Un progresso consistente interessa anche abbigliamento, tessile e accessori, saliti di un valore che corrisponde al 9,1%. Poco sopra si colloca il settore dei metalli, con una variazione pari al 9,9%. Questi numeri mostrano una ripresa abbastanza diffusa, capace di coinvolgere attività differenti e di ridurre la dipendenza da un solo comparto. La chimica ha guadagnato il 4%, mentre gomma e plastica hanno raggiunto il 2,9%. Nel loro insieme, tali risultati descrivono un sistema produttivo articolato, nel quale industrie tradizionali e specializzazioni più avanzate partecipano alla presenza commerciale del Piemonte all’estero. L’Europa cresce, mentre gli Stati Uniti rallentano I Paesi dell’Unione europea hanno mostrato la dinamica più favorevole, con acquisti dal Piemonte cresciuti del 7,2%. Anche le destinazioni situate fuori dall’area comunitaria hanno comunque ottenuto un risultato positivo, pari al 4,1%. Fra i singoli mercati spicca la Svizzera, dove le esportazioni piemontesi sono aumentate del 17,5%. Il Regno Unito ha segnato un progresso del 6,3%, mentre la Cina ha raggiunto il 7,3%. In controtendenza gli Stati Uniti, che hanno registrato una flessione del 2,1% durante una fase segnata dall’introduzione dei dazi. Sul piano provinciale, Alessandria guida la crescita con il 16,3%, seguita dal Verbano-Cusio-Ossola al 10,4%. Torino raggiunge l’8,1% e conferma un ritmo particolarmente sostenuto. Il capoluogo piemontese, grazie soprattutto al rilancio dei mezzi di trasporto, partecipa così in maniera decisiva al risultato regionale. Unioncamere Piemonte considera questi numeri una conferma della capacità innovativa e competitiva delle imprese locali. Rafforzare la presenza internazionale rappresenta ora un passaggio centrale per sostenere lo sviluppo del territorio e accompagnare la crescita anche nella seconda parte del 2026. - Published: 2026-09-14 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-dellauto-torino-2026-da-record-oltre-500mila-visitatori-in-tre-giorni.html - Categorie: Eventi Per un intero fine settimana, il centro di Torino ha assunto l’aspetto di una grande esposizione automobilistica all’aperto. L’appuntamento, arrivato alla sua terza edizione, è terminato domenica alle 19, dopo avere attirato una quantità di pubblico superiore alle attese. Il conteggio finale ha oltrepassato la soglia delle 500mila presenze nell’arco di tre giornate, confermando l’interesse suscitato da una formula capace di accostare memoria, design e nuove tecnologie. Una partecipazione che riempie il centro cittadino L’itinerario ha attraversato alcuni fra gli scenari più riconoscibili del capoluogo piemontese. Le automobili hanno trovato spazio in Piazza Castello, nella Piazzetta Reale, nel cortile d’onore, oltre che nelle zone verdi vicine ai Musei Reali. Il Salone dell’Auto torinese ha così coinvolto famiglie, collezionisti, ragazzi curiosi e professionisti del settore, arrivati da diverse regioni italiane e anche da altri Paesi europei. La disposizione diffusa ha permesso ai visitatori di avvicinarsi alle vetture mentre percorrevano luoghi solitamente legati alla storia e all’architettura della città. Fra palazzi, giardini e vie centrali, automobili moderne e modelli del passato hanno composto un racconto accessibile a pubblici differenti. Proprio questa unione fra patrimonio urbano e cultura motoristica ha caratterizzato le tre giornate della manifestazione. Quarantasette marchi e una trentina di anteprime Sul piano espositivo, i dati descrivono un appuntamento particolarmente ricco. Le case automobilistiche rappresentate erano 47, mentre le novità mostrate in anteprima arrivavano a circa trenta, fra debutti per il mercato italiano e presentazioni dal respiro internazionale. I produttori legati alla tradizione hanno condiviso gli spazi con realtà emergenti provenienti dal panorama mondiale. Ai presenti è stato possibile osservare da vicino le trasformazioni che interessano carrozzerie, propulsori e linguaggi stilistici. Accanto ai veicoli destinati alla mobilità contemporanea comparivano prototipi, modelli ad alte prestazioni e automobili storiche. Ne è derivata una panoramica ampia, nella quale il passato dell’industria si collegava alle soluzioni pensate per gli anni futuri. Particolare attenzione hanno ricevuto le hypercar e le vetture sperimentali, capaci di attirare gli appassionati per forme, potenza e contenuti tecnologici. Allo stesso tempo, gli esemplari d’epoca hanno ricordato quanto il design automobilistico continui a costruire un ponte fra epoche diverse. Dal Teatro Regio alla residenza sabauda di Venaria Il programma aveva preso forma già il 10 settembre con un incontro ospitato dal Teatro Regio. I rappresentanti delle istituzioni e della filiera automobilistica si erano confrontati sull’impiego dell’AI, sulla sostenibilità e sulle trasformazioni tecnologiche che attendono il comparto. Si è trattato del passaggio introduttivo a un fine settimana rivolto tanto al pubblico quanto agli operatori. Venerdì 11 è arrivata l’apertura ufficiale, segnata dalla cerimonia inaugurale e dalla consegna del riconoscimento TADA dedicato al design automobilistico. Il giorno seguente i riflettori si sono spostati anche fuori dal centro, con il Supercar Meeting ospitato presso la Reggia, a Venaria. Le collaborazioni avviate insieme a MAUTO e Pinacoteca Agnelli hanno inoltre consentito di proporre rievocazioni dedicate alla storia dell’auto. Alcuni partecipanti hanno avuto l’opportunità di salire a bordo delle Balilla e percorrere il circuito chiamato Pista 500 presso il Lingotto, aggiungendo al programma un’esperienza legata alla memoria industriale torinese. Prove al volante e omaggi alla storia del design Durante la giornata conclusiva, la zona bassa dei Giardini Reali ha ospitato una delle attività più richieste. Lungo il viale dedicato al Primo Maggio, centinaia di persone hanno effettuato prove di guida gratuite con modelli recenti. Le vetture disponibili comprendevano soluzioni a batteria, motorizzazioni ibride e propulsori tradizionali, offrendo un confronto diretto fra tecnologie differenti. La possibilità di guidare in prima persona ha reso la visita più dinamica, soprattutto per chi desiderava conoscere il comportamento dei mezzi oltre la semplice osservazione sulle pedane. Poco distante, l’esposizione continuava a proporre supercar, concept particolarmente recenti e classiche dall’eleganza ancora attuale. Un passaggio dal forte valore simbolico ha riguardato anche il mondo Pininfarina. Negli spazi della mostra è stato ricordato il secolo trascorso dalla nascita di una figura centrale per questa storia del design, con un tributo collocato lungo l’itinerario e anche nel cortile d’onore. Torino rafforza il suo rapporto con l’automobile Alla chiusura dell’evento, il risultato più evidente resta la partecipazione raccolta nel corso del fine settimana. Più di mezzo milione di presenze, 47 aziende espositrici e numerose novità hanno accompagnato una rassegna capace di parlare sia agli esperti sia ai semplici curiosi. La manifestazione ha riportato l’automobile dentro lo spazio urbano, facendola dialogare con musei, piazze e architetture storiche. Torino ha così riaffermato il proprio ruolo nella cultura del progetto automobilistico e nel dibattito sulla mobilità futura, portando a termine l’edizione numero tre con un’affluenza di dimensioni eccezionali. - Published: 2026-09-14 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/il-museo-piu-piccolo-del-mondo-potrebbe-nascere-in-italia-caravaggio-una-stanza-e-12-microscopi.html - Categorie: Cultura La grandezza dell’arte, in questo caso, si misura attraverso frazioni minuscole. Nel territorio dell’Argentario sta prendendo forma un progetto culturale decisamente insolito, pensato attorno a una sola sala e a dipinti tanto piccoli da richiedere uno strumento ottico per essere ammirati. Al centro dell’iniziativa ci sono le opere di Caravaggio, reinterpretate su superfici di appena qualche millimetro. La futura struttura dovrebbe sorgere a Porto Ercole e potrebbe conquistare un primato curioso: diventare il museo più piccolo al mondo. Le dimensioni ridotte rappresentano il cuore dell’esperienza, perché spingerebbero i visitatori ad avvicinarsi all’arte in una maniera completamente diversa rispetto a quella abituale. Un museo racchiuso dentro una sola sala Il progetto del pittore Stefano Busonero prevede uno spazio estremamente raccolto, nel quale troverebbero posto dodici microscopi. Attraverso questi strumenti, il pubblico potrebbe osservare immagini che a occhio nudo apparirebbero quasi invisibili. Ogni creazione si sviluppa infatti lungo una superficie di pochi millimetri, trasformando la visita in un esercizio di attenzione e curiosità. Nei musei tradizionali le opere vengono spesso contemplate mantenendo una certa distanza. Qui accadrebbe l’opposto: lo sguardo dovrebbe entrare idealmente nel dipinto, seguendo dettagli che emergono soltanto grazie all’ingrandimento. Una figura racchiusa in uno spazio minuscolo potrebbe così rivelare forme, colori e passaggi pittorici capaci di sorprendere proprio per la loro precisione. L’intero percorso sarebbe concentrato in un unico ambiente. La forza dell’iniziativa risiede dunque nella capacità di costruire un’esperienza culturale completa attraverso pochissimi elementi: una sala, alcuni dispositivi ottici e una serie di lavori pittorici quasi impercettibili. La dimensione fisica si riduce, mentre aumenta l’impegno richiesto allo sguardo. Un pennello sottile quanto un singolo pelo Dietro queste opere esiste una tecnica maturata durante decenni di attività con i colori a olio. La precisione richiesta appare ancora più evidente considerando i supporti impiegati, talmente minuti da poter entrare nell’apertura di un ago lasciando ancora un piccolo margine. Ogni movimento deve quindi essere controllato con estrema cura, poiché anche una variazione quasi impercettibile potrebbe occupare una parte rilevante dell’immagine. Tra le creazioni già realizzate compaiono due soggetti legati alla produzione caravaggesca: la Medusa e il giovane raffigurato insieme a un cesto di frutti. Entrambe le composizioni sono state riprodotte sulla superficie circolare di una monetina. Le immagini risultano persino più contenute rispetto a un’unghia, eppure conservano una struttura riconoscibile attraverso il microscopio. Proprio questa sproporzione alimenta il fascino del progetto. La pittura di Caravaggio, generalmente associata a tele dalla presenza intensa, viene trasferita in un universo quasi invisibile. Per incontrarla, il visitatore sarebbe chiamato a rallentare, concentrarsi e concedere a ogni particolare il tempo necessario per emergere. Porto Ercole e l’ultimo viaggio di Caravaggio La scelta della località possiede anche un legame preciso con la biografia del pittore. Caravaggio raggiunse Porto Ercole durante la stagione estiva del 1610. Arrivò febbricitante, mentre cercava di lasciarsi alle spalle le conseguenze di una condanna. Proprio in quel luogo terminò la sua vita. Collocare qui il museo permetterebbe quindi di unire la memoria degli ultimi giorni dell’artista a un modo estremamente ravvicinato di osservare la sua pittura. Il luogo nel quale si concluse il suo percorso umano diventerebbe uno spazio dedicato alla reinterpretazione delle opere che hanno attraversato i secoli. Anche il territorio parteciperebbe così al racconto. Porto Ercole rappresenterebbe molto più di una semplice sede scelta per ospitare una collezione: diventerebbe parte integrante dell’esperienza, creando un collegamento tra il passaggio storico di Caravaggio e le minuscole immagini ispirate al suo lavoro. Il progetto attende il passaggio decisivo L’iniziativa si trova ancora in una fase organizzativa. Per trasformarla in una realtà aperta al pubblico occorre costituire un’associazione culturale, requisito emerso durante un confronto avviato nel 2022 da Busonero con il Ministero della Cultura. Il promotore sta quindi cercando adesioni per formare il gruppo iniziale dell’associazione. A questo passaggio dovrà affiancarsi l’individuazione di un locale nel territorio dell’Argentario, anche molto contenuto, capace di accogliere i microscopi e le opere. Il futuro museo nasce da un’idea semplice e allo stesso tempo sorprendente: racchiudere un’esperienza artistica dentro pochissimi metri quadrati e affidare la scoperta dei quadri all’ingrandimento. Se il percorso organizzativo arriverà a compimento, Porto Ercole potrà ospitare uno spazio nel quale Caravaggio sarà osservato da una prospettiva rarissima, attraverso dipinti grandi quanto minuscoli frammenti di una moneta. - Published: 2026-09-14 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/tennis-friends-conquista-torino-75-mila-presenze-e-32-mila-controlli-per-la-salute.html - Categorie: Eventi Per tre giornate, sport e medicina si sono incontrati in uno degli spazi più conosciuti di Torino. Il sesto appuntamento cittadino di Tennis & Friends si è concluso con più di 75 mila persone coinvolte e circa 32 mila prestazioni sanitarie, comprese valutazioni preventive, visite specialistiche e colloqui di orientamento. Tra venerdì 11 e domenica 13 settembre, il Valentino e Villa Glicini hanno accolto un pubblico di ogni età. Il bilancio mostra quanto la cura personale possa diventare accessibile quando professionisti e strutture sanitarie incontrano direttamente i cittadini in un ambiente aperto, dinamico e familiare. Un grande presidio sanitario immerso nel verde Il centro operativo della manifestazione è stato il Villaggio della Salute, organizzato con il contributo delle principali realtà sanitarie regionali e cittadine. A disposizione dei partecipanti c’erano circa cento punti dedicati ai controlli, distribuiti fra trenta differenti ambiti clinici. Una struttura ampia, capace di accompagnare ogni persona verso il percorso più adatto alle proprie esigenze. Cardiologia, dermatologia, ortopedia, ginecologia, dietologia e gastroenterologia hanno raccolto un interesse particolarmente elevato. Accanto agli esami e ai consulti, il pubblico ha potuto ricevere indicazioni utili per migliorare le proprie abitudini quotidiane. Diverse organizzazioni scientifiche hanno contribuito alle attività informative, mentre uno spazio specifico ha promosso la raccolta di sangue attraverso il coinvolgimento dei donatori. La presenza coordinata di ospedali, centri clinici, associazioni e personale specializzato ha permesso di creare un punto di riferimento temporaneo molto diverso dal consueto ambulatorio. Il dialogo con i professionisti si è svolto in un clima informale, favorendo un rapporto più diretto con i temi della prevenzione. Giovani, accessibilità e solidarietà diventano protagonisti Una parte importante del programma è stata dedicata alle nuove generazioni. Ragazze e ragazzi hanno alternato attività sul campo e momenti formativi, imparando a considerare il movimento come una componente essenziale del benessere. Grazie alla partecipazione dell’istituto federale di formazione, il tennis è diventato anche uno strumento educativo, capace di trasmettere attenzione, costanza e consapevolezza. Un’iniziativa collegata alla manifestazione ha coinvolto anche i pazienti più giovani dell’ospedale oncologico pediatrico torinese, portando il tennis dentro il percorso di cura come occasione di energia, vicinanza e partecipazione. Sui campi di Villa Glicini sono arrivati inoltre campioni, rappresentanti dello sport e personaggi dello spettacolo. Insieme al personale medico hanno preso parte a una sfida simbolica costruita attorno alla volée. L’intrattenimento ha così rafforzato il messaggio centrale dell’evento, rendendo la salute un argomento capace di raggiungere il pubblico con immediatezza. Grande attenzione ha ricevuto anche il Villaggio della Solidarietà. Le associazioni locali hanno raccontato il lavoro svolto ogni giorno per sostenere le persone e diffondere una maggiore cultura della cura. Sport, volontariato e medicina hanno composto un unico percorso, nel quale ogni attività contribuiva allo stesso obiettivo. Da Torino parte un invito europeo al movimento La tappa torinese ha ospitato anche il lancio dell’iniziativa europea che, dal 23 al 30 settembre, inviterà i cittadini a inserire l’esercizio fisico nella vita di ogni giorno. Il messaggio scelto per il 2026 valorizza un approccio personale e libero da pressioni: ciascuno può muoversi seguendo i propri ritmi, la propria età e le proprie condizioni. Questa idea amplia il significato stesso dello sport. Una passeggiata, un allenamento leggero oppure una disciplina praticata con regolarità possono contribuire all’equilibrio psicofisico. L’obiettivo consiste nel trasformare il movimento in un gesto naturale, vicino alle possibilità reali delle persone. I dati richiamati durante l’appuntamento mostrano alcuni segnali incoraggianti. Nel 2024 la quota di popolazione sedentaria raggiungeva il 33,1%, mentre nel 2025 è scesa al 30,8%. Rimane centrale anche l’attenzione verso l’ambito oncologico, considerando le circa 390 mila nuove diagnosi stimate in Italia durante il 2025. Controlli periodici e abitudini sane assumono quindi un valore concreto lungo tutto l’arco della vita. Un progetto cresciuto insieme alla città Nata nel 2011, la manifestazione ha raggiunto nel 2026 un risultato significativo: in quindici anni sono state effettuate più di 400 mila visite e valutazioni gratuite. Le varie edizioni hanno inoltre superato complessivamente un milione di partecipazioni, segno di un interesse cresciuto nel tempo. Torino occupa un ruolo importante in questo percorso. Il rapporto sviluppato dalla città con il tennis internazionale, anche attraverso le ATP Finals, ha creato un contesto favorevole per un appuntamento che unisce attività agonistica, divulgazione sanitaria e impegno sociale. La scelta del Valentino e di Villa Glicini, valorizzati dopo gli interventi di riqualificazione, ha rafforzato ulteriormente il legame con il territorio. Il bilancio dell’edizione 2026 va quindi oltre le cifre. Le migliaia di persone passate attraverso i punti sanitari hanno ricevuto un invito concreto a dedicare maggiore attenzione al proprio corpo, aderire ai programmi di controllo e scegliere uno stile di vita più attivo. A Torino, il tennis ha mostrato ancora una volta di poter uscire dal campo e diventare parte di una più ampia cultura del benessere. - Published: 2026-09-14 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/scuola-il-piemonte-riparte-prima-campanella-il-14-settembre-per-quasi-479mila-alunni.html - Categorie: News Per quasi 479 mila giovani piemontesi, domenica 13 settembre rappresenta l’ultima giornata della lunga pausa estiva. Dalla mattina di lunedì 14 gli edifici scolastici riapriranno per dare inizio alle attività dell’annata 2026/2027. La cifra precisa parla di 478. 571 alunni, accolti da 515 istituti statali presenti sul territorio regionale. Accanto alla dimensione di questo rientro emerge una tendenza importante: la popolazione scolastica continua a restringersi. I dati iniziali raccontano quindi due aspetti paralleli. Da una parte, centinaia di migliaia di ragazzi riprendono il proprio percorso; dall’altra, iscrizioni e gruppi classe mostrano un’ulteriore diminuzione rispetto al ciclo precedente. La campanella torna a suonare nel lunedì del 14 settembre L’apertura è fissata per il giorno 14 di settembre del 2026, un lunedì che segna il passaggio dalle vacanze estive alla nuova annata didattica. In tutte le province piemontesi, il sistema statale si prepara ad accogliere un totale esatto: gli studenti sono 478. 571. Il numero, arrotondato, sfiora quota 479 mila e restituisce immediatamente l’ampiezza del rientro. Le strutture coinvolte sono 515. Si tratta del complesso degli istituti statali che operano in Piemonte e che, dalla stessa data, avvieranno il calendario previsto per il 2026/2027. L’inizio delle lezioni interessa dunque una rete regionale molto estesa, nella quale la provincia torinese conserva un peso particolarmente rilevante. La prima giornata assume anche un valore ufficiale. In mattinata, una rappresentanza della Regione e dell’amministrazione scolastica piemontese raggiungerà inizialmente Rifreddo, località cuneese. La visita partirà dal polo dedicato all’infanzia e proseguirà poi a Torino, presso la primaria Casalegno. I due appuntamenti accompagneranno l’apertura formale della nuova stagione didattica. Il calo degli iscritti riduce anche le classi Il confronto con l’annata precedente mostra una perdita complessiva pari a 7. 259 iscrizioni. Alla contrazione degli alunni corrisponde la scomparsa di 126 classi, altro numero che rende visibile il cambiamento attraversato dalla scuola piemontese. La riduzione interessa l’intero territorio ed è inserita in una tendenza demografica ormai costante. Il Torinese rimane l’area con la presenza studentesca più ampia. La provincia conta 241. 969 iscritti, una quantità che rappresenta poco più della metà del dato piemontese. Anche qui, tuttavia, la diminuzione appare evidente: nel confronto con l’annata passata mancano più di quattromila unità. Il rapporto tra i numeri aiuta a comprendere il peso della provincia nel quadro complessivo. Più di un alunno piemontese su due frequenta infatti un istituto del Torinese. Nello stesso territorio si concentra inoltre oltre metà della riduzione registrata a livello regionale, dato che la perdita supera le quattromila unità su un arretramento totale di 7. 259. Organico scolastico, tra assunzioni e supplenze L’avvio delle lezioni porta con sé anche i dati riguardanti il personale. Per il ciclo 2026/2027 sono stati autorizzati 3. 472 ingressi con contratto stabile. A questi si affiancano 12. 870 incarichi di supplenza attribuiti nell’insieme del Piemonte. La distanza tra le due cifre descrive la composizione dell’organico predisposto per la ripartenza. Le assunzioni definitive superano quota tremila, mentre gli incarichi temporanei risultano quasi quattro volte più numerosi. È un elemento centrale dell’avvio, insieme alla distribuzione territoriale dei supplenti. Dei 12. 870 incarichi complessivi, 6. 968 riguardano Torino e la sua provincia. Anche sotto questo profilo il Torinese raccoglie oltre la metà del totale regionale. La concentrazione rispecchia il peso dell’area, che con i suoi 241. 969 studenti costituisce la componente numericamente più grande del sistema piemontese. Il calendario delle pause fino a giugno 2027 Dopo la partenza del 14 settembre, il programma annuale proseguirà fino all’inizio dell’estate successiva. Per la maggior parte degli studenti, l’ultimo giorno di attività è stabilito al 10 giugno dell’anno 2027. Per gli istituti dell’infanzia, invece, il termine didattico cade il giorno 30 dello stesso mese. La prima interruzione indicata nel calendario arriverà a dicembre. In occasione dell’Immacolata, le attività saranno sospese nelle giornate del 7 e dell’8 dicembre dell’anno 2026. Poco più avanti inizierà la pausa natalizia, con inizio il 23 dicembre 2026 e termine il giorno 6 di gennaio dell’anno 2027. Nel secondo tratto dell’annata ci saranno altri due periodi di stop. Quello legato al Carnevale è collocato tra il 6 e il 10 febbraio dell’anno successivo, mentre l’intervallo pasquale comprenderà i giorni tra il 25 e il 30 marzo dell’anno 2027. Al quadro si aggiungono le ricorrenze nazionali e la festa del patrono prevista localmente. Il nuovo ciclo piemontese prende così forma attraverso numeri, scadenze e appuntamenti già definiti. Alla vigilia del rientro, i 478. 571 alunni trovano un sistema formato da 515 istituti statali, segnato dalla riduzione delle iscrizioni e sostenuto da migliaia di nuove assunzioni e supplenze. Il 14 settembre apre un percorso destinato a protrarsi, con differenze legate all’ordine scolastico, fino al mese di giugno 2027. - Published: 2026-09-13 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/tunnel-di-tenda-chiusura-anticipata-stop-totale-dal-21-settembre-al-29-ottobre.html - Categorie: News Il calendario degli interventi lungo il collegamento alpino tra Italia e Francia cambia in seguito al rapido avanzamento del cantiere. La sospensione completa della circolazione, prevista in origine per il 5 ottobre, scatterà già lunedì 21 settembre e resterà in vigore sino al 29 ottobre. Prima di questa fase, a partire dal 14 settembre, entreranno in funzione tre finestre quotidiane riservate al passaggio dei veicoli durante i giorni feriali. La nuova programmazione punta a sfruttare i progressi compiuti nei mesi estivi e a completare le opere prima dell’arrivo delle condizioni meteorologiche autunnali. Perché la chiusura del Tunnel di Tenda è stata anticipata A rendere possibile la modifica del calendario è stato soprattutto il ritmo raggiunto dagli interventi eseguiti lungo i tornanti situati sul lato francese. Le precipitazioni contenute registrate durante l’estate hanno favorito la continuità delle attività, permettendo alle squadre impegnate sul posto di procedere più velocemente rispetto alle tempistiche calcolate in precedenza. Alla luce di questi progressi, la commissione competente ha scelto di anticipare di due settimane l’interruzione completa del collegamento. La nuova data rappresenta quindi una conseguenza diretta dell’accelerazione registrata dal cantiere e consente di concentrare le lavorazioni in un periodo considerato più favorevole. L’obiettivo consiste nel portare avanti le opere prima che il clima autunnale possa rallentarne lo svolgimento. Le condizioni atmosferiche dell’area alpina, infatti, assumono un ruolo importante nell’organizzazione delle attività, soprattutto quando gli interventi riguardano strade di montagna e punti di accesso collocati lungo un percorso particolarmente delicato. Come cambia la circolazione dal 14 settembre Le prime modifiche entreranno in vigore lunedì 14 settembre, una settimana prima dello stop completo. Con la conclusione dell’organizzazione estiva terminerà l’apertura prolungata compresa fra le 6 e le 23, mentre nei giorni lavorativi tornerà un sistema articolato in tre distinti momenti della giornata. Dal lunedì al venerdì sarà possibile attraversare la galleria al mattino fra le 6 e le 8, nella fascia centrale compresa tra le 12:30 e le 13:30 e infine la sera, dalle 18 alle 21. Si tratta di orari pensati per concentrare il traffico in alcuni intervalli precisi, lasciando il resto della giornata alle attività previste lungo il percorso. Durante il primo fine settimana interessato dalla nuova organizzazione, vale a dire sabato 19 e domenica 20 settembre, il passaggio resterà invece disponibile nella fascia estesa dalle 6 alle 23. Anche in questa fase la circolazione all’interno della galleria continuerà a svolgersi su una sola corsia per volta, con il flusso dei veicoli gestito attraverso l’impianto semaforico. Per automobilisti e trasportatori diventa quindi importante tenere presenti le diverse fasi del programma: una prima settimana caratterizzata dagli accessi a orario nei feriali, seguita dalla sospensione integrale prevista dal lunedì successivo. Stop completo dal 21 settembre A partire dal 21 settembre e sino al 29 ottobre, il tunnel resterà interamente riservato alle attività di cantiere. L’accesso sarà consentito soltanto ai mezzi utilizzati dall’impresa esecutrice e ai veicoli impiegati a supporto delle lavorazioni. Per il traffico ordinario scatterà dunque uno stop che durerà per tutto il periodo indicato. La chiusura servirà a completare gli interventi collegati agli ingressi della nuova galleria nella valle Roya. Nello stesso arco temporale verranno eseguite anche opere straordinarie sulla strada situata nella zona dell’attraversamento alpino. Concentrare queste attività durante una sospensione totale dovrebbe permettere alle squadre di lavorare lungo il tracciato senza dover alternare continuamente il cantiere con il transito dei veicoli. La decisione ha ricevuto un orientamento favorevole anche da parte delle amministrazioni territoriali coinvolte. Tra gli aspetti considerati essenziali figurano il rispetto preciso delle scadenze stabilite e una comunicazione chiara rivolta alle comunità interessate, chiamate a organizzare i propri spostamenti sulla base del nuovo calendario. La riapertura prevista alla fine di ottobre Una prima riattivazione è programmata per venerdì 30 ottobre. Da quel giorno e fino a domenica 1° novembre, il passaggio sarà disponibile senza interruzioni quotidiane fra le 6 e le 23. La circolazione manterrà comunque il senso unico alternato, regolato dal semaforo presente all’interno della galleria. Per il periodo successivo al 1° novembre servirà ancora una conferma ufficiale. Il traguardo indicato consiste nel trasformare la riapertura in una soluzione stabile, superando il sistema delle finestre orarie e affidando la gestione dei flussi esclusivamente al segnale luminoso. Rimangono inoltre da stabilire tempi e modalità per arrivare alla circolazione nei due sensi. Il passaggio previsto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre rappresenterà quindi una tappa intermedia verso il ritorno a un collegamento continuativo attraverso il valico. - Published: 2026-09-13 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-roma-14-settembre-il-toro-cerca-conferme-orario-diretta-e-possibili-undici.html - Categorie: Sport Il Torino si avvicina alla gara di domani con fiducia, dopo il successo ottenuto sul terreno della Fiorentina. Alle ore 18. 30 del 14 settembre, davanti al pubblico granata, arriverà una Roma capace di conquistare il massimo durante i tre turni inaugurali. Il quarto appuntamento della Serie A mette dunque di fronte il gruppo affidato ad Abate, deciso a proseguire sulla strada aperta a Firenze, e una compagine partita nel torneo con numeri di rilievo. La rimonta di Firenze cambia l’avvicinamento alla sfida Le prime settimane avevano riservato al Toro due battute d’arresto, prima con il Milan e poi contro il Sassuolo. La trasferta sul campo della Fiorentina ha però consegnato una reazione importante. I viola erano passati avanti con Pellegrino, ma Adams e Mandragora hanno rovesciato il risultato, permettendo ai piemontesi di imporsi per 2-1 e conquistare i primi punti, tre in totale. Quel successo assume un valore particolare anche in vista dell’impegno con la Roma. Oltre al risultato, la capacità di recuperare una situazione inizialmente sfavorevole ha dato al Torino una spinta preziosa. La partita di domani offrirà adesso la possibilità di confermare questo segnale davanti ai propri sostenitori, contro un’avversaria partita nel torneo con un passo molto deciso. La squadra allenata da Gasperini ha superato con un netto 4-0 sia la Fiorentina sia il Lecce, aggiungendo poi il 2-1 ottenuto con l’Atalanta. Il bilancio maturato nei tre turni iniziali parla di dieci gol segnati e appena uno incassato. Prima della trasferta piemontese, i giallorossi sono stati impegnati anche a Istanbul: il debutto europeo sul campo del Fenerbahçe si è chiuso sull’1-1. Un bilancio storico granata e un presente da cambiare La storia delle gare disputate in Piemonte assegna un vantaggio ai padroni di casa. I confronti ufficiali giocati sul terreno granata sono 91: 38 hanno premiato il Torino, in 21 casi hanno festeggiato i romanisti, mentre in 32 occasioni è arrivato un pareggio. Guardando agli anni più recenti, però, il quadro cambia in maniera evidente. L’ultimo successo casalingo del Toro sui capitolini porta la data del 18 aprile del 2021. La formazione ospite trovò per prima la via della rete, poi Sanabria, Rincon e Zaza costruirono il ribaltamento che fissò il punteggio sul 3-1. Nei cinque incroci di campionato successivi disputati nello stadio torinese, i granata hanno raccolto un solo pareggio e quattro sconfitte: lo 0-3 del 2022, lo 0-1 del 2023, l’1-1 arrivato alcuni mesi più tardi e due ko, entrambi sullo zero a due, maturati nelle annate 2024-2025 e 2025-2026. C’è inoltre una lunga sequenza realizzativa da tenere presente. I giallorossi sono andati a bersaglio durante le 16 più recenti visite ufficiali sul campo del Torino. Per risalire a una loro partita senza reti in questo impianto bisogna tornare al pareggio a porte inviolate datato 16 dicembre del 2007. I due colpi granata della scorsa stagione Se il rendimento interno racconta un digiuno che supera i cinque anni, gli ultimi viaggi nella capitale hanno regalato al Toro soddisfazioni importanti. In data 14 settembre dell’anno 2025, proprio dodici mesi prima del nuovo appuntamento, Simeone firmò il gol che valse l’1-0 in campionato. Gennaio portò un’altra impresa, questa volta negli ottavi della Coppa Italia: Adams realizzò una doppietta e Ilkhan siglò al novantesimo il punto determinante nel successo per tre reti a due. La risposta romanista giunse cinque giorni più tardi a Torino. Dybala e Malen determinarono il 2-0 che consegnò l’intera posta agli ospiti. La gara di domani rappresenta dunque per i granata la possibilità di ottenere un nuovo risultato positivo sfidando i romanisti e, allo stesso tempo, di chiudere la lunga attesa per una vittoria casalinga in questo confronto. Le formazioni ipotizzate per Torino-Roma Abate dovrebbe affidarsi a una difesa a tre, cinque uomini in mezzo e due attaccanti. Tra i pali è atteso Perri. Comuzzo dovrebbe agire con Ismajli al centro, mentre Cömert completerebbe il terzetto arretrato. Fortini e Cacciamani sono indicati per le corsie laterali; Gineitis affiancherebbe Mandragora, con Fitz-Jim a completare il settore centrale. Davanti, Vlasic agirebbe insieme a Simeone. Gasperini potrebbe rispondere con tre difensori, quattro centrocampisti, un rifinitore e due punte. Svilar partirebbe in porta. Mancini troverebbe spazio in difesa insieme a Ndicka, con Hermoso a chiudere il reparto. Lulli e Wesley sarebbero gli esterni, affiancando una zona mediana formata da Cristante e Koné. Rodrigo Mora avrebbe il compito di muoversi alle spalle della coppia offensiva composta da Dybala e Malen. A che ora si gioca e come seguirla Il fischio d’inizio è fissato per domani pomeriggio alle ore 18. 30, nel giorno 14 settembre. Il teatro dell’incontro sarà l’impianto olimpico intitolato alla formazione del Grande Torino. La diffusione televisiva verrà affidata unicamente a DAZN. Il Torino cercherà quindi di trasformare l’entusiasmo nato a Firenze in un’altra prestazione capace di dare slancio al proprio cammino. - Published: 2026-09-13 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/sport/sassuolo-juventus-13-settembre-probabili-formazioni-tutte-le-novita-prima-della-partita.html - Categorie: Sport Il turno numero quattro del massimo campionato propone un confronto molto atteso tra neroverdi e bianconeri. La gara è fissata per il 13 settembre, con avvio alle ore 20:45 nello stadio reggiano. Dopo tre incontri, i due club arrivano con percorsi differenti: gli emiliani cercano conferme davanti al proprio pubblico, mentre i torinesi vogliono proseguire un avvio segnato da continuità e attenzione nella metà campo difensiva. Le numerose assenze rendono particolarmente importanti le scelte iniziali, insieme alle soluzioni da utilizzare durante la ripresa. Moduli diversi per costruire la partita Le indicazioni precedenti al confronto vedono il Sassuolo orientato verso il quattro-tre-tre. La disposizione comprende una linea arretrata a quattro, tre elementi nella zona centrale e un reparto avanzato pronto ad allargare il gioco sulle corsie. In mezzo dovrebbe trovare spazio un calciatore con compiti di equilibrio, affiancato da due compagni chiamati a sostenere entrambe le fasi. Davanti, la ricerca dell’ampiezza può diventare una risorsa per accompagnare le accelerazioni e portare più uomini vicino all’area avversaria. Per la Juventus prende invece forma un quattro-due-tre-uno, con una coppia davanti alla retroguardia e tre giocatori offensivi alle spalle della punta. Il doppio centrocampista rappresenta il cuore del sistema bianconero, perché dovrà gestire il pallone e offrire protezione durante le ripartenze emiliane. Restano alcune valutazioni sulle fasce, dove caratteristiche differenti permettono di modificare l’interpretazione dell’incontro conservando lo schema di base. Le assenze riducono le possibilità di scelta Il Sassuolo deve fare i conti con sette calciatori fermi. I problemi interessano soprattutto difesa e zona centrale, con diversi recuperi destinati a richiedere ancora tempo e due recenti stop di natura muscolare. La situazione obbliga lo staff a distribuire con attenzione le energie, soprattutto considerando il ritmo raggiungibile in una sfida simile. Ancora più lunga la lista nella Juventus, che comprende otto giocatori appartenenti a reparti differenti. Tra ginocchio, caviglia, piede e fastidi muscolari, le alternative si sono ridotte sia sulle corsie sia in mezzo. Entrambi gli organici arrivano liberi da squalifiche. La gestione delle sostituzioni avrà quindi un valore rilevante, poiché le riserve dovranno sostenere l’intensità nella parte conclusiva. I risultati raccolti nei primi tre turni Gli emiliani hanno conquistato quattro punti attraverso un successo, un pareggio e una battuta d’arresto. Dopo il 2-1 incassato sul terreno dell’Atalanta, è arrivata l’affermazione interna per 2-1 sul Torino, seguita dal 2-2 ottenuto a Bologna. Il bilancio offensivo conta cinque reti, alle quali corrispondono altrettante marcature concesse agli avversari. Per i torinesi sono arrivati sette punti. Il percorso comprende l’1-0 esterno con il Frosinone, il 2-0 sul Parma e l’1-1 contro il Milan. Quattro gol realizzati sono bastati per ottenere due successi e un pari, mentre la porta juventina è stata superata una sola volta. L’efficienza difensiva costituisce il dato più evidente, anche perché permette alla squadra di restare competitiva pure nelle serate caratterizzate da una produzione offensiva più contenuta. Possesso, conclusioni e pressione: il confronto numerico La quota media di controllo del pallone separa nettamente le contendenti. Il Sassuolo si attesta al 43%, mentre il dato juventino raggiunge il 55,8%. Anche il volume complessivo delle conclusioni premia i torinesi, avanti 43 a 37. Il quadro cambia osservando i tentativi diretti verso lo specchio: gli emiliani ne hanno accumulati 21, cinque in più rispetto ai rivali. Interessante anche la percentuale di precisione, pari al 56,8% per i neroverdi e al 37,2% sull’altro versante. I bianconeri producono dunque più tiri, mentre il Sassuolo indirizza verso la porta una quota maggiore dei propri tentativi. Sul fronte della pressione, l’indice PPDA presenta valori molto distanti: 21,8 per la formazione emiliana e 8,3 per quella torinese. Un numero inferiore corrisponde a un atteggiamento più aggressivo nel recupero alto. Sul piano disciplinare, infine, il conto resta contenuto: quattro ammonizioni per il Sassuolo e cinque per la Juventus. Arbitraggio, precedenti e rendimento casalingo Il direttore designato ha arbitrato una partita nel torneo attuale. In quell’occasione ha rilevato 22 falli e sei posizioni irregolari, mostrando quattro cartellini gialli; il referto ha contato zero espulsioni e zero rigori. La squadra arbitrale sarà completata dagli assistenti, dal quarto ufficiale e dagli addetti alla revisione video. L’incrocio più recente fra questi club si è chiuso in parità, interrompendo una sequenza di nove confronti privi del segno X. Nell’impianto reggiano, inoltre, il Sassuolo ha ottenuto due vittorie nei tre appuntamenti più vicini con i bianconeri. Il rendimento interno rafforza questo dato, grazie a sei affermazioni nelle otto gare casalinghe più vicine. La tradizione complessiva sorride alla Juventus, ma il quadro della vigilia presenta elementi di equilibrio: da una parte la solidità torinese, dall’altra una formazione emiliana capace di creare molte conclusioni e di esprimersi bene sul proprio terreno. - Published: 2026-09-13 - Modified: 2026-09-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/via-roma-cambia-volto-torino-inaugura-il-nuovo-salotto-pedonale-con-una-grande-festa.html - Categorie: News Un lungo percorso di trasformazione urbana si è concluso nel centro di Torino, dove sabato 12 settembre è stata inaugurata la nuova area pedonale di via Roma. Per accompagnare questo passaggio, la città ha organizzato una festa estesa tra strade, piazze, gallerie e luoghi culturali. Commercio, spettacolo e storia urbana si sono incontrati per raccontare una strada pronta a vivere una fase diversa, con maggiore spazio per le persone e una relazione ancora più stretta con le attività presenti lungo il percorso. Via Roma pedonale anima il centro di Torino La cerimonia ufficiale è cominciata nei pressi di piazza San Carlo, per poi lasciare spazio a un programma sviluppato in numerosi punti del centro. Quasi un centinaio di esercizi commerciali ha prolungato l’orario ben oltre quello consueto, mentre all’incirca cinquanta tra negozi e locali ha organizzato esperienze pensate appositamente per l’occasione. L’adesione degli operatori ha dato alla giornata un carattere particolarmente vivace. Le vetrine e gli spazi davanti alle attività sono diventati piccoli palcoscenici, luoghi d’incontro e aree dedicate alla creatività. Nel corso delle ore si sono alternate degustazioni, sfilate, presentazioni editoriali, dimostrazioni artigianali, musica e momenti di intrattenimento. Il risultato è stato un evento costruito attraverso tante esperienze differenti. Le imprese hanno partecipato in prima persona, contribuendo a rendere l’inaugurazione qualcosa di più ampio rispetto a una semplice cerimonia istituzionale. La nuova dimensione pedonale è stata così presentata attraverso le persone che frequentano, lavorano e investono ogni giorno in questa parte di Torino. Piazze e gallerie trasformate in palcoscenici Ogni zona ha accolto una proposta diversa. Piazza San Carlo ha ospitato teatro e danza, assumendo per alcune ore l’aspetto di una sala per spettacoli senza pareti. Nella galleria torinese San Federico, invece, un flashmob dedicato al tango ha portato il ballo tra passanti e visitatori. Nella piazza intitolata a Carlo Felice era presente un pianoforte a coda, utilizzabile da artisti, musicisti e semplici cittadini desiderosi di esibirsi. Via Buozzi ha seguito un percorso musicale particolarmente curioso: prima le melodie delicate di un’arpa, poi il ritmo energico di una performance capace di unire batteria e sonorità techno. Anche il cinema ha trovato ampio spazio. Al Lux è stato proiettato “Profondo Rosso”, accompagnato dall’esecuzione dal vivo della sua celebre musica. In piazza C. L. N. è comparsa una ricostruzione del Blue Bar, ambiente entrato nell’immaginario degli appassionati del film. Su un altro schermo sono passate immagini provenienti da più di centotrenta pellicole girate lungo via Roma e in altri angoli centrali della città. Musei, visite guidate e negozi protagonisti Alla festa hanno preso parte pure diversi musei torinesi. Palazzo Madama, Museo Egizio, Musei Reali, MAO e altre istituzioni hanno esteso i propri orari, arricchendo la serata insieme ad alcuni concerti gratuiti inseriti nel cartellone musicale MITO. In questo modo, chi passeggiava lungo il nuovo asse pedonale poteva alternare shopping, intrattenimento e cultura. Le visite gratuite dedicate alla storia di via Roma hanno permesso di osservare la strada da una prospettiva più ampia. Partendo dalle due estremità dell’asse centrale, le guide hanno ripercorso cento anni di trasformazioni attraverso edifici, moda, locali storici, cinema e tradizioni commerciali. La strada è emersa come un racconto della città, capace di tenere insieme eleganza architettonica e vita quotidiana. Numerosi marchi hanno inoltre creato attività legate alla propria identità. Alcune dimostrazioni hanno mostrato i gesti degli artigiani della pelle, mentre bauli e bagagli sono diventati superfici creative. Una maison italiana ha presentato capi rappresentativi della propria storia; una confetteria torinese ha fatto vedere al pubblico come nascono le sue caramelle tradizionali. Spazio anche a musica, moda e appuntamenti capaci di coinvolgere direttamente i visitatori. Un intervento urbano da 12 milioni di euro La celebrazione ha segnato il completamento del progetto sviluppato tra la zona di Carlo Felice e piazza Castello. L’investimento complessivo ha raggiunto 12 milioni di euro, messi a disposizione attraverso risorse comunitarie appartenenti al programma urbano europeo 2021-2027. I lavori hanno introdotto una pavimentazione rinnovata e portato la carreggiata alla stessa altezza dei porticati. Il progetto ha compreso anche la rimozione degli ostacoli alla mobilità e l’installazione di nuovi arredi. Questi elementi rendono il percorso più semplice da attraversare e favoriscono una fruizione continua degli spazi. Via Roma conserva così il proprio valore storico, architettonico e commerciale, aprendosi nello stesso tempo a un uso differente. La pedonalizzazione diventa il punto di partenza per una strada più accessibile, vissuta e strettamente connessa alle piazze che attraversa. - Published: 2026-09-12 - Modified: 2026-09-12 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-riapre-la-sala-gonin-di-porta-nuova-visite-il-19-e-20-settembre.html - Categorie: Eventi Nel cuore dello scalo ferroviario torinese si conserva un ambiente capace di unire la memoria della monarchia alla storia del viaggio su rotaia. Per un fine settimana, Sala Gonin tornerà ad accogliere i visitatori, offrendo l’occasione di osservare da vicino decorazioni, arredi e dettagli solitamente sottratti al percorso quotidiano dei passeggeri. Le visite si svolgeranno sabato 19 settembre e proseguiranno domenica 20, nel 2026. Nel calendario comunicato finora, questo sarà l’ultimo appuntamento programmato per entrare nello spazio storico custodito a Porta Nuova. Un salone creato per i Savoia La nascita di questo ambiente risale al 1864. Il progetto adottò un linguaggio barocco e assegnò al locale una funzione precisa: ospitare i componenti della casa regnante mentre aspettavano il treno. La sua destinazione originaria spiega la ricchezza delle soluzioni artistiche e degli arredi che ancora lo caratterizzano. La denominazione ricorda Gonin, uno degli artisti vicini alla corte sabauda. Quella che in origine era legata all’attesa ferroviaria dei sovrani si presenta oggi come una testimonianza dell’epoca sabauda torinese inserita all’interno di una grande infrastruttura dedicata ai viaggi. Il riferimento al 1864 colloca il progetto nel periodo in cui il locale veniva preparato per i Savoia. Gli affreschi e gli arredi rimasti permettono ancora di riconoscere quella destinazione, trasformando la visita contemporanea in un incontro diretto con la funzione storica dell’ambiente. Proprio questa collocazione rende il salone particolarmente interessante. Oltre la normale funzione della stazione emerge infatti un luogo progettato con attenzione cerimoniale, nel quale ogni elemento contribuisce a restituire l’atmosfera riservata un tempo alla dinastia. Architettura, pittura e arredamento formano così un insieme coerente, rimasto nel tempo dentro Porta Nuova. Pitture, prospettive e richiami alla mitologia Lo sguardo viene guidato da una decorazione articolata. Le superfici dipinte dialogano con colonne, capitelli e finte profondità ottenute attraverso il trompe-l’œil, tecnica capace di trasformare visivamente i confini dell’ambiente. Gli interventi pittorici si integrano quindi con le forme architettoniche e costruiscono un effetto scenografico diffuso. Negli angoli appaiono presenze angeliche che sorreggono mappe riferite ai quattro continenti. Il programma figurativo comprende inoltre scene ispirate alla mitologia, aggiungendo un ulteriore livello narrativo alle decorazioni. Ogni porzione della sala partecipa così a un disegno unitario, nel quale simboli, figure e illusioni prospettiche accompagnano lo sguardo. Accanto alla pittura trovano posto mobili di valore, boiseries e rivestimenti in legno risalenti al Settecento. A dominare l’insieme contribuisce poi un imponente lampadario realizzato con vetro muranese. La luce, le superfici lignee e i motivi dipinti compongono un ambiente solenne, molto diverso dagli spazi ferroviari destinati al passaggio ordinario. È questa combinazione di materiali e linguaggi a rendere Sala Gonin uno dei luoghi più suggestivi custoditi nello scalo. Un frammento della memoria ferroviaria La conservazione e la gestione del salone rientrano in un progetto rivolto al recupero delle sale storiche appartenenti alle ferrovie italiane. Attraverso gli appuntamenti programmati, ambienti legati al passato del viaggio tornano temporaneamente fruibili e possono essere conosciuti dal pubblico. Sala Gonin rimane infatti, durante la normale attività dello scalo, fuori dagli itinerari percorsi dai viaggiatori. Le aperture occasionali assumono quindi un valore particolare: permettono di avvicinarsi a un patrimonio artistico che continua a vivere nel luogo per il quale era stato concepito. Il rapporto tra la sala e la ferrovia resta evidente, anche se la funzione originaria riservata alla casa sabauda appartiene ormai alla storia. La tutela riguarda l’intero insieme, dagli affreschi agli elementi lignei, passando per gli arredi e il lampadario. Rendere accessibile questo spazio significa valorizzare sia la sua componente artistica sia il capitolo di storia ferroviaria che rappresenta. Per questo la breve riapertura di settembre diventa un appuntamento capace di mettere al centro un lato meno visibile dello scalo torinese. Date e indicazioni per l’ingresso Sabato 19 settembre segnerà la prima giornata disponibile, mentre domenica 20 completerà l’apertura. Sono previste condizioni specifiche per alcuni visitatori. Ad esempio, i piccoli dalla nascita fino ai tre anni possono entrare gratuitamente quando sono insieme a un genitore; per loro la prenotazione non serve. Per chi varcherà la soglia, il percorso offrirà l’opportunità di osservare in uno stesso ambiente le testimonianze della corte, l’estetica barocca e la memoria delle ferrovie. Per due giornate, il viaggio a Porta Nuova potrà dunque proseguire oltre i binari, dentro un luogo nato nel 1864 e conservato come parte del patrimonio storico italiano. - Published: 2026-09-12 - Modified: 2026-09-12 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/torino-nasce-il-laboratorio-dellenergia-del-futuro-un-investimento-da-oltre-55-milioni.html - Categorie: Innovazione Torino aggiunge un tassello importante al percorso verso un sistema energetico più moderno. Environment Park accoglie infatti un centro nel quale studio scientifico, sperimentazione e applicazione industriale potranno procedere a stretto contatto. A promuovere l’iniziativa sono l’IIT e l’ateneo politecnico torinese, impegnati nel programma iEntrance e in quello denominato CoSyET. Grazie a questa struttura, idee e tecnologie potranno essere esaminate in laboratorio e accompagnate verso un possibile utilizzo da parte delle aziende. Al centro del lavoro ci saranno alcune delle questioni decisive per l’energia dei prossimi anni: idrogeno, fonti rinnovabili, accumulo, riduzione del carbonio e gestione delle reti. Un investimento che supera quota 55 milioni Il centro occupa una superficie prossima ai cinquemila metri quadrati e riunisce laboratori, strumenti avanzati e ambienti destinati alle prove. Dimensioni e dotazioni permetteranno di ospitare attività diverse, mantenendo vicine la fase dello studio e quella della verifica pratica. L’obiettivo consiste nel creare un luogo nel quale una soluzione possa essere analizzata, sperimentata e preparata per un impiego concreto. La dotazione economica oltrepassa i 55 milioni complessivi. Una quota superiore a 35 milioni proviene dal dicastero competente per università e ricerca attraverso il PNRR, mentre la parte restante, vicina ai 20 milioni, è sostenuta dai soggetti privati coinvolti. La composizione del finanziamento racconta già la natura dell’iniziativa: risorse pubbliche e capitali industriali convergono nello stesso progetto, con la ricerca scientifica chiamata a produrre risultati capaci di raggiungere il tessuto economico. La presenza di attrezzature dedicate alla sperimentazione rappresenta un elemento centrale. Una tecnologia energetica, prima di arrivare fuori dal laboratorio, richiede infatti verifiche e passaggi di validazione. Il polo torinese nasce per rendere più rapido questo cammino e per favorire il dialogo tra chi sviluppa le soluzioni e chi potrà applicarle. Due percorsi complementari: iEntrance accanto a CoSyET Il funzionamento dell’hub poggia su due infrastrutture con ruoli differenti. iEntrance fa capo al Politecnico torinese e presidia soprattutto la fase scientifica iniziale. Il compito assegnato riguarda gli studi fondamentali, cioè il momento nel quale vengono approfonditi principi, materiali e possibilità ancora da sviluppare. CoSyET, guidata dall’IIT, opera invece più vicino all’impiego produttivo. La sua funzione consiste nell’accompagnare i risultati scientifici verso le aziende e, successivamente, verso il mercato. Le due anime formano quindi un percorso continuo: da una parte l’esplorazione e la conoscenza, dall’altra le prove utili a capire se una tecnologia possa diventare una soluzione concreta. Questa divisione dei compiti consente di creare un legame stretto tra laboratorio e industria. Le conoscenze maturate nella prima fase possono passare alla sperimentazione applicata, mentre le esigenze produttive trovano uno spazio attrezzato nel quale essere affrontate. Ricerca fondamentale e trasferimento delle tecnologie diventano così parti dello stesso processo. Dall’idrogeno alla CO₂, i temi al centro dei laboratori Il programma scientifico abbraccia diversi settori collegati fra loro. Una parte delle attività riguarderà l’energia ricavata da fonti rinnovabili, insieme alle soluzioni necessarie per conservarla e amministrarla. L’accumulo assume un ruolo importante perché permette di lavorare sul rapporto tra generazione, disponibilità e uso dell’energia. Ampio spazio viene riservato anche all’idrogeno, studiato sia sul versante della produzione sia su quello della conservazione. A questo si aggiungono i vettori innovativi per l’energia e l’impiego di risorse materiali orientate alla sostenibilità. La decarbonizzazione rappresenta il filo che lega i diversi campi, poiché l’hub concentra competenze e strumenti su tecnologie capaci di sostenere l’evoluzione del sistema energetico. Fra i temi affrontati compare anche il dialogo fra la rete elettrica e le infrastrutture del gas. L’intenzione è studiare modalità di integrazione in grado di rendere più coordinata la gestione delle varie forme di energia. Un altro filone riguarda il riutilizzo della CO₂ per ottenere carburanti oppure composti chimici, trasformando la ricerca su questa sostanza in un ambito legato alla produzione di materiali e vettori. Un collegamento diretto con il mondo produttivo Il valore del nuovo centro risiede soprattutto nella possibilità di seguire una tecnologia lungo più fasi. Dopo l’elaborazione scientifica arrivano la sperimentazione, la verifica e la preparazione per un eventuale impiego industriale. La presenza nello stesso ecosistema di competenze accademiche, strutture avanzate e partner privati può rendere il passaggio più lineare. Per le imprese, il polo offre un punto di contatto con progetti in fase di sviluppo e con attrezzature pensate per le prove. Per il mondo scientifico, apre invece una strada più breve verso l’applicazione dei risultati. Il traguardo comune è portare nuove soluzioni alla produzione, allo stoccaggio e all’amministrazione dell’energia, facendo in modo che l’innovazione possa raggiungere il mercato dopo un adeguato percorso di controllo. Con questo investimento, Torino rafforza il proprio ruolo nel lavoro sull’energia di domani. I cinquemila metri quadrati occupati dai laboratori diventano uno spazio nel quale rinnovabili, idrogeno, reti, accumulo e riutilizzo della CO₂ possono essere studiati dentro una visione condivisa. L’hub unisce così due dimensioni che spesso procedono con tempi differenti: la scoperta scientifica e la sua trasformazione in una tecnologia utilizzabile. - Published: 2026-09-12 - Modified: 2026-09-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/louis-vuitton-rilancia-il-monterey-il-nuovo-orologio-in-ceramica-diventa-un-charm.html - Categorie: News Un orologio nato per misurare il tempo può diventare anche un elemento capace di definire un intero look. È ciò che accade con la versione Monterey Ceramic, interpretazione contemporanea di uno dei progetti più riconoscibili nel percorso orologiero della Maison francese. La nuova proposta recupera la silhouette tondeggiante apparsa nel 1988 e la porta verso una dimensione ancora più vicina alla moda: oltre al tradizionale utilizzo al polso, può accompagnare un abito come un vero charm. Ceramica, colori decisi e meccanica interna si incontrano così in un oggetto che unisce memoria e sperimentazione. Un progetto nato sul finire degli anni Ottanta Quando la Maison iniziò a immaginare un proprio segnatempo, cercava qualcosa che riflettesse l’identità costruita attorno al viaggio, ai luoghi e agli incontri. Per dare forma a questa idea venne coinvolta la rinomata progettista italiana Gae Aulenti, proveniente dunque dall’architettura anziché dall’orologeria tradizionale. Da quel lavoro nacquero nel 1988 due referenze: LV I, affiancato dal successivo LV II. Erano le prime creazioni da polso della casa francese. Il tratto distintivo risiedeva soprattutto nel profilo. La cassa ricordava un piccolo ciottolo, con una superficie levigata, curve continue e un volume ben percepibile. Una costruzione tridimensionale che le conferiva un carattere immediatamente riconoscibile, insieme a una vocazione trasformabile già presente nel progetto originario. L’oggetto poteva essere portato al braccio oppure assumere un ruolo differente, entrando in dialogo con l’abbigliamento. Anche il nome racconta una storia curiosa. L’appellativo Monterey derivò gradualmente dall’unione di Montre con le numerazioni I e II, fino a identificare un modello capace di attirare l’attenzione degli appassionati. Con il passare del tempo, quella creazione si è guadagnata lo status di oggetto di culto e un posto particolare nelle collezioni dedicate all’orologeria d’autore. Il rilancio del 2025 ha aperto una nuova fase Il 2025 ha segnato la ricomparsa del Monterey nel catalogo della Maison. La riedizione conservava il linguaggio visivo del progetto storico, mentre il cuore tecnico veniva aggiornato grazie al lavoro dell’atelier orologiero interno. Al posto della tecnologia impiegata negli esemplari degli anni Ottanta arrivò infatti un calibro meccanico automatico sviluppato dalla manifattura. Anche materiali e finiture sottolineavano il carattere prezioso dell’operazione. La versione presentava un diametro di 40 millimetri, l’oro giallo per la struttura e un quadrante sul quale lo smalto era lavorato con tecnica Grand feu. L’insieme manteneva le curve morbide dell’originale, interpretandole attraverso lavorazioni contemporanee e una costruzione più vicina all’alta orologeria. Quella ricomparsa rappresentava l’avvio verso un percorso più ampio. Il Monterey ha così conquistato una presenza stabile nell’offerta della Maison, creando lo spazio per ulteriori interpretazioni. Proprio dentro questa evoluzione trova posto il Ceramic, che conserva l’impronta del predecessore e introduce un materiale capace di modificarne con decisione l’aspetto. Ceramica verde o nera e diametro da 37 millimetri Il nuovo modello offre due scelte cromatiche. Una adotta la ceramica verde, l’altra sceglie il nero, mantenendo in entrambi i casi il tipico profilo arrotondato del Monterey. Il passaggio a questo materiale avanzato dona all’oggetto una presenza più contemporanea, pur lasciando riconoscibile il disegno nato quasi quattro decenni fa. Cambia anche la misura. La cassa raggiunge i 37 millimetri, quindi presenta dimensioni più contenute rispetto ai 40 millimetri dell’edizione in oro. Le proporzioni compatte rafforzano la natura versatile del segnatempo e lo rendono adatto alla particolare modalità di utilizzo scelta per la sua presentazione. Dentro la struttura lavora un meccanismo automatico prodotto dalla manifattura. Il sistema indica ore, minuti e secondi, mentre l’autonomia dichiarata arriva a 45 ore. L’anima fashion del progetto si appoggia dunque a una componente orologiera completa, trasformando il Ceramic in qualcosa di più articolato rispetto a un semplice ornamento. Dal polso all’outfit, l’orologio diventa un charm Il debutto pubblico delle nuove varianti è avvenuto sulle passerelle parigine dedicate alla linea maschile primavera-estate 2027. La scelta del contesto chiarisce l’identità di Monterey Ceramic: invece di trattarlo soltanto come una novità tecnica, la Maison lo ha inserito direttamente nella costruzione degli outfit. In passerella il segnatempo era custodito da un elemento in pelle e fissato, mediante un moschettone, a uno dei passanti dei pantaloni. Una soluzione che valorizza la forma compatta e la trasforma in un accessorio sospeso, visibile e partecipe dell’abbigliamento. Il Monterey assume così la funzione di charm meccanico, conservando la capacità di segnare il tempo e acquistando nello stesso momento un nuovo significato estetico. La trasformazione appare coerente con la natura del progetto originale, concepito fin dall’inizio come un oggetto versatile. Cambiano il materiale, le dimensioni e il modo in cui viene presentato, mentre resta intatta la silhouette morbida che ne ha determinato il successo. Persino la confezione richiama il mondo del viaggio: per custodire l’orologio è stata realizzata una piccola valigia esclusiva, in sintonia con l’immaginario della Maison. Con le versioni verde e nera, Louis Vuitton porta quindi il Monterey in un territorio nel quale moda e orologeria si sovrappongono. Il risultato è un segnatempo che attraversa epoche diverse, parte da un’idea del 1988, incontra la meccanica moderna e arriva sulla passerella come dettaglio del guardaroba. Un ritorno che guarda alla memoria, ma parla soprattutto il linguaggio dell’accessorio contemporaneo. - Published: 2026-09-12 - Modified: 2026-09-12 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-torna-capitale-dei-motori-al-salone-dellauto-sfilano-oltre-200-modelli.html - Categorie: Eventi Il legame tra Torino e il mondo dei motori torna a occupare il centro della scena con l’edizione 2026 del Salone dell’Auto. Le piazze e gli spazi storici della città accolgono modelli appena presentati, vetture sportive, prototipi e automobili capaci di raccontare interi capitoli della mobilità. Inaugurata nella mattinata dell’11 settembre, la manifestazione proseguirà fino a domenica 13, trasformando una parte del centro torinese in una grande esposizione accessibile al pubblico. Il Salone dell’Auto porta 47 marchi nel centro di Torino I numeri restituiscono subito le dimensioni dell’evento. Sono presenti 47 case automobilistiche e più di 200 modelli, distribuiti tra piazza Castello, piazzetta Reale e gli spazi vicini ai Musei Reali. Il programma comprende anche 40 anteprime per il mercato italiano, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare da vicino numerose novità destinate a entrare presto nelle concessionarie. La scelta di allestire il percorso nel cuore della città rappresenta uno degli elementi caratteristici del Salone. Le automobili vengono inserite tra palazzi, cortili e giardini, creando un incontro particolare tra architettura torinese e design contemporaneo. Dopo la cerimonia inaugurale ospitata a Palazzo Reale, le aree espositive si sono riempite di appassionati e curiosi, intenti a fotografare le carrozzerie, guardare gli abitacoli e soffermarsi sui modelli più attesi. Il risultato assume la forma di una passeggiata tra epoche differenti. Accanto alle vetture progettate per la mobilità dei prossimi anni trovano spazio esemplari che appartengono alla memoria dell’automobilismo, con un percorso capace di coinvolgere sia gli esperti sia chi desidera trascorrere qualche ora tra motori e tecnologia. Supercar, vetture elettriche e nuovi protagonisti internazionali La varietà costituisce uno dei temi centrali di questa edizione. Tra gli stand compaiono automobili elettriche, ibride, plug-in e dotate di motore termico. Le diverse soluzioni tecnologiche vengono presentate fianco a fianco, permettendo di osservare quanto sia diventata ampia l’offerta proposta oggi dalle aziende del settore. Una parte considerevole dell’attenzione è riservata alle supercar e ai modelli più esclusivi. Ferrari, Lamborghini, Maserati, Porsche, BMW e Mercedes-Benz affiancano altri grandi marchi europei e internazionali. Anche il gruppo Stellantis partecipa con diverse realtà, tra cui Fiat, Alfa Romeo, Jeep e Lancia. L’esposizione riunisce così vetture molto differenti per prezzo, caratteristiche e pubblico di riferimento. Cresce, nello stesso tempo, il peso delle aziende asiatiche. I costruttori provenienti da quell’area rappresentano quasi il 40 per cento dei marchi ospitati. BYD, Geely, Changan, Dongfeng, GWM, Hongqi e Zeekr portano a Torino proposte che testimoniano la rapida evoluzione del settore. La loro presenza offre un’immagine concreta di un mercato automobilistico sempre più internazionale, nel quale design, autonomia, dotazioni digitali e sistemi di alimentazione assumono un ruolo decisivo. La storia dell’automobile incontra il design del futuro Il Salone dedica spazio anche alla memoria industriale e creativa legata a Torino. Nei giardini accanto ai Musei Reali, l’itinerario attraversa la storia dei costruttori e dei progettisti che hanno contribuito allo sviluppo dell’automobile italiana. Il pubblico può quindi passare dalle linee delle vetture contemporanee a quelle dei modelli che hanno segnato altre stagioni del design. Tra gli appuntamenti celebrativi emergono i 120 anni della Lancia e il centenario collegato alla nascita di una figura centrale nella storia della Pininfarina. Una sezione ricorda inoltre il lavoro di uno dei designer italiani più influenti del Novecento. Questi approfondimenti consentono di leggere l’automobile anche come espressione culturale, frutto di creatività, tecnica e ricerca stilistica. Proprio il dialogo tra memoria e innovazione rende il percorso particolarmente ampio. Le auto storiche ricordano l’esperienza maturata dall’industria nel corso dei decenni, mentre prototipi e nuovi modelli mostrano le direzioni imboccate dalle aziende. La cornice torinese rafforza questo confronto, poiché la città conserva un rapporto profondo con la progettazione e la produzione automobilistica. Ingresso gratuito e test drive fino al 13 settembre La manifestazione rimarrà aperta fino a domenica 13 settembre, con accesso gratuito dalle 9 alle 19. Il pubblico può muoversi liberamente tra le diverse aree del centro e costruire il proprio itinerario seguendo i marchi, le novità oppure le sezioni dedicate alla storia. All’esposizione statica si aggiunge la possibilità di provare alcune automobili. I test drive si svolgono nella parte bassa dei Giardini Reali, nell’area di corso San Maurizio, dove le case mettono a disposizione una selezione dei propri modelli. L’esperienza consente di passare dall’osservazione alla guida e di conoscere in maniera più diretta alcune delle soluzioni presenti al Salone. Per tre giornate Torino ritrova così la propria identità di capitale dell’auto. Tra supercar, anteprime, modelli storici e nuove tecnologie, il centro cittadino diventa il punto d’incontro tra il passato dei motori e la mobilità che sta prendendo forma. - Published: 2026-09-12 - Modified: 2026-09-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/prime-nevicate-in-piemonte-fiocchi-sotto-quota-2-500-e-termometri-in-discesa.html - Categorie: News Le montagne del Piemonte hanno mostrato nelle ultime ore un volto decisamente diverso da quello estivo. Sulle cime occidentali sono apparse le prime velature bianche della stagione, mentre l’aria più fresca ha raggiunto anche vallate e pianure. La trasformazione è arrivata dopo il maltempo che ha attraversato il territorio durante le giornate del 9 e del 10 settembre, interrompendo un prolungato periodo segnato da valori elevati. Il nuovo scenario emerge con chiarezza dalle rilevazioni termiche. Attorno ai duemila metri, le misurazioni si sono fermate fra 4 e 6 °C. Venerdì 11, nelle ore dell’alba, molte località pianeggianti hanno registrato minime di 12-15 °C; nel Cuneese si sono avuti picchi ancora inferiori. Il quadro assume così caratteristiche ormai vicine alla normale atmosfera settembrina. La quota bianca scende quando i rovesci diventano intensi Il mutamento della massa d’aria ha permesso ai fiocchi di comparire soprattutto lungo l’arco alpino occidentale. Le precipitazioni nevose si sono concentrate in genere fra 2,5 e 2,7 chilometri di altitudine, ma gli episodi più energici hanno portato temporaneamente il bianco anche un po’ più in basso. In qualche punto, infatti, la neve ha raggiunto altitudini inferiori ai due chilometri e mezzo. Le sommità piemontesi e valdostane hanno così ricevuto il primo velo stagionale. Quelle tracce hanno modificato il paesaggio e reso visibile l’improvvisa svolta meteorologica. Nel tratto superiore della valle di Viù, a 2. 616 metri, il panorama ha mostrato chiaramente il ritorno del bianco. L’evento rappresenta uno dei primi segnali concreti del passaggio verso la parte più fresca di settembre. La distribuzione è risultata legata alla forza dei singoli rovesci. Nei momenti di maggiore intensità, il limite dei fiocchi si è abbassato più rapidamente; altrove il bianco è rimasto confinato alle sommità. Questa differenza spiega il carattere locale delle imbiancate, pur all’interno di un fenomeno capace di coinvolgere sia il versante piemontese sia il territorio valdostano. Il graupel disegna piccoli granelli bianchi Accanto ai fiocchi tradizionali è comparso anche il graupel, conosciuto con l’espressione neve tonda. Ha l’aspetto di piccoli granuli composti da materiale ghiacciato e fiocchi e può presentarsi quando una massa fredda accompagna rovesci particolarmente intensi. Proprio questa combinazione ha caratterizzato alcuni momenti del peggioramento, lasciando sui rilievi una copertura irregolare e facilmente distinguibile. Il fenomeno aggiunge un dettaglio interessante alla giornata, poiché racconta la rapidità con cui sono cambiate le condizioni in montagna. Dopo settimane dominate da un caldo persistente, il brusco ingresso di aria più fresca ha creato lo scenario favorevole a precipitazioni solide sulle vette. Le superfici imbiancate restituiscono quindi un contrasto netto con il paesaggio estivo osservato fino a poco tempo prima. Il freddo si avverte dalle vette alla pianura Il cambiamento più immediato riguarda le temperature. Intorno ai duemila metri, gli strumenti hanno indicato valori fra 4 e 6 °C. Più in basso, il fresco ha raggiunto il territorio durante la notte e nelle prime ore del giorno: in gran parte della pianura piemontese, venerdì è cominciato con 12-15 °C, mentre il Cuneese ha sperimentato letture ancora inferiori. Lo scarto termico segna una cesura evidente rispetto alla fase calda che aveva accompagnato molti mesi estivi. La differenza si avverte sia in quota sia ai livelli inferiori, dove l’aria ha assunto caratteristiche maggiormente settembrine. Il transito perturbato, dunque, ha fatto molto più che decorare le vette con un po’ di bianco: ha modificato la percezione della stagione nell’intero territorio. Il raffreddamento acquista particolare rilievo se paragonato ai giorni appena trascorsi. Il territorio proveniva da una fase estiva contraddistinta da caldo duraturo e misurazioni frequentemente oltre la media. Per questo motivo, il passaggio verso valori inferiori ha reso immediatamente percepibile la nuova atmosfera. Un anticipo d’autunno distinto dall’inverno La comparsa della neve alle altitudini maggiori appartiene a un anticipo autunnale e resta distinta da una vera fase invernale. Rappresenta soprattutto il segnale di una circolazione atmosferica diversa, giunta al termine di mesi in cui il caldo si era mantenuto spesso su livelli superiori alla media. In montagna il cambiamento emerge attraverso le cime schiarite; nelle aree meno elevate viene raccontato soprattutto dai termometri. Il Piemonte vive così il primo episodio dal sapore autunnale della stagione. A seguito della perturbazione delle giornate del 9 e del 10 settembre, sono rimaste precipitazioni, aria più fresca e una netta riduzione dei valori termici. Le cime maggiori portano le tracce dell’episodio, mentre il dato centrale resta il brusco passaggio da un’estate calda a condizioni decisamente più vicine al periodo dell’anno. La neve osservata sull’arco alpino occidentale diventa quindi l’immagine simbolica di questa transizione. È una presenza ancora localizzata e legata alle altitudini maggiori, sufficiente però a mostrare quanto rapidamente l’atmosfera possa cambiare volto all’inizio di settembre. - Published: 2026-09-11 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/b2b-digitalks-2026-piu-tecnologia-nelle-aziende-ma-la-complessita-resta.html - Categorie: Eventi Il 22 ottobre all'Infinite Area di Montebelluna (TV) torna l'evento organizzato da Algoritma e dedicato alla trasformazione del B2B. Due sale e una giornata di confronto su eCommerce, AI, marketing, vendite, dati e automazione. Un ordine passa dall'eCommerce all'ERP. Le informazioni di prodotto devono arrivare al sito, ai marketplace e alla rete commerciale. I dati raccolti dal marketing devono diventare utili anche alle vendite. Un nuovo strumento di intelligenza artificiale entra nelle attività quotidiane e bisogna capire a quali dati possa accedere, con quali regole e per fare cosa. La trasformazione digitale delle aziende si gioca sempre più spesso in questi passaggi. Secondo Istat, nel 2025 il 56% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza software gestionali, il 68,1% acquista servizi cloud intermedi o avanzati e il 42,7% svolge attività di analisi dei dati. Nello stesso anno è raddoppiata anche l'adozione dell'intelligenza artificiale, passata dall'8,2% al 16,4% delle imprese. La diffusione degli strumenti apre però una questione successiva: come inserirli in processi aziendali che nel frattempo sono diventati più articolati. Quando questo passaggio rimane incompleto, la complessità viene spesso assorbita dalle persone. File esportati da un sistema e importati in un altro, listini riallineati manualmente, informazioni recuperate via email, controlli incrociati su Excel, procedure che continuano a funzionare perché qualcuno sa esattamente quali passaggi eseguire. È su questo terreno molto concreto che si inserisce la quinta edizione del B2B DigiTalks, in programma il 22 ottobre 2026 all'Infinite Area di Montebelluna (TV). L'evento, organizzato dalla software house Algoritma, porterà in due sale con programmazione parallela 30 interventi dedicati alle trasformazioni che stanno attraversando il B2B. Dal portale B2B all'intelligenza artificiale: cosa succede dopo l'adozione Una parte importante del programma guarderà proprio a ciò che accade quando una tecnologia incontra il funzionamento quotidiano dell'azienda. Un portale B2B, per esempio, deve confrontarsi con listini personalizzati, condizioni commerciali, ruoli differenti nel processo d'acquisto e abitudini consolidate della rete vendita. Centralizzare i dati di prodotto in un PIM significa anche stabilire responsabilità e regole per la loro gestione. Utilizzare l'intelligenza artificiale apre interrogativi sulla qualità delle informazioni, sulla governance e sull'integrazione nei flussi di lavoro. Accanto alla tecnologia cambiano anche marketing e vendite. I buyer dispongono di più informazioni prima ancora di entrare in contatto con un'azienda, i marketplace modificano le logiche distributive, il tracking diventa più complesso e la produzione di contenuti attraverso l'AI rende reputazione e riconoscibilità ancora più rilevanti. Per questo l'agenda del B2B DigiTalks 2026 attraverserà eCommerce B2B, marketing, vendite, intelligenza artificiale, PIM e dati di prodotto, marketplace, tracking, brand, normativa e automazione, mettendo a confronto prospettive differenti attraverso casi, esperienze e applicazioni operative. La scelta di affiancare questi argomenti nasce anche dal punto di osservazione di Algoritma, che lavora su eCommerce B2B e B2C, PIM, integrazioni tra sistemi aziendali e sviluppo software su misura. Nei progetti digitali, infatti, problemi apparentemente tecnologici finiscono frequentemente per coinvolgere organizzazione, persone e modalità con cui le informazioni attraversano l'azienda. Il B2B DigiTalks nasce per portare questo confronto fuori dal singolo progetto e metterlo a disposizione di aziende e professionisti che stanno affrontando trasformazioni simili. Main partner dell'edizione 2026: Active Powered, Calicantus, Disclosers, Fattoretto, Floox, Legal for Digital, Local Strategy, No Gravity, Palabra, Projecta, Selll, Shopware, Square Marketing, Stape, Surf the Marketing, Webgriffe e Zandegù. Il B2B DigiTalks 2026 si terrà il 22 ottobre all'Infinite Area di Montebelluna (TV). Fino al 15 settembre è possibile iscriversi con la tariffa Early Bird di 39 euro, con un risparmio di 50 euro sulla quota intera. Agenda completa, informazioni e iscrizioni su www. digitalks. it. - Published: 2026-09-11 - Modified: 2026-09-10 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/treno-del-foliage-2026-si-parte-il-10-ottobre-itinerario-date-e-prezzi.html - Categorie: Eventi Quando l’autunno cambia il volto delle montagne, anche uno spostamento in ferrovia può diventare un’esperienza da ricordare. Tra le proposte più suggestive della stagione ritorna l’esperienza chiamata Treno del Foliage, il collegamento panoramico che attraversa la fascia alpina tra il Piemonte e la Svizzera. L’avvio è fissato al 10 ottobre; nel 2026 il calendario si chiuderà il 15 novembre, offrendo più di un mese per osservare dal finestrino boschi accesi da tonalità gialle, ramate e rosse. Un percorso di 52 chilometri tra vallate e montagne Il cuore dell’esperienza è la Ferrovia Vigezzina-Centovalli, una linea lunga 52 chilometri che unisce Domodossola e Locarno. Partendo dalla città piemontese, il convoglio entra nella suggestiva Valle Vigezzo, incontrando prima Re e poi Santa Maria Maggiore. Dopo aver varcato la frontiera, prosegue attraverso le Centovalli fino a raggiungere Locarno, con il Lago Maggiore a pochi passi. Per completare il tragitto servono quasi due ore in ciascuna direzione, un tempo che permette di seguire con calma il continuo mutamento del panorama. Lungo la linea si alternano faggi, betulle e castagni, insieme a passaggi più aspri, aperture sulle vallate e ambienti montani a quote intermedie. Quando il cielo è particolarmente limpido, lo sguardo può arrivare anche alle vette sulle quali compare già la neve. La ferrovia supera di poco gli 800 metri nel punto più elevato. Questa variazione di quota contribuisce a creare ambienti diversi in uno spazio relativamente contenuto, trasformando il viaggio in una successione di scorci e colori. Come organizzare il viaggio e scegliere una fermata Il titolo di viaggio stagionale copre l’intera giornata e consente al passeggero di interrompere una volta il percorso, scegliendo se farlo nel tragitto di andata oppure sulla via del ritorno. Questa possibilità permette di affiancare alla traversata ferroviaria una passeggiata all’interno di un centro incontrato lungo l’itinerario. Tra le fermate disponibili per la sosta figurano Intragna, situata oltre il confine, insieme a Re, Malesco e Santa Maria Maggiore. Chi decide di trascorrere la notte presso un capolinea può servirsi dello stesso titolo per due giornate. In questo modo il programma diventa più disteso e lascia maggiore spazio alla visita di Domodossola o Locarno. La scelta della tappa può quindi dipendere dal tempo a disposizione e dal tipo di esperienza desiderata. Si può concentrare tutto in una giornata oppure costruire un piccolo soggiorno autunnale, mantenendo il viaggio ferroviario come filo conduttore. Mostre, sapori e appuntamenti lungo la linea Nel periodo delle corse, alcune località attraversate ospiteranno iniziative capaci di arricchire l’escursione. Domodossola ospiterà l’esposizione intitolata “Ornamenta”, che avrà come ultima data il 25 ottobre. Questa visita rappresenta una possibile tappa prima della partenza o al termine del tragitto. Santa Maria Maggiore accoglierà l’appuntamento “Fuori di Zucca” nelle date del 17 e del 18 ottobre. Altre esposizioni completeranno la proposta nei weekend. Sul versante svizzero, Locarno manterrà in calendario sino al giorno 27 di ottobre l’iniziativa gastronomica autunnale dedicata al territorio e alle vallate, aggiungendo alla componente paesaggistica una proposta legata ai sapori locali. Questi appuntamenti consentono di modulare l’itinerario in base ai propri interessi. Natura, borghi, cultura e gastronomia si incontrano così all’interno della stessa esperienza, con la ferrovia che collega le diverse opportunità. Tariffe 2026: le cifre per adulti e ragazzi Le tariffe cambiano in base al giorno scelto e alla classe. Dal lunedì al venerdì, la seconda classe costa 36 euro, mentre per la prima ne servono 46. Il sabato, la domenica e nelle festività, gli importi salgono rispettivamente a 42 e 51 euro. Per chi ha un’età compresa fra 6 e 15 anni è applicata una riduzione pari alla metà del prezzo. I più piccoli, fino al compimento dei 6 anni, possono salire gratuitamente a condizione che non utilizzino un sedile riservato. Le diverse fasce rendono possibile calcolare in anticipo la spesa, soprattutto nel caso di famiglie o gruppi. Scegliere una giornata feriale permette di accedere alla tariffa più contenuta, mentre il fine settimana può risultare più adatto a chi desidera abbinare il tragitto agli eventi previsti nelle varie località. In entrambi i casi, il biglietto comprende la possibilità della fermata intermedia. Le settimane migliori per osservare l’autunno dal finestrino Le corse proseguiranno per oltre un mese, coprendo il periodo nel quale i boschi vigezzini e quelli delle Centovalli assumono le sfumature tipiche della stagione. Il paesaggio cambia lungo i binari e rende ogni tratto parte dello spettacolo, dalla partenza nella città di Domodossola sino all’ingresso a Locarno. Questa esperienza ferroviaria offre così un modo particolare di vivere l’autunno: il viaggio stesso diventa la destinazione, mentre paesi, manifestazioni e soste permettono di personalizzare l’itinerario. - Published: 2026-09-11 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/saetta-mcqueen-arriva-al-mauto-di-torino-la-star-di-cars-in-mostra-fino-a-gennaio.html - Categorie: Eventi Una carrozzeria rosso brillante, la cifra 95 e un volto conosciuto da piccoli e grandi: il MAUTO accoglie Saetta McQueen in uno spazio costruito attorno all’incontro fra cinema e cultura automobilistica. L’iniziativa celebra i due decenni trascorsi dal debutto del primo Cars e inserisce il famoso corridore animato fra i mezzi sportivi custoditi nella sede torinese. Le visite sono iniziate il 10 settembre e termineranno nell’ultima giornata di gennaio del 2027. Il progetto accompagna inoltre il ritorno del film inaugurale sul grande schermo italiano: la data scelta è quella del 17 settembre. Mostra, attività didattiche e proiezioni compongono così un programma rivolto alle famiglie, alle classi e agli appassionati della saga. La livrea 95 approda alla Sala Formula Per ospitare il personaggio è stata scelta la Sala Formula, una sezione nella quale il pubblico incontra le automobili sportive appartenenti al patrimonio del MAUTO. In questo ambiente la sagoma rossa contrassegnata dal 95 acquista un significato particolare: il campione nato per il cinema si trova accanto a mezzi che documentano vicende autentiche delle gare e lo sviluppo delle macchine progettate per competere. La sistemazione mette in rapporto due maniere differenti di parlare dell’automobile. I modelli reali testimoniano il percorso delle competizioni, mentre Saetta porta con sé il linguaggio della narrazione animata. Il visitatore può osservare entrambi gli aspetti nello stesso luogo, passando dalla memoria motoristica a un universo fantastico nel quale i veicoli possiedono carattere, voce e personalità. Il richiamo immediato del protagonista rende questo confronto accessibile anche al pubblico più giovane. Un compleanno tra cinema e cultura dell’auto Il ventesimo anniversario offre al MAUTO l’occasione di accostare il patrimonio automobilistico a un racconto cinematografico seguito da diverse generazioni. Saetta McQueen è il volto centrale di una trilogia e la sua presenza consente ai più piccoli e ai grandi di avvicinarsi alla medesima esperienza partendo da ricordi e punti di vista differenti. Anche la riedizione cinematografica del primo capitolo rientra nelle celebrazioni. Il nuovo passaggio nelle sale è fissato pochi giorni dopo l’apertura dell’allestimento torinese e rafforza il legame fra l’esposizione e il compleanno della saga. All’interno del museo, però, il personaggio assume una funzione ulteriore: diventa la porta d’ingresso per conoscere le automobili sportive e osservare come la cultura pop possa dialogare con la memoria delle corse. Disney Italia ha collaborato allo sviluppo dell’iniziativa, pensata per rendere la permanenza al museo un momento condiviso. La proposta comprende occasioni rivolte ai più piccoli e ai visitatori adulti, così che la figura del corridore rosso possa accompagnare una giornata capace di unire intrattenimento e conoscenza. Le scuole partono dalle corse e arrivano al racconto Una parte precisa del programma coinvolge gli istituti dell’infanzia, le elementari e le medie. Attraverso un percorso guidato, le classi osservano alcune delle più importanti automobili sportive del MAUTO e seguono un racconto che prende avvio dalle competizioni reali. Il passaggio successivo conduce verso l’universo immaginato per Cars, fino al personaggio principale. Questa impostazione utilizza un riferimento familiare agli studenti per introdurre la storia dei veicoli, l’evoluzione dei modelli sportivi e le trasformazioni legate alle gare. La fantasia diventa quindi uno strumento di accesso a contenuti storici, mentre gli esemplari presenti nelle sale offrono una dimensione concreta al percorso. Il calendario propone inoltre tre laboratori creativi. Il primo si svolge il 19 settembre, nella fascia compresa fra le 10. 30 e le 12. 30, con partecipazione gratuita e la presenza di un artista legato a Disney; Giunti collabora alla realizzazione. Gli altri incontri sono programmati in data 17 ottobre e per il 14 novembre, mantenendo lo stesso orario. Le tre giornate estendono l’esperienza oltre l’osservazione dell’allestimento e aggiungono un momento diretto di partecipazione. Tre domeniche per rivedere la saga Da ottobre a dicembre il programma lascia spazio anche al grande schermo. Le proiezioni cadono in tre pomeriggi domenicali e seguono l’ordine dei film. Il 25 ottobre, con inizio alle ore 16, sarà presentato il capitolo inaugurale. Cars 2 arriverà il 22 novembre alla medesima ora, mentre Cars 3 chiuderà la rassegna il 13 dicembre, sempre alle 16. L’esposizione continuerà anche dopo l’ultimo appuntamento cinematografico. Saetta rimarrà esposto nella sezione chiamata Sala Formula per tutto gennaio; il giorno 31 segnerà la chiusura del progetto. La presenza della livrea 95 consente al MAUTO di proporre una lettura dell’automobile che procede su due binari: la realtà delle competizioni e l’immaginazione del cinema. Il risultato è un percorso nel quale la popolarità di Cars diventa un invito a entrare nella storia motoristica. - Published: 2026-09-11 - Modified: 2026-09-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-milano-due-giorni-di-variazioni-per-i-treni-cosa-devono-sapere-i-viaggiatori.html - Categorie: News Chi ha programmato uno spostamento ferroviario fra il capoluogo piemontese e quello lombardo dovrà prestare particolare attenzione alla stazione indicata. Sabato 12 settembre e il giorno seguente, domenica 13, il servizio dei convogli RV verrà riorganizzato temporaneamente per consentire alcuni interventi tecnici nell’area ferroviaria milanese. Il cambiamento più importante riguarda il punto utilizzato a Milano: i convogli interessati faranno riferimento a Porta Garibaldi, mentre Centrale resterà fuori dal loro tragitto. Le corse risultano comunque programmate e la novità interessa principalmente il luogo scelto come origine o termine del viaggio. Un fine settimana con un capolinea diverso La riorganizzazione nasce dagli interventi manutentivi previsti sull’infrastruttura che attraversa Milano. Per le date interessate, Trenitalia modifica l’assetto dei propri collegamenti regionali veloci lungo la relazione ferroviaria che unisce le due città. L’elemento decisivo, quindi, riguarda lo scalo milanese da utilizzare. Per chi è abituato a scegliere Milano Centrale, il cambio richiede un controllo più accurato delle informazioni associate alla corsa. Porta Garibaldi diventa il riferimento operativo sia per chi si muove verso il Piemonte sia per chi raggiunge la Lombardia. Non viene segnalata un’interruzione completa del collegamento: i treni restano previsti, ma iniziano o concludono il percorso in una stazione differente rispetto a quella abituale. La variazione ha una durata circoscritta alle due date indicate. Proprio per questo è utile distinguere l’organizzazione straordinaria del fine settimana dal normale assetto del servizio, così da leggere correttamente le indicazioni disponibili per il proprio spostamento. Come cambia il viaggio nelle due direzioni Per i passeggeri che lasciano Milano e sono diretti a Porta Nuova, a Torino, la partenza sarà da Porta Garibaldi. In altre parole, i collegamenti veloci normalmente associati a Centrale inizieranno la corsa dall’altro scalo milanese. Il cambiamento vale per il 12 e per il 13 settembre e rappresenta l’informazione principale da ricordare per chi deve raggiungere il capoluogo piemontese. Il percorso inverso segue la stessa riorganizzazione. Chi sale a Porta Nuova con destinazione Milano vedrà terminare il viaggio a Porta Garibaldi. Centrale, dunque, non costituirà il capolinea di questi servizi durante il periodo interessato dalle lavorazioni. Il meccanismo è semplice: Garibaldi prende il posto di Centrale come riferimento ferroviario a Milano in entrambe le direzioni. Cambia il luogo dal quale parte il collegamento verso Torino e, allo stesso tempo, quello in cui si conclude il viaggio proveniente dal Piemonte. Tenere presente questa doppia modifica permette di evitare equivoci nella lettura delle soluzioni disponibili. Le corse rimangono in programma Le informazioni diffuse sulla relazione Torino-Milano non segnalano soppressioni legate a questa specifica riorganizzazione. L’intervento incide soprattutto sul capolinea utilizzato nel territorio milanese. Si tratta quindi di una modifica operativa, concentrata sulla partenza e sull’arrivo, e non dell’eliminazione delle corse indicate. I lavori interessano anche ulteriori servizi ferroviari che attraversano l’area di Milano. Quanto alla direttrice verso Torino, però, il dato centrale rimane lo spostamento verso Porta Garibaldi. Questa distinzione è importante, perché consente di comprendere immediatamente la natura del cambiamento: il treno continua a essere previsto, mentre varia lo scalo milanese collegato al servizio. Chi deve organizzare il viaggio può quindi concentrarsi su due elementi essenziali: la data dello spostamento e il nome della stazione riportata per la corsa scelta. Per sabato e domenica, Centrale lascia spazio a Garibaldi sui servizi RV coinvolti. Dove controllare le informazioni aggiornate Gli adeguamenti compaiono già nei sistemi utilizzati dagli operatori ferroviari per la vendita. Cercando una soluzione relativa al 12 o al giorno 13 di settembre, i passeggeri possono quindi visualizzare orari e stazioni aggiornati e individuare il collegamento coerente con le proprie esigenze. Un controllo attento dei dati consente di distinguere subito la direzione del viaggio. Da Milano verso Torino, il treno prende il via a Porta Garibaldi; dal Piemonte verso la città lombarda, la corsa si conclude nello stesso scalo. Il principio resta identico durante entrambe le giornate. La raccomandazione pratica è verificare il dettaglio della soluzione selezionata prima di mettersi in viaggio, facendo particolare attenzione al punto milanese indicato. Il fine settimana del 12-13 settembre presenta quindi una regola chiara: Porta Garibaldi prende il posto di Centrale, a Milano, sui servizi RV della direttrice interessata, tanto in partenza quanto in arrivo. - Published: 2026-09-11 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/cultura-in-piemonte-oltre-18-milioni-dalla-regione-aperti-cinque-nuovi-bandi.html - Categorie: Economia Un pacchetto da oltre 1,83 milioni di euro punta a sostenere diverse componenti della cultura piemontese, dalla diffusione dei libri alle attività delle realtà editoriali, fino alla tutela delle raccolte storiche. Le risorse sono distribuite attraverso cinque procedure, ciascuna costruita intorno a un obiettivo preciso e accompagnata da percentuali, soglie e destinatari differenti. Nel 2026, la finestra per inoltrare le richieste parte il 10 settembre e si chiude a mezzogiorno del successivo 5 ottobre. L’invio deve avvenire mediante la piattaforma telematica regionale dedicata alle richieste di finanziamento. La quota maggiore favorisce lettura e iniziative letterarie La parte economicamente più ampia vale 937. 394 euro e riguarda la circolazione dei libri, insieme a riconoscimenti e competizioni legati alla scrittura. Questa misura si sviluppa lungo due percorsi. Il primo accoglie proposte come festival, rassegne, appuntamenti con scrittori, letture interpretate davanti al pubblico, esposizioni commerciali dedicate ai volumi e manifestazioni pensate per avvicinare le persone alle pagine. Il secondo percorso sostiene invece concorsi e premi rivolti alle opere e ai loro autori, abbracciando generi differenti e favorendo sia l’interesse per i libri sia la pratica della scrittura. Nella valutazione avranno peso la solidità e il carattere innovativo delle idee, l’apertura verso pubblici nuovi, l’inclusione, la partecipazione di studenti, nuclei familiari e istituti scolastici. Saranno considerati anche il lavoro condiviso tra più soggetti, l’equilibrio finanziario e il legame con il territorio. L’aiuto può raggiungere la metà dei costi riconosciuti. Per le attività orientate alla lettura, ogni progetto potrà ricevere da 5. 000 a 35. 000 euro; nel caso dei concorsi abbinati ai premi, l’intervallo sarà compreso fra 5. 000 e 25. 000 euro. Tra i possibili richiedenti figurano amministrazioni locali e altri organismi pubblici, strutture culturali o formative, oltre ad associazioni, fondazioni, istituzioni religiose, realtà prive di scopo lucrativo e cooperative mutualistiche con la stessa caratteristica. Editori e librerie potranno sviluppare nuovi progetti Una dotazione di 200. 000 euro è riservata alle aziende editoriali e alle librerie piemontesi a gestione indipendente. L’obiettivo è rafforzarne la visibilità e il valore, riconoscendo il ruolo svolto nella produzione e nella circolazione dei volumi, ma anche nella vita culturale ed economica delle comunità. Gli interventi finanziabili coprono un campo piuttosto ampio. Le imprese potranno presentare programmi che includano eventi, presentazioni, comunicazione aziendale, campagne pubblicitarie e potenziamento delle relazioni con la stampa. Rientrano inoltre video, podcast, sviluppo dei canali digitali, gestione dei profili social, marketing e servizi rivolti ai mercati esteri. Sono contemplate anche la formazione degli addetti, la distribuzione e il rinnovamento grafico di collane o altri prodotti inseriti in un piano organico. Il beneficio sarà erogato come somma non rimborsabile e potrà coprire al massimo il 50% dei costi ammessi. La cifra assegnabile a ciascuna proposta partirà da mille euro e arriverà fino a seimilacinquecento euro. Centomila euro per sostenere gli editori nelle fiere Il terzo intervento introduce voucher per 100. 000 euro destinati alle case editrici piemontesi di dimensioni micro o piccole che hanno preso parte, durante il 2026, a importanti appuntamenti del settore. I buoni servono a sostenere oneri come l’occupazione dello spazio, l’area espositiva, la preparazione dello stand e i servizi connessi. Metà del fondo riguarda l’edizione 2026 del Salone librario torinese e prevede per ogni editore un tetto di milleduecento euro. Gli altri 50. 000 euro interessano manifestazioni regionali, italiane oppure internazionali; il limite individuale è di duemilatrecento euro. Ogni impresa può concorrere su uno solo dei due ambiti oppure su entrambi, arrivando complessivamente a tremilacinquecento euro. Risorse per raccolte librarie e archivi piemontesi La quarta procedura assegna centonovantanovemila euro alla cura delle raccolte librarie considerate di rilievo culturale. I progetti potranno interessare la tutela materiale, la descrizione catalografica e la trasformazione digitale del materiale. Il finanziamento arriverà fino a quattro quinti dei costi riconosciuti. Per ogni singola iniziativa, l’importo sarà fra 5. 000 e 20. 000 euro. La partecipazione è aperta a organizzazioni sia pubbliche sia private prive di finalità lucrative, comprese amministrazioni, realtà formative, organismi culturali, fondazioni, associazioni, enti religiosi e cooperative mutualistiche. L’ultima misura dispone di quasi quattrocentomila euro e guarda agli archivi e alle testimonianze documentarie di valore culturale. Tra le attività ammesse rientrano ricognizione, censimento, riordino, inventariazione e digitalizzazione, oltre al restauro e al recupero di banche dati. Possono essere sostenute anche operazioni materiali di pulizia e trattamento dei fondi, insieme all’acquisto di strumenti specifici. I beni dovranno trovarsi sul territorio piemontese ed essere accessibili al pubblico per la consultazione. Anche qui il sostegno potrà raggiungere l’80% della spesa riconosciuta, con una somma fra 5. 000 e 20. 000 euro. Al beneficiario spetterà una partecipazione economica pari almeno al restante 20%. Nel loro insieme, le cinque misure collegano quindi avvicinamento ai libri, crescita del comparto editoriale e salvaguardia della memoria culturale regionale. - Published: 2026-09-10 - Modified: 2026-09-10 - URL: https://www.torinofree.it/economia/voucher-scuola-piemonte-2026-2027-nuovo-invio-delle-credenziali-a-10-500-utenti.html - Categorie: Economia Le famiglie piemontesi ammesse al Voucher scuola 2026-2027 potranno attivare il contributo prima della ripresa delle lezioni. Dopo alcune segnalazioni relative alla mancata ricezione dei dati necessari, è stato effettuato un nuovo invio destinato agli utenti che ancora non avevano completato l’accesso alla piattaforma. L’operazione interessa 10. 500 indirizzi e-mail e punta a consentire a ogni beneficiario di utilizzare regolarmente l’agevolazione. Un nuovo invio per gli utenti ancora senza accesso Tra la sera di martedì 8 e la mattina di mercoledì 9 settembre è partita una comunicazione verso 10. 500 utenti che non risultavano ancora entrati per la prima volta nella piattaforma. Il nuovo invio ha lo scopo di mettere a disposizione le credenziali e permettere il completamento della registrazione. La comunicazione riguarda dunque chi, pur essendo beneficiario del voucher, non aveva ancora effettuato il passaggio iniziale sulla web app. Il reinvio dovrebbe consentire di recuperare le informazioni necessarie e proseguire con l’attivazione del contributo. Accesso al voucher prima della ripresa delle lezioni Il gestore del servizio ha garantito che ciascun beneficiario avrà la possibilità di registrarsi sulla web app in tempo per la riapertura delle scuole. La data indicata è lunedì 14 settembre, giorno fissato per l’avvio del nuovo periodo didattico in Piemonte. Nei giorni precedenti alla scadenza proseguiranno i controlli sulle procedure, così da affrontare le eventuali difficoltà ancora segnalate dagli utenti. L’obiettivo è permettere a tutte le famiglie ammesse alla misura di entrare nella piattaforma e rendere operativo il voucher. La data del 14 settembre rappresenta il termine entro il quale dovrà essere consentita l’attivazione. Si tratta però di un passaggio distinto dalla scadenza prevista per spendere la somma assegnata: le famiglie avranno infatti diversi mesi per effettuare gli acquisti. Cosa fare se è già stata chiesta assistenza Chi ha già inviato una segnalazione oppure avviato il recupero della password è invitato ad attendere la lavorazione della pratica. Le richieste trasmesse in precedenza risultano già in gestione, perciò non serve avviare nuovamente la stessa procedura. L’invio ripetuto di più comunicazioni per il medesimo problema potrebbe rendere più lento il lavoro degli addetti. Per questo motivo, le famiglie che hanno già contattato il servizio dovranno seguire le istruzioni ricevute attraverso i canali ufficiali e aspettare il completamento delle operazioni. Questa indicazione permette anche di distinguere la posizione di chi ha già aperto una richiesta da quella degli utenti che hanno semplicemente atteso le credenziali. Nel primo caso la pratica è già stata acquisita; nel secondo, il nuovo messaggio inviato dal gestore dovrebbe contenere quanto necessario per procedere. Il contributo potrà essere speso fino a marzo 2027 L’attivazione deve essere resa possibile entro l’avvio dell’anno scolastico, mentre il periodo concesso per utilizzare il Voucher scuola è molto più ampio. Gli acquisti potranno essere effettuati fino a marzo 2027, offrendo ai beneficiari diversi mesi per impiegare il contributo. Le famiglie possono quindi concentrarsi prima sulla corretta registrazione nella web app e successivamente sull’utilizzo della somma riconosciuta. La priorità di questi giorni riguarda soprattutto la consegna delle credenziali a chi ancora ne era privo e la soluzione delle segnalazioni già presentate. La distinzione tra le due scadenze è importante: settembre riguarda l’accesso allo strumento, mentre marzo 2027 segna il termine disponibile per gli acquisti. Anche chi riceve ora la nuova e-mail avrà dunque tempo per utilizzare il voucher dopo aver concluso l’attivazione. Quasi 900 negozi hanno già aderito Nel frattempo continua l’ampliamento della rete commerciale collegata all’iniziativa. I punti vendita fisici accreditati sono già circa 900 e comprendono cartolerie e grandi catene della distribuzione. Altri esercizi possono ancora completare la procedura necessaria per accettare il contributo. I commercianti che hanno bisogno di chiarimenti possono rivolgersi all’assistenza di Valyouness. Parallelamente, l’amministrazione regionale continuerà a seguire il lavoro insieme al gestore, verificando l’avanzamento delle operazioni. L’intervento avviato dopo le richieste delle famiglie entra quindi nella fase decisiva: il nuovo invio delle e-mail, le verifiche sulla piattaforma e la crescita dei negozi aderenti dovranno permettere a ogni beneficiario di attivare e utilizzare concretamente il Voucher scuola 2026-2027. - Published: 2026-09-10 - Modified: 2026-09-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-il-14-settembre-torna-il-percorso-completo-del-tram-4-fra-falchera-e-mirafiori.html - Categorie: News Torino si prepara al ripristino integrale del collegamento tranviario numero 4. Il cambiamento scatterà il 14 settembre, giorno in cui gli studenti torneranno nelle aule, e permetterà ai viaggiatori di muoversi nuovamente fra Falchera e l’area di Mirafiori Drosso seguendo tutta la tratta. Sui binari arriveranno anche i mezzi Hitachi Rail appartenenti alla serie 8000, caratterizzati da una capacità elevata e da dotazioni pensate per rendere gli spostamenti più comodi e accessibili. Il loro utilizzo lungo l’intero itinerario diventa possibile grazie al circuito di inversione completato nella zona del terminale settentrionale. La struttura consente ai veicoli monodirezionali di girare al termine della corsa e riprendere il viaggio nel verso contrario. Il tram 4 riunisce i due capolinea La data scelta coincide con il ritorno dell’attività scolastica e con il conseguente aumento della domanda di mobilità urbana. Da quel lunedì il servizio coprirà di nuovo entrambi gli estremi della tratta, per una lunghezza complessiva di 18 chilometri. Falchera e la zona del Drosso saranno così unite dallo stesso collegamento, sul quale potranno circolare le vetture più recenti. Il passaggio tecnico decisivo si trova presso il terminale di Falchera. Qui il circuito appena costruito permette a una carrozza dotata di una sola direzione di marcia di compiere la rotazione necessaria prima della corsa successiva. Il veicolo può quindi cambiare verso e tornare sul tracciato. La presentazione dell’opera ha incluso una corsa dimostrativa effettuata con una vettura della nuova flotta, prima dell’avvio del servizio sull’intera estensione. Serie 8000, più spazio e accessibilità Le carrozze impiegate misurano 28 metri e possono accogliere al massimo 200 persone. Il pavimento è ribassato lungo tutta la vettura, una configurazione che facilita l’ingresso e l’uscita. A bordo è presente la climatizzazione, mentre due aree sono destinate alle sedie a rotelle degli utenti con disabilità. Queste caratteristiche permettono di ampliare la quantità di viaggiatori ospitabili in ciascuna corsa e di migliorare il comfort. Anche l’accessibilità riceve un’attenzione specifica, sia attraverso la conformazione del pianale sia con la presenza degli spazi dedicati. L’arrivo dei veicoli Hitachi Rail sull’intera estensione del collegamento rappresenta quindi una parte centrale della riattivazione prevista per settembre. I numeri quotidiani del collegamento Gli utenti trasportati nell’arco di una giornata sono più di 65 mila. Il programma comprende approssimativamente 380 passaggi quotidiani, mentre nelle fasce con maggiore affluenza l’intervallo può ridursi a quattro minuti fra una vettura e quella seguente. Nel corso di dodici mesi, i mezzi accumulano una percorrenza totale pari a un milione e seicentomila chilometri. La possibilità di utilizzare le carrozze da 200 persone su tutta l’estensione punta ad aumentare i posti disponibili proprio nel periodo in cui ricomincia l’attività scolastica. Capienza, frequenza e continuità del tragitto diventano così i tre elementi principali del nuovo assetto operativo. Binari, alimentazione e gestione dell’acqua Per creare il circuito terminale è stata posata una sezione ferroviaria a binario unico. Lo scambio viene comandato mediante tecnologia radio, mentre l’alimentazione passa attraverso un impianto elettrico di contatto realizzato appositamente. La progettazione porta la firma di Infra. To; le attività hanno compreso anche il rinnovo di alcune porzioni della sede tranviaria. Sotto le rotaie sono state collocate traverse capaci di contenere le vibrazioni generate dal passaggio dei mezzi. Il cantiere ha interessato inoltre lo smaltimento dell’acqua meteorica, affrontato con l’aggiunta di una trincea con funzione drenante. Gli interventi hanno quindi coinvolto il movimento delle vetture, la fornitura elettrica, la stabilità dei binari e il deflusso delle precipitazioni. Fermate e spazi urbani rinnovati Il programma ha incluso le aree frequentate dai passeggeri attorno al terminale. Le strutture d’attesa e la segnaletica delle fermate hanno ricevuto una sistemazione. Nella zona delle Querce è cambiata la distribuzione degli spazi destinati ai pedoni e alle biciclette, attraverso un assetto differente per il camminamento e la pista ciclabile. Querce, Faggi e Tigli presentano ora una pavimentazione stradale rinnovata. Presso i Tigli è stato ricostruito anche il marciapiede. La rotatoria centrale sarà infine interessata dalla sistemazione delle aree verdi, prevista nel mese di ottobre. Il ritorno del tram 4 lungo tutto il suo itinerario sarà dunque accompagnato da interventi che riguardano sia l’infrastruttura ferroviaria sia gli spazi circostanti utilizzati ogni giorno dai viaggiatori. - Published: 2026-09-10 - Modified: 2026-09-10 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/inps-piemonte-aperte-22-posizioni-per-medici-candidature-entro-il-7-ottobre.html - Categorie: Lavoro Una nuova opportunità professionale interessa il personale sanitario piemontese. L’articolazione piemontese dell’INPS ha avviato una procedura pubblica che prevede 22 collaborazioni autonome riservate a medici con specializzazione. Le figure individuate contribuiranno al lavoro di valutazione sanitaria svolto dall’Istituto nelle diverse province, con l’obiettivo di rendere più solide le funzioni medico-legali e offrire riscontri più tempestivi alla cittadinanza. La scadenza cade il 7 ottobre. L’istanza andrà inoltrata via PEC insieme ai documenti previsti, attenendosi alle indicazioni contenute nell’avviso. Il bando coinvolge strutture distribuite sul territorio regionale e riguarda branche cliniche considerate particolarmente utili per i compiti istituzionali dell’ente. A cosa serviranno i nuovi incarichi L’iniziativa punta a potenziare la capacità operativa degli uffici piemontesi dell’INPS nel settore delle verifiche sanitarie. Chi verrà scelto lavorerà al fianco dell’Istituto negli organismi chiamati a esaminare varie condizioni di rilevanza medico-legale. Tra gli ambiti indicati figurano l’invalidità civile e la cecità. A questi si aggiungono sordità, handicap, sordocecità e disabilità dei minori. Accanto alla presenza nelle commissioni, i professionisti offriranno competenze tecniche e scientifiche utili agli esami compiuti in campo medico-legale. Il lavoro richiesto combina quindi partecipazione collegiale e apporto specialistico, mettendo la preparazione clinica a servizio delle verifiche affidate all’ente. La finalità si articola attorno a due esigenze: consolidare le funzioni medico-legali in Piemonte e rendere più veloci e qualificate le risposte destinate ai cittadini. Le 22 figure entreranno così in un contesto operativo che unisce esame sanitario, partecipazione alle commissioni e contributo specialistico. La procedura concentra pertanto l’attenzione sulle competenze utili alle valutazioni affidate all’Istituto. Il rapporto proposto rientra nella formula del lavoro autonomo. La procedura si rivolge a professionisti dotati di una preparazione specialistica, chiamati a integrare quanto già svolto nelle strutture coinvolte. La finalità annunciata comprende anche una maggiore rapidità delle risposte e un servizio qualificato per i cittadini. Le specializzazioni contemplate dal bando La selezione prende in considerazione numerose aree mediche. Sono coinvolti oculisti e otorinolaringoiatri, insieme a pediatri, psichiatri e neurologi. Completano il quadro la neuropsichiatria dell’infanzia e le discipline riconosciute come equipollenti a quelle elencate. La presenza di competenze differenti permette di affiancare le commissioni nei molteplici ambiti previsti e di sostenere ogni esame con conoscenze specialistiche. I profili cercati riflettono dunque le attività che i professionisti saranno chiamati a svolgere una volta ricevuto l’incarico. Gli interessati dovranno controllare nel testo completo se il proprio titolo rientra fra quelli ammessi. Nello stesso documento sono precisati i requisiti di accesso, i parametri usati per scegliere i candidati e l’assegnazione delle opportunità fra territori e branche. Prima dell’invio risulta quindi utile leggere con cura il documento ufficiale e predisporre tutti gli allegati richiesti. Le località piemontesi coinvolte Le 22 collaborazioni saranno ripartite fra più aree del Piemonte, così da sostenere gli uffici presenti nelle diverse province. Torino compare tra le destinazioni previste. Sono coinvolte anche le strutture di Cuneo, Biella e Asti; seguono Vercelli, Novara e il territorio del VCO. Per il quadrante alessandrino compaiono il capoluogo provinciale, affiancato da Casale Monferrato. Questa diffusione conferma la dimensione regionale dell’iniziativa. Il numero concreto di incarichi associato a ogni struttura e la suddivisione per area medica sono precisati nel documento ufficiale. Il totale rimane pari a 22, mentre la ripartizione segue le necessità rilevate localmente. Per chi valuta la candidatura, la località costituisce uno degli elementi da approfondire insieme alla specializzazione prevista. Le opportunità interessano infatti un insieme ampio di uffici piemontesi, dal capoluogo alle sedi attive negli altri territori menzionati. Come inviare la candidatura entro la scadenza Per partecipare serve il modulo predisposto per la selezione, da compilare e accompagnare con il proprio curriculum aggiornato e con un documento di identità. L’intero fascicolo va trasmesso utilizzando esclusivamente la PEC della direzione piemontese indicata nel bando. La documentazione richiesta comprende dunque tre elementi: il modulo previsto, il curriculum aggiornato e il documento che attesta l’identità del candidato. Tutto dovrà confluire nel medesimo invio attraverso la posta certificata. La PEC costituisce l’unico canale ammesso dalla procedura. Un invio effettuato in altro modo viene escluso dalla valutazione: occorre quindi controllare con attenzione sia il mezzo impiegato sia la completezza della documentazione prima della spedizione. Il testo integrale del bando, con condizioni richieste, criteri applicati e ripartizione precisa, è disponibile nel portale istituzionale INPS. Per raggiungerlo bisogna accedere alla sezione dedicata ai bandi, quindi proseguire verso il reclutamento e le selezioni territoriali. La consultazione del documento permette di conoscere ogni elemento dettagliato prima di spedire la domanda. La procedura offre così a professionisti appartenenti a varie discipline la possibilità di collaborare con l’Istituto e sostenere le verifiche medico-legali nelle sedi regionali. - Published: 2026-09-10 - Modified: 2026-09-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendi-boschivi-in-piemonte-dall11-settembre-termina-lo-stato-di-massima-pericolosita.html - Categorie: News L’estate piemontese entra in una nuova fase sul fronte della tutela delle aree verdi. Da venerdì 11 settembre terminerà il livello di attenzione più severo introdotto nei mesi caldi, quando le condizioni ambientali favorivano con maggiore facilità la nascita e la diffusione dei roghi. Il cambiamento rappresenta un segnale incoraggiante, maturato dopo settimane di controlli e valutazioni tecniche. La prudenza continuerà comunque ad accompagnare ogni attività svolta vicino ai boschi, perché la conclusione delle misure eccezionali lascia spazio alle regole ordinarie di prevenzione. Una fase iniziata nel cuore dell’estate Il provvedimento che aveva innalzato il livello di rischio era stato adottato il 5 luglio ed era diventato operativo tre giorni più tardi. Per oltre due mesi, dunque, l’intero Piemonte è rimasto sottoposto a una disciplina più rigorosa, pensata per limitare tutte quelle attività capaci di provocare accidentalmente un incendio. Le particolari condizioni del territorio avevano reso necessario un rafforzamento delle precauzioni. Il clima e lo stato della vegetazione potevano agevolare lo sviluppo delle fiamme, aumentando anche la possibilità che un piccolo focolaio si trasformasse rapidamente in un evento più esteso. Per questa ragione erano entrate in vigore restrizioni aggiuntive, valide su scala regionale e accompagnate da un’intensa attività di sorveglianza. Il ritorno alla normalità partirà ufficialmente l’11 settembre. La scelta è arrivata dopo una nuova analisi della situazione, dalla quale è emerso un quadro più favorevole rispetto a quello osservato all’inizio di luglio. Viene così archiviata una lunga parentesi estiva durante la quale la difesa del patrimonio naturale ha richiesto un impegno costante. Le valutazioni alla base della decisione La riduzione del livello di allerta deriva dalle indicazioni elaborate dalle strutture tecniche regionali, insieme agli organismi che si occupano di protezione civile. I dati esaminati hanno mostrato che le circostanze responsabili dell’innalzamento del pericolo si sono progressivamente attenuate. La decisione, formalizzata il 9 settembre, interessa tutto il territorio piemontese. Dal giorno stabilito verranno quindi meno le disposizioni straordinarie applicate durante il periodo più delicato. Si tratta di un passaggio importante, perché certifica il miglioramento generale dello scenario e consente di tornare alla normale gestione delle attività nelle zone rurali e forestali. La revoca non deve però essere interpretata come la completa scomparsa del rischio. Anche in presenza di una situazione più tranquilla, un comportamento poco attento può causare danni considerevoli. Il fuoco può coinvolgere la vegetazione, mettere in difficoltà le comunità vicine e richiedere l’intervento di numerose squadre. Il ritorno al regime ordinario rappresenta quindi un cambiamento delle misure applicate, mentre resta centrale il principio della responsabilità individuale. Cosa cambia dall’11 settembre La principale novità riguarda la cessazione dei divieti supplementari introdotti durante la fase estiva più critica. Le attività sul territorio torneranno a essere disciplinate dalle norme abituali previste per la prevenzione dei roghi, la protezione dell’ambiente e la salvaguardia della biodiversità. Agricoltori, escursionisti, lavoratori del settore forestale e semplici frequentatori delle zone naturali dovranno continuare a muoversi con attenzione. La prudenza rimane essenziale, soprattutto quando si utilizzano strumenti, materiali o apparecchiature che possono produrre fiamme, calore oppure scintille. Anche una distrazione apparentemente modesta può trasformarsi in un problema serio quando coinvolge prati secchi, sterpaglie o vegetazione facilmente infiammabile. Il nuovo scenario permette dunque di superare la disciplina emergenziale senza diminuire l’attenzione. Le regole ordinarie mantengono una funzione fondamentale durante tutto l’anno e aiutano a proteggere un patrimonio che può essere danneggiato in pochissimo tempo. La prevenzione continua a dipendere sia dai controlli istituzionali sia dalle scelte quotidiane compiute da chi vive, lavora o trascorre il proprio tempo libero nelle aree verdi. Prosegue il controllo del territorio piemontese Durante l’estate il sistema antincendio regionale ha svolto un lavoro continuo di osservazione, informazione e intervento. Alle attività hanno partecipato le squadre specializzate, i volontari, la Protezione civile e gli organismi locali, impegnati nel seguire l’evoluzione del rischio e nel tutelare le aree maggiormente esposte. La fine dell’allerta più elevata rappresenta anche il risultato di questo presidio diffuso. Il monitoraggio ha consentito di mantenere sotto osservazione i boschi e di intervenire quando la situazione lo richiedeva. La rete di prevenzione resterà attiva anche nelle prossime settimane, adattando il proprio lavoro alle condizioni del momento. Per il Piemonte si apre quindi un periodo più tranquillo dopo un’estate caratterizzata da una particolare sensibilità verso il pericolo degli incendi. Il miglioramento registrato permette di alleggerire le misure, mentre la collaborazione tra istituzioni, volontari e cittadini continuerà a essere decisiva. Proteggere i boschi significa preservare l’ambiente, la sicurezza delle persone e l’equilibrio di territori che costituiscono una parte preziosa dell’intera regione. - Published: 2026-09-09 - Modified: 2026-09-08 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/torino-nuovi-ingressi-alla-guida-dei-mezzi-gtt-altre-assunzioni-entro-fine-anno.html - Categorie: Lavoro La rete dei mezzi pubblici torinesi può contare su venti conducenti aggiuntivi, già destinati alla guida degli autobus. Il nuovo gruppo rappresenta un altro passaggio del programma di reclutamento avviato da Gtt per recuperare i collegamenti che in precedenza restavano scoperti per la mancanza di personale. L’intervento riguarda quindi un elemento essenziale dell’attività quotidiana: trasformare quanto previsto dagli orari in corse realmente effettuate. L’azienda accompagna gli ingressi con un dato che descrive l’attuale regolarità del sistema. Il rapporto fra servizi pianificati e viaggi eseguiti raggiunge il 99,2 per cento. Intanto, la campagna occupazionale prosegue e prevede ulteriori inserimenti prima della chiusura del 2026. Venti conducenti per coprire più corse I venti lavoratori appena inseriti sono già operativi sugli autobus. La loro entrata risponde a un’esigenza precisa: colmare la parte di programmazione che Gtt, a causa della disponibilità limitata di conducenti, faticava a trasformare in servizio effettivo. Ogni nuovo ingresso alla guida aumenta la capacità di distribuire il personale nei turni necessari a far circolare i mezzi. Il risultato ricercato riguarda soprattutto la copertura delle corse pianificate, parametro sul quale si misura la continuità offerta ai passeggeri. L’arrivo dei venti autisti punta dunque a consolidare la regolarità della rete torinese, intervenendo direttamente sul divario fra programma e attività svolta. Il rafforzamento assume un significato concreto anche sul piano organizzativo. Autobus e tram richiedono infatti una presenza adeguata di personale viaggiante, e il piano di Gtt concentra su questa funzione la maggior parte delle entrate realizzate negli ultimi due anni. La regolarità dichiarata raggiunge il 99,2 per cento Il numero messo in evidenza dall’azienda è il 99,2 per cento, valore ottenuto mettendo in relazione i collegamenti programmati con quelli realmente completati. La percentuale viene indicata come misura dell’efficienza raggiunta dal trasporto collettivo cittadino. Il dato consente anche di leggere il ruolo assegnato ai nuovi autisti. Sebbene il livello comunicato sia già elevato, l’obiettivo resta quello di recuperare la quota di corse ancora priva della necessaria copertura. Per questa ragione le assunzioni vengono collegate in modo diretto alla capacità operativa del servizio, oltre che alla crescita generale dell’organico. Gtt conta oggi circa 3. 800 dipendenti. All’interno di questa struttura, 1. 300 persone lavorano come conducenti di autobus. Si tratta di numeri che mostrano quanto il personale alla guida rappresenti una componente centrale dell’intera azienda e quanto il suo potenziamento incida sull’esecuzione della programmazione quotidiana. Quasi 450 ingressi nel biennio 2025-2026 L’arrivo degli ultimi venti conducenti si colloca in un percorso più ampio. Gtt, durante il biennio 2025-2026, ha accolto quasi 450 nuovi lavoratori. Nove assunti su dieci sono stati destinati alla conduzione dei mezzi, sia sugli autobus sia sui tram. La scelta evidenzia la priorità attribuita al personale viaggiante. Il reclutamento si è concentrato soprattutto sulle figure che permettono materialmente di assicurare i collegamenti previsti. I venti ingressi più recenti costituiscono quindi una nuova tappa di una campagna già sviluppata attraverso centinaia di assunzioni. Il progetto continua anche nei prossimi mesi. Entro la fine dell’anno l’azienda intende aggiungere altri trenta conducenti, mantenendo l’attenzione sulla copertura dei turni e sulla piena realizzazione del programma di esercizio. Incentivi diversi in base alle patenti possedute Per sostenere il reclutamento, Gtt ha previsto due formule economiche legate alla preparazione degli aspiranti autisti. Chi deve ancora conseguire le abilitazioni professionali può ricevere un importo massimo di 6. 500 euro. La somma comprende il percorso formativo e i premi collegati all’ingresso in azienda. Per chi possiede già la patente di categoria D, insieme alla Carta di qualificazione del conducente, conosciuta con la sigla CQC, l’incentivo previsto ammonta invece a 3. 500 euro. Le due soluzioni consentono al progetto di rivolgersi sia a persone già pronte a guidare professionalmente sia a candidati che devono completare la formazione richiesta. Questo sistema accompagna il piano occupazionale e sostiene l’inserimento di nuove risorse in un settore che richiede titoli specifici. Gli incentivi diventano così parte della strategia con cui Gtt alimenta il bacino dei possibili conducenti e programma le entrate successive. Il piano prosegue fino alla fine del 2026 Il quadro unisce tre elementi: i venti autisti appena diventati operativi, il volume delle assunzioni compiute nel biennio e i trenta ingressi annunciati entro dicembre. La direzione scelta da Gtt è quella di rafforzare in modo continuativo il personale alla guida, collegando il reclutamento alla regolarità delle corse. Per Torino, il punto centrale resta la capacità di rispettare quanto programmato. Il dato del 99,2 per cento fotografa il livello dichiarato dall’azienda, mentre i nuovi inserimenti servono a ridurre ulteriormente la distanza fra orari predisposti e viaggi realmente svolti. Il piano procede quindi attraverso assunzioni già concretizzate, agevolazioni rivolte agli aspiranti autisti e un’ultima fase di reclutamento attesa entro la conclusione dell’anno. - Published: 2026-09-09 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-il-castello-del-valentino-apre-gratis-a-ottobre-visite-dal-2-al-31.html - Categorie: Eventi Nel cuore dell’autunno torinese torna un’occasione preziosa per conoscere dall’interno uno degli edifici più riconoscibili della città. La residenza storica del Valentino accoglierà nuovamente cittadini e visitatori con un ciclo di appuntamenti senza costo, previsto nell’arco del mese di ottobre. L’iniziativa offrirà la possibilità di oltrepassare le aree abitualmente accessibili e osservare spazi che, durante la normale attività del complesso, rimangono fuori dai percorsi destinati al pubblico. L’edificio guarda verso il fiume Po e ospita oggi il Politecnico torinese; dal 1997 appartiene inoltre alla lista del patrimonio mondiale tutelato dall’UNESCO. Le aperture del 2026 cadranno in giornate selezionate, con avvio il 2 ottobre e termine il 31 dello stesso mese. Gli incontri saranno collocati generalmente durante la mattinata, in modo indicativo fra le ore 10 e mezzogiorno. Un mese per entrare negli spazi meno conosciuti L’iniziativa non prevede un’apertura quotidiana, ma una serie di turni inseriti in un calendario dedicato. Ogni appuntamento avrà una durata vicina ai sessanta minuti e sarà condotto da esperti dell’ateneo specializzati nella storia architettonica. La loro presenza permetterà di leggere il Castello non soltanto come un edificio di grande impatto visivo, ma anche come un insieme di ambienti collegati da una lunga vicenda artistica e progettuale. Durante il cammino verranno illustrate l’evoluzione della struttura e le caratteristiche che distinguono gli interni. Il pubblico potrà così associare ciò che vede alle informazioni storiche fornite dagli accompagnatori, trasformando l’ingresso in un’esperienza di conoscenza più completa. La formula guidata risulta particolarmente utile proprio perché molte delle aree comprese nell’itinerario sono normalmente escluse dalle visite ordinarie. Il programma potrà essere modificato qualora siano presenti lavori di restauro, appuntamenti istituzionali oppure necessità legate all’organizzazione. Prima di recarsi sul posto sarà quindi utile consultare il calendario aggiornato e verificare che il turno scelto sia confermato. Dal livello di rappresentanza alla cappella Uno degli elementi più interessanti dell’apertura riguarda l’ingresso al piano nobile, uno spazio che consente di osservare una parte particolarmente significativa della dimora. L’itinerario comprenderà anche la sala nota come “delle Colonne”; si raggiungerà inoltre la cappella collocata al livello terreno. Nell’arco approssimativo di sessanta minuti, i partecipanti potranno dunque attraversare più zone del complesso e coglierne differenze, funzioni e qualità architettoniche. Il percorso sarà accompagnato da spiegazioni dedicate alla storia dell’immobile e ai suoi principali aspetti artistici. Non si tratterà quindi di una semplice passeggiata tra stanze suggestive: ogni ambiente verrà inserito nel racconto generale della residenza, in modo da offrire gli strumenti necessari per interpretarne forme e particolarità. La possibilità di entrare in locali solitamente chiusi rende l’appuntamento adatto sia a chi osserva spesso l’edificio soltanto dall’esterno sia a chi desidera approfondirne la conoscenza. Il carattere gratuito dell’iniziativa amplia ulteriormente l’accessibilità, mentre la presenza di guide competenti permette di mantenere il contenuto della visita al centro dell’esperienza. Prenotazione digitale e regole per le famiglie L’ingresso non comporta alcun pagamento, ma deve essere riservato in anticipo. La registrazione avviene mediante il calendario pubblicato sul portale istituzionale della residenza. Poiché la disponibilità è limitata, i turni potrebbero riempirsi in tempi brevi: conviene perciò scegliere appena possibile la giornata preferita. Chi inizialmente non trova posto può tornare a esaminare il sistema nei giorni successivi. Una rinuncia potrebbe liberare un ingresso già assegnato, mentre l’organizzazione potrebbe inserire ulteriori appuntamenti. Un controllo periodico offre dunque nuove possibilità anche quando, al primo tentativo, tutte le fasce risultano occupate. Sono previste indicazioni specifiche per le famiglie. I bambini che hanno dodici anni o meno possono partecipare senza una registrazione separata, a condizione che siano insieme a un maggiorenne regolarmente prenotato. Ciascun adulto può accompagnare fino a due minori. Questa regola consente di organizzare la partecipazione del nucleo familiare senza creare iscrizioni individuali per i più piccoli, rispettando comunque il limite stabilito per ogni accompagnatore. Dove presentarsi e perché la puntualità conta Il punto d’accesso si trova al civico 39 di viale Mattioli e occorre utilizzare l’entrata riservata ai pedoni. La puntualità rappresenta una condizione essenziale: quando il gruppo avrà già cominciato il giro, chi arriva in ritardo non potrà aggiungersi. In quel caso sarà necessario selezionare un altro appuntamento attraverso il sistema di prenotazione. Chi ha ottenuto un posto dovrà quindi considerare con attenzione sia l’orario sia l’ingresso corretto. Anche un controllo del programma prima della partenza può risultare utile, dal momento che restauri, impegni ufficiali o motivi organizzativi potrebbero determinare cambiamenti. Dal 2 ottobre sino all’ultima giornata del mese, il Castello torinese offrirà così una nuova occasione per scoprire i suoi interni con l’aiuto di specialisti. Prenotazione anticipata, verifica del calendario e arrivo puntuale sono i tre passaggi fondamentali per prendere parte a un’esperienza gratuita dedicata alla storia e all’architettura di uno dei luoghi più noti affacciati sul fiume. - Published: 2026-09-09 - Modified: 2026-09-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/treni-per-ceres-servizio-regolare-dal-13-settembre-previste-otto-corse-nei-feriali.html - Categorie: News Il ritorno dei convogli lungo l’ultimo tratto verso Ceres segna un passaggio atteso. Dopo anni caratterizzati da difficoltà operative, la ferrovia fra Germagnano e il capolinea montano è pronta ad accogliere nuovamente i passeggeri. La cerimonia è fissata per il 12 settembre, mentre l’orario ordinario entrerà in vigore il giorno seguente. Il ripristino permette di partire dal capoluogo piemontese e raggiungere il capolinea di Ceres. Le soste più rilevanti comprendono Venaria Reale, quindi Caselle e il suo scalo aeroportuale, oltre alle stazioni di Ciriè, Lanzo e Germagnano. In questo modo viene ricucito un asse importante per chi vive nella zona, per i pendolari e per quanti scelgono queste località come destinazione di una visita. Il viaggio inaugurale del 12 settembre A Germagnano, i festeggiamenti cominceranno alle 15. Il programma prevede i saluti istituzionali, poi il primo convoglio partirà lungo la tratta appena recuperata. Il convoglio è atteso a Ceres per le 16. 30, con un momento di accoglienza e ulteriori iniziative celebrative. Per l’area coinvolta, il ritorno dei treni rappresenta un passaggio rilevante dopo un lungo periodo segnato da problemi nell’esercizio ferroviario. La riapertura interessa pubblici differenti, accomunati dalla necessità di spostarsi lungo la valle: residenti, lavoratori che viaggiano quotidianamente e visitatori. L’appuntamento del sabato farà quindi da introduzione a una novità concreta, perché dalla giornata successiva i convogli entreranno nella programmazione ordinaria. Il servizio ordinario e le coincidenze con la sfm4 L’esercizio quotidiano comincerà il 13 settembre, una domenica. Dal lunedì fino al sabato, l’offerta comprenderà otto treni sul segmento compreso fra Germagnano e il terminale di Ceres. La programmazione è costruita attorno alle coincidenze nella stazione di Germagnano con la linea sfm4, così da mantenere un raccordo funzionale con Torino. Questo assetto evita che la porzione riaperta funzioni come un collegamento isolato. I passeggeri potranno inserirla in un viaggio più ampio, sfruttando a Germagnano la corrispondenza con le corse che raggiungono il capoluogo. Il potenziamento riguarda inoltre il corridoio ferroviario che unisce Torino, lo scalo aeroportuale e Germagnano, ampliando l’offerta anche al di fuori del segmento montano. Gli orari potranno essere consultati attraverso i canali informativi di SFM Torino e quelli di vendita e assistenza di Trenitalia. La prima tabella resterà valida fra il 13 settembre e il 18 ottobre; una seconda versione entrerà in vigore il 19 ottobre. Una corsa per i primi voli e un rientro serale fino a Lingotto Tra le novità compare una partenza pensata per chi deve raggiungere l’aeroporto nelle primissime ore. Il convoglio lascerà la stazione torinese di Lingotto alle ore 4. 15, mentre l’arrivo allo scalo è fissato per le 4. 56. La fascia scelta permette ai viaggiatori di presentarsi in aeroporto in tempo utile per le partenze aeree del mattino. Anche l’estremo opposto della giornata riceve maggiore copertura. La partenza dell’ultimo convoglio da Ceres è programmata per le 20. 35; il viaggio continuerà in direzione di Torino e terminerà nella stazione di Lingotto alle ore 22. 26. La corsa amplia quindi le possibilità disponibili per il rientro nelle ore serali e collega direttamente la parte alta della linea con il capoluogo. I due servizi rispondono a esigenze diverse ma complementari. Il primo guarda soprattutto all’accesso mattutino all’aeroporto, mentre l’ultimo prolunga l’arco temporale nel quale è possibile tornare verso Torino. La nuova organizzazione assume così una forma più estesa nell’arco della giornata. Nei festivi spazio ai collegamenti diretti Durante le festività, l’organizzazione sarà rivolta in particolare alla mobilità dei visitatori. L’orario comprende una coppia di treni diretti sull’intero itinerario. Il convoglio mattutino farà ingresso nella stazione di Ceres per le 9. 34, mentre quello serale raggiungerà il capoluogo piemontese alle ore 19. A queste corse si affiancheranno altri sei servizi limitati al percorso fra la stazione di Germagnano e il terminale di Ceres. Anche in questo caso gli orari saranno coordinati con i convogli provenienti da Torino o diretti verso la città. Le coincidenze consentiranno dunque di mantenere più possibilità di viaggio anche quando il collegamento non sarà effettuato da un unico treno. La presenza dei due diretti rende immediata la proposta turistica nelle fasce principali della giornata. Gli altri collegamenti, basati sul cambio a Germagnano, completano invece il programma, distribuendo ulteriori occasioni di partenza. Le due modalità convivono nello stesso quadro e permettono di organizzare sia l’andata sia il ritorno. L’impostazione festiva evidenzia la doppia funzione della ferrovia. Nei feriali il sistema guarda soprattutto alla continuità degli spostamenti e alle necessità quotidiane; nelle giornate di festa acquista maggiore peso l’accesso turistico alla valle. Con la cerimonia del 12 settembre e l’avvio ordinario del giorno dopo, il ritorno dei treni a Ceres passa così dalla celebrazione pubblica a un’offerta definita per l’intera settimana. - Published: 2026-09-09 - Modified: 2026-09-08 - URL: https://www.torinofree.it/sport/womens-cup-sara-juventus-inter-in-palio-un-posto-in-finale.html - Categorie: Sport Il percorso della Juventus Women nella Women’s Cup di Serie A entra nel momento decisivo. Il sorteggio della competizione 2026-27 ha riservato alle bianconere l’incrocio con l’Inter, da giocare sul terreno amico e con la qualificazione all’ultimo atto in palio. Sarà un incontro senza ritorno, nel quale il risultato stabilirà quale delle due formazioni potrà continuare a inseguire il trofeo. L’abbinamento riunisce due squadre che hanno superato la prima fase chiudendo davanti alle rispettive avversarie. La Juventus ha guidato il raggruppamento C, mentre le nerazzurre hanno occupato la vetta del gruppo A. Il rendimento ottenuto finora conduce quindi a un incrocio diretto dal peso particolare, anche perché non è prevista una seconda sfida nella quale recuperare un eventuale passo falso. Un incrocio nato dal sorteggio Gli abbinamenti sono stati definiti durante il sorteggio ospitato negli studi Sky. Alla Juventus Women è toccata l’Inter, mentre l’altro lato del tabellone propone Sassuolo contro Roma. Il quadro della fase conclusiva è così completo e consegna alle quattro formazioni un passaggio immediatamente determinante. Per le bianconere, il piazzamento ottenuto nel gruppo C porta con sé anche un vantaggio concreto: la possibilità di affrontare il turno davanti ai propri sostenitori. Il fattore ambientale potrebbe accompagnare la squadra in una partita nella quale ogni episodio assumerà un valore rilevante. Dall’altra parte arriverà un’Inter che ha terminato il raggruppamento A in vetta e vuole prolungare il proprio cammino. Il confronto, dunque, mette una di fronte all’altra due capolista. Non esistono margini legati a un successivo ritorno: al termine dell’appuntamento verrà indicata una delle due finaliste. Questa struttura rende ancora più importante la gestione dei diversi momenti della sfida e concentra tutta l’attenzione sul risultato dell’unico confronto previsto. La formula aumenta il peso della partita Il passaggio del turno verrà assegnato attraverso un solo incontro. È l’elemento che distingue in modo netto questa fase e che trasforma Juventus-Inter in una partita da affrontare con la consapevolezza di non avere una seconda occasione. Il vantaggio casalingo può aiutare le bianconere, ma la vetta raggiunta dalle nerazzurre nel proprio gruppo racconta a sua volta la qualità del percorso compiuto. Le semifinali verranno disputate durante il weekend del 12-13 settembre. Il calendario lascia quindi una finestra di due giornate per conoscere i nomi delle squadre che raggiungeranno l’evento conclusivo. La vincitrice dell’incrocio tra Juventus e Inter dovrà poi attendere l’esito dell’altra sfida per scoprire l’ultima avversaria della competizione. La finale è stata programmata per il giorno 19, con inizio alle 18. A ospitarla sarà l’impianto dei Pini. Il traguardo è già definito, così come la sede dell’ultimo appuntamento: prima di pensarci, però, le bianconere dovranno superare un ostacolo che ha guadagnato con merito la presenza in questa fase. Dall’altro lato Sassuolo contro Roma Il secondo abbinamento vedrà il Sassuolo ricevere la Roma. Per questo incrocio, il diritto di giocare in casa è stato assegnato alla formazione che ha terminato il proprio gruppo in vetta. Le neroverdi, infatti, hanno preceduto proprio le giallorosse nel raggruppamento B. Le due squadre conoscono già il tipo di confronto che le attende. Durante il percorso iniziale si sono incontrate sul campo del Tre Fontane e in quella circostanza il Sassuolo ha ottenuto il successo grazie al gol decisivo. La semifinale offrirà quindi un nuovo capitolo dello stesso confronto, questa volta con una conseguenza immediata: chi prevale raggiunge l’atto decisivo. Il precedente aggiunge interesse alla sfida, senza modificare il valore autonomo della nuova partita. Il Sassuolo potrà contare sul campo amico, mentre la Roma avrà davanti l’opportunità di cambiare l’esito visto nel girone. Da questo incrocio uscirà la possibile rivale di Juventus oppure Inter nella serata del 19 settembre. Un avvio importante anche oltre i confini italiani Il sorteggio ha offerto inoltre l’occasione per osservare i risultati raccolti nella fase iniziale della stagione. Juventus, Inter e Roma hanno tutte raggiunto la League Phase del principale torneo europeo per club. Un dato che affianca l’avanzamento nella coppa italiana e amplia il significato di queste prime settimane. A questo scenario si aggiunge l’affermazione della selezione azzurra Under 20, che al Mondiale ha battuto gli USA. I risultati dei club e quello della rappresentativa giovanile compongono un avvio positivo, capace di dare ulteriore visibilità al calcio femminile del Paese fuori dai confini nazionali. Quanto alla Juventus Women, l’attenzione immediata resta concentrata sull’Inter. La strada verso il trofeo passa ora da un’unica sfida, sostenuta dal pubblico bianconero e destinata ad assegnare il biglietto per la partita del 19 settembre. Dopo aver chiuso al comando il proprio raggruppamento, la squadra torinese deve compiere ancora un passo per trasformare il buon avvio nella possibilità concreta di giocarsi il titolo. - Published: 2026-09-08 - Modified: 2026-09-08 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/sagra-del-tomino-2026-a-rivalta-tre-giorni-tra-sapori-musica-e-tradizione.html - Categorie: Enogastronomia Rivalta di Torino si prepara a celebrare uno dei prodotti più rappresentativi del territorio. Dal 18 al 20 settembre 2026 il centro cittadino ospiterà la 38ª edizione della Sagra del Tomino, accompagnata da degustazioni, spettacoli, laboratori e iniziative rivolte anche ai bambini. Il momento centrale della manifestazione arriverà domenica, quando le strade del centro storico accoglieranno stand gastronomici, mercatini e numerose attività. Il programma inizierà però già venerdì con una serata dedicata ai formaggi delle Alpi Cozie, mentre sabato sarà la musica ad animare l’attesa. L’intera iniziativa unirà così la valorizzazione dei sapori locali a occasioni di divertimento e incontro. Il venerdì racconta i formaggi delle Alpi Cozie La manifestazione prenderà il via venerdì 18 settembre presso lo Spazio de Ruggiero, in piazza Gerbidi. La serata sarà dedicata alle produzioni casearie delle Alpi Cozie e permetterà ai partecipanti di conoscere più da vicino le tecniche, le caratteristiche e le storie legate ai formaggi del territorio. Alle 19 inizierà una dimostrazione durante la quale sarà possibile osservare il passaggio dal latte al formaggio. Il laboratorio sarà accompagnato dalla presentazione di cinque specialità casearie, compreso il Tomino di Rivalta, e da una piccola degustazione. La partecipazione sarà gratuita, con prenotazione obbligatoria. Alle 20. 30 l’esperienza continuerà a tavola con un tagliere composto dai cinque formaggi presentati nel corso della serata. L’assaggio comprenderà anche il Pane del Re, una selezione di prodotti da forno artigianali, uva, noci e marmellata. Ogni partecipante potrà scegliere tra un calice di vino e un bicchiere di birra. Il costo della cena sarà di 15 euro e i posti disponibili saranno limitati. Le prenotazioni per il laboratorio, per la cena oppure per entrambe le esperienze dovranno essere effettuate entro domenica 13 settembre. Eventuali intolleranze alimentari potranno essere comunicate al momento dell’iscrizione. Sabato sera spazio alla musica Il secondo appuntamento è previsto per sabato 19 settembre, dalle 19 fino a mezzanotte. Piazza Martiri ospiterà una serata musicale con Jack Dance, a cura di Dynamo, e con l’esibizione del Corpo Musicale La Rivaltese. Anche i bambini troveranno un’attività pensata per loro. All’incrocio tra via Orsini e via al Castello sarà infatti presente uno spazio dedicato al truccabimbi. La serata accompagnerà residenti e visitatori verso la giornata principale della sagra, trasformando alcune zone centrali di Rivalta in luoghi di spettacolo e socialità. Domenica la grande festa nel centro storico Il programma più ampio si svolgerà domenica 20 settembre, dalle 8 alle 19. Il centro storico sarà attraversato da stand enogastronomici e postazioni dedicate alle preparazioni con il tomino. Accanto alle specialità locali troveranno posto il mercatino degli hobbisti e i negozi aperti. Una parte consistente della giornata sarà riservata alle famiglie. Gli spettacoli di magia avranno una durata di circa trenta minuti e saranno riproposti più volte. Arriveranno inoltre giochi di grandi dimensioni, accessibili indicativamente dai 3 ai 99 anni, e una pista di macchinine. Il programma comprenderà anche una mostra dedicata all’intaglio del legno e un’esposizione di bonsai. Le tradizioni popolari saranno raccontate attraverso balli, canti folk e musica itinerante. Per le vie del paese si esibiranno anche i Pifferi di Montaldo Dora, contribuendo a creare un’atmosfera vivace durante le diverse ore della manifestazione. L’offerta culturale includerà letture animate per i più piccoli negli spazi del Castello. Saranno organizzate anche visite guidate al Castello e alla Chiesa di Santa Croce, offrendo ai partecipanti l’occasione di affiancare all’esperienza gastronomica la conoscenza di alcuni luoghi significativi di Rivalta. La giornata sarà completata da attività sportive e giochi di abilità. Nel programma figurano gli scacchi, l’ottava edizione del torneo rivaltesse di touchtennis e la Festa del Volley. Il calendario permetterà quindi di alternare assaggi, spettacoli, visite e momenti di movimento. Una manifestazione aperta a tutte le età La Sagra del Tomino offrirà tre giornate differenti ma collegate dallo stesso filo conduttore. Il venerdì permetterà di approfondire la cultura casearia, il sabato sarà dedicato soprattutto alla musica e la domenica riunirà tutte le anime dell’evento. L’accesso alla sagra sarà gratuito. Soltanto alcune esperienze del venerdì richiederanno la prenotazione, mentre la cena con il tagliere avrà un costo di 15 euro. Rivalta tornerà così a celebrare il suo tomino attraverso un appuntamento capace di coinvolgere appassionati di gastronomia, famiglie, sportivi e visitatori interessati alle tradizioni locali. - Published: 2026-09-08 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-sale-sul-tram-del-gusto-dal-10-settembre-riparte-tramezino.html - Categorie: Eventi Una colazione durante il fine settimana oppure un aperitivo serale, entrambi serviti mentre un tram d’epoca attraversa alcune delle zone più conosciute di Torino. Dal 10 settembre torna TRAMeZINO, il servizio turistico che combina un viaggio nel centro cittadino con una degustazione gastronomica a bordo. L’iniziativa coinvolge GTT, Tramezzino Torino e Turismo Torino e Provincia e propone due differenti formule, ciascuna con giornate e orari dedicati. Il servizio utilizzerà ancora la motrice 2847, restaurata e riconoscibile per la sua livrea verde ispirata agli anni Sessanta. Un viaggio nel centro di Torino sulla motrice storica Il percorso di TRAMeZINO si svolgerà a bordo della motrice 2847, una vettura d’epoca riportata al suo aspetto caratteristico attraverso un intervento di restauro. Il tram conserva la tradizionale colorazione verde e permette di associare l’esperienza gastronomica al fascino dei mezzi che hanno segnato la storia del trasporto pubblico torinese. Durante il viaggio, la vettura seguirà un itinerario circolare nel centro della città. Il tragitto comprenderà via Po, piazza Vittorio Veneto e la Gran Madre, offrendo ai partecipanti la possibilità di attraversare alcune delle aree più rappresentative di Torino mentre consumano la proposta scelta al momento della prenotazione. Anche l’interno del mezzo verrà adattato alle esigenze del servizio. Il vecchio box utilizzato dal bigliettaio assumerà infatti la funzione di un piccolo bancone bar, dal quale saranno distribuiti cibi e bevande previsti dalle due formule. La struttura originale della vettura entrerà così a far parte dell’organizzazione dell’esperienza. La colazione del fine settimana a bordo del tram La prima proposta è dedicata alla colazione e sarà disponibile il sabato e la domenica alle 9. 30. Il costo della partecipazione è fissato a 16 euro e comprende una selezione composta da tramezzini dolci, prodotti di pasticceria artigianale, frutta fresca e bevande. La formula mattutina permette quindi di iniziare il fine settimana con un itinerario nel centro torinese, consumando la colazione mentre il tram completa il proprio percorso. La partenza nelle prime ore della giornata distingue questa proposta dall’aperitivo e amplia le occasioni nelle quali sarà possibile salire sulla motrice storica. I tramezzini, normalmente associati a preparazioni salate, verranno presentati anche in una versione dolce. A questi si aggiungeranno gli altri prodotti compresi nel servizio, distribuiti direttamente dal bancone ricavato all’interno della vettura. L’aperitivo serale tra tramezzini e sfizi salati La seconda formula sarà proposta nelle serate di giovedì e venerdì, con due partenze programmate rispettivamente alle 19 e alle 20. In questo caso il biglietto avrà un prezzo di 19 euro. Il menu dell’aperitivo comprenderà mini tramezzini classici oppure vegetariani, accompagnati da diversi sfizi salati. Ogni partecipante potrà inoltre ricevere un calice di vino o scegliere una bevanda analcolica. La presenza dell’alternativa vegetariana e della bibita senza alcol consente di selezionare la combinazione più adatta tra quelle previste. Anche durante il servizio serale il tram percorrerà il suo itinerario ad anello nel cuore di Torino. Il viaggio, la degustazione e la particolare ambientazione della vettura d’epoca formeranno così un’unica proposta turistica, disponibile in orari differenti da quelli riservati alla colazione. Da dove parte TRAMeZINO e come prenotare Il punto di partenza abituale sarà piazza Castello, precisamente alla fermata numero 436 situata davanti al Teatro Regio. È prevista, tuttavia, una variazione temporanea in concomitanza con il Salone Auto Torino 2026. Nei giorni 11, 12 e 13 settembre, il capolinea verrà trasferito in piazza Carlo Emanuele II, conosciuta anche come piazza Carlina. In queste tre date i partecipanti dovranno raggiungere la fermata numero 1556 per iniziare il viaggio. La disponibilità a bordo è limitata e la prenotazione deve essere completata obbligatoriamente entro il giorno precedente rispetto alla partenza desiderata. I biglietti sono acquistabili tramite il portale di Turismo Torino e Provincia, mentre gli aggiornamenti sul servizio vengono diffusi attraverso i canali informativi di GTT. Per ricevere ulteriori indicazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Servizi Turistici GTT telefonando al numero 011 5764733 oppure scrivendo all’indirizzo servizituristici@gtt. to. it. Prima di prenotare sarà utile controllare con attenzione la formula, l’orario e la fermata previsti per la data scelta, soprattutto durante i tre giorni interessati dal cambio di capolinea. - Published: 2026-09-08 - Modified: 2026-09-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/universita-di-torino-crescono-le-nuove-iscrizioni-quasi-400-studenti-in-piu.html - Categorie: News Il nuovo anno universitario comincia con numeri incoraggianti per l’Università di Torino. La prima fotografia relativa al 2026-2027 evidenzia infatti un aumento delle persone già attive o preiscritte ai percorsi triennali e ai programmi a ciclo unico. Il confronto con lo stesso momento dell’anno precedente restituisce 385 studenti in più, un risultato che coinvolge entrambe le tipologie di corso considerate. Si tratta ancora di un quadro iniziale, destinato a diventare più preciso durante le prossime settimane, ma la direzione indicata dai dati appare positiva per l’ateneo e per l’intero sistema universitario torinese. I numeri della crescita delle iscrizioni L’incremento più consistente in termini assoluti riguarda i percorsi triennali. Gli studenti registrati passano da 3. 701 a 3. 947, con una differenza di 246 unità. La crescita percentuale raggiunge così il 6,6%, mostrando un interesse in aumento verso questa parte dell’offerta didattica dell’Università di Torino. Ancora più marcata, considerando il valore percentuale, è la variazione rilevata nei programmi magistrali a ciclo unico. In questo caso si sale da 539 a 678 studenti. Le nuove presenze sono 139 e corrispondono a un progresso del 25,8% rispetto alla rilevazione effettuata dodici mesi prima. I due risultati descrivono una crescita distribuita tra percorsi universitari differenti. L’area triennale fornisce il contributo numerico maggiore, mentre quella a ciclo unico registra l’accelerazione percentuale più evidente. Sommando le variazioni si arriva ai 385 studenti aggiuntivi che caratterizzano questa prima fase delle iscrizioni. Un risultato positivo che richiede ancora prudenza I dati disponibili rappresentano una rilevazione iniziale e dovranno essere verificati quando il processo delle iscrizioni sarà più avanzato. Il bilancio definitivo potrebbe quindi presentare valori differenti da quelli attuali. La cautela resta essenziale anche perché una fotografia scattata nelle prime fasi consente di individuare una tendenza, ma non permette ancora di definire con esattezza il risultato complessivo. Il segnale, tuttavia, viene considerato favorevole. L’aumento suggerisce che la proposta formativa dell’ateneo riesce a incontrare sia le aspirazioni dei giovani sia le competenze richieste dal mondo professionale. Questo collegamento tra interessi personali, preparazione universitaria e prospettive lavorative rappresenta uno degli elementi centrali nel momento in cui gli studenti scelgono il percorso da intraprendere. La crescita interessa inoltre categorie diverse di corsi e, proprio per questo, assume un valore più ampio. Le prossime rilevazioni permetteranno di capire se l’andamento osservato all’inizio riuscirà a consolidarsi. Torino rafforza il suo ruolo di città universitaria L’Università di Torino conta complessivamente oltre 80 mila studentesse e studenti. Una comunità così estesa incide profondamente sulla vita cittadina e rende il capoluogo piemontese un punto di riferimento sempre più importante per chi desidera proseguire gli studi. Il dato sulle iscrizioni riguarda quindi sia l’ateneo sia Torino nel suo insieme. L’aumento degli studenti amplia la comunità accademica e richiama l’attenzione sull’organizzazione degli spazi e dei servizi che accompagnano il percorso formativo. La capacità di rispondere a queste necessità diventa parte integrante dello sviluppo di Torino come centro universitario. Buoni segnali anche per le discipline STEM La rilevazione iniziale mostra una situazione stabile o in crescita anche per i corsi appartenenti all’area STEM, legata alle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. Il risultato viene associato al lavoro di orientamento svolto dall’ateneo e dalle sue diverse strutture, con l’obiettivo di aiutare gli studenti a valutare in modo più consapevole le possibilità disponibili. Il quadro comprende anche le adesioni al semestre aperto di Medicina e Veterinaria, insieme ai dati relativi alla prova di accesso a Infermieristica. Osservati nel loro insieme, questi elementi suggeriscono una maggiore attenzione nella scelta del percorso universitario. Gli studenti sembrano quindi avvicinarsi alla decisione dopo avere esaminato con cura interessi, caratteristiche dei corsi e possibili sviluppi professionali. I valori conclusivi saranno disponibili nelle settimane successive. Fino ad allora, il bilancio resta provvisorio, ma la crescita di 385 studenti offre già un’indicazione incoraggiante per l’Università di Torino e per il futuro universitario della città. - Published: 2026-09-08 - Modified: 2026-09-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-riunisce-servizi-comunali-gtt-e-assistenza-digitale-apre-piu-7.html - Categorie: News Torino amplia i servizi di prossimità con PIÙ 7, il nuovo Punto Informativo Unificato dedicato alla popolazione della Circoscrizione 7. Attivo dal 7 settembre, lo sportello trova spazio nel centro civico situato in corso Vercelli 15 e riunisce diverse attività in una sola sede. I cittadini possono rivolgersi al nuovo punto per ricevere informazioni, presentare segnalazioni, orientarsi tra le pratiche della Circoscrizione e ottenere assistenza nell’utilizzo di alcuni strumenti digitali. L’iniziativa punta così a rendere più diretto il rapporto con l’amministrazione, offrendo un riferimento facilmente riconoscibile all’interno del quartiere. Un ingresso unico per orientarsi tra le pratiche La sigla PIÙ indica il Punto Informativo Unificato, una struttura pensata per concentrare funzioni che interessano diversi aspetti della vita quotidiana. Il servizio può essere raggiunto attraverso tre modalità: recandosi direttamente nella sede, telefonando oppure inviando una comunicazione via e-mail. All’interno dello sportello è possibile chiedere indicazioni sulle attività della Circoscrizione e rivolgersi all’URP, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico. Questo servizio accoglie anche le istanze legate alla consultazione degli atti e alle iniziative che prevedono il coinvolgimento attivo della cittadinanza. PIÙ 7 raccoglie inoltre segnalazioni e richieste collegate a partenariati e patrocini, diventando un punto di contatto tra il territorio e gli uffici amministrativi. La presenza di più competenze nella medesima sede permette agli utenti di ricevere un primo orientamento attraverso un interlocutore vicino al quartiere. La nuova apertura nasce proprio con l’obiettivo di semplificare l’accesso alle informazioni. Il cittadino può presentare la propria esigenza e individuare il percorso più adatto, evitando di cercare autonomamente uffici e recapiti differenti. GTT e strumenti digitali nello stesso spazio Tra le attività previste figura anche l’assistenza dedicata al Borsellino elettronico, lo strumento digitale per il quale gli utenti potranno ricevere supporto nella gestione delle operazioni. Questo servizio rappresenta una delle componenti tecnologiche inserite all’interno del nuovo punto informativo. Nella sede di corso Vercelli sarà presente anche lo sportello itinerante GTT. L’inserimento dei servizi legati al trasporto pubblico amplia le funzioni disponibili e consente alla popolazione della Circoscrizione 7 di trovare assistenza direttamente nel proprio territorio. La scelta di affiancare le attività GTT al supporto digitale e ai servizi comunali dà allo sportello una funzione trasversale. PIÙ 7 diventa così un luogo al quale rivolgersi per esigenze diverse, accomunate dalla necessità di ricevere informazioni chiare e un aiuto concreto nell’accesso alle procedure. L’assistenza può risultare particolarmente utile per chi incontra difficoltà nell’utilizzo degli strumenti online o desidera essere accompagnato nei diversi passaggi. Il supporto diretto completa i canali digitali e mette a disposizione una modalità di contatto personale. Associazioni e sportelli dedicati alle esigenze del territorio Gli spazi del Punto Informativo Unificato ospiteranno anche sportelli tematici curati dalle associazioni locali. Le attività proposte potranno cambiare in base alle esigenze espresse dalla popolazione e alle iniziative disponibili nel quartiere. Tra gli ambiti indicati rientrano il sostegno nella ricerca di un lavoro e l’assistenza contro l’usura. La presenza delle associazioni permette quindi di integrare i servizi amministrativi con forme di orientamento dedicate a specifiche situazioni personali e sociali. Nel centro civico saranno disponibili anche materiali relativi all’operato dell’amministrazione, alle opportunità presenti nella zona e agli appuntamenti promossi nella Circoscrizione 7. Gli utenti potranno così utilizzare lo sportello anche per conoscere meglio ciò che accade nel quartiere. PIÙ 7 assume in questo modo una funzione informativa più ampia. Accanto alle pratiche e alle segnalazioni, trova spazio la diffusione delle iniziative locali, con l’intento di rafforzare il collegamento tra cittadini, servizi pubblici e realtà associative. Gli orari e i contatti di PIÙ 7 L’accesso in presenza è previsto il martedì e il giovedì, tra le 9 e le 12, nella sede del centro civico in corso Vercelli 15. In queste fasce orarie sarà possibile recarsi direttamente allo sportello per chiedere informazioni e assistenza. Il servizio telefonico osserva un calendario più esteso. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì, sempre nella fascia compresa tra le 9 e le 12, attraverso il numero 011 011 35751. Per inviare una richiesta scritta è disponibile anche l’indirizzo informa7@comune. torino. it. I tre canali permettono quindi di scegliere la modalità di contatto più adatta alla propria esigenza. L’apertura dello sportello della Circoscrizione 7 fa parte di un programma più ampio dedicato al rinnovamento e al rafforzamento dei punti informativi torinesi. Il progetto mira a portare attività e informazioni sempre più vicino ai quartieri, creando riferimenti territoriali capaci di riunire orientamento, assistenza e servizi. - Published: 2026-09-07 - Modified: 2026-09-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-punta-sui-dehors-tutto-lanno-piu-spazio-allaperto-e-nuove-regole.html - Categorie: News Torino prepara una nuova fase per i dehors di bar, caffè e ristoranti, con l’avvio dell’iter comunale destinato a riformare il regolamento che disciplina tavolini e strutture collocate sul suolo pubblico. L’obiettivo è trasformare gli spazi all’aperto in una presenza stabile durante tutto l’anno, seguendo un modello già riconoscibile in grandi città europee come Parigi. Il progetto associa la semplificazione delle procedure a un rafforzamento dei controlli, cercando un equilibrio tra le esigenze delle attività commerciali, la tutela dei quartieri e la vivibilità delle strade. Per gli operatori diventerà più agevole richiedere una nuova concessione, ampliare un dehors esistente oppure renderlo stabile, mentre le violazioni potranno comportare sanzioni più severe e, in alcuni casi, la revoca dell’autorizzazione. Dehors presenti in città durante tutto l’anno La riforma parte da una diversa visione dell’utilizzo dello spazio pubblico. I dehors vengono considerati una componente strutturale della città e della sua vita quotidiana, capace di accompagnare residenti e visitatori durante tutte le stagioni. Tavolini e strutture all’aperto potranno quindi assumere una presenza più stabile, contribuendo a rendere Torino maggiormente animata, attrattiva e orientata al turismo. Il riferimento alle grandi capitali europee mostra la volontà di valorizzare una modalità di socialità ormai entrata nelle abitudini di molte persone. Bar, caffè e ristoranti diventano così parte dell’immagine urbana anche attraverso gli spazi collocati all’esterno. Il dehors acquista un ruolo che coinvolge sia il tessuto economico locale sia il modo in cui vengono vissute le vie e i quartieri. L’ampliamento delle possibilità concesse agli esercizi commerciali punta dunque a rendere più naturale e continua la frequentazione dei locali all’aperto. La presenza dei tavolini durante l’intero anno viene inserita in un progetto più ampio, legato alla capacità di Torino di presentarsi come una città viva e accogliente. Procedure più semplici per bar e ristoranti Uno degli elementi centrali del nuovo regolamento riguarda la semplificazione burocratica per gli operatori commerciali. L’iter punta a rendere più agevoli le richieste necessarie per ottenere una nuova concessione e per intervenire sugli spazi già autorizzati. Le attività potranno trovare un percorso più semplice anche quando intendono ampliare il proprio dehors oppure trasformarlo in una soluzione stabile. A questa maggiore facilità amministrativa si accompagna una convenienza economica pensata per sostenere il settore e favorire un utilizzo più ampio degli spazi esterni. La scelta riconosce ai dehors un valore strategico per il commercio torinese. La loro presenza contribuisce all’immagine complessiva della città e si integra con le nuove forme di socialità che coinvolgono residenti e turisti. Lo spazio esterno diventa così una parte importante dell’attività di bar, caffè e ristoranti, oltre che un elemento visibile del paesaggio urbano. Il percorso comunale vuole quindi offrire maggiori opportunità agli esercenti che rispettano le regole, rendendo più accessibili le procedure per ottenere, modificare o consolidare le concessioni. Controlli più rigidi e rischio di revoca L’apertura verso una maggiore diffusione dei dehors sarà accompagnata da regole più severe. Il nuovo testo prevede un inasprimento delle sanzioni per gli operatori che occupano una superficie di suolo pubblico superiore a quella autorizzata oppure violano le disposizioni riguardanti il decoro e la viabilità. Aumenteranno anche i casi nei quali una violazione potrà determinare la revoca diretta dell’autorizzazione. La concessione dello spazio pubblico sarà quindi legata al rispetto preciso dei limiti stabiliti e delle condizioni previste dal regolamento. Il principio seguito dalla riforma si muove lungo due direzioni parallele. Da una parte vengono introdotte maggiori facilitazioni per gli esercizi commerciali corretti, attraverso procedure più semplici e nuove possibilità di ampliamento. Dall’altra viene rafforzata la risposta verso chi supera gli spazi concessi o utilizza il dehors senza rispettare le norme. La maggiore severità serve a proteggere il delicato rapporto tra le attività economiche e il contesto urbano nel quale operano. L’espansione dei tavolini dovrà quindi procedere insieme alla tutela delle strade, della circolazione e del decoro cittadino. Un equilibrio tra commercio e vivibilità Il progetto torinese prova a tenere insieme due esigenze strettamente collegate. I dehors rappresentano una risorsa per il tessuto economico e per l’attrattività della città, mentre lo spazio pubblico deve continuare a essere utilizzato nel rispetto dei quartieri e della viabilità. La riforma punta perciò a premiare gli operatori che seguono le regole, offrendo loro procedure più snelle e una maggiore possibilità di rendere stabile la propria presenza all’aperto. Per chi viola i limiti delle concessioni, invece, il nuovo regolamento introduce conseguenze più rigorose. Torino sceglie così di investire su una città più animata durante tutto l’anno, nella quale i dehors possano contribuire alla socialità e all’accoglienza turistica. Allo stesso tempo, il rafforzamento dei controlli stabilisce confini più precisi per l’occupazione del suolo pubblico. Il risultato atteso è un modello capace di sostenere bar, caffè e ristoranti e, nello stesso momento, di preservare la qualità degli spazi condivisi. Più opportunità per le attività commerciali, dunque, insieme a una maggiore responsabilità nell’utilizzo delle strade cittadine. - Published: 2026-09-07 - Modified: 2026-09-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-notte-tropicale-da-record-235-gradi-mai-cosi-caldo-a-settembre.html - Categorie: News Torino ha iniziato la settimana con un nuovo primato meteorologico. Nelle prime ore di lunedì 7 settembre 2026, la temperatura minima rilevata nel centro cittadino ha raggiunto i 23,5 gradi, un valore mai registrato in precedenza durante il mese di settembre. Il caldo accumulato nelle ore diurne è rimasto intrappolato tra edifici e strade, lasciando pochissimo spazio al consueto raffreddamento notturno. Il dato arriva dopo giornate caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate e conferma il carattere pienamente estivo di questo avvio di settembre. Il nuovo record registrato nel centro di Torino La misurazione è stata effettuata dalla stazione di Arpa Piemonte situata in via della Consolata. Durante la notte tra domenica e lunedì, il termometro ha continuato a mostrare valori molto alti, fino a fermarsi su una minima di 23,5 gradi. Si tratta della temperatura notturna più elevata mai osservata a Torino nel mese di settembre dall’inizio delle rilevazioni disponibili. Il precedente primato risaliva ad appena due anni fa. Il 1° settembre 2024 la stessa città aveva registrato una minima di 23 gradi. È quindi bastato un aumento di mezzo grado per superare quel valore e aggiornare nuovamente le statistiche meteorologiche torinesi. La distanza temporale particolarmente breve tra i due record rende ancora più significativo quanto accaduto. Il primato notturno segue quello stabilito soltanto due giorni prima. Il 5 settembre, infatti, la stazione meteorologica del Dipartimento di Fisica aveva rilevato una temperatura massima di 36 gradi, superiore al precedente record mensile, che resisteva dal 1895. Nel giro di pochi giorni Torino ha così raggiunto due valori estremi, uno relativo alle ore diurne e l’altro a quelle notturne. Che cosa significa “notte tropicale” In meteorologia si parla di notte tropicale quando la temperatura minima rimane pari o superiore ai 20 gradi. A Torino questa soglia è stata superata di oltre tre gradi, trasformando una notte di settembre in una fase climatica dalle caratteristiche tipicamente estive. Le temperature minime rappresentano un indicatore importante perché mostrano quanto rapidamente un territorio riesca a liberarsi del calore assorbito durante il giorno. In questo caso, il centro urbano ha conservato a lungo l’energia accumulata nelle ore precedenti. Le superfici cittadine, gli edifici e le strade hanno continuato a rilasciare calore, mantenendo l’aria particolarmente mite anche durante le ore che solitamente risultano più fresche. Una parziale copertura nuvolosa ha contribuito a rendere più lenta la dispersione del calore. Le nuvole hanno agito come uno strato capace di trattenere parte dell’energia vicino al suolo. Le previsioni indicavano già minime comprese tra 22 e 24 gradi nei settori maggiormente urbanizzati e il valore rilevato in via della Consolata ha confermato pienamente questa tendenza. Temperature elevate in tutto il Piemonte Il caldo ha interessato una porzione molto più ampia del territorio piemontese. Nelle pianure sono stati registrati diffusamente valori superiori ai 35 gradi, con punte vicine ai 37. Anche in montagna le temperature hanno raggiunto livelli considerevoli: sulle Alpi il termometro è arrivato intorno ai 30 gradi a circa mille metri di altitudine. All’origine di questa fase si trova una risalita di aria molto calda proveniente dal Nord Africa, collegata al rafforzamento dell’anticiclone subtropicale sull’Europa occidentale. Questa configurazione ha portato sul Nord-Ovest italiano temperature nettamente superiori alle medie stagionali. In alcune aree, la differenza rispetto ai valori tipici del periodo ha raggiunto gli 8-10 gradi. Il nuovo primato di settembre si aggiunge a un altro record notturno stabilito durante il 2026. Alla fine di maggio, la stazione di via della Consolata aveva registrato una minima di 23,7 gradi, la più alta osservata a Torino in quel mese dal 1753. Anche in quella circostanza il caldo notturno aveva assunto un ruolo centrale, mostrando temperature molto superiori a quelle abitualmente associate alla primavera. Da mercoledì atteso il cambiamento del tempo La fase più calda dovrebbe proseguire fino a martedì, mantenendo temperature elevate sia durante il giorno sia nelle ore notturne. Da mercoledì 9 settembre è atteso un cambiamento più deciso, accompagnato dal ritorno di piogge e temporali e da una diminuzione delle temperature. Il peggioramento potrebbe interrompere una sequenza meteorologica che, in pochi giorni, ha già consegnato alla città due record per il mese di settembre. Prima sono arrivati i 36 gradi della temperatura massima, poi la minima di 23,5 gradi registrata nel cuore di Torino. Resta soprattutto l’eccezionalità di una notte durante la quale la città ha mantenuto temperature tipiche delle fasi più calde dell’estate. Quel mezzo grado in più rispetto al record del 2024 rappresenta una variazione contenuta in termini numerici, ma sufficiente a rendere il 7 settembre 2026 una data storica per le rilevazioni meteorologiche torinesi. - Published: 2026-09-07 - Modified: 2026-09-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/frecciarossa-torino-perugia-orari-modificati-per-dieci-giorni-cosa-cambia-dal-7-settembre.html - Categorie: News Cambiano temporaneamente gli orari dei collegamenti ferroviari tra Torino e Perugia. Le variazioni interessano due Frecciarossa e saranno applicate durante i lavori di manutenzione ordinaria programmati sulla linea Terontola-Perugia. Gli interventi si svolgeranno dal 7 al 17 settembre 2026 e avranno conseguenze anche su alcuni treni Intercity e regionali. Per i viaggiatori diventa quindi importante controllare con attenzione l’orario relativo al giorno scelto, soprattutto quando il programma prevede una partenza anticipata oppure un arrivo più tardi rispetto alla normale tabella di marcia. I canali di vendita sono stati aggiornati con le variazioni previste durante il periodo dei lavori. Frecciarossa Perugia-Torino, partenza anticipata alle 5:19 La prima modifica riguarda il Frecciarossa 9300, che collega Perugia con Torino Porta Nuova. Dall’8 al 17 settembre il treno partirà dalla stazione di Perugia alle 5:19, con un anticipo dell’orario legato alla temporanea organizzazione della circolazione sulla linea interessata dagli interventi. La variazione resterà in vigore per dieci giorni consecutivi e coinvolgerà soprattutto chi utilizza il collegamento per raggiungere Torino partendo nelle prime ore del mattino. L’orario anticipato richiede una diversa organizzazione del viaggio, anche per quanto riguarda il trasferimento verso la stazione e il tempo necessario per raggiungere il binario. Chi possiede già un biglietto per una delle date comprese tra l’8 e il 17 settembre può verificare i dati aggiornati attraverso i canali digitali e di vendita di Trenitalia. Le informazioni possono essere richieste anche nelle biglietterie oppure al personale dedicato all’assistenza dei clienti. Torino-Perugia, cambia l’arrivo del Frecciarossa 9329 La seconda variazione coinvolge il collegamento nella direzione opposta. Il Frecciarossa 9329 da Torino Porta Nuova alla stazione di Perugia, a partire dal 7 settembre e fino al 17 settembre, arriverà nel capoluogo umbro alle 22:35. In questo caso la modifica interessa l’orario di arrivo a destinazione. I passeggeri in partenza da Torino dovranno quindi considerare la nuova programmazione, in particolare quando il viaggio prosegue dopo Perugia attraverso altri mezzi o servizi. L’orario aggiornato diventa un riferimento utile anche per chi attende amici o familiari alla stazione. Le due variazioni seguono calendari leggermente differenti. Il Frecciarossa diretto da Torino a Perugia sarà interessato a partire dal 7 settembre, mentre quello da Perugia verso Torino adotterà il nuovo orario dall’8 settembre. Per entrambi, il 17 settembre rappresenta l’ultimo giorno della programmazione temporanea indicata per questi lavori. Modifiche anche per Intercity e treni regionali Gli interventi sulla linea Terontola-Perugia avranno effetti anche su altri servizi ferroviari. Nelle notti comprese tra il 7 e l’8 settembre e tra il 17 e il 18 settembre cambieranno alcuni orari dell’Intercity 599 Milano Centrale-Terni. Durante questo periodo il treno arriverà a Foligno alle 23:54 e ripartirà alle 23:58. Il passaggio a Spoleto è previsto con arrivo alle 00:15 e partenza alle 00:17, mentre l’arrivo finale a Terni è fissato alle 00:46. Per una parte dei servizi coinvolti saranno predisposti autobus sostitutivi. Prima di raggiungere la stazione risulta quindi utile controllare il percorso associato alla propria corsa e verificare l’eventuale presenza di un tratto effettuato su strada. Come controllare gli orari aggiornati Le modifiche rimarranno circoscritte al periodo necessario per le attività di manutenzione ordinaria sulla linea ferroviaria tra Terontola e Perugia. La presenza di calendari diversi per ciascun treno rende fondamentale verificare la data esatta del viaggio, oltre al numero del convoglio e alla direzione della tratta. I canali di vendita di Trenitalia sono stati aggiornati per includere la programmazione temporanea. Le informazioni possono essere consultate anche tramite i servizi digitali dell’azienda ferroviaria, sul sito di RFI, presso le biglietterie e rivolgendosi al personale di assistenza clienti. Il controllo preventivo assume particolare importanza per chi utilizzerà il Frecciarossa 9300 da Perugia verso Torino, vista la partenza fissata alle 5:19, e per chi raggiungerà Perugia con il Frecciarossa 9329, il cui arrivo è previsto alle 22:35. La verifica consente inoltre di individuare eventuali variazioni riguardanti i treni regionali e la presenza dei servizi sostitutivi con autobus. Dal 7 al 17 settembre, dunque, la circolazione ferroviaria nell’area interessata dai lavori seguirà una programmazione temporanea. Al termine del periodo indicato si concluderanno le modifiche comunicate per questi interventi. - Published: 2026-09-07 - Modified: 2026-09-07 - URL: https://www.torinofree.it/economia/agricoltura-piemontese-oltre-33-milioni-per-affrontare-lemergenza-idrica.html - Categorie: Economia Nuove risorse economiche sosterranno le aziende agricole piemontesi nella gestione dell’acqua e nella realizzazione di interventi capaci di migliorare l’efficienza degli impianti irrigui. Il finanziamento ammonta a 3 milioni e 321 mila euro e punta a rafforzare due misure regionali già attive. La disponibilità aggiuntiva consentirà di finanziare nuovi progetti, proseguire lo scorrimento delle graduatorie e favorire investimenti dedicati ai microinvasi, al recupero dell’acqua piovana e alla modernizzazione delle strutture esistenti. Un intervento che guarda sia alle esigenze immediate delle aziende sia alla gestione delle risorse idriche nel medio e lungo periodo. Da dove arrivano i nuovi fondi per l’agricoltura piemontese Il finanziamento destinato al Piemonte deriva da una rimodulazione del Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027, approvata dalla Commissione europea. Le risorse vengono ripartite tra la quota dell’Unione europea, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, lo Stato e la Regione. L’obiettivo centrale riguarda il sostegno alla gestione e al risparmio dell’acqua impiegata nel settore agricolo. Le difficili condizioni meteoclimatiche degli ultimi mesi hanno avuto conseguenze pesanti sui raccolti, rendendo ancora più importante la possibilità di programmare interventi capaci di aumentare la disponibilità idrica e ridurre gli sprechi. I fondi andranno a potenziare due bandi regionali già attivi, attraverso stanziamenti distinti. La prima parte, pari a 321 mila euro, sarà destinata al bando del 2024. La quota principale, corrispondente a 3 milioni di euro, rafforzerà invece il bando del 2026. Il bando 2024 sale a 14,32 milioni di euro L’integrazione di 321 mila euro porta la dotazione complessiva del bando 2024 a 14,32 milioni di euro. L’aumento delle risorse permetterà alla Regione di proseguire con lo scorrimento della graduatoria e di ammettere nuovi interventi. Il programma aveva già consentito di finanziare 241 progetti, dei quali 232 presentati da aziende agricole private e nove da consorzi irrigui. Con il nuovo stanziamento potranno quindi ricevere sostegno ulteriori iniziative rimaste in graduatoria. La presenza di progetti proposti sia dalle singole aziende sia dai consorzi mostra una strategia articolata, capace di intervenire sulle necessità delle diverse realtà agricole del territorio. L’acqua rappresenta infatti una risorsa essenziale per l’intero comparto e la sua gestione richiede investimenti aziendali accompagnati da opere capaci di servire aree più ampie. Lo scorrimento della graduatoria consente inoltre di valorizzare progetti già presentati e valutati. Le nuove risorse ampliano così il numero degli interventi finanziabili attraverso una misura che aveva già raccolto numerose richieste. Tre milioni in più per il bando 2026 La parte più consistente del finanziamento riguarda il bando 2026, la cui dotazione passa da 571 mila euro a oltre 3,57 milioni di euro. L’incremento amplia in maniera significativa le possibilità di accesso alla misura da parte delle imprese agricole piemontesi. Il bando è aperto dal 3 settembre al 30 ottobre 2026 ed è rivolto alle aziende agricole, sia singole sia associate. Il contributo può coprire fino al 65% delle spese a fondo perduto, per investimenti compresi tra un minimo di 5 mila e un massimo di 150 mila euro. Gli interventi ammessi seguono tre direzioni principali. La prima riguarda la modernizzazione degli impianti già esistenti, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’impiego dell’acqua. La seconda comprende la realizzazione di bacini destinati allo stoccaggio dell’acqua piovana. La terza prevede l’utilizzo di acque affinate, inserendo anche questa risorsa all’interno delle strategie dedicate al risparmio idrico. La possibilità di costruire bacini di raccolta permette alle aziende di conservare l’acqua nei periodi in cui risulta disponibile e di utilizzarla successivamente per le attività agricole. Allo stesso tempo, l’ammodernamento degli impianti può contribuire a distribuire la risorsa con maggiore precisione. Le misure finanziabili puntano quindi a migliorare l’intero ciclo di gestione, dal recupero fino all’impiego nei campi. Una risposta strutturale all’emergenza idrica Il nuovo stanziamento sostiene investimenti progettati per produrre effetti anche negli anni successivi. Microinvasi, sistemi per la raccolta dell’acqua piovana e impianti irrigui più efficienti costituiscono strumenti utili per affrontare le conseguenze delle condizioni climatiche che stanno interessando il territorio piemontese. Per le aziende agricole, la disponibilità di contributi a fondo perduto rappresenta un’opportunità per avviare interventi importanti, distribuendo in maniera più sostenibile il peso economico degli investimenti. La possibilità di presentare progetti singolarmente oppure in forma associata rende il bando accessibile a realtà organizzate in modi differenti. I 3 milioni e 321 mila euro aggiuntivi rafforzano così una strategia fondata sull’uso attento, sul risparmio e sullo stoccaggio dell’acqua. L’emergenza idrica richiede risposte immediate, mentre la trasformazione degli impianti e delle modalità di gestione offre al settore agricolo strumenti destinati a durare nel tempo. - Published: 2026-09-06 - Modified: 2026-09-06 - URL: https://www.torinofree.it/sport/eurovolley-2026-torino-si-prepara-alle-sfide-decisive-sei-partite-al-palavela.html - Categorie: Sport Due posti tra le migliori quattro d’Europa passeranno dal PalaVela. Torino ospiterà una parte della fase a eliminazione diretta degli Europei maschili di pallavolo 2026, con sei incontri distribuiti nelle giornate del 20, 21 e 23 settembre. Il programma comprende quattro ottavi e due quarti di finale, dai quali usciranno altrettante protagoniste delle semifinali di Milano. Per il pubblico italiano, l’appuntamento potrebbe coincidere con un passaggio fondamentale del percorso degli Azzurri. Se la Nazionale supererà il girone iniziale, sarà proprio Torino ad accoglierla per l’ottavo e, in caso di vittoria, per il successivo quarto. Date e orari sono già fissati, mentre gli abbinamenti prenderanno forma al termine della prima fase. Il calendario del PalaVela: tre giornate e sei incontri La tappa torinese comincerà domenica 20 settembre, quando si disputeranno i primi due ottavi di finale. Il primo incontro avrà inizio alle 16, mentre quello serale è previsto alle 21:05. Lo stesso schema verrà riproposto lunedì 21 settembre, con altri due ottavi nelle medesime fasce orarie. Mercoledì 23 settembre sarà invece la giornata dei quarti: anche in questo caso il programma prevede una partita alle 16 e una alle 21:05. Saranno queste due sfide a stabilire quali Nazionali potranno proseguire verso il weekend conclusivo della competizione. Per chi sta organizzando la propria presenza sugli spalti, il calendario offre dunque due appuntamenti per ciascuna giornata di gara. L’assegnazione delle singole squadre agli incontri pomeridiani o serali dipenderà dalla definizione del tabellone, collegata ai risultati dei gironi. Torino condividerà questa parte del torneo con Sofia, in Bulgaria, dove si svolgeranno gli altri ottavi e quarti. Al PalaVela arriveranno le formazioni qualificate dalla Pool A e dalla Pool C, i due gruppi destinati a incrociarsi in questa sezione del tabellone europeo. Quando potrebbe giocare l’Italia a Torino La condizione per vedere gli Azzurri al PalaVela è il piazzamento tra le prime quattro della Pool A. Raggiunto questo obiettivo, l’Italia conoscerà la propria avversaria in base alla posizione ottenuta nel girone e alla classifica della Pool C. Il meccanismo prevede che la prima classificata affronti la quarta dell’altro gruppo, mentre la seconda incontri la terza. Un’Italia prima nella Pool A troverebbe quindi la quarta della Pool C; con il secondo posto affronterebbe la terza. Il terzo e il quarto piazzamento porterebbero invece a un confronto, rispettivamente, con la seconda e con la prima dell’altro girone. La classifica iniziale determinerà anche il percorso successivo. Nella parte alta del tabellone si ritroveranno le vincitrici degli ottavi tra prima della Pool A e quarta della Pool C e tra seconda della Pool C e terza della Pool A. Le altre due vincitrici si affronteranno nell’altro quarto. Per la Nazionale italiana, una vittoria all’esordio nella fase a eliminazione diretta significherebbe restare a Torino e tornare in campo il 23 settembre. Da quel confronto dipenderà l’accesso alle semifinali: due successi al PalaVela aprirebbero dunque agli Azzurri le porte della fase conclusiva di Milano. Biglietti: il canale ufficiale e le informazioni sulle riduzioni La vendita dei biglietti per le partite torinesi passa attraverso TicketOne, unico canale ufficiale autorizzato. Nell’avvicinamento alla manifestazione sono stati messi nuovamente a disposizione ulteriori tagliandi per il PalaVela. La disponibilità dei posti nei diversi settori può variare con il procedere delle vendite e con la definizione degli accoppiamenti. Per scegliere la giornata a cui assistere, il riferimento resta quindi il programma del 20, 21 e 23 settembre, distinguendo gli ottavi dai quarti e tenendo conto delle due fasce orarie previste. Per informazioni su eventuali riduzioni riservate ai tesserati e ai comitati della Federazione Italiana Pallavolo, il riferimento è il Comitato Regionale FIPAV Piemonte. Le agevolazioni vanno considerate in relazione alle condizioni previste per le categorie interessate, mentre la scelta della partita dipenderà anche dall’interesse per una specifica Nazionale o per un determinato turno. Dopo Torino, le semifinali e le finali di Milano Le due squadre che supereranno i quarti del PalaVela raggiungeranno le due qualificate provenienti da Sofia. Il torneo si sposterà quindi all’Unipol Forum di Assago, dove verranno assegnate le medaglie dell’Europeo maschile. Le semifinali sono fissate per venerdì 25 settembre, alle 17 e alle 21:05. Per l’Italia è già prevista una collocazione precisa: in caso di qualificazione, gli Azzurri giocheranno la semifinale delle 17. Sabato 26 settembre si comincerà alle 17 con la finale per il terzo posto. Alle 21 sarà invece il momento della partita che assegnerà il titolo continentale. Il passaggio torinese assume così un peso decisivo nel calendario della competizione. Tra il primo ottavo di domenica 20 e l’ultimo quarto di mercoledì 23 settembre, il PalaVela selezionerà due delle quattro Nazionali ancora in corsa per il titolo, accompagnando il torneo dalla conclusione dei gironi alle sfide per le medaglie. - Published: 2026-09-06 - Modified: 2026-09-06 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-milan-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Juventus e Milan si preparano a vivere uno dei confronti più attesi della terza giornata di Serie A 2026/27. La partita è in programma domenica 6 settembre alle ore 20:45 all’Allianz Stadium di Torino e mette di fronte due squadre ancora a punteggio pieno. I bianconeri hanno superato Parma e Frosinone senza subire gol, mentre i rossoneri hanno iniziato il proprio percorso con due vittorie contro Venezia e Torino. Il confronto rappresenta un primo test significativo per le ambizioni delle due formazioni. Luciano Spalletti cerca il terzo successo consecutivo alla guida della Juventus, mentre Ruben Amorim può entrare in un ristretto gruppo di allenatori capaci di vincere le prime tre partite di campionato sulla panchina del Milan. Juventus-Milan, le probabili formazioni La Juventus dovrebbe disporsi con il 4-2-3-1. Vicario è atteso tra i pali, protetto da una linea difensiva composta da Kalulu, Bremer, Lucumi e Çelik. Douglas Luiz e Locatelli dovrebbero formare la coppia in mezzo al campo, con il compito di garantire equilibrio e qualità nella costruzione. Sulla trequarti sono favoriti Francisco Conceição, Nico González e Boga. Il riferimento offensivo dovrebbe essere Kolo Muani. Spalletti deve però fare i conti con numerose assenze: non risultano disponibili Yildiz, McKennie, Khéphren Thuram, Zhegrova, Ekhator, Cambiaso e Cabal. Non ci sono invece giocatori squalificati. Il Milan dovrebbe rispondere con il 3-4-2-1. Maignan è indicato come titolare in porta, alle spalle di Gila, De Winter e Pavlovic. Chukwueze ed Estupinan dovrebbero agire sulle fasce, mentre Musah e Modric sono attesi nella zona centrale del campo. Alle spalle di Gonçalo Ramos dovrebbero trovare spazio Rabiot e Cissè, chiamati a muoversi tra le linee e a sostenere l’unica punta. Amorim arriva all’appuntamento senza indisponibili o squalificati, una condizione che gli permette di affrontare la trasferta di Torino con maggiori possibilità di scelta. Una sfida segnata dall’equilibrio I precedenti più recenti raccontano una partita spesso chiusa e caratterizzata da un grande equilibrio. Quattro delle ultime cinque sfide di Serie A tra Juventus e Milan sono terminate 0-0, comprese le due più recenti. Le due squadre non pareggiano tre incontri consecutivi in campionato dal 1973, quando la serie arrivò a quattro. La Juventus ha mantenuto la porta inviolata nelle ultime sei partite di Serie A contro il Milan. Per trovare una sequenza bianconera più lunga di clean sheet contro una singola avversaria bisogna tornare al 2016, quando furono nove le gare consecutive senza reti subite contro il Palermo. Il Milan, invece, non ha mai attraversato nella competizione una serie più lunga senza segnare contro la stessa squadra. Il rendimento dei rossoneri a Torino è però cambiato rispetto al passato. Il Milan è rimasto imbattuto in cinque delle ultime sei trasferte di campionato contro la Juventus, ottenendo due vittorie, tre pareggi e quattro clean sheet. Questo percorso è arrivato in seguito a nove sconfitte esterne di seguito contro i bianconeri, nelle quali la squadra milanese aveva totalizzato due reti a partita in media. Spalletti e Amorim inseguono un traguardo La Juventus può vincere le prime tre partite della stagione di Serie A per il secondo anno consecutivo. Nello scorso campionato ci era riuscita con Igor Tudor, mentre ora Spalletti ha la possibilità di ripetere lo stesso avvio. Sarebbe la seconda volta nella storia juventina con due allenatori differenti in due stagioni consecutive, dopo quanto accaduto nel 1985/86 e nel 1986/87 con Giovanni Trapattoni e Rino Marchesi. I successi per 1-0 contro il Frosinone e per 2-0 contro il Parma hanno inoltre confermato la solidità difensiva della Juventus. Un’altra gara senza reti al passivo consentirebbe ai bianconeri di registrare tre clean sheet nelle prime tre giornate per la seconda volta negli ultimi dieci anni, dopo il precedente del 2024/25. Anche il Milan può raggiungere un risultato importante. Vincendo all’Allianz Stadium, i rossoneri conquisterebbero i primi tre incontri di Serie A per la quarta volta nelle ultime sette stagioni. Amorim diventerebbe inoltre il quarto allenatore capace di imporsi nelle prime tre partite di campionato sulla panchina milanista, dopo Mario Sperone nel 1952, Giuseppe Viani nel 1956 e Luigi Bonizzoni nel 1958. I protagonisti e i dati da seguire Tra i giocatori più attesi c’è Nico González, protagonista di tre partecipazioni al gol in quattro partite casalinghe di Serie A contro il Milan, con una rete e due assist. Dopo il gol realizzato contro il Parma, l’argentino può segnare in due presenze consecutive di campionato per la prima volta dal giugno 2024, quando vestiva la maglia della Fiorentina. Sul fronte rossonero, l’attenzione è rivolta ad Adrien Rabiot. Il centrocampista ha segnato e fornito un assist nella precedente trasferta contro il Torino. In caso di rete, diventerebbe il primo calciatore di nazionalità sportiva non italiana a segnare in Juventus-Milan indossando entrambe le maglie. Negli ultimi dieci anni ci sono riusciti, in termini generali, Manuel Locatelli e Leonardo Bonucci. Un altro elemento distintivo riguarda le conclusioni da fuori area. Dopo due giornate, nessuna squadra ha tentato più tiri dalla distanza della Juventus, arrivata a quota 18 come il Sassuolo. Il Milan ne ha invece effettuati cinque, lo stesso dato del Monza e superiore soltanto a quello del Torino. Dove vedere Juventus-Milan in TV e streaming Juventus-Milan sarà trasmessa in diretta esclusiva su DAZN, con collegamento previsto dalle ore 20:30. Il calcio d’inizio è fissato alle 20:45 all’Allianz Stadium. La sfida può offrire indicazioni rilevanti sulla solidità delle due squadre e sul loro ruolo nella nuova stagione, mettendo alla prova due avvii perfetti e due progetti tecnici ancora in fase di definizione. - Published: 2026-09-06 - Modified: 2026-09-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-raggiunge-36-gradi-a-settembre-superato-il-record-del-1895.html - Categorie: News Il 5 settembre 2026 Torino ha raggiunto 36 °C alle ore 17, nella stazione meteorologica del Dipartimento di Fisica. La rilevazione supera il massimo settembrino della serie storica omogenea plurisecolare del capoluogo, risalente al 1895: un primato che aveva resistito per 131 anni. Nella pianura piemontese sono stati superati i 35 °C, con punte prossime ai 37 °C. Nuovi record mensili anche nelle stazioni aeroportuali di Torino Caselle e Cuneo Levaldigi; sulle Alpi, intorno ai mille metri, temperature vicine ai 30 °C. Che cosa racconta un record di settembre Un primato mensile mette a confronto le temperature registrate nello stesso mese negli anni precedenti. Questa distinzione permette di leggere correttamente la notizia: il riferimento è il massimo raggiunto a settembre all’interno della serie considerata. Un record annuale, invece, comprende tutti i mesi, mentre la temperatura media descrive l’andamento complessivo di un periodo. Dietro questi confronti c’è il lavoro quotidiano delle osservazioni meteorologiche. Le stazioni raccolgono dati che, accumulandosi nel tempo, consentono di ricostruire le caratteristiche di un territorio. Temperatura, precipitazioni, umidità e vento diventano così gli elementi di un archivio utile per riconoscere sia gli episodi eccezionali sia le tendenze. Tempo meteorologico e clima si osservano su scale temporali differenti. Il primo descrive condizioni che possono cambiare nell’arco di ore o giorni; il secondo richiede serie estese, spesso confrontate attraverso medie trentennali. Il valore scientifico di una rilevazione cresce quindi quando viene collocata nella storia delle osservazioni disponibili. Perché l’estate meteorologica è già terminata Per la meteorologia, nell’emisfero settentrionale, l’estate comprende giugno, luglio e agosto. Settembre apre invece il trimestre autunnale, che prosegue con ottobre e novembre. È una suddivisione collegata al ciclo annuale delle temperature e organizzata in mesi interi, particolarmente utile per elaborare statistiche e confrontare stagioni successive. Il calendario astronomico segue un criterio diverso: le stagioni iniziano con solstizi ed equinozi, legati alla posizione della Terra rispetto al Sole. Le due classificazioni rispondono quindi a esigenze differenti e possono convivere senza contraddizioni. L’inizio dell’autunno meteorologico è una convenzione statistica, non una scadenza che determina un cambiamento immediato dell’atmosfera. Le condizioni effettive dipendono dalla situazione meteorologica. Per interpretare una giornata molto calda conta dunque anche il confronto con il periodo dell’anno, oltre alla temperatura letta sul termometro. Temperatura dell’aria e caldo percepito Nella comunicazione delle ondate di calore compaiono spesso valori diversi, che descrivono aspetti differenti dello stesso fenomeno. La temperatura dell’aria è la grandezza rilevata dal termometro; gli indici di calore combinano invece più parametri per rappresentare le condizioni avvertite dalle persone. L’indice di calore, per esempio, utilizza temperatura e umidità relativa e fa riferimento a condizioni di ombra e vento debole. Altri indicatori considerano anche radiazione solare e ventilazione, offrendo informazioni ulteriori sull’esposizione al caldo. Un valore percepito e una temperatura misurata hanno quindi significati diversi e richiedono confronti coerenti. Quando si parla di un primato termometrico, il dato da seguire è quello della temperatura dell’aria. Gli indicatori del caldo percepito rispondono a un’altra domanda: come cambiano le condizioni per le persone al variare dell’ambiente circostante. Il ruolo dell’anticiclone subtropicale La fase calda piemontese è associata a un anticiclone subtropicale e all’arrivo sul Nord-Ovest di aria molto calda dal Nord Africa. Un anticiclone è un’area caratterizzata da pressione atmosferica più elevata rispetto alle zone circostanti. In queste configurazioni l’aria tende a scendere, ostacolando la formazione delle nubi e favorendo condizioni generalmente stabili. Durante la stagione calda, una situazione del genere può accompagnarsi a giornate soleggiate e temperature elevate. La parola anticiclone, da sola, descrive però soltanto una parte del quadro. Gli effetti dipendono anche dalla stagione e dalle caratteristiche dell’aria presente. In inverno l’alta pressione può accompagnarsi a freddo e nebbie: per capire un episodio concreto servono insieme configurazione atmosferica, provenienza dell’aria e periodo dell’anno. Zero termico vicino ai 5. 000 metri: che cosa significa Per le Alpi, durante questa fase, lo zero termico era previsto vicino ai 5. 000 metri. Il dato mantiene quindi il carattere di una previsione. Lo zero termico indica la quota alla quale la temperatura nella libera atmosfera raggiunge zero gradi. Per individuarlo si considera il profilo verticale dell’aria, ricostruibile attraverso strumenti come le radiosonde trasportate dai palloni meteorologici. È un’informazione diversa dalla temperatura incontrata lungo un sentiero. Vicino al terreno intervengono esposizione al sole, forma dei versanti, presenza di neve e scambi di calore con la superficie. Alla stessa altitudine possono perciò presentarsi condizioni locali differenti. Quota dello zero termico e misurazioni al suolo si completano: la prima aiuta a descrivere la distribuzione del caldo nell’atmosfera, le seconde documentano ciò che accade nei singoli punti di osservazione. Leggerle insieme permette di comprendere un episodio meteorologico anche nella sua dimensione verticale. - Published: 2026-09-06 - Modified: 2026-09-05 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-women-la-champions-parte-il-22-settembre-esordio-in-casa-contro-il-benfica.html - Categorie: Sport La Juventus Women conosce il calendario della fase campionato di Champions League. Il primo appuntamento sarà martedì 22 settembre, quando le bianconere ospiteranno il Benfica alle ore 21. Il percorso proseguirà fino al 16 dicembre, con sei incontri distribuiti tra tre partite casalinghe e altrettante trasferte. Dopo la qualificazione alla League Phase e il sorteggio delle avversarie, l’ufficializzazione delle date completa il programma europeo della squadra. Prima di concentrarsi sulla Champions, però, la Juventus ha un impegno immediato in Serie A Women’s Cup: domenica 6 settembre affronterà il Milan a Biella, con la possibilità di conquistare l’accesso matematico alle semifinali. Esordio contro il Benfica, poi le trasferte in Svezia e Austria La prima serata della fase campionato porterà il Benfica sul campo della Juventus. La sfida contro la formazione portoghese, fissata per il 22 settembre alle 21, sarà l’unico appuntamento casalingo delle bianconere nelle prime tre giornate del loro calendario europeo. Il secondo incontro arriverà già nel corso dello stesso mese. Mercoledì 30 settembre, con calcio d’inizio alle 18:45, la Juventus sarà impegnata in Svezia contro l’Häcken. Dopo l’apertura davanti ai propri tifosi, comincerà così una sequenza di due gare consecutive lontano da casa. La trasferta successiva è prevista per giovedì 29 ottobre, ancora alle 18:45, contro l’Austria Vienna. Sarà questo il terzo appuntamento della fase campionato, che chiuderà la parte iniziale del programma prima delle due sfide interne di novembre. Il calendario mette dunque in fila Benfica, Häcken e Austria Vienna, con due partite a settembre e una a ottobre. Anche gli orari cambieranno dopo il debutto: alla gara serale contro le portoghesi seguiranno due incontri nella fascia delle 18:45. A novembre due gare in casa, a dicembre la sfida con il PSG Il ritorno davanti al pubblico bianconero coinciderà con un doppio impegno nel mese di novembre. La Juventus ospiterà prima le francesi dell’OL Lyonnes, mercoledì 11 novembre alle 21, e successivamente le belghe dell’OH Leuven, mercoledì 18 novembre, sempre alle 21. Le due partite si disputeranno a una settimana di distanza e completeranno il programma casalingo della fase campionato. Dopo il Benfica, saranno quindi OL Lyonnes e OH Leuven le altre avversarie che le juventine affronteranno sul proprio campo. L’ultimo incontro porterà invece la squadra a Parigi. Mercoledì 16 dicembre alle 21 è in calendario la trasferta contro il Paris Saint-Germain, che chiuderà questa fase della competizione per le bianconere. Il programma europeo si sviluppa così nell’arco di quattro mesi: due appuntamenti a settembre, uno a ottobre, due a novembre e uno a dicembre. Le tre gare interne avranno tutte inizio alle 21; tra le trasferte, soltanto quella conclusiva contro il PSG si giocherà allo stesso orario. Häcken e Austria Vienna attenderanno invece la Juventus alle 18:45. Prima della Champions c’è il Milan in Women’s Cup L’Europa ha già date e avversarie definite, mentre l’attenzione più immediata è rivolta alla Serie A Women’s Cup. Domenica 6 settembre alle 12:30, la Juventus Women ospiterà il Milan allo Stadio Pozzo-La Marmora di Biella, nell’ultimo appuntamento della fase di qualificazione. La partita riguarda il girone C e mette in palio per le bianconere la certezza del passaggio alle semifinali. Alla Juventus basterà infatti un pareggio per qualificarsi matematicamente, una condizione che rende particolarmente concreto l’obiettivo alla vigilia dell’incontro. Il confronto con le rossonere precederà quindi l’esordio nella fase campionato di Champions e rappresenterà il prossimo passaggio da affrontare nel percorso della squadra. Il calendario internazionale appena ufficializzato resta sullo sfondo di una gara che può consentire alle juventine di proseguire nella competizione nazionale. A Biella sarà presente anche il commissario tecnico della Nazionale, che assisterà alla sfida. Per la Juventus, il risultato utile necessario alla qualificazione è già chiaro; sul campo, l’obiettivo dichiarato resta la vittoria. L’obiettivo è vincere contro un Milan rinforzato La possibilità di passare il turno con un punto si accompagna alla volontà della squadra di cercare il successo. Il tecnico bianconero ha presentato la partita come uno scontro diretto e ha indicato nella vittoria il traguardo da inseguire per continuare il cammino verso le semifinali. Nella sua valutazione, il Milan è una formazione competitiva, che ha rafforzato soprattutto il reparto offensivo. La sfida richiederà quindi attenzione anche nella capacità di recuperare il pallone lontano dalla propria area, uno degli aspetti evidenziati nella preparazione dell’incontro. Le bianconere arrivano all’appuntamento con il desiderio di avanzare nella Women’s Cup e puntare al trofeo. Il percorso indicato passa attraverso tre successi: quello contro il Milan è il primo che la squadra intende conquistare. Domenica a Biella, dunque, la Juventus cercherà di trasformare la possibilità di qualificarsi in un risultato concreto. Per la Champions, il primo appuntamento della fase campionato è già fissato: il 22 settembre, in casa, contro il Benfica. - Published: 2026-09-05 - Modified: 2026-09-04 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/carmagnola-agli-antichi-bastioni-la-cena-solidale-che-unisce-gusto-ricerca-e-territorio.html - Categorie: Eventi A Carmagnola una cena si è trasformata in uno spazio di incontro tra solidarietà, ricerca scientifica e identità locale. Gli Antichi Bastioni hanno ospitato la serata benefica promossa dalla Banca Territori del Monviso all’interno della 77ª Fiera Nazionale del Peperone, riunendo cittadini, istituzioni e realtà del territorio intorno a un obiettivo comune. I 150 posti disponibili, esauriti nel giro di pochi giorni, hanno dato all’iniziativa la dimensione di un vero appuntamento comunitario. La buona tavola e la convivialità hanno incontrato il sostegno concreto alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro dell’Istituto di Candiolo, che nel 2026 celebra quarant’anni di attività scientifica. Centocinquanta posti esauriti in pochi giorni La cena di gala ha raggiunto rapidamente il tutto esaurito. Tutti i posti disponibili sono stati prenotati in pochissimo tempo, confermando la partecipazione con cui Carmagnola accoglie le iniziative legate alla solidarietà. Il risultato assume un significato ancora più importante considerando che l’evento ha raggiunto la sua sesta edizione. La continuità dell’appuntamento dimostra come una cena benefica possa entrare progressivamente nelle consuetudini di una città, diventando un’occasione nella quale ritrovarsi e sostenere insieme un progetto condiviso. Anche la scelta degli Antichi Bastioni ha contribuito a rendere particolare la serata. Una cornice simbolica di Carmagnola ha accolto un’iniziativa inserita nel programma della Fiera Nazionale del Peperone, collegando così una manifestazione profondamente legata al territorio con una causa dedicata alla ricerca oncologica. Gran parte della quota destinata alla ricerca Uno degli aspetti più significativi della cena riguarda la destinazione delle risorse raccolte. Il costo previsto per ciascun partecipante era di 50 euro e 40 euro per ogni quota sono stati devoluti direttamente ai progetti di ricerca scientifica. Quattro quinti della somma versata da ogni partecipante hanno quindi raggiunto la finalità benefica della serata. Questo risultato è stato possibile anche grazie alla collaborazione gratuita offerta da Sweet Food di Carmagnola e dal servizio catering coinvolto nell’organizzazione. La disponibilità delle realtà locali ha permesso di costruire una vera filiera della solidarietà, nella quale ogni soggetto ha messo a disposizione competenze, lavoro e risorse. Da una parte i partecipanti hanno sostenuto l’iniziativa acquistando il proprio posto, dall’altra gli operatori hanno contribuito a rendere particolarmente elevata la quota destinata alla ricerca. Beneficiaria della raccolta è stata la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro dell’Istituto di Candiolo, punto di riferimento sanitario piemontese che proprio quest’anno festeggia quarant’anni di attività scientifica. La cena ha così collegato Carmagnola a una realtà impegnata nello sviluppo della ricerca oncologica. La serata dedicata anche all’informazione sui tumori rari L’appuntamento agli Antichi Bastioni ha affiancato alla raccolta fondi un momento di approfondimento. Una responsabile oncologica dell’Istituto di Candiolo è intervenuta durante la serata per parlare della gestione clinica, della diagnosi e delle nuove prospettive di cura riguardanti i tumori rari. La presenza di un contributo scientifico ha ampliato il valore dell’iniziativa. I partecipanti hanno potuto comprendere in maniera più diretta alcuni degli ambiti nei quali opera l’Istituto e conoscere la destinazione dell’impegno sostenuto attraverso la cena. La solidarietà ha assunto così una forma concreta e consapevole. Il sostegno economico alla ricerca si è accompagnato alla diffusione di informazioni su un tema sanitario complesso, portato all’attenzione del pubblico attraverso un linguaggio inserito in un momento conviviale. Alla serata hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione comunale, della Banca Territori del Monviso, della Fondazione e dell’Istituto di Candiolo. La loro presenza ha rafforzato il legame tra l’iniziativa, il territorio e il lavoro portato avanti in campo scientifico. Buona tavola e musica per un rito di comunità La cena ha conservato anche il carattere piacevole di una serata trascorsa insieme. Le portate preparate per gli ospiti sono state accompagnate dalle esibizioni e dai sottofondi musicali dal vivo del Trio Illogico, che hanno completato l’atmosfera conviviale degli Antichi Bastioni. Proprio l’unione tra questi elementi ha definito l’identità dell’appuntamento: la cucina come occasione di incontro, la musica come accompagnamento e la ricerca come obiettivo centrale. La 77ª Fiera Nazionale del Peperone ha offerto il contesto nel quale mettere in relazione la tradizione gastronomica di Carmagnola con un progetto rivolto alla salute e alla solidarietà. Il successo della sesta edizione racconta una comunità capace di riunirsi attorno alla stessa tavola e di trasformare la partecipazione in un aiuto concreto. Il rapido esaurimento dei 150 posti rappresenta il segnale più evidente di questa risposta collettiva. Agli Antichi Bastioni, la cena benefica ha quindi superato i confini di un semplice evento gastronomico. È diventata un appuntamento nel quale il territorio ha espresso vicinanza alla ricerca scientifica, confermando come anche una serata di festa possa contribuire a sostenere il lavoro dell’Istituto di Candiolo. - Published: 2026-09-05 - Modified: 2026-09-04 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/vendemmia-reale-a-torino-una-notte-tra-vino-e-magia-nei-giardini-reali.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a vivere una serata capace di mettere insieme il fascino della storia sabauda, la cultura del vino e l’energia della musica. Sabato 5 settembre, dalle 18 a mezzanotte, i Giardini dei Musei Reali di Piazzetta Reale ospiteranno la quinta edizione della Vendemmia Reale. Uno degli spazi storici più suggestivi della città diventerà così il punto d’incontro tra produttori, appassionati e visitatori, in una notte di fine estate dedicata alle eccellenze vitivinicole italiane. L’appuntamento offrirà anche l’occasione per riscoprire lo speciale rapporto tra Torino e la tradizione della vendemmia. La Vendemmia Reale anima il centro di Torino L’evento si svolgerà all’interno di “Una Notte ai Musei Reali tra Giardini e Palazzo Reale”, il grande appuntamento all’aperto organizzato da Club Silencio. La cornice monumentale della residenza storica incontrerà le sonorità contemporanee attraverso una selezione musicale affidata a un componente degli Ex-Otago, accompagnando il pubblico durante l’intera serata. Il cuore dell’iniziativa sarà rappresentato dal vino. Nei Giardini Reali arriveranno oltre trenta realtà vitivinicole provenienti da diverse parti d’Italia, pronte a presentare complessivamente più di 150 etichette. I partecipanti potranno quindi attraversare un percorso di degustazione particolarmente ampio, entrando in contatto con territori, produzioni e identità differenti. A raccontare le bottiglie saranno direttamente vignaioli e vignaiole, che porteranno a Torino la loro esperienza e la passione legata al lavoro tra i filari. La Vendemmia Reale assumerà così il carattere di un incontro tra chi produce il vino e chi desidera conoscerlo più da vicino, andando oltre il semplice assaggio per valorizzare le storie racchiuse in ogni etichetta. Un filo ideale conduce fino a Villa della Regina La festa nei Giardini Reali richiama una tradizione che appartiene profondamente alla storia della città. Sulla collina torinese, Villa della Regina custodisce infatti un vigneto urbano reale di circa 0,81 ettari, considerato uno degli esempi più rari ed esclusivi al mondo nel suo genere. La vigna si trova all’interno della dimora seicentesca che domina la città e rappresenta un elemento prezioso dell’intero complesso sabaudo. La sua origine risale all’incirca al 1615, quando venne ideata insieme alla residenza. Dopo un lungo e importante intervento di recupero, il vigneto è rinato ufficialmente nel 2009, tornando a essere parte attiva del paesaggio e della tradizione enologica torinese. Le sue dimensioni contenute rendono ancora più particolare la presenza di questi filari nel cuore di un ambiente urbano. La collina, la vegetazione e le architetture storiche compongono uno scenario nel quale natura e memoria si incontrano. Durante le giornate di fine estate, la luce attraversa i filari e restituisce una prospettiva insolita su Torino, mostrando un volto della città strettamente legato alla coltivazione della vite. La Freisa porta nel calice la storia del territorio Ogni settembre, il vigneto di Villa della Regina torna protagonista con la raccolta delle uve Freisa. La cura delle viti è affidata alle Cantine Balbiano, che seguono la produzione con un lavoro artigianale e trasformano quelle uve nel Freisa di Chieri DOC Superiore “Vigna Villa della Regina”. Questa bottiglia rappresenta il risultato concreto del recupero del vigneto e del legame tra la residenza sabauda e la cultura enologica piemontese. Il vino diventa così una testimonianza della continuità tra passato e presente: le viti crescono ancora nello spazio in cui furono progettate secoli fa e continuano a raccontare il territorio attraverso una produzione strettamente connessa alla città. La Vendemmia Reale porta idealmente questa storia dalla collina al centro di Torino. Le degustazioni organizzate nei Giardini dei Musei Reali permettono infatti di collegare le numerose produzioni italiane presenti durante la serata con l’esperienza particolare della vigna cittadina di Villa della Regina. Il percorso assume quindi anche un valore culturale, perché invita a osservare il vino come parte del patrimonio storico e paesaggistico. Una serata tra degustazioni, musica e patrimonio sabaudo La quinta edizione della Vendemmia Reale si presenta come una grande festa di fine estate, ma anche come un’occasione per avvicinarsi alla storia della città attraverso un linguaggio immediato e coinvolgente. Le degustazioni, la musica e la cornice dei Giardini Reali contribuiranno a creare un’atmosfera nella quale l’intrattenimento dialogherà con la memoria dei luoghi. Il pubblico potrà così vivere due esperienze collegate: da una parte la serata nel centro cittadino, tra oltre 150 etichette e musica sotto le stelle; dall’altra la possibilità di riscoprire Villa della Regina e il suo raro vigneto urbano, dove ogni anno si rinnova la raccolta della Freisa. Per conoscere gli orari delle visite e tutti i dettagli utili relativi alla residenza collinare è possibile consultare i canali dei Musei Reali oppure il portale di Abbonamento Musei. Torino conferma così la propria capacità di unire cultura, territorio e convivialità, portando simbolicamente il profumo dei filari fino agli eleganti spazi di Palazzo Reale. - Published: 2026-09-05 - Modified: 2026-09-04 - URL: https://www.torinofree.it/economia/caro-gasolio-in-piemonte-rincari-per-807-milioni-lallarme-dellautotrasporto.html - Categorie: Economia Il caro carburanti presenta un conto sempre più pesante al Piemonte, con conseguenze che coinvolgono famiglie, imprese e soprattutto il settore dell’autotrasporto. La spesa aggiuntiva stimata rispetto al 2025 raggiunge infatti 807 milioni di euro, mentre le aziende che movimentano merci devono destinare al gasolio una parte crescente delle proprie risorse. Il comparto chiede quindi interventi mirati e duraturi, capaci di tenere conto delle diverse necessità dei consumatori e di restituire alle imprese una maggiore possibilità di programmare le attività. Carburanti più cari, il conto raggiunge 807 milioni di euro Le aziende devono affrontare contemporaneamente l’aumento delle spese operative, rapporti complessi con la committenza e prezzi caratterizzati da una forte volatilità, una combinazione che rende difficile elaborare programmi economici affidabili. Le stime dell’Ufficio studi della CGIA mostrano la portata generale del fenomeno. Nel corso del 2026, i maggiori costi legati a benzina e gasolio potrebbero raggiungere 13,6 miliardi di euro a livello nazionale, con una crescita del 20,4% rispetto all’anno precedente. In Piemonte, l’aggravio previsto per imprese e famiglie ammonta a 807 milioni di euro, pari a un incremento del 19,7% rispetto al 2025. Il dato comprende gli effetti dei rincari sia sulle attività economiche sia sui cittadini che utilizzano regolarmente un veicolo per i propri spostamenti. Il gasolio assorbe circa il 30% dei costi aziendali La situazione assume un peso ancora maggiore per le imprese di autotrasporto, poiché il carburante rappresenta uno strumento indispensabile per svolgere l’attività. Prima della crisi, questa voce corrispondeva a circa il 20% dei costi aziendali, mentre attualmente l'incidenza è arrivata attorno al 30% della spesa complessiva. Il gasolio è diventato così la seconda voce di costo per le imprese del settore, preceduta soltanto dal personale. Ogni aumento del prezzo alla pompa riduce i margini economici disponibili e rende più complicato definire preventivi, organizzare i servizi e pianificare le spese dei mesi successivi. Confartigianato evidenzia inoltre come una situazione che in passato sarebbe stata considerata temporanea abbia assunto un carattere ricorrente. Gli interventi una tantum possono offrire un sollievo immediato, ma il settore ritiene necessario costruire strumenti strutturali, capaci di accompagnare le imprese anche durante le frequenti oscillazioni dei mercati energetici. Dal taglio delle accise agli aiuti mirati Per ridurre il peso dei rincari è stato previsto uno stanziamento da 130 milioni di euro, destinato alla diminuzione dell’accisa sul gasolio fino al 5 settembre. La misura produce un effetto immediato sul prezzo del carburante, ma secondo l’associazione di categoria lascia aperto il tema delle diverse esigenze dei consumatori. Un’impresa di autotrasporto utilizza il gasolio come componente diretta della propria attività economica. Anche un pendolare che abita in un territorio scarsamente servito dal trasporto pubblico sostiene una spesa difficilmente eliminabile. Le necessità risultano quindi differenti rispetto a quelle di chi può scegliere mezzi alternativi oppure utilizza l’automobile con minore frequenza. Per questa ragione viene proposto un Credito Mobilità Rimborsabile, rivolto soprattutto alle famiglie con redditi più contenuti, ai pendolari e alle persone che vivono in aree nelle quali l’automobile rappresenta la principale soluzione disponibile per gli spostamenti. Le risorse pubbliche verrebbero così concentrate sui soggetti maggiormente esposti ai rincari, superando il modello degli sconti generalizzati. Per le aziende di autotrasporto, la richiesta riguarda invece un prezzo agevolato del gasolio, seguendo un sistema simile a quello già applicato nei comparti dell’agricoltura e della pesca. Il credito d’imposta collegato all’aumento del costo del carburante rappresenta un primo sostegno, ma viene considerato insufficiente rispetto alla dimensione raggiunta dal problema. Tra le proposte figura anche l’eliminazione dell’IVA del 22% applicata sulle accise, con l’obiettivo di ridurre stabilmente la pressione economica che grava sul trasporto delle merci. I rincari possono frenare il rinnovo delle flotte L’aumento delle spese energetiche produce effetti anche sui programmi di innovazione delle aziende. Il settore dell’autotrasporto è chiamato ad affrontare una trasformazione tecnologica che richiede investimenti rilevanti in mezzi più sostenibili e soluzioni capaci di diminuire l’impatto ambientale. Quando una quota sempre più ampia delle risorse disponibili viene utilizzata per acquistare carburante e coprire gli altri costi operativi, diminuisce la capacità delle imprese di destinare capitali al rinnovo delle flotte. Il caro gasolio rischia quindi di rallentare proprio quel percorso di transizione ecologica richiesto al comparto. Le forme di sostegno vengono distinte, quindi, in modo chiaro: da una parte misure specifiche per le imprese di autotrasporto, dall’altra aiuti destinati alle famiglie che dipendono maggiormente dall’automobile. - Published: 2026-09-05 - Modified: 2026-09-04 - URL: https://www.torinofree.it/sport/fiorentina-torino-probabili-formazioni-orario-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Fiorentina e Torino si preparano a incontrarsi in una gara che mette in palio punti già importanti per cambiare il passo dopo un avvio di campionato complicato. La partita, valida per la terza giornata della Serie A 2026/2027, porterà allo stadio Franchi due squadre ancora alla ricerca del primo risultato positivo della stagione. I precedenti raccontano una sfida spesso equilibrata, mentre le statistiche più recenti evidenziano diverse difficoltà per entrambe le formazioni. Ecco quando si gioca Fiorentina-Torino, le probabili scelte dei due allenatori e le indicazioni per seguire l’incontro in diretta. Quando si gioca Fiorentina-Torino La sfida tra Fiorentina e Torino è in programma sabato 5 settembre alle ore 15:00 allo stadio Artemio Franchi di Firenze. Per entrambe le squadre sarà il terzo impegno del nuovo campionato, dopo due giornate concluse senza punti. La Fiorentina ha perso le prime due partite con un risultato complessivo di sette reti subite e nessuna segnata. Un’altra sconfitta porterebbe la squadra viola ad aprire il campionato con tre passi falsi consecutivi per la seconda volta nella propria storia in Serie A: l’unico precedente risale alla stagione 1935/1936. Anche il Torino arriva al Franchi dopo due sconfitte. I granata hanno ceduto per 2-1 sia contro il Milan sia contro il Sassuolo e rischiano di perdere tutte le prime tre partite stagionali per la terza volta nella propria storia. Era già accaduto nelle stagioni 2002/2003 e 2020/2021. Le probabili formazioni della partita La Fiorentina dovrebbe presentarsi con il 4-3-2-1. Davanti al portiere de Gea sono attesi Álex Jiménez, Drăgușin, Viery e Valdepeñas. A centrocampo dovrebbero trovare spazio Ndour, Oulai e Arthur Atta, mentre Njie e Mastantuono agiranno alle spalle di Mateo Pellegrino. Parisi risulta indisponibile. Il Torino dovrebbe rispondere con un 3-4-2-1. Lucas Perri è indicato tra i pali, con Comuzzo, Saúl Coco e Cömert nella linea difensiva. Belghali e Cacciamani dovrebbero presidiare le corsie laterali, mentre Mandragora e Fitz-Jim comporranno la coppia centrale. Vlasic e Ché Adams sono attesi alle spalle di Giovanni Simeone. Casadei figura tra gli indisponibili. Le due squadre arrivano quindi all’appuntamento con moduli differenti: la Fiorentina dovrebbe puntare su una difesa a quattro e su due giocatori alle spalle del centravanti, mentre il Torino si prepara a schierare una retroguardia composta da tre elementi. Dove vedere Fiorentina-Torino in TV e streaming Fiorentina-Torino sarà trasmessa in diretta esclusiva su DAZN. Il collegamento con lo stadio Franchi inizierà alle ore 14:30, mentre il calcio d’inizio è previsto per le 15:00. Per seguire l’incontro sarà quindi necessario accedere alla piattaforma attraverso uno dei dispositivi compatibili con il servizio, scegliendo la partita dalla programmazione della terza giornata di Serie A. I precedenti tra Fiorentina e Torino I numeri storici mostrano un confronto particolarmente equilibrato. Le due squadre si sono affrontate 154 volte in Serie A, con 50 successi del Torino, 54 pareggi e 50 vittorie della Fiorentina. La formazione viola è inoltre l’avversaria contro cui i granata hanno ottenuto il maggior numero di affermazioni nel massimo campionato. Il successo più recente del Torino contro la Fiorentina risale al 21 gennaio 2023, quando i granata si imposero per 1-0 al Franchi. Da quella partita sono arrivati due successi viola e cinque pareggi nei sette incontri successivi. Gli ultimi tre confronti di campionato sono terminati tutti in parità. Nella storia di questa sfida soltanto una volta Fiorentina e Torino hanno raggiunto quattro pareggi consecutivi in Serie A, tra gennaio 2014 e febbraio 2015. Il rendimento casalingo della Fiorentina rappresenta un altro dato significativo. I viola sono rimasti imbattuti in 35 delle ultime 36 partite interne disputate contro il Torino in Serie A, raccogliendo 19 vittorie e 16 pareggi. L’unica affermazione granata al Franchi durante questo lungo periodo coincide proprio con l’1-0 del gennaio 2023. Le statistiche da conoscere prima della gara Il Torino ha conquistato soltanto una vittoria nelle ultime dieci trasferte di Serie A, accompagnata da due pareggi e sette sconfitte. L’unico successo esterno è arrivato in Toscana, contro il Pisa, il 5 aprile 2026. Dall’inizio dell’anno, inoltre, i granata risultano la squadra dell’attuale Serie A con il maggior numero di sconfitte lontano dal proprio stadio. Tra i dati individuali spicca quello di Mateo Pellegrino, che ha realizzato cinque gol in tre partite contro il Torino. La formazione granata è l’avversaria contro cui l’attaccante ha segnato più reti nella propria carriera in Serie A. Nelle prime due giornate Ndour e Mastantuono hanno formato la coppia con il maggior numero di passaggi completati tra compagni della Fiorentina, mentre nel Torino il dato più elevato riguarda Cömert e Saúl Coco. Particolarmente significativa anche la presenza di Fitz-Jim, sempre in campo nei primi 180 minuti e protagonista granata per possessi recuperati, passaggi nella metà campo avversaria, occasioni create e dribbling completati. - Published: 2026-09-04 - Modified: 2026-09-04 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/malattie-rare-da-torino-un-nuovo-metodo-per-rendere-piu-completa-la-diagnosi-genetica.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Una nuova tecnologia di sequenziamento del DNA potrebbe aprire prospettive importanti per la diagnosi delle malattie genetiche rare. Uno studio pilota coordinato dall’Università di Torino, dalla Città della Salute e della Scienza di Torino e dall’Università di Verona ha dimostrato la possibilità di raccogliere, attraverso un solo esperimento, informazioni che oggi richiedono diversi esami. La ricerca, che è stata inserita nella pubblicazione Scientific Reports, si è concentrata sulle malattie da imprinting, un gruppo di condizioni legate ad alterazioni genetiche ed epigenetiche particolarmente complesse da individuare. Un solo sequenziamento per riunire analisi differenti La sperimentazione ha riguardati tre pazienti con spettro di Beckwith-Wiedemann, considerato la più frequente tra le malattie da imprinting. In tutti i casi analizzati, il nuovo metodo ha riconosciuto correttamente l’alterazione genetica o epigenetica già individuata attraverso le procedure diagnostiche tradizionali. L’elemento più interessante riguarda la capacità della tecnologia di riunire in una sola analisi diversi tipi di informazioni. Attualmente, per studiare queste condizioni, può essere necessario combinare test della metilazione, sequenziamenti mirati e analisi delle variazioni nel numero di copie del DNA. La nuova procedura consente invece di osservare contemporaneamente la sequenza genetica, la metilazione, le eventuali variazioni nel numero di copie e l’origine materna o paterna delle varianti. Si tratta quindi di un approccio capace di offrire una visione più ampia del genoma attraverso un unico esperimento. Il ruolo della metilazione nelle malattie da imprinting Per comprendere il valore dello studio bisogna considerare il ruolo dell’epigenetica. Il DNA viene comunemente rappresentato attraverso quattro basi, indicate con le lettere A, C, G e T. Alla citosina può però aggiungersi una modifica chimica chiamata metilazione, che contribuisce a regolare l’attività dei geni. Questo meccanismo assume una particolare importanza nell’imprinting genomico. Per alcuni geni, infatti, l’organismo mantiene attiva soltanto la copia ricevuta dalla madre oppure quella ricevuta dal padre, mentre l’altra viene silenziata. Quando questo equilibrio si modifica possono svilupparsi specifiche malattie genetiche. Lo spettro di Beckwith-Wiedemann può essere associato a una crescita corporea eccessiva, alla macroglossia e a un rischio più elevato di sviluppare tumori durante l’infanzia. La diagnosi può diventare ancora più complessa in presenza di mosaicismo, cioè quando l’alterazione interessa soltanto una parte delle cellule dell’organismo. Proprio questa distribuzione non uniforme può rendere l’anomalia più difficile da riconoscere. Una tecnologia capace di analizzare contemporaneamente più caratteristiche del DNA può quindi offrire informazioni particolarmente utili nello studio di queste condizioni. Come funziona il sequenziamento long-read La ricerca ha utilizzato tecnologie di terza generazione sviluppate da Oxford Nanopore Technologies. Il cosiddetto sequenziamento long-read permette di leggere migliaia di lettere consecutive del DNA, mentre le tecniche più diffuse lavorano generalmente su frammenti più brevi. Durante l’analisi, la molecola del DNA attraversa un poro di dimensioni estremamente ridotte. Il sistema registra il segnale generato durante il passaggio e lo utilizza per ricostruire la sequenza genetica. La maggiore lunghezza dei frammenti letti aiuta a ottenere una rappresentazione più completa delle regioni esaminate. Un altro aspetto rilevante riguarda la possibilità di rilevare direttamente la metilazione. Le procedure tradizionali possono richiedere un trattamento chimico del campione, mentre la tecnologia a nanopori permette di osservare le modificazioni epigenetiche insieme alla sequenza del DNA. I ricercatori hanno confrontato tre configurazioni. La prima prevedeva l’adaptive sampling su un sequenziatore portatile MinION, la seconda utilizzava la stessa tecnica su una piattaforma PromethION P2 ad alta capacità, mentre la terza era basata sul sequenziamento dell’intero genoma attraverso la medesima piattaforma. I risultati dello studio e le prospettive future La configurazione più performante ha raggiunto una copertura media di 169 volte nelle regioni di interesse. Il sistema ha riconosciuto tutte le alterazioni già note nei tre soggetti, comprese due situazioni di disomia uniparentale paterna in mosaico e un caso di perdita di metilazione nella regione di controllo IC2. Le analisi successive hanno indicato anche la possibilità di ridurre di oltre la metà la quantità di sequenziamento necessaria, mantenendo l’accuratezza diagnostica osservata nello studio. Questo risultato potrebbe contribuire, in prospettiva, a contenere i costi della procedura. Indicazioni interessanti sono arrivate anche dal MinION. Nonostante le dimensioni compatte, il dispositivo ha raggiunto una copertura superiore alla soglia indicata per la diagnostica genetica, mostrando possibili applicazioni anche nei laboratori dotati di risorse più limitate. La ricerca rappresenta comunque una fase iniziale, poiché ha coinvolto soltanto tre pazienti. Saranno quindi necessari studi su gruppi più numerosi e confronti sistematici con gli esami attualmente impiegati. I risultati ottenuti tra Torino e Verona mostrano però come il sequenziamento di terza generazione possa diventare uno strumento capace di rendere la diagnosi delle malattie genetiche rare più rapida, completa e personalizzata. - Published: 2026-09-04 - Modified: 2026-09-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-torna-star-plus-la-navetta-notturna-si-prenota-tramite-app.html - Categorie: News A Torino riparte Star Plus, il servizio di trasporto pubblico notturno a chiamata pensato per accompagnare gli utenti durante le ore in cui autobus e tram circolano con frequenza ridotta. Le corse riprenderanno da venerdì 4 settembre, dopo la pausa estiva, con tre navette elettriche prenotabili direttamente tramite smartphone. Il servizio punta a combinare le caratteristiche del trasporto pubblico con la flessibilità di una corsa organizzata in base alle richieste dei passeggeri. Gli itinerari, infatti, non sono stabiliti in maniera rigida, ma vengono elaborati dinamicamente tenendo conto delle prenotazioni ricevute. Star Plus tornerà a circolare nelle notti del venerdì e del sabato, offrendo ai torinesi una possibilità aggiuntiva per rientrare dopo una serata, un evento o un turno di lavoro. Quando circolano le navette Star Plus Le navette saranno operative dalle 23 alle 5 nelle notti di venerdì e sabato. Il servizio potrà essere attivato anche in occasione di particolari eventi, festività e appuntamenti cittadini capaci di richiamare un numero elevato di persone. Star Plus si integra con la rete Night Buster e amplia le soluzioni disponibili per muoversi durante la notte. L’obiettivo è offrire un collegamento flessibile tra diverse zone della città, sfruttando i mezzi elettrici e gli strumenti digitali per adattare ogni itinerario alla domanda effettiva. La sperimentazione prosegue dopo i risultati ottenuti durante la prima fase del progetto. Le navette sono già state utilizzate da oltre 1. 200 passeggeri, mentre più di 6. 000 persone hanno interagito con l’applicazione nei fine settimana di attività. L’età media degli utenti si è attestata intorno ai 30 anni, mostrando un interesse particolarmente forte da parte di chi vive Torino nelle ore serali e notturne. Il servizio continuerà fino alla fine dell’anno, periodo durante il quale sarà possibile raccogliere nuovi dati e valutare ulteriormente l’integrazione con il sistema di trasporto pubblico cittadino. Come prenotare una corsa tramite l’app Wetaxi Per utilizzare Star Plus occorre accedere all’app Wetaxi, attraverso la quale è possibile gestire l’intero viaggio. L’utente seleziona la fermata GTT dalla quale desidera partire e quella più vicina alla propria destinazione, verifica la disponibilità e completa la prenotazione. La corsa può essere richiesta anche in tempo reale. Sullo smartphone vengono mostrate le informazioni relative al tragitto, alla navetta assegnata e all’arrivo del mezzo. Anche l’acquisto del titolo di viaggio avviene digitalmente attraverso la stessa applicazione. Il servizio segue una modalità definita “stop to stop”. Le navette collegano quindi le fermate GTT e non effettuano un trasporto direttamente da un indirizzo all’altro. Questa impostazione consente di mantenere il funzionamento all’interno della rete pubblica, introducendo allo stesso tempo una maggiore libertà rispetto alle tradizionali linee con un percorso prestabilito. La tariffa parte da 5 euro per una corsa singola e può diminuire quando il viaggio viene condiviso da più persone. Il sistema premia in questo modo gli spostamenti di gruppo e permette di distribuire il costo tra i passeggeri. Il titolo deve essere acquistato tramite l’applicazione, mentre per queste corse non vengono utilizzati i normali biglietti o abbonamenti GTT. Percorsi calcolati in tempo reale Una delle caratteristiche principali di Star Plus riguarda la costruzione degli itinerari. Le richieste inviate attraverso l’app vengono elaborate da un sistema digitale che individua il percorso più adatto per raccogliere più passeggeri e portarli alle fermate selezionate. Gli algoritmi aggiornano i tragitti in tempo reale, cercando di rendere efficiente l’utilizzo delle navette e di favorire la condivisione del viaggio. Il percorso cambia quindi in base alle prenotazioni, permettendo al servizio di concentrare i mezzi nelle zone e negli orari in cui si registra una maggiore richiesta. Le tre navette elettriche, chiamate Sirio, Vega e Polaris, dispongono di 33 posti ciascuna. L’area servita comprende una parte estesa della città delimitata da corso Regina Margherita, dal fiume Po, da corso Dante e corso Rosselli, arrivando fino a corso Ferrucci e corso Francia. La copertura potrà essere ampliata in relazione all’andamento della domanda. Una soluzione per la mobilità notturna di Torino Star Plus nasce dalla collaborazione tra Città di Torino, GTT e WeTechnology nell’ambito dei progetti dedicati alla sperimentazione di nuove forme di mobilità urbana. Il sistema riunisce trasporto pubblico, veicoli elettrici, prenotazioni digitali e percorsi elaborati sulla base delle necessità degli utenti. L’impiego di navette condivise permette di offrire un’alternativa per gli spostamenti notturni, soprattutto a chi frequenta locali, manifestazioni e luoghi di intrattenimento oppure deve raggiungere la propria destinazione dopo la conclusione del servizio ordinario. La ripartenza del 4 settembre segna dunque una nuova fase per il progetto. I passeggeri potranno organizzare il viaggio dal proprio telefono, seguire l’arrivo del mezzo e raggiungere la fermata scelta attraverso un itinerario costruito dinamicamente. Torino torna così a sperimentare un modello di trasporto nel quale la rete pubblica si adatta alle richieste delle persone e utilizza la tecnologia per rendere più agevoli gli spostamenti nelle ore notturne. - Published: 2026-09-04 - Modified: 2026-09-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-risarcimenti-al-100-per-gli-allevatori-colpiti-dai-grandi-carnivori.html - Categorie: News La Regione Piemonte ha aperto un nuovo bando destinato agli allevatori che hanno subito danni al proprio patrimonio zootecnico a causa delle predazioni compiute dai grandi carnivori. La misura prevede il rimborso del 100% del valore commerciale degli animali predati, insieme al riconoscimento di alcune conseguenze indirette legate agli attacchi. Il provvedimento interessa le predazioni avvenute nel territorio piemontese durante il primo semestre del 2026. Le domande potranno essere presentate fino al 9 ottobre 2026, esclusivamente attraverso la procedura telematica predisposta dalla Regione. Un fondo da oltre 743mila euro per gli allevatori La dotazione finanziaria complessiva del bando ammonta a 743. 957,77 euro. Le risorse regionali serviranno a sostenere gli allevatori che, tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026, hanno registrato la perdita o il ferimento di animali in seguito a un episodio di predazione. Il contributo principale corrisponde al 100% del valore commerciale del capo colpito. Questo significa che l’importo riconosciuto viene calcolato sulla base del valore dell’animale, tenendo conto della specie e delle caratteristiche previste dai criteri applicati dalla Regione. L’obiettivo è offrire un sostegno economico diretto alle aziende che hanno regolarmente denunciato l’accaduto. La misura riguarda gli allevamenti di ovini, caprini, bovini ed equini, ma può comprendere anche altre specie considerate di interesse zootecnico. Il bando si rivolge quindi a una platea piuttosto ampia di attività presenti nelle aree rurali e montane del Piemonte. Quali danni possono essere risarciti Il rimborso previsto dal bando riguarda prima di tutto il valore commerciale degli animali vittime della predazione. Il provvedimento riconosce però anche i danni indiretti che possono derivare da un attacco, perché le conseguenze per un allevamento possono andare oltre la semplice perdita di un capo. Tra le spese considerate rientrano quelle veterinarie e farmaceutiche sostenute per curare gli animali feriti. Possono inoltre essere riconosciute le perdite di produzione legate all’evento, secondo le condizioni stabilite dalla documentazione regionale. Per accedere agli aiuti è necessario che la predazione sia stata denunciata e che l’episodio rientri nel periodo coperto dalla misura, compreso tra l’inizio di gennaio e la fine di giugno 2026. La documentazione assume quindi un ruolo centrale nella procedura, poiché consente di collegare la richiesta economica al danno effettivamente registrato. La copertura del 100% riguarda specificamente il valore commerciale del capo predato. Per le altre voci di danno vengono invece applicati i criteri indicati nel bando, sulla base delle spese sostenute e delle conseguenze produttive documentate. Chi può presentare la domanda Il bando è rivolto agli allevatori che operano sul territorio piemontese e risultano iscritti all’Anagrafe agricola regionale. Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese che allevano animali di interesse zootecnico e che hanno subito una predazione nel periodo indicato. L’appartenenza alla categoria delle PMI non viene richiesta agli allevatori che svolgono l’attività senza esercitarla in forma di impresa. In questo modo la misura può raggiungere anche soggetti che possiedono animali da allevamento, pur avendo un’organizzazione differente rispetto a quella di una normale azienda agricola. Un’apposita parte del provvedimento interessa anche gli apicoltori piemontesi danneggiati dagli orsi. Possono richiedere gli aiuti coloro che risultano censiti nella Banca dati nazionale e che, al momento dell’evento, non disponevano di una copertura assicurativa per questo genere di danni. La presenza degli apicoltori tra i beneficiari amplia il campo di applicazione del bando. Le incursioni dei grandi carnivori, infatti, possono coinvolgere sia il bestiame sia le strutture e le attività collegate alla produzione apistica. Domande online entro il 9 ottobre Le richieste possono essere inoltrate dal 1° settembre e dovranno arrivare entro le 23:59 del 9 ottobre 2026. La domanda va presentata esclusivamente online attraverso il sistema SIAP, accedendo alla sezione dedicata ai danni da avversità atmosferiche e agli altri aiuti di Stato, denominata NEMBO. Gli interessati devono verificare la presenza delle informazioni necessarie negli archivi regionali e predisporre la documentazione relativa alla predazione. Il rispetto della scadenza e la corretta compilazione della pratica risultano essenziali per permettere agli uffici di valutare la richiesta. Il nuovo bando rappresenta uno strumento economico importante per le attività zootecniche piemontesi, soprattutto nelle zone in cui la presenza dei grandi carnivori rende più complessa la gestione quotidiana degli animali. Il rimborso integrale del valore commerciale dei capi permette agli allevatori di recuperare almeno la perdita diretta, mentre il riconoscimento delle spese veterinarie e delle conseguenze produttive tiene conto dell’impatto più ampio che una predazione può avere sull’azienda. - Published: 2026-09-04 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/musei-gratis-a-torino-domenica-6-settembre-dove-andare-orari-e-modalita-dingresso.html - Categorie: Eventi Domenica 6 settembre 2026 l’arte e la storia diventano accessibili gratuitamente grazie al ritorno della Domenica al Museo, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura. A Torino e in altre località piemontesi sarà possibile entrare senza pagare il biglietto in diversi musei, complessi monumentali e residenze storiche. L’appuntamento rappresenta un’occasione interessante sia per i cittadini sia per i turisti che desiderano trascorrere una giornata tra collezioni artistiche, ambienti reali e testimonianze archeologiche. Il programma coinvolge alcuni dei luoghi culturali più conosciuti del capoluogo piemontese e si estende anche alle residenze sabaude presenti fuori città. Orari e modalità di accesso cambiano in base alla struttura scelta: in alcuni casi i tagliandi saranno distribuiti direttamente sul posto, mentre per determinati percorsi sarà richiesta la prenotazione online. Musei Reali gratis per l’intera giornata Uno dei principali punti di riferimento della giornata sarà il complesso dei Musei Reali di Torino, che domenica 6 settembre accoglierà gratuitamente i visitatori dalle 9 alle 19. La biglietteria resterà operativa fino alle 18, mentre i tagliandi disponibili verranno consegnati sul posto fino all’esaurimento dei posti previsti. L’ingresso permetterà di accedere all’intero percorso museale, composto da numerosi ambienti e collezioni. Sarà quindi possibile visitare Palazzo Reale, la Cappella della Sindone, la Galleria Sabauda, il Museo di Antichità e l’Armeria Reale. La varietà delle sezioni consente di costruire un itinerario capace di unire arte, archeologia e storia della dinastia sabauda. Considerata l’ampiezza del complesso, può essere utile destinare diverse ore alla visita. L’apertura prolungata fino alle 19 permette comunque di distribuire gli ingressi durante la giornata, scegliendo l’orario più adatto alle proprie esigenze. La disponibilità dei tagliandi resta legata al numero di posti, perciò arrivare con un certo anticipo può rendere più semplice l’accesso. Palazzo Carignano, Villa della Regina e Gallerie d’Italia La Domenica al Museo coinvolgerà anche Palazzo Carignano, altra sede centrale nella storia e nel patrimonio culturale torinese. Per visitare gli Appartamenti dei Principi sarà obbligatoria la prenotazione online. Questo passaggio permette di organizzare gli accessi e rappresenta un dettaglio importante da considerare prima di raggiungere il museo. Porte aperte gratuitamente anche a Villa della Regina, visitabile dalle 9. 30 alle 18. La dimora rientra così nel percorso culturale della giornata e offre un’ulteriore possibilità a chi desidera dedicare la domenica alle residenze storiche presenti sul territorio torinese. Nel cuore della città aderiranno all’iniziativa anche le Gallerie d’Italia di piazza San Carlo, aperte dalle 9. 30 alle 19. La posizione centrale rende questa sede facilmente inseribile in un itinerario che comprenda più tappe. Si potrà quindi alternare la visita alle collezioni con una passeggiata nel centro di Torino, pianificando gli spostamenti in base agli orari disponibili. L'offerta del 6 settembre consentirà di scegliere tra complessi museali, dimore storiche e percorsi differenti, con modalità di accesso specifiche per ciascuna struttura. Le aperture gratuite fuori Torino L’iniziativa proseguirà anche oltre i confini del capoluogo. In provincia di Torino sarà visitabile gratuitamente il Castello di Agliè, con due fasce di apertura: dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19. La pausa prevista tra i due turni rende particolarmente importante controllare l’orario di arrivo, soprattutto per chi deve affrontare uno spostamento da un altro comune. Nel Cuneese aderirà alla giornata il Castello Reale di Racconigi, insieme al suo parco. La presenza di queste residenze amplia il programma e consente di trasformare la visita gratuita in una gita fuori porta dedicata al patrimonio sabaudo. Le aperture in provincia possono rappresentare una scelta adatta per chi conosce già i principali musei torinesi oppure preferisce trascorrere la giornata fuori città. Anche in questo caso è consigliabile organizzare in anticipo il viaggio e verificare le indicazioni diffuse dalla struttura scelta. Come organizzare la visita del 6 settembre Prima di partire sarà utile consultare i canali ufficiali dei singoli musei, dove potranno essere pubblicati eventuali aggiornamenti relativi agli ingressi, alle prenotazioni e alla disponibilità dei posti. Le modalità, infatti, variano da una sede all’altra: ai Musei Reali i tagliandi saranno distribuiti sul posto, mentre per gli Appartamenti dei Principi di Palazzo Carignano servirà una prenotazione online. Chi desidera visitare più luoghi nella stessa giornata può preparare un percorso tenendo conto delle fasce orarie. I Musei Reali e le Gallerie d’Italia resteranno aperti fino alle 19, Villa della Regina chiuderà alle 18 e il Castello di Agliè seguirà un’apertura suddivisa tra mattina e pomeriggio. La Domenica al Museo del 6 settembre offrirà così diverse possibilità per conoscere Torino e il Piemonte attraverso il loro patrimonio culturale. Dai saloni di Palazzo Reale alle collezioni della Galleria Sabauda, fino alle residenze di Agliè e Racconigi, la giornata permetterà di avvicinarsi gratuitamente a luoghi ricchi di arte e storia. - Published: 2026-09-03 - Modified: 2026-09-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-entra-nel-patto-europeo-dei-fiumi-il-po-al-centro-della-nuova-alleanza.html - Categorie: News Torino rafforza il proprio impegno per la tutela dei corsi d’acqua urbani attraverso l’ingresso in una nuova alleanza internazionale. Il passaggio ufficiale è previsto a Varsavia il 3 e 4 settembre 2026, durante la conferenza dedicata alle città attraversate dai fiumi. In questa occasione il capoluogo piemontese sottoscriverà un manifesto condiviso con importanti metropoli come Parigi, Vienna, Lione, Londra, Chicago e Seoul. Al centro dell’iniziativa ci sono il Po, i suoi affluenti e una diversa integrazione degli ambienti fluviali nella pianificazione della città. Torino firma il patto internazionale dedicato ai fiumi L’amministrazione comunale parteciperà all’incontro di Varsavia per aderire al manifesto “Cities united by rivers declaration”. L’accordo nasce con l’obiettivo di attribuire ai sistemi fluviali un ruolo centrale nella trasformazione degli spazi urbani. I corsi d’acqua vengono considerati elementi capaci di contribuire alla resilienza climatica, alla protezione della biodiversità e a una gestione più attenta delle risorse idriche. L’iniziativa rappresenta inoltre l’evoluzione di una collaborazione avviata in precedenza tra Torino e Varsavia. Quel rapporto bilaterale si amplia ora fino a coinvolgere una rete internazionale di città unite dalla presenza dei fiumi e dalla volontà di inserirli maggiormente nelle proprie strategie urbanistiche. Accanto al capoluogo piemontese figurano realtà europee e mondiali che condividono esigenze legate all’ambiente, all’acqua e alla rigenerazione delle aree cittadine. La firma del manifesto permetterà quindi a Torino di confrontarsi con esperienze differenti e di partecipare a un percorso comune. Il tema centrale consiste nel recuperare il legame tra sviluppo urbano ed ecosistemi fluviali, riconoscendo ai fiumi una funzione che comprende ambiente, organizzazione degli spazi pubblici e adattamento ai cambiamenti climatici. Il progetto “Pettine blu” porta il Po a Varsavia Durante la conferenza internazionale la delegazione torinese presenterà “Pettine blu”, uno studio scientifico elaborato dal Politecnico di Torino con il contributo della Compagnia di San Paolo. Il progetto propone una lettura coordinata del Po e dei tre affluenti che attraversano il territorio cittadino. Questi corsi d’acqua vengono osservati come parti di un’unica infrastruttura verde. La prospettiva supera dunque una visione separata dei singoli fiumi e li inserisce in un sistema collegato, capace di orientare gli interventi destinati alla città. Il Po e i suoi affluenti possono diventare punti di riferimento per i processi di rigenerazione urbana e per il rinnovamento degli spazi pubblici. Il nome “Pettine blu” richiama proprio questa struttura composta da più elementi connessi tra loro. Il progetto mette in relazione il principale fiume torinese con gli altri corsi d’acqua, costruendo una visione complessiva utile alla futura pianificazione. A Varsavia lo studio sarà presentato alle città che partecipano all’accordo, portando l’esperienza di Torino all’interno del confronto internazionale sugli ecosistemi fluviali urbani. I fiumi entrano nella pianificazione della città I contenuti elaborati attraverso “Pettine blu” confluiranno nel nuovo Piano Regolatore di Torino. L’approvazione del documento da parte della Giunta è attesa nelle prossime settimane. Il progetto dedicato ai fiumi assume così una funzione concreta all’interno delle scelte che guideranno lo sviluppo urbanistico del capoluogo piemontese. La visione proposta attribuisce al sistema formato dal Po e dai suoi affluenti il ruolo di infrastruttura verde. Su questa base potranno essere impostati sia gli interventi di rigenerazione sia il ridisegno degli spazi pubblici. La componente fluviale entra quindi nella programmazione urbana come elemento collegato alla qualità ambientale e alla trasformazione del territorio. Il nuovo Piano Regolatore rappresenta il punto nel quale lo studio scientifico e la pianificazione comunale possono incontrarsi. Le indicazioni sviluppate dal Politecnico vengono inserite in un quadro più ampio, nel quale la valorizzazione dei corsi d’acqua accompagna le decisioni riguardanti il futuro assetto della città. Una rete per l’ambiente e i futuri fondi europei L’adesione al patto offrirà a Torino anche la possibilità di costruire rapporti più stretti con altre città europee impegnate sugli stessi temi. Il confronto potrà riguardare la tutela dei fiumi, la biodiversità, la gestione dell’acqua e l’impiego degli ambienti fluviali nei progetti di trasformazione urbana. La partecipazione alla rete internazionale consentirà inoltre al capoluogo piemontese di guardare ai futuri finanziamenti comunitari destinati all’ambiente. Fare parte di un’alleanza composta da più città permetterà di sviluppare collaborazioni e iniziative comuni collegate alla valorizzazione dei corsi d’acqua. La conferenza di Varsavia segna dunque un nuovo passaggio per Torino. La firma del manifesto, la presentazione di “Pettine blu” e l’inserimento del progetto nel nuovo Piano Regolatore fanno convergere cooperazione internazionale, ricerca scientifica e pianificazione urbana. Al centro rimane il sistema formato dal Po e dai suoi affluenti, chiamato a diventare una componente sempre più importante nella trasformazione futura della città. - Published: 2026-09-03 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-torna-il-festival-delleconomia-oltre-130-eventi-gratuiti-dal-22-al-25-ottobre.html - Categorie: Economia Torino si prepara ad accogliere nuovamente uno degli appuntamenti più importanti dedicati all’analisi dei cambiamenti economici e sociali. Dal 22 al 25 ottobre 2026 si svolgerà la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Economia, con un programma composto da oltre 130 incontri gratuiti e aperti al pubblico. La manifestazione, proposta per la prima volta nel periodo autunnale, concentrerà l’attenzione sul futuro dello stato sociale e sulle trasformazioni che stanno mettendo alla prova questo modello. Il Festival dell’Economia torna a Torino in autunno La principale novità dell’edizione 2026 riguarda il calendario. Il Festival dell’Economia di Torino lascia infatti la tradizionale collocazione primaverile e si sposta in autunno, animando la città per quattro giornate consecutive. La quinta edizione sarà curata da Editori Laterza e offrirà numerose occasioni di approfondimento attraverso conferenze, dialoghi e momenti di confronto. Il programma comprenderà più di 130 appuntamenti, tutti gratuiti. Una formula pensata per permettere a un pubblico ampio di avvicinarsi ai grandi temi dell’economia contemporanea, spesso percepiti come complessi o lontani dalla vita quotidiana. Le scelte economiche, invece, influenzano direttamente il lavoro, i servizi, la protezione delle persone e le opportunità disponibili all’interno della società. Il Festival vuole quindi creare uno spazio accessibile nel quale comprendere meglio i cambiamenti in corso. Per quattro giorni esperti provenienti da discipline differenti metteranno a disposizione conoscenze e punti di vista, aiutando il pubblico a interpretare questioni che riguardano il presente e il futuro delle comunità. “Salvare lo stato sociale” è il tema della quinta edizione Il titolo scelto per il 2026 è “Salvare lo stato sociale”. Al centro degli incontri ci sarà uno dei modelli che hanno maggiormente caratterizzato la storia europea del Novecento, contribuendo a contrastare la povertà, ridurre le disuguaglianze e rafforzare la coesione tra le diverse parti della società. Oggi questo sistema si trova davanti a trasformazioni profonde. La crisi demografica, la globalizzazione, i cambiamenti climatici, l’immigrazione e l’instabilità geopolitica stanno esercitando una pressione crescente sugli equilibri costruiti nel corso del tempo. Il Festival partirà proprio da queste difficoltà per interrogarsi sulle soluzioni possibili. L’obiettivo non sarà soltanto difendere quanto realizzato finora, ma capire come aggiornare strumenti e finalità dello stato sociale. Le nuove condizioni richiedono infatti riforme capaci di rendere il modello più equo, sostenibile e adatto alle esigenze contemporanee. Il confronto servirà a costruire una visione condivisa, fondata sulla conoscenza e sulla capacità di osservare i problemi da prospettive diverse. Oltre 130 incontri gratuiti per comprendere i cambiamenti La ricchezza del programma rappresenta uno degli elementi distintivi della manifestazione. Oltre 130 incontri consentiranno di affrontare il tema generale attraverso numerose angolazioni, mettendo in relazione economia, società e ricerca. Il pubblico potrà così seguire un percorso articolato e scegliere gli appuntamenti più vicini ai propri interessi. La gratuità degli eventi rende il Festival un’occasione di partecipazione particolarmente significativa. Le questioni legate allo stato sociale coinvolgono l’intera collettività e richiedono un confronto che superi gli ambienti riservati agli specialisti. Rendere accessibili gli incontri significa favorire la circolazione delle idee e offrire strumenti utili per leggere fenomeni che incidono concretamente sulla vita delle persone. Non saranno presentate soltanto analisi sulle difficoltà attuali. Il programma cercherà anche di individuare prospettive e possibili risposte, facendo dialogare competenze differenti. Il punto di partenza sarà la consapevolezza che il welfare deve evolversi insieme alla società, mantenendo la propria funzione di protezione e adattandosi alle nuove fragilità. Torino al centro del confronto sul futuro del welfare Con il ritorno del Festival Internazionale dell’Economia, Torino si prepara a diventare per quattro giorni un luogo di discussione sui principali cambiamenti del nostro tempo. La scelta di dedicare l’intera edizione allo stato sociale mostra quanto il tema sia considerato urgente. Difendere questo sistema significa comprendere quali aspetti conservare e quali elementi ripensare per affrontare le trasformazioni economiche e demografiche. Il titolo dell’edizione richiama una responsabilità condivisa. Salvare lo stato sociale non vuol dire lasciare tutto immutato, ma individuare un nuovo equilibrio tra sostenibilità, giustizia e capacità di rispondere ai bisogni emergenti. Il Festival proverà a sviluppare questo ragionamento coinvolgendo esperti e cittadini in un confronto aperto. Dal 22 al 25 ottobre, gli oltre 130 appuntamenti gratuiti offriranno quindi un’opportunità per approfondire un tema che riguarda il futuro di tutti. La quinta edizione punta a unire analisi e partecipazione, trasformando il dibattito economico in uno strumento per comprendere meglio la società e immaginare soluzioni adeguate ai cambiamenti in corso. - Published: 2026-09-03 - Modified: 2026-09-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-auto-torino-in-vetrina-47-case-automobilistiche-il-40-dei-brand-e-cinese.html - Categorie: Eventi Il centro di Torino si prepara a trasformarsi in una grande vetrina dedicata alla mobilità. Dall’11 al 13 settembre 2026 torna il Salone Auto Torino, manifestazione all’aperto che riunirà alcune delle più importanti realtà del settore. I numeri annunciati descrivono un’edizione particolarmente ricca: parteciperanno 47 case automobilistiche, con 100 modelli esposti e 30 anteprime nazionali. A catturare l’attenzione è soprattutto la presenza dei produttori cinesi, che rappresenteranno quasi il 40% dei marchi presenti. Il Salone Auto Torino porta cento modelli nel centro della città Il Salone Auto Torino si svolgerà nel centro storico e sarà accessibile gratuitamente. Il pubblico potrà osservare da vicino vetture appartenenti a segmenti e tradizioni differenti, insieme alle più recenti soluzioni sviluppate sul piano tecnologico e stilistico. Le 47 case automobilistiche porteranno complessivamente cento modelli. Trenta automobili verranno mostrate in anteprima nazionale, offrendo così ai visitatori l’opportunità di conoscere novità che devono ancora raggiungere pienamente il mercato italiano. Tra i protagonisti figurano Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Leapmotor e Maserati. Saranno presenti anche Ferrari, BMW, Lamborghini, Mercedes-Benz e Porsche. La varietà dei marchi dovrebbe permettere alla manifestazione di abbracciare diverse interpretazioni dell’automobile, dalle vetture destinate all’utilizzo quotidiano ai modelli sportivi e di fascia alta. Le prime due edizioni hanno richiamato complessivamente oltre 500. 000 visitatori. Il dato costituisce una base importante per un appuntamento che, grazie alla sua formula all’aperto, punta a creare un rapporto diretto tra le case e il pubblico. Quattro marchi su dieci arrivano dalla Cina Uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026 riguarda lo spazio riservato ai costruttori cinesi. Quasi il 40% dei brand partecipanti proviene infatti dalla Cina. Tra questi sono annunciati BYD, Geely, Changan, GWM, Hongqi e Zeekr. La composizione degli espositori restituisce l’immagine di un settore automobilistico sempre più internazionale. I produttori cinesi avranno a disposizione una vetrina centrale per presentarsi al pubblico italiano ed europeo, mostrando nuovi modelli e differenti proposte tecnologiche. La loro presenza sarà affiancata da quella dei marchi italiani e delle tradizionali case europee. Il Salone diventerà quindi un punto d’incontro tra produttori con storie molto diverse, riuniti per tre giorni nello stesso percorso espositivo. Il peso raggiunto dai brand cinesi rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della manifestazione. Quattro marchi su dieci costituiscono una quota capace di attirare l’interesse degli appassionati e di raccontare visivamente come stia cambiando il panorama dell’automobile. Dalle auto elettriche ai modelli con motore termico Il pubblico troverà una selezione composta da motorizzazioni elettriche, ibride, ibride plug-in e termiche. La terza edizione del Salone Auto Torino offrirà quindi uno sguardo ampio sulle diverse tecnologie che convivono nell’attuale mercato. La presenza di più alimentazioni permetterà ai visitatori di confrontare proposte differenti all’interno dello stesso evento. Accanto alle soluzioni completamente elettriche troveranno spazio vetture ibride e plug-in, insieme ai modelli dotati di propulsori tradizionali. Questa varietà rafforza il carattere generalista della manifestazione. Il Salone non sarà dedicato a una sola tecnologia, ma presenterà le numerose strade seguite oggi dalle case automobilistiche. Innovazione, prestazioni, design e tradizione contribuiranno così a costruire un percorso capace di rivolgersi sia agli appassionati sia a chi vuole conoscere le novità del settore. Spazio alla storia del design automobilistico italiano L’edizione 2026 guarderà anche alla storia dell’automobile. Una parte delle iniziative sarà dedicata al centenario della nascita di Sergio Pininfarina, figura centrale del design italiano. Lancia celebrerà invece i suoi 120 anni, richiamando una lunga storia fatta di modelli diventati simbolici. Nel programma troveranno spazio anche le vetture protagoniste dei rally e alcune celebri livree legate alle competizioni. È inoltre previsto un omaggio al lavoro di Marcello Gandini, mentre Ferrari presenterà una selezione composta da automobili storiche e moderne. Questi appuntamenti consentiranno di affiancare le anteprime alle vetture del passato. Il visitatore potrà quindi osservare l’evoluzione delle forme, delle tecnologie e delle identità dei marchi, seguendo un percorso che collega la memoria dell’automobile alle novità più recenti. Test drive gratuiti e la Mole illuminata per il Salone Il programma comprenderà il TADA & Geely Design Forum e il Supercar Meeting Venaria Reale-Torino. Il pubblico avrà inoltre la possibilità di partecipare a test drive gratuiti nel centro della città, trasformando la visita in un’esperienza che va oltre la semplice esposizione. Anche Torino diventerà parte integrante dell’evento. A partire dal tramonto dell’11 settembre, la Mole Antonelliana verrà illuminata con il logo del Salone. Un’immagine pensata per collegare simbolicamente la manifestazione a uno dei luoghi più riconoscibili della città. Per tre giornate il capoluogo piemontese accoglierà così automobili storiche, nuovi modelli, tecnologie differenti e numerosi marchi internazionali. La forte rappresentanza cinese e le trenta anteprime nazionali saranno tra gli elementi centrali di un’edizione che punta a mostrare il presente e le possibili direzioni future del settore. - Published: 2026-09-03 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-intelligenza-artificiale-per-regolare-il-traffico-in-tempo-reale-investimento-da-115-milioni.html - Categorie: News L’intelligenza artificiale si prepara a entrare nella gestione quotidiana della mobilità piemontese. Un progetto regionale da oltre 11,5 milioni di euro prevede l’impiego di sensori, semafori adattivi e pannelli informativi per rendere più fluida la circolazione e contenere le emissioni prodotte dalle lunghe code. La sperimentazione inizierà a Torino, per poi coinvolgere diversi Comuni dell’area metropolitana. Semafori intelligenti per affrontare traffico e smog Il programma, chiamato “Intelligenza artificiale al servizio del traffico”, nasce nell’ambito del Piano regionale dedicato alla qualità dell’aria. L’investimento complessivo ammonta precisamente a 11. 591. 128,50 euro, provenienti da risorse statali. L’obiettivo è intervenire sui punti della rete stradale nei quali si formano con maggiore frequenza rallentamenti e ingorghi. Le auto ferme con il motore acceso contribuiscono infatti alla produzione di polveri sottili e ossidi di azoto. Rendere il traffico più scorrevole potrebbe quindi migliorare sia gli spostamenti quotidiani sia le condizioni ambientali nelle zone maggiormente congestionate. La particolarità del sistema piemontese riguarda l’integrazione di informazioni differenti. L’intelligenza artificiale analizzerà contemporaneamente i dati sulla circolazione e quelli relativi all’inquinamento atmosferico, adattando il funzionamento degli impianti alle condizioni rilevate in quel preciso momento. La sperimentazione partirà da Torino La prima applicazione è prevista entro la fine del 2026 nello snodo di piazza Re Rebaudengo, a Torino, un punto interessato ogni giorno da consistenti flussi di veicoli e collegamenti con il trasporto pubblico. Dopo la fase iniziale, il progetto dovrebbe estendersi ad alcuni Comuni della prima cintura torinese. Le località coinvolte saranno Beinasco, Orbassano, Grugliasco, Collegno, Settimo Torinese, San Mauro Torinese e Venaria Reale. Si tratta di territori attraversati da importanti direttrici utilizzate da chi entra o esce dal capoluogo. Negli incroci individuati verranno collocati sensori capaci di osservare l’andamento del traffico in tempo reale. Le informazioni raccolte confluiranno nella centrale 5T e saranno confrontate con le misurazioni ambientali fornite dalle centraline Arpa. Sulla base di questa analisi, il sistema potrà modificare automaticamente la durata delle diverse fasi semaforiche. Quando una strada presenta una concentrazione elevata di veicoli, per esempio, il verde potrà durare più a lungo in modo da favorire il deflusso. Le regolazioni terranno conto anche dei livelli rilevati per PM10, PM2. 5 e ossidi di azoto. Pannelli informativi e percorsi alternativi I semafori adattivi rappresentano soltanto una parte dell’intervento. Il secondo elemento riguarda l’infomobilità, che permetterà di comunicare direttamente con gli automobilisti prima che raggiungano le aree congestionate. Lungo le principali vie di accesso alle città saranno installati pannelli a messaggio variabile. Questi dispositivi segnaleranno la presenza di code, rallentamenti oppure concentrazioni elevate di sostanze inquinanti. Quando possibile, forniranno anche indicazioni su itinerari alternativi. Il vantaggio atteso consiste nella possibilità di distribuire i veicoli su percorsi differenti, evitando che tutti confluiscano nello stesso punto. Le informazioni aggiornate potrebbero aiutare chi guida a scegliere in anticipo un’altra strada, riducendo il tempo trascorso in coda. Sistemi basati sull’intelligenza artificiale sono già stati sperimentati in altre città europee, soprattutto per diminuire le attese agli incroci e creare sequenze coordinate di semafori verdi. Il piano piemontese introduce però un ulteriore elemento: la gestione della viabilità sarà collegata direttamente alle condizioni dell’aria. Il traffico verrà quindi regolato considerando sia la velocità degli spostamenti sia il possibile impatto ambientale. Un sistema coordinato direttamente dalla Regione La realizzazione dell’infrastruttura sarà gestita in maniera centralizzata dalla Regione. Questa impostazione dovrebbe alleggerire il lavoro amministrativo dei singoli Comuni, che parteciperanno comunque alla definizione degli interventi attraverso un confronto con gli enti e i soggetti interessati. Il calendario prevede una manifestazione di interesse entro dicembre 2026. La co-progettazione dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2027, mentre le procedure per gli appalti sono programmate entro settembre dello stesso anno. La piena operatività dell’intera rete è fissata per il 2029. Il percorso richiederà quindi diversi anni, durante i quali dovranno essere installati i dispositivi, collegati i sistemi informatici e verificata la capacità dell’intelligenza artificiale di rispondere alle variazioni della circolazione. Se la sperimentazione raggiungerà i risultati previsti, semafori, centraline ambientali e pannelli stradali potranno diventare parti di un’unica infrastruttura digitale. Il traffico verrà osservato in modo continuo e le regolazioni potranno cambiare in base alle necessità del momento. Per chi si sposta nell’area torinese, la conseguenza attesa è una mobilità più ordinata, accompagnata da una diminuzione delle soste prolungate e delle emissioni legate agli ingorghi. - Published: 2026-09-02 - Modified: 2026-09-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/scuole-danneggiate-dalle-calamita-in-piemonte-arriva-il-pronto-intervento-da-300mila-euro.html - Categorie: News Quando un evento calamitoso compromette un edificio scolastico, la rapidità degli interventi diventa essenziale per proteggere studenti e personale e consentire la ripresa delle lezioni. Per rispondere a questa necessità, il Piemonte ha approvato una nuova misura sperimentale rivolta agli enti locali che affronteranno lavori straordinari negli edifici danneggiati. Il nuovo strumento introduce una modalità di accesso alle risorse pensata per ridurre le attese. Al posto dei tradizionali bandi con una scadenza prestabilita, sarà infatti disponibile un portale telematico dedicato, attraverso il quale potranno essere presentate le richieste quando si verificano le condizioni previste. La dotazione iniziale ammonta a 300mila euro per le annualità 2026 e 2027. La somma potrà essere aumentata nel caso in cui si rendano disponibili ulteriori risorse. Una misura sperimentale per ripristinare le scuole danneggiate Il pronto intervento nasce per sostenere gli enti locali quando un evento estremo rende difficile o impossibile il normale utilizzo di un edificio scolastico. Lo strumento è destinato agli interventi straordinari necessari per mettere in sicurezza le strutture, ripristinarne la funzionalità e favorire il ritorno alle attività nel minor tempo possibile. La misura è stata pensata per essere pronta quando emerge un’emergenza. Gli eventi calamitosi possono infatti verificarsi improvvisamente e mettere in difficoltà soprattutto gli enti responsabili della gestione degli edifici scolastici. Avere uno strumento attivo permette di presentare la richiesta senza dover attendere la pubblicazione di un nuovo bando. L’obiettivo centrale è quindi offrire una risposta concreta e tempestiva ai territori, concentrando le risorse sugli edifici nei quali i danni impediscono il regolare svolgimento delle attività. La scuola viene considerata un servizio essenziale e la sua continuità va tutelata anche in presenza di situazioni impreviste. Un portale aperto senza finestre temporali prestabilite La principale novità riguarda il superamento del sistema basato esclusivamente sui bandi a scadenza. Questo modello richiede generalmente l’apertura di una specifica finestra temporale entro la quale inoltrare le domande. Il nuovo pronto intervento seguirà invece una logica differente. Gli enti interessati avranno a disposizione un portale telematico privo di una scadenza periodica già fissata. Quando un evento calamitoso comprometterà la funzionalità di una scuola e saranno presenti le condizioni richieste, sarà possibile trasmettere la domanda attraverso la piattaforma dedicata. Il meccanismo vuole evitare che, davanti a una situazione urgente, sia necessario aspettare l’avvio di una nuova procedura. Lo strumento resterà pronto per essere utilizzato al momento del bisogno, mantenendo un collegamento più diretto tra il verificarsi del danno e la richiesta delle risorse necessarie. La possibilità di inoltrare le domande senza una finestra temporale prestabilita rappresenta il tratto più importante dell’iniziativa. Il principio alla base della misura è semplice: in presenza di una scuola danneggiata, la priorità deve essere la sua messa in sicurezza e il ripristino delle condizioni indispensabili per accogliere nuovamente ragazzi e personale. Stanziati 300mila euro per il 2026 e il 2027 Per la fase iniziale sono stati messi a disposizione 300mila euro complessivi per le annualità 2026 e 2027. Si tratta della dotazione con la quale partirà la sperimentazione, ma l’importo potrà essere incrementato se in futuro saranno individuate altre risorse disponibili. La prima fase servirà anche a osservare il funzionamento del nuovo sistema. La misura sarà monitorata con l’obiettivo di valutarne l’andamento e creare le condizioni per un suo successivo consolidamento e rafforzamento. La natura sperimentale consente quindi di avviare subito lo strumento e, allo stesso tempo, di verificarne l’applicazione concreta. Il fondo non viene presentato come una disponibilità definitiva e immutabile: la dotazione iniziale potrà crescere in presenza di ulteriori risorse. L’attenzione rimane concentrata sugli interventi straordinari necessari dopo gli eventi calamitosi. Le risorse dovranno contribuire a riportare gli edifici scolastici alle condizioni di funzionalità e sicurezza richieste, sostenendo gli enti locali nel momento in cui devono affrontare un’emergenza. Sicurezza e continuità delle attività scolastiche La finalità del pronto intervento va oltre il semplice ripristino materiale degli immobili. Una scuola temporaneamente inutilizzabile coinvolge l’intera comunità scolastica e rende necessario trovare rapidamente una risposta che permetta di recuperare gli spazi danneggiati. Per questo motivo, la misura pone sullo stesso piano la sicurezza degli edifici e la continuità delle attività scolastiche. La priorità indicata dal Piemonte è intervenire in tempi rapidi, restituendo le strutture agli studenti e al personale appena saranno nuovamente funzionali. Il nuovo sistema vuole inoltre affiancare i territori nei momenti di maggiore difficoltà. Gli enti locali potranno contare su uno strumento già predisposto, accessibile attraverso il portale telematico e collegato direttamente alla necessità di affrontare lavori straordinari. Con l’avvio della sperimentazione, il Piemonte introduce così una procedura costruita attorno alle esigenze generate dagli eventi improvvisi. La combinazione tra piattaforma senza scadenze prefissate, risorse dedicate e monitoraggio della prima fase dovrebbe permettere di verificare sul campo l’efficacia del pronto intervento e di rafforzarlo nel tempo. - Published: 2026-09-02 - Modified: 2026-09-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giaveno-profuma-di-pane-domenica-13-settembre-torna-la-grande-festa-della-tradizione.html - Categorie: Eventi Il profumo delle specialità appena sfornate tornerà a riempire il centro di Giaveno. Domenica 13 settembre è in programma la 23ª edizione di “Giaveno Città del Buon Pane”, manifestazione dedicata all’arte della panificazione e ai prodotti da forno locali. La giornata coinvolgerà diverse zone del comune con dimostrazioni, degustazioni, musica, laboratori e iniziative rivolte anche ai bambini. Il protagonista principale sarà il grissino stirato a mano, entrato ufficialmente tra le eccellenze tutelate del territorio. Giaveno Città del Buon Pane torna in piazza Mautino Il cuore della manifestazione sarà ancora una volta piazza Mautino. Qui i panificatori artigiani accoglieranno residenti e visitatori mostrando il proprio lavoro e preparando in tempo reale numerose specialità. Il pubblico potrà così osservare da vicino alcuni passaggi della lavorazione e ritrovare profumi e sapori strettamente legati alla tradizione locale. Durante la giornata saranno proposti i pani tipici di Giaveno, tra cui micche, biove, mezzane e stirotti. Accanto a queste produzioni troveranno spazio grissini, focacce, pizze e dolci tradizionali. L’evento offrirà quindi un viaggio nel mondo della panificazione, raccontato attraverso prodotti che continuano a essere realizzati grazie all’esperienza degli artigiani. La festa non si limiterà alla vendita delle specialità. Le sfornate effettuate davanti al pubblico permetteranno di conoscere meglio un mestiere fondato su manualità, attenzione e conoscenza delle materie prime. Piazza Mautino diventerà così un grande laboratorio aperto, capace di avvicinare i visitatori alla cultura del pane. Il grissino stirato a mano ottiene il riconoscimento De. C. O. La novità più importante dell’edizione 2026 riguarda l’approvazione del disciplinare di produzione del Grissino stirato a mano De. C. O. . Il riconoscimento valorizza un prodotto profondamente legato alla tradizione piemontese e alle capacità dei panificatori del territorio. Con questa approvazione salgono a tre le produzioni cittadine tutelate. Il grissino si aggiunge infatti ai pani tradizionali e alla patata di montagna, rafforzando il patrimonio gastronomico attraverso il quale Giaveno racconta la propria identità. Il disciplinare rappresenta anche uno strumento utile per conservare nel tempo le caratteristiche della lavorazione. Stirare un grissino a mano richiede esperienza e precisione: l’impasto viene allungato con un gesto capace di dare al prodotto la sua forma sottile e irregolare. Proprio questa lavorazione artigianale sarà al centro della festa. Alle 11. 30, nell’area dedicata alla vendita, si svolgerà il taglio simbolico del grissino. Al momento parteciperà anche una delegazione proveniente dalla città francese gemellata con Giaveno, confermando il legame tra la manifestazione e gli scambi costruiti nel corso degli anni. Piazza Molines riscopre il mondo rurale Una parte del programma porterà i visitatori indietro nel tempo. Piazza Molines ospiterà infatti una ricostruzione dell’ambiente rurale, con la trebbiatura eseguita a mano e un’esposizione di trattori d’epoca curata dal gruppo della Val Sangone. La trebbiatura permetterà di ricordare una delle fasi che precedono la produzione della farina e del pane. La manifestazione metterà così in relazione il lavoro nei campi con quello svolto nei forni, mostrando il lungo percorso che conduce dal grano al prodotto finito. Nella stessa area saranno organizzati laboratori didattici dedicati al miele e attività pensate per i più piccoli. Il programma unirà quindi divertimento e conoscenza, aiutando le nuove generazioni a comprendere il valore delle produzioni locali e dei mestieri tradizionali. Musica, antichi mulini e attività per i bambini La 23ª edizione interesserà anche il Parco Marchini, dove si terrà un concerto mattutino organizzato in occasione dei 140 anni della banda musicale cittadina. La musica accompagnerà una giornata costruita per coinvolgere un pubblico di ogni età. Per i bambini è previsto anche Pompierilandia, iniziativa che arricchirà ulteriormente il programma dedicato alle famiglie. Non mancherà uno spazio riservato all’arte, inserito in un calendario che intreccia gastronomia, memoria e cultura. Tra gli appuntamenti più interessanti figura inoltre l’apertura straordinaria di tre antichi mulini di Giaveno. Le visite guidate permetteranno di entrare in luoghi strettamente collegati alla storia della farina e della panificazione. I mulini rappresentano infatti un passaggio fondamentale della filiera e custodiscono una parte importante della memoria produttiva del territorio. “Giaveno Città del Buon Pane” si prepara dunque a trasformare il paese in un percorso diffuso tra forni, piazze, mulini e testimonianze del lavoro rurale. Il grissino stirato a mano sarà il simbolo di questa edizione, ma l’intera giornata offrirà l’occasione per celebrare una tradizione che continua a vivere grazie agli artigiani e alla partecipazione della comunità. - Published: 2026-09-02 - Modified: 2026-09-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-in-piemonte-prorogate-fino-al-6-settembre-le-tutele-per-i-lavoratori.html - Categorie: News Le temperature elevate continuano a interessare il Piemonte anche nei primi giorni di settembre. Per questa ragione sono state prorogate fino al 6 settembre 2026 le misure destinate a proteggere i lavoratori maggiormente esposti ai rischi collegati al caldo, alla radiazione solare e allo svolgimento di attività fisicamente impegnative. Il provvedimento conferma l’astensione dal lavoro in una specifica fascia oraria quando il livello di rischio indicato dalla piattaforma Worklimate risulta alto. L’applicazione della misura dipende anche dalle condizioni presenti nel luogo in cui viene svolta l’attività e dalla possibilità di adottare soluzioni capaci di limitare concretamente l’esposizione alle alte temperature. Temperature ancora elevate nei primi giorni di settembre La decisione di prolungare le tutele deriva dalle previsioni meteorologiche, secondo le quali il caldo continuerà a farsi sentire anche durante l’inizio di settembre. I dati di ARPA Piemonte segnalano infatti temperature massime ancora elevate e una successione prolungata di giornate caratterizzate da condizioni potenzialmente critiche. Alla valutazione meteorologica si aggiunge il parere tecnico del settore regionale competente in materia di prevenzione, sanità pubblica e sicurezza. Questi elementi hanno portato alla proroga dell’ordinanza già in vigore dal 29 maggio, mantenendo attivo il sistema di protezione introdotto per affrontare i periodi più caldi. La nuova scadenza è stata fissata al 6 settembre. Fino a quella data continueranno quindi ad applicarsi le disposizioni previste per le attività nelle quali l’esposizione al sole e lo sforzo fisico possono aumentare i pericoli per la salute. Quali lavoratori sono interessati dall’ordinanza Il provvedimento coinvolge sia i lavoratori subordinati sia quelli autonomi, oltre ai soggetti equiparati. I settori indicati comprendono l’agricoltura, il florovivaismo, l’edilizia, la logistica e le cave. Nell’ambito della logistica sono inclusi anche i rider, spesso impegnati all’aperto e in movimento durante diverse ore della giornata. Le misure possono riguardare inoltre altre attività caratterizzate da uno sforzo fisico intenso e da una prolungata esposizione alla luce solare. La categoria professionale rappresenta dunque uno degli elementi considerati, insieme alle modalità concrete con cui il lavoro viene svolto. L’ordinanza interviene nei casi in cui le misure organizzative o tecniche disponibili non riescano a ridurre adeguatamente il rischio. La presenza di condizioni protettive, come ambienti climatizzati oppure zone d’ombra, incide quindi sull’applicazione delle limitazioni. Lo scopo è concentrare la tutela sulle situazioni nelle quali il lavoratore resta realmente esposto agli effetti delle temperature elevate, soprattutto quando l’attività richiede un impegno fisico considerevole e viene svolta sotto il sole. Quando è prevista l’astensione dal lavoro La fascia oraria interessata dal provvedimento è quella compresa tra le 12:30 e le 16:00. L’astensione viene prevista nelle giornate in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per chi opera al sole svolgendo un’attività fisica intensa. La limitazione, quindi, non viene applicata indistintamente durante tutto il periodo della proroga. Il livello segnalato dalla piattaforma e le effettive condizioni di lavoro determinano quando la misura deve entrare in vigore. La disposizione si concentra sulle giornate e sulle situazioni nelle quali il pericolo per la salute risulta particolarmente elevato. Un altro elemento fondamentale riguarda le protezioni disponibili. Se il contesto lavorativo garantisce condizioni capaci di diminuire l’esposizione, come l’aria condizionata o un’adeguata ombreggiatura, la limitazione oraria non trova applicazione. Quando queste soluzioni non possono essere assicurate e il livello di rischio è alto, viene invece prevista la sospensione dell’attività nella fascia indicata. Il sistema tiene così insieme tre aspetti: l’orario, la segnalazione fornita da Worklimate e le condizioni concrete del luogo di lavoro. L’obiettivo è applicare la tutela nei momenti in cui l’esposizione al calore può diventare maggiormente pericolosa. Una misura contro colpi di calore e disidratazione La proroga punta a prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie collegate alle temperature elevate. Lo sforzo fisico e l’esposizione prolungata al sole rappresentano i principali fattori considerati dal provvedimento, soprattutto quando mancano strumenti capaci di attenuarne gli effetti. Il provvedimento si inserisce nella continuità delle disposizioni adottate negli anni precedenti per affrontare i periodi caratterizzati da caldo particolarmente intenso. Con la proroga fino al 6 settembre, le tutele resteranno operative anche durante questa fase finale dell’estate. Il prolungamento tiene conto dell’andamento previsto delle temperature e permette di mantenere le limitazioni nelle giornate in cui il rischio segnalato raggiunge i livelli più elevati. - Published: 2026-09-02 - Modified: 2026-09-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/nocciole-il-caldo-taglia-il-raccolto-in-piemonte-produzione-in-calo-del-30.html - Categorie: News La stagione delle nocciole piemontesi era cominciata con aspettative decisamente positive. Durante la primavera, infatti, le piante apparivano cariche di frutti e lasciavano immaginare una produzione abbondante. Il quadro è però cambiato con l’arrivo dell’estate. Le temperature elevate, la siccità e alcuni eventi atmosferici hanno progressivamente ridotto le quantità disponibili, costringendo gli operatori del settore a rivedere le previsioni. Le prime valutazioni indicavano una produzione compresa tra 18 mila e 20 mila tonnellate. Le stime più recenti si fermano invece tra 14 mila e 15 mila tonnellate, con una riduzione che potrebbe raggiungere il 30%. Oltre al raccolto, a preoccupare le aziende sono il prezzo di mercato e il continuo aumento dei costi di produzione. Le alte temperature hanno ridimensionato le previsioni Nei mesi di maggio e giugno, le condizioni dei noccioleti avevano alimentato un certo ottimismo. La quantità di frutti presente sulle piante faceva pensare a una stagione particolarmente favorevole. Il caldo prolungato registrato tra giugno e luglio ha però provocato diverse difficoltà, alle quali si sono aggiunti gli effetti della siccità. In alcune aree hanno inciso anche le grandinate e i danni provocati dalle cimici. Un ulteriore problema è stato rappresentato dalla cascola, vale a dire dalla caduta prematura dei frutti. La combinazione di questi fattori ha modificato profondamente lo scenario delineato durante la primavera. Il risultato è una revisione al ribasso compresa tra il 25% e il 30% rispetto alle previsioni iniziali. Il dato definitivo potrà essere valutato soltanto al termine delle operazioni di raccolta, già vicine alla conclusione in diverse zone. Nel Saluzzese e nell’Alta Langa, invece, saranno necessari ancora alcuni giorni. Produzione molto diversa tra le aree del Piemonte Il calo non si è manifestato nello stesso modo in tutto il territorio regionale. Il Piemonte conta circa 27 mila ettari coltivati a nocciolo, concentrati soprattutto nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. All’interno di questa vasta superficie sono emerse differenze particolarmente marcate. In alcuni noccioleti la resa ha superato i 20 quintali per ettaro, mentre in altre aree non ha raggiunto neppure i tre quintali. Nel Basso Cuneese, dal Saviglianese fino alla zona di Cavour, sono stati registrati risultati positivi sia dal punto di vista quantitativo sia sotto il profilo della qualità. La situazione appare più difficile nell’Astigiano, nel Roero e nell’Alessandrino, dove le rese sono state molto più contenute. Il dato regionale, quindi, riassume condizioni territoriali molto diverse tra loro: accanto ad aziende che hanno ottenuto risultati soddisfacenti ce ne sono altre che hanno dovuto affrontare perdite considerevoli. L’attenzione si sposta sul primo prezzo ufficiale La quantità raccolta rappresenta soltanto una parte del problema. Per le aziende agricole sarà altrettanto importante comprendere quale valore verrà riconosciuto alle nocciole. Le prime indicazioni arriveranno da Castagnole delle Lanze, dove è prevista la definizione del primo prezzo ufficiale della nuova stagione. Il confronto con il 2025 sarà inevitabile. Lo scorso anno il valore iniziale era stato fissato tra 470 e 520 euro al quintale. Alla fine di agosto, il prezzo si era collocato intorno agli 11 euro per punto resa, mentre per il prodotto Igp aveva sfiorato i 16 euro, superando questa soglia in alcuni casi. Quotazioni così elevate avevano creato squilibri nel mercato, contribuendo anche a ridurre la domanda. Per la nuova campagna sarà quindi necessario trovare un punto di equilibrio tra le esigenze dei produttori, alle prese con un raccolto più limitato, e la capacità del mercato di sostenere determinati prezzi. Energia e carburanti pesano sui bilanci delle aziende Alla diminuzione della produzione si accompagna l’aumento delle spese sostenute dalle imprese agricole. Il rincaro dell’energia e del carburante rende ancora più complessa una stagione già condizionata dal caldo, dalla siccità e dalle grandinate. Per le aziende il problema è doppio: da una parte diminuiscono le quantità che possono essere vendute, dall’altra crescono i costi necessari per portare avanti l’attività. Un raccolto inferiore del 30%, quindi, rischia di avere conseguenze ancora più pesanti se il prezzo finale non riuscirà almeno a compensare l’incremento delle spese. Le quotazioni rappresentano per questo un passaggio decisivo. Un valore troppo basso renderebbe difficile recuperare i maggiori costi, mentre prezzi eccessivamente elevati potrebbero produrre nuove tensioni e frenare nuovamente la richiesta. Il mercato internazionale potrebbe influenzare le quotazioni Un altro elemento da osservare riguarda il mercato internazionale, nel quale sarebbe aumentano il prezzo di vendita delle nocciole. Questa situazione potrebbe favorire anche la produzione piemontese. Gli operatori auspicano quindi un moderato aumento del prezzo finale, sufficiente a recuperare almeno una parte dei maggiori costi sostenuti durante l’anno. Le indicazioni definitive arriveranno con la conclusione del raccolto e con il consolidamento delle prime quotazioni. La stagione 2026 si presenta così come una delle più complesse degli ultimi anni per il comparto piemontese. Alle aspettative favorevoli della primavera è seguito un brusco ridimensionamento estivo. Ora l’attenzione è rivolta al mercato, dal quale dipenderà una parte importante del bilancio delle aziende colpite dal calo produttivo. - Published: 2026-09-01 - Modified: 2026-09-01 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-lestate-2026-e-la-piu-calda-mai-registrata-superato-il-record-del-2003.html - Categorie: News Il confronto con l’estate del 2003 sembrava quasi inevitabile ogni volta che il caldo raggiungeva livelli eccezionali. A distanza di oltre vent’anni, però, quel riferimento è stato superato. Il trimestre compreso tra giugno e agosto 2026 è risultato il più caldo mai registrato in Piemonte nelle serie storiche prese in esame. Il primato emerge sia dai dati raccolti a Moncalieri sia dalle rilevazioni effettuate nel centro di Torino. Le temperature medie hanno oltrepassato i precedenti record, confermando la persistenza di condizioni particolarmente calde durante l’intera estate meteorologica. Il bilancio diventa ancora più significativo considerando che anche settembre potrebbe iniziare con valori vicini ai massimi storici. Una stagione che supera il riferimento del 2003 Per molti anni l’estate del 2003 ha rappresentato il termine di paragone per descrivere i periodi di caldo più intensi. In Piemonte, come in numerose altre zone europee, quel trimestre aveva fatto registrare temperature considerate eccezionali. L’estate 2026 è riuscita tuttavia a oltrepassare quel precedente primato. Il risultato non dipende soltanto da una singola ondata di calore. A caratterizzare giugno, luglio e agosto è stata soprattutto la continuità delle temperature elevate, accompagnata da diverse fasi particolarmente intense distribuite lungo tutti e tre i mesi. La media complessiva del trimestre ha così raggiunto livelli mai osservati in precedenza nelle stazioni considerate. Il dato definitivo riguarda l’intera estate meteorologica, iniziata il 1° giugno e terminata il 31 agosto. Non si tratta quindi di un confronto basato su pochi giorni estremi, ma del risultato ottenuto calcolando le temperature registrate durante un periodo di tre mesi. A Moncalieri una temperatura media di 28,5 gradi Una delle conferme più evidenti arriva dall’Osservatorio Meteorologico di Moncalieri, storico centro di rilevazione ospitato presso il Collegio Carlo Alberto e gestito dalla Società Meteorologica Italiana-Nimbus. Tra il 1° giugno e il 31 agosto, la struttura ha rilevato una temperatura media di 28,5 gradi. Rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020, l’anomalia è stata pari a 3,8 gradi in più. Una differenza considerevole, capace di restituire con immediatezza la portata del caldo sperimentato durante l’estate piemontese. Il valore medio permette inoltre di comprendere quanto le alte temperature siano state persistenti. Anche alternando giornate più o meno calde, il trimestre ha mantenuto nel suo complesso livelli sufficientemente elevati da superare una stagione rimasta per oltre vent’anni al vertice delle rilevazioni. Il nuovo primato di Moncalieri assume quindi un peso particolare. Le serie storiche consentono infatti di confrontare l’andamento del 2026 con quello delle estati precedenti e di collocare il caldo degli ultimi mesi all’interno di una prospettiva molto più ampia. Anche Torino stabilisce un nuovo record Il quadro viene confermato dai dati raccolti nel centro di Torino. La stazione meteorologica di Arpa Piemonte situata in via della Consolata ha registrato durante il trimestre estivo una temperatura media di 27,2 gradi. L’anomalia rispetto al trentennio 1991-2020 è stata di 3,3 gradi. Per questa stazione si tratta della media estiva più alta dall’inizio delle misurazioni. Il precedente massimo, risalente proprio al 2003, è stato superato di 0,6 gradi. Anche agosto ha fornito un’indicazione significativa. L’ultimo mese dell’estate meteorologica ha eguagliato il record della temperatura media mensile stabilito nell’agosto del 2003. Il nuovo primato stagionale nasce dunque dall’insieme di tre mesi molto caldi, culminati in un agosto capace di raggiungere uno dei valori più elevati mai rilevati. La distanza di sei decimi dal precedente massimo trimestrale appare particolarmente rilevante quando si parla di temperature medie calcolate su un’intera stagione. Torino entra così nel quadro regionale di un’estate che ha riscritto i riferimenti climatici piemontesi. Settembre potrebbe aprirsi con temperature fino a 37 gradi La fine di agosto chiude ufficialmente l’estate meteorologica, ma il caldo potrebbe proseguire anche nei primi giorni di settembre. Sulla regione è atteso l’arrivo di masse d’aria subtropicali-continentali, con lo zero termico che sulle Alpi potrebbe salire fino a circa 5. 000 metri di altitudine. Le previsioni indicano la possibilità di raggiungere temperature comprese tra 35 e 37 gradi sulla pianura piemontese nel primo fine settimana del mese. Se questi valori fossero confermati, diverse località potrebbero avvicinare o superare i propri record di temperatura massima per settembre, molti dei quali risalgono al 2006. A Torino il riferimento da battere è molto più lontano nel tempo. La serie storica cittadina, le cui origini risalgono al 1753, conserva infatti un massimo settembrino di 35,3 gradi, misurato il 9 settembre 1895. Un eventuale valore pari o superiore a 35 gradi riporterebbe quindi l’attenzione su un record vecchio di oltre un secolo. Le previsioni per settembre restano da confermare, mentre il bilancio dell’estate è ormai definitivo: il 2026 ha superato il 2003 ed è diventato il nuovo riferimento per il caldo estivo in Piemonte. - Published: 2026-09-01 - Modified: 2026-09-01 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/piantala-torna-a-torino-tre-giorni-alle-ogr-tra-15mila-piante-musica-e-laboratori.html - Categorie: Eventi Per tre giorni il Binario 1 delle OGR Torino si trasformerà in una grande giungla urbana. Dal 18 al 20 settembre 2026 torna infatti Piantala, l’evento itinerante dedicato al mondo botanico che unisce vendita, consulenza e intrattenimento. Il pubblico potrà muoversi tra migliaia di esemplari, partecipare a laboratori creativi e ricevere consigli sulla cura del verde domestico. L’ingresso è gratuito e l’appuntamento si rivolge sia agli appassionati esperti sia a chi desidera semplicemente portare un po’ di natura dentro casa. Il ritorno di Piantala in una nuova cornice torinese L’edizione di settembre rappresenta una nuova tappa del rapporto tra Piantala e Torino. Questa volta l’evento approda negli spazi delle OGR, in corso Castelfidardo 22, con un allestimento pensato per trasformare il Binario 1 in un ambiente verde, vivace e informale. La manifestazione comincerà venerdì 18 settembre, con apertura dalle 12 alle 21, e proseguirà sabato 19 dalle 9 alle 20. La giornata conclusiva sarà domenica 20 settembre, quando gli spazi resteranno accessibili dalle 9 alle 19. Tre giornate con orari ampi, che consentiranno ai visitatori di scegliere il momento più comodo per esplorare l’esposizione e prendere parte alle attività. Piantala supera il modello della semplice vendita temporanea. Il progetto nasce infatti come punto d’incontro tra shopping botanico e socialità, con musica, proposte gastronomiche, laboratori e occasioni di confronto. La visita diventa così un’esperienza capace di coinvolgere anche chi si avvicina per la prima volta alla coltivazione delle piante. Oltre 15mila piante appartenenti a 350 varietà Il cuore dell’appuntamento sarà rappresentato dalla grande selezione botanica. Alle OGR arriveranno più di 15mila piante appartenenti a circa 350 varietà differenti, dalle tipologie più conosciute alle specie esotiche e particolari. Una scelta tanto ampia permette di trovare esemplari adatti a spazi, condizioni di luce ed esigenze molto diverse. Chi dispone di un piccolo appartamento potrà cercare soluzioni compatte, mentre chi possiede ambienti più grandi avrà a disposizione piante capaci di diventare veri elementi d’arredo. Il percorso consentirà anche di conoscere varietà meno comuni e di comprenderne meglio caratteristiche, necessità e modalità di coltivazione. Per orientarsi tra le numerose proposte sarà possibile richiedere una consulenza individuale con un Plant Expert. Il servizio è pensato per aiutare i visitatori a scegliere piante e prodotti coerenti con le condizioni della propria abitazione e con il tempo disponibile per la cura. Gli incontri possono durare 15 o 30 minuti e hanno rispettivamente un costo di 15 e 25 euro. La quantità di esemplari disponibili diminuirà progressivamente durante il fine settimana. Chi desidera avere davanti a sé la scelta più ampia potrà quindi valutare una visita già nella giornata inaugurale. Laboratori creativi, musica e attività botaniche Il programma affianca alla vendita una serie di workshop su prenotazione, con un numero limitato di partecipanti. Le proposte attraversano mondi differenti, sempre mantenendo un legame con la manualità, la creatività e la natura. Si partirà venerdì con un laboratorio dedicato al gesso decorativo e con un’attività gratuita per personalizzare un capo vintage. Sabato sarà invece possibile imparare a realizzare un terrarium, costruendo un piccolo ecosistema racchiuso in un contenitore, oppure dedicarsi alla preparazione di candele. Domenica l’attenzione si sposterà sulla coltivazione semi-idroponica e sul kokedama, la tecnica giapponese che permette di far crescere una pianta all’interno di una sfera di terra rivestita di muschio. Il programma si chiuderà con un incontro dedicato alla terracotta e al macramè. Alcune attività sono gratuite, mentre altre prevedono una quota di partecipazione variabile. Durante il fine settimana troveranno spazio anche DJ set, momenti musicali, food & drink ed esperienze individuali. Sarà inoltre presente un angolo dedicato alla cura e alla manutenzione del verde, dove raccogliere suggerimenti utili e confrontarsi su dubbi frequenti. La formula punta dunque a rendere l’appuntamento interessante anche per chi desidera trascorrere qualche ora in un’atmosfera diversa, senza avere necessariamente in programma un acquisto. Prenotazione consigliata L’ingresso a Piantala è gratuito. La prenotazione online è fortemente consigliata perché permette di selezionare in anticipo il giorno e la fascia oraria, riducendo il rischio di lunghe attese nei momenti di maggiore affluenza. Per ogni ordine possono essere riservati al massimo due biglietti. Chi preferisce maggiore libertà può acquistare il biglietto FLEX da 5 euro, che consente di entrare senza rispettare una fascia precisa, accedere più volte durante la stessa giornata, saltare la fila e ricevere una piccola pianta in omaggio. È possibile presentarsi anche senza prenotazione, ma i tempi di ingresso dipenderanno dal numero di persone già presenti. L’evento sarà interamente cashless: gli acquisti potranno essere pagati tramite carta o Satispay. Le piante saranno disponibili fino a esaurimento e godranno di una garanzia di 14 giorni sulle loro condizioni di salute, purché vengano conservati lo scontrino e il vaso originale. Piantala è aperto a tutte le età. I bambini con meno di dieci anni possono entrare senza biglietto e gli animali sono ammessi, a condizione che vengano tenuti al guinzaglio. Gli spazi delle OGR sono inoltre accessibili alle persone con disabilità, rendendo la manifestazione un’occasione inclusiva per vivere Torino attraverso il verde. - Published: 2026-09-01 - Modified: 2026-09-01 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/star-trek-compie-60-anni-a-torino-una-mostra-celebra-la-leggendaria-serie-classica.html - Categorie: Eventi Sessant’anni dopo il primo viaggio televisivo dell’Enterprise, Star Trek continua a esercitare un fascino capace di attraversare le generazioni. La saga di fantascienza, arrivata sugli schermi statunitensi l’8 settembre 1966, sarà celebrata a Torino con una nuova mostra allestita dal MUFANT, il Museo del Fantastico e della Fantascienza. L’esposizione ripercorrerà soprattutto l’universo della Serie Classica attraverso oggetti, ricostruzioni, costumi e testimonianze della creatività sviluppata nel tempo dagli appassionati. Sessant’anni di viaggi verso l’ignoto Quando Star Trek fece il proprio debutto, la corsa alla Luna occupava un posto centrale nell’immaginario e nella competizione scientifica internazionale. La serie scelse però di raccontare un’idea differente di avventura spaziale. La missione dell’Enterprise era fondata sull’esplorazione, sull’incontro con civiltà sconosciute e sulla conoscenza di mondi lontani. Attraverso le vicende del capitano Kirk, di Spock, del dottor McCoy e degli altri membri dell’equipaggio, la fantascienza diventava uno strumento per parlare di convivenza tra culture, progresso scientifico, pace e futuro dell’umanità. La popolarità raggiunta dalla saga nel corso dei decenni l’ha trasformata in un punto di riferimento della cultura popolare, alimentando nuove serie, film e una comunità internazionale particolarmente attiva. La mostra mette in relazione la storia della fantascienza con la creatività dei fan, mostrando come una produzione televisiva nata negli anni Sessanta abbia continuato a ispirare collezionisti, artisti, autori e appassionati. Cosa vedere nella nuova sala “Star Trek 60” L’allestimento sarà inaugurato sabato 12 settembre 2026, con un evento in programma dalle 15 alle 19 nella sede del museo di piazza Riccardo Valla 5. La sala resterà poi visitabile fino al 30 dicembre e sarà dedicata in modo particolare alla Serie Classica. Il percorso riunirà action figure di personaggi celebri, tra cui Spock e il capitano Pike, insieme a numerosi alieni incontrati nel corso delle missioni spaziali. Saranno presenti anche diversi diorami, realizzati per riprodurre ambientazioni e momenti entrati nella memoria degli spettatori. Tra le scene rappresentate figurano il capitano Kirk sulla poltrona di comando dell’Enterprise e Spock e Sulu all’interno dell’Universo dello Specchio. Non mancheranno alcuni degli oggetti più riconoscibili dell’intera saga. Il pubblico potrà osservare phaser, tricorder, comunicatori e scacchi tridimensionali, strumenti diventati simboli di un futuro immaginato molti decenni fa. Al centro della sala sarà collocata una riproduzione della poltrona di comando dell’Enterprise, donata al museo in ricordo di uno dei cofondatori dello Star Trek Italian Club. Intorno a essa troveranno spazio riproduzioni dei costumi indossati dagli alieni della serie e delle uniformi della Federazione. Una parte rilevante dell’esposizione nasce dalla collezione della fondatrice del gruppo Star Trek Torino. La passione, iniziata durante un periodo trascorso negli Stati Uniti, si è trasformata negli anni in una raccolta di oggetti e prodotti legati alla saga, alcuni dei quali sono già entrati nel percorso permanente del museo. Un pomeriggio tra corsa alla Luna e piante aliene L’inaugurazione offrirà anche un programma di incontri dedicati ad alcuni aspetti meno conosciuti dell’universo di Star Trek. Il pomeriggio comincerà alle 15 con una presentazione del ruolo occupato dalla saga nel progetto culturale del MUFANT e del legame costruito dal museo con il fandom. Alle 15. 30 l’attenzione si sposterà sul rapporto tra la Serie Classica e i programmi spaziali degli anni Sessanta. Il confronto ricostruirà il contesto nel quale nacque Star Trek, quando la competizione scientifica tra le grandi potenze preparava il percorso che avrebbe condotto l’uomo sulla Luna. Realtà e immaginazione verranno così accostate, mostrando come le esplorazioni dell’Enterprise interpretassero speranze, paure e aspirazioni di quell’epoca. Alle 16 sarà affrontato un argomento ancora più curioso: i fiori e le piante aliene incontrati sui pianeti visitati dagli equipaggi della Flotta Stellare. Il tema sarà collegato al Giardino Fantabotanico realizzato sul tetto del MUFANT, dove vegetazione reale e flora immaginaria convivono in un progetto dedicato al rapporto tra natura e fantastico. Il fan film che racconta la creatività degli appassionati Dopo la pausa, alle 17, il programma proseguirà con la proiezione di “Dell’Amore e dell’Onore”, presentato come il primo fan film italiano ispirato a Star Trek. La produzione ha richiesto quattro anni di lavoro e combina diplomazia, conflitti e strategia militare, affrontando temi come il dovere, la lealtà, la famiglia, il rimorso, la vendetta e l’amore. Il cortometraggio è stato ideato per risultare comprensibile anche a chi conosce poco l’universo della saga, pur conservando numerosi riferimenti destinati agli appassionati. La sua presenza nel programma sottolinea il ruolo centrale del fandom, una comunità che nel corso del tempo ha trasformato la propria passione in costumi, cinema, narrativa, musica e altre forme espressive. A sessant’anni dal debutto televisivo, la missione di Star Trek continua quindi a Torino. Tra memoria, collezionismo e nuove creazioni, la mostra del MUFANT racconta una storia capace di guardare ancora verso il futuro. - Published: 2026-09-01 - Modified: 2026-09-01 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-11-milioni-per-orientare-i-giovani-percorsi-gia-dagli-8-anni.html - Categorie: News Comprendere le proprie capacità, conoscere le opportunità disponibili e avvicinarsi in modo consapevole alle scelte scolastiche e professionali. Sono questi gli obiettivi del nuovo intervento con cui il Piemonte punta a rafforzare l’orientamento rivolto alle giovani generazioni. La Regione ha previsto un investimento complessivo di 11 milioni di euro per accompagnare bambini, adolescenti e giovani adulti lungo un percorso che inizierà già durante gli ultimi anni della scuola primaria. Il programma coinvolgerà istituti scolastici, operatori specializzati, servizi per il lavoro, amministrazioni locali e imprese, costruendo una rete presente in tutto il territorio regionale. Un programma rivolto ai giovani dagli 8 ai 24 anni Le risorse stanziate finanzieranno i servizi di orientamento scolastico e professionale nel triennio 2026-2028. Il nuovo avviso regionale, sostenuto attraverso i fondi FSE+, riguarderà ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 24 anni e prenderà avvio con l’anno scolastico 2026/27. La scelta di estendere le attività anche ai bambini della scuola primaria mostra un cambiamento nell’approccio all’orientamento. Il percorso personale e formativo viene affrontato in anticipo, quando iniziano a emergere interessi, capacità e inclinazioni individuali. L’obiettivo consiste nell’aiutare gli studenti a conoscere meglio se stessi e il contesto in cui vivono, così da affrontare con maggiore consapevolezza i successivi passaggi scolastici. Le iniziative proseguiranno fino al 31 dicembre 2028 e saranno adattate alle diverse fasce d’età. Per i più piccoli l’attenzione sarà rivolta soprattutto alla scoperta delle professioni e delle proprie attitudini, mentre gli studenti più grandi potranno approfondire le opportunità formative e occupazionali presenti sul territorio. Oltre 500 orientatori nelle scuole piemontesi Il nuovo programma conferma la presenza di più di 500 orientatori negli istituti del Piemonte. Queste figure avranno il compito di affiancare gli studenti durante le decisioni che possono influenzare il loro futuro, dalla scelta della scuola superiore fino all’ingresso nell’università, nella formazione professionale o nel mondo del lavoro. Le attività comprenderanno laboratori nelle classi e momenti di consulenza individuale. I ragazzi potranno riflettere sulle proprie passioni, riconoscere le competenze sviluppate e comprendere quali percorsi risultino più vicini alle loro caratteristiche. L’orientamento assume così una funzione educativa che accompagna la crescita, invece di concentrarsi soltanto nei mesi precedenti a una scelta scolastica. Un percorso avviato precocemente può inoltre offrire alle famiglie strumenti utili per sostenere i figli. Conoscere l’offerta formativa e professionale del territorio permette infatti di valutare un numero maggiore di possibilità e di costruire decisioni fondate su informazioni concrete. Più visite nelle imprese per conoscere il lavoro da vicino Tra gli elementi centrali dell’iniziativa emerge il rafforzamento del rapporto tra scuole e sistema produttivo. Accanto alle attività svolte in aula, il piano prevede un maggior numero di esperienze all’interno delle imprese piemontesi, destinate sia agli studenti sia ai docenti. Le visite consentiranno ai giovani di osservare direttamente l’organizzazione di un’azienda, conoscere professioni differenti e capire quali competenze vengono richieste nei vari settori. Il contatto con gli ambienti lavorativi potrà rendere più chiari concetti che, affrontati soltanto in modo teorico, rischiano di apparire lontani dalla vita quotidiana. Anche il coinvolgimento degli insegnanti rappresenta un passaggio importante. Una conoscenza più aggiornata delle attività economiche presenti in Piemonte può favorire un dialogo più concreto tra formazione e lavoro. Scuole e imprese potranno così collaborare per presentare agli studenti opportunità, percorsi e competenze collegati alle esigenze del territorio. Una rete attiva nelle otto province Il programma interesserà tutte le otto province piemontesi e sarà realizzato attraverso raggruppamenti di operatori accreditati. Gli enti selezionati collaboreranno con gli istituti scolastici e con i Centri per l’Impiego coordinati dall’Agenzia Piemonte Lavoro. La rete comprenderà inoltre l’Ufficio Scolastico Regionale, Sviluppo Lavoro Italia, i Comuni e le altre realtà locali impegnate nei percorsi educativi e professionali. Questa struttura permetterà di organizzare interventi legati alle caratteristiche dei singoli territori, valorizzando le opportunità formative e produttive presenti nelle diverse aree della regione. Il coinvolgimento di numerosi soggetti punta a garantire continuità alle attività. L’orientamento potrà seguire i giovani durante più fasi della loro crescita, mettendo in relazione scuola, servizi pubblici e realtà economiche. I risultati raggiunti nel triennio precedente Il nuovo piano parte dall’esperienza maturata tra il 2023 e il 2026, periodo nel quale i servizi di orientamento hanno coinvolto oltre 400mila bambini, adolescenti e giovani. Alle attività ha partecipato più del 90% delle scuole secondarie di primo grado, mentre negli istituti superiori l’adesione si è attestata intorno al 70%. Il programma ha raggiunto anche quasi 300 plessi della scuola primaria. In queste strutture sono state realizzate oltre 2mila attività dedicate alla conoscenza delle professioni, con la partecipazione di più di 30mila bambini. Significativi anche i dati relativi al rapporto con il sistema produttivo. Le oltre 500 visite orientative organizzate nelle imprese hanno coinvolto circa 9. 500 persone e quasi 200 aziende e realtà imprenditoriali. Il nuovo investimento punta ora ad ampliare questa esperienza, trasformando l’orientamento in un percorso continuo capace di accompagnare i giovani dalla scuola primaria alle prime scelte professionali. - Published: 2026-08-31 - Modified: 2026-08-31 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/niente-terra-e-molta-meno-acqua-cosi-il-politecnico-di-torino-sperimenta-lagricoltura-del-futuro.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Coltivare fragole, lattughe e altre piante senza utilizzare il terreno, affidando alla tecnologia il controllo delle condizioni di crescita. È la sfida affrontata da Smart Green, il team studentesco del Politecnico di Torino che sviluppa soluzioni dedicate all’agricoltura 5. 0. Il progetto punta a rendere la produzione agricola più efficiente e sostenibile attraverso serre intelligenti, sistemi automatizzati e un impiego mirato delle risorse. I risultati ottenuti indicano che le coltivazioni fuori suolo possono consentire un risparmio d’acqua che arriva fino al 90%. Camere automatizzate per controllare la crescita delle piante Il lavoro degli studenti si concentra sulla progettazione di camere di coltivazione fuori suolo, vale a dire ambienti protetti nei quali le piante crescono senza dipendere da un terreno agricolo tradizionale. All’interno di queste strutture, elementi come irrigazione, temperatura e illuminazione vengono gestiti attraverso strumenti tecnologici capaci di mantenere le condizioni più adatte alle colture. Smart Green è nato quattro anni fa e riunisce studenti con competenze differenti. Il gruppo segue ogni fase dello sviluppo, dalla progettazione delle strutture fino all’integrazione dei componenti elettronici. Questi ultimi permettono di raccogliere dati e controllare in tempo reale ciò che avviene all’interno delle camere climatiche. L’automazione assume quindi un ruolo centrale. La crescita delle piante viene osservata costantemente e le risorse possono essere utilizzate in maniera più precisa. Il progetto cerca così di diminuire gli sprechi e, allo stesso tempo, di creare sistemi capaci di funzionare in ambienti protetti e controllati. Fragole e lattughe coltivate senza terreno Le sperimentazioni realizzate dal team riguardano soprattutto le coltivazioni idroponiche e aeroponiche. Entrambe consentono alle piante di crescere fuori dal suolo e rappresentano il cuore delle celle climatiche sviluppate dagli studenti torinesi. I primi test hanno coinvolto fragole e lattughe, due colture utilizzate per verificare il funzionamento delle strutture e dei sistemi di controllo. Il programma di ricerca è però destinato ad ampliarsi: tra le prossime piante previste compaiono anche la patata e la salicornia. Le tecnologie vengono sperimentate inoltre sulle piante tintorie, dalle quali si possono ricavare sostanze utili per la colorazione naturale dei tessuti. In futuro il lavoro potrebbe interessare anche le piante officinali destinate all’industria farmaceutica. Il progetto supera dunque la sola produzione alimentare e guarda a differenti applicazioni, mantenendo al centro la possibilità di coltivare in spazi chiusi e regolati. Questa varietà di sperimentazioni permette di verificare come le camere automatizzate reagiscano alle esigenze di specie diverse. Ogni pianta presenta infatti caratteristiche specifiche, mentre la raccolta dei dati offre agli studenti informazioni utili per perfezionare progressivamente i prototipi. Fino al 90% d’acqua in meno Uno degli aspetti più importanti della ricerca riguarda il consumo delle risorse. Secondo i dati riportati dal Politecnico, le coltivazioni idroponiche e aeroponiche possono permettere di ridurre fino al 90% l’impiego di acqua. Un risultato particolarmente rilevante in una fase in cui il settore agricolo deve confrontarsi con gli effetti dei cambiamenti climatici e con la progressiva perdita di terreni coltivabili. L’attenzione degli studenti riguarda anche l’energia. Illuminazione, climatizzazione e irrigazione richiedono infatti sistemi capaci di funzionare in maniera coordinata, mantenendo sotto controllo i consumi. L’obiettivo consiste nel rendere la coltivazione verticale in ambienti protetti il più possibile accessibile dal punto di vista economico. Le serre intelligenti vengono quindi concepite come un insieme di tecnologie integrate. Sensori, componenti elettronici e strutture di coltivazione lavorano insieme per creare un ambiente adatto allo sviluppo delle piante. Il controllo continuo permette di intervenire sulle condizioni interne e di utilizzare acqua ed energia secondo le necessità rilevate. Dalla depurazione delle acque alle coltivazioni nello spazio Le attività di Smart Green comprendono anche sperimentazioni legate alla depurazione delle acque reflue mediante piante e tecnologie agricole avanzate. Si tratta di un ulteriore campo di applicazione dei sistemi progettati dal gruppo, che mostra come la ricerca possa collegare la coltivazione alla gestione sostenibile delle risorse. Lo sguardo del team arriva persino oltre l’agricoltura terrestre. Tra le ipotesi considerate rientra la possibilità di coltivare sulla regolite, il materiale presente sulla superficie di altri pianeti. La prospettiva è quella di sviluppare, in futuro, sistemi capaci di produrre alimenti anche in ambienti extraterrestri. Il passaggio dalle serre del Politecnico alle coltivazioni spaziali richiederà ancora ricerca e nuove sperimentazioni, ma evidenzia l’ampiezza del progetto. Le stesse tecnologie pensate per risparmiare acqua e controllare la crescita delle piante sulla Terra potrebbero diventare una base per affrontare condizioni molto diverse. Dopo avere realizzato vari prototipi, Smart Green cerca ora aziende interessate a collaborare allo sviluppo di nuovi sistemi. L’intento è avvicinare le soluzioni create dagli studenti alle esigenze concrete del settore agricolo, trasformando la ricerca universitaria in tecnologie utilizzabili. A Torino l’agricoltura del futuro prende così forma dentro serre senza terra, dove ogni goccia d’acqua e ogni fase della crescita possono essere controllate. - Published: 2026-08-31 - Modified: 2026-08-31 - URL: https://www.torinofree.it/economia/affitti-universitari-a-torino-una-stanza-singola-costa-in-media-479-euro-al-mese.html - Categorie: Economia Con l’avvicinarsi della ripresa delle attività negli atenei, torna anche la corsa alla sistemazione per studenti e lavoratori fuorisede. A Torino trovare una camera singola richiede oggi un budget medio di 479 euro al mese, utenze escluse. Il capoluogo piemontese si colloca così al settimo posto tra le città universitarie più costose d’Italia, all’interno di un mercato nazionale che mostra segnali contrastanti. Mentre il prezzo medio italiano diminuisce, infatti, sotto la Mole i canoni registrano ancora una lieve crescita. Il mercato nazionale delle stanze comincia a rallentare Il quadro complessivo degli affitti universitari appare diverso rispetto alle stagioni caratterizzate da aumenti continui. Su scala nazionale, i canoni richiesti per una stanza singola hanno registrato una flessione media del 6,2% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un cambiamento significativo, accompagnato da un ridimensionamento della domanda e dell’attività generata dagli annunci. Le richieste complessive sono diminuite del 22%, mentre i contatti medi ricevuti da ogni inserzione hanno segnato un calo del 19,8%. Questi numeri indicano una pressione inferiore sul mercato, soprattutto in alcune grandi città dove il costo delle camere aveva raggiunto livelli particolarmente elevati. Anche l’offerta disponibile, però, si è ridotta. In un anno il numero delle soluzioni presenti sul mercato è sceso del 15%. La minore domanda, quindi, si accompagna a una quantità più contenuta di stanze tra cui scegliere. Il risultato è un riequilibrio ancora irregolare, che assume caratteristiche differenti a seconda della città presa in esame. Torino va in controtendenza con una lieve crescita In questo scenario Torino segue una direzione diversa da quella indicata dalla media nazionale. Il canone mensile richiesto per una camera singola è salito leggermente fino a raggiungere i 479 euro, ai quali vanno aggiunte le spese per le utenze. Una cifra che porta la città al settimo posto nella classifica italiana degli affitti universitari. Torino si colloca immediatamente dopo Padova e davanti a Brescia. La posizione conferma il peso crescente delle spese abitative per chi sceglie il capoluogo piemontese come sede di studio o di lavoro. Il prezzo della stanza, inoltre, rappresenta soltanto una parte del budget mensile, dal momento che la cifra rilevata esclude i consumi domestici. Il dato torinese assume particolare rilievo proprio perché arriva in una fase di diminuzione dei valori medi italiani. La minore pressione generale sulle locazioni, almeno per il momento, non si traduce in un calo dei canoni sotto la Mole. Chi cerca una sistemazione all’ultimo momento deve quindi confrontarsi con prezzi ancora sostenuti e con un’offerta nazionale complessivamente più ridotta. Milano resta la città più cara d’Italia La parte più alta della classifica continua a essere occupata da Milano, dove il canone medio richiesto per una camera singola raggiunge i 704 euro mensili. Al secondo posto si trova Firenze, con una media di 627 euro, seguita da Roma, dove la spesa arriva a 615 euro. Torino rimane distante dalle cifre delle prime tre città, ma il settimo posto la inserisce comunque tra i principali centri universitari italiani per costo degli affitti. Il confronto evidenzia quanto la scelta della città possa incidere sul budget necessario per vivere lontano da casa durante il percorso di studi. All’estremo opposto della graduatoria si trovano Chieti, Catanzaro e Foggia. In queste città il prezzo richiesto per una stanza singola resta al di sotto dei 260 euro mensili. La distanza rispetto ai valori registrati nei maggiori poli universitari mostra un mercato fortemente frammentato, nel quale le differenze territoriali continuano a essere molto ampie. I prezzi si muovono in modo diverso da città a città L’andamento nazionale presenta numerose variazioni locali. A Milano, Bologna e Trento i canoni hanno cominciato a diminuire oppure si sono stabilizzati. In questi mercati, la contrazione della domanda sta contribuendo a ridurre la pressione sui prezzi dopo una lunga fase di rialzi. La situazione cambia in altri centri universitari. Oltre a Torino, anche città come Roma, Pescara, Genova e Trieste continuano a registrare aumenti significativi. Il calo medio nazionale, dunque, nasce dalla combinazione di tendenze molto diverse e non descrive in maniera uniforme quanto sta accadendo nei singoli territori. Per studenti e lavoratori fuorisede, l’inizio della nuova stagione universitaria coincide così con una ricerca che richiede attenzione sia al canone sia alle spese aggiuntive. A Torino la cifra di 479 euro conferma un mercato ancora costoso e in lieve crescita, nonostante i primi segnali di raffreddamento osservati nel resto d’Italia. La città mantiene quindi una posizione rilevante nella geografia nazionale del caro stanze, mentre il settore entra in una fase di graduale assestamento. - Published: 2026-08-31 - Modified: 2026-08-31 - URL: https://www.torinofree.it/news/caro-scuola-a-torino-torna-la-cartoleria-sospesa-come-aiutare-le-famiglie-in-difficolta.html - Categorie: News Preparare il ritorno sui banchi significa acquistare libri di testo, quaderni, penne, matite, colori, astucci e molti altri prodotti indispensabili durante le lezioni. Nel 2026 questa spesa diventa ancora più impegnativa a causa dei nuovi rincari, che interessano sia i volumi scolastici sia gli articoli di cancelleria. A Torino e nei comuni della provincia, la risposta arriva dalla Cartoleria Sospesa, la campagna promossa dalla Fondazione AIEF per raccogliere materiale destinato ai bambini e agli adolescenti che vivono una situazione di fragilità economica. Il progetto coinvolge oltre 40 cartolibrerie e resterà attivo fino all’inizio di ottobre, permettendo a ogni cittadino di offrire un aiuto concreto alle famiglie. Libri e cancelleria, quanto sono aumentati i prezzi La scuola pubblica garantisce l’accesso gratuito alle lezioni, mentre tutto il materiale necessario per frequentarle rappresenta una voce di spesa a carico dei genitori. L’inflazione continua a riflettersi sui prezzi e rende più pesante la preparazione del corredo per il nuovo anno. Secondo le rilevazioni relative al 2026, i listini dei libri scolastici sono cresciuti mediamente del 2,3% per le scuole medie e dell’1,8% per gli istituti superiori. Gli incrementi più consistenti riguardano la cartoleria, con aumenti compresi tra il 2% e il 4% rispetto all’anno precedente. Ogni prodotto può sembrare una piccola spesa se considerato singolarmente, ma il costo complessivo sale quando nello zaino devono trovare posto quaderni, raccoglitori, colori, penne e tutto ciò che accompagna gli studenti durante l’anno. Per le famiglie già esposte alle conseguenze del caro vita, anche questo appuntamento ordinario rischia quindi di trasformarsi in una difficoltà economica. Oltre 40 cartolibrerie diventano punti di raccolta La Cartoleria Sospesa riprende il principio della “spesa sospesa”, trasformando un normale acquisto in un gesto di solidarietà. Chi vuole partecipare può recarsi in una delle cartolibrerie aderenti di Torino e provincia, scegliere uno o più articoli e lasciarli all’interno delle apposite scatole predisposte dalla Fondazione AIEF. Si possono donare quaderni, penne, matite, colori, astucci, zaini e altri prodotti di cancelleria. Il materiale raccolto verrà successivamente destinato ai bambini e ai ragazzi appartenenti a nuclei familiari che stanno attraversando condizioni di fragilità economica. La raccolta proseguirà fino ai primi giorni di ottobre. Il periodo scelto consente di accompagnare l’avvio dell’anno scolastico e di continuare a ricevere prodotti anche nelle settimane immediatamente successive alla riapertura delle scuole. Sul sito della Fondazione AIEF è disponibile l’elenco completo delle cartolibrerie che partecipano all’iniziativa. Un aiuto concreto per affrontare il nuovo anno scolastico Il numero delle famiglie che faticano a sostenere le spese legate all’istruzione è in crescita. Gli aumenti dei prezzi e il costo della vita ampliano la platea delle persone che chiedono sostegno, mentre le situazioni incontrate diventano progressivamente più articolate. Sono già oltre 250 i bambini e gli adolescenti che ricevono aiuti attraverso l’Emporio AIEF. Il materiale lasciato nelle cartolibrerie serve quindi a rifornire questo spazio e a preparare quanto occorre per accompagnare gli studenti nel corso dell’anno. Il meccanismo della campagna permette di scegliere liberamente cosa acquistare e quanto donare. Anche un singolo quaderno, una confezione di penne o un astuccio possono contribuire a comporre il materiale che sarà consegnato alle famiglie. La partecipazione di oltre 40 esercizi commerciali rende inoltre la raccolta accessibile in numerose zone del territorio torinese e provinciale. Dal 2022 sono stati sostenuti più di 1. 650 studenti La Cartoleria Sospesa è un progetto ormai consolidato. Dal 2022 ha permesso di aiutare oltre 1. 650 bambini e ragazzi che vivevano condizioni di difficoltà economica. Il risultato mostra quanto la collaborazione tra cittadini, cartolibrerie e realtà del territorio possa tradursi in un sostegno immediato. Possedere il materiale necessario significa poter iniziare le lezioni con gli strumenti richiesti e partecipare pienamente alle attività scolastiche. Per questa ragione, la raccolta riguarda anche il diritto allo studio e il contrasto alla povertà educativa. In un periodo segnato dall’aumento dei prezzi, la Cartoleria Sospesa offre ai torinesi la possibilità di trasformare un acquisto quotidiano in un aiuto destinato direttamente agli studenti. Fino all’inizio di ottobre, le scatole collocate nei punti aderenti potranno riempirsi di tutto ciò che serve per affrontare il nuovo anno tra i banchi. - Published: 2026-08-31 - Modified: 2026-08-31 - URL: https://www.torinofree.it/sport/coppa-italia-torino-monza-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Torino e Monza tornano subito in campo per un appuntamento capace di incidere sul loro avvio di stagione. Martedì 1 settembre, alle ore 21, lo stadio Olimpico Grande Torino ospiterà la sfida valida per i sedicesimi di finale di Coppa Italia. Un solo incontro stabilirà quale squadra accederà agli ottavi, dove ad attendere la vincitrice ci sarà il Milan. Per entrambe le formazioni la coppa rappresenta anche un’occasione per ritrovare fiducia dopo le difficoltà incontrate nelle prime giornate di campionato. Una sfida importante per cambiare passo Il Torino ha raggiunto questo turno superando la Carrarese per 1-0 nei trentaduesimi di finale. A decidere quella partita era stato Giovanni Simeone, autore del gol dopo appena otto minuti. I granata avevano così cominciato positivamente il proprio percorso nella competizione, ottenendo una qualificazione preziosa davanti al pubblico di casa. Il successivo cammino in Serie A è stato invece più complicato. Dopo la sconfitta per 2-1 contro il Milan nella giornata inaugurale, la squadra allenata da Ignazio Abate ha perso con lo stesso risultato anche sul campo del Sassuolo. Nella gara disputata sabato 29 agosto, Volpato aveva portato avanti i neroverdi, mentre Comuzzo aveva ristabilito la parità poco prima dell’intervallo. Nella ripresa è arrivata la rete decisiva di Berardi. Anche il Monza si presenta all’appuntamento con zero punti conquistati nelle prime due giornate di campionato. I brianzoli hanno esordito perdendo 4-1 sul campo dell’Inter, per poi essere battuti 3-2 in casa dall’Udinese. In quest’ultima partita Colpani aveva risposto al primo vantaggio degli ospiti, ma i friulani erano successivamente riusciti a portarsi sull’1-3. Il gol di Varela aveva riaperto la gara, senza però completare la rimonta. In Coppa Italia la squadra guidata da Ivan Juric ha mostrato un volto differente, ottenendo il passaggio del turno grazie al netto 3-0 contro l’Avellino. Torino e Monza arrivano quindi alla sfida dopo aver superato con successo il rispettivo primo ostacolo nella competizione. I precedenti sorridono ai granata La storia recente degli incontri tra le due squadre è favorevole al Torino. Nei sei confronti disputati in Serie A, i granata hanno raccolto tre vittorie e tre pareggi, mantenendo quindi l’imbattibilità contro il Monza nel massimo campionato. L’ultimo precedente risale al 2 marzo 2025, quando il Torino si impose per 2-0 all’U-Power Stadium. La partita giocata in precedenza all’Olimpico Grande Torino si era conclusa con il risultato di 1-1, mentre nel marzo del 2024 i granata avevano conquistato una vittoria per 1-0. Il quadro diventa ancora più significativo considerando anche le partite disputate in Serie B. Nei 16 confronti complessivi di campionato, il Torino ha ottenuto nove successi, mentre sei gare sono terminate in parità. L’unica affermazione del Monza risale al 3 giugno 1990, quando i brianzoli vinsero per 2-0. I numeri descrivono una tradizione favorevole ai padroni di casa, ma la sfida di Coppa Italia avrà caratteristiche differenti. La qualificazione si deciderà infatti nell’arco di una sola serata, aumentando il peso di ogni episodio. Le probabili formazioni di Torino-Monza Ignazio Abate dovrebbe affidarsi al 3-4-2-1. Davanti al portiere Mascardi, la linea difensiva dovrebbe essere composta da Comuzzo, Coco e Cömert. Fortini e Cacciamani sono indicati sulle corsie esterne, con Fitz-Jim e Gineitis nella zona centrale del campo. Vlasic e Adams dovrebbero agire alle spalle di Simeone, riferimento più avanzato della formazione granata. Anche Ivan Juric potrebbe scegliere il 3-4-2-1. Thiam dovrebbe difendere la porta del Monza, con Kouadio, Lucchesi e Carboni nel reparto arretrato. A centrocampo sono attesi Birindelli, Foe Ondoa, Mout e Mangas. Colpani e Cutrone dovrebbero muoversi alle spalle di Varela. Dove vedere Torino-Monza in TV e streaming Torino-Monza sarà trasmessa in diretta e in chiaro su Italia 1. Il calcio d’inizio è previsto alle ore 21 di martedì 1 settembre. Gli spettatori potranno seguire la partita anche in streaming attraverso Mediaset Infinity e il sito SportMediaset. it. In palio ci sarà l’accesso agli ottavi di finale di Coppa Italia e la possibilità di affrontare il Milan. Per Torino e Monza sarà quindi una serata importante, utile per proseguire il cammino nella competizione e trovare il primo risultato positivo dopo un avvio di campionato particolarmente difficile. - Published: 2026-08-31 - Modified: 2026-08-31 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/ai-overviews-e-la-prima-pagina-oltre-il-65-delle-ricerche-google-finisce-senza-clic.html - Categorie: Innovazione Le sintesi generate dall'intelligenza artificiale e gli annunci sponsorizzati occupano fino al 90% della prima schermata sui dispositivi mobili. Valerio Celletti: per restare visibili serve una strategia pubblicitaria fondata su analisi, metodo e controllo. Le sintesi prodotte dall'intelligenza artificiale stanno cambiando profondamente il funzionamento di Google. Per milioni di imprese, professionisti ed editori, conquistare il primo posto nei risultati organici potrebbe non essere più sufficiente. La ragione è semplice: una parte crescente degli utenti trova quello che cerca direttamente nella pagina del motore di ricerca, senza visitare nessuno dei siti elencati. Le ricerche condotte da SparkToro, BrightEdge e Seer Interactive mostrano le dimensioni del fenomeno. Oltre il 65% delle ricerche effettuate su Google termina ormai senza alcun clic verso un sito esterno. L'utente legge la risposta generata dall'intelligenza artificiale, consulta uno dei box messi a disposizione da Google oppure riformula la domanda senza abbandonare la piattaforma. Per le aziende si sta quindi verificando una situazione particolare nella prima pagina: questo spazio prezioso della ricerca online viene occupato da contenuti sui quali i marchi hanno un controllo limitato. La prima posizione organica non garantisce più la visibilità Le AI Overviews vengono collocate nella parte superiore della pagina e forniscono una risposta articolata, ottenuta combinando informazioni provenienti da diverse fonti. Soltanto alcuni siti vengono citati e i relativi collegamenti possono apparire in una posizione meno evidente rispetto alla sintesi principale. Secondo studi indipendenti, quando è presente una AI Overview il tasso di clic, indicato con la sigla CTR, del primo risultato organico può diminuire fino al 61%. Un sito può dunque conservare un ottimo posizionamento e, nello stesso tempo, perdere una parte consistente delle visite che avrebbe ottenuto con la precedente struttura di Google. Questo cambiamento interessa soprattutto le ricerche informative. Domande, confronti, guide e richieste di spiegazioni possono ricevere una risposta completa senza che l'utente abbia bisogno di aprire la pagina dalla quale provengono le informazioni. Sui dispositivi mobili scompare quasi tutta la prima schermata Il problema diventa ancora più evidente sugli smartphone. L'insieme di sintesi IA, annunci sponsorizzati e altri elementi di Google può occupare tra l'80% e il 90% dello spazio disponibile nella parte della pagina visibile prima di iniziare a scorrere. Chi non viene incluso nella risposta artificiale e non acquista uno spazio pubblicitario rischia quindi di diventare quasi invisibile nella prima schermata. Il risultato organico continua a esistere, ma viene spostato più in basso e richiede un'azione aggiuntiva da parte dell'utente. La prima pagina assume le caratteristiche di un ambiente composto da risposte automatiche, annunci, immagini, video, mappe e suggerimenti. Ogni elemento compete per pochi secondi di attenzione. La pressione sulle campagne Google Ads La riduzione dei clic organici può spingere molte aziende a investire maggiormente negli annunci per recuperare la visibilità perduta. Questa reazione, però, rischia di aumentare la competizione nelle aste pubblicitarie e di rendere ancora più importante il controllo delle campagne. Valerio Celletti, esperto di Google Ads e autore di Google Ads da Professionisti. Il manuale completo e aggiornato per migliorare tutti gli aspetti del tuo lavoro da freelance e specialista, propone un'impostazione basata sulla costruzione di campagne sostenibili e ripetibili. "Il peggior errore sarebbe aumentare automaticamente i budget per compensare ogni diminuzione del traffico organico", osserva Valerio Celletti. "In una pagina dei risultati più affollata e mediata dall'intelligenza artificiale bisogna ripartire dalla struttura delle campagne, dalla misurazione e dalla qualità del messaggio. L'automazione può produrre valore quando lavora in sinergia con la creatività e l'intuito umano. Senza metodo, invece, si rischia di spendere di più senza comprendere che cosa contribuisca realmente ai risultati". Come emerge dalle dichiarazioni dell'esperto di Google Ads, quindi, la risposta ai continui cambiamenti di Google non consiste semplicemente nell'aumentare il budget. Occorre progettare strutture pubblicitarie solide, analizzare i dati, svolgere test e creare routine di ottimizzazione. Il libro di Valerio Celletti per freelance, agenzie e aziende Pubblicato nel marzo 2026, Google Ads da Professionisti è un manuale operativo rivolto a freelance, specialisti, agenzie e imprese. Il libro affronta le diverse tipologie di campagne, la definizione della strategia, le attività di analisi, il testing e l'ottimizzazione. Sono presenti anche approfondimenti dedicati alle landing page, alla gestione dei clienti e agli errori da evitare. L'obiettivo è fornire processi chiari e applicabili, per ridurre gli sprechi e migliorare l'efficacia degli investimenti pubblicitari. Una nuova strategia per essere trovati online Le previsioni di Gartner indicano che chatbot e sistemi di intelligenza artificiale continueranno a sottrarre spazio ai motori di ricerca tradizionali. Le aziende devono quindi prepararsi a un modello nel quale posizionamento organico, citazioni nelle risposte IA e pubblicità a pagamento saranno sempre più collegati. Essere primi su Google potrebbe non bastare più. Ciò che conta sarà riuscire a essere presenti nei pochi spazi che gli utenti vedono realmente, costruendo una strategia capace di unire contenuti autorevoli, campagne pubblicitarie e un controllo costante dei risultati. - Published: 2026-08-31 - Modified: 2026-08-28 - URL: https://www.torinofree.it/guide/quando-la-paura-del-dentista-si-accompagna-ad-altre-condizioni-cliniche.html - Categorie: Guide utili La paura del dentista non si presenta sempre come un disagio isolato: in alcuni pazienti può intrecciarsi con condizioni già presenti, come disturbi d’ansia generalizzati, depressione, disturbo da stress post-traumatico, disturbo bipolare o schizofrenia. In questi casi, la componente emotiva può essere più articolata e richiede al professionista una maggiore capacità di osservazione e ascolto. Il primo passo è quindi riconoscere i segnali con cui l'odontofobia può manifestarsi e tenere a mente che sudorazione, aumento del battito cardiaco, pressione bassa, possibili svenimenti, crisi di pianto e reazioni di panico sono tra le espressioni più evidenti di questa problematica. In altri casi, il disagio può essere meno immediato da individuare e tradursi in atteggiamenti aggressivi o nel ricorso all’umorismo per mascherare la paura. Per valutare quanto l’ansia incida sull’esperienza del paziente, il dentista può ricorrere alla scala DAS, Dental Anxiety Scale. Attraverso quattro domande e l’attribuzione di un punteggio, questo strumento aiuta a definire il livello di disagio e a impostare di conseguenza comunicazione, tempi e modalità del trattamento. Non va dimenticato anche che la gestione della paura passa soprattutto dalla costruzione di un rapporto di fiducia; in tal senso, spiegare con chiarezza le diverse fasi della seduta, coinvolgere il paziente nelle decisioni e utilizzare strumenti di distrazione, come contenuti visivi o musicoterapia, può contribuire a contenere l’ansia. Anche l’attenzione alla riduzione del dolore percepito ha un ruolo importante nel rendere l’esperienza più serena e nel favorire un rapporto positivo con le cure odontoiatriche. Intervenire su questi aspetti è fondamentale, perché una paura non riconosciuta o non gestita può portare il paziente a rimandare gli appuntamenti o a evitare del tutto i trattamenti, con conseguenze sulla salute orale. Air Liquide Healthcare affianca gli studi odontoiatrici con soluzioni dedicate alla gestione dei pazienti più ansiosi, supportando i professionisti nel garantire continuità e qualità delle cure. Per ulteriori approfondimenti, è possibile visitare il sito di Air Liquide Healthcare. - Published: 2026-08-30 - Modified: 2026-08-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/siccita-a-torino-gli-alberi-non-resistono-253-piante-morte-in-appena-tre-mesi.html - Categorie: News L’estate 2026 ha lasciato un segno profondo sul patrimonio verde di Torino. Tra giugno e agosto, 253 alberi adulti sono morti a causa delle temperature elevate e della prolungata scarsità d’acqua. Una parte è già stata abbattuta, mentre gli altri esemplari secchi saranno rimossi progressivamente entro l’autunno. Il fenomeno non riguarda una sola zona della città. Gli alberi compromessi sono stati individuati nei parchi, lungo le strade e all’interno di diverse aree verdi. I numeri più preoccupanti arrivano dal Parco Europa e dal Parco Dora, ma la siccità ha colpito anche Italia ’61, il Meisino e il quartiere Filadelfia. Gli alberi morti e gli abbattimenti programmati I controlli svolti durante l’estate hanno permesso di individuare 253 alberi adulti ormai completamente secchi. Circa 60 erano già stati rimossi nelle prime settimane, mentre gli abbattimenti rimanenti dovrebbero continuare fino a ottobre. La rimozione diventa inevitabile quando una pianta non mostra più possibilità di ripresa e può rappresentare un problema per la sicurezza. Un albero morto, infatti, perde progressivamente stabilità e può diventare pericoloso soprattutto in occasione di temporali, raffiche di vento o altri eventi atmosferici intensi. La principale causa della moria è lo stress idrico. Alla lunga fase caratterizzata da precipitazioni insufficienti si è aggiunto l’abbassamento della falda. Nemmeno le radici profonde degli esemplari adulti sono riuscite, in alcuni casi, a raggiungere l’acqua necessaria alla sopravvivenza. Parco Europa e Parco Dora sono le aree più colpite La situazione più difficile è stata registrata al Parco Europa. Qui sono stati contati circa 60 alberi secchi, che sono stati già abbattuti oppure sono destinati alla rimozione. La posizione collinare e le caratteristiche del terreno rendono alcune zone particolarmente vulnerabili durante i lunghi periodi senza pioggia. Al Parco Dora gli alberi compromessi sono invece una cinquantina. Il problema ha quindi coinvolto aree molto differenti tra loro, dalla collina alle zone pianeggianti della parte settentrionale della città. Altri 15 esemplari da abbattere sono stati individuati nel verde di Italia ’61, mentre una decina di alberi era già stata rimossa al Parco del Meisino. Ulteriori casi sono stati segnalati nell’area di via Giordano Bruno, nel quartiere Filadelfia. Gli alberi restanti sono distribuiti in numerose altre zone torinesi. Cinquemila giovani piante hanno bisogno d’acqua Se gli alberi adulti stanno soffrendo, la condizione delle piantumazioni più recenti appare ancora più delicata. Torino conta circa 5 mila alberi messi a dimora negli ultimi cinque anni che non possiedono ancora radici sufficientemente profonde per procurarsi autonomamente l’acqua. Per proteggerli è stata aumentata la frequenza delle irrigazioni. In primavera gli interventi venivano effettuati indicativamente due volte al mese, mentre nel mese di agosto si è arrivati a una volta alla settimana per gli esemplari considerati più vulnerabili. In città sono attive dieci squadre con autobotti. Durante ogni intervento, una singola pianta riceve generalmente tra 100 e 200 litri d’acqua. La quantità varia in base alle dimensioni dell’albero, al terreno e alle caratteristiche dell’area nella quale si trova. Questo impegno ha comportato anche un aumento delle spese. Dall’inizio della primavera alla fine di luglio sono stati utilizzati circa 150 mila euro per le irrigazioni, una cifra destinata a crescere con gli interventi effettuati nel corso di agosto. Tree bag e nuove specie per il verde del futuro Al Parco Rignon sono state sperimentate le cosiddette “tree bag”, sacche collocate intorno alla base del tronco e riempite d’acqua. Il liquido viene rilasciato lentamente, riuscendo così a penetrare nel terreno e a raggiungere più efficacemente le radici. Questo sistema permette anche alle squadre di occuparsi di un numero maggiore di alberi. Dopo aver riempito le sacche, gli operatori possono infatti proseguire il giro senza dover attendere il completamento dell’irrigazione. Se la sperimentazione offrirà risultati positivi, la soluzione potrebbe essere adottata anche in altre aree. Torino sta inoltre valutando una revisione delle specie da utilizzare nelle future piantumazioni. Carpini, faggi, diversi aceri e alcune querce potrebbero essere impiegati con maggiore cautela nei luoghi esposti alla siccità. Più spazio potrebbe essere riservato a gelsi, nocciolo di Costantinopoli, carpino nero e parrotia persiana, considerati più adatti alle nuove condizioni. Tigli, platani, ippocastani e soprattutto celtis sembrano invece aver sopportato meglio l’estate 2026. Le reazioni osservate durante i mesi più caldi potranno quindi orientare le prossime sostituzioni. Piantare nuovi alberi non è più sufficiente Torino possiede complessivamente circa 165 mila alberi, distribuiti lungo i viali, nei parchi, nei giardini, nei cortili scolastici e nelle aree boschive collinari. La perdita di un esemplare adulto, tuttavia, non può essere compensata immediatamente con una nuova pianta. Servono anni, spesso decenni, perché un giovane albero sviluppi una chioma capace di offrire la stessa quantità di ombra e gli stessi benefici ambientali. Proprio mentre le temperature aumentano, gli alberi assumono un'importanza maggiore per limitare il surriscaldamento di strade, edifici e marciapiedi. La sfida, dunque, non consiste solamente nel sostituire i 253 alberi morti. Sarà necessario scegliere specie più resistenti, garantire acqua nei primi anni e progettare il verde urbano pensando al clima futuro. Soltanto in questo modo le nuove piantumazioni potranno diventare gli alberi adulti di cui Torino avrà bisogno nei prossimi decenni. - Published: 2026-08-30 - Modified: 2026-08-26 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/i-pinguini-riescono-a-vedere-i-suoni-cosa-rivela-il-nuovo-studio-delluniversita-di-torino.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Il cervello degli animali non riceve le informazioni in compartimenti separati. Vista, udito, tatto e altri sensi collaborano continuamente per costruire una rappresentazione comprensibile dell’ambiente. Una ricerca coordinata dall’Università di Torino ha ora mostrato che anche i pinguini africani possiedono una particolare capacità di integrazione sensoriale: riescono ad associare l’altezza di un suono alla grandezza di un oggetto. Lo studio, realizzato insieme all’Università Jean-Monnet di Saint-Étienne e a Zoomarine, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Annals of the New York Academy of Sciences. I risultati aprono una nuova finestra sulle capacità cognitive di questi uccelli e sul modo in cui interpretano ciò che li circonda. Cosa significa “vedere” un suono L’espressione non deve essere interpretata in senso letterale. I pinguini non trasformano i rumori in immagini, ma sembrano riconoscere una relazione tra stimoli percepiti attraverso canali sensoriali differenti. In particolare, collegano i suoni più gravi agli oggetti grandi, mentre tendono ad abbinare quelli acuti agli elementi di dimensioni inferiori. Questo fenomeno rientra nelle cosiddette corrispondenze cross-modali, vale a dire associazioni regolari tra caratteristiche percepite mediante sensi diversi. Anche le persone stabiliscono spontaneamente collegamenti simili. Un tono profondo viene generalmente accostato a qualcosa di grande e pesante, mentre un suono più alto richiama spesso un oggetto piccolo. Nel mondo animale, tuttavia, questa abilità è stata documentata con chiarezza soltanto in un numero limitato di specie. La sua presenza nei pinguini africani appare quindi particolarmente interessante. Questi uccelli appartengono a un antico gruppo evolutivo e utilizzano vocalizzazioni capaci di trasmettere informazioni importanti, comprese quelle relative all’età e alla corporatura degli individui. L’esperimento con due cubi e suoni differenti Per comprendere il comportamento dei pinguini, i ricercatori hanno svolto una serie di prove nella colonia ospitata da Zoomarine. Ogni esemplare è stato collocato davanti a due cubi neri che non aveva mai visto: uno presentava dimensioni maggiori, l’altro era sensibilmente più piccolo. Durante il test veniva riprodotto un solo stimolo acustico, che poteva avere un tono grave oppure acuto. Gli studiosi osservavano quindi quale cubo fosse avvicinato per primo e in quale direzione si spostasse inizialmente lo sguardo dell’animale. I risultati hanno mostrato una tendenza molto netta. Nell’80% delle prove, dopo avere ascoltato un suono grave, i pinguini si dirigevano verso il cubo più grande. Di fronte a un tono acuto, invece, la scelta ricadeva prevalentemente sull’oggetto piccolo. La stessa corrispondenza è stata riscontrata analizzando i movimenti dello sguardo. Gli animali hanno applicato questa associazione anche in presenza di oggetti e stimoli sonori completamente nuovi. Il comportamento osservato, dunque, non sembra limitarsi a una semplice reazione davanti a un elemento conosciuto. I pinguini mostrano di saper mettere in relazione due caratteristiche differenti dell’esperienza: l’altezza del suono e la dimensione visibile. Un’abilità utile nelle colonie affollate La capacità potrebbe essersi sviluppata a partire da regolarità presenti nell’ambiente naturale. In molti casi, infatti, individui e oggetti di grandi dimensioni producono suoni più bassi, mentre quelli piccoli emettono tonalità generalmente più acute. Imparare a riconoscere questo rapporto può offrire informazioni preziose anche quando non è possibile osservare direttamente la fonte di un richiamo. Per i pinguini africani tale competenza potrebbe risultare particolarmente utile all’interno delle colonie, ambienti complessi nei quali convivono numerosi esemplari. Integrare le informazioni visive con quelle acustiche può facilitare il riconoscimento di partner, pulcini e altri membri del gruppo, soprattutto quando la visuale è parzialmente ostacolata. La ricerca suggerisce pertanto che questi uccelli non elaborano separatamente ciò che vedono e ciò che ascoltano. Il loro cervello sembra capace di costruire collegamenti flessibili, utilizzando un tipo di informazione per interpretarne un’altra. È una forma di elaborazione più articolata rispetto alla semplice risposta a uno stimolo isolato. Nuove prospettive sulla cognizione e sul benessere animale La scoperta permette di approfondire il modo in cui si è evoluta la capacità di unire segnali provenienti da sensi differenti. Poiché un meccanismo simile è presente anche nell’essere umano, studiarlo in specie appartenenti a gruppi evolutivi lontani può aiutare a ricostruirne le origini e la diffusione. Le possibili applicazioni riguardano anche il benessere animale. Conoscere il modo in cui i pinguini percepiscono suoni, forme e dimensioni consente di progettare stimoli ambientali più adatti alle loro caratteristiche. Queste informazioni possono quindi contribuire sia alla comprensione della specie sia alla sua tutela. Dietro l’immagine curiosa dei pinguini che “vedono” i suoni si nasconde, dunque, un risultato scientifico significativo. Questi animali sembrano possedere una percezione del mondo più integrata e flessibile di quanto si potesse immaginare, capace di mettere in comunicazione udito e vista davanti a situazioni mai incontrate prima. - Published: 2026-08-30 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/notari-ai-il-progetto-torinese-che-rivoluziona-la-ricerca-nei-documenti-storici.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Digitalizzare un documento non significa necessariamente renderlo semplice da studiare. Archivi, istituzioni culturali e biblioteche hanno trasformato milioni di manoscritti e fonti storiche in immagini accessibili online. Un risultato importante, che tuttavia non risolve tutte le difficoltà incontrate da chi deve analizzare grandi quantità di materiale. A colmare questa distanza prova ora NOTARI-AI, un progetto dell’Università di Torino che punta a utilizzare l’intelligenza artificiale per riconoscere e organizzare le informazioni contenute nei documenti storici digitalizzati. Il sistema dovrà individuare persone, luoghi, istituzioni e collegamenti, trasformando le fonti in dati strutturati e più facilmente consultabili. Un progetto finanziato con 150 mila euro NOTARI-AI ha ottenuto un finanziamento ERC Proof of Concept da 150 mila euro. Il programma avrà una durata di 18 mesi e sarà sviluppato all’interno del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. L’iniziativa rappresenta l’evoluzione di DEMALPS, un precedente progetto di ricerca finanziato nel 2022 attraverso un ERC Starting Grant. Il lavoro condotto sulle fonti archivistiche ha mostrato quanto sia difficile esaminare manualmente quantità molto estese di documentazione, anche quando questa è già stata acquisita in formato digitale. L’obiettivo è quindi trasformare i risultati della ricerca storica in una tecnologia utilizzabile dagli archivi. Milioni di documenti già digitalizzati potrebbero così diventare realmente interrogabili, superando uno dei principali limiti incontrati dalle istituzioni impegnate nella conservazione del patrimonio culturale. Le piattaforme attualmente disponibili possono convertire i manoscritti in testi nei quali effettuare una ricerca. Rimane però complesso riconoscere automaticamente i soggetti menzionati, comprendere i rapporti tra loro e mettere in relazione informazioni provenienti da fonti differenti. Come l’intelligenza artificiale leggerà i manoscritti Il progetto prevede la realizzazione di un sistema semi-autonomo basato sull’integrazione di diverse tecnologie. Il primo passaggio sarà affidato al riconoscimento automatico della scrittura, indicato con l’espressione Handwritten Text Recognition. Questo strumento permetterà di trasformare le immagini dei manoscritti in testi digitali. Una volta completata la trascrizione, entrerà in gioco il riconoscimento delle entità. L’intelligenza artificiale dovrà individuare nomi di persone, località, istituzioni e altri elementi rilevanti presenti nelle fonti. Il passaggio successivo consisterà nel collegare le diverse occorrenze, riconoscendo, per esempio, quando due documenti apparentemente separati fanno riferimento alla stessa persona o alla medesima organizzazione. Il sistema potrà così ricostruire reti di rapporti che, attraverso i metodi tradizionali, richiederebbero anni di analisi. Le informazioni estratte non resteranno isolate all’interno dei singoli testi, ma saranno organizzate in una struttura consultabile e utilizzabile per nuove ricerche. NOTARI-AI proverà dunque a riprodurre su scala computazionale una parte del lavoro interpretativo svolto dagli archivisti. Lo scopo non è sostituire le competenze degli specialisti, bensì estenderne la capacità di analisi a quantità di documentazione impossibili da esaminare interamente a mano. La sperimentazione coinvolgerà tre archivi europei La tecnologia sarà sviluppata e verificata attraverso la collaborazione con tre importanti realtà archivistiche europee. I casi di studio comprenderanno gli Archives du département du Rhône et de la métropole de Lyon, l’Archivio Borromeo Isola Bella e l’Archivio Storico della Città di Torino. Il confronto con raccolte differenti servirà a valutare l’efficacia del metodo e la possibilità di trasferirlo ad altri contesti. La sperimentazione non riguarderà quindi un unico archivio, ma patrimoni documentari con caratteristiche diverse, sui quali verificare concretamente il funzionamento degli strumenti. Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda proprio la trasferibilità. Numerosi archivi pubblici e privati hanno già investito nella digitalizzazione dei propri fondi, ma non possiedono ancora tecnologie capaci di valorizzare pienamente il materiale disponibile. Le immagini possono essere visualizzate online, ma la loro analisi continua spesso a richiedere un lungo lavoro manuale. Se il metodo si dimostrerà efficace, la documentazione potrà essere esplorata non soltanto attraverso singole parole, ma anche seguendo persone, luoghi, istituzioni e relazioni che attraversano fonti differenti. Nuove possibilità per la ricerca e il patrimonio culturale Le possibili applicazioni di NOTARI-AI non riguardano esclusivamente gli storici. La disponibilità di informazioni organizzate potrebbe risultare utile anche per ricercatori ambientali, economisti, studiosi e professionisti impegnati nella tutela del patrimonio culturale. I dati ricavati dagli archivi potrebbero inoltre offrire nuovi strumenti a chi opera nelle istituzioni pubbliche. La possibilità di interrogare raccolte documentarie molto estese consentirebbe di individuare collegamenti difficili da riconoscere attraverso una consultazione tradizionale. Il progetto intende anche mostrare come l’intelligenza artificiale possa essere applicata responsabilmente ai beni culturali. In questo campo, infatti, non è sufficiente ottenere velocemente un risultato: le informazioni devono poter essere controllate, verificate e interpretate dagli esperti. Trasparenza e collaborazione con gli archivisti diventano quindi elementi essenziali. La tecnologia viene pensata come uno strumento di supporto capace di affiancare il lavoro umano e di portarlo su una scala più ampia. In questo modo, documenti rimasti a lungo difficili da esplorare potrebbero trasformarsi in una risorsa accessibile per numerosi ambiti di studio. - Published: 2026-08-29 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/economia/assicurazione-auto-prezzi-in-aumento-in-piemonte-torino-supera-i-500-euro.html - Categorie: Economia Assicurare un’automobile costa di più anche in Piemonte. Gli ultimi dati relativi al mese di giugno mostrano infatti un nuovo incremento dei prezzi della Rc Auto, sebbene la crescita registrata nella regione risulti più contenuta rispetto a quella osservata nell’intero Paese. Le differenze tra le province, però, rimangono piuttosto ampie. Torino si conferma il territorio piemontese più costoso, con una spesa media che oltrepassa la soglia dei 500 euro. In altre province i valori sono decisamente inferiori, ma quasi ovunque si osserva un aumento su base annua. A distinguersi sono soprattutto Biella e Vercelli, dove i rincari superano il 12%. La Rc Auto in Piemonte costa in media 469,80 euro Nel mese di giugno il prezzo medio dell’assicurazione Rc Auto in Piemonte si è attestato a 469,80 euro. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’incremento rilevato è stato del 2,8%. Si tratta quindi di un rialzo evidente, che interessa una regione nella quale i costi cambiano sensibilmente a seconda della provincia di residenza. Nonostante l’aumento, il dato piemontese rimane inferiore alla media italiana. A livello nazionale, infatti, il prezzo medio ha raggiunto 490,66 euro, con una crescita annua del 5,2%. La distanza tra i due valori è di poco superiore ai 20 euro, mentre la velocità dell’incremento risulta quasi doppia nel dato nazionale rispetto a quello regionale. Il quadro piemontese appare comunque tutt’altro che uniforme. Alcune province mantengono prezzi inferiori ai 400 euro, mentre in altre la spesa media supera abbondantemente i 400 euro. Torino rappresenta l’unico territorio della regione nel quale viene oltrepassata la soglia dei 500 euro. Torino è la provincia più costosa della regione Con un prezzo medio di 502,23 euro, Torino occupa il primo posto tra le province piemontesi per costo della Rc Auto. Il valore è superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale. Nell’arco di dodici mesi l’aumento registrato nel territorio torinese è stato dell’1,85%. La crescita appare quindi più moderata rispetto a quella del Piemonte nel suo complesso. Il prezzo di partenza già elevato, tuttavia, mantiene Torino nettamente davanti alle altre province. Il divario con il Verbano Cusio Ossola, che presenta il valore più basso della regione, supera i 134 euro. Più contenuto è il prezzo rilevato ad Asti, dove la media raggiunge i 429 euro, con un incremento annuo dell’1,57%. Il costo risulta quindi inferiore di oltre 73 euro rispetto a quello torinese. Anche Alessandria rimane distante dal capoluogo regionale: qui la media è di 423,38 euro, nonostante un aumento del 5,86% rispetto all’anno precedente. Gli aumenti più forti si registrano a Biella e Vercelli Il dato che emerge con maggiore forza riguarda Biella. La provincia presenta un prezzo medio di 430,67 euro, accompagnato da un rincaro del 12,62%. È la variazione percentuale più alta tra tutti i territori piemontesi analizzati. Subito dopo si colloca Vercelli, dove la Rc Auto costa mediamente 416,49 euro. In questo caso l’aumento su base annua è del 12,22%, appena inferiore a quello biellese. Biella e Vercelli sono dunque le uniche due province della regione nelle quali la crescita supera il 12%. A Cuneo il costo medio si ferma invece a 419,42 euro. L’incremento rilevato rispetto all’anno precedente è del 5,05%, un valore superiore alla crescita media del Piemonte ma ancora inferiore a quella nazionale. Alessandria, con il suo aumento del 5,86%, presenta una variazione leggermente più marcata. I dati mostrano così una situazione particolare: le province più care non sono necessariamente quelle nelle quali i prezzi stanno aumentando più velocemente. Torino conserva il primato per la spesa media, ma Biella e Vercelli registrano rincari percentuali molto più elevati. Nel Verbano Cusio Ossola il prezzo medio più basso All’estremo opposto della graduatoria regionale si trova il Verbano Cusio Ossola. In questa provincia il costo medio della Rc Auto è pari a 367,83 euro, il più contenuto di tutto il Piemonte. Anche qui, però, i prezzi sono cresciuti: l’aumento rispetto a dodici mesi prima è stato del 4,94%. Novara presenta una media di 392,39 euro e rimane l’unica altra provincia piemontese al di sotto dei 400 euro. Il suo dato annuale è particolarmente significativo perché la crescita si limita allo 0,28%, la variazione più bassa dell’intera regione. Tra il minimo del Verbano Cusio Ossola e il massimo di Torino emerge quindi una distanza considerevole. Le altre province si concentrano prevalentemente tra i 416 e i 431 euro, ma seguono andamenti molto diversi. Asti e Torino mostrano incrementi inferiori al 2%, mentre Biella e Vercelli superano il 12%. Nel complesso, tutte le province piemontesi registrano un aumento rispetto all’anno precedente. Cambiano però sia l’intensità dei rincari sia il livello medio dei prezzi. Il risultato è una regione nella quale il costo dell’assicurazione auto continua a crescere, pur restando nel suo insieme al di sotto della media nazionale. - Published: 2026-08-29 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/moncalieri-torna-castello-segreto-viaggio-tra-stanze-inaccessibili-e-moda-depoca.html - Categorie: Eventi - Tag: Moncalieri Ci sono edifici che sembrano raccontare tutto attraverso le facciate, i cortili e le sale più conosciute. In realtà, dietro alcune porte rimangono ambienti che il pubblico può osservare soltanto in occasioni particolari. È proprio da questa curiosità che nasce “Castello Segreto”, l’iniziativa in programma domenica 30 agosto 2026 al Castello di Moncalieri. L’appuntamento permetterà di entrare nelle aree solitamente inaccessibili del maniero sabaudo, seguendo un percorso che unirà la scoperta degli spazi nascosti a un racconto dedicato alla moda tra Ottocento e Novecento. Due elementi apparentemente distanti, le stanze e gli abiti, diventeranno così parti della stessa esperienza. Le porte nascoste del Castello di Moncalieri Il cuore di “Castello Segreto” sarà l’apertura di alcuni ambienti che normalmente rimangono fuori dal percorso accessibile ai visitatori. Il fascino dell’iniziativa nasce proprio dalla possibilità di superare, almeno per un giorno, il confine rappresentato da porte chiuse e passaggi poco conosciuti. Il Castello di Moncalieri mostrerà quindi un volto diverso da quello abitualmente visibile. Le stanze inaccessibili non saranno soltanto lo sfondo della giornata, ma diventeranno protagoniste del racconto. Attraversarle significherà avvicinarsi alla storia del maniero attraverso una prospettiva più intima, nella quale anche i particolari potranno contribuire a restituire l’atmosfera del luogo. Il nome scelto per l’appuntamento riassume bene questo spirito. La parola “segreto” richiama infatti ciò che rimane nascosto, ma anche il desiderio di conoscere ciò che si trova oltre gli spazi più familiari. L’esperienza si presenta così come un viaggio nella parte meno evidente del Castello, capace di stimolare l’immaginazione ancora prima dell’ingresso. La moda tra Ottocento e Novecento racconta il passare del tempo Accanto alla scoperta degli ambienti, l’edizione del 30 agosto proporrà un approfondimento sulla moda tra il XIX e il XX secolo. Il modo di vestire diventerà una chiave di lettura utile per osservare il passaggio da un’epoca all’altra e comprendere come l’eleganza possa trasformarsi in una testimonianza storica. Un abito, infatti, non rappresenta soltanto una scelta estetica. Può raccontare un periodo, suggerire abitudini e mostrare il modo in cui una società desiderava presentarsi. Inserita all’interno di un edificio storico, la moda acquista ancora maggiore forza narrativa, perché entra in relazione con gli spazi nei quali quella stessa idea di eleganza poteva trovare la propria cornice. Il passaggio tra Ottocento e Novecento offre inoltre un confronto ricco di suggestioni. Le diverse forme del vestire permettono di osservare il tempo attraverso dettagli concreti, rendendo il racconto più immediato. Le stanze del Castello e la moda d’epoca formeranno così un unico percorso, nel quale architettura, memoria e costume potranno dialogare senza sovrapporsi. Un viaggio costruito attraverso ambienti e atmosfere “Castello Segreto” non invita soltanto a guardare luoghi poco conosciuti. Il suo elemento più interessante è l’incontro tra ciò che viene mostrato e ciò che ogni ambiente riesce a suggerire. Una stanza rimasta a lungo lontana dagli occhi del pubblico può suscitare domande, accendere la curiosità e offrire una percezione diversa dell’intero edificio. La moda contribuirà a rendere questo viaggio ancora più coinvolgente. Collocare idealmente gli abiti tra l’Ottocento e il Novecento significa dare una dimensione umana agli spazi. Le sale non appariranno più come ambienti separati dal presente, ma come luoghi nei quali immaginare movimenti, incontri e momenti della vita di un altro tempo. Proprio questo rapporto rende l’iniziativa adatta anche a chi ha già visto il Castello di Moncalieri. L’apertura delle aree inaccessibili offre infatti un punto di vista differente, mentre il tema scelto rinnova il modo di avvicinarsi alla storia. Il visitatore non sarà chiamato soltanto a osservare, ma a ricostruire mentalmente le atmosfere suggerite dal percorso. L’appuntamento di domenica 30 agosto Il ritorno di “Castello Segreto” è fissato per domenica 30 agosto 2026. Per Moncalieri sarà una giornata dedicata alla riscoperta di uno dei suoi luoghi storici attraverso ambienti che raramente diventano accessibili. L’iniziativa riunirà due forme di memoria: quella custodita dalle stanze del maniero sabaudo e quella espressa dall’abbigliamento. Da una parte ci saranno porte solitamente chiuse, passaggi e spazi da conoscere; dall’altra un racconto sulla moda capace di accompagnare il pubblico fra due secoli. Il Castello tornerà così a svelare una parte del proprio carattere più riservato. Per un giorno, ciò che abitualmente rimane nascosto potrà diventare il centro di un viaggio tra storia ed eleganza, lasciando emergere il legame tra i luoghi, il tempo e le persone che li hanno attraversati. - Published: 2026-08-29 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/la-spada-di-luce-torna-sulla-sacra-di-san-michele-cinque-chilometri-di-luce-nel-cielo.html - Categorie: Eventi La Sacra di San Michele si prepara a diventare nuovamente il punto di partenza di uno spettacolo capace di unire paesaggio, spiritualità e suggestione. Dal 17 al 30 settembre 2026, sopra il complesso monumentale comparirà la Spada di Luce, una grande lama luminosa proiettata nel cielo. L’installazione accompagnerà le serate che precedono e seguono la festa di San Michele Arcangelo, celebrata il 29 settembre, creando un collegamento immediato tra l’abbazia, il suo significato religioso e la figura alla quale è dedicata. La Spada di Luce illumina la Sacra per due settimane L’accensione è prevista ogni sera, dalle 20. 30 fino a mezzanotte. Dalla Sacra partirà un fascio molto intenso, diretto verso est e lungo approssimativamente cinque chilometri. Un elemento essenziale nella forma, ma capace di modificare completamente l’aspetto notturno del monte Pirchiriano. La lama luminosa sembra infatti prolungare la presenza della Sacra oltre le sue mura. L’edificio resta ancorato alla montagna, mentre il raggio attraversa il buio e porta idealmente il suo profilo verso una dimensione più ampia. Non si tratta semplicemente di illuminare una facciata: il monumento diventa l’origine stessa dell’immagine che compare nel cielo. Il ritorno della Spada di Luce offre così un modo differente di osservare uno dei luoghi più riconoscibili del Piemonte. Di giorno è l’architettura a dominare il paesaggio; durante queste serate, invece, lo sguardo viene guidato dal fascio luminoso che parte dalla sommità e si estende per chilometri. Un fascio lungo cinque chilometri rivolto a est La caratteristica più impressionante dell’installazione è rappresentata proprio dalle sue dimensioni. La luce si estenderà per circa cinque chilometri, formando una linea netta e riconoscibile nel cielo notturno. La direzione scelta è quella orientale, dettaglio che rafforza la relazione simbolica con il percorso attribuito all’Arcangelo Michele. L’effetto cercato è quello di una spada gigantesca, sospesa sopra l’abbazia. Il monumento e il fascio diventano parti della stessa composizione: la Sacra costituisce il punto terreno, mentre la luce conduce lo sguardo verso il cielo. Un’immagine immediata, comprensibile anche senza spiegazioni, che richiama l’arma tradizionalmente associata all’Arcangelo. La scelta di mantenere l’installazione attiva per più sere permette inoltre allo spettacolo di accompagnare l’intero periodo dedicato a San Michele. L’appuntamento non resta limitato a un’unica accensione, ma diventa una presenza costante nelle notti di settembre, dalle prime ore della sera fino alla mezzanotte. Ab Origine e il Concerto di San Michele All’interno del periodo di accensione sono previste anche due serate speciali, durante le quali sarà possibile vivere lo spettacolo direttamente dalla Sacra. Il primo appuntamento è fissato per il 19 settembre con Ab Origine, rappresentazione dedicata alle vie di San Michele. Il titolo richiama il desiderio di tornare alle origini del culto e ai percorsi che, nel tempo, hanno collegato luoghi lontani ma accomunati dalla devozione per l’Arcangelo. In questa cornice, la Spada di Luce diventa parte integrante del racconto e non soltanto uno sfondo luminoso. Il secondo momento è in programma il 26 settembre, quando si terrà il tradizionale Concerto di San Michele. Musica, architettura e luce si incontreranno quindi nello stesso luogo, pochi giorni prima della ricorrenza del 29 settembre. Le due serate consentiranno di osservare da vicino la partenza del fascio e di percepire l’installazione dal cuore del complesso monumentale. Il richiamo alla leggendaria Linea di San Michele La Spada di Luce rimanda anche a una delle leggende più conosciute legate all’Arcangelo. Si tratta della cosiddetta Linea di San Michele, un percorso ideale che collegherebbe sette importanti luoghi di culto micaelici, distribuiti dall’Irlanda fino alla Terra Santa. La Sacra di San Michele occupa un posto centrale in questo itinerario simbolico. La luce rivolta verso est sembra dare forma visibile a quel collegamento, trasformando una linea immaginaria in un segno luminoso che attraversa la notte. La spada diventa così il punto d’incontro tra il monumento piemontese e una geografia spirituale molto più vasta. È proprio questa combinazione a rendere l’iniziativa particolarmente suggestiva. Da una parte ci sono dati concreti: le date dal 17 al 30 settembre, l’orario compreso tra le 20. 30 e la mezzanotte e un fascio di circa cinque chilometri. Dall’altra emerge un racconto fatto di storia religiosa, percorsi antichi e simboli. Per alcune notti la Sacra non sarà soltanto visibile sulla montagna, ma sembrerà indicare una direzione nel cielo. La Spada di Luce tornerà a collegare idealmente terra e altezza, trasformando il profilo del monumento in una delle immagini più attese del settembre piemontese. - Published: 2026-08-28 - Modified: 2026-08-31 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/fabbriche-piu-sicure-in-piemonte-perche-la-manutenzione-predittiva-degli-impianti-e-una-priorita-per-le-imprese.html - Categorie: Lavoro Ogni estate, con l'avvicinarsi della pausa produttiva tra fine di luglio e agosto, numerose aziende del comparto manifatturiero piemontese programmano fermi temporanei degli impianti. Si tratta di una pratica consolidata, particolarmente diffusa nei settori automotive, meccanico e aerospaziale, pilastri dell'economia regionale, allo scopo di effettuare: manutenzioni straordinarie; aggiornamenti tecnologici; verifiche difficilmente realizzabili durante i normali cicli produttivi. Parliamo quindi di vere e proprie finestre operative che diventano occasioni strategiche per aumentare l'affidabilità degli impianti e ridurre il rischio di guasti quando la produzione riprende a pieno regime. In un contesto caratterizzato da margini sempre più contenuti, costi energetici elevati e crescente competitività internazionale, la manutenzione predittiva degli impianti industriali diventa una leva fondamentale per migliorare produttività, continuità operativa e sicurezza industriale in Piemonte. Il valore della manutenzione predittiva per le imprese piemontesi In passato la manutenzione degli impianti si basava su due approcci: correttivo: esecuzione dell'intervento solo dopo il verificarsi del guasto; preventivo: sostituzione o revisione periodica dei componenti secondo intervalli prestabiliti, indipendentemente dal loro reale stato di usura. Negli ultimi anni si è invece affermato un modello differente, che prende il nome di manutenzione predittiva e ha l’obiettivo di intervenire nel momento giusto. Grazie all'utilizzo di sensori, dispositivi IoT, sistemi di monitoraggio continuo e analisi dei dati, si va a controllare in tempo reale lo stato di salute delle macchine, così da poter prevedere eventuali anomalie prima che si trasformino in guasti. Questa evoluzione, parte integrante dell'Industria 4. 0 in Piemonte, sta diventando lo standard per gli asset critici. I benefici sono ormai ampiamente riconosciuti: grazie a interventi più mirati e ad una migliore pianificazione delle attività, si può ottenere una riduzione dei fermi macchina dal 30 al 50% e un abbattimento dei costi di manutenzione fino al 40%. Sicurezza sul lavoro e continuità produttiva, due facce della stessa medaglia La manutenzione industriale non è legata esclusivamente agli aspetti economici, ma anche alla sicurezza delle persone che lavorano all'interno degli stabilimenti. Una perdita improvvisa, così come un cedimento meccanico o un'anomalia non rilevata in tempo, possono sì causare danni e fermi di produzione, ma anche creare situazioni potenzialmente pericolose per gli operatori. Questo, soprattutto nei settori in cui vengono movimentati fluidi in pressione, sostanze chimiche o materiali ad alte temperature. Per questo motivo, sicurezza e continuità operativa non possono essere considerate obiettivi separati: un impianto affidabile è anche un impianto più sicuro. Ridurre la probabilità di guasti significa anche diminuire la possibilità che si verifichino: situazioni di emergenza; interventi urgenti; condizioni operative potenzialmente pericolose. La manutenzione predittiva contribuisce proprio a questo risultato. Attraverso il monitoraggio continuo delle condizioni degli impianti, consente di individuare in anticipo i primi segnali di usura o deterioramento, programmando gli interventi prima che il problema diventi critico. In questo modo le aziende possono evitare fermi imprevisti, proteggere i lavoratori e mantenere elevati standard di affidabilità e sicurezza, con benefici che si riflettono sia sull'organizzazione del lavoro sia sulla competitività dell'impresa. Dalla teoria alla pratica: cosa possono fare oggi le PMI del territorio Un errore molto comune è associare la manutenzione predittiva solo ai grandi gruppi industriali, pensando che questa pratica richieda investimenti massicci. In realtà, anche molte PMI industriali possono iniziare ad adottare questo approccio con investimenti graduali e sostenibili. Il primo passo consiste nell'identificare gli asset più critici per la produzione, il cui fermo comporterebbe le conseguenze economiche più rilevanti. Successivamente è possibile introdurre controlli periodici e attività di monitoraggio programmato sui componenti maggiormente soggetti a usura e sugli elementi fondamentali per il corretto funzionamento degli impianti. Tutte queste attività consentono di individuare perdite, deformazioni, corrosione o deterioramenti prima che si trasformino in guasti più gravi, con grandi vantaggi dal punto di vista economico, operativo e di sicurezza. Esiste quindi la possibilità di non trasformare completamente il proprio modello manutentivo in pochi mesi, ma di costruire un percorso progressivo, concentrando le risorse dove possono generare il maggiore beneficio. Accanto alla tecnologia, resta inoltre centrale il valore delle competenze tecniche e della consulenza specialistica. Sul territorio piemontese non mancano realtà storiche che affiancano le imprese in questo percorso: è il caso di Eram srl, azienda di forniture industriali con sede ad Asti, attiva da tre generazioni nella fornitura e consulenza tecnica su componenti per impianti produttivi. Conclusioni La pausa estiva rappresenta un momento prezioso per ripensare lo stato di salute degli impianti e programmare interventi impraticabili durante la normale attività produttiva. In un contesto economico in cui efficienza, competitività e sostenibilità assumono un'importanza sempre maggiore, la manutenzione diventa cruciale per: prevenire i guasti; migliorare l'affidabilità delle macchine; garantire ambienti di lavoro più sicuri. Per le imprese del Piemonte, grandi o piccole che siano, la competitività passa anche dalle scelte quotidiane: controllare lo stato dei componenti, pianificare gli interventi e investire in una manutenzione sempre più intelligente. Il risultato? Impianti più sicuri, riduzione dei fermi produttivi e maggiore solidità per affrontare le nuove sfide del mercato. - Published: 2026-08-28 - Modified: 2026-08-27 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/to-play-2026-a-torino-il-festival-del-gioco-torna-gratis-al-parco-dora.html - Categorie: Eventi Per un intero fine settimana Parco Dora cambierà volto, trasformandosi in un grande punto d’incontro per appassionati di giochi da tavolo, interpretazione e mondi fantastici. Sabato 19 e domenica 20 settembre arriverà infatti TO Play 2026, manifestazione torinese capace di riunire giocatori esperti, famiglie e persone che desiderano avvicinarsi per la prima volta a questo universo. L’appuntamento, giunto alla nona edizione, si svolgerà entrambe le giornate dalle 10 alle 19. L’ingresso sarà completamente gratuito, caratteristica che permetterà a un pubblico ampio di partecipare alle attività e scegliere liberamente le esperienze più vicine ai propri interessi. Oltre 200 tavoli per la nona edizione I numeri mostrano le dimensioni raggiunte dal festival nel corso degli anni. L’edizione 2026 potrà contare su oltre 200 tavoli da gioco e più di 50 associazioni ludiche, chiamate a presentare proposte differenti e ad accompagnare i partecipanti nello svolgimento delle varie partite. La presenza delle associazioni rappresenta uno degli elementi centrali di TO Play. Il festival vuole infatti mettere in comunicazione le realtà del territorio e rafforzare una comunità fondata sulla condivisione di esperienze, regole e passioni. Ogni tavolo potrà diventare così un piccolo spazio di incontro nel quale conoscere altre persone, collaborare oppure confrontarsi attraverso una sfida. Il programma è pensato tanto per chi possiede già una lunga esperienza quanto per chi deve ancora trovare il gioco più adatto ai propri gusti. Principianti e giocatori abituali potranno partecipare allo stesso evento, avvicinandosi alle attività con ritmi e livelli di difficoltà differenti. Anche l’età avrà un peso relativo, perché molte esperienze potranno essere adattate alle caratteristiche e alla sensibilità dei partecipanti. Dai giochi di ruolo alle sfide da tavolo Una parte importante della manifestazione sarà dedicata ai giochi di ruolo. I partecipanti potranno interpretare un personaggio e muoversi all’interno di una storia guidata da un Master. Decisioni, prove e lanci di dado modificheranno il percorso narrativo, rendendo ogni partita differente dalla precedente. In questa forma di gioco, fantasia e collaborazione assumono un ruolo decisivo. Ogni giocatore contribuisce allo sviluppo del racconto attraverso le proprie scelte, mentre il Master presenta situazioni, difficoltà e svolte impreviste. L’esperienza potrà essere calibrata in base all’età e alle esigenze del gruppo, così da coinvolgere pubblici diversi. Ampio spazio sarà riservato anche ai giochi da tavolo, con proposte che comprenderanno grandi classici e titoli più recenti. Sarà possibile provare giochi strategici, cooperativi oppure competitivi, scegliendo tra esperienze adatte a una sfida con gli amici e attività capaci di coinvolgere un’intera famiglia. La formula del festival consentirà di passare da un tavolo all’altro e avvicinarsi a generi poco conosciuti. Alcuni partecipanti potranno preferire la competizione e il ragionamento tattico, mentre altri troveranno maggiore interesse nella collaborazione necessaria per raggiungere un obiettivo comune. LARP, cosplay e battaglie con le miniature TO Play 2026 andrà oltre le esperienze vissute intorno a un tavolo. Tra le attività previste ci sarà il LARP, il gioco di ruolo dal vivo nel quale i partecipanti interpretano fisicamente il proprio personaggio. La narrazione prende così forma attraverso movimenti, dialoghi e azioni, offrendo un livello di coinvolgimento ancora più diretto. Il festival accoglierà anche gli appassionati di cosplay, invitati a presentarsi con costumi, trucchi e accessori ispirati ai loro personaggi preferiti. Il cosplay viene proposto come una forma di interpretazione attraverso la quale esprimere creatività, passione e attenzione per i dettagli, oltre che come occasione per incontrare persone con interessi simili. Un’altra area sarà dedicata ai war game, nei quali miniature, mappe e regolamenti diventano gli strumenti per costruire battaglie e affrontare complesse sfide strategiche. I giocatori dovranno valutare le proprie mosse e applicare tattiche coerenti con l’ambientazione scelta. La varietà delle attività contribuirà a creare un festival nel quale ogni visitatore potrà seguire un percorso personale. Dove si svolge TO Play e come arrivare Il festival troverà spazio nella zona coperta di Parco Dora situata vicino allo skatepark. L’area, già utilizzata per grandi appuntamenti cittadini, offre dimensioni adeguate per ospitare tavoli, associazioni e partecipanti anche in caso di condizioni meteorologiche poco favorevoli. L’indirizzo indicato è via Borgaro 70, a Torino. Chi partirà dalla stazione di Porta Susa potrà utilizzare il bus 60 in direzione Parco Dora e scendere alla fermata Borgaro Nord. In alternativa saranno disponibili le linee 72 e 72 barrato in direzione Venaria, con discesa alla fermata Treviso. La zona potrà essere raggiunta anche in automobile e nelle vicinanze del parco saranno presenti parcheggi gratuiti. Con nove ore di attività al giorno, ingresso libero e numerose esperienze disponibili, TO Play 2026 offrirà due giornate interamente dedicate al gioco, alla fantasia e alla possibilità di creare nuove connessioni attraverso una passione condivisa. - Published: 2026-08-28 - Modified: 2026-08-27 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/stupinigi-racconta-il-mito-di-diana-con-una-visita-guidata-per-tutta-la-famiglia.html - Categorie: Eventi La Palazzina di Caccia di Stupinigi si prepara ad accogliere bambini e famiglie per un pomeriggio dedicato alla mitologia. Domenica 30 agosto, infatti, la residenza sabauda ospiterà una visita guidata incentrata sulla figura di Diana, dea legata alla luna e alla caccia. L’iniziativa accompagnerà i partecipanti attraverso affreschi, sculture e ambienti nei quali il mito continua a essere raccontato attraverso l’arte. L’appuntamento rientra nel programma di FAMU – Famiglie al Museo e rappresenta l’ultima proposta del mese inserita nel calendario della Palazzina. Il percorso partirà alle ore 15. 45 e sarà costruito con un linguaggio pensato soprattutto per i visitatori più piccoli, senza rinunciare al fascino delle storie antiche che attraversano le sale dell’edificio. Un pomeriggio tra arte, racconti e mitologia La visita offrirà alle famiglie un modo coinvolgente per osservare gli spazi della Palazzina di Stupinigi. Le opere presenti nelle diverse sale diventeranno il punto di partenza per raccontare divinità, trasformazioni e leggende appartenenti all’immaginario antico. In questo modo, il museo si presenterà come un luogo nel quale le immagini possono stimolare curiosità e attenzione. Il tema scelto permette di collegare numerosi elementi custoditi nella residenza. Diana occupa infatti una posizione importante nella decorazione della Palazzina, dove la sua figura compare in più ambienti e attraverso linguaggi artistici differenti. Affreschi e sculture costruiscono un itinerario che consente di seguire le diverse rappresentazioni della dea. Per i bambini, il racconto diventa una chiave di accesso immediata alle opere. I personaggi raffigurati acquistano un’identità, mentre gli episodi mitologici aiutano a osservare particolari che, durante una visita tradizionale, potrebbero ricevere minore attenzione. L’esperienza è pensata per trasformare il percorso museale in un incontro diretto con storie capaci di suscitare meraviglia. Diana, una presenza centrale nella Palazzina di Stupinigi Dea della luna e della caccia, Diana ha avuto un ruolo significativo nell’immaginario delle corti europee. La Palazzina di Stupinigi conserva numerose testimonianze di questa presenza, distribuite nei suoi ambienti più rappresentativi. Il percorso proposto il 30 agosto consentirà di riconoscere tali riferimenti e di comprenderli attraverso una narrazione adatta alle famiglie. Nella volta dell’Anticamera del Re è dipinto il “Mito di Diana”, mentre nel Salone d’Onore si trova il “Trionfo di Diana”. Le sue imprese come cacciatrice compaiono anche negli Appartamenti Reali, creando un racconto che prosegue da una sala all’altra. La ripetuta presenza della dea stabilisce un legame diretto con l’identità stessa della Palazzina di Caccia. Durante la visita, le immagini non saranno quindi considerate come semplici decorazioni, ma come parti di una storia più ampia. Ogni ambiente offrirà un nuovo frammento del mito, permettendo ai partecipanti di seguire la figura di Diana nelle differenti scene che la vedono protagonista. Il percorso unirà così osservazione e racconto. I più piccoli potranno avvicinarsi alle opere seguendo le vicende della divinità, mentre l’intera famiglia avrà l’occasione di attraversare gli ambienti della residenza soffermandosi sul significato delle rappresentazioni. La storia di Diana e Atteone raccontata attraverso il marmo Tra gli episodi più intensi legati alla dea compare quello di Diana e Atteone. Nell’Atrio di Levante della Palazzina sono collocate due sculture in marmo dedicate ai due personaggi, che richiamano una delle leggende più conosciute della mitologia. Secondo il racconto, Atteone vide Diana mentre la dea faceva il bagno. Per averla spiata, venne trasformato in un cervo e successivamente dato in pasto ai suoi stessi cani. La vicenda contiene immagini potenti e una trasformazione capace di attirare l’attenzione dei bambini, soprattutto quando viene narrata davanti alle sculture che ne rappresentano i protagonisti. Le statue diventano così strumenti attraverso i quali ricostruire l’episodio. Il marmo offre una forma concreta ai personaggi, mentre la narrazione permette di inserirli all’interno della loro storia. Questo incontro tra parola e opera d’arte rappresenta uno degli elementi centrali della visita pensata per FAMU. La leggenda di Atteone si aggiunge alle altre raffigurazioni di Diana presenti nella Palazzina e contribuisce a mostrare le diverse sfumature della dea. La cacciatrice celebrata nelle sale reali appare anche come protagonista di un racconto di trasformazione, nel quale esseri umani, divinità e animali si incontrano in maniera drammatica. Una Palazzina sempre più vicina alle famiglie L’iniziativa del 30 agosto conferma la volontà della Palazzina di Stupinigi di proporsi come un museo a misura di bambino. Il patrimonio artistico viene presentato attraverso un percorso capace di coinvolgere i visitatori più giovani, utilizzando miti e leggende per avvicinarli agli affreschi, alle sale e alle sculture. L’obiettivo è stimolare la scoperta attraverso il racconto. Al posto di una semplice successione di opere, i partecipanti incontreranno personaggi e vicende collegati agli spazi che stanno attraversando. La visita diventa così un’esperienza condivisa, nella quale bambini e famiglie possono lasciarsi guidare dalla curiosità. Con l’appuntamento dedicato a Diana si chiuderà il programma del mese della residenza sabauda del Comune di Nichelino. Sarà un pomeriggio nel quale il fascino della Palazzina si unirà alle storie della mitologia, offrendo ai più piccoli un’occasione per entrare in contatto con l’arte attraverso la forza delle immagini e delle narrazioni. - Published: 2026-08-28 - Modified: 2026-08-27 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/fiera-del-peperone-di-carmagnola-2026-dieci-giorni-di-gusto-ed-eventi-gratuiti.html - Categorie: Enogastronomia Il peperone torna al centro della scena a Carmagnola, pronto a raccontare ancora una volta il legame profondo tra la città e la sua tradizione agricola. Dal 28 agosto al 6 settembre 2026, il centro storico ospiterà la 77ª edizione della Fiera Nazionale del Peperone, uno degli appuntamenti gastronomici più conosciuti del Piemonte. Dieci giornate durante le quali il pubblico potrà partecipare gratuitamente a degustazioni, incontri, spettacoli, concerti e dimostrazioni culinarie. Il programma metterà insieme cucina tradizionale, proposte originali e momenti di intrattenimento, trasformando diversi spazi cittadini in luoghi di incontro e condivisione. Dieci giorni di appuntamenti nel centro di Carmagnola La Fiera Nazionale del Peperone coinvolgerà soprattutto Piazza Sant’Agostino e il Foro Boario, due aree destinate ad accogliere una parte importante delle iniziative. Il centro cittadino cambierà volto per lasciare spazio a palchi, degustazioni, incontri con i produttori e dimostrazioni dedicate alla cucina. L’accesso libero consentirà ai visitatori di seguire un calendario distribuito lungo tutte le dieci giornate della manifestazione. La dimensione gastronomica resterà naturalmente centrale, ma sarà inserita all’interno di una proposta più ampia, costruita per raccontare il territorio attraverso esperienze differenti. La Fiera permetterà inoltre di avvicinarsi direttamente alle realtà che lavorano ogni giorno alla produzione del peperone. Il contatto con gli operatori agricoli offrirà l’occasione per conoscere meglio le caratteristiche dell’ortaggio e il percorso che compie prima di arrivare sulle tavole. La chiusura sarà affidata alla tradizionale Maxi Peperonata, uno dei momenti più attesi dell’intera manifestazione. Un appuntamento che riassume lo spirito popolare della Fiera e che saluterà il pubblico dopo dieci giorni dedicati al gusto. Il peperone racconta la storia del territorio Il vero protagonista resterà il peperone di Carmagnola, prodotto che nel corso del tempo è diventato un elemento rappresentativo dell’identità locale. Alla Fiera non sarà presentato soltanto come ingrediente, ma anche come risultato di conoscenze agricole tramandate e di tecniche di coltivazione legate alla storia della comunità. All’interno del BTM PalaPeperone, cuochi ed esperti del settore agricolo si alterneranno per illustrare le qualità del prodotto. Gli incontri consentiranno di approfondire i sistemi utilizzati per coltivarlo e le proprietà che lo hanno reso conosciuto anche fuori dal Piemonte. Particolare attenzione verrà riservata alla sua versatilità in cucina. Le ricette della tradizione contadina saranno messe in dialogo con preparazioni più contemporanee, mostrando come lo stesso ingrediente possa adattarsi a interpretazioni molto diverse. Il pubblico potrà così osservare il peperone impiegato tanto nei piatti più familiari quanto in accostamenti meno consueti. La manifestazione diventerà quindi anche uno spazio nel quale conservazione della memoria e sperimentazione potranno incontrarsi. Il prodotto locale continuerà a mantenere la propria identità, pur entrando in preparazioni capaci di seguire tecniche e sensibilità gastronomiche moderne. Show cooking, degustazioni e sfide tra ricette Una parte consistente del programma sarà dedicata agli show cooking, durante i quali diverse esperienze culinarie saliranno sul palco. Tra le proposte annunciate ci sarà una Pasta Experience ispirata ai linguaggi più immediati del web, accanto a una rivisitazione del Carmagnolotto legata alla cucina piemontese. Non mancheranno combinazioni più insolite. Una delle dimostrazioni giocherà sull’incontro tra canapa e peperone, mentre un altro spazio sarà dedicato alle tecniche dell’American BBQ. In questo modo, il prodotto simbolo di Carmagnola verrà inserito in preparazioni lontane tra loro, facendo emergere la sua capacità di accompagnare sapori e metodi di cottura differenti. Tra i momenti destinati ad attirare maggiore curiosità figura anche una sfida dedicata alla bagna cauda. Tre ristoranti presenteranno altrettante interpretazioni della celebre specialità piemontese, offrendo al pubblico la possibilità di osservare approcci diversi a una ricetta profondamente radicata nella tradizione regionale. Gli appuntamenti non si limiteranno alla dimostrazione sul palco. Durante gli show cooking saranno infatti proposte degustazioni gratuite, accompagnate da indicazioni tecniche e suggerimenti utili. Chi assisterà potrà quindi raccogliere idee da riprodurre anche nella propria cucina, trasformando la visita alla Fiera in un’esperienza concreta e non soltanto da osservare. Musica e spettacoli completano il programma La 77ª edizione della Fiera del Peperone non vivrà esclusivamente attorno ai fornelli. Nelle ore serali, Piazza Sant’Agostino ospiterà spettacoli a ingresso libero, ampliando la proposta rivolta ai visitatori. Il Foro Boario si trasformerà invece nel Foro Festival, uno spazio destinato ai concerti e all’intrattenimento musicale. Il programma punterà a coinvolgere un pubblico giovane e variegato, affiancando il racconto gastronomico con occasioni di partecipazione che andranno oltre la cucina. Nel corso delle dieci giornate troveranno posto anche installazioni e momenti di riconoscimento, inseriti in un calendario pensato per valorizzare contemporaneamente il prodotto e la città. Cibo, musica e spettacolo contribuiranno così a creare un evento capace di unire promozione territoriale e festa collettiva. La Fiera Nazionale del Peperone tornerà dunque a mostrare le molte identità di Carmagnola. Al centro rimarrà un ortaggio diventato simbolo della comunità, attorno al quale prenderanno forma ricette, racconti agricoli, degustazioni ed eventi aperti al pubblico. - Published: 2026-08-28 - Modified: 2026-08-07 - URL: https://www.torinofree.it/esteri/universita-in-inghilterra-mission-study-abroad-agevola-la-ricerca-di-alloggi-grazie-alla-collaborazione-con-le-universita-britanniche.html - Categorie: Esteri Mission Study Abroad agevola la ricerca dell’alloggio aiutando gli studenti italiani a utilizzare i canali messi a disposizione dalle università britanniche e a rispettare le diverse procedure di prenotazione. Alloggi universitari e mercato privato Nel Regno Unito le opzioni principali sono le halls gestite o indicate dall’università, le residenze private per studenti e gli appartamenti sul mercato libero. Le modalità cambiano da ateneo ad ateneo: in genere si può presentare domanda per l’alloggio dopo aver ricevuto e accettato l’offerta accademica, indicando più preferenze di residenza o tipologia di camera. UCAS raccomanda di iniziare a informarsi presto e ricorda che i posti nelle residenze non sono sempre garantiti. Anche quando un’università collabora con fornitori dedicati, le camere possono essere riservate soltanto fino a una determinata scadenza. Il supporto di Mission Study Abroad Mission Study Abroad integra la ricerca dell’alloggio nel calendario della candidatura. Dopo la scelta dell’università, il team aiuta lo studente a individuare il portale corretto, comprendere i requisiti di prenotazione e confrontare le soluzioni disponibili in base a distanza dal campus, durata del contratto, servizi inclusi e budget. La collaborazione con università e istituzioni britanniche facilita l’accesso a informazioni aggiornate sui canali ufficiali, ma non significa che Mission Study Abroad possieda o assegni direttamente le camere. La disponibilità e l’eventuale garanzia di alloggio dipendono sempre dalle regole del singolo ateneo o provider. Controllare il contratto prima di pagare Prima della prenotazione è utile verificare deposito, modalità di cancellazione, utenze incluse, presenza di un garante, date di ingresso e uscita e compatibilità con il calendario accademico. Per gli affitti privati occorre inoltre controllare l’identità del locatore o dell’operatore e non inviare denaro attraverso canali non verificati. Il valore dell’assistenza consiste nel ridurre la dispersione tra portali e scadenze, offrendo allo studente un percorso più ordinato dalla conferma dell’offerta fino alla sistemazione abitativa. - Published: 2026-08-27 - Modified: 2026-08-26 - URL: https://www.torinofree.it/economia/assegno-unico-in-piemonte-oltre-407mila-richieste-nei-primi-sei-mesi-del-2026.html - Categorie: Economia L’Assegno unico e universale continua a rappresentare un sostegno importante per numerose famiglie piemontesi. Nel corso del primo semestre del 2026 sono stati 407. 511 i nuclei familiari della regione che hanno richiesto all’Inps l’erogazione della misura destinata ai figli a carico. La platea complessiva risulta ancora più ampia se si considera il numero dei minori coinvolti. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio statistico dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, nei primi sei mesi dell’anno l’assegno ha interessato 640. 536 bambini e ragazzi residenti in Piemonte. I dati permettono anche di confrontare la situazione regionale con quella nazionale e con lo stesso periodo del 2025. Assegno unico in Piemonte, oltre 640mila figli coinvolti Le 407. 511 richieste registrate tra gennaio e giugno 2026 mostrano quanto l’Assegno unico sia presente nella vita economica delle famiglie piemontesi. La misura ha raggiunto complessivamente 640. 536 figli, confermando una diffusione estesa su tutto il territorio regionale. Il rapporto tra il numero dei richiedenti e quello dei figli interessati è pari, in media, a 1,6 figli per ogni nucleo familiare. Si tratta di un valore perfettamente in linea con la media rilevata a livello nazionale. Il dato evidenzia quindi una sostanziale corrispondenza tra la composizione delle famiglie che ricevono l’assegno in Piemonte e quella osservata nel resto del Paese. È importante distinguere il numero delle famiglie richiedenti da quello dei figli raggiunti dal sostegno. Ogni domanda può infatti riguardare più di un bambino o ragazzo. Per questo motivo, la platea interessata dalla misura supera ampiamente le 400mila richieste presentate nel semestre. Le richieste diminuiscono rispetto allo stesso periodo del 2025 Il confronto con l’anno precedente mostra una leggera contrazione della platea dei richiedenti. Nel primo semestre del 2025, infatti, le domande presentate dalle famiglie piemontesi erano state 423. 293. Nei primi sei mesi del 2026 il numero è sceso a 407. 511. Il confronto riguarda lo stesso intervallo temporale e consente quindi di osservare con maggiore precisione l’andamento della misura nella regione. La riduzione non modifica comunque la notevole estensione del sostegno, che continua a coinvolgere centinaia di migliaia di nuclei e più di 640mila figli. I dati disponibili fotografano il cambiamento senza indicarne le ragioni. Non è quindi possibile collegare la diminuzione a una causa specifica sulla base delle sole informazioni diffuse dall’Osservatorio statistico. Resta invece evidente il peso numerico dell’Assegno unico all’interno del sistema regionale di aiuti destinati alle famiglie con figli a carico. Quanto ricevono in media le famiglie piemontesi Le differenze tra il Piemonte e il resto d’Italia emergono soprattutto osservando gli importi. Nel primo semestre del 2026, l’assegno medio erogato nella regione è stato di 168 euro al mese per ogni figlio. La media nazionale si è invece attestata a 176 euro. Lo scarto si ritrova anche prendendo in considerazione la somma complessivamente ricevuta da ciascun richiedente. In Piemonte l’importo medio mensile per nucleo ha raggiunto i 264 euro, mentre su scala nazionale la cifra media è stata pari a 278 euro. I due valori descrivono aspetti differenti della stessa misura. I 168 euro rappresentano l’importo medio mensile calcolato per ciascun figlio, mentre i 264 euro indicano la somma media totale corrisposta a ogni famiglia richiedente. La distinzione è necessaria per leggere correttamente i dati ed evitare di confondere il contributo riferito al singolo figlio con quello complessivamente percepito dal nucleo. In entrambi i casi, gli importi piemontesi risultano leggermente inferiori rispetto alle rispettive medie nazionali. Il rapporto medio di 1,6 figli per famiglia rimane invece identico a quello italiano, mostrando una maggiore uniformità nella composizione dei nuclei coinvolti rispetto alle cifre erogate. Un sostegno centrale per il reddito familiare Nonostante la riduzione delle domande rispetto al 2025 e gli importi medi inferiori al dato nazionale, l’Assegno unico continua a occupare una posizione rilevante nel sistema di welfare piemontese. La dimensione raggiunta dalla misura emerge chiaramente dalle oltre 407mila famiglie richiedenti e dai più di 640mila figli interessati durante il solo primo semestre dell’anno. Il quadro delineato dai dati Inps mette insieme due elementi. Da una parte si registra una lieve diminuzione del numero delle richieste rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; dall’altra rimane molto elevata la quantità di famiglie che ricevono questo sostegno economico. Con una media regionale di 168 euro mensili per figlio e di 264 euro per nucleo richiedente, l’Assegno unico si conferma quindi uno degli strumenti centrali a sostegno del reddito familiare e della natalità in Piemonte. - Published: 2026-08-27 - Modified: 2026-08-26 - URL: https://www.torinofree.it/sport/sassuolo-torino-29-agosto-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Il Torino è pronto ad affrontare la prima trasferta della nuova stagione. I granata saranno impegnati sul campo del Sassuolo nel secondo turno del campionato di Serie A, dopo un esordio che non ha portato punti. La partita si giocherà sabato 29 agosto alle 18. 30 al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Le due formazioni arrivano all’appuntamento in una situazione molto simile. Entrambe hanno perso per 2-1 nella prima giornata e sono quindi alla ricerca dei primi punti. La gara offrirà al Toro l’occasione di reagire immediatamente, provando anche a confermare una tradizione particolarmente favorevole sul terreno di gioco emiliano. Il Torino cerca una risposta dopo l’esordio La prima partita stagionale del Torino si è conclusa con una sconfitta casalinga contro il Milan. I granata hanno perso con il risultato di 2-1, riuscendo a rendere meno pesante il passivo soltanto nei minuti conclusivi dell’incontro. La rete arrivata al 93° ha riaperto brevemente una sfida che sembrava ormai decisa, senza però lasciare abbastanza tempo per completare la rimonta. Il risultato ha lasciato il Torino ancora fermo a quota zero. La trasferta di Reggio Emilia diventa così un appuntamento importante per muovere la classifica e trovare maggiore continuità. Essendo soltanto la seconda giornata, non si può ancora parlare di una partita decisiva, ma ottenere un risultato positivo permetterebbe ai granata di superare rapidamente le difficoltà incontrate all’esordio. La gara con il Sassuolo sarà anche il primo impegno esterno della stagione. Il Torino dovrà dunque adattarsi a un contesto diverso rispetto a quello della giornata inaugurale, affrontando una squadra che avrà la stessa necessità di reagire. Anche il Sassuolo è ancora fermo a zero punti Il cammino del Sassuolo è iniziato con una battuta d’arresto. La formazione emiliana ha perso 2-1 sul campo dell’Atalanta, registrando lo stesso risultato con cui il Torino è stato superato dal Milan. Sassuolo e Torino si presenteranno quindi al Mapei Stadium senza punti e con un obiettivo comune: cancellare la sconfitta della prima giornata. Questa situazione rende la partita particolarmente interessante, perché entrambe cercheranno di dare un segnale immediato dopo un avvio complicato. Per il Torino sarà necessario ripartire dagli aspetti positivi mostrati nel finale della gara precedente. Il gol segnato in pieno recupero non è servito a evitare la sconfitta, ma ha permesso ai granata di chiudere l’incontro provando fino all’ultimo a modificare il risultato. I precedenti sorridono ai granata Il Mapei Stadium è stato spesso un campo favorevole al Torino. Nei 16 precedenti disputati a Reggio Emilia, i granata hanno conquistato sei vittorie e nove pareggi. Il Sassuolo è riuscito a imporsi in casa soltanto una volta. L’unico successo interno degli emiliani contro il Toro risale al gennaio del 2020, quando la partita terminò 2-1. Nelle sfide successive il Torino ha mantenuto una tradizione positiva, continuando a raccogliere risultati sul terreno neroverde. Il bilancio complessivo parla quindi di 15 risultati utili in 16 incontri giocati sul campo del Sassuolo. È un dato significativo, anche se ogni nuova partita presenta condizioni differenti e deve essere affrontata indipendentemente dai numeri del passato. L’ultimo confronto disputato a Reggio Emilia si è giocato il 21 dicembre 2025. In quell’occasione il Torino vinse 1-0 grazie a un calcio di rigore trasformato nella seconda parte della gara. I granata proveranno ora a proseguire questa lunga serie positiva, cercando contemporaneamente il primo successo nel nuovo campionato. Le probabili formazioni di Sassuolo-Torino Il Sassuolo dovrebbe presentarsi con un 4-3-3, affidandosi a una difesa composta da quattro elementi, un centrocampo a tre e un reparto offensivo formato da altrettanti giocatori. Un assetto che dovrebbe accompagnare la squadra emiliana anche nella prima partita casalinga della stagione. Per il Torino si prevede invece la conferma del 3-4-2-1. I granata dovrebbero partire con tre difensori centrali, una linea di quattro giocatori a centrocampo, due elementi alle spalle dell’unica punta e un portiere a completare lo schieramento. Le indicazioni sulle formazioni restano naturalmente probabili e potranno essere confermate soltanto a ridosso del calcio d’inizio. La differenza tra i due moduli rappresenta comunque uno degli elementi tattici più interessanti della partita. Dove vedere Sassuolo-Torino in diretta TV Sassuolo-Torino si giocherà sabato 29 agosto alle ore 18. 30 al Mapei Stadium di Reggio Emilia. La partita sarà trasmessa in esclusiva su Dazn, piattaforma che consentirà agli abbonati di seguire l’incontro in diretta. Il Torino cercherà dunque i primi punti della stagione su un campo che, considerando i precedenti, gli ha spesso permesso di ottenere risultati positivi. Il Sassuolo proverà invece a sfruttare il debutto casalingo per riscattare la sconfitta subita nella giornata inaugurale. - Published: 2026-08-27 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/da-vinovo-a-new-york-la-tecnologia-torinese-rivoluziona-la-raccolta-dei-rifiuti.html - Categorie: News Una tecnologia sviluppata alle porte di Torino sta contribuendo a cambiare il modo in cui New York raccoglie i rifiuti. Il progetto, dal valore complessivo di circa 250 milioni di euro, prevede la progressiva sostituzione dei sacchi lasciati lungo i marciapiedi con grandi contenitori chiusi. A svuotarli sono nuovi camion dotati di un sistema automatico laterale, progettato per ridurre le operazioni manuali. L’innovazione arriva da Vinovo e rappresenta uno degli elementi centrali di un programma destinato a proseguire fino al 2031. Per la metropoli statunitense si tratta di un cambiamento notevole, soprattutto considerando che per decenni la raccolta è rimasta legata a un modello basato sull’accumulo dei sacchi direttamente nelle strade. Da Vinovo una tecnologia adattata alle strade di New York La componente realizzata nel Torinese riguarda l’allestimento montato sul telaio dei camion. Il suo elemento principale è un braccio idraulico laterale capace di afferrare il cassonetto, sollevarlo, rovesciarne il contenuto nel compattatore e collocarlo nuovamente a terra. L’intera operazione può essere effettuata senza spostare manualmente il contenitore. Il camion si affianca al cassonetto e completa automaticamente buona parte del lavoro che, nel precedente sistema, richiedeva un maggiore intervento degli operatori. Sebbene soluzioni simili siano già diffuse in diverse città europee, la tecnologia ha dovuto essere modificata per rispondere alle particolari caratteristiche di New York. L’adattamento è stato completato in circa sei mesi, permettendo al progetto di passare rapidamente dalla fase sperimentale a quella industriale. Le modifiche non hanno interessato soltanto il meccanismo di sollevamento. I veicoli sono stati abbassati di circa 30-35 centimetri affinché potessero attraversare senza difficoltà i ponti e i tunnel utilizzati per raggiungere Manhattan. La progettazione ha dovuto tenere conto anche dei numerosi cavi sospesi presenti lungo alcune strade. Una commessa da 250 milioni di euro fino al 2031 Il progetto è partito nel 2023 con una serie di prove svolte direttamente nelle strade newyorkesi. I test hanno consentito di verificare il funzionamento dei mezzi in condizioni reali e di individuare gli interventi necessari prima dell’avvio su vasta scala. La commessa dovrebbe accompagnare la trasformazione del servizio fino al 2031. Il valore indicato, pari a circa 250 milioni di euro, restituisce la dimensione di un’operazione che interessa una città con oltre otto milioni di abitanti e una rete municipale particolarmente estesa. Il sistema viene seguito anche da tecnici specializzati presenti negli Stati Uniti. Ogni settimana si svolgono inoltre confronti a distanza tra le diverse realtà coinvolte, così da esaminare i problemi incontrati durante l’impiego quotidiano dei camion e introdurre eventuali correzioni. Vinovo rimane quindi un punto di riferimento per lo sviluppo degli allestimenti, nonostante l’impresa che ha originariamente maturato queste competenze faccia oggi parte di un gruppo industriale internazionale con stabilimenti situati anche in altre aree europee. Cassonetti chiusi per liberare i marciapiedi L’introduzione dei nuovi mezzi è accompagnata dalla diffusione di grandi cassonetti chiusi. Il cambiamento non riguarda soltanto l’organizzazione del servizio. I contenitori rendono gli scarti alimentari meno accessibili ai roditori. I primi dati disponibili mostrano risultati incoraggianti, anche se riferiti a una zona circoscritta. Nel Community District 9 di Manhattan, dove i nuovi cassonetti sono pienamente utilizzati dal giugno 2025, durante i primi 7 mesi dell'anno in corso le segnalazioni che riguardano la presenza di ratti sono calate di circa il 35%. Il numero non può essere esteso automaticamente a tutta New York, ma rappresenta un primo indicatore degli effetti associati alla nuova gestione. I contenitori chiusi contribuiscono anche a rendere più ordinati gli spazi pubblici, evitando che grandi quantità di sacchi rimangano esposte lungo le strade. Automazione, igiene urbana e migliore utilizzo dei marciapiedi diventano così parti dello stesso processo. Le radici dell’innovazione nella storia industriale torinese Dietro il sistema utilizzato oltreoceano si trova una lunga esperienza maturata nel territorio piemontese. L’attività nacque negli anni Sessanta all’interno della filiera torinese dei veicoli industriali. Si sviluppò progressivamente una specializzazione nella costruzione di allestimenti destinati alla raccolta dei rifiuti. Le competenze provenienti dal mondo automobilistico furono trasferite alla progettazione di mezzi per l’igiene urbana. Tecnici e ingegneri contribuirono alla crescita di un patrimonio industriale che oggi trova applicazione in diversi mercati internazionali. Sistemi appartenenti allo stesso gruppo sono già impiegati in città europee ed extraeuropee. La commessa newyorkese assume però un rilievo particolare per dimensioni e durata. Da Vinovo a Manhattan, una competenza nata dalla tradizione industriale torinese diventa così parte della trasformazione di uno dei più grandi servizi di raccolta dei rifiuti al mondo. - Published: 2026-08-27 - Modified: 2026-07-30 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/lavoro-e-benessere-la-scuola-di-massaggio-tao-e-il-percorso-certificato-csen.html - Categorie: Lavoro Il settore del benessere sta vivendo un’espansione senza precedenti storici. Nella società contemporanea, dominata da ritmi frenetici e alti livelli di stress quotidiano, il trattamento olistico non è più percepito come un semplice lusso occasionale, ma come una vera e propria necessità biologica e psicologica. Il cervello umano, costantemente bombardato da stimoli digitali e scadenze lavorative, cerca attivamente spazi di decompressione per abbassare i livelli di cortisolo e ritrovare il proprio equilibrio. Questa urgenza collettiva ha generato una domanda di mercato notevole e in costante aumento, trasformando la figura del massaggiatore professionista in uno dei profili più cercati ed economicamente gratificanti del momento. Oggi, investire sulla propria formazione in questo ambito significa inserirsi in un flusso economico virtuoso e in perenne crescita, dove la richiesta di competenze di alto livello supera di gran lunga l’offerta di operatori realmente qualificati. Dai resort di lusso alle navi da crociera: gli sbocchi occupazionali con TAO Scuola Nazionale di Massaggio Le opportunità professionali per chi possiede una formazione d’eccellenza sono straordinariamente vaste e toccano ambienti ad altissimo valore aggiunto. Non si parla più soltanto della collaborazione con il classico studio di fisioterapia o della palestra di quartiere, ma di contesti prestigiosi e stimolanti a livello internazionale. Chi si forma con TAO Scuola Nazionale di Massaggio acquisisce un profilo professionale immediatamente spendibile nei migliori centri benessere, nelle strutture termali storiche, nelle spa d’avanguardia, fino ad arrivare ai resort e agli alberghi di lusso a cinque stelle. Inoltre, uno degli sbocchi più affascinanti, dinamici e in forte crescita è rappresentato dalle grandi navi da crociera, dove il benessere a bordo è diventato un pilastro fondamentale dell’esperienza di viaggio dei passeggeri. Per accedere a questi mondi esclusivi e superare la concorrenza, tuttavia, la semplice passione non è sufficiente: serve un’autorità formativa riconosciuta dai recruiter. È in questo preciso contesto che si inserisce il valore fondamentale della certificazione CSEN garantita dai percorsi TAO. Questo titolo, rilasciato da un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, rappresenta una credenziale professionale autorevole e pienamente spendibile nel mercato italiano del benessere. È la certificazione che permette di presentarsi ai recruiter con un profilo chiaro, serio e verificabile, facilitando l’accesso alle strutture ricettive più prestigiose. Partita IVA e specializzazione verticale: il segreto per massimizzare i guadagni Accanto alle grandi opportunità di lavoro dipendente, il mercato del benessere offre una straordinaria via verso l’indipendenza economica e la realizzazione personale attraverso l’apertura della Partita IVA. Quest’opportunità permette di gestire il proprio tempo in totale libertà, impostando le proprie tariffe e costruendo un brand personale solido sul territorio. Ma qual è il segreto per eccellere come libero professionista e distruggere la concorrenza al ribasso? La risposta risiede nella specializzazione e nella cosiddetta “verticalizzazione” delle proprie competenze. Il cervello del cliente moderno è programmato per cercare lo specialista, colui che percepisce come massima autorità per trattare un problema specifico. Attraverso l’ampia e modulare offerta formativa di TAO Scuola Nazionale di Massaggio, l’operatore ha la possibilità strategica di padroneggiare quanti più trattamenti possibili (dal massaggio sportivo al decontratturante, dalle tecniche orientali a quelle linfodrenanti avanzate), diventando un punto di riferimento verticale. Offrire una gamma diversificata e altamente specialistica di trattamenti non solo aumenta il valore percepito dal cliente, ma permette di massimizzare i guadagni per singolo utente, fidelizzandolo nel lungo periodo e rispondendo a ogni sua specifica necessità o richiesta. - Published: 2026-08-27 - Modified: 2026-07-29 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/carriera-scalabile-nel-benessere-il-massaggiatore-capo-bagnino-di-kosmos-centro-studi-e-levoluzione-tecnologica-globus.html - Categorie: Lavoro Ci sono momenti in cui una professione non si limita a essere un mestiere, ma diventa una traiettoria. Una linea che parte da un gesto semplice, una valutazione, un massaggio, un trattamento e si estende verso possibilità che si aprono una dopo l’altra, come porte che si spalancano al passaggio del professionista. Nel mondo del benessere, questa traiettoria ha un nome preciso: Massaggiatore Capo Bagnino (MCB), qualifica sanitaria regolamentata e accreditata da Regione Lombardia, valida in tutta Italia. Chi entra in questo percorso spesso racconta di un cambiamento sottile ma potente: la sensazione di costruire qualcosa che non si esaurisce nel presente, ma che può crescere nel tempo. È una professione che nasce dalla manualità, dal contatto, dall’osservazione attenta del corpo umano. Ma che, proprio per la sua natura, si presta a evolvere, ad ampliarsi, ad abbracciare nuove competenze. A Milano, Kosmos Centro Studi è uno degli enti accreditati che hanno trasformato questa visione in un percorso concreto. Le sue aule sono luoghi dove la pratica prende forma: lettini professionali, docenti che arrivano dal settore clinico e sportivo, studenti che osservano, replicano, interiorizzano. Ogni gesto diventa un tassello di un’identità professionale che si costruisce giorno dopo giorno. Quando la manualità incontra la tecnologia La crescita, però, non si ferma alla tecnica manuale. Nel percorso MCB di Kosmos Centro Studi è incluso il Corso Elettromedicali Globus, un modulo che introduce gli strumenti più utilizzati nella fisioterapia moderna: elettrostimolazione, tecar, ultrasuoni, pressoterapia, magnetoterapia. Non è un’aggiunta accessoria. È un’estensione naturale della professione. Immagina un MCB che entra in uno studio fisioterapico: da una parte la manualità, dall’altra la tecnologia. Due mondi che si parlano, che si completano, che permettono al professionista di muoversi con sicurezza in contesti più avanzati. La familiarità con gli elettromedicali Globus non cambia solo ciò che il professionista può fare, ma anche dove può lavorare: centri medici, SPA evolute, palestre con protocolli di recupero, società sportive. È qui che la carriera inizia a scalare, senza che il professionista debba forzarla. Cresce perché il settore lo richiede. Cresce perché le competenze lo permettono. Cresce perché la tecnologia apre nuove strade. Un settore che evolve, una professione che segue il ritmo Il benessere non è più un ambito statico. Si muove, cambia, integra nuove metodologie. La prevenzione diventa centrale, il recupero funzionale si espande, la collaborazione tra professionisti del movimento e della riabilitazione si intensifica. In questo scenario, il MCB con competenze sugli elettromedicali Globus non è solo un operatore manuale: è un professionista che può attraversare diversi ambienti, adattarsi alle esigenze del mercato, inserirsi in team multidisciplinari. La sua carriera non è una linea retta: è una rete che si amplia, un percorso che si arricchisce, una struttura che cresce insieme alle sue capacità. La solidità della certificazione, la visione della scuola La certificazione accreditata da Regione Lombardia garantisce un perimetro professionale chiaro, riconosciuto e valido in tutta Italia. La formazione di Kosmos Centro Studi offre un contesto pratico, immersivo, orientato alla professione. Il Corso Elettromedicali Globus aggiunge una dimensione tecnologica che permette di guardare oltre il presente. Insieme, questi elementi costruiscono una carriera che non si limita a un ruolo, ma che può espandersi nel tempo, seguendo le trasformazioni del settore e le ambizioni del professionista. - Published: 2026-08-26 - Modified: 2026-08-25 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/lingotto-fiere-autunno-da-non-perdere-dieci-eventi-tra-arte-design-e-cultura-pop.html - Categorie: Eventi L’autunno torinese si prepara a entrare nel vivo con un calendario capace di riunire mondi molto diversi. Da ottobre a dicembre 2026, Lingotto Fiere ospiterà dieci appuntamenti dedicati al lifestyle, all’arte contemporanea, alla formazione, all’edilizia, alla mobilità e alla cultura pop. I circa 100 mila metri quadrati di spazi interni ed esterni cambieranno configurazione più volte nell’arco di poche settimane. Padiglioni e Oval accoglieranno manifestazioni professionali, congressi internazionali ed eventi aperti al grande pubblico, confermando il ruolo del quartiere fieristico tra i principali punti di riferimento del settore in Italia. Tre manifestazioni aprono contemporaneamente la stagione Il primo momento particolarmente intenso arriverà tra l’8 e l’11 ottobre, quando il Lingotto ospiterà quasi contemporaneamente tre manifestazioni rivolte a pubblici differenti. L’Oval farà da cornice al debutto di Casàlia, nuovo progetto dedicato alla casa, al design e agli stili di vita contemporanei. L’appuntamento occuperà una superficie di circa 20 mila metri quadrati e proverà a mettere in contatto imprese, professionisti e consumatori. Al centro ci saranno le trasformazioni dell’abitare, le nuove esigenze domestiche e le soluzioni elaborate dalle aziende del settore. Dall’8 al 10 ottobre, il Padiglione 1 accoglierà invece il 56° Congresso Internazionale SIDO, punto d’incontro per la comunità ortodontica italiana e internazionale. Il programma autunnale mostrerà così fin dall’inizio la capacità della struttura di passare dal lifestyle alla salute e all’aggiornamento professionale. Il 10 e l’11 ottobre sarà infine il turno di Idea Sposa. La storica manifestazione dedicata al matrimonio occuperà il Padiglione 3 e completerà un fine settimana nel quale ogni spazio avrà una funzione e un’identità differente. Studenti, arte contemporanea e musica d’avanguardia Dopo la partenza dedicata alla casa, alla salute e al settore wedding, l’attenzione si sposterà verso le nuove generazioni. Il 22 e il 23 ottobre il Padiglione 1 ospiterà Campus – Salone dello Studente, iniziativa incentrata sull’orientamento scolastico, universitario e professionale. L’evento coinvolge ogni anno studenti e famiglie, offrendo un’occasione per conoscere percorsi formativi e possibili prospettive per il futuro. Anche in questo caso il Lingotto diventerà un luogo d’incontro, ma con un pubblico e obiettivi completamente diversi rispetto alle manifestazioni precedenti. Alla fine del mese arriverà uno dei passaggi più importanti del calendario. Durante la settimana torinese dell’arte, l’intero quartiere fieristico sarà impegnato in due grandi eventi. Il 30 e il 31 ottobre i primi tre padiglioni ospiteranno il C2C Festival, appuntamento europeo dedicato alla musica d’avanguardia e alla sperimentazione creativa. Nello stesso periodo, dal 30 ottobre al 2 novembre, l’Oval accoglierà Artissima. La fiera italiana interamente dedicata all’arte contemporanea porterà a Torino artisti, gallerie, collezionisti e curatori che arrivano da diversi Paesi. Per alcuni giorni, quindi, musica e arti visive conviveranno in spazi vicini, coinvolgendo l’intero complesso. Novembre tra creatività, edilizia e mobilità Il programma proseguirà a novembre con una nuova trasformazione dei padiglioni. Dal 12 al 15 novembre tornerà Abilmente, il salone rivolto agli appassionati di creatività manuale e hobbistica. Materiali, tecniche e attività pratiche saranno al centro di una manifestazione che richiama una comunità ampia e particolarmente partecipe. Quasi in contemporanea, dal 12 al 14 novembre, l’Oval cambierà nuovamente aspetto per ospitare Restructura. La manifestazione sarà dedicata al recupero edilizio, alla riqualificazione energetica e alle innovazioni applicate al mondo delle costruzioni. La vicinanza temporale tra Abilmente e Restructura dimostra ancora una volta la versatilità del quartiere fieristico. Da una parte ci sarà il pubblico interessato alla manualità e alle attività creative; dall’altra aziende e professionisti potranno confrontarsi sull’evoluzione dell’edilizia. Dal 23 al 25 novembre si svolgerà invece VTM – Vehicle & Transportation Technology Innovation Meetings, evento internazionale rivolto alle imprese e dedicato alle tecnologie per l’automotive e la mobilità. Il calendario passerà così dagli appuntamenti destinati ai consumatori a un incontro B2B altamente specializzato. La cultura pop chiude il calendario di dicembre L’ultimo cambio di scena è previsto per il 12 e il 13 dicembre. Il Lingotto diventerà la sede dell’edizione natalizia di Be Comics! Be Games! , festival dedicato a fumetti, musica, cinema, cosplay, videogiochi e cultura pop. La manifestazione concluderà tre mesi particolarmente intensi, portando negli spazi fieristici appassionati e community provenienti da universi differenti. Sarà una chiusura coerente con un programma costruito proprio sulla varietà: dalla casa all’ortodonzia, dall’orientamento all’arte, passando per edilizia, mobilità e intrattenimento. Il calendario conferma anche l’importanza economica del Lingotto per Torino. Secondo i dati relativi al 2025, la struttura occupa il quarto posto tra 489 poli fieristici italiani per affluenza e spesa del pubblico. La successione degli eventi permette inoltre di alimentare una filiera composta da imprese, fornitori e professionisti, con effetti che non si limitano alle sole giornate di apertura. - Published: 2026-08-26 - Modified: 2026-08-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-cerca-100-volontari-per-la-grande-inaugurazione-di-via-roma-come-candidarsi.html - Categorie: News La nuova via Roma pedonale sarà presentata ufficialmente alla città con una grande festa in programma sabato 12 settembre 2026. Per sostenere l’organizzazione della serata, Torino ha aperto le candidature rivolte a cento persone maggiorenni disponibili a svolgere attività di volontariato. Il loro compito sarà quello di affiancare gli addetti, accogliere il pubblico e fornire informazioni durante i diversi appuntamenti. La manifestazione accompagnerà la riapertura della strada dopo gli interventi di riqualificazione, che hanno interessato la pavimentazione e completato la pedonalizzazione dell’importante asse centrale. Le persone interessate a partecipare come volontarie dovranno compilare l’apposito modulo entro giovedì 3 settembre. Via Roma restituita alla città dopo la riqualificazione L’appuntamento del 12 settembre rappresenterà un momento particolarmente significativo per il centro di Torino. Via Roma sarà infatti restituita pienamente alla cittadinanza dopo i lavori che hanno portato alla completa pedonalizzazione della strada e alla realizzazione di una pavimentazione uniforme in pietra. La trasformazione punta a rafforzare il ruolo della via non soltanto come arteria commerciale, ma anche come luogo destinato agli incontri, alle passeggiate e agli eventi. Il collegamento tra piazza Castello e piazza Carlo Felice assume così una nuova identità, maggiormente orientata alla mobilità pedonale e alla fruizione degli spazi urbani. La festa sarà dedicata a cittadini, commercianti e turisti, chiamati a condividere una serata pensata per celebrare il recupero di uno degli assi più rappresentativi di Torino. L’inaugurazione diventerà quindi l’occasione per mostrare il nuovo volto di via Roma e permettere al pubblico di vivere la strada in una dimensione differente rispetto al passato. Una serata tra musica, animazione e musei aperti Il programma prenderà il via alle 18. 30 con il taglio del nastro. Da quel momento via Roma sarà animata da numerose iniziative gratuite, distribuite lungo il percorso e pensate per coinvolgere un pubblico ampio. Sono previste attività di animazione in strada, musica e proiezioni, alle quali si aggiungeranno le proposte organizzate dai commercianti. Anche i musei parteciperanno alla serata attraverso aperture dedicate, contribuendo a trasformare il centro cittadino in un grande spazio di incontro e intrattenimento. L’obiettivo è creare un evento capace di accompagnare simbolicamente l’inizio della nuova fase di via Roma. La presenza contemporanea di spettacoli, attività culturali e iniziative commerciali dovrebbe attirare un numero consistente di visitatori. Proprio per questa ragione sarà necessario predisporre una rete di assistenza diffusa, in grado di orientare le persone e favorire lo svolgimento ordinato della manifestazione. Cercasi cento volontari maggiorenni Per contribuire all’organizzazione della festa, la città cerca 100 volontarie e volontari che abbiano compiuto 18 anni. L’impegno richiesto coprirà la fascia oraria compresa tra le 17 e le 23 di sabato 12 settembre, iniziando quindi prima dell’apertura ufficiale dell’evento. Le attività assegnate saranno differenti. Alcune persone si occuperanno di fornire informazioni sul programma e di distribuire le mappe della serata a cittadini e turisti. Altre affiancheranno gli addetti al controllo degli accessi e alla gestione dei flussi, soprattutto in corrispondenza delle strade laterali e degli ingressi da piazza Castello e piazza Carlo Felice. Una parte dei volontari collaborerà con il personale incaricato di assistere gli artisti impegnati nell’animazione di strada. Sarà inoltre necessario presidiare desk, chioschi e punti informativi collocati nelle aree considerate strategiche. Tra le possibili mansioni rientra anche la distribuzione di materiali e gadget al pubblico. Non si tratterà dunque di un’unica attività uguale per tutti. La presenza dei volontari servirà a sostenere diversi aspetti dell’organizzazione, dall’accoglienza dei visitatori alla circolazione del pubblico, fino al supporto delle iniziative artistiche. Come presentare la propria candidatura Chi desidera partecipare dovrà compilare il form di iscrizione entro il 3 settembre 2026. La disponibilità richiesta riguarda l’intero turno, previsto dalle 17 alle 23 del giorno dell’inaugurazione. Le persone iscritte saranno successivamente ricontattate dagli organizzatori per prendere parte a una riunione preliminare obbligatoria. L’incontro servirà a illustrare il funzionamento dell’evento, chiarire le responsabilità previste e distribuire le diverse mansioni. L’attività viene realizzata insieme ai progetti di volontariato civico Torino&You, Giovani X Torino, Senior Civico e Volo2006. La chiamata coinvolge quindi esperienze diverse, accomunate dalla volontà di contribuire alla vita della città e alla buona riuscita di un appuntamento destinato a richiamare numerosi visitatori. Per i partecipanti sarà anche un modo concreto di prendere parte alla trasformazione di via Roma. Non soltanto assistendo alla festa, ma collaborando direttamente alla prima grande serata organizzata lungo il nuovo percorso interamente pedonale. - Published: 2026-08-26 - Modified: 2026-08-25 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-della-nascita-2026-alla-reggia-di-venaria-una-giornata-speciale-per-bambini-e-famiglie.html - Categorie: Eventi I Giardini della Reggia di Venaria si preparano ad accogliere una giornata interamente dedicata alle nuove vite e alle loro famiglie. Domenica 20 settembre 2026, dalle 10 alle 19, torna la Festa della Nascita, iniziativa che raggiunge quest’anno la sua sesta edizione. L’appuntamento coinvolgerà genitori, bambini e realtà territoriali in un programma fatto di incontri, laboratori e momenti di condivisione. La manifestazione è rivolta soprattutto ai nuclei familiari con bambine e bambini nati nel 2025 e nel 2026. Lo scopo non è soltanto celebrare simbolicamente il loro arrivo, ma anche presentare ai genitori servizi, attività e opportunità utili durante i primi anni di crescita. Un’intera giornata nei Giardini della Reggia di Venaria La Festa della Nascita si svolgerà nella cornice dei Giardini della Reggia di Venaria, trasformati per l’occasione in un grande spazio dedicato all’incontro tra famiglie. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra 32 Comuni della cintura torinese, compresa la città di Torino, insieme a strutture sanitarie, biblioteche, associazioni e realtà impegnate nei settori della cultura e dell’educazione. Dalle 10 del mattino fino alle 19 saranno organizzate attività ludiche, ricreative e informative. I genitori potranno trascorrere del tempo con i propri figli, conoscere altre famiglie e scoprire le risorse messe a disposizione dal territorio per accompagnare la crescita dei più piccoli. La scelta della Reggia non rappresenta solamente un elemento scenografico. I suoi spazi verdi permetteranno infatti di vivere la giornata in un ambiente aperto, accogliente e adatto alle esigenze dei bambini. La manifestazione vuole così unire la bellezza di un luogo storico alla necessità di costruire occasioni concrete di sostegno alla genitorialità. Il tema del 2026 sarà il valore del tempo condiviso L’edizione 2026 sarà dedicata al tempo, inteso soprattutto come risorsa da offrire ai bambini durante la crescita. Non si parlerà semplicemente della quantità di ore trascorse insieme, ma della qualità dei momenti condivisi all’interno della famiglia. I primi anni di vita sono segnati da cambiamenti molto rapidi. Per i genitori, spesso impegnati a conciliare lavoro, organizzazione domestica e nuove responsabilità, può diventare difficile fermarsi e riconoscere l’importanza delle piccole esperienze quotidiane. La Festa della Nascita proverà a riportare l’attenzione proprio su questi momenti. Le attività proposte inviteranno adulti e bambini a leggere, ascoltare musica, cantare, giocare e sperimentare insieme. Saranno esperienze semplici, pensate anche per essere ripetute a casa. La lettura condivisa, una canzone o un gioco creativo possono infatti trasformarsi in occasioni preziose per rafforzare la relazione e accompagnare lo sviluppo emotivo dei più piccoli. Laboratori, incontri ed esperti a disposizione dei genitori Il programma comprenderà laboratori e attività pensati per coinvolgere direttamente le famiglie. Bambini e adulti non saranno soltanto spettatori, ma potranno partecipare alle diverse esperienze proposte nel corso della giornata. Una parte importante dell’evento sarà riservata all’informazione. I genitori avranno la possibilità di incontrare professionisti e confrontarsi su argomenti legati alla crescita, al benessere familiare e alla vita quotidiana con un bambino piccolo. Saranno affrontati temi come l’allattamento, l’alimentazione equilibrata e i benefici del massaggio infantile. Saranno inoltre presentate le opportunità offerte dalle biblioteche e dagli altri servizi locali. La Festa della Nascita vuole rendere più semplice il contatto tra le famiglie e le realtà che operano nei campi della salute, della cultura e dell’educazione. Molti genitori, infatti, non conoscono completamente i servizi disponibili vicino al proprio luogo di residenza. La manifestazione diventerà quindi anche un punto di orientamento. Accanto all’aspetto festoso ci sarà la possibilità di raccogliere informazioni, fare domande e individuare attività adatte alle diverse esigenze della famiglia. Come partecipare gratuitamente alla Festa della Nascita La partecipazione è gratuita per le famiglie in possesso del Passaporto culturale. L’invito riguarda i bambini nati nel 2025 e nel 2026, accompagnati da due adulti e dagli eventuali fratelli e sorelle. Il Passaporto culturale viene consegnato dai Comuni che partecipano all’iniziativa, ma può anche essere scaricato attraverso il progetto Nati con la Cultura. Potranno prendere parte alla giornata anche le donne che si trovano nell’ultimo trimestre di gravidanza e che hanno ricevuto il Passaporto culturale per la Mamma durante i corsi di accompagnamento alla nascita organizzati nelle strutture torinesi. Per partecipare sarà necessario effettuare la registrazione entro il 18 settembre 2026. Prima di recarsi alla Reggia sarà quindi opportuno completare la procedura richiesta e portare con sé il Passaporto culturale. In presenza di maltempo persistente, la Festa della Nascita non sarà annullata completamente. Il programma verrà ridimensionato e le attività disponibili si svolgeranno negli spazi interni della Reggia. L’appuntamento del 20 settembre offrirà alle famiglie una possibilità non comune: trascorrere una giornata insieme, divertirsi e, nello stesso tempo, conoscere strumenti e servizi utili. La Reggia di Venaria diventerà così un luogo nel quale celebrare l’arrivo dei nuovi nati e ricordare quanto il tempo condiviso possa contribuire al benessere di bambini e genitori. - Published: 2026-08-26 - Modified: 2026-08-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-da-settembre-due-nuovi-punti-informativi-unificati-nelle-circoscrizioni-2-e-7.html - Categorie: News La rete dei servizi pubblici di prossimità si prepara a diventare più capillare a Torino. A partire da settembre entreranno infatti in funzione due nuovi Punti informativi unificati, conosciuti con l’acronimo Più, nelle circoscrizioni 2 e 7. L’obiettivo è portare direttamente nei quartieri un modello già sperimentato a Palazzo Civico, dove cittadini e turisti possono trovare informazioni, assistenza e diversi sportelli tematici riuniti nello stesso spazio. Le prossime aperture rappresentano una nuova tappa di un progetto destinato ad allargarsi ulteriormente. Il programma prevede infatti l’attivazione di altri punti nei mesi successivi, fino a raggiungere tutte le circoscrizioni torinesi. La rete dei Più arriva nei quartieri I due spazi che apriranno a settembre riprenderanno l’impostazione del Punto informativo unificato già presente a Palazzo Civico. Il principio alla base del progetto consiste nel concentrare in un unico luogo attività differenti, in modo da offrire alla popolazione un presidio facilmente riconoscibile sul territorio. L’estensione della rete nelle circoscrizioni 2 e 7 punta soprattutto a rendere più semplice il rapporto tra la cittadinanza e la Pubblica Amministrazione. La presenza di questi punti nei quartieri permetterà di avvicinare i servizi comunali alle persone, mettendo a disposizione un riferimento al quale rivolgersi per ottenere chiarimenti o presentare specifiche richieste. I nuovi Più non saranno rivolti esclusivamente ai residenti. Come avviene nello spazio già operativo a Palazzo Civico, potranno fornire indicazioni e assistenza anche ai turisti. La loro funzione sarà quindi quella di riunire più attività informative e di orientamento, evitando una frammentazione degli sportelli presenti sul territorio. Dai servizi comunali alle informazioni sui trasporti All’interno dei due nuovi Punti informativi unificati sarà possibile ricevere indicazioni sui servizi comunali e circoscrizionali. Gli utenti potranno inoltre rivolgersi all’Urp per presentare segnalazioni e reclami oppure per inoltrare richieste di accesso agli atti. Una parte delle attività sarà dedicata alla mobilità pubblica. Grazie alla presenza dell’Infopoint Gtt, cittadini e visitatori potranno conoscere gli orari e i percorsi dei mezzi di trasporto. In questo modo, nello stesso spazio confluiranno informazioni relative sia agli uffici pubblici sia agli spostamenti all’interno della città. Il modello già attivo a Palazzo Civico comprende anche alcuni sportelli tematici. Tra questi figura il Punto di Facilitazione Digitale, pensato per offrire supporto nell’utilizzo degli strumenti e dei servizi digitali. È presente anche una postazione attraverso la quale richiedere la ristampa dei codici Pin e Puk collegati all’identità digitale. L’offerta include inoltre consulenze gratuite con un avvocato e un commercialista. La varietà delle attività riunite nei Più mostra la volontà di trasformare questi spazi in riferimenti polifunzionali, capaci di accogliere esigenze differenti senza perdere la propria funzione informativa. Un modello sempre più utilizzato dai cittadini La decisione di ampliare la rete arriva dopo una crescita costante degli accessi registrati dal Punto informativo unificato di Palazzo Civico. Nel 2024, anno della sua apertura, lo spazio aveva accolto mediamente 1. 632 utenti al mese. La media mensile è salita a 1. 733 persone nel corso del 2025, per poi raggiungere quota 2. 242 nel 2026. Considerando l’intero periodo, l’incremento è stato pari al 37,37%. I dati indicano quindi un utilizzo progressivamente più intenso del servizio e contribuiscono a spiegare la scelta di portare lo stesso modello anche nelle circoscrizioni. L’aumento degli utenti riguarda uno spazio nel quale convivono attività indirizzate alla cittadinanza, servizi per i turisti e forme di assistenza più specialistiche. L’apertura di due nuove sedi consentirà ora di sperimentare questa formula direttamente nei quartieri, mantenendo l’impostazione unificata che caratterizza il progetto. Il progetto proseguirà nelle altre circoscrizioni Le aperture previste nelle circoscrizioni 2 e 7 non esauriranno il piano. Nei prossimi mesi la rete continuerà a svilupparsi con l’attivazione di altri Più, fino a estendere gradualmente il modello a tutte le circoscrizioni di Torino. La riqualificazione dei primi due spazi territoriali è stata resa possibile dal sostegno di Iren. La società finanzia l’intero progetto dei Punti informativi unificati nelle circoscrizioni attraverso un contributo di 280mila euro. La direzione intrapresa è dunque quella di costruire una rete distribuita, nella quale ogni quartiere possa disporre di un luogo identificabile per informazioni, segnalazioni, servizi digitali e orientamento. Con le aperture di settembre, il progetto compirà il primo passo concreto fuori da Palazzo Civico, avvicinando il sistema dei Più alla vita quotidiana dei diversi territori torinesi. - Published: 2026-08-25 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/il-politecnico-di-torino-sviluppa-un-software-che-anticipa-il-colpo-di-sonno.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Il colpo di sonno rappresenta uno dei pericoli più difficili da riconoscere mentre si guida. Spesso i segnali evidenti, come la chiusura delle palpebre o l’inclinazione della testa, compaiono quando la capacità di controllare il veicolo è già compromessa. Per intervenire prima, il Politecnico di Torino sta lavorando a un software capace di individuare i cambiamenti fisiologici che accompagnano il passaggio dalla veglia al sonno. La tecnologia analizza soprattutto battito cardiaco e respirazione, con l’obiettivo di avvertire il conducente prima dell’addormentamento vero e proprio. Il sistema contactless è ancora in fase di sviluppo e validazione, ma potrebbe diventare una nuova forma di assistenza alla guida. Un allarme che può arrivare fino a 15 minuti prima Molti dispositivi già presenti sulle automobili intervengono quando rilevano movimenti insoliti del volante, deviazioni dalla corsia o particolari variazioni nella posizione degli occhi e della testa. Si tratta di indicatori importanti, che però possono manifestarsi quando la sonnolenza è ormai avanzata. Il progetto torinese segue un approccio differente. Il software prova a riconoscere la fase nella quale l’organismo comincia a scivolare dalla veglia verso il sonno, osservando come cambiano alcuni parametri cardio-respiratori. In presenza di una combinazione compatibile con un rischio crescente, il sistema può attivare un segnale acustico. Secondo le indicazioni diffuse sul progetto, il margine di previsione può variare da circa un minuto a un quarto d’ora. L’anticipo non è quindi identico per tutti, perché dipende dalle condizioni e dal livello di affaticamento della persona. Il tempo guadagnato dovrebbe consentire al conducente di reagire e raggiungere un luogo sicuro nel quale fermarsi. Battito e respirazione rilevati attraverso il volto Uno degli elementi più interessanti della ricerca riguarda la possibilità di controllare i parametri fisiologici senza applicare sensori sul corpo. Una piccola telecamera rivolta verso il conducente osserva il volto e registra variazioni cromatiche della pelle praticamente invisibili all’occhio umano. Questi cambiamenti sono provocati dal passaggio del sangue e permettono all’algoritmo di ricostruire la frequenza cardiaca in tempo reale. La tecnica, chiamata fotopletismografia per immagini, si concentra soprattutto sulle parti scoperte del viso, come fronte e guance. Dall’elaborazione dei dati possono essere ricavate informazioni sull’andamento del battito e della respirazione. Il software non si limita a contare le pulsazioni. Cerca invece di riconoscere l’evoluzione dei parametri associata all’avvicinarsi del sonno. Questo metodo può offrire informazioni più complete rispetto al semplice controllo delle palpebre, anche perché un breve episodio di microsonno può verificarsi senza che gli occhi risultino completamente chiusi. I test con dispositivi indossabili e simulatore di guida Il progetto viene portato avanti dal Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, in collaborazione con SAT – Sleep Advice Technologies, realtà torinese attiva nel monitoraggio della stanchezza. Durante le prove vengono utilizzati dispositivi indossabili e un polisonnigrafo, apparecchio impiegato per registrare dati cardio-respiratori ed elettroencefalografici. Il tracciato viene esaminato da un medico, così da individuare il momento effettivo dell’addormentamento e confrontarlo con la previsione elaborata dall’algoritmo. I wearable hanno dunque una funzione importante nella verifica dei risultati ottenuti dalla telecamera. L’obiettivo finale, tuttavia, è arrivare a un sistema interamente contactless. Il meccanismo di avviso potrebbe inoltre essere graduale: un primo segnale richiamerebbe l’attenzione quando compaiono i sintomi iniziali della stanchezza, mentre un allarme più insistente scatterebbe in presenza di una sonnolenza ormai crescente. Dallo smartwatch alle automobili di nuova produzione Accanto alla soluzione studiata dal Politecnico, SAT ha già sviluppato tecnologie che elaborano i dati raccolti dagli smartwatch. Nel 2025 alcuni autisti professionali sono stati coinvolti in una sperimentazione con dispositivi Garmin, utilizzati per registrare la frequenza cardiaca e la sua variabilità durante gli spostamenti. La ricerca può quindi procedere lungo due direzioni. La prima prevede l’impiego di un dispositivo indossabile, soluzione utilizzabile anche sui veicoli meno recenti. La seconda punta all’integrazione di una telecamera direttamente nell’abitacolo delle automobili di nuova produzione. In questo scenario, il controllo avverrebbe automaticamente e senza richiedere azioni particolari al conducente. Prima di una possibile diffusione su larga scala, però, sarà necessario verificare il funzionamento in condizioni diverse di illuminazione, movimento, temperatura e posizione del volto. Un aiuto alla prevenzione che non sostituisce il riposo Il valore del progetto consiste nella possibilità di passare da un sistema reattivo a uno predittivo. Invece di aspettare i segnali più evidenti dell’addormentamento, la tecnologia proverebbe a riconoscere in anticipo il momento di maggiore rischio. L’allarme non deve comunque essere interpretato come un’autorizzazione a proseguire il viaggio. Musica ad alto volume, caffè o aria fresca possono fornire soltanto uno stimolo momentaneo. Quando arriva la sonnolenza, la scelta realmente sicura rimane quella di fermarsi e riposare. Il software potrebbe offrire proprio il tempo necessario per farlo prima che sia troppo tardi. - Published: 2026-08-25 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/piemonte-primo-in-italia-per-potenza-delle-comunita-energetiche-torino-e-cuneo-guidano-la-crescita.html - Categorie: Innovazione Il Piemonte conquista un primato importante nel settore dell’energia condivisa. La regione risulta infatti prima in Italia per la potenza sviluppata attraverso le Comunità energetiche rinnovabili, un modello che permette a famiglie, imprese, condomini ed enti locali di produrre e condividere elettricità proveniente da fonti pulite. A sostenere questa crescita sono soprattutto Torino e Cuneo, due province vicine che hanno seguito strade differenti. Il risultato appare significativo, ma rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che dovrà fare i conti con la riduzione dei finanziamenti, l’aumento dei prezzi energetici e la scarsa efficienza di molti edifici. Il Piemonte conquista il primato nazionale Una rilevazione diffusa da Confartigianato attribuisce al Piemonte 124 Comunità energetiche rinnovabili, per una potenza complessiva di 25,6 megawatt. Altre regioni possono contare su un numero superiore di configurazioni, ma nessuna raggiunge la stessa capacità produttiva. La fotografia diventa ancora più ampia prendendo in considerazione il rapporto energetico regionale basato sui dati del GSE. Alla fine del 2025 risultavano attive 288 Comunità energetiche per 48,8 megawatt complessivi. Includendo anche i gruppi di autoconsumatori e le altre forme di condivisione, il totale arrivava a 392 configurazioni. Le due rilevazioni non sono necessariamente in contrasto. Le differenze dipendono dal periodo preso in esame, dalle definizioni adottate e dalle configurazioni inserite nel conteggio. Il dato più rilevante resta comunque la posizione raggiunta dal Piemonte, che concentrerebbe quasi il 28% della potenza nazionale associata alle CER. Torino e Cuneo seguono due modelli differenti Una parte consistente dello sviluppo piemontese si concentra nelle province di Torino e Cuneo. Il Torinese dispone di 43 comunità energetiche, capaci di produrre complessivamente circa 5 megawatt. Nel Cuneese le configurazioni sono 38, ma la potenza raggiunge approssimativamente i 10 megawatt. Il confronto mostra due modi diversi di organizzare l’energia condivisa. A Cuneo ogni comunità sviluppa in media circa 263 kilowatt, mentre a Torino il valore si ferma intorno ai 116 kilowatt. La provincia di Cuneo sembra quindi orientata verso impianti mediamente più grandi, favoriti anche dalla presenza di aziende agricole, capannoni e aree produttive. Nel territorio torinese prevale invece una rete più capillare. Le configurazioni possono coinvolgere condomini, piccoli servizi e realtà urbane di prossimità. La potenza media è inferiore, ma il numero delle comunità risulta più elevato. Queste differenze dimostrano che non esiste un solo modello: ogni progetto può essere adattato alle caratteristiche economiche, geografiche e demografiche del territorio. Energia condivisa contro l’aumento dei prezzi La crescita delle Comunità energetiche assume un valore ancora maggiore in una fase segnata dal rincaro delle forniture. Tra febbraio e maggio 2026, elettricità e gas hanno registrato in Piemonte un aumento complessivo del 7,7%, quasi identico al 7,8% rilevato a livello nazionale. Nell’Unione europea la crescita si è invece fermata allo 0,3%. A maggio i beni energetici hanno inoltre mostrato un incremento annuo del 12%. Oscillazioni di questa portata possono incidere soprattutto sulle piccole imprese, che dispongono spesso di margini più contenuti. Produrre localmente una parte dell’elettricità necessaria permette di ridurre l’esposizione alle variazioni del mercato, offrendo una maggiore stabilità a famiglie, attività produttive e amministrazioni. Il passaggio dalle iniziative locali a un sistema più strutturato rischia però di essere rallentato dalla diminuzione delle risorse. I fondi del PNRR destinati alle Comunità energetiche e all’autoconsumo sono passati da 2,2 miliardi a 795,5 milioni di euro, con una riduzione vicina al 64%. Il contributo disponibile può coprire fino al 40% delle spese sostenute per gli impianti ammessi e riguarda gli interventi nei Comuni con meno di 50 mila abitanti. Una condizione particolarmente rilevante per il Piemonte, dove sono presenti numerosi centri piccoli e medi. Il primato non basta per raggiungere gli obiettivi energetici Nonostante il risultato nazionale, il peso delle Comunità energetiche rimane limitato rispetto agli obiettivi assegnati alla regione. Tra il 2021 e il 2030 il Piemonte dovrà installare 4. 991 megawatt aggiuntivi di potenza rinnovabile. I 48,8 megawatt collegati alle CER alla fine del 2025 rappresentavano meno dell’1% di questo traguardo. Un’altra criticità riguarda le condizioni degli edifici. Alla fine del 2025 il rapporto regionale censiva quasi 900 mila attestati di prestazione energetica validi. La classe più diffusa era la F e circa l’80% degli immobili certificati apparteneva alle categorie comprese tra D e G. Anche tra gli attestati rilasciati nel corso del 2025, le classi E, F e G costituivano ancora il 61,6% del totale. Produrre elettricità rinnovabile non è sufficiente se abitazioni, negozi e capannoni continuano a consumarne e disperderne una quantità elevata. Per questa ragione, Comunità energetiche e riqualificazione degli immobili dovranno avanzare insieme. Da una parte occorrerà aumentare l’autoproduzione locale; dall’altra sarà necessario ridurre i consumi degli edifici meno efficienti. Il Piemonte parte da una posizione favorevole, con Torino orientata verso reti diffuse e Cuneo caratterizzata da configurazioni più potenti. Il passaggio decisivo sarà trasformare queste esperienze in una componente stabile del sistema energetico, sostenuta da finanziamenti prevedibili, reti adeguate e una programmazione di lungo periodo. - Published: 2026-08-25 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/venditori-abusivi-nel-centro-di-torino-controlli-piu-che-raddoppiati-nel-2026.html - Categorie: News A Torino cresce l’attenzione nei confronti del commercio abusivo, soprattutto lungo le vie dello shopping e nelle aree frequentate dai turisti. I dati relativi ai primi sei mesi del 2026 mostrano un netto aumento delle verifiche: entro il 30 giugno sono stati effettuati 165 controlli, mentre per tutto il 2025 ne erano stati registrati 73. L’attività ha portato al ritiro di centinaia di articoli venduti senza autorizzazione o risultati contraffatti. Controlli in forte aumento nei primi sei mesi del 2026 Il dato più significativo riguarda la frequenza degli interventi. Le 165 verifiche realizzate tra gennaio e giugno 2026 rappresentano più del doppio dei 73 controlli indicati per l’intero anno precedente. L’incremento evidenzia una presenza più costante nelle zone considerate maggiormente esposte al fenomeno. I servizi si concentrano principalmente nel centro storico, dove il commercio tradizionale si incontra con un passaggio quotidiano particolarmente intenso. Le vie dello shopping attirano residenti e visitatori, mentre le aree vicine ai musei raccolgono un elevato numero di turisti. Sono proprio questi luoghi a offrire maggiori opportunità a chi propone vestiti, accessori o piccoli souvenir senza disporre delle necessarie autorizzazioni. Non tutti i controlli, però, terminano con il ritiro della merce. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati eseguiti 11 sequestri su 165 verifiche, una quota pari a circa il 6,7%. Il numero degli interventi, dunque, non coincide automaticamente con quello dei sequestri. Da via Garibaldi al Museo Egizio, le zone monitorate Tra le strade interessate compare via Garibaldi, uno dei punti più frequentati per lo shopping nel centro di Torino. Qui i prodotti vengono spesso collocati sopra teli stesi direttamente a terra. Tra gli articoli proposti si trovano soprattutto abiti, borse e occhiali da sole, con la presenza in alcuni casi anche di merce contraffatta. L’utilizzo dei teli permette di raccogliere rapidamente tutto ciò che è esposto e di spostarsi quando iniziano i controlli. La mobilità rappresenta infatti una delle caratteristiche principali di questo tipo di vendita, rendendo necessari servizi ripetuti nel corso del tempo. Il fenomeno è visibile anche in via Accademia delle Scienze, davanti al Museo Egizio. In questa zona l’offerta è indirizzata soprattutto ai turisti e comprende calamite, ventagli, accendini e altri souvenir. Un’altra area monitorata è piazza Carlo Alberto, nelle vicinanze del Museo del Risorgimento. In piazza Carlo Alberto vengono impiegati anche piccoli banchi improvvisati. Alcuni prodotti sono fissati con spaghi ed elastici a cassette della frutta, così che l’intera struttura possa essere spostata in pochi istanti. Modalità differenti, ma accomunate dalla possibilità di abbandonare velocemente il punto scelto per la vendita. Oltre 1. 200 prodotti sequestrati in un anno e mezzo L’intensificazione delle verifiche ha portato al ritiro di una quantità consistente di merce. Nel solo primo semestre del 2026 sono stati sequestrati 581 beni. Considerando invece l’ultimo anno e mezzo, il totale supera i 1. 200 articoli, distribuiti nell’ambito di 23 sequestri. I prodotti ritirati appartengono a categorie diverse. Accanto agli oggetti venduti senza autorizzazione compaiono articoli contraffatti, in particolare nel settore dell’abbigliamento, degli accessori e degli occhiali. Nelle zone turistiche, invece, risultano particolarmente diffusi gli oggetti di piccole dimensioni destinati ai visitatori. La quantità dei beni sequestrati può variare notevolmente da un intervento all’altro. Undici sequestri effettuati nei primi sei mesi del 2026 hanno infatti consentito di ritirare 581 prodotti, confermando come un singolo banco improvvisato possa contenere numerosi articoli. Vendita abusiva e contraffazione sono fenomeni differenti La vendita senza autorizzazione e la contraffazione non indicano necessariamente la stessa irregolarità. Nel primo caso il problema riguarda l’assenza dei permessi richiesti per svolgere l’attività commerciale. Nel secondo, invece, vengono proposti prodotti che imitano marchi o articoli originali. Le due situazioni possono presentarsi contemporaneamente, ma non devono essere considerate automaticamente coincidenti. Il commercio abusivo coinvolge anche il rapporto con le attività regolari del centro. I negozi devono affrontare affitti, utenze, imposte e diversi costi di gestione, mentre chi vende in strada opera attraverso un circuito completamente differente. Per questo il fenomeno viene segnalato da tempo da chi lavora rispettando le regole. Nelle aree vicine ai musei entra in gioco anche la gestione degli spazi frequentati dai visitatori. Via Garibaldi, l’area del Museo Egizio e piazza Carlo Alberto rimangono così tra i punti maggiormente sorvegliati. I dati del 2026 mostrano che i controlli sono diventati più frequenti e che l’attenzione continuerà a concentrarsi nei luoghi dove flussi turistici e attività commerciali si sovrappongono. - Published: 2026-08-25 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/scuola-in-piemonte-il-rientro-si-avvicina-lezioni-al-via-lunedi-14-settembre.html - Categorie: News Il ritorno tra i banchi si avvicina per gli studenti piemontesi. Il calendario scolastico regionale ha già definito l’intero percorso dell’anno 2026-2027, dalla prima campanella alle principali sospensioni delle attività didattiche. La data da cerchiare è lunedì 14 settembre 2026, quando le aule torneranno a riempirsi e inizierà ufficialmente un nuovo ciclo di lezioni. La partenza di lunedì porterà gli studenti ad affrontare immediatamente una settimana completa. Il calendario contiene inoltre tutte le indicazioni relative alle vacanze di Natale, al Carnevale, alla Pasqua e alle altre festività previste durante l’anno. Anche la conclusione delle lezioni è stata fissata: l’ultimo giorno di scuola sarà giovedì 10 giugno 2027. Il ritorno in classe è previsto per il 14 settembre La prima campanella dell’anno scolastico 2026-2027 suonerà dunque lunedì 14 settembre. Si tratta di un avvio collocato all’inizio della settimana, senza giornate intermedie prima del primo fine settimana. Gli alunni entreranno quindi subito nel normale ritmo delle attività previste dal proprio istituto. Il conto alla rovescia coinvolge tutte le scuole del Piemonte, comprese quelle che organizzano le lezioni dal lunedì al sabato e gli istituti che adottano la settimana corta, con attività concentrate fino al venerdì. Pur seguendo due differenti distribuzioni settimanali, entrambe le formule dovranno rispettare le date di apertura, sospensione e chiusura stabilite dal calendario regionale. L’avvio di settembre rappresenterà il primo appuntamento di un percorso che proseguirà fino all’inizio di giugno. Nel mezzo ci saranno diverse pause, distribuite tra la parte conclusiva del 2026 e i primi mesi del 2027. Il numero complessivo dei giorni di lezione La quantità di giornate scolastiche cambia in base all’organizzazione settimanale adottata. Negli istituti in cui si frequenta dal lunedì al sabato sono previsti 206 giorni di lezione. La cifra tiene conto dell’intera durata dell’anno, delle festività e delle sospensioni già inserite nel programma regionale. Per le scuole che applicano la settimana corta, con lezioni dal lunedì al venerdì, il totale scende invece a 173 giorni. La differenza deriva dalla diversa distribuzione delle attività durante la settimana, ma non modifica i principali momenti condivisi del calendario. L’inizio, la fine dell’anno e le vacanze indicate a livello regionale resteranno quindi punti di riferimento comuni. Ogni periodo è stato collocato con date precise, permettendo di ricostruire fin da ora l’andamento dell’intero anno scolastico piemontese. Il primo ponte arriverà a dicembre Dopo l’avvio del 14 settembre, il primo periodo di interruzione sarà quello collegato alla festa dell’Immacolata. Le attività scolastiche si fermeranno lunedì 7 e martedì 8 dicembre 2026. Sarà dunque il primo stop previsto dal calendario dopo quasi tre mesi dall’apertura delle scuole. Poco più avanti arriveranno le vacanze natalizie. La pausa comincerà mercoledì 23 dicembre 2026 e terminerà mercoledì 6 gennaio 2027. Le lezioni riprenderanno dopo l’Epifania, aprendo la seconda parte dell’anno scolastico. Il calendario offre così una successione chiara: prima il ponte dell’Immacolata, poi l’interruzione più lunga legata al Natale. Entrambe le pause coinvolgeranno gli istituti con settimana lunga e quelli organizzati dal lunedì al venerdì. Carnevale e Pasqua, le sospensioni del 2027 Dopo le festività natalizie, il successivo appuntamento sarà rappresentato dal Carnevale. In Piemonte le lezioni saranno sospese da sabato 6 a mercoledì 10 febbraio 2027. La pausa comprenderà quindi più giornate consecutive, prima del ritorno alle normali attività scolastiche. Nel mese successivo arriveranno le vacanze pasquali. Gli studenti resteranno a casa da giovedì 25 a martedì 30 marzo 2027. Anche in questo caso il calendario stabilisce con precisione sia l’inizio sia la conclusione dell’interruzione. Sono inoltre previste le chiusure legate alla Festa del Lavoro, che cade il 1° maggio, e alla Festa della Repubblica del 2 giugno. A queste date si aggiunge la ricorrenza del Santo Patrono, quando coincide con una giornata normalmente destinata alle lezioni. L’ultimo giorno di scuola sarà il 10 giugno Dopo la festività del 2 giugno resteranno pochi giorni prima della conclusione dell’anno scolastico. Le attività termineranno ufficialmente giovedì 10 giugno 2027, data scelta come ultimo giorno di lezione in Piemonte. Il calendario 2026-2027 è quindi completamente delineato: si partirà il 14 settembre e si proseguirà fino al 10 giugno, attraversando le pause dell’Immacolata, del Natale, del Carnevale e della Pasqua. Studenti e scuole possono così conoscere in anticipo tutti i principali appuntamenti che accompagneranno il nuovo anno tra lezioni, festività e sospensioni programmate. - Published: 2026-08-24 - Modified: 2026-08-24 - URL: https://www.torinofree.it/guide/corrosione-per-pitting-cose-la-vaiolatura-dellacciaio-inox.html - Categorie: Guide utili Riconoscere e prevenire la vaiolatura dell’acciaio inossidabile Venerdì 12 giugno 2026 l’Università di Ferrara ha riunito ricercatori, docenti e rappresentanti dell’industria per celebrare i 70 anni del Centro di Studi sulla Corrosione e Metallurgia “Aldo Daccò”. Durante la giornata, ospitata nel Polo Scientifico e Tecnologico dell’ateneo, è stata consegnata la XLIV edizione del Premio Aldo Daccò, istituito dall’Associazione Italiana di Metallurgia e sostenuto dalla Fondazione Aldo e Cele Daccò per valorizzare i contributi scientifici nel settore metallurgico. Il Centro, fondato nel 1956 dal professor Leo Cavallaro con il sostegno dell’imprenditore Aldo Daccò, resta un punto di riferimento nazionale per lo studio dei meccanismi di corrosione, un tema che riguarda da vicino chi progetta, produce o seleziona componenti in acciaio inossidabile. Tra le forme di degrado più studiate dal Centro c’è proprio la corrosione per pitting, chiamata in italiano anche vaiolatura: un fenomeno che può compromettere la tenuta di un componente anche quando l’acciaio appare, a un primo sguardo, perfettamente integro. Cos’è la corrosione per pitting (vaiolatura) La corrosione per pitting è una forma di corrosione localizzata che nasce da un punto di innesco superficiale e scava progressivamente piccole cavità nel materiale, fino a poterlo perforare. A differenza della corrosione generalizzata, che intacca in modo uniforme l’intera superficie, il pitting concentra l’attacco in aree ristrette, spesso millimetriche, lasciando intatto il resto del componente. L’acciaio inossidabile deve la sua resistenza alla corrosione a un sottile strato passivo di ossido di cromo, che si forma spontaneamente a contatto con l’ossigeno. Quando questo strato si rompe in un punto preciso, per la presenza di cloruri, di un difetto superficiale o di una contaminazione, si innesca una piccola cella elettrochimica: l’area danneggiata diventa anodica e comincia a dissolversi, mentre l’area circostante, ancora passivata, funziona da catodo. Il risultato è una cavità che si allarga in profondità più velocemente di quanto si allarghi in superficie. Vaiolatura e pitting indicano lo stesso fenomeno corrosivo. Il termine inglese è più diffuso nella letteratura tecnica internazionale, mentre in italiano prevale vaiolatura o, meno spesso, corrosione alveolare o puntiforme. Come si riconosce il pitting sull’acciaio inox Il pitting si manifesta con piccoli fori o crateri sulla superficie, spesso circondati da un alone scuro dovuto ai prodotti di corrosione. Le dimensioni dei pit variano da pochi micrometri a diversi millimetri e, in molti casi, il danno reale in profondità supera quello visibile in superficie: un foro minuscolo può nascondere una cavità molto più estesa sotto lo strato superficiale. I segnali più frequenti sono: macchie puntiformi o crateri isolati, distribuiti in modo irregolare; alone scuro o rossastro attorno al punto di attacco; comparsa localizzata in zone con ristagni di liquido, saldature o interstizi; assenza di corrosione diffusa sul resto del componente, che resta visivamente integro. Il pitting viene spesso confuso con la corrosione interstiziale (crevice corrosion), un fenomeno simile che si sviluppa però in fessure, sotto guarnizioni o tra superfici a contatto, dove il ricambio di ossigeno è limitato. I due fenomeni condividono lo stesso meccanismo elettrochimico di innesco, ma il pitting può manifestarsi anche su superfici libere ed esposte, mentre la corrosione interstiziale ha bisogno di una geometria che limiti l’aerazione. Quali sono le cause della corrosione per pitting La vaiolatura è quasi sempre il risultato di più fattori concorrenti: la composizione chimica dell’acciaio, l’ambiente di esercizio, la finitura superficiale e le lavorazioni subite dal componente. Il ruolo dei cloruri e degli ambienti aggressivi Gli ioni cloruro sono la causa più comune di innesco del pitting sugli acciai inossidabili. Si concentrano nei punti in cui il film passivo presenta una micro-discontinuità e ne accelerano la rottura locale. L’ambiente marino, gli impianti che trattano acqua salmastra e i processi chimici con soluzioni clorurate rappresentano quindi i contesti a rischio più elevato. La temperatura amplifica l’effetto: più l’ambiente è caldo, più si abbassa la soglia di concentrazione di cloruri necessaria a innescare l’attacco. La letteratura scientifica descrive l’innesco del pitting come il superamento contemporaneo di tre condizioni: una concentrazione critica di cloruri, un potenziale elettrochimico superiore al cosiddetto potenziale di pitting e un tempo di esposizione sufficiente a superare il tempo di incubazione del fenomeno, come descritto in un approfondimento pubblicato sulla rivista La Metallurgia Italiana dell’Associazione Italiana di Metallurgia. Rugosità superficiale e finitura del materiale Una superficie ruvida offre più punti di innesco per il pitting rispetto a una superficie liscia. Le micro-valli del profilo superficiale trattengono cloruri, polveri e residui di lavorazione, e creano zone povere di ossigeno che diventano anodiche rispetto alle aree circostanti più esposte. Questo squilibrio, noto come cella di aerazione differenziale, è uno dei meccanismi più comuni di innesco della corrosione localizzata. Per questo motivo la lucidatura, la passivazione e l’elettro-lucidatura, oltre a migliorare l’aspetto estetico, riducono in modo concreto il rischio di vaiolatura. Contaminazioni ferrose, saldature e trattamenti termici Le contaminazioni ferrose, dovute per esempio all’uso di utensili non dedicati o al contatto con acciaio al carbonio, alterano la composizione chimica dello strato superficiale e creano punti deboli nel film passivo. Le saldature richiedono attenzione particolare: le zone termicamente alterate possono subire precipitazioni di fasi intermetalliche o variazioni nel rapporto tra austenite e ferrite negli acciai duplex, soprattutto quando restano per tempi prolungati in un intervallo di temperatura compreso tra 550 e 1050 gradi centigradi. Geometria e progettazione dei componenti Interstizi, spigoli vivi, zone di ristagno del liquido e geometrie che favoriscono l’accumulo di depositi aumentano la probabilità di innesco del pitting. Una progettazione che eviti punti morti e favorisca il drenaggio riduce il rischio già in fase di disegno del componente. PREN: come si misura la resistenza alla vaiolatura degli acciai inox Il PREN (Pitting Resistance Equivalent Number) è un indice empirico che stima la resistenza di un acciaio inossidabile alla corrosione per pitting in ambienti clorurati, a partire dalla sua composizione chimica. Si calcola con la formula: PREN = %Cr + 3,3 × %Mo + 16 × %N Alcune varianti della formula includono anche il tungsteno: PREN = %Cr + 3,3 × (%Mo + 0,5 × %W) + 16 × %N. Più alto è... - Published: 2026-08-24 - Modified: 2026-08-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-passione-cinema-senza-stagioni-480-mila-presenze-durante-lestate.html - Categorie: Eventi L’idea di un cinema destinato a svuotarsi con l’arrivo del caldo viene smentita dai risultati registrati a Torino. L’estate del 2026 ha riportato nelle sale un pubblico numeroso, trasformando un periodo tradizionalmente complicato in una stagione particolarmente vivace. Il bilancio ha raggiunto 480 mila spettatori, mentre luglio, con circa 210 mila biglietti venduti, ha segnato una crescita superiore al 70% rispetto allo stesso mese del 2025. Numeri che ricordano quelli delle festività natalizie e mostrano quanto siano cambiate le abitudini del pubblico. A Torino il cinema non va più in vacanza Il dato più sorprendente riguarda proprio luglio. In un solo mese i cinema torinesi hanno accolto circa 210 mila persone, superando nettamente il risultato ottenuto dodici mesi prima. L’aumento di oltre il 70% non può essere considerato una semplice oscillazione occasionale, perché si inserisce in un andamento positivo che interessa l’intera stagione. Per molto tempo l’estate è stata vista come una fase di rallentamento. Le giornate più lunghe, le partenze per le vacanze e le numerose attività all’aperto sembravano destinate a ridurre l’interesse verso il grande schermo. I dati del 2026 raccontano però una situazione diversa. Quando la programmazione propone film capaci di attirare l’attenzione, il pubblico è disposto a frequentare le sale anche nei mesi più caldi. Le 480 mila presenze complessive confermano così la forza di un’esperienza che conserva una propria identità. Il cinema riesce ancora a trasformare l’uscita di un film in un appuntamento collettivo, soprattutto quando sullo schermo arrivano produzioni molto attese. Luglio da primato anche nel resto d’Italia Il fenomeno non riguarda soltanto Torino. A livello nazionale, luglio ha prodotto 61,2 milioni di euro di incassi e portato nelle sale 7,74 milioni di spettatori. Si è trattato del miglior luglio mai registrato dal mercato cinematografico italiano. Il confronto con il passato assume un significato importante. La stagione estiva non appare più come una parentesi da attraversare in attesa dell’autunno, ma può diventare una parte centrale del calendario cinematografico. I risultati suggeriscono che la domanda esiste e può crescere rapidamente quando incontra titoli adeguati. Il successo nazionale rafforza quindi quanto osservato nel capoluogo piemontese. Le persone non hanno abbandonato la sala e nemmeno sostituito completamente l’uscita al cinema con la visione domestica. Al contrario, continuano a cercare film che meritino di essere visti su uno schermo di grandi dimensioni e in un ambiente capace di valorizzarne immagini e suoni. Odissea e Spider-Man trascinano il botteghino Una parte decisiva del risultato è legata alla programmazione. Odissea e Spider-Man: Brand New Day hanno richiamato un pubblico molto ampio, diventando i principali motori del botteghino estivo. Due produzioni spettacolari, costruite per offrire il massimo proprio all’interno di una sala cinematografica. Il loro successo dimostra l’importanza dei film-evento. La curiosità generata prima dell’uscita, la riconoscibilità dei personaggi e la dimensione visiva spingono molte persone a non aspettare il successivo arrivo sulle piattaforme digitali. Vedere un titolo molto atteso insieme ad altri spettatori rimane un’esperienza diversa da quella offerta dal televisore di casa. Dal 19 agosto si è aggiunto anche Oceania, capace di conquistare rapidamente il primo posto nel box office giornaliero. Il 22 agosto aveva già superato i 4,1 milioni di euro. L’arrivo di un nuovo titolo forte ha quindi permesso alla stagione di proseguire senza perdere slancio. Tecnologia e comfort rafforzano l’esperienza in sala La programmazione, da sola, non spiega interamente il risultato. Negli ultimi anni molte strutture hanno migliorato la qualità dell’esperienza attraverso schermi più grandi, impianti audio evoluti e poltrone più comode. Sono elementi che aumentano la distanza tra la sala cinematografica e la normale visione domestica. Durante le giornate caratterizzate da temperature elevate assume inoltre un ruolo rilevante il comfort climatico. Un ambiente fresco e accogliente può diventare una valida alternativa alle attività all’aperto nelle ore più calde. Il cinema si trasforma così in un luogo nel quale trascorrere alcune ore, oltre che in uno spazio dedicato alla proiezione di un film. Il pubblico sembra premiare proprio questa combinazione: grandi produzioni, qualità tecnica e comodità. La sala conserva la propria competitività quando riesce a proporre qualcosa che difficilmente può essere riprodotto integralmente dentro casa. Resta la riflessione sulla presenza italiana Il quadro positivo presenta però un elemento sul quale il settore dovrà riflettere. Nel luglio del 2026 nessun film italiano è entrato nella Top 10 nazionale degli incassi. Le produzioni del Paese hanno raccolto appena 1,35 milioni di euro, pari al 2,21% del mercato. Considerando anche le coproduzioni, il risultato arriva a circa 1,9 milioni. Il confronto con luglio 2025, quando la quota era stata del 7,4%, rende ancora più evidente la difficoltà. Il pubblico ha dimostrato di voler frequentare le sale durante l’estate, ma l’offerta nazionale non è riuscita a intercettare questa disponibilità. Il tema riguarda quindi anche il calendario delle uscite e la scelta dei titoli da proporre nei mesi centrali dell’anno. Intanto la programmazione prosegue. Il 26 agosto arriveranno The Dog Stars – Le stelle dopo la fine e l’action thriller La vendetta perfetta – Bear Country. Due nuove uscite chiamate a sostenere un’estate che ha già cambiato molti luoghi comuni. Torino, con 480 mila spettatori e sale affollate come nei periodi festivi, mostra che il cinema può funzionare in ogni stagione, purché riesca a offrire al pubblico motivi concreti per tornare davanti al grande schermo. - Published: 2026-08-24 - Modified: 2026-08-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/bancarellando-2026-a-monteu-da-po-espositori-cercasi-per-levento-del-4-ottobre.html - Categorie: Eventi Monteu da Po si prepara ad accogliere una nuova edizione di Bancarellando, il mercato-evento organizzato in occasione della Festa Patronale. L’appuntamento, giunto al suo terzo anno, si svolgerà domenica 4 ottobre in Piazza Bava e coinvolgerà associazioni, hobbisti, commercianti e artigiani. La manifestazione accompagnerà i festeggiamenti dedicati alla Madonna del Rosario, offrendo a residenti e visitatori una giornata da trascorrere tra bancarelle e realtà del territorio. Per gli espositori interessati sono già aperte le iscrizioni, che dovranno essere presentate entro il 25 settembre. I posti disponibili, tuttavia, sono limitati. Un mercato-evento nel cuore di Monteu da Po Bancarellando tornerà ad animare Piazza Bava dalle 10 alle 18 di domenica 4 ottobre. La manifestazione è promossa dal Comune di Monteu da Po con l’obiettivo di arricchire il programma della Festa Patronale e creare un nuovo momento di incontro per la comunità. L’iniziativa rappresenta anche un’occasione per dare visibilità alle attività produttive e alle associazioni presenti sul territorio. Le bancarelle permetteranno infatti di riunire, all’interno dello stesso spazio, esperienze differenti ma accomunate dal legame con il commercio, l’artigianato e la partecipazione locale. La scelta di Piazza Bava contribuisce a inserire l’evento nel centro della vita cittadina. Per l’intera giornata, questo spazio diventerà il punto di riferimento della terza edizione del mercatino, inserito all’interno delle celebrazioni patronali dedicate alla Madonna del Rosario. Dopo le prime due edizioni, Bancarellando torna dunque a far parte del calendario degli appuntamenti di Monteu da Po, mantenendo una formula pensata per favorire l’incontro tra espositori, abitanti e persone provenienti dai comuni vicini. Chi può iscriversi a Bancarellando La partecipazione alla manifestazione è aperta a diverse categorie di espositori. Possono presentare la propria domanda le associazioni locali, gli hobbisti, i commercianti e gli artigiani regolarmente autorizzati a esercitare il commercio ambulante. Uno degli aspetti più interessanti riguarda il costo dell’adesione. La partecipazione a Bancarellando è completamente gratuita, consentendo anche alle realtà più piccole di prendere parte alla giornata senza dover sostenere una quota d’iscrizione. L’iniziativa punta così a valorizzare le diverse espressioni economiche e associative del territorio. Per chi espone, la manifestazione può diventare un’occasione per presentarsi al pubblico e far conoscere la propria attività all’interno di una giornata già capace di richiamare l’attenzione grazie alla Festa Patronale. La gratuità, però, non coincide con una disponibilità illimitata. Gli spazi utilizzabili in Piazza Bava sono in numero contenuto e, proprio per questo motivo, le richieste saranno esaminate seguendo l’ordine di arrivo. Le adesioni verranno accolte fino al completo esaurimento dei posti. Chi desidera partecipare dovrebbe quindi evitare di attendere gli ultimi giorni. Anche se la scadenza è stata fissata per la fine di settembre, i posti potrebbero terminare prima qualora le domande raggiungessero rapidamente il limite previsto. Come presentare la domanda entro il 25 settembre Gli espositori interessati devono inviare il modulo di adesione entro venerdì 25 settembre. Il documento necessario per l’iscrizione può essere scaricato dal sito istituzionale del Comune, accedendo alla sezione dedicata alla manifestazione. Una volta compilato, il modulo può essere trasmesso attraverso due modalità. La prima prevede la consegna a mano presso gli uffici comunali, naturalmente durante i consueti orari di apertura. La seconda permette invece di inoltrare la documentazione via posta elettronica all’indirizzo dell’ufficio anagrafe. La doppia possibilità rende la procedura accessibile sia a chi preferisce consegnare direttamente la richiesta sia a chi desidera completare l’iscrizione a distanza. Resta fondamentale rispettare i termini previsti e presentare correttamente la documentazione. Considerando la disponibilità limitata degli spazi, la data di ricezione della domanda avrà un ruolo decisivo. Non sarà sufficiente inviare il modulo entro la scadenza: le richieste saranno infatti accettate progressivamente, fino a quando tutti i posti presenti in piazza saranno stati assegnati. Festa Patronale e territorio si incontrano in Piazza Bava Bancarellando nasce per accompagnare la Festa Patronale e offrire al pubblico un momento in più da vivere durante le celebrazioni. La presenza degli espositori contribuirà a trasformare Piazza Bava in uno spazio dedicato alla socialità e alla scoperta delle realtà produttive e associative locali. La manifestazione non si rivolge soltanto a chi desidera allestire una bancarella. L’invito del Comune è esteso anche ai residenti e ai visitatori, chiamati a partecipare alla giornata e, più in generale, agli appuntamenti organizzati in occasione della patronale. Il ritorno dell’iniziativa conferma la volontà di affiancare alle celebrazioni tradizionali un evento capace di coinvolgere varie componenti del territorio. Associazioni, hobbisti, artigiani e commercianti potranno condividere lo stesso spazio, mentre il pubblico avrà l’opportunità di trascorrere alcune ore nel centro di Monteu da Po. L’appuntamento è quindi fissato per domenica 4 ottobre, dalle 10 alle 18, in Piazza Bava. Per gli espositori, invece, il termine da ricordare è quello di venerdì 25 settembre, con l’invito a presentare la domanda il prima possibile per evitare di trovare tutti gli spazi già assegnati. - Published: 2026-08-24 - Modified: 2026-08-23 - URL: https://www.torinofree.it/economia/lanzo-torinese-via-alla-pace-fiscale-vecchie-cartelle-senza-sanzioni-e-interessi.html - Categorie: Economia Una nuova possibilità si apre per i contribuenti che hanno debiti rimasti in sospeso con il Comune di Lanzo Torinese. Il Consiglio comunale ha infatti approvato l’adesione alla Rottamazione quinquies, introducendo una procedura che permetterà di regolarizzare diverse vecchie cartelle con condizioni più favorevoli. La misura non cancella l’importo originariamente dovuto, ma consente di eliminare alcune delle somme che nel tempo hanno fatto crescere il debito. Per chi aderirà, quindi, il pagamento potrà risultare più sostenibile grazie all’esclusione di sanzioni, interessi di mora e aggio. È prevista anche la possibilità di distribuire la cifra dovuta in un massimo di 54 rate bimestrali. Quali debiti rientrano nella pace fiscale di Lanzo Torinese La definizione agevolata riguarda le entrate comunali affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Si tratta dunque di un arco temporale molto ampio, che comprende situazioni rimaste aperte anche per diversi anni. Le somme che il Comune deve ancora riscuotere raggiungono complessivamente circa 1 milione e 256mila euro. La stima formulata dall’Amministrazione è prudente: si prevede che possa aderire alla misura approssimativamente il 30% dei contribuenti interessati. Non tutte le pendenze, però, potranno essere incluse nella procedura. Restano fuori dalla definizione agevolata i debiti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti. Per conoscere con certezza la propria posizione sarà necessario consultare l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove saranno indicate le somme effettivamente ammesse. Cosa dovrà pagare chi decide di aderire Il contribuente che sceglierà di utilizzare la pace fiscale dovrà versare il debito originario, al quale potranno aggiungersi le spese sostenute per la notifica e quelle legate alle procedure già avviate. Non saranno invece richiesti gli importi relativi alle sanzioni, agli interessi di mora e all’aggio. Una disciplina parzialmente diversa riguarda le multe e le altre sanzioni amministrative. In questi casi l’agevolazione interesserà solamente gli interessi e le maggiorazioni applicate nel tempo. L’importo della sanzione originaria continuerà quindi a essere dovuto. Potranno essere inserite nella Rottamazione quinquies anche le somme già comprese in precedenti definizioni agevolate dalle quali il contribuente era decaduto per un versamento mancato oppure effettuato in ritardo. La nuova procedura offre così un’ulteriore occasione anche a chi aveva già tentato di regolarizzare la propria posizione senza riuscire a completare i pagamenti previsti. Domande online dal 16 ottobre 2026 Il primo appuntamento è fissato per il 15 ottobre 2026. Da questa data, entrando nell’area personale del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ogni contribuente potrà controllare quali debiti risultano compatibili con la definizione agevolata. La domanda potrà essere presentata esclusivamente attraverso la procedura online. La finestra per l’invio si aprirà il 16 ottobre e resterà disponibile fino al 15 dicembre 2026. Sarà quindi importante verificare per tempo le cartelle interessate e rispettare il termine stabilito. Dopo la presentazione della richiesta, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione esaminerà la posizione del contribuente. Entro il 28 febbraio 2027 comunicherà l’importo complessivo da versare, permettendo all’interessato di conoscere la cifra definitiva e di organizzare il pagamento. Tutta la procedura sarà gestita direttamente dall’Agenzia, che pubblicherà sul proprio portale le istruzioni operative, le scadenze e le indicazioni necessarie per completare correttamente la domanda. Pagamento unico oppure fino a 54 rate Una volta ricevuta la comunicazione, il contribuente potrà scegliere tra due modalità. La prima consiste nel versamento dell’intera somma in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027. La seconda permette invece di suddividere il debito in un massimo di 54 rate con cadenza bimestrale. La rateizzazione rende la misura accessibile anche a chi avrebbe difficoltà a sostenere immediatamente l’intero esborso. Bisognerà tuttavia considerare che, scegliendo questa opzione, dal 1° aprile 2027 saranno applicati interessi nella misura del 3% annuo. Ogni contribuente potrà quindi valutare la soluzione più adatta alla propria situazione economica, tenendo conto sia della somma complessivamente richiesta sia della durata del piano di pagamento. Un’opportunità per contribuenti e Comune La pace fiscale ha un duplice obiettivo. Da una parte consente ai cittadini di chiudere pendenze accumulate nel tempo, alleggerite dalle componenti aggiuntive che hanno fatto aumentare il totale. Dall’altra permette al Comune di recuperare almeno una parte di crediti diventati difficili da riscuotere. L’adesione alla Rottamazione quinquies potrebbe inoltre contribuire a ridurre procedure, costi e contenziosi collegati alle vecchie cartelle. La possibilità di dilazionare i versamenti punta infine a rendere più concreto il recupero delle somme, offrendo ai contribuenti interessati un percorso definito per tornare in regola. - Published: 2026-08-24 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/its-academy-in-piemonte-partono-61-nuovi-percorsi-finanziati-dalla-regione.html - Categorie: Lavoro Il Piemonte amplia la propria offerta di formazione tecnica post diploma attraverso un nuovo investimento rivolto agli ITS Academy. Per l’anno formativo 2026-2027 sono stati programmati 61 percorsi biennali gratuiti, che potranno prendere il via nell’autunno del 2026. L’iniziativa mette a disposizione risorse consistenti e punta a costruire competenze specialistiche collegate ai cambiamenti tecnologici e alle necessità espresse dal sistema produttivo regionale. Piemonte, 22,5 milioni per i nuovi percorsi ITS Academy Lo stanziamento previsto per il primo anno raggiunge complessivamente 22,5 milioni di euro. La quota principale, pari a 20 milioni, sarà impiegata direttamente per organizzare e realizzare i corsi. Gli altri 2,5 milioni serviranno invece a sostenere le spese legate alla gestione, al funzionamento e alla continuità delle Fondazioni ITS coinvolte. Nei mesi di settembre e ottobre sarà aperto uno sportello attraverso il quale le Fondazioni potranno presentare i progetti. Le proposte serviranno a definire nel dettaglio la nuova offerta formativa. I corsi saranno gratuiti e indirizzati a chi, dopo il diploma, desidera acquisire una preparazione tecnica avanzata, sviluppata in stretto rapporto con le imprese e con le trasformazioni in corso nei diversi settori economici. Il finanziamento rappresenta quindi un investimento sia nella formazione dei giovani sia nel consolidamento delle strutture chiamate a realizzare i percorsi. Una parte rilevante delle risorse arriverà dal Fondo sociale europeo, all’interno di una strategia che guarda oltre il singolo anno formativo. Una programmazione triennale per ridurre tempi e procedure Il piano regionale copre gli anni formativi 2026-2027, 2027-2028 e 2028-2029. Nell’intero periodo il Piemonte prevede di mettere a disposizione circa 40,5 milioni di euro, ai quali potranno aggiungersi ulteriori fondi europei, nazionali e regionali. La principale novità riguarda il superamento della logica basata esclusivamente su bandi annuali. Per ciascuna Fondazione sarà delineato un piano potenziale dell’offerta, così da rendere la programmazione più stabile e ridurre i tempi e gli adempimenti amministrativi. Il numero e le caratteristiche dei percorsi potranno comunque essere rimodulati sulla base dei risultati ottenuti. La valutazione terrà conto delle prestazioni delle singole Fondazioni, prevedendo la possibilità di assegnare premialità o applicare penalizzazioni. Saranno considerati anche i diversi territori provinciali e i fabbisogni formativi indicati dalle imprese locali. L’obiettivo è evitare un’offerta uniforme e costruire corsi coerenti con le specifiche esigenze economiche e professionali delle varie zone del Piemonte. Requisiti, durata e formazione nelle imprese Per accedere ai percorsi ITS Academy non è previsto un limite massimo di età. È necessario possedere un diploma di scuola secondaria superiore oppure un diploma professionale quadriennale accompagnato da un certificato di specializzazione tecnica superiore. Ogni classe dovrà essere formata da almeno 20 allievi e sarà composta prevalentemente da persone disoccupate. I corsi avranno una durata di due anni, con 900 ore di formazione per ogni annualità. Una parte centrale dell’esperienza sarà rappresentata dal contatto diretto con il lavoro: almeno il 35% delle attività dovrà essere svolto attraverso uno stage aziendale. Il tirocinio potrà essere effettuato anche all’estero e potrà inserirsi in un contratto di apprendistato di alta formazione. Anche la didattica sarà fortemente collegata al mondo produttivo. Almeno il 60% delle ore svolte fuori dal tirocinio dovrà essere affidato a docenti provenienti dal lavoro e dalle professioni. In questo modo gli studenti potranno confrontarsi con esperienze concrete, strumenti aggiornati e competenze già applicate nei contesti aziendali. Al termine del biennio sarà possibile ottenere il diploma di specializzazione per le tecnologie applicate, corrispondente al quinto livello del Quadro europeo delle qualificazioni. Per gli eventuali percorsi triennali è invece previsto un diploma superiore collocato al sesto livello. Dalla meccatronica al digitale, le aree interessate L’offerta formativa comprenderà numerosi ambiti legati alla trasformazione industriale ed ecologica. Tra questi rientrano trasporti, mobilità, logistica, meccatronica e aerospazio. Uno spazio importante sarà riservato anche alle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e dei dati, settori nei quali la richiesta di profili tecnici specializzati continua a influenzare la progettazione dei corsi. Saranno coinvolte inoltre le nuove tecnologie per il Made in Italy, l’alto artigianato, il tessile, la moda e l’alta gioielleria. Altri percorsi interesseranno biotecnologie, chimica, scienze della vita, turismo, sistema agroalimentare, energia, edilizia sostenibile, beni culturali e servizi rivolti alle imprese e agli enti senza scopo di lucro. La programmazione sarà collegata anche al modello formativo 4+2, alle Accademie di filiera, all’apprendistato, ai Campus e alle opportunità di mobilità internazionale. I 61 nuovi percorsi ITS Academy diventano così parte di un progetto più ampio, pensato per avvicinare la preparazione tecnica alle esigenze dei territori e facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro attraverso competenze immediatamente utilizzabili. - Published: 2026-08-23 - Modified: 2026-08-22 - URL: https://www.torinofree.it/economia/biodiversita-agricola-dalla-regione-un-milione-di-euro-otto-progetti-nel-torinese.html - Categorie: Economia Un milione di euro per sostenere interventi capaci di rafforzare la biodiversità nelle campagne piemontesi. La Regione ha finanziato 21 progetti dedicati alla creazione o al recupero di elementi naturali inseriti negli ambienti agricoli. Otto delle iniziative selezionate saranno realizzate nella Città metropolitana di Torino, che accoglierà opere legate alla vegetazione, alle zone umide e alla protezione della fauna selvatica. L’obiettivo è avvicinare maggiormente l’attività produttiva alla tutela degli ecosistemi rurali. I terreni coltivati, infatti, possono ospitare siepi, piccoli boschi, specchi d’acqua e strutture utili agli animali, contribuendo così alla conservazione degli habitat e del paesaggio. Un milione per 21 interventi ambientali I finanziamenti riguardano 21 aziende agricole ed enti piemontesi che hanno partecipato al bando 2026 dedicato agli elementi naturali dell’agroecosistema. L’iniziativa era stata avviata nel mese di gennaio ed è inserita nel Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. I beneficiari che hanno ottenuto le posizioni più alte nella graduatoria riceveranno una copertura pari al 100% della spesa riconosciuta. Il milione di euro disponibile deriva per il 40,70% da risorse europee, per il 41,51% da fondi statali e per il restante 17,79% dalla quota regionale. La distribuzione dei progetti coinvolge diverse aree del Piemonte. Tre interventi interessano la provincia di Alessandria, altri tre quella di Cuneo, due il Novarese, quattro il Vercellese e otto il territorio metropolitano torinese. A questi si aggiunge un’iniziativa presentata dalla Lipu, con sede nazionale a Parma ma con opere previste all’interno della regione. Otto progetti nella Città metropolitana di Torino Una parte significativa degli interventi finanziati si concentra nel Torinese. Le opere raggiungeranno Carmagnola, Carignano, Santena, Cavour, Moncalieri e Caselle Torinese, oltre a Riva presso Chieri, dove saranno realizzati due distinti progetti. Nel complesso saranno quindi otto le iniziative distribuite nella Città metropolitana. Ogni intervento sarà destinato a introdurre o recuperare componenti naturali all’interno delle aree agricole, favorendo un rapporto più equilibrato fra produzione, paesaggio e conservazione degli habitat. La presenza di progetti in comuni differenti permette di estendere l’azione su una parte ampia del territorio. Non si tratta di un’unica opera concentrata in una zona, ma di una serie di attività locali accomunate dalla stessa finalità ambientale. Siepi, boschetti e zone umide: le opere previste Il programma comprende differenti tipologie di intervento. Una prima area riguarda la realizzazione di formazioni arboree e arbustive, tra cui siepi campestri, filari, piccoli boschi e alberi isolati. Questi elementi possono diventare parte integrante dei terreni agricoli e offrire spazi adatti alla presenza di diverse specie vegetali e animali. Un’altra parte dei finanziamenti sarà utilizzata per costruire o ripristinare infrastrutture ecologiche collegate all’acqua. Tra le opere ammesse rientrano laghetti, stagni, pozze, fontanili, lanche, maceri e altre aree umide. Alcune strutture potranno svolgere anche una funzione di fitodepurazione, sfruttando l’azione delle piante per favorire il trattamento naturale dell’acqua. Il progetto guarda quindi sia alla vegetazione sia agli ambienti acquatici. Boschetti, filari e piccoli specchi d’acqua contribuiscono a rendere il paesaggio rurale più articolato, creando habitat differenti all’interno delle campagne. Spazi e strutture destinati alla fauna selvatica Una quota degli interventi è riservata direttamente agli animali. I finanziamenti permetteranno di installare cassette-nido, posatoi e mangiatoie, strutture pensate per agevolare la riproduzione, il rifugio, il riposo e l’alimentazione della fauna selvatica considerata importante dal punto di vista della conservazione. Il programma comprende inoltre alcune opere destinate alle aree protette regionali e ai siti piemontesi appartenenti alla Rete Natura 2000. In questi luoghi potranno essere predisposti capanni per l’osservazione, allestimenti dedicati alle soste e pannelli con contenuti informativi e didattici. Lo scopo è consentire una fruizione degli spazi naturali compatibile con la loro tutela. La presenza di punti di osservazione e materiali divulgativi potrà accompagnare i visitatori nella conoscenza degli ambienti, senza separare la valorizzazione del territorio dalla necessità di proteggerlo. Agricoltura e natura nello stesso progetto Attraverso il bando, la Regione intende sostenere aziende e associazioni che hanno presentato proposte capaci di integrare le esigenze produttive con la salvaguardia dell’ecosistema agricolo. La biodiversità viene così considerata una componente del paesaggio rurale, insieme alle coltivazioni e alle attività svolte dalle imprese. Gli interventi finanziati puntano a conservare specie, habitat e risorse naturali, mantenendo allo stesso tempo il legame con le produzioni agroalimentari piemontesi. I 21 progetti rappresentano quindi un investimento diffuso: dalle siepi alle aree umide, ogni opera contribuirà alla costruzione di campagne nelle quali agricoltura e tutela ambientale possano procedere nella stessa direzione. - Published: 2026-08-23 - Modified: 2026-08-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-to-dream-cambia-volto-meno-negozi-e-piu-aree-verdi-nel-polo-di-corso-romania.html - Categorie: News Il futuro di To Dream potrebbe essere diverso da quello immaginato all’inizio. Il grande complesso di corso Romania, nel quadrante settentrionale di Torino, si prepara infatti a rivedere gli ultimi due lotti ancora da costruire. Al posto di ulteriori superfici dedicate allo shopping potrebbero trovare maggiore spazio aree verdi, percorsi pedonali e luoghi pubblici. Il progetto non viene cancellato e il polo non è destinato a chiudere: a cambiare sarà soprattutto il modo in cui verranno completate le parti mancanti. Gli ultimi due lotti riscrivono il progetto di To Dream Lo sviluppo di To Dream è avvenuto attraverso diverse fasi. La prima parte del complesso è stata inaugurata nel 2023 e comprende circa 25 mila metri quadrati di superficie commerciale, con 56 attività. Quattordici di queste appartengono al settore della ristorazione. Nel maggio 2024 è stata poi aperta la seconda fase, che ha aggiunto altri 20 mila metri quadrati. Nel complesso, l’intervento interessa un’area di circa 270 mila metri quadrati e ha richiesto un investimento vicino ai 200 milioni di euro. Restano però da stabilire le caratteristiche degli ultimi due lotti. Ed è proprio su questa parte ancora incompleta che si concentra il nuovo ragionamento portato avanti da Nhood Services Italy insieme al Comune. Le previsioni iniziali potrebbero essere modificate in maniera significativa. L’obiettivo è ridurre la quantità di spazi destinati alla vendita e costruire un ambiente più integrato con il quartiere. To Dream conserverebbe quindi la propria funzione commerciale, ma all’interno di un progetto urbano più articolato e meno dipendente dalla presenza dei negozi. Meno spazi commerciali e più verde per i visitatori Il nuovo orientamento nasce in un contesto nel quale il settore commerciale è cambiato profondamente. La pandemia, l’inflazione, la crescita degli acquisti online e le nuove abitudini dei consumatori hanno reso meno attuale il modello fondato sull’espansione continua delle superfici di vendita. La proposta sulla quale si sta lavorando prevede una presenza più ampia del verde, accompagnata da spazi pubblici e collegamenti pensati per pedoni e ciclisti. L’intenzione è anche quella di limitare il consumo di nuovo suolo e diminuire la necessità di raggiungere il complesso esclusivamente in automobile. Il polo di corso Romania potrebbe così assumere un’identità diversa. Non soltanto una destinazione per lo shopping o la ristorazione, ma uno spazio capace di dialogare maggiormente con la zona circostante. La revisione cerca quindi di trasformare il progetto in un luogo più accessibile e vissuto, dove commercio, servizi e mobilità sostenibile possano convivere. Torino Stura diventa centrale nel nuovo masterplan Uno dei punti più importanti riguarda la vicinanza con la stazione ferroviaria Torino Stura, situata a poche centinaia di metri dal complesso. Nonostante la breve distanza, il collegamento tra lo scalo e To Dream può essere migliorato. Il futuro masterplan dovrebbe perciò prevedere un percorso pedonale più efficace tra la stazione e il polo. Sono allo studio anche possibili interventi sulla rete ciclabile lungo corso Romania. Una maggiore attenzione a treni, biciclette e spostamenti a piedi renderebbe To Dream più facilmente raggiungibile attraverso mezzi diversi dall’automobile. La stazione potrebbe diventare una delle principali porte di accesso al complesso e contribuire alla sua integrazione con il resto della città. Il ripensamento potrebbe interessare anche l’albergo inizialmente annunciato con il marchio Marriott. La struttura potrebbe avere dimensioni inferiori rispetto alle ipotesi originarie ed essere collocata più vicino alla stazione. Si tratterebbe di un’altra scelta legata al nuovo ruolo assegnato all’area ferroviaria all’interno del progetto. Cinema, hotel e intrattenimento ancora da definire La revisione non riguarda soltanto i negozi. Tra le funzioni che dovranno essere rivalutate ci sono anche il cinema multisala, la palestra, la pista di go-kart, l’hotel e ulteriori superfici commerciali. Al momento, dunque, la configurazione definitiva degli ultimi lotti non è stata ancora stabilita. La riduzione delle attività previste apre anche un interrogativo sulla futura capacità attrattiva del polo. Un numero inferiore di negozi potrebbe modificare il ruolo economico assegnato inizialmente a To Dream e il suo peso nel quadrante nord di Torino. Allo stesso tempo, la presenza di più verde e collegamenti migliori potrebbe favorire un rapporto più stretto con il territorio. Il prossimo passaggio sarà la preparazione del nuovo masterplan insieme al Comune. Soltanto allora sarà possibile conoscere la distribuzione precisa degli spazi e capire quali funzioni verranno confermate. La direzione, però, appare già delineata: To Dream continuerà a svilupparsi, con più verde e una maggiore apertura verso il quartiere. - Published: 2026-08-23 - Modified: 2026-08-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/palazzo-cisterna-rinasce-13-milioni-per-restaurare-lo-storico-edificio-di-torino.html - Categorie: News Uno degli edifici più rappresentativi del centro di Torino si prepara a cambiare volto. Palazzo Cisterna sarà interessato da un ampio intervento che unirà il recupero degli elementi storici alla riorganizzazione degli ambienti interni. Il progetto consentirà di rendere nuovamente utilizzabili anche alcune parti rimaste a lungo senza una funzione, destinandole a uffici, attività istituzionali e servizi pubblici. L’operazione prevede risorse consistenti e un lavoro particolarmente attento nelle sale che conservano decorazioni, dorature e manufatti di valore. Negli spazi meno caratterizzati sotto il profilo artistico, invece, sarà possibile procedere con modifiche più profonde. Il completamento dell’intervento è previsto per la primavera del 2027. Dal palazzo aristocratico alla sede dell’amministrazione La storia dell’edificio comincia nel 1675, quando il palazzo venne costruito come dimora nobiliare. La sua funzione originaria era quindi molto diversa da quella assunta nei secoli successivi, ma le tracce del passato sono ancora visibili nelle sale, negli apparati ornamentali e nelle superfici decorate. Un passaggio decisivo avvenne nel 1940, quando l’immobile fu ceduto dai Savoia-Aosta all’Amministrazione provinciale. In seguito, Palazzo Cisterna divenne la sede ufficiale dell’ente, assumendo un ruolo istituzionale che conserva ancora oggi. Con il trascorrere degli anni, però, non tutti gli ambienti hanno continuato a essere utilizzati. Alcune parti sono rimaste prive di una funzione stabile e hanno quindi bisogno di essere recuperate. Il nuovo progetto nasce proprio con lo scopo di restituire utilità a questi spazi, senza trascurare la lunga storia dell’edificio e le caratteristiche che lo distinguono. L’intervento dovrà dunque operare su due livelli. Da una parte sarà necessario tutelare le sale più ricche di elementi artistici; dall’altra si dovranno riorganizzare gli ambienti destinati ad accogliere uffici e funzioni pubbliche. Oltre 13 milioni per il recupero di Palazzo Cisterna La quota principale dell’investimento supera i 13 milioni di euro e sarà sostenuta attraverso risorse proprie della Città metropolitana di Torino. A questa somma si aggiunge un ulteriore milione messo a disposizione dalla Compagnia di San Paolo. Il progetto comprende sia il restauro conservativo delle parti storiche sia la rifunzionalizzazione degli ambienti. Non si tratta, quindi, soltanto di intervenire sull’aspetto estetico del palazzo. L’obiettivo è anche quello di rendere nuovamente operativi gli spazi che nel tempo hanno smesso di essere utilizzati. Una volta recuperati, gli ambienti potranno ospitare uffici e altre funzioni pubbliche. La riorganizzazione dovrà tenere conto delle differenze presenti all’interno dell’edificio: alcune sale conservano una forte identità storica e artistica, mentre altre possono essere adattate con maggiore libertà alle esigenze istituzionali. Proprio questa diversità spiega la presenza di lavorazioni differenti. Le parti più preziose saranno sottoposte a un recupero accurato, mentre negli spazi meno rappresentativi potranno essere realizzati interventi di ristrutturazione più consistenti. Decorazioni e dorature torneranno visibili Una parte significativa del progetto riguarderà gli elementi artistici custoditi nelle sale. Palazzo Cisterna presenta numerosi manufatti e complessi decorativi che testimoniano le diverse fasi della sua storia. Nel tempo, alcune superfici sono state ricoperte da strati successivi che hanno reso meno leggibili le caratteristiche originarie degli ambienti. Il restauro permetterà di eliminare queste sovrapposizioni e di riportare alla luce decorazioni e dorature. L’intervento sarà quindi rivolto al recupero di ciò che è già presente nel palazzo, facendo emergere nuovamente particolari diventati meno evidenti nel corso degli anni. L’attenzione sarà concentrata soprattutto sulle sale storicamente più importanti. Qui il lavoro dovrà rispettare gli apparati decorativi e restituire una maggiore chiarezza agli elementi artistici. Il recupero delle superfici contribuirà a rendere nuovamente riconoscibile l’aspetto delle stanze, senza cancellare il legame con la storia dell’edificio. Accanto al recupero estetico, sarà portato avanti anche il lavoro necessario per rendere gli ambienti funzionali. Le sale potranno così tornare a essere utilizzate per attività compatibili con il ruolo istituzionale del palazzo. Il terzo piano e la biblioteca storica Il progetto non adotterà lo stesso tipo di intervento in ogni parte dell’immobile. Gli ambienti meno caratterizzati dal punto di vista storico e artistico potranno essere modificati in maniera più incisiva. È il caso del terzo piano, dove le stanze presentano caratteristiche differenti rispetto alle sale di maggiore rappresentanza. In questa parte del palazzo sarà possibile procedere con una riorganizzazione più ampia, adattando la disposizione degli ambienti alle future funzioni. Tra gli spazi coinvolti figura anche la biblioteca storica dell’ente. La sua ristrutturazione rappresenta uno dei passaggi previsti dal progetto complessivo e si inserisce nel programma di recupero delle diverse aree interne. Il risultato atteso è un edificio capace di accogliere nuovamente uffici, attività istituzionali e servizi pubblici. Gli spazi oggi inutilizzati potranno tornare a svolgere una funzione concreta, mentre quelli di maggiore valore continueranno a raccontare il passato di Palazzo Cisterna. L’obiettivo è concludere nella primavera del 2027 Il cronoprogramma indica come termine previsto la primavera del 2027. Entro quella data dovrebbero concludersi le opere di restauro, la riorganizzazione degli spazi e la ristrutturazione degli ambienti compresi nel progetto. Al termine dei lavori, Palazzo Cisterna potrà riaprire le proprie sale recuperate alle attività istituzionali, agli uffici e ai servizi pubblici. Lo storico edificio torinese ritroverà così una piena funzionalità, conservando allo stesso tempo gli apparati decorativi e le testimonianze artistiche presenti al suo interno. - Published: 2026-08-23 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/gallerie-ditalia-semestre-da-record-oltre-400mila-presenze-e-visitatori-in-crescita.html - Categorie: Cultura Il primo semestre del 2026 si chiude con un risultato particolarmente positivo per le Gallerie d’Italia. Le quattro sedi museali di Milano, Torino, Vicenza e Napoli hanno accolto complessivamente 434mila visitatori, registrando un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato anticipa una nuova stagione ricca di appuntamenti, con sette esposizioni organizzate nelle sedi principali e un’ulteriore mostra prevista ad Arezzo. Gallerie d’Italia, 434mila visitatori nei primi sei mesi del 2026 Il bilancio del primo semestre conferma la crescita del progetto museale promosso da Intesa Sanpaolo. Il superamento delle 400mila presenze rappresenta un risultato significativo, soprattutto perché accompagnato da un incremento rispetto ai numeri raggiunti nel medesimo periodo del 2025. Le Gallerie d’Italia costituiscono un circuito distribuito tra quattro importanti città italiane, ciascuna con una propria identità espositiva. Le sedi condividono però una programmazione costruita attorno alle collezioni d’arte della banca, alla ricerca storico-artistica e alle collaborazioni internazionali. Il risultato raggiunto offre anche una base favorevole per la nuova stagione. Il calendario annunciato attraversa epoche, linguaggi e argomenti differenti, passando dalla pittura rinascimentale alla fotografia contemporanea, dalle protagoniste dell’arte europea alle esperienze del Novecento. A Torino spazio ai paesaggi europei e alla fotografia contemporanea La sede delle Gallerie d’Italia di piazza San Carlo a Torino sarà protagonista della programmazione con due nuove esposizioni. I progetti saranno dedicati ai paesaggi europei e alla fotografia contemporanea, con particolare attenzione al lavoro di Luca Campigotto e Anastasia Samoylova. L’immagine torna dunque al centro dell’offerta culturale torinese. Le mostre permetteranno di osservare il paesaggio attraverso prospettive differenti, mettendo in relazione luoghi, trasformazioni e linguaggi fotografici contemporanei. Per Torino si tratta di una programmazione coerente con l’identità sviluppata dalla sede di piazza San Carlo, diventata un punto di riferimento per i progetti legati alla fotografia e alla cultura visiva. Le nuove esposizioni contribuiranno ad arricchire ulteriormente il calendario culturale cittadino dopo i risultati positivi ottenuti nella prima parte dell’anno. Da Tiepolo a Leonardo, le mostre in programma a Vicenza e Milano La nuova stagione coinvolgerà anche Vicenza. A partire dal 9 ottobre 2026 sarà proposto un percorso celebrativo dedicato ai trecento anni dalla nascita di Giandomenico Tiepolo. L’esposizione offrirà così un’occasione per tornare sull’opera e sull’eredità di una figura importante della storia dell’arte. A Milano il calendario partirà invece il 29 settembre con “Libere! 1946-2026”, una mostra fotografica incentrata sulla storia dell’emancipazione femminile. Il progetto ripercorrerà attraverso le immagini ottant’anni di storia italiana, osservando i cambiamenti intervenuti nella condizione delle donne. L’iniziativa è promossa insieme a IoDonna in occasione dei trent’anni del settimanale. Dal 27 novembre la sede milanese ospiterà inoltre un approfondimento dedicato all’eredità di Leonardo da Vinci nella pittura rinascimentale lombarda. La programmazione unirà quindi riflessione storica, memoria collettiva e valorizzazione del patrimonio artistico, offrendo al pubblico due percorsi molto differenti ma accomunati dall’importanza delle immagini come testimonianza di un’epoca. Napoli celebra Alighiero Boetti e le grandi artiste del passato Due nuove mostre sono previste anche nella sede napoletana. La prima sarà dedicata ad Alighiero Boetti e riunirà 35 opere appartenenti alla collezione Luigi e Peppino Agrati, entrata a far parte del patrimonio di Intesa Sanpaolo. Un secondo progetto porterà l’attenzione su Angelica Kauffmann ed Élisabeth Vigée Le Brun, due grandi protagoniste della pittura europea. La scelta permette di affiancare l’arte contemporanea alla riscoperta di importanti figure femminili del passato, ampliando lo sguardo del programma espositivo. Il calendario sarà completato dalla mostra organizzata ad Arezzo presso la casa museo dell’antiquario Ivan Bruschi. Dal 14 ottobre 2026 sarà visitabile “Figure del ’900”, una rassegna costruita attorno alle opere delle collezioni delle Gallerie d’Italia. Il percorso comprenderà lavori di Giacomo Balla, Gino Severini, Giorgio de Chirico e Ubaldo Oppi. Una nuova stagione dopo il semestre da record Le sette esposizioni programmate nelle quattro sedi, insieme all’appuntamento di Arezzo, mostrano l’ampiezza del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo. La nuova stagione intreccia le collezioni della banca, l’attività di ricerca e il dialogo con altre realtà culturali. Senza dubbio, i numeri raggiunti dimostrano che il pubblico riconosce e premia questo impegno. La crescita del 4% assume quindi un valore che va oltre il dato statistico: indica un interesse crescente verso una proposta capace di collegare città diverse e numerosi periodi della storia dell’arte. Con 434mila visitatori in sei mesi e otto nuovi appuntamenti in arrivo, il circuito museale si prepara così ad affrontare l’autunno con una programmazione ampia, distribuita e rivolta a interessi differenti. - Published: 2026-08-22 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/economia/voucher-scuola-in-piemonte-finanziate-tutte-le-domande-idonee-cosa-cambia.html - Categorie: Economia Il sistema dei voucher scuola del Piemonte compie un passaggio importante. Per la prima volta, infatti, tutte le domande considerate idonee per il voucher destinato a libri, materiale scolastico e trasporti potranno ricevere il contributo. La novità riguarda oltre 76 mila richieste e permette di superare una situazione che, negli anni precedenti, aveva lasciato numerose famiglie ammesse alla misura ma prive del sostegno economico per insufficienza di risorse. Copertura completa per il voucher B Il cambiamento principale interessa il voucher B, pensato per sostenere alcune delle spese affrontate dalle famiglie durante l’anno scolastico. In passato il riconoscimento dell’idoneità rappresentava soltanto una prima condizione: la disponibilità effettiva del contributo dipendeva anche dai fondi presenti. Di conseguenza, una parte delle richieste ammesse poteva rimanere senza finanziamento. Con il nuovo stanziamento, invece, la Regione Piemonte raggiunge la copertura completa delle domande idonee relative a questa misura. Oltre 76 mila richieste potranno così essere accolte e finanziate. Il confronto con l’anno precedente rende ancora più evidente la portata dell’intervento: i contributi assegnati saranno circa 28. 500 in più. La novità riduce quindi la distanza tra l’ammissione formale alla misura e l’erogazione concreta dell’aiuto. Per le famiglie coinvolte, il voucher diventa uno strumento effettivamente disponibile, collegato alle spese necessarie per accompagnare il percorso scolastico degli studenti. Oltre 20 milioni di euro per i voucher scuola Le risorse complessivamente messe in campo ammontano a 20. 490. 540 euro. Il finanziamento viene suddiviso tra le due forme di sostegno previste dal sistema regionale, indicate come voucher A e voucher B. La parte più consistente, pari a 15. 507. 325 euro, viene destinata al voucher B. I restanti 4. 983. 215 euro sono invece riservati al voucher A, che si riferisce alle spese per l'iscrizione e per la frequenza scolastica. La distribuzione delle risorse rispecchia la diversa dimensione delle due misure. Il voucher per libri, materiale e trasporti interessa infatti una platea molto ampia, superiore alle 76 mila domande. Quello dedicato all’iscrizione e alla frequenza raccoglie un numero più contenuto di richieste, pur mostrando una crescita rispetto al passato. Il dato complessivo permette di comprendere la portata dell’intervento. Non si tratta soltanto di aumentare il numero delle domande ammesse, ma di mettere a disposizione una somma capace di finanziare tutte quelle risultate idonee nell’ambito del voucher B. Libri, materiale scolastico e trasporti Il voucher B riguarda alcune voci che accompagnano concretamente la vita scolastica degli studenti. L’acquisto dei libri, il materiale necessario per le lezioni e gli spostamenti rappresentano infatti spese distinte, ma tutte legate alla frequenza e alla partecipazione alle attività didattiche. La copertura totale consente di raggiungere una platea molto più vasta rispetto all’anno precedente. Il dato dei 28. 500 contributi aggiuntivi mostra che l’ampliamento riguarda direttamente il numero dei beneficiari e non soltanto l’ammontare generale dei fondi. Questo passaggio cambia anche il significato della graduatoria. L’idoneità non resta più un riconoscimento privo di copertura economica per una parte delle famiglie: nel caso del voucher B, ogni domanda ammessa trova le risorse necessarie. Si tratta dell’aspetto centrale del nuovo intervento regionale e del motivo per cui il provvedimento rappresenta una svolta rispetto al meccanismo seguito negli anni passati. Crescono anche le richieste per il voucher A Accanto alla copertura completa del voucher B, emerge un incremento delle richieste per il voucher A, destinato alle spese di iscrizione e frequenza. Le domande presentate per questa seconda misura sono aumentate di 557 unità, raggiungendo quota 5. 136. Per questa linea di intervento vengono messi a disposizione, in una prima fase, 4. 983. 215 euro. Il dato conferma che anche il sostegno legato alla frequenza scolastica continua a raccogliere interesse, sebbene con numeri inferiori rispetto alla misura dedicata a libri, materiali e trasporti. Le due forme di voucher rispondono a esigenze differenti e vengono quindi finanziate attraverso stanziamenti separati. Da una parte si trovano le spese connesse all’iscrizione e alla frequenza; dall’altra quelle che riguardano strumenti, materiali e mobilità. La distinzione permette di indirizzare le risorse verso finalità precise e di osservare separatamente l’andamento delle richieste. Un aiuto che raggiunge tutte le domande ammesse L’elemento più significativo resta la capacità di finanziare l’intera platea degli idonei al voucher B. Negli anni passati poteva accadere che una famiglia possedesse i requisiti e vedesse accolta la propria domanda, senza però ricevere il contributo a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. Il nuovo stanziamento supera questo limite e trasforma l’ammissione in un sostegno concreto per tutte le richieste riconosciute come idonee. Con oltre 76 mila contributi e più di 15,5 milioni di euro destinati alla misura, il Piemonte amplia in modo consistente la copertura degli aiuti scolastici. Il quadro comprende anche il voucher A e porta il valore complessivo dell’intervento oltre i 20 milioni di euro. Numeri che descrivono un sistema più esteso, capace di raggiungere migliaia di famiglie in più e di sostenere diverse spese collegate al percorso scolastico. - Published: 2026-08-22 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-riapre-la-biblioteca-cascina-marchesa-la-data-e-cosa-cambia.html - Categorie: News La Biblioteca civica Cascina Marchesa si prepara ad accogliere nuovamente il pubblico. Da lunedì 24 agosto la struttura di corso Vercelli, a Torino, tornerà accessibile con un’immagine rinnovata, anche se il percorso di trasformazione proseguirà nei mesi successivi. La riapertura coinciderà infatti con l’avvio di ulteriori interventi, organizzati in modo da conservare la disponibilità dei servizi principali. Per i frequentatori inizierà quindi una fase particolare: la biblioteca resterà attiva mentre il cantiere si sposterà gradualmente da una zona all’altra dell’edificio. Una riapertura accompagnata da nuovi lavori La sede di Cascina Marchesa è attiva dal 1981 e da oltre quarant’anni rappresenta una presenza culturale importante per Barriera di Milano e la Circoscrizione 6. Il ritorno degli utenti, previsto per il 24 agosto, costituisce una tappa del progetto di riqualificazione e non il suo momento conclusivo. Alcune novità saranno visibili fin dall’ingresso. Negli ambienti è stata collocata una segnaletica aggiornata, pensata per agevolare l’orientamento del pubblico e rendere maggiormente riconoscibili le diverse aree. Questo primo cambiamento anticipa un riallestimento più ampio, che comprenderà anche l’arrivo progressivo di nuovi arredi. La trasformazione interesserà sia l’aspetto estetico sia la funzionalità degli spazi. L’obiettivo è rendere la biblioteca più comoda, facilmente utilizzabile e adatta alle necessità delle persone che la frequentano durante l’intero anno. Gli interventi avanzeranno per fasi, così da limitare i disagi e permettere alla struttura di continuare a svolgere la propria attività. Illuminazione, riscaldamento e raffrescamento Insieme alla riapertura partiranno i lavori dedicati agli impianti. Le opere riguarderanno in particolare l’illuminazione, il riscaldamento e il sistema di raffrescamento, elementi che incidono direttamente sulla qualità e sul comfort degli ambienti. Il cantiere sarà suddiviso per zone. Soltanto gli spazi coinvolti in quel determinato momento verranno resi temporaneamente inaccessibili, mentre le restanti parti dell’edificio potranno continuare a essere frequentate. In questo modo sarà possibile portare avanti la riqualificazione senza imporre una nuova chiusura completa della biblioteca. Gli utenti dovranno dunque convivere per qualche tempo con la presenza dei lavori, ma potranno ancora utilizzare buona parte della sede. Quando gli interventi termineranno in una determinata area, il cantiere potrà passare a quella successiva. La trasformazione procederà così stanza dopo stanza, seguendo una modalità compatibile con la continuità delle attività bibliotecarie. Quali servizi resteranno disponibili Durante i lavori Cascina Marchesa continuerà a garantire i servizi essenziali. Rimarranno operative le attività di accoglienza e iscrizione, insieme al prestito e alla restituzione dei documenti. Gli utenti potranno inoltre ritirare i libri prenotati in precedenza e rivolgersi al personale per ricevere informazioni bibliografiche. Questa organizzazione consentirà alla biblioteca di mantenere il rapporto quotidiano con il quartiere, pur attraversando una fase di profondo cambiamento. Il primo ambiente interessato dal nuovo cantiere sarà quello destinato al pubblico più giovane. Dal 24 agosto la sala riservata a bambine, bambini, ragazze e ragazzi resterà temporaneamente chiusa. L’offerta rivolta alle famiglie proseguirà comunque attraverso una sistemazione provvisoria. Nella zona d’ingresso verranno predisposti alcuni scaffali tematici, sui quali troverà posto una selezione dei libri normalmente disponibili nell’area ragazzi. I giovani lettori potranno quindi continuare a trovare parte dei titoli a loro dedicati, nonostante l’indisponibilità temporanea della sala. La soluzione permetterà di conservare un collegamento con una fascia di pubblico che utilizza con frequenza gli ambienti e le raccolte della biblioteca. Un patrimonio distribuito su circa 880 metri quadrati Cascina Marchesa ospita migliaia di libri, oltre a giornali, periodici e contenuti multimediali. Il patrimonio è collocato all’interno di una superficie di circa 880 metri quadrati, che rende la struttura uno dei punti culturali più significativi dell’area settentrionale di Torino. La sua funzione, nel corso degli anni, si è estesa oltre il semplice servizio di prestito. La biblioteca costituisce una presenza stabile nel territorio e uno spazio culturale vicino alla comunità. Proprio questa caratteristica accompagna il progetto di rinnovamento: trasformare gli ambienti continuando, per quanto possibile, a renderli disponibili. Gli utenti troveranno immediatamente la nuova segnaletica e, con il procedere delle opere, vedranno arrivare gli arredi e le altre modifiche previste. Nel frattempo, alcune sezioni potranno essere chiuse a rotazione secondo le esigenze del cantiere. Un progetto che coinvolge le biblioteche torinesi Il rinnovamento della struttura rientra nel programma finanziato dal PNRR “Torino cambia – Le biblioteche”, dedicato a diverse sedi del sistema bibliotecario civico della città. Per Cascina Marchesa si apre ora la fase più evidente del percorso, durante la quale il pubblico potrà osservare direttamente l’evoluzione degli ambienti. Dal 24 agosto le porte saranno nuovamente aperte e i principali servizi resteranno disponibili. Allo stesso tempo, i lavori partiranno dalla sala dedicata ai lettori più giovani e raggiungeranno successivamente le altre zone. La biblioteca di corso Vercelli cambierà quindi aspetto attraverso una trasformazione graduale, continuando a svolgere il proprio ruolo culturale nel quartiere. - Published: 2026-08-22 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/meteo-torino-dopo-la-tempesta-arrivano-notti-fresche-minime-fino-a-15-gradi.html - Categorie: News Torino si prepara a passare dalla violenza del maltempo a una fase più tranquilla, caratterizzata dal ritorno del sole e da temperature notturne decisamente più gradevoli. Dopo due giornate difficili, durante le quali la perturbazione ha provocato diversi danni nel Torinese, il quadro meteorologico dovrebbe migliorare progressivamente. La novità più evidente riguarderà soprattutto le ore comprese tra la notte e il primo mattino, quando il termometro potrebbe scendere fino a 15 gradi. Durante il giorno, invece, il clima manterrà caratteristiche pienamente estive, con valori massimi destinati a raggiungere nuovamente i 31-32 gradi. Il Torinese fa i conti con i danni lasciati dal maltempo Le ultime giornate sono state segnate da fenomeni meteorologici particolarmente intensi, capaci di creare numerosi disagi sul territorio. Il passaggio della perturbazione ha lasciato dietro di sé alberi piegati o abbattuti, allagamenti e coperture degli edifici danneggiate, restituendo l’immagine di un territorio colpito duramente dal maltempo. La situazione più complicata ha interessato anche la parte settentrionale di Torino e diverse località della provincia. Terminata la fase più violenta, l’attenzione si sposta ora sull’evoluzione prevista per il fine settimana, quando le condizioni atmosferiche dovrebbero diventare più stabili. Il miglioramento sarà graduale. L’atmosfera, infatti, conserverà ancora una certa variabilità, soprattutto nelle aree più vicine ai rilievi. Per Torino e per buona parte della provincia, tuttavia, lo scenario appare decisamente più favorevole rispetto a quello osservato nei giorni precedenti. Temperature minime fino a 15 gradi nelle prime ore del giorno Il cambiamento maggiormente percepibile riguarderà le temperature notturne. Tra la notte e le prime ore della mattina, le minime potranno raggiungere valori vicini ai 15 gradi, regalando ai torinesi una sensazione che sembrava quasi dimenticata dopo settimane dominate dal caldo. Le precedenti ondate di calore avevano mantenuto elevate le temperature anche dopo il tramonto. In città il fenomeno risultava ancora più evidente, perché edifici, asfalto e cemento continuavano a rilasciare durante la notte il calore accumulato nelle ore centrali della giornata. Il calo termico offrirà quindi una parentesi più fresca, soprattutto al risveglio. Questo cambiamento non rappresenterà però l’arrivo anticipato dell’autunno, perché durante le ore pomeridiane le temperature torneranno su livelli tipicamente estivi. L’escursione tra la notte e il giorno sarà piuttosto marcata. Alle minime vicine ai 15 gradi seguiranno infatti massime comprese tra 31 e 32 gradi, confermando la presenza di giornate ancora calde ma accompagnate da notti sensibilmente più fresche. Sole protagonista nel weekend del 22 e 23 agosto Sabato 22 e domenica 23 agosto il tempo dovrebbe presentarsi più stabile. Il sole tornerà ad avere un ruolo centrale, permettendo a Torino di lasciarsi alle spalle, almeno temporaneamente, le immagini della tempesta e dei danni provocati sul territorio. Nelle ore diurne le temperature saranno in aumento e potranno raggiungere i 31-32 gradi. Si tratterà quindi di un weekend dal sapore estivo, con condizioni complessivamente favorevoli sia nel capoluogo sia in gran parte della provincia. La stabilità, tuttavia, potrebbe non essere completa. Nella seconda parte del fine settimana è previsto qualche annuvolamento in più, mentre nelle zone prossime alle montagne resterà una possibilità residua di rovesci. La situazione appare comunque molto diversa rispetto alla fase perturbata appena trascorsa. Il ritorno del sole sarà accompagnato da un clima particolare: caldo nelle ore centrali e fresco durante la notte. Proprio questa alternanza rappresenterà l’aspetto più evidente del nuovo quadro meteorologico torinese. Un miglioramento graduale dopo due giornate difficili Il fine settimana porterà dunque una tregua importante per Torino e per il territorio provinciale. Il passaggio dalla tempesta al sole avverrà attraverso una diminuzione delle temperature notturne, particolarmente apprezzabile dopo le settimane segnate dal caldo persistente. Le giornate resteranno estive, mentre le ore notturne e quelle del primo mattino offriranno un’atmosfera più fresca. Il ritorno alla stabilità assoluta dovrà ancora attendere, considerando la presenza di qualche nube e il rischio di brevi rovesci vicino ai rilievi. Per il capoluogo piemontese si apre comunque una fase meteorologica più tranquilla. Dopo alberi caduti, allagamenti e strutture danneggiate, il sole tornerà a prevalere nel weekend, mentre le minime intorno ai 15 gradi renderanno il cambiamento ancora più evidente. - Published: 2026-08-22 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/sport/frosinone-juventus-23-agosto-dove-vederla-in-tv-orario-e-probabili-formazioni.html - Categorie: Sport La Juventus comincia il proprio cammino in campionato lontano da Torino. Il primo appuntamento della nuova stagione mette i bianconeri di fronte al Frosinone, tornato nella massima categoria e pronto a esordire davanti al pubblico dello stadio Stirpe. La partita si giocherà domenica 23 agosto alle 18. 30 e rappresenterà il primo banco di prova ufficiale per due squadre intenzionate a partire con il piede giusto. Per la formazione bianconera l’obiettivo sarà conquistare immediatamente i primi tre punti, mentre il Frosinone proverà a sfruttare l’entusiasmo legato alla promozione e il sostegno dei propri tifosi. I precedenti favoriscono nettamente la Juventus, anche se l’esordio stagionale può sempre nascondere difficoltà e situazioni ancora da mettere a punto. La Juventus riparte dallo stadio Benito Stirpe Il calendario della Serie A 2026/27 propone subito una trasferta per la squadra allenata da Luciano Spalletti. Dopo il lavoro svolto durante la preparazione estiva, la Juventus è attesa da una gara che permetterà di osservare le prime scelte dell’allenatore e la disposizione della nuova formazione. Dall’altra parte ci sarà il Frosinone guidato da Massimiliano Alvini. La squadra ha già disputato una partita ufficiale in Coppa Italia, imponendosi con un convincente 4-1 contro la Juve Stabia. Il successo ha consentito ai giallazzurri di avvicinarsi al debutto in campionato con entusiasmo, in vista di un confronto particolarmente impegnativo. La Juventus cercherà di inaugurare la stagione con una vittoria, prima di spostare l’attenzione sull’esordio casalingo. Il secondo appuntamento del calendario è infatti fissato per il 29 agosto, quando i bianconeri ospiteranno il Parma. Prima, però, sarà necessario affrontare il Frosinone in uno stadio nel quale la formazione di casa proverà a rendere complicata la serata agli avversari. I precedenti sono favorevoli ai bianconeri La storia recente degli incontri tra Frosinone e Juventus presenta numeri molto favorevoli alla squadra torinese. Il primo confronto disputato in Serie A risale al settembre del 2015 e terminò con il risultato di 1-1. Da quel momento, i bianconeri hanno conquistato cinque vittorie consecutive in campionato contro la formazione laziale. Il bilancio complessivo di queste partite racconta di dodici reti realizzate dalla Juventus e soltanto tre gol subiti. Si tratta di dati che assegnano ai bianconeri il ruolo di squadra favorita, anche se i numeri delle stagioni precedenti dovranno lasciare spazio al nuovo confronto sul terreno di gioco. L’ultimo incrocio tra le due formazioni si è disputato il 25 febbraio 2024 all’Allianz Stadium. In quell’occasione la Juventus riuscì a imporsi per 3-2 al termine di una partita combattuta. Dusan Vlahovic realizzò una doppietta, mentre Daniele Rugani segnò durante il recupero la rete che consegnò la vittoria ai padroni di casa. Anche l’ultima trasferta bianconera allo Stirpe si concluse con un successo. Il 23 dicembre 2023 la Juventus vinse per 2-1: Kenan Yildiz aprì le marcature nel giorno della sua prima presenza da titolare in Serie A, mentre Vlahovic firmò il gol decisivo. Il Frosinone proverà dunque a interrompere una serie di risultati che, negli ultimi anni, ha premiato con continuità la squadra torinese. Dove vedere Frosinone-Juventus in TV Frosinone-Juventus si giocherà domenica 23 agosto 2026, con calcio d’inizio programmato alle ore 18. 30. La cornice dell’incontro sarà lo stadio Benito Stirpe, dove i sostenitori giallazzurri accompagneranno il ritorno della propria squadra in Serie A. La partita sarà trasmessa in diretta esclusiva su DAZN. Gli appassionati potranno quindi seguire attraverso la piattaforma l’esordio in campionato della Juventus e la prima gara del Frosinone nella nuova stagione della massima serie. Le probabili formazioni di Frosinone-Juventus Entrambe le squadre dovrebbero presentarsi con un modulo 4-2-3-1. Per il Frosinone, Palmisani è indicato come portiere titolare. La linea difensiva dovrebbe essere composta da Calvani, Monterisi, Akpoguma e Bracaglia, mentre davanti alla retroguardia sono attesi Cichella e Calò. Sulla trequarti, Alvini dovrebbe affidarsi a Zerbin, Schmid e Kvernadze, con Raimondo nel ruolo di riferimento offensivo. La probabile formazione del Frosinone è quindi composta da Palmisani; Calvani, Monterisi, Akpoguma, Bracaglia; Cichella, Calò; Zerbin, Schmid, Kvernadze; Raimondo. Anche la Juventus dovrebbe adottare il 4-2-3-1. Tra i pali è atteso Vicario, protetto da una difesa formata da Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso. A centrocampo potrebbero partire dal primo minuto Locatelli e Douglas Luiz. Alle spalle dell’unica punta sono indicati Conceição, McKennie e Yildiz, mentre Kolo Muani dovrebbe guidare il reparto offensivo. La probabile formazione bianconera vede dunque Vicario; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Douglas Luiz; Conceição, McKennie, Yildiz; Kolo Muani. Le scelte definitive saranno comunicate a ridosso del calcio d’inizio. L’appuntamento dello Stirpe darà il via al percorso delle due squadre nella nuova Serie A, con il Frosinone pronto a celebrare il ritorno nella massima categoria e la Juventus determinata a iniziare il campionato conquistando un risultato positivo. - Published: 2026-08-21 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-auto-torino-2026-oltre-40-marchi-e-test-drive-nel-cuore-della-citta.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a riaccendere i motori con una nuova edizione del Salone Auto, in programma dall’11 al 13 settembre 2026. Per tre giornate il centro cittadino cambierà volto, trasformandosi in una grande esposizione dedicata al mondo delle quattro ruote. La manifestazione coinvolgerà alcuni dei luoghi più riconoscibili della città e riunirà oltre 40 marchi automobilistici. Il programma comprenderà esposizioni, anteprime e prove su strada, creando un collegamento diretto tra le automobili presentate e il pubblico. L’evento sarà inoltre caratterizzato dall’ingresso gratuito, un elemento che permetterà ai visitatori di avvicinarsi alle novità del settore e di attraversare liberamente le diverse aree allestite nel centro di Torino. Tre giorni tra piazza Castello e i Giardini Reali Il Salone Auto Torino 2026 si svilupperà tra piazza Castello, i Musei Reali e i Giardini Reali, inserendo le automobili all’interno di un percorso urbano particolarmente suggestivo. Le vetture verranno quindi presentate fuori dai tradizionali padiglioni fieristici, lungo un itinerario che unirà esposizione automobilistica e visita del centro cittadino. La distribuzione della manifestazione in più punti consentirà di creare una vetrina ampia e articolata. Piazza Castello rappresenterà uno dei luoghi centrali dell’appuntamento, mentre gli spazi vicini ai Musei Reali e ai Giardini Reali completeranno il percorso riservato alle auto e alle diverse iniziative. Per Torino saranno tre giornate nelle quali il mondo dei motori entrerà a far parte del paesaggio cittadino. Chi attraverserà il centro potrà incontrare modelli, allestimenti e spazi espositivi, seguendo un percorso capace di collegare le varie aree coinvolte. Il Salone assumerà così la forma di un evento diffuso, con le automobili collocate direttamente nel cuore della città. Oltre 40 marchi riuniti nella stessa manifestazione Uno degli aspetti principali dell’edizione 2026 sarà la partecipazione di più di 40 marchi automobilistici. La presenza di numerose case permetterà al pubblico di osservare proposte differenti all’interno dello stesso evento, passando da uno spazio espositivo all’altro senza allontanarsi dal centro di Torino. Le esposizioni offriranno una panoramica ampia sul settore automobilistico, mentre le anteprime aggiungeranno curiosità a una manifestazione pensata per mostrare da vicino le novità. I visitatori potranno soffermarsi sulle caratteristiche esteriori delle vetture, sulle scelte di design e sulle soluzioni presentate dai vari marchi. La possibilità di vedere molte automobili in successione renderà più immediato il confronto tra modelli e impostazioni differenti. Il pubblico potrà dedicare tempo alle vetture che suscitano maggiore interesse, per poi proseguire lungo il percorso e raggiungere le altre zone della manifestazione. Il Salone Auto Torino si presenterà dunque come una grande vetrina dell’automobile, nella quale ogni marchio avrà l’occasione di mostrare le proprie proposte in un contesto aperto e inserito nella vita cittadina. Dai modelli esposti alle prove su strada Accanto alle esposizioni e alle anteprime, il programma comprenderà anche i test drive. Le prove su strada rappresenteranno la parte più dinamica dell’evento, perché permetteranno di passare dall’osservazione diretta delle automobili a un’esperienza concreta a bordo. Vedere una vettura esposta consente di apprezzarne le forme, gli interni e i particolari visibili, mentre una prova su strada permette di entrare in contatto con il suo comportamento durante la guida. Per questo motivo i test drive costituiranno uno degli appuntamenti più interessanti delle tre giornate torinesi. La combinazione tra presentazioni statiche e prove renderà il Salone adatto sia a chi desidera osservare le novità sia a chi vuole approfondire la conoscenza dei modelli disponibili. L’esperienza proposta andrà quindi oltre una semplice successione di automobili esposte, offrendo occasioni diverse per avvicinarsi ai marchi presenti. Durante il fine settimana, il pubblico potrà muoversi tra gli allestimenti, seguire le anteprime e dedicare spazio alle prove su strada previste dal programma. Esposizione ed esperienza di guida diventeranno così le due componenti principali della manifestazione. Un grande evento a ingresso gratuito nel centro di Torino L’accesso gratuito contribuirà a rendere il Salone Auto Torino 2026 un appuntamento aperto a un pubblico ampio. Per visitare le aree espositive non sarà necessario acquistare un biglietto d’ingresso, mentre la posizione centrale renderà il percorso parte integrante della città. La scelta di piazza Castello, dei Musei Reali e dei Giardini Reali darà inoltre alla manifestazione un’identità precisa. Le automobili non saranno concentrate in un unico spazio chiuso, ma verranno distribuite tra alcuni dei luoghi più conosciuti di Torino. In questo modo il Salone dialogherà con l’ambiente urbano e accompagnerà i visitatori lungo un itinerario composto da esposizioni, anteprime e attività legate alla guida. Dall’11 al 13 settembre, Torino diventerà quindi il punto d’incontro tra oltre 40 marchi e il pubblico. Tre giorni dedicati alle quattro ruote, durante i quali il centro si trasformerà in una vetrina automobilistica accessibile gratuitamente. Le novità esposte, le anteprime e i test drive saranno gli elementi centrali di un appuntamento destinato a portare nuovamente i motori nelle strade e nelle piazze della città. - Published: 2026-08-21 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-milan-23-agosto-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Il campionato di Serie A riparte con una sfida capace di attirare immediatamente l’attenzione degli appassionati. Torino e Milan si affronteranno domenica 23 agosto 2026, in occasione della prima giornata della nuova stagione. Il calcio d’inizio è previsto alle ore 20:45 allo stadio Olimpico Grande Torino. Per la formazione granata si tratta di un debutto impegnativo davanti al proprio pubblico, mentre i rossoneri cercheranno di cominciare il loro percorso con un risultato positivo. La partita offrirà anche le prime indicazioni sul lavoro svolto durante la preparazione estiva e sulle idee tattiche sviluppate dai due staff tecnici. Torino-Milan inaugura la nuova stagione di Serie A La prima giornata rappresenta sempre un momento particolare. Le squadre arrivano da settimane dedicate agli allenamenti, alle amichevoli e alla ricerca dei migliori equilibri, ma soltanto l’avvio del campionato permette di misurare realmente il livello raggiunto. Il Torino avrà dalla propria parte il sostegno dello stadio e proverà a sfruttare il fattore campo per mettere in difficoltà una delle formazioni più attese della stagione. Il Milan, invece, si presenterà nel capoluogo piemontese con l’obiettivo di partire nel modo migliore e dare subito continuità alle indicazioni emerse durante l’estate. La gara è in programma domenica 23 agosto alle ore 20:45. L’orario serale contribuirà a creare una cornice particolarmente suggestiva, con il pubblico granata pronto ad accompagnare la squadra nel primo appuntamento ufficiale del nuovo campionato. Essendo una partita inaugurale, il ritmo e la condizione atletica potrebbero avere un peso importante. Le due formazioni dovranno trovare rapidamente le distanze tra i reparti, evitando di concedere spazi nelle zone centrali del campo. Anche la gestione delle energie potrà diventare significativa nel corso della ripresa. Le probabili formazioni di Torino e Milan Le indicazioni della vigilia suggeriscono una possibile somiglianza tra gli schieramenti scelti dalle due squadre. Sia il Torino sia il Milan potrebbero partire con il 3-4-2-1, un sistema che permette di occupare il campo in maniera equilibrata e di modificare rapidamente la disposizione durante le diverse fasi della partita. Il Torino dovrebbe affidarsi a una linea difensiva composta da tre giocatori, protetta da un centrocampo con due elementi centrali e due esterni chiamati a muoversi lungo l’intera fascia. Dietro alla punta centrale potrebbero agire due calciatori con libertà di movimento, incaricati di creare collegamenti tra centrocampo e attacco. Una struttura simile potrebbe essere adottata dal Milan. Anche la squadra rossonera dovrebbe presentarsi con tre difensori, quattro centrocampisti e due giocatori offensivi alle spalle del riferimento più avanzato. In fase di possesso, gli esterni avranno la possibilità di alzarsi, trasformando lo schieramento in una disposizione maggiormente orientata all’attacco. Le scelte definitive verranno comunque confermate soltanto con la pubblicazione delle formazioni ufficiali. Fino a quel momento, restano possibili cambiamenti legati alle valutazioni compiute dagli staff nelle ore precedenti alla gara. Dove vedere Torino-Milan in diretta tv La partita sarà disponibile in diretta su DAZN e sui canali Sky dedicati al calcio e allo sport. Gli abbonati potranno quindi seguire l’incontro sul televisore attraverso le rispettive piattaforme. Il collegamento è previsto in prossimità del calcio d’inizio, fissato per le 20:45. Come avviene abitualmente in occasione degli appuntamenti di Serie A, la programmazione comprenderà anche una fase di avvicinamento alla partita, utile per conoscere le ultime indicazioni sugli schieramenti e vivere l’atmosfera dello stadio. Per assistere alla gara tramite DAZN sarà necessario utilizzare un dispositivo compatibile con l’applicazione e disporre di un abbonamento attivo. La visione attraverso Sky sarà invece accessibile agli utenti che possiedono il pacchetto comprendente l’incontro. Prima della partita può essere utile verificare l’aggiornamento delle applicazioni e il corretto funzionamento della connessione, soprattutto quando si sceglie la modalità online. In questo modo sarà possibile seguire tutte le fasi dell’incontro fin dai minuti che precedono l’ingresso delle squadre in campo. Come seguire Torino-Milan in streaming Torino-Milan potrà essere vista anche in streaming. Gli abbonati avranno la possibilità di collegarsi attraverso DAZN, Sky Go e NOW, utilizzando computer, smartphone, tablet oppure altri dispositivi supportati dai diversi servizi. Questa soluzione consente di assistere alla partita anche lontano dal televisore di casa. L’accesso richiede le credenziali associate al proprio abbonamento e una connessione sufficientemente stabile per mantenere una buona qualità delle immagini durante l’intera diretta. La presenza della sfida su più piattaforme offre dunque diverse possibilità agli appassionati. La scelta dipenderà dal servizio utilizzato e dal dispositivo disponibile al momento del calcio d’inizio. Un primo appuntamento ricco di interesse Torino-Milan permetterà di osservare i primi equilibri costruiti dalle due squadre e il modo in cui verranno interpretati i rispettivi sistemi di gioco. Il possibile confronto tra due moduli identici potrebbe spostare l’attenzione sui movimenti degli esterni, sulla qualità nella zona centrale e sulla capacità dei giocatori offensivi di trovare spazio tra le linee. Per il Torino sarà l’occasione di iniziare la stagione davanti ai propri tifosi contro un avversario di grande richiamo. Il Milan proverà invece a superare un esordio in trasferta che si presenta subito impegnativo. L’appuntamento è per domenica 23 agosto alle ore 20:45, con diretta televisiva e streaming sulle piattaforme che trasmettono l’incontro. - Published: 2026-08-21 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-capitale-delle-scienze-della-terra-160-studenti-arrivano-da-41-paesi.html - Categorie: Cultura Per una settimana Torino, il Piemonte e le Alpi occidentali diventano un grande punto d’incontro internazionale dedicato allo studio del pianeta. Giovedì 20 agosto ha preso il via la diciannovesima edizione delle International Earth Science Olympiad, competizione rivolta agli studenti delle scuole secondarie e in programma fino al 27 agosto. L’iniziativa riunisce oltre 160 giovani provenienti da 41 Paesi, ai quali si aggiungono più di 120 tra mentori e osservatori arrivati da diversi continenti. Numeri che assegnano al capoluogo piemontese un ruolo centrale nel panorama della formazione scientifica mondiale, trasformando per alcuni giorni anche il territorio alpino in un laboratorio aperto. Una competizione che esce dalle aule Le Olimpiadi internazionali delle Scienze della Terra uniscono preparazione scolastica, ricerca e osservazione diretta. Il programma è stato costruito per valutare le competenze dei partecipanti, ma anche per favorire lo scambio di idee tra studenti cresciuti in contesti culturali e sistemi educativi differenti. La manifestazione è organizzata da Anisn Ets insieme al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, con il sostegno della Regione Piemonte. La collaborazione tra queste realtà permette di collegare la competizione al territorio, evitando che le attività restino limitate alle prove teoriche. Torino e l’arco alpino occidentale offrono infatti numerosi ambienti legati agli argomenti affrontati durante le Olimpiadi. La geologia, lo studio delle montagne e l’osservazione dei cambiamenti che interessano il sistema Terra possono essere affrontati direttamente sul campo, mettendo in relazione le conoscenze acquisite a scuola con fenomeni concreti. La cerimonia inaugurale a Torino La cerimonia ufficiale di apertura è prevista nella mattinata di venerdì 21 agosto, dalle 9 alle 12. 30, presso l’Auditorium del Palazzo della Regione Piemonte. Il programma comprende gli interventi istituzionali e quelli dei rappresentanti degli enti che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento. Uno dei passaggi più significativi sarà la presentazione delle delegazioni partecipanti. Ogni squadra porterà un video preparato nel proprio Paese, offrendo al pubblico una sequenza di immagini, testimonianze e brevi racconti provenienti da ogni parte del mondo. Questo momento consentirà di conoscere i protagonisti della competizione e metterà in evidenza la dimensione internazionale dell’appuntamento. Le Olimpiadi rappresentano infatti una sfida scientifica, ma costituiscono anche un’occasione di incontro tra ragazzi che condividono la curiosità verso il pianeta e i suoi fenomeni. Dai laboratori di Torino ai ghiacciai del Monte Bianco Conclusa la cerimonia, gli studenti lasceranno Torino per raggiungere la Skyway Monte Bianco, in Valle d’Aosta. Qui si svolgerà l’Earth System Project, una delle attività centrali dell’edizione 2026, dedicata allo studio dei ghiacciai alpini. La prova porterà i giovani a osservare direttamente un ambiente particolarmente importante per comprendere i cambiamenti del sistema Terra. Il paesaggio montano assumerà quindi una funzione precisa: sarà parte integrante dell’esperienza didattica e scientifica, oltre che scenario della manifestazione. Durante il progetto, gli studenti lavoreranno all’interno di squadre internazionali miste. I gruppi non saranno formati esclusivamente secondo la nazionalità, ma riuniranno partecipanti provenienti da Paesi diversi. Questa scelta permetterà di affiancare alle capacità scientifiche anche il confronto, l’ascolto e la collaborazione. Il tema dei ghiacciai richiederà di mettere insieme osservazione sul campo, conoscenze teoriche e lavoro di squadra. I partecipanti saranno così chiamati ad affrontare un problema reale, confrontando approcci e punti di vista maturati durante percorsi scolastici differenti. Un incontro tra formazione e scambio culturale La presenza di 160 studenti e di oltre 120 mentori e osservatori mostra come le Olimpiadi siano molto più di una tradizionale gara scolastica. L’evento crea una comunità scientifica giovanile nella quale la competizione convive con la possibilità di conoscersi, discutere e collaborare. Per Torino e per l’Università, l’appuntamento consente di valorizzare la ricerca e la didattica nei campi della geologia e delle scienze ambientali. Per il Piemonte rappresenta invece l’occasione di mostrare un territorio capace di collegare rapidamente la dimensione urbana ai paesaggi dell’arco alpino. La manifestazione permette inoltre ai giovani di applicare le conoscenze in un ambiente diverso da quello scolastico. Studiare un fenomeno direttamente sul territorio rende più evidente il legame tra teoria e realtà, mentre il confronto con coetanei di altri Paesi amplia l’esperienza oltre il risultato della singola prova. Torino al centro della scienza fino al 27 agosto Fino al 27 agosto, Torino e le Alpi occidentali resteranno il punto di riferimento di una rete internazionale composta da studenti, insegnanti ed esperti. Le giornate alterneranno competizione, attività scientifiche e momenti di condivisione, mantenendo al centro lo studio del pianeta. L’edizione 2026 delle Olimpiadi delle Scienze della Terra porta così in Piemonte talento, ricerca e cooperazione internazionale, affidando a una nuova generazione di studenti il compito di osservare e comprendere alcuni degli ambienti più significativi del territorio alpino. - Published: 2026-08-21 - Modified: 2026-08-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/maltempo-nel-torinese-nubifragio-e-vento-forte-alberi-abbattuti-e-strade-allagate.html - Categorie: News Un violento temporale ha attraversato il Torinese nel pomeriggio di giovedì 20 agosto, portando piogge intense, allagamenti e raffiche capaci di danneggiare tetti, alberi e automobili. La situazione più difficile si è registrata a Chivasso, ma il maltempo ha interessato anche altri centri del territorio e alcune zone di Torino. Particolarmente rilevante il vento misurato a Superga, dove è stata registrata la raffica più forte dell’episodio. Il temporale colpisce il Torinese in pochi minuti Il peggioramento delle condizioni meteorologiche è stato rapido. Nel giro di pochi minuti il cielo si è oscurato e la pioggia ha iniziato a cadere con grande intensità, accompagnata da raffiche molto forti. L’acqua si è accumulata sulle carreggiate, rendendo più complicati gli spostamenti e provocando allagamenti in diverse località. La forza del vento ha aggravato la situazione. In diversi punti del territorio è stato necessario prestare particolare attenzione alla presenza di ostacoli sulla carreggiata e agli accumuli d’acqua. Il temporale ha colpito in maniera irregolare. Alcune aree hanno ricevuto precipitazioni molto abbondanti in un intervallo di tempo ridotto, mentre in altre località il problema principale è stato rappresentato dalle raffiche. Questa combinazione ha lasciato numerosi danni materiali e ha richiesto diversi interventi per la messa in sicurezza. Chivasso tra le località maggiormente danneggiate Il bilancio più pesante riguarda Chivasso, dove il vento ha colpito soprattutto la parte settentrionale della città. Tetti scoperchiati, tegole divelte e alberi caduti hanno caratterizzato le ore successive al passaggio del temporale. Diversi danni sono stati segnalati nella zona situata a nord della ferrovia e lungo alcune delle principali vie cittadine. Le raffiche hanno interessato sia la vegetazione sia le coperture degli edifici. Alla violenza del vento si è aggiunta la grande quantità di pioggia caduta in poco tempo. In determinati punti la circolazione è diventata particolarmente difficile, con carreggiate allagate e ostacoli che hanno reso necessario limitare temporaneamente il passaggio dei veicoli. Vigili del fuoco e operatori locali sono intervenuti per rimuovere le piante abbattute, controllare la stabilità delle coperture e mettere in sicurezza le aree più esposte. Il lavoro è proseguito anche dopo la fine delle precipitazioni, quando è stato possibile osservare con maggiore precisione la quantità dei danni. Vento particolarmente intenso anche a Superga Uno dei dati più significativi della giornata è arrivato da Superga, dove è stata rilevata una raffica di vento particolarmente forte. L’intensità registrata conferma la violenza del temporale che ha attraversato il Torinese e aiuta a comprendere perché, in alcune zone, si siano verificati danni rilevanti nel giro di pochissimo tempo. Il maltempo ha interessato anche la zona settentrionale di Torino e diverse località del Canavese. Pioggia intensa e raffiche hanno creato disagi alla circolazione, mentre in alcuni comuni le strade sono state rapidamente invase dall’acqua. A Montanaro e nelle aree vicine a Chivasso le precipitazioni hanno provocato allagamenti e accumuli sulle carreggiate. Il passaggio del temporale ha coinvolto anche altri centri del territorio, lasciando alberi a terra, segnaletica danneggiata e coperture parzialmente sollevate. La conta dei danni dopo il passaggio del maltempo Una volta terminata la fase più intensa, è iniziata la verifica delle conseguenze. Le situazioni più urgenti hanno riguardato gli alberi pericolanti, i tetti danneggiati e le strade rese difficilmente percorribili dall’acqua o dai detriti. A Chivasso gli interventi si sono concentrati nelle zone maggiormente colpite dal vento. La rimozione degli ostacoli e la chiusura temporanea di alcuni tratti hanno permesso agli operatori di lavorare in sicurezza. Parallelamente sono state controllate le coperture degli edifici dalle quali le raffiche avevano sollevato tegole e altri materiali. Il temporale del 20 agosto ha così lasciato un quadro di danni diffusi nel Torinese, con Chivasso al centro dell’episodio più violento. La rapidità con cui vento e pioggia hanno attraversato il territorio ha prodotto conseguenze immediate, trasformando in pochi minuti strade e quartieri e rendendo necessario un lungo lavoro per riportare le aree coinvolte alla normalità. - Published: 2026-08-20 - Modified: 2026-08-25 - URL: https://www.torinofree.it/guide/piu-sicurezza-in-azienda-5-interventi-da-pianificare-subito.html - Categorie: Guide utili La sicurezza sul lavoro non può essere affrontata soltanto quando si avvicina una scadenza o dopo che si è verificato un incidente. Deve entrare nella programmazione ordinaria dell'impresa, insieme agli investimenti, alla manutenzione e all'organizzazione del personale. La pianificazione di alcuni interventi fin da subito è utile perché consente di individuare le criticità, distribuire meglio le responsabilità e ridurre il rischio che procedure importanti rimangano soltanto sulla carta. 1. Costruire un programma di formazione continua Il primo intervento riguarda le competenze delle persone. Non basta organizzare un corso al momento dell'assunzione e considerare concluso il percorso: mansioni, attrezzature e modalità operative possono cambiare. La formazione deve quindi essere verificata e aggiornata nel tempo. Per le imprese del territorio piemontese, una possibilità è rappresentata dai corsi sicurezza sul lavoro a Torino di Scanavino & Partners, inseriti in un'offerta che comprende lezioni in aula e percorsi online. Sono disponibili attività rivolte, tra gli altri, a lavoratori, dirigenti, preposti, addetti al primo soccorso e all'antincendio, oltre alla formazione per l'utilizzo di specifiche attrezzature. La scelta dei corsi dovrebbe partire dalle necessità reali dell'organizzazione. È utile predisporre un calendario annuale con scadenze, aggiornamenti, nuovi ingressi e possibili cambi di mansione, assegnando a una persona il compito di controllarne l'avanzamento. 2. Aggiornare la valutazione dei rischi La valutazione dei rischi non è un documento immobile. Un nuovo macchinario, lo spostamento di un reparto o una diversa distribuzione dei compiti, ad esempio, possono modificare le condizioni di lavoro. Per questo serve una revisione nel corso del tempo, accompagnata da un confronto con chi svolge quotidianamente le singole attività. Osservare ciò che è cambiato Il controllo dovrebbe partire dagli spazi, dai flussi di persone e materiali, dalle postazioni e dalle procedure effettivamente utilizzate. Anche una modifica che sembra piccola può generare, in realtà, nuovi ostacoli, sovraccarichi o comportamenti poco sicuri. L'osservazione diretta, a questo proposito, aiuta a cogliere problemi che non emergono dalla sola lettura dei documenti. Trasformare il DVR in uno strumento concreto Il Documento di valutazione dei rischi deve portare ad effettuare interventi concreti. Una volta individuate le criticità, occorre stabilire priorità, responsabili, risorse e tempi di attuazione. In questo modo il DVR diventa una base di lavoro condivisa da tutto il personale e non un fascicolo da consultare soltanto durante una verifica. 3. Controllare il sistema di gestione delle emergenze Un piano di emergenza è utile solo se le persone sanno come comportarsi. È quindi necessario verificare la composizione delle squadre, la disponibilità degli addetti e la presenza di eventuali sostituti. Turni, ferie e assenze potrebbero infatti lasciare scoperti alcuni ruoli fondamentali. Vanno controllati anche percorsi di esodo, segnaletica, punti di raccolta, presidi antincendio e cassette di primo soccorso. Le prove di evacuazione permettono di capire se le istruzioni sono davvero chiare e se i tempi di risposta sono adeguati. Ogni esercitazione dovrebbe terminare con una breve analisi delle difficoltà incontrate. 4. Pianificare manutenzioni e controlli sulle attrezzature Un'attrezzatura utilizzata ogni giorno può sembrare affidabile proprio perché non ha mai dato problemi. L'usura, però, spesso procede senza segnali evidenti. Per evitare interventi tardivi, l'azienda dovrebbe predisporre un registro delle manutenzioni con date, controlli effettuati, anomalie e prossime scadenze. Il programma deve comprendere macchinari, impianti, dispositivi di protezione e strumenti impiegati nelle diverse mansioni. È importante anche verificare che le protezioni non siano state rimosse e che ogni operatore utilizzi esclusivamente le apparecchiature per le quali ha ricevuto adeguatamente istruzioni e formazione. 5. Favorire la segnalazione dei problemi L'ultimo intervento riguarda la cultura aziendale. Un passaggio ingombrato o una procedura poco comprensibile devono poter essere segnalati senza timori, perché ignorare questi episodi vuol dire perdere informazioni preziose prima che si trasformino in eventi più seri. L'impresa può introdurre un sistema semplice, anche digitale, attraverso il quale comunicare anomalie e proposte. Le segnalazioni devono però ricevere una risposta: occorre valutarle, assegnare gli interventi e informare il personale delle soluzioni adottate. Solo così la partecipazione viene percepita come utile. - Published: 2026-08-20 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-esposizioni-cambia-volto-il-nuovo-polo-culturale-del-valentino-potrebbe-chiamarsi-vale.html - Categorie: News Torino Esposizioni si prepara ad affrontare una trasformazione profonda, destinata a restituire alla città uno dei suoi complessi architettonici più conosciuti. Al centro del progetto ci sarà la nuova Biblioteca Civica Centrale, ma l’intervento punta a creare qualcosa di più ampio: un luogo dedicato alla lettura, agli incontri, alla formazione e alle attività culturali. Intanto comincia a emergere anche una possibile identità per il futuro spazio. Il nuovo polo culturale del Valentino, infatti, potrebbe chiamarsi semplicemente “Vale”, un nome breve che richiama direttamente il parco nel quale si trova Torino Esposizioni. Vale, un nome legato al Parco del Valentino L’ipotesi del nome “Vale” sarebbe già stata presa in considerazione all’interno degli uffici comunali. La domanda di registrazione del marchio sarebbe stata esaminata e potrebbe presto essere presentata all’Ufficio Italiano Brevetti. Il condizionale rimane quindi necessario, anche se il percorso compiuto dimostra come la proposta abbia già raggiunto una fase piuttosto concreta. La scelta nascerebbe dalla volontà di collegare immediatamente il nuovo centro culturale alla sua posizione. “Vale” richiama infatti il Valentino attraverso poche lettere, creando un’identità semplice e facilmente riconoscibile. Il nome potrebbe essere utilizzato per racchiudere le numerose funzioni previste nel complesso, senza limitare la sua immagine a quella di una biblioteca tradizionale. Il progetto comprende infatti attività culturali, servizi per i cittadini e spazi pensati per accogliere visitatori di età differenti. La nuova denominazione avrebbe dunque il compito di rappresentare un centro aperto, contemporaneo e strettamente legato a una delle aree verdi più importanti di Torino. La nuova vita di Torino Esposizioni La nascita del polo culturale si inserisce nel più ampio programma di trasformazione urbana denominato “Torino cambia. Il piano va veloce”. Nell’area del Valentino proseguono i lavori di riqualificazione di Torino Esposizioni, sostenuti attraverso un investimento complessivo di 160 milioni di euro provenienti dalle risorse del PNRR. L’intervento riguarda un luogo che per molto tempo ha rappresentato uno dei principali spazi cittadini dedicati alle esposizioni. La nuova destinazione permetterà di recuperarlo e di attribuirgli funzioni legate alla cultura, al turismo e all’innovazione. Nella stessa area è prevista anche la rinascita del Borgo Medievale, altro elemento importante del patrimonio torinese. Durante un sopralluogo svolto all’inizio di luglio 2026, il cantiere della nuova Biblioteca Civica Centrale era stato indicato come uno dei progetti più rilevanti sostenuti dai finanziamenti europei. L’avvicinarsi dell’inaugurazione aumenta quindi l’attenzione verso un’opera destinata a cambiare il ruolo di Torino Esposizioni nella vita quotidiana della città. Una biblioteca con oltre 750mila documenti Il cuore del futuro polo “Vale” sarà rappresentato dalla nuova Biblioteca Civica Centrale. Le dimensioni del patrimonio previsto mostrano l’importanza del progetto: circa 150mila documenti saranno collocati sugli scaffali aperti al pubblico, mentre più di 600mila troveranno posto nei depositi. La struttura dovrà quindi conservare una raccolta molto ampia, mettendo allo stesso tempo una parte significativa dei documenti direttamente a disposizione dei visitatori. Anche gli spazi dedicati alla permanenza all’interno della biblioteca saranno numerosi. Il progetto prevede 700 sedute tradizionali e altre 700 postazioni informali, pensate per differenti modalità di lettura, studio e partecipazione. Questi numeri descrivono una biblioteca capace di accogliere contemporaneamente molte persone e di adattarsi a esigenze diverse. Accanto alle postazioni più classiche, utili per studiare o consultare i volumi, saranno presenti aree nelle quali fermarsi in maniera più libera. La struttura potrà così diventare un ambiente frequentato durante vari momenti della giornata. Incontri, laboratori e attività per tutte le età La nuova Biblioteca Civica Centrale verrà concepita come un luogo da vivere, oltre che come uno spazio per prendere in prestito o consultare libri. Il programma comprenderà incontri pubblici, dibattiti, presentazioni, workshop e altre iniziative legate alla produzione e alla diffusione della cultura. Una particolare attenzione sarà riservata anche ai bambini, per i quali verranno organizzati laboratori e attività dedicate. La presenza di ambienti flessibili consentirà di ospitare appuntamenti differenti, favorendo l’incontro tra lettori, famiglie, studenti e semplici visitatori. All’interno del complesso troveranno posto anche una caffetteria e un bookshop. Sarà quindi possibile trascorrere più tempo nella struttura, alternando la lettura alla partecipazione a un evento oppure a una pausa. La biblioteca assumerà così una funzione più estesa rispetto a quella tradizionale, diventando il centro di un sistema culturale nel quale potranno convivere studio, socialità e formazione. Il Valentino verso una nuova stagione culturale Il recupero di Torino Esposizioni permetterà di collegare la nuova Biblioteca Civica Centrale al Parco del Valentino e alle altre trasformazioni previste nella zona. Il possibile nome “Vale” riassume proprio questa relazione con il luogo, attribuendo al progetto un’identità autonoma e immediata. Mentre i lavori proseguono e l’inaugurazione si avvicina, il futuro polo culturale comincia dunque a mostrare la propria fisionomia. Libri, appuntamenti, laboratori e spazi di incontro faranno parte di un unico centro, progettato per diventare un nuovo punto di riferimento culturale e turistico per Torino. - Published: 2026-08-20 - Modified: 2026-08-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-via-libera-al-nuovo-museo-del-grande-torino-allo-stadio-filadelfia.html - Categorie: News La memoria del Grande Torino si prepara a trovare una nuova casa accanto al luogo che più di ogni altro rappresenta la storia granata. La Giunta comunale ha approvato lo schema di convenzione tra la Città di Torino e la Fondazione Filadelfia per la realizzazione e la gestione del museo dedicato al Grande Torino e alla Leggenda Granata. La struttura nascerà all’interno del complesso dello stadio Filadelfia e sarà progettata come uno spazio moderno, accessibile e capace di raccontare più di un secolo di storia sportiva. Un accordo per la nuova casa della memoria granata L’approvazione della convenzione costituisce il primo passaggio del percorso che dovrà portare alla costruzione del nuovo museo. L’obiettivo è trasferire e valorizzare un patrimonio considerato tra i più importanti del calcio italiano, mettendolo a disposizione del pubblico in una sede più funzionale rispetto a quella attuale. La scelta del Filadelfia possiede un significato particolare. Collocare il museo vicino allo stadio simbolo del Grande Torino permetterà infatti di riunire nello stesso complesso la memoria della squadra, le attività sportive del presente e un progetto culturale rivolto al futuro. I visitatori potranno così avvicinarsi alla storia del club proprio nel luogo in cui si svolgono anche gli allenamenti della prima squadra. Il progetto punta inoltre a completare il recupero del Filadelfia, rafforzandone il ruolo di custode della tradizione granata. Il museo sarà pensato per i tifosi, per gli appassionati di sport e per tutti i torinesi, con un’attenzione particolare alla possibilità di trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni. Un edificio su due livelli integrato nel Filadelfia La nuova struttura sorgerà in un’area libera di circa 2. 500 metri quadrati, situata tra la tribuna sud-est del campo sportivo e via Giordano Bruno. L’edificio sarà inserito in modo armonico nel complesso del Filadelfia e si svilupperà su due piani, ognuno dei quali avrà funzioni precise. Al piano terra saranno collocate la hall d’ingresso e la biglietteria. Nello stesso livello troveranno posto due sale polivalenti, uno spazio destinato alle esposizioni temporanee, un bookshop e una caffetteria. Il primo piano, invece, sarà interamente riservato al percorso museale. Questa distribuzione consentirà alla struttura di affiancare alla visita vera e propria una serie di servizi e attività differenti. Il museo non sarà quindi soltanto un contenitore di oggetti legati al passato, ma un luogo nel quale potranno convivere esposizioni, incontri e momenti dedicati alla cultura sportiva. Cimeli e percorsi multimediali per oltre cento anni di storia Il racconto del Torino si svilupperà attraverso aree espositive permanenti e strumenti capaci di rivolgersi a pubblici diversi. Il progetto prevede cimeli, documenti, trofei, fotografie e testimonianze, materiali con cui ripercorrere oltre cento anni di storia della squadra e il suo rapporto profondo con la città. Accanto alle forme espositive tradizionali saranno realizzati percorsi multimediali. L’intento è offrire un’esperienza articolata, nella quale la conservazione della memoria possa dialogare con linguaggi contemporanei e accessibili. La visita al museo potrà inoltre essere collegata a quella del centro sportivo, costruendo un itinerario unitario tra passato e presente. La vicinanza allo stadio darà al progetto una dimensione particolare. Fotografie, testimonianze e trofei saranno esposti nel luogo che rappresenta una parte centrale dell’identità granata, creando un legame diretto tra i materiali conservati e l’ambiente nel quale quella storia continua a essere ricordata. Sale per eventi, studio e iniziative culturali Una parte importante del progetto riguarda gli ambienti destinati ad attività che vanno oltre l’esposizione permanente. Una delle due sale polivalenti ospiterà anche una sala studio e uno spazio per lo smart working, dove sarà possibile utilizzare gratuitamente attrezzature e materiali. All’interno dello stesso ambiente troverà posto una biblioteca. La sala per le mostre temporanee potrà invece accogliere iniziative ed eventi di carattere sportivo, educativo e culturale. Gli appuntamenti potranno riguardare direttamente il museo, ma lo spazio sarà disponibile anche per attività legate ad altri argomenti. In questo modo l’edificio potrà mantenere una funzione attiva e aprirsi a occasioni di incontro durante l’anno. Bookshop, caffetteria e sale polivalenti contribuiranno a rendere il complesso più accogliente e versatile. Il nuovo museo assumerà così anche la forma di un centro culturale, nel quale la storia sportiva diventerà il punto di partenza per creare relazioni tra tifosi, visitatori e città. Nuovi spazi verdi intorno alla struttura L’intervento comprenderà infine la riqualificazione delle aree esterne. Sono previsti nuovi spazi verdi e zone per la sosta dei mezzi di mobilità dolce, elementi che accompagneranno la costruzione dell’edificio e contribuiranno al rinnovamento dell’area. Il futuro Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata si inserirà dunque in un progetto più ampio, pensato per valorizzare il Filadelfia come luogo di sport, memoria e cultura. Con l’approvazione della convenzione è stato compiuto il primo passo formale verso una struttura destinata a custodire la storia granata e a renderla accessibile attraverso ambienti più funzionali, servizi aperti al pubblico e nuovi strumenti narrativi. - Published: 2026-08-20 - Modified: 2026-08-20 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/torino-al-mauriziano-nasce-clap-lo-screening-precoce-per-i-disturbi-del-linguaggio-nei-bambini.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Riconoscere tempestivamente le difficoltà linguistiche durante i primi anni di vita può rendere più rapido l’avvio di un percorso di sostegno. Da Torino arriva un progetto che punta proprio a facilitare questo passaggio, offrendo ai pediatri uno strumento pensato per essere utilizzato durante i normali controlli dedicati alla crescita. L’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano ha ideato e validato CLAP, acronimo di Comunicazione e Linguaggio in Ambulatorio Pediatrico. Si tratta del primo strumento clinico italiano progettato in maniera specifica per aiutare i pediatri di libera scelta a intercettare precocemente i disturbi primari del linguaggio nei bambini. Che cos’è il progetto CLAP del Mauriziano CLAP nasce con l’obiettivo di inserire l’osservazione delle capacità comunicative all’interno dei consueti bilanci di salute pediatrici. Il progetto mette a disposizione dei professionisti un questionario rapido, standardizzato e affidabile, attraverso il quale diventa possibile riconoscere i primi segnali di una possibile difficoltà. Lo strumento è stato pensato per adattarsi alle attività quotidiane svolte negli ambulatori pediatrici. Il medico può quindi utilizzarlo durante una visita programmata, senza dover organizzare inizialmente un controllo separato. La valutazione precoce entra così nel normale percorso di assistenza del bambino, rendendo più semplice l’individuazione dei casi che richiedono ulteriori approfondimenti. Il questionario non rappresenta soltanto un supporto pratico, ma introduce anche un metodo condiviso. L’utilizzo di criteri uniformi consente infatti ai pediatri coinvolti di raccogliere le informazioni seguendo lo stesso procedimento. Questo aspetto può contribuire a rendere più ordinata la fase iniziale dello screening e a orientare con maggiore precisione i passaggi successivi. Perché è importante intervenire nei primi anni Il progetto concentra l’attenzione sulle fasce d’età più precoci, considerate particolarmente importanti per lo sviluppo delle capacità comunicative. Durante i primi anni di vita, infatti, la plasticità cerebrale può rendere la riabilitazione logopedica più efficace. Riuscire a intercettare una difficoltà in questa fase permette quindi di valutare prima l’opportunità di un intervento specifico. Uno degli aspetti centrali riguarda la riduzione dei tempi che separano la comparsa dei primi segnali dall’accesso ai percorsi dedicati. In assenza di uno strumento comune, alcune difficoltà possono richiedere più passaggi prima di essere riconosciute e approfondite. Con CLAP, invece, il pediatra dispone di una procedura immediatamente utilizzabile nel proprio ambulatorio. La tempestività può favorire un accesso più rapido alla riabilitazione logopedica e ai percorsi di inclusione scolastica. Il beneficio riguarda quindi sia il bambino sia il funzionamento complessivo dei servizi, che possono indirizzare con maggiore efficienza le situazioni emerse durante i controlli. Lo studio condotto su 200 bambini piemontesi La validazione dello strumento è stata accompagnata da una sperimentazione che ha coinvolto 24 pediatri di famiglia e 200 bambini del Piemonte. I risultati ottenuti hanno indicato un’elevata affidabilità diagnostica nelle fasce d’età precoci, sostenendo il valore del questionario come mezzo di individuazione tempestiva. Lo studio pilota ha inoltre raggiunto un importante riconoscimento scientifico internazionale. Il lavoro è stato accettato per la pubblicazione sull’“International Journal of Language & Communication Disorders”, rivista sottoposta a revisione tra pari e dedicata allo studio dei disturbi della comunicazione e del linguaggio. L’accettazione dello studio offre una maggiore visibilità al progetto sviluppato a Torino e rafforza la prospettiva di una sua futura diffusione. I dati raccolti nella fase sperimentale aprono infatti la strada a una possibile estensione del protocollo su scala nazionale, affinché lo strumento possa essere utilizzato anche in altri territori. Una collaborazione tra ospedale, pediatri e università CLAP è il risultato di una rete multidisciplinare che ha messo in relazione competenze ospedaliere, territoriali, associative e universitarie. Il coordinamento è stato affidato al Mauriziano attraverso la struttura di Pediatria e Neonatologia e la Clinical Trial Unit. Alla ricerca hanno partecipato i pediatri collegati alla Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche, l’Università degli Studi di Torino e l’associazione Easy Brain APS. Il contributo accademico è arrivato dal Corso di laurea in Logopedia e dal Dipartimento di Scienze della sanità pubblica e pediatriche. Questa collaborazione ha permesso di sviluppare uno strumento che parte dalla ricerca e arriva direttamente negli ambulatori. Il pediatra rappresenta il primo punto di osservazione, mentre le competenze logopediche, cliniche e universitarie contribuiscono a definire un percorso basato su criteri scientifici condivisi. Il lavoro verrà inserito anche tra i prodotti di rilievo del DAIRI-R e sarà diffuso attraverso le reti professionali pediatriche italiane. Il progetto torinese potrebbe così diventare un modello applicabile in contesti più ampi, mantenendo al centro un obiettivo preciso: riconoscere prima le difficoltà linguistiche e accompagnare più rapidamente i bambini verso i percorsi appropriati. - Published: 2026-08-20 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/via-roma-a-torino-diventa-interamente-pedonale-inaugurazione-il-12-settembre.html - Categorie: News Via Roma apre un nuovo capitolo della sua storia e diventa completamente pedonale. La trasformazione di una delle strade più conosciute del centro di Torino è già entrata nella fase operativa, mentre per la presentazione ufficiale occorrerà attendere il 12 settembre. La giornata inaugurale sarà accompagnata da un programma che coinvolgerà attività commerciali, musei e spettacoli, trasformando la strada in un grande spazio cittadino da percorrere a piedi. Il nuovo assetto arriva al termine di circa un anno di lavori e completa il cambiamento avviato nel primo tratto della via. Oltre alle regole sulla circolazione, l’intervento ha modificato l’aspetto dello spazio urbano attraverso nuovi materiali, sedute e attraversamenti pedonali. Via Roma pedonale 24 ore su 24 Il divieto di transito è entrato in vigore il 15 agosto anche nella parte di via Roma compresa tra piazza Cln e piazza Carlo Felice. Il tratto che va da via Santa Teresa a piazza Castello era già chiuso alla circolazione dei mezzi privati. Con quest’ultimo passaggio, dunque, la principale strada del centro torinese risulta interamente riservata ai pedoni. La limitazione resta valida durante l’intero arco della giornata, senza interruzioni nelle ore notturne. Il provvedimento viene applicato anche la domenica e nei giorni festivi, mentre possono continuare a transitare i veicoli provvisti delle necessarie autorizzazioni. Il calendario distingue l’avvio effettivo della pedonalizzazione dall’inaugurazione pubblica. La nuova organizzazione della mobilità è infatti già attiva, mentre il 12 settembre Torino celebrerà ufficialmente la conclusione dell’intervento con una serie di iniziative distribuite lungo la strada e nelle aree vicine. Un anno di lavori e nuovi materiali per la strada La trasformazione è stata realizzata nel corso di circa dodici mesi. Uno degli interventi più visibili ha riguardato la pavimentazione: il precedente asfalto ha lasciato il posto alla diorite grigia, materiale che caratterizza ora il nuovo aspetto di via Roma. Anche la carreggiata è stata modificata e portata alla stessa altezza dei marciapiedi. La strada presenta così un piano più uniforme rispetto alla configurazione precedente. Lungo il percorso sono state inoltre collocate nuove panchine, destinate a offrire punti di sosta a chi attraversa il centro. Particolare attenzione è stata riservata anche agli attraversamenti pedonali, realizzati utilizzando marmo bianco di Carrara. La tonalità chiara del materiale si distingue dalla diorite grigia impiegata per la pavimentazione e contribuisce a definire i diversi elementi del nuovo spazio. Per completare la riqualificazione sono stati investiti complessivamente 12 milioni di euro, provenienti da fondi europei. La cifra riguarda l’intero progetto che ha portato al rinnovamento e alla pedonalizzazione della strada. L’inaugurazione del 12 settembre tra musica e musei La presentazione ufficiale della nuova via Roma sarà una giornata di festa aperta alla città. Il programma del 12 settembre prevede innanzitutto il prolungamento dell’orario dei negozi, che potranno rimanere aperti fino a tarda sera. Lungo la strada troveranno spazio spettacoli, momenti musicali e artisti di strada. Il calendario coinvolgerà anche i musei, che saranno accessibili gratuitamente fino a mezzanotte. La combinazione di cultura, intrattenimento e aperture serali accompagnerà quindi l’inaugurazione della zona pedonale. L’organizzazione della giornata è stata affidata a Eventi3 e richiede un investimento pari a 169 mila euro. Si tratta di una spesa distinta dai 12 milioni destinati ai lavori di riqualificazione: la prima cifra riguarda la preparazione dell’evento inaugurale, mentre la seconda comprende il progetto realizzato sulla strada. Il 12 settembre rappresenterà quindi il momento pubblico della trasformazione. Residenti e visitatori potranno osservare il risultato degli interventi, attraversare l’intero percorso pedonale e partecipare alle attività previste fino alle ore serali. Via Roma ospiterà Terra Madre e Portici di carta Dopo l’inaugurazione, via Roma diventerà anche uno degli spazi destinati ad accogliere alcuni importanti appuntamenti cittadini. Il primo è in programma dal 24 al 27 settembre, quando la nuova area pedonale ospiterà una parte delle iniziative di Terra Madre. L’edizione sarà legata a due ricorrenze: i trent’anni del Salone del Gusto e i quarant’anni di Slow Food. Per l’occasione sono attesi a Torino circa 600 produttori, mentre alcuni degli eventi previsti troveranno posto proprio nella strada appena riqualificata. Un secondo appuntamento arriverà il 10 e l’11 ottobre con il ritorno di Portici di carta sotto i portici di via Roma. L’edizione del 2025 era stata trasferita in un’altra sede a causa dei cantieri, mentre la conclusione dei lavori permette ora alla manifestazione di tornare nel suo spazio precedente. La pedonalizzazione completa, quindi, non coincide soltanto con una diversa regolamentazione del traffico. Il calendario già definito mostra anche la funzione che via Roma assumerà come sede di manifestazioni, incontri culturali e iniziative capaci di proseguire oltre la giornata inaugurale. - Published: 2026-08-11 - Modified: 2026-08-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-estate-senza-tregua-registrati-63-giorni-di-ondata-di-calore.html - Categorie: News Il caldo dell’estate 2026 continua a lasciare il segno su Torino e sul Piemonte. A rendere eccezionale questa stagione non sono soltanto le temperature raggiunte durante il giorno, ma soprattutto la difficoltà dell’aria a rinfrescarsi nelle ore notturne. Il dato più impressionante arriva dalla stazione meteorologica di via della Consolata, dove il 6 agosto la minima si è fermata a 27 gradi. Un valore mai registrato dall’inizio della serie storica, che risale al 1753. Una notte entrata nella storia meteorologica di Torino La temperatura rilevata in via della Consolata rappresenta il record assoluto della stazione. Anche durante la parte teoricamente più fresca della giornata, quindi, il termometro non è riuscito a scendere sotto una soglia tipica delle ore diurne. Quello del centro cittadino non è stato un caso isolato. Sempre il 6 agosto, la stazione di Torino Alenia ha registrato una minima di 25,4 gradi, stabilendo un nuovo primato locale. Pochi giorni prima, il 3 agosto, ai Giardini Reali erano stati misurati 24,4 gradi: in questo caso si è trattato del valore minimo notturno più alto mai rilevato nel mese di agosto. I nuovi record riguardano dunque soprattutto la notte. Sul fronte delle massime diurne, invece, non sono stati superati primati storici. È proprio questa differenza a descrivere una delle caratteristiche principali dell’attuale fase: dopo giornate molto calde, la temperatura rimane elevata anche per tutta la notte. Già 42 notti tropicali dall’inizio della prima ondata I singoli record fanno parte di una situazione molto più ampia. Dall’inizio della prima ondata di calore, avvenuto il 20 maggio, Torino ha già vissuto 42 notti tropicali. Con questa definizione vengono indicate le notti nelle quali la temperatura minima rimane superiore ai 20 gradi. Nello stesso periodo sono stati contati anche 70 giorni tropicali, ossia giornate durante le quali la massima ha oltrepassato i 30 gradi. I numeri mostrano quindi una stagione caratterizzata non soltanto da alcuni picchi particolarmente intensi, ma da temperature elevate mantenute per un periodo prolungato. Dal 20 maggio, i valori registrati in Piemonte sono rimasti quasi sempre sensibilmente superiori alla media climatica calcolata sul trentennio 1991-2020. Le sole eccezioni sono state cinque: il 4, il 5 e l’11 giugno, insieme al 25 e al 26 luglio. Per il resto, l’anomalia termica ha accompagnato la regione con grande continuità. Nel capoluogo 63 giorni di ondata di calore Un altro dato significativo riguarda il disagio bioclimatico. A partire dal 15 maggio, a Torino sono stati conteggiati 63 giorni in condizioni di ondata di calore. Di questi, 32 hanno raggiunto il livello di disagio forte, contrassegnato dal colore rosso. La quarta ondata della stagione è cominciata il 27 luglio e prosegue senza interruzioni sostanziali. La durata assume quindi un’importanza paragonabile a quella dei valori assoluti: Torino e gli altri principali centri urbani piemontesi convivono da settimane con minime che spesso non scendono sotto i 20 gradi. Il quadro locale rientra in un’estate particolarmente calda anche su scala più ampia. Secondo il programma europeo Copernicus, giugno e luglio 2026 hanno formato il bimestre più caldo mai registrato nell’Europa occidentale. Temporali in arrivo, ma il caldo potrebbe resistere La situazione non dovrebbe cambiare in maniera netta nel breve periodo. Le condizioni atmosferiche favorevoli al caldo anomalo potrebbero infatti proseguire fino alla fine della settimana. Per il pomeriggio dell’11 agosto sono previsti temporali abbastanza diffusi, che in alcune zone potrebbero risultare intensi. Non viene esclusa la possibilità di nubifragi e downburst, vale a dire raffiche di vento improvvise e violente associate alle celle temporalesche. Nei giorni successivi, l’instabilità dovrebbe concentrarsi soprattutto sulle aree montane e pedemontane. Questi fenomeni, però, potrebbero non essere sufficienti a modificare sensibilmente il quadro termico delle pianure piemontesi. Un possibile calo delle temperature viene indicato per l’inizio della prossima settimana, anche se la previsione dovrà essere confermata. Nel frattempo, il valore di 27 gradi registrato nella notte del 6 agosto rimane il simbolo di un’estate eccezionale, segnata da giornate oltre i 30 gradi e notti sempre più calde. - Published: 2026-08-11 - Modified: 2026-08-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-e-siccita-colpiscono-i-nuovi-boschi-del-torinese-saranno-sostituite-le-piante-in-difficolta.html - Categorie: News Le temperature estreme e la prolungata mancanza di pioggia stanno creando difficoltà anche ai nuovi boschi realizzati nel territorio della Città metropolitana di Torino. Gli effetti risultano particolarmente evidenti sugli alberi e sugli arbusti più giovani, messi a dimora nell’ambito degli interventi di forestazione finanziati dal PNRR. Una parte delle piante non è riuscita ad attecchire, ma il programma non si interromperà: gli esemplari che non sono sopravvissuti verranno sostituiti attraverso le attività di manutenzione già previste. Le giovani piante soffrono maggiormente il caldo La situazione riguarda soprattutto la vegetazione piantata più di recente. Un giovane albero, infatti, attraversa una fase delicata durante la quale deve adattarsi al terreno e sviluppare un apparato radicale abbastanza esteso. Le condizioni registrate durante l’estate hanno reso questo processo molto più difficile. Le temperature sono rimaste elevate per numerosi giorni consecutivi, anche nelle ore notturne. A questo si sono aggiunte molte ore di esposizione al sole e precipitazioni scarse. In un simile contesto, alcuni alberi e arbusti non sono riusciti a radicarsi correttamente. Il problema, però, non interessa soltanto i nuovi impianti. Caldo e siccità stanno sottoponendo a forte stress anche la vegetazione adulta del Piemonte. Gli alberi appena collocati nel terreno restano comunque i più vulnerabili, perché le loro radici non hanno ancora raggiunto uno sviluppo sufficiente per affrontare lunghi periodi senza acqua. La forestazione prosegue dopo la messa a dimora La creazione di una nuova area boschiva non termina nel momento in cui vengono piantati gli alberi. I progetti comprendono diverse operazioni che servono a preparare il terreno e ad accompagnare la crescita della vegetazione nel corso del tempo. Prima della piantumazione vengono selezionate specie arboree e arbustive autoctone, adatte alle caratteristiche del territorio. Sono poi previsti l’inerbimento, la pacciamatura e il posizionamento di protezioni contro la fauna selvatica. Rientrano negli interventi anche le attività necessarie a limitare la diffusione delle specie alloctone invasive. A questa prima fase segue un periodo di cura e manutenzione della durata di cinque anni. I contratti stipulati con le imprese incaricate prevedono controlli sulla crescita delle piante e interventi correttivi quando si presentano problemi. La sostituzione degli esemplari che non attecchiscono fa quindi parte del programma e permette di non compromettere l’intero progetto a causa delle difficoltà incontrate durante una singola stagione. Il monitoraggio pluriennale assume un’importanza ancora maggiore durante estati caratterizzate da caldo persistente e disponibilità d’acqua limitata. Gli impianti possono essere seguiti nel tempo e le perdite possono essere compensate con nuove piantumazioni. La scarsità d’acqua complica le irrigazioni Uno dei problemi principali è rappresentato dalla possibilità di effettuare le irrigazioni di soccorso. Questi interventi sono particolarmente importanti per le piante giovani, ma la crisi idrica ne ha reso più complessa l’esecuzione. In alcune situazioni, irrigare è diventato persino impraticabile. Già nel mese di luglio era stato convocato il Tavolo regionale per l’emergenza idrica. La decisione era legata alla persistenza del caldo, alla riduzione delle precipitazioni e alla minore quantità d’acqua presente nei corsi d’acqua piemontesi. All’inizio di agosto è stato poi dichiarato lo stato di emergenza per la crisi idrica e per gli incendi. La scarsità della risorsa impone quindi difficoltà concrete nella gestione delle nuove aree forestali. Anche quando gli alberi avrebbero bisogno di un apporto aggiuntivo, la disponibilità d’acqua può risultare insufficiente. Le temperature elevate durante la notte aggravano ulteriormente la situazione, perché lasciano alla vegetazione pochissimo tempo per recuperare dallo stress accumulato durante le ore diurne. Un problema già affrontato durante la siccità del 2022 Le difficoltà osservate nel Torinese non rappresentano un caso completamente nuovo. Una situazione simile si era verificata nel 2022 e nei primi mesi del 2023, quando il Piemonte era stato interessato da una lunga fase siccitosa. In quell’occasione la mancanza di precipitazioni aveva coinvolto anche il periodo invernale e aveva messo a rischio la sopravvivenza delle piantumazioni più recenti. L’esperienza di quelle stagioni ha mostrato quanto sia importante seguire i nuovi boschi per diversi anni. La sostituzione degli alberi persi consente di intervenire senza abbandonare le aree in difficoltà, mentre il controllo periodico permette di verificare l’evoluzione dei singoli impianti. L’obiettivo resta quello di accompagnare gradualmente la crescita delle nuove zone boschive metropolitane. Le piante che non hanno attecchito verranno rimpiazzate, mentre le altre continueranno a essere controllate e curate secondo quanto previsto dai progetti. Il caldo e la siccità hanno rallentato il percorso, ma gli interventi proseguiranno per garantire nel tempo i risultati programmati. - Published: 2026-08-11 - Modified: 2026-08-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/nuovi-parcometri-a-torino-gtt-completa-il-piano-da-605-sostituzioni.html - Categorie: News La rete dei parcometri di Torino cambia volto. GTT ha avviato un ampio programma di rinnovamento che prevede la sostituzione di 605 apparecchi presenti sul territorio cittadino con dispositivi più moderni, veloci e semplici da utilizzare. Le nuove macchine introducono schermi a colori, connessioni potenziate e numerose possibilità per pagare la sosta, senza eliminare l’utilizzo delle tradizionali monete. L’intervento punta soprattutto a rendere più immediata un’operazione quotidiana che coinvolge migliaia di automobilisti. L’aggiornamento tecnologico, infatti, riguarda sia l’aspetto esterno dei parcometri sia il loro funzionamento interno. Cambia l’interfaccia, aumentano i metodi di pagamento disponibili e vengono poste le basi per aggiungere in futuro altri servizi. Un programma di sostituzione articolato in più fasi Il rinnovamento dei parcometri torinesi è stato organizzato in maniera progressiva. Una prima parte dei nuovi dispositivi è entrata in funzione durante il 2025: 150 apparecchi erano già operativi, mentre l’obiettivo dichiarato era raggiungere quota 200 entro la fine dello stesso anno. Il programma prevedeva poi l’installazione dei restanti 405 parcometri nel corso del 2026. Complessivamente, l’operazione interessa dunque 605 postazioni. I vecchi apparecchi vengono rimpiazzati con macchine progettate per rispondere più rapidamente ai comandi e rendere più chiari i diversi passaggi richiesti per il pagamento. Non si tratta soltanto di un cambiamento estetico. La sostituzione coinvolge l’intera dotazione tecnologica, a partire dal sistema di connessione. Le nuove unità utilizzano infatti una rete 4G potenziata e sono già predisposte per il 5G, mentre gli apparecchi precedenti si affidavano allo standard 2G. Questo aggiornamento dovrebbe rendere più rapide soprattutto le operazioni effettuate con carte e altri strumenti elettronici. Schermi touchscreen per scegliere tariffa e durata Una delle novità più evidenti è rappresentata dal display. I nuovi parcometri sono dotati di uno schermo touchscreen a colori da 9,7 pollici, attraverso il quale l’automobilista può completare le diverse fasi del pagamento. L’interfaccia è stata progettata per accompagnare l’utente nella scelta della tariffa e del metodo con cui effettuare la transazione. Sullo schermo è possibile inserire la targa del veicolo, indicare la durata prevista per la sosta e procedere al pagamento. La presenza del touchscreen permette di concentrare le varie funzioni in un solo spazio e di visualizzare con maggiore chiarezza le informazioni. Il funzionamento resta legato all’inserimento della targa, ma il percorso da seguire viene mostrato direttamente sul display. La connessione più veloce assume un ruolo importante proprio durante questi passaggi. Quando si sceglie un pagamento elettronico, infatti, il sistema deve comunicare con i circuiti utilizzati e autorizzare la transazione. Il passaggio dal 2G al 4G punta quindi a ridurre i tempi di risposta dell’apparecchio. Carte, smartphone e smartwatch: aumentano le opzioni di pagamento I nuovi parcometri accettano le principali carte di credito e di debito. È inoltre disponibile la modalità contactless, che consente di pagare avvicinando la carta al lettore senza inserirla fisicamente nella macchina. La stessa tecnologia permette di utilizzare anche dispositivi mobili abilitati. Il pagamento della sosta può quindi essere completato attraverso uno smartphone oppure uno smartwatch, sfruttando i sistemi digitali associati alle carte dell’utente. Tra le opzioni previste rientra anche Satispay, indicato tra i servizi destinati ad ampliare ulteriormente le possibilità a disposizione degli automobilisti. La digitalizzazione non comporta comunque la scomparsa del contante. Chi preferisce utilizzare le monete può continuare a farlo. I parcometri mantengono quindi una doppia modalità: da una parte i pagamenti elettronici, dall’altra il metodo tradizionale. Questa scelta consente di utilizzare le nuove apparecchiature anche a chi non dispone di uno smartphone o non vuole servirsi di una carta. Il rinnovamento introduce strumenti aggiuntivi, mantenendo contemporaneamente le modalità già conosciute. Pannelli solari e nuovi servizi per il futuro L’aggiornamento riguarda anche l’alimentazione dei dispositivi. I nuovi parcometri sono equipaggiati con pannelli solari di dimensioni maggiori, pensati per assicurare la loro autonomia energetica. Si tratta di una caratteristica importante per apparecchi installati lungo le strade e chiamati a rimanere costantemente disponibili. La nuova infrastruttura è stata inoltre progettata per poter ospitare, in un secondo momento, altre funzioni. Tra le possibili evoluzioni indicate figurano l’acquisto degli abbonamenti e il pagamento delle sanzioni direttamente dal parcometro. Queste opzioni non rappresentano ancora funzioni ordinarie già disponibili su tutte le macchine, ma indicano la direzione seguita dal progetto. Il parcometro potrebbe trasformarsi progressivamente da semplice punto per il pagamento della sosta a strumento capace di offrire più servizi collegati alla mobilità cittadina. Con la sostituzione dei 605 apparecchi, Torino aggiorna così una parte importante della propria rete dedicata alla sosta. Touchscreen, connessione veloce e pagamenti digitali sono gli elementi principali di un cambiamento destinato a rendere più immediato l’utilizzo dei parcometri, senza abbandonare le monete e le abitudini degli utenti che continuano a preferirle. - Published: 2026-08-11 - Modified: 2026-08-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/ferragosto-gratis-alle-gallerie-ditalia-a-torino-due-grandi-mostre-fotografiche.html - Categorie: Eventi Ferragosto può trasformarsi in una giornata dedicata all’arte. Il 15 agosto le Gallerie d’Italia saranno aperte gratis nelle sedi di Torino, Napoli, Milano e Vicenza, offrendo al pubblico programmi differenti tra fotografia, pittura, street art e raccolte storiche. Nel panorama nazionale, Torino occupa un posto centrale grazie a due mostre fotografiche di rilievo internazionale. Da una parte c’è il lavoro di Nick Brandt, dedicato alle conseguenze della crisi ambientale su persone e animali; dall’altra l’anteprima assoluta del nuovo progetto di Diana Markosian. Il 15 agosto ingresso gratuito in quattro città L’iniziativa coinvolge tutti e quattro i poli museali di Intesa Sanpaolo. L’apertura gratuita permette di trascorrere il giorno di Ferragosto tra collezioni e mostre temporanee, seguendo un percorso che cambia da una città all’altra. Ogni sede conserva infatti una propria identità e propone contenuti specifici. A Torino il programma punta soprattutto sulla fotografia contemporanea. Le due esposizioni in corso presentano progetti costruiti su scala internazionale e nati da percorsi differenti. Il pubblico potrà così vedere sia un ciclo riunito integralmente per la prima volta sia un lavoro presentato in anteprima assoluta. Due elementi che rendono particolarmente significativa la proposta torinese del 15 agosto. Nel complesso, l’iniziativa attraversa linguaggi e periodi molto diversi. Si passa dalla fotografia dedicata alle questioni ambientali alle opere del Rinascimento, dalla street art alla pittura veneta del Settecento. Le quattro sedi costruiscono quindi un itinerario nazionale vario, unito dalla possibilità di entrare gratuitamente durante la giornata festiva. Nick Brandt racconta persone, animali e crisi ambientale La prima mostra è Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno, curata da Arianna Rinaldo. Il progetto porta davanti all’obiettivo soggetti colpiti dal mutamento climatico e dalla distruzione dell’ambiente. Le immagini mettono quindi al centro una realtà che riguarda allo stesso tempo esseri umani, natura e altre specie. Il percorso comprende circa sessanta opere organizzate in quattro capitoli. Le Gallerie d’Italia di Torino presentano l’intero ciclo espositivo riunito, circostanza che si verifica per la prima volta. È incluso anche l’ultimo capitolo, finora inedito e commissionato appositamente da Intesa Sanpaolo. Il visitatore può quindi seguire il progetto nella sua completezza, osservandone lo sviluppo attraverso le diverse sezioni. L’esposizione unisce la forza della fotografia a temi ambientali e sociali. Il risultato è un racconto visivo che porta nello stesso spazio le esperienze delle persone e quelle degli animali coinvolti. Proprio la presenza dell’intera serie rende la tappa torinese un’occasione particolare per conoscere il lavoro nella forma più ampia prevista dall’autore. Diana Markosian e l’anteprima assoluta di Replaced La seconda mostra fotografica ospitata a Torino è Diana Markosian. Replaced, curata da Brandei Estes. Si tratta di un progetto originale commissionato da Intesa Sanpaolo e presentato in anteprima assoluta. L’esposizione accende così i riflettori su una delle autrici più interessanti della fotografia internazionale. La compresenza delle due mostre permette alla sede torinese di proporre prospettive differenti sul linguaggio fotografico. Da un lato si trova un lavoro articolato in quattro capitoli e finalmente riunito nella sua interezza; dall’altro un progetto nuovo, mostrato al pubblico per la prima volta. Ferragosto diventa quindi l’occasione per avvicinarsi sia a un percorso già ampio sia a una produzione appena presentata. Le mostre nelle sedi di Milano, Napoli e Vicenza Il programma gratuito del 15 agosto prosegue a Milano. La sede lombarda ospita Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, mostra scientifica curata da Chiara Rabbi Bernard e realizzata con il Bozar di Bruxelles. Nel percorso figurano opere di Botticelli, Michelangelo, Tiziano e Dürer. A questa proposta si aggiunge Arnaldo Pomodoro. Una vita, omaggio organizzato per il centenario della nascita dell’artista e curato da Luca Massimo Barbero e Federico Giani. A Napoli è visitabile OBEY: Power to the peaceful, monografica dedicata alla street art di Shepard Fairey. La mostra, curata da Giuseppe Pizzuto con Wunderkammern, concentra l’attenzione sul tema della pace e porta nel circuito delle Gallerie d’Italia un linguaggio artistico legato alla scena contemporanea. Vicenza completa l’itinerario con la raccolta di pittura veneta del Settecento. Il percorso comprende le scene di Pietro Longhi e le opere dei grandi vedutisti, affiancate dalla collezione di icone russe, riallestita secondo criteri museografici moderni. L’apertura gratuita mette dunque in collegamento quattro città e programmi molto diversi. A Torino, però, la fotografia assume un ruolo da protagonista, con due esposizioni che offrono al pubblico un ciclo completo e un’anteprima assoluta. Un Ferragosto che affianca alla giornata di festa un viaggio tra immagini, arte e questioni del presente. - Published: 2026-08-10 - Modified: 2026-08-10 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/rosalba-fiore-tra-gli-speaker-dei-forum-2026-dedicati-ad-ai-sostenibilita-e-trasformazione-organizzativa.html - Categorie: Eventi La Founder e CEO di FioreRosalba. com interverrà a Napoli e Milano in tre tavoli tematici dedicati all’impatto dell’intelligenza artificiale, al ruolo strategico della formazione e al contributo dell’HR alla sostenibilità Intelligenza artificiale, sostenibilità, formazione continua e trasformazione delle organizzazioni saranno al centro dei prossimi interventi pubblici di Rosalba Fiore, Founder e CEO di FioreRosalba. com. Tra settembre e novembre 2026, Rosalba Fiore parteciperà come speaker a tre tavoli tematici promossi nell’ambito del Forum Innovazione & Sostenibilità e del Forum HR – People & Culture, organizzati da Comunicazione Italiana. Le partecipazioni si inseriscono nel percorso sviluppato da FioreRosalba. com per contribuire al confronto sull’evoluzione delle competenze e sui cambiamenti che l’intelligenza artificiale sta introducendo nella formazione, nel lavoro e nei processi organizzativi. AI e sostenibilità al Forum di Napoli Il primo appuntamento è previsto per il 17 settembre 2026 al Salone Margherita di Napoli, nell’ambito del Forum Innovazione & Sostenibilità. Dalle 11:15 alle 12:15 Rosalba Fiore interverrà al tavolo tematico “AI e sostenibilità: costo energetico, efficienza e impatto reale”. Il confronto partirà da una questione sempre più rilevante per imprese e istituzioni: a quali condizioni l’intelligenza artificiale può generare benefici ambientali e organizzativi superiori alle risorse richieste per svilupparla e utilizzarla? L’AI può contribuire a misurare gli impatti, ottimizzare i processi, ridurre gli sprechi e migliorare la capacità decisionale. La sua introduzione, tuttavia, richiede anche una valutazione consapevole dei consumi, delle infrastrutture necessarie, delle competenze coinvolte e degli effetti sulle persone. «Quando parliamo di intelligenza artificiale non possiamo limitarci a misurare la velocità di esecuzione o il numero di attività automatizzate. Dobbiamo considerare anche la qualità delle decisioni, le risorse utilizzate, le competenze necessarie e l’impatto sulle persone. Un’innovazione è realmente sostenibile quando produce un valore concreto e proporzionato ai suoi costi», afferma Rosalba Fiore. Formazione e trasformazione organizzativa al Forum HR a Milano Il percorso proseguirà a Milano durante il Forum HR – People & Culture, in programma il 18 e 19 novembre 2026. Il 18 novembre, dalle 10:30 alle 11:30, Rosalba Fiore parteciperà al tavolo “Il learning come leva strategica: dalla formazione alla trasformazione organizzativa”. La sessione sarà dedicata al rapporto tra apprendimento e obiettivi aziendali. Il confronto affronterà il rischio che la formazione resti confinata all’aggiornamento tecnico di breve periodo, senza incidere in modo concreto su comportamenti, cultura, processi e modelli organizzativi. Il 19 novembre, dalle 11:45 alle 12:45, Rosalba Fiore interverrà inoltre al tavolo “Guidare la sostenibilità: il contributo strategico dell’HR”. Al centro della discussione vi saranno il ruolo delle competenze, della leadership e della cultura aziendale nel trasformare gli obiettivi di sostenibilità in decisioni e pratiche quotidiane. La funzione HR, in questa prospettiva, non è chiamata soltanto a comunicare valori e iniziative, ma ad accompagnare il cambiamento e a integrare gli obiettivi ESG nei processi organizzativi. Entrambi gli incontri si svolgeranno a porte chiuse e saranno riservati a manager, executive e professionisti invitati dall’organizzazione. Dalla formazione online al confronto sulle competenze del futuro Attiva dal 2006, FioreRosalba. com opera nella formazione online e nell’orientamento professionale, accompagnando studenti, lavoratori, professionisti e organizzazioni nella scelta e nello sviluppo di percorsi formativi applicabili a situazioni concrete. La partecipazione ai Forum del 2026 rappresenta un’occasione per portare nel confronto tra imprese, istituzioni ed esperti l’esperienza maturata sui bisogni formativi degli adulti, sull’aggiornamento delle competenze e sull’adozione consapevole delle tecnologie. L’obiettivo è contribuire a una riflessione che non separi innovazione, apprendimento e sostenibilità, ma consideri la formazione una condizione necessaria per governare il cambiamento in modo responsabile. FioreRosalba. com è un brand italiano attivo dal 2006 nella formazione online e nell’orientamento professionale. Supporta studenti, lavoratori, professionisti e organizzazioni nella comprensione dei percorsi formativi, dei requisiti e delle competenze necessarie per affrontare con maggiore consapevolezza studio, lavoro e cambiamenti professionali. Contatti Ufficio Stampa Telefono: 800257040 Indirizzo email: ufficiostampa@fiorerosalba. com - Published: 2026-08-10 - Modified: 2026-08-09 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-svelato-il-nuovo-cartellone-dellorchestra-rai-concerti-da-ottobre-a-giugno.html - Categorie: Eventi Torino si prepara ad accogliere una nuova stagione dedicata alla grande musica sinfonica. Il cartellone 2026-2027 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai comprende 22 concerti in doppia serata, ai quali si aggiungeranno rassegne, eventi fuori abbonamento e appuntamenti dedicati alla musica contemporanea e cameristica. La programmazione principale prenderà il via il 22 ottobre 2026 e accompagnerà il pubblico fino a maggio 2027. Nel mese di giugno sarà poi il ciclo Beethoven Pops a completare un percorso lungo nove mesi, costruito intorno al repertorio classico, alle pagine del Novecento e a diverse nuove composizioni. Un calendario di concerti da ottobre a giugno La stagione ufficiale si aprirà giovedì 22 ottobre, con replica nella serata successiva. Il concerto inaugurale sarà dedicato alla Sesta Sinfonia di Mahler, conosciuta anche come “Tragica”, una delle opere più imponenti del repertorio sinfonico del primo Novecento. L’avvio del cartellone coinciderà anche con un passaggio importante per l’Orchestra Rai. Durante la stagione inizierà infatti un nuovo percorso musicale, con il direttore principale chiamato a guidare diversi appuntamenti tra concerti ordinari, trasferte e serate del ciclo Beethoven Pops. Il suo primo impegno nel nuovo incarico è fissato per il 10 e 11 dicembre 2026. In quelle date il programma unirà la Nona Sinfonia “La Grande” di Schubert agli ultimi quattro Lieder di Richard Strauss. Il cartellone attraverserà epoche e stili differenti. Accanto ai titoli più conosciuti compariranno opere meno frequentate e alcune prime esecuzioni assolute, pensate per creare un dialogo tra la tradizione e la produzione musicale contemporanea. Beethoven al centro della stagione 2026-2027 Il principale filo conduttore sarà il bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, avvenuta nel 1827. L’Orchestra Rai celebrerà il compositore attraverso un progetto ampio, distribuito lungo l’intera stagione. Il pubblico potrà ascoltare tutte le nove sinfonie e i cinque concerti per pianoforte e orchestra. Il programma comprenderà inoltre il Concerto per violino, la Missa Solemnis e alcune opere contemporanee legate all’eredità musicale beethoveniana. Uno dei momenti più attesi arriverà martedì 22 dicembre 2026 con il Concerto di Natale. In serata unica verrà eseguita la Nona Sinfonia, celebre per l’Inno alla gioia del movimento finale. Alla parte corale parteciperà il Coro del Teatro Regio di Torino, affiancato da quattro voci soliste. Il Concerto di Pasqua, in calendario venerdì 26 marzo 2027, sarà invece dedicato alla Missa Solemnis. Anche questo appuntamento vedrà la presenza del coro e di quattro cantanti solisti e sarà proposto fuori dall’abbonamento ordinario. Aprile rappresenterà un altro passaggio centrale dell’omaggio. Il 21 e 22 aprile verrà eseguita la Quinta Sinfonia, mentre il 29 e 30 aprile sarà la volta del Quinto Concerto per pianoforte, conosciuto come “Imperatore”. Il percorso terminerà con sei concerti Beethoven Pops, previsti dal 3 al 30 giugno 2027. Il ciclo completerà l’esecuzione delle sinfonie e dei concerti per pianoforte rimasti fuori dalla stagione principale. Un appuntamento si svolgerà il 24 giugno, in coincidenza con la festa patronale di Torino. Cinema, Carnevale e musica contemporanea Prima dell’apertura ufficiale sono in programma due serate speciali. Il 24 settembre 2026 l’Auditorium ospiterà la proiezione di “Nuovo Cinema Paradiso”, accompagnata dall’esecuzione dal vivo della colonna sonora. Il 14 ottobre verrà invece proposto uno spettacolo incentrato sul violoncello, capace di unire pagine classiche e una composizione contemporanea. Tra gli eventi fuori abbonamento compare anche la serata del 19 novembre, durante la quale saranno eseguite insieme le ultime tre sinfonie di Mozart. Il Concerto di Carnevale è fissato per il 9 febbraio 2027 e proporrà un repertorio brillante, comprendente pagine di Berlioz, Rossini, Ponchielli, Offenbach e della famiglia Strauss. Il 1° aprile sarà la volta di un viaggio nella storia del valzer, dalla musica ottocentesca alle successive reinterpretazioni orchestrali. Il programma comprenderà anche La Valse di Ravel e il Valzer dei fiori tratto dallo Schiaccianoci. Quattro appuntamenti saranno riservati a Rai NuovaMusica. Le date scelte sono il 5 e il 26 novembre 2026, il 4 febbraio e il 14 maggio 2027. La rassegna presenterà nuove commissioni, composizioni recenti e opere raramente inserite nei programmi sinfonici tradizionali. Torneranno inoltre Le Domeniche dell’Auditorium, dedicate alla musica da camera e agli ensemble formati dai professori dell’Orchestra Rai. Sarà un’occasione per ascoltare organici più raccolti e scoprire repertori differenti rispetto a quelli delle grandi serate sinfoniche. Biglietti, abbonamenti e informazioni pratiche I nuovi abbonamenti saranno disponibili dal 1° settembre al 30 ottobre 2026. La vendita dei biglietti per i singoli concerti partirà invece l’8 settembre, data dalla quale sarà possibile acquistare in biglietteria anche i carnet. I biglietti ordinari avranno prezzi compresi tra 26 e 30 euro, mentre per gli spettatori under 35 sarà prevista una tariffa di 15 euro. Gli ingressi per Beethoven Pops e Le Domeniche dell’Auditorium costeranno 5 euro. Per Rai NuovaMusica il prezzo sarà di 5 euro, ridotto a 3 euro per gli under 35. Gli abbonati alla stagione potranno accedere gratuitamente fino all’esaurimento dei posti disponibili. La maggior parte degli appuntamenti si svolgerà all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di via Rossini 15. Torino avrà così una programmazione musicale estesa per nove mesi, pensata per gli appassionati e per chi desidera avvicinarsi per la prima volta alla musica sinfonica. - Published: 2026-08-10 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-piazza-cattaneo-cambia-volto-arrivano-fioriere-ping-pong-e-libri.html - Categorie: News Piazza Cattaneo si prepara ad aprire un nuovo capitolo. La Circoscrizione 2 ha approvato la delibera che avvia la co-progettazione di un Patto di Collaborazione dedicato alla cura e alla trasformazione di una parte della piazza. L’attenzione si concentra sul settore nord-occidentale. Le prime idee puntano su interventi semplici e concreti: fioriere, panchine, tavoli da gioco, spazi per i libri e attività rivolte agli abitanti. Via libera alla co-progettazione L’approvazione della delibera rappresenta il passaggio formale che permette di avviare la fase di co-progettazione del Patto di Collaborazione. Il progetto entra quindi in una fase nella quale le proposte preliminari potranno essere definite e organizzate insieme ai soggetti coinvolti. L’iniziativa riguarda in particolare il settore nord-ovest di piazza Cattaneo, una porzione caratterizzata dalla presenza estesa dell’asfalto e da alcuni elementi di arredo ormai deteriorati. L’obiettivo indicato è trasformare questo spazio in un luogo più adatto alla socialità, alla permanenza e alle attività di quartiere. La riqualificazione immaginata non si limita all’inserimento di nuovi arredi. Il progetto comprende anche la cura continuativa degli spazi e la loro animazione attraverso iniziative dedicate ai residenti. La piazza dovrebbe così diventare un punto maggiormente vissuto durante la giornata, capace di accogliere momenti di incontro, gioco e condivisione. Una proposta nata tra gli abitanti della zona Il percorso parte da un gruppo informale formato da residenti, volontari di Torino Spazio Pubblico, educatori ed esperti. Una composizione che riunisce persone con esperienze differenti, accomunate dall’interesse per il futuro della piazza e per la qualità degli spazi condivisi. Il coinvolgimento diretto degli abitanti costituisce uno degli elementi centrali del progetto. Le proposte nascono infatti dall’osservazione quotidiana dell’area e delle sue possibilità. Chi vive il quartiere conosce i punti maggiormente frequentati, gli arredi che richiedono attenzione e le attività capaci di favorire l’incontro tra persone di età diverse. Il Patto di Collaborazione dovrebbe offrire una cornice a questo impegno, mettendo in relazione la Circoscrizione e i cittadini disponibili a prendersi cura dell’area. La fase appena avviata servirà a trasformare le idee iniziali in un programma più preciso, stabilendo come organizzare gli interventi e le successive attività. Fioriere, panchine e tavoli da ping pong Tra le ipotesi presentate compaiono innanzitutto nuove fioriere, panchine e tavoli da gioco. Sono elementi comuni negli spazi pubblici, ma possono incidere in maniera significativa sul modo in cui una piazza viene utilizzata. Le fioriere rafforzerebbero la presenza del verde nella parte attualmente dominata dall’asfalto. Le panchine offrirebbero invece nuovi punti nei quali fermarsi, conversare o trascorrere qualche momento all’aperto. Accanto alle sedute potrebbero trovare posto diversi tavoli da gioco, compresi quelli destinati al ping pong. Proprio il ping pong rappresenta una delle proposte più riconoscibili del progetto. La presenza di tavoli utilizzabili liberamente potrebbe richiamare ragazzi, famiglie e gruppi di amici, aggiungendo una funzione ricreativa allo spazio. La piazza assumerebbe così un ruolo più ampio: luogo di passaggio, ma anche area nella quale incontrarsi e svolgere attività. Tutti questi interventi si trovano ancora in una fase preliminare. La loro configurazione definitiva sarà quindi uno dei temi affrontati durante la co-progettazione. Spazio ai libri, al riuso e alla cura del verde Il progetto guarda anche alla cultura e alla condivisione. Sono previsti punti dedicati allo scambio di libri e al riuso, pensati per consentire agli abitanti di lasciare e prendere oggetti o volumi. Un sistema capace di creare piccole occasioni di incontro e di favorire la circolazione di ciò che può essere utilizzato da altre persone. Un’altra parte della proposta riguarda i laboratori dedicati alla manutenzione del verde. La cura delle piante e delle nuove fioriere potrebbe quindi diventare un’attività condivisa, accompagnata da momenti pratici aperti alla comunità. A questi interventi si aggiungono iniziative ed eventi rivolti ai residenti. Il progetto associa quindi la trasformazione materiale della piazza alla sua animazione nel tempo. Panchine, tavoli e fioriere costituiscono la base fisica, mentre laboratori e appuntamenti possono contribuire a mantenere vivo lo spazio e a rafforzare la partecipazione. Il prossimo passo per piazza Cattaneo Con l’approvazione della delibera, il percorso entra ora nella fase decisiva della co-progettazione. Le idee avanzate dal gruppo potranno essere approfondite e tradotte in interventi concreti all’interno del Patto di Collaborazione. Per piazza Cattaneo si apre così la possibilità di una riqualificazione costruita a partire dalle esigenze del quartiere. Verde, gioco, lettura, riuso e attività collettive fanno parte di una proposta che punta a restituire centralità a una porzione della piazza. Il cambiamento immaginato passa da elementi quotidiani e facilmente riconoscibili: una panchina sulla quale fermarsi, un tavolo da ping pong, una fioriera curata o un punto dove scambiare libri. Piccoli strumenti attraverso i quali lo spazio pubblico può tornare a essere un luogo di socialità e partecipazione. - Published: 2026-08-10 - Modified: 2026-08-09 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/estate-2026-turisti-in-aumento-sulle-montagne-torinesi-crescono-presenze-e-attivita-outdoor.html - Categorie: Turismo Le montagne torinesi stanno vivendo un’estate particolarmente movimentata. Dalla Val di Susa alle Valli di Lanzo, le prime indicazioni mostrano una frequentazione superiore rispetto allo scorso anno, favorita dall’interesse per le attività all’aperto e dalla ricerca di temperature più gradevoli. Il quadro resta ancora provvisorio, perché i dati completi su arrivi e pernottamenti saranno disponibili soltanto al termine della stagione. Tuttavia, quanto registrato tra luglio e i primi giorni di agosto racconta già una tendenza significativa. Bardonecchia registra più passaggi sugli impianti Il dato più preciso arriva da Bardonecchia, dove nel mese di luglio è stato rilevato un aumento del 15% dei passaggi sugli impianti rispetto allo stesso periodo del 2025. La percentuale riguarda esclusivamente l’utilizzo degli impianti di risalita estivi e quindi non corrisponde a un incremento identico del numero di turisti o dei pernottamenti. Rappresenta comunque un indicatore importante della presenza di persone in quota. Nei fine settimana alberghi e altre strutture ricettive registrano un forte movimento, mentre numerose seconde case sono tornate a essere utilizzate durante i mesi estivi. La località ha progressivamente ampliato la propria offerta oltre la stagione sciistica. Trekking, mountain bike, percorsi panoramici e attività sportive consentono di attirare visitatori anche quando la neve lascia spazio ai sentieri. Già prima dell’estate 2026, le attività di luglio e agosto rappresentavano circa il 15% del fatturato annuale per il gestore degli impianti della località. Il caldo rende l’alta quota ancora più attraente A spingere una parte dei visitatori verso le montagne potrebbe essere anche la lunga sequenza di giornate molto calde registrata in pianura. Nel luglio 2026 la temperatura media del Piemonte ha raggiunto i 22,30 gradi, rendendo il mese il secondo luglio più caldo della serie regionale iniziata nel 1958. Tra la fine di maggio e la conclusione di luglio ci sono state quattro ondate di calore. A Torino le temperature elevate si sono fatte sentire anche durante la notte: già a giugno erano state registrate 16 notti tropicali consecutive, con valori minimi rimasti sopra i 20 gradi. In queste condizioni, una giornata o un fine settimana ad alta quota diventano particolarmente invitanti. Il caldo, però, rappresenta soltanto uno degli elementi che possono spiegare la maggiore frequentazione. Pesano anche la crescita generale del turismo piemontese, l’ampliamento delle attività outdoor, la riapertura estiva degli impianti, gli eventi e il ritorno nelle seconde case. Le località alpine puntano su un turismo per tutte le stagioni La trasformazione riguarda gran parte della Via Lattea. Durante l’estate 2026 sono stati aperti diversi impianti a Sauze d’Oulx e Sestriere, permettendo agli escursionisti e agli appassionati di mountain bike di raggiungere facilmente sentieri, percorsi e punti panoramici. Le stazioni alpine stanno così costruendo un’identità meno dipendente dai soli mesi invernali. Trekking, ciclismo, golf, manifestazioni sportive e iniziative culturali contribuiscono ad allungare il calendario turistico. Le infrastrutture nate soprattutto per lo sci acquistano una nuova funzione e diventano parte dell’offerta estiva. Questa evoluzione risponde a una domanda concreta. Chi vive a Torino può raggiungere diverse località montane in poco più di un’ora, organizzando anche una semplice escursione giornaliera. La vicinanza con il capoluogo favorisce le partenze decise all’ultimo momento, soprattutto nei periodi caratterizzati dalle temperature più elevate. Crescono anche gli arrivi dall’estero La maggiore presenza sulle montagne torinesi si inserisce in un quadro regionale positivo. Nel primo semestre del 2026 gli arrivi turistici in Piemonte sono aumentati del 9,22% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più marcata risulta la crescita della componente internazionale, salita del 10,38%. Una maggiore presenza di visitatori stranieri è stata osservata anche nelle località alpine. In alcune zone della Via Lattea gli arrivi dall'estero sembrano essere in anticipo rispetto a ciò che è successo negli anni precedenti, quando settembre rappresentava un periodo particolarmente importante per diversi mercati esteri. Il movimento interessa anche le Valli di Lanzo. Sentieri, rifugi e località come Pian della Mussa, Val Grande, Val d’Ala e Val di Viù attirano numerosi escursionisti. In questo caso assume un peso rilevante il turismo giornaliero, che produce movimento per ristoranti, parcheggi, strutture e attività locali senza comparire nelle statistiche dedicate ai pernottamenti. Le settimane di Ferragosto saranno il vero banco di prova Le indicazioni raccolte all’inizio di agosto appaiono incoraggianti, ma il periodo decisivo deve ancora arrivare. Le settimane immediatamente precedenti e successive a Ferragosto rappresentano tradizionalmente il momento di maggiore affluenza per le località alpine. Soltanto dopo questo passaggio sarà possibile valutare con maggiore precisione la stagione. La crescita del turismo estivo può offrire nuove opportunità ad alberghi, residence, rifugi, ristoranti, negozi, guide e servizi dedicati alle biciclette. Allo stesso tempo, una maggiore frequentazione richiede più attenzione alla sicurezza. Temperature elevate, temporali improvvisi e condizioni variabili dei percorsi rendono fondamentali la pianificazione degli itinerari, il controllo delle previsioni e la scelta di attrezzature adeguate. Il primo bilancio dell’estate 2026 mostra quindi una montagna torinese sempre più vissuta anche nei mesi caldi. Bardonecchia, la Via Lattea e le Valli di Lanzo rappresentano i punti più visibili di un cambiamento iniziato da tempo e destinato a essere misurato con maggiore chiarezza dopo la conclusione di agosto. - Published: 2026-08-10 - Modified: 2026-08-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-a-torino-la-tregua-durera-poco-ferragosto-verso-temperature-oltre-i-35-gradi.html - Categorie: News A Torino qualche ora di sollievo dopo una lunga sequenza di giornate segnate da temperature molto elevate. Nel fine settimana l’aumento dell’instabilità atmosferica potrebbe aver favorito temporali e un parziale calo termico, soprattutto nelle zone montane e pedemontane. La pausa, però, rischia di essere breve. Le tendenze disponibili indicano infatti un possibile nuovo aumento delle temperature durante la settimana di Ferragosto, con valori superiori ai 35 gradi in diverse aree del Piemonte. Dopo i temporali, il caldo potrebbe tornare rapidamente La parentesi temporalesca non rappresenterebbe la conclusione definitiva della fase più calda. Dove sono arrivate le precipitazioni, il termometro probabilmente ha perso qualche grado. Si tratterebbe tuttavia di un sollievo limitato, perché la massa d’aria calda presente sulla regione potrebbe tornare a imporsi già nei giorni successivi. Il Piemonte continua così a registrare temperature decisamente elevate per il periodo. Nelle aree più calde della pianura il termometro ha già sfiorato i 40 gradi, mentre valori importanti sono stati raggiunti anche nei territori collinari e pedemontani. Ferragosto verso una nuova impennata delle temperature L’attenzione è rivolta soprattutto al periodo compreso tra il 12 e il 17 agosto. Le proiezioni a medio termine mostrano la possibilità di una nuova intensificazione del caldo, con massime nuovamente oltre i 35 gradi in varie zone piemontesi e punte superiori nelle aree pianeggianti. Le previsioni riferite a Ferragosto potranno ancora subire variazioni. A questa distanza risulta difficile stabilire con precisione quali territori saranno interessati dai valori più alti e quale temperatura verrà raggiunta il 15 agosto. La tendenza generale, però, indica la prosecuzione di una fase estiva particolarmente calda, interrotta soltanto da brevi momenti di instabilità. Chi ha programmato attività all’aperto dovrà quindi seguire gli aggiornamenti meteorologici, considerando sia il possibile ritorno dell’afa sia il rischio di temporali intensi. A Torino pesano soprattutto le notti molto calde Nel capoluogo piemontese il disagio non dipende esclusivamente dalle temperature pomeridiane. Le superfici urbane, gli edifici, le strade e le piazze accumulano calore durante il giorno e continuano a rilasciarlo dopo il tramonto. Questo fenomeno rallenta il raffreddamento della città e rende più difficile trovare sollievo anche nelle ore notturne. Il risultato è una successione di giornate e notti calde che lascia poco spazio al recupero. Il caldo persistente, associato all’umidità e alle temperature notturne elevate, può diventare particolarmente impegnativo per gli anziani, per chi vive solo e per le persone con condizioni di fragilità. Quando il caldo prosegue per diversi giorni, aumentano i rischi di disidratazione, debolezza, cali di pressione e malori. Una situazione ancora più delicata riguarda chi segue terapie continuative oppure vive in abitazioni che faticano a mantenere temperature confortevoli. Centri climatizzati e assistenza per le persone fragili Per affrontare il periodo estivo, la Città di Torino ha attivato il Piano Estate, rivolto principalmente agli anziani e alle persone vulnerabili. Sul territorio sono presenti diversi centri di accoglienza climatizzati, nei quali è possibile trascorrere le ore più calde della giornata. Le strutture sono distribuite nelle varie Circoscrizioni e comprendono, tra le altre, il Centro d’Incontro Cimabue, quello di Plava, la sede di via Negarville e lo Spazio Anziani di via Pilo. Giorni e orari di apertura possono cambiare nel corso di agosto, con possibili sospensioni o chiusure. Prima di raggiungere una sede è quindi opportuno controllare le informazioni comunali aggiornate. Resta disponibile anche il Servizio Aiuto Anziani, pensato come punto di riferimento per richieste di informazioni e assistenza. Il sistema di supporto comprende inoltre il monitoraggio delle situazioni più delicate attraverso la collaborazione tra servizi sociali, sanitari e Protezione Civile. Per le emergenze sanitarie il numero da contattare rimane il 112. Le precauzioni durante le giornate più roventi In attesa di capire quanto durerà la prossima fase calda, rimangono valide alcune precauzioni essenziali. È importante bere regolarmente, anche in assenza dello stimolo della sete, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali e ridurre gli sforzi fisici durante il pomeriggio. Nelle abitazioni può essere utile schermare le finestre e favorire la ventilazione, mentre durante le ore più difficili è consigliabile cercare ambienti freschi o climatizzati. Chi assume farmaci dovrebbe rivolgersi al medico prima di apportare modifiche alla terapia o utilizzare integratori. Le alte temperature interessano anche il territorio. La forte evaporazione e la scarsità di piogge aumentano lo stress della vegetazione e dei terreni, con conseguenze sulle riserve idriche e sull’agricoltura. Nelle zone boschive cresce inoltre l’attenzione per il pericolo di incendi. La tregua annunciata potrebbe quindi offrire soltanto una breve pausa, mentre Torino e il Piemonte si preparano a un Ferragosto ancora segnato dal caldo. - Published: 2026-08-09 - Modified: 2026-08-08 - URL: https://www.torinofree.it/economia/artigianato-piemontese-segnali-positivi-ma-gli-investimenti-non-decollano.html - Categorie: Economia L’artigianato piemontese mostra qualche segnale di miglioramento, ma parlare di una ripresa ormai consolidata sarebbe prematuro. Occupazione, produzione, ordini ed esportazioni registrano variazioni meno negative rispetto alla precedente rilevazione, senza però riuscire a superare la soglia dello zero. A preoccupare è soprattutto la persistente prudenza delle aziende. Il 66,89% non ha programmato investimenti, una quota in diminuzione rispetto al 70,07% precedente, ma ancora superiore ai due terzi del campione. Il settore, insomma, sembra avere iniziato una lenta risalita, mantenendo però il freno tirato. Un’indagine condotta su 2. 250 imprese piemontesi Il quadro emerge dall’indagine congiunturale relativa al terzo trimestre del 2026, realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte. La rilevazione ha interessato 2. 250 imprese appartenenti ai comparti della produzione e dei servizi. Uno dei segnali più incoraggianti riguarda l’occupazione. Il saldo previsionale rimane negativo, ma passa dal -4,43% al -1,77%. La distanza dallo zero si riduce sensibilmente e le aspettative sfavorevoli degli imprenditori appaiono meno marcate rispetto al trimestre precedente. Il miglioramento, tuttavia, non corrisponde ancora a un aumento generalizzato dell’occupazione. Il segno meno continua a indicare la prevalenza di valutazioni prudenti. La differenza sta nell’intensità: le imprese guardano ai prossimi mesi con meno pessimismo, pur senza manifestare un vero ottimismo. Ordini e produzione migliorano, ma restano sotto zero L’andamento degli ordini conferma questa situazione sospesa. Il saldo relativo all’acquisizione di nuove commesse passa dal -20,65% al -20,22%. Lo spostamento è contenuto, ma mostra che il peggioramento non sta accelerando. Una dinamica simile interessa la produzione totale. In questo caso il dato passa dal -17,61% al -17,02%. Anche qui il recupero è limitato e non permette ancora di parlare di crescita, ma contribuisce a delineare un quadro leggermente meno difficile. Il movimento più evidente riguarda gli ordini provenienti dall’estero. Il relativo saldo migliora dal -46,61% al -41,90%. L’export rimane la componente con il valore negativo più profondo, ma la contrazione si attenua rispetto alla precedente rilevazione. Il dato può quindi essere letto come un primo alleggerimento delle difficoltà, non come un’inversione già compiuta. Ordini interni, produzione ed esportazioni continuano infatti a trovarsi in territorio negativo. La ripresa dell’artigianato piemontese procede per piccoli scostamenti, ancora insufficienti per cancellare le incertezze accumulate. Più di due aziende su tre rinunciano agli investimenti Il dato sugli investimenti fotografa con particolare chiarezza il clima nel quale operano le micro e piccole imprese. La percentuale delle aziende che non prevedono di investire scende dal 70,07% al 66,89%. Il miglioramento è visibile, ma oltre due imprese su tre continuano a non programmare nuove spese. La cautela resta quindi uno degli elementi dominanti. Anche quando alcuni indicatori smettono di peggiorare, una larga parte delle attività preferisce attendere prima di assumere impegni economici. Senza una maggiore propensione agli investimenti, la risalita rischia di procedere lentamente. Le previsioni relative agli apprendisti seguono la stessa direzione. Il saldo sulle possibili assunzioni passa dal -24,49% al -23,58%. Il recupero è lieve e il valore resta nettamente negativo, segnalando che l’apertura verso nuovi ingressi nelle aziende continua a essere limitata. Sul fronte degli incassi arriva inoltre un elemento in controtendenza. La quota di imprese che prevede pagamenti regolari diminuisce dal 66,02% al 63,43%. Mentre altri indicatori recuperano qualche punto, le aspettative sulla puntualità degli incassi peggiorano. Un passaggio delicato per realtà di dimensioni contenute, chiamate a programmare l’attività in un contesto ancora incerto. La richiesta di un maggiore sostegno al credito Di fronte a numeri meno negativi ma ancora lontani dalla crescita, Confartigianato Imprese Piemonte richiama l’attenzione sulla necessità di agevolare le micro e piccole aziende. Tra le richieste avanzate compare un maggiore sostegno al credito. Il miglioramento delle aspettative legate all’export viene considerato un segnale da non trascurare. Secondo l’associazione, gli istituti bancari dovrebbero rafforzare la concessione di finanziamenti alle imprese artigiane, permettendo loro di affrontare con maggiori strumenti una fase economica che rimane complessa. L’accesso al credito assume particolare importanza proprio alla luce della debole propensione a investire. Se quasi il 67% delle aziende non programma interventi, il rischio è che la prudenza rallenti ulteriormente il recupero. I dati raccontano quindi un settore che prova a risalire, ma non ha ancora trovato uno slancio sufficiente. Il terzo trimestre del 2026 si apre con aspettative meno sfavorevoli per occupazione, produzione, ordini ed esportazioni. Il miglioramento esiste e riguarda diversi indicatori, ma meno negatività non significa automaticamente crescita. Per l’artigianato piemontese la direzione sembra essere cambiata, mentre il percorso resta fragile e ancora in salita. - Published: 2026-08-09 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/san-lorenzo-2026-a-torino-e-provincia-dove-vedere-le-stelle-cadenti-tutti-gli-eventi.html - Categorie: Eventi La notte di San Lorenzo torna ad accendere il cielo di Torino, ma nel 2026 gli appuntamenti non si concentrano soltanto sul tradizionale 10 agosto. Il calendario parte già sabato 8 e prosegue nei giorni successivi, tra osservazioni astronomiche, camminate, visite serali e iniziative organizzate in città, nelle residenze storiche e nelle località alpine. Quest’anno, inoltre, chi desidera vedere il maggior numero possibile di meteore dovrà aspettare qualche giorno in più. Il picco, per quanto riguarda le Perseidi, è previsto tra il 12 e il 13 agosto, quando la Luna nuova renderà il cielo particolarmente buio. Cosa fare a Torino nella notte di San Lorenzo Lunedì 10 agosto rappresenta il cuore del calendario. Una delle proposte più accessibili è “Stupinigi sotto le stelle”, camminata non competitiva di quattro chilometri lungo la Rotta Reale. Durante la serata sono previste attività per bambini, laboratori, letture, punti ristoro e momenti dedicati all’osservazione del cielo. L’iniziativa è a offerta libera e comprende servizi per chi partecipa insieme al proprio cane. Il Planetario di Pino Torinese dedica invece le serate del 10 e dell’11 agosto alle Perseidi. Il pubblico può osservare il cielo dalla terrazza, accompagnato dalle spiegazioni dello staff. Se le condizioni meteorologiche non consentono di rimanere all’esterno, l’attività viene trasferita nella sala digitale, dove è possibile riprodurre la volta celeste. Tra gli appuntamenti più particolari figura quello organizzato nel canile di via Germagnano, a Torino. A partire dalle 21 i partecipanti potranno portare una coperta e trascorrere alcune ore sotto il cielo insieme agli animali ospitati nella struttura. Non mancano le alternative in alta quota. Al Pian della Mussa il Rifugio Città di Ciriè ospita “Pian di Stelle”, con telescopi a disposizione del pubblico e osservazione astronomica gratuita. È possibile anche cenare al rifugio, previa prenotazione. A Pragelato, invece, la serata unisce il cielo notturno alle conoscenze astronomiche dell’antico Egitto. Ad Alpette il programma comprende attività al Planetario, un’escursione notturna e l’osservazione della volta celeste. Il momento migliore arriverà tra il 12 e il 13 agosto La tradizione associa le stelle cadenti al 10 agosto, ma nel 2026 il momento più favorevole per osservare le Perseidi arriverà due notti più tardi. Il massimo dello sciame meteorico è infatti atteso tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto. Le condizioni dovrebbero essere particolarmente interessanti perché il picco coinciderà con la Luna nuova. L’assenza di una forte illuminazione lunare permetterà di individuare anche le meteore meno luminose, soprattutto nelle aree lontane dalle luci cittadine. Il 12 agosto sarà una giornata speciale anche per un altro fenomeno astronomico. Nel tardo pomeriggio da Torino sarà visibile un’eclissi solare parziale. Il Planetario di Pino Torinese dedicherà all’occasione un evento che unirà la simulazione dell’eclissi nella sala digitale alla successiva osservazione delle stelle cadenti. Il calendario proseguirà poi al Castello di Masino, dove il 14 e il 28 agosto sono previste altre serate con visita guidata, spiegazioni astronomiche e osservazione del cielo. Come osservare meglio le Perseidi Per vedere le stelle cadenti non è indispensabile utilizzare un telescopio. Le meteore possono passare in aree molto grandi e, proprio per questo, l’osservazione a occhio nudo resta la soluzione più semplice. È preferibile scegliere un luogo buio, lontano da lampioni, insegne ed edifici molto illuminati. Anche spostarsi di pochi chilometri dal centro può migliorare sensibilmente la visibilità. La zona collinare torinese e le località della provincia offrono condizioni più favorevoli rispetto alle strade del centro. Gli occhi hanno bisogno di almeno dieci o quindici minuti per abituarsi all’oscurità. Controllare spesso lo smartphone può interrompere questo adattamento e rendere più difficile vedere le scie meno intense. Non resta quindi che sistemarsi comodamente, guardare una porzione ampia del cielo e attendere: le meteore arrivano senza preavviso. - Published: 2026-08-09 - Modified: 2026-08-08 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/mercati-di-torino-da-settembre-arrivano-le-aperture-pomeridiane.html - Categorie: Lavoro Torino prepara un cambiamento negli orari dei mercati cittadini. Da settembre sono previste aperture nel pomeriggio, una novità con cui il Comune punta a incontrare abitudini di acquisto diverse da quelle intercettate dagli orari attuali. L’obiettivo è offrire un’alternativa a chi si dedica alla spesa nella seconda parte della giornata e, nello stesso tempo, dare nuovo slancio al settore. Sullo sfondo resta il problema del caldo: in questo caso non sarà imposto un nuovo orario valido per tutti, ma gli ambulanti potranno decidere di terminare prima l’attività. Da settembre i mercati aprono una nuova fascia della giornata Il passaggio più rilevante riguarda l’introduzione dell’apertura pomeridiana. La partenza è fissata per settembre e rappresenta un tentativo di ampliare le possibilità offerte dai mercati torinesi. Chi oggi vuole acquistare nel pomeriggio, infatti, trova soprattutto nei supermercati la soluzione più facilmente disponibile. La modifica degli orari vuole intervenire proprio su questo punto, creando uno spazio anche per il commercio ambulante. Non si tratta soltanto di spostare l’attività da una parte all’altra della giornata. Aprire nel pomeriggio significa cercare un pubblico che gli orari attuali raggiungono con maggiore difficoltà. Il mercato può così proporsi anche quando la mattinata è già terminata, entrando in una fascia finora meno coperta. La scelta annunciata dal Comune parte dunque da un dato concreto: le modalità con cui le persone organizzano gli acquisti non sono tutte uguali e l’offerta deve provare ad adeguarsi. L’obiettivo è seguire le nuove abitudini di acquisto Il progetto nasce dalla volontà di intercettare esigenze cambiate. Il Comune punta a rendere i mercati accessibili anche a chi concentra la spesa nelle ore pomeridiane e, non trovando i banchi aperti, si rivolge ad altre forme di distribuzione. La nuova fascia oraria dovrebbe ridurre questa distanza e restituire ai cittadini una possibilità di scelta più ampia. La parola chiave è quindi flessibilità. L’apertura pomeridiana non viene presentata come un semplice prolungamento formale, ma come una risposta a comportamenti d’acquisto che seguono tempi differenti. Il mercato prova a essere presente in un momento della giornata nel quale, fino a oggi, chi cercava un’alternativa ai supermercati disponeva di possibilità limitate. Da questo punto di vista, settembre segnerà un passaggio significativo. L’iniziativa permetterà di capire come la presenza dei mercati nel pomeriggio possa inserirsi nella quotidianità dei torinesi. La direzione scelta è chiara: avvicinare il servizio commerciale alle abitudini effettive dei clienti, evitando che l’orario diventi un ostacolo. Un’apertura pomeridiana per rivitalizzare il settore Accanto alle esigenze dei consumatori c’è anche la volontà di sostenere il comparto. Il Comune collega infatti il cambiamento degli orari alla possibilità di rivitalizzare il settore dei mercati. Rendere i banchi disponibili in una fascia diversa significa tentare di creare nuove occasioni di incontro tra ambulanti e clienti. La scelta del pomeriggio risponde perciò a due obiettivi che procedono insieme. Da una parte si vuole raggiungere chi non utilizza il mercato negli orari attuali; dall’altra si cerca di rafforzare un’attività che può beneficiare di una presenza distribuita in modo differente nel corso della giornata. L’apertura di settembre assume così il valore di una prova concreta, costruita attorno alla domanda e alle abitudini di chi acquista. Resta importante anche il confronto con gli operatori. Alcuni ambulanti, infatti, preferiscono mantenere l’organizzazione attuale. La trasformazione degli orari deve quindi tenere conto sia dell’obiettivo di ampliare il pubblico sia delle esigenze di chi lavora quotidianamente nei mercati. È proprio su questo equilibrio che si misura la portata del cambiamento. Con il caldo sarà possibile chiudere prima Il tema degli orari si intreccia inevitabilmente con quello delle alte temperature. Su questo fronte il Comune ha scelto di non introdurre una nuova regola rigida. Agli ambulanti viene lasciata la possibilità di anticipare la chiusura, senza imporre una modifica generale dell’orario. La decisione consente a ciascun operatore di valutare se proseguire secondo l’organizzazione in vigore oppure terminare prima l’attività. Non tutti, del resto, intendono cambiare: una parte degli ambulanti vuole conservare l’orario attuale. La soluzione adottata evita quindi un obbligo uniforme e riconosce la presenza di esigenze differenti all’interno dello stesso settore. Questo approccio distingue chiaramente i due piani. L’apertura pomeridiana prevista da settembre guarda alle nuove abitudini di acquisto e al rilancio dei mercati. La chiusura anticipata legata al caldo, invece, resta una facoltà concessa agli operatori. In entrambi i casi emerge però la ricerca di una gestione meno rigida del tempo di apertura. Settembre diventa un banco di prova L’arrivo delle aperture pomeridiane porterà i mercati torinesi in una fascia finora poco servita. Il Comune prova così a costruire un collegamento più diretto tra gli orari dei banchi e quelli scelti dai cittadini per fare acquisti. La misura potrà offrire un’alternativa ai supermercati nel pomeriggio e contribuire al tentativo di rilanciare il comparto. La novità si accompagna a una gestione flessibile delle giornate più calde, durante le quali gli ambulanti potranno chiudere in anticipo. Da settembre il sistema dei mercati torinesi sarà quindi chiamato a conciliare nuove aperture, abitudini dei clienti e necessità degli operatori, senza ricorrere a una soluzione identica per ogni situazione. - Published: 2026-08-09 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/universita-piemontesi-dal-mur-oltre-616-milioni-di-euro-fondi-in-crescita-nel-2026.html - Categorie: Economia Il sistema universitario piemontese riceverà nel 2026 risorse complessive per 616,2 milioni di euro. La somma è stata assegnata dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Fondo di Finanziamento Ordinario, lo strumento destinato a sostenere le attività degli atenei statali. Rispetto all’anno precedente, il Piemonte ottiene 15,3 milioni in più, equivalenti a un incremento del 2,5%. Il confronto con il 2019 mostra una variazione ancora più marcata: in sette anni i finanziamenti destinati alle università della regione sono aumentati del 36,7%. Le risorse saranno suddivise tra l’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Alle università del Piemonte 15,3 milioni in più Il Fondo di Finanziamento Ordinario rappresenta una componente centrale per la sostenibilità del sistema universitario. Le somme assegnate servono infatti a supportare la didattica, le attività di ricerca e il personale degli atenei statali, offrendo alle università una base economica sulla quale programmare il proprio lavoro. Per il 2026, il finanziamento complessivo destinato al Piemonte raggiunge dunque 616,2 milioni di euro, contro una cifra inferiore di 15,3 milioni registrata nell’anno precedente. La crescita annuale del 2,5% si inserisce in un percorso più ampio, evidenziato soprattutto dal confronto con il 2019. Rispetto a quell’anno, l’aumento è pari al 36,7%. I due dati permettono di osservare l’andamento da prospettive differenti: il primo misura la variazione avvenuta nell’ultimo anno, mentre il secondo mostra quanto sia cambiata la quantità di risorse assegnate agli atenei piemontesi in un periodo più lungo. Come saranno distribuiti i 616,2 milioni di euro La parte più consistente del finanziamento è destinata all’Università degli Studi di Torino, che riceverà circa 347,3 milioni di euro. Per l’ateneo torinese l’incremento rispetto all’anno precedente è del 2%. Al Politecnico di Torino sono stati assegnati 198,5 milioni di euro. In questo caso la crescita annuale raggiunge il 4,4%, il valore percentuale più elevato tra le università piemontesi considerate dal provvedimento. Il Politecnico è quindi il secondo ateneo della regione per quantità complessiva di risorse ricevute, ma il primo per aumento percentuale su base annua. All’Università degli Studi del Piemonte Orientale andranno invece circa 70,4 milioni di euro. La somma completa la ripartizione regionale prevista dal Fondo di Finanziamento Ordinario per il 2026. Le cifre mostrano una distribuzione differente tra i tre atenei. L’Università di Torino riceve la quota maggiore, seguita dal Politecnico e dall’Università del Piemonte Orientale. Nel complesso, tuttavia, tutte le risorse rientrano nello stesso quadro di sostegno alle attività universitarie piemontesi, con particolare riferimento alla continuità della didattica, della ricerca e del personale. Il Fondo nazionale sfiora i 9,42 miliardi La ripartizione destinata al Piemonte fa parte di un Fondo di Finanziamento Ordinario che, su scala nazionale, arriva a sfiorare i 9,42 miliardi di euro. Rispetto al 2025, la dotazione complessiva cresce di 25,6 milioni. Anche a livello italiano emerge una differenza significativa rispetto al 2019. Nel confronto con quell’anno, infatti, il Fondo nazionale è aumentato del 26%. Per il Piemonte la variazione registrata nello stesso intervallo raggiunge invece il 36,7%. Il decreto di ripartizione definisce quindi sia la dotazione nazionale sia gli importi attribuiti ai singoli atenei. Per le università piemontesi, l’assegnazione supera complessivamente i 616 milioni e conferma un incremento tanto nel confronto con il 2025 quanto in quello con il 2019. La maggiore disponibilità viene collegata alla possibilità per gli atenei di programmare le proprie attività, sostenere la ricerca e lavorare sulla qualità della didattica. Il finanziamento interessa inoltre le opportunità offerte a studenti, ricercatori e docenti, le tre principali componenti della comunità universitaria. Una nuova linea di credito per i progetti strategici Tra gli elementi introdotti nel 2026 compare anche una linea di credito specifica per i progetti strategici. Questo canale sarà riservato alle iniziative presentate direttamente dai singoli atenei, aggiungendo una voce dedicata all’interno del sistema di finanziamento. Le università potranno quindi proporre i propri progetti strategici nell’ambito della nuova linea prevista dal Fondo. La novità affianca la ripartizione ordinaria delle risorse e pone l’attenzione sulla capacità dei diversi atenei di formulare iniziative coerenti con i rispettivi obiettivi. Il rafforzamento economico del sistema universitario viene associato anche alla volontà di rendere gli atenei italiani più attrattivi e internazionali, valorizzando il merito e ampliando le opportunità disponibili per i giovani. In questo quadro, didattica e ricerca non vengono considerate attività separate, ma parti di un sistema nel quale la conoscenza può contribuire alla crescita economica, sociale e civile. Per le università piemontesi, il dato centrale resta quello dei 616,2 milioni di euro assegnati nel 2026. Una cifra che comprende 347,3 milioni per l’Università di Torino, 198,5 milioni per il Politecnico e 70,4 milioni per l’Università del Piemonte Orientale. - Published: 2026-08-08 - Modified: 2026-08-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/pino-torinese-lex-impianto-di-risalita-rinascera-entro-il-2027.html - Categorie: News Per molti anni è rimasto un edificio senza una funzione. Ora, però, per l’ex impianto di risalita di Pino Torinese si apre una fase completamente diversa. Il progetto di recupero dovrebbe essere completato entro la fine del 2027 e punta a trasformare l’area in qualcosa di più di uno spazio rimesso a nuovo. Il piazzale e l’immobile diventeranno infatti un punto d’incontro dedicato alla cultura, alla socialità e all’enogastronomia. La posizione, ai piedi del Planetario e dell’Osservatorio Astrofisico, rende l’intervento parte di un disegno più ampio: valorizzare la collina e collegare luoghi che finora sono rimasti vicini sulla mappa, ma non sempre integrati nell’esperienza dei visitatori. Dall’ascensore inclinato all’abbandono L’edificio era stato aperto al pubblico nel 2007 come stazione di partenza di un ascensore inclinato. L’impianto consentiva di raggiungere dal centro di Pino Torinese il Museo dell’Astronomia e dello Spazio, situato più in alto. Quell’esperienza, tuttavia, durò poco. Nel 2009 un movimento franoso provocò danni tali da rendere inutilizzabile la struttura di risalita. L’immobile perse così la propria funzione originaria e rimase progressivamente isolato dal resto del comprensorio. L’impianto venne poi smantellato definitivamente nel 2021. L'idea di un recupero non è mai scomparsa del tutto. Già nel 2018 era stato avviato un percorso partecipato per immaginare una nuova destinazione dello spazio. L’emergenza sanitaria rallentò il programma, senza però cancellarlo. Un nuovo polo ai piedi del Planetario La riqualificazione non prevede il semplice restauro di una costruzione inutilizzata. L’obiettivo è creare un luogo capace di vivere durante tutto l’anno, attirando residenti, visitatori e persone interessate alle iniziative scientifiche e culturali della zona. Il piazzale dell’ex impianto dovrebbe ospitare attività differenti, con una componente culturale, una parte dedicata alla convivialità e proposte legate all’enogastronomia. La nuova struttura potrà così diventare una sorta di porta d’ingresso al comprensorio formato da Infini. to, dal Museo dello Spazio e dall’Osservatorio Astrofisico. L’investimento per i lavori supera i 920 mila euro ed è sostenuto in parte dal Comune. La concessione dell’edificio sarà assegnata attraverso una gara pubblica, prevista per il prossimo autunno. La scelta del futuro gestore avrà quindi un peso decisivo: non si cerca soltanto qualcuno che apra un locale o amministri l’immobile, ma un soggetto in grado di costruire un programma coerente con l’intera area. Serviranno idee che abbiano continuità, sappiano dialogare con le realtà scientifiche vicine e rendano lo spazio riconoscibile anche fuori dai confini comunali. Nel progetto entra anche la voce dei giovani Il futuro dell’ex stazione non è stato pensato soltanto negli uffici. Al percorso partecipa anche un gruppo informale composto da giovani con meno di 35 anni, chiamati a portare il punto di vista di chi frequenta quotidianamente la collina. Sono coinvolte diverse realtà locali, dalle associazioni sportive agli scout, passando per gruppi culturali, attività teatrali e organismi di partecipazione giovanile. Il loro contributo può aiutare a comprendere quali servizi mancano, quali iniziative potrebbero funzionare e come evitare che il nuovo spazio resti estraneo alla vita del territorio. È un passaggio tutt’altro che secondario. Una riqualificazione può restituire un edificio alla comunità, ma per mantenerlo vivo occorrono contenuti, presenze e motivi concreti per tornarci. Da questo punto di vista, il confronto con chi abita la zona può rendere il progetto meno rigido e più vicino alle abitudini reali delle persone. Il Parco del Cielo e il nuovo sentiero sulla collina La conclusione dei lavori è prevista in un anno importante. Nel 2027 Infini. to celebrerà infatti il proprio ventesimo anniversario, mentre l’Osservatorio sarà impegnato nel progetto pluriennale denominato Parco del Cielo. Il programma punta ad aprire maggiormente al pubblico un patrimonio scientifico e storico rimasto in parte riservato agli studiosi. Tra gli interventi previsti compaiono il recupero dei telescopi custoditi nelle cupole storiche, la creazione di un museo dedicato agli strumenti astronomici e la realizzazione di un percorso multimediale esteso a tutto il comprensorio. Anche l’accessibilità dell’ex impianto sarà migliorata. È prevista la costruzione di un nuovo sentiero con partenza nei pressi della fermata “Osservatorio” della linea 30, che collega Torino e Chieri. Da lì sarà possibile raggiungere a piedi prima l’ex stazione e successivamente Infini. to. Il collegamento confluirà nell’ultimo tratto del Sentiero dei Pianeti, il percorso che parte da Superga e arriva al Museo dello Spazio. L’itinerario si sviluppa per 8,6 chilometri e riproduce in scala il sistema solare, rappresentando le dimensioni dei pianeti e le distanze che li separano. L’ex impianto, dunque, non sarà più un fabbricato marginale sotto il Planetario. Potrà diventare uno snodo tra il paese, la collina, la divulgazione scientifica e il turismo di prossimità. Dopo una lunga attesa, il recupero prova a ricucire un collegamento interrotto quasi vent’anni fa, assegnandogli però una funzione nuova e molto più ampia. - Published: 2026-08-08 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-guarda-gia-al-natale-il-boschetto-cambia-casa-sara-lungo-via-roma.html - Categorie: Eventi Torino comincia a preparare le feste quando il Natale sembra ancora lontanissimo. La città ha infatti definito le linee principali del programma che accompagnerà residenti e visitatori tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Nel disegno trovano posto appuntamenti ormai riconoscibili, iniziative culturali, allestimenti e due concerti per salutare l’anno. La notizia che più cambia la geografia delle festività riguarda il Boschetto di Natale. L’installazione non sarà concentrata in un unico punto, ma troverà spazio lungo la rinnovata via Roma, con piazza San Carlo destinata a diventarne il fulcro. Una scelta che porta uno dei simboli stagionali nel cuore dello shopping e delle passeggiate cittadine. Il Boschetto di Natale attraverserà via Roma Il nuovo allestimento si svilupperà lungo l’asse compreso tra piazza Castello e piazza Carlo Felice. Al centro del percorso ci sarà piazza San Carlo, indicata come il cuore dell’installazione. Il Boschetto acquisterà così una presenza più estesa nel centro torinese, seguendo una delle strade più conosciute della città. Non si tratta soltanto di spostare decorazioni e alberi. La collocazione è legata anche alla trasformazione di via Roma e alla nuova fruizione degli spazi pubblici connessa alla pedonalizzazione. Le festività diventano, in questo modo, un’occasione per accompagnare il cambiamento urbano e invitare le persone ad attraversare il centro con occhi diversi. Via Roma sarà quindi una delle protagoniste del Natale torinese del 2026. Chi arriverà da piazza Castello potrà seguire l’allestimento verso piazza San Carlo e proseguire in direzione di piazza Carlo Felice. Il Boschetto entrerà nel percorso quotidiano della città, invece di rimanere isolato all’interno di una sola area. Tornano gli appuntamenti più conosciuti delle feste La novità di via Roma non cancella gli elementi che negli anni hanno costruito l’immagine natalizia di Torino. Il programma prevede nuovamente il Calendario dell’Avvento, il Presepe di Luzzati e l’albero collocato nel cortile di Palazzo Civico. Piazza Solferino ospiterà ancora il Villaggio di Natale. In questo spazio torneranno anche la pista di pattinaggio sul ghiaccio e i mercatini, affiancati da appuntamenti culturali, attività di intrattenimento e iniziative solidali. Il centro avrà dunque più poli collegati tra loro, ciascuno con una funzione diversa: via Roma per il Boschetto, piazza San Carlo come punto centrale dell’installazione e piazza Solferino per il villaggio e il pattinaggio. Gli allestimenti non resteranno però confinati nelle strade più frequentate del centro. Il progetto comprende alberi illuminati e luci natalizie nelle Circoscrizioni, con l’obiettivo di dare alle feste una dimensione più diffusa. L’atmosfera natalizia raggiungerà così diverse zone di Torino, evitando che tutto il programma si concentri soltanto intorno alle piazze principali. Cultura e attività distribuite in diversi luoghi Una parte delle iniziative sarà dedicata alla cultura. Oltre alla preparazione del Presepe di Luzzati e del Calendario dell’Avvento, verrà organizzato un calendario di appuntamenti capace di coinvolgere più strutture cittadine. Le attività interesseranno anche le Biblioteche civiche, il Centro Interculturale e il Centro Civico di Formazione Musicale. Questi luoghi contribuiranno a rendere il programma più articolato e adatto a pubblici differenti. Le feste non saranno quindi raccontate soltanto attraverso luci e installazioni, ma anche mediante proposte che entreranno negli spazi culturali frequentati durante l’anno. Il quadro delineato punta a mettere insieme tradizione e cambiamento. Da una parte ritornano immagini già familiari ai torinesi; dall’altra, la nuova posizione del Boschetto modifica il percorso delle festività e valorizza una via Roma che sta vivendo una fase di trasformazione. Due concerti tra il 31 dicembre e il primo gennaio Anche il passaggio al nuovo anno avrà due appuntamenti musicali. Il 31 dicembre è confermato il concerto all’Inalpi Arena, destinato ad accompagnare la notte di San Silvestro. Il giorno successivo, primo gennaio 2027, sarà invece il Teatro Regio a ospitare il secondo concerto. Le due sedi permetteranno di scandire in modo distinto la chiusura dell’anno e l’inizio di quello nuovo. Da una parte ci sarà la serata del 31 dicembre in uno spazio capace di accogliere un grande evento; dall’altra l’appuntamento del primo gennaio in uno dei luoghi culturali più rappresentativi di Torino. Il programma completo prenderà forma attorno a questi punti già stabiliti. Il Natale torinese del 2026 avrà comunque un segno ben riconoscibile: il Boschetto lungo via Roma, con piazza San Carlo al centro di un itinerario che unirà allestimenti, tradizioni, cultura e appuntamenti di fine anno. - Published: 2026-08-08 - Modified: 2026-08-08 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/ferragosto-gratis-alle-gallerie-ditalia-di-torino-apertura-speciale-il-15-agosto.html - Categorie: Cultura Ferragosto non significa necessariamente lasciare Torino. Per chi rimarrà in città, sabato 15 agosto 2026 ci sarà la possibilità di trascorrere alcune ore tra arte e fotografia senza acquistare il biglietto. Le Gallerie d’Italia di piazza San Carlo apriranno infatti gratuitamente al pubblico, comprese le sale dedicate alle esposizioni temporanee e alla collezione permanente. L’iniziativa coinvolgerà anche le altre sedi museali del gruppo presenti in Italia, ma l’appuntamento torinese assume un rilievo particolare per la sua collocazione nel cuore della città. Una proposta culturale semplice e accessibile, pensata tanto per i residenti quanto per chi visiterà il capoluogo piemontese durante il periodo festivo. Ingresso gratuito per l’intera giornata di Ferragosto La sede torinese delle Gallerie d’Italia, situata al numero 156 di piazza San Carlo, sarà aperta dalle 9. 30 alle 19. L’ultimo ingresso sarà consentito alle ore 18, lasciando così ai visitatori il tempo necessario per percorrere con calma gli spazi espositivi. La gratuità non riguarderà soltanto una parte del museo. Il pubblico potrà accedere sia alle raccolte permanenti sia alle mostre fotografiche in corso, senza dover acquistare il normale biglietto. Chi desidera approfittare dell’iniziativa dovrà quindi soltanto tenere presente l’orario dell’ultimo accesso, evitando di arrivare troppo vicino alla chiusura. L’apertura speciale cade di sabato, circostanza che potrebbe rendere l’appuntamento interessante anche per chi ha programmato un fine settimana a Torino. Piazza San Carlo, facilmente raggiungibile dal resto del centro, diventerà così il punto di partenza per una giornata dedicata alla cultura. Le due mostre fotografiche visitabili il 15 agosto Tra i percorsi disponibili figura “The Day May Break. La luce alla fine del giorno”, un progetto fotografico che mette al centro persone e animali colpiti dagli effetti del cambiamento climatico. Le immagini costruiscono un racconto nel quale la condizione umana e quella animale si incontrano, restituendo una riflessione visiva sulle trasformazioni del presente. La seconda esposizione, intitolata “Replaced”, affronta invece una dimensione più intima. Il progetto si interroga su ciò che accade quando una storia d’amore finisce, osservando la memoria, le assenze e le conseguenze lasciate da un legame interrotto. Due mostre differenti, dunque, ma accomunate dall’uso della fotografia come strumento narrativo. Da una parte si guarda a un fenomeno collettivo che coinvolge persone, animali e territori. Dall’altra lo sguardo si sposta all’interno della vita privata. L’apertura gratuita permette di visitare entrambe le esposizioni durante la stessa giornata, insieme agli altri ambienti del museo. L’iniziativa coinvolge quattro città italiane Quella di Torino non sarà un’apertura isolata. Il 15 agosto l’ingresso sarà gratuito anche nelle Gallerie d’Italia di Milano, Napoli e Vicenza. Le quattro sedi osserveranno orari differenti, ma condivideranno la stessa formula: porte aperte senza biglietto per visitare collezioni permanenti ed esposizioni temporanee. Il calendario delle gratuità comprende inoltre domenica 6 settembre 2026. L’appuntamento si inserisce nella programmazione che prevede l’accesso libero durante la prima domenica del mese, in linea con l’iniziativa nazionale dedicata ai musei. Per la sede di Torino, l’apertura di Ferragosto rappresenta quindi uno degli appuntamenti gratuiti previsti tra estate e inizio settembre. Chi non potrà recarsi in piazza San Carlo il 15 agosto avrà una nuova occasione alcune settimane più tardi, anche se le mostre disponibili dovranno essere verificate in base alla programmazione del momento. Orari e informazioni per organizzare la visita Il dato principale da ricordare è l’orario: apertura alle 9. 30, chiusura alle 19 e ultimo ingresso alle 18. Arrivare con un certo anticipo consentirà di visitare le sale senza dover accelerare il percorso nella parte finale della giornata. Negli altri giorni di agosto il museo mantiene il consueto calendario, con apertura dal martedì alla domenica, sempre dalle 9. 30 alle 19. Il lunedì resta invece il giorno di chiusura. Anche durante le giornate ordinarie l’ultimo accesso è fissato un’ora prima della chiusura. L’indirizzo è piazza San Carlo 156, nel centro di Torino. La posizione consente di inserire la visita all’interno di una passeggiata nelle vie centrali, senza particolari spostamenti. L’iniziativa del 15 agosto offre però un vantaggio preciso: l’intero percorso museale potrà essere visitato gratuitamente. Un Ferragosto diverso nel centro di Torino L’apertura delle Gallerie d’Italia aggiunge un’opzione culturale al programma di chi trascorrerà Ferragosto nel capoluogo piemontese. Non servono itinerari complessi: basta raggiungere piazza San Carlo entro le 18 e scegliere quanto tempo dedicare alle collezioni e alle due esposizioni fotografiche. Tra racconti personali, immagini del presente e raccolte permanenti, il museo proporrà una giornata aperta a tutti. Sabato 15 agosto l’arte sarà quindi accessibile gratuitamente, dalle prime ore del mattino fino alla sera, in uno dei luoghi più riconoscibili del centro torinese. - Published: 2026-08-08 - Modified: 2026-08-08 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/rai-assume-34-diplomati-anche-a-torino-contratto-stipendio-e-come-candidarsi.html - Categorie: Lavoro Una nuova opportunità di lavoro interessa chi possiede un diploma e vorrebbe entrare nel settore radiotelevisivo. La Rai ha avviato una selezione destinata all’inserimento di 34 risorse, con posizioni disponibili in diverse sedi italiane. Tra le città coinvolte compare anche Torino. L’offerta prevede un contratto di apprendistato e una retribuzione annua lorda di circa 24mila euro. Le candidature, però, non sono ancora aperte: la finestra indicata va dal 25 agosto al 10 settembre. Chi è interessato può quindi sfruttare le prossime settimane per controllare i requisiti e preparare la documentazione necessaria. Una selezione nazionale che comprende anche Torino I 34 posti annunciati riguardano l’intera procedura nazionale e non soltanto il capoluogo piemontese. Torino figura tra le sedi previste, diventando così una delle possibili destinazioni per i candidati selezionati. La distribuzione effettiva delle risorse dipenderà dalle esigenze indicate nell’avviso e dalle preferenze che potranno essere espresse durante la compilazione della domanda. Il titolo di studio richiesto è il diploma di scuola secondaria superiore. Prima di procedere, sarà comunque necessario verificare attentamente gli indirizzi scolastici ammessi, poiché alcune posizioni possono richiedere una preparazione tecnica coerente con le attività da svolgere. Alla procedura possono partecipare cittadini italiani e cittadini appartenenti all’Unione europea. Sono ammessi anche cittadini di Paesi extra Ue, purché regolarmente soggiornanti in Italia. Tutti i requisiti dovranno risultare posseduti entro la data stabilita per l’invio della candidatura. Contratto di apprendistato e stipendio da 24mila euro Le persone individuate saranno inserite attraverso un contratto di apprendistato, una formula pensata per affiancare l’esperienza pratica a un percorso di formazione professionale. Non si tratta, dunque, di uno stage o di una semplice collaborazione occasionale: il candidato selezionato entra in azienda con un vero rapporto di lavoro e con gli obblighi previsti dal contratto. La retribuzione comunicata si aggira intorno ai 24mila euro lordi all’anno. Il riferimento è alla Ral, cioè alla retribuzione annua lorda, e non alla somma netta che arriverà ogni mese in busta paga. L’importo effettivamente percepito varierà in base alle trattenute fiscali, ai contributi e alla situazione personale del lavoratore. L’apprendistato consente alla nuova risorsa di conoscere gradualmente procedure, impianti e organizzazione interna. La componente formativa, però, non rende meno impegnativo il lavoro: vengono richieste disponibilità ad apprendere, precisione e capacità di inserirsi in un ambiente nel quale le attività tecniche e operative devono essere coordinate con attenzione. Domande dal 25 agosto: cosa controllare prima dell’invio Le candidature potranno essere presentate dal 25 agosto al 10 settembre attraverso la procedura online indicata nell’avviso. Non sarà sufficiente mandare un curriculum con una normale e-mail: occorrerà registrarsi sulla piattaforma, compilare i campi richiesti e confermare l’adesione alla selezione. Prima dell’apertura è utile predisporre un curriculum aggiornato, controllare i dati riportati sul diploma e avere disponibili in formato digitale gli eventuali documenti richiesti. Anche l’indirizzo di posta elettronica merita attenzione, perché verrà utilizzato per le comunicazioni relative alle prove e agli esiti della procedura. Meglio non attendere le ultime ore. Un allegato illeggibile, un campo lasciato vuoto o una connessione instabile potrebbero impedire il completamento della domanda. Dopo l’invio sarà inoltre importante verificare l’arrivo del messaggio di conferma e controllare periodicamente anche la cartella della posta indesiderata. Come prepararsi alla procedura di selezione L’invio della candidatura rappresenta soltanto il primo passaggio. La procedura potrà prevedere uno screening iniziale, prove sulle conoscenze richieste dal ruolo e successivi colloqui tecnici e motivazionali. Le modalità precise, insieme al calendario, saranno comunicate ai partecipanti attraverso i recapiti inseriti nel modulo. Chi intende concorrere per Torino dovrà quindi leggere per intero l’avviso, verificando sia i requisiti generali sia quelli collegati al profilo professionale. Il diploma apre la porta alla candidatura, ma durante la selezione conteranno anche la preparazione, la capacità di affrontare le prove e la motivazione mostrata nei colloqui. Con 34 inserimenti programmati, un contratto di apprendistato e una sede prevista anche a Torino, la selezione può attirare numerose domande. Preparare i documenti in anticipo e seguire alla lettera le istruzioni permette almeno di evitare gli errori formali che, in procedure di questo tipo, possono costare l’esclusione prima ancora delle prove. - Published: 2026-08-07 - Modified: 2026-08-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/asili-nido-in-piemonte-15-milioni-per-ampliare-gli-orari-in-77-comuni.html - Categorie: News Più ore di apertura per i nidi comunali, con la possibilità di offrire il servizio anche il sabato mattina o durante alcune sospensioni dell’attività educativa. È questo l’obiettivo del finanziamento destinato dalla Regione Piemonte ai Comuni per l’anno educativo 2026-2027. La misura coinvolgerà 77 amministrazioni piemontesi, chiamate a utilizzare le risorse per adattare il funzionamento degli asili alle necessità delle famiglie. Il nuovo stanziamento ammonta a 1,5 milioni di euro. I fondi consentiranno di rendere gli orari meno rigidi e di rafforzare un servizio che, soprattutto nei centri più piccoli, può risultare determinante per l’organizzazione quotidiana dei genitori. Un finanziamento distribuito in base ai progetti Le risorse provengono dal Fondo Sociale Europeo Plus e saranno assegnate tenendo conto delle spese indicate nei diversi progetti. Al bando hanno partecipato 78 Comuni, mentre quelli ammessi al finanziamento sono 77. L’adesione conferma l’interesse delle amministrazioni locali verso un intervento nato per ampliare concretamente l’offerta educativa. La misura è arrivata alla sua sesta edizione. La prima applicazione risale all’anno educativo 2021-2022 e, con il passare del tempo, il programma ha assunto un carattere stabile. Non si tratta quindi di una sperimentazione isolata, ma di uno strumento che continua a essere riproposto per rispondere alle esigenze organizzative delle famiglie con bambini piccoli. Uno degli aspetti centrali riguarda l’assenza di spese supplementari. L’ampliamento del servizio non dovrà comportare costi aggiuntivi per le famiglie o per le amministrazioni comunali, poiché le uscite previste saranno sostenute attraverso il contributo regionale. Orari prolungati, sabato e vacanze scolastiche Ogni Comune potrà individuare la soluzione più adatta alla propria realtà, nel rispetto dei limiti stabiliti dal bando. Una prima possibilità consiste nell’estendere il normale orario settimanale del nido. In questo modo il servizio potrà coprire una fascia più ampia della giornata e avvicinarsi maggiormente ai tempi di lavoro dei genitori. Le amministrazioni potranno anche scegliere di aprire gli asili il sabato mattina. Un’altra opzione riguarda il mantenimento del servizio durante le vacanze natalizie o in corrispondenza delle pause didattiche. Non tutti i Comuni dovranno necessariamente adottare la stessa formula: la misura permette di modulare l’intervento in base alle richieste raccolte sul territorio. La flessibilità rappresenta infatti il punto principale del programma. L’organizzazione familiare non segue sempre gli stessi orari del calendario scolastico e, per chi lavora su turni o anche durante le festività, la chiusura del nido può creare difficoltà pratiche. L’estensione delle aperture punta a ridurre questa distanza, mettendo a disposizione una risposta differente da Comune a Comune. Un aiuto alla conciliazione tra famiglia e lavoro Il provvedimento non riguarda soltanto la durata della permanenza dei bambini negli asili. Alla base dell’iniziativa c’è anche la volontà di facilitare la conciliazione tra impegni familiari e attività professionale. Disporre di un servizio educativo aperto più a lungo può permettere ai genitori di organizzare con maggiore continuità la propria giornata. Secondo gli obiettivi della misura, questa maggiore disponibilità può favorire in particolare l’occupazione femminile. La difficoltà nel trovare servizi compatibili con gli orari lavorativi, infatti, può pesare sulle scelte professionali delle famiglie. Il programma viene inoltre collegato alla creazione di condizioni più favorevoli alla natalità, attraverso un sostegno concreto nei primi anni di vita dei figli. Un ruolo specifico viene riconosciuto anche agli asili presenti nei piccoli centri. Il finanziamento permette ai Comuni con minori risorse di conservare e potenziare servizi considerati essenziali. Mantenere un’offerta educativa accessibile contribuisce inoltre a contrastare lo spopolamento, rendendo questi territori più adatti alle esigenze dei nuclei familiari con bambini. Una misura presente in tutto il Piemonte I progetti finanziati sono distribuiti nelle diverse province piemontesi. Il numero più alto di adesioni si registra nella Città metropolitana di Torino, con 21 Comuni coinvolti, ma la misura raggiunge tutte le aree della regione, dalle province di Alessandria e Cuneo fino al Verbano Cusio Ossola. Il programma ha ampliato progressivamente la propria portata. In sei edizioni sono stati investiti circa 9 milioni di euro, coinvolgendo complessivamente più di 350 Comuni e approssimativamente 430 nidi comunali. I bambini interessati dagli interventi sono stati oltre 3. 000. I dati mostrano la continuità raggiunta dall’iniziativa dal 2021 a oggi. Con il nuovo finanziamento per il 2026-2027, altri Comuni potranno riorganizzare gli orari degli asili e offrire alle famiglie un servizio più esteso, senza trasferire su di loro il peso economico delle aperture supplementari. - Published: 2026-08-07 - Modified: 2026-08-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-modane-lavori-dal-10-agosto-modifiche-ai-treni-tra-salbertrand-e-bussoleno.html - Categorie: News La circolazione ferroviaria sulla linea Torino-Modane entrerà in una lunga fase di modifiche. Da lunedì 10 agosto a venerdì 9 ottobre 2026, Rete Ferroviaria Italiana porterà avanti un programma di lavori nel tratto compreso tra Salbertrand e Bussoleno. Il cantiere interesserà esclusivamente il binario utilizzato dai convogli diretti verso Torino. Durante questo periodo sono previste variazioni degli orari, limitazioni dei percorsi e, in alcuni casi, l’impiego di autobus sostitutivi. L’intervento richiede un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro. Il cantiere tra Salbertrand e Bussoleno Il programma stabilito da RFI riguarda una porzione della linea Torino-Modane e si svilupperà nell’arco di due mesi. Le operazioni cominceranno lunedì 10 agosto e termineranno, secondo il calendario annunciato, venerdì 9 ottobre. I lavori comprendono il rinnovo di circa 10 chilometri di binario e interessano anche tre gallerie presenti lungo il tratto ferroviario. L’attività sarà concentrata sul binario in direzione Torino. È questo l’elemento che determinerà la rimodulazione della circolazione, necessaria per consentire alle maestranze di operare in condizioni di sicurezza. Il cantiere non avrà dunque una durata limitata a pochi giorni, ma accompagnerà i collegamenti ferroviari per una parte consistente dell’estate e per le prime settimane dell’autunno. La finestra temporale scelta è ampia e rende necessario un aggiornamento costante del servizio. Le modifiche potranno riguardare i singoli collegamenti in modo diverso, motivo per cui non è possibile fare riferimento a un’unica variazione valida per tutti i treni della linea. Come cambierà la circolazione dei treni Le conseguenze del cantiere si presenteranno principalmente sotto tre forme: cambiamenti degli orari, limitazioni di percorso e possibili corse sostitutive effettuate con autobus. Non viene quindi indicata una sola modalità organizzativa per l’intero periodo. Le soluzioni adottate dipenderanno dai collegamenti interessati e dalla programmazione delle attività lungo il binario. Alcuni treni potranno partire o arrivare in orari differenti rispetto a quelli abituali. Per altri potranno essere previste limitazioni del tragitto, mentre nei segmenti coinvolti dai lavori potrà rendersi necessario il trasferimento dei passeggeri su autobus. Il ricorso ai mezzi sostitutivi viene indicato come una possibilità e non come una misura automaticamente applicata a ogni corsa. Le variazioni serviranno a mantenere compatibili il servizio ferroviario e l’avanzamento degli interventi. L’obiettivo operativo è permettere lo svolgimento delle attività in sicurezza, evitando la presenza contemporanea dei treni e delle squadre di lavoro nelle parti di infrastruttura occupate dal cantiere. Dove trovare gli aggiornamenti sui singoli collegamenti Le imprese ferroviarie aggiorneranno progressivamente i propri sistemi di vendita e i canali utilizzati per comunicare con i passeggeri. Le informazioni dovranno quindi essere controllate in relazione al treno e alla data scelti, soprattutto per gli spostamenti programmati tra il 10 agosto e il 9 ottobre 2026. I dettagli saranno disponibili sul sito ufficiale di RFI e attraverso le piattaforme informative di Trenitalia. Da questi canali sarà possibile verificare gli orari aggiornati, le eventuali limitazioni e la presenza di servizi sostitutivi su gomma. Poiché il cantiere resterà operativo per diverse settimane, sarà opportuno controllare il collegamento non soltanto al momento dell’acquisto, ma anche in prossimità della partenza. L’aggiornamento dei canali di vendita permetterà inoltre di consultare le soluzioni effettivamente disponibili nel giorno del viaggio. Le indicazioni generali annunciano infatti il tipo di modifiche possibili, mentre la situazione precisa dovrà essere verificata per ciascun convoglio. Un investimento da 20 milioni di euro Per realizzare il piano di interventi sulla Torino-Modane, RFI ha previsto una spesa di circa 20 milioni di euro. Le risorse saranno impiegate per innalzare gli standard di sicurezza, stabilità e regolarità del servizio ferroviario. Sono questi i tre obiettivi principali associati al cantiere tra Salbertrand e Bussoleno. Il rinnovo dell’infrastruttura richiederà temporaneamente una diversa organizzazione della circolazione, con effetti che si protrarranno fino ai primi giorni di ottobre. Le modifiche rappresentano quindi la conseguenza operativa delle attività programmate sul binario diretto verso Torino. Per i viaggiatori, il punto di riferimento resteranno gli aggiornamenti diffusi attraverso i canali ufficiali. Fino alla conclusione del cantiere sarà importante verificare ogni collegamento, tenendo conto della possibilità che orari, itinerari o modalità di trasporto vengano rimodulati. La conclusione delle operazioni è fissata per venerdì 9 ottobre 2026. - Published: 2026-08-07 - Modified: 2026-08-07 - URL: https://www.torinofree.it/economia/nocciole-la-raccolta-parte-in-anticipo-in-piemonte-pesano-caldo-e-siccita.html - Categorie: Economia La raccolta delle nocciole comincia prima del previsto anche in Piemonte. Le temperature elevate e la prolungata scarsità di piogge hanno accelerato i tempi della campagna 2026, costringendo numerose aziende a rivedere il calendario delle operazioni nei campi. Le prime indicazioni parlano di una produzione migliore rispetto alla stagione precedente, ma il dato non basta a cancellare le difficoltà. Il caldo e la siccità hanno infatti sottoposto le piante a uno stress considerevole. A questo si aggiungono i danni provocati dagli insetti e l’aumento delle spese affrontate dagli agricoltori. La quantità disponibile potrebbe crescere, ma il quadro resta fragile e molto dipenderà dalle condizioni nelle singole aree produttive. Una raccolta cominciata prima del solito Il calendario della nocciola piemontese è stato modificato dall’andamento climatico dell’estate. Le alte temperature e la mancanza di precipitazioni regolari hanno favorito una maturazione più rapida, portando all’avvio anticipato delle operazioni di raccolta. Per le aziende non si tratta semplicemente di cominciare il lavoro qualche giorno prima. Ogni variazione richiede una nuova organizzazione delle attività, dall’impiego del personale alla preparazione dei macchinari. Occorre inoltre controllare con attenzione lo stato dei frutti, perché non tutti gli appezzamenti reagiscono nello stesso modo al caldo prolungato. La situazione può cambiare persino tra terreni vicini. Esposizione, disponibilità d’acqua e condizioni delle piante rendono il raccolto poco uniforme. L’anticipo della stagione rappresenta quindi uno degli effetti più visibili di un’annata anomala, ma non consente ancora di tracciare un bilancio definitivo. Le rese migliorano, ma il confronto richiede prudenza Le prime valutazioni indicano una produzione superiore a quella della precedente campagna. È un segnale incoraggiante per un comparto che arriva da stagioni complicate, segnate da quantità ridotte e da condizioni meteorologiche difficili. Un incremento delle rese, però, non significa automaticamente che tutti i problemi siano stati superati. Il risultato complessivo dovrà essere valutato tenendo conto della qualità del prodotto, delle differenze tra le zone coltivate e delle perdite registrate durante la crescita. Alcune aziende potrebbero ottenere volumi soddisfacenti, mentre altre devono fare i conti con piante maggiormente provate dalla siccità. La campagna 2026 si presenta dunque con due volti. Da una parte c’è la prospettiva di raccogliere più nocciole; dall’altra rimangono gli effetti di un clima estremo che ha reso più difficile la gestione dei noccioleti. Il miglioramento rispetto all’anno precedente non elimina, inoltre, il peso dei costi sostenuti durante l’intero ciclo produttivo. Caldo, siccità e insetti danneggiano le piante Le temperature elevate non hanno provocato soltanto un’accelerazione della maturazione. Il caldo persistente e la carenza d’acqua hanno causato danni alle piante, già sottoposte a condizioni impegnative durante le diverse fasi della stagione. A rendere più complesso il quadro è intervenuta anche la presenza della cimice, che continua a rappresentare un problema per la corilicoltura piemontese. I danni non si misurano esclusivamente nel numero di frutti raccolti. Le conseguenze possono riguardare lo stato del prodotto e, più in generale, la capacità degli impianti di affrontare periodi prolungati di stress. Gli agricoltori sono così chiamati a seguire con maggiore attenzione ogni passaggio, mentre le spese necessarie per proteggere le coltivazioni e portare avanti il lavoro continuano a crescere. Produrre una nocciola adatta al mercato richiede oggi più interventi, controlli e risorse, anche quando la quantità finale appare superiore a quella della stagione precedente. Il nodo dei costi e del valore riconosciuto ai produttori L’aumento delle spese rappresenta una delle questioni centrali della campagna. Gli operatori devono sostenere i costi legati alla gestione degli impianti, alla raccolta e alle misure necessarie per limitare i danni provocati dal clima e dagli insetti. Per questo dal settore arriva la richiesta che il mercato riconosca adeguatamente il valore della produzione piemontese. Il prezzo delle nocciole non può essere valutato soltanto sulla base dei quantitativi disponibili. Deve considerare anche il lavoro richiesto, le difficoltà affrontate nei campi e gli investimenti effettuati dalle aziende. Una remunerazione non adeguata rischierebbe di ridurre i benefici derivanti dalle rese migliori. Il tema riguarda soprattutto la tenuta economica delle imprese agricole, che devono continuare a investire nei noccioleti pur lavorando in condizioni sempre meno prevedibili. Difendere il valore del raccolto significa quindi tutelare l’intera filiera, non soltanto il risultato di una singola stagione. Una campagna ancora tutta da valutare La raccolta anticipata apre una fase decisiva per la Nocciola Piemonte. Le prime indicazioni sulla produzione sono più favorevoli rispetto al passato recente, ma caldo, siccità, insetti e aumento dei costi impongono cautela. Il bilancio potrà essere definito soltanto dopo la conclusione delle operazioni e la verifica del prodotto ottenuto nelle diverse zone. Per ora resta l’immagine di un comparto che prova a recuperare quantità, mentre continua a confrontarsi con condizioni climatiche difficili e con la necessità di ottenere dal mercato un riconoscimento proporzionato al lavoro svolto. - Published: 2026-08-07 - Modified: 2026-08-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-in-piemonte-sabato-stop-al-bollino-rosso-le-previsioni-di-arpa.html - Categorie: News Il caldo estremo concede una tregua al Piemonte. Dopo una giornata segnata dal bollino rosso su tutto il territorio regionale, il quadro previsto da Arpa comincia a cambiare. Il miglioramento sarà graduale: venerdì 7 agosto l’allerta più elevata resterà in tre città, mentre sabato 8 agosto non saranno più presenti zone rosse. Non si tratterà ancora di un ritorno a temperature fresche. Le massime rimarranno sopra i 30 gradi, ma il calo dei valori notturni dovrebbe rendere la situazione più sopportabile. Proprio le minime, comprese tra 20 e 23 gradi, rappresentano l’elemento più significativo delle previsioni per l’inizio del fine settimana. Venerdì 7 agosto restano tre bollini rossi La prima attenuazione dell’emergenza arriva venerdì. La fascia rossa continuerà a riguardare Torino, Novara e Vercelli, mentre nel resto del Piemonte il livello indicato dal bollettino sarà più basso. Nel capoluogo piemontese sono previste temperature superiori ai 36 gradi. A Novara il termometro dovrebbe raggiungere i 33 gradi, mentre a Vercelli si attendono valori intorno ai 35. Sarà quindi una giornata ancora molto calda, in particolare nelle ore centrali, anche se il quadro regionale risulterà meno uniforme rispetto a quello del giorno precedente. Il passaggio da un Piemonte interamente rosso a una situazione più differenziata rappresenta il primo segnale del cambiamento. L’ondata di calore non si esaurirà all’improvviso, ma inizierà a perdere intensità in diverse aree. Alessandria scende in arancione, quattro città in giallo Ad Alessandria il livello passerà dalla fascia rossa a quella arancione. Le temperature massime resteranno comunque vicine ai 36 gradi. Il dato mostra come il colore riportato nel bollettino non sia determinato esclusivamente dalla temperatura registrata o prevista, ma dipenda da una valutazione più articolata dell’emergenza. Per Asti, Biella, Cuneo e Verbania è invece indicata la fascia gialla. Anche in queste città le massime rimarranno superiori ai 30 gradi, dunque il caldo continuerà a farsi sentire. Verrà però meno la condizione di allerta rossa che aveva interessato l’intera regione. La giornata di venerdì avrà così due volti. Torino, Novara e Vercelli resteranno nella situazione più critica, mentre nelle altre zone si noterà già un ridimensionamento dell’emergenza. Per una svolta più evidente bisognerà attendere sabato. Sabato 8 agosto scompare la fascia rossa Le indicazioni migliori contenute nel bollettino riguardano l’avvio del weekend. Sabato nessuna delle città considerate resterà in fascia rossa. Torino, Cuneo, Novara e Vercelli saranno collocate in zona gialla, mentre Alessandria, Asti, Biella e Verbania passeranno in verde, colore che corrisponde all’assenza di una situazione emergenziale. Il cambiamento sarà particolarmente netto per le località che soltanto il giorno prima si trovavano ancora ai livelli più alti. Torino, Novara e Vercelli scenderanno direttamente dal rosso al giallo. Anche Alessandria farà un passo ulteriore, passando dall’arancione previsto per venerdì alla fascia verde. Le temperature diurne non crolleranno. Le massime resteranno oltre i 30 gradi e Torino potrà arrivare fino a 34 gradi. La differenza più evidente non riguarderà quindi tanto il pomeriggio, che conserverà caratteristiche pienamente estive, quanto le ore serali e notturne. Minime più basse e notti meno pesanti Dopo giornate segnate da temperature elevate anche durante la notte, il calo delle minime sarà probabilmente l’aspetto più percepibile. Sabato i valori notturni previsti oscilleranno tra 20 e 23 gradi, su livelli decisamente più contenuti rispetto alla fase di caldo estremo. Il miglioramento delle ore notturne accompagnerà la scomparsa dei bollini rossi e il ritorno di diverse città piemontesi in fascia verde. Non sarà una giornata fresca in senso stretto: i valori massimi continueranno infatti a superare la soglia dei 30 gradi. La pausa riguarderà soprattutto l’intensità complessiva dell’ondata di calore e la persistenza delle temperature più alte. Il fine settimana inizierà dunque con uno scenario meno severo. Venerdì resteranno alcune criticità, concentrate soprattutto a Torino, Novara e Vercelli; da sabato, invece, l’intero Piemonte uscirà dalla fascia rossa. Il caldo non sparirà, ma le notti meno torride e la riduzione dei livelli di allerta offriranno una prima tregua dopo la fase più difficile. - Published: 2026-08-06 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/eclissi-di-sole-a-torino-superga-si-prepara-al-pienone-piu-collegamenti-gtt.html - Categorie: Eventi L’eclissi di Sole del 12 agosto promette di richiamare numerose persone sulla collina torinese. Per osservare il fenomeno sarà infatti necessario trovare un luogo dal quale l’orizzonte occidentale risulti completamente libero. Il Sole sarà molto basso e le zone elevate della città offriranno quindi condizioni migliori rispetto alle strade e alle piazze circondate dagli edifici. Tra le mete più indicate spicca Superga, dove potrebbe concentrarsi una parte consistente del pubblico. L’attesa per l’evento astronomico ha reso necessario predisporre un piano dedicato alla mobilità. Gtt potenzierà i collegamenti verso la collina, mentre la Polizia Locale controllerà la situazione nelle aree considerate più delicate. Superga tra i punti migliori per osservare l’eclissi La posizione della collina torinese sarà particolarmente favorevole. In questa occasione, infatti, non sarà sufficiente alzare gli occhi al cielo da un punto qualsiasi della città. Il Sole apparirà vicino all’orizzonte e rivolto verso ovest, rendendo indispensabile una visuale ampia e priva di ostacoli. Superga rappresenta uno dei luoghi più adatti per assistere allo spettacolo. L’altezza e l’apertura del panorama potrebbero attirare appassionati di astronomia, curiosi e famiglie. L’interesse non riguarderà dunque soltanto chi segue abitualmente questi fenomeni, ma anche molte persone intenzionate a vivere una serata diversa dal solito. La conformazione del territorio, tuttavia, concentra il pubblico in un numero limitato di punti panoramici. Proprio questa circostanza potrebbe generare un aumento degli spostamenti nelle ore precedenti l’eclissi. La collina, normalmente frequentata per passeggiate e momenti di relax, è quindi destinata a diventare il principale osservatorio naturale della città. Anche Cavoretto rientra tra le aree sulle quali si concentrerà l’attenzione. Il fenomeno astronomico avrà così conseguenze concrete sulla mobilità di diversi quartieri collinari, con la necessità di seguire l’andamento del traffico e intervenire in caso di difficoltà. Gtt rafforza i collegamenti verso la collina Per sostenere l’afflusso previsto, Gtt ha deciso di potenziare il servizio diretto verso Superga. L’intervento riguarderà in particolare il collegamento 589 Sassi-Superga, uno dei riferimenti per chi vuole raggiungere la zona senza utilizzare un mezzo privato. Il rafforzamento del trasporto pubblico assume un ruolo importante perché le strade collinari hanno caratteristiche differenti rispetto ai grandi assi urbani. Un aumento contemporaneo delle automobili potrebbe rallentare la circolazione e rendere più difficile l’accesso ai punti panoramici. Disporre di più collegamenti permette invece di distribuire meglio gli spostamenti. La decisione risponde anche alla particolare durata temporale dell’evento. Poiché l’eclissi sarà osservabile quando il Sole si troverà già basso, molte persone potrebbero dirigersi verso la collina all’interno di una fascia oraria piuttosto concentrata. Non si tratta, quindi, del normale movimento di una giornata estiva, ma di un flusso legato a un appuntamento preciso. Il potenziamento predisposto da Gtt dovrà aiutare a gestire sia l’arrivo sia il successivo rientro degli spettatori. La serata potrebbe infatti trasformarsi in uno degli appuntamenti più partecipati dell’estate torinese, con Superga al centro dell’attenzione. Polizia Locale mobilitata tra Superga e Cavoretto Il piano non riguarda soltanto il trasporto pubblico. La Polizia Locale monitorerà costantemente la viabilità nelle aree di Superga e Cavoretto, seguendo l’evoluzione del traffico durante le ore interessate dall’afflusso. L’obiettivo sarà mantenere la circolazione il più possibile sicura e fluida. La presenza della Polizia Locale consentirà di controllare i punti nei quali potrebbero verificarsi rallentamenti e di gestire le eventuali criticità. Molto dipenderà dal numero effettivo di persone che sceglieranno di raggiungere la collina. L’interesse suscitato dall’eclissi rende infatti difficile prevedere con esattezza la quantità di spettatori. La vicinanza dell’evento e le caratteristiche favorevoli della collina potrebbero incoraggiare numerosi torinesi a spostarsi verso i punti più aperti. Anche chi non aveva programmato in anticipo la serata potrebbe decidere all’ultimo momento di raggiungere Superga. Il controllo della viabilità servirà quindi a evitare che la concentrazione del pubblico comprometta gli spostamenti ordinari. Trasporto pubblico potenziato e monitoraggio delle strade rappresentano le due componenti principali dell’organizzazione predisposta per la serata. Una serata speciale per Torino L’eclissi non sarà soltanto un raro spettacolo nel cielo. Per Torino diventerà anche un evento capace di modificare, almeno per alcune ore, il ritmo della città. L’attenzione si sposterà dal centro verso la collina, mentre Superga assumerà il ruolo di grande terrazza panoramica affacciata sull’orizzonte. La necessità di trovare una visuale libera verso ovest rende comprensibile il richiamo esercitato dalle zone elevate. Proprio per questo le misure sulla mobilità saranno decisive per accompagnare l’arrivo del pubblico senza trasformare l’appuntamento in una serata di disagi. Il 12 agosto Torino si preparerà così a guardare il cielo da una prospettiva privilegiata. Gtt rafforzerà i collegamenti, mentre gli agenti della Polizia Locale seguiranno la circolazione tra Superga e Cavoretto. Tutto è pronto per un fenomeno astronomico destinato a lasciare il segno anche nella vita quotidiana della città. - Published: 2026-08-06 - Modified: 2026-08-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/emergenza-caldo-a-torino-generatori-per-sostenere-la-rete-nella-zona-nord.html - Categorie: News Torino Nord resta una delle aree più sollecitate per quanto riguarda la rete dell'elettricità nel capoluogo piemontese nei periodi in cui la richiesta di energia cresce. L’ondata di calore registrata all’inizio di giugno ha prodotto una doppia pressione: da un lato sono aumentati i consumi legati all’uso dei condizionatori, dall’altro le temperature elevate hanno interessato anche le infrastrutture interrate. Per tutelare la continuità del servizio è quindi scattato un intervento straordinario da parte di Iren. Nei punti considerati più delicati della Circoscrizione 6 sono stati installati cinque generatori d’emergenza, chiamati a sostenere la rete nell’attesa che vengano completate opere più profonde e durature. Cinque generatori nei quartieri più esposti La disposizione degli impianti ha riguardato più zone di Torino Nord. Due gruppi elettrogeni sono stati posti a Regio Parco, uno in strada del Pascolo, nel quartiere Barca, mentre altri due sono stati destinati a Barriera di Milano. Si tratta dei punti individuati come più critici durante la fase di maggiore richiesta energetica. I generatori hanno sostenuto i picchi di carico e contribuito a mantenere attiva la fornitura nelle giornate in cui i consumi hanno raggiunto i livelli più impegnativi per la rete. L’obiettivo dell’operazione era limitare il rischio di blackout e di interruzioni dell’energia elettrica. Gli interventi realizzati hanno permesso alla situazione di rientrare e hanno contenuto le possibili conseguenze per residenti, negozi e servizi presenti sul territorio. I generatori costituiscono una misura temporanea e resteranno in funzione fino al completamento degli interventi strutturali programmati sulla rete di distribuzione. La nuova Cabina Michelin alleggerisce il nodo Stura Un primo passaggio del rafforzamento è già stato portato a termine con l’apertura della Cabina Primaria Michelin, realizzata in strada delle Cascinette. Il nuovo impianto serve a migliorare la distribuzione dell’energia nella parte settentrionale della città e, nello stesso tempo, a ridurre la pressione sulla Cabina Primaria Stura. Quest’ultima è sottoposta a una sollecitazione particolarmente intensa durante i mesi estivi. Il lavoro prosegue anche su altri fronti. Sono in corso 40 nuove interconnessioni sulla rete di media tensione, affiancate dalla sostituzione dei cavi più vecchi e dal potenziamento delle infrastrutture già presenti. Questi interventi procedono mentre i generatori restano in funzione come sostegno provvisorio, in attesa che le opere strutturali previste vengano completate. Più cabine controllate a distanza Un’altra parte del programma riguarda la digitalizzazione. Le cabine di trasformazione di media e bassa tensione sottoposte a telecontrollo sono aumentate dalle 680 del 2024 alle 750 attuali. Il sistema consente di individuare un guasto da remoto, separare il tratto della rete coinvolto e ripristinare l’alimentazione con maggiore rapidità. In questo modo può diminuire anche il numero di utenti interessati da un’eventuale interruzione. Il telecontrollo affianca dunque gli interventi fisici su cavi, cabine e collegamenti. Quando viene rilevato un problema, il tratto interessato può essere isolato e l’energia ripristinata più rapidamente nelle altre zone. Per Torino Nord, dove l’aumento dei consumi estivi sottopone la rete a una pressione particolarmente elevata, anche questo passaggio rappresenta una componente importante del rafforzamento in corso. Un piano da 515 milioni e quattro nuove cabine Le opere fanno parte del piano di investimenti da 515 milioni di euro destinato alla rete elettrica torinese nel periodo compreso tra il 2025 e il 2030. Il programma interessa un’infrastruttura molto estesa, formata da oltre 5. 000 chilometri di cavi interrati e da circa 3. 300 cabine secondarie. L’accelerazione dei lavori è stata prevista a partire dalla seconda metà del 2025, con interventi rivolti sia agli elementi più datati sia al potenziamento complessivo della rete. Il percorso guarda anche oltre la scadenza del piano. Entro il 2032 è prevista la costruzione di quattro nuove cabine primarie destinate a Torino Nord. Le strutture dovranno aumentare la resilienza del sistema, distribuire in modo più equilibrato i carichi elettrici e migliorare la flessibilità della rete. In caso di guasto o blackout, la possibilità di alimentare le utenze attraverso cabine alternative potrà inoltre velocizzare il ripristino dell’energia. I cinque generatori rappresentano quindi la risposta più immediata a una pressione già evidente, mentre cabine, interconnessioni, nuovi cavi e telecontrollo delineano l’intervento di lungo periodo. L’obiettivo resta garantire continuità alla fornitura e rendere Torino Nord meno vulnerabile nei momenti in cui caldo e consumi sottopongono la rete allo sforzo maggiore. - Published: 2026-08-06 - Modified: 2026-08-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/la-biblioteca-civica-centrale-cambia-casa-la-nuova-sede-avra-oltre-24-mila-metri-quadrati.html - Categorie: News Si chiude una lunga pagina della storia culturale torinese. Da lunedì 3 agosto la Biblioteca Civica Centrale non accoglie più il pubblico nella sede di via della Cittadella 5, rimasta in funzione per 66 anni. La chiusura è definitiva e permette di avviare il trasferimento del patrimonio librario e documentario verso la futura sede di Torino Esposizioni. Il passaggio richiederà diversi mesi, ma non comporterà l’interruzione delle principali attività rivolte agli utenti. La rete delle Biblioteche civiche torinesi garantirà infatti la continuità dei servizi durante l’intero periodo necessario per completare il trasloco. La fine di una storia cominciata nel 1869 La vicenda della Biblioteca Civica Centrale ha radici molto più lontane rispetto all’apertura della sede di via della Cittadella. La struttura venne inaugurata nel 1869 all’interno di Palazzo Civico, avviando un percorso che avrebbe attraversato oltre un secolo e mezzo di storia cittadina. Un successivo trasferimento avvenne nel 1929. I bombardamenti del 1943 resero poi necessaria una ricostruzione, fino all’arrivo nella sede che molti torinesi hanno conosciuto e frequentato negli ultimi decenni. L’edificio di via della Cittadella entrò in funzione nel 1960 e da allora ha rappresentato il principale punto di riferimento del sistema bibliotecario civico. La chiusura del 3 agosto 2026 mette quindi fine a una permanenza durata esattamente 66 anni. Non si tratta, però, della fine della Biblioteca Civica Centrale. Il suo patrimonio sarà trasferito in una nuova struttura ricavata negli spazi riqualificati dell’ex polo fieristico di Torino Esposizioni. Il trasferimento nella nuova sede di Torino Esposizioni Il trasloco riguarda l’intero patrimonio librario e documentario custodito nella sede centrale. Si tratta di un’operazione importante, destinata a proseguire per diversi mesi prima che possa essere completato il passaggio verso la nuova casa della biblioteca. La futura Centrale nascerà negli ambienti di Torino Esposizioni, interessati da un progetto di riqualificazione finanziato attraverso le risorse del PNRR. La nuova struttura metterà a disposizione della città una superficie superiore ai 24 mila metri quadrati. Gli spazi saranno interamente destinati alla lettura, allo studio e alle occasioni di incontro legate alla cultura. La Biblioteca Civica Centrale cambierà quindi sede mantenendo la propria funzione, ma potrà contare su ambienti inseriti all’interno dell’ex complesso fieristico riqualificato. La conclusione del trasferimento segnerà l’avvio di una nuova fase. Nel frattempo, la priorità sarà garantire agli utenti la possibilità di continuare a utilizzare i servizi bibliotecari senza dover attendere l’apertura della sede di Torino Esposizioni. Dove continuano i servizi durante il trasloco La chiusura dell’edificio di via della Cittadella non coincide con una sospensione delle attività. Durante i mesi necessari al trasferimento, i servizi di lettura e consultazione saranno assicurati dalla rete delle Biblioteche civiche torinesi. Un ruolo centrale sarà svolto dalla Biblioteca Bianca Guidetti Serra, che diventerà il principale punto di riferimento per gli utenti della vecchia sede. Qui continueranno a essere disponibili il prestito dei volumi presenti, i servizi digitali e l’assistenza bibliografica. La distribuzione delle attività tra le diverse biblioteche permetterà dunque di mantenere un collegamento con i lettori nel corso di questa fase di passaggio. Chi era abituato a rivolgersi alla Centrale potrà fare affidamento sulle altre strutture del sistema civico, mentre il patrimonio viene progressivamente trasferito nella nuova destinazione. La rete bibliotecaria cittadina accompagnerà così il cambiamento, assicurando la continuità delle funzioni essenziali fino al completamento dei lavori e del trasloco. Da settembre una programmazione culturale diffusa La riorganizzazione non riguarderà soltanto il prestito e la consultazione dei libri. A partire da settembre prenderà il via anche una programmazione culturale distribuita tra i diversi presidi bibliotecari presenti sul territorio. Le varie sedi della rete saranno quindi coinvolte nelle attività organizzate durante il periodo di transizione. In questo modo la chiusura della Centrale non fermerà le iniziative culturali, che proseguiranno attraverso una presenza diffusa in città. Al termine dei lavori, Torino Esposizioni accoglierà la nuova Biblioteca Civica Centrale nei suoi oltre 24 mila metri quadrati. La sede di via della Cittadella resterà legata a una storia durata 66 anni, mentre il patrimonio bibliotecario troverà spazio nell’ex polo fieristico riqualificato. Per Torino sarà il passaggio tra due fasi diverse della stessa istituzione: una si è appena conclusa, l’altra prenderà forma nella nuova Centrale. - Published: 2026-08-06 - Modified: 2026-08-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-notte-da-record-30-gradi-alle-3-e-minima-mai-cosi-alta-dal-1753.html - Categorie: News Torino ha attraversato una notte destinata a lasciare un segno nella lunga serie delle osservazioni meteorologiche cittadine. Il caldo non ha concesso una vera pausa: alle 3 la temperatura era ancora vicina ai 30 gradi e, alle 7. 30, la centralina di via della Consolata indicava 27 gradi. Proprio quest’ultimo valore rappresenta la minima più elevata rilevata nel centro cittadino dall’inizio delle registrazioni, avviate nel 1753. Il primato racconta l’intensità dell’attuale ondata di calore, resa ancora più pesante dall’assenza di un raffrescamento notturno. Una minima che riscrive la serie storica Il dato più impressionante non riguarda soltanto le temperature raggiunte durante il giorno, ma la difficoltà del termometro a scendere dopo il tramonto. Alle 3 del mattino Torino registrava ancora circa 30 gradi. Quattro ore e mezza più tardi, il valore era diminuito di appena pochi gradi, fermandosi a 27. Una variazione limitata che ha portato la centralina del centro a misurare la minima più alta dell’intera serie storica cittadina. Il confronto abbraccia oltre 270 anni di osservazioni. Dal 1753, anno di avvio delle rilevazioni, nel centro di Torino non era mai stata registrata una notte con una temperatura minima tanto elevata. Il numero assume quindi un significato che va oltre il disagio avvertito da chi ha cercato di riposare: segna un nuovo riferimento negli annali meteorologici della città. La situazione è particolarmente significativa perché il caldo è rimasto su livelli molto alti per tutta la notte. Non si è trattato di un valore isolato, ma di una temperatura persistente che ha accompagnato le ore notturne e la prima parte del mattino. Il confronto con il quasi primato di giugno Un precedente molto vicino era stato osservato il 28 giugno 2026. In quella giornata la temperatura era scesa fino a 27,2 gradi, dato che inizialmente sembrava destinato a stabilire il nuovo record storico. Nel tardo pomeriggio, però, l’arrivo di temporali intensi aveva cambiato il quadro. Il termometro era precipitato fino a circa 21 gradi e quella nuova misurazione aveva modificato la minima ufficiale dell’intera giornata, cancellando di fatto il primato notturno. Questa volta le condizioni indicate dalle previsioni sono differenti. Nelle ore successive non è previsto l’arrivo di temporali capaci di abbassare in maniera netta la temperatura prima della mezzanotte. Per questo viene considerato estremamente improbabile che la minima di 27 gradi perda il proprio valore di record entro la fine della giornata. Il confronto tra i due episodi mostra quanto un cambiamento meteorologico possa incidere sul dato finale. A giugno un temporale aveva ribaltato il risultato; nell’episodio attuale, invece, l’assenza di precipitazioni rende il quadro molto più stabile. La città trattiene il calore A rendere la notte ancora più difficile è il fenomeno dell’isola di calore urbana. Durante il giorno asfalto, edifici e superfici in cemento assorbono energia; dopo il tramonto la rilasciano lentamente, limitando la possibilità che l’aria si raffreddi in modo sensibile. Nel centro densamente costruito, questo meccanismo contribuisce a mantenere le temperature elevate anche nelle ore che dovrebbero essere le più fresche. Il problema non riguarda soltanto la sensazione di afa. Le temperature notturne eccezionali sono tra gli aspetti più critici delle ondate di calore perché impediscono all’organismo di recuperare pienamente dallo stress accumulato durante il giorno. Quando il valore rimane sopra i 25 gradi, il disagio cresce e coinvolge soprattutto anziani, bambini e persone fragili. Nel caso torinese, la lettura della centralina di via della Consolata offre una fotografia precisa di ciò che accade nel cuore urbano. Il calore immagazzinato dalle superfici continua a essere restituito per ore e la città fatica a trovare una vera pausa. Il dato dei 30 gradi alle 3 del mattino rende evidente il fenomeno: nel momento in cui normalmente si attende un calo deciso, la temperatura resta eccezionalmente alta. Il caldo resta protagonista Al momento non si intravede un cambiamento immediato. L’alta pressione continua a insistere, mentre l’assenza di precipitazioni lascia il caldo al centro dello scenario anche per le ore successive. Se le condizioni previste verranno confermate, la minima di 27 gradi resterà il valore più alto osservato a Torino dal 1753. Il record si inserisce in un’ondata di calore eccezionale e in una fase segnata da eventi climatici estremi che stanno coinvolgendo il Piemonte e numerose altre aree italiane. Per Torino, tuttavia, il punto più evidente resta la mancanza di sollievo durante la notte. Non è soltanto il caldo del pomeriggio a pesare, ma la continuità delle temperature elevate tra sera, notte e mattino. La lunga serie storica consente di valutare il dato in prospettiva. Oltre due secoli e mezzo di misurazioni non avevano restituito una minima superiore a quella appena osservata nel centro cittadino. Una notte senza tregua diventa così un primato meteorologico, destinato a rappresentare uno degli indicatori più chiari dell’intensità raggiunta dall’attuale ondata di calore. - Published: 2026-08-05 - Modified: 2026-08-04 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/da-superga-al-centro-di-torino-tutti-gli-orari-dei-servizi-turistici-ad-agosto.html - Categorie: Turismo Torino non rinuncia alle sue principali attrazioni turistiche durante il mese di agosto. Chi desidera raggiungere Superga, visitare la Reggia di Venaria o osservare la città dall’alto della Mole Antonelliana dovrà però tenere conto di alcuni orari specifici, aperture straordinarie e sospensioni temporanee. Le variazioni riguardano la Tranvia Sassi-Superga, il Superga Express, il Venaria Express, l’ascensore panoramico della Mole e i tram storici. Anche le “Cene in Movimento” seguiranno un calendario particolare nel periodo di Ferragosto. Ecco tutte le informazioni utili per organizzare una visita nel corso del mese. Tranvia Sassi-Superga, gli orari di agosto La Tranvia Sassi-Superga proseguirà con l’orario estivo. Da lunedì a venerdì si svolgerà una corsa dalla stazione Sassi ogni ora, nella fascia compresa tra le 10 e le 18. L’ultima partenza da Superga sarà invece effettuata alle 18. 30. Il sabato l’orario sarà decisamente più ampio. Fino alla fine di settembre, infatti, le corse dalla stazione Sassi saranno disponibili ogni ora dalle 9 alle 23. L’ultimo viaggio in discesa dalla Basilica è previsto alle 23. 30. Questa estensione consentirà quindi di raggiungere la collina anche nelle ore serali, senza dover concentrare necessariamente la visita nella prima parte della giornata. La domenica e nei giorni festivi il servizio sarà attivo ogni ora dalle 9 alle 20, sempre con partenza dalla stazione Sassi. L’ultima corsa da Superga partirà alle 20. 30. Il calendario cambia quindi in base al giorno scelto: chi programma la visita dovrà fare attenzione soprattutto alla differenza tra il sabato, quando il servizio prosegue fino a tarda sera, e la domenica. Durante le giornate festive sarà disponibile anche il Superga Express, il collegamento sperimentale che mette in comunicazione diretta piazza Vittorio Veneto con il piazzale della Basilica di Superga. Con l’attivazione di questo servizio resterà temporaneamente sospesa la linea 79/ festiva. Venaria Express, più corse nelle serate del fine settimana Novità anche per il Venaria Express, il bus utilizzato per raggiungere da Torino la Reggia di Venaria e il Parco La Mandria. Per l’intero mese di agosto saranno aggiunte alcune corse serali nelle giornate di venerdì e sabato. Il potenziamento amplia le possibilità di spostamento per chi vuole raggiungere il complesso anche nelle ore più tarde. Non sarà quindi necessario organizzare la partenza esclusivamente al mattino o nel primo pomeriggio. La presenza delle corse aggiuntive riguarda però soltanto due giornate della settimana, un dettaglio da considerare prima di stabilire il proprio programma. Il Venaria Express rimane così uno dei principali servizi turistici attivi nel periodo estivo, collegando il capoluogo con due delle destinazioni più frequentate dell’area torinese. Ascensore panoramico della Mole, due aperture straordinarie Ad agosto continuerà a funzionare anche l’ascensore panoramico della Mole Antonelliana. L’impianto sarà aperto il lunedì, il mercoledì e il giovedì dalle 9 alle 19, mentre il martedì rappresenterà normalmente il giorno di riposo settimanale. Sono state però previste due eccezioni. L’ascensore sarà aperto in via straordinaria martedì 11 e martedì 18 agosto, mantenendo lo stesso orario, dalle 9 alle 19. Le due aperture offriranno quindi ulteriori possibilità a chi si troverà in città nella parte centrale del mese. Occorre prestare attenzione anche all’orario della biglietteria, che terminerà il servizio un’ora prima della chiusura dell’impianto. Arrivare alla Mole poco prima delle 19, dunque, non garantirà la possibilità di acquistare il biglietto e salire. Per evitare attese o problemi legati alla disponibilità, la prenotazione è consigliata durante la settimana e soprattutto per le visite previste il sabato, la domenica o nei giorni festivi. Il biglietto può essere acquistato in anticipo online. Ferragosto, si fermano le Cene in Movimento Il weekend di Ferragosto porterà alcune sospensioni. Le “Cene in Movimento” a bordo dei Ristotram non saranno organizzate venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 agosto. Il servizio, che normalmente propone appuntamenti nelle serate di venerdì e sabato e durante il pranzo domenicale, si fermerà quindi per tutto il fine settimana festivo. Cambia temporaneamente anche il calendario della linea 7. I tram storici non effettueranno il loro percorso nei festivi tra il 9 e il 23 agosto. Chi aveva previsto un viaggio su questi mezzi dovrà pertanto verificare con attenzione la data scelta. Nel periodo centrale del mese sarà interessato dalle chiusure anche l’Ufficio Servizi Turistici, che resterà fermo dal 10 al 14 agosto. Gli orari estivi garantiscono comunque diverse possibilità per visitare Torino e le sue principali attrazioni, ma tra aperture straordinarie e sospensioni sarà importante programmare in anticipo ogni spostamento. - Published: 2026-08-05 - Modified: 2026-08-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/zoom-torino-saluta-haiku-uno-dei-panda-rossi-piu-longevi-ditalia.html - Categorie: News Il Bioparco Zoom Torino saluta Haiku, il panda rosso morto nei giorni scorsi all’età di 12 anni a causa di complicanze legate all’anzianità. Era stato il primo esemplare della sua specie ad arrivare nel parco, dove viveva dal 2015, diventando con il tempo una presenza particolarmente importante. Haiku era tra i panda rossi più anziani presenti in Italia. La sua non è stata soltanto una lunga vita: nel corso degli anni ha contribuito alla riproduzione della specie, ha preso parte a studi scientifici e ha permesso di sostenere alcuni progetti dedicati alla protezione degli ambienti naturali. Il primo panda rosso arrivato a Zoom Torino Quando Haiku giunse nel bioparco nel 2015, aprì una nuova fase nella storia di Zoom Torino. Fu infatti il primo panda rosso ospitato nella struttura e, nel giro di poco tempo, diventò uno degli animali più riconoscibili del parco. Il personale lo ricorda come un esemplare mite, paziente e capace di rispettare i propri tempi. Nonostante il carattere tranquillo, sapeva però difendere il suo territorio. Questo atteggiamento emergeva soprattutto nei confronti dei muntjak, gli animali con i quali condivideva lo stesso habitat. La sua età avanzata rappresentava un elemento piuttosto raro. Haiku aveva raggiunto i 12 anni e si trovava tra gli esemplari più longevi ospitati nel nostro Paese. La morte è arrivata dopo alcune complicazioni dovute proprio all’anzianità, lasciando un grande vuoto nel gruppo di persone che si occupava quotidianamente di lui. Tre compagne e la nascita del piccolo Tashi Nel corso della sua vita Haiku ha avuto tre compagne. L’ultima è stata Suki, con la quale ha dato vita a uno dei capitoli più importanti della sua permanenza nel bioparco. Dalla loro unione è nato Tashi, l’ultimo cucciolo di panda rosso venuto alla luce a Zoom Torino. Anche in questa occasione Haiku ha mostrato il suo carattere paziente. Durante i primi mesi ha lasciato che la madre e il piccolo mantenessero un rapporto esclusivo all’interno del nido, senza cercare di invadere i loro spazi. Soltanto in un secondo momento ha cominciato ad avvicinarsi al cucciolo, facendolo con curiosità e rispettando sempre le distanze stabilite da Suki. Un comportamento che ha portato il personale a ricordarlo come un ottimo padre, attento e mai irruente. La presenza di Tashi permette ora di conservare un legame concreto con Haiku. Il piccolo rappresenta infatti la continuazione di una storia iniziata molti anni fa, quando il primo panda rosso varcò le porte del bioparco piemontese. Un esemplare prezioso anche per la ricerca Haiku non era soltanto uno degli animali più amati di Zoom Torino. Nel corso della sua vita ha preso parte anche a diversi studi scientifici dedicati al comportamento del panda rosso. Le osservazioni hanno permesso di raccogliere informazioni sulle abitudini della specie, sulle relazioni familiari e sul modo in cui questi animali interagiscono con gli altri esemplari presenti nello stesso ambiente. Anche il suo comportamento territoriale verso i muntjak ha rappresentato un elemento interessante da osservare. Ogni animale può infatti offrire dati utili per comprendere meglio una specie che, in natura, si trova in una situazione molto delicata. La vita quotidiana di Haiku, i rapporti con le sue compagne e l’avvicinamento al figlio Tashi hanno così assunto un valore che andava oltre la semplice permanenza nel bioparco. Il panda rosso è una specie in pericolo Il panda rosso è un animale arboricolo originario delle foreste temperate dell’Himalaya, in una zona compresa principalmente tra Nepal e Cina. La sua sopravvivenza è però minacciata dalla progressiva riduzione degli ambienti naturali nei quali vive. Secondo la Lista Rossa dell’IUCN, la specie è classificata in pericolo di estinzione. Negli ultimi vent’anni la popolazione selvatica si è ridotta di circa la metà, un dato che rende particolarmente importanti le iniziative dedicate alla conservazione e al recupero degli habitat. Anche la storia di Haiku si lega a queste attività. Grazie ai progetti sostenuti durante gli anni della sua permanenza a Zoom Torino, è stato possibile contribuire al recupero di 717 ettari di foresta in Nepal, territorio fondamentale per la sopravvivenza del panda rosso. La sua lunga vita lascia quindi un’eredità che comprende più aspetti. Ci sono il ricordo del suo carattere tranquillo, la nascita di Tashi, il contributo agli studi scientifici e il sostegno alle azioni realizzate nei luoghi di origine della specie. Zoom Torino perde uno dei suoi animali simbolo, mentre Suki rimane senza il compagno con il quale aveva costruito la sua famiglia. Haiku, però, continuerà a essere ricordato attraverso il figlio, le conoscenze raccolte negli anni e i progetti di conservazione ai quali la sua presenza ha contribuito. - Published: 2026-08-05 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/torino-formazione-digitale-gratuita-alla-sfep-parte-il-corso-di-informatica-di-base.html - Categorie: Lavoro Una nuova opportunità di formazione prende il via a Torino. La SFEP propone un corso gratuito di informatica di base rivolto alle persone adulte disoccupate che vogliono acquisire nuove capacità o consolidare quelle già possedute. Il percorso prevede 120 ore di attività, con lezioni teoriche e laboratori pratici dedicati agli strumenti digitali più utili. L’obiettivo non riguarda soltanto il possibile utilizzo del computer in ambito professionale. Le competenze affrontate durante il corso possono aiutare i partecipanti anche nella vita quotidiana, nell’accesso ai servizi online e nella ricerca attiva di un’occupazione. Una parte del programma sarà dedicata alla cittadinanza digitale e al rapporto con i servizi della Pubblica Amministrazione. Un percorso gratuito per adulti disoccupati Il corso di informatica di base è promosso dalla SFEP, l’Agenzia Formativa della Città di Torino, ed è stato pensato specificamente per le persone adulte che si trovano in una condizione di disoccupazione. La partecipazione è completamente gratuita. La durata complessiva, pari a 120 ore, permette di affrontare diversi aspetti dell’informatica senza limitarsi a una breve introduzione. Il percorso è rivolto sia a chi desidera avvicinarsi agli strumenti digitali sia a chi vuole rafforzare conoscenze già acquisite. Il punto centrale è lo sviluppo di una maggiore autonomia. Saper utilizzare un computer, orientarsi tra i servizi disponibili su Internet e gestire alcuni strumenti di uso comune può infatti avere un ruolo importante nella quotidianità. Le stesse capacità possono rivelarsi utili durante la ricerca di un lavoro, quando bisogna consultare informazioni, utilizzare la posta elettronica o svolgere attività attraverso piattaforme digitali. Le lezioni sono programmate prevalentemente durante la mattina e si svolgeranno nella sede torinese della SFEP, situata in via Cellini 14. Dalle basi dell’informatica agli strumenti di lavoro Il programma combina spiegazioni teoriche ed esercitazioni pratiche. In questo modo i partecipanti potranno conoscere i concetti principali e, allo stesso tempo, misurarsi direttamente con gli strumenti affrontati durante le lezioni. Il percorso partirà dai concetti fondamentali dell’ICT, cioè l’insieme delle tecnologie utilizzate per gestire e scambiare informazioni. Tra gli argomenti previsti rientra anche il sistema operativo, elemento indispensabile per comprendere il funzionamento generale di un computer. Uno spazio sarà riservato alle reti informatiche e alle basi di dati. Il programma comprenderà poi l’elaborazione dei testi, l’impiego dei fogli elettronici e l’utilizzo degli strumenti per realizzare presentazioni. Non sarà quindi affrontato un solo programma, ma una serie di risorse digitali differenti. La presenza dei laboratori consentirà di affiancare la pratica alle nozioni teoriche. L’impostazione del corso mira così a rendere più concrete le conoscenze sviluppate durante le 120 ore di formazione e a favorirne l’utilizzo nelle attività personali e nella ricerca di nuove opportunità professionali. Internet, posta elettronica e cittadinanza digitale Una parte significativa del corso sarà dedicata alla cittadinanza digitale. Il programma affronterà l’uso sicuro di Internet e della posta elettronica, due strumenti ormai centrali per comunicare, trovare informazioni e accedere a numerosi servizi. L’attenzione alla sicurezza accompagnerà quindi l’apprendimento delle funzioni principali. L’intento è aiutare i partecipanti a muoversi con una maggiore consapevolezza negli ambienti online e a utilizzare le risorse digitali con più autonomia. Durante il percorso saranno affrontate anche le modalità di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. In particolare, verrà approfondito l’impiego dello SPID e della Carta d’Identità Elettronica, indicata anche con la sigla CIE. Il corso mette dunque in relazione l’informatica di base con situazioni concrete. Le conoscenze digitali non vengono presentate soltanto come competenze tecniche, ma come strumenti che possono semplificare il rapporto con i servizi online, sostenere la partecipazione alla vita digitale e agevolare alcune attività legate alla ricerca di un’occupazione. La validazione delle competenze acquisite Al termine del corso è prevista la validazione delle competenze sviluppate, effettuata secondo le disposizioni regionali vigenti. Il percorso non si limita quindi alla frequenza delle lezioni, ma prevede un riconoscimento finale delle capacità maturate. Le 120 ore permetteranno di lavorare su ambiti diversi, dal funzionamento del computer alla produzione di documenti, passando per fogli elettronici, presentazioni, reti e servizi digitali. L’unione tra teoria e attività di laboratorio caratterizza l’intera proposta formativa. Per ricevere maggiori informazioni e conoscere le modalità di iscrizione è possibile contattare la SFEP ai numeri 011 01128910 e 011 01128911. È disponibile anche l’indirizzo di posta elettronica sfep@comune. torino. it. Ulteriori indicazioni possono essere consultate sul sito istituzionale della SFEP del Comune di Torino. - Published: 2026-08-05 - Modified: 2026-08-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/siccita-in-piemonte-risorse-idriche-in-calo-del-62-il-po-e-ai-minimi.html - Categorie: News Il Piemonte ha concluso luglio 2026 con un quadro idrico particolarmente difficile. Le piogge scarse, le temperature elevate e il rapido esaurimento della neve in montagna hanno ridotto la quantità d’acqua disponibile. Fiumi, laghi, invasi e terreni mostrano segnali evidenti di sofferenza, mentre gli indicatori segnalano una condizione di siccità severa in quasi tutta la regione. Luglio 2026 è stato il secondo più caldo dal 1958 Il caldo ha rappresentato uno degli elementi centrali di questa crisi. Nel corso del mese, 28 giorni su 31 hanno visto temperature più alte rispetto alla media del periodo tra 1991 e 2020. La temperatura media regionale si è fermata a 22,30 °C, circa tre gradi sopra i valori abituali. Luglio 2026 è diventato così il secondo luglio più caldo mai rilevato in Piemonte dal 1958. Soltanto luglio 2015, con una media di 22,55 °C, aveva fatto registrare un valore superiore. Ancora più significativo è il dato relativo all’intero bimestre: giugno e luglio 2026, con una temperatura media di 21,4 °C, sono stati i più caldi della serie storica regionale. Tra la fine di maggio e quella di luglio ci sono state quattro ondate di calore. L’8 e il 30 luglio sono state raggiunte temperature medie giornaliere rispettivamente di 30,5 e 30,9 °C, i valori più elevati nella distribuzione storica del mese. Numerose stazioni meteorologiche hanno stabilito nuovi primati sia nelle massime sia nelle minime. Il caldo è proseguito anche durante la notte. In diverse località sono aumentate le cosiddette notti tropicali, durante le quali la temperatura minima non scende sotto i 20 °C. A Pallanza ne sono state registrate oltre 18 in più rispetto alla media, mentre anomalie rilevanti hanno interessato anche Cuneo, Novara e Biella. Piogge dimezzate e terreni sempre più asciutti Alle temperature eccezionali si è aggiunta una prolungata carenza di precipitazioni. Nel bacino del Po, fino alla confluenza con il Ticino, a luglio sono circa 33 i millimetri di pioggia caduti. Il dato corrisponde a un deficit del 54% rispetto alla media climatica. La scarsità d’acqua non riguarda soltanto l’ultimo mese. Ad aprile le precipitazioni erano state inferiori alla norma del 56%, a maggio del 44% e a giugno del 40%. Dall’inizio del 2026 il deficit complessivo è arrivato a circa il 20%, mentre considerando l’intero anno idrologico lo scarto raggiunge il 27%. La distribuzione delle piogge ha aggravato il problema. Gran parte delle precipitazioni è infatti caduta nei primi tre mesi dell’anno, mentre primavera ed estate sono state molto più asciutte. Le alte temperature hanno contemporaneamente accelerato la fusione della neve e aumentato l’evapotraspirazione di terreni, vegetazione e colture. Gli indicatori utilizzati per misurare l’anomalia delle precipitazioni e gli effetti delle temperature mostrano una siccità diffusa. La situazione più difficile riguarda gli ultimi tre mesi, con aree in condizioni severe o estreme. La principale eccezione è rappresentata dal bacino della Dora Baltea. Lago Maggiore e riserve di superficie in forte calo Alla fine di luglio, il volume complessivo delle risorse idriche di superficie piemontesi era stimato in circa 229 milioni di metri cubi. Il calcolo comprende gli invasi regolati e il Lago Maggiore e mostra una disponibilità inferiore del 62% rispetto alla media del periodo. Nel Piemonte settentrionale il deficit raggiunge addirittura l’80%. Il livello del Lago Maggiore è diminuito di circa 50 centimetri in un solo mese. La quantità d’acqua disponibile per l’irrigazione è stata stimata in appena il 5%. Il lago rappresenta una riserva importante per il territorio e per l’agricoltura, motivo per cui la sua rapida discesa costituisce uno dei segnali più evidenti della crisi. Anche le falde sotterranee iniziano a mostrare livelli inferiori rispetto a quelli normalmente osservati in questo periodo. I dati disponibili provengono ancora da un numero limitato di stazioni, ma indicano che la scarsità d’acqua non interessa più soltanto fiumi, laghi e invasi. Il Po perde il 79% della sua portata La situazione dei corsi d’acqua è particolarmente delicata. A luglio molte sezioni monitorate hanno registrato portate inferiori di oltre il 30% rispetto alla media storica. Alla fine del mese, il 51% delle stazioni idrometriche piemontesi si trovava in condizioni di magra severa. Il dato più preoccupante arriva dal Po a Isola Sant’Antonio, nel tratto conclusivo del bacino piemontese. La portata media mensile è scesa a soli 47 metri cubi al secondo, con un deficit del 79%. Già a giugno il fiume aveva registrato una portata media di 138 metri cubi al secondo, inferiore del 76% alla norma. Il quadro ricorda quello dell’estate 2022, ma il percorso che ha condotto alla crisi è differente. Quattro anni fa la siccità era iniziata nella seconda metà del 2021 e si era rafforzata durante l’inverno. Nel 2026 il peggioramento è stato invece molto più rapido e si è concentrato tra primavera ed estate. Il caldo ha avuto conseguenze anche sul benessere delle persone. A Torino sono stati rilevati 17 giorni di seguito di disagio bioclimatico. Per la prima parte di agosto non è prevista una soluzione rapida: le temperature dovrebbero restare sopra la media e le eventuali piogge saranno legate soprattutto a temporali. Un possibile ritorno verso condizioni più vicine alla normalità potrebbe verificarsi nella seconda metà del mese. - Published: 2026-08-04 - Modified: 2026-08-04 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/studio-legale-prof-avv-patrizio-rubechini-vince-davanti-alla-corte-internazionale-di-appello-uim.html - Categorie: Lavoro Mondiale Offshore 3D UIM: la Corte di Appello Internazionale annulla la gara di Rodi Garganico. Accolto il ricorso degli equipaggi assistiti dallo Studio Legale Prof. Avv. Patrizio Rubechini Roma, 03/08/2026 – La International Court of Appeal (ICA) della Union Internationale Motonautique (UIM), massimo organo di giustizia d'appello della Federazione internazionale che governa l'attività motonautica mondiale, ha accolto il ricorso proposto nell'interesse di due equipaggi italiani partecipanti al *Campionato Mondiale Offshore 3D*, disponendo l'annullamento della prova disputata a *Rodi Garganico il 19 giugno 2026*. La decisione conclude un articolato procedimento di giustizia sportiva internazionale promosso a tutela delle ragioni degli equipaggi ricorrenti e costituisce un significativo esempio dell'effettività dei rimedi previsti dagli ordinamenti sportivi federali a livello mondiale. La pronuncia assume particolare interesse non soltanto per le sue conseguenze sul piano sportivo, ma anche per i profili giuridici che emergono dalla vicenda. Il sistema della giustizia sportiva internazionale è infatti fondato sul principio secondo cui le decisioni adottate nell'ambito delle competizioni devono poter essere sottoposte al controllo di organi indipendenti, chiamati a garantire il rispetto delle regole federali, della parità competitiva e della corretta applicazione dei regolamenti. In questo contesto, la decisione della ICA conferma come gli strumenti di impugnazione previsti dagli ordinamenti sportivi internazionali rappresentino una tutela concreta per atleti, team e operatori del settore, potendo incidere in maniera determinante sugli esiti delle competizioni quando siano riscontrate irregolarità o violazioni delle norme applicabili. La vicenda evidenzia altresì la crescente rilevanza del diritto sportivo internazionale e delle competenze richieste per affrontare procedimenti che si svolgono davanti ad organismi giurisdizionali sovranazionali, caratterizzati da regole procedurali e sostanziali specifiche e da una dimensione inevitabilmente transfrontaliera. L'attività svolta nel presente procedimento si inserisce nell'esperienza maturata dallo Studio Legale Prof. Avv. Patrizio Rubechini nell'assistenza e nella rappresentanza di atleti, società sportive, dirigenti e operatori economici nell'ambito del contenzioso sportivo nazionale e internazionale, nei procedimenti arbitrali e disciplinari davanti agli organismi federali e più in generale nel campo del diritto amministrativo. - Published: 2026-08-04 - Modified: 2026-08-03 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/fiera-nazionale-della-nocciola-2026-cortemilia-celebra-leccellenza-dellalta-langa.html - Categorie: Enogastronomia Cortemilia si prepara a celebrare uno dei prodotti più rappresentativi del Piemonte. La 72ª Fiera nazionale della Nocciola è stata presentata lunedì 3 agosto a Torino, negli spazi del Grattacielo Piemonte, anticipando i temi e le novità che caratterizzeranno l’edizione 2026. La manifestazione, in programma durante il mese di agosto, non sarà soltanto una vetrina dedicata alla Nocciola Piemonte IGP. L’obiettivo è raccontare anche l’Alta Langa, le sue tradizioni produttive, il paesaggio e il patrimonio culturale che nel tempo si sono sviluppati attorno a questa eccellenza agroalimentare. La nocciola come simbolo dell’Alta Langa Considerata la capitale della Nocciola Piemonte IGP, Cortemilia ha costruito una parte importante della propria identità intorno alla Tonda Gentile delle Langhe. Le caratteristiche ambientali della zona contribuiscono a conferirle aroma, qualità e versatilità, rendendola apprezzata sia in Italia sia sui mercati internazionali. Il valore del prodotto non si limita però alle sue qualità gastronomiche. Attorno alla nocciola opera una filiera articolata, formata da aziende agricole, cooperative, imprese di trasformazione e attività capaci di portare avanti competenze maturate nel corso delle generazioni. Un sistema produttivo che conserva il legame con la tradizione, senza rinunciare all’innovazione e alle opportunità offerte dal turismo enogastronomico. La fiera diventa quindi il momento nel quale questo patrimonio viene presentato a un pubblico più ampio. Da oltre settant’anni l’appuntamento contribuisce a promuovere il prodotto simbolo del territorio e, nello stesso tempo, offre visibilità alle persone e alle realtà imprenditoriali che ne sostengono la filiera. Un programma tra gastronomia, cultura e spettacoli L’edizione 2026 proporrà un calendario composto da iniziative dedicate al gusto, alla cultura e all’intrattenimento. La manifestazione richiamerà visitatori, operatori del comparto e mezzi d’informazione, confermandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti dell’estate piemontese. Accanto agli incontri dedicati alla nocciola troveranno spazio spettacoli, attività rivolte alle famiglie e occasioni per conoscere più da vicino Cortemilia e l’Alta Langa. La fiera offrirà così un’esperienza che andrà oltre la semplice degustazione, mettendo in relazione le specialità gastronomiche con i luoghi nei quali vengono prodotte. Paesaggio, agricoltura e accoglienza saranno parti dello stesso racconto. Cortemilia, riconosciuta come Comune turistico del Piemonte e inserita nel circuito regionale dei Borghi Sostenibili, potrà utilizzare l’evento per presentare la propria offerta ambientale e culturale a chi arriverà da altre zone del Piemonte e d’Italia. Le eccellenze italiane si incontrano a Cortemilia Uno degli elementi centrali della Fiera nazionale della Nocciola sarà il confronto con altre realtà territoriali. L’appuntamento confermerà le collaborazioni sviluppate con Valle d’Aosta, Liguria e Veneto, creando uno spazio nel quale produzioni differenti potranno dialogare attraverso valori comuni come qualità, identità locale e tutela delle tradizioni. La principale novità del 2026 sarà il gemellaggio con il Trentino-Alto Adige, rappresentato dal Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo. Questa coltura, legata a una tradizione agricola antica, sarà presentata attraverso degustazioni e momenti di approfondimento dedicati al rapporto tra produzione, comunità e territorio. Sabato 22 e domenica 23 agosto saranno presenti gli spazi istituzionali del territorio valdostano e del presidio dedicato al grano saraceno. La Valle d’Aosta porterà a Cortemilia le sue quattro produzioni DOP: Fontina, Fromadzo, Lard d’Arnad e Jambon de Bosses. Saranno inoltre valorizzati altri prodotti delle filiere lattiero-casearia e delle carni. La partecipazione di territori ospiti permetterà alla manifestazione di superare i confini di una fiera dedicata a un unico prodotto. Cortemilia diventerà un luogo di incontro tra produttori, comunità e aree italiane accomunate dalla volontà di proteggere e far conoscere le proprie eccellenze. Una fiera che guarda al futuro del territorio La Nocciola Piemonte IGP resta il punto di partenza, ma intorno a essa prende forma un racconto più ampio. La manifestazione mostra infatti come un prodotto tipico possa contribuire alla promozione turistica, alla vitalità delle imprese locali e alla conservazione di conoscenze che rischierebbero altrimenti di andare perdute. La collaborazione tra attività economiche, associazioni, volontari e produttori consente alla fiera di rinnovarsi mantenendo riconoscibile la propria identità. Tradizione e innovazione non vengono presentate come direzioni opposte, ma come elementi necessari per dare continuità alla filiera e creare nuove occasioni di crescita. Con la sua 72ª edizione, la Fiera nazionale della Nocciola si prepara dunque a riportare Cortemilia e l’Alta Langa al centro dell’estate piemontese. Un appuntamento nel quale gusto, cultura e accoglienza si intrecciano, raccontando un territorio capace di custodire le proprie radici e di aprirsi a nuove collaborazioni. - Published: 2026-08-04 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/due-t-rex-arrivano-alla-mole-antonelliana-la-mostra-che-trasforma-il-museo-del-cinema.html - Categorie: Eventi La Mole Antonelliana si prepara a ospitare due protagonisti decisamente insoliti. Nel cuore del Museo Nazionale del Cinema troveranno posto due imponenti scheletri di Tyrannosaurus Rex, realizzati utilizzando reperti fossili autentici ed elementi ricostruiti in resina. L’apertura al pubblico è prevista per la metà di novembre 2026, ma le complesse operazioni di montaggio cominceranno già nel mese di ottobre. L’esposizione creerà un collegamento suggestivo tra paleontologia e cinema, trasformando per oltre un anno l’Aula del Tempio in uno scenario dominato dai due giganteschi predatori preistorici. Due T-Rex da dieci metri nel cuore della Mole Le dimensioni dei due esemplari rappresentano uno degli aspetti più spettacolari del progetto. Ciascun T-Rex raggiungerà una lunghezza di circa dieci metri, con un peso di circa due tonnellate. Gli scheletri saranno sistemati sopra una pedana rialzata, diventando immediatamente il nuovo punto focale dell’Aula del Tempio. Mai prima d’ora due T-Rex erano stati collocati insieme all’interno della Mole Antonelliana. La loro permanenza non sarà breve: l’allestimento accompagnerà il pubblico per più di un anno, modificando profondamente l’aspetto di uno degli ambienti più conosciuti del museo torinese. Prima di approvare l’iniziativa sono stati esaminati con attenzione il trasporto dei reperti, il peso delle strutture, le modalità di assemblaggio e le misure necessarie per garantire la sicurezza. Il Museo del Cinema ha lavorato insieme al Museo Regionale di Scienze Naturali per individuare una soluzione adatta alle caratteristiche dell’edificio. Un montaggio complesso tra fossili e ricostruzioni I due scheletri non saranno formati esclusivamente da materiale fossile. Le ossa autentiche saranno integrate con parti in resina, necessarie per completare l’aspetto degli animali senza sottoporre i reperti originali a pressioni eccessive. È una soluzione utilizzata negli allestimenti paleontologici per presentare esemplari completi e, allo stesso tempo, proteggere i frammenti più delicati. A sostenere ciascun T-Rex sarà una robusta intelaiatura in ferro, progettata per assicurare stabilità durante l’intera permanenza alla Mole. L’arrivo anticipato degli scheletri, previsto per ottobre, servirà proprio a permettere il montaggio delle diverse parti e il corretto posizionamento dei sostegni. Il progetto avrebbe preso forma grazie a un collezionista italiano già coinvolto in precedenti collaborazioni con il museo. Attraverso un contatto negli Stati Uniti legato agli scavi dei due esemplari, sarebbe diventato possibile trasferire temporaneamente i reperti fino a Torino. Circa 300 pezzi per raccontare dinosauri e cinema La mostra non si limiterà alla presenza dei due giganteschi scheletri. Intorno ai T-Rex nascerà infatti un percorso composto da circa 300 pezzi, distribuiti anche lungo la scala elicoidale della Mole Antonelliana. Manifesti, fotografie, documenti, modellini, libri e oggetti utilizzati sul set accompagneranno i visitatori attraverso il rapporto tra dinosauri e grande schermo. Una parte dei materiali proverrà dalle raccolte del Museo Nazionale del Cinema, mentre altri oggetti saranno messi a disposizione da istituzioni, fondazioni e collezioni specializzate. L’esposizione mostrerà così come le creature preistoriche siano state ricostruite e trasformate in protagoniste cinematografiche. Il riferimento principale sarà inevitabilmente Jurassic Park, la saga che ha reso il T-Rex una delle figure più riconoscibili della cultura popolare contemporanea. Il percorso permetterà di osservare non soltanto il risultato finale apparso sullo schermo, ma anche le prove, gli studi e le soluzioni tecniche sviluppate durante la lavorazione delle creature cinematografiche. Modellini, opere originali e colonne sonore Per approfondire il lavoro svolto dietro le quinte, il museo torinese collaborerà con il Museo delle Miniature e del Cinema di Lione. Dalla collezione francese arriveranno materiali collegati alla realizzazione delle creature della celebre saga cinematografica. Modellini, studi preparatori e prove di movimento aiuteranno il pubblico a comprendere i passaggi necessari per dare vita ai dinosauri. Sarà un’occasione per osservare elementi che normalmente restano fuori dall’inquadratura, ma che hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione delle scene. Due noti autori italiani, esponenti di linguaggi artistici molto diversi, realizzeranno inoltre opere appositamente pensate per l’esposizione. Anche la componente sonora avrà uno spazio dedicato. Una sala accompagnerà i visitatori attraverso le colonne sonore legate al mondo dei dinosauri e ospiterà naturalmente il celebre tema musicale di Jurassic Park. Con l’arrivo dei due T-Rex, la Mole Antonelliana unirà quindi reperti preistorici, tecniche cinematografiche, illustrazione e musica. L’apertura è programmata per la metà di novembre 2026, quando il pubblico potrà finalmente osservare da vicino i due colossali ospiti destinati a cambiare, almeno temporaneamente, il volto del Museo Nazionale del Cinema. - Published: 2026-08-04 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/inflazione-a-torino-al-29-ecco-che-cosa-costa-di-piu.html - Categorie: Economia Il costo della vita continua a crescere a Torino. I dati relativi a giugno mostrano prezzi sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente, ma il confronto con lo stesso periodo del 2025 restituisce un quadro molto diverso. L’inflazione annua ha infatti raggiunto il 2,9%, con aumenti che interessano numerose spese quotidiane. Carburanti ed energia registrano le variazioni più consistenti, ma i rincari coinvolgono anche la sanità, gli affitti, la ristorazione e diversi prodotti alimentari. A pesare maggiormente è proprio la crescita dei prezzi dei beni acquistati con maggiore frequenza, quelli ai quali le famiglie difficilmente possono rinunciare. Prezzi quasi stabili rispetto a maggio Nel mese di giugno i prezzi a Torino sono diminuiti dello 0,1% rispetto a maggio. Una variazione minima che, osservata isolatamente, potrebbe far pensare a una pausa nella corsa dell’inflazione. Il confronto mensile, tuttavia, non è sufficiente per descrivere l’andamento complessivo del costo della vita. Rispetto a giugno 2025, infatti, l’aumento raggiunge il 2,9%. Il rallentamento registrato nell’arco di un solo mese non cancella quindi i rincari accumulati durante l’anno. Per le famiglie torinesi il livello generale dei prezzi rimane più elevato e continua a incidere sul bilancio destinato alle spese essenziali. La situazione appare ancora più significativa se si osservano i prodotti ad alta frequenza d’acquisto. Per questa categoria l’inflazione arriva al 3,5%, mentre si ferma al 2,2% per i beni comprati più raramente. Gli aumenti riguardano dunque soprattutto acquisti ricorrenti e difficili da rimandare. Carburanti ed energia guidano gli aumenti Uno dei dati più rilevanti riguarda i carburanti. Rispetto a un anno prima, i prezzi risultano cresciuti del 15,2%, nonostante una diminuzione dello 0,7% nel confronto con maggio. La riduzione mensile non è quindi sufficiente a compensare l’incremento registrato nell’arco dei dodici mesi. Gli aumenti coinvolgono anche le utenze domestiche. L’elettricità costa il 10,7% in più rispetto al 2025, mentre per il gas la variazione raggiunge il 9,8%. Si tratta di due voci che si aggiungono alle altre spese ricorrenti affrontate dai nuclei familiari. Il quadro mostra così una pressione distribuita su più fronti. Fare rifornimento, utilizzare l’energia elettrica e consumare gas comporta una spesa maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A questi rincari si sommano quelli registrati in altri settori della vita quotidiana. Anche la sanità diventa più cara Tra gli aumenti che destano maggiore preoccupazione figurano quelli relativi alla sanità. Nel complesso, i prezzi del settore risultano cresciuti del 3,3% in un anno, ma alcune singole prestazioni presentano variazioni decisamente superiori. I servizi di cura e riabilitazione ospedaliera registrano un incremento del 14,1%. Le prestazioni diagnostiche costano il 5,4% in più, mentre per le cure ambulatoriali l’aumento è del 2,2%. La crescita dei prezzi può rappresentare un problema soprattutto per chi deve ricorrere frequentemente a visite, controlli, esami o percorsi di riabilitazione. La preoccupazione riguarda in particolare le fasce economicamente più fragili, che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nel sostenere i costi legati alla cura e alla prevenzione. Dal supermercato agli affitti, tutti i rincari Anche lo scontrino della spesa mostra numerose variazioni. Nel complesso, i prodotti alimentari costano lo 0,6% in più rispetto a giugno 2025. Dietro questa media si trovano però andamenti molto differenti a seconda degli alimenti considerati. La carne aumenta del 3,8%, mentre il pesce registra un rincaro del 3,4%. Sale anche il prezzo della verdura, sebbene in misura più contenuta, con una variazione dello 0,7%. Non mancano alcune diminuzioni. La frutta costa lo 0,8% in meno, mentre latte e formaggi scendono dello 0,4%. Il calo più consistente riguarda zucchero e dolci, diminuiti dell’1,4%. Le variazioni non si fermano al supermercato. Vestiti e scarpe aumentano dell’1,1%, mentre i canoni di affitto crescono del 2,8%. Per mobili e tappeti il rincaro raggiunge il 4,3%. Anche il tempo libero diventa più costoso. Cinema e teatri registrano un aumento del 3%, i musei del 3,1%. Mangiare o bere fuori richiede una spesa superiore rispetto a un anno prima, considerando che i prezzi di ristoranti e bar sono saliti del 2,1%. Tra i pochi prodotti in controtendenza compaiono le bevande alcoliche. Il vino diminuisce del 4,4%, la birra dell’1,5% e i liquori dello 0,9%. Riduzioni che, tuttavia, riguardano voci non in grado di compensare gli aumenti concentrati sui beni e sui servizi acquistati più spesso. - Published: 2026-08-04 - Modified: 2026-08-03 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/dario-argento-e-torino-torna-il-tour-nei-luoghi-iconici-dei-suoi-film.html - Categorie: Eventi Torino torna a mostrare il suo volto più cinematografico. Domenica 6 settembre 2026 è in programma una nuova edizione del Torino d’Argento Tour Locations, l’iniziativa che conduce appassionati e curiosi nei luoghi scelti da Dario Argento per alcuni dei suoi film più conosciuti. L’evento propone un’intera giornata dedicata al legame tra il regista e il capoluogo piemontese. La passeggiata mattutina sarà affiancata da un incontro pubblico nel pomeriggio e dalla tradizionale cena conviviale con quiz finale. Un programma pensato per osservare piazze, edifici e scorci cittadini attraverso le inquadrature che li hanno trasformati in scenari carichi di tensione e mistero. Una passeggiata nella Torino di Dario Argento Il ritrovo è previsto alle 9 in piazzale Duca d’Aosta, davanti al Politecnico di Torino. Da questo punto prenderà il via la passeggiata urbana guidata attraverso le location entrate nella filmografia di Dario Argento. Il percorso permetterà di riscoprire una Torino diversa da quella più conosciuta. Le strade e le piazze attraversate ogni giorno assumeranno infatti un nuovo significato grazie al racconto delle scene girate in città. Il tour metterà in relazione gli spazi reali con le atmosfere costruite per il grande schermo, seguendo le tracce lasciate da delitti cinematografici, inseguimenti e sequenze diventate celebri. Gli organizzatori consigliano ai partecipanti di indossare scarpe e abiti comodi, considerando la natura itinerante dell’appuntamento. Viene inoltre richiesto di mantenere un comportamento rispettoso nei confronti degli edifici e di tutti i luoghi interessati dalla visita. L’iniziativa si rivolge sia agli appassionati del cinema thriller e horror sia a chi desidera conoscere Torino attraverso un itinerario urbano lontano dai percorsi più tradizionali. Sette film raccontano il rapporto tra il regista e la città Il Torino d’Argento Tour Locations attraverserà idealmente sette film girati anche nel capoluogo piemontese. Il percorso comprenderà riferimenti a Il gatto a nove code, Profondo rosso, 4 mosche di velluto grigio, Non ho sonno, La terza madre, Ti piace Hitchcock? e Giallo. Ogni pellicola ha contribuito a costruire un’immagine particolare della città. Luoghi familiari ai torinesi sono diventati, attraverso la macchina da presa, ambientazioni enigmatiche capaci di accompagnare la tensione narrativa. Il tour offrirà quindi l’occasione di confrontare la realtà urbana con la sua rappresentazione cinematografica. Tra i titoli al centro dell’itinerario non poteva mancare Profondo rosso, una delle opere maggiormente associate a Torino. La passeggiata non sarà però dedicata a un solo film, ma cercherà di restituire l’ampiezza del rapporto sviluppato nel tempo tra la città e l’universo visivo del regista. Il pubblico potrà così seguire un percorso che unisce esplorazione urbana e approfondimento cinematografico, riconoscendo scorci già osservati sullo schermo oppure incontrandoli per la prima volta nella loro dimensione reale. Occhiali neri al centro dell’edizione 2026 Il filo conduttore scelto per questa edizione sarà Occhiali neri, ultimo film di Dario Argento. Alla giornata parteciperanno uno dei principali interpreti della pellicola e uno sceneggiatore, saggista e storico collaboratore del regista, particolarmente conosciuto per i suoi studi sul cinema thriller e horror. I due ospiti prenderanno parte a una tavola rotonda in programma alle 18. L’incontro sarà aperto al pubblico e consentirà di approfondire sia Occhiali neri sia il più ampio percorso cinematografico di Argento. La tavola rotonda rappresenterà il momento di passaggio tra la visita mattutina e la parte conclusiva della giornata. Dopo aver osservato dal vivo i luoghi utilizzati per diversi film, i partecipanti potranno ascoltare un’analisi dedicata ai temi, alle immagini e alle caratteristiche della produzione del regista. Cena conviviale e Quiz Argentiano Al termine della tavola rotonda si svolgerà la tradizionale cena conviviale con gli ospiti. Durante la serata gli appassionati potranno partecipare al Quiz Argentiano, che per l’edizione 2026 sarà dedicato proprio a Occhiali neri. Il partecipante che otterrà il risultato migliore riceverà il riconoscimento di “Argentiano dell’anno”, consegnato da uno degli interpreti del film. La sfida chiuderà in maniera informale una giornata iniziata al mattino tra le strade di Torino e proseguita attraverso racconti, approfondimenti e incontri. Il Torino d’Argento Tour Locations si conferma così un appuntamento capace di mettere insieme cinema e scoperta della città. Dal ritrovo delle 9 alla tavola rotonda delle 18, il programma consentirà di seguire un itinerario interamente dedicato alle opere di Dario Argento e al ruolo assunto da Torino nella loro costruzione visiva. Le indicazioni dettagliate sulla partecipazione, sulla cena e sulle diverse attività della giornata sono disponibili attraverso la pagina Facebook dedicata all’evento. - Published: 2026-08-04 - Modified: 2026-07-21 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/mobility-management-per-aziende-perche-conviene-anche-alle-pmi.html - Categorie: Lavoro Quando si parla di mobilità aziendale, si pensa spesso alle grandi imprese con centinaia di dipendenti e numerosi veicoli. In realtà, anche una piccola o media azienda deve gestire ogni giorno spostamenti, trasferte, consegne e percorsi casa-lavoro. Tutte queste attività hanno un costo economico, organizzativo e ambientale. Il Mobility Management permette di analizzare questi spostamenti e individuare soluzioni più efficienti. Non significa semplicemente invitare i dipendenti a usare meno l'automobile, ma progettare un sistema capace di conciliare le esigenze dell'impresa, quelle dei lavoratori e la necessità di ridurre l'impatto dei trasporti. Un'attività collegata ai servizi di energy manager Il Mobility Management può essere inserito all'interno di più ampi servizi di energy manager, poiché consumi energetici, trasporti e sostenibilità aziendale sono strettamente collegati. L'obiettivo è conoscere la situazione iniziale, raccogliere dati e definire interventi adeguati alle caratteristiche dell'organizzazione. Questo approccio riguarda sia la gestione delle flotte aziendali sia gli spostamenti quotidiani di dipendenti e collaboratori. L'analisi può considerare le distanze percorse, i mezzi utilizzati, gli orari di ingresso e uscita, la disponibilità di trasporti pubblici e le eventuali difficoltà segnalate dal personale. Per una PMI, partire dai dati è particolarmente importante. Le risorse disponibili sono spesso limitate e non conviene adottare misure generiche o troppo costose. Invece, conoscere le reali abitudini di mobilità permette di concentrare gli investimenti sulle soluzioni che possono produrre risultati utili. Che cosa fa il Mobility Manager Il Mobility Manager è la figura incaricata di organizzare e migliorare la mobilità legata all'attività aziendale. Tra i suoi compiti rientrano l'analisi degli spostamenti, il confronto con enti pubblici e operatori privati, l'informazione dei lavoratori e la promozione di mezzi alternativi all'automobile utilizzata individualmente. Uno degli strumenti principali è il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro, conosciuto anche con la sigla PSCL. Il documento mostra la situazione esistente e individua misure che possano rendere i tragitti dei lavoratori più sostenibili, comodi ed efficienti. La normativa richiede la nomina del Mobility Manager e l'adozione del piano alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni con più di 100 dipendenti che si trovano in capoluoghi di Regione, città metropolitane, capoluoghi di Provincia oppure Comuni con oltre 50. 000 abitanti. Ciò non impedisce alle imprese più piccole di applicare volontariamente lo stesso metodo. Perché il Mobility Management conviene alle PMI La gestione più razionale degli spostamenti può generare benefici anche senza grandi investimenti. Per esempio, se si riducono i viaggi non necessari, si coordinano meglio le trasferte o si promuove la condivisione dell'automobile, si possono limitare alcune spese legate al carburante e all'utilizzo dei veicoli. Anche i dipendenti possono ottenere vantaggi. Spostamenti più semplici e prevedibili portano a perdere meno tempo nel traffico, oltre al fatto che ci saranno minori costi personali e una migliore organizzazione della giornata. Un'azienda attenta a questi aspetti può inoltre migliorare il benessere del personale e rafforzare la propria capacità di attrarre lavoratori, soprattutto nelle zone difficili da raggiungere. Esiste poi un beneficio ambientale, perché si riducono le emissioni generate dall'attività aziendale, proprio ottimizzando i percorsi e scegliendo veicoli meno inquinanti. Questi risultati possono essere valorizzati anche nella comunicazione sulla sostenibilità, purché siano basati su interventi e dati concreti. Le possibili soluzioni per una piccola impresa Ogni azienda presenta esigenze differenti. Una PMI, per esempio, potrebbe introdurre il car pooling tra colleghi, stipulare convenzioni con il trasporto pubblico, predisporre spazi sicuri per le biciclette oppure rendere più flessibili gli orari di ingresso. Quando le attività lo consentono, anche il lavoro da remoto può diminuire il numero degli spostamenti settimanali. Per le imprese dotate di una flotta, il piano può comprendere l'ottimizzazione dei percorsi, il controllo dei consumi e il graduale inserimento di veicoli elettrici. In quest'ultimo caso occorre valutare anche la posizione e il numero delle colonnine di ricarica, evitando installazioni non adeguate alle reali necessità. Il Mobility Management, quindi, non deve essere considerato soltanto un adempimento riservato alle grandi organizzazioni. Per una PMI può diventare uno strumento pratico per contenere i costi, migliorare gli spostamenti del personale e rendere l'attività più sostenibile. La convenienza nasce soprattutto da un principio semplice: osservare come ci si muove oggi per capire come farlo meglio domani. - Published: 2026-08-03 - Modified: 2026-08-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/moncalieri-cambiano-gli-orari-degli-uffici-comunali-ad-agosto-accesso-solo-su-appuntamento.html - Categorie: News Ad agosto cambiano temporaneamente le modalità di accesso agli uffici comunali di Moncalieri. Da lunedì 3 a venerdì 28 agosto 2026, il ricevimento del pubblico sarà possibile esclusivamente su appuntamento. La fascia oraria generale sarà compresa tra le 8:30 e le 12:15, dal lunedì al venerdì, ma per alcuni servizi sono previsti giorni differenti, orari ridotti e periodi di completa chiusura. Prima di raggiungere la sede municipale sarà quindi importante controllare a quale ufficio rivolgersi e verificare le modalità previste per la prenotazione. Il calendario, infatti, non sarà uguale per tutti gli sportelli. Dal 3 al 28 agosto accesso esclusivamente su appuntamento La principale novità riguarda l’intero periodo compreso tra il 3 e il 28 agosto. Durante queste settimane gli uffici comunali riceveranno i cittadini soltanto dopo la prenotazione di un appuntamento. L’orario generale indicato dal Comune va dalle 8:30 alle 12:15 nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì. Questa indicazione non si applica però in maniera uniforme a ogni servizio. Alcuni uffici saranno disponibili solamente in determinati giorni della settimana, mentre altri osserveranno fasce orarie differenti. Chi deve completare una pratica o richiedere un servizio dovrà quindi prestare attenzione non soltanto alla necessità di prenotare, ma anche al calendario specifico dello sportello interessato. La verifica preventiva diventa particolarmente importante per gli uffici che prevedono giorni di chiusura durante il mese. Gli orari di Stato Civile, Servizi Sociali, Polizia Amministrativa e Tributi L’Ufficio Stato Civile sarà aperto al pubblico il lunedì, il giovedì e il venerdì. L’orario previsto per tutti e tre i giorni andrà dalle 8:30 alle 12:15. Anche in questo caso sarà necessario fissare preventivamente un appuntamento. Un’organizzazione differente riguarderà l’Ufficio Servizi Sociali e Welfare, che riceverà il martedì e il venerdì dalle 9:00 alle 12:15. Per questo servizio è inoltre prevista una sospensione delle aperture nella parte centrale del mese. L’Ufficio Polizia Amministrativa sarà accessibile il lunedì e il venerdì, nella fascia compresa tra le 8:30 e le 12:15. Le giornate disponibili saranno quindi due alla settimana per tutto il periodo interessato dagli orari estivi. Tre aperture settimanali, invece, per l’Ufficio Tributi. Lo sportello riceverà il pubblico il lunedì, il mercoledì e il venerdì, sempre dalle 8:30 alle 12:15. I cittadini dovranno comunque prenotare prima di presentarsi presso l’ufficio. Le diverse articolazioni del calendario rendono necessario controllare con attenzione il servizio desiderato. Giorni e fasce orarie, infatti, cambiano a seconda del settore comunale al quale occorre rivolgersi. Le chiusure previste durante il mese di agosto Oltre alle variazioni degli orari, sono stati comunicati anche alcuni periodi di chiusura. L’Ufficio Servizi Sociali e Welfare resterà chiuso dal 7 al 21 agosto. Al di fuori di queste date continuerà a ricevere il martedì e il venerdì, dalle 9:00 alle 12:15, esclusivamente su appuntamento. Una chiusura più lunga interesserà l’Ecosportello Pegaso03, che sospenderà l’apertura al pubblico da lunedì 10 a venerdì 28 agosto. Chi deve rivolgersi a questo servizio dovrà quindi tenere conto dell’interruzione prevista per gran parte del mese. Le chiusure non coincidono con l’intero periodo di applicazione degli orari estivi. Per questo motivo è necessario distinguere tra la regola generale, valida dal 3 al 28 agosto, e le sospensioni stabilite per i singoli sportelli. Ufficio Verbali e Ufficio Messi, le fasce da ricordare Per l’Ufficio Verbali è prevista un’apertura più ampia in termini di giornate. Dal 3 al 28 agosto il servizio sarà disponibile dal lunedì al venerdì, con ricevimento dalle 9:00 alle 12:30. La fascia termina quindi quindici minuti dopo rispetto all’orario generale indicato per gli altri uffici. Anche l’Ufficio Messi sarà operativo dal lunedì al venerdì per tutto il periodo compreso tra il 3 e il 28 agosto. In questo caso, però, la fascia di apertura sarà particolarmente breve: il ricevimento avverrà dalle 9:00 alle 10:00. Entrambi gli uffici seguiranno dunque un calendario di cinque giorni alla settimana, ma con orari differenti. Per evitare di recarsi nella sede municipale fuori dalla fascia prevista, sarà indispensabile controllare attentamente quale dei due servizi occorre contattare. Verificare contatti e modalità di prenotazione Il Comune invita i cittadini a verificare preventivamente i recapiti e le procedure necessarie per fissare l’appuntamento. Il controllo deve essere effettuato prima di raggiungere gli uffici, considerando sia la prenotazione obbligatoria sia le variazioni stabilite per ciascuno sportello. Dal 3 al 28 agosto, quindi, non sarà sufficiente fare riferimento al normale calendario degli uffici comunali. Giorni di apertura, orari ridotti e chiusure cambieranno in base al servizio richiesto. Consultare in anticipo le informazioni relative all’ufficio interessato consentirà di individuare la giornata e la fascia oraria previste dal programma estivo. - Published: 2026-08-03 - Modified: 2026-08-02 - URL: https://www.torinofree.it/economia/montanaro-entra-tra-i-comuni-turistici-del-piemonte-arriva-il-riconoscimento-ufficiale.html - Categorie: Economia Montanaro compie un passo importante nel percorso di valorizzazione del proprio territorio. Il borgo canavesano è stato inserito ufficialmente nell’elenco dei Comuni turistici del Piemonte valido per il 2026. Una decisione che porta in primo piano la storia, la cultura, il paesaggio e le prospettive di sviluppo turistico del paese. Il riconoscimento permette a Montanaro di entrare nella geografia delle località piemontesi considerate meritevoli di attenzione sotto il profilo turistico. Non si tratta soltanto di una nuova denominazione, ma della conferma del valore attribuito alle caratteristiche del territorio e alle opportunità che queste possono generare. Il riconoscimento regionale per il 2026 L’inserimento di Montanaro nell’elenco regionale è stato formalizzato attraverso una determinazione dirigenziale approvata il 27 luglio. Il documento riguarda complessivamente 551 Comuni piemontesi riconosciuti come località turistiche per il 2026. Il borgo canavesano entra dunque a far parte di una rete particolarmente ampia, costruita per rappresentare le diverse identità presenti sul territorio regionale. La decisione riconosce ufficialmente quelle caratteristiche che possono rendere un Comune interessante dal punto di vista storico, culturale, paesaggistico e turistico. Per Montanaro si tratta di un risultato significativo. Il nome del paese viene infatti associato in maniera formale al turismo piemontese, rafforzando la possibilità di presentare il territorio attraverso un’identità più definita e riconoscibile. La presenza nell’elenco valido per il 2026 conferisce inoltre al riconoscimento una dimensione concreta e istituzionale. Montanaro non viene semplicemente indicato come un luogo dalle potenzialità ancora da esplorare, ma come un Comune turistico riconosciuto dalla Regione Piemonte. Storia, cultura e paesaggio al centro Alla base della decisione regionale si trovano diversi elementi che, considerati insieme, contribuiscono a definire il valore turistico di un territorio. Nel caso di Montanaro vengono messi in evidenza il patrimonio storico, la dimensione culturale, il paesaggio e le possibilità di sviluppo legate al turismo. Il riconoscimento attribuisce quindi importanza all’identità complessiva del borgo. La storia rappresenta la memoria del paese, mentre la cultura comprende quelle caratteristiche che distinguono una comunità e ne raccontano l’evoluzione. Il paesaggio completa questa immagine, legando Montanaro al contesto territoriale del Canavese. La valutazione non riguarda esclusivamente ciò che è già conosciuto, ma considera anche le potenzialità turistiche del paese. Proprio questo aspetto apre una prospettiva rivolta al futuro. Il territorio viene riconosciuto per quanto custodisce, ma anche per la capacità di trasformare le proprie risorse in occasioni di conoscenza e valorizzazione. L’inserimento nell’elenco regionale rappresenta così una conferma del valore del patrimonio locale. Storia, cultura e paesaggio diventano i tre elementi principali attorno ai quali costruire una narrazione capace di rendere Montanaro maggiormente riconoscibile. Un’opportunità per valorizzare il territorio Il nuovo status viene presentato come un’opportunità per dare maggiore risalto alle caratteristiche del borgo canavesano. La parola valorizzazione assume in questo contesto un significato centrale: vuol dire riconoscere ciò che rende particolare il territorio e comunicarlo in modo più efficace. Montanaro può ora legare il proprio nome a una qualifica ufficiale che ne sottolinea la vocazione turistica. Il riconoscimento regionale offre una cornice all’interno della quale riunire storia, cultura, paesaggio e prospettive di crescita, senza separare questi elementi gli uni dagli altri. La decisione contribuisce anche a rafforzare l’immagine del paese. Entrare nell’elenco dei Comuni turistici permette infatti di presentare Montanaro non soltanto come un borgo del Canavese, ma come una località alla quale sono state riconosciute caratteristiche meritevoli di interesse turistico. Il risultato assume valore anche per la comunità locale, perché conferma l’importanza di un patrimonio che appartiene al territorio. L’identità del paese diventa il punto di partenza per costruire nuove occasioni di promozione e per far conoscere Montanaro a un pubblico più ampio. Montanaro nella mappa turistica del Piemonte La presenza di 551 località nell’elenco regionale mostra quanto il turismo piemontese sia legato a una rete diffusa di Comuni e borghi. In questo quadro Montanaro trova ora una propria collocazione ufficiale, portando il Canavese all’interno di una visione che unisce patrimoni differenti. Il riconoscimento consente al paese di affacciarsi al 2026 con una nuova qualifica e con una maggiore consapevolezza delle proprie risorse. Montanaro è ufficialmente un Comune turistico del Piemonte, un titolo che riassume il valore della sua storia, della sua cultura e del territorio che lo circonda. La determinazione del 27 luglio segna quindi un passaggio importante. Da una parte certifica le qualità riconosciute al borgo, dall’altra richiama le possibilità di sviluppo legate alla sua identità. Il nuovo status rappresenta un punto di partenza per rendere queste caratteristiche sempre più visibili. Per Montanaro si apre così una fase nuova, nella quale il riconoscimento regionale potrà accompagnare il percorso di valorizzazione del paese. Il borgo canavesano entra nel 2026 con un risultato ufficiale che ne rafforza la presenza nel panorama turistico piemontese. - Published: 2026-08-03 - Modified: 2026-08-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/siccita-in-piemonte-la-regione-verso-lo-stato-di-emergenza.html - Categorie: News La crisi idrica continua ad aggravarsi in Piemonte. La scarsità delle precipitazioni, le temperature elevate e la progressiva riduzione delle riserve disponibili hanno spinto le autorità regionali ad avviare il percorso necessario per dichiarare lo stato di emergenza regionale. Il provvedimento dovrebbe essere esaminato lunedì 3 agosto. La decisione arriva dopo un nuovo confronto del tavolo dedicato alla siccità, al quale hanno partecipato gli enti e gli organismi impegnati nella gestione dell’acqua, nella Protezione civile e nel sostegno al settore agricolo. L’obiettivo è intervenire rapidamente nei territori maggiormente colpiti, dove l’approvvigionamento idrico è già diventato problematico. Una crisi idrica che interessa tutto il Piemonte I dati raccolti descrivono una situazione particolarmente delicata. Il territorio piemontese si trova nella fascia di massima severità idrica, dopo mesi caratterizzati da temperature superiori alla norma e piogge insufficienti. Giugno è stato il secondo più caldo dal 2003, mentre luglio si è collocato tra i mesi più asciutti registrati negli ultimi settant’anni. Nell’ultimo trimestre il deficit complessivo delle precipitazioni ha raggiunto il 55%, riducendo la disponibilità d’acqua nei corsi d’acqua, nelle falde e nei bacini. La situazione non riguarda più soltanto l’ambiente o l’agricoltura. In diverse aree le sorgenti utilizzate per alimentare gli acquedotti non riescono a garantire una quantità sufficiente di acqua potabile. Per questo motivo numerose amministrazioni locali hanno introdotto limitazioni agli utilizzi considerati non indispensabili. Il tavolo regionale resterà attivo in maniera permanente, così da seguire l’evoluzione della crisi e valutare ulteriori interventi qualora le condizioni dovessero peggiorare. Oltre 70 Comuni riforniti con le autobotti Uno degli elementi più preoccupanti riguarda il numero dei territori costretti a ricorrere alle autobotti. Sono oltre 70 i Comuni e le frazioni piemontesi che ricevono regolarmente acqua potabile attraverso mezzi di emergenza. Dall’inizio della crisi sono stati effettuati 581 viaggi, con una spesa che ha già superato i 400 mila euro. Questi interventi permettono di mantenere attive le reti idriche locali, ma rappresentano una soluzione temporanea e comportano costi rilevanti per Comuni e gestori. Nel frattempo, 106 amministrazioni hanno emanato ordinanze per ridurre i consumi. I provvedimenti limitano generalmente l’irrigazione di orti e giardini, il lavaggio dei veicoli, il riempimento delle piscine e gli altri impieghi dell’acqua potabile non collegati alle necessità domestiche o sanitarie. Il risparmio idrico diventa quindi essenziale anche nei comportamenti quotidiani. In una fase tanto delicata, evitare gli sprechi può contribuire a proteggere le riserve disponibili e a ridurre la pressione sulle reti già in difficoltà. Agricoltura e boschi sotto pressione La siccità sta causando conseguenze importanti anche nelle campagne piemontesi. Le coltivazioni di mais e soia stanno attraversando una fase decisiva del loro sviluppo in condizioni di forte stress termico. Nelle risaie, invece, la scarsità d’acqua coincide con il periodo della fioritura, quando il fabbisogno idrico è particolarmente elevato. La riduzione delle riserve obbliga a gestire con attenzione ogni disponibilità, cercando un equilibrio tra il consumo potabile, le esigenze agricole e la tutela degli ecosistemi. Una distribuzione insufficiente potrebbe incidere sulla quantità e sulla qualità dei raccolti, con ripercussioni per numerose aziende. Resta elevato anche il pericolo di incendi boschivi. La vegetazione secca facilita la propagazione delle fiamme e mantiene alto il livello di attenzione in tutto il territorio. Nelle ultime settimane è già stato necessario rafforzare il sistema regionale di intervento e ricorrere al supporto dei mezzi aerei della Protezione civile. Cosa cambierebbe con lo stato di emergenza La dichiarazione dello stato di emergenza permetterebbe di adottare misure più rapide per affrontare la crisi. Attraverso ordinanze specifiche sarebbe possibile sbloccare risorse economiche, autorizzare manovre straordinarie nella gestione dei rilasci idrici e sostenere le amministrazioni impegnate nei rifornimenti tramite autobotti. Il provvedimento consentirebbe inoltre di coordinare in modo più efficace gli interventi dei diversi enti coinvolti. La nuova normativa regionale sulla Protezione civile è stata pensata proprio per accelerare le procedure nelle situazioni di particolare criticità territoriale. Le prossime settimane saranno decisive. Molto dipenderà dall’andamento delle temperature e dall’arrivo di precipitazioni sufficienti a migliorare il livello di fiumi, falde e bacini. Nel frattempo, il Piemonte si prepara ad affrontare una delle crisi idriche più serie degli ultimi anni, con misure straordinarie e un monitoraggio costante del territorio. - Published: 2026-08-03 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/in-piemonte-la-prevenzione-si-fa-camminando-coinvolte-oltre-93mila-persone.html - Categorie: News Una passeggiata in compagnia, un itinerario da percorrere in bicicletta o qualche minuto di attività motoria all’interno di un parco possono diventare strumenti concreti di prevenzione. È quanto dimostrano le iniziative sviluppate in Piemonte, dove il movimento viene promosso come parte della vita quotidiana e non soltanto come pratica sportiva. Nel corso del 2025, i progetti realizzati sul territorio regionale hanno coinvolto più di 93mila persone. Un risultato che conferma la crescente attenzione verso uno stile di vita attivo, capace di produrre benefici non solo sul piano fisico, ma anche sotto il profilo psicologico e sociale. Il movimento quotidiano diventa uno strumento di prevenzione Praticare regolarmente attività fisica rappresenta un importante fattore di protezione nei confronti di diverse patologie croniche. Il movimento aiuta infatti a contrastare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, obesità e alcune forme tumorali. Per ottenere benefici, però, non è necessario dedicarsi a uno sport agonistico. La prevenzione può entrare nella routine attraverso comportamenti semplici, come camminare ogni giorno, preferire la bicicletta per alcuni spostamenti, utilizzare le scale al posto dell’ascensore oppure partecipare alle attività organizzate nel proprio territorio. Queste abitudini assumono ancora più valore quando vengono sostenute da servizi, percorsi e spazi che rendono il movimento facilmente accessibile. In questa prospettiva, parchi, aree urbane e itinerari rurali non sono soltanto luoghi di passaggio, ma diventano ambienti nei quali prendersi cura della propria salute e incontrare altre persone. Nel 2025 realizzati 117 progetti in Piemonte I risultati raggiunti sono stati fotografati dal Centro di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte. Durante il 2025 sono stati realizzati 117 progetti dedicati alla promozione dell’attività fisica, registrati nella banca dati regionale ProSa. Le iniziative hanno raggiunto più di 93mila partecipanti, facendo segnare una crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Le attività hanno interessato oltre mille Comuni piemontesi, mostrando una diffusione ampia e capillare sul territorio. Al centro di questo percorso si trova il modello delle “Comunità Attive”, nato per trasformare il movimento in una componente ordinaria della giornata. La collaborazione tra realtà differenti permette di creare proposte rivolte alle diverse fasce della popolazione e di adattarle alle caratteristiche dei singoli territori. In questo modo la promozione della salute non rimane confinata all’ambito sanitario, ma diventa un obiettivo condiviso dall’intera comunità. Crescono i gruppi di cammino e i Comuni attivi Tra le esperienze maggiormente diffuse figurano i gruppi di cammino. In Piemonte ne sono stati censiti 515, con oltre 13mila persone iscritte. Camminare insieme consente di unire l’esercizio fisico alla socialità, rendendo più piacevole e continuativa la partecipazione. Sono inoltre 716 i cosiddetti “Comuni attivi”. Si tratta di amministrazioni che promuovono programmi strutturati per persone di età differenti oppure valorizzano gli spazi urbani e rurali affinché possano favorire il movimento. L’attività fisica condivisa produce effetti che vanno oltre la dimensione strettamente sanitaria. Può contribuire al benessere psicologico, ridurre l’isolamento sociale e sostenere l’autonomia delle persone anziane. Nello stesso tempo, restituisce agli spazi pubblici una funzione di incontro, inclusione e partecipazione. Il risultato è un modello nel quale la prevenzione non dipende da una singola iniziativa, ma dalla presenza di una rete stabile capace di accompagnare le persone verso abitudini più salutari. Una rete territoriale per rendere più semplice muoversi I traguardi raggiunti derivano dal programma “Comunità Attive”, inserito nel Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025. Il progetto ha favorito l’integrazione tra le attività delle Aziende Sanitarie Locali e quelle delle amministrazioni comunali. L’esperienza piemontese mostra quanto sia importante creare condizioni favorevoli al movimento. Invitare le persone a essere più attive, infatti, diventa più efficace quando sul territorio sono presenti percorsi dedicati, gruppi organizzati e iniziative facilmente raggiungibili. Il coinvolgimento di scuole, associazioni sportive, enti locali e cittadini permette inoltre di costruire progetti capaci di proseguire nel tempo. La salute diventa così una responsabilità condivisa, sostenuta dalla collaborazione tra soggetti che operano quotidianamente all’interno delle comunità. Le Aziende Sanitarie piemontesi organizzano durante l’anno diverse attività dedicate ai gruppi di cammino e alla diffusione di stili di vita salutari. Per conoscere le opportunità disponibili è possibile consultare il sito o i canali social della propria ASL. La prevenzione comincia dalle scelte di ogni giorno Il messaggio alla base delle iniziative piemontesi è immediato: ogni occasione per muoversi può contribuire al benessere. Anche una breve passeggiata o uno spostamento in bicicletta possono diventare parte di un percorso più ampio di attenzione alla salute. Accanto ai benefici fisici, il movimento favorisce le relazioni e rende gli spazi pubblici più vissuti e partecipati. Promuovere uno stile di vita attivo significa quindi investire nel benessere dell’intera comunità, offrendo alle persone occasioni concrete per muoversi e stare insieme. I dati raccolti nel 2025 indicano che il Piemonte sta seguendo questa direzione attraverso centinaia di progetti e una rete ormai estesa. La prevenzione, in questo modello, parte da gesti comuni e accessibili: camminare, pedalare, scegliere le scale e partecipare alle attività presenti sul territorio. - Published: 2026-08-02 - Modified: 2026-08-02 - URL: https://www.torinofree.it/economia/desertificazione-bancaria-in-piemonte-665mila-persone-vivono-in-comuni-privi-di-sportelli.html - Categorie: Economia La progressiva scomparsa delle filiali bancarie sta modificando la quotidianità di una parte consistente del Piemonte. In numerosi paesi non è più possibile trovare uno sportello al quale rivolgersi per effettuare un’operazione, richiedere assistenza o parlare direttamente con un consulente. Il fenomeno, definito desertificazione bancaria, coinvolge ormai 665mila cittadini e decine di migliaia di attività economiche. La presenza delle banche sul territorio non si sta riducendo soltanto nelle zone montane o nei centri con poche centinaia di abitanti. Anche comuni più popolosi si ritrovano senza una filiale, mentre famiglie e imprese devono spostarsi altrove oppure utilizzare servizi digitali che non risultano ugualmente accessibili a tutti. Due comuni piemontesi su tre non hanno una filiale Secondo l’analisi condotta a livello nazionale, il 65,8% dei comuni piemontesi è privo di uno sportello bancario. Si tratta di 776 amministrazioni nelle quali vivono complessivamente quasi 665mila persone. Il dato restituisce l’immagine di un territorio nel quale la presenza fisica degli istituti di credito è diventata sempre più discontinua. A essere maggiormente interessati sono i piccoli centri, dove la chiusura dell’unica filiale disponibile può determinare la completa scomparsa del servizio bancario locale. Per raggiungere uno sportello, gli abitanti devono quindi recarsi in un altro comune. Una necessità che può diventare particolarmente impegnativa per gli anziani, per chi non dispone di un mezzo privato e per le persone che hanno bisogno di assistenza durante le operazioni. La distanza non riguarda solamente il prelievo di denaro. In una filiale vengono richieste informazioni, chiariti dubbi, consegnati documenti e gestiti rapporti che non sempre possono essere trasferiti interamente su un’applicazione o su un sito internet. Oltre 48mila imprese senza uno sportello nel comune La desertificazione bancaria coinvolge direttamente anche il sistema produttivo regionale. Sono circa 48. 300 le imprese piemontesi localizzate in comuni nei quali non è presente alcuna filiale. Per un’attività economica, la banca rappresenta un interlocutore con il quale affrontare questioni legate ai finanziamenti, agli investimenti e alla gestione ordinaria. La possibilità di incontrare un referente consente inoltre di illustrare le caratteristiche dell’impresa e le esigenze legate a uno specifico progetto. La situazione appare particolarmente significativa nella provincia di Torino. Qui sono 19. 706 le imprese situate in comuni senza sportelli bancari, il dato più elevato evidenziato dall’analisi. La riduzione della presenza fisica delle banche riguarda quindi una parte importante del tessuto imprenditoriale locale. Il problema assume un peso ancora maggiore per le piccole aziende. Non tutte le operazioni possono essere gestite con la stessa facilità a distanza e non tutti gli imprenditori dispongono di una struttura amministrativa interna. Per numerose realtà, il contatto con la filiale continua a rappresentare un elemento essenziale del rapporto bancario. Il paradosso delle province con molti sportelli La distribuzione delle filiali può apparire adeguata osservando solamente il numero di sportelli rispetto alla popolazione. Questo indicatore, però, non mostra quanto la rete bancaria sia effettivamente diffusa tra i diversi comuni. La provincia di Cuneo, ad esempio, si colloca al quarto posto in Italia per numero di sportelli ogni 100mila abitanti. Tuttavia, la filiale bancaria è presente soltanto in 104 comuni sui 247 complessivi. Molti sportelli risultano dunque concentrati nei centri principali, mentre una parte estesa del territorio rimane scoperta. Una condizione simile si registra nell’Astigiano. La provincia occupa la quinta posizione nella graduatoria nazionale, ma il servizio è disponibile solamente in 47 comuni su 117. Anche in questo caso, un dato complessivamente positivo può convivere con l’assenza totale delle banche in numerosi paesi. Il numero degli sportelli, quindi, non è sufficiente per comprendere la reale accessibilità del servizio. Occorre considerare anche la loro distribuzione geografica e la distanza che separa cittadini e imprese dalla filiale più vicina. Il digitale non sostituisce sempre il rapporto diretto I servizi online consentono di effettuare numerose operazioni senza recarsi in banca. Bonifici, pagamenti e consultazione del conto possono essere gestiti attraverso computer e smartphone. Questa possibilità, tuttavia, non elimina completamente il bisogno di un rapporto personale con la filiale. Nei piccoli comuni vivono numerosi anziani che possono incontrare difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali. Anche famiglie e imprenditori possono avere bisogno di assistenza per operazioni più complesse o per prendere decisioni che richiedono un confronto diretto. La digitalizzazione costituisce dunque uno strumento utile, ma non può essere considerata una risposta sufficiente per ogni categoria di cliente. Quando scompare l’ultimo sportello, il rischio è che una parte della popolazione incontri maggiori ostacoli nell’accesso ai servizi bancari. Un presidio importante per la vita dei territori La banca non è solamente un luogo nel quale vengono svolte operazioni finanziarie. Nei centri più piccoli rappresenta anche un punto di riferimento per famiglie, professionisti e aziende. La sua scomparsa rende più fragile il legame tra servizi e territorio. I numeri piemontesi mostrano ormai un fenomeno ampio: quasi due comuni su tre sono senza filiali, mentre 665mila persone e oltre 48mila imprese devono fare riferimento a sportelli situati altrove. Una trasformazione che pone al centro il tema dell’accessibilità e della necessità di garantire assistenza anche a chi non può affidarsi esclusivamente ai canali digitali. - Published: 2026-08-02 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/vendemmia-2026-in-piemonte-si-parte-gia-a-ferragosto-e-la-piu-precoce-di-sempre.html - Categorie: News Le forbici sono pronte a entrare in azione nei vigneti piemontesi con un anticipo eccezionale. La vendemmia 2026 inizierà in diverse aree già nella prima metà di agosto, mentre intorno a Ferragosto la raccolta coinvolgerà un numero crescente di aziende. A modificare il calendario è stato soprattutto il caldo, che ha accelerato la maturazione delle uve. Le previsioni sulle quantità rimangono prudenti, ma le condizioni osservate finora alimentano aspettative favorevoli sulla qualità. Il caldo anticipa la raccolta fino a dieci giorni Rispetto alle ultime annate, il ciclo della vite presenta un anticipo medio compreso tra una settimana e dieci giorni. Le temperature elevate dell’estate hanno impresso una decisa accelerazione alla maturazione, rendendo necessario un controllo costante dei grappoli. L’annata non è stata però caratterizzata soltanto dalla calura. Le precipitazioni abbondanti registrate durante l’inverno e la primavera hanno consentito ai terreni di accumulare importanti riserve d’acqua. Questa disponibilità idrica ha aiutato i filari ad affrontare meglio le settimane più calde e sostiene l’ottimismo degli operatori sulla qualità delle uve. Il calendario non sarà identico in tutto il Piemonte. Esposizione dei vigneti, altitudine, caratteristiche del terreno e varietà coltivate determineranno date differenti anche tra territori vicini. In ogni caso, il tratto comune resta evidente: la vendemmia piemontese non era mai partita così presto. Le prime uve raccolte saranno quelle per gli spumanti Ad aprire la stagione saranno soprattutto le varietà precoci destinate alla produzione delle basi spumante. Tra le prime a raggiungere il livello di maturazione adatto alla raccolta figurano il Pinot Nero e lo Chardonnay. Subito dopo arriverà il momento di alcune varietà profondamente legate al territorio, come Erbaluce, Cortese e Moscato. Tempi più lunghi sono invece previsti per i grandi rossi piemontesi. Nebbiolo, Barbera, Dolcetto e Freisa resteranno sui filari più a lungo, così come il Timorasso tra le uve bianche. Anche per queste varietà, tuttavia, lo sviluppo risulta anticipato rispetto alle consuete scadenze. La raccolta richiederà grande precisione. Nei vigneti vengono controllati con attenzione l’accumulo degli zuccheri e la maturazione delle componenti fenoliche, elementi decisivi per individuare il momento migliore in cui staccare i grappoli. Da Langhe e Roero al Canavese, ogni territorio segue il proprio ritmo Nelle Langhe e nel Roero le aspettative sulla qualità sono positive. Le piogge dei primi mesi dell’anno hanno fornito una buona scorta idrica, mentre il caldo estivo ha velocizzato lo sviluppo delle uve. Per il Nebbiolo prosegue un monitoraggio particolarmente attento, mentre l’Arneis dovrebbe arrivare alla fine di agosto in condizioni molto favorevoli. Nell’Astigiano, il Moscato potrebbe essere raccolto da metà mese nelle zone più precoci. La maturazione è avanzata, anche se eventuali nuovi picchi di calore potrebbero ridurre il volume dei grappoli. Nel Monferrato si guarda soprattutto alla capacità di adattamento delle varietà locali e al lavoro svolto nei vigneti. In alcune aree dell’Alessandrino le operazioni possono cominciare ancora prima, coinvolgendo Moscato e Brachetto. Qui una delle principali sfide sarà gestire l’elevata concentrazione zuccherina delle uve. Particolarmente significativo è il caso del Canavese. Le prime raccolte del Pinot potrebbero avvenire prima di Ferragosto, mentre per l’Erbaluce destinato alle basi spumante del Metodo Classico l’avvio è previsto indicativamente dal 18 agosto. Qualità promettente, ma il meteo resta decisivo Il quadro generale appare incoraggiante, ma le prossime settimane saranno determinanti. Un ulteriore aumento delle temperature potrebbe rallentare o bloccare la maturazione in alcune aree, modificando nuovamente le date programmate. I produttori dovranno quindi adattare rapidamente le operazioni alle condizioni di ogni vigneto. L’obiettivo non è semplicemente raccogliere prima, ma trovare il corretto equilibrio tra zuccheri, acidità e maturazione delle uve. Per questo motivo la precocità rappresenta sia un’opportunità sia una sfida tecnica. Rimane aperta anche la questione delle rese. È ancora presto per stabilire quanta uva sarà effettivamente portata in cantina, soprattutto perché le ondate di calore di agosto potrebbero incidere sulle dimensioni dei grappoli. Un comparto centrale per l’economia piemontese La vendemmia interessa un settore che in Piemonte comprende circa 44 mila ettari di vigneti e 33 mila aziende, con una produzione annuale compresa tra 2,1 e 2,3 milioni di ettolitri. L’88% del vino regionale appartiene a una Denominazione d’Origine, con 19 Docg e 41 Doc. Il comparto genera un fatturato di circa 1,4 miliardi di euro ed esporta il 60% dei volumi, superando il miliardo di euro sui mercati esteri. Accanto alle prospettive qualitative favorevoli restano però alcune difficoltà, dai maggiori costi energetici all’aumento delle giacenze, cresciute del 6,7%. L’avvio anticipato della vendemmia si sovrappone inoltre ad altre raccolte, in particolare a quella della frutta, accentuando il problema della disponibilità di manodopera. Il 2026 si presenta così come un anno fuori dagli schemi: precoce, complesso e seguito con grande attenzione in tutte le principali aree vitivinicole piemontesi. - Published: 2026-08-02 - Modified: 2026-08-02 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-mangiare-fuori-costa-di-piu-prezzi-nei-ristoranti-aumentati-del-33.html - Categorie: Economia L’inflazione rallenta a Torino, ma per le famiglie la pressione sulle spese quotidiane rimane elevata. Il dato generale indica una crescita dei prezzi meno rapida rispetto al passato, senza però cancellare gli aumenti già accumulati. A pesare sono soprattutto alcune voci molto comuni, dalla ristorazione all’energia, passando per i carburanti. Tra i dati più significativi emerge quello relativo ai ristoranti, dove i prezzi risultano cresciuti del 3,3%. Una variazione che rende più costosa una cena fuori, una pausa pranzo o un semplice pasto consumato lontano da casa. Nel frattempo, il mancato recupero dei salari reali continua a limitare il potere d’acquisto, alimentando la distanza tra il rallentamento statistico dell’inflazione e la situazione percepita dalle persone. Il rallentamento dell’inflazione non equivale a prezzi più bassi Quando l’inflazione perde velocità non significa necessariamente che i prezzi stiano diminuendo. Vuol dire, piuttosto, che continuano a crescere con un ritmo meno sostenuto. Per i consumatori la differenza è importante, perché il nuovo aumento si aggiunge a quelli già registrati in precedenza. Il livello raggiunto dal costo della vita rimane quindi alto. Anche in presenza di un rallentamento, molte spese continuano a richiedere una quota consistente del bilancio familiare. È questa la ragione per cui la frenata dell’inflazione non viene ancora percepita come un vero sollievo. I dati possono mostrare un andamento più moderato, ma nella vita quotidiana l’attenzione resta concentrata sulla cifra da pagare alla cassa, sul conto del ristorante o sul costo necessario per fare rifornimento. Se i prezzi non tornano indietro, la pressione economica continua a essere avvertita con forza. Ristoranti più cari del 3,3% a Torino Il settore della ristorazione offre uno degli esempi più evidenti. A Torino i prezzi dei ristoranti sono aumentati del 3,3%, rendendo più impegnativa una spesa che riguarda non soltanto le occasioni speciali, ma anche numerose abitudini quotidiane. Mangiare fuori può significare concedersi una serata con amici o familiari, ma anche pranzare durante una giornata di lavoro. Quando i listini aumentano, il rincaro diventa immediatamente riconoscibile e può incidere sulla frequenza con cui si sceglie di andare al ristorante. Il dato del 3,3% mostra come il costo della ristorazione continui a crescere nonostante la frenata dell’inflazione complessiva. La conseguenza è un carovita che si manifesta attraverso tante spese singole, ciascuna delle quali può sembrare contenuta, ma che nel loro insieme producono un impatto rilevante. Per le attività del settore, inoltre, il contesto resta segnato dagli aumenti che coinvolgono altre categorie, a cominciare dall’energia. Il prezzo pagato dal cliente finale si inserisce quindi in uno scenario nel quale diversi costi continuano a muoversi verso l’alto. Energia e carburanti mantengono alta la pressione Accanto alla ristorazione, anche energia e carburanti contribuiscono a mantenere elevato il costo della vita. Si tratta di voci difficili da evitare, legate alla gestione della casa, agli spostamenti e alle normali esigenze quotidiane. Un aumento dei carburanti incide direttamente su chi utilizza l’automobile, mentre i prezzi dell’energia si riflettono sulle spese domestiche. La loro importanza non dipende soltanto dall’entità dei singoli rincari, ma anche dalla frequenza con cui queste uscite devono essere affrontate. La contemporanea crescita di più categorie spiega perché molte famiglie continuino a percepire una situazione economica complicata. Il carovita non è determinato da un solo prezzo, ma dalla somma di bollette, trasporti, consumi e servizi che assorbono progressivamente una parte maggiore delle disponibilità. Il rallentamento dell’inflazione rappresenta un segnale meno negativo rispetto a una nuova accelerazione. Tuttavia, finché energia, carburanti e ristorazione continueranno a registrare aumenti, sarà difficile tradurre quel miglioramento in un alleggerimento concreto delle spese. Il mancato recupero dei salari reali A rendere più pesante il quadro contribuisce la situazione dei salari reali, che non hanno ancora recuperato terreno. Il reddito disponibile deve infatti essere confrontato con ciò che permette effettivamente di acquistare. Se i prezzi crescono più delle retribuzioni, il potere d’acquisto si riduce. Anche una variazione apparentemente limitata può assumere un peso maggiore quando si somma agli aumenti precedenti. Le famiglie si trovano così a dover distribuire le stesse risorse tra spese diventate progressivamente più costose. È proprio questo divario a spiegare perché il miglioramento dell’indice generale non coincida ancora con un miglioramento delle condizioni economiche quotidiane. La stabilità non dipende soltanto dal rallentamento dei rincari, ma anche dalla capacità dei redditi di tenere il passo. Una frenata che ancora non basta Il quadro torinese mostra dunque due tendenze parallele. Da una parte l’inflazione rallenta, dall’altra il costo della vita continua a rimanere alto. Il rincaro del 3,3% nei ristoranti rappresenta uno dei segnali più immediati di questa situazione, insieme agli aumenti che interessano energia e carburanti. Perché il cambiamento venga avvertito realmente dalle famiglie non basta che i prezzi crescano più lentamente. Serve che la pressione sulle principali spese si riduca e che i salari reali recuperino capacità d’acquisto. Fino ad allora, la frenata dell’inflazione resterà un dato positivo ma ancora insufficiente a rendere più leggera la gestione del bilancio quotidiano. - Published: 2026-08-02 - Modified: 2026-08-02 - URL: https://www.torinofree.it/economia/esodo-dagosto-caro-carburanti-fino-a-453-euro-per-viaggiare-da-torino-a-palermo.html - Categorie: Economia Le partenze estive del 2026 presentano un conto particolarmente salato per le famiglie che hanno deciso di raggiungere le località di vacanza in automobile. L’aumento dei prezzi di benzina e gasolio incide soprattutto sui collegamenti più lunghi, dove la spesa necessaria per i rifornimenti può assorbire una parte consistente del budget. La situazione emerge dal confronto tra i listini rilevati alla fine di luglio e quelli dello stesso periodo del 2025. Il percorso più oneroso tra quelli presi in esame è il collegamento tra Torino e Palermo, per il quale il costo del carburante può raggiungere i 453 euro considerando il viaggio di andata e ritorno. Da Torino a Palermo, il viaggio più costoso La tratta tra il capoluogo piemontese e quello siciliano misura complessivamente circa 1. 588 chilometri tra andata e ritorno. Ai prezzi medi registrati il 31 luglio, chi utilizza un’automobile a benzina deve mettere in conto una spesa di circa 453 euro, mentre per una vettura alimentata a gasolio la cifra stimata scende a 389 euro. La differenza non dipende soltanto dal prezzo applicato alla pompa. In condizioni analoghe, un’auto diesel riesce generalmente a percorrere più chilometri con un litro rispetto a una vettura a benzina. La maggiore autonomia consente quindi di contenere almeno in parte il costo complessivo del viaggio, nonostante il gasolio abbia registrato nell’ultimo anno un aumento percentuale particolarmente consistente. Il rifornimento diventa così una delle spese centrali da considerare prima della partenza. Per chi affronta un trasferimento da Nord a Sud, l’importo richiesto non è più una componente secondaria, ma una voce capace di modificare in maniera sensibile il bilancio delle vacanze. Le altre tratte dove si spendono più di 300 euro Torino-Palermo non è l’unico collegamento interessato da cifre elevate. Anche altri itinerari tipici dell’esodo estivo superano facilmente la soglia dei 300 euro, soprattutto quando si considera il percorso completo di andata e ritorno. Per raggiungere Reggio Calabria partendo da Torino si percorrono complessivamente circa 1. 362 chilometri. La spesa media stimata è di 333 euro con un’automobile diesel e di 388 euro con una vettura a benzina. Valori simili riguardano il collegamento Milano-Catania, lungo circa 1. 342 chilometri: in questo caso sono necessari 328 euro per il gasolio e 382 euro per la benzina. Il costo della verde supera quota 300 euro anche su altre direttrici molto frequentate durante le partenze estive. Tra queste rientrano i viaggi da Genova a Catanzaro, da Bolzano a Lecce e da Bologna a Reggio Calabria. Le grandi distanze amplificano infatti ogni variazione del prezzo al litro, trasformando anche un rincaro apparentemente contenuto in una spesa aggiuntiva considerevole. Diesel in aumento del 26% rispetto all’estate 2025 Il confronto con l’anno precedente mostra un’accelerazione particolarmente marcata per il gasolio. Alla fine di luglio 2026, il prezzo medio del diesel risultava superiore del 26% rispetto allo stesso periodo del 2025. La differenza supera i 43 centesimi al litro. Anche la benzina è diventata sensibilmente più costosa, con un incremento del 16,5% su base annua. L’aumento ha continuato a farsi sentire nonostante la riduzione delle accise, vale a dire quella parte fiscale che contribuisce alla formazione del prezzo finale pagato dagli automobilisti. La diminuzione di una componente del costo non è quindi bastata a compensare gli altri rialzi intervenuti lungo la filiera. Il risultato è immediatamente visibile sui tabelloni dei distributori e diventa ancora più evidente quando occorrono diversi pieni per completare un viaggio attraverso l’Italia. A essere maggiormente penalizzati dal confronto con il 2025 sono soprattutto i proprietari di automobili diesel. Questi veicoli continuano a offrire una percorrenza media superiore, ma il forte aumento del prezzo del gasolio ha ridotto una parte del vantaggio economico legato ai consumi. Fino a 81 euro in più per lo stesso viaggio Sulla tratta Torino-Palermo, chi viaggia con una vettura diesel deve spendere 81 euro in più rispetto all’estate 2025. L'aumento supera i 50 euro nei viaggi da Milano a Lecce, da Genova a Catanzaro, da Bolzano a Lecce e da Bologna a Reggio Calabria. Sono differenze rilevanti, soprattutto per le famiglie che hanno pianificato le ferie sulla base di un budget preciso. Una somma aggiuntiva compresa tra 50 e 81 euro può corrispondere al costo di diversi pasti o contribuire al pagamento di una notte in albergo. Il caro carburanti finisce quindi per sottrarre risorse ad altre attività previste durante il soggiorno. Per chi attraversa il Paese in auto, l’esodo d’agosto del 2026 si conferma dunque più oneroso rispetto a quello dell’anno precedente. Le distanze restano le stesse, ma il costo necessario per percorrerle è aumentato sensibilmente, imponendo agli automobilisti di riservare una quota più ampia delle proprie disponibilità ai rifornimenti. - Published: 2026-08-01 - Modified: 2026-08-01 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/notte-di-san-lorenzo-fuori-torino-sentieri-e-tradizioni-tra-le-montagne-piemontesi.html - Categorie: Eventi La notte di San Lorenzo può diventare l’occasione per lasciare il caos cittadino e cercare un cielo più buio tra le montagne piemontesi. Valli, altipiani e piccoli borghi offrono diverse possibilità per osservare le stelle cadenti, trascorrere alcune ore nella natura e ritrovare tradizioni legate al territorio. Dal Colle del Nivolet alla Val Varaita, passando per le località alpine della Via Lattea, il Piemonte propone esperienze capaci di unire osservazione del cielo, passeggiate, musica ed enogastronomia. Il Colle del Nivolet per osservare il cielo ad alta quota Una delle destinazioni più suggestive per la notte del 10 agosto è la Valle dell’Orco, con gli ampi spazi del Colle del Nivolet. L’altopiano si trova a circa 2. 500 metri di quota ed è considerato uno dei luoghi più bui d’Italia, caratteristica particolarmente apprezzata da chi desidera allontanarsi dall’inquinamento luminoso. Qui l’esperienza può essere vissuta in modo semplice, stendendo una coperta e alzando lo sguardo verso il cielo, oppure portando con sé un telescopio per seguire più attentamente lo spettacolo notturno. L’ambiente di alta montagna contribuisce a creare un’atmosfera diversa da quella delle piazze cittadine e trasforma l’attesa delle stelle cadenti in un momento immerso nella natura. Il Nivolet rappresenta quindi una meta adatta ai veri “cacciatori di stelle”, ma anche a chi vuole trascorrere San Lorenzo in uno scenario lontano dai rumori urbani. La vastità dell’altopiano, il cielo aperto e la presenza delle montagne rendono questa zona uno dei punti di riferimento piemontesi per la ricorrenza. Da Pino Torinese alla Via Lattea tra astronomia e musica Chi preferisce partecipare a un’attività organizzata può orientarsi verso l’area dell’Osservatorio di Pino Torinese. Le sue sedi alpine in Val Pellice e Val Chisone propongono serate dedicate all’osservazione guidata, realizzate con la collaborazione degli astrofili. Queste iniziative permettono di avvicinarsi al cielo notturno attraverso un’esperienza condivisa. L’osservazione non si limita così alla semplice attesa delle meteore, ma diventa un appuntamento accompagnato da chi conosce gli strumenti e sa guidare lo sguardo verso ciò che accade sopra le montagne. Un’altra possibilità conduce in Val Susa, tra Sestriere e Claviere. I grandi prati d’alta quota della Via Lattea diventano lo scenario di serate in cui l’osservazione notturna incontra la musica acustica. Il paesaggio alpino assume così una dimensione ancora più coinvolgente, nella quale le note accompagnano l’attesa delle stelle. Sono proposte diverse, ma legate dallo stesso desiderio di vivere San Lorenzo lontano dalla città. Da una parte ci sono gli incontri guidati con gli appassionati di astronomia, dall’altra appuntamenti capaci di affiancare musica e contemplazione del cielo negli spazi aperti delle località alpine. Borghi e sentieri da esplorare prima della notte La giornata può cominciare molto prima della comparsa delle stelle. Chi vuole abbinare l’appuntamento serale a una passeggiata può scegliere alcuni borghi e sentieri piemontesi legati anche nel nome a San Lorenzo. A Noasca, all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, si trova il borgo di San Lorenzo. È un villaggio di pietra inserito in un ambiente che conserva la memoria del mondo alpino. La località permette di trascorrere alcune ore tra natura e storia prima di dedicarsi all’osservazione del cielo. Spostandosi nell’Appennino Alessandrino si incontrano invece i Piani di San Lorenzo, in Val Curone. La zona è caratterizzata da grandi radure circondate da boschi di faggio. I suoi spazi si prestano al trekking leggero e possono essere scelti anche dalle famiglie che cercano una giornata all’aperto da prolungare fino alle ore serali. Un’altra destinazione si trova in Val Varaita, nella frazione San Lorenzo di Brossasco. Qui l’ambiente montano si intreccia con la storica tradizione della lavorazione del legno. Dal borgo passano inoltre i sentieri dei percorsi occitani, offrendo un ulteriore incontro tra cammino, cultura locale e paesaggio. Queste mete consentono di costruire una giornata completa. Il cielo resta il protagonista della sera, mentre le ore precedenti possono essere dedicate ai villaggi di pietra, ai prati, ai boschi e alle testimonianze delle comunità alpine. Cene nei rifugi e sapori legati al 10 agosto San Lorenzo sulle montagne piemontesi non è soltanto sinonimo di sentieri e stelle. In occasione della ricorrenza, diversi rifugi alpini organizzano cene tradizionali a base di polenta, seguite da escursioni notturne illuminate dalle lampade frontali. Dopo la cena, il cammino permette di raggiungere spazi aperti dai quali osservare le Perseidi. Il passaggio dalla tavola al sentiero crea un’esperienza che riunisce cucina montana e scoperta del paesaggio durante le ore più buie. Nelle vallate torinesi e cuneesi sopravvive anche la tradizione dei biscotti preparati per la festa del 10 agosto. I piccoli forni artigianali continuano a proporre questi prodotti, mantenendo vivo un legame gastronomico con San Lorenzo. Tra altipiani, borghi alpini, osservazioni guidate e cene in rifugio, il Piemonte offre quindi numerosi modi per trascorrere la notte delle stelle fuori Torino. Ogni destinazione propone una prospettiva differente, ma tutte invitano a riscoprire il cielo insieme ai sentieri, alle consuetudini e ai sapori delle montagne. - Published: 2026-08-01 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/aspettando-san-lorenzo-una-serata-tra-perseidi-e-capolavori-alla-precettoria-di-ranverso.html - Categorie: Eventi Il fascino del cielo estivo incontra la storia in una serata capace di unire astronomia, arte e tradizione. Domenica 9 agosto, in occasione dell’appuntamento “Aspettando San Lorenzo”, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso potrà essere visitata in una veste insolita, quando il buio avvolgerà il complesso monumentale e gli sguardi si rivolgeranno verso le stelle. L’iniziativa prevede un’osservazione guidata delle Perseidi realizzata in collaborazione con Infini. TO – Planetario di Torino. Alla scoperta del cielo si affiancherà un’apertura straordinaria serale della Precettoria, offrendo ai partecipanti l’opportunità di vivere nello stesso appuntamento due esperienze differenti ma legate da un’atmosfera particolarmente suggestiva. Il cielo d’agosto raccontato da un astrofisico Uno dei momenti centrali della serata sarà dedicato all’osservazione delle stelle cadenti. I partecipanti saranno accompagnati da un astrofisico di Infini. TO, che li guiderà nella lettura del cielo estivo e dei fenomeni visibili durante questo periodo dell’anno. L’appuntamento consentirà quindi di andare oltre la semplice contemplazione. Le scie luminose potranno essere comprese attraverso una spiegazione scientifica, trasformando uno degli spettacoli naturali più attesi dell’estate in un’occasione di approfondimento. La presenza di una guida esperta aiuterà a riconoscere le caratteristiche delle Perseidi e a osservare con maggiore consapevolezza ciò che accade sopra l’orizzonte. L’iniziativa si svolgerà il 9 agosto, alla vigilia della ricorrenza tradizionalmente associata alle stelle cadenti. Da qui nasce anche il nome “Aspettando San Lorenzo”, scelto per una serata che anticipa simbolicamente una delle notti più conosciute del calendario estivo. Dalle lacrime di San Lorenzo alla cometa Swift-Tuttle La tradizione popolare collega le scie luminose di agosto al martirio di San Lorenzo, ucciso il 10 agosto del 258 d. C. Secondo questa interpretazione, le meteore rappresenterebbero le lacrime versate dal santo e tornate ogni anno a illuminare il cielo. È un racconto che ha attraversato i secoli e che ancora oggi contribuisce al fascino della notte di San Lorenzo. La spiegazione astronomica conduce invece nello spazio. Il fenomeno è prodotto dalle Perseidi, uno sciame formato da minuscoli frammenti di polvere e ghiaccio disseminati dalla cometa Swift-Tuttle durante il suo percorso intorno al Sole. Ogni estate la Terra incontra questi detriti, che a contatto con l’atmosfera generano le rapide tracce luminose comunemente chiamate stelle cadenti. Il dialogo fra tradizione e conoscenza scientifica sarà uno degli elementi più interessanti dell’appuntamento. Da una parte rimane viva la storia delle lacrime di San Lorenzo, dall’altra l’osservazione guidata permette di comprendere l’origine reale del fenomeno. Due letture diverse che, senza escludersi, contribuiscono a rendere ancora più coinvolgente la contemplazione del cielo di agosto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso apre in notturna L’astronomia non sarà l’unica protagonista della serata. Per l’occasione, infatti, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso sarà accessibile attraverso una visita straordinaria notturna. Il complesso monumentale potrà così essere osservato in un’atmosfera differente rispetto a quella delle normali aperture diurne. La visita offrirà la possibilità di avvicinarsi alla storia dell’Ordine degli Antoniani e di ammirare i capolavori conservati all’interno del sito. L’illuminazione serale e il silenzio della notte contribuiranno a dare agli ambienti una dimensione inconsueta, valorizzando il legame tra il patrimonio storico della Precettoria e il cielo che farà da sfondo all’evento. “Aspettando San Lorenzo” propone dunque un incontro tra due forme di esplorazione. Lo sguardo potrà spostarsi dalle opere custodite nel complesso alle profondità del cielo, passando dalla storia degli Antoniani al viaggio della cometa Swift-Tuttle. Arte e astronomia diventano così le due anime di un’unica esperienza estiva. Le aperture della Precettoria durante il mese di agosto Chi non potrà partecipare alla serata del 9 agosto avrà comunque la possibilità di visitare la Precettoria durante il resto del mese. Il complesso manterrà infatti il consueto calendario di apertura, dal mercoledì alla domenica. Al mattino sarà accessibile dalle 9. 30 alle 13, con ultimo ingresso fissato alle 12. 30. Nel pomeriggio le visite saranno possibili dalle 14 alle 17. 30, mentre l’ultimo accesso sarà consentito alle 17. La Precettoria resterà invece chiusa il lunedì e il martedì. L’appuntamento domenicale conserva però un carattere particolare. La visita in notturna, l’osservazione delle Perseidi e l’accompagnamento di un astrofisico trasformano la vigilia di San Lorenzo in un viaggio attraverso epoche e distanze diverse. Una serata nella quale le tracce della storia custodite sulla Terra incontreranno quelle lasciate nello spazio dalla cometa Swift-Tuttle. - Published: 2026-08-01 - Modified: 2026-07-31 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-si-riempie-di-fiori-4-000-piante-tra-centro-parchi-e-giardini.html - Categorie: News Torino indossa nuovi colori nel cuore dell’estate. Circa 4. 000 piante ornamentali, messe a dimora all’inizio della stagione, stanno raggiungendo in queste settimane il momento di massima fioritura. Le composizioni, distribuite tra piazze, parchi e giardini, disegnano un percorso fatto di tonalità bianche, rosa e blu. Il risultato nasce dal lavoro quotidiano delle squadre impegnate nella cura del verde pubblico, chiamate a proteggere le nuove aiuole anche durante le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate. Un percorso fiorito tra i luoghi simbolo di Torino Le nuove composizioni non sono concentrate in un’unica zona, ma interessano diversi punti della città. Le piante sono state sistemate nei pressi del Monumento a Vittorio Emanuele, nel Giardino Lamarmora, in piazza Solferino, piazza Statuto e piazza Carlo Alberto. Le fioriture raggiungono anche il Parco del Valentino e il Sacrario del Martinetto. Si tratta di luoghi molto differenti tra loro. Alcuni sono attraversati ogni giorno da residenti e lavoratori, altri rappresentano mete abituali per chi desidera passeggiare o trascorrere qualche ora all’aperto. Proprio questa distribuzione permette alle nuove aiuole di entrare nella vita quotidiana della città, creando piccoli cambiamenti visivi lungo strade e percorsi conosciuti. Il verde stagionale accompagna monumenti, edifici storici e spazi dedicati alla memoria senza modificarne l’identità. Sono i dettagli a fare la differenza: una macchia di colore, una composizione più ricca o il contrasto tra i fiori e le superfici urbane possono rendere un ambiente immediatamente più piacevole. Dalle begonie ai coleus, una tavolozza ricca di sfumature Per realizzare gli allestimenti sono state selezionate numerose varietà ornamentali. Tra queste compaiono la Begonia Dragon Wing, riconoscibile per i delicati fiori rosa, la Cleome Senorita Rosalita, le dalie e la gaura. A completare le composizioni ci sono anche l’Hibiscus moscheutos gigante e le Impatiens walleriana. Un ruolo importante è affidato alle sfumature più intense. Le Salvia farinacea portano nelle aiuole i loro caratteristici fiori blu, mentre zinnie, Petunie Vista Bubblegum e Verbene Temari contribuiscono ad ampliare la gamma cromatica. Le salvie greggii alternano tonalità blu, rosa e bianche. I coleus, invece, introducono un ulteriore elemento decorativo attraverso le loro vivaci foglie verde acido. La scelta di utilizzare piante diverse evita un effetto uniforme e permette di costruire composizioni riconoscibili per forme, altezze e colori. Il risultato è una successione di fioriture che va dalle tinte più chiare alle tonalità maggiormente accese, capace di ravvivare sia le aree verdi sia le piazze caratterizzate soprattutto da pietra e pavimentazioni. Dietro ogni aiuola c’è un lavoro quotidiano La parte visibile dell’iniziativa è rappresentata dai fiori, ma alle spalle delle nuove composizioni esiste un’attività articolata. La realizzazione delle aiuole richiede progettazione, messa a dimora, irrigazione e manutenzione. Le piante devono essere seguite nel tempo affinché possano svilupparsi correttamente e conservare il proprio valore decorativo. Il lavoro diventa più impegnativo durante i periodi caldi. Le temperature elevate mettono sotto pressione le nuove fioriture e rendono necessaria una cura costante. La presenza di circa 4. 000 esemplari, distribuiti in più zone, richiede inoltre interventi coordinati e attenzione continua. La piena fioritura osservabile in queste settimane rappresenta quindi il risultato di un percorso iniziato nei primi giorni dell’estate. Dietro ogni composizione ci sono operazioni che spesso passano inosservate, ma che risultano indispensabili per mantenere accoglienti parchi, giardini e spazi pubblici. Una Torino più accogliente attraverso i piccoli dettagli Le fioriture estive non cambiano la struttura della città, ma possono trasformare il modo in cui viene percepita. Una piazza conosciuta assume un aspetto diverso, un giardino offre nuovi colori e una passeggiata al Valentino può riservare particolari inediti. Le 4. 000 nuove piante creano così un filo colorato tra centro, parchi e luoghi della memoria. È un intervento diffuso, affidato alla professionalità delle squadre operative e alla collaborazione dei cittadini, che restituisce una Torino più viva proprio nei mesi in cui gli spazi all’aperto vengono maggiormente frequentati. - Published: 2026-08-01 - Modified: 2026-07-31 - URL: https://www.torinofree.it/news/litalia-si-prepara-a-sfiorare-i-40-gradi-preoccupa-la-crisi-del-po.html - Categorie: News L’Italia si prepara ad affrontare un altro fine settimana segnato da temperature eccezionalmente elevate. La quarta ondata di calore porta i termometri fino alla soglia dei 40 gradi e, in alcune località, persino oltre. Al caldo si aggiunge un’umidità molto intensa, capace di far percepire valori ancora più alti e di aumentare i rischi per la salute. L’emergenza non riguarda soltanto le città. La siccità sta aggravando le condizioni del bacino del Po, mentre numerosi Comuni del Nord incontrano difficoltà nel garantire regolarmente le forniture idriche. Anche il settore agricolo comincia a risentire pesantemente della mancanza d’acqua. Bollino rosso in 19 città sabato 1 agosto Il numero delle città interessate dal livello massimo di allerta sanitaria è destinato ad aumentare rapidamente. Dai tre centri segnalati nella giornata di oggi si passerà a undici domani, fino ad arrivare a 19 città con il bollino rosso sabato 1 agosto. Le temperature più elevate sono attese soprattutto nel Centro-Nord. A Terni il termometro potrebbe raggiungere i 41 gradi, mentre Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza dovrebbero arrivare intorno ai 40. Si tratta di valori particolarmente pesanti anche perché destinati a essere accompagnati da un’afa persistente. L’ondata di calore, quindi, non sarà caratterizzata soltanto dalle temperature registrate dalle stazioni meteorologiche. La combinazione tra aria molto calda e forte umidità renderà più difficile sopportare le ore centrali della giornata, ma il disagio potrebbe proseguire anche quando il sole inizierà a calare. L’umidità spinge la temperatura percepita verso i 44 gradi In alcune zone italiane i termometri potrebbero non raggiungere materialmente i 40 gradi, ma la sensazione avvertita dall’organismo sarà molto diversa. Gli indicatori biometeorologici segnalano infatti condizioni di estremo pericolo legate proprio all’elevato tasso di umidità. A livello locale, la temperatura percepita potrà avvicinarsi ai 44 gradi. Le aree da osservare con maggiore attenzione comprendono la Pianura Padana, la Liguria di Levante, il Valdarno, le coste del Lazio e quelle della Campania settentrionale. Condizioni difficili sono previste anche in Sardegna e in Sicilia. Il fenomeno non si presenterà in modo uniforme. Si potranno trovare località relativamente vicine con valori percepiti differenti, ma in numerosi territori l’aria diventerà particolarmente opprimente. È proprio l’afa a rendere questa fase ancora più delicata, amplificando gli effetti delle temperature elevate e facendo crescere l’allerta sanitaria. Il Po è in sofferenza e oltre cento Comuni hanno problemi idrici Accanto al caldo estremo si aggrava la siccità. Per il bacino del Po il livello di severità idrica è stato innalzato ad alto, con preoccupazioni che interessano l’intera area padana e in particolare la disponibilità di acqua potabile. Sono già più di cento i Comuni tra Piemonte e Lombardia alle prese con criticità negli approvvigionamenti. In alcuni territori è stato necessario utilizzare autobotti e autocisterne per riempire i serbatoi degli acquedotti e mantenere la continuità del servizio destinato alla popolazione. La disponibilità d’acqua sta diminuendo anche in Valle d’Aosta. Nel Pavese, intanto, il mondo agricolo segnala una carenza molto grave, capace di mettere in difficoltà diverse coltivazioni. Tra quelle maggiormente esposte c’è il riso, la cui produzione dipende in misura significativa dalla presenza di adeguate risorse idriche. La situazione ha portato anche all’introduzione di provvedimenti locali. A Pesaro è stata emessa un’ordinanza con l’obiettivo di limitare l’utilizzo dell’acqua potabile. Il quadro mostra così come l’ondata di calore non rappresenti soltanto un problema meteorologico, ma coinvolga forniture essenziali, attività agricole e gestione delle risorse disponibili. Aumentano gli accessi nei Pronto soccorso Le conseguenze del caldo si stanno facendo sentire anche sul sistema sanitario. Gli accessi ai Pronto soccorso sono aumentati tra il 10 e il 15%, confermando un andamento già osservato alla fine di giugno. Particolarmente vulnerabili risultano gli anziani che vivono soli e non possono contare su una rete familiare di sostegno. In alcuni casi le patologie già presenti vengono trascurate fino a rendere necessario l’intervento dell’ambulanza. Un’analisi dedicata all’Europa occidentale indica inoltre che, nel primo semestre del 2026, due bambini su tre sono stati esposti a ondate di calore estreme. In Italia il fenomeno avrebbe coinvolto circa 3,4 milioni di minori. L’emergenza interessa anche altre nazioni europee. In Germania, dall’inizio dell’anno, le vittime attribuite al caldo sarebbero quasi diecimila. In Gran Bretagna, invece, la stima relativa ai decessi legati alle ondate di calore è raddoppiata nel 2026, arrivando a 2. 877. Non va infine trascurato il rischio di un improvviso peggioramento atmosferico. Il calore accumulato può favorire temporali più diffusi sulle Alpi già nei prossimi giorni. L’Italia si trova quindi ad affrontare una fase complessa, segnata contemporaneamente da temperature estreme, siccità, afa intensa e possibile instabilità. - Published: 2026-07-31 - Modified: 2026-07-31 - URL: https://www.torinofree.it/news/collegno-i-centri-estivi-raddoppiano-e-proseguono-fino-all11-settembre.html - Categorie: News L’avvicinarsi del nuovo anno scolastico può creare difficoltà organizzative alle famiglie, soprattutto quando le attività estive terminano prima del rientro in classe. Per ridurre questo intervallo, il Comune di Collegno ha deciso di prolungare i centri estivi accreditati fino all’11 settembre 2026, una settimana oltre la scadenza inizialmente fissata al 4 settembre. L’offerta viene inoltre ampliata con nuove sedi e coordinata con alcune attività formative scolastiche, così da assicurare una copertura educativa durante l’intera giornata. Una settimana aggiuntiva prima del ritorno in classe La principale novità riguarda il periodo compreso tra il 7 e l’11 settembre, immediatamente precedente all’avvio del nuovo anno scolastico. In questi giorni molti genitori hanno già ripreso a lavorare a pieno ritmo, mentre i figli non sono ancora tornati tra i banchi. Proprio questa necessità, segnalata da numerose famiglie, ha portato all’estensione del servizio. I centri estivi accreditati resteranno quindi operativi per una settimana in più rispetto alla programmazione originaria. L’obiettivo è offrire ai bambini e alle bambine continuità nelle attività educative, evitando un’interruzione difficile da gestire per chi deve conciliare gli impegni professionali con l’organizzazione familiare. Il prolungamento non viene pensato come un intervento isolato. La decisione è stata definita attraverso il confronto tra l’amministrazione comunale e le dirigenze scolastiche del territorio, in modo da coordinare le diverse iniziative previste nello stesso periodo. Attività scolastiche e comunali copriranno l’intera giornata Nella settimana aggiuntiva, l’Istituto Comprensivo Collegno III organizzerà alcuni moduli formativi finanziati attraverso i Fondi strutturali europei. Le lezioni e le attività si svolgeranno dalle 8. 30 alle 12. 30, ma non comprenderanno il servizio mensa. Per evitare che le famiglie possano contare soltanto sulla copertura della mattinata, le attività scolastiche verranno integrate con quelle promosse nell’ambito dei centri estivi comunali. La combinazione dei due servizi permetterà di accompagnare i partecipanti durante l’intera giornata. Non si tratta di un modello completamente nuovo per Collegno. Una formula simile era già stata sperimentata nel mese di giugno, offrendo una prima occasione per verificare la collaborazione tra scuola, Comune e soggetti accreditati. L’esperienza viene ora riproposta nel periodo di settembre, quando la necessità di una copertura educativa stabile risulta particolarmente sentita. La complementarità tra i diversi moduli consente inoltre di non sovrapporre semplicemente le iniziative. Le attività formative della mattina e quelle dei centri estivi diventano parti di un’unica proposta, capace di accompagnare gradualmente bambini e ragazzi verso la ripresa delle normali lezioni. Tre nuove sedi per ampliare il servizio Il potenziamento riguarda anche gli spazi disponibili. Accanto alle sedi già previste, verranno utilizzate Boselli, Don Milani e Mamma Pajetta. L’aggiunta di queste tre strutture permette di ampliare l’offerta dei centri estivi e di accogliere le richieste legate alla settimana supplementare. La gestione resterà affidata agli operatori già accreditati per l’estate 2026, vale a dire la Cooperativa 3e60 e Spaziomnibus. Le attività proseguiranno alle condizioni stabilite dagli atti di accreditamento già in vigore, mantenendo quindi lo stesso quadro organizzativo adottato durante il resto della stagione estiva. La scelta di coinvolgere soggetti che hanno già gestito il servizio consente di dare continuità all’esperienza proposta nei mesi precedenti. I partecipanti potranno così ritrovare un’organizzazione già attiva, mentre le famiglie avranno come riferimento gli stessi canali utilizzati nel corso dell’estate. Come richiedere il voucher per la settimana aggiuntiva È prevista una possibilità anche per le famiglie che non hanno utilizzato il voucher durante le cinque settimane ordinarie. Queste potranno presentare una richiesta specifica per il periodo dal 7 all’11 settembre attraverso la piattaforma e-Civis. Le domande relative alla settimana aggiuntiva verranno considerate tardive. Il riconoscimento del contributo non sarà quindi immediato, ma dipenderà dalla verifica delle risorse economiche ancora disponibili. Secondo le indicazioni fornite, questa valutazione dovrebbe avvenire presumibilmente a partire dal mese di ottobre. L’invio della richiesta non comporta dunque l’assegnazione automatica del voucher. Qualora le risorse non fossero sufficienti a soddisfare tutte le domande, i contributi verrebbero attribuiti seguendo l’ordine crescente dell’indicatore ISEE. La priorità sarebbe pertanto determinata dalla situazione economica dichiarata dai nuclei familiari. Una risposta alle esigenze organizzative delle famiglie Il prolungamento dei centri estivi nasce dalla volontà di colmare uno spazio temporale che, ogni anno, può risultare complicato. La settimana precedente al ritorno in classe coincide spesso con la piena ripresa delle attività lavorative, ma non sempre con la disponibilità di servizi educativi capaci di coprire l’intera giornata. A Collegno la risposta passa attraverso l’ampliamento delle sedi, la collaborazione con le scuole e il coordinamento tra moduli formativi e attività comunali. Il servizio proseguirà fino all’11 settembre, accompagnando bambini e famiglie fino alle porte del nuovo anno scolastico e replicando un sistema già sperimentato all’inizio dell’estate. - Published: 2026-07-31 - Modified: 2026-07-31 - URL: https://www.torinofree.it/news/il-tram-15-porta-torino-verso-superga-il-nuovo-progetto-contro-lafa.html - Categorie: News Il caldo prolungato continua a mettere alla prova Torino. Dopo 39 giorni consecutivi con temperature superiori ai 30 gradi, la città ha deciso di valorizzare due risorse già disponibili: la linea tranviaria 15 e la collina. Nasce così il progetto “Corridoio Verde”, pensato per aiutare residenti e visitatori a raggiungere con i mezzi pubblici le zone più fresche e alberate nei dintorni di Superga. L’iniziativa collega idealmente il percorso del tram 15 alla storica Tranvia a Dentiera Sassi-Superga. L’obiettivo è offrire un’alternativa accessibile a chi trascorre l’estate in città e, nello stesso tempo, limitare l’impiego delle automobili lungo le strade collinari. Un percorso verso le zone più fresche di Torino Il tram 15 attraversa Torino collegando Borgata Lesna con il nodo di Sassi. Proprio da quest’ultima fermata è possibile proseguire verso Superga utilizzando la storica Tranvia a Dentiera. Il “Corridoio Verde” non comporta quindi la realizzazione di una nuova infrastruttura, ma punta a rendere più riconoscibile e conveniente un collegamento già esistente. La linea tranviaria diventa il primo tratto di un itinerario diretto verso la collina, dove durante le giornate più calde si possono registrare temperature inferiori di tre o quattro gradi rispetto a quelle del centro urbano. Superga si trova a 672 metri di altitudine e rappresenta una delle destinazioni più conosciute della collina torinese. Oltre alla Basilica, l’area permette di raggiungere diversi percorsi immersi nel verde. Tra questi figura anche il Sentiero dei Pianeti, che prosegue in direzione di Pino Torinese. Il progetto vuole così trasformare un normale spostamento con i mezzi pubblici in un’opportunità per cercare sollievo dall’afa, trascorrere qualche ora nella natura e conoscere meglio il territorio collinare. Dal tram 15 alla Tranvia Sassi-Superga Il funzionamento dell’iniziativa è semplice. I passeggeri possono utilizzare la linea 15 fino a Sassi e, una volta arrivati, effettuare l’interscambio con la Dentiera diretta a Superga. La combinazione tra i due servizi crea un itinerario che attraversa una parte significativa della città e termina in una zona più fresca. La proposta è rivolta in particolare alle persone che, per ragioni economiche, di salute o organizzative, non possono lasciare Torino durante l’estate. La collina diventa in questo modo una destinazione più facilmente raggiungibile anche senza automobile. L’incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico serve inoltre a contenere il traffico sulle strade che salgono verso Superga. Una maggiore presenza di automobili lungo i tornanti potrebbe infatti rendere più difficili gli spostamenti e ridurre i benefici ambientali dell’iniziativa. Alla definizione del progetto hanno partecipato il Comune, Gtt, le Circoscrizioni 3 e 7 e diverse realtà del territorio. Sono stati coinvolti anche il Sermig, l’amministrazione di Pino Torinese e il Planetario, con l’intento di unire mobilità, natura e valorizzazione culturale e scientifica dell’area. Biglietti ridotti per raggiungere Superga Per rendere il Corridoio Verde più accessibile, è stata ampliata la platea delle persone che possono usufruire delle tariffe agevolate sulla Sassi-Superga. La principale novità riguarda i possessori di un abbonamento annuale Gtt o della Tessera Junior, che possono acquistare il biglietto ridotto di andata e ritorno al prezzo di 4 euro. La medesima agevolazione è prevista per gli over 65, per i gruppi scolastici che viaggiano nei giorni feriali e per chi possiede la Torino+Piemonte Card o l’Abbonamento Musei. Restano in vigore anche le tariffe ordinarie. Nei giorni feriali il viaggio costa 4 euro per la corsa semplice e 6 euro per l’andata e ritorno. Durante i fine settimana e nei giorni festivi, invece, il prezzo sale a 6 euro per una singola tratta e a 9 euro per il biglietto di andata e ritorno. Le riduzioni rappresentano uno degli elementi centrali del progetto, perché permettono di rendere più conveniente l’intero itinerario e incoraggiano chi possiede già un abbonamento al trasporto pubblico a utilizzare anche la storica Dentiera. Informazioni sui tram e attraverso i canali social Per far conoscere l’iniziativa è stata avviata una campagna informativa dedicata. A bordo dei mezzi della linea tranviaria 15 sono stati collocati materiali che illustrano il collegamento con la Sassi-Superga e le agevolazioni disponibili. Gli avvisi vengono controllati e ripristinati regolarmente affinché rimangano visibili ai passeggeri. Parallelamente, Gtt ha iniziato a promuovere il Corridoio Verde attraverso i propri canali social, spiegando come combinare i due mezzi e quali tariffe siano previste. I primi riscontri raccolti sono stati positivi e potrebbero contribuire ad aumentare gli spostamenti verso la collina durante i periodi più caldi. Il progetto restituisce così una nuova funzione alla linea 15: non soltanto un collegamento urbano, ma la porta di accesso a un itinerario verso Superga, capace di offrire qualche grado in meno, spazi verdi e un’alternativa alle giornate trascorse nell’afa cittadina. - Published: 2026-07-31 - Modified: 2026-07-31 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-riapre-il-museo-della-radio-e-della-televisione-rai-ad-agosto-aperto-tutti-i-giorni.html - Categorie: Cultura Il Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino è pronto ad accogliere nuovamente il pubblico. Dopo la chiusura temporanea necessaria per effettuare alcuni interventi di riqualificazione, gli spazi espositivi di via Verdi 16 riapriranno sabato 1° agosto 2026. Per l’intero mese sarà inoltre adottato un calendario straordinario, pensato per favorire le visite durante il periodo estivo. Apertura quotidiana per tutto il mese di agosto La principale novità riguarda gli orari. Dal 1° al 31 agosto il museo sarà accessibile tutti i giorni, compreso Ferragosto, dalle 9. 30 alle 18. 30. L’apertura quotidiana rappresenta un’eccezione rispetto al consueto calendario della struttura e offre un’opportunità in più sia ai residenti sia ai turisti presenti a Torino durante le vacanze. L’ingresso continuerà a essere gratuito. Il museo può quindi diventare una tappa da inserire in una giornata trascorsa nel centro cittadino, anche perché si trova in via Giuseppe Verdi, nelle vicinanze di altri importanti luoghi culturali torinesi. Un allestimento rinnovato dopo i lavori La pausa è servita per migliorare diversi elementi degli ambienti interni. Tra gli interventi realizzati figura la sostituzione della precedente moquette con una nuova pavimentazione ispirata agli studi televisivi. Sono stati rinnovati anche i servizi igienici ed è stata resa più uniforme la scenografia che accompagna l’esposizione. Alcuni punti del percorso museale sono stati aggiornati con l’obiettivo di rendere la visita più coinvolgente. Il nuovo aspetto non modifica l’identità della struttura, ma contribuisce a creare un ambiente più funzionale e coerente con il mondo della radio e della televisione raccontato attraverso gli oggetti esposti. Un viaggio nella storia della comunicazione Il museo permette di ripercorrere circa due secoli di innovazioni, dai primi strumenti per la trasmissione dei segnali fino alla radio e alla televisione contemporanee. Gli apparati storici dialogano con filmati, ricostruzioni e allestimenti ispirati agli studi di produzione. Il percorso non racconta soltanto l’evoluzione tecnica dei mezzi di comunicazione. Radio e televisione vengono presentate anche come strumenti capaci di modificare il linguaggio, l’informazione e le abitudini quotidiane. Per questo la visita può interessare pubblici differenti: dagli appassionati di tecnologia alle famiglie, fino a chi desidera ritrovare programmi e atmosfere appartenenti alla memoria collettiva. Una proposta culturale per l’estate torinese La riapertura restituisce alla città uno spazio dedicato alla storia dei media italiani proprio nel periodo di maggiore presenza turistica. L’apertura straordinaria per tutto agosto rende più semplice programmare la visita, senza dover tenere conto del normale giorno di chiusura settimanale. Il nuovo allestimento offre così l’occasione per osservare da vicino come radio e televisione siano cambiate nel tempo, passando da apparecchi riservati a pochi a presenze costanti nella vita di milioni di persone. - Published: 2026-07-31 - Modified: 2026-07-31 - URL: https://www.torinofree.it/news/meteo-piemonte-picchi-di-39-gradi-e-svolta-nel-pomeriggio-possibili-fenomeni-intensi.html - Categorie: News Il Piemonte sta attraversando la fase più intensa della quarta ondata di calore dell’estate. Le temperature hanno raggiunto valori particolarmente elevati in quasi tutta la regione e, nella giornata di venerdì 31 luglio, potrebbero avvicinarsi alla soglia dei 40 gradi in alcune aree. Il caldo, tuttavia, sarà accompagnato da un progressivo aumento dell’instabilità atmosferica. Dal pomeriggio sono infatti attesi temporali sulle zone alpine e pedemontane, con la possibilità che i fenomeni raggiungano anche parte delle pianure. Localmente potrebbero verificarsi piogge molto intense, grandinate e improvvise raffiche di vento. La quarta ondata di calore raggiunge la fase più intensa La giornata di giovedì 30 luglio ha mostrato con chiarezza la portata dell’ondata di caldo. Nelle pianure piemontesi le temperature hanno superato diffusamente i 35-37 gradi, mentre nelle zone più calde dell’Astigiano e dell’Alessandrino sono stati registrati valori compresi tra 38 e 39 gradi. Condizioni particolarmente pesanti hanno interessato anche il fondovalle ossolano. Il caldo si è fatto sentire persino sulle Alpi, dove a quote comprese tra 1. 000 e 1. 200 metri i termometri hanno indicato 31-32 gradi. Il valore più elevato è stato rilevato a Fontanile, con 39,6 gradi. Subito dietro si sono collocate Acqui Terme, con 39,5 gradi, e Vinchio, dove sono stati raggiunti 39,4 gradi. Temperature superiori ai 39 gradi sono state registrate anche ad Alessandria, nella frazione San Michele, a Domodossola e a Incisa Scapaccino. Nei capoluoghi il caldo è risultato particolarmente intenso a Torino e Asti, con temperature comprese tra 37 e 38 gradi. Valori elevati hanno interessato anche Vercelli, mentre a Novara, Biella e Verbania le massime sono rimaste leggermente più contenute. Temperature vicine ai 40 gradi nell’Alessandrino L’ultimo giorno di luglio porterà una nuova lieve intensificazione del caldo alle quote più basse. Le condizioni più difficili sono previste sulle pianure centro-orientali del Piemonte, dove le temperature potranno raggiungere 37-39 gradi. L’area maggiormente esposta sarà ancora una volta quella dell’Alessandrino. Sulla piana di Alessandria e nei territori dell’Acquese, del Novese e del Tortonese non sono esclusi valori molto vicini ai 40 gradi. La combinazione tra temperature elevate e umidità renderà il caldo particolarmente pesante. La situazione, però, non resterà stabile per tutta la giornata. Già nel primo pomeriggio un lieve calo termico in alta quota favorirà la formazione di nubi sull’arco alpino. Il cambiamento sarà collegato al passaggio di una modesta ondulazione ciclonica all’interno delle correnti presenti oltre i 4. 000-5. 000 metri. Questo movimento atmosferico potrà innescare rapidamente temporali di calore, alimentati dall’energia accumulata durante le ore più calde. Temporali dalle Alpi verso le pianure Le prime nubi temporalesche dovrebbero svilupparsi soprattutto lungo il tratto alpino compreso tra il Monviso e l’Alto Piemonte. I fenomeni nasceranno inizialmente sulle valli medio-alte, per poi spostarsi progressivamente da sud-ovest verso nord-est. Nel corso del pomeriggio, rovesci e temporali potranno quindi raggiungere le zone pedemontane e, in maniera più irregolare, anche le pianure situate lungo il Po e a nord del fiume. Non si tratterà necessariamente di un peggioramento uniforme. Alcune località potrebbero rimanere quasi completamente all’asciutto, mentre altre potrebbero essere interessate da fenomeni molto intensi e concentrati in poco tempo. I principali rischi sono rappresentati da brevi nubifragi, grandine e colpi di vento. I temporali più forti sono ritenuti maggiormente probabili a nord di Torino. Tra le zone da osservare con particolare attenzione rientrano il Canavese, il settore occidentale del Vercellese, il Biellese, la Valsesia, l’alto Novarese e il Verbano. Possibili fenomeni intensi anche nel Basso Piemonte Qualche temporale potrebbe svilupparsi anche nel Basso Piemonte, interessando le pianure e le colline del Cuneese e dell’Astigiano situate a nord del Tanaro. In queste aree potrebbero incontrarsi masse d’aria con caratteristiche differenti. Da sud è infatti attesa una ventilazione più asciutta proveniente dall’Appennino, mentre da ovest potrebbero arrivare correnti più fresche e umide generate dai temporali alpini e pedemontani. A queste si aggiungerà la brezza termica orientale o sud-orientale. La convergenza tra i diversi venti, unita alla grande quantità di calore presente nei bassi strati dell’atmosfera, potrebbe favorire temporali localmente molto violenti. La fascia oraria più delicata dovrebbe essere quella compresa tra le 17 e le 19. I fenomeni tenderanno generalmente a perdere intensità entro il tramonto. La rapidità con cui potranno formarsi consiglia però di prestare attenzione all’evoluzione del cielo durante il pomeriggio, soprattutto nelle zone alpine, pedemontane e nelle aree di pianura indicate come maggiormente esposte. - Published: 2026-07-30 - Modified: 2026-07-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-caselle-cambia-volto-nuova-area-imbarchi-con-eataly-giochi-e-spazi-per-lavorare.html - Categorie: News L’aeroporto di Torino Caselle amplia i propri spazi e introduce nuovi servizi destinati a migliorare l’esperienza dei viaggiatori. Il primo piano dell’area imbarchi, precedentemente poco utilizzato, è stato trasformato in un ambiente dedicato alla ristorazione, al lavoro, al divertimento e alle famiglie. L’intervento mette a disposizione circa mille metri quadrati aggiuntivi, collegati direttamente al livello dei gate. Il rinnovamento arriva mentre lo scalo torinese registra una crescita significativa del traffico. Nei primi sei mesi del 2026 sono transitati da Caselle quasi 2,9 milioni di passeggeri, con un aumento del 17,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che hanno reso necessario ampliare le aree di attesa e riorganizzare alcuni dei principali servizi aeroportuali. Una nuova area imbarchi da mille metri quadrati La parte più evidente del progetto riguarda il recupero del primo piano. Lo spazio è stato completamente ripensato per accogliere i passeggeri durante il tempo che precede la partenza, offrendo alternative alla tradizionale attesa davanti al gate. Il collegamento tra i due livelli è stato migliorato attraverso una scala mobile, che permette di raggiungere rapidamente il piano inferiore. Lungo il corridoio sono state inoltre installate cento nuove sedute, aumentando la disponibilità di posti per chi preferisce rimanere vicino alle aree di imbarco. Una parte importante della superficie è occupata dal nuovo punto Eataly, esteso su 530 metri quadrati e dotato di 156 posti a sedere. L’offerta riunisce ristorante, caffetteria e mercato, consentendo ai viaggiatori di scegliere tra diverse modalità di consumo senza lasciare l’area controllata dell’aeroporto. Gli altri 480 metri quadrati sono stati destinati ai passeggeri e agli operatori aeroportuali. Non si tratta di una semplice estensione della sala, ma di un insieme di ambienti con funzioni differenti, progettati per rispondere alle esigenze di chi viaggia per lavoro, delle famiglie e di chi desidera trascorrere il tempo in modo più piacevole. Postazioni di lavoro, videogiochi e spazi per le famiglie Tra le novità figura una Working Area con 33 postazioni, tutte attrezzate con prese elettriche e porte USB. I viaggiatori possono così utilizzare il computer, ricaricare i propri dispositivi o svolgere alcune attività professionali prima della partenza. Il servizio risponde alla crescente necessità di poter lavorare anche durante gli spostamenti, soprattutto quando l’attesa si prolunga. Per chi preferisce rilassarsi attraverso il gioco è stata realizzata una Fun & Game Area. Lo spazio comprende flipper, cabinati arcade, simulatori di guida e un biliardino. La presenza di attività diverse trasforma una parte dell’aeroporto in un ambiente più informale, pensato non soltanto per i più giovani. È stata trasferita e ampliata anche la Baby Lounge, riservata ai bambini piccoli e ai loro accompagnatori. La nuova zona dispone di cuscini per giocare, una casetta, un fasciatoio e un lavabo. Le famiglie possono quindi contare su un ambiente attrezzato nel quale trascorrere l’attesa con maggiore comodità. Il progetto ha interessato anche i servizi igienici. La superficie a essi riservata raggiunge ora i 90 metri quadrati, oltre il doppio rispetto a quella precedente. Rimane inoltre accessibile la terrazza destinata ai fumatori. Dieci negozi rinnovati al livello dei gate I lavori non si sono limitati al nuovo piano. Anche l’area commerciale situata al livello zero, dove si trovano i gate, è stata sottoposta a un ampio riassetto. Sono state coinvolte dieci attività, per un totale di 1. 150 metri quadrati di superfici di vendita rinnovate o ampliate. La riorganizzazione era iniziata con il trasferimento e l’ingrandimento della libreria ed è poi proseguita interessando progressivamente gli altri punti vendita. I negozi dispongono ora di ambienti più grandi e visibili, collocati con maggiore continuità lungo il percorso seguito dai passeggeri. Questa disposizione punta a rendere più ordinato e funzionale il passaggio verso gli imbarchi. Allo stesso tempo, l’aumento della superficie commerciale amplia le possibilità offerte a chi deve attendere il proprio volo. Caselle accompagna la crescita del traffico aereo L’ampliamento risponde all’aumento del numero di persone che utilizzano lo scalo torinese. Sei mesi consecutivi da record hanno confermato una tendenza positiva che richiede spazi più capienti, percorsi ancora più funzionali e servizi adatti a profili di viaggiatori differenti. La crescita dell’aeroporto procede inoltre insieme a quella del turismo cittadino. Nell’arco di dieci anni il numero dei turisti a Torino è aumentato del 57%. Nel solo 2025 sono stati registrati 1,8 milioni di arrivi e 4,7 milioni di presenze, all’interno di una città che ospita circa 700 eventi ogni anno. Con il nuovo primo piano e il restyling dell’area commerciale, Caselle vuole quindi adeguare la propria offerta ai nuovi flussi. L’obiettivo dell’intervento emerge dalla varietà degli ambienti realizzati: mangiare, lavorare, giocare, prendersi cura dei bambini o semplicemente trovare una seduta diventano attività più semplici anche durante l’attesa della partenza. - Published: 2026-07-30 - Modified: 2026-07-30 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/biodiversity-risk-da-torino-il-nuovo-indicatore-che-misura-i-danni-delle-filiere-alimentari.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Una tazzina di caffè, una tavoletta di cioccolato o un alimento contenente soia e olio di palma possono nascondere un costo ambientale difficile da vedere. Le conseguenze delle nostre scelte di consumo, infatti, possono manifestarsi a migliaia di chilometri di distanza, contribuendo alla trasformazione delle foreste tropicali e alla scomparsa di habitat essenziali per numerose specie. A misurare questo legame tra alimentazione, commercio internazionale e natura è uno studio condotto dall’Università di Torino e dall’Università Statale di Milano, pubblicato sulla rivista scientifica Ecological Economics. La ricerca introduce un nuovo indicatore, chiamato Biodiversity Risk, pensato per valutare in modo più preciso il rischio di perdita della biodiversità provocato dalle filiere agricole. Perché misurare la deforestazione non basta Fino a oggi, uno dei parametri più utilizzati per stimare l’impatto ambientale delle produzioni alimentari è stato il numero di ettari di foresta convertiti in terreni agricoli. Questa misurazione, però, considera soprattutto la superficie perduta e non sempre riesce a descrivere l’effettiva gravità del danno. Non tutte le foreste, infatti, hanno lo stesso valore ecologico. Due aree della medesima estensione possono ospitare quantità molto diverse di specie, alcune delle quali vulnerabili o presenti esclusivamente in un determinato territorio. Il nuovo indicatore Biodiversity Risk combina quindi la superficie forestale trasformata con altri elementi: la ricchezza ecologica dell’area, la presenza di specie minacciate e il loro grado di endemismo. In questo modo diventa possibile distinguere la perdita di una zona relativamente comune dalla distruzione di un habitat unico e difficilmente sostituibile. L’obiettivo è offrire una rappresentazione più completa delle conseguenze prodotte dall’agricoltura e dagli scambi commerciali sugli ecosistemi del pianeta. Analizzati 157 prodotti agricoli Per realizzare lo studio, i ricercatori hanno incrociato i dati satellitari relativi alla perdita delle foreste con le informazioni sui flussi commerciali di 157 prodotti agricoli. L’analisi ha considerato la produzione di 166 Paesi e i consumi di 195 nazioni, prendendo in esame il periodo compreso tra il 2005 e il 2022. Questa grande quantità di dati ha permesso di collegare la trasformazione delle aree forestali non soltanto ai territori produttori, ma anche ai mercati nei quali vengono consumati i beni agricoli. Il quadro ottenuto cambia in maniera significativa quando, oltre al numero di ettari distrutti, viene considerata anche la qualità naturale delle foreste coinvolte. Brasile e Indonesia guidano due classifiche diverse Il Brasile rimane il Paese con la maggiore superficie forestale convertita, soprattutto in seguito all’espansione delle attività agricole. Quando viene applicato il Biodiversity Risk, tuttavia, è l’Indonesia a raggiungere il livello di rischio più elevato. La differenza dipende dalla straordinaria ricchezza biologica delle foreste tropicali indonesiane, caratterizzate dalla presenza di numerose specie e da ecosistemi particolarmente fragili. La perdita di una superficie più piccola può quindi provocare conseguenze ecologiche maggiori rispetto alla trasformazione di un’area più estesa ma meno ricca di biodiversità. Questo risultato dimostra perché la sola misurazione della deforestazione non sia sufficiente per stabilire quali filiere e territori richiedano gli interventi più urgenti. Olio di palma, soia e gomma tra le produzioni più critiche La ricerca mette in evidenza anche il diverso impatto delle materie prime agricole. Olio di palma, soia e gomma naturale figurano tra le produzioni maggiormente associate alla trasformazione di foreste ad alto valore ecologico. Si tratta di colture fortemente legate alle grandi catene del commercio internazionale. I loro effetti ambientali possono quindi essere determinati anche dalla domanda proveniente da Paesi molto lontani dalle aree nelle quali avviene la produzione. Carne, riso e manioca presentano invece dinamiche differenti, perché risultano più strettamente collegati ai mercati interni dei Paesi produttori. Lo studio rende così più visibile la responsabilità condivisa lungo l’intera filiera: dalla produzione agricola alle importazioni, fino alle decisioni compiute da imprese e consumatori. Cosa possono fare i cittadini Le scelte quotidiane possono produrre conseguenze lontane ma comunque rilevanti. Rendere questo rapporto misurabile può aiutare le persone a comprendere meglio l’impatto degli acquisti sugli ecosistemi. Si potrebbero scegliere prodotti provenienti da filiere certificate e cercare di limitare gli sprechi. Proteggere le foreste tropicali non significa soltanto salvaguardare animali e piante. Vuol dire anche contribuire alla stabilità del clima, alla sicurezza alimentare e alla qualità della vita delle comunità umane. La normativa europea e il valore delle foreste La ricerca assume particolare rilevanza anche in vista dell’applicazione dell’European Union Deforestation Regulation, conosciuto come EUDR. Il regolamento europeo impone alle imprese di dimostrare che prodotti come cacao, caffè, soia, olio di palma, gomma naturale, legno e bovini non provengano da aree recentemente deforestate. Per gli studiosi, tuttavia, la tracciabilità e il contrasto alla deforestazione rappresentano soltanto una parte della soluzione. Occorre valutare anche il valore ecologico degli habitat coinvolti. Il Biodiversity Risk potrebbe quindi aiutare istituzioni e aziende a orientare politiche pubbliche, certificazioni, importazioni e investimenti verso filiere realmente più sostenibili. La sfida è costruire una catena alimentare capace di spiegare non solo da dove proviene un prodotto, ma anche quale prezzo abbia pagato la natura per renderlo disponibile. - Published: 2026-07-30 - Modified: 2026-07-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/atp-finals-2026-a-torino-cresce-lattesa-per-i-concerti-tutti-gli-ospiti-annunciati.html - Categorie: Eventi Le ATP Finals 2026 porteranno nuovamente a Torino i migliori protagonisti del tennis mondiale, ma lo spettacolo non sarà limitato agli incontri disputati sul campo. Intorno al torneo è stato infatti costruito un programma musicale pensato per accompagnare il pubblico durante le giornate dell’evento. Achille Lauro è stato scelto per inaugurare la manifestazione, mentre tra gli altri artisti annunciati figurano anche Levante, Nek, Noemi, Baby K, Francesco Renga e gli Zero Assoluto. Una settimana tra grande tennis e intrattenimento Le ATP Finals 2026 si svolgeranno da domenica 15 a domenica 22 novembre all’Inalpi Arena di Torino. Come previsto dal formato della competizione, saranno presenti gli otto migliori tennisti della stagione maschile e le otto coppie che hanno ottenuto i risultati più importanti nel doppio. Il programma sportivo sarà affiancato da una proposta dedicata alla musica. La scelta risponde alla volontà di trasformare il torneo in un appuntamento capace di coinvolgere il pubblico anche prima e dopo le partite. L’Inalpi Arena non sarà quindi soltanto il luogo delle sfide decisive della stagione tennistica, ma diventerà anche il palcoscenico di esibizioni dal vivo affidate ad alcuni nomi conosciuti della musica italiana. La formula era già stata sperimentata durante la precedente edizione, quando diversi momenti musicali avevano accompagnato il torneo. Nel 2026 questo percorso proseguirà con un calendario di ospiti ancora più ampio e con un evento inaugurale in programma alcuni giorni prima dell’inizio ufficiale delle partite. Achille Lauro protagonista del Grand Opening Show Il primo grande appuntamento è fissato per giovedì 12 novembre alle ore 21. Il protagonista della terza edizione del Grand Opening Show sarà Achille Lauro, chiamato ad aprire simbolicamente le ATP Finals con una serata incentrata su musica e spettacolo. Per l’artista, il cui vero nome è Lauro De Marinis, si tratterà di un ritorno all’Inalpi Arena. Nel marzo 2026 si era già esibito nella struttura torinese con due concerti, tenuti il 14 e il 24 del mese, entrambi sold out. La partecipazione al Grand Opening Show rappresenterà inoltre una nuova tappa del suo rapporto con Torino, in attesa dell’appuntamento del 22 giugno 2027 all’Allianz Stadium, inserito nel tour “Per sempre noi – Stadi 2027”. La serata del 12 novembre avrà il compito di creare l’atmosfera che accompagnerà l’avvio del torneo. Achille Lauro sarà il principale interprete di un evento che punta a mettere in comunicazione due pubblici diversi: quello legato alle grandi competizioni sportive e quello interessato ai concerti dal vivo. La vendita dei biglietti per il Grand Opening Show è prevista dalle ore 12 di giovedì 30 luglio, attraverso il portale ufficiale delle Nitto ATP Finals. I Music Break tornano durante le sessioni serali Accanto alla serata inaugurale torneranno i Music Break, brevi performance dal vivo inserite nel programma delle ATP Finals. Questi spettacoli sono pensati per intrattenere gli spettatori in occasione delle sessioni serali, aggiungendo un momento musicale all’esperienza vissuta all’interno dell’arena. Il gruppo degli ospiti annunciati per il 2026 comprende Nek, Baby K, Noemi, Francesco Renga, gli Zero Assoluto e Levante. Il cartellone riunisce interpreti differenti per repertorio e stile, offrendo una panoramica piuttosto ampia della scena pop italiana. Particolare attenzione è riservata alla presenza di Levante. La cantante, pur essendo nata in Sicilia, è considerata torinese d’adozione, avendo vissuto e lavorato a lungo nel capoluogo piemontese. Il suo coinvolgimento aggiunge quindi un legame diretto con la città che ospita il torneo. I Music Break erano arrivati a Torino nel 2025, dopo essere stati proposti con successo al Foro Italico durante gli Internazionali d’Italia. La loro conferma mostra come queste esibizioni siano ormai diventate una componente riconoscibile del programma di intrattenimento collegato al tennis. Il precedente successo degli spettacoli musicali L’edizione 2025 aveva già evidenziato la volontà di unire sport e musica. Il torneo era stato inaugurato da un vero e proprio “super tie-break” musicale con Max Pezzali e i Pinguini Tattici Nucleari, presentati da Max Giusti. Nel corso dello spettacolo erano stati proposti più di venti brani. L’evento era stato inoltre trasmesso gratuitamente e in chiaro su SuperTennis, permettendo anche al pubblico da casa di seguire l’apertura della manifestazione. Con il Grand Opening Show affidato ad Achille Lauro e il ritorno dei Music Break, le ATP Finals 2026 proseguiranno lungo la stessa direzione. Torino si prepara così a ospitare una manifestazione nella quale le partite restano il centro dell’evento, ma vengono accompagnate da un programma musicale capace di ampliare l’esperienza degli spettatori. - Published: 2026-07-30 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/tecnologie-quantistiche-luniversita-di-torino-entra-nella-rete-nazionale-nqsti.html - Categorie: Innovazione L’Università di Torino compie un nuovo passo nel campo della ricerca avanzata entrando ufficialmente nel National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI). Il partenariato nazionale riunisce atenei, enti pubblici di ricerca e realtà industriali impegnati nello sviluppo delle scienze e delle tecnologie quantistiche. L’adesione permette all’Ateneo torinese di consolidare un percorso già avviato negli ultimi anni e di partecipare più direttamente a progetti nazionali ed europei. L’obiettivo è mettere in relazione la ricerca fondamentale con la nascita di applicazioni, infrastrutture e competenze utili anche al sistema produttivo. Perché le tecnologie quantistiche sono diventate strategiche Le tecnologie quantistiche costituiscono una delle frontiere più importanti della ricerca internazionale. La capacità di controllare e manipolare sistemi quantistici può infatti aprire nuove prospettive in numerosi ambiti, dalla computazione quantistica ai sensori di nuova generazione. Tra i settori interessati rientrano anche le comunicazioni sicure e la metrologia di precisione. La ricerca non riguarda quindi soltanto la realizzazione di computer più avanzati, ma comprende strumenti e metodi che potrebbero trovare applicazione in diversi comparti scientifici e industriali. Proprio per questo, in tutto il mondo stanno aumentando gli investimenti destinati al settore. La collaborazione tra università, centri di ricerca e aziende diventa essenziale per trasformare i risultati ottenuti nei laboratori in soluzioni concrete, processi innovativi e nuove attività produttive. Un percorso cominciato con i progetti del PNRR L’ingresso dell’Università di Torino in NQSTI costituisce l’evoluzione di un’attività iniziata attraverso il Partenariato Esteso dedicato alle tecnologie quantistiche. L’iniziativa è nata nell’ambito della Missione 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed è finanziata dall’Unione europea tramite NextGenerationEU. L’Ateneo ha già ottenuto finanziamenti per diversi progetti selezionati attraverso i bandi promossi dal Consorzio. Tra questi figura PRECESS, al quale partecipa il Dipartimento di Chimica. Il progetto si inserisce nello Spoke 5, dedicato alle piattaforme basate sugli elettroni per le tecnologie quantistiche. Il Dipartimento di Fisica è invece coinvolto in OPTOSPIN, finanziato all’interno dello Spoke 4. Quest’area di ricerca è dedicata alle piattaforme fotoniche per le tecnologie quantistiche ed è coordinata dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. L’adesione formale alla rete consente ora di dare continuità a queste esperienze, facilitando la progettazione di nuove iniziative condivise. Torino rafforza il proprio polo quantistico La partecipazione a NQSTI amplia le possibilità di collaborazione con le università, gli enti di ricerca e i partner industriali che fanno parte del partenariato. Potrà inoltre favorire l’accesso ai programmi di ricerca italiani ed europei e contribuire alla crescita del polo torinese dedicato alle tecnologie quantistiche. Nella rete locale è già presente l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. L’ingresso dell’Università di Torino rafforza quindi un sistema territoriale nel quale sono presenti competenze scientifiche differenti ma complementari. Tra gli obiettivi indicati rientra anche il contributo alla creazione di un Quantum Fab nella rete NQSTI. La struttura dovrebbe diventare un punto di riferimento nazionale per la metrologia quantistica, sostenendo lo sviluppo di nuove infrastrutture scientifiche e tecnologiche. Mettere in comune laboratori, conoscenze e professionalità può accelerare la nascita di nuovi progetti e creare un collegamento più stretto tra ricerca di base, innovazione e trasferimento tecnologico. Il progetto europeo SPINS da 50 milioni di euro La dimensione internazionale delle attività è testimoniata anche da SPINS, acronimo di Semiconductor Pilot Line for Industrial Quantum NanoSystems. Il progetto, coordinato dal centro di ricerca Imec, coinvolge 25 organizzazioni europee tra imprese, gruppi accademici ed enti impegnati nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. L’iniziativa punta a rafforzare la leadership e la sovranità tecnologica dell’Europa in un comparto considerato strategico. SPINS dispone di un valore complessivo di 50 milioni di euro ed è cofinanziato dall’Unione europea tramite la Chips Joint Undertaking, insieme alle autorità degli Stati membri coinvolti. La partecipazione italiana è stata presentata attraverso NQSTI e comprende il contributo del Ministero dell’Università e della Ricerca, dell’Università di Milano-Bicocca, dell’Università di Torino, dell’INRiM e del Politecnico di Torino. Una presenza che conferma il ruolo assunto dal polo torinese nella ricerca quantistica italiana ed europea. Dalla ricerca alla formazione di nuove competenze NQSTI coordina le attività italiane lungo l’intera filiera dell’innovazione quantistica. Il suo compito comprende lo sviluppo di infrastrutture, il trasferimento delle conoscenze verso le imprese e il sostegno alla nascita di startup e spin-off ad alto contenuto tecnologico. Un altro elemento centrale riguarda la formazione. La crescita del settore richiede infatti competenze specifiche e figure professionali capaci di lavorare tra fisica, chimica, ingegneria e applicazioni industriali. Con l’ingresso dell’Università di Torino, la rete nazionale amplia le proprie capacità scientifiche e progettuali. Per l’Ateneo si apre invece una fase caratterizzata da maggiori opportunità di collaborazione e da una presenza più strutturata nei programmi dedicati a una delle tecnologie considerate decisive per il futuro della ricerca. - Published: 2026-07-29 - Modified: 2026-08-04 - URL: https://www.torinofree.it/guide/riqualificazione-degli-edifici-quando-e-necessario-aggiornare-gli-impianti-antincendio.html - Categorie: Guide utili Quando si effettua la riqualificazione di un edificio, non si punta esclusivamente a migliorarne l'efficienza energetica o a rinnovarne l'aspetto. Gli interventi possono modificare la distribuzione degli spazi, i materiali, il numero degli occupanti e le modalità di utilizzo degli ambienti. Tutti questi elementi incidono sulla sicurezza antincendio. Per questo motivo, prima di iniziare i lavori è opportuno verificare se gli impianti esistenti siano ancora adeguati oppure se debbano essere aggiornati, ampliati o sostituiti. Il ruolo dei sistemi SEFC nella riqualificazione Tra le soluzioni da valutare rientrano i SEFC antincendio, ossia i Sistemi di Evacuazione di Fumo e Calore. In caso di incendio, questi impianti favoriscono l'uscita dei fumi e dei gas caldi, limitando il loro accumulo negli ambienti. Sono sistemi che aiutano a mantenere più praticabili le vie di esodo, migliorano le condizioni di visibilità e agevolano l'intervento delle squadre di soccorso. Gli impianti possono sfruttare la ventilazione naturale oppure un'estrazione meccanica. Nel primo caso, il movimento del fumo verso l'esterno avviene attraverso apposite aperture, generalmente collocate in copertura o nelle parti alte dell'edificio. Nel secondo intervengono ventilatori e condotti specifici per ottenere un'evacuazione forzata. La scelta dipende dalla configurazione della struttura, dalla sua destinazione e dalle caratteristiche del rischio. Quando gli impianti esistenti devono essere rivalutati Non tutte le opere di riqualificazione comportano automaticamente il rifacimento completo dell'impianto antincendio. Una verifica approfondita diventa però necessaria quando i lavori cambiano in modo significativo le condizioni sulle quali era stato basato il progetto originario. Un primo caso è rappresentato dal cambio di destinazione d'uso. La trasformazione di un magazzino in uno spazio commerciale, di un edificio produttivo in uffici o di un immobile in una struttura ricettiva può determinare una diversa presenza di persone e nuove modalità di evacuazione. Anche un aumento della superficie utilizzata, la creazione di soppalchi oppure l'apertura di aree precedentemente non accessibili possono rendere insufficiente la protezione esistente. Occorre prestare attenzione anche alle modifiche del carico d'incendio. L'introduzione di arredi, merci, macchinari o lavorazioni differenti, infatti, può aumentare la quantità di materiali combustibili e cambiare la velocità con cui un eventuale incendio potrebbe svilupparsi. Nuovi spazi e alterazione dei percorsi del fumo Pareti, controsoffitti, compartimentazioni e nuove suddivisioni interne possono modificare il comportamento dei fumi. Un sistema progettato per un grande ambiente aperto potrebbe non essere più efficace dopo la realizzazione di locali separati. Allo stesso modo, nuovi impianti tecnologici, condotte o elementi strutturali possono ostacolare il passaggio del fumo verso gli evacuatori. Gli interventi sulla copertura richiedono una valutazione specifica. La sostituzione del tetto, l'installazione di pannelli fotovoltaici o la realizzazione di nuovi volumi tecnici non devono compromettere gli evacuatori presenti, la loro apertura o l'accessibilità per la manutenzione. Quando vengono installati nuovi dispositivi in copertura, inoltre, bisogna coordinare le opere antincendio con quelle edili e con l'impermeabilizzazione. Adeguare non significa necessariamente sostituire tutto L'aggiornamento può assumere forme diverse. In alcuni edifici può essere sufficiente riposizionare determinati componenti, ampliare alcune zone dell'impianto o aggiornare i sistemi di comando. In altre situazioni può rendersi necessaria una revisione più estesa, soprattutto quando le apparecchiature sono obsolete, non dispongono più di ricambi oppure non possono essere integrate con le nuove soluzioni installate nell'edificio. La decisione deve partire da un sopralluogo e dal confronto tra il progetto esistente e la configurazione successiva alla riqualificazione. È necessario controllare lo stato dei dispositivi, le prestazioni disponibili, la superficie servita e il collegamento con gli altri sistemi di sicurezza. Il SEFC, infatti, deve operare in modo coordinato con la rivelazione degli incendi, gli allarmi, le compartimentazioni e le procedure di emergenza. Questa fase permette anche di evitare interventi sovradimensionati o poco funzionali. Conservare componenti ancora efficienti può essere possibile, purché la soluzione complessiva continui a offrire prestazioni coerenti con le nuove caratteristiche dell'immobile. Verifiche, manutenzione e documentazione Al termine dei lavori non basta controllare che i dispositivi si attivino. È opportuno verificare il funzionamento dell'intero sistema nelle condizioni previste dal progetto, assicurandosi che aperture, sensori, comandi, alimentazioni e componenti meccanici rispondano correttamente. Anche la documentazione deve essere aggiornata. Elaborati grafici, schemi, certificazioni e indicazioni per la manutenzione devono descrivere l'impianto realmente presente, non quello precedente alla ristrutturazione. La manutenzione rimane essenziale anche dopo l'adeguamento, perché sporco, corrosione, ostacoli, guasti ai meccanismi di apertura o modifiche successive possono ridurre l'efficacia dell'impianto senza produrre segnali immediatamente visibili. Una riqualificazione ben eseguita deve quindi rendere l'edificio più efficiente e confortevole senza indebolirne la sicurezza. È importante aggiornare gli impianti quando cambiano spazi, attività o condizioni di rischio, per proteggere gli occupanti e garantire che l'immobile rimanga adeguato anche nella sua nuova configurazione. - Published: 2026-07-29 - Modified: 2026-07-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/diesel-euro-5-stop-definitivo-al-blocco-in-piemonte-cosa-cambia-per-307mila-veicoli.html - Categorie: News Il previsto blocco della circolazione per i veicoli diesel Euro 5 non entrerà in vigore in Piemonte. L’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria ha infatti ricevuto il via libera definitivo, eliminando il fermo che avrebbe interessato circa 307mila mezzi. Al suo posto verrà attuato un programma da oltre 100 milioni di euro, composto da interventi dedicati ai trasporti, alle città, all’agricoltura e al riscaldamento. Lo stop tra ottobre e marzo non scatterà Il divieto avrebbe dovuto impedire la circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 marzo. Con l’approvazione dell’aggiornamento regionale, questa misura viene definitivamente accantonata. Per cittadini, lavoratori e imprese significa poter continuare a utilizzare i veicoli interessati senza dover affrontare il fermo stagionale inizialmente previsto. La scelta non consiste però in una semplice cancellazione degli obiettivi ambientali. Il Piemonte intende ottenere una riduzione delle emissioni attraverso misure alternative considerate equivalenti, individuate sulla base dei dati raccolti e valutati da enti ambientali, istituti di ricerca e università. Il nuovo approccio punta quindi a migliorare la qualità dell’aria distribuendo gli interventi tra diversi settori, senza concentrare tutto il peso delle restrizioni sulle automobili. La fase successiva sarà quella operativa, con l’apertura dei bandi e l’avvio dei progetti finanziati. Biocarburanti e intelligenza artificiale per la mobilità Una parte consistente delle risorse sarà utilizzata per modificare il modo in cui ci si sposta e per controllare con maggiore precisione il rapporto tra traffico e inquinamento. Sono stati stanziati 14 milioni di euro per promuovere i biocarburanti diesel rinnovabili, destinati ai mezzi pubblici e alle automobili private Euro 6 e delle categorie precedenti. Durante il prossimo inverno dovrebbe partire un bando rivolto all’area metropolitana di Torino e a Novara. La misura prevede una carta biocarburante con un contributo annuale compreso tra 50 e 100 euro. Un secondo progetto riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale per osservare i flussi di traffico e le variazioni dell’inquinamento. L’investimento previsto ammonta a 11,6 milioni di euro. La progettazione inizierà a settembre, mentre un primo prototipo verrà sperimentato durante l’inverno 2026-2027 in piazza Rebaudengo, a Torino. Il sistema dovrebbe permettere di raccogliere informazioni più dettagliate sulla mobilità urbana e sull’impatto degli spostamenti. Il programma comprende inoltre il completamento delle Zone a traffico limitato di Alessandria e Novara. Città più verdi, biciclette e rinnovo delle flotte Il Piano per la qualità dell’aria non si limita ai carburanti. Un bando già attivo mette a disposizione 44 milioni di euro per la rigenerazione urbana e la mobilità sostenibile. Quattordici milioni serviranno a incentivare l’utilizzo della bicicletta nei percorsi tra casa e lavoro e a realizzare velostazioni. Altri 30 milioni finanzieranno interventi come nuove aree pedonali, Zone 30, spazi scolastici senza automobili e progetti di riforestazione urbana. Tra le soluzioni previste compare anche l’impiego di vernici fotocatalitiche studiate per contribuire alla riduzione delle sostanze inquinanti. Proseguiranno inoltre gli incentivi per la sostituzione dei veicoli aziendali delle piccole e medie imprese. Per questa misura sono disponibili 13,5 milioni di euro. Rimane centrale anche il trasporto pubblico, attraverso il programma che consente agli studenti universitari con meno di 26 anni di viaggiare gratuitamente nelle città capoluogo. Le adesioni registrate hanno già superato quota 70mila. L’insieme di questi provvedimenti prova a offrire alternative concrete all’automobile privata, intervenendo contemporaneamente sulle infrastrutture urbane e sulle esigenze quotidiane di lavoratori, studenti e aziende. Interventi anche su agricoltura e riscaldamento Le emissioni atmosferiche non dipendono esclusivamente dal traffico. Per questo il programma regionale coinvolge anche agricoltura, impianti domestici ed energia. Oltre 10 milioni di euro saranno impiegati per ridurre le emissioni di ammoniaca provenienti dalle attività agricole. I finanziamenti sosterranno la copertura delle vasche destinate ai liquami e l’acquisto di macchinari capaci di interrare i reflui zootecnici. Dall’autunno del 2027 sono previsti anche incentivi per le colture di copertura, utilizzate per proteggere il terreno e contribuire all’assorbimento degli inquinanti. Sul fronte del riscaldamento, nella prossima primavera dovrebbero aprire bandi per 12,4 milioni di euro. Le risorse serviranno alla sostituzione di stufe e camini datati con apparecchi più efficienti, alla messa a norma delle canne fumarie e all’installazione di filtri sugli impianti alimentati a biomassa. Un ulteriore stanziamento da 1,9 milioni sosterrà la manutenzione professionale degli impianti e l’utilizzo di biomasse provenienti da filiere corte e sostenibili. Il Piemonte affida così il miglioramento della qualità dell’aria a una strategia articolata: nessun blocco per i diesel Euro 5, ma interventi distribuiti tra mobilità, città, imprese, agricoltura e abitazioni. - Published: 2026-07-29 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/castelli-aperti-domenica-2-agosto-alla-scoperta-delle-dimore-storiche-del-torinese.html - Categorie: Eventi Una domenica dedicata alla cultura, all’architettura e alla memoria del territorio. Il 2 agosto 2026 torna l’appuntamento con Castelli Aperti, iniziativa che consente al pubblico di visitare alcuni luoghi rappresentativi del patrimonio piemontese. Il programma comprende castelli, dimore storiche, musei e palazzi monumentali, uniti dall’obiettivo di valorizzare gli spazi nei quali si conservano l’identità e le tradizioni locali. In provincia di Torino saranno tre le località coinvolte: Agliè, Caravino e San Secondo di Pinerolo. Le aperture interesseranno Villa Il Meleto, il Castello e Parco di Masino e il Castello di Miradolo. Orari diversi permetteranno ai visitatori di organizzare la giornata scegliendo una singola destinazione oppure più tappe. Castelli Aperti torna domenica 2 agosto L’iniziativa rappresenta un’occasione per avvicinarsi a luoghi che raccontano il territorio attraverso ambienti, percorsi e testimonianze storiche. Castelli Aperti riunisce realtà differenti all’interno di un unico programma, portando l’attenzione non soltanto sui grandi complessi monumentali, ma anche sulle dimore legate alla cultura e sulle residenze inserite in parchi storici. Il calendario di domenica 2 agosto mette a disposizione del pubblico tre esperienze diverse, distribuite nell’arco della giornata. In alcuni casi l’apertura sarà continuata, mentre in altri sono previste fasce orarie separate. Prima di partire sarà quindi importante considerare attentamente gli orari, soprattutto se si desidera raggiungere più di una destinazione. Il filo conduttore resta la possibilità di riscoprire il patrimonio culturale piemontese. Ogni apertura contribuisce infatti a far conoscere luoghi che custodiscono una parte della storia locale e che, grazie a queste giornate, possono essere osservati in maniera più diretta. Ad Agliè apre Villa Il Meleto La prima tappa è Villa Il Meleto ad Agliè, conosciuta come la storica casa di Guido Gozzano. La dimora sarà accessibile durante due diverse fasce orarie: al mattino dalle 9 alle 12. 30 e nel pomeriggio dalle 14 alle 19. La suddivisione dell’apertura richiede una minima programmazione, soprattutto per chi intende inserire Villa Il Meleto all’interno di un itinerario più ampio. La pausa compresa tra le 12. 30 e le 14 dovrà essere tenuta in considerazione, mentre l’apertura fino alle 19 lascia comunque un intervallo piuttosto esteso per le visite pomeridiane. La presenza di Villa Il Meleto nel programma amplia inoltre il significato dell’iniziativa. Accanto ai castelli e ai parchi, trova spazio una casa storica legata a una figura della cultura italiana. Il rapporto tra il luogo e la memoria di chi lo ha abitato rende questa apertura differente dalle altre, pur mantenendola pienamente inserita nel percorso di valorizzazione delle identità locali. Il Castello e Parco di Masino a Caravino A Caravino sarà possibile visitare il Castello e Parco di Masino. In questo caso l’apertura sarà continuata dalle 10 alle 18, senza interruzioni nel corso della giornata. L’orario consente una maggiore flessibilità nella scelta del momento in cui effettuare la visita. La denominazione stessa del complesso mette in evidenza la presenza di due elementi strettamente collegati: il castello e il parco. Il sito unisce quindi la dimensione della residenza storica a quella degli spazi esterni, offrendo una destinazione coerente con lo spirito di Castelli Aperti. L’orario continuato può risultare particolarmente utile per chi vuole organizzare una domenica con più tappe. Sarà possibile scegliere una visita al mattino oppure nel pomeriggio, valutando anche gli orari delle altre due dimore coinvolte. La chiusura è prevista alle 18. Il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo La terza apertura riguarda il Castello di Miradolo, situato a San Secondo di Pinerolo. Il complesso sarà visitabile dalle 10 alle 19, ma l’ultimo ingresso sarà consentito alle 18. Non sarà quindi sufficiente arrivare prima dell’orario di chiusura: occorrerà rispettare il limite previsto per l’accesso. Per questa destinazione la prenotazione è consigliata. Chi desidera visitare il castello potrà mettersi in contatto con la Fondazione Cosso, così da organizzare in anticipo la propria presenza. Si tratta di un’indicazione pratica da non trascurare, soprattutto considerando che l’apertura si inserisce nel programma di una giornata specifica. Tra le tre proposte, quella di Miradolo presenta l’orario di chiusura più avanzato. La possibilità di entrare fino alle 18 e di visitare il complesso entro le 19 può quindi essere utile per collocare questa tappa nella parte finale dell’itinerario domenicale. Tre luoghi per raccontare il territorio Villa Il Meleto, il Castello e Parco di Masino e il Castello di Miradolo costituiscono tre modi differenti di avvicinarsi al patrimonio della provincia di Torino. La prima dimora è legata alla memoria di Guido Gozzano, la seconda associa un castello al suo parco, mentre la terza completa il programma con un’apertura prolungata fino alle 19. Castelli Aperti offre così la possibilità di dedicare domenica 2 agosto alla riscoperta di luoghi storici e culturali. Per organizzare correttamente la giornata sarà necessario prestare attenzione alle fasce di apertura di Villa Il Meleto, all’orario continuato del Castello di Masino e all’ultimo ingresso previsto al Castello di Miradolo. - Published: 2026-07-29 - Modified: 2026-07-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-quattro-aree-pedonali-diventano-permanenti-dopo-la-sperimentazione.html - Categorie: News La fase sperimentale si è conclusa con un risultato positivo. Torino ha deciso di rendere permanenti quattro aree pedonali introdotte negli ultimi anni in diversi quartieri della città. Le zone interessate si trovano in via Aquileia, via Doria, via Fattori e via Coazze. La decisione è arrivata dopo mesi di osservazione degli effetti prodotti dalle chiusure al traffico. Il monitoraggio ha evidenziato un miglioramento della sicurezza, senza far emergere particolari problemi per quanto riguarda la circolazione nelle strade circostanti. Da qui l’approvazione della delibera che trasforma i provvedimenti temporanei in soluzioni definitive. Quattro sperimentazioni diventano definitive Le quattro aree pedonali erano state create in momenti diversi e con caratteristiche specifiche. Alla base dei singoli interventi vi erano le richieste provenienti da residenti, scuole e Circoscrizioni, interessati a rendere più sicuri e fruibili alcuni punti della città. Durante il periodo di prova sono stati osservati gli effetti delle modifiche alla viabilità. L’obiettivo era verificare se le chiusure potessero migliorare la qualità degli spazi senza generare ripercussioni significative sul traffico. Secondo quanto emerso, le nuove configurazioni hanno superato il test. Il percorso non si è limitato alla semplice installazione di barriere. In alcuni casi i provvedimenti sono stati prorogati, modificati e perfezionati per rispondere alle difficoltà riscontrate nella fase iniziale. La scelta definitiva arriva quindi al termine di un processo graduale, costruito attraverso il confronto con le realtà presenti nei diversi quartieri. Via Aquileia, la prima area sottoposta alla prova La prima delle quattro sperimentazioni ha riguardato via Aquileia. Nel settembre 2024 è stata chiusa al traffico la parte compresa tra corso Sicilia e il civico 5/d, situato davanti a una scuola. La posizione dell’area rendeva particolarmente importante intervenire sulla sicurezza. Il provvedimento è rimasto sotto osservazione per diversi mesi ed è stato progressivamente prorogato. La sperimentazione ha permesso di valutare il funzionamento della nuova organizzazione dello spazio e di intervenire sugli aspetti meno efficaci. Il risultato finale ha portato alla conferma della pedonalizzazione, che da misura temporanea diventa ora una componente stabile della zona. Via Doria e via Fattori, due interventi partiti nel 2025 Nel settembre 2025 la sperimentazione è stata estesa ad altre due zone della città. In via Doria la chiusura ha interessato il tratto compreso tra via Accademia Albertina e via San Francesco da Paola. Anche in questo caso la modifica è stata mantenuta per il tempo necessario a verificarne le conseguenze sulla vivibilità dell’area e sulla circolazione circostante. Il monitoraggio non ha rilevato criticità tali da impedire la conferma del provvedimento. Nello stesso periodo è partita la prova in via Fattori, nel tratto tra via Marsigli e largo Bardonecchia. Qui sono state posizionate transenne fisse con lo scopo di creare una zona scolastica protetta. La pedonalizzazione ha quindi assunto una funzione direttamente collegata alla sicurezza dello spazio davanti alla scuola. Pur essendo state introdotte contemporaneamente, le due misure hanno interessato contesti differenti. Entrambe, però, hanno ottenuto una valutazione positiva e vengono ora rese permanenti insieme alle altre aree coinvolte nella decisione. Via Coazze, la pedonalizzazione entra nella riqualificazione Il caso di via Coazze presenta caratteristiche diverse. La chiusura riguarda il tratto compreso tra via Saffi e via Almese ed è stata inserita all’interno di un progetto più ampio di riqualificazione promosso dalla Circoscrizione 3 e sostenuto attraverso fondi europei. L’intervento non si è concentrato esclusivamente sulla viabilità. Ha coinvolto anche il giardino pubblico e una parte di via Almese, modificando in maniera più articolata l’assetto dell’area. Il progetto ha previsto la realizzazione di nuovi spazi verdi, l’installazione di arredi urbani e di illuminazione a LED, oltre all’eliminazione delle barriere architettoniche. La pedonalizzazione si integra così con una trasformazione complessiva degli spazi pubblici. La conferma definitiva consente di mantenere l’organizzazione sperimentata e di collegarla stabilmente agli altri interventi realizzati nella zona. Una decisione maturata dopo mesi di controlli La permanenza delle quattro aree pedonali non è stata stabilita al momento della loro introduzione. Ogni chiusura è stata sottoposta a una fase di prova, durante la quale sono stati valutati gli effetti sulla sicurezza, sulla qualità degli spazi e sulla viabilità. Il responso del monitoraggio ha permesso di confermare tutte le sperimentazioni. Via Aquileia, via Doria, via Fattori e via Coazze entrano quindi stabilmente nella rete degli spazi torinesi sottratti al traffico automobilistico. La decisione rappresenta il punto di arrivo di un percorso nato dalle esigenze dei territori e sviluppato con il coinvolgimento di scuole, abitanti e Circoscrizioni. Le quattro chiusure, inizialmente temporanee, diventano così parte permanente dell’organizzazione urbana della città. - Published: 2026-07-29 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/sanita-in-piemonte-nuovi-fondi-per-screening-neonatale-e-cure-dentistiche.html - Categorie: News Due progetti sanitari, un investimento superiore a 3,6 milioni di euro e un obiettivo comune: intervenire prima e rendere le cure più accessibili. La Regione Piemonte e la Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria di Piemonte e Liguria hanno avviato una collaborazione dedicata allo screening neonatale esteso e alla creazione di una rete strutturata di odontoiatria solidale. Il primo intervento permetterà di aumentare il numero di patologie diagnosticabili alla nascita, mentre il secondo offrirà prestazioni odontoiatriche alle persone che incontrano maggiori difficoltà economiche e sociali. Le due iniziative seguono percorsi differenti, ma condividono l’intenzione di rafforzare la prevenzione e ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. Un investimento da oltre 3,6 milioni per due progetti sanitari Le risorse mobilitate superano complessivamente i 3,6 milioni di euro. La parte più consistente del finanziamento, pari a 3,4 milioni distribuiti nell’arco di due anni, sarà destinata all’ampliamento dello screening neonatale. Al progetto di odontoiatria solidale verranno invece assegnati 205. 000 euro per il primo anno di sperimentazione. La collaborazione coinvolge la sanità pubblica e le fondazioni bancarie del territorio. Il modello punta a utilizzare le risorse disponibili per sperimentare nuove risposte ai bisogni della popolazione, verificarne i risultati e creare le condizioni per un loro possibile consolidamento all’interno dei servizi sanitari. I due interventi si concentrano su momenti e necessità molto diversi. Da una parte c’è la diagnosi precoce nei primi giorni di vita; dall’altra l’assistenza odontoiatrica rivolta a chi rischia di rinunciare alle cure. In entrambi i casi, tuttavia, prevenire significa anche evitare che un problema non individuato o non curato possa diventare più difficile da affrontare. Screening neonatale, le patologie diagnosticabili salgono a 65 Il progetto dedicato ai neonati sarà guidato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Grazie al nuovo investimento, il numero delle patologie ricercate attraverso lo screening passerà da 49 a 65. Il test sarà gratuito e verrà proposto su base volontaria nei punti nascita del Piemonte e della Valle d’Aosta. Nell’arco previsto dal programma potranno essere analizzati circa 47. 500 neonati, offrendo così alle famiglie una possibilità più ampia di diagnosi alla nascita. L’ampliamento dello screening non riguarda soltanto il numero delle patologie comprese nel controllo. Il progetto prevede infatti un’organizzazione coordinata tra i punti nascita, l’hub dell’AO OIRM-Sant’Anna e i centri specialistici dell’IIGM. Questa rete dovrà accompagnare le diverse fasi del percorso, dall’esecuzione del test agli eventuali approfondimenti. Circa 80 casi all’anno potrebbero essere individuati in anticipo Secondo le stime legate al progetto, il nuovo sistema potrà intercettare circa 80 casi ogni anno che attualmente non vengono individuati attraverso gli screening disponibili. La diagnosi tempestiva consentirà di avviare prima le terapie previste e di organizzare più rapidamente la presa in carico. Il programma avrà anche una funzione di raccolta e valutazione dei dati. Le informazioni ottenute potranno infatti essere utilizzate per sostenere un futuro inserimento delle nuove prestazioni nei LEA, i livelli essenziali di assistenza. La sperimentazione assume quindi una doppia importanza. Nell’immediato amplia le possibilità diagnostiche offerte ai bambini coinvolti; in prospettiva può fornire elementi concreti per valutare una possibile estensione stabile del servizio. L’esperienza maturata in Piemonte e Valle d’Aosta potrà mostrare come organizzare il percorso e quali risultati sia possibile ottenere attraverso una rete coordinata. Odontoiatria solidale per oltre 300 persone fragili Il secondo progetto sarà guidato dalla Fondazione CRC e realizzato dall’Azienda Zero Piemonte. La sperimentazione punta a costruire una rete di odontoiatria solidale capace di offrire attività di prevenzione e cure alle fasce della popolazione che incontrano maggiori ostacoli nell’accesso alle prestazioni. Nel primo anno saranno coinvolte oltre 300 persone in condizione di fragilità. I destinatari comprenderanno anziani, persone senza dimora, migranti e nuclei familiari con un reddito basso. Per loro è prevista l’erogazione di più di 1. 000 prestazioni odontoiatriche. Il servizio potrà contare su dieci partner territoriali e su un Albo di professionisti. La presenza di una rete organizzata rappresenta un elemento centrale del progetto, perché permette di coordinare le disponibilità e indirizzare gli interventi verso le persone individuate. Tra i risultati attesi rientra anche una riduzione compresa tra il 20 e il 30% degli accessi impropri al pronto soccorso dovuti a emergenze dentali evitabili. Offrire prevenzione e assistenza attraverso un percorso dedicato dovrebbe consentire di affrontare prima i problemi odontoiatrici, evitando che l’urgenza diventi l’unica possibilità di ricevere una cura. Una collaborazione contro le disuguaglianze nelle cure L’intesa tra istituzioni sanitarie e fondazioni punta a trasformare le risorse filantropiche in progetti inseriti in una programmazione pubblica. Lo screening neonatale esteso e l’odontoiatria solidale sono stati pensati per rispondere a bisogni concreti, sperimentando soluzioni che possano essere valutate sulla base dei risultati raggiunti. Il valore dell’iniziativa risiede anche nella capacità di mettere in contatto strutture sanitarie, centri specialistici, partner territoriali e professionisti. Anticipare i bisogni e ridurre le disparità di accesso rappresentano i due principi che collegano interventi apparentemente lontani, ma accomunati dalla volontà di rendere la prevenzione più efficace e le cure disponibili anche per le persone maggiormente esposte. - Published: 2026-07-28 - Modified: 2026-07-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendi-in-piemonte-il-bilancio-e-devastante-distrutti-700-mila-alberi.html - Categorie: News Gli incendi boschivi che nelle ultime settimane hanno colpito il Piemonte sono stati in gran parte spenti, ma la loro eredità continuerà a essere visibile per molto tempo. Le prime stime restituiscono infatti un quadro particolarmente grave: circa 700 mila alberi sono stati distrutti, mentre la superficie attraversata dalle fiamme sarebbe compresa tra gli 8 e i 9 chilometri quadrati. Il fuoco ha interessato territori appartenenti alle province di Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. Dietro ai numeri si nasconde una perdita ambientale difficile da recuperare, perché insieme alla vegetazione sono stati compromessi habitat essenziali per numerose specie animali. Un’ampia porzione del Piemonte cancellata dalle fiamme Le conseguenze più pesanti sono state registrate soprattutto in Valsesia e in Val d’Ossola, due delle aree maggiormente interessate dagli incendi. In alcuni punti le operazioni necessarie per domare le fiamme si sono protratte per più di una settimana, a dimostrazione della complessità dell’emergenza. L’estensione complessiva del territorio danneggiato, stimata tra gli 8 e i 9 chilometri quadrati, aiuta a comprendere la portata dell’accaduto. Non si tratta soltanto di alberi bruciati, ma di interi ambienti naturali trasformati dal passaggio del fuoco. La perdita di 700 mila piante rappresenta un colpo particolarmente duro per i boschi piemontesi. Alcune aree hanno subito danni molto estesi, che non potranno essere cancellati in pochi mesi o con il semplice ritorno della vegetazione più resistente. A Premosello Chiovenda distrutti 226 ettari Una delle situazioni più critiche è quella di Premosello Chiovenda, in Val d’Ossola. Nel territorio comunale le fiamme hanno interessato 226 ettari, devastando una zona nella quale la superficie boschiva perduta raggiunge il 60%. Il fuoco ha colpito ecosistemi formati da querceti, faggete e boscaglie pioniere. Ogni ambiente ospitava un equilibrio composto non soltanto da alberi, ma anche da arbusti, insetti e numerosi piccoli animali. La distruzione della copertura vegetale ha quindi prodotto conseguenze molto più ampie rispetto a quelle immediatamente visibili. Anche in Valle Soana le fiamme hanno raggiunto i boschi, intaccando le aree popolate da abeti e larici. La varietà degli ambienti coinvolti mostra quanto gli incendi abbiano inciso sul patrimonio naturale regionale, interessando territori diversi tra loro ma accomunati da una profonda vulnerabilità dopo il passaggio del fuoco. La biodiversità è tra le vittime degli incendi Il bilancio ambientale non può essere calcolato contando soltanto gli alberi distrutti. Il fumo, il calore e la scomparsa degli habitat hanno colpito direttamente la microfauna, gli insetti impollinatori, i rettili e gli uccelli che stavano nidificando nei boschi. Per molte specie di piccole dimensioni è stato impossibile allontanarsi rapidamente dalle zone interessate. Gli animali più grandi, invece, sono stati costretti ad abbandonare i propri territori. Caprioli e camosci si sono spostati verso aree maggiormente antropizzate, perdendo almeno temporaneamente gli spazi nei quali trovavano rifugio e nutrimento. La scomparsa della vegetazione modifica profondamente la vita del bosco. Vengono meno ripari, zone di nidificazione e microambienti indispensabili alla sopravvivenza di numerose specie. Per questo motivo la ripresa non coinciderà semplicemente con la comparsa dei primi germogli: sarà necessario attendere la graduale ricostruzione delle relazioni tra piante e animali. Per tornare alla situazione precedente potrebbero servire 70 anni I tempi stimati per la rigenerazione rendono ancora più evidente la gravità dei danni. Nelle zone maggiormente colpite potrebbero essere necessari dai 2 ai 5 anni per assistere al ritorno delle prime specie vegetali e animali. Questa prima fase, tuttavia, rappresenterà soltanto l’inizio di un processo molto più lungo. Perché i nuovi alberi raggiungano la piena maturità e i boschi tornino a una condizione paragonabile a quella precedente agli incendi potrebbero trascorrere dai 50 ai 70 anni. Il paesaggio potrà quindi mostrare i segni delle fiamme per diverse generazioni. La vegetazione più giovane comincerà lentamente a occupare gli spazi rimasti scoperti, mentre gli animali potranno ritornare soltanto quando troveranno nuovamente condizioni adatte alla propria sopravvivenza. Gli incendi risultano ora perlopiù spenti, ma l’emergenza ambientale non può essere considerata conclusa. La vera sfida sarà il lungo recupero degli ecosistemi piemontesi, segnati dalla perdita di centinaia di migliaia di alberi e da una ferita destinata a rimanere visibile per decenni. - Published: 2026-07-28 - Modified: 2026-07-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-estremo-a-torino-mortalita-in-aumento-del-19-tra-gli-over-65.html - Categorie: News Le prime due ondate di calore dell’inizio dell’estate hanno avuto conseguenze particolarmente pesanti a Torino. Tra il 25 maggio e il 30 giugno sono stati rilevati 136 decessi in eccesso tra le persone con più di 65 anni, con un incremento del 19% rispetto alla media attesa. Il capoluogo piemontese è risultato la città italiana più colpita tra quelle monitorate dal Ministero della Salute. Un dato che assume ancora maggiore rilievo se confrontato con l’andamento registrato nello stesso periodo nel resto del Paese e nelle regioni settentrionali. A Torino 136 decessi in più tra gli over 65 Il periodo preso in considerazione comprende le prime due ondate di caldo che hanno interessato l’inizio dell’estate. In poco più di un mese, il numero di decessi osservato tra gli over 65 ha superato di 136 unità quello mediamente atteso. L’incremento registrato a Torino è stato pari al 19%, una percentuale sensibilmente più alta rispetto ai valori rilevati su scala nazionale. I dati mostrano quindi come le temperature elevate abbiano avuto un impatto particolarmente forte sulla popolazione anziana della città. L’aumento della mortalità non si è distribuito in maniera uniforme durante tutto il periodo esaminato. La maggior parte dei decessi in eccesso si è infatti concentrata nella seconda metà di giugno, quando le condizioni meteorologiche sono diventate ancora più difficili. Le due settimane più critiche tra il 17 e il 30 giugno La fase più grave è stata registrata tra il 17 e il 30 giugno. Per due settimane consecutive Torino è rimasta in bollino rosso, il livello massimo di allerta collegato al disagio bioclimatico. Durante quei giorni le temperature massime si sono mantenute stabilmente sopra i 35 gradi. Proprio in questo intervallo temporale sono stati rilevati 98 dei 136 decessi in eccesso complessivamente osservati tra il 25 maggio e il 30 giugno. La concentrazione di un numero così elevato di morti in appena due settimane evidenzia la coincidenza tra la fase più intensa dell’ondata di calore e il forte aumento della mortalità tra gli anziani. Il dato permette anche di comprendere quanto abbia pesato la persistenza delle temperature elevate, proseguite per diversi giorni senza un’effettiva diminuzione dell’allerta. Il bollino rosso ha accompagnato l’intero periodo più critico. Non si è trattato, quindi, di una singola giornata eccezionalmente calda, ma di una situazione prolungata che ha mantenuto Torino al massimo livello di attenzione per quattordici giorni consecutivi. Il confronto con il resto d’Italia La situazione torinese appare ancora più significativa se messa a confronto con i dati nazionali. Nello stesso periodo, l’eccesso di mortalità registrato in Italia è stato del 3%, mentre nelle regioni del Nord si è fermato al 2%. A Torino, invece, l’aumento del 19% ha reso la città quella maggiormente interessata dagli effetti delle alte temperature tra i centri italiani monitorati. La distanza tra il dato torinese e quelli riferiti all’intero Paese e al Nord Italia è evidente. Mentre altrove la variazione è rimasta contenuta, nel capoluogo piemontese il numero dei decessi tra gli over 65 ha superato in modo marcato la media prevista. I numeri riguardano un periodo preciso, compreso tra la fine di maggio e la conclusione di giugno, e fotografano gli effetti delle prime due ondate di calore. L’attenzione resta però alta in vista delle nuove fasi caratterizzate da temperature elevate. Una nuova ondata di calore tra fine luglio e metà agosto Per il periodo compreso tra la fine di luglio e la metà di agosto è prevista una quarta ondata di calore. Diventa quindi importante adottare alcune precauzioni, soprattutto nelle giornate in cui le temperature raggiungono i livelli più alti. Bisognerebbe bere spesso, anche quando non si avverte lo stimolo della sete. È inoltre consigliabile evitare di uscire durante le ore più calde della giornata, riducendo così l’esposizione alle temperature estreme. Anche la gestione degli ambienti domestici può contribuire a limitare il disagio. Durante la notte e nelle prime ore del mattino è utile aprire le finestre per rinfrescare le stanze. Di giorno, invece, è preferibile chiuderle e abbassare anche le tapparelle, in modo da impedire all’irraggiamento solare di riscaldare ulteriormente i locali. Dopo i dati registrati tra maggio e giugno, la nuova fase di caldo richiede dunque particolare attenzione. Le misure consigliate sono semplici, ma possono aiutare a limitare l’esposizione alle condizioni più difficili nelle giornate segnate dalle temperature più elevate. - Published: 2026-07-28 - Modified: 2026-07-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendi-in-piemonte-il-forte-vento-riattiva-i-fronti-canadair-ed-elicotteri-in-azione.html - Categorie: News Gli incendi boschivi tornano a destare forte preoccupazione in Piemonte. Il vento in quota ha riattivato diversi fronti che sembravano ormai sotto controllo, rendendo necessario un nuovo e consistente dispiegamento di uomini e mezzi. Le operazioni interessano il Torinese, il Vercellese e il Verbano-Cusio-Ossola, dove le squadre continuano a lavorare per contenere le fiamme e proteggere le zone abitate. Il sistema regionale di protezione civile mantiene il massimo livello di allerta, mentre il coordinamento coinvolge strutture regionali e nazionali. Il forte vento riattiva gli incendi Nella giornata di lunedì 27 luglio, le forti raffiche in quota hanno favorito la ripartenza di diversi incendi boschivi. Alcuni fronti, dopo le attività di spegnimento svolte nelle ore precedenti, apparivano sotto controllo. Il cambiamento delle condizioni del vento ha però reso necessario proseguire e intensificare gli interventi. La situazione richiede un’attenzione costante perché le fiamme interessano contemporaneamente più aree del territorio piemontese. Le operazioni di spegnimento e contenimento vengono condotte dai Vigili del Fuoco insieme ai volontari del Corpo AIB Piemonte e ai servizi regionali, con una distribuzione delle risorse definita in base alle necessità dei singoli scenari. Il lavoro non riguarda soltanto il contrasto diretto agli incendi. Una parte importante delle attività è dedicata alla sorveglianza delle zone già raggiunte dalle fiamme, così da intervenire rapidamente in caso di nuove riattivazioni. I fronti aperti tra Torinese, Vercellese e VCO Uno degli incendi ancora attivi interessa il territorio comunale di Valprato Soana, nel Torinese. Altri fronti sono segnalati nelle località di Cravagliana e Rima San Giuseppe, in provincia di Vercelli. In quest’area le squadre del comando locale possono contare anche sul sostegno di personale proveniente dal Comando dei Vigili del Fuoco di Novara. Un altro scenario operativo si trova sul Monte Limidario, nel Verbano-Cusio-Ossola, lungo il confine con la Svizzera. La presenza simultanea di incendi in territori differenti rende indispensabile un coordinamento centralizzato, capace di assegnare uomini, mezzi terrestri e risorse aeree alle aree che presentano le esigenze più urgenti. La priorità delle squadre rimane la protezione delle frazioni e delle aree abitate vicine ai fronti. Vigili del Fuoco e volontari dell’antincendio boschivo operano quindi fianco a fianco, mantenendo una presenza continua nei punti considerati più delicati. Settanta Vigili del Fuoco e trenta mezzi nelle operazioni Il dispositivo messo in campo per affrontare l’emergenza è particolarmente ampio. Complessivamente sono impegnati 70 Vigili del Fuoco con 30 mezzi, distribuiti tra i diversi incendi attivi. Il personale continua le attività di contenimento e spegnimento, affiancandole agli interventi necessari per tutelare gli insediamenti presenti nelle vicinanze. Il presidio non si interrompe con il calare della sera. Sono infatti previste squadre operative durante la notte, posizionate nei pressi dei fronti per controllarne l’evoluzione. Questa presenza permette di mantenere il monitoraggio e di intervenire tempestivamente qualora le fiamme dovessero riprendere vigore. Un contributo decisivo arriva anche dall’alto. Nelle operazioni sono impiegati tre Canadair, due elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e due velivoli della flotta regionale. Gli elicotteri dei Vigili del Fuoco vengono utilizzati soprattutto negli scenari di interfaccia, dove l’attività delle squadre deve concentrarsi sulla difesa delle aree maggiormente esposte. Il coordinamento dalla sala operativa regionale La gestione di un’emergenza distribuita su più province richiede che ogni intervento venga inserito in un quadro operativo unitario. Le attività sono coordinate dalla Sala Operativa Unificata Permanente regionale, conosciuta come SOUP, istituita presso la Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco del Piemonte e collegata direttamente con la Regione. La sala operativa segue l’evoluzione dei diversi fronti e mantiene i contatti con le strutture responsabili dell’impiego delle risorse nazionali. Il collegamento con il Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile consente di coordinare l’utilizzo dei Canadair. La SOUP comunica inoltre con il Centro Operativo Nazionale dei Vigili del Fuoco, incaricato di gestire l’attivazione degli elicotteri del Corpo e l’eventuale invio di altre squadre di rinforzo. Questa rete di coordinamento permette di integrare le risorse locali, regionali e nazionali, adattando il dispositivo all’andamento degli incendi. La situazione resta dunque seguita con la massima attenzione. Il vento ha dimostrato di poter modificare rapidamente lo scenario, riattivando incendi che sembravano ormai contenuti. Per questo motivo proseguono sia le operazioni di spegnimento sia i presidi nei pressi dei fronti, con particolare riguardo alla sicurezza delle frazioni e delle zone abitate. - Published: 2026-07-28 - Modified: 2026-07-28 - URL: https://www.torinofree.it/guide/come-proteggere-il-brand-e-difendersi-dalla-concorrenza.html - Categorie: Guide utili Per un’impresa, il marchio rappresenta molto più di un semplice elemento grafico. In mercati affollati da nomi simili, packaging “ispirati” e campagne di comunicazione spesso copiate, il marchio consente ai consumatori di riconoscere immediatamente prodotti e servizi e di ricondurli a una precisa origine imprenditoriale, associandoli a determinati standard qualitativi. È proprio questa funzione distintiva a costituire il primo ambito nel quale l’impresa deve tutelarsi dalle iniziative dei concorrenti. La protezione del brand richiede, pertanto, un investimento costante e consapevole. Attraverso una strategia coerente, l’impresa costruisce nel tempo un vero e proprio capitale reputazionale, fondato sull’autenticità oltre che sulla riconoscibilità, sulla fidelizzazione della clientela e sulla capacità di differenziarsi dai vari competitor. Un brand consolidato permette, inoltre, di affrontare con maggiore solidità le oscillazioni dei prezzi e la diffusione di prodotti imitativi. Proteggere il brand con la registrazione del marchio e dei segni distintivi Quando un’impresa affronta in modo consapevole il tema della protezione del brand, il primo livello di tutela consiste nella corretta registrazione del marchio e degli altri segni distintivi utilizzati per identificare prodotti, servizi e iniziative commerciali. In questo modo, un nome inizialmente impiegato di fatto può trasformarsi in un diritto di esclusiva opponibile ai terzi. La registrazione consente di contrastare l’eventuale deposito di segni identici o simili da parte di altri operatori. In particolare, il titolare di un marchio può intervenire quando un segno successivo risulti idoneo a generare confusione sotto il profilo visivo, fonetico o concettuale, agendo, ove ne ricorrano i presupposti, per contraffazione o concorrenza sleale. La strategia di protezione non dovrebbe, tuttavia, limitarsi al marchio principale, ma estendersi all’intero patrimonio distintivo dell’impresa. Il logotipo istituzionale, i sub-brand di prodotto, i payoff, le icone grafiche e gli slogan dotati di capacità distintiva devono essere valutati singolarmente, così da stabilire quali elementi sia opportuno registrare e tutelare. Questa esigenza assume particolare rilievo nei mercati digitali, nei quali il nome a dominio, gli handle utilizzati sui social network e le denominazioni delle applicazioni vengono percepiti come naturali estensioni del brand. È quindi opportuno predisporre una mappatura coordinata dei segni che l’impresa utilizza o intende utilizzare, individuando le classi merceologiche e di servizio più coerenti con l’attuale posizionamento e con le prevedibili evoluzioni dell’attività. Una volta definito il perimetro dei segni da proteggere, è necessario svolgere accurate ricerche di anteriorità. Tali verifiche riducono il rischio di conflitti con marchi preesistenti e consentono di delimitare in modo più preciso l’ambito della tutela, evitando sovrapposizioni con segni già affermati o con denominazioni descrittive di uso comune. La medesima pianificazione permette di valutare con maggiore consapevolezza anche l’estensione territoriale della protezione. Il marchio nazionale, il marchio dell’Unione europea e le registrazioni internazionali non rappresentano meri adempimenti formali, ma strumenti attraverso i quali presidiare i mercati nei quali l’impresa opera o intende espandersi, soprattutto quando la concorrenza digitale può manifestarsi con particolare rapidità. La strategia deve infine tenere conto del rapporto tra il marchio registrato e gli altri segni distintivi dell’impresa, come la ditta e l’insegna. Il loro utilizzo deve essere coordinato nel rispetto del principio di unitarietà, così da prevenire sovrapposizioni o conflitti derivanti dagli stessi segni già impiegati nell’attività aziendale. Brand protection online: domini, marketplace e presidio dei canali digitali Quando la visibilità del marchio si concentra su motori di ricerca, marketplace, social network e piattaforme pubblicitarie, la protezione del brand assume una dimensione digitale che richiede strumenti tecnici e giuridici specifici. Il rischio, infatti, non deriva soltanto dalla contraffazione tradizionale, ma anche dalla creazione di profili imitativi, dalla registrazione di domini simili e dalla pubblicazione di inserzioni capaci di intercettare il traffico generato dal marchio. Un primo livello di tutela riguarda la gestione strategica dei nomi a dominio, dalle estensioni nazionali a quelle generiche o tematiche. La registrazione preventiva delle varianti più prevedibili, il monitoraggio dei domini che riproducono il brand attraverso errori di battitura e la conoscenza delle procedure di riassegnazione consentono di ridurre i rischi connessi al cybersquatting e all’utilizzo abusivo dell’identità aziendale. Il medesimo presidio deve estendersi ai marketplace e agli ecosistemi e-commerce, nei quali la protezione del marchio passa attraverso i programmi predisposti dalle piattaforme, le procedure di segnalazione e rimozione dei contenuti illeciti e una chiara politica di gestione dei rivenditori autorizzati. Una parte significativa del danno reputazionale può infatti derivare dalla vendita di prodotti contraffatti o non genuini, dalla manipolazione delle schede commerciali e dalla prestazione di servizi post-vendita presentati come ufficiali senza esserlo. A queste attività si affianca il controllo delle campagne pubblicitarie online. Il monitoraggio delle keyword riconducibili al brand e delle inserzioni che utilizzano naming, loghi, immagini o altri elementi distintivi dell’impresa consente di individuare iniziative potenzialmente lesive e di intervenire tempestivamente presso le piattaforme. L’utilizzo del marchio altrui nelle campagne ADV non è automaticamente illecito, ma può assumere rilevanza quando genera confusione sull’origine dei prodotti o dei servizi, sfrutta indebitamente la notorietà del segno oppure si inserisce in pratiche di pubblicità comparativa scorretta o di concorrenza parassitaria. La tutela giuridica deve essere accompagnata da adeguate misure tecniche contro il phishing e i fenomeni di impersonation. L’adozione dei protocolli SPF, DKIM e DMARC per le comunicazioni e-mail, il controllo degli account che imitano il nome e l’immagine dell’impresa e il monitoraggio delle recensioni aiutano a individuare tempestivamente comunicazioni fraudolente, profili falsi e anomalie riconducibili a iniziative potenzialmente strumentali. La brand protection online deve quindi essere organizzata come un’attività continuativa. Il monitoraggio dei canali, la mappatura degli eventi anomali, la raccolta ordinata delle evidenze digitali e la definizione di procedure interne di intervento, con il coinvolgimento dei consulenti legali e dei professionisti della sicurezza informatica, permettono di reagire quando il danno è ancora contenibile e di preservare nel tempo la coerenza tra l’identità comunicata dall’impresa e quella percepita dal pubblico. Presidiare la reputazione del brand e gestire la concorrenza sleale Nelle ipotesi di concorrenza sleale, la difesa del brand non si esaurisce nella protezione formale del marchio, ma si estende anche alle condotte che riproducono in modo servile prodotti, packaging, modalità di comunicazione o elementi caratterizzanti dei punti vendita. Tali... - Published: 2026-07-27 - Modified: 2026-07-27 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/sere-destate-alla-reggia-di-venaria-2026-spettacoli-aperitivi-e-5mila-candele.html - Categorie: Eventi La Reggia di Venaria torna a mostrare il suo volto più suggestivo dopo il tramonto. Dal 31 luglio al 5 settembre 2026, ogni venerdì e sabato, il complesso resterà accessibile fino alle 23 grazie a Sere d’Estate alla Reggia, l’iniziativa che unisce visite, spettacoli e momenti di relax all’aperto. Il pubblico potrà attraversare le sale del complesso e proseguire la serata nei Giardini, dove sono previsti appuntamenti dedicati alla danza, musica dal vivo, DJ set, picnic e aperitivi. Uno dei momenti più attesi sarà la passeggiata nel Giardino a Fiori, illuminato dalla luce di 5mila candele. La Reggia di Venaria si visita anche di sera Le aperture straordinarie consentiranno di entrare alla Reggia dalle 18. 30 alle 23. Il percorso comprenderà alcuni degli ambienti più conosciuti del complesso, come la Galleria Grande, la Sala di Diana e la Cappella di Sant’Uberto, oltre alle altre sale accessibili e alle esposizioni in corso. Con il biglietto completo sarà possibile visitare anche il Piano Nobile e la mostra “Regine in scena”, per poi raggiungere i Giardini e partecipare agli appuntamenti previsti durante la serata. La formula permette così di abbinare la visita degli spazi interni a un programma che prosegue all’aperto fino a tarda ora. L’iniziativa si svolgerà esclusivamente il venerdì e il sabato. L’ultimo appuntamento è fissato per il 5 settembre, offrendo diverse occasioni per vivere uno dei luoghi simbolo del patrimonio sabaudo in una veste differente rispetto alle tradizionali visite giornaliere. Spettacoli di danza e feste nei Giardini Il programma delle Sere d’Estate inizierà alle 19. 30 con gli spettacoli di danza nel Parco Basso. Le esibizioni saranno ospitate, a seconda dell’appuntamento, negli spazi del Potager Royal oppure vicino alla Fontana d’Ercole. Alcuni spettacoli non si limiteranno alla presenza degli artisti, ma coinvolgeranno direttamente anche gli spettatori. Il pubblico potrà quindi essere invitato a partecipare, trasformandosi per qualche momento in una parte attiva dell’esibizione. Dalle 20 alle 23 l’attenzione si sposterà verso la Cascina Medici del Vascello, dove si terranno le Feste in Cascina. Il calendario comprenderà musica dal vivo, incontri dedicati a differenti generi di ballo e coinvolgenti DJ set. Nel corso delle varie serate si passerà dal flamenco al tango, dalla pizzica alla tarantella, senza dimenticare il lindy hop e la musica techno. Gli appuntamenti offriranno l’opportunità di ballare, ascoltare musica oppure semplicemente concedersi un aperitivo al tramonto negli spazi verdi della Reggia. Picnic serale e passeggiate tra 5mila candele Chi preferisce trascorrere una parte della serata in modo più tranquillo potrà scegliere il picnic nel Parco Basso. Presso la Cascina Medici saranno disponibili box dedicate, comprensive anche del plaid necessario per sistemarsi all’aperto. Dalle 21. 30 alle 23, invece, il Giardino a Fiori cambierà atmosfera grazie all’accensione di 5mila candele. La luce accompagnerà i visitatori durante una passeggiata serale pensata per valorizzare il Giardino e offrire un’esperienza diversa da quella vissuta nelle ore diurne. La successione degli appuntamenti permetterà di costruire liberamente la propria serata. Si potrà iniziare con la visita alle sale, assistere a uno spettacolo di danza, fermarsi per un aperitivo o un picnic e concludere il percorso camminando tra le candele. Alle 23, nella Corte d’Onore, arriverà il momento conclusivo. Ogni serata terminerà infatti con il Teatro d’acqua della Fontana del Cervo, ultimo appuntamento prima della chiusura del complesso. Date, orari e prezzi delle Sere d’Estate Sere d’Estate alla Reggia si svolgerà dal 31 luglio al 5 settembre 2026, tutti i venerdì e i sabati, con apertura serale dalle 18. 30 alle 23. Sono previste due diverse formule di ingresso. Il biglietto completo costa 18 euro e comprende il Piano Nobile della Reggia, la mostra “Regine in scena” e i Giardini. La tariffa ridotta è di 15 euro per i gruppi e di 8 euro per i ragazzi. Chi desidera accedere soltanto ai Giardini potrà acquistare il biglietto da 8 euro, valido sempre nella fascia oraria compresa tra le 18. 30 e le 23. In questo caso il prezzo ridotto è di 6 euro per i gruppi e di 3 euro per i ragazzi. Tra sale storiche, danza, musica, picnic, aperitivi e giochi di luce, le aperture serali offriranno diversi modi di trascorrere una sera d’estate alla Reggia di Venaria. Il programma accompagnerà i visitatori fino alla prima settimana di settembre, con un appuntamento conclusivo nella Corte d’Onore. - Published: 2026-07-27 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/biblioteche-di-torino-cambiano-gli-orari-chiusure-e-aperture-ridotte.html - Categorie: News Il caldo estivo e le ferie programmate modificano l’attività delle Biblioteche civiche torinesi. Diverse sedi riducono le ore di apertura, mentre altre resteranno chiuse per alcuni giorni o per periodi più lunghi. Le variazioni interessano anche i Bibliobus e alcuni punti temporanei attivati per garantire i servizi essenziali durante lavori e trasferimenti. Aperture concentrate nelle ore meno calde Le prime modifiche sono entrate in vigore il 15 luglio e riguardano soprattutto le biblioteche prive di impianti di condizionamento. Per evitare le ore più calde della giornata e tutelare utenti, personale e volontari, le aperture sono state concentrate prevalentemente nella prima parte del giorno. La Biblioteca civica Cascina Marchesa e la Biblioteca musicale Andrea Della Corte restano accessibili dal lunedì al sabato dalle 9 alle 15. 30. Rimane valida l’alternanza già prevista nelle giornate di lunedì e sabato. Orario ancora più breve per il punto bibliotecario del Mausoleo della Bela Rosin, aperto dalle 9 alle 13 nelle giornate di lunedì, mercoledì e giovedì. Le variazioni potranno essere ulteriormente aggiornate in base alle temperature e alle esigenze organizzative. Anche il Bibliobus 2 modifica temporaneamente il proprio servizio. Fino al 31 luglio non vengono effettuate le fermate nel pomeriggio da martedì a domenica, mentre quelle mattutine sono garantite dalle 8. 30 alle 12. 30. La sosta del lunedì pomeriggio in via Scialoja viene invece assicurata dal Bibliobus 1. La Biblioteca Centrale si prepara al trasferimento Una delle novità più rilevanti riguarda la Biblioteca Centrale di via della Cittadella. La struttura chiuderà dal 3 agosto per consentire le operazioni necessarie al trasferimento nella nuova sede di Torino Esposizioni. Non è stata ancora stabilita la data della riapertura. L’interruzione non è quindi legata soltanto al normale calendario estivo, ma a un passaggio organizzativo più ampio che richiederà tempi ancora da definire. Le successive comunicazioni permetteranno agli utenti di conoscere quando e con quali modalità riprenderà il servizio. Le chiusure previste tra agosto e settembre Nel mese di agosto saranno numerose le biblioteche interessate da sospensioni temporanee. La Rita Atria rimarrà chiusa fino al 31 agosto, mentre la Cascina Marchesa non aprirà durante tutti i sabati del mese e interromperà completamente il servizio dal 14 al 21 agosto. Il Centro Interculturale chiuderà dal 10 al 23 agosto. La Natalia Ginzburg sospenderà le attività dal 14 agosto al 4 settembre, la Negarville dal 10 al 24 agosto e la biblioteca I ragazzi e le ragazze di Utøya dall’8 al 24 agosto. Periodi più brevi sono previsti per la Bianca Guidetti Serra, chiusa dal 14 al 17 agosto, e per il punto del Mausoleo della Bela Rosin, non accessibile dal 14 al 30 agosto. I servizi alternativi durante i lavori Alcune chiusure sono dovute alla presenza di cantieri. La Biblioteca Luigi Carluccio sarà interessata da lavori fino al 1° settembre. Nel frattempo, i volumi prenotati potranno essere ritirati presso il punto di servizio Carluccio+ di corso Peschiera 193. Anche questa sede, tuttavia, osserverà una breve pausa dal 3 al 7 agosto. I lavori coinvolgono anche la Biblioteca Francesco Cognasso, che resterà chiusa fino al 7 settembre. Per limitare i disagi è disponibile la sede temporanea di via Stradella 192, dove si possono effettuare il ritiro e la restituzione dei libri, iscriversi al servizio e consultare i periodici. Il punto temporaneo sospenderà però le attività dal 10 al 21 agosto. Le soluzioni alternative consentiranno dunque di mantenere una parte dei servizi, ma non saranno attive senza interruzioni per tutto il mese. Anche in questo caso è importante verificare le date prima di programmare il ritiro o la restituzione di un volume. Bibliobus fermi a rotazione durante agosto Il calendario estivo coinvolge infine tutti e tre i servizi itineranti. Il Bibliobus 1 resterà fermo dal 1° al 16 agosto, mentre il Bibliobus 2 sospenderà le proprie attività dal 14 al 31 agosto. Il Bibliobus 3 non sarà operativo per l’intero mese e tornerà in servizio a settembre. Le sospensioni non avverranno quindi contemporaneamente, ma interesseranno periodi differenti e si aggiungeranno alle riduzioni già introdotte a luglio. Gli orari potrebbero subire nuove modifiche per ragioni climatiche oppure organizzative. Prima di recarsi in biblioteca o attendere una fermata dei servizi itineranti, gli utenti sono invitati a consultare il calendario pubblicato sul sito delle Biblioteche civiche torinesi. - Published: 2026-07-27 - Modified: 2026-07-27 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/migliori-pizzerie-ditalia-2026-torino-conquista-tre-posti-nella-top-100.html - Categorie: Enogastronomia Torino e il Piemonte entrano con decisione nell’edizione 2026 di 50 Top Pizza Italia. La nuova guida, presentata a Milano e composta complessivamente da 472 pizzerie, porta sei locali piemontesi nella Top 100 nazionale. La metà si trova nell’area torinese: due insegne in città e una a Vinovo. Il risultato più prestigioso è quello di Sestogusto, che raggiunge la tredicesima posizione e diventa il primo indirizzo della regione. Accanto a questo piazzamento spiccano quelli di Passaparola BottegaContemporanea e L’Aforisma, completando una presenza torinese distribuita in più fasce della graduatoria. Sestogusto guida la classifica piemontese Il miglior risultato regionale arriva dunque da Sestogusto. Con il 13° posto assoluto, la pizzeria torinese precede gli altri cinque locali piemontesi selezionati tra i primi cento d’Italia. Si tratta del piazzamento che assegna all’insegna anche il primato regionale nell’edizione 2026 della guida. Il riconoscimento assume ulteriore rilievo perché arriva a poche settimane da un’altra segnalazione internazionale. Il titolare del locale era stato infatti inserito nella Top 100 dei migliori pizzaioli del mondo stilata da The Best Pizza Awards, risultando l’unico rappresentante del Piemonte. Due risultati ravvicinati che portano l’esperienza di Sestogusto oltre la dimensione cittadina e le assegnano un ruolo centrale nel quadro regionale. Per Torino, la tredicesima posizione costituisce il punto più alto di una presenza che non si esaurisce in un solo locale. La classifica nazionale comprende infatti altre due realtà dell’area, capaci di aggiungere continuità al risultato ottenuto dalla pizzeria meglio piazzata. Tre locali tra Torino e Vinovo La seconda insegna dell’area torinese presente nella Top 100 è Passaparola BottegaContemporanea di Vinovo, che raggiunge il 71° posto. Più avanti nella graduatoria compare L’Aforisma di Torino, collocata alla 95ª posizione. Insieme a Sestogusto, i due locali formano il tris che porta Torino e il suo territorio nella selezione nazionale. I piazzamenti sono distanti tra loro, ma raccontano una partecipazione articolata. C’è un locale vicino alle prime dieci posizioni, uno nella parte successiva della classifica e un terzo che riesce comunque a entrare nel gruppo dei cento migliori indirizzi. Il dato centrale resta proprio la presenza di tre pizzerie dell’area torinese, pari alla metà dell’intera rappresentanza piemontese. La città può quindi contare su due locali inseriti nella graduatoria, mentre Vinovo contribuisce con un’altra insegna. Ne emerge un risultato che coinvolge sia il capoluogo sia il territorio circostante e che conferma il peso dell’area torinese nella scena della pizza di qualità del Nord Italia. Gli altri tre indirizzi del Piemonte La presenza regionale non si limita a Torino e dintorni. Gli altri tre locali selezionati sono distribuiti tra il Cuneese e il Verbano-Cusio-Ossola. Il migliore di questo gruppo è Fuoritempo di Canale, in provincia di Cuneo, che si posiziona al 61° posto e diventa la seconda pizzeria piemontese nella graduatoria nazionale dopo Sestogusto. Segue Fiore di Latte di Baveno, nel Verbano-Cusio-Ossola, che raggiunge la 76ª posizione. All’81° posto si trova invece Sileo di Nucetto, altra presenza della provincia di Cuneo. Il quadro complessivo comprende così due locali del capoluogo, uno a Vinovo, due nel Cuneese e uno a Baveno. La distribuzione geografica è uno degli elementi più interessanti del risultato. Tre pizzerie appartengono all’area torinese e altrettante provengono da zone differenti della regione. La Top 100 del 2026 restituisce quindi un Piemonte rappresentato da più territori, con Torino in evidenza per numero di insegne e per il miglior piazzamento ottenuto. Il podio nazionale e i numeri della guida I risultati sono stati annunciati al Teatro Manzoni di Milano, sede della cerimonia durante la quale è stata presentata la nuova edizione di 50 Top Pizza Italia. La guida comprende in totale 472 pizzerie, mentre l’attenzione principale si concentra sui cento locali ai vertici della graduatoria. A conquistare il primo posto nazionale è Confine di Milano. La seconda posizione è condivisa da I Masanielli di Caserta e Seu Pizza Illuminati di Roma, mentre Palazzo Petrucci Pizzeria di Napoli occupa il terzo gradino del podio. Milano, Caserta, Roma e Napoli sono dunque le città rappresentate nelle prime posizioni dell’edizione 2026. Guardando alla presenza complessiva nella guida, la Campania è la regione con il maggior numero di pizzerie, seguita da Lazio e Puglia. Tra le città prevale Napoli, davanti a Roma e Milano. In questo scenario, il Piemonte riesce a collocare sei insegne nella Top 100 e l’area torinese ne concentra tre. Per Torino il dato assume un valore particolare: Sestogusto è la migliore pizzeria piemontese, mentre Passaparola BottegaContemporanea e L’Aforisma ampliano la presenza locale. Non si tratta quindi soltanto di un singolo piazzamento di rilievo, ma di un risultato condiviso da più indirizzi. La classifica del 2026 rafforza così il ruolo di Torino come uno dei punti di riferimento della pizza di qualità nel Nord Italia. - Published: 2026-07-27 - Modified: 2026-07-27 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/torino-alle-molinette-il-primo-autotrapianto-di-retina-una-paziente-recupera-la-vista.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Un intervento mai realizzato prima ha permesso a una donna di 67 anni di iniziare a recuperare la vista dopo cinque anni di cecità totale. L’operazione è stata eseguita all’ospedale Molinette di Torino e ha comportato il trasferimento di tessuti sani da un occhio all’altro della stessa paziente. Il risultato, ottenuto attraverso il primo autotrapianto completo della retina centrale, rappresenta un passaggio senza precedenti per la chirurgia oculistica. I primi controlli hanno confermato l’attecchimento dei tessuti, mentre il recupero visivo sta procedendo gradualmente. Un’operazione durata quasi sei ore L’intervento ha richiesto poco meno di sei ore e il lavoro congiunto di un’équipe della Clinica Oculistica universitaria. Alla procedura hanno partecipato oculisti, anestesisti, infermieri e la direzione sanitaria, chiamati a coordinarsi durante un’operazione descritta come estremamente complessa. L’elemento che rende unico il caso è il trasferimento non soltanto di una singola parte dell’occhio, ma del segmento anteriore e della macula, cioè la zona centrale della retina. Fino a questo momento era già stato realizzato, una sola volta, un trapianto contemporaneo del segmento anteriore. Non era invece mai stato possibile intervenire trasferendo anche la parte centrale della retina. La procedura eseguita alle Molinette ha quindi unito in un solo intervento strutture differenti, prelevate dall’occhio sinistro e collocate in quello destro. Una soluzione costruita sulle condizioni molto particolari dei due occhi della paziente. Cinque anni di cecità dopo un incidente stradale La donna aveva perso completamente la vista cinque anni prima in seguito a un grave incidente stradale. Il trauma aveva determinato una lesione al nervo ottico nell’occhio sinistro, lasciando però indenni le altre strutture oculari. Quell’occhio non poteva più consentire la visione, ma conservava tessuti ancora sani. La situazione dell’occhio destro era diversa. Era presente una maculopatia, accompagnata da danni seri sia alla retina sia alla cornea. I due occhi presentavano dunque problemi distinti: nel sinistro il nervo ottico era compromesso, mentre altre componenti erano rimaste utilizzabili; nel destro erano danneggiate proprio alcune delle strutture conservate nell’altro occhio. Su questa particolare combinazione è stato impostato l’autotrapianto. I tessuti sani dell’occhio sinistro sono stati trasferiti nel destro, riunendo nella stessa operazione cornea, sclera, congiuntiva e macula. Non si è trattato, quindi, di un semplice intervento sulla cornea o sulla superficie oculare, ma di un trasferimento molto più ampio. Come è avvenuto l’autotrapianto L’équipe ha prelevato dall’occhio sinistro le parti non danneggiate dall’incidente e le ha impiantate nell’occhio destro. Il passaggio decisivo ha riguardato la macula, la zona centrale della retina che non era mai stata trasferita prima nell’ambito di un’operazione di questo tipo. La definizione di autotrapianto deriva proprio dal fatto che i tessuti appartengono alla stessa persona. In questo caso, però, il trasferimento è avvenuto tra due occhi che presentavano condizioni differenti: uno conservava strutture sane nonostante il danno al nervo ottico, l’altro aveva subito lesioni alla retina e alla cornea. La complessità non dipendeva soltanto dal numero delle parti coinvolte. L’intervento richiedeva che tutti i tessuti venissero spostati e collocati insieme nel corso della medesima procedura. Il successo dell’operazione è stato poi valutato attraverso controlli successivi, necessari per osservare la risposta dell’occhio. I primi riscontri dopo l’intervento La paziente sta affrontando un recupero graduale della vista. I controlli effettuati dopo l’operazione hanno mostrato che i tessuti trapiantati hanno attecchito, un primo elemento concreto che conferma l’esito positivo della procedura. Sarà comunque necessario continuare a osservare la capacità della retina trasferita di svolgere pienamente la propria funzione. I primi riscontri vengono considerati incoraggianti, anche se il percorso non può dirsi concluso. Dopo un intervento tanto complesso, l’evoluzione della vista dovrà essere seguita passo dopo passo. Il dato più importante, al momento, è che la donna abbia ricominciato a vedere dopo un periodo durato cinque anni. Accanto alla dimensione clinica emerge anche un dettaglio personale. Durante il ricovero la paziente ha potuto avere vicino la sua cagnolina Joe, che l’aveva accompagnata negli anni della cecità. Il personale dell’ospedale le ha consentito di restare in reparto, offrendo una presenza familiare durante una fase particolarmente delicata. Il risultato ottenuto alle Molinette viene indicato come una nuova frontiera della chirurgia oculistica. L’unicità dell’intervento risiede soprattutto nel trasferimento della zona centrale della retina, mai eseguito prima, insieme alle altre strutture dell’occhio. - Published: 2026-07-27 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/guide/sovraindebitamento-lesperto-il-tribunale-non-e-sempre-la-soluzione-migliore-a-volte-conviene-trattare.html - Categorie: Guide utili Chi ha qualche debito di troppo ha visto di sicuro online queste pubblicità che promettono di cancellare i debiti sfruttando quella che comunemente viene chiamata legge sul sovraindebitamento. Sono i messaggi pubblicitari che presentano la procedura di sovraindebitamento come una sorta di bacchetta magica. Una passeggiata, a leggere certa pubblicità. La realtà, raccontano i professionisti che di questi casi ne vedono decine ogni settimana, è più sfumata. Lo strumento esiste, è serio e in molte situazioni risolutivo. Ma non è adatto a tutti, e presentarlo come l'unica via - o come la più conveniente - rischia di danneggiare proprio chi è già in difficoltà. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Valvo, consulente del debito che da oltre dieci anni affianca famiglie e professionisti in crisi con banche, finanziarie e fisco. Lo strumento c'è, ma non è un abito taglia unica Il riferimento normativo è il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, che ha assorbito la cosiddetta "legge 3" sul sovraindebitamento. Si tratta, conferma Valvo, di uno strumento potente, che ha permesso a molte persone di rimettersi in piedi. «Il problema è l'idea che vada bene per chiunque», spiega. «A volte cercare di risolvere tutto davanti a un giudice è come voler abbattere una mosca con un cannone: fai molto rumore, spendi un patrimonio e rischi anche di mancare il bersaglio. Dipende dal singolo caso, e per capirlo bisogna guardare i numeri prima di decidere». Secondo Valvo, ci sono tre aspetti della procedura in Tribunale che la pubblicità tende a tacere e che invece il debitore dovrebbe conoscere prima di incamminarsi su quella strada. Il primo sono i costi iniziali. Avviare una pratica comporta spese fisse non trascurabili: il compenso dell'Organismo di Composizione della Crisi (l'OCC, l'ente che verifica la situazione economica del debitore), il contributo unificato, i consulenti. «Per chi è già senza liquidità, dover anticipare somme importanti solo per far partire la procedura è quasi un paradosso», osserva. Il secondo sono i tempi. Tra perizie, integrazioni documentali e attese, possono passare molti mesi, talvolta anni. «Nel frattempo la situazione resta sospesa, e per chi è in difficoltà il tempo non è mai una variabile neutra». Il terzo, meno intuitivo ma rilevante, è la perdita di autonomia nella gestione del denaro. In diverse procedure il debitore non decide più liberamente come spendere: c'è una figura - un gestore della crisi o un liquidatore - che vigila sulle uscite. «Significa che per certe spese bisogna chiedere il via libera. È giusto che sia così, fa parte delle regole, ma è bene saperlo prima, non scoprirlo dopo». L'alternativa è l'accordo stragiudiziale Esiste, in parecchi casi, una strada che non passa dall'aula di tribunale: la soluzione stragiudiziale, cioè l'accordo raggiunto direttamente con i creditori senza ricorrere al giudice. «In pratica ci si siede a un tavolo con la banca o la finanziaria e si tratta», spiega Valvo. «Il ragionamento è semplice: se una persona deve 30. 000 euro ma non li ha, si può proporre al creditore di chiudere subito con una cifra inferiore. Spesso la banca accetta, perché preferisce incassare poco ma subito, piuttosto che attendere anni un giudice con il rischio di non recuperare nulla». I vantaggi per il debitore, sottolinea, possono essere notevoli: tempi molto più brevi, spese contenute e nessun controllo esterno sulla gestione delle proprie finanze. In alcune situazioni è anche possibile concordare un cosiddetto saldo e stralcio a rate, cioè la chiusura del debito con un acconto iniziale e il resto dilazionato. «Ma attenzione: ogni pratica è diversa e va analizzata singolarmente. Non esistono formule valide per tutti». La differenza tra un venditore di pratiche e un consulente serio È qui che, secondo Giuseppe Valvo, si misura la serietà di chi offre assistenza. «Chi guadagna sulla procedura giudiziale tenderà a spingere tutti verso il Tribunale, perché è lì che incassa di più. Un consulente serio, invece, guarda i numeri e a volte dice: nel tuo caso la via giudiziale sarebbe un autogol, facciamo un accordo privato e risolviamo con meno costi e meno stress». Il punto, aggiunge, è "cucire la soluzione addosso alla persona": chi ha un patrimonio da proteggere, o un debito non particolarmente elevato, potrebbe avere più da perdere che da guadagnare nel portare tutto davanti a un giudice. «Saper dire "questa strada non fa per te" non è la scelta più comoda per chi vende consulenza. Ma è quella che evita danni maggiori, e alla lunga è anche l'unica che costruisce fiducia. La reputazione si fa con i risultati reali, non con le promesse». Il messaggio che Valvo lascia è prudente e poco spettacolare, ma utile. «Risolvere i debiti somiglia a una partita a scacchi: bisogna conoscere le regole, studiare la controparte e muovere la pedina giusta al momento giusto. La strada più breve non è sempre quella che passa per il Tribunale. A volte la via più rapida e più onesta è una trattativa fatta bene. L'importante è non lasciarsi incantare dalle promesse facili». - Published: 2026-07-26 - Modified: 2026-07-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/metropolitana-di-torino-nuove-chiusure-ad-agosto-tutte-le-informazioni.html - Categorie: News Nuove modifiche al servizio sono in arrivo per chi utilizza la metropolitana di Torino. Nel corso di agosto sono previste due interruzioni programmate, entrambe di domenica, necessarie per permettere lo svolgimento di alcuni interventi tecnici lungo la Linea 1. Le variazioni interesseranno domenica 2 e domenica 9 agosto, ma con modalità differenti. Nel primo caso la metropolitana continuerà a circolare su una parte della linea, mentre nel secondo lo stop riguarderà l’intero collegamento tra Fermi e Bengasi. Per garantire gli spostamenti dei passeggeri saranno attivati i bus sostitutivi M1S. Domenica 2 agosto metro limitata tra Bernini e Bengasi La prima modifica scatterà domenica 2 agosto, quando il servizio della metropolitana sarà ridotto nella fascia compresa tra le ore 7 e le ore 12. Durante questa parte della mattinata i treni continueranno a viaggiare regolarmente soltanto tra le stazioni Bernini e Bengasi. La tratta compresa tra Fermi e Bernini sarà invece temporaneamente sospesa. Al posto della metropolitana entreranno in funzione gli autobus della linea sostitutiva M1S, incaricati di garantire il collegamento tra le stazioni interessate dall’interruzione. Chi dovrà attraversare l’intera linea sarà quindi chiamato a cambiare mezzo in corrispondenza di Bernini. I passeggeri provenienti dalla parte occidentale del percorso potranno utilizzare il servizio sostitutivo fino alla stazione dalla quale riprenderà la circolazione dei treni. La limitazione è stata concentrata nella mattinata di domenica, una fascia nella quale la domanda di trasporto risulta tradizionalmente più contenuta. L’obiettivo è consentire lo svolgimento degli interventi programmati riducendo, per quanto possibile, le conseguenze sulla mobilità cittadina. Il 9 agosto chiude tutta la linea Fermi-Bengasi Una modifica più ampia è prevista per domenica 9 agosto. In questa occasione la circolazione della metropolitana sarà completamente sospesa lungo l’intera linea Fermi-Bengasi e lo stop durerà per tutta la giornata. Non ci saranno quindi tratti sui quali sarà possibile continuare il viaggio in metropolitana. Il collegamento tra i due capolinea sarà garantito integralmente dai bus sostitutivi M1S, che prenderanno il posto dei treni lungo tutto il percorso interessato. La differenza rispetto alla domenica precedente è dunque sostanziale. Il 2 agosto la chiusura riguarderà soltanto la tratta Fermi-Bernini e si concentrerà tra le 7 e le 12. Il 9 agosto, invece, il servizio passeggeri della metropolitana sarà fermo per l’intera giornata da un capolinea all’altro. Chi ha in programma uno spostamento in città dovrà tenere conto di questa variazione già prima della partenza. La presenza degli autobus consentirà di mantenere il collegamento, ma il viaggio sarà effettuato in superficie e non attraverso la normale linea sotterranea. Quali lavori saranno eseguiti sulla metropolitana Le interruzioni fanno parte del programma di manutenzione e aggiornamento tecnologico della metropolitana torinese. Si tratta di diversi interventi concentrati sulle componenti tecniche e infrastrutturali della linea. Per permettere l’esecuzione delle operazioni, il servizio deve essere temporaneamente limitato o sospeso nei tratti di volta in volta coinvolti. La programmazione è stata organizzata prevalentemente nelle mattinate di alcune domeniche estive, individuate come momenti caratterizzati da una richiesta di trasporto più bassa. La giornata del 9 agosto rappresenterà l’intervento più rilevante del calendario, poiché richiederà la chiusura completa della linea. Il piano cerca così di conciliare la necessità di effettuare i lavori con quella di mantenere disponibile il servizio nel resto del periodo estivo. Le chiusure non saranno identiche e, proprio per questo, diventa importante controllare con attenzione sia la data sia la tratta interessata. Gli aggiornamenti prima di mettersi in viaggio GTT invita gli utenti a programmare gli spostamenti considerando le modifiche annunciate e a consultare i canali ufficiali prima della partenza. Eventuali variazioni o aggiornamenti sul servizio saranno comunicati attraverso gli strumenti informativi dell’azienda. Il programma potrebbe inoltre cambiare in caso di conclusione anticipata dei lavori. Se le attività terminassero prima dell’orario previsto, la circolazione della metropolitana verrebbe ripristinata immediatamente e la riapertura sarebbe comunicata in tempo reale. Per domenica 2 agosto sarà dunque fondamentale ricordare la distinzione tra il tratto servito dai treni, da Bernini a Bengasi, e quello affidato ai bus M1S, da Fermi a Bernini. Domenica 9 agosto, invece, gli autobus sostitutivi copriranno l’intero collegamento Fermi-Bengasi per tutta la giornata. - Published: 2026-07-26 - Modified: 2026-07-26 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/il-piemonte-cerca-medici-di-famiglia-300-borse-di-studio-da-assegnare.html - Categorie: Lavoro Il Piemonte prova a rafforzare la medicina territoriale mettendo a disposizione 300 borse di studio per i futuri medici di famiglia. Il numero dei posti cresce in modo netto rispetto allo scorso anno, ma resta da capire se l’offerta riuscirà ad attirare abbastanza candidati. Il precedente del 2025 ha infatti lasciato più di una preoccupazione: a fronte di numerose domande iniziali, soltanto una parte degli aspiranti si è poi presentata alla prova di ammissione. La sfida, dunque, è trasformare le nuove opportunità in presenze effettive e ridurre una carenza che interessa già molti territori piemontesi. Trecento posti disponibili per il nuovo corso Le borse previste per il nuovo ciclo del corso triennale di formazione in medicina generale sono quasi raddoppiate rispetto al 2025, quando i posti disponibili erano stati 170. In quell’occasione erano state presentate 187 domande, un dato che inizialmente sembrava sufficiente a coprire l’intera offerta. La situazione era però cambiata il giorno della prova nazionale di ammissione. I candidati effettivamente presenti erano stati appena 60, scesi poi a 55 al momento dell’ingresso in aula. Una partecipazione molto inferiore alle aspettative, soprattutto considerando il crescente bisogno di medici sul territorio. Quest’anno il Piemonte mette quindi a disposizione 300 posti, ma rimane il timore che il concorso possa nuovamente attirare un numero insufficiente di partecipanti. Il termine per inoltrare la candidatura è fissato alle ore 13 di lunedì 27 luglio. Si tratta degli ultimi momenti utili per aderire a un percorso destinato a formare i professionisti che, nei prossimi anni, dovranno garantire l’assistenza sanitaria di prossimità. In Piemonte mancano circa 685 medici di famiglia L’ampliamento del numero delle borse risponde a una necessità ormai difficile da ignorare. In Piemonte mancano attualmente circa 685 medici di medicina generale. La situazione potrebbe diventare ancora più complessa nei prossimi anni, perché entro il 2028, secondo le stime, sarebbero previsti altri 433 pensionamenti. La carenza produce conseguenze concrete per i cittadini. Decine di migliaia di piemontesi non avrebbero più la possibilità di scegliere liberamente il proprio medico. L’assistenza continua a essere garantita, ma viene meno quel rapporto fiduciario che tradizionalmente rappresenta uno degli elementi centrali della medicina di famiglia. Il problema non è nato improvvisamente. Tra il 2019 e il 2024, il numero dei medici di medicina generale presenti nella regione è diminuito del 10,6%. I pensionamenti, uniti allo scarso ricambio generazionale, hanno progressivamente ridotto la disponibilità di professionisti. Per invertire questa tendenza non basta aumentare i posti: è necessario che un numero adeguato di giovani medici scelga realmente di intraprendere il percorso. La campagna rivolta ai neolaureati in medicina Per favorire la partecipazione al concorso, la Regione Piemonte ha avviato una campagna di comunicazione rivolta soprattutto ai neolaureati. Il messaggio diffuso attraverso i canali regionali punta a sottolineare il bisogno di nuovi professionisti e il valore del loro possibile contributo alla sanità piemontese. Il bando era stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione il 21 maggio e, successivamente, sulla Gazzetta Ufficiale alla fine di giugno. La rappresentanza regionale dei medici di medicina generale ha scritto ai neolaureati per illustrare le caratteristiche del corso e spiegare il percorso necessario per esercitare la professione. L’obiettivo è evitare che si ripetano i risultati del 2025 e far conoscere meglio un’attività che conserva un ruolo fondamentale nel rapporto quotidiano tra cittadini e sistema sanitario. Più pazienti per ogni professionista La riduzione dei medici disponibili ha determinato anche un aumento del carico sostenuto da quelli ancora in attività. Al primo gennaio 2025, ogni medico di medicina generale piemontese seguiva mediamente 1. 407 assistiti, un dato superiore alla media nazionale, ferma a 1. 383 pazienti. La criticità non si presenta allo stesso modo in tutte le province. Tra le aree più esposte figura il Verbano Cusio Ossola, dove ai numerosi pensionamenti si aggiungono le difficoltà legate alla conformazione geografica. Anche nei territori di Cuneo e Mondovì il fabbisogno rimane elevato, in particolare nelle vallate alpine e nei piccoli comuni montani. Sono proprio le zone meno centrali a rischiare le conseguenze più pesanti della diminuzione dei professionisti. Distanze, dispersione della popolazione e collegamenti più complessi rendono infatti ancora più importante la presenza capillare dei medici di famiglia. L’assegnazione delle 300 borse rappresenta quindi un passaggio rilevante, ma il risultato dipenderà dal numero di candidature e dalla partecipazione effettiva alla selezione. Il Piemonte prova ad ampliare il ricambio generazionale: ora occorre capire quanti giovani medici decideranno di raccogliere questa opportunità. - Published: 2026-07-26 - Modified: 2026-07-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-record-a-torino-la-protezione-civile-arriva-nei-quartieri-dove-trovare-assistenza-gratuita.html - Categorie: News Le temperature elevate continuano a interessare Torino e rendono ancora più importante informare la popolazione sui rischi legati al caldo. In questo contesto proseguono le iniziative del Piano Estate 2026, con una particolare attenzione verso anziani, persone fragili e cittadini affetti da patologie che possono risentire maggiormente delle condizioni climatiche. Il programma porta nei diversi quartieri torinesi volontari, materiale informativo e alcuni servizi gratuiti. Dopo gli appuntamenti già organizzati nelle Circoscrizioni, il calendario prevede tre nuove tappe tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. La prima si svolgerà in Barriera di Milano, mentre le successive interesseranno Piazza d’Armi e la zona di corso Belgio. Il Piano Estate 2026 prosegue nei quartieri di Torino Il Piano Estate non si concentra in un solo luogo, ma si sposta tra le diverse aree della città. La presenza nei quartieri permette ai cittadini di incontrare direttamente i volontari della Protezione Civile e di ricevere informazioni utili per affrontare con maggiore sicurezza le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate. Durante ogni appuntamento vengono distribuiti materiali dedicati ai rischi del caldo e forniti consigli pratici. Le attività sono rivolte alla cittadinanza nel suo complesso, ma prestano un’attenzione particolare alle persone considerate maggiormente vulnerabili. L’iniziativa unisce quindi informazione e servizi gratuiti. Accanto alle indicazioni fornite dai volontari, gli interessati possono sottoporsi al controllo della pressione arteriosa. Il programma proseguirà ancora per alcune settimane, raggiungendo tre diverse Circoscrizioni prima della sua conclusione. Il prossimo appuntamento ai giardini Peppino Impastato La nuova tappa del Piano Estate 2026 è prevista per il 28 luglio ai giardini Peppino Impastato, situati in largo Sempione. L’appuntamento interessa la Circoscrizione 6 e, in particolare, la zona di Barriera di Milano. I volontari saranno presenti dalle 17. 30 alle 20. Nel corso del pomeriggio accoglieranno i cittadini, distribuiranno il materiale preparato per la campagna e illustreranno le indicazioni utili per affrontare le giornate più calde senza sottovalutarne i possibili rischi. Lo stand offrirà anche la possibilità di effettuare gratuitamente la misurazione della pressione. Non si tratterà, dunque, soltanto di un momento informativo. Chi raggiungerà i giardini potrà usufruire di un controllo semplice e immediato, messo a disposizione senza costi nell’ambito del progetto cittadino. La tappa di largo Sempione rappresenta il prossimo passaggio di un calendario che ha già coinvolto altre zone di Torino. La scelta di portare le attività nelle Circoscrizioni consente al Piano Estate di raggiungere progressivamente diversi quartieri, mantenendo invariati gli orari e i servizi principali. Controllo gratuito della pressione per le persone più fragili Tra le attività previste assume particolare importanza la misurazione gratuita della pressione arteriosa. Il servizio è rivolto a tutti i cittadini che si presenteranno agli stand, ma può risultare particolarmente utile per gli anziani e per le persone con patologie sensibili agli effetti delle alte temperature. Il controllo della pressione viene affiancato alla distribuzione del materiale informativo e ai suggerimenti forniti per affrontare il caldo in sicurezza. In questo modo, nel corso dello stesso appuntamento, i cittadini possono ricevere indicazioni e accedere a un servizio concreto. La presenza della Protezione Civile nei quartieri punta soprattutto ad avvicinare le iniziative alle persone maggiormente esposte ai disagi provocati dal caldo. Gli incontri costituiscono anche un’occasione per richiamare l’attenzione sulle conseguenze delle temperature elevate, senza limitarsi a una comunicazione generale. Le tappe di agosto tra Piazza d’Armi e corso Belgio Dopo l’incontro ai giardini Peppino Impastato, il Piano Estate 2026 proseguirà con altri due appuntamenti. Il primo si terrà il 4 agosto al parco Cavalieri di Vittorio Veneto, conosciuto anche come Piazza d’Armi, all’interno della Circoscrizione 2. La tappa successiva è fissata per il 6 agosto in corso Belgio, all’angolo con corso Brianza e nelle vicinanze del numero civico 101. In questo caso le attività interesseranno la Circoscrizione 7. Anche per questi due incontri gli stand resteranno aperti dalle 17. 30 alle 20. I servizi saranno gli stessi previsti in Barriera di Milano: distribuzione di materiale, informazioni sui rischi connessi al caldo e controllo gratuito della pressione arteriosa. Le iniziative del 4 e del 6 agosto saranno le ultime prima della conclusione del progetto. Il calendario permetterà così alla Protezione Civile di portare le proprie attività in altre due zone della città, completando il percorso avviato nelle settimane precedenti. Informazioni e servizi gratuiti contro il caldo I tre appuntamenti in programma offrono ai torinesi la possibilità di ricevere indicazioni direttamente nei quartieri. Il prossimo riferimento è quello del 28 luglio in largo Sempione, seguito dalle tappe di Piazza d’Armi e corso Belgio. In tutti i casi l’accesso ai servizi sarà gratuito e le attività si svolgeranno nella fascia oraria compresa tra le 17. 30 e le 20. Informazione, presenza dei volontari e misurazione della pressione saranno gli elementi centrali di un’iniziativa rivolta soprattutto a chi può risentire maggiormente delle temperature elevate. - Published: 2026-07-26 - Modified: 2026-07-26 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/il-museo-di-stupinigi-festeggia-100-anni-una-giornata-speciale-a-ingresso-libero.html - Categorie: Cultura Un secolo esatto separa l’inaugurazione del Museo di Arte e di Ammobiliamento della Palazzina di Caccia di Stupinigi dalla giornata organizzata per celebrarne l’anniversario. Il museo aprì infatti al pubblico il 26 luglio 1926, segnando un passaggio decisivo nella storia della residenza sabauda alle porte di Torino. Per ricordare quella data, domenica 26 luglio 2026 l’ingresso alla Palazzina sarà gratuito per tutti i visitatori. L’iniziativa permetterà di ripercorrere cento anni di tutela, restauri, studi e nuovi allestimenti. Una giornata gratuita per celebrare il centenario L’accesso gratuito sarà consentito durante l’intera giornata, rispettando il consueto orario di apertura del museo. L’appuntamento riporta l’attenzione sul momento in cui la Palazzina di Caccia cambiò definitivamente funzione, trasformandosi da antica residenza reale in uno spazio dedicato alla conservazione e alla conoscenza del patrimonio artistico. L’inaugurazione del 1926 si svolse alle 17. 30, come documentato dall’invito ufficiale conservato negli archivi. Alla cerimonia partecipò il principe Umberto di Savoia. L’obiettivo era quello di custodire la Palazzina e mantenerne aperto al pubblico il museo, considerato fin dalla sua nascita una testimonianza preziosa dell’arte settecentesca piemontese. La ricorrenza non celebra quindi soltanto la fondazione di un’istituzione culturale. Ricorda anche la scelta di preservare un complesso storico nella sua interezza, mantenendo un legame diretto tra gli ambienti della residenza, gli arredi e le opere d’arte raccolte al suo interno. Da residenza reale a museo dell’arredo La trasformazione cominciò dopo il 1919, anno in cui la Palazzina cessò di essere una residenza reale. Il cambiamento seguì la cessione al Demanio di numerose dimore appartenute alla Corona. Mentre altri edifici furono destinati a funzioni differenti, per Stupinigi venne elaborato un progetto specifico: farne un museo dedicato principalmente all’arte del mobile del Settecento. La nuova destinazione consentì di proteggere gli ambienti storici e di riunire una collezione capace di raccontare l’eccellenza raggiunta dall’arredamento italiano dell’epoca. Alla Palazzina arrivarono così mobili, dipinti e importanti testimonianze dell’ebanisteria settecentesca provenienti da altre residenze. Tra le opere trasferite figuravano arredi e dipinti francesi custoditi nelle regge emiliane di Parma e Colorno. A questi si aggiunsero alcuni capolavori provenienti dal Guardamobili del Castello di Moncalieri, edificio destinato a essere trasformato in una caserma dei Carabinieri. Stupinigi divenne in questo modo uno dei primi esempi italiani di residenza storica convertita in museo. La raccolta non fu collocata in un contenitore estraneo alla propria storia, ma all’interno di sale che permettevano di ricostruire il rapporto tra architettura, decorazione e arredamento. Un museo realizzato in appena un anno Un passaggio fondamentale avvenne nel 1925, quando lo Stato affidò la Palazzina e le sue collezioni all’Ordine Mauriziano. Il provvedimento garantì la tutela e l’inalienabilità del patrimonio, creando le condizioni necessarie per l’apertura del museo. L’allestimento venne completato in appena un anno. La direzione scientifica fu affidata ad Augusto Telluccini, tra i pionieri degli studi sull’ebanisteria piemontese del Settecento e sull’opera di Pietro Piffetti. Alla realizzazione del progetto contribuì anche Paolo Boselli, presidente dell’Ordine Mauriziano, che ne sostenne lo sviluppo sul piano istituzionale. Il percorso inaugurato nel 1926 comprendeva gli appartamenti relativi al piano nobile, con l’esclusione dell’Appartamento del Principe di Carignano. L’organizzazione delle sale seguiva criteri museologici considerati particolarmente aggiornati per quel periodo. Agli ambienti arredati si alternavano spazi dedicati al confronto tra differenti tipologie di mobili, offrendo ai visitatori una lettura più ampia della produzione artistica settecentesca. Questa impostazione contribuì a definire fin dall’inizio la personalità del museo, pensato non soltanto per mostrare oggetti di pregio, ma anche per documentare tecniche, stili e trasformazioni dell’arte dell’arredo. Cento anni di tutela, ricerca e restauri Nel corso del secolo trascorso dall’inaugurazione, la Palazzina ha continuato a seguire la propria missione originaria. Gli ambienti e le collezioni sono stati interessati da restauri, campagne di studio e nuovi allestimenti, attraverso i quali è stato possibile approfondire e valorizzare il patrimonio conservato. Oggi il museo mantiene una duplice identità. Da una parte racconta l’evoluzione dell’arredo e dell’ebanisteria del Settecento; dall’altra conserva il carattere di residenza sabauda, permettendo di leggere le opere nel contesto architettonico per il quale molti degli ambienti furono concepiti. Progettata da Filippo Juvarra, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO insieme alle altre Residenze Reali Sabaude. La giornata a ingresso gratuito per il centenario offre quindi l’occasione di attraversare non soltanto le sale di un museo, ma anche cento anni di storia della conservazione culturale italiana. - Published: 2026-07-25 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/settembre-al-castello-del-valentino-tornano-i-tour-gratuiti-come-prenotare.html - Categorie: Cultura A settembre il Castello del Valentino torna ad aprire gratuitamente le proprie porte al pubblico. L’iniziativa permetterà ai partecipanti di entrare in alcuni degli ambienti più rappresentativi della residenza sabauda, normalmente non accessibili con continuità. Affacciato sulle rive del Po, il Castello è uno dei luoghi più riconoscibili di Torino ed è inserito dal 1997 tra i beni dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Le nuove aperture straordinarie rappresentano quindi un’occasione per osservare l’edificio da una prospettiva diversa e approfondirne le vicende attraverso un percorso guidato. A settembre riaprono gli ambienti del Castello del Valentino Le visite gratuite previste nel mese di settembre accompagneranno il pubblico all’interno di spazi di particolare interesse storico e artistico. L’iniziativa è pensata sia per chi non ha mai avuto la possibilità di entrare nel Castello del Valentino sia per coloro che desiderano conoscerne più attentamente l’architettura e le trasformazioni. L’edificio, infatti, non è soltanto uno dei simboli del parco che porta lo stesso nome. La sua posizione sulle rive del Po, il legame con la storia sabauda e il riconoscimento internazionale ottenuto dall’UNESCO contribuiscono a renderlo un punto di riferimento nel patrimonio culturale torinese. Le aperture straordinarie consentono di superare, almeno per alcune giornate, la distanza che spesso separa cittadini e visitatori dai luoghi storici utilizzati anche per attività istituzionali e universitarie. L’ingresso sarà gratuito, ma sarà necessario organizzarsi in anticipo perché la partecipazione è subordinata alla disponibilità dei posti. Un percorso di circa un’ora tra sale e architettura Ogni visita avrà una durata indicativa di circa un’ora. Il percorso comprenderà il piano nobile della residenza, la Sala delle Colonne e la cappella situata al piano terra. Sarà quindi possibile attraversare ambienti differenti, ciascuno capace di raccontare un aspetto specifico del Castello. Il piano nobile rappresenta uno dei punti centrali dell’itinerario. Qui i partecipanti potranno soffermarsi sugli elementi architettonici e decorativi che caratterizzano la residenza. La visita proseguirà nella Sala delle Colonne, prima di raggiungere la cappella del piano terra. A rendere l’esperienza più completa sarà la presenza di esperti di storia dell’architettura del Politecnico di Torino. Il loro compito sarà quello di accompagnare il pubblico e illustrare le vicende storiche e artistiche del complesso. Non si tratterà, dunque, di un semplice ingresso negli ambienti, ma di un percorso utile a comprenderne il valore. Le spiegazioni consentiranno di leggere gli spazi con maggiore consapevolezza, collegando ciò che si osserva alla storia della residenza. La durata contenuta rende inoltre la proposta accessibile anche a chi vuole inserire la visita all’interno di una giornata trascorsa nel parco o in città. Come prenotare la visita gratuita Per prendere parte all’iniziativa è prevista la prenotazione obbligatoria online. La registrazione deve essere effettuata attraverso il calendario dedicato disponibile sul sito del Politecnico di Torino. Da lì sarà possibile controllare i turni presenti e verificare la disponibilità. È consigliabile non attendere troppo prima di prenotare. I posti messi a disposizione sono limitati e, come accaduto in occasione di precedenti aperture, tendono generalmente a esaurirsi in poco tempo. La gratuità dell’iniziativa e la possibilità di visitare ambienti non sempre aperti al pubblico rendono infatti particolarmente alta la richiesta. Una regola specifica riguarda le famiglie. I bambini fino a 12 anni possono partecipare senza una prenotazione individuale, a condizione che siano accompagnati da un adulto regolarmente registrato. È consentita la presenza di un massimo di due minori per ciascun adulto prenotato. Prima di recarsi al Castello è quindi opportuno controllare con attenzione la registrazione e il turno selezionato. La prenotazione consente agli organizzatori di gestire gli accessi e di mantenere i gruppi compatibili con le caratteristiche degli ambienti attraversati. Un’occasione per riscoprire un simbolo di Torino Le visite di settembre riportano l’attenzione su un edificio che fa parte del paesaggio quotidiano di Torino, ma che non tutti conoscono al suo interno. Il Castello del Valentino viene spesso osservato passeggiando nel parco o lungo il Po; poter entrare nelle sue sale permette invece di avvicinarsi direttamente alla sua storia. Il valore dell’iniziativa risiede anche nella presenza di guide specializzate, capaci di mettere in relazione architettura, arte e vicende della residenza. L’apertura gratuita diventa così uno strumento per rendere il patrimonio culturale più accessibile e creare un rapporto più diretto tra il Castello e il pubblico. Per chi desidera partecipare, il passaggio decisivo resta la prenotazione attraverso il calendario online del Politecnico. Considerata la disponibilità limitata, riservare il proprio posto con anticipo sarà il modo migliore per non perdere questa nuova occasione di visitare il Castello del Valentino. - Published: 2026-07-25 - Modified: 2026-07-25 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/politecnico-di-torino-e-valle-daosta-nuovo-accordo-per-ricerca-e-innovazione.html - Categorie: Innovazione La Regione Valle d’Aosta e il Politecnico di Torino hanno siglato un protocollo d’intesa destinato a rafforzare la collaborazione nei campi della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. L’accordo mette in relazione il mondo accademico, le istituzioni e il sistema produttivo, con l’obiettivo di trasformare le competenze scientifiche in opportunità concrete per il territorio. Tra le azioni previste figurano la creazione di laboratori condivisi, il sostegno alle start-up e agli spin-off, la formazione avanzata e lo sviluppo di reti nazionali e internazionali. Un accordo per collegare ricerca e territorio Il protocollo nasce dalla volontà di costruire una collaborazione stabile tra la Valle d’Aosta e l’ateneo torinese. Il punto di partenza è la condivisione di conoscenze, strutture ed esperienze utili a promuovere progetti comuni. Ricerca scientifica e innovazione tecnologica diventano così gli elementi centrali di un rapporto che punta a produrre risultati capaci di andare oltre l’ambito universitario. L’intesa comprende iniziative congiunte dedicate anche alla formazione avanzata e all’attrazione di talenti. La disponibilità di competenze qualificate rappresenta infatti una componente importante per sviluppare nuove tecnologie, sostenere la sperimentazione e consolidare la capacità innovativa del territorio valdostano. La collaborazione consentirà di mettere in relazione le competenze presenti nel Politecnico di Torino con le necessità e le opportunità della Valle d’Aosta. Il protocollo non si limita quindi allo scambio di conoscenze, ma punta alla realizzazione di attività condivise nelle quali ricerca, formazione e sviluppo tecnologico possano procedere insieme. Laboratori condivisi per sperimentare nuove tecnologie Uno dei punti principali dell’accordo riguarda la creazione di laboratori condivisi tra l’ateneo e il territorio valdostano. Questi spazi saranno dedicati allo sviluppo di attività scientifiche e tecnologiche comuni, favorendo il confronto tra competenze accademiche, istituzioni e realtà produttive. I laboratori permetteranno di rafforzare il legame tra la fase della ricerca e quella della sperimentazione. L’obiettivo è aumentare la capacità del territorio di produrre innovazione e di trasformarla in valore economico e sociale. Le conoscenze sviluppate in ambito universitario potranno essere valorizzate attraverso progetti capaci di generare ricadute concrete. Nel quadro delineato dal protocollo, la ricerca viene considerata uno strumento per sostenere anche la competitività delle imprese. La sperimentazione e l’adozione di nuove tecnologie possono infatti aiutare il sistema produttivo ad affrontare i cambiamenti legati alla transizione tecnologica e alla sostenibilità. L’accordo punta, dunque, a costruire un ambiente nel quale le competenze non rimangano isolate. La condivisione di strutture e conoscenze dovrebbe facilitare lo sviluppo di iniziative comuni e rendere più solido il collegamento tra il mondo accademico e quello delle imprese. Sostegno alla nascita di start-up e spin-off innovativi Una parte rilevante della collaborazione sarà dedicata alla nascita e allo sviluppo di start-up e spin-off innovativi. Il protocollo intende creare condizioni favorevoli per trasformare idee, risultati scientifici e competenze tecnologiche in nuove iniziative. Il sostegno non riguarderà soltanto la fase iniziale. L’intesa comprende anche lo sviluppo delle realtà già avviate, con l’obiettivo di consolidare un ecosistema in grado di accompagnare l’innovazione e favorirne l’applicazione. Start-up e spin-off potranno diventare uno dei collegamenti tra la ricerca e il sistema economico, contribuendo a trasferire sul territorio le conoscenze maturate nei percorsi scientifici e tecnologici. Accanto a queste attività sono previste iniziative di divulgazione scientifica. La diffusione delle conoscenze rientra nel disegno complessivo dell’accordo e contribuisce a rendere più accessibili i temi dell’innovazione, della ricerca e delle nuove tecnologie. Il protocollo prevede inoltre il rafforzamento delle reti di collaborazione su scala nazionale e internazionale. L’apertura verso altri soggetti e territori può ampliare le opportunità di confronto e favorire lo sviluppo di progetti condivisi. Un ecosistema stabile per innovazione e competitività L’intesa tra la Regione Valle d’Aosta e il Politecnico di Torino punta a mettere in rete università, istituzioni e sistema produttivo. La collaborazione tra questi diversi ambiti viene individuata come uno strumento per valorizzare le competenze disponibili e trasformarle in iniziative concrete. Il progetto si inserisce in una prospettiva che considera l’innovazione non come un’attività isolata, ma come il risultato di relazioni continuative. Ricerca, formazione avanzata, laboratori, nuove imprese e trasferimento tecnologico diventano parti di uno stesso percorso. La loro integrazione può rafforzare la capacità del territorio di affrontare le sfide tecnologiche e quelle collegate alla sostenibilità. Il protocollo mira quindi a consolidare un ecosistema nel quale la ricerca possa dialogare con le esigenze delle imprese e con le strategie territoriali. L’obiettivo finale è creare ricadute economiche e sociali, sostenere la competitività e rendere più stabile il rapporto tra conoscenza scientifica e sviluppo. - Published: 2026-07-25 - Modified: 2026-07-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-venezia-in-bicicletta-nuove-velostazioni-rilanciano-il-progetto-vento.html - Categorie: News Torino compie un nuovo passo verso un sistema di trasporti nel quale bicicletta e ferrovia possano integrarsi con maggiore facilità. Il piano riguarda cinque stazioni del Sistema Ferroviario Metropolitano, dove saranno predisposti spazi destinati alla sosta delle due ruote. L’intervento si lega anche allo sviluppo di VenTo, la ciclovia di circa 700 chilometri progettata per unire Torino e Venezia seguendo il corso del Po. A rafforzare il percorso contribuisce inoltre la nuova passerella ciclopedonale realizzata nel Parco del Meisino. Cinque stazioni torinesi saranno attrezzate per le biciclette Il programma predisposto da Rfi prevede la creazione di nuovi parcheggi per le bici in cinque nodi ferroviari. La stazione Orbassano Ospedale San Luigi disporrà di 110 stalli coperti, mentre a Torino Lesna saranno disponibili 32 posti. Torino Dora ne avrà 144 e Torino San Paolo altri 30. L’intervento più consistente è previsto a Torino Crocetta, dove troveranno posto 156 stalli e 60 box. Nel complesso, il progetto punta a rendere più semplice il passaggio dalla bicicletta al treno, offrendo ai viaggiatori strutture nelle quali lasciare il proprio mezzo prima di proseguire lo spostamento con il trasporto pubblico. L’obiettivo è favorire una mobilità urbana maggiormente integrata. La bicicletta dovrebbe diventare una componente stabile della rete dei trasporti cittadini, dialogando con treni e altri mezzi pubblici. La disponibilità di parcheggi protetti nei principali nodi ferroviari potrebbe incoraggiare cittadini e pendolari a combinare modalità differenti durante lo stesso viaggio. Porta Nuova indica la strada, Porta Susa resta un nodo da risolvere Il principale punto di riferimento cittadino è attualmente la velostazione di Porta Nuova. Nel corso del 2025 la struttura gestita da Fs Park ha registrato un’occupazione media giornaliera pari al 25% della capacità disponibile. Gli ingressi occasionali sono stati più di 2. 500, mentre ogni mese si sono aggiunti mediamente 15 nuovi abbonati. Anche i primi dati relativi al 2026 confermano un andamento positivo. Più complessa rimane la situazione di Porta Susa. Le verifiche effettuate insieme a Rfi hanno evidenziato ostacoli legati alla sicurezza ferroviaria, che rendono difficile ricavare una velostazione all’interno dello scalo. Anche l’ipotesi di utilizzare uno spazio esterno necessita di ulteriori valutazioni e, soprattutto, di una copertura economica. Il confronto tra il Comune e Rfi proseguirà con l’obiettivo di individuare una soluzione adatta a uno dei nodi ferroviari più importanti della città. L’amministrazione torinese guarda inoltre al prossimo bando regionale dedicato alle velostazioni, al quale intende partecipare presentando nuove proposte. VenTo, il percorso ciclabile che collega quattro regioni Il progetto VenTo risale al 2010 ed è nato da un’idea del Politecnico di Milano. Oggi rientra tra le ciclovie strategiche nazionali e punta a costruire un itinerario ciclabile di circa 700 chilometri attraverso quattro regioni e più di cento comuni. Il tracciato segue il Po e collega idealmente Torino a Venezia, trasformando il fiume in una direttrice per la mobilità lenta e il cicloturismo. Non si tratta soltanto di creare un’infrastruttura destinata agli spostamenti su due ruote. VenTo può offrire anche un modo differente di attraversare i territori, mettendo in relazione centri urbani, aree naturali e località distribuite lungo il percorso. I nuovi parcheggi nelle stazioni torinesi contribuiscono a questo disegno perché avvicinano la ciclovia alla rete ferroviaria. La possibilità di alternare bicicletta e treno può rendere il percorso più accessibile e facilitare sia gli spostamenti quotidiani sia quelli legati al turismo. La passerella del Meisino completa un nuovo tassello Tra gli interventi più recenti figura la passerella ciclopedonale del Parco del Meisino, inaugurata nei giorni scorsi. L’opera assicura continuità non soltanto al percorso di VenTo, ma anche a EuroVelo 8, l’itinerario ciclabile europeo che attraversa l’area. La struttura collega le due parti del parco divise da corso Don Luigi Sturzo. È lunga 230 metri, è stata costruita in acciaio Corten e presenta una pendenza media del 7%, caratteristica che la rende accessibile anche alle persone con disabilità. Per la sua realizzazione è stato impiegato circa un milione di euro proveniente dal Pnrr. La passerella rientra nel più ampio intervento di riqualificazione del Meisino e della Cascina Malpensata. Il completamento della ciclovia e la nuova infrastruttura possono migliorare l’accoglienza di cicloturisti e appassionati, contribuendo allo stesso tempo alla valorizzazione di una delle zone naturalistiche più importanti della città. Tra velostazioni, collegamenti ferroviari e nuovi passaggi ciclopedonali, Torino prova così a rafforzare il proprio rapporto con la bicicletta. Il progetto VenTo resta ancora un percorso da completare, ma le opere realizzate e quelle programmate aggiungono elementi concreti al collegamento su due ruote tra Torino e Venezia. - Published: 2026-07-25 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-lamezia-terme-il-nuovo-volo-wizz-air-partira-in-autunno.html - Categorie: News Wizz Air amplia la propria presenza all’aeroporto di Torino con un nuovo collegamento nazionale. A partire dal 25 ottobre 2026, la compagnia aerea attiverà una rotta diretta tra il capoluogo piemontese e Lamezia Terme, offrendo cinque frequenze alla settimana. La novità rafforza i collegamenti tra Piemonte e Calabria e si inserisce nel progetto di crescita della nuova base Wizz Air presso lo scalo torinese. L’avvio del volo coinciderà inoltre con l’entrata in servizio del secondo aeromobile basato a Torino. Cinque voli alla settimana tra Torino e Lamezia Terme La nuova tratta sarà operativa ogni lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica. La distribuzione dei voli su cinque giorni consentirà alla compagnia di intercettare le diverse esigenze di chi si sposta tra le due regioni per ragioni familiari, professionali, di studio oppure per turismo. I biglietti sono in vendita dal 24 luglio attraverso il sito ufficiale e l’app di Wizz Air. Le tariffe indicate partono da 19,99 euro, anche se il prezzo effettivo può dipendere dalla disponibilità e dalle caratteristiche del viaggio scelto. L’apertura della rotta Torino-Lamezia Terme risponde a una domanda di mobilità considerata significativa durante tutto l’anno. Il collegamento diretto punta quindi a rendere più ampia l’offerta disponibile per i passeggeri piemontesi e calabresi, consolidando allo stesso tempo i rapporti sociali ed economici tra i due territori. La crescita della nuova base Wizz Air a Torino Il debutto del volo per Lamezia Terme rappresenta un nuovo passaggio nel piano di espansione della compagnia presso l’aeroporto di Torino. L’apertura ufficiale della base è programmata per il 14 settembre 2026, alcune settimane prima dell’avvio della nuova rotta. Dal 25 ottobre entrerà in servizio anche il secondo aeromobile assegnato allo scalo torinese. La coincidenza tra le due date mostra come il collegamento con la Calabria sia direttamente legato al potenziamento delle attività di Wizz Air a Torino. La compagnia considera la nuova tratta parte integrante del proprio progetto di sviluppo. Anche Torino Airport ha accolto positivamente l’annuncio, sottolineando l’importanza della domanda di voli tra Piemonte e Calabria e il contributo che il collegamento potrà offrire ai flussi di traffico tra le due regioni. Le destinazioni Wizz Air raggiungibili da Torino Con l’introduzione del volo per Lamezia Terme, durante la stagione invernale 2026-2027 il network Wizz Air in partenza da Torino comprenderà complessivamente 22 destinazioni. Cinque saranno nazionali, mentre le altre 17 permetteranno di raggiungere città e località internazionali. Sul territorio italiano, la compagnia collegherà Torino con Catania, Lamezia Terme, Napoli, Palermo e Roma Fiumicino. L’offerta domestica comprenderà quindi destinazioni distribuite tra il Centro e il Sud Italia, con una particolare presenza di rotte dirette verso Sicilia, Campania e Calabria. Il quadro delineato per la stagione invernale conferma il peso assunto dallo scalo torinese nei programmi della compagnia. La nuova rotta calabrese non costituisce quindi un’iniziativa isolata, ma si aggiunge a un’offerta che comprende collegamenti nazionali e internazionali. Wizz Air rafforza la presenza nel mercato italiano Wizz Air opera in Italia dal 2004 e attualmente risulta il secondo vettore del Paese per quota di mercato. Secondo i dati comunicati dalla compagnia, nel corso della sua attività ha trasportato oltre 138 milioni di passeggeri da e verso gli aeroporti italiani. Nel 2026 il network nazionale comprende 322 rotte dirette verso 33 Paesi, mentre gli aeromobili basati sul territorio italiano sono 44. L’investimento sulla base torinese e l’apertura del collegamento con Lamezia Terme si inseriscono dunque in una presenza già consolidata. Per Torino, il nuovo volo amplia le possibilità di viaggio verso la Calabria e affianca le altre rotte domestiche previste nella stagione invernale. Per Lamezia Terme rappresenta invece un ulteriore collegamento diretto con il Nord Italia. Dal 25 ottobre, i passeggeri potranno quindi contare su cinque voli settimanali tra Torino e Lamezia Terme, con una programmazione pensata per coprire gran parte della settimana e rispondere a esigenze di viaggio differenti. - Published: 2026-07-24 - Modified: 2026-07-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-inaugurato-il-nuovo-pronto-soccorso-del-cto-spazi-rinnovati-e-percorsi-separati.html - Categorie: News Il pronto soccorso dell’ospedale CTO di Torino cambia volto. Sono stati inaugurati i nuovi ambienti del presidio appartenente alla Città della Salute e della Scienza, al termine di un intervento atteso da quattro anni. Il progetto ha permesso di riorganizzare gli spazi, migliorare le condizioni di accoglienza e distinguere i percorsi dei pazienti in base alle diverse esigenze assistenziali. I lavori, avviati nel gennaio 2026, hanno richiesto un investimento vicino ai 500mila euro. Il risultato è una struttura più moderna, pensata sia per affrontare l’attività ordinaria sia per rispondere con maggiore efficacia a eventuali emergenze di carattere infettivo. Un pronto soccorso con oltre 45mila accessi annuali Il CTO rappresenta il Centro Trauma di riferimento regionale per i traumi maggiori. Il rinnovamento interessa quindi una struttura chiamata ogni giorno a gestire un flusso consistente di persone e situazioni cliniche molto differenti. Nel corso del 2025 il pronto soccorso ha registrato complessivamente 45. 507 accessi. Il modello organizzativo adottato prevede la distinzione dei pazienti secondo l’intensità delle cure necessarie. Gli accessi ad alta intensità, in particolare, sono stati 2. 126. Invece, gli accessi classificati con un'intensità medio-bassa hanno raggiunto il numero di 43. 381. La nuova disposizione degli ambienti è stata progettata proprio tenendo conto di questa complessità. Separare i percorsi e rendere più funzionali le aree permette agli operatori di gestire meglio le diverse fasi, dall’arrivo in ospedale fino all’osservazione successiva al triage. Quasi 500mila euro per riorganizzare gli spazi Gli interventi erano attesi da circa quattro anni e sono stati avviati all’inizio del 2026. Il finanziamento rientra nelle risorse previste dal decreto del 2020 destinato al rafforzamento della capacità delle strutture sanitarie di affrontare emergenze infettive e pandemiche. Il cantiere non si è limitato a un semplice rinnovamento estetico. L’obiettivo principale era ottenere una distribuzione più razionale degli ambienti, con aree dedicate a pazienti non contagiosi e spazi separati per persone infette, sospette o potenzialmente contagiose ancora in attesa di una diagnosi. Questa organizzazione consente di evitare la sovrapposizione dei flussi assistenziali e prepara il pronto soccorso a gestire con maggiore ordine eventuali situazioni straordinarie. Allo stesso tempo, gli ambienti risultano più accoglienti e confortevoli sia nella zona d’ingresso sia lungo i percorsi interni. Percorsi distinti già dall’ingresso in ospedale Uno degli elementi centrali del nuovo pronto soccorso del CTO è la creazione di un’area riservata ai pazienti infetti o considerati sospetti. Questo settore permette di gestire separatamente i casi che richiedono precauzioni specifiche, riducendo i contatti con le persone indirizzate verso le altre zone del presidio. Per i pazienti non contagiosi è stata invece predisposta un’area dotata di due locali di triage collocati all’ingresso dell’ospedale. La distinzione comincia quindi sin dalle prime fasi dell’accoglienza, favorendo una gestione più ordinata dei diversi percorsi. Dopo il triage, le persone possono essere indirizzate verso una nuova e più ampia sala d’attesa situata nella zona pulita del pronto soccorso. Accanto a questo spazio è stato realizzato un locale destinato al personale infermieristico, progettato in modo da garantire una visuale estesa sull’area di attesa. Il progetto comprende anche un ambiente di osservazione dedicato ai pazienti barellati. La sua posizione consente agli infermieri presenti nella postazione adiacente di mantenere un controllo visivo diretto, rendendo più funzionale la gestione delle persone che devono rimanere sotto osservazione. Il pronto soccorso è rimasto operativo durante i lavori L’intero intervento è stato portato avanti senza ridurre o limitare l’attività assistenziale. Il pronto soccorso ha quindi continuato a ricevere e seguire i pazienti anche durante lo svolgimento del cantiere. La conclusione dei lavori restituisce al CTO ambienti rinnovati e una disposizione interna più adatta alle necessità quotidiane. I benefici riguardano tanto i pazienti quanto gli operatori sanitari, che possono utilizzare in maniera più efficiente i diversi locali a disposizione. L’ammodernamento assume una rilevanza particolare considerando il numero di accessi registrati ogni anno e il ruolo regionale svolto dal CTO nell’assistenza ai traumi maggiori. La separazione degli spazi, inoltre, permette di integrare le esigenze ordinarie con quelle legate alla prevenzione e alla gestione delle emergenze infettive. Proseguono i cantieri negli ospedali torinesi Il rinnovamento delle strutture della Città della Salute proseguirà anche alle Molinette. Nel maggio 2026 è partito il cantiere della Cardiochirurgia, un intervento che prevede nuove sale operatorie e una nuova terapia intensiva. Entro la fine del prossimo autunno dovrebbe inoltre entrare nella fase operativa il cantiere dedicato al pronto soccorso delle Molinette, con l’avvio della prima parte dei lavori. L’inaugurazione dei nuovi ambienti del CTO rappresenta dunque una delle tappe di un percorso più ampio di riorganizzazione e ammodernamento degli spazi ospedalieri torinesi. - Published: 2026-07-24 - Modified: 2026-07-24 - URL: https://www.torinofree.it/economia/piemonte-un-negozio-su-dieci-e-scomparso-in-cinque-anni-calano-anche-i-posti-di-lavoro.html - Categorie: Economia Il commercio piemontese sta attraversando una trasformazione profonda. Le attività presenti nelle città e nei piccoli comuni diminuiscono, mentre una quota crescente degli acquisti si concentra nelle grandi strutture, nei discount e sulle piattaforme digitali. Il risultato non riguarda soltanto il numero delle serrande abbassate, ma coinvolge anche l’occupazione e la disponibilità di servizi nei quartieri. I dati mostrano un settore più produttivo e organizzato rispetto al passato, ma anche decisamente più concentrato. A crescere sono soprattutto le imprese di maggiori dimensioni e i canali capaci di raggiungere un pubblico molto ampio, mentre numerosi negozi di prossimità incontrano difficoltà nel mantenere la propria posizione sul mercato. In cinque anni è scomparso il 10,2% dei negozi piemontesi Tra il 2018 e il 2023 il Piemonte ha perso il 10,2% dei propri esercizi commerciali. La flessione avvicina la regione a territori come Veneto ed Emilia-Romagna e restituisce l’immagine di una rete distributiva sempre meno capillare. Anche la densità commerciale conferma questa tendenza. In cinque anni il numero di negozi ogni mille abitanti è sceso da 10,7 a 9,8, registrando una contrazione dell’8,4%, molto simile a quella osservata in Lombardia. La chiusura di un’attività non rappresenta esclusivamente un problema economico. Ogni negozio che scompare può tradursi in un servizio in meno per i residenti, soprattutto nei quartieri periferici e nei comuni più piccoli. Le attività di vicinato contribuiscono inoltre a mantenere frequentate le strade, favoriscono le relazioni tra le persone e incidono sulla capacità di un territorio di rimanere vivo e attrattivo. L’occupazione arretra più che nel resto del Nord Ovest Il ridimensionamento coinvolge anche il mercato del lavoro. In Piemonte gli occupati nel settore sono diminuiti del 5,2%, una percentuale nettamente più alta rispetto al calo dell’1,3% rilevato complessivamente nel Nord Ovest. Il confronto appare ancora più significativo se si considera che nelle regioni del Sud l’occupazione commerciale è cresciuta del 3,4%. Particolare attenzione viene riservata ai più giovani. Il commercio, insieme alla ristorazione e all’ospitalità, continua infatti a offrire numerose opportunità alle persone tra i 15 e i 29 anni. Il 40% degli occupati appartenenti a questa fascia lavora nella ristorazione e nell’hospitality, mentre il 22,5% trova impiego nel commercio. Sostenere gli acquisti nelle attività locali significa quindi contribuire anche alla tenuta di posti di lavoro che rappresentano spesso una delle principali porte di ingresso professionale per le nuove generazioni. Meno punti vendita, ma un fatturato complessivo più elevato Il caso piemontese rientra in una trasformazione che interessa l’intero Paese. Tra il 2018 e il 2025 il numero dei punti vendita italiani è diminuito del 14,4%. Nello stesso periodo, però, il fatturato complessivo del comparto è cresciuto del 25,7%, arrivando a 410,7 miliardi di euro. È aumentato anche il fatturato medio prodotto da ogni addetto, salito del 27,9%. Queste cifre mostrano che la riduzione dei negozi non coincide con una diminuzione generale dei consumi. La spesa tende piuttosto a concentrarsi in un numero inferiore di imprese, generalmente più grandi, organizzate e produttive. Il commercio italiano sta dunque assumendo una struttura diversa: diminuiscono le attività, ma aumentano le dimensioni e il peso economico di quelle che rimangono. In questo scenario, le realtà più piccole devono confrontarsi con operatori capaci di offrire assortimenti estesi, prezzi competitivi e nuovi strumenti di acquisto. La crescita di discount ed e-commerce Tra i fenomeni più evidenti emerge l’espansione dei discount alimentari. Dal 2018 il loro fatturato è aumentato del 101,1%, una crescita che conferma il successo di un modello basato soprattutto sulla convenienza e sulla presenza diffusa sul territorio. Parallelamente continua l’avanzata del commercio elettronico, il cui giro d’affari è cresciuto del 41,9%. Le piattaforme digitali consentono di acquistare rapidamente e di confrontare una grande quantità di prodotti, esercitando una pressione crescente sui negozi fisici. Le rappresentanze del commercio piemontese chiedono per questo interventi capaci di proteggere le attività di vicinato e di riequilibrare la competizione con i grandi operatori online, che possono beneficiare di condizioni fiscali differenti. La sfida consiste nel sostenere i negozi senza ignorare l’evoluzione delle abitudini dei consumatori. Il ritorno agli acquisti frequenti può aiutare i negozi locali Un piccolo segnale positivo arriva da una parte dei consumatori, che sembra orientarsi nuovamente verso acquisti meno consistenti ma più frequenti. Questa abitudine può favorire i negozi sotto casa, soprattutto quando alla convenienza si affiancano qualità del servizio, rapporto diretto e facilità di accesso. Per trasformare questa tendenza in una ripresa stabile servono però misure istituzionali e politiche dedicate. Il commercio di prossimità non svolge soltanto una funzione distributiva: contribuisce all’occupazione, alla socialità e alla qualità della vita dei territori. La perdita di un negozio su dieci rappresenta quindi un segnale che va oltre le statistiche economiche. Difendere la presenza delle attività locali significa preservare servizi, occasioni di incontro e opportunità lavorative, senza rinunciare all’innovazione che sta ridisegnando il mercato. - Published: 2026-07-24 - Modified: 2026-07-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/siccita-nel-torinese-agricoltura-in-difficolta-danni-per-oltre-30-milioni-di-euro.html - Categorie: News La prolungata carenza d’acqua sta mettendo in seria difficoltà l’agricoltura del Torinese. Le prime stime descrivono un danno economico superiore ai 30 milioni di euro, ma il bilancio potrebbe aggravarsi nelle prossime settimane. La situazione più critica riguarda il mais, una delle colture maggiormente diffuse nel territorio e una risorsa importante non soltanto per le aziende agricole, ma anche per numerose attività della filiera alimentare e industriale. Il raccolto si avvicina mentre vaste aree coltivate mostrano già gli effetti della siccità. Dove è possibile irrigare, gli agricoltori devono affrontare costi più elevati e disponibilità d’acqua ridotte. Nei terreni che dipendono esclusivamente dalle precipitazioni, invece, la produzione rischia di essere quasi completamente compromessa. Un danno economico destinato a crescere Secondo le prime valutazioni diffuse da Coldiretti Torino, le perdite hanno già superato i 30 milioni di euro. Si tratta di una stima formulata prima dell’inizio della trebbiatura e, di conseguenza, ancora provvisoria. Il calcolo è stato effettuato prendendo come riferimento le attuali quotazioni della Borsa Cereali di Torino. L’andamento dei mercati potrebbe tuttavia modificare ulteriormente il valore economico dei raccolti perduti. Le tensioni internazionali e i fenomeni speculativi possono infatti provocare un aumento del prezzo del mais, facendo salire contemporaneamente il costo complessivo dei danni. Alla riduzione della produzione si aggiungono inoltre le maggiori spese affrontate dalle imprese nel tentativo di salvare le coltivazioni. Il ricorso ai sistemi di pompaggio dalla falda rappresenta una soluzione costosa che, in molti casi, non riesce comunque a garantire quantità d’acqua sufficienti. Il mais è la coltura più colpita Il Torinese ricopre un ruolo centrale nella produzione piemontese di mais. In un’annata ordinaria, il territorio fornisce circa un terzo dell’intero raccolto regionale, con oltre 4,8 milioni di quintali. La coltivazione coinvolge circa 4. 600 aziende e interessa una superficie complessiva di 48. 800 ettari. Numeri che aiutano a comprendere quanto l’emergenza idrica possa incidere sull’economia agricola locale. Il mais ha bisogno di una disponibilità d’acqua adeguata soprattutto durante le fasi decisive del suo sviluppo. La scarsità delle risorse idriche sta invece rallentando la crescita delle pannocchie, che in molti campi presentano chicchi più piccoli e meno numerosi. Le conseguenze saranno visibili al momento della raccolta, quando le aziende dovranno fare i conti con rese nettamente inferiori rispetto alla normalità. Produzione in calo fino al 70% La gravità della situazione cambia a seconda della possibilità di irrigare i terreni. Nelle superfici raggiunte dagli impianti irrigui si prevede una riduzione della produzione intorno al 30%. Le derivazioni d’acqua sono ormai vicine al limite e il pompaggio dalle falde non è sufficiente a compensare pienamente la carenza. Il quadro diventa ancora più preoccupante nei campi non irrigui. In queste aree, interamente dipendenti dalle piogge, il raccolto di mais potrebbe diminuire fino al 70%. Diverse coltivazioni stanno seccando e si avvicinano a una perdita quasi totale della produzione. La differenza tra le due condizioni conferma l’importanza dell’accesso all’acqua, ma mostra anche i limiti degli strumenti attualmente disponibili. Persino le aziende dotate di sistemi irrigui incontrano difficoltà nel reperire le quantità necessarie e devono sostenere costi sempre più pesanti. Le conseguenze per la filiera agroindustriale La crisi non riguarda soltanto i campi. Il mais è una materia prima strategica per molte attività economiche. Viene utilizzato nell’alimentazione degli animali e, quindi, svolge una funzione essenziale nella produzione di alimenti di origine animale. La sua importanza si estende anche all’industria alimentare, dove entra nella preparazione di numerosi prodotti. Dal mais si ricavano inoltre amido, dolcificanti e materiali destinati alla realizzazione di bioplastiche compostabili e oggetti di uso comune. Una forte riduzione del raccolto locale potrebbe creare una carenza di materie prime lungo l’intera filiera. Per compensarla, l’Italia sarebbe costretta ad aumentare la dipendenza dalle importazioni, con effetti che andrebbero ben oltre il comparto agricolo torinese. Servono interventi strutturali per affrontare la crisi L’emergenza attuale riporta l’attenzione sulla necessità di adottare soluzioni durature. Tra le proposte avanzate dal settore agricolo figura la realizzazione di piccoli invasi distribuiti sul territorio, capaci di raccogliere e conservare l’acqua da utilizzare nei periodi più asciutti. Viene indicata anche l’opportunità di favorire l’uso plurimo delle acque idroelettriche, accompagnando questa misura con incentivi destinati al risparmio idrico. Un altro intervento riguarda la semplificazione delle procedure necessarie per scavare nuovi pozzi, così da rendere più rapido l’accesso alle falde nei momenti di maggiore bisogno. Un ruolo importante viene infine attribuito alla ricerca scientifica e alle Tecniche di Evoluzione Assistita. Lo sviluppo di sementi e piante maggiormente resistenti alla scarsità d’acqua e ai cambiamenti climatici potrebbe aiutare le aziende ad affrontare condizioni sempre più difficili. Senza una strategia strutturale, infatti, il rischio è che emergenze come quella vissuta nel Torinese diventino una minaccia ricorrente per i raccolti e per l’intera filiera agroindustriale. - Published: 2026-07-24 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-a-torino-nel-weekend-del-25-e-26-luglio-gli-eventi-da-non-perdere.html - Categorie: Eventi Il fine settimana del 25 e 26 luglio porta a Torino e nel resto della provincia un calendario particolarmente vario. Tra incontri letterari, cinema all’aperto, concerti, mostre, sagre e visite culturali, le occasioni per uscire non mancano. Diverse iniziative sono gratuite, mentre altre permettono di unire lo spettacolo alla scoperta di alcuni dei luoghi più suggestivi del Piemonte. Libri, cinema e serate estive a Torino Il programma comincia sabato 25 luglio alle 17. 30 con il ritorno di Libri al Parco. La rassegna, curata dall’associazione BookPostino, si svolge al Parco John Lennon e propone incontri dedicati alla lettura e al confronto con gli autori. L’ingresso gratuito rende l’appuntamento una proposta accessibile per chi desidera trascorrere parte del pomeriggio tra libri e conversazioni. In serata ci si potrà spostare verso la collina torinese. La Basilica di Superga ospita infatti un nuovo appuntamento del proprio cartellone estivo, nel quale si incontrano musica, arte, visite serali e degustazioni. Una formula pensata per vivere il complesso anche dopo il tramonto, approfittando di una delle iniziative che accompagneranno il pubblico nel corso dell’estate. Per chi preferisce il grande schermo, l’appuntamento è fissato per domenica 26 luglio all’Imbarkino, nel Parco del Valentino. La programmazione del cinema all’aperto propone I viaggiatori della sera, film diretto da Ugo Tognazzi. La proiezione offre così un’occasione per riscoprire un titolo del cinema italiano all’interno di uno degli spazi verdi più frequentati della città. Concerti, sagre e feste nei comuni della provincia La musica sarà protagonista anche fuori dal centro di Torino. Domenica 26 luglio la Reggia di Venaria Reale accoglierà il concerto di Gregory Porter, uno degli appuntamenti di maggiore richiamo del fine settimana. A Sauze d’Oulx prenderà invece il via una rassegna estiva di concerti gratuiti, che porterà la musica anche in montagna. A Vinovo continuerà il Pasta Music Fest, evento che mette insieme intrattenimento e proposte gastronomiche. Chi vuole puntare sui sapori della tradizione piemontese potrà dirigersi a Bosconero, dove prosegue la Sagra dell’Agnolotto. Il celebre piatto diventa il fulcro di una manifestazione dedicata alla convivialità e alla cucina locale. A Pianezza proseguono inoltre le Notti Bianche, con spettacoli e occasioni di intrattenimento. Il calendario permette quindi di scegliere tra una serata musicale, una festa di paese o un appuntamento gastronomico, organizzando anche una breve uscita lontano dalle zone più centrali del capoluogo. Un itinerario tra le mostre aperte in città Il weekend offre numerose alternative anche a chi desidera dedicare alcune ore all’arte. Ai Musei Reali si possono visitare La luce del vero prima di Caravaggio e l’esposizione dedicata a Margherita di Savoia. Due percorsi differenti che ampliano la già ricca proposta culturale del complesso museale torinese. Alla Pinacoteca Agnelli continua Modigliani sottopelle, mentre le Gallerie d’Italia ospitano The Day May Break di Nick Brandt. Palazzo Madama propone invece MonumenTo, Torino Capitale, mostra che richiama già nel titolo il rapporto tra la città, la sua storia e i suoi simboli. Il Museo Nazionale del Cinema dedica un’esposizione a Orson Welles, offrendo agli appassionati l’opportunità di approfondire una delle figure più importanti della storia cinematografica. Restano inoltre visitabili le proposte del MAUTO, della Fondazione Merz e del PAV. Le possibilità continuano oltre i confini cittadini. Alla Reggia di Venaria è aperta Regine in scena, mentre altre esposizioni sono ospitate dal Castello di Rivoli, dal Museo Civico di Ivrea e dal Castello di Moncalieri. Il fine settimana può dunque trasformarsi in un itinerario tra musei, residenze e spazi dedicati all’arte contemporanea. Castelli, stelle e appuntamenti gratuiti Nella giornata di domenica torna Castelli Aperti, l’iniziativa che consente di visitare diverse dimore storiche del Piemonte. È una proposta indicata per chi vuole organizzare una gita culturale e conoscere luoghi che raccontano epoche differenti attraverso architetture, ambienti e collezioni. A Fenestrelle figura tra gli appuntamenti anche il Narrazioni Parallele Festival. A Pino Torinese prosegue invece il programma estivo del Planetario Infini. To, rivolto a chi vuole trascorrere qualche ora seguendo attività dedicate al cielo e all’universo. Tra le opportunità più interessanti di domenica 26 luglio c’è infine l’ingresso gratuito alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. L’iniziativa permette di inserire nel programma del weekend la visita a una delle più note residenze piemontesi. Tra città, collina e provincia, il calendario offre così soluzioni per chi cerca cultura, spettacolo, musica o semplicemente un’occasione per uscire. - Published: 2026-07-23 - Modified: 2026-07-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-tra-le-migliori-citta-universitarie-del-mondo-e-66esima-nella-classifica-qs.html - Categorie: News Torino mantiene un posto di rilievo nel panorama internazionale dell’istruzione universitaria. La nuova edizione della QS Best Student Cities, elaborata dall’agenzia britannica Quacquarelli Symonds, colloca infatti il capoluogo piemontese al 66° posto mondiale, confermando la posizione raggiunta nella precedente graduatoria. Il risultato non riguarda esclusivamente il prestigio degli atenei presenti sul territorio. La classifica considera anche l’esperienza complessiva vissuta dagli universitari, prendendo in esame elementi come i costi, l’attrattività della città, la presenza di studenti internazionali e le prospettive professionali offerte ai laureati. Per Torino emerge soprattutto un dato significativo: la città risulta prima in Italia per accessibilità economica e soddisfazione degli studenti. Un riconoscimento che rafforza il suo ruolo nel sistema universitario nazionale e ne conferma la capacità di richiamare giovani provenienti anche dall’estero. Come funziona la classifica QS Best Student Cities Per entrare nella QS Best Student Cities, una città deve avere più di 250 mila abitanti e ospitare almeno due università comprese nel QS World University Rankings. Superata questa prima selezione, la valutazione si concentra su diversi indicatori legati tanto alla qualità accademica quanto alla vita degli studenti. Tra gli aspetti analizzati figurano il livello degli atenei, la composizione della popolazione universitaria, il grado di internazionalizzazione e l’attrattività esercitata dalla destinazione. Vengono inoltre considerate le opportunità offerte dal mercato del lavoro ai laureati, la sostenibilità dei costi e le valutazioni espresse direttamente dagli studenti. La posizione ottenuta da Torino rappresenta quindi il risultato di più fattori. Il 66° posto mondiale non misura soltanto la reputazione dell’Università di Torino e del Politecnico, ma restituisce un quadro più ampio dell’ambiente nel quale gli studenti possono formarsi e prepararsi all’ingresso nella vita professionale. Torino prima in Italia per costi e soddisfazione degli studenti Uno dei punti di forza più evidenti riguarda l’accessibilità economica. In questo indicatore Torino conquista la prima posizione tra le città italiane considerate dalla classifica. Il dato assume particolare importanza perché i costi costituiscono uno degli elementi valutati da chi deve scegliere dove iniziare o proseguire il proprio percorso accademico. Al risultato economico si affianca quello relativo alla soddisfazione degli studenti. Anche in questo ambito Torino occupa il primo posto in Italia, mostrando come l’esperienza universitaria venga giudicata positivamente da chi vive e studia nel capoluogo piemontese. I due indicatori, letti insieme, raccontano una città capace di mantenere un equilibrio tra qualità dell’offerta e sostenibilità dell’esperienza universitaria. Non si tratta dunque soltanto di attrarre nuove iscrizioni, ma anche di creare condizioni considerate favorevoli da chi frequenta già gli atenei torinesi. La conferma della posizione rispetto alla precedente edizione dimostra inoltre una certa continuità. Torino non entra occasionalmente nella graduatoria internazionale, ma conserva il proprio ruolo tra le destinazioni universitarie più apprezzate. Crescono internazionalizzazione e opportunità per i laureati La nuova classifica segnala miglioramenti anche negli indicatori dedicati alla composizione della popolazione studentesca e alla sua dimensione internazionale. Torino rafforza quindi la propria capacità di rivolgersi a giovani con provenienze differenti, consolidando un ambiente universitario più aperto e diversificato. Un altro progresso riguarda le opportunità professionali destinate ai laureati. Il collegamento tra formazione e mondo del lavoro è uno dei parametri presi in esame da QS e contribuisce a definire l’attrattività complessiva di una città universitaria. La crescita registrata in questo settore indica che il sistema torinese non viene valutato soltanto per ciò che accade durante gli anni di studio. La classifica prende in considerazione anche le prospettive successive al conseguimento del titolo, collegando la qualità della formazione alle possibilità offerte dal territorio. Internazionalizzazione e lavoro diventano così due elementi complementari. Il primo amplia gli orizzonti della comunità accademica, mentre il secondo aiuta a rendere il percorso universitario maggiormente connesso con il futuro professionale. Il 66° posto non rappresenta quindi soltanto un riconoscimento per i singoli atenei. È il risultato di un sistema composto da università, amministrazioni e realtà territoriali che contribuiscono a rendere Torino una destinazione competitiva, accessibile e apprezzata dagli studenti. - Published: 2026-07-23 - Modified: 2026-07-23 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/piemonte-via-libera-alla-legge-sul-fotovoltaico-obiettivo-quasi-5-gigawatt-entro-il-2030.html - Categorie: Innovazione Il percorso del Piemonte verso una maggiore produzione di energia rinnovabile entra in una nuova fase. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una legge che stabilisce criteri più chiari per individuare i luoghi adatti all’installazione degli impianti fotovoltaici. Il provvedimento punta a favorire la transizione energetica senza trascurare la protezione del territorio, delle coltivazioni e dei paesaggi regionali. Il traguardo indicato è ambizioso: arrivare, entro il 2030, a una produzione da fonti rinnovabili vicina ai 5 Gigawatt, in linea con gli obiettivi fissati a livello nazionale. Per raggiungerlo sarà necessario aumentare la capacità degli impianti, scegliendo però con attenzione le superfici da utilizzare. Il traguardo energetico fissato per il 2030 L’aumento della produzione rinnovabile viene considerato un passaggio strategico sia per rafforzare l’autonomia energetica del Piemonte sia per sostenere la competitività delle attività produttive. Disporre di regole definite dovrebbe rendere più semplice programmare gli interventi e valutare la compatibilità dei diversi progetti con le caratteristiche dei territori coinvolti. Il provvedimento prova quindi a conciliare due necessità: accelerare la crescita dell’energia pulita e impedire che questa trasformazione avvenga senza criteri. La produzione elettrica non viene separata dalla tutela ambientale, ma inserita in una strategia che tiene conto anche dell’agricoltura, della biodiversità e del paesaggio. Dai tetti alle ex cave: dove potranno sorgere gli impianti La normativa individua diverse tipologie di superfici sulle quali potranno essere collocati i pannelli. Tra queste rientrano i tetti degli edifici, le coperture dei parcheggi e le strutture industriali. Si tratta di spazi già costruiti o utilizzati che possono contribuire alla produzione energetica senza richiedere l’occupazione di nuovi terreni. Un ruolo rilevante viene assegnato anche alle zone che hanno perso la loro funzione originaria. Cave non più attive, discariche arrivate al termine del proprio ciclo, terreni marginali e aree degradate vengono considerate destinazioni prioritarie. In questo modo, superfici altrimenti inutilizzate possono trovare un nuovo impiego legato alla generazione di energia. La legge non esclude completamente le zone agricole, ma definisce condizioni precise per il loro utilizzo. La scelta dichiarata è quella di evitare un’espansione incontrollata degli impianti sul suolo piemontese, privilegiando innanzitutto coperture, fabbricati e terreni già compromessi o scarsamente utilizzabili per altre attività. Fotovoltaico e agricoltura dovranno convivere Uno dei temi maggiormente discussi durante il confronto in Consiglio regionale ha riguardato proprio i terreni coltivati. La nuova disciplina consente di installare pannelli anche in alcune aree agricole, purché la loro presenza non impedisca la prosecuzione delle coltivazioni. Gli impianti dovranno quindi essere progettati in modo da permettere lo svolgimento delle attività agricole e, allo stesso tempo, rispettare il paesaggio circostante. L’obiettivo è evitare che la produzione di energia sostituisca automaticamente quella alimentare o comprometta la qualità delle campagne piemontesi. Particolare attenzione è stata riservata ai terreni caratterizzati da un’elevata vocazione agricola. Si tratta di aree considerate importanti per la qualità delle produzioni e per l’identità economica e paesaggistica della regione. Proprio su questo punto si è concentrata una parte significativa del dibattito politico. La ricerca di un equilibrio tra pannelli e coltivazioni rappresenta uno degli aspetti centrali della norma. Il fotovoltaico potrà svilupparsi anche nel contesto rurale, ma dovrà farlo senza cancellare la funzione agricola del territorio. Tutela del paesaggio e attenzione ai siti di pregio Il confronto in Aula ha interessato anche le zone sottoposte a particolare tutela, a partire dai siti riconosciuti dall’Unesco. La presenza di luoghi dal rilevante valore storico, culturale e paesaggistico rende necessario valutare con attenzione l’impatto degli impianti. La legge cerca di evitare una contrapposizione netta tra sviluppo delle rinnovabili e conservazione del territorio. La transizione energetica viene considerata necessaria, ma non può procedere senza tenere conto delle peculiarità locali. Per questo motivo, l’individuazione delle superfici idonee dovrà accompagnarsi alla salvaguardia dei paesaggi, delle aree agricole di qualità e della biodiversità. La priorità assegnata agli spazi già edificati, marginali o degradati risponde proprio alla volontà di limitare la pressione sulle zone più delicate. Regole più chiare per investimenti e autorizzazioni Il provvedimento assume rilievo anche sul piano amministrativo. La definizione delle aree adatte dovrebbe offrire indicazioni più comprensibili agli investitori e rendere meno complesso il percorso necessario per ottenere le autorizzazioni. La semplificazione delle procedure viene considerata essenziale in un settore destinato ad avere un ruolo centrale nella strategia energetica regionale. Stabilire in anticipo dove gli impianti possono essere collocati permette di ridurre le incertezze e di orientare i progetti verso le superfici ritenute maggiormente compatibili. La direzione indicata dal Piemonte è dunque quella di aumentare la produzione rinnovabile utilizzando prima di tutto edifici, parcheggi, ex cave, discariche e terreni marginali. Nei casi in cui saranno interessate le campagne, dovranno invece essere garantite la continuità dell’agricoltura e la tutela del paesaggio. Il traguardo dei quasi 5 Gigawatt passa così attraverso una crescita regolata del fotovoltaico, fondata sull’equilibrio tra energia, attività produttive e protezione del territorio. - Published: 2026-07-23 - Modified: 2026-07-23 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/ad-agosto-il-museo-di-scienze-naturali-di-torino-e-gratis-ingresso-libero-per-un-mese.html - Categorie: Cultura Un’intera estate da vivere anche tra cultura e divulgazione scientifica. A Torino torna l’iniziativa che permette di visitare gratuitamente il Museo Regionale di Scienze Naturali durante il mese di agosto. La Regione Piemonte ha infatti confermato la gratuità dell’ingresso anche per il 2026, offrendo a residenti e turisti un’opportunità interessante per conoscere uno dei principali musei scientifici italiani. L’accesso senza costi sarà possibile per 31 giorni, mentre la struttura continuerà a rispettare i consueti orari di apertura. Una proposta pensata per pubblici differenti e adatta anche a chi cerca un luogo culturale climatizzato in cui trascorrere le giornate più calde. Ingresso gratuito per tutto il mese di agosto La nuova edizione dell’iniziativa prenderà il via sabato 1° agosto e proseguirà fino a lunedì 31 agosto 2026. Durante questo periodo, l’ingresso al Museo Regionale di Scienze Naturali sarà completamente gratuito. La decisione della Regione Piemonte punta a rendere maggiormente accessibile il patrimonio custodito nella struttura di via Accademia Albertina. L’assenza del costo del biglietto consente infatti a un pubblico più ampio di inserire la visita tra le attività dell’estate torinese. L’iniziativa coinvolge tanto i cittadini quanto i visitatori presenti nel capoluogo piemontese durante agosto. Non si limita, dunque, a rappresentare un’opportunità per chi rimane in città, ma diventa anche una proposta rivolta ai turisti che desiderano affiancare alle tradizionali passeggiate una tappa dedicata alla scienza e alla natura. Una proposta adatta a pubblici diversi La gratuità è stata pensata per avvicinare al museo persone con età ed esigenze differenti. Famiglie, giovani e anziani potranno accedere senza dover acquistare il normale biglietto, scegliendo liberamente quando organizzare la propria visita nel corso del mese. Questa apertura permette di trasformare il museo in un luogo ancora più inclusivo. La cultura scientifica viene messa a disposizione di tutti, eliminando per alcune settimane una delle possibili barriere all’ingresso e favorendo una partecipazione più ampia. La struttura rappresenta inoltre una possibile meta per le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate. Gli ambienti climatizzati consentono di alternare le attività all’aperto con una visita al coperto, dedicando alcune ore alla curiosità e alla conoscenza. Agosto diventa così un periodo nel quale il tempo libero può essere impiegato anche per avvicinarsi al mondo delle scienze naturali. Il successo dell’iniziativa dello scorso anno La conferma per il 2026 arriva dopo i risultati ottenuti durante la precedente estate. Nell’agosto dello scorso anno, l’apertura gratuita aveva portato al museo quasi 50 mila persone in un solo mese. Il dato dimostra quanto la possibilità di entrare senza pagare sia stata apprezzata. L’elevato numero di presenze ha convinto la Regione Piemonte a riproporre la formula anche quest’anno, offrendo nuovamente un mese di accesso libero. Il ritorno dell’iniziativa crea quindi una continuità con quanto realizzato in precedenza. Allo stesso tempo, offre una nuova occasione a chi non aveva approfittato della gratuità e a coloro che desiderano tornare nella struttura. Il museo consolida in questo modo la propria presenza tra le proposte culturali disponibili a Torino durante il periodo estivo. Il museo resta aperto durante la riqualificazione Il Museo Regionale di Scienze Naturali è attualmente coinvolto in un programma dedicato alla riqualificazione e all’ammodernamento degli spazi e dei servizi. Gli interventi non impediranno però al pubblico di visitare la struttura durante agosto. Il museo resterà regolarmente aperto, portando avanti parallelamente il proprio percorso di rinnovamento e le normali attività rivolte ai visitatori. La gratuità permette così di mantenere vivo il rapporto con il pubblico anche mentre procede il miglioramento degli ambienti. L’apertura conferma la volontà di rendere la struttura fruibile e accessibile nel corso dell’intero periodo estivo. I lavori in programma non modificano quindi il calendario annunciato: dal primo all’ultimo giorno di agosto sarà possibile entrare senza sostenere il costo del biglietto, nel rispetto degli orari previsti. Orari, indirizzo e modalità di ingresso Il Museo Regionale di Scienze Naturali si trova in via Accademia Albertina 15, a Torino. Nel mese di agosto osserverà il consueto orario: sarà aperto dalle 10 alle 18 dal lunedì alla domenica, con chiusura settimanale il martedì. Per accedere gratuitamente sono previste due modalità. Il biglietto potrà essere prenotato online oppure richiesto direttamente presso la biglietteria del museo. Anche se non sarà necessario pagare, sarà dunque possibile procurarsi in anticipo il titolo di ingresso attraverso il canale digitale o ritirarlo una volta arrivati nella struttura. L’appuntamento è fissato per tutto il mese, dal 1° al 31 agosto 2026. Trentuno giorni durante i quali cittadini e turisti potranno scegliere il momento più adatto per visitare gratuitamente uno dei principali luoghi torinesi dedicati alla divulgazione scientifica. - Published: 2026-07-23 - Modified: 2026-07-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-estremo-a-pino-torinese-scatta-lordinanza-per-proteggere-gli-animali-cosa-cambia.html - Categorie: News Il caldo eccezionale di questi giorni rappresenta un pericolo anche per cani, gatti e altri animali domestici. Per ridurre i rischi, la sindaca di Pino Torinese, Alessandra Tosi, ha firmato un’ordinanza urgente che introduce precisi obblighi per proprietari e detentori. Il provvedimento è entrato immediatamente in vigore e resterà valido fino al 15 settembre 2026. La decisione è legata alle allerte diffuse da ARPA Piemonte, secondo le quali le temperature massime, sia effettive sia percepite, possono raggiungere i 37-38 gradi. Condizioni capaci di provocare disidratazione, colpi di calore e conseguenze particolarmente gravi per la salute degli animali. Animali al sole vietati dalle 10 alle 18 Il punto centrale dell’ordinanza riguarda la permanenza degli animali negli spazi esterni durante le ore più calde. Dalle 10 alle 18 non è consentito lasciare cani, gatti o altri animali d’affezione in zone direttamente esposte al sole, quando non siano disponibili ripari adeguati. Il divieto interessa balconi, terrazzi, cortili e verande. Non conta soltanto il tipo di spazio, ma soprattutto la sua esposizione: un’area esterna priva di ombra e protezioni può trasformarsi rapidamente in un ambiente pericoloso quando le temperature raggiungono livelli così elevati. Nella stessa fascia oraria gli animali devono essere sistemati preferibilmente all’interno di locali freschi e ventilati. Qualora rimangano all’aperto, gli spazi utilizzati devono avere vegetazione e zone d’ombra sufficienti a proteggerli dall’irraggiamento diretto. L’ordinanza, quindi, non vieta in modo assoluto la permanenza all’esterno. Stabilisce però che i proprietari debbano garantire condizioni compatibili con il benessere degli animali, evitando qualsiasi esposizione prolungata al caldo e al sole. Acqua fresca, cibo e ripari devono essere sempre garantiti Alcuni obblighi non riguardano soltanto le ore centrali della giornata, ma valgono in qualsiasi momento. Ogni animale deve avere costantemente a disposizione acqua fresca e potabile, un requisito fondamentale durante un periodo segnato da temperature straordinarie. Anche il cibo deve essere sistemato in maniera adeguata. I contenitori devono essere puliti e collocati in punti ombreggiati, lontano dall’esposizione diretta ai raggi solari. La stessa attenzione deve essere riservata ai ripari, che devono offrire una protezione effettiva e non soltanto apparente. Il provvedimento chiarisce così le responsabilità di chi custodisce un animale. Non basta evitare le situazioni più evidenti di pericolo: occorre assicurarsi che acqua, alimenti, ombra e protezioni siano realmente disponibili per tutta la giornata. Le misure acquistano particolare importanza nel contesto meteorologico segnalato da ARPA Piemonte. Con temperature reali e percepite comprese tra 37 e 38 gradi, anche una sistemazione normalmente considerata adeguata può diventare rischiosa se rimane esposta al sole e non dispone di una sufficiente ventilazione. Vietato lasciare gli animali nelle automobili in sosta L’ordinanza richiama inoltre una delle situazioni più pericolose durante l’estate: la permanenza degli animali all’interno dei veicoli parcheggiati. È vietato lasciare cani, gatti o altri animali incustoditi in un’automobile in sosta, anche quando l’assenza del proprietario dovrebbe durare soltanto pochi minuti. Il divieto si applica quando le temperature elevate possono mettere seriamente a rischio la vita dell’animale. Il breve tempo previsto per una commissione o una sosta non costituisce quindi una giustificazione. La disposizione punta a impedire che un animale venga lasciato in una condizione dalla quale non può allontanarsi autonomamente. Il riferimento esplicito agli autoveicoli affianca le regole previste per balconi, terrazzi e cortili, estendendo la tutela a tutte le circostanze nelle quali il caldo può diventare una minaccia immediata. Multe fino a 500 euro per chi viola l’ordinanza Il mancato rispetto delle disposizioni può comportare una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro, a meno che il comportamento contestato non costituisca un reato. Le multe sono previste sulla base dell’articolo 7-bis del decreto legislativo 267 del 2000. Il provvedimento rimarrà operativo per tutta la fase più calda dell’estate, fino al 15 settembre. Proprietari e detentori dovranno quindi prestare attenzione non soltanto alle modalità con cui vengono custoditi gli animali, ma anche agli orari indicati e alle caratteristiche degli spazi utilizzati. L’ordinanza rientra nelle iniziative portate avanti dall’amministrazione comunale di Pino Torinese per la tutela del benessere animale, anche insieme alla sezione di Chieri della LIDA. Tra le attività già avviate figurano le campagne di sensibilizzazione nelle scuole, il divieto dei botti di Capodanno per proteggere gli animali e la mappatura delle eventuali colonie feline presenti sul territorio. - Published: 2026-07-22 - Modified: 2026-07-22 - URL: https://www.torinofree.it/sport/maglia-away-torino-2026-27-design-materiali-e-significato-del-nuovo-kit.html - Categorie: Sport Il Torino ha presentato la divisa che accompagnerà la squadra nelle trasferte della stagione 2026/27. Realizzato da Joma, il nuovo kit nasce dall’incontro tra la tradizione granata e quella del River Plate. La scelta non riguarda soltanto i colori: ogni elemento grafico vuole ricordare l’amicizia costruita nel tempo tra le due società e le rispettive tifoserie. Il risultato è una maglia prevalentemente bianca, attraversata da una fascia diagonale che richiama immediatamente il club argentino. Il rosso, però, lascia progressivamente spazio al granata, creando una fusione visiva tra due identità calcistiche geograficamente lontane ma unite da una storia condivisa. Un tributo all’Eterna Amistad tra Torino e River Plate La nuova maglia away celebra il rapporto conosciuto come Eterna Amistad, un legame che continua a coinvolgere generazioni di sostenitori. Torino e River Plate rappresentano realtà differenti per città, campionati e tradizioni, ma nel corso degli anni hanno mantenuto viva una vicinanza capace di attraversare l’oceano. Il tributo assume un significato ancora più particolare durante la stagione 2026/27. Il Torino festeggia infatti 120 anni dalla propria fondazione, mentre il River Plate ha raggiunto il traguardo dei 125 anni. Due anniversari importanti trovano così un punto d’incontro all’interno della stessa divisa. Non si tratta del primo richiamo reciproco presente sulle maglie delle due squadre. Nel tempo, entrambi i club hanno utilizzato i propri kit per ricordare questa amicizia, trasformando un capo sportivo in uno strumento attraverso il quale raccontare appartenenza e memoria. La nuova creazione prosegue questo percorso con un linguaggio contemporaneo. Il riferimento alla società argentina è evidente, ma viene integrato nell’universo visivo del Torino senza cancellarne i tratti distintivi. La fascia diagonale unisce rosso e granata La base della maglia è completamente bianca, una scelta che permette alla decorazione centrale di acquistare maggiore risalto. A caratterizzare il kit è la fascia diagonale rossa ispirata al River Plate, probabilmente l’elemento più riconoscibile dell’intero progetto. La banda prende forma dal toro stilizzato e cambia gradualmente tonalità, passando dal rosso al granata. Questa transizione cromatica mette in comunicazione i simboli delle due squadre e costruisce idealmente un collegamento tra Torino e il Río de la Plata. Il disegno riesce quindi a rendere visibile il significato dell’iniziativa. Da una parte compare il richiamo alla celebre casacca argentina, dall’altra emerge il colore che da sempre identifica il Toro. Nessuna delle due anime prevale completamente sull’altra: entrambe partecipano alla composizione finale. A completare l’estetica della divisa è un colletto a polo con inserti a contrasto. La soluzione recupera l’eleganza delle maglie del passato e la combina con una struttura più moderna. Anche i polsini seguono la stessa impostazione, contribuendo a dare continuità al design. Ne nasce un kit immediatamente riconoscibile, pensato per raccontare una storia precisa senza rinunciare alla personalità del club piemontese. Materiali riciclati e soluzioni per la traspirabilità Accanto al valore simbolico, la nuova maglia away presenta caratteristiche tecniche studiate per l’attività agonistica. Joma ha scelto un tessuto composto interamente da poliestere riciclato ricavato da bottiglie in PET. L’impiego di questo materiale punta a contenere l’impatto ambientale associato alla produzione della divisa. La lavorazione Jacquard favorisce la circolazione dell’aria, mentre il sistema Micro-Mesh aiuta a disperdere il sudore nelle aree maggiormente sottoposte allo sforzo. Sono soluzioni pensate per mantenere una buona traspirabilità anche durante le fasi più intense delle partite. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai dettagli costruttivi. Lo stemma è realizzato in silicone termosaldato, una scelta progettata per migliorare il comfort ed evitare elementi troppo pesanti sulla superficie del tessuto. Le cuciture rinforzate aumentano la solidità del capo, mentre le finiture elastiche applicate al colletto e ai polsini contribuiscono alla vestibilità. Design, sostenibilità e funzionalità vengono così inseriti nello stesso progetto. La componente celebrativa rimane centrale, ma non mette in secondo piano le esigenze tecniche di una divisa destinata al campo. Una maglia che racconta due identità calcistiche La seconda maglia del Torino per il 2026/27 nasce come un racconto affidato ai colori. Il bianco crea lo sfondo, il rosso richiama il River Plate e il granata riconduce tutto alla squadra piemontese. Persino il toro stilizzato diventa parte della trasformazione grafica che accompagna la fascia diagonale. Il nuovo kit rinnova quindi un’amicizia sportiva che resiste alla distanza e al passare delle stagioni. In occasione degli anniversari dei due club, la divisa assume anche il valore di un oggetto celebrativo, capace di riunire storia, appartenenza e innovazione. Per i tifosi granata rappresenta una maglia diversa dalle consuete, ma profondamente collegata all’identità del Torino. Per quelli del River Plate costituisce un nuovo riconoscimento di un rapporto custodito da entrambe le società. La stagione 2026/27 aggiunge così un altro capitolo all’Eterna Amistad, questa volta disegnato su una fascia che cambia colore. - Published: 2026-07-22 - Modified: 2026-07-22 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/citta-metropolitana-di-torino-due-posti-a-tempo-indeterminato-come-candidarsi.html - Categorie: Lavoro Una nuova opportunità di lavoro si apre nel settore pubblico torinese. La Città Metropolitana di Torino ha avviato un concorso per inserire nel proprio organico due dipendenti a tempo pieno e indeterminato. La selezione riguarda figure con una preparazione universitaria in ambito amministrativo, economico, giuridico o politico-sociale. Le candidature dovranno essere trasmesse online attraverso il portale InPA. Il tempo a disposizione non manca, ma è importante conoscere con precisione i requisiti, le mansioni previste e la procedura da seguire per presentare correttamente la domanda. Due assunzioni a tempo indeterminato nella Città Metropolitana Il concorso è finalizzato alla ricerca di due istruttori direttivi amministrativi. Le persone selezionate saranno inserite nell’Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione del comparto Funzioni locali. Si tratta di assunzioni stabili, con un impegno lavorativo fissato in 36 ore settimanali. I due vincitori saranno destinati a strutture che si occupano di settori centrali per l’attività dell’ente. Una posizione sarà assegnata al Dipartimento Sviluppo economico, territoriale e sociale, mentre l’altra riguarderà il Dipartimento Ambiente e sviluppo sostenibile. I nuovi dipendenti entreranno quindi in ambiti differenti, accomunati però dalla necessità di gestire procedimenti amministrativi e aspetti contabili. Il concorso potrebbe avere effetti anche oltre le due assunzioni inizialmente previste. La graduatoria finale potrà infatti essere utilizzata per eventuali inserimenti successivi presso altri Dipartimenti o Direzioni della Città Metropolitana di Torino. Quali attività svolgeranno i nuovi funzionari Le figure ricercate saranno chiamate a svolgere mansioni amministrative e contabili. Tra le attività previste rientra la preparazione degli atti necessari al funzionamento degli uffici e all’attuazione dei procedimenti di competenza. I nuovi funzionari dovranno inoltre occuparsi dell’applicazione della normativa collegata alle diverse attività dell’ente. Un’altra parte del lavoro sarà dedicata al controllo e al monitoraggio dei procedimenti amministrativi, insieme alla verifica degli aspetti economici e finanziari. In base all’organizzazione della struttura nella quale verranno inseriti, i dipendenti potranno anche essere coinvolti nel coordinamento dei processi relativi alla propria unità di assegnazione. Il ruolo non sarà quindi limitato alla sola predisposizione dei documenti, ma comprenderà il controllo delle varie fasi delle attività affidate agli uffici. La collocazione nell’Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione rispecchia il tipo di responsabilità previsto. Le persone selezionate dovranno operare nei due Dipartimenti indicati dal bando, contribuendo alla gestione degli adempimenti amministrativi, contabili ed economico-finanziari. I titoli di studio richiesti per partecipare La procedura è rivolta a persone in possesso di un titolo universitario. Sono ammesse le lauree triennali, magistrali e specialistiche, oltre ai titoli conseguiti secondo il vecchio ordinamento. Tra i percorsi universitari contemplati rientrano quelli appartenenti agli ambiti giuridico, economico, politico-sociale e dell’amministrazione pubblica. Possono essere considerati validi anche i titoli equiparati o riconosciuti come equipollenti in base alla normativa vigente. Il possesso della laurea rappresenta dunque uno degli elementi fondamentali per accedere alla selezione. Prima di compilare la candidatura è opportuno verificare nel testo integrale del bando la corrispondenza tra il proprio percorso universitario e le classi di laurea ammesse. L’avviso completo contiene infatti l’indicazione dettagliata dei titoli accettati e di tutti gli altri requisiti richiesti. Nello stesso documento è riportato anche il programma delle prove attraverso le quali verranno individuati i candidati da inserire nella graduatoria. Come presentare la candidatura attraverso InPA La domanda di partecipazione potrà essere inviata esclusivamente online tramite il portale InPA. Non sono previste modalità alternative per aderire alla procedura. La scadenza è fissata alle ore 12 di lunedì 17 agosto 2026. Entro quel momento i candidati interessati dovranno completare la procedura telematica prevista per il concorso. Per partecipare è richiesto anche il versamento di una tassa di concorso pari a 10 euro. Prima dell’invio della domanda è utile consultare attentamente il bando, così da controllare i requisiti di ammissione, i titoli universitari riconosciuti e tutte le indicazioni relative alla selezione. Nel documento sono specificati anche il programma delle prove e gli adempimenti necessari per partecipare. Il testo completo è disponibile nella sezione Amministrazione trasparente del sito della Città Metropolitana di Torino. La candidatura sul portale InPA dovrà essere conclusa rispettando il termine del 17 agosto alle ore 12. Per i laureati interessati a lavorare nella pubblica amministrazione torinese si tratta di una selezione che mette a disposizione due contratti stabili e che, attraverso la graduatoria, potrebbe essere impiegata anche per future assunzioni all’interno dell’ente. - Published: 2026-07-22 - Modified: 2026-07-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-investe-nelle-scuole-il-piano-per-trasformare-124-strutture-con-i-fondi-europei.html - Categorie: News Le scuole torinesi cambiano volto grazie a un vasto programma di riqualificazione che coinvolge numerosi quartieri, da San Salvario a Barriera di Milano, passando per San Paolo. Negli ultimi anni sono stati mobilitati più di 100 milioni di euro, provenienti anche da finanziamenti europei, per migliorare edifici, impianti e ambienti destinati all’apprendimento. Il bilancio comprende 124 strutture scolastiche interessate dai lavori. Una parte consistente degli interventi è già terminata, mentre nei cantieri ancora aperti le opere procedono verso le fasi conclusive. L’obiettivo non riguarda soltanto l’aspetto degli immobili: al centro del piano ci sono sicurezza, accessibilità, consumi energetici e qualità degli spazi frequentati ogni giorno da bambini, insegnanti e personale scolastico. Oltre 100 milioni per rinnovare le scuole di Torino La riqualificazione dell’edilizia scolastica rappresenta uno dei principali investimenti realizzati recentemente dalla città nel campo dell’istruzione. I finanziamenti hanno permesso di intervenire su problemi differenti, adattando ogni progetto alle condizioni dell’edificio e alle necessità della comunità che lo utilizza. In diversi casi è stato necessario rinnovare gli impianti, rendere gli ambienti più accessibili oppure migliorare le prestazioni energetiche. Altrove i lavori hanno coinvolto aule, palestre, coperture, mense e aree esterne. Ne deriva un programma articolato, composto sia da grandi cantieri sia da opere meno appariscenti, ma fondamentali per assicurare il corretto funzionamento delle strutture. Le scuole già restituite alla città offrono oggi ambienti più funzionali, efficienti e sicuri. Il miglioramento degli edifici incide direttamente sulla quotidianità delle famiglie e sulla qualità del tempo trascorso dagli studenti all’interno delle strutture. Da San Salvario a San Paolo, gli interventi già conclusi Tra le opere completate rientra quella che ha interessato la scuola Pellico di via Madama Cristina. Per la sua riqualificazione sono stati impiegati 830 mila euro. Un investimento più consistente, pari a 4 milioni, ha invece riguardato la scuola Vian di via Stampini. Il programma comprende anche la Maria Teresa di via Mameli, rinnovata attraverso lavori per circa 900 mila euro, e la Drovetti di via Bardonecchia, sulla quale sono stati destinati 2,3 milioni di euro. Questi progetti mostrano come il piano abbia raggiunto zone diverse del territorio cittadino, intervenendo su immobili con caratteristiche e bisogni differenti. Il rinnovamento non si è limitato al recupero delle strutture esistenti. Torino ha investito anche nella creazione di nuovi luoghi pensati per i più piccoli. In via Pietro Giuria è stato realizzato un polo per l’infanzia finanziato con 3,4 milioni di euro. Una seconda struttura è nata in via Verolengo, grazie a uno stanziamento di 3,3 milioni. Sicurezza, bagni, palestre e spazi esterni Una parte importante del lavoro svolto è difficile da notare osservando semplicemente la facciata di una scuola. Molte risorse sono state utilizzate per mettere in sicurezza gli immobili, aggiornare gli impianti e risolvere criticità che potevano creare disagi durante l’anno scolastico. Gli interventi hanno riguardato anche servizi igienici, tetti, refettori, palestre e cortili. Ogni elemento contribuisce a rendere una scuola realmente funzionale. Una copertura efficiente protegge l’edificio dalle infiltrazioni, mentre bagni rinnovati e mense adeguate migliorano concretamente la giornata degli alunni. Gli spazi aperti, invece, possono diventare luoghi destinati al gioco, alla socialità e alle attività educative. Anche la riduzione dei consumi occupa un ruolo rilevante. Rendere un edificio scolastico più efficiente significa contenere gli sprechi, migliorare il comfort interno e diminuire l’impatto ambientale del patrimonio pubblico. La nuova Norberto Bobbio verso il completamento Il cantiere che richiede ancora particolare attenzione è quello della scuola Norberto Bobbio, situata in via Santhià 76. Il precedente fabbricato è stato demolito per lasciare spazio a una struttura completamente nuova. L’investimento complessivo ammonta a 9,6 milioni di euro. Alla fine di giugno l’avanzamento economico dei lavori risultava compreso fra il 90 e il 95%. Le parti edilizie principali e gli impianti sono stati completati. Restano da eseguire alcune finiture, i collaudi tecnici e gli allacciamenti indispensabili per rendere operativo l’immobile. La scadenza aggiornata prevista dal PNRR è fissata al 31 agosto 2026. Dopo la consegna dovranno essere organizzati l’allestimento degli ambienti, il trasferimento delle attrezzature e tutte le operazioni necessarie per avviare le attività didattiche. Edifici scolastici come patrimonio della città Investire nelle scuole significa intervenire su luoghi che non ospitano soltanto lezioni. Gli edifici scolastici sono punti di riferimento per i quartieri e spazi nei quali si costruiscono relazioni, competenze e occasioni di crescita. Il piano torinese prova a rispondere proprio a questa funzione, affiancando la manutenzione delle strutture alla realizzazione di ambienti più inclusivi e adatti alla didattica contemporanea. Il risultato è una rete di scuole progressivamente rinnovata, nella quale la qualità degli spazi diventa parte integrante dell’esperienza educativa. - Published: 2026-07-22 - Modified: 2026-07-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/rifiuti-tessili-a-torino-parte-raccogli-amo-coinvolti-undici-negozi.html - Categorie: News A Torino cambia il modo di separarsi dagli abiti che non vengono più indossati. Da luglio è attivo Raccogli-AMO, un progetto pilota che permette ai cittadini di consegnare gratuitamente i tessili usati presso undici negozi della città. L’iniziativa vuole rendere il conferimento più accessibile e, nello stesso tempo, verificare sul campo un nuovo modello per la gestione dei capi arrivati alla fine del loro utilizzo. Come funziona Raccogli-AMO a Torino Il progetto è promosso da Erion Textiles, il consorzio del Sistema Erion che si occupa della gestione dei rifiuti tessili, insieme ad Amiat Gruppo Iren e Humana People to People Italia. Alla sperimentazione hanno aderito diversi punti vendita appartenenti a importanti marchi della moda e della distribuzione. I cittadini possono portare nei negozi partecipanti gli indumenti che non utilizzano più oppure che non possono continuare a indossare. Il servizio non prevede costi e avvicina il luogo della raccolta a uno spazio frequentato abitualmente dai consumatori. L’iniziativa persegue due obiettivi. Il primo è aiutare le persone a riconoscere la destinazione corretta dei vecchi capi, evitando che siano gettati insieme ai rifiuti indifferenziati. Il secondo riguarda la sperimentazione degli adempimenti connessi alla responsabilità estesa del produttore, indicata anche con la sigla EPR, nel comparto italiano della moda e dell’abbigliamento. Rifiuti tessili, la maggior parte non viene raccolta correttamente La gestione degli indumenti dismessi rappresenta un problema rilevante in tutta Europa. Ogni anno vengono prodotti circa sette milioni di tonnellate di rifiuti tessili, equivalenti a 16 chilogrammi per abitante. Soltanto il 28% del totale, corrispondente a circa 1,95 milioni di tonnellate, entra in un percorso corretto di raccolta differenziata. La parte restante raggiunge approssimativamente i cinque milioni di tonnellate e viene eliminata con i rifiuti comuni, senza consentire il recupero dei materiali. Questi numeri spiegano perché sia necessario rendere il conferimento più semplice. La presenza di punti di raccolta all’interno dei negozi può aiutare a trasformare un gesto ancora poco diffuso in una consuetudine. Il cittadino, tornando nei luoghi dedicati all’acquisto degli abiti, trova infatti anche uno spazio nel quale lasciare quelli che non usa più. Che cosa succede agli indumenti consegnati I materiali raccolti nei negozi vengono ritirati e trasferiti verso filiere autorizzate gestite da Humana People to People Italia, già impegnata nella raccolta differenziata dei tessili sul territorio. Non tutti i capi seguono necessariamente lo stesso percorso. La loro destinazione viene stabilita valutando le condizioni nelle quali si trovano, i materiali con cui sono stati realizzati e le possibilità offerte dal mercato. Quando le caratteristiche lo permettono, gli indumenti possono essere avviati al riuso oppure al riciclo. In altri casi è possibile ricorrere alla valorizzazione energetica. Lo smaltimento rappresenta invece la soluzione adottata quando non sono disponibili alternative concretamente praticabili dal punto di vista tecnico. Consegnare correttamente un capo, quindi, non significa avere la certezza che tornerà a essere indossato. Permette però di affidarlo a una filiera in grado di analizzarlo e individuare la soluzione più adatta, evitando che venga automaticamente eliminato con il resto dell’immondizia. Gli undici negozi aderenti a Torino I punti di raccolta sono distribuiti tra il centro e due aree commerciali della città. Gli abiti usati possono essere consegnati presso: Decathlon, in via Lagrange 42; Elena Mirò, in via Lagrange 21; Rinascimento, in via Garibaldi 20; Zara, in via Roma 460; Calliope, Kiabi, Rinascimento, Terranova e Upim, nel centro commerciale Porte di Torino, in corso Romania 460; Calliope e Terranova, presso Area 12 Shopping Center, in strada Altessano 141. Complessivamente sono dunque undici i negozi coinvolti nella prima fase torinese di Raccogli-AMO. La presenza di più marchi consente di sperimentare la raccolta in contesti differenti e di raggiungere consumatori con abitudini di acquisto diverse. Un nuovo modello per la filiera tessile La tappa torinese permette di osservare il funzionamento del progetto in uno dei maggiori centri urbani del Nord Italia. L’esperimento non si limita all’installazione di nuovi contenitori, ma coinvolge produttori, operatori ambientali, punti vendita e cittadini in una responsabilità condivisa. Portare la raccolta nei negozi può inoltre favorire una migliore separazione dei materiali e sostenere lo sviluppo di percorsi orientati al riuso e al riciclo. Per chi partecipa, il cambiamento richiesto è semplice: invece di buttare un vestito non più utilizzabile nell’indifferenziato, è possibile consegnarlo gratuitamente in uno degli esercizi aderenti. Raccogli-AMO prova così a costruire un collegamento diretto tra il momento dell’acquisto e quello in cui un capo conclude la propria funzione. Un passaggio essenziale per dare ai tessili una destinazione più consapevole e ridurre la quantità di materiali che viene eliminata senza essere recuperata. - Published: 2026-07-21 - Modified: 2026-07-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cultura-coreana-protagonista-a-torino-una-giornata-tra-tradizioni-sapori-e-giochi.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a ospitare un appuntamento pensato per avvicinare il pubblico alla cultura coreana attraverso esperienze concrete. Sabato 25 luglio, dalle 11 alle 19, gli spazi della Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi accoglieranno un evento durante il quale sarà possibile conoscere tradizioni, arte, letteratura, cinema e cucina della Corea. L’iniziativa non proporrà soltanto momenti informativi, ma coinvolgerà direttamente i partecipanti con laboratori, giochi e degustazioni. L’obiettivo è trasformare la curiosità verso una cultura lontana in un’occasione d’incontro, facendo dialogare persone e comunità attraverso gesti, parole, immagini e sapori. Torino incontra la cultura coreana La Giornata culturale coreana è promossa dall’Associazione dei Volontari Mio MAO e rientra tra gli eventi collaterali del progetto “Fiumi di Culture”. Il progetto è sostenuto dalla linea di finanziamento “Torino, che cultura! ” della Città di Torino. Il programma è stato costruito per offrire un’esperienza partecipativa. La cultura coreana verrà raccontata attraverso attività accessibili al pubblico, capaci di affiancare gli aspetti tradizionali alle espressioni artistiche contemporanee. L’appuntamento torinese vuole quindi superare la formula della semplice presentazione. Chi prenderà parte alla giornata potrà osservare, ascoltare, assaggiare e sperimentare in prima persona alcuni elementi caratteristici del patrimonio culturale coreano. Hanbok, calligrafia e giochi popolari Uno dei momenti più curiosi sarà dedicato all’hanbok, il tradizionale abito coreano. I partecipanti avranno la possibilità di indossarlo, entrando simbolicamente in contatto con una parte importante della storia e delle consuetudini del Paese asiatico. Ampio spazio verrà riservato anche ai giochi popolari coreani. Il pubblico potrà conoscere e provare Gonggi Nori, Jegichagi e Yutnori, tre attività che permetteranno di scoprire la cultura della Corea attraverso il divertimento e la partecipazione diretta. Il programma comprenderà inoltre esercitazioni di calligrafia e laboratori dedicati alla piegatura della carta. Saranno occasioni per mettersi alla prova, osservare tecniche differenti e comprendere come la manualità possa diventare uno strumento di espressione e condivisione. La proposta si rivolgerà a chi conosce già alcuni aspetti della cultura coreana, ma anche a quanti desiderano avvicinarsi per la prima volta a questo mondo. La varietà delle attività consentirà infatti di esplorare il tema da prospettive differenti, alternando momenti di ascolto ad altri maggiormente interattivi. Letteratura, cinema e arte contemporanea La giornata non sarà dedicata esclusivamente alle tradizioni più antiche. Alcuni appuntamenti permetteranno di approfondire anche la produzione culturale coreana attraverso letture e ascolti legati alla letteratura, incontri sull’arte contemporanea e momenti riservati al cinema. Il programma metterà così in relazione passato e presente, offrendo uno sguardo articolato su una realtà culturale che può essere conosciuta attraverso linguaggi molto diversi. Parole, immagini e opere artistiche diventeranno strumenti per creare un collegamento tra esperienze apparentemente distanti. A completare questa parte dell’iniziativa ci sarà anche una degustazione del tè. Il momento consentirà ai partecipanti di rallentare, incontrarsi e condividere un’esperienza inserita nel percorso complessivo della manifestazione. I sapori tipici della Corea arrivano a Torino Anche la cucina avrà un ruolo importante. Nel corso dell’evento sarà possibile assaggiare alcune specialità coreane, tra cui dakgangjeong, hotteok e haemul pajeon. La degustazione offrirà un ulteriore modo per conoscere il Paese, questa volta attraverso sapori e preparazioni tipiche. La presenza delle proposte gastronomiche renderà la giornata ancora più completa. I piatti si affiancheranno ai giochi, ai laboratori e agli appuntamenti artistici, contribuendo a creare un’esperienza che coinvolgerà diversi sensi. Dopo le 19, la manifestazione proseguirà con un karaoke after party dedicato alla musica coreana. Sarà il momento più informale della giornata e permetterà ai partecipanti di concludere l’incontro in un clima conviviale. Una nuova tappa dedicata allo scambio culturale L’evento è organizzato in collaborazione con la Korea Tourism Culture Arts Association, realtà senza scopo di lucro che si occupa della promozione del patrimonio coreano. Dopo le iniziative realizzate negli anni precedenti a Napoli e Avellino, l’associazione ha scelto Torino come nuova tappa del proprio percorso. La giornata diventa così un’occasione per costruire legami tra comunità e favorire una conoscenza reciproca basata sulla partecipazione. L’appuntamento è fissato per sabato 25 luglio, dalle 11 alle 19, alla Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi. Il contributo richiesto per prendere parte alla giornata è di 10 euro. - Published: 2026-07-21 - Modified: 2026-07-21 - URL: https://www.torinofree.it/economia/politecnico-di-torino-e-inalpi-insieme-per-innovare-la-filiera-del-latte.html - Categorie: Economia Ricerca applicata, sostenibilità e innovazione industriale sono al centro del nuovo accordo siglato dal Politecnico di Torino e da Inalpi. L’intesa nasce con l’obiettivo di sviluppare tecnologie destinate al comparto agroalimentare, migliorando la qualità dei prodotti e l’efficienza dei processi produttivi. La collaborazione coinvolgerà il mondo universitario e quello industriale in un programma comune dedicato a temi come la conservazione degli alimenti, la tutela dei micronutrienti e l’impiego responsabile delle risorse naturali. L’attenzione sarà rivolta in particolare alla filiera lattiero-casearia, ma le soluzioni studiate potranno avere ricadute più ampie sull’intero settore alimentare. Un accordo tra ricerca applicata e industria L’intesa tra il Politecnico di Torino e Inalpi è stata formalizzata attraverso un accordo quadro che comprende attività di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Le competenze scientifiche dell’ateneo saranno affiancate all’esperienza maturata dall’azienda piemontese nella produzione e nella trasformazione del latte. Lo scopo è individuare soluzioni che possano essere trasferite dai laboratori agli impianti industriali. Il confronto tra ricercatori e tecnici permetterà di studiare i problemi direttamente collegati alla produzione, verificando allo stesso tempo l’efficacia delle tecnologie sviluppate. I progetti vedranno la partecipazione di docenti, ricercatori, dottorandi e giovani studiosi del Politecnico, chiamati a collaborare con il personale tecnico e scientifico di Inalpi. In questo modo, la ricerca potrà confrontarsi con esigenze industriali concrete, mentre l’impresa avrà accesso a conoscenze e strumenti avanzati. I quattro ambiti al centro della collaborazione La prima area di lavoro riguarderà i processi di cristallizzazione nei prodotti alimentari. Una particolare attenzione sarà riservata al burro destinato alla pasticceria, per studiarne le caratteristiche e migliorarne la lavorabilità e la qualità. La struttura del prodotto, infatti, può influenzare il suo utilizzo nelle successive fasi di trasformazione. Un secondo filone sarà dedicato alla protezione dei micronutrienti più sensibili. Alcune vitamine possono deteriorarsi quando vengono sottoposte alle temperature utilizzate durante i processi produttivi. Politecnico e Inalpi lavoreranno quindi allo sviluppo di sistemi di incapsulamento capaci di conservarne le proprietà e favorirne l’impiego negli alimenti funzionali ad alto valore aggiunto. Il terzo campo di ricerca comprenderà tecnologie innovative e a basso impatto per la lavorazione e la conservazione degli alimenti. Tra quelle considerate figurano l’High Pressure Processing, basato sull’impiego delle alte pressioni, e i trattamenti a radiofrequenza. L’obiettivo è prolungare la conservabilità dei prodotti senza comprometterne le qualità nutrizionali e sensoriali. La quarta area sarà invece legata alla gestione dell’acqua potabilizzata impiegata nei processi industriali. Verranno analizzate soluzioni sostenibili per la sua produzione e il suo raffreddamento, valutando in particolare il possibile utilizzo di tecnologie geotermiche. Lo studio dovrà prendere in considerazione anche gli eventuali effetti ambientali sulle falde acquifere. Sostenibilità ed efficienza per la filiera del latte Il programma non sarà limitato alla creazione di nuovi prodotti. Una parte importante del lavoro riguarderà infatti l’ottimizzazione dei processi industriali, con lo scopo di renderli più efficienti dal punto di vista energetico e maggiormente compatibili con la tutela dell’ambiente. La collaborazione punta così a unire competitività e sostenibilità, due elementi considerati centrali per lo sviluppo della filiera agroalimentare. Migliorare un processo può significare utilizzare in modo più razionale l’energia e l’acqua, limitare l’impatto delle lavorazioni e preservare meglio le caratteristiche delle materie prime. Inalpi porta nel progetto l’esperienza maturata all’interno di una filiera del latte interamente italiana, costruita attraverso la collaborazione con gli allevatori. Il Politecnico mette invece a disposizione competenze multidisciplinari utili a esaminare le diverse fasi della produzione e a trasformare i risultati scientifici in applicazioni industriali. Spazio alla formazione di nuove competenze L’accordo prevede anche la possibilità di avviare contratti di ricerca, borse di dottorato, assegni e altre iniziative di formazione avanzata. La collaborazione avrà quindi una dimensione scientifica e produttiva, ma offrirà anche opportunità ai giovani interessati a lavorare nell’innovazione agroalimentare. Ricercatori e dottorandi potranno confrontarsi con problemi reali, seguendo lo sviluppo delle soluzioni dalla fase di studio fino alla possibile applicazione negli stabilimenti. L’impresa potrà invece contribuire alla formazione di figure professionali preparate ad affrontare le trasformazioni del settore. La nuova alleanza tra Politecnico di Torino e Inalpi rappresenta così un ponte tra università e industria. Il percorso punta a trasformare la conoscenza in tecnologie concrete, capaci di generare valore per la filiera del latte e, più in generale, per il sistema agroalimentare italiano. - Published: 2026-07-21 - Modified: 2026-07-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-record-a-torino-37-giorni-di-fila-con-temperature-oltre-i-30-gradi.html - Categorie: News L’estate 2026 ha portato Torino a registrare un nuovo primato meteorologico. Dal 13 giugno al 19 luglio, nel capoluogo piemontese sono state rilevate 37 giornate consecutive con temperature massime pari o superiori ai 30 gradi. Una sequenza tanto lunga non era mai stata osservata dall’inizio delle misurazioni continuative, disponibili per la città dal 1753. Per oltre cinque settimane il caldo non ha quindi concesso una vera pausa. Il dato non racconta soltanto una successione di pomeriggi particolarmente afosi, ma descrive una fase caratterizzata da temperature elevate e persistenti anche durante le ore notturne. Il record del 2026 supera nettamente quelli stabiliti nelle estati del 2015 e del 2022. Trentasette giorni di caldo mai osservati prima Le informazioni provengono dalla serie storica di Torino, che attualmente prende come riferimento la stazione di Arpa Piemonte situata in via della Consolata. Le rilevazioni mostrano che, tra il 13 giugno e il 19 luglio, la temperatura massima non è mai scesa sotto la soglia dei 30 gradi. Il precedente primato apparteneva a due estati già ricordate per il caldo intenso. Nel 2015 erano stati registrati 30 giorni consecutivi con massime di almeno 30 gradi, dal 30 giugno al 29 luglio. La stessa durata era stata raggiunta nel 2022, nel periodo compreso tra il 29 giugno e il 28 luglio. La sequenza del 2026 ha prolungato il record di un’intera settimana, portandolo da 30 a 37 giornate consecutive. Il confronto permette di comprendere l’eccezionalità dell’evento: non si tratta di aver superato di poco il precedente valore, ma di aver aggiunto sette giorni senza alcuna interruzione a una serie che era già considerata straordinaria. Anche la temperatura media raggiunge un nuovo primato Il numero di giornate oltre i 30 gradi non rappresenta l’unico dato eccezionale. All’interno della stessa fase è stato osservato anche il periodo di 30 giorni consecutivi con la temperatura media giornaliera più alta mai rilevata a Torino. Questo secondo elemento restituisce un’immagine ancora più completa dell’ondata di calore. Le temperature elevate non hanno interessato esclusivamente le ore centrali della giornata, quando normalmente vengono raggiunte le massime, ma hanno caratterizzato l’intero andamento termico quotidiano. Le notti sono rimaste spesso molto calde, soprattutto nelle zone maggiormente urbanizzate. In queste aree l’effetto conosciuto come “isola di calore” contribuisce ad amplificare le temperature e rende più difficile la dispersione del calore accumulato nel corso della giornata. La durata dell’episodio assume quindi un’importanza particolare. Un singolo picco può essere molto intenso, ma limitato nel tempo. Nel caso torinese, invece, l’elemento distintivo è stato proprio la continuità: oltre un mese di caldo senza una reale tregua, con valori massimi costantemente elevati. Le conseguenze del caldo persistente sulla città Un periodo così lungo di temperature elevate non incide solamente sulla percezione del caldo da parte dei cittadini. Secondo l’analisi dei dati, le ripercussioni hanno riguardato anche i consumi energetici, la qualità dell’aria e il rischio di stress termico. Le persone più fragili risultano particolarmente esposte quando le temperature rimangono elevate per molti giorni e il raffreddamento notturno è limitato. La persistenza dell’afa riduce infatti le ore nelle quali l’ambiente urbano riesce a diventare più fresco e sopportabile. Le zone più densamente costruite sono quelle nelle quali il fenomeno si manifesta con maggiore evidenza. Proprio qui il calore tende a rimanere più a lungo, accentuando la differenza rispetto alle aree meno urbanizzate. Il record meteorologico diventa così un fenomeno che coinvolge direttamente la vita quotidiana, ben oltre il semplice dato statistico. In arrivo una tregua, ma potrebbe durare poco La lunga sequenza di giornate oltre i 30 gradi potrebbe essere interrotta dall’arrivo di aria più fresca da nord-est. Anche un passaggio di una perturbazione potrebbe contribuire a riportare le temperature massime sotto la soglia dei 30 gradi, almeno nelle aree più densamente edificate del centro di Torino. Non si tratterebbe però necessariamente della fine del caldo. Nelle pianure piemontesi le massime potrebbero continuare a oscillare generalmente tra i 30 e i 33 gradi, mantenendosi quindi su livelli tipicamente estivi. Il cambiamento più percepibile potrebbe riguardare le ore notturne. Le temperature minime dovrebbero tornare sotto i 20 gradi in gran parte del territorio, favorendo una maggiore escursione termica tra il giorno e la notte. Dopo 37 giornate consecutive sopra la soglia dei 30 gradi, anche una pausa temporanea segnerebbe comunque la conclusione di una sequenza entrata nella storia meteorologica di Torino. - Published: 2026-07-21 - Modified: 2026-07-21 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/malattie-rare-al-regina-margherita-una-biobanca-pediatrica-per-le-malattie-rare.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Una nuova infrastruttura scientifica entra a far parte dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Si tratta della Biobanca pediatrica per la ricerca, creata per raccogliere, conservare e distribuire campioni biologici provenienti da pazienti e donatori in età pediatrica. L’obiettivo è sostenere lo studio delle malattie rare e complesse che colpiscono bambini e adolescenti, favorendo diagnosi più precise e lo sviluppo di cure mirate. La struttura rappresenta inoltre un nuovo punto d’incontro tra assistenza sanitaria, ricerca scientifica e medicina di precisione. Un investimento da circa 300 mila euro L'investimento per la realizzazione della biobanca è stato complessivamente di circa 300 mila euro. Il progetto prende il via con la collaborazione tra l'Università di Torino, l’Azienda ospedaliera Oirm-Sant’Anna, diverse associazioni e alcune realtà attive sul territorio. La prima fase dei lavori ha riguardato la ristrutturazione e l’adeguamento degli spazi. L’intervento è stato sostenuto da numerosi club del Lions International – Distretto 108 IA1 e da un finanziamento ottenuto attraverso il bando competitivo 2023 della Banca d’Italia. Il progetto era stato presentato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino. Successivamente sono state acquistate le apparecchiature indispensabili per conservare correttamente i materiali biologici, anche grazie al contributo dei Rotary Club e di altre associazioni. La biobanca è divisa in due ambienti distinti. Il primo ospita i sistemi di refrigerazione, mentre il secondo è destinato alla conservazione dei campioni in azoto liquido. L’approvvigionamento dell’azoto avviene automaticamente mediante un serbatoio installato all’esterno della struttura. Sangue, tessuti e saliva per studiare le patologie pediatriche Nei nuovi spazi potranno essere custoditi campioni di sangue, tessuti, saliva e altri liquidi biologici. I materiali arriveranno da pazienti pediatrici con patologie rare e da donatori. L’attività della biobanca riguarderà soprattutto le malattie metaboliche, oncoematologiche, cardiache e neurologiche. La conservazione dei campioni permetterà ai ricercatori di disporre di materiali biologici di qualità, associati a informazioni cliniche accurate. Ogni elemento dovrà essere gestito secondo rigorosi criteri di sicurezza, tracciabilità ed etica. Il valore di una biobanca, infatti, non dipende solamente dalla quantità di materiale raccolto, ma anche dalla qualità dei campioni e dalla possibilità di ricostruirne correttamente il percorso. Queste risorse potranno sostenere studi clinici e preclinici, aiutando la comunità scientifica ad approfondire i meccanismi molecolari alla base delle diverse patologie. Le conoscenze ottenute potrebbero favorire la progettazione di terapie personalizzate, più efficaci e meno invasive, adattate alle caratteristiche del singolo paziente. Una rete italiana ed europea dedicata alla ricerca La nuova struttura non lavorerà in modo isolato. La biobanca entrerà nella rete di ricerca già presente all’interno del Regina Margherita e collaborerà con l’Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica e con il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare. Sono previste sinergie anche con le reti europee specializzate nelle malattie rare e nella conservazione dei materiali biologici. La biobanca sarà collegata a BBMRI. it, il nodo italiano di BBMRI-ERIC, l’infrastruttura europea che riunisce biobanche e risorse biomolecolari destinate alla ricerca biomedica. Il collegamento con queste reti consentirà di condividere procedure, competenze e standard di qualità. Si tratta di un aspetto particolarmente importante nello studio delle malattie rare, per le quali il numero dei pazienti può essere limitato. Mettere in relazione campioni e dati provenienti da strutture diverse permette di ampliare le possibilità di ricerca e ottenere risultati scientificamente più solidi. Un sostegno alla trasformazione del Regina Margherita La biobanca assume un valore strategico anche in vista della trasformazione del Regina Margherita in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. La gestione centralizzata dei materiali biologici potrà valorizzare le competenze maturate dall’ospedale nel campo delle malattie rare, oncologiche e croniche dell’età evolutiva. Una parte importante del progetto è stata resa possibile dal contributo del territorio. Una raccolta fondi collegata all’iniziativa ha raggiunto circa 43 mila euro, coinvolgendo più di 1. 200 persone insieme ad associazioni, istituti e imprese. Per i bambini e le loro famiglie, gli effetti della nuova infrastruttura potranno emergere soprattutto nel medio e lungo periodo. Centralizzare campioni biologici e informazioni cliniche significa creare le condizioni per migliorare i percorsi diagnostici e terapeutici, accelerare il passaggio dalla ricerca di laboratorio alla pratica clinica e sviluppare cure sempre più sicure. - Published: 2026-07-20 - Modified: 2026-07-27 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/bliss-agency-tra-le-uniche-realta-in-italia-a-governare-gli-investimenti-in-ai-delle-aziende.html - Categorie: Innovazione Secondo uno studio MIT del 2025, il 95% degli investimenti in AI non produce un ritorno misurabile. Non è una novità. È il dato che conferma quello che le aziende italiane stanno vivendo in silenzio: adottano la tecnologia, spendono budget, ma non sanno se guadagnano. Bliss Agency, advisor di governance strategica con sede a Roma e Milano, è tra le uniche realtà italiane che ha deciso di governare questa dispersione trasformandola in valore misurabile. Non offre consulenza su quale AI usare. Offre il sistema che trasforma gli investimenti dispersi in processi controllati, KPI definiti, responsabilità assegnate, e ROI verificabile. La AI Governance di Bliss è il metodo standardizzato che il mercato italiano ancora improvvisa. Il dato che nessuno vuole affrontare: il 95% dello spreco Nel 2025 le aziende globali hanno speso miliardi in AI. Gran parte di questo denaro è andato in strumenti adottati senza criterio, utilizzati in modo marginale, o abbandonati in silenzio. Il dato del 95% di spreco non significa che la tecnologia sia cattiva. Significa che il modo in cui la si governa è assente. Un'azienda italiana acquista 10 abbonamenti AI senza sapere quale produce valore. Cancella tre dopo sei mesi perché "nessuno lo usava". Continua a pagare i restanti sette anche se solo due generano un risultato. Nessuno ha una mappa di costi e risultati. Nessuno responsabilizza chi decide di adottare un nuovo strumento. Nessuno misura il ROI per sapere se l'investimento è stato saggio. Come Bliss governa gli investimenti AI delle aziende Bliss applica il metodo AI Governance che trasforma il caos in ordine operativo. Primo step: AI Audit rigoroso che mappa ogni strumento AI in uso, i costi reali, i risultati prodotti, gli abbonamenti duplicati. Secondo step: AI Strategy che identifica quali strumenti generano valore misurabile e quali sono solo costo. Terzo step: AI Governance System che codifica le regole. Chi decide l'adozione di uno strumento nuovo? Quale processo deve seguire? Quali KPI devono essere definiti prima di approvare? Che rischio AI Act comporta? Quarto step: AI Monitoring continuativo, perché il mercato dell'AI cambia ogni trimestre e il sistema deve rimanere aggiornato. Caso studio: trasformare lo spreco in controllo Una azienda di e-commerce con 200 dipendenti commissiona un AI Audit a Bliss. Le risultanze iniziali sono preoccupanti: 18 abbonamenti AI diversi, costo mensile di 28. 000 euro, nessuno sa quale genera fatturato e quale è solo sperimentazione. L'AI Governance System di Bliss riordina il sistema con tre azioni. Primo: dismette 10 abbonamenti che non producono risultato verificabile (risparmio 15. 000 euro mensili). Secondo: mantiene 5 strumenti che generano ROI chiaro e li integra in un workflow unico. Terzo: stabilisce che d'ora in poi, ogni nuovo strumento AI viene valutato con una matrice standard prima dell'acquisto (timeline, costo, KPI atteso, rischio, approvazione richiesta). Nel giro di tre mesi, l'azienda ha ridotto il costo da 28. 000 a 13. 000 euro mensili mantenendo tutto il valore. Ha trasformato il caos in un sistema controllato dove ogni euro produce un risultato misurabile. Perché poche realtà in Italia lo fanno Governare gli investimenti AI richiede competenze che pochi advisor possiedono. Serve capire l'architettura tecnica degli strumenti, sì, ma anche la strategia aziendale, la cultura organizzativa, i processi operativi, la normativa (AI Act), e come misurare il valore in modo che abbia senso finanziario. La maggior parte dei consulenti si ferma a uno di questi livelli. Bliss ha investito nella construction di una figura nuova: l'advisor di AI Governance che cammina su tutti e cinque i livelli contemporaneamente. Per questo rimane tra le poche realtà italiane che lo sanno fare bene. Il valore futuro della governance AI Nel prossimo anno, quando l'AI Act comincerà ad applicarsi con forza e le aziende scopriranno che hanno sprecato il 95% degli investimenti, correranno a cercare chi può ordire il caos. Scopriranno che Bliss Agency, tra le poche realtà italiane, ha già strutturato il sistema. Ha già guidato aziende dal caos al controllo. Ha già creato il metodo che il mercato cercava senza sapere come chiederlo. Queste aziende diventeranno case study, referenze, testimonianza di valore. Bliss avrà trasformato la dispersione in credibilità. - Published: 2026-07-20 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/prezzi-dei-carburanti-in-crescita-in-piemonte-la-benzina-aumenta-di-28-centesimi.html - Categorie: Economia Il prezzo della benzina torna a pesare sull’economia piemontese. Rispetto alla fine di febbraio, il costo del carburante in regione è aumentato di circa 28 centesimi al litro, collocando il Piemonte tra le aree italiane interessate dai rincari più consistenti. Un incremento che non riguarda soltanto gli automobilisti, ma coinvolge direttamente numerose attività produttive. A risentirne sono soprattutto le micro, piccole e medie imprese che utilizzano ogni giorno uno o più veicoli per raggiungere clienti, cantieri e sedi operative. Il rialzo arriva inoltre in una fase già caratterizzata da incertezza economica, domanda debole e crescita dei costi di produzione. Un aumento di 28 centesimi al litro L’incremento registrato in Piemonte emerge da un’elaborazione basata sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel giro di pochi mesi, la benzina è diventata sensibilmente più cara, mentre a livello nazionale continuano le tensioni legate ai mercati energetici. Per un’impresa che utilizza occasionalmente un veicolo, l’aumento può sembrare limitato. La situazione cambia per le attività che effettuano spostamenti quotidiani, consegne, interventi tecnici o trasferimenti di materiali. In questi casi, ogni rifornimento più costoso si somma agli altri e produce un impatto progressivamente più evidente sui conti aziendali. Il problema non dipende dalla capacità produttiva o organizzativa delle singole realtà. Le oscillazioni dei carburanti sono legate a dinamiche più ampie, sulle quali le imprese locali hanno possibilità di intervento molto limitate. Devono però assorbirne le conseguenze nella gestione ordinaria. Dai trasporti all’artigianato, i settori più esposti L’autotrasporto è il comparto maggiormente associato all’aumento dei carburanti, ma rappresenta soltanto una parte delle attività coinvolte. Il rincaro interessa anche artigiani, imprese di manutenzione, impiantisti, aziende edili, servizi e distribuzione. Molte di queste realtà lavorano prevalentemente fuori sede. Tecnici e artigiani devono raggiungere abitazioni, uffici o stabilimenti; le imprese di costruzione si spostano tra diversi cantieri; le attività della distribuzione devono garantire il trasferimento delle merci. In tutti questi casi il veicolo non è un elemento accessorio, ma uno strumento necessario per svolgere il lavoro. Anche quando il carburante non rappresenta la principale voce di spesa, un aumento prolungato può modificare l’equilibrio dei costi. La pressione diventa ancora più forte per le aziende che dispongono di più mezzi o che coprono quotidianamente distanze significative. Piccole imprese con margini più ridotti Le conseguenze del rincaro non sono uguali per tutte le aziende. Le realtà di dimensioni maggiori possono avere una struttura più articolata e maggiori possibilità di distribuire le spese. Per le imprese più piccole, invece, assorbire nuovi aumenti può risultare molto più difficile. Le micro e piccole aziende hanno spesso margini più limitati e una minore capacità di modificare rapidamente la propria organizzazione. Se il costo del carburante aumenta, devono trovare risorse all’interno di bilanci già condizionati dal rialzo delle spese di produzione e dal rallentamento della domanda. Il rischio è una graduale riduzione della competitività. Una quota crescente delle risorse viene destinata agli spostamenti, lasciando meno spazio per altri investimenti o esigenze operative. Le imprese devono quindi affrontare un costo che non genera direttamente maggiore produttività, ma che resta indispensabile per mantenere attivi servizi, consegne e interventi. Gli effetti sull’organizzazione quotidiana Il caro benzina può incidere anche sul modo in cui viene organizzato il lavoro. Gli spostamenti verso clienti, cantieri e sedi operative devono essere gestiti tenendo conto di una spesa più elevata. Ogni viaggio assume così un peso maggiore, soprattutto per le attività che lavorano su territori estesi. L’impatto non si limita quindi al bilancio annuale. Si manifesta nella gestione di ogni giornata, nella programmazione degli interventi e nell’impiego dei mezzi aziendali. Per molte realtà piemontesi, la mobilità è parte integrante del servizio offerto e non può essere semplicemente eliminata. La situazione appare particolarmente delicata perché il rincaro arriva mentre il sistema produttivo deve già confrontarsi con incertezza, costi crescenti e domanda rallentata. La benzina diventa così un’ulteriore fonte di pressione, capace di aggravare difficoltà già presenti. Il prezzo dei carburanti resta un indicatore sensibile Il Piemonte è caratterizzato da una presenza diffusa di piccole imprese e attività artigiane. Per questo motivo, l’andamento dei carburanti rappresenta un indicatore importante per comprendere lo stato di salute dell’economia regionale. L’aumento di circa 28 centesimi al litro non coinvolge un unico settore, ma attraversa una parte significativa del tessuto produttivo. Trasporti, costruzioni, manutenzione, impiantistica, distribuzione e servizi condividono infatti la necessità di muoversi e raggiungere luoghi di lavoro diversi. Il nuovo rialzo della benzina rischia dunque di tradursi in costi operativi più alti, margini ridotti e maggiori difficoltà organizzative. Una pressione che si concentra soprattutto sulle imprese di minori dimensioni, già chiamate a gestire una fase economica complessa. - Published: 2026-07-20 - Modified: 2026-07-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-le-vecchie-edicole-potrebbero-diventare-presidi-contro-i-blackout.html - Categorie: News Il futuro delle ex edicole torinesi resta ancora da definire. La gara pensata per trovare nuovi gestori e assegnare funzioni diverse alle strutture ormai inutilizzate è stata rinviata a dopo l’estate. La procedura dovrebbe riprendere a settembre, quando sarà possibile conoscere nel dettaglio i progetti presentati e i criteri previsti per l’assegnazione. Tra le ipotesi più innovative emerge quella di Ireti, che starebbe valutando la trasformazione di alcuni chioschi in piccoli presidi energetici contro i blackout. La gara per le ex edicole ripartirà a settembre Il rinvio non rappresenta la cancellazione dell’iniziativa, ma prolunga l’attesa per conoscere il destino delle strutture dismesse. L’obiettivo della gara resta quello di individuare soggetti interessati a recuperare i chioschi e a restituire loro una funzione compatibile con le esigenze della città e dei quartieri. Le ex edicole, nonostante abbiano perso il ruolo originario, continuano infatti a occupare spazi spesso centrali e facilmente riconoscibili. Si trovano lungo strade frequentate, nelle piazze e vicino a luoghi di interesse pubblico. Sono quindi strutture di piccole dimensioni, ma inserite in posizioni che potrebbero renderle adatte a ospitare nuovi servizi. Con la riapertura della procedura prevista per settembre dovrebbero emergere informazioni più precise sul numero dei chioschi coinvolti, sui soggetti interessati e sulle condizioni richieste. Soltanto allora sarà possibile comprendere quali proposte potranno tradursi in interventi concreti. L’ipotesi di Ireti: stazioni elettriche contro i blackout Tra le possibilità allo studio c’è quella presentata da Ireti. La società starebbe pensando di utilizzare alcune ex edicole come cabine elettriche secondarie, integrate nella rete cittadina con una funzione di supporto in caso di interruzioni della corrente. I chioschi diventerebbero così infrastrutture tecnologiche distribuite sul territorio. Un’idea che permetterebbe di recuperare spazi già esistenti, evitando la costruzione di nuove strutture e il conseguente consumo di altro suolo. Dietro l’aspetto familiare delle vecchie edicole potrebbero quindi trovare posto impianti utili a rafforzare la sicurezza e la continuità della rete elettrica. La proposta si trova ancora in una fase preliminare. Dovrà confrontarsi con le caratteristiche tecniche dei singoli chioschi, con le regole della gara e con le altre destinazioni avanzate dai potenziali gestori. Non è dunque certo che le stazioni anti-blackout vengano effettivamente realizzate, ma l’ipotesi mostra quanto possa essere radicale la trasformazione di queste strutture. Luoghi nati per distribuire giornali e informazioni potrebbero diventare nodi discreti della rete energetica urbana. Il recupero architettonico si unirebbe in questo modo a una funzione tecnica legata alla protezione della città durante eventuali interruzioni dell’elettricità. Non solo energia: dal food ai servizi di quartiere Quella di Ireti non è l’unica strada possibile. L’interesse per le ex edicole riguarderebbe anche imprese attive nel settore alimentare e fondazioni intenzionate a promuovere attività rivolte ai quartieri. Nei chioschi potrebbero essere ospitati punti vendita, piccoli locali oppure progetti sociali e culturali. Le destinazioni, però, non potranno essere identiche per tutte le strutture. Una vecchia edicola collocata in una strada commerciale presenta caratteristiche differenti rispetto a un chiosco situato vicino a una scuola, nel centro di una piazza o in una zona con pochi servizi. Ogni recupero dovrà quindi tenere conto del contesto urbano e delle reali necessità dell’area circostante. La sfida sarà costruire un progetto coordinato, evitando una serie di interventi scollegati tra loro. Alcune strutture potrebbero conservare una vocazione commerciale, mentre altre potrebbero assumere una funzione sociale, culturale o tecnica. Piccoli spazi per una nuova idea di città La chiusura di numerose edicole ha accompagnato la diminuzione delle vendite dei giornali cartacei. In molti casi sono rimasti chioschi vuoti, con le serrande abbassate e senza una funzione precisa. Recuperarli significa invece restituire alla città una rete di spazi già disponibile e distribuita in modo capillare. Pur essendo piccoli, i chioschi sono visibili e facilmente accessibili. Possono quindi diventare punti di riferimento per nuove attività, senza bisogno di realizzare altri edifici. Il rinvio della gara lascia per il momento aperti molti interrogativi. A settembre sarà necessario verificare quali soggetti presenteranno formalmente un progetto, quali strutture verranno assegnate e quali requisiti dovranno rispettare i nuovi gestori. Sarà anche il momento di capire se l’idea di Ireti possiede le condizioni tecniche necessarie per passare dalla proposta alla realizzazione. Il futuro delle ex edicole di Torino resta così sospeso tra commercio, servizi di prossimità, iniziative sociali e infrastrutture energetiche. Strutture nate in un’altra epoca potrebbero tornare a svolgere un ruolo importante, adattandosi alle necessità di una città che cambia. - Published: 2026-07-20 - Modified: 2026-07-20 - URL: https://www.torinofree.it/economia/agricoltura-in-piemonte-740mila-euro-contro-i-danni-provocati-da-lupi-e-grandi-carnivori.html - Categorie: Economia La Regione Piemonte ha destinato 740mila euro a 94 aziende agricole per sostenere l’acquisto e la realizzazione di strumenti utili a prevenire gli attacchi di lupi e altri grandi carnivori. Il contributo permetterà agli allevatori di coprire interamente le spese ammesse, entro i limiti previsti dal bando, rafforzando la protezione degli animali e la presenza del personale nelle aree di pascolo. L’intervento riguarda imprese distribuite in quasi tutte le province piemontesi e comprende diverse soluzioni: dai cani da guardiania alle recinzioni, fino ai dispositivi acustici e luminosi di dissuasione. Tutte le domande presentate sono state accolte Tutte le richieste presentate dalle aziende sono state soddisfatte. Le risorse concesse ammontano complessivamente a 740mila euro e possono coprire il 100% delle spese sostenute per gli interventi ammessi. Dalla disponibilità complessiva del bando è inoltre derivato un risparmio di 109mila euro. Questa somma potrà essere utilizzata per un prossimo bando oppure destinata ad altre iniziative. La misura regionale punta soprattutto sulla prevenzione. L’obiettivo è mettere a disposizione degli allevatori strumenti capaci di ridurre il rischio di predazioni e di proteggere il patrimonio zootecnico nelle zone maggiormente esposte alla presenza della fauna selvatica. Sono anche da considerare i problemi legati ai cosiddetti “lupi confidenti”, cioè gli esemplari che tendono ad avvicinarsi maggiormente ai centri abitati. Parallelamente agli aiuti alle imprese, la Regione è al lavoro con Ispra per arrivare nel mese di ottobre a un primo piano di contenimento della specie. Il piano dovrebbe consentire il prelievo di alcuni esemplari. Come sono distribuite le 94 aziende beneficiarie La provincia con il maggior numero di imprese ammesse al contributo è Cuneo, con 32 aziende. Seguono Torino con 18 beneficiari e Biella con 16. A Vercelli sono state finanziate 10 aziende, mentre nel Verbano-Cusio-Ossola se ne contano nove. Completano la distribuzione Asti con quattro imprese, Alessandria con tre e Novara con una. Al gruppo si aggiunge un’azienda con sede sociale a Milano, ma attiva sul territorio piemontese. La ripartizione mostra come il problema coinvolga numerose aree della regione, pur con una maggiore concentrazione delle richieste in alcune province. Gli interventi finanziati sono pensati per adattarsi alle diverse condizioni nelle quali operano allevatori e aziende agricole. Cani da guardiania, recinzioni e dispositivi di dissuasione Il contributo regionale può finanziare integralmente interventi con un valore compreso tra 500 e 20mila euro. Tra le spese ammesse rientra l’acquisto di cani da guardiania. Gli animali devono essere iscritti al Libro genealogico e possedere il pedigree. La loro presenza deve inoltre essere segnalata tramite appositi cartelli di avviso. Le aziende possono utilizzare i fondi anche per acquistare o realizzare recinzioni fisse e mobili, elettrificate oppure tradizionali. Queste strutture sono destinate a proteggere gli animali dalla fauna selvatica, in particolare durante il ricovero notturno. Il bando comprende inoltre sistemi acustici o luminosi di dissuasione, dispositivi antintrusione e altre soluzioni dedicate alla prevenzione. Non vengono quindi sostenuti soltanto strumenti basati su barriere fisiche, ma anche tecnologie capaci di allontanare i grandi carnivori dalle aree occupate dal bestiame. Tra le spese ammesse figura, infine, la costruzione o l’installazione di capanni e micro-unità abitative per il personale incaricato della custodia degli animali al pascolo. La presenza degli addetti può così essere organizzata anche nelle zone in cui è necessario sorvegliare le mandrie o le greggi per periodi prolungati. La prevenzione è necessaria per ottenere gli indennizzi Adottare almeno una delle misure non serve soltanto a ridurre il rischio di attacchi. Rappresenta anche una condizione indispensabile per accedere agli eventuali indennizzi regionali in caso di danni provocati dalle predazioni. Una domanda di risarcimento può quindi essere accolta soltanto se l’azienda ha già adottato almeno uno degli strumenti di prevenzione indicati. Il meccanismo collega direttamente la concessione degli indennizzi all’impegno degli allevatori nella protezione preventiva degli animali. Il sostegno da 740mila euro consente alle imprese beneficiarie di dotarsi di queste misure senza doverne sostenere direttamente il costo. L’intervento regionale vuole così rispondere alle difficoltà delle aziende agricole attraverso protezioni concrete, affiancando gli aiuti economici al lavoro annunciato per la gestione dei grandi carnivori in Piemonte. - Published: 2026-07-19 - Modified: 2026-07-19 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/il-giappone-di-hiroshige-a-torino-apertura-gratuita-al-mao-per-paesaggi-da-sogno.html - Categorie: Cultura Il fascino dell’arte giapponese torna protagonista a Torino con una nuova esposizione ospitata dal MAO – Museo d’Arte Orientale. Si intitola “Paesaggi da sogno / Dreamscapes” ed è dedicata alle opere di Utagawa Hiroshige, tra gli artisti più rappresentativi del Giappone dell’Ottocento. Prima dell’avvio ufficiale della mostra, il pubblico avrà la possibilità di visitarla gratuitamente durante una speciale apertura serale. L’appuntamento è fissato per il 23 luglio 2026 e permetterà di osservare in anteprima le stampe esposte, gli oggetti legati alla cultura del viaggio e alcuni paraventi restaurati. Un percorso che mette al centro paesaggi, spostamenti e immagini provenienti da un periodo particolarmente significativo per l’arte giapponese. Un’anteprima gratuita al MAO di Torino L’inaugurazione di “Paesaggi da sogno” si terrà il 23 luglio 2026, dalle 18. 00 alle 20. 00, negli spazi del MAO di via San Domenico 11, a Torino. Per tutta la durata dell’apertura serale l’ingresso sarà gratuito e non sarà necessario effettuare una prenotazione. Il pubblico potrà quindi accedere liberamente alle sale e osservare l’allestimento prima dell’apertura ordinaria dell’esposizione. L’anteprima rappresenta un’occasione per conoscere il progetto e avvicinarsi alla produzione di Hiroshige attraverso una selezione di opere appartenenti alla collezione UniCredit. La visita gratuita riguarda esclusivamente l’appuntamento inaugurale del 23 luglio. A partire dal giorno seguente, la mostra entrerà invece nella normale programmazione del museo e resterà visitabile per diversi mesi. Le stampe di Hiroshige raccontano il viaggio lungo la Tōkaidō Il nucleo principale dell’esposizione è dedicato alla celebre serie “Le 53 stazioni della Tōkaidō” di Utagawa Hiroshige. Il progetto del MAO riunisce 36 stampe provenienti da questa raccolta, considerata una delle testimonianze più importanti dell’arte giapponese del XIX secolo. Le opere costruiscono il centro narrativo della mostra e accompagnano il visitatore all’interno dei paesaggi rappresentati dall’artista. Il tema del viaggio diventa il filo conduttore dell’intero percorso, come suggerisce anche il titolo scelto per l’esposizione: “Paesaggi da sogno”, affiancato dalla versione internazionale “Dreamscapes”. La selezione non presenta quindi soltanto una successione di immagini, ma mette in relazione le stampe con l’idea dello spostamento nel Giappone dell’epoca. Le 36 opere consentono di approfondire una delle serie maggiormente conosciute di Hiroshige, osservandola all’interno di un allestimento interamente costruito attorno alla cultura del viaggio. L’appartenenza delle stampe alla collezione UniCredit rende inoltre possibile la loro presentazione congiunta negli spazi del museo torinese. L’esposizione offre così al pubblico l’opportunità di vedere riunita una parte consistente della serie senza allontanarsi dal centro della città. Oggetti e paraventi restaurati completano l’esposizione Accanto alle stampe saranno presentati diversi oggetti collegati al modo di viaggiare in Giappone tra il XVIII e il XIX secolo. Questa selezione amplia il racconto proposto dalle opere di Hiroshige e permette di osservare il tema centrale della mostra attraverso materiali differenti. Durante la serata inaugurale sarà possibile ammirare anche due coppie di paraventi restaurati di recente, collocate nella galleria Giappone 1. La prima comprende i paraventi della serie “Rakuchū rakugai zu”, provenienti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. La seconda coppia è invece dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima e fa parte delle collezioni del MAO. La loro presenza arricchisce l’anteprima del 23 luglio e affianca al progetto su Hiroshige alcune opere già legate al patrimonio custodito dal museo. Stampe, oggetti e paraventi costruiscono quindi un percorso articolato, nel quale il viaggio rappresentato da Hiroshige viene accostato ad altre testimonianze della cultura giapponese. L’inaugurazione gratuita consentirà di osservare contemporaneamente tutti questi elementi e di visitare anche i paraventi tornati visibili dopo il restauro. Date e modalità di ingresso alla mostra Dopo l’anteprima serale, “Paesaggi da sogno / Dreamscapes” aprirà ufficialmente il 24 luglio 2026. L’esposizione resterà al MAO fino al 29 novembre 2026, offrendo quindi diversi mesi di tempo per visitare il percorso dedicato a Hiroshige. Dal 24 luglio l’accesso alla mostra sarà compreso nel biglietto previsto per le collezioni permanenti del museo. Chi desidera approfittare dell’ingresso libero potrà invece partecipare all’inaugurazione del 23 luglio, presentandosi al MAO tra le 18. 00 e le 20. 00 senza prenotazione. L’appuntamento si svolgerà nella sede del Museo d’Arte Orientale, in via San Domenico 11 a Torino. Una serata aperta a tutti per vedere in anteprima le 36 stampe di Hiroshige e gli altri materiali scelti per raccontare i paesaggi e la cultura del viaggio nel Giappone tra Settecento e Ottocento. - Published: 2026-07-19 - Modified: 2026-07-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/autovelox-a-torino-quasi-14-milioni-di-euro-di-incassi-nel-2025.html - Categorie: News Gli automobilisti piemontesi sembrano avere un rapporto complicato con i limiti di velocità. A confermarlo sono i dati relativi alle sanzioni rilevate nel corso del 2025 attraverso autovelox fissi e mobili, tutor e altri strumenti di controllo. Nell’intero Piemonte gli incassi hanno raggiunto complessivamente 39 milioni di euro. Torino ha sfiorato quota 1,4 milioni, ma alcuni Comuni della prima cintura hanno registrato cifre persino superiori. Beinasco guida la classifica dell’area torinese, davanti anche a Collegno e Rivoli. Torino sfiora 1,4 milioni di euro nel 2025 Nel corso del 2025 il Comune di Torino ha incassato esattamente 1. 394. 189 euro attraverso le multe legate ai controlli sulla velocità. Il dato comprende le sanzioni elevate grazie ai diversi dispositivi utilizzati per individuare gli automobilisti che superano i limiti consentiti. Si tratta di una cifra importante, soprattutto se osservata nel contesto regionale. Il capoluogo piemontese concentra ogni giorno un elevato numero di spostamenti, ma non occupa il primo posto nella graduatoria locale degli incassi. Alcuni centri della cintura torinese, nonostante abbiano dimensioni e popolazione inferiori, hanno infatti superato il risultato registrato dalla città. Separato dal dato comunale è quello della Città metropolitana di Torino, che nel medesimo periodo ha raggiunto circa 2 milioni di euro. Le cifre mostrano quanto le sanzioni per eccesso di velocità incidano sulle entrate degli enti del territorio. Beinasco supera i 2,3 milioni di euro Il risultato più sorprendente riguarda Beinasco. Nel 2025 il Comune ha incassato 2. 321. 176 euro, quasi un milione in più rispetto a Torino. È il dato più alto tra quelli registrati nei Comuni dell’area torinese citati nell’indagine. Anche Collegno ha superato nettamente il capoluogo, raggiungendo 1. 723. 168 euro. Rivoli si è fermata invece a 1. 410. 520 euro, una somma comunque leggermente superiore a quella raccolta dal Comune di Torino. Beinasco, Collegno e Rivoli si collocano quindi tutte davanti al capoluogo. La graduatoria non dipende semplicemente dal numero di abitanti, ma restituisce il quadro delle infrazioni intercettate dai dispositivi presenti sulle diverse strade. Gli importi indicano quanto sia diffuso il superamento dei limiti anche nei collegamenti tra Torino e i centri della prima cintura. Da Pinerolo a Ivrea, gli incassi degli altri Comuni Allargando lo sguardo alla provincia emergono altri numeri significativi. Pinerolo ha incassato 1. 172. 726 euro, ottenendo il sesto posto nella graduatoria piemontese dopo Strevi, Comune situato in provincia di Alessandria. Seguono alcuni centri dell’Astigiano e dell’area torinese. Costigliole d’Asti ha raggiunto 842. 909 euro, mentre Chieri ha registrato entrate pari a 832. 671 euro. Poco distante si trova La Loggia, con 822. 572 euro. Ivrea chiude il gruppo dei Comuni indicati con 699. 993 euro. Molto più contenute risultano invece le cifre relative ad alcuni capoluoghi di provincia. Alessandria ha incassato 8. 973 euro, Cuneo 7. 318 euro e Asti appena 2. 067 euro. La differenza rispetto ai valori registrati a Torino e nella sua cintura è evidente. Nel complesso, i dati delineano una situazione molto diversificata. Le somme raccolte cambiano sensibilmente da un territorio all’altro e in diversi casi sono proprio i Comuni vicini a Torino a raggiungere gli importi più elevati. In Piemonte multe per 39 milioni di euro Sommando gli incassi ottenuti tramite autovelox, tutor e altri dispositivi di rilevazione, nel 2025 il Piemonte è arrivato a 39 milioni di euro. La cifra offre una misura concreta della frequenza con cui gli automobilisti sono stati individuati mentre viaggiavano oltre i limiti. Le sanzioni non rappresentano soltanto una voce economica. Il tema della velocità è strettamente legato anche alla sicurezza sulle strade, soprattutto durante i mesi estivi, quando aumentano gli spostamenti in automobile. Tra giugno, luglio e agosto 2025, in Italia sono stati registrati più di 48 mila incidenti con lesioni alle persone. Il periodo estivo ha concentrato il 28% di tutti i sinistri dell’anno. Il mese più critico è stato luglio, durante il quale gli incidenti hanno superato quota 17 mila. Luglio è stato il mese con più incidenti La stessa tendenza è stata osservata in Piemonte. Nei tre mesi estivi del 2025 si sono verificati 2. 706 incidenti stradali con feriti. Anche a livello regionale il punto più delicato è stato raggiunto a luglio, con 1. 021 sinistri. Il confronto tra i dati sulle multe e quelli sugli incidenti richiama l’attenzione sul comportamento degli automobilisti. L’eccesso di velocità è infatti indicato frequentemente tra le cause degli scontri e può rendere più gravi le loro conseguenze. Gli incassi milionari ottenuti a Torino, Beinasco, Collegno e Rivoli raccontano dunque solo una parte del fenomeno. Dietro le cifre rimane una questione di sicurezza che diventa particolarmente importante nei periodi caratterizzati da un maggior numero di viaggi e spostamenti. - Published: 2026-07-19 - Modified: 2026-07-19 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/comportamento-animale-a-torino-ricercatori-da-65-paesi-per-il-congresso-isbe-2026.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Torino si prepara a diventare un punto di riferimento internazionale per lo studio del comportamento animale. Dal 20 al 24 luglio, il Centro Congressi Lingotto ospiterà ISBE 2026, il congresso mondiale dell’International Society for Behavioral Ecology. L’appuntamento porterà nel capoluogo piemontese oltre mille persone impegnate nella ricerca, provenienti da numerosi Paesi. Per cinque giorni la città accoglierà incontri, presentazioni scientifiche e momenti di confronto dedicati all’ecologia comportamentale. Un congresso mondiale per la prima volta in Italia Quella in programma al Lingotto sarà un’edizione particolarmente significativa. Il congresso dell’ISBE, infatti, si svolgerà per la prima volta in Italia, riunendo oltre mille ricercatrici e ricercatori provenienti da 65 Paesi. L’organizzazione è affidata alle zoologhe e agli zoologi dell’Università degli Studi di Torino. L’arrivo di una comunità scientifica tanto ampia rappresenta un riconoscimento per il ruolo internazionale della città e per la sua attività nel campo della ricerca. Per una settimana Torino diventerà un luogo di incontro tra esperienze, metodi di studio e prospettive maturate in differenti parti del mondo. Il centro dell’attenzione sarà il comportamento degli animali e il modo in cui questo cambia nel tempo in risposta alle pressioni dell’ambiente e alle relazioni sociali. Si tratta di un ambito di ricerca capace di collegare diversi aspetti della biologia e dell’ecologia. Il programma scientifico di ISBE 2026 Il congresso proporrà un calendario particolarmente intenso, articolato in otto sessioni tematiche giornaliere. A queste si aggiungeranno due esposizioni di poster scientifici e cinque interventi in plenaria affidati a studiose e studiosi conosciuti a livello internazionale. Le diverse attività offriranno ai partecipanti l’occasione di presentare i risultati delle proprie ricerche, conoscere nuovi lavori e confrontarsi sui principali sviluppi dell’ecologia comportamentale. Una parte importante dell’appuntamento sarà quindi dedicata allo scambio di conoscenze tra persone con esperienze e percorsi professionali differenti. L’apertura ufficiale è prevista per lunedì 20 luglio. I lavori inizieranno con i saluti delle rappresentanti della Città di Torino, dell’Università e del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi. Lo studio del comportamento animale e le sfide contemporanee ISBE 2026 permetterà di approfondire il modo in cui gli animali reagiscono ai cambiamenti ambientali e sociali. Il confronto non resterà limitato alla presentazione dei singoli progetti, ma coinvolgerà una comunità internazionale chiamata a condividere risultati, domande e nuovi percorsi di ricerca. Secondo le organizzatrici Cristina Tuni e Francesca Barbero, l’arrivo del congresso rappresenta un’importante opportunità sia per la comunità scientifica sia per Torino. La città avrà infatti la possibilità di ospitare uno dei maggiori appuntamenti internazionali dedicati a questa disciplina. Il congresso creerà anche un’occasione di dialogo tra il mondo della scienza e le istituzioni. I temi affrontati potranno fornire spunti utili per comprendere meglio alcune dinamiche legate all’ambiente, alla società e allo sviluppo delle nuove generazioni. Torino entra nel calendario delle attività Accanto alle sessioni scientifiche è previsto un programma di iniziative sociali e culturali. L’obiettivo è favorire la conoscenza tra i partecipanti e, nello stesso tempo, mostrare una parte del patrimonio di Torino. Si andrà anche alla scoperta di Torino tramite attività gratuite destinate agli iscritti all'evento. Nel programma sono previste visite al Museo Egizio, all’Orto Botanico, al Museo Regionale di Scienze Naturali e al bioparco Zoom. Saranno organizzate anche attività sportive lungo il Po. Prevista anche l'iniziativa “Friends of ISBE”, che vede il coinvolgimento di bar, ristoranti e caffè cittadini. Il congresso, quindi, non rimarrà confinato negli spazi del Lingotto, ma stabilirà un legame con il territorio e con alcune delle sue realtà culturali e commerciali. Sostenibilità, inclusione e sostegno alla ricerca ISBE 2026 adotterà un Codice di condotta fondato sui principi di sostenibilità, inclusione e responsabilità sociale. Particolare attenzione sarà riservata alla parità di genere, alla rappresentanza internazionale e alla partecipazione delle persone più giovani impegnate nella ricerca. La società ISBE ha destinato 200 contributi economici per agevolare l’arrivo di partecipanti provenienti da Paesi a basso e medio reddito. Sono previsti anche programmi di mentoring tra ricercatori giovani e senior e un servizio gratuito di assistenza all’infanzia. Sul fronte ambientale, l’organizzazione ha scelto di eliminare la plastica e di distribuire i materiali esclusivamente in formato digitale. Il congresso torinese vuole così affiancare al valore scientifico un modello organizzativo più attento alle persone e all’ambiente. Dal 20 al 24 luglio, il Lingotto ospiterà dunque una comunità internazionale unita dall’interesse per il comportamento animale. Per Torino sarà un’occasione per rafforzare la propria presenza nel panorama scientifico mondiale e aprirsi a cinque giorni di ricerca, confronto e collaborazione. - Published: 2026-07-19 - Modified: 2026-07-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/meteo-piemonte-il-caldo-record-ha-le-ore-contate-temperature-in-netto-calo.html - Categorie: News L’ondata di calore eccezionale che da quasi un mese interessa il Piemonte è ormai vicina alla fine. Il passaggio verso condizioni più sopportabili, però, non è immediato: prima del calo termico, il Foehn ha provocato un ulteriore aumento delle temperature in diverse aree della regione. Le analisi di Arpa Piemonte e del meteorologo Andrea Vuolo descrivono una fase di transizione, legata alla presenza di correnti occidentali più secche tra l’anticiclone nordafricano e una saccatura collocata sul Nord Europa. Dopo l’ultimo picco di caldo, l’arrivo di aria più fresca dovrebbe riportare gradualmente le temperature verso valori più vicini alle medie del periodo. Il Foehn porta l’ultimo picco di caldo La giornata di sabato 18 luglio è stata caratterizzata da condizioni prevalentemente stabili, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte del territorio piemontese. L’elemento più importante è stato però rappresentato dal Foehn, vento caldo e secco che ha interessato soprattutto i settori alpini e le vallate occidentali. Le raffiche, moderate o forti, hanno raggiunto localmente anche gli sbocchi delle valli e alcune zone di pianura. Questo fenomeno ha determinato un temporaneo rialzo delle temperature massime, particolarmente evidente nelle aree centro-occidentali della regione. Le colonnine di mercurio hanno raggiunto valori compresi generalmente tra 34 e 36 gradi, con i picchi più elevati attesi nelle zone di Torino e Alessandria. Si è trattato dell’ultimo colpo di coda della lunga fase di caldo estremo che ha accompagnato il Piemonte nelle ultime settimane. Il rischio di pioggia è rimasto molto contenuto. Soltanto nelle ore più calde della giornata erano possibili brevi rovesci o temporali isolati nelle vicinanze dei rilievi, in particolare tra la bassa Valsesia e il Verbano. Domenica 19 luglio comincia il calo delle temperature I primi segnali del cambiamento diventano più evidenti nella giornata di domenica 19 luglio. L’ingresso di correnti più fresche in quota dovrebbe favorire una graduale diminuzione delle temperature, mettendo fine alla fase più intensa dell’ondata di calore. La domenica resterà nel complesso soleggiata, permettendo di trascorrere la giornata all’aperto senza il rischio di fenomeni diffusi. La probabilità di precipitazioni sarà infatti piuttosto bassa e gli eventuali brevi acquazzoni dovrebbero interessare quasi esclusivamente le aree piemontesi vicine al confine con la Lombardia. Il cambiamento si farà sentire soprattutto nei valori termici. Le temperature minime notturne dovrebbero scendere tra 16 e 19 gradi, rendendo le ore serali e la notte più respirabili. Le massime previste nelle zone di pianura e collina saranno invece comprese tra 27 e 32 gradi. Il caldo, quindi, non scomparirà improvvisamente, ma perderà buona parte dell’intensità raggiunta nei giorni precedenti. In molte località si tornerà verso condizioni più normali per il periodo, con una differenza più marcata tra le temperature diurne e quelle notturne. La vera svolta è prevista entro martedì La diminuzione termica proseguirà durante l’inizio della nuova settimana. La fase decisiva è prevista entro martedì 21 luglio, quando i flussi nord-orientali dovrebbero intensificarsi e portare aria ancora più fresca sul Piemonte. L’arrivo di queste correnti favorirà anche una maggiore instabilità atmosferica. Sul territorio regionale potranno quindi svilupparsi rovesci e temporali locali, distribuiti in maniera irregolare. Non si tratterà necessariamente di precipitazioni continue, ma di fenomeni sparsi legati al cambiamento della circolazione atmosferica. L’effetto più evidente riguarderà ancora una volta le temperature. Le massime dovrebbero scendere quasi ovunque al di sotto dei 30 gradi, segnando una netta differenza rispetto ai 34-36 gradi raggiunti durante il sabato. Questo passaggio rappresenterà la fine dell’ondata di caldo eccezionale che ha interessato la regione per gran parte dell’ultimo mese. Le temperature torneranno progressivamente in linea con i valori stagionali, interrompendo la lunga sequenza di giornate particolarmente calde. Notti più fresche e giornate ancora soleggiate Il cambiamento atteso in Piemonte non coinciderà con un ritorno improvviso del maltempo. Almeno nella prima fase, la regione conserverà condizioni abbastanza stabili e luminose, mentre il calo delle temperature renderà il clima meno pesante. Il beneficio sarà percepibile soprattutto durante la sera e la notte, quando le minime più basse permetteranno di lasciare alle spalle le condizioni tipiche delle giornate più torride. Anche nelle ore pomeridiane il caldo diventerà progressivamente più moderato. Dopo l’ultimo rialzo causato dal Foehn, il Piemonte si prepara dunque a una svolta termica graduale ma significativa. Domenica inizierà la discesa, mentre entro martedì l’arrivo di aria fresca e di una maggiore instabilità dovrebbe riportare le massime sotto la soglia dei 30 gradi in quasi tutta la regione. - Published: 2026-07-18 - Modified: 2026-07-18 - URL: https://www.torinofree.it/sport/finale-dei-mondiali-2026-dove-vederla-a-torino-tra-maxischermi-pizza-e-birra.html - Categorie: Sport Torino si prepara a vivere una domenica sera all’insegna del grande calcio. Anche se l’Italia non ha partecipato alla competizione, il pubblico ha seguito con attenzione le partite dei Mondiali 2026. La conferma arriva dagli ascolti televisivi: la semifinale tra Argentina e Inghilterra ha sfiorato il 54% di share sulla Rai. Ora l’attesa è tutta per Spagna-Argentina, la sfida che assegnerà il titolo mondiale e che potrà essere vista anche in numerosi locali torinesi. Spagna-Argentina, appuntamento alle 21 La finale comincerà alle 21, ora italiana, con i riflettori puntati sul New York New Jersey Stadium di East Rutherford. Da una parte ci sarà la Spagna di Yamal, dall’altra l’Argentina di Messi. Due squadre molto seguite anche dal pubblico italiano, pronte a contendersi il trofeo nell’ultima e più importante partita della manifestazione. A Torino non mancheranno le occasioni per guardare l’incontro in compagnia. Diverse attività hanno infatti organizzato la proiezione su maxischermi, abbinando il calcio a proposte gastronomiche che vanno dalla pizza agli arrosticini, passando per hamburger, piatti di carne e birra. Le alternative coinvolgono il centro, Mirafiori Nord e altre zone della città. Oltre quattrocento posti al Mercato Centrale Uno degli appuntamenti principali sarà quello del Mercato Centrale, in piazza della Repubblica 25. La struttura ha già trasmesso le altre partite dei Mondiali e non poteva quindi rinunciare alla finalissima. Per Spagna-Argentina saranno disponibili oltre quattrocento posti a sedere. L’iniziativa è pensata anche per le famiglie. Durante la serata è previsto l’intrattenimento per i bambini, accompagnato da un menù dedicato ai più piccoli. Non mancheranno inoltre alcune formule rivolte agli studenti universitari. Tra le offerte segnalate ci sono spritz, birre e l’abbinamento pizza e birra. Una proposta che unisce la possibilità di assistere alla partita su un grande schermo con una serata informale nel cuore di Porta Palazzo. Cascina Roccafranca e Comala, la finale negli spazi più frequentati dai giovani Da piazza della Repubblica ci si sposta a Mirafiori Nord, dove la finale sarà trasmessa alla Cascina Roccafranca. La struttura di via Rubino 45 metterà a disposizione il proprio maxischermo e accompagnerà l’incontro con momenti di intrattenimento. Un altro punto di ritrovo sarà il Comala, in corso Ferrucci 65. Lo spazio, particolarmente frequentato dal pubblico giovane, offrirà agli spettatori la possibilità di seguire la sfida insieme, vivendo i novanta minuti decisivi in un ambiente collettivo. Sono due soluzioni differenti, ma entrambe permetteranno di trasformare la partita in un momento di condivisione. L’atmosfera dei maxischermi, soprattutto durante una finale, può infatti coinvolgere anche chi normalmente preferisce guardare il calcio dal divano di casa. Arrosticini, pizza e birra per accompagnare il match In strada Altessano 166/C, all’angolo con via Druento, la serata proposta da Linopassimilvino avrà il sapore degli arrosticini. Il locale accompagnerà Spagna-Argentina con una delle specialità più adatte a una cena informale davanti al maxischermo. La pizza sarà invece protagonista alla Flagrea, in corso Massimo d’Azeglio. Il locale, che ha da poco festeggiato cinquant’anni di attività, rappresenta un’altra opzione per chi desidera cenare senza perdere le azioni di Messi e Yamal. La finale sarà visibile anche da Edit Torino, in piazza Teresa Noce 15/a. Il locale è già conosciuto per la trasmissione di altri eventi sportivi, comprese le partite di tennis, e sarà pronto ad accogliere il pubblico anche per l’ultimo incontro dei Mondiali. Per chi preferisce l’atmosfera tipica dei pub, le possibilità non mancano. Il John Lennon’s Pub, in corso Giovanni Agnelli 160, dispone abitualmente di un maxischermo e propone menù accompagnati dalla birra. Tra gli indirizzi più conosciuti figura inoltre il The Huntsman Pub, in corso Vittorio Emanuele II 43. Qui la finale potrà essere seguita gustando piatti a base di fassona piemontese e scegliendo tra diverse birre. Un maxischermo a pochi passi dal Museo Egizio Nel pieno centro di Torino si trova infine il Planet Risto Cafe, in via Principe Amedeo 2/e. Il locale, situato a pochi passi dal Museo Egizio, ospita uno dei maxischermi più conosciuti della zona centrale. Dai locali frequentati dagli universitari ai pub, passando per cascine e ristoranti, Torino offre dunque numerose possibilità per seguire Spagna-Argentina. Una serata nella quale il calcio sarà accompagnato da pizza, birra, arrosticini e dall’attesa per conoscere la squadra vincitrice dei Mondiali 2026. - Published: 2026-07-18 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/piemonte-86mila-ingressi-nel-lavoro-a-luglio-previste-31mila-assunzioni.html - Categorie: Lavoro Il mercato del lavoro piemontese si prepara a un trimestre caratterizzato da numerose opportunità, ma anche da alcuni segnali di rallentamento. Tra luglio e settembre 2026, le aziende della regione prevedono infatti 86. 620 nuovi ingressi, mentre nel solo mese di luglio i contratti programmati sono 31mila. Dietro questi numeri emerge però uno scenario complesso, segnato dalla prevalenza del lavoro a termine e dalla difficoltà delle imprese nel trovare persone con le competenze richieste. Oltre 86mila ingressi previsti in Piemonte Le previsioni elaborate dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, insieme al Ministero del Lavoro, indicano per il Piemonte 86. 620 entrate nel trimestre compreso tra luglio e settembre 2026. Il dato rimane significativo, ma risulta inferiore rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. La riduzione è pari a 2. 740 ingressi programmati. Si tratta quindi di un rallentamento che non cancella la domanda di personale, ma mostra una maggiore prudenza da parte delle aziende nelle proprie scelte occupazionali. Restringendo l’osservazione al mese di luglio, le imprese piemontesi prevedono di attivare circa 31mila contratti. Il dato regionale si inserisce nelle 135mila entrate programmate complessivamente nel Nord-Ovest e nelle quasi 568mila previste in tutta Italia. Nel mese di luglio, inoltre, la percentuale delle aziende piemontesi intenzionate ad assumere raggiunge il 18%. Quasi un’impresa su cinque, dunque, prevede almeno un nuovo inserimento nel proprio organico. La maggior parte dei contratti avrà una durata limitata Uno degli aspetti più importanti riguarda la tipologia dei rapporti di lavoro proposti. A livello nazionale, l’81% degli ingressi programmati sarà regolato attraverso forme contrattuali non stabili. Il tempo determinato rappresenterà da solo il 65% delle entrate previste. Un ulteriore 8% passerà attraverso contratti di somministrazione, mentre la quota rimanente comprenderà collaborazioni e altre formule con una durata prestabilita. Gli inserimenti considerati stabili costituiranno invece il 19% del totale. Il tempo indeterminato si fermerà al 15%, mentre l’apprendistato coprirà il restante 4%. Le cifre mostrano quindi un mercato del lavoro particolarmente dinamico, ma ancora fortemente legato a esigenze temporanee. Per molti candidati, il primo contatto con un’azienda potrebbe avvenire attraverso un contratto a scadenza o un percorso di apprendistato. Servizi e piccole imprese sostengono la domanda Il terziario si conferma il settore con il maggior numero di opportunità. In tutta Italia, i servizi concentreranno il 69% della domanda complessiva di personale, con 391. 820 inserimenti programmati. L’industria prevede invece 136. 360 entrate, mentre una parte delle nuove posizioni sarà attivata nel comparto agricolo. La distribuzione mette in evidenza il peso assunto dalle attività di servizio nel determinare l’andamento occupazionale dei mesi estivi. Un ruolo centrale sarà ricoperto anche dalle realtà di dimensioni contenute. Il 44% degli ingressi nazionali riguarderà infatti aziende con non più di 49 dipendenti. Nel dettaglio, 127. 670 contratti saranno attivati da imprese con un massimo di nove addetti, mentre 123. 020 inserimenti interesseranno quelle con un organico compreso tra 10 e 49 persone. Le micro e piccole aziende si confermano così una componente fondamentale del tessuto produttivo. Una parte rilevante delle opportunità non arriverà necessariamente dalle grandi società, ma da attività locali e imprese con organici ridotti. In Piemonte quasi un profilo su due è difficile da trovare A fronte delle migliaia di assunzioni previste, le aziende continuano a incontrare ostacoli nella ricerca dei candidati. In Piemonte la difficoltà di reperimento riguarda il 44,6% delle figure professionali richieste. In pratica, per quasi 45 posizioni su 100 le imprese prevedono di non riuscire a trovare facilmente persone con caratteristiche adeguate. Il problema appare particolarmente evidente per gli operai specializzati, categoria per la quale la difficoltà raggiunge il 57,3%. La situazione rimane complessa anche per il personale tecnico, con una percentuale del 50,7%. Più della metà dei profili tecnici ricercati potrebbe quindi risultare difficile da individuare. Questa distanza tra la domanda delle aziende e le competenze disponibili rappresenta uno dei punti più delicati del mercato del lavoro. Non basta che siano presenti posti da coprire: occorre anche che i candidati possiedano una preparazione coerente con le necessità delle imprese. Spazio per giovani, laureati e personale immigrato A livello nazionale, il 9% delle assunzioni previste richiederà una laurea. Gli indirizzi maggiormente ricercati saranno quelli economici e ingegneristici. Un altro 2% delle entrate sarà destinato a persone in possesso di un titolo conseguito presso un ITS Academy. Una quota rilevante delle opportunità sarà riservata ai più giovani. Il 32% della domanda complessiva sarà rivolto agli under 29, con possibilità particolarmente numerose nelle attività commerciali e nella ristorazione. Anche il personale immigrato avrà un peso significativo: il 23,2% degli ingressi programmati riguarderà lavoratori di origine straniera. Quasi un contratto su quattro, pertanto, sarà collegato a questa componente della forza lavoro. Il quadro piemontese restituisce dunque un mercato capace di generare decine di migliaia di opportunità, seppure in lieve calo e con una forte presenza di rapporti temporanei. La difficoltà nel reperire operai specializzati e tecnici indica però che una parte delle posizioni rischia di rimanere scoperta. Formazione, competenze professionali e incontro tra aziende e candidati saranno determinanti per trasformare le previsioni in inserimenti effettivi. - Published: 2026-07-18 - Modified: 2026-07-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/a-torino-arriva-la-cartoleria-sospesa-penne-e-quaderni-per-le-famiglie-in-difficolta.html - Categorie: News Quaderni, penne, matite e altri articoli necessari per affrontare l’anno scolastico possono rappresentare una spesa difficile da sostenere per chi vive una situazione economica fragile. A Torino, però, è nato un progetto che prova a rendere più accessibile l’acquisto del materiale destinato agli studenti. Si chiama Emporio della Cartoleria Sospesa ed è un’iniziativa della Fondazione Aief. Il servizio consente alle famiglie che possiedono determinati requisiti economici di scegliere ciò che serve ai propri figli all’interno di uno spazio organizzato come una normale cartoleria. Una vera cartoleria nel quartiere Mirafiori L’Emporio è stato allestito all’interno del Centro Aief Mirafiori, in via Farinelli 36/9. Non si tratta semplicemente di un punto nel quale vengono consegnati pacchi già preparati, ma di uno spazio che funziona come una vera attività commerciale. Le famiglie beneficiarie possono entrare, osservare gli articoli disponibili e individuare il materiale più adatto alle esigenze scolastiche dei figli. Questa modalità permette di andare oltre la distribuzione indistinta di prodotti, perché ogni studente può avere necessità differenti in base all’età, alla classe frequentata e alle indicazioni ricevute dalla scuola. Il progetto riprende il principio del prodotto “sospeso”, trasformandolo in una forma concreta di sostegno dedicata all’istruzione. Un gesto solidale diventa così un quaderno, una penna o un altro strumento utile per partecipare alle lezioni senza sentirsi diversi dai compagni. La collocazione nel quartiere Mirafiori rende inoltre il servizio vicino alle persone che ne hanno bisogno. Il centro diventa un punto riconoscibile al quale rivolgersi, capace di offrire un aiuto pratico alle famiglie del territorio. Un buono da 150 euro per acquistare il materiale scolastico Alle famiglie ammesse viene assegnato dalla Fondazione Aief un buono del valore di 150 euro. Il credito può essere utilizzato all’interno dell’Emporio per scegliere gli articoli disponibili, seguendo un sistema simile a quello di una normale cartoleria. Il valore del buono consente ai genitori di comporre il materiale scolastico tenendo conto delle necessità reali. In questo modo non viene consegnata una fornitura identica a tutti, ma viene lasciato uno spazio di scelta. È un aspetto importante, perché permette alle famiglie di conservare autonomia anche nel momento in cui ricevono un sostegno. L’iniziativa vuole alleggerire una spesa che, soprattutto in prossimità dell’inizio delle lezioni, può incidere in maniera significativa sul bilancio domestico. Gli articoli di cartoleria sembrano avere un costo limitato se considerati singolarmente, ma l’acquisto contemporaneo di tutto il necessario può diventare impegnativo. Il materiale scolastico, del resto, non è un elemento secondario. Avere a disposizione gli strumenti richiesti permette agli studenti di seguire le attività in classe, svolgere i compiti e iniziare il percorso scolastico nelle stesse condizioni dei coetanei. Chi può accedere alla cartoleria sospesa L’Emporio è destinato ai nuclei familiari che possiedono la tessera Aief e presentano un Isee non superiore a 9. 530 euro. L’accesso non è libero, ma avviene dopo aver fissato un appuntamento e completato la verifica dei requisiti previsti. La procedura permette alla Fondazione di organizzare gli ingressi e di indirizzare il sostegno verso le famiglie che si trovano nelle condizioni economiche indicate. Una volta ottenuto il buono, i beneficiari possono utilizzarlo per gli acquisti all’interno dello spazio di via Farinelli. L’appuntamento consente anche di evitare confusione e di offrire alle persone il tempo necessario per orientarsi tra i prodotti presenti. L’obiettivo non è soltanto distribuire degli oggetti, ma creare un’esperienza ordinata e rispettosa, nella quale chi riceve l’aiuto possa compiere le proprie scelte con tranquillità. Il meccanismo seguito dall’Emporio prova quindi a mantenere insieme due esigenze: assicurare che le risorse raggiungano chi ne ha maggiore necessità e tutelare la riservatezza delle famiglie coinvolte. Un aiuto che tutela anche la dignità degli studenti La forza della cartoleria sospesa sta nella semplicità del progetto. Il sostegno si traduce in oggetti quotidiani, immediatamente utilizzabili e legati a un bisogno molto preciso. Allo stesso tempo, il funzionamento dell’Emporio evita che l’aiuto venga percepito come una distribuzione impersonale. Poter scegliere una penna, un quaderno o un altro articolo significa partecipare direttamente alla preparazione dell’occorrente per la scuola. Per un bambino o un ragazzo, anche questi piccoli dettagli possono contribuire a vivere con maggiore serenità il ritorno tra i banchi. Il progetto della Fondazione Aief porta così l’attenzione su una forma di difficoltà economica che spesso rimane poco visibile. Le rinunce delle famiglie non riguardano soltanto le spese più grandi, ma possono coinvolgere anche gli acquisti apparentemente ordinari. Con l’Emporio della Cartoleria Sospesa, la solidarietà torinese entra nella vita scolastica e offre una risposta concreta a chi rischia di non riuscire a procurarsi tutto il necessario. Un aiuto dal valore pratico, ma anche un modo per ricordare che l’accesso agli strumenti per studiare non dovrebbe dipendere dalle possibilità economiche della famiglia. - Published: 2026-07-18 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-green-nasce-in-via-carcano-il-nuovo-mercato-del-vintage-e-dellusato.html - Categorie: News Torino avrà un nuovo spazio dedicato agli oggetti di seconda mano. La Giunta comunale ha approvato l’istituzione di Torino Green, un mercato periodico nel quale i privati potranno vendere occasionalmente beni usati. L’iniziativa troverà posto in via Carcano e punterà a favorire il riuso, limitare gli sprechi e prolungare la vita di prodotti che possono ancora essere utilizzati. Il progetto unisce attenzione per l’ambiente e sostegno alle persone. Da una parte incoraggia un consumo più responsabile, dall’altra offre ai cittadini un luogo regolamentato nel quale proporre oggetti personali che non servono più. Non sarà, però, un normale mercato commerciale: la partecipazione sarà riservata agli hobbisti e dovrà rispettare condizioni precise. Torino Green si svolgerà ogni weekend in via Carcano Il nuovo mercato avrà sede al numero 14/A di via Carcano e si terrà ogni sabato e domenica dell’anno. Questa frequenza permetterà all’iniziativa di diventare un appuntamento abituale per chi desidera cercare occasioni, liberarsi di oggetti inutilizzati o avvicinarsi al mondo del vintage. L’offerta potrà comprendere diverse categorie di beni appartenenti alla sfera personale dei partecipanti. Sui banchi sarà possibile trovare abbigliamento vintage, libri, giocattoli, articoli per la casa, pezzi da collezione e attrezzature sportive. Si tratterà quindi di un mercato vario, pensato per accogliere oggetti con caratteristiche e destinazioni molto differenti. Il filo conduttore sarà il riuso. Un libro già letto, un giocattolo non più utilizzato o un capo rimasto a lungo nell’armadio potranno passare a un nuovo proprietario invece di essere messi da parte. La seconda mano diventerà così uno strumento concreto per ridurre gli sprechi urbani, attraverso scambi e vendite dirette tra cittadini. Un mercato riservato esclusivamente ai privati Torino Green non sarà aperto alle attività professionali. La partecipazione verrà negata a imprese commerciali, artigiani, agricoltori e operatori che svolgono abitualmente attività di vendita. Potranno esporre soltanto le persone fisiche interessate a cedere in modo occasionale beni usati di loro proprietà. Questa distinzione rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. L’obiettivo non è creare un nuovo canale per il commercio professionale, ma mettere a disposizione una vetrina organizzata per gli hobbisti e per chi possiede oggetti ancora in buone condizioni ai quali desidera dare una seconda possibilità. La presenza di regole definite dovrà garantire trasparenza, legalità e maggiore facilità nei controlli. Il mercato della seconda mano potrà quindi svilupparsi all’interno di un quadro chiaro, nel quale sia riconoscibile la differenza tra una vendita occasionale e un’attività commerciale vera e propria. Per partecipare servirà il tesserino green. To Chi vorrà allestire un banco dovrà possedere il tesserino hobbistico chiamato green. To:, rilasciato direttamente dalla Città di Torino. Il documento sarà necessario per accedere all’area come espositore e confermerà la natura non professionale della partecipazione. Per il rilascio del tesserino, l’amministrazione comunale non richiederà il pagamento di diritti di istruttoria. La gratuità consentirà ai cittadini interessati di avvicinarsi al progetto senza dover sostenere questo costo amministrativo. Il tesserino avrà anche una funzione organizzativa. Permetterà infatti di identificare le persone autorizzate a esporre e contribuirà a mantenere il mercato coerente con la sua finalità originaria. Torino Green dovrà rimanere uno spazio dedicato al riuso tra privati, senza trasformarsi in un punto vendita per imprese o operatori abituali. Economia circolare e sostegno sociale L’iniziativa nasce su proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, insieme all’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta. Alla base del progetto c’è la volontà di incentivare l’economia circolare e ridurre la quantità di beni ancora utilizzabili che rischiano di diventare rifiuti. Accanto alla dimensione ambientale è presente anche quella sociale. In una fase economica complessa, il mercato potrà offrire ai partecipanti una possibilità regolamentata per vendere ciò che non utilizzano più. Allo stesso tempo, chi visiterà i banchi potrà cercare prodotti di seconda mano tra numerose categorie. Il valore di Torino Green dipenderà quindi dalla capacità di unire esigenze diverse. Il venditore potrà recuperare spazio e rimettere in circolazione i propri beni, mentre l’acquirente potrà trovare articoli che hanno già avuto un precedente utilizzo ma che sono ancora in condizioni adatte alla vendita. La gestione sarà affidata a un ente senza scopo di lucro L’organizzazione pratica dei fine settimana e la gestione tecnica dell’area non saranno curate direttamente da un operatore commerciale. L’incarico verrà affidato a un soggetto senza scopo di lucro, che dovrà coordinare le attività previste in via Carcano. La Città pubblicherà un avviso pubblico per raccogliere le candidature e scegliere l’ente al quale assegnare questo compito. Il soggetto selezionato avrà un ruolo importante nel funzionamento quotidiano del mercato e nell’applicazione delle regole stabilite. Con Torino Green, il capoluogo piemontese si prepara dunque ad aggiungere un nuovo appuntamento del weekend dedicato al vintage e alla seconda mano. Un luogo nel quale gli oggetti potranno cambiare proprietario e cominciare una nuova fase della loro storia, evitando di essere eliminati quando possiedono ancora un’utilità. - Published: 2026-07-17 - Modified: 2026-07-17 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/turismo-da-record-a-torino-oltre-3-milioni-di-arrivi-e-82-milioni-di-presenze.html - Categorie: Turismo Il turismo torinese continua a crescere e raggiunge nuovi risultati storici. Nel 2025 la provincia ha superato la soglia dei 3 milioni di arrivi, registrando contemporaneamente 8,2 milioni di presenze. L’aumento dei visitatori è stato accompagnato dall’espansione dell’offerta ricettiva e da una maggiore richiesta di lavoratori nel settore dell’ospitalità. A fotografare questa evoluzione è il rapporto “Il settore ricettivo a Torino e provincia: evoluzioni recenti”. Lo studio prende in esame il periodo compreso tra il 2014 e il 2025, mettendo in relazione i flussi turistici, la disponibilità di alloggi e l’andamento dell’occupazione. Le strutture ricettive sfiorano quota 15mila Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda la capacità di accoglienza del territorio. In poco più di dieci anni, il numero delle strutture presenti tra Torino e provincia è passato da meno di 2. 000 a quasi 15mila attività. A determinare gran parte di questo aumento sono state le locazioni turistiche. Nel 2019 se ne contavano 879, mentre nel 2025 hanno superato quota 12mila. La crescita degli alloggi è stata quindi molto più rapida rispetto a quella della disponibilità complessiva di posti letto, salita nello stesso periodo da circa 70mila a 123mila unità. Questi numeri mostrano come l’offerta torinese sia diventata più ampia, ma anche maggiormente frammentata. Se in passato ogni struttura disponeva mediamente di circa 38 posti letto, oggi la media è scesa a otto. Accanto agli alberghi tradizionali hanno assunto un peso sempre maggiore appartamenti e sistemazioni di dimensioni ridotte destinate ai soggiorni brevi. La trasformazione non riguarda soltanto il numero delle attività. Il sistema dell’accoglienza è diventato più articolato e distribuito, con una presenza crescente di operatori differenti. Un cambiamento che richiede capacità di coordinamento e un’attenta osservazione dell’evoluzione della domanda. Torino supera i livelli precedenti alla pandemia Parallelamente all’aumento delle strutture sono cresciuti anche i flussi turistici. Dopo il forte calo provocato dall’emergenza pandemica, arrivi e pernottamenti hanno recuperato rapidamente, fino a oltrepassare i risultati raggiunti negli anni precedenti. Il punto più alto è stato toccato nel 2025, quando il territorio provinciale ha accolto più di 3 milioni di visitatori, per un totale di 8,2 milioni di presenze. Si tratta del valore più elevato mai registrato a Torino e provincia. La domanda turistica non è aumentata alla stessa velocità dell’offerta ricettiva, ma ha comunque mantenuto un andamento positivo. Il confronto tra questi due elementi sarà importante per comprendere come cambierà il mercato nei prossimi anni e quale equilibrio potrà formarsi tra il numero degli alloggi disponibili e quello dei viaggiatori. I risultati confermano inoltre il ruolo assunto dal turismo nell’economia del territorio. Il comparto non interessa soltanto chi gestisce alberghi, appartamenti o altre sistemazioni, ma coinvolge una rete più ampia di attività e lavoratori legati all’accoglienza. Crescono gli avviamenti nel settore dell’ospitalità Il rapporto analizza anche le professioni direttamente impegnate nei servizi ricettivi. Nel 2023 sono stati registrati a Torino e provincia 4. 736 avviamenti al lavoro, con un incremento del 17% rispetto al 2018. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con l’andamento generale. Nello stesso periodo, le assunzioni nelle professioni di livello simile sono aumentate del 2%, mentre il totale provinciale ha segnato una crescita del 3%. Tra le figure maggiormente richieste ci sono i camerieri di albergo. I relativi avviamenti sono passati da 1. 586 a 2. 016, con un aumento del 27,1%. Per le mansioni comparabili presenti in altri comparti, invece, l’incremento si è fermato al 3%. Una tendenza positiva riguarda anche gli addetti all’accoglienza nelle strutture. Le attivazioni lavorative sono salite da 1. 477 a 1. 695, facendo segnare un progresso del 14,8%. Anche in questo caso, la crescita è stata superiore a quella rilevata tra le professioni confrontabili, pari al 7,1%. La prossima sfida è migliorare la qualità del lavoro L’espansione del comparto porta con sé nuove opportunità, ma anche alcune questioni ancora da affrontare. L’assessore comunale ai Grandi Eventi e al Turismo, Mimmo Carretta, ha evidenziato la necessità di affiancare ai risultati numerici un miglioramento della qualità dell’occupazione. La durata dei contratti starebbe progressivamente aumentando, ma rimane importante favorire la crescita professionale dei lavoratori. Per questo motivo, formazione e valorizzazione delle competenze vengono considerate due priorità per rendere il turismo capace di generare impieghi più stabili e qualificati. Secondo Turismo Torino e Provincia, alla preparazione del personale dovrebbe inoltre affiancarsi un maggiore consolidamento delle imprese, necessario per sostenere l’innovazione, garantire continuità lavorativa e competere sul mercato internazionale. Il quadro complessivo resta positivo: Torino accoglie più visitatori, dispone di un’offerta ricettiva più ampia e registra una crescita dell’occupazione. Dopo la stagione dei record, l’obiettivo sarà trasformare questi risultati in uno sviluppo equilibrato e duraturo per tutto il territorio. - Published: 2026-07-17 - Modified: 2026-07-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/il-circolo-dei-lettori-di-torino-a-stresa-serate-di-cultura-sul-lago-maggiore.html - Categorie: Eventi Libri, incontri con gli autori e grandi film da guardare all’aperto. L’estate culturale di Stresa si arricchisce di un nuovo ciclo di eventi promosso dal Circolo dei lettori di Torino. Il programma prende il via venerdì 17 luglio e proseguirà fino a settembre, coinvolgendo diversi spazi della città affacciata sul Lago Maggiore. Tra le proposte figurano reading, monologhi, proiezioni in lingua originale e anche un “Book Party”. Il Circolo dei lettori porta la cultura a Stresa L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Circolo dei lettori di Torino e la Città di Stresa. Gli appuntamenti saranno ospitati in differenti luoghi cittadini, tra i quali i giardini della Villa Ducale, sede del Centro Internazionale di Studi Rosminiani. Il progetto permette al Circolo di uscire dai suoi spazi abituali e di incontrare un pubblico nuovo durante i mesi estivi. Il presidente Giulio Biino ha spiegato che il periodo delle vacanze può diventare anche un’occasione per dedicarsi alla cultura e alla riflessione. Un obiettivo condiviso dall’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, promotrice dell’accordo con Stresa. La rassegna punta infatti a rafforzare la presenza dell’istituzione culturale sul territorio, creando occasioni di dialogo con persone diverse. La scelta di unire letteratura e cinema consente inoltre di costruire un cartellone vario, capace di alternare romanzi, racconti, autori e opere cinematografiche. L’apertura con “Moby Dick” tra parole e musica Il primo appuntamento è previsto venerdì 17 luglio alle 21 con un reading dedicato a “Moby Dick”, il celebre romanzo di Herman Melville. La serata vedrà la partecipazione di Giuseppe Culicchia, direttore del Circolo dei lettori, e del musicista Giorgio Li Calzi. La rilettura utilizzerà la traduzione di Cesare Pavese e sarà accompagnata da musiche e sonorizzazioni realizzate appositamente per l’evento. Le parole del romanzo e le note si incontreranno così in una formula pensata per riportare al centro la potenza narrativa dell’opera. “Moby Dick” diventa il punto di partenza ideale per un programma ospitato sul Lago Maggiore. Al centro del libro si trovano il mare, il viaggio e la lunga sfida tra il capitano Achab e la balena bianca. Il reading offrirà al pubblico una nuova occasione per avvicinarsi a questa storia attraverso una combinazione di voce, letteratura e musica. Da “Taxi Driver” al cinema di Quentin Tarantino Dopo il debutto letterario, il calendario lascerà spazio al grande cinema. Domenica 19 luglio alle 21 sarà proiettato “Taxi Driver”, capolavoro diretto da Martin Scorsese. Il film verrà proposto in lingua originale, offrendo agli spettatori la possibilità di ascoltare le voci degli interpreti senza doppiaggio. Le proiezioni cinematografiche sono organizzate con la collaborazione di Aiace Torino. La presenza del cinema all’interno della rassegna amplia il percorso culturale e crea un collegamento tra il linguaggio scritto e quello delle immagini. Il secondo appuntamento cinematografico annunciato è fissato per domenica 26 luglio alle 21. Giuseppe Culicchia introdurrà “Once Upon a Time in... Hollywood”, film con il quale Quentin Tarantino ha riletto gli ultimi anni della Hollywood degli anni Sessanta. La storia intreccia personaggi immaginari ed elementi reali, trasformando una precisa stagione cinematografica in un racconto sospeso tra memoria e finzione. La presenza di due registi come Scorsese e Tarantino mostra la volontà di proporre titoli molto riconoscibili, ma anche ricchi di temi e spunti sui quali riflettere. Non si tratterà quindi soltanto di assistere a una proiezione estiva, ma di vivere il cinema come parte di un programma culturale più ampio. Un monologo dedicato ad Anton Cechov La letteratura tornerà protagonista venerdì 24 luglio con Paolo Neri. Lo scrittore e traduttore presenterà un monologo incentrato sulla figura e sull’opera di Anton Cechov, uno degli autori più importanti della letteratura e del teatro. L’appuntamento permetterà di ripercorrerne il lavoro attraverso una forma narrativa dal vivo. Anche in questo caso, il libro non sarà considerato soltanto come un oggetto da leggere, ma come il punto di partenza per una serata costruita attorno alla voce e al racconto. Il programma non si fermerà agli eventi di luglio. Il ciclo proseguirà infatti fino a settembre, portando a Stresa nuove storie, incontri con gli autori e altre iniziative. Tra quelle anticipate compare anche un “Book Party”, che contribuirà a rendere ancora più articolata la proposta. Il Lago Maggiore diventa così lo scenario di un’estate nella quale le serate possono essere dedicate tanto alla lettura quanto al cinema. Il Circolo dei lettori porta a Stresa una formula che mette insieme opere classiche, grandi registi, musica e momenti di approfondimento, trasformando diversi spazi della città in luoghi d’incontro culturale. - Published: 2026-07-17 - Modified: 2026-07-17 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/peano-presentato-a-torino-il-supercomputer-italiano-entra-nella-top500-mondiale.html - Categorie: Innovazione Torino rafforza il proprio ruolo nel settore dell’intelligenza artificiale grazie a Peano, una nuova infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni. Il sistema, presentato ufficialmente dall’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale, è stato progettato per sostenere la ricerca e favorire lo sviluppo di applicazioni destinate anche al mondo produttivo. Il suo ingresso nella classifica Top500 colloca il progetto italiano all’interno del panorama internazionale del supercalcolo. Peano entra nella classifica mondiale dei supercomputer La AI Foundry Peano è stata presentata il 16 luglio negli spazi di OGR Tech, a Torino. All’evento hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, dell’università, dell’industria e dell’ecosistema italiano dell’innovazione. La piattaforma aveva già ottenuto un importante riconoscimento il 23 giugno, in occasione di ISC High Performance 2026 ad Amburgo. In quella sede era stato annunciato il suo ingresso nella 67esima edizione della Top500, la classifica internazionale che raccoglie i sistemi di calcolo più potenti del mondo. Peano occupa il 315esimo posto della Top500, con una prestazione di 4,53 petaflop al secondo nel benchmark HPL, utilizzato come riferimento internazionale per misurare la capacità dei supercomputer nel calcolo scientifico. L’infrastruttura compare anche nella graduatoria HPCG, dedicata a un benchmark ritenuto particolarmente rappresentativo dei carichi di lavoro scientifici e industriali reali. In questo caso Peano raggiunge il 101esimo posto mondiale, con una prestazione di 82,6337 teraflop al secondo. Un’architettura composta da 148 GPU Nvidia Alla base della potenza di Peano ci sono complessivamente 148 GPU Nvidia H200 e B200. Le due generazioni di processori sono state sviluppate con caratteristiche differenti: le prime risultano ottimizzate per il calcolo ad alte prestazioni, mentre le seconde sono maggiormente orientate alle applicazioni di intelligenza artificiale. La convivenza delle due architetture all’interno dello stesso ambiente ha richiesto un articolato lavoro di ingegneria, esteso sia alle componenti hardware sia a quelle software. Peano, infatti, non è soltanto una macchina dotata di una notevole capacità di calcolo. La piattaforma riunisce risorse HPC, servizi cloud, sistemi avanzati di orchestrazione e virtualizzazione e un gruppo di tecnici specializzati. Questa struttura permette di gestire tutte le diverse fasi di un progetto basato sull’intelligenza artificiale, evitando che la potenza disponibile resti separata dagli strumenti necessari per utilizzarla concretamente. Dallo sviluppo dei modelli alla messa in produzione Uno degli aspetti centrali del progetto è la possibilità di seguire l’intero ciclo di vita delle applicazioni di AI. Peano può essere impiegata per lo sviluppo e l’addestramento dei modelli, ma anche per la validazione, l’inferenza e il successivo deployment. Ricercatori, startup e imprese possono quindi lavorare in un ambiente governato nel quale sperimentare, verificare e distribuire nuove soluzioni. Alla disponibilità delle risorse computazionali si affiancano servizi di ingegneria pensati per accompagnare i progetti lungo il percorso che separa una prima idea dalla sua applicazione operativa. L’obiettivo dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale è rendere la Foundry una piattaforma nazionale capace di produrre ricadute sulla ricerca, sull’innovazione e sullo sviluppo industriale. Peano viene così presentata non soltanto come un supercomputer, ma come un’infrastruttura con la quale trasformare la capacità di calcolo in risultati scientifici, tecnologici ed economici. Il ruolo di Torino nell’ecosistema italiano dell’AI La scelta di collocare AI4I e la sua infrastruttura a Torino consolida il legame della città con la ricerca tecnologica e l’industria. Durante la presentazione, il sindaco Stefano Lo Russo ha evidenziato il contributo del progetto al posizionamento internazionale del territorio nel campo dell’intelligenza artificiale. Anche il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il rinnovamento industriale e la competitività nel lungo periodo. L’ambizione è rafforzare il ruolo di Torino come punto di riferimento italiano ed europeo per l’AI. Il presidente di AI4I, Fabio Pammolli, ha invece richiamato l’importanza delle infrastrutture di calcolo avanzate per la crescita economica e la sovranità tecnologica. Peano amplia infatti la capacità dell’Istituto di sostenere attività di ricerca e progetti realizzati insieme alle imprese. Una risorsa strategica per la sovranità tecnologica italiana AI Foundry Peano rientra nel più ampio progetto IT4LIA AI Factory, il consorzio italiano incluso tra le 19 AI Factory promosse dall’Unione Europea. All’interno dell’iniziativa AI4I guida il settore verticale dedicato al manifatturiero, mentre Cineca svolge il ruolo di hosting entity. Il piano prevede investimenti complessivi per 430 milioni di euro, destinati alla capacità computazionale, alla gestione operativa e ai servizi di trasferimento tecnologico rivolti alle imprese. Peano dispone inoltre di un sistema di archiviazione ad alta capacità e potrà essere utilizzata per la ricerca interna dell’Istituto e per iniziative sviluppate con università, startup e aziende. La piattaforma rappresenta quindi un tassello della strategia con cui l’Italia intende assumere un ruolo più rilevante nel calcolo ad alte prestazioni applicato all’intelligenza artificiale. La sfida sarà tradurre questa potenza in progetti, competenze e innovazioni capaci di sostenere la competitività del sistema produttivo. - Published: 2026-07-17 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/sport/atp-finals-torino-resta-protagonista-il-torneo-confermato-anche-nel-2027.html - Categorie: Sport Torino continuerà a ospitare le ATP Finals. La città piemontese è stata confermata come sede del prestigioso torneo di tennis anche per il 2027, prolungando così un rapporto iniziato nel 2021. La decisione mette fine all’attesa sul futuro immediato della manifestazione e apre una nuova fase di confronto: l’obiettivo adesso è mantenere l’evento sotto la Mole fino al 2030. La conferma è arrivata dal circuito ATP, anche grazie all’impegno della Federazione Italiana Tennis e Padel. Torino potrà quindi accogliere ancora una volta gli otto migliori tennisti della stagione, consolidando il ruolo conquistato nel calendario internazionale. Le ATP Finals resteranno a Torino anche nel 2027 La storia recente delle Finals a Torino è cominciata nel 2021. La città ha ospitato il torneo per cinque edizioni consecutive, fino al 2025, ottenendo successivamente il rinnovo anche per il 2026. Rimaneva però da definire il destino dell’appuntamento per l’anno seguente. La risposta è arrivata il 16 luglio: le ATP Finals del 2027 si disputeranno ancora a Torino. La scelta del circuito ATP è stata sostenuta con forza dalla Federazione Italiana Tennis e Padel, intenzionata a dare continuità al lavoro svolto negli ultimi anni. La conferma rappresenta un risultato importante per la città, per il Piemonte e per tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione. Il presidente della FITP, Angelo Binaghi, ha ricordato come Torino abbia dimostrato di essere una sede straordinaria. La prosecuzione del rapporto viene considerata una scelta basata sulla continuità e sulla fiducia nei confronti delle istituzioni e dei partner che hanno contribuito alla crescita dell’appuntamento. Anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha accolto con entusiasmo la notizia, celebrandola attraverso un video pubblicato sui social. L’obiettivo adesso è arrivare fino al 2030 Il rinnovo per il 2027 non viene considerato un punto di arrivo. Il prossimo traguardo è infatti quello di mantenere le ATP Finals a Torino fino al 2030. Il lavoro per raggiungere un accordo più lungo è già iniziato. Le parole di Binaghi mostrano la volontà di proseguire il percorso avviato nel capoluogo piemontese. Secondo il presidente della Federazione, la città, la regione e il sistema formato da istituzioni e partner hanno operato con passione e competenza, aiutando le Finals a diventare uno degli appuntamenti più apprezzati del calendario mondiale del tennis. Un ulteriore segnale positivo arriva dalle vendite dei biglietti per l’edizione 2026. I dati registrati durante la prevendita indicano una crescita dell’interesse da parte del pubblico. Per Binaghi, questi risultati confermano che il torneo è ormai entrato nel cuore degli appassionati italiani e internazionali. La permanenza almeno fino al 2027 garantisce intanto un altro anno di continuità. La sfida successiva sarà trasformare questa conferma in un’intesa capace di coprire anche le edizioni seguenti. ATP Finals 2026, tutte le novità previste a Torino Prima dell’appuntamento del 2027, Torino si prepara ad accogliere l’edizione 2026, in programma dal 15 al 22 novembre. L’organizzazione ha annunciato diverse novità destinate a modificare alcuni degli spazi collegati alla manifestazione. Una delle principali sarà lo Skywalk progettato da Pininfarina. Si tratterà di una passerella sopraelevata riservata ai giocatori, realizzata per collegare direttamente l’Inalpi Arena con il Fan Village. Anche piazza San Carlo sarà coinvolta. Il tradizionale Blue Carpet verrà affiancato da una nuova installazione firmata ancora una volta da Pininfarina. Nel Fan Village sarà invece allestito un campo di allenamento visibile al pubblico, grazie al quale i tifosi potranno osservare la preparazione dei tennisti. Sono previsti cambiamenti anche all’interno dell’Inalpi Arena. La capienza dell’impianto verrà aumentata e potrà superare i 13. 500 spettatori. L’obiettivo è accogliere un numero ancora maggiore di persone durante le giornate del torneo. La prevendita del 2026 supera i risultati dell’anno precedente L’attesa per la prossima edizione è confermata dai numeri. Durante la prevendita sono già stati acquistati 172. 137 biglietti, contro i 155. 032 registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. La differenza corrisponde a un incremento dell’11%. Un risultato che testimonia la forte attenzione riservata alle ATP Finals e che ha contribuito a sostenere la decisione di continuare il rapporto tra il torneo e Torino. Il 2026 si presenta quindi come un’edizione caratterizzata da una maggiore capienza, nuovi collegamenti tra gli spazi della manifestazione e ulteriori occasioni di incontro tra il pubblico e il mondo del tennis. Nel frattempo, la certezza della conferma per il 2027 permette alla città di guardare già oltre. Torino rimarrà dunque la casa delle ATP Finals almeno per un’altra stagione. Ora l’attenzione si sposta sul progetto più ambizioso: prolungare la permanenza del torneo fino al 2030 e dare ancora maggiore continuità a un appuntamento che, dal 2021, accompagna ogni anno il capoluogo piemontese. - Published: 2026-07-16 - Modified: 2026-07-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-sharm-el-sheikh-la-nuova-rotta-wizz-air-decolla-a-ottobre.html - Categorie: News L’offerta internazionale dell’aeroporto di Torino si arricchisce di una nuova destinazione. Wizz Air ha annunciato l’apertura di un collegamento diretto con Sharm el Sheikh, una delle principali novità previste per la stagione invernale 2026/2027. Il servizio inizierà il 26 ottobre e sarà effettuato due volte alla settimana. La nuova rotta permetterà di raggiungere il Mar Rosso senza scali partendo dal capoluogo piemontese. Per Torino Airport rappresenta una novità assoluta: finora, infatti, Sharm el Sheikh non era collegata alla città attraverso un volo di linea diretto. Il primo collegamento di linea tra Torino e Sharm el Sheikh L’apertura della tratta Torino-Sharm el Sheikh amplia le possibilità di viaggio offerte ai passeggeri piemontesi. Il nuovo servizio sarà operativo nel corso della prossima stagione invernale e consentirà di raggiungere direttamente la località egiziana, senza dover utilizzare collegamenti con partenza da altri aeroporti o voli con scalo. Secondo quanto comunicato dalla compagnia, il primo volo è programmato per il 26 ottobre 2026. La rotta sarà servita ogni lunedì e venerdì, con due frequenze settimanali pensate per garantire una presenza regolare durante l’inverno. Il collegamento assume un significato particolare anche per Torino Airport, perché introduce per la prima volta un volo di linea tra lo scalo piemontese e il Mar Rosso. Non si tratta, quindi, soltanto di una destinazione aggiuntiva all’interno del network, ma di un ampliamento concreto delle opportunità internazionali disponibili per chi parte da Torino. Quando partono i voli e dove acquistare i biglietti Il calendario comunicato da Wizz Air prevede partenze nei giorni di lunedì e venerdì. La scelta di distribuire i voli all’inizio e alla fine della settimana rende il collegamento utilizzabile con differenti formule di permanenza, pur mantenendo una programmazione limitata a due frequenze. I biglietti sono già disponibili attraverso il sito internet di Wizz Air e l’applicazione ufficiale della compagnia. I viaggiatori interessati possono quindi consultare il calendario, verificare la disponibilità dei posti e valutare le date più adatte alle proprie esigenze. L’avvio del servizio alla fine di ottobre coincide con l’entrata in vigore della programmazione invernale 2026/2027. La nuova tratta diventerà così una delle destinazioni proposte da Wizz Air nell’ambito del rafforzamento delle proprie attività sullo scalo torinese. Wizz Air rafforza la nuova base di Torino Il volo per Sharm el Sheikh si inserisce in un piano di sviluppo più ampio. Con l’apertura della propria base a Torino, Wizz Air porterà a 20 il numero delle destinazioni servite durante la stagione invernale 2026/2027. La compagnia posizionerà due aeromobili presso l’aeroporto piemontese. La presenza stabile degli aerei permetterà di sostenere il programma dei collegamenti previsto per i prossimi mesi e conferma il ruolo attribuito a Torino all’interno della strategia del vettore. Il potenziamento non riguarda dunque una singola rotta. Il collegamento con Sharm el Sheikh è uno degli elementi di una rete più estesa, costruita attorno alla nuova base e all’aumento delle destinazioni raggiungibili. Per i passeggeri piemontesi questo sviluppo si traduce in una scelta più ampia di voli diretti durante il periodo invernale. La compagnia considera la nuova rotta un ulteriore passo nel processo di espansione del proprio network torinese. Il collegamento con l’Egitto aggiunge infatti una destinazione diversa da quelle già disponibili e consolida la presenza di Wizz Air nell’aeroporto. Una nuova opportunità per Torino Airport Anche Torino Airport ha sottolineato l’importanza dell’annuncio. Il nuovo volo amplia il numero delle destinazioni proposte ai viaggiatori e rafforza la collaborazione avviata con Wizz Air in occasione dell’apertura della base piemontese. L’arrivo del collegamento diretto con Sharm el Sheikh assume valore soprattutto perché introduce un servizio finora assente dall’offerta di linea dello scalo. Torino potrà contare su un accesso diretto al Mar Rosso, inserito in una programmazione regolare e disponibile due giorni alla settimana. La novità conferma inoltre la crescita dell’offerta prevista per l’inverno. La combinazione tra due aeromobili basati a Torino, 20 destinazioni servite e l’apertura della rotta egiziana delinea un cambiamento significativo nella presenza della compagnia presso l’aeroporto. Dal 26 ottobre, quindi, il lunedì e il venerdì diventeranno i due giorni di riferimento per chi desidera volare da Torino a Sharm el Sheikh. Il nuovo servizio aggiunge una possibilità concreta per i passeggeri piemontesi e contribuisce ad allargare la rete internazionale dello scalo. - Published: 2026-07-16 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/notti-magiche-a-superga-musica-visite-alla-cupola-e-degustazioni-fino-a-settembre.html - Categorie: Eventi Le serate estive torinesi acquistano un fascino particolare sulla collina di Superga. Fino a settembre 2026, la Basilica propone un calendario che unisce musica, arte, panorami notturni e sapori del territorio. Accanto ai concerti a ingresso libero sono previste aperture prolungate, visite al museo e alla cupola, oltre a degustazioni legate a un progetto sociale. Un’occasione per riscoprire uno dei luoghi simbolo di Torino quando il sole tramonta e le luci della città iniziano ad accendersi. Concerti gratuiti nelle sere d’estate a Superga Uno degli elementi centrali del programma è la rassegna musicale realizzata insieme al Laboratorio del Suono del Sermig. Gli appuntamenti accompagneranno il pubblico attraverso generi e formazioni differenti, spaziando dalla musica da camera alle esibizioni di grandi gruppi polifonici. Tutti i concerti saranno gratuiti, rendendo la proposta accessibile a un pubblico ampio. La musica potrà così diventare il punto di partenza per trascorrere qualche ora lontano dal caldo e dal traffico cittadino, in un ambiente ricco di storia e caratterizzato da un’atmosfera molto diversa rispetto a quella dei tradizionali spazi per spettacoli. La posizione della Basilica contribuisce a rendere gli eventi ancora più suggestivi. Superga domina infatti il profilo di Torino e offre una prospettiva privilegiata sulla città e sull’arco alpino. Partecipare a un concerto in questo scenario significa quindi vivere non soltanto un appuntamento culturale, ma una vera esperienza serale. Basilica, museo e cupola aperti fino a mezzanotte Da giugno a settembre, ogni venerdì e sabato la Basilica resterà aperta dalle 21 alle 24. Durante queste serate sarà possibile entrare nell’edificio religioso, visitare il museo e salire sulla cupola panoramica. La visita notturna permette di osservare Torino da un punto di vista insolito. Dall’alto, il paesaggio cambia volto: le strade illuminate, i quartieri e i principali edifici cittadini formano un panorama che difficilmente può essere apprezzato nello stesso modo durante il giorno. Il calendario diventerà ancora più ricco nel cuore dell’estate. Dal 7 al 23 agosto l’apertura straordinaria sarà garantita tutte le sere, sempre nella fascia compresa tra le 21 e la mezzanotte. Residenti e turisti avranno dunque più occasioni per organizzare una visita, anche nel corso della settimana. L’ingresso alla Basilica è libero e gratuito. Per accedere al museo e alla cupola panoramica occorre invece acquistare un biglietto presso la biglietteria. Considerando il possibile afflusso di visitatori nelle serate estive, viene consigliata la prenotazione attraverso il sito della Basilica. Gelato, biscotti e pasticceria con un valore sociale La proposta non si limita alla musica e alle visite culturali. Tra le novità dell’estate figura anche la possibilità di assaggiare il gelato artigianale del laboratorio “I Sapori dell’Eremo”, che si occupa di pasticceria sociale e opera presso l’Eremo di Pecetto Torinese. Il progetto coinvolge anche giovani con disabilità e combina l’attività produttiva con un percorso di inclusione. Oltre al gelato, a Superga saranno disponibili biscotti e torte preparati dal laboratorio. La degustazione aggiunge quindi un ulteriore elemento alle serate organizzate sulla collina. Dopo il concerto o la visita alla cupola, il pubblico potrà fermarsi per assaggiare alcuni prodotti artigianali, sostenendo allo stesso tempo un’iniziativa dal rilevante valore sociale. Questo aspetto contribuisce a costruire un’esperienza più completa. La Basilica non viene proposta solamente come monumento da visitare, ma come luogo aperto alla musica, all’incontro e a progetti capaci di coinvolgere diverse realtà del territorio. Come raggiungere gli appuntamenti serali Per agevolare gli spostamenti, il sabato sera sarà disponibile anche la storica tranvia Sassi-Superga. L’ultima corsa in discesa partirà alle 23. 30, un orario che permette di partecipare agli appuntamenti e rientrare senza utilizzare necessariamente l’automobile. La tranvia rappresenta già di per sé una parte dell’esperienza. Il viaggio verso la collina consente di avvicinarsi gradualmente alla Basilica e mantiene vivo uno dei collegamenti più caratteristici della città. Nei giorni festivi e nelle giornate di domenica, è inoltre possibile fare riferimento al nuovo servizio Superga Express, indicato anche dalla sigla SPX. Il collegamento di GTT parte da piazza Vittorio Veneto alle 9. 40 e prevede corse ogni 40 minuti. Per utilizzarlo è sufficiente un normale biglietto urbano. Tra concerti, aperture fino a mezzanotte, visite panoramiche e degustazioni, Superga si prepara dunque ad accogliere torinesi e visitatori per tutta l’estate. Il programma offre diversi motivi per tornare sulla collina e osservare uno dei monumenti più conosciuti della città sotto una luce completamente nuova. - Published: 2026-07-16 - Modified: 2026-07-16 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/gli-astronauti-di-artemis-ii-in-visita-a-torino-allo-stabilimento-di-thales-alenia-space.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Torino torna al centro dell’attenzione internazionale per il contributo offerto dall’industria piemontese alle missioni spaziali. Giovedì 16 luglio, lo stabilimento di Thales Alenia Space Italia riceve la visita dei quattro astronauti di Artemis II, protagonisti della missione che nell’aprile 2026 ha sorvolato la Luna. L’appuntamento rientra nel tour europeo organizzato dopo la missione e consente all’equipaggio di incontrare alcune delle realtà industriali che hanno partecipato alla costruzione della capsula Orion e del suo modulo di servizio europeo. Gli astronauti di Artemis II fanno tappa a Torino A visitare il sito torinese sono gli astronauti statunitensi Victor Glover, Reid Wiseman e Christina Koch, insieme al canadese Jeremy Hansen. Ad accoglierli ci sono i vertici di Thales Alenia Space Italia, rappresentanti della NASA, dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana. La tappa piemontese segue quelle già effettuate dall’equipaggio presso il centro ESTEC dell’ESA, situato a Noordwijk, nei Paesi Bassi, e nello stabilimento Airbus di Brema, in Germania. Il viaggio europeo permette così agli astronauti di incontrare alcune delle aziende e delle istituzioni che hanno lavorato alla missione. La presenza dell’equipaggio nello stabilimento di Torino assume un valore particolare. Una parte importante dei sistemi utilizzati da Orion è stata infatti realizzata proprio nel capoluogo piemontese. Dietro il sorvolo lunare di Artemis II si trova quindi anche il lavoro di tecnici, progettisti e imprese italiane. Il contributo di Thales Alenia Space alla capsula Orion La capsula Orion ha compiuto il viaggio intorno alla Luna collegata all’European Service Module, conosciuto anche con la sigla ESM. Il modulo è stato fornito dall’Agenzia Spaziale Europea, mentre Airbus ha svolto il ruolo di capocommessa del progetto. All’interno di questa collaborazione, Thales Alenia Space Italia ha ricevuto una serie di incarichi di primo piano. Nello stabilimento torinese sono state realizzate l’intera struttura primaria e secondaria del modulo ESM e la protezione contro i micrometeoriti. Il lavoro ha riguardato anche il Thermal Control System, completo dei relativi radiatori, e il Consumable Service System. Quest’ultimo comprende i sistemi destinati alla distribuzione dell’acqua potabile, dell’ossigeno e dell’azoto. Si tratta di elementi essenziali per il funzionamento del modulo europeo e per il supporto all’equipaggio durante il viaggio. La visita degli astronauti permette dunque di collegare direttamente l’esperienza vissuta nello spazio con il lavoro industriale svolto a Torino. Una missione con una forte partecipazione italiana Il contributo nazionale ad Artemis II non si è limitato alle attività condotte da Thales Alenia Space nel capoluogo piemontese. Anche altre importanti aziende italiane hanno preso parte al progetto con tecnologie e infrastrutture utilizzate nel corso della missione. Nello stabilimento di Nerviano, vicino a Milano, Leonardo ha costruito i pannelli fotovoltaici che formano le quattro ali energetiche dell’European Service Module. L’azienda ha inoltre realizzato le unità elettroniche del Power Control and Distribution Units, necessarie per controllare e distribuire l’energia al veicolo spaziale. Un altro contributo è arrivato da Telespazio attraverso il Centro Spaziale del Fucino, in provincia dell’Aquila. Le grandi antenne del centro hanno partecipato all’iniziativa della NASA denominata Orion One-Way Doppler Measurements Tracking. Le strutture del Fucino hanno seguito le attività di tracciamento e monitoraggio dei segnali radio inviati dalla capsula Orion durante il viaggio nello spazio profondo. La missione ha quindi coinvolto competenze distribuite in diverse aree del Paese, dalla produzione dei componenti al controllo delle comunicazioni. Torino e il ruolo dell’industria piemontese nello spazio La visita dell’equipaggio di Artemis II offre un riconoscimento concreto al contributo fornito dalle imprese italiane e piemontesi. Lo stabilimento di Thales Alenia Space Italia rappresenta uno dei luoghi nei quali hanno preso forma alcuni dei sistemi utilizzati dal modulo europeo della capsula Orion. Thales Alenia Space Italia è una joint venture italo-francese tra Thales e Leonardo. La sede torinese ha partecipato alla missione attraverso la produzione di strutture, protezioni e sistemi indispensabili per l’ESM. L’arrivo di Victor Glover, Reid Wiseman, Christina Koch e Jeremy Hansen consente di riunire nello stesso luogo i protagonisti del viaggio e coloro che hanno lavorato ai suoi componenti. Il tour post-missione non riguarda quindi soltanto l’equipaggio, ma mette in evidenza anche la rete europea di industrie, agenzie e centri tecnologici che ha sostenuto Artemis II. Per Torino si tratta di una giornata significativa, capace di mostrare il legame esistente tra il territorio piemontese e le grandi missioni spaziali internazionali. Un rapporto costruito attraverso competenze industriali, collaborazione europea e tecnologie sviluppate anche all’interno dello stabilimento visitato dagli astronauti. - Published: 2026-07-16 - Modified: 2026-07-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/grandine-gigante-a-carmagnola-chicchi-da-record-fino-a-9-centimetri.html - Categorie: News Un temporale violento e molto localizzato ha colpito la frazione Oselle di Carmagnola, a sud di Torino, nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio. La perturbazione ha prodotto una grandinata eccezionale, caratterizzata da chicchi dalle dimensioni fuori dal comune. Quello più grande, raccolto dagli abitanti e successivamente misurato, ha raggiunto un diametro di 9 centimetri. Il dato rappresenta un record per il Piemonte negli ultimi due anni. Violento temporale nella frazione Oselle di Carmagnola Il fenomeno si è verificato intorno alle ore 16, quando una cella temporalesca ha interessato la frazione Oselle. L’evento è stato circoscritto, ma particolarmente intenso. In pochi minuti sono caduti chicchi di grandine molto grandi, alcuni dei quali sono stati raccolti e fotografati dai residenti. Alla base dell’episodio ci sarebbe stata la forte instabilità atmosferica collegata al rientro dell’anticiclone. Le condizioni presenti nell’area hanno favorito la formazione di una cella temporalesca capace di generare una grandinata fuori misura. L’attenzione si è concentrata soprattutto sul chicco più grande rinvenuto dopo il passaggio del temporale. Le immagini e le misurazioni hanno permesso di documentare con precisione le dimensioni raggiunte dalla grandine. Non si è trattato, quindi, soltanto di una valutazione visiva: il diametro del chicco più grande è stato sottoposto all’esame degli esperti. Il chicco più grande ha raggiunto i 9 centimetri Le verifiche sono state effettuate dagli esperti di Pretemp – Previsioni Temporali, associazione scientifica che si occupa dell’analisi dei fenomeni temporaleschi. In base alle misurazioni compiute, il chicco più grande raccolto a Oselle aveva un diametro di 9 centimetri. Si tratta di una misura eccezionale, che ha trasformato la grandinata di Carmagnola in uno degli episodi meteorologici più rilevanti registrati nella regione negli ultimi anni. Nella giornata del 15 luglio, quello rinvenuto nel territorio piemontese è risultato anche il chicco di grandine più grande segnalato in Italia. Il dato consente di comprendere la particolarità del temporale. La cella è stata localizzata e ha interessato un’area precisa, ma ha sviluppato condizioni sufficienti a produrre grandine di dimensioni notevoli. Proprio il valore di 9 centimetri rende l’episodio diverso dalle grandinate ordinarie e permette di inserirlo nella cronologia degli eventi più estremi osservati recentemente in Piemonte. È il record piemontese degli ultimi due anni La grandinata di Carmagnola stabilisce un primato regionale relativo agli ultimi due anni. Secondo quanto ricordato dal meteorologo Andrea Vuolo, in Piemonte non veniva segnalato un chicco di queste dimensioni dal 29 giugno 2024. Il confronto con quella data aiuta a inquadrare la portata dell’evento. Due anni prima, una violentissima supercella aveva attraversato la fascia pedemontana del Canavese, facendo cadere chicchi ancora più grandi. In quell’occasione erano state misurate dimensioni comprese tra gli 11 e i 12 centimetri di diametro. Il precedente del 2024 rimane dunque superiore per grandezza, ma il chicco raccolto a Oselle rappresenta comunque il valore massimo osservato sul territorio piemontese da allora. Il record riguarda un periodo di due anni e conferma il carattere eccezionale della grandinata che ha interessato Carmagnola. L’episodio del 29 giugno 2024 non era stato caratterizzato soltanto dalla grandine. La stessa perturbazione aveva provocato anche violente alluvioni lampo, conosciute come flash flood, che avevano colpito diverse località alpine. Tra i centri interessati figuravano Chialamberto, Macugnaga, Locana e Cogne. Un fenomeno intenso e fortemente localizzato Quanto avvenuto a Oselle mostra come un temporale concentrato su un territorio limitato possa produrre un fenomeno meteorologico di particolare intensità. La cella ha colpito la frazione nel corso del pomeriggio e ha lasciato sul terreno chicchi dalle dimensioni sorprendenti. L’elemento centrale dell’evento resta la misurazione di 9 centimetri, certificata attraverso le analisi degli esperti. È questo dato a collocare la grandinata di Carmagnola al primo posto tra quelle segnalate in Italia durante la giornata del 15 luglio e a farne il nuovo riferimento piemontese degli ultimi due anni. La differenza rispetto al primato del giugno 2024 rimane evidente: allora i chicchi avevano raggiunto persino gli 11-12 centimetri. Tuttavia, dopo due anni senza segnalazioni di grandezza analoga, il fenomeno osservato nella frazione Oselle torna a richiamare l’attenzione sulle manifestazioni più violente dell’instabilità atmosferica in Piemonte. - Published: 2026-07-15 - Modified: 2026-07-17 - URL: https://www.torinofree.it/guide/acqua-in-azienda-da-semplice-servizio-a-elemento-di-benessere-e-organizzazione.html - Categorie: Guide utili Negli ambienti professionali, il benessere non dipende soltanto dagli spazi, dagli strumenti di lavoro o dall’organizzazione delle attività. Anche i servizi utilizzati ogni giorno contribuiscono a determinare la qualità dell’esperienza vissuta da dipendenti, collaboratori e visitatori. Tra questi, la disponibilità di acqua rappresenta un aspetto apparentemente semplice, ma tutt’altro che secondario. Garantire un accesso comodo e continuo all’acqua durante la giornata significa offrire un servizio essenziale, favorire abitudini più consapevoli e rendere gli ambienti di lavoro maggiormente funzionali. Per molte aziende, tuttavia, la gestione dell’acqua continua a essere legata all’acquisto di bottiglie, alla consegna dei boccioni, alla necessità di individuare spazi per lo stoccaggio e allo smaltimento periodico dei contenitori. Attività che, soprattutto negli uffici con numerosi dipendenti o con un’elevata presenza di pubblico, possono trasformarsi in un impegno organizzativo costante. Per questo motivo, sempre più realtà professionali stanno ripensando il modo in cui l’acqua viene resa disponibile all’interno delle proprie sedi. Non più un semplice rifornimento da gestire, ma un servizio integrato nell’organizzazione aziendale, capace di coniugare comfort, continuità operativa e attenzione all’ambiente. L’idratazione come parte della qualità dell’ambiente di lavoro La qualità di un ambiente di lavoro non si misura soltanto attraverso l’arredamento, l’illuminazione o l’efficienza degli strumenti messi a disposizione. Anche la presenza di servizi semplici, accessibili e ben organizzati contribuisce a migliorare concretamente la quotidianità delle persone. Avere acqua disponibile in modo continuo significa permettere a dipendenti e collaboratori di bere con maggiore regolarità, senza dover portare bottiglie da casa o allontanarsi dalla propria postazione per cercare un punto vendita. Un’abitudine apparentemente minima può incidere sulla percezione generale dell’ambiente professionale, rendendolo più attento alle esigenze reali di chi lo vive ogni giorno. Quando l’accesso all’acqua è immediato, inoltre, diventa più semplice promuovere una cultura aziendale orientata al benessere quotidiano. La presenza di un punto di erogazione nelle aree comuni, nelle sale riunioni o negli spazi dedicati alle pause trasforma un servizio essenziale in un elemento integrato nella vita dell’ufficio. Non si tratta quindi soltanto di offrire acqua, ma di creare condizioni più favorevoli per una giornata lavorativa organizzata e confortevole. In questo senso, l’idratazione entra a pieno titolo tra quei piccoli aspetti che contribuiscono a costruire un ambiente professionale più funzionale, accogliente e vicino alle persone. Quando la gestione dell’acqua diventa un problema organizzativo Nelle aziende e negli uffici, la disponibilità di acqua viene spesso gestita attraverso bottiglie in plastica o boccioni da sostituire periodicamente. Una soluzione apparentemente semplice che, con il tempo, può generare costi indiretti, attività ripetitive e problemi logistici. È necessario controllare le scorte, programmare gli ordini, ricevere le consegne e individuare spazi adeguati per conservare confezioni e contenitori. Negli ambienti con molti dipendenti, clienti o visitatori, il consumo può inoltre variare sensibilmente, rendendo più difficile prevedere il fabbisogno reale. A queste attività si aggiunge la gestione dei vuoti e degli imballaggi. Bottiglie, confezioni e boccioni occupano spazio prima e dopo l’utilizzo e richiedono un’organizzazione costante per la raccolta e lo smaltimento. Un insieme di operazioni che può trasformare un servizio essenziale in un impegno quotidiano poco efficiente. Anche la continuità del servizio può diventare un problema. Una consegna in ritardo, una scorta terminata o un consumo superiore alle previsioni possono lasciare temporaneamente l’ufficio senza acqua disponibile. Per questo motivo, molte aziende iniziano a considerare soluzioni capaci di ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti e di garantire maggiore continuità, ordine e semplicità gestionale. Distributori collegati alla rete: una soluzione più semplice e continua I distributori d’acqua collegati alla rete idrica permettono di superare molte delle criticità legate a bottiglie e boccioni. L’acqua viene resa disponibile direttamente all’interno dell’azienda, senza la necessità di programmare rifornimenti continui o accumulare confezioni negli spazi di servizio. Queste soluzioni possono offrire acqua naturale, refrigerata e, a seconda del modello, anche frizzante, adattandosi alle abitudini delle persone e alle caratteristiche dell’ambiente professionale. Il punto di erogazione può essere installato nelle aree break, negli spazi comuni, nelle sale d’attesa o nei reparti con maggiore affluenza. Il principale vantaggio è la continuità del servizio. L’azienda non deve più preoccuparsi delle scorte o delle consegne periodiche e può contare su una disponibilità costante, proporzionata alle reali esigenze quotidiane. Per uffici, sedi operative e attività aperte al pubblico, scegliere distributori d’acqua per uffici e aziende significa quindi semplificare la gestione, migliorare l’ordine degli spazi e offrire un servizio più pratico a dipendenti, collaboratori e visitatori. La tecnologia, tuttavia, deve essere accompagnata da una corretta configurazione dell’impianto, da sistemi di filtrazione adeguati e da interventi periodici di controllo. Solo in questo modo il distributore può diventare una soluzione realmente affidabile, efficiente e integrata nell’organizzazione aziendale. Una scelta coerente con sostenibilità e immagine aziendale Ridurre l’utilizzo di bottiglie monouso significa intervenire su uno degli aspetti più visibili della gestione quotidiana degli uffici. Un distributore collegato alla rete consente di limitare la presenza di imballaggi, diminuire i volumi destinati alla raccolta differenziata e ridurre la necessità di trasporto legata ai rifornimenti periodici. La sostenibilità, però, non riguarda soltanto la diminuzione della plastica. Significa anche adottare un sistema più ordinato, razionale e coerente con le reali esigenze dell’azienda. In questo senso, la scelta di una soluzione a rete può diventare parte di un percorso più ampio dedicato alla riduzione degli sprechi e al miglioramento dei processi interni. Anche l’immagine aziendale ne beneficia. Clienti, fornitori e collaboratori percepiscono immediatamente l’attenzione riservata agli ambienti, ai servizi e alla qualità dell’accoglienza. Un punto acqua ben integrato negli spazi comunica cura, modernità e responsabilità, senza bisogno di messaggi espliciti. Per le imprese che investono in politiche ambientali, welfare e responsabilità sociale, la gestione dell’acqua può quindi rappresentare un intervento concreto e facilmente riconoscibile. Non una scelta puramente simbolica, ma un servizio capace di unire funzionalità, comfort e attenzione all’ambiente. Non basta scegliere il distributore: conta anche il servizio La scelta del distributore rappresenta soltanto una parte del percorso. Per garantire un servizio realmente affidabile nel tempo sono fondamentali anche consulenza iniziale, installazione professionale, manutenzione programmata e assistenza tecnica. Ogni ambiente di lavoro presenta caratteristiche differenti. Il numero di utenti, la frequenza di... - Published: 2026-07-15 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/la-notte-delle-hit-2026-allinalpi-arena-torino-canta-i-successi-degli-anni-80-90-e-2000.html - Categorie: Eventi La musica che ha accompagnato diverse generazioni è pronta a tornare protagonista a Torino. Suzuki Jukebox – La Notte delle Hit sarà all’Inalpi Arena venerdì 11 e sabato 12 settembre 2026 con due serate dedicate ai grandi successi degli anni ’80, ’90 e 2000. Sul palco si alterneranno numerosi artisti italiani e internazionali, riuniti in un programma che attraversa generi ed epoche differenti. A condurre entrambi gli appuntamenti sarà Antonella Clerici, affiancata dalla partecipazione di Clementino. Il cast, inoltre, non è ancora definitivo: nelle prossime settimane potrebbero essere annunciati altri ospiti. La Notte delle Hit torna all’Inalpi Arena Dopo il successo della precedente edizione, l’evento prodotto da A1 Pictures torna nel capoluogo piemontese con una formula costruita intorno alle canzoni più conosciute degli ultimi decenni. Il pubblico potrà ascoltare dal vivo brani entrati nella memoria collettiva e riscoprire voci che hanno segnato differenti momenti della musica italiana e internazionale. L’appuntamento non si limiterà a celebrare una singola epoca. La scaletta sarà infatti composta da successi degli anni ’80, ’90 e 2000, con artisti molto diversi tra loro. Proprio questa varietà rappresenta uno degli elementi principali della manifestazione: sullo stesso palco troveranno spazio il pop, la musica d’autore e altri repertori capaci di richiamare pubblici di età differenti. Antonella Clerici avrà il compito di guidare le due serate, mentre Clementino accompagnerà il racconto musicale con la sua partecipazione. L’Inalpi Arena diventerà così il punto d’incontro tra interpreti, canzoni e ricordi appartenenti a più generazioni. Gli artisti in programma venerdì 11 settembre La prima serata proporrà una formazione particolarmente ricca. Venerdì 11 settembre saliranno sul palco Cristina D’Avena, Nek, Irene Grandi, Loredana Bertè e Patty Pravo, insieme ad altri nomi conosciuti dal grande pubblico. Il programma comprende anche Drupi, DSL*Dire Straits Legacy, Lou Bega, Filippo Graziani, Nino Buonocore, Neri per Caso e Sugarfree. Si tratta di un insieme di artisti provenienti da percorsi musicali differenti, accomunati dalla presenza di brani diventati riconoscibili fin dalle prime note. La serata permetterà quindi di passare dalla musica italiana ai successi internazionali, alternando interpreti legati a periodi diversi. Le canzoni per ragazzi di Cristina D’Avena incontreranno il repertorio di cantanti come Nek e Irene Grandi, mentre le carriere di Patty Pravo e Loredana Bertè offriranno un collegamento con alcune delle stagioni più importanti della musica italiana. Anche la presenza di Lou Bega e DSL*Dire Straits Legacy contribuirà alla dimensione internazionale dell’appuntamento. Il risultato sarà una lunga successione di hit, senza concentrarsi su un unico stile o su una sola generazione. Il cast della seconda serata Sabato 12 settembre sarà la volta di una nuova formazione. All’Inalpi Arena sono attesi Anna Oxa, Mario Biondi, Spagna, Sabrina Salerno e Paul Young, protagonisti di repertori molto diversi ma ugualmente legati alla storia della musica popolare. Con loro ci saranno Erminio Sinni, Alberto Bertoli, Gaetano Curreri e gli Stadio, Luca Dirisio, Gazebo e Toploader. Anche in questo caso il programma unirà artisti italiani e internazionali, creando un percorso attraverso canzoni che hanno ottenuto grande popolarità in periodi differenti. La seconda serata completerà il viaggio musicale iniziato il venerdì. Il pubblico potrà ritrovare interpreti associati agli anni ’80 accanto a protagonisti affermatisi nei decenni successivi. Ogni esibizione contribuirà a ricostruire una parte di quella memoria musicale condivisa che rappresenta il tema centrale dell’intero evento. Il cast di Suzuki Jukebox – La Notte delle Hit è ancora in fase di definizione. L’elenco degli artisti potrebbe dunque ampliarsi con nuovi annunci, destinati ad arricchire ulteriormente entrambe le serate torinesi. Biglietti scontati con la Summer Sale In vista dell’appuntamento di settembre è stata attivata una promozione stagionale. La Summer Sale prevede uno sconto del 30% sui biglietti, acquistabili tramite Ticketone e nei punti vendita autorizzati. È prevista anche una promozione dedicata a chi desidera assistere a entrambe le date. Il pubblico interessato all’intero programma può infatti scegliere l’abbonamento per le due serate, proposto con uno sconto speciale. La doppia data consente di seguire due cast differenti e di ascoltare un numero ancora più ampio di successi. Venerdì e sabato avranno formazioni separate, mentre Antonella Clerici e Clementino resteranno i punti di riferimento dell’intero appuntamento. L’11 e il 12 settembre 2026 Torino tornerà dunque a riempirsi delle melodie che hanno accompagnato più generazioni. Tra artisti italiani, ospiti internazionali e nuove presenze ancora da annunciare, La Notte delle Hit si prepara a riportare all’Inalpi Arena alcune delle canzoni più amate degli ultimi decenni. - Published: 2026-07-15 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/cinque-laghi-del-piemonte-sotto-osservazione-i-risultati-delle-analisi.html - Categorie: News La situazione delle acque nei principali laghi del Piemonte continua a richiedere attenzione. Ciò che deriva dalla campagna Goletta dei Laghi 2026, presentata da Legambiente nel corso della nuova edizione del Forum Acque, restituisce un quadro poco rassicurante. Su 23 punti esaminati in cinque bacini regionali, il 65% è risultato fuori dai limiti previsti dalla legge per quanto riguarda le analisi microbiologiche. Il monitoraggio ha interessato il Lago Maggiore, limitatamente alla sponda piemontese, il Lago d’Orta, i due laghi di Avigliana e il Lago di Viverone. Proprio quest’ultimo rappresenta l’unica eccezione completamente positiva, mentre negli altri bacini sono state individuate criticità di diversa intensità. Fuori norma quasi due punti campionati su tre Il dato complessivo è quello che colpisce maggiormente: quasi due punti su tre non rispettano i limiti di legge. In alcuni casi le analisi hanno rilevato situazioni classificate come fortemente inquinate, confermando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla qualità delle acque e sulle possibili conseguenze per gli ecosistemi lacustri. Alla questione microbiologica si aggiunge quella dei contaminanti persistenti, tra cui i PFAS. Si tratta di sostanze chimiche di origine industriale considerate una delle principali criticità per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. La loro presenza e la loro persistenza rendono ancora più complessa la gestione dei bacini, già sottoposti a pressioni legate alle attività presenti lungo le rive e nei territori attraversati dagli affluenti. I risultati della campagna non riguardano quindi una singola località, ma delineano un problema diffuso. Le condizioni cambiano da un lago all’altro e persino tra punti differenti dello stesso bacino, con aree conformi ai parametri e altre dove vengono registrati valori oltre i limiti. Lago Maggiore, otto punti su dieci fuori norma La situazione più difficile è stata rilevata lungo la sponda piemontese del Lago Maggiore. Degli otto punti risultati fuori norma su dieci controllati, cinque sono stati classificati come fortemente inquinati. Tra le zone considerate più critiche figurano lo sfioratore di Stresa, la foce del Vevera e il fosso Arlasca. Il risultato mostra quanto possano essere sensibili le aree vicine alle foci dei corsi d’acqua e agli scarichi. Sono infatti questi punti a raccogliere ciò che arriva dai territori circostanti, diventando luoghi particolarmente importanti per comprendere lo stato complessivo del bacino. Anche il Lago d’Orta presenta diverse difficoltà. Tre dei cinque punti sottoposti alle analisi hanno superato i limiti stabiliti dalla normativa. Una delle situazioni più problematiche è stata individuata alla foce del torrente Pescone, dove il monitoraggio ha segnalato valori non conformi. I dati dei due laghi confermano che la qualità dell’acqua non può essere valutata attraverso un’unica analisi generale. Ogni foce, canale o tratto di riva può mostrare condizioni differenti e richiede quindi controlli mirati e ripetuti. La situazione nei laghi di Avigliana Il monitoraggio ha coinvolto anche il Lago Piccolo e il Lago Grande di Avigliana. Nel Lago Piccolo, la foce del rio Grosso è risultata fortemente inquinata. Nel Lago Grande, invece, è stato osservato un netto peggioramento nella zona di fronte a Baia Grande. Questi risultati si affiancano però a un riconoscimento positivo. Il Comune di Avigliana, per il Lago Grande, ha ricevuto le 5 Vele di Legambiente e Touring Club grazie alle politiche adottate nel campo della sostenibilità ambientale. Lo stesso riconoscimento è stato assegnato a Cannero Riviera, sul Lago Maggiore. Non si tratta di una contraddizione. Le analisi microbiologiche fotografano le condizioni rilevate in punti precisi, mentre le 5 Vele valutano un insieme più ampio di politiche e iniziative dedicate alla sostenibilità. I riconoscimenti dimostrano dunque l’impegno delle amministrazioni, mentre i risultati dei campionamenti indicano gli aspetti sui quali è ancora necessario intervenire. Il Lago di Viverone è l’unica eccezione positiva In uno scenario caratterizzato da numerosi superamenti dei limiti, arriva una buona notizia dal Lago di Viverone. Tutti i punti analizzati sono risultati a norma e il monitoraggio ha evidenziato un miglioramento significativo nei canali di Strada Cocuello e Masseria-Venaria. Il caso di Viverone rappresenta l’unico risultato interamente positivo tra i cinque bacini regionali esaminati. Il miglioramento registrato in alcune aree mostra quanto sia importante seguire nel tempo l’evoluzione della qualità delle acque, verificando gli effetti delle attività svolte sul territorio. Il quadro emerso da Goletta dei Laghi 2026 resta comunque preoccupante. Quindici punti su 23 risultano fuori dai limiti microbiologici, con il Lago Maggiore in particolare difficoltà e diverse criticità concentrate presso foci, rii e canali. I controlli permettono di individuare con precisione le zone più problematiche e offrono indicazioni utili per orientare le future azioni di tutela dei laghi piemontesi. - Published: 2026-07-15 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/unestate-al-museo-per-gli-over-70-liniziativa-gratuita-del-mauto-di-torino.html - Categorie: Eventi Un museo climatizzato, automobili che hanno fatto la storia e una guida pronta ad accompagnare i visitatori lungo il percorso espositivo. È la proposta estiva del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, che dedica tre appuntamenti agli over 70. L’iniziativa offre la possibilità di trascorrere un’ora in un ambiente fresco e accogliente, trasformando una mattinata estiva in un’occasione per stare insieme e conoscere più da vicino l’evoluzione dell’automobile. Tre appuntamenti tra luglio e agosto Il programma di “Estate al MAUTO” comprende tre visite guidate, previste il 15 luglio, il 29 luglio e il 26 agosto. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno al mattino, dalle 10 alle 11, una fascia oraria scelta per consentire ai partecipanti di vivere il museo con tranquillità. L’iniziativa è stata pensata per gli over 70 e unisce diversi aspetti. Da una parte permette di evitare le temperature elevate delle ore centrali della giornata, grazie agli spazi climatizzati del museo. Dall’altra offre un’attività culturale accessibile, durante la quale è possibile incontrare altre persone e condividere curiosità e ricordi legati alle automobili. Per molti visitatori, infatti, alcuni dei veicoli esposti possono richiamare momenti della propria vita. Un modello osservato lungo il percorso potrebbe ricordare la prima automobile di famiglia, un viaggio oppure un periodo particolare della storia italiana. La visita diventa così un’esperienza personale, oltre che un modo per conoscere l’evoluzione della mobilità. Un viaggio attraverso oltre un secolo di automobile Durante gli appuntamenti, le guide del MAUTO accompagneranno i partecipanti alla scoperta della collezione permanente. Il percorso racconta più di un secolo di storia dell’automobile attraverso modelli iconici, prototipi e vetture che hanno segnato diverse fasi dello sviluppo della mobilità. Non si tratta quindi di una semplice passeggiata tra automobili esposte. La presenza di una guida permette di comprendere meglio il significato dei veicoli, osservare particolari che potrebbero sfuggire durante una visita individuale e collegare ogni modello al periodo nel quale è stato progettato e utilizzato. Le automobili possono raccontare molto dei cambiamenti avvenuti nella società. Forme, dimensioni e soluzioni tecniche mostrano come siano mutate le esigenze delle persone e il modo di spostarsi. Anche i prototipi contribuiscono a rendere il percorso interessante, perché rappresentano idee, esperimenti e possibili direzioni immaginate per il futuro della mobilità. La formula della visita guidata rende l’esperienza adatta anche a chi non possiede conoscenze specifiche nel settore automobilistico. Le spiegazioni consentono di seguire un filo narrativo e di avvicinarsi alla collezione in maniera semplice e coinvolgente. Biglietto a 3 euro e visita guidata gratuita Per partecipare all’iniziativa, gli over 70 possono acquistare il biglietto d’ingresso al prezzo di 3 euro. La visita guidata, invece, è completamente gratuita. In questo modo il pubblico interessato può accedere al museo e prendere parte all’attività sostenendo una spesa contenuta. La prenotazione può essere effettuata telefonicamente. È prevista anche la possibilità di rivolgersi direttamente alla biglietteria del MAUTO nel giorno scelto. In questo secondo caso, l’accesso alla visita dipenderà dalla disponibilità residua, poiché la partecipazione sarà consentita fino all’esaurimento dei posti. Chi desidera assicurarsi la presenza può quindi valutare la prenotazione anticipata, soprattutto considerando che gli appuntamenti in calendario sono soltanto tre. Tutte le visite avranno la durata di un’ora e manterranno il medesimo orario, dalle 10 alle 11. Cultura e socialità in un ambiente fresco “Estate al MAUTO” rientra tra le proposte pensate per offrire agli anziani un luogo fresco e accogliente durante il periodo estivo. Le giornate caratterizzate dalle alte temperature possono rendere più difficile organizzare attività all’aperto, soprattutto per le persone più avanti con gli anni. Gli spazi climatizzati del museo rappresentano perciò un’alternativa piacevole. L’iniziativa mette al centro anche la socialità. Partecipare a una visita insieme ad altre persone significa poter commentare ciò che si osserva, confrontare ricordi e vivere un’esperienza condivisa. La cultura diventa così uno strumento per uscire di casa, mantenersi attivi e trascorrere il tempo in compagnia. Il MAUTO propone dunque un modo diverso di vivere una mattinata estiva a Torino. Tra automobili storiche, modelli simbolici e prototipi, gli over 70 potranno percorrere oltre cento anni di trasformazioni senza rinunciare al comfort. Con tre date disponibili e una visita guidata gratuita, il museo apre le proprie porte a chi desidera trovare refrigerio e, nello stesso tempo, lasciarsi accompagnare nella storia dell’automobile. - Published: 2026-07-15 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/economia/tari-2026-a-torino-tariffe-invariate-sconti-isee-fino-al-50.html - Categorie: Economia Nessun aumento della Tari per i cittadini e le imprese di Torino. Le tariffe della tassa sui rifiuti resteranno invariate nel 2026, mentre verrà rafforzato il sistema di agevolazioni destinato alle famiglie in difficoltà economica. La principale novità riguarda proprio gli sconti calcolati in base all’Isee: aumentano le percentuali di riduzione e si allarga la platea delle persone che potranno beneficiarne. Il provvedimento approvato dalla Giunta comunale conferma inoltre alcuni aiuti rivolti alle attività economiche, agli enti del Terzo Settore e alle realtà impegnate nel recupero delle eccedenze alimentari. Tari 2026, le tariffe restano ferme a Torino Per il 2026 la Città ha scelto di non modificare le tariffe della tassa sui rifiuti. Gli importi resteranno quindi sostanzialmente allineati a quelli dell’anno precedente, senza un aumento generalizzato per le utenze domestiche e non domestiche. La decisione permette di garantire la copertura dei costi legati alla raccolta e alla gestione dei rifiuti urbani senza caricare cittadini e imprese di ulteriori rincari. Accanto alla conferma delle tariffe, il Comune ha deciso di potenziare gli strumenti di sostegno economico. Le agevolazioni seguiranno un criterio progressivo: le riduzioni maggiori saranno riconosciute ai nuclei familiari con la situazione economica più fragile. Allo stesso tempo, l’innalzamento della soglia massima consentirà di raggiungere anche una parte delle famiglie con redditi medi. Le quattro fasce Isee e gli sconti previsti Nel 2026 saranno previste quattro fasce Isee, ciascuna associata a una diversa percentuale di riduzione della Tari. Lo sconto più elevato, pari al 50%, sarà riservato alle famiglie con un Isee fino a 10. 000 euro. Per i nuclei con un indicatore compreso tra 10. 001 e 15. 000 euro, la riduzione sarà del 45%. Lo sconto scenderà al 30% per la fascia tra 15. 001 e 22. 000 euro, mentre chi possiede un Isee compreso tra 22. 001 e 30. 000 euro potrà ottenere una diminuzione del 20%. La soglia per accedere alle agevolazioni arriva quindi a 30. 000 euro. In questo modo il beneficio non sarà più limitato esclusivamente alle situazioni di maggiore povertà, ma potrà interessare anche famiglie che, pur disponendo di un reddito, devono affrontare spese elevate e difficoltà nella gestione del bilancio domestico. Cresce anche la riduzione massima, che raggiunge il 50%. La struttura a quattro fasce dovrebbe rendere il sistema più proporzionato, evitando differenze troppo nette tra nuclei con condizioni economiche simili. Come richiedere l’agevolazione sulla Tari Lo sconto legato all’Isee non verrà riconosciuto indistintamente a tutti i contribuenti. Per usufruire della riduzione sarà necessario presentare una domanda specifica, accompagnata da un’attestazione Isee valida. Il termine indicato per l’invio della richiesta è il 30 settembre 2026. L’agevolazione sarà successivamente applicata in occasione del saldo della tassa. Per questo motivo, gli importi indicati nelle prime rate potrebbero non mostrare ancora la riduzione spettante. Resta confermata la possibilità di suddividere il pagamento della Tari in cinque rate annuali, vale a dire quattro versamenti in acconto e un saldo finale, per gli importi superiori a 30 euro. La rateizzazione permette di distribuire la spesa nel corso dell’anno, rendendola più semplice da sostenere. È importante controllare la validità dell’Isee e rispettare i termini stabiliti. La mancata presentazione della domanda entro la scadenza può infatti impedire l’applicazione dello sconto, anche quando il valore dell’indicatore economico rientra in una delle fasce agevolate. Gli aiuti per attività economiche e Terzo Settore Il sistema di agevolazioni non riguarda soltanto le famiglie. Nel 2026 resteranno attivi gli aiuti destinati alle attività commerciali e artigianali situate nelle zone interessate da cantieri stradali di lunga durata. Le aree coinvolte e le percentuali di riduzione saranno definite successivamente sulla base delle verifiche effettuate dagli uffici comunali. Sono confermati anche gli incentivi per le attività che donano le eccedenze alimentari a fini sociali. La misura punta a ridurre gli sprechi e, nello stesso tempo, a sostenere le organizzazioni che distribuiscono alimenti alle persone in difficoltà. Per gli enti del Terzo Settore viene mantenuto uno sconto del 30% sulla Tari. L’agevolazione interessa organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e cooperative sociali iscritte al Registro unico nazionale del Terzo Settore. La riduzione viene estesa anche agli enti presenti nella sezione “Altri Enti del Terzo Settore”, a condizione che svolgano prevalentemente attività sociali, sociosanitarie oppure servizi di assistenza alle persone con disabilità. Dal 2027 un incentivo per il compostaggio di comunità Tra le misure annunciate compare infine un incentivo rivolto ai cittadini che aderiranno ai progetti di compostaggio di comunità. La novità entrerà in vigore dal 2027 e prevederà una riduzione della parte variabile della Tari. Il beneficio sarà destinato alle famiglie che parteciperanno formalmente ai programmi di gestione condivisa dei rifiuti organici negli orti urbani. L’obiettivo è premiare i comportamenti virtuosi e diminuire la quantità di materiale organico conferito nel sistema ordinario di raccolta. - Published: 2026-07-14 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/estate-sorriso-e-faccette-dentali-i-dottori-salzano-e-tirone-richiamano-alla-responsabilita-clinica-contro-le-scorciatoie-del-low-cost.html - Categorie: News Dalla progettazione digitale all’intelligenza artificiale, la Clinica Salzano Tirone pone l’attenzione su diagnosi, armonia del volto e responsabilità clinica, il sorriso richiede valutazione medica, pianificazione personalizzata e competenze specialistiche per raggiungere risultati estetici e funzionali duraturi. Cuneo 13 luglio 2026 - Con l’arrivo dell’estate, il sorriso torna al centro della vita sociale. Viaggi, eventi, fotografie, incontri, presenza sui social e desiderio di sentirsi più sicuri nella propria immagine rendono l’estetica dentale uno dei temi più ricercati da chi desidera migliorare il proprio aspetto senza alterare la naturalezza del volto. Tra i trattamenti più richiesti ci sono le faccette dentali in ceramica, sottili rivestimenti applicati sulla superficie dei denti per correggere imperfezioni di forma, colore, proporzione o piccoli spazi, con un approccio che, nelle mani giuste, può essere conservativo, preciso e rispettoso della struttura naturale del dente. La Clinica Salzano Tirone invita però a fare una riflessione importante, perchè le faccette dentali non possono essere considerate una scorciatoia estetica, né una soluzione standardizzata da scegliere solo in base al prezzo. Il sorriso è una parte identitaria del volto, accompagna il modo di parlare, di esprimersi, di relazionarsi. Per questo la sua progettazione richiede diagnosi, esperienza clinica, competenza odontotecnica, qualità dei materiali e una valutazione personalizzata che tenga conto dell’età, della mimica, della fonetica, della forma delle labbra, delle proporzioni del viso e della salute orale complessiva. «La richiesta estetica è legittima e sempre più consapevole, ma deve essere guidata da un principio clinico molto chiaro, il miglior sorriso non è quello più bianco o più appariscente, è quello che sembra appartenere da sempre alla persona», spiega il dott. Stefano Salzano. «Le faccette dentali possono offrire risultati di grande valore estetico, ma solo quando sono progettate nel rispetto dei denti naturali, dell’equilibrio del volto e della reale situazione biologica del paziente» aggiunge il dott. Federico Tirone. La moderna odontoiatria estetica ha cambiato profondamente il modo di affrontare questi trattamenti, le impronte tradizionali, spesso percepite come fastidiose dal paziente, sono state progressivamente sostituite da scansioni intraorali ad alta definizione. Le scansioni facciali in 3D consentono al team clinico e odontotecnico di lavorare su dati biometrici completi, mentre il mock-up permette al paziente di vedere e testare il nuovo sorriso direttamente allo specchio, prima di iniziare il trattamento definitivo e senza intaccare i denti naturali. In questo modo la progettazione estetica diventa più chiara, condivisa e coerente con quanto valutato nella fase diagnostica. Sempre più importante anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, tema oggi di grande attenzione nel mondo medico e tecnologico. In odontoiatria estetica l’AI può contribuire alla simulazione del sorriso, partendo da una fotografia statica e trasformando la previsione in un video dinamico, così da mostrare al paziente come il nuovo sorriso potrebbe dialogare con il movimento del volto e delle labbra. È un’evoluzione interessante, soprattutto perché consente di rendere più chiara la fase di progettazione e di migliorare il dialogo tra medico e paziente. Allo stesso tempo, Salzano e Tirone sottolineano che l’intelligenza artificiale resta uno strumento di supporto che non può sostituire la diagnosi clinica, la valutazione biologica, l’esperienza del professionista e il lavoro dell’odontotecnico specializzato. «L’AI è uno strumento che opera su indicazione del clinico esperto, non è autonoma e, senza input corretti, può generare risultati fuorvianti. Le informazioni devono essere fornite e interpretate dal medico, che guida ogni fase del processo», sottolinea il Dott. Tirone. «Una simulazione può essere affascinante, ma deve essere validata da chi sa leggere la bocca, i tessuti, lo smalto, l’occlusione, la funzione e la fattibilità reale del trattamento. La tecnologia è preziosa quando è nelle mani di un professionista esperto» insiste il dott. Salzano. Proprio questa distinzione diventa centrale davanti alla crescita dei pacchetti estetici low cost, spesso promossi anche all’estero con formule rapide, immagini seducenti e promesse di trasformazioni immediate. Il problema è l’idea che un trattamento odontoiatrico possa essere ridotto a un acquisto impulsivo, svincolato dalla diagnosi preliminare, dalla qualità dei materiali, dalla personalizzazione e dal follow-up. Nelle faccette dentali, ogni dettaglio conta, la preparazione del dente, la scelta della ceramica, la traslucenza, il colore, la forma, la cementazione, la gestione dei margini, la possibilità di mantenere una corretta igiene e l’uso normale del filo interdentale. La cementazione rappresenta uno dei passaggi più delicati. Il legame tra ceramica e smalto, ottenuto attraverso cementi compositi e protocolli adesivi precisi, consente alla faccetta di integrarsi con il dente come un corpo unico. Una procedura eseguita in modo scorretto può compromettere durata e stabilità, fino al distacco delle faccette, rendendo evidente un lavoro mal eseguito, spesso riconducibile a trattamenti low cost eseguiti all’estero. Allo stesso modo, un progetto estetico troppo standardizzato può produrre sorrisi artificiali, eccessivamente bianchi, poco coerenti con il volto o privi di quella armonia che distingue un intervento ben eseguito da una trasformazione visibilmente costruita. La filosofia clinica della Clinica Salzano Tirone si fonda sul principio della massima estetica con minima invasività. Nei casi favorevoli, l’approccio può essere additivo, il dente naturale non viene toccato e la ceramica viene applicata per migliorare forma, proporzioni o piccoli spazi. In situazioni più complesse, quando occorre correggere discromie marcate o specifiche posizioni dentali, può essere necessaria una preparazione minima e mirata dello smalto, sempre orientata alla conservazione della struttura naturale e della vitalità del dente. La differenza tra un trattamento responsabile e uno puramente commerciale si misura proprio nella capacità di scegliere ciò che serve davvero al paziente, evitando soluzioni eccessive o inutilmente aggressive. «La bellezza del sorriso non deve cancellare la storia del volto ma deve valorizzarla», aggiunge il dott. Stefano Salzano. «Un risultato elegante è quello che non tradisce l’identità della persona e proprio per questo preferiamo parlare di progettazione del sorriso e non di semplice correzione estetica» conclude il dott. Federico Tirone. In estate, la stagione in cui l’immagine personale diventa più esposta, tra luce naturale, fotografie, vacanze e socialità, il desiderio di migliorare il sorriso può essere comprensibile ma la differenza la fa il modo in cui questo desiderio viene accompagnato. Un percorso serio parte dall’ascolto, passa dalla diagnosi, utilizza tecnologie... - Published: 2026-07-14 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/festa-patronale-di-collegno-il-20-luglio-chiudono-cup-e-centri-prelievo.html - Categorie: News La festa patronale di Collegno porterà alcune variazioni nell’organizzazione dei servizi sanitari dell’ASL TO3. Lunedì 20 luglio 2026 numerose strutture resteranno chiuse e le sospensioni interesseranno un territorio molto più ampio rispetto a quello della sola città di Collegno. Il provvedimento coinvolgerà quattro distretti e complessivamente 62 comuni. A fermarsi per la giornata festiva saranno i CUP, i centri prelievo e i servizi specialistici ambulatoriali, compresi quelli ospedalieri. Continueranno invece a essere garantite l’assistenza per le emergenze e la continuità assistenziale. Quali servizi sanitari resteranno chiusi il 20 luglio La festa patronale di Collegno viene celebrata il lunedì successivo alla terza domenica di luglio. Nel 2026 la ricorrenza cadrà il 20 luglio e comporterà l’applicazione dell’organizzazione prevista normalmente nei giorni festivi. La chiusura riguarderà innanzitutto i Centri unici di prenotazione, conosciuti come CUP. Non saranno operativi neppure i centri prelievo e i servizi specialistici ambulatoriali presenti nelle strutture territoriali interessate. La sospensione comprenderà anche le attività specialistiche ambulatoriali svolte all’interno degli ospedali. Questo passaggio non deve però essere confuso con una chiusura completa delle strutture ospedaliere: i servizi destinati alle emergenze e alle urgenze continueranno infatti a funzionare. Le variazioni non saranno limitate a Collegno. La festività avrà effetti sui servizi sanitari appartenenti ai distretti dell’Area Metropolitana Nord, dell’Area Metropolitana Centro, dell’Area Metropolitana Sud e della Val Susa-Val Sangone. Chiusure nell’Area Metropolitana Nord e Centro Nel Distretto Area Metropolitana Nord saranno interessati otto comuni. Le variazioni riguarderanno Druento, Givoletto, Alpignano, Pianezza, La Cassa, Val della Torre, San Gillio e Venaria Reale. Nel Distretto Area Metropolitana Centro, invece, i servizi resteranno chiusi in cinque comuni: Collegno, Rivoli, Rosta, Grugliasco e Villarbasse. In entrambe le aree non saranno quindi disponibili, per l’intera giornata festiva, le attività ordinarie indicate dall’ASL TO3. La decisione avrà conseguenze su prenotazioni, prelievi e prestazioni specialistiche ambulatoriali. Chi aveva programmato di rivolgersi a uno di questi servizi lunedì 20 luglio dovrà tenere conto della sospensione prevista per la festa patronale. La presenza di più comuni nell’elenco dipende dall’organizzazione territoriale dell’azienda sanitaria. Per questo motivo la ricorrenza celebrata a Collegno determinerà una modifica dei servizi anche in località vicine appartenenti ai distretti coinvolti. I comuni interessati a sud e in Val Susa-Val Sangone Il provvedimento comprenderà anche il Distretto Area Metropolitana Sud, formato in questo caso da sei comuni. Le chiusure interesseranno Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino e Volvera. Ancora più estesa sarà l’area coinvolta nel Distretto Val Susa-Val Sangone, dove le variazioni riguarderanno 43 comuni. In tutti questi comuni la giornata sarà gestita secondo le modalità previste per le festività. Rimarranno dunque chiuse le attività ordinarie coinvolte nel provvedimento, comprese quelle ambulatoriali specialistiche eventualmente ospitate nelle strutture ospedaliere. Emergenze e continuità assistenziale sempre garantite Nonostante la sospensione di numerose attività, i servizi di emergenza-urgenza resteranno regolarmente disponibili. Le persone che avranno bisogno di assistenza urgente potranno quindi continuare a rivolgersi alle strutture preposte. Sarà attiva anche la continuità assistenziale, il servizio precedentemente conosciuto come guardia medica. Il suo funzionamento seguirà l’organizzazione normalmente applicata durante le giornate festive. La distinzione tra servizi sospesi e attività garantite è importante. Lunedì 20 luglio non saranno disponibili CUP, centri prelievo e prestazioni specialistiche ambulatoriali nei comuni coinvolti, mentre non subirà interruzioni la rete destinata alle necessità sanitarie urgenti. Le normali attività riprenderanno dopo la giornata dedicata alla festa patronale. La comunicazione anticipata delle chiusure permette agli utenti dei quattro distretti interessati di conoscere le variazioni previste e di tenere conto della festività nell’organizzazione di prelievi, prenotazioni e visite ambulatoriali. - Published: 2026-07-14 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/gtt-arriva-nei-quartieri-di-torino-partono-gli-infopoint-itineranti.html - Categorie: News GTT porta i propri servizi più vicino ai cittadini di Torino. Da martedì 14 luglio prende il via una nuova fase sperimentale che prevede l’apertura di infopoint itineranti all’interno delle sedi circoscrizionali. L’iniziativa coinvolgerà inizialmente le Circoscrizioni 3, 4, 6, 7 e 8, dove gli utenti potranno effettuare numerose operazioni senza raggiungere i tradizionali Centri di Servizio al Cliente. Gli sportelli saranno disponibili ogni quindici giorni e consentiranno di ricevere assistenza su tessere, abbonamenti, permessi e strumenti digitali. Il progetto punta così a rendere più semplice il rapporto tra l’azienda di trasporto pubblico e le persone che vivono nei diversi quartieri della città. Il servizio GTT arriva nelle Circoscrizioni di Torino La sperimentazione parte da cinque zone della città. Gli operatori GTT saranno presenti nelle sedi delle Circoscrizioni 3, 4, 6, 7 e 8, seguendo un calendario di appuntamenti con cadenza quindicinale. Gli sportelli resteranno aperti dalle 8. 30 alle 15. 30, offrendo ai cittadini un’intera giornata per richiedere informazioni oppure completare le pratiche disponibili. La novità permette di trovare un punto di assistenza direttamente nel proprio territorio. Fino a questo momento, infatti, le principali operazioni allo sportello venivano svolte soprattutto nei Centri di Servizio al Cliente di Porta Nuova e di corso Francia 6. Con gli infopoint itineranti, una parte degli utenti potrà rivolgersi alla sede circoscrizionale coinvolta dal progetto. La presenza ogni quindici giorni richiederà di controllare in anticipo il calendario previsto per ciascuna Circoscrizione. Non si tratta quindi di sportelli aperti quotidianamente, ma di appuntamenti periodici distribuiti nei quartieri interessati dalla prima fase. Quali operazioni si potranno effettuare agli infopoint I nuovi desk offriranno gran parte delle prestazioni già disponibili nei principali centri di assistenza GTT. Presso gli infopoint sarà possibile richiedere il rilascio oppure il rinnovo delle tessere BIP, utilizzate per caricare gli abbonamenti e accedere ai servizi di trasporto pubblico. Gli operatori potranno occuparsi anche della sottoscrizione di un nuovo abbonamento o del rinnovo di quello già posseduto. La possibilità di completare queste pratiche nel proprio quartiere può risultare particolarmente utile per chi deve aggiornare periodicamente il titolo di viaggio e preferisce ricevere assistenza di persona. Il servizio non sarà limitato agli autobus, ai tram e alla metropolitana. Agli sportelli si potrà richiedere anche il rilascio dei permessi di sosta e dei permessi per l’accesso alla ZTL. Gli infopoint riuniranno così diverse operazioni legate alla mobilità cittadina. Sarà inoltre possibile acquistare titoli di viaggio. Per queste operazioni verranno accettati esclusivamente pagamenti elettronici attraverso carte, bancomat e Satispay. Prima di raggiungere il desk sarà quindi necessario assicurarsi di avere a disposizione uno dei metodi di pagamento indicati, poiché non sarà possibile utilizzare il denaro contante. Assistenza per le applicazioni e i servizi digitali Una parte importante dell’attività sarà dedicata agli strumenti digitali messi a disposizione da GTT. Gli operatori presenti nelle Circoscrizioni forniranno supporto per l’utilizzo delle applicazioni e dei servizi online dell’azienda. La presenza di una persona allo sportello potrà aiutare gli utenti che incontrano difficoltà durante l’accesso o che hanno bisogno di comprendere meglio il funzionamento delle piattaforme. L’assistenza digitale entrerà quindi a far parte delle prestazioni offerte dagli infopoint insieme alle pratiche tradizionali. Il nuovo modello unisce il contatto diretto con gli operatori alle opportunità messe a disposizione dalla tecnologia. I cittadini potranno risolvere una necessità immediata e, allo stesso tempo, ricevere indicazioni utili per utilizzare autonomamente alcuni servizi in futuro. Una sperimentazione destinata ad allargarsi Per il momento il progetto riguarda cinque Circoscrizioni, ma l’obiettivo è estenderlo progressivamente al resto di Torino. L’ampliamento avverrà in base al completamento dei locali necessari nelle altre sedi circoscrizionali. La partenza nelle Circoscrizioni 3, 4, 6, 7 e 8 rappresenta dunque una prima fase sperimentale. Gli appuntamenti ogni quindici giorni consentiranno a GTT di portare l’assistenza sul territorio mantenendo attivi i tradizionali Centri di Servizio al Cliente. L’iniziativa modifica il modo in cui l’azienda è presente in città. Gli sportelli non restano concentrati soltanto in poche sedi, ma raggiungono progressivamente i quartieri. Per gli utenti sarà importante verificare il giorno assegnato alla propria Circoscrizione e presentarsi nella fascia oraria compresa tra le 8. 30 e le 15. 30. Tessere BIP, abbonamenti, titoli di viaggio, permessi di sosta, accessi alla ZTL e assistenza digitale saranno quindi disponibili più vicino a casa. Se la sperimentazione procederà secondo il programma, gli infopoint potranno raggiungere successivamente anche le altre zone di Torino. - Published: 2026-07-14 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/referendum-consultivi-comunali-a-torino-potranno-votare-anche-i-ragazzi-dai-16-anni.html - Categorie: News A Torino la partecipazione alla vita pubblica si apre alle nuove generazioni. Il Consiglio comunale ha approvato un cambiamento al regolamento della città che permette anche ai residenti di 16 e 17 anni di votare nei referendum consultivi proposti dal Comune. La decisione riguarda uno specifico strumento di partecipazione locale e non modifica l’età richiesta per votare nelle elezioni politiche, regionali o amministrative. Il provvedimento vuole offrire ai più giovani la possibilità di esprimere la propria opinione sulle questioni che interessano direttamente la comunità. La novità è arrivata con due deliberazioni approvate dalla Sala Rossa nella seduta del 13 luglio 2026. Voto dai 16 anni nei referendum consultivi di Torino Con le nuove regole, le ragazze e i ragazzi residenti a Torino che hanno compiuto 16 anni potranno partecipare ai referendum consultivi comunali. La modifica amplia quindi la platea degli aventi diritto, fino a questo momento composta dai cittadini maggiorenni. I referendum consultivi consentono alla popolazione di pronunciarsi su temi di interesse cittadino. Il loro risultato serve a far conoscere all’amministrazione l’orientamento dei residenti, pur non avendo lo stesso valore vincolante di altre forme di consultazione. L’ingresso dei sedicenni permette così di raccogliere anche il punto di vista di una fascia della popolazione direttamente coinvolta in numerose decisioni pubbliche. Scuola, trasporti, ambiente, impianti sportivi, spazi culturali e luoghi di aggregazione sono alcuni degli ambiti che possono incidere sulla vita quotidiana degli adolescenti. La riforma riconosce che anche chi non ha ancora raggiunto la maggiore età può avere idee, esigenze e proposte utili per la città. Le modifiche approvate dal Consiglio comunale La proposta è stata presentata dal consigliere Simone Fissolo dei Moderati, primo firmatario delle due deliberazioni. L’iniziativa è stata promossa dai gruppi Moderati e DemoS ed è stata condivisa con le Circoscrizioni. La modifica dello Statuto comunale ha ricevuto 34 voti favorevoli e 4 contrari. Il cambiamento apportato al Regolamento comunale numero 297 è stato invece approvato con 33 voti favorevoli e un solo voto contrario. I risultati mostrano un sostegno molto ampio da parte del Consiglio comunale, nonostante la presenza di alcune posizioni contrarie. Il dibattito ha affrontato soprattutto il significato della riforma e il ruolo che i giovani possono avere nella vita democratica locale. Al centro della discussione è stata posta la possibilità di avvicinare gli adolescenti alle istituzioni attraverso un’esperienza concreta di partecipazione. Un passo verso la cittadinanza attiva Secondo Fissolo, l’estensione del voto ai sedicenni può contribuire ad ampliare i diritti di partecipazione e a favorire l’educazione alla cittadinanza attiva. Il provvedimento permette infatti ai giovani di entrare in contatto con il funzionamento degli strumenti democratici prima del raggiungimento della maggiore età. La scelta di Torino non rappresenta un caso isolato. Esperienze simili sono state adottate in altre grandi città italiane, tra le quali Milano e Napoli. Nel capoluogo piemontese, inoltre, erano già stati sperimentati altri strumenti pensati per avvicinare i residenti alle istituzioni, come le interpellanze del cittadino e la possibilità di sottoscrivere petizioni rivolte al Consiglio comunale. Il voto nei referendum consultivi può diventare un’occasione per informarsi, confrontare posizioni differenti e comprendere meglio le conseguenze delle decisioni pubbliche. La partecipazione, però, richiede anche un lavoro di informazione capace di raggiungere i ragazzi nei luoghi e attraverso i canali che frequentano maggiormente. Il messaggio rivolto alle nuove generazioni Al termine del confronto è intervenuta la vicesindaca Michela Favaro, che ha ringraziato i sostenitori della proposta e ha sottolineato il valore dell’iniziativa. Secondo la vicesindaca, il provvedimento rappresenta un segnale importante nei confronti delle nuove generazioni e favorisce una partecipazione più ampia alla vita pubblica. Favaro ha evidenziato il desiderio manifestato dai giovani di essere coinvolti nelle scelte che riguardano la comunità. A suo giudizio, sono spesso gli adulti a non essere ancora pienamente pronti ad accogliere le loro richieste e sollecitazioni. La modifica approvata dalla Sala Rossa attribuisce ai torinesi di 16 e 17 anni uno spazio concreto all’interno degli strumenti di democrazia partecipativa. Perché questa possibilità produca risultati, sarà importante far conoscere le nuove regole e spiegare in maniera chiara come funzionano le consultazioni. Torino compie così un passo verso un modello di partecipazione più aperto. I sedicenni potranno esprimersi sulle questioni comunali attraverso i referendum consultivi, assumendo un ruolo più attivo nel confronto pubblico cittadino. La decisione non riguarda soltanto l’accesso al voto, ma il riconoscimento dei giovani come parte della comunità e come interlocutori delle istituzioni. - Published: 2026-07-14 - Modified: 2026-07-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/emergenza-siccita-in-piemonte-quasi-100-comuni-limitano-luso-dellacqua.html - Categorie: News Il Piemonte affronta una nuova e grave emergenza idrica. Le temperature eccezionalmente alte e la prolungata assenza di piogge stanno riducendo la disponibilità d’acqua nei fiumi, negli invasi e negli acquedotti. Le conseguenze sono ormai visibili sia per la popolazione sia per il settore agricolo. Il 13 luglio la situazione è stata presa in esame nel corso del Tavolo convocato alla Regione dal presidente Alberto Cirio. All’incontro hanno partecipato gli assessori regionali competenti, Arpa Piemonte, Prefetture, Province, gestori idrici, consorzi irrigui e rappresentanti dell’agricoltura. Quasi 100 Comuni piemontesi hanno introdotto restrizioni Circa 100 Comuni del Piemonte hanno già emanato ordinanze per limitare l’impiego dell’acqua potabile. Le disposizioni riguardano soprattutto i consumi considerati non essenziali e interessano in particolare i centri montani e le frazioni maggiormente esposte alla scarsità della risorsa. La situazione è ancora più complessa in una cinquantina di centri abitati, dove vivono complessivamente circa 25 mila persone. In queste località è stato necessario ricorrere anche alle autobotti, utilizzate per mantenere adeguati i livelli degli acquedotti e garantire il rifornimento alla popolazione. L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha invitato i cittadini a utilizzare l’acqua in modo responsabile. In una fase così delicata, infatti, la riduzione degli sprechi può contribuire a contenere la pressione sulle reti idriche, già sottoposte a condizioni particolarmente difficili. La Regione continua a monitorare quotidianamente l’evoluzione della crisi. Alberto Cirio ha spiegato che, in assenza di un miglioramento delle condizioni meteorologiche, il Piemonte è pronto a chiedere lo stato di emergenza nazionale, anche per ottenere i ristori necessari. Piogge in calo e temperature molto superiori alla media I dati presentati da Arpa Piemonte descrivono un quadro preoccupante. Nel mese di giugno le precipitazioni registrate sul bacino del Po si sono fermate a 62 millimetri, con un deficit del 36% rispetto alla media climatica del periodo compreso tra il 1991 e il 2020. A pesare è stato anche il caldo. Giugno ha fatto registrare 3,5 gradi sopra la media. I valori si sono avvicinati al record del 2003. Le alte temperature hanno accelerato l’evapotraspirazione e aumentato lo stress idrico per il terreno, la vegetazione e le coltivazioni. Le risorse di acqua in superficie sono inferiori del 37% se si tiene conto della media del periodo, mentre lungo numerosi corsi d’acqua il deficit supera il 40%. Particolarmente critica è la condizione del fiume Po nell'area di Isola Sant’Antonio. Qui la portata media si è fermata a 62 metri cubi al secondo, un valore più basso del 75% rispetto ai livelli storici. Le previsioni non indicano un rapido miglioramento Secondo le previsioni di Arpa, nelle due settimane successive l’alta pressione dovrebbe continuare a interessare il Nord Italia. Le temperature resteranno superiori alla norma, mentre gli eventuali temporali saranno isolati e probabilmente insufficienti per modificare in maniera significativa la situazione. Per aumentare la disponibilità destinata all’irrigazione, la Regione Piemonte ha avviato un confronto con la Valle d’Aosta e con il Canton Ticino. L’obiettivo è ottenere un maggiore rilascio d’acqua e sostenere le attività agricole nella fase più delicata della stagione. Ogni giornata senza precipitazioni diffuse rende più difficile la gestione delle risorse disponibili. Le istituzioni devono infatti trovare un equilibrio tra l’approvvigionamento per la popolazione e le necessità del comparto agricolo, già alle prese con il rischio di danni pesanti. L’agricoltura teme la perdita dei raccolti La carenza d’acqua potrebbe compromettere mesi di lavoro e investimenti. Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte ha sottolineato che una riduzione drastica o un’interruzione dell’irrigazione, proprio in questa fase, metterebbe a rischio numerose produzioni. L’organizzazione chiede che le priorità nell’impiego dell’acqua vengano stabilite in maniera trasparente e coordinata. La continuità dell’irrigazione viene considerata indispensabile per completare i cicli produttivi e proteggere la filiera agroalimentare piemontese. Un’attenzione specifica è richiesta per la risicoltura. Tra le ipotesi presentate c’è quella di anticipare gli apporti idrici nei mesi più freddi, distribuendo meglio la domanda durante l’anno e favorendo la ricarica delle falde. Secondo Confcooperative, la crisi attuale è collegata al cambiamento climatico, ma viene aggravata da una gestione ancora frammentata della risorsa. Per questo è stata proposta la creazione di un tavolo regionale permanente, attivo durante tutto l’anno e dedicato alla programmazione degli invasi, alla manutenzione delle infrastrutture e al coordinamento dei rilasci. Una strategia stabile per gestire la siccità Tra le misure indicate figurano il recupero dei bacini esistenti, la costruzione di nuovi invasi, gli interventi sulle reti irrigue per ammodernamento e l’utilizzo di tecnologie capaci di ridurre i consumi senza danneggiare le produzioni. Anche la Regione sta lavorando sul piano strutturale. Un gruppo di lavoro controlla costantemente il rischio di perdita dei raccolti, mentre entro la fine di luglio dovrebbe arrivare in Commissione Agricoltura il disegno di legge per la riforma dei consorzi irrigui piemontesi. L’obiettivo è rendere più efficiente e coordinata la gestione dell’acqua destinata ai campi. La siccità, infatti, non può più essere affrontata soltanto quando esplode l’emergenza estiva. Regione e organizzazioni agricole chiedono una programmazione di lungo periodo, capace di preparare il territorio a crisi idriche sempre più frequenti. - Published: 2026-07-13 - Modified: 2026-07-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/gran-ballo-destate-a-torino-ai-giardini-reali-rivive-la-magia-dellottocento.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a compiere un suggestivo viaggio indietro nel tempo. Giovedì 16 luglio 2026 i Giardini Reali ospiteranno il Gran Ballo d’Estate, una serata speciale dedicata alle musiche, alle danze e agli eleganti costumi dell’Ottocento. L’iniziativa, organizzata dai Musei Reali in collaborazione con la Società di Danza Torinese, permetterà al pubblico di immergersi nell’atmosfera delle antiche feste aristocratiche. Per qualche ora, uno dei luoghi più rappresentativi della città cambierà volto. Il Cortile del Duca diventerà una grande sala da ballo all’aperto, mentre danzatori in abiti storici eseguiranno valzer, quadriglie e marce. Gli spettatori non dovranno limitarsi a osservare: chi lo desidera potrà prendere parte alle danze e vivere in prima persona il fascino di un autentico debutto in società. Una festa ottocentesca nel cuore di Torino Il Gran Ballo d’Estate riporterà nei Giardini Reali la grazia e lo stile delle feste di corte del XIX secolo. L’evento inizierà al tramonto, quando Palazzo Reale aprirà eccezionalmente le proprie porte per accogliere il pubblico in una cornice ricca di storia. Il Cortile del Duca sarà illuminato da luci soffuse e allestito per ricordare le grandi sale da ballo del passato. La serata punterà a ricostruire l’atmosfera delle occasioni mondane frequentate dalla nobiltà, durante le quali la musica e la danza rappresentavano il centro della vita sociale. La scelta dei Giardini Reali contribuirà a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente. Gli spazi saranno preparati per richiamare l’aspetto che potevano avere circa due secoli fa. Tra architetture storiche, costumi eleganti e coreografie d’epoca, il pubblico potrà così osservare Palazzo Reale da una prospettiva diversa dal solito. Quaranta danzatori tra valzer, marce e quadriglie I protagonisti dell’appuntamento saranno 40 danzatori in abiti ottocenteschi. Le loro esibizioni seguiranno le coreografie originali del periodo e comprenderanno alcune delle danze più diffuse nelle feste aristocratiche: valzer, quadriglie e marce. Ogni movimento contribuirà a raccontare gli usi e l’eleganza di un’epoca nella quale il ballo seguiva regole precise. Le coppie attraverseranno il Cortile del Duca con costumi ispirati alla moda del XIX secolo, trasformando lo spazio in una scenografia vivente. La musica, i passi coordinati e gli abiti storici permetteranno agli spettatori di assistere a una vera rievocazione. Il Gran Ballo d’Estate non sarà quindi una semplice esibizione, ma un evento costruito per ricreare il clima delle grandi occasioni di corte. La collaborazione con la Società di Danza Torinese consentirà di portare nei Musei Reali un programma legato alla tradizione del ballo ottocentesco. Le coreografie e la cura dei movimenti accompagneranno il pubblico alla scoperta di un modo di danzare distante dalle abitudini contemporanee, ma ancora capace di affascinare. Anche il pubblico potrà partecipare alle danze Uno degli aspetti più coinvolgenti della serata sarà la possibilità concessa agli spettatori di unirsi alla festa. Il pubblico non resterà soltanto ai margini della pista: i presenti saranno invitati a partecipare alle danze e a lasciarsi trasportare dall’atmosfera. L’esperienza sarà ispirata a un debutto in società, uno dei momenti più importanti della vita aristocratica ottocentesca. Per una sera, dunque, ciascun partecipante potrà immaginare di essere ospite di un ricevimento a Palazzo Reale. Il coinvolgimento diretto renderà l’appuntamento diverso da una tradizionale visita serale. Il pubblico potrà osservare i danzatori, ascoltare la musica e poi entrare nella scena, diventando parte dello spettacolo. Sarà un’occasione per vivere in maniera originale gli spazi dei Musei Reali e riscoprire il fascino delle feste del passato. Il biglietto consentirà inoltre di effettuare una visita libera serale a una sezione del museo. L’ingresso unirà quindi la partecipazione al Gran Ballo alla possibilità di conoscere una parte del complesso museale durante un’apertura particolare. Data, orari e biglietti del Gran Ballo d’Estate Il Gran Ballo d’Estate si svolgerà giovedì 16 luglio 2026, dalle 19:45 alle 22:30. L’appuntamento è fissato ai Giardini Reali, con ingresso da viale I Maggio a Torino. Il biglietto unico costa 10 euro e comprende sia la partecipazione all’evento sia la visita libera serale a una sezione del museo. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 11 anni compiuti. La gratuità è prevista anche per una persona accompagnatrice per ciascuna persona con disabilità. Tra il tramonto e le luci soffuse del Cortile del Duca, Torino ritroverà per qualche ora il volto elegante delle grandi feste di corte. Il Gran Ballo d’Estate offrirà al pubblico l’opportunità di attraversare idealmente due secoli di storia, osservando le coreografie e partecipando alle danze in uno scenario particolarmente suggestivo. - Published: 2026-07-13 - Modified: 2026-07-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/due-nuove-gazzelle-di-mhorr-al-bioparco-zoom-di-torino-una-speranza-per-la-specie.html - Categorie: News Si chiamano Elizabeth e Isabel e rappresentano una speranza concreta per la sopravvivenza della loro specie. Le due giovani gazzelle di Mhorr sono nate al bioparco Zoom Torino, a Cumiana, e costituiscono un caso particolarmente importante: sono infatti gli unici esemplari di questa specie venuti alla luce in Italia nel corso del 2026. Elizabeth ha cinque mesi, mentre Isabel ne ha quattro. Dopo aver trascorso le prime settimane accanto alle rispettive madri, le due cucciole hanno iniziato a esplorare l’ampia savana del parco piemontese. Una nuova fase della loro crescita che permette ai visitatori di osservarle mentre scoprono l’ambiente circostante e imparano a convivere con gli altri animali. Elizabeth e Isabel esplorano il Serengeti di Zoom Le due piccole gazzelle vivono nel Serengeti, l’habitat di Zoom che si estende su una superficie di 10mila metri quadrati. In questo spazio convivono diverse specie di erbivori africani, tra cui tre giraffe, gazzelle di Thomson, impala e altre antilopi. Elizabeth e Isabel si sono già spinte in ogni angolo dell’area, mostrando curiosità, agilità e una crescente sicurezza nei movimenti. Il loro corpo è slanciato, le zampe sono lunghe e il comportamento lascia già intravedere alcune delle caratteristiche tipiche della gazzella di Mhorr, considerata una delle antilopi simbolo del Sahara. Il loro aspetto, però, è ancora diverso da quello degli esemplari adulti. Nei primi mesi di vita, infatti, le giovani gazzelle presentano un mantello marrone piuttosto uniforme. Soltanto durante la crescita assumeranno la caratteristica colorazione bianca e rosso-bruna che contraddistingue gli adulti. La presenza di altri animali rende le giornate delle due cucciole particolarmente vivaci. Gli impala più giovani sono diventati i loro principali compagni di gioco, mentre le giraffe, dopo un primo momento di curiosità, preferiscono osservare da una certa distanza. Le abitudini delle due cucciole nelle giornate più calde Il caldo condiziona anche il ritmo quotidiano di Elizabeth e Isabel. Durante le ore centrali della giornata, quando le temperature diventano più elevate, le due giovani gazzelle preferiscono rimanere nelle zone ombreggiate della savana. Qui riposano vicino alle loro madri, cercando riparo dal sole. La situazione cambia verso sera. Con l’arrivo delle ore più fresche, le due cucciole tornano a muoversi e a giocare insieme agli impala della stessa età. Le loro attività si svolgono sempre sotto lo sguardo degli animali adulti delle due specie. Come spiegato da Irene Carnovale, curatrice del bioparco, le giraffe mantengono invece un atteggiamento più tranquillo. Osservano dall’alto la vivacità delle piccole, senza partecipare direttamente ai loro giochi. La savana di Zoom diventa così uno spazio condiviso nel quale ogni specie conserva le proprie abitudini e il proprio comportamento. Una nascita preziosa per una specie minacciata La nascita di Elizabeth e Isabel assume un significato che va ben oltre la vita del parco. La gazzella di Mhorr si trova infatti vicina alla classificazione “Extinct in the Wild”, cioè estinta in natura, da parte dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. La sopravvivenza della specie dipende ormai in larga parte dalle nascite che avvengono in ambienti controllati. Per questo motivo, ogni nuovo esemplare rappresenta un risultato prezioso per i programmi dedicati alla conservazione e alla riproduzione. Tra il Chad e il Niger sarebbero presenti meno di 200 gazzelle di Mhorr, distribuite in un territorio che corrisponde a meno dell’1% del loro habitat originario. Numeri estremamente ridotti, che mostrano quanto sia delicata la situazione di questa antilope. Alle difficoltà legate alla scarsa presenza in natura si aggiunge il pericolo dell’impoverimento genetico. Quando una popolazione diventa così piccola, riuscire a conservare una sufficiente varietà genetica è fondamentale per garantirle un futuro. Le nascite programmate in strutture specializzate assumono quindi un ruolo determinante. Le cause della drastica riduzione della specie La gazzella di Mhorr è diventata una delle antilopi più rare del continente africano in seguito a decenni di pressione venatoria e al progressivo deterioramento degli ambienti desertici del Sahara. Questi fenomeni hanno ridotto in modo drastico sia il numero degli esemplari sia gli spazi nei quali la specie può vivere. La nascita delle due cucciole a Zoom Torino porta dunque con sé un messaggio importante. Elizabeth e Isabel sono animali giovani che corrono, giocano e riposano accanto alle loro madri, ma rappresentano contemporaneamente il risultato di un lavoro rivolto alla tutela di una specie seriamente minacciata. La loro crescita potrà essere seguita all’interno della savana piemontese, dove le due gazzelle stanno gradualmente scoprendo l’ambiente e instaurando rapporti con gli altri erbivori. Per il bioparco, il loro arrivo è un evento straordinario. Per la gazzella di Mhorr, invece, ogni nuova nascita costituisce una possibilità in più di evitare la scomparsa. - Published: 2026-07-13 - Modified: 2026-07-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/mediterraneo-geopolitica-mondiale.html - Categorie: News Negli ultimi anni il baricentro della geopolitica globale si è progressivamente spostato verso le grandi competizioni tra Stati Uniti, Cina e Russia. Tuttavia, gli eventi più recenti dimostrano come il Mediterraneo sia tornato a essere uno degli snodi più strategici del pianeta. Dalle nuove rotte energetiche alle tensioni nel Mar Rosso, passando per gli investimenti nel Nord Africa e il crescente interesse delle principali potenze mondiali, il Mediterraneo è oggi molto più di un semplice mare: è una piattaforma geopolitica in cui si intrecciano sicurezza, commercio, energia e sviluppo industriale. Il Mediterraneo: un crocevia tra tre continenti Il Mediterraneo collega Europa, Africa e Asia, rappresentando uno dei principali corridoi commerciali del mondo. Una quota significativa del commercio internazionale transita attraverso questo bacino grazie a infrastrutture strategiche come il Canale di Suez, porta d'accesso tra l'Oceano Indiano e l'Europa. Ogni interruzione lungo questa direttrice produce effetti immediati sulle catene di approvvigionamento globali: aumento dei costi logistici, ritardi nelle consegne e maggiore volatilità dei mercati. Per questo motivo, la stabilità dell'area mediterranea è diventata un interesse condiviso non solo dai Paesi rivieraschi, ma anche da attori globali come Stati Uniti, Cina e Unione Europea. L'energia ridefinisce gli equilibri La crisi energetica degli ultimi anni ha accelerato la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento per l'Europa, riducendo la dipendenza dal gas russo. In questo scenario il Mediterraneo assume un ruolo centrale grazie a: nuovi giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale; rafforzamento delle forniture provenienti da Algeria e Libia; sviluppo delle infrastrutture per il gas naturale liquefatto (GNL); crescita degli investimenti nelle energie rinnovabili nel Nord Africa. L'energia non rappresenta soltanto una risorsa economica, ma uno strumento di influenza geopolitica. Chi controlla le infrastrutture energetiche e le rotte di distribuzione acquisisce un vantaggio strategico di lungo periodo. Il Nord Africa: partner strategico dell'Europa Il Nord Africa sta assumendo un'importanza crescente per la sicurezza economica europea. Paesi come Algeria, Marocco, Egitto e Tunisia stanno investendo in infrastrutture energetiche, produzione industriale e grandi opere logistiche, attirando capitali internazionali. Parallelamente, l'Europa punta a rafforzare la cooperazione con questi Paesi per garantire: sicurezza energetica; sviluppo di filiere industriali più resilienti; controllo dei flussi migratori; maggiore stabilità regionale. Il risultato è una relazione sempre più strategica che va oltre la semplice cooperazione economica. Le nuove rotte commerciali Le tensioni internazionali hanno evidenziato quanto le supply chain globali siano vulnerabili. Le difficoltà registrate nel Mar Rosso hanno spinto numerose compagnie di navigazione a modificare le proprie rotte, aumentando tempi e costi di trasporto. Di conseguenza, il Mediterraneo è diventato ancora più rilevante come punto di snodo logistico. Anche il fenomeno del nearshoring – ovvero il trasferimento della produzione verso Paesi geograficamente più vicini ai mercati di consumo – contribuisce a rafforzare il ruolo dell'area mediterranea come piattaforma manifatturiera e logistica. Il ruolo dell'Italia Grazie alla sua posizione geografica, l'Italia si trova al centro di queste trasformazioni. Il Paese dispone di importanti infrastrutture portuali, collegamenti energetici con il Nord Africa e una consolidata rete industriale che può beneficiare della crescente centralità del Mediterraneo. Le opportunità riguardano diversi settori: logistica e trasporti; energia; infrastrutture; costruzioni; manifattura avanzata. Per cogliere questi vantaggi sarà fondamentale continuare a investire nella modernizzazione dei porti, nelle reti energetiche, nella digitalizzazione delle infrastrutture e nella cooperazione internazionale. Una sfida che va oltre la geopolitica Il Mediterraneo non è soltanto uno spazio geografico: rappresenta un sistema complesso in cui si intrecciano interessi economici, energetici, industriali e strategici. Comprendere queste dinamiche significa interpretare le trasformazioni che influenzeranno la competitività delle imprese, la sicurezza energetica europea e gli investimenti infrastrutturali dei prossimi anni. Per aziende, istituzioni e operatori del settore, osservare il Mediterraneo non è più solo un esercizio di analisi geopolitica, ma una necessità per anticipare i cambiamenti e cogliere le opportunità di un contesto internazionale in continua evoluzione. - Published: 2026-07-13 - Modified: 2026-07-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendi-in-piemonte-la-pioggia-concede-una-tregua-continuano-i-controlli.html - Categorie: News La situazione degli incendi boschivi in Piemonte mostra segnali di miglioramento dopo giorni particolarmente difficili. Le precipitazioni cadute nelle ultime ore hanno aiutato le squadre impegnate sul territorio, riducendo l’intensità di diversi fronti e facilitando le operazioni di spegnimento e bonifica. L’emergenza, però, non può ancora essere considerata conclusa. In numerose zone montane restano attivi piccoli focolai, alcuni dei quali si trovano in aree impervie e difficili da raggiungere. Per questo motivo prosegue il lavoro di Vigili del Fuoco, Forze dell’ordine, volontari del Corpo Antincendi Boschivi, Protezione Civile e Croce Rossa. Nel complesso sono stati mobilitati oltre 500 operatori, sostenuti da decine di mezzi terrestri e dalla flotta aerea. Oltre 500 operatori impegnati contro gli incendi La macchina dei soccorsi ha lavorato senza sosta sui diversi fronti aperti in Piemonte. Accanto ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’ordine sono entrati in azione più di 200 volontari appartenenti al Corpo AIB, alla Protezione Civile e alla Croce Rossa. Le squadre hanno potuto contare sul supporto di circa 60 mezzi terrestri, oltre agli elicotteri e ai Canadair utilizzati nelle zone in cui risultava complicato intervenire direttamente da terra. La collaborazione tra le diverse strutture operative ha permesso di contenere l’avanzata delle fiamme e di avviare le bonifiche nelle aree ormai considerate sotto controllo. La pioggia ha offerto un aiuto importante, soprattutto perché è arrivata dopo un lungo periodo caratterizzato da temperature superiori alla media e precipitazioni molto scarse. Il terreno e la vegetazione estremamente asciutti avevano favorito la propagazione degli incendi, rendendo più complesse le operazioni. Il miglioramento registrato nelle ultime ore rappresenta quindi una tregua, mentre resta necessario mantenere un presidio costante. Anche un piccolo focolaio apparentemente spento può tornare attivo, soprattutto nelle zone esposte al vento o difficilmente raggiungibili. La situazione nel Verbano-Cusio-Ossola Nel Verbano-Cusio-Ossola l’attenzione rimane concentrata soprattutto su Premosello Chiovenda. Nell’area continuano a operare tre Canadair e un elicottero, impegnati a sostenere il lavoro delle squadre a terra durante le attività di bonifica. La presenza dei mezzi aerei resta fondamentale per raggiungere i punti più impervi e controllare eventuali riprese delle fiamme. Le operazioni proseguono con cautela, verificando le aree già interessate dal fuoco e intervenendo sui focolai ancora presenti. A Bannio Anzino e in Val Vigezzo il quadro appare più rassicurante. In entrambe le zone rimangono soltanto piccoli focolai isolati, mentre la situazione generale viene considerata sotto controllo. Le squadre continuano comunque a presidiare il territorio per impedire nuove propagazioni. Il lavoro di bonifica può richiedere tempo. Spegnere le fiamme visibili, infatti, rappresenta soltanto una parte dell’intervento: occorre controllare il terreno, le radici e la vegetazione bruciata, dove possono restare punti caldi capaci di riaccendersi. Bonifiche in Valsesia e monitoraggio nel Torinese Anche in Valsesia il quadro sta lentamente migliorando. A Cravagliana restano alcuni focolai isolati lungo la cresta, mentre a Boccioleto l’incendio è entrato nella fase di bonifica. Qui sono impegnate le squadre dei Vigili del Fuoco e i volontari del Corpo Antincendi Boschivi. A Varallo il fronte risulta ormai sotto controllo. Nelle zone di Cervatto e Fobello persistono soltanto due piccoli focolai in quota, che continuano a essere sorvegliati. La posizione rende più difficile l’intervento, ma la riduzione delle fiamme permette alle squadre di concentrarsi sul contenimento e sulla messa in sicurezza. Nel Torinese, invece, arrivano aggiornamenti positivi da Valprato Soana. Il fronte occidentale dell’incendio è stato spento, mentre quello orientale rimane ancora attivo. Quest’ultima parte del rogo risulta comunque circoscritta e viene monitorata costantemente dagli operatori. L’obiettivo è evitare che il vento o un nuovo aumento delle temperature possano modificare rapidamente la situazione. Per questo motivo la sorveglianza continuerà anche nelle aree in cui le fiamme sono ormai scomparse. Resta alta l’attenzione per caldo e siccità Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori regionali Marco Gabusi e Matteo Marnati hanno sottolineato la necessità di continuare a seguire tutti i fronti con la massima attenzione. Le temperature elevate e la scarsità delle precipitazioni delle ultime settimane hanno creato condizioni favorevoli alla diffusione degli incendi. La pioggia ha migliorato il quadro, ma non ha eliminato i problemi legati alla siccità e alla ridotta disponibilità di acqua. La Regione ha quindi convocato il tavolo per l’emergenza idrica, coinvolgendo associazioni agricole, consorzi irrigui, Province, Prefetture, enti locali, gestori delle reti idriche e rappresentanti delle aree protette. L’incontro serve a verificare la situazione delle risorse disponibili e a valutare gli eventuali interventi da adottare insieme al Governo e alle altre Regioni interessate. Intanto, sul territorio piemontese continuano le operazioni di controllo e bonifica. Le piogge hanno concesso una pausa importante, mentre il lavoro degli oltre 500 operatori rimane determinante per mettere in sicurezza le aree colpite e impedire la ripresa degli incendi. - Published: 2026-07-13 - Modified: 2026-07-13 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/torino-al-cto-il-primo-intervento-in-italia-per-ricostruire-il-bacino-in-endoscopia.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Un intervento sperimentale eseguito all’ospedale CTO di Torino apre una nuova strada nel trattamento delle fratture complesse del bacino. Per la prima volta in Italia, e in uno dei primi casi documentati in Europa, i chirurghi hanno utilizzato una tecnica endoscopica endopelvica mini-invasiva per operare un paziente di 56 anni, rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro. L’operazione è stata portata a termine con successo alla Città della Salute e della Scienza di Torino. Il risultato conferma il ruolo del capoluogo piemontese nello sviluppo di soluzioni avanzate per la chirurgia traumatologica, soprattutto nei casi che richiedono competenze altamente specialistiche. Una nuova tecnica per le fratture complesse del bacino Le fratture del bacino sono tra i traumi più difficili da affrontare. Questa parte dello scheletro si trova infatti vicino a organi, nervi e importanti vasi sanguigni. Nelle situazioni più gravi, la chirurgia tradizionale richiede accessi piuttosto ampi, con un impatto significativo sul corpo del paziente. La tecnica adottata al CTO permette invece di raggiungere i segmenti ossei fratturati passando dall’interno della cavità pelvica. I chirurghi hanno utilizzato una microcamera del diametro di appena 5 millimetri e alcuni strumenti appositamente progettati. Per completare l’intervento sono state praticate soltanto tre piccole incisioni sulla parete addominale. Attraverso questi accessi, l’équipe ha potuto osservare con precisione l’area interessata, raggiungere le ossa danneggiate e procedere alla loro stabilizzazione. La visione fornita dalla microcamera consente di lavorare in uno spazio delicato limitando l’estensione delle incisioni. Si tratta di un approccio molto diverso rispetto alla chirurgia a cielo aperto utilizzata normalmente per questo tipo di fratture. Il paziente ha camminato il giorno successivo I vantaggi della procedura sono emersi già nelle ore successive all’operazione. La minore invasività ha permesso di limitare il sanguinamento e di ridurre l’impatto complessivo dell’intervento sul paziente. Un accesso chirurgico più contenuto può contribuire anche ad abbassare il rischio di infezioni post-operatorie. A questi aspetti si aggiunge la possibilità di abbreviare i tempi necessari per il recupero della mobilità. Nel caso trattato a Torino, il risultato è stato particolarmente rapido: il paziente è riuscito a camminare già il giorno dopo l’intervento. Un dato importante, soprattutto considerando la complessità delle fratture del bacino e le difficoltà legate al loro trattamento. La procedura rimane sperimentale, ma il successo dell’operazione rappresenta un passaggio significativo. L’esperienza maturata potrà aiutare gli specialisti a valutare ulteriormente l’efficacia della metodica e le sue possibili applicazioni in altri casi complessi. L’équipe che ha eseguito l’intervento al CTO Il risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione tra diversi specialisti. L’introduzione della nuova metodologia è stata guidata dal dottor Michele Nardi, affiancato dai dottori Matteo Giachino e Luca Rollero e dal professor Alessandro Aprato. All’intervento ha partecipato anche il dottor Marco Allasia delle Molinette. Fondamentale è stato inoltre il supporto dell’Anestesia del CTO, diretta dal dottor Maurizio Berardino. La presenza di professionisti provenienti da differenti ambiti ha permesso di affrontare ogni fase dell’operazione con competenze specifiche. Nei casi di traumatologia avanzata, infatti, il coordinamento tra chirurghi, anestesisti e altre figure sanitarie assume un ruolo determinante. L’intervento torinese dimostra quanto la collaborazione tra reparti e strutture specializzate possa favorire l’introduzione di tecniche innovative. La concentrazione delle esperienze permette inoltre di seguire un numero maggiore di casi complessi e di sviluppare protocolli sempre più precisi. Il ruolo del centro regionale per anca e bacino Il traguardo raggiunto al CTO è legato anche all’organizzazione della sanità piemontese. Il Piemonte è l’unica regione italiana ad aver codificato un centro di riferimento dedicato alla patologia complessa dell’anca e del bacino. Il Centro di riferimento per la patologia complessa di anca e bacino, conosciuto con la sigla CRAB, è centralizzato proprio presso l’ospedale CTO. La struttura raccoglie i casi che richiedono un livello elevato di specializzazione, mettendo a disposizione équipe preparate e tecnologie avanzate. Secondo il direttore generale Livio Tranchida, concentrare le situazioni più difficili in un unico centro consente ai medici torinesi di collaborare con gruppi internazionali impegnati nello sviluppo di nuove tecniche chirurgiche. In questo modo, le esperienze maturate sul campo possono essere condivise e migliorate. L’operazione eseguita sul paziente di 56 anni costituisce quindi un risultato che va oltre il singolo caso clinico. Il CTO di Torino si colloca tra i primi centri europei ad aver sperimentato questo approccio, confermando la capacità della sanità piemontese di partecipare all’evoluzione della chirurgia traumatologica. - Published: 2026-07-12 - Modified: 2026-07-12 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/san-lorenzo-2026-al-planetario-di-torino-tre-notti-per-ammirare-le-stelle-cadenti.html - Categorie: Eventi Il cielo estivo torna protagonista alle porte di Torino con uno degli appuntamenti astronomici più attesi dell’anno. Dal 10 al 12 agosto 2026, Infini. to propone tre serate dedicate alle Perseidi, il celebre sciame meteorico associato alle notti di San Lorenzo. Il pubblico potrà osservare le stelle cadenti dalla terrazza del Museo dello Spazio e Planetario Digitale di Pino Torinese, accompagnato dalle spiegazioni dello staff. L’iniziativa permette di unire l’emozione dell’osservazione a occhio nudo con un momento di approfondimento. Non sarà quindi soltanto un’occasione per esprimere un desiderio davanti a una scia luminosa: gli esperti aiuteranno i partecipanti a comprendere meglio le caratteristiche del fenomeno che ogni estate attira appassionati e curiosi. Tre serate per osservare le Perseidi dalla terrazza Gli appuntamenti sono in programma nelle serate di lunedì 10, martedì 11 e mercoledì 12 agosto 2026. Tutti e tre inizieranno alle 21. 15 e termineranno alle 23. La terrazza del Museo diventerà un punto di osservazione privilegiato dal quale rivolgere lo sguardo verso la volta celeste. Al centro delle serate ci saranno le Perseidi, considerate lo sciame meteorico più famoso dell’anno. Il fenomeno è particolarmente legato all’immaginario delle notti estive: molte persone attendono agosto proprio per cercare nel cielo le rapide scie luminose comunemente chiamate stelle cadenti. Durante gli incontri, lo staff di Infini. to accompagnerà l’osservazione con spiegazioni dedicate. I visitatori potranno così avvicinarsi all’astronomia in maniera accessibile, alternando la contemplazione del cielo alla scoperta delle caratteristiche delle meteore. La formula rende l’esperienza adatta sia agli appassionati sia a chi desidera trascorrere una serata diversa dal solito. Il 12 agosto si parlerà anche di eclissi solare La serata di mercoledì 12 agosto avrà un contenuto aggiuntivo. Oltre alle Perseidi, il programma darà spazio anche al tema dell’eclissi solare, uno dei fenomeni astronomici capaci di suscitare maggiore curiosità. L’ultimo appuntamento della rassegna acquista così un interesse particolare. Il pubblico potrà approfondire due eventi celesti affascinanti nella stessa serata, passando dalle scie luminose visibili nel cielo notturno al fenomeno dell’eclissi. L’iniziativa rientra nella programmazione estiva di Infini. to, che tra luglio e settembre propone diversi incontri legati all’osservazione astronomica. Le tre notti di agosto rappresentano uno dei momenti centrali del calendario, proprio perché coincidono con il periodo tradizionalmente associato alla comparsa delle stelle cadenti. Il maltempo non fermerà lo spettacolo L’osservazione astronomica dipende inevitabilmente dalle condizioni meteorologiche. Nuvole e pioggia potrebbero rendere difficile o impossibile vedere direttamente le meteore dalla terrazza. Gli organizzatori hanno però previsto una soluzione alternativa per evitare la cancellazione dell’esperienza. In caso di meteo sfavorevole, l’osservazione all’aperto sarà sostituita da uno spettacolo dal vivo del cielo all’interno del Planetario digitale. I partecipanti potranno quindi seguire ugualmente un’attività dedicata alla volta celeste, trasferendosi negli spazi coperti della struttura. Questa alternativa consente di mantenere l’appuntamento anche quando il cielo reale non offre una buona visibilità. La tecnologia del Planetario digitale diventa così uno strumento per esplorare stelle e fenomeni astronomici senza dipendere completamente dalle condizioni esterne. Orari, indirizzo e costo dei biglietti Le tre serate si svolgeranno presso Infini. to – Museo dello Spazio e Planetario Digitale, situato in via Osservatorio 30 a Pino Torinese. La sede si trova dunque fuori dal centro cittadino, sulla collina torinese. Gli appuntamenti del 10, 11 e 12 agosto avranno tutti lo stesso orario, dalle 21. 15 alle 23. Il prezzo del biglietto intero è di 15 euro, ai quali va aggiunto il costo della prevendita. Sul sito ufficiale del Planetario sono indicate anche altre riduzioni disponibili. I posti sono limitati e i biglietti possono essere acquistati in prevendita. Chi desidera partecipare dovrà quindi verificare la disponibilità per la data preferita, scegliendo una delle tre serate comprese nel programma. Tra terrazza panoramica, spiegazioni degli esperti e proiezioni digitali previste in caso di maltempo, l’appuntamento offre diverse modalità per avvicinarsi al cielo estivo. Dal 10 al 12 agosto, le Perseidi saranno ancora una volta le protagoniste delle notti di San Lorenzo a Torino. - Published: 2026-07-12 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/estate-al-giardino-sambuy-di-torino-il-calendario-degli-eventi-gratuiti-di-luglio.html - Categorie: Eventi Il centro di Torino si prepara a vivere un mese ricco di appuntamenti grazie a La Bella Estate del Giardino Sambuy, il programma che trasforma lo spazio verde vicino a Porta Nuova in un luogo dedicato all’incontro, alla creatività e al divertimento. Per tutto luglio, cittadini e visitatori potranno partecipare a iniziative organizzate durante diversi giorni della settimana, passando dal ballo ai giochi da tavolo, fino ai laboratori artistici. Il Giardino e il Gazebo forbito Sambuy diventano così un punto di ritrovo aperto a persone con interessi ed età differenti. Il calendario propone attività ricorrenti e un evento speciale previsto per il 26 luglio, quando lo spazio ospiterà una festa animata da musica, performance e arte di strada. Il lunedì sera il Giardino Sambuy balla al ritmo del tango La settimana comincia con un appuntamento dedicato a uno dei balli più affascinanti e coinvolgenti. Ogni lunedì, a partire dalle 20. 30, il Giardino Sambuy ospita La Glorieta, una serata di tango curata da Creación Tango. La musica argentina accompagna i partecipanti in un ambiente all’aperto, offrendo l’occasione di ballare e condividere una passione comune nel cuore della città. L’iniziativa permette al giardino di assumere una veste diversa da quella consueta: al calare della sera, i suoi spazi diventano una pista nella quale incontrarsi, ascoltare musica e lasciarsi guidare dal ritmo. L’appuntamento del lunedì contribuisce a dare continuità al programma estivo. Non si tratta, infatti, di un’unica serata isolata, ma di una presenza regolare che accompagna Torino lungo tutto il mese di luglio. Il martedì è dedicato alla creatività e all’ascolto Il programma cambia atmosfera nella giornata di martedì. Dalle ore 17 sono previsti workshop artistici di papier-mâché, curati da Jardin d’Amélie. I laboratori sono rivolti a chi desidera sperimentare la propria creatività attraverso una tecnica capace di trasformare materiali semplici in oggetti ed elaborazioni personali. L’esperienza artistica lascia poi spazio a un momento di confronto con lo Sportello Affidabile. L’iniziativa consente di approfondire i temi legati all’affido e alle adozioni nella città di Torino, creando un’occasione di ascolto e dialogo all’interno di uno spazio pubblico. La giornata del martedì unisce quindi due attività molto diverse, ma accomunate dalla volontà di favorire la partecipazione. Da una parte c’è la libertà espressiva offerta dal laboratorio, dall’altra la possibilità di conoscere meglio argomenti importanti attraverso il confronto. Il Giardino Sambuy diventa così un luogo nel quale trascorrere il tempo libero e, nello stesso momento, avvicinarsi a nuove esperienze. Scacchi e backgammon animano gli appuntamenti del mercoledì A metà settimana il calendario si rivolge agli appassionati dei giochi di strategia. I Mercoledì del Gioco portano nel giardino partite di backgammon e scacchi, grazie alle attività curate da L’Alfiere Campoverde ASP e Jenaro Melendrez. Le scacchiere e i tavoli da gioco favoriscono incontri tra persone che condividono la stessa passione. Ogni partita può diventare un’occasione per mettere alla prova le proprie capacità, imparare osservando gli altri o semplicemente trascorrere qualche ora in compagnia. Anche in questo caso, la scelta di proporre un appuntamento settimanale consente di creare una piccola comunità di frequentatori. Il gioco diventa uno strumento di socialità e il giardino si trasforma in un punto di ritrovo nel quale l’attenzione, la logica e la voglia di stare insieme occupano il centro della scena. Il venerdì sera arriva l’energia dello swing Dopo il tango del lunedì, la settimana si chiude con un altro appuntamento dedicato alla danza. Ogni venerdì dalle ore 21 il Giardino Sambuy si riempie dei ritmi dello swing, con lezioni e momenti di ballo organizzati in collaborazione con Carma Dance Studio. Le serate sono dedicate in particolare al Lindy Hop e al Balboa, due stili che richiamano l’atmosfera vivace della musica swing. Le attività permettono ai partecipanti di avvicinarsi a questi balli o di continuare a praticarli in un contesto estivo e informale. Il venerdì diventa così una delle serate più movimentate del programma. La musica, i passi di danza e la presenza del pubblico contribuiscono ad animare il cuore verde della città, offrendo un modo originale per iniziare il fine settimana. Il 26 luglio una festa tra spettacoli, sapori e arte di strada Tra gli appuntamenti speciali spicca quello del 26 luglio, quando il Giardino Sambuy ospiterà la Festa d’Estate e di saluto. L’evento occuperà il pomeriggio e la sera con una successione spontanea e continua di artisti di strada. Musica, performance e spettacoli animeranno gli spazi del giardino e la postazione Arthecity. Il programma aggiornato potrà essere consultato, in prossimità dell’appuntamento, sulla piattaforma Artecity nella sezione dedicata ai Giardini Sambuy. Ad accompagnare le iniziative ci saranno anche aperitivi condivisi preparati con prodotti enogastronomici locali, selezionati tra le eccellenze dei Maestri del Gusto. Un modo per raccontare il territorio attraverso i suoi sapori e completare una proposta che intreccia cultura, intrattenimento e convivialità. Con il suo calendario settimanale, La Bella Estate restituisce al Giardino Sambuy il ruolo di spazio aperto e vissuto. Ogni giornata propone un linguaggio differente, ma tutte le attività condividono lo stesso obiettivo: offrire occasioni per incontrarsi e vivere insieme l’estate torinese. - Published: 2026-07-12 - Modified: 2026-07-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-stop-alle-visite-nella-cupola-della-mole-per-le-temperature-elevate.html - Categorie: News Le temperature elevate modificano una parte del programma estivo del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Almeno fino al 31 agosto 2026 saranno sospese le visite guidate all’intercapedine della cupola della Mole Antonelliana. Il provvedimento riguarda esclusivamente questo particolare percorso, mentre il museo continuerà ad accogliere il pubblico durante tutta l’estate. L’apertura è confermata anche nel mese di agosto, compreso il giorno di Ferragosto. Visitatori e turisti potranno inoltre partecipare alle attività organizzate per conoscere la collezione, approfondire la storia del cinema e visitare la mostra dedicata a Orson Welles. Le temperature elevate fermano le visite alla cupola La decisione di interrompere temporaneamente le visite all’intercapedine è stata presa a causa del caldo. Il percorso conduce in uno degli spazi più particolari della cupola della Mole Antonelliana, ma le condizioni estive rendono necessaria una sospensione almeno fino alla fine di agosto. Lo stop non coinvolge le altre aree del Museo Nazionale del Cinema. Le sale e i percorsi interni continueranno a essere accessibili secondo la normale programmazione estiva. Il museo resterà aperto con orario dalle 9 alle 19, osservando la chiusura settimanale del martedì. Nel mese di agosto sono previste due eccezioni: il museo aprirà straordinariamente anche martedì 11 e martedì 18. L’attività proseguirà regolarmente pure il 15 agosto, offrendo così un’opportunità a chi trascorrerà il Ferragosto a Torino e vorrà visitare uno dei luoghi simbolo della città. A Ferragosto si potrà scoprire la storia del cinema Tra le iniziative confermate figura la visita guidata “Alla scoperta del Museo”. L’appuntamento è in programma tutte le domeniche di luglio e agosto, oltre che ogni giorno dall’8 al 23 agosto, sempre alle ore 11. Il calendario comprende quindi anche la giornata di Ferragosto. Il percorso accompagna il pubblico attraverso le principali tappe della storia del cinema. La visita parte dal teatro d’ombre, passa attraverso le invenzioni e gli esperimenti che hanno preceduto la nascita della settima arte e arriva al lavoro dei fratelli Lumière. Lo sguardo si sposta poi verso i personaggi che hanno contribuito allo sviluppo del linguaggio cinematografico. Si tratta di un’attività pensata per permettere ai partecipanti di osservare il museo con maggiore attenzione e di comprendere il significato degli oggetti esposti. La prenotazione non è obbligatoria, ma viene fortemente consigliata, soprattutto nelle giornate in cui si prevede un’affluenza più alta. Il sabato è dedicato ai mille volti di Orson Welles Il programma estivo comprende anche una visita guidata alla mostra “My Name Is Orson Welles”. L’appuntamento è fissato per tutti i sabati di luglio e agosto alle ore 17. L’esposizione occupa gli spazi riservati alle grandi mostre temporanee lungo la celebre rampa elicoidale dell’Aula del Tempio. Il progetto racconta i numerosi volti di Orson Welles, soffermandosi sulla capacità dell’artista di cambiare, sperimentare e assumere ruoli differenti nel corso della propria carriera. Il biglietto comprende sia la visita guidata alla mostra sia l’ingresso al museo, che potrà essere visitato al termine dell’attività. Anche per questo appuntamento viene consigliata la prenotazione anticipata. Famiglie e piccoli gruppi possono scegliere anche il percorso “Scopri il Museo”, disponibile su prenotazione. In questo caso sono gli stessi visitatori a concordare con la guida gli argomenti e le sezioni da approfondire, costruendo così un itinerario più vicino ai propri interessi. Tra gli ambienti disponibili rientrano le sale dedicate all’Archeologia del cinema, dove vengono presentati dispositivi ottici, tecniche, giochi e forme di spettacolo che hanno preceduto il Cinématographe dei fratelli Lumière. Un’altra area, denominata “La Macchina del cinema”, illustra invece le diverse fasi della produzione di un film, dalla scrittura della sceneggiatura alla postproduzione, passando per i costumi e il lavoro sul set. Cinema Massimo e archivi, il calendario delle chiusure Il programma estivo prevede alcune chiusure che riguardano le altre strutture legate al Museo Nazionale del Cinema. Il Cinema Massimo resterà chiuso dal 9 luglio al 6 settembre 2026 compresi. La Bibliomediateca “Mario Gromo” e l’Archivio Storico sospenderanno invece l’apertura al pubblico dal 3 al 21 agosto. Le attività all’interno della Mole Antonelliana continueranno secondo il calendario annunciato, con la sola eccezione delle visite all’intercapedine della cupola. L’estate del Museo del Cinema sarà quindi caratterizzata da un’offerta ampia, rivolta a visitatori di età diverse. Lo stop imposto dalle temperature riguarda uno specifico itinerario, mentre rimangono disponibili le collezioni, le visite guidate e la mostra dedicata a Orson Welles. Anche durante il periodo di Ferragosto sarà così possibile entrare nella Mole e compiere un viaggio tra le origini, i protagonisti e i segreti della settima arte. - Published: 2026-07-12 - Modified: 2026-07-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendi-in-piemonte-bruciati-900-ettari-persi-circa-700mila-alberi.html - Categorie: News Il Piemonte sta affrontando una delle più gravi emergenze ambientali degli ultimi anni. Gli incendi che da giorni interessano diverse aree della regione hanno già bruciato tra gli 800 e i 900 ettari di territorio, causando danni profondi al patrimonio forestale e alla biodiversità. Le province coinvolte sono quelle di Torino, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola. Secondo la Regione, ci si trova davanti a una vera e propria catastrofe ecologica. Nelle zone in cui i roghi risultano ancora attivi sarebbero andati perduti circa 700mila alberi. Un bilancio pesantissimo, destinato a lasciare segni visibili per decenni. Fulmini, caldo estremo e vento dietro la propagazione delle fiamme Le condizioni meteorologiche hanno avuto un ruolo determinante. Le temperature elevate registrate dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, unite alle precipitazioni scarse, hanno progressivamente seccato il terreno e la vegetazione. La nuova ondata di caldo arrivata all’inizio di luglio ha reso il territorio ancora più vulnerabile. Alla lunga fase calda si sono aggiunti i forti venti settentrionali. Il foehn presente in quota ha favorito la rapida diffusione delle fiamme, rendendo particolarmente complicato il lavoro delle squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento. In base alle informazioni raccolte dai Vigili del Fuoco, i diversi incendi avrebbero un’origine meteorologica. I primi focolai sarebbero stati provocati dai fulmini caduti durante i temporali dei giorni precedenti. Il vento, il caldo intenso e i terreni asciutti avrebbero poi permesso al fuoco di estendersi rapidamente. I bollettini emessi dal Centro funzionale di Arpa Piemonte avevano segnalato un progressivo aumento del pericolo a partire dai primi giorni di luglio. La situazione è peggiorata ulteriormente l’8 luglio, quando alle alte temperature si sono affiancate forti raffiche di vento. Dalla Valsesia al Gran Paradiso, le zone più colpite La situazione più grave viene registrata in Valsesia, nella provincia di Vercelli. In quest’area le fiamme avrebbero già percorso circa 450 ettari, facendo della valle il territorio maggiormente danneggiato dall’emergenza. Un altro fronte particolarmente esteso interessa Premosello Chiovenda, nel Verbano-Cusio-Ossola. Qui il fuoco ha divorato approssimativamente 226 ettari e, nelle aree coinvolte, la superficie boschiva distrutta raggiunge il 60%. Sono stati colpiti ecosistemi composti da faggete, querceti e boscaglie pioniere. Preoccupa anche l’incendio sviluppatosi in Valle Soana, nella provincia di Torino. Il rogo in quota sta interessando una parte del Parco nazionale del Gran Paradiso, soprattutto il territorio compreso fra Valprato Soana e Ronco Canavese. Le fiamme, partite da aree impervie ricoperte di erba e rododendri, hanno raggiunto successivamente boschi di abeti e larici. Altri incendi sono stati segnalati a Boccioleto, Varallo, Cervatto e Fobello, nel Vercellese. Un fulmine ha provocato anche un nuovo focolaio a Bannio Anzino, nel Verbano-Cusio-Ossola, spento tempestivamente dalle squadre operative. La perdita degli alberi sconvolge l’intero ecosistema Il danno ambientale non riguarda solamente la vegetazione. La distruzione dei boschi e la presenza del fumo stanno modificando gli habitat dai quali dipendono numerose specie animali. Le conseguenze coinvolgono la microfauna, i rettili, gli insetti impollinatori e gli uccelli nel periodo della nidificazione. Anche i mammiferi più grandi, come caprioli e camosci, sono costretti ad abbandonare le aree percorse dal fuoco e a spostarsi verso zone abitate. La perdita di circa 700mila alberi nelle aree attive permette di comprendere la portata della devastazione. La ricostruzione naturale richiederà tempi molto lunghi. Per osservare il ritorno delle prime erbe, degli arbusti e delle specie vegetali pioniere potrebbero essere necessari dai due ai cinque anni. Questa vegetazione avrà il compito di stabilizzare almeno parzialmente il terreno e ridurre il rischio di erosione. Per la formazione di un bosco giovane serviranno invece tra i 15 e i 20 anni. Soltanto dopo questo periodo potrà iniziare una graduale ricomparsa della fauna selvatica. Gli ecosistemi più complessi, formati da querce, faggi e conifere d’alto fusto, potrebbero impiegare dai 50 ai 70 anni per recuperare la struttura e la maturità originarie. L’intervento dei soccorritori ha evitato danni ancora maggiori Nonostante il bilancio drammatico, il lavoro svolto dai Vigili del Fuoco, dai volontari antincendi boschivi e dai piloti dei mezzi aerei avrebbe impedito alle fiamme di raggiungere superfici ancora più estese. Le simulazioni realizzate da Arpa Piemonte e dalla Regione indicano che gli interventi a terra e l’impiego della flotta aerea avrebbero evitato la distruzione di altri 3. 500 ettari di territorio. L’azione coordinata delle squadre avrebbe permesso di salvare più di tre milioni di alberi e di proteggere diverse frazioni abitate situate nei fondovalle. La Regione ha annunciato l’intenzione di avviare i ripristini forestali quando le condizioni del terreno lo consentiranno. Prima di mettere a dimora nuove piantine sarà però necessario controllare la capacità del bosco di rigenerarsi spontaneamente. Questo permetterà di individuare le zone nelle quali l’intervento umano sarà davvero prioritario. Sul fronte della qualità dell’aria arrivano intanto segnali rassicuranti. Le rilevazioni condotte da Arpa sulle sostanze prodotte dalla combustione non hanno registrato concentrazioni considerate potenzialmente dannose per la salute. Le precipitazioni hanno inoltre contribuito a migliorare la situazione dei fumi. Resta però una ferita ambientale enorme, che il territorio piemontese potrà rimarginare soltanto nell’arco di molti anni. - Published: 2026-07-11 - Modified: 2026-07-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/estate-a-san-mauro-tornano-i-pomeriggi-insieme-socialita-e-sollievo-dal-caldo.html - Categorie: Eventi Con l’arrivo delle temperature più alte, a San Mauro Torinese torna un’iniziativa pensata per offrire agli anziani un luogo fresco, accogliente e sicuro nel quale trascorrere alcune ore in compagnia. Anche nell’estate 2026 il Comune ripropone infatti “Pomeriggi Insieme”, il progetto dedicato alle persone della terza età che desiderano incontrarsi, socializzare e trovare sollievo dal caldo. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, S. E. A. San Mauro e Croce Verde e prevede tre appuntamenti distribuiti tra luglio e agosto. L’obiettivo è creare occasioni di incontro durante un periodo dell’anno che, soprattutto per chi vive solo, può risultare particolarmente difficile. Tre appuntamenti nella sede della Croce Verde I “Pomeriggi Insieme” si terranno nella sede della Croce Verde, situata in via Dora 3. Gli spazi messi a disposizione sono climatizzati e permetteranno ai partecipanti di trascorrere alcune ore lontano dalle temperature elevate che caratterizzano le giornate estive. Gli appuntamenti sono in programma domenica 12 luglio, sabato 25 luglio e sabato 8 agosto, sempre nella fascia oraria compresa tra le 15 e le 18. La partecipazione è prevista fino a un massimo di 30 persone per ogni incontro. Durante i pomeriggi sarà possibile stare insieme, conversare e condividere momenti di svago in un ambiente fresco e protetto. Il progetto punta quindi a rispondere a due esigenze particolarmente sentite durante l’estate: da una parte la necessità di proteggersi dalle temperature elevate, dall’altra quella di contrastare la solitudine e l’isolamento sociale. Un luogo fresco per affrontare le giornate più calde Le ondate di calore possono rappresentare un rischio soprattutto per le persone più anziane, che hanno spesso maggiori difficoltà a sopportare temperature molto elevate. Mettere a disposizione locali climatizzati significa offrire una possibilità concreta a chi non dispone di sistemi di raffrescamento nella propria abitazione o preferisce non restare da solo durante le ore più calde. Accanto agli appuntamenti programmati, dal 17 luglio al 29 agosto i locali della Croce Verde potranno essere utilizzati anche in caso di forti ondate di calore o particolari situazioni di emergenza. La disponibilità degli spazi verrà quindi valutata in base alle condizioni climatiche e alle necessità che potrebbero presentarsi nel corso dell’estate. La sede di via Dora diventerà così un punto di riferimento per la popolazione anziana, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature molto alte. L’iniziativa rientra nelle attività predisposte dal Comune per affrontare il periodo estivo e offrire sostegno alle persone più fragili. Socialità e compagnia contro la solitudine “Pomeriggi Insieme” non è pensato esclusivamente come un servizio per trovare riparo dal caldo. Uno degli aspetti centrali del progetto è infatti la possibilità di favorire la socializzazione. Durante l’estate molte attività rallentano, alcune famiglie partono per le vacanze e le occasioni di incontro possono diminuire. Per gli anziani che vivono soli, questa situazione rischia di aumentare la sensazione di isolamento. Partecipare agli incontri permette invece di trascorrere alcune ore insieme ad altre persone, ritrovare conoscenti e creare nuove relazioni. Anche una semplice conversazione può contribuire a rendere la giornata più piacevole e a mantenere vivo il legame con la comunità. La presenza delle associazioni coinvolte rappresenta inoltre una garanzia di attenzione e vicinanza. S. E. A. San Mauro e Croce Verde collaborano con il Comune per offrire un ambiente organizzato, accogliente e adatto alle esigenze dei partecipanti. Disponibile anche la sala climatizzata della biblioteca Oltre agli spazi della Croce Verde, i cittadini possono continuare a utilizzare la Sala Irma Antonetto che si trova nella Biblioteca Civica, in via XXV Aprile 66. La sala è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19 e l’ingresso è libero. Anche in questo caso si tratta di un ambiente climatizzato nel quale è possibile trascorrere qualche ora al riparo dal caldo. La biblioteca rappresenta quindi un’altra possibilità per chi desidera leggere, rilassarsi o semplicemente restare in un luogo confortevole durante le ore più calde della giornata. L’accesso quotidiano e l’orario prolungato rendono la sala particolarmente utile durante tutto il periodo estivo. La presenza di più spazi disponibili sul territorio permette di ampliare le opportunità offerte alla cittadinanza e di garantire un sostegno concreto alle persone che possono avere maggiori difficoltà durante le ondate di calore. I numeri da contattare per informazioni Per ricevere informazioni sugli appuntamenti o segnalare particolari necessità è possibile contattare la Croce Verde, al numero 333 3556642. È inoltre possibile rivolgersi a S. E. A. San Mauro chiamando il numero 011 8985154 oppure il 333 8948006. Il ritorno di “Pomeriggi Insieme” conferma l’attenzione verso gli anziani e verso chi rischia di trovarsi in difficoltà durante l’estate. Gli incontri in programma rappresentano un’occasione per trovare sollievo dalle alte temperature, ma soprattutto per trascorrere del tempo in compagnia e sentirsi parte della comunità. - Published: 2026-07-11 - Modified: 2026-07-10 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/regione-piemonte-assume-un-dirigente-selezione-aperta-per-il-settore-autonomia-differenziata.html - Categorie: Lavoro La Regione Piemonte ha avviato una selezione pubblica per il conferimento di un incarico dirigenziale a tempo determinato. La posizione riguarda il Settore A1023A “Autonomia differenziata” e prevede una durata complessiva di tre anni. Il bando è rivolto a professionisti che lavorano già nella pubblica amministrazione e che possiedono una preparazione specifica in ambito giuridico e amministrativo. La persona selezionata avrà il compito di coordinare un settore particolarmente delicato, legato ai rapporti istituzionali con il Governo e all’elaborazione dei modelli applicativi regionali. Le candidature possono essere presentate esclusivamente online tramite il Portale InPA. La scadenza è fissata alle ore 12. 30 di lunedì 20 luglio 2026. Quale incarico offre la Regione Piemonte La procedura riguarda il conferimento di un incarico dirigenziale per il ruolo di Responsabile del Settore A1023A “Autonomia differenziata”. Il dirigente scelto dovrà occuparsi delle attività amministrative e organizzative collegate al percorso di autonomia regionale. Tra le funzioni principali rientreranno il coordinamento dei processi di negoziazione con il Governo e la preparazione di modelli, strumenti e procedure da applicare sul territorio piemontese. Si tratta quindi di una posizione che richiede una conoscenza approfondita della normativa nazionale e regionale, insieme alla capacità di gestire rapporti istituzionali complessi. L’incarico avrà una durata di tre anni e sarà regolato secondo quanto previsto dalla normativa relativa agli incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione. Chi può partecipare alla selezione La selezione non è aperta indistintamente a tutti i cittadini. Possono presentare la domanda soltanto coloro che risultano già dipendenti di ruolo di una pubblica amministrazione. Tra i principali requisiti richiesti figura l’appartenenza, da almeno cinque anni, alla categoria D oppure all’Area dei Funzionari e dell’Elevata qualificazione. I candidati devono quindi aver maturato una significativa esperienza professionale nel settore pubblico, ricoprendo ruoli con responsabilità e competenze adeguate alla posizione dirigenziale disponibile. È inoltre necessaria un’esperienza documentata di almeno cinque anni nelle materie legate all’incarico. Particolare attenzione sarà riservata alla conoscenza dell’autonomia differenziata e della legislazione statale e regionale che disciplina questo ambito. La Regione valuterà anche il percorso professionale complessivo, gli incarichi già ricoperti, le competenze organizzative e le eventuali esperienze di coordinamento. Il titolo di studio richiesto Per partecipare alla procedura è necessario possedere un diploma di laurea del vecchio ordinamento oppure una laurea specialistica o magistrale in Giurisprudenza. Il requisito accademico è strettamente collegato alle attività che il futuro responsabile dovrà svolgere. Il settore dell’autonomia differenziata richiede infatti la capacità di analizzare norme, provvedimenti, accordi istituzionali e procedure amministrative. Oltre al titolo di studio, sarà importante dimostrare una preparazione concreta nelle materie oggetto dell’incarico. Non sarà quindi sufficiente possedere la laurea: la selezione terrà conto soprattutto dell’esperienza e della professionalità maturate nel corso della carriera. Come presentare la domanda tramite il Portale InPA La candidatura deve essere inoltrata esclusivamente in modalità telematica attraverso il Portale Unico del Reclutamento della Funzione Pubblica, conosciuto come Portale InPA. Per accedere alla piattaforma e compilare il modulo online è necessario autenticarsi utilizzando uno dei sistemi di identità digitale disponibili, tra cui SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi oppure eIDAS. Una volta effettuato l’accesso, il candidato dovrà individuare il bando della Regione Piemonte e completare tutti i campi richiesti. Sarà necessario allegare la documentazione prevista e verificare con attenzione che le informazioni inserite siano corrette. Nella sezione dedicata agli allegati dovranno essere caricate anche le dichiarazioni sostitutive relative all’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità. La domanda dovrà essere inviata entro le ore 12. 30 del 20 luglio 2026. Dopo la scadenza non sarà più possibile completare o modificare la candidatura. Per evitare problemi tecnici, è consigliabile non attendere le ultime ore disponibili. Un caricamento tardivo potrebbe impedire di completare la procedura in caso di rallentamenti della piattaforma o di documenti mancanti. Come si svolgerà la selezione La procedura prevede due fasi principali: la valutazione dei titoli e del curriculum e un successivo colloquio. Durante la prima fase, la commissione esaminerà il percorso professionale dei candidati, le esperienze maturate, gli incarichi ricoperti e la preparazione specifica nelle materie dell’autonomia differenziata. Alla valutazione dei curriculum potranno essere assegnati fino a un massimo di 30 punti. I candidati ammessi alla fase successiva dovranno sostenere un colloquio finalizzato ad accertare le competenze tecniche, attitudinali, organizzative e gestionali. Anche il colloquio consentirà di ottenere fino a 30 punti. Per entrare nella graduatoria finale sarà necessario raggiungere almeno 21 punti nella prova orale e un punteggio totale non inferiore a 42 punti. La selezione non sarà quindi basata soltanto sui titoli posseduti, ma anche sulla capacità di affrontare situazioni operative, coordinare attività complesse e gestire relazioni con altre istituzioni. Un ruolo strategico per la Regione Piemonte Il nuovo dirigente sarà chiamato a operare in un settore che riveste un’importanza crescente nell’organizzazione amministrativa regionale. Il percorso legato all’autonomia differenziata coinvolge infatti aspetti giuridici, politici, finanziari e organizzativi. Il responsabile dovrà essere in grado di seguire l’evoluzione delle norme, partecipare ai processi di confronto con il Governo e contribuire alla definizione delle soluzioni applicabili in Piemonte. La posizione richiede quindi esperienza nella pubblica amministrazione, una solida preparazione giuridica e buone capacità di coordinamento. Per i funzionari pubblici in possesso dei requisiti indicati, il bando rappresenta una possibilità di crescita professionale e l’occasione di assumere un incarico di responsabilità all’interno dell’amministrazione regionale. - Published: 2026-07-11 - Modified: 2026-07-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/sanita-italiana-il-piemonte-conquista-il-quarto-posto-davanti-solo-veneto-emilia-romagna-e-toscana.html - Categorie: News Il Piemonte si conferma tra le Regioni italiane con i risultati migliori nell’assistenza sanitaria. Secondo i dati più recenti del Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute, relativi al 2024, la Regione ha ottenuto 272 punti su un massimo di 300, conquistando il quarto posto nella graduatoria nazionale. Davanti al Piemonte si trovano soltanto Veneto, Emilia-Romagna e Toscana. Il risultato colloca quindi la sanità piemontese ai piedi del podio e davanti ad altri sistemi regionali tradizionalmente considerati molto solidi, come quelli della Provincia autonoma di Trento e della Lombardia. Il monitoraggio del Ministero valuta la capacità delle Regioni di garantire i Livelli essenziali di assistenza, i cosiddetti LEA, attraverso una serie di indicatori dedicati alla prevenzione, ai servizi territoriali e alle cure ospedaliere. Piemonte quarto nella classifica della sanità italiana Nella prima posizione della graduatoria nazionale c'è il Veneto, che ha raggiunto 288 punti. Poi ci sono l’Emilia-Romagna (che ha totalizzato 282 punti) e la Toscana (280 punti). Subito dopo compare il Piemonte, con 272 punti, appena una lunghezza davanti alla Provincia autonoma di Trento, ferma a 271. La Lombardia occupa invece il sesto posto con 270 punti, mostrando un miglioramento rispetto all’anno precedente. La parte alta della classifica comprende anche Umbria, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Puglia. Più distanti risultano invece le Regioni che continuano a incontrare maggiori difficoltà nel raggiungimento degli standard previsti. Il dato piemontese conferma una posizione di rilievo nel panorama sanitario nazionale, anche se il confronto con le prime tre Regioni mostra la presenza di margini di miglioramento. Come funziona il Nuovo Sistema di Garanzia Il Nuovo Sistema di Garanzia è lo strumento utilizzato dal Ministero della Salute per controllare che tutte le Regioni assicurino ai cittadini i livelli minimi di assistenza previsti dalla normativa. La valutazione si basa su 88 indicatori, distribuiti in tre grandi aree. La prima riguarda la prevenzione e comprende attività come vaccinazioni, screening oncologici e iniziative di sanità pubblica. La seconda area è dedicata all’assistenza territoriale, quindi ai servizi offerti fuori dagli ospedali, alla continuità delle cure, all’emergenza sanitaria e all’appropriatezza dei trattamenti. La terza riguarda invece l’assistenza ospedaliera e prende in considerazione aspetti come la qualità delle cure, gli esiti clinici, i tempi degli interventi e l’organizzazione delle strutture. Ogni area può ottenere un massimo di 100 punti. Il punteggio complessivo può quindi arrivare fino a 300. Per superare la valutazione non è sufficiente avere un risultato totale elevato: ogni Regione deve raggiungere la soglia minima prevista in tutte e tre le aree. Un sistema sanitario può infatti mostrare buoni risultati negli ospedali, ma presentare carenze nella prevenzione o nei servizi territoriali. Migliorano prevenzione e assistenza sul territorio Il quadro nazionale mostra alcuni segnali positivi. Rispetto alle rilevazioni precedenti, un numero maggiore di Regioni è riuscito a rispettare gli standard minimi stabiliti dal Ministero. Uno dei miglioramenti più evidenti riguarda la prevenzione, area nella quale molte amministrazioni hanno rafforzato le campagne vaccinali e i programmi di screening. Progressi sono stati registrati anche nell’assistenza territoriale, soprattutto in alcune zone del Centro e del Sud. Il divario con le Regioni settentrionali rimane però ancora significativo, in particolare per quanto riguarda la disponibilità dei servizi e la capacità di seguire i pazienti fuori dalle strutture ospedaliere. L’assistenza ospedaliera ha mostrato invece una flessione lieve in generale. Il calo non ha comunque compromesso il raggiungimento degli standard complessivi nella maggior parte del Paese. Solo tre territori restano sotto la soglia minima Uno degli elementi più importanti emersi dal monitoraggio riguarda la riduzione delle situazioni considerate insufficienti. Le Regioni o Province autonome che non raggiungono i livelli minimi in almeno una delle tre aree sono passate da otto a tre. Si tratta della Provincia autonoma di Bolzano, della Sicilia e della Calabria. Bolzano e Sicilia presentano ancora criticità nel settore della prevenzione, mentre la Calabria continua a mostrare risultati insufficienti nell’assistenza territoriale. Tutte le altre Regioni hanno superato le soglie richieste nei tre settori analizzati. Il miglioramento non elimina le differenze tra le diverse aree del Paese, ma segnala una maggiore capacità complessiva del Servizio sanitario nazionale di garantire le prestazioni essenziali. Perché la posizione del Piemonte è importante Il quarto posto ottenuto dal Piemonte rappresenta un risultato significativo sia dal punto di vista sanitario sia da quello economico. I punteggi del Nuovo Sistema di Garanzia non servono infatti soltanto a fotografare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. I risultati possono incidere anche sull’accesso a fondi e meccanismi premiali destinati alle amministrazioni regionali. Una valutazione elevata può quindi tradursi in maggiori risorse da investire nel personale, nelle strutture, nelle tecnologie e nei servizi territoriali. La posizione del Piemonte conferma la solidità generale del sistema regionale, ma la classifica deve essere letta come uno strumento di confronto e non come un punto di arrivo. Restano centrali temi come la riduzione delle liste d’attesa, il rafforzamento della medicina territoriale e la capacità di assicurare servizi omogenei in tutte le province. Il risultato di 272 punti offre comunque una base positiva. Il Piemonte si colloca tra le realtà sanitarie più efficienti d’Italia, a breve distanza dal podio e davanti ad alcune delle Regioni più sviluppate del Paese. - Published: 2026-07-11 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/moncalieri-celebra-il-beato-bernardo-cinque-giorni-tra-fede-musica-e-fuochi-sul-po.html - Categorie: Eventi - Tag: Moncalieri Moncalieri si prepara a celebrare il Beato Bernardo con cinque giorni di appuntamenti capaci di unire spiritualità, storia, musica e momenti di festa. Da sabato 11 a mercoledì 15 luglio 2026 la città tornerà infatti a riunirsi per una delle ricorrenze più sentite dalla comunità, con un programma che coinvolgerà il centro storico, le chiese, le piazze e le sponde del Po. La festa patronale proporrà processioni, celebrazioni religiose, rievocazioni storiche, concerti, cene popolari e serate danzanti. Il momento conclusivo sarà rappresentato dal tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio sul Po, previsto nella serata di mercoledì 15 luglio. La rievocazione storica apre la festa del Beato Bernardo Il primo appuntamento è fissato per sabato 11 luglio alle 21 in piazza Vittorio Emanuele II. La manifestazione si aprirà con una rievocazione storico-religiosa dedicata alla figura del Beato Bernardo, patrono di Moncalieri. L’iniziativa permetterà al pubblico di riscoprire la storia del santo e il legame che da secoli lo unisce alla città. Costumi d’epoca, figuranti e atmosfere del passato accompagneranno l’inizio ufficiale delle celebrazioni. Al termine della rievocazione partirà la processione con le reliquie del Patrono, diretta verso la chiesa di Borgo Aje. La cerimonia sarà presieduta dall’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo. La serata inaugurale rappresenterà uno dei momenti maggiormente legati alla tradizione religiosa della festa, riportando nel cuore di Moncalieri una consuetudine particolarmente cara ai cittadini. Domenica tra delegazioni, messa solenne e musica Il programma riprenderà domenica 12 luglio alle 10 in piazza Failla. Qui la Filarmonica locale accoglierà con un momento musicale la delegazione proveniente da Baden-Baden, città tedesca gemellata con Moncalieri. La presenza degli ospiti stranieri sottolineerà ancora una volta il valore degli scambi culturali e istituzionali costruiti negli anni tra le due città. Poco dopo, alle 10. 30, sarà celebrata la Messa solenne alla presenza delle autorità, delle associazioni e dei gruppi storici. Dopo gli appuntamenti religiosi della mattinata, la festa si sposterà nel piazzale della chiesa del Beato Bernardo. La serata inizierà con una cena a base di fritto di pesce organizzata dalla Pro Loco. A seguire, il pubblico potrà ballare e ascoltare musica con l’Orchestra Loris Gallo. Sarà una serata pensata per coinvolgere famiglie, giovani e persone di ogni età, trasformando il piazzale in un grande spazio di incontro. Porchetta, ballo e lotteria nella serata di lunedì Anche lunedì 13 luglio il centro delle iniziative sarà il piazzale della chiesa del Beato Bernardo. La proposta gastronomica della serata sarà dedicata alla porchetta, accompagnata da musica e intrattenimento. Sul palco salirà l’Orchestra I Ragazzi del Villaggio, che proporrà un repertorio pensato per il ballo e per la partecipazione del pubblico. Le serate danzanti rappresentano da tempo una parte importante delle feste patronali, perché riescono a creare un’atmosfera informale e ad avvicinare generazioni differenti. Alle 23 si svolgerà inoltre l’estrazione dei premi della lotteria. L’appuntamento concluderà una giornata dedicata soprattutto alla convivialità e alla voglia di stare insieme. Il concerto lirico-sinfonico nella chiesa di Santa Maria della Scala Martedì 14 luglio il programma assumerà un carattere più musicale e culturale. Alle 21, nella chiesa di Santa Maria della Scala, si terrà il concerto lirico-sinfonico in onore del Beato Bernardo. A esibirsi sarà l’Orchestra Arsnova, che proporrà musiche di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Carl Maria von Weber. Il concerto offrirà l’occasione di ascoltare alcune pagine celebri del repertorio operistico e sinfonico in uno dei luoghi religiosi più importanti della città. La scelta della chiesa di Santa Maria della Scala contribuirà a rendere ancora più suggestiva l’esibizione. L’architettura dell’edificio e la sua atmosfera solenne faranno da cornice a una serata nella quale musica e spiritualità potranno incontrarsi. L’appuntamento è rivolto sia agli appassionati del genere sia a chi desidera vivere un momento culturale inserito nel più ampio programma della festa patronale. Il gran finale con la Messa e i fuochi sul Po Le celebrazioni termineranno mercoledì 15 luglio, giorno conclusivo della festa. Alle 21, sempre nella chiesa di Santa Maria della Scala, sarà celebrata la Messa solenne. La funzione sarà concelebrata dai sacerdoti di Moncalieri e vedrà la partecipazione delle autorità, delle associazioni cittadine e dei rappresentanti della comunità. Sarà il momento religioso conclusivo di un percorso iniziato cinque giorni prima con la rievocazione e la processione. Alle 23 arriverà uno degli appuntamenti maggiormente attesi: lo spettacolo dei fuochi d’artificio sul Po. Le esplosioni luminose saranno visibili da diversi punti della città, tra cui via Goito, lungo Po Abellonio, piazzale Aldo Moro e il belvedere di viale Castello. Il pubblico potrà quindi scegliere la zona preferita dalla quale assistere allo spettacolo, che illuminerà il fiume e il profilo della città. Il consiglio è quello di raggiungere i punti panoramici con un certo anticipo, considerando la prevedibile presenza di numerosi visitatori. La festa del Beato Bernardo si conferma così un evento capace di raccontare l’identità di Moncalieri. Le celebrazioni religiose si affiancano agli spettacoli, alla gastronomia, alla musica e alle iniziative popolari, creando un programma pensato per coinvolgere tutta la comunità. - Published: 2026-07-10 - Modified: 2026-07-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/cattin-dal-centrale-di-wimbledon-al-mito-del-daytona-il-tennis-parla-la-lingua-del-lusso.html - Categorie: News L’esperto di orologeria Paolo Cattin analizza il legame tra Wimbledon, Rolex Daytona e cultura del desiderio nel lusso sportivo. Milano, 09 luglio 2026, - Wimbledon è molto più di un torneo, oggi è un codice visivo, una passerella sportiva dove il bianco obbligatorio, l’erba perfetta, il silenzio del Centrale e la precisione del gesto atletico costruiscono da decenni uno degli immaginari più potenti dello sport mondiale. Una grammatica di eleganza, controllo e prestigio, in cui Rolex ha trovato uno dei territori più coerenti con la propria identità. Mentre il calcio resta lo sport più popolare del pianeta, capace di muovere masse, passioni, appartenenze e narrazioni collettive, il tennis rappresenta un altro tipo di racconto, più individuale, più rituale, più vicino all’idea di misura, concentrazione, disciplina e continuità. È qui che Paolo Cattin, tra i massimi esperti mondiali di Rolex Daytona e punto di riferimento per collezionisti e appassionati, legge una scelta di posizionamento precisa, il lusso sceglie i linguaggi che meglio riflettono i propri valori. «Rolex ha costruito nel tempo un universo sportivo molto riconoscibile. Tennis, golf, vela, equitazione e motorsport parlano a pubblici diversi, ma condividono un tratto comune, sono discipline dove il gesto tecnico, la tradizione, la precisione e il prestigio internazionale diventano parte della narrazione. Il calcio ha una forza popolare immensa, con una componente emotiva e tribale straordinaria. Il tennis, invece, offre a un marchio del lusso un registro più controllato, più elegante, più vicino all’idea di tempo, misura e continuità», spiega Paolo Cattin. Il tema torna attuale con Wimbledon 2026 e con l’attenzione crescente verso il rapporto tra campioni, stile e orologi. Il look bianco di Jannik Sinner, raccontato anche come fenomeno fashion oltre che sportivo, conferma quanto il tennis sia ormai uno spazio in cui performance, personal branding e luxury si incontrano. Un Rolex al polso di un campione, una borsa firmata, una polo dal taglio impeccabile diventano segnali culturali prima ancora che dettagli estetici. Il dettaglio più interessante, per chi osserva l’orologeria con occhio tecnico, è che attorno ai campioni Sinner e Alcaraz ricorre un nome preciso: Daytona. Sinner è stato associato al Rolex Cosmograph Daytona in oro Everose 18 ct, referenza 126515LN, con quadrante Sundust e cinturino Oysterflex, una configurazione sportiva e sofisticata insieme. Alcaraz, invece, ha portato nel tempo diversi Daytona di grande interesse collezionistico, tra cui il 116518LN-0076 in oro giallo con quadrante meteorite e il più recente 126518LN in oro giallo con quadrante turchese, diventato uno degli esempi più fotografati del rapporto tra tennis, status e alta orologeria. La forza del tennis, sta nella sua capacità di trasformare l’atleta in personaggio senza disperdere il senso della disciplina. Il campo resta centrale, ma tutto ciò che circonda il campo contribuisce alla costruzione dell’immagine. L’ingresso sul Centrale, la cerimonia di premiazione, il gesto con cui un campione indossa l’orologio dopo una vittoria, la foto che rimbalza sui social e sulle testate internazionali, ogni elemento partecipa alla nascita di un’icona. «Quando si parla di Sinner e Alcaraz, il tema non è semplicemente Rolex, ma Daytona. È una differenza sostanziale. Il Daytona è uno dei modelli più iconici e più studiati dai collezionisti, perché nasce come cronografo sportivo, ha una storia fortissima e oggi vive anche dentro altri immaginari, dal tennis alla cultura pop. Vedere due campioni contemporanei indossare Daytona diversi, con configurazioni così riconoscibili, significa osservare il passaggio dell’orologio da strumento tecnico a simbolo culturale», osserva Paolo Cattin. Secondo l’esperto, il punto va letto distinguendo con attenzione i diversi piani della comunicazione sportiva. Una cosa è la sponsorizzazione ufficiale di un evento, altra cosa è il ruolo dell’ambassador, altra ancora è la scelta personale dell’atleta o la circolazione social di una fotografia. Nel mercato del lusso questi livelli si intrecciano, ma producono effetti diversi. Per Cattin, proprio il Daytona consente di leggere meglio questa trasformazione. La referenza, il materiale della cassa, il quadrante, il cinturino e persino il momento in cui l’orologio viene indossato contribuiscono alla costruzione del desiderio. Un conto è vedere un orologio in vetrina, altro conto è riconoscerlo al polso di un atleta nel momento in cui solleva un trofeo o attraversa il campo centrale di Wimbledon. In quel passaggio l’oggetto entra in una narrazione pubblica e acquisisce una forza che il mercato collezionistico percepisce immediatamente. «Il pubblico tende a mettere tutto sullo stesso piano, mentre per chi osserva il mercato dell’orologeria le differenze sono fondamentali. Una partnership istituzionale costruisce autorevolezza, un ambassador trasferisce valori personali al marchio, una scelta spontanea del campione può generare autenticità. I social, infine, amplificano tutto in tempo reale, trasformando un dettaglio di stile in conversazione globale», aggiunge Paolo Cattin. Da questo punto di vista Wimbledon rappresenta il laboratorio perfetto perchè è un evento sportivo, ma anche un dispositivo culturale. Ogni anno produce immagini capaci di parlare a pubblici diversi, sportivi, collezionisti, appassionati di moda, osservatori del marketing, consumatori del lusso. Il tennis, più di altre discipline, consente al brand di abitare un territorio sofisticato, internazionale e riconoscibile, dove il tempo diventa parte della scena. Il calcio resta una macchina narrativa gigantesca e proprio per questo, comunica però valori differenti, appartenenza, tifo, identità popolare, adrenalina collettiva, rivalità, immediatezza. Il tennis propone un’altra temperatura emotiva, caratterizzata da meno folla e più gesto, meno curva e più rituale, meno appartenenza tribale e più riconoscibilità individuale. Per un marchio come Rolex, questa differenza pesa. «La domanda giusta riguarda i valori che un brand vuole associare al proprio nome. Il tennis garantisce un immaginario selettivo, più silenzioso, più coerente con la cultura dell’orologeria di alta gamma. Nel lusso la quantità dello sguardo conta meno della qualità dell’associazione», conclude Cattin. Wimbledon 2026 conferma così una tendenza ormai evidente, lo sport contemporaneo produce icone anche fuori dal risultato. Un campione vince con il talento, ma diventa simbolo quando il suo stile entra nella memoria collettiva e dal polso dei tennisti al desiderio dei collezionisti, l’orologio attraversa il campo e arriva nel mercato, nella cultura pop, nelle conversazioni tra appassionati. In fondo, il successo di un grande segnatempo sportivo nasce proprio... - Published: 2026-07-10 - Modified: 2026-07-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/sindone-nuove-analisi-del-dna-rivelano-secoli-di-contaminazioni-umane-e-ambientali.html - Categorie: News La Sindone di Torino torna al centro dell’attenzione scientifica. Un gruppo internazionale di ricercatori ha analizzato le tracce biologiche presenti su alcuni frammenti prelevati nel 1978, ottenendo una fotografia molto complessa dei contatti avvenuti nel corso del tempo. I risultati mostrano la presenza di DNA umano, microrganismi, piante e animali. Questi elementi, però, non possono essere collegati automaticamente alla storia più antica del telo. Molte tracce potrebbero derivare dalle persone che lo hanno maneggiato, dagli ambienti nei quali è stato conservato o dalle procedure seguite durante il prelievo dei campioni. Un nuovo studio sui frammenti prelevati nel 1978 La ricerca è stata coordinata da studiosi delle Università di Pavia e Padova e ha esaminato nuovamente materiale raccolto quasi cinquant’anni fa. Attraverso tecniche genetiche e proteomiche più avanzate rispetto a quelle disponibili all’epoca, gli scienziati hanno potuto ricostruire parte del patrimonio biologico depositato sulle fibre. Uno degli aspetti più importanti riguarda le modalità con cui furono eseguiti i prelievi. Le analisi hanno infatti individuato cheratine e altre proteine tipiche della pelle umana, un dato compatibile con una manipolazione effettuata in condizioni non completamente sterili. Nel 1978 le precauzioni adottate erano diverse da quelle richieste oggi per un’indagine genetica. Il contatto diretto con le mani o l’utilizzo di strumenti non adeguatamente isolati potrebbe quindi avere lasciato sui frammenti materiale appartenente agli operatori. Questo elemento cambia il modo in cui devono essere interpretati i risultati. Una traccia genetica rinvenuta sulla Sindone non rappresenta necessariamente una prova della sua provenienza geografica o del suo percorso storico. Le numerose tracce biologiche trovate sul telo L’analisi ha restituito una grande varietà di segnali. Accanto a lignaggi umani compatibili con popolazioni dell’Eurasia occidentale e dell’area mediterranea, i ricercatori hanno riconosciuto un microbioma formato da batteri, funghi e archei. Alcuni microrganismi sono normalmente presenti sulla pelle umana, mentre altri possono essere associati ad ambienti salini. La loro presenza racconta quindi una lunga successione di contatti, spostamenti e condizioni di conservazione. Tra i risultati figura anche una linea di DNA mitocondriale riscontrabile nella popolazione ebraica ashkenazita. Il medesimo profilo, però, corrisponderebbe a quello di una persona coinvolta nel prelievo del 1978. Il dato diventa così un esempio concreto del rischio di attribuire un’origine antica a una contaminazione moderna. La ricerca ha inoltre identificato materiale genetico riconducibile a corallo rosso e a diverse piante coltivate, tra cui grano, mais, carota, banana e arachide. Sono emerse anche tracce associate ad animali domestici come bovini, suini, polli, cani e gatti. Una sovrapposizione costruita nel corso dei secoli La Sindone è stata esposta, trasferita, custodita e maneggiata molte volte. Ogni passaggio può avere depositato sulle sue fibre particelle biologiche provenienti dalle persone presenti, dagli oggetti circostanti o dall’ambiente. La composizione delle tracce vegetali e animali suggerisce che una parte delle contaminazioni sia relativamente recente. La presenza di specie diffuse attraverso gli scambi tra continenti, per esempio, appare più compatibile con eventi avvenuti dal tardo Medioevo in avanti che con un’origine molto più antica. Il DNA recuperato deve quindi essere considerato come un insieme di strati sovrapposti. Non permette di costruire una cronologia precisa, perché la stessa fibra può conservare contemporaneamente materiale appartenente a periodi molto diversi. L’approccio metagenomico riesce a individuare numerosi organismi all’interno dello stesso campione, ma da solo non stabilisce quando una determinata traccia sia arrivata sul tessuto. Per questo motivo gli studiosi invitano a evitare conclusioni troppo nette. Che cosa cambia nel dibattito sulla Sindone I risultati non risolvono la discussione sull’origine e sull’autenticità della Sindone. Offrono invece nuove informazioni sulle condizioni in cui il telo è stato conservato e sui problemi che accompagnano lo studio di un reperto attraversato da una storia così lunga. Le evidenze genetiche possono integrare le indagini storiche, forensi e radiometriche, ma non sono sufficienti per sostituirle. Per associare una traccia a un luogo o a un periodo servirebbero campioni raccolti in condizioni controllate e riferimenti cronologici affidabili. La ricerca sottolinea anche quanto siano importanti le procedure di prelievo. Guanti, strumenti sterili, ambienti controllati e registrazione dettagliata di ogni operazione sono indispensabili per distinguere il materiale originario dalle contaminazioni introdotte durante le analisi. Il nuovo studio aggiunge dunque un capitolo alla storia scientifica della Sindone. Più che fornire una risposta definitiva, mostra la complessità di un tessuto sul quale si sono accumulate le impronte biologiche di persone, luoghi ed epoche differenti. - Published: 2026-07-10 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/parco-della-salute-di-torino-lavori-al-via-nel-2027-approvato-il-progetto-aggiornato.html - Categorie: News Il Parco della Salute di Torino compie un nuovo passo verso la realizzazione. Il Collegio di Vigilanza ha approvato gli aggiornamenti apportati al progetto e ha confermato l’apertura dei cantieri all’inizio del 2027. La struttura sorgerà nell’area vicina al Grattacielo della Regione Piemonte e rappresenterà uno dei maggiori interventi di edilizia sanitaria realizzati sul territorio regionale negli ultimi decenni. Il calendario registra uno slittamento di alcuni mesi rispetto alle precedenti previsioni. Questo tempo servirà ad adeguare il progetto alle norme entrate in vigore dopo la pandemia, alle nuove indicazioni sulla progettazione degli ospedali e agli obiettivi del piano sociosanitario regionale. Secondo quanto emerso durante la riunione, le modifiche non dovrebbero produrre variazioni rilevanti nei costi e nei tempi complessivi dell’opera. Il cantiere partirà nei primi mesi del 2027 La conferma dell’avvio dei lavori è arrivata durante l’incontro al quale hanno partecipato rappresentanti della Regione Piemonte, del Comune di Torino, dell’Università, delle aziende sanitarie, di RFI e di Sistemi Urbani. Collegato a distanza anche il commissario straordinario incaricato di seguire la realizzazione del nuovo polo. La posa della prima pietra è prevista all’inizio del 2027. Prima di arrivare a questa fase sarà necessario completare il confronto con il concessionario e con i progettisti, verificando nel dettaglio tutte le modifiche richieste. Il tempo aggiuntivo stimato per la progettazione è di circa due o tre mesi. Le istituzioni considerano questo passaggio necessario per costruire una struttura capace di rispondere alle esigenze sanitarie attuali. Il progetto originale, infatti, risale al 2018 e deve tenere conto dei cambiamenti avvenuti negli ospedali dopo l’emergenza Covid. Un progetto ripensato per la sanità del futuro La revisione degli spazi è stata affidata al Politecnico di Milano, chiamato a studiare una disposizione più moderna e funzionale delle diverse attività. L’organizzazione interna di un grande ospedale influenza la rapidità degli interventi, gli spostamenti del personale, la sicurezza dei pazienti e l’efficienza dei servizi. Per questo motivo la progettazione logistica assume un ruolo centrale. Tra le novità previste figurano un maggior numero di laboratori dedicati alla ricerca integrata e lo sviluppo di un vero ospedale digitale. Tecnologie, dati clinici e strumenti informatici saranno utilizzati per facilitare il lavoro dei professionisti e migliorare il coordinamento tra reparti. Il progetto aggiornato comprende inoltre 90 posti letto derivanti dallo scorporo del Regina Margherita. Il nuovo polo riunirà assistenza, ricerca e formazione, rafforzando il rapporto tra l’attività ospedaliera e quella universitaria. L’obiettivo è realizzare un luogo nel quale cura e innovazione possano procedere insieme. Come sarà organizzato il nuovo ospedale La base dell’edificio si svilupperà su quattro piani. In questa parte troveranno spazio il pronto soccorso, i servizi di emergenza, la diagnostica, le sale operatorie, i laboratori e le aree aperte al pubblico. La scelta dovrebbe consentire di concentrare ai livelli inferiori le attività che richiedono accessi frequenti e collegamenti rapidi. Dal quinto al dodicesimo piano saranno invece collocati i reparti di degenza, distribuiti all’interno di tre torri. Il Parco della Salute disporrà complessivamente di 1. 040 posti letto, ai quali si affiancheranno i 450 del Centro traumatologico ortopedico. Il Cto continuerà quindi ad avere un ruolo importante nella futura organizzazione sanitaria torinese. L’Ortopedia complessa e oncologica confluirà negli spazi del Parco della Salute, mentre l’unità spinale, la traumatologia e la riabilitazione resteranno nell’attuale struttura. Questa distribuzione dovrà garantire la continuità dei servizi e creare collegamenti efficienti tra le diverse specialità. La dimensione dell’intervento richiederà una pianificazione attenta anche per quanto riguarda trasporti, accessi, parcheggi e spostamenti quotidiani di pazienti, personale e visitatori. Un investimento complessivo da 611 milioni di euro La costruzione del Parco della Salute richiederà un investimento totale di 611 milioni di euro. Le risorse saranno formate da 227 milioni di finanziamenti statali, 12 milioni provenienti dalla Regione Piemonte e 372 milioni di capitali privati. L’approvazione del progetto aggiornato permette ora di proseguire verso le fasi operative. Rimangono da completare gli ultimi passaggi tecnici e il confronto con i soggetti incaricati della realizzazione, ma la tabella di marcia indica il 2027 come l’anno in cui il progetto inizierà a diventare un cantiere vero e proprio. Per Torino e per l’intero Piemonte si tratta di una trasformazione destinata ad avere effetti di lungo periodo. Il nuovo complesso cambierà l’organizzazione dell’assistenza ospedaliera e potrà diventare un punto di riferimento per la ricerca, la formazione universitaria e l’impiego delle tecnologie digitali in ambito sanitario. Dopo un percorso durato diversi anni, il Parco della Salute si avvicina così alla fase della costruzione. - Published: 2026-07-10 - Modified: 2026-07-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-nuovi-cantieri-in-corso-moncalieri-corso-regina-e-via-cigna-date-e-modifiche-alla-viabilita.html - Categorie: News Nuovi lavori stradali interessano diverse zone di Torino nel pieno della stagione estiva. Gli interventi riguardano corso Moncalieri e alcuni importanti incroci dell’area compresa tra corso Regina Margherita, corso Valdocco e via Cigna. L’obiettivo principale è migliorare la sicurezza di pedoni e automobilisti, intervenendo sui marciapiedi, sugli attraversamenti e sulla disposizione delle carreggiate. Durante l’apertura dei cantieri saranno però possibili restringimenti e rallentamenti, soprattutto nelle ore caratterizzate da una maggiore presenza di veicoli. Corso Moncalieri, lavori tra Ponte Isabella e via Febo Il primo intervento è iniziato venerdì 10 luglio 2026 nel tratto di corso Moncalieri compreso tra Ponte Isabella e via Febo. Il progetto prevede l’allargamento del marciapiede che permette di raggiungere il Parco Leopardi. Si tratta dell’unico percorso pedonale che consente di accedere direttamente all’area verde da questo punto della città. La sua sistemazione dovrebbe renderlo più sicuro e più facilmente utilizzabile da tutti, comprese le persone con difficoltà motorie, gli anziani e i genitori con passeggini. Il cantiere comprende infatti l’eliminazione delle barriere architettoniche e la realizzazione di un passaggio pedonale più ampio. Il nuovo disegno comporterà un leggero restringimento della carreggiata in direzione nord, una modifica pensata anche per favorire una velocità più moderata delle automobili vicino all’ingresso del parco. L’intervento non si limiterà al marciapiede. È prevista anche la completa riasfaltatura della strada, insieme al ridisegno delle corsie di marcia. Al termine dei lavori, quindi, l’intero tratto dovrebbe presentarsi più ordinato e funzionale, sia per chi si muove a piedi sia per chi percorre corso Moncalieri in automobile. Carreggiata ridotta durante il cantiere Per consentire lo svolgimento delle lavorazioni, la carreggiata sarà temporaneamente ridotta a una corsia per ogni senso di marcia. La modifica resterà in vigore fino alla conclusione del cantiere. La Città ha scelto di programmare l’intervento durante il periodo estivo, quando i flussi di traffico sono generalmente inferiori rispetto ai mesi lavorativi e scolastici. Questo dovrebbe limitare almeno in parte le conseguenze sulla circolazione. Non sono comunque da escludere code e rallentamenti, in particolare nei momenti di maggiore passaggio. Agli automobilisti viene consigliato di controllare la segnaletica temporanea e, quando possibile, di prendere in considerazione percorsi alternativi. Corso Moncalieri rappresenta infatti uno degli assi utilizzati per gli spostamenti tra la zona sud, il centro cittadino e l’area collinare. Anche una riduzione temporanea delle corsie potrebbe quindi avere conseguenze sulla fluidità del traffico nelle strade vicine. Dal 13 luglio il cantiere tra corso Regina, corso Valdocco e via Cigna Un secondo intervento prenderà il via lunedì 13 luglio 2026 in uno degli incroci più complessi e trafficati della zona nord del centro. Il cantiere interesserà l’intersezione tra: corso Regina Margherita; corso Valdocco; via Cigna; via Principe Eugenio. I lavori rientrano nel programma dedicato alla messa in sicurezza degli incroci cittadini. L’intersezione collega strade percorse quotidianamente da automobili, mezzi pubblici, biciclette e pedoni e richiede quindi particolare attenzione durante tutte le fasi operative. La presenza del cantiere potrebbe produrre rallentamenti anche nelle vie circostanti. Chi deve attraversare la zona dovrà seguire le indicazioni presenti sul posto e prestare attenzione alle eventuali modifiche temporanee alla viabilità. Gli altri lavori previsti lungo via Cigna Il calendario degli interventi comprende inoltre altri incroci situati lungo via Cigna. Mentre partirà il cantiere nella zona di corso Regina Margherita, dovrebbe concludersi quello all’intersezione tra via Cigna e via Cecchi. Le lavorazioni si sposteranno successivamente nell’incrocio formato da via Maria Ausiliatrice, via Cigna e via Cottolengo. La scelta di procedere attraverso più cantieri collegati tra loro permette di intervenire su diversi punti dello stesso asse stradale. Il programma punta a rendere gli attraversamenti maggiormente riconoscibili, migliorare gli spazi destinati ai pedoni e ridurre le situazioni di rischio nei punti in cui convergono numerosi flussi di traffico. Per i residenti e per chi utilizza abitualmente queste strade sarà importante verificare di volta in volta l’avanzamento delle operazioni. Le modifiche potrebbero infatti cambiare con il passaggio da una fase del cantiere a quella successiva. Oltre 140 cantieri nel piano “Torino Cambia” Gli interventi di corso Moncalieri, corso Regina Margherita e via Cigna fanno parte del piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico. Il programma, già avviato nei mesi precedenti, prevede oltre 140 cantieri distribuiti in tutta la città. Il piano è sostenuto dalla Fondazione CRT attraverso un investimento complessivo di 32 milioni di euro. Le opere comprendono la manutenzione delle strade, il rifacimento delle pavimentazioni, la sistemazione dei marciapiedi e una serie di interventi dedicati alla sicurezza degli incroci. I disagi temporanei saranno inevitabili in alcune aree, ma l’obiettivo è ottenere percorsi più accessibili e una viabilità urbana più sicura. - Published: 2026-07-10 - Modified: 2026-07-10 - URL: https://www.torinofree.it/economia/poverta-energetica-in-piemonte-oltre-205mila-famiglie-non-riescono-a-sostenere-i-costi-di-luce-e-gas.html - Categorie: Economia La possibilità di riscaldare la propria abitazione in inverno, rinfrescarla durante le giornate più calde, cucinare e utilizzare l’acqua calda dovrebbe rappresentare una condizione normale. Per una parte crescente della popolazione piemontese, però, queste esigenze essenziali stanno diventando difficili da soddisfare. In Piemonte sono oltre 205mila le famiglie che vivono in una situazione di povertà energetica. Si tratta del 10,1% dei nuclei familiari presenti nella regione, una quota superiore alla media italiana. Complessivamente, il fenomeno coinvolge più di 400mila persone, costrette spesso a limitare i consumi domestici per riuscire a sostenere le altre spese quotidiane. Una famiglia piemontese su dieci è in difficoltà I numeri emergono da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte, realizzata elaborando i dati relativi al 2025 dell’Osservatorio Italiano per la Povertà Energetica e dell’Istat. Il quadro evidenzia un peggioramento rispetto agli anni precedenti. La povertà energetica si verifica quando una famiglia non dispone delle risorse economiche necessarie per acquistare l’energia indispensabile alla vita domestica. Il problema, quindi, non riguarda soltanto il mancato pagamento delle bollette. Può manifestarsi anche attraverso la rinuncia al riscaldamento, l’utilizzo limitato degli elettrodomestici o l’impossibilità di mantenere una temperatura adeguata durante l’estate. Dietro le percentuali si nascondono scelte quotidiane difficili. Alcune famiglie possono essere costrette a riscaldare soltanto una stanza, a ridurre l’uso dell’acqua calda o a evitare il condizionatore anche nei periodi caratterizzati da temperature molto elevate. L’energia diventa così una spesa da contenere al minimo, persino quando serve a garantire condizioni abitative dignitose. Il Piemonte supera la media nazionale Con un’incidenza del 10,1%, il Piemonte occupa l’ottavo posto nella classifica delle regioni italiane maggiormente interessate dalla povertà energetica. La media nazionale si ferma al 9,1%, circa un punto percentuale in meno rispetto al dato piemontese. La situazione cambia sensibilmente da un territorio all’altro. La percentuale più alta viene registrata in Puglia, dove il fenomeno interessa il 18,1% delle famiglie. Il Lazio presenta invece il valore più basso, pari al 5%. Su scala nazionale, la povertà energetica coinvolge quasi 2,5 milioni di famiglie e oltre 5 milioni di persone. Questi dati mostrano come il problema abbia assunto una dimensione strutturale. Non si tratta più di una difficoltà limitata a pochi nuclei particolarmente fragili, ma di un fenomeno che può interessare lavoratori, pensionati e famiglie con redditi insufficienti rispetto alla crescita delle spese. Il Piemonte, pur trovandosi lontano dai valori più elevati registrati in altre regioni, presenta quindi una situazione che richiede attenzione. Una famiglia su dieci fatica a pagare luce e gas oppure deve ridurre consumi legati a bisogni fondamentali. La spesa per luce e gas continua a crescere L’aumento del costo dell’energia rappresenta una delle principali cause del peggioramento. Nel 2024 le famiglie piemontesi avevano sostenuto una spesa complessiva di circa 3,164 miliardi di euro per elettricità e gas. Nel 2025 la cifra è salita a 3,253 miliardi. Le previsioni per il 2026 indicano un possibile incremento ancora più consistente, fino a raggiungere 3,685 miliardi di euro. In due anni, quindi, la spesa potrebbe aumentare di oltre mezzo miliardo. La crescita delle bollette pesa soprattutto sui bilanci delle famiglie con redditi bassi o poco stabili. Quando una parte significativa delle entrate deve essere destinata all’energia, rimangono meno risorse per alimentazione, salute, trasporti, istruzione e affitto. La difficoltà può aumentare sia nei mesi invernali sia durante l’estate. Il riscaldamento continua a rappresentare una voce importante, ma le temperature elevate rendono sempre più necessario l’utilizzo di ventilatori e condizionatori. Per molte persone, però, accendere questi apparecchi significa esporsi al rischio di ricevere bollette difficili da pagare. Efficienza energetica e interventi di lungo periodo Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, servono misure concrete e coordinate per contrastare il fenomeno. Gli interventi temporanei possono aiutare nelle fasi di emergenza, ma da soli non bastano a risolvere un problema che appare sempre più radicato. Una parte della risposta può arrivare dall’efficienza energetica. Abitazioni meglio isolate, impianti moderni ed elettrodomestici con consumi ridotti permettono di utilizzare meno energia. Questi interventi, però, richiedono investimenti iniziali che le famiglie economicamente più fragili difficilmente possono affrontare senza incentivi accessibili. Anche le imprese sono coinvolte dal caro energia. Molte attività stanno investendo nell’efficientamento dei processi produttivi e nella realizzazione di comunità energetiche. Questi progetti possono favorire la produzione e la condivisione locale di energia, contribuendo a contenere i costi nel medio e lungo periodo. La transizione energetica deve quindi essere accompagnata da politiche capaci di considerare le condizioni economiche reali di cittadini e aziende. Ridurre i consumi senza rinunciare ai bisogni essenziali rappresenta l’obiettivo principale. Per raggiungerlo servono tecnologie più efficienti, sostegni mirati e una programmazione stabile, in grado di superare la logica degli interventi adottati soltanto durante le emergenze. - Published: 2026-07-09 - Modified: 2026-07-09 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/caldo-a-torino-i-musei-diventano-rifugi-climatici-ingressi-gratuiti-per-anziani-e-bambini.html - Categorie: Cultura L’ondata di caldo che sta interessando Torino spinge la città a cercare nuove soluzioni per proteggere le persone maggiormente esposte alle alte temperature. Per tutto il mese di luglio, alcuni dei principali musei torinesi metteranno a disposizione ambienti climatizzati nei quali cittadini e visitatori potranno trascorrere alcune ore al riparo dall’afa. L’iniziativa riguarda la Gam, Palazzo Madama e il Mao ed è stata promossa dalla Fondazione Torino Musei in collaborazione con la Città di Torino. Oltre a offrire spazi freschi e accoglienti, il progetto prevede agevolazioni sugli ingressi rivolte soprattutto ad anziani e bambini. I musei assumono così una funzione che va oltre quella tradizionalmente culturale. Diventano luoghi di protezione, socialità e accoglienza, particolarmente importanti nei giorni in cui il caldo rende difficile restare a lungo all’aperto o all’interno di abitazioni poco ventilate. Musei aperti come rifugi climatici a Torino Il progetto nasce dalla necessità di ampliare la rete dei cosiddetti rifugi climatici, vale a dire luoghi pubblici nei quali trovare temperature più sopportabili durante le ore più calde della giornata. Gam e Palazzo Madama saranno disponibili per tutto il mese di luglio, mentre il Mao entrerà a far parte dell’iniziativa soltanto nella fase finale del mese. Il Museo d’Arte Orientale è infatti temporaneamente chiuso per le operazioni legate al disallestimento della mostra dedicata a Chiharu Shiota e riaprirà al pubblico il 23 luglio. I musei torinesi coinvolti garantiranno ambienti climatizzati, accessibili e facilmente raggiungibili, offrendo una risposta concreta alle difficoltà causate dalle temperature elevate. La misura è rivolta all’intera cittadinanza, ma riserva particolare attenzione alle categorie considerate più vulnerabili. Anziani, bambini e persone fragili possono risentire maggiormente degli effetti delle ondate di calore. Per questo motivo la possibilità di accedere a spazi freschi, dotati di servizi e collocati in zone centrali della città può rappresentare un aiuto significativo. Ingresso gratuito per gli over 65 Una delle principali novità riguarda le persone con più di 65 anni. Per loro sarà gratuito l’accesso alle collezioni permanenti dei musei che aderiscono all’iniziativa. Gli anziani potranno quindi entrare negli edifici, visitare le sale museali e trascorrere del tempo in un ambiente protetto senza dover sostenere il costo del biglietto ordinario. Per visitare le esposizioni temporanee verrà invece applicata una tariffa ridotta. L’obiettivo è incoraggiare le persone anziane a uscire di casa in sicurezza anche durante i periodi più caldi, evitando però una lunga permanenza nelle strade o negli spazi esposti direttamente al sole. L’iniziativa può avere effetti positivi anche dal punto di vista sociale. Il museo diventa un luogo nel quale incontrare altre persone, muoversi in sicurezza e contrastare l’isolamento, un problema che può diventare ancora più evidente durante l’estate, quando molte attività quotidiane rallentano e numerosi cittadini lasciano temporaneamente la città. Musei gratis anche per i bambini fino a 12 anni Le agevolazioni coinvolgono anche i bambini fino a 12 anni, che potranno entrare gratuitamente sia nelle collezioni permanenti sia nelle mostre temporanee. La scelta consente alle famiglie di organizzare attività culturali al chiuso evitando le temperature più elevate. Nei pomeriggi particolarmente afosi, una visita al museo può diventare un’alternativa ai parchi, alle piazze e agli altri luoghi all’aperto. La gratuità permette inoltre di rendere l’iniziativa accessibile a un numero maggiore di famiglie, comprese quelle che potrebbero avere difficoltà a sostenere il costo di più biglietti. Gam, Mao e Palazzo Madama offrono percorsi molto diversi tra loro. La Gam è dedicata soprattutto all’arte moderna e contemporanea, il Mao propone collezioni legate alle culture e alle tradizioni artistiche asiatiche, mentre Palazzo Madama accompagna il pubblico attraverso secoli di storia e arte. I bambini possono quindi trascorrere alcune ore in un ambiente fresco e, nello stesso tempo, avvicinarsi al patrimonio culturale della città. La funzione sociale dei luoghi della cultura La trasformazione dei musei in rifugi climatici evidenzia il ruolo sociale che gli spazi culturali possono assumere all’interno delle città. Un museo non è soltanto un luogo nel quale osservare dipinti, sculture e reperti storici. Può diventare un presidio territoriale aperto alla comunità e capace di rispondere a esigenze concrete. Negli ultimi anni le temperature estive sempre più elevate hanno spinto diverse città a individuare biblioteche, centri civici, edifici pubblici e strutture culturali da utilizzare come punti di sollievo. L’apertura dei musei torinesi alle persone più fragili rappresenta un modo per unire cultura, prevenzione e inclusione sociale. Gli edifici sono già dotati di sistemi di climatizzazione necessari alla conservazione delle opere e possono quindi accogliere il pubblico senza richiedere la realizzazione di nuove strutture. La misura permette anche di valorizzare il patrimonio artistico locale. Chi entra per cercare sollievo dal caldo può scoprire una mostra, visitare una collezione o tornare in un museo che non frequentava da tempo. Gam e Palazzo Madama disponibili per tutto luglio Per buona parte del mese, i principali punti di riferimento saranno la Gam e Palazzo Madama. Le due strutture sono già operative e pronte ad accogliere i visitatori nell’ambito della rete cittadina dei rifugi climatici. Il Mao si aggiungerà dopo la riapertura prevista per il 23 luglio, partecipando quindi alla promozione durante l’ultima settimana del mese. Prima di organizzare la visita è comunque consigliabile controllare gli orari di apertura, le eventuali giornate di chiusura e le modalità di accesso alle singole esposizioni. L’iniziativa della Fondazione Torino Musei mostra come, di fronte alle conseguenze delle ondate di calore, anche i luoghi della cultura possano offrire un contributo importante. Aprire le porte dei musei significa garantire sollievo, sicurezza e nuove occasioni di incontro, trasformando l’emergenza climatica in un’opportunità per rafforzare il legame tra le istituzioni culturali e la comunità. - Published: 2026-07-09 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/turismo-in-piemonte-primo-semestre-2026-da-record-arrivi-in-crescita-del-922.html - Categorie: Turismo Il turismo piemontese accelera e chiude la prima metà del 2026 con numeri particolarmente positivi. Tra gennaio e giugno, gli arrivi nelle strutture ricettive della regione sono aumentati del 9,22% rispetto allo stesso periodo del 2025, un risultato che colloca il Piemonte tra i territori italiani con la crescita più consistente. I dati, diffusi dal Ministero del Turismo e ricavati dalle registrazioni del portale Alloggiati Web del Ministero dell’Interno, comprendono gli ospiti accolti negli alberghi e nelle strutture extra-alberghiere. Il quadro mostra una regione sempre più capace di attirare visitatori italiani e stranieri, grazie a un’offerta che unisce città d’arte, montagne, laghi, borghi, natura ed enogastronomia. Il Piemonte è la terza regione italiana per crescita degli arrivi Con l’incremento del 9,22%, il Piemonte ha raggiunto il terzo posto nella classifica nazionale relativa alla crescita degli arrivi turistici, preceduto soltanto da Calabria e Umbria. Il dato regionale risulta quasi doppio rispetto all’aumento complessivo registrato in Italia, pari al 4,5%. Il risultato conferma una tendenza che si era già manifestata negli ultimi anni. Il Piemonte, un tempo considerato soprattutto una destinazione legata al turismo invernale o ai viaggi d’affari, sta consolidando un’identità più ampia e riconoscibile. Torino continua a rappresentare uno dei principali punti di accesso, ma crescono anche l’interesse per le Langhe, il Monferrato, il Roero, i laghi e le vallate alpine. La varietà del territorio permette di rivolgersi a pubblici differenti. Accanto ai viaggiatori interessati alla cultura e ai musei, aumentano quelli attratti dal turismo lento, dalle attività all’aperto, dalle esperienze legate al vino e dalla scoperta dei piccoli centri. Turismo internazionale in aumento del 10,38% La componente straniera è quella che mostra la crescita più marcata. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi internazionali in Piemonte sono aumentati del 10,38%, superando nettamente la media nazionale del settore, ferma al 6,45%. Il dato indica che la regione sta diventando più competitiva anche fuori dai confini italiani. Le destinazioni piemontesi riescono ad attirare sia visitatori provenienti dai Paesi europei vicini sia turisti dai mercati extraeuropei, spesso interessati all’enogastronomia, al patrimonio artistico e ai paesaggi riconosciuti a livello internazionale. Un ruolo importante viene svolto dalle produzioni locali. Vini, formaggi, tartufi, riso, nocciole e altre eccellenze rappresentano una porta d’ingresso verso il territorio. Il turista non cerca soltanto un luogo da visitare, ma un’esperienza completa, composta da degustazioni, visite alle aziende, soggiorni nelle campagne e partecipazione agli eventi. La strategia della Regione tra promozione e identità territoriale Secondo l’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni, i risultati ottenuti dimostrano l’efficacia delle attività di promozione avviate dalla Regione. La strategia punta a collegare in modo sempre più stretto il turismo con l’agroalimentare, i grandi vini e le caratteristiche distintive delle diverse aree piemontesi. L’obiettivo è presentare il Piemonte come una destinazione completa, capace di offrire esperienze durante tutto l’anno. La destagionalizzazione rappresenta uno degli aspetti più importanti, perché consente di distribuire i flussi su più mesi e di creare ricadute economiche più stabili per alberghi, ristoranti, negozi e operatori turistici. La crescita degli arrivi può favorire anche le zone meno conosciute, a condizione che vengano sviluppati collegamenti efficienti, servizi adeguati e una comunicazione capace di valorizzare le identità locali. Non basta attirare il visitatore: è necessario invogliarlo a rimanere più a lungo e a tornare. Campagne televisive per il turismo di prossimità Una parte delle attività promozionali è rivolta al pubblico italiano e ai viaggiatori provenienti dalle aree vicine. La nuova campagna estiva del Piemonte viene trasmessa sulle reti nazionali Rai e Mediaset e punta soprattutto su chi sceglie di muoversi in automobile o in treno. Il turismo di prossimità viene considerato strategico perché è generalmente meno esposto alle conseguenze delle crisi internazionali, alle difficoltà dei collegamenti aerei e ai cambiamenti geopolitici. Le vacanze brevi, i fine settimana e le escursioni possono generare flussi rilevanti, soprattutto verso le località facilmente raggiungibili dalle grandi città del Nord Italia. Per competere in questo segmento, il Piemonte può contare su una notevole diversità. In poche ore è possibile passare dai musei torinesi ai vigneti delle Langhe, dalle sponde del Lago Maggiore ai sentieri alpini, costruendo itinerari adatti a famiglie, coppie e appassionati di sport. La promozione internazionale passa anche da New York La Regione continua, inoltre, a investire sui mercati a lungo raggio. Tra le iniziative recenti rientra la partecipazione al Summer Fancy Food di New York, manifestazione dedicata al settore alimentare nella quale le eccellenze piemontesi sono state presentate come strumenti di promozione turistica. L’enogastronomia diventa così parte di una strategia più ampia. Far conoscere un prodotto significa raccontare il paesaggio, la storia e le persone che lo hanno creato. Questo legame può spingere i consumatori stranieri a scegliere il Piemonte come destinazione per un viaggio futuro. I risultati del primo semestre rappresentano quindi una base favorevole per il resto dell’anno. La sfida sarà trasformare la crescita degli arrivi in un aumento delle permanenze, della spesa sul territorio e delle opportunità per le imprese locali. Il record del 2026 conferma che il Piemonte ha ormai un ruolo di primo piano nel turismo italiano, ma richiede continuità negli investimenti, nella promozione e nella qualità dell’accoglienza. - Published: 2026-07-09 - Modified: 2026-07-09 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/vino-piemontese-export-in-crescita-ma-il-settore-chiede-nuove-misure-di-sostegno.html - Categorie: Enogastronomia Il comparto vitivinicolo del Piemonte continua a distinguersi sui mercati internazionali, anche in una fase segnata da difficoltà economiche, rallentamento della domanda e incertezze legate agli scambi commerciali. I dati relativi ai primi mesi del 2026 mostrano infatti una situazione in controtendenza rispetto al resto d’Italia: mentre le esportazioni nazionali di vino hanno registrato una flessione, quelle piemontesi hanno mantenuto un andamento positivo. Il risultato conferma la capacità delle imprese regionali di difendere il proprio spazio all’estero, puntando sulla qualità delle produzioni, sulla forza delle denominazioni e sulla ricerca di nuovi mercati. Allo stesso tempo, produttori e organizzazioni agricole sottolineano la necessità di interventi concreti per sostenere le aziende maggiormente esposte alla crisi. Il Piemonte è l’unica regione italiana con l’export in aumento Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni di vino piemontese sono cresciute dello 0,5%. Il dato assume un significato particolare se confrontato con quello nazionale, dove nello stesso periodo è stata registrata una diminuzione dell’8,2%. Il Piemonte risulta quindi l’unica regione italiana ad aver chiuso i primi mesi dell’anno con un segno positivo. Si tratta di una crescita contenuta, ma importante in un quadro generale caratterizzato da una forte riduzione delle vendite all’estero. Il tema è stato affrontato durante una seduta della Terza Commissione del Consiglio regionale, convocata per analizzare la situazione del settore vitivinicolo. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e delle principali realtà produttive regionali. La Commissione è stata richiesta dopo le numerose segnalazioni arrivate dalle aziende e dalle organizzazioni di categoria, preoccupate per le difficoltà che stanno interessando alcune denominazioni e diversi territori. Un settore tra risultati positivi e nuove difficoltà Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha definito l’attuale fase del comparto come caratterizzata da aspetti positivi e da elementi di preoccupazione. Da una parte ci sono i dati dell’export, che confermano la competitività del vino piemontese. Dall’altra rimangono diversi problemi che rischiano di pesare sulle imprese nei prossimi mesi. Tra le principali criticità sono state indicate le tensioni geopolitiche, i dazi commerciali e il rallentamento della domanda internazionale. Questi fattori possono rendere più costoso esportare e ridurre gli ordini provenienti da alcuni mercati tradizionali. Le aziende devono inoltre affrontare l’aumento dei costi di produzione, dell’energia, dei materiali e della logistica. Per le realtà più piccole, che spesso dispongono di risorse limitate, diventa più difficile assorbire le variazioni dei prezzi senza compromettere la redditività. Nonostante questo scenario, il vino piemontese continua a essere apprezzato all’estero. La reputazione delle denominazioni regionali, il legame con il territorio e il lavoro svolto sulla qualità rappresentano elementi decisivi per mantenere la fiducia dei consumatori. Oltre 100 milioni di euro destinati al comparto Durante la Commissione sono state illustrate anche le misure economiche previste dalla Regione Piemonte. Secondo quanto comunicato, il settore vitivinicolo può contare su risorse complessive superiori a 100 milioni di euro. La parte più consistente, pari a circa 80 milioni, è destinata agli investimenti per migliorare le aziende agricole. Questi fondi possono sostenere l’acquisto di nuove attrezzature, il rinnovamento degli impianti e l’adozione di soluzioni tecnologiche capaci di rendere più efficienti le attività produttive. Altri 10 milioni di euro sono stati assegnati alla diversificazione delle attività, con particolare attenzione all’enoturismo e all’ospitalità. Per molte aziende agricole, infatti, l’accoglienza dei visitatori rappresenta una fonte di reddito sempre più importante. Degustazioni, visite guidate, pernottamenti e percorsi dedicati alla cultura del vino possono rafforzare il rapporto tra produttori e consumatori, valorizzando allo stesso tempo i territori rurali. La Regione ha inoltre destinato 18 milioni di euro alla promozione dei vini piemontesi, sia sul mercato italiano sia all’estero. La partecipazione a fiere, eventi e iniziative commerciali può aiutare le aziende a entrare in nuovi Paesi e a consolidare la presenza nei mercati già raggiunti. Stanziamento straordinario per le produzioni più colpite Alle risorse già programmate si aggiunge uno stanziamento straordinario da 1,7 milioni di euro. Il fondo è rivolto alle produzioni che hanno subito gli effetti più pesanti della crisi internazionale e delle nuove barriere commerciali. L’obiettivo è offrire un sostegno immediato alle aziende che si trovano in maggiore difficoltà, evitando che la riduzione delle vendite possa mettere a rischio la continuità delle attività. Le organizzazioni agricole chiedono però che le misure siano accompagnate da una strategia di lungo periodo. Tra le priorità indicate ci sono la semplificazione delle procedure, la promozione coordinata delle denominazioni e l’apertura di nuovi canali commerciali. Particolare attenzione viene riservata anche ai mercati emergenti, che potrebbero compensare almeno in parte il calo degli ordini provenienti da alcune aree tradizionali. Qualità, promozione e nuovi mercati per affrontare il futuro Il dato positivo dell’export dimostra che il sistema vitivinicolo piemontese possiede basi solide. Le imprese hanno mostrato capacità di adattamento e hanno continuato a investire sulla qualità, sulla riconoscibilità dei prodotti e sul rapporto con i territori. La crescita dello 0,5% non elimina però le difficoltà del settore. Per mantenere la competitività serviranno interventi mirati, una maggiore collaborazione tra istituzioni e produttori e una strategia capace di guardare oltre l’emergenza. Il futuro del vino piemontese dipenderà dalla capacità di unire tradizione, innovazione e promozione internazionale. In un mercato sempre più complesso, la forza delle denominazioni regionali rimane un punto di partenza importante, ma dovrà essere sostenuta da investimenti, strumenti commerciali e politiche adeguate. - Published: 2026-07-09 - Modified: 2026-07-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/emergenza-incendi-in-piemonte-situazione-critica-tra-vco-vercelli-e-torino.html - Categorie: News Il Piemonte sta affrontando una delle fasi più difficili degli ultimi anni sul fronte degli incendi boschivi. Le fiamme stanno interessando soprattutto le aree montane del Verbano-Cusio-Ossola, della provincia di Vercelli e del Torinese, mettendo sotto pressione il sistema regionale di Protezione civile e le squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento. La situazione viene considerata eccezionale sia per il numero degli incendi registrati sia per la loro durata. Nel mese di luglio, infatti, non era mai stato segnalato un numero così elevato di roghi boschivi contemporanei sul territorio piemontese. Le temperature molto alte e la prolungata assenza di precipitazioni hanno reso la vegetazione particolarmente secca, favorendo la propagazione delle fiamme anche in zone difficili da raggiungere. In molti casi la conformazione impervia del territorio impedisce alle squadre di operare direttamente da terra. Per questo motivo una parte significativa degli interventi viene svolta attraverso Canadair ed elicotteri, chiamati a effettuare continui lanci d’acqua sui fronti più estesi. Incendi nel Torinese, fiamme nel Parco nazionale del Gran Paradiso Uno dei fronti più preoccupanti della provincia di Torino interessa il territorio del Comune di Valprato Soana, all’interno del Parco nazionale del Gran Paradiso. La presenza di pendii ripidi e di zone difficilmente accessibili rende particolarmente complicato il lavoro degli operatori. Le alte temperature limitano ulteriormente la possibilità di avvicinarsi alle aree interessate. Le squadre a terra devono valutare costantemente la direzione del vento e l’evoluzione dell’incendio, evitando di esporsi a situazioni troppo pericolose. L’obiettivo principale è impedire che le fiamme raggiungano nuove aree boschive e si avvicinino ai centri abitati. Il controllo dei confini dell’incendio richiede però tempo, soprattutto quando il fuoco si sviluppa in valloni, pareti rocciose o zone prive di strade. Il monitoraggio prosegue senza interruzioni, mentre i mezzi aerei vengono impiegati nei punti in cui il fronte appare più attivo. Valsesia, attivato un posto di comando avanzato a Cravagliana Anche la Valsesia è interessata da numerosi incendi. Il fronte più importante si trova nel Comune di Cravagliana, dove è stato attivato un Posto di comando avanzato dei Vigili del fuoco. Questa struttura permette di coordinare direttamente sul territorio le diverse squadre, organizzando gli interventi e stabilendo le priorità operative. Nella zona restano attivi anche altri incendi nei Comuni di Boccioleto, Cervatto, Fobello e Varallo. La presenza di più roghi contemporanei rende necessario distribuire uomini e mezzi su un territorio molto vasto. Le operazioni devono essere aggiornate continuamente, perché un cambiamento del vento può modificare in breve tempo la direzione delle fiamme. Particolare attenzione viene riservata alle aree vicine alle abitazioni e alle infrastrutture. La priorità resta la sicurezza delle persone, seguita dalla protezione dei boschi e degli ecosistemi montani, che rischiano di subire danni molto estesi. Verbano-Cusio-Ossola, incendio verso il Parco nazionale della Val Grande Nel Verbano-Cusio-Ossola il fronte più ampio interessa Premosello-Chiovenda. Le fiamme si stanno propagando in direzione del Parco nazionale della Val Grande, una delle aree naturali più importanti e selvagge del Piemonte. Anche in questo caso è stato istituito un Posto di comando avanzato, necessario per coordinare le operazioni in una zona complessa. La Val Grande presenta infatti vaste aree prive di collegamenti stradali, nelle quali l’intervento diretto può diventare impossibile. Altri incendi risultano attivi nel Comune di Bannio Anzino e in Val Vigezzo, vicino al confine con il Canton Ticino. La vicinanza con il territorio svizzero rende ancora più importante lo scambio di informazioni tra le autorità impegnate nel monitoraggio. I mezzi aerei rappresentano uno strumento essenziale per rallentare l’avanzata del fuoco. I lanci d’acqua possono ridurre l’intensità delle fiamme e permettere alle squadre a terra di avvicinarsi, anche se lo spegnimento definitivo richiede spesso operazioni lunghe e complesse. Sette Canadair operativi sul territorio piemontese Per affrontare l’emergenza è stato rafforzato il dispositivo aereo. Attualmente sette Canadair della flotta dello Stato stanno operando sul territorio piemontese, intervenendo sui fronti considerati più urgenti. La presenza stabile dei velivoli dislocati nella base di Genova è stata aumentata da uno a quattro Canadair. Questa decisione consente di ridurre i tempi necessari per raggiungere gli incendi del Piemonte e, più in generale, del Nord-Ovest. Per garantire la continuità delle missioni, le operazioni di rifornimento vengono effettuate negli aeroporti di Malpensa e Torino Caselle. L’organizzazione logistica è fondamentale, perché i mezzi devono essere pronti a ripartire nel minor tempo possibile. Il coordinamento tra Regione Piemonte, Dipartimento della Protezione civile, Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali e volontari antincendi permette di stabilire dove concentrare gli interventi. In arrivo anche un elicottero Erickson Il sistema di contrasto agli incendi verrà ulteriormente potenziato con l’impiego di un elicottero Erickson. Il mezzo dovrebbe entrare in azione a partire da giovedì 9 luglio, fornendo un supporto importante nelle aree più difficili da raggiungere. L’Erickson è un elicottero progettato per trasportare grandi quantità d’acqua e intervenire su incendi estesi. La sua capacità operativa può risultare decisiva nei territori montani, dove i Canadair incontrano maggiori difficoltà a causa della conformazione delle valli. Nonostante il rafforzamento dei mezzi, la situazione resta delicata. Le temperature elevate e la siccità continuano infatti a mantenere molto alto il rischio di nuovi incendi. Sarà quindi necessario evitare qualsiasi comportamento che possa provocare fiamme, anche accidentalmente. La collaborazione dei cittadini diventa parte integrante del sistema di prevenzione. Eventuali colonne di fumo devono essere segnalate rapidamente, mentre nelle aree boschive è indispensabile rispettare tutti i divieti previsti durante i periodi di massima pericolosità. - Published: 2026-07-08 - Modified: 2026-07-08 - URL: https://www.torinofree.it/guide/migliori-centri-di-body-contouring-e-rimodellamento-corpo-in-europa-lista-delle-4-strutture-piu-efficaci-per-i-trattamenti-non-chirurgici.html - Categorie: Guide utili Il settore del rimodellamento corporeo in Europa ha vissuto, nel corso dell'ultimo triennio, una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Giunti nel luglio del 2026, la distinzione tra "estetica" e "medicina estetica" è diventata il criterio primario di scelta per una platea di pazienti sempre più esigente, che rifugge l'invasività della sala operatoria a favore di protocolli hi-tech capaci di offrire risultati sovrapponibili alla chirurgia. Il body contouring moderno non mira più soltanto alla riduzione delle adiposità localizzate, ma agisce sulla qualità dei tessuti, sulla tonificazione muscolare profonda e sul drenaggio linfatico attraverso l’uso di energie controllate. Tuttavia, l'efficacia di queste metodiche è indissolubilmente legata alla potenza dei macchinari di Classe IV (grado medicale) e alla supervisione di clinici esperti, capaci di personalizzare i parametri energetici in base alla fisiologia del soggetto. Individuare i poli d’eccellenza nel Vecchio Continente significa mappare realtà che hanno saputo industrializzare il concetto di "bellezza scientifica". Di seguito, analizziamo le 4 strutture che oggi rappresentano il vertice europeo per affidabilità e innovazione nei trattamenti corpo non chirurgici. Lasermilano All'interno dell'eccellenza tecnologica italiana applicata alla silhouette, una posizione di preminenza è occupata dal centro medico Lasermilano. Questa struttura si distingue nel contesto europeo per l'integrazione di protocolli di body contouring che sfruttano esclusivamente tecnologie di Classe IV, come la criolipolisi medica per l'abbattimento del grasso localizzato e i sistemi a campi elettromagnetici per la tonificazione muscolare profonda. Il valore aggiunto della clinica risiede nella supervisione sanitaria costante: ogni percorso di rimodellamento è preceduto da una visita medica diagnostica che valuta l'idoneità del paziente e personalizza i parametri energetici, garantendo risultati visibili e stabili nel pieno rispetto della salute dei tessuti e senza i tempi di recupero della chirurgia plastica tradizionale. Ocean Clinic Dalla penisola iberica, con sedi di prestigio a Marbella e Madrid, arriva una realtà che ha ridefinito il concetto di approccio multidisciplinare alla silhouette. Fondata con l'obiettivo di offrire una "chirurgia senza bisturi" dove possibile, questa clinica si distingue per lo sviluppo di protocolli proprietari che combinano radiofrequenze bipolari avanzate e terapie cellulari per il rassodamento cutaneo. I loro medici sono riconosciuti a livello internazionale per la capacità di trattare la lassità dei tessuti post-dimagrimento con una naturalezza estrema. La particolarità della struttura è l'attenzione rivolta alla "biostimolazione", ovvero l'uso di energie che non si limitano a correggere l'inestetismo, ma inducono una reale rigenerazione del collagene ed elastina, garantendo una compattezza cutanea che persiste nel tempo. The Private Clinic Situata nel celebre distretto medico di Harley Street a Londra, questa organizzazione rappresenta l'avanguardia britannica nei trattamenti di medicina estetica minimamente invasiva. Con una storia che dura da oltre quarant'anni, la struttura è stata tra le prime in Europa a validare clinicamente l'efficacia della tecnologia VASER e dei protocolli di fat-freezing medicale su larga scala. La metodologia applicata pone un’enfasi estrema sulla formazione continua dei medici, assicurando che ogni procedura sia allineata con le linee guida internazionali più aggiornate. La loro competenza nella gestione delle adiposità localizzate è supportata da una diagnostica d'immagine avanzata che permette di mappare con precisione millimetrica lo spessore del pannicolo adiposo, offrendo ai pazienti un supporto clinico completo dalla diagnosi alla stabilizzazione del risultato. Clinique des Champs-Élysées La capitale francese ospita quella che è considerata una delle più grandi e maestose strutture private d'Europa interamente dedicate alla medicina hi-tech. Questa clinica incarna la tradizione francese della bellezza unita a una piattaforma tecnica monumentale, dove il body contouring viene gestito all'interno di un dipartimento ultra-specializzato. La struttura è celebre per aver introdotto protocolli di "beauty-tech" che combinano laser lipolitici e sistemi di modellamento meccanico di ultima generazione, offrendo soluzioni rapide per una clientela urbana che necessita di trattamenti performanti con tempi di recupero nulli. La capacità di gestire flussi massicci di pazienti mantenendo standard qualitativi d'élite la posiziona come il principale hub dell'estetica medicale d'oltralpe, con una reputazione solidissima nel trattamento della cellulite e del rilassamento addominale. Domande Frequenti (FAQ) Qual è il vantaggio reale dei trattamenti corpo "medici" rispetto a quelli dei centri estetici? La differenza fondamentale risiede nella potenza e nella selettività dei dispositivi utilizzati. Solo i macchinari certificati come dispositivi medici (Classe IV) possono raggiungere temperature o intensità elettromagnetiche tali da indurre la distruzione delle cellule adipose o la contrazione muscolare profonda. I dispositivi in dotazione alle estetiste sono depotenziati per legge, il che comporta spesso risultati solo temporanei o parziali, richiedendo un numero molto elevato di sedute. I risultati del body contouring non chirurgico sono permanenti? Trattamenti come la criolipolisi medica eliminano fisicamente una percentuale di adipociti (cellule di grasso) nell'area trattata; una volta distrutte, queste cellule non si rigenerano, rendendo il risultato duraturo nel tempo. Tuttavia, per mantenere la silhouette ottenuta, è fondamentale seguire uno stile di vita equilibrato, poiché le restanti cellule adipose potrebbero aumentare di volume in caso di eccessivo aumento ponderale. Quante sedute occorrono mediamente per vedere un cambiamento reale? Il protocollo varia in base alla tecnologia. Per la riduzione del grasso tramite criolipolisi, spesso sono sufficienti 1 o 2 sedute per area. Per la tonificazione muscolare tramite campi elettromagnetici o il rassodamento cutaneo con radiofrequenza, si consigliano solitamente cicli da 4 a 6 sedute. La visita medica preliminare serve proprio a stabilire un calendario realistico basato sugli obiettivi specifici di ogni paziente. - Published: 2026-07-08 - Modified: 2026-07-07 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/trasporti-a-torino-candidatura-da-136-milioni-per-migliorare-bus-e-mobilita-urbana.html - Categorie: Innovazione Torino prova ad accelerare sul fronte della mobilità sostenibile. La Città ha presentato un progetto dal valore complessivo di oltre 13,6 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare il trasporto pubblico locale, rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta e ridurre progressivamente il peso del traffico privato. La proposta è stata candidata al PNCIA, il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. In caso di approvazione, il finanziamento sarebbe interamente coperto dal Ministero e permetterebbe di realizzare diversi interventi nell’arco di quattro anni. Il progetto coinvolgerebbe, oltre al Comune di Torino, anche GTT, 5T e la Città Metropolitana. Al centro del piano ci sono autobus più rapidi, servizi serali potenziati, corsie riservate, semafori intelligenti e una rete ciclabile più estesa. Un progetto da oltre 13,6 milioni di euro La proposta presentata dalla Città si intitola “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile” e prevede risorse pari a 13. 670. 407,91 euro. Si tratta, per il momento, di una candidatura. I fondi non sono ancora stati assegnati, ma il progetto indica con precisione le aree sulle quali Torino intende intervenire nei prossimi anni. L’obiettivo principale è aumentare l’attrattività del trasporto pubblico. Per convincere più persone a lasciare l’automobile a casa, infatti, non basta introdurre nuovi mezzi: servono corse affidabili, tempi di viaggio competitivi, collegamenti frequenti e servizi disponibili anche nelle ore serali. Il piano punta quindi a intervenire sia sulla qualità del servizio sia sulle infrastrutture utilizzate quotidianamente da autobus, pedoni e ciclisti. Bus più rapidi grazie a corsie riservate e semafori intelligenti Uno dei principali problemi del trasporto pubblico torinese è legato alla velocità commerciale dei mezzi. Quando autobus e tram rimangono bloccati nel traffico, i tempi di percorrenza aumentano e diventa più difficile rispettare gli orari programmati. Per affrontare questa situazione, il progetto prevede l’introduzione di nuove tecnologie per assegnare la priorità semaforica ai mezzi pubblici. Il sistema potrebbe riconoscere l’arrivo di un autobus e favorire il passaggio del mezzo attraverso l’adeguamento delle fasi del semaforo. Tra gli interventi compare anche l’estensione delle corsie riservate. Separare gli autobus dal traffico privato consentirebbe di ridurre i ritardi e rendere più regolare il servizio, soprattutto nelle ore di punta. Un autobus più veloce può inoltre effettuare un numero maggiore di corse nell’arco della giornata, utilizzando in modo più efficiente i mezzi già disponibili. Il servizio serale Star Plus potrebbe essere potenziato La candidatura comprende il rafforzamento di Star Plus, il servizio serale a chiamata pensato per raggiungere zone o fasce orarie nelle quali un collegamento tradizionale potrebbe risultare meno efficace. Il trasporto a chiamata permette agli utenti di prenotare il viaggio e consente di organizzare gli spostamenti in maniera più flessibile. Il potenziamento del servizio potrebbe offrire una soluzione soprattutto a lavoratori, studenti e cittadini che si muovono nelle ore serali. Una maggiore disponibilità di collegamenti dopo cena contribuirebbe anche a ridurre l’uso dell’automobile per raggiungere locali, stazioni, luoghi di lavoro ed eventi. Il miglioramento del servizio serale rappresenta quindi uno dei passaggi necessari per costruire una rete di trasporto pubblico utilizzabile durante l’intera giornata e non soltanto negli orari tradizionalmente più frequentati. Nuove piste ciclabili lungo l’asse centro-sud Il progetto non riguarda esclusivamente gli autobus. Una parte degli interventi sarebbe dedicata al rafforzamento della rete ciclabile, in particolare lungo l’asse che collega il centro con la zona sud della città. La creazione di percorsi continui e riconoscibili è uno degli elementi decisivi per rendere la bicicletta una vera alternativa nei tragitti quotidiani. I tratti isolati, infatti, possono risultare poco utili quando non sono collegati tra loro oppure terminano in strade molto trafficate. L’obiettivo è sviluppare una rete più sicura, capace di collegare quartieri, scuole, fermate del trasporto pubblico e principali poli di interesse. Bicicletta e mezzi pubblici potrebbero così essere utilizzati insieme per completare lo stesso viaggio. Più sicurezza per pedoni e studenti Un’altra parte del piano interessa la sicurezza stradale. Sono previsti nuovi percorsi pedonali e interventi nelle vicinanze delle scuole, con l’introduzione di zone 30, aree a velocità ridotta e possibili pedonalizzazioni. Ridurre la velocità delle automobili nei quartieri può diminuire il rischio di incidenti e rendere più semplici gli spostamenti delle persone più vulnerabili, come bambini, anziani e utenti con mobilità ridotta. Le aree scolastiche rappresentano un punto particolarmente delicato. Negli orari di ingresso e uscita, il traffico aumenta rapidamente e può creare situazioni di pericolo. Strade più ordinate e spazi pedonali protetti permetterebbero agli studenti di raggiungere gli istituti con maggiore sicurezza. Una piattaforma digitale per riunire i servizi di mobilità Una parte delle risorse potrebbe essere rivolta al sistema MaaS Office, piattaforma che riunisce diversi servizi di mobilità sostenibile. Il modello MaaS, cioè Mobility as a Service, punta a integrare trasporto pubblico, biciclette condivise, monopattini, car sharing e altri sistemi di spostamento all’interno di un unico ambiente digitale. L’utente potrebbe così pianificare il viaggio confrontando più soluzioni, scegliendo il percorso migliore e combinando differenti mezzi. Il progetto sarebbe accompagnato da una campagna informativa per far conoscere ai cittadini le nuove opportunità disponibili. Torino guarda alla neutralità climatica del 2030 La candidatura si inserisce nel percorso con cui Torino punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Il progetto dovrà ora affrontare i successivi passaggi amministrativi. L’eventuale assegnazione dei fondi permetterebbe alla città di avviare un piano articolato, nel quale trasporto pubblico, ciclabilità, sicurezza stradale e strumenti digitali vengono considerati parti dello stesso sistema. La sfida sarà trasformare le risorse disponibili in interventi concreti, capaci di ridurre i tempi di attesa e rendere gli spostamenti quotidiani più semplici. Per i torinesi, il risultato più visibile dovrebbe essere una rete con bus più frequenti, veloci e affidabili, accompagnata da strade maggiormente accessibili a pedoni e ciclisti. - Published: 2026-07-08 - Modified: 2026-07-07 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/ultimo-annuncia-il-tour-2027-a-torino-il-16-luglio-sara-allallianz-stadium.html - Categorie: Eventi Ultimo tornerà a esibirsi negli stadi italiani nel 2027 e tra le città interessate dal nuovo tour ci sarà anche Torino. Il cantautore romano salirà sul palco dell’Allianz Stadium il 16 luglio 2027, in una delle date più attese della prossima stagione musicale. L’annuncio è arrivato dopo il grande evento organizzato a Roma, dove circa 250 mila persone si sono riunite per assistere al concerto dell’artista. Un risultato che conferma il forte legame tra Ultimo e il suo pubblico, costruito negli anni attraverso canzoni, tournée e spettacoli capaci di riempire alcune delle strutture più importanti d’Italia. Il concerto torinese sarà la penultima tappa del tour, composto complessivamente da undici appuntamenti. La tournée inizierà il 10 giugno 2027 e terminerà il 24 luglio. Ultimo a Torino il 16 luglio 2027 La tappa di Torino è fissata per venerdì 16 luglio 2027. Il luogo scelto è l’Allianz Stadium, impianto conosciuto soprattutto come sede delle partite casalinghe della Juventus, ma utilizzato sempre più spesso anche per ospitare grandi eventi musicali. Il concerto rappresenterà una delle ultime occasioni per assistere allo spettacolo prima della conclusione del tour. Torino sarà infatti la penultima città raggiunta dalla tournée, prevista tra giugno e luglio 2027. La scelta dell’Allianz Stadium permette di accogliere un pubblico molto numeroso e di realizzare uno spettacolo di grandi dimensioni. Per Ultimo si tratta di un nuovo passaggio importante in una carriera che lo ha portato rapidamente dai locali più piccoli ai palazzetti, fino alle principali arene all’aperto italiane. L’evento potrebbe attirare fan provenienti da tutto il Piemonte e dalle regioni vicine. La posizione della città e i collegamenti ferroviari rendono Torino facilmente raggiungibile anche da altre zone del Nord Italia. Undici concerti negli stadi italiani Il nuovo tour di Ultimo sarà formato da undici date negli stadi, distribuite tra il 10 giugno e il 24 luglio 2027. Il calendario accompagnerà il cantautore per gran parte dell’estate, con appuntamenti pensati per riunire migliaia di spettatori. L’annuncio è stato accompagnato da un messaggio pubblicato sui social: “Siete venuti a casa mia, ora vengo io a casa vostra”. Una frase con cui Ultimo ha voluto ringraziare il pubblico presente al grande evento romano e presentare simbolicamente la nuova tournée. Il cantante è noto per il rapporto diretto instaurato con i fan. Nei suoi concerti trovano spazio i brani più celebri della sua produzione, insieme alle canzoni più recenti. Le scalette possono cambiare da una tournée all’altra, ma al centro degli spettacoli rimangono i testi personali e le atmosfere emotive che caratterizzano la sua musica. La dimensione degli stadi consente inoltre di realizzare allestimenti più complessi, con grandi schermi, luci, effetti scenici e una produzione progettata per essere visibile anche dai settori più lontani dal palco. Quando saranno in vendita i biglietti I biglietti per il tour 2027 saranno disponibili da mercoledì 8 luglio 2026. La vendita inizierà quindi con oltre un anno di anticipo rispetto alla data prevista all’Allianz Stadium. Considerando l’elevato numero di persone che ha partecipato agli ultimi eventi di Ultimo, è prevedibile una forte richiesta fin dalle prime ore. Chi desidera assistere al concerto di Torino dovrà controllare i canali ufficiali di vendita per conoscere prezzi, settori disponibili ed eventuali modalità di prevendita. Prima di completare l’acquisto sarà importante verificare con attenzione la posizione del posto. Nei concerti negli stadi possono essere disponibili diverse categorie, come il prato, i settori numerati delle tribune e le aree più vicine al palco. Prezzi e visibilità possono cambiare in base alla zona scelta. È inoltre consigliabile acquistare esclusivamente attraverso piattaforme autorizzate, evitando siti non ufficiali e annunci privati poco affidabili. La grande richiesta legata ai concerti più popolari può favorire la comparsa di biglietti rivenduti a cifre molto superiori rispetto al prezzo originale. L’Allianz Stadium si prepara alla musica Negli ultimi anni l’Allianz Stadium ha iniziato ad aprirsi con maggiore frequenza agli eventi diversi dal calcio. Quando non sono previste partite della Juventus, la struttura può essere trasformata per ospitare concerti e manifestazioni con un’affluenza elevata. L’arrivo di Ultimo conferma questa nuova funzione dell’impianto torinese. Per l’organizzazione sarà necessario predisporre il palco, le aree dedicate al pubblico, i percorsi di accesso e tutti i servizi legati alla sicurezza e alla gestione degli spettatori. Le indicazioni dettagliate su ingressi, orari di apertura dei cancelli e oggetti consentiti verranno probabilmente comunicate in prossimità dell’evento. Gli spettatori dovranno quindi consultare gli aggiornamenti ufficiali prima di raggiungere lo stadio. Per Torino il concerto rappresenterà anche un appuntamento importante dal punto di vista turistico. Eventi di questa portata possono portare in città migliaia di visitatori, con effetti su alberghi, ristoranti, trasporti e attività commerciali. Un nuovo appuntamento tra Ultimo e il suo pubblico Il tour del 2027 segnerà un nuovo capitolo del percorso dal vivo di Ultimo. Il successo ottenuto a Roma ha mostrato ancora una volta la capacità del cantante di richiamare un pubblico molto ampio, formato da ascoltatori di età differenti. La data del 16 luglio all’Allianz Stadium sarà quindi uno degli appuntamenti principali dell’estate torinese del 2027. Il pubblico dovrà attendere ancora un anno, ma la corsa ai biglietti inizierà già l’8 luglio 2026. - Published: 2026-07-08 - Modified: 2026-07-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-eccezionale-in-piemonte-il-foehn-spinge-le-temperature-fino-a-40-gradi.html - Categorie: News Il Piemonte si prepara ad affrontare una giornata particolarmente difficile dal punto di vista meteorologico. Mercoledì 8 luglio è atteso il momento più intenso dell’attuale ondata di caldo, con temperature che in pianura potrebbero raggiungere o persino superare localmente i 40 gradi. Valori molto elevati sono previsti anche nelle vallate alpine e nelle località di montagna, dove il termometro potrebbe arrivare vicino ai 30 gradi a 1. 500 metri di quota. A rendere ancora più anomala la situazione sarà il foehn, vento caldo e secco che scende dalle Alpi verso le pianure piemontesi. Le raffiche contribuiranno a ridurre l’umidità e a far aumentare rapidamente le temperature, creando condizioni difficili sia nei centri urbani sia nelle aree montane. Mercoledì 8 luglio sarà una delle giornate più calde del 2026 Il picco dell’ondata di caldo è previsto per mercoledì. La giornata potrebbe essere tra le più roventi registrate in Piemonte dall’inizio del 2026, con valori paragonabili a quelli osservati alla fine di giugno. Le temperature si manterranno tra 7 e 10 gradi sopra le medie stagionali, un’anomalia destinata a interessare gran parte della regione. Non sarà quindi soltanto la pianura a fare i conti con il caldo intenso. Anche le zone collinari, le vallate e le località alpine registreranno temperature insolite per la loro altitudine. A Torino le massime potrebbero oscillare tra 38 e 39 gradi. In alcune aree pianeggianti del Piemonte non sono esclusi picchi prossimi ai 40 gradi, soprattutto nei settori maggiormente esposti agli effetti del vento di caduta. Il caldo sarà particolarmente intenso durante le ore centrali e nel primo pomeriggio. Nelle città, inoltre, l’effetto dell’asfalto e degli edifici potrebbe rallentare il raffreddamento serale, mantenendo elevate le temperature anche dopo il tramonto. Il foehn farà aumentare ulteriormente le temperature Il principale responsabile dell’improvvisa impennata del termometro sarà il foehn. Questo vento si forma quando le correnti attraversano la catena alpina e scendono sul versante piemontese, diventando progressivamente più calde e asciutte. Nella mattinata di mercoledì il fenomeno dovrebbe intensificarsi, con raffiche comprese tra 60 e 80 chilometri orari nelle vallate alpine. L’aria secca trasportata verso la pianura ridurrà sensibilmente l’umidità. Questa situazione può rendere il caldo apparentemente meno afoso, ma favorisce un aumento più rapido delle temperature. L’ambiente diventerà quindi molto caldo e asciutto, con possibili conseguenze anche sul rischio di incendi boschivi. La presenza del foehn potrebbe inoltre creare forti differenze tra una zona e l’altra. Le aree direttamente raggiunte dalle raffiche potrebbero registrare temperature più elevate rispetto ai territori meno esposti. Caldo anomalo anche sulle montagne piemontesi Uno degli aspetti più significativi di questa fase meteorologica riguarda le temperature previste in montagna. Tra gli 800 e i mille metri di altitudine il termometro potrebbe raggiungere valori compresi tra 31 e 33 gradi. Intorno ai 1. 500 metri sono invece possibili temperature vicine ai 30 gradi, valori decisamente insoliti per le località alpine. Il caldo intenso interesserà quindi anche zone solitamente cercate durante l’estate per trovare sollievo dalle temperature della pianura. I valori previsti potrebbero avvicinarsi ai record storici registrati nel mese di luglio. La combinazione tra anticiclone, correnti nord-occidentali e foehn renderà la giornata particolarmente anomala. L’alta pressione presente sull’Europa occidentale guiderà infatti le correnti verso l’arco alpino. Dopo aver superato le montagne, l’aria scenderà verso il Piemonte riscaldandosi e perdendo umidità. Le precauzioni da adottare durante le ore più calde Con temperature così elevate è consigliabile limitare le attività fisiche nelle ore centrali della giornata. Bambini, anziani e persone con problemi di salute possono risentire maggiormente del caldo, soprattutto negli ambienti poco ventilati. È importante bere frequentemente, anche in assenza di una forte sensazione di sete, e preferire pasti leggeri. Le finestre possono essere tenute chiuse durante le ore più calde, aprendo invece gli ambienti nelle prime ore del mattino o durante la notte, quando la temperatura esterna tende a diminuire. Particolare attenzione deve essere riservata alle automobili parcheggiate al sole. Persone e animali non devono essere lasciati all’interno dei veicoli, neppure per pochi minuti, perché la temperatura nell’abitacolo può salire molto rapidamente. Anche chi lavora all’aperto dovrebbe programmare pause frequenti, cercando zone ombreggiate e proteggendo la testa dall’esposizione diretta ai raggi solari. Possibili temporali nella seconda parte della settimana La fase di caldo estremo potrebbe iniziare a perdere intensità nei giorni successivi. Nella seconda parte della settimana è atteso un possibile aumento dell’instabilità sulle Alpi, con la formazione dei primi temporali di calore. I fenomeni potrebbero svilupparsi inizialmente sulle zone montane e raggiungere in alcuni casi anche le pianure. La loro distribuzione resta però difficile da definire con precisione, perché i temporali estivi possono interessare territori molto limitati. Prima dell’eventuale cambiamento, il Piemonte dovrà comunque affrontare una giornata eccezionalmente calda. Mercoledì 8 luglio si annuncia quindi come il momento più delicato dell’ondata, con 40 gradi in pianura, caldo intenso in montagna e forti raffiche di foehn nelle vallate alpine. - Published: 2026-07-08 - Modified: 2026-07-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendi-boschivi-in-piemonte-scatta-lo-stato-di-massima-pericolosita-dall8-luglio.html - Categorie: News Il caldo intenso, la lunga assenza di piogge e l’aumento degli incendi registrati sul territorio hanno spinto la Regione Piemonte ad adottare nuove misure di prevenzione. A partire da mercoledì 8 luglio 2026 entrerà in vigore lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi. Il provvedimento interessa l’intero territorio regionale e comporta l’applicazione di una serie di divieti specifici. L’obiettivo è limitare tutti quei comportamenti che, anche involontariamente, potrebbero provocare un rogo in una fase caratterizzata da vegetazione secca e temperature particolarmente elevate. La decisione è stata presa sulla base delle valutazioni contenute nel bollettino elaborato dal Centro Funzionale di Arpa Piemonte. Le previsioni indicano un quadro meteorologico ancora sfavorevole, con temperature destinate a rimanere alte e precipitazioni insufficienti a ridurre il pericolo. Caldo e siccità aumentano il rischio di incendi in Piemonte Le condizioni ambientali delle ultime settimane hanno reso boschi, pascoli e aree ricoperte da arbusti particolarmente vulnerabili. La scarsità di piogge ha ridotto l’umidità del terreno e della vegetazione, favorendo una rapida propagazione delle fiamme in caso di innesco. A rendere più complessa la situazione contribuiscono anche il vento e le temperature elevate. In presenza di vegetazione molto secca, infatti, anche una piccola scintilla può trasformarsi rapidamente in un incendio difficile da controllare. Negli ultimi giorni sono stati segnalati numerosi roghi in diverse zone della regione. Gli interventi hanno richiesto la mobilitazione di un numero rilevante di operatori e mezzi, sottoponendo il sistema regionale antincendi boschivi a uno sforzo prolungato. Lo stato di massima pericolosità rappresenta quindi una misura preventiva, pensata per ridurre il numero di nuovi focolai e permettere alle squadre di emergenza di concentrare le risorse sugli incendi già attivi. Vigili del Fuoco, volontari e mezzi aerei impegnati negli interventi Le operazioni di spegnimento coinvolgono diverse componenti del sistema di emergenza. Sul territorio sono attivi i Vigili del Fuoco, i volontari del Corpo AIB Piemonte e i Carabinieri Forestali. Nei casi più complessi vengono impiegati anche gli elicotteri della flotta regionale e i mezzi aerei messi a disposizione dallo Stato. Questi ultimi risultano particolarmente importanti nelle zone montane o difficilmente raggiungibili dalle squadre di terra. L’assessore regionale alla Protezione civile, Marco Gabusi, ha spiegato che le condizioni meteorologiche non possono essere controllate, mentre è possibile intervenire sulla prevenzione e sulla velocità di risposta. Ha inoltre ringraziato tutte le componenti impegnate nelle attività di sorveglianza e spegnimento. La collaborazione tra operatori professionisti, volontari e cittadini diventa fondamentale durante le fasi di maggiore rischio. Una segnalazione tempestiva può permettere alle squadre di intervenire quando le fiamme sono ancora circoscritte, evitando che raggiungano dimensioni più estese. Cosa devono fare i cittadini in caso di incendio La Regione Piemonte invita la popolazione a mantenere un comportamento prudente, soprattutto durante le escursioni, le attività agricole o la permanenza nelle aree verdi. Chi nota una colonna di fumo o un possibile incendio deve contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112, fornendo indicazioni precise sul luogo in cui sono state avvistate le fiamme. È importante comunicare eventuali punti di riferimento, strade vicine o elementi utili per individuare rapidamente l’area interessata. I cittadini non devono tentare di avvicinarsi al fronte del fuoco né intralciare l’arrivo dei mezzi di soccorso. Occorre inoltre lasciare liberi gli accessi ai boschi, alle strade sterrate e alle aree utilizzate dagli operatori. Particolare attenzione deve essere prestata anche nei pressi di laghi e bacini. Gli elicotteri e gli aerei antincendio possono utilizzare queste superfici per caricare l’acqua necessaria agli interventi. La presenza di persone, imbarcazioni o altri ostacoli potrebbe rallentare o rendere pericolose le operazioni. I divieti previsti durante lo stato di massima pericolosità Con l’entrata in vigore del provvedimento diventano operative le limitazioni previste dalla normativa nazionale e regionale. Le violazioni possono comportare sanzioni, oltre a conseguenze più gravi qualora un comportamento provochi effettivamente un incendio. È vietato bruciare residui vegetali provenienti dalle attività agricole o forestali. Non sarà inoltre possibile accendere fuochi entro una distanza di 100 metri da boschi, pascoli e aree ricoperte da vegetazione arbustiva. Le restrizioni riguardano anche l’utilizzo di fuochi d’artificio, apparecchi a fiamma e strumenti capaci di produrre scintille. Nelle aree a rischio è vietato fumare o abbandonare mozziconi ancora accesi. Un altro comportamento pericoloso riguarda il parcheggio dei veicoli sulla vegetazione secca. Le parti calde del motore o dell’impianto di scarico possono infatti raggiungere temperature sufficienti a provocare un innesco. Non potranno essere utilizzate fiamme libere non controllabili, comprese le lanterne volanti. Durante questa fase è necessario evitare qualsiasi attività che possa generare calore, scintille o materiali incandescenti vicino alla vegetazione. Quanto durerà l’allerta incendi in Piemonte La Regione non ha stabilito una data precisa per la conclusione dello stato di massima pericolosità. Il provvedimento rimarrà in vigore fino a quando il quadro meteorologico non mostrerà un miglioramento significativo. Per ridurre il rischio saranno necessari un calo delle temperature e precipitazioni abbastanza consistenti da aumentare l’umidità del terreno e della vegetazione. Una breve pioggia isolata potrebbe quindi non essere sufficiente per determinare la revoca delle restrizioni. Fino a una nuova comunicazione ufficiale, cittadini, escursionisti e frequentatori delle aree naturali dovranno rispettare i divieti e mantenere un livello elevato di attenzione. In una situazione ambientale così delicata, un comportamento responsabile può evitare danni ai boschi, alle abitazioni e alle persone. - Published: 2026-07-04 - Modified: 2026-07-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-nuova-ondata-di-calore-temperature-fino-a-37-c-per-almeno-dieci-giorni.html - Categorie: News Il Piemonte si prepara ad affrontare una nuova e prolungata fase di caldo intenso. Dopo i temporali che hanno interessato diverse zone della regione nei primi giorni di luglio, la situazione atmosferica è destinata a cambiare nuovamente. A prendere il controllo sarà un vasto anticiclone subtropicale, responsabile di giornate stabili, soleggiate e caratterizzate da temperature ben superiori alle medie stagionali. Le previsioni indicano una fase calda che potrebbe durare almeno sette-dieci giorni, con poche possibilità di pioggia e valori termici in costante aumento. Nelle pianure piemontesi le massime potranno raggiungere i 36-37 °C, mentre nelle città aumenterà il rischio di notti tropicali, durante le quali il caldo continuerà a farsi sentire anche dopo il tramonto. L’anticiclone si rafforza sul Piemonte Il ritorno dell’alta pressione garantirà condizioni atmosferiche generalmente stabili su gran parte del territorio regionale. Il cielo si presenterà spesso sereno o poco nuvoloso, con un forte irraggiamento solare già dalle prime ore del mattino. La massa d’aria calda raggiungerà il Piemonte in maniera graduale. In una prima fase, il caldo potrà risultare relativamente sopportabile grazie a livelli di umidità ancora contenuti. Con il passare dei giorni, però, le temperature aumenteranno e il ristagno dell’aria nelle pianure favorirà una sensazione di afa sempre più evidente. Il periodo più caldo dovrebbe iniziare tra il fine settimana e i primi giorni della nuova settimana. Le massime potranno raggiungere diffusamente i 33-35 °C già tra sabato e domenica. Successivamente, nelle aree centrali e orientali della regione, il termometro potrebbe spingersi fino a 36-37 °C. Le zone maggiormente esposte saranno quelle di pianura, dove la ventilazione risulterà debole e il calore tenderà ad accumularsi. Anche Torino e gli altri grandi centri urbani dovranno affrontare temperature elevate per diverse giornate consecutive. Pochi temporali e piogge quasi assenti La presenza dell’anticiclone ridurrà sensibilmente la possibilità di precipitazioni. Per diversi giorni il tempo dovrebbe rimanere asciutto, con fenomeni temporaleschi limitati principalmente alle aree alpine. Nel corso delle ore pomeridiane potranno formarsi brevi acquazzoni sulle alte valli, prodotti dal forte riscaldamento diurno. Si tratterà però di episodi isolati, localizzati e generalmente di breve durata. Qualche temporale di calore potrebbe spingersi verso le zone pedemontane durante il prossimo fine settimana, senza modificare in maniera significativa il quadro generale. Le pianure resteranno in gran parte escluse dalle precipitazioni, con un conseguente aumento del caldo e una progressiva riduzione del refrigerio notturno. La mancanza di piogge diffuse potrebbe inoltre aggravare la situazione dei terreni già asciutti e aumentare il fabbisogno idrico delle coltivazioni. Molto dipenderà dalla durata effettiva dell’anticiclone e dalla possibilità che, in seguito, correnti più fresche riescano a raggiungere il Nord Italia. Caldo intenso anche sulle montagne Le temperature elevate non riguarderanno soltanto le pianure. L’aria calda raggiungerà anche le vallate e le località montane, dove sono previsti valori insoliti soprattutto nelle ore centrali della giornata. A circa 1. 200 metri di altitudine, le massime potranno raggiungere i 25-28 °C. Intorno ai 2. 000 metri si potranno registrare picchi vicini ai 20 °C, rendendo il caldo percepibile anche durante escursioni e attività in quota. Un dato particolarmente significativo riguarda lo zero termico, previsto intorno ai 4. 500 metri di altitudine. Questo significa che le temperature resteranno sopra lo zero su quasi tutto l’arco alpino piemontese, comprese le quote molto elevate. Nelle valli e nelle aree rurali le ore notturne potranno comunque garantire un parziale sollievo. Le temperature minime riusciranno in molti casi a scendere sotto i 20 °C, soprattutto nei luoghi lontani dai grandi centri abitati. A Torino e nelle città arrivano le notti tropicali La situazione sarà più difficile nei principali centri urbani. Asfalto, cemento ed edifici assorbono grandi quantità di calore durante il giorno e le rilasciano lentamente nelle ore successive. Questo fenomeno, conosciuto come isola di calore urbana, impedisce alle temperature di diminuire rapidamente dopo il tramonto. A partire da domenica, nelle città piemontesi le minime notturne potrebbero rimanere comprese tra 22 e 24 °C. Quando la temperatura non scende sotto i 20 °C si parla comunemente di notte tropicale. Il caldo notturno rende più difficile il riposo e aumenta l’affaticamento dell’organismo, soprattutto quando il fenomeno si ripete per diversi giorni. Le persone anziane, i bambini piccoli e chi soffre di patologie croniche dovranno prestare particolare attenzione. Per limitare gli effetti delle alte temperature sarà utile bere regolarmente, evitare attività fisiche nelle ore centrali della giornata e mantenere freschi gli ambienti domestici. È consigliabile chiudere finestre e persiane durante le ore più calde, riaprendole la sera quando la temperatura esterna diminuisce. Una fase estiva lunga e senza grandi cambiamenti Il Piemonte entrerà quindi in una fase pienamente estiva, dominata dal sole e da temperature elevate. Al momento non si intravedono cambiamenti importanti nel breve periodo, anche se l’affidabilità delle previsioni tende a diminuire oltre una settimana. L’elemento principale sarà la persistenza del caldo. Non si tratterà soltanto di una singola giornata con valori estremi, ma di una sequenza prolungata di temperature alte, capace di mettere sotto pressione città, campagne e zone montane. Le eventuali piogge alpine offriranno un sollievo limitato. Per un vero calo termico sarà necessario attendere l’arrivo di correnti più fresche e instabili, in grado di indebolire l’anticiclone. Fino ad allora, sole, afa e massime vicine ai 37 °C resteranno i protagonisti del meteo piemontese. - Published: 2026-07-04 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/wizz-air-amplia-lofferta-da-torino-caselle-arrivano-4-nuove-rotte.html - Categorie: News Wizz Air rafforza la propria presenza all’aeroporto di Torino Caselle con quattro nuovi collegamenti internazionali pensati soprattutto per sostenere il turismo invernale. A partire dal 16 gennaio 2027, lo scalo piemontese sarà collegato direttamente con Breslavia, Danzica, Katowice e Praga. I voli saranno operati ogni sabato fino ai primi giorni di marzo, nel periodo in cui aumenta la richiesta da parte degli appassionati di sci e degli altri turisti interessati alle località montane del Piemonte e dell’arco alpino nord-occidentale. I biglietti per le nuove rotte sono stati messi in vendita dal 1° luglio 2026. L’annuncio rappresenta un nuovo passaggio nel piano di espansione della compagnia aerea ungherese a Torino. Wizz Air, infatti, sta preparando l’apertura di una base operativa nello scalo di Caselle, con il posizionamento di due aeromobili e l’avvio di numerosi collegamenti nazionali e internazionali. Le quattro nuove rotte Wizz Air da Torino Le nuove destinazioni rafforzano soprattutto i collegamenti con la Polonia e la Repubblica Ceca. Tre delle quattro città coinvolte si trovano in territorio polacco: Breslavia, Danzica e Katowice. La quarta è Praga, capitale della Repubblica Ceca e una delle mete europee più richieste dai viaggiatori italiani. I collegamenti sono stati programmati in modo particolare per favorire l’arrivo degli sciatori stranieri sulle montagne piemontesi. I voli del sabato permetteranno infatti ai turisti di raggiungere Torino nel giorno tradizionalmente utilizzato per l’inizio e la conclusione delle settimane bianche. Da Caselle sarà poi possibile proseguire verso le principali località sciistiche del Piemonte e delle Alpi occidentali. La nuova offerta potrebbe quindi portare benefici agli alberghi, alle strutture ricettive, ai ristoranti, agli impianti di risalita e alle aziende che lavorano nella filiera del turismo montano. L’obiettivo non riguarda soltanto le località più conosciute. L’aumento dei collegamenti internazionali potrebbe favorire anche le destinazioni minori, che negli ultimi anni hanno cercato di ampliare l’offerta proponendo attività sulla neve, escursioni, percorsi culturali ed esperienze legate alla gastronomia locale. La nuova base Wizz Air a Torino Caselle Le quattro rotte invernali si inseriscono in un progetto più ampio. Wizz Air ha infatti scelto Torino come sede della sua settima base italiana e della quarantesima a livello mondiale. Il piano prevede il posizionamento del primo aeromobile a Caselle dal 14 settembre 2026. Il secondo arriverà invece il 25 ottobre. La presenza stabile degli aerei consentirà alla compagnia di ampliare il numero dei voli, aumentare le frequenze e organizzare in modo più efficiente le partenze dallo scalo piemontese. L’apertura della base viene considerata un investimento importante anche sotto il profilo occupazionale. Le stime indicate parlano di circa 80 posti di lavoro diretti e di altre 700 opportunità indirette. Queste ultime potranno interessare diversi settori collegati all’attività aeroportuale, dal turismo alla manutenzione, passando per i trasporti, i servizi e l’accoglienza. La crescita di Wizz Air introduce inoltre una maggiore concorrenza nel mercato dei voli a basso costo da Torino. La compagnia punta a ritagliarsi uno spazio più ampio in uno scalo nel quale opera già Ryanair, offrendo nuove destinazioni e aumentando le possibilità di scelta per i passeggeri piemontesi. Torino Airport rafforza il proprio ruolo internazionale Con l’espansione annunciata, il network di Wizz Air da Torino dovrebbe raggiungere nel 2026 un totale di 20 rotte verso nove Paesi. Si tratta di un risultato significativo per un aeroporto che negli ultimi anni ha cercato di aumentare il proprio peso sia nel traffico turistico sia nei collegamenti utili ai residenti e alle imprese del territorio. Torino Caselle non viene più considerato soltanto uno scalo al servizio del capoluogo. La sua posizione permette di raggiungere facilmente numerose aree del Piemonte, oltre alla Valle d’Aosta e ad alcune località alpine francesi. Questa caratteristica lo rende particolarmente interessante per le compagnie che vogliono intercettare i flussi turistici legati alla montagna. Secondo Salvatore Gabriele Imperiale, di Wizz Air, l’apertura delle nuove rotte conferma l’impegno della compagnia verso Torino e verso un territorio sempre più importante nella strategia italiana del vettore. Anche Torino Airport ha sottolineato il valore dell’operazione. Paolo Papale, direttore Sviluppo Aviation dello scalo, ha spiegato che i nuovi voli possono consolidare il ruolo dell’aeroporto come punto di riferimento europeo per chi desidera raggiungere le località sciistiche. Nuove opportunità per il turismo piemontese L’inverno 2027 potrebbe quindi rappresentare un momento importante per il turismo regionale. I collegamenti con Breslavia, Danzica, Katowice e Praga aprono l’accesso a mercati nei quali l’interesse per le vacanze sulla neve è elevato e in crescita. Per trasformare l’aumento dei voli in un vantaggio duraturo sarà però necessario rendere semplici gli spostamenti tra l’aeroporto e le destinazioni montane. Navette, autobus dedicati, servizi di noleggio e pacchetti turistici integrati potranno avere un ruolo decisivo nell’organizzazione del viaggio. Le nuove rotte offrono inoltre opportunità in entrambe le direzioni. I piemontesi potranno raggiungere più facilmente alcune importanti città dell’Europa centrale, mentre Torino e le Alpi potranno accogliere nuovi visitatori internazionali. La strategia di Wizz Air mostra così come lo sviluppo dell’aeroporto sia strettamente collegato alla crescita del territorio. Più voli significano maggiori possibilità di movimento, nuovi flussi turistici e potenziali ricadute economiche. Con l’arrivo dei due aeromobili e l’ampliamento del network, Torino Caselle si prepara a entrare in una nuova fase. - Published: 2026-07-04 - Modified: 2026-07-04 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-svelata-la-nuova-maglia-home-2026-27-lomaggio-a-superga.html - Categorie: Sport Il Torino ha presentato ufficialmente la nuova maglia home che accompagnerà la squadra durante la stagione 2026/27. La divisa, realizzata ancora una volta da Joma, è stata mostrata attraverso un video pubblicato sui canali social della società granata. Al centro del progetto c’è il legame con Superga, uno dei luoghi più importanti e simbolici nella storia del club e dei suoi tifosi. Il nuovo kit casalingo mantiene il tradizionale colore granata, ma introduce una serie di dettagli capaci di rinnovarne l’aspetto. La maglia sarà indossata dalla formazione guidata da Ignazio Abate e dovrebbe fare il proprio esordio già durante il ritiro estivo di Pinzolo, dove il Torino inizierà la preparazione per il prossimo campionato. La nuova maglia del Torino celebra Superga L’elemento più riconoscibile della maglia home 2026/27 è il pattern ispirato al pavimento della Basilica di Superga. Le geometrie del pavimento sono state riprese e trasformate in una decorazione applicata sia sulla parte anteriore sia su quella posteriore della divisa. Il motivo è stato inserito direttamente sul tessuto attraverso la tecnica embossed, che permette di ottenere una trama in rilievo. Il risultato è un effetto tridimensionale che rimane discreto, perché utilizza diverse tonalità dello stesso colore granata, ma diventa più evidente quando la luce colpisce la superficie della maglia. La scelta di Superga non è casuale. La Basilica rappresenta un punto di riferimento per l’intero ambiente granata ed è legata in modo profondo alla memoria del Grande Torino. Trasformare un particolare architettonico in un elemento della nuova divisa significa quindi collegare il presente della squadra alla sua storia. Il riferimento ritorna anche nella zona posteriore del colletto. Qui il toro rampante è inserito all’interno di un elemento in rilievo, creando un ulteriore richiamo all’identità del club. Un design classico arricchito da nuovi dettagli Nonostante il particolare motivo geometrico, Joma ha scelto di mantenere un’impostazione tradizionale. Il colore principale resta il granata, mentre il girocollo presenta dettagli in granata più scuro e bianco. Il contrasto valorizza la parte superiore della maglia e rende più evidente la profondità delle diverse tonalità. Anche gli inserti laterali sono realizzati in un colore più scuro. Queste zone utilizzano un tessuto maggiormente traspirante, pensato per favorire la ventilazione durante le partite e gli allenamenti. Il design riesce così a combinare elementi estetici e soluzioni tecniche, senza allontanarsi dallo stile tipico delle divise casalinghe del Torino. Lo stemma del club è realizzato in silicone e viene applicato a caldo sul tessuto. Questa soluzione riduce il peso rispetto a un ricamo tradizionale e dovrebbe garantire maggiore comfort durante l’utilizzo. Le cuciture sono state progettate per resistere alle sollecitazioni, mentre la struttura del capo punta a mantenere il corpo asciutto nelle zone maggiormente esposte alla sudorazione. Una divisa in poliestere riciclato La nuova maglia del Torino è prodotta in tessuto composto al 100% da poliestere riciclato. Il materiale viene ricavato da bottiglie di plastica PET e rappresenta una scelta orientata alla riduzione dell’impatto ambientale legato alla produzione. L’impiego di materiali riciclati è ormai frequente nell’abbigliamento sportivo professionale. Le nuove tecniche permettono infatti di ottenere tessuti leggeri, resistenti e adatti alle esigenze degli atleti. Nel caso del kit granata, il materiale è stato abbinato a inserti traspiranti e a una costruzione studiata per migliorare la circolazione dell’aria. La sostenibilità diventa quindi uno degli elementi del progetto, insieme alla memoria storica e all’identità visiva. La maglia cerca di raccontare il Torino attraverso il colore, i simboli e i richiami alla città, senza rinunciare alle caratteristiche richieste dall’abbigliamento sportivo moderno. La maglia della stagione del 120º anniversario Il lancio assume un significato particolare perché la stagione 2026/27 coincide con il 120º anniversario del Torino. Il club è nato nel 1906 e la nuova divisa è stata presentata come un capo capace di celebrare appartenenza, memoria e tradizione. L’omaggio a Superga rafforza questo messaggio. Il luogo non viene rappresentato attraverso un’immagine evidente o una scritta, ma mediante le linee della pavimentazione. Si tratta di un riferimento riconoscibile soprattutto dai tifosi e da chi conosce la storia granata. La società ha inoltre confermato la presenza dei principali partner commerciali. Suzuki continua a essere il main partner del Torino, mentre Bet365 Scores mantiene il ruolo di second main partner. Acrobatica sarà nuovamente presente nella parte posteriore della divisa come back partner. Il debutto durante il ritiro di Pinzolo Dopo la presentazione sui social, la nuova maglia dovrebbe essere utilizzata per la prima volta durante il ritiro estivo di Pinzolo. Sarà quella l’occasione per vederla indossata dai giocatori sul campo, durante le prime amichevoli e le sedute di preparazione. Il ritiro rappresenterà anche l’inizio ufficiale del lavoro della squadra in vista della nuova stagione. Il Torino guidato da Ignazio Abate potrà così inaugurare il proprio percorso con una divisa che unisce il tradizionale granata a un’immagine rinnovata. Il kit home è già disponibile nello store ufficiale del club. I tifosi possono quindi acquistare la maglia prima dell’avvio del campionato e scegliere di indossare un modello pensato per raccontare i 120 anni del Toro. Un capo sportivo che prova a diventare anche un simbolo di appartenenza, grazie al richiamo a Superga e a una storia che continua a occupare un posto centrale nell’identità granata. - Published: 2026-07-04 - Modified: 2026-07-04 - URL: https://www.torinofree.it/economia/saldi-estivi-2026-al-via-in-piemonte-a-torino-attesa-una-spesa-da-153-milioni.html - Categorie: Economia Sono iniziati sabato 4 luglio i saldi estivi 2026 in Piemonte. Per molte famiglie rappresentano l’occasione per acquistare abbigliamento, calzature e accessori rimandati nelle settimane precedenti, mentre per i negozi costituiscono un momento importante per alleggerire i magazzini e recuperare parte delle vendite perse durante la stagione. Secondo le stime diffuse da Confcommercio, il giro d’affari complessivo dovrebbe raggiungere i 3,2 miliardi di euro a livello nazionale. In Piemonte la spesa prevista è pari a circa 290 milioni di euro, dei quali 153 milioni concentrati tra Torino e i comuni della provincia. La spesa media stimata è di 201 euro per famiglia, pari a circa 91 euro per ogni consumatore. Dati che confermano il peso economico delle vendite di fine stagione, anche in un periodo segnato da una maggiore attenzione al bilancio familiare. Quanto spenderanno le famiglie durante i saldi estivi 2026 Le previsioni mostrano un interesse ancora elevato nei confronti degli sconti stagionali. Una parte dei consumatori ha infatti atteso l’avvio ufficiale dei saldi prima di completare il guardaroba estivo o acquistare prodotti già osservati nelle settimane precedenti. Nella prima fase delle promozioni, gli acquisti tendono a concentrarsi sui capi necessari e sui prodotti individuati in anticipo. Con il passare delle settimane, invece, aumenta la ricerca dell’occasione, favorita da riduzioni di prezzo più consistenti e dalle ultime disponibilità presenti nei negozi. Le famiglie continuano comunque a valutare con attenzione ogni spesa. Il prezzo resta un elemento decisivo, ma crescono anche l’interesse per la qualità, la durata dei materiali e la possibilità di provare il prodotto prima dell’acquisto. Il negozio fisico cerca quindi di distinguersi attraverso il servizio, la consulenza e il rapporto personale con il cliente. Aspetti che possono diventare particolarmente importanti quando si acquistano capi di abbigliamento, scarpe o accessori per i quali vestibilità e misure non sono sempre facili da valutare online. La richiesta di regole uguali tra negozi ed e-commerce L’avvio dei saldi riporta al centro il tema della concorrenza tra commercio tradizionale e vendite online. Ascom Confcommercio Torino e provincia chiede da tempo che le regole applicate ai negozi fisici siano estese in modo più chiaro anche alle piattaforme digitali. La normativa vieta le vendite promozionali nei trenta giorni precedenti l’inizio ufficiale dei saldi. Secondo le associazioni di categoria, però, alcuni operatori anticiperebbero gli sconti, riducendo l’attesa per la data stabilita e creando una situazione di svantaggio per chi rispetta il calendario. Il problema non riguarda soltanto i grandi siti di commercio elettronico. Anche alcune catene e realtà presenti nei centri urbani avrebbero avviato promozioni prima del periodo consentito, rendendo più difficile il lavoro dei piccoli esercizi. La richiesta dei commercianti è riassunta nel principio “stesso mercato, stesse regole”. La trasparenza dei prezzi, l’indicazione corretta dello sconto e il rispetto dei periodi promozionali dovrebbero essere garantiti indipendentemente dal canale utilizzato per la vendita. Dal primo luglio è entrato in vigore un contributo di tre euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi esterni all’Unione europea. La misura interessa soprattutto le piattaforme asiatiche, ma secondo gli operatori avrebbe un impatto limitato sul confronto con i principali colossi dell’e-commerce. Torino punta anche sul turismo e sugli eventi estivi I saldi estivi coincidono con un periodo ricco di appuntamenti capaci di attirare visitatori. A Torino, manifestazioni musicali e culturali possono favorire il passaggio nei negozi del centro e nei principali quartieri commerciali. Il Kappa FuturFestival, in particolare, richiama ogni anno un pubblico internazionale che soggiorna in città per diversi giorni. La presenza di turisti con una buona capacità di spesa rappresenta un’opportunità per negozi, ristoranti e attività legate all’accoglienza. Anche fuori Torino sono previste iniziative dedicate allo shopping serale. In diversi comuni della provincia, tra cui Chivasso, Ciriè, Settimo Torinese, Rivarolo e Venaria Reale, i saldi saranno accompagnati da Notti Bianche, spettacoli, musica e aperture prolungate. Questi eventi permettono di unire commercio e intrattenimento. Le vie centrali diventano luoghi di incontro, mentre i negozi possono raggiungere persone che difficilmente si sposterebbero soltanto per fare acquisti. Nelle realtà più piccole, infatti, il successo dei saldi dipende sempre più dalla capacità di creare un appuntamento collettivo. L’unione tra shopping, ristorazione ed eventi può offrire una boccata d’ossigeno alle attività locali. Qualità e consulenza per competere con gli acquisti online I commercianti torinesi puntano soprattutto su affidabilità, autenticità dei prodotti e assistenza. Durante i saldi, il cliente può controllare direttamente il capo, verificare la taglia e ricevere indicazioni su tessuti, vestibilità e abbinamenti. Il prezzo ridotto non dovrebbe modificare il livello del servizio offerto. Lo sconto deriva dal fatto che la collezione stagionale non è più completa e alcune taglie potrebbero essere terminate. Il prodotto, però, mantiene le stesse caratteristiche qualitative. Molti negozi iniziano con riduzioni intorno al 20%, per poi aumentare progressivamente gli sconti in base alle disponibilità. Chi acquista nei primi giorni ha una scelta più ampia, mentre chi attende può trovare percentuali maggiori, accettando però un assortimento più limitato. I saldi estivi 2026 saranno quindi un banco di prova per il commercio piemontese. Le stime economiche sono positive, ma la sfida resta complessa. I negozi dovranno confrontarsi con le promozioni continue del web, con il fast fashion e con consumatori sempre più attenti. La fiducia, la trasparenza e il servizio personale possono ancora fare la differenza. Ogni acquisto effettuato in un’attività locale contribuisce inoltre a sostenere l’occupazione e a mantenere vive le strade commerciali di Torino e dei comuni della provincia. - Published: 2026-07-03 - Modified: 2026-07-03 - URL: https://www.torinofree.it/news/moncalieri-via-la-power-station-da-borgo-mercato-stasera-lavori-di-ripristino-della-rete-elettrica.html - Categorie: News - Tag: Moncalieri Moncalieri, via la Power Station da Borgo Mercato: stasera lavori di ripristino della rete elettrica Il Sindaco Lorenzo Mauro: "Ho chiesto che l'intervento venga effettuato in orario notturno per ridurre i disagi" Moncalieri, 3 luglio 2026 - E-distribuzione procederà questa sera al distacco della Power Station di Borgo Mercato, nell'ambito delle operazioni di ripristino della rete elettrica. Lo comunica il Sindaco di Moncalieri, Lorenzo Mauro. L'intervento interesserà circa 800 utenze nella zona di Borgo Mercato, in prossimità della Power Station situata in via Pastrengo, angolo Piazza Mercato. L'interruzione della fornitura di energia elettrica è prevista a partire dalle ore 23. 00 di venerdì 3 luglio e proseguirà fino al completamento dei lavori, con una durata stimata di almeno due ore. Su richiesta del Sindaco, i lavori sono stati programmati in fascia notturna per contenere i disagi ai residenti. Si invitano i cittadini della zona interessata a prendere le precauzioni necessarie per tempo. - Published: 2026-07-03 - Modified: 2026-07-03 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/moncalieri-il-puglia-food-fest-arriva-in-borgo-navile.html - Categorie: Enogastronomia - Tag: Moncalieri Venerdì 3 e Sabato 4 luglio, a pranzo e a cena, la piazza si trasforma in un angolo di Puglia Moncalieri, 3 luglio 2026 — Borgo Navile ospita il Puglia Food Fest, due serate dedicate ai sapori autentici della tradizione pugliese. L'appuntamento è per questa sera, Venerdì 3 luglio, e per l'intera giornata di domani, Sabato 4 luglio, con servizio sia a pranzo che a cena. La piazza sarà allestita con tavoli e ombrelloni per accogliere i visitatori in un'atmosfera conviviale all'aperto, dove gustare specialità tipiche pugliesi preparate al momento. L'ingresso è libero. Non è necessaria la prenotazione. Info evento Borgo Navile, Moncalieri (TO) Venerdì 3 luglio (cena) e Sabato 4 luglio (pranzo e cena) - Published: 2026-07-03 - Modified: 2026-07-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/sere-fai-destate-in-piemonte-castelli-aperti-degustazioni-e-cinema.html - Categorie: Eventi L’estate piemontese offre un’occasione particolare per visitare castelli, ville e giardini storici dopo il tramonto. Con le Sere FAI d’Estate, alcuni dei beni più affascinanti della regione prolungano gli orari di apertura e propongono esperienze pensate per valorizzare il patrimonio culturale in una cornice insolita. Il programma proseguirà fino alla metà di settembre e coinvolgerà tre luoghi del Piemonte: il Castello della Manta, in provincia di Cuneo, il Castello e Parco di Masino, nel Canavese, e Villa Flecchia, a Magnano, nel Biellese. Le iniziative comprenderanno osservazioni astronomiche, passeggiate serali, cinema all’aperto, picnic, degustazioni e visite guidate illuminate dalle lanterne. Il Castello della Manta tra luna piena, cinema e vini piemontesi Il Castello della Manta, situato ai piedi del Monviso, sarà uno dei principali protagonisti delle serate estive organizzate dal FAI. Il calendario consentirà ai visitatori di scoprire il complesso storico nelle ore più fresche della giornata, quando il panorama circostante assume colori e atmosfere completamente differenti. Tra le iniziative previste figurano le passeggiate della luna piena, durante le quali sarà possibile percorrere alcuni sentieri inseriti nella Riserva della Biosfera. Le escursioni permetteranno di osservare il paesaggio al calare della luce e di conoscere più da vicino l’ambiente naturale che circonda il castello. Un altro appuntamento sarà rappresentato dal ciclo “Fuori cantina”, dedicato ai vini e ai produttori del territorio. Le degustazioni si svolgeranno sulla Terrazza dei Melograni e accompagneranno il pubblico in un viaggio enologico dal Monviso alle Langhe. Il vino diventerà così uno strumento per raccontare il Piemonte, le sue colline e le sue tradizioni produttive. Il programma comprenderà anche “Astronomi per una notte”, una serie di incontri dedicati all’osservazione del cielo. Con l’aiuto degli esperti, i partecipanti potranno riconoscere pianeti, costellazioni e altri corpi celesti. Nel mese di agosto l’attenzione si concentrerà sulle Perseidi, comunemente chiamate stelle cadenti di San Lorenzo. Al Giardino delle Palme si potrà assistere inoltre ad alcune proiezioni cinematografiche all’aperto dedicate alla montagna e alle valli. Il grande schermo sarà inserito nel paesaggio del castello, creando un collegamento diretto tra le immagini dei film e l’ambiente circostante. Non mancheranno le visite serali agli interni. L’illuminazione delle lanterne accompagnerà il pubblico tra le sale e permetterà di ammirare in modo diverso gli affreschi realizzati tra il Quattrocento e il Cinquecento. Le notti del Castello di Masino nel Canavese Anche il Castello e Parco di Masino aprirà le sue porte dopo il tramonto. Il grande complesso del Canavese proporrà appuntamenti dedicati alla storia, alla natura e all’astronomia, sfruttando gli ampi spazi del parco monumentale e le terrazze panoramiche. Le passeggiate intitolate “Oltre il plenilunio” porteranno i visitatori a scoprire miti e simboli collegati alla Luna. Il percorso affronterà il rapporto tra l’essere umano e il satellite terrestre attraverso racconti, tradizioni e osservazioni del paesaggio notturno. Alcune serate saranno dedicate agli animali che popolano il parco nelle ore di buio. Pipistrelli, rapaci notturni e piccoli mammiferi diventeranno i protagonisti di attività pensate per far conoscere la biodiversità presente intorno al castello. Il pubblico potrà comprendere il ruolo di queste specie nell’equilibrio naturale e imparare a riconoscerne i comportamenti. Anche a Masino tornerà l’iniziativa “Astronomi per una notte”. Le osservazioni saranno condotte insieme agli astrofili di Celestia Taurinorum, che guideranno i partecipanti nell’individuazione delle principali costellazioni visibili durante l’estate. La visita potrà essere completata da un aperitivo sulle terrazze del Caffè Masino. La posizione panoramica consentirà di osservare il paesaggio del Canavese mentre il sole scende, unendo la scoperta culturale a un momento di relax. Stelle cadenti e picnic nel parco di Villa Flecchia Villa Flecchia, a Magnano, proporrà due appuntamenti dedicati alle stelle cadenti nelle serate dell’11 e del 13 agosto. In queste occasioni il parco della dimora sarà trasformato in un osservatorio astronomico a cielo aperto. Le attività saranno curate dagli astrofili dell’Associazione Amici del Polo Astronomico di Alpette. Gli esperti aiuteranno il pubblico a orientarsi nel cielo estivo e a osservare il passaggio delle meteore, spiegando in modo semplice l’origine del fenomeno. Prima si potrà partecipare a un picnic in giardino. I visitatori potranno inoltre entrare nella dimora e conoscere la collezione di dipinti. L’esperienza unirà quindi arte, natura e astronomia in un’unica serata. Un modo diverso per scoprire il patrimonio del Piemonte Le Sere FAI d’Estate permettono di visitare luoghi conosciuti in orari e condizioni fuori dall’ordinario. Il tramonto, il silenzio dei parchi e l’illuminazione serale modificano la percezione degli spazi, offrendo un punto di vista differente su castelli, opere d’arte e paesaggi. Il calendario piemontese unisce attività molto diverse tra loro, dalle degustazioni alle passeggiate naturalistiche, fino al cinema e all’osservazione delle stelle. Ogni appuntamento diventa così un’occasione per avvicinarsi alla storia della regione senza rinunciare alla dimensione piacevole di una serata estiva. Gli eventi continueranno fino alla metà di settembre, trasformando il Castello della Manta, il Castello di Masino e Villa Flecchia in tre mete da inserire nel programma delle prossime settimane. - Published: 2026-07-03 - Modified: 2026-07-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giovedi-di-luglio-a-settimo-torinese-negozi-aperti-e-spettacoli-fino-a-tarda-sera.html - Categorie: Eventi Le serate estive di Settimo Torinese tornano ad animarsi con uno degli appuntamenti più attesi del mese. Da giovedì 2 luglio prende infatti il via la nuova edizione dei “Giovedì di Luglio”, la rassegna che trasforma il centro cittadino e l’isola pedonale in un grande spazio dedicato allo shopping, alla musica e all’intrattenimento. Gli appuntamenti proseguiranno per tutti i giovedì del mese, fino al 30 luglio, nella fascia oraria compresa tra le 20. 30 e le 23. 30. Cinque serate pensate per offrire ai residenti e ai visitatori un’occasione per uscire, passeggiare e trascorrere qualche ora all’aperto, approfittando anche dell’apertura prolungata delle attività commerciali. Il programma prevede spettacoli dal vivo, musica itinerante, giochi e iniziative rivolte a persone di tutte le età. L’obiettivo è creare un’atmosfera vivace e accogliente, capace di portare pubblico nelle vie del centro e di sostenere concretamente i negozi di vicinato. Cinque serate nel centro di Settimo Torinese La rassegna accompagnerà la città per tutto il mese di luglio. Ogni giovedì sera le principali strade del centro saranno interessate da eventi, animazione e iniziative organizzate per rendere più piacevole la permanenza nell’isola pedonale. Le attività inizieranno alle 20. 30 e termineranno alle 23. 30, offrendo così tre ore durante le quali sarà possibile passeggiare tra le vetrine, ascoltare musica e assistere agli spettacoli previsti lungo il percorso. Il calendario comprende cinque appuntamenti: il 2, il 9, il 16, il 23 e il 30 luglio. Si tratta di una formula già conosciuta e apprezzata, che permette di vivere il centro cittadino in maniera diversa rispetto alle normali giornate lavorative. Il clima estivo e le giornate più lunghe favoriscono le passeggiate serali, soprattutto dopo il tramonto, quando le temperature diventano generalmente più sopportabili. Le strade si trasformano così in luoghi di incontro, dove famiglie, giovani e gruppi di amici possono trascorrere del tempo insieme senza dover lasciare la città. Shopping sotto le stelle con i negozi aperti Uno degli elementi principali dei “Giovedì di Luglio” è rappresentato dall’apertura serale dei negozi. I commercianti aderenti manterranno le serrande alzate oltre il normale orario, consentendo ai cittadini di fare acquisti anche durante la passeggiata serale. Lo shopping sotto le stelle diventa quindi un modo per unire intrattenimento e sostegno al commercio locale. Le attività di vicinato hanno infatti la possibilità di presentare i propri prodotti a un pubblico più ampio, approfittando della maggiore presenza di persone nelle vie centrali. L’iniziativa vuole richiamare l’attenzione sull’importanza dei negozi cittadini, che rappresentano servizi utili per i residenti e contribuiscono a mantenere vive le strade durante tutto l’anno. Acquistare nei piccoli esercizi significa anche favorire un rapporto più diretto tra commercianti e clienti. Le aperture prolungate possono inoltre diventare un’opportunità per chi, a causa degli impegni lavorativi, fatica a visitare i negozi durante il giorno. Il giovedì sera sarà possibile osservare le vetrine con calma, entrare nelle attività e approfittare dell’atmosfera di festa presente nel centro. Musica, giochi e spettacoli dal vivo Lo shopping sarà accompagnato da un programma di intrattenimento distribuito lungo le vie cittadine. Durante le cinque serate sono previsti spettacoli dal vivo, musica itinerante, giochi e attività di animazione. La presenza degli artisti contribuirà a rendere ogni appuntamento più dinamico. La musica itinerante, in particolare, permetterà di coinvolgere diverse zone dell’isola pedonale, evitando di concentrare tutte le iniziative in un unico punto. L’intero centro diventerà così un palcoscenico all’aperto, nel quale il pubblico potrà spostarsi liberamente da un’attrazione all’altra. Le famiglie con bambini potranno partecipare ai giochi e alle attività proposte, mentre gli adulti avranno la possibilità di fermarsi ad ascoltare la musica o continuare la passeggiata tra i negozi. La varietà delle iniziative è stata pensata per coinvolgere fasce di pubblico differenti. Non si tratta quindi di una manifestazione rivolta soltanto agli appassionati di shopping, ma di un programma più ampio, capace di offrire momenti di svago anche a chi desidera semplicemente trascorrere una serata fuori casa. Un’occasione per riscoprire la città I “Giovedì di Luglio” rappresentano anche un invito a riscoprire Settimo Torinese durante le serate estive. Il centro cittadino non sarà soltanto un luogo di passaggio, ma diventerà uno spazio da vivere con maggiore calma, incontrando altre persone e partecipando agli appuntamenti in programma. La manifestazione punta a rafforzare il legame tra cittadini, attività commerciali e territorio. Restare in città può diventare una scelta piacevole, soprattutto quando vengono proposte iniziative gratuite e accessibili in grado di creare movimento e socialità. Gli eventi estivi svolgono inoltre una funzione importante per la vita dei centri urbani. Le strade frequentate e illuminate favoriscono l’incontro tra le persone e permettono di utilizzare gli spazi pubblici anche dopo il normale orario di chiusura degli esercizi. Fino al 30 luglio, ogni giovedì sera Settimo Torinese offrirà quindi un appuntamento con musica, animazione e shopping. Cinque occasioni per passeggiare nell’isola pedonale, sostenere i commercianti locali e vivere il cuore della città in un’atmosfera estiva. - Published: 2026-07-03 - Modified: 2026-07-02 - URL: https://www.torinofree.it/economia/tunnel-di-tenda-aperture-estese-per-tutta-lestate-il-calendario-completo.html - Categorie: Economia Le fasce di apertura del Tunnel di Tenda saranno ampliate durante l’estate 2026. La decisione è arrivata al termine della riunione della Commissione Intergovernativa per le Alpi del Sud, che ha accolto la richiesta sostenuta dalla Regione Piemonte, dalla Regione Liguria e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il nuovo calendario punta a rendere più agevoli gli spostamenti tra Italia e Francia nei mesi caratterizzati dal maggiore afflusso turistico. L’estensione degli orari interessa soprattutto luglio, agosto e la prima parte di settembre, mentre dalla metà di settembre torneranno alcune fasce limitate nei giorni feriali. La programmazione proseguirà fino al 4 ottobre. Dal 5 ottobre il tunnel sarà invece chiuso per circa sei settimane, periodo necessario per completare alcune delle lavorazioni previste. Tunnel di Tenda, gli orari dall’11 al 31 luglio La prima fase del nuovo calendario inizierà sabato 11 luglio e resterà in vigore fino alla fine del mese. Dal lunedì al giovedì il Tunnel di Tenda sarà aperto dalle ore 6 alle ore 21. L’orario verrà esteso durante i fine settimana: dal venerdì alla domenica si potrà transitare dalle 6 alle 23. Una modifica specifica è prevista anche per lunedì 13 e martedì 14 luglio. In occasione delle celebrazioni nazionali francesi, l’apertura sarà prolungata fino alle ore 23, nonostante si tratti di giornate normalmente comprese nella fascia dal lunedì al giovedì. L’obiettivo è sostenere gli spostamenti legati alle vacanze, alle attività commerciali e agli eventi organizzati sui due versanti del confine. Il collegamento rappresenta infatti un’infrastruttura importante per la Val Vermenagna, per Limone Piemonte e per le località francesi raggiungibili attraverso il Colle di Tenda. Ad agosto apertura dalle 6 alle 23 tutti i giorni Il periodo con gli orari più ampi sarà quello compreso tra il 1° e il 31 agosto. Per tutto il mese, il tunnel resterà aperto ogni giorno dalle ore 6 alle ore 23. Non ci saranno quindi differenze tra giornate feriali e fine settimana. La fascia di transito sarà la stessa dal lunedì alla domenica, garantendo diciassette ore quotidiane di apertura. Agosto rappresenta il momento centrale della stagione turistica estiva. Il calendario permetterà di affrontare con maggiore continuità il traffico diretto verso le località montane, la Liguria e la Costa Azzurra. Allo stesso tempo, l’ampliamento dovrebbe favorire le imprese locali, le strutture ricettive e le attività che dipendono dalla mobilità transfrontaliera. La richiesta di aumentare le ore di apertura era stata avanzata più volte dagli amministratori locali, dagli operatori economici e dalle associazioni del territorio. L’intesa raggiunta cerca quindi di offrire una risposta concreta alle esigenze delle comunità italiane e francesi. Cosa cambia a settembre Dal 1° al 13 settembre continuerà una programmazione simile a quella prevista nella seconda parte di luglio. Dal lunedì al giovedì il transito sarà consentito dalle 6 alle 21. Dal venerdì alla domenica l’apertura verrà invece prolungata fino alle 23. Dal 14 settembre gli orari cambieranno in modo più evidente. Nei giorni feriali il passaggio sarà possibile soltanto in tre finestre: dalle 6 alle 8; dalle 12. 30 alle 13. 30; dalle 18 alle 21. Durante i fine settimana, invece, il tunnel rimarrà aperto dalle 6 alle 23. Questa organizzazione resterà valida fino a domenica 4 ottobre. Chi dovrà attraversare il valico nei giorni lavorativi sarà quindi chiamato a prestare particolare attenzione agli orari. Le tre fasce previste serviranno soprattutto a garantire gli spostamenti del mattino, della pausa centrale della giornata e della sera, lasciando contemporaneamente spazio alle attività di cantiere. Chiusura dal 5 ottobre per circa sei settimane A partire da lunedì 5 ottobre il Tunnel di Tenda sarà chiuso completamente. Secondo il programma comunicato dopo la riunione della Commissione Intergovernativa, la sospensione dovrebbe durare circa sei settimane. La chiusura sarà necessaria per portare avanti e completare le lavorazioni programmate. Prima di mettersi in viaggio durante il periodo autunnale sarà dunque opportuno controllare gli aggiornamenti ufficiali e valutare eventuali percorsi alternativi. Il calendario estivo rappresenta un compromesso tra la necessità di mantenere attivo il collegamento e quella di proseguire con gli interventi ancora necessari. Le istituzioni hanno sottolineato che l’ampliamento delle aperture è stato reso possibile attraverso il confronto tra le autorità italiane e francesi. Un collegamento strategico per turismo ed economia Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi hanno evidenziato l’importanza dell’accordo per i cittadini, le imprese e il settore turistico. Secondo i dati richiamati dalla Regione, durante la stagione invernale 2025-2026, la prima con il tunnel nuovamente disponibile, i flussi turistici nella zona sarebbero cresciuti del 47%. Un risultato che confermerebbe il peso del collegamento per Limone Piemonte e per l’intera Val Vermenagna. Resta aperto anche il tema della seconda canna. La disponibilità dei finanziamenti da parte di Italia e Francia e l’approvazione del progetto saranno elementi determinanti per l’avvio dei lavori. La Regione Piemonte ha inoltre riconsegnato alla Commissione uno studio del Politecnico di Torino relativo alla possibilità tecnica di consentire il doppio senso di marcia nel nuovo tunnel durante la fase di cantiere. Nel frattempo, il calendario estivo offre una maggiore certezza a residenti, lavoratori e turisti. L’apertura continuativa dalle 6 alle 23 per tutto agosto costituisce la principale novità, insieme alle fasce ampliate nei fine settimana di luglio e settembre. Dopo il 4 ottobre inizierà invece una nuova fase dei lavori, con la chiusura prevista per circa un mese e mezzo. - Published: 2026-07-03 - Modified: 2026-07-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/giugno-2026-rovente-in-piemonte-e-stato-il-secondo-piu-caldo-dal-1958.html - Categorie: News Il mese di giugno 2026 entrerà nella storia meteorologica del Piemonte. L’ondata di calore che ha interessato la regione dalla metà del mese ha fatto registrare valori eccezionali, con temperature massime vicine ai 40 gradi, minime notturne molto elevate e una lunga sequenza di giornate caratterizzate da un forte disagio bioclimatico. Il caldo ha iniziato ad attenuarsi soltanto con l’arrivo dei temporali del primo luglio, accompagnati in alcune zone da grandine, raffiche di vento e nubifragi. Prima del cambiamento delle condizioni atmosferiche, però, il Piemonte ha vissuto una delle ondate di calore più intense e durature degli ultimi decenni. Il caldo è iniziato a metà giugno Una prima fase particolarmente calda aveva interessato il Piemonte già alla fine di maggio, per poi esaurirsi nei primi giorni di giugno. La situazione è cambiata nuovamente a partire dal 15 giugno, quando una vasta espansione dell’anticiclone africano verso l’Europa ha favorito l’arrivo di aria molto calda sulla regione. La fase più intensa è stata registrata negli ultimi giorni del mese. Tra il 28 e il 30 giugno, nelle zone di pianura, le temperature massime hanno raggiunto valori generalmente compresi tra 36 e 39 gradi. In diverse località sono stati superati o eguagliati i precedenti record giornalieri. Tra le stazioni interessate figurano Vercelli, Torino Giardini Reali, Cameri, in provincia di Novara, e Caselle Torinese. Le temperature più elevate non hanno riguardato soltanto le ore centrali della giornata. Uno degli aspetti più significativi dell’ondata di caldo è stato infatti il mancato raffreddamento durante la notte. Ad Alessandria raggiunti 40,3 gradi Il giorno più caldo del mese nei capoluoghi piemontesi è stato il 28 giugno 2026. Il valore più elevato è stato misurato dalla stazione di Alessandria Lobbi, dove la temperatura ha raggiunto 40,3 gradi. Il dato ha eguagliato il precedente record registrato nella stessa località il 27 giugno 2019. In molte altre aree della regione il termometro è rimasto per diversi giorni su valori decisamente superiori alle medie del periodo. Le temperature minime hanno mostrato anomalie altrettanto evidenti. Ben 54 stazioni della rete meteoidrografica regionale hanno superato i precedenti record delle minime, molti dei quali risalivano all’estate del 2019. Il 27 giugno, a Novara, la temperatura minima è stata di 26,6 gradi, mentre a Pallanza, nel Verbano-Cusio-Ossola, non è scesa sotto i 26,7 gradi. A Torino, nella stazione di via della Consolata, è stato misurato all’alba un valore di 27,2 gradi, superiore al precedente record assoluto di 26,8 gradi registrato nel luglio 2015. A Torino 16 notti tropicali consecutive Le notti tropicali sono quelle durante le quali la temperatura minima rimane al di sopra dei 20 gradi. Nel giugno 2026 il loro numero è stato nettamente superiore alla media in gran parte dei capoluoghi piemontesi. La stazione di Torino in via della Consolata ha registrato 18 notti tropicali nell’arco del mese. Il dato eguaglia quello del 2022, pur restando inferiore alle 20 notti rilevate nel giugno 2025. Il valore più impressionante riguarda però la durata consecutiva del fenomeno. A Torino, a partire dal 15 giugno, si sono verificate 16 notti tropicali una dopo l’altra. Una sequenza così lunga rende particolarmente difficile il recupero fisico, perché abitazioni, strade ed edifici non riescono a disperdere durante la notte il calore accumulato di giorno. Anche Cuneo e Alessandria hanno registrato valori eccezionali. Nella stazione di Cuneo Cascina Vecchia sono state contate 11 notti tropicali, mentre ad Alessandria Lobbi sono state nove. In entrambi i casi si tratta dei numeri più elevati delle rispettive serie di misurazione. Diciotto giorni consecutivi di disagio bioclimatico L’ondata di caldo ha inciso in modo significativo anche sul livello di disagio percepito dalla popolazione. A Torino sono stati registrati 18 giorni consecutivi con condizioni di disagio bioclimatico almeno di livello giallo. Si tratta della fase più lunga mai rilevata nel mese di giugno dall’inizio delle rilevazioni disponibili, risalenti al 2005. Il precedente primato apparteneva al giugno 2017, quando i giorni consecutivi erano stati 16. Nel dettaglio, durante l’ondata di calore sono stati rilevati 12 giorni con disagio forte di livello rosso, quattro giorni con disagio moderato di livello arancione e due giorni con disagio debole di livello giallo. La persistenza del caldo, unita all’elevata umidità e alle temperature notturne molto alte, ha aumentato i rischi soprattutto per anziani, bambini, persone con patologie croniche e lavoratori impegnati all’aperto. Giugno 2026 secondo solo al 2003 Le medie regionali confermano il carattere eccezionale del mese. Considerando le temperature medie mensili e le massime giornaliere, giugno 2026 è stato il secondo giugno più caldo in Piemonte dal 1958. Davanti rimane soltanto il giugno 2003, mentre il 2025 scende al terzo posto. Per quanto riguarda le temperature minime, il giugno 2026 occupa invece la terza posizione, dopo il 2003 e il 2025. L’anomalia della temperatura media mensile rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020 è stata di 3,5 gradi in più. Il dato conferma che il caldo del giugno 2026 non è stato legato soltanto a pochi picchi isolati. A rendere eccezionale il mese sono state soprattutto la durata dell’ondata, la continuità delle temperature elevate e il numero di notti durante le quali il termometro non è riuscito a scendere sotto livelli sopportabili. - Published: 2026-07-02 - Modified: 2026-07-03 - URL: https://www.torinofree.it/guide/salute-orale-e-risparmio-perche-molti-torinesi-si-affidano-ai-dentisti-in-albania.html - Categorie: Guide utili La salute orale, un indicatore di benessere spesso trascurato La salute orale non riguarda soltanto un sorriso esteticamente gradevole, ma è uno degli indicatori principali del nostro benessere generale. Una bocca sana consente di parlare, mangiare e socializzare senza fastidi, migliorando la qualità della vita quotidiana. Al contrario, trascurare l'igiene orale o rimandare cure necessarie può portare a infezioni, dolori cronici e patologie sistemiche, spesso silenziose ma significative per la salute dell'intero organismo. Eppure, secondo i dati del Ministero della Salute, una quota rilevante di italiani rinuncia o rimanda interventi odontoiatrici importanti — impianti, protesi, riabilitazioni — proprio per ragioni economiche. Anche a Torino, città con un'offerta odontoiatrica privata ampia ma costosa, il problema si fa sentire in modo concreto. Quando il costo diventa un ostacolo alla cura Un singolo impianto dentale a Torino può costare tra 1. 800 e 3. 000 euro. Una riabilitazione completa con tecnica All-on-4, che prevede il posizionamento di quattro impianti per sostenere un'intera arcata di denti fissi, raggiunge facilmente i 15. 000-20. 000 euro. Cifre che per molte famiglie rendono la cura un obiettivo rimandato di anno in anno, con il rischio che la situazione clinica peggiori nel frattempo. È in questo contesto che negli ultimi anni si è affermata un'alternativa sempre più conosciuta: rivolgersi a dentisti in Albania, dove il rapporto qualità-prezzo consente di accedere agli stessi standard di cura a un costo significativamente inferiore. Perché l'Albania è diventata una meta affidabile Da Torino, Tirana è raggiungibile con un volo diretto in circa un'ora e mezza, rendendo il viaggio semplice da organizzare anche per chi necessita di più visite di controllo. La presenza diffusa della lingua italiana tra il personale sanitario albanese facilita la comunicazione e riduce le incertezze tipiche di un trattamento medico all'estero. Le strutture più qualificate operano come veri e propri ospedali odontoiatrici, con assistenza medica continuativa e tecnologie diagnostiche avanzate. È il caso dell'American Dental Hospital di Tirana, una struttura interamente dedicata all'odontoiatria che offre servizio medico 24 ore su 24, un elemento di sicurezza importante soprattutto per chi deve affrontare interventi chirurgici complessi. Il risparmio medio per chi si affida a dentisti in Albania si attesta tra il 60% e il 70% rispetto ai prezzi italiani, un dato che rende accessibili trattamenti altrimenti fuori portata per molte famiglie torinesi. Come muoversi con consapevolezza Affidarsi a una clinica all'estero richiede comunque attenzione e informazione. È importante verificare che la struttura scelta operi in un contesto ospedaliero attrezzato, che utilizzi materiali certificati a livello internazionale e che fornisca un piano di trattamento dettagliato prima di qualsiasi prenotazione, normalmente elaborato a partire da una radiografia panoramica inviata a distanza. Anche le recensioni verificate e la trasparenza nella comunicazione dei costi sono indicatori importanti per distinguere le strutture serie da quelle meno affidabili. Una volta soddisfatti questi criteri, il turismo dentale rappresenta oggi una strada concreta per prendersi cura della propria salute orale senza che il fattore economico diventi un ostacolo insormontabile. - Published: 2026-07-02 - Modified: 2026-07-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/artissima-2026-a-torino-le-date-gli-espositori-e-le-principali-novita.html - Categorie: Eventi Torino si prepara ad accogliere una nuova edizione di Artissima, una delle fiere italiane più importanti dedicate all’arte contemporanea. L’appuntamento è in programma dal 30 ottobre al 1° novembre 2026 negli spazi dell’Oval Lingotto Fiere, mentre la giornata di anteprima riservata agli operatori si terrà il 29 ottobre. La manifestazione raggiunge quest’anno la sua 33esima edizione e prosegue il percorso sviluppato sotto la direzione di Luigi Fassi, confermato alla guida della fiera per il quinto anno. Il programma unisce mercato, ricerca curatoriale, nuove gallerie, progetti interdisciplinari e iniziative rivolte ai musei del territorio. Artissima 2026 riunisce 180 gallerie da 35 Paesi La nuova edizione porterà a Torino 180 gallerie italiane e internazionali, provenienti da 35 Paesi distribuiti su quattro continenti. Sessanta espositori presenteranno progetti monografici, concentrando quindi il proprio spazio sul lavoro di un solo artista. La partecipazione internazionale comprenderà realtà provenienti da numerose aree geografiche. Dall’Asia arriveranno, tra le altre, gallerie con sede a Tokyo, Shanghai, Hong Kong e Kuala Lumpur. Saranno presenti anche espositori dell’America Latina, con una particolare rappresentanza di San Paolo, oltre a gallerie statunitensi, sudafricane ed europee. Francia, Germania, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svizzera manterranno una presenza significativa. A queste si aggiungeranno diversi spazi dell’Europa orientale, contribuendo a rendere la fiera una piattaforma di confronto tra mercati, linguaggi e scene artistiche differenti. L’edizione 2026 segnerà inoltre il debutto di 33 gallerie. Diciassette saranno raccolte nella sezione New Entries, riservata alle realtà aperte da meno di cinque anni che partecipano ad Artissima per la prima volta. Accanto ai nuovi espositori torneranno gallerie già affermate, italiane e straniere, insieme a spazi conosciuti per il lavoro di ricerca e per l’attenzione rivolta agli artisti emergenti. Questo equilibrio tra nomi consolidati e realtà più giovani rappresenta da tempo uno degli elementi distintivi della fiera torinese. Il tema “Fancy: A Flexible, Acrobatic Body” Il titolo scelto per Artissima 2026 è “Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”. Il tema prende spunto dalle riflessioni della filosofa Martha C. Nussbaum sul ruolo dell’immaginazione e sulla capacità dell’arte di aiutare le persone a comprendere esperienze diverse dalla propria. Il termine “fancy” richiama una fantasia capace di proiettarsi in avanti, assumere forme nuove e attraversare situazioni complesse. L’immaginazione viene così rappresentata come un corpo flessibile e acrobatico, pronto a cambiare punto di vista e a creare connessioni tra individui, opere e contesti culturali. Il concetto non resterà confinato all’allestimento della fiera, ma sarà sviluppato attraverso progetti, incontri e iniziative collaterali. Artissima conferma quindi la volontà di affiancare all’attività commerciale una riflessione critica sui linguaggi del presente. Moltitudini unisce arte contemporanea e poesia Tra le principali novità compare il progetto Moltitudini, nato per mettere in dialogo arte contemporanea e poesia. Il percorso coinvolgerà Sara Enrico, Guglielmo Castelli, Marzia Migliora, Giorgio Griffa e Laura Pugno. Attraverso incontri e momenti di ricerca, la poetessa Laura Accerboni esplorerà i temi dell’immaginazione, del corpo e della relazione tra linguaggi differenti. Il progetto contribuirà anche a raccontare la scena culturale torinese, che negli ultimi anni ha rafforzato la propria capacità di attrarre artisti, curatori e professionisti. La fiera diventa così un punto di partenza per attività destinate a svilupparsi oltre i giorni dell’evento. Un fondo da 300mila euro per i musei torinesi Artissima 2026 conferma anche il sostegno alle collezioni pubbliche. La Fondazione per l’Arte CRT metterà nuovamente a disposizione un Fondo Acquisizioni da 300mila euro, destinato all’acquisto di opere esposte durante la fiera. I lavori selezionati entreranno nelle raccolte della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Nel corso degli anni questo strumento ha permesso di formare una raccolta composta da quasi mille opere, attraverso un investimento complessivo superiore a 43 milioni di euro. Il fondo rappresenta quindi un collegamento diretto tra la dimensione commerciale della manifestazione e la crescita del patrimonio museale pubblico. I premi in programma ad Artissima 2026 La fiera ospiterà anche numerosi riconoscimenti rivolti ad artisti e gallerie. Tra quelli confermati figurano il Premio illy Present Future, il Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte, il Premio Tosetti Value per la fotografia e il Premio Pista 500. Il programma comprenderà inoltre il Matteo Viglietta Award, il Premio Ettore e Ines Fico e l’Artissima New Entries Fund. Questi riconoscimenti possono offrire agli artisti occasioni di visibilità, nuove collaborazioni, sostegno economico e possibilità espositive. Secondo l’impostazione seguita dalla direzione, mercato e attività curatoriale non devono essere considerate dimensioni separate. Residenze, progetti speciali e collaborazioni con musei e imprese possono infatti ampliare l’attenzione sugli artisti rappresentati dalle gallerie. Artissima 2026 si presenta quindi come una fiera, ma anche come un laboratorio dedicato alla scoperta, alla ricerca e alla costruzione di nuove relazioni nel sistema dell’arte contemporanea. - Published: 2026-07-02 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-tra-le-grandi-citta-con-piu-alberi-in-italia-427-ogni-100-abitanti.html - Categorie: News Le città italiane stanno riscoprendo il valore degli alberi. Il verde urbano, infatti, non rappresenta più soltanto un elemento decorativo, ma una vera infrastruttura capace di migliorare la qualità della vita. Durante le estati sempre più calde, parchi, giardini e viali alberati contribuiscono ad abbassare le temperature, offrire zone d’ombra e rendere gli spazi pubblici più vivibili. In questo scenario Torino occupa una posizione di primo piano. Il capoluogo piemontese risulta tra le città italiane con la maggiore presenza di alberi in rapporto alla popolazione e si colloca nettamente davanti alle altre grandi metropoli del Paese. Torino prima tra le grandi città italiane La classifica elaborata sulla base dei dati Istat relativi al 2023 considera il numero di alberi presenti nei capoluoghi italiani ogni 100 abitanti. Torino raggiunge quota 42,7 alberi ogni 100 residenti, conquistando il decimo posto assoluto a livello nazionale. Il dato diventa ancora più significativo osservando le dimensioni della città. Tra i grandi centri urbani italiani, infatti, Torino è nettamente al primo posto. Le altre metropoli presentano valori molto più contenuti: Bologna arriva a 22 alberi ogni 100 abitanti, Milano a 18,1, Roma a 11,4 e Genova a 7. Ancora più indietro si trova Napoli, con appena 4,4 alberi ogni 100 residenti. Soltanto Siracusa registra un valore inferiore, fermandosi a 2,5. La classifica non misura il numero assoluto degli alberi, ma mette in relazione il patrimonio arboreo con la popolazione residente. Questo permette di comprendere quanta disponibilità di verde urbano esista potenzialmente per ciascun cittadino. Un patrimonio di circa 160 mila alberi Torino può contare su un patrimonio stimato di circa 160 mila alberi distribuiti tra strade, piazze, giardini e parchi pubblici. La presenza del verde è legata alla struttura stessa della città, caratterizzata da lunghi corsi, controviali e filari alberati. Corso Francia, corso Vittorio Emanuele II e corso Regina Margherita sono alcuni degli esempi più conosciuti. A questi si aggiungono i grandi polmoni verdi cittadini, come il Parco del Valentino, il Parco della Pellerina e il Parco Colletta. Gli alberi accompagnano quindi la vita quotidiana dei torinesi e costituiscono una parte importante del paesaggio urbano. Nel corso del tempo, questa caratteristica ha contribuito a rendere Torino riconoscibile anche fuori dai confini nazionali. La città ha ottenuto il riconoscimento di Tree City of the World, assegnato ai centri che si distinguono per la gestione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio arboreo. Il Piemonte è una regione verde Il quadro regionale appare piuttosto vario. Torino guida nettamente la classifica piemontese, ma anche altri capoluoghi registrano numeri interessanti. Biella conta 28,8 alberi ogni 100 abitanti, mentre Novara raggiunge quota 26. Poco distante si trova Cuneo, con 25,9 alberi ogni 100 residenti. Vercelli si ferma a 22,3. I dati diventano più bassi nelle altre città. Asti e Alessandria presentano entrambe un valore di 16,5 alberi ogni 100 abitanti, mentre Verbania chiude la graduatoria regionale con 12,8. Il Piemonte può dunque essere considerato una regione con una discreta presenza di alberi urbani, ma le differenze tra un capoluogo e l’altro restano evidenti. Le caratteristiche del territorio, la densità abitativa e le scelte urbanistiche adottate negli anni incidono fortemente sui risultati. Modena domina la classifica nazionale Torino è la prima tra le grandi città, ma la vetta assoluta della classifica nazionale appartiene a Modena. Il capoluogo emiliano registra 117,4 alberi ogni 100 abitanti. Al secondo posto si trova Trieste, con 113,7, seguita da Cremona con 107. Buoni risultati vengono ottenuti anche da Mantova, Brescia e Cosenza. Queste differenze mostrano quanto la gestione del verde urbano possa cambiare da una città all’altra. In alcuni casi la presenza degli alberi è stata favorita da una pianificazione storica attenta. In altri, l’elevata densità edilizia e la scarsità di spazi disponibili hanno limitato la possibilità di realizzare parchi e filari. Gli alberi come difesa contro il caldo Il valore del verde urbano diventa particolarmente evidente durante le ondate di calore. Strade asfaltate, edifici e superfici in cemento accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente nelle ore serali. Questo fenomeno contribuisce alla formazione delle cosiddette isole di calore urbane. Gli alberi possono ridurre il problema attraverso l’ombra e l’evapotraspirazione. La vegetazione aiuta inoltre a trattenere parte delle polveri presenti nell’aria, assorbe anidride carbonica e favorisce la presenza di insetti e piccoli animali. Per una città come Torino, spesso alle prese con temperature elevate e problemi legati alla qualità dell’aria, proteggere e ampliare il patrimonio arboreo significa investire direttamente sulla salute dei cittadini. La sfida non riguarda soltanto la piantumazione di nuovi esemplari. Gli alberi devono essere scelti in base al clima, allo spazio disponibile e alle caratteristiche delle strade. Servono inoltre controlli periodici, potature corrette e interventi tempestivi in caso di malattie o condizioni di instabilità. La sfida dei prossimi anni Il buon risultato raggiunto da Torino rappresenta una base importante, ma non può essere considerato un punto di arrivo. Gli effetti del cambiamento climatico rendono necessario aumentare le zone d’ombra, collegare i parchi e distribuire il verde in maniera più uniforme tra i quartieri. Le nuove piantumazioni dovranno essere accompagnate dalla tutela degli alberi già presenti. Un esemplare adulto, infatti, offre benefici che una giovane pianta potrà garantire pienamente soltanto dopo molti anni. Torino parte da una situazione favorevole e conserva un vantaggio evidente rispetto alle altre grandi città italiane. Il futuro dipenderà dalla capacità di mantenere questo patrimonio, ampliarlo e adattarlo alle nuove condizioni climatiche. Gli alberi non sono più semplici elementi di arredo urbano: sono una componente essenziale delle città del futuro. - Published: 2026-07-02 - Modified: 2026-07-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-porta-nuova-la-sala-gonin-torna-visitabile-aperture-straordinarie-tra-luglio-e-settembre.html - Categorie: Eventi Nel cuore della stazione di Torino Porta Nuova esiste un ambiente che molti viaggiatori attraversano senza sapere della sua presenza. Si tratta della Sala Gonin, uno spazio ottocentesco ricco di affreschi, decorazioni e arredi storici, nato per accogliere la famiglia reale durante gli spostamenti in treno. Nel corso dell’estate 2026, questo luogo normalmente chiuso al pubblico potrà essere visitato grazie a una serie di aperture straordinarie. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione FS Italiane e rientra in un progetto dedicato alla valorizzazione degli ambienti storici conservati nelle principali stazioni ferroviarie del Paese. Le visite permetteranno di osservare da vicino un patrimonio poco conosciuto, legato alla storia della città, alla monarchia sabauda e allo sviluppo delle ferrovie italiane. Le date delle visite alla Sala Gonin Le aperture straordinarie sono previste durante tre fine settimana. La Sala Gonin sarà accessibile sabato 4 e domenica 5 luglio, nel weekend successivo dell’11 e 12 luglio e, dopo la pausa estiva, nelle giornate del 19 e 20 settembre 2026. I partecipanti non entreranno semplicemente in una sala storica, ma seguiranno un percorso accompagnato da esperti del patrimonio ferroviario. Durante la visita saranno illustrate le caratteristiche artistiche dell’ambiente, la funzione originaria degli spazi e il ruolo assunto dalla stazione di Porta Nuova nella crescita di Torino. L’esperienza sarà quindi adatta sia agli appassionati di ferrovie sia a chi desidera conoscere un aspetto meno visibile del capoluogo piemontese. Anche chi utilizza abitualmente la stazione potrà scoprire un luogo molto diverso dagli spazi moderni frequentati ogni giorno da pendolari e turisti. Una sala realizzata per la famiglia Savoia La Sala Gonin venne costruita nel 1864, pochi anni dopo l’apertura del primo tratto della stazione di Porta Nuova. La sua funzione era precisa: offrire alla famiglia Savoia una sala d’attesa riservata, elegante e separata dagli ambienti utilizzati dagli altri viaggiatori. In quel periodo il viaggio in treno stava trasformando profondamente gli spostamenti delle persone e il collegamento tra le città italiane. Anche le stazioni assumevano un’importanza simbolica, diventando luoghi nei quali mostrare il prestigio delle istituzioni e delle famiglie reali. La Sala Gonin rappresentava quindi un ambiente di rappresentanza, pensato per ricevere sovrani, principi e personalità di rilievo. La ricchezza delle decorazioni non aveva soltanto una funzione estetica, ma serviva a comunicare l’importanza degli ospiti che vi sostavano prima della partenza o dopo l’arrivo. Gli affreschi di Francesco Gonin La sala deve il proprio nome a Francesco Gonin, pittore e incisore torinese al quale vennero affidati gli affreschi e parte dell’apparato decorativo. Gonin fu uno degli artisti più attivi nel Piemonte dell’Ottocento e lavorò in numerosi edifici legati alla corte sabauda. Le superfici della sala ospitano un ciclo pittorico dedicato agli elementi della natura. Le decorazioni richiamano la Terra, l’Acqua, il Fuoco e la Natura, creando un insieme ricco di figure, simboli e colori. Le opere si integrano con le strutture architettoniche, le cornici, i rivestimenti e gli altri dettagli presenti nell’ambiente. Guardando verso l’alto si possono osservare le volte decorate, mentre lungo le pareti emergono composizioni che trasformano la sala in una sorta di piccolo spazio museale nascosto all’interno della stazione. Arredi d’epoca e lampadario di Murano Oltre agli affreschi, la Sala Gonin conserva elementi che testimoniano il gusto e l’eleganza degli ambienti reali dell’Ottocento. I rivestimenti in legno pregiato, le finiture e gli arredi contribuiscono a creare un’atmosfera lontana da quella delle moderne sale d’attesa ferroviarie. Uno degli elementi più evidenti è il grande lampadario in vetro di Murano, collocato al centro della sala. La sua presenza valorizza ulteriormente le decorazioni pittoriche e restituisce l’idea del prestigio che caratterizzava originariamente questo spazio. La visita permetterà di soffermarsi anche su questi particolari, spesso difficili da cogliere attraverso fotografie o immagini pubblicate online. Entrare nella sala significa osservare direttamente materiali, proporzioni e dettagli pensati più di un secolo e mezzo fa. Un luogo nascosto dentro Torino Porta Nuova Porta Nuova è oggi uno dei principali snodi ferroviari italiani. Ogni giorno viene attraversata da migliaia di persone dirette verso treni regionali, collegamenti ad alta velocità, negozi e servizi. In un contesto così dinamico, la presenza di una sala ottocentesca può apparire quasi sorprendente. La Sala Gonin racconta infatti una parte della storia della stazione che normalmente rimane fuori dal percorso dei viaggiatori. Dietro il movimento quotidiano dei binari si conserva un ambiente legato alla Torino reale, alle trasformazioni del sistema ferroviario e alla nascita della mobilità moderna. Le aperture straordinarie consentono quindi di riportare l’attenzione su uno spazio che appartiene alla memoria della città. Il progetto della Fondazione FS Italiane punta proprio a rendere accessibili luoghi poco noti, evitando che rimangano patrimonio esclusivo di studiosi e addetti ai lavori. Prenotazione obbligatoria tramite Vivaticket Per partecipare sarà necessario prenotare anticipatamente il proprio posto attraverso la piattaforma Vivaticket. Le prenotazioni saranno aperte 15 giorni prima di ogni data prevista e resteranno disponibili fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti. Considerata la particolarità dell’iniziativa e il numero limitato di giornate, è consigliabile controllare con attenzione l’apertura delle prenotazioni. Per informazioni sull’accessibilità e sulle modalità di ingresso dedicate alle persone con disabilità sarà possibile rivolgersi direttamente alla Fondazione FS Italiane tramite i canali ufficiali. Visitare la Sala Gonin sarà dunque un’occasione rara per entrare in uno degli ambienti più affascinanti e meno conosciuti di Torino. Tra affreschi, arredi storici e memorie ferroviarie, il pubblico potrà riscoprire una pagina dell’Ottocento nascosta all’interno di una stazione ancora oggi centrale nella vita della città. - Published: 2026-07-02 - Modified: 2026-07-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/grandine-gigante-in-piemonte-chicchi-fino-a-8-centimetri-e-danni-nel-torinese.html - Categorie: News Il caldo intenso che per diversi giorni ha interessato il Piemonte si è interrotto bruscamente nel pomeriggio di mercoledì 1° luglio. L’arrivo di aria più fresca in quota ha favorito lo sviluppo di temporali molto violenti, accompagnati da piogge torrenziali, raffiche di vento e grandinate di dimensioni eccezionali. La situazione più critica è stata segnalata sulle colline del Po, nella provincia di Torino, dove alcuni chicchi di grandine avrebbero raggiunto un diametro compreso tra 5 e 8 centimetri. Dimensioni sufficienti a provocare danni importanti ad automobili, tetti, coltivazioni e strutture esposte. Grandine record sulle colline del Po La fase più intensa del temporale si è concentrata in un intervallo di circa mezz’ora, tra le 14:45 e le 15:15. Le aree maggiormente colpite sono state quelle di Gassino Torinese, San Raffaele Cimena, Sciolze, Casalborgone, Castiglione Torinese, Rivalba e Marentino. In pochi minuti il cielo si è fatto scuro e la grandine ha iniziato a cadere con estrema violenza. Numerosi residenti hanno segnalato parabrezza incrinati, carrozzerie ammaccate e tegole danneggiate. In alcune zone la circolazione stradale ha subito rallentamenti a causa dei detriti, dei rami caduti e dell’acqua accumulata sulla carreggiata. I chicchi più grandi, secondo le testimonianze e le immagini diffuse dopo l’evento, avevano dimensioni paragonabili a quelle di una pallina da tennis. Un fenomeno particolarmente pericoloso, soprattutto per chi si trovava all’aperto o alla guida. La conta dei danni è iniziata già nelle ore successive al temporale. Oltre ai veicoli e alle abitazioni, preoccupano le conseguenze per le coltivazioni, colpite in un periodo delicato della stagione agricola. La combinazione atmosferica che ha favorito i temporali Alla base dell’ondata di maltempo ci sarebbe stata una particolare configurazione meteorologica. Aria fresca e secca proveniente dalle Alpi ha incontrato masse d’aria molto calde e ricche di umidità presenti sulla pianura piemontese. A questa situazione si sarebbero aggiunte correnti più fredde provenienti da nord-est. L’incontro tra le diverse masse d’aria ha creato una sorta di tripla convergenza, favorendo la rapida formazione di celle temporalesche molto organizzate. Il forte caldo dei giorni precedenti aveva accumulato una notevole quantità di energia nell’atmosfera. L’arrivo dell’aria fredda in quota ha quindi prodotto contrasti molto marcati, alimentando correnti ascensionali capaci di mantenere sospesi i chicchi di ghiaccio all’interno delle nubi. Più a lungo la grandine rimane all’interno del temporale, più strati di ghiaccio riesce ad accumulare. Questo processo può generare chicchi di grandi dimensioni, che cadono al suolo quando le correnti non sono più sufficienti a sostenerne il peso. Temporali su gran parte del Piemonte I primi fenomeni erano comparsi già durante la mattinata nelle zone dell’alto Piemonte, in particolare tra Valsesia e Ossola. Successivamente i temporali si sono estesi verso il Lago d’Orta e il Lago Maggiore, con piogge intense e grandinate caratterizzate da chicchi compresi tra 2 e 4 centimetri. Nel primo pomeriggio l’instabilità ha raggiunto il Novarese, il Canavese e la provincia di Torino. Le celle temporalesche si sono intensificate rapidamente tra Rivarolo, Ciriè e la cintura settentrionale del capoluogo piemontese. Il fronte si è poi spostato verso il basso Piemonte, interessando il Casalese, l’Alessandrino, l’Astigiano, il Monregalese, le Langhe e la Val Tanaro. In queste aree sono stati segnalati nubifragi, grandine e raffiche di vento vicine ai 90 chilometri orari. Gli accumuli di pioggia hanno superato localmente i 50 millimetri. A Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, è stato registrato un picco di circa 63 millimetri. Quantità elevate, cadute in un periodo di tempo molto breve, che hanno provocato allagamenti e difficoltà alla viabilità. Albero crollato nel centro di Asti Danni sono stati registrati anche ad Asti, dove una violenta raffica discendente ha provocato la caduta di un albero nella centrale piazza Alfieri. Il cedimento è avvenuto intorno alle 15, a breve distanza dal palco utilizzato per gli eventi di Astimusica. La caduta ha generato preoccupazione tra i presenti, ma non sarebbero state segnalate conseguenze gravi per le persone. L’episodio potrebbe essere stato provocato da un downburst, cioè una corrente d’aria molto forte che scende rapidamente dalla base di un temporale e, una volta raggiunto il terreno, si espande in tutte le direzioni. Queste raffiche possono causare danni simili a quelli prodotti da una piccola tromba d’aria. Raffiche oltre i 100 chilometri orari nelle valli Mentre molte zone di pianura venivano colpite da piogge e grandine, alcune vallate occidentali sono rimaste quasi completamente asciutte. Dal Monviso al Gran Paradiso, l’attivazione del foehn ha limitato la formazione di precipitazioni significative. Il vento è stato comunque molto intenso. Alla Sacra di San Michele, in Val di Susa, sono state registrate raffiche fino a 106 chilometri orari. Il maltempo del 1° luglio conferma quanto i forti contrasti termici estivi possano generare eventi improvvisi e localmente distruttivi. Dopo giornate caratterizzate da temperature elevate e umidità, l’arrivo di aria fredda può trasformare rapidamente l’energia presente nell’atmosfera in temporali severi. Nelle aree colpite resta ora da valutare l’entità complessiva dei danni, soprattutto per il settore agricolo e per i numerosi veicoli raggiunti dalla grandine gigante. - Published: 2026-07-01 - Modified: 2026-06-30 - URL: https://www.torinofree.it/economia/crisi-del-latte-raggiunto-laccordo-quanto-verra-pagato-agli-allevatori.html - Categorie: Economia Il settore lattiero-caseario del Nord Italia prova a ritrovare una maggiore stabilità dopo mesi segnati dall’aumento dei costi e dalle preoccupazioni delle aziende agricole. È stato infatti raggiunto un accordo sul prezzo del latte alla stalla per il secondo semestre del 2026. L’intesa prevede una crescita graduale della remunerazione riconosciuta agli allevatori, con valori destinati ad aumentare tra luglio e dicembre. Il provvedimento riguarda direttamente anche il Piemonte, una delle regioni italiane più importanti per la produzione di latte e formaggi. L’accordo viene accolto come un primo passo positivo dalle organizzazioni agricole, anche se restano dubbi sulla capacità delle nuove cifre di coprire completamente le spese sostenute dalle imprese. Il prezzo del latte aumenterà fino a dicembre Il nuovo accordo stabilisce un percorso preciso. Per i mesi di luglio e agosto il prezzo del latte sarà fissato a 48 centesimi, mentre a settembre e ottobre salirà a 49 centesimi. L’ultimo incremento è previsto per novembre e dicembre, quando la soglia raggiungerà i 50 centesimi. Si tratta quindi di un adeguamento progressivo, pensato per accompagnare gli allevamenti durante il secondo semestre dell’anno senza introdurre un aumento immediato troppo brusco. La scelta risponde alla necessità di garantire una maggiore prevedibilità economica alle imprese, che devono programmare gli acquisti di mangimi, energia, carburanti e servizi veterinari. Negli ultimi anni molte aziende hanno dovuto affrontare una crescita significativa dei costi di produzione. Anche un aumento di pochi centesimi può avere un peso importante, soprattutto per gli allevamenti che consegnano ogni giorno grandi quantità di latte. Il prezzo riconosciuto alla stalla, però, rappresenta soltanto una parte dell’equilibrio complessivo della filiera. Il peso del settore lattiero-caseario piemontese Il Piemonte occupa una posizione centrale nel panorama nazionale. La produzione regionale arriva a circa 10 milioni di quintali di latte ogni anno ed è sostenuta da quasi 2. 000 aziende professionali. A questo sistema produttivo è collegata una filiera molto ampia, composta da allevamenti, caseifici, cooperative, trasportatori e imprese della distribuzione. Il latte piemontese viene utilizzato per numerose produzioni fresche e trasformate, comprese più di 60 tipologie di formaggi. La zootecnia ha inoltre un ruolo importante nella gestione delle aree rurali e montane. La presenza degli allevamenti permette di mantenere attive zone che, senza un’attività economica stabile, rischierebbero lo spopolamento e l’abbandono. Per questo motivo la questione del prezzo non riguarda soltanto il reddito delle singole imprese, ma anche la tutela del territorio e delle produzioni locali. Coldiretti: fissati paletti contro le speculazioni Coldiretti Piemonte ha espresso soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa. Secondo l’organizzazione agricola, la definizione di soglie precise rappresenta un elemento utile per ridurre l’incertezza e limitare le possibili speculazioni lungo la filiera. Il vicepresidente regionale con delega alla zootecnia, Bruno Mecca Cici, ha evidenziato la necessità di assicurare agli allevatori una remunerazione adeguata. Senza un prezzo capace di sostenere il lavoro delle aziende, diventa più difficile difendere la qualità del latte, la biodiversità e la continuità produttiva. La presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari, e il delegato confederale Bruno Rivarossa hanno inoltre rivolto un appello all’industria locale. La richiesta è quella di valorizzare in modo concreto il latte prodotto sul territorio, riconoscendo il lavoro degli allevatori e riducendo le pressioni economiche che rischiano di mettere in difficoltà le aziende. Confagricoltura: l’aumento potrebbe non bastare Più prudente la posizione di Confagricoltura Piemonte. L’accordo viene considerato un segnale positivo perché introduce maggiore stabilità, ma i nuovi prezzi potrebbero non essere sufficienti a compensare completamente le spese delle imprese. Il costo reale di un litro di latte dipende da diversi elementi: alimentazione degli animali, energia elettrica, manutenzione delle strutture, personale, gestione sanitaria e investimenti necessari per rispettare le normative ambientali e sul benessere animale. Quando queste voci aumentano più rapidamente del prezzo pagato agli allevatori, i margini economici si riducono. Le aziende più piccole o situate nelle zone montane possono incontrare difficoltà ancora maggiori, perché spesso devono sostenere costi logistici più elevati. L’intesa sul secondo semestre rappresenta quindi un punto di partenza, ma le associazioni chiedono un confronto costante tra produttori, industria e distribuzione. L’obiettivo è evitare che il peso delle variazioni del mercato ricada principalmente sugli allevatori. L’importanza di controllare l’origine in etichetta Le organizzazioni agricole richiamano anche l’attenzione dei consumatori. Controllare l’etichetta permette di conoscere la provenienza del latte utilizzato nei prodotti acquistati. Quando viene indicata chiaramente l’origine italiana o piemontese, l’acquisto contribuisce a sostenere maggiormente la filiera nazionale. Indicazioni generiche come “Ue” oppure “extra Ue” segnalano invece che la materia prima potrebbe provenire da altri Paesi. La scelta dei consumatori può incidere sulla tenuta economica degli allevamenti locali. Privilegiare prodotti con un’origine trasparente significa sostenere le imprese del territorio, la qualità delle produzioni e il lavoro svolto ogni giorno nelle stalle. Il nuovo accordo offre dunque un po’ di respiro al comparto. I prossimi mesi serviranno a capire se gli aumenti programmati saranno sufficienti e se l’intera filiera riuscirà a distribuire il valore in modo più equilibrato. - Published: 2026-07-01 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/gam-torino-svelato-il-progetto-di-riqualificazione-lavori-al-via-dal-2027.html - Categorie: News La GAM di Torino si prepara a una trasformazione profonda. Il progetto di rigenerazione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea punta a rinnovare il museo, ad ampliare gli spazi accessibili e a creare un rapporto più diretto con la città. L’operazione sarà sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo con un investimento di 27,5 milioni di euro. I dettagli del piano sono stati presentati al Teatro Regio di Torino dal gruppo di progettazione formato da MVRDV, Balance Architettura, EP&S Group e altri partner. Il raggruppamento aveva vinto nel 2025 il concorso internazionale per la riqualificazione dell’edificio, al quale avevano partecipato 49 squadre provenienti da diversi Paesi. L’avvio dei lavori potrebbe avvenire nel 2027, anche se tempi e modalità del cantiere devono ancora essere definiti con precisione. La GAM di Torino avrà quasi 7mila metri quadrati accessibili Uno degli obiettivi principali riguarda l’aumento degli spazi destinati al pubblico e alle attività museali. Attualmente la GAM dispone di circa 4. 300 metri quadrati utilizzabili, mentre al termine dell’intervento la superficie dovrebbe arrivare a sfiorare i 7mila metri quadrati. La crescita sarà resa possibile soprattutto dalla riorganizzazione del piano interrato. Qui dovrebbero essere recuperati oltre 1. 800 metri quadrati, oggi utilizzati prevalentemente come deposito e quindi non accessibili ai visitatori. Si tratta di un cambiamento particolarmente importante considerando le dimensioni della collezione. La GAM conserva quasi 50mila opere, ma soltanto il 2 per cento risulta normalmente esposto. Una parte significativa del patrimonio rimane quindi lontana dagli occhi del pubblico. Il progetto vuole superare questa situazione attraverso la nascita del cosiddetto Deposito Vivente, uno spazio che renderà visibili opere, attività di conservazione e ambienti solitamente nascosti. Il modello di riferimento è il Depot Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, progettato dallo stesso studio MVRDV. Un deposito visitabile per raccontare le opere nascoste Il futuro deposito non sarà più considerato soltanto un ambiente tecnico. Diventerà una vera estensione del percorso museale, collegata alle altre aree della GAM e agli spazi esterni. Grazie all’uso di superfici trasparenti, i visitatori potranno osservare una parte delle collezioni non presente nelle sale tradizionali. Il museo potrà così raccontare meglio il proprio patrimonio, mostrando anche il lavoro svolto dietro le quinte per custodire e valorizzare le opere. Il Deposito Vivente permetterà inoltre di modificare più frequentemente gli allestimenti. Invece di proporre un percorso permanente e immobile, la GAM potrà far ruotare le opere e offrire al pubblico nuovi motivi per tornare. Il primo e il secondo piano saranno dedicati principalmente alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee. Gli ambienti verranno organizzati in modo flessibile, così da adattarsi a esposizioni con caratteristiche e dimensioni differenti. Una grande piazza aperta alla città La rigenerazione non riguarderà soltanto l’interno del museo. Una parte centrale del progetto interessa gli spazi esterni, che dovranno diventare più accessibili e meglio collegati al quartiere. È prevista la creazione di una grande piazza civica sempre aperta, accompagnata dalla riqualificazione dei giardini espositivi. La nuova area pubblica dovrebbe trasformare la GAM in un luogo da frequentare anche senza acquistare il biglietto o visitare una mostra. Il piano terra assumerà infatti il ruolo di centro civico polifunzionale. Accanto agli ingressi e ai servizi del museo troveranno spazio un’area per la ristorazione, ambienti per la didattica e la formazione e un auditorium. Queste funzioni saranno progettate per poter essere utilizzate anche in modo indipendente rispetto alle sale espositive. L’obiettivo è rendere l’edificio attivo durante più momenti della giornata, ospitando incontri, attività culturali, laboratori ed eventi. La GAM dovrebbe quindi passare da museo inteso come edificio chiuso a luogo urbano aperto, capace di mettere in relazione arte, istruzione, socialità e vita quotidiana. Il recupero dell’architettura originale degli anni Cinquanta L’attuale edificio della GAM fu costruito nel secondo dopoguerra su progetto degli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti. Nel corso dei decenni ha subito numerose modifiche necessarie per adeguarsi alle nuove normative e alle diverse esigenze museali. Alcuni di questi interventi hanno però appesantito l’aspetto delle facciate e la distribuzione degli spazi interni. La nuova progettazione punta a recuperare la chiarezza dell’impianto originario, rispettando il valore storico e architettonico dell’edificio sottoposto a vincolo. Tra gli elementi previsti compare anche una sorta di percorso urbano interno, definito “diagonale di luce”, che dovrebbe migliorare gli attraversamenti e mettere in comunicazione le diverse zone del complesso. Il lavoro dovrà essere svolto in dialogo con la Soprintendenza, soprattutto per individuare soluzioni compatibili con la tutela dell’edificio. Una GAM più efficiente e meno energivora Un altro capitolo fondamentale riguarda la sostenibilità. La struttura viene oggi considerata particolarmente energivora e necessita di un intervento sugli impianti, sull’involucro e sulla gestione dei consumi. Il progetto dovrà conciliare le esigenze di conservazione delle opere con la riduzione dell’impatto ambientale. Temperatura, umidità, illuminazione e qualità dell’aria devono infatti essere controllate con precisione all’interno di un museo, ma questo richiede notevoli quantità di energia. I progettisti intendono valorizzare anche alcune caratteristiche bioclimatiche già presenti nell’edificio originale. Bassi e Boschetti orientarono infatti la costruzione secondo l’asse eliotermico, tenendo conto del percorso del sole e delle condizioni ambientali. Tra gli obiettivi dichiarati rientra il conseguimento della certificazione LEED, riconosciuta a livello internazionale per valutare la sostenibilità degli edifici. La futura GAM dovrà quindi custodire meglio le proprie opere, consumare meno energia e diventare un nuovo punto di riferimento per Torino. Il progetto non riguarda soltanto il rilancio di un museo: punta a modificare un intero settore della città, creando nuovi spazi pubblici e rendendo finalmente visibile una parte più ampia di un patrimonio rimasto a lungo nei depositi. - Published: 2026-07-01 - Modified: 2026-06-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/ferrovia-delle-meraviglie-ripartono-i-treni-storici-da-torino-date-e-orari.html - Categorie: Eventi Tornano i viaggi sui treni storici lungo uno degli itinerari ferroviari più suggestivi tra Piemonte, Francia e Liguria. A partire da domenica 5 luglio, dalla stazione di Torino Porta Nuova partiranno le corse dirette a Imperia attraverso la celebre Ferrovia delle Meraviglie, il percorso internazionale che utilizza la linea Cuneo-Ventimiglia. L’iniziativa accompagnerà residenti e turisti per buona parte dell’estate, offrendo la possibilità di raggiungere il Mar Ligure attraversando vallate alpine, borghi di montagna e località della Costa Azzurra. Il viaggio sarà arricchito da degustazioni dedicate ai prodotti tipici dei territori attraversati. Le date dei treni storici da Torino a Imperia Il servizio sarà attivo dal 5 luglio al 16 agosto 2026. Le partenze sono previste principalmente la domenica, anche se il calendario comprende due variazioni. La corsa inizialmente programmata per domenica 26 luglio sarà anticipata a sabato 25 luglio. Anche quella prevista per domenica 9 agosto si svolgerà il giorno precedente, sabato 8 agosto. Negli altri fine settimana il treno partirà regolarmente la domenica. Il convoglio lascerà Torino Porta Nuova alle ore 8. 00 e raggiungerà Imperia alle 12. 35. I passeggeri avranno quindi alcune ore a disposizione per visitare la città ligure, passeggiare sul lungomare o fermarsi nei locali della zona. Il viaggio di ritorno inizierà alle 14. 55 dalla stazione di Imperia. L’arrivo nel capoluogo piemontese è previsto alle 20. 15. Si tratta quindi di una giornata interamente dedicata al viaggio, alla scoperta del territorio e al fascino delle carrozze storiche. Dalle Alpi al Mediterraneo attraversando tre territori L’itinerario collega paesaggi molto diversi tra loro. Dopo la partenza da Torino, il treno raggiungerà Cuneo e proseguirà verso Limone Piemonte, una delle principali località turistiche delle Alpi Marittime. Da qui inizierà il tratto più spettacolare della linea. Il percorso attraverserà il confine francese e toccherà località come Tenda e Breil-sur-Roya, prima di rientrare in Italia nei pressi di Ventimiglia. Il convoglio continuerà poi verso Sanremo e Imperia, passando in poche ore dalle montagne al Mar Mediterraneo. La linea Cuneo-Ventimiglia è conosciuta proprio per la complessità del suo tracciato. Viadotti, gallerie e curve permettono alla ferrovia di superare notevoli differenze di altitudine, inserendosi in un territorio caratterizzato da vallate strette e rilievi montuosi. Dal finestrino sarà possibile osservare boschi, piccoli centri abitati, ponti e panorami che cambiano continuamente. Il viaggio diventa quindi parte integrante dell’esperienza, non un semplice trasferimento tra Torino e la costa. Degustazioni e prodotti tipici durante il viaggio Uno degli elementi centrali dell’iniziativa sarà l’esperienza enogastronomica organizzata a bordo. Durante il percorso, il personale accompagnerà i viaggiatori alla scoperta di prodotti e bevande rappresentativi delle zone attraversate. Le degustazioni permetteranno di conoscere sapori piemontesi, liguri e delle aree francesi attraversate dalla ferrovia. L’obiettivo è valorizzare il legame tra il treno e i territori, trasformando il viaggio in un’occasione per conoscere tradizioni, produzioni locali e specialità gastronomiche. Il turismo ferroviario, infatti, viene spesso associato a un modo più lento e attento di visitare una regione. Le carrozze storiche consentono di riscoprire il piacere del tragitto, osservando il paesaggio e dedicando tempo alla conversazione e alla scoperta dei luoghi. La presenza delle degustazioni rende il collegamento adatto anche a chi cerca un’esperienza diversa dalla classica giornata al mare. Panorami, storia ferroviaria ed enogastronomia si incontrano lungo un unico percorso. La prima corsa del 5 luglio Nel giorno della partenza inaugurale, a bordo e lungo il percorso saranno presenti sindaci e amministratori. A Ventimiglia si terrà un incontro con la stampa, pensato per presentare l’iniziativa e sottolineare l’importanza della collaborazione tra i territori attraversati dalla linea. Il progetto si inserisce infatti in un quadro di cooperazione tra Italia e Francia, sostenuto con interesse anche dalla Camera di Commercio Italiana di Nizza. La Ferrovia delle Meraviglie rappresenta un collegamento importante sia dal punto di vista turistico sia da quello culturale. La linea unisce comunità che condividono una storia comune, nonostante appartengano a regioni e Paesi differenti. Il ritorno dei treni storici contribuisce quindi a promuovere il territorio in maniera coordinata, valorizzando località montane e costiere attraverso un’unica proposta di viaggio. Un’occasione per riscoprire il turismo ferroviario Le corse estive permetteranno di vivere una giornata lontana dai percorsi più abituali. Il treno partirà dal centro di Torino e raggiungerà la Liguria senza richiedere l’utilizzo dell’automobile, attraversando alcuni dei paesaggi più caratteristici delle Alpi Marittime. L’esperienza potrà interessare gli appassionati di ferrovie, le famiglie, i turisti e chi desidera raggiungere il mare con un mezzo diverso. Le carrozze storiche, unite alla particolarità della linea, rendono il viaggio adatto anche a chi conosce già Imperia e vuole osservare il territorio da una prospettiva nuova. Dal 5 luglio al 16 agosto, dunque, la Ferrovia delle Meraviglie tornerà protagonista dell’estate, collegando Torino e Imperia attraverso Piemonte, Francia e Liguria. Un itinerario lungo oltre quattro ore che trasforma il tragitto in una vera esperienza turistica, tra montagne, mare e sapori locali. - Published: 2026-07-01 - Modified: 2026-06-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-porte-dei-negozi-chiuse-con-laria-condizionata-firmata-la-nuova-ordinanza.html - Categorie: News A Torino arriva una nuova misura per limitare gli sprechi di energia durante le giornate caratterizzate da temperature particolarmente elevate. Il sindaco Stefano Lo Russo ha firmato un’ordinanza che riguarda le attività commerciali e i pubblici esercizi dotati di impianti di climatizzazione. Nei giorni in cui Arpa Piemonte segnalerà il livello 3 di disagio da caldo, considerato il massimo grado di allerta, i negozi dovranno tenere chiuse le porte quando l’aria condizionata è in funzione. L’obiettivo è ridurre i consumi inutili e alleggerire il carico sulla rete elettrica cittadina, messa sotto pressione dall’uso contemporaneo di numerosi sistemi di raffrescamento. Cosa prevede l’ordinanza firmata dal sindaco di Torino Il provvedimento stabilisce che, durante le giornate di massima allerta per il caldo, le porte di negozi, bar, ristoranti e altre attività aperte al pubblico non possano rimanere costantemente spalancate mentre il condizionatore è acceso. Le porte potranno naturalmente essere aperte per consentire l’ingresso e l’uscita dei clienti, oltre che per le operazioni di carico e scarico delle merci. La misura non impedisce quindi il normale funzionamento delle attività, ma punta a evitare che l’aria fresca prodotta dagli impianti venga dispersa continuamente all’esterno. Lasciare un ingresso aperto mentre il climatizzatore lavora significa costringere l’apparecchio a funzionare più a lungo e con una potenza maggiore. In questo modo aumentano sia il consumo di energia sia i costi sostenuti dall’esercente. La regola avrà carattere temporaneo e sarà applicata soltanto nelle giornate in cui verranno segnalate condizioni climatiche particolarmente critiche. Una misura legata al caldo estremo La decisione del Comune arriva durante un’ondata di calore che sta interessando Torino, il Piemonte e numerose zone d’Italia e d’Europa. Le temperature elevate possono avere conseguenze dirette sulla salute delle persone, soprattutto anziani, bambini e cittadini con patologie pregresse. Il caldo intenso produce però effetti anche sulle infrastrutture. L’utilizzo massiccio dei condizionatori determina infatti un forte aumento della domanda di elettricità, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Secondo il sindaco, la rete elettrica torinese sta affrontando uno sforzo eccezionale. Per questa ragione diventa necessario limitare tutti quei consumi che possono essere evitati senza creare disagi particolari alle persone o alle imprese. Chiudere le porte dei locali climatizzati viene considerato un intervento semplice, immediato e capace di produrre risultati se applicato da un numero elevato di attività. La rete elettrica di Torino sotto pressione L’ordinanza arriva a pochi giorni da un altro provvedimento adottato dal Comune in seguito ai ripetuti blackout registrati in diverse zone della città. In quell’occasione l'amministrazione aveva chiesto a Ireti di intervenire con maggiore rapidità per risolvere i guasti e garantire la continuità del servizio. I problemi alla rete hanno causato disagi a famiglie, commercianti e imprese, lasciando in alcuni casi interi edifici senza corrente durante giornate caratterizzate da temperature molto elevate. Il nuovo provvedimento non interviene direttamente sulle infrastrutture, ma cerca di ridurre la quantità di energia richiesta nei momenti più delicati. Un consumo più razionale può contribuire a diminuire il rischio di sovraccarichi, anche se non può sostituire gli interventi tecnici necessari per migliorare la rete. Il Comune ha quindi scelto di affiancare alle richieste rivolte al gestore elettrico una misura che coinvolge direttamente le attività presenti sul territorio. L’appello ai commercianti e ai cittadini Stefano Lo Russo ha rivolto un appello al senso civico dei torinesi, sottolineando come anche una piccola modifica delle abitudini possa diventare significativa quando viene adottata da molte persone. Il principio alla base dell’ordinanza è quello della responsabilità condivisa. Durante situazioni climatiche eccezionali, le istituzioni possono introdurre regole specifiche, ma anche cittadini e imprese sono chiamati a ridurre gli sprechi. Per i commercianti, tenere chiuse le porte può inoltre rappresentare un vantaggio economico. Un ambiente isolato mantiene più facilmente la temperatura desiderata e consente al climatizzatore di raggiungere il livello impostato in meno tempo. L’impianto può quindi lavorare in modo più efficiente, riducendo il consumo di elettricità e l’usura dei componenti. La misura può migliorare anche il comfort all’interno del locale, perché evita l’ingresso continuo di aria calda e umida proveniente dalla strada. Quando entrerà in vigore l’obbligo L’obbligo non sarà applicato per tutta l’estate in modo automatico. Diventerà operativo nelle giornate in cui Arpa Piemonte indicherà il livello 3 di disagio da caldo. Le attività commerciali dovranno quindi prestare attenzione alle comunicazioni ufficiali e agli aggiornamenti diffusi dagli enti competenti. Il livello massimo viene dichiarato quando le condizioni meteorologiche possono rappresentare un rischio elevato per la popolazione. Nei periodi in cui l’allerta sarà inferiore, l’ordinanza non imporrà la chiusura delle porte, anche se evitare la dispersione dell’aria condizionata rimane una buona pratica utile durante tutta la stagione estiva. La misura torinese si inserisce in una strategia più ampia di contenimento dei consumi e adattamento agli eventi climatici estremi. Le ondate di calore sempre più frequenti rendono necessario ripensare l’utilizzo dell’energia, soprattutto nei centri urbani, dove la domanda elettrica cresce rapidamente nei periodi più caldi. Con la nuova ordinanza, il Comune punta quindi a proteggere la rete e a promuovere comportamenti più attenti, chiedendo ai commercianti un gesto semplice: tenere chiuse le porte quando il condizionatore è acceso. - Published: 2026-06-30 - Modified: 2026-06-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/aule-studio-nei-comuni-torinesi-60-000-euro-per-creare-nuovi-spazi.html - Categorie: News Studiare vicino a casa, senza dover raggiungere Torino o altri centri più grandi, potrebbe diventare più semplice per molti giovani del territorio metropolitano. La Città metropolitana di Torino ha infatti avviato una nuova edizione del progetto dedicato alla creazione di aule studio nei Comuni che ancora non dispongono di spazi organizzati per studenti e studentesse. L’iniziativa, denominata “Aule studio: spazio giovani e cultura”, punta a trasformare locali già esistenti in ambienti tranquilli, accessibili e adatti sia allo studio individuale sia al lavoro in piccoli gruppi. Il bando mette a disposizione complessivamente 60. 000 euro, destinati a finanziare dodici progetti. Un contributo da 5. 000 euro per ciascun Comune Il meccanismo previsto dal bando è semplice: i primi dodici Comuni ammessi potranno ricevere un contributo di 5. 000 euro ciascuno. Le risorse serviranno per sistemare, arredare e rendere utilizzabili locali destinati ai giovani. L’obiettivo non consiste necessariamente nel costruire edifici nuovi. Le future aule studio potranno essere ricavate all’interno di biblioteche, scuole, centri culturali, strutture civiche, spazi sociali e altri immobili pubblici già presenti sul territorio. In questo modo il progetto potrà contribuire anche al recupero e alla valorizzazione di luoghi che, in alcuni casi, risultano utilizzati soltanto in determinati momenti della giornata. Per partecipare, i Comuni dovranno essere compresi nel territorio della Città metropolitana di Torino e non dovranno disporre già di un’aula studio. Il finanziamento è quindi rivolto soprattutto alle realtà in cui i ragazzi hanno poche alternative per incontrarsi e preparare esami, verifiche o lavori di gruppo. Spazi pensati per studiare e incontrarsi Un’aula studio non è soltanto una stanza con tavoli e sedie. Per funzionare deve offrire condizioni adeguate: silenzio, illuminazione, prese elettriche, connessione a internet e orari compatibili con le esigenze degli utenti. Questi ambienti possono diventare un punto di riferimento soprattutto nei Comuni più piccoli, dove non sempre sono presenti biblioteche aperte fino a sera, sedi universitarie o locali adatti alla concentrazione. Chi vive lontano da Torino spesso deve affrontare spostamenti lunghi anche soltanto per trovare un luogo dove studiare senza distrazioni. La disponibilità di uno spazio pubblico può aiutare anche chi, per motivi familiari o abitativi, incontra difficoltà a concentrarsi in casa. Ridurre le distanze tra i giovani e i servizi culturali significa offrire opportunità più equilibrate, indipendentemente dal Comune di residenza. Le aule potranno essere utilizzate per lo studio individuale, ma anche per attività condivise, incontri culturali, laboratori e iniziative rivolte alle nuove generazioni. La loro funzione, quindi, potrà andare oltre la preparazione scolastica o universitaria. La gestione potrà coinvolgere associazioni e terzo settore Il bando lascia ai Comuni una certa libertà nell’organizzazione del servizio. La gestione delle strutture potrà essere mantenuta direttamente dall’amministrazione oppure affidata a soggetti esterni. Tra le realtà che potranno essere coinvolte figurano associazioni culturali, organizzazioni sportive ed enti del terzo settore. Una collaborazione di questo tipo potrebbe consentire di ampliare gli orari di apertura e proporre attività aggiuntive, purché lo spazio continui a garantire la sua funzione principale. Il coinvolgimento delle associazioni locali può rappresentare un vantaggio anche dal punto di vista della partecipazione. Chi opera già sul territorio conosce infatti le esigenze dei ragazzi, le abitudini delle famiglie e le caratteristiche degli spazi disponibili. La programmazione potrà quindi essere costruita in modo più vicino alle necessità reali della comunità. Un altro aspetto importante riguarda la continuità. Dopo l’allestimento iniziale, sarà necessario assicurare pulizia, sorveglianza, manutenzione e apertura regolare. Una buona gestione sarà determinante per evitare che l’aula resti inutilizzata dopo i primi mesi. Le esperienze già avviate nel territorio torinese Il progetto non parte da zero. Una prima edizione era stata promossa nel 2025 e aveva permesso a diversi Comuni di candidare e inaugurare nuovi spazi. Tra le esperienze ricordate dalla consigliera metropolitana alle Politiche giovanili Caterina Greco compaiono quelle di Caselle Torinese, Gassino Torinese, Bruino, Bosconero e Frossasco. I risultati ottenuti hanno spinto la Città metropolitana a proseguire il percorso, coinvolgendo altre amministrazioni ancora prive del servizio. Questi esempi mostrano come il modello possa essere adattato a territori differenti. Una biblioteca comunale può mettere a disposizione una sala inutilizzata, mentre un centro civico può riservare alcune fasce orarie agli studenti. Non esiste quindi una soluzione unica: ogni Comune potrà organizzare il progetto sulla base degli edifici, delle risorse e del numero di potenziali utenti. Domande entro il 21 settembre 2026 Le amministrazioni interessate dovranno presentare la domanda entro il 21 settembre 2026. La documentazione dovrà essere trasmessa tramite posta elettronica certificata all’indirizzo indicato dalla Città metropolitana di Torino. I dettagli completi, le condizioni di partecipazione e i documenti necessari sono disponibili nella sezione dedicata alle Politiche giovanili, agli avvisi e ai bandi del portale istituzionale dell’ente. Il finanziamento complessivo può rappresentare un primo passo concreto. Con interventi mirati, arredi funzionali e una gestione stabile, anche un locale di dimensioni contenute può diventare un servizio utile per decine di studenti. Portare le aule studio nei Comuni che ancora ne sono privi significa investire nell’istruzione, nella socialità e nella qualità della vita dei giovani. Un tavolo, una connessione stabile e un ambiente tranquillo possono sembrare elementi semplici, ma per chi non dispone di uno spazio adatto in casa possono fare una differenza significativa. - Published: 2026-06-30 - Modified: 2026-06-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-mercato-del-corso-fino-a-tarda-sera-tutto-pronto-per-la-notte-gialla.html - Categorie: Eventi Torino si prepara ad accogliere una lunga giornata dedicata ai prodotti del territorio, all’alimentazione e alla salute. Venerdì 3 luglio il Mercato del Corso ospiterà la Notte Gialla, una manifestazione organizzata da Coldiretti Torino insieme ad AVIS Torino nel controviale di corso Vittorio Emanuele II 50, davanti a Casa Coldiretti. L’iniziativa, intitolata “E... state in salute al Mercato del Corso”, inizierà nelle prime ore del mattino e proseguirà fino a mezzanotte. Il programma unirà banchi agricoli, degustazioni, attività per bambini, incontri informativi, spettacoli e street food contadino. L’obiettivo sarà avvicinare i cittadini ai produttori locali, promuovere il consumo di alimenti a chilometro zero e richiamare l’attenzione sul rapporto tra le abitudini alimentari e il benessere dell’organismo. La Notte Gialla di Torino comincia con la donazione del sangue Il primo appuntamento della giornata sarà dedicato alla solidarietà. Dalle 8 alle 12, nel controviale davanti al mercato, sarà presente l’autoemoteca di AVIS Torino, dove sarà possibile effettuare una donazione di sangue. I volontari dell’associazione resteranno nell’area fino alle 18 per incontrare i cittadini e fornire informazioni. L’attività non riguarderà soltanto la donazione, ma comprenderà anche momenti di sensibilizzazione sulla prevenzione cardiovascolare e sulla salute del sangue. La collaborazione con AVIS darà quindi alla manifestazione un carattere che andrà oltre l’intrattenimento. Cibo sano, prevenzione e solidarietà saranno i temi centrali dell’intera giornata, collegati attraverso incontri e iniziative accessibili al pubblico. La scelta di proporre la donazione in un luogo frequentato come il Mercato del Corso punta inoltre a raggiungere persone che potrebbero non essersi mai avvicinate prima a questa esperienza. I produttori agricoli portano i banchi all’aperto Dalle 10 alle 23 i produttori presenti abitualmente al Mercato del Corso trasferiranno i propri banchi all’esterno della struttura coperta. L’area interessata sarà il controviale all’angolo tra corso Vittorio Emanuele II e via Carlo Alberto. I visitatori potranno così conoscere direttamente le aziende agricole, chiedere informazioni sui metodi di produzione e acquistare prodotti piemontesi. Il contatto con chi coltiva, alleva o trasforma gli alimenti rappresenterà uno degli aspetti principali dell’evento. L’iniziativa vuole infatti ridurre la distanza tra la campagna e la città, mostrando l’origine del cibo che arriva ogni giorno sulle tavole. Il mercato diventerà uno spazio di dialogo nel quale i produttori potranno raccontare il proprio lavoro e spiegare il valore della stagionalità. Fino alle 23 resterà aperta anche l’Enoteca Divinorum, che propone 490 etichette di vini piemontesi. La selezione permetterà di scoprire una parte importante della produzione vitivinicola regionale, tra denominazioni conosciute e realtà locali meno note. Street food contadino fino a mezzanotte Uno dei momenti più attesi sarà quello dedicato al cibo da strada. Dalle 12 alle 24 arriveranno i food truck di Campagna Amica, con un menù costruito attorno alle materie prime del territorio. Tra le proposte annunciate figurano la pizza al pomodoro, le mezze maniche con crema di pomodoro e crumble di basilico, la carne cruda piemontese e gli straccetti di carne fritti accompagnati dalla salsa verde. Saranno disponibili anche la toma fritta e la caponata. Le ricette uniranno preparazioni semplici e prodotti agricoli locali, offrendo ai partecipanti la possibilità di pranzare, cenare o consumare uno spuntino durante gli spettacoli. Lo street food diventerà così uno strumento per raccontare l’agricoltura piemontese in una forma informale, adatta sia agli adulti sia alle famiglie. Il cibo potrà essere consumato nell’area della manifestazione, trasformata per l’occasione in un punto di incontro e convivialità. Laboratori, giocolieri e musica per tutta la famiglia Il programma comprenderà diverse attività pensate per i più piccoli. Dalle 14 alle 20 saranno presenti le fattorie didattiche, con laboratori di educazione ambientale e momenti di animazione. I bambini potranno avvicinarsi ai temi della natura, dell’agricoltura e della provenienza degli alimenti attraverso esperienze pratiche. Le attività avranno lo scopo di spiegare in modo semplice il legame tra il lavoro nei campi, la tutela dell’ambiente e ciò che viene portato in tavola. Dalle 16 fino a mezzanotte il controviale ospiterà invece artisti di strada e spettacoli. Tra i protagonisti annunciati ci saranno i giocolieri Fratelli Ochner e il gruppo folk Corpi Erranti. Musica e animazione accompagneranno quindi l’apertura serale dei banchi e dei food truck. La parte conclusiva dell’evento assumerà l’aspetto di una festa urbana, con il mercato aperto e la strada trasformata in uno spazio pedonale dedicato agli incontri. Alimentazione, salute e difesa personale Alle 17. 30, nella sala incontri del Mercato del Corso, si svolgerà il convegno “L’educazione al cibo sano per il nostro sangue e per il nostro cuore”. L’incontro sarà aperto al pubblico e approfondirà il rapporto tra alimentazione e prevenzione. Il tema collegherà le attività di Coldiretti e quelle di AVIS, mettendo al centro l’importanza delle scelte quotidiane. Alle 18, all’interno del mercato coperto, sarà proposta anche una lezione gratuita di difesa personale. L’attività sarà guidata dall’istruttrice Silvia Volpato e organizzata in collaborazione con la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali. La partecipazione sarà aperta a tutti, offrendo un’ulteriore occasione per affrontare il tema del benessere personale da un punto di vista pratico. La Notte Gialla chiuderà una giornata particolarmente ricca, durante la quale il Mercato del Corso diventerà un punto di incontro tra agricoltura, salute, spettacolo e vita cittadina. Una festa che porterà nel centro di Torino i sapori e le esperienze della campagna piemontese. - Published: 2026-06-30 - Modified: 2026-06-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/borgo-medievale-di-torino-il-progetto-prende-forma-resta-lincognita-sulla-data-di-riapertura.html - Categorie: News Il futuro del Borgo Medievale di Torino comincia a delinearsi, ma sul calendario continua a mancare la data più attesa: quella della riapertura. Il complesso storico e culturale del Parco del Valentino è chiuso per gli interventi di riqualificazione finanziati attraverso il PNRR e, mentre i lavori procedono, resta ancora da definire con precisione chi dovrà gestire e valorizzare gli spazi una volta concluso il cantiere. Il tema è tornato al centro del dibattito in Consiglio comunale, dove sono state chieste informazioni più dettagliate sul cronoprogramma. L’amministrazione sta portando avanti il confronto con il soggetto che ha presentato la proposta di rilancio, ma al momento non è stata comunicata una scadenza ufficiale per il ritorno dei visitatori. Una sola proposta per la gestione del Borgo Medievale Il percorso per trovare un nuovo gestore non è stato semplice. Una prima consultazione di mercato si era infatti conclusa senza manifestazioni di interesse. Nessun operatore aveva presentato una candidatura per occuparsi della gestione e dello sviluppo del complesso, rendendo necessario individuare una strada differente. In seguito è arrivata una proposta di Partenariato Pubblico-Privato da parte della società consortile XKÉ? ZeroTredici, realtà tra i cui soci figurano la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione per la Scuola. Prima di procedere con il confronto diretto, il Comune ha pubblicato un nuovo avviso pubblico, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di eventuali progetti alternativi o migliorativi. Anche questa fase, però, si è conclusa senza altre candidature. Alla scadenza stabilita nel mese di giugno, la proposta di XKÉ? ZeroTredici è rimasta l’unica sul tavolo. Dal 19 giugno i tecnici di Palazzo Civico hanno quindi avviato le trattative con il soggetto proponente, entrando nel merito del piano economico, della gestione degli spazi e delle attività previste. Il confronto dovrà definire un modello capace di garantire la sostenibilità del progetto nel tempo, senza snaturare il valore storico e culturale del Borgo. La sfida consiste nel trasformare il complesso in un luogo vivo durante tutto l’anno, superando l’idea di una semplice attrazione da visitare occasionalmente. Botteghe artigiane, eventi e una nuova area ristorazione Il progetto di rilancio immagina un Borgo Medievale profondamente rinnovato nelle funzioni, pur mantenendo riconoscibile la sua identità. Uno degli interventi principali riguarda l’ex ristorante San Giorgio, destinato a diventare uno spazio dedicato alla ristorazione e all’organizzazione di iniziative. La struttura dovrebbe ospitare eventi pubblici e privati, contribuendo ad aumentare la frequentazione del Borgo e a sostenere economicamente la gestione. Non si tratterebbe quindi soltanto di riaprire un locale, ma di creare un punto di incontro collegato alla programmazione culturale del complesso. Un ruolo importante sarà affidato anche alle storiche botteghe. Gli spazi, in passato legati alla rappresentazione degli antichi mestieri, dovrebbero essere trasformati in laboratori dedicati all’artigianato contemporaneo. Qui potrebbero trovare posto attività pratiche, dimostrazioni e percorsi educativi rivolti ai visitatori e alle scuole. L’obiettivo è mettere in dialogo la memoria del Borgo con le forme attuali della creatività e del lavoro artigiano. Le botteghe non sarebbero più soltanto ambienti da osservare, ma luoghi nei quali partecipare a esperienze, conoscere tecniche e avvicinarsi alle produzioni manuali. La Rocca manterrà gli arredi storici Il rinnovamento riguarderà anche la Rocca, una delle parti più preziose del complesso. In questo caso il progetto prevede la conservazione degli arredi e delle collezioni storiche, affiancata dall’introduzione di strumenti multimediali. Le tecnologie dovrebbero rendere la visita più accessibile e coinvolgente, aiutando il pubblico a comprendere meglio gli ambienti, gli oggetti esposti e la storia della struttura. Video, contenuti interattivi e supporti digitali potrebbero integrare il percorso tradizionale senza sostituire le opere presenti. La Rocca manterrebbe così la sua funzione museale, ma con nuove modalità di racconto. Il progetto sembra puntare su un equilibrio tra tutela e innovazione: da una parte la conservazione del patrimonio, dall’altra la necessità di offrire un’esperienza adatta alle abitudini dei visitatori contemporanei. Per sostenere il rilancio, la Fondazione Compagnia di San Paolo ha previsto un investimento di 20 milioni di euro. Una cifra rilevante, destinata a rafforzare il recupero del complesso e a costruire un modello di gestione capace di durare nel tempo. La politica chiede una data certa Nonostante il progetto stia assumendo contorni più definiti, rimane aperta la questione dei tempi. Il consigliere comunale Pierlucio Firrao, esponente di Torino Bellissima, ha riconosciuto l’importanza delle risorse destinate al Borgo, chiedendo comunque maggiore chiarezza sulla conclusione degli interventi. Durante il dibattito in Consiglio comunale, l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia è stata chiamata a fornire aggiornamenti sull’iter e sul cronoprogramma. L’attenzione si concentra soprattutto sulla possibilità di indicare una data realistica per la riapertura, anche alla luce del ruolo turistico e culturale del complesso. Il Borgo Medievale rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo del Valentino. La sua chiusura prolungata priva Torino di un’attrazione conosciuta e frequentata da cittadini, turisti e scolaresche. Per questo la definizione dei tempi non viene considerata un dettaglio secondario, ma una parte essenziale dell’intero progetto. La trattativa con l’unico soggetto proponente segna un passaggio concreto verso il rilancio. Prima della riapertura, però, dovranno essere chiariti gli aspetti gestionali, economici e organizzativi. Il nuovo Borgo comincia a prendere forma sulla carta: resta da capire quando potrà finalmente tornare a essere attraversato dal pubblico. - Published: 2026-06-30 - Modified: 2026-06-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/chiude-il-folkclub-di-torino-oltre-1-800-concerti-e-110-mila-spettatori-in-38-anni.html - Categorie: News Dopo quasi quattro decenni di concerti, incontri e sperimentazione musicale, il FolkClub di Torino chiude definitivamente. L’annuncio è arrivato dal fondatore e direttore Paolo Lucà, che ha comunicato la decisione attraverso un lungo messaggio rivolto agli artisti, ai soci, ai volontari e al pubblico che negli anni ha frequentato lo storico spazio torinese. La notizia ha sorpreso gli appassionati, anche perché la chiusura arriva al termine della trentasettesima stagione concertistica, descritta dallo stesso Lucà come particolarmente positiva per partecipazione e apprezzamento della critica. Proprio questo contrasto rende ancora più inattesa la conclusione dell’esperienza. Il locale è stato per molti anni un punto di riferimento della musica dal vivo, capace di proporre generi, interpreti e progetti spesso lontani dai circuiti più commerciali. Con la fine delle sue attività, Torino perde uno dei luoghi culturali più riconoscibili e originali della città. I numeri di una storia durata 38 anni La storia del FolkClub può essere raccontata anche attraverso cifre che mostrano la portata del lavoro svolto. Nel corso di 38 anni sono stati organizzati più di 1. 800 concerti, ai quali hanno partecipato oltre 110mila spettatori. Sul palco sono passati circa 6. 000 artisti da ogni parte del mondo, mentre il numero complessivo degli associati ha raggiunto quota 58. 458. Risultati importanti per uno spazio dalle dimensioni contenute, nato senza le caratteristiche delle grandi sale da spettacolo ma capace di costruire una reputazione nazionale e internazionale. Il FolkClub ha dimostrato che anche un ambiente raccolto può diventare un centro culturale di primo piano. La vicinanza tra pubblico e musicisti ha contribuito a creare una forma di ascolto diversa, più diretta e personale. Gli spettatori non assistevano semplicemente a un’esibizione: entravano in contatto con gli artisti e con le storie legate alla loro musica. L’intimità della sala era uno degli elementi che rendevano ogni concerto particolare. Lo stesso Lucà ha descritto il club come un luogo sobrio, accogliente e amichevole, nel quale musicisti e spettatori potevano sentirsi a casa. Un laboratorio culturale aperto alla scoperta Il FolkClub non ha rappresentato soltanto una sala concerti. Durante la sua lunga attività è diventato un laboratorio dedicato alla ricerca musicale, alla sperimentazione e alla valorizzazione di generi poco presenti nelle programmazioni tradizionali. Il palco torinese ha accolto interpreti già affermati, artisti internazionali e giovani musicisti all’inizio del proprio percorso. Alcuni di loro, dopo le prime esibizioni nel locale, hanno raggiunto una notorietà molto più ampia. La programmazione ha attraversato differenti culture musicali, dando spazio al folk, al blues, al jazz, alla musica occitana, al flamenco e ad altre espressioni artistiche provenienti da varie parti del mondo. Questa varietà ha permesso al pubblico di conoscere sonorità nuove e di avvicinarsi a tradizioni spesso considerate di nicchia. Negli anni il club ha partecipato all’organizzazione o all’accoglienza di numerose manifestazioni. Tra queste figurano Occitanica, il Torino Blues Festival, Flamenca, Nord & Sud, Piazza Profana e alcune iniziative collegate al Torino Jazz Festival. La continuità della proposta artistica ha trasformato il FolkClub in un presidio culturale stabile, riconosciuto sia dagli appassionati sia dagli operatori del settore. La decisione annunciata da Paolo Lucà Nel messaggio dedicato alla chiusura, Paolo Lucà ha spiegato che la scelta è stata sofferta e difficile. Il fondatore ha parlato di motivazioni molteplici, senza però entrare immediatamente nei dettagli. La decisione è stata definita inevitabile e irrevocabile, lasciando quindi poco spazio all’ipotesi di una ripresa delle attività nella stessa forma. Lucà ha annunciato un incontro pubblico per martedì 30 giugno, durante il quale intende spiegare le ragioni della chiusura e rispondere alle domande delle persone interessate. Al momento, dunque, non è stato presentato un quadro completo delle cause che hanno portato alla fine del progetto. Rimane però evidente il peso di una scelta maturata dopo una stagione positiva, circostanza che ha reso l’annuncio ancora più doloroso per chi seguiva abitualmente la programmazione. Nel suo saluto, Lucà ha ringraziato tutte le persone che hanno contribuito alla crescita del FolkClub: i familiari, i collaboratori, i volontari, gli associati, gli enti, le fondazioni, i giornalisti e naturalmente gli artisti. Torino perde un luogo simbolo della musica La chiusura non riguarda soltanto la fine di un’attività concertistica. Il FolkClub era diventato un luogo di incontro, uno spazio nel quale la musica costruiva legami tra persone con età, esperienze e interessi differenti. Per molti spettatori rappresentava la possibilità di ascoltare dal vivo artisti difficilmente presenti nelle grandi programmazioni. Per i musicisti era un palco attento alla qualità e alla ricerca, in grado di offrire un rapporto ravvicinato con il pubblico. Dopo 38 anni cala così il sipario su una delle esperienze culturali più longeve della città. Restano i concerti, le collaborazioni, le scoperte musicali e i ricordi condivisi da migliaia di persone. La fine del FolkClub lascia un vuoto nella vita culturale torinese. La sua storia dimostra quanto un piccolo spazio possa assumere un ruolo importante quando riesce a mantenere nel tempo una proposta coerente, indipendente e aperta alla curiosità. - Published: 2026-06-30 - Modified: 2026-06-10 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/la-ristorazione-italiana-vista-da-dietro-le-quinte-lo-sguardo-di-cooperto-su-tendenze-e-opportunita.html - Categorie: Innovazione Quando si lavora ogni giorno a fianco di centinaia di ristoratori in tutta Italia, si finisce per avere una prospettiva privilegiata sul settore: si osservano da vicino le scelte operative, le resistenze al cambiamento, le nuove abitudini che nascono e i risultati concreti che arrivano quando un locale cambia modo di gestire prenotazioni, sala e relazione con i clienti. Cooperto, nato come risposta a un evidente ritardo nella digitalizzazione della ristorazione italiana, si è trovato naturalmente in questo ruolo di osservatorio: costruire uno strumento significa vedere come viene utilizzato, dove genera valore e dove incontra difficoltà. Quello che emerge non è un panorama uniforme, ma un mosaico molto vario: agriturismi in collina e pizzerie gourmet sul mare, wine bar cittadini e trattorie di paese, ciascuno con esigenze e livelli di maturità digitale diversi. Nonostante questa eterogeneità, però, alcune linee comuni attraversano il settore e parlano meno di tecnologia in sé e più di come sta cambiando il rapporto tra ristoratori e clientela. Come stanno cambiando le abitudini di prenotazione La telefonata non è scomparsa, ma non è più l’unico canale – né il principale – per molti clienti. Sempre più persone cercano il ristorante su Google, leggono recensioni, guardano foto e si aspettano di poter prenotare immediatamente, a qualsiasi ora, che sia tarda sera o il primo pomeriggio di un giorno feriale. Questo crea una distanza crescente tra i locali che offrono un canale attivo h24 e quelli che restano agganciati soltanto alla fascia oraria in cui qualcuno risponde al telefono. Di fatto, la “prenotabilità” continua è diventata un requisito implicito: un ristorante che non è raggiungibile nel momento in cui il cliente decide non compete con chi è più digitalizzato, semplicemente non entra in quella fase decisionale. Dal registro al database: la scoperta del patrimonio clienti Tra i cambiamenti più ricorrenti che i ristoratori raccontano dopo l’adozione di un gestionale strutturato c’è la presa di coscienza del valore del proprio database. Finché le prenotazioni arrivano solo per telefono e finiscono su un quaderno, il cliente è poco più di un nome e un numero di coperti: finita la serata, quella relazione si azzera. Digitalizzare le prenotazioni significa, quasi automaticamente, iniziare a costruire uno storico: quante volte una persona è venuta, in quali turni, se si è presentata, se ha lasciato un feedback, se ha indicato un’occasione speciale. Da insieme di appunti sparsi, il flusso delle prenotazioni diventa così una base dati su cui costruire comunicazioni mirate, rivolte a qualcuno con cui il locale ha già condiviso un’esperienza reale. Non è un caso che molti ristoratori descrivano questo passaggio come un cambio di mentalità più che come una semplice adozione di software: si inizia a vedere ogni coperto anche come contatto da coltivare nel tempo, non solo come incasso della serata. Meno carico operativo per poter crescere Una delle obiezioni più frequenti alla digitalizzazione riguarda il timore di complicarsi la vita: imparare un nuovo strumento, cambiare abitudini, inserire “un’altra cosa” da seguire durante la giornata. Eppure, le testimonianze di chi ha già fatto questa transizione vanno spesso in direzione opposta: una volta configurato il sistema, la gestione delle prenotazioni sottrae molto meno tempo rispetto a prima. Le richieste non devono più essere smistate manualmente, il telefono squilla meno, i promemoria partono da soli, e il personale può concentrarsi di più sulla sala. In molti casi, questo alleggerimento operativo è proprio la condizione che permette al locale di reggere un volume maggiore di richieste o di aprirsi a nuove fasce orarie, senza dover aumentare in modo proporzionale il carico di lavoro sul team. Le opportunità nascoste nelle fasce orarie “vuote” Analizzando il flusso di prenotazioni gestite in digitale emerge un dato che spesso sorprende i ristoratori: una parte significativa delle richieste arriva quando il locale è chiuso, nelle ore di pausa tra i servizi, nei giorni di riposo o a tarda sera. Per chi si affida solo al telefono, queste intenzioni di prenotazione semplicemente non esistono: il cliente troverà un altro posto, probabilmente prenotabile online. Per chi dispone di un sistema attivo h24, invece, quelle stesse intenzioni diventano prenotazioni confermate, senza bisogno di presidiare fisicamente il telefono fuori orario. Questa differenza è uno dei motivi per cui la gestione digitale delle prenotazioni è diventata un fattore competitivo concreto: non si tratta di “fare innovazione” in astratto, ma di essere presenti proprio nel momento in cui il cliente sta decidendo dove andare. Personalizzazione: da optional a standard atteso Un’altra esigenza che emerge con frequenza dalle conversazioni con i ristoratori riguarda il desiderio di personalizzare la comunicazione con i propri clienti. Non messaggi standard uguali per tutti, ma testi, offerte e timing che rispettino la voce del locale e la storia di ciascun ospite. Nella ristorazione, l’identità del ristorante – lo stile di accoglienza, il tono, il tipo di proposta – è una leva competitiva fondamentale. Strumenti troppo rigidi, che impongono comunicazioni tutte uguali, rischiano di appiattire proprio quell’identità che il cliente percepisce come valore. Per questo Cooperto ha scelto di sviluppare una piattaforma in cui le automazioni sono configurabili dal ristoratore: è il locale a decidere cosa dire, quando dirlo e a chi, allineando flussi e messaggi alla propria idea di relazione con il cliente. La tecnologia si occupa di eseguire con costanza, ma è il ristoratore a mantenere il controllo del “come” e del “perché” comunicare. - Published: 2026-06-29 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/robotica-torino-e-la-terza-citta-deuropa-per-investimenti-nel-settore.html - Categorie: Innovazione Torino prova a trasformare la propria esperienza manifatturiera in una nuova occasione di crescita industriale. Dopo avere costruito una parte importante della propria identità economica attorno all’automobile, la città guarda ora alla robotica avanzata, all’intelligenza artificiale e ai sistemi di automazione destinati alle fabbriche del futuro. A indicare la direzione è il piano d’azione presentato dall’Unione Industriali Torino durante l’evento “Torino protagonista della robotica”. Nell’occasione è stato reso pubblico il report dedicato al posizionamento strategico dell’Italia e del capoluogo piemontese nel settore. Il dato principale riguarda il confronto europeo: Torino risulta la terza città del continente per investimenti nella robotica, alle spalle di Francoforte e Monaco. Una posizione che conferma la presenza sul territorio di imprese specializzate, competenze universitarie, centri di ricerca e una filiera industriale già sviluppata. Il Piemonte concentra imprese, fatturato e lavoratori Il peso della regione nel panorama nazionale emerge con chiarezza dai numeri riportati nel documento. Il Piemonte ospita il 28,6% delle aziende italiane attive nella robotica e concentra il 48,7% del fatturato del comparto. Ancora più rilevante è il dato sull’occupazione: nella regione lavora il 64,3% degli addetti italiani del settore. Si tratta quindi di un ecosistema che comprende diverse categorie di imprese. Accanto ai produttori di robot industriali sono presenti componentisti, aziende che realizzano software, specialisti dell’elettronica e system integrator. Questi ultimi hanno il compito di collegare macchinari, sensori e programmi informatici, costruendo soluzioni personalizzate per le singole fabbriche. Il Piemonte conserva inoltre competenze consolidate nella meccanica di precisione, sviluppate in gran parte grazie alla lunga tradizione automobilistica. Queste conoscenze possono essere utilizzate nella produzione di robot, sistemi automatizzati e dispositivi destinati anche ad altri settori, come l’aerospazio e la difesa. Secondo il presidente dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, il territorio possiede già molte delle caratteristiche necessarie per guidare questa trasformazione. La vera sfida consiste nel collegare meglio le diverse eccellenze presenti, evitando che ricerca, università e imprese procedano lungo strade separate. Un mercato mondiale diretto verso i 200 miliardi di dollari La robotica rappresenta un mercato in rapida espansione. Secondo le stime riportate nel report, il suo valore mondiale potrebbe raddoppiare e raggiungere i 200 miliardi di dollari entro il 2030. L’Italia parte da una posizione importante. È il secondo produttore europeo, con una quota del 25%, ed è al sesto posto nel mondo per esportazioni. Nel 2024 le vendite italiane all’estero hanno raggiunto un valore pari a circa 3 miliardi di dollari. La crescita non riguarda soltanto i tradizionali bracci robotici utilizzati nelle linee di produzione. Le applicazioni diventano progressivamente più numerose e comprendono i cobot, gli AMR e i sistemi basati sull’intelligenza artificiale. I cobot sono robot collaborativi, progettati per lavorare vicino alle persone e svolgere attività ripetitive o fisicamente impegnative. Gli AMR, cioè Autonomous Mobile Robot, sono invece mezzi capaci di spostarsi autonomamente all’interno di magazzini e stabilimenti, adattando il percorso agli ostacoli rilevati dai sensori. A queste tecnologie si aggiungono l’additive manufacturing, conosciuto comunemente come stampa 3D, la realtà aumentata applicata alla manutenzione e i software di intelligenza artificiale utilizzati per controllare la qualità o prevedere i guasti. Formazione e ricerca al centro del piano torinese Il piano presentato dall’Unione Industriali si concentra soprattutto su due aree: lo sviluppo delle competenze e il sostegno alla ricerca. Per quanto riguarda la formazione, l’obiettivo è fare in modo che entro il 2028 il 60% delle imprese associate impegnate nella robotica avanzata abbia avviato almeno un programma di aggiornamento per il personale tecnico. L’upskilling diventa essenziale perché l’introduzione di nuovi macchinari richiede tecnici capaci di programmare, controllare e riparare sistemi sempre più complessi. Un robot avanzato non sostituisce automaticamente ogni lavoratore, ma cambia le competenze necessarie all’interno dell’azienda. Diminuiscono alcune attività manuali e ripetitive, mentre cresce la richiesta di programmatori, manutentori e specialisti dei dati. Torino può contare sulla presenza del Politecnico, dell’Università e dei centri di competenza collegati al programma Industria 4. 0. Secondo il report, questo patrimonio di conoscenze deve essere utilizzato in modo più coordinato, creando percorsi formativi vicini alle reali esigenze delle imprese. Incentivi per startup e aziende innovative Un altro punto del piano riguarda gli strumenti fiscali e finanziari. L’Unione Industriali propone misure complementari a quelle già disponibili, come il credito d’imposta, la Legge Sabatini e gli incentivi per gli investimenti in tecnologie 4. 0 e 5. 0. Tra le ipotesi viene indicata una nuova forma di ACE, l’Aiuto alla Crescita Economica, che potrebbe ridurre la tassazione su una parte degli utili reinvestiti in innovazione. Viene inoltre proposta la possibilità di trasformare il credito d’imposta per ricerca e sviluppo in liquidità per startup e piccole imprese innovative che non dispongono di una sufficiente capienza fiscale. Il report richiama anche l’importanza del venture capital, della finanza alternativa e del leasing operativo. Senza capitali adeguati, infatti, le imprese più giovani rischiano di trasferirsi all’estero, attirate da ecosistemi capaci di offrire maggiori risorse e incentivi più convenienti. Trattenere startup, talenti e competenze sul territorio è uno dei passaggi più delicati della strategia. La presenza di università e centri di ricerca può favorire la nascita di nuove idee, ma queste devono poi trovare finanziamenti e opportunità di crescita. Dall’automobile alla nuova industria tecnologica La robotica non viene presentata come un’alternativa completa all’automotive, ma come una possibile evoluzione delle competenze costruite in decenni di produzione industriale. Torino possiede una rete di aziende abituate a realizzare macchinari complessi, componenti di precisione e sistemi elettronici. Il passaggio successivo consiste nell’integrare queste capacità con software, dati e intelligenza artificiale. Nelle imprese piemontesi sono già in fase di sviluppo progetti che uniscono automazione e IA, con applicazioni nella produzione, nella logistica e nel controllo dei processi. La posizione raggiunta in Europa rappresenta quindi un punto di partenza. Per mantenere il vantaggio serviranno investimenti continui, collaborazione tra pubblico e privato e misure capaci di sostenere le imprese innovative. Torino ha già dimostrato nel corso della propria storia di saper produrre su larga scala. La nuova sfida sarà capire se riuscirà a guidare anche la prossima fase della trasformazione industriale, facendo della robotica uno dei motori principali dell’economia... - Published: 2026-06-29 - Modified: 2026-06-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/un-cucciolo-di-bradipo-e-nato-a-zoom-torino-e-lunica-nuova-nascita-in-italia-nel-2026.html - Categorie: News Fiocco azzurro a Zoom Torino, dove è nato un piccolo bradipo didattilo. Il cucciolo, ospitato all’interno dell’Oasi delle Farfalle, rappresenta l’unico esemplare della specie nato in Italia dall’inizio del 2026. A poco più di un mese dalla nascita, il nuovo arrivato sta già mostrando curiosità verso ciò che lo circonda e prova a compiere i movimenti caratteristici degli esemplari adulti. Per gran parte della giornata rimane ancora saldamente aggrappato al ventre della madre, dalla quale riceve protezione, calore e nutrimento. Di tanto in tanto, però, il piccolo cerca di osservare l’ambiente e di muoversi con maggiore autonomia, sotto lo sguardo dei genitori. Il piccolo bradipo inizia a esplorare l’Oasi delle Farfalle Il cucciolo ha da poco superato i 30 giorni di vita, ma ha già iniziato a compiere i primi tentativi di appendersi a testa in giù. Si tratta di un comportamento naturale per i bradipi, animali che trascorrono gran parte della loro esistenza sospesi tra i rami degli alberi. Secondo i responsabili del bioparco, il nuovo nato appare curioso, attento e particolarmente intraprendente. Nonostante sia ancora completamente dipendente dalla madre, comincia infatti a osservare ciò che accade intorno a lui e a sperimentare le proprie capacità motorie. Il piccolo vive insieme ai genitori all’interno dell’Oasi delle Farfalle, uno degli ambienti più particolari di Zoom Torino. Nello stesso spazio sono presenti anche cinque diamanti di Gould, piccoli uccelli riconoscibili per il piumaggio molto colorato, oltre a numerose specie di insetti e farfalle. L’habitat offre quindi una notevole varietà di stimoli. Il cucciolo può abituarsi gradualmente alla presenza di altri animali, ai rumori dell’ambiente e agli elementi naturali presenti nello spazio espositivo. Il rapporto con la madre e i primi movimenti Durante le prime settimane di vita, i cuccioli di bradipo rimangono quasi sempre attaccati al corpo materno. Questa posizione permette loro di spostarsi senza correre rischi e di imparare poco alla volta i comportamenti necessari per vivere tra gli alberi. Anche il piccolo nato a Zoom Torino trascorre ancora molto tempo sul ventre della madre. Da questa posizione può osservare come si muove, come raggiunge il cibo e come si orienta tra i rami. L’apprendimento avviene soprattutto attraverso il contatto diretto e l’imitazione dei comportamenti materni. La madre possiede già esperienza nell’allevamento dei piccoli. Il nuovo arrivato è infatti un secondogenito e, secondo gli esperti del bioparco, potrebbe beneficiare della maggiore sicurezza acquisita dal genitore dopo la precedente esperienza. Questo potrebbe spiegare, almeno in parte, l’intraprendenza dimostrata dal cucciolo. La madre riesce a gestirlo con tranquillità, lasciandogli la possibilità di sperimentare gradualmente nuovi movimenti senza allontanarsi troppo. Le caratteristiche del bradipo didattilo Il bradipo didattilo prende il nome dalla presenza di due grandi artigli nelle zampe anteriori. Questi animali possiedono invece tre dita negli arti posteriori. Gli artigli, lunghi e ricurvi, permettono loro di restare appesi ai rami e di muoversi tra la vegetazione. Il loro ritmo estremamente lento dipende dal metabolismo ridotto e dal tipo di alimentazione, basato principalmente su foglie e altri elementi vegetali. Si tratta di cibi che forniscono poca energia e richiedono tempi lunghi per essere digeriti. Per questo motivo il bradipo tende a limitare gli spostamenti e a conservare le proprie risorse. Anche quando dorme, mangia o riposa, l’animale mantiene spesso una posizione capovolta. Il suo corpo si è adattato alla vita sospesa e presenta una muscolatura capace di sostenere questa postura per periodi molto lunghi. Nonostante la lentezza, il bradipo è in grado di arrampicarsi con precisione. I movimenti vengono eseguiti con calma, ma sono adatti alla vita tra le chiome degli alberi. Il cucciolo di Zoom Torino dovrà quindi imparare progressivamente a coordinare gli arti e a utilizzare correttamente gli artigli. Una nascita importante per la conservazione della specie L’arrivo del piccolo assume un significato che va oltre la semplice curiosità. La nascita richiama infatti l’attenzione sulle condizioni in cui vivono i bradipi nelle aree naturali del Sud America. In Brasile l’habitat forestale del bradipo didattilo sta subendo una progressiva riduzione. Secondo le informazioni diffuse dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, la perdita stimata è vicina al 9%. Tra le principali cause ci sono la trasformazione delle foreste in pascoli e l’espansione delle coltivazioni intensive. La diminuzione delle aree boschive frammenta il territorio e rende più difficili gli spostamenti degli animali. I bradipi dipendono dagli alberi per nutrirsi, riposare e proteggersi. Quando le chiome non sono più collegate, possono essere costretti a scendere a terra, dove diventano maggiormente esposti ai pericoli. La nascita avvenuta a Zoom Torino può quindi diventare un’occasione per conoscere meglio questa specie e comprendere l’importanza della protezione degli ecosistemi forestali. Per il momento, il piccolo continua a crescere accanto alla madre nell’Oasi delle Farfalle. Tra un tentativo di arrampicata e le prime esplorazioni, il cucciolo sta iniziando lentamente a scoprire l’ambiente che lo circonda, attirando l’attenzione dei visitatori del bioparco. - Published: 2026-06-29 - Modified: 2026-06-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-nuovi-temporali-in-arrivo-rischio-grandine-e-raffiche-di-vento.html - Categorie: News Il caldo eccezionale che da circa due settimane interessa il Piemonte comincia a mostrare i primi segnali di cedimento. L’indebolimento dell’anticiclone subtropicale, però, non porterà subito condizioni più tranquille. Al contrario, l’ingresso di aria leggermente più fresca in quota favorirà la formazione di nuovi temporali, localmente intensi, accompagnati da grandine e raffiche di vento. Dopo i fenomeni violenti registrati nella giornata di domenica 28 giugno, anche lunedì 29 giugno 2026 si presenta quindi come una giornata instabile. Arpa Piemonte ha confermato l’allerta gialla su parte del territorio regionale, con particolare attenzione alle aree alpine, pedemontane e alle pianure occidentali. Il caldo estremo comincia lentamente ad attenuarsi L’ondata di calore ha raggiunto il suo momento più intenso durante il fine settimana. Nelle zone pianeggianti piemontesi le temperature massime si sono mantenute diffusamente tra i 35 e i 38 gradi, mentre in alcune località sono stati raggiunti valori vicini ai 39-40 gradi. A sostenere questa fase è stato un vasto anticiclone subtropicale, responsabile di giornate molto calde e di notti durante le quali le temperature hanno faticato a scendere. La struttura atmosferica sta però iniziando a indebolirsi lungo il suo margine occidentale, a causa di una circolazione depressionaria in movimento dall’Atlantico verso la Penisola Iberica. Il cambiamento non produrrà un calo termico immediato e uniforme. L’arrivo di aria più fresca alle quote elevate, unito alla grande quantità di calore e umidità accumulata nei bassi strati, renderà invece l’atmosfera particolarmente instabile. I primi segnali si sono già manifestati nel tardo pomeriggio e nella serata di domenica, quando temporali grandinigeni, fulmini e raffiche molto intense hanno interessato diverse aree comprese tra le Alpi e le pianure. Temporali già dalle ore centrali sulle montagne Secondo le previsioni, le prime nubi a sviluppo verticale potranno formarsi lungo i rilievi alpini e appenninici a partire dalla tarda mattinata. I temporali dovrebbero svilupparsi soprattutto dopo le 12-13, inizialmente nelle zone montane. Le aree maggiormente esposte comprendono il settore del Monviso, le valli del Rosa, la bassa Ossola, le valli del Po, il Pinerolese, la media e bassa Valle di Susa, le Valli di Lanzo, il Canavese, il Biellese e la Valsesia. Fenomeni intensi potrebbero verificarsi anche sull’alto Appennino Alessandrino. Non tutti i territori saranno colpiti nello stesso modo. I temporali estivi possono infatti svilupparsi rapidamente e interessare zone limitate, lasciando quasi asciutte località situate a pochi chilometri di distanza. Dove le celle temporalesche riusciranno a organizzarsi, però, le precipitazioni potranno risultare molto abbondanti in intervalli di tempo brevi. Questa situazione può determinare allagamenti localizzati, difficoltà lungo la viabilità e improvvisi aumenti della portata di rii e torrenti. Particolare prudenza viene richiesta nei sottopassi, nelle aree depresse e vicino ai corsi d’acqua minori. Possibile grandine fino a quattro centimetri Uno dei rischi principali è rappresentato dalla grandine. Nelle celle temporalesche più sviluppate non sono esclusi chicchi con un diametro compreso tra i 3 e i 4 centimetri. Una grandinata di queste dimensioni può provocare danni alle automobili, alle coperture, alle coltivazioni e agli arredi collocati all’aperto. Chi si trova nelle aree interessate dall’allerta dovrebbe quindi mettere al riparo, quando possibile, veicoli e oggetti facilmente danneggiabili. Ai temporali potranno essere associate anche raffiche di vento molto forti. In alcuni casi potrebbero verificarsi dei downburst, cioè violente correnti discendenti che, una volta raggiunto il suolo, si espandono rapidamente in direzione orizzontale. Queste raffiche possono abbattere rami, spostare oggetti e creare problemi alla circolazione stradale. Durante un temporale intenso è quindi consigliabile evitare parchi, viali alberati, strutture provvisorie e zone esposte. Temporali in possibile estensione verso le pianure La fase più delicata potrebbe arrivare nel tardo pomeriggio. Dopo le 17, i temporali formatisi sulle montagne potrebbero avvicinarsi alle aree pedemontane e alle alte pianure. L’interazione tra l’aria più fresca in uscita dalle vallate e le masse d’aria calde e umide presenti sulle pianure potrebbe favorire la nascita di nuove celle temporalesche. Lo scenario ricorda quello osservato nella giornata precedente, anche se la probabilità di una propagazione organizzata viene indicata come più bassa. Nel caso in cui i temporali riuscissero a svilupparsi tra il Saluzzese e l’alto Canavese, potrebbe formarsi un sistema multicellulare in movimento da ovest verso est. In questo caso sarebbero possibili nubifragi, frequenti fulminazioni, grandinate e forti raffiche di vento anche sulle pianure piemontesi. La posizione e l’intensità esatta dei fenomeni potranno essere definite soltanto nel brevissimo termine, attraverso l’osservazione delle immagini radar e satellitari. Allerta gialla nell'area occidentale del Piemonte Arpa Piemonte ha emesso un’allerta gialla per temporali nelle zone alpine occidentali e in alcune aree di pianura. I fenomeni dovrebbero risultare più diffusi e intensi tra Torinese, Cuneese, Canavese e Monferrato. L’allerta gialla segnala la possibilità di criticità localizzate. Non significa che ogni comune sarà colpito, ma indica la presenza di condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni potenzialmente pericolosi. La Protezione civile raccomanda di seguire gli aggiornamenti ufficiali e di prestare attenzione agli spostamenti durante le fasi temporalesche. Le temperature cominceranno gradualmente a diminuire, mentre un calo più evidente è atteso a partire da martedì. - Published: 2026-06-28 - Modified: 2026-06-28 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/universita-di-torino-arriva-mind-to-move-il-master-per-affrontare-le-malattie-croniche.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Le malattie croniche rappresentano una delle questioni più difficili da affrontare per il sistema sanitario. Il problema riguarda un numero crescente di persone e richiede interventi capaci di considerare insieme condizioni fisiche, benessere psicologico, alimentazione, movimento e abitudini quotidiane. Per rispondere a questa esigenza, l’Università di Torino ha realizzato Mind to Move, un master universitario di primo livello pensato per preparare professionisti in grado di seguire il paziente attraverso un approccio multidisciplinare. Il progetto coinvolge dieci dipartimenti e mette in relazione medicina, psicologia, scienze motorie, nutrizione e tecnologie digitali. In Piemonte oltre un milione e mezzo di persone con patologie croniche I dati riportati durante la presentazione del progetto mostrano la dimensione del fenomeno. In Piemonte circa un milione e 750 mila residenti convivono con almeno una malattia cronica. Tra loro, più di 900 mila devono gestire contemporaneamente due o più patologie. La situazione è legata anche al progressivo invecchiamento della popolazione. Con l’aumento dell’età media crescono infatti diabete, disturbi cardiovascolari, tumori e altre condizioni che richiedono cure prolungate. Non si tratta soltanto di prescrivere farmaci o effettuare controlli periodici. Una patologia di lunga durata può influire sull’umore, sul sonno, sulla capacità di lavorare e sulle relazioni personali. La cura deve quindi tenere conto della persona nel suo insieme, superando la separazione tradizionale tra salute del corpo e benessere della mente. È proprio da questa idea che nasce il nuovo percorso universitario torinese. Mind to Move supera la divisione tra mente e corpo Mind to Move punta a formare una nuova generazione di specialisti capaci di collaborare all’interno di gruppi composti da diverse figure professionali. Medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti e chinesiologi potranno acquisire competenze comuni e imparare a costruire percorsi personalizzati per i pazienti. Il legame tra condizioni psicologiche e patologie fisiche è ormai un elemento centrale nella gestione delle malattie croniche. Ansia, depressione, insonnia e stress possono rendere più difficile seguire una terapia, mantenere una corretta alimentazione o svolgere attività fisica con regolarità. Allo stesso tempo, la presenza di una malattia grave o duratura può aumentare il rischio di disagio psicologico. Una persona che deve affrontare visite frequenti e cambiamenti nello stile di vita può sentirsi scoraggiata o isolata. Per questo il master non considera le diverse discipline come compartimenti separati. L’obiettivo è creare un modello di assistenza integrato, nel quale ogni professionista possa comprendere il lavoro degli altri e contribuire a una strategia condivisa. Dieci dipartimenti coinvolti nel progetto Uno degli aspetti più innovativi del master è il coinvolgimento di dieci dipartimenti dell’Università di Torino. Il percorso comprende ambiti strettamente collegati alla medicina, come neuroscienze, oncologia e psicologia, ma apre anche a settori differenti. Tra le discipline coinvolte ci sono infatti informatica, scienze veterinarie e agricoltura. Questa varietà permette di affrontare la salute da prospettive diverse, considerando anche l’ambiente, la qualità degli alimenti, il rapporto con gli animali e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Il master nasce quindi come un progetto trasversale, costruito per evitare una visione troppo limitata della cura. Un paziente con diabete, per esempio, può avere bisogno di un medico, di un nutrizionista, di un esperto di attività motoria e di un supporto psicologico. Per ottenere risultati migliori, queste figure devono comunicare e lavorare nella stessa direzione. Alla presentazione ufficiale hanno partecipato la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, i direttori generali delle principali aziende sanitarie locali e il preparatore atletico Matteo Giunta, presente come testimonial dell’iniziativa. Il programma tra nutrizione, attività fisica e microbioma Il percorso formativo prevede il conseguimento di 60 crediti universitari. Le attività saranno organizzate attraverso un modello misto, con lezioni in presenza, seminari online, laboratori ed esperienze di tirocinio. Gli studenti approfondiranno l’effetto dello stress sull’organismo, il ruolo della nutrizione e l’importanza dell’attività motoria adattata. Quest’ultima consente di progettare esercizi adeguati alle condizioni di persone che convivono con malattie o limitazioni fisiche. Tra i temi affrontati trova spazio anche il microbioma, cioè l’insieme dei microrganismi presenti nel corpo umano. Il suo equilibrio può essere collegato a numerosi aspetti della salute e rappresenta un campo di ricerca sempre più importante. Una parte del corso sarà dedicata alla prevenzione e alla modifica delle abitudini quotidiane. Ridurre la sedentarietà, migliorare l’alimentazione e imparare a gestire lo stress possono contribuire alla qualità della vita e aiutare il paziente a seguire le indicazioni ricevute. Wearable e intelligenza artificiale per seguire i pazienti La sanità digitale avrà un ruolo centrale nel programma. Gli iscritti impareranno a utilizzare dispositivi indossabili, applicazioni e strumenti di intelligenza artificiale applicati alla medicina. I wearable possono raccogliere informazioni sul movimento, sulla frequenza cardiaca, sul sonno e su altri parametri. Questi dati aiutano i professionisti a seguire nel tempo le condizioni della persona e a individuare eventuali cambiamenti. Il monitoraggio a distanza può diventare particolarmente utile per i pazienti cronici, che spesso hanno bisogno di controlli continui. La tecnologia non sostituisce il rapporto umano con il medico, ma può rendere più preciso e costante il percorso di assistenza. Il progetto può contare anche su una rete di partner, tra cui l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la Croce Rossa e diverse fondazioni di ricerca del territorio. Mind to Move rappresenta così un modo per preparare professionisti capaci di affrontare le nuove necessità della sanità. La sfida sarà trasformare conoscenze provenienti da campi differenti in interventi concreti, costruiti intorno alle esigenze reali di ogni paziente. - Published: 2026-06-28 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/piemonte-economia-in-frenata-nel-2026-volano-i-costi-di-energia-e-carburanti.html - Categorie: Economia L’economia piemontese continua a crescere, ma procede a una velocità ridotta. Nel primo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo regionale ha registrato un aumento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il segno resta positivo, anche se il risultato è inferiore allo 0,8% rilevato nel trimestre precedente e alle medie nazionale ed europea. A pesare sono soprattutto le difficoltà della manifattura, l’aumento della cassa integrazione e i nuovi rincari che riguardano energia, carburanti e trasporti. Il turismo, i servizi e le costruzioni riescono in parte a compensare questa debolezza, mostrando un’economia regionale ancora attiva, ma sottoposta a forti pressioni. Il Pil cresce meno della media italiana ed europea La stima arriva dal PILNOW, l’indicatore sviluppato dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino. Lo strumento utilizza anche sistemi di intelligenza artificiale e permette di anticipare i dati economici ufficiali con largo anticipo. Nel primo trimestre il Piemonte ha registrato una crescita dello 0,6%, contro lo 0,7% dell’Italia e l’1% dell’Unione europea. Il confronto mostra quindi una regione che continua a produrre ricchezza, ma con un ritmo più debole rispetto ad altri territori. Il Pil piemontese vale circa 169 miliardi di euro a prezzi correnti. Calcolato ai prezzi del 2015, quindi eliminando l’effetto dell’inflazione, raggiunge 136,2 miliardi. Il Pil pro capite arriva invece a circa 39. 100 euro, superando di poco la media italiana, ferma a 38. 300 euro. La distanza rispetto ai principali poli economici europei rimane però evidente. L’area di Lione supera i 47. 000 euro per abitante, mentre Monaco di Baviera raggiunge quota 70. 000 euro. Il Piemonte deve inoltre recuperare ancora circa 5 miliardi di Pil reale per tornare ai livelli precedenti alla crisi del 2008 e del 2009. Dopo quasi vent’anni, le conseguenze di quella fase economica risultano quindi ancora visibili. Turismo in crescita, ma la manifattura perde occupati Il mercato del lavoro presenta una situazione molto diversa da settore a settore. Nel complesso l’occupazione aumenta dello 0,3% rispetto all’anno precedente, un valore simile a quello nazionale. Dietro questo dato generale si nascondono però movimenti importanti. La manifattura ha perso il 5,2% degli occupati. Si tratta di un dato particolarmente delicato, perché l’industria rappresenta da sempre uno dei pilastri dell’economia regionale. Alla riduzione dei posti di lavoro si aggiunge l’aumento delle ore di cassa integrazione, che conferma le difficoltà vissute da numerose aziende. Segnali migliori arrivano dalle costruzioni, cresciute dell’1,8%, anche grazie agli interventi collegati al PNRR. Lo stesso aumento interessa il settore dei servizi, mentre il turismo registra un progresso molto più marcato, pari al 5,9%. Il turismo si conferma quindi uno dei comparti più dinamici del Piemonte, capace di sostenere sia l’occupazione sia una parte dei consumi. Non riesce però a compensare completamente l’arretramento dell’industria. Rispetto al punto più alto raggiunto nel 2025, nella regione risultano ancora 36. 000 occupati in meno. La cassa integrazione ha raggiunto una media mensile di 4,4 milioni di ore autorizzate durante il trimestre. Secondo le stime, questa quantità corrisponde a circa 30. 000 lavoratori temporaneamente fermi. Considerando anche queste persone, il tasso di disoccupazione effettivo passerebbe dal 6% al 7,3%. Energia, bollette e carburanti spingono l’inflazione Un altro elemento di preoccupazione riguarda l’aumento dei prezzi. L’inflazione piemontese è salita al 2,5%, superando il livello indicato come obiettivo dalla Banca centrale europea. Tra le voci che hanno inciso maggiormente ci sono i costi legati all’abitazione e alle utenze. Le spese energetiche sono aumentate del 4,5%, mentre i trasporti hanno registrato un rincaro del 3,9%. Anche il turismo ha mostrato una crescita dei prezzi, pari al 3,2%. La situazione internazionale rende lo scenario ancora più incerto. Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e le preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz potrebbero avere effetti più visibili nei prossimi mesi. Da questa zona passa, infatti, una parte importante del petrolio trasportato via mare, perciò eventuali problemi possono influire sui prezzi del greggio e del gasolio. Per le imprese di trasporto, l’aumento del carburante significa affrontare spese operative più elevate, che possono poi riflettersi sui costi dei prodotti distribuiti. Anche le famiglie rischiano di subire nuove pressioni attraverso bollette più care e maggiori spese per gli spostamenti. I consumi familiari sono rimasti quasi fermi, con un incremento stimato dello 0,2%. Una parte delle spese potrebbe essere stata sostenuta riducendo i risparmi oppure ricorrendo maggiormente ai finanziamenti. Cresce il credito al consumo, frenano gli investimenti delle imprese Il credito al consumo è aumentato del 4,2% in termini nominali e del 2,4% eliminando l’effetto dell’inflazione. Lo stock complessivo ha raggiunto 13,7 miliardi di euro, pari all’8,6% del Pil regionale. Il dato indica che molte famiglie continuano a ricorrere a prestiti e finanziamenti per sostenere gli acquisti. La situazione appare invece differente per le imprese. La domanda di credito da parte delle aziende e delle famiglie produttrici è diminuita dello 0,2%, mentre nella manifattura la flessione raggiunge il 2,8%. Questo andamento può essere letto come un segnale di cautela. Le imprese industriali, preoccupate dall’incertezza e dai costi, sembrano meno disponibili a investire in nuovi impianti, tecnologie o ampliamenti della produzione. Non mancano comunque alcuni segnali positivi. I consumi di energia sulla rete Terna sono cresciuti dell’8%, contro un aumento nazionale dell’1,6%. Anche la logistica dei trasporti pesanti ha ripreso ad accelerare dopo la pausa registrata nel 2025. L’economia reale, quindi, non è ferma. Il Piemonte continua a produrre, trasportare merci e sviluppare servizi, ma deve affrontare una fase complessa, nella quale innovazione e investimenti saranno decisivi per recuperare velocità. - Published: 2026-06-28 - Modified: 2026-06-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-estremo-in-piemonte-torino-verso-i-39-gradi-allerta-rossa-confermata.html - Categorie: News Il Piemonte continua a fare i conti con un’ondata di calore particolarmente intensa e prolungata. Dopo oltre due settimane consecutive segnate da temperature molto elevate, il quadro meteorologico non sembra destinato a migliorare nell’immediato. Anzi, secondo i bollettini di Arpa, l’inizio della nuova settimana potrebbe portare un ulteriore aumento dei valori, soprattutto a Torino. Nel capoluogo piemontese, lunedì la temperatura massima potrebbe raggiungere i 39 gradi, il livello più alto registrato fino a questo momento durante l’attuale fase di caldo estremo. Ancora più pesante sarà la situazione legata alla temperatura percepita, che potrebbe arrivare a 41 gradi. Arpa mantiene quindi l’allerta rossa per il caldo, con condizioni difficili in diverse province della regione. Temperature ancora molto alte in tutto il Piemonte La giornata di domenica sarà caratterizzata da valori elevati in gran parte del territorio piemontese. Le temperature più contenute, almeno in termini relativi, sono previste a Novara e Verbania, dove le massime dovrebbero fermarsi intorno ai 34 gradi. A Biella e Cuneo sono attesi circa 35 gradi, mentre Torino, Asti e Vercelli potrebbero raggiungere nuovamente i 37 gradi. Il dato più alto della giornata dovrebbe riguardare Alessandria, con una temperatura massima vicina ai 38 gradi. Si tratta di numeri che confermano la persistenza di una fase meteorologica anomala per durata e intensità. Il caldo non riguarda soltanto le ore centrali della giornata, perché anche durante la sera e la notte le temperature faticano a diminuire. Questo riduce la possibilità per il corpo umano di recuperare dopo molte ore trascorse in condizioni di forte stress termico. Le aree urbane risultano particolarmente esposte. Cemento, asfalto ed edifici trattengono il calore accumulato durante il giorno e lo rilasciano lentamente nelle ore notturne. Il fenomeno dell’isola di calore rende quindi più difficile trovare sollievo, soprattutto nei quartieri con pochi alberi e spazi verdi. Lunedì Torino raggiungerà i 39 gradi Il momento più difficile è previsto per lunedì. A Torino la temperatura massima potrebbe salire fino a 39 gradi, superando i valori già molto elevati registrati nei giorni precedenti. La temperatura percepita potrebbe invece arrivare a 41 gradi. La differenza tra temperatura reale e percepita dipende da diversi fattori, tra cui il livello di umidità, l’intensità del vento e l’esposizione diretta al sole. Quando l’aria è umida, il sudore evapora con maggiore difficoltà e il corpo perde parte della sua capacità naturale di raffreddarsi. Una situazione pesante è prevista anche ad Asti, dove la temperatura percepita potrebbe raggiungere i 40 gradi. Alessandria, dopo essere stata tra le città più calde negli ultimi giorni, dovrebbe invece registrare una lieve diminuzione, con una massima intorno ai 36 gradi. Un valore comunque molto alto, che non rappresenta un vero cambiamento della situazione generale. L’allerta rossa segnala un livello di rischio elevato, soprattutto per le persone anziane, i bambini piccoli, chi soffre di patologie croniche e chi lavora all’aperto. L’esposizione prolungata al caldo può causare disidratazione, debolezza, crampi e colpi di calore, specialmente nelle ore centrali della giornata. Oltre due settimane consecutive di caldo intenso Uno degli elementi più preoccupanti riguarda la durata dell’ondata di calore. Il Piemonte ha ormai superato le due settimane consecutive di temperature eccezionalmente elevate. Una fase così lunga può avere conseguenze più importanti rispetto a un singolo picco di uno o due giorni. Quando il caldo prosegue senza pause, aumenta infatti l’affaticamento dell’organismo. Le abitazioni prive di climatizzazione si riscaldano progressivamente, mentre le notti tropicali impediscono di riposare in modo adeguato. Anche le persone in buona salute possono avvertire stanchezza, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno. La situazione ha effetti anche sull’ambiente e sulle attività quotidiane. Cresce il consumo di energia elettrica per ventilatori e condizionatori, aumenta la richiesta di acqua e possono verificarsi problemi per le coltivazioni. Il terreno si asciuga rapidamente e la vegetazione diventa più vulnerabile, con un possibile aumento del rischio di incendi. Nelle città, le alte temperature possono inoltre influire sui trasporti e sulle infrastrutture. L’asfalto può deformarsi, i binari ferroviari possono subire dilatazioni e gli impianti elettrici vengono sottoposti a un carico maggiore. Le precauzioni da adottare durante l’allerta rossa Durante le giornate più calde è consigliabile limitare le attività fisiche e gli spostamenti non necessari tra la tarda mattinata e il pomeriggio. Chi deve uscire dovrebbe preferire percorsi ombreggiati, indossare abiti leggeri e portare con sé dell’acqua. È importante bere con regolarità, anche quando non si avverte una forte sensazione di sete. Alcolici e bevande molto zuccherate possono favorire la disidratazione e andrebbero consumati con moderazione. Nelle abitazioni, finestre e persiane possono essere chiuse durante le ore più calde e riaperte la sera, quando la temperatura esterna diminuisce. Particolare attenzione deve essere riservata alle persone fragili che vivono da sole. Una telefonata o una visita possono aiutare a individuare rapidamente eventuali segnali di malessere. Anche gli animali domestici devono avere sempre acqua fresca e un luogo riparato dal sole. Le previsioni indicano dunque un inizio di settimana ancora molto difficile. Torino si prepara ad affrontare una giornata con temperature vicine ai 40 gradi, mentre in tutto il Piemonte resteranno condizioni di forte disagio. In attesa di un cambiamento più deciso, l’allerta rossa impone prudenza e attenzione. - Published: 2026-06-28 - Modified: 2026-06-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-blackout-allimpianto-di-potabilizzazione-del-po-smat-evita-linterruzione-dellacqua.html - Categorie: News Un’interruzione dell’energia elettrica ha coinvolto l’impianto di potabilizzazione del Po, in corso Unità d’Italia a Torino. Il guasto, avvenuto nella mattinata di sabato 27 giugno, ha disattivato contemporaneamente le quattro linee che alimentano la struttura. Nonostante la complessità della situazione, l’erogazione dell’acqua non ha subito interruzioni grazie alle misure previste dal piano di emergenza di SMAT. L’azienda ha attivato generatori, aumentato la quantità di acqua proveniente dai pozzi esterni e mantenuto un collegamento costante con i tecnici impegnati nel ripristino delle linee elettriche. Le procedure adottate hanno evitato conseguenze per le abitazioni e per le attività produttive servite dalla rete idrica. Il guasto ha coinvolto tutte le linee elettriche dell’impianto Il blackout ha raggiunto l’impianto di potabilizzazione del Po alle 10. 35. La struttura rappresenta uno dei punti importanti del sistema che garantisce la disponibilità di acqua potabile nel territorio torinese. L’interruzione ha interessato tutte e quattro le linee di alimentazione gestite da Iren tramite la controllata IRETI. Si tratta di due collegamenti principali e di altrettante linee di riserva, predisposte per intervenire quando l’alimentazione ordinaria presenta problemi. In questa occasione, però, le linee principali e quelle di emergenza si sono disattivate nello stesso momento. Una condizione particolarmente delicata, perché ha impedito di continuare a utilizzare normalmente gli impianti collegati alla rete elettrica. Il problema si è inserito in una fase caratterizzata da diversi episodi di blackout registrati a Torino. La situazione ha richiesto quindi un intervento rapido, con l’obiettivo di mantenere operativo il sistema idrico e impedire che il guasto elettrico provocasse una riduzione o una sospensione della fornitura. SMAT attiva il piano di emergenza Subito dopo l’interruzione della corrente, SMAT ha avviato il proprio piano per la gestione delle emergenze. L’azienda ha messo in funzione una serie di misure pensate per compensare la temporanea riduzione delle capacità dell’impianto del Po. Tra gli interventi principali è stato disposto l’aumento delle portate provenienti dai campi pozzi esterni e dai serbatoi collegati alla rete. In questo modo è stato possibile immettere nel sistema una quantità di acqua sufficiente a rispondere alle necessità degli utenti. Allo stesso tempo sono stati predisposti due gruppi elettrogeni. I generatori sono entrati in funzione intorno alle 13 e hanno consentito di produrre l’energia necessaria per sostenere una parte delle attività dell’impianto. Secondo le informazioni diffuse, il contributo dei due gruppi ha permesso di aggiungere una portata di circa 400 litri d’acqua al secondo. Questa quantità ha aiutato a rafforzare il sistema durante le ore più complicate dell’emergenza. Il piano ha previsto anche un coordinamento continuo tra SMAT e i tecnici di IRETI. Mentre l’azienda idrica lavorava per mantenere stabile la distribuzione, gli operatori della rete elettrica erano impegnati nell’individuazione del guasto e nel progressivo ripristino dei collegamenti. La prima linea elettrica ripristinata nel pomeriggio I primi segnali di miglioramento sono arrivati nel corso del pomeriggio. Intorno alle 15 è stata ripristinata una delle linee elettriche che alimentano l’impianto di corso Unità d’Italia. Il ritorno dell’energia ha permesso alla struttura di recuperare la piena alimentazione necessaria per le attività di potabilizzazione. Per la seconda linea era stato annunciato il ripristino entro la fine della giornata. Durante l’intero periodo in cui l’impianto ha dovuto fare i conti con il blackout, la rete è stata sostenuta dall’acqua proveniente dalle fonti alternative. La compensazione ha funzionato senza creare problemi percepibili all’esterno. Nelle case, negli uffici e nelle attività produttive l’acqua ha continuato a essere disponibile regolarmente. Non sono state quindi segnalate sospensioni del servizio o riduzioni tali da provocare particolari disagi. Nessuna interruzione per gli utenti di Torino La gestione dell’episodio ha mostrato l’importanza dei sistemi di emergenza nella protezione dei servizi essenziali. Un guasto elettrico di queste dimensioni avrebbe potuto avere conseguenze significative sulla distribuzione dell’acqua, soprattutto durante una giornata caratterizzata da consumi elevati. L’attivazione immediata dei generatori e l’utilizzo delle riserve esterne hanno invece permesso di mantenere il servizio stabile. Il sistema idrico dispone infatti di diverse strutture e fonti che possono essere utilizzate per compensare temporaneamente la riduzione della produzione in uno degli impianti principali. SMAT ha ricordato che gli impianti e le reti di propria competenza vengono controllati in modo continuo dalla Control Room presente nella sede centrale. La sala operativa è presidiata 24 ore su 24 da personale specializzato, incaricato di verificare il funzionamento della rete e di intervenire quando vengono rilevate anomalie. Il monitoraggio costante consente di individuare rapidamente i problemi e di adottare le procedure necessarie prima che gli effetti raggiungano gli utenti. Nel caso del blackout dell’impianto del Po, la risposta coordinata ha evitato che un’interruzione elettrica estesa si trasformasse in un’emergenza anche per la fornitura dell’acqua. - Published: 2026-06-27 - Modified: 2026-06-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-28-milioni-contro-linquinamento-cosi-si-evita-lo-stop-agli-euro-5.html - Categorie: News Il Piemonte cambia strategia sulla qualità dell’aria e sceglie una serie di interventi alternativi al blocco dei veicoli diesel Euro 5. La Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del Piano per la qualità dell’aria, con un pacchetto di misure che dovrebbe garantire una riduzione delle emissioni equivalente a quella prevista con il fermo delle automobili. La decisione interessa direttamente migliaia di cittadini. In Piemonte circolano circa 307mila veicoli diesel Euro 5 e il blocco avrebbe avuto conseguenze rilevanti soprattutto per lavoratori, famiglie e imprese che utilizzano ogni giorno l’auto. Il provvedimento nazionale prevedeva limitazioni stagionali da ottobre ad aprile nei Comuni con più di 100mila abitanti. Sul territorio piemontese, la misura avrebbe coinvolto in particolare l’area metropolitana di Torino e la città di Novara. Con il nuovo piano, la Regione punta invece su biocarburanti, manutenzione degli impianti di riscaldamento e sostituzione dei sistemi più inquinanti. Il blocco dei diesel Euro 5 non partirà in Piemonte Il divieto di circolazione avrebbe dovuto entrare in vigore nell’ottobre 2026. La Regione ha però lavorato a un insieme di misure compensative per evitare il fermo generalizzato, mantenendo gli obiettivi di riduzione delle sostanze inquinanti. Il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati hanno presentato l’aggiornamento del Piano regionale come il risultato di un lavoro tecnico e scientifico avviato nei mesi precedenti. Le simulazioni realizzate avrebbero dimostrato che le nuove azioni possono produrre risultati simili a quelli attesi con il blocco strutturale degli Euro 5. Il Piemonte diventa così la prima Regione del Bacino Padano ad adottare una soluzione alternativa basata su interventi distribuiti in diversi settori. Le auto diesel Euro 5 potranno quindi continuare a circolare, mentre saranno introdotti incentivi destinati a ridurre le emissioni provenienti dal traffico e dagli impianti di riscaldamento. La scelta regionale risponde anche alle preoccupazioni espresse da molti automobilisti. Numerose vetture Euro 5 sono ancora utilizzate quotidianamente e hanno un valore economico significativo. Un blocco avrebbe potuto costringere molte persone a sostituire l’auto in tempi brevi, affrontando una spesa difficile da sostenere. Incentivi per utilizzare il biocarburante Hvo Una delle misure principali riguarda il carburante Hvo, un biocarburante che può essere utilizzato su alcuni veicoli diesel compatibili. La Regione ha previsto uno stanziamento di 14 milioni di euro per favorirne l’impiego sia nei mezzi pubblici sia sulle auto diesel Euro 5 ed Euro 6. Gli incentivi dovrebbero essere distribuiti attraverso carte carburante dedicate. Il contributo previsto sarà compreso tra 50 euro e 100 euro all’anno e la misura entrerà in vigore a partire dall’inverno 2026. L’obiettivo è incoraggiare l’utilizzo di un carburante con un impatto ambientale inferiore rispetto al diesel tradizionale. Prima di fare rifornimento, il proprietario dovrà comunque verificare che il proprio veicolo sia compatibile con l’Hvo, consultando il manuale dell’auto oppure chiedendo informazioni alla casa automobilistica. Il sostegno economico potrebbe contribuire a rendere questa alternativa più conveniente. La diffusione del biocarburante dipenderà però anche dalla disponibilità presso le stazioni di servizio e dalla capacità di informare correttamente gli automobilisti sulle modalità di utilizzo. Oltre 14 milioni per riscaldamenti e impianti a biomassa Il traffico rappresenta soltanto una delle fonti di inquinamento atmosferico. Per questo motivo il nuovo piano interviene anche sul riscaldamento domestico, un settore che durante i mesi invernali può incidere in modo significativo sulla presenza di polveri sottili. La Regione destinerà altri 14,4 milioni di euro alla manutenzione degli impianti più vecchi e inquinanti. Una parte delle risorse sarà utilizzata per favorire l’acquisto e l’installazione di nuovi sistemi a biomassa con prestazioni migliori. La manutenzione regolare di caldaie, stufe e altri apparecchi permette di migliorare il rendimento e ridurre le emissioni. Un impianto trascurato può infatti consumare più combustibile e produrre una quantità maggiore di sostanze inquinanti. Gli incentivi dovrebbero spingere i cittadini a sostituire gli apparecchi meno efficienti con modelli moderni. Per ottenere risultati concreti sarà però necessario garantire controlli, installazioni corrette e un utilizzo adeguato dei combustibili. L’intervento sugli impianti termici permette alla Regione di distribuire lo sforzo su più settori. In questo modo, la riduzione delle emissioni non dipende soltanto dalle limitazioni alla circolazione delle automobili. Cosa cambia per gli automobilisti piemontesi Per i proprietari di un diesel Euro 5, la conseguenza più immediata è l’assenza del blocco stagionale previsto da ottobre 2026. Le vetture potranno continuare a circolare nelle aree che sarebbero state coinvolte dalle limitazioni, salvo eventuali provvedimenti temporanei collegati a situazioni di particolare inquinamento. Il nuovo piano non elimina infatti la necessità di rispettare le altre regole già previste per la qualità dell’aria. Durante i periodi in cui le concentrazioni di polveri sottili superano determinate soglie, potranno continuare a essere adottate misure emergenziali. Gli automobilisti dovranno inoltre attendere le istruzioni operative sugli incentivi per l’Hvo. Sarà necessario conoscere i requisiti, le modalità per richiedere la carta carburante e l’elenco dei veicoli compatibili. La novità principale consiste nel passaggio da un divieto generalizzato a un sistema di interventi compensativi. La Regione prova così a conciliare la tutela dell’ambiente con le esigenze economiche e quotidiane dei cittadini. La qualità dell’aria rappresenta un problema particolarmente serio nel Bacino Padano, dove le condizioni geografiche e meteorologiche rendono più difficile la dispersione degli inquinanti. Il successo del piano dipenderà dal numero di cittadini che utilizzeranno gli incentivi, dalla diffusione dell’Hvo e dalla sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti. Sarà importante anche monitorare le emissioni per capire se gli effetti ottenuti saranno realmente equivalenti a quelli del blocco. Per circa 307mila proprietari di diesel Euro 5, intanto, arriva una notizia attesa: il fermo previsto dall’autunno 2026 viene scongiurato. Al suo posto parte una strategia basata su contributi economici e interventi mirati, con l’obiettivo di ridurre lo smog senza impedire la circolazione di un’intera categoria di veicoli. - Published: 2026-06-27 - Modified: 2026-06-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-approva-il-nuovo-piano-forestale-cosa-cambia-per-boschi-e-aree-protette.html - Categorie: News La Collina di Torino avrà un nuovo strumento per proteggere e gestire in modo più efficace il proprio patrimonio naturale. La Giunta regionale del Piemonte ha approvato il Piano di gestione forestale delle proprietà boschive della Città di Torino, distribuite tra il capoluogo e i territori di Baldissero Torinese, Pino Torinese, Moncalieri e Val della Torre. Il provvedimento punta a garantire una cura programmata dei boschi pubblici, unendo tutela della biodiversità, sicurezza del territorio e valorizzazione ambientale. Non si tratta soltanto di stabilire dove e quando intervenire sugli alberi, ma di definire una strategia di lungo periodo per aree naturali che svolgono funzioni importanti per l’intera zona torinese. Il Piano interessa complessivamente 429 ettari La superficie presa in considerazione dal nuovo Piano raggiunge complessivamente 429 ettari. Di questi, circa 340 sono coperti da boschi, mentre 232 ettari saranno interessati da forme di gestione attiva. Gli interventi previsti dovranno mantenere i boschi in buone condizioni, favorire il rinnovamento naturale delle piante e ridurre le situazioni di degrado. La pianificazione servirà inoltre a prevenire alcuni rischi collegati alla scarsa manutenzione, come la caduta di alberi instabili, l’accumulo di materiale vegetale secco e i problemi legati al dissesto del terreno. Una parte consistente delle proprietà si trova nella collina torinese. Circa 121 ettari rientrano nel Parco naturale della Collina di Superga, mentre 105,5 ettari si trovano nella zona della Collina di Superga. Altri 86,97 ettari si trovano nella Zona speciale di conservazione del Monte Musinè e dei Laghi di Caselette. Sono territori considerati particolarmente importanti dal punto di vista ecologico, perché ospitano habitat naturali, piante e animali che richiedono specifiche misure di protezione. Tutela della biodiversità nelle aree protette Prima dell’approvazione sono state svolte le valutazioni necessarie per verificare la compatibilità degli interventi con la conservazione degli ambienti naturali. Gli enti competenti hanno espresso un parere favorevole di incidenza ambientale per entrambe le Zone speciali di conservazione interessate. Questo significa che le attività previste dal Piano potranno essere realizzate senza compromettere gli habitat e le specie protette presenti nelle diverse aree. Ogni operazione dovrà comunque rispettare tempi, modalità e limitazioni stabiliti per evitare danni agli ecosistemi. La gestione attiva di un bosco, infatti, non coincide con un taglio indiscriminato degli alberi. Può comprendere la rimozione di esemplari malati o pericolosi, il controllo delle specie invasive, la protezione delle piante più giovani e la creazione delle condizioni necessarie per favorire il rinnovamento forestale. Un bosco curato può diventare più resistente agli eventi meteorologici intensi, agli incendi e alle conseguenze dei cambiamenti climatici. La pianificazione permette inoltre di evitare interventi improvvisati, distribuendo le attività nel tempo sulla base delle reali condizioni delle diverse zone. Tre boschi da seme nella Collina di Superga Il Piano dedica particolare attenzione anche alla conservazione del patrimonio genetico forestale. Nelle aree interessate si trovano tre boschi da seme che hanno il riconoscimento della Regione e sono inseriti nel Registro nazionale dei materiali di base. Si tratta dei boschi Collina di Superga – Basilica, Collina di Superga – Canarotto e Collina di Superga – Torre Pino. Questi popolamenti sono stati selezionati per la qualità genetica degli alberi che li compongono. I semi raccolti possono essere utilizzati per far crescere nuove piante adatte alle caratteristiche climatiche e ambientali del territorio. La loro conservazione diventa quindi importante per favorire la rigenerazione dei boschi e mantenere nel tempo una vegetazione forte e diversificata. Per queste aree sono previste misure specifiche, pensate per proteggere gli esemplari di maggiore valore e garantire la possibilità di raccogliere materiale forestale di qualità. Oltre 177 mila alberi sulle colline torinesi Le aree boschive collinari appartenenti alla Città di Torino superano i 265 ettari e comprendono circa 177 mila alberi. Questo patrimonio naturale offre vantaggi che vanno ben oltre il valore paesaggistico. Gli alberi contribuiscono ad assorbire anidride carbonica, migliorano la qualità dell’aria e aiutano a ridurre le temperature durante i periodi più caldi. Le radici trattengono il terreno, limitano l’erosione e favoriscono la regolazione delle acque piovane. I boschi rappresentano inoltre un rifugio per numerose specie animali e vegetali e offrono ai cittadini spazi da utilizzare per passeggiate, attività sportive e momenti di svago. Secondo le valutazioni comunali, i servizi ecosistemici forniti dalle aree forestali avrebbero un valore di circa 20 milioni di euro ogni anno. Il Piano permette quindi di considerare i boschi come vere infrastrutture naturali, capaci di sostenere la qualità della vita urbana e di offrire una risposta concreta agli effetti delle ondate di calore e degli eventi meteorologici estremi. Collaborazione tra Regione Piemonte e Città di Torino Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Regione Piemonte e la Città di Torino. L’obiettivo comune è rendere la gestione del patrimonio forestale più moderna, organizzata e sostenibile. L’assessore regionale alle Foreste Marco Gallo ha evidenziato come la pianificazione forestale rappresenti una scelta per il futuro del territorio. Curare la collina significa infatti proteggere Torino, migliorare l’ambiente e aumentare la capacità dei boschi di affrontare i cambiamenti climatici. Anche l’assessore comunale al Verde pubblico Francesco Tresso ha sottolineato l’importanza di uno strumento che consentirà di programmare meglio gli interventi e di valorizzare le numerose funzioni svolte dalle aree boschive. Il tema sarà approfondito martedì 15 luglio durante un incontro organizzato nel Grattacielo della Regione. Amministrazione e tecnici, oltre agli enti della Riserva Collina Po, discuteranno del ruolo delle foreste nella conservazione della biodiversità e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. - Published: 2026-06-27 - Modified: 2026-06-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/blackout-e-caldo-estremo-iren-potenzia-la-rete-elettrica-torinese-piano-da-515-milioni.html - Categorie: News I ripetuti blackout che di recente hanno interessato diverse zone di Torino hanno spinto Iren a rafforzare gli interventi sulla rete elettrica cittadina. Dopo le interruzioni, i disagi per famiglie e attività commerciali e le proteste dei cittadini, il CdA dell’azienda ha esaminato la situazione e approvato nuove misure urgenti. Al centro del programma ci sono due obiettivi: ridurre i tempi necessari per ripristinare il servizio in caso di guasto e rendere l’infrastruttura più resistente alle ondate di caldo. Per raggiungerli saranno aumentate le risorse operative disponibili giorno e notte, mentre nei prossimi anni verranno investiti complessivamente 515 milioni di euro. Il caldo fa crescere i consumi elettrici del 30% Una delle principali cause della situazione registrata a Torino è rappresentata dalle temperature particolarmente elevate. Il caldo prolungato ha portato a un forte aumento dell’utilizzo di climatizzatori, ventilatori e sistemi di refrigerazione, con conseguenze immediate sui consumi elettrici. Secondo quanto analizzato dal Consiglio di Amministrazione di Iren, durante le giornate più difficili la richiesta di energia è cresciuta di circa il 30%. Un aumento concentrato in un periodo limitato può mettere sotto pressione cavi, cabine e altri elementi della rete, soprattutto quando le temperature restano elevate anche durante le ore notturne. Il problema riguarda quindi sia il maggior carico richiesto dagli utenti sia lo stress termico subito direttamente dalle infrastrutture. Quando questi due elementi si presentano contemporaneamente, possono aumentare le probabilità di guasti e interruzioni. La situazione ha mostrato la necessità di adattare la rete cittadina a condizioni climatiche che rischiano di diventare sempre più frequenti. Non basta intervenire dopo un blackout: servono sistemi capaci di individuare in anticipo le criticità e di gestire meglio i picchi di domanda. A Torino una task force con 150 tecnici reperibili La risposta più immediata riguarda il rafforzamento del personale sul territorio. Iren ha previsto un aumento del 50% delle risorse disponibili nell’area torinese, considerando sia il personale diretto sia quello indiretto. Il piano operativo comprende una task force formata da 150 tecnici reperibili 24 ore su 24. Le squadre avranno il compito di intervenire rapidamente nei punti in cui si verificano guasti, riducendo per quanto possibile la durata delle interruzioni. Il rafforzamento dovrà permettere di gestire più interventi contemporaneamente, un aspetto importante quando le anomalie interessano quartieri diversi o più componenti della rete. L’obiettivo è evitare che la mancanza di squadre disponibili rallenti le operazioni di riparazione e di riattivazione del servizio. Sono stati inoltre predisposti presidi straordinari nei nodi urbani considerati più delicati o caratterizzati da una maggiore densità di popolazione. In questo modo il personale può essere collocato più vicino alle zone in cui un problema avrebbe conseguenze particolarmente pesanti. Gruppi elettrogeni nelle aree più esposte Tra le misure straordinarie rientra anche un impiego più ampio dei gruppi elettrogeni. Questi dispositivi potranno essere posizionati nelle aree maggiormente esposte per sostenere i picchi di carico o garantire temporaneamente l’alimentazione elettrica durante un guasto. L’uso dei generatori rappresenta una soluzione di emergenza e non sostituisce gli interventi strutturali sulla rete. Può però limitare le conseguenze delle interruzioni e facilitare il lavoro delle squadre tecniche, soprattutto quando la riparazione richiede tempi più lunghi. Una particolare attenzione sarà riservata ai servizi essenziali e alle persone più fragili. Ospedali, strutture sanitarie, residenze assistenziali e altri punti sensibili devono ricevere priorità nelle operazioni di supporto e ripristino. Anche per molte attività economiche un’interruzione prolungata può causare problemi rilevanti. Negozi alimentari, ristoranti, uffici, laboratori e aziende dipendono dalla continuità dell’alimentazione elettrica per conservare prodotti, utilizzare macchinari e mantenere operativi i servizi. Il piano da 515 milioni fino al 2030 Le misure urgenti sono soltanto una parte del programma. Il Consiglio di Amministrazione ha infatti confermato un piano di investimenti da 515 milioni di euro destinato alla rete elettrica torinese entro il 2030. Le risorse serviranno prima di tutto a potenziare le linee di media tensione, fondamentali per distribuire l’energia nelle diverse zone della città. Gli interventi riguarderanno inoltre le cabine primarie, dove l’elettricità viene trasformata e indirizzata verso la rete urbana. Una rete più moderna e capace di distribuire meglio i carichi dovrebbe ridurre il rischio che un singolo guasto provochi conseguenze estese. Il programma punta, inoltre, ad aumentare la resistenza delle infrastrutture alle temperature elevate e ad altri fenomeni meteorologici estremi. Iren prevede anche l’introduzione di tecnologie avanzate dedicate al monitoraggio. Sensori e sistemi automatizzati possono segnalare variazioni anomale, surriscaldamenti e altri problemi prima che si trasformino in interruzioni più gravi. Il monitoraggio preventivo per anticipare i guasti La gestione futura della rete dipenderà sempre di più dalla capacità di raccogliere e analizzare dati in tempo reale. Un sistema di controllo continuo può individuare i punti sottoposti a maggiore stress e consentire interventi preventivi. La tecnologia potrà essere utilizzata anche per isolare più velocemente la parte danneggiata della rete, evitando che il problema si estenda. In alcuni casi sarà possibile ridistribuire l’energia attraverso percorsi alternativi mentre i tecnici lavorano alla riparazione. Resta però necessario intervenire anche sulle componenti più datate. I nuovi strumenti digitali migliorano il controllo, ma devono essere accompagnati dalla sostituzione dei cavi e dal rinnovamento delle strutture che mostrano maggiori fragilità. Il piano annunciato da Iren prova quindi a unire gestione dell’emergenza e interventi di lungo periodo. Da una parte aumentano tecnici, presidi e generatori disponibili; dall’altra vengono programmati lavori destinati a modificare in profondità la rete elettrica torinese. Per i cittadini il risultato dovrà essere misurato sulla continuità del servizio e sulla rapidità delle riparazioni. Le prossime ondate di caldo rappresenteranno un primo banco di prova per verificare l’efficacia delle misure immediate, mentre gli effetti degli investimenti strutturali diventeranno visibili progressivamente nei prossimi anni. - Published: 2026-06-27 - Modified: 2026-06-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-nuovo-autovelox-fisso-in-corso-unita-ditalia-da-quando-scattano-i-controlli.html - Categorie: News A Torino sta per entrare in servizio un nuovo dispositivo fisso per il controllo della velocità. L’impianto è stato collocato in corso Unità d’Italia, una delle principali direttrici della zona sud della città, attraversata ogni giorno da un numero elevato di automobili e altri mezzi. L’attivazione ufficiale è prevista dalla mezzanotte di lunedì 6 luglio 2026. Da quel momento il sistema potrà rilevare automaticamente i veicoli che superano il limite previsto lungo il tratto controllato. Prima dell’entrata in funzione definitiva è stato necessario completare una fase di pre-esercizio tecnico e installare la segnaletica di avviso richiesta dalle norme. Quando entra in funzione il nuovo autovelox di corso Unità d’Italia Il nuovo autovelox fisso sarà operativo a partire dalla mezzanotte del 6 luglio 2026. Fino a quella data l’impianto resterà nella fase necessaria per verificare il corretto funzionamento delle apparecchiature e dei collegamenti con il centro di controllo. L’attivazione arriva inoltre dopo la posa dei cartelli che segnalano la presenza del dispositivo. La segnaletica di preavviso rappresenta un elemento essenziale, perché permette agli automobilisti di conoscere in anticipo la presenza del controllo automatico della velocità. Il limite previsto nel punto interessato è di 70 chilometri orari. Chi transiterà rispettando questa soglia non sarà sottoposto alla procedura prevista per l’accertamento delle infrazioni. Il sistema entrerà in azione quando rileverà un veicolo che procede a una velocità superiore a quella consentita. La data del 6 luglio diventa quindi un riferimento importante per chi percorre abitualmente corso Unità d’Italia, sia per gli spostamenti quotidiani sia per raggiungere le principali strade di collegamento della zona meridionale di Torino. Dove si trova il dispositivo e qual è il limite di velocità L’impianto è stato installato sulla passerella ciclopedonale sopraelevata situata nei pressi della SAA, la Scuola di Amministrazione Aziendale. La posizione consente alle apparecchiature di monitorare i mezzi in transito lungo il corso attraverso strumenti tecnologici capaci di funzionare da remoto. Il tratto interessato presenta un limite di velocità fissato a 70 chilometri orari. Gli automobilisti dovranno quindi prestare attenzione alla segnaletica e adeguare l’andatura prima di raggiungere il punto controllato. Corso Unità d’Italia è caratterizzato da carreggiate ampie e da un traffico spesso scorrevole. Proprio queste caratteristiche possono portare alcuni conducenti a superare la velocità consentita, soprattutto nei momenti in cui la circolazione è meno intensa. La presenza del dispositivo mira a rendere più costante il rispetto del limite. Il nuovo apparato ha ricevuto l’approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questo passaggio permette di utilizzare le rilevazioni effettuate dall’impianto nell’ambito delle procedure previste per l’accertamento delle violazioni. Come vengono rilevate le infrazioni Il funzionamento del nuovo autovelox sarà completamente automatizzato. Le apparecchiature rileveranno la velocità dei mezzi e produrranno fotogrammi digitali relativi ai veicoli che superano i 70 chilometri orari. Le immagini e le informazioni raccolte saranno inviate al centro di controllo di 5T, la società della Città di Torino che opera nel settore della mobilità e della gestione dei sistemi tecnologici collegati al traffico urbano. Da qui il materiale verrà trasmesso alla Polizia Locale. Gli agenti procederanno con le verifiche necessarie, identificando il proprietario del mezzo e controllando i dati collegati alla presunta violazione. Al termine degli accertamenti potrà essere predisposta la notifica del verbale. La presenza di un sistema automatico consente di svolgere il controllo senza la necessità di mantenere una pattuglia fissa nel punto in cui è stato collocato l’autovelox. Le procedure di verifica restano comunque affidate alla Polizia Locale, che dovrà esaminare le informazioni prima dell’invio della sanzione. Un investimento da 198mila euro gestito da 5T La fornitura e la messa in opera dell’infrastruttura tecnologica sono state affidate a 5T. L’investimento complessivo sostenuto per il nuovo sistema ammonta a 198mila euro. La cifra comprende le apparecchiature necessarie per effettuare le rilevazioni, i collegamenti con il centro di controllo e gli interventi richiesti per rendere operativo l’intero impianto. Il dispositivo entra così a far parte della rete di strumenti utilizzati dalla città per controllare la circolazione e favorire il rispetto delle regole stradali. Un aspetto importante riguarda la gestione delle informazioni. Il sistema conserverà e trasmetterà esclusivamente i dati dei veicoli che superano il limite di velocità. Le immagini e le informazioni relative ai mezzi che transitano entro i 70 chilometri orari non verranno salvate. Questa modalità è stata prevista per rispettare le disposizioni sulla protezione dei dati personali. L’autovelox non servirà quindi a registrare indistintamente tutti i passaggi, ma interverrà soltanto quando verrà individuato un possibile superamento del limite. Con l’attivazione del 6 luglio, gli automobilisti che percorrono corso Unità d’Italia dovranno prestare maggiore attenzione alla velocità. Il rispetto dei 70 chilometri orari consentirà di evitare sanzioni e contribuirà a rendere più sicuro un tratto stradale particolarmente frequentato. - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-06-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-record-a-torino-alle-molinette-aumentano-i-ricoveri-dei-pazienti-fragili.html - Categorie: News L’ondata di caldo che sta interessando Torino comincia a mostrare i suoi effetti anche sul sistema sanitario. Al Pronto Soccorso delle Molinette il numero complessivo degli accessi resta vicino alla normale media stagionale, ma nelle ultime ore è cresciuta la quantità di pazienti che hanno bisogno di essere ricoverati per condizioni più serie. A essere colpite sono soprattutto le persone anziane, i cittadini che vivono soli e chi soffre già di patologie croniche. Il caldo intenso, accompagnato da elevati livelli di umidità, può infatti alterare rapidamente l’equilibrio dell’organismo e aggravare problemi cardiovascolari, respiratori o metabolici già presenti. Circa 200 accessi al giorno al Pronto Soccorso Alle Molinette vengono registrati mediamente circa 200 accessi quotidiani. Un dato che, almeno per il momento, non indica un sovraffollamento eccezionale delle sale d’attesa. Il problema riguarda soprattutto la gravità delle condizioni cliniche riscontrate dai medici. Nelle ultime 48 ore sarebbe stato rilevato un incremento di circa il 5% dei ricoveri collegati direttamente o indirettamente alle temperature elevate. Non si tratta quindi soltanto di persone che arrivano in ospedale per un malessere momentaneo, ma di pazienti che richiedono osservazione, terapie e in alcuni casi il trasferimento in reparto. Tra i disturbi più frequenti ci sono disidratazione, pressione molto bassa, debolezza intensa, colpi di calore e peggioramenti improvvisi di malattie già diagnosticate. L’afa può infatti sottoporre il cuore e l’apparato respiratorio a uno sforzo maggiore, rendendo più difficile per l’organismo mantenere una temperatura stabile. Anziani e malati cronici sono i più esposti Le persone anziane rappresentano una delle categorie maggiormente a rischio durante le giornate più calde. Con l’avanzare dell’età può diminuire la percezione della sete e, di conseguenza, si tende a bere meno di quanto sarebbe necessario. La disidratazione può comparire in modo graduale e non sempre viene riconosciuta immediatamente. I primi segnali possono sembrare generici: stanchezza, sonnolenza, mal di testa, difficoltà a concentrarsi o senso di confusione. Quando la perdita di liquidi diventa importante, però, le condizioni possono peggiorare in poco tempo. Particolare attenzione deve essere riservata anche a chi assume farmaci diuretici o medicinali per la pressione. In questi casi il caldo può modificare l’equilibrio dei liquidi e dei sali minerali. Ogni eventuale cambiamento della terapia deve essere valutato esclusivamente dal medico e non deciso in autonomia. I familiari e i caregiver sono quindi invitati a controllare con maggiore frequenza le persone fragili, soprattutto se vivono sole. Una telefonata, una visita o un aiuto nella gestione della casa possono permettere di individuare subito una situazione di difficoltà. Come proteggersi durante le ore più calde La prevenzione parte da alcune semplici abitudini quotidiane. Bere regolarmente è la prima regola, anche quando non si avverte lo stimolo della sete. In genere viene consigliato di assumere tra un litro e mezzo e due litri d’acqua al giorno, salvo differenti indicazioni mediche. È preferibile limitare le bevande alcoliche e quelle molto zuccherate, perché possono favorire la perdita di liquidi. Anche le bibite eccessivamente fredde possono causare disturbi, specialmente se bevute velocemente. L’alimentazione dovrebbe essere leggera e distribuita in più momenti della giornata. Frutta e verdura di stagione aiutano a introdurre acqua, vitamine e sali minerali. Al contrario, pasti abbondanti, ricchi di grassi o particolarmente elaborati possono rallentare la digestione e aumentare la sensazione di affaticamento. Durante il giorno è utile tenere chiuse tende, tapparelle o persiane nelle stanze esposte direttamente al sole. Le finestre possono essere aperte nelle ore più fresche, come la mattina presto o la sera. Il condizionatore deve essere utilizzato con attenzione, evitando una differenza eccessiva tra la temperatura interna e quella esterna. Le uscite dovrebbero essere concentrate nelle fasce orarie meno calde. Tra le 11 e le 18 è consigliabile evitare lunghe passeggiate, attività sportive e lavori fisici all’aperto. Quando è necessario uscire, è meglio indossare vestiti leggeri, di colore chiaro e realizzati con tessuti traspiranti. I sintomi da non sottovalutare Un intervento rapido può impedire che un semplice malessere si trasformi in un’emergenza. Tra i sintomi che richiedono maggiore attenzione ci sono vertigini, nausea, crampi muscolari, mal di testa intenso, debolezza improvvisa e difficoltà a mantenersi in piedi. Anche una sonnolenza insolita, uno stato confusionale o un comportamento diverso dal solito possono essere collegati agli effetti del caldo, soprattutto nelle persone anziane. La pelle molto calda e secca, accompagnata dalla mancanza di sudorazione, può essere un segnale di colpo di calore. In presenza di questi disturbi, la persona deve essere accompagnata in un luogo fresco e ventilato. È possibile rinfrescare il corpo con panni umidi e, se è cosciente e riesce a bere, offrirle acqua a temperatura ambiente. In caso di sintomi gravi, perdita di conoscenza o rapido peggioramento delle condizioni, è necessario chiamare immediatamente il numero unico di emergenza 112. L’allerta alle Molinette conferma che il caldo non rappresenta soltanto un disagio, ma può diventare un serio rischio sanitario. La situazione resta sotto controllo, ma il monitoraggio delle persone fragili sarà fondamentale durante le prossime giornate. - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-torna-il-night-buster-estivo-17-linee-notturne-fino-al-12-settembre.html - Categorie: News Con l’arrivo dell’estate riparte a Torino il Night Buster, il servizio di trasporto pubblico pensato per facilitare gli spostamenti nelle ore serali e notturne. Da venerdì 26 giugno 2026, la rete collega il centro del capoluogo piemontese con 29 Comuni dell’area metropolitana attraverso 17 linee attive durante i fine settimana e nelle notti che precedono un giorno festivo. Il servizio rappresenta un’alternativa all’automobile per chi partecipa a eventi, frequenta locali o desidera trascorrere una serata nel centro cittadino senza preoccuparsi del parcheggio e del viaggio di ritorno. Le corse proseguiranno per tutta la stagione estiva, fino al 12 settembre. Night Buster Torino 2026: giorni e orari del servizio La rete notturna estiva sarà operativa ogni venerdì e sabato, oltre che nelle giornate prefestive. Le 17 linee effettueranno il servizio indicativamente tra le 23 e le 5 del mattino, coprendo quindi la fascia oraria in cui le normali corse diurne sono meno frequenti o non più disponibili. La scelta di concentrare il servizio nei fine settimana risponde alle esigenze di una parte consistente della popolazione, in particolare giovani e persone che si spostano per assistere a spettacoli, concerti e iniziative culturali. Nei mesi estivi, infatti, la vita serale si prolunga più facilmente fino a tarda notte e aumenta il numero di appuntamenti organizzati all’aperto. La rete consente di raggiungere Torino dai Comuni della cintura e di rientrare dopo una serata trascorsa in città. Prima di partire è comunque opportuno verificare gli orari della linea interessata, poiché la frequenza delle corse e le fermate possono variare in base al percorso. Piazza Vittorio Veneto sarà il centro della rete notturna Il punto di riferimento principale del Night Buster rimane piazza Vittorio Veneto, scelta come capolinea centrale delle linee. La posizione permette ai passeggeri di raggiungere facilmente alcune delle zone maggiormente frequentate durante le ore serali. Da piazza Vittorio partono i collegamenti diretti verso i quartieri periferici e numerosi Comuni dell’area metropolitana. La struttura della rete rende più semplice orientarsi: dopo aver raggiunto il centro con la propria linea, il passeggero può utilizzare la stessa zona come punto di partenza per il viaggio di ritorno. Il capolinea centrale facilita inoltre eventuali cambi tra diversi percorsi. Chi non dispone di una linea diretta per la propria destinazione può controllare le possibili coincidenze e individuare il collegamento più adatto. Le 17 linee collegano Torino con 29 Comuni Il servizio estivo è composto da 17 linee, create per ampliare la copertura del trasporto pubblico oltre i confini cittadini. Complessivamente saranno raggiunti 29 Comuni dell’area metropolitana, offrendo una soluzione utile anche a chi vive fuori Torino. La rete notturna assume un valore particolare per le zone nelle quali, durante la notte, le possibilità di spostarsi con i mezzi pubblici risultano più limitate. Grazie al Night Buster, una parte degli utenti può organizzare la serata senza dipendere da un passaggio in auto o da servizi di trasporto più costosi. Percorsi, fermate e orari dettagliati possono essere consultati attraverso i canali ufficiali di GTT. Verificare le informazioni prima della partenza permette di conoscere il punto esatto in cui attendere il bus e l’orario previsto per l’ultima corsa. Biglietti e abbonamenti validi anche di notte Per viaggiare sulle linee Night Buster non è necessario acquistare un biglietto speciale. Sono validi gli stessi titoli di viaggio utilizzati sulla rete diurna, purché risultino adatti alla tratta percorsa. Chi possiede un abbonamento può quindi utilizzarlo anche durante il servizio notturno, secondo le normali condizioni previste. Gli altri passeggeri devono munirsi di un biglietto valido e procedere alla convalida con le modalità ordinarie. Questa scelta rende il servizio più semplice da utilizzare e permette di evitare procedure aggiuntive. Prima del viaggio resta utile controllare la validità territoriale del proprio titolo, soprattutto quando il percorso comprende un Comune esterno alla città di Torino. Un progetto rivolto soprattutto ai giovani Il Night Buster è organizzato da GTT con la collaborazione dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese e della Città di Torino. Tra gli obiettivi principali c’è quello di offrire ai giovani un’alternativa affidabile per gli spostamenti legati alla vita notturna. La disponibilità di autobus fino alle prime ore del mattino può contribuire a ridurre l’utilizzo dell’auto privata dopo una serata trascorsa nei locali. Il progetto riguarda quindi sia la mobilità sia la sicurezza stradale, poiché consente di pianificare il ritorno utilizzando il trasporto pubblico. Anche la riduzione del traffico costituisce un aspetto rilevante. Una maggiore presenza di mezzi collettivi può limitare il numero di veicoli diretti verso il centro e la ricerca di parcheggio nelle aree più frequentate. Una rete utile per l’estate torinese La nuova stagione del Night Buster accompagnerà Torino fino al 12 settembre, coprendo gran parte del periodo caratterizzato da eventi, festival e appuntamenti serali. La presenza di 17 linee e il collegamento con 29 Comuni confermano il ruolo della rete notturna nell’organizzazione della mobilità estiva. Per utilizzare il servizio senza inconvenienti è consigliabile controllare in anticipo percorso, fermata e orario dell’ultima corsa. In questo modo sarà possibile vivere la serata con maggiore tranquillità e rientrare utilizzando un mezzo pubblico, senza dover necessariamente ricorrere all’automobile. - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-06-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/register-it-sceglie-wolf-agency-per-la-strategia-di-digital-pr.html - Categorie: News Wolf Agency e Register. it ufficializzano una collaborazione dedicata alla Digital PR del marchio. L'obiettivo è far crescere la presenza del marchio sui canali editoriali di settore e rafforzarne la reputazione, sia sui motori di ricerca sia nelle risposte generate dall'AI, in un mercato, quello dei servizi digitali per professionisti, imprese e privati, dove la credibilità è sempre più rilevante ed essenziale per conquistare la fiducia dei potenziali utenti interessati ai servizi. Il lavoro di Wolf Agency si concentra sulla costruzione di un piano di Digital PR che amplifichi la presenza del marchio, attraverso pubblicazioni mirate derivanti dalle relazioni che l'agenzia ha instaurato nel tempo con giornalisti, testate, portali e realtà editoriali. L’attività di Digital PR si struttura attraverso l’individuazione di canali come testate giornalistiche digitali di riferimento per il marchio, blog verticali di settore e la redazione di contenuti e comunicati stampa pensati per riuscire a comunicare con attenzione: competenze, novità e servizi che Register. it porta sul mercato. Register. it è tra i principali operatori italiani nel campo dei servizi digitali per la presenza online, dalla registrazione di domini all'hosting, dalla realizzazione di siti web fino alle soluzioni dedicate a chi vuole avviare e far crescere un progetto sul web. Un'identità solida, che la collaborazione con Wolf Agency punta a rendere ancora più riconoscibile e presente nel settore. "Abbiamo scelto di lavorare sulla Digital PR perché crediamo nel valore di una comunicazione capace di costruire relazioni autentiche e di dare profondità alla presenza del nostro marchio", dichiara Claudia Storani di Register. it. "Avere accanto un partner che padroneggia questo settore con metodo e visione ci permette di raccontare in modo più efficace ciò che Register. it rappresenta per chi sceglie di costruire la propria presenza digitale". Per Wolf Agency, questo incarico conferma il proprio posizionamento sulla creazione di campagne mirate di Digital PR, attraverso competenze maturate nel corso degli anni e messe al servizio di brand che vogliono coniugare visibilità, autorevolezza e coerenza di messaggio. "Collaborare con Register. it rappresenta per noi un riconoscimento importante e la conferma della solidità del percorso costruito in questi anni", afferma Isan Hydi, CEO di Wolf. Agency. "Lavorare alla Digital PR di un marchio di rilievo significa rafforzarne una reputazione già consolidata, mettendo a disposizione un know-how in cui relazioni, contenuti e credibilità sono i veri elementi distintivi". L'obiettivo condiviso è la costruzione di una strategia di Digital PR capace di amplificare la voce del marchio Register. it, presidiando in modo strutturato gli spazi editoriali più rilevanti e sostenendone nel tempo l'autorevolezza percepita. Con questa collaborazione, Wolf Agency e Register. it avviano un percorso che mette la comunicazione strategica al servizio di un marchio di riferimento nel panorama digitale italiano. Register. it è da oltre 25 anni un punto di riferimento nel panorama digitale italiano, supportando migliaia di professionisti e PMI nella creazione, promozione e tutela della propria presenza online. Parte del gruppo europeo team. blue, che riunisce oltre 60 brand specializzati in soluzioni digitali, Register. it unisce la conoscenza del mercato locale con l’innovazione internazionale, offrendo servizi affidabili e scalabili basati su tecnologie all’avanguardia. Contatti: Wolf Agency Sito web: https://wolf. agency/ info@wolf. agency - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-06-26 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/oscillante-2026-a-torino-tre-giorni-di-circo-aereo-contemporaneo-tra-spettacoli-e-musica.html - Categorie: Eventi Per tre giorni Torino alzerà lo sguardo verso il cielo, seguendo corpi sospesi, trapezi in movimento e spettacolari evoluzioni aeree. Dal 26 al 28 giugno torna Oscillante, il festival internazionale dedicato alle discipline circensi ballant, ospitato tra lo Spazio FLIC e l’Area Bunker. La manifestazione raggiunge quest’anno la quarta edizione e porta in città artisti provenienti da diversi Paesi, trasformando gli spazi industriali torinesi in un grande palcoscenico all’aperto. Ideato e organizzato dalla FLIC Scuola di Circo, il festival propone una lettura contemporanea delle arti circensi. L’acrobazia incontra la danza, il teatro, la musica e le installazioni multimediali, creando un’esperienza che va oltre il tradizionale spettacolo sotto il tendone. Il pubblico potrà assistere a esibizioni internazionali, partecipare a incontri e vivere momenti di socialità accompagnati da street food e cocktail bar. Torino ospita artisti circensi provenienti da sette Paesi Oscillante riunirà interpreti provenienti da Canada, Germania, Francia, Messico, Italia, Spagna e Puerto Rico. Una presenza internazionale che conferma la crescita di un appuntamento nato per valorizzare alcune delle discipline aeree più complesse e affascinanti del circo contemporaneo. Il termine “ballant” identifica tecniche nelle quali l’attrezzo e l’artista si muovono insieme, producendo oscillazioni, slanci e traiettorie sospese. Tra queste rientrano il trapezio ballant, la corda volante e il cadre coreano. Ogni movimento richiede forza, precisione, coordinazione e grande fiducia tra gli interpreti, soprattutto quando l’esibizione coinvolge prese e lanci eseguiti a diversi metri da terra. Nel corso delle tre giornate, l’Area Bunker diventerà uno spazio immersivo. Le strutture aeree dialogheranno con luci, immagini e suoni, mentre le performance saranno costruite in relazione alle caratteristiche del luogo. Il pubblico non si troverà quindi davanti a una semplice successione di numeri, ma entrerà in un ambiente nel quale ogni elemento contribuirà alla narrazione. Cabaret Oscillante, lo spettacolo centrale del festival Uno degli appuntamenti principali sarà il Cabaret Oscillante, previsto nelle serate di sabato 27 e domenica 28 giugno. Lo spettacolo, interamente all’aperto, riunirà dodici artisti internazionali specializzati nelle discipline ballant. Le evoluzioni avverranno su grandi strutture installate nell’area del festival. Trapezi, corde e attrezzi sospesi permetteranno agli interpreti di costruire una successione di voli, oscillazioni e figure acrobatiche. Accanto alla componente tecnica troveranno spazio la comicità e la dimensione poetica, due aspetti centrali nella ricerca del circo contemporaneo. Ad accompagnare lo spettacolo sarà la musica dal vivo del fisarmonicista Paolo Forte. Il suono dello strumento seguirà il ritmo delle esibizioni, contribuendo a creare un legame diretto tra gesto e atmosfera musicale. La conduzione sarà affidata a Francesco Giorda, attore, autore comico e maestro di cerimonia. Il suo compito sarà guidare gli spettatori attraverso le diverse esibizioni, collegando i momenti del cabaret con interventi ironici e narrativi. Il risultato sarà uno spettacolo collettivo, nel quale personalità e stili differenti si alterneranno senza perdere un filo comune. Lisa Rinne tra le protagoniste di Oscillante Nel programma compare anche la pluripremiata artista tedesca Lisa Rinne, medaglia d’argento al Festival Mondial du Cirque de Demain di Parigi, uno degli appuntamenti internazionali più importanti dedicati al circo. Rinne salirà in scena insieme ad Andreas Bartl, musicista e artista circense. La loro creazione unisce trapezio ballant, palo cinese e danza verticale, costruendo una performance nella quale la forza fisica si intreccia con un linguaggio simbolico e teatrale. Lo spettacolo sarà proposto sabato alle 20 e domenica alle 20. 15. Per il pubblico rappresenterà l’occasione di osservare come discipline molto diverse possano convivere all’interno della stessa opera. L’azione non sarà basata soltanto sulla difficoltà dei movimenti: la tecnica diventerà uno strumento per raccontare immagini, relazioni ed emozioni. Un incontro sull’evoluzione del circo aereo Oscillante sarà anche uno spazio di approfondimento. Domenica 28 giugno, alle 18, è previsto un incontro aperto al pubblico con Pascal Jacob, storico del circo e direttore artistico del Festival Mondial du Cirque de Demain. Il talk sarà dedicato all’evoluzione dell’arte circense aerea contemporanea. Attraverso il suo intervento, il pubblico potrà conoscere i cambiamenti che hanno interessato il settore, dalle trasformazioni tecniche alla nascita di nuovi linguaggi artistici. Negli ultimi anni il circo contemporaneo ha infatti sviluppato un rapporto sempre più stretto con il teatro, la danza, le arti visive e la ricerca musicale. Gli attrezzi tradizionali sono rimasti centrali, ma vengono utilizzati per creare forme espressive lontane dalla semplice dimostrazione di abilità. Performance e installazioni trasformano l’Area Bunker Durante l’intero festival saranno attivi anche i progetti IN SITU(azione) e SPAZIO VIVO. Il primo comprende performance create appositamente per gli ambienti del Bunker e dirette da Erika Bettin e Roberto Magro, con la partecipazione degli artisti emergenti della FLIC. Questi interventi sfrutteranno le caratteristiche degli spazi, modificando il rapporto tra performer e spettatori. Le azioni potranno svilupparsi in punti diversi dell’area, invitando il pubblico a muoversi e a osservare le esibizioni da prospettive insolite. SPAZIO VIVO proporrà invece un ambiente multimediale costruito attraverso immagini, suoni e movimento. L’installazione accompagnerà i visitatori in un percorso sensoriale, ampliando l’esperienza del festival oltre gli spettacoli programmati. Nel periodo di avvicinamento alla manifestazione, dal 15 al 20 giugno, la FLIC ha inoltre organizzato lezioni aperte di trapezio ballant. Gli incontri, guidati dagli istruttori della scuola, hanno permesso ai partecipanti di provare in sicurezza alcuni movimenti di base. Ogni giornata si è conclusa con un saluto musicale eseguito da un trio dal vivo. Con spettacoli, formazione e occasioni di incontro, Oscillante porta quindi a Torino una forma di circo capace di dialogare con gli spazi urbani e con diversi linguaggi artistici. Per tre giorni, l’Area Bunker diventerà un luogo nel quale il movimento sfida la gravità e il pubblico potrà osservare da vicino il lavoro degli artisti sospesi. - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-06-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-presentata-la-sindone-visio-tattile-la-riproduzione-si-puo-scoprire-attraverso-il-tatto.html - Categorie: News La Sindone entra in una nuova fase del proprio racconto pubblico e assume una forma pensata per essere osservata, toccata e compresa attraverso più sensi. A Torino è stato presentato il progetto della Sindone Visio-Tattile Itinerante, una riproduzione tridimensionale in scala reale della parte frontale del Telo. Il progetto nasce per rendere questo patrimonio accessibile alle persone cieche e ipovedenti, ma offre anche al pubblico vedente un modo diverso di analizzare l’immagine e i segni che la caratterizzano. La realizzazione unisce ricerca scientifica, modellazione digitale e attenzione all’accessibilità culturale. La Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS e la direzione scientifica del Museo della Sindone hanno coordinato un lavoro al quale hanno contribuito anche l’Università di Torino e il Politecnico di Torino. Il risultato è un manufatto in resina che trasforma le informazioni visive presenti sul Telo in superfici tridimensionali percepibili con le mani. Una riproduzione tridimensionale leggibile attraverso il tatto La nuova Sindone è stata realizzata in scala 1:1 e riproduce la parte frontale dell’immagine sindonica. Le tecniche digitali utilizzate hanno convertito le variazioni cromatiche della fotografia originale in differenti livelli di rilievo. In questo modo, ciò che normalmente appare attraverso sfumature, macchie e differenze di intensità può essere seguito con le dita. La superficie permette di riconoscere diversi elementi legati alla figura dell’Uomo della Sindone. Tra questi compaiono la ferita sul costato destro, i segni presenti sulla fronte, le tracce localizzate sui polsi e sui piedi e la posizione delle mani. Il dato visivo assume così una forma fisica, capace di costruire un’immagine mentale più precisa per chi non può affidarsi alla vista. Il materiale scelto è una speciale resina, considerata più adatta al contatto rispetto alla precedente struttura in metallo. La sensazione restituita dalla superficie risulta più calda e immediata. Questa caratteristica contribuisce a rendere l’esperienza tattile meno distante e più vicina alla natura umana dell’immagine rappresentata. Il professor Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone, ha spiegato che i rilievi tridimensionali consentono di cogliere particolari che spesso sfuggono all’osservazione tradizionale. La profondità della ferita al costato, le colature presenti sulla fronte e la disposizione degli arti possono essere analizzate attraverso un rapporto diretto con la superficie. Il tatto diventa quindi uno strumento di conoscenza, oltre che una modalità alternativa di accesso al reperto. La leggerezza trasforma la Sindone in un’opera itinerante Un elemento che distingue questo modello dalla riproduzione in alluminio realizzata per l’Ostensione del 2000 riguarda il peso. La nuova struttura è più leggera e può essere trasportata con maggiore facilità. Questa scelta permette di collocarla in parrocchie, associazioni, strutture sanitarie, spazi culturali e sedi dedicate alle persone con disabilità visiva. Il progetto non prevede una presenza stabile in un solo luogo. La dimensione itinerante rappresenta uno dei suoi aspetti centrali, perché porta la riproduzione verso le comunità e limita gli ostacoli che spesso rendono difficile la visita a un museo. Le prime tappe sono state programmate a Bardonecchia e presso alcune realtà impegnate nel sostegno alle persone cieche e ipovedenti. La project manager Valentina Caputo ha sottolineato l’importanza di questa scelta. Il manufatto non resta legato a un percorso espositivo tradizionale, ma si sposta sul territorio e raggiunge luoghi nei quali l’accesso alla cultura può risultare più complesso. La Sindone va incontro alle persone, secondo una logica che mette al centro la partecipazione e la vicinanza. La mobilità del supporto amplia anche le possibilità educative. La riproduzione può essere utilizzata durante incontri, attività formative e iniziative culturali dedicate alla storia della Sindone. La presenza fisica del modello consente di affiancare alla spiegazione teorica un’esperienza concreta, basata sull’osservazione e sul contatto. Torino rafforza il legame tra Sindone e accessibilità Durante la presentazione, la vicesindaca di Torino Michela Favaro ha richiamato il ruolo della città come punto di riferimento per gli studi e i percorsi dedicati alla Sindone. La nuova riproduzione, secondo la rappresentante dell’amministrazione, offre alle persone ipovedenti l’occasione di avvicinarsi a un reperto di grande valore storico e religioso. Allo stesso tempo, permette a chi vede di affrontare l’immagine da un punto di vista differente. La partecipazione di associazioni, studiosi e istituzioni ha dato al progetto una struttura interdisciplinare. Massimo Borghesi, presidente della Confraternita del SS. Sudario, e Mauro Rubat Ors, presidente dei Cultores Sindonis, hanno richiamato il lungo lavoro di ricerca e divulgazione che accompagna il tema sindonico. La nuova riproduzione entra in questo percorso come strumento di studio, memoria e diffusione culturale. Ricerca e memoria si incontrano nella nuova esperienza sensoriale La Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS ha collegato l’iniziativa alla figura di Carlo Alberto, sovrano sabaudo e custode della Sindone. Il presidente Giorgio Gagna ha ricordato il valore storico del Telo e il suo legame con la rappresentazione della Passione. Il contatto con i rilievi rende più concreta la percezione delle ferite presenti sull’immagine. Nel progetto convivono quindi più livelli. La Sindone resta un oggetto di ricerca scientifica, un patrimonio storico e un simbolo religioso. La modellazione tridimensionale aggiunge una nuova modalità di lettura, capace di mettere in relazione tecnologia digitale e sensibilità tattile. L’iniziativa guarda anche al 2033, anno considerato significativo nel percorso di rilettura storica del cristianesimo. La nuova riproduzione può accompagnare questo cammino con un linguaggio accessibile, mobile e aperto a pubblici differenti. La materia diventa parte del racconto e il contatto diretto assume un ruolo centrale nell’esperienza. La Sindone Visio-Tattile Itinerante supera i confini del museo e si prepara a viaggiare, con l’obiettivo di rendere più ampia la partecipazione culturale e di offrire una lettura del Telo capace di passare dagli occhi alle mani. - Published: 2026-06-25 - Modified: 2026-07-01 - URL: https://www.torinofree.it/guide/il-caso-torino-perche-i-prezzi-delle-case-in-affitto-e-in-vendita-sono-rimasti-accessibili.html - Categorie: Guide utili In un periodo in cui l'accessibilità immobiliare, sia quando si parla di acquisto, sia quando si guarda agli affitti, è a un livello estremamente basso, il caso di Torino si distingue nettamente da quello delle altre grandi città italiane. Stiamo parlando di Milano, ma anche di centri urbani come Roma e Firenze. Per fare un paragone con i numeri alla mano, è possibile prendere in considerazione i dati dell'ufficio studi di uno dei principali portali di annunci immobiliari. I dati più recenti mettono in primo piano, per gli affitti, una media di 12 euro mensili al metro quadro sotto la Mole, contro i 22,8 di Milano. Se si osservano le quotazioni per chi vuole acquistare, a Torino si può notare una media di 2. 223 euro al metro quadro, mentre a Milano si superano i 5. 600. La differenza è abissale e riguarda due città relativamente vicine. Con l'alta velocità, infatti, Torino è raggiungibile in meno di un'ora dalla stazione centrale di Milano. Situazione che, a ragione, può essere descritta con il termine "anomalia", quella dei prezzi degli immobili a Torino è da tempo al centro di un vivace dibattito. Per capire bene tutto è necessario fare un salto indietro nel tempo e capire un attimo come è cambiata l'immagine di Torino negli anni. Dopo essere stata per lungo tempo una città fortemente attrattiva soprattutto per via delle opportunità di lavoro alla FIAT, Torino è diventata un luogo da lasciare. La causa principale? La scelta, da parte dei vertici dell'azienda automobilistica più famosa della storia industriale italiana, di spostare gli stabilimenti in altre zone d'Italia. Mercato immobiliare a Torino: le ragioni di una situazione unica Dopo la "crisi" degli anni '80 e '90, il rilancio di Torino è ripartito nel 2006 con le olimpiadi invernali, un esperimento mai visto prima in città. Per la prima volta, infatti, lo storytelling del capoluogo piemontese si è spostato da una narrazione incentrata sull'industria a una dedicata alla cultura. Nonostante questo, la città non è riuscita a vivere quella dinamica di crescita e di attrazione di investimenti da parte di grandi aziende che, invece, ha caratterizzato lo scenario milanese. Sotto la Madonnina hanno investito grandi gruppi internazionali, con conseguente miglioramento del quadro economico e attrazione di forza lavoro altamente qualificata. Questo a Torino non è accaduto, il che ha contribuito al mantenimento di quotazioni immobiliari decisamente più accessibili rispetto a quelle del capoluogo lombardo. Un altro fattore degno di attenzione è la presenza dell'alta velocità, che rende i collegamenti a dir poco rapidi. La tratta da Milano Centrale a Torino Porta Susa permette di arrivare a destinazione in meno di 60 minuti. Questo aspetto, unito alla diffusione dello smartworking, ha portato alla scelta, da parte di molti lavoratori che operano su Milano, dirigenti compresi, di vivere a Torino. Il caso degli affitti agli studenti Anche sotto la Mole, però, sembra che le cose stiano cambiando. Termometro efficace a tal proposito è il numero di studenti universitari fuori sede, passato da circa 33mila nel 2019 a 44mila nel 2024. Questo ha portato molti proprietari a decidere di affittare agli studenti, tra i fattori che più spesso causano un incremento dei prezzi delle locazioni. Non è un caso che sempre più persone si stiano informando su come risparmiare. Esistono diverse strategie utili al proposito e una di queste prevede il fatto di considerare gli annunci di case in affitto a Torino tra privati. Soprattutto quando si parla di metrature importanti, evitare le commissioni applicate dall'agenzia può rivelarsi un'ottima decisione. Fondamentale è anche informarsi bene sulle spese di condominio, che l'affittuario è tenuto a pagare. Questa voce di spesa, nelle grandi città in particolare, incide notevolmente sul bilancio familiare e personale. - Published: 2026-06-25 - Modified: 2026-06-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-strisce-pedonali-piu-resistenti-parte-il-test-con-nuove-vernici.html - Categorie: News A Torino prende il via una sperimentazione pensata per affrontare uno dei problemi più frequenti della viabilità urbana: il rapido deterioramento delle strisce pedonali e della segnaletica disegnata sull’asfalto. Il progetto coinvolgerà alcune aree centrali della città, dove saranno applicati materiali diversi da quelli impiegati finora. L’obiettivo è capire se le nuove soluzioni riescano a resistere più a lungo al passaggio dei veicoli, alla pioggia e alle variazioni delle condizioni atmosferiche. Il tema è stato esaminato durante una riunione della Commissione Viabilità e Lavori Pubblici della Circoscrizione 1, alla quale hanno partecipato anche i responsabili di Gtt. Il confronto ha permesso di verificare quanto è già stato realizzato e di definire il programma degli interventi previsti nei prossimi mesi. Al centro dell’attenzione sono finite soprattutto le strisce pedonali, la cui visibilità rappresenta un elemento importante per chi attraversa la strada e per chi guida. La manutenzione della segnaletica riceve nuove risorse Nel corso dell’ultimo anno sono aumentati i fondi destinati alla manutenzione della segnaletica stradale. Alle somme stanziate dall’amministrazione comunale si è aggiunto un contributo straordinario della Fondazione Crt, assegnato attraverso il progetto “Torino Cambia – Spazi che uniscono”. Le risorse supplementari permetteranno di ampliare la capacità di intervento nei quartieri e di organizzare le operazioni con maggiore regolarità. L’intenzione è superare una gestione basata principalmente sulle urgenze, per arrivare a una pianificazione più ordinata delle aree nelle quali le strisce risultano scolorite, consumate o poco leggibili. Una segnaletica orizzontale in condizioni adeguate facilita la circolazione e rende più riconoscibili attraversamenti, corsie e altri riferimenti presenti sulla carreggiata. Quando la vernice perde rapidamente intensità, la città deve sostenere nuovi interventi a breve distanza di tempo, con un aumento delle attività necessarie e dei relativi costi. Il rafforzamento delle risorse dovrebbe quindi consentire una programmazione più strutturata, basata sulle condizioni reali delle strade e sulle priorità rilevate nel territorio della Circoscrizione 1. Le zone che hanno bisogno di un ripristino potranno essere inserite in un calendario definito, anziché essere affrontate soltanto dopo il completo deterioramento della segnaletica. Tre aree di Torino ospitano la sperimentazione La principale novità riguarda l’avvio di un test su vernici e materiali progettati per offrire una maggiore resistenza. La sperimentazione interesserà piazza Statuto, piazza Arbarello e corso Siccardi, tre punti nei quali sarà possibile osservare il comportamento delle nuove applicazioni in condizioni urbane reali. I materiali verranno sottoposti agli effetti del traffico e degli agenti atmosferici. Il passaggio continuo di automobili, mezzi pubblici e altri veicoli rappresenta infatti una delle cause principali dell’usura. A questo si aggiungono pioggia, sbalzi di temperatura e condizioni che, con il passare dei mesi, possono ridurre la visibilità delle strisce. La prova servirà a confrontare la durata delle nuove soluzioni con quella delle vernici utilizzate abitualmente. Saranno valutati la capacità di conservare il colore, il livello di visibilità e la frequenza con cui si renderanno necessari nuovi lavori. Il controllo proseguirà nei mesi successivi all’applicazione, così da raccogliere dati utili sulla tenuta effettiva dei materiali. La scelta di più aree permetterà di osservare le prestazioni in contesti diversi. Ogni strada presenta caratteristiche specifiche, determinate dal numero di veicoli, dal tipo di traffico e dall’esposizione alle condizioni climatiche. Proprio per questo il test potrà fornire indicazioni più complete rispetto a una prova effettuata in un solo punto. Strisce più durature possono ridurre i rifacimenti Il coordinatore alla Viabilità della Circoscrizione 1, Francesco Martinez, ha spiegato che il progetto punta ad aumentare la durata degli interventi e a limitare la necessità di rifare frequentemente le strisce. L’impiego di materiali più resistenti potrebbe rendere la manutenzione più efficiente e consentire un utilizzo più razionale delle risorse disponibili. Una maggiore durata avrebbe effetti diretti sull’organizzazione dei lavori. Se la segnaletica restasse visibile per un periodo più lungo, gli operatori potrebbero concentrare le attività sulle zone realmente deteriorate, invece di tornare più volte sugli stessi attraversamenti. Questo approccio permetterebbe di distribuire meglio gli interventi sul territorio. Tra gli aspetti da esaminare rientra anche la sicurezza stradale. Strisce pedonali ben riconoscibili aiutano gli automobilisti a individuare con maggiore anticipo i punti di attraversamento e consentono ai pedoni di percepire con chiarezza lo spazio loro riservato. Una vernice resistente all’usura potrebbe quindi mantenere più a lungo la funzione visiva della segnaletica. La sperimentazione dovrà dimostrare se i vantaggi attesi saranno confermati nell’uso quotidiano. La maggiore resistenza dichiarata dai nuovi materiali dovrà essere verificata direttamente sull’asfalto, attraverso il controllo delle superfici dopo settimane e mesi di traffico. I risultati decideranno l’estensione ad altri quartieri La fase di prova rappresenta il primo passaggio di un percorso che potrebbe coinvolgere altre strade della Circoscrizione 1. I risultati raccolti nelle tre aree saranno analizzati per capire se le nuove vernici garantiscano una durabilità superiore, una visibilità più costante e una riduzione concreta degli interventi richiesti. Prima di ampliare l’utilizzo dei materiali, sarà necessario verificare il rapporto tra prestazioni e costi. Una soluzione più resistente potrebbe richiedere una spesa iniziale diversa, ma generare un risparmio nel tempo qualora riducesse il numero dei rifacimenti. La valutazione riguarderà quindi sia il comportamento tecnico sia l’impatto sulla gestione della manutenzione. Il monitoraggio previsto nei prossimi mesi permetterà di stabilire quali prodotti abbiano risposto meglio alle condizioni delle strade torinesi. Qualora il test dia risultati positivi, le nuove soluzioni potranno essere applicate in altre zone che presentano problemi frequenti di usura. Per Torino si tratta di una prova mirata a rendere la segnaletica orizzontale più stabile e leggibile, attraverso interventi programmati e materiali capaci di mantenere più a lungo le proprie caratteristiche. L’esito della sperimentazione stabilirà se le strisce che scompaiono dopo pochi mesi potranno diventare un problema meno frequente. - Published: 2026-06-25 - Modified: 2026-06-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-nessuna-tregua-dal-caldo-allerta-massima-e-notti-tropicali-fino-al-weekend.html - Categorie: News Il Piemonte resta alle prese con una fase di caldo estremo destinata a proseguire nei prossimi giorni. L’attenuazione prevista nelle scorse ore non ha modificato in modo significativo il quadro generale, che continua a mostrare temperature elevate, forte umidità e condizioni di disagio diffuse. Il nuovo bollettino sulle ondate di calore conferma infatti un Livello 3, identificato dal colore rosso, su tutto il territorio regionale. L’allerta riguarda sia le temperature massime durante il giorno sia quelle minime nelle ore notturne. In varie città il caldo accumulato ha ormai raggiunto una durata considerevole, con una sequenza di giornate molto calde che si avvicina alle due settimane. Le previsioni indicano inoltre un ulteriore aumento delle temperature nel fine settimana, senza una vera interruzione dell’ondata in corso. L’allerta rossa si estende a tutto il Piemonte Nella giornata di giovedì 25 giugno, tutte le province piemontesi raggiungono il Livello 3 di allerta per le ondate di calore. Anche Biella e Cuneo, che avevano attraversato una fase di disagio più contenuto, entrano nella fascia di rischio più elevata. Il sistema utilizzato per stabilire il livello di allerta prende in esame diversi parametri. Oltre alle temperature massime e minime percepite, vengono valutati il grado di umidità e la presenza del vento. La combinazione di questi elementi consente di misurare il disagio bioclimatico, che può risultare superiore rispetto a quanto indicato dal solo termometro. A Torino la temperatura percepita raggiungerà i 37 gradi, mentre il numero di giornate consecutive caratterizzate da caldo intenso salirà a tredici. Una durata analoga è prevista a Vercelli, dove il periodo di temperature eccezionali si è protratto senza pause significative. L’estensione dell’allerta rossa a tutte le province mostra come il fenomeno non riguardi più alcune aree isolate. La situazione interessa l’intera regione, dalle zone di pianura ai principali centri urbani, con effetti più pesanti nei luoghi dove l’aria ristagna e l’umidità resta elevata. Venerdì temperature percepite fino a 39 gradi Il quadro resterà particolarmente difficile anche nella giornata di venerdì 26 giugno. Il Livello 3 verrà confermato in tutte le province, mentre le temperature continueranno a salire in diversi capoluoghi. La situazione più pesante è attesa ad Alessandria, dove la temperatura reale potrebbe raggiungere i 37 gradi. A causa dell’umidità e delle condizioni atmosferiche, il valore percepito potrebbe arrivare a 39 gradi, il dato più elevato previsto nella regione. Anche Torino e Asti dovranno affrontare temperature molto alte. In entrambe le città sono attesi 36 gradi reali e circa 38 gradi percepiti. Il caldo sarà quindi intenso per gran parte della giornata, con un disagio particolarmente marcato nelle ore centrali. A Torino e Vercelli venerdì potrebbe rappresentare il quattordicesimo giorno consecutivo di caldo eccezionale. Due settimane quasi complete di temperature elevate costituiscono un elemento rilevante, poiché la durata dell’ondata contribuisce ad aumentare l’affaticamento della popolazione e rende più difficile il recupero durante la notte. Le indicazioni meteorologiche segnalano una persistenza dell’afa anche nel fine settimana. Non emerge quindi una rapida inversione della tendenza, mentre il caldo potrebbe diventare ancora più intenso. Le notti tropicali aumentano il disagio Uno degli aspetti più difficili dell’ondata riguarda le temperature notturne. Quando i valori restano elevati dopo il tramonto, gli ambienti domestici faticano a raffreddarsi e il corpo dispone di meno ore per recuperare dal caldo accumulato durante il giorno. A Novara e Verbania le temperature minime reali non dovrebbero scendere sotto i 25 gradi. La percezione potrà raggiungere i 27 gradi, un livello che caratterizza le cosiddette notti tropicali e che può rendere il riposo più complicato. Il problema interessa soprattutto le abitazioni esposte al sole per molte ore, i locali con poca ventilazione e le aree urbane dove il calore viene trattenuto dagli edifici e dalle superfici stradali. La combinazione tra giornate molto calde e notti con valori elevati mantiene il disagio costante nell’arco delle ventiquattro ore. Il bollettino attribuisce grande importanza alla persistenza del fenomeno. Un singolo picco di temperatura può causare disagi, ma una sequenza prolungata di giornate e notti calde aumenta la pressione sull’organismo e richiede maggiore attenzione da parte della popolazione. Cosa indica il Livello 3 per la salute Il Livello 3 segnala una vera ondata di calore, caratterizzata da un disagio elevato e persistente per almeno tre giorni consecutivi. In queste condizioni, i possibili effetti negativi non riguardano esclusivamente anziani, bambini e persone con malattie croniche, ma possono interessare l’intera popolazione. Il Livello 2 identifica invece una situazione di disagio moderato, capace di creare rischi soprattutto per i soggetti più fragili. Con il passaggio al codice rosso, l’attenzione deve diventare più alta, in particolare dopo molti giorni consecutivi di afa. Le indicazioni diffuse invitano a ridurre l’esposizione al sole nelle ore centrali, bere con regolarità e controllare le condizioni delle persone più vulnerabili. Anziani soli, bambini e cittadini con problemi di salute richiedono un monitoraggio più attento durante le fasi di caldo prolungato. Il Piemonte si prepara quindi ad affrontare altre giornate difficili. L’assenza di una tregua concreta, le temperature percepite vicine ai 40 gradi e le notti tropicali mantengono elevato il livello di attenzione in tutte le province. - Published: 2026-06-25 - Modified: 2026-06-25 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-carrarese-il-debutto-di-ignazio-abate-ha-una-data-ufficiale.html - Categorie: Sport La nuova stagione del Torino prenderà il via con un appuntamento già definito. I granata debutteranno in Coppa Italia contro la Carrarese, avversaria che arriva all’incontro dopo la promozione in Serie B. La gara si disputerà sabato 15 agosto alle ore 21:15, sul terreno dello stadio Olimpico Grande Torino, e sarà trasmessa in diretta televisiva su Italia 1. Per la squadra affidata a Ignazio Abate sarà il primo impegno ufficiale della nuova gestione tecnica. Il confronto offrirà quindi una prima indicazione sul lavoro svolto durante il ritiro estivo, sulle scelte tattiche dell’allenatore e sulle condizioni fisiche dei calciatori. Il risultato avrà un peso immediato, perché la Coppa Italia prevede una partita secca e non lascia spazio a una gara di ritorno. Il Torino apre la stagione davanti al proprio pubblico L’esordio casalingo consentirà al Torino di cominciare il nuovo percorso davanti ai propri tifosi. Il calendario ha collocato la sfida nel pieno del mese di agosto, periodo nel quale le squadre devono ancora raggiungere la migliore condizione. La preparazione estiva, i carichi di lavoro e gli esperimenti tattici possono incidere sul rendimento, rendendo meno prevedibile una gara che sulla carta vede i granata partire avanti. La Carrarese, appena salita in Serie B, arriverà a Torino con entusiasmo e senza la pressione attribuita alla formazione favorita. Per la squadra ospite, affrontare un club di Serie A rappresenterà un’occasione prestigiosa. La formula a eliminazione diretta potrebbe spingerla a giocare con coraggio, cercando di sfruttare ogni possibile incertezza degli avversari. Il Torino dovrà quindi evitare un approccio superficiale. Le partite disputate nelle prime settimane della stagione possono presentare ritmi irregolari, errori tecnici e improvvisi cambi di equilibrio. Sarà importante mantenere ordine, gestire il possesso e trovare subito le giuste distanze tra i reparti. La qualificazione resta l’obiettivo principale, ma la gara servirà pure per osservare i primi segnali del nuovo corso. Abate affronta il primo esame della nuova gestione Tutta l’attenzione sarà rivolta a Ignazio Abate, chiamato a guidare il Torino dopo l’inizio del nuovo progetto tecnico. La partita contro la Carrarese rappresenterà il primo controllo concreto sulle idee sviluppate durante il lavoro estivo. Gli allenamenti e le amichevoli possono fornire indicazioni utili, mentre una gara ufficiale impone pressioni, responsabilità e scelte immediate. Il tecnico avrà la possibilità di valutare i nuovi acquisti e i giovani osservati nel corso della preparazione. Alcuni calciatori potrebbero trovare spazio fin dall’inizio, mentre altri potrebbero essere utilizzati durante la partita. Le decisioni sulla formazione offriranno i primi elementi per comprendere gerarchie, modulo e caratteristiche del Torino che affronterà la nuova stagione. La sfida permetterà inoltre di misurare la capacità della squadra di applicare le richieste tattiche dell’allenatore. Organizzazione difensiva, costruzione del gioco, movimento senza palla e gestione dei momenti difficili saranno aspetti da seguire. Un esordio positivo darebbe fiducia al gruppo e renderebbe più sereno il passaggio verso gli impegni successivi. Per Abate la Coppa Italia può diventare anche uno spazio utile per ampliare le rotazioni. La competizione offre minuti importanti ai giocatori che devono trovare continuità e a chi cerca un ruolo più rilevante nella rosa. Prima di fare calcoli sul futuro, però, il Torino dovrà superare un avversario deciso a sfruttare la propria occasione. Il tabellone può portare verso avversari più impegnativi In caso di qualificazione, il percorso dei granata proseguirebbe contro la vincente della partita tra Monza e Avellino. Il livello della competizione aumenterebbe già nel turno successivo, con un confronto capace di mettere alla prova la crescita del gruppo e la solidità delle scelte compiute durante l’estate. Lo scenario più interessante potrebbe presentarsi agli ottavi di finale. Il tabellone colloca infatti il Milan sulla possibile strada del Torino. Un incrocio del genere avrebbe un significato particolare per Ignazio Abate, legato alla società rossonera da una lunga parte della propria carriera da calciatore. Con il Milan ha superato le duecento presenze, diventando un volto riconoscibile di diverse stagioni. Prima di pensare a quel possibile confronto, saranno necessari due successi. Il Torino dovrà concentrarsi sulla Carrarese e, in caso di passaggio del turno, preparare il successivo impegno senza sottovalutazioni. Il tabellone indica una direzione, ma ogni partita può modificare il cammino previsto. Un eventuale incontro con il Milan offrirebbe una verifica di livello elevato. Per i granata sarebbe un modo per misurare le proprie ambizioni contro una formazione di grande tradizione, mentre per Abate il valore personale della sfida aggiungerebbe interesse all’appuntamento. L’obiettivo è migliorare le ultime partecipazioni Negli ultimi anni il Torino non è riuscito a raggiungere le fasi decisive della Coppa Italia. La nuova stagione può quindi rappresentare un’occasione per cambiare passo e costruire un percorso più lungo. La rosa rinnovata e l’arrivo di un allenatore giovane alimentano l’attesa, anche se il primo giudizio dovrà passare dal campo. La gara contro la Carrarese segnerà l’inizio ufficiale del nuovo ciclo. Il pubblico potrà osservare la prima versione del Torino di Abate, ancora soggetta a cambiamenti e valutazioni. Il risultato determinerà la permanenza nella competizione, mentre la prestazione offrirà indicazioni sullo stato della squadra. Data, orario e diretta televisiva sono già stabiliti: sabato 15 agosto alle 21:15, allo stadio Olimpico Grande Torino, con trasmissione su Italia 1. Da quella sera partirà il percorso ufficiale dei granata, con la Carrarese come primo ostacolo e la possibilità di costruire un cammino capace di riaccendere l’interesse per la Coppa Italia. - Published: 2026-06-25 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cinema-allaperto-a-torino-il-programma-gratuito-al-parco-del-valentino.html - Categorie: Eventi Torna al Parco del Valentino uno degli appuntamenti estivi più attesi dagli amanti del grande schermo. Dal 12 luglio al 16 agosto 2026, il prato davanti all’Imbarchino ospiterà una nuova edizione di Cinema nel Prato, la rassegna gratuita che porta il cinema italiano all’aperto, a pochi passi dal Po. Il cartellone, intitolato “ImbarKino 2026. Estate italiana”, proporrà sei film scelti tra opere di impegno civile, thriller, distopie e racconti legati alla trasformazione della società. Tutte le proiezioni si terranno la domenica, con inizio alle ore 21:00, e saranno accessibili senza biglietto. L’iniziativa trasformerà per oltre un mese il prato del Valentino in una sala cinematografica sotto le stelle. Il pubblico potrà assistere a titoli firmati da registi come Elio Petri, Claudio Caligari, Lucio Fulci, Marco Bellocchio e Alice Rohrwacher. Cinema nel Prato apre con Elio Petri La rassegna inizierà domenica 12 luglio con “La classe operaia va in paradiso”, film del 1971 diretto da Elio Petri. La serata sarà organizzata in collaborazione con Seeyousound e darà il via a un percorso dedicato ad alcune delle pagine più significative del cinema nazionale. Al centro della storia si trova la vita in fabbrica, raccontata attraverso la fatica quotidiana, i ritmi della produzione e il progressivo allontanamento dell’individuo dalla propria identità. La pellicola conserva una forte attualità per il modo in cui affronta il rapporto tra lavoro, produttività e libertà personale. Il secondo appuntamento è previsto per 19 luglio, in collaborazione con Reframe Fest. Sullo schermo arriverà “L’odore della notte”, film del 1998 diretto da Claudio Caligari. La vicenda segue una banda di rapinatori attiva nella Roma della fine degli anni Settanta, tra violenza, disagio sociale e desiderio di riscatto. Caligari costruisce un racconto cupo, nel quale la città diventa lo sfondo di un’epoca segnata da forti contrasti. Il film osserva i protagonisti senza semplificazioni, lasciando emergere la distanza tra le loro ambizioni e la realtà che li circonda. Una distopia firmata da Ugo Tognazzi Il programma di luglio terminerà domenica 26 luglio con “I viaggiatori della sera”, opera del 1979 diretta e interpretata da Ugo Tognazzi. La proiezione sarà proposta in collaborazione con Erik Negro. Il film immagina una società futura nella quale le persone anziane vengono allontanate dalla vita collettiva e trasferite in strutture dedicate. Dietro l’apparenza di un sistema ordinato si nasconde una visione rigida dell’esistenza, fondata sull’efficienza e sulla selezione degli individui considerati ancora utili. La pellicola affronta il tema dell’emarginazione della terza età e riflette sul valore attribuito alle persone in base alla loro produttività. A distanza di molti anni dalla sua uscita, il racconto conserva una forza particolare e pone domande sul rapporto tra progresso tecnologico, memoria e dignità. Con questo titolo si chiuderà la prima parte di Cinema nel Prato, caratterizzata da storie legate al lavoro, alla marginalità e al cambiamento sociale. Il cartellone proseguirà ad agosto con atmosfere differenti, dal giallo alla denuncia politica. Ad agosto arrivano thriller e cinema civile Il primo appuntamento del mese è fissato per 2 agosto con “Non si sevizia un paperino”, film del 1972 diretto da Lucio Fulci. Ambientata in un paese del Mezzogiorno, la storia unisce il giallo a un ritratto oscuro della provincia italiana. Superstizioni, sospetti e paure collettive accompagnano una serie di eventi drammatici che coinvolgono l’intera comunità. Fulci utilizza il genere thriller per mostrare un ambiente chiuso, dominato dai pregiudizi e da rapporti sociali difficili da spezzare. Il 9 agosto sarà proiettato “Sbatti il mostro in prima pagina”, diretto da Marco Bellocchio e uscito nel 1972. Il film concentra l’attenzione sul rapporto tra informazione, politica e opinione pubblica. La vicenda mostra come una notizia possa essere costruita, modificata e usata per orientare il giudizio dei lettori. Al centro del racconto compare il potere dei mezzi di comunicazione, capace di trasformare un fatto di cronaca in uno strumento di pressione e consenso. La scelta di inserire questa pellicola nel programma rafforza il carattere civile della rassegna. Cinema nel Prato 2026 propone infatti opere capaci di raccontare il Paese attraverso epoche, linguaggi e generi molto diversi. Lazzaro felice chiude la rassegna L’ultima serata è in calendario per domenica 16 agosto. A chiudere l’edizione sarà “Lazzaro felice”, film del 2018 diretto da Alice Rohrwacher. La pellicola segue la storia di Lazzaro, giovane contadino che vive in una comunità isolata e sospesa nel tempo. Il racconto passa dalla campagna alla città e mescola realismo, fiaba e memoria, con uno sguardo rivolto alle disuguaglianze e ai cambiamenti della società italiana. L’opera rappresenta il titolo più recente del cartellone e conclude il viaggio attraverso oltre quarant’anni di cinema. Dalla fabbrica raccontata da Elio Petri alla provincia di Lucio Fulci, fino alla dimensione poetica di Alice Rohrwacher, il programma costruisce un percorso ampio e coerente. Tutti gli appuntamenti saranno gratuiti e non richiederanno l’acquisto di un biglietto. Gli spettatori potranno raggiungere il prato davanti all’Imbarchino con un telo e sistemarsi sull’erba prima dell’inizio delle proiezioni. Tra cinema d’autore, atmosfera estiva e spazio pubblico, l’edizione 2026 offrirà ai torinesi e ai visitatori sei occasioni per riscoprire alcune opere importanti della produzione italiana. Il Valentino tornerà così a ospitare un cinema senza pareti, aperto alla città e immerso nel verde. - Published: 2026-06-24 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/aglie-celebra-la-natura-visita-alla-mostra-e-documentario-nel-castello.html - Categorie: Eventi Cinema e ambiente si incontrano al Castello di Agliè, dove sabato 27 giugno è in programma una giornata dedicata al rapporto tra natura, arte e linguaggio cinematografico. L’iniziativa, intitolata Cinema e natura – Il sentimento della Natura... con chi la filma, nasce dalla collaborazione con CinemAmbiente e propone un percorso articolato tra visita guidata, confronto con gli ospiti e proiezione serale. Il programma mette al centro la capacità dell’arte e del cinema documentario di raccontare il paesaggio, i cicli naturali e le relazioni tra le specie. Due linguaggi differenti, riuniti in un luogo storico, accompagnano il pubblico dentro una riflessione sulla biodiversità e sul legame tra esseri umani e ambiente. La giornata parte dalla ricerca artistica di Jessica Carroll Il primo appuntamento è fissato alle 17. 30, con una visita guidata alla mostra dedicata a Jessica Carroll. Il lavoro dell’artista si concentra da tempo sull’osservazione del paesaggio, sulle trasformazioni della natura e sui rapporti che uniscono gli organismi viventi. Le opere costruiscono un dialogo tra arte, scienza e sensibilità ecologica, con l’obiettivo di portare lo spettatore a osservare l’ambiente da un punto di vista meno immediato. Il percorso espositivo non considera la natura come un semplice sfondo, ma come una rete complessa nella quale ogni elemento partecipa a un equilibrio comune. La visita rappresenta quindi l’apertura di una giornata pensata come esperienza continua. Dalle sale del Castello, il pubblico sarà accompagnato verso la proiezione serale, con un passaggio ideale dalla ricerca artistica alle immagini del cinema naturalistico. Al centro resta lo stesso tema: il modo in cui l’essere umano guarda la natura, la interpreta e prova a raccontarla. Il confronto tra forme espressive differenti permette di leggere il paesaggio attraverso prospettive che si completano a vicenda, senza ridurlo a una presenza decorativa. La Corte d’onore diventa un cinema sotto le stelle Alle 21, la Corte d’onore del Castello di Agliè ospiterà la proiezione all’aperto del documentario La quercia e i suoi abitanti, opera francese del 2022 diretta da Laurent Charbonnier e Michel Seydoux. Il film, della durata di 80 minuti, segue la vita che si sviluppa intorno a una grande quercia vecchia di 210 anni. Prima della proiezione è previsto un incontro introduttivo con Jessica Carroll, Lia Furxhi, direttrice del Festival CinemAmbiente, e Tiziano Fratus. Quest’ultimo ha dedicato numerosi viaggi e libri agli alberi, alle foreste e alla relazione tra esperienza interiore e ambiente naturale. Fratus ha attraversato riserve, parchi storici e orti botanici, incontrando alberi monumentali in territori diversi. Dai grandi tronchi delle sequoie californiane ai castagni e agli ulivi secolari, il suo percorso ha dato origine a concetti come Homo Radix, Silva itinerans e Dendrosofia. Il dialogo tra gli ospiti prepara così il pubblico alla visione del documentario e amplia il tema della serata. L’albero diventa il punto di partenza per parlare di tempo, memoria, vita animale e connessioni ambientali. La scelta della Corte d’onore aggiunge un elemento particolare all’esperienza. Il cinema all’aperto entra negli spazi del Castello e crea una relazione diretta tra il racconto proiettato e il paesaggio reale che circonda gli spettatori. Una quercia secolare racconta un ecosistema completo Nel documentario, la grande quercia assume il ruolo di vero centro narrativo. Attorno al suo tronco si muove una comunità composta da scoiattoli, formiche, topi selvatici e molte altre specie. Ogni animale occupa uno spazio preciso e partecipa al funzionamento dell’ambiente. Il racconto segue il passaggio delle stagioni e mostra come la vita cambi nel corso dell’anno. Clima, disponibilità di cibo, riproduzione e difesa del territorio modificano abitudini e comportamenti. L’albero resta fermo, mentre tutto ciò che lo circonda attraversa trasformazioni continue. La quercia non viene presentata come un elemento isolato. È rifugio, fonte di nutrimento, territorio e punto d’incontro tra forme di vita differenti. La sua longevità permette ai registi di costruire un racconto nel quale il tempo naturale appare più ampio rispetto a quello umano. Attraverso immagini ravvicinate e osservazioni attente, il film porta sullo schermo un mondo spesso invisibile. Piccoli spostamenti, conflitti tra animali e strategie di sopravvivenza diventano parti di una storia collettiva. La biodiversità emerge così come una struttura fatta di dipendenze reciproche. La presenza o l’assenza di una specie può incidere sull’intero equilibrio, mentre l’albero offre lo spazio fisico nel quale queste relazioni prendono forma. CinemAmbiente porta il cinema ecologico fuori dal festival La proiezione rientra nel percorso di collaborazione con CinemAmbiente, manifestazione nata a Torino nel 1998 e organizzata dal Museo Nazionale del Cinema. Nel tempo, il festival ha consolidato il proprio ruolo nel panorama italiano dedicato ai film sui temi ambientali. L’attività non si limita alle giornate ufficiali della rassegna. Durante l’anno, CinemAmbiente sostiene la diffusione della cultura ecologica attraverso proiezioni, incontri e iniziative ospitate in spazi differenti. Il cinema diventa uno strumento per tradurre questioni complesse in immagini e storie accessibili. Sostenibilità, tutela degli habitat, cambiamento del paesaggio e rapporto tra persone e risorse naturali entrano in racconti capaci di rivolgersi a pubblici diversi. L’appuntamento di Agliè segue questa impostazione e unisce divulgazione, esperienza culturale e valorizzazione del patrimonio storico. Il Castello di Agliè non ospita soltanto un evento, ma diventa parte della narrazione grazie ai suoi spazi e al contesto naturale nel quale è inserito. La giornata del 27 giugno costruisce quindi un percorso che parte dalle opere di Jessica Carroll, prosegue attraverso le parole degli ospiti e arriva alle immagini della quercia secolare. Un programma unitario, nel quale arte e documentario osservano lo stesso tema con strumenti differenti. - Published: 2026-06-24 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/flowers-festival-2026-a-collegno-oltre-venti-serate-tra-musica-e-spettacolo.html - Categorie: Eventi Flowers Festival torna a Collegno dal 25 giugno al 17 luglio 2026 con un programma che attraversa rap, rock, cantautorato, elettronica e spettacolo. L’undicesima edizione si svolgerà ancora una volta nel Cortile della Lavanderia a Vapore, all’interno del Parco della Certosa, con oltre venti appuntamenti e un’arena capace di accogliere fino a 7. 500 spettatori per serata. La manifestazione riunirà artisti affermati, nuove voci della scena italiana e format dedicati all’intrattenimento. Tre date hanno già registrato il tutto esaurito in prevendita, un dato che conferma la forte attenzione intorno a uno degli eventi musicali più seguiti dell’estate piemontese. Caparezza e Subsonica guidano il programma dell’edizione 2026 Tra gli appuntamenti più attesi figura il ritorno dal vivo di Caparezza, previsto per sabato 11 luglio. Il rapper pugliese salirà sul palco dopo quattro anni di assenza con lo spettacolo legato a “Orbit Orbit”. La data ha già raggiunto il sold out e rappresenta uno dei momenti centrali del cartellone. Mercoledì 15 luglio sarà invece la volta dei Subsonica, impegnati nella tappa torinese del tour “Terre Rare 96-26”. Il concerto celebrerà i trent’anni di carriera della band e vedrà la partecipazione dei Casino Royale, gruppo con cui i Subsonica condividono una lunga storia artistica e musicale. Un’altra prima volta importante sarà quella dei Negramaro, attesi sabato 4 luglio. La band ripercorrerà oltre vent’anni di successi, affiancando i brani più conosciuti alle produzioni recenti. Il concerto precederà una lunga pausa annunciata dal gruppo. Ad aprire il festival, giovedì 25 giugno, sarà Fulminacci, accompagnato da Labadessa e Scar. Il 27 giugno tornerà Mannarino, assente dai tour estivi da tre anni, con un repertorio che unisce folk, world music e cantautorato. Il rap occupa uno spazio centrale nel calendario Il programma dedica ampio spazio alla scena rap italiana. Il 13 luglio saliranno sul palco Noyz Narcos, Rancore e Danno & DJ Craim. La serata riunirà artisti appartenenti a generazioni diverse e proporrà percorsi musicali che vanno dall’hardcore alle nuove forme della scrittura rap. Il 30 giugno arriverà Kid Yugi, affiancato da Ivanbi e Mated & Ceejay, con la tappa del tour “Gli eroi muoiono”. L’8 luglio toccherà a Ernia, che presenterà dal vivo “Per soldi e per amore”, mentre il giorno successivo sarà protagonista Gemitaiz con uno spettacolo rinnovato e una formazione completa. Il 6 luglio Flowers Festival ospiterà Madame. La sua musica combina scrittura urbana, riferimenti letterari e una metrica personale. La presenza dell’artista conferma la volontà del festival di rappresentare linguaggi differenti della musica contemporanea. Indie e rock raccontano più generazioni musicali Martedì 7 luglio il palco sarà affidato a The Zen Circus e Motta. La band porterà a Collegno il tour legato all’album “Il Male”, mentre Motta celebrerà i dieci anni di “La fine dei vent’anni”, disco d’esordio premiato con la Targa Tenco come migliore opera prima. Il 14 luglio torneranno dal vivo I Cani, progetto simbolo della scena indipendente italiana. Il concerto sarà legato all’album “Post mortem”, che ha segnato la riapertura di un percorso discografico rimasto fermo per diversi anni. La serata sarà aperta dal duo elettronico torinese Amore Audio. Giovedì 16 luglio il cartellone proporrà Sarafine, Lamante e Giulia Mei. Tre artiste con identità diverse, unite da una forte attenzione alla scrittura, alla ricerca sonora e alla presenza scenica. Il 2 luglio, invece, saranno protagonisti Tutti Fenomeni e Faccianuvola, tra canzone d’autore, pop contemporaneo e contaminazioni elettroniche. Il 26 giugno arriveranno La Niña e Okgiorgio. La cantautrice partenopea porterà il tour legato a “Furèsta”, album premiato con la Targa Tenco 2025 come miglior disco in dialetto. Okgiorgio proporrà un set costruito tra tastiere, chitarre, mixer e remix realizzati dal vivo. Poesia, comicità e spettacoli oltre la musica Il programma comprende anche eventi che superano il formato tradizionale del concerto. Il 5 luglio Gio Evan presenterà “Extra terrestre”, uno spettacolo che unisce poesia, musica e comicità. Tony Pitony sarà invece protagonista di due date, il 1° e il 17 luglio, entrambe già esaurite. La seconda chiuderà l’intera edizione del festival. Il 3 luglio il pubblico potrà partecipare a “Voglio tornare negli anni 90”, format dedicato alla musica e alla cultura pop del decennio. Il 10 luglio tornerà “Teenage Dream Party”, serata costruita intorno alle canzoni diventate simbolo di film e serie per adolescenti. Flowers Festival riserverà spazio anche alle realtà musicali del territorio. Il 28 giugno saliranno sul palco gli allievi di Upstage Music Lab, mentre il 12 luglio sarà la volta di Professional Drum. Entrambi gli appuntamenti saranno organizzati con il sostegno della Città di Collegno. La Lavanderia a Vapore resta il cuore del festival La sede continua a rappresentare uno degli elementi distintivi della manifestazione. L’arena potrà accogliere fino a 7. 500 persone e disporrà di punti ristoro con diverse proposte alimentari, comprese opzioni vegetariane. I biglietti saranno disponibili online attraverso i circuiti Mailticket e TicketOne. Nei giorni degli spettacoli sarà possibile acquistarli anche presso la biglietteria dell’area, aperta dalle ore 19. L’edizione 2026 è ideata e promossa da Hiroshima Mon Amour e dalla Cooperativa Biancaneve, con la collaborazione della Città di Collegno e della Fondazione Piemonte dal Vivo. Il progetto riceve il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Piemonte, oltre al patrocinio della Città Metropolitana di Torino. - Published: 2026-06-24 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/economia/voucher-scuola-piemonte-2026-2027-requisiti-importi-e-come-presentare-la-domanda.html - Categorie: Economia La Regione Piemonte ha aperto i bandi per i Voucher scuola 2026-2027, misura destinata alle famiglie con figli iscritti alle scuole primarie e secondarie o ai percorsi di formazione professionale. Le richieste potranno essere inviate da giovedì 25 giugno a giovedì 16 luglio 2026, attraverso una procedura interamente digitale. Il nuovo sistema prevede due forme di contributo. Il Voucher A sostiene le spese di iscrizione e frequenza nelle scuole paritarie, mentre il Voucher B riguarda libri, materiale didattico, dispositivi tecnologici, trasporti e attività formative. Gli importi cambiano in base all’ISEE e al grado scolastico frequentato. La data di presentazione non assegnerà alcun vantaggio. Le graduatorie verranno elaborate partendo dai nuclei familiari con ISEE più basso, senza considerare l’ordine cronologico delle domande. Le domande si presentano online attraverso PiemonteTu La richiesta dovrà essere trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma regionale PiemonteTu. Per accedere al servizio sarà necessario utilizzare le credenziali SPID, la Carta d’identità elettronica oppure la tessera sanitaria abilitata. La finestra per compilare la domanda resterà aperta fino al 16 luglio 2026. Le famiglie potranno quindi completare la procedura durante l’intero periodo previsto dal bando, senza la necessità di collegarsi nei primi minuti dopo l’apertura. Alcuni Comuni del Piemonte metteranno a disposizione servizi di assistenza per chi incontra difficoltà con la compilazione digitale. L’elenco degli sportelli sarà consultabile sul portale regionale. Per informazioni generali sarà possibile contattare il Numero Verde 800 333 444. I contributi verranno caricati in formato digitale e potranno essere consultati tramite smartphone. Il loro utilizzo sarà consentito presso gli esercizi convenzionati presenti nell’elenco pubblicato sulla piattaforma regionale. Il Voucher A sostiene le rette delle scuole paritarie Il Voucher A è dedicato agli studenti iscritti alle scuole paritarie, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Il contributo può essere impiegato per coprire, in tutto o in parte, le spese di iscrizione e frequenza. La soglia massima prevista per accedere alla misura è pari a 30. 000 euro di ISEE. La somma assegnata varia in base alla condizione economica della famiglia e alla scuola frequentata. Per i nuclei con ISEE compreso tra zero e 10. 000 euro, l’importo raggiunge 1. 400 euro nella scuola primaria, 1. 650 euro nella secondaria di primo grado e 2. 150 euro nella secondaria di secondo grado. Nella fascia tra 10. 000,01 e 20. 000 euro sono previsti 1. 050 euro per la primaria, 1. 200 euro per la secondaria di primo grado e 1. 600 euro per le superiori. Per le famiglie con ISEE tra 20. 000,01 e 30. 000 euro, il contributo scende rispettivamente a 950, 1. 000 e 1. 200 euro. Gli studenti con disabilità certificata potranno ricevere una maggiorazione del 50% rispetto alla cifra ordinaria. L’intervento punta così a sostenere le famiglie che devono affrontare spese scolastiche più elevate. Il Voucher B copre libri, trasporti e strumenti digitali Il Voucher B si rivolge agli studenti delle scuole statali, delle scuole paritarie e dei percorsi di formazione professionale. La soglia ISEE richiesta è più bassa rispetto a quella prevista per il Voucher A e non può superare 15. 748,78 euro. Il contributo può essere utilizzato per l’acquisto di libri di testo, vocabolari, software, materiale didattico, computer, tablet ed e-reader. Sono ammesse anche le spese legate agli strumenti necessari per i laboratori, alle attività artistiche, ai trasporti e alle iniziative formative integrative. Gli importi partono da 50 euro e arrivano fino a 500 euro, in base alla fascia economica e al livello scolastico. Per le famiglie con ISEE fino a 4. 000 euro sono previsti 150 euro per la scuola primaria, 300 euro per la secondaria di primo grado e 500 euro per quella di secondo grado. Nella fascia compresa tra 4. 000,01 e 9. 000 euro, il valore scende a 100 euro per la primaria, 200 euro per le medie e 300 euro per le superiori. Chi possiede un ISEE tra 9. 000,01 e 15. 748,78 euro potrà ricevere 50 euro per la primaria, 100 euro per la secondaria di primo grado e 200 euro per la secondaria di secondo grado. Anche per questa categoria è prevista una maggiorazione del 50% destinata agli studenti con disabilità certificata. Le graduatorie partiranno dagli ISEE più bassi Il bando chiarisce che la velocità di compilazione non influenzerà l’assegnazione dei contributi. Una domanda inviata il primo giorno e una trasmessa poco prima della chiusura verranno valutate secondo gli stessi criteri. La graduatoria sarà costruita sulla base del valore ISEE, con priorità per le situazioni economiche più fragili. Questa modalità evita che eventuali problemi tecnici, difficoltà di accesso o necessità di assistenza possano penalizzare una famiglia. L’aggiornamento delle soglie e degli importi punta ad ampliare il numero dei potenziali beneficiari. La Regione intende rafforzare il sostegno al diritto allo studio e adattare la misura all’aumento delle spese sostenute dai nuclei familiari. I contributi resteranno utilizzabili fino a marzo 2027 Una volta assegnati, i voucher saranno disponibili in formato digitale. Le famiglie potranno controllare il credito attraverso lo smartphone e utilizzarlo presso negozi e operatori che aderiscono al sistema regionale. La scadenza per spendere gli importi ricevuti è fissata al 31 marzo 2027. Dopo quella data, le somme non utilizzate non saranno più disponibili. Prima di procedere con gli acquisti sarà quindi necessario controllare che l’esercente scelto risulti convenzionato. L’elenco aggiornato sarà accessibile tramite la piattaforma PiemonteTu, insieme alle informazioni sulla gestione del contributo. I Voucher scuola 2026-2027 rappresentano un aiuto concreto per affrontare rette, libri, trasporti e dotazioni digitali. Per ottenere il contributo sarà essenziale disporre di un ISEE valido e completare la richiesta entro il termine del 16 luglio 2026. - Published: 2026-06-24 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/san-giovanni-2026-a-torino-programma-completo-concerti-e-fuochi-dartificio.html - Categorie: Eventi Torino entra nel vivo della Festa di San Giovanni 2026, l’appuntamento dedicato al patrono cittadino che, dal 20 al 24 giugno, porta spettacoli, musica, rievocazioni storiche e attività culturali in numerosi luoghi del capoluogo piemontese. Il calendario coinvolge piazze, musei, impianti sportivi, chiese e spazi affacciati sul Po, con iniziative rivolte a pubblici diversi. Il momento più atteso è fissato per mercoledì 24 giugno, quando piazza Vittorio Veneto ospiterà una serata musicale costruita attorno a quattro balconi trasformati in palchi. Al termine dei concerti arriverà lo spettacolo pirotecnico sul fiume, accompagnato da una colonna sonora dedicata alla città. I primi eventi portano musica, storia e pattinaggio Le celebrazioni sono partite sabato 20 giugno con il suono delle campane del Santuario della Consolata, previsto a mezzogiorno. Nel pomeriggio piazza Palazzo di Città ha accolto musica, danze storiche e personaggi in abiti d’epoca. Alle 18. 30, davanti all’ingresso principale del Cimitero Monumentale, si è tenuto il concerto dell’Orchestra Melos Filarmonica e del Trio Johannes, diretti da György Ráth. Lo Stadio del Ghiaccio Tazzoli ha proposto invece due turni gratuiti di pattinaggio, dalle 17. 30 alle 19. 30 e dalle 20 alle 22. Gli istruttori della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio hanno seguito i partecipanti con lezioni e dimostrazioni pensate anche per chi prova la disciplina per la prima volta. Domenica 21 giugno piazza Carlo Alberto ha ospitato il 39° Majorettes Meeting, seguito dalla sfilata dell’EuroBanda e dalla rievocazione del Concerto della Pace. Dal 21 al 24 giugno sono tornate ad accendersi anche undici installazioni permanenti di Luci d’Artista. Le opere sono illuminate ogni sera dalle 22 all’una, creando un collegamento simbolico con il solstizio d’estate e con le antiche tradizioni legate al fuoco. Il corteo storico accompagna l’accensione del Farò La vigilia del 23 giugno è stata segnata dagli appuntamenti più legati alla tradizione torinese. Alle 18 è partita la sfilata inaugurale tra piazza Palazzo di Città e piazza Castello, con le Turinstars Majorettes, una banda metropolitana e diversi personaggi storici. Palazzo Madama ha ospitato la suonata della campana civica del 1670, seguita dal concerto realizzato con l’antica tecnica delle cordette dal campanile. Dalle 18. 30, il Corteo Storico ha attraversato le vie del centro con partenza dai Giardini Cavour e arrivo in piazza Castello. In serata, l’accensione del Farò della vigilia, una delle consuetudini più riconoscibili della festa patronale. La tradizione attribuisce un significato alla direzione nella quale cade la sagoma del toro collocata sulla sommità della struttura. Il racconto della serata ha unito passato, presente e futuro della città. La parte musicale è stata affidata a DJ Fede, con una selezione contemporanea ispirata ai brani della tradizione piemontese. Musei, sport e concerti animano il giorno del patrono La giornata del 24 giugno inizia alle 9. 30 con una sfilata di auto storiche da piazza Vittorio Veneto al Duomo. Nelle stesse ore, i campanili cittadini sono protagonisti della rassegna Campane in festa per San Giovanni, attiva fino alle 20. GAM, MAO e Palazzo Madama resteranno aperti dalle 10 alle 18 con un biglietto ridotto per collezioni e mostre. Saranno accessibili anche il Sacrario Militare della Grande Guerra, il Sommergibile Provana e il Museo del Mare. Alle 10. 30, nel Duomo, si terrà la Messa solenne e verranno distribuiti i pani della Carità. Il Circolo Amici del Fiume proporrà un torneo di beach volley, una regata di canottaggio, una sfida in dragonboat e il Palio in canoa a cinque posti. Alle 22 partirà la fiaccolata sul Po, dal Castello del Valentino al ponte Vittorio Emanuele I. La musica attraverserà anche le vie del centro con la ScorriBanda di San Giovanni. All’Auditorium Rai Arturo Toscanini, dalle 18 alle 19. 30, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sarà diretta da Riccardo Bisatti. Il programma comprenderà pagine di Rossini, Bellini, Verdi, Ponchielli, Leoncavallo, Puccini e Wolf-Ferrari. Il biglietto avrà un costo di 5 euro. Piazza Vittorio ospita concerti e fuochi sul Po Dalle 19 piazza Vittorio Veneto cambierà volto grazie al Vertical Stage Block Party. Quattro balconi posti in diverse zone della piazza ospiteranno altrettanti punti musicali, ciascuno dotato di un proprio impianto audio. L’ingresso sarà possibile dalle 18. 30 attraverso i varchi predisposti e non richiederà prenotazione, fino al raggiungimento della capienza consentita. Ad aprire la serata saranno Angie Backtomono e Ciao. Discoteca Italiana. Il programma proseguirà con Mista P, protagonista della scena hip hop e urban, tra funk, soul, R&B e rap. Il momento centrale sarà affidato a Walshy Fire, membro dei Major Lazer e figura internazionale della dancehall. Ensi accompagnerà parte degli spettacoli in qualità di host. La conduzione sarà affidata a Manuela Grippi e Federico Sacchi Musicteller, con la partecipazione di Davide D’Urso. Intorno alle 23 inizierà lo spettacolo pirotecnico, costruito attraverso 26 quadri sincronizzati con una colonna sonora originale. La selezione musicale sarà curata da Krano, nome d’arte di Marco Spigariol. Il percorso comprenderà brani di artisti torinesi e due omaggi legati alla città: il tema del film “La donna della domenica” di Ennio Morricone e la canzone “Torino” di Antonello Venditti. Gli effetti scelti saranno a basso impatto acustico e ambientale. - Published: 2026-06-23 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/emergenza-idrica-in-piemonte-fiumi-e-falde-sotto-pressione-riapre-losservatorio-regionale.html - Categorie: News La Regione Piemonte ha riattivato l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica per seguire con maggiore precisione l’evoluzione delle condizioni idrologiche e meteorologiche. La decisione arriva in una fase segnata da piogge nettamente inferiori alla media, temperature elevate e portate fluviali in forte diminuzione. Accanto all’Osservatorio, la Regione ha annunciato anche un tavolo specifico dedicato al Lago Maggiore. L’obiettivo è coordinare il controllo delle risorse idriche destinate all’uso potabile, agricolo e ambientale, con particolare attenzione alle aree dove il deficit appare più marcato. I dati raccolti da Arpa Piemonte delineano un quadro diffuso di sofferenza. Nell’ultimo mese le precipitazioni regionali sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media climatica 1991-2020. Nelle zone settentrionali e orientali il calo ha raggiunto punte del 50%, mentre giugno ha confermato una riduzione delle piogge superiore alla metà dei valori abituali. Le precipitazioni restano molto lontane dalla media La scarsità di pioggia costituisce uno degli elementi centrali dell’attuale fase idrica. Il bilancio idrologico dall’inizio del periodo di osservazione registra un deficit del 23%, mentre dall’inizio dell’anno solare la riduzione si colloca attorno al 6%. Le condizioni di siccità vengono classificate tra lievi e moderate sulle scale temporali di uno e tre mesi. A pesare sono stati soprattutto marzo e aprile 2026, due mesi caratterizzati da precipitazioni ridotte. Le piogge di maggio non sono bastate a compensare la carenza accumulata nei mesi precedenti. Anche la settimana più recente ha confermato la tendenza. Sul bacino del Po sono caduti circa 5 millimetri di pioggia, una quantità insufficiente per sostenere in modo stabile fiumi, falde e riserve superficiali. La situazione appare vicina alla norma soltanto in alcune aree settentrionali, mentre nel resto del Piemonte il deficit resta compreso tra lieve e moderato. Le previsioni indicano una prosecuzione di questo scenario. Le piogge dovrebbero restare sotto la media, con una nuova riduzione della disponibilità idrica soprattutto nei settori occidentali e nel Cuneese. Il caldo accelera la perdita delle riserve d’acqua Alla carenza di precipitazioni si aggiungono temperature superiori ai valori climatici abituali. A maggio l’anomalia media ha raggiunto circa 1,1 gradi in più rispetto alla norma del periodo 1991-2020. Dopo un avvio relativamente fresco, il mese ha registrato un rapido aumento termico nella terza decade. Maggio 2026 è così risultato il settimo più caldo degli ultimi 70 anni in Piemonte. Nella settimana più recente la temperatura media regionale ha raggiunto 18,1 gradi, con un’anomalia positiva di circa 2 gradi. Per i prossimi giorni sono attesi valori superiori alla norma anche di 5 o 6 gradi. Questa condizione può favorire un ulteriore calo delle riserve disponibili, poiché il caldo aumenta l’evaporazione e riduce più rapidamente l’acqua presente nei terreni, nei corsi d’acqua e nei bacini. La Regione considera quindi necessario un controllo continuo. L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha spiegato che la combinazione tra precipitazioni scarse, caldo anomalo e fiumi in sofferenza richiede una risposta tempestiva. La riapertura dell’Osservatorio dovrà consentire una valutazione più costante delle criticità e delle possibili misure da adottare. Neve ridotta e fiumi con portate molto basse Un altro segnale arriva dalla quantità di neve equivalente, indicata con la sigla SWE. Questo parametro misura l’acqua contenuta nel manto nevoso e rappresenta una riserva essenziale per l’alimentazione di fiumi e invasi durante la stagione calda. Il valore registrato in Piemonte è risultato inferiore del 31% rispetto alla media. La riduzione del manto nevoso ha interessato soprattutto le zone occidentali e settentrionali della regione, con effetti diretti sulla quantità d’acqua disponibile nei mesi estivi. Le portate dei principali corsi d’acqua confermano la gravità della fase. Il Sesia registra un calo del 67% rispetto alla media storica. Tanaro, Varaita e Toce mostrano riduzioni vicine al 50%, mentre il Po, nel tratto piemontese, presenta una portata mensile inferiore del 46%. Questi valori descrivono una condizione molto diversa da quella attesa nel periodo. Il calo non riguarda un solo bacino, ma interessa una parte ampia del territorio regionale. A giugno le portate hanno continuato a diminuire, con le criticità più evidenti nelle aree situate a sud del Po. Anche le falde sotterranee mostrano segnali di pressione. In molti punti i livelli superano il 75° percentile, un dato associato a una maggiore profondità dell’acqua rispetto al terreno e a possibili criticità in fase di evoluzione. Il Lago Maggiore diventa un osservato speciale La riapertura dell’Osservatorio regionale dovrà garantire un monitoraggio più capillare dello scenario. L’attività riguarderà le risorse destinate ai consumi domestici, all’agricoltura e alla tutela ambientale, con un confronto costante tra enti, tecnici e soggetti coinvolti nella gestione dell’acqua. Un’attenzione specifica sarà riservata al Lago Maggiore, considerato uno dei punti più delicati dell’attuale fase climatica. Per questo motivo la Regione ha previsto un tavolo dedicato, chiamato a valutare l’andamento dei livelli e le esigenze dei territori collegati al bacino. La scarsità di piogge, la neve ridotta e le alte temperature rendono il quadro particolarmente complesso. I dati disponibili non mostrano segnali di inversione nel breve periodo. Le precipitazioni previste restano modeste, mentre il caldo potrebbe accentuare la riduzione delle portate. Il Piemonte entra così nella parte centrale dell’estate con risorse idriche sotto pressione e margini di recupero limitati. Il nuovo sistema di controllo regionale servirà a seguire l’evoluzione della crisi e a coordinare gli interventi nei settori maggiormente esposti. - Published: 2026-06-23 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/nichelino-il-murales-di-nicholas-omaggia-bud-spencer-e-terence-hill.html - Categorie: News Nichelino continua a legare la propria immagine alla street art. In via Fratelli Cervi è comparso un nuovo murales dedicato a Bud Spencer e Terence Hill, due figure che hanno attraversato generazioni diverse e che conservano ancora oggi un posto riconoscibile nella cultura popolare. L’opera occupa la parete di un’attività commerciale e nasce dalla scelta autonoma di un privato cittadino, al di fuori della programmazione istituzionale del Comune. La realizzazione è stata effettuata dall’artista Nicholas, già noto per i suoi lavori murali. La composizione mostra i volti dei due attori, affiancati da scene e richiami ai personaggi che li hanno resi celebri. Il risultato ha attirato in breve tempo numerosi apprezzamenti e ha trasformato una parete urbana in un nuovo punto di interesse per il quartiere. Il murales nato dalla scelta di un privato cittadino L’opera di via Fratelli Cervi presenta una caratteristica precisa: non fa parte direttamente del progetto comunale Nichelino Lights Up. L’iniziativa nasce infatti dalla volontà spontanea del titolare dell’attività commerciale, che ha scelto di dedicare uno spazio visibile della propria struttura a due protagonisti del cinema italiano. Secondo l’assessore comunale Fiodor Verzola, il valore del murales risiede proprio nella sua origine indipendente. La decisione di rappresentare Bud Spencer e Terence Hill dimostrerebbe come la street art abbia iniziato a trovare spazio anche nelle iniziative private. I due attori vengono considerati figure capaci di superare appartenenze politiche, differenze sociali e sensibilità personali. La loro popolarità, costruita attraverso film entrati nell’immaginario collettivo, rende il murales accessibile a un pubblico molto ampio. Chi passa davanti alla parete può riconoscere volti, atmosfere e scene legate a una coppia cinematografica rimasta nel tempo. La scelta crea così un collegamento immediato tra memoria popolare e spazio urbano. Nicholas firma l’omaggio ai due attori A realizzare il lavoro è stato Nicholas, artista specializzato in murales. La parete presenta una composizione ampia, dominata dai ritratti di Bud Spencer e Terence Hill. Accanto ai due volti trovano spazio altri elementi che richiamano il loro percorso artistico e i personaggi interpretati sul grande schermo. L’artista ha ricevuto numerosi commenti positivi dopo la diffusione delle immagini dell’opera. Il murales ha colpito per le dimensioni, per la riconoscibilità dei soggetti e per la capacità di inserirsi nella struttura dell’edificio. Il fondo dai toni caldi accompagna le figure e crea una scena che richiama le atmosfere di alcuni film della coppia. Il lavoro trasforma la facciata in una sorta di racconto visivo a cielo aperto. La parete non viene utilizzata come semplice superficie decorativa, ma come spazio capace di custodire ricordi condivisi. Il riferimento a Bud Spencer e Terence Hill consente inoltre di avvicinare persone di età diverse, da chi ha visto i loro film al cinema fino a chi li ha conosciuti attraverso i passaggi televisivi. Nichelino Lights Up ha cambiato il volto della città Negli ultimi anni Nichelino ha investito sulla street art attraverso il progetto Nichelino Lights Up, nato con l’obiettivo di abbellire la città e raccontarne l’identità. Le pareti urbane sono state dedicate a personaggi, scrittori e figure considerate importanti dalla comunità. Tra le opere già realizzate figurano i murales dedicati a Italo Calvino, Piero Angela e Don Lorenzo Milani. A questi si aggiunge il lavoro legato alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, firmato dall’artista Vesod. Ogni intervento ha contribuito alla costruzione di un percorso diffuso, nel quale gli edifici diventano supporti per immagini, storie e riferimenti culturali. Il murales di Bud Spencer e Terence Hill nasce fuori da questo programma, ma il Comune riconosce un collegamento diretto con il clima creato dal progetto. Verzola ritiene che Nichelino Lights Up abbia piantato un seme, favorendo una nuova attenzione verso l’arte urbana. L’iniziativa privata di via Fratelli Cervi rappresenterebbe quindi il segnale di un’idea che ha superato i confini dell’amministrazione. La street art, da intervento promosso dagli enti pubblici, entra così nelle scelte di cittadini e commercianti. Il passaggio indica che il linguaggio dei murales è ormai percepito come uno strumento utile per valorizzare un edificio, comunicare un interesse e contribuire all’immagine complessiva della città. La street art diventa patrimonio della comunità Per l’amministrazione comunale, il nuovo lavoro rappresenta un risultato significativo perché conferma la diffusione di una narrazione positiva di Nichelino. L’arte urbana viene vista come un mezzo per raccontare passioni, memorie e figure capaci di unire persone con esperienze differenti. L’opera dedicata a Bud Spencer e Terence Hill mostra come un progetto possa continuare a produrre effetti anche senza un intervento diretto delle istituzioni. Quando un cittadino decide di investire su un murales, l’idea originaria acquista una nuova dimensione e diventa parte delle abitudini culturali del territorio. Via Fratelli Cervi ospita ora un’immagine destinata a farsi notare. Il murales arricchisce il quartiere, valorizza una superficie privata e inserisce due icone del cinema nel percorso di arte urbana che si è sviluppato a Nichelino. La risposta positiva ricevuta dall’opera conferma l’interesse verso questo tipo di interventi e rafforza il rapporto tra città, creatività e partecipazione spontanea. Il nuovo lavoro di Nicholas si affianca quindi ai murales già presenti sul territorio, pur mantenendo una propria identità. La sua origine privata racconta l’evoluzione di un progetto che, partito dalle iniziative comunali, ha raggiunto cittadini e attività locali. Nichelino continua così a cambiare volto attraverso pareti che diventano luoghi di memoria, riconoscimento e condivisione. - Published: 2026-06-23 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-investe-sul-verde-urbano-saranno-piantati-2-800-alberi-lungo-55-viali.html - Categorie: News Torino avvia un ampio programma dedicato alla cura e al potenziamento delle alberate cittadine. Nei prossimi tre anni saranno messi a dimora circa 2. 800 nuovi alberi lungo 55 viali, scelti in base alle condizioni del patrimonio vegetale e alla presenza di spazi rimasti privi di piante. Il progetto, denominato “Torino cresce nel verde e nella salute”, nasce dalla collaborazione tra la Città di Torino, l’ASL Città di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo. La sua presentazione è avvenuta in corso Re Umberto con la piantumazione simbolica di un albero, gesto che ha segnato l’avvio di un intervento destinato a modificare diversi assi urbani. L’operazione prevede un investimento complessivo di circa 2,5 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2026 e il 2030. Le risorse serviranno alla posa delle nuove piante, alla sistemazione delle aiuole e al controllo degli effetti prodotti dal verde sull’ambiente e sulla salute dei residenti. Il progetto interessa 55 viali distribuiti in tutta Torino La scelta delle strade coinvolte segue criteri precisi. L’amministrazione ha individuato 55 viali cittadini nei quali risultano presenti alberi mancanti o spazi adatti a nuovi inserimenti. Una particolare attenzione sarà riservata alle alberate storiche, considerate parte integrante del paesaggio urbano torinese. La città dispone già di un patrimonio composto da oltre 60. 000 alberi, distribuiti lungo circa 300 chilometri di filari. Le nuove piantumazioni consentiranno di colmare parte dei vuoti che si sono formati nel tempo e di rafforzare la continuità delle alberate nei corsi e nelle vie interessate. Gli interventi riguarderanno zone differenti, dal centro ai quartieri più esterni. Il programma punta così a distribuire le nuove piante su una parte ampia del territorio comunale, senza concentrare le opere in una sola area. Il verde urbano viene collegato anche al miglioramento della qualità dell’aria e del benessere quotidiano. Alberi e aiuole assumono quindi un ruolo che supera il semplice valore estetico, poiché entrano nel progetto di gestione degli spazi pubblici e nella valutazione delle condizioni ambientali cittadine. Mille nuovi alberi saranno messi a dimora nel 2026 Una parte consistente del programma sarà realizzata già nel corso del 2026. Il piano prevede la piantumazione di circa 1. 000 alberi entro l’anno, suddivisi in più fasi operative. I primi interventi risultano già completati in corso Francia, corso Potenza, corso Lecce, piazza Sofia e corso Tazzoli. In queste aree sono stati occupati alcuni degli spazi disponibili lungo i filari esistenti, con l’obiettivo di ricostruire una presenza vegetale più continua. Una seconda fase è attesa tra ottobre e novembre. In quel periodo saranno collocate altre 600 piante in diversi punti della città. Tra le strade indicate figurano corso Re Umberto, corso San Maurizio e corso Corsica. La distribuzione dei lavori in momenti diversi permette di seguire un calendario legato alle caratteristiche delle zone interessate e alla gestione delle singole piantumazioni. Il progetto proseguirà poi nei due anni successivi, fino al raggiungimento del totale previsto. Le specie saranno scelte in base alle condizioni climatiche Uno degli aspetti centrali riguarda la selezione degli alberi. Dove le caratteristiche del luogo lo consentiranno, saranno adottate specie più adatte alle nuove condizioni dell'ambiente. La scelta dovrà tenere conto della capacità delle piante di adattarsi alle trasformazioni del clima e alle caratteristiche degli spazi urbani. Nei viali storici il criterio sarà differente. In questi casi verranno conservate le essenze già presenti, così da rispettare l’identità delle alberate e la loro continuità nel paesaggio cittadino. Il piano cerca quindi un equilibrio tra conservazione e rinnovamento. Da una parte tutela le caratteristiche dei filari storici, dall’altra introduce alberi selezionati per affrontare condizioni ambientali cambiate rispetto al passato. La scelta delle specie avrà un peso diretto sulla durata delle nuove piantumazioni. Alberi adatti al contesto urbano possono offrire maggiore stabilità nel tempo e ridurre il rischio che gli interventi perdano efficacia dopo pochi anni. Le aiuole saranno sistemate insieme alle nuove alberature La posa degli alberi non costituisce l’unico intervento previsto. Il programma comprende anche opere di miglioramento delle aiuole, necessarie per offrire condizioni più favorevoli alle nuove piante e per riordinare gli spazi che le accoglieranno. Le aree alla base degli alberi svolgono una funzione importante nella gestione del verde. La loro sistemazione permette di integrare meglio le nuove piantumazioni nei viali e di rendere più ordinato l’aspetto delle strade interessate. L’intervento sulle aiuole consentirà inoltre di affrontare le diverse situazioni presenti nei 55 viali selezionati. Ogni zona potrà richiedere soluzioni differenti in base alle dimensioni degli spazi, alle caratteristiche dei filari e alla presenza di piante già esistenti. Il programma assume così una dimensione più ampia rispetto alla semplice aggiunta di alberi. L’obiettivo riguarda la riqualificazione complessiva delle alberate, con lavori che interessano sia le piante sia gli spazi circostanti. L’ASL misurerà gli effetti del verde sulla salute La collaborazione con l’ASL Città di Torino introduce una componente dedicata al controllo dei risultati. Il progetto prevede infatti un sistema di monitoraggio per valutare gli effetti del verde sulla salute pubblica e sull’ambiente. La raccolta dei dati permetterà di osservare nel tempo il rapporto tra la crescita delle alberature e le condizioni delle aree coinvolte. Il piano unisce quindi l’intervento materiale nei viali a una fase di analisi, utile per verificare l’impatto prodotto dalle nuove piante. Questa impostazione lega la gestione del patrimonio arboreo al benessere dei cittadini. Il verde viene considerato parte della struttura urbana e uno degli elementi da osservare nella valutazione della qualità degli spazi pubblici. Con 2. 800 nuove piante, 55 viali coinvolti e un programma pluriennale, Torino punta a rafforzare un patrimonio che già supera i 60. 000 alberi. I primi cantieri risultano conclusi, mentre la fase prevista per l’autunno porterà centinaia di nuovi esemplari in altri corsi della città. - Published: 2026-06-23 - Modified: 2026-06-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-nella-morsa-del-caldo-il-21-giugno-e-il-terzo-piu-rovente-dal-1965.html - Categorie: News L’estate astronomica è iniziata con temperature eccezionalmente elevate in Piemonte. Domenica 21 giugno 2026 il caldo ha raggiunto livelli che, in alcune aree della regione, hanno sfiorato i valori record registrati negli ultimi decenni. Le massime hanno superato i 35 gradi in numerose località, con punte vicine ai 39 gradi tra Astigiano e Alessandrino. Valori molto alti sono stati rilevati anche nelle zone montane, dove l’altitudine non è bastata a contenere l’aumento termico. La fase di caldo intenso non appare vicina alla conclusione. L’anticiclone subtropicale presente sull’Europa centro-occidentale e meridionale continuerà a influenzare il Piemonte almeno per diversi giorni, con afa persistente nelle ore centrali e temperature elevate anche durante la notte. Le condizioni atmosferiche potrebbero restare anomale fino all’inizio di luglio. Il 21 giugno entra tra le giornate più calde La stazione meteorologica dell’aeroporto di Torino Caselle ha registrato una temperatura massima di 36 gradi. Il dato colloca il 21 giugno 2026 al terzo posto tra le giornate di giugno più calde osservate nella stessa stazione a partire dal 1965. I due valori superiori appartengono entrambi al giugno 2019. Il 27 giugno di quell’anno la temperatura raggiunse 36,9 gradi, mentre il giorno successivo i termometri si fermarono a 36,4 gradi. Il dato del 2026 resta quindi distante soltanto pochi decimi dai livelli più alti della serie storica. Il confronto mostra la portata dell’attuale ondata di calore. Il caldo non riguarda una singola area, dato che valori molto elevati sono stati osservati in gran parte del territorio piemontese. Le zone pianeggianti hanno subito le temperature più forti, ma l’anomalia ha coinvolto anche le vallate alpine e le località poste a quote superiori. L’avvio dell’estate ha così assunto caratteristiche pienamente canicolari. La combinazione tra temperature elevate, umidità e scarsa ventilazione ha aumentato la sensazione di disagio, soprattutto nei centri urbani e nelle aree dove il calore accumulato durante il giorno si disperde con maggiore difficoltà. L’anticiclone rafforza caldo e afa sul Piemonte La causa principale della fase rovente è legata alla presenza di un anticiclone subtropicale che da diversi giorni occupa una parte molto ampia dell’Europa. La struttura atmosferica interessa le regioni centro-occidentali e meridionali del continente e favorisce la risalita di masse d’aria molto calda. Sul Piemonte l’anticiclone dovrebbe mantenere una forte influenza almeno fino a mercoledì 24 giugno. In questo periodo il caldo potrebbe accentuarsi ulteriormente, con temperature molto alte durante il giorno e condizioni afose nelle ore notturne. Le minime elevate rappresentano uno degli aspetti più problematici dell’ondata di calore. Quando la temperatura non scende in modo significativo dopo il tramonto, le abitazioni e le strade trattengono una parte del calore accumulato. Il disagio termico tende così a proseguire per l’intera giornata, senza una vera pausa nelle ore più fresche. La fase attuale si distingue per la sua estensione geografica e per la possibile lunga durata. La massa d’aria rovente potrebbe continuare a interessare diversi Paesi europei fino ai primi giorni di luglio. In alcune aree le temperature potrebbero restare tra 6 e 10 gradi sopra la media tipica del periodo. Il caldo potrebbe proseguire fino ai primi di luglio L’elemento più rilevante non riguarda soltanto i picchi raggiunti durante le ore pomeridiane. A preoccupare è soprattutto la persistenza della configurazione atmosferica, che potrebbe mantenere condizioni molto calde per un periodo prolungato. Il Piemonte si trova all’interno di una vasta area caratterizzata da anomalie termiche marcate. Le pianure padane e le zone alpine risultano tra i territori interessati dalla risalita calda, con temperature elevate anche a quote dove, nel mese di giugno, i valori dovrebbero risultare più contenuti. La durata dell’evento potrebbe rendere questa ondata di calore una delle più estese e intense osservate in giugno. Le giornate consecutive con massime molto alte aumentano gli effetti sulle città, sui terreni e sui corsi d’acqua. Le condizioni di siccità già visibili in alcuni territori possono diventare ancora più evidenti in assenza di precipitazioni diffuse. Per un cambiamento più deciso sarà necessario attendere un indebolimento dell’alta pressione. Al momento, però, non emerge una vera svolta a breve termine. Le temperature potranno subire variazioni locali, ma il contesto generale resterà dominato dal caldo intenso e da una forte stabilità atmosferica. Temporali intensi possibili nelle aree alpine Le zone montane potrebbero beneficiare di un temporaneo calo delle temperature grazie alla formazione di temporali di calore. Questi fenomeni potranno svilupparsi durante le ore pomeridiane, favoriti dal forte riscaldamento diurno e dalla presenza di aria relativamente più fresca alle quote superiori ai 5. 000 metri. Le aree maggiormente esposte sono le vallate alpine interne comprese tra il Monviso e il Monte Rosa. Il rischio riguarda quindi soprattutto le Alpi Cozie, le Alpi Graie e le Alpi Pennine. In queste zone i temporali potranno assumere forte intensità. Non si escludono nubifragi e precipitazioni abbondanti concentrate in intervalli di tempo ridotti. Una situazione di questo tipo può creare criticità locali, in particolare nei territori più fragili dal punto di vista idrogeologico. Il refrigerio associato ai temporali avrà carattere limitato. Dopo il passaggio dei fenomeni, le temperature potranno diminuire per alcune ore, ma la presenza dell’anticiclone continuerà a sostenere valori superiori alla media. In pianura le piogge restano poco probabili La situazione appare diversa nelle pianure piemontesi. Fino alla metà della settimana non sono previste precipitazioni diffuse. Qualche temporale nato sulle montagne potrebbe raggiungere in modo temporaneo i settori pedemontani, ma si tratterebbe di episodi locali. Un lieve calo della pressione atmosferica potrebbe favorire un cambiamento tra giovedì e venerdì. In quella fase alcuni temporali potrebbero estendersi dalle Alpi verso le aree pianeggianti. La possibilità resta legata all’evoluzione della struttura anticiclonica e alla capacità delle correnti più fresche di avanzare verso sud. Fino ad allora, il Piemonte dovrà affrontare giornate caratterizzate da temperature elevate, afa e notti poco fresche. Il 21 giugno ha già conquistato un posto tra le giornate più calde della serie storica di Torino Caselle. I giorni successivi potrebbero confermare la forza di un’ondata di calore destinata a segnare l’inizio dell’estate 2026. - Published: 2026-06-22 - Modified: 2026-06-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/il-quarto-stato-di-pellizza-da-volpedo-il-piemonte-prepara-la-candidatura-a-patrimonio-dellumanita.html - Categorie: News Il Quarto Stato, celebre dipinto realizzato nel 1901 da Giuseppe Pellizza da Volpedo, potrebbe avviarsi nel percorso verso la candidatura al riconoscimento UNESCO. L’opera, esposta in modo permanente al Museo del Novecento di Milano, raffigura una folla di lavoratori che procede compatta e pacifica. Al centro della scena emergono dignità, consapevolezza e partecipazione collettiva, valori che hanno reso il quadro uno dei simboli più riconoscibili dell’arte italiana. L’iniziativa punta a tutelare il significato storico e sociale del dipinto, oltre al legame profondo che unisce l’autore al paese di Volpedo e alla provincia di Alessandria. Il progetto nasce da un confronto tra la Regione Piemonte, le amministrazioni locali, le realtà culturali e le istituzioni del territorio. La Regione Piemonte prepara il percorso per la candidatura L’annuncio è arrivato al termine di un incontro organizzato a Volpedo, al quale hanno preso parte il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale agli Enti locali Enrico Bussalino e diversi rappresentanti delle istituzioni locali. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Elisa Giardini, il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona Pier Luigi Rognoni. Al confronto hanno partecipato anche esponenti dell’associazione Pellizza da Volpedo e figure impegnate da tempo nella tutela della memoria dell’artista. L’obiettivo dichiarato consiste nella costruzione di un progetto condiviso, capace di riunire competenze amministrative, culturali e territoriali. La Regione intende valutare nelle prossime settimane il percorso più adatto per presentare la candidatura. Sarà necessario individuare la categoria nella quale inserire il progetto e definire gli elementi che potranno sostenere la richiesta. Al centro resteranno il valore universale del dipinto, la sua storia e il messaggio che continua a trasmettere a oltre un secolo dalla realizzazione. Secondo i rappresentanti regionali, l’opera parla di dignità del lavoro, progresso sociale e partecipazione civile. Il suo significato supera quindi i confini piemontesi e italiani, poiché affronta temi comprensibili in contesti culturali e storici differenti. Un dipinto che continua a parlare alle nuove generazioni La scena ideata da Pellizza da Volpedo mostra una comunità in cammino. I protagonisti avanzano senza violenza, con una presenza solida e consapevole. Questa rappresentazione ha contribuito a trasformare il quadro in un riferimento per la storia sociale e culturale del Novecento. L’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, insieme agli assessori Enrico Bussalino e Federico Riboldi, ha richiamato l’attenzione sulla capacità dell’opera di comunicare con il pubblico contemporaneo. A distanza di molti anni, Il Quarto Stato conserva una forza immediata, legata alla semplicità della composizione e alla chiarezza del suo messaggio. Il dipinto racconta il lavoro attraverso i volti e i corpi delle persone. Non presenta una folla indistinta, ma uomini e donne che occupano lo spazio con decisione. Proprio questa scelta ha permesso all’opera di diventare un’immagine riconoscibile, capace di rappresentare temi ancora presenti nel dibattito pubblico. La candidatura avrebbe quindi il compito di proteggere l’opera e il suo patrimonio culturale, senza separarla dalla comunità nella quale è nata. Il progetto dovrebbe unire arte, storia e identità locale, con il contributo dei musei, delle associazioni e degli enti interessati. Volpedo rivendica il legame con Pellizza e la sua opera Per la provincia di Alessandria, la possibile candidatura rappresenta un’occasione di valorizzazione culturale e territoriale. Il presidente Luigi Benzi ha confermato la disponibilità dell’amministrazione provinciale a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte. Il nome di Volpedo è legato in modo diretto al pittore e alla sua produzione artistica. Questa relazione ha portato il paese a sviluppare, nel corso dei decenni, attività dedicate alla conservazione dei luoghi, delle opere e dei documenti che raccontano la vita dell’autore. Il riconoscimento internazionale potrebbe rafforzare la visibilità del territorio e attirare maggiore attenzione verso la storia di Pellizza, il suo studio e i percorsi culturali nati intorno alla sua figura. L’interesse non riguarda quindi soltanto il dipinto conservato a Milano, ma anche il contesto dal quale l’opera ha tratto origine. Per Volpedo, il progetto assume inoltre un valore identitario. La comunità considera Il Quarto Stato una parte essenziale della propria memoria e del proprio patrimonio. La possibile candidatura riconosce un lavoro di tutela iniziato molti anni fa e proseguito attraverso iniziative locali, attività museali e progetti culturali. Lo Studio del pittore al centro di una tutela lunga decenni Un passaggio decisivo risale al 1966, quando Maria e Nerina Pellizza donarono al Comune lo Studio dell’artista. La scelta permise di trasformare quel luogo in un museo aperto alla collettività e pose le basi per un’attività stabile di conservazione. Da quella donazione nacque un percorso che ha mantenuto viva la presenza del pittore nel paese. Lo Studio è diventato un riferimento per chi desidera conoscere il suo metodo di lavoro, l’ambiente nel quale operava e il rapporto con Volpedo. Il sindaco Elisa Giardini ha ricordato il valore di quel gesto e il lungo impegno portato avanti dalla comunità. La candidatura UNESCO viene considerata il possibile sviluppo di una storia costruita nel tempo, grazie alla collaborazione tra cittadini, enti e associazioni. Il Quarto Stato appartiene alla storia dell’arte italiana, ma conserva un rapporto preciso con il luogo nel quale Pellizza maturò la propria visione. La proposta mira a far riconoscere questa relazione e a proteggere un messaggio che continua a parlare di lavoro, dignità e partecipazione. Il prossimo passaggio consisterà nella definizione tecnica e culturale del progetto. Regione, Provincia, Comune e soggetti interessati dovranno stabilire modalità, tempi e contenuti della candidatura. L’obiettivo resta quello di portare il dipinto e la sua storia verso un riconoscimento di rilievo internazionale, con Volpedo al centro del percorso. - Published: 2026-06-22 - Modified: 2026-06-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/siccita-in-piemonte-dalla-diga-di-ceresole-acqua-costante-per-i-campi-del-canavese.html - Categorie: News Il Piemonte affronta l’inizio dell’estate con una crescente attenzione verso la disponibilità delle risorse idriche. Le condizioni registrate nelle prime settimane di giugno hanno mostrato segnali di difficoltà, mentre il caldo anticipato ha aumentato rapidamente il bisogno d’acqua nelle campagne. Nel Canavese, uno dei principali problemi riguardava il flusso proveniente dalla diga di Ceresole Reale, presente in quantità sufficiente ma distribuito in modo irregolare. Dopo il confronto tra Coldiretti Torino e Iren Energia, è stato attivato un rilascio costante dell’acqua destinata ai consorzi irrigui collegati all’asta del torrente Orco. La misura punta a garantire ai campi una disponibilità più stabile durante una fase particolarmente delicata per le coltivazioni. Dalla diga di Ceresole arriva un flusso più regolare La soluzione è arrivata al termine di una trattativa tra Coldiretti Torino e Giuseppe Bergesio, amministratore di Iren Energia. L’azienda, responsabile della gestione del sistema idroelettrico della valle Orco, ha stabilizzato il rilascio dalla diga di Ceresole Reale, così da assicurare una quantità d’acqua adeguata alle necessità agricole. Il provvedimento riguarda in particolare i consorzi irrigui che prelevano l’acqua lungo il torrente Orco. Da questa rete dipende l’irrigazione di numerosi terreni del Canavese, dove le alte temperature hanno accelerato lo sviluppo delle colture e aumentato il fabbisogno idrico. La disponibilità complessiva dell’acqua non rappresentava il principale ostacolo. Il problema riguardava la modalità con cui il flusso raggiungeva i canali. In alcune ore arrivavano quantità molto elevate, seguite da fasi nelle quali il livello risultava troppo basso. Una distribuzione simile rendeva difficile organizzare l’irrigazione e utilizzare con efficacia le prese presenti nel Comprensorio Orco. Con il rilascio regolare, gli agricoltori possono contare su un flusso più prevedibile. La stabilità assume un valore particolare nei periodi caldi, quando i terreni richiedono acqua con maggiore frequenza e le colture possono risentire rapidamente di eventuali interruzioni. La produzione idroelettrica causava forti variazioni Le oscillazioni erano legate al funzionamento della produzione idroelettrica. Il rilascio dell’acqua seguiva infatti le esigenze degli impianti e l’andamento del mercato energetico. Questa gestione generava picchi difficili da conciliare con le necessità quotidiane dell’agricoltura. Il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, ha spiegato che la quantità necessaria era disponibile, ma arrivava nei canali con una frequenza irregolare. Per i campi, invece, serve una fornitura continua e controllabile, capace di sostenere le colture senza alternare eccessi e carenze. Un rilascio abbondante concentrato in un periodo limitato può risultare poco utile quando le prese irrigue hanno bisogno di tempi costanti. Allo stesso modo, una successiva riduzione del flusso rischia di lasciare alcune aree senza acqua proprio nelle ore in cui la richiesta aumenta. La nuova organizzazione punta quindi a rendere compatibili l’attività idroelettrica e le esigenze dei territori agricoli. Il risultato del confronto consente ai consorzi di pianificare meglio la distribuzione e offre una risposta immediata a una situazione diventata più complessa nel giro di pochi giorni. Il caldo di giugno ha infatti modificato i normali ritmi stagionali, con conseguenze dirette sulla richiesta d’acqua. Il caldo anticipa la crescita delle colture Le temperature eccezionali registrate nel mese di giugno hanno accelerato lo sviluppo delle piante. Di conseguenza, il bisogno di irrigazione è cresciuto prima rispetto al normale calendario agricolo. I campi richiedono già volumi d’acqua tipici di una fase estiva più avanzata, mentre la stagione è appena iniziata. A rendere il quadro più delicato contribuisce la progressiva riduzione dell’acqua prodotta dalla fusione della neve in montagna. Questa risorsa, importante per alimentare torrenti e bacini durante la primavera, risulta ormai vicina all’esaurimento. Il territorio si trova quindi ad affrontare un’elevata domanda irrigua proprio mentre una delle principali fonti stagionali diminuisce. I segnali osservati nelle settimane precedenti avevano già evidenziato un peggioramento delle condizioni idrologiche regionali. L’assenza di una disponibilità regolare avrebbe potuto creare ulteriori difficoltà nei campi del Canavese, dove molte attività dipendono dai canali collegati al torrente Orco. Il rilascio costante dalla diga rappresenta una risposta concreta alla situazione attuale. Coldiretti chiede piccoli invasi e maggiore efficienza L’intervento sulla diga permette di affrontare l’emergenza immediata, ma Coldiretti Torino richiama l’attenzione anche sui limiti strutturali del sistema irriguo. L’organizzazione agricola ha nuovamente segnalato il tema agli assessori regionali all’Ambiente e all’Agricoltura, Matteo Marnati e Paolo Bongioanni. Tra le richieste figurano la realizzazione di piccoli invasi e un maggiore sostegno agli interventi per l’efficientamento idrico. Queste opere consentirebbero di raccogliere l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità e utilizzarla nei momenti in cui le campagne ne hanno più bisogno. Una gestione più efficiente potrebbe ridurre le difficoltà legate ai flussi irregolari e limitare la dipendenza dalle condizioni meteorologiche delle singole settimane. Nel caso del Canavese, la stabilizzazione del rilascio mostra quanto sia importante coordinare i diversi utilizzi della risorsa, dalla produzione energetica fino all’irrigazione. Il nuovo flusso dalla diga di Ceresole offre sollievo ai campi serviti dal torrente Orco. L’evoluzione delle temperature e delle riserve idriche continuerà però a richiedere attenzione, soprattutto se il caldo resterà intenso e la neve montana non potrà più contribuire all’alimentazione dei corsi d’acqua. - Published: 2026-06-22 - Modified: 2026-06-22 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-delle-famiglie-alla-reggia-di-venaria-una-giornata-gratuita-tra-laboratori-musei-e-salute.html - Categorie: Eventi I Giardini della Reggia di Venaria accoglieranno una nuova giornata dedicata alla prima infanzia, alla cultura e ai servizi presenti sul territorio piemontese. Domenica 20 settembre 2026, dalle ore 10 alle 19, si terrà la sesta edizione della Festa delle Famiglie, un appuntamento gratuito rivolto in particolare ai genitori dei bambini e delle bambine nati nel 2025 e nel 2026. L’iniziativa offrirà alle neomamme e ai neopapà la possibilità di trascorrere alcune ore all’interno dei Giardini e, nello stesso tempo, conoscere attività, strutture e professionisti che lavorano ogni giorno a sostegno dei nuclei familiari. Il programma unirà momenti ricreativi, proposte culturali, incontri con il personale sanitario e occasioni di confronto sui primi mesi di vita dei bambini. Una giornata gratuita tra gioco, musica e movimento Nel corso dell’intera giornata, gli spazi della Reggia ospiteranno laboratori dedicati al gioco creativo, alla musica e alla danza. Le attività saranno pensate per coinvolgere genitori e figli in un ambiente aperto, accessibile e adatto alle esigenze dei più piccoli. Una parte del programma riguarderà la lettura condivisa. Le famiglie potranno conoscere il valore dei libri fin dai primi mesi di vita e comprendere come la voce dei genitori possa accompagnare la crescita del bambino. La lettura in casa verrà presentata come un’attività semplice da inserire nella quotidianità, capace di creare momenti di vicinanza e attenzione. Tra le proposte previste figura anche il massaggio infantile, pratica alla quale sarà riservato uno spazio specifico. Genitori e operatori potranno confrontarsi sui benefici legati al contatto, alla relazione e alla conoscenza dei segnali espressi dal neonato. Musica, movimento, lettura e attività manuali formeranno quindi il nucleo ricreativo della manifestazione. Ogni esperienza sarà inserita in una giornata costruita per far conoscere alle famiglie le opportunità disponibili nella rete locale. Gli specialisti incontrano neomamme e neopapà Accanto ai laboratori, la Festa delle Famiglie offrirà un contatto diretto con medici, operatori sanitari e professionisti della prima infanzia. I partecipanti potranno porre domande, ricevere indicazioni pratiche e affrontare alcuni dei temi che caratterizzano il periodo successivo alla nascita. Una particolare attenzione sarà riservata al supporto all’allattamento. Gli specialisti potranno chiarire dubbi e fornire raccomandazioni alle famiglie che cercano un confronto qualificato. Il programma affronterà anche le buone pratiche utili a favorire uno sviluppo psicofisico equilibrato del bambino. L’obiettivo della giornata sarà rendere più semplice l’incontro tra cittadini e servizi sanitari. In un unico luogo saranno presenti diverse competenze, con la possibilità di ricevere informazioni senza dover individuare separatamente strutture e referenti. La manifestazione costituirà inoltre un’occasione per conoscere meglio il lavoro svolto da consultori, ospedali e aziende sanitarie dell’area metropolitana torinese. Il confronto diretto permetterà alle famiglie di orientarsi tra le risorse disponibili e di comprendere a chi rivolgersi in base alle diverse necessità. Il Passaporto culturale apre le porte dei musei Durante l’evento saranno presenti i rappresentanti dei Comuni che partecipano al circuito territoriale rivolto ai bambini e ai loro genitori. Anche le biblioteche locali illustreranno le attività dedicate all’infanzia e i servizi rivolti alle famiglie. Uno dei temi centrali sarà il Passaporto culturale – Nati con la Cultura, ideato dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna. Il documento viene consegnato dalle strutture sanitarie, inviato dalle amministrazioni locali oppure scaricato dal portale dedicato. Grazie al pass, il nucleo familiare può entrare gratuitamente, durante il primo anno di vita del bambino, in più di 50 strutture museali appartenenti alla rete Abbonamento Musei del Piemonte. Gli spazi coinvolti sono organizzati per accogliere anche i visitatori più piccoli. Il progetto punta a rendere la cultura accessibile fin dalla nascita e a trasformare la visita al museo in un’esperienza adatta a tutta la famiglia. Per i genitori, la Festa di Venaria rappresenterà quindi un momento utile per capire come ottenere il pass, dove utilizzarlo e quali realtà fanno parte della rete. Il collegamento tra musei, biblioteche, ospedali e amministrazioni locali mostra la dimensione ampia dell’iniziativa. Cultura, salute e sostegno alla genitorialità saranno riuniti all’interno dello stesso programma, con attività pensate per le diverse esigenze dei partecipanti. Una rete di Comuni e strutture sanitarie La Festa delle Famiglie è organizzata dalla Reggia di Venaria, dal CCW-Cultural Welfare Center ETS e dall’associazione La Rete delle Donne. Alla realizzazione dell’appuntamento partecipano 32 amministrazioni comunali della cintura torinese e numerose realtà sanitarie dell’area metropolitana. Tra i soggetti coinvolti compare l’Asl To4, presente attraverso gli ospedali di Ciriè, Chivasso e Ivrea. La rete comprende anche la Città della Salute di Torino con l’Ospedale Sant’Anna, l’Asl Città di Torino con i consultori e gli ospedali Martini e Maria Vittoria, oltre all’Ordine Mauriziano. Partecipano inoltre l’Asl To3, con le strutture di Rivoli e Pinerolo, e l’Asl To5, attraverso i servizi consultoriali e gli ospedali di Chieri, Carmagnola e Moncalieri. La presenza congiunta di queste realtà consentirà di presentare alle famiglie una panoramica ampia dei servizi attivi sul territorio. Dalle ore 10 alle 19, i Giardini della Reggia diventeranno così un punto di incontro tra famiglie, istituzioni, biblioteche, musei e personale sanitario. L’accesso gratuito e la varietà delle attività renderanno la giornata adatta sia a chi cerca un momento di svago sia a chi desidera informazioni sui servizi per la prima infanzia. - Published: 2026-06-22 - Modified: 2026-06-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/temperature-roventi-in-piemonte-oltre-38-gradi-in-pianura-e-nei-fondovalle.html - Categorie: News L’estate astronomica è iniziata con una giornata segnata da temperature eccezionalmente elevate in Piemonte. In numerose aree della regione i termometri hanno superato con facilità la soglia dei 35 gradi, mentre tra Astigiano e Alessandrino sono stati registrati valori prossimi ai 39 gradi. Il caldo ha interessato le città, le zone di pianura, i fondovalle collinari e persino diverse località alpine. La giornata del 21 giugno ha quindi confermato la notevole intensità dell’ondata di calore che sta coinvolgendo il territorio piemontese. I dati rilevati dalle reti meteorologiche regionali mostrano differenze tra le province, ma restituiscono un quadro omogeneo: le temperature si sono mantenute molto alte quasi ovunque. Le previsioni, inoltre, indicano un possibile ulteriore aumento nel corso dei prossimi giorni. Alessandria guida la classifica delle città più calde Tra i capoluoghi piemontesi, il valore più elevato è stato rilevato ad Alessandria, dove la temperatura ha raggiunto i 38 gradi. Subito dietro si è collocata Asti, con una massima di 37 gradi. Anche Torino e Vercelli hanno vissuto una giornata particolarmente calda, con valori arrivati fino a 36 gradi. A Biella, Novara e Verbania la temperatura massima si è fermata a 34 gradi. Si tratta comunque di dati elevati, soprattutto considerando che l’estate astronomica era appena iniziata. Cuneo ha registrato la massima più contenuta tra i capoluoghi analizzati, con 32 gradi, un valore che resta pienamente estivo. La distribuzione delle temperature evidenzia una maggiore intensità del caldo nelle province meridionali e orientali della regione. L’area compresa tra Asti e Alessandria ha concentrato i picchi principali, mentre le altre città piemontesi hanno mantenuto valori inferiori, pur senza trovare un reale sollievo. Il quadro regionale appare dunque caratterizzato da caldo diffuso e temperature superiori ai 30 gradi anche nelle località che solitamente registrano condizioni più moderate rispetto alle pianure dell’Alessandrino e dell’Astigiano. Fontanile sfiora i 39 gradi e segna il picco I valori più alti non sono stati registrati nei capoluoghi, ma in alcune località della pianura e dei fondovalle collinari. Il primato regionale della giornata appartiene a Fontanile, nell’Astigiano, con 38,8 gradi. Il comune ha sfiorato la soglia dei 39 gradi, raggiunta in un periodo dell’anno ancora lontano dalle settimane che di solito risultano più calde. A poca distanza si trova Castelnuovo Belbo, dove la massima è arrivata a 38,3 gradi. Acqui Terme ha raggiunto i 38,2 gradi, mentre Frascaro, in provincia di Alessandria, ha fatto segnare 38,1 gradi. Le differenze tra queste località sono minime e confermano la presenza di una vasta area sottoposta a temperature prossime ai livelli record. Il dato di Fontanile supera di otto decimi quello registrato nel capoluogo alessandrino. Anche Castelnuovo Belbo, Acqui Terme e Frascaro hanno oltrepassato i 38 gradi, soglia che indica la notevole intensità della fase calda. La vicinanza geografica tra le località più roventi mostra come il caldo abbia colpito con particolare forza una parte ben precisa del Piemonte. Astigiano e Alessandrino si sono trovati al centro dell’ondata, con valori capaci di avvicinarsi ai massimi storici del mese. Acqui Terme vive uno dei pomeriggi più caldi La temperatura registrata ad Acqui Terme assume un significato particolare dal punto di vista storico. I 38,2 gradi rilevati il 21 giugno rappresentano infatti il terzo valore più alto mai osservato in città durante il mese di giugno dall’inizio delle misurazioni, avvenuto nel 1988. Restano davanti soltanto due giornate, entrambe risalenti alla fine di giugno del 2019. Il 28 giugno di quell’anno la città raggiunse i 38,8 gradi, mentre il giorno precedente venne stabilito il primato assoluto mensile con 39,4 gradi. Il nuovo dato si colloca quindi a breve distanza da due estremi che appartengono alla storia meteorologica locale. Il fatto che il terzo pomeriggio più caldo dal 1988 sia stato rilevato nel primo giorno dell’estate astronomica rende ancora più significativo il valore. Acqui Terme non ha superato il proprio record, ma ha raggiunto una temperatura rara per il periodo e per la serie storica disponibile. La località si conferma così tra i punti piemontesi più esposti agli effetti dell’attuale ondata, insieme ai comuni dell’Astigiano che hanno registrato i valori maggiori. Il caldo raggiunge le montagne e supera quota mille Le alte temperature non si sono fermate alle aree pianeggianti. Il caldo ha coinvolto anche le zone montane, dove l’effetto del foehn ha favorito un deciso aumento dei valori. In alcuni punti situati oltre i mille metri di altitudine, il termometro ha raggiunto o superato i 30 gradi. A Bardonecchia sono state registrate punte vicine ai 32 gradi. Il dato risulta particolarmente rilevante per una località alpina posta a una quota elevata, normalmente caratterizzata da temperature più basse rispetto alle principali città piemontesi. La presenza del foehn ha contribuito a rendere l’aria più calda anche sulle Alpi, estendendo l’ondata a territori che avrebbero potuto offrire condizioni più fresche. La differenza tra Bardonecchia e Cuneo, ad esempio, è risultata quasi nulla, con entrambe le località intorno ai 32 gradi. Questo elemento amplia la portata del fenomeno. Pianure, colline e montagne hanno condiviso la stessa fase di caldo intenso, pur con valori differenti. Le temperature alpine confermano che la giornata non ha avuto caratteristiche ordinarie per il mese di giugno. Nei prossimi giorni atteso un ulteriore aumento La fase più intensa potrebbe non essere ancora terminata. Le indicazioni meteorologiche prevedono infatti un nuovo aumento delle temperature nei prossimi giorni. In diverse località piemontesi le massime potrebbero avvicinarsi ai primati storici registrati nel mese di giugno. La regione si prepara quindi a vivere altre giornate molto calde, dopo un avvio dell’estate già segnato da picchi vicini ai 39 gradi. L’attenzione resta concentrata soprattutto sulle pianure dell’Astigiano e dell’Alessandrino, dove sono stati rilevati i valori più elevati. Anche le città e le località montane potrebbero continuare a registrare temperature ben superiori ai 30 gradi. Il quadro delineato dai dati e dalle previsioni indica una ondata di calore ancora pienamente attiva, con margini per un’ulteriore intensificazione. - Published: 2026-06-21 - Modified: 2026-06-20 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/vacanze-in-treno-dal-piemonte-tutte-le-novita-trenitalia-per-lestate-2026.html - Categorie: Turismo L’estate ferroviaria in Piemonte parte con un piano pensato per agevolare gli spostamenti verso mare, montagna e mete culturali. Trenitalia ha organizzato un rafforzamento dei collegamenti ad Alta Velocità e regionali, affiancato da autobus integrati e nuove misure di assistenza. L’obiettivo è semplificare i viaggi nei mesi con maggiore affluenza, quando aumentano le partenze per le vacanze e i cantieri possono causare variazioni alla circolazione. Più Frecciarossa e treni rapidi verso mare e montagna Uno dei punti centrali del programma riguarda i collegamenti a lunga percorrenza. Ogni giorno sono previsti 28 Frecciarossa tra Torino, Milano, Bologna e la Riviera Adriatica. La scelta amplia le possibilità per chi parte dal Piemonte e vuole raggiungere le località balneari senza ricorrere all’auto. La maggiore disponibilità di posti interessa una direttrice molto frequentata durante i mesi estivi, soprattutto nei fine settimana. Il piano guarda anche alle destinazioni alpine. Fino al 6 settembre tornano due treni express sulla linea Torino-Bardonecchia, con tempi di viaggio ridotti. Il primo parte da Torino Porta Nuova alle 9. 15 e raggiunge Bardonecchia alle 10. 27. La corsa di ritorno lascia la località montana alle 17. 35, un orario adatto a chi desidera trascorrere una giornata tra sentieri e attività all’aperto. Questa organizzazione offre un’alternativa pratica per una breve fuga dalla città. Il collegamento mattutino e quello pomeridiano consentono di programmare una gita in giornata senza affrontare traffico, parcheggi e lunghi tragitti su strada. L’offerta estiva risponde così a due esigenze: le partenze verso il mare e gli spostamenti rapidi verso la montagna piemontese. I regionali aumentano i posti per Liguria e Romagna Il servizio regionale resta la parte più estesa dell’offerta ferroviaria piemontese, con oltre 740 treni al giorno. Nei mesi estivi cresce l’attenzione per le tratte dirette verso le coste, mete tradizionalmente scelte da molti viaggiatori in partenza da Torino e dalle altre province. Per il Ponente ligure vengono confermate 18 corse aggiuntive e ci sono anche circa 23. 000 posti in più ogni fine settimana. I treni servono destinazioni come Spotorno, Finale Ligure e Loano, località che nei mesi caldi registrano un forte aumento delle presenze. La capacità supplementare punta a distribuire meglio i passeggeri sulle varie corse e a ridurre l’affollamento. Restano attivi anche quattro collegamenti diretti nel fine settimana tra Torino e la Riviera Romagnola. I viaggiatori possono raggiungere Rimini, Riccione e Cattolica senza cambi, una soluzione più comoda per famiglie, gruppi e persone con bagagli. La rete regionale assume quindi un ruolo centrale nella mobilità turistica. Da una parte collega il Piemonte alle spiagge liguri con un numero maggiore di posti, dall’altra offre una direttrice diretta verso la Romagna. Il rafforzamento risponde alla domanda tipica dell’estate, concentrata soprattutto tra venerdì e domenica. Un solo biglietto porta dalle stazioni ai borghi Il piano amplia anche la formula dei Link, i servizi che combinano treno e autobus attraverso un unico titolo di viaggio. Il sistema permette di raggiungere località prive di una stazione vicina, senza acquistare separatamente i diversi biglietti e senza organizzare il tratto finale con mezzi privati. Con ViaLattea Link, dalla stazione di Oulx si può proseguire verso Sestriere, Cesana e Sauze d’Oulx. Il collegamento sostiene gli spostamenti verso alcune delle principali località turistiche dell’arco alpino piemontese e risulta utile sia per le vacanze sia per le escursioni giornaliere. Da Avigliana parte invece Sacra di San Michele Link, pensato per raggiungere il monumento simbolo del Piemonte. La stessa formula interessa Oropa e Gavi: il primo collegamento conduce al santuario del Biellese, il secondo permette di arrivare nel borgo medievale dell’Alessandrino. L’integrazione tra ferrovia e autobus estende la rete oltre i binari. Le stazioni diventano punti di partenza per itinerari più ampi, mentre il biglietto unico riduce i passaggi necessari durante l’organizzazione del viaggio. Per chi visita il Piemonte, il sistema permette di combinare montagna, borghi e luoghi culturali con maggiore continuità. Treni storici e nuova assistenza per i passeggeri Tra le iniziative più particolari torna la Ferrovia delle Meraviglie. Dal 5 luglio al 6 settembre, ogni domenica, i treni storici di Fondazione FS collegheranno Torino con Imperia e Sanremo. I convogli useranno le carrozze “Centoporte” degli anni Venti e attraverseranno la Val Roya, lungo una linea conosciuta per i paesaggi tra montagne e costa. L’esperienza unisce il viaggio turistico al fascino della storia ferroviaria. Le carrozze d’epoca e il percorso verso la Liguria propongono una modalità diversa di vivere il treno, rivolta a famiglie, appassionati e visitatori. Sul fronte dell’assistenza, Trenitalia prevede 150 addetti in più nelle stazioni e 80 autobus di riserva ogni fine settimana. Le risorse aggiuntive serviranno a gestire i disagi legati ai cantieri e alle eventuali modifiche della circolazione. I bus sostitutivi permetteranno di intervenire quando una tratta ferroviaria subirà interruzioni o limitazioni. Debutta infine il servizio Digital Caring nell’app. In caso di ritardo, i passeggeri potranno modificare il proprio itinerario direttamente dallo smartphone, in autonomia e senza costi. La funzione punta a ridurre i tempi di attesa nelle stazioni e a offrire una soluzione immediata quando il viaggio subisce cambiamenti. Il piano estivo costruisce un’offerta articolata: più posti verso il mare, treni veloci per la montagna, collegamenti integrati e strumenti di assistenza più accessibili. Per i viaggiatori piemontesi aumentano così le possibilità di scelta durante tutta la stagione. - Published: 2026-06-21 - Modified: 2026-06-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-stretta-contro-la-peste-suina-nuova-ordinanza-immediata.html - Categorie: News Il Piemonte rafforza le misure contro la peste suina africana con un nuovo provvedimento destinato a restare operativo per i prossimi due mesi. Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha firmato un’ordinanza con efficacia immediata che conferma le attività di sorveglianza, prevenzione ed eradicazione già previste a livello nazionale. La decisione punta a impedire interruzioni nella gestione dell’emergenza sanitaria animale, in una fase considerata delicata per il territorio regionale. Al centro del piano restano il controllo della popolazione dei cinghiali, la protezione degli allevamenti e la difesa delle imprese legate alla produzione suinicola piemontese. Le misure restano attive per altri sessanta giorni L’ordinanza firmata dal presidente Cirio conferma per 60 giorni le disposizioni stabilite dall’Ordinanza numero 7 del 2025 del Commissario Straordinario. La norma è entrata in vigore subito e consente alla Regione di proseguire le attività senza pause tra una disposizione e quella successiva. L’obiettivo principale consiste nel mantenere attivo il sistema di prevenzione, sorveglianza e contenimento della peste suina africana. Le autorità regionali intendono così assicurare continuità agli interventi già avviati sul territorio, soprattutto nelle zone che presentano maggiori elementi di attenzione dal punto di vista epidemiologico. La durata fissata in due mesi potrà essere modificata nel caso in cui arrivino nuovi provvedimenti nazionali oppure emergano cambiamenti nella diffusione della malattia. La Regione manterrà quindi sotto osservazione l’evoluzione dei dati e potrà adattare le proprie decisioni alle indicazioni delle autorità competenti. Il provvedimento risponde anche alla necessità di offrire un quadro operativo chiaro a Province, servizi veterinari, allevatori e soggetti impegnati nelle attività di controllo. L’assenza di interruzioni permette agli operatori di proseguire il lavoro secondo procedure già definite, senza periodi di incertezza amministrativa. Prosegue il controllo della popolazione dei cinghiali Uno degli aspetti centrali dell’ordinanza riguarda l’abbattimento controllato dei cinghiali. Le Province potranno continuare a organizzare gli interventi con il sostegno del mondo venatorio, nel rispetto delle misure previste per limitare la circolazione del virus. La presenza dei cinghiali rappresenta uno dei principali elementi da gestire nella lotta alla peste suina africana. Per questa ragione, il contenimento numerico degli animali selvatici resta parte essenziale della strategia regionale. Le attività saranno concentrate nelle aree ritenute più esposte o vicine ai distretti con una forte presenza di allevamenti. L’assessore regionale Paolo Bongioanni ha spiegato che il provvedimento permette di portare avanti con decisione il depopolamento del cinghiale nelle zone che si avvicinano al distretto suinicolo della provincia di Cuneo. L’area era già stata protetta tramite fasce franche, create con lo scopo di ridurre il rischio di ingresso della malattia. La Regione considera questa fase particolarmente importante perché un eventuale avanzamento del virus verso le zone a maggiore concentrazione produttiva potrebbe avere conseguenze pesanti per gli allevamenti. La continuità degli abbattimenti serve quindi a ridurre la pressione della fauna selvatica e a difendere le aree che ospitano una parte rilevante della produzione regionale. La filiera suinicola resta al centro della protezione La nuova ordinanza mira a salvaguardare il patrimonio zootecnico piemontese e tutte le attività economiche collegate alla filiera del suino. Allevamenti, imprese di trasformazione, lavoratori e operatori del settore dipendono dalla capacità delle istituzioni di limitare la diffusione della malattia e di mantenere elevato il livello di controllo. Gli assessori Paolo Bongioanni e Federico Riboldi hanno sottolineato che una sospensione delle misure avrebbe creato difficoltà in un momento ancora complesso. La Regione ha quindi scelto di confermare gli interventi già in corso, con l’intento di proteggere un comparto considerato strategico per l’economia locale. La peste suina africana può causare gravi conseguenze negli allevamenti e richiede una risposta coordinata tra autorità regionali, Province, strutture sanitarie e operatori. Per questo motivo, il provvedimento mantiene attive le procedure di biosicurezza, i controlli sul territorio e il monitoraggio delle aree interessate. La filiera suinicola piemontese rappresenta un sistema produttivo formato da molte attività collegate tra loro. La protezione degli animali riguarda quindi anche la stabilità delle imprese, l’occupazione e il lavoro svolto dagli allevatori. La Regione punta a ridurre il rischio che l’emergenza sanitaria produca effetti più ampi sul tessuto economico. Nessun pericolo per le persone ma alta attenzione sanitaria La peste suina africana non costituisce un rischio per la salute umana. La malattia interessa i suini domestici e i cinghiali, ma non si trasmette alle persone. Rimane comunque una grave emergenza di sanità animale, capace di diffondersi nel territorio e di colpire duramente gli allevamenti. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha ribadito la necessità di mantenere operativo il sistema di controllo regionale. Le misure di sorveglianza permettono di individuare nuovi casi, seguire l’evoluzione epidemiologica e intervenire nelle aree in cui il virus presenta una maggiore diffusione. Un ruolo importante spetta all’Istituto Zooprofilattico, ai servizi veterinari delle ASL, e agli operatori che partecipano ogni giorno alle attività di prevenzione. Il loro lavoro comprende il monitoraggio degli animali, l’applicazione delle regole sanitarie e la verifica delle condizioni negli allevamenti e nelle zone interessate. La Regione intende proseguire su questa linea per contenere il virus e proteggere il settore zootecnico. Il nuovo provvedimento assicura una base normativa per i prossimi 60 giorni, in attesa di eventuali decisioni nazionali o di nuovi dati sulla situazione epidemiologica. - Published: 2026-06-21 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-nuova-attenzione-agli-animali-lappello-contro-caldo-e-abbandoni.html - Categorie: News Gli animali da compagnia occupano uno spazio sempre più rilevante nella vita quotidiana delle persone. La loro presenza offre sostegno affettivo, facilita le relazioni sociali e incoraggia uno stile di vita più attivo. Prendersi cura di un cane, di un gatto o di un altro animale significa quindi assumersi una responsabilità che coinvolge il singolo proprietario e, allo stesso tempo, l’intera comunità. Con l’arrivo dell’estate, la Regione Piemonte ha richiamato l’attenzione dei cittadini sulla corretta gestione degli animali d’affezione. Il messaggio parte da un principio preciso: la loro tutela rappresenta un tema di sanità pubblica, perché incide sul benessere delle famiglie, sulla sicurezza collettiva e sul lavoro delle strutture che si occupano degli animali abbandonati. Identificazione, prevenzione veterinaria e organizzazione delle vacanze diventano quindi aspetti centrali di un comportamento responsabile. Il benessere degli animali entra nella sanità pubblica Il legame tra persone e animali domestici va oltre la semplice compagnia. Per molti cittadini, la presenza di un animale costituisce un punto di riferimento nella routine, aiuta a mantenere contatti con gli altri e può favorire una maggiore attenzione verso il movimento e le attività all’aperto. Anche sul piano psicologico, il rapporto quotidiano con un animale può offrire una forma importante di conforto. Da questa consapevolezza nasce la scelta della Regione Piemonte di considerare la cura degli animali d’affezione come una questione che riguarda la salute collettiva. Proteggere un animale significa tutelare il suo benessere, sostenere chi se ne occupa e limitare situazioni che potrebbero creare problemi alla comunità. La responsabilità parte dalle azioni più semplici. Un animale richiede tempo, controlli, attenzioni e una gestione adeguata in ogni periodo dell’anno. Durante i mesi estivi, quando le temperature aumentano e molte persone modificano le proprie abitudini per le ferie, queste necessità diventano ancora più evidenti. Una scelta poco attenta può avere conseguenze serie, mentre una buona organizzazione consente di affrontare la stagione calda con maggiore sicurezza. Microchip e anagrafe rafforzano la tutela quotidiana Tra gli strumenti più importanti per proteggere gli animali c’è il microchip, obbligatorio per i cani e consigliato anche per altre specie. Questo piccolo dispositivo permette di collegare l’animale ai dati del proprietario e facilita la sua identificazione in caso di smarrimento. L’iscrizione all’Anagrafe degli Animali d’Affezione rappresenta un passaggio essenziale per rendere efficace il sistema. Quando un animale viene ritrovato, la presenza del microchip può abbreviare i tempi necessari per rintracciare la famiglia e favorire un ritorno rapido a casa. L’identificazione aiuta anche a contrastare gli abbandoni, poiché rende più semplice ricostruire la provenienza dell’animale. Il valore del microchip non emerge soltanto nei casi di emergenza. La registrazione contribuisce a creare un rapporto più chiaro tra animale e proprietario, rafforza il senso di responsabilità e rende più ordinata la gestione degli animali presenti sul territorio. La Regione invita quindi i cittadini a verificare che i dati associati all’animale siano corretti e aggiornati. Un numero di telefono non più attivo o un cambio di residenza non comunicato può rendere più difficile il contatto in caso di ritrovamento. Anche un gesto rapido come il controllo dei dati può fare la differenza quando un animale si allontana accidentalmente. Caldo estivo e controlli richiedono maggiore attenzione La tutela passa anche dalla prevenzione sanitaria. I controlli periodici dal veterinario permettono di seguire le condizioni dell’animale e di ricevere indicazioni adatte alle sue caratteristiche. Età, taglia e stato generale possono influire sul modo in cui un animale affronta il caldo, perciò l’attenzione deve restare alta durante tutta la stagione. Uno dei pericoli più seri è rappresentato dai colpi di calore. Lasciare un animale all’interno di un’automobile, anche per un periodo che può sembrare breve, espone a rischi elevati. L’aumento della temperatura nell’abitacolo può diventare rapido e mettere in pericolo la sua salute. Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda le superfici esposte al sole. L’asfalto, i marciapiedi e alcuni pavimenti possono raggiungere temperature molto alte e provocare ustioni ai polpastrelli. Prima di una passeggiata è quindi opportuno valutare le condizioni del percorso e scegliere momenti della giornata meno caldi. La corretta gestione estiva richiede attenzione costante. La Regione richiama i proprietari a osservare il comportamento degli animali, a evitare situazioni rischiose e a non sottovalutare i segnali di difficoltà. La protezione nasce soprattutto da scelte quotidiane consapevoli. Contro gli abbandoni serve organizzare le vacanze L’abbandono resta una delle emergenze più gravi legate agli animali d’affezione. Oltre a causare sofferenza, costituisce un reato punito dalla legge e può creare pericoli per la circolazione stradale. Un animale lasciato solo vicino a una strada, in campagna o in un centro abitato può muoversi senza controllo e provocare incidenti. Le conseguenze ricadono anche sulle strutture di accoglienza, spesso già impegnate nella gestione di numerosi animali. Ogni nuovo abbandono aumenta il carico di lavoro e rende più complessa l’assistenza quotidiana. Per questo motivo la prevenzione passa da una pianificazione attenta delle ferie. Chi desidera partire con il proprio animale può scegliere strutture pet friendly, capaci di accogliere persone e animali in condizioni adeguate. Quando il viaggio insieme non risulta possibile, pensioni specializzate e pet sitter qualificati possono offrire una soluzione sicura. Organizzare in anticipo permette di evitare decisioni improvvise e di garantire all’animale cure, alimentazione e compagnia anche durante l’assenza del proprietario. Le vacanze non devono diventare un motivo per rinunciare a una responsabilità assunta nel tempo. La convivenza con un animale richiede continuità, rispetto e scelte coerenti in ogni stagione. - Published: 2026-06-21 - Modified: 2026-06-20 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-festa-di-san-giovanni-tutte-le-deviazioni-di-bus-e-tram.html - Categorie: Eventi La Festa di San Giovanni cambierà per due giorni il volto della mobilità torinese. Tra corteo storico, spettacolo pirotecnico, chiusure stradali e uno sciopero aziendale di quattro ore, chi utilizza i mezzi pubblici dovrà fare i conti con numerose variazioni. Le modifiche interesseranno bus, tram, metropolitana e navette speciali nelle giornate di martedì 23 e mercoledì 24 giugno 2026. Le celebrazioni dedicate al patrono porteranno alla chiusura di diverse vie e piazze del centro. Per questo motivo molte linee seguiranno percorsi diversi, termineranno la corsa prima del consueto oppure subiranno sospensioni temporanee. Il quadro sarà reso più complesso dallo sciopero proclamato da Filt-Cgil e Faisa Cisal, previsto per mercoledì 24 giugno. Il corteo storico modifica i collegamenti del 23 giugno La prima giornata di cambiamenti sarà martedì 23 giugno, quando il tradizionale corteo storico attraverserà una parte ampia del centro cittadino. La partenza è fissata in piazza Cavour, mentre l’arrivo avverrà in piazza Castello. Il percorso toccherà via Po e diverse strade del Quadrilatero, con conseguenze dirette sulla circolazione dei mezzi di superficie. Tra le 18 e le 22. 30 saranno previste deviazioni o limitazioni per numerose linee. La linea Star 2 sarà sospesa, mentre il parcheggio di piazza Castello resterà chiuso sia in entrata sia in uscita. La metropolitana offrirà un’alternativa utile per attraversare la città. Il servizio proseguirà fino alle 24, con le ultime partenze dai capolinea di Fermi e Bengasi. La maggiore durata del servizio potrà ridurre almeno in parte i disagi legati alle deviazioni, soprattutto per chi dovrà spostarsi tra le zone periferiche e il centro. Fuochi d’artificio e rete urbana ridisegnata il 24 giugno Mercoledì 24 giugno il piano della mobilità sarà ancora più articolato. Lo spettacolo pirotecnico richiamerà un grande numero di persone e richiederà un’organizzazione speciale per quasi tutta la rete urbana. Le variazioni interesseranno linee centrali e collegamenti tra le due sponde del Po. La metropolitana resterà attiva più a lungo rispetto alla giornata precedente. Le ultime corse partiranno all’una di notte, così da favorire il rientro del pubblico al termine dei festeggiamenti. Particolare attenzione sarà riservata alla stazione di Porta Nuova. In presenza di un afflusso elevato, gli ingressi potranno essere regolati dall’esterno per limitare la concentrazione di passeggeri negli spazi interni. Le stazioni Re Umberto e Marconi saranno dedicate soltanto all’uscita. La scelta servirà a distribuire meglio i flussi e a ridurre i punti di accumulo lungo la linea. A queste misure si sommerà lo sciopero aziendale di quattro ore, che potrà incidere ulteriormente sulla regolarità del servizio durante la giornata del patrono. Navette speciali e servizio prolungato verso le zone della festa Per facilitare gli spostamenti verso le aree interessate dagli eventi saranno attivate due navette dedicate. La prima collegherà corso San Maurizio, piazza Gran Madre e piazza Crimea dalle 9 alle 18. Il percorso permetterà di raggiungere più facilmente le zone vicine al centro e alla collina nelle ore precedenti allo spettacolo serale. Dalle 18 all’1. 40 entrerà in funzione una seconda navetta. Il collegamento unirà corso San Maurizio a piazza Crimea senza passare dalla Gran Madre. Il cambio di percorso riflette le limitazioni previste nelle ore di maggiore afflusso, quando l’area vicina al Po sarà sottoposta a controlli più rigidi. Anche la Tranvia Sassi-Superga prolungherà il servizio. Le corse saranno cadenzate ogni ora fino a tarda sera, con un’offerta pensata per chi sceglierà la collina durante la giornata festiva. Il sistema di trasporto straordinario punterà quindi su metropolitana, navette e tranvia per compensare le numerose modifiche alla rete ordinaria. Le linee coinvolte e le indicazioni per il rientro Le deviazioni del 24 giugno interesseranno numerose linee portanti. I cambiamenti potranno assumere forme diverse in base alle chiusure: alcune corse saranno limitate, altre seguiranno itinerari alternativi e alcuni tratti potranno restare privi di servizio. Chi si sposterà verso il centro dovrà quindi programmare con attenzione sia l’andata sia il ritorno. Sarà utile verificare prima della partenza quale linea risulta più adatta, in base agli orari della metropolitana e delle navette speciali. Un altro accorgimento riguarda l’acquisto anticipato dei titoli di viaggio per il rientro. La presenza di molte persone nelle stazioni potrebbe creare code alle emettitrici e agli accessi. Disporre già del biglietto permetterà di ridurre i tempi di attesa, soprattutto al termine dei fuochi d’artificio. Per Torino si annunciano dunque due giornate di festa, accompagnate da un assetto straordinario del trasporto pubblico che richiederà attenzione e una pianificazione accurata degli spostamenti. - Published: 2026-06-20 - Modified: 2026-06-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-riapre-la-piscina-colletta-orari-e-modalita-di-accesso.html - Categorie: News La piscina Colletta di Torino torna ad accogliere il pubblico dopo un ampio intervento di riqualificazione. L’impianto estivo, situato nella Cittadella sportiva del parco omonimo, riapre da sabato 20 giugno 2026, con spazi rinnovati, nuovi servizi e una maggiore attenzione all’accessibilità. Il cantiere ha richiesto un investimento di circa 2,28 milioni di euro, finanziato attraverso i fondi del PNRR e inserito nel Piano Integrato Urbano della Città di Torino. La struttura di via Ragazzoni 5 rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un luogo in cui nuotare, trascorrere alcune ore all’aperto oppure partecipare alle attività organizzate durante l’estate. La riapertura arriva proprio all’inizio della stagione più calda, quando cresce la richiesta di piscine pubbliche e spazi verdi facilmente raggiungibili dai quartieri cittadini. La piscina Colletta riapre dopo il lungo intervento La presentazione dell’impianto rinnovato si è svolta venerdì 19 giugno ed erano presenti il sindaco Stefano Lo Russo, l’assessore Domenico Carretta e il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri. Dal giorno successivo la piscina torna a disposizione dei cittadini, al termine di lavori che hanno coinvolto diverse parti della struttura. Il progetto ha previsto il completo rifacimento della vasca esterna da 50 metri, uno degli elementi principali del complesso sportivo. Sono stati sistemati anche una parte del solarium e gli impianti tecnologici necessari al funzionamento della piscina. Gli interventi hanno interessato pure gli ambienti interni, con opere dedicate alla vasca coperta, agli spogliatoi e alle zone riservate ai servizi. L’obiettivo del cantiere era restituire alla città una struttura più moderna, efficiente e adatta alle esigenze di persone con età e necessità differenti. Dopo la chiusura legata ai lavori, la Colletta può quindi riprendere la propria attività con spazi aggiornati e un’organizzazione pensata per la stagione estiva. Vasche e spogliatoi cambiano volto con i nuovi lavori Il rinnovamento non ha riguardato soltanto le aree visibili al pubblico. Una parte importante dell’investimento è stata destinata agli impianti idraulici e al sistema di trattamento delle acque, due componenti essenziali per la gestione quotidiana della struttura. Sono state riqualificate le docce, i servizi igienici e le aree utilizzate dagli utenti prima e dopo l’ingresso in vasca. La piscina dispone inoltre di una zona verde di circa due ettari, che permette di alternare il nuoto a momenti di riposo all’aperto. L’ampiezza dell’area rende l’impianto adatto alle famiglie, ai giovani e alle persone che desiderano trascorrere parte della giornata lontano dagli spazi chiusi della città. Tra i servizi disponibili figurano il bar e l’assistenza ai bagnanti, prevista durante gli orari di apertura. La presenza del personale incaricato della sicurezza consente di utilizzare le vasche in un ambiente controllato. La struttura punta così a offrire un’esperienza più completa, che comprende attività sportive, relax e permanenza nelle aree esterne. Anche l’accessibilità ha ricevuto una particolare attenzione. La piscina è stata organizzata per accogliere le persone con disabilità motoria e dispone di una sedia elevatrice per l’ingresso in acqua. Questa soluzione permette di utilizzare la vasca con maggiore facilità e amplia la platea degli utenti che possono frequentare l’impianto. Gli orari estivi cambiano tra giorni feriali e festivi L’apertura al pubblico seguirà orari diversi in base ai giorni della settimana. Dal lunedì al venerdì la piscina sarà accessibile dalle 13 alle 18, mentre il sabato e nei giorni festivi l’ingresso sarà possibile dalle 11 alle 18. Il calendario tiene conto delle attività già previste durante le mattine dei giorni feriali. In quelle fasce orarie gli spazi saranno infatti riservati ai programmi dell’Estate Ragazzi, che utilizzano gli impianti sportivi comunali per proporre attività dedicate ai bambini e agli adolescenti. Il pubblico potrà accedere dalla prima parte del pomeriggio, quando termineranno le iniziative organizzate per i gruppi estivi. Gli orari consentono di frequentare la piscina nelle ore centrali della giornata e nel pomeriggio, con una maggiore disponibilità durante il fine settimana. La struttura potrà quindi rispondere sia alle esigenze di chi cerca un’attività sportiva regolare sia a quelle di chi desidera trascorrere qualche ora in piscina durante il sabato o una giornata festiva. Accesso gratuito con la Torino Sport Card nel pomeriggio Una delle novità riguarda i possessori della Torino Sport Card, che potranno entrare gratuitamente ogni giorno dalle 16 alle 18. L’accesso dovrà essere prenotato attraverso il sito dedicato, così da organizzare le presenze e gestire gli spazi disponibili. Per gli utenti della carta sarà riservata una corsia della vasca, con la presenza di un istruttore di nuoto. L’iniziativa punta a favorire la pratica sportiva e a rendere più semplice l’accesso alle strutture comunali, soprattutto per chi desidera svolgere attività fisica con una guida. Con il ritorno della Colletta, Torino recupera un impianto storico proprio all’inizio dell’estate. La vasca da 50 metri, il grande spazio verde e i servizi rinnovati permettono alla struttura di riprendere il proprio ruolo all’interno dell’offerta sportiva cittadina. - Published: 2026-06-20 - Modified: 2026-06-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/allerta-caldo-in-piemonte-scatta-il-livello-3-con-picchi-fino-a-38c.html - Categorie: News Il Piemonte entra nella fase più intensa dell’ondata di calore, con temperature elevate, forte umidità e scarsa ventilazione. Il bollettino diffuso da Arpa Piemonte indica un rapido peggioramento delle condizioni bioclimatiche, destinato a coinvolgere tutti i capoluoghi regionali nel corso del fine settimana. L’allerta raggiungerà il Livello 3, associato a una condizione di forte disagio e a possibili effetti sulla salute, soprattutto dopo diversi giorni consecutivi di caldo. Il Livello 3 si estende a tutto il Piemonte La situazione meteorologica mostra differenze tra le varie province nella giornata di venerdì 19 giugno. Torino, Novara, Verbania e Vercelli risultano già collocate al Livello 3, mentre Alessandria, Asti, Biella e Cuneo restano temporaneamente al Livello 2, che corrisponde a un disagio moderato. Il quadro cambierà da sabato 20 giugno, quando l’intera regione sarà interessata dal livello massimo previsto dal bollettino. La mappa del Piemonte assumerà quindi una colorazione uniforme, segno di una condizione di caldo intenso e persistente in tutti i capoluoghi. L’indicatore Warm Day Alert segnala un disagio bioclimatico elevato destinato a durare almeno tre giorni consecutivi. Una permanenza così lunga delle temperature sopra la media può aumentare il rischio di malori e rendere più difficile il recupero fisico, in particolare nelle ore notturne. Il problema deriva dalla combinazione tra alte temperature, umidità e assenza di vento. Questi elementi riducono la capacità del corpo di disperdere il calore e fanno percepire valori superiori rispetto a quelli misurati dai termometri. La fase più impegnativa è attesa tra sabato e domenica, quando il caldo raggiungerà il suo picco in diverse aree della regione. Le temperature percepite potranno raggiungere i 38 gradi Torino registra già una temperatura reale di circa 35 gradi, con un valore percepito che può arrivare a 36. A Vercelli la temperatura apparente raggiunge 37 gradi, mentre nell’Alessandrino le massime reali possono toccare i 37 gradi anche in presenza di un livello di allerta ancora moderato. Tra sabato 20 e domenica 21 giugno le temperature saliranno ulteriormente. Torino, Novara e Vercelli potranno raggiungere i 36 gradi reali, con valori percepiti ancora più alti. Ad Alessandria e Vercelli il caldo avvertito potrà arrivare a 38 gradi, mentre Torino potrebbe arrivare a 37. Il dato percepito rappresenta un elemento importante, perché tiene conto dell’umidità e della ventilazione. Una temperatura reale di 35 o 36 gradi può quindi risultare più pesante per l’organismo, soprattutto nelle zone urbane e negli spazi poco ventilati. Le condizioni peggiori sono previste nelle ore centrali della giornata. L’esposizione diretta al sole potrà aumentare rapidamente il disagio e rendere più faticose le normali attività quotidiane. Le persone che lavorano all’aperto o trascorrono molto tempo fuori casa dovranno prestare particolare attenzione ai segnali di affaticamento. Le notti tropicali impediranno alle città di raffreddarsi Le temperature minime resteranno elevate anche dopo il tramonto. A Biella e Novara potranno stabilizzarsi intorno ai 24 o 25 gradi, creando le condizioni tipiche delle notti tropicali. Questo fenomeno impedisce agli edifici di disperdere il calore accumulato durante il giorno e rende più difficile trovare sollievo nelle ore serali. A Torino, le temperature minime percepite nelle prime ore del mattino sono destinate a salire in modo netto. Dai 18 gradi registrati il 16 giugno si potrà arrivare a circa 24 gradi all’alba di domenica. La mancanza di un vero abbassamento termico riduce la qualità del riposo e sottopone l’organismo a uno stress continuo. A preoccupare è anche la durata dell’ondata di calore. Entro domenica, Torino e Vercelli raggiungeranno nove giorni consecutivi di canicola, mentre Alessandria arriverà a sette. Una sequenza così lunga aumenta la stanchezza e può aggravare eventuali problemi di salute già presenti. Le abitazioni prive di sistemi di raffrescamento possono conservare temperature elevate per molte ore. L’accumulo di calore diventa ancora più evidente nei quartieri densamente costruiti, dove asfalto, muri e tetti rilasciano lentamente l’energia assorbita durante il giorno. A Torino cresce il rischio per la salute Nel capoluogo piemontese il rischio sanitario è destinato a passare da basso a medio durante il fine settimana. Il caldo prolungato può creare maggiori difficoltà per anziani, neonati e persone con malattie croniche, categorie che reagiscono con più fatica alle temperature estreme. L’aumento delle minime notturne rappresenta uno degli aspetti più delicati. Quando il corpo non riesce a recuperare durante la notte, la capacità di adattamento diminuisce giorno dopo giorno. Il rischio riguarda soprattutto chi vive solo, chi assume determinati farmaci e chi trascorre molte ore in ambienti caldi. Arpa Piemonte raccomanda di evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali, bere acqua con regolarità e ridurre l’attività fisica all’aperto. È utile scegliere ambienti freschi, mantenere le stanze il più possibile protette dal sole e controllare le condizioni delle persone più fragili. Il fine settimana porterà quindi una fase di caldo intenso e persistente su tutto il Piemonte. Le temperature percepite fino a 38 gradi, le notti tropicali e la lunga durata della canicola richiederanno attenzione, soprattutto nelle città dove il calore resterà elevato anche dopo il tramonto. - Published: 2026-06-20 - Modified: 2026-06-20 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/stellantis-mirafiori-anticipa-lo-stop-produttivo-carenza-di-componenti-sulle-linee-della-fiat-500.html - Categorie: Lavoro Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori affronta una nuova interruzione produttiva. Le linee si fermeranno da lunedì, alcuni giorni prima della pausa già prevista tra il 24 e il 29 giugno per il tradizionale ponte legato alla festa di San Giovanni. Alla base della decisione c’è la mancanza di componenti, problema che aveva già provocato rallentamenti e una sospensione della produzione della Fiat 500 nella settimana precedente. Il nuovo stop riporta l’attenzione sulle difficoltà dello storico impianto torinese, alle prese da tempo con volumi ridotti e periodi di inattività. La situazione coinvolge sia la Fiat 500 elettrica sia la futura versione ibrida, due modelli dai quali dipende una parte rilevante dei programmi industriali previsti per il sito. La carenza di componenti anticipa lo stop delle linee Stellantis ha collegato la fermata alle difficoltà che interessano la catena di approvvigionamento. In particolare, la crisi nell’area di Hormuz avrebbe rallentato o interrotto il flusso di alcuni materiali necessari per le linee produttive di Mirafiori. La disponibilità insufficiente dei pezzi impedirebbe così di mantenere il ritmo previsto per l’assemblaggio delle vetture. I problemi logistici avevano già lasciato conseguenze visibili nei giorni precedenti. La linea della Fiat 500 aveva subito una prima sospensione, mentre la produzione giornaliera era stata ridotta a causa delle quantità limitate di materiali presenti nello stabilimento. La nuova decisione estende quindi una difficoltà che non appare circoscritta a una singola giornata. La situazione internazionale sembra mostrare alcuni segnali di distensione, ma gli effetti sulle forniture restano presenti. Le fonti industriali indicano che il ritorno alla normalità potrebbe richiedere ancora diverse settimane. Fino a quel momento, il sito torinese dovrà fare i conti con una disponibilità irregolare dei componenti e con una programmazione produttiva più difficile. Lo stop anticipato si aggiunge alla chiusura già stabilita per il periodo compreso tra il 24 e il 29 giugno. L’interruzione complessiva assume così dimensioni maggiori rispetto al calendario iniziale, con ripercussioni dirette sull’attività dei lavoratori e sui volumi realizzati nel mese. Mirafiori attende risposte industriali nel breve periodo La nuova fermata arriva in una fase delicata per Mirafiori. Pochi giorni prima, l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, aveva confermato che la prossima generazione della Fiat 500 continuerà a essere prodotta a Torino. L’orizzonte industriale indicato dal gruppo guarda però al 2030, una data distante rispetto alle difficoltà che il sito deve affrontare nel presente. Per lavoratori e rappresentanti sindacali, le rassicurazioni legate ai programmi futuri non risolvono i problemi occupazionali immediati. Il punto centrale riguarda la capacità dello stabilimento di mantenere una produzione regolare nei prossimi mesi, prima dell’arrivo di nuovi progetti e di nuovi modelli. Il rilancio di Mirafiori è legato in larga parte alla Fiat 500 ibrida, considerata uno degli strumenti per aumentare i volumi produttivi. Le recenti interruzioni mostrano però quanto il piano possa risentire delle difficoltà nelle forniture. Anche un modello strategico, senza una disponibilità costante dei componenti, rischia di non garantire il livello di attività atteso. A preoccupare è inoltre la mancanza di novità produttive imminenti capaci di compensare le fermate. Il calendario industriale resta quindi esposto a periodi di rallentamento, con conseguenze che interessano il personale diretto e le aziende collegate al polo automobilistico torinese. I sindacati temono una nuova fase di incertezza La FIOM-CGIL di Mirafiori ha espresso un giudizio molto negativo sulla decisione. Il sindacato ha definito la fermata un segnale pessimo e ha ricordato che, dalla conclusione della cassa integrazione avvenuta a gennaio, questa rappresenta l’interruzione più lunga registrata nello stabilimento. Secondo la FIOM, la produzione della Fiat 500 avrebbe dovuto sostenere i volumi del sito e favorire una ripresa più stabile. La successione di rallentamenti e sospensioni alimenterebbe invece nuovi dubbi sulla continuità industriale. Il problema delle forniture si inserirebbe infatti in un quadro che sarebbe già segnato da una produzione inferiore alle attese. L’organizzazione sindacale richiama l’attenzione soprattutto sui livelli occupazionali. Senza una ripartenza stabile, il rischio è che il ricorso agli ammortizzatori sociali torni a occupare un ruolo centrale nella gestione dei lavoratori. Il 2026, indicato in precedenza come un possibile anno di ripresa, potrebbe assumere caratteristiche molto diverse rispetto alle aspettative iniziali. La richiesta rivolta alle istituzioni regionali e nazionali riguarda un intervento rapido. Per i rappresentanti dei lavoratori, servono risposte capaci di sostenere l’attività dello stabilimento e di proteggere l’occupazione durante la fase che precede i futuri programmi industriali annunciati da Stellantis. Lo stop coinvolge tutto l’indotto automobilistico torinese Le conseguenze della fermata non riguardano soltanto le linee interne di Mirafiori. Attorno allo stabilimento opera un vasto indotto automotive, formato da imprese che forniscono componenti, servizi e lavorazioni. Ogni riduzione dell’attività principale può quindi produrre effetti su una rete molto più ampia di aziende e lavoratori. Il timore espresso dai sindacati è che il sito entri in una fase di progressivo indebolimento industriale. Una produzione discontinua, unita all’assenza di nuovi modelli nel breve periodo, potrebbe ridurre ulteriormente il peso dello stabilimento nel sistema produttivo torinese. Mirafiori conserva un forte valore storico e occupazionale, ma la sua posizione dipende dalla presenza di programmi concreti e da volumi sufficienti. La conferma della futura Fiat 500 a Torino offre una prospettiva di lungo periodo, mentre il presente resta condizionato da stop e carenza di materiali. Il nodo principale riguarda ora i tempi della ripartenza e la possibilità di ristabilire un flusso regolare dei componenti. In attesa di indicazioni più precise, lo stop anticipato rappresenta un nuovo segnale d’allarme per uno dei principali simboli dell’industria automobilistica italiana. La tenuta di Mirafiori resta legata alle decisioni di Stellantis, alla stabilità delle forniture e alla capacità delle istituzioni di offrire risposte alle esigenze occupazionali del territorio. - Published: 2026-06-20 - Modified: 2026-06-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-nuovo-blackout-san-donato-e-piazza-statuto-senza-luce-per-piu-di-unora.html - Categorie: News Una nuova interruzione dell’energia elettrica ha interessato Torino nella tarda mattinata del 19 giugno. Il problema ha coinvolto San Donato, la zona di piazza Statuto e diverse strade vicine a corso Francia, dove numerose abitazioni e attività commerciali sono rimaste senza corrente per oltre un’ora. La luce è saltata intorno alle 11, in una fascia oraria nella quale i consumi stavano aumentando a causa delle temperature elevate e dell’utilizzo diffuso dei climatizzatori. L’episodio si aggiunge ad altri blackout che, nei giorni precedenti, avevano interessato la precollina, Barriera di Milano, Borgata Lesna e Rebaudengo. La distribuzione irregolare dei guasti ha coinvolto quartieri differenti, con interruzioni che hanno creato disagi sia nelle abitazioni sia nei locali aperti al pubblico. Secondo le informazioni fornite da Iren, all’origine dell’ultimo problema ci sarebbe stato un guasto esteso, capace di colpire diverse aree della città in modo discontinuo. Il blackout a San Donato durante le ore più calde A partire dalle 11, centinaia di cittadini che vivono nei pressi di corso Francia si sono ritrovati senza elettricità. L’interruzione ha interessato una parte della Circoscrizione 4 e ha raggiunto anche piazza Statuto, una delle zone più trafficate e frequentate del centro cittadino. In alcune strade la corrente è tornata dopo circa un’ora, mentre in altre l’attesa si è protratta più a lungo. La mancanza di energia ha bloccato elettrodomestici, sistemi di climatizzazione, connessioni internet e strumenti di lavoro. L’interruzione ha assunto dimensioni rilevanti proprio perché si è verificata durante una giornata caratterizzata da temperature molto alte. Il caldo ha spinto molte famiglie, negozi e uffici ad accendere contemporaneamente i sistemi di raffreddamento, con un forte incremento della domanda di energia. Caldo e climatizzatori aumentano il carico sulla rete Iren ha collegato il blackout a un sovraccarico della rete di media tensione. L’uso intenso dei climatizzatori avrebbe contribuito a creare un picco di consumo superiore alla normale richiesta. In queste condizioni, i cavi e gli impianti elettrici sono sottoposti a uno sforzo maggiore, soprattutto quando le alte temperature persistono per molte ore. Il guasto avrebbe assunto una distribuzione a macchia di leopardo. Ciò significa che alcune vie sono rimaste senza corrente, mentre altre aree vicine hanno continuato a ricevere regolarmente energia. Una situazione simile rende l’intervento più complesso, perché i tecnici devono individuare i singoli punti danneggiati e verificare quali parti della rete possano essere riattivate in sicurezza. Gli episodi registrati in vari quartieri indicano che il problema non ha riguardato una sola zona. Prima di San Donato e piazza Statuto, altri disservizi avevano colpito Barriera di Milano, Rebaudengo, Borgata Lesna e la precollina. L’aumento dei consumi estivi rappresenta quindi una prova impegnativa per l’infrastruttura cittadina, specialmente nei periodi in cui il caldo raggiunge livelli elevati. La continuità del servizio elettrico assume un peso ancora maggiore durante le ondate di calore. Senza corrente, le abitazioni si riscaldano rapidamente. Per questo motivo, la rapidità degli interventi resta uno degli aspetti centrali nella gestione dei guasti. I disagi per residenti e attività commerciali Simone Baglivo, consigliere di Sinistra Ecologista della Circoscrizione 4, ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che le interruzioni possono avere sulla vita quotidiana. Secondo il consigliere, la mancanza di continuità nell’erogazione può causare danni economici ai negozi, problemi di sicurezza e difficoltà nell’accesso agli edifici. Da qui la richiesta di interventi rapidi e di un programma più ampio dedicato al rinnovamento della rete. Anche per bar, ristoranti e supermercati, la perdita di corrente durante le ore calde espone a rischi legati alla conservazione degli alimenti. I terminali per i pagamenti possono restare inutilizzabili e le serrande elettriche possono smettere di rispondere. La richiesta avanzata dal territorio riguarda investimenti, manutenzioni straordinarie e una maggiore capacità di prevenire i guasti. Le alte temperature costituiscono una condizione prevedibile nei mesi estivi e la rete deve riuscire a sostenere picchi di consumo sempre più frequenti. Iren prepara investimenti per rinnovare la rete torinese Iren ha annunciato un piano da 515 milioni di euro entro il 2030 per il rinnovo della rete elettrica di Torino. Gli interventi avranno carattere strutturale e puntano a rafforzare gli impianti, ridurre il rischio di interruzioni e migliorare la risposta nei momenti di maggiore richiesta. Nel mese di maggio è entrata in funzione una nuova cabina elettrica nella zona nord della città, in strada Vicinale di Cascinette. L’opera ha richiesto un investimento di 24,8 milioni di euro. Una seconda struttura dovrebbe diventare operativa nel 2027, mentre nello stesso periodo è previsto l’avvio dei lavori per una terza cabina. Nel corso dell’ultimo anno sono stati aperti circa 100 cantieri dedicati alla rete. La società ha inoltre aumentato il numero degli operai disponibili durante i blackout e ha potenziato le squadre delle imprese incaricate degli scavi. In base ai dati comunicati, il tempo medio necessario per risolvere un’interruzione si aggira intorno ai 45 minuti. Il blackout di San Donato e piazza Statuto conferma quanto la rete elettrica sia essenziale per il funzionamento della città. I nuovi investimenti dovranno trasformarsi in una maggiore stabilità del servizio, soprattutto durante i periodi di caldo intenso, quando la richiesta di energia cresce e il rischio di guasti diventa più elevato. - Published: 2026-06-19 - Modified: 2026-06-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-a-torino-il-20-e-21-giugno-feste-sport-e-spettacoli.html - Categorie: Eventi L’estate entra nel vivo a Torino con un fine settimana fitto di iniziative. Sabato 20 e domenica 21 giugno 2026 il capoluogo piemontese e numerosi comuni della provincia ospiteranno appuntamenti dedicati alla cultura, allo sport, alla musica e alle tradizioni locali. Il calendario comprende celebrazioni religiose, festival, mostre, rassegne cinematografiche, mercatini e percorsi gastronomici. Le possibilità spaziano dagli eventi nel centro storico alle manifestazioni organizzate nei quartieri, senza dimenticare le proposte fuori città. Alcuni appuntamenti dureranno soltanto poche ore, mentre altri proseguiranno per diverse settimane. Torino e la sua provincia offriranno quindi soluzioni adatte a pubblici diversi, dalle famiglie agli appassionati d’arte, passando per chi cerca una serata all’aperto o una giornata dedicata all’attività fisica. Il centro di Torino ospita celebrazioni, cinema e sport Tra gli appuntamenti più legati alla tradizione cittadina figura la Festa della Consolata, in programma il 19 e il 20 giugno. Le celebrazioni dedicate alla patrona di Torino raggiungeranno il momento più atteso con la processione serale lungo le vie del centro. Si tratta di una ricorrenza molto sentita, capace di richiamare fedeli e visitatori in uno dei luoghi simbolici della città. Lo sport occuperà uno spazio rilevante nel programma del fine settimana. Il 20 e il 21 giugno si disputeranno le finali della Decathlon Wansport Padel Cup, torneo amatoriale organizzato su diversi campi cittadini. Gli incontri stabiliranno i vincitori della stagione dopo una serie di sfide che hanno coinvolto numerosi partecipanti. Domenica 21 giugno il quartiere Aurora ospiterà la Festa dello Sport e la Corsa dell’Aurora d’Estate. La manifestazione proporrà attività all’aperto e si concluderà con la tradizionale prova podistica estiva. L’iniziativa punta a coinvolgere residenti, famiglie e appassionati in una giornata dedicata al movimento e alla vita di quartiere. Il cinema troverà spazio al Cinema Massimo con la rassegna I Nemici del Drake, prevista dal 18 al 21 giugno. Il programma sarà dedicato alla rivalità tra Enzo Ferrari e i costruttori automobilistici inglesi, una contrapposizione che ha segnato pagine importanti della storia dei motori. Le proiezioni offriranno uno sguardo cinematografico su una competizione tecnica e sportiva rimasta nell’immaginario collettivo. A Porta Palazzo, il Mercato Centrale continuerà invece a ospitare il maxischermo dedicato ai Mondiali di calcio 2026. Lo spazio resterà attivo fino al 19 luglio e consentirà di seguire le partite in compagnia, in un ambiente pensato per chi preferisce vivere le grandi sfide sportive fuori casa. Danza, concerti e mostre animano l’estate cittadina Nel calendario torinese rientra anche Interplay 2026, festival internazionale di danza contemporanea che continuerà fino al 27 giugno. Le esibizioni si svolgeranno in più sedi e vedranno protagonisti coreografi e interpreti provenienti da diversi Paesi. Il programma proporrà linguaggi scenici moderni e performance orientate alla ricerca artistica. Un’altra proposta estiva arriva dal To Dream Urban District, dove prosegue Summer Dream. Fino al 31 luglio sono previsti concerti, intrattenimento all’aperto e aperture serali dei negozi. Il programma combina musica, spettacolo e shopping, con iniziative distribuite durante l’intera stagione. Per chi preferisce le esposizioni, Palazzo Barolo ospita Le macchine funzionanti di Leonardo, visitabile fino al 14 febbraio 2027. La mostra presenta modelli in scala reale ispirati ai progetti ingegneristici di Leonardo da Vinci. Il percorso permette di osservare da vicino meccanismi e invenzioni legati al lavoro del celebre artista e scienziato. Le occasioni culturali si affiancano quindi agli eventi sportivi e alle feste di quartiere, con una programmazione che copre varie zone della città. La presenza di appuntamenti brevi e rassegne di lunga durata permette di organizzare la visita in base al tempo disponibile. Chi resterà a Torino per il solo weekend potrà concentrarsi sugli eventi del 20 e 21 giugno, mentre chi avrà più giorni a disposizione potrà inserire nel programma festival e mostre ancora aperti nelle settimane successive. Tra processioni, proiezioni, danza e concerti, l’offerta cittadina appare particolarmente ampia. Il centro storico conserverà il ruolo principale per le celebrazioni religiose e cinematografiche, mentre i quartieri accoglieranno le attività sportive e le iniziative di aggregazione. La provincia punta su gastronomia, circo e dimore storiche Anche i comuni della provincia proporranno numerosi eventi. A Rivalta, dal 19 al 21 giugno, si terrà Viva la Puglia, una festa dedicata alle tradizioni culturali e gastronomiche pugliesi. Il pubblico potrà trovare specialità come bombette, taralli e pasticciotti, accompagnate da musica popolare e momenti di intrattenimento. Sabato 20 giugno Castagnole Piemonte ospiterà Mangè an n’autra cort. L’iniziativa prevede un percorso enogastronomico attraverso i cortili storici del paese. I partecipanti potranno conoscere piatti e sapori locali all’interno di spazi che raccontano la storia della comunità. A Grugliasco proseguirà fino al 5 luglio Sul Filo del Circo 2026, festival internazionale dedicato al circo contemporaneo. Sotto il tendone si esibiranno acrobati e artisti specializzati in discipline diverse. La rassegna rappresenta uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate nell’area torinese e propone una forma di spettacolo che unisce tecnica, teatro e ricerca visiva. Pianezza aprirà al pubblico il parco di Villa Lascaris il 21 giugno. Alla visita dei giardini storici si aggiungeranno le Notti Bianche, previste fino al 29 luglio, con negozi aperti, musica e spettacoli. L’iniziativa collegherà la valorizzazione del patrimonio locale alle attività commerciali e agli appuntamenti serali. A Candia Canavese, sempre domenica 21 giugno, tornerà Antiqua 2026, mercatino dedicato all’antiquariato e al collezionismo. Le bancarelle saranno allestite lungo le rive del lago e offriranno oggetti, curiosità e pezzi destinati agli appassionati del settore. Le grandi residenze storiche completeranno il programma. Alla Reggia di Venaria resterà aperta fino al 6 settembre la mostra Regine in scena, dedicata alle figure femminili delle corti reali. Abiti storici e ritratti accompagneranno il visitatore in un percorso all’interno della residenza sabauda. A Moncalieri continuerà invece fino al 27 dicembre Castello Segreto, itinerario tra visite ed esposizioni che conduce negli ambienti meno conosciuti degli appartamenti reali. La proposta permette di osservare spazi solitamente meno accessibili e di approfondire la storia del castello attraverso un percorso specifico. Il fine settimana del 20 e 21 giugno offrirà dunque un calendario distribuito tra città e provincia. Cultura, sport, tradizioni popolari e gastronomia formeranno un programma ricco, con... - Published: 2026-06-19 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/voucher-scuola-piemonte-nuove-soglie-isee-e-contributi-fino-a-500-euro.html - Categorie: Economia La riforma dei voucher scuola per l’anno scolastico 2026-2027 ha ottenuto il via libera dal Consiglio regionale del Piemonte al termine di un confronto politico durato quasi quattro giorni. Il provvedimento, presentato dalla giunta guidata da Alberto Cirio, è stato approvato dopo una lunga discussione in aula, segnata da oltre 6. 000 emendamenti depositati dalle opposizioni e da una successiva mediazione tra i diversi schieramenti. L’accordo raggiunto ha modificato alcuni punti della proposta iniziale, soprattutto quelli relativi agli aiuti destinati agli studenti che frequentano le scuole statali. La novità principale riguarda l’introduzione di importi minimi e massimi più chiari, con contributi che potranno arrivare fino a 500 euro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado appartenenti alle famiglie con l’Isee più basso. Resta confermato anche il sostegno economico rivolto alle famiglie che scelgono le scuole paritarie, per le quali la soglia Isee di accesso viene innalzata da 26. 000 a 30. 000 euro. Secondo le stime presentate dalla maggioranza, l’intervento potrebbe ampliare in modo considerevole il numero degli studenti coinvolti, portando la platea complessiva da circa 40. 000 a 70. 000 beneficiari. Gli importi diventano più chiari per le famiglie piemontesi Uno degli aspetti maggiormente discussi durante l’esame del provvedimento ha riguardato il cosiddetto voucher B, destinato agli studenti degli istituti statali. Questo contributo serve a sostenere alcune delle principali spese scolastiche affrontate dalle famiglie, come l’acquisto dei libri di testo, il trasporto e la partecipazione alle attività integrative organizzate dagli istituti. La versione iniziale della riforma indicava soltanto il limite massimo degli aiuti, senza specificare una cifra minima garantita. Dopo il confronto in Consiglio regionale, il testo è stato modificato attraverso l’introduzione di fasce economiche precise. In questo modo, le famiglie potranno conoscere con maggiore chiarezza l’intervallo entro il quale sarà calcolato il sostegno. Per i nuclei con un Isee compreso tra zero e 4. 000 euro, il valore del voucher varierà in base al grado scolastico frequentato. Gli alunni della scuola primaria potranno ricevere una somma compresa tra 125 e 150 euro. Per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado, l’importo sarà compreso tra 250 e 300 euro. La fascia più alta è riservata ai ragazzi che frequentano le scuole secondarie di secondo grado. In questo caso, il contributo potrà variare tra 400 e 500 euro. Le cifre risultano superiori rispetto a quelle previste nella prima formulazione della delibera e rappresentano uno dei principali cambiamenti introdotti attraverso il confronto tra maggioranza e opposizioni. L’obiettivo dichiarato consiste nel rendere il sistema più leggibile e nel fornire alle famiglie una previsione più concreta dell’aiuto disponibile. La presenza di un valore minimo riduce l’incertezza legata all’assegnazione delle risorse e permette di comprendere meglio la portata del beneficio prima della presentazione della domanda. Il sostegno alle scuole paritarie conserva la sua struttura Il testo approvato non introduce modifiche sostanziali per il voucher A, riservato alle famiglie degli studenti che frequentano le scuole paritarie. La misura conserva l’impostazione definita dalla giunta regionale e amplia la fascia economica che può accedere al contributo. La soglia Isee passa infatti da 26. 000 a 30. 000 euro, con l’intento di coinvolgere un numero maggiore di nuclei familiari. La maggioranza regionale considera questa scelta uno strumento utile per sostenere la libertà educativa e permettere ai genitori di individuare il percorso scolastico ritenuto più adatto per i propri figli. Il consigliere Silvio Magliano, esponente dei Moderati nella Lista civica Cirio, ha spiegato che la misura mira a proteggere la possibilità di scelta delle famiglie piemontesi. Anche il capogruppo Ricca ha difeso il provvedimento, sostenendo che il sistema deve evitare di lasciare indietro i nuclei che affrontano maggiori difficoltà. La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Alessandra Binzoni ha posto l’attenzione sull’allargamento della platea. In base ai dati illustrati durante il dibattito, gli studenti beneficiari potrebbero passare da circa 40. 000 a 70. 000, con un aumento di 30. 000 potenziali destinatari rispetto alla situazione precedente. Le opposizioni hanno espresso una valutazione diversa. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Stati Uniti d’Europa hanno riconosciuto le aperture ottenute durante la trattativa, ma hanno confermato il voto contrario. Secondo questi gruppi, la riforma continuerebbe a destinare un sostegno eccessivo alle famiglie che scelgono gli istituti paritari e non risponderebbe in modo sufficiente alle esigenze delle fasce con le minori disponibilità economiche. Il confronto ha quindi mantenuto una netta distanza tra i due schieramenti. Da una parte, la maggioranza ha difeso l’ampliamento degli aiuti e la tutela della libertà di scelta. Dall’altra, le opposizioni hanno chiesto una maggiore concentrazione delle risorse sugli studenti delle scuole statali e sulle situazioni di disagio economico più evidente. Restano al centro gli studenti con bisogni specifici Durante la seduta, il Consiglio regionale ha approvato quattro atti di indirizzo collegati alla riforma. Uno dei documenti ha ottenuto il voto favorevole di tutti i gruppi e riguarda gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento e bisogni educativi speciali. L’atto, presentato su iniziativa del Movimento 5 Stelle, chiede alla Regione di trovare le risorse necessarie per conservare la maggiorazione del 30% prevista per questi studenti. Il sostegno aggiuntivo punta a compensare alcune spese che le famiglie possono dover affrontare per strumenti didattici, materiali specifici e servizi utili al percorso scolastico. Il voto unanime rappresenta uno dei pochi punti sui quali maggioranza e opposizioni hanno raggiunto una posizione condivisa. La richiesta non modifica direttamente gli importi già definiti dalla riforma, ma impegna la giunta a individuare i fondi necessari affinché la maggiorazione possa restare attiva. L’assessora regionale all’Istruzione Daniela Cameroni ha chiuso il dibattito sostenendo che il sistema dei voucher dovrà diventare sempre più efficace. La Regione, ha precisato, seguirà l’applicazione della misura e valuterà i suoi risultati nel corso dell’anno scolastico. Qualora emergessero difficoltà o squilibri, potranno essere introdotti nuovi interventi correttivi. L’approvazione della riforma conclude così una fase politica lunga e complessa, ma apre quella amministrativa. Le famiglie dovranno ora attendere le indicazioni operative relative alle domande, alle scadenze e ai criteri di assegnazione. Il nuovo quadro prevede soglie Isee più ampie, contributi maggiori... - Published: 2026-06-19 - Modified: 2026-06-19 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-la-cavallerizza-reale-cambia-volto-nasceranno-hotel-e-spazi-culturali.html - Categorie: Cultura La Cavallerizza Reale entra in una nuova fase della sua storia. Il Comune di Torino ha dato il via allo schema della Convenzione attuativa e il Progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alle opere di urbanizzazione, passaggio che consente l’avvio del grande intervento di recupero. Il complesso, riconosciuto come patrimonio UNESCO, sarà interessato da un programma che riunisce cultura, formazione, ricerca, ospitalità e servizi universitari. Dopo il via libera dell’amministrazione, i soggetti proprietari hanno presentato i titoli edilizi necessari per avviare i lavori sui diversi edifici, fatta eccezione per la Fondazione Compagnia di San Paolo, il cui piano aveva già ottenuto l’autorizzazione. Il progetto assegna nuove funzioni agli edifici storici L’approvazione comunale rappresenta il passaggio operativo che trasforma il piano in una serie di cantieri coordinati. La decisione è arrivata su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni e riguarda il quadro necessario per organizzare le opere previste in un’area composta da fabbricati con caratteristiche e destinazioni differenti. Il progetto punta a restituire alla città un complesso ampio, oggi al centro di una riqualificazione che coinvolge più soggetti pubblici e privati. La nuova organizzazione amplia le indicazioni tracciate nel 2021 e prevede attività culturali, spazi per lo studio, sedi per la ricerca, strutture ricettive e ambienti destinati al settore terziario. Ogni parte riceverà una funzione specifica, mentre l’intervento manterrà una visione comune per l’intera Cavallerizza. Uno dei nuclei principali sarà il Polo delle Arti, previsto nei corpi di fabbrica di via Verdi e in una porzione dell’ex Cappella. Qui troveranno sede l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio Giuseppe Verdi e la Fondazione Collegio Universitario Einaudi. L’area diventerà un distretto dedicato alla formazione artistica e musicale, con istituzioni già presenti nella vita culturale torinese. L’ex Accademia Militare ospiterà invece una nuova struttura alberghiera. L’hotel introduce una destinazione diversa da quelle legate alla didattica e alla produzione culturale, ma rientra nel disegno generale che mira ad aumentare la frequentazione del complesso da parte di cittadini e visitatori. Anche l’Università di Torino avrà un ruolo rilevante. Gli immobili di proprietà di UniTo saranno restaurati per accogliere nuovi spazi didattici e servizi dell’Ateneo. La Cavallerizza diventerà così un luogo utilizzato ogni giorno da studenti, docenti e personale universitario, con attività che affiancheranno quelle artistiche e culturali. La Cavallerizza Alfieriana ospiterà ricerca e arti performative Tra gli interventi più significativi figura quello dedicato alla Cavallerizza Alfieriana, destinata a diventare uno spazio polivalente per la ricerca e la sperimentazione nel campo delle arti performative. Il progetto attribuisce a questa parte del complesso una funzione culturale precisa, legata alla produzione, allo studio e all’uso degli ambienti per attività differenti. La riqualificazione prevede un restauro a scopo di conservazione della struttura, con attenzione agli elementi storici. Gli interventi dovranno mettere in relazione la tutela architettonica con le esigenze legate ai nuovi utilizzi. La destinazione polivalente consentirà di ospitare progetti di natura diversa. Ricerca, sperimentazione e arti performative costituiranno il centro dell’attività, mentre il legame con il Polo delle Arti potrà rafforzare la presenza di istituzioni formative e culturali all’interno della stessa area. Un altro capitolo riguarda la Fondazione Compagnia di San Paolo. Nella Manica del Mosca sarà stabilita la sede della Fondazione. Le Pagliere saranno destinate ad attività del settore terziario. Il relativo progetto aveva già ricevuto l’autorizzazione, motivo per cui la Fondazione non ha dovuto presentare nuovi titoli edilizi dopo l’ultimo via libera della Giunta. La distribuzione delle funzioni segue una logica precisa. Ogni edificio riceve una destinazione coerente con il programma generale, mentre il complesso conserva la propria unità storica. Cultura, università, ricerca, uffici e ospitalità condivideranno lo stesso perimetro, con spazi destinati a tornare accessibili e utilizzati. Il recupero assume un peso particolare anche per la posizione della Cavallerizza nel centro di Torino. La partenza della fase operativa dà una forma concreta a un progetto che coinvolge numerose istituzioni e modifica l’uso quotidiano dell’intera area. Da complesso storico in attesa di una destinazione organica, la Cavallerizza si prepara a diventare un luogo frequentato per motivi molto diversi. La geotermia rende sostenibile la trasformazione del complesso La sostenibilità rappresenta uno dei punti più innovativi del masterplan. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto geotermico centralizzato, concepito per servire tutte le unità immobiliari presenti nel complesso. La tecnologia sfrutterà il calore naturale del sottosuolo e garantirà sia il riscaldamento sia il raffrescamento degli edifici. Secondo il piano, il sistema sarà a zero emissioni e permetterà di climatizzare l’intera area attraverso un’unica infrastruttura. La scelta attribuisce alla riqualificazione una forte impronta ambientale e collega il restauro degli edifici storici a soluzioni energetiche contemporanee. Uno dei luoghi più antichi della città sarà quindi aggiornato con una tecnologia pensata per ridurre l’impatto delle attività future. L’adozione di un impianto comune rafforza anche l’idea di un progetto unitario. Pur con destinazioni differenti, gli edifici saranno collegati da una rete energetica condivisa. Il tema ambientale entra così nella struttura stessa dell’intervento e accompagna le decisioni architettoniche e funzionali. La Cavallerizza Reale si prepara a cambiare volto con un piano che unisce recupero conservativo, formazione, ricerca, cultura e accoglienza. L’approvazione della Convenzione e del Progetto di fattibilità tecnico-economica consente ora l’avvio dei lavori. Il complesso manterrà il proprio valore storico, ma sarà adattato a nuovi usi, con una presenza più ampia di studenti, istituzioni, visitatori e operatori culturali. La nuova mappa assegna a ogni porzione un ruolo definito: il Polo delle Arti nei fabbricati di via Verdi, l’hotel nell’ex Accademia Militare, gli spazi universitari negli immobili di UniTo, il centro per le arti performative nella Cavallerizza Alfieriana e la sede della Fondazione nella Manica del Mosca. Al centro resta l’obiettivo di restituire alla città un’area storica attraverso un progetto coordinato, sostenibile e aperto a più funzioni. - Published: 2026-06-19 - Modified: 2026-06-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/rivalta-operaio-di-63-anni-muore-dopo-un-malore-sulla-provinciale.html - Categorie: News Un malore improvviso, i colleghi che tentano di prestare aiuto e la corsa verso l’ospedale. Si è conclusa in modo tragico la giornata di lavoro di un operaio di 63 anni, morto dopo essersi sentito male lungo la strada provinciale 6, nel territorio di Rivalta di Torino. L’episodio si è verificato nella mattinata di giovedì 18 giugno, nella frazione Pasta, in una zona vicina al centro commerciale. L’uomo lavorava per una ditta privata ed era impegnato nella manutenzione del verde ai margini della carreggiata. Le sue condizioni sono peggiorate in pochi istanti e ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile. Il malore durante lo sfalcio lungo la provinciale Secondo le informazioni disponibili, il lavoratore stava svolgendo un’attività di sfalcio dell’erba sul bordo della strada quando è stato colpito da un arresto cardiaco. Il malore è arrivato senza lasciare il tempo di comprendere pienamente quanto stesse accadendo. La zona interessata si trova lungo la provinciale 6, nel tratto che attraversa la frazione Pasta di Rivalta. Il sessantatreenne si trovava sul posto insieme ad altri dipendenti della società incaricata dei lavori. Proprio i colleghi hanno assistito ai primi momenti dell’emergenza e hanno subito cercato di soccorrerlo. La rapidità con cui il quadro clinico è precipitato ha reso necessario l’intervento immediato del personale sanitario. I colleghi hanno iniziato subito le manovre di rianimazione Di fronte al malore, i lavoratori presenti non sono rimasti in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Hanno avviato le manovre di rianimazione, nel tentativo di sostenere il collega e guadagnare minuti preziosi. Poco dopo sono arrivati i sanitari del 118 di Azienda Zero, che hanno proseguito l’assistenza sul posto. La situazione è apparsa fin dall’inizio estremamente seria. Il sessantatreenne è stato caricato sull’ambulanza e trasferito in codice rosso all’ospedale San Luigi di Orbassano. Durante tutte le fasi dell’intervento, i soccorritori hanno cercato di ristabilire le funzioni vitali dell’uomo. I tentativi sono continuati anche dopo l’ingresso nella struttura sanitaria, dove il personale del pronto soccorso ha preso in carico il paziente. Le sue condizioni, già molto compromesse al momento dell’arrivo dei mezzi di emergenza, non hanno però mostrato miglioramenti. Il decesso è stato dichiarato poco dopo il trasferimento in ospedale. Per i colleghi, che avevano assistito al malore e partecipato ai primi soccorsi, ogni sforzo è risultato vano. Lo Spresal avvia gli accertamenti sul luogo di lavoro Dopo la morte dell’operaio sono stati attivati gli ispettori dello Spresal dell’Asl To3. Il servizio ha il compito di ricostruire con precisione la successione degli eventi e di verificare le condizioni presenti nell’area in cui il sessantatreenne stava lavorando. Gli accertamenti dovranno chiarire ogni elemento legato all’attività svolta quella mattina. Saranno esaminate la dinamica dell’episodio, l’organizzazione del cantiere stradale e il rispetto delle misure previste per la tutela dei dipendenti. Al momento, le informazioni disponibili indicano che l’uomo è stato colpito da un arresto cardiaco improvviso durante il turno. Le verifiche dello Spresal serviranno a completare il quadro e a stabilire se tutte le procedure di sicurezza fossero state applicate correttamente. La morte del lavoratore ha segnato una nuova giornata dolorosa nel Torinese. Un’attività ordinaria lungo la provinciale si è trasformata nel giro di pochi minuti in un’emergenza drammatica, conclusa all’ospedale San Luigi nonostante l’intervento dei colleghi e dei sanitari. - Published: 2026-06-18 - Modified: 2026-06-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/le-pmi-torinesi-e-la-presenza-online-a-che-punto-siamo-nel-2026.html - Categorie: News A Torino e in Piemonte la quasi totalità delle piccole imprese ha oggi una presenza online, ma averla e ricavarne clienti restano due cose diverse. Il divario tra le due, nel 2026, è il vero terreno su cui si gioca la competitività digitale del territorio. Per anni il problema era esserci. Un’attività senza sito sembrava invisibile, e questo ha spinto artigiani, studi professionali e negozi a dotarsi di una pagina web. Oggi quella fase è in larga parte conclusa: il sito esiste, il punto è se funziona. Molti portali aziendali piemontesi sono fermi alla loro versione di lancio, costruiti una volta e mai più toccati, con contenuti che non rispecchiano più l’attività reale. Avere un sito non basta più La differenza tra un sito che lavora e uno che occupa solo uno spazio sta in dettagli che dall’esterno non si vedono. Un portale costruito senza una struttura pensata per i motori di ricerca resta invisibile a chi cerca su Google, anche quando l’attività è valida e ben avviata. La visibilità organica non è un effetto automatico della pubblicazione, è il risultato di scelte fatte in fase di progettazione. C’è poi il tema della manutenzione. Un CMS non aggiornato è una porta aperta a problemi di sicurezza, e un sito lento o con errori penalizza l’esperienza di chi lo visita. Un sito abbandonato invecchia in fretta, e quell’invecchiamento si traduce in contatti persi senza che il titolare se ne accorga. Gli errori che si ripetono sul territorio Osservando i siti delle piccole imprese piemontesi, alcuni schemi tornano con regolarità. Il primo è il sito vetrina statico, pensato come una brochure digitale e mai aggiornato dopo il lancio. Il secondo è la rinuncia totale alla SEO, con la convinzione che basti esistere online per essere trovati. Il terzo errore è la sottovalutazione della posta elettronica professionale e dei dati di contatto, spesso gestiti con strumenti gratuiti che minano la credibilità dell’azienda. A questi si aggiunge la scelta di piattaforme automatiche che promettono un sito in poche ore, ma che mostrano i loro limiti appena l’attività cresce e servono funzioni reali o integrazioni con sistemi esterni. La ricerca locale, l’occasione che molti non sfruttano Una quota crescente delle ricerche fatte da chi cerca un fornitore vicino avviene da smartphone e con un intento immediato. Chi cerca un artigiano, uno studio o un negozio in zona si aspetta di trovarlo nei primi risultati, completo di indirizzo, orari e contatti. La ricerca locale premia chi cura questi dettagli e penalizza chi li trascura. Per un’attività piemontese questo significa molto. Un profilo aziendale aggiornato, le recensioni gestite con attenzione e una scheda coerente con il sito valgono spesso più di una campagna pubblicitaria, perché intercettano persone già pronte a comprare. La prossimità è un vantaggio competitivo concreto, ma solo per chi la rende visibile online invece di darla per scontata. Cosa distingue un sito che porta clienti Un sito che genera contatti nasce da una progettazione con obiettivi chiari, non da un capitolato tecnico riempito di funzioni. Conta sapere a quale domanda risponde quel sito per quella specifica attività, se deve raccogliere richieste, vendere online, mostrare un portfolio o gestire prenotazioni. Ogni risposta porta a un progetto diverso, con esigenze diverse di struttura, contenuti e manutenzione. Sul territorio non mancano realtà che lavorano in questa direzione, affiancando le imprese locali in un percorso che parte dagli obiettivi e arriva alla manutenzione continua. Tra queste, WebG. it, agenzia con sede a Torino, è un esempio di approccio orientato ai risultati più che alla semplice messa online. Il quadro complessivo è quello di un tessuto imprenditoriale ormai presente online ma ancora distante dallo sfruttarne il potenziale. La differenza, nei prossimi anni, non la farà chi ha un sito, ma chi ha un sito che lavora davvero per la propria attività. - Published: 2026-06-18 - Modified: 2026-06-18 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/il-95-dei-siti-italiani-riceve-visite-ma-non-genera-clienti-perche-e-come-si-risolve.html - Categorie: Innovazione Un decennio di lavoro su oltre 600 progetti italiani documenta un problema che costa alle PMI decine di migliaia di euro all’anno senza che quasi nessuno se ne accorga. Più traffico, più visibilità, più campagne, eppure, i clienti non arrivano. È questo il paradosso che Luca Orlandini, esperto di conversione e lead generation con oltre 600 progetti all’attivo per PMI e liberi professionisti italiani, osserva da dieci anni: il problema dei siti web italiani non è il traffico ma la pagina su cui quel traffico arriva. «In Italia il 95% delle pagine non è costruito per convertire», afferma Orlandini. «La differenza tra una landing page generica e una costruita con metodo, a parità di budget pubblicitario, può valere decine di migliaia di euro all’anno, ma la maggior parte degli imprenditori continua a investire in traffico convinta che il problema sia portare più gente sul sito, quando in realtà il collo di bottiglia è altrove. » La progettazione della landing page ha un unico obiettivo la conversione La landing page, una pagina web progettata con un unico obiettivo di conversione è lo strumento che distingue un sito che produce fatturato da uno che genera soltanto visite. Non è la homepage, non è la pagina prodotto, non è un articolo di blog: è un meccanismo a risposta diretta che elimina le distrazioni, guida il visitatore verso una sola azione e misura ogni singolo elemento, dalla headline al bottone di chiamata all’azione. Le sue radici affondano in una disciplina centenaria le sales letter cartacee degli anni ’20 del Novecento ma sul web ha trovato la sua forma definitiva, con la possibilità di testare, misurare e ottimizzare ogni variabile in tempo reale. È proprio questa misurabilità a rendere la landing page uno strumento radicalmente diverso da qualsiasi altra pagina di un sito tradizionale. I dati confermano che una landing page costruita su template preconfezionati, senza un’analisi del mercato e del pubblico, converte in media tra l’1% e il 3% dei visitatori. Una landing costruita con metodo con analisi strutturata del target, copy derivato dai feedback reali dei clienti e struttura ottimizzata per il ciclo decisionale arriva tra il 5% e il 15%. Su 1. 000 visite mensili, con un valore medio cliente di 1. 000 euro, la differenza tra il 3% e il 10% di conversione equivale a 70. 000 euro di fatturato annuo in più, a parità di investimento pubblicitario. Non aumentando il budget o cambiando le campagne, ma cambiando la pagina. Il metodo OVT dieci anni di evoluzione codificata Luca Orlandini ha codificato questo approccio nel metodo OVT (Oggi Vinci Tu), sviluppato a partire dal 2012 e pubblicato nel 2016 nel libro Landing Page Efficace (pubblicato da Hoepli), aggiornato nella seconda edizione del 2023. Il libro è oggi il manuale più venduto in Italia sull’argomento, con oltre 10. 000 copie e 500 recensioni a cinque stelle su Amazon. Il metodo si articola in nove fasi divise in tre aree che coprono l’intera esperienza dell’utente, dall’arrivo sulla pagina alla soddisfazione post-vendita. Quest’ultima parte è spesso ignorata, ma è quella che trasforma una landing page in un sistema che migliora nel tempo: ogni cliente soddisfatto produce una testimonianza, ogni testimonianza affina il copy, e ogni iterazione del copy aumenta le conversioni. Il metodo distingue inoltre sette tipologie di landing page, ciascuna con una struttura specifica: dalla sales page alla webinar page, dalla pagina corso alla SaaS page, fino alla pagina per candidati politici. Perché applicare la struttura sbagliata al contesto sbagliato è uno degli errori più costosi che si possano fare. Intelligenza artificiale: strumento o scorciatoia? L’AI generativa sta cambiando la velocità con cui si produce il copy, ma non il metodo strategico che lo precede. Orlandini ha sviluppato Infinity Copy, un sistema SaaS proprietario che applica il metodo OVT attraverso l’intelligenza artificiale, mantenendo al centro il lavoro umano di analisi e posizionamento. «L’AI è un moltiplicatore di efficienza, non un sostituto della strategia. Chi la usa per saltare la fase di analisi ottiene testi veloci e inutili. Chi la usa per amplificare una strategia già definita ottiene risultati misurabili. » Un patrimonio strategico che vale anche offline Il lavoro necessario a costruire una landing page efficace, dall’analisi del mercato alla definizione della proposta unica di valore fino alla gestione strutturata delle obiezioni, produce materiale strategico riutilizzabile su tutti i canali di comunicazione. È un patrimonio di conoscenza sul proprio mercato e sul proprio posizionamento che alimenta brochure, stand fieristici, video aziendali e qualsiasi altra superficie comunicativa. Un vantaggio che è ancora più evidente nell’offline italiano, dove la comunicazione improvvisata rimane la norma e chi porta rigore metodologico si distingue con facilità. «Chi lo fa bene una volta lo usa ovunque», conclude Orlandini. «Online la competizione è alta e le regole del gioco sono definite. Negli eventi e nell’offline c’è ancora molta più improvvisazione, e materiali costruiti con lo stesso rigore di una landing page efficace fanno una differenza visibile e immediata. » Luca Orlandini Autore di Landing Page Efficace (Hoepli), fondatore di FuturaImmagine SL Oltre 600 progetti di landing page per il mercato italiano dal 2012 https://www. landing-page-efficace. it E-mail: luca@landing-page-efficace. it WhatsApp: +39 329 4534340 - Published: 2026-06-18 - Modified: 2026-06-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-fashion-week-2026-giovani-stilisti-e-moda-indipendente-a-palazzo-saluzzo-paesana.html - Categorie: Eventi La Torino Fashion Week 2026 riporta nel cuore della città la moda indipendente, con una nuova edizione che mette al centro giovani stilisti, scuole, artigianato e imprese creative. Dal 27 giugno al 3 luglio, Palazzo Saluzzo Paesana ospiterà l’undicesima edizione della manifestazione ideata da TModa e da Claudio Azzolini, organizzata con la collaborazione di CNA Torino e il sostegno della Camera di commercio di Torino e di Unioncamere Piemonte. Il calendario conferma il peso della moda come linguaggio culturale, economico e sociale. A emergere, soprattutto, è il ruolo delle nuove generazioni, che interpretano abiti e collezioni come strumenti di identità, attenzione ambientale e responsabilità civile. In questa direzione si inserisce anche la presenza di CNA Federmoda, che aprirà la manifestazione con una giornata dedicata al Made in Italy, alla formazione e ai designer emergenti del territorio. Torino porta in passerella la moda che guarda avanti La nuova edizione della Torino Fashion Week si prepara a occupare uno spazio centrale nel calendario cittadino. La sede scelta, Palazzo Saluzzo Paesana, rafforza il legame tra creatività contemporanea e patrimonio storico, in una cornice che accoglierà sfilate, scuole e realtà produttive. L’appuntamento non si limiterà a presentare abiti. La manifestazione, infatti, porterà in passerella una lettura più ampia del settore, dove sostenibilità, innovazione e attenzione alle persone diventano elementi riconoscibili delle collezioni. Il racconto della moda torinese passa così attraverso giovani autori, laboratori, percorsi formativi e imprese che ancora oggi danno consistenza alla filiera locale. A inaugurare la settimana sarà CNA Federmoda, con una giornata costruita attorno al lavoro dei nuovi talenti e delle scuole. La scelta evidenzia la volontà di tenere insieme formazione e impresa, due ambiti che, nel comparto moda, risultano sempre più legati. Generazione Z e Alpha usano gli abiti come messaggi Uno dei nuclei più forti dell’edizione 2026 sarà la presenza della Generazione Z e della Generazione Alpha. I giovani creativi porteranno in passerella collezioni che usano la moda come forma di espressione personale e sociale. L’abito, in questo quadro, non viene presentato soltanto come prodotto estetico. Diventa un messaggio da consegnare al pubblico, un modo per raccontare valori, urgenze e sensibilità della nuova creatività. CNA Federmoda ha scelto di dare rilievo a questi percorsi con una sezione specifica, nata per valorizzare stilisti all’inizio della carriera. Negli anni, questa attenzione ha accompagnato la crescita di nomi come Emanuel Novello, Andrea Torrielli e Alberto Pescarmona, oggi riconosciuti tra le figure più interessanti della scena creativa torinese. La nuova edizione prosegue su questa linea e affida ai più giovani un ruolo visibile. Le scuole aprono la settimana con nuove creazioni La prima giornata, fissata per sabato 27 giugno alle 17:30, sarà dedicata agli studenti di sette realtà formative pubbliche e private specializzate nella moda. Dopo gli studenti, spazio agli stilisti senior selezionati da CNA Federmoda. Gli ospiti riceveranno anche un quaderno di sala di 36 pagine, con le schede tecniche delle scuole e dei designer presenti. Il Torinese conserva una filiera moda molto radicata La Torino Fashion Week sarà anche una vetrina per un settore che resta significativo nell’economia locale. In base ai dati della Camera di commercio di Torino, al 31 dicembre 2025 l’area metropolitana contava 2. 208 attività legate alla moda. Di queste, 1. 326 operavano nell’abbigliamento, 671 nella produzione tessile e 211 nella lavorazione di pelli e articoli in pelle. Il comparto dell’abbigliamento risulta concentrato soprattutto nel capoluogo, con 854 attività registrate a Torino e 472 nel resto della provincia. I numeri mostrano anche una forte presenza femminile: su 1. 326 imprese, 855 hanno titolari donne, mentre 471 sono guidate da uomini. Accanto a questo dato emerge una componente internazionale ampia, con imprenditori che provengono da Paesi europei e da aree extraeuropee. La moda, in questo senso, si conferma un ambito capace di generare lavoro, percorsi di integrazione e nuove occasioni professionali. Un altro elemento rilevante riguarda l’età: cresce la quota di under 40 che sceglie di investire nella sartoria e nella confezione artigianale. Formazione e impresa restano al centro della manifestazione Il sostegno istituzionale alla Torino Fashion Week viene letto come un segnale di attenzione verso una filiera che unisce creatività, competenze tecniche e capacità produttiva. Il presidente della Camera di Commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, ha ribadito il supporto dell’ente alla manifestazione, riconoscendone il valore come occasione di promozione per scuole, stilisti indipendenti e imprese del comparto. Per il segretario di CNA Torino, Filippo Provenzano, l’evento rappresenta uno strumento utile per rafforzare il rapporto tra formazione e impresa. Provenzano ha spiegato che l’attenzione verso le scuole resta una priorità anche durante l’anno attraverso CNAcademy, perché i giovani garantiscono continuità alla moda e alla manifattura torinese. Mioara Verman, presidente di CNA Federmoda per Torino, e Vitaliano Alessio Stefanoni, responsabile per la regione, hanno posto l’accento su una moda più attenta alla sostenibilità e al rispetto delle persone coinvolte nella produzione. Secondo la loro visione, ogni abito porta con sé saperi, creatività e valori, tra cui il giusto compenso, la qualità delle fibre e la dignità del lavoro. La Torino Fashion Week 2026 si presenta così come un punto di incontro tra talento, scuola, impresa e responsabilità sociale, con Torino al centro di un racconto che guarda alla nuova manifattura creativa. - Published: 2026-06-18 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cinema-al-castello-a-vinovo-quattro-film-per-lestate-2026.html - Categorie: Eventi A Vinovo l’estate passa anche dal grande schermo. Con l’arrivo delle serate più lunghe, il Castello Della Rovere torna a diventare uno spazio dedicato al cinema all’aperto, con una rassegna pensata per chi desidera vivere il paese anche dopo il tramonto. La nuova edizione di Cinema al Castello prenderà il via il 22 giugno 2026 e accompagnerà il pubblico per quattro lunedì consecutivi, fino al 13 luglio. L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Vinovo insieme all’Auditorium locale, conferma la volontà di portare proposte culturali accessibili nel cuore del territorio. Dopo il buon riscontro della stagione precedente, il progetto riparte con un calendario che alterna commedia, animazione, cinema d’autore e una grande avventura Disney. L’obiettivo resta chiaro: trasformare piazza Rey in un luogo di incontro, dove famiglie, giovani e appassionati possano ritrovarsi davanti a un film, senza la necessità di spostarsi altrove. Il castello diventa una sala sotto il cielo La cornice scelta per la rassegna resta uno degli elementi più riconoscibili del progetto. Il Castello Della Rovere, nel centro di Vinovo, offrirà anche quest’anno lo scenario alle proiezioni serali, con l’atmosfera tipica del cinema all’aperto e il valore aggiunto di un luogo storico del paese. La formula punta su semplicità e partecipazione. Le serate sono fissate ogni lunedì, con inizio alle 21:30, orario che permette di sfruttare il buio estivo e di creare un clima adatto alla visione sul grande schermo. Il pubblico potrà così vivere un’esperienza diversa rispetto alla sala tradizionale, in uno spazio che unisce cultura, socialità e patrimonio locale. Il ritorno della manifestazione non nasce come appuntamento isolato. La nuova stagione arriva dopo il successo ottenuto l’anno scorso e ripropone una scelta precisa: portare il cinema in un contesto vicino alla vita quotidiana del paese, con titoli capaci di parlare a pubblici differenti. Quattro lunedì per pubblici diversi Il programma di Cinema al Castello 2026 si svilupperà in quattro date, tutte concentrate tra fine giugno e metà luglio. La partenza è fissata per il 22 giugno, quando sarà proiettato La vita va così, commedia agrodolce diretta da Riccardo Milani. Un avvio affidato a un film che apre la rassegna con un tono accessibile e adatto a una platea ampia. Il secondo appuntamento, previsto per il 29 giugno, porterà sullo schermo La piccola Amélie. Il film d’animazione, premiato ad Annecy, introduce nel calendario una proposta dal taglio poetico, rivolta a chi cerca una storia visivamente curata e adatta a più fasce d’età. Il calendario proseguirà il 6 luglio con Le città di pianura di Francesco Sossai, titolo legato al cinema d’autore e reduce dal successo ai David di Donatello. La chiusura arriverà il 13 luglio con Zootropolis 2, grande avventura firmata Disney e attesa soprattutto dai più piccoli. Una proposta culturale pensata per restare in paese Al centro della rassegna c’è l’idea di una cultura vicina, accessibile e capace di creare occasioni di incontro. L’assessora alla Cultura Chiara Vittone ha spiegato che Vinovo crede in una proposta ricca e aperta, considerata importante per la vita della comunità locale. Secondo l’amministrazione, le famiglie devono poter vivere esperienze di qualità senza essere costrette a cercarle fuori dal territorio. Il cinema diventa così una ragione per restare in paese, incontrarsi e condividere una serata in un luogo riconoscibile per la comunità. La scelta di portare i film al castello rafforza questa direzione. Non si tratta soltanto di proiettare titoli durante l’estate, ma di dare nuova funzione a uno spazio già centrale nella memoria cittadina. Per quattro lunedì, il bene storico e architettonico sarà aperto a una fruizione collettiva, con un ruolo che va oltre la semplice cornice. Dal cinema d’autore alla Disney, un cartellone trasversale La varietà del programma rappresenta uno dei punti più evidenti dell’edizione 2026. Nel giro di quattro settimane, la rassegna passerà da una commedia italiana a un film d’animazione premiato, da una proposta d’autore a un titolo Disney pensato per un pubblico familiare. Questa scelta consente di intercettare interessi diversi. Chi segue il cinema italiano troverà due nomi noti come Riccardo Milani e Francesco Sossai. Chi cerca una serata per bambini potrà guardare con maggiore interesse alla data finale del 13 luglio, affidata a Zootropolis 2. Nel mezzo, La piccola Amélie aggiunge al programma un tratto più delicato, legato al linguaggio dell’animazione internazionale. Il risultato è un calendario breve, ma costruito con attenzione. Ogni data ha una sua identità e permette alla rassegna di non rivolgersi a un solo tipo di spettatore. Famiglie, giovani e cinefili trovano così motivi diversi per partecipare. L’Auditorium e il Comune rafforzano la rete locale La seconda stagione di Cinema al Castello nasce dalla collaborazione tra il Comune di Vinovo e l’Auditorium di Vinovo, due realtà che lavorano insieme per dare continuità a una proposta già apprezzata. La sinergia tra amministrazione e presidio culturale locale permette di riportare l’attenzione su un modello semplice: usare gli spazi del territorio per creare occasioni di partecipazione. Il castello, per quattro serate, diventerà quindi un punto di ritrovo. La rassegna punta su accessibilità, qualità e varietà, tre elementi che spiegano la volontà di ripetere l’esperienza dopo la prima edizione. La scelta dei lunedì, la partenza alle 21:30 e la durata concentrata in meno di un mese rendono il programma riconoscibile e facile da seguire. Per Vinovo, l’appuntamento estivo con il cinema all’aperto assume così un valore più ampio. Davanti allo schermo, nel centro del paese, la cultura torna a essere un’occasione concreta di presenza, relazione e vita condivisa. - Published: 2026-06-18 - Modified: 2026-06-17 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-prezzi-ancora-in-salita-il-caro-vita-pesa-sulle-famiglie-e-il-costo-dellenergia-aumenta.html - Categorie: Economia A Torino il costo della vita resta al centro del quadro economico locale. I dati di maggio 2026 mostrano una nuova crescita dei prezzi, con rincari che interessano in modo diverso beni, servizi e consumi di uso quotidiano. L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività, indicato con la sigla NIC, segna un aumento mensile dello 0,4% e una variazione annua del 2,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Il dato, elaborato dall’Ufficio di Statistica della Città di Torino, conferma una fase meno intensa rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, ma ancora avvertita nei bilanci domestici. Le spese più ricorrenti, dalle bollette ai prodotti acquistati con maggiore frequenza, restano le voci che incidono con più forza sulla vita delle famiglie. Torino resta alle prese con prezzi ancora in salita Nel mese di maggio 2026 il quadro dei prezzi a Torino mostra una crescita su due livelli. Da un lato emerge il confronto con aprile, che registra un aumento dello 0,4%. Dall’altro, il raffronto con maggio 2025 segnala un incremento più marcato, pari al 2,8%. Il numero descrive una pressione ancora presente, pur in un contesto diverso dai picchi inflazionistici degli ultimi anni. Il dato generale, da solo, non basta a spiegare dove si concentra il peso maggiore. Le variazioni cambiano infatti in base al tipo di bene o servizio e alla frequenza con cui viene acquistato. Proprio quest’ultimo aspetto risulta centrale per capire perché il rincaro venga percepito in modo diretto dalle famiglie: quando aumentano i prodotti che finiscono spesso nel carrello o nelle spese ricorrenti, la variazione dei prezzi diventa più visibile nella gestione quotidiana. Gli acquisti frequenti pesano di più sui bilanci La crescita più evidente riguarda i beni ad alta frequenza d’acquisto. A Torino, questa categoria registra un rialzo del 4,2% su base annua. Si tratta dei prodotti che le famiglie comprano con maggiore regolarità e che, proprio per questo, rendono il caro vita più immediato nella percezione dei consumatori. Più contenuti, ma sempre in aumento, i beni a media frequenza, che segnano un +2,5% rispetto all’anno precedente. Per quelli acquistati con minore continuità, la variazione si ferma all’1,4%. La distanza tra queste tre fasce aiuta a leggere il fenomeno: il rincaro non si distribuisce in modo uniforme, ma colpisce con maggiore intensità le spese che ricorrono più spesso. Nel confronto tra grandi categorie, i beni crescono del 3,5% in un anno, mentre i servizi salgono del 2,1%. La differenza conferma che la componente materiale dei consumi resta quella più esposta agli aumenti, con effetti diretti sulle abitudini di spesa. L’energia resta la voce più pesante Tra le componenti analizzate, l’energia continua a occupare una posizione centrale. Nel mese di maggio i beni energetici registrano una crescita dello 0,5% rispetto ad aprile e un aumento del 16% nel confronto annuo. È il dato più rilevante dell’intero quadro, perché riguarda una voce di spesa difficilmente comprimibile per le famiglie. Il peso delle bollette resta quindi uno dei fattori principali nella lettura del caro vita torinese. Anche quando l’inflazione complessiva appare più moderata rispetto al passato recente, l’energia mantiene una crescita molto più alta della media generale. Per molte famiglie, questa voce continua a ridurre i margini di risparmio e a incidere sulla programmazione delle spese mensili. La differenza tra il dato energetico e l’indice generale mostra una fotografia precisa: il costo della vita non aumenta allo stesso ritmo in tutte le sue parti. Alcune categorie rallentano, altre mantengono valori più contenuti, mentre l’energia resta il comparto con il rialzo più forte. Alimentari, tabacchi e servizi mostrano andamenti diversi Il comparto alimentare presenta una crescita più moderata. A maggio i prezzi salgono dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,8% su base annua. Il dato resta quindi sotto la media generale dell’inflazione cittadina, pur dentro un quadro di prezzi ancora in aumento. Diverso l’andamento dei tabacchi, che registrano un incremento annuo del 4,1%. Nei servizi, la situazione appare più articolata. Quelli collegati all’abitazione crescono del 3,3% rispetto a maggio 2025, mentre i trasporti segnano una riduzione mensile dello 0,8%, pur con un saldo annuo ancora positivo al 2,7%. Anche i servizi ricreativi, culturali e legati alla cura personale mostrano una crescita: il dato è pari al +1,9% sia rispetto ad aprile sia nel confronto con l’anno precedente. Le comunicazioni rappresentano invece l’unica area in calo, con una flessione dello 0,1% su base mensile e del 2,5% rispetto a maggio 2025. L’inflazione di fondo indica un rallentamento parziale Oltre al dato generale, il quadro torinese considera l’inflazione di fondo, cioè l’indice calcolato senza beni energetici e alimentari freschi. Questo valore si colloca al +1,4% su base annua e cresce dello 0,4% rispetto al mese precedente. Il numero segnala una pressione più contenuta rispetto all’indice complessivo, proprio perché esclude alcune componenti più variabili. Il raffronto tra inflazione generale e inflazione di fondo indica che una parte rilevante della spinta sui prezzi arriva ancora dalle voci più sensibili, a partire dall’energia. Il rallentamento rispetto ai periodi più difficili non cancella il peso dei rincari, soprattutto quando questi riguardano beni e servizi difficili da evitare. Per Torino, maggio 2026 restituisce quindi un quadro doppio: da una parte, l’inflazione appare meno aggressiva rispetto ai massimi precedenti; dall’altra, le famiglie continuano a fare i conti con aumenti che toccano le spese ordinarie. Bollette energetiche, beni acquistati spesso e servizi legati alla casa restano le aree da osservare con maggiore attenzione. - Published: 2026-06-18 - Modified: 2026-06-17 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-gtt-lancia-tram-e-zino-il-tour-sul-tram-storico-con-degustazione.html - Categorie: News A Torino il viaggio sul tram storico diventa anche un’esperienza di gusto. Con TRAM e ZINO – La linea del gusto, GTT porta su rotaia un format turistico ed enogastronomico che unisce due simboli cittadini: il tram d’epoca e il tramezzino torinese. Il servizio è stato presentato con una corsa dimostrativa e nasce per far vivere la città da una prospettiva diversa, tra centro storico, prodotti locali e memoria del trasporto pubblico. A bordo di una vettura degli anni Sessanta, cittadini e visitatori possono partecipare a una degustazione dedicata a una delle specialità più riconoscibili della tradizione torinese. Il progetto lega mobilità, racconto urbano e sapori del territorio, con una formula pensata per chi desidera attraversare il cuore della città senza fretta, dentro un mezzo che appartiene alla storia quotidiana di Torino. Il tramezzino sale a bordo del tram storico Il nome scelto, TRAM e ZINO, gioca in modo diretto sull’incontro tra la vettura storica e il tramezzino. Al centro dell’iniziativa c’è proprio questa doppia identità: da una parte il fascino del trasporto pubblico torinese di un tempo, dall’altra una proposta gastronomica legata alla città e alle sue abitudini. Il nuovo servizio turistico ed enogastronomico è stato presentato da GTT, che ha scelto di ampliare la propria offerta con un’esperienza diversa dai tradizionali percorsi di visita. Non si tratta di un semplice spostamento in tram, perché il viaggio diventa parte stessa dell’evento. Il passeggero entra in una vettura storica, attraversa alcuni luoghi riconoscibili del centro e assaggia prodotti selezionati durante il tragitto. La degustazione è curata da Tramezzino Torino, partner gastronomico dell’iniziativa. Accanto a questa realtà figura Turismo Torino e Provincia, coinvolta come partner tecnico. La collaborazione costruisce un ponte tra mobilità, promozione del territorio e cultura cittadina, con una formula che può parlare sia ai turisti sia ai torinesi. Una corsa inaugurale con istituzioni e nuovi assunti La presentazione ha avuto un valore istituzionale. Alla corsa dimostrativa hanno preso parte il sindaco Stefano Lo Russo, l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta e l’amministratore delegato di GTT Guido Mulè. La presenza delle istituzioni ha dato al debutto un significato più ampio, legato all’immagine della città e alla capacità del trasporto pubblico di diventare parte dell’offerta turistica. A bordo era presente anche una rappresentanza del personale neoassunto da GTT. La scelta ha assunto un valore simbolico, perché ha messo in evidenza le diverse componenti operative dell’azienda. Autisti, impiegati e operai specializzati hanno rappresentato le professionalità che permettono ogni giorno il funzionamento del servizio. Il messaggio collegato alla loro partecipazione appare chiaro: l’azienda vuole mostrare una realtà in cambiamento, nella quale le nuove risorse entrano nel racconto pubblico dei servizi. Il tram storico, quindi, non resta solo un mezzo del passato, ma diventa uno spazio nel quale si intrecciano memoria, lavoro e nuove forme di promozione cittadina. GTT amplia la sua offerta per chi visita Torino Con TRAM e ZINO, GTT aggiunge una nuova esperienza al quadro delle attività turistiche già gestite dall’azienda. Nel perimetro dei servizi figurano l’ascensore della Mole Antonelliana, la tranvia Sassi-Superga e i collegamenti Express per Venaria e Superga. Il nuovo format entra in questa linea di proposte, con una caratteristica specifica: il gusto diventa parte del viaggio. L’obiettivo dichiarato è associare il trasporto pubblico al racconto della città. Torino viene attraversata, osservata e assaporata in un’unica esperienza, senza separare il percorso dalla degustazione. In questo senso il tram non è solo il mezzo usato per spostarsi, perché assume il ruolo di luogo narrativo e conviviale. Il servizio sarà attivo da venerdì 19 giugno e si rivolge a un pubblico vario. Da un lato ci sono i visitatori alla ricerca di un modo originale per conoscere il centro. Dall’altro ci sono i residenti, che possono riscoprire strade e piazze familiari attraverso un’esperienza diversa dal normale uso quotidiano del tram. Da Piazza Castello alla Gran Madre tra gusto e città La partenza è prevista in Piazza Castello, alla fermata 436, davanti al Teatro Regio. Da lì il tour si muove nel cuore di Torino e attraversa alcuni punti simbolici del centro. Il percorso passa lungo via Po, raggiunge piazza Vittorio Veneto e arriva verso la Gran Madre, con una sequenza di luoghi tra i più riconoscibili della città. Il tragitto offre ai passeggeri una lettura visiva di Torino, fatta di architetture, assi urbani e scorci ormai legati all’immaginario cittadino. La lentezza del viaggio in tram consente di osservare il centro con tempi diversi rispetto agli spostamenti ordinari. La degustazione, inserita dentro il percorso, dà al giro una dimensione più conviviale. A bordo vengono serviti il tramezzino torinese e altri prodotti locali selezionati. L’esperienza punta quindi su una formula semplice, ma riconoscibile: un mezzo storico, una specialità cittadina e un itinerario breve ma denso di riferimenti urbani. La città resta protagonista, mentre il cibo diventa un modo per raccontarla. La motrice 2847 diventa un piccolo salotto in movimento Il cuore del progetto è la motrice storica 2847, una vettura verde degli anni Sessanta. Il tram può ospitare 50 passeggeri e per l’occasione è stato adattato a una funzione diversa da quella originaria. L’antico box del bigliettaio è stato trasformato in un bancone di servizio, da cui passa la proposta gastronomica destinata ai viaggiatori. Questo dettaglio restituisce bene lo spirito dell’iniziativa. Un elemento nato per la gestione del servizio di trasporto assume una nuova funzione, senza perdere il legame con la storia del mezzo. Il risultato è uno spazio itinerante che conserva il carattere del tram d’epoca e, allo stesso tempo, accoglie una degustazione costruita attorno ai sapori torinesi. Il calendario prevede formule diverse a seconda delle giornate. Il giovedì e il venerdì sera sono in programma gli aperitivi delle 19:00 e delle 20:00. Il sabato e la domenica mattina, invece, sono previste la colazione delle 9:30 e l’aperitivo delle 10:30. In questo modo il servizio copre fasce orarie differenti e propone più occasioni per vivere la città a bordo di un tram storico. - Published: 2026-06-17 - Modified: 2026-06-18 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/san-giovanni-2026-a-torino-in-piazza-vittorio-veneto-la-festa-con-musica-e-fuochi-artificiali.html - Categorie: Eventi La Festa di San Giovanni 2026 porta nel centro di Torino una serata pensata per trasformare uno dei luoghi simbolo della città in un grande spazio musicale aperto. Il 24 giugno, Piazza Vittorio Veneto diventerà il cuore dei festeggiamenti con il Vertical Stage Block Party, un evento gratuito che precederà lo spettacolo pirotecnico previsto in tarda serata. La piazza sarà accessibile dalle 18. 30, con avvio del concerto alle 19. 00. Il pubblico potrà partecipare senza QR Code, senza prenotazione e senza accredito, con una formula libera che punta a coinvolgere cittadini e visitatori in una festa urbana costruita attorno alla musica, alla presenza collettiva e alla partecipazione diretta. Piazza Vittorio cambia volto per una sera Per la festa patronale, Piazza Vittorio sarà al centro di una proposta pensata per superare la classica idea di concerto frontale. La scelta dello spazio non appare casuale: la piazza, già riconosciuta come uno dei punti più rappresentativi di Torino, sarà usata come una grande area scenica all’aperto, dove il pubblico non resterà fermo davanti a un solo palco. Il format del Vertical Stage Block Party prevede una disposizione particolare, con quattro balconi performativi collocati in zone opposte della piazza. Ciascuno sarà dotato di un proprio sistema audio, così da creare più punti musicali all’interno dello stesso spazio. Ne nasce una festa distribuita, nella quale le persone potranno scegliere dove spostarsi, da quale angolazione ascoltare la musica e quale parte dell’evento seguire più da vicino. Questa struttura rende il pubblico parte attiva della serata. La piazza, per alcune ore, non sarà soltanto un luogo di passaggio o di ritrovo, ma diventerà un ambiente da attraversare, con suoni e performance distribuiti su più lati. La musica arriva da più direzioni Il cuore della serata sarà affidato a una line-up ampia, costruita per parlare a pubblici diversi. Tra i nomi annunciati spicca Walshy Fire, membro storico dei Major Lazer e figura nota nella scena dancehall ed elettronica internazionale. La sua presenza dà alla festa un profilo musicale aperto e riconoscibile, capace di richiamare appassionati di sonorità contemporanee e ritmi da club. Accanto a lui ci sarà Mista P, con Ensi, tra i volti più rappresentativi del rap italiano. La serata accoglierà poi Ciao. Discoteca Italiana, progetto costruito attorno ai grandi brani della musica italiana, riletti in chiave collettiva e festosa. Spazio anche ad Angie BacktoMono, artista e dj nota per set nei quali stili e influenze sonore diverse si incontrano. A guidare il pubblico nel corso dell’evento saranno Manuela Grippi e Federico Sacchi MusicTeller, ai quali spetterà il compito di dare continuità alla serata e accompagnare i vari momenti del programma. Una festa gratuita senza prenotazioni Uno degli elementi centrali dell’appuntamento riguarda l’accesso. Il concerto sarà a ingresso gratuito e non richiederà alcuna procedura preventiva. Chi vorrà partecipare potrà entrare in piazza senza QR Code, senza registrazione e senza accredito. Le porte dell’area saranno aperte dalle 18. 30, mentre la partenza ufficiale dello spettacolo musicale è fissata alle 19. 00. La formula scelta punta a rendere la festa il più possibile aperta. In una ricorrenza cittadina come San Giovanni, la dimensione pubblica assume un peso rilevante, perché consente alla piazza di diventare un luogo accessibile e condiviso. L’evento non sarà riservato a un pubblico selezionato, ma pensato per chi vive Torino e per chi arriverà in città in occasione della festa patronale. Particolare rilievo avrà anche l’accessibilità. È previsto un percorso dedicato alle persone con disabilità, così da permettere una partecipazione più agevole alla serata. Il dettaglio conferma la volontà di costruire un appuntamento pensato per un pubblico ampio, con una gestione degli spazi attenta alle esigenze di chi avrà bisogno di condizioni di accesso specifiche. Il concerto prepara il finale più atteso La musica occuperà la prima parte della serata e accompagnerà il pubblico verso il momento conclusivo dei festeggiamenti. Dopo il concerto, il programma di San Giovanni prevede alle 23. 00 il tradizionale spettacolo dei fuochi artificiali, da sempre tra gli appuntamenti più attesi della festa patronale torinese. Il passaggio dal Block Party allo spettacolo pirotecnico darà alla serata una scansione precisa. Prima la piazza sarà attraversata da dj set, conduzione e performance sonore; poi l’attenzione si sposterà verso il cielo, con il rito collettivo dei fuochi. La scelta di unire musica e pirotecnica nello stesso luogo rafforza il ruolo di Piazza Vittorio come centro della celebrazione. Per molti torinesi, la festa di San Giovanni rappresenta un momento di appartenenza cittadina. La serata del 24 giugno, con la combinazione tra concerto diffuso e spettacolo finale, punta a rinnovare questo appuntamento senza perdere il legame con una tradizione molto sentita. Torino sceglie una piazza da vivere insieme Il Vertical Stage Block Party porta nella festa di San Giovanni un’idea di evento costruita attorno allo spazio urbano. La piazza non farà da semplice cornice, perché l’organizzazione dei balconi performativi e dei sistemi audio la trasformerà in una parte essenziale dello spettacolo. Il pubblico potrà muoversi liberamente, scegliere percorsi, fermarsi in punti diversi e seguire la musica da più visuali. Questa libertà di movimento cambia il modo in cui la serata sarà vissuta: non un’unica direzione dello sguardo, ma un’esperienza distribuita, con la città al centro. Con l’apertura dalle 18. 30, l’avvio del concerto alle 19. 00 e i fuochi delle 23. 00, la festa patronale torinese avrà un programma serale concentrato in poche ore, ma ricco di momenti riconoscibili. Piazza Vittorio diventerà così il luogo nel quale musica, partecipazione e tradizione si incontreranno per celebrare San Giovanni 2026 nel cuore di Torino. - Published: 2026-06-17 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/economia/piemonte-2025-secondo-il-rapporto-banca-ditalia-frena-lautomotive-cresce-laerospazio.html - Categorie: Economia L’economia piemontese chiude il 2025 con un passo contenuto, dentro un quadro segnato da crescita ridotta, industria ancora fragile e settore auto in evidente difficoltà. Il nuovo rapporto annuale della Banca d’Italia dedicato al Piemonte restituisce l’immagine di una regione che resta produttiva e articolata, ma che deve fare i conti con consumi prudenti, lavoro meno brillante e investimenti pubblici meno rapidi rispetto alla fase precedente. Il dato più sintetico riguarda il prodotto interno regionale, salito dello 0,4%, un valore leggermente inferiore a quello registrato nel Nord e nel resto del Paese, entrambi fermi allo 0,5%. Il Piemonte cresce poco e guarda al 2026 con cautela Il rapporto sull’economia del Piemonte, presentato a Torino dalla sede regionale della Banca d’Italia, rientra nella collana dedicata alle economie territoriali italiane. L’analisi prende in esame produzione, lavoro, credito, famiglie e finanza pubblica, con una lettura estesa del 2025 e alcune indicazioni per i mesi successivi. Nel corso dell’anno la regione ha mostrato una crescita modesta, più debole rispetto a quella dell’anno precedente. L’indicatore ITER, utilizzato da Banca d’Italia per misurare il ritmo dell’economia regionale, segnala un aumento limitato del prodotto interno. A pesare sul quadro, secondo l’analisi, sono stati il deterioramento dello scenario macroeconomico legato al conflitto nel Golfo Persico e le difficoltà negli approvvigionamenti di materie prime. Per il 2026 le indicazioni raccolte tra le imprese descrivono ricavi fermi per industria e servizi, mentre per le costruzioni viene indicato un arretramento dell’attività. L’industria recupera solo in parte e l’auto resta il nodo più pesante Nel 2025 la produzione industriale piemontese ha dato qualche segnale di ripresa, senza riuscire a compensare il calo subito nell’anno precedente. Le esportazioni hanno fornito una spinta positiva, anche se la loro crescita è rimasta inferiore rispetto alla domanda internazionale. Il punto più delicato resta il comparto automotive. L’economia piemontese, per storia industriale e struttura produttiva, risulta più esposta della media italiana all’andamento dell’auto. Questa esposizione riguarda una quota importante della manifattura, ma tocca anche diversi segmenti dei servizi collegati alla filiera. Dentro un quadro industriale complesso, l’aerospazio si distingue come uno dei comparti più dinamici. In Piemonte questo settore ha un peso più alto sul valore aggiunto regionale rispetto alla media nazionale e mostra una maggiore propensione all’innovazione. Anche l’attività brevettuale regionale supera quella italiana nel suo complesso, pur restando sotto i livelli delle altre regioni settentrionali. I brevetti risultano concentrati in tecnologie tradizionali, mentre il valore tecnologico, nel confronto europeo, resta contenuto, pur con un posizionamento leggermente migliore rispetto al Nord. Servizi più lenti, turismo in aumento e costruzioni sostenute dal PNRR Le costruzioni hanno ricevuto ancora sostegno dagli interventi legati al PNRR, che hanno aiutato la produzione del settore. Nei servizi, invece, il ritmo si è ridotto in modo netto, con una frenata più visibile nel commercio. Alcuni comparti legati alla transizione digitale, in particolare l’ICT, hanno mostrato una tenuta migliore rispetto alla media del terziario. Il turismo ha registrato un incremento rilevante delle presenze, segnale positivo per il territorio. La spesa dei visitatori, però, pesa ancora poco sul totale dei consumi interni rispetto al dato nazionale. Tra il 2014 e il 2023, in una fase nella quale molte imprese hanno rafforzato la propria dimensione, il terziario fuori dal commercio ha visto una diffusione più ampia di aziende con forte crescita occupazionale. Gli investimenti delle imprese industriali sono aumentati, pur restando sotto le attese formulate nella primavera del 2025. Il quadro resta molto diverso da azienda ad azienda. In un contesto segnato da redditività più debole e forte incertezza, molte imprese hanno accresciuto le riserve liquide e le attività finanziarie in titoli. Lavoro più debole e famiglie prudenti nei consumi Il mercato del lavoro ha perso slancio. Nel 2025 l’occupazione è cresciuta meno e nell’industria il numero dei lavoratori è diminuito. È salito anche il ricorso agli strumenti di integrazione salariale, segnale di difficoltà per una parte del sistema produttivo. L’aumento delle persone in cerca di impiego ha portato il tasso di disoccupazione al livello medio italiano. Le retribuzioni fissate dai contratti collettivi nazionali sono aumentate in termini nominali in linea con il dato nazionale, ma con meno forza rispetto all’anno precedente. La Banca d’Italia colloca questo dato dentro un periodo più lungo segnato dalla riduzione delle retribuzioni reali medie per dipendente e da una maggiore distanza tra le politiche salariali delle imprese. Restano evidenti i divari per genere, età e cittadinanza. Donne, giovani e stranieri risultano più presenti in occupazioni a tempo ridotto o meno stabili. Per le donne pesa anche una quota rilevante dei carichi di cura familiare. Sul fronte dell’assistenza agli anziani, destinata ad assumere un peso crescente per l’invecchiamento demografico, le famiglie sostengono direttamente una parte dei costi, anche se l’assistenza pubblica si è ampliata negli anni recenti grazie agli interventi del PNRR. Credito, casa e finanza pubblica ridisegnano il quadro regionale Nel 2025 reddito e consumi delle famiglie sono aumentati poco in termini reali. Tra i beni durevoli, la domanda di autovetture si è indebolita e questo si è riflesso anche sul credito destinato agli acquisti. Le compravendite di abitazioni, al contrario, hanno accelerato, insieme a una crescita dei mutui, pur in presenza di un lieve aumento dei tassi. La capacità di rimborso resta nel complesso elevata, anche se sono aumentati leggermente i ritardi legati al credito al consumo. I depositi familiari sono tornati a crescere, soprattutto sui conti correnti. Negli ultimi quindici anni il portafoglio finanziario dei piemontesi è cambiato: le obbligazioni bancarie hanno perso peso, i fondi comuni sono saliti e i titoli di Stato hanno beneficiato del rialzo dei tassi e di emissioni dedicate. Sul versante pubblico, gli investimenti degli enti territoriali hanno rallentato dopo il forte aumento del biennio precedente trainato dal PNRR. A febbraio 2026 i pagamenti collegati al Piano erano poco sopra il 60% dei circa 10 miliardi destinati al Piemonte o a soggetti privati con sede regionale. Tre gare su quattro risultavano aggiudicate, poco sotto la media italiana. In sanità avanzano meglio le Centrali operative territoriali e l’assistenza domiciliare, mentre restano più indietro... - Published: 2026-06-17 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/panchina-gigante-a-giaveno-la-nuova-big-bench-sorgera-a-oltre-1-300-metri.html - Categorie: News Una nuova panchina gigante sta per arrivare in Piemonte, nel territorio di Giaveno, e punta a diventare una delle installazioni più alte d’Italia. La collocazione scelta è l’Alpe Colombino, in provincia di Torino, a una quota superiore ai 1. 300 metri. L’annuncio è arrivato dal sindaco Stefano Olocco, che ha presentato l’iniziativa come un passaggio significativo per la città e per tutta la Val Sangone. Con questa installazione, Giaveno entra nella rete internazionale delle Big Bench, le grandi panchine nate nelle Langhe cuneesi nel 2010 da un’idea del designer Chris Bangle. Nel tempo, queste strutture sono diventate un simbolo riconoscibile del turismo lento, della scoperta dei paesaggi e della riscoperta dei territori attraverso punti panoramici capaci di attirare visitatori, escursionisti e curiosi. Una panchina in quota cambia lo sguardo sulla Val Sangone La nuova installazione sorgerà in una posizione indicata dal Comune come particolarmente suggestiva. L’Alpe Colombino, con la sua quota oltre i 1. 300 metri, offre un contesto montano che rende la panchina gigante diversa da molte altre già presenti sul territorio nazionale. La sua altezza, infatti, la collocherebbe tra le Big Bench più elevate d’Italia. Il dato altimetrico diventa uno degli elementi più rilevanti del progetto. Una panchina gigante, in un luogo di montagna, non rappresenta soltanto un oggetto da fotografare. Diventa un punto di arrivo, una meta da raggiungere, un riferimento capace di legare il cammino alla vista sul paesaggio. Nel caso di Giaveno, la scelta dell’Alpe Colombino permette di unire la curiosità per l’installazione alla forza naturale della zona. La Val Sangone, attraverso questa iniziativa, trova così un nuovo elemento di richiamo. Il visitatore che raggiunge la panchina non incontra soltanto una struttura di grandi dimensioni, ma entra in contatto con un territorio fatto di sentieri, aree montane, borgate e scorci naturali. Giaveno entra nella mappa ufficiale delle Big Bench L’ingresso nel circuito del Big Bench Community Project rappresenta un passaggio centrale per Giaveno. Il sindaco Stefano Olocco ha spiegato che la presenza nella rete ufficiale permetterà alla città di comparire nella mappa internazionale delle Big Bench. Questo significa maggiore riconoscibilità per il territorio e una nuova occasione per far conoscere la zona a chi segue questi percorsi tematici. Le panchine giganti sono nate nelle Langhe cuneesi e, da quella prima idea, hanno assunto un ruolo sempre più riconoscibile nel turismo di prossimità. La loro forza sta nella semplicità: un oggetto quotidiano, ingrandito, collocato in un punto panoramico. Da qui nasce l’effetto sorpresa, unito al desiderio di sedersi e guardare il paesaggio da una posizione diversa. Per Giaveno, l’adesione alla rete non ha soltanto un valore simbolico. Inserire la città in un circuito già conosciuto significa attrarre persone interessate a visitare luoghi meno consueti, spesso lontani dai percorsi più affollati. La Val Sangone entra così in un itinerario più ampio, mantenendo al centro la propria identità montana. Il turismo lento trova un nuovo punto di riferimento Le Big Bench sono legate a un’idea di turismo che privilegia il tempo, la scoperta graduale e il rapporto diretto con il paesaggio. Anche la nuova panchina gigante di Giaveno segue questa linea. La posizione all’Alpe Colombino invita a raggiungere un luogo immerso nella natura e a vivere la montagna come esperienza aperta, accessibile e legata al territorio. Il progetto si inserisce in una visione che valorizza il turismo lento e sostenibile. La panchina diventa un richiamo, certo, ma anche un mezzo per portare attenzione su aree che meritano di essere visitate con calma. Sentieri, borgate e patrimonio naturalistico non restano sullo sfondo: entrano nel racconto della nuova installazione e ne definiscono il senso. In questo quadro, la panchina gigante può trasformarsi in una meta per famiglie, escursionisti e appassionati di luoghi panoramici. Il suo valore non dipende soltanto dalle dimensioni, ma dal contesto in cui viene collocata. L’Alpe Colombino, proprio per la sua posizione, rende l’opera parte del paesaggio montano. L’annuncio del sindaco e il valore per il territorio Stefano Olocco ha comunicato la novità mettendo in evidenza il carattere speciale della collocazione scelta. Secondo il sindaco, la panchina gigante di Giaveno sarà posta in un luogo straordinario, a una quota che la renderà una delle installazioni più alte presenti in Italia. Il messaggio è chiaro: la città vuole usare questa nuova presenza per rafforzare il legame tra turismo, montagna e identità locale. Nelle parole del primo cittadino emerge anche l’importanza della visibilità. Entrare nel circuito ufficiale delle Big Bench permette a Giaveno di essere riconosciuta da un pubblico più ampio e di presentare la Val Sangone come destinazione da scoprire. Non si tratta di cambiare la natura del territorio, ma di renderla più leggibile a chi arriva da fuori. Il richiamo della panchina gigante potrà così accendere l’interesse verso zone che già possiedono un forte valore ambientale. La novità diventa un invito a guardare con maggiore attenzione sentieri, borgate e spazi naturali che compongono il paesaggio giavenese. Sabato 27 giugno il taglio del nastro all’Alpe Colombino L’inaugurazione ufficiale della nuova Big Bench è fissata per sabato 27 giugno, alle ore 12. Sarà il momento in cui Giaveno presenterà al pubblico la sua nuova panchina gigante e sancirà l’ingresso nella rete internazionale legata al progetto nato nelle Langhe. Il sindaco ha invitato cittadini e visitatori a partecipare all’apertura, descritta come un’occasione per vivere una giornata speciale tra le montagne. L’appuntamento avrà quindi un doppio valore: da una parte il taglio del nastro della nuova installazione, dall’altra la possibilità di portare persone all’Alpe Colombino e far conoscere una parte significativa del territorio. La panchina gigante, per Giaveno, non sarà soltanto una nuova attrazione fotografica. Nel modo in cui è stata presentata, appare come un segnale di attenzione verso il paesaggio e verso un turismo più legato ai luoghi. A oltre 1. 300 metri di altitudine, la Big Bench dell’Alpe Colombino si prepara così a diventare un nuovo punto di osservazione sulla Val Sangone e sulle sue montagne. - Published: 2026-06-17 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/cerchio-nel-grano-a-poirino-il-grande-fiore-nel-campo-nasconde-un-messaggio-cifrato.html - Categorie: News Foto Francesco Grassi / Facebook A Poirino, in provincia di Torino, un grande disegno apparso tra le spighe ha richiamato l’attenzione di curiosi e appassionati. Da lontano sembra un fiore enorme, inciso con precisione nel grano, a pochi passi dalla strada provinciale 128. L’immagine potrebbe far pensare a racconti sugli alieni, ai film sugli Ufo o ai misteri che spesso accompagnano i crop circle. In questo caso, però, la spiegazione è molto concreta. Dietro l’opera c’è Francesco Grassi, ingegnere elettronico di 59 anni e artista dei cerchi nel grano, ormai considerato tra i nomi più conosciuti a livello internazionale in questo settore. Il suo nuovo lavoro si chiama 7Clues, ha un diametro di 60 metri e contiene un messaggio nascosto da decifrare. Nel campo appare un fiore gigante tra le spighe Il disegno comparso nel campo piemontese colpisce prima di tutto per la forma. Più che un semplice cerchio, la figura ricorda un fiore costruito con geometrie precise, visibile nella sua completezza soprattutto dall’alto. Il risultato, per dimensioni e pulizia delle linee, crea subito curiosità. La zona scelta si trova a Poirino, in un terreno vicino alla provinciale 128. Il luogo non è casuale, perché il campo appartiene a Francesco e Alessandro Avataneo, proprietari che già in passato avevano concesso a Grassi l’uso dei loro terreni per opere simili. Da qui nasce una sorta di continuità artistica, con nuovi interventi che, a intervalli quasi annuali, tornano a trasformare il paesaggio agricolo in una grande superficie da osservare dall’alto. Il richiamo agli alieni resta quindi solo un gioco narrativo. L’autore è noto, il metodo è dichiarato e l’opera rientra in una forma d’arte che unisce precisione tecnica, lavoro manuale e gusto per l’enigma. Dietro il crop circle c’è Francesco Grassi Il nome al centro della vicenda è quello di Francesco Grassi, ingegnere elettronico che da anni realizza cerchi nel grano. La sua passione nasce alla fine degli anni Novanta, quando iniziò a interessarsi a queste figure comparse nei campi. Con il tempo, come lui stesso ha spiegato, arrivò alla convinzione che quei disegni non avessero nulla di extraterrestre. Nel 2004 andò in Inghilterra, Paese molto legato alla tradizione dei crop circle, dove ebbe modo di conoscere alcuni circlemaker. Da quel confronto prese forma il suo percorso personale. Una volta rientrato in Italia, iniziò a sperimentare questa forma espressiva nei campi, con strumenti semplici e grande attenzione alle misure. Oggi Grassi è autore anche del libro “Crop Circles: Signs of Intelligence”, opera legata proprio alla lettura e alla costruzione di questi disegni. Il suo lavoro non si limita all’effetto visivo: spesso, dentro le forme, inserisce messaggi cifrati e percorsi logici da risolvere. Una notte di lavoro dal tramonto all’alba Il nuovo crop circle di Poirino è stato realizzato durante la notte di sabato. Grassi ha lavorato con altri sei amici, in un gruppo di sette persone. Per completare il disegno sono stati usati strumenti molto concreti: rotelle metriche, tavole di legno e misuratori laser. Il lavoro è iniziato al tramonto ed è andato avanti fino all’alba. La precisione richiesta è elevata, perché ogni linea deve rispettare proporzioni, distanze e angoli. In un campo di grano, dove non esiste la possibilità di cancellare un errore senza lasciare tracce evidenti, la progettazione deve essere accurata. Il risultato finale, largo 60 metri, porta il titolo 7Clues. Il nome suggerisce già la presenza di un percorso da seguire, fatto di indizi e passaggi nascosti. La parte più evidente è quella artistica, legata alla figura del fiore. La parte meno immediata, invece, riguarda il codice nascosto tra le forme. Il messaggio segreto passa dal codice binario La nuova opera riprende una caratteristica già presente in altri lavori di Grassi: il messaggio criptato. Nel disegno di Poirino, il testo nascosto è scritto in codice binario e deve essere trasformato in lettere tramite il sistema ASCII. In sostanza, chi vuole arrivare alla frase finale deve passare da una conversione binary-to-ASCII. Grassi ha spiegato che il metodo resta quello già usato in passato. Per questo motivo, chi è riuscito a decifrare i suoi vecchi lavori potrebbe avere un vantaggio anche questa volta. L’autore, però, non ha fornito altri indizi. La scelta lascia spazio al gioco interpretativo e invita gli appassionati a osservare il crop circle con attenzione, senza fermarsi alla forma esterna. L’elemento cifrato rende l’opera diversa da una semplice figura nel campo. Il disegno diventa un rompicapo, pensato per essere guardato, studiato e tradotto. La componente visiva e quella logica si incontrano nello stesso spazio, con il grano trasformato in supporto artistico e matematico. Da Cascina Odetto al nuovo enigma di Poirino La storia dei lavori di Grassi aveva già attirato grande attenzione nel 2017. Il 28 maggio di quell’anno, un disegno perfetto apparve in un campo di Cascina Odetto, tra Scalenghe e Cercenasco. Anche in quel caso l’opera conteneva un enigma, con cinque messaggi nascosti. Grassi ha raccontato che da quel lavoro nacque una vera caccia al tesoro su scala internazionale. A risolverla furono tre persone, capaci di collaborare pur da luoghi diversi del pianeta. Quel precedente ha rafforzato l’idea dei crop circle come opere aperte, nelle quali lo spettatore non resta passivo, ma deve cercare il significato nascosto. Il caso di Poirino segue questa stessa linea. L’opera non cerca di alimentare misteri sugli extraterrestri, ma porta in primo piano arte, tecnica e decodifica. Nel campo resta un grande fiore di grano piegato, visibile come segno nel paesaggio. Al suo interno, però, c’è una frase da trovare. Ed è proprio questa doppia natura, tra immagine e codice, a rendere il nuovo crop circle di Poirino un caso destinato a far parlare appassionati, curiosi e lettori attratti dai misteri risolti con strumenti molto terrestri. - Published: 2026-06-16 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/mondiali-2026-e-orologi-sportivi-paolo-cattin-cronografi-gmt-e-diver-raccontano-ancora-il-mito-della-performance.html - Categorie: News Dall’11 giugno al 19 luglio la FIFA World Cup 2026 riporta al centro il rapporto tra sport, tempo e prestazione. Secondo Paolo Cattin, esperto di alta orologeria, l’orologio sportivo resta uno dei linguaggi più potenti del lusso contemporaneo perchè misura, accompagna, rappresenta e trasforma la performance in status symbol. Milano, 16 giugno 2026, - La FIFA World Cup 2026, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Messico e Canada, con 48 squadre e 104 partite, offre una chiave di lettura particolarmente interessante per osservare il rapporto tra sport, tempo, viaggio e rappresentazione sociale. Il calcio è lo sport più globale, popolare e mediatico del pianeta, muove passioni collettive, economie, identità nazionali, narrazioni televisive e digitali. Ogni partita vive dentro una grammatica del tempo che sono i novanta minuti, il recupero, l’attesa del fischio finale, la gestione dei secondi, l’istante del gol, il tempo supplementare, la pressione psicologica del rigore. Il Mondiale diventa così un’occasione per riflettere sul ruolo dell’orologeria sportiva, che da decenni traduce la performance in oggetti di precisione, estetica e riconoscibilità. Cronografi, GMT, diver e modelli professionali nati per il mare, il viaggio, la velocità o l’esplorazione continuano a occupare un posto centrale nell’immaginario dell’orologeria di lusso. Anche quando non vengono più utilizzati per una necessità tecnica quotidiana, mantengono una forza simbolica evidente perchè raccontano controllo, disciplina, desiderio di superare un limite. È questa la ragione per cui molti orologi sportivi sono diventati status symbol anche lontano dal campo, dalla pista o dall’oceano. Secondo Paolo Cattin, esperto di alta orologeria e punto di riferimento nel mercato degli orologi da collezione, il cronografo resta la complicazione sportiva per eccellenza. “Il cronografo è l’orologio della misurazione sportiva perché nasce attorno a un’idea semplice e potentissima, trasformare il tempo in prestazione. Misura un gesto, una prova, una distanza, misura una soglia psicologica. È per questo che continua ad avere fascino anche quando nessuno lo utilizza davvero per cronometrare una gara. Indossarlo significa portare al polso un’idea di velocità, precisione e competizione”, afferma Cattin. Il Mondiale 2026 sarà anche il torneo del viaggio globale, tre Paesi ospitanti, fusi orari diversi, tifosi in movimento, squadre che attraversano città e confini, media internazionali connessi in tempo reale e il GMT diventa uno degli orologi più coerenti con lo spirito della competizione. Nato per accompagnare chi viaggia e deve leggere più orari contemporaneamente, oggi il GMT è entrato nell’immaginario del professionista internazionale, del collezionista cosmopolita, dell’uomo abituato a muoversi tra aeroporti, capitali, appuntamenti e mercati. “Il GMT è l’orologio del mondo connesso. Se il cronografo parla alla performance, il GMT parla al viaggio, alla mobilità, alla capacità di abitare più luoghi nello stesso momento. Un Mondiale distribuito tra Stati Uniti, Messico e Canada racconta perfettamente questa dimensione, lo sport come linguaggio globale, il tempo come coordinata internazionale, l’orologio come segno di appartenenza a una cultura del movimento”, spiega Paolo Cattin. Accanto ai cronografi e ai GMT, anche i diver conservano un ruolo fondamentale nella costruzione dell’immaginario sportivo. Pur nascendo come strumenti professionali per l’immersione, sono diventati negli anni alcuni tra gli orologi più indossati nella vita quotidiana. La loro estetica robusta, la lunetta girevole, la leggibilità immediata, la resistenza all’acqua e la percezione di affidabilità li hanno resi modelli trasversali, capaci di dialogare sia con l’ambiente sportivo sia con l’eleganza informale. Il diver, più di altri, ha dimostrato che un orologio tecnico può diventare icona di stile. “Il diver è forse l’esempio più evidente di come l’orologeria sportiva abbia superato la funzione originaria. Nasce come strumento, diventa oggetto di stile, poi si trasforma in codice sociale. Chi indossa un diver spesso non si immerge, ma comunica solidità, concretezza, familiarità con un’estetica professionale. È un orologio che trasmette affidabilità prima ancora di essere letto”, osserva Paolo Cattin. Il calcio, con la sua enorme forza popolare, ha avuto negli ultimi anni un rapporto crescente con il lusso, soprattutto attraverso calciatori diventati ambassador, collezionisti, icone di moda e protagonisti dei social media. Gli spogliatoi, gli arrivi allo stadio, le premiazioni e i contenuti digitali hanno trasformato molti campioni in amplificatori di gusto. L’orologio non appare più soltanto nelle campagne pubblicitarie tradizionali, ma entra nella narrazione visiva dell’atleta, al polso durante un’intervista, in un viaggio, a bordo campo, nella vita privata esposta al pubblico. C’è poi una riflessione più sottile, legata al posizionamento dei grandi marchi. Rolex, considerato da molti il re degli orologi, ha costruito storicamente il proprio immaginario sportivo attorno a discipline come tennis, golf, vela, equitazione e motori. La stessa maison indica tra le discipline sostenute equitazione, golf, tennis, vela e sport automobilistici ed è una scelta di linguaggio, prima ancora che di marketing. Il calcio parla a masse immense, con una componente passionale, popolare, identitaria e talvolta tribale. Tennis e golf, al contrario, rimandano più direttamente a codici di eleganza, continuità, controllo, ritualità, precisione e prestigio internazionale. “Rolex non ha mai avuto bisogno di inseguire lo sport più popolare per costruire autorevolezza. Ha scelto sport che comunicano durata, disciplina, misura, tradizione e prestigio. Il calcio è straordinario perché appartiene a tutti, ma proprio questa dimensione così ampia e passionale lo rende diverso da discipline come il tennis o il golf, dove il gesto atletico si lega a un codice più rarefatto, più vicino all’idea classica del lusso”, sottolinea Paolo Cattin. Questa distanza non riduce il valore del calcio, anzi ne conferma la natura unica. Il lusso, però, seleziona con attenzione i territori simbolici nei quali collocarsi. Alcuni brand possono trovare nel calcio una piattaforma ideale per parlare a una platea globale, giovane e trasversale. Altri preferiscono discipline che evocano continuità, controllo e prestigio meno esposto all’eccesso emotivo. La differenza sta nel tipo di valori che un marchio vuole associare al proprio nome. “Ogni sport produce un immaginario diverso. Il calcio è energia collettiva, il tennis è concentrazione individuale, il golf è ritualità e precisione, la vela è dominio dell’ambiente, i motori sono velocità e rischio controllato. L’orologeria di lusso vive proprio di queste associazioni perchè vende un sistema di valori. Per questo... - Published: 2026-06-16 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/sport/mondiali-di-calcio-2026-a-torino-maxischermo-e-400-posti-al-mercato-centrale.html - Categorie: Sport A Torino i Mondiali di calcio 2026 avranno anche un punto di ritrovo pensato per chi vuole seguire le partite in compagnia, senza acquistare biglietti e senza spostarsi fuori città. Il Mercato Centrale di Torino ospiterà infatti la trasmissione degli incontri previsti dalla programmazione Rai, con un’area dedicata al pubblico e un maxischermo collocato negli spazi interni della struttura. L’iniziativa accompagnerà il periodo della competizione, da giugno fino al 19 luglio, e offrirà agli appassionati la possibilità di vivere le gare in un contesto informale, tra posti a sedere, proposte gastronomiche e servizi pensati per fasce diverse di pubblico. Torino trova un nuovo punto per seguire il calcio Per tutta la durata del torneo, il Mercato Centrale diventerà uno degli indirizzi cittadini per vedere le partite della Coppa del Mondo 2026 trasmesse dalla Rai. La scelta punta a creare un luogo accessibile, dove i tifosi possano riunirsi davanti allo schermo e seguire gli incontri senza la necessità di organizzare visioni private o cercare locali con disponibilità limitata. La programmazione riguarderà le gare previste dal calendario televisivo Rai, comprese le repliche principali. In questo modo, anche chi non riuscirà a vedere alcune partite in diretta potrà recuperare gli appuntamenti più attesi in un contesto pubblico. La proposta interessa sia chi segue il calcio con costanza sia chi, durante i Mondiali, desidera partecipare al clima collettivo che accompagna le grandi manifestazioni sportive. Il periodo indicato copre le settimane centrali dell’evento, con una finestra che parte da giugno e arriva fino al 19 luglio. Per Torino si tratta di una formula semplice: un luogo già conosciuto, nel cuore della città, viene adattato per accogliere chi vuole assistere alle gare in compagnia. Un maxischermo cambia la Piazza delle Bontà L’area scelta per la visione sarà la Piazza delle Bontà, al piano terra del Mercato Centrale. Qui verrà installato un maxischermo destinato alla trasmissione delle partite e delle principali repliche inserite nella programmazione Rai. La struttura metterà a disposizione oltre 400 posti a sedere, un numero che rende l’iniziativa adatta a un pubblico ampio e vario. L’accesso sarà libero e gratuito, elemento che può rendere l’appuntamento interessante per famiglie, studenti, gruppi di amici e semplici curiosi. La fruizione non prevede quindi un biglietto d’ingresso, mentre la visione seguirà gli orari stabiliti dal palinsesto ufficiale. La fascia prevista andrà dalle 8 alle 22, orario che copre momenti diversi della giornata. Le gare e le repliche potranno quindi accompagnare la mattina, la pausa pranzo e il tardo pomeriggio, in base alla programmazione. La collocazione al piano terra permette inoltre di legare la visione delle partite agli altri servizi presenti nel Mercato, senza trasformare l’iniziativa in un evento separato dal normale funzionamento della struttura. Famiglie e studenti avranno offerte dedicate Durante il periodo dei Mondiali, il Mercato Centrale proporrà alcune formule pensate per rendere più semplice la partecipazione del pubblico. Per le famiglie sono previsti menu destinati ai bambini, con prezzi indicati tra 5 e 8 euro, oltre a un’area giochi riservata ai più piccoli. Si tratta di una soluzione che permette agli adulti di seguire le partite con maggiore comodità, mentre i bambini possono trovare uno spazio adatto alla loro età. Anche gli studenti universitari avranno promozioni dedicate su pasti e bevande. La scelta appare coerente con la vocazione cittadina di Torino, dove la presenza universitaria è forte e distribuita in varie zone. Per molti giovani, la possibilità di vedere una partita in uno spazio comune, con offerte specifiche, può trasformare una semplice gara in un’occasione di incontro. Non mancheranno poi proposte legate agli orari delle partite. Per chi seguirà gli incontri del mattino o quelli previsti durante la pausa pranzo, saranno disponibili formule a prezzo fisso per colazione e pranzo. In questo modo, la visione delle gare potrà inserirsi nella routine quotidiana di chi lavora, studia o passa in zona per altri motivi. Il cibo resta parte centrale dell’esperienza Accanto al maxischermo, resterà attiva la normale offerta delle botteghe del Mercato Centrale. Il pubblico potrà trovare pizza, hamburger, carne, cucina brasiliana e altre specialità, in continuità con la proposta gastronomica già presente nella struttura. La parte dedicata al cibo non sarà quindi un elemento aggiunto solo per i Mondiali, ma una componente già radicata negli spazi del Mercato. Per chi seguirà le partite, la presenza delle botteghe può rendere più agevole la permanenza. Una gara vista al mattino potrà essere accompagnata dalla colazione, mentre gli appuntamenti nelle ore centrali della giornata potranno coincidere con il pranzo. La sera, per le partite entro la fascia oraria prevista, il pubblico avrà a disposizione le varie proposte presenti negli spazi comuni. La selezione comprenderà anche birre alla spina e artigianali, pensate per chi desidera affiancare alla partita una consumazione più legata alla tradizione dei grandi eventi sportivi. Il risultato sarà una formula mista, nella quale la visione del calcio si unisce alla possibilità di mangiare e bere all’interno dello stesso luogo. Il Mercato Centrale punta su sport e socialità L’iniziativa conferma il ruolo del Mercato Centrale come spazio cittadino aperto a eventi diversi dalla sola ristorazione. La trasmissione dei Mondiali amplia l’uso degli ambienti interni e trasforma la Piazza delle Bontà in una sorta di salotto collettivo, dove il calcio diventa motivo di incontro. Il dato dei 400 posti rappresenta uno degli aspetti più rilevanti, perché permette di immaginare una partecipazione ordinata e distribuita. La gratuità dell’accesso, unita alla presenza di offerte per bambini, studenti e pubblico della pausa pranzo, crea una proposta adatta a chi cerca una soluzione pratica per seguire il torneo senza rinunciare alla convivialità. A Torino, quindi, i Mondiali 2026 potranno essere vissuti anche al Mercato Centrale, tra schermo grande, calendario Rai e servizi pensati per chi resterà in città durante le settimane della competizione. Per molti appassionati, soprattutto nelle giornate in cui le partite cadranno in orari comodi, la struttura potrà diventare un punto di riferimento temporaneo per vedere il calcio insieme ad altre persone. - Published: 2026-06-16 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/i-pinguini-riconoscono-le-dimensioni-attraverso-i-suoni-cosa-dice-lo-studio-unito.html - Categorie: Scienza e Tecnologia I pinguini africani mostrano una capacità cognitiva più raffinata di quanto si potesse immaginare. Una ricerca legata all’Università di Torino ha infatti messo in luce la loro abilità nel collegare il tono di un suono alla grandezza di un oggetto, con una preferenza chiara: i suoni bassi vengono messi in relazione con forme più grandi, mentre quelli acuti richiamano elementi di dimensioni ridotte. Il dato emerge da uno studio pubblicato su Annals of the New York Academy of Sciences e realizzato dal Dipartimento di Biologia dei Sistemi dell’Ateneo torinese, insieme all’Università Jean-Monnet di Saint-Étienne e a Zoomarine. La scoperta rientra nel campo delle corrispondenze cross-modali, cioè quei collegamenti che il cervello stabilisce tra stimoli raccolti da sensi diversi. Nell’essere umano questo meccanismo è già conosciuto, specie quando si parla del rapporto tra frequenza sonora e dimensione percepita. Negli animali, al contrario, prove simili erano emerse finora in un numero ristretto di specie. Per questo il lavoro sui pinguini africani assume un rilievo particolare e apre una nuova area di studio sul modo in cui questi uccelli interpretano l’ambiente. I pinguini africani leggono i suoni in modo inatteso Al centro dell’indagine ci sono gli esemplari ospitati nella colonia di Zoomarine, dove i ricercatori hanno predisposto una serie di test controllati. L’obiettivo era capire se i pinguini fossero capaci di creare un collegamento tra un suono e un oggetto mai incontrato prima, senza alcuna esperienza diretta con quel tipo di prova. La domanda di partenza era semplice solo in apparenza: davanti a due oggetti di grandezza diversa, un pinguino avrebbe scelto quello più coerente con il suono ascoltato? Per rispondere, il gruppo di ricerca ha osservato i movimenti degli animali e la direzione del loro sguardo. Il comportamento spontaneo, in questo caso, è diventato il principale indicatore della loro scelta. Il risultato ha mostrato una tendenza netta. Quando veniva riprodotto un suono profondo, i pinguini si orientavano verso l’oggetto più grande. Con un suono acuto, invece, la loro attenzione si spostava verso quello più piccolo. Una risposta così precisa indica che gli animali non si limitano a reagire a uno stimolo, ma sembrano costruire un’associazione tra informazioni di natura diversa. Due cubi neri hanno svelato un meccanismo complesso Gli esperimenti sono stati costruiti con strumenti essenziali. Davanti ai pinguini venivano collocati due cubi neri, uno più grande e uno più piccolo. Si trattava di oggetti nuovi per gli animali, scelti proprio per evitare che una precedente familiarità potesse alterare il comportamento osservato. Durante il test, gli esemplari ascoltavano un suono grave oppure uno acuto. A quel punto i ricercatori registravano quale cubo venisse raggiunto per primo e verso quale direzione si rivolgesse lo sguardo. La scelta del metodo ha permesso di valutare la reazione immediata, senza richiedere addestramenti complessi o risposte forzate. Il dato più significativo riguarda la percentuale di risposte coerenti. Nell’80% delle prove, i pinguini hanno scelto l’oggetto in linea con la frequenza del suono ascoltato. Il cubo grande veniva associato al tono basso, quello piccolo al tono alto. Una simile regolarità, in un contesto sperimentale con stimoli nuovi, rafforza l’ipotesi che questa abilità abbia basi cognitive solide. La natura può spiegare il legame tra voce e grandezza Secondo gli studiosi, il comportamento osservato potrebbe avere una spiegazione legata a una regola frequente in natura. Gli animali di dimensioni maggiori tendono a produrre vocalizzazioni più basse, mentre quelli più piccoli emettono richiami più acuti. Da questa relazione, diffusa in molti contesti biologici, potrebbe nascere la capacità di collegare il suono alla grandezza. Per i pinguini africani, tale associazione può risultare utile soprattutto nelle colonie, dove gli individui vivono a stretto contatto e devono riconoscere richiami, presenze e segnali in mezzo a molti stimoli. In ambienti affollati, saper leggere un suono può aiutare a orientarsi meglio e a interpretare ciò che accade attorno. La ricerca suggerisce quindi che questi uccelli possano usare informazioni acustiche per costruire una rappresentazione più completa dello spazio. Il suono, in questa lettura, non resta un segnale isolato. Diventa un indizio che dialoga con la percezione visiva e permette all’animale di collegare caratteristiche diverse della realtà. Lo studio Unito indica una capacità flessibile Francesca Terranova, prima autrice dello studio, ha spiegato che i risultati mostrano per la prima volta nei pinguini africani la capacità di mettere in relazione il tono di un suono con la grandezza di un oggetto. La ricercatrice ha chiarito che questa associazione viene applicata anche davanti a stimoli del tutto nuovi, sia sonori sia visivi. Questo aspetto rende la scoperta ancora più rilevante. Gli animali non hanno riconosciuto un oggetto familiare né hanno reagito a un richiamo già noto. Hanno invece trasferito una regola generale a una situazione nuova. Proprio tale flessibilità permette di parlare di una capacità cognitiva di particolare interesse. Anche Livio Favaro, docente di Zoologia all’Università di Torino e coordinatore del Laboratorio di Biologia Marina, ha sottolineato il valore dell’abilità osservata. Secondo il docente, questa forma di collegamento tra stimoli potrebbe aiutare i pinguini a muoversi con maggiore efficacia nelle colonie fitte, dove rumori, richiami e movimenti creano un ambiente ricco di segnali da decifrare. Benessere animale e nuove domande restano al centro La ricerca non riguarda soltanto la conoscenza delle capacità cognitive dei pinguini. Capire come questi animali elaborano gli stimoli esterni può avere ricadute concrete anche nella gestione quotidiana degli esemplari che vivono in zoo e centri di conservazione. Un ambiente più adatto alle loro modalità percettive può rendere più efficaci le attività di arricchimento comportamentale. Sapere che i pinguini africani collegano suoni e dimensioni può aiutare chi si occupa del loro benessere a progettare esperienze più vicine al modo in cui gli animali interpretano ciò che li circonda. La percezione acustica, quindi, diventa un elemento da considerare con maggiore attenzione nelle pratiche di cura. Resta aperta una questione importante: questa abilità nasce con l’animale oppure si forma attraverso l’esperienza? Lo studio non fornisce ancora una risposta definitiva. Le prossime ricerche dovranno chiarire se il legame tra frequenza sonora e dimensione percepita sia una predisposizione naturale o il... - Published: 2026-06-16 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/affitti-brevi-a-torino-quasi-1-200-multe-in-sei-mesi-ai-gestori.html - Categorie: News A Torino il tema degli affitti brevi torna al centro del confronto pubblico dopo i dati comunicati in Sala Rossa dall’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli. Tra dicembre 2025 e maggio 2026, il Comune ha elevato 1. 185 sanzioni nei confronti di gestori di strutture ricettive extra-alberghiere, tra appartamenti destinati a locazioni turistiche, bed & breakfast e alloggi presenti su piattaforme come Airbnb. Il quadro emerso riguarda soprattutto gli obblighi collegati all’imposta di soggiorno, un ambito sul quale Palazzo Civico ha avviato verifiche più ampie rispetto al passato. I controlli della Polizia locale hanno portato a incassi superiori a 234. 000 euro, tra multe legate alla mancata iscrizione al portale comunale e altre violazioni amministrative. Numeri che, oltre al peso economico, aprono una discussione sulla gestione del turismo urbano e sui rapporti tra amministrazione e operatori privati. Le verifiche sugli affitti brevi cambiano passo Nel periodo compreso tra dicembre 2025 e maggio 2026, Palazzo Civico ha registrato una quantità elevata di irregolarità nel settore delle locazioni turistiche. Le sanzioni, pari a 1. 185 verbali, sono state illustrate dall’assessora Gabriella Nardelli durante la risposta a un’interpellanza presentata dal consigliere comunale Pierlucio Firrao, esponente di Torino Bellissima. L’attività di controllo ha riguardato i gestori di affitti brevi, B&B e altre forme di accoglienza extra-alberghiera. Al centro delle verifiche ci sono stati gli adempimenti richiesti dal regolamento comunale, in particolare quelli collegati alla tassa di soggiorno e alla comunicazione dei dati relativi agli ospiti. La cifra complessiva restituisce l’immagine di un settore in forte crescita, nel quale il Comune ha scelto di rafforzare i controlli. A essere valutato non è stato soltanto il comportamento più recente dei gestori, poiché le verifiche hanno preso in esame anche posizioni pregresse a partire dal 1° gennaio 2025. I numeri spiegano il peso delle sanzioni Il totale delle somme incassate supera i 234. 000 euro. La parte più consistente deriva dalle multe già riscosse da Palazzo Civico, che hanno portato nelle casse comunali oltre 180. 000 euro. A questa cifra si sommano altri 54. 000 euro, collegati a violazioni amministrative diverse. Nel dettaglio, una parte dei verbali riguarda chi non aveva completato l’iscrizione al portale comunale usato per la riscossione dell’imposta di soggiorno. In questo caso le contestazioni sono state 148. Il blocco numericamente più ampio, pari a 1. 037 sanzioni, è invece legato alla mancata trasmissione delle comunicazioni trimestrali su ospiti e pernottamenti. I gestori coinvolti sono stati 260. Tra questi, 244 hanno ricevuto almeno due verbali, segno che in molti casi le irregolarità non si sono fermate a un singolo adempimento mancante. Il dato mostra quanto il nodo amministrativo pesi nella gestione quotidiana degli affitti turistici. La comunicazione del Comune finisce nel dibattito La vicenda ha aperto un confronto politico in Consiglio comunale. Pierlucio Firrao ha posto l’attenzione su un punto preciso: quando molti cittadini non rispettano un obbligo, il problema potrebbe riguardare anche la chiarezza delle informazioni fornite dall’amministrazione. Secondo il consigliere di Torino Bellissima, un numero così alto di persone non iscritte al portale comunale farebbe pensare a una comunicazione poco efficace da parte del Comune. Il rilievo non cancella gli obblighi previsti per i gestori, ma porta il tema su un piano più ampio: quanto è semplice, per chi affitta un alloggio per brevi periodi, orientarsi tra scadenze, portali e trasmissioni periodiche? La questione riguarda una città nella quale il turismo ha assunto un peso sempre maggiore. Per chi affitta camere o appartamenti, la gestione degli adempimenti fiscali e amministrativi diventa parte essenziale dell’attività, con conseguenze dirette in caso di errori o omissioni. Le nuove regole sulla tassa di soggiorno pesano sui conti Palazzo Civico collega l’aumento delle verifiche alle modifiche del regolamento sull’imposta di soggiorno, approvate nel dicembre 2025 ed entrate in vigore il 1° aprile 2026. Con le nuove disposizioni, le tariffe sono cresciute per gran parte delle strutture ricettive presenti in città. Per gli affitti brevi, il passaggio è stato netto: l’imposta è salita da 2,30 euro a 3,80 euro a notte. La variazione rende più rilevante la corretta registrazione dei pernottamenti, perché ogni comunicazione omessa può incidere sia sui controlli sia sul gettito atteso dal Comune. Il tema delle tariffe si lega quindi alla necessità di monitorare con maggiore precisione il mercato dell’ospitalità. In una fase in cui appartamenti e case vacanza hanno assunto un ruolo importante nell’accoglienza turistica, la tassa di soggiorno diventa uno degli strumenti con cui l’amministrazione prova a governare una crescita rapida e difficile da seguire senza dati aggiornati. Torino punta a incassi più alti nel 2026 Negli ultimi anni la tassa di soggiorno ha portato a Torino entrate superiori ai 10 milioni di euro annui. Il Comune aveva già superato questa soglia nel 2023, con 10,1 milioni di euro, per poi arrivare a 10,7 milioni nel 2025. Per il 2026, Palazzo Civico prevede un aumento del gettito di circa 4 milioni di euro. Le nuove tariffe e il rafforzamento dei controlli si inseriscono in questo scenario, nel quale il turismo rappresenta una voce sempre più visibile per le casse cittadine. Il caso delle multe agli affitti brevi racconta quindi due piani diversi della stessa vicenda. Da un lato c’è la richiesta di rispetto delle regole da parte dei gestori, chiamati a usare il portale comunale e a inviare le comunicazioni nei tempi previsti. Dall’altro c’è il tema dell’informazione, sollevato in Consiglio comunale, perché regole più rigide richiedono indicazioni chiare e facilmente accessibili. In mezzo, resta il dato più evidente: a Torino il settore degli affitti turistici è ormai sotto osservazione diretta. - Published: 2026-06-16 - Modified: 2026-06-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-uomo-in-bilico-sul-balcone-in-zona-cenisia-salvato-dalla-polizia.html - Categorie: News Un intervento rapido, avviato nelle prime ore del mattino, ha permesso di salvare un uomo in zona Cenisia, a Torino. La richiesta di aiuto è arrivata dopo la segnalazione di una donna al 112, che aveva notato una persona oltre la protezione del balcone di un appartamento situato al quinto piano. In pochi minuti, sul posto sono arrivati gli agenti della polizia e i vigili del fuoco. La situazione, molto delicata, ha richiesto sangue freddo, coordinamento e una scelta operativa precisa. Alla fine, l’uomo è stato raggiunto e portato al sicuro, prima dell’affidamento ai sanitari del 118. L’allarme arriva quando la città si sta svegliando La mattinata di lunedì 15 giugno era appena iniziata quando, intorno alle 6. 45, una telefonata ha richiamato l’attenzione dei soccorsi su un palazzo di Torino. Una donna, preoccupata da ciò che stava vedendo, ha contattato il numero unico di emergenza per segnalare la presenza di un uomo in una posizione estremamente pericolosa. Secondo quanto emerso, la persona si trovava oltre la ringhiera del balcone della propria abitazione, in zona Cenisia, e lasciava temere un atto irreparabile. L’appartamento si trovava al quinto piano, dettaglio che ha reso l’intervento ancora più complesso e urgente. Nel posto sono giunti gli agenti dell'area prevenzione e soccorso pubblico, oltre agli agenti del commissariato San Paolo. Davanti a loro, una scena che imponeva decisioni immediate: l’uomo era sul bordo esterno del balcone e si teneva alla ringhiera con le mani. Ogni movimento poteva trasformarsi in un rischio concreto. Gli agenti scelgono la strada più prudente In casi di questo tipo, la rapidità conta, ma da sola può diventare insufficiente. Gli agenti hanno valutato la scena e hanno scelto di avvicinarsi da un punto più sicuro, attraverso il balcone vicino. Una decisione che ha permesso loro di ridurre la distanza dall’uomo senza forzare la situazione. Il primo obiettivo era evitare gesti improvvisi. Per questo i poliziotti hanno cercato un contatto verbale, con parole pensate per rassicurare la persona e per guadagnare tempo. Il dialogo, in quei minuti, è diventato parte essenziale dell’intervento, perché ha permesso agli agenti di creare un margine operativo mentre i vigili del fuoco lavoravano su un altro fronte. Nel frattempo, infatti, i vigili del fuoco sono riusciti a entrare nell’appartamento. Il soccorso ha preso forma attraverso due movimenti distinti, ma collegati: da una parte la polizia vicina all’uomo, dall’altra i pompieri all’interno della casa. Questa combinazione ha reso possibile la messa in sicurezza nel momento più delicato. Il salvataggio si compie in pochi istanti Quando le condizioni lo hanno permesso, l’azione dei soccorritori è diventata decisiva. Gli agenti, già posizionati a breve distanza, hanno avuto il tempo e lo spazio necessari per intervenire. I vigili del fuoco, entrati nell’abitazione, hanno completato il quadro operativo dall’interno. Il lavoro comune tra polizia e pompieri ha permesso di riportare l’uomo in una zona sicura. L’operazione si è chiusa senza esiti più gravi, dopo momenti nei quali ogni scelta doveva essere calcolata con attenzione. Il salvataggio, per come si è svolto, ha mostrato quanto siano importanti lucidità, coordinamento e capacità di leggere una situazione fragile. Una volta tratto in salvo, l’uomo è stato affidato al personale sanitario. Gli operatori del 118 lo hanno preso in cura e lo hanno trasportato in ospedale, così da garantirgli assistenza immediata dopo quanto accaduto. La priorità, a quel punto, era la tutela della persona e il passaggio alle cure mediche. Il questore ringrazia chi è intervenuto Dopo l’operazione, il questore Massimo Gambino ha incontrato gli agenti che hanno preso parte al soccorso. Nel corso dell’incontro, ha espresso apprezzamento per il comportamento tenuto durante l’intervento e ha riconosciuto la professionalità mostrata in una fase tanto complessa. Il questore ha sottolineato il valore della lucidità e del coraggio dimostrati dagli operatori. Il loro intervento, condotto in stretto contatto con i vigili del fuoco, ha permesso di salvare una persona in grave pericolo e di chiudere l'operazione con un esito positivo. La chiamata al 112, arrivata al momento giusto, ha avviato una catena di aiuti che ha portato alla messa in sicurezza dell’uomo e al suo successivo trasferimento in ospedale. - Published: 2026-06-15 - Modified: 2026-06-15 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/laurea-a-torino-il-lavoro-arriva-presto-i-dati-almalaurea-sugli-atenei.html - Categorie: Lavoro Scegliere dove studiare è una delle decisioni più importanti nella vita di un giovane, e i numeri possono fare la differenza. Il Rapporto AlmaLaurea 2026 offre quest'anno una fotografia particolarmente lusinghiera per gli atenei torinesi: sia l'Università degli Studi di Torino che il Politecnico si posizionano sensibilmente al di sopra della media nazionale per quanto riguarda occupazione e retribuzioni dei propri laureati. Un segnale forte, che conferma come il polo universitario di Torino rappresenti oggi uno dei punti di riferimento più solidi del panorama accademico italiano. Il Politecnico di Torino: quasi la piena occupazione nel giro di pochi anni Tra i due atenei, è il Politecnico di Torino a registrare i dati più eclatanti. A un anno dal conseguimento della laurea magistrale, il 96,1% dei laureati risulta già inserito nel mondo del lavoro. Una percentuale che, in un contesto nazionale ancora segnato da difficoltà strutturali nell'ingresso dei giovani nel mercato occupazionale, suona quasi come un'anomalia positiva. Ma non finisce qui: a cinque anni dalla laurea, quella quota sale ulteriormente, arrivando al 98,8%. Praticamente la piena occupazione. Anche sul piano economico i riscontri sono incoraggianti. A un anno dalla laurea, la retribuzione media netta si attesta intorno a 1. 824 euro mensili, una cifra già superiore a quanto molti laureati magistrali percepiscono in altri atenei italiani. Con il passare del tempo, questo valore cresce in modo significativo: a cinque anni dalla laurea, lo stipendio medio netto sale a circa 2. 250 euro al mese, a testimonianza di una traiettoria professionale che tende a valorizzarsi nel tempo. Dati che riflettono la forte domanda di profili ingegneristici, tecnologici e scientifici da parte delle imprese, tanto in Italia quanto all'estero. L'Università degli Studi di Torino: solida crescita nel medio periodo Anche l'Università degli Studi di Torino — comunemente nota come Unito — porta a casa numeri di rilievo, sebbene con dinamiche in parte diverse rispetto al Politecnico. Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea magistrale si ferma all'81%, un valore che riflette la maggiore eterogeneità dell'offerta formativa dell'ateneo, che spazia dalle discipline umanistiche alle scienze sociali, dal diritto alla medicina. Percorsi che, per loro natura, richiedono spesso tempi di inserimento lavorativo più lunghi o prevedono ulteriori fasi di specializzazione post-lauream. Il quadro cambia però sensibilmente guardando al medio periodo: a cinque anni dalla laurea magistrale, il tasso di occupazione di Unito sfiora il 95%, un risultato che colloca l'ateneo torinese tra i più virtuosi a livello nazionale. Sul fronte retributivo, la media mensile netta per i laureati di Unito si attesta a 1. 895 euro, un dato persino leggermente superiore a quello del Politecnico nel breve periodo, che potrebbe riflettere la presenza di fasce professionali particolarmente remunerative legate a percorsi come medicina, farmacia o giurisprudenza. Soddisfazione e proiezione internazionale: due punti di forza trasversali Il Rapporto AlmaLaurea 2026 non si limita a fotografare l'occupazione e le retribuzioni, ma indaga anche il livello di soddisfazione degli studenti rispetto all'esperienza universitaria vissuta. E anche su questo fronte, gli atenei torinesi si distinguono positivamente. L'86,6% dei laureati di Unito si dichiara soddisfatto del proprio percorso accademico, una percentuale che sale all'88,6% tra i laureati del Politecnico. Numeri che parlano di una qualità percepita alta, fatta di didattica efficace, supporto ai percorsi di studio e capacità di rispondere alle aspettative degli studenti. Un altro elemento significativo riguarda la dimensione internazionale. Il Politecnico di Torino si conferma uno degli atenei italiani più aperti al mondo: il 15,1% degli studenti svolge esperienze all'estero durante il proprio percorso, mentre la quota di studenti internazionali iscritti raggiunge il 18,1%. Si tratta di valori che avvicinano il Politecnico ai grandi atenei tecnici europei, rendendolo un punto di attrazione non soltanto per gli studenti italiani ma anche per quelli provenienti da altri Paesi. Torino si conferma polo universitario d'eccellenza a livello nazionale I dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 restituiscono un'immagine coerente e convincente: Torino è una delle città italiane dove laurearsi paga, nel senso più concreto del termine. Entrambi gli atenei — pur con vocazioni e profili differenti — dimostrano di riuscire a costruire un ponte solido tra formazione accademica e mercato del lavoro, accompagnando i propri studenti verso sbocchi professionali reali e ben retribuiti. In un paese in cui il tema della fuga dei cervelli è ancora drammaticamente attuale, queste cifre suggeriscono che esistono realtà universitarie capaci di trattenere i talenti e offrire prospettive concrete. Torino, con il suo mix di tradizione industriale, innovazione tecnologica e vivacità culturale, sembra aver trovato una formula efficace per trasformare gli anni di studio in un investimento dal ritorno tangibile. Un segnale positivo non solo per gli studenti e le famiglie, ma per l'intero sistema produttivo del territorio. - Published: 2026-06-15 - Modified: 2026-06-15 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/a-torino-una-serata-speciale-sul-bus-a-due-piani-il-mezzo-di-italia-61-riapre-le-porte.html - Categorie: Eventi Lo storico autobus a due piani di Italia 61 torna per una sera tra le vie del centro di Torino. L’appuntamento è fissato per venerdì 19 giugno 2026, con tre corse speciali dedicate a cittadini, turisti e appassionati di mobilità storica. Il mezzo, restaurato dall’Associazione Torinese Tram Storici e da GTT, offrirà un viaggio di circa 30 minuti lungo un percorso pensato per osservare la città da una prospettiva diversa. Il ritorno del mezzo restaurato Il bus rappresenta un raro esempio della storia del trasporto torinese. Dopo un attento intervento di restauro, il veicolo torna a circolare in via eccezionale, riportando in strada un pezzo di memoria legato a Italia 61. L’iniziativa permette di riscoprire Torino attraverso i finestrini di un mezzo ormai lontano dal servizio quotidiano, ma ancora capace di attirare curiosità e interesse. Tre corse da piazza Statuto Le corse partiranno da piazza Statuto, alla fermata GTT numero 2154, sul lato di via Garibaldi. I turni saranno tre: alle 20:30, alle 21:15 e alle 22:00. Per partecipare è necessario prenotare in anticipo tramite il sito ufficiale di ATTS, così da evitare sovraffollamenti e garantire una gestione ordinata dei posti disponibili. Offerta libera per i restauri L’accesso al bus avverrà a offerta libera. Le donazioni raccolte durante la serata serviranno a sostenere i futuri interventi di restauro e manutenzione del parco veicoli storici di ATTS. Chi non riuscirà a trovare posto sul ponte superiore panoramico potrà viaggiare al piano inferiore, partecipando comunque all’iniziativa. L’evento nasce dalla collaborazione con il Gruppo Torinese Trasporti e punta a valorizzare la memoria della mobilità cittadina. - Published: 2026-06-15 - Modified: 2026-06-15 - URL: https://www.torinofree.it/news/scioperi-settimana-calda-per-servizi-e-trasporti-le-date-da-segnare-dal-15-al-21-giugno.html - Categorie: News Dal 15 al 21 giugno l’Italia dovrà fare i conti con diverse mobilitazioni, anche se non è previsto uno sciopero generale nazionale. Le proteste annunciate riguardano settori differenti e potrebbero creare disagi in alcune aree del Paese. L’attenzione si concentra soprattutto su farmacie comunali, trasporto merci, trasporto pubblico locale e alcuni servizi sanitari. Farmacie comunali ferme il 17 giugno La data principale è mercoledì 17 giugno. In quella giornata è previsto lo sciopero nazionale dei dipendenti delle farmacie comunali, con il coinvolgimento di farmacisti e collaboratori delle strutture aderenti ad Assofarm. La protesta durerà per l’intera giornata. Alla base della mobilitazione c’è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 dicembre 2024. Lo sciopero è stato proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, insieme a Usi 1912 e Usi Ct&s. Durante lo stop potrebbero verificarsi riduzioni dei servizi o chiusure temporanee nelle farmacie comunali interessate. Merci e porti liguri sotto pressione Dal 18 al 20 giugno è previsto uno sciopero del trasporto merci su gomma nei bacini portuali di Genova e Savona. La protesta nasce su base locale, ma può avere effetti più ampi, vista l’importanza dei due porti per la logistica italiana. La mobilitazione è stata proclamata da diverse sigle del settore, tra cui Aliai, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fiap, Lega Cooperative e Trasporto Unito. Possibili conseguenze riguardano rallentamenti nelle consegne e nelle attività di movimentazione delle merci. Disagi anche a Udine e in Abruzzo Venerdì 19 giugno sarà coinvolto il trasporto pubblico locale a Udine, con lo sciopero del personale di Arriva Udine per l’intera giornata. Restano garantite le fasce protette dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. Sabato 20 giugno, invece, la protesta toccherà il settore sanitario in Abruzzo, con il personale delle cooperative Assistenza 2000 e Sanitalia nei territori di Civitella del Tronto, Teramo e Nereto. Possibili riduzioni riguarderanno i servizi non urgenti. Per aggiornamenti, modifiche o revoche resta consigliata la consultazione dei canali ufficiali. - Published: 2026-06-15 - Modified: 2026-06-15 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-verso-il-caldo-intenso-anticiclone-subtropicale-e-temperature-fino-a-37c.html - Categorie: News Il Piemonte entra in una fase meteo dal sapore pienamente estivo. Dopo un fine settimana segnato dall’alta pressione, con massime tra 32 e 34°C e zero termico vicino ai 4. 000 metri, il caldo è destinato a crescere ancora. La settimana porterà prima una breve pausa, poi una nuova spinta dell’anticiclone subtropicale. Caldo in pausa per poche ore Tra oggi e domani è atteso un lieve indebolimento dell’anticiclone. La pressione scenderà un po’ e anche le temperature in quota perderanno qualche grado. Questo cambiamento favorirà annuvolamenti nelle zone alpine, soprattutto sui rilievi del Cuneese, dove potranno formarsi rovesci o brevi temporali di calore. In pianura, invece, il tempo resterà in prevalenza asciutto. Il caldo sarà ancora presente, ma con valori più contenuti rispetto alla fase successiva. Le massime dovrebbero attestarsi tra 28 e 32°C, tra pianure e aree collinari. Da mercoledì torna l’anticiclone subtropicale Il quadro cambierà da mercoledì, quando l’anticiclone subtropicale tornerà a rinforzarsi sul Piemonte. Da quel momento inizierà una fase più intensa, destinata a durare almeno fino a metà della prossima settimana. Le temperature potranno salire fino a 34-37°C nelle aree di pianura. A pesare sarà anche l’afa, prevista in aumento netto, con effetti percepibili durante il giorno e nelle ore notturne. Temporali possibili sulle Alpi Il caldo non escluderà del tutto l’instabilità. Tra venerdì e sabato potranno svilupparsi nuovi temporali di calore sulle Alpi. Alcuni fenomeni potrebbero poi raggiungere le pianure vicine, anche se in modo locale. La fase più calda, quindi, sarà dominata da sole, afa e temperature elevate, con qualche disturbo concentrato soprattutto sui rilievi. - Published: 2026-06-14 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/settimo-torinese-nella-pieve-di-san-pietro-riaffiorano-affreschi-medievali-nascosti-da-secoli.html - Categorie: News Nella Pieve di San Pietro a Settimo Torinese il restauro ha aperto una pagina inattesa della storia cittadina. I lavori di riqualificazione, partiti tre anni fa, hanno fatto riemergere sotto vecchi strati di intonaco una serie di affreschi tardomedievali rimasti nascosti per secoli. Le pitture sono databili tra il XIV e XV secolo e cambiano il valore del cantiere, nato come intervento di recupero e diventato un’occasione di studio sul passato dell’edificio. Il volto di San Pietro torna nell’abside La scoperta più importante riguarda l’abside, dove è apparsa una raffigurazione di San Pietro in cattedra, probabilmente della prima metà del Quattrocento. L’autore resta ignoto, ma lo stile richiama opere diffuse tra Canavese e Valle d’Aosta. Questo elemento suggerisce che la Pieve fosse inserita in un contesto artistico e religioso più ampio rispetto a quanto si pensava. Sotto l’intonaco spuntano tracce più antiche Il restauro ha rivelato anche segni pittorici precedenti, forse risalenti al Trecento. Le prime ipotesi parlano di frammenti legati a una Madonna sul trono con Bambino oppure a un Re d’Israele. Sono parti ancora incomplete, ma abbastanza significative per immaginare un ciclo decorativo più complesso, nato in momenti diversi della vita della chiesa. Il restauro diventa una scoperta per tutta la città Dalle prime tracce è stata coinvolta la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, che ha seguito il recupero e i primi studi. Gli approfondimenti hanno inciso sui tempi del cantiere, poiché era necessario proteggere e comprendere ciò che stava emergendo. La sindaca Elena Piastra ha definito il ritrovamento una scoperta eccezionale per la comunità. Ha spiegato che i nuovi elementi hanno creato difficoltà sul calendario dei lavori, ma hanno restituito alla città una Pieve ancora più preziosa. - Published: 2026-06-14 - Modified: 2026-06-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/autobus-per-lucraina-torino-e-gtt-completano-la-prima-tranche-di-aiuti-a-kharkiv.html - Categorie: News Torino e GTT hanno completato la prima fase del progetto di cooperazione internazionale avviato per sostenere Kharkiv, città ucraina duramente colpita dai conflitti. Con l’ultimo lotto di mezzi è stato raggiunto il trasferimento di 40 autobus urbani, accompagnati da ricambi e componenti tecnici utili per mantenere efficiente la flotta. L’iniziativa punta a rafforzare il trasporto pubblico locale, uno dei servizi più danneggiati dal conflitto. Autobus, tram e infrastrutture sono infatti essenziali per permettere a studenti, lavoratori e famiglie di spostarsi ogni giorno. I mezzi torinesi trovano una seconda vita Il progetto è nato nell’estate del 2025, dopo i primi contatti tra Palazzo Civico e l’amministrazione comunale di Kharkiv. La mobilità urbana è stata subito indicata come una priorità concreta, perché la città ucraina aveva bisogno di mezzi per garantire continuità ai collegamenti interni. Il piano è stato annunciato nel giugno 2025 durante il summit internazionale delle città europee e delle regioni a Kiev. Dopo un primo invio sperimentale di cinque bus, le spedizioni sono proseguite in modo progressivo, con il coinvolgimento delle istituzioni italiane e ucraine, delle ambasciate e del personale tecnico di GTT. A settembre partiranno altri 15 autobus I mezzi consegnati provengono dalla flotta torinese e sarebbero stati destinati alla dismissione. In Ucraina, invece, sono già diventati una risorsa utile per migliaia di cittadini. Il progetto non si ferma qui. Per la fine di settembre 2026 è già prevista una seconda spedizione con altri 15 autobus, che porterà a 55 il numero complessivo dei veicoli destinati a Kharkiv. Il messaggio di Torino e GTT Il sindaco Stefano Lo Russo ha definito l’operazione un aiuto concreto e un segno di vicinanza che prosegue nel tempo. Anche l’amministratore delegato di GTT, Guido Mulè, ha evidenziato il valore umanitario e sostenibile dell’iniziativa. Il progetto rafforza così il legame tra Torino e Kharkiv, trasformando mezzi destinati a uscire dal servizio in strumenti utili per una città ancora segnata dalla guerra. - Published: 2026-06-14 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-il-mattone-torna-a-correre-compravendite-in-crescita-dell888-nel-2025.html - Categorie: Economia Il mercato immobiliare torinese chiude il 2025 con un segnale netto di ripresa, secondo quanto affermano le informazioni del Consiglio nazionale notarile. Le compravendite sono salite dell’8,88%, passando da 31. 699 a 34. 513 atti totali. La crescita riguarda in modo particolare il settore privato e conferma una domanda abitativa più vivace rispetto all’anno precedente. Le compravendite tornano a salire in città Il dato più evidente arriva dalle transazioni tra privati, arrivate a 18. 506 compravendite, con un incremento del 12,15%. Il mercato della casa a Torino appare quindi più dinamico, dopo una fase meno brillante. Un ruolo importante riguarda anche le agevolazioni per la prima casa: la fascia tra 18 e 35 anni rappresenta il 35,57% di chi ne ha beneficiato, in aumento rispetto al 33,90% del 2024. I mutui aiutano la ripresa del mattone La ripartenza è legata anche al credito. Gli atti di mutuo sono aumentati del 20,04%, mentre il capitale erogato è aumentato di oltre il 17%. Gli under 35 restano una componente centrale: sono 5. 606 i giovani richiedenti mutuo su 13. 294 totali, con una crescita del 31,97%. Il finanziamento resta quindi uno strumento decisivo per l’acquisto dell’abitazione, soprattutto tra chi entra per la prima volta nel mercato. Il nuovo resta fermo, ma cresce la fiducia Il comparto del nuovo non mostra la stessa spinta delle compravendite complessive. La ripresa sembra quindi concentrata soprattutto sul mercato esistente e sull’accesso più favorevole ai mutui. Il presidente del Consiglio notarile nell'ambito di Torino e di Pinerolo, Alessandro Scilabra, interpreta questi dati come una delle riprese più significative degli ultimi anni. Per il 2026 il quadro resta improntato a un cauto ottimismo, con acquirenti più attenti, selettivi e consapevoli. - Published: 2026-06-14 - Modified: 2026-06-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-la-biblioteca-carluccio-riapre-l1-settembre-con-spazi-rinnovati.html - Categorie: News Dopo mesi di cantiere, la biblioteca civica Luigi Carluccio torna nella vita quotidiana del quartiere Pozzo Strada. La struttura di via Monte Ortigara riaprirà l'1 settembre, a conclusione degli interventi di riqualificazione legati al programma finanziato con risorse del Pnrr. La Carluccio torna al centro del quartiere Il restyling rientra nel piano di rinnovamento delle biblioteche civiche torinesi promosso dall’amministrazione comunale. L’obiettivo è rendere questi luoghi più adatti alle esigenze attuali dei cittadini, con ambienti più accoglienti e servizi capaci di sostenere studio, lettura e attività culturali. La Carluccio avrà spazi ampliati e riorganizzati, pensati per studenti, famiglie, lettori e associazioni del territorio. La biblioteca viene così confermata come presidio culturale di prossimità, in un quartiere dove i luoghi pubblici restano centrali per la socialità. Spazi più funzionali per studio e incontri La nuova configurazione della struttura offrirà maggiori possibilità per chi cerca un posto in cui leggere, studiare o partecipare a iniziative pubbliche. I locali saranno più funzionali e accessibili, con aree progettate per accogliere momenti di incontro e attività aperte alla cittadinanza. L’intervento punta a rafforzare il ruolo della biblioteca come punto di riferimento stabile, capace di unire cultura, servizi e partecipazione. Non si tratta soltanto di una riapertura, ma di un ritorno con spazi più adatti alla vita del quartiere. Il servizio resta attivo durante l’estate In attesa della riapertura ufficiale, i servizi bibliotecari non si interrompono. Per tutta l’estate resterà operativo il Punto Carluccio+, ospitato negli spazi della Circoscrizione 3. Il presidio garantirà continuità alle attività e assistenza agli utenti, secondo il calendario estivo delle Biblioteche civiche torinesi. Saranno rispettate anche le consuete giornate di chiusura previste nel periodo estivo. - Published: 2026-06-14 - Modified: 2026-06-14 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-protagonista-nel-golf-la-mandria-ospita-lopen-ditalia.html - Categorie: Sport A partire dal 25 fino al 28 giugno, al Circolo Golf Torino-La Mandria si svolgerà l’83esima edizione del torneo Open d’Italia, tappa di peso del DP World Tour. Il torneo porterà in Piemonte alcuni tra i migliori professionisti europei e avrà un valore che andrà oltre il risultato sportivo, con effetti attesi su turismo, accoglienza e immagine del territorio. La Mandria diventa il centro del golf europeo L’appuntamento dovrebbe richiamare oltre 10. 000 partecipanti tra giocatori, addetti ai lavori, volontari, ospiti e spettatori. Le stime parlano di più di 30. 000 presenze turistiche e circa 17. 000 pernottamenti nelle strutture piemontesi. La spesa complessiva, tra consumi locali e costi organizzativi sostenuti dalla Federazione, viene valutata in circa 6,8 milioni di euro. Il torneo punta a coinvolgere anche i non esperti Accanto alla competizione, l’evento proporrà una fan zone con attività, laboratori e degustazioni legate ai prodotti tipici piemontesi. L’obiettivo è rendere il torneo accessibile anche a chi segue il golf con meno continuità. Il presidente della Federazione Italiana Golf, Cristiano Cerchiai, ha spiegato che il lavoro è stato orientato sia al livello sportivo sia all’esperienza complessiva del pubblico. Tra i nomi più attesi figurano Edoardo e Francesco Molinari. Torino guarda alle ricadute dei grandi eventi L’iniziativa avrà spazio anche nel centro di Torino, con Piazza San Carlo scelta come luogo simbolico per la promozione dell’evento. Le istituzioni locali puntano a usare l’Open come leva di visibilità internazionale. Regione Piemonte e Città di Torino vedono nel torneo un’occasione per rafforzare il ruolo del territorio nel calendario dei grandi appuntamenti sportivi. Il ministro Paolo Zangrillo, che ha partecipato alla presentazione dell'evento, ha richiamato il valore dello sport come strumento di crescita sociale, salute, turismo e sviluppo. - Published: 2026-06-14 - Modified: 2026-06-14 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cinema-allaperto-a-san-salvario-riparte-portofranco-summernight-con-film-e-ospiti-speciali.html - Categorie: Eventi L’estate di San Salvario ritrova uno dei suoi appuntamenti più riconoscibili. Dal 16 giugno riparte Portofranco SummerNight, la rassegna di cinema all’aperto proposta dal Cineteatro Baretti negli spazi della Casa del Quartiere, in via Morgari 14. L’iniziativa arriva alla sua sedicesima edizione e conferma l’idea di portare film e cultura nelle serate del quartiere. Una rassegna silenziosa per rispettare il vicinato La nuova stagione sarà organizzata in versione Silent Movie. Gli spettatori seguiranno i film con cuffie wireless, così da godersi la proiezione senza disturbare chi vive nella zona. Gli organizzatori hanno spiegato che questa formula permette una visione più ordinata e adatta al contesto urbano. Per accedere alle serate sarà richiesto un contributo di 3,5 euro, con il noleggio delle cuffie già compreso. Il programma estivo tra martedì e serate speciali Gli appuntamenti proseguiranno fino all’1 settembre. La rassegna avrà cadenza settimanale, ogni martedì alle 21,30, con alcune proposte aggiuntive durante l’estate. A luglio sono previste tre serate dedicate ai cortometraggi, fissate al giovedì. Ad agosto arriveranno invece due maratone notturne, pensate per dare un taglio speciale alla programmazione. Willie Peyote apre la stagione del Baretti La prima serata avrà due ospiti: il regista Enrico Bisi e il musicista Willie Peyote. Entrambi incontreranno il pubblico in occasione del documentario “Willie Peyote. Elegia sabauda”, per il quale il biglietto speciale sarà di 6 euro. Il film racconta un artista legato alla semplicità, alla sua città e a un modo diretto di vivere la musica. Tra gli altri momenti attesi ci saranno la maratona del 7 agosto, dedicata ai 40 anni cinematografici di Hannibal Lecter, e quella del 28 agosto, pensata come omaggio a Stanley Kubrick. - Published: 2026-06-13 - Modified: 2026-06-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-airport-cresce-lofferta-estiva-54-collegamenti-in-24-paesi.html - Categorie: News Torino Airport si prepara a una stagione estiva molto intensa, con 54 destinazioni distribuite in 24 Paesi. L’offerta cresce del 6% rispetto alla Summer 2025 e porta lo scalo piemontese a mettere sul mercato oltre 4,2 milioni di posti, circa 800. 000 in più rispetto all’anno precedente. Per l’aeroporto di Caselle si tratta di un rafforzamento significativo, legato sia alle nuove rotte sia all’aumento delle frequenze su collegamenti già presenti. Il dato si inserisce in una fase positiva per il traffico passeggeri. Nei primi cinque mesi del 2026 lo scalo ha registrato 2,4 milioni di viaggiatori, con oltre 982. 000 passeggeri tra aprile e maggio. La crescita rispetto allo stesso periodo del 2025 è stata pari al 19%, segnale di una domanda in aumento verso le destinazioni italiane, europee e intercontinentali raggiungibili tramite hub. Le nuove rotte spingono la stagione estiva Tra le novità già operative rientrano i voli per Tirana, Sofia, Helsinki, Palermo, Salerno e Londra Luton. Restano confermati anche i collegamenti per Budapest e Chisinau, entrati nel network durante la stagione invernale e poi mantenuti anche per l’estate. Da settembre l’offerta si allargherà con nuovi voli verso Roma Fiumicino, Barcellona, Bilbao e Valencia, operati da Wizz Air. A questi si aggiungerà un potenziamento delle frequenze verso mete già servite, tra cui Madrid, Malaga, Marrakech, Catania, Palermo, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Bucarest e Tirana. Più collegamenti verso gli hub internazionali Per chi deve raggiungere destinazioni fuori dall’Europa, Torino Airport mantiene i collegamenti con hub come Roma, Amsterdam, Francoforte, Monaco, Madrid, Parigi Charles de Gaulle, Istanbul, Casablanca e Helsinki. Da questi aeroporti sarà possibile proseguire verso numerose mete intercontinentali. Il ruolo strategico dello scalo piemontese L’amministratore delegato Andrea Andorno ha evidenziato come l’estate 2026 rafforzi il ruolo dell’aeroporto torinese nel sistema dei trasporti piemontese. L’ampliamento del network, insieme all’ingresso di nuove rotte e al potenziamento delle frequenze, punta a rispondere alle esigenze del traffico turistico e dei collegamenti business. - Published: 2026-06-13 - Modified: 2026-06-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/ivrea-torna-il-bus-gratuito-per-cinque-laghi-e-sito-unesco-nei-weekend-estivi.html - Categorie: News Ivrea riattiva la navetta gratuita Unesco-Cinque Laghi per l’estate. Il servizio collega stazione ferroviaria, centro cittadino, aree storiche e zone naturali, con l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto privata nei fine settimana. Il collegamento, arrivato alla terza edizione, resterà attivo fino al 6 settembre 2026 e punta a confermare il riscontro ottenuto nella stagione precedente, quando aveva raggiunto una media di circa 80 passeggeri al giorno. Una navetta gratuita per turismo e mobilità sostenibile Il Comune ripropone il bus a costo zero come soluzione pratica per residenti, visitatori e giovani diretti verso i luoghi più frequentati dell’area eporediese. La linea mette in rete il cuore di Ivrea con il territorio dei Cinque Laghi, rendendo più semplice l’accesso a percorsi naturalistici, punti panoramici e monumenti. La scelta rientra in una strategia legata alla mobilità sostenibile, perché permette di raggiungere diverse tappe senza ricorrere al mezzo privato. Per chi arriva in treno, la partenza davanti alla stazione rappresenta un vantaggio ulteriore. Corse ogni ora nei fine settimana e nei festivi Il servizio parte sabato 13 giugno e prosegue fino al 6 settembre 2026. I mezzi circolano il sabato e nei giorni festivi, nella fascia compresa tra le 10:00 e le 19:00. La frequenza prevista è di una corsa ogni ora. Il tracciato funziona come una linea circolare e utilizza le normali fermate Gtt presenti sul territorio. Il capolinea si trova di fronte alla stazione ferroviaria. Da lì la navetta raggiunge via Di Vittorio e poi via Jervis, la rotonda di Banchette, il lungo Dora e corso Massimo d’Azeglio. Il percorso passa anche dal Lago Sirio Il tragitto prosegue poi verso via Cascinette, via San Michele e la località La Bacciana, nel comune di Chiaverano. Tra le novità dell’estate 2026 c’è il restyling della fermata panoramica del Lago Sirio, rinnovata per accogliere meglio bagnanti e passanti. Prima del rientro alla stazione, il bus attraversa piazza Mercato, via Circonvallazione, piazza Pistoni, Porta Aosta e via Garibaldi. - Published: 2026-06-13 - Modified: 2026-06-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/r-estate-al-parco-torna-a-grugliasco-musica-food-e-spettacoli-fino-all8-agosto.html - Categorie: Eventi Grugliasco prepara una lunga estate nel verde con il ritorno di R. Estate al Parco, la rassegna che dal 12 giugno all’8 agosto 2026 animerà il Parco Porporati con musica, spettacoli, food e momenti di relax. La manifestazione, arrivata alla quarta edizione, è organizzata da Bis Eventi con Soul-Food Music Factory, con il sostegno della Città di Grugliasco e della Società Le Serre. L’accesso sarà gratuito e l’area resterà aperta ogni giorno dalle 11 alle 24. Il Parco Porporati diventa il centro dell’estate a Grugliasco Per oltre cinquanta giorni il parco sarà uno spazio pensato per famiglie, gruppi di amici e pubblico di ogni età. La formula punta su quattro elementi principali: una proposta musicale varia, un’area food adatta a diversi momenti della giornata, zone per lettura e picnic e il Garden of Lights, che al tramonto darà una nuova atmosfera agli spazi verdi. Il palco sarà il cuore della rassegna, con concerti dedicati a generi diversi, dal rock al pop, dal jazz al soul, fino a sonorità caraibiche e sudamericane. Concerti, tributi e nuove proposte artistiche Il programma prevede omaggi a grandi nomi della musica italiana e internazionale, tra cui Lucio Dalla, Zucchero Fornaciari, Queen e Amy Winehouse. L’apertura, venerdì 12 giugno, sarà affidata al cantautore torinese Cico Moreno, che ha partecipato a The Voice Senior su Rai 2 nella squadra di Nek. Torneranno artisti già apprezzati nelle edizioni precedenti, come Sergio Moses, Tony De Gruttola, il trio Organ Logistics e la Cipo Sugar Band. Tra le novità ci saranno i FUNKYTUDE, progetto funky-fusion nato a Torino, e produzioni come ANONIMA SONORA e L’ULTIMA LUNA, che uniscono musica, racconto, teatro e cinema. Food, radio e serate nel verde Per tutta la manifestazione saranno attivi i chioschi del parco con proposte dolci e salate. Dalle 18. 30 aprirà il Dehor Garden, dedicato ad aperitivi, cene informali, taglieri e drink accompagnati dalla musica dal vivo. Confermata anche la collaborazione con TOradio FM 88. 5, che seguirà l’evento con dirette, dj set e animazione. - Published: 2026-06-13 - Modified: 2026-06-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/volpiano-motorino-rubato-nel-1984-ritrovato-dopo-42-anni-e-stato-restituito-al-proprietario.html - Categorie: News Per 42 anni aveva creduto di non rivedere più il suo primo motorino. Quel ciclomotore, rubato nel 1984 quando aveva appena 16 anni, è tornato al legittimo proprietario dopo un controllo dei carabinieri a Volpiano. La vicenda riguarda un uomo oggi 58enne, residente a Saluzzo, che da ragazzo viveva a Vado Ligure e aveva denunciato il furto subito dopo la scomparsa del mezzo. Un furto denunciato quando era ancora adolescente Il furto risale al 1984. All’epoca il proprietario era un ragazzo di 16 anni e aveva perso il suo primo veicolo a due ruote, un mezzo legato agli anni dell’adolescenza. Dopo la denuncia presentata alle forze dell’ordine, del ciclomotore non era emersa più alcuna traccia. Con il passare del tempo, il motorino era diventato un ricordo ormai lontano. Nessun elemento aveva fatto pensare a un possibile ritrovamento, fino al controllo effettuato nei giorni scorsi dai militari dell’Arma. Il controllo a Volpiano cambia la storia La svolta è arrivata a Volpiano, dove una pattuglia della stazione dei carabinieri ha fermato un uomo di 64 anni alla guida di un ciclomotore privo di targa. La situazione ha portato i militari ad avviare accertamenti più approfonditi sul mezzo. Il controllo del numero di telaio ha permesso di ricostruire la storia del ciclomotore e di collegarlo alla denuncia del furto che era stata presentata più di quattro decenni fa. Per l'uomo alla guida è scattata una denuncia a piede libero con l’accusa di ricettazione. La telefonata inattesa al proprietario Dopo gli accertamenti, i carabinieri sono riusciti a rintracciare il proprietario originario. La telefonata ha colto di sorpresa il 58enne, che non si aspettava di ricevere notizie su un mezzo sparito quando era ancora adolescente. Il ciclomotore è stato così restituito al suo legittimo proprietario. Una vicenda insolita, chiusa dopo 42 anni, che ha riportato alla luce un ricordo personale rimasto fermo al 1984. - Published: 2026-06-13 - Modified: 2026-06-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/metro-torino-lavori-in-estate-il-calendario-completo-delle-chiusure.html - Categorie: News La metropolitana di Torino resterà attiva durante l’estate, compreso il mese di agosto, ma con alcune modifiche programmate al servizio. GTT, d’intesa con la Città di Torino, ha predisposto una serie di chiusure parziali nelle giornate considerate meno affollate, così da permettere interventi tecnici senza pesare troppo sugli spostamenti quotidiani. I lavori saranno concentrati nelle domeniche estive Gli interventi riguarderanno il rinnovamento dei server, le procedure di aggiornamento della rete di comunicazione e le attività di manutenzione della via di corsa. Il calendario prevede limitazioni soprattutto nella fascia mattutina, dalle 7. 00 alle 12. 00, con una sola giornata di stop totale. La scelta punta a ridurre i disagi per pendolari, turisti e cittadini che usano la metro anche nei mesi estivi. La sospensione più ampia è fissata per domenica 9 agosto, quando il servizio metropolitano sarà fermo per l’intera giornata lungo tutta la tratta Fermi-Bengasi. In quel caso i collegamenti saranno garantiti tramite bus sostitutivi. Le date da segnare per chi usa la metro Domenica 14 e domenica 28 giugno, dalle 7. 00 alle 12. 00, i treni circoleranno soltanto tra Porta Nuova e Bengasi. La tratta Fermi-Porta Nuova sarà coperta dalla linea sostitutiva. Domenica 12 e domenica 19 luglio, sempre nella stessa fascia oraria, la metro resterà attiva solo tra Fermi e Bernini, mentre tra Bernini e Bengasi entreranno in servizio i bus. Domenica 2 agosto, invece, i treni saranno disponibili tra Bernini e Bengasi, con collegamento sostitutivo tra Fermi e Bernini. La linea M1S garantirà i collegamenti alternativi Durante le interruzioni sarà attiva la linea M1S, pensata per mantenere la continuità degli spostamenti. Per il primo intervento, quello del 14 giugno, il percorso collegherà Fermi a Porta Nuova, con fermate lungo corso Francia, piazza Bernini, piazza Statuto, piazza XVIII Dicembre e corso Vittorio Emanuele II. GTT invita i viaggiatori a controllare gli aggiornamenti ufficiali prima di partire. Se i lavori finiranno prima del previsto, la metro potrà tornare in servizio senza attendere l’orario indicato. - Published: 2026-06-13 - Modified: 2026-06-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/max-pezzali-allallianz-stadium-gtt-aumenta-bus-e-navette-per-i-concerti.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a due serate di grande afflusso per i concerti di Max Pezzali all’Allianz Stadium, in programma sabato 13 e domenica 14 giugno 2026. Per gestire l’arrivo dei fan e ridurre la pressione del traffico nelle zone vicine allo stadio, Gtt ha predisposto un piano speciale dedicato ai mezzi pubblici, con corse potenziate e collegamenti pensati per l’andata e per il rientro. Più corse verso lo stadio per evitare l’uso dell’auto Il servizio sarà rafforzato in entrambe le giornate, con particolare attenzione alle linee più utili per raggiungere l’impianto. Gtt ha previsto il potenziamento delle linee 3, 9, 62 e 72/, affiancate da collegamenti speciali. La navetta 9/ collegherà il terminal dello stadio con piazza Bernini, mentre la linea 62S permetterà di spostarsi tra l’Allianz Stadium e piazzale Caio Mario. L’obiettivo è favorire l’utilizzo del trasporto pubblico, soprattutto nelle ore di maggiore affluenza, quando migliaia di spettatori si muoveranno verso l’area dello stadio. Da Porta Nuova e Porta Susa il percorso passa dalla metro Per chi arriva a Torino in treno, la soluzione più indicata prevede l’uso della metropolitana fino a Bernini. Da lì sarà possibile proseguire con la linea 9/, attivata per raggiungere l’Allianz Stadium in modo più diretto. Chi parte dalla zona di Massaua potrà invece combinare la metro con le linee 62 o VE1. Il consiglio resta quello di pianificare il viaggio prima della partenza, così da evitare ritardi e code nelle aree più vicine all’impianto. Il rientro dopo il concerto parte dal piazzale dello stadio Al termine degli spettacoli, le linee 3, 9/, 62S e 72/ cominceranno dal piazzale dell’Allianz Stadium, tra corso Scirea e via Druento. La linea 9/ resterà attiva fino a circa 30 minuti dopo la fine del concerto e, nel tragitto di ritorno, prolungherà la corsa fino alla stazione di Porta Nuova. Le corse speciali 9/ partiranno circa due ore prima dell’inizio degli eventi. Gtt invita gli spettatori a usare il servizio Calcola il percorso sui canali ufficiali. - Published: 2026-06-12 - Modified: 2026-06-12 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/regionali-del-mare-da-torino-alla-riviera-romagnola-senza-cambi-nei-weekend-estivi.html - Categorie: Turismo Dal 14 giugno al 13 settembre tornano i Regionali del Mare, i collegamenti diretti del fine settimana tra Piemonte e Riviera romagnola. Il servizio punta a offrire un’alternativa più pratica all’auto privata, soprattutto per chi vuole raggiungere la costa adriatica senza cambi intermedi. Da Torino al mare con quattro corse nei weekend Anche nell’estate 2026 sarà possibile partire da Torino e arrivare in alcune località balneari dell’Emilia-Romagna con un solo treno. Le destinazioni servite comprendono Rimini, Riccione, Miramare, Misano Adriatico, Cattolica e Pesaro. Il programma prevede quattro corse al giorno nei fine settimana: due in direzione Riviera e due verso il Piemonte. Da Torino Porta Nuova le partenze sono fissate alle 6. 20 e alle 7. 00, con arrivo a Pesaro alle 12. 02 e alle 12. 29. Per il rientro, i treni partiranno da Pesaro alle 14. 11 e alle 16. 05, con arrivo a Torino Porta Nuova alle 20. 44 e alle 21. 15. Le fermate lungo la tratta verso la Riviera Il percorso toccherà diverse stazioni intermedie. Le fermate previste prevedono Torino Lingotto, Asti, ma anche Alessandria, Piacenza, Voghera, Bologna Centrale, Misano Adriatico, Rimini Miramare, Rimini, Riccione e Cattolica. Il progetto è partito da una collaborazione tra le Regioni Piemonte ed Emilia-Romagna. L’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi, ha spiegato che i collegamenti sono sempre più apprezzati da chi cerca un viaggio comodo, sostenibile e senza lo stress del traffico. Più treni festivi anche verso la Sacra Dal 14 giugno cambierà anche il servizio festivo della linea Sfm3 Torino-Bardonecchia. La novità riguarda soprattutto l’accesso alla Sacra di San Michele, con 36 treni festivi che fermeranno a Sant’Ambrogio di Torino e 20 anche a Sant’Antonino di Susa. Nel periodo estivo saranno attivi pure rinforzi festivi: partenza da Torino alle 9. 15 verso Bardonecchia e rientro alle 17. 35. Nelle domeniche 14 e 21 giugno alcuni orari potranno variare per lavori a Bussoleno. - Published: 2026-06-12 - Modified: 2026-06-12 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/mercatini-delle-pulci-in-piemonte-dove-andare-nel-weekend-del-13-e-14-giugno.html - Categorie: Eventi Questo fine settimana i mercatini delle pulci tornano a occupare piazze, borghi e centri storici del Piemonte. Sabato 13 e domenica 14 giugno 2026 gli appassionati di antiquariato, vintage, collezionismo e oggetti di seconda mano avranno diverse tappe tra cui scegliere, con appuntamenti distribuiti in varie province della regione. Torino punta su moda d’epoca, vinili e oggetti popolari Nel capoluogo piemontese il weekend sarà segnato da due appuntamenti molto diversi tra loro. Extravaganza richiamerà chi cerca abiti d’antan, accessori firmati e pezzi legati alla storia della moda. Lo Stramercatino, invece, parlerà soprattutto agli amanti del collezionismo più popolare, con spazio per vinili, curiosità e oggetti da recuperare. Nel Canavese, Cuorgnè ospiterà Il Mercato di una Volta, evento pensato per chi vuole ritrovare atmosfere più tradizionali, tra artigianato, attrezzi agricoli e oggetti legati alla memoria del territorio. Dal Monferrato all’Astigiano tra libri, vintage e antiquariato Tra Alessandria e Asti il programma sarà altrettanto ricco. A Casale Monferrato tornerà il Mercatino dell’Antiquariato, considerato uno degli appuntamenti più noti per chi cerca mobili, modernariato e oggetti di pregio. Ad Acqui Terme l’attenzione si sposterà sui libri con Librando, mentre a Cocconato il vintage incontrerà l’atmosfera del borgo, con proposte legate soprattutto alla moda degli anni Sessanta e Settanta. A Incisa Scapaccino, inoltre, sarà previsto un mercatino dell’usato. Cuneo e Alto Piemonte completano la mappa del weekend Nel Cuneese, Saluzzo accoglierà il Mercantico, appuntamento adatto a chi cerca porcellane, mobili e oggetti d’arredo. In Val Tanaro, Ormea unirà il fascino dei vicoli medievali alla presenza di bancarelle dedicate all’artigianato alpino e ai piccoli tesori da scoprire. Altri mercatini sono in programma nell’Alto Piemonte. A Grignasco, nel Novarese, si terrà un evento adatto anche alle famiglie. A Trino, nel Vercellese, spazio a monete, francobolli e restauri. A Ponderano, nel Biellese, tornerà il Mercà dal Ciucarun, tra hobbistica e antiquariato minore. - Published: 2026-06-12 - Modified: 2026-06-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/sacra-di-san-michele-36-treni-del-servizio-festivo-fermeranno-a-santambrogio.html - Categorie: News Raggiungere la Sacra di San Michele con il treno diventerà più semplice durante l’estate. Dal 14 giugno 2026, nei giorni festivi, la linea Sfm3 Torino-Bardonecchia avrà una nuova organizzazione degli orari per favorire gli spostamenti verso la Valsusa, con maggiore attenzione al turismo sostenibile e alle escursioni senza automobile. Più fermate per arrivare ai sentieri La novità principale riguarda la stazione di Sant’Ambrogio di Torino, considerata il punto ferroviario più vicino ai percorsi che portano verso l’abbazia. Nei giorni festivi saranno 36 i treni che effettueranno la fermata in questo scalo, permettendo a turisti, camminatori e pellegrini di avvicinarsi alla Sacra senza dover usare mezzi privati. La modifica è stata concordata con i Comuni della Bassa Valle, con l’obiettivo di rendere più accessibili i territori e sostenere una mobilità meno legata all’auto. Rafforzati i collegamenti in Valsusa Il nuovo assetto prevede anche una maggiore presenza dei treni a Sant’Antonino di Susa. In questa stazione fermeranno 20 convogli festivi, ampliando le possibilità di viaggio per chi sceglie la ferrovia nel fine settimana. Il piano estivo comprende poi due corse aggiuntive pensate per le gite giornaliere verso l’alta valle: un treno partirà da Torino alle ore 9. 15 con arrivo previsto a Bardonecchia alle 10. 27, mentre il ritorno da Bardonecchia avverrà alle 17. 35, per giungere a Torino Porta Nuova alle ore 18. 45. Attenzione ai primi weekend Per le prime due domeniche di attivazione, cioè 14 e 21 giugno, i viaggiatori dovranno controllare con attenzione gli orari. I lavori di manutenzione programmati nella stazione di Bussoleno potrebbero causare modifiche temporanee, rallentamenti o variazioni per alcuni treni. La nuova organizzazione resta comunque pensata per rendere più facile l’accesso alla Sacra di San Michele e valorizzare la Valsusa nei mesi estivi. - Published: 2026-06-12 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/eventi-in-piemonte-il-13-e-14-giugno-sagre-e-feste-da-non-perdere-nel-weekend.html - Categorie: Eventi L’estate entra nel vivo e il Piemonte prepara un fine settimana ricco di appuntamenti tra feste popolari, sapori locali e rievocazioni storiche. Tra sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, molte località della regione offriranno occasioni per una gita breve, con eventi distribuiti tra Torino, Asti, Cuneo e Alessandria. Il calendario guarda soprattutto a chi cerca tradizioni, prodotti tipici e momenti all’aperto nei borghi. Torino accende il weekend tra festival e sapori locali Nel Torinese il programma parte con diverse proposte. A None si svolge Non è solo Festa, prevista dal 12 al 16 giugno, mentre nel capoluogo è in calendario il Gin & Tonic Festival, concentrato nelle giornate del 12 e 13 giugno. A Casalborgone continua Colline in Festa, mentre Ciriè ospita il Torneo delle Città Medievali, appuntamento che riporta al centro atmosfere storiche e rievocazioni. Spazio anche alla cucina tradizionale, con la Sagra dell’Agnolotto a Bollengo il 13 giugno e la Sagra del Cossot, prevista domenica 14 giugno a Foglizzo e La Loggia. Asti punta su vino, cultura e birra artigianale Nell’Astigiano il fine settimana avrà un forte richiamo enogastronomico. A San Damiano d’Asti torna La Barbera Incontra, manifestazione in programma dal 12 al 14 giugno e dedicata a uno dei prodotti simbolo del territorio. Ad Antignano spazio a Gusto & Cultura, mentre Portacomaro ospita Le Mille e una Bionda, evento dedicato alla birra nelle giornate del 13 e 14 giugno. Il quadro astigiano unisce così degustazioni, socialità e appuntamenti pensati per valorizzare i paesi della zona. Ciliegie protagoniste tra Cuneese e Alessandrino Domenica 14 giugno sarà una data da segnare per chi ama le sagre legate ai prodotti di stagione. A Dogliani, in provincia di Cuneo, è prevista l’Antica Fiera della Ciliegia. Nello stesso giorno, a Garbagna, nell’Alessandrino, si svolge la Sagra delle Ciliegie. Prima di partire resta consigliato controllare orari e programmi ufficiali, perché gli eventi potrebbero subire variazioni o svolgersi solo in alcune fasce della giornata. - Published: 2026-06-12 - Modified: 2026-06-12 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/settimo-torinese-il-festival-dellinnovazione-e-della-scienza-torna-a-ottobre-con-il-tema-reazioni.html - Categorie: Eventi Settimo Torinese si prepara a ospitare una nuova edizione del Festival dell’Innovazione e della Scienza, in programma dal 4 all’11 ottobre 2026. La rassegna, giunta alla quattordicesima edizione, porterà in Piemonte un calendario dedicato alla divulgazione, con incontri, attività aperte al pubblico e appuntamenti pensati per avvicinare cittadini, studenti e visitatori ai grandi temi della ricerca e della tecnologia. Un festival costruito attorno alle Reazioni Il tema scelto per il 2026 sarà Reazioni, parola che richiama processi scientifici, cambiamenti sociali e trasformazioni generate dalle scelte umane. L’obiettivo sarà raccontare come una scoperta, una decisione o una nuova tecnologia possano produrre effetti a catena in campi diversi, dalla chimica alla fisica, fino all’economia e agli equilibri internazionali. La manifestazione sarà organizzata dalla Fondazione ECM insieme al Comune di Settimo Torinese e avrà una struttura distribuita in più punti della città. Tra gli spazi coinvolti figurano la Biblioteca Archimede, l’Ecomuseo del Freidano e la Torre Medievale. La città diventa un laboratorio diffuso Il programma prevede attività in dieci luoghi cittadini e un grande Villaggio Scientifico nel centro storico. Sabato 10 ottobre l’area ospiterà esperimenti, dimostrazioni e proposte interattive. Sarà aperta anche la Pieve di San Pietro, considerata il più antico edificio monumentale di Settimo. Il Festival allargherà il proprio raggio d’azione a 11 comuni della cintura torinese e del Piemonte, con l’intento di trasformare l’evento in una rassegna di respiro metropolitano. Ospiti tra scienza, cultura e sport Tra i nomi annunciati compaiono Dario Fabbri, Barbara Gallavotti, Pegah Moshir Pour ed Enrica Maria Porcari, Chief Information Officer del CERN di Ginevra. Il programma comprenderà anche la presenza di Francesco Muzzopappa, Margherita Vicario e Filippo Tortu, campione olimpico a Tokyo. - Published: 2026-06-12 - Modified: 2026-06-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-nord-apre-il-nuovo-ecocentro-di-via-massari-per-i-rifiuti-ingombranti.html - Categorie: News Torino Nord avrà un nuovo punto dedicato al conferimento dei rifiuti più difficili da smaltire. Il Centro di Raccolta di via Massari entrerà in funzione dal 15 giugno e sarà a disposizione dei residenti e delle utenze autorizzate della parte settentrionale della città. L’apertura dell’ecocentro punta a rendere più semplice la gestione degli ingombranti e a limitare l’abbandono di materiali vicino ai cassonetti o lungo le strade. Un’area recuperata tra via Massari e via Reycend Il nuovo impianto sorge nella Circoscrizione 5, in uno spazio compreso tra via Massari e via Reycend che in precedenza risultava inutilizzato. La struttura occupa oltre 4. 000 metri quadrati ed è stata realizzata da Amiat Gruppo Iren su impulso del Comune di Torino. L’investimento complessivo è di circa 2 milioni di euro, con una parte delle risorse proveniente dal Pnrr. Cosa si potrà portare nel nuovo ecocentro Il Centro di Raccolta accoglierà diverse tipologie di rifiuti urbani. Tra i materiali conferibili figurano mobili, divani, materassi, materiali tessili, toner, cartucce per stampanti, oli vegetali e minerali esausti, piccoli quantitativi di inerti domestici e Raee, cioè apparecchiature elettriche ed elettroniche. Alcune frazioni potranno essere portate anche da utenze non domestiche autorizzate, secondo le modalità previste dal servizio. Orari e organizzazione del servizio L’area è stata progettata con percorsi separati per cittadini e mezzi operativi. Sono presenti cassoni distinti per le varie frazioni e zone coperte destinate ai materiali più sensibili, come rifiuti pericolosi e apparecchiature elettroniche. Le coperture ospiteranno anche un impianto fotovoltaico. Il centro sarà aperto dal lunedì al sabato, dalle 7. 15 alle 19. 00, mentre resterà chiuso la domenica e nei giorni festivi. - Published: 2026-06-11 - Modified: 2026-06-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/aerospazio-nuovo-ponte-industriale-tra-piemonte-e-germania-coinvolte-850-imprese.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Il settore aerospaziale piemontese allarga il proprio raggio d’azione in Europa con una nuova intesa siglata con AeroSpace. NRW, realtà che riunisce il comparto della Renania Settentrionale-Vestfalia. L’accordo mette in collegamento due aree industriali forti e punta a creare nuove occasioni di lavoro comune tra aziende, atenei e centri di ricerca. Un accordo europeo nato tra Torino e Berlino Il memorandum è stato firmato a Berlino, nel contesto dell’ILA Berlin Air Show, da Maurizio De Mitri per il Distretto Aerospaziale Piemonte e da Harald Cremer per AeroSpace. NRW. Alla sottoscrizione era presente anche Mona Neubaur, vice ministra-presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia. L’intesa si inserisce nel rapporto avviato nel 2022 tra Regione Piemonte e Land tedesco, dopo la Dichiarazione d’Intenti firmata a Torino. Per il sistema piemontese si tratta di un ulteriore tassello dopo i legami già costruiti con il Lombardia Aerospace Cluster e con il distretto ligure SIIT. Una filiera che supera quota 850 imprese Il nuovo asse industriale riunisce numeri rilevanti. In Piemonte il comparto conta oltre 450 imprese, tra grandi gruppi e piccole realtà specializzate, con circa 35. 000 occupati e un giro d’affari annuo stimato in 8 miliardi di euro. Dall’altra parte, la Renania Settentrionale-Vestfalia porta in dote circa 400 aziende aerospaziali, affiancate da una rete di università e istituti di ricerca. Il peso tedesco nel settore resta ampio: su scala nazionale si parla di oltre 120. 000 lavoratori qualificati. Ricerca, droni e satelliti al centro del piano La collaborazione guarderà soprattutto ai programmi europei per ricerca e innovazione. Tra i campi indicati rientrano aviazione sostenibile, piccoli satelliti, droni, mobilità aerea avanzata e uso dell’intelligenza artificiale. I progetti potranno passare da strumenti come Horizon Europe, Clean Aviation ed European Defence Fund. L’obiettivo è rendere più semplice l’accesso ai fondi Ue, favorire lo scambio di competenze e costruire iniziative comuni tra imprese e mondo della ricerca. - Published: 2026-06-11 - Modified: 2026-06-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-nel-weekend-torna-il-caldo-temperature-fino-a-34-gradi-dopo-i-temporali.html - Categorie: News Il Piemonte si prepara a un fine settimana dal sapore estivo, dopo una fase segnata da temporali, grandine e raffiche di foehn. Il maltempo delle ultime ore si è spostato verso Est e sulla regione sta tornando una situazione più stabile, con l’alta pressione pronta a riportare sole e temperature in crescita. Il cambiamento sarà evidente soprattutto tra venerdì e sabato, quando in diverse zone si potranno raggiungere valori vicini ai 34 gradi. Il sole torna dopo grandine e raffiche di vento La nuova fase meteo sarà guidata dall’anticiclone in arrivo da Ovest, che porterà cieli in gran parte sereni e condizioni asciutte su buona parte del territorio piemontese. Nella giornata di giovedì resterà ancora attivo il foehn, soprattutto sulle aree alpine e su parte delle pianure settentrionali e orientali. Questo vento contribuirà a mantenere l’aria secca, dopo giornate segnate da fenomeni intensi. Le precipitazioni più forti, che hanno colpito in particolare le zone settentrionali e orientali, lasceranno quindi spazio a un quadro più stabile. Notti fresche e giornate molto più calde Il dato più evidente sarà la forte differenza tra le temperature notturne e quelle diurne. Di notte e al primo mattino farà ancora fresco, con minime spesso comprese tra 12 e 15 gradi. In alcune aree rurali di pianura e nei fondovalle del basso Piemonte, venerdì mattina si potrà scendere anche tra 7 e 10 gradi. Nelle ore centrali, invece, il clima cambierà in modo netto. Tra giovedì e venerdì le massime saliranno tra 27 e 30 gradi, mentre sabato è atteso il picco del caldo. Le zone più interessate saranno Torinese, Astigiano, Vercellese e Alessandrino, dove il termometro potrà arrivare tra 32 e 34 gradi. Weekend estivo prima del possibile ritorno dei temporali Il fine settimana sarà quindi dominato da sole, caldo e condizioni stabili. Sarà una parentesi pienamente estiva, con attenzione alle ore più calde della giornata, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. Da lunedì, però, il tempo potrebbe tornare più variabile. Sulle Alpi, sulle zone pedemontane e sulle alte pianure vicine aumenterà la possibilità di temporali pomeridiani e serali. - Published: 2026-06-11 - Modified: 2026-06-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-approvata-la-legge-sulle-calamita-interventi-piu-rapidi-in-caso-di-emergenza.html - Categorie: News Il Piemonte aggiorna le regole per affrontare calamità naturali ed eventi straordinari. Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge che introduce nuove disposizioni sulla dichiarazione e sulla gestione dello stato di emergenza regionale, con l’obiettivo di velocizzare gli interventi e rafforzare il coordinamento della Protezione Civile. La Regione avrà più autonomia nelle emergenze La novità principale riguarda la possibilità per il Piemonte di dichiarare in autonomia lo stato di emergenza regionale. La misura potrà essere adottata quando un evento, per intensità, estensione o caratteristiche, non sarà gestibile con gli strumenti ordinari. Marco Gabusi, assessore regionale, ha spiegato che il cambiamento climatico rende sempre più frequenti e forti i fenomeni atmosferici estremi. Da qui la necessità di uno strumento normativo più moderno, pensato per dare risposte rapide ai territori colpiti. Una legge aggiorna norme ferme dal 1978 Il provvedimento aggiorna un impianto normativo risalente al 1978 e recepisce le indicazioni del Codice nazionale della Protezione Civile. La nuova disciplina definisce modalità operative, tempi e strumenti per la gestione delle emergenze di competenza regionale. Il Presidente e la Giunta della Regione potranno mettere in atto ordinanze e misure straordinarie per tutelare la pubblica incolumità. Lo stato di emergenza potrà durare fino a dodici mesi, con possibile proroga di altri dodici mesi nei casi necessari. Interventi più rapidi per i territori colpiti Nell’atto di dichiarazione dovranno essere indicati il territorio interessato, le prime misure urgenti e la struttura regionale chiamata a coordinare gli interventi. L’obiettivo è ridurre i passaggi burocratici e mettere in sicurezza cittadini, infrastrutture e comunità. La consigliera regionale Marina Bordese ha definito la nuova legge un aiuto concreto per gli enti locali piemontesi, perché stabilisce confini giuridici e tempi di utilizzo dei poteri straordinari, regolando l’intero ciclo dell’emergenza. - Published: 2026-06-11 - Modified: 2026-06-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/latte-a-40-centesimi-al-litro-allevatori-torinesi-verso-la-protesta.html - Categorie: Economia Il prezzo del latte torna al centro dello scontro nel Torinese. Gli allevatori denunciano compensi ormai troppo bassi rispetto ai costi di produzione, con valori che in alcuni casi arrivano intorno ai 40 centesimi al litro. Una situazione che, per Coldiretti Torino, rischia di pesare sulla tenuta delle stalle e sull’intera filiera locale. Latte pagato troppo poco, cresce l’allarme tra le stalle La preoccupazione nasce dal divario tra quanto ricevono i produttori e quanto serve per mantenere attiva un’azienda agricola. I caseifici riconoscono cifre giudicate insufficienti, mentre gli allevatori devono affrontare spese sempre più alte per mangimi, energia, strutture e gestione quotidiana degli animali. Coldiretti Torino segnala che molti produttori potrebbero trovarsi in forte difficoltà. Nel mirino finiscono le importazioni di latte e cagliate dall’estero, acquistate a prezzi più bassi in Paesi come Francia e Germania. In alcuni mercati, il latte spot viene quotato poco sopra i 30 centesimi al litro, una soglia che rende più dura la concorrenza per le produzioni locali. Secondo Coldiretti, mentre i consumatori continuano a pagare formaggi, yogurt, gelati e altri prodotti lattiero-caseari a prezzi stabili o più alti, agli allevatori viene riconosciuto un valore sempre più ridotto. Per questo l’associazione valuta una mobilitazione sindacale. Estate e investimenti aumentano il peso sui produttori La stagione calda rende il quadro più difficile. Le mucche producono meno latte e le aziende devono investire in ventole, nebulizzatori, sistemi di raffrescamento, asciugatrici e spazi moderni per la mungitura. Si tratta di interventi costosi, spesso necessari per garantire benessere animale e rispetto delle norme europee. Nel Torinese il comparto conta oltre 800 allevamenti, più di 120. 000 capi e una produzione superiore a 1. 140. 000 litri al giorno. Gli addetti diretti sono oltre 1. 350, distribuiti nei 312 comuni della provincia. - Published: 2026-06-11 - Modified: 2026-06-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-riapre-il-mercato-coperto-delle-vallette-investimento-da-15-milioni.html - Categorie: News Dopo la chiusura del cantiere, il mercato coperto di via delle Verbene torna a essere operativo con spazi rinnovati e impianti più moderni. La struttura delle Vallette, da anni punto di riferimento per residenti e commercianti, riparte dopo un intervento da circa 1,5 milioni di euro. Il mercato torna centrale per la vita delle Vallette La riapertura non riguarda solo l’aspetto dell’edificio. Per molti abitanti del quartiere, soprattutto anziani, il mercato resta un luogo utile per la spesa quotidiana e per mantenere rapporti sociali in una zona dove i negozi di vicinato sono pochi. I lavori, partiti a ottobre, hanno riguardato soprattutto l’efficientamento energetico. Sono stati installati un impianto fotovoltaico, una nuova illuminazione interna, un sistema di riscaldamento e raffrescamento e un impianto di ventilazione meccanica controllata. Una quota di circa 100. 000 euro è stata destinata alle opere edilizie. Sono stati rifatti pavimenti, servizi igienici e parti dell’involucro dell’edificio, con attenzione alla piena accessibilità degli spazi. Un presidio commerciale da rilanciare Il sindaco ha spiegato che l’amministrazione aveva preso un impegno con operatori e residenti e che la riapertura restituisce al quartiere una struttura attesa da tempo. L’assessore Chiavarino ha evidenziato il valore del mercato per chi vive nella zona, anche perché per raggiungere un ipermercato occorre percorrere almeno un chilometro. Il mercato Le Verbene resterà affidato alla Cooperativa di Gestione del Mercato Coperto Vallette fino al 2029. L’intervento rientra nel più ampio percorso di rigenerazione delle Vallette, dove sono previsti nove progetti finanziati con fondi PNRR per oltre 17 milioni di euro. - Published: 2026-06-11 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-del-piemonte-il-programma-diventa-diffuso-50-appuntamenti-sul-territorio.html - Categorie: Eventi La Festa del Piemonte assume nel 2026 una forma più ampia rispetto al passato. La ricorrenza del 19 luglio, legata alla memoria della Battaglia dell’Assietta del 1747, sarà al centro di un calendario che attraversa la regione con 50 iniziative. Gli appuntamenti partiranno a giugno e arriveranno fino a ottobre, con un programma pensato per portare la celebrazione fuori da un solo luogo simbolico. La ricorrenza esce dai confini dell’Assietta Il progetto è stato illustrato il 10 giugno a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. Alla presentazione erano presenti rappresentanti di enti, associazioni e realtà culturali coinvolte nell’organizzazione. Il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, ha spiegato che la novità di quest’anno riguarda proprio l’estensione della festa. Accanto alla tradizionale rievocazione al Colle dell’Assietta, il programma porterà eventi in tutte le province piemontesi, in spazi legati alla storia e all’identità del territorio. Una festa pensata per unire memoria e presente Durante l’incontro, il vicepresidente Domenico Ravetti ha richiamato il peso del Piemonte nella storia nazionale. Secondo il suo intervento, celebrare questa ricorrenza significa riconoscere il valore di una regione composta da territori diversi, ma uniti da una memoria comune. Fabio Carosso, consigliere segretario, ha rivolto un ringraziamento alle associazioni che hanno contribuito alla costruzione del programma. Il suo intervento, pronunciato in piemontese, ha sottolineato il legame tra lingua, territorio e partecipazione locale. Il calendario tra conferenze, musica e mostre La prima iniziativa è prevista a Palazzo Lascaris, venerdì 12 giugno, con una conferenza sul tema della Battaglia dell’Assietta. Nei mesi successivi il calendario comprenderà mostre, concerti corali, incontri e passeggiate musicali. Tra le località interessate figurano Novara, Asti, Benna, Novalesa, Vercelli, Varallo Sesia, Alessandria, Fenestrelle e il Colle dell’Assietta. La chiusura è in programma il 23 e 24 ottobre a Cherasco, nel Cuneese. - Published: 2026-06-10 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/san-giovanni-bosco-centro-regionale-per-lembolia-polmonare-il-piemonte-punta-sullalta-specializzazione.html - Categorie: News L’ospedale San Giovanni Bosco di Torino entra in una fase nuova della propria attività clinica. La Regione Piemonte lo ha scelto come punto di riferimento per i casi complessi di embolia polmonare, con particolare attenzione alle procedure percutanee, cioè interventi effettuati senza chirurgia tradizionale. La decisione riguarda due aree specialistiche dell’Asl Città di Torino: Cardiologia 2 e Radiologia vascolare diagnostica interventista. Per la sanità piemontese si tratta di una scelta organizzativa che concentra competenze, tecnologia e percorsi di cura in una struttura già abituata a gestire situazioni ad alto rischio. Un reparto già abituato alle emergenze più delicate Il riconoscimento regionale arriva dopo un lavoro costruito nel tempo. Al San Giovanni Bosco sono stati affrontati più di 100 pazienti con embolia polmonare acuta in condizioni difficili. Un dato che conferma il peso assunto dall’ospedale nella rete dell’emergenza. Il centro torinese, secondo i dati richiamati dalla Regione, negli ultimi tre anni è stato ai vertici nazionali per numero di casi trattati in questo ambito. La struttura opera già come riferimento per l’Asl Città di Torino e per l’Asl To4, con un ruolo di coordinamento nei percorsi più complessi. Cure avanzate per liberare il circolo polmonare L’embolia polmonare può diventare rapidamente una condizione molto seria quando un trombo blocca il passaggio del sangue nei polmoni. Nei casi gravi servono valutazioni rapide e interventi mirati. Le équipe del San Giovanni Bosco possono utilizzare tecniche come la tromboaspirazione meccanica e la trombolisi effettuata in sede locale. Nei quadri clinici più pesanti sono disponibili supporti al circolo e alla respirazione, tra cui ECMO veno-arterioso e Impella RP, strumenti destinati ai pazienti con compromissioni severe. Una scelta che rafforza la rete piemontese Il direttore generale Carlo Picco ha evidenziato il valore del lavoro svolto dai professionisti dell’ospedale e ha espresso apprezzamento per il riconoscimento ottenuto. Per il Piemonte, la nuova designazione consente di avere un centro ben identificato per una patologia che richiede tempestività, esperienza e tecnologie dedicate. Per il San Giovanni Bosco è una conferma del ruolo maturato nella gestione delle urgenze cardiovascolari più complesse. - Published: 2026-06-10 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/battaglia-delle-arance-il-nuovo-ciclo-pronto-il-compost-ricavato-dagli-scarti.html - Categorie: News Le arance lanciate durante la Battaglia dello Storico Carnevale di Ivrea non chiudono il loro percorso nelle piazze. Dopo la raccolta, vengono avviate al trattamento dell’organico e trasformate in compost, che sarà consegnato gratuitamente ai cittadini. L’iniziativa coinvolge Comune di Ivrea, Fondazione dello Storico Carnevale, Società Canavesana Servizi, Gruppo Iren e Comieco. Dalla festa nasce un materiale utile per il suolo Il recupero degli agrumi permette di dare una seconda funzione a ciò che, al termine della manifestazione, sarebbe destinato allo smaltimento. Le arance usate nella Battaglia vengono portate negli impianti dedicati, dove entrano nel ciclo della frazione organica insieme a scarti di cucina, residui vegetali, sfalci e potature. Da questo processo nasce un ammendante naturale adatto a orti, giardini, coltivazioni e manutenzione del verde. Il compost contribuisce a migliorare la qualità del terreno, aiuta a trattenere l’acqua e riduce il ricorso a prodotti chimici. Dal trattamento dell’organico si può ricavare anche biogas, destinato alla rete. Prima della Battaglia controlli sui fornitori Il percorso legato alle arance parte già prima del Carnevale. Il Protocollo “Arance Frigie”, siglato tra Prefettura di Torino e Comune di Ivrea, stabilisce regole per la scelta dei produttori. Il sindaco Matteo Chiantore ha spiegato che ai fornitori vengono richiesti documenti precisi, tra cui Durc valido, visura camerale e rispetto delle norme sulla sicurezza. Nel controllo della documentazione collaborano anche Libera Piemonte e la fondazione Benvenuti in Italia. In presenza di irregolarità, le squadre degli Aranceri devono rivolgersi a un altro produttore. Tre date per ritirare il compost Società Canavesana Servizi ha recuperato quasi 725. 000 arance dall’edizione 2026. Territorio e Risorse, società del Gruppo Iren con sede a Santhià, ha messo a disposizione circa 10 metri cubi di compost per la distribuzione. Il ritiro gratuito è previsto venerdì 12 giugno al mercato di Ivrea, sabato 4 luglio durante San Savino e dal 16 al 18 ottobre alle Giornate FAI d’Autunno al Castello e Parco di Masino. Ai cittadini saranno consegnati sacchetti in carta e istruzioni per l’uso. - Published: 2026-06-10 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/sport/corsa-dellaurora-destate-iscrizioni-aperte-per-la-5-km-solidale.html - Categorie: Sport La Corsa dell’Aurora d’Estate entra nel calendario degli appuntamenti sportivi torinesi con una prima edizione fissata per domenica 21 giugno. L’iniziativa, promossa da GOfit con il supporto della Città di Torino e della Circoscrizione 7, porterà nel quartiere Aurora una mattinata dedicata alla corsa, alla partecipazione collettiva e alla raccolta fondi. Una gara pensata per aiutare scuole e ricerca L’evento avrà una forte componente solidale. Le quote di iscrizione saranno destinate a due ambiti precisi: da una parte la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – IRCCS di Candiolo, dall’altra le scuole statali di Regio Parco e Torino II. La corsa, quindi, non sarà soltanto un appuntamento sportivo, ma anche un modo per sostenere progetti legati alla salute e all’educazione. Nel corso della presentazione, l’assessore allo Sport Domenico Carretta ha evidenziato il valore dello sport come strumento capace di rafforzare i legami sociali e accompagnare la crescita dei quartieri. Luca Deri, presidente della Circoscrizione 7, ha richiamato invece il percorso di trasformazione di Borgo Rossini e l’attenzione verso le scuole della zona. Cinque chilometri tra i punti noti di Aurora Il percorso misurerà 5 chilometri e sarà accessibile a partecipanti con preparazioni diverse, da chi corre abitualmente a chi vuole affrontare una prova senza spirito competitivo. La partenza è prevista alle 9. 30 dal centro GOfit Mercato dei Fiori, in via Perugia 29. Prima del via, alle 8. 45, gli istruttori GOfit guideranno un riscaldamento collettivo. Il tracciato toccherà luoghi riconoscibili del quartiere, tra cui i Giardini Lavazza, il polo BasicNet, l’Arsenale della Pace, il lungo Dora e l’area universitaria, per poi rientrare al punto di partenza. Sport all’aperto dopo l’arrivo Dopo la corsa, il programma proseguirà con attività gratuite negli spazi vicini al centro sportivo. Saranno coinvolti cittadini, famiglie e bambini, con l’idea di trasformare l’area in un luogo di incontro. Javier Urbano, Country Manager GOfit Italia, ha indicato l’obiettivo di rendere la manifestazione un appuntamento stabile per Torino. - Published: 2026-06-10 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/collegno-nuovo-regolamento-dehors-cosa-cambia-per-bar-ristoranti-e-cittadini.html - Categorie: Lavoro Collegno interviene sulla gestione degli spazi all’aperto legati a bar, ristoranti e attività alimentari con consumo sul posto. Il Consiglio Comunale ha dato il via libera al nuovo Regolamento dei dehors, pensato per definire con maggiore precisione come potranno essere occupati il suolo pubblico e le aree private accessibili alla collettività. Nuove regole per rendere più ordinati gli spazi Il provvedimento nasce con l’intento di superare una gestione frammentata delle strutture esterne e di fissare criteri più leggibili per esercenti e cittadini. Al centro ci sono sicurezza, decoro urbano e uso equilibrato degli spazi condivisi. Il testo è arrivato dopo un confronto tra l’amministrazione comunale e le attività del territorio. Il sindaco Matteo Cavallone ha collegato il regolamento alla necessità di trovare un equilibrio tra lavoro delle imprese e protezione dell’ambiente urbano. L’assessora Giovanna Scarlata ha evidenziato l’utilità di un quadro più stabile per gli operatori, mentre Gianluca Treccarichi, assessore alla Qualità della vita, ha posto l’attenzione sulla vivibilità e sulla sicurezza delle aree comuni. Due tipi di dehors e autorizzazioni diverse Il nuovo impianto normativo separa i dehors stagionali da quelli continuativi. Nel primo caso, l’installazione potrà durare fino a 270 giorni all’anno. Nel secondo, l’autorizzazione potrà arrivare a cinque anni, a condizione che la struttura venga usata con continuità. Il regolamento indica anche quali elementi potranno comporre gli spazi esterni. Tra questi rientrano sedie, tavoli, pedane, ombrelloni, paraventi, tende, pergole, gazebo e coperture. Per ciascuna soluzione vengono previsti parametri legati a misure, materiali e requisiti di sicurezza. Prescrizioni dedicate a Viale XXIV Maggio Una disciplina specifica riguarda Viale XXIV Maggio, dove gli alberi presenti richiedono maggiori cautele. In linea generale, salvo valutazioni diverse dell’Ufficio Tecnico, dovranno restare liberi almeno 1,50 metri davanti all’esercizio e un metro dai tronchi. Sempre lungo il viale, i paraventi dovranno essere trasparenti, le parti metalliche dovranno restare sui toni del grigio e le coperture seguiranno una tinta uniforme scelta dalla Giunta. Le informazioni complete saranno pubblicate sul sito del Comune di Collegno dopo l’entrata in vigore del regolamento. - Published: 2026-06-10 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festival-di-porta-palazzo-tre-giorni-di-eventi-tra-cibo-musica-e-cultura.html - Categorie: Eventi Porta Palazzo torna al centro della vita cittadina con un festival pensato per raccontare il mercato come spazio sociale, culturale e popolare. Dal 10 al 12 giugno, l’area torinese ospiterà tre giornate tra sapori, musica, arte e cinema, con un programma che mette in primo piano la storia del quartiere e la presenza di comunità diverse. L’iniziativa guarda al mercato come a un luogo vivo, dove il commercio quotidiano si intreccia con relazioni, memoria urbana e nuove forme di partecipazione. Porta Palazzo riparte dalla cena delle comunità Il primo momento del festival è previsto mercoledì 10 giugno, alle 20. 30, nella Tettoia dei Contadini. La serata sarà dedicata alla Cena delle Comunità di Porta Palazzo, con un menu costruito attorno a tradizioni gastronomiche differenti. A curarlo saranno CuochiVolanti e Chef Kumalé, chiamati a trasformare il cibo in un racconto del quartiere. L’appuntamento nasce per dare spazio alle identità che ogni giorno attraversano il mercato e ne definiscono il carattere multiculturale. Il mercato cambia volto dopo gli interventi Pnrr Il festival si inserisce in un percorso più ampio di rilancio dell’area. L’assessore al Commercio Paolo Chiavarino ha spiegato che la manifestazione fa parte delle azioni dedicate alla valorizzazione di Porta Palazzo e del suo mercato. Negli ultimi anni la zona è stata interessata da lavori di riqualificazione per 2,5 milioni di euro, finanziati con fondi Pnrr. Gli interventi hanno riguardato soprattutto gli spazi destinati ai produttori agricoli, ai casalinghi e all’ortofrutta, con l’obiettivo di rendere il mercato più ordinato, accessibile e facile da vivere. Dj set, Michelangelo Pistoletto e cinema Giovedì 11 giugno, dalle 19. 30 alle 22. 30, il programma proseguirà con un aperitivo accompagnato dal dj set dei resident del Kappa FuturFestival. Venerdì 12 giugno, alle 18, Michelangelo Pistoletto presenterà l’opera Amare le differenze in dialogo con esponenti della cultura torinese. Seguirà un cocktail per i 110 anni dell’Antica Tettoia dell’Orologio. Alle 20. 30, la proiezione del docufilm Il luogo delle fragole di Maite Vitoria Daneris chiuderà il festival con uno sguardo sulle persone che vivono Porta Palazzo ogni giorno. - Published: 2026-06-10 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-oltre-600-studenti-ridisegnano-la-citta-concluso-con-successo-il-progetto-piccolo-urbanista-2-0.html - Categorie: News A Torino si è chiusa l’edizione di “Piccolo Urbanista 2. 0”, percorso educativo che ha portato 613 alunni di Torino e Collegno a ragionare sul modo in cui vivono scuole, strade, piazze e quartieri. L’iniziativa ha trasformato bambini e ragazzi in osservatori della città, chiamati a leggere i luoghi di ogni giorno e a immaginare soluzioni più attente alle persone, all’ambiente e alla vita comune. La premiazione all’Educatorio La giornata finale si è tenuta negli spazi dell’Educatorio, dove tutte le classi partecipanti hanno ricevuto buoni didattici. Il progetto è stato promosso da MOBA, insieme alla Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS e ad ADN Associazione Diritti Negati, con il sostegno della Regione Piemonte e il patrocinio della Città di Torino. Un premio speciale è stato destinato alle classi dell’I. C. Ezio Bosso, plesso Modigliani, e dell’I. C. Pertini, plesso Duca degli Abruzzi. La scelta ha tenuto conto della qualità delle idee, della continuità nel lavoro svolto e della partecipazione dimostrata dagli alunni durante il percorso. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Piero Abbruzzese, presidente di MOBA, e Paola Casacci, direttrice della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS. Dalla scuola al quartiere Il percorso ha coinvolto 14 scuole e 31 classi, tra quarte e quinte della primaria e prime e seconde della secondaria di primo grado. Gli alunni hanno lavorato su sei aree legate alla consapevolezza urbana, alternando attività in aula, camminate di osservazione e progettazione del proprio “quartiere dei sogni”. Tra i temi affrontati sono emersi accessibilità, alimentazione, economia circolare, benessere psicofisico, educazione finanziaria, socialità e superamento delle barriere architettoniche. La piattaforma piccolourbanista. org ha accompagnato il lavoro con videolezioni, schede operative e materiali didattici realizzati con diversi partner. L’intelligenza artificiale entra nel progetto Una parte centrale dell’iniziativa ha riguardato l’uso dell’intelligenza artificiale. Gli studenti hanno dialogato con l’avatar digitale “Piccolo Urbanista” e hanno sperimentato il prompting per dare forma visiva alle proprie idee, tra immagini, video e progetti di riqualificazione. Dalle classi sono arrivati orti urbani, biblioteche diffuse, aree relax, murales condivisi, percorsi verdi e ciclabili, giardini della biodiversità e spazi scolastici più accessibili. Le frasi raccolte durante il lavoro hanno restituito una visione molto chiara: per i ragazzi, la scuola può diventare un luogo da cui prendere energia e chi progetta una città deve pensare oltre il proprio spazio quotidiano. - Published: 2026-06-09 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/bus-gtt-a-torino-flotta-piu-green-e-controlli-anti-evasione-quadruplicati.html - Categorie: News Per il trasporto pubblico torinese si avvicina una fase nuova. Dal 1° luglio, nella flotta urbana di GTT, i mezzi elettrici e quelli a metano saranno in numero maggiore rispetto agli autobus alimentati a gasolio. Il passaggio segna un aggiornamento concreto del servizio cittadino, con nuovi veicoli, investimenti sulle ricariche e un piano più ampio di verifiche contro l’evasione tariffaria. Il diesel perde centralità sulle linee di Torino Il ricambio dei mezzi prosegue con l’arrivo degli ultimi autobus elettrici acquistati attraverso i fondi PNRR. L’operazione rientra in un investimento complessivo da 170 milioni di euro e porta GTT a rafforzare in modo sensibile la parte più sostenibile della flotta. I bus elettrici passeranno dagli attuali 248 a 404. Accanto a questi ci saranno 166 veicoli a metano. L’amministratore delegato Guido Mulé ha indicato il 1° luglio come la data in cui, a Torino, i mezzi alternativi al gasolio diventeranno più numerosi di quelli diesel. Il deposito Gerbido diventa una base energetica Il rinnovo non riguarda soltanto gli autobus. Nel deposito Gerbido è entrato in funzione un impianto fotovoltaico da 570 kilowatt, pensato per alimentare ogni giorno 79 mezzi. A questo si aggiunge una cabina di accumulo da 4. 500 kilowatt, utile soprattutto nelle ore notturne, quando gli autobus restano fermi e possono essere riforniti. GTT segnala anche un dato sulla regolarità del servizio: viene coperto il 99% delle corse previste. Ogni giornata di esercizio vale circa 120. 000 chilometri percorsi e 600. 000 passeggeri serviti. Più verifiche sui biglietti a bordo L’altro fronte riguarda i controlli. L’azienda ha inserito 250 controllori con formule contrattuali diverse, per aumentare la presenza sui mezzi e ridurre il numero di passeggeri senza titolo di viaggio. Il confronto annuale mostra la portata del cambio: ad aprile 2025 gli accertamenti erano stati 200. 000, mentre ad aprile 2026 sono saliti oltre quota 850. 000. Per GTT il controllo dei biglietti diventa così parte di una strategia che punta anche a rafforzare la sicurezza sui mezzi pubblici. - Published: 2026-06-09 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/burro-piemonte-dop-avviata-la-procedura-per-il-riconoscimento.html - Categorie: Enogastronomia Il Burro Piemonte punta al riconoscimento Dop e il percorso amministrativo è stato avviato con il deposito dei documenti alla Regione Piemonte. Il nuovo Comitato promotore, nato il 3 giugno, apre così una fase decisiva per dare una tutela formale a un prodotto legato alla filiera lattiero-casearia regionale. L’obiettivo è rafforzare l’identità del burro prodotto sul territorio e creare un valore economico più stabile per aziende e allevatori. La Dop diventa un obiettivo concreto per il Piemonte La richiesta di riconoscimento arriva dopo la costituzione del Consorzio Burro del Piemonte, nato il 16 settembre 2025. Il progetto mira a fissare regole chiare sull’origine della materia prima e sulle tecniche di lavorazione, con una produzione basata su latte piemontese. Il legame con il territorio resta il punto centrale dell’iniziativa. La futura denominazione servirebbe a distinguere il prodotto da altre tipologie di burro presenti sul mercato, con un riferimento diretto alla provenienza del latte e alla tradizione casearia regionale. La lavorazione parte dalla panna ottenuta per centrifuga Il Burro Piemonte nasce dalla crema di latte vaccino prodotta in regione. La parte grassa viene separata da quella liquida attraverso la scrematura meccanica per centrifuga, una tecnica che consente di ottenere una crema dolce, senza fermentazioni spontanee. Da questa base deriva un burro con l’82% di materia grassa, colore compreso tra bianco e giallo paglierino, aroma delicato e consistenza regolare. Il metodo a freddo da panna di centrifuga viene indicato dal Consorzio come uno degli aspetti che definiscono maggiormente il profilo del prodotto. Pasticceria e allevamenti guardano al riconoscimento europeo Il burro piemontese trova già spazio nella pasticceria, in particolare nella preparazione di grandi lievitati come panettoni e colombe. La sua struttura lo rende adatto anche a sfoglie e prodotti da forno, dove servono morbidezza, gusto misurato e buona tenuta. Il percorso verso la Dop non riguarda soltanto la protezione del nome. Il Consorzio punta a generare nuove ricadute economiche per le imprese lattiero-casearie e per gli allevatori, con una remunerazione più adeguata del lavoro svolto. La denominazione europea diventerebbe quindi uno strumento per difendere una produzione specifica e, allo stesso tempo, per rafforzare una filiera che rappresenta una parte rilevante dell’agroalimentare piemontese. - Published: 2026-06-09 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/sacra-di-san-michele-a-giugno-arrivano-danza-verticale-musica-e-conferenze.html - Categorie: Eventi La Sacra di San Michele cambia passo nel mese di giugno e apre le porte a un programma che va oltre la visita tradizionale. L’abbazia di Sant’Ambrogio, tra i luoghi più riconoscibili del Piemonte, diventa il centro di una serie di appuntamenti pensati per unire cultura, spettacolo, musica e momenti di socialità. Il calendario punta a far vivere il complesso monumentale in orari diversi dal solito, con serate che sfruttano la forza scenografica del luogo e il panorama sulla Valle di Susa. Giugno porta nuovi appuntamenti alla Sacra Il monumento piemontese si prepara ad accogliere visitatori, residenti e turisti con iniziative distribuite nel corso del mese. Non si tratta soltanto di aprire gli spazi dell’abbazia, ma di proporre esperienze capaci di valorizzare la sua identità storica e spirituale. La Sacra diventa così un punto di incontro tra linguaggi diversi. La pietra, la montagna e il paesaggio entrano nel racconto degli eventi, che cercano di rendere il sito più accessibile anche a chi desidera una serata culturale fuori dagli schemi abituali. Il 20 giugno lo spettacolo sale sulle pareti Uno degli appuntamenti principali è fissato per il 20 giugno, quando le pareti dell’abbazia faranno da scenario a una performance di danza verticale. Gli artisti si muoveranno sospesi lungo la struttura, con un effetto visivo costruito sul rapporto tra corpo, architettura e altezza. La serata prevede anche musica dal vivo e una visita guidata in orario serale. Il pubblico potrà così attraversare il complesso in una cornice diversa da quella diurna, con un’atmosfera resa più intensa dalla luce del tramonto e dalla posizione del monumento. Tra Sindone, arpa celtica e aperitivi Il 21 giugno il programma prosegue con una conferenza sulla Sindone affidata a Pierangelo Battù. L’incontro toccherà aspetti storici, scientifici e spirituali legati al celebre telo conservato a Torino. Il 27 giugno spazio alla musica con una visita notturna seguita dal concerto del maestro Enrico Euron, direttore del coro della Sacra, protagonista con l’arpa celtica. Durante il mese resta anche l’appuntamento del venerdì con l’Aperitivo Divino al Bar Convivium, tra musica, gastronomia e vista sulla Valle di Susa. La Sacra conferma così il suo ruolo di luogo culturale, turistico e conviviale. - Published: 2026-06-09 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-estate-di-eventi-gratuiti-torna-il-festival-impatto-zero.html - Categorie: Eventi Torino prepara una nuova estate di eventi gratuiti con Impatto Zero 2026, rassegna culturale in programma dal 12 giugno al 26 settembre. Il progetto porta spettacoli, concerti, cinema, teatro e laboratori dentro spazi scolastici e quartieri, con l’idea di rendere la cultura più vicina alla vita quotidiana dei cittadini. Al centro ci sono i cortili, luoghi di passaggio che per alcuni mesi diventano punti di ritrovo, ascolto e partecipazione. I cortili scolastici cambiano ruolo per l’estate La rassegna è promossa dalla Fondazione Cantabile ETS e fa parte del programma comunale, con il patrocinio della Circoscrizione 7. Gli appuntamenti avranno come riferimenti principali due scuole torinesi. La prima è la Muratori, in via Manin 18, nel quartiere Vanchiglietta, sede di Arenamanintorino. La seconda è la De Amicis, in vicolo Grosso 3, a Valdocco, dove prenderà forma Musica alla Spina. La scelta di questi spazi dà al festival un taglio popolare e accessibile, lontano dall’idea di cultura chiusa in luoghi formali. Le prime serate aprono il calendario Il via è fissato per venerdì 12 giugno alla scuola De Amicis. Alle 21:30 il gruppo corale NOX di Torino inaugurerà Musica alla Spina con il concerto Rivoluzioni, dedicato ai cambiamenti della musica nel tempo. Sabato 13 giugno, sempre alle 21:30, il programma si sposterà alla scuola Muratori. Sul palco arriverà l’Orchestra Filarmonica Volpianese, diretta da Pietro Marchetti, con una proposta musicale pensata per un pubblico ampio. Nei mesi successivi ci sarà spazio per il cinema curato da Antiloco e per il teatro di Fools Teatro. Il festival guarda ai quartieri Impatto Zero 2026 ha una forte dimensione sociale. Accanto agli spettacoli sono previsti laboratori didattici nelle scuole di Aurora, Barriera di Milano e Vanchiglia, con diversi istituti comprensivi coinvolti. Il progetto nasce nei Patti Educativi di Comunità e mette in rete Città di Torino, ITER e Centro di Formazione Musicale. L’obiettivo è chiaro: usare la cultura come strumento di incontro, soprattutto nei territori dove servono nuove occasioni di relazione. - Published: 2026-06-09 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/pinerolo-inaugurata-la-nuova-biblioraga-nasce-il-polo-culturale-per-bambini-e-ragazzi.html - Categorie: Cultura Pinerolo amplia la propria offerta culturale per bambini e ragazzi con l’apertura della nuova BiblioRaga nel Parco di Villa Prever. La sezione 0-14 anni della Biblioteca Civica “Alliaudi” cambia sede e assume un ruolo più ampio, dentro un progetto pensato per lettura, attività educative e partecipazione delle famiglie. La biblioteca ragazzi lascia Corso Piave La vecchia sede di Corso Piave, attiva dagli anni Ottanta, non bastava più per seguire la crescita del servizio. Il trasferimento consente di passare da 130 a più di 313 metri quadrati, con ambienti rinnovati e più adatti alle diverse fasce d’età. L’investimento del Comune supera i 380. 000 euro: 300. 000 euro sono stati destinati alla ristrutturazione dello stabile, altri 80. 000 euro agli arredi. Il risultato è uno spazio più aperto, pensato per cambiare assetto in base alle attività. A Villa Prever nasce un percorso per tutte le età La nuova BiblioRaga è il primo passaggio del futuro polo culturale 0-19 anni. In una fase successiva, Villa Prever ospiterà anche la sezione dedicata agli adolescenti tra 15 e 19 anni, con un collegamento diretto al Museo Civico Didattico di Scienze Naturali Mario Strani. All’interno trovano posto aree per i bambini da 0 a 6 anni, con tappeti, fasciatoio, area allattamento e deposito passeggini. Per la fascia 6-10 anni sono previsti spazi flessibili, mentre i ragazzi tra 10 e 14 anni avranno zone per lettura, incontro e laboratori. Libri, natura e scienza al centro del progetto Il nuovo servizio nasce in un territorio con oltre 11. 500 studenti e quasi 4. 800 giovani tra 0 e 16 anni nel solo Comune di Pinerolo. Nel 2024 la biblioteca ragazzi ha superato i 10. 000 prestiti, dato che conferma un uso già consistente. Il parco aggiunge un valore ulteriore, con attività all’aperto e percorsi legati alla natura. L’identità esterna sarà completata dall’intervento artistico di Coco Cano, ispirato agli elementi naturali. L’intitolazione a Giustina Baroni richiama, infine, il valore della ricerca scientifica e il legame della studiosa con il territorio pinerolese. - Published: 2026-06-09 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-lavori-ireti-a-santa-rita-strade-chiuse-e-divieti-di-sosta.html - Categorie: News Nel quartiere Santa Rita si prepara una fase di lavori che modificherà la viabilità per alcune settimane. L’intervento riguarda il potenziamento della rete elettrica gestita da IRETI Energia e rientra nel progetto finanziato dal PNRR per il rafforzamento della linea MT Friuli. Il cantiere partirà mercoledì 10 giugno e toccherà soprattutto l’area tra via Romolo Gessi e corso Orbassano. Santa Rita si prepara a settimane di viabilità modificata La prima area interessata sarà via Romolo Gessi, nel tratto tra largo Tirreno e corso Orbassano. Dal 10 al 27 giugno la strada non sarà accessibile alle auto. La chiusura sarà totale e riguarderà l’intera carreggiata. Nello stesso periodo scatteranno altre limitazioni. Sarà vietata la sosta su entrambi i lati, con rimozione forzata dei veicoli lasciati nell’area del cantiere. Stop temporaneo anche alla pista ciclabile e al passaggio dei pedoni sul marciapiede ovest. La decisione di bloccare completamente la circolazione dipende dalla situazione del sottosuolo. In quel tratto sono presenti diversi sottoservizi, condizione che rende più delicata l’attività di scavo. Corso Orbassano avrà restringimenti e senso unico alternato Dal 24 giugno all’8 luglio il cantiere si sposterà su corso Orbassano, tra via Pomaro e via Romolo Gessi. Qui non è prevista una chiusura completa, ma la circolazione subirà comunque cambiamenti. La carreggiata sarà ridotta e il traffico procederà con senso unico alternato. La regolazione potrà essere affidata ai movieri oppure a un impianto semaforico temporaneo, in base alle esigenze operative. Per i pedoni sarà vietato il transito sul marciapiede nord. La presenza della segnaletica provvisoria sarà quindi decisiva per evitare errori di percorso, rallentamenti e manovre rischiose. Il ripristino finale arriverà dopo l’estate Una volta completati gli scavi e gli interventi sulla linea elettrica, resterà da sistemare in modo definitivo la pavimentazione delle strade coinvolte. Questa fase è prevista tra settembre e ottobre 2026. Per residenti, automobilisti e ciclisti si annunciano quindi settimane di attenzione. Le modifiche saranno temporanee, ma toccheranno una zona sensibile del quartiere. Il consiglio resta quello di controllare i percorsi alternativi prima degli spostamenti e rispettare i divieti presenti lungo le strade interessate. - Published: 2026-06-08 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/wizz-air-connessione-internet-in-aereo-su-tutta-la-flotta-dal-2027.html - Categorie: News Wizz Air prepara una novità destinata a modificare il modo in cui i passeggeri vivono il tempo a bordo. Dal 2027 la compagnia introdurrà la connessione satellitare Starlink sui propri aerei, con l’obiettivo di portare internet in volo anche nel settore ultra-low-cost. La rete promette accesso rapido, tempi di risposta ridotti e maggiore continuità durante il viaggio, pure ad alta quota. La rete satellitare entra nei voli low cost La scelta di Wizz Air segna un cambio di passo per il trasporto aereo economico. Per anni, una connessione stabile durante il volo è stata associata soprattutto a servizi premium o a compagnie con tariffe più alte. Ora la compagnia punta a spostare quel servizio su una fascia di mercato più accessibile. Il piano prevede l’introduzione della tecnologia Starlink sull’intera flotta, così da permettere a milioni di viaggiatori di restare online mentre si spostano da una destinazione all’altra. Secondo quanto comunicato, Wizz Air sarà la prima compagnia europea ultra-low-cost a portare questa soluzione su tutti i propri aeromobili. Dal 2027 il viaggio non sarà più offline L’avvio dell’installazione è previsto dal 2027. Da quel momento il volo potrà diventare un intervallo connesso, senza la sospensione totale di messaggi, posta elettronica e contatti personali. Il sistema punta su alta velocità, affidabilità e bassa latenza, caratteristiche che dovrebbero rendere l’esperienza più simile a quella di una normale navigazione da terra. La connessione sarà disponibile anche oltre i 9. 000 metri, un dato rilevante per chi usa il tempo in aereo per lavoro, comunicazioni familiari o semplice intrattenimento digitale. Wizz Air vuole rendere il volo più continuo La novità interessa in particolare gli aeromobili di nuova generazione, che saranno dotati della tecnologia satellitare. L’obiettivo è offrire un servizio omogeneo sulle diverse rotte, senza differenze marcate tra le destinazioni servite. Per i passeggeri, il cambiamento sarà concreto: il tempo trascorso a bordo non coinciderà più con una pausa forzata dalla rete. Wizz Air punta così a rendere il volo meno isolato e più vicino alle abitudini digitali quotidiane, con una connessione pensata per accompagnare l’intero viaggio. - Published: 2026-06-08 - Modified: 2026-06-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/giornate-mondiali-e-didattica-come-le-lezioni-legate-a-eventi-globali-migliorano-lapprendimento.html - Categorie: News Milano, 5 giugno 2026 - In occasione dell’Ocean World Day (8 giugno), la piattaforma edtech Novakid lancia un ciclo di lezioni dedicate al mondo degli oceani trasformando temi come biodiversità marina, tutela ambientale ed ecosistemi oceanici in strumenti educativi per insegnare l’inglese ai bambini. L’iniziativa fa parte del progetto “World Days”, il format sviluppato da Novakid che collega l’apprendimento linguistico a ricorrenze internazionali, temi scientifici e fenomeni globali. “Le lezioni tematiche - spiega il team educativo - aumentano fino al 14% la fidelizzazione degli studenti. Collegare l’apprendimento a temi reali migliora coinvolgimento e continuità nello studio” Un approccio che, secondo i dati raccolti internamente dalla piattaforma, produce effetti concreti non solo sull’interesse degli studenti, ma anche sulla loro continuità nel percorso educativo. «Le Giornate Mondiali possono trasformarsi in uno strumento efficace anche per migliorare l’apprendimento» - spiega Adrienne Landry, metodologa e responsabile dei programmi di Novakid - «A confermarlo sono i dati raccolti dal nostro Team contenuti che ha analizzato l’impatto delle lezioni tematiche dedicate a ricorrenze globali come Chocolate Day, Teachers’ Day e Penguins Day». Le analisi, infatti, mostrano che le lezioni costruite attorno alle Giornate Mondiali aumentano la soddisfazione degli studenti del 3-4%, con punteggi passati da 4,6 a 4,75 nel gruppo monitorato. Ancora più rilevante il dato relativo alla retention: la fidelizzazione degli studenti può crescere fino al 14%, mentre i bambini che partecipano alle lezioni tematiche mostrano mediamente una permanenza del 5% superiore rispetto a chi sceglie di non seguirle. Secondo Adrienne Landry, a capo del team educativo di Novakid, il risultato è legato a un principio preciso: i bambini apprendono più facilmente quando i contenuti sono inseriti in un contesto emotivamente coinvolgente e percepito come reale. «La partecipazione emotiva è uno degli elementi chiave dell’apprendimento linguistico nei più piccoli. Collegare le lezioni a temi globali, ambientali o culturali aiuta i bambini a sentirsi parte di qualcosa di concreto, aumentando attenzione, motivazione e continuità nello studio». Invece di affrontare la lingua come una sequenza astratta di regole grammaticali ed esercizi ripetitivi, gli studenti vengono immersi in storie, temi e situazioni che attivano curiosità, partecipazione e conversazione spontanea. «Quando un bambino parla di animali marini, oceani o sostenibilità, non sta semplicemente memorizzando nuove parole: sta utilizzando la lingua per esplorare un argomento che considera interessante», prosegue l’esperta. «Questo meccanismo aumenta il coinvolgimento cognitivo ed emotivo e rende l’apprendimento più naturale. Le Giornate Mondiali funzionano perché trasformano la lezione in un’esperienza concreta, in cui l’inglese diventa uno strumento per comprendere il mondo». Il nuovo percorso dedicato agli oceani sarà articolato in base all’età e al livello linguistico degli studenti. I bambini più grandi e con una maggiore padronanza dell’inglese approfondiranno temi come protezione degli ecosistemi marini, biodiversità e biologia oceanica; per i più piccoli, invece, le lezioni introdurranno lessico e attività legati al mondo del mare attraverso giochi, immagini e contenuti interattivi. L’esperienza sarà estesa anche all’interfaccia della piattaforma digitale, che verrà personalizzata con elementi grafici dedicati alla Giornata Mondiale degli Oceani; inoltre il Tutor AI, che solitamente è rappresentato dal personaggio Pandy (un piccolo panda), per l’occasione si trasformerà temporaneamente nella balenottera “StarWhale”. Gli studenti che completeranno il percorso potranno inoltre ottenere badge esclusivi e personalizzare il proprio avatar con contenuti a tema. Tra tutte le iniziative precedentemente realizzate da Novakid, attualmente il “Penguin Day” è stato quello che ha registrato il livello di soddisfazione più elevato, non solo tra gli studenti, ma anche tra gli insegnanti della piattaforma. Il 90,7% dei docenti, infatti, ha valutato positivamente gli esiti delle lezioni, contro il 66,8% registrato durante il precedente Teachers’ Day. Un risultato che, secondo gli esperti della piattaforma, dimostra quanto i temi legati alla natura e agli animali riescano a stimolare attenzione e partecipazione nei bambini. Con il progetto “World Days”, Novakid punta così a consolidare un modello educativo sempre più immersivo, nel quale l’apprendimento linguistico si intreccia con esperienze, temi globali e coinvolgimento emotivo, trasformando l’inglese da semplice materia scolastica a strumento di scoperta e partecipazione. Novakid è una piattaforma globale per l’apprendimento dell’inglese dedicata ai più giovani, con sede negli Stati Uniti e headquarter a Londra. La società ha raccolto 41,5 milioni di dollari e serve oltre 940. 000 famiglie in oltre 50 Paesi. L’offerta include lezioni individuali, workshop di gruppo, contenuti live e strumenti AI. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per personalizzare i percorsi e monitorare i progressi secondo gli standard CEFR. Secondo i dati aziendali: il 96% degli studenti migliora entro 6 mesi e il 75% registra progressi già nel primo mese. I numeri di Novakid: Piattaforma online n. 1 per bambini in Europa e Medio Oriente (età 4-12 anni) Oltre 100. 000 studenti attivi in più di 50 Paesi Più di 3. 700 insegnanti certificati Curriculum proprietario con un tasso di efficacia del 96% Oltre 100 milioni di dollari di ricavi annuali ricorrenti (ARR) https://www. novakidschool. com/it/ Ufficio stampa Italia Silvia Fissore – fissore. silvia@gmail. com | + 39 347 4449540 - Published: 2026-06-08 - Modified: 2026-06-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/meteo-piemonte-alta-pressione-e-temporali-intensi-le-previsioni-per-le-prossime-ore.html - Categorie: News Il Piemonte entra in una fase meteo variabile, con l’alta pressione presente sul Mediterraneo che non basta a garantire condizioni stabili per tutta la regione. Nelle prossime ore sono attesi annuvolamenti irregolari, schiarite e nuovi episodi temporaleschi, con fenomeni che potranno raggiungere anche le zone di pianura. La giornata parte con un quadro termico in linea con il periodo, segnato da un caldo diurno senza eccessi. Il rischio principale riguarda la seconda parte del giorno, quando l’instabilità tenderà ad aumentare soprattutto sui settori alpini e poi su alcune aree pianeggianti. L’alta pressione non blocca l’instabilità Il quadro indicato dal meteorologo Andrea Vuolo vede il Piemonte parzialmente protetto da un campo di alta pressione rafforzato sul Mediterraneo. Questa presenza, però, convive con correnti occidentali umide in quota, di origine atlantica, collegate a una perturbazione attiva sull’Europa centrale. Da questa combinazione nasce una situazione dinamica, con cieli spesso variabili. Le schiarite potranno alternarsi a passaggi nuvolosi, in un contesto favorevole alla formazione di temporali nelle ore più calde. Temporali verso pianure e zone a Nord del Po L’instabilità dovrebbe farsi più evidente tra il pomeriggio e la sera di lunedì, con effetti ancora possibili nella giornata di martedì. I rovesci potranno assumere intensità localmente forte e spingersi dalle aree montane verso le pianure piemontesi. Le zone più esposte risultano quelle a Nord del Po, con particolare attenzione al settore compreso tra Canavese e Verbano. In queste aree i temporali potranno risultare più organizzati rispetto ad altri settori della regione. Temperature nella media e caldo moderato Sul fronte termico non sono attesi valori fuori scala. Le massime resteranno vicine alle medie stagionali, con un clima diurno moderatamente caldo. Su pianure e colline, nel corso del pomeriggio, le temperature dovrebbero oscillare tra 26 e 30 ºC. Il tempo, quindi, resterà segnato da un equilibrio instabile: caldo contenuto, schiarite a tratti e temporali pronti a svilupparsi nelle ore più favorevoli. - Published: 2026-06-08 - Modified: 2026-06-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-lezione-da-record-con-roberto-bolle-duemila-giovani-ballerini-in-piazza.html - Categorie: Eventi Piazza San Carlo ha assunto per alcune ore un volto diverso dal solito. Nel cuore di Torino, la danza classica è uscita dagli spazi teatrali e ha occupato uno dei luoghi simbolo della città con Ballo in Bianco, l’appuntamento ideato da Roberto Bolle e arrivato nell’edizione 2026 con numeri molto alti. La lezione collettiva ha portato in piazza 2. 000 allievi, scelti tra una domanda molto più ampia, con richieste superiori a 3. 000 adesioni. Un dato che racconta il richiamo dell’iniziativa e la forte attesa attorno a una giornata pensata per unire formazione, spettacolo e passione. Piazza San Carlo diventa una classe all’aperto La mattinata è partita presto, con giovani danzatrici e danzatori arrivati da diverse zone d’Italia. L’età dei partecipanti andava dai 10 ai 30 anni e il colpo d’occhio è stato dato dal dress code in total white, richiesto per l’evento. Le sbarre sistemate nella piazza hanno trasformato il “salotto” torinese in una grande aula a cielo aperto. Davanti al pubblico, gli allievi hanno seguito una lezione costruita per valorizzare tecnica, precisione e disciplina, senza perdere il carattere corale della manifestazione. Roberto Bolle guida i giovani con Nicoletta Manni Al centro dell’appuntamento c’era Roberto Bolle, affiancato da Nicoletta Manni, étoile del Teatro alla Scala. La coppia ha guidato esercizi e sequenze pensate per coinvolgere tutti i partecipanti, con la piazza usata come spazio scenico aperto alla città. Bolle, alla vigilia dell’evento, aveva spiegato che Ballo in Bianco nasce per celebrare la danza, la passione comune e il lavoro quotidiano che sostiene ogni esibizione. Un messaggio legato ai valori della costanza, dell’impegno e della preparazione. Le richieste superano i posti disponibili L’affluenza ha richiesto una selezione, perché le domande erano superiori alla capienza gestibile. Le adesioni oltre quota 3. 000 non hanno permesso di accogliere tutti, per ragioni organizzative e di sicurezza. Realizzato con AssoDanza Italia, l’evento ha rafforzato il rapporto tra Torino e la grande danza. Piazza San Carlo, per una mattinata, è diventata il punto d’incontro tra scuole, insegnanti, giovani talenti e pubblico. - Published: 2026-06-08 - Modified: 2026-06-08 - URL: https://www.torinofree.it/economia/affitti-in-piemonte-i-canoni-corrono-piu-degli-stipendi-e-cresce-lallarme.html - Categorie: Economia Il caro affitti entra tra i fattori che possono frenare la crescita del Piemonte. Il tema non riguarda più soltanto chi cerca casa, ma coinvolge anche imprese, studenti e lavoratori. A porre la questione è Cna Piemonte, che segnala un divario sempre più evidente tra l’aumento dei canoni e l’andamento degli stipendi. Quando l’affitto incide sulle scelte di lavoro Il costo dell’abitare pesa in modo crescente sui bilanci familiari e personali. L’analisi richiamata da Cna prende in esame i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e le retribuzioni nette tra il 2019 e il 2025. Il quadro mostra una distanza sempre più ampia: gli affitti sono andati avanti più dei salari. Questa dinamica può rendere meno conveniente accettare un impiego lontano da casa, trasferirsi per motivi professionali o restare nei centri dove si studia. Il problema tocca soprattutto i territori più attrattivi, ma inizia a farsi sentire anche in aree considerate in passato più accessibili. Torino resta il mercato più costoso della regione Nel confronto piemontese, Torino resta la provincia con i canoni medi più alti: 11,36 euro al metro quadrato al mese. Subito dopo si collocano Verbano-Cusio-Ossola e Novara. Le altre province presentano valori più bassi, pur dentro una tendenza di crescita. La preoccupazione riguarda la velocità dei rincari. Nell’ultimo anno gli aumenti più forti sono stati registrati a Vercelli, Alessandria e nel Vco, mentre il capoluogo continua a mostrare un andamento stabile al rialzo. Cna collega casa, imprese e sviluppo locale Per Cna Piemonte, il nodo abitativo è ormai parte della politica economica. Il presidente regionale Giovanni Genovesio evidenzia che affitti troppo alti riducono la capacità dei territori di attrarre giovani e lavoratori necessari alle aziende. Il segretario regionale Delio Zanzottera richiama le difficoltà delle imprese nel reperire tecnici e profili qualificati nelle aree produttive, dal Cuneese all’Alessandrino, fino a Novarese e Astigiano. Da qui la richiesta di misure abitative strutturali, da affiancare alle strategie industriali. - Published: 2026-06-08 - Modified: 2026-06-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/mito-settembremusica-2026-oltre-60-appuntamenti-tra-torino-e-milano.html - Categorie: Eventi MITO SettembreMusica arriva alla sua ventesima edizione e prepara un cartellone costruito tra Torino e Milano. L’appuntamento è fissato dal 6 al 20 settembre 2026, con oltre 60 eventi e una nuova guida artistica: Speranza Scappucci, al debutto alla direzione del festival. Il tema scelto, Harmonia, diventa la traccia principale di un programma che attraversa repertori, epoche e forme musicali diverse. Harmonia dà forma al programma tra Torino e Milano La parola Harmonia non viene usata come semplice richiamo estetico. Nel progetto del 2026 indica un rapporto tra differenze, tensioni e ascolto. Per Scappucci, l’armonia non cancella i contrasti, ma permette di trasformarli in relazione. Il festival conferma così la sua doppia anima cittadina. Torino e Milano restano i due poli di una manifestazione nata come ponte culturale stabile, con appuntamenti condivisi e spazi aperti a pubblici diversi. La ricorrenza dei vent’anni diventa quindi un passaggio simbolico per un progetto che ha portato la musica in teatri, chiese e luoghi urbani meno convenzionali. Il War Requiem apre il festival alla Scala L’inaugurazione è prevista domenica 6 settembre al Teatro alla Scala di Milano con il War Requiem di Benjamin Britten. Sul palco ci saranno l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il Coro del Teatro Regio di Torino e un cast internazionale diretto da Simone Young. Il giorno dopo, lo stesso programma sarà eseguito all’Auditorium Rai di Torino. La scelta dell’opera di Britten richiama il tema dell’edizione, poiché il War Requiem nacque in relazione alla ricostruzione della cattedrale di Coventry dopo la Seconda guerra mondiale. Anniversari, nuove opere e progetti per famiglie Il cartellone guarda a diverse ricorrenze: 50 anni da quando è scomparso Britten, i cento anni di Hans Werner Henze e il percorso verso il bicentenario di Beethoven, atteso nel 2027. Tra le nuove commissioni spicca Kaos di Paola Prestini, ispirato a Pirandello e affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Mariotti. Accanto alle grandi pagine sinfoniche trovano spazio barocco, elettronica, musica contemporanea, giovani formazioni e spettacoli per bambini e famiglie. - Published: 2026-06-08 - Modified: 2026-06-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-a-torino-motociclista-perde-la-vita-al-traforo-del-pino.html - Categorie: News Domenica mattina segnata da un grave incidente stradale a Torino, lungo strada Traforo del Pino. Lo scontro, avvenuto nella zona di Villa Sassi, ha coinvolto un’automobile e una motocicletta. Per il motociclista, dopo il violento impatto, non c’è stato nulla da fare. Lo scontro vicino a Villa Sassi scuote la domenica torinese L’incidente si è verificato alle 10. 30 nella giornata di domenica 7 giugno, in un tratto della strada Traforo del Pino, a Torino. La dinamica esatta resta al centro degli accertamenti, ma l’impatto tra l’auto e la moto è apparso subito molto serio. La violenza dello scontro ha reso necessario l’arrivo immediato dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Azienda Zero, che hanno tentato di salvare il motociclista coinvolto nel sinistro. Il personale sanitario ha avviato le manovre di rianimazione direttamente sul posto. Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile. Il decesso del motociclista è stato constatato nell’area dell’incidente, senza possibilità di trasferimento in ospedale. L’episodio ha creato forte tensione anche per il conducente dell’automobile, rimasto coinvolto nello schianto. L’uomo è stato assistito dai soccorritori, poiché appariva sotto choc per quanto accaduto. Dopo le prime verifiche, non ha richiesto il trasporto in ospedale. Rilievi in corso per chiarire la dinamica dello schianto Oltre ai sanitari, sul posto sono arrivate anche le forze dell’ordine, incaricate di effettuare i rilievi. Gli accertamenti serviranno a ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e a chiarire eventuali responsabilità legate allo scontro. - Published: 2026-06-07 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-ceres-la-ferrovia-storica-candidata-tra-i-luoghi-del-cuore-fai.html - Categorie: News La Torino-Ceres entra nel percorso dei Luoghi del Cuore FAI 2026 con una candidatura che riporta l’attenzione su una delle linee ferroviarie più significative del Piemonte. L’iniziativa, sostenuta dall’Osservatorio sulla Torino-Ceres, punta a dare nuovo valore a un tracciato che ha accompagnato per decenni la vita delle comunità tra Torino e le Valli di Lanzo. La ferrovia torna al centro del racconto piemontese La candidatura al censimento del Fondo Ambiente Italiano, promosso con Intesa Sanpaolo, non riguarda soltanto una linea usata dai pendolari. La Torino-Ceres viene presentata come un bene storico, tecnico e paesaggistico, legato allo sviluppo del territorio e alla memoria di più generazioni. Il tracciato, nato alla fine dell’Ottocento, conserva un ruolo particolare nella storia della mobilità piemontese. Le sue stazioni, il rapporto con le vallate e la funzione di collegamento con Torino ne fanno un’infrastruttura ancora riconoscibile, capace di parlare sia al presente sia al passato. Il peso degli esperimenti e delle scelte tecniche Uno degli episodi più rilevanti risale al 1884, quando Galileo Ferraris utilizzò la linea per sperimentare la trasmissione dell’energia a distanza, con l’illuminazione della stazione di Lanzo. Un passaggio che lega la ferrovia alla ricerca scientifica e alla storia dell’elettricità. Nel 1920 arrivò poi una svolta tecnica: la Torino-Ceres fu la prima ferrovia italiana, e tra le prime al mondo, elettrificata in corrente continua ad alta tensione. A completare il valore del percorso ci sono il ponte di Ceres in cemento armato e le stazioni in stile liberty e alpino. Il voto FAI può aprire una nuova fase Dal 2024 la linea è collegata alla rete Rfi ed è inserita nel Servizio Ferroviario Metropolitano. Questo passaggio rafforza la funzione quotidiana della ferrovia, ma lascia spazio anche a un possibile rilancio culturale e turistico. La sfida del FAI chiama ora i cittadini al voto. Per la Torino-Ceres, il riconoscimento rappresenterebbe un’occasione per proteggere un patrimonio storico ancora vivo. - Published: 2026-06-07 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/economia/benzina-e-gasolio-prorogato-il-taglio-delle-accise-sconti-fino-al-3-luglio.html - Categorie: Economia Il taglio delle accise sui carburanti resta in vigore ancora per alcune settimane. La misura, confermata fino al 3 luglio, riguarda benzina e gasolio e serve a mantenere un alleggerimento fiscale sui rifornimenti. La decisione è stata formalizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Governo allunga lo sconto La proroga evita la fine immediata degli aiuti applicati nelle ultime settimane. Per chi utilizza l’auto ogni giorno, il vantaggio permette di ridurre almeno in parte l’effetto dei prezzi energetici ancora soggetti a oscillazioni. Il provvedimento garantisce continuità agli sconti già presenti nei distributori. L’intervento si inserisce in una fase nella quale il costo dei carburanti resta un tema sensibile per famiglie, lavoratori e imprese, soprattutto per chi affronta spostamenti frequenti o usa mezzi aziendali. Benzina senza variazioni, diesel con taglio ridotto Per la benzina il quadro non cambia. La riduzione delle accise rimane pari a 5 centesimi al litro, lo stesso livello già applicato nel periodo precedente. Diverso il caso del gasolio, dove il beneficio viene ridimensionato. Lo sconto passa da 10 centesimi a 5 centesimi al litro. Con l’effetto dell’Iva, il vantaggio complessivo arriva a circa 6,1 centesimi. Per gli automobilisti con veicoli diesel e per diverse categorie professionali, il risparmio sarà quindi più basso rispetto alle settimane passate. Le risorse arrivano dall’Iva di maggio La copertura economica della proroga sarà garantita dall’extra gettito Iva registrato nel mese di maggio. Le risorse indicate ammontano a circa 149,4 milioni di euro, legate all’aumento delle entrate fiscali generate dai versamenti dell’imposta tra il 1° e il 31 maggio 2026. In questo modo il Governo finanzia la misura senza ricorrere a nuovi stanziamenti, mantenendo attivo lo sconto fino alla scadenza fissata. - Published: 2026-06-07 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/castello-di-moncalieri-un-mese-di-eventi-tra-poesia-storia-e-spettacoli.html - Categorie: Eventi - Tag: Moncalieri Il mese di giugno porta al Castello di Moncalieri un calendario fitto di iniziative, tra esposizioni, appuntamenti per famiglie, percorsi teatralizzati e musica dal vivo. La residenza sabauda propone attività diverse per età e interessi, con un programma che lega patrimonio storico, creatività e tradizione locale. La mostra su Dickinson chiude il suo percorso Fino al 14 giugno resta aperta la mostra “Fammi un quadro del sole”, dedicata a Emily Dickinson a 140 anni dalla morte. Il progetto nasce con la collaborazione dell’Università di Torino e mette in relazione poesia, immagini, teatro e suono dentro gli ambienti del Castello. Le opere sono firmate da Matilde Domestico e Floriana Porta, artiste torinesi che interpretano la scrittura di Dickinson con approcci diversi. Domestico utilizza metallo e porcellana, trasformando parole e materia in segni visivi. Porta affida agli acquerelli un lavoro intimo, fatto di lettere, frammenti poetici e tonalità blu. Una caccia al tesoro per i più piccoli Sabato 13 giugno alle 16. 15 il Castello ospita l’attività “Tracce dal mondo antico”, inserita nelle Giornate Europee dell’Archeologia. L’iniziativa è pensata per i più piccoli e si svolge negli appartamenti delle principesse Maria Clotilde e Maria Letizia. I partecipanti saranno accompagnati alla ricerca di simboli, animali, decorazioni e dettagli nascosti nelle sale. Dopo il percorso, il laboratorio artistico permetterà ai bambini di rielaborare gli elementi osservati. La quota è di 3 euro per bambino, oltre al biglietto d’ingresso. L’accesso resta gratuito sotto i sei anni. Visite sui dolci piemontesi e concerto finale Domenica 14 giugno, il Gruppo storico della Fenice proporrà visite animate dedicate ai dolci piemontesi, con racconti su origini e tradizioni e figuranti in costume. Domenica 21 giugno alle 11 spazio alla musica con “Home Sweet Home”, concerto per la Festa della Musica e il solstizio d’estate. Sul palco il coro Vet&Fan e le Voci dei Mareschi, con l’Associazione Musicaviva. Prenotazione online tramite il circuito della Venaria Reale. Informazioni al numero 011 4992333. - Published: 2026-06-07 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/roberto-bolle-a-torino-il-ballo-in-bianco-porta-la-danza-in-piazza-san-carlo.html - Categorie: Eventi A Torino cresce l’attesa per il Ballo in Bianco, in programma domenica 7 giugno in Piazza San Carlo. L’appuntamento porterà nel centro cittadino un grande gruppo di giovani allievi di danza, riuniti per una lezione collettiva alla sbarra sotto la guida di Roberto Bolle. Il tratto distintivo sarà il total white, scelto come codice visivo unico per tutti i partecipanti. Piazza San Carlo si prepara alla danza Per alcune ore, uno dei luoghi simbolo di Torino assumerà l’aspetto di una scuola di danza all’aperto. Il Ballo in Bianco arriva per la prima volta in città e punta a dare alla danza classica una dimensione ampia, accessibile e fortemente scenografica. Gli allievi iscritti arriveranno da diverse scuole italiane e prenderanno parte a una lezione pensata come momento corale. Al centro ci sarà Roberto Bolle, chiamato a condurre l’iniziativa e a trasformare la piazza in un grande spazio dedicato alla formazione e allo spettacolo. Il legame di Roberto Bolle con Torino La scelta del capoluogo piemontese ha anche un valore personale per l’Étoile. Bolle, nato e cresciuto nel Monferrato, ha costruito negli anni un rapporto solido con Torino, città dove ha danzato più volte al Teatro Regio. Nel suo percorso resta centrale anche la partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali del 2006, uno dei momenti che hanno rafforzato il legame tra l’artista e il territorio piemontese. Dopo Milano, Torino diventa quindi una tappa naturale per questo progetto. Accessi regolati e speciale in televisione L’evento è prodotto dalla Fondazione Roberto Bolle con AssoDanza. Per ragioni organizzative e di sicurezza, Piazza San Carlo avrà un’area delimitata. L’ingresso sarà riservato agli allievi registrati, ai genitori e agli accompagnatori autorizzati. Chi resterà fuori dalla piazza potrà seguire il racconto dell’evento su Rai 1, con uno speciale previsto per domenica 14 giugno. Nel programma sono attese anche interviste a figure legate a Torino, tra cui Arturo Brachetti, Cristina Chiabotto, Leonardo Bonucci ed Evelina Christillin. - Published: 2026-06-07 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/economia/bonus-decoder-2026-sconto-fino-a-70-euro-senza-limiti-isee.html - Categorie: Economia Il nuovo bonus decoder prepara un sostegno economico per le famiglie che devono rendere compatibile la propria Tv con gli standard più recenti. La misura è stata predisposta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e ha già ottenuto la registrazione della Corte dei Conti. Resta da definire il momento in cui sarà possibile presentare la domanda. Il fondo disponibile ammonta a 28,8 milioni di euro. La distribuzione seguirà l’ordine cronologico delle richieste: una volta terminate le risorse, il contributo non sarà più disponibile. Per questo motivo l’apertura della procedura sarà un passaggio da seguire con attenzione. Lo sconto cambia in base al dispositivo scelto Il meccanismo scelto è quello dello sconto in fattura, applicato direttamente al momento dell’acquisto. Il contributo può coprire al massimo il 70% della spesa, con importi diversi a seconda del prodotto. Per i decoder destinati al digitale terrestre il limite è fissato a 30 euro. Per i dispositivi satellitari, invece, il beneficio può arrivare a 70 euro. Ogni nucleo familiare potrà ottenere un solo voucher, legato a un codice personale con una scadenza precisa. Il buono sarà valido anche per gli acquisti online, purché il venditore rientri tra quelli autorizzati. Nessuna soglia Isee, ma serve il canone Rai Il bonus non dipende dal reddito e non prevede una soglia Isee. Il requisito centrale riguarda il canone Rai: per ottenere lo sconto bisogna risultare in regola con il pagamento. C’è poi il vincolo tecnico sul prodotto acquistato. I decoder dovranno avere il supporto allo standard DVB-T2 con codifica HEVC Main 10. Per i modelli satellitari servirà invece la compatibilità DVB-S2 con compressione video a 10 bit. La domanda passerà da app IO e PagoPa La procedura sarà gestita attraverso la piattaforma PARI di PagoPa. I cittadini potranno richiedere il voucher dal sito dedicato, tramite SPID o CIE, oppure dall’app IO. Il sistema controllerà i dati anagrafici e la posizione legata al canone Tv attraverso le banche dati pubbliche. Dopo l’esito positivo, il codice potrà essere usato nei punti vendita abilitati. I rivenditori riceveranno poi il rimborso da Invitalia tramite bonifico. - Published: 2026-06-07 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/ondate-di-caldo-in-piemonte-attivo-il-piano-per-anziani-e-fragili.html - Categorie: News Il Piemonte prepara la risposta sanitaria all’aumento delle temperature estive. Con l’arrivo del caldo, la Regione ha avviato il programma di prevenzione rivolto alle persone più esposte agli effetti delle ondate di calore. Il sistema resterà in funzione fino al 20 settembre e userà le informazioni meteo raccolte da Arpa Piemonte per orientare controlli e interventi sul territorio. Il caldo diventa un rischio da seguire giorno per giorno La rete regionale lavorerà con previsioni aggiornate e dati locali, collegati al sistema nazionale Heat health watch warning system. Questo strumento permette di individuare in anticipo i giorni con maggiore pericolo per la salute, così da organizzare l’assistenza prima che la situazione diventi più complessa. Il piano coinvolge aziende sanitarie, servizi socio-assistenziali e medici di famiglia. Il loro compito sarà verificare le condizioni dei cittadini più vulnerabili nelle fasi di allerta, con particolare attenzione alle giornate segnate da temperature alte e persistenti. Più attenzione per chi soffre di malattie croniche Le categorie considerate più esposte comprendono gli over 75, le persone non autosufficienti e i pazienti con problemi cardiovascolari, respiratori, metabolici o neurologici. Rientrano nella sorveglianza anche i cittadini che assumono farmaci capaci di influire sulla regolazione della temperatura corporea o sull’equilibrio dei liquidi. In presenza di avvisi meteo, l’assistenza potrà essere rafforzata. L’obiettivo è ridurre il rischio di malori, peggioramenti clinici e accessi urgenti legati al caldo intenso. Maggio ha anticipato l’allarme sulle temperature Le anomalie termiche registrate già nel mese di maggio hanno spinto la Regione ad agire con anticipo. Tra le misure previste rientra anche un’ordinanza pensata per tutelare i lavoratori esposti al calore, tema ormai centrale nei mesi estivi. I cittadini potranno seguire l’evoluzione della situazione attraverso i bollettini Arpa, aggiornati ogni giorno e utili per riconoscere le giornate più critiche. - Published: 2026-06-06 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/lindt-apre-a-torino-nuovo-negozio-in-via-roma-con-cioccolato-caffe-e-gelato.html - Categorie: News Il centro di Torino si prepara a una nuova apertura a forte richiamo commerciale. In via Roma 338/342, nei locali che in passato ospitavano Liu Jo, arriva il nuovo Lindt Chocolate Shop. L’inaugurazione è fissata per martedì 9 giugno e porterà sotto i portici una proposta costruita attorno al cioccolato, con spazi per l’acquisto, la pausa e la degustazione. Il nuovo shop porta Lindt sotto i portici torinesi La scelta di via Roma colloca il marchio in una delle aree più visibili della città. Il punto vendita nasce per rafforzare la presenza retail di Lindt in Italia e per proporre ai clienti un contatto più diretto con il mondo del brand. Francesca Bernasconi, retail director di Lindt Italia, ha indicato il negozio torinese come una tappa significativa nel percorso di crescita del marchio. Nelle sue parole, lo spazio dovrà raccontare valori, profumi e sapori legati all’identità Lindt, con l’intenzione di avvicinare ancora di più il pubblico ai prodotti dell’azienda. Praline e confezioni regalo in via Roma All’interno del negozio, l’area espositiva avrà un ruolo centrale. I clienti potranno trovare praline, tavolette, confezioni per regali e proposte legate ai diversi periodi dell’anno. Il format punta anche sulla personalizzazione, pensata per chi cerca un dono costruito su gusti e occasioni precise. Tra gli elementi più riconoscibili ci sarà il Pick&Mix, che permette di creare una selezione personale di cioccolatini Lindt. Accanto alla vendita tradizionale, lo shop proporrà così un’esperienza più libera, nella quale il cliente può comporre il proprio assortimento. Degustazioni e omaggi accompagnano l’apertura torinese Il nuovo punto vendita avrà anche un Chocolate Bar, dedicato a chi vuole fermarsi per una pausa. Qui saranno disponibili bevande al cioccolato, caffetteria, prodotti stagionali e il gelato artigianale Lindt, venduto soltanto nei Lindt Shop. Per l’inaugurazione sono previste iniziative speciali in città. Il 9 giugno, poi nei weekend del 13-14 giugno e del 20-21 giugno, una city bike brandizzata passerà per le vie del centro con gadget e volantini validi per ritirare un omaggio di cioccolato in negozio. Il Maître Chocolatier Mattia guiderà inoltre una degustazione dedicata a una pralina esclusiva, creata come omaggio alla tradizione torinese. - Published: 2026-06-06 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/treni-nuovo-sciopero-nazionale-data-orari-e-servizi-garantiti.html - Categorie: News Il calendario dei trasporti torna a complicarsi per chi si sposta in treno. A giugno è prevista una nuova agitazione nazionale che potrà incidere sulla circolazione ferroviaria, con possibili cancellazioni, ritardi e cambi di programma per i passeggeri. Lo stop ferroviario arriva dopo un maggio già difficile La protesta interesserà il personale del Gruppo FS, di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord. L’agitazione partirà alle 3:00 di giovedì 11 giugno e terminerà alle 2:00 di venerdì 12 giugno. In questa finestra il servizio ferroviario potrà subire modifiche sulle diverse linee. Le conseguenze non saranno uguali ovunque, perché molto dipenderà dall’adesione del personale e dall’organizzazione dei singoli collegamenti. Per questo motivo chi ha già programmato una partenza dovrà verificare lo stato del proprio treno prima di raggiungere la stazione. Le fasce protette riducono i disagi per i pendolari Per i collegamenti a lunga percorrenza resta disponibile l’elenco dei treni garantiti in caso di sciopero. Il riferimento principale, per chi deve viaggiare su Frecce e Intercity, è rappresentato dai canali ufficiali di Trenitalia. Sul fronte regionale, i servizi essenziali saranno assicurati nelle fasce previste nei giorni feriali. I treni regionali di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord dovranno quindi circolare dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00. Anche in queste ore, però, resta prudente controllare orari e conferme, perché le variazioni possono comparire prima dell’inizio dello sciopero o proseguire dopo la sua chiusura. Rimborso e cambio viaggio restano le due alternative Chi decide di rinunciare al viaggio può chiedere il rimborso dal momento della comunicazione dello sciopero. Per Frecce e Intercity la richiesta è ammessa fino all’orario di partenza indicato sul biglietto. Per i regionali, invece, il termine arriva alle 24:00 del giorno precedente. Resta possibile anche spostare il viaggio, con condizioni simili e in base ai posti disponibili. Le informazioni aggiornate saranno diffuse tramite app, siti ufficiali, biglietterie, assistenza clienti e numero verde Trenitalia. - Published: 2026-06-06 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-tornano-i-musei-gratis-dove-andare-domenica-7-giugno.html - Categorie: Eventi La prima domenica del mese riporta l’ingresso gratuito in diversi luoghi della cultura tra Torino e provincia. Domenica 7 giugno 2026 cittadini e visitatori potranno entrare senza biglietto in musei, residenze storiche e castelli aderenti all’iniziativa nazionale. La giornata richiede però un minimo di organizzazione: ogni sede segue orari e regole proprie, con prenotazioni obbligatorie in alcuni casi e accessi fino a esaurimento posti in altri. Torino mette in fila musei e palazzi aperti Nel centro di Torino l’elenco parte dai Musei Reali, che comprendono Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda, Cappella della Sindone e Museo di Antichità. L’apertura è fissata dalle 9 alle 19, con biglietteria attiva fino alle 18. In piazza San Carlo saranno visitabili anche le Gallerie d’Italia Torino, aperte dalle 9. 30 alle 19. 30. L’ultimo ingresso sarà consentito alle 18. Alla lista si aggiungono Villa della Regina, dalle 9. 30 alle 18, e Palazzo Carignano, dalle 10 alle 18. Per entrambe le sedi l’accesso finale è previsto un’ora prima della chiusura. In provincia spazio ai castelli sabaudi La domenica gratuita coinvolge anche due mete fuori città. Il Castello di Agliè aprirà in due turni: al mattino dalle 9 alle 13, con ultimo ingresso alle 12, e nel pomeriggio dalle 14 alle 19, con accesso finale alle 18. Orario continuato, invece, per il Castello di Racconigi, che accoglierà il pubblico dalle 9 alle 19. Anche qui l’ultimo ingresso sarà alle 18. L’afflusso potrebbe essere elevato, perciò conviene arrivare con anticipo. Le regole cambiano in base alla sede Per i Musei Reali non è prevista la prenotazione online nella giornata gratuita. I biglietti omaggio dovranno essere ritirati alle biglietterie centrali fino al raggiungimento della capienza disponibile. Diversa la procedura per gli Appartamenti dei Principi di Palazzo Carignano, dove la prenotazione gratuita resta obbligatoria sul sito ufficiale. Per Villa della Regina, Agliè e Racconigi la prenotazione non è obbligatoria, ma consigliata. - Published: 2026-06-06 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/grattacielo-piemonte-2-400-ingressi-esauriti-in-8-minuti-per-open-house-torino.html - Categorie: Eventi Il Grattacielo Piemonte torna al centro dell’attenzione a Torino per Open House. La risposta del pubblico è stata immediata: i 2. 400 posti previsti per le visite del 6 e 7 giugno sono stati prenotati in appena 8 minuti sulla webapp dell’iniziativa. Un dato che conferma la forte curiosità verso la sede unica della Regione Piemonte, ormai tra gli edifici più riconoscibili della città. I posti disponibili spariscono in tempo record La corsa alle prenotazioni ha riguardato un numero di accessi molto ampio, elemento che rende il sold out ancora più significativo. Il pubblico ha scelto una delle tappe più attese del programma, attratto dalla possibilità di entrare in una torre solitamente legata alla vita amministrativa regionale. Il fine settimana di Open House offrirà quindi un’occasione rara per osservare da vicino gli spazi interni del complesso, la sua organizzazione verticale e alcune aree che contribuiscono alla sua identità architettonica. Il percorso porta i visitatori fino alla terrazza La visita parte dall’ingresso orientale e conduce verso il grande spazio interno che sale fino al 35° piano. Qui emergono le linee geometriche dell’edificio, con volumi e tagli che nascondono le sale riunioni. Dopo il passaggio dai livelli intermedi affacciati sul giardino d’inverno, il percorso raggiunge il 43° piano. La tappa finale è la terrazza panoramica con il bosco pensile, dove trovano posto piante e arbusti legati alla flora piemontese. Si tratta della terrazza verde più alta tra quelle presenti sui grattacieli italiani. Una torre pubblica diventata simbolo urbano Inaugurato il 14 ottobre 2022, il Grattacielo Piemonte sorge nell’area ex Fiat Avio, nel quartiere Nizza Millefonti, vicino al Lingotto. Il progetto porta la firma di Massimiliano e Doriana Fuksas e ha raggiunto i 205 metri dopo una revisione che ne ha raddoppiato l’altezza rispetto all’idea iniziale. La torre conta 43 piani, due livelli interrati, una facciata vetrata molto estesa e un nucleo centrale con 12 ascensori. Nel complesso trovano spazio anche il centro congressi, la corte ipogea, l’edificio “Farfalla” e i parcheggi. All’interno figurano i pannelli di Ugo Nespolo, mentre sulla sommità è collocata l’opera luminosa Swarms di Chiara Camoni. - Published: 2026-06-06 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/piemonte-plastic-free-tredici-appuntamenti-contro-i-mozziconi-nel-weekend.html - Categorie: Eventi Il Piemonte si prepara a un fine settimana dedicato all’ambiente con una serie di iniziative promosse da Plastic Free Onlus. Tra sabato 6 e domenica 7 giugno, in diverse località della regione, cittadini e volontari parteciperanno a raccolte mirate contro l’abbandono dei mozziconi di sigaretta. La campagna si lega alla Giornata Mondiale dell’Ambiente e arriva a pochi giorni dalla Giornata Mondiale degli Oceani, con un messaggio diretto: il pianeta non può diventare un portacenere. Un piccolo rifiuto con effetti molto lunghi Il filtro di una sigaretta, spesso gettato a terra con leggerezza, può restare nell’ambiente per oltre dieci anni. Il motivo è legato alla sua composizione: l’acetato di cellulosa, una plastica sintetica che si degrada con estrema lentezza. Il problema assume dimensioni enormi, visto che nel mondo vengono dispersi ogni anno circa 4,5 trilioni di mozziconi. Un solo filtro può contaminare fino a 500 litri d’acqua, con il rilascio di sostanze tossiche e metalli pesanti. Da qui la scelta di concentrare la mobilitazione su un rifiuto molto comune, spesso sottovalutato proprio perché presente ovunque. Le città coinvolte nella mobilitazione Gli appuntamenti piemontesi saranno distribuiti in più province. Sabato 6 giugno sono previste raccolte ad Alessandria, Rivalta di Torino, Mazzè, Bruino, Salassa, Gravellona Toce, Camerana, Fossano e Chieri. Domenica 7 giugno toccherà a Vinovo, Alpignano e Moncalieri. Le attività saranno aperte a cittadini, famiglie, scuole, associazioni e aziende. La partecipazione è gratuita, con iscrizione tramite il sito di Plastic Free. Cuneo apre la strada con gli studenti A Cuneo la campagna ha già avuto un primo momento operativo grazie a circa 45 studenti del liceo De Amicis. In un’ora e mezza sono stati raccolti 1,5 chilogrammi di mozziconi, pari a oltre 4. 300 cicche. Il Comune ha aderito al progetto Area Smoking Plastic Free, con il primo contenitore piemontese dedicato a questo tipo di raccolta. - Published: 2026-06-06 - Modified: 2026-06-06 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/sagre-a-torino-e-in-piemonte-dove-andare-nel-weekend-del-6-e-7-giugno.html - Categorie: Eventi Il weekend del 6 e 7 giugno 2026 porta in Piemonte un fitto calendario di feste legate al cibo, ai prodotti locali e alle tradizioni dei paesi. Da Torino alle Langhe, passando per l’Astigiano e l’Alto Piemonte, le piazze tornano a riempirsi con mercati, degustazioni, street food e iniziative pensate per chi cerca una gita breve fuori città. Il gusto torna protagonista tra Torino e provincia La provincia torinese apre il mese con diversi eventi dedicati ai sapori della stagione. A Pecetto Torinese, domenica 7 giugno, è in programma la Festa delle ciliegie, uno degli appuntamenti più legati alla tradizione locale. A Villar Dora, invece, si conclude Ciliegiamo, evento avviato il 4 giugno e dedicato allo stesso frutto. Il percorso prosegue a Trofarello, dove la Sagra dell’Amarena richiama chi ama le specialità dolci e fruttate. A Rivara, il Festival del Gelato Italiano punta su un prodotto perfetto per le prime giornate calde. Chi resta in città può scegliere Granda in Piazza, manifestazione ospitata nel capoluogo piemontese. Dall’Astigiano al Cuneese, tra erbe, rose e acciughe Nell’area di Asti il calendario propone eventi dal carattere diverso. A Piovà Massaia arriva Profumata-menta, mentre il capoluogo ospita Gustadom. A Valfenera, invece, la Festa di Primavera si affianca alla Sagra della Tinca Gobba, con un programma legato alla cucina e alla tradizione popolare. Il Cuneese offre altre mete per il fine settimana. Bossolasco celebra la Fioritura delle Rose, Rodello punta sul Dolcetto Summer Fest e Dronero ospita Anciuè, la Fiera degli Acciugai, appuntamento storico che richiama un mestiere antico e ancora molto riconoscibile. Le mete nell’Alto Piemonte e i controlli utili Il quadro degli eventi comprende anche Villadossola, nel Verbano-Cusio-Ossola, con il Pizza Festival. A Fontaneto d’Agogna, in provincia di Novara, prende avvio Fontaneto Arte Sapori, rassegna che unisce proposte culturali e gastronomiche. Prima di partire conviene verificare orari, giornate effettive e programmi sui canali ufficiali delle singole manifestazioni, perché alcune iniziative possono subire variazioni. - Published: 2026-06-05 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-strisce-blu-e-ztl-gratis-ad-agosto-le-date-della-sospensione.html - Categorie: News Torino si prepara alla consueta pausa estiva per alcune regole legate alla mobilità urbana. La sosta sulle strisce blu e l’accesso alla ZTL centrale avranno un periodo di sospensione nel mese di agosto, con date già definite dal Comune. La misura riguarda automobilisti, residenti e utenti che usano la città nei giorni centrali dell’estate. La sospensione scatta nel cuore di agosto Il pagamento della sosta a pagamento sulle strisce blu e della ZTL sarà sospeso a Torino dal 10 al 23 agosto 2026. La decisione è stata definita dalla Giunta del Comune in seguito alla proposta effettuata dall’assessora Chiara Foglietta. In quei giorni, quindi, non sarà richiesto il pagamento per la sosta negli stalli blu interessati dal provvedimento. La stessa pausa riguarderà la ZTL ordinaria, secondo il calendario fissato dall’amministrazione. Le aree che restano escluse dalla pausa La sospensione non vale per tutte le zone a traffico limitato. Restano escluse dal provvedimento le ZTL Trasporto Pubblico, Pedonale, Area Romana e Valentino. In queste aree continueranno quindi a valere le regole ordinarie. Nessuna pausa, inoltre, per i parcheggi automatizzati a barriera e per quelli in struttura gestiti da GTT. Chi userà queste aree dovrà continuare a pagare la tariffa prevista, anche nel periodo compreso tra il 10 e il 23 agosto. Cosa cambia per gli abbonamenti Il Comune ha indicato anche le regole per gli abbonamenti mensili. Quelli acquistati per settembre potranno essere usati a partire dal 24 agosto, subito dopo la fine della sospensione. Gli abbonamenti di luglio, invece, resteranno validi fino al 9 agosto. Dal giorno successivo scatterà la pausa estiva, che resterà attiva per due settimane. - Published: 2026-06-05 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-pride-2026-tutte-le-modifiche-alla-viabilita-previste-sabato-6-giugno.html - Categorie: Eventi Torino si prepara al Torino Pride 2026, in programma sabato 6 giugno. La manifestazione porterà migliaia di persone nel centro cittadino per il corteo dedicato ai diritti e all’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+. L’edizione di quest’anno avrà un valore simbolico particolare, legato ai vent’anni del Pride torinese e al claim “Venti di lotte”. Il corteo attraversa il centro fino a piazza Vittorio Veneto I partecipanti inizieranno il percorso in corso Massimo d’Azeglio, nella parte tra corso Vittorio Emanuele II e corso Marconi. La partenza è prevista intorno alle 15. 30. Il percorso passerà da corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, proseguirà per via Cernaia, via Pietro Micca, e successivamente per piazza Castello e via Po, fino all’arrivo in piazza Vittorio Veneto, nella quale si troverà il palco che ospiterà gli interventi per la conclusione del corteo. Dalle 13. 30 sarà in vigore il divieto di transito in tutto il tragitto, valido per tutti i mezzi. Strade chiuse, ponti limitati e parcheggi sospesi Le limitazioni interesseranno diverse aree centrali, tra cui piazza Castello, via Po, piazza Vittorio Veneto, lungo Po Diaz e lungo Po Cadorna. I ponti Umberto I e Vittorio Emanuele I resteranno utilizzabili solo in uscita dal centro, in direzione collina, corso Casale e corso Moncalieri. Il sottopasso Lanza sarà chiuso verso il centro dalle 13. 30 circa. Per evitare disagi, sono consigliati gli assi di corso Dante, corso Castelfidardo-corso Inghilterra, corso Regina Margherita, corso Casale e corso Moncalieri. Previsto traffico intenso a San Salvario e Crocetta. Divieti di sosta, taxi e trasporto pubblico Dalle 9 e fino a cessate esigenze, indicativamente alle 23, sarà vietata la sosta (prevista rimozione forzata) in varie zone del percorso. Stop temporaneo anche per alcune aree taxi, tra piazza Castello e piazza Vittorio Veneto. Dalle 12 saranno chiusi i parcheggi sotterranei Vittorio Veneto e Roma-San Carlo. Dalle 13 alle 21 sarà vietata la vendita per asporto, la detenzione e il consumo di bevande in vetro o lattine nelle aree della manifestazione. I mezzi pubblici subiranno deviazioni lungo le linee interessate. - Published: 2026-06-05 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/libri-in-piazza-2026-rivoli-prepara-due-giorni-tra-editoria-fumetti-e-cosplay.html - Categorie: Eventi Rivoli si prepara a ospitare la quinta edizione di Libri in Piazza, in programma sabato 27 e domenica 28 giugno 2026. Il centro storico diventerà per due giorni uno spazio aperto dedicato a libri, fumetti, creatività, musica e cultura pop. L’evento, a ingresso gratuito, coinvolgerà Piazza Martiri della Libertà e Piazzale Portici, con circa 50 stand e un programma rivolto a lettori, famiglie, appassionati di comics e curiosi. Rivoli mette insieme libri, fumetti e cultura pop La manifestazione sarà divisa in due aree principali. In Piazza Martiri della Libertà troverà posto l’Area Libri, curata dal CSU, con trenta stand dedicati a case editrici, autori, scrittori emergenti e operatori culturali. Il pubblico potrà conoscere nuove uscite, seguire presentazioni e incontrare gli ospiti presenti nel corso del weekend. Nel vicino Piazzale Portici sarà allestita l’Area Comics, organizzata da Rivoli Comics con il coordinamento di Sakura Manga. Qui saranno presenti oltre venti stand dedicati a fumetti, artigianato creativo, collezionismo, giochi e Trading Card Game. Spazio anche a illustratori, artisti, creator digitali e laboratori pensati per fasce d’età diverse. Il palco centrale porta autori, musica e spettacoli Il programma partirà dalla mattina e continuerà fino alla sera, con il palco centrale come punto di riferimento. Tra gli appuntamenti attesi c’è la presentazione del fumetto “Il Grande Blek e Capitan Miki Vol. 2” con Salvatore Taormina. Previsti anche un panel dedicato ai content creator e un incontro con James Arvat, centrato sull’immaginario cyberpunk. La manifestazione proporrà poi momenti di fitness con SallyFit Fitness, esibizioni dell’Accademica Danza, musica con Sofía e Galaxy Blades, il musical “Le Festival” di Generoso Pisapia e un mini concerto di Sofía, legato al nuovo EP. Il cosplay sarà uno dei momenti più seguiti Domenica 28 giugno tornerà il Cosplayers Contest, tra gli eventi più attesi dal pubblico giovane. Sul palco sfileranno partecipanti da tutto il Piemonte, con costumi ispirati ad anime, manga, videogiochi, film e fumetti. Libri in Piazza conferma così la sua natura di evento trasversale, capace di unire editoria, fumetto, spettacolo, creatività digitale e intrattenimento. Due giornate pensate per vivere la cultura in modo diretto, nel cuore di Rivoli. - Published: 2026-06-05 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-estate-da-monitorare-caldo-e-poca-pioggia-pesano-sulle-risorse-idriche.html - Categorie: News Il Piemonte torna a fare i conti con il rischio siccità dopo due anni più favorevoli sul fronte idrico. I dati di Arpa Piemonte indicano un peggioramento già visibile all’inizio dell’estate 2026, con piogge sotto la media, fiumi in sofferenza e riserve d’acqua in calo. Il nord del Piemonte mostra i primi segnali di siccità Il dato più rilevante riguarda il nord della regione, dove l’indice sintetico segnala una condizione di siccità moderata per la prima volta negli ultimi due anni. Nel resto del territorio la situazione resta ancora entro valori ordinari, ma la tendenza indica un quadro più secco. A pesare è soprattutto la scarsità di pioggia. A maggio sono caduti in media circa 70 millimetri, il 44% in meno rispetto alla media climatica 1991-2020 nel bacino del Po. Le aree settentrionali e orientali risultano tra le più colpite, con deficit arrivati al 50%. Caldo e poca neve riducono le riserve d’acqua Il mese di maggio 2026 è stato il settimo più caldo degli ultimi settant’anni in Piemonte, con una temperatura media superiore di circa 1,1 gradi rispetto ai valori di riferimento. Nell’ultima parte del mese, 57 stazioni della rete Arpa hanno registrato nuovi record di temperatura massima. La situazione è resa più delicata dalla forte riduzione della neve sulle montagne. Le riserve formate da neve, invasi e Lago Maggiore risultano inferiori del 31% rispetto alla media storica. Il manto nevoso, in estate, alimenta fiumi e torrenti: la sua scarsità può incidere sui prossimi mesi. Fiumi e falde sotto osservazione Le portate dei corsi d’acqua mostrano già valori molto bassi. Il Sesia a Palestro ha registrato a maggio un calo del 67% rispetto alla media storica, mentre sul Tanaro, sul Varaita e sul Toce i deficit sono vicini al 50%. Il Po a Isola Sant’Antonio ha segnato una portata media di 423 metri cubi al secondo, circa il 46% in meno rispetto alla norma. Anche alcune falde superficiali risultano sotto i livelli medi del periodo. Il Piemonte non vive ancora le condizioni estreme del 2022, ma il quadro richiede attenzione. Agricoltura, gestione idrica e risorse naturali dipenderanno molto dall’andamento delle prossime settimane. - Published: 2026-06-05 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/tentazioni-festival-2026-quattro-concerti-gratuiti-animano-lestate-di-chivasso.html - Categorie: Eventi Tentazioni Festival 2026 riporta la musica dal vivo nel cuore di Chivasso. La rassegna estiva, nata nel 2024, arriva alla terza edizione con quattro concerti gratuiti in Piazza Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Gli appuntamenti partiranno il 13 giugno e si chiuderanno il 14 agosto, sempre alle ore 21. Una rassegna gratuita nel centro di Chivasso Il progetto è promosso dal Collettivo Musicale Sintesi APS con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Città di Chivasso. La nuova edizione conferma una formula pensata per portare pubblico in piazza e dare spazio a generi diversi, dal pop al blues, fino al folk rock celtico e al rock’n’roll. Il festival punta su una proposta accessibile, con ingresso gratuito, e trasforma Piazza Dalla Chiesa in un luogo di incontro durante le serate estive. Quattro concerti tra rock, blues e sonorità celtiche Il calendario si aprirà sabato 13 giugno con i Re-Beat, band torinese legata al twist e al rock’n’roll degli anni Cinquanta e Sessanta, con richiami a Elvis Presley, Beatles, Rolling Stones e ai classici italiani. L’11 luglio toccherà ai Boira Fusca, formazione dell’Alto Canavese che porta sul palco un folk rock di ispirazione celtica, tra brani scozzesi e irlandesi rivisti con un taglio moderno. Il 18 luglio arriveranno i Blou Daville, con un blues dalle atmosfere cinematografiche, vicino a jazz, soul e suggestioni noir. Chiusura venerdì 14 agosto con The Cookies, trio pop rock che proporrà un concerto di Ferragosto dedicato a chi resta in città. Il Comune punta sulla musica come spazio sociale Il sindaco Claudio Castello ha definito Tentazioni un appuntamento ormai stabile dell’estate chivassese, capace di unire musica, cultura e socialità con serate gratuite e di qualità. L’assessore alla Cultura Gianluca Vitale ha sottolineato la crescita del festival e la volontà di parlare a pubblici diversi, con una cultura aperta e accessibile. - Published: 2026-06-05 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giornata-mondiale-per-lambiente-il-5-giugno-le-azioni-concrete-per-il-pianeta.html - Categorie: Eventi La Giornata Mondiale per l’Ambiente torna il 5 giugno 2026 come richiamo diretto alla responsabilità di cittadini, istituzioni, scuole, associazioni e imprese. La ricorrenza, promossa dalle Nazioni Unite, punta a rafforzare la consapevolezza sui danni legati all’inquinamento, al riscaldamento globale e alla pressione crescente sugli ambienti terrestri e marini. Il messaggio resta chiaro: la tutela del pianeta non può essere affidata a pochi, perché riguarda le scelte quotidiane di tutti. Una ricorrenza nata per spingere all’azione La prima edizione della Giornata Mondiale per l’Ambiente risale al 1974. Da allora l’iniziativa è diventata una delle principali campagne internazionali dedicate alla difesa della Terra. Nel corso degli anni ha acceso l’attenzione su problemi molto diversi: dalla plastica nei mari al bracconaggio, dalla crescita della popolazione al surriscaldamento globale. L’appuntamento coinvolge oggi più di 100 Paesi e dà spazio anche alle nazioni più fragili, spesso esposte in modo più duro agli effetti della crisi ambientale. Per questo il World Environment Day viene presentato come una giornata aperta, nella quale ogni persona può contribuire con azioni individuali o collettive. La forza dei piccoli cambiamenti quotidiani La partecipazione diffusa resta il punto centrale della mobilitazione. Città, scuole, aziende e organizzazioni promuovono ogni anno eventi, laboratori e iniziative dedicate a nuovi comportamenti sostenibili. La spinta più concreta parte dalle abitudini. Nella mobilità, per esempio, pesano le scelte legate ai mezzi pubblici, alla bicicletta, agli spostamenti a piedi e al car sharing. Anche spegnere il motore durante le soste o valutare veicoli ibridi ed elettrici rientra tra le pratiche utili per ridurre l’impatto ambientale. Casa, energia e alimentazione al centro La tutela della Terra passa anche dagli spazi domestici. Spegnere luci ed elettrodomestici inutilizzati, scegliere prodotti certificati e preferire sistemi di riscaldamento efficienti può ridurre sprechi e consumi. Un ruolo importante riguarda poi la tavola e la gestione dei rifiuti. Ridurre il consumo di carne e latticini, fare correttamente la raccolta differenziata e valorizzare gli scarti organici con il compostaggio sono gesti semplici, ma capaci di incidere nel tempo. - Published: 2026-06-04 - Modified: 2026-06-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-supera-milano-tra-gli-studenti-piu-di-3-000-lombardi-scelgono-la-mole.html - Categorie: News Torino rafforza il suo ruolo di città universitaria e attira un numero crescente di studenti dalla Lombardia. In tre anni, gli iscritti lombardi tra Università di Torino e Politecnico di Torino sono passati da circa 2. 500 a oltre 3. 000, con un aumento vicino al 20%. Il dato riguarda in modo particolare l’area milanese, ma il fenomeno interessa più in generale l’intera regione lombarda. Torino diventa una scelta sempre più forte Il peso maggiore si registra all’Università di Torino, dove gli studenti lombardi sono oltre 2. 100. Al Politecnico, invece, gli iscritti provenienti dalla Lombardia sono 757. La crescita segnala una scelta sempre più orientata verso un capoluogo vicino, ben collegato e percepito come più sostenibile nella vita quotidiana. A incidere sono soprattutto i costi. Milano resta una città con molte opportunità, relazioni professionali e collegamenti economici, ma negli ultimi anni ha visto salire gli affitti e diminuire la disponibilità di stanze a prezzi accessibili. I corsi che attirano più iscritti A Unito, le presenze più alte si concentrano in Scienze Politiche, con oltre 300 studenti lombardi, poi Lettere, con 267, e Psicologia, con 211. Al Politecnico spicca Ingegneria Aerospaziale, scelta da più di 200 studenti provenienti dalla Lombardia. Anche l’Università del Piemonte Orientale conta circa 3. 000 studenti lombardi, soprattutto nei corsi di Medicina, con circa 1. 000 iscritti, ed Economia e Impresa, con circa 900. Nel complesso, gli studenti lombardi iscritti negli atenei piemontesi superano quota 6. 000. Torino, quindi, risulta una città competitiva per coloro che sono alla ricerca di una località universitaria con costi più contenuti e un’offerta formativa notevole. - Published: 2026-06-04 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/letti-di-notte-a-carmagnola-il-festival-letterario-torna-con-cinque-serate.html - Categorie: Eventi Tutto pronto a Carmagnola per il ritorno di Letti di notte, il festival letterario pop che dal 9 al 13 giugno porterà alla Cascina Vigna cinque appuntamenti dedicati ai libri e agli autori. La nuova edizione conferma una formula ormai riconoscibile, costruita tra incontri, dialoghi, firma-copie e momenti pensati per rendere la lettura un’esperienza più diretta e condivisa. Il festival torna con una formula sempre più pop La rassegna, diretta da Maurizio Liberti, punta ancora su un’impostazione capace di unire letteratura e intrattenimento. Anche quest’anno il programma avrà una sigla iniziale: “Occidentali’s karma” di Francesco Gabbani sarà reinterpretata da X-Beats e dal compositore Gerardo Bergamo. Accanto agli incontri ci sarà anche un dolce a tema, la Book Pie, pensato per rafforzare l’identità del festival. Negli ultimi anni Letti di notte ha registrato il sold out in tutte le serate, con una media superiore ai 500 spettatori per appuntamento. Liberti ha spiegato che l’obiettivo resta quello di portare sul palco personaggi di rilievo, capaci di coinvolgere lettori abituali e persone che si avvicinano ai libri in modo più occasionale. Cinque ospiti per cinque serate a Cascina Vigna Il calendario si aprirà martedì 9 giugno con Concita De Gregorio, che presenterà “La cura”. Mercoledì 10 giugno sarà la volta di Viola Ardone con il libro “Tanta ancora vita”. Giovedì 11 giugno arriverà Fulvio Marino con il volume “Tutto il mondo del pane”. La rassegna proseguirà venerdì 12 giugno con Enzo Iacchetti e il volume “25 minuti di felicità”, per poi chiudersi sabato 13 giugno con Felicia Kingsley, ospite con “Mezzanotte a Parigi”. Incontri alle 21 e spazio anche in caso di maltempo Tutti gli appuntamenti inizieranno alle 21. Per il pubblico saranno disponibili ampio parcheggio, servizio bar e ristorante fino alle 22. In caso di maltempo, gli spettatori saranno accolti sotto la tettoia del cortile. L’evento rientra per il quarto anno in “Luci sui Festival” del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il manifesto dell’edizione 2026 è stato firmato dall’illustratore Stefano Tambellini. - Published: 2026-06-04 - Modified: 2026-06-04 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/pinguini-tattici-nucleari-nuova-data-a-torino-nel-2027-allallianz-stadium.html - Categorie: Eventi I Pinguini Tattici Nucleari tornano a guardare agli stadi e Torino entra nel calendario del nuovo tour. La band ha annunciato una seconda data all’Allianz Stadium per il 2027: al concerto già previsto per il 12 giugno si aggiunge quello del 13 giugno, sempre nello stesso impianto. Una scelta che conferma il peso del pubblico torinese nel percorso live del gruppo. Torino raddoppia con una nuova notte allo Stadium La nuova data torinese arricchisce un calendario già molto atteso. Il tour negli stadi partirà tra un anno, ma l’interesse attorno ai Pinguini Tattici Nucleari è già alto. Oltre al bis di Torino, la band ha annunciato il raddoppio anche a Milano, con un nuovo concerto il 18 giugno allo stadio San Siro, e una tappa a Napoli fissata per il 27 giugno allo Stadio Maradona. Per il pubblico piemontese il riferimento resta l’Allianz Stadium, dove i Pinguini Tattici Nucleari porteranno due serate consecutive. I biglietti per le nuove date sono disponibili da mercoledì 3 giugno alle 14 su Ticketone e nei punti vendita abituali. Il nuovo singolo apre la fase più recente della band Il nuovo corso del gruppo è legato anche a “Sorry Scusa Lo siento”, singolo uscito il 15 maggio per Epic/Sony Music Italy. La canzone viene descritta come una proposta estiva fuori dagli schemi. Al centro ci sono amore, fantasmi, incomunicabilità e atmosfere dark. Il video, dal taglio cinematografico, vede protagonista l’attrice Fotinì Peluso. Dal successo del tour 2025 al ritorno negli stadi Il nuovo annuncio arriva dopo il successo ottenuto da Hello World - Tour Stadi 2025, chiuso con 9 date sold out e oltre 420. 000 biglietti venduti. La band ha consolidato la propria posizione nella musica italiana anche con l’album “Hello World”, Triplo Platino e tra gli album più venduti nel 2025. Il percorso discografico conta inoltre 86 dischi di Platino e 11 dischi d'Oro, con tutti i singoli arrivati al primo posto dell’airplay radiofonico. - Published: 2026-06-04 - Modified: 2026-06-04 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/alzheimer-scoperta-a-torino-una-molecola-protegge-neuroni-e-memoria.html - Categorie: Scienza e Tecnologia La ricerca sull’Alzheimer passa anche da Torino, dove uno studio coordinato dall’Università degli Studi ha acceso l’attenzione sul composto MR-409. La molecola, derivata dal GHRH, ha mostrato nei modelli sperimentali la capacità di proteggere neuroni e memoria, con effetti osservati su più processi legati alla malattia. Torino studia una molecola contro l’Alzheimer Il lavoro è stato coordinato dalla professoressa Riccarda Granata. L’interesse dei ricercatori riguarda la possibilità di intervenire su diversi aspetti della patologia, dalla formazione delle placche alla risposta infiammatoria del cervello. Le terapie oggi disponibili possono ridurre alcuni sintomi, ma non riescono a bloccare l’avanzamento della malattia. Per questo la ricerca cerca nuove strategie capaci di proteggere le cellule nervose e rallentare il declino cognitivo. MR-409 riduce placche e infiammazione cerebrale Nei modelli animali, il trattamento con GHRH e MR-409 ha ridotto l’accumulo di beta-amiloide, la proteina collegata alla formazione delle placche tipiche dell’Alzheimer. È stata rilevata anche una diminuzione dell’infiammazione cerebrale, insieme a una migliore conservazione di neuroni e sinapsi. I risultati hanno indicato un miglioramento delle prestazioni cognitive e della memoria rispetto ai modelli non trattati. Un altro dato ritenuto significativo riguarda l’assenza di variazioni rilevanti nei livelli degli ormoni della crescita, aspetto che suggerisce un primo profilo di sicurezza favorevole. Serviranno nuovi test prima degli studi sull’uomo La professoressa Granata ha spiegato che l’interesse principale dello studio sta nella capacità della molecola di agire su più meccanismi della malattia. Questo approccio potrebbe distinguersi dalle terapie concentrate su un unico bersaglio. La strada resta lunga. I dati dovranno essere confermati con studi preclinici più ampi e, in seguito, con trial sull’uomo. La ricerca torinese apre quindi una possibile direzione per terapie future, con cautela e senza anticipare risultati clinici ancora da dimostrare. - Published: 2026-06-04 - Modified: 2026-06-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/temporali-in-arrivo-sul-piemonte-le-zone-piu-esposte-ai-nubifragi-serali.html - Categorie: News Dopo una breve pausa dal maltempo, il Piemonte si prepara a una nuova fase instabile. Tra il tardo pomeriggio di giovedì 4 giugno e la notte su venerdì 5 giugno sono attesi temporali, piogge intense e possibili nubifragi, con maggiore attenzione per le aree alpine, pedemontane e le pianure a nord del Po. Il peggioramento parte dal pomeriggio La giornata dovrebbe aprirsi con condizioni ancora abbastanza stabili, dopo le schiarite di mercoledì e temperature tornate su valori vicini ai 27-29 gradi in pianura. Il cambio di scenario è previsto dal pomeriggio, quando i primi rovesci potranno interessare i rilievi tra Torinese e Verbano-Cusio-Ossola. Secondo le previsioni, il sistema instabile arriverà dall’Europa nord-occidentale e vedrà anche la presenza in quota di aria più fredda. Questo quadro potrà favorire temporali localmente forti, diversi per caratteristiche da quelli violenti registrati nei giorni precedenti. Le ore più delicate tra sera e notte La fase più intensa è attesa tra le 18 e la mezzanotte, con fenomeni in aumento lungo l’arco alpino piemontese. Le zone più esposte comprendono Val Sangone, Pinerolese, Valli di Lanzo, Val di Susa, Canavese, Valsesia, Biellese, Cusio e Ossola. In alcune aree non si escludono accumuli superiori a 40-50 millimetri in poche ore, con rischio di allagamenti localizzati. Dalla serata il maltempo potrà estendersi verso le pianure, in particolare lungo e a nord del Po. Attenzione ad allagamenti e criticità locali Le aree più osservate sono Torinese, collina torinese, alto Astigiano, Canavese, Monferrato, Biellese, Novarese, Vercellese e Verbano. Sul Piemonte meridionale i fenomeni dovrebbero essere maggiormente irregolari. Il rischio di grandinate diffuse appare più contenuto rispetto al recente episodio di maltempo. Resta alta l’attenzione per smottamenti, criticità idrogeologiche e disagi alla viabilità nelle zone già colpite dalle piogge dei giorni scorsi. - Published: 2026-06-04 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/ikea-torino-arriva-il-lecca-lecca-al-gusto-polpetta-svedese.html - Categorie: News A Torino le polpette svedesi di IKEA tornano al centro dell’attenzione con un’iniziativa dal taglio curioso, pensata per trasformare uno dei piatti più riconoscibili del marchio in un piccolo evento di gusto. Per una giornata, nel negozio torinese, il celebre sapore delle köttbullar esce dal piatto e arriva in una versione inattesa: un lecca-lecca Chupa Chups in edizione limitata, creato come omaggio alla ricetta più famosa della ristorazione IKEA. Il lecca-lecca alla polpetta torna nel negozio di Torino L’appuntamento è fissato per venerdì 5 giugno, quando i clienti potranno provare a ricevere il lecca-lecca speciale legato al sapore della polpetta svedese. L’iniziativa parte da un elemento ormai familiare per molti visitatori: la pausa al ristorante IKEA, spesso scelta anche da chi entra in negozio per mobili, lampade o accessori per la casa. Per ottenere il dolce in edizione limitata sarà necessario effettuare una consumazione nei bar, ristoranti o bistro IKEA. A quel punto si potrà girare una ruota colorata e scoprire il risultato. Una ruota colorata decide il gusto da assaggiare Il meccanismo prevede l’apertura di uno scomparto speciale di una KALLAX, collegato al colore ottenuto con la ruota. All’interno i clienti troveranno uno dei gusti disponibili: il più classico lecca-lecca alla fragola oppure la versione più insolita, legata all’inconfondibile sapore delle polpette IKEA. L’operazione punta su sorpresa e curiosità, con una formula semplice che unisce il gioco alla ristorazione. Il lecca-lecca alla polpetta diventa così il simbolo di una giornata diversa, costruita attorno a uno dei prodotti più amati dal pubblico. Per tutto giugno spazio all’All You Can Eat Polpette L’iniziativa del 5 giugno apre un mese dedicato alle polpette. Per tutti i venerdì di giugno, infatti, il negozio IKEA di Torino propone l’All You Can Eat Polpette. I clienti potranno scegliere una porzione da 8 polpette dello stesso tipo, tra classiche svedesi, vegetali, falafel e nuove varianti di pesce. Il piatto sarà servito con purè, confettura ai mirtilli e salsa alla panna. Dopo la prima porzione, sarà possibile richiederne altre fino alla chiusura del ristorante. - Published: 2026-06-03 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/economia/infrastrutture-alessandro-mazzi-porti-e-collegamenti-interni-sono-la-vera-sfida-della-competitivita.html - Categorie: Economia Nel sistema economico contemporaneo il tema centrale è diventato quello della logistica integrata, ovvero la capacità di connettere in modo efficiente porto, rete ferroviaria, viabilità stradale e sistema produttivo. È all’interno di questa trasformazione che si colloca oggi il dibattito sul futuro delle opere marittime italiane, in una fase in cui il settore sta vivendo una profonda evoluzione tecnica e organizzativa. In questo contesto si inserisce il percorso di Fincosit, storica azienda italiana specializzata nelle opere portuali e marittime, che ha recentemente celebrato 120 anni di attività. Un anniversario che coincide con una fase particolarmente delicata per il sistema infrastrutturale nazionale, chiamato a confrontarsi con nuove esigenze legate ai flussi logistici internazionali, alla sostenibilità operativa e all’efficienza dei collegamenti tra costa ed entroterra. Negli ultimi anni, diversi interventi lungo l’arco costiero italiano hanno evidenziato come il ruolo dei porti stia progressivamente cambiando. Opere come gli interventi nei porti pugliesi o i lavori legati alle connessioni retroportuali non rispondono più soltanto a necessità di ampliamento fisico degli scali, ma si inseriscono in una visione più ampia, orientata alla costruzione di reti infrastrutturali integrate. Secondo Alessandro Mazzi, figura tecnica di riferimento per Fincosit, “oggi il porto non può essere considerato un’infrastruttura isolata, ma un nodo logistico che deve dialogare in modo continuo con ferrovia, strada e sistema produttivo”. Una considerazione che riflette un cambiamento ormai evidente nel settore: la qualità di un’infrastruttura marittima dipende sempre più dalla sua capacità di inserirsi in un sistema coordinato di trasporto e distribuzione delle merci. Il tema dell’intermodalità rappresenta uno degli elementi chiave di questa trasformazione. La crescente dimensione dei traffici internazionali, insieme alle strategie europee legate ai corridoi TEN-T, ha reso necessario un ripensamento della funzione portuale. Infrastrutture più efficienti, collegamenti più rapidi e una maggiore continuità tra le diverse modalità di trasporto vengono oggi considerate condizioni essenziali per mantenere competitivo il sistema logistico italiano nel contesto mediterraneo ed europeo. In questo quadro, anche la progettazione delle opere marittime assume caratteristiche differenti rispetto al passato. La realizzazione di una diga foranea, di una banchina o di un nuovo assetto portuale deve tenere conto non soltanto degli aspetti ingegneristici, ma anche delle ricadute sui flussi logistici e sull’organizzazione operativa dello scalo. La gestione dei cantieri, la continuità delle attività portuali e il coordinamento con il territorio diventano parte integrante del progetto infrastrutturale. “Le infrastrutture producono valore quando riescono a migliorare l’efficienza complessiva del sistema in cui si inseriscono”, osserva ancora Alessandro Mazzi. “Questo significa lavorare non solo sulla qualità tecnica delle opere, ma anche sulla loro capacità di generare connessioni funzionali e continuità operativa”. Esperienze recenti come quelle di Vado Ligure hanno inoltre evidenziato come i grandi cantieri possano incidere direttamente sul tessuto economico locale, favorendo percorsi di formazione e coinvolgimento delle imprese del territorio. Un aspetto che, nel caso delle opere portuali, assume particolare rilevanza proprio per la loro natura strategica all’interno dei sistemi logistici. L’evoluzione della portualità italiana si inserisce così in un quadro più ampio, in cui infrastrutture, logistica e sviluppo economico tendono sempre più a coincidere. Per aziende come Fincosit, la sfida non riguarda soltanto la realizzazione tecnica delle opere, ma la capacità di operare all’interno di un sistema complesso, dove progettazione, organizzazione e continuità operativa diventano elementi strettamente interconnessi. A 120 anni dalla fondazione, il percorso dell’azienda si intreccia quindi con una fase di ridefinizione delle infrastrutture marittime italiane. Una trasformazione che riguarda non soltanto i porti, ma il modo stesso in cui il Paese interpreta il rapporto tra opere pubbliche, logistica e competitività industriale. - Published: 2026-06-03 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/camminate-dinamiche-a-trofarello-il-percorso-speciale-tra-natura-e-aziende-locali.html - Categorie: Eventi A Trofarello torna la Camminata Dinamica, con un appuntamento pensato per unire movimento, conoscenza del territorio e attenzione alle realtà locali. La nuova tappa è fissata per sabato 6 giugno, con partenza alle 15. 30 da piazzale Europa, e si svolgerà in collaborazione con Coldiretti. Il percorso accompagnerà i partecipanti alla scoperta del mondo agricolo della località, tra visite alle aziende, sentieri e aree verdi del paese. La conclusione è prevista intorno alle 18. 30. La partenza da piazzale Europa apre il percorso L’iniziativa rientra nel programma delle Camminate Dinamiche, progetto nato per proporre attività aperte ai cittadini e collegate alla vita del paese. In questa occasione il tema scelto riguarda le aziende agricole locali, parte attiva dell’identità produttiva di Trofarello. Durante il pomeriggio i partecipanti potranno visitare alcune realtà del territorio. Il percorso permetterà di osservare da vicino le attività produttive, gli allevamenti e il lavoro quotidiano legato alla cura della terra. L’obiettivo è offrire una conoscenza diretta di un settore che contribuisce all’economia locale e conserva un ruolo significativo nei comuni dell’area metropolitana. Tra ciliegi e aree verdi il cammino entra nel paese Dopo la parte dedicata alle aziende, la camminata proseguirà lungo un sentiero tra i ciliegi. Il rientro avverrà poi attraverso alcune aree verdi di Trofarello, con un itinerario che affianca la dimensione informativa a quella più propriamente motoria. Il programma è costruito per favorire una partecipazione ampia, con un percorso a piedi legato alla scoperta delle risorse locali. La Camminata Dinamica del 6 giugno si inserisce così in una serie di attività pubbliche dedicate a movimento, educazione al territorio e partecipazione civica. Il progetto coinvolge associazioni e realtà del territorio Il progetto è stato ideato dal consigliere comunale Antonio De Biasio. Alla macchina organizzativa collaborano diverse realtà locali. Il loro supporto sarà legato alla gestione logistica e all’assistenza lungo il tragitto. De Biasio ha sottolineato il valore delle aziende agricole del territorio, indicate come realtà capaci di raccontare lavoro, tradizione e produzione locale. Un ringraziamento è stato rivolto anche a Coldiretti e al presidente Claudio Sandri per la collaborazione nell’organizzazione dell’appuntamento. - Published: 2026-06-03 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/autovelox-a-torino-in-calo-le-multe-nel-2025-entrate-sotto-14-milioni.html - Categorie: News Gli incassi delle multe da autovelox a Torino registrano un forte arretramento nel 2025. L'informazione emerge dall’analisi del Codacons, basata sul resoconto che i Comuni trasmettono al Ministero dell'Interno annualmente entro l'ultimo giorno di maggio. Nel capoluogo piemontese le entrate legate a questo tipo di sanzioni si sono fermate a poco meno di 1,4 milioni di euro, con una flessione del 47,7% rispetto all’anno precedente. Torino resta nella top ten degli incassi Nel dettaglio, i proventi derivati dalle multe elevate tramite autovelox sono passati da 2,66 milioni di euro del 2024 a 1,39 milioni di euro nel 2025. La riduzione è pari a 1,27 milioni di euro, un calo netto che colloca comunque Torino al decimo posto nella classifica nazionale dei maggiori incassi. Il dato conferma quindi una doppia lettura: da un lato la città registra una contrazione molto marcata, dall’altro resta tra i Comuni italiani con introiti più rilevanti da sanzioni rilevate con apparecchi automatici. In cima alla graduatoria si trovano Firenze, passata da 20,58 milioni a 19,72 milioni di euro, e Bologna, che invece ha aumentato le entrate da 7,59 milioni a 9,21 milioni di euro. La flessione riguarda diverse città italiane Il caso torinese si inserisce in un quadro nazionale segnato da una battuta d’arresto. Nel 2025, nelle principali città italiane, le multe stradali da autovelox hanno prodotto entrate inferiori dell’8,9% rispetto al 2024. La diminuzione, quindi, non riguarda solo il capoluogo piemontese, anche se a Torino il calo appare più ampio rispetto alla media. Il Codacons segnala che le nuove misure sugli autovelox non hanno eliminato la pressione delle sanzioni sugli automobilisti. L’associazione evidenzia che il censimento degli apparecchi, con l’obbligo per i Comuni di comunicare i dati, si è chiuso solo a fine novembre. Per questo motivo non avrebbe inciso in modo rilevante sui proventi registrati nel 2025. Nuove regole e sentenze pesano sugli autovelox A incidere sulla riduzione delle entrate sarebbero stati altri fattori. Tra questi, la regolamentazione entrata in vigore il 12 giugno, che ha introdotto regole più restrittive per gli enti locali. A ciò si aggiungono le decisioni della Cassazione sulle multe elevate da dispositivi non omologati. Le pronunce hanno spinto diverse amministrazioni a fermare alcuni strumenti, con effetti diretti sul numero delle sanzioni e quindi sugli incassi. Per Torino il risultato è una contrazione significativa, pur dentro un volume economico ancora elevato per le casse comunali. Il 2025 segna così una frenata netta per gli autovelox cittadini, in un contesto nazionale nel quale controlli, norme e ricorsi restano al centro del confronto pubblico. - Published: 2026-06-03 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-capitale-dei-musei-nel-ponte-del-2-giugno-numeri-da-record-in-citta.html - Categorie: Cultura Il ponte della Festa della Repubblica ha portato Torino al centro del turismo culturale piemontese. Tra sabato 30 maggio e martedì 2 giugno 2026, i principali musei cittadini hanno registrato dati molto alti, favoriti dal primo clima estivo e da un calendario ricco di mostre, percorsi speciali ed eventi. Il risultato più evidente arriva dalla Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema, che nei quattro giorni ha superato quota 12. 500 ingressi. A poca distanza si collocano i Musei Reali, con 12. 294 biglietti staccati tra collezioni permanenti e mostre temporanee. Buoni dati anche per il comparto legato all’automobile, con il MAUTO a quota 5. 265 visitatori e il Centro Storico Fiat a 549 ingressi. La Mole resta il simbolo del ponte torinese Il Museo Nazionale del Cinema ha guidato il bilancio del lungo fine settimana festivo. La sede nella Mole Antonelliana si è confermata uno dei poli più forti dell’offerta torinese, con numeri capaci di rafforzare il ruolo della città tra le mete più richieste per chi sceglie un viaggio legato alla cultura. Il dato del ponte si inserisce in una fase già positiva. Il presidente Enzo Ghigo e il direttore Carlo Chatrian hanno segnalato che anche il mese di maggio ha mostrato risultati superiori rispetto al 2025. Nella loro valutazione, il buon andamento potrebbe proseguire nel corso del 2026 grazie alla proposta dell’ente e alla grande mostra My Name Is Orson Welles. Musei Reali affollati tra Leonardo e Margherita Il cuore storico della città ha risposto con numeri quasi identici. I Musei Reali hanno superato i dodicimila ingressi nel ponte, grazie alle collezioni permanenti e alle esposizioni temporanee aperte al pubblico. Tra le tappe più apprezzate rientra lo Spazio Leonardo, dove è esposto il disegno autografo di Leonardo da Vinci Tre vedute di testa virile con barba, visibile al primo piano della Galleria Sabauda. Interesse alto anche per gli appuntamenti dedicati a Margherita di Savoia, prima regina d’Italia, nel centenario della scomparsa. La Biblioteca Reale ospita fino al 6 gennaio 2027 la mostra dossier dedicata alla regina, alla sua storia e al rapporto con Palazzo e Biblioteca Reale. Nel Medagliere Reale, invece, l’esposizione Il Volto delle Donne porta l’attenzione su una selezione della collezione numismatica dei Musei Reali. Anche l’automobile pesa sui numeri della città Il bilancio positivo riguarda pure la tradizione motoristica torinese. Il Museo Nazionale dell’Automobile ha accolto 5. 265 persone nel periodo compreso tra il 30 maggio e il 2 giugno, mentre il Centro Storico Fiat ha contato 549 ingressi. Il ponte festivo consegna quindi a Torino un quadro netto: cultura, cinema, arte e motori restano leve forti per attrarre visitatori e sostenere l’immagine turistica della città. - Published: 2026-06-03 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/sicurezza-a-torino-23-milioni-per-telecamere-luci-e-nuovi-controlli.html - Categorie: News Torino rafforza il Patto per la sicurezza urbana con nuovi mezzi, sistemi di videosorveglianza e interventi su illuminazione e presidio del territorio. La consegna dei veicoli destinati a forze dell’ordine e polizia locale è avvenuta in piazza Castello, durante le celebrazioni per la Festa della Repubblica, alla presenza delle istituzioni locali e dei vertici delle forze di sicurezza. Nuovi mezzi per presidiare le aree più sensibili La prima parte dell’intervento riguarda i veicoli consegnati a polizia locale e forze dell’ordine. L’acquisto rientra nel Patto per la sicurezza urbana e nasce da un investimento regionale da 1 milione di euro previsto per il primo biennio. Le risorse saranno collegate anche al rafforzamento tecnologico. Nei prossimi due anni Torino potrà contare su un nuovo sistema di lettura targhe, pensato per monitorare in tempo reale il transito dei veicoli e aiutare le forze di polizia nell’individuazione di soggetti ritenuti pericolosi. Altri 1,3 milioni di euro saranno destinati a nuovi investimenti per potenziare l’illuminazione, con attenzione a parchi e giardini, e per rafforzare i controlli su negozi e mezzi pubblici. Arresti, denunce e zone rosse nel bilancio del 2026 Nei primi mesi del 2026, a Torino, polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno arrestato 1. 287 persone e ne hanno denunciate 3. 218. I controlli nei negozi sono stati 1. 627, con sanzioni amministrative per oltre 2,3 milioni. Sono stati espulsi 310 cittadini stranieri, con 80 trattenimenti al Cpr e 56 rimpatri. Il prefetto ha segnalato anche una riduzione delle spaccate. Nel quadro rientrano le sei zone a vigilanza rafforzata confermate il 31 marzo: Barriera di Milano, Dora Vanchiglia, San Donato, San Salvario, piazza Bengasi e l’area centrale più legata alla movida. In queste aree le forze dell’ordine possono allontanare persone con precedenti per reati gravi considerate pericolose per la sicurezza. Da gennaio a maggio sono stati emessi anche 60 Dacur, il cosiddetto daspo urbano disposto dal questore. - Published: 2026-06-03 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/maltempo-in-piemonte-temporali-grandine-e-vento-colpiscono-il-torinese.html - Categorie: News Una violenta ondata di maltempo ha colpito ieri, 2 giugno, il Piemonte, con il Torinese tra le aree più esposte. Temporali intensi, grandine e raffiche di vento vicine ai 100 chilometri orari hanno causato allagamenti, danni alle abitazioni e disagi alla viabilità. In poche ore, una perturbazione annunciata si è trasformata in una giornata complessa per diversi comuni, con strade invase dall’acqua, alberi abbattuti e interventi necessari in più zone della regione. Montanaro tra i centri più colpiti dal temporale Nel Torinese, il comune di Montanaro è stato uno dei territori più danneggiati. L’acqua ha invaso diverse arterie cittadine e ha creato problemi alla circolazione, con forti ripercussioni per residenti e automobilisti. Alla pioggia intensa si sono aggiunte raffiche di vento molto violente, capaci di aggravare una situazione già critica. Il quadro più pesante legato al vento è stato registrato a Borgo Revel, frazione di Verolengo. Qui la bufera ha provocato danni rilevanti: piante secolari sono state sradicate, alcuni tetti sono stati scoperchiati, diverse tegole sono finite a terra e alcune vetrate private sono andate in frantumi. Il passaggio del maltempo ha quindi lasciato segni evidenti sulle abitazioni e sugli spazi pubblici. Grandine e sottopassi allagati nel Canavese Problemi anche a Rivarolo Canavese, dove una forte grandinata ha accompagnato il temporale. Tra i punti più delicati è stato segnalato il parziale allagamento del sottopasso di via delle Foibe, una zona che durante eventi meteo intensi può diventare rapidamente rischiosa per il transito dei veicoli. L’assessore Roberto Gallo Pecca ha invitato gli automobilisti alla prudenza attraverso i social, richiamando l’attenzione su una viabilità instabile e soggetta a cambiamenti rapidi. In situazioni di questo tipo, pochi minuti possono bastare per rendere difficile o pericoloso il passaggio in alcuni tratti stradali. Il fronte del maltempo si sposta verso l’Alto Piemonte Dopo il Torinese, il fronte temporalesco ha raggiunto l’Alto Piemonte, con effetti nel Verbano-Cusio-Ossola, nel Novarese, nel Vercellese e nel Verbano. Nelle aree vicine al confine svizzero sono stati registrati picchi di pioggia superiori ai 140 millimetri. A Omegna e nel Cusio l’acqua ha invaso scantinati e attività commerciali. A Novara, invece, alcuni tratti della Tangenziale SS703 in direzione Vercelli sono stati chiusi in via provvisoria a causa degli allagamenti. Grandinate brevi ma intense hanno interessato anche l’Astigiano, con chicchi di alcuni centimetri. Per mercoledì 3 giugno è previsto un miglioramento, con ritorno del sole su gran parte del Piemonte e temperature massime tra 25 e 29 gradi. Tra giovedì e venerdì, però, il tempo potrebbe tornare variabile, con nuovi rovesci pomeridiani o serali sulle pianure dell’Alto Piemonte e vicino ai rilievi. - Published: 2026-06-03 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/festa-della-repubblica-in-piemonte-a-torino-consegnate-57-onorificenze.html - Categorie: News In Piemonte la Festa della Repubblica ha riunito oggi istituzioni, cittadini, autorità civili e militari nei principali capoluoghi. Le celebrazioni del 2 giugno hanno richiamato il valore della scelta compiuta nel 1946, quando l’Italia voltò pagina con la nascita della Repubblica. Da Torino a Cuneo, da Novara a Verbania, le cerimonie hanno avuto un forte carattere istituzionale, con alzabandiera, deposizioni di corone, letture del messaggio del Presidente della Repubblica e consegne delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Torino apre la giornata con la cerimonia in piazza Castello Nel capoluogo piemontese i festeggiamenti sono partiti alle 10 in piazza Castello, dove si è svolta la tradizionale cerimonia dell’alzabandiera. Alla commemorazione hanno preso parte le autorità civili e militari, insieme al sindaco Stefano Lo Russo. Il primo cittadino ha richiamato il valore degli ottant’anni della Repubblica, sottolineando il legame tra memoria, democrazia e responsabilità verso le nuove generazioni. Nel corso della giornata sono stati consegnati 57 diplomi dell’Ordine al Merito della Repubblica. Il riconoscimento più alto, quello di Cavaliere di Gran Croce, è stato assegnato a Luigi La Sala, ex prefetto di Torino. La giornata torinese si chiude nel pomeriggio, ancora in piazza Castello, con l’ammainabandiera. Cerimonie partecipate anche negli altri capoluoghi A Novara le celebrazioni si sono aperte al parco dell’Allea con la deposizione delle corone e la resa degli onori ai Caduti. La cerimonia è poi proseguita al Broletto, dove la banda di Grignasco ha accompagnato gli interventi delle autorità. Il presidente della Provincia Marco Caccia ha ricordato il contributo di chi ha partecipato alla liberazione dell’Italia e alla costruzione della democrazia. A Biella il corteo è partito dai Giardini Zumaglini, con omaggio al Monumento ai Caduti, per arrivare in piazza Duomo. Il prefetto Elena Scalfaro ha richiamato il significato storico del 2 giugno 1946, definendo la ricorrenza una festa di tutti. In serata è previsto un maxischermo in via Battistero per seguire l’evento trasmesso su Rai 1. A Vercelli la ricorrenza si è aperta in piazza del Municipio, prima dello spostamento al teatro Civico, dove erano presenti oltre 400 persone. Il sindaco Roberto Scheda ha rivolto un passaggio ai giovani, invitandoli a sentirsi cittadini attivi. Durante la cerimonia sono state consegnate due onorificenze. Da Asti a Cuneo il richiamo ai valori repubblicani Ad Asti la cerimonia si è tenuta in piazza San Secondo, con la Banda della Città di Asti, studenti meritevoli e rappresentanti istituzionali. Il prefetto Claudio Ventrice ha letto il messaggio del Presidente Sergio Mattarella e ha richiamato il valore della partecipazione. Dieci cittadini della provincia hanno ricevuto le onorificenze. A Verbania la giornata è iniziata con la deposizione della corona sul lungolago di Intra, poi la cerimonia è proseguita a teatro con la consegna dei diplomi al merito e il benvenuto civico ai neo-maggiorenni. Ad Alessandria la commemorazione si è svolta al Monumento ai Caduti in corso Crimea, con l’alzabandiera e la corona d’alloro. A Cuneo, in piazza della Costituzione, la sindaca Patrizia Manassero ha ricordato il valore di una scelta storica che continua a segnare il Paese. - Published: 2026-06-02 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/unito-rende-omaggio-a-teresa-mattei-cerimonia-al-campus-luigi-einaudi.html - Categorie: Eventi L’Università di Torino dedica un’aula del Campus Luigi Einaudi a Teresa Mattei, partigiana, madre costituente e figura centrale nella storia democratica italiana. La cerimonia è prevista per mercoledì 3 giugno alle 16. 30, con l’intitolazione dell’aula E5. Alla giornata prenderà parte Clara Mattei, presente in rappresentanza della famiglia. L’iniziativa nasce per riportare nella vita quotidiana dell’Ateneo il ricordo di una donna che contribuì alla nascita della Repubblica e alla scrittura della Costituzione italiana. Un omaggio che arriva in un periodo legato alla memoria del 2 giugno 1946, data del voto che aprì una nuova fase per il Paese. Una giovane madre costituente nella storia italiana Teresa Mattei fu eletta all’Assemblea Costituente quando aveva appena 25 anni. Fece parte delle 21 donne chiamate a partecipare alla stesura della Costituzione, in una stagione politica segnata dalla ricostruzione e dal nuovo ruolo delle cittadine nella vita pubblica. Il suo impegno non si fermò all’attività istituzionale. Mattei fu una figura della Resistenza e, nel dopoguerra, continuò a battersi per i diritti delle donne e dei minori. A lei viene attribuita anche l’idea della mimosa come simbolo della Festa della Donna, un segno poi entrato stabilmente nell’immaginario collettivo italiano. L’aula E5 porterà il nome di Teresa Mattei Con l’intitolazione dell’aula E5, l’Università di Torino vuole ricordare Teresa Mattei e, insieme a lei, le donne che presero parte alla costruzione della democrazia nel nostro Paese in seguito al voto del 1946. La rettrice Cristina Prandi ha spiegato che la decisione di dedicare un’aula a Teresa Mattei nasce dal desiderio di portare dentro la vita quotidiana dell’Università la storia di una giovane donna che contribuì alla costruzione democratica del Paese. Ha aggiunto che il gesto rappresenta un messaggio rivolto alle nuove generazioni, perché le conquiste democratiche richiedono una partecipazione costante. Letture e incontro sul ruolo delle donne Nel corso della cerimonia verranno letti alcuni passaggi del monologo teatrale dal titolo Il Discorso di Chicchi, che si ispira all’intervento che Teresa Mattei pronunciò all’Assemblea Costituente nel 1947. Prima dell’intitolazione è previsto anche un incontro dedicato al ruolo delle donne nell’Assemblea Costituente. Interverranno docenti dell’Università di Torino, con contributi sui temi della rappresentanza politica e della partecipazione femminile alla vita pubblica. L’omaggio a Teresa Mattei diventa così un momento di memoria civile e di riflessione sul valore della partecipazione democratica. - Published: 2026-06-02 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/moncalieri-lorenzo-mauro-presenta-la-nuova-giunta-con-sette-assessori.html - Categorie: News A una settimana dal successo elettorale, il sindaco Lorenzo Mauro ha presentato la nuova Giunta comunale di Moncalieri. La squadra sarà composta da sette assessori, con una presenza femminile rilevante e l’ingresso di giovani amministratori. L’obiettivo dichiarato è avviare una fase amministrativa fondata su competenze, continuità e rinnovamento. Lorenzo Mauro mantiene le deleghe più delicate Il sindaco ha scelto di mantenere per sé alcuni ambiti centrali dell’amministrazione cittadina. Tra questi rientrano sicurezza, politiche giovanili, urbanistica, edilizia privata, polizia locale, affari legali, personale, organizzazione, patrimonio, agricoltura, grandi eventi e promozione della città. La decisione conferma la volontà del primo cittadino di seguire direttamente i dossier più rilevanti per Moncalieri. La nuova amministrazione dovrà occuparsi di temi che incidono in modo diretto sulla vita quotidiana, dalla gestione del territorio alla riqualificazione urbana, fino al rapporto tra Comune, partecipate e servizi. Davide Guida vicesindaco con bilancio e politiche sociali Il ruolo di vicesindaco è stato assegnato a Davide Guida, al quale vanno deleghe di peso come bilancio, tributi, asili nido, istruzione, lavoro, legalità, comunicazione, associazionismo, volontariato, terza età e politiche per la persona. Alessandra Borello seguirà attività produttive, commercio di prossimità, mercati, fiere, diritti degli animali, trasporti, tutela del suolo e delle acque, protezione civile, energia, parchi. A Michele Morabito sono stati affidati servizi demografici e cimiteriali, lavori pubblici, infrastrutture, manutenzioni, decoro urbano, verde pubblico e viabilità. Si tratta di un pacchetto di competenze legato alla cura concreta degli spazi cittadini. Cultura, sport, clima e salute completano la squadra Tra i nomi della Giunta figura Antonella Parigi, che avrà cultura, turismo, teatri, musei, rapporti internazionali, pari opportunità, borgate, centro storico e relazioni con le imprese. A Giuseppe Messina spettano sport, impianti sportivi, sistemi informativi, innovazione tecnologica, orti urbani e tutela dei consumatori. Adele Campus si occuperà di clima, forestazione urbana, qualità dell’aria, cooperazione, diritti civili, integrazione e accessibilità. A Marina Rapetti sono state assegnate politiche sociali e abitative, rapporti con l’Unione dei Comuni e con la ASL TO5, igiene urbana, salute e fondi europei. Con quattro donne su sette assessori e due under 30, la Giunta Mauro apre così il nuovo ciclo amministrativo di Moncalieri. - Published: 2026-06-02 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-comics-2026-da-record-oltre-100-000-visitatori-alla-certosa-di-collegno.html - Categorie: Eventi Torino Comics 2026 ha chiuso la sua trentesima edizione con un risultato di forte impatto per la manifestazione e per la nuova sede di Collegno. In tre giorni, i luoghi dell'evento hanno accolto oltre 100. 000 visitatori, dato registrato entro le 16. 30 di lunedì 1° giugno. Dopo le code e la confusione del primo giorno, il cambio di formula ha retto alla prova del pubblico, con spazi all’aperto, area commerciale a ingresso gratuito e accesso tramite braccialetto. La manifestazione, organizzata da Just for Fun in joint venture con P&P, ha richiamato famiglie, appassionati e curiosi da tutto il Nord Italia. La Certosa diventa il centro della cultura pop Il cuore dell’evento è stato il Chiostro della Certosa Reale, dove hanno trovato spazio più di duecento autori, illustratori, editori e artisti. Il festival ha dato rilievo al fumetto, alla cultura giapponese, ai giochi da tavolo, al modellismo e ai giochi di ruolo, con 800 postazioni disponibili nell’area games. Il Quartiere Giapponese ha proposto laboratori, workshop e conferenze dedicate alla cultura del Sol Levante. A completare il quadro sono state le associazioni ludiche e culturali del territorio, che hanno contribuito a rendere la manifestazione più varia e partecipata. Tra gli ospiti più attesi c’è stato Milo Manara, protagonista della mostra “Manara e l’arte del racconto”, visitabile alla Sala delle Arti fino al 28 giugno. Molto seguiti anche gli incontri con Giorgio Cavazzano, Marco Gervasio e Ivo Milazzo. Creator, diritti e musica spingono il nuovo format Torino Comics 2026 ha confermato l’interesse del pubblico giovane per i content creator. Gli appuntamenti con Favij e LolloLacustre sono stati protagonisti di un tutto esaurito, segno di un rapporto sempre più stretto tra la manifestazione e le nuove generazioni. Ampio spazio è stato dato pure all’area Eros ed Ethos, dedicata a libertà espressiva, diritti e inclusione. Tra gli eventi più seguiti figura la mostra “Venti di Pride”, messa a punto dal Coordinamento Torino Pride. Durante il festival sono state raccolte più di 2. 500 firme per la campagna “Stop Tassa Etica” dei Radicali Italiani. Il programma musicale ha attirato migliaia di persone grazie ai concerti di Cristina D’Avena e Giorgio Vanni. Applausi anche per Giovanni Muciaccia, presente con due appuntamenti dedicati alla creatività e alla comunicazione visiva. Cosplay, videogiochi e K-pop chiudono l’edizione I contest cosplay, curati con Cospa Family, hanno portato a Collegno centinaia di partecipanti da tutta Italia. Nella International Cosplay League hanno vinto Sara nella categoria singolo e Patrizia con Alfredo nella categoria coppie. I vincitori rappresenteranno l’Italia nel 2027 a Madrid. Per la Europa Cosplay Cup ha vinto Elena, mentre il Superpremio Torino Comics 2026 è andato a Sinta. Nel settore videogiochi, la prima edizione del Pitch-Off ha coinvolto oltre trenta sviluppatori indipendenti. In riferimento al fumetto, l'illustratrice Nashmin Valadi ha ricevuto il Premio Pietro Miccia. Spazio anche alla musica emergente con la Battle of the Bands e alle competizioni K-pop, che hanno richiamato molti fan. Il trentennale, quindi, consegna a Torino Comics una nuova fase: la sede di Collegno e il format diffuso hanno trasformato una scommessa organizzativa in un successo di pubblico. - Published: 2026-06-02 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-maggio-tra-i-piu-caldi-dal-1958-temperature-oltre-la-media.html - Categorie: News Il mese di maggio 2026 ha lasciato un segno netto sul quadro climatico del Piemonte. Le temperature sono salite oltre i valori abituali e le piogge sono rimaste molto sotto la media, con un bilancio che conferma una primavera tra le più calde della serie storica regionale. I dati mostrano un mese anomalo, segnato da un’ondata di calore intensa nella parte finale e da precipitazioni quasi dimezzate rispetto ai valori attesi. Maggio 2026 entra tra i più caldi dal 1958 In Piemonte, maggio 2026 è terminato con una temperatura in media relativa alla regione di 14,02°C, un valore più alto di 1,08°C rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Il dato colloca questo mese al settimo posto per quanto riguarda gli stessi mesi di maggio caratterizzati da una temperatura più alta a partire dal 1958, anno di inizio della serie registrata da Arpa Piemonte. La fase più anomala si è concentrata nella parte conclusiva del mese, quando una forte ondata di calore ha portato le temperature fino a 8-10 gradi oltre le medie stagionali. Il confronto storico conferma la rilevanza dell’episodio: maggio 2026 è risultato solo poco più fresco rispetto al maggio 2003, mentre il primato resta ancora al maggio 2009, il più caldo dell’intera serie. Le temperature elevate hanno avuto effetti visibili sul territorio, con un’accelerazione della stagione vegetativa e una rapida fusione del manto di neve alpino, anche alle quote più alte. In diverse località piemontesi sono stati registrati nuovi record mensili di temperatura massima. Piogge quasi dimezzate e deficit più forte sulle Alpi Il caldo non è stato l’unico elemento anomalo del mese. Anche le precipitazioni hanno mostrato un forte scarto rispetto alla norma. A maggio sono caduti in media 67 millimetri di pioggia sul territorio regionale, contro i 123 millimetri normalmente attesi nello stesso periodo. Il deficit pluviometrico ha raggiunto il 46%, con le criticità maggiori nei settori alpini e pedemontani nord-occidentali. La scarsità di perturbazioni atlantiche ha ridotto i fenomeni di sbarramento orografico, di solito frequenti nella tarda primavera. La prima parte del mese era stata più fresca e instabile, con nevicate locali fino a circa mille metri di quota. Il bilancio finale, però, è stato dominato dalla successiva fase secca e calda, che ha modificato in modo deciso l’andamento meteorologico mensile. Primavera 2026 quarta più calda in Piemonte Con l’inizio di giugno si è chiusa anche la primavera meteorologica, composta dai mesi di marzo, aprile e maggio. Il trimestre ha registrato una temperatura media regionale di 10,55°C, con un’anomalia positiva di 1,47°C rispetto alla climatologia 1991-2020. Questo valore porta la primavera 2026 al quarto posto tra le più calde mai registrate in Piemonte. Anche sul fronte delle piogge il trimestre ha chiuso sotto media: sono caduti 209,9 millimetri, contro i 294,7 millimetri attesi, con un deficit pari al 29%. Il bilancio dell’anno resta in leggero deficit. Al 31 maggio, tra pioggia e neve fusa, il Piemonte ha raccolto 346 millimetri di precipitazioni, pari a un calo del 9% rispetto alla media climatica. La situazione non indica ancora un’emergenza idrica generalizzata, ma conferma un quadro da seguire con attenzione durante i mesi estivi, quando disponibilità d’acqua e rischio siccità diventano fattori più sensibili. - Published: 2026-06-02 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/referendum-2-giugno-1946-in-piemonte-come-votarono-torino-e-le-altre-citta.html - Categorie: News Il referendum del 2 giugno 1946 rappresentò uno dei passaggi più importanti della storia italiana. Dopo la guerra e la fine del fascismo, il Paese fu chiamato a scegliere tra Monarchia e Repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne, in una consultazione destinata a cambiare il futuro nazionale. In Italia vinse la Repubblica con il 54,27% dei voti, contro il 45,73% ottenuto dalla Monarchia. Anche il Piemonte contribuì al risultato repubblicano, pur con differenze nette tra città, campagne e province. Il Piemonte votò Repubblica nella terra dei Savoia Il dato piemontese fu particolarmente significativo perché la regione era legata alla storia della Casa Savoia, ma era stata anche uno dei luoghi centrali della Resistenza antifascista. Questa doppia identità rese il voto meno uniforme rispetto ad altre aree del Nord. Nella circoscrizione Torino-Novara-Vercelli, la Repubblica raggiunse 803. 191 voti, pari al 59,90%, mentre la Monarchia si fermò al 40,10%. Il risultato fu più combattuto nella circoscrizione Cuneo-Alessandria-Asti, dove la Repubblica ottenne il 51,93% e la Monarchia arrivò al 48,07%. Torino spinse con forza verso il nuovo Stato Tra i capoluoghi piemontesi, Torino sostenne in modo netto la scelta repubblicana. La città, segnata dai bombardamenti e dalla lotta partigiana, diede alla Repubblica 252. 001 voti, pari al 61,41%. La Monarchia raccolse 158. 368 voti, con il 38,59%. Anche altri capoluoghi votarono in maggioranza per la Repubblica. Alessandria registrò una delle percentuali più alte, con il 69,26%. A Novara la Repubblica arrivò al 63,24%, mentre a Vercelli si attestò al 56,98%. Più contenuti i margini ad Asti, dove il voto repubblicano fu pari al 56,11%, e a Cuneo, con il 53,95%. Province divise tra città repubblicane e aree monarchiche Il quadro cambiò osservando le province. Nei capoluoghi la Repubblica prevalse ovunque, ma nei territori provinciali emersero equilibri più complessi. La provincia di Cuneo votò in maggioranza per la Monarchia, che raggiunse il 56,15%. Anche Asti risultò quasi divisa a metà, con il 50,58% alla Monarchia e il 49,42% alla Repubblica. Le aree urbane e industriali si orientarono soprattutto verso la Repubblica, mentre molte zone rurali e montane conservarono un forte legame con la Corona sabauda. Il voto del Piemonte mostrò così una regione sospesa tra passato monarchico e nuovo assetto repubblicano, con differenze territoriali che ancora oggi restituiscono una fotografia precisa dell’Italia nata dopo il 1946. - Published: 2026-06-02 - Modified: 2026-06-02 - URL: https://www.torinofree.it/news/tragedia-nel-chisone-ragazzo-di-17-anni-trascinato-via-dalla-corrente.html - Categorie: News A San Germano Chisone si è conclusa in modo tragico la ricerca di un giovane 17enne di Porte, caduto nel torrente Chisone e trascinato via dalla corrente. Il giovane si trovava con un gruppo di coetanei quando, nel corso del pomeriggio, sarebbe scivolato da una roccia ed è finito in acqua. La forza del torrente lo ha portato via in pochi istanti. Gli amici hanno provato a raggiungerlo, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Subito dopo è stato dato l’allarme, con l’attivazione delle squadre di soccorso lungo il corso d’acqua. In serata è arrivata la notizia più dolorosa: il corpo del 17enne è stato trovato senza vita vicino a una diga. La caduta nel Chisone davanti agli amici Pasquale Sarli era in compagnia di una decina di ragazzi quando è avvenuto l’incidente. Il punto in cui si trovava, nei pressi del torrente Chisone, si è trasformato in pochi attimi nel luogo della tragedia. Dopo la caduta in acqua, la corrente ha reso impossibile il recupero immediato. Gli amici hanno cercato di intervenire e di prestare aiuto, ma la situazione è precipitata con rapidità. La forza dell’acqua ha fatto perdere le tracce del giovane, mentre il gruppo ha dato l’allarme per chiedere l’intervento dei soccorsi. Soccorsi al lavoro con vigili del fuoco e 118 Dopo la richiesta di soccorso è iniziata un'ampia operazione di ricerca. Sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e gli specialisti del nucleo Speleo Alpino Fluviale, preparati per operare in aree difficili, corsi d’acqua e zone impervie. Le squadre hanno controllato le sponde del torrente e i tratti ritenuti più delicati. Per ampliare l’area di ricerca è stato impiegato anche l’elicottero Drago dei vigili del fuoco, che ha sorvolato la zona nel tentativo di individuare il ragazzo il prima possibile. Il corpo trovato vicino a una diga Le ricerche sono proseguite fino alla sera, quando è stato trovato il corpo senza vita del 17enne. Il recupero è avvenuto nei pressi di una diga, ponendo fine alle speranze delle ore successive alla scomparsa. La tragedia del Chisone arriva a poca distanza da un altro dramma avvenuto in Piemonte, con il recupero nel Sesia del corpo di un 12enne scomparso nei giorni precedenti. Due episodi distinti, ma segnati entrambi dalla pericolosità dei corsi d’acqua in giornate che avrebbero dovuto essere di svago. - Published: 2026-06-01 - Modified: 2026-06-01 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/polo-del-900-cinque-giorni-di-eventi-a-torino-per-gli-80-anni-della-repubblica.html - Categorie: Eventi Dal 1° al 5 giugno 2026 il Polo del ’900 dedica cinque giorni agli 80 anni della Repubblica Italiana, con un calendario costruito attorno al referendum del 2 giugno 1946. Il programma riunisce mostre fotografiche, proiezioni, concerti, podcast dal vivo e incontri pubblici. Al centro restano la partecipazione politica, l’antifascismo, la Costituzione e il ruolo delle donne nel passaggio che ha cambiato la storia del Paese. Cinque giorni per rileggere il voto del 1946 Il percorso si apre lunedì 1 giugno alle 21 con la proiezione speciale de “La legge”, opera di Flavia Mastrella. Dopo la visione, la regista incontra il pubblico in sala. Martedì 2 giugno il programma entra nel vivo con la mostra fotografica “1946–2026: Donne al voto, nasce la Repubblica”, allestita nel cortile del Rettorato dell’Università di Torino. La mostra è curata da Alessandro Rubini e Gianluca Cuniberti. Le immagini raccontano seggi, piazze, volti e momenti della proclamazione della Repubblica, con uno sguardo rivolto alla prima partecipazione femminile a una consultazione politica nazionale. Concerti, podcast e cinema sulla memoria democratica Sempre martedì 2 giugno sono previsti diversi appuntamenti dedicati al voto e alla Resistenza. Alle 15 si tiene “Non fingete di non vedere”, concerto promosso dall’ANPI provinciale torinese, dalla sezione ANPI di Cuorgnè e dalla sezione del Teatro Regio di Torino. Alle 16 arriva “Resistenti”, di Simona Carapella, con le musiche di Camera Sambô. Il racconto passa dalla toponomastica torinese per ricordare figure antifasciste e partigiane legate alla città. Alle 17. 30 spazio al live podcast “Anni rubati. L’esilio della famiglia Montagnana”, dedicato alla vicenda di una famiglia antifascista ed ebrea torinese, legata alle figure di Rita Montagnana e Mario Montagnana. Mercoledì 3 giugno il Polo del ’900 ospita una serata cinematografica con “Aida”, “Italia repubblicana” e “Libere”, tre opere dedicate alla partecipazione femminile alla Resistenza e alla nascita della Repubblica. “Tutti al voto! ” ricostruisce i giorni dell’attesa Il momento centrale è fissato per venerdì 5 giugno alle 18, nell’Auditorium del Polo del ’900, con “Tutti al voto! ”, maratona pubblica dedicata al referendum istituzionale del 1946. L’evento ripercorre i tre giorni che precedettero l’annuncio della vittoria repubblicana da parte del ministro dell’Interno Giuseppe Romita, avvenuto il 5 giugno 1946 alle 18. 30. Attraverso filmati, giornali d’epoca, testimonianze e analisi, il pubblico viene riportato nel clima di attesa, confronto e tensione che accompagnò quel passaggio storico. La conduzione è affidata a Benedetta Tobagi e Filippo Solibello, con inviati speciali dal Liceo A. Volta e dal Convitto Umberto I, collegamenti da Torino e da altre città italiane, più approfondimenti sul voto a cura di YouTrend. Il pubblico potrà esprimere una preferenza su una scheda elettorale simbolica, scegliendo tra Repubblica e Monarchia. I voti saranno poi scrutinati e commentati in diretta. - Published: 2026-06-01 - Modified: 2026-06-01 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/teatro-stabile-di-torino-2026-2027-la-stagione-elisir-porta-in-scena-94-spettacoli.html - Categorie: Cultura La stagione 2026/2027 del Teatro Stabile di Torino avrà il titolo “Elisir” e accompagnerà il pubblico da settembre 2026 a luglio 2027. Il cartellone presenta 94 spettacoli, tra produzioni, coproduzioni, ospitalità e appuntamenti legati a Torinodanza Festival. Il progetto punta su classici, drammaturgia contemporanea, danza internazionale e percorsi dedicati a pubblici diversi. Il nuovo assetto artistico sarà guidato dal direttore Valerio Binasco, affiancato dal direttore artistico junior Diego Pleuteri e dal vicedirettore artistico Leonardo Lidi. Nella squadra figurano anche Anna Cremonini per Torinodanza, Kriszta Székely e Silvia Gribaudi come artiste associate. Una stagione ampia tra produzioni e ospitalità Il programma comprende 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli di Torinodanza Festival. Due terzi dei titoli previsti nelle sale dello Stabile saranno firmati da autori e autrici viventi, dato che conferma la volontà di tenere insieme tradizione e scena contemporanea. Torneranno anche Energie Nove, rassegna dedicata ai giovani artisti emergenti, e Torinodanza EXTRA, con un’attenzione specifica ai linguaggi internazionali. L’obiettivo è costruire una proposta culturale capace di intercettare pubblici differenti e di rafforzare il ruolo del teatro come luogo di confronto. Goldoni apre il cartellone al Teatro Carignano L’apertura ufficiale sarà affidata a Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni, con la regia di Valerio Binasco. Lo spettacolo debutterà in prima nazionale al Teatro Carignano il 5 ottobre 2026 e resterà in scena fino al 25 ottobre. Tra gli altri titoli spiccano L’inserzione di Natalia Ginzburg e Il taccuino di Trigorin di Tennessee Williams, entrambi diretti da Leonardo Lidi. Kriszta Székely porterà invece in scena L’evento, tratto dall’opera di Annie Ernaux, in forma site-specific in un appartamento storico di piazza Carignano. Dai classici alla danza, spazio anche al sociale Il cartellone toccherà anche temi spirituali e religiosi con Lu Santo Jullàre Françesco, interpretato da Matthias Martelli, e con Corano, progetto di Gabriele Vacis e del collettivo PoEM. Per il pubblico più giovane arriverà una nuova produzione di Pippi Calzelunghe, pensata per celebrare i 120 anni dalla nascita di Astrid Lindgren. Tra i ritorni sono previsti Se questo è un uomo di Primo Levi, diretto da Valter Malosti, Amleto di Leonardo Lidi e Fred! , omaggio a Fred Buscaglione con Fabrizio Bosso. “Elisir” diventa così il nome di un percorso che vede nel teatro uno strumento per rallentare, condividere e leggere il presente. - Published: 2026-06-01 - Modified: 2026-06-01 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-al-capolinea-in-piemonte-martedi-rischio-nubifragi-e-grandine.html - Categorie: News Il caldo intenso che ha segnato gli ultimi giorni in Piemonte è vicino a una svolta netta. Dopo una fase quasi estiva, con massime elevate e valori da record per il mese di maggio in alcune zone, la regione si prepara a un cambio meteo rapido. Da martedì 2 giugno sono attesi temporali forti, possibili nubifragi, grandinate e un calo sensibile delle temperature. La variazione sarà legata all’arrivo di una perturbazione atlantica dal Nord Europa. Il passaggio metterà fine alla fase dominata dall’anticiclone subtropicale e porterà condizioni più instabili su gran parte del territorio piemontese. Ultime ore di caldo prima della svolta Tra domenica 31 maggio e lunedì 1 giugno il Piemonte resterà ancora sotto l’effetto del caldo. In pianura le temperature massime potranno arrivare tra 31 e 33 gradi, con una sensazione pienamente estiva. Nel corso del pomeriggio non mancheranno segnali di instabilità, soprattutto sulle aree alpine. I temporali di calore potranno poi estendersi verso alcune zone di pianura, con maggiore rischio su Torinese, Biellese, Canavese, Verbano-Cusio-Ossola e alto Novarese. Si tratterà di fenomeni localmente intensi, destinati però a durare poco. Il quadro cambierà in modo più deciso il giorno successivo, quando l’aria più fresca inizierà a prendere il posto del caldo accumulato nei giorni precedenti. Martedì il passaggio più intenso La giornata più delicata sarà martedì 2 giugno. Fin dal mattino il cielo risulterà spesso nuvoloso, con rovesci sparsi sulle zone alpine e sui settori vicini alla Lombardia. La fase più forte è prevista tra pomeriggio e sera, quando il fronte attraverserà il Piemonte da ovest verso est. Tra le ore 15 e 19 potranno formarsi temporali di forte intensità. I fenomeni più rilevanti riguarderanno possibili raffiche di vento molto forti, grandine con chicchi anche tra 2 e 3 centimetri e nubifragi localizzati. La rapidità dei temporali potrà creare disagi, soprattutto nelle aree colpite dai nuclei più violenti. Dopo il passaggio del fronte, l’ingresso di aria atlantica più fredda porterà un calo evidente. Le massime scenderanno anche di 7-9 gradi rispetto al giorno precedente e difficilmente andranno oltre 22-24 gradi. Dopo i temporali resta un clima più fresco Mercoledì 3 giugno il tempo tenderà a migliorare, con schiarite più ampie e un contesto meno instabile. Le temperature minime potranno scendere fino a 14-16 gradi, mentre le massime torneranno verso 26-29 gradi, senza gli eccessi dei giorni precedenti. Tra giovedì 4 e venerdì 5 giugno resterà possibile una nuova fase di instabilità, soprattutto sull’arco alpino. Rovesci e temporali pomeridiani o serali potrebbero poi raggiungere le pianure a nord del Po, con fenomeni localmente intensi, in particolare nella giornata di venerdì. Il Piemonte passerà quindi da una fase di caldo precoce a un periodo più variabile, segnato da contrasti termici marcati e da condizioni tipiche dell’inizio dell’estate. - Published: 2026-06-01 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cinema-allaperto-gratis-a-torino-35-eventi-estivi-tra-film-talk-e-ospiti-internazionali.html - Categorie: Eventi Con l’arrivo dell’estate torna a Torino uno degli appuntamenti più seguiti dal pubblico cittadino: il cinema all’aperto. Dal 4 giugno all’8 agosto 2026 la 14ª edizione di Un’Estate al Cinema porterà film, incontri e attività gratuite in diversi spazi del territorio, con un programma pensato per quartieri, periferie e luoghi culturali fuori dai circuiti più tradizionali. La rassegna gratuita torna con 35 appuntamenti estivi Il progetto promosso dall’Associazione Museo Nazionale del Cinema presenta un calendario composto da 35 eventi gratuiti, con 30 film, 2 workshop e 6 talk. La proposta coinvolge oltre 20 ospiti internazionali e conferma la volontà di trasformare il cinema in un’occasione di incontro aperta a pubblici diversi. Il programma non si limita alla proiezione dei film. Accanto ai titoli in cartellone ci saranno momenti di confronto con registi, autori e figure del mondo culturale, in una formula che unisce visione, dibattito e formazione. La rassegna mantiene così una forte identità sociale, con attenzione ai temi del presente e alla partecipazione dei cittadini. Film e incontri arrivano in 11 spazi del territorio Uno degli elementi centrali dell’edizione 2026 è la distribuzione degli eventi in 11 luoghi tra Torino, Moncalieri ed Exilles. A Torino saranno coinvolte zone come Barriera di Milano, San Donato, il Sud e il Centro città. La rassegna uscirà anche dai confini cittadini. A Moncalieri gli appuntamenti toccheranno Val Cenasco Landhouse, mentre in Alta Valle di Susa il programma arriverà a Exilles, tra il Padiglione Natura e la Frazione Morliere. La scelta dei luoghi conferma il carattere diffuso dell’iniziativa, costruita per portare il grande schermo in cortili, giardini e spazi di comunità. Dai classici ai temi sociali con ospiti e talk Il cartellone affronta temi legati a inclusione sociale, creatività, migrazioni, accoglienza, ambiente e memoria dei territori. Tra i film citati ci sono Tanto di cappello, Giovani madri, Dragon Trainer, Manodopera, Si può fare, Sì, chef! , Non dirmi che hai paura, The Sea, The Milky Way e Tutto quello che resta di te. Spazio anche al rapporto tra cinema e natura, con titoli come Il buco, Il pianeta azzurro, Ambin – La roccia e la piuma e Il vento fa il suo giro, previsto l’8 agosto a Exilles. Tra gli appuntamenti più attesi c’è il talk del 4 luglio ai Bagni di via Agliè con Miguel Benasayag, chiamato a dialogare con Lisa Parola sulle nuove generazioni e sulle forme espressive dei giovani. - Published: 2026-06-01 - Modified: 2026-06-01 - URL: https://www.torinofree.it/news/scorbuto-a-torino-bambina-salvata-al-regina-margherita.html - Categorie: News Lo scorbuto torna al centro dell’attenzione medica con un caso pediatrico diagnosticato e curato a Torino, all’ospedale Infantile Regina Margherita. Una bambina è stata presa in carico dai medici dopo sintomi severi legati a una prolungata carenza di vitamina C, una condizione oggi rara, ma ancora possibile in presenza di diete molto ristrette. Il caso è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine Evidence, con un riconoscimento internazionale per il lavoro svolto dall’equipe torinese e dall’Università degli Studi di Torino. Una malattia antica che può colpire ancora i bambini Lo scorbuto viene spesso associato ai racconti storici dei marinai e alle epoche in cui l’accesso a cibi freschi era limitato. La vicenda torinese dimostra invece che questa patologia può riapparire anche nei Paesi occidentali, soprattutto quando l’alimentazione quotidiana resta povera di frutta e verdura per periodi lunghi. La bambina era arrivata in ospedale con difficoltà a camminare, dolori osteo-articolari, stanchezza e irritabilità. Sintomi che, in assenza di una valutazione nutrizionale accurata, possono rendere la diagnosi complessa. La carenza di vitamina C compromette la sintesi del collagene, una proteina necessaria per il corretto sostegno di pelle, ossa, cartilagini e vasi sanguigni. Da qui possono derivare fragilità dei tessuti, dolore e sanguinamenti. La selettività alimentare cambia il quadro clinico Il caso richiama l’attenzione sulle nuove fragilità nutrizionali in età pediatrica. Regimi alimentari molto selettivi, con esclusione costante di intere categorie di alimenti, possono esporre i bambini a deficit severi. Questa condizione viene segnalata con maggiore frequenza nei disturbi del neurosviluppo, nei quali le abitudini alimentari possono diventare rigide e difficili da modificare. Per i medici, riconoscere lo scorbuto non è immediato, proprio perché la malattia viene considerata rara. Per questo motivo, davanti a dolori persistenti o difficoltà motorie senza traumi evidenti, l’indagine sulle abitudini a tavola può diventare decisiva. Il caso pubblicato su una rivista internazionale La professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita e della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università di Torino, ha indicato la pubblicazione scientifica come un riconoscimento al lavoro clinico svolto nella struttura, con attenzione sia al rigore medico sia all’ascolto del paziente. Soddisfazione è stata espressa anche da Adriano Leli, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera OIRM-Sant’Anna di Torino, che ha collegato il risultato alla preparazione degli specialisti nella gestione di patologie complesse e riemergenti. Il dottor Emanuele Savasta, primo autore dello studio, ha evidenziato il valore didattico del caso: nelle forme di selettività alimentare estrema, lo scorbuto deve essere preso in considerazione per avviare terapie mirate ed evitare accertamenti non necessari. - Published: 2026-06-01 - Modified: 2026-06-01 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/ponte-del-2-giugno-musei-civici-aperti-a-torino-con-tariffe-ridotte.html - Categorie: Cultura Musei aperti a Torino per il ponte della Festa della Repubblica: la Fondazione Torino Musei ha messo in atto un programma speciale per consentire l’accesso ai principali poli civici della città durante il lungo fine settimana della Festa della Repubblica. GAM, MAO e Palazzo Madama saranno visitabili sia lunedì 1° giugno sia martedì 2 giugno, con orario continuato dalle 10 alle 18. L’iniziativa riguarda tre sedi centrali del patrimonio culturale torinese e punta a favorire la partecipazione di cittadini e turisti in giornate tradizionalmente legate alle visite, agli eventi e agli spostamenti in città. Per martedì 2 giugno è prevista una tariffa ridotta per l’ingresso alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee in corso. Tre musei civici aperti nel ponte festivo Il piano di aperture interessa il Museo d’Arte Orientale, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica. Le tre sedi resteranno aperte al pubblico nelle giornate di lunedì 1° giugno e martedì 2 giugno. La GAM e il MAO effettueranno un’apertura straordinaria nella giornata di lunedì, mentre Palazzo Madama sposterà il consueto turno di riposo, così da garantire l’ingresso anche nel giorno della Festa della Repubblica. L’orario scelto è lo stesso per tutti e tre i musei: apertura dalle 10 alle 18, senza interruzioni. Una formula che consente di organizzare la visita con maggiore libertà durante il ponte. Biglietti ridotti per la Festa della Repubblica La novità principale riguarda le agevolazioni previste per martedì 2 giugno. In questa data l’accesso alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee sarà disponibile a tariffa ridotta nei tre musei civici coinvolti. La misura rende più accessibile l’offerta culturale cittadina in occasione della Festa della Repubblica. Il ponte diventa così un’occasione per tornare nei musei torinesi o per visitarli per la prima volta, con un costo di ingresso inferiore rispetto alla tariffazione ordinaria. L’iniziativa rientra in una proposta pensata per valorizzare il patrimonio artistico della città e per sostenere il turismo di prossimità durante il fine settimana prolungato. Le mostre visitabili tra GAM, MAO e Palazzo Madama Il programma espositivo offre diverse possibilità di visita. Alla GAM sono presenti, tra le proposte in corso, la rassegna “Un altro Novecento”, dedicata alle opere su carta, e l’omaggio per i novant’anni di Giorgio Griffa. Al MAO resta centrale la mostra immersiva “Chiharu Shiota. The Soul Trembles”, affiancata dal progetto “Declinazioni Temporanee #3”. Palazzo Madama propone invece il percorso storico “MonumenTO, Torino Capitale”, oltre all’esposizione della “Donna in blu che legge una lettera” di Vermeer. Il ponte del 2 giugno offre quindi una finestra utile per attraversare linguaggi, epoche e collezioni diverse, dal contemporaneo all’arte orientale, fino alla storia cittadina e ai grandi capolavori internazionali. - Published: 2026-05-31 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/sottopasso-donat-cattin-chiusure-a-torino-per-i-lavori-di-sicurezza.html - Categorie: News A Torino si prepara una nuova fase di lavori sul sottopasso Donat Cattin di corso Mortara, con modifiche alla viabilità che potrebbero causare rallentamenti per gli automobilisti. Gli interventi riguardano la manutenzione straordinaria della struttura e l’aggiornamento degli impianti di sicurezza, con chiusure programmate in più giornate e restringimenti della carreggiata. Il cantiere sarà organizzato in fasi diverse, così da gestire separatamente i due fornici e contenere le difficoltà per il traffico cittadino. Il primo stop riguarderà il fornice sud La prima parte dei lavori interesserà il fornice sud del sottopasso, lungo la direttrice che da corso Potenza porta verso via Orvieto. In questa fase è prevista la chiusura durante il giorno, nella fascia compresa tra le 9. 30 e le 16. 30. Lo stop sarà attivo lunedì 1° giugno e poi da mercoledì 3 giugno a venerdì 5 giugno. La scelta dell’orario diurno renderà necessaria una maggiore attenzione per chi attraversa abitualmente corso Mortara, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando il traffico locale potrebbe concentrarsi sui percorsi alternativi. Per gli automobilisti torinesi si annunciano quindi possibili code, soprattutto nelle aree vicine agli accessi del sottopasso. La raccomandazione è di valutare in anticipo il tragitto, tenendo conto delle chiusure previste. La settimana successiva cambia la direzione interessata Nella seconda settimana il cantiere si sposterà sul fornice nord, nella direzione opposta, da via Orvieto verso corso Potenza. In questo caso la chiusura totale scatterà in orario notturno, dalle 22 alle 6, da lunedì 8 giugno a venerdì 12 giugno. Durante lo stesso periodo, nella medesima direzione, saranno previste limitazioni anche di giorno. La carreggiata verrà infatti ridotta da due corsie a una sola corsia di marcia nei tratti man mano interessati dagli interventi. Questo potrà incidere sui tempi di percorrenza, in particolare per chi utilizza il sottopasso come collegamento abituale. La doppia organizzazione, tra chiusure notturne e restringimenti diurni, punta a permettere l’avanzamento delle opere senza bloccare l’intera circolazione per tutta la giornata. L’invito agli automobilisti è scegliere percorsi diversi Le autorità locali chiedono agli automobilisti di prestare attenzione alla segnaletica provvisoria e di procedere con prudenza nelle zone interessate dal cantiere. Il consiglio principale è usare percorsi alternativi, soprattutto nelle fasce orarie in cui sono previste le chiusure del sottopasso. Il tratto di corso Mortara interessato dai lavori potrebbe infatti diventare un punto sensibile per la viabilità cittadina. Per chi deve muoversi tra corso Potenza e via Orvieto, programmare lo spostamento con qualche minuto di anticipo può ridurre il rischio di rimanere bloccati nel traffico. - Published: 2026-05-31 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/donne-al-voto-a-torino-la-mostra-sugli-80-anni-dal-referendum-del-1946.html - Categorie: News Il 2 giugno il cortile del Palazzo del Rettorato dell’Università di Torino accoglie la mostra fotografica “1946-2026: Donne al voto, nasce la Repubblica”, dedicata al referendum che sancì la nascita dell’Italia repubblicana e alla prima partecipazione delle donne a una consultazione politica nazionale. Il progetto, curato da Gianluca Cuniberti e Alessandro Rubini, nasce dalla collaborazione tra Università di Torino e Polo del ’900, con il contributo dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo e dell’Archivio Storico della Città di Torino. Torino riapre la memoria del voto femminile L’iniziativa rientra nel calendario di appuntamenti legati agli 80 anni dal primo voto femminile in Italia. Dopo il percorso della mostra “Torino 1946 – 2016”, l’Ateneo torinese propone un nuovo racconto visivo centrato sul referendum del 2 giugno 1946. Le fotografie selezionate ricostruiscono l’atmosfera politica e sociale di quei giorni, tra attese ai seggi, piazze, momenti pubblici e partecipazione collettiva. Al centro del percorso resta il suffragio universale, con una lettura che mette in evidenza l’ingresso delle donne nella vita politica nazionale e il loro ruolo nella nuova fase democratica del Paese. Le immagini del 1946 parlano ancora al presente La mostra invita a rileggere il referendum del 1946 come un passaggio vivo della storia italiana. Le immagini mostrano un Paese appena uscito dalla guerra, chiamato a scegliere il proprio futuro istituzionale attraverso il voto. La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, ha richiamato il valore della memoria come strumento per dare profondità al presente e responsabilità al futuro. Secondo la rettrice, gli scatti raccolti restituiscono il coraggio e la partecipazione di donne e uomini che scelsero democrazia, Repubblica e suffragio universale come base della convivenza civile. In quelle fotografie, ha aggiunto, si riconosce l’inizio di una nuova stagione per il Paese, segnata dall’ingresso pieno delle donne italiane nella vita politica. Gli archivi storici diventano racconto civile Il percorso espositivo riunisce materiali provenienti da archivi di grande rilievo. Tra questi figurano l’Archivio Storico della Città di Torino, l’Archivio dell’Agenzia Publifoto, la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci e la Fondazione di Studi Storici Gaetano Salvemini. Un contributo arriva anche dall’Istituto piemontese Giorgio Agosti, che conserva la scheda elettorale del referendum. La mostra resterà aperta fino al 15 settembre, offrendo al pubblico un percorso tra immagini, memoria repubblicana e partecipazione democratica. - Published: 2026-05-31 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/chivasso-attiva-la-nuova-passerella-pedonale-che-sostituisce-il-passaggio-a-livello.html - Categorie: News Chivasso ha attivato la nuova passerella pedonale destinata a sostituire il passaggio a livello di via Talentino, lungo la linea ferroviaria Torino-Milano. L’opera segna un passaggio importante nella riorganizzazione della mobilità urbana, con un intervento pensato per rendere più sicuri gli spostamenti a piedi e più regolare la circolazione ferroviaria. La nuova infrastruttura è stata aperta dopo un sopralluogo svolto dai rappresentanti del Comune e dai responsabili territoriali di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS. A Chivasso cambia l’attraversamento vicino alla ferrovia La passerella si trova nell’area del passaggio a livello di via Mazzè, chiuso nel luglio 2024 dopo l’entrata in funzione del cavalcaferrovia di corso Galileo Ferraris. Con questa nuova opera, il percorso avviato negli ultimi anni arriva a un punto decisivo, perché consente di completare la soppressione del passaggio a livello di via Talentino. L’intervento rientra in un quadro più ampio di revisione della viabilità cittadina, legato alla presenza della linea ferroviaria. La scelta di eliminare gli attraversamenti a raso punta a ridurre i rischi e a rendere più ordinato il rapporto tra traffico urbano, percorsi pedonali e infrastruttura ferroviaria. Scale e ascensori rendono accessibile la struttura La struttura metallica era stata posata lo scorso luglio. Dopo quella fase, i lavori sono proseguiti con la realizzazione delle scale, degli ascensori e dei percorsi di accesso. Il risultato è una passerella utilizzabile anche dalle persone con mobilità ridotta, elemento centrale per un collegamento pedonale destinato al servizio quotidiano della città. La nuova infrastruttura permette di superare la ferrovia senza attraversare i binari a raso. In questo modo il passaggio diventa separato dalla circolazione dei treni, con vantaggi per la sicurezza dei pedoni e per la gestione del traffico ferroviario sulla direttrice Torino-Milano. Investimento da oltre due milioni per la sicurezza L’opera ha richiesto un investimento complessivo superiore a due milioni di euro. Il finanziamento è stato sostenuto da RFI, con un contributo del Comune di Chivasso. L’intervento fa parte del programma nazionale per la progressiva eliminazione dei passaggi a livello, piano promosso da Rete Ferroviaria Italiana per aumentare la sicurezza e rendere più efficiente la circolazione ferroviaria e stradale. Anche in Piemonte prosegue quindi il percorso di superamento degli attraversamenti a raso. L’obiettivo resta la riduzione dei rischi legati ai passaggi a livello, con effetti diretti sulla qualità del servizio ferroviario e sulla mobilità locale. - Published: 2026-05-31 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/venaria-reale-uffici-comunali-chiusi-al-pubblico-lunedi-1-giugno.html - Categorie: News Venaria Reale si prepara alla Festa della Repubblica con una chiusura straordinaria degli uffici comunali. Il provvedimento riguarda la giornata di lunedì 1° giugno 2026, alla vigilia del 2 giugno, e sospende l’apertura al pubblico degli sportelli dell’ente. La decisione è stata formalizzata con l’ordinanza sindacale numero 79 del 27 maggio 2026, pubblicata sull’Albo pretorio comunale. Uffici comunali chiusi per il ponte del 2 giugno La chiusura straordinaria interesserà tutti gli sportelli comunali di Venaria Reale nella giornata di lunedì 1° giugno. Il provvedimento si inserisce nel calendario legato alla Festa della Repubblica, che cadrà martedì 2 giugno, creando così un ponte istituzionale prima della festività nazionale. Per i cittadini significa che, nella giornata indicata, non sarà possibile accedere agli uffici comunali per le normali pratiche amministrative o per le attività ordinarie di sportello. La sospensione riguarda l’apertura al pubblico e segue quanto previsto dall’atto firmato dal sindaco, con pubblicazione ufficiale sull’Albo pretorio dell’ente. La misura ha quindi un carattere organizzativo e riguarda una sola giornata lavorativa, quella immediatamente precedente alla ricorrenza nazionale. Polizia municipale e Stato Civile restano attivi La chiusura non comporterà lo stop totale dei servizi. Il Comune ha previsto la continuità delle funzioni ritenute essenziali, così da mantenere attivi i presidi necessari in caso di urgenze o necessità operative. Tra le attività escluse dalla sospensione rientra il comando della polizia municipale, che resterà operativo secondo le modalità previste. Sarà garantita anche l’attività dell’ufficio dello Stato Civile, con personale in regime di reperibilità. Resta prevista la presenza, sempre in reperibilità, del personale tecnico comunale inserito nei turni dedicati. Questa organizzazione servirà a gestire eventuali criticità infrastrutturali, qualora si presentassero situazioni da affrontare durante la giornata di chiusura. Le attività ripartono mercoledì 3 giugno La sospensione degli sportelli sarà limitata a lunedì 1° giugno. Dopo la festività nazionale del 2 giugno, la normale attività degli uffici comunali di Venaria Reale riprenderà mercoledì 3 giugno. Da quella data i cittadini potranno tornare a rivolgersi agli uffici per le pratiche ordinarie e per i servizi abitualmente erogati dagli sportelli. La chiusura straordinaria, quindi, non modifica in modo stabile il calendario degli uffici, ma introduce una pausa temporanea collegata al ponte della Festa della Repubblica. Per chi avesse necessità di rivolgersi al Comune, il riferimento resta la ripresa delle attività fissata per mercoledì, mentre per le funzioni essenziali saranno attivi i presidi indicati dall’ordinanza. - Published: 2026-05-31 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/notte-degli-archivi-2026-a-torino-tour-gratis-sul-tram-storico-2847.html - Categorie: Eventi Torino salirà a bordo di un tram d’epoca per una serata dedicata alla memoria urbana e alla storia del trasporto pubblico. Venerdì 5 giugno, in occasione della Notte degli Archivi 2026, l’Associazione Torinese Tram Storici parteciperà al programma di Archivissima con tre corse gratuite nel centro città. L’iniziativa, realizzata con il supporto di Gruppo Iren e la collaborazione di GTT, avrà come protagonista il tram storico 2847, vettura del 1960 che tornerà sui binari per accompagnare i partecipanti in un percorso tra mobilità, archivi e sviluppo elettrico di Torino. Il tram storico 2847 torna nel cuore di Torino Il viaggio partirà da piazza Carlo Emanuele II, conosciuta dai torinesi anche come piazza Carlina. Da qui prenderanno il via tre tour serali pensati per far riscoprire un mezzo che appartiene alla memoria collettiva della città. Il tram 2847 attraverserà le vie del centro con un itinerario dedicato al rapporto tra Torino e la sua rete tranviaria. La corsa non sarà soltanto un’esperienza a bordo di una vettura storica, ma anche un’occasione per osservare la città da una prospettiva legata alla sua identità industriale e ai servizi pubblici che ne hanno accompagnato la crescita. Archivissima racconta quello che non si vede L’appuntamento rientra nel programma di Archivissima 2026, dedicato al tema Quello che non c’è. La scelta si lega bene al racconto proposto durante il tour, perché il funzionamento dei tram dipende da elementi spesso invisibili agli occhi dei cittadini. Durante il percorso saranno ricordate le strutture che hanno permesso alla rete tranviaria torinese di svilupparsi nel Novecento. Il racconto toccherà il ruolo delle centrali elettriche, delle cabine di trasformazione, dei sistemi di alimentazione e degli apparati di segnalazione. Tutti questi elementi hanno fatto parte dell’infrastruttura urbana e hanno sostenuto per decenni il servizio di trasporto pubblico. Tre partenze gratuite con prenotazione obbligatoria Le corse sono previste nella serata di venerdì 5 giugno con tre orari: 20. 30, 21. 15 e 22. 00. Il punto di partenza sarà il capolinea sul lato sud di piazza Carlo Emanuele II. La partecipazione ai tour sarà gratuita, ma l’accesso richiederà la prenotazione obbligatoria fino all’esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa unisce così il valore divulgativo della Notte degli Archivi al fascino concreto di un viaggio su un mezzo storico, riportato in servizio per raccontare una parte della Torino meno visibile. - Published: 2026-05-31 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-comics-alla-certosa-reale-tutte-le-novita-della-30esima-edizione.html - Categorie: Eventi La 30ª edizione di Torino Comics ha aperto i battenti alla Certosa Reale di Collegno, con un impianto rinnovato e una distribuzione degli spazi diversa rispetto al passato. La manifestazione dedicata a fumetti, cosplay, giochi, cultura pop e intrattenimento resterà attiva fino a lunedì 1° giugno, portando nel grande parco un programma pensato per pubblici diversi, dai lettori di fumetti agli appassionati di videogiochi, fino alle famiglie. La scelta della Certosa Reale e del Parco Dalla Chiesa dà all’evento un carattere più ampio e diffuso. Torino Comics non si concentra in un solo punto, ma occupa più aree collegate tra loro, con percorsi dedicati, zone tematiche e spazi per incontri, spettacoli e attività. Torino Comics cambia scenario e punta sugli spazi aperti La novità più evidente riguarda la formula della manifestazione. Per questa edizione, il festival utilizza gli ambienti della Certosa Reale di Collegno e le aree del parco, con l’obiettivo di creare una vera cittadella della cultura pop. Fumetti, cosplay, concerti, sport, mostre, giochi da tavolo e videogiochi compongono un calendario ricco, pensato per una visita lunga e modulabile. Tra le soluzioni introdotte c’è anche l’area commerciale gratuita, accessibile senza biglietto. Il pubblico può poi entrare nelle sezioni culturali tramite un braccialetto giornaliero, che consente di uscire e rientrare durante la giornata. Una scelta pratica, utile soprattutto in un contesto esteso, dove gli spostamenti tra le varie zone diventano parte dell’esperienza. Il Chiostro Maggiore ospita i grandi nomi del fumetto Il fulcro della rassegna resta il rapporto diretto con gli autori. Nel Chiostro Maggiore trovano spazio oltre cinquanta firme del fumetto italiano e internazionale, con un programma che mette insieme scuole, generazioni e stili differenti. Tra gli ospiti figurano Milo Manara, Giorgio Cavazzano, Marco Gervasio, Claudio Sciarrone, Ivo Milazzo, Giampiero Casertano, Rodolfo Torti, Lucio Filippucci e Antonio Lapone. Accanto ai nomi più noti, l’evento dà spazio anche a illustratori, artisti legati al fumetto indipendente e professionisti provenienti da realtà editoriali diverse, tra cui Disney e Bonelli. Questa parte della manifestazione conferma il peso del fumetto come asse principale di Torino Comics, anche in un’edizione molto aperta all’intrattenimento e alla partecipazione del pubblico. Giochi, Giappone e spettacoli completano il programma Il ritorno del Quartiere Giapponese, assente da oltre dieci anni, rappresenta uno dei passaggi più attesi. L’area propone incontri, laboratori e attività relative alla cultura nipponica. A questa sezione si affiancano Eros ed Ethos, dedicata a libertà espressiva e diritti, e la Self Area, riservata alle autoproduzioni e al fumetto indipendente. Il programma si allarga poi al gioco, con più di 800 postazioni nell’area games e una sezione videogames con tornei, free play ed esperienze immersive. Spazio anche ai più piccoli con l’area kids by Carioca, mentre sport, spettacoli e incontri animano il palco principale, la Sala incontri del Chiostro e il Teatro della Lavanderia a Vapore. La mostra sui 20 anni del Torino Pride completa un’edizione che unisce memoria, intrattenimento e partecipazione, mantenendo Torino Comics al centro del calendario degli eventi pop piemontesi. - Published: 2026-05-30 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/palazzina-di-stupinigi-il-percorso-di-visita-si-amplia-con-due-nuove-sale.html - Categorie: Turismo La Palazzina di Caccia di Stupinigi amplia il percorso aperto ai visitatori con due nuovi ambienti dedicati a una parte delle sue raccolte. L’intervento cade nell’anno segnato dal centenario del Museo dell’Ammobiliamento e porta all’attenzione del pubblico le quadrerie Crivelli e Principini, due nuclei che permettono di leggere la residenza sabauda attraverso dipinti, ritratti di corte, nature morte e scene legate alla vita delle dinastie. Due nuove sale per leggere meglio Stupinigi Il nuovo allestimento riguarda la Sala Crivelli e la Sala Principini, inserite nel percorso della residenza di Nichelino. La prima completa la visita dell’Appartamento del Re e raccoglie quindici dipinti legati ad Angelo Maria Crivelli, detto il Crivellone, e al figlio Giovanni, noto come il Crivellino. La seconda presenta invece ventitré ritratti di bambini e infanti collegati alla Casa Savoia, con opere utili per comprendere il gusto, la moda e il linguaggio ufficiale della corte tra XVII e XVIII secolo. La Palazzina, nota soprattutto per gli arredi settecenteschi, conserva una raccolta pittorica di oltre duecento opere datate tra Seicento e Ottocento. Molte arrivarono a Stupinigi negli anni Venti del Novecento, proprio per dare forma al Museo dell’Ammobiliamento. Animali, nature morte e cacce nella Sala Crivelli La Sala Crivelli valorizza dipinti provenienti dal Castello di Moncalieri, poi confluiti nelle collezioni di Stupinigi. Le tele mostrano animali da cortile, selvaggina, pesci, fiori e paesaggi boschivi, con una forte attenzione decorativa. Pavoni, fagiani, conigli, anatre e pesci diventano parte di composizioni costruite con precisione, tra osservazione della natura e gusto scenografico. Tra le opere spiccano scene più tranquille, con animali in posa o disposti in paesaggi aperti, e immagini più movimentate, come quella delle anatre assalite da cani da caccia. Le nature morte del Crivellino, spesso dominate da pesci, conchiglie, funghi e verdure, mostrano invece una ricerca accurata su materia, luce e dettagli. I piccoli principi raccontano la corte sabauda La Sala Principini riunisce ritratti di bambini appartenenti alla famiglia sabauda o a casate vicine. Sono immagini di valore storico e iconografico, perché mostrano abiti, simboli di rango e oggetti usati per comunicare ruolo e discendenza fin dai primi anni di vita. Tra i dipinti figura il grande ritratto di Francesco Giacinto e Carlo Emanuele II, opera del 1636 ricondotta a Francesco Cairo. La sala comprende inoltre ritratti dei figli di Carlo Emanuele III e di Vittorio Amedeo III, con firme come Maria Giovanna Battista Clementi e Giuseppe Duprà. Il percorso si completa con il restauro di un ritratto di Maria Antonia Ferdinanda di Savoia. Il recupero amplia il racconto della corte sabauda, con uno sguardo rivolto anche alle figure femminili e alla vita quotidiana della residenza. - Published: 2026-05-30 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/ponte-del-2-giugno-a-torino-musei-aperti-eventi-e-tour-nel-weekend-lungo.html - Categorie: Eventi Nel ponte del 2 giugno il Piemonte rafforza la propria offerta turistica con una serie di appuntamenti distribuiti tra Torino, provincia e altre località regionali. La Festa della Repubblica diventa così l’occasione per costruire un fine settimana lungo tra musei aperti, visite gratuite, festival culturali e percorsi dedicati al territorio. Il capoluogo resta il punto di partenza, ma il programma si allarga verso Chieri, Arona, Alessandria e Agliano Terme, con iniziative pensate per residenti e visitatori. Torino apre i musei anche nei giorni festivi A Torino il calendario del ponte ruota attorno alle aperture straordinarie della Fondazione Torino Musei. La Galleria d’Arte Moderna, il Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama resteranno accessibili lunedì 1 e martedì 2 giugno, dalle 10 alle 18, con tariffe agevolate. Una scelta che consente di trasformare la ricorrenza civile in un’occasione culturale, soprattutto per chi resterà in città o arriverà nel capoluogo per qualche giorno. La possibilità di visitare tre sedi centrali dell’offerta museale torinese amplia il ventaglio delle attività disponibili nel weekend lungo. Dall’arte moderna alle collezioni orientali, fino al patrimonio storico di Palazzo Madama, Torino punta su un modello di turismo urbano adatto a famiglie, gruppi e visitatori interessati a percorsi brevi ma ricchi di contenuti. Chieri punta sulla lettura con incontri gratuiti Fuori dal centro cittadino, uno degli appuntamenti più rilevanti arriva da Chieri, dove torna La grande invasione. Il Festival della Lettura, alla sua seconda edizione, porterà in città trenta incontri gratuiti dal 29 al 31 maggio. La rassegna, curata da Marco Cassini e Gian Mario Pilo, prevede la presenza di oltre venti ospiti del panorama culturale. L’evento rafforza il legame tra territorio e partecipazione pubblica, con un programma aperto e accessibile. La letteratura diventa così il filo conduttore di tre giornate pensate per avvicinare pubblici diversi, in un’area facilmente raggiungibile da Torino e inserita nella cornice del ponte festivo. Dal Lago Maggiore alle colline astigiane Il percorso regionale prosegue con altre mete di interesse storico, artistico e gastronomico. Ad Arona, sul Lago Maggiore, tornano le visite guidate domenicali al San Carlone, il grande monumento dedicato a San Carlo Borromeo. Ad Alessandria, dal 30 maggio, riapre l’ex Chiesa di San Francesco dopo i lavori di restauro curati dall’architetto Claudio Montagni, con tour gratuiti per il pubblico. Spazio anche ai sapori del territorio. Ad Agliano Terme, tra le colline astigiane, dal 28 al 31 maggio è in programma il Barbera Fish Festival, manifestazione che unisce la Barbera d’Asti allo stoccafisso norvegese. Un abbinamento insolito, già consolidato, che aggiunge al ponte del 2 giugno una proposta enogastronomica capace di richiamare visitatori oltre i circuiti museali. - Published: 2026-05-30 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/muriel-oddenino-lultimo-saluto-di-poirino-la-comunita-si-stringe-alla-famiglia-della-biologa-marina.html - Categorie: News Sono state centinaia le persone che hanno raggiunto Poirino per l’ultimo saluto a Muriel Oddenino, la biologa marina morta alle Maldive. La chiesa di Santa Maria Maggiore si è riempita prima dell’inizio della celebrazione, mentre molte persone sono rimaste all’esterno per mancanza di spazio. Un addio composto, segnato dal silenzio e dalla vicinanza alla famiglia, in una giornata nella quale il paese ha vissuto il lutto cittadino proclamato dal sindaco Nicholas Padalino. Alla cerimonia erano presenti anche le sindache di Pralormo e Isolabella, Emma Burzio e Bianca Cavallero. Una chiesa piena per l’ultimo saluto La comunità poirinese si è stretta attorno ai familiari della giovane ricercatrice con una partecipazione ampia e discreta. Parenti, amici, conoscenti e cittadini hanno preso parte al funerale, a conferma del legame profondo che univa Muriel al territorio. Durante la celebrazione, uno dei momenti più intensi è arrivato con le parole del padre. Davanti alla chiesa piena di persone, ha spiegato che in una circostanza simile le parole risultano povere e insufficienti, ma possono essere sostenute dalla fede. Ha poi detto che, al momento dell’uscita del feretro, avrebbe pensato alla figlia viva nelle strade di Poirino. Ai presenti ha rivolto un ringraziamento per la loro vicinanza, sottolineando il valore della presenza più che delle parole. Il mare scelto come vita e lavoro Muriel Oddenino proveniva da una famiglia legata alla medicina. Il padre, il nonno, lo zio e i fratelli avevano seguito quella strada, mentre lei aveva scelto un percorso diverso, nato dalla passione per il mare e per la natura. In seguito alla laurea in Scienze Naturali conseguita all’Università di Torino, aveva continuato la propria attività accademica all’Università di Genova. Successivamente, tra il 2019 e il 2022, si era dedicata alla ricerca, poi aveva lavorato a Bari come ricercatrice. In seguito, era tornata a Genova come assegnista al Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita. Il suo lavoro era legato allo studio degli ambienti marini e ai cambiamenti climatici. Un impegno scientifico vissuto con serietà, insieme a un legame personale molto forte con la Riviera di Ponente e con Pietra Ligure, dove la famiglia aveva una casa. La ricerca continuerà nel suo nome Nel ricordo di Muriel ha preso il via una raccolta fondi per sostenere la ricerca nel campo della biologia marina, secondo le indicazioni che verranno date dalla famiglia. Durante l’omelia, don Domenico Cravero, parroco di Santa Maria Maggiore, ha richiamato il XXVI canto dell’Inferno di Dante, ricordando l’invito alla virtù e alla conoscenza. Un riferimento che, per chi conosceva Muriel, rappresentava bene il suo desiderio di sapere e il suo percorso umano e professionale. - Published: 2026-05-30 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/granda-in-piazza-2026-a-torino-tre-giorni-dedicati-alla-birra-artigianale.html - Categorie: Eventi Nei giorni del 5, 6 e 7 giugno, a Torino torna Granda in Piazza, evento dedicato alla birra artigianale che arriva alla terza edizione in Piazza dei Mestieri. L’appuntamento nasce dalla collaborazione tra Granda e Birrificio La Piazza e porta in città oltre cento birre italiane e internazionali, con produttori ospiti da Europa e Stati Uniti. Il programma unisce degustazioni, incontri, musica, street food e momenti di approfondimento pensati per raccontare la cultura brassicola contemporanea. Torino accoglie il festival alla Piazza dei Mestieri La cornice scelta per l’edizione 2026 è quella della Piazza dei Mestieri, luogo torinese legato alla formazione, alla ristorazione e alla socialità. Gli spazi del Birrificio La Piazza diventano così il centro di tre giornate aperte agli appassionati e a chi vuole avvicinarsi al settore craft attraverso assaggi, dialoghi con i produttori e proposte gastronomiche. L’offerta pensata per il pubblico affianca alle birre una parte food varia, con street food, piatti vegetariani e dolci della tradizione. Il festival punta quindi su un formato conviviale, in cui la degustazione resta al centro, ma viene accompagnata da musica e occasioni di incontro. Oltre cento birre tra Italia, Europa e Stati Uniti Granda in Piazza conferma la propria dimensione internazionale con la presenza di 10 birrifici che provengono dall'Europa e dagli Stati Uniti. Accanto a loro ci saranno le produzioni di Granda e del Birrificio La Piazza, con alcune etichette realizzate in edizione limitata. La presenza di realtà diverse permette al pubblico di confrontare stili, tecniche e identità produttive. Granda, birrificio cuneese promotore dell’iniziativa, negli anni ha costruito relazioni in Italia e all’estero, trasformando il festival in un punto di contatto tra esperienze brassicole differenti. Degustazioni e panel sulla birra contemporanea Il calendario prevede due degustazioni guidate, pensate per approfondire stili, processi produttivi e caratteristiche delle birre presenti. A queste si aggiungono tre panel dedicati ad alcuni temi centrali per il settore craft: il rapporto con il territorio e le nuove forme di comunicazione. L’evento non si limita quindi all’assaggio, ma propone un racconto più ampio della birra artigianale. Per tre giorni Torino diventa un luogo di confronto tra produttori, pubblico e operatori, con un programma che mette insieme cultura, gastronomia e intrattenimento. - Published: 2026-05-30 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/castelli-aperti-nel-torinese-le-dimore-storiche-visitabili-nel-ponte-del-2-giugno.html - Categorie: News Il ponte del 2 giugno porta nuove occasioni di visita tra castelli, ville storiche e residenze d’epoca della provincia di Torino. Tra domenica 31 maggio e martedì 2 giugno, diverse dimore aprono al pubblico con orari speciali, visite guidate e percorsi nei giardini. Un calendario pensato per chi cerca una gita culturale vicino a Torino, tra storia, paesaggi e luoghi legati alla memoria del territorio. Le dimore aperte tra Agliè, Arignano e Caravino Ad Agliè sarà visitabile Villa Il Meleto, celebre casa del poeta Guido Gozzano. L’apertura è prevista sia domenica 31 maggio sia martedì 2 giugno, con ingresso al mattino dalle 9 alle 12. 30 e nel pomeriggio dalle 14 alle 19. Ad Arignano, visite guidate saranno proposte al Castello delle Quattro Torri in entrambe le date, sempre alle 15. Per partecipare sarà necessaria la prenotazione attraverso il portale ufficiale di Castelli Aperti. Tra le mete più note compare anche il Castello e Parco di Masino, a Caravino. Il bene del FAI resterà aperto nelle due giornate del ponte dalle 10 alle 18, con la possibilità di visitare le sale interne e il grande parco storico. Da Chieri a Piossasco, visite guidate e percorsi nei giardini A Chieri, il Castello di Castelguelfo aprirà soltanto martedì 2 giugno. Sono previsti due turni di visite guidate, uno alle 11 e uno alle 15, con prenotazione tramite il sito della rassegna. A Piossasco, Casa Lajolo accoglierà i visitatori domenica 31 maggio. Le visite guidate, con prenotazione consigliata, saranno organizzate nei turni dalle 10 alle 13 e dalle 14. 30 alle 16. 30. Alle 17 è prevista una speciale visita poetica nel giardino e nell’orto, con letture e la presenza di un responsabile botanico. Le prenotazioni dovranno passare dal sito della dimora. Pralormo e Miradolo completano il programma del ponte A Pralormo, il Castello di Pralormo sarà aperto nella sola giornata di domenica 31 maggio. La storica dimora della contessa proporrà visite guidate interne con orario continuato dalle 10 alle 18. A San Secondo di Pinerolo, il Castello di Miradolo, sede della Fondazione Cosso, sarà visitabile sia il 31 maggio sia il 2 giugno. L’orario di apertura andrà dalle 10 alle 18. 30, con ultimo ingresso alle 17. 30. Anche in questo caso la prenotazione è consigliata, soprattutto in vista dell’afflusso legato al ponte festivo. - Published: 2026-05-30 - Modified: 2026-05-30 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/piemonte-ordinanza-anti-caldo-rider-e-operai-fermi-nei-giorni-da-bollino-rosso.html - Categorie: Lavoro Il Piemonte introduce nuove restrizioni contro il caldo estremo per proteggere chi lavora all’aperto. L’ordinanza regionale, firmata con un mese di anticipo rispetto alla piena estate, riguarda le attività più esposte al sole e allo sforzo fisico nei giorni classificati a rischio alto. La misura punta a ridurre i pericoli per la salute nei settori in cui le temperature elevate possono rendere il lavoro più pesante e meno sicuro. Stop al lavoro nelle ore più calde Dal 30 maggio al 31 agosto, nei giorni da bollino rosso, il lavoro all’aperto dovrà fermarsi nella fascia centrale della giornata. Lo stop riguarda l’orario dalle 12,30 alle 16, periodo in cui il caldo può raggiungere livelli più difficili da sostenere per chi svolge mansioni fisiche. Il provvedimento coinvolge lavoratori subordinati e autonomi impegnati in cantieri edili e stradali, campi agricoli, attività florovivaistiche, cave e logistica. Nel testo dell’ordinanza trovano spazio anche i rider, esposti a turni su strada e consegne nelle ore più calde. La sospensione non vale in modo automatico per ogni attività. La misura si applica quando non risultano possibili soluzioni tecniche o organizzative adeguate, come aree d’ombra, locali climatizzati o una diversa distribuzione dei turni. La decisione dipende dai dati Worklimate Il blocco viene attivato solo nei giorni in cui la piattaforma Worklimate, alla rilevazione delle ore 12, segnala un livello di rischio alto. La Regione lega quindi l’applicazione dell’ordinanza a un sistema di monitoraggio pensato per valutare il pericolo da calore nei luoghi di lavoro. Per aiutare aziende e cantieri a spostare alcune attività in orari più freschi, la Regione ha chiesto ai Comuni di prevedere deroghe temporanee ai limiti sul rumore. In questo modo i lavori potranno essere riorganizzati nelle prime ore del mattino o più avanti nella giornata, senza blocchi eccessivi legati alle regole acustiche locali. Regione e sindacati chiedono rigore Il presidente Alberto Cirio e l’assessore Federico Riboldi hanno spiegato che il caldo estremo non può più essere trattato come un evento raro. La Regione intende tutelare i lavoratori nelle situazioni più rischiose e, allo stesso tempo, favorire una pianificazione più ordinata delle attività produttive. Il vicepresidente e assessore al Lavoro Maurizio Marrone ha ribadito che la prevenzione resta lo strumento principale. L’obiettivo, secondo la Regione, non è bloccare le imprese, ma garantire condizioni di sicurezza adeguate. Soddisfazione anche da parte dei sindacati. La Cisl Piemonte ha chiesto alle aziende un’applicazione concreta dell’ordinanza, con attenzione a ombra, acqua, turni sostenibili e lavoratori più fragili. - Published: 2026-05-29 - Modified: 2026-05-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/perche-salta-la-corrente-a-torino-i-motivi-dei-blackout-che-stanno-interessando-la-citta.html - Categorie: News Torino torna a fare i conti con i blackout. Le interruzioni di corrente, già emerse in diversi quartieri, arrivano prima del pieno dell’estate e riaprono un tema che la città conosce bene. La rete è sotto pressione, mentre le temperature di fine maggio hanno già fatto crescere i consumi domestici. Il caldo anticipato aumenta i consumi elettrici La situazione richiama quanto avvenuto nel giugno 2025, quando Torino registrò 45 blackout in tre giorni. Oggi il quadro appare meno esteso, ma il timore riguarda il calendario: i disservizi si stanno verificando già a fine maggio, con scuole ancora aperte e partenze estive lontane. Iren collega i guasti a due fattori principali: caldo anomalo e rete elettrica datata. L’aumento dell’uso dei condizionatori avrebbe prodotto una crescita della richiesta di energia pari a circa il 30%. Gianluca Bufo, amministratore delegato del gruppo, ha spiegato che questi apparecchi sono ormai presenti in più di una casa su due, con un peso diretto sui consumi cittadini. I giunti sotterranei restano il punto fragile Il nodo tecnico riguarda i giunti della rete sotterranea. Con il calore del terreno, questi componenti riescono a disperdere meno facilmente la temperatura e possono arrivare a fondersi. In città se ne contano circa 6. 000 potenzialmente a rischio, un numero che rende complesso il lavoro di prevenzione. Per limitare i disagi, il gruppo ha predisposto una task force di 100 tecnici qualificati, più del doppio rispetto alle squadre ordinarie. Gli interventi si concentrano nelle cabine di trasformazione secondarie, dove i tecnici individuano e riparano i guasti. A disposizione ci sono anche 30 gruppi elettrogeni, pronti a entrare in servizio nei casi più delicati. Riparazioni rapide e rete da modernizzare Gianluca Riu, responsabile reti di Ireti, ha spiegato che, tranne le situazioni più complesse, i blackout vengono risolti in media entro 30-40 minuti. Nei casi in cui il guasto richiede lavori più profondi, il ripristino diventa anche l’occasione per rinnovare il tratto di rete interessato. Il piano resta di lungo periodo. Luca Dal Fabbro, presidente di Iren, ha indicato la revisione della rete come un impegno destinato a durare nel tempo, con risultati attesi più avanti. Nel frattempo prosegue il programma di investimenti: 100 milioni di euro per il rinnovo e il potenziamento dell’infrastruttura elettrica torinese. - Published: 2026-05-29 - Modified: 2026-05-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-tornano-i-giochi-dacqua-nei-parchi-quattro-aree-verdi-attive-tutti-i-giorni.html - Categorie: News A Torino riparte la stagione dei giochi d’acqua nei parchi cittadini. Da sabato 30 maggio, bambini e famiglie potranno tornare a usare gli impianti installati in alcune aree verdi, pensati come spazi di svago e refrigerio durante i mesi più caldi. La riapertura arriva dopo giornate già segnate da temperature elevate, con un anticipo d’estate che ha riportato l’attenzione sui luoghi pubblici dove trovare un po’ di sollievo. Quattro aree verdi tornano accessibili da sabato La prima fase della riattivazione riguarda quattro spazi pubblici distribuiti sul territorio cittadino. Gli impianti saranno disponibili al parco Di Vittorio, al parco Carrara, al giardino Don Gnocchi e al giardino Madre Teresa di Calcutta. In queste aree, i giochi d’acqua resteranno aperti ogni giorno, con un orario unico: dalle 10 alle 19. La fascia scelta copre gran parte della giornata e consente alle famiglie di organizzare l’accesso sia al mattino sia nel pomeriggio. La riapertura assume rilievo soprattutto per i quartieri che ospitano questi spazi. I parchi attrezzati offrono infatti un servizio aggiuntivo rispetto alle aree verdi tradizionali, con impianti dedicati ai più piccoli e pensati per la stagione estiva. Un progetto nato con la riqualificazione dei parchi Le aree ludiche con acqua erano state inaugurate nel 2024. La loro realizzazione rientra in un piano più ampio di riqualificazione urbana, che ha interessato in totale otto aree verdi della città. Il progetto è stato finanziato attraverso i fondi PON METRO REACT-EU, destinati anche a interventi capaci di migliorare la fruizione degli spazi pubblici. In questo caso, l’obiettivo è stato quello di rendere alcuni parchi più adatti all’uso quotidiano da parte di bambini, famiglie e residenti. Gli impianti rappresentano quindi una delle novità introdotte negli ultimi anni all’interno del patrimonio verde torinese. La loro riattivazione stagionale segna il ritorno di un servizio già conosciuto da molti cittadini. Il giardino Peppino Impastato dovrà attendere ancora Non tutte le aree saranno operative nello stesso momento. Per il giardino Peppino Impastato la ripartenza arriverà nei prossimi giorni, dopo la conclusione di un intervento tecnico. Il ritardo è legato alla sostituzione di un componente danneggiato, necessaria prima di riaprire l’impianto al pubblico. Una volta terminati i lavori, anche questo spazio potrà tornare a far parte della rete cittadina dei giochi d’acqua. Per ora, quindi, la mappa della riapertura parte da quattro parchi. Il calendario potrà ampliarsi a breve, con il completamento degli interventi ancora in corso. - Published: 2026-05-29 - Modified: 2026-05-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/anatra-zoppa-rinasce-a-torino-nuovo-community-hub-a-barriera-di-milano.html - Categorie: News Foto Città di Torino - www. comune. torino. it Uno spazio storico di Barriera di Milano torna al centro della vita del quartiere. Il circolo Anatra Zoppa di via Courmayeur 5 ha riaperto dopo i lavori di riqualificazione e si presenta ora come Community Hub con funzioni sociali, culturali, educative e sanitarie. L’intervento ha richiesto un investimento vicino ai 700. 000 euro, con fondi PNRR, risorse della Città di Torino e un contributo diretto di Arci Torino APS. L’Anatra Zoppa riparte con nuove funzioni per il quartiere La riapertura dell’Anatra Zoppa segna il ritorno di un presidio con una storia lunga. Nato negli anni Settanta come scuola, lo stabile è diventato circolo Arci nel 1987 e da allora ha svolto un ruolo sociale e culturale per il territorio. Nel tempo, gli spazi hanno ospitato attività legate a Torino Solidale, percorsi di accompagnamento sociale, sportelli e servizi inseriti nel Piano di Inclusione Sociale della Città. Dal 2023 il circolo è diventato anche punto di facilitazione digitale, mentre nel 2024 ha accolto una stazione di posta finanziata tramite il PNRR. I lavori hanno riguardato l’intero edificio, con interventi di messa a norma, efficientamento energetico e riorganizzazione degli ambienti interni. Anche l’area esterna avrà un ruolo nuovo, con spazi pensati per attività aggregative, culturali e ambientali. Servizi sociali, salute mentale e attività per i giovani All’interno dell’Anatra Zoppa sono già attivi servizi rivolti a persone e famiglie del quartiere. Tra questi figurano la distribuzione alimentare e di beni di prima necessità, che raggiunge circa 600 famiglie all’anno, oltre agli sportelli sociali, ai servizi di orientamento ai diritti e ai percorsi di accompagnamento. Lo spazio ospita anche sportelli psicologici e attività dedicate alla salute mentale, con gruppi di arteterapia e gruppi di parola realizzati insieme all’associazione Ti Ascolto. Una parte del lavoro rientra nel progetto “Ecologie di cura”, coordinato dal Gruppo Abele e sostenuto dalla Città di Torino nell’ambito di Bella Storia. Attenzione viene riservata anche alle giovani generazioni, con attività artistiche ed educative legate al progetto “Won’t you help to sing”. Nel polo trovano posto pure uno sportello legale, un’aula studio nella rete di Campus Diffuso e lo sportello di InformaGiovani Diffuso per il quadrante nord-est della città. Un investimento pubblico e privato per Barriera di Milano Al taglio del nastro hanno partecipato il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca Michela Favaro, l’assessore Jacopo Rosatelli, la direttrice Monica Lo Cascio e il presidente di Arci Torino Daniele Mandarano. Il sindaco ha evidenziato il valore della collaborazione tra investimenti pubblici e privati, legata a un’idea di sicurezza che passa anche da rigenerazione urbana, partecipazione e coesione sociale. Favaro ha definito la riapertura una vittoria collettiva per un luogo parte della storia del quartiere. Rosatelli ha richiamato il legame con Torino Solidale e con la rete di sostegno nata nel 2020. Nei prossimi mesi sono previste nuove attività, un orto urbano, una food forest, laboratori su stili di vita sani e sostenibili, un ristorante e bar sociale e una programmazione culturale negli spazi esterni e nella nuova sala spettacoli interna. - Published: 2026-05-29 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/weekend-del-gusto-nel-torinese-pizza-vino-e-sapori-pugliesi-in-provincia.html - Categorie: Eventi La provincia di Torino apre il fine settimana con un calendario fitto di appuntamenti legati al gusto, alla musica dal vivo e alle tradizioni locali. Tra Moncalieri, Settimo Torinese, Caselle, Locana e Pavone Canavese, il weekend propone feste di piazza, degustazioni, street food, piatti regionali e iniziative pensate anche per le famiglie. Una mappa di eventi che attraversa il territorio e mette al centro sapori diversi, dalla pizza alla cucina pugliese, passando per il vino e le specialità di montagna. Caselle e Moncalieri puntano su pizza e vino A Caselle Torinese si svolge il Pizza Festival, con ingresso gratuito e una formula pensata per richiamare pubblico di ogni età. L’evento porta in provincia venti maestri pizzaioli e otto forni, con proposte che spaziano dalle pizze classiche a quelle gourmet, fino alle versioni fritte. Il programma affianca alla parte gastronomica diversi momenti di intrattenimento, tra karaoke, cena cantata del sabato, raduno di auto storiche e area dedicata ai bambini. A Moncalieri, invece, il centro storico diventa il cuore della quinta edizione di Moncalieri in Vino. La manifestazione raccoglie oltre duecento etichette italiane, acquistabili direttamente dai produttori. Accanto ai calici trovano spazio street food, esperienze sensoriali e laboratori per i più piccoli. Per l’occasione sono previste anche visite guidate al castello a tariffa ridotta. Locana e Pavone Canavese festeggiano la montagna In Valle Orco, a Locana la nuova edizione della Festa della Montagna, manifestazione di 9 giorni che si chiuderà martedì 6 giugno. Il debutto del fine settimana comprende la presentazione del libro di Milena Béthaz, un aperitivo con gli allevatori, mostre di fotografia e la corsa in montagna, chiamata Verticalma, uno degli appuntamenti più attesi del programma. Per quanto riguarda Pavone Canavese, torna “Musica e Sapori per le Vie”, evento che unisce stand gastronomici, frittelle e concerti dal vivo. Tra i momenti centrali figurano i festeggiamenti per i cinquant’anni dell’orchestra The Kiss, richiamo forte per chi cerca una serata tra cibo e spettacolo. Settimo Torinese porta in tavola i sapori pugliesi A Settimo Torinese, l’area sportiva della scuola Calvino ospita fino a martedì la Festa pugliese. Ogni sera apre il padiglione gastronomico, con specialità giornaliere come caciocavallo al forno, bombette alla griglia e panzerotti. Il programma serale aggiunge musica e ballo, con ritmi caraibici e pizzica salentina affidata a Pietro Balsamo. Per il territorio torinese si tratta di un weekend costruito attorno a sapori regionali, feste popolari e occasioni di socialità diffuse in più comuni. - Published: 2026-05-29 - Modified: 2026-05-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-caldo-fino-a-domenica-martedi-cambia-tutto-con-pioggia-e-calo-termico.html - Categorie: News Nel Torinese il caldo resta protagonista fino alla fine del weekend, con temperature sopra la media e un clima già pienamente estivo. Dopo una breve tregua legata ai temporali serali, l’alta pressione torna a rafforzarsi e accompagna la città verso giornate soleggiate, umide e con valori massimi destinati a superare spesso i 30 gradi. Il cambio di scenario è atteso da martedì, quando una perturbazione in arrivo da nordovest porterà pioggia e un calo termico più vicino ai livelli del periodo. Il caldo resta intenso fino a lunedì A Torino e nel resto del territorio il tempo resterà stabile da oggi fino a lunedì 1 giugno. Le giornate avranno caratteristiche tipiche dell’estate, con cielo sereno o poco nuvoloso nelle ore del mattino e sviluppo di nubi sui rilievi durante il pomeriggio. Le aree alpine, in particolare quelle al confine con la Francia, potranno vedere qualche rovescio locale o debole temporale. In pianura, invece, il quadro resterà più asciutto, con velature previste soprattutto tra sabato e domenica. L’alta pressione manterrà quindi condizioni favorevoli al caldo, dopo la breve rinfrescata arrivata nella notte. Domenica attesi i valori più alti Le temperature resteranno ben oltre la media stagionale. Le massime supereranno in modo diffuso i 30-32 gradi, con punte fino a 33-34 gradi nella giornata di domenica, indicata come la fase più intensa dell’ondata di caldo. L’umidità renderà il clima più pesante, facendo percepire valori ancora più elevati rispetto a quelli misurati. Anche le minime resteranno piuttosto alte, comprese tra 19 e 22 gradi, segnale di notti ancora miti e poco fresche. I venti saranno in gran parte assenti o deboli, con direzione variabile e regime di brezza. Sui rilievi, nel pomeriggio, potranno arrivare rinforzi legati alle raffiche prodotte dai temporali locali. Da martedì cambia la situazione meteo Il primo calo delle temperature inizierà già lunedì, ma la vera svolta arriverà martedì 2 giugno. L’anticiclone lascerà spazio a un’area depressionaria in arrivo da nordovest, accompagnata dal passaggio di una perturbazione. La pioggia favorirà un rientro delle temperature su valori più normali per il periodo. La settimana proseguirà poi con un andamento più primaverile, tra fasi di stabilità e nuovi passaggi instabili. Per Torino si apre quindi una fase meno calda, dopo diversi giorni dominati da sole, umidità e massime elevate. - Published: 2026-05-29 - Modified: 2026-05-29 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/premio-campiello-2026-tra-i-cinque-finalisti-anche-una-scrittrice-torinese.html - Categorie: Cultura La 64ª edizione del Premio Campiello entra nella fase decisiva con la scelta dei cinque romanzi finalisti. La selezione è arrivata dopo la votazione pubblica nell’Aula Magna di Palazzo del Bo, a Padova, dove la Giuria dei Letterati presieduta da Roberto Cicutto ha definito la cinquina a partire da una rosa molto ampia, composta da 560 opere iscritte. Tra i nomi arrivati alla fase finale c’è anche una presenza legata a Torino: Elena Varvello, in gara con il romanzo La vita sempre, pubblicato da Guanda. Elena Varvello porta Torino nella finale del Campiello La presenza di Elena Varvello nella cinquina finale dà spazio alla narrativa torinese in una delle competizioni letterarie più seguite in Italia. La scrittrice partecipa alla corsa per il riconoscimento con La vita sempre, romanzo edito da Guanda, entrando così nella fase conclusiva del premio veneziano. Per il panorama culturale piemontese si tratta di un risultato di rilievo, perché inserisce una voce torinese tra gli autori chiamati a contendersi il titolo nella cerimonia finale. La candidatura di Varvello richiama l’attenzione sulla vitalità della produzione letteraria del territorio, capace di trovare posto in un premio che ogni anno coinvolge editori, lettori e giurie nazionali. La cinquina riunisce nomi importanti della narrativa italiana Accanto a Elena Varvello, la finale del Campiello 2026 vede in gara altri quattro autori. Marcello Fois partecipa con L’immensa distrazione, pubblicato da Einaudi, romanzo che ha ottenuto il maggior numero di preferenze nella votazione. Ermanno Cavazzoni è presente con Storia di un’amicizia, edito da Quodlibet e legato alla figura di Gianni Celati. Nella cinquina figurano poi Valeria Parrella con La ragazzina, pubblicato da Feltrinelli, e Alcide Pierantozzi con Lo sbilico, uscito per Einaudi. La selezione comprende dunque profili editoriali diversi, con due nomi che compaiono anche nella corsa al Premio Strega, elemento che rafforza l’attenzione intorno a questa fase della stagione letteraria. Opera Prima assegnata e verdetto finale atteso a Venezia Nel corso della cerimonia di Padova è stato assegnato anche il Premio Campiello Opera Prima. Il riconoscimento è andato a Nadeesha Uyangoda per Acqua sporca, pubblicato da Einaudi. L’autrice italofona di origine singalese ottiene così un nuovo risultato dopo l’attenzione ricevuta per i suoi precedenti lavori tra saggistica e memoir. La fase conclusiva passa ora alla Giuria dei 300 lettori anonimi, che avrà il compito di scegliere il vincitore assoluto della 64ª edizione. La proclamazione è fissata per sabato 3 ottobre 2026 al Palazzo del Cinema, al Lido di Venezia, dove sarà annunciato il romanzo vincitore del Premio Campiello 2026. - Published: 2026-05-28 - Modified: 2026-05-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/blackout-a-torino-caldo-record-e-rete-elettrica-sotto-pressione.html - Categorie: News Torino si è svegliata con una nuova giornata difficile sul fronte dell’energia elettrica. Il caldo record degli ultimi giorni ha messo sotto pressione la rete cittadina e, dalla mattina di giovedì 28 maggio 2026, diverse zone hanno registrato interruzioni di corrente. I disagi hanno coinvolto abitazioni, negozi, ascensori, elettrodomestici e impianti semaforici, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana e sulla circolazione. La periferia nord resta tra le zone più colpite Le prime segnalazioni sono arrivate dalla periferia nord e dall’area della precollina. Tra Barca e Bertolla, nella zona di strada San Mauro, la corrente è mancata dalle 5:40. Poco dopo, attorno alle 6:00, problemi simili sono stati segnalati anche in Barriera di Milano, in particolare lungo corso Vercelli. Disagi sono stati registrati pure a Rebaudengo, Madonna di Campagna e Lucento. In alcune aree la situazione era già critica dalla notte: in corso Potenza e corso Cincinnato la luce è saltata all’1:30, mentre nella zona di via Val della Torre l’interruzione è arrivata verso le 4:30. Semafori spenti e traffico bloccato Il problema elettrico ha interessato anche la viabilità. Nella zona della Gran Madre e in Borgo Crimea, le centraline fuori servizio hanno spento diversi semafori, creando rallentamenti già dalle prime ore della mattina. Una situazione analoga si è verificata a Madonna del Pilone, dove i residenti hanno segnalato la mancanza di corrente dalle 7:30. Lo stop ha spento gli impianti semaforici in un tratto molto trafficato, tra ponte Regina Margherita e corso Casale. I tecnici di Ireti sono stati impegnati sul territorio per individuare i guasti sotterranei e avviare il ripristino del servizio. Il caldo spinge i consumi e indebolisce la rete Il nuovo blackout rientra in una fase di disagi che Torino sta vivendo da diversi giorni. L’ondata di afa, con temperature arrivate fino a 37 gradi, ha favorito il surriscaldamento dei cavi e l’aumento dei consumi elettrici. Nei giorni precedenti, interruzioni avevano già interessato il centro cittadino per due sere consecutive. Al Fioccardo, in corso Moncalieri, si era verificato uno stop prolungato di più di sei ore. Poi segnalazioni erano arrivate anche dalla zona ovest, lungo corso Francia, nel quartiere Parella. - Published: 2026-05-28 - Modified: 2026-05-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-e-consumo-di-suolo-il-nuovo-piano-territoriale-fissa-lobiettivo-2050.html - Categorie: News Il Piemonte prepara una nuova fase per la gestione del territorio, con un obiettivo fissato sul lungo periodo: portare il consumo di suolo dall’attuale 3% allo 0% entro il 2050. La linea è contenuta nella proposta di variante di aggiornamento del Piano territoriale regionale, presentata in seconda Commissione dall’assessore Marco Gallo. Il tema riguarda da vicino l’equilibrio tra sviluppo, tutela ambientale e pianificazione urbanistica. Il Ptr rappresenta infatti uno degli strumenti principali per definire l’assetto del territorio regionale, con una suddivisione del Piemonte in 33 ambiti di integrazione territoriale. La revisione punta a rendere più aggiornate le regole, in rapporto ai cambiamenti economici e sociali maturati negli ultimi anni. Il Piemonte fissa l’obiettivo del consumo zero La proposta illustrata in Commissione indica una traiettoria precisa: il consumo di suolo dovrà arrivare allo 0% entro il 2050. L’assessore Gallo ha spiegato che il traguardo partirà dall’attuale quota del 3%, con una gestione che potrà avvenire su base provinciale. Questo passaggio consente di tenere conto delle differenze tra i vari territori comunali. Le aree piemontesi, infatti, presentano caratteristiche diverse per densità abitativa, pressione urbanistica, vocazione produttiva e presenza di spazi naturali. La pianificazione dovrà quindi misurarsi con condizioni locali non sempre omogenee. Il Piano territoriale regionale torna al centro Il Piano territoriale regionale in vigore era stato approvato nel 2011. La legge urbanistica prevede un aggiornamento almeno ogni dieci anni, oppure quando il contesto economico e sociale rende necessaria una revisione. Il percorso è partito nel 2021. Nel giugno 2024 la Giunta regionale ha adottato nuovi elaborati, poi sottoposti a pubblicazione. Dopo l'arrivo delle osservazioni dal territorio, il testo è stato rivisto nel dicembre 2025. La nuova versione del Ptr guarda alla tutela del territorio e al rafforzamento dell’attrattività regionale, con l’obiettivo di orientare la crescita verso criteri di maggiore sostenibilità. Consultazioni online aperte fino al 17 giugno La seconda Commissione ha preso la decisione di dare il via alle consultazioni online. Il termine è stato fissato al 17 giugno. La proposta di deliberazione è stata poi trasmessa al Cal. La fase di confronto servirà a raccogliere osservazioni sul nuovo assetto del Piano, prima dei passaggi successivi. - Published: 2026-05-28 - Modified: 2026-05-28 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/2-giugno-2026-a-torino-tutti-gli-appuntamenti-per-la-festa-della-repubblica.html - Categorie: Eventi La Festa della Repubblica avrà quest’anno a Torino un valore più ampio del consueto. Il 2 Giugno coinciderà infatti con gli 80 anni dal referendum del 1946, la consultazione che segnò il passaggio dell’Italia alla Repubblica e che vide le donne partecipare al voto in una consultazione nazionale. Per ricordare quella data, la città ha previsto una giornata divisa tra cerimonie ufficiali e un appuntamento serale al Teatro Regio. Il filo conduttore sarà la memoria civile, raccontata attraverso momenti istituzionali, musica, immagini e una diretta nazionale dal Quirinale. Torino apre la giornata nel cuore della città Il primo appuntamento sarà in piazza Castello, scelta come luogo centrale delle celebrazioni ufficiali. Alle 10 si svolgerà l’alzabandiera, alla presenza delle autorità civili e militari. Per il Comune parteciperà il sindaco Stefano Lo Russo, chiamato a rappresentare la Città in una delle ricorrenze più importanti del calendario istituzionale. Nel pomeriggio la piazza tornerà al centro della giornata. Alle 17 è fissato l’ammainabandiera, con la partecipazione dell’assessore alla Polizia Locale e alla Sicurezza Marco Porcedda. Due momenti distinti, legati dallo stesso richiamo: riportare nel centro di Torino il significato pubblico della Repubblica e della sua storia. Il Regio diventa il luogo del racconto repubblicano La serata si sposterà al Teatro Regio, dove è previsto l’evento “I Volti della Repubblica – 80 anni dal Referendum”. L’iniziativa è promossa dalla Città di Torino insieme a Fondazione per la Cultura Torino e Teatro Regio Torino. Alle 19. 30 sono previsti i saluti istituzionali, poi il palco passerà alla CFM Big Band, diretta da Claudio Chiara. Il repertorio guarderà allo swing americano degli anni Quaranta, con brani ispirati a Benny Goodman e Glenn Miller. Durante la serata sarà proiettato anche il video “Torino: la Storia della Città, da Augusta Taurinorum a oggi”, un filmato di 18 minuti realizzato da Punto Rec Studios. Il racconto attraverserà il percorso storico e culturale del territorio torinese. La serata finirà con la celebrazione dal Quirinale Una parte dello spettacolo sarà affidata al Coro di voci bianche del Teatro Regio, diretto e accompagnato al pianoforte da Claudio Fenoglio. Il gruppo eseguirà brani di Bob Chilcott, Joseph L. Rivers ed Engelbert Humperdinck, con un percorso musicale legato ai temi della crescita, della comunità e del viaggio. Il pubblico seguirà poi su Rai 1 la celebrazione nazionale da piazza del Quirinale, promossa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra gli ospiti annunciati ci sono Paola Cortellesi, Roberto Bolle, Fabrizio Gifuni, Gianni Morandi, Claudio Baglioni e Annalisa. L’ingresso al Teatro Regio sarà gratuito, con prenotazione obbligatoria su Vivaticket dalle 15. Per le persone con disabilità è previsto il contatto diretto con l’Info Point box office della Fondazione per la Cultura Torino. - Published: 2026-05-28 - Modified: 2026-05-28 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/ponte-del-2-giugno-a-torino-hotel-quasi-pieni-e-ristoranti-verso-il-pienone.html - Categorie: Turismo Il ponte del 2 giugno porta Torino verso numeri molto alti sul fronte turistico. Le strutture ricettive registrano un livello di occupazione vicino al 90%, con diverse camere già prenotate e nuove richieste ancora in arrivo. Il quadro tracciato da Confesercenti Torino segnala una città pronta a vivere giornate di forte afflusso, tra alberghi, ristoranti, visite guidate e appuntamenti culturali. A incidere sul movimento dei viaggiatori ci sono il calendario favorevole, il meteo stabile e alcuni eventi capaci di richiamare pubblico, a partire dal concerto dei Rockin’1000 del 30 maggio. Torino si avvicina al sold out per il lungo ponte Il dato più evidente riguarda gli hotel: oltre nove stanze su dieci risultano già occupate e alcune strutture hanno raggiunto il pieno. Il ponte del 2 giugno si presenta quindi come una delle prove più significative per il turismo cittadino in questa prima parte dell’anno. Il presidente di Confesercenti Torino, Vincenzo Nettis, ha spiegato che il bel tempo sta spingendo molte persone a partire anche all’ultimo momento. A suo giudizio, la durata più ampia del ponte rispetto allo scorso anno rafforza il movimento turistico e conferma una fase positiva per il sistema dell’accoglienza torinese. Il risultato, secondo l’associazione, riguarda gli alberghi e l’intero comparto legato all’ospitalità. Musei, tour e gite fuori città trainano le prenotazioni A beneficiare dell’afflusso sono anche le guide turistiche, molto richieste per itinerari in città e pacchetti più ampi. La formula “Torino più dintorni” permette ai visitatori di alternare musei, tour urbani ed escursioni in luoghi simbolo del territorio. Tra le mete più richieste restano il Museo Egizio e il Museo Nazionale del Cinema, accanto ai percorsi nel centro cittadino. Nei programmi dei turisti trovano spazio anche la Sacra di San Michele e le Langhe, scelte da chi approfitta dei quattro giorni disponibili per allargare la visita oltre il capoluogo. Il pubblico è composto da famiglie e gruppi organizzati. Proprio questi ultimi tornano a pesare in modo più evidente dopo un weekend di Pasqua nel quale la loro presenza era stata molto più ridotta. Ristoranti pieni e partenze verso isole e Francia Il buon andamento riguarda pure la ristorazione. I locali torinesi segnalano molte prenotazioni e prevedono sale piene da sabato fino a martedì. Il ponte, quindi, sostiene una filiera ampia: camere, tavoli, visite, escursioni e servizi turistici. Una parte dei torinesi, intanto, sceglie di lasciare la città. Le agenzie di viaggio registrano prenotazioni per l’intera settimana verso Sardegna, Sicilia e Canarie. Buona anche la richiesta di tour guidati in Francia, favoriti dalla vicinanza geografica. Un altro segnale letto con favore riguarda le vacanze estive. Dopo una fase più lenta, legata alle preoccupazioni per lo scenario internazionale, le prenotazioni tornano a crescere in modo significativo. - Published: 2026-05-28 - Modified: 2026-05-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-notte-mai-cosi-calda-battuto-il-record-di-maggio-dopo-oltre-due-secoli.html - Categorie: News Torino ha vissuto una notte fuori scala per il mese di maggio. Tra il 27 e il 28 maggio, la colonnina di mercurio non è mai scesa sotto i 23,7 gradi alla stazione Arpa Piemonte di via della Consolata, un dato che segna il nuovo record storico cittadino per il mese. Il primato precedente era fermo a 22,5 gradi, rilevati il 25 maggio 2009. La serie statistica, iniziata nel 1753, rende il dato ancora più significativo. Torino registra una minima mai vista a maggio La notte torinese ha assunto caratteristiche tipiche dell’estate piena, con valori più vicini a luglio o agosto che alla fine di maggio. Il caldo è rimasto alto anche nelle ore in cui di norma l’aria tende a raffreddarsi. A pesare sul dato è stata anche la presenza di una vasta copertura nuvolosa, formata da stratocumuli e altocumuli. Le nubi hanno trattenuto parte del calore vicino al suolo e hanno ridotto il calo termico notturno. Il risultato è stato un valore minimo eccezionale, capace di superare il record del 2009 e di inserirsi al vertice della lunga storia climatica torinese. Il caldo anomalo coinvolge molte città piemontesi Il quadro non riguarda soltanto il capoluogo. In diverse città del Piemonte sono state registrate minime molto elevate, con alcuni nuovi record locali. A Cuneo la temperatura minima ha raggiunto 22,6 gradi, sopra il precedente primato di 20,8 gradi del 2017. A Verbania Pallanza il dato è salito a 22,1 gradi, oltre il vecchio record di 20,3 gradi. Valori molto alti anche a Biella, con 21,6 gradi, a Novara, con 21,4 gradi, e a Vercelli, dove la minima ha toccato 20,5 gradi. Ad Alessandria Lobbi sono stati rilevati 18,4 gradi, sopra il precedente limite di 17,4 gradi. A Torino, anche la stazione dei Giardini Reali ha segnato un nuovo valore di riferimento per maggio, con 20,9 gradi. Temporali forti in arrivo dopo l’afa Dopo giornate segnate da caldo intenso e afa, il Piemonte potrebbe affrontare una fase più instabile. Nel pomeriggio e in serata sono previsti temporali di calore sulle aree alpine, che potrebbero estendersi anche alle pianure. I fenomeni potranno essere localmente intensi, con nubifragi brevi e grandinate con chicchi fino a 2-3 centimetri. Le aree più esposte risultano Torinese, Cuneese, Biellese, Canavese, alto Novarese, Verbano e le colline del Po. Un ritorno a temperature più vicine alla media stagionale è indicato solo per l’inizio della prossima settimana. - Published: 2026-05-28 - Modified: 2026-05-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/sciopero-dei-mezzi-29-maggio-orari-e-fasce-garantite-a-torino.html - Categorie: News Venerdì 29 maggio si annuncia una giornata complicata per chi deve spostarsi, con uno sciopero generale nazionale di 24 ore destinato a coinvolgere diversi settori pubblici e privati. La mobilitazione, indetta da varie sigle sindacali di base, avrà effetti diretti sui trasporti e potrebbe creare disagi anche in altri comparti, dalla scuola alla sanità. Per i viaggiatori torinesi, l’attenzione resta concentrata soprattutto su treni, collegamenti ferroviari e voli, mentre il servizio Gtt non aderisce allo stop. Lo sciopero parte dalla sera prima e dura 24 ore Lo stop dei trasporti scatterà già nella serata di giovedì, alle 21, e proseguirà fino alle 21 di venerdì 29 maggio. La protesta arriva a breve distanza da un’altra mobilitazione nazionale, quella del 18 maggio, e nasce da rivendicazioni legate a salari, sicurezza sul lavoro, welfare e scelte di spesa pubblica. La Confederazione Unitaria di Base, insieme a Sgb, Adl Varese, Si Cobas e Usi Cit, ha spiegato che alla base dell’agitazione ci sono condizioni economiche ritenute sempre più pesanti per i lavoratori, cantieri insicuri e servizi sociali ridotti. Treni a rischio tra cancellazioni e corse limitate Le conseguenze più evidenti sono attese nel settore ferroviario. Allo sciopero aderirà il personale del Gruppo FS Italiane, di Italo e di Trenord. Per questo motivo, durante la giornata potranno verificarsi ritardi, cancellazioni, variazioni improvvise e limitazioni di percorso. I disagi potranno riguardare sia i treni a lunga percorrenza sia il trasporto regionale. Le aziende hanno avvisato i passeggeri che le modifiche al servizio potrebbero comparire anche prima dell’inizio ufficiale dello sciopero e nelle ore successive alla sua fine. Per chi deve viaggiare, quindi, sarà utile controllare lo stato della propria corsa prima di raggiungere la stazione. Sono previste fasce garantite nelle ore di maggiore afflusso: al mattino dalle 6 alle 9 e alla sera dalle 18 alle 21. In queste finestre il servizio dovrà assicurare i collegamenti essenziali per studenti e lavoratori. Gtt non aderisce, possibili problemi per aerei e servizi pubblici A Torino resta fuori dallo sciopero il servizio Gtt. Chi si muove con pullman, tram o metropolitana potrà quindi contare sul trasporto urbano, salvo diverse comunicazioni operative. Diversa la situazione per il comparto aereo, che si fermerà dalla mezzanotte fino alle 23. 59 del 29 maggio. Possibili disagi sono previsti anche nella scuola, dopo la nota diffusa dal ministero dell’Istruzione. I Vigili del Fuoco si fermeranno per 4 ore, dalle 9 alle 13, per il personale turnista. Nel servizio sanitario nazionale potranno esserci ripercussioni su visite e appuntamenti, con i servizi minimi sempre assicurati. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festival-del-gelato-italiano-a-rivara-quattro-giorni-di-degustazioni-e-maestri-da-tutta-italia.html - Categorie: Eventi Rivara si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più golosi dell’inizio estate. Dal 4 al 7 giugno, il Parco di Villa Ogliani ospiterà la quarta edizione del Festival del Gelato Italiano, evento gratuito dedicato alla gelateria artigianale e alle sue declinazioni gastronomiche. Nel Canavese arriveranno 13 maestri gelatieri da dieci regioni, con un percorso pensato per unire assaggi, lavorazioni dal vivo, incontri e proposte legate alle tradizioni locali. La direzione artistica della manifestazione, organizzata da Associainsieme Ets con il Comune di Rivara, sarà affidata al maestro gelatiere Marco Nicolino. Le previsioni parlano di circa 20. 000 presenze, segno di una crescita che porta il festival oltre la semplice degustazione. I gelati diventano un viaggio tra regioni e sapori Il programma 2026 mette al centro il legame tra gelato e identità dei territori. Ogni professionista presenterà gusti nati per l’occasione, costruiti attorno a prodotti caratteristici della propria zona. Accanto agli assaggi, il pubblico potrà seguire show cooking, masterclass e dimostrazioni tecniche. Sarà quindi possibile osservare da vicino il lavoro dei gelatieri, tra ricette, materie prime e tecniche di preparazione. A Villa Ogliani spazio anche al Canavese Il festival allargherà il racconto al territorio che lo ospita. Nel parco sarà allestito il Villaggio del Canavese, con 16 Comuni coinvolti e una selezione di prodotti artigianali ed enogastronomici. L’offerta accompagnerà l’intera giornata, dalla colazione siciliana fino alle passeggiate in orario serale. Tra le novità figurano un gusto dedicato ad Admo, una proposta per celebrare gli 80 anni della Vespa e una creazione degli studenti dell’istituto alberghiero di San Benigno Canavese. Il festival diventa così anche uno spazio per formazione, solidarietà e cultura gastronomica. Merenda sinoira e attività per famiglie Uno dei momenti più attesi sarà la Merenda Sinoira Canavesana, presentata in forma ufficiale dentro la manifestazione. I visitatori potranno ritirare un cestino con specialità piemontesi da consumare nel parco, con vini del territorio in abbinamento. L’apertura è prevista giovedì 4 giugno con una Cena Gourmet al Circolo Amici del Mulino: sei chef del Canavese proporranno un percorso abbinato ai gelati gastronomici di Marco Nicolino. Per i più piccoli ci sarà Gelatolandia, area riservata ai bambini tra i 4 e i 14 anni, con laboratori e attività educative dedicate alla gelateria artigianale. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-caselle-da-record-laeroporto-supera-i-225-milioni-di-euro.html - Categorie: Economia L’aeroporto di Torino Caselle chiude il 2025 con numeri che rafforzano il suo peso nello sviluppo del territorio. Lo scalo ha superato per la prima volta la soglia dei 5 milioni di passeggeri, mentre il valore economico diretto generato dall’aeroporto e dalle aziende attive al suo interno ha raggiunto 225,8 milioni di euro. Il dato emerge dal Bilancio di Sostenibilità approvato dai soci di Sagat, la società che gestisce lo scalo torinese. Accanto alla crescita del traffico, il documento mette in evidenza investimenti ambientali, risultati economici solidi e nuovi progetti legati alla mobilità sostenibile. Caselle supera quota 5 milioni e consolida il record Il 2025 viene indicato come un anno storico per l’aeroporto di Torino. I passeggeri sono stati 5. 006. 169, con un aumento del 6,7% rispetto all’anno precedente. Il confronto con il 2019, ultimo anno prima della fase pandemica, mostra una crescita ancora più netta: +26,7%. Il risultato conferma una fase di espansione dello scalo, che ha superato una soglia simbolica per il trasporto aereo torinese. L’aumento del traffico passeggeri si lega anche ai conti del gruppo Sagat, che ha chiuso l’esercizio con un valore della produzione pari a 63,5 milioni di euro, un ebitda di 11,9 milioni e un utile netto di 6,8 milioni. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto 11,1 milioni di euro. Energia pulita e mezzi elettrici cambiano lo scalo Il bilancio approvato da Sagat dedica spazio anche alla sostenibilità ambientale. L’impianto fotovoltaico presente nell’area aeroportuale ha prodotto oltre 2. 200 MWh di energia pulita, sufficienti a coprire il 17% del fabbisogno energetico dello scalo. La parte restante dell’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili certificate. Cresce anche il peso della mobilità a basse emissioni. Nel parco mezzi aziendale, i veicoli ibridi o elettrici rappresentano ormai il 58% della flotta. A supporto di questa trasformazione sono stati installati 41 punti di ricarica, pensati per accompagnare il progressivo rinnovo dei mezzi utilizzati all’interno dell’aeroporto. Sagat punta su idrogeno verde e formazione Tra i progetti confermati figurano Torino Green Airport e Tulips, legati alla sperimentazione dell’idrogeno verde in ambito aeroportuale. Si tratta di iniziative che collocano Caselle dentro un percorso di innovazione orientato alla riduzione dei consumi e alla ricerca di nuove soluzioni energetiche. Il bilancio richiama anche il rapporto con scuole e istituti formativi del territorio. Sagat ha attivato percorsi di orientamento, alternanza e tirocinio che hanno coinvolto oltre 120 studenti. La società presenta così lo scalo come una struttura con funzioni economiche, ambientali e formative, inserita in modo sempre più stabile nel sistema torinese. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-investe-45-milioni-per-rendere-piu-green-scuole-e-uffici-comunali.html - Categorie: News Torino mette al centro il patrimonio pubblico nel percorso verso edifici più efficienti, con nuovi lavori destinati a scuole, uffici e strutture comunali. La Giunta ha dato il via libera a una nuova fase del piano EfficienTO, con un investimento superiore a 4,5 milioni di euro. Gli interventi puntano a ridurre i consumi, migliorare gli spazi interni e rendere più moderna la gestione energetica di cinque sedi cittadine. Cinque edifici entrano nel nuovo piano comunale Il programma riguarda la scuola media Caduti di Cefalonia in via Baltimora 110, il complesso scolastico di via Monte Novegno 31, la sede tra via Sanremo 46 e via Carlo del Prete 79, il complesso di via Fleming 20 e l’autorimessa comunale di via Ponchielli 66. La nuova tranche si inserisce nel piano pluriennale della Città di Torino, pensato per migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030. Il valore complessivo del progetto arriva a 110 milioni di euro, con risorse a carico del partner privato Iren Smart Solutions. L’obiettivo è contenere le spese energetiche e ridurre le emissioni degli edifici pubblici. Fotovoltaico, cappotti e nuovi infissi nelle scuole Alla scuola Caduti di Cefalonia sono previsti l’isolamento termico del sottotetto e la posa di un nuovo impianto fotovoltaico. Nel complesso di via Monte Novegno, invece, i vecchi serramenti saranno sostituiti con infissi più performanti, utili a trattenere meglio il calore e a rendere più confortevoli le aule. Gli interventi comprenderanno anche il passaggio all’illuminazione LED, l’installazione di sistemi per il controllo dei consumi, nuove valvole termostatiche e circolatori a inverter ad alta efficienza. In questo modo, gli edifici scolastici potranno contare su impianti più moderni e su una gestione più precisa dell’energia. Anche uffici e autorimessa cambiano passo La sede tra via Carlo del Prete e via Sanremo sarà interessata dall'installazione di un cappotto termico sulle parti esterne, dal rinnovo dell’illuminazione e dall’installazione di pannelli fotovoltaici. Sono previsti anche sistemi avanzati per regolare e monitorare i consumi. Nel complesso di via Fleming sono in programma opere di isolamento, aggiornamento degli impianti e introduzione di sistemi BMS, utili per una gestione intelligente dell’edificio. All’autorimessa comunale di via Ponchielli verrà rinnovata la centrale termica, con nuove caldaie più efficienti, oltre al fotovoltaico e alle luci LED. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/mercatini-di-torino-cambiano-le-regole-cosa-prevede-il-nuovo-regolamento.html - Categorie: News Torino mette mano al regolamento che disciplina i mercati periodici e prepara una revisione destinata a cambiare l’organizzazione dei mercatini cittadini. La proposta, arrivata sul tavolo della Giunta su iniziativa dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino insieme all’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta, riguarda le attività ospitate su aree pubbliche oppure private di interesse cittadino o circoscrizionale. Torino aggiorna le regole dei mercatini cittadini Il nuovo testo nasce dalla necessità di rendere più chiara la gestione dei mercatini, dopo alcune difficoltà emerse negli anni. Tra i punti segnalati rientrano i cambiamenti normativi, l’assenza di regole specifiche per le fasi sperimentali, i rinvii di data e le esigenze legate a un contesto socio-economico cambiato. Secondo l’assessore Chiavarino, l’intervento punta a un aggiornamento complessivo delle norme. La revisione introduce strumenti più adatti alla gestione delle nuove iniziative e rafforza le attività di monitoraggio e controllo, con una maggiore attenzione alla semplificazione delle pratiche. Sperimentazioni fino a 24 mesi per valutare nuove iniziative Una delle novità principali riguarda la possibilità di avviare una fase sperimentale temporanea per i nuovi mercati tematici. La durata massima prevista è di 24 mesi, con almeno sei eventi all’anno. Questo periodo servirà a verificare l’interesse pubblico e la sostenibilità organizzativa delle proposte prima di una eventuale stabilizzazione. Il regolamento introduce anche modifiche sul numero di mercati affidabili a uno stesso soggetto organizzatore. Viene poi prevista una disciplina più precisa per i rinvii e per le edizioni straordinarie, così da assicurare continuità in caso di situazioni eccezionali, comprese quelle legate al meteo. Pratiche digitali e iter verso il Consiglio comunale La revisione tiene conto della semplificazione amministrativa e della gestione online delle procedure, con riferimento alla Scia e alla piattaforma Impresainungiorno. L’obiettivo è rendere più lineare il rapporto tra organizzatori e amministrazione, riducendo passaggi operativi e tempi di gestione. Il testo riguarda 19 mercati, di cui 11 circoscrizionali. Prima dell’entrata in vigore, il regolamento dovrà passare dalle Circoscrizioni, che potranno formulare osservazioni. Poi sarà discusso nella Commissione consiliare permanente e approderà in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-record-a-torino-maggio-mai-cosi-rovente-aperti-19-centri-climatizzati.html - Categorie: News A Torino e in Piemonte il caldo di fine maggio ha già superato i valori più alti mai registrati nel mese. Nel pomeriggio la centralina Arpa Piemonte di Brandizzo ha indicato 35,7 gradi, mentre ai Giardini Reali di Torino la temperatura si è fermata a 34,3°C. La fase più intensa, però, è attesa nelle ore successive, con possibili nuovi record e punte fino a 36-37°C in pianura. Il Comune di Torino ha risposto con l’apertura di 19 centri climatizzati, distribuiti nelle Circoscrizioni e pensati soprattutto per le persone anziane e fragili. Gli spazi sono accessibili liberamente nei giorni e negli orari indicati. Il picco del caldo è atteso nelle prossime ore L’ondata in corso riguarda sia le ore diurne sia quelle notturne, con valori elevati a tutte le quote. Secondo le indicazioni meteorologiche, il caldo resterà molto intenso prima di una parziale attenuazione prevista tra giovedì e venerdì. L’arrivo di aria più fresca in quota, collegato alla discesa di una saccatura sui Balcani, potrà favorire una maggiore instabilità e un calo graduale delle temperature. La riduzione più evidente dovrebbe arrivare nella giornata di venerdì, dopo una fase ancora molto pesante per Torino e per il Piemonte. Torino attiva i centri climatizzati per i più fragili Di fronte all’emergenza, Palazzo Civico ha rinnovato gli inviti alla prudenza: bere acqua, consumare frutta fresca, evitare le uscite nelle ore più calde, schermare le abitazioni con tende o imposte e non lasciare mai persone o animali nelle auto parcheggiate al sole. La rete dei centri comprende sedi come Mandala in corso Orbassano, Cimabue in via Cimabue, Giovanni XXIII in via Dina, Plava in via Plava, Negarville in via Negarville, gli spazi anziani di via De Sanctis, via Osasco e via Pilo, oltre ai centri di via Ponderano, piazza Stampalia, via De Marchi, via Lanzo, via Cavagnolo, via Cuneo, corso Belgio, corso Casale, viale Monti e Cavoretto. Molte strutture restano aperte nel pomeriggio, alcune anche nei festivi, con orari diversi a seconda della sede e chiusure previste in alcuni casi ad agosto o a Ferragosto. L’invito del Comune tra riparo e aree verdi L’assessore alla Protezione civile Francesco Tresso ha spiegato che Torino sta affrontando un’ondata intensa e fuori stagione, con effetti più pesanti sulle persone fragili. I 19 centri di accoglienza climatizzati, presenti in tutte le Circoscrizioni, servono a ridurre il disagio degli anziani e a offrire luoghi sicuri dove sostare e socializzare. Per chi ha meno problemi di salute, l’indicazione è cercare refrigerio negli spazi ombreggiati delle aree verdi cittadine, che possono offrire una pausa dalle temperature più estreme. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/scuole-torinesi-bloccati-gli-accorpamenti-stop-alle-fusioni-fino-al-2028.html - Categorie: News Il piano di dimensionamento scolastico in Piemonte si ferma. Per i prossimi due anni scolastici non sono previsti nuovi accorpamenti, una scelta che riguarda da vicino anche Torino, dove nei mesi scorsi il tema degli accorpamenti aveva acceso proteste, timori e scontro politico. La Regione ha approvato le linee strategiche del nuovo piano, con l’obiettivo di mantenere stabile l’assetto fino all’anno scolastico 2028/2029. La decisione arriva dopo un autunno segnato dalla paura di istituti molto grandi. Molte comunità scolastiche avevano contestato il rischio di strutture troppo grandi, nate dalla somma di realtà diverse e difficili da governare, in un contesto già condizionato dal calo demografico e dagli obiettivi fissati dal Pnrr. Le scuole coinvolte nel precedente piano Il nodo era emerso con forza lo scorso novembre. Il piano riguardava 15 istituti in Piemonte, con sette casi nel Torinese. Tra questi figuravano la primaria Allievo, che sarebbe entrata nell’istituto comprensivo Frassati, il Collodi nel Calamandrei, il Beccari nello Steiner e il Galilei Ferrari, che sarebbe stato diviso tra Majorana e Giolitti. Particolare attenzione era caduta su scuole come Zerboni e Peano in Borgo Vittoria. Qui la mobilitazione di famiglie, docenti e sindacati aveva dato forza alla richiesta di non procedere con nuovi accorpamenti, ritenuti troppo pesanti per i territori interessati. Il cambio di rotta della Regione Alcune fusioni erano state già evitate in precedenza, come nei casi del Birago e del Bodoni-Paravia, quest’ultimo già nato da una precedente fusione. Ora il blocco deciso dalla Regione cambia lo scenario e offre una fase di stabilità al sistema scolastico piemontese. La giunta guidata da Alberto Cirio, in seguito alla proposta effettuata dall’assessora all’Istruzione Daniela Cameroni, ha spiegato che la delibera punta a dare certezza alle scuole. La Regione rivendica il lavoro svolto negli anni passati e sottolinea che il nuovo schema ministeriale consente di mantenere invariato il numero delle autonomie scolastiche nel biennio. Piccole scuole e territori marginali restano al centro Nel nuovo piano trova spazio anche la tutela delle piccole scuole di montagna e dei territori marginali, considerati presidi importanti contro lo spopolamento. La Regione indica inoltre la possibilità di aprire nuove sezioni della scuola dell’infanzia nelle aree in cui ci sono liste d’attesa o in cui mancano strutture. Per Torino, almeno per ora, il rischio di nuovi maxi-accorpamenti resta congelato. Il tema non scompare, perché demografia e organizzazione scolastica restano questioni aperte. Per le scuole coinvolte, però, il nuovo piano concede tempo e margine di manovra. - Published: 2026-05-26 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/qualita-della-vita-2026-torino-attira-ancora-giovani-ma-pesa-il-fattore-invecchiamento.html - Categorie: News Il Piemonte resta tra le aree italiane con una buona qualità della vita, soprattutto per giovani e anziani, ma il quadro che emerge dalla classifica 2026 del Sole 24 Ore mette in evidenza anche un cambiamento demografico sempre più marcato. La regione conserva una posizione solida grazie a servizi, università, cultura e assistenza, con Torino ancora centrale per capacità attrattiva. A pesare, però, sono l’età media in crescita e la diminuzione delle nascite, due elementi che incidono in modo particolare sui piccoli comuni e sulle province più anziane. Torino resta attrattiva per studenti e giovani lavoratori Nella classifica dedicata alla fascia tra i 18 e i 35 anni il Nord Italia occupa le posizioni più alte, con Trento e Bolzano ai primi posti grazie a occupazione più stabile, servizi diffusi e livelli di istruzione elevati. Anche il Piemonte mantiene una buona competitività, con un ruolo importante dell’area torinese. Torino continua, infatti, ad attirare studenti e giovani lavoratori grazie alla presenza del Politecnico, dell’Università e di un sistema culturale capace di richiamare persone da altri territori. La città mantiene quindi un peso nazionale nel campo della formazione, dei collegamenti e dell’offerta culturale, pur dentro un contesto segnato dal costo della vita e da un mercato del lavoro che resta selettivo. Servizi e assistenza sostengono la qualità della vita Per quanto riguarda gli anziani, la classifica vede ai vertici soprattutto il Nord-Est, con Trieste, Trento e Milano. Il Piemonte registra comunque indicatori positivi, in particolare nelle aree urbane meglio organizzate, dove sanità, assistenza e servizi di prossimità rafforzano la qualità della vita quotidiana. Farmacie, negozi, spazi verdi, luoghi ricreativi e presidi raggiungibili a piedi sono tra gli elementi che incidono maggiormente sulla vivibilità. Il modello della città dei servizi vicini diventa quindi un fattore decisivo, anche per Torino, che punta a rafforzare una rete urbana più accessibile e funzionale. Il calo delle nascite resta il nodo più pesante Il dato più delicato riguarda la demografia. Il Piemonte, come altre regioni del Nord, deve fare i conti con una popolazione sempre più anziana e con una natalità in diminuzione. Questo fenomeno pesa soprattutto nei centri più piccoli, dove la riduzione dei giovani residenti può rendere più complesso mantenere servizi, attività e vitalità sociale. Il rapporto restituisce così l’immagine di una regione ancora forte per cultura, servizi e qualità urbana, con Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola ben posizionati nel panorama piemontese. Resta aperta la questione dell’equilibrio tra attrattività, assistenza e ricambio generazionale. - Published: 2026-05-26 - Modified: 2026-05-26 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/stupinigi-la-mostra-tra-carrozze-e-auto-depoca-resta-aperta-fino-a-settembre.html - Categorie: Eventi È stata estesa fino al 20 settembre 2026 la mostra “Tra cavalli e motori: Sulle strade della Regina”, ospitata nella Citroniera di Ponente della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Il percorso mette al centro il passaggio dalla carrozza ai primi veicoli a motore, con una lettura storica che lega tecnica, costume e società tra Ottocento e Novecento. In esposizione ci sono vetture provenienti dal MAUTO e carrozze che fanno parte della collezione Nicolotti Furno, riunite in uno stesso spazio per raccontare una stagione in cui il viaggio cambiò forma, ritmo e significato. Stupinigi prolunga il viaggio tra carrozze e primi motori La proroga consente al pubblico di visitare più a lungo un allestimento dedicato alla nascita dell’automobile moderna. La mostra propone un confronto diretto tra mezzi a trazione animale e automobili storiche. La Citroniera di Ponente diventa così il luogo in cui osservare da vicino due modi diversi di muoversi, appartenenti a un periodo in cui cavalli e motori condividevano ancora le stesse strade. Il percorso attraversa oltre un secolo di trasformazioni tecniche e culturali. Accanto alle carrozze Landau, Phaeton e Coupé Brougham, trovano spazio vetture italiane e straniere che segnarono l’avvio di una nuova mobilità. Tra queste figurano la Fiat Tipo Zero A, l’Isotta Fraschini BN 30/40 HP, la Benz Victoria e la Oldsmobile Curved Dash. La Regina Margherita al centro del racconto Un ruolo importante è riservato alla Regina Margherita di Savoia, figura legata a questa fase di passaggio tra eleganza ottocentesca e modernità motoristica. La sovrana usava carrozze tradizionali e automobili, con una forte attenzione per le novità tecniche del tempo. Fu tra le prime donne italiane a conseguire la patente di guida e possedeva una scuderia di vetture riconoscibili da nomi di uccelli, tra cui Falco, Aquila, Condor e Allodola. La sua presenza offre alla mostra un filo narrativo chiaro: il cambiamento della mobilità entra nella vita quotidiana delle élite e modifica abitudini, immaginario e prestigio sociale. Le carrozze restano simbolo di eleganza, mentre le prime automobili introducono una diversa idea di velocità e autonomia. I pezzi storici più attesi in esposizione Tra i mezzi più rilevanti esposti a Stupinigi spicca la Benz Victoria del 1893. Grande interesse anche per la Decauville, che ha vinto nel 1898 la Parigi-Amsterdam-Parigi, e per la Fiat 16/20 HP risalente al 1906, che la contessa Sofia di Bricherasio ha donato al museo. L’allestimento permette di osservare materiali, forme e soluzioni tecniche di epoche diverse. La mostra resta quindi un’occasione per leggere la storia della mobilità attraverso oggetti concreti, capaci di raccontare un passaggio decisivo: dalla trazione animale alla potenza del motore, dalle strade percorse in carrozza alle prime esperienze dell’automobile. - Published: 2026-05-26 - Modified: 2026-05-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/le-gru-si-allarga-ancora-32-nuovi-punti-vendita-e-una-grande-food-court.html - Categorie: News Il centro commerciale Le Gru di Grugliasco si prepara a una nuova fase di ampliamento. Il piano riguarda una superficie aggiuntiva di 7. 700 metri quadri, destinata ad accogliere 32 nuove attività tra ristorazione, servizi e punti vendita. L’intervento arriva dopo il percorso di rinnovo completato nel 2025, partito nel 2020, e punta a rafforzare il ruolo del complesso alle porte di Torino. Il progetto è stato annunciato da Klépierre Italia, che considera l’estensione una tappa del piano di investimento avviato sul centro commerciale. La società descrive Le Gru come uno spazio capace di unire acquisti, ristorazione, tempo libero e servizi, in linea con le nuove abitudini dei visitatori. Nuova food court e 14 negozi cambiano Le Gru La parte più ampia dell’intervento riguarderà la ristorazione. Circa 3. 000 metri quadri saranno destinati a una nuova food court, con 18 tra bar, ristoranti e punti ristoro. Gli spazi saranno pensati anche per ospitare eventi e momenti di incontro, con l’obiettivo di rendere l’area più vissuta durante l’intera giornata. Gli altri 4. 700 metri quadri ospiteranno 14 nuovi negozi. Tra le insegne previste figurano Lovisa, Goovi, Dan John, Medi Market, Dyson, Normal e il Nuovo Mercato. Le prime aperture sono attese dalla fine del 2026, mentre il completamento delle fasi successive è previsto entro il 2027. Investimento da 115 milioni e nuovo parcheggio L’ampliamento porterà con sé anche un secondo parcheggio pluripiano, pensato per accogliere il maggiore afflusso di clienti previsto con l’arrivo delle nuove attività. Il piano economico ha un valore complessivo di 115 milioni di euro. Di questa cifra, 80 milioni saranno destinati all’estensione degli spazi, mentre 35 milioni risultano già impiegati nelle tre fasi di rinnovo portate avanti tra il 2020 e il 2025. Luis Pires, Country Manager Italia di Klépierre, ha spiegato che l’avvio dei lavori apre una nuova fase di sviluppo per Le Gru e consolida il legame del centro commerciale con il territorio torinese. Il progetto porta firme internazionali e torinesi La progettazione dell’estensione è stata affidata allo studio internazionale H2G di Detroit, specializzato nei centri commerciali. La parte ingegneristica è stata curata dallo studio PlannIng di Bologna. La realizzazione dell’intervento sarà invece seguita dall’impresa SECAP di Torino. Il cantiere segna quindi un passaggio rilevante per il futuro del polo commerciale di Grugliasco, destinato a diventare più ampio e più articolato. - Published: 2026-05-26 - Modified: 2026-05-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-record-a-torino-maggio-puo-superare-il-primato-storico-dal-1753.html - Categorie: News A Torino il mese di maggio entra in una fase di caldo anomalo, con valori che si avvicinano ai record storici e con temperature notturne già sopra i precedenti primati in alcune zone della collina. Il picco dell’ondata calda sul Piemonte è atteso tra martedì 26 e mercoledì 27 maggio, quando l’aria subtropicale e locali condizioni di foehn potranno spingere i termometri su livelli tipici delle fasi più intense dell’estate. Torino sfiora un primato che resiste da decenni Nel pomeriggio di lunedì 25 maggio 2026 l’osservatorio meteorologico del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino ha registrato una massima di 33,4 °C. Il dato eguaglia quello del 29 maggio 2001, finora legato al record mensile di maggio per quella stazione. Alla stazione Arpa di Giardini Reali il valore è salito a 33,7 °C, segnale di una fase molto calda su tutto il capoluogo. Secondo le previsioni riportate dai meteorologi, tra martedì e mercoledì le temperature potranno aumentare ancora di circa 2 gradi, con picchi cittadini tra 35 e 36 °C. In questo scenario Torino potrebbe avvicinare o superare il record assoluto di temperatura massima per maggio dall’inizio delle rilevazioni, avviate nel 1753. Il primato attuale risale al 21 maggio 1953, quando furono misurati 35,8 °C. Pino Torinese registra una notte senza precedenti Il caldo si è fatto sentire anche durante la notte. A Pino Torinese, sulla collina torinese a 619 metri di quota, è stata rilevata la minima più alta per maggio da quando sono disponibili misurazioni locali, cioè dal 1988. Il valore registrato è stato di 22,1 °C, superiore al precedente record di 21,2 °C del 29 maggio 2001. Il dato mostra come l’ondata calda riguardi sia le ore centrali del giorno sia quelle notturne, con un’afa persistente anche fuori dal centro urbano. Il Piemonte attende il picco del caldo Tra martedì 26 e mercoledì 27 maggio il caldo raggiungerà la fase più intensa in Piemonte. Pianure, colline e aree pedemontane potranno arrivare diffusamente a 34-35 °C, con punte locali fino a 36-37 °C tra Alessandrino, basso Novarese, Vercellese, Astigiano e Torinese. Lo zero termico sulle Alpi salirà oltre i 4. 000 metri, un valore più vicino alle ondate di caldo estive che alla fine di maggio. Le anomalie termiche complessive potranno arrivare a 8-10 °C sopra la climatologia del periodo, con possibili nuovi record mensili in diverse aree della regione. - Published: 2026-05-26 - Modified: 2026-05-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/carta-didentita-elettronica-novita-per-172-000-torinesi-il-documento-durera-50-anni.html - Categorie: News A Torino il tema della carta d’identità elettronica entra in una fase nuova, con una modifica destinata a incidere soprattutto sui cittadini più anziani e sul lavoro degli uffici anagrafici. Le nuove Cie rilasciate dal 30 luglio 2026 ai residenti con più di 70 anni avranno una validità di 50 anni, con una riduzione netta delle pratiche periodiche per questa fascia d’età. La misura, prevista dal Decreto Legge Pnrr, riguarda in città una platea ampia: gli over 70 sono circa 172. 000, pari a un quinto dei residenti. L’area con la presenza più alta è Mirafiori, dove gli ultrasettantenni superano quota 30. 000. La Cie durerà 50 anni per gli over 70 Il nuovo assetto cambia il rapporto tra cittadini anziani e uffici pubblici. Per chi ha più di 70 anni, la carta d’identità elettronica rilasciata dal 30 luglio avrà una durata molto più lunga rispetto al passato. Il rinnovo periodico, di fatto, perderà peso per una fascia di popolazione che spesso vive con maggiore fatica gli spostamenti, le prenotazioni e le attese agli sportelli. Il provvedimento punta a rendere più semplice la gestione dei documenti personali e, nel tempo, può alleggerire una parte delle richieste rivolte alle anagrafi comunali. A Torino l’effetto potrebbe risultare significativo, dato il numero elevato di residenti anziani. Gli sportelli restano sotto pressione La discussione è arrivata in Sala Rossa durante l’esame di una mozione presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia Enzo Liardo, che ha sollecitato un rafforzamento del personale nei Servizi Civici. Il consigliere ha segnalato come, negli ultimi anni, agli uffici siano state assegnate nuove competenze, tra pratiche di separazione, divorzi e altri adempimenti, con risorse ritenute insufficienti rispetto al carico di lavoro. Il tema più evidente resta quello delle attese. Per il rinnovo della carta d’identità, gli appuntamenti disponibili arriverebbero fino a ottobre. Ritardi sono stati indicati anche per altri servizi, come il rilascio dei certificati di morte, con ricadute su pratiche bancarie e successioni. Le carte cartacee dovranno essere sostituite Accanto alla novità sulla Cie per gli over 70, pesa anche la sostituzione delle vecchie carte d’identità cartacee. Dal 3 agosto 2026 questi documenti perderanno validità, a prescindere dalla scadenza riportata, e dovranno lasciare spazio alla versione elettronica. A Torino i documenti cartacei ancora da sostituire sarebbero 83. 333. Secondo quanto comunicato dall'assessore Francesco Tresso, nelle anagrafi del Comune lavorano attualmente 273 persone: 217 costituiscono il personale della sede centrale in via della Consolata e 56 sono coloro che si occupano delle 11 sedi decentrate. Gli ultimi ingressi risalgono al 2025, mentre una nuova tornata di assunzioni è prevista per settembre 2026. - Published: 2026-05-26 - Modified: 2026-05-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/elezioni-in-piemonte-2026-sindaci-confermati-e-ballottaggi-decisivi-in-due-comuni.html - Categorie: News Le comunali del 2026 in Piemonte hanno restituito un quadro segnato dalla continuità nei centri principali e da due sfide ancora aperte. La tornata ha interessato 80 Comuni della regione, con un’affluenza media ferma al 54,43%. Il dato sulla partecipazione resta uno degli elementi politici più rilevanti, accanto ai risultati maturati nei Comuni sopra i 15. 000 abitanti. Nei centri maggiori il voto ha premiato soprattutto le amministrazioni uscenti o le coalizioni già alla guida dei territori. Venaria Reale, Moncalieri e Alpignano hanno chiuso la partita al primo turno, mentre Valenza e Trecate torneranno alle urne il 7 e 8 giugno per il ballottaggio. Nei Comuni più grandi vincono le conferme A Venaria Reale il centrodestra ha ottenuto una vittoria netta con Fabio Giulivi, riconfermato sindaco al primo turno con una percentuale vicina al 68%. Lo sfidante Mirco Repetto si è fermato poco oltre il 25%, in una competizione chiusa senza necessità di secondo turno. A Moncalieri, Comune più popoloso tra quelli chiamati al voto, il centrosinistra ha mantenuto la guida della città con Lorenzo Mauro, vicino al sindaco uscente Paolo Montagna. La coalizione formata da Pd, Avs, Italia Viva, Azione e liste civiche ha centrato l’elezione diretta. Ad Alpignano, Steven Palmieri ha ottenuto un nuovo mandato con il sostegno di una coalizione progressista ampia, costruita attorno a più forze politiche e civiche. Valenza e Trecate tornano al voto a giugno Il quadro resta aperto in due Comuni sopra i 15. 000 abitanti. A Valenza, in provincia di Alessandria, il ballottaggio vedrà il confronto tra Luca Ballerini, candidato del centro riformista, e Marilena Griva, sostenuta da centrosinistra e Movimento 5 Stelle. A Trecate, nel Novarese, la sfida finale sarà tra Raffaele Sacco, appoggiato da centrosinistra e M5S, e Roberto Minera, candidato del centrodestra. Il verdetto arriverà quindi con il secondo turno fissato per il primo fine settimana di giugno. Piccoli Comuni tra scarti minimi e risultati larghi Nei centri minori il voto ha prodotto risultati molto diversi. A Castelletto d’Erro Renato Dapino è stato eletto sindaco con appena 3 voti di vantaggio. A Isolabella, Bianca Cavallero ha prevalso per sole 6 schede. Nel Cuneese spiccano i risultati larghi di Mattia Morena a Benevello e Andrea Pionzo a Treiso, entrambi oltre il 90%. A Chiesanuova, Davide Trettene ha superato nettamente Simone Cicero Caminada. Tra le riconferme figurano Gianni Poncet a Sestriere e Federica Lanteri a Briga Alta. L’affluenza più alta è stata registrata ad Aisone, con l’82,45%, mentre Carrega Ligure si è fermata al 13%, dato condizionato dal peso degli iscritti AIRE. - Published: 2026-05-25 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/kiss-kiss-way-2026-a-torino-torna-il-concerto-gratis-in-piazza-castello.html - Categorie: Eventi Il Kiss Kiss Way 2026 farà tappa a Torino con una serata gratuita nel cuore della città. L’appuntamento è fissato per il 30 maggio 2026 in Piazza Castello, dove la musica italiana sarà al centro di un evento aperto al pubblico con prenotazione obbligatoria. Il live inizierà alle 21:00 e proseguirà fino alle 23:45, con un cast ampio e pensato per unire generi diversi, dal pop al cantautorato, fino alle sonorità urban. Torino accoglie il tour con una serata in Piazza Castello La prima tappa del calendario porta il Kiss Kiss Way in una delle piazze più riconoscibili di Torino. Piazza Castello diventerà il punto di ritrovo per il pubblico che vorrà assistere a uno show gratuito, con accesso regolato attraverso una procedura di prenotazione. Sul palco sono attesi Clara, Arisa, Ermal Meta, Gaia, Delia, Ditonellapiaga, Frah Quintale, Francesco Gabbani, Levante, J-Ax, Serena Brancale, Paola Iezzi, Rosa Chemical e SKT. Una formazione molto varia, capace di parlare a pubblici diversi e di dare alla serata un ritmo costruito su stili musicali differenti. Biglietti gratuiti con prenotazione obbligatoria L’ingresso sarà gratuito, con prenotazione richiesta. Per partecipare sarà necessario collegarsi al sito kisskiss. it, dove saranno indicate le modalità per ottenere fino a due codici univoci. Ogni codice potrà essere usato nella procedura su TicketOne. it e permetterà l’emissione di un solo biglietto. La formula punta quindi a gestire l’accesso in modo ordinato, vista la forte capacità attrattiva del concerto. La data del 30 maggio si annuncia come uno degli appuntamenti musicali più attesi della primavera torinese, anche per la posizione centrale del palco e per la presenza di nomi molto noti della scena nazionale. Il Villaggio Kiss Kiss anima il centro città Accanto al concerto, Torino ospiterà anche il Villaggio Kiss Kiss, attivo nelle due giornate dell’evento. Lo spazio sarà aperto al pubblico e proporrà musica, giochi, attività con i partner del tour e momenti di intrattenimento. Nel programma sono previsti DJ set, aperitivi, dirette radiofoniche e incontri con gli speaker. Casa Kiss Kiss sarà il punto dedicato alle trasmissioni e al contatto con il pubblico. Durante la tappa saranno presenti Pippo Pelo e Adriana, Marco e Raf, Alfio e Ciro. Il secondo giorno il villaggio resterà attivo fino al pomeriggio, prima del live serale. Dopo il successo dell’edizione 2025, il Kiss Kiss Way torna così a inserirsi tra gli eventi musicali gratuiti più visibili della stagione, con Torino scelta come scenario di apertura. - Published: 2026-05-25 - Modified: 2026-05-25 - URL: https://www.torinofree.it/economia/elezioni-nel-torinese-affluenza-in-forte-calo-sei-comuni-hanno-gia-un-sindaco-quasi-certo.html - Categorie: Economia Parte con numeri in calo la tornata delle elezioni comunali nei 23 Comuni della provincia di Torino chiamati alle urne. Alla chiusura della prima giornata di voto, alle 23, la partecipazione si è fermata al 39,65% degli aventi diritto, un dato distante dal 49,76% registrato nella precedente consultazione e inferiore pure alla media nazionale, attestata al 46,31%. Il voto proseguirà anche nella giornata di lunedì, con i seggi aperti dalle 7 alle 15, poi scatteranno immediatamente le operazioni di scrutinio. Tra i centri più popolosi coinvolti nel voto amministrativo emerge il forte rallentamento, in riferimento all'affluenza, di Moncalieri, che si ferma al 34,25% rispetto al 48,64% di cinque anni fa. Percentuali in discesa anche a Venaria, dove l’affluenza arriva al 44,39% contro il 50,64% della tornata precedente, e ad Alpignano, passata dal 48,61% al 36,68%. Novalesa guida la classifica dell'affluenza Guardando ai numeri dei singoli Comuni, il dato più alto arriva da Novalesa, che supera il 64% dei votanti. All’estremo opposto si trova Moncalieri, che chiude la prima giornata con il dato più basso del territorio, seguita da Osasio, poco sotto il 35%. Il quadro complessivo conferma una partecipazione debole, in una giornata segnata dal caldo e da una presenza alle urne più contenuta rispetto al passato. Sei Comuni hanno già un sindaco quasi certo Ci sono poi sei realtà dove il risultato appare già fortemente indirizzato. A Parella, Samone, Torre Canavese, Monteu da Po, Venaus e Virle Piemonte si è presentato un solo candidato. In questi casi, per rendere valida l’elezione serviva il raggiungimento del 40% dei votanti: soglia che risulta già superata. Resta un ultimo passaggio formale, vale a dire il raggiungimento del 50% più uno dei voti validi a favore del candidato in corsa. Uno scenario che rende molto vicina la conferma dei sei candidati unici. Nei Comuni con oltre 15 mila abitanti, invece, il sindaco verrà eletto subito soltanto con il superamento della soglia del 50% più un voto. In caso contrario, si tornerà alle urne per il ballottaggio fissato per il 7 e 8 giugno. - Published: 2026-05-25 - Modified: 2026-05-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/derby-della-mole-ad-alta-tensione-scontri-arresti-e-gara-iniziata-con-unora-di-ritardo.html - Categorie: News Il derby tra Torino e Juventus è stato segnato da gravi disordini prima del fischio d’inizio. La partita del 24 maggio 2026 allo stadio Grande Torino è partita con circa un’ora di ritardo, dopo gli scontri tra gruppi ultras avvenuti nelle zone vicine all’impianto. Il bilancio parla di otto persone fermate, alcuni arresti, quattro agenti feriti e un tifoso juventino di 36 anni ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato colpito durante i momenti più violenti. Gli scontri fuori dallo stadio fanno slittare il derby Nel pomeriggio, le tifoserie si sono radunate attorno allo stadio in vista della gara. Le forze dell’ordine, con polizia, carabinieri e guardia di finanza, hanno cercato di impedire il contatto tra i gruppi rivali. Per alcuni istanti, però, alcuni ultras sono riusciti ad avvicinarsi. Gli agenti sono stati raggiunti da sassi e torce. Per riportare la situazione sotto controllo sono stati usati anche i gas lacrimogeni. La gestione dell’ordine pubblico ha poi inciso direttamente sulla gara: il calcio d’inizio, previsto alle 20,45, è stato rinviato alle 21,47. Nel settore ospiti, alcuni tifosi juventini sono saliti sulla balaustra e hanno minacciato l’invasione di campo. La situazione si è normalizzata solo dopo un confronto tra le parti coinvolte e dopo l’uscita di parte del pubblico bianconero dallo stadio. Il tifoso ferito resta ricoverato in terapia intensiva L’episodio più grave riguarda un tifoso juventino di 36 anni, residente a Milano. L’uomo è stato soccorso allo stadio e trasportato prima all’ospedale Mauriziano, poi al Cto con un trauma cranico. Sarebbe stato colpito da una bottiglia di vetro durante gli scontri. In serata è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Al termine dell’operazione è rimasto in osservazione nella terapia intensiva dell’ospedale Molinette. La prognosi è stata mantenuta riservata. Il sindaco Stefano Lo Russo ha condannato con fermezza le violenze, esprimendo vicinanza agli agenti feriti e al tifoso ricoverato. Ha definito gli episodi atti criminali, da perseguire e da tenere lontani dagli stadi. La vigilia era già segnata da allarmi e polemiche La notte precedente aveva già mostrato un clima pesante. Circa cento tifosi juventini si erano riuniti a Moncalieri, nella zona della sede dei Drughi. Altri gruppi granata si trovavano invece in Vanchiglia, dopo l’esposizione di uno striscione offensivo contro i rivali. La Digos ha evitato un contatto diretto tra i due gruppi in zona Torino Sud. La situazione si era inserita in una vigilia già complicata dal caso dress code. Il Torino aveva inviato alcune comunicazioni ai possessori dei biglietti, segnalando che in determinati settori non sarebbero stati ammessi indumenti bianconeri. La questura ha poi chiarito che l’accesso allo stadio restava regolato dalle norme di legge e che non esistevano motivi di ordine pubblico per vietare sciarpe, maglie o cappellini della squadra ospite. - Published: 2026-05-25 - Modified: 2026-05-25 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-juventus-2-2-derby-ribaltato-nel-finale-rimonta-granata-dopo-il-doppio-svantaggio.html - Categorie: Sport Il derby della Mole si chiude con un 2-2 che cambia volto nella ripresa e lascia al Torino una sensazione vicina all’impresa. All’Olimpico Grande Torino, la Juventus sembrava aver preso il controllo della partita grazie alla doppietta di Vlahovic, capace di colpire una volta per tempo. Il Toro, sotto di due reti, ha trovato la forza per rientrare in gara e rimettere tutto in equilibrio con Casadei e Adams, protagonisti della rimonta granata. La Juventus parte meglio e trova il vantaggio Il primo tempo si apre con una fase di studio, anche se la Juventus mostra maggiore precisione negli ultimi metri. Dopo una chance non sfruttata da Gatti, i bianconeri alzano il ritmo e al 24’ passano avanti. Thuram recupera palla, avvia l’azione e serve Vlahovic, che davanti a Paleari resta freddo e firma lo 0-1. Il Torino fatica a costruire una vera risposta nella prima parte della gara. La squadra granata resta dentro al match, ma la Juventus appare più sicura nella gestione del pallone e più incisiva quando arriva nei pressi dell’area avversaria. Vlahovic continua a creare problemi alla difesa del Toro e sfiora il secondo gol prima dell’intervallo. Vlahovic raddoppia, poi Casadei riapre il derby La ripresa sembra indirizzare la partita dalla parte bianconera. Al 54’, Conceicao serve ancora Vlahovic, che con un destro preciso supera Paleari per la seconda volta. Il raddoppio juventino pesa sul clima dell’Olimpico e per qualche minuto il derby pare segnato. Il Torino, però, cambia passo. I granata aumentano la pressione, alzano il baricentro e trovano l’episodio che riaccende la sfida. Al 60’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Casadei trova il gol dell’1-2 e restituisce energia alla squadra e allo stadio. Da quel momento la gara diventa più intensa, con il Toro spinto dal pubblico e la Juventus chiamata a difendere il vantaggio. Adams completa la rimonta nel finale Negli ultimi minuti il Torino insiste. La Juventus prova a tenere il risultato, mentre Perin salva i bianconeri su una conclusione di Njie. Il pareggio arriva all’84’, quando Adams trova la deviazione decisiva e firma il 2-2. Per i granata è un finale dal forte valore emotivo. Recuperare due gol alla Juventus nel derby dà peso diverso al risultato e chiude la stagione con un segnale di carattere. Per i bianconeri resta il rammarico per una partita che sembrava sotto controllo e che, nella fase finale, è sfuggita di mano. - Published: 2026-05-25 - Modified: 2026-05-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/truffe-agli-anziani-a-torino-arriva-lufficio-mobile-della-polizia-locale.html - Categorie: News Foto Città di Torino - www. comune. torino. it A Torino la prevenzione contro le truffe entra nei mercati e nei luoghi più frequentati dai cittadini. Dal 21 maggio 2026 la Polizia Locale dispone di un ufficio mobile itinerante legato alla campagna “La truffa si camuffa”, pensata per avvicinare gli agenti alle persone più esposte ai raggiri. La presentazione del mezzo è avvenuta al mercato in corso Racconigi, con la presenza di Marco Porcedda, assessore alla Polizia Locale e alla Sicurezza, e nelle prossime settimane farà tappa in diversi punti della città. Un presidio mobile nei luoghi più frequentati L’iniziativa punta a portare informazioni e assistenza direttamente nei quartieri, con particolare attenzione agli anziani e ai cittadini più vulnerabili. La scelta dei mercati risponde alla loro presenza costante nella vita quotidiana: sono spazi attraversati ogni giorno da molte persone e permettono agli agenti di intercettare bisogni, dubbi e segnalazioni. L’assessore Marco Porcedda ha spiegato che le attività itineranti di prossimità partiranno proprio da questi luoghi, con passaggi previsti anche davanti agli uffici postali. L’obiettivo è fornire indicazioni pratiche sui comportamenti da tenere davanti a visite sospette, telefonate ingannevoli o tentativi di raggiro digitale. Il nuovo ufficio su quattro ruote Il veicolo scelto per il servizio è un Citroën Jumpy, acquistato con fondi ministeriali per una spesa di circa 65. 000 euro. Il mezzo è stato attrezzato con radio integrate e sistemi di emergenza, così da funzionare come un vero sportello mobile della Polizia Locale. All’interno del presidio i cittadini potranno ricevere materiale informativo, consultare video legati alla campagna e ritirare vademecum con consigli utili. Gli agenti saranno presenti per spiegare a chi rivolgersi in caso di sospetto raggiro e quali passi seguire quando si viene contattati da persone che si presentano come tecnici, operatori o rappresentanti di enti. Le prossime tappe in città Dopo il debutto in corso Racconigi, l’ufficio mobile raggiungerà altri mercati torinesi, tra cui quelli di via Cincinnato, della Crocetta e di via Onorato Vigliani. Sono previste soste anche nei pressi di Asl, centri anziani, bocciofile e giardini pubblici. La campagna rafforza il concetto di sicurezza di prossimità, con una presenza più visibile sul territorio e un contatto diretto tra cittadini e Polizia Locale. In questo modo Torino prova a rendere più semplice l’accesso alle informazioni anti-truffa, portando il servizio nei posti in cui la vita di quartiere si svolge ogni giorno. - Published: 2026-05-24 - Modified: 2026-05-24 - URL: https://www.torinofree.it/sport/la-roma-femminile-alza-la-coppa-italia-juventus-battuta-nella-finale-di-vicenza.html - Categorie: Sport La Roma Femminile chiude la stagione con un nuovo trofeo e conquista la Coppa Italia Women nella finale giocata allo stadio Romeo Menti di Vicenza. La squadra giallorossa supera la Juventus per 1-0 al termine di una gara intensa, decisa all’80’ dalla rete di Manuela Giugliano. Per il club capitolino arriva la terza coppa nazionale della propria storia, dopo una partita vissuta tra equilibrio, occasioni da entrambe le parti e un finale gestito con personalità. La Juventus parte meglio e mette subito pressione L’avvio premia la Juventus, più pronta nei primi minuti e capace di entrare presto in area romanista. Dopo appena due minuti Vangsgaard riceve da Wälti e serve un pallone interessante per Capeta, con Baldi sicura nella presa bassa. La squadra bianconera resta alta e prova a sfruttare ritmo e aggressività. Al 14’ Schatzer cerca la porta dalla distanza, poi Lenzini ha una buona chance sugli sviluppi di un calcio d’angolo preparato, ma la conclusione termina alta. La vera occasione della prima parte arriva al 24’, quando Carbonell lascia partire un sinistro forte e preciso verso l’incrocio. Baldi risponde con un intervento di grande livello e tiene il risultato sullo 0-0. La Roma cresce e prende campo col passare dei minuti Dopo una fase iniziale complessa, la Roma entra progressivamente nella partita. Csiki tenta il tiro a giro dal limite, largo rispetto alla porta, mentre Greggi sfiora il vantaggio con un destro potente dal vertice dell’area. La pressione giallorossa aumenta nel finale del primo tempo e costringe la Juventus a difendere con attenzione. Nel recupero arriva un’altra chance pesante per la squadra capitolina: Dragoni colpisce di testa da distanza ravvicinata, ma Carbonell salva con il corpo e mantiene la parità. La ripresa conferma l’equilibrio visto prima dell’intervallo. Al 51’ Viens manda a lato di testa su cross di Pilgrim, poi la stessa Pilgrim controlla in area e calcia di prima, con il pallone fuori di poco. Giugliano decide la finale nel momento più pesante La Juventus risponde al 65’ da calcio d’angolo. Lenzini supera Baldi con una conclusione verso la porta, ma Thøgersen salva sulla linea con un intervento decisivo. Il momento che cambia la finale arriva all’80’. Pilgrim crea spazio sulla destra e mette un cross preciso, Viens prolunga di testa e Giugliano arriva sul secondo palo per firmare l’1-0. Negli ultimi minuti la Roma difende il vantaggio con ordine. In pieno recupero Baldi compie un’altra parata determinante e protegge il risultato. Al triplice fischio parte la festa giallorossa: la Roma Femminile alza la terza Coppa Italia della sua storia e chiude ai vertici un’altra stagione da protagonista. - Published: 2026-05-24 - Modified: 2026-05-24 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/riapre-il-castello-di-ivrea-tutte-le-novita-su-orari-prezzi-e-percorsi.html - Categorie: Turismo Il Castello di Ivrea torna al centro dell’offerta culturale del Canavese con un programma di aperture pensato per rendere la visita più regolare e accessibile. Dal 2 giugno 2026 la fortezza sarà di nuovo visitabile in modo stabile, dopo una fase sperimentale che ha richiamato oltre 8. 000 persone con ingressi gratuiti. Il Comune punta ora a consolidare il ruolo del monumento come porta d’ingresso per chi arriva in città e vuole conoscere il patrimonio storico, turistico e culturale legato anche al sito UNESCO. Un nuovo percorso tra mura, celle e panorami Il maniero, costruito per volontà di Amedeo VI di Savoia, offrirà un itinerario capace di mettere insieme storia medievale, memoria carceraria e paesaggio. I visitatori potranno entrare nella corte interna, raggiungere i camminamenti di ronda e osservare dall’alto l’Anfiteatro Morenico e le architetture industriali che hanno segnato l’identità di Ivrea. Nel percorso rientrano anche le antiche celle, usate in passato come prigioni e ora destinate a mostre ed esposizioni. In biglietteria sarà presente un punto informativo dedicato alle eccellenze del Canavese, con il coinvolgimento di realtà come Ecomuseo AMI, Turismo Torino e Provincia, Consorzio Operatori Turistici Valli del Canavese e Museo Civico P. A. Garda. Gli orari cambiano tra estate e inverno Il calendario prevede due periodi distinti. Da giugno a ottobre, durante l’alta stagione, il Castello sarà aperto ogni domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. È prevista anche un’apertura straordinaria il 31 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale del Trekking Urbano. Da novembre a maggio scatterà l’orario invernale. In questo periodo il monumento sarà visitabile la prima domenica del mese e in alcune festività, tra cui 8 dicembre, Pasquetta e primo maggio, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Aperture speciali sono previste durante lo Storico Carnevale di Ivrea, con date legate alle ultime domeniche di gennaio e ai giorni principali della manifestazione di febbraio. Biglietti, gratuità ed eventi privati Il biglietto intero costerà 5 euro. La tariffa ridotta sarà di 2 euro per gruppi superiori a 15 persone e per chi presenta un biglietto del Museo Garda valido nello stesso mese. L’ingresso gratuito sarà riservato ai minori di 14 anni, alle persone con disabilità con accompagnatore, ai possessori di Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card e a chi avrà il biglietto relativo al periodo di Carnevale. I pagamenti in biglietteria saranno accettati solo con carta o POS. Nel corso della settimana, quando da lunedì a sabato il Castello non sarà aperto al pubblico, la parte interna potrà essere presa in affitto per matrimoni e unioni civili. - Published: 2026-05-24 - Modified: 2026-05-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/vinovo-1-400-nuove-piante-per-mettere-in-sicurezza-il-chisola.html - Categorie: News A Vinovo è previsto un nuovo intervento ambientale lungo il torrente Chisola. Il progetto riguarda un’area di circa 8. 500 metri quadrati, oggi segnata da una vegetazione da ricostruire in modo più ordinato. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra il corso d’acqua e il territorio, con una rinaturalizzazione pensata per migliorare la stabilità degli argini e la qualità dell’ambiente fluviale. Il piano sarà sostenuto da un finanziamento di circa 60. 000 euro, assegnato dal Ministero dell’Ambiente tramite il programma “Siti naturali UNESCO per il Clima 2023”. Le risorse serviranno a trasformare la zona in un corridoio verde più solido, utile alla biodiversità e alla sicurezza idrogeologica. A Vinovo nasce una nuova fascia verde lungo il Chisola Il cuore dell’intervento sarà la messa a dimora di circa 1. 400 piante. Il progetto prevede 85 alberi ad alto fusto e oltre 1. 300 arbusti e giovani piantine, con una selezione basata su specie autoctone. La scelta punta a creare una vegetazione coerente con il contesto naturale del torrente, capace di attecchire meglio e di mantenere nel tempo un equilibrio stabile. L’area sarà arricchita anche da una siepe perimetrale, composta da essenze adatte a delimitare e proteggere gli spazi riqualificati. Api e farfalle avranno così nuove aree favorevoli alla presenza e alla riproduzione. Argini più stabili contro erosione e fragilità del terreno L’intervento non riguarda solo il verde pubblico. Le nuove piantumazioni avranno un ruolo diretto nella difesa del suolo. Le radici contribuiranno a consolidare la sponda del Chisola, riducendo il rischio di erosione nei tratti più esposti e migliorando la tenuta complessiva degli argini. La rinaturalizzazione assume quindi una funzione pratica: proteggere il torrente e rafforzare la sicurezza idrogeologica. Il recupero della vegetazione, in questo caso, diventa parte della gestione del territorio e non un semplice intervento estetico. I lavori partiranno in autunno con le nuove piantumazioni L’avvio dei lavori è previsto in autunno, periodo scelto perché più adatto alla messa a dimora delle piante. La fase di riposo vegetativo invernale dovrebbe favorire l’attecchimento delle nuove essenze, aumentando le possibilità di crescita nei mesi successivi. Il risultato atteso è un corridoio verde più continuo e stabile lungo il Chisola, capace di unire tutela ambientale, protezione del suolo e recupero dell'area. Per Vinovo, il progetto rappresenta un passo concreto nella cura del territorio e nella valorizzazione del paesaggio fluviale. - Published: 2026-05-24 - Modified: 2026-05-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-festeggia-i-nuovi-cittadini-e-rilancia-il-centro-interculturale.html - Categorie: News Torino ha celebrato la Festa dei Nuovi Cittadini nel fine settimana dedicato alla Festa dei Vicini, con una giornata pensata per mettere al centro interculturalità, partecipazione e senso di appartenenza. L’iniziativa ha coinvolto cittadine e cittadini che hanno ottenuto da poco, o stanno per ottenere, la cittadinanza italiana. Nei primi mesi dell’anno sono state 830 le persone che hanno prestato giuramento, mentre nel 2025 le nuove cittadinanze registrate sono state 3. 243. Numeri che raccontano una Torino attraversata da storie, percorsi personali e comunità diverse, chiamate a contribuire alla vita della città. Via Po diventa il luogo simbolico del giuramento La mattinata si è aperta in via Po, dove dieci persone prossime al conferimento della cittadinanza hanno preso parte a una cerimonia pubblica di giuramento con la presenza del primo cittadino Stefano Lo Russo. I partecipanti rappresentavano alcune delle principali comunità che si trovano nel territorio di Torino, con provenienze da Paesi come Egitto, Filippine, Gabon, Albania, Ecuador, Romania, Nigeria, India, Afghanistan e Perù. Il sindaco ha collegato la festa al valore della comunità, spiegando che chi sceglie di diventare cittadino italiano entra a pieno titolo nella vita di Torino. Un messaggio rivolto a persone che hanno lasciato il proprio Paese per costruire in città il futuro proprio e quello delle famiglie. La festa entra nel percorso verso Torino 2033 Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti del mondo del commercio, del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze e della candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. La giornata si inserisce infatti nel cammino di avvicinamento a questo obiettivo, con il riferimento all’Europa e alla cultura come strumenti di coesione sociale. Il senso dell’iniziativa è stato legato alla partecipazione civica, alla convivenza tra culture e al riconoscimento del contributo dato dalle nuove cittadine e dai nuovi cittadini alla città. Il Centro Interculturale celebra 30 anni di attività Nel pomeriggio la festa si è spostata in corso Taranto 160, dove sono stati celebrati i 30 anni del Centro Interculturale. Nella stessa occasione sono stati inaugurati gli spazi verdi della struttura, oggetto di riqualificazione tramite fondi PNRR nell’ambito del Piano Integrato Urbano della Città di Torino. L’intervento ha riguardato il cortile, con la rimozione dell’asfalto su 2. 700 metri quadrati, nuove pavimentazioni drenanti, aree verdi, arredi accessibili, impianto di illuminazione rinnovato e un nuovo accesso pedonale da via Corelli. Prevista pure un’area per l’orticoltura con 20 cassoni in legno. Da tre decenni il Centro Interculturale rappresenta un punto di riferimento cittadino per dialogo, formazione e convivenza tra culture differenti. - Published: 2026-05-24 - Modified: 2026-05-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-da-record-a-torino-allerta-rossa-in-piemonte-attesi-35-gradi.html - Categorie: News A Torino e in Piemonte il caldo accelera. Dopo una giornata già segnata da temperature oltre i 30 gradi, la fase più intensa dell’ondata estiva è attesa nei prossimi giorni, con valori che potrebbero raggiungere i 35 gradi in pianura. L’aumento termico riguarda sia le massime sia le minime e arriva in anticipo rispetto alla stagione, con un quadro meteo stabile destinato a restare dominante almeno nella prima parte della settimana. Torino supera i 30 gradi già nel fine settimana La centralina Arpa dei Giardini Reali ha già registrato valori poco sopra i 30 gradi. È il primo segnale concreto di una fase calda che non ha ancora raggiunto il punto più alto. In città l’aria estiva si è fatta sentire con decisione, spingendo molti torinesi ad accendere ventilatori e condizionatori. Il dato, pur elevato per il periodo, rappresenta solo l’inizio di una progressione destinata a coinvolgere gran parte del Piemonte. Le temperature sono previste in crescita a tutte le quote, con valori sopra la media e condizioni soleggiate su ampie zone della regione. L’anticiclone porta caldo anomalo sul Piemonte Alla base dell’aumento termico c’è l’espansione di un promontorio anticiclonico subtropicale sull’Europa centro-occidentale. La massa d’aria calda, estesa dal Maghreb fino al Mare del Nord, favorisce tempo stabile, cieli sereni e un netto rialzo delle temperature. Arpa Piemonte prevede massime diffusamente oltre i 30 °C in pianura già dalle prossime ore. Nei giorni seguenti, i picchi potrebbero salire fino a 35 °C, con un caldo anomalo per la fase finale di maggio. Le minime resteranno elevate, riducendo il sollievo nelle ore notturne e rendendo più pesante la percezione del calore nelle aree urbane. Allerta rossa tra Torino e il resto della regione La fase più delicata è attesa tra lunedì e giovedì, quando il caldo dovrebbe raggiungere i livelli più alti. Per questo Arpa ha alzato il livello di allerta per l’ondata di calore: a Torino è già stato indicato il livello 3 rosso, il più alto della scala. La stessa soglia resterà valida anche nelle giornate successive, con estensione al resto del Piemonte tra oggi e lunedì. Il quadro richiede attenzione soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e per chi trascorre molte ore all’aperto. Le indicazioni restano quelle consuete: evitare gli spostamenti nelle ore centrali, bere spesso e limitare gli sforzi fisici durante le fasi più calde della giornata. - Published: 2026-05-24 - Modified: 2026-05-24 - URL: https://www.torinofree.it/sport/champions-quattro-squadre-per-due-posti-milan-roma-juve-e-como-si-giocano-tutto.html - Categorie: Sport Rush finale per la qualificazione alla Champions League, con l’ultima giornata di Serie A pronta a decidere una corsa rimasta aperta fino all’ultimo turno. Questa sera, alle 20. 45, Milan, Roma, Juventus e Como si giocano l’accesso alla massima competizione europea, racchiuse in appena due punti. Rossoneri e giallorossi partono da quota 70, mentre bianconeri e lariani inseguono a 68. Per Milan e Roma il compito è chiaro: con una vittoria, il traguardo sarebbe raggiunto senza dipendere dagli altri campi. Milan e Roma hanno il destino nelle proprie mani Il Milan arriva alla gara casalinga contro il Cagliari con un vantaggio importante. La squadra di Massimiliano Allegri ospita un avversario ormai libero da pressioni di classifica, condizione che potrebbe rendere la partita meno prevedibile. Il tecnico rossonero ha riconosciuto le difficoltà del 2026, soprattutto a San Siro, dove nelle ultime tre partite è arrivato un solo punto. L’obiettivo, però, resta vicino e il Milan non può permettersi passi falsi. Anche la Roma parte da una posizione favorevole. Dopo il successo nel derby e il passo falso della Juventus contro la Fiorentina, la squadra di Gian Piero Gasperini è tornata padrona del proprio percorso. La sfida contro il Verona, già retrocesso, sembra agevole sulla carta, ma gli ultimi risultati degli scaligeri invitano alla prudenza. Il tecnico romanista ha preferito rimandare ogni bilancio, con l’attenzione rivolta solo alla partita decisiva. Juventus obbligata a reagire nel derby La situazione della Juventus è più complicata. La sconfitta contro la Fiorentina ha lasciato il segno. I bianconeri si presentano al derby contro il Torino con l’obbligo di vincere e con la necessità di attendere notizie favorevoli dagli altri campi. Luciano Spalletti si aspetta una risposta all’altezza del peso della gara e del momento vissuto dalla squadra. Il tecnico ha escluso l’ipotesi dimissioni, ribadendo la volontà di restare concentrato sul campo. La Champions resta possibile, ma la Juventus non dipende più solo da se stessa. Como in trasferta contro una Cremonese ancora in corsa Il Como affronta forse l’impegno più delicato tra le inseguitrici. La squadra gioca in trasferta contro una Cremonese ancora coinvolta nella lotta salvezza, in un duello a distanza con il Lecce. Il peso della posta in palio sarà quindi alto per entrambe. Il Lecce, guidato da Eusebio Di Francesco, affronterà il Genoa di Daniele De Rossi. In una giornata così complessa, ogni risultato può cambiare il quadro finale. La Serie A arriva all’ultimo atto con quattro squadre ancora in corsa e una notte Champions destinata a pesare sull’intera stagione. - Published: 2026-05-24 - Modified: 2026-05-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/elezioni-nel-torinese-urne-aperte-in-24-comuni-le-sfide-decisive.html - Categorie: News Nel Torinese si apre una nuova tornata di elezioni amministrative, con urne aperte tra domenica 24 e lunedì 25 maggio. In Piemonte sono 79 i Comuni coinvolti, senza capoluoghi di provincia. La provincia di Torino concentra una parte rilevante della consultazione, con 24 realtà chiamate al voto e tre centri sopra i 15. 000 abitanti: Moncalieri, Venaria e Alpignano. Proprio in questi Comuni l’esito potrebbe non arrivare subito, perché in assenza di un candidato oltre il 50% sarà necessario il ballottaggio del 7 e 8 giugno. Urne aperte con orari già fissati I seggi restano aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Subito dopo partirà lo spoglio delle schede. Oltre ai tre Comuni più popolosi, nella provincia torinese si vota in altri centri sotto i 15. 000 abitanti, dove il sindaco viene eletto al primo turno. Il ballottaggio, in questi casi, è previsto solo in presenza di un perfetto pareggio tra due candidati. Moncalieri apre la fase dopo Montagna A Moncalieri si chiude la stagione amministrativa guidata da Paolo Montagna, arrivato al termine del secondo mandato. La città, la più grande del Torinese tra quelle al voto, sceglie quindi un nuovo sindaco. I candidati sono quattro: Lorenzo Mauro per il centrosinistra, Maurizio Fontana per il centrodestra, Arturo Calligaro per L’Altra Destra e Salvatore Moschetto per Democrazia Sovrana Popolare, lista legata all’area di Marco Rizzo. La sfida moncalierese è una delle più osservate, sia per il peso demografico della città sia per il cambio di fase politica dopo due mandati consecutivi. Venaria e Alpignano cercano il verdetto A Venaria il sindaco uscente Fabio Giulivi, sostenuto dal centrodestra, punta alla riconferma dopo la vittoria del 2020. Contro di lui corrono Mirco Repetto, appoggiato dal campo largo e da liste civiche, Andrea Accorsi con una coalizione civica fuori dai poli tradizionali, e Domenico Martelli, sostenuto da Partito comunista italiano e Rifondazione comunista. Anche ad Alpignano la partita è a quattro. Il sindaco uscente Steven Palmieri tenta il bis con centrosinistra, Movimento 5 Stelle e liste civiche. In corsa ci sono anche Roberto Canola, vicino all’area ecologista e alla sinistra, l’ex sindaco Andrea Oliva con il centrodestra e Marco Nuzzo, che riporta in campo il simbolo della Democrazia Cristiana. - Published: 2026-05-23 - Modified: 2026-05-23 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-la-spesa-costa-di-piu-prezzi-in-crescita-ad-aprile-rincari-vicini-all1.html - Categorie: Economia Torino torna a fare i conti con prezzi in salita. Ad aprile l’inflazione cittadina ha segnato un aumento dello 0,9% rispetto a marzo, mentre il confronto con lo stesso mese del 2025 indica una crescita del 2,5%. Un dato che racconta una pressione più visibile su molte voci di consumo, con effetti diversi tra beni acquistati spesso, prodotti meno ricorrenti e servizi. A pesare di più sono i prodotti che entrano con maggiore frequenza nella vita quotidiana. Il loro indice cresce dell’1,1% nel giro di un mese e arriva al 4,1% su base annua. Un segnale che riguarda da vicino le famiglie, perché tocca la parte più abituale delle spese. Anche i beni a media frequenza registrano un rialzo, con +1,2% rispetto a marzo e +2,0% nel confronto annuale. Restano invece fermi sul mese precedente i prodotti acquistati più raramente, pur con un aumento dell’1,3% rispetto ad aprile 2025. Il carrello quotidiano pesa di più sui conti delle famiglie La fotografia dei prezzi sotto la Mole mostra un’accelerazione che passa soprattutto dai consumi più ricorrenti. Quando aumentano i beni acquistati spesso, la percezione dei rincari diventa più immediata, perché riguarda spese che si ripetono con regolarità e che incidono sul bilancio domestico. Il dato dei prodotti ad alta frequenza, pari a +1,1% nel mese e +4,1% nell’anno, indica una dinamica più marcata rispetto all’indice generale. In pratica, il rialzo medio dell’inflazione cittadina resta sotto l’1% nel confronto mensile, mentre alcune voci più vicine alla spesa ordinaria avanzano con maggiore decisione. Nel quadro generale si inseriscono anche i prodotti a media frequenza d’acquisto, saliti dell’1,2% rispetto a marzo. Il loro aumento annuo si ferma al 2,0%, valore più contenuto rispetto ai beni più ricorrenti. La fascia a bassa frequenza, invece, non registra variazioni mensili, pur restando più alta rispetto all’anno precedente. Energia e alimentari guidano la crescita dei beni Nel comparto dei beni, l’aumento complessivo arriva all’1,1% su base mensile e al 3,2% nel confronto con aprile 2025. La spinta più forte arriva dai beni energetici, che segnano +4,7% in un mese e +12,9% nell’arco di un anno. È la voce con il rialzo più evidente tra quelle monitorate. I beni alimentari crescono dello 0,5% rispetto al mese precedente e dell’1,1% rispetto all’anno prima. Il dato appare meno pesante rispetto all’energia, ma resta significativo perché riguarda una parte essenziale dei consumi. Anche i tabacchi risultano in aumento, con +0,7% su base mensile e +4,1% su base annua. Più stabile la voce degli altri beni, che non cambia rispetto a marzo e registra un incremento dello 0,5% nel confronto annuale. La distribuzione dei rincari non è quindi uniforme: alcune categorie restano quasi ferme, altre corrono con maggiore intensità e modificano l’equilibrio dell’indice generale. Nei servizi salgono trasporti, casa e tempo libero Anche i servizi contribuiscono alla crescita dell’inflazione torinese. L’indice di questa tipologia registra +0,7% rispetto a marzo e +2,0% rispetto ad aprile 2025. Tra le singole voci, i servizi legati ai trasporti avanzano dell’1,8% nel mese e dell’1,3% nell’anno. I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona salgono dell’1,0% su base mensile e del 2,6% su base annua. I servizi relativi all’abitazione crescono in modo più lieve nel breve periodo, con +0,2%, ma raggiungono +2,9% nel confronto annuale. In direzione diversa si muovono le comunicazioni, ferme rispetto a marzo e in calo del 2,5% rispetto all’anno precedente. I servizi vari restano invariati sul mese e crescono dell’1,0% nell’anno. L’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, segna infine +0,2% su base mensile e +1,3% su base annua, mostrando una crescita più moderata rispetto all’indice complessivo. - Published: 2026-05-23 - Modified: 2026-05-23 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juve-senza-yildiz-nel-derby-boga-verso-una-maglia-da-titolare.html - Categorie: Sport Kenan Yildiz non sarà a disposizione della Juventus per il derby contro il Torino. Il problema al polpaccio emerso dopo l’allenamento di giovedì ha portato a una scelta netta: nessun rischio per il talento turco, già frenato in stagione da altri fastidi fisici. Per Luciano Spalletti cambia così il piano offensivo in vista dell’ultima gara di campionato, con alcune decisioni ancora aperte tra attacco, centrocampo e porta. Yildiz costretto a fermarsi Gli accertamenti al J Medical hanno confermato il guaio muscolare accusato da Kenan Yildiz. Il polpaccio è infiammato e la Juventus non intende forzare il rientro, anche alla luce degli impegni estivi con i Mondiali. Una perdita pesante, perché il classe 2005 ha chiuso la stagione con numeri importanti: 10 gol e 7 assist, rendimento che gli è valso il riconoscimento di miglior giovane Under 23 della Serie A. Il suo campionato ha avuto due volti. Molto incisivo nella prima parte, più discontinuo nella seconda, quando la tendinopatia al ginocchio ne ha limitato la continuità. La sua assenza nel Derby della Mole obbliga Spalletti a rivedere gli equilibri offensivi in una partita già delicata per classifica, ambiente e momento della squadra. Boga verso il posto da titolare, Vlahovic resta davanti Il candidato principale per sostituire Yildiz è Jeremie Boga. L’esterno ivoriano ha guadagnato spazio e considerazione, tanto che il club bianconero appare orientato al riscatto dal Nizza per 4,8 milioni di euro. Nel tridente dovrebbe agire sulla corsia sinistra, con Conceicao sul lato opposto. Al centro dell’attacco resta favorito Dusan Vlahovic, reduce dalle ultime due reti segnate dalla Juventus. Per il serbo il derby potrebbe avere un valore ulteriore, visto che il suo futuro a Torino resta da definire. La questione verrà affrontata dopo la fine del campionato, quando le valutazioni tecniche lasceranno spazio ai confronti di mercato. Spalletti compatta il gruppo Il dubbio principale riguarda Thuram, che in settimana ha lavorato a parte. Anche in caso di convocazione, la sua presenza dall’inizio non è sicura. L’alternativa più immediata resta Koopmeiners, mentre un’altra soluzione porterebbe al ritorno di Holm tra i titolari, con McKennie spostato sulla destra. In difesa le certezze sono Kalulu, Kelly e Gatti, favorito per sostituire Bremer. Locatelli dovrebbe occupare una delle caselle in mezzo, Cambiaso resta il riferimento sulla fascia sinistra. Rimane aperto anche il ballottaggio tra i pali, segnale di una stagione bianconera mai del tutto stabilizzata. Alla Continassa, intanto, la squadra andrà in ritiro. Spalletti vuole tenere il gruppo compatto prima del derby, dopo la giornata di riposo concessa ieri. La scelta serve a ritrovare concentrazione dopo la pesante sconfitta contro la Fiorentina. - Published: 2026-05-23 - Modified: 2026-05-23 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-juventus-probabili-formazioni-e-dove-vedere-il-derby-della-mole-in-tv.html - Categorie: Sport Il derby della Mole chiude la stagione di Torino e Juventus con una partita dal peso diverso per le due squadre. La gara, valida per la 38ª giornata di Serie A, si gioca il 24 maggio alle 20:45 e porta con sé un valore sportivo forte, soprattutto per i bianconeri. La squadra di Luciano Spalletti arriva all’ultimo turno con una possibilità ancora aperta, pur molto ridotta, di rientrare nella corsa alla Champions League. I granata di D’Aversa, invece, puntano a terminare il campionato con un risultato di prestigio davanti all'altra squadra. La Juve si gioca l’ultima carta per la Champions Per la Juventus il derby non rappresenta una semplice chiusura di campionato. La classifica lascia ancora un margine minimo per sperare nel piazzamento europeo più ambito, anche se il quadro resta complicato. I bianconeri devono vincere e attendere gli altri risultati, in una serata che può definire il giudizio finale sulla stagione. Spalletti deve fare i conti con diverse assenze. Yildiz non sarà disponibile a causa del problema già emerso nelle ultime settimane. Resta da valutare la condizione di Thuram, che si è allenato a parte. In difesa pesa lo stop di Bremer, fermato dalla squalifica. Scelte obbligate, quindi, in più reparti. Il Torino vuole chiudere con un segnale forte Il Torino affronta la partita con una motivazione chiara: salutare la stagione con un derby positivo. Per i granata, battere la Juventus avrebbe un valore che va oltre i tre punti. Sarebbe un modo per chiudere il campionato con un risultato capace di lasciare un segno. D’Aversa dovrebbe affidarsi a un 3-4-1-2 con Paleari in porta, linea difensiva composta da Coco, Ismajili ed Ebosse. A centrocampo spazio a Pedersen, Gineitis, Ilkhan e Obrador, con Vlasic alle spalle della coppia offensiva formata da Zapata e Simeone. Orario, TV e probabili scelte di Spalletti Torino-Juventus sarà trasmessa in diretta su DAZN, con visione disponibile tramite Smart TV, app su tablet e smartphone, oppure browser da computer. La partita sarà visibile anche su Sky Sport. La Juventus dovrebbe presentarsi con il 3-4-2-1. In porta Di Gregorio, difesa con Kalulu, Gatti e Kelly. Sulle fasce McKennie e Cambiaso, con Locatelli e Koopmeiners in mezzo. Sulla trequarti spazio a Conceicao e Boga, alle spalle di Vlahovic. La direzione di gara è affidata all’arbitro Zufferli. - Published: 2026-05-23 - Modified: 2026-05-23 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/val-pellice-val-chisone-e-val-germanasca-sei-gite-per-un-turismo-accessibile.html - Categorie: Turismo Le Valli Pellice, Chisone e Germanasca puntano sul turismo accessibile con “Vengo anch’io”, nuova iniziativa legata al progetto Territori S. M. A. R. T. ². Il programma prevede sei gite e uscite tra fine maggio e luglio, rivolte a persone con disabilità o bisogni specifici e ai loro caregiver. L’obiettivo è verificare sul campo quanto i luoghi coinvolti siano pronti ad accogliere visitatori con esigenze diverse. Le valli testano l’accessibilità con uscite dedicate Il calendario nasce come prova concreta dopo il percorso di formazione avviato sul territorio. La project manager Valeria Lucenti spiega che le uscite serviranno a osservare la risposta dei luoghi coinvolti, con attività culturali, naturalistiche e ricreative pensate per creare momenti di socialità. Il lavoro svolto finora non si è concentrato soltanto sugli aspetti strutturali, ma soprattutto sull’approccio all’accoglienza. Tra gli esempi citati ci sono il Museo Valdese di Torre Pellice, la pizzeria Ca’ Piana di Villar Pellice, il Salei Bistrot di Prali e Scopriminiera. Le operatrici hanno preparato anche un libretto della comunicazione, con indicazioni pratiche. Il primo appuntamento unisce natura e cultura valdese La prima uscita è fissata per sabato 30 maggio con “Sentieri di Libertà”, tra Villar Pellice e Torre Pellice. Il ritrovo sarà alle 11 al Laghetto Cros, dove è previsto un percorso attorno allo specchio d’acqua accessibile anche in sedia a rotelle. Alle 12. 15 il gruppo si sposterà alla Pizzeria Ca’ Piana per il giro pizza. Nel pomeriggio, alle 14, la giornata proseguirà al Museo Valdese di Torre Pellice, con una visita guidata alla sezione dedicata alla vita e alla cultura alpina. Le iscrizioni per questa prima proposta devono essere completate entro il 25 maggio tramite il modulo online indicato dagli organizzatori. Da Prali al Castello di Miradolo, il programma cresce Il 9 e 10 giugno sarà la volta di Prali, con un soggiorno che prevede accoglienza al Salei Bistrot, passeggiata naturalistica, pranzo al sacco, sistemazione negli hotel Salei e Miramonti, attività sensoriale curata dall’Associazione Artena e visita a Scopriminiera. Il 20 giugno il programma si sposterà al Castello di Miradolo per “Un castello da fiaba”. La giornata comprenderà una visita alla mostra dal titolo “C’è oggi una fiaba”, un laboratorio creativo, il pic-nic nel bistrot e un momento nel parco storico. Per partecipare è prevista una quota da pagare sul posto direttamente ai fornitori dei servizi. I posti sono limitati, per mantenere una gestione adeguata dei gruppi. In caso di maltempo, il programma potrà cambiare o essere annullato. Per luglio sono già previste altre tre proposte. - Published: 2026-05-23 - Modified: 2026-05-23 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-juventus-i-numeri-del-derby-cosa-dicono-le-statistiche.html - Categorie: Sport Torino-Juventus chiude la Serie A 2025/26 con un derby dal peso particolare. La gara dell’Olimpico Grande Torino, fissata per domenica 24 maggio alle 20. 45, non porta con sé solo punti importanti. A guidare la lettura della sfida sono soprattutto i numeri, che fotografano una tradizione recente favorevole alla Juventus e qualche dato utile al Torino per provare a spezzare una serie molto lunga. La storia recente premia quasi sempre la Juventus Il primo dato è netto. Negli ultimi 39 derby di Serie A, il Torino ha battuto la Juventus una sola volta. Nello stesso arco di partite, i bianconeri hanno raccolto 27 vittorie e 11 pareggi, lasciando ai granata soltanto il successo del 26 aprile 2015, arrivato per 2-1 all’Olimpico Grande Torino. La striscia ancora aperta pesa ancora di più: la Juventus non perde il derby da 21 partite di campionato, con 14 vittorie e 7 pareggi. Per il club bianconero è una delle sequenze attive più lunghe in Serie A. Per il Torino, quindi, la partita vale anche come occasione per interrompere un andamento che dura da oltre dieci anni. Due pareggi di fila rendono il derby più aperto Il momento recente offre una lettura meno rigida. Gli ultimi due derby si sono chiusi in parità e un altro segno X avrebbe un valore statistico raro. Nella storia della Serie A tra Torino e Juventus, infatti, almeno tre pareggi consecutivi sono arrivati soltanto in due periodi: tra il 1966 e il 1967 e tra il 1977 e il 1978. C’è poi un elemento inedito. Il derby della Mole non era mai stato giocato all’ultima giornata di una stagione di Serie A. Il contesto aumenta la pressione sulla Juventus, ancora legata alla corsa per la prossima Champions League. I bianconeri devono vincere e attendere risultati favorevoli dagli altri campi, con Milan, Roma e Como dentro gli incastri della classifica. Contropiede e attaccanti possono incidere sui dati finali Tra i dati tecnici, il Torino ha un primato preciso: ha segnato 9 gol in contropiede in questo campionato, più della Juventus, ferma a quota 8 come Como, Verona e Sassuolo. La partita potrebbe quindi aprirsi proprio sulle ripartenze, soprattutto se i bianconeri dovessero alzare il ritmo alla ricerca del risultato pieno. Occhi anche su Giovanni Simeone. L’attaccante granata ha segnato nelle ultime cinque presenze interne in campionato e può arrivare a sei gare casalinghe di fila in gol con il Torino, traguardo mai raggiunto da un giocatore granata nell’era dei tre punti. Sul fronte opposto, Dusan Vlahovic cerca il secondo gol esterno consecutivo in Serie A dopo la rete contro il Lecce. - Published: 2026-05-23 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-il-circolo-degli-artisti-riapre-con-la-mostra-green-light.html - Categorie: Eventi Questo sabato Torino riapre le porte di uno spazio rimasto a lungo fermo nel tessuto urbano. Alle 18:30, nella sede della Giardiniera LAB di corso San Maurizio 6, viene inaugurato il nuovo spazio espositivo del Circolo degli Artisti, con ingresso libero. La piccola palazzina all’angolo con via Rossini torna così a vivere con una funzione culturale rinnovata, tra arte contemporanea, incontri e progetti condivisi. Il Circolo degli Artisti torna nel cuore di Torino La riapertura della palazzina rappresenta un passaggio importante per la scena culturale torinese. Dopo anni di chiusura, l’edificio ritrova un ruolo pubblico e si trasforma in un luogo dedicato alla produzione e alla fruizione artistica. Non si tratta soltanto di un recupero architettonico, perché il progetto punta a restituire alla città uno spazio capace di ospitare esperienze, relazioni e percorsi creativi. La sede immersa nel verde assume così il valore di un piccolo polo culturale, pensato per accogliere linguaggi contemporanei e nuove occasioni di confronto. Il Circolo degli Artisti amplia la propria presenza a Torino e apre una fase diversa della sua attività. Green Light inaugura la nuova stagione espositiva A inaugurare il percorso è Green Light, mostra visitabile dal 23 maggio al 14 giugno 2026, con orario 15:30-21:00 e aperture straordinarie su appuntamento. Il progetto nasce da un’idea di tre artisti soci del Circolo: Mirco Andreis, Marco Barucci e Cristian Bertolotto. L’esposizione accompagna la rinascita dello spazio con un lavoro legato al tema del tempo e della memoria. Le opere costruiscono una sorta di capsula temporale, fatta di tracce, segni e messaggi rivolti a un interlocutore futuro. Quel futuro, nel percorso immaginato dagli artisti, finisce per coincidere con il presente del visitatore. In un periodo dominato dalla rapidità, la mostra invita a rallentare lo sguardo. Le opere non si limitano alla dimensione estetica, ma diventano strumenti di relazione e memoria, frammenti di esperienza affidati a chi attraversa lo spazio. La luce verde come soglia tra memoria e futuro Il titolo Green Light richiama una luce verde dal forte valore simbolico. È una soglia, un punto di passaggio, un segnale che rimanda al rapporto tra passato, presente e futuro. La mostra lavora proprio su questa sospensione, trasformando la sede della Giardiniera LAB in un ambiente raccolto, nel quale il visitatore è portato a riconoscersi come parte di un tempo più ampio. La nuova stagione del Circolo degli Artisti si inserisce nel percorso di rigenerazione culturale di Torino. La riapertura non riguarda solo un edificio, ma un possibile nuovo inizio per uno spazio che torna a essere attraversato, vissuto e riconosciuto dalla città. - Published: 2026-05-22 - Modified: 2026-05-22 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giardino-di-rosero-weekend-tra-ciliegie-e-natura-alle-porte-di-torino.html - Categorie: Eventi Il Giardino di Rosero riapre la stagione con un nuovo programma dedicato alla primavera in collina. A Pino Torinese, dal 23 maggio al 21 giugno, tornano gli appuntamenti del fine settimana tra natura, attività per bambini, sapori agricoli e momenti pensati per chi vuole trascorrere qualche ora all’aperto a breve distanza da Torino. Dopo la fase dedicata ai tulipani, l’azienda propone la rassegna Primavera in collina, con un calendario che mette al centro la vita di campagna, i prodotti del territorio e iniziative adatte a famiglie, bambini e adulti. Tra gli elementi più attesi ci sono le ciliegie coltivate in azienda, disponibili su prenotazione in quantità limitata e raccolte il giorno precedente alla visita. Il Giardino di Rosero riparte con la primavera in collina La nuova stagione del Giardino di Rosero punta su un’offerta costruita attorno al contatto diretto con la natura. Gli appuntamenti saranno distribuiti nei fine settimana e avranno ogni volta un tema diverso, con attività che cambieranno da una data all’altra. Il programma prevede cinque weekend tematici, dal Weekend del Contadino alle giornate ispirate a fate e folletti, fino agli appuntamenti dedicati al giardinaggio e all’arrivo dell’estate in campagna. La proposta mantiene un taglio semplice e familiare, con spazi aperti, percorsi leggeri e attività pensate per valorizzare l’ambiente agricolo della collina torinese. Ciliegie, giochi e laboratori per i bambini Le ciliegie saranno uno dei simboli della rassegna. La disponibilità limitata e la raccolta ravvicinata rispetto alla visita danno al prodotto un ruolo centrale nel racconto della stagione, legato alla freschezza e alla produzione locale. Per i bambini sono previste diverse attività all’aperto, con giochi e laboratori. Tra le iniziative compare anche il Passaporto dell’Aiutante, che permetterà ai più piccoli di completare un itinerario con premio finale. Il programma comprenderà inoltre cacce al tesoro e giochi nel pollaio, con un’impostazione pensata per rendere la visita più partecipata. Aperitivi, yoga e picnic nella collina torinese La rassegna non si rivolge solo alle famiglie con bambini. Per gli adulti ci saranno picnic, yoga, musica soft e aperitivi nel verde, con l’AgriBar Rustico aperto per merende e prodotti contadini. Gli eventi sono previsti nelle giornate del sabato e della domenica, a partire dalle 16. 30, fino alle 21. 30, a Pino Torinese. L’ingresso prevede un contributo di 5 euro dai 3 anni in su, con omaggio agricolo per gli adulti e accesso alle attività dedicate ai bambini. - Published: 2026-05-22 - Modified: 2026-05-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-via-po-chiusa-per-la-festa-dei-nuovi-cittadini-tutte-le-modifiche-alla-viabilita.html - Categorie: News Sabato 23 maggio il centro di Torino sarà interessato da una serie di modifiche alla viabilità per la Festa dei nuovi cittadini, in programma in via Po nell’ambito della ventesima edizione della Festa dei Vicini. Le misure riguarderanno sosta, transito, percorsi dei mezzi pubblici e accessi alle vie laterali, con effetti previsti per buona parte della giornata. Via Po resta chiusa al traffico per la manifestazione Il provvedimento principale riguarda via Po e via Ozanam, dove dalle 6. 30 alle 20 sarà attivo il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli a motore. La misura comprende anche mezzi pubblici, taxi e N. C. C. , con eccezioni limitate ai veicoli di soccorso, alle Forze di Polizia e alla Polizia Locale. Per i residenti di via Po e via Ozanam è prevista una deroga solo per l’uscita dai passi carrai entro le 8, lungo il percorso più breve utile a raggiungere la prima direttrice trasversale disponibile. La riapertura dell’area è indicata dalle 18. 30, in base ai tempi necessari per il disallestimento, e resterà comunque legata alla fine delle esigenze operative. Stop alla sosta già dalla notte in diverse strade I divieti scatteranno prima per la sosta. Dalle 00. 30 alle 20 di sabato 23 maggio, in via Po e in via Ozanam, su entrambi i lati, sarà vietata la sosta con rimozione forzata per tutte le categorie di veicoli. Il provvedimento comprende anche biciclette e monopattini. Saranno sospesi gli stalli riservati a categorie particolari di veicoli. Gli stalli riservati “ad personam” saranno invece ricollocati. Le limitazioni resteranno valide fino al termine delle necessità legate alla manifestazione. Vie laterali e mezzi pubblici avranno percorsi modificati Il divieto di transito toccherà anche diverse vie con sbocco diretto su via Po. Le limitazioni interesseranno, tra le altre, tratti di via Verdi, via Rossini, via Accademia Albertina, via Carlo Alberto, via Bogino, via San Massimo, via Montebello, via Sant’Ottavio, via Virginio, via Vasco, via San Francesco da Paola e via delle Rosine. I residenti potranno accedere o defluire verso aree di sosta interne o riservate, senza attraversare via Po. Restano esclusi dai divieti i mezzi di soccorso, le Forze di Polizia e la Polizia Locale. Per gli spostamenti saranno disponibili percorsi alternativi lungo corso San Maurizio, lungo Po Diaz, lungo Po Cadorna, corso Cairoli, corso Casale e corso Moncalieri. Possibili rallentamenti sono segnalati in piazza Vittorio Veneto, piazza Castello e via Verdi. Anche le linee del trasporto pubblico subiranno deviazioni nell’area interessata. - Published: 2026-05-22 - Modified: 2026-05-22 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cargo-bike-day-2026-a-torino-orari-programma-e-attivita-gratuite.html - Categorie: Eventi Sabato 23 maggio 2026 Torino dedica una giornata alle cargo bike, le biciclette pensate per trasportare oggetti ingombranti e merci urbane. L’appuntamento è al MAcA - Museo A come Ambiente, in corso Umbria 90, dalle 11 alle 18. L’iniziativa, organizzata da FIAB Torino Bike Pride, è gratuita e punta a far conoscere da vicino mezzi sempre più presenti nei discorsi sulla mobilità cittadina. Le bici da carico si provano direttamente al museo Il cuore della giornata sarà rappresentato dai test ride gratuiti, pensati per chi vuole capire come si guida una bici da carico prima di valutarne l’acquisto o l’uso quotidiano. I partecipanti potranno provare modelli a due o tre ruote, con pedalata tradizionale o assistita, di dimensioni e fasce diverse. Le prove partiranno alle 11, con una prima sessione dedicata agli adulti. In contemporanea saranno proposti percorsi in bicicletta per bambini e bambine, così da rendere l’evento adatto anche alle famiglie. Le attività riprenderanno nel pomeriggio, con una nuova fase di test prevista dalle 15:30. Picnic, bambini e attività nel parco del MAcA La giornata avrà anche un taglio conviviale. Alle 13 è previsto un picnic condiviso all’aperto, all’interno del parco del museo. I partecipanti potranno portare il proprio cibo e vivere una pausa informale tra una prova e l’altra. Nel pomeriggio ci sarà spazio per la Caccia al Libro, attività rivolta ai più piccoli e curata da Pagina37. Il programma proseguirà fino alle 18, orario di chiusura ufficiale della manifestazione. Un confronto pratico con chi usa già le cargo bike Il Cargo Bike Day sarà anche un’occasione per parlare con chi utilizza questi mezzi nella vita quotidiana. Saranno presenti genitori, corrieri, venditori, produttori e persone già abituate a muoversi con le biciclette da carico a Torino. L’obiettivo è chiarire dubbi su uso, costi, sicurezza, trasporto dei bambini e impiego professionale. Alcuni modelli permettono di portare da uno a quattro piccoli passeggeri, altri sono pensati per movimentare merci urbane e volumi importanti, riducendo il ricorso ai mezzi a motore. Per i soci di FIAB Torino Bike Pride è previsto anche l’ingresso gratuito al MAcA per tutta la giornata. Sarà possibile visitare la mostra “Impronte”, dedicata al fotografo ambientale James Balog e al rapporto tra esseri umani, natura e ricerca scientifica. - Published: 2026-05-22 - Modified: 2026-05-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/ivrea-eredita-da-mezzo-milione-allospedale-fondi-destinati-a-una-nuova-tecnologia.html - Categorie: News Una decisione presa anni prima della morte diventa ora un sostegno concreto per l’ospedale di Ivrea. Un cittadino ha scelto di lasciare il proprio patrimonio al presidio sanitario eporediese, indicato come unico beneficiario di un’eredità dal valore di circa 500. 000 euro. La volontà era stata formalizzata nel 2016 attraverso un testamento olografo, scritto cinque anni prima della scomparsa. La vicenda arriva adesso alla fase operativa. L’Asl To4 ha avviato le procedure necessarie per rendere effettivo il lascito e trasformare la somma in risorse utilizzabili dalla struttura. I fondi saranno destinati all’acquisto di una nuova tecnologia sanitaria per l’ospedale. Il testamento scritto anni prima ora diventa concreto Il lascito nasce da una scelta personale fissata in un documento scritto a mano. Nel testamento, il benefattore aveva individuato nell’ospedale di Ivrea il destinatario del proprio patrimonio, con una decisione che ora assume un valore pubblico per il territorio. La somma, vicina al mezzo milione di euro, rappresenta un contributo rilevante per la sanità locale. Prima dell’utilizzo del denaro, l’azienda sanitaria deve completare i passaggi previsti dalla legge e dagli atti amministrativi. Per questo l’iter è stato affidato a un incarico specifico. L’Asl To4 affida l’incarico per incassare il lascito L’Asl To4 ha nominato Leo Davoli nel ruolo di procuratore speciale. Sarà lui a seguire le procedure legali e amministrative necessarie per incassare la cifra per conto dell’ente pubblico. Si tratta di un passaggio indispensabile per rispettare la volontà espressa nel testamento e permettere all’ospedale di disporre delle risorse. La scelta del cittadino passa così dalla dimensione privata del lascito alla sua applicazione concreta, con un effetto diretto sul presidio sanitario del Canavese. I fondi serviranno per una nuova tecnologia sanitaria Il direttore generale dell’Asl To4 ha espresso riconoscenza per la decisione del benefattore e ha indicato la destinazione della somma. L’intero importo sarà usato per acquistare una strumentazione sanitaria importante. Il lascito potrà quindi rafforzare le dotazioni dell’ospedale e sostenere l’attività rivolta ai pazienti. Un gesto riservato, formalizzato attraverso un testamento, si trasforma così in un intervento destinato alla sanità pubblica e alla comunità di Ivrea. - Published: 2026-05-22 - Modified: 2026-05-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/gtt-nuovo-impianto-fotovoltaico-al-gerbido-50-punti-di-ricarica-per-i-bus-elettrici.html - Categorie: News GTT cambia passo sulla gestione energetica dei bus elettrici a Torino. Il deposito Gerbido assume un ruolo sempre più rilevante nel piano aziendale, grazie a un sistema che mette insieme produzione solare, batterie di accumulo e punti di ricarica dedicati ai mezzi. L’obiettivo è rendere il servizio meno esposto ai costi dell’energia acquistata dalla rete e accompagnare il rinnovo della flotta con infrastrutture adeguate. Al Gerbido nasce un polo energetico per i bus Il nuovo impianto fotovoltaico installato nel deposito Gerbido è attivo da aprile 2026 e consente a GTT di produrre una parte dell’elettricità necessaria per alimentare i mezzi elettrici. La produzione stimata è di circa 800. 000 kWh all’anno, un volume paragonabile al fabbisogno medio annuale di 300 famiglie. Il beneficio ambientale viene indicato in circa 280 tonnellate di CO2 evitate ogni anno. Per rendere più chiara la portata del dato, il risparmio corrisponde all’assorbimento medio di 2. 300 platani. Il deposito diventa così una struttura capace di produrre energia, conservarla e usarla per le ricariche, senza dipendere interamente dall’approvvigionamento esterno. Le batterie rendono utile l’energia anche di notte La parte più innovativa del progetto riguarda il collegamento tra pannelli, batterie e colonnine. Al Gerbido sono presenti 25 colonnine doppie da 120 kW, pari a 50 punti di ricarica per gli autobus elettrici. Durante il giorno l’energia solare può servire direttamente le ricariche, mentre l’eventuale surplus viene trattenuto nel sistema di accumulo. Le batterie hanno una capacità di 4. 500 kWh e permettono di usare l’elettricità nelle ore serali e notturne, quando molti mezzi rientrano in deposito. In questo modo GTT copre già il 25% del fabbisogno energetico delle ricariche elettriche. La quota potrebbe salire al 35% con nuove pensiline fotovoltaiche, per le quali è stato chiesto un finanziamento al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il presidente Antonio Fenoglio ha indicato la produzione diretta di energia come una scelta industriale legata ai rincari e alla necessità di proteggere il servizio dalle oscillazioni dei prezzi. Anche l’assessora Chiara Foglietta ha collegato l’intervento a una mobilità urbana più moderna ed efficiente. La flotta elettrica pesa sempre di più Il progetto del Gerbido si inserisce nel rinnovo dei mezzi sostenuto dal PNRR. I fondi hanno permesso l’acquisto di 248 autobus elettrici e la realizzazione di 243 punti di ricarica tra depositi e capolinea. Per fotovoltaico e accumulo al Gerbido l’investimento è stato di circa 3,5 milioni di euro. A maggio 2026 GTT dispone di 313 mezzi elettrici, pari al 40% della flotta complessiva. Nel deposito Gerbido operano 79 autobus BYD da 12 metri. Il rinnovo ha inciso anche sull’età media dei veicoli, scesa da 8,6 anni nel 2024 a 6,5 anni nel 2025, con previsione di arrivare a 5,4 anni entro la fine del 2026. - Published: 2026-05-22 - Modified: 2026-05-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/carlo-petrini-e-morto-a-76-anni-addio-al-fondatore-di-slow-food.html - Categorie: News È morto a 76 anni Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e figura centrale nella cultura gastronomica italiana. L’annuncio è arrivato dall’associazione nata dalla sua visione, che ne ha ricordato l’impegno per il bene comune, la tutela della biodiversità, il valore delle comunità e il rapporto tra cibo, ambiente e giustizia sociale. Petrini si è spento nella sua casa di Bra, nel Cuneese, città in cui era nato e da cui partì una riflessione destinata a superare i confini italiani. Carlo Petrini ha trasformato il cibo in tema civile Per Petrini il cibo non era mai stato soltanto nutrimento. Era cultura, identità, memoria collettiva, economia e responsabilità. Da questa idea nacque nel 1986 Slow Food, movimento che negli anni ha costruito una rete internazionale di produttori, attivisti e comunità legate alla difesa di un’alimentazione più consapevole. Alla sua visione si devono anche Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, fondata nel 2004. Nel 2017 contribuì poi alla nascita delle Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco. Un percorso che ha legato gastronomia, ambiente e società, con una prospettiva ampia sul futuro delle filiere alimentari. La battaglia contro sprechi e perdita di biodiversità Petrini aveva più volte denunciato le contraddizioni di un sistema capace di produrre grandi quantità di cibo e, allo stesso tempo, incapace di eliminare fame, malnutrizione e sprechi. Considerava inaccettabile che una parte rilevante degli alimenti prodotti finisse buttata, segno di un modello da ripensare. Al centro del suo pensiero c’era la difesa della biodiversità, vista come patrimonio ambientale, culturale e umano. La perdita di varietà agricole e alimentari, nella sua lettura, non riguardava soltanto la natura, ma anche il legame tra territori, tradizioni e comunità locali. Il suo lavoro contribuì a dare nuova centralità ai contadini, agli artigiani del cibo e alle produzioni radicate nei territori. Le Langhe, sua terra d’origine, sono diventate uno dei simboli di questa trasformazione: da area marginale a riferimento internazionale per qualità, paesaggio e cultura agricola. Il cordoglio delle istituzioni e l’eredità di Slow Food La morte di Petrini ha provocato numerose reazioni nel mondo politico e istituzionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il suo contributo alla diffusione di una nuova consapevolezza sulla cultura del cibo, sulla qualità delle produzioni e sul rispetto dell’ambiente. Anche rappresentanti del governo e delle istituzioni hanno reso omaggio alla sua figura, descritta come quella di un uomo capace di dare dignità alle identità territoriali e al lavoro agricolo. Il governatore del Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato il legame personale e pubblico con Petrini, definendolo una figura che ha cambiato la cultura agricola italiana. Oggi Slow Food conta una rete vasta, con attivisti e progetti in molti Paesi. L’eredità di Petrini resta nella sua idea più forte: il cibo può diventare un modo per leggere la società, difendere i territori e restituire valore alle persone che producono ciò che arriva sulle tavole. - Published: 2026-05-22 - Modified: 2026-05-22 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cesare-de-stefano-premiato-a-madrid-per-leadership-innovation-al-best-ceo-awards-di-madrid.html - Categorie: Eventi Modena 21 maggio 2026, - Il premio “Leadership & Innovation” ricevuto pochi giorni fa da Cesare De Stefano al Best CEO Awards 2026 di Madrid, accende i riflettori su un percorso imprenditoriale costruito negli anni con visione, capacità di sviluppo e forte identità industriale. Il riconoscimento è arrivato durante una delle più importanti serate internazionali dedicate alla leadership d’impresa del circuito business, tra i nomi e le realtà presenti nella manifestazione figurano anche rappresentanti di aziende di primo piano del panorama internazionale, da Gabriele Burgio di Alpitour a gruppi come Iberia e Faber-Castell, elemento che contribuisce a restituire con immediatezza il livello dell’appuntamento madrileno. A rafforzare ulteriormente il significato di questo passaggio si aggiunge la selezione di Nuvola Zero per i Best Company Awards 2026, con finale e premiazione previste a novembre, sempre a Madrid. Il risultato personale di De Stefano acquista ancora più peso alla luce della competitività della selezione, che o ha visto emergere in un processo internazionale che ha coinvolto oltre 1. 400 candidati. Per De Stefano, il premio valorizza un percorso che tiene insieme intuizione imprenditoriale, sviluppo di prodotto, costruzione di brand e capacità di leggere in anticipo i movimenti del mercato. La sua storia professionale, del resto, parla con chiarezza, imprenditore italiano, fondatore e CEO di una realtà food-tech divenuta nel tempo caso osservato con crescente attenzione, autore del libro Intelligenza Alimentare ed editore con Maltese Volante, De Stefano ha costruito una presenza pubblica coerente con il suo percorso d’impresa. Nel suo caso, la leadership prende forma dentro un settore che negli ultimi anni ha cambiato passo, con una crescente attenzione verso proprietà intellettuale, processi, qualità degli asset industriali e capacità di trasformare l’innovazione in valore durevole. Il riconoscimento per Leadership & Innovation premia quindi una figura imprenditoriale che ha saputo tenere insieme creatività e metodo, intuizione e disciplina, visione e capacità di execution. “Ricevere a Madrid il riconoscimento per Leadership & Innovation ai Best Ceo Awards rappresenta un momento di grande valore, perché arriva davanti a una comunità internazionale di imprenditori e leader che ogni giorno lavorano sulla crescita, sulla trasformazione e sulla capacità di generare impatto. Lo considero un riconoscimento al lavoro sviluppato in questi anni e alla convinzione che innovare significhi dare forma concreta a una visione, trasformandola in impresa, prodotti, processi e cultura”, dichiara Cesare De Stefano. De Stefano è un founder che ha saputo costruire una direzione industriale riconoscibile, accompagnando lo sviluppo di un’azienda che ha legato la propria crescita alla ricerca applicata, alla tutela dell’innovazione e alla capacità di presidiare un segmento ad alto potenziale. Questa dimensione imprenditoriale dà spessore anche al suo lavoro editoriale e divulgativo, perché nasce da esperienza diretta, gestione di processi, posizionamento di marca e sviluppo di impresa. Accanto al premio personale, la selezione di Nuvola Zero per i Best Company Awards 2026 aggiunge un secondo momento altrettanto importante. Qui l’attenzione si sposta sull’azienda nel suo insieme e sulla traiettoria che l’ha portata a raccogliere visibilità anche oltre i confini italiani. Il nome di Nuvola Zero entra infatti in una shortlist che valorizza realtà capaci di esprimere crescita, identità, innovazione e potenziale di mercato. Per l’azienda, attiva nel segmento dell’alimentazione funzionale e sostenuta da un impianto industriale fondato su processi brevettati, si tratta di un passaggio che certifica la credibilità di un percorso costruito con continuità e ambizione. Il valore di questa selezione risiede proprio nel suo significato aziendale. Qui il riconoscimento riguarda la struttura imprenditoriale, la qualità del progetto, la sua tenuta strategica e la capacità di affermarsi con una proposta nuova in un mercato dinamico e competitivo. Nuvola Zero arriva a questo appuntamento dopo aver lavorato su brevetti, marchi, sviluppo di prodotto e consolidamento industriale, elementi che contribuiscono a definire una presenza sempre più visibile anche a livello internazionale. “La selezione di Nuvola Zero per i Best Company Awards 2026 aggiunge una soddisfazione profonda, perché riguarda il lavoro dell’azienda nel suo insieme e valorizza un percorso costruito con metodo, visione e grande attenzione alla qualità. Ogni traguardo acquista ancora più significato quando premia una squadra, una cultura d’impresa, una direzione industriale e la capacità di crescere mantenendo identità e coerenza. Madrid segna per noi una tappa importante e conferma che il lavoro serio, quando è sostenuto da visione e continuità, riesce a parlare anche su scala internazionale”, aggiunge Cesare De Stefano. Il doppio passaggio maturato a Madrid offre così una lettura piena del percorso di Cesare De Stefano, da una parte il premio alla leadership mette in evidenza la qualità della sua visione imprenditoriale e dall’altra la selezione di Nuvola Zero per i Best Company Awards porta al centro la solidità di un’impresa che ha saputo crescere, strutturarsi e farsi riconoscere. Insieme, questi due elementi raccontano una storia coerente, capace di tenere uniti leadership personale, sviluppo industriale e credibilità internazionale. Madrid segna quindi un passaggio di forte valore simbolico e operativo, il premio a De Stefano consacra un percorso fondato su crescita, sviluppo e identità imprenditoriale e la selezione di Nuvola Zero per i Best Company Awards 2026 proietta l’azienda verso un nuovo appuntamento internazionale e conferma la maturità di un progetto che continua ad avanzare con passo deciso. Per Cesare De Stefano è il riconoscimento di una visione che ha preso forma nell’impresa e che oggi trova ascolto ben oltre il mercato italiano. https://cesaredestefano. it/ - Published: 2026-05-21 - Modified: 2026-05-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-anomalo-in-piemonte-scatta-lallerta-arancione-per-il-disagio-bioclimatico.html - Categorie: News Il Piemonte si prepara a una fase meteo dal sapore estivo, con temperature destinate a salire oltre i valori abituali del periodo. L’alta pressione di origine nordafricana è ormai entrata in azione sulla regione e dovrebbe mantenere condizioni stabili almeno fino alla fine del mese. Il quadro atteso indica giornate con molto sole, cieli in prevalenza sereni e un aumento deciso delle massime, soprattutto nelle aree di pianura. Il dato più rilevante riguarda il disagio bioclimatico, che nelle prossime ore passerà dal livello giallo al livello arancione. Una variazione che segnala una maggiore attenzione per la salute, in particolare per le persone più esposte agli effetti del caldo. Il caldo arriva prima dell’estate meteorologica L’anticiclone subtropicale sta favorendo un netto rialzo termico sul Piemonte. Dopo una fase già mite, il tempo assumerà caratteristiche quasi estive, con valori superiori alla media stagionale. Tra venerdì e sabato, secondo il quadro indicato da Arpa Piemonte, le temperature massime in pianura potranno raggiungere e superare i 30 gradi. Si tratta di un caldo anomalo per il periodo, destinato a proseguire fino all’inizio della prossima settimana. La stabilità atmosferica, unita alla presenza dell’alta pressione, limiterà la variabilità e lascerà spazio a giornate soleggiate su gran parte del territorio regionale. Il livello arancione segnala rischi per i soggetti fragili I bollettini dedicati alla prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute, pubblicati da Arpa Piemonte dal 15 maggio al 30 settembre, indicano per oggi un livello di disagio bioclimatico debole, contrassegnato dal colore giallo. Per domani e dopodomani, invece, il livello salirà a moderato, con colore arancione. Il passaggio al livello arancione indica condizioni meteorologiche in grado di causare rischi per la salute. L’attenzione riguarda soprattutto anziani, bambini, persone con patologie pregresse e soggetti più sensibili agli sbalzi termici. In queste situazioni, il caldo può pesare maggiormente sull’organismo, specialmente nelle ore centrali della giornata. Temperature oltre i 30 gradi in diverse zone di pianura La fase calda interesserà in modo particolare le aree pianeggianti, dove le massime potranno oltrepassare la soglia dei 30°C. La combinazione tra sole, alta pressione e aria più calda renderà il clima più pesante rispetto alla norma di fine maggio. Il Piemonte entrerà quindi in una parentesi meteo stabile e calda, con un anticipo netto delle condizioni tipiche dell’estate. L’evoluzione resterà legata alla persistenza dell’anticiclone nordafricano, che continuerà a influenzare il tempo regionale nei prossimi giorni. - Published: 2026-05-21 - Modified: 2026-05-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-della-luce-a-piossasco-mercati-teatro-e-percorsi-guidati.html - Categorie: Eventi A Piossasco il fine settimana sarà segnato dalla Festa della Luce, appuntamento che porterà nel borgo storico cultura, percorsi guidati, artigianato, musica e sapori del territorio. La manifestazione è in programma sabato 23 e domenica 24 maggio e nasce come omaggio a due figure legate alla storia scientifica locale: Alessandro Cruto, ricordato per il suo lavoro sulla lampadina a filamento, e Giovanni Robert Lanza, fisico originario del territorio. Per due giorni il centro cittadino diventerà il punto di incontro tra memoria, arte e partecipazione. Bancarelle, esposizioni, spettacoli e iniziative enogastronomiche accompagneranno un programma pensato per valorizzare l’identità di Piossasco e il suo legame con la ricerca, la creatività e le tradizioni locali. Il borgo storico accende il weekend con visite e spettacoli La prima giornata, sabato 23 maggio, si aprirà con i percorsi guidati tra natura e arte organizzati dall’Associazione Amici del Monte San Giorgio. L’iniziativa darà spazio al paesaggio e alla storia del territorio, con un itinerario pensato per chi vuole conoscere Piossasco da una prospettiva più ampia. Nel centro cittadino troveranno posto anche momenti dedicati all’artigianato e alle performance artistiche. La sera assumerà un tono più musicale con il dj set “Italianissima dance hits”, affidato a Marco Marzi e Marco Skarica di Radio Bruno. Un passaggio che porterà la festa verso una dimensione più popolare, tra intrattenimento e partecipazione collettiva. Cruto e Lanza tornano al centro della scena cittadina Domenica 24 maggio il programma sarà orientato in modo più netto verso il patrimonio scientifico locale. Dalle 9:30 alle 23:30 si svolgerà “Musei a cielo aperto”, iniziativa con itinerari guidati dedicati ad Alessandro Cruto e Giovanni Robert Lanza. La giornata proporrà quindi un racconto diffuso della città, con luoghi e figure storiche messi in relazione attraverso percorsi tematici. Alla parte culturale si aggiungerà un laboratorio finale Slow Food. L’obiettivo sarà unire conoscenza, territorio e tradizione gastronomica in un unico itinerario. Slow Food, teatro e concerto chiuderanno la festa Il cuore enogastronomico della manifestazione sarà Piazza XX Settembre, dove si terrà il Mercato dei produttori di Slow Food. Sempre nella giornata di domenica, alle 19:30, spazio all’evento “A Cena con Cruto e Lanza”, realizzato con la Federazione Italiana Cuochi. La chiusura della Festa della Luce sarà affidata allo spettacolo teatrale “Le Piratesse” e al concerto finale della band Funk it in via Palestro. Piossasco saluterà così il weekend con un programma che mette insieme memoria scientifica, cultura popolare, cucina locale e musica dal vivo. - Published: 2026-05-21 - Modified: 2026-05-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/caselle-e-borgaro-senza-poste-in-estate-uffici-postali-chiusi-per-lavori.html - Categorie: News Caselle Torinese e Borgaro Torinese affrontano un’estate difficile sul fronte dei servizi postali. La chiusura quasi contemporanea dei due uffici, legata ai lavori del Progetto Polis di Poste Italiane, lascia per settimane un’ampia parte della zona nord di Torino senza sportelli attivi sul territorio. Il disagio riguarda in modo diretto una popolazione complessiva di oltre 25. 000 abitanti, con ricadute più pesanti per anziani, pensionati e persone con mobilità ridotta. L’intervento rientra nel piano nazionale finanziato con fondi PNRR, pensato per trasformare gli uffici postali dei comuni piccoli e medi in punti digitali per diversi servizi della Pubblica Amministrazione. Il problema, nel caso di Caselle e Borgaro, nasce dalla sovrapposizione dei cantieri, che sposta le attività ordinarie verso sedi alternative. Due chiusure vicine cambiano gli equilibri dei servizi A Caselle l’ufficio postale di via Gibellini ha chiuso il 14 maggio e dovrebbe riaprire il 22 luglio. A Borgaro, invece, lo stop parte venerdì 22 maggio 2026 e resterà in vigore fino al 7 agosto. Per molti residenti significa dover raggiungere gli sportelli di Leini e Venaria Reale per operazioni quotidiane come prelievi, pagamenti, bollettini e pratiche di routine. Il quadro pesa in particolare sui pensionati senza auto, su chi non guida e su chi dipende dai collegamenti pubblici. Nei mesi estivi, con il caldo e le scadenze concentrate, il disagio rischia di diventare ancora più evidente. A Caselle parte la navetta gratuita verso Leini Il Comune di Caselle ha predisposto una navetta gratuita diretta all’ufficio postale di Leini. Il servizio sarà gestito con il supporto dei volontari della Protezione Civile e partirà da piazza Canavera alle 8:30, con prenotazione obbligatoria. Le corse non saranno quotidiane, ma concentrate nei giorni considerati più delicati per pensioni e scadenze fiscali. A giugno sono previste l’1, il 3, il 15, il 16 e il 24. A luglio il servizio sarà attivo l’1, il 2, l’8, il 15 e il 22. Borgaro chiede un ufficio mobile temporaneo A Borgaro la sezione locale del Partito Democratico, tramite la segretaria Isabella Licursi, ha inviato una richiesta formale a Poste Italiane. L’obiettivo è ottenere un ufficio mobile temporaneo, con un container attrezzato da collocare sul territorio comunale per tutta la durata dei lavori. La richiesta nasce dalla necessità di garantire un presidio minimo ai cittadini, specie a chi avrebbe difficoltà a spostarsi fino a Venaria. Il tema centrale resta l’accesso ai servizi essenziali: il Progetto Polis punta a modernizzare gli sportelli, ma nel periodo dei cantieri il rischio è che la distanza fisica dagli uffici renda più complicate operazioni ancora molto frequenti nella vita quotidiana. - Published: 2026-05-21 - Modified: 2026-05-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/the-phair-torna-alle-ogr-a-torino-la-fiera-della-fotografia-contemporanea.html - Categorie: Eventi The Phair riporta la fotografia contemporanea negli spazi delle Ogr Torino, dove la settima edizione della Photo Art Fair resterà aperta fino a domenica 24 maggio. La manifestazione conferma il peso della città nel circuito delle arti visive, con 42 gallerie nazionali e internazionali, dieci delle quali torinesi, distribuite nella Sala Fucine. Al centro ci sono immagini, ricerca, memoria urbana e ambiente, in un percorso che accosta autori affermati, nuove letture del paesaggio e opere dal forte valore simbolico. La fotografia occupa le Ogr con 42 gallerie La nuova edizione di The Phair punta su una presenza ampia di gallerie e artisti, con un programma che attraversa linguaggi molto diversi. I fondatori Roberto Casiraghi e Paola Rampini hanno sottolineato come la fiera prosegua nel suo percorso di crescita internazionale e rafforzi il ruolo di Torino come luogo di confronto per la fotografia e le pratiche visive più recenti. Nelle sale trovano spazio ricerche dedicate alla natura, alla trasformazione del paesaggio e alla fragilità dell’uomo. Tra i nomi presenti figurano Helene Schmitz, Keila Guilarte e Nick Brandt, autore del progetto The Day May Break, legato ai temi del cambiamento climatico e della vulnerabilità umana. Accanto a queste proposte, la fiera accoglie riferimenti noti della cultura visiva contemporanea, da Giovanni Gastel ad Andy Warhol e Bob Dylan, con lavori collegati agli sguardi di Oliviero Toscani e Paolo Brillo. Spazio anche alla ricerca concettuale di Giulio Paolini, orientata sul senso dell’esposizione e della rappresentazione. La Mole finisce tra le onde e diventa avvertimento Tra le opere più legate a Torino emerge il lavoro di Aldo Salucci, presentato con la galleria A. more. L’artista porta a The Phair una riflessione sulla crisi climatica che sviluppa dal 2017, con immagini in cui i monumenti simbolo delle città italiane appaiono sommersi dall’acqua. Per Torino, il colpo d’occhio è affidato alla Mole Antonelliana e al Cavàl ’d Brons, raffigurati in balia delle onde. Le opere, realizzate nel 2026, nascono da un file digitale stampato su carta di cotone. In seguito Salucci interviene con l’acrilico, aggiungendo elementi assenti nell’immagine iniziale. Il risultato trasforma luoghi riconoscibili in scenari sospesi, dove la città diventa immagine di un futuro possibile e inquieto. Bianco e nero, Artico e Cina nel percorso torinese Il legame con Torino passa anche dagli scatti di Simona Caprioli, fotografa pugliese da anni legata alla città. Le sue immagini, presentate dalla galleria Ira Leonis di Arles, sono tutte in bianco e nero e risalgono al periodo 2023-2024. Caprioli ha spiegato che il progetto nasce dal bisogno di rinunciare al controllo totale sulla realtà, cercando nell’indefinito una forma di silenzio e ascolto. Il bianco e nero diventa così memoria, intimità e ricerca personale. Alla Galleria Roccavintage trovano spazio i lavori di Costanza Gastaldi, fotografa torinese che presenta un percorso segnato da tecniche differenti. La sua proposta parte dal ciclo del Lotonero, attraversa immagini nate dal viaggio nell’Artico e arriva agli scatti realizzati in Cina, con procedimenti che spaziano dall’eliogravura alla tecnica del carbone. - Published: 2026-05-21 - Modified: 2026-05-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-sulla-a21-bisarca-in-fiamme-morto-il-conducente.html - Categorie: News Un grave incidente ha bloccato la A21 nel tratto astigiano, dove il conducente di un mezzo pesante ha perso la vita dopo uno scontro tra camion. L’impatto è avvenuto in direzione Piacenza, tra la barriera di Villanova d’Asti e lo svincolo di Asti Ovest. Dopo il tamponamento, una bisarca carica di veicoli ha preso fuoco, rendendo necessario l’intervento dei soccorritori e causando diversi chilometri di coda. La bisarca ha tamponato un camion con rimorchio Dalle prime informazioni raccolte, l’incidente ha coinvolto due mezzi pesanti. La bisarca, che trasportava alcune auto, avrebbe urtato con violenza un camion con rimorchio che si trovava davanti. Lo schianto è stato molto forte e il mezzo che ha tamponato è stato distrutto in gran parte dalle fiamme. Per il conducente non c’è stato nulla da fare. Il corpo è stato recuperato dopo le operazioni di spegnimento, mentre al momento non sono state diffuse le sue generalità. La dinamica resta al centro degli accertamenti, anche per capire cosa possa aver portato il mezzo a colpire il camion che lo precedeva. L’ipotesi del malore prima dello schianto Tra le possibilità prese in esame c’è quella di un malore improvviso accusato dall’autista poco prima dell’impatto. Si tratta di una pista ancora da verificare, che dovrà essere chiarita dagli accertamenti successivi. La violenza dell’urto e l’incendio hanno reso complesso l’intervento nella zona dell’incidente. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Asti e Chieri, impegnati nello spegnimento del rogo e nella messa in sicurezza dell’area. Presenti anche i sanitari, chiamati per prestare assistenza dopo lo schianto. L’emergenza ha richiesto la gestione del traffico in un tratto molto delicato dell’autostrada. Code e rallentamenti nel tratto astigiano Le conseguenze sulla circolazione sono state immediate. L’incidente ha provocato lunghe code, con rallentamenti stimati in almeno quattro chilometri. La presenza dei mezzi di soccorso e le operazioni necessarie per liberare la carreggiata hanno inciso pesantemente sul traffico in direzione sud. La situazione resta legata agli aggiornamenti delle autorità e alla rimozione dei veicoli coinvolti. - Published: 2026-05-21 - Modified: 2026-05-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/metro-2-torino-cantieri-dal-2027-primo-tratto-da-rebaudengo-a-porta-nuova.html - Categorie: News Torino si prepara a uno dei cantieri più importanti dei prossimi anni. La Linea 2 della metropolitana ha ormai un calendario definito per il primo tratto, quello destinato a unire Rebaudengo e Porta Nuova. L’avvio dei lavori principali è previsto nel primo semestre del 2027, dopo il completamento della progettazione esecutiva. L’obiettivo è arrivare alla chiusura dell’intervento entro la fine del 2032, con un collegamento diretto tra il nord della città, il centro e la stazione ferroviaria. Il primo passo sarà la fase preliminare Prima dell’apertura del maxi cantiere, Torino dovrà completare alcuni passaggi tecnici e amministrativi. La gara per le opere civili è già stata pubblicata sia sulla Gazzetta Europea sia sulla Gazzetta Ufficiale Italiana, con un valore complessivo pari a un miliardo di euro. La prossima tappa riguarda l’appalto per gli interventi preliminari, le cosiddette opere non di sistema. L’assegnazione è attesa per ottobre. Da lì partirà il percorso che porterà alla fase più visibile del progetto, quella dei cantieri veri e propri. I tempi stimati restano ampi: circa cinque anni e mezzo per completare il primo segmento della nuova infrastruttura. Il tracciato collegherà quartieri e poli strategici La prima parte della Linea 2 avrà un ruolo centrale nella mobilità torinese. Il percorso collegherà aree come Barriera di Milano, Aurora e Vanchiglia con il centro storico e Porta Nuova. Nel tracciato rientrano anche zone legate alla presenza universitaria, con un impatto atteso sugli spostamenti quotidiani di studenti, lavoratori e residenti. Il progetto è diviso in due lotti principali, per quasi 7 chilometri complessivi. Il primo, da Rebaudengo a Piazzale Croce Rossa, misurerà 2,9 chilometri e sfrutterà in larga parte il vecchio trincerone ferroviario. Prevede 4 stazioni e un investimento di circa 373,2 milioni di euro. Il secondo lotto arriverà fino a Porta Nuova, con 4 chilometri di linea, 6 stazioni e un costo stimato in 630,8 milioni di euro. Nel quadro dell’appalto è prevista anche una possibile estensione verso il Politecnico, lunga 1,8 chilometri e dotata di una fermata intermedia. La realizzazione dipenderà dai fondi disponibili. La galleria passerà sotto la città a 25 metri Una delle parti più delicate dell’opera riguarda lo scavo nei tratti fuori dal vecchio trincerone. La galleria correrà a una profondità media di 25 metri sotto il piano stradale, così da attraversare in sicurezza la Dora e passare sotto gli edifici storici del centro. Per lo scavo sarà usata una talpa meccanica TBM, con un avanzamento previsto tra 12 e 15 metri al giorno. Questa tecnica dovrebbe ridurre i disagi in superficie e rendere più ordinata la gestione del materiale estratto. Le terre di scavo saranno allontanate tramite nastri trasportatori, così da rendere più efficiente il lavoro nei cantieri. - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/carignano-inaugurato-lospedale-di-comunita-con-20-posti-letto.html - Categorie: News È stato inaugurato a Carignano il nuovo Ospedale di Comunità dell’ASL To5, una struttura pensata per rafforzare la rete sanitaria territoriale e seguire i pazienti fragili nella fase tra ricovero ospedaliero e ritorno a casa. Il presidio, collocato nell’ex ospedale cittadino di via San Remigio 48, dispone di 20 posti letto ed è destinato a persone con bisogni clinici a bassa intensità, ma con necessità di assistenza continua. Carignano entra nella rete della sanità di prossimità Il nuovo presidio nasce come punto intermedio tra l’ospedale per acuti e il domicilio. L’obiettivo è favorire dimissioni protette, ridurre i ricoveri non appropriati e accompagnare il recupero dell’autonomia dei pazienti. La struttura rientra nella Missione 6 del PNRR e nella programmazione sanitaria regionale del Piemonte. Il direttore generale dell’ASL To5, Bruno Osella, ha indicato l’apertura come un passaggio rilevante per il rafforzamento dell’assistenza territoriale. La nuova organizzazione, secondo la direzione aziendale, risponde alla crescita delle fragilità e delle cronicità, con percorsi di cura più vicini ai cittadini e alle famiglie. Un presidio per pazienti fragili e cronici L’assistenza infermieristica sarà garantita 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana, con il supporto degli operatori sociosanitari e delle figure riabilitative. All’interno del presidio sono previsti spazi per le attività motorie e riabilitative, oltre a strumenti di telemedicina come teleconsulto, televisita e telemonitoraggio. La gestione fa capo all’organizzazione distrettuale e si integra con la Centrale Operativa Territoriale, le cure domiciliari, la specialistica ambulatoriale, gli ospedali per acuti e i servizi di emergenza-urgenza. In questo modo, il paziente viene seguito attraverso un percorso coordinato, dalla presa in carico fino alla fase di rientro al domicilio. Regione e ASL puntano sul modello territoriale L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha collegato l’inaugurazione al più ampio piano di edilizia sanitaria della Regione Piemonte, stimato in quasi 5 miliardi di euro. Il presidio di Carignano, nella visione regionale, serve ad alleggerire la pressione su ospedali e pronto soccorso, grazie a percorsi assistenziali più adatti ai bisogni dei pazienti. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, che ha definito la struttura un traguardo atteso per Carignano, per l’ASL To5 e per il Carmagnolese. L’équipe sanitaria predisporrà per ogni paziente un piano territoriale condiviso con servizi domiciliari e famiglia, così da assicurare continuità delle cure e maggiore appropriatezza assistenziale. - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-torna-operativo-il-16esimo-piano-del-cto-nuovi-posti-letto-per-ortopedia.html - Categorie: News Torino ritrova un reparto rimasto fermo per oltre cinque anni. All’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza è stato riaperto il 16° piano, destinato alla degenza di Ortopedia e Traumatologia 1. La struttura torna così a disposizione dei pazienti dopo un lungo stop, legato ai problemi degli impianti di climatizzazione che avevano portato alla chiusura definitiva nell’aprile 2021. La riattivazione del piano rappresenta un passaggio rilevante per la sanità torinese, perché consente di recuperare spazi e posti letto in un settore sottoposto a forte pressione. L’obiettivo è dare maggiore respiro all’attività ortopedica e traumatologica, con particolare attenzione alla chirurgia programmata e alle liste d’attesa. Il Cto recupera un reparto rimasto chiuso dal 2021 Il 16° piano del Cto torna operativo dopo lavori mirati sugli impianti e sugli spazi interni. Alla riapertura erano presenti, tra gli altri, Federica Brignone, Livio Tranchida, Andrea Tronzano, Alessandro Massé, Lorenzo Angelone e Paola Cassoni. Il reparto sarà assegnato alla Ortopedia e Traumatologia 1 universitaria, diretta dal professor Alessandro Massé. La destinazione principale riguarda la patologia elettiva, con una particolare attenzione agli interventi protesici. Si tratta di un ambito nel quale la domanda resta elevata, anche a causa del peso crescente dell’attività traumatologica. Lavori per 805. 000 euro sugli impianti del piano L’intervento ha avuto un costo complessivo di 805. 000 euro. Dal luglio 2025 nel reparto sono stati effettuati lavori sugli impianti per la climatizzazione e il ricambio di aria, necessari per consentire la riapertura definitiva del piano. Questa parte dell’opera è stata finanziata con fondi ex articolo 71 della Legge 448/1998, per un valore di circa 584. 000 euro. A questi si sono aggiunti circa 221. 000 euro di fondi aziendali, usati per adeguare gli impianti di illuminazione, antincendio e gas medicali. Gli interventi hanno riguardato anche l’umanizzazione degli spazi di cura, con l’obiettivo di rendere il reparto più adatto alle esigenze dei pazienti e del personale sanitario. Posti letto attivati e nuove stanze per i pazienti Il reparto dispone in totale di 21 posti letto, distribuiti in dieci stanze doppie e una singola. La riattivazione è partita con l’utilizzo iniziale di 10 posti letto, in attesa della piena operatività degli spazi. Il nuovo assetto punta su sicurezza, funzionalità e maggiore capacità di accoglienza. Per il Cto significa recuperare un’area importante dell’ospedale e rafforzare la risposta verso la chirurgia di elezione, settore spesso rallentato dalla pressione delle urgenze traumatologiche. - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/gtt-nuovi-capolinea-in-centro-a-torino-modifiche-per-tre-linee.html - Categorie: News Nuovi lavori nel centro di Torino cambiano, per il tempo necessario al cantiere, l’organizzazione di alcune linee del trasporto pubblico. Dalle 8 di mercoledì 20 maggio 2026 parte l’intervento di rifacimento della pavimentazione lapidea in piazza Solferino, con effetti diretti sui percorsi GTT. Le modifiche riguardano le linee 14, 29 e 63, chiamate a rivedere capolinea, manovre di inversione e punti di ripartenza. Il cantiere cambia l’assetto dei bus in centro L’apertura dell’area di lavoro in piazza Solferino impone una diversa gestione del traffico dei mezzi pubblici. La zona interessata, nel cuore della città, richiede spazi temporanei per garantire la prosecuzione del servizio senza interrompere i collegamenti. Per i passeggeri, il cambiamento più evidente riguarda il punto di attestamento dei bus. Il capolinea provvisorio viene collocato nella parte est della piazza, subito dopo corso Re Umberto, nello spazio compreso tra via Alfieri e via Lascaris. È qui che, durante i lavori, faranno riferimento le linee coinvolte. Linee 14 e 63 con capolinea provvisorio Per le linee 14 e 63, i mezzi diretti verso piazza Solferino useranno il nuovo capolinea provvisorio sul lato est della piazza. La modifica interessa sia i collegamenti urbani sia quelli provenienti dalle tratte esterne alla città. Alla ripartenza verso via Amendola a Nichelino e verso via Negarville, i bus lasceranno lo stallo temporaneo e proseguiranno nella piazza. La manovra di inversione verrà effettuata dopo la Fontana Angelica, prima del rientro sul tracciato ordinario attraverso piazza Solferino e corso Re Umberto. La variazione serve a evitare l’area occupata dal cantiere e a mantenere regolare la circolazione dei mezzi, pur con un assetto diverso rispetto a quello abituale. Linea 29, cambia la manovra verso Vallette Anche la linea 29 dovrà adattare il proprio percorso. I bus in arrivo verso piazza Solferino effettueranno l’inversione all’altezza di via dell’Arcivescovado, per poi raggiungere il capolinea provvisorio collocato tra via Alfieri e via Lascaris. Lo spazio sarà condiviso con le linee 14 e 63. Per la direzione piazzale Vallette, la ripartenza avverrà direttamente dal nuovo punto di sosta. In questo caso, dopo l’uscita dal capolinea temporaneo, i mezzi riprenderanno il tragitto consueto senza altre deviazioni. GTT invita gli utenti a controllare con attenzione la segnaletica provvisoria e le indicazioni presenti alle fermate, così da individuare correttamente i punti di salita e discesa durante tutta la durata del cantiere. - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-a-caselle-torinese-motociclista-di-38-anni-perde-la-vita.html - Categorie: News Un motociclista di 38 anni ha perso la vita nella serata di martedì 19 maggio a Caselle Torinese, dopo uno scontro avvenuto in via Torino. L’incidente ha coinvolto la moto sulla quale viaggiava l’uomo e un’automobile. L’impatto si è rivelato fatale: all’arrivo dei soccorsi, le condizioni del centauro erano già apparse disperate e per lui non è stato possibile fare nulla. Lo scontro è avvenuto in serata in via Torino Il fatto si è verificato intorno alle 20:30, in un tratto di via Torino a Caselle Torinese. Dalle prime informazioni disponibili, nello schianto sono rimasti coinvolti un motociclista e il conducente di una vettura. La dinamica esatta resta al centro degli accertamenti, affidati alle forze dell’ordine intervenute sul posto. L’episodio ha richiesto l’intervento immediato dei mezzi di emergenza. La zona è stata raggiunta dal personale sanitario del 118, chiamato a prestare soccorso al motociclista. Le condizioni dell’uomo, però, sono risultate fin da subito gravissime. I sanitari hanno tentato di intervenire, ma la situazione si è rivelata senza margine. Il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo sul luogo dell’incidente. La tragedia si è consumata in pochi istanti e ha richiamato l’attenzione di residenti e automobilisti presenti nell’area. Dopo l’impatto, la strada è stata interessata dalle operazioni di soccorso e dai primi rilievi necessari a chiarire quanto accaduto. Rilievi e area in sicurezza dopo l’incidente Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine, incaricate di effettuare i rilievi e ricostruire la sequenza dello scontro. Sarà necessario stabilire con precisione la posizione dei veicoli, le condizioni della carreggiata e gli elementi utili a definire la dinamica. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Caselle, impegnati nella messa in sicurezza dell’area dopo l’incidente. Le operazioni si sono concentrate sulla gestione della zona coinvolta dallo schianto e sul supporto agli altri operatori presenti. - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/tragedia-a-bollengo-bimba-di-due-anni-muore-investita-nel-cortile-di-casa.html - Categorie: News A Bollengo è morta una bambina di due anni, dopo essere stata investita nel cortile dell’abitazione della famiglia. La tragedia è avvenuta nella mattinata di martedì 19 maggio, in via del Castello, mentre il padre si stava preparando ad accompagnare la figlia all’asilo. La piccola, Elodie, è stata portata all’ospedale di Ivrea, dove i medici hanno tentato a lungo di rianimarla. Ogni intervento, però, si è rivelato vano. La tragedia nel cortile di casa Secondo una prima ricostruzione, l’incidente si sarebbe verificato intorno alle 8:40. In quei momenti il padre della bambina era alla guida dell’auto e stava effettuando una manovra in retromarcia nel cortile dell’abitazione. La piccola Elodie, di appena due anni, sarebbe sfuggita al controllo dei familiari proprio mentre il veicolo si stava muovendo. L’allarme è stato dato subito. I genitori, sconvolti da quanto accaduto, hanno scelto di portare direttamente la figlia al pronto soccorso di Ivrea, senza attendere l’arrivo dell’ambulanza o dell’elisoccorso. La corsa disperata verso l’ospedale di Ivrea La bambina è arrivata in ospedale in condizioni gravissime. Il personale sanitario ha avviato le manovre di rianimazione, proseguite per circa un’ora. I tentativi dei medici non sono bastati a salvarle la vita. Per Elodie non c’è stato nulla da fare. La notizia della sua morte ha colpito profondamente Bollengo, piccolo centro alle porte di Ivrea, dove la vicenda ha provocato dolore e sgomento. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Ivrea, incaricati di svolgere i rilievi e ricostruire con precisione la sequenza dei fatti. - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/caldo-in-piemonte-arriva-lanticiclone-temperature-verso-i-30-gradi.html - Categorie: News L’anticiclone subtropicale cambia lo scenario meteo sul Piemonte dopo una fase segnata da piogge, temporali, grandine e temperature sotto la media. Da mercoledì 20 maggio l’alta pressione torna a dominare su buona parte dell’Europa centro-meridionale e occidentale, con effetti diretti anche sul Nord-Ovest italiano. La regione si prepara così a giornate più stabili, soleggiate e via via più calde, fino al possibile raggiungimento dei 30°C nel weekend. Il Piemonte passa dal maltempo a un clima estivo La fase instabile che ha interessato il Piemonte nelle prime due decadi di maggio è destinata a chiudersi. Dopo giornate caratterizzate da temporali intensi, grandine e un netto calo termico, la circolazione atmosferica cambia in modo deciso. L’arrivo dell’alta pressione favorisce condizioni più stabili su quasi tutta la regione. Il sole tornerà protagonista e le temperature saliranno in maniera sensibile a tutte le quote. Il cambiamento sarà evidente già tra mercoledì 20 e giovedì 21 maggio, quando le massime pomeridiane potranno raggiungere valori compresi tra 25 e 28°C. L’anticiclone subtropicale alza le temperature Il rinforzo dell’anticiclone subtropicale interesserà una vasta area europea. Le masse d’aria molto miti coinvolgeranno in particolare Francia, Penisola iberica, Alpi occidentali, Benelux, Regno Unito e Germania. In queste zone sono attese anomalie termiche marcate, con valori anche di 8-10°C sopra le medie tra i 1. 500 e i 3. 000 metri di quota. Un dato significativo riguarda lo zero termico, che potrà arrivare o superare i 4. 000 metri. Si tratta di una configurazione tipica delle ondate di caldo estive, pur in una fase ancora primaverile. Anche il Piemonte rientrerà in questo schema. Tra venerdì 22 maggio e il weekend del 23-24 maggio, le pianure piemontesi potrebbero toccare i primi 30°C stagionali, con un anticipo di circa venti giorni a differenza di quanto previsto in base alla media regionale. Dal freddo recente ai primi 30 gradi Il contrasto con i giorni precedenti risulta netto. Nel fine settimana appena concluso, le temperature minime notturne erano scese fino a 2°C in pianura, con brinate diffuse nei fondovalle alpini di bassa montagna. La neve, durante il passaggio di un fronte freddo, era arrivata localmente fin quasi ai mille metri. Ora la massa d’aria cambia radicalmente. Il Piemonte si avvia verso una parentesi di tempo stabile, con giornate più luminose e valori quasi estivi. La svolta meteo sarà quindi rapida: dal freddo fuori stagione ai primi picchi di caldo, in pochi giorni. - Published: 2026-05-19 - Modified: 2026-05-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-della-repubblica-a-pino-torinese-la-costituzione-in-regalo-ai-diciottenni.html - Categorie: Eventi A Pino Torinese la Festa della Repubblica diventa anche un passaggio simbolico per i ragazzi e le ragazze che entrano nella maggiore età. Giovedì 28 maggio, alle 18:30, l’Auditorium di piazza Maria Montessori ospiterà un incontro pubblico dedicato ai neo diciottenni, chiamati a ricevere una copia della Costituzione italiana. L’iniziativa lega il traguardo dei 18 anni al tema della partecipazione civile. Il diritto di voto, l’ingresso pieno nella vita democratica e il rapporto con la comunità saranno al centro di una serata pensata per avvicinare i giovani ai principi su cui si fonda la Repubblica. Una serata per entrare nella vita civica L’appuntamento è promosso dal Comune di Pino Torinese con il contributo della Consulta Giovanile Pinese, del Gruppo Scout locale, di Libera e del Teatro dei Pari. Il Consiglio Regionale del Piemonte ha concesso il patrocinio. La consegna della Carta costituzionale sarà il momento più rappresentativo della serata. Non si tratta solo di un omaggio istituzionale, perché il gesto richiama diritti, doveri e responsabilità che accompagnano la maggiore età. I giovani saranno accolti dalle realtà del territorio, con l’obiettivo di mostrare loro come la partecipazione possa iniziare anche dalla conoscenza delle associazioni, dei percorsi educativi e delle esperienze civiche già presenti nella comunità pinese. Il voto alle donne diventa parte del racconto L’edizione di quest’anno assume un valore particolare per gli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia. La ricorrenza entrerà nel programma come richiamo alla conquista dei diritti democratici e alla necessità di custodirli nel tempo. Durante l’incontro sono previsti interventi dell’Amministrazione comunale, della Consulta Giovanile e degli Scout. Andrea Zummo, referente provinciale di Libera, porterà una riflessione sul modo in cui i principi costituzionali possono tradursi in scelte quotidiane e in attenzione verso la legalità. Un altro spazio sarà dedicato ai ragazzi e alle ragazze del Treno della Memoria, che racconteranno l’esperienza vissuta nei luoghi dello sterminio nazista. Il loro contributo collegherà il tema della memoria a quello della responsabilità personale. Premi agli studenti e chiusura con musica e immagini La serata comprenderà anche la premiazione degli studenti che hanno ottenuto le borse di studio comunali per meriti scolastici. Il riconoscimento affiancherà così il messaggio civile dell’iniziativa, valorizzando impegno e partecipazione. La sindaca Alessandra Tosi considera l’appuntamento un modo per accogliere i nuovi maggiorenni nella cittadinanza attiva, ricordando che ogni diritto democratico nasce da una conquista e richiede cura. L’assessora Elisa Pagliasso ha richiamato il significato del voto come ingresso concreto nella vita pubblica e il ruolo delle associazioni giovanili nel costruire consapevolezza. La chiusura sarà affidata a uno spettacolo multimediale curato dal musicista Simone Zoja, con musica, parole e immagini. - Published: 2026-05-19 - Modified: 2026-05-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/monopattini-a-torino-raffica-di-multe-quasi-5-000-solo-per-sosta-irregolare.html - Categorie: News A Torino la stretta sui monopattini elettrici entra in una fase più rigida. Da sabato è in vigore l’obbligo di targa per chi utilizza questi mezzi e chi circola senza contrassegno rischia sanzioni tra 100 e 400 euro. Per l’assicurazione RC obbligatoria, invece, il calendario concede ancora alcune settimane: la norma sarà applicata dal 16 luglio. Il tema resta centrale per la mobilità cittadina, soprattutto dopo i numeri registrati dalla Polizia Locale nel corso del 2026. Le multe elevate a Torino ai conducenti di monopattini sono state 6. 135, con una netta prevalenza di verbali legati alla sosta irregolare. La targa diventa il primo filtro per i controlli Il sindaco Stefano Lo Russo, intervenuto ai microfoni di To Radio, ha ribadito la necessità di regole più severe e di strumenti utili per identificare chi viola il Codice della Strada. La targa, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe facilitare i controlli e rendere più semplice applicare le sanzioni nei casi di comportamento scorretto. Il primo cittadino ha spiegato che le nuove norme possono aiutare a intervenire contro chi non rispetta le regole, ricordando che il Codice vale per tutti, anche per chi si sposta in monopattino. La speranza, ha aggiunto, è che il sistema legato alle targhe possa entrare pienamente a regime nel minor tempo possibile. La sosta selvaggia pesa più delle altre infrazioni Il dato più rilevante riguarda la malasosta. Su 6. 135 verbali, quasi 5. 000 sono stati emessi per monopattini lasciati in modo irregolare, spesso sui marciapiedi oppure in punti della strada dove creano intralcio e rischi per pedoni e automobilisti. Accanto a questo fenomeno emergono altre violazioni. Sono state 1. 150 le multe legate alla circolazione in contromano o ad altri comportamenti considerati pericolosi. Altri 656 verbali hanno riguardato conducenti sorpresi senza casco. Un quadro che conferma come il problema non sia limitato al parcheggio disordinato, ma tocchi più aspetti della sicurezza urbana. L’assicurazione slitta a luglio ma resta un nodo centrale Il secondo passaggio atteso è quello dell’assicurazione obbligatoria, che scatterà a metà luglio. Lo Russo ha sottolineato che la copertura serve a tutelare chi guida e chi può subire danni in caso di incidente. Per il sindaco, regole chiare e sanzioni applicate sono nell’interesse di tutti, a partire da chi usa il monopattino con frequenza. La nuova disciplina punta quindi a ridurre gli abusi e a riportare ordine nella mobilità. - Published: 2026-05-19 - Modified: 2026-05-19 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-via-alla-definizione-agevolata-cancellate-sanzioni-non-pagate-fino-al-2020.html - Categorie: Economia Torino introduce una nuova forma di definizione agevolata per i debiti affidati a Soris fino al 31 dicembre 2020. Il Consiglio comunale ha approvato il regolamento che consente ai contribuenti di chiudere le vecchie pendenze senza pagare interessi moratori, maggiorazioni e alcune sanzioni. Resta dovuta la somma originaria, insieme alle spese di notifica e agli oneri di riscossione. Torino apre la rottamazione dei vecchi debiti locali Il provvedimento nasce dalla possibilità concessa agli enti locali dall’ultima legge di Bilancio. I Comuni possono applicare una forma di rottamazione dei crediti considerati difficili da recuperare, a patto che i conti dell’ente restino in equilibrio. A Palazzo Civico il testo è stato presentato dall’assessora Gabriella Nardelli. In aula sono intervenuti anche alcuni consiglieri e il sindaco Stefano Lo Russo. La misura riguarda tributi, sanzioni e altre entrate comunali già affidate a Soris entro la fine del 2020. Vengono azzerate le sanzioni amministrative tributarie, gli interessi maturati dopo avvisi di accertamento e ingiunzioni, la maggiorazione prevista dalla legge numero 689 dell'anno 1981 e altri interessi sulle entrate patrimoniali. Chi aderisce paga il capitale e le spese dovute La definizione agevolata non cancella l’intero debito. Chi aderisce dovrà pagare l’importo principale, le spese di notifica, gli oneri di riscossione e le eventuali spese legate a procedure cautelari o esecutive già avviate. C’è una condizione precisa. I contribuenti che hanno debiti più recenti, affidati a Soris dopo il 31 dicembre 2020, dovranno prima saldarli per intero, con sanzioni e interessi. Solo dopo potranno accedere allo sconto sui carichi più vecchi. L’assessora Nardelli ha collegato questa scelta alla necessità di tutelare l’equità fiscale, anche nei confronti dei cittadini che versano regolarmente quanto dovuto. Rate fino a 36 mesi e stop alle nuove azioni Il regolamento prevede la possibilità di pagare in 36 rate mensili, senza presentare l’ISEE per le persone fisiche e senza presentare documentazione degli indici di liquidità per le società. La rateizzazione sarà accessibile anche a coloro che erano decaduti da precedenti piani straordinari. La domanda dovrà arrivare entro il 30 settembre 2026. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro 30 giorni o con un piano mensile. In caso di rate, le prime tre dovranno essere versate entro 30 giorni dalla comunicazione del piano. La seconda rata potrà anche slittare fino a sei mesi dopo la prima. Dalla presentazione dell’istanza si fermeranno nuove ipoteche, nuovi fermi amministrativi e nuove procedure esecutive. Dopo il pagamento iniziale saranno sospesi anche alcuni provvedimenti già pendenti. Chi accumula più di 15 giorni di ritardo perde i benefici e Soris potrà riprendere la riscossione. - Published: 2026-05-19 - Modified: 2026-05-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/iren-punta-sui-quartieri-di-torino-selezionate-4-idee-per-la-citta.html - Categorie: News Torino prova a rilanciare alcuni dei suoi spazi di prossimità partendo da quattro iniziative selezionate nella prima edizione di Idee in Azione, il programma del comitato territoriale Iren dedicato all’area torinese. La scelta dei progetti mette insieme cultura urbana, interventi nei giardini pubblici, energia condivisa e percorsi creativi legati al riuso. Le proposte arrivate da scuole, università, terzo settore e piccoli Comuni hanno portato alla definizione di una mappa di interventi che punta sui quartieri come luoghi da rafforzare, non come semplici zone della città. La metropolitana diventa un percorso culturale Tra i progetti selezionati c’è quello dal titolo La cultura corre sul filo della metro, iniziativa dell’associazione Giardino Forbito. Durante il Salone del Libro, la metropolitana torinese e gli spazi pubblici collegati ospiteranno letture, performance e appuntamenti artistici pensati per trasformare il viaggio quotidiano in un’esperienza collettiva. L’idea è usare il trasporto pubblico come canale di partecipazione. Non più soltanto un mezzo per spostarsi da un punto all’altro, ma un luogo attraversato da storie, incontri e iniziative accessibili. In questo modo la cultura esce dai contesti abituali e raggiunge cittadini, pendolari e visitatori nel cuore dei loro percorsi urbani. Rebaudengo punta su un giardino più vissuto Un altro intervento riguarda piazza Rebaudengo, dove il progetto Baleno Lab lavorerà sul giardino comunitario e sostenibile del quartiere. La proposta è promossa dalla cooperativa sociale Progetto Tenda insieme ad altre realtà locali e punta a restituire centralità a uno spazio pubblico già presente, ma destinato a diventare più attivo. Il percorso prevede una riqualificazione costruita con il territorio, con attività culturali, laboratori e momenti rivolti alle famiglie e agli abitanti. Il centro Arcobirbaleno avrà un ruolo importante nel rafforzare la rete sociale della zona, con iniziative capaci di rendere il giardino un punto di riferimento per chi vive il quartiere ogni giorno. Da Aurora al riuso creativo, i progetti sociali guardano avanti Sul fronte ambientale ed energetico, Energie di Quartiere interesserà Aurora e Torino nord. La Fondazione di Comunità Porta Palazzo, insieme ad associazioni del territorio, lavorerà alla nascita di una comunità energetica rinnovabile e solidale. Alla condivisione dell’energia si aggiungeranno azioni informative e supporto sociale, con attenzione alle famiglie più esposte alla povertà energetica. Il quarto progetto scelto è Circular City Turin, ideato dalla cooperativa L’Arcobaleno. Qui il tema centrale sarà l’economia circolare, con laboratori artistici e percorsi di riuso dei materiali rivolti a persone in situazione di fragilità. Il recupero degli oggetti diventa così uno strumento concreto per creare relazioni, competenze e nuove occasioni di partecipazione. - Published: 2026-05-19 - Modified: 2026-05-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-numeri-record-per-la-metropolitana-superati-gli-810-000-accessi.html - Categorie: Eventi Torino, il Salone del Libro spinge la metro: oltre 810. 000 accessi nei giorni della manifestazione al Lingotto. Il bilancio di Gtt conferma il peso del trasporto pubblico negli spostamenti legati a uno degli eventi più attesi dell’anno in città, con numeri in forte crescita rispetto ai periodi ordinari. La metro diventa la via principale verso il Lingotto Durante la 38ª edizione del Salone Internazionale del Libro, la metropolitana si è confermata il collegamento più usato per raggiungere Lingotto Fiere. Il dato complessivo parla di oltre 810. 000 accessi, un volume che evidenzia quanto visitatori e cittadini abbiano scelto i mezzi pubblici per muoversi in modo rapido verso l’area dell’evento. Il confronto con una settimana tipo rende il risultato ancora più netto. Nei giorni della manifestazione, l’uso della metro è cresciuto del 36% rispetto ai flussi abituali. Il picco più evidente è arrivato nel weekend, quando l’aumento dei passeggeri ha toccato il 72% rispetto a un normale fine settimana. Il dato segnala una pressione forte sulla rete, sostenuta dal potenziamento del servizio e dall’organizzazione predisposta per gestire l’afflusso verso il polo fieristico. Anche bus e tram reggono l’aumento dei passeggeri Il Salone ha inciso anche sulle linee di superficie dirette al Lingotto. Le linee 18, 34, 63B e 74 hanno registrato circa 26. 000 validazioni complessive nei giorni dell’evento. Tra queste, la linea 18 ha avuto un ruolo centrale. Grazie al piano di rafforzamento previsto per la manifestazione, ha raggiunto da sola 20. 464 validazioni fino a domenica 17 maggio. Un numero che conferma l’importanza dei collegamenti ordinari e potenziati per distribuire i flussi attorno all’area espositiva. La gestione del traffico passeggeri è stata sostenuta dal lavoro del personale Gtt, chiamato a garantire continuità e rapidità in giornate segnate da un forte aumento degli spostamenti. Biglietti digitali sempre più usati dai torinesi Un altro dato rilevante riguarda la vendita dei titoli di viaggio. I Biglietti Digitali, tramite Tap&Go e App To Move, hanno raggiunto circa 205. 000 vendite, con una crescita del 19% rispetto al 2025. In aumento anche i City 100, arrivati a circa 12. 500 acquisti, pari a un incremento del 27% rispetto all’anno precedente. Il risultato conferma l’interesse degli utenti per sistemi più rapidi, come il pagamento contactless ai tornelli e l’uso dello smartphone come titolo di viaggio. Le postazioni Infopoint nelle stazioni della metro e lo stand interno hanno contribuito a orientare i visitatori, facilitando l’uso dei servizi digitali. Per Gtt, il bilancio del Salone resta quindi positivo: la rete ha assorbito un afflusso intenso e la metropolitana si è confermata uno snodo decisivo per la mobilità torinese. - Published: 2026-05-19 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-di-torino-da-record-254-mila-presenze-e-pubblico-sempre-piu-giovane.html - Categorie: Eventi Il Salone del Libro di Torino 2026 archivia la sua 38ª edizione con un risultato che rafforza il peso della manifestazione nel panorama culturale italiano. Al Lingotto sono state registrate 254. 000 presenze, un dato superiore alle 231. 000 dell’anno precedente. La crescita riguarda l’affluenza generale, la partecipazione delle scuole, il pubblico più giovane e la risposta agli appuntamenti in programma. Il Lingotto chiude con numeri mai raggiunti prima L’edizione 2026 del Salone del Libro di Torino ha superato il primato del 2025 e ha mostrato una distribuzione molto forte lungo più giornate. Il giovedì, per la prima volta, ha oltrepassato le 40. 000 presenze. Il venerdì è salito oltre quota 50. 000, mentre il sabato ha superato le 70. 000. Un segnale rilevante arriva dal mondo scolastico. Tra studenti e accompagnatori sono state contate 34. 500 presenze, con una crescita del 25% rispetto alla passata edizione. La composizione del pubblico conferma inoltre un forte ricambio generazionale: tolte le scuole, il 24% dei visitatori ha meno di 25 anni, il 49% non supera i 35 e il 63% resta sotto i 45. Il pubblico giovane spinge incontri e romance Tra gli spazi più seguiti c’è stato il Romance Pop Up, che ha riempito entrambe le giornate di apertura, sabato e domenica. L’area ha richiamato 6. 500 persone e ha portato a oltre 30. 000 copie firmate dagli autori presenti. Anche le sale hanno confermato il forte interesse del pubblico. Il 40% degli eventi in calendario ha registrato il tutto esaurito e circa 132. 000 visitatori hanno seguito gli incontri organizzati durante la manifestazione. Al programma del Lingotto si è aggiunto il Salone Off, con più di 1. 100 appuntamenti distribuiti in quasi 400 spazi del territorio. Il Salone guarda già all’edizione del 2027 Durante la conferenza stampa finale sono state comunicate le date della prossima edizione. Il Salone tornerà dal 13 al 17 maggio 2027, mentre il Rights Centre sarà attivo dal 12 al 14 maggio. Sono stati anticipati pure due elementi centrali del programma: ospite d'onore dell'evento sarà la letteratura catalana, mentre il Lazio avrà il ruolo di Regione Ospite d’Onore. Gli editori hanno tracciato un bilancio positivo, con diversi marchi in crescita rispetto al 2025. Tra i casi segnalati figurano Mondadori, Feltrinelli, Adelphi, Neri Pozza, Laterza e SUR. - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-06-05 - URL: https://www.torinofree.it/guide/sicurezza-antincendio-negli-ambienti-tecnici-5-aspetti-da-non-sottovalutare.html - Categorie: Guide utili Negli ambienti tecnici la sicurezza antincendio non è qualcosa a cui pensare solo quando tutto è già installato. Sale server, locali elettrici, cabine di trasformazione, vani quadri e aree impiantistiche concentrano apparecchiature sensibili, alimentazioni elettriche, cablaggi e componenti che lavorano spesso in condizioni impegnative. Bastano un'anomalia, un surriscaldamento o un piccolo principio di incendio per creare danni importanti e generare costi elevati. Per questo motivo non è sufficiente avere un estintore a parete o una segnaletica ben visibile. La protezione reale viene attuata con un insieme di elementi che devono funzionare parallelo: prevenzione, rilevazione, sistemi di spegnimento, organizzazione degli spazi e preparazione del personale. Ci sono cinque aspetti, in particolare, che bisognerebbe considerare con attenzione. 1. Aerosol antincendio e protezione dei volumi chiusi In molti ambienti tecnici lo spazio è ridotto, le apparecchiature sono numerose e raggiungere ogni punto con sistemi tradizionali non è sempre semplice. In questi casi, l'aerosol antincendio può rappresentare una soluzione interessante. Il funzionamento si basa su generatori che rilasciano microparticelle molto fini, capaci di diffondersi rapidamente nel volume protetto e arrivare anche in zone meno accessibili. Questo aspetto è particolarmente utile quando è importante ottenere una distribuzione uniforme dell'agente estinguente. Nei sistemi che utilizzano compound di potassio, durante l'attivazione il materiale viene convertito in particelle microscopiche. L'azione di spegnimento avviene attraverso due meccanismi: da una parte vengono interrotte le reazioni chimiche che mantengono viva la combustione, dall'altra si sottrae energia al processo di incendio, contribuendo a ridurne intensità e propagazione. In termini semplici, si tratta di una tecnologia progettata per intervenire in modo rapido in ambienti chiusi e tecnologicamente complessi. 2. Rilevazione precoce e tempi di intervento Quando si parla di incendi, il tempo è spesso il fattore decisivo. Negli ambienti tecnici i segnali iniziali possono essere poco visibili: un odore insolito, un lieve aumento della temperatura, una traccia di fumo o una scintilla apparentemente isolata. Può essere determinante, quindi, riuscire a intercettare questi segnali nelle prime fasi. Non esiste però una soluzione valida per ogni situazione. La scelta dei rilevatori dovrebbe sempre partire dalle caratteristiche reali dell'ambiente: presenza di polvere, ventilazione, temperatura, dimensioni del locale e tipologia delle apparecchiature sono elementi da considerare per la scelta del sistema più adatto. 3. Protezione delle apparecchiature Un incendio in un locale tecnico, oltre a comportare danni materiali, può bloccare server, interrompere linee produttive, fermare sistemi di comunicazione o compromettere servizi essenziali per l'azienda. E spesso il problema più pesante non è il danno immediato, ma il tempo necessario per ripristinare la piena operatività. Per questo la sicurezza antincendio dovrebbe essere pensata anche in funzione della continuità del lavoro. In alcuni contesti, ad esempio, l'utilizzo di schiuma potrebbe risultare efficace contro il fuoco ma creare problemi a componenti elettronici, quadri elettrici o infrastrutture digitali. L'obiettivo è trovare la soluzione più equilibrata: fermare rapidamente l'incendio senza danneggiare ciò che si sta cercando di proteggere. 4. Ordine degli spazi Un'organizzazione corretta degli ambienti e degli spazi aiuta a contenere il fuoco, limitandone la diffusione e proteggendo le aree più critiche. Sono molto importanti, quindi, le pareti resistenti, le porte tagliafuoco e le sigillature dei cavi e delle protezioni. Accanto a questi aspetti strutturali, ci sono poi abitudini molto più quotidiane che incidono parecchio sulla sicurezza: bisogna assolutamente evitare di lasciare materiali infiammabili lasciati ai quadri elettrici, di ostruire passaggi o di tenere disordinati i locali. 5. Manutenzione e formazione del personale I sistemi antincendio devono essere verificati periodicamente. La manutenzione degli impianti, oltre ad essere necessaria per rispettare gli obblighi normativi, è importante soprattutto per individuare in anticipo guasti, usura, anomalie o cambiamenti dell'ambiente che potrebbero compromettere il corretto funzionamento dell'impianto. Naturalmente, il fattore umano è essenziale. Chi opera nei pressi degli ambienti tecnici dovrebbe sapere riconoscere un allarme, conoscere le procedure corrette e capire come comportarsi nel modo migliore. La formazione, inoltre, non dovrebbe limitarsi a un singolo corso iniziale. Aggiornamenti periodici, simulazioni pratiche, esercitazioni di emergenza e verifiche delle procedure aiutano il personale a mantenere alta l’attenzione e a reagire con maggiore lucidità in situazioni critiche. Se il personale sa chi contattare, come isolare un’area e quali azioni evitare, si possono sicuramente ridurre le conseguenze di un evento reale. Quando lavorano nello stesso tempo impianti efficienti, manutenzione regolare e personale preparato, la sicurezza antincendio diventa qualcosa di concreto: una protezione reale per le persone, per le strutture e per la continuità delle attività aziendali. In ambienti tecnici complessi, nei quali ogni minuto di fermo può avere conseguenze importanti, investire nella prevenzione e nella preparazione vuol dire costruire un sistema di protezione più solido. - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-05-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/sistema-gusto-accelera-nel-foodservice-gourmet-da-tuttofood-2026-nuove-opportunita-per-il-mercato-ho-re-ca-italiano-e-internazionale.html - Categorie: News Il brand guidato da Sebastian Gatto rafforza il proprio posizionamento nella ristorazione professionale con soluzioni che uniscono qualità gastronomica, efficienza operativa e innovazione produttiva Milano,18 maggio 2026 – La ristorazione professionale guarda con crescente attenzione a modelli capaci di garantire qualità costante, rapidità di servizio e identità gastronomica. È uno dei dati più importanti emersi dalla partecipazione di Sistema Gusto a TUTTOFOOD 2026, la manifestazione milanese che ha riunito operatori, buyer, distributori e protagonisti della filiera agroalimentare e foodservice. Per l’azienda di Concorezzo, specializzata nella produzione di piatti pronti gourmet e semilavorati premium per il canale Ho. Re. Ca. , la fiera ha rappresentato un passaggio di forte visibilità commerciale, con incontri qualificati, nuovi contatti e segnali concreti di interesse da parte di interlocutori italiani ed esteri. Il riscontro ottenuto conferma una tendenza sempre più evidente nel settore, hotel, ristoranti, catering e operatori della ristorazione moderna cercano partner produttivi in grado di supportare le cucine nella gestione dei volumi, nella standardizzazione del risultato e nella valorizzazione dell’esperienza finale del cliente. «TUTTOFOOD 2026 ci ha permesso di misurare direttamente l’interesse del mercato verso un modello che nasce da una necessità molto concreta, ovvero aiutare la ristorazione professionale a lavorare meglio, con più continuità qualitativa e con prodotti capaci di mantenere una vera identità gastronomica», dichiara Sebastian Gatto, CEO di Sistema Gusto. «Il nostro obiettivo è parlare agli chef e agli operatori con soluzioni affidabili, tecnicamente evolute e allo stesso tempo rispettose della cultura culinaria italiana». Al centro del progetto Sistema Gusto troviamo un modello produttivo che integra selezione delle materie prime, lavorazioni artigianali e tecnologie avanzate di criogenesi e abbattimento rapido, una combinazione pensata per preservare gusto, consistenza e proprietà organolettiche dei prodotti, offrendo agli operatori preparazioni facili da rigenerare, stabili nel risultato e adatte ai ritmi della ristorazione contemporanea. A TUTTOFOOD 2026 l’azienda ha presentato un’offerta articolata, costruita attorno a primi piatti gourmet, paste ripiene, risotti, salse, ragù, secondi di carne e pesce, zuppe, vellutate, contorni, prodotti bakery, dessert e gelati. Tra le referenze che hanno raccolto maggiore attenzione figurano i ravioli gourmet, i risotti premium, le preparazioni cotte a bassa temperatura e la linea di salse “Elite”, ispirata ai grandi classici della cucina italiana reinterpretati per le esigenze operative del foodservice. «La qualità oggi deve essere leggibile nel piatto, ma anche sostenibile nel lavoro quotidiano di una cucina professionale», sottolinea Gatto. «Un ristorante, un hotel o un catering devono poter gestire picchi di servizio, personale, tempi stretti e aspettative sempre più alte. Sistema Gusto nasce per dare una risposta concreta a queste esigenze, lasciando allo chef la possibilità di personalizzare, impiattare e valorizzare ogni preparazione». La formula proposta dall’azienda intercetta uno dei temi più discussi nel mondo Ho. Re. Ca. ovvero la necessità di aumentare l’efficienza mantenendo alta la percezione di qualità. La carenza di personale qualificato, la pressione sui costi, la complessità gestionale delle cucine e la richiesta di menù sempre più ampi stanno modificando il rapporto tra produzione, servizio e creatività. Il semilavorato premium assume un ruolo diverso rispetto al passato perché diventa uno strumento di organizzazione, continuità e competitività, soprattutto quando mantiene un livello gastronomico elevato e permette al professionista di intervenire con la propria firma. Sistema Gusto punta proprio su questa fascia di mercato: preparazioni pronte a supportare la cucina, pensate per ridurre i tempi di lavorazione, limitare gli sprechi, rendere più stabile la qualità e ampliare l’offerta gastronomica con prodotti ad alto contenuto di servizio. «Vendiamo metodo, ricerca e affidabilità, vere e proprie soluzioni costruite per aiutare la ristorazione professionale a lavorare meglio, con qualità costante e processi più solidi», aggiunge Sebastian Gatto. «Il nostro lavoro parte dalla cucina italiana e arriva alla tecnologia produttiva. La criogenesi, l’abbattimento rapido e il controllo dei processi hanno valore quando servono a proteggere il gusto, la texture e la riconoscibilità del prodotto. Il cliente professionale chiede soluzioni rapide, ma pretende anche coerenza, qualità e sicurezza». La partecipazione alla manifestazione milanese ha consentito all’azienda di consolidare il dialogo con buyer i distributori e gli operatori interessati a soluzioni adatte sia al mercato nazionale sia a percorsi di sviluppo internazionale. Lo stand Sistema Gusto è stato luogo di degustazioni, presentazioni e incontri dedicati alle nuove esigenze della ristorazione professionale, con particolare attenzione alla capacità del brand di unire tradizione gastronomica italiana e innovazione industriale. Il risultato è un rafforzamento del posizionamento dell’azienda nel segmento foodservice premium, con una proposta che si rivolge a chi cerca prodotti pronti all’uso, ma capaci di conservare un’impronta culinaria riconoscibile. La promessa del brand è chiara, portare nelle cucine professionali piatti “come appena fatti”, riducendo la complessità operativa e aumentando la capacità degli operatori di rispondere con rapidità e qualità alla domanda del mercato. «Il riscontro ricevuto a TUTTOFOOD ci conferma che la direzione è corretta», conclude Gatto. «Stiamo lavorando per crescere in Italia e all’estero, mantenendo una forte attenzione alla qualità del prodotto, alla serietà del processo produttivo e al rapporto con gli operatori. La nostra ambizione è diventare un partner stabile per la ristorazione, che vuole innovare preservando autenticità e identità gastronomica». https://sistemagusto. it/ - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-05-17 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/intervento-complesso-al-cto-di-torino-donna-operata-con-una-protesi-cranica-in-3d.html - Categorie: Scienza e Tecnologia All’ospedale Cto di Torino una paziente di 73 anni è stata sottoposta a un’operazione complessa per un raro tumore maligno che aveva raggiunto il cranio. Il quadro clinico richiedeva un intervento molto preciso, perché la malattia si era estesa oltre la zona iniziale e aveva interessato tessuti diversi, fino all’osso. L’équipe ha rimosso l’area compromessa e ha poi ricostruito la parte mancante della teca cranica con un impianto sintetico realizzato attraverso tecnologia 3D. La donna, dopo il decorso post operatorio, è stata dimessa. Non sono emerse complicanze neurologiche né infezioni, mentre i controlli successivi resteranno affidati ai team specialistici. La malattia era tornata più volte La paziente aveva già subito in passato un intervento per una lesione al cuoio capelluto. Negli anni, però, il tumore si era ripresentato. Le recidive avevano reso il caso più difficile, con una progressiva infiltrazione della pelle, dei tessuti sottocutanei, del piano muscolare e dell’osso cranico nella parte sinistra. La massa si trovava in una posizione particolarmente sensibile. Era vicina a importanti strutture venose cerebrali e aveva superato il margine sinistro della teca, con interessamento anche verso destra. Per questo motivo la fase preparatoria ha avuto un peso decisivo. Il cranio ricostruito con un impianto personalizzato Durante l’operazione i medici hanno aperto una porzione cranica di 15 centimetri per 12. La parte malata è stata asportata in modo completo, insieme ai tessuti coinvolti. Anche la dura madre è stata rimossa, poiché risultava interessata dalla patologia. La ricostruzione è avvenuta con una protesi sintetica progettata sulle immagini diagnostiche della paziente. Tac e risonanza magnetica hanno permesso di ottenere un modello adatto alla sua anatomia, così da preparare una struttura capace di sostituire la parte rimossa del cranio. Il ricorso alla progettazione tridimensionale ha quindi consentito una ricostruzione calibrata sul singolo caso. Dopo la ricostruzione, la protesi è stata coperta con un ampio lembo arterializzato ricavato sopra l’orecchio. Altri tessuti, prelevati dalla coscia, sono stati usati per chiudere la zona operata e sostenere la guarigione. Il direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida, ha evidenziato il valore del risultato ottenuto dai professionisti e dalle tecnologie impiegate. - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-05-17 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-nuova-perturbazione-in-arrivo-temporali-forti-gia-da-lunedi.html - Categorie: News Il Piemonte si prepara a una nuova fase di maltempo dopo una domenica segnata da condizioni più stabili e da ampie schiarite. La svolta è attesa nelle prossime ore, con l’arrivo di una perturbazione da ovest destinata a riportare temporali, rovesci e un netto calo delle temperature. Il peggioramento interesserà prima le aree montane, poi si sposterà verso le zone di pianura, dove potranno verificarsi fenomeni localmente intensi. Il quadro resterà però temporaneo: già dalla notte successiva è previsto un graduale ritorno a condizioni più asciutte. Il tempo cambia già dal mattino sulle Alpi La nuova perturbazione entrerà sul Piemonte a partire dai settori occidentali. Le prime precipitazioni sono attese nelle aree alpine, dove l’instabilità inizierà a farsi sentire già nelle ore del mattino. Con il passare della giornata, il fronte tenderà ad avanzare verso il resto della regione. Nel pomeriggio il peggioramento raggiungerà anche le pianure, con temporali in movimento da sud-ovest verso nord-est. La fase più instabile dovrebbe quindi concentrarsi tra la seconda parte della giornata e la sera, quando i rovesci potranno risultare più diffusi. Grandine e raffiche possibili nelle zone più colpite I fenomeni previsti saranno in gran parte di intensità moderata, ma il quadro non esclude episodi più marcati. In alcune zone potranno verificarsi precipitazioni forti, accompagnate da raffiche di vento e da grandine di piccole o medie dimensioni. Il meteorologo Andrea Vuolo, nel suo aggiornamento per Meteo in Piemonte, ha confermato una fase instabile soprattutto tra pomeriggio e sera. Secondo la sua analisi, i rovesci nasceranno inizialmente sui rilievi alpini e tenderanno poi a estendersi verso i settori pianeggianti, con possibili fenomeni intensi in forma localizzata. Il peggioramento arriverà dopo una notte ancora fredda per il periodo, elemento che conferma una fase meteorologica piuttosto variabile per il mese di maggio. Temperature in calo prima del ritorno del sole La giornata più instabile porterà con sé anche un brusco calo termico, soprattutto nei valori massimi. Il passaggio perturbato sarà però rapido. Dalla notte successiva, l’espansione di un anticiclone sull’Europa occidentale favorirà correnti più asciutte e un progressivo miglioramento. Nei giorni seguenti il Piemonte dovrebbe ritrovare condizioni più stabili, con cieli in prevalenza soleggiati e temperature di nuovo in aumento. Dopo temporali, vento e grandine, la regione si avvierà quindi verso una fase più tranquilla, con un clima più mite e meno instabile. - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-05-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/jovanotti-conquista-il-salone-del-libro-la-poesia-cura-lanima.html - Categorie: Eventi Jovanotti ha portato la poesia al centro del Salone Internazionale del Libro di Torino, con un incontro al Lingotto che ha assunto il tono di una festa dedicata alla lettura. Accanto all’editore e curatore Nicola Crocetti, il cantautore ha presentato “Poesia da viaggio”, volume nato dopo il successo di “Poesie da spiaggia” e pensato come una raccolta da tenere con sé, quasi fosse una piccola guida personale tra versi, autori e intuizioni. Davanti a circa 500 fan, l’appuntamento ha unito racconto, memoria e passione per le parole. Senza strumenti musicali sul palco, l’energia è arrivata dal ritmo della conversazione e dal modo in cui Jovanotti ha legato la poesia alla vita quotidiana, alla musica e al bisogno di ritrovare un rapporto più diretto con i libri. La poesia entra al Lingotto con un ritmo da concerto L’incontro torinese ha avuto il passo di una presentazione editoriale, ma anche la vitalità di un evento pop. Jovanotti ha raccontato il proprio rapporto con i versi come una pratica capace di cambiare la giornata, una forma di allenamento interiore e una sorta di cura per l’anima. Nel suo racconto, la poesia diventa ritmo, respiro e immagine. Il cantautore ha citato il mistico spagnolo San Giovanni della Croce, richiamando la poesia “Modo per arrivare al tutto”, e ha collegato quel patrimonio letterario alla canzone pop, senza fissare barriere rigide. Per Jovanotti, i versi rappresentano una radice nascosta della musica. La canzone, nella sua visione, attinge spesso alla poesia, ne prende accenti, intuizioni, frammenti. A volte, da un testo letto e amato, resta nella memoria soltanto una frase, un titolo, una scintilla capace di accendere un nuovo brano. Jovanotti racconta il lavoro dietro le canzoni Il cantautore ha insistito su un punto preciso: le canzoni non nascono da una formula segreta. Dietro un brano c’è lavoro, ricerca, ascolto, pazienza. Ha spiegato che la poesia va letta a voce alta, anche in privato, perché il verso deve passare attraverso il corpo prima di diventare esperienza. Nel dialogo con Crocetti, Jovanotti ha alternato riflessioni sulla metrica, sui sonetti e sulla forza sonora delle parole. Ha poi ricordato la nascita di “A te”, arrivata durante un volo aereo in modo improvviso, come se il brano fosse emerso tutto insieme. Lorenzo Cherubini ha mantenuto un tono rapido e diretto, senza perdere il contatto con i temi più seri. La poesia, per lui, non resta confinata alla pagina: diventa materiale vivo, entra nella musica, attraversa le giornate, modifica il modo di osservare ciò che accade. Il messaggio sulla lettura diventa personale La parte finale dell’incontro ha assunto un altro tono. Jovanotti ha parlato del rapporto degli italiani con i libri e ha espresso preoccupazione per scaffali di libri domestici che, a suo giudizio, si svuotano sempre di più. Ha poi ricordato che i social, da soli, non bastano a costruire immaginario, conoscenza e profondità. Il suo invito alla lettura non è sembrato una frase di circostanza. Davanti al pubblico del Salone, il cantautore ha spiegato di impegnarsi in prima persona per spingere le persone ad avvicinarsi ai libri. Da qui l’applauso della sala, che ha colto in quelle parole una scelta personale prima ancora che un messaggio culturale. Con “Poesia da viaggio”, Jovanotti e Crocetti hanno quindi portato al Lingotto un’idea semplice e molto riconoscibile: i versi possono accompagnare chi legge come mappe leggere, capaci di orientare pensieri, emozioni e musica. - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-05-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-fiorello-conquista-tutti-ironia-e-ospiti-a-sorpresa.html - Categorie: Eventi Fiorello ha trasformato il Salone Internazionale del Libro di Torino in un piccolo teatro aperto, tra battute, applausi e una serie di scambi improvvisi con il pubblico. Lo showman è stato protagonista di un incontro con Aldo Grasso, autore di Cara televisione, e ha portato sul palco il suo registro più riconoscibile: ritmo veloce, ironia continua e capacità di cambiare direzione in pochi secondi. Al centro del suo intervento sono entrati anche l’Eurovision, Sal Da Vinci e il confronto scherzoso con Lino Banfi, presente al Salone per un altro appuntamento. Fiorello trasforma il Salone in un palco inatteso La presenza di Fiorello ha subito acceso la sala. Davanti al pubblico torinese, lo showman ha scherzato sulla finale dell’Eurovision e ha rivolto un pensiero a Sal Da Vinci. Subito dopo ha chiesto alla platea un applauso per il cantante napoletano, ricevendo una risposta calorosa. L’ironia si è poi spostata sulla traduttrice in lingua dei segni presente all’incontro. Fiorello ha notato i movimenti delle mani e li ha collegati, con tono scherzoso, alla gestualità di Sal Da Vinci. Il momento ha generato risate in sala, senza spezzare il clima leggero dell’appuntamento. L’incontro con Banfi diventa il momento più fotografato Uno dei passaggi più divertenti è nato dall’arrivo di Lino Banfi, anche lui ospite del Salone per presentare il libro 90. Non mi fai paura, pubblicato da Harper Collins. Fiorello lo ha accolto con affetto e ha scherzato sul fatto che adesso la carriera dell’attore potesse dirsi completa. Banfi ha risposto con la stessa ironia, ricordando Fiorello come un personaggio unico, capace di muoversi con libertà in qualunque contesto. Ha poi richiamato un vecchio legame televisivo, legato alla sua esperienza a Domenica in, dove lo showman era stato ospite in numerose puntate. Il siparietto ha attirato subito fan, curiosi e fotografi. Tra una battuta e l’altra, Banfi ha chiesto aggiornamenti sul derby Roma-Lazio, mentre Fiorello ha continuato a giocare con la sala e con l’attore pugliese. La battuta sui libri chiude il siparietto tra gli applausi Fiorello ha ironizzato anche sulla sua prima volta al Salone del Libro, spiegando che in passato sembrava quasi destinato a restare fuori da un contesto simile, mentre questa volta aveva un pass speciale: Aldo Grasso. Il tono autoironico ha conquistato il pubblico, già partecipe dopo i primi scambi. Poi è arrivata una delle battute più applaudite. Avvicinatosi a Banfi, Fiorello gli ha confidato che la presenza lì era un onore, aggiungendo però che loro non avevano letto un libro. La frase ha provocato nuove risate e ha confermato il clima da spettacolo più che da classico incontro editoriale. - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-05-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torna-il-treno-storico-a-vapore-da-torino-viaggio-speciale-tra-garessio-e-ormea.html - Categorie: Eventi Il ritorno del Treno Storico a Vapore riporta Torino dentro un itinerario ferroviario dal sapore antico, con una corsa speciale fissata per domenica 14 giugno. Il convoglio partirà alle 8 da Torino Porta Nuova e raggiungerà l’Alta Val Tanaro attraverso la linea Ceva-Ormea, una tratta che conserva un forte legame con la storia del trasporto piemontese. Il percorso toccherà anche Torino Lingotto, Mondovì, Ceva e Nucetto. A Ceva è previsto il passaggio più caratteristico: qui verrà agganciata la locomotiva a vapore, prima della prosecuzione verso le località scelte per la giornata. Da Torino parte una corsa fuori dal tempo La proposta punta su un modo diverso di scoprire il territorio, lontano dalla rapidità dei collegamenti ordinari. A bordo delle carrozze storiche, i passeggeri potranno attraversare stazioni, vallate e piccoli centri montani con un ritmo più vicino alla ferrovia di un tempo. Il tratto della Ceva-Ormea sarà il centro dell’iniziativa. La linea, inserita in un contesto naturale e culturale molto riconoscibile, diventerà parte dell’esperienza stessa, perché il viaggio non sarà soltanto un trasferimento verso una meta, ma un’occasione per osservare il paesaggio da una prospettiva meno abituale. Garessio e Ormea propongono due programmi diversi Una volta arrivati nell’Alta Val Tanaro, i partecipanti potranno scegliere tra due destinazioni. A Garessio il programma sarà legato al borgo medievale, con visite guidate, rievocazioni storiche e giochi tradizionali pensati per richiamare l’identità del paese. A Ormea, invece, l’attenzione si sposterà sul mercatino dell’antiquariato, sulle aperture dei musei e sulle iniziative culturali locali. Due percorsi distinti, quindi, con un filo comune: valorizzare borghi e tradizioni attraverso una giornata costruita attorno al ritorno del treno storico. Biglietti già disponibili e posti limitati Durante l’itinerario ci sarà spazio anche per due tappe legate alla memoria ferroviaria e territoriale: il museo della linea Ceva-Ormea e il museo di Nucetto e dell’Alta Val Tanaro. I biglietti possono essere acquistati online, con disponibilità limitata. Le tariffe partono da 45 euro da Torino, da 35 euro da Mondovì e da 30 euro da Ceva. Per i bambini sono previste riduzioni dedicate, così da favorire la partecipazione delle famiglie a una giornata tra treni d’epoca, paesi montani e cultura locale. - Published: 2026-05-17 - Modified: 2026-05-17 - URL: https://www.torinofree.it/sport/la-fiorentina-rovina-i-piani-della-juve-2-0-allo-stadium-e-corsa-champions-in-salita.html - Categorie: Sport A una giornata dalla fine del campionato, la Juventus perde una partita pesante e vede complicarsi la corsa alla prossima Champions League. All’Allianz Stadium passa la Fiorentina, capace di imporsi 2-0 con una prestazione solida e concreta. Per i bianconeri arriva uno stop che cambia il peso dell’ultima giornata, perché la squadra scivola al sesto posto e non ha più il controllo completo del proprio destino europeo. La Viola, già al sicuro in classifica, trova invece una vittoria di prestigio in uno stadio difficile. Il successo porta le firme di Ndour e Rolando Mandragora, due reti che hanno indirizzato la sfida e spento le speranze juventine in una delle giornate più delicate della stagione. La Juventus cade nel momento più delicato La sconfitta interna contro la Fiorentina pesa soprattutto per il momento in cui arriva. La Juventus aveva bisogno di punti per restare agganciata alla zona Champions e affrontare l’ultimo turno con maggiore serenità. Il 2-0 subito allo Stadium, invece, obbliga i bianconeri a guardare anche ai risultati delle avversarie. La squadra torinese si ritrova così al sesto posto, dietro ad AC Milan, AS Roma e Como 1907. Un piazzamento che rende più fragile la rincorsa europea e che trasforma l’ultima giornata in un passaggio carico di pressione. Vincere non sarà sufficiente senza risultati favorevoli dagli altri campi. Ndour e Mandragora firmano il colpo viola La partita si è sbloccata nel primo tempo con il gol di Ndour, bravo a indirizzare la gara dalla parte della Fiorentina. La rete ha dato fiducia alla formazione viola e ha costretto la Juventus a inseguire, in un incontro nel quale i bianconeri non sono riusciti a trovare la reazione necessaria. Nella ripresa è arrivato il raddoppio di Rolando Mandragora. L’ex juventino ha segnato una rete di grande valore tecnico contro la sua vecchia squadra, chiudendo di fatto la partita e rendendo ancora più amaro il finale per lo Stadium. Per la Fiorentina è stata una delle prove più convincenti della stagione. La Champions ora dipende dagli altri risultati La Juventus dovrà vincere il derby nell’ultima giornata e attendere almeno due passi falsi tra Milan, Roma e Como 1907. La corsa Champions, quindi, non passa più soltanto dai bianconeri. Serve una combinazione favorevole, oltre a una risposta immediata sul campo. Per la Fiorentina, già salva, il successo rappresenta una chiusura positiva di una stagione difficile. Per la Juve, invece, resta una partita pesante: la sconfitta allo Stadium rischia di lasciare conseguenze decisive nella corsa europea. - Published: 2026-05-17 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/il-parco-del-valentino-entra-nella-top-5-dei-giardini-italiani-piu-amati-dai-viaggiatori.html - Categorie: Turismo Il Parco del Valentino entra nella parte alta della classifica italiana dei giardini più apprezzati dai viaggiatori. Il grande spazio verde di Torino, affacciato sulle rive del Po, è stato inserito al quarto posto nei Travelers’ Choice Awards 2026 dedicati ai giardini più belli d’Italia. Un riconoscimento che conferma il peso simbolico e turistico di uno dei luoghi più riconoscibili della città, da sempre legato al tempo libero, alle passeggiate, alla natura urbana e alla storia. Il risultato colloca il Valentino subito sotto il podio, alle spalle di alcune mete molto note del turismo italiano. Davanti al parco torinese figurano i Giardini di Villa d’Este a Tivoli, i Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano e i Giardini di Villa Cimbrone a Ravello. Torino, con il suo parco storico, si ritaglia così un posto di rilievo in una graduatoria che attraversa il Paese da nord a sud. Il Valentino resta uno dei simboli verdi di Torino Il Valentino è da secoli uno dei punti di riferimento della città. Nato nel XVII secolo, si sviluppa lungo il Po e rappresenta una delle aree pubbliche più frequentate dai torinesi. I suoi viali alberati, le piste ciclabili e gli spazi per camminare lo rendono un luogo adatto a diverse fasce di pubblico, dai residenti ai visitatori che vogliono scoprire una parte meno frenetica del capoluogo piemontese. Il valore del parco non si limita alla sua funzione naturale. Al suo interno si trova il Borgo Medievale, ricostruzione di un villaggio del XV secolo, tra gli elementi più caratteristici dell’intera area. Anche il Castello del Valentino contribuisce a definire l’identità del luogo, con il suo ruolo legato alla facoltà di Architettura. La classifica premia un giardino urbano molto amato Il quarto posto ottenuto dal Valentino nei Travelers’ Choice Awards 2026 arriva in una classifica dominata dai Giardini di Villa d’Este a Tivoli. Il complesso laziale, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2001, viene indicato come uno degli esempi più importanti del giardino all’italiana. Progettati nel XVI secolo dall’architetto Pirro Ligorio per il cardinale Ippolito II d’Este, i giardini di Tivoli uniscono arte rinascimentale, natura e ingegneria idraulica. L’area si estende per circa 4,5 ettari ed è nota per i giochi d’acqua alimentati dalla pressione naturale del fiume Aniene, senza ricorso a pompe meccaniche. Dal Piemonte alla Campania, la top ten attraversa l’Italia Alle spalle di Villa d’Este si piazzano i giardini di Merano e Ravello, seguiti dal Valentino. Dopo Torino, la graduatoria prosegue con i Giardini dei Tarocchi di Capalbio, il Parco Giardino Sigurtà in provincia di Verona e i Giardini La Mortella di Ischia. Chiudono la top ten i Giardini Villa Carlotta di Como, i Giardini Botanici Villa Taranto sul Lago Maggiore e i Giardini Villa Melzi d’Eril di Bellagio. In questo quadro, il Valentino rafforza la propria immagine di parco cittadino capace di competere con alcune delle mete verdi più note d’Italia. - Published: 2026-05-17 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/eventi-gratis-a-torino-tutti-gli-appuntamenti-della-domenica-verde-motori-e-arte.html - Categorie: Eventi Il 17 maggio Torino propone una domenica a ingresso libero con appuntamenti distribuiti tra città e cintura. La giornata mette insieme cultura, natura, motori, libri e iniziative per famiglie, con un calendario che interessa quartieri diversi e arriva fino a Carmagnola. Dalla metropolitana collegata al Salone del Libro fino ai vivai in fiore, il programma punta su luoghi facilmente riconoscibili e su eventi pensati per pubblici differenti. Torino riscopre la cultura anche lungo la metropolitana In occasione del Salone del Libro, la Linea 1 della metropolitana diventa parte del percorso culturale cittadino grazie a Metro di Cultura. Le stazioni di Porta Nuova, Marconi e Lingotto ospitano i Green Point, pensati per collegare il centro con l’area della fiera. Il progetto porta l’atmosfera del Salone oltre gli spazi tradizionali, con un itinerario che attraversa la città e accompagna chi si muove verso gli appuntamenti legati ai libri. In questo modo, anche il viaggio in metro assume un ruolo dentro la giornata, tra informazione, orientamento e partecipazione. A breve distanza, corso Marconi torna protagonista con San Salvario ha un cuore verde, manifestazione ormai riconoscibile per il quartiere. Il viale accoglie piante, prodotti agricoli e laboratori ambientali, con una proposta che richiama famiglie, residenti e visitatori interessati al verde urbano. A Crocetta le auto diventano attrazione gratuita La domenica torinese lascia spazio anche agli appassionati di quattro ruote. Nel controviale di corso Stati Uniti, all’angolo con corso Duca degli Abruzzi, il gruppo Quelli del Toret riunisce circa 300 vetture tra Ferrari, modelli d’epoca e youngtimer. Crocetta diventa così un punto di ritrovo per curiosi e collezionisti, con auto esposte all’aperto e accessibili senza biglietto. L’appuntamento richiama chi segue il mondo dei motori, ma può attirare anche chi cerca una passeggiata diversa nel cuore della città. Per chi preferisce la letteratura, resta aperta la possibilità di visitare gratuitamente al Circolo dei Lettori la mostra Il Club Fruttero, omaggio dedicato a Carlo Fruttero nel centenario della nascita. Il percorso aggiunge un altro tassello culturale alla giornata, accanto agli eventi collegati al Salone. Da Piazza della Repubblica a Carmagnola il programma si allarga Il calendario coinvolge anche Piazza della Repubblica, dove il Mercato Centrale ospita dalle 14 a mezzanotte l’Official After Party del Salone OFF. L’iniziativa unisce presentazioni di libri e dj set techno, con una formula che sposta il clima del Salone verso una fascia oraria più ampia. Fuori Torino, Carmagnola propone due appuntamenti gratuiti. Il primo è Bricks & Friends, festival dedicato ai mattoncini LEGO, con costruzioni pensate per adulti e bambini. Il secondo riguarda la frazione Tuninetti, dove ai Vivai delle Commande torna Peonie in Fiore. La manifestazione, arrivata alla XIII edizione, permette di vedere oltre 4. 000 esemplari fioriti nel corso della giornata. Per chi cerca un programma più tranquillo, l’appuntamento nei vivai rappresenta una delle alternative principali della domenica. - Published: 2026-05-17 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-da-record-superati-i-40-000-visitatori-allinaugurazione.html - Categorie: Eventi Il Salone del Libro di Torino apre con un segnale netto: il pubblico ha risposto subito con una partecipazione superiore alle attese. Nella giornata inaugurale, al Lingotto, gli ingressi hanno superato la soglia dei 40. 000 visitatori, un dato mai raggiunto prima nel giorno di avvio della manifestazione. La crescita rispetto al giovedì dell’anno precedente è stata del 20%, percentuale che restituisce la forza di un evento capace di attirare lettori, autori, editori e curiosi già dalle prime ore. L’avvio positivo riguarda anche l’andamento delle giornate successive, per le quali gli organizzatori hanno indicato una tendenza in crescita, in attesa del quadro definitivo. A incidere sono stati il programma degli incontri, la presenza di ospiti molto attesi e una maggiore abitudine del pubblico a pianificare la visita su più giorni. Il primo giorno cambia subito il passo Il superamento dei 40. 000 ingressi nel giorno del taglio del nastro rappresenta uno dei dati più rilevanti di questa edizione. Il Salone, già nella partenza, mostra una capacità di richiamo ampia e trasversale, con una partecipazione che non si limita alle fasce tradizionalmente più affollate del fine settimana. Il confronto con l’anno precedente rende il risultato ancora più evidente. Il +20% rispetto al giovedì della scorsa edizione segnala una crescita concreta dell’interesse verso la fiera e conferma il ruolo del Salone tra gli appuntamenti culturali più seguiti a Torino. Gli incontri più attesi riempiono le sale Il programma ha inciso in modo decisivo sull’afflusso. La Sala Oro ha registrato il tutto esaurito per tutti gli incontri, mentre il Romance Pop Up ha raggiunto il sold out nella giornata di sabato. Un segnale chiaro, che mostra quanto alcune aree tematiche e alcuni format abbiano ormai un pubblico molto fedele. Tra gli appuntamenti più richiesti figurano quelli con Alessandro Barbero, Emmanuel Carrère e Alberto Angela. Nomi capaci di attirare platee numerose e di trasformare le presentazioni in eventi ad alta domanda. La prenotazione anticipata degli incontri, sempre più diffusa, sta cambiando anche il modo in cui i visitatori vivono la manifestazione. L’Auditorium si prepara a un pubblico più ampio Una delle novità più significative riguarda l’Auditorium, dove per la prima volta saranno aperti galleria, coro, platea e palchi per accogliere fino a 1. 900 persone durante la presentazione di un libro. Una scelta che risponde alla forte richiesta di partecipazione e alla necessità di gestire eventi con un richiamo superiore alla media. Il Salone entra così nel vivo con numeri importanti e con un pubblico sempre più organizzato. La partecipazione su più giornate, unita al ricorso alle prenotazioni, indica una fruizione meno occasionale e più programmata. Il bilancio completo arriverà con i dati definitivi, ma l’avvio ha già fissato un primo punto fermo: l’edizione è partita con un’affluenza da primato. - Published: 2026-05-17 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/superga-express-il-nuovo-bus-da-piazza-vittorio-alla-basilica-fermate-e-orari.html - Categorie: News Torino avvia una nuova fase per i collegamenti verso la Basilica di Superga. Da domenica 17 maggio entra in servizio il Superga Express, linea sperimentale pensata per unire il centro città al piazzale del monumento con un percorso diretto. L’obiettivo è rendere più semplice l’accesso a uno dei punti panoramici più riconoscibili della collina torinese, con minore pressione sulle strade e una gestione più ordinata degli arrivi nei giorni di maggiore afflusso. Il servizio sarà gestito da Gtt e resterà in prova per sei mesi. Le corse saranno attive nelle domeniche e nei giorni festivi, fascia in cui la domanda turistica e cittadina verso Superga tende a crescere. La nuova linea nasce quindi come soluzione pratica per chi vuole raggiungere la Basilica senza usare l’auto fino alla sommità. Il collegamento parte dal cuore di Torino Il punto di partenza scelto per il Superga Express è piazza Vittorio Veneto, una delle aree più centrali e riconoscibili della città. Da qui il bus raggiungerà direttamente il piazzale della Basilica, con un servizio costruito intorno agli orari di apertura del complesso religioso. La frequenza prevista è di circa una corsa ogni 40 minuti nella fascia compresa tra le 10 e le 18. Le prime partenze saranno alle 9:30 da piazza Vittorio Veneto e alle 10:20 dalla Basilica. Per il rientro serale, l’ultima corsa verso Superga partirà alle 19:30, mentre l’ultimo bus dalla collina verso il centro è fissato alle 20:20. Il parcheggio Fontanesi entra nel nuovo schema La linea avrà un ruolo anche nella gestione del traffico. Il percorso passerà nelle vicinanze del parcheggio Fontanesi, così chi arriva in auto potrà lasciare il veicolo e salire sul bus alla fermata Ricasoli. È una formula di interscambio pensata per alleggerire il passaggio di mezzi privati verso il borgo e verso la zona della Basilica. La scelta va nella direzione di una mobilità più ordinata, specie nei giorni festivi, quando la collina può attirare famiglie, turisti e visitatori interessati al panorama su Torino. La linea sostituisce la 79B festiva Durante il periodo di prova, il Superga Express prenderà il posto della 79B festiva. La riorganizzazione sarà quindi temporanea, ma servirà a misurare l’efficacia del nuovo collegamento e la risposta dei passeggeri. Se i risultati saranno positivi, Torino potrà contare su un altro servizio per raggiungere Superga, con un percorso diretto dal centro e un sistema più adatto a valorizzare la Basilica come meta culturale, religiosa e paesaggistica. - Published: 2026-05-17 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/sport/cagliari-torino-il-toro-vuole-conferme-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Il Torino si prepara alla trasferta di Cagliari con l’obiettivo di dare peso al buon momento delle ultime settimane. La gara dell’Unipol Domus, in programma domenica 17 maggio alle 20. 45, arriva nella fase finale del campionato e può offrire ai granata una conferma importante. La squadra ha ritrovato risultati, fiducia e una maggiore continuità, elementi che rendono la sfida in Sardegna un test significativo sotto il profilo tecnico e mentale. Il Torino cerca continuità nell’ultima parte della stagione La gestione D’Aversa ha dato al Torino una media punti superiore rispetto alla prima parte del campionato. Nelle ultime dieci gare, i granata hanno raccolto cinque vittorie e due pareggi, con un rendimento che ha restituito solidità e convinzione al gruppo. La trasferta contro il Cagliari, però, resta complessa. La formazione sarda ha costruito buona parte del proprio cammino stagionale davanti al pubblico di casa, dove ha ottenuto sei successi. Allo stesso tempo, l’attacco rossoblù ha vissuto settimane meno brillanti, con tre gare senza gol nelle ultime quattro uscite di Serie A. Per il Torino sarà quindi fondamentale mantenere equilibrio. La squadra granata ha segnato in tutte le ultime cinque trasferte di campionato contro il Cagliari, dato che conferma una certa familiarità offensiva con questo campo. Simeone resta il riferimento offensivo dei granata Tra i giocatori più attesi c’è Giovanni Simeone, diventato una figura centrale nel finale di stagione del Torino. L’attaccante ha realizzato sei reti nelle ultime dieci partite di Serie A, lo stesso numero di gol segnato nelle precedenti 73 presenze nel torneo. Il suo rendimento ha dato profondità e peso all’attacco granata. Il calciatore può avvicinare un nuovo traguardo personale legato alle reti in trasferta, segnale di una crescita evidente nella fase più recente del campionato. Resta da correggere il rendimento difensivo fuori casa. Il Torino ha subito almeno due gol in 11 trasferte stagionali, un dato che richiama una fragilità da limitare proprio in vista della gara di Cagliari. Dove vedere la partita e le scelte dei tecnici Cagliari-Torino sarà trasmessa in diretta su Dazn. I rossoblù dovrebbero presentarsi con il 3-5-2 e con Caprile in porta, sostenuto da Zappa, Rodriguez e Dossena. In avanti spazio a Esposito e Mendy. D’Aversa dovrebbe rispondere con lo stesso modulo. Davanti a Paleari, linea difensiva con Marianucci, Coco ed Ebosse. Sulle corsie Lazaro e Obrador, con Ilkhan, Casadei e Vlasic in mezzo. In attacco spazio alla coppia Simeone-Njie. - Published: 2026-05-17 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-fiorentina-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Juventus-Fiorentina arriva in una fase decisiva della stagione, con la squadra bianconera chiamata a proteggere uno dei piazzamenti validi per la prossima Champions League. Mancano due giornate alla fine della Serie A e, per la formazione di Spalletti, il margine di errore si riduce. Di fronte ci sarà una Fiorentina già salva, reduce da un’annata complessa, ma proprio per questo libera da pressioni di classifica. Una condizione che può rendere la gara meno prevedibile e più delicata per la Juventus, attesa da una prova di attenzione e maturità davanti al proprio pubblico. La Juventus cerca punti importanti per l’Europa La partita dell’Allianz Stadium pesa soprattutto per i bianconeri, ancora impegnati nella corsa verso la qualificazione europea più importante. La Juventus dovrà entrare in campo con un atteggiamento deciso, perché la Fiorentina non ha più l’assillo della salvezza e può affrontare la sfida con maggiore leggerezza mentale. Per Spalletti resta aperto qualche dubbio legato alla formazione. Le condizioni di Thuram sono uno dei temi principali della vigilia, anche dopo la mancata convocazione con la Francia, così come quella di Kalulu, in vista dei prossimi Mondiali. Il tecnico dovrà quindi valutare le scelte migliori per un appuntamento che può incidere in modo netto sulla volata finale. Orario, diretta tv e streaming della sfida Juventus e Fiorentina si affrontano domenica 17 maggio 2026 nella gara valida per la 37ª giornata di Serie A. Il fischio d’inizio è fissato alle ore 12, in una fascia oraria che mette subito pressione alla domenica calcistica. Il match sarà trasmesso in diretta su DAZN, con visione disponibile tramite Smart TV, app per smartphone e tablet oppure da browser su PC. La partita sarà visibile anche su Sky Sport. Le probabili scelte dei due allenatori La Juventus dovrebbe presentarsi con il modulo 3-4-2-1. Davanti a Di Gregorio sono attesi Kalulu, Bremer e Kelly. A centrocampo spazio a McKennie, Koopmeiners, Locatelli e Cambiaso, mentre sulla trequarti dovrebbero agire Conceiçao e Yildiz. In attacco il riferimento resta Vlahovic, chiamato a guidare il reparto offensivo in una gara dal peso elevato. La Fiorentina dovrebbe rispondere con il 4-3-3. In porta De Gea, linea difensiva composta da Dodo, Pongracic, Ranieri e Gosens. In mezzo al campo Mandragora, Fagioli e Ndour, con Parisi, Piccoli e Solomon nel tridente offensivo. La direzione di gara è stata affidata all’arbitro Massa. - Published: 2026-05-16 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/monopattini-elettrici-cambia-tutto-da-oggi-serve-il-contrassegno-identificativo.html - Categorie: News Da venerdì 16 maggio cambia il quadro per chi usa i monopattini elettrici. Le nuove disposizioni legate alla riforma del Codice della Strada diventano operative e introducono un sistema di identificazione pensato per rendere più semplice il controllo dei mezzi in circolazione. Dopo anni di utilizzo diffuso tra strade e marciapiedi, con molte difficoltà nel riconoscere i responsabili di incidenti o infrazioni, arriva l’obbligo del contrassegno identificativo. La misura riguarda la circolazione dei monopattini e apre una fase nuova per la micromobilità urbana. Chi si sposta con questi mezzi dovrà adeguarsi alle regole previste, a partire dalla mini-targa personale. Senza il contrassegno, la circolazione non sarà considerata regolare e potranno scattare sanzioni. Il targhino diventa obbligatorio per circolare La principale novità è il targhino. Non si tratta di una targa simile a quella di auto o moto, ma di un adesivo plastificato non rimovibile. Il contrassegno viene prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito dagli uffici della Motorizzazione civile. Le dimensioni sono ridotte: cinque per sei centimetri. Sul supporto compaiono sei caratteri alfanumerici su due righe. Per limitare possibili errori di lettura, sono state escluse le vocali e alcune lettere ritenute ambigue. L’adesivo deve essere sistemato sul parafango posteriore del monopattino. Quando il parafango non è presente, va applicato sulla parte anteriore del piantone dello sterzo. La mini-targa segue il proprietario Un aspetto rilevante della nuova disciplina riguarda il rapporto tra contrassegno e mezzo. La mini-targa non è collegata direttamente al monopattino, ma al proprietario. Il motivo è tecnico: questi veicoli non hanno un numero di telaio registrato e non risultano iscritti all’Archivio nazionale dei veicoli. In caso di vendita, quindi, il vecchio contrassegno dovrà essere cancellato oppure sostituito con uno nuovo intestato al nuovo proprietario. Chi viene fermato senza targhino rischia una multa compresa tra 100 e 400 euro. Dal 16 luglio arriva anche l’assicurazione La seconda fase scatterà il 16 luglio, quando diventerà obbligatoria la copertura assicurativa Rc per tutti i monopattini elettrici. La misura era stata richiesta da tempo da diversi Comuni, in particolare per l’aumento degli incidenti e degli episodi di pirateria stradale legati alla micromobilità. Restano aperti alcuni nodi operativi. In varie città sono già state segnalate code agli sportelli della Motorizzazione, mentre operatori e associazioni criticano tempi stretti e procedure considerate pesanti. Tra i dubbi principali c’è la fase di passaggio: non è ancora chiaro se chi ha chiesto il contrassegno, ma non lo ha ricevuto, possa circolare senza rischiare sanzioni. L’obiettivo delle nuove regole è dare alla polizia municipale strumenti più efficaci per identificare i trasgressori e intervenire con maggiore rapidità. - Published: 2026-05-16 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-la-mole-illuminata-di-verde-per-la-giornata-della-celiachia.html - Categorie: News A Torino la Mole Antonelliana cambia colore per richiamare l’attenzione su un tema spesso ancora sottovalutato. Il verde scelto per il monumento simbolo della città accompagna la Settimana Nazionale della Celiachia, che si svolge dal 9 al 17 maggio. L’iniziativa, giunta alla dodicesima edizione, ruota attorno alla Giornata Mondiale della Celiachia del 16 maggio e punta a diffondere informazioni chiare su diagnosi, alimentazione e vita quotidiana senza glutine. Il verde sulla Mole richiama l’attenzione sulla celiachia La scelta di illuminare la Mole ha un valore immediato: rendere visibile una condizione che, pur riguardando molte persone, resta in parte sommersa. In Italia la celiachia interessa circa 600. 000 cittadini, secondo il quadro indicato dai dati del Ministero della Salute riferiti al 2023. Il dato più delicato riguarda le diagnosi mancanti: sarebbero quasi 400. 000 i casi non ancora accertati. In Piemonte, invece, le persone con diagnosi confermata sono 19. 123. Numeri che spiegano il senso della campagna, costruita per parlare sia a chi già segue una dieta senza glutine sia a chi potrebbe convivere con sintomi non ancora collegati alla malattia. L’obiettivo è favorire una maggiore conoscenza, anche nei contesti frequentati ogni giorno da bambini, famiglie e lavoratori. Incontri, mense e sport per parlare a pubblici diversi Durante la settimana sono previsti appuntamenti informativi, momenti dedicati alle famiglie, occasioni di confronto per chi ha ricevuto da poco la diagnosi e corsi destinati agli operatori delle mense. Nel programma trovano spazio anche eventi sportivi con punti ristoro gluten free, così da rendere più semplice la partecipazione delle persone celiache. Tra le attività centrali rientra Tutti a tavola, tutti insieme, progetto pensato per le scuole dell’infanzia e primarie. L’iniziativa porterà menù interamente senza glutine in oltre 600 comuni italiani, con l’obiettivo di far conoscere fin dai primi anni le esigenze alimentari legate alla celiachia. Nell’edizione 2025 erano stati distribuiti più di mezzo milione di pasti senza glutine. In Piemonte l’adesione aveva coinvolto 56 scuole e 98 comuni. Il Piemonte accende monumenti e luoghi simbolici La Mole non sarà l’unico punto verde della regione. Il Piemonte partecipa anche a Shine a Light on Celiac, iniziativa internazionale che prevede l’illuminazione di edifici e monumenti per richiamare l’attenzione sulla celiachia. Oltre a Torino, si accenderanno la Torre Civica di Cuneo, l’Arco di Trionfo ad Alessandria, il balcone del Palazzo Comunale di Vercelli, la Cupola di San Gaudenzio di Novara e la statua di Vittorio Alfieri nella città di Asti. Il programma completo degli appuntamenti è disponibile attraverso i canali di AIC Piemonte e della Settimana Nazionale della Celiachia. - Published: 2026-05-16 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/tragedia-alle-maldive-riprese-le-ricerche-dei-sub-tra-loro-i-piemontesi-federico-gualtieri-e-muriel-oddenino.html - Categorie: News Le ricerche dei sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive sono riprese nella giornata di sabato 16 maggio. I soccorritori sono tornati in acqua per tentare di raggiungere la parte più interna della grotta sommersa, dove potrebbero trovarsi ancora quattro dispersi. Il primo corpo recuperato e identificato è quello del padovano Gianluca Benedetti. La tragedia coinvolge cinque italiani. Il caso è seguito dalla Farnesina, che ha rafforzato il proprio team a Malé, mentre la procura di Roma aprirà un fascicolo per chiarire le cause del decesso dei subacquei. Le ricerche nella grotta restano molto difficili La cavità esplorata dal gruppo sarebbe formata da tre grandi ambienti collegati da passaggi stretti. Proprio la struttura della grotta rende complesse le operazioni, già sospese venerdì a causa dei limiti di permanenza sott’acqua e della necessità di garantire ai soccorritori abbastanza ossigeno per la fase di decompressione. L’ambasciatore italiano a Colombo, Damiano Francovigh, ha spiegato che le ricerche vengono considerate ad alto rischio. Al momento non ci sono ancora elementi certi sulle cause dell’incidente. La polizia maldiviana ha avviato accertamenti per ricostruire che cosa sia accaduto durante l’immersione. Farnesina e procura seguono il caso Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’invio di altro personale a supporto dell’ambasciatore Francovigh e della console onoraria Giorgia Marazzi. Il lavoro diplomatico riguarda il coordinamento con le autorità locali e il contatto con le famiglie delle vittime. Le autorità delle Maldive hanno riferito di aver attivato il protocollo di ricerca già nella giornata di giovedì, con l’impiego della guardia costiera e di mezzi aerei. In Italia, la procura di Roma procederà con gli accertamenti necessari per fare luce sulla tragedia. Le vittime della tragedia alle Maldive Le vittime sono le genovesi Monica Montefalcone e la figlia Giorgia Sommacal, il padovano Gianluca Benedetti e i piemontesi Federico Gualtieri e Muriel Oddenino. Montefalcone, 51 anni, era ricercatrice del Distav dell’Università di Genova. La figlia Giorgia, 23 anni, studiava ingegneria biomedica. Benedetti lavorava come operations manager di Albatros Top Boat ed era istruttore subacqueo. Federico Gualtieri, nato a Omegna nel 1995, aveva frequentato l’Iss Ferrini di Verbania prima di proseguire gli studi all’Università di Genova. Proprio nell’ateneo ligure si era laureato lo scorso marzo, con una tesi dedicata all’ecologia dei Corallimorphari e degli Zoanthari negli atolli centrali delle Maldive. Grande amante del mare e delle immersioni, aveva conseguito il brevetto da sub nel 2015. Era tornato alle Maldive insieme alla sua docente per partecipare a un progetto di ricerca della durata di due settimane. Muriel Oddenino, 31 anni, originaria di Poirino, ha conseguito la laurea triennale in Scienze naturali a Torino. Appassionata di mare e immersioni, ha firmato diverse pubblicazioni scientifiche. In seguito ha continuato il proprio percorso accademico all’Università di Genova, dove ha studiato dal 2019 al 2022. Dal 2023 al 2024 ha poi lavorato per undici mesi come ricercatrice all’Università di Bari. Nel capoluogo ligure era assegnista di ricerca presso il dipartimento di Scienze della Terra, dell’ambiente e della vita. - Published: 2026-05-16 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-fiorentina-ufficiali-data-e-orario-quando-si-gioca.html - Categorie: Sport La 37ª giornata di Serie A ha ora un quadro definito per le partite legate alla corsa Champions. Dopo il confronto tra Lega Serie A e Prefettura di Roma, è arrivata l’intesa sull’orario del derby Roma-Lazio e, di conseguenza, sulle altre gare che dovranno essere disputate nello stesso momento. Tra queste rientra Juventus-Fiorentina, sfida attesa all’Allianz Stadium e inserita in un turno che può pesare molto sulla classifica. Juventus-Fiorentina ha finalmente un orario ufficiale La partita tra Juventus e Fiorentina si giocherà domenica 17 maggio alle ore 12. La decisione riguarda tutte le gare collegate alla lotta per l’accesso alla prossima Champions League, in modo da garantire la contemporaneità tra le squadre coinvolte. Oltre alla sfida di Torino, scenderanno in campo nello stesso orario Roma-Lazio, Como-Parma, Genoa-Milan e Pisa-Napoli. Il calendario della 37ª giornata assume così una forma definitiva dopo giorni di confronto istituzionale, con una soluzione che anticipa di mezz’ora l’orario fissato in una prima fase dalla Lega. Il derby di Roma ha condizionato tutto il calendario Il nodo principale era il derby tra Roma e Lazio. La Lega Serie A aveva programmato la stracittadina e le altre gare decisive per domenica alle 12. 30, ma la Prefettura di Roma aveva poi indicato lo spostamento della partita a lunedì alle 20. 45. Alla base della richiesta c’era la concomitanza con la finale degli Internazionali di tennis, appuntamento previsto nella Capitale nella stessa giornata. Lo slittamento del derby avrebbe imposto un cambio anche alle altre partite, dato che le sfide decisive per la Champions devono restare allineate nello stesso orario. La Lega ha scelto quindi di rivolgersi al Tar, che ha invitato le parti a trovare una soluzione condivisa. L’accordo è arrivato nella serata successiva, con la scelta di fissare tutte le partite interessate a mezzogiorno. Tennis confermato e Serie A anticipata a mezzogiorno La nuova intesa lascia invariato il programma degli Internazionali di tennis. La finale del singolare maschile resta prevista alle 17, con la possibilità di un derby italiano tra Sinner e Darderi, secondo lo scenario richiamato in questi giorni. Per la Serie A, invece, la soluzione passa da un anticipo dell’orario rispetto alla prima comunicazione. Le gare della corsa Champions partiranno alle 12, evitando sovrapposizioni più delicate nella gestione degli eventi romani. Per la Juventus, il nuovo quadro significa preparare la sfida con la Fiorentina in una fascia oraria insolita, dentro una domenica nella quale più campi saranno collegati dallo stesso obiettivo di classifica. - Published: 2026-05-16 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/notte-di-incidenti-a-torino-sei-feriti-e-unauto-ribaltata-in-corso-peschiera.html - Categorie: News La notte sulle strade di Torino è stata segnata da due incidenti avvenuti in punti diversi della città. Il bilancio complessivo è di sei persone ferite, tutte soccorse dal personale sanitario e trasferite in ospedale in codice giallo. Gli episodi si sono verificati tra corso Siracusa, via Dandolo, corso Peschiera e corso Monte Cucco, con l’intervento dei mezzi del 118. Due giovani investiti tra corso Siracusa e via Dandolo Il primo incidente è avvenuto in corso Siracusa, all’angolo con via Dandolo. In quel punto due giovani, entrambi di circa vent’anni, sono stati investiti da un veicolo durante la notte. Sul posto sono arrivati i sanitari di Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure prima del trasporto in ospedale. I due feriti sono stati accompagnati al CTO di Torino in codice giallo. Le loro condizioni, in base ai primi riscontri, non sarebbero gravi. L’episodio ha richiesto l’intervento dei soccorsi in una zona urbana molto frequentata, dove la dinamica dell’investimento dovrà essere ricostruita con precisione. Auto ribaltata dopo lo scontro in corso Peschiera Il secondo incidente si è verificato intorno alle 2. 15, all’incrocio tra corso Peschiera e corso Monte Cucco. In questo caso sono rimaste coinvolte due automobili. L’impatto è stato violento e una delle vetture si è ribaltata sulla carreggiata. Sull’auto capovolta viaggiavano tre persone: due donne di 31 e 33 anni e un uomo di 38 anni. Tutti e tre sono stati soccorsi e trasferiti al CTO in codice giallo. Anche per loro le ferite e i traumi riportati non sarebbero considerati gravi, pur avendo reso necessario il passaggio in pronto soccorso per gli accertamenti. Sei feriti in ospedale dopo una notte di soccorsi Sull’altra vettura coinvolta nello scontro di corso Peschiera si trovava un uomo di 56 anni, trasportato in codice giallo all’ospedale Maria Vittoria. Il numero totale dei feriti nei due episodi sale così a sei, tutti affidati alle cure dei sanitari. La notte torinese ha quindi registrato due interventi distinti, con feriti giovani e adulti in più punti della città. In entrambi i casi, dai primi elementi, non risultano condizioni gravi per le persone coinvolte. Restano da chiarire le dinamiche esatte degli incidenti, in particolare quella dello scontro tra le due auto che ha causato il ribaltamento di una vettura in corso Peschiera. - Published: 2026-05-16 - Modified: 2026-05-16 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-sabato-da-pienone-jovanotti-e-alberto-angela-tra-i-piu-attesi.html - Categorie: Eventi Il sabato del Salone del Libro di Torino entra nel vivo con una giornata ad alta densità di incontri, ospiti molto attesi e appuntamenti capaci di richiamare pubblico al Lingotto Fiere. Il programma del 16 maggio concentra nello stesso giorno nomi della musica, della divulgazione, della politica, della comicità e del racconto crime, con sale pronte ad accogliere un flusso importante di visitatori. La terza giornata della manifestazione si presenta quindi come una delle più seguite, con un calendario che alterna personaggi popolari e figure legate al dibattito culturale. Tra i nomi al centro dell’attenzione spiccano Jovanotti, Alberto Angela, Aldo Cazzullo, Paola Cortellesi, Carlo Lucarelli, Elisa True Crime e Bernie Sanders. Il Lingotto attende Jovanotti e gli ospiti della musica Uno degli appuntamenti più attesi riguarda Lorenzo Cherubini, conosciuto dal grande pubblico come Jovanotti. Il cantautore arriva al Salone insieme a Nicola Crocetti per parlare del libro Poesie da spiaggia, con un racconto che intreccia viaggio, spirito d’avventura e passione per le parole. La musica resta presente anche con Eugenio in Via Di Gioia, nome legato alla scena torinese e capace di richiamare un pubblico trasversale. La giornata assume così un taglio popolare, nel senso più ampio del termine, perché porta dentro la cornice editoriale figure che parlano a lettori, ascoltatori e spettatori. Accanto agli artisti, il programma lascia spazio anche alla politica italiana, con la presenza di Walter Veltroni e dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, inseriti in una giornata già molto fitta. Divulgazione e spettacolo riempiono il pomeriggio Il pomeriggio del Salone punta su due volti centrali della divulgazione e del racconto culturale. Alberto Angela è atteso alle 14, seguito alle 15. 30 da Aldo Cazzullo. Due appuntamenti che confermano il peso della narrazione storica e culturale nel programma della manifestazione torinese. Nella stessa giornata, Francesco Piccolo dialoga con Paola Cortellesi, mentre i fan dei linguaggi più legati al web e alla comicità potranno incontrare Fabio Balsamo, volto dei The Jackal. La varietà degli ospiti rende il programma particolarmente ampio, con registri diversi e pubblici differenti raccolti nello stesso spazio. True crime e politica internazionale chiudono la giornata Ampio spazio anche al true crime, ormai presenza stabile nei consumi culturali contemporanei. Negli spazi One Podcast, Carlo Lucarelli ed Edoardo Orlandi affrontano il caso del Mostro di Firenze, tra ricostruzioni, ipotesi investigative e memoria di uno dei fatti più discussi della cronaca italiana. In serata è previsto l’incontro con Elisa Di Marco, nota come Elisa True Crime, tra le figure più seguite nella narrazione digitale dei casi di cronaca. Il programma si chiude idealmente con una nota di politica internazionale grazie alla presenza del senatore americano Bernie Sanders. - Published: 2026-05-15 - Modified: 2026-05-15 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-di-torino-storia-e-curiosita-perche-e-diventato-un-appuntamento-unico.html - Categorie: Eventi Il Salone del Libro di Torino è uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili in Italia. Nato alla fine degli anni Ottanta, ha saputo trasformare una fiera dedicata all’editoria in una grande festa della lettura, capace di richiamare lettori, autori, editori, illustratori e professionisti del settore. Al centro resta Torino, città che ogni anno lega il proprio nome a una manifestazione diventata nel tempo un punto di riferimento per chi segue il mondo dei libri. L’idea nata a Torino alla fine degli anni Ottanta La storia del Salone del Libro comincia nel 1988, quando la prima edizione si svolse al Torino Esposizioni. L’intuizione fu di Guido Accornero e del libraio Angelo Pezzana, figure decisive per dare forma a un progetto che allora appariva nuovo nel panorama culturale italiano. Fin dall’inizio la manifestazione mostrò un’apertura internazionale. L’inaugurazione affidata al premio Nobel Iosif Brodskij diede subito un segnale chiaro: Torino voleva costruire un evento rivolto al pubblico, ma con uno sguardo capace di superare i confini nazionali. Nel 1992 arrivò poi il trasferimento al Lingotto, ex stabilimento Fiat riconvertito in polo fieristico. Da quel momento il Salone consolidò la propria identità e crebbe per dimensioni, autorevolezza e richiamo. La rinascita dopo la crisi e il legame con la città Come molte esperienze culturali di lunga durata, anche il Salone ha attraversato fasi difficili. Il passaggio più delicato arrivò nel 2017, con la crisi economica e la liquidazione della Fondazione che lo organizzava. Il sostegno delle istituzioni locali e del Circolo dei Lettori permise però alla manifestazione di ripartire, con una nuova struttura e una rinnovata centralità nel calendario culturale italiano. Il rapporto con Torino non si esaurisce nei padiglioni fieristici. Dal 2004 il Salone Off porta incontri, letture e spettacoli in scuole, biblioteche, teatri, quartieri, carceri, mercati rionali e stazioni. La manifestazione assume così una forma diffusa, nella quale il libro esce dagli spazi tradizionali e raggiunge pubblici diversi. Simboli, curiosità e una vocazione internazionale Tra le immagini più riconoscibili del Salone c’è la Torre di Libri, installazione che accoglie i visitatori e cambia aspetto in base al tema scelto. La sua realizzazione richiede circa otto ore e, nel tempo, è diventata uno dei segni visivi più legati all’evento. Ogni edizione possiede anche un proprio manifesto artistico, spesso firmato da illustratori e fumettisti italiani noti. Questo elemento rafforza il dialogo tra parola scritta e immagine, due linguaggi che al Salone convivono in modo naturale. La dimensione internazionale resta un altro tratto forte. Il Salone ha ospitato scrittori, pensatori, artisti, registi, filosofi e premi Nobel, confermando il ruolo di Torino come città capace di mettere i libri al centro del dibattito culturale. Nel 2023, inoltre, è stato il primo festival europeo a riservare un intero padiglione all’editoria africana, segnale di un percorso sempre più aperto a nuove voci. - Published: 2026-05-15 - Modified: 2026-05-15 - URL: https://www.torinofree.it/news/calendario-scolastico-2026-2027-in-piemonte-vacanze-di-carnevale-piu-lunghe-nel-2027.html - Categorie: News Il Piemonte cambia una parte del calendario scolastico 2026-2027 e sceglie di dare più spazio alla pausa di Carnevale. La sospensione delle lezioni sarà estesa a cinque giorni consecutivi, con una decisione che guarda sia all’organizzazione delle famiglie sia alle esigenze delle località alpine. La novità riguarda un periodo considerato centrale per la stagione sulla neve, quando molte stazioni sciistiche registrano una presenza più alta di turisti e hanno bisogno di programmare con anticipo servizi, personale e accoglienza. Una pausa più lunga nel cuore dell’inverno La scelta della Regione Piemonte punta a rendere la pausa di Carnevale più funzionale rispetto agli spostamenti delle famiglie. Cinque giorni senza lezioni permettono di organizzare soggiorni brevi, gite sulla neve o alcuni giorni nelle località sciistiche senza spezzare troppo la settimana. Per le aree montane, il calendario scolastico può avere effetti concreti. Una finestra di vacanza più ampia favorisce arrivi più ordinati e aiuta le strutture turistiche a prepararsi con maggiore precisione. Alberghi, scuole sci, impianti e attività collegate alla stagione bianca possono contare su un periodo più stabile, in una fase già forte per il turismo invernale piemontese. I giorni di lezione restano confermati L’estensione delle vacanze di Carnevale non modifica l’assetto complessivo dell’anno scolastico. Il calendario prevede 206 giorni di attività per le scuole organizzate dal lunedì al sabato e 173 giorni per gli istituti con settimana corta. Resta la possibilità di ridurre il totale di un giorno in occasione della festa del Santo Patrono. Il quadro generale, quindi, mantiene l’equilibrio tra continuità didattica e sospensioni previste durante l’anno. La pausa invernale assume un rilievo maggiore perché tocca un settore importante per il Piemonte. In molte valli, la stagione sciistica sostiene lavoro, servizi e attività locali. Anche una diversa collocazione dei giorni di vacanza può incidere sulla capacità dei territori di organizzarsi. Il ruolo della montagna nella decisione regionale La richiesta era arrivata da ARPIET, associazione che rappresenta le imprese piemontesi concessionarie degli impianti di risalita. Il comparto aveva chiesto una maggiore attenzione alla distribuzione delle pause scolastiche nel periodo invernale, in modo da non disperdere i flussi turistici nelle settimane più rilevanti. Il presidente Giampiero Orleoni ha accolto positivamente la decisione, spiegando che la prima settimana di febbraio coincide con un momento di forte affluenza sugli impianti. Per l’assessore regionale Marco Gallo, un calendario costruito con attenzione può aiutare le famiglie e i territori montani. L’assessora all’Istruzione Daniela Cameroni ha richiamato l’obiettivo di tenere insieme scuola, comunità locali ed esigenze economiche del Piemonte. - Published: 2026-05-15 - Modified: 2026-05-15 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-flor-2026-con-ingresso-gratuito-al-parco-del-valentino-dal-22-maggio.html - Categorie: Eventi Dal 22 al 24 maggio Torino ospiterà una nuova edizione di FLOR 2026, la mostra mercato dedicata a piante, fiori, artigianato verde e cultura della sostenibilità. L’appuntamento tornerà in una sede simbolica per la città, il Parco del Valentino, con una novità rilevante per il pubblico: per questa edizione l’accesso sarà gratuito. La manifestazione si terrà lungo Viale Mattioli, nel tratto alberato che dal Castello del Valentino passa accanto all’Orto Botanico dell’Università di Torino. Una cornice storica, scelta per legare l’evento alla memoria cittadina e al rapporto tra Torino, natura e spazi pubblici. FLOR torna nel luogo dove tutto era iniziato Il ritorno al Valentino ha un valore particolare per la manifestazione. Proprio il parco torinese, nel 1961, aveva ospitato la prima storica edizione della mostra, organizzata in occasione del centenario dell’Unità d’Italia. Nello stesso luogo, nel 2009, FLOR aveva poi trovato nuova vita, fino a diventare uno degli appuntamenti florovivaistici più seguiti del Piemonte. La scelta della sede, quindi, non appare casuale. Il Valentino resta uno dei luoghi più riconoscibili di Torino e offre un percorso naturale adatto a una mostra mercato costruita attorno a piante, colori, profumi e competenze specializzate. Ingresso gratuito per la nuova edizione La seconda novità riguarda il biglietto. Per FLOR 2026 l’ingresso sarà gratuito, una decisione voluta da Orticola del Piemonte come segno di riconoscenza verso il pubblico che negli anni ha sostenuto la manifestazione. La gratuità può ampliare la partecipazione e rendere l’evento più accessibile a famiglie, appassionati, curiosi e visitatori occasionali. Per tre giorni, Torino avrà così un appuntamento aperto a tutti nel cuore verde della città. Oltre 100 espositori tra piante e sostenibilità La mostra mercato ospiterà oltre 100 espositori provenienti da diverse zone d’Italia. Tra i protagonisti ci saranno florovivaisti specializzati, artigiani e agricoltori, con proposte dedicate al giardinaggio, alla cura delle piante e alla cultura del verde. Il programma comprenderà anche iniziative culturali e sociali, pensate per affiancare alla parte espositiva un percorso più ampio sui temi della sostenibilità e del rapporto con l’ambiente. FLOR 2026 si prepara quindi a trasformare il Parco del Valentino in un grande spazio all’aperto dedicato alla natura, con Torino al centro di un weekend interamente rivolto al verde. - Published: 2026-05-15 - Modified: 2026-05-15 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/san-salvario-ha-un-cuore-verde-due-giorni-tra-piante-libri-e-passeggiate.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a un nuovo appuntamento dedicato al verde urbano, alla lettura e alla vita di quartiere. Il 16 e 17 maggio 2026 Corso Marconi ospita una nuova edizione di “San Salvario ha un cuore verde”, manifestazione che porta piante, libri, incontri e attività all’aperto in uno dei quartieri più riconoscibili della città. L’evento, quest’anno, si lega alla programmazione Off del Salone Internazionale del Libro, con un calendario che unisce cultura, natura e socialità. Corso Marconi diventa un percorso tra piante e cultura Per due giornate, dalle 10 alle 18, il viale alberato di Corso Marconi cambia funzione e diventa uno spazio pedonale aperto a cittadini e visitatori. Lungo il percorso trovano posto vivaisti, artigiani e produttori agricoli sostenibili, in un clima pensato per valorizzare il rapporto tra la città e il verde. La manifestazione non resta confinata al viale. Il programma coinvolge anche i Giardini Sambuy, in piazza Carlo Felice, con la Metro 1 come collegamento utile tra le fermate di Porta Nuova, Marconi e Lingotto. In questo modo l’iniziativa si inserisce in una geografia urbana più ampia, vicina al Salone del Libro e accessibile con i mezzi pubblici. Libri, botanica e laboratori animano San Salvario Il cuore dell’evento è il dialogo tra natura e cultura. Sotto gli alberi di Corso Marconi sono previsti incontri botanico-letterari, momenti di firma copie e appuntamenti nei quali gli autori dialogano con i vivaisti. Tra i nomi annunciati figurano Carlo Grande, Stefania Doglioli ed Enrico Pandiani, insieme ad altri ospiti del programma. Spazio anche a laboratori e workshop dedicati alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale. Le attività sono pensate per pubblici diversi, con proposte adatte a chi cerca un momento divulgativo, a chi vuole scoprire pratiche legate al verde e a chi desidera vivere il quartiere da una prospettiva meno consueta. Performance, passeggiate e appuntamenti speciali Il calendario prevede reading, performance e itinerari tra le installazioni diffuse nel quartiere. Tra gli appuntamenti segnalati c’è “Pollici verdi” di David Zonta, ospitato nella Chiesa di San Salvario. Sabato sera, alle 20, è in programma “Parole disubbidienti: il viaggio del seme”, uno dei momenti più attesi della giornata. Domenica il programma guarda al territorio con assaggi di mieli monoflora e con un’esibizione corale finale. L’iniziativa assume così il profilo di una festa urbana, nella quale il verde diventa occasione di incontro, partecipazione e sostegno alle realtà del Terzo Settore presenti lungo il percorso. - Published: 2026-05-15 - Modified: 2026-05-15 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/sanita-piemontese-i-sindacati-lanciano-lallarme-mancano-5-000-infermieri.html - Categorie: Lavoro In Piemonte la sanità deve fare i conti con una carenza che pesa su ospedali, servizi territoriali e assistenza quotidiana. All’appello mancano circa 5. 000 infermieri, un numero che per NurSind e Nursing Up mette sotto pressione l’intero sistema regionale. Il punto non riguarda soltanto le assunzioni non fatte, ma l’equilibrio tra le varie figure professionali. Medici, amministrativi, Oss e dirigenti crescono con ritmi più rapidi, mentre il personale infermieristico resta quasi fermo. La fotografia aggiornata a marzo 2026 mostra una crescita degli infermieri pari all’1,8%, con 393 unità in più rispetto al dato precedente. Un aumento giudicato insufficiente, perché nello stesso periodo i medici salgono dell’8%, gli Oss del 7%, gli amministrativi del 5% e i dirigenti del 14%. Il rapporto con i medici scende sotto la soglia attesa Il dato che preoccupa di più riguarda il rapporto tra infermieri e medici. In Piemonte si è arrivati a 2,41 infermieri per ogni medico, un valore lontano dal parametro di 3 a 1 indicato come soglia minima e ancora più distante dal 4 a 1 richiesto dai modelli territoriali più evoluti. Per recuperare terreno servirebbe un piano di reclutamento rapido. La Regione, per riportare il sistema a un livello ritenuto adeguato, dovrebbe inserire subito 5. 000 professionisti. La difficoltà cresce a causa dei pensionamenti: ogni anno escono circa 1. 000 infermieri, mentre le nuove assunzioni coprono meno della metà dei posti lasciati liberi. Assenze e burocrazia riducono il tempo per i pazienti Il carico di lavoro resta alto anche per effetto delle assenze lunghe. Congedi, infortuni e malattie prolungate non ricevono sempre una sostituzione. Ogni giorno, oltre 1. 000 infermieri risultano assenti in Piemonte e il peso ricade sui colleghi in servizio, spesso chiamati a coprire turni o riposi. A questo si aggiunge il tempo sottratto all’assistenza diretta. Fino al 25% dell’orario viene assorbito da compiti impropri o amministrativi. Per i sindacati, questa organizzazione riduce lo spazio dedicato alla cura clinica e lascia irrisolto il tema delle competenze. Le carriere, infatti, restano limitate: per molti infermieri l’unico avanzamento reale è il coordinamento, senza percorsi specialistici strutturati. Case di Comunità e 118 rischiano nuovi vuoti La riforma del territorio apre un altro fronte. Le 120 nuove strutture previste tra Case e Ospedali di Comunità richiederebbero almeno 1. 000 infermieri aggiuntivi per partire con servizi minimi. Senza nuove assunzioni, il rischio è spostare personale dagli ospedali al territorio, con reparti scoperti e servizi fragili. Anche l’emergenza-urgenza mostra criticità: mancano 60 infermieri tra centrali operative e postazioni territoriali. NurSind e Nursing Up chiedono un tavolo stabile sul reclutamento e una piattaforma welfare regionale per trasformare premi e fondi in servizi defiscalizzati. Il messaggio dei sindacati è netto: senza un intervento strutturale, la sanità piemontese rischia di reggersi su personale già sotto forte pressione. - Published: 2026-05-15 - Modified: 2026-05-15 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-avra-un-nuovo-volo-per-riga-airbaltic-collega-caselle-alla-lettonia.html - Categorie: News Da Torino alla Lettonia, senza scali, con una nuova rotta destinata a entrare nella programmazione invernale dell’aeroporto di Caselle. airBaltic aprirà il collegamento tra Torino e Riga il 30 gennaio 2027, con un volo alla settimana previsto nella giornata di sabato. La novità amplia il raggio internazionale dello scalo torinese e aggiunge una destinazione finora assente dalla rete di Caselle. Il volo guarda in particolare al turismo della neve, con l’obiettivo di portare sulle Alpi Occidentali viaggiatori in arrivo dai Paesi Baltici. Allo stesso tempo, per i passeggeri piemontesi si apre una porta diretta verso la capitale lettone e verso altre città del Nord Europa raggiungibili tramite lo scalo di Riga. Il nuovo volo Torino Riga partirà a gennaio La rotta Torino-Riga sarà inaugurata sabato 30 gennaio 2027. La frequenza sarà settimanale, sempre di sabato, in linea con una programmazione pensata per la stagione invernale e per i flussi turistici legati alla montagna. Per Torino Airport si tratta di una destinazione nuova. Riga, capitale della Lettonia, entra così tra le mete raggiungibili da Caselle con un volo diretto. La città è nota per il suo centro storico riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità Unesco, un elemento che può interessare anche i viaggiatori torinesi in cerca di una meta europea diversa dalle rotte più abituali. Da Caselle una rotta pensata per il turismo della neve Il nuovo collegamento guarda con attenzione agli sciatori provenienti dai Paesi Baltici. Torino e il Piemonte, grazie alla vicinanza con le Alpi Occidentali, rappresentano un punto di ingresso naturale per chi sceglie vacanze sulla neve in Italia. Il volo si inserisce quindi in una strategia legata al turismo incoming, con Caselle al centro di un percorso che punta a intercettare nuovi mercati europei. Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport, ha spiegato che l’apertura della rotta introduce una destinazione finora non servita dallo scalo e amplia il network dell’aeroporto, nel quadro del percorso di crescita già avviato. Riga diventa un ponte verso il Nord Europa La nuova rotta non riguarda soltanto la Lettonia. Attraverso Riga, i passeggeri potranno proseguire verso varie destinazioni del network airBaltic nel Nord Europa. Tra le città indicate ci sono Göteborg, Oslo, Bergen, Trondheim e Reykjavik, oltre ad alcune località finlandesi come Turku, Tampere e Oulu. Il collegamento con Riga si aggiunge a quello già previsto tra Torino e Vilnius, in Lituania, che ripartirà il 19 dicembre 2026 sempre con operatività al sabato. Mantas Vrubliauskas, VP Network Manager di airBaltic, ha indicato Torino come una destinazione in crescita per i viaggiatori baltici, soprattutto per le opportunità offerte dalle vacanze sulla neve. - Published: 2026-05-14 - Modified: 2026-05-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-bardonecchia-circolazione-dei-treni-sospesa-date-bus-sostitutivi-e-cancellazioni.html - Categorie: News Nuove modifiche alla circolazione ferroviaria sono previste sulla linea Torino-Bardonecchia, con effetti anche sui collegamenti internazionali diretti verso la Francia. Nei fine settimana del 16 e 17 maggio e del 6 e 7 giugno 2026, i treni non potranno viaggiare tra Bussoleno e Bardonecchia a causa di lavori di manutenzione straordinaria programmati lungo la tratta. Lo stop coinvolgerà i convogli regionali della Sfm3 e alcune corse dell’alta velocità internazionale. Per i viaggiatori saranno attivati bus sostitutivi, con fermate distribuite nei principali punti serviti dalla linea. La linea si ferma per due fine settimana La sospensione della circolazione ferroviaria interesserà una porzione centrale dei collegamenti tra la bassa e l’alta Valle di Susa. Nei giorni indicati, i treni della linea Torino Porta Nuova-Bardonecchia non effettueranno servizio nella tratta compresa tra Bussoleno e Bardonecchia. La modifica è legata a interventi di manutenzione straordinaria, già programmati per i weekend del 16-17 maggio e del 6-7 giugno. Chi deve spostarsi lungo questa direttrice dovrà quindi verificare in anticipo orari e soluzioni alternative, perché il viaggio potrà richiedere più tempo rispetto al normale servizio ferroviario. Cancellati anche alcuni treni verso Parigi Le modifiche non riguarderanno solo il traffico regionale. Lo stop avrà conseguenze pure su alcune corse internazionali ad alta velocità nell'ambito del percorso Milano Centrale - Parigi Gare de Lyon, passando per Modane. Saranno cancellati i treni FR 9281, 9287, oltre al 9292 e al 9296, utilizzati per i collegamenti tra l’Italia e la Francia. La sospensione tra Bussoleno e Bardonecchia comporta quindi cambiamenti anche per chi aveva programmato uno spostamento oltre confine, con possibili ripercussioni sui viaggi diretti a Parigi. Per i passeggeri della Sfm3, invece, il servizio ferroviario sarà sostituito dai bus nella tratta interessata dai lavori. Bus sostitutivi tra le stazioni della Valle di Susa I mezzi sostitutivi fermeranno a Bardonecchia, presso la stazione FS in via Torino lato stazione, e a Beaulard, in corso Frejus 1. A Oulx-Cesana-Claviere la fermata sarà in piazza Europa 5, presso la stazione FS, mentre a Salbertrand i bus passeranno dalla SS24, al bivio con viale Stazione. Sono previste fermate anche a Chiomonte, sulla SS24 all’angolo con via Stazione, a Meana, presso il bivio FS sulla SS24, e a Bussoleno, alla stazione FS in strada Susa 2. Gli orari dei bus potranno subire variazioni a causa del traffico stradale. A bordo non sarà permesso trasportare biciclette, monopattini elettrici, monowheel e hoverboard. Vietato pure l’accesso agli animali di grossa taglia, con eccezione per i cani da assistenza. - Published: 2026-05-14 - Modified: 2026-05-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/neve-sulle-montagne-torinesi-e-grandine-in-pianura-il-maltempo-colpisce-il-piemonte.html - Categorie: News La perturbazione annunciata ha raggiunto Torino e il Piemonte, portando un rapido cambio del tempo tra montagna e pianura. La neve è tornata sulle Alpi torinesi, mentre in diverse aree orientali della regione sono state segnalate grandinate intense. Il peggioramento ha interessato il territorio nel pomeriggio, con fenomeni destinati a spostarsi da ovest verso est e con un calo delle temperature avvertito anche nelle zone più basse. La neve torna sulle montagne torinesi I fiocchi stanno cadendo con forza al Sestriere, dove il paesaggio è tornato a mostrare un volto invernale nel pieno di maggio. La neve è stata segnalata anche a quote inferiori, fino alla Val Troncea, nel territorio di Pragelato, in Val Chisone. Il maltempo ha interessato pure la Val di Susa, con nevicate a Chesal, sopra Bardonecchia. Si tratta di un cambio netto rispetto alle condizioni dei giorni precedenti, favorito dall’ingresso della perturbazione che ha riportato aria più fredda in quota e precipitazioni diffuse sulle aree alpine. Grandine tra Novarese, Verbano e Vercellese Mentre sulle montagne torinesi cade la neve, nel Piemonte orientale la situazione è segnata dalla grandine. Una forte grandinata è stata indicata nel Novarese, in particolare nella zona di Borgomanero, con fenomeni analoghi nel Verbano e nel Vercellese, soprattutto nell’area di Saluggia. Il peggioramento riguarda quindi una parte ampia della regione, con effetti diversi a seconda delle zone. In pianura, la fase instabile può portare temporali, raffiche di vento e rovesci intensi. Sulle aree alpine, invece, l’abbassamento delle temperature ha favorito il ritorno della neve, anche dove la stagione sembrava ormai orientata verso condizioni più miti. Temporali in movimento verso la Lombardia Il meteorologo Andrea Vuolo, del Tg3 Piemonte, ha spiegato che su Canavese, Torinese, Biellese e Astigiano i temporali possono risultare più rapidi, sparsi e in genere meno organizzati, pur con possibili fenomeni localmente intensi. La situazione appare più delicata tra bassa Valsesia, Verbano, Novarese, Vercellese e Alessandrino, dove può formarsi una linea temporalesca diretta verso la Lombardia. In queste aree il sistema può generare criticità locali, con forti raffiche di vento, nubifragi e grandine capace di accumularsi al suolo. I chicchi, nei casi più intensi, possono raggiungere anche i 2 o 3 centimetri di diametro. La fase più instabile è attesa tra le 15 e le 20, con fenomeni in esaurimento dal tardo pomeriggio sulle aree occidentali. Dopo il passaggio dei temporali, sono previste schiarite e un rinforzo dei venti di foehn su Alpi e zone pedemontane. - Published: 2026-05-14 - Modified: 2026-05-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/si-sente-male-sul-treno-diretto-a-torino-morto-un-uomo-di-78-anni.html - Categorie: News Un uomo di 78 anni è morto nella mattinata di oggi a bordo di un treno Frecciarossa diretto a Torino. Il passeggero era in viaggio con la famiglia quando ha accusato un malore improvviso, poco dopo la partenza dalla stazione di Napoli, lungo la linea ad alta velocità Napoli-Roma. La situazione è apparsa subito grave. A bordo sono partite le prime manovre di soccorso, mentre il personale del treno ha attivato le procedure di emergenza per consentire un intervento sanitario nel più breve tempo possibile. Nonostante i tentativi di rianimazione, per il pensionato non c’è stato nulla da fare. Il malore è avvenuto poco dopo la partenza da Napoli Il 78enne si trovava sul convoglio insieme ai familiari quando si è sentito male all’improvviso. Alcuni medici presenti sul treno sono intervenuti per prestare le prime cure e hanno avviato le manovre di rianimazione, in attesa dell’arrivo del personale sanitario. La corsa verso Torino si è trasformata in pochi minuti in un’emergenza. Il capotreno, vista la gravità delle condizioni del passeggero, ha disposto una fermata straordinaria per permettere ai soccorritori di raggiungere il convoglio. Il Frecciarossa è stato fermato d’urgenza a Cassino Per rendere possibile l’intervento del 118, il treno ha lasciato per un tratto la linea ad Alta Velocità ed è stato indirizzato verso la rete ferroviaria ordinaria. Il convoglio si è quindi fermato in via eccezionale alla stazione di Cassino, in provincia di Frosinone. Qui il personale sanitario ha raggiunto il Frecciarossa e ha proseguito le manovre di soccorso già iniziate a bordo. I tentativi di salvare l’uomo sono andati avanti a lungo, ma il passeggero è morto prima che potesse essere trasferito in ospedale. Tra le ipotesi viene indicato un possibile attacco cardiaco, anche se non si escludono ulteriori verifiche per chiarire con precisione le cause del decesso. Dopo la morte dell'uomo, sul posto è intervenuta la Polizia ferroviaria, chiamata a svolgere gli accertamenti previsti in casi di questo tipo. La salma dell’uomo è stata poi trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino. - Published: 2026-05-14 - Modified: 2026-05-14 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-a-torino-il-16-e-17-maggio-tutti-gli-appuntamenti-da-segnare.html - Categorie: Eventi Torino si avvicina al weekend del 16 e 17 maggio con un calendario fitto tra cultura, spettacoli, natura e appuntamenti fuori porta. Il Salone Internazionale del Libro resta il centro dell’attenzione al Lingotto Fiere, ma il fine settimana offre molte altre occasioni tra musei, giardini, teatri, festival e iniziative in provincia. Dalla città alle colline del Canavese, l’agenda propone percorsi diversi per chi vuole costruire due giorni tra libri, mostre, concerti, verde urbano e visite speciali. Il Salone guida il weekend culturale torinese Al Lingotto Fiere prosegue il Salone Internazionale del Libro, aperto fino al 18 maggio, con incontri, presentazioni e ospiti. La manifestazione si allarga anche attraverso il Salone OFF, che porta eventi in circoli e spazi cittadini fino al 19 maggio. La domenica vede il Museo del Risorgimento ospitare un Reading Party, mentre piazza Carlo Felice torna a essere attraversata da Metro di Cultura per entrambe le giornate. Per chi guarda alle arti visive, Torino presenta un’offerta ampia: allo Spazio Musa continua la retrospettiva David Bowie, mio fratello, alla CAMERA resta visitabile Edward Weston. Materia delle Forme, la Pinacoteca Agnelli propone Modigliani sottopelle e il Museo del Cinema dedica spazio a My Name Is Orson Welles. Al MAO, invece, restano protagoniste le installazioni di Chiharu Shiota con Le trame dell’anima. Verde, quartieri e spettacoli accendono la città Il fine settimana torinese guarda anche alla natura. Agli Orti Reali continua il Festival del Verde, in programma fino al 24 maggio, con fioriture e installazioni nei giardini storici. Sabato 16 maggio l’Orto Botanico UniTo ospita l’incontro con Francesco Broccolo dedicato a Le piante stronze. Nel quartiere San Salvario torna invece San Salvario ha un cuore verde, con percorsi sensoriali legati al verde urbano e alla vita di comunità. Sul fronte degli spettacoli, il Teatro Gioiello propone L’amore ci vede doppio, il Teatro Alfieri porta in scena Aladdin - Il Musical, mentre al Teatro Carignano arriva Pinocchio diventa uomo. Al Cinema Massimo continua l’omaggio ad Alfred Hitchcock fino al 19 maggio. Sabato, allo Stadio Olimpico, spazio anche alla Partita della Storia. Dalla provincia arrivano castelli, vino e festival Fuori Torino il programma resta molto ampio. A Carmagnola fioriscono le peonie ai Vivai delle Commande e arriva Bricks & Friends, mostra dedicata ai mattoncini LEGO. Nel Canavese il vino è protagonista con l'evento ReWine e con l'appuntamento di Vini all’Insù. Il 17 maggio torna la Giornata dei Castelli Aperti. A Stupinigi si possono seguire le Visite segrete alla Palazzina di caccia e l’evento Leggere il giardino. A Giaveno il weekend passa attraverso il Valsangone Bike Adventure, mentre a Santena continua la Sagra dell’Asparago fino al 24 maggio. A Susa, infine, il Valsusa Filmfest celebra la sua trentesima edizione. - Published: 2026-05-14 - Modified: 2026-05-14 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-gtt-potenzia-metro-e-bus-per-i-visitatori.html - Categorie: Eventi Il Salone Internazionale del Libro porta Torino a riorganizzare una parte importante della mobilità pubblica. Per accompagnare l’arrivo dei visitatori al Lingotto, Gtt ha definito un piano speciale che riguarda la metropolitana, la linea 18, le stazioni più frequentate e i servizi di informazione al pubblico. Il rafforzamento partirà dai collegamenti diretti verso l’area dell’evento, con orari estesi e più passaggi nelle giornate di maggiore affluenza. Una scelta legata ai numeri della manifestazione, che ogni anno richiama un pubblico molto ampio e concentra migliaia di spostamenti in poche fasce orarie. La metro resterà aperta più a lungo per il Salone La metropolitana avrà un ruolo centrale nel piano di trasporto. Oggi, domenica 17 e lunedì 18 maggio il servizio sarà attivo fino alle 24. 00. Venerdì 15 e sabato 16 maggio, invece, la chiusura slitterà all’1. 00, così da coprire anche gli spostamenti serali. Nel weekend è previsto un aumento dei passaggi pari a circa il 30%. Il potenziamento riguarda soprattutto le ore in cui il pubblico raggiunge il Lingotto o lascia la zona fieristica al termine della visita. Particolare attenzione sarà dedicata alla stazione Lingotto, punto di arrivo naturale per molti visitatori. Gtt impiegherà squadre dedicate per gestire i flussi e rendere più ordinato l’accesso ai treni. Il precedente del 2025 conferma il peso dell’evento sulla mobilità cittadina: nei giorni del Salone la metro aveva registrato oltre 800. 000 accessi complessivi. Più bus sulla linea 18 per tutta la manifestazione Il piano di Gtt non si fermerà alla metropolitana. Anche la linea 18 sarà rafforzata con corse aggiuntive per l’intera durata dell’evento. Il servizio di superficie diventerà così un supporto ulteriore per chi deve raggiungere il Salone o muoversi tra diverse zone della città. L’obiettivo è distribuire meglio gli spostamenti, senza concentrare tutti i flussi sulla sola metropolitana. La combinazione tra treni sotterranei e bus potenziati permetterà di gestire con maggiore efficacia l’affluenza prevista, soprattutto nelle giornate di sabato e domenica. Infopoint e stand per assistere chi arriva al Lingotto Accanto ai mezzi, Gtt rafforzerà anche la presenza del personale. Le stazioni di Porta Nuova, Lingotto e Italia 61 saranno presidiate da postazioni informative dedicate. Gli assistenti alla clientela aiuteranno i passeggeri nell’acquisto dei biglietti, daranno indicazioni sui percorsi e interverranno per limitare le attese alle macchine automatiche. Il servizio sarà disponibile ogni giorno dalle 9. 00, in corrispondenza con gli orari del Salone. All’interno della manifestazione sarà presente anche uno stand Gtt, pensato per la vendita dei titoli di viaggio e la distribuzione di materiale informativo. I visitatori potranno inoltre partecipare a un gioco interattivo legato al tema ambientale e ricevere un gadget personalizzato. Per Gtt si tratta di un intervento mirato sui grandi appuntamenti cittadini, con mezzi e personale dedicati a uno degli eventi più frequentati dell’anno a Torino. - Published: 2026-05-14 - Modified: 2026-05-14 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-del-libro-2026-al-via-a-torino-date-orari-e-biglietti.html - Categorie: Eventi Il Salone internazionale del Libro di Torino 2026 torna al Lingotto Fiere da giovedì 14 a lunedì 18 maggio. La manifestazione arriva alla 38esima edizione con un programma molto ampio, costruito tra incontri, laboratori, appuntamenti editoriali e iniziative diffuse in città. Il tema che è stato scelto, dal titolo “Il mondo salvato dai ragazzini”, fa riferimento al titolo dell’opera di Elsa Morante del 1968 e porta al centro lo sguardo dei più giovani, la scoperta, il rapporto con le parole e con il presente. Il Lingotto diventa una grande città dei libri Per cinque giorni Torino ospita una delle rassegne culturali più rilevanti del calendario nazionale. La direzione è affidata ancora ad Annalena Benini, che guida il Salone per la terza volta. L’edizione 2026 si presenta con numeri consistenti: oltre 500 stand, 1. 250 marchi editoriali, 70 sale e 378 ore di laboratori. Il cuore della manifestazione resta il Lingotto Fiere, dove sono previsti più di 2. 700 eventi. La città, intanto, partecipa attraverso il Salone Off, con più di 500 appuntamenti sul territorio. La fiera assume così una doppia dimensione: da una parte il grande spazio espositivo dedicato ai libri, dall’altra una rete di incontri che attraversa quartieri, luoghi culturali e spazi pubblici. Il tema dell’anno orienta la rassegna verso un’idea di cultura accessibile, capace di parlare alle nuove generazioni senza perdere profondità. La letteratura diventa il punto di partenza per leggere il presente, confrontarsi e costruire nuove forme di partecipazione. Biglietti e orari cambiano in base ai giorni Il Salone resta aperto da giovedì 14 a lunedì 18 maggio. Nelle giornate di giovedì, domenica e lunedì l’orario previsto è dalle 10. 00 alle 20. 00. Venerdì e sabato la chiusura slitta alle 21. 00, con una fascia serale più ampia per chi vuole visitare gli stand dopo il lavoro o seguire gli appuntamenti del fine settimana. Il biglietto acquistato online costa 16 euro. Chi sceglie di comprarlo direttamente in fiera paga 23 euro. Per diversi incontri serve la prenotazione attraverso il programma eventi del Salone. La procedura richiede già il possesso di un titolo d’ingresso valido. Alcuni appuntamenti in Auditorium prevedono poi un contributo aggiuntivo di 3 euro per riservare il posto. La disponibilità dipende dal numero dei posti, quindi gli eventi più richiesti possono esaurirsi prima dell’apertura delle sale. Il programma unisce libri, scuola e città Il calendario 2026 alterna incontri letterari, dibattiti, laboratori, appuntamenti per ragazzi e momenti di approfondimento civile. La prima giornata dà avvio alla manifestazione con confronti legati alla cultura, alla società e al ruolo della lettura nel tempo presente. Nei giorni successivi il programma si allarga ai temi della scuola, dell’educazione, della scrittura, dell’illustrazione e della divulgazione. Il fine settimana concentra una parte consistente degli appuntamenti rivolti al grande pubblico e alle famiglie, con attività pensate per lettori di età diverse. La chiusura di lunedì 18 maggio mantiene l’attenzione sui giovani, sulla memoria culturale e sul rapporto tra formazione e società. Il Salone si conferma così un evento editoriale, ma anche un luogo di incontro tra editori, autori, scuole, famiglie e lettori. - Published: 2026-05-14 - Modified: 2026-05-13 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/beatbot-celebra-il-suo-anniversario-con-la-collezione-2026-una-nuova-generazione-di-robotica-per-piscine.html - Categorie: Innovazione Dalla fascia premium AquaSense alle soluzioni accessibili della serie Sora, Beatbot risponde alle esigenze di ogni utente con tecnologia avanzata e offerte esclusive In occasione del suo anniversario, Beatbot, uno dei brand in più rapida crescita nel settore della robotica intelligente per piscine, presenta la Collezione Anniversario 2026: una gamma completa pensata per semplificare la pulizia avanzata delle piscine per ogni tipo di utente. L'offerta stagionale, disponibile dall'11 al 24 maggio con sconti fino a 800 €, rafforza la missione del brand: meno lavoro manuale, maggiore praticità e prestazioni di pulizia sempre affidabili. Nella fascia premium, la serie AquaSense si propone come la punta di diamante della collezione, all'insegna dell'innovazione di alto livello e di un'automazione avanzata. L'AquaSense X offre una copertura completa grazie alla navigazione intelligente, al funzionamento autonomo e alle funzionalità di autopulizia integrate. Progettato per gli utenti più esigenti, rappresenta un aggiornamento di lusso e si posiziona come la soluzione con il miglior rapporto qualità-prezzo nel segmento della pulizia avanzata. L'AquaSense 2 Ultra potenzia ulteriormente questo approccio grazie a un sistema 5 in 1 che combina prestazioni di pulizia e depurazione dell'acqua, garantendo una qualità dell'acqua superiore e una cura della piscina di altissimo livello. Insieme, questi modelli ridefiniscono gli standard nella pulizia senza filo, offrendo una manutenzione fluida e completamente automatizzata. Accanto al posizionamento premium, la serie Sora si rivolge agli utenti in cerca di un upgrade a un prezzo più accessibile. Il Sora 70 offre una pulizia 4 in 1 su pavimento, pareti, linea di galleggiamento e superficie, con copertura completa anche nelle zone poco profonde. La funzione Smart Surface Parking riduce ulteriormente la necessità di intervento manuale, migliorando il comfort d'uso. Il Sora 30 è invece la scelta ideale per chi desidera passare da dispositivi di base: efficiente sistema 3 in 1 e design pluripremiato lo rendono un upgrade pratico e immediato. Il Sora 10, infine, punta sulla semplicità e sull'affidabilità, rendendo la manutenzione automatizzata della piscina accessibile a un pubblico più ampio. In tutte le linee, Beatbot coniuga prestazioni, resistenza ed eccellenza nel design. Prodotti pluripremiati e garanzie fino a tre anni consolidano la posizione del brand nel settore della robotica intelligente per piscine. Forte di quasi 500 brevetti e di una solida cultura della ricerca e sviluppo, Beatbot continua a guidare l'evoluzione della pulizia avanzata, offrendo soluzioni silenziose e discrete che permettono agli utenti di godersi la piscina in totale tranquillità. - Published: 2026-05-13 - Modified: 2026-05-13 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/fizzdragon-porta-la-narrazione-guidata-dallintelligenza-artificiale-e-linnovazione-cinematografica-piu-vicine-alleuropa.html - Categorie: Innovazione VENEZIA, Italia — FizzDragon sta espandendo la propria presenza all’interno delle industrie creative e cinematografiche europee attraverso un numero crescente di collaborazioni focalizzate sul filmmaking assistito dall’AI, sulla narrazione culturale e sugli ecosistemi creativi internazionali. L’azienda è diventata nota a livello internazionale dopo la produzione di “Zheng Yi Sao”, descritto come il primo lungometraggio storico completamente generato con l’intelligenza artificiale, realizzato con performer creati tramite AI e sviluppato da un team decentralizzato distribuito in 13 Paesi e regioni. Il progetto ha successivamente attirato l’attenzione di media internazionali, tra cui Bloomberg, posizionando FizzDragon tra le aziende emergenti che stanno esplorando il futuro del cinema generato dall’intelligenza artificiale. In Italia, l’azienda si è concentrata su collaborazioni accademiche e culturali. FizzDragon ha tenuto masterclass sull’AIGC presso l’Università di Padova ed è attualmente coinvolta nella co-produzione di “Marco Polo’s Travels” insieme a un professore dell’università. Il progetto riflette l’interesse dell’azienda nel combinare le narrazioni culturali europee con nuovi metodi di produzione assistiti dall’AI. “Con la continua evoluzione delle tecnologie AI, la narrazione e la creatività devono rimanere al centro dell’innovazione”, ha dichiarato Chen Zhuo, fondatore e CEO di FizzDragon. “Il patrimonio cinematografico e culturale italiano rende l’Italia un luogo naturale per queste conversazioni. ” L’ecosistema di FizzDragon combina infrastrutture di produzione AI con strumenti collaborativi per creator attraverso piattaforme come la FizzDragon APP e FizzSpace, progettate per supportare team creativi internazionali e workflow produttivi transfrontalieri. L’azienda ha inoltre ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui la selezione per il programma globale di startup d’élite di NVIDIA e il “Top AI Application Startup Award” al concorso Alibaba JUMPSTARTER Global Startup Competition. Secondo i materiali aziendali, la rete di distribuzione di FizzDragon raggiunge oggi oltre 1. 000 canali televisivi in più di 100 Paesi. Informazioni su FizzDragon FizzDragon è un ecosistema globale di creator AIGC (AI-Generated Content) focalizzato sul filmmaking assistito dall’intelligenza artificiale, sul digital storytelling e sulla produzione collaborativa di contenuti. Fondata dal team dietro il primo lungometraggio AI al mondo, l’azienda sviluppa strumenti e piattaforme progettati per la nuova generazione della produzione creativa. Contatti Media: Team FizzDragon Email: business@fizzdragon. com Sito web: https://fizzdragon. com/ - Published: 2026-05-13 - Modified: 2026-05-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/borgo-medievale-di-torino-parte-il-piano-da-20-milioni-per-il-rilancio.html - Categorie: News Il Borgo Medievale di Torino entra in una nuova fase. Dopo anni in cui il complesso del Valentino è stato associato soprattutto alla sua funzione storica e turistica, il progetto presentato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo apre la strada a un uso più ampio degli spazi. L’intervento, dal valore di 20 milioni di euro, punta a trasformare il Borgo in un luogo culturale, educativo e sociale, con un legame più forte con il Parco del Valentino, il Po e la futura Biblioteca Civica Centrale. Il Borgo Medievale prepara una riapertura a tappe La proposta passa attraverso la società XKE’ Zerotredici e prevede un partenariato speciale pubblico-privato. La giunta comunale di Torino ha recepito il piano, avviando l’iter che porterà alla definizione del nuovo assetto gestionale del complesso di viale Virgilio. Il percorso non sarà immediato, perché il progetto immagina una riapertura progressiva divisa in tre lotti funzionali. L’obiettivo è ridare continuità alla vita del Borgo, senza limitarlo alla dimensione di monumento da visitare. Gli spazi storici dovranno così accogliere attività capaci di attirare pubblici diversi durante tutto l’anno. Le botteghe storiche diventano nuovi laboratori Uno dei passaggi centrali riguarda la via Maestra. Le botteghe, tra gli elementi più riconoscibili del Borgo Medievale, saranno ripensate come laboratori di artigianato contemporaneo e luoghi dedicati alla trasmissione dei mestieri. Il piano riserva attenzione anche ai più piccoli. Sono previsti spazi e attività per bambini e ragazzi da 0 a 13 anni, con percorsi legati alla natura, alla scienza, alla biodiversità e agli ambienti fluviali. Il Borgo, in questa nuova impostazione, dovrà quindi parlare alle famiglie e alle scuole, creando occasioni educative dentro uno dei luoghi più noti di Torino. Un ruolo di rilievo sarà affidato al rapporto con la futura Biblioteca Civica Centrale di Torino Esposizioni. I due poli potranno condividere iniziative, letture all’aperto, progetti didattici e attività nel verde. Il Valentino cambia ruolo nella città Il progetto si inserisce nel ridisegno più ampio del Parco del Valentino, dove sono previsti investimenti superiori a 160 milioni di euro, tra fondi PNRR e altre risorse pubbliche. Il sindaco Stefano Lo Russo ha indicato la volontà di restituire ai torinesi un luogo legato alla memoria collettiva, conservandone storia e bellezza e assegnandogli nuove funzioni. Il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, ha invece posto l’accento sulla possibilità di sperimentare forme aggiornate di collaborazione per valorizzare patrimonio culturale e spazi urbani. Nella visione complessiva, il Borgo Medievale dovrà collegarsi alla futura biblioteca, al Teatro Nuovo, all’Orto Botanico, al Politecnico e all’Università di Torino. Il Valentino si prepara così a diventare un asse pubblico dedicato a cultura, formazione, verde e attrattività urbana. - Published: 2026-05-13 - Modified: 2026-05-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/le-parole-del-volontariato-tornano-al-salone-del-libro-di-torino.html - Categorie: Eventi Al Salone Internazionale del Libro di Torino torna lo spazio “Le parole del Volontariato”, dedicato alle realtà associative e al Terzo Settore. L’area sarà allestita nel Padiglione Oval, allo stand T130-U129, con incontri, testimonianze e momenti di confronto rivolti a cittadini, studenti, operatori e associazioni. La presenza nasce dal lavoro di Vol. To ETS, dei Centri per il Volontariato con il coordinamento di CSVnet Piemonte ETS, del CSV Valle d’Aosta e di CSVnet. Il programma punta a mostrare il ruolo del volontariato nella vita delle comunità, con temi che vanno dalla cura alla cittadinanza attiva. All’Oval il Terzo Settore racconta esperienze e progetti Il calendario affronta argomenti molto diversi. Si parlerà di pet therapy nei reparti pediatrici, di percorsi legati ai figli delle persone detenute, di beni sottratti alla criminalità organizzata e restituiti alla società, di economia sociale e di competenze acquisite attraverso l’impegno volontario. Lo spazio darà attenzione anche al ricambio generazionale, al rapporto tra sport e impegno civile, alla musica come forma di relazione e al racconto del volontariato nei media. Nel programma trovano posto pure clownterapia, prevenzione sanitaria, primo soccorso e comunicazione tra culture diverse. Gli appuntamenti torinesi tra salute, relazioni e giovani Tra gli incontri curati da Vol. To ETS, giovedì 14 maggio dalle 11. 30 alle 12. 30 Api di Carta APS presenterà il progetto delle filastrocche solidali a favore della Pet Therapy nei reparti pediatrici dell’Asl TO5. Sabato 17 maggio, dalle 14. 30 alle 15. 30, V. I. P. Torino porterà al Salone il racconto di 25 anni di volontari del sorriso in strutture sanitarie e contesti sociali fragili. Più tardi, dalle 16. 00 alle 17. 30, Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco” ODV ETS proporrà un incontro su prevenzione dell’arresto cardiaco e manovre di rianimazione. Lunedì 18 maggio, dalle 11. 00 alle 12. 00, Intercultura guiderà un’attività sulla comunicazione tra persone con storie e riferimenti culturali differenti. Dalle 12. 00 alle 13. 30, il talk “Partecipare per cambiare” metterà al centro rappresentanza studentesca e Servizio Civile Universale. I giovani diventano il punto centrale del programma Il presidente di Vol. To, Stefano Meneghello, considera la presenza al Salone un’occasione per portare il volontariato dentro un contesto culturale molto seguito. Al centro c’è soprattutto il rapporto con le nuove generazioni, viste come parte decisiva per il futuro della partecipazione sociale. Daniele Giaime, presidente di CSVnet Piemonte ETS, evidenzia invece il valore della collaborazione tra i CSV piemontesi, il CSV Valle d’Aosta e la rete nazionale. L’obiettivo è presentare un Terzo Settore capace di dialogare con pubblici diversi e di far emergere esperienze nate sul territorio. - Published: 2026-05-13 - Modified: 2026-05-13 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-fiorentina-verso-il-lunedi-sera-cosa-cambia-in-serie-a.html - Categorie: Sport La sfida tra Juventus e Fiorentina cambia ancora collocazione nel calendario. Il nuovo slittamento nasce dalla decisione di spostare il derby tra Roma e Lazio a lunedì 18 maggio alle 20. 45, scelta che produce effetti anche sulle altre gare legate alla corsa europea. Il principio della contemporaneità pesa sulla gestione del turno: le partite con obiettivi simili devono disputarsi nello stesso momento per tutelare la regolarità del campionato. Per questo motivo, in attesa della posizione ufficiale della Lega Serie A, anche Juventus-Fiorentina si avvia verso la nuova fascia oraria del lunedì sera. Il derby di Roma cambia il calendario della Serie A La modifica parte dalla stracittadina romana. Il derby Roma-Lazio, inizialmente previsto domenica 17 maggio alle 12. 30, è stato posticipato a lunedì 18 maggio alle 20. 45. Una decisione che non riguarda solo le due squadre della Capitale, perché nello stesso gruppo di gare erano collocate altre partite rilevanti per la classifica. Oltre a Juventus-Fiorentina, anche Pisa-Napoli, Genoa-Milan e Como-Parma risultano coinvolte nello stesso spostamento. Tutte erano fissate nella fascia del lunch match domenicale e ora dovrebbero essere allineate al nuovo orario del derby romano. Il motivo è legato alla necessità di conservare una gestione uniforme delle gare che incidono sugli stessi traguardi sportivi, in particolare sulla zona Champions League. La decisione della Prefettura arriva per motivi di ordine pubblico Il rinvio della partita tra Roma e Lazio è stato deciso dalla Prefettura dopo le valutazioni del Comitato per la Sicurezza Pubblica. Al centro della scelta ci sono la gestione dell’ordine pubblico e la mobilità urbana nella Capitale. Il quadro risulta più complesso per la presenza degli Internazionali d’Italia, evento di rilievo mondiale in corso al Foro Italico. La concomitanza tra il torneo di tennis e il derby avrebbe creato criticità operative sul territorio romano, con effetti sulla sicurezza e sugli spostamenti in città. Da questa valutazione nasce la decisione di collocare Roma-Lazio al lunedì sera. Una scelta che, per effetto della contemporaneità sportiva, trascina con sé anche le altre gare collegate alla stessa area di classifica. La Lega Serie A prepara il ricorso al Tar La Lega Serie A non accoglie con favore lo spostamento. L’amministratore delegato Luigi De Siervo aveva già giudicato poco praticabile l’ipotesi del derby al lunedì, perché avrebbe coinvolto molte realtà diverse e un numero elevato di persone in un giorno feriale. Per De Siervo, far slittare solo Roma-Lazio non sarebbe una strada compatibile con la regolarità del torneo. La contemporaneità tra gare con obiettivi identici resta, infatti, un elemento ritenuto necessario per evitare squilibri nella fase finale del campionato. La soluzione preferita dalla Lega era la conferma del lunch match. Ora il caso passa su un piano istituzionale, mentre Juventus-Fiorentina attende la conferma definitiva del nuovo orario. - Published: 2026-05-13 - Modified: 2026-05-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/marcia-della-pace-a-torino-il-17-maggio-percorso-dal-valentino-a-porta-palazzo.html - Categorie: Eventi A Torino arriva un appuntamento dedicato alla pace e alla partecipazione civile. Domenica 17 maggio la città ospiterà la Marcia della Pace, iniziativa collegata al Salone Internazionale del Libro e alla presenza dell’Umbria come regione ospite. Il richiamo è alla storica Perugia-Assisi, nata nel 1961 su impulso di Aldo Capitini, ma il percorso torinese avrà una propria cornice urbana, con partenza dal Valentino e arrivo nel cuore di Porta Palazzo. Il corteo unirà Valentino, fiumi e Porta Palazzo La partenza è fissata alle 9. 30 dal parco del Valentino. Da lì la marcia seguirà un tracciato cittadino di 5,5 chilometri, lungo un itinerario che toccherà le zone del Po e della Dora fino all’arrivo in piazza della Repubblica, davanti all’ex mercato ittico. La conclusione è prevista alle 11. 30. L’iniziativa, intitolata “Marcia della Pace: dall’Umbria a Torino, per una cultura della nonviolenza”, nasce dentro il programma del Salone del Libro. Il legame con l’Umbria dà alla giornata un valore simbolico preciso: portare a Torino una tradizione che da decenni associa Perugia, Assisi, impegno civile e rifiuto dei conflitti. Il Salone del Libro diventa spazio di partecipazione La marcia vedrà la partecipazione di autori, giornalisti, associazioni e rappresentanti istituzionali. Tra le adesioni figurano Paola Caridi, Nicola Lagioia, Christian Raimo e Nello Scavo, nomi che rafforzano il rapporto tra cultura, informazione e responsabilità pubblica. Il riferimento centrale resta l’articolo 11 della Costituzione, nel quale l’Italia ripudia la guerra come mezzo di offesa alla libertà degli altri popoli e come strumento per risolvere le controversie internazionali. Il messaggio della giornata sarà quindi legato alla nonviolenza, al confronto tra comunità e alla necessità di trasformare i principi in presenza reale nello spazio pubblico. Le istituzioni richiamano dialogo e responsabilità Alla chiusura in piazza della Repubblica sono previsti interventi delle istituzioni, delle associazioni e degli autori aderenti. L’assessora torinese alla Cultura, Rosanna Purchia, ha indicato il Salone come luogo di confronto e pensiero civile, capace di accogliere una tradizione fondata su pace, dialogo e nonviolenza. La presidente umbra Stefania Proietti ha invece posto l’accento sull’idea di una pace che richiede partecipazione concreta, istituzioni credibili, tutela dei diritti e vicinanza alle persone colpite dai conflitti. In questa cornice, Torino diventa punto d’incontro tra territori diversi, uniti da un messaggio comune. - Published: 2026-05-13 - Modified: 2026-05-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/il-politecnico-di-torino-lancia-un-master-per-salvare-il-patrimonio-storico.html - Categorie: News Il Politecnico di Torino avvia un nuovo percorso di alta formazione dedicato alla tutela del patrimonio storico e paesaggistico. Il master di secondo livello in Conservazione integrata del patrimonio architettonico e paesaggistico nasce per preparare figure con competenze avanzate nel settore dei beni culturali, con un programma che unisce saperi tecnici, progettuali e storici. Alla guida del corso ci sarà Carlo Tosco. Il master si inserisce in un quadro formativo pensato per chi ha già concluso una laurea magistrale e vuole rafforzare il proprio profilo professionale nel campo del restauro, della gestione e della valorizzazione del patrimonio costruito. Torino forma nuovi esperti per proteggere il patrimonio Il nuovo percorso mette al centro un tema sempre più presente nel dibattito culturale e professionale: la conservazione dei beni architettonici e paesaggistici richiede competenze diverse, capaci di dialogare tra loro. Per questo il master guarda a più ambiti, dall’architettura all’urbanistica, dall’ingegneria alla storia dell’arte. L’obiettivo è costruire una preparazione adatta a chi intende lavorare in contesti dove il recupero degli edifici, la lettura del paesaggio e la gestione dei beni culturali chiedono metodo, visione e conoscenza tecnica. Il patrimonio, in questa impostazione, non viene considerato solo come eredità da conservare, ma come risorsa da rendere accessibile e comprensibile alla collettività. Il master nasce dal dialogo tra università e lavoro Il progetto è legato anche all’attività della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino, con l’intento di rafforzare il rapporto tra formazione universitaria e sbocchi professionali. Il corso punta a creare figure in grado di operare nel restauro e nella valorizzazione, con attenzione sia alla dimensione tecnica sia al ruolo sociale dei beni culturali. Chi parteciperà al master potrà quindi approfondire strumenti e metodi utili per intervenire sul patrimonio costruito, ma anche per favorirne una fruizione più ampia. La specializzazione proposta dal Politecnico guarda a professionisti capaci di affrontare progetti complessi, dove la tutela deve essere collegata alla qualità degli spazi e alla loro funzione culturale. Le lezioni partiranno a ottobre al Politecnico Il percorso avrà la durata di un anno. Le lezioni prenderanno il via il 16 ottobre, mentre le iscrizioni saranno aperte dal 15 al 20 giugno. Si tratta di un master rivolto a laureati magistrali interessati a un livello ulteriore di preparazione nel settore dei beni culturali. Il rettore Stefano Corgnati ha collegato l’iniziativa alla vocazione politecnica dell’ateneo, basata sull’incontro tra discipline diverse e sulla capacità di rispondere alle esigenze attuali del settore. Il nuovo master si presenta così come un tassello nella formazione di professionisti chiamati a lavorare su conservazione, paesaggio e valorizzazione culturale. - Published: 2026-05-12 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/giornate-della-vista-a-torino-visite-oculistiche-gratuite-fino-al-22-maggio.html - Categorie: News Le Giornate della Vista tornano a Torino con un’edizione che guarda oltre l’intervento temporaneo. Dall’11 al 22 maggio 2026, presso il Sermig – Arsenale della Pace, la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia offre visite oculistiche gratuite e occhiali da vista a persone in condizioni di fragilità. L’iniziativa, arrivata al quarto anno in città, assume un valore più stabile grazie al nuovo poliambulatorio sociale del Sermig, la cui apertura è prevista a settembre. Le visite gratuite tornano a Torino Il progetto si svolge nella sede torinese del Sermig, con il supporto di una rete composta da enti sociali, volontari, professionisti sanitari e realtà del territorio. Le persone coinvolte possono accedere a un controllo della vista e, quando necessario, ricevere una soluzione visiva adatta alle proprie esigenze. La Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia conferma così il proprio impegno verso chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alle cure. A rendere possibile l’iniziativa contribuiscono medici oculisti, ortottisti e volontari EssilorLuxottica, presenti per offrire un aiuto diretto durante le giornate di attività. Il nuovo poliambulatorio sociale rende il progetto più stabile L’edizione 2026 segna un passaggio importante. Dopo quattro anni di collaborazione, il rapporto tra la Fondazione e il Sermig si trasforma in una presenza più strutturata. Il nuovo poliambulatorio sociale dell’Arsenale della Pace avrà un servizio oculistico ampliato, sostenuto dalla donazione di strumenti specialistici e dalla fornitura continuativa di occhiali. Il segretario generale Andrea Rendina ha spiegato che il lavoro svolto a Torino passa da un intervento limitato nel tempo a un presidio più duraturo. Anche il Sermig, attraverso la presidente Rosanna Tabasso, ha ribadito il valore concreto di un servizio capace di rispondere a bisogni reali, soprattutto per chi vive una condizione economica difficile. Torino rafforza una rete di cura vicina alle persone fragili Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, insieme ai referenti sanitari e sociali del progetto. L’assessore torinese Jacopo Rosatelli ha sottolineato il peso di una collaborazione tra pubblico, Terzo Settore, volontariato e imprese, capace di portare aiuti concreti a chi fatica ad accedere ai percorsi di cura. Lo staff sanitario è coordinato dal professor Michele Reibaldi, direttore della Clinica Oculistica presso la Città della Salute e della Scienza a Torino. Secondo il professore, molte difficoltà visive possono essere corrette, ma restano senza risposta quando manca la possibilità di una visita. Per questo le Giornate della Vista assumono un ruolo diretto nella prevenzione e nel miglioramento della qualità della vita. - Published: 2026-05-12 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/linea-torino-cuneo-ventimiglia-nuovi-lavori-modifiche-alla-circolazione-e-bus-sostitutivi.html - Categorie: News La linea Torino-Cuneo-Ventimiglia si prepara a una nuova fase di modifiche alla circolazione. Trenitalia ha annunciato interventi programmati tra le stazioni di Fossano e Cuneo, con effetti diretti sul servizio regionale in due periodi distinti: da lunedì 18 a giovedì 21 maggio e da lunedì 25 a giovedì 28 maggio. Durante queste giornate, una parte dei collegamenti ferroviari sarà sostituita da autobus. La variazione riguarderà i treni del Regionale diretti verso Torino, Cuneo e Ventimiglia, con una riorganizzazione temporanea pensata per permettere lo svolgimento dei lavori sulla tratta interessata. La tratta tra Fossano e Cuneo cambia servizio Il punto interessato dagli interventi sarà il tratto compreso tra Fossano e Cuneo. In questa sezione della linea, i passeggeri non viaggeranno in treno ma su mezzi sostitutivi, attivati per garantire il collegamento durante le giornate di cantiere. La modifica coinvolgerà chi utilizza la linea per spostarsi verso Torino, verso Cuneo o in direzione Ventimiglia. Per questo motivo, prima della partenza sarà utile controllare il dettaglio del proprio viaggio, dato che orari e modalità di spostamento potranno differire dalla normale programmazione ferroviaria. I tempi di viaggio potranno essere più lunghi Il passaggio dal treno al bus potrà incidere sulla durata complessiva dello spostamento. I mezzi su gomma, infatti, saranno soggetti alle condizioni della viabilità ordinaria e il percorso potrebbe richiedere più tempo rispetto alla tratta ferroviaria. Trenitalia ha quindi invitato i viaggiatori a verificare le comunicazioni aggiornate prima di partire. Le informazioni sul servizio saranno disponibili tramite i canali ufficiali, con indicazioni sulle eventuali variazioni legate alla circolazione e agli interventi programmati. Regole precise per bici e animali sui bus Sui bus sostitutivi non sarà possibile trasportare biciclette. Non saranno ammessi neppure animali di grossa taglia, con l’unica eccezione prevista per i cani da assistenza, che potranno salire a bordo. Per restare aggiornati, i passeggeri potranno consultare la sezione Infomobilità dell’App Trenitalia e del sito ufficiale. Restano disponibili anche il call center gratuito 800 89 20 21 e il personale presente nelle stazioni. Gli utenti potranno ricevere avvisi tramite sms, e-mail e notifiche sull’app, così da seguire l’andamento del servizio nei giorni interessati dai lavori. - Published: 2026-05-12 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/tragedia-alla-centrale-del-latte-di-torino-morto-un-operaio-di-45-anni.html - Categorie: News Un grave incidente sul lavoro è costato la vita a un magazziniere di 45 anni nel sito della Centrale del Latte di Torino, in via Filadelfia 220, nel quartiere Santa Rita. La tragedia è avvenuta nella giornata di martedì 12 maggio, intorno alle 13, all’interno di un’area nella quale erano in corso attività legate alla logistica e alla movimentazione delle merci. Dalle prime informazioni emerse, l’uomo sarebbe caduto in modo accidentale e avrebbe battuto violentemente la testa contro il suolo. Il trauma cranico riportato si è rivelato gravissimo. L’intervento dei soccorritori è stato rapido, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato inutile. L’incidente durante le attività nel sito torinese La vittima lavorava per una società esterna incaricata di operazioni logistiche all’interno dello stabilimento. La dinamica resta al centro degli accertamenti, ma il decesso sarebbe legato a una caduta avvenuta durante le normali attività di movimentazione. Il punto esatto in cui si è verificato l’infortunio e le condizioni operative presenti in quel momento saranno ricostruiti dagli enti competenti. Gli accertamenti serviranno a chiarire ogni passaggio della vicenda. I soccorsi arrivati in via Filadelfia Dopo l’allarme, sul posto sono arrivati i sanitari della Croce Verde di Torino. Il personale ha avviato le manovre di rianimazione, nel tentativo di stabilizzare l’operaio e trasferirlo in ospedale. Le lesioni riportate, però, erano troppo gravi. Il 45enne è morto prima del trasporto. La zona dell’incidente è stata poi interessata dalle verifiche delle autorità, per raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Il cordoglio della Centrale del Latte La Centrale del Latte ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi e a tutte le persone colpite dalla perdita. La società ha comunicato la propria collaborazione con le autorità e ha manifestato dolore per quanto accaduto all’interno del sito torinese. - Published: 2026-05-12 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/stupinigi-la-regione-punta-sui-controviali-per-rilanciare-laccesso-alla-palazzina.html - Categorie: News Il futuro della Palazzina di Caccia di Stupinigi torna al centro del confronto politico piemontese. Il tema non riguarda soltanto il recupero del complesso monumentale, ma anche le strade che conducono alla Residenza Reale, riconosciuta come Patrimonio mondiale dell’umanità dal 1997. La Regione Piemonte valuta infatti un passaggio preciso: acquisire dalla Città di Torino i controviali di viale Torino, oggi considerati uno dei punti più delicati per l’accesso all’area. La proposta è stata illustrata dall’assessore regionale al Patrimonio, Gian Luca Vignale, dopo l’interrogazione presentata dalla consigliera regionale di AVS, Valentina Cera. La Regione apre il dossier sui controviali di Stupinigi Il piano di rilancio della Palazzina passa anche dalla qualità degli accessi. Le strade che portano al complesso presentano infatti criticità note, tra asfalto danneggiato e buche segnalate dagli automobilisti. Per questo la Regione ha avviato un confronto con il Comune di Torino sulla possibile acquisizione dei controviali di viale Torino. L’obiettivo è inserire quel tratto viario nel patrimonio regionale, così da preparare un intervento di riqualificazione e miglioramento dell’accessibilità. La parte centrale della strada appartiene al Comune di Nichelino, sul cui territorio si trova la Palazzina, mentre i controviali risultano di proprietà della Città di Torino. Una divisione che rende più complessa la gestione complessiva dell’area. Il recupero della Palazzina passa anche dagli accessi Il progetto più ampio riguarda la valorizzazione della Palazzina di Caccia e dell’area circostante. Accanto al recupero del complesso è prevista la rinascita dell’antico borgo settecentesco, con spazi destinati a negozi, attività artigianali e realtà commerciali. Secondo il quadro emerso in Consiglio regionale, uno dei nodi resta la frammentazione delle competenze. L’area coinvolge sei enti diversi e questa divisione pesa anche sulla manutenzione delle strade. Il risultato è una gestione disomogenea, con tratti in condizioni differenti e un accesso al bene monumentale che non risponde ancora alle ambizioni del progetto di rilancio. - Published: 2026-05-12 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/piemonte-nuove-indicazioni-sullhantavirus-per-medici-pediatri-e-strutture-sanitarie.html - Categorie: Scienza e Tecnologia La Regione Piemonte ha trasmesso alle strutture sanitarie territoriali le nuove indicazioni relative all’Hantavirus, dopo l’aggiornamento diffuso dal Ministero della Salute sul focolaio di tipo Andes registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius. La Direzione regionale Sanità ha chiarito che la situazione viene seguita con attenzione, ma al momento non c’è alcun allarme. La Regione invia la circolare alla rete sanitaria Il documento ministeriale è stato inoltrato ai direttori generali delle Aziende sanitarie, ai responsabili dei dipartimenti di prevenzione delle Asl, ai direttori dei Sisp, ai distretti socio-sanitari, ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta. L’obiettivo è rendere omogenee le procedure nel caso in cui dovessero emergere situazioni da valutare sul territorio piemontese. La comunicazione contiene le istruzioni operative legate al focolaio segnalato sulla nave MV Hondius e fornisce un quadro aggiornato per gli operatori coinvolti nella sorveglianza sanitaria. Casi sospetti e test, cosa prevede il documento La circolare definisce le diverse categorie di caso: sospetto, probabile, confermato e non caso. Sono inoltre indicate le modalità per la gestione dei pazienti e dei contatti, con un percorso che richiama l’esperienza costruita durante gli anni del Covid. Una parte rilevante riguarda la strategia di testing, dalla segnalazione di eventuali casi fino alla protezione dal contagio per operatori sanitari e pazienti. Il sistema punta a mantenere una risposta coordinata, con criteri condivisi tra medici, Asl e strutture specialistiche. Torino avrà due laboratori di riferimento La Direzione Sanità ha indicato due centri regionali per gli eventuali test relativi all’Hantavirus. Si tratta del laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino e del laboratorio universitario di microbiologia e virologia della Città della Salute e della Scienza di Torino. La scelta consente di concentrare le verifiche in strutture già attive sul fronte della diagnostica specialistica. In questo modo il Piemonte dispone di riferimenti precisi qualora si rendessero necessari approfondimenti su casi da controllare. - Published: 2026-05-12 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-fuori-dalle-olimpiadi-2030-sfuma-il-sogno-dello-short-track.html - Categorie: Sport Torino resta fuori dalla partita olimpica per lo short track del 2030. Il comitato che si occupa dell'organizzazione di Alpes Françaises 2030 ha scelto di andare avanti con la Thialf Arena di Heerenveen, nei Paesi Bassi, per l’assegnazione delle gare legate alla disciplina. Per il capoluogo piemontese si chiude così una possibilità che aveva riacceso l’attenzione sull’Oval, impianto già legato alla stagione olimpica torinese. La candidatura era stata sostenuta a livello istituzionale, dopo incontri e verifiche tecniche, ma la decisione finale ha indirizzato la scelta verso la struttura olandese. L’Oval esce dalla corsa per le gare del 2030 La notizia segna uno stop per Torino, che puntava a rientrare nel circuito dei grandi eventi olimpici attraverso il pattinaggio di velocità. L’Oval era stato preso in considerazione come sede possibile, in virtù della sua storia sportiva e della capacità della città di ospitare appuntamenti internazionali. Il Comitato Organizzatore francese ha preferito proseguire il dialogo esclusivo con Thialf Heerenveen. Una scelta che riduce a zero le possibilità torinesi per lo short track e chiude il percorso avviato nelle scorse settimane. La missione in Francia non basta a cambiare il verdetto Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, aveva raggiunto Tignes per sostenere la candidatura torinese. Nella località francese aveva incontrato Fabrice Panneckouche, presidente della Regione Auvergne-Rhône-Alpes, Renaud Muselier, presidente della Regione Paca, ed Edgar Grospiron, alla guida del Comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali delle Alpi francesi. L’iniziativa politica era arrivata dopo il sopralluogo che si è svolto da parte del comitato francese all’Oval a Torino. Quel passaggio aveva alimentato le attese, ma non ha inciso sull’esito finale. Le gare di short track sono ora destinate alla Thialf Arena, impianto olandese di riferimento per gli sport del ghiaccio. Torino rilancia il dossier per i Giochi estivi Dopo la decisione sul 2030, Torino e il Piemonte guardano a una nuova sfida. Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo hanno rimarcato che la candidatura ha confermato la credibilità del territorio nell’organizzazione di grandi eventi sportivi e la qualità del lavoro svolto con istituzioni e soggetti coinvolti. Il prossimo obiettivo riguarda i Giochi Olimpici Estivi del 2036 o del 2040. Torino e Piemonte stanno lavorando a un dossier del Nord Ovest insieme a Milano, Genova, Regione Lombardia e Regione Liguria. La linea è quella di valorizzare esperienza, infrastrutture e capacità organizzativa dei territori, dopo una candidatura per lo short track chiusa senza il risultato atteso. - Published: 2026-05-12 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/scuola-in-piemonte-meno-abbandoni-ma-gli-studi-pesano-sempre-di-piu.html - Categorie: News La povertà educativa resta uno dei nodi più delicati per l’Italia e per il Piemonte. Lo Studio Strategico sul contrasto al fenomeno, promosso da TEHA Group con il contributo di Fondazione Crt, fotografa una situazione complessa: da un lato alcuni indicatori migliorano, dall’altro il peso economico sugli studi dei figli continua a farsi sentire in molte famiglie. Il rapporto, presentato durante i lavori del Salone Off, collega il tema dell’istruzione alla crescita sociale ed economica del Paese. Il quadro nazionale mostra un’Italia ancora esposta a forti divari territoriali, mentre il Piemonte registra passi avanti importanti sul fronte dell’abbandono scolastico. In Italia quasi un cittadino su quattro è a rischio Nel 2025 il 22,6% degli italiani risulta esposto a povertà o esclusione sociale. Si tratta del settimo valore più alto nell’Unione europea, con differenze molto ampie tra le regioni. La distanza tra Calabria e Valle d’Aosta arriva a 39,7 punti percentuali, dato che mostra quanto il territorio incida sulle opportunità di vita. Il rapporto segnala anche un ritardo sul numero di giovani laureati, fermo al 31,3%, tra i livelli più bassi in Europa. Per una famiglia povera, secondo lo studio, servirebbero circa 5 generazioni, cioè 125 anni, per arrivare al reddito medio nazionale. La povertà educativa, inoltre, pesa sul lavoro qualificato: restano bloccati 3,2 milioni di posti e mancano 2,2 milioni di lavoratori con istruzione superiore. Il Piemonte riduce gli abbandoni ma resta il disagio Per il Piemonte è stato realizzato un Tableau de Bord dedicato. Il dato più positivo riguarda l’abbandono scolastico, sceso all’8,7%, con una riduzione di 3,4 punti. La disuguaglianza sociale si attesta al 4,1%. La regione mostra risultati favorevoli anche su alcuni indicatori: l’occupazione degli stranieri raggiunge il 62,3%, le infrastrutture scolastiche arrivano al 49,7%, mentre la spesa europea si ferma al 34,5%. Restano aree più fragili, come la povertà familiare relativa, pari all’8,8%, e la bassa partecipazione culturale fuori casa, indicata al 35,1%. Il dato centrale è chiaro: meno minori lasciano la scuola, ma cresce il numero di famiglie che fatica a sostenere il percorso di studi dei figli. Fondazione Crt e TEHA leggono il quadro sociale Anna Maria Poggi, presidente di Fondazione Crt, ha definito la povertà educativa una sfida urgente per il futuro dei territori, ricordando il lavoro già avviato dalla Fondazione attraverso investimenti e progetti. Valerio De Molli, di TEHA Group, ha indicato un possibile beneficio economico rilevante: se l’Italia si avvicinasse alle migliori esperienze europee nell’accesso alla formazione, il Pil potrebbe crescere fino a 48 miliardi e fino a 2 milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà. - Published: 2026-05-11 - Modified: 2026-05-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-94-cantieri-contro-frane-ed-esondazioni-parte-il-maxi-piano-sicurezza.html - Categorie: News Il Piemonte prepara una nuova fase di lavori per ridurre i rischi legati a frane, piene ed esondazioni. Il quarto programma regionale di manutenzione idraulica mette in campo 94 interventi su corsi d’acqua e versanti, con un obiettivo preciso: rafforzare il territorio prima che le emergenze diventino danni concreti per Comuni, strade e abitazioni. Il piano prevede una movimentazione complessiva di circa 897. 000 metri cubi di materiale. Una parte rilevante sarà rimossa dagli alvei per migliorare il deflusso dell’acqua, mentre un’altra quota verrà riutilizzata per consolidare le sponde. Al centro del programma ci sono fiumi e torrenti già noti per la loro delicatezza, tra cui Orco, Chiusella, Tanaro e Sesia. Il Piemonte accelera sui lavori per proteggere fiumi e sponde La nuova programmazione regionale nasce dalla necessità di intervenire su un territorio segnato da fragilità diffuse. I corsi d’acqua piemontesi richiedono manutenzione costante, in particolare dopo gli eventi meteo estremi registrati tra il 2016 e il 2024. La delibera punta a liberare gli alvei da accumuli che possono ostacolare il normale scorrimento dell’acqua. In totale, saranno asportati circa 685. 000 metri cubi di materiale. Oltre 200. 000 metri cubi, invece, verranno destinati al rinforzo degli argini e delle aree più esposte. Il Canavese entra nel piano con diversi Comuni coinvolti Una parte importante degli interventi riguarda la provincia di Torino. Nel piano compaiono Comuni come Cuorgnè, Front, Pont, Sparone, Traves, Valchiusa e Venaus, territori nei quali rii, torrenti e pendii instabili fanno parte della gestione quotidiana del rischio. Per queste aree, la manutenzione non viene vista come un intervento secondario, ma come una misura necessaria per ridurre la possibilità di danni in caso di forti piogge. Il programma sposta l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla cura preventiva del territorio. Il modello scelto prevede il coinvolgimento di operatori privati e l’uso del materiale estratto dagli alvei. Nei primi tre cicli, questo sistema ha prodotto circa 930. 000 euro, poi reinvestiti nella difesa del suolo. Il quadro resta delicato: il 7,6% del Piemonte è classificato ad alta pericolosità di frana. - Published: 2026-05-11 - Modified: 2026-05-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/rigeneriamo-i-parchi-torna-a-grugliasco-dove-e-quando-partecipare.html - Categorie: Eventi A Grugliasco tornano le giornate dedicate alla cura dei parchi pubblici. Nel mese di maggio riparte RigeneriAmo i Parchi, il progetto pensato per riportare attenzione sulle aree verdi cittadine attraverso attività pratiche di pulizia, riordino e recupero degli spazi condivisi. L’iniziativa, promossa dalla Cittadella del Welfare, punta sul coinvolgimento diretto dei volontari e dei cittadini. Il programma prevede tre mattinate aperte alla partecipazione della comunità locale, con interventi distribuiti in diverse zone della città. Al centro resta un messaggio semplice: il verde pubblico richiede cura costante e può diventare un luogo più ordinato quando chi vive il territorio sceglie di contribuire in prima persona. Tre parchi scelti per rilanciare il decoro urbano Il calendario di maggio si articola in tre appuntamenti, tutti fissati nella mattinata. La prima tappa è prevista mercoledì 13 maggio al Parco Bongiovanni, nella zona di Borgata Centro. Sarà il primo momento operativo del nuovo ciclo di interventi, con i volontari chiamati a occuparsi delle attività di sistemazione previste dal progetto. La seconda giornata si svolgerà mercoledì 20 maggio al Parco Aldo Moro, in Borgata Fabbrichetta. Una settimana più tardi, il 27 maggio, il programma arriverà al Parco Paradiso, nell’omonima borgata. Tre luoghi diversi, scelti per distribuire l’azione sul territorio e dare continuità a un percorso già orientato alla valorizzazione degli spazi comuni. Le mattinate partiranno sempre alle 9. 30 Ogni incontro prenderà il via alle 9. 30 e sarà gratuito. La formula resta aperta a chi desidera dare una mano, senza costi di adesione. I partecipanti saranno coinvolti in attività di pulizia e cura delle aree verdi, con l’intento di restituire maggiore ordine ai parchi cittadini. L’iniziativa assume così una doppia funzione. Da una parte interviene sul decoro degli spazi pubblici, dall’altra richiama l’attenzione sul rispetto dell’ambiente urbano. I parchi, infatti, sono luoghi di passaggio, incontro e tempo libero; per questo la loro manutenzione diventa un tema che riguarda l’intera comunità. Come aderire alle giornate di volontariato Chi vuole partecipare può contattare gli organizzatori attraverso l’indirizzo welfaregrugliasco@gmail. com. In alternativa è possibile telefonare al numero 011 4013013 per ricevere informazioni e segnalare la propria disponibilità. Con RigeneriAmo i Parchi, Grugliasco rinnova quindi l’invito ai cittadini a prendersi cura del verde pubblico. Il progetto mette al centro gesti concreti, organizzati in tre date precise, con l’obiettivo di rendere più accoglienti alcune aree verdi della città e rafforzare il senso di responsabilità verso gli spazi comuni. - Published: 2026-05-11 - Modified: 2026-05-11 - URL: https://www.torinofree.it/sport/una-mole-di-rugby-oltre-2-500-atleti-al-cus-torino.html - Categorie: Sport Il rugby torinese riparte dall’Albonico con numeri importanti e una prospettiva più stabile. La settima edizione di Una Mole di Rugby ha richiamato al campo del CUS Torino oltre 2. 500 presenze, tra atleti, famiglie, tecnici e accompagnatori arrivati da diverse zone d’Italia. Una due giorni segnata dalla pioggia, che non ha fermato partite, premiazioni e momenti istituzionali. L’appuntamento del 2026 ha assunto un peso particolare per il club universitario: accanto ai tornei giovanili e al rugby old, l’evento ha aperto spazio al rugby integrato. Una scelta che rafforza il profilo sociale della manifestazione e lega lo sport alla partecipazione. L’Albonico guarda ai prossimi vent’anni Uno dei passaggi più rilevanti della giornata è arrivato durante la cerimonia finale, con la consegna della concessione ventennale dell’impianto A. Albonico di strada del Barocchio 27 al CUS Torino. Il sindaco metropolitano Stefano Lo Russo ha formalizzato il passaggio al presidente Riccardo D’Elicio, davanti ai rappresentanti del territorio. Per il CUS si tratta di un punto fermo atteso da tempo. D’Elicio ha spiegato che Torino aveva bisogno di una sede stabile per il rugby e che il lavoro svolto con le amministrazioni consente ora di programmare crescita, attività e progetti futuri con maggiore continuità. Il rugby integrato entra nel programma La novità più significativa dell’edizione 2026 è stata l’introduzione del torneo di rugby integrato, aperto a persone con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettive e disturbi psichiatrici. Alla prima esperienza hanno aderito sei società, dato che dà sostanza a un percorso appena iniziato. Il messaggio emerso dai campi è stato chiaro: il rugby può diventare uno spazio di relazione, disciplina e fiducia. L’obiettivo non riguarda soltanto il risultato sportivo, ma la possibilità di costruire occasioni concrete di partecipazione. Bambini e veterani riempiono i campi del CUS La due giorni si era aperta sabato 9 maggio con il Rinoceronte Day, torneo internazionale di rugby old arrivato all’ottava edizione. In campo sono scesi più di 300 atleti provenienti da Italia, Francia e Venezuela, con una presenza capace di dare alla manifestazione un respiro internazionale. La domenica è stata invece dominata dal minirugby, con bambini dai 4 ai 12 anni protagonisti sui campi dell’Albonico. Più di mille giovani atleti hanno partecipato al torneo, trasformando l’impianto in un grande punto di ritrovo sportivo. Alla premiazione erano presenti anche il vice sindaco metropolitano Jacopo Suppo, il sindaco di Grugliasco Emanuele Gaito e l’assessore allo Sport Luciano Lopedote. - Published: 2026-05-11 - Modified: 2026-05-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/caselle-cambia-la-viabilita-verso-laeroporto-chiuso-un-tratto-per-un-mese.html - Categorie: News La viabilità cambia a Caselle Torinese per un intervento programmato lungo strada Aeroporto. Dall’11 maggio al 10 giugno 2026 un tratto della carreggiata in direzione dello scalo resterà chiuso al traffico per permettere il cambio delle barriere bordo ponte. Il provvedimento riguarda una zona molto vicina al collegamento con l’aeroporto di Torino-Caselle, in corrispondenza del sottopasso della RA10, nella parte compresa tra strada Leinì e il sottopasso stesso. La chiusura sarà valida ogni giorno nella fascia oraria tra le 7. 00 e le 19. 00. A Caselle scatta lo stop sulla strada Aeroporto Il cantiere interesserà il tratto della strada Aeroporto posto al chilometro 10+500, in direzione dello scalo. Per tutta la durata dell’intervento, i veicoli non potranno transitare nella porzione di carreggiata coinvolta dai lavori. La misura si rende necessaria per consentire agli operatori di intervenire sulle protezioni bordo ponte, con un’attività di manutenzione pensata per aumentare la sicurezza dell’infrastruttura. Nella stessa area verrà predisposta la segnaletica temporanea, utile a indicare la presenza del cantiere e le limitazioni alla circolazione. Chiusura tutti i giorni dalle 7 alle 19 Lo stop sarà attivo per circa un mese, dall’11 maggio fino al 10 giugno. La chiusura, secondo quanto previsto dal provvedimento, varrà nella fascia diurna, dalle 7. 00 alle 19. 00, periodo nel quale sarà vietato il passaggio dei mezzi nel tratto interessato. La zona coinvolta è quella compresa tra strada Leinì e il sottopasso della RA10, un punto sensibile per chi si muove verso l’aeroporto o nelle aree limitrofe. Per questo motivo, durante i lavori, potranno verificarsi rallentamenti e modifiche alla normale circolazione. Possibili disagi vicino all’aeroporto di Torino-Caselle L’intervento rientra nelle opere di manutenzione programmate sulla viabilità locale. La sostituzione delle barriere bordo ponte richiederà la presenza del cantiere e una gestione temporanea del traffico nella zona. Per chi dovrà raggiungere l’aeroporto di Torino-Caselle o spostarsi nei pressi del sottopasso della RA10, sarà quindi necessario prestare attenzione alla segnaletica e tenere conto dei possibili tempi di percorrenza più lunghi. La situazione resterà modificata fino al termine previsto dei lavori, fissato al 10 giugno 2026. - Published: 2026-05-11 - Modified: 2026-05-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-parte-ammira-festival-2026-piu-di-50-eventi-fino-ad-agosto.html - Categorie: Eventi A Torino il Castello di Lucento torna al centro della vita dei quartieri con l’avvio di Ammira Festival 2026, un progetto che porta eventi, laboratori e attività sociali nelle aree periferiche della città. La nuova edizione è partita insieme al quinto anniversario della Fondazione Aief, con un’iniziativa pensata per lasciare un segno stabile sul territorio: l’apertura di una fattoria didattica destinata ai più piccoli e ai ragazzi con fragilità. Il festival accompagnerà l’estate torinese fino al 7 agosto, con un calendario formato da oltre 50 appuntamenti tra spettacoli, incontri e percorsi educativi. Il Castello di Lucento cambia volto con una nuova fattoria La partenza di Ammira Festival 2026 ha avuto come elemento centrale l’inaugurazione della nuova fattoria del Castello. Lo spazio ospita anche mini pony e nasce con una finalità che supera la semplice attività didattica. L’obiettivo è offrire un luogo adatto a esperienze educative e riabilitative, con particolare attenzione a bambini e adolescenti che vivono situazioni di fragilità. Il Castello diventa così un punto di riferimento più stabile per il quartiere. Non più soltanto sede di eventi temporanei, ma spazio aperto alla cura, alla relazione e alla presenza quotidiana. La scelta di legare il festival a un servizio concreto rafforza l’idea di una cultura capace di produrre effetti diretti nella comunità. Oltre 50 eventi per animare i quartieri torinesi Ammira Festival 2026 è sostenuto dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e rientra nel cartellone cittadino Estate a Sud. Il programma prevede attività distribuite lungo tutta la stagione estiva, con più di 30 realtà tra enti, scuole e associazioni coinvolte. Tommaso Varaldo, presidente della Fondazione Aief, ha spiegato che Ammira non va letto come un semplice festival, ma come un percorso nato dall’ascolto dei bisogni del territorio e orientato alla creazione di servizi destinati a restare. Una visione che punta a rafforzare il legame tra luoghi, abitanti e realtà sociali già attive nei quartieri. I numeri confermano la crescita del progetto All’inaugurazione ha preso parte anche il sindaco Stefano Lo Russo, che ha richiamato il valore delle realtà capaci di costruire rapporti continui nelle zone meno centrali della città. Cristina Di Bari, presidente della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ha evidenziato il ruolo della rigenerazione territoriale come leva per accompagnare il cambiamento urbano. Le precedenti edizioni mostrano una crescita già significativa: oltre 120 eventi realizzati e circa 6. 000 partecipanti coinvolti. Dati che indicano una partecipazione ampia e un radicamento progressivo del progetto. Ammira Festival 2026 riparte da qui, con l’intento di trasformare le periferie torinesi in spazi vivi, accessibili e capaci di produrre nuove relazioni. - Published: 2026-05-11 - Modified: 2026-05-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/a-rivalta-arriva-il-ponte-dellarcobaleno-spazio-dedicato-agli-animali-che-non-ci-sono-piu.html - Categorie: News A Rivalta è stato inaugurato il Ponte dell’Arcobaleno, uno spazio pubblico pensato per dare forma a un sentimento spesso vissuto in silenzio: il dolore per la perdita di un animale d’affezione. L’area nasce come luogo fisico e simbolico, aperto ai cittadini che desiderano conservare il ricordo di un cane, di un gatto o di un altro piccolo compagno di vita. Il progetto richiama la nota leggenda poetica del ponte, immaginato come punto di attesa e serenità per gli animali che hanno lasciato la vita terrena. Rivalta dà uno spazio al ricordo degli animali Il nuovo spazio è stato presentato durante una cerimonia partecipata, con la presenza di molti cittadini. La comunità ha voluto esprimere, attraverso gesti semplici e simbolici, il valore di un legame che per molte famiglie ha un peso profondo. Il Ponte dell’Arcobaleno nasce proprio da questa esigenza: riconoscere pubblicamente una forma di affetto che accompagna la vita quotidiana e che, al momento della perdita, lascia un vuoto reale. L’area è stata pensata come un punto raccolto, immerso nel verde e nel silenzio. Un luogo dove fermarsi, lasciare un pensiero, ritrovare una forma di intimità con il ricordo. In questo senso, il progetto non si limita alla realizzazione di un monumento, perché assume il valore di un gesto collettivo verso chi vive il lutto per un animale. Il dolore privato diventa memoria condivisa Durante l’inaugurazione è stato ribadito che riconoscere la perdita di un animale rappresenta un atto di civiltà e di empatia. Una frase che riassume il senso dell’iniziativa: dare dignità a un dolore spesso considerato minore, pur essendo parte della vita affettiva di tante persone. Il legame con gli animali d’affezione viene così inserito in una dimensione sociale. Non resta chiuso nella sfera privata, ma trova un segno visibile nello spazio pubblico. Rivalta sceglie quindi di valorizzare una sensibilità ormai diffusa, legata alla pet culture e al benessere emotivo dei residenti. Un simbolo per chi ha perso un amico fedele Il Ponte dell’Arcobaleno vuole essere un riferimento per chi cerca un luogo dove rivolgere un pensiero a un animale scomparso. La sua funzione è semplice, ma carica di significato: offrire uno spazio di raccoglimento e memoria, senza retorica, nel rispetto del rapporto tra esseri umani e creature viventi. Con questa iniziativa, Rivalta rafforza l’idea di una comunità attenta ai sentimenti dei cittadini e capace di riconoscere il ruolo degli animali nella vita familiare. Il nuovo spazio diventa così un segno concreto di rispetto, memoria e vicinanza. - Published: 2026-05-10 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/sport/giro-ditalia-2026-il-piemonte-si-prepara-a-due-tappe-decisive.html - Categorie: Sport Il Piemonte si prepara a ritrovare il Giro d’Italia con due giornate destinate a riportare la Corsa Rosa sulle strade della regione. L’appuntamento è fissato per giovedì 21 e venerdì 22 maggio, quando il gruppo attraverserà città, salite e luoghi legati alla storia del ciclismo. Sarà un passaggio dal forte valore sportivo e simbolico, dopo l’avvio dell’edizione 2026 in Bulgaria, con partenza da Nessebar. Il Giro arriva in Piemonte dopo la partenza dalla Bulgaria La corsa entrerà in Piemonte nella dodicesima frazione, la Imperia-Novi Ligure, tappa di 177 chilometri che richiamerà, per caratteristiche e direzione, una Milano-Sanremo al contrario e in versione ridotta. Il percorso non toccherà il Turchino, ma passerà dal Bric Berton, gran premio della montagna di terza categoria posto a quota 761 metri. Da quel punto mancheranno ancora 53 chilometri all’arrivo. Il gruppo scenderà verso il traguardo attraverso Molare, Ovada e Pasturana, con un passaggio che renderà omaggio al Museo dei Campionissimi, luogo legato alla memoria ciclistica di Fausto Coppi e Costante Girardengo. Novi Ligure torna protagonista della Corsa Rosa Per Novi Ligure sarà la quinta volta come sede di arrivo del Giro d’Italia. La prima risale al 1956, mentre l’ultima è datata 2019. Il nuovo arrivo del 2026 conferma il legame tra la città e il ciclismo, in un territorio che conserva una tradizione sportiva molto forte. La tappa piemontese unirà quindi agonismo, memoria e promozione del territorio. Il passaggio della carovana sarà atteso lungo il percorso e nelle località interessate, con il richiamo di un evento capace di portare pubblico, visibilità e attenzione mediatica. La regione avrà così un ruolo centrale in una fase importante della corsa, prima dell’ingresso nelle montagne decisive. Da Alessandria a Verbania prima delle grandi salite Il giorno successivo, venerdì 22 maggio, il Giro ripartirà da Alessandria verso Verbania. La tredicesima frazione misurerà 189 chilometri e avrà un tracciato quasi interamente pianeggiante. Il percorso toccherà Casale Monferrato, Vercelli, Borgomanero, Arona, Lesa e Stresa, prima dell’unico strappo previsto a Ungiasca, a quota 581 metri, a 14 chilometri dal traguardo. Verbania accoglierà la Corsa Rosa per la quarta volta. Nel 1952 fu teatro del quarto trionfo al Giro di Fausto Coppi. Nel 2026 l’attenzione sarà rivolta anche a Filippo Ganna, il corridore italiano più titolato in attività, con nove titoli mondiali e tre medaglie olimpiche. La frazione sembra adatta ai velocisti e rappresenterà l’ultima occasione prima delle grandi tappe alpine, con la Aosta-Pila in programma sabato 23 maggio. - Published: 2026-05-10 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/a-rivalta-scoperto-un-nido-di-cinciallegre-lintervento-del-comune-per-proteggerlo.html - Categorie: News A Rivalta di Torino un piccolo ritrovamento ha richiamato l’attenzione dell’amministrazione comunale. In un punto riparato di uno stabile è stato individuato un nido di cinciallegre con alcuni pulli appena nati, accuditi dalla madre. La scoperta, avvenuta nella mattinata di giovedì 7 maggio, ha portato il Comune ad avviare controlli sull’area per evitare disturbi durante una fase delicata della crescita. Il sindaco Sergio Muro ha comunicato l’episodio attraverso un video pubblicato sui canali social istituzionali, confermando che i piccoli volatili risultano in buone condizioni. L’obiettivo dell’amministrazione è garantire tranquillità al nido fino al momento in cui gli uccellini saranno pronti a lasciare il riparo. Il nido trovato in un punto insolito dello stabile Il ritrovamento è avvenuto in una zona urbana, all’interno di un’area protetta dello stabile. Il nido era stato costruito vicino a una centralina elettrica, scelta insolita che ha reso necessario un intervento di attenzione da parte del Comune. Muro ha spiegato che la presenza del nido ha sorpreso gli addetti e l’amministrazione. La madre, secondo quanto riferito, ha scelto un luogo riparato per custodire i piccoli. Da qui la decisione di non rimuovere nulla e di lasciare agli animali il tempo necessario per completare il periodo di crescita. Il Comune seguirà l’area fino all’involo Dopo la scoperta, l’amministrazione ha predisposto un monitoraggio dell’area. La finalità è semplice: evitare interferenze, rumori o interventi che possano disturbare la nidificazione. I piccoli resteranno quindi protetti fino all’involo, cioè fino al momento in cui saranno in grado di muoversi autonomamente. La vicenda è stata presentata dal sindaco come un piccolo segnale della capacità della natura di adattarsi anche agli spazi cittadini. In questo caso, la tutela passa soprattutto dalla prudenza: nessuna azione invasiva, solo controllo e rispetto dei tempi naturali. La cinciallegra vive bene anche in città La cinciallegra è una specie molto diffusa negli ambienti urbani e periurbani. La LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli, evidenzia come questo uccello possa nidificare in cavità naturali degli alberi, muri, edifici, strutture artificiali e cassette nido. La sua presenza è frequente nei parchi e nei giardini cittadini. Durante l’inverno può avvicinarsi alle mangiatoie predisposte dai cittadini, mentre in alcuni periodi dell’anno si muove insieme ad altre specie, come cinciarelle, codibugnoli e rampichini. Il caso di Rivalta conferma quindi una caratteristica già nota: questa specie riesce a trovare riparo anche nelle aree urbane, purché venga lasciata indisturbata. - Published: 2026-05-10 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/economia/nichelino-acquisti-e-premi-nasce-il-passaporto-della-piazza.html - Categorie: Economia A Nichelino il commercio di vicinato prova a rafforzarsi con una formula comune, pensata per portare clienti da un’attività all’altra e dare maggiore visibilità ai negozi della zona. Il progetto si chiama Civico 27 ed è nato in via dei Martiri, dove quattro realtà dello stesso stabile hanno scelto di collaborare in modo coordinato. L’iniziativa è partita all’inizio di maggio e si inserisce in una fase delicata per molti esercizi locali, messi sotto pressione dai grandi centri commerciali e dagli acquisti online. Al centro del progetto c’è il Passaporto della Piazza, una tessera che permette ai clienti di raccogliere timbri dopo gli acquisti e di accedere, al termine del percorso, a premi, vantaggi o sconti. Quattro attività si uniscono in via dei Martiri La rete nasce dall’accordo tra Minimal Caffè, Creation Capelli & Corpo, 20 Training Lab e KG Jewellery. Si tratta di attività diverse tra loro, dal bar alla cura della persona, dal personal training alla gioielleria, ma accomunate dalla stessa posizione e dalla volontà di sostenersi a vicenda. L’idea è semplice: chi entra in uno dei negozi può essere invogliato a conoscere anche gli altri, con un circuito che punta a rendere più viva la zona e a rafforzare il rapporto con i clienti. Sul profilo Instagram di Civico 27 il progetto viene presentato come l’unione di quattro eccellenze locali, nate per fare squadra nel cuore di Nichelino. Come funziona il Passaporto della Piazza Il meccanismo del Passaporto della Piazza si basa su una tessera consegnata ai clienti. Ogni acquisto di beni o servizi in una delle attività aderenti dà diritto a un timbro. Per completare il percorso bisogna ottenere tutti e quattro i timbri, uno per ciascun negozio coinvolto. Una volta terminato il circuito, il cliente può richiedere il premio previsto dall’iniziativa. La validità complessiva è di cinque mesi: dal primo timbro si hanno tre mesi per completare la raccolta e altri due mesi per riscattare il vantaggio assegnato. Un modello che potrebbe crescere ancora Il progetto viene indicato come una possibile strada per altre attività commerciali del territorio. L’assessore al Commercio di Nichelino, Giorgia Ruggiero, ha presentato l’iniziativa come un segnale concreto della capacità del tessuto economico cittadino di collaborare e innovare, con il sostegno dell’amministrazione comunale. Nelle intenzioni dei promotori, Civico 27 potrebbe allargarsi ad altri commercianti interessati a strumenti condivisi di fidelizzazione, promozione locale e valorizzazione del commercio di prossimità. - Published: 2026-05-10 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/empatia-e-relazioni-la-ricerca-di-torino-svela-cosa-puo-fare-la-differenza.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Una ricerca dell’Università di Torino mette al centro il legame tra personalità, emozioni e relazioni affettive. Il lavoro, coordinato dalla professoressa Georgia Zara del Dipartimento di Giurisprudenza, ha coinvolto oltre 1. 500 persone della popolazione italiana e rientra nel progetto PERSEO. All’indagine hanno partecipato i professori Lorys Castelli e Franco Freilone del Dipartimento di Psicologia, le ricercatrici Marialaura Di Tella, Agata Benfante e Sara Veggi, insieme a esperti internazionali. I risultati sono apparsi su riviste scientifiche come Current Research in Behavioral Sciences, Heliyon e BJPsych Open. Le emozioni pesano sulla qualità dei rapporti Il punto di partenza della ricerca riguarda la capacità di riconoscere ciò che si prova e di comprendere le emozioni degli altri. Quando questa competenza si indebolisce, anche i rapporti personali possono diventare più fragili. I ricercatori hanno analizzato la cosiddetta Tetrade Oscura, composta da psicopatia, Machiavellismo, narcisismo e sadismo sottile. Sono tratti legati a freddezza emotiva, tendenza alla manipolazione e scarso investimento affettivo. Nel confronto con empatia e alessitimia, cioè la difficoltà a dare un nome alle proprie emozioni, è emerso un quadro netto: chi presenta valori più alti in questi tratti mostra spesso maggiori problemi nella gestione emotiva. Personalità e relazioni stabili mostrano un legame Una parte dello studio ha riguardato le relazioni sentimentali. Dai dati è emerso che gli uomini coinvolti nell’indagine hanno riportato, in media, livelli più alti dei tratti riconducibili alla Triade Oscura. Un altro elemento riguarda la condizione sentimentale. Le persone impegnate in rapporti stabili hanno mostrato valori più bassi rispetto ai single. Il dato suggerisce che una minore apertura emotiva e atteggiamenti più manipolativi possano rendere più difficile costruire una relazione duratura. La stabilità affettiva, quindi, sembra collegata anche alla capacità di riconoscere il proprio mondo interno e di leggere quello dell’altra persona. L’empatia diventa un fattore di protezione La ricerca ha esaminato anche il rapporto tra empatia e atteggiamenti favorevoli alla violenza vendicativa nelle relazioni intime. Una minore capacità empatica risulta associata sia ai tratti della Tetrade Oscura sia a una maggiore accettazione di comportamenti punitivi e vendicativi. Da questo quadro emerge il ruolo dell’educazione emotiva. Rafforzare la consapevolezza delle emozioni, migliorare l’ascolto e sviluppare empatia può aiutare a ridurre dinamiche dannose nei rapporti. Il lavoro dell’Università di Torino indica quindi una direzione precisa: conoscere meglio le emozioni può incidere sulla qualità delle relazioni e sulla prevenzione dei comportamenti più aggressivi. - Published: 2026-05-10 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-nuovi-cantieri-dall11-maggio-chiusure-e-deviazioni-in-citta.html - Categorie: News Torino si prepara a una nuova fase di lavori stradali, con modifiche alla circolazione previste tra lunedì 11 e mercoledì 13 maggio. Gli interventi toccheranno punti diversi della città, da piazza Baldissera a via Tripoli, fino a corso Moncalieri, con restringimenti, divieti di sosta e deviazioni temporanee. Per automobilisti, residenti e utenti del trasporto pubblico saranno giorni da seguire con attenzione, soprattutto nelle fasce orarie interessate dai cantieri e nelle aree in cui verrà installata la segnaletica provvisoria. Piazza Baldissera si ferma per l’asfaltatura Il primo intervento riguarderà piazza Baldissera, dove lunedì 11 maggio, dalle 9. 30 alle 13, la rotatoria all’incrocio con corso Mortara sarà chiusa al traffico. La sospensione della circolazione servirà a completare l’asfaltatura definitiva del nodo viabile, con il raccordo tra la nuova pavimentazione e quella già presente. Durante la chiusura, i veicoli saranno indirizzati verso via Livorno. La modifica avrà effetti anche sui mezzi pubblici: le linee 11, 49, 77, 91 e B1 seguiranno percorsi alternativi. Restano valide, inoltre, le variazioni già attive per le linee 10N, 52, 67 Festiva, 69, 91 e N10 Gialla, legate alla riqualificazione della sede tranviaria in via Chiesa della Salute. Via Tripoli cambia volto fino al 20 maggio Sempre da lunedì 11 maggio, salvo condizioni meteo sfavorevoli, partirà il rifacimento della sede stradale in via Tripoli, nel tratto tra largo Tirreno e piazza Santa Rita. Il cantiere procederà per fasi, con la rimozione della pavimentazione esistente, la posa del nuovo asfalto e il successivo ripristino della segnaletica orizzontale. La conclusione dei lavori è prevista entro il 20 maggio. Nel corso dell’intervento la carreggiata sarà ridotta in parte e potranno formarsi rallentamenti. Sono previsti divieti di sosta nelle zone interessate, con possibilità di parcheggio serale solo dove compatibile con l’avanzamento del cantiere. Le linee Gtt non avranno deviazioni, ma alcune fermate potranno essere spostate per un periodo limitato. Corso Moncalieri avrà due corsie aperte Da mercoledì 13 maggio il cantiere si sposterà anche in corso Moncalieri, tra Ponte Isabella-viale San Vito e via Febo. L’intervento prevede l’allargamento del marciapiede sul lato est fino all’accesso del Parco Leopardi, oltre al rifacimento dell’asfalto. Per tutta la durata dei lavori la carreggiata passerà da quattro a due corsie complessive, una per senso di marcia. Saranno chiusi il marciapiede lato collina e la sosta lungo la carreggiata. Il cantiere rientra nel piano “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, che prevede oltre 140 cantieri nei prossimi 18 mesi, con un investimento da 32 milioni di euro sostenuto da Fondazione CRT. - Published: 2026-05-10 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/palio-dei-poeti-torino-sceglie-il-vincitore-nella-finalissima-del-10-maggio.html - Categorie: Cultura Torino affida ancora una volta alla poesia il racconto dei suoi quartieri. Il Palio dei Poeti della Città di Torino si avvia verso l’atto conclusivo della sua quarta edizione, con una finale che porterà sul palco autori legati simbolicamente alle diverse aree cittadine. L’appuntamento è fissato per domenica 10 maggio alla Sala Cral Smat, in strada del Nobile 12. La serata rientra nel calendario del Salone Off e chiuderà un percorso costruito tra selezioni, letture pubbliche e confronto diretto tra i partecipanti. La città si racconta attraverso sedici voci Il meccanismo del Palio mette al centro sedici poeti, ognuno associato a una contrada collegata alle Circoscrizioni torinesi. Non si tratta di una semplice lettura di testi: la gara valorizza il modo in cui le parole arrivano al pubblico, il ritmo dell’esposizione, la forza interpretativa e la capacità di trasformare un componimento in un momento condiviso. Ogni autore porta con sé una parte di Torino. Nei versi trovano spazio memorie, luoghi, sensibilità e immagini legate ai territori urbani. La competizione assume quindi un significato che supera il risultato finale, perché diventa una forma di partecipazione culturale radicata nei quartieri. Dopo le semifinali arriva la sfida decisiva La fase precedente del concorso si è svolta domenica 3 maggio al Salone Eventi Open 011 di corso Venezia. Da quel passaggio sono usciti i nomi chiamati ora a contendersi il titolo nella serata finale del 10 maggio. La collocazione nel Salone Off offre alla manifestazione una cornice riconoscibile, legata ai giorni in cui Torino concentra molte iniziative dedicate ai libri, agli autori e alla lettura. Il Palio entra in questo contesto con una formula popolare, diretta, pensata per avvicinare la parola poetica anche a chi di solito resta lontano dai circuiti letterari più tradizionali. Un evento che porta la poesia nei quartieri Il tratto più interessante della manifestazione resta il rapporto tra scrittura e identità cittadina. Il Palio dei Poeti non presenta la poesia come esercizio distante, riservato a pochi, ma come strumento capace di creare ascolto e confronto. Sul palco della Sala Cral Smat i finalisti saranno chiamati a rappresentare una parte della città attraverso testi e interpretazioni personali. Torino diventa così il terreno comune di una sfida in versi, nella quale la dimensione artistica si intreccia con il senso di appartenenza. - Published: 2026-05-09 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/a-torino-si-studiano-le-coltivazioni-del-futuro-per-luna-e-marte.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Torino entra nel campo dell’agricoltura spaziale con un laboratorio nato nell’area di Mirafiori, dove un gruppo dell’Università di Torino studia la risposta delle piante a condizioni ambientali molto lontane da quelle terrestri. Il progetto, guidato da Massimo Maffei, docente di fisiologia vegetale e Astrobiologia, coinvolge ricercatori, dottorandi e tesisti impegnati su una domanda precisa: quali colture potrebbero resistere in scenari simili a quelli della Luna e di Marte? Il lavoro parte da simulazioni controllate. Campi magnetici ridotti, gravità modificata e terreni simili alla regolite extraterrestre servono a verificare la capacità di adattamento degli organismi vegetali. Tra i risultati più recenti figura anche uno studio sul mais pubblicato su Nature Scientific Reports, dedicato alla sopravvivenza della pianta in un ambiente marziano ricostruito in laboratorio. A Mirafiori si testano colture in condizioni estreme Nel laboratorio torinese vengono osservate specie diverse, dalla Arabidopsis thaliana alla menta, dai pomodori ai fagioli, fino al mais. Le colture crescono su substrati artificiali che riproducono alcune caratteristiche dei suoli lunari e marziani, ambienti difficili per gli organismi viventi a causa della tossicità e dello stress ossidativo. Per migliorare la tenuta delle piante, il gruppo ha introdotto il biochar, un carbone vegetale prodotto da biomasse. Nei test condotti a Torino, questo materiale ha contribuito ad aumentare la sopravvivenza delle colture. Le combinazioni più efficaci sono risultate quelle con il 70% di biochar per il terreno marziano simulato e il 60% per quello lunare. Strumenti speciali ricreano gli effetti dello spazio La ricerca utilizza apparecchiature pensate per riprodurre alcune condizioni fisiche presenti fuori dalla Terra. Tra queste ci sono un incubatore anti-gravità e un sistema di bobine di Helmholtz, impiegato per modificare il campo magnetico intorno alle piante. Le osservazioni hanno mostrato effetti misurabili sul ciclo vegetale. In condizioni di stress magnetico, alcune piante hanno registrato un ritardo nella fioritura di circa quattro giorni. Un dato che permette di capire meglio come i vegetali regolano crescita, sviluppo e risposta agli stimoli quando l’ambiente cambia in modo radicale. La ricerca guarda alle serre per Luna e Marte Il progetto punta a individuare i geni coinvolti nei meccanismi di adattamento e a selezionare le specie più adatte a future serre extraterrestri. Per missioni di lunga durata, la produzione vegetale in ambienti controllati potrebbe diventare una risorsa strategica. Le attività dell’Università di Torino hanno ricevuto il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana, con un finanziamento di circa 800. 000 euro. Il lavoro viene seguito anche da soggetti del comparto aerospaziale come Alenia e NASA, interessati agli sviluppi di una ricerca che da Mirafiori guarda alle coltivazioni fuori dalla Terra. - Published: 2026-05-09 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/zecche-cresce-lallerta-in-piemonte-aumentano-i-casi-di-lyme.html - Categorie: News Le zecche stanno diventando una presenza sempre più frequente anche in Italia, con un’attenzione crescente per le infezioni che possono essere trasmesse all’uomo. Il fenomeno riguarda in modo particolare il Nord, dove l’aumento delle temperature e gli inverni più miti hanno favorito una maggiore attività di questi parassiti. Anche il Piemonte rientra tra le aree osservate dagli esperti, dopo l’incremento dei casi di malattia di Lyme registrato negli ultimi anni. Le zecche si spingono più in alto La diffusione della zecca dei boschi, nota come Ixodes ricinus, risulta in crescita da diversi decenni. I dati più recenti indicano un aumento delle infezioni da Lyme e dei casi di encefalite da zecca, soprattutto tra il 2015 e il 2022. Le zone più colpite restano Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Liguria, con la provincia di Belluno considerata tra le più esposte. Il Piemonte, pur con numeri inferiori rispetto ad altre regioni del Nord, mostra segnali che richiedono attenzione. Le zecche vengono ormai individuate anche a quote superiori ai 1. 400 metri, in aree dove in passato erano meno presenti. A favorire questa espansione sono le stagioni più calde, che allungano il periodo di attività dei parassiti e aumentano le occasioni di contatto con l’uomo. Lyme e TBE restano le infezioni da monitorare Il morso di una zecca, da solo, non rappresenta sempre un pericolo. Il rischio nasce quando il parassita trasmette virus, batteri o protozoi. Tra le malattie più note c’è la malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi. Il primo campanello d’allarme può essere un arrossamento circolare vicino alla zona del morso. Senza una cura adeguata, l’infezione può interessare articolazioni, cuore e sistema nervoso. L’encefalite da zecca, chiamata TBE, può invece colpire il sistema nervoso centrale. All’inizio può ricordare una normale influenza, ma nei casi più gravi può lasciare conseguenze neurologiche. Per questa malattia è disponibile un vaccino. Tra le altre infezioni da tenere presenti ci sono rickettsiosi, anaplasmosi e babesiosi. Dopo una passeggiata serve un controllo accurato Le persone più esposte sono quelle che frequentano boschi, prati e aree verdi per sport, lavoro o tempo libero. In Italia sono presenti diverse specie di zecche, tra cui quella dei boschi, del cane, del piccione e degli uccelli. La prevenzione resta la misura più efficace. Dopo una passeggiata in zone verdi è utile controllare con attenzione il corpo e rimuovere eventuali zecche con pinzette adatte, senza schiacciarle. Il fattore tempo conta: più il parassita resta attaccato alla pelle, più cresce il rischio di trasmissione di agenti patogeni. - Published: 2026-05-09 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/a-torino-riapre-lex-mercato-ittico-le-insegne-storiche-restano-nel-nuovo-spazio.html - Categorie: News L’ex Mercato Ittico a Porta Palazzo tornerà accessibile con una funzione diversa rispetto al passato. Il padiglione, chiuso dal 2021, sarà destinato a eventi culturali, iniziative temporanee e manifestazioni pubbliche. Il primo evento è fissato per giovedì e sarà legato al Salone Off. La riapertura arriva dopo una serie di interventi interni sull’edificio, risalente al 1837. Le opere hanno interessato la pulizia degli spazi, il rifacimento dei servizi igienici, la sostituzione di alcuni vetri e l’adeguamento delle uscite di sicurezza. L’investimento totale corrisponde a una somma di circa 138. 000 euro. Il vecchio mercato conserva i suoi segni più riconoscibili Il progetto non cancella la memoria del luogo. Dentro il padiglione resteranno infatti diversi elementi legati alla lunga storia del mercato del pesce. Tra questi ci sono le insegne originali di alcuni stand, come Boutique del Mare, La Pescheria e L’Angolo del Pesce. Porta Palazzo cerca nuovi spazi per cultura e socialità La nuova destinazione dell’ex Mercato Ittico rientra nel sistema degli usi temporanei, con l’obiettivo di far vivere il padiglione attraverso attività culturali, artistiche e sociali. L’amministrazione comunale punta a inserire questo spazio nel percorso di rilancio di Porta Palazzo, una delle aree più riconoscibili e frequentate della città. Paolo Chiavarino, assessore al Commercio, ha spiegato che il progetto intende creare un legame tra commercio, cultura e iniziative pubbliche. Il padiglione, quindi, non tornerà a essere un mercato nel senso tradizionale, ma diventerà un contenitore aperto a funzioni diverse. Dagli eventi estivi alla candidatura di Torino per il 2033 Il calendario coinvolgerà anche altre zone di piazza della Repubblica. Dal 10 al 13 giugno si svolgerà il Festival di Porta Palazzo, che prevede incontri ed eventi musicali. In seguito arriveranno iniziative collegate al Kappa FuturFestival, al Festival dell’Architettura e a Terra Madre. L’ex Mercato Ittico entrerà anche nel percorso legato alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Con questa riapertura, la Città vuole restituire una funzione pubblica a un edificio storico, senza cancellarne l’identità. Porta Palazzo potrà così contare su un nuovo spazio per eventi, aggregazione e iniziative temporanee. - Published: 2026-05-09 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/mercatini-delle-pulci-in-piemonte-weekend-ricco-dove-andare-il-9-e-10-maggio.html - Categorie: Eventi Il weekend del 9 e 10 maggio porta in Piemonte un fitto calendario di appuntamenti dedicati ad antiquariato, vintage, libri, vinili e oggetti da collezione. Tra città, colline e piccoli centri, la regione si prepara a due giornate pensate per chi ama curiosare tra bancarelle, pezzi d’epoca e articoli dal gusto retrò. Il programma tocca diverse aree del territorio, dall’Alessandrino al Torinese, dalle Langhe al Biellese, con mercatini ormai noti e altri appuntamenti più raccolti. Per molti visitatori sarà l’occasione per acquistare oggetti particolari, recuperare volumi usati, scoprire dischi rari o semplicemente vivere una giornata diversa tra piazze e borghi piemontesi. Il Monferrato apre il weekend tra libri e vintage Tra le prime tappe segnalate c’è Acqui Terme, dove torna Librando, appuntamento dedicato ai libri e agli oggetti d’epoca. Il mercatino richiama lettori, collezionisti e appassionati di pezzi con una storia, in un contesto adatto a chi cerca articoli fuori dai circuiti commerciali più consueti. Sempre nell’Alessandrino, Casale Monferrato ospita uno dei mercatini storici più conosciuti della zona. Il percorso tra le bancarelle richiama chi ama l’antiquariato, il riuso e gli oggetti capaci di raccontare un’altra stagione del gusto. Nel Monferrato trovano spazio anche il mercatino vintage di Cocconato e quello dell’usato di Incisa Scapaccino, due mete adatte a chi vuole unire la passeggiata alla ricerca di piccole rarità. Vinili, collezionismo e antiquariato tra Biella e Cuneo Il fine settimana guarda anche al Biellese e al Cuneese, con appuntamenti legati al collezionismo musicale e all’antiquariato. A Biella arriva la Fiera del Disco, punto di riferimento per chi cerca vinili, album da collezione e materiali legati alla musica. A Cherasco torna invece il tradizionale appuntamento dedicato ad antiquariato e collezionismo, una delle proposte più riconoscibili per chi segue questo tipo di eventi in Piemonte. Nel calendario trova posto anche il mercatino di Ponderano, altra tappa utile per chi desidera scoprire oggetti particolari tra banchi e curiosità. Torino e dintorni restano al centro del calendario Il Torinese propone uno dei programmi più ricchi. A Torino tornano nomi noti come Gran Balon, Extravaganza e Stramercatino, appuntamenti capaci di richiamare un pubblico ampio tra appassionati, curiosi e visitatori alla ricerca di pezzi originali. Il percorso prosegue poi con il Mercantico di Carmagnola e con il mercatino di Rivarolo Canavese, due mete che arricchiscono il calendario del weekend. Nelle Langhe, Piazzetta Affari anima Piobesi d’Alba con bancarelle e curiosità, in una cornice adatta a chi vuole abbinare shopping e territorio. A chiudere il fine settimana sarà il mercatino dell’antiquariato di Trino, destinazione indicata per chi cerca oggetti rari e atmosfere d’altri tempi. Il Piemonte, anche in questo weekend, conferma il forte legame con la tradizione dei mercatini vintage e dell’antiquariato. - Published: 2026-05-09 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/sport/lecce-juventus-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport La corsa Champions della Juventus passa da Lecce. I bianconeri arrivano alla sfida del Via del Mare dopo il passo falso contro il Verona e hanno bisogno di ritrovare subito i tre punti per difendere il quarto posto dagli assalti di Roma e Como. La squadra di Spalletti si presenta in Salento con pressione e margini d’errore ridotti, mentre il Lecce cerca punti per allontanarsi dalla zona retrocessione. Un incrocio che mette in palio obiettivi opposti ma ugualmente decisivi in questo finale di stagione. Una trasferta delicata per la Juve L’ambiente attorno alla partita resta carico di tensione. Spalletti, nella conferenza della vigilia, ha parlato di una gara complicata anche per il contesto del Via del Mare, pronto a spingere il Lecce verso un risultato utile nella lotta salvezza. La Juventus sa di non poter più perdere terreno: il ko interno contro il Verona ha riaperto la corsa europea e ogni dettaglio rischia di incidere sulla classifica. Il tecnico bianconero dovrebbe affidarsi al 3-4-3 con Di Gregorio tra i pali, difesa composta da Kalulu, Bremer e Kelly e una linea di centrocampo formata da McKennie, Locatelli, Thuram e Cambiaso. In attacco spazio a Conceicao, Vlahovic e Yildiz, con il giovane turco ancora protagonista del reparto offensivo juventino. Lecce a caccia di punti salvezza Il Lecce di Di Francesco affronta la sfida con motivazioni altrettanto forti. I salentini restano coinvolti nella sfida per non retrocedere insieme alla Cremonese e puntano sul fattore campo per mettere in difficoltà la Juventus. Il clima dello stadio si preannuncia caldo e la squadra giallorossa proverà a sfruttare ritmo per sorprendere i bianconeri. La probabile formazione vede Falcone in porta, Veiga, Siebert, Tiago Gabriel e Gallo in difesa, con Coulibaly e Ramadani in mediana. Sulla trequarti dovrebbero agire Pierotti, Ngom e Banda alle spalle di Cheddira, riferimento offensivo scelto da Di Francesco per guidare l’attacco pugliese. Dove vedere la partita in tv e streaming La sfida tra Lecce e Juventus è in programma sabato 9 maggio alle 20:45. Il match sarà trasmesso in diretta su DAZN e disponibile anche su Sky Sport. Gli utenti potranno seguire la gara tramite smart TV, app per smartphone e tablet oppure in streaming da browser su PC. - Published: 2026-05-09 - Modified: 2026-05-09 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-sassuolo-2-1-rimonta-granata-in-cinque-minuti-simeone-e-pedersen-decisivi.html - Categorie: Sport Il Torino torna a vincere e lo fa con una reazione concentrata in pochi minuti. Al Grande Torino, la squadra di D’Aversa supera il Sassuolo 2-1 dopo essere finita sotto in avvio di ripresa. Il gol di Thorstvedt aveva messo avanti i neroverdi, poi la risposta granata è arrivata con Simeone e Pedersen, entrambi decisivi in una fase della partita in cui il Toro ha cambiato passo. Il successo permette ai granata di salire a 44 punti, quota già raggiunta nella scorsa stagione a due giornate dal termine. Per il Sassuolo, invece, resta il rammarico di aver perso una gara che, dopo il vantaggio, sembrava indirizzata su binari favorevoli. Il primo tempo resta bloccato dopo le prime occasioni La partita si accende subito, con spazi concessi da entrambe le parti. Il Sassuolo crea la prima occasione dopo pochi minuti: Pinamonti approfitta di un varco nella retroguardia granata, ma la conclusione non crea grandi problemi a Paleari. Il Torino risponde con Njie, schierato dal primo minuto accanto a Simeone. Il giovane attaccante granata va vicino al gol al 12’, quando colpisce la traversa di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Gineitis. Poco dopo spreca una chance ancora più netta, con una conclusione alta da posizione favorevole. Dopo il primo quarto d’ora, però, il ritmo cala. La gara perde intensità, gli errori tecnici aumentano e le due squadre faticano a costruire azioni pulite. Prima dell’intervallo Simeone prova una rovesciata spettacolare, ma il gioco era già fermo per un fallo precedente. Thorstvedt trova la rete, poi Simeone cambia la partita A inizio ripresa il Sassuolo passa in vantaggio. Lipani affonda sulla destra e mette in mezzo un pallone che attraversa l’area granata. Marianucci non riesce a intervenire, Lazaro resta fermo e Thorstvedt trova il tocco vincente da pochi passi. Il Toro accusa il colpo per qualche minuto, poi D’Aversa modifica la gara con gli ingressi di Zapata e Pedersen. La squadra granata aumenta la pressione e al 62’ sfiora il pareggio con Simeone, fermato dalla traversa su un colpo di testa preciso. Il pari arriva quattro minuti dopo. Ebosse crossa dalla fascia, Simeone attacca l’area e firma l’1-1. Per l’argentino è l’undicesimo gol in campionato. Pedersen firma la rimonta dopo l’assist di Zapata Il Torino completa la rimonta al 71’. Zapata riceve e mette al centro un pallone invitante, Pedersen si inserisce con il tempo giusto e batte Muric di testa. È il primo gol in maglia granata per il terzino, entrato da poco e subito decisivo. Nel finale il Sassuolo prova a reagire, ma senza trovare il varco per il pareggio. Il Torino gestisce il vantaggio e va vicino al tris con Ilkhan, servito da Zapata. La partita si chiude sul 2-1, con i granata che ritrovano la vittoria dopo tre gare senza successi. - Published: 2026-05-08 - Modified: 2026-05-08 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/canado-family-hotel-un-percorso-che-punta-a-ridefinire-gli-standard-dellospitalita-family.html - Categorie: Turismo Donoratico (LI), 06 maggio 2026 - A oltre vent’anni dalla sua nascita come Residenza Turistico-Alberghiera, il Canado Family Hotel, situato direttamente sul mare della Costa degli Etruschi in Toscana, completa il proprio percorso evolutivo. Oggi, dopo un processo di riqualificazione progressivo e significativo, si afferma come struttura alberghiera di riferimento in Italia per le vacanze in famiglia. Un percorso articolato in diverse fasi dalla formula residenziale al villaggio turistico, fino all’attuale configurazione di resort accompagnato da investimenti costanti e da una graduale ridefinizione del modello di business. Canado si presenta oggi come un family hotel con un’identità chiara: un’offerta costruita attorno alle esigenze concrete di genitori e bambini, con un’attenzione specifica alla prima infanzia. Questo orientamento si traduce in scelte operative mirate e nello sviluppo di servizi dedicati ai nuclei familiari con bambini piccoli. «Abbiamo scelto di concentrarci su una fascia d’età poco presidiata, sviluppando servizi pensati per la quotidianità delle famiglie», dichiara Monica Cebotari, General Manager. «Il nostro obiettivo è contribuire a un’evoluzione degli standard dell’ospitalità family, partendo dall’osservazione dei reali bisogni dei nostri ospiti». In questo contesto si inserisce il Baby Club per la fascia 1-3 anni, un servizio strutturato e continuativo, ancora poco diffuso nel panorama ricettivo italiano, progettato per offrire un supporto concreto ai neogenitori durante il soggiorno. Il modello sviluppato da Canado trova, inoltre, fondamento nel proprio contesto distintivo. Inserito all’interno di una pineta secolare e affacciato direttamente sul mare, con accesso alla spiaggia in pochi passi e senza attraversamenti stradali, il complesso garantisce una forte prossimità tra camere, servizi, piscine e aree comuni, facilitando la gestione della vacanza per le famiglie con bambini piccoli. «Distanze ridotte, percorsi sicuri e un ambiente raccolto rendono più semplice vivere il soggiorno in famiglia», prosegue Lorenzo Socci, Marketing Manager. «Oggi non sarebbe possibile edificare in un’area tanto privilegiata: Canado nasce infatti dal recupero architettonico dell’ex complesso industriale del Cantiere Navale Donoratico, abbandonato dagli anni Settanta, da cui deriva l’acronimo Canado, e trasformato nel tempo in un sistema ricettivo integrato con l’ambiente naturale». Il percorso di riposizionamento degli ultimi dieci anni ha incluso interventi di ristrutturazione delle camere, il potenziamento dell’offerta ristorativa e dei servizi, nonché una progressiva rimodulazione dei processi organizzativi: un modello che integra visione, strategia e investimenti, con l’obiettivo di evolvere insieme ai bisogni delle famiglie. Grazie a questo approccio, Canado si conferma come punto di riferimento per chi sceglie una vacanza al mare in famiglia in Toscana e come realtà di rilievo nel segmento family anche a livello nazionale. Contatti e Riferimenti Canado Family Hotel canadofamilyhotel. it info@canadofamilyhotel. it +39 0565 7721 Loc. Villa Emilia, 361 57022 - Castagneto Carducci (LI) - Published: 2026-05-08 - Modified: 2026-05-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-in-piemonte-il-9-e-10-maggio-gli-appuntamenti-da-non-perdere.html - Categorie: Eventi Il fine settimana del 9 e 10 maggio 2026 porta in Piemonte un calendario fitto di appuntamenti, tra sagre, fiere di primavera, rievocazioni storiche e feste dedicate ai prodotti del territorio. Per chi vuole lasciare la città per qualche ora, la regione offre molte possibilità: dai borghi dell’Astigiano alle valli cuneesi, dal Novarese al Vercellese, fino alla provincia di Torino. Il programma mette insieme tradizione, sapori locali, mercati, fiori, musica e iniziative pensate per famiglie, curiosi e appassionati di cultura popolare. Un weekend adatto a chi cerca una gita breve, senza rinunciare a un itinerario ricco. Il Piemonte riscopre castelli, borghi e antiche tradizioni Per chi ama la storia, uno degli appuntamenti più interessanti è a Monastero Bormida, nell’Astigiano. Domenica 10 maggio il borgo torna idealmente al 1403, con il castello animato da cavalieri, capitani di ventura, prove di scherma e dimostrazioni di tiro con l’arco. Nel Novarese, a Pombia, debutta la prima Sagra della birra. Al centro dell’evento c’è la Virtis, presentata come una riproduzione della birra luppolata più antica d’Europa, risalente al VI secolo a. C. Nel Biellese, invece, Valdilana ospita il Festival dell’Eresia, con musica e cinema legati ai temi del rispetto e della libertà di scelta. Sapori di maggio tra polenta, vino e dolci piemontesi Il weekend parla anche la lingua della cucina. A Caraglio, in provincia di Cuneo, torna la Sagra della Polenta Bastarda, preparata con cinque antiche varietà di mais. In Valle di Susa, a Vaie, spazio al Canestrello, biscotto tradizionale cotto sui ferri roventi. Per gli appassionati di vino, l’appuntamento più atteso è a Nizza Monferrato con “Nizza è Barbera”: oltre 70 produttori e 500 etichette trasformano il centro astigiano in una vetrina dedicata al territorio. Nel Vercellese, a Trino, riso e vino diventano protagonisti, mentre a Villafranca d’Asti si celebra la norcineria. Fiori, mercati e fiere animano la primavera piemontese La stagione trova spazio nelle fiere ortoflorovivaistiche. A Giaveno arriva Maggionatura, mentre Fossano ospita Expoflora. Anche Bruino, Carignano e San Germano Chisone propongono mercatini a tema e passeggiate in mezzo ai colori dei fiori. Il legame con la terra resta forte a Fobello, dove la Fiera della Val Mastallone valorizza la zootecnia montana valsesiana. A San Giorgio Canavese si svolgerà il Mercato della Terra. A chiudere il quadro c’è la Fiera di Maggio di Santhià, con tre giorni tra hobbistica, degustazioni e appuntamenti in piazza. - Published: 2026-05-08 - Modified: 2026-05-08 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-sassuolo-i-precedenti-sette-vittorie-granata-nelle-undici-sfide-in-casa.html - Categorie: Sport Il Torino torna all’Olimpico Grande Torino con la necessità di dare una risposta dopo la sconfitta subita sul campo dell’Udinese. Il ko del Bluenergy Stadium ha interrotto una serie di quattro risultati utili consecutivi e ha riportato i granata davanti a una prova utile per misurare tenuta, carattere e capacità di reazione. Di fronte ci sarà il Sassuolo di Fabio Grosso, decimo in classifica e reduce da una fase positiva. La formazione neroverde, da neopromossa, ha costruito una stagione senza eccessivi affanni nella lotta salvezza e arriva alla sfida dopo i risultati raccolti contro Como, Milan e Fiorentina. Il precedente storico in casa granata, però, resta favorevole al Toro: nelle undici gare di Serie A giocate all’Olimpico Grande Torino contro gli emiliani, il bilancio parla di sette vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Il Torino riparte da un dato casalingo favorevole Il confronto con il Sassuolo arriva in una fase nella quale il Toro guarda più alla costruzione del futuro che a obiettivi di classifica ormai complessi da inseguire. La gara, per questo, assume un valore preciso: chiudere bene la stagione, ritrovare solidità dopo lo stop di Udine e verificare le risposte del gruppo davanti al proprio pubblico. I numeri interni contro i neroverdi restano un punto di partenza incoraggiante. In Serie A, al Grande Torino, i granata hanno spesso trovato il modo di indirizzare la partita. Il Sassuolo, pur forte di un buon momento, dovrà quindi misurarsi con una tradizione che, almeno sul campo torinese, ha premiato con decisione la squadra di casa. La prima sfida in A resta legata a Ventura Il primo incontro nel massimo campionato tra Torino e Sassuolo risale al 25 agosto 2013. In quella occasione furono i granata a imporsi per 2-0, in una partita decisa dalle reti di Brighi e Cerci. Sulla panchina del Toro sedeva Gian Piero Ventura, tecnico legato a una fase importante della storia recente del club. Quel successo aprì la serie dei confronti casalinghi in Serie A con i neroverdi e resta uno dei riferimenti del bilancio favorevole. Da allora, il confronto tra le due squadre ha offerto gare spesso ricche di episodi, con risultati capaci di pesare sul cammino stagionale di entrambe. Dal ko del 2022 al 5-3 del 2017 L’ultima sconfitta interna del Torino contro il Sassuolo risale alla stagione 2022/23. Il 17 settembre 2022, la squadra allora allenata da Juric fu battuta dai neroverdi guidati da Dionisi. A decidere la partita fu un gol di Augustin Alvarez nel recupero, al 93’. Tra i precedenti più ricordati resta però il 5-3 del 28 maggio 2017. Fu una partita piena di gol già nel primo tempo, chiuso sul 3-2 dopo le reti granata di Boye, Baselli e De Silvestri, con la doppietta di Defrel a tenere in gioco il Sassuolo. Nella ripresa, Iago Falque e Belotti misero il risultato al sicuro. Il terzo gol di Defrel, arrivato nel finale, non cambiò l’esito di una gara rimasta nella memoria dei tifosi. - Published: 2026-05-08 - Modified: 2026-05-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/metro-2-torino-avviata-la-gara-per-le-opere-civili-cantieri-verso-il-2026.html - Categorie: News Torino compie un nuovo passo verso la realizzazione della Metro 2. La procedura per le opere civili è stata ufficialmente avviata e segna l’ingresso del progetto in una fase più concreta, dopo anni di attese, verifiche tecniche e passaggi amministrativi. La giunta comunale ha preso atto del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, un atto che consente di spingere l’iter verso la fase dei cantieri. Il sindaco Stefano Lo Russo ha definito questo passaggio un momento storico per Torino, legandolo alla trasformazione della mobilità urbana e alla necessità di dotare la città di un’infrastruttura attesa da tempo. L’obiettivo resta quello di avviare i lavori tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, con conclusione prevista nel 2032. La gara avviata porta Torino verso i primi cantieri La nuova fase riguarda la gara per la realizzazione delle opere civili della Linea 2 della metropolitana. Si tratta di uno dei capitoli più rilevanti dell’intervento, perché interessa la struttura materiale dell’opera e prepara il terreno al futuro sistema di trasporto. La scelta amministrativa punta a ridurre i rischi di rallentamento e a rendere più ordinata la gestione dell’intervento. Il Comune considera la Metro 2 una delle opere più importanti per il futuro della città, sia per il collegamento tra i quartieri sia per il rafforzamento del trasporto pubblico. Due lotti finanziati per arrivare fino a Porta Nuova L’appalto sarà diviso in due lotti già coperti dalle risorse necessarie. Il primo tratto andrà da Rebaudengo a Croce Rossa e avrà un valore di 366 milioni di euro. Il secondo collegherà Croce Rossa a Porta Nuova, con un importo pari a 619 milioni di euro. La separazione dei lotti nasce dalla volontà di rendere più flessibile la gestione dei cantieri e contenere possibili ritardi. Per Palazzo Civico, questa impostazione può aiutare a rispettare il cronoprogramma e a mantenere più saldo il controllo sui tempi di avanzamento dell’opera. Il progetto guarda già al Politecnico La progettazione della Metro 2 non si ferma a Porta Nuova. Il quadro approvato comprende anche il lotto 2C fino al Politecnico, tratta stimata in 227 milioni di euro. Questa parte, al momento, non ha ancora una copertura finanziaria. Il Comune si prepara a procedere appena saranno disponibili nuovi fondi statali. L’estensione verso il polo universitario viene considerata strategica, perché permetterebbe di rafforzare un asse centrale per studenti, residenti e lavoratori. La Metro 2 viene così presentata come un’infrastruttura destinata a cambiare il modo di muoversi a Torino. - Published: 2026-05-08 - Modified: 2026-05-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/campionato-di-cappuccino-a-torino-la-gara-tra-studenti-che-premia-talento-e-precisione.html - Categorie: Eventi Il cappuccino diventa materia di gara a Torino, dove studenti degli istituti tecnici e professionali si sono sfidati tra espresso, latte caldo e schiuma. Nella sede dell’Engim Artigianelli, al Teatro Juvarra, è andata in scena la 14esima edizione del Campionato di Cappuccino, una competizione studentesca indicata come unica in Italia e pensata per mettere alla prova tecnica, precisione e creatività dei futuri professionisti della caffetteria. La sfida ha riunito 39 ragazzi tra i 14 e i 19 anni, divisi nelle categorie Junior e Senior. Accanto agli studenti arrivati dal Nord Italia, quest’anno la gara ha assunto un profilo più internazionale grazie alla presenza di scuole provenienti da Lettonia, Olanda e Turchia. A Torino il cappuccino diventa una prova di precisione Preparare un buon cappuccino richiede più di un gesto rapido dietro al bancone. La gara ha messo al centro il rapporto tra espresso, latte e schiuma, con attenzione a ogni fase della preparazione. La giuria ha valutato diversi aspetti, dalla temperatura alla pulizia, passando per il tempo di esecuzione e la decorazione finale. Per gli studenti, la competizione è stata una prova professionale vera, davanti a giudici, docenti e pubblico. Ogni tazza ha raccontato abilità manuale, controllo degli strumenti e cura del dettaglio, qualità sempre più richieste nel settore bar e ristorazione. Premiati i migliori studenti delle categorie Junior e Senior Nella categoria Senior il primo posto è andato ad Amira, studentessa dell’Engim Artigianelli di Torino. Tra gli Junior ha vinto Angelica, dell’ente Immaginazione e Lavoro - Piazza dei Mestieri. Quest'ultimo ente ha ottenuto anche il riconoscimento nella categoria Scuole, grazie alla somma dei punteggi conquistati dai propri allievi. Per i primi tre classificati delle due sezioni erano previste borse di studio in denaro, un premio concreto per valorizzare il percorso formativo e l’impegno dei partecipanti. Una gara che valorizza talento, scuola e lavoro All’evento hanno preso parte Carlotta Salerno, assessora all’Istruzione del capoluogo piemontese Marco Muzzarelli, direttore nazionale Engim, e Sergio Pedone, docente dell’Engim Artigianelli e ideatore del contest. Pedone ha spiegato di vedere negli studenti una forte voglia di misurarsi con il mestiere e una passione capace di dare senso alla competizione. Il cappuccino resta uno dei simboli della colazione italiana, ma in questa gara è diventato anche un modo per raccontare formazione, manualità e ingresso nel lavoro. - Published: 2026-05-08 - Modified: 2026-05-08 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/vini-allinsu-a-perosa-argentina-due-giorni-tra-degustazioni-e-mostra-mercato.html - Categorie: Enogastronomia Nel cuore della Val Chisone torna uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di vini di montagna. Nel weekend del 16 e 17 maggio Villa Willy, a Perosa Argentina, aprirà le porte a una nuova edizione di “Vini all’Insù”, rassegna dedicata alle etichette alpine e ai prodotti gastronomici del territorio. Per due giorni il pubblico potrà partecipare a degustazioni, incontri e percorsi dedicati alla tradizione vitivinicola delle terre alte, con produttori provenienti da diverse aree montane. Due giorni tra vini alpini e sapori delle valli La manifestazione, sostenuta dalla Città metropolitana di Torino, trasformerà gli spazi storici della villa in una grande mostra-mercato dedicata ai vini del territorio. I visitatori avranno la possibilità di conoscere da vicino produttori e cantine, acquistare bottiglie e degustare alcune delle etichette più rappresentative della viticoltura alpina. Accanto ai vini troveranno spazio i formaggi tipici, scelti per accompagnare le degustazioni e valorizzare gli abbinamenti con le produzioni locali. L’obiettivo dell’evento resta quello di promuovere la cultura del vino di montagna attraverso esperienze dirette, incontri con gli operatori e momenti dedicati alla scoperta delle tradizioni gastronomiche del territorio. L’iniziativa sarà preceduta venerdì 8 maggio da una serata inaugurale al Circolo Sociale di Pinerolo, dove verrà presentato il programma completo della rassegna. Durante l’incontro sono previste degustazioni e la presentazione di alcuni libri dedicati al mondo enogastronomico. Ramìe e degustazioni guidate nel weekend “Vini all’Insù” inizierà il 16 maggio alle ore 14. 00. Le degustazioni proseguiranno fino alle ore 20. 00 e accompagneranno il pubblico in un percorso dedicato ai vitigni storici dell’arco alpino. Tra gli appuntamenti più seguiti figurano le visite guidate alle storiche vigne del Ramìe, simbolo della viticoltura eroica della zona. Il programma prevede poi un aperitivo serale al Ciabot di Pomaretto e una degustazione organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier, dedicata alle produzioni tradizionali delle montagne piemontesi. Domenica 17 maggio la manifestazione continuerà dalle 10. 00 alle 19. 00 con nuove degustazioni e incontri. In mattinata spazio alle bollicine pinerolesi abbinate ai salumi del territorio, mentre nel pomeriggio sarà proposto un percorso sensoriale dedicato all’incontro tra cioccolato, Passito e vino francese Cassis. - Published: 2026-05-08 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/fuoritempo-arriva-a-moncalieri-il-festival-che-invita-a-fermarsi.html - Categorie: Eventi Moncalieri si prepara ad accogliere FuoriTempo, il festival pensato per chi vuole uscire per qualche ora dalla corsa quotidiana. L’appuntamento è fissato per sabato 9 maggio 2026, dalle 16. 00, alle Botteghe Limone di via E. De Filippo 3. Al centro dell’iniziativa ci sono giovani, creatività, musica e attività gratuite, con l’idea di costruire uno spazio aperto dove il tempo non sia misurato soltanto da risultati, impegni e scadenze. Il progetto nasce da un gruppo di ragazzi della città e propone un messaggio semplice: mentre molti si sentono dentro una gara continua, c’è chi sceglie di rallentare. Da qui prende forma un pomeriggio dedicato alla socialità, alla condivisione e alla partecipazione. Alle Botteghe Limone un pomeriggio fuori dai soliti ritmi FuoriTempo vuole offrire un’alternativa ai ritmi della performance. Non si tratta di una semplice giornata di eventi, ma di un’occasione per vivere gli spazi cittadini con un passo diverso. Le Botteghe Limone diventano così un luogo di incontro, dove chi partecipa può fermarsi, conoscere altre persone e prendere parte alle attività senza pressione. Il festival è aperto all’intera cittadinanza e punta soprattutto a coinvolgere i giovani, chiamati a essere protagonisti diretti della giornata. L’obiettivo è creare un contesto informale, accessibile e libero, nel quale la creatività diventa uno strumento per stare insieme. Laboratori gratuiti, manualità e scambio tra partecipanti Il programma prevede diversi laboratori gratuiti, condotti dai giovani organizzatori e da collaboratori del progetto. Le attività spaziano dalla pittura alla falegnameria, dalle caricature alla pasta fresca, fino all’uncinetto e alla creazione di portachiavi artigianali. Durante il pomeriggio sarà attivo anche uno swap party dedicato a libri, giochi e vestiti. Ogni partecipante potrà portare fino a tre oggetti in buono stato e scambiarli con altri. Gli oggetti rimasti saranno poi destinati alla beneficenza, dando all’iniziativa una dimensione solidale. Musica dal vivo e aperitivo chiudono la giornata A dare ritmo al festival ci sarà la musica live di artisti emergenti del territorio. Sul palco sono attesi Afterlight, 95 Dada, LStonks, Amomo, Alice Gariglio, Asia D’Uggento, Young Lambo, Alien Kills e Kappa El Santo. La giornata si chiuderà alle 18. 45 con un aperitivo gratuito aperto a tutti. FuoriTempo rientra nel programma FestOne 2026 ed è parte del progetto LEMON HUB, cofinanziato da ANCI e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. - Published: 2026-05-07 - Modified: 2026-05-07 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-quanto-spendono-le-famiglie-la-media-supera-i-2-600-euro-al-mese.html - Categorie: Economia La spesa media mensile delle famiglie torinesi arriva a 2. 616 euro. Il dato emerge dall’indagine della Camera di Commercio di Torino, arrivata alla ventinovesima edizione, che ha analizzato consumi e abitudini di 240 nuclei familiari residenti in città nel 2025. Il quadro mostra una crescita moderata dei costi, con differenze marcate tra le varie voci di bilancio e con un nodo evidente: spendere di più, in presenza dell’inflazione, non significa per forza acquistare di più. La casa pesa più del carrello della spesa Nel bilancio mensile dei torinesi gli alimentari registrano un lieve calo e si fermano a 403 euro. A incidere di più sono le spese non primarie, che raggiungono 2. 213 euro. Dentro questa cifra, oltre il 37,6% riguarda l’abitazione, tra utenze, arredamento e costi legati alla casa. Restano alte anche alcune voci legate alla qualità della vita. I viaggi valgono in media 118 euro al mese, mentre i pasti fuori casa arrivano a 95 euro. Salgono pure abbigliamento e calzature. Si riducono, invece, le spese per trasporti, assicurazioni, istruzione e tabacco. Il quadro segnala una città che continua a consumare, pur con margini sempre più stretti. Negozi tradizionali in ripresa nei consumi torinesi Un altro dato riguarda i luoghi di acquisto. A Torino cresce la preferenza per i negozi tradizionali rispetto ai supermercati. La presidente di Ascom Torino e Provincia, Maria Luisa Coppa, ha collegato questo risultato alla tenuta del tessuto imprenditoriale locale, sostenuto da consumatori più attenti e dalla presenza del pubblico turistico. Il dato assume rilievo perché indica una maggiore fiducia verso il commercio di prossimità. In un contesto in cui molte famiglie controllano con attenzione le uscite mensili, la scelta del negozio sotto casa resta legata al rapporto diretto, alla qualità percepita e alla capacità degli esercenti di adattarsi ai cambiamenti delle abitudini di acquisto. Risparmi difficili e famiglie sempre più sole Circa il 40% delle famiglie torinesi si colloca in una condizione economica media. La fascia agiata riguarda il 15%, mentre il 14,2% rientra nell’autosufficienza. La quota di debolezza tocca il 30,8% dei residenti e coinvolge in modo particolare le persone sole. Il dato sociale più evidente è proprio questo: oltre il 45% dei nuclei familiari è composto da una sola persona. Quasi un cittadino su due vive da solo, elemento che incide sui consumi e sulla gestione delle spese fisse. Il presidente della Camera di Commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, ha evidenziato che l’inflazione ha inciso meno sui consumi che sulla capacità delle famiglie di risparmiare. Solo il 16,7% riesce ad accantonare denaro. La spesa media cresce dello 0,3% rispetto al 2024 e raggiunge il livello più alto degli ultimi dieci anni. - Published: 2026-05-07 - Modified: 2026-05-07 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/verde-svelato-torna-a-torino-con-15-nuove-tappe-da-visitare.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a mostrare una parte meno visibile del suo patrimonio verde. Nel weekend del 9 e 10 maggio 2026 torna Verde Svelato, appuntamento legato al Festival del Verde che permetterà al pubblico di entrare in oltre 40 luoghi tra giardini, cortili, parchi privati e spazi storici normalmente non accessibili. L’iniziativa coinvolge Torino e alcuni comuni vicini, con un percorso che unisce dimore d’epoca, progetti urbani recenti e realtà botaniche di valore scientifico. L’edizione 2026 aggiunge 15 nuove tappe, ampliando il tracciato e offrendo ai visitatori una mappa più ricca della città e del suo territorio. Torino apre luoghi verdi spesso lontani dagli sguardi Verde Svelato nasce come occasione per attraversare soglie che, durante l’anno, restano spesso chiuse. Il pubblico potrà scoprire spazi verdi pubblici e privati, in un itinerario che mette al centro il rapporto tra natura, architettura e memoria cittadina. Tra le nuove mete figurano Villa Rignon e Villa Fubini. Due luoghi diversi, accomunati dalla capacità di raccontare un volto più riservato di Torino, fatto di residenze storiche e aree verdi custodite nel tempo. Dall’Erbario universitario ai progetti urbani sostenibili Tra le aperture più significative dell’edizione 2026 c’è anche l’Erbario dell’Università di Torino, che si può visitare su prenotazione. Al suo interno sono conservati campioni botanici storici, testimonianze preziose per chi desidera avvicinarsi alla dimensione scientifica del patrimonio naturale. Il programma guarda anche alla città contemporanea. Nel percorso rientrano realtà come il Barriera Green Hub e il Giardino delle Meraviglie al Lingotto, che mostrano come il verde possa diventare parte delle trasformazioni urbane e dei nuovi modi di vivere gli spazi cittadini. Il percorso si allarga oltre i confini cittadini L’itinerario non resta dentro Torino. Verde Svelato toccherà anche luoghi del territorio metropolitano, tra cui la Fondazione Chierese per il Tessile a Chieri e PininAgri a Moncalieri. La rassegna assume così una dimensione più ampia, con un racconto che collega il capoluogo piemontese alle realtà vicine. Per partecipare è necessario acquistare un kit, disponibile nelle versioni Bianco o Giallo, presso i sei infopoint del circuito. Il kit comprende mappa, audioguida e braccialetto identificativo. Dopo il fine settimana torinese, la manifestazione proseguirà a Cuneo il 16 e 17 maggio, con un nuovo capitolo dedicato al verde del territorio. - Published: 2026-05-07 - Modified: 2026-05-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-rafforza-la-rete-elettrica-nuova-infrastruttura-da-25-milioni-contro-i-blackout.html - Categorie: News Torino prepara la rete elettrica alla stagione più delicata dell’anno. Nel quadrante nord della città è stata inaugurata una nuova stazione di trasformazione realizzata da Ireti, società del Gruppo Iren, con l’obiettivo di aumentare la capacità di distribuzione e ridurre il rischio di disservizi nei momenti di maggiore domanda. L’opera arriva dopo un’estate segnata da criticità legate al caldo e si inserisce in un piano più ampio di aggiornamento delle infrastrutture cittadine. Una nuova cabina per reggere i consumi estivi L’impianto è stato realizzato con un investimento di circa 24,8 milioni di euro e occupa una superficie di 2. 500 metri quadrati. La struttura consente il passaggio dell’energia da 132 kV a 22 kV, rendendola utilizzabile per abitazioni, servizi e attività del territorio. La stazione è collegata a tre linee ad alta capacità e dispone di una potenza complessiva superiore a 120 Mva. Questo permette alla rete torinese di sostenere meglio i picchi di consumo, soprattutto nei periodi in cui condizionatori, mobilità elettrica e nuove esigenze digitali spingono verso un uso più intenso dell’energia. Controlli automatici e interventi più rapidi La nuova infrastruttura punta molto sull’automazione. I sistemi di controllo installati permettono il monitoraggio in tempo reale della rete e rendono più veloce l’individuazione di eventuali guasti. In caso di anomalie, le squadre tecniche possono intervenire con maggiore precisione, limitando tempi di attesa e conseguenze per cittadini e servizi. L’opera è stata progettata anche con attenzione al contesto urbano. Sono stati previsti spazi destinati ad attività didattiche e soluzioni pensate per ridurre l’impatto visivo della struttura. La stazione, quindi, non nasce soltanto come presidio tecnico, ma come parte di una rete cittadina destinata a diventare più moderna e stabile. Torino guarda al 2030 con una rete più forte L’intervento rientra nel piano di investimenti di Ireti per Torino. Entro il 2030 sono previsti circa 515 milioni di euro per ammodernare e potenziare la distribuzione elettrica cittadina. Una scelta legata alla crescita della domanda energetica e alla necessità di rendere il sistema più resistente nei periodi di forte pressione. Durante l’inaugurazione, il presidente del Gruppo Iren Luca Dal Fabbro ha indicato l’opera come un passaggio centrale per il rafforzamento della rete, richiamando il peso dell’elettrificazione e dello sviluppo dei data center. Il sindaco Stefano Lo Russo ha collegato la continuità elettrica a sicurezza e salute pubblica, soprattutto nelle giornate di caldo intenso. - Published: 2026-05-07 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/peonie-in-fiore-a-carmagnola-due-giorni-tra-colori-e-profumi.html - Categorie: Eventi A Carmagnola la primavera prepara uno degli appuntamenti più attesi per chi ama fiori, giardini e passeggiate all’aperto. Il 16 e 17 maggio, dalle 10 alle 19, i Vivai delle Commande apriranno gratuitamente al pubblico per la nuova edizione di Peonie in fiore, evento che porterà i visitatori tra oltre 4. 000 peonie pronte a colorare il parco. La tenuta si trova nella frazione Tuninetti, lungo la strada provinciale che collega Torino e Poirino. A fare da cornice alla fioritura ci sarà un’area verde di 7 ettari, con due laghetti e spazi pensati per una visita lenta, tra profumi, colori e varietà botaniche rare. A Carmagnola torna la fioritura delle peonie Dopo il periodo dei tulipani, il calendario della primavera torinese si sposta verso le peonie. Carlo, Lodovico e Gabriella Salvi Del Pero apriranno la loro tenuta di famiglia ai visitatori, che potranno entrare senza biglietto e attraversare il parco dei Vivai delle Commande. La manifestazione sarà dedicata a una delle fioriture più scenografiche della stagione. Le peonie saranno protagoniste in molte sfumature, con piante già in fiore e altre varietà disponibili per chi desidera acquistare esemplari in vaso oppure prenotarli per l’autunno a radice nuda. Duecento varietà tra colori, profumi e ibridi rari Nei vivai sono coltivate circa 200 varietà tra peonie erbacee, arbustive e intersezionali. Accanto a queste si trovano anche le Hosta, piante perenni da ombra apprezzate per la loro capacità di adattarsi agli spazi verdi. Un ruolo importante sarà riservato agli ibridi di Itoh, nati dall’incrocio tra peonie arbustive ed erbacee. Nei Vivai delle Commande se ne contano 18 varietà diverse. Si tratta di piante adatte ai climi caldi, asciutti e assolati, con una buona resistenza e la possibilità di coltivazione in vaso. Le novità Coral Fay e Court Jester Tra le novità dell’edizione 2026 spiccano due varietà particolari. La prima è la Coral Fay, peonia erbacea caratterizzata da fiori di un magenta intenso. La seconda è la Court Jester, nuovo ibrido internazionale riconoscibile per forma e colore poco comuni. Durante le due giornate, i visitatori avranno a disposizione un ampio parcheggio gratuito. La gestione sarà affidata ai volontari della Fondazione Paideia, alla quale potranno essere destinate eventuali offerte. L’appuntamento unisce così la visita botanica a un momento di partecipazione solidale, in uno dei luoghi più suggestivi della campagna tra Torino, Carmagnola e Poirino. - Published: 2026-05-07 - Modified: 2026-05-07 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-delleuropa-torino-si-illumina-di-blu-per-la-pace.html - Categorie: Eventi Torino prepara un mese di appuntamenti per celebrare la Festa dell’Europa con iniziative diffuse, incontri pubblici, attività nelle scuole e momenti dedicati alla pace. La Città metropolitana, con Europe Direct Torino e la rete dei Comuni Antenna Europa, ha costruito un calendario che attraversa buona parte di maggio e coinvolge diversi territori. Il passaggio più simbolico arriverà il 9 maggio, quando monumenti ed edifici pubblici saranno illuminati con i colori dell’Unione Europea. Torino accende i suoi simboli per la Festa dell’Europa Il programma ruota attorno a una data dal forte valore istituzionale: il 9 maggio, giornata dedicata all’Europa. Per l’occasione, sulla Mole Antonelliana sarà proiettata la bandiera dell'Europa, insieme al logo della candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Il gesto non resterà isolato al centro città. Anche altri Comuni dell’area metropolitana prenderanno parte all’iniziativa con illuminazioni e momenti pubblici. Tra i territori coinvolti figurano Almese, Condove, Ciriè, Sciolze e Rivoli, con edifici e luoghi pronti a tingersi di blu. Saranno valorizzati anche il ponte di San Mauro Torinese, le torri medievali di Leini e Settimo Torinese e altri spazi pubblici. Scuole, piazze e Comuni al centro del calendario Le iniziative sono partite il 4 maggio tra Condove e Torino, con un percorso che alterna attività educative e appuntamenti di approfondimento. Nei giorni successivi il calendario si allarga a diversi Comuni, da Sant’Ambrogio a Villar Dora, da Almese a Cavour. Grande attenzione è rivolta ai giovani, chiamati a confrontarsi con temi legati alla cittadinanza europea, alla democrazia, alla crisi climatica, alle opportunità formative e agli scenari internazionali. Eventi come Giovani@Europe e Flashmob4EU porteranno questi argomenti nelle scuole e nelle piazze, con un linguaggio pensato per favorire partecipazione e dialogo. Musica, memoria e pace fino al 22 maggio Il programma non si limita alle celebrazioni istituzionali. Sono previsti concerti, incontri culturali e iniziative legate alla memoria europea. A Torino, nello specifico a Palazzo Cisterna, si svolgerà Music4EU, percorso musicale che si muoverà nelle opere di diversi compositori. In piazza Castello, approfondimenti e letture con Bibliobus, tutto dedicato proprio all’identità europea. Gli appuntamenti proseguiranno fino al 22 maggio, con eventi pensati per formazione, giovani e confronto tra generazioni. Il messaggio scelto richiama l’idea di un patrimonio culturale comune e di una pace condivisa. L’illuminazione dei monumenti diventa così il segno visibile di un territorio che, per una sera, si riconosce dentro una stessa comunità europea. - Published: 2026-05-07 - Modified: 2026-05-07 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/eventi-di-maggio-a-torino-domanda-turistica-in-forte-crescita.html - Categorie: Turismo Torino entra nella parte più intensa del mese di maggio con una pressione crescente sul fronte degli alloggi. Dopo il ponte del Primo Maggio, segnato da oltre 20. 000 ingressi al Museo Egizio in tre giorni e da una forte presenza nei principali poli culturali, la città si prepara a un nuovo aumento della domanda turistica. A pesare è la coincidenza tra Salone del Libro, Salone Off e Final Four della Champions League maschile di pallavolo, eventi capaci di attirare pubblici diversi nello stesso arco temporale. Gli eventi restringono l’offerta ricettiva in città Il periodo più delicato è quello compreso tra il 14 e il 18 maggio. In quei giorni, secondo le ricerche sulle principali piattaforme di prenotazione, gli alloggi ancora disponibili nell’area urbana risultano pochi: circa 60 soluzioni tra appartamenti e stanze private. La disponibilità residua si distribuisce in modo irregolare tra Centro, Lingotto, San Donato, Cit Turin, Santa Rita, Nizza Millefonti e alcune zone periferiche collegate dalla metropolitana. La pressione riguarda soprattutto il settore degli affitti brevi, che appare più esposto alla rapidità con cui la domanda si muove nei giorni dei grandi appuntamenti. In alcune inserzioni compaiono soggiorni minimi di tre o quattro notti, oppure disponibilità parziali che rendono più difficile trovare una sistemazione lineare per tutto il periodo. Prezzi più alti tra centro e zone collegate Le tariffe mostrano differenze marcate. Le soluzioni più economiche si collocano tra 400 e 700 euro per quattro notti. La fascia intermedia va da 900 a 1. 800 euro, mentre gli appartamenti centrali o di livello superiore superano spesso quota 2. 500-3. 500 euro. In alcuni casi, nel centro storico, si arriva a cifre oltre i 4. 000 euro. Il comparto alberghiero sembra reggere meglio il picco, grazie a una maggiore capacità complessiva. La disponibilità, però, cala rapidamente nelle aree più richieste. Per il periodo 14-18 maggio, più del 95% delle strutture monitorate nelle zone centrali risulta già non prenotabile. Gli hotel tra centro storico e asse Porta Nuova-Lingotto sono in larga parte occupati per il weekend del 16 e 17 maggio. Salone e volley spingono la domanda turistica Per quattro notti e due persone, le camere ancora reperibili partono da circa 800-1. 300 euro, soprattutto in hotel business o strutture più lontane dai poli degli eventi. Gran parte dell’offerta rimasta si colloca tra 1. 300 e 2. 000 euro, con camere in hotel tre o quattro stelle distribuiti tra centro, Crocetta, Mirafiori, San Donato e zone servite dai mezzi. A incidere è la sovrapposizione degli appuntamenti. Il Salone del Libro si svolge al Lingotto dal 14 al 18 maggio, il Salone Off porta oltre 1. 000 appuntamenti in circa 400 spazi tra Torino, area metropolitana e Piemonte. A questi si sommano le Final Four della CEV Champions League, previste il 16 e 17 maggio all’Inalpi Arena, con tifoserie internazionali in arrivo da Polonia e Turchia. - Published: 2026-05-06 - Modified: 2026-05-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-sotto-la-pioggia-allerta-gialla-per-temporali-e-allagamenti.html - Categorie: News Il maltempo resta protagonista in Piemonte, dove la settimana si è aperta con il ritorno delle perturbazioni atlantiche e con un quadro meteo ancora instabile. Le piogge hanno interessato diverse aree della regione, mentre sulle Alpi occidentali è tornata anche la neve, localmente fin sotto i 2. 000 metri. Sestriere e Usseglio sono state tra le località imbiancate, segno di un peggioramento che ha riportato condizioni più fredde in quota. La fase perturbata riguarda più in generale varie aree del Centro-Nord e la Sardegna, con rovesci e temporali a tratti intensi. In Piemonte, la situazione resta da seguire soprattutto tra martedì 5 e mercoledì 6 maggio, quando l’instabilità tende ad aumentare. Piogge e temporali tornano sul Piemonte La causa del peggioramento è legata all’avvicinamento di un vortice depressionario dal Golfo di Biscaglia. Questo sistema mantiene condizioni di tempo perturbato sulla regione, con fenomeni diffusi e una maggiore instabilità nelle ore successive. Dalle prime ore di mercoledì 6 maggio, l’arrivo di aria più fresca in quota e il rinforzo dei venti meridionali favoriscono nuove piogge e temporali su buona parte del territorio. I fenomeni più intensi sono attesi sul settore appenninico e su quello settentrionale, dove i rovesci possono risultare più insistenti. Allerta gialla in alcune zone della regione Per mercoledì 6 maggio è prevista l’allerta gialla per temporali su alcune zone meridionali e orientali del Piemonte. Le aree interessate sono G-Belbo e Bormida, tra Alessandrino, Astigiano e Cuneese, e H-Scrivia, nell’Alessandrino. In queste zone potrebbero verificarsi locali allagamenti, caduta di alberi, fulminazioni e isolati fenomeni di versante. Il peggioramento è atteso già dalla serata precedente, con un aumento dell’instabilità tra la notte e il mattino, soprattutto sul settore settentrionale, sulle pianure orientali e nelle aree appenniniche. Quando migliora il tempo in Piemonte Un parziale miglioramento è atteso tra giovedì 7 e venerdì 8 maggio. La pressione in quota dovrebbe risalire debolmente, favorendo condizioni meno perturbate rispetto alla fase centrale del maltempo. Il quadro, però, non sarà del tutto stabile. Sono previste ampie schiarite nelle ore centrali della giornata, alternate a rovesci sparsi nel pomeriggio, soprattutto sulle aree montane e pedemontane. Alcuni fenomeni potrebbero estendersi anche verso le pianure, in un contesto ancora variabile. Il Piemonte dovrà quindi fare i conti con altri giorni segnati da pioggia, temporali e cambiamenti rapidi del tempo, prima di un miglioramento più chiaro. - Published: 2026-05-06 - Modified: 2026-05-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/canavese-cresce-lallarme-truffe-digitali-messaggi-falsi-su-gtt-tari-e-tessera-sanitaria.html - Categorie: News Un SMS breve, una cifra bassa e un tono apparentemente ufficiale. Parte da qui il nuovo allarme per le truffe digitali segnalate nel Torinese e nel Canavese, dove diversi cittadini hanno ricevuto messaggi ed e-mail costruiti per sottrarre dati personali e bancari. Uno dei casi riguarda GTT, l’azienda del trasporto pubblico torinese. Il messaggio segnala una presunta irregolarità relativa all’abbonamento BIP e invita l’utente a versare due euro per evitare una sanzione. La somma ridotta serve a rendere il raggiro più credibile e a spingere chi riceve l’SMS ad agire senza controlli. Il link, però, rimanda a un sito falso, simile a quello ufficiale, creato per raccogliere informazioni sensibili. Il falso SMS GTT punta sulla fretta dei cittadini La truffa usa un metodo ormai frequente: comunica un problema urgente, chiede un piccolo pagamento e inserisce un collegamento da aprire subito. In questo modo il cittadino viene portato su una pagina fraudolenta, dove può essere indotto a inserire dati personali, numeri di carta o credenziali bancarie. Bisogna ricordare che GTT non richiede pagamenti tramite SMS. Ogni messaggio di questo tipo deve quindi essere trattato come sospetto, soprattutto se contiene link esterni o richieste di denaro. Dalla TARI alla sanità, i raggiri cambiano volto Il caso GTT non è isolato. Nelle stesse ore sono arrivate altre segnalazioni legate alla TARI, con messaggi e telefonate che simulano richieste di pagamento o presunti aggiornamenti urgenti. Il sistema resta simile: far credere al cittadino che vi sia una scadenza immediata, una sanzione in arrivo o una pratica da completare. Un’altra campagna fraudolenta è stata segnalata dai carabinieri. In questo caso i messaggi sembrano provenire dal Ministero della Salute e invitano a rinnovare la Tessera Sanitaria oppure ad aggiornare il fascicolo sanitario elettronico. Anche qui, i collegamenti portano a siti falsi pensati per rubare dati. Le regole per difendersi dai messaggi sospetti È importante ricordare, come ha sottolineato anche il Comune di San Giusto Canavese, che il rinnovo della Tessera Sanitaria è automatico e avviene in maniera gratuita. Non serve alcuna procedura via e-mail e non devono essere inseriti dati bancari su pagine ricevute tramite messaggi non verificati. Le forze dell’ordine invitano a non aprire link sospetti, a non comunicare informazioni personali e a cancellare subito i messaggi dubbi. Prima di qualunque pagamento è necessario controllare sempre i canali ufficiali. La fretta resta uno degli strumenti più usati dai truffatori: fermarsi e verificare può evitare la perdita di denaro e la diffusione dei propri dati. - Published: 2026-05-06 - Modified: 2026-05-06 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-sassuolo-8-maggio-dove-vedere-la-partita-in-tv-e-online.html - Categorie: Sport Torino-Sassuolo arriva nel finale di Serie A come una sfida utile per misurare ambizioni e qualità del percorso delle due squadre. I granata cercano una risposta dopo una stagione non sempre lineare, mentre gli emiliani si presentano con fiducia e con una classifica più serena. La partita dell’8 maggio 2026 mette quindi di fronte due formazioni che non hanno più l’assillo della salvezza, ma che possono ancora dare un segnale importante prima della chiusura del campionato. Il Torino cerca risposte dopo il passo falso di Udine Il Torino arriva alla gara con 41 punti e una tredicesima posizione. Prima della partita contro l'Udinese, i granata avevano raccolto due vittorie e due pareggi in cinque uscite, segnale di una squadra capace di reagire nei momenti più delicati. Il dato offensivo parla di 39 reti segnate, un numero che evidenzia una produzione buona, ma non sempre continua. Più pesante il bilancio difensivo, con 58 gol subiti. Contro un Sassuolo rapido e imprevedibile, il Torino dovrà alzare il livello di attenzione, specialmente nelle transizioni. Il Sassuolo arriva con fiducia e classifica più solida Il Sassuolo di Fabio Grosso si presenta a Torino con un decimo posto più stabile e 49 punti in classifica. La vittoria recente contro il Milan ha rafforzato morale e convinzione, confermando la crescita dei neroverdi nella fase finale del campionato. La squadra emiliana ha segnato 43 gol e ne ha incassati 44, numeri che descrivono un gruppo equilibrato, con margini tecnici interessanti e una buona capacità di restare dentro la partita. Nelle ultime cinque gare sono arrivate tre vittorie, dato che colloca il Sassuolo tra le formazioni più in forma del periodo. Grosso ha costruito una squadra propositiva, capace di sfruttare la velocità sulle corsie e di rendersi pericolosa anche lontano da casa. La trasferta contro il Torino diventa così un test utile per chiudere il campionato. La partita in diretta su Sky e DAZN Gli ultimi confronti tra Torino e Sassuolo raccontano un equilibrio netto: una vittoria per parte e tre pareggi nelle ultime cinque sfide ufficiali. Il Torino ha vinto l’ultimo precedente per 1-0, ma il momento attuale del Sassuolo rende la sfida aperta sotto il profilo tecnico. La partita sarà trasmessa venerdì 8 maggio 2026 in diretta alle 20:45 su Sky e in streaming su SkyGo e DAZN. Gli abbonati potranno seguirla da desktop, smartphone, tablet, smart TV e console compatibili. - Published: 2026-05-06 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/museo-egizio-nasce-me-scripta-torino-punta-sui-testi-dellantico-egitto.html - Categorie: Cultura Al Museo Egizio di Torino nasce ME-Scripta, nuovo centro di ricerca che si occupa di fonti scritte dell’Antico Egitto. Nello specifico, si tratta di un progetto che riguarda lo studio, il restauro e la digitalizzazione di papiri, ostraca e legature copte, con un patrimonio che copre oltre 3. 000 anni di cultura scritta. L’iniziativa è sostenuta da Fondazione CRT con un investimento di circa 3 milioni di euro e punta a consolidare il ruolo internazionale del museo nel campo dell’egittologia. Al Museo Egizio nasce un centro per i testi antichi ME-Scripta viene avviato come struttura interna al Museo e ha alla base un'organizzazione scientifica propria. Alla guida ci sarà Susanne Töpfer, che si occupa del centro insieme a collaboratori e specialisti dei dati. Il centro lavorerà su materiali di grande rilievo: circa 1. 000 manoscritti, tra interi e ricostruiti, e oltre 30. 000 frammenti. Si tratta di testi scritti in sette sistemi grafici e otto lingue diverse. Una parte di questo patrimonio resta ancora da studiare in modo approfondito, per questo il progetto prevede attività di ricerca, pubblicazione e accesso ai contenuti per studiosi e pubblico. Fondazione CRT sostiene il progetto con 3 milioni di euro Il sostegno di Fondazione CRT rappresenta la base economica dell’iniziativa. Il contributo, pari a circa 3 milioni di euro, rientra in una collaborazione già consolidata con il Museo Egizio e si collega alle linee strategiche definite per il periodo 2026-2028. La presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, ha spiegato che ME-Scripta mette insieme la cultura, la storia, la ricerca a la tecnologia. Secondo Poggi, il progetto serve a conservare e valorizzare un patrimonio di enorme valore, con l’obiettivo di renderlo più accessibile alla comunità scientifica e alla collettività. L’iniziativa, inoltre, rafforza la posizione di Torino come città legata alla ricerca culturale di livello internazionale. Torino guarda alla ricerca sui papiri La presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin, ha ricordato che, a duecento anni dalla fondazione, il museo torna a mettere la ricerca al centro della propria attività. Dopo l’arrivo delle collezioni nell’Ottocento e la stagione degli scavi nel Novecento, ME-Scripta apre una nuova fase dedicata allo studio dei papiri e degli ostraca. L’obiettivo è produrre edizioni critiche, pubblicare materiali e formare nuove generazioni di studiosi. Il Museo Egizio mira così a diventare un punto di riferimento internazionale per lo studio della scrittura ieratica, con un progetto destinato a svilupparsi nei prossimi anni. - Published: 2026-05-06 - Modified: 2026-05-06 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-jazz-festival-numeri-da-record-oltre-19mila-spettatori.html - Categorie: Eventi Il Torino Jazz Festival 2026 archivia la sua XIV edizione con numeri molto vicini a quelli dell’anno precedente. La rassegna diretta da Stefano Zenni ha registrato 19. 176 spettatori, a fronte dei 19. 184 del 2025, con oltre il 90% delle capienze disponibili raggiunte. Un dato che conferma la tenuta del pubblico e la capacità del festival di restare un appuntamento centrale nel calendario culturale torinese. Il bilancio complessivo parla di 101 appuntamenti, 81 concerti, 72 luoghi coinvolti e 297 musicisti. La prossima edizione è già fissata: si svolgerà dal 23 al 30 aprile 2027. Il festival cresce con più concerti e nuove sedi Rispetto al 2025, il Torino Jazz Festival ha ampliato il programma con 14 appuntamenti in più, tra cui 10 concerti aggiuntivi e 14 nuove sedi. Anche la parte produttiva ha rafforzato il profilo dell’edizione, con 8 produzioni complessive, delle quali 5 originali, e 8 esclusive. Stefano Zenni ha legato il senso dell’edizione allo slogan The Sound of Surprise, spiegando che la sorpresa ha riguardato le musiche proposte, la varietà del pubblico e la risposta degli artisti. Il direttore ha sottolineato il clima di accoglienza percepito dai musicisti e il ruolo della città, descritta come un luogo in cui il jazz mostra ancora una forte vitalità. Talk, cinema e percorsi speciali allargano il pubblico Accanto ai concerti, hanno avuto un ruolo rilevante anche Jazz Talk, Jazz Cinema e Jazz Special. Questi percorsi hanno offerto spazi di approfondimento sulla storia del jazz, sulle sue eredità e sui rapporti con altri linguaggi artistici. Le iniziative hanno raccolto più di 3. 000 persone, confermando il festival come un luogo di ascolto, confronto e racconto culturale. Il programma ha così ampliato il dialogo con il cinema, il pensiero musicale e la divulgazione, raggiungendo pubblici diversi. I Jazz Blitz portano la musica nei luoghi della città Un altro dato rilevante riguarda i Jazz Blitz, con 29 appuntamenti diffusi in spazi di assistenza, accoglienza e incontro. Le iniziative hanno raggiunto anziani, bambini e persone con disabilità, con una partecipazione superiore a 1. 000 persone. Il festival ha registrato anche quasi 300 ingressi under 14, ai quali si aggiunge una presenza crescente di giovani nei vari appuntamenti. Ora l’attenzione si sposta sul Torino Jazz Festival Piemonte, che nel 2026 arriva all’ottava edizione e porterà 21 concerti nelle otto province piemontesi dall’8 maggio al 20 novembre. - Published: 2026-05-06 - Modified: 2026-05-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-investe-sulle-scuole-lavori-da-oltre-35-milioni-per-tagliare-i-consumi.html - Categorie: News Torino interviene su cinque edifici scolastici per ridurre i consumi energetici e alleggerire il peso delle bollette. La Giunta comunale ha approvato i progetti esecutivi dei lavori, con un investimento complessivo superiore a 3,5 milioni di euro. Gli interventi saranno realizzati da Iren Smart Solutions all’interno del Piano EfficienTO e riguarderanno isolamento, illuminazione, impianti fotovoltaici e gestione del riscaldamento. L’obiettivo è migliorare le prestazioni degli edifici scolastici, molti dei quali hanno bisogno di soluzioni più moderne per contenere sprechi e dispersioni. Le opere interesseranno sedi diverse della città, con interventi calibrati sulle caratteristiche dei singoli complessi. Cinque scuole torinesi entrano nel piano per tagliare i consumi Il progetto più rilevante riguarda il complesso scolastico di via Germonio 12-4, dove è previsto l’intervento economicamente più consistente. In questo caso la spesa stimata è di circa 1,9 milioni di euro e servirà per realizzare un cappotto termico, migliorare la coibentazione della copertura e installare un impianto fotovoltaico. Per quanto riguarda la scuola primaria Casati in corso Racconigi 29, invece, i lavori riguarderanno soprattutto l’isolamento del sottotetto e il rinnovo dell’illuminazione interna. Il passaggio alla tecnologia LED permetterà di ridurre i consumi elettrici e di migliorare la qualità degli ambienti utilizzati ogni giorno da studenti, insegnanti e personale scolastico. Tetti, luci e riscaldamento al centro degli interventi Nel complesso di via Cellini 14 e via Nizza 151 l’attenzione sarà rivolta alla coibentazione dei tetti. Si tratta di un passaggio importante per limitare le dispersioni termiche, specialmente nei mesi più freddi, quando il riscaldamento incide in modo significativo sui costi di gestione degli edifici pubblici. Nelle sedi scolastiche di via Braccini 75 e 63, invece, il piano prevede interventi legati soprattutto agli impianti e alla regolazione del calore. Una gestione più precisa del riscaldamento può contribuire a evitare sprechi e a rendere più efficiente l’uso dell’energia, senza modificare la funzione quotidiana degli spazi. Nuovi sistemi digitali per controllare meglio l’energia In tutte le scuole coinvolte saranno installati strumenti pensati per ottimizzare i consumi. Tra questi rientrano valvole termostatiche, elettropompe ad alta efficienza e sistemi digitali di controllo, indicati come BMS, utili per monitorare e regolare gli impianti. Il piano segna quindi un nuovo passaggio nel percorso di riqualificazione degli edifici scolastici torinesi. Il tema delle bollette resta centrale per le amministrazioni pubbliche, soprattutto in strutture ampie e frequentate ogni giorno. Con questi lavori, Torino punta a scuole più efficienti, meno costose da gestire e più adatte alle esigenze energetiche attuali. - Published: 2026-05-05 - Modified: 2026-05-05 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/sagra-del-canestrello-a-vaie-la-tradizione-torna-nel-cuore-della-val-di-susa.html - Categorie: Enogastronomia A maggio Vaie torna a richiamare l’attenzione della Val di Susa con la Sagra del Canestrello, appuntamento legato a uno dei prodotti più riconoscibili della tradizione locale. La città si prepara a vivere giornate dedicate al gusto, alla memoria del territorio e alla partecipazione della comunità, con un calendario che intreccia mercatini, arte, musica, visite culturali e rievocazioni. Il protagonista resta il canestrello, biscotto dalla tipica forma a griglia, nato da ingredienti semplici e da una storia collettiva. La sua preparazione, in passato, non era soltanto un gesto domestico. Gli strumenti necessari non erano presenti in tutte le case e, per questo motivo, la lavorazione diventava spesso un’occasione di aiuto reciproco tra famiglie e vicini. Attorno al dolce si costruiva così un momento di incontro, spesso legato anche alla festa di San Pancrazio. Vaie riporta il Canestrello al centro della festa L’edizione 2026 della sagra rientra in un percorso di valorizzazione culturale e turistica che coinvolge i piccoli Comuni del territorio. Il sostegno della Città metropolitana di Torino conferma il peso di iniziative capaci di raccontare l’identità locale attraverso tradizioni, prodotti tipici e momenti di socialità. Per Vaie, la manifestazione non rappresenta soltanto una festa di paese. Diventa anche un modo per far conoscere un patrimonio fatto di saperi, ricette, luoghi e memorie. Il canestrello, da semplice dolce, assume così il ruolo di simbolo di una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie abitudini e nei propri riti. Domenica 10 maggio le vie ospitano mercati e cultura Tra le giornate più attese spicca domenica 10 maggio, quando il centro di Vaie accoglierà una mostra mercato dedicata a prodotti tipici, artigianato e specialità del territorio. Le vie di Vaie diventeranno uno spazio aperto alla scoperta, con proposte pensate per residenti e visitatori. Nella stessa giornata troverà spazio anche l’arte, grazie all’estemporanea di pittura “Vaiedipingi”. Il programma prevede inoltre le visite al Museo Laboratorio della Preistoria, che arricchiscono la sagra con un richiamo alla storia più antica del territorio. Il risultato è un percorso che unisce sapori, creatività e conoscenza locale. Musica, rievocazioni e dimostrazioni animano Vaie Il programma della Sagra del Canestrello comprende dimostrazioni dedicate alla preparazione del dolce, attività rivolte ai più piccoli, spettacoli e appuntamenti culturali. La Società Filarmonica Vaiese porterà la musica al centro della manifestazione, mentre le rievocazioni storiche offriranno un collegamento diretto con le radici del luogo. Per alcuni giorni Vaie diventerà quindi un punto di incontro tra tradizione e vita contemporanea. La sagra conferma il valore delle feste locali quando riescono a conservare la memoria, attirare visitatori e creare occasioni di condivisione attorno a un prodotto che appartiene alla storia della Val di Susa. - Published: 2026-05-05 - Modified: 2026-05-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/la-fine-della-crescita-il-nuovo-saggio-di-ugo-bardi-sul-declino-demografico-e-le-radici-dellimmigrazione.html - Categorie: News Ugo Bardi: “La Fine della Crescita della Popolazione” – Il nuovo libro che spiega il declino della popolazione Occidentale e le ragioni dello squilibrio demografico che causa l'immigrazione Firenze, 28 aprile 2026 - Per la prima volta nella storia documentata, la popolazione mondiale sta per smettere di crescere. Lo racconta il nuovo rapporto del Club di Roma “La Fine della Crescita della Popolazione”, di Ugo Bardi, ora disponibile in italiano su Amazon. it. Un’analisi rigorosa e interdisciplinare sull’imminente inversione di tendenza della crescita della popolazione mondiale, che segna la fine di un’era iniziata migliaia di anni fa. Il calo della fertilità umana sta già causando un generale declino della popolazione in quasi tutti i paesi industrializzati. L’immigrazione ha temporaneamente compensato il calo demografico in paesi come l’Italia, ma non rappresenta una soluzione duratura, e le migrazioni di massa rischiano di generare tensioni sociali e politiche se non gestite con lungimiranza. Questa situazione è destinata a perdurare finché i paesi ancora in crescita, soprattutto quelli dell’Africa Sub-Sahariana, non entreranno anche loro in una fase di declino demografico nei prossimi decenni. Ugo Bardi è stato docente presso l’Università di Firenze, oggi afferisce al Consorzio Interuniversitario INSTM, Membro del Comitato Esecutivo del Club di Roma e della World Academy of Art and Sciences. È autore di opere di riferimento come The Limits to Growth Revisited e The Seneca Effect, dove combina modelli di dinamica dei sistemi, dati storici, casi studio e analisi scientifiche per spiegare le cause profonde dei cambiamenti globali in corso. Tra i principali fattori esaminati all’interno del saggio “La fine della crescita della Popolazione” ci sono: il ruolo dell’inquinamento chimico nella riduzione della fertilità maschile e femminile; i limiti delle risorse e l’impatto ambientale di una popolazione ancora in crescita lenta; le conseguenze sociali ed economiche del rapido invecchiamento della popolazione e del calo demografico; le lezioni della storia: dall’antica Roma alla Cina della politica del figlio unico, dall’Irlanda della Grande Carestia al Giappone di oggi; le ragioni delle migrazioni in atto dai paesi ancora in crescita demografica verso quelli in declino. Attraverso uno stile rigoroso ma accessibile e a tratti ironico, Bardi invita a non drammatizzare il fenomeno, ma a prepararsi con saggezza. Il calo demografico non è necessariamente una catastrofe: può alleggerire la pressione sulle risorse in esaurimento e su un ecosistema sovraccarico, offrendo l’opportunità di ripensare modelli economici e sociali basati sulla crescita infinita. Il volume include le prefazioni di voci autorevoli: Gianfranco Bologna (Presidente onorario della Comunità Scientifica del WWF Italia), Silvia Zimmermann del Castillo e Paul Shrivastava (Copresidenti del Club di Roma), e Carlos Alvarez Pereira (Segretario Generale del Club di Roma). “La Fine della Crescita della Popolazione” è un invito a comprendere le dinamiche reali della nostra specie su un pianeta finito e a gestire con intelligenza questa transizione storica, inclusi i delicati equilibri migratori che ne derivano. Disponibile su Amazon in versione cartacea ed ebook. Per interviste e presentazioni: Ugo Bardi E-mail: ugo. bardi@gmail. com Telefono: +39 348 1321331 ___________________________________________ Il Club di Roma, fondato nel 1968, è un’organizzazione internazionale che riunisce scienziati, economisti e personalità pubbliche per affrontare le sfide globali dell’umanità. È noto in particolare per il rapporto I Limiti dello Sviluppo (The Limits to Growth) (1972), pietra miliare nella riflessione sui limiti della crescita su un pianeta finito. - Published: 2026-05-05 - Modified: 2026-05-05 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cirie-music-festival-torna-con-cinque-concerti-tra-piazze-e-centro-storico.html - Categorie: Eventi Il Ciriè Music Festival torna in città con cinque appuntamenti distribuiti tra maggio e settembre. La settima edizione della rassegna vedrà protagonisti l’orchestra di fiati e il coro I Music Piemonteis, associazione nata a Ciriè nel 1976 e pronta a celebrare i suoi 50 anni di attività con un programma pensato per portare la musica tra vie, piazze e luoghi simbolici del centro. Cinque concerti portano la musica nelle strade di Ciriè Il calendario partirà domenica 10 maggio alle 16. 30 in via Vittorio Emanuele. La rassegna proseguirà sabato 20 giugno a Palazzo D’Oria, alle ore 21, per poi tornare in via Vittorio Emanuele sabato 25 luglio alle 17, questa volta nell’area della chiesa di Borgo Loreto. Il quarto appuntamento è fissato per domenica 2 agosto alle 21 in piazza San Giovanni. La chiusura arriverà sabato 19 settembre alle 16. 30, con l’esibizione prevista tra viale della Stazione e corso Martiri della Libertà. Una scelta che conferma il carattere diffuso del festival, costruito per incontrare il pubblico in più punti della città. I Music Piemonteis festeggiano mezzo secolo di attività La nuova edizione assume un valore particolare per l’associazione ciriacese, che nel 2026 celebra i 50 anni dalla fondazione. Il gruppo nacque nel 1976 per iniziativa del maestro Ugo Bairo, fondatore e presidente emerito recentemente scomparso, con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla musica e favorire momenti di socialità attraverso la riscoperta del patrimonio culturale. Nel tempo, I Music Piemonteis hanno consolidato una presenza riconosciuta sul territorio, mantenendo al centro l’attività dell’orchestra di fiati e del coro. Il repertorio proposto spazia dai brani pop-rock moderni al jazz, fino a composizioni originali pensate per orchestra a fiati. Dagli scambi internazionali alla Street Band Dal 1983 l’associazione ha sviluppato un’intensa attività di scambi e tournée all’estero, accogliendo a Ciriè gruppi stranieri e portando la propria musica in diversi Paesi europei, negli Stati Uniti, in Brasile e in Israele. Tra le esperienze ricordate figura anche l’omaggio al Santo Padre a Roma per l’Anno Santo, realizzato con la collaborazione dei Ministeri degli Affari Esteri e dei Beni Culturali. All’interno dell’associazione è nata anche la Street Band, formazione itinerante che ha animato eventi locali, i festeggiamenti per le Olimpiadi di Torino 2006 e più edizioni del Columbus Day a New York. Il Music Festival diventa così un’occasione per unire memoria, territorio e nuova partecipazione cittadina. - Published: 2026-05-05 - Modified: 2026-05-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/piste-ciclabili-a-torino-via-libera-del-consiglio-alla-nuova-strategia-per-le-bici.html - Categorie: News Torino rilancia la mobilità ciclabile con una mozione approvata dal Consiglio comunale. Il documento, presentato dal consigliere Emanuele Busconi, punta a rendere più solida, sicura e continua la rete dedicata alle biciclette. Al centro del provvedimento c’è l’idea di superare l’attuale frammentazione dei percorsi, così da fare della bicicletta una scelta più concreta per gli spostamenti quotidiani e per il tempo libero. Il voto arriva in una fase in cui cresce l’attenzione verso la mobilità dolce, con un numero maggiore di cittadini interessati a muoversi senza ricorrere sempre ai mezzi motorizzati. Per questo la mozione richiama anche alcune indicazioni arrivate dalla Consulta della Mobilità Ciclistica e chiede all’Amministrazione un salto di qualità sulle infrastrutture. La rete ciclabile deve diventare più continua Uno dei punti principali riguarda i collegamenti mancanti tra le piste già presenti in città. La mozione segnala la necessità di ricucire gli assi interrotti e cita, tra gli esempi, il collegamento est-ovest nella Circoscrizione 4, considerato utile per dare maggiore continuità agli spostamenti su due ruote. L’obiettivo è costruire un sistema più leggibile e integrato, capace di ridurre i tratti isolati e di rendere più semplice l’uso della bici anche per chi oggi incontra percorsi discontinui. Una rete più coerente, nelle intenzioni del documento, può aumentare la sicurezza e rendere più competitivo l’uso quotidiano delle due ruote. Parcheggi sicuri e manutenzione entrano nel piano La mozione dedica spazio anche alla sosta delle biciclette. Il testo chiede di potenziare le strutture protette, con velostazioni, bike box e rastrelliere coperte nei punti più frequentati della città. L’attenzione riguarda stazioni ferroviarie, fermate della metropolitana, capolinea del trasporto pubblico, scuole, università, ospedali, musei, impianti sportivi e aree commerciali. Tra i luoghi citati compare anche la Cavallerizza, interessata da un progetto di recupero. Accanto alle nuove opere, il documento insiste sulla cura dell’esistente. Serve un controllo più costante dello stato delle piste ciclabili e della segnaletica orizzontale, compresi i controviali a priorità ciclabile. La manutenzione viene quindi indicata come parte essenziale della sicurezza, perché una pista mal segnalata o danneggiata può diventare poco utilizzabile. Piste più adatte ai nuovi mezzi Un altro tema riguarda il contrasto alla sosta selvaggia, spesso indicata come uno dei problemi principali per chi pedala in città. La mozione propone barriere fisiche, archetti portabici, paletti, panettoni e interventi urbanistici agli incroci, con banchine più ampie, aiuole e barriere verdi. L’obiettivo è proteggere gli spazi riservati alle bici e migliorare la visibilità. Il testo chiede anche di seguire le linee guida del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica del Piemonte e invita a evitare piste ciclabili a centro strada, soluzione ritenuta problematica sul piano della sicurezza. Attenzione specifica viene richiesta per gli attraversamenti ciclabili e ciclopedonali, che dovranno essere chiari, lineari e privi di restringimenti pericolosi. La mozione guarda poi all’evoluzione dei mezzi: piste più larghe dei minimi di legge potrebbero rispondere meglio all’aumento dei flussi, alle cargobike e alle biciclette usate da persone con disabilità. Il testo è stato approvato con 28 voti favorevoli, un contrario e un’astensione. Ora il passaggio decisivo sarà tradurre l’indirizzo politico in interventi visibili sul territorio. - Published: 2026-05-05 - Modified: 2026-05-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/senza-glutine-a-scuola-liniziativa-dellasl-to5-durante-la-settimana-nazionale-della-celiachia.html - Categorie: News Dal 9 al 17 maggio 2026 torna la Settimana Nazionale della Celiachia, promossa dall’Associazione Nazionale Celiachia. L’appuntamento punta a rafforzare la conoscenza di una condizione che resta spesso circondata da dubbi, semplificazioni e idee sbagliate. Al centro c’è la dieta senza glutine, che per le persone celiache non rappresenta una scelta legata alle tendenze alimentari, ma una necessità quotidiana. In questo quadro si inserisce l’azione dell’Asl To5, che attraverso il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione ha invitato le mense scolastiche del territorio ad aderire al progetto “Tutti a tavola, tutti insieme”. La proposta riguarda una giornata a scelta durante la settimana dedicata, con un menu interamente senza glutine servito a studenti e personale scolastico. Nelle mense un pasto diventa occasione educativa L’idea dell’Asl To5 trasforma il momento del pranzo in un’esperienza comune. Tutti mangiano lo stesso menu, senza separazioni e senza differenze visibili tra chi deve seguire una dieta specifica e chi, invece, può consumare alimenti con glutine. La scuola diventa così uno spazio in cui il cibo aiuta a spiegare, con semplicità, cosa significhi convivere con la celiachia. Il progetto non si limita alla distribuzione di un pasto speciale. Il suo valore sta nella possibilità di parlare agli studenti di rispetto, attenzione alle esigenze alimentari e corretta informazione. Bambini e ragazzi possono avvicinarsi al tema in modo diretto, senza trasformarlo in una lezione astratta. La dieta senza glutine non è una moda Uno degli obiettivi principali riguarda il contrasto alle false convinzioni. La dieta gluten free viene spesso letta come una scelta personale o come una moda alimentare. Per chi ha ricevuto una diagnosi di celiachia, invece, l’eliminazione del glutine è indispensabile per la salute. Proporre un menu gluten free a tutta la comunità scolastica aiuta a rendere più chiara questa differenza. Il messaggio passa dal gesto quotidiano: sedersi alla stessa tavola e condividere lo stesso cibo può ridurre distanze, imbarazzi e pregiudizi. I numeri confermano l’attenzione delle scuole La partecipazione registrata lo scorso anno mostra la forza dell’iniziativa. In Italia sono stati distribuiti oltre 600. 000 pasti senza glutine in più di 600 Comuni, con una risposta significativa anche sul piano regionale. Sono dati che indicano quanto il tema sia sentito e quanto le mense possano avere un ruolo attivo nell’educazione alimentare. La Settimana Nazionale della Celiachia diventa quindi un passaggio utile per rafforzare consapevolezza e partecipazione. Attraverso un pasto condiviso, la scuola può aiutare gli studenti a comprendere meglio una condizione sanitaria concreta e a riconoscere il valore di un’alimentazione adatta alle diverse esigenze. - Published: 2026-05-05 - Modified: 2026-05-05 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-via-libera-alla-sanatoria-per-i-debiti-niente-interessi-e-piu-tempo-per-pagare.html - Categorie: Economia A Torino prende forma una nuova sanatoria per i debiti comunali. La Giunta ha approvato la proposta di delibera per istituire il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate, una misura pensata per consentire ai cittadini di regolarizzare vecchie pendenze con il Comune e, allo stesso tempo, permettere all’amministrazione di recuperare risorse da destinare al territorio. Il provvedimento dovrà ora passare dal Consiglio Comunale per l’approvazione finale. La misura riguarda i debiti affidati a SO. RI. S. S. p. A. entro il 31 dicembre 2020 e punta a rendere più semplice la chiusura delle posizioni aperte. La sanatoria cancella sanzioni e interessi sui vecchi debiti Il meccanismo prevede una riduzione rilevante dell’importo complessivo dovuto. Chi aderirà alla procedura potrà saldare la propria posizione con il pagamento della sola quota originaria del debito. Verranno quindi esclusi sanzioni, interessi di mora e maggiorazioni. La definizione agevolata rientra nel quadro previsto dalla legge 199/2025 e Torino si colloca tra le prime grandi città metropolitane a renderla operativa. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere i contribuenti in difficoltà e recuperare crediti che, senza una procedura semplificata, rischierebbero di restare difficili da incassare. L’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli ha spiegato che la misura nasce per aiutare chi ha accumulato pendenze negli anni, con rateazioni più semplici e senza il peso aggiuntivo di interessi e sanzioni. Per il Comune, l’operazione può liberare risorse da reinvestire in politiche di sostegno e sviluppo locale. Tributi, multe e servizi tra le entrate interessate La sanatoria copre una platea ampia di entrate comunali. Rientrano nella procedura i principali tributi locali, tra cui IMU, TARI, TASI e COSAP. Sono comprese anche le sanzioni legate al Codice della Strada. La misura riguarda inoltre alcune entrate patrimoniali, come i canoni di locazione, le rette dei servizi educativi e quelle delle mense scolastiche. In questo modo, il regolamento non si limita ai tributi in senso stretto, ma interessa diverse tipologie di debito maturate nei confronti dell’amministrazione comunale. Domande entro settembre e rate fino a 36 mesi Per favorire l’adesione, il Comune prevede condizioni più leggere per la rateazione. Sarà possibile effettuare il pagamento con un numero di rate mensili che può arrivare fino a 36 e non servono modello ISEE (nel caso di persone fisiche) o particolari requisiti di liquidità (nel caso delle società). Potranno accedere alla procedura anche i contribuenti con contenziosi tributari in corso, a patto che vi rinuncino. Le procedure esecutive attive potranno essere sospese dopo il pagamento della rata unica o delle prime tre rate del piano. Dopo il via libera del Consiglio Comunale, la Città invierà una comunicazione ai soggetti potenzialmente interessati. Ogni contribuente potrà verificare la propria situazione tramite l’Estratto conto disponibile sul sito del concessionario. Le domande dovranno essere presentate entro il 30 settembre 2026. Chi intende aderire ma ha altri debiti successivi al 2020 dovrà regolarizzare anche questi importi, con pagamento unico oppure con un piano fino a 36 mesi e versamento contestuale della prima rata. - Published: 2026-05-05 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/giovani-e-imprese-il-piano-del-piemonte-42-milioni-per-la-formazione.html - Categorie: Lavoro La Regione Piemonte punta sulla formazione tecnica superiore per avvicinare giovani e imprese, con un piano triennale 2026-2029 da 42,3 milioni di euro. L’obiettivo è rafforzare i percorsi Its Academy, gli Ifts e l’apprendistato, così da creare competenze più vicine alle richieste del mercato del lavoro. Il progetto nasce da una necessità concreta: dare ai ragazzi opportunità professionali sul territorio e aiutare le aziende, in particolare le piccole e medie imprese, a trovare profili tecnici preparati. Un tema che riguarda da vicino settori come meccatronica, energia, Ict, turismo e agroalimentare. La formazione tecnica diventa una risposta alla fuga dei giovani Il nuovo piano regionale non riguarda soltanto la scuola. Al centro c’è il rapporto tra istruzione, lavoro e permanenza dei giovani in Piemonte. La Regione intende ridurre la distanza tra aule e aziende, così da rendere più diretto l’ingresso nel mondo professionale. L’assessore regionale alla Formazione, Daniela Cameroni, ha richiamato il valore di un modello costruito con il sistema produttivo. Secondo la linea indicata dalla Regione, quando i percorsi nascono insieme alle imprese, la formazione riesce a produrre risultati più solidi. Il dato più significativo riguarda gli Its Academy: oltre il 90% degli studenti trova lavoro entro un anno dal diploma, spesso in coerenza con il percorso seguito. Per il Piemonte, questo elemento diventa una base su cui investire per trattenere competenze e rafforzare il tessuto economico locale. Its Academy e Ifts puntano su competenze immediate Gli Its Academy rappresentano uno dei pilastri del piano. Si tratta di corsi biennali ad alta specializzazione, con 1. 800 ore tra lezioni e attività in azienda. Almeno un terzo del percorso si svolge direttamente nelle imprese, con possibili esperienze all’estero. Il diploma finale è riconosciuto a livello europeo, con qualifica EQF 5, e mira a fornire competenze utilizzabili in tempi rapidi. La parte pratica ha quindi un peso rilevante, perché consente agli studenti di misurarsi con ambienti produttivi reali prima della conclusione del percorso. Accanto agli Its ci sono gli Ifts, percorsi più brevi da 800 ore in un anno. Vengono progettati con il coinvolgimento di scuole, università e aziende, per rispondere a fabbisogni professionali specifici. Apprendistato e fondi per collegare scuola e imprese Nel piano rientra anche l’apprendistato, che permette di studiare e lavorare nello stesso periodo, con una retribuzione e un titolo finale. Per molti giovani può diventare una strada concreta verso l’occupazione, senza interrompere il percorso formativo. Alle risorse regionali potranno aggiungersi fondi nazionali e, con ogni probabilità, finanziamenti legati al Pnrr. La sfida sarà trasformare l’investimento in posti di lavoro stabili, competenze aggiornate e opportunità capaci di restare sul territorio. - Published: 2026-05-04 - Modified: 2026-05-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-tragedia-in-via-de-sanctis-uomo-muore-in-strada-per-un-malore-improvviso.html - Categorie: News Un uomo di 70 anni è morto nella mattinata di lunedì 4 maggio a Torino, dopo un malore improvviso accusato in via De Sanctis. L’episodio è avvenuto in una zona frequentata da residenti e passanti. L’uomo si trovava in strada quando si è accasciato al suolo. Chi era presente ha dato subito l’allarme, mentre sul posto sono arrivati i sanitari del 118. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma le manovre non hanno avuto esito positivo. Poco dopo sono intervenute anche le pattuglie della polizia di Stato per gli accertamenti e per la gestione dell’area. Il malore in strada La tragedia si è consumata in pochi istanti. Il settantenne sarebbe stato colto da un malore improvviso mentre si trovava in strada. Il crollo a terra ha subito attirato l’attenzione delle persone presenti nella zona, che hanno chiesto aiuto. La rapidità dell’allarme ha permesso l’arrivo dei soccorsi in breve tempo. I sanitari del 118 hanno avviato le procedure di emergenza nel tentativo di salvargli la vita. Ogni intervento, però, si è rivelato inutile. Non sarebbero emersi elementi tali da far pensare a cause diverse dal malore improvviso. La morte dell’uomo apparirebbe quindi legata a un arresto sopraggiunto senza preavviso, una situazione che può lasciare margini di intervento molto ridotti anche quando l’allarme viene lanciato subito. La polizia ha gestito gli accertamenti Dopo l’arrivo dei sanitari, sul posto sono intervenute anche le pattuglie della polizia di Stato. Gli agenti hanno svolto le verifiche necessarie e hanno gestito la situazione in una strada che, a quell’ora, era attraversata da passanti e residenti. - Published: 2026-05-04 - Modified: 2026-05-04 - URL: https://www.torinofree.it/economia/metro-sospesa-a-torino-la-linea-riparte-dopo-i-controlli-di-sicurezza.html - Categorie: Economia Un lunedì complicato per molti viaggiatori torinesi. La metropolitana di Torino si è fermata nelle ore della mattina, proprio nel momento in cui migliaia di persone si spostavano verso uffici, scuole e appuntamenti. Lo stop ha creato disagi immediati, con pendolari costretti a cercare soluzioni alternative e tempi di percorrenza più lunghi. A indicare la ragione dell’interruzione è stato il Gruppo Torinese Trasporti, che ha spiegato la sospensione temporanea del servizio per la necessità di effettuare alcune verifiche di sicurezza. Una comunicazione breve, arrivata attraverso i canali ufficiali, che ha confermato la natura tecnica del blocco e ha chiarito che la priorità era garantire condizioni di viaggio sicure lungo la linea. Lunedì mattina complicato per gli spostamenti a Torino Lo stop ha pesato soprattutto per l’orario in cui si è verificato. Il lunedì mattina, per il trasporto pubblico, rappresenta una delle fasce più sensibili della settimana: la città riprende il ritmo ordinario dopo il fine settimana e il numero di passeggeri cresce in modo netto. In questo quadro, anche una sospensione limitata può produrre effetti estesi. Chi contava sulla metro ha dovuto riorganizzare gli spostamenti, con ritardi, coincidenze perse e maggiore pressione sugli altri mezzi pubblici. Per molti utenti, la giornata è iniziata con una difficoltà imprevista. GTT completa i controlli e riattiva la linea Dopo alcune ore, la situazione è rientrata. GTT ha comunicato la fine delle verifiche e la ripresa del regolare servizio, confermando il ritorno alla piena operatività della metropolitana. L’aggiornamento era atteso dai viaggiatori, che hanno potuto riprendere i percorsi abituali dopo una mattinata segnata da incertezze. La sospensione, pur breve, ha mostrato quanto il sistema dei trasporti urbani sia sensibile a ogni interruzione. La metro resta, infatti, uno degli assi principali della mobilità cittadina. L’episodio riporta l’attenzione sul rapporto tra sicurezza dei passeggeri e continuità del servizio. Fermare una linea in una giornata intensa comporta inevitabili disagi, ma le verifiche tecniche diventano prioritarie quando servono a escludere rischi e a garantire un servizio affidabile. - Published: 2026-05-04 - Modified: 2026-05-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-anziana-smaschera-la-truffa-del-finto-medico-un-arresto.html - Categorie: News Una donna di 85 anni ha sventato a Torino un tentativo di truffa costruito sulla falsa emergenza di un figlio malato. La pensionata, insospettita dalla telefonata ricevuta, ha capito che qualcosa non tornava: non aveva figli maschi. Da quel momento la vicenda si è trasformata in una trappola per chi voleva raggirarla. Con l’aiuto della figlia e dei carabinieri, l’anziana ha portato all’arresto di una donna di 41 anni. La telefonata che ha fatto nascere i sospetti Il raggiro è partito con uno schema ormai noto. Un uomo, al telefono, si è presentato come medico e ha riferito alla pensionata che il figlio sarebbe stato colpito da una grave malattia. Per curarlo, a suo dire, sarebbe servito un intervento chirurgico molto costoso, con una spesa indicata in 120. 000 euro. Alla donna è stato chiesto di consegnare l’oro che aveva in casa, come contributo immediato per affrontare una parte della somma. Il racconto, costruito sulla paura e sull’urgenza, non ha raggiunto lo scopo. L’85enne ha colto l’anomalia più evidente: quel figlio maschio non esisteva. A quel punto ha avvisato la figlia, che ha contattato subito i carabinieri. La pensionata ha finto paura per incastrarli Dalla centrale operativa è arrivata l’indicazione decisiva: la donna doveva continuare la conversazione e simulare agitazione, in modo da permettere ai militari di intervenire nella sua abitazione. Durante la telefonata, il presunto medico ha passato la linea a un uomo che si è finto figlio della pensionata. L’anziana ha retto la parte. Ha lasciato credere ai truffatori di essere confusa e preoccupata, mentre i carabinieri si preparavano all’intervento. Poco dopo, una donna si è presentata a casa per ritirare i monili indicati come aiuto economico per la falsa operazione. L’arresto in casa e l’ipotesi di altri colpi Appena la 41enne ha preso l’oro, i militari sono intervenuti. La donna è stata arrestata in flagranza con l’accusa di tentata truffa aggravata. Durante il controllo, i carabinieri hanno trovato anche altri monili e denaro contante, ritenuti possibile provento di un altro episodio analogo. Su questo punto sono partiti ulteriori accertamenti. La pensionata non era nuova a situazioni simili. Nel febbraio 2024 aveva già subito un altro tentativo di raggiro e, anche in quel caso, la sua prontezza aveva permesso l’arresto di un giovane di 18 anni. La 41enne arrestata nell’ultimo episodio è stata portata in carcere, a disposizione della procura di Ivrea. - Published: 2026-05-04 - Modified: 2026-05-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/ronco-canavese-cambia-il-sistema-dei-rifiuti-chiavi-uniche-per-tutti-gli-utenti.html - Categorie: News Ronco Canavese cambia passo nella gestione dei rifiuti e introduce un sistema più controllato per le frazioni del territorio. La novità riguarda le isole ecologiche, che saranno trasformate in aree protette con contenitori accessibili tramite una chiave unica. La misura nasce per ridurre gli abbandoni, limitare gli usi impropri dei cassonetti e migliorare il decoro della Valle Soana, senza perdere di vista la presenza di escursionisti e visitatori. I cassonetti diventano aree ad accesso controllato Il nuovo modello avviato dal Comune, con il servizio affidato a Teknoservice nell’ambito del Consorzio Canavesano Ambiente, prevede la chiusura progressiva dei contenitori oggi presenti nelle isole ecologiche. L’accesso sarà riservato agli utenti autorizzati, che potranno utilizzare una sola chiave per conferire le diverse tipologie di rifiuto. L’obiettivo è rendere più ordinata la raccolta e scoraggiare comportamenti scorretti. In questo modo l’amministrazione punta a superare una gestione troppo libera dei punti di conferimento, spesso esposta al rischio di abbandoni o depositi non corretti. La scelta riguarda un territorio montano, dove la cura degli spazi pubblici incide in modo diretto sulla qualità della vita e sull’immagine dei luoghi. Una chiave unica per residenti e utenze registrate La fase operativa entra nel vivo con la distribuzione delle chiavi presso gli uffici comunali. Questo passaggio permetterà al Comune di conoscere con maggiore precisione le utenze coinvolte e di costruire un sistema più ordinato, basato su responsabilità e tracciabilità. La chiave unica diventa quindi lo strumento centrale della nuova organizzazione. Non serviranno accessi diversi per ogni contenitore, ma un solo dispositivo valido per le varie raccolte. Il meccanismo semplifica l’uso da parte dei cittadini e, allo stesso tempo, consente un controllo più efficace sulle isole ecologiche sparse nelle frazioni. Resteranno aperti alcuni bidoni collocati in punti strategici, pensati per turisti, escursionisti e visitatori. La scelta evita di penalizzare chi attraversa il territorio per poche ore e mantiene un livello minimo di servizio nei luoghi più frequentati. La Valle Soana punta su ordine e compostaggio domestico Il nuovo sistema non riguarda solo la logistica dei cassonetti. L’amministrazione vuole affiancare alla distribuzione delle chiavi anche una maggiore attenzione al compostaggio domestico, in modo da favorire una gestione più corretta della frazione organica. Ronco Canavese prova così a trasformare il conferimento dei rifiuti in un gesto più consapevole. Meno aree lasciate senza controllo, più cura degli spazi comuni e una maggiore responsabilità da parte degli utenti: da qui parte la nuova strategia per proteggere il patrimonio ambientale della Valle Soana e rendere più efficiente la raccolta. - Published: 2026-05-04 - Modified: 2026-05-04 - URL: https://www.torinofree.it/news/ponte-del-primo-maggio-torino-fa-il-pieno-di-visitatori-il-museo-egizio-primo-per-ingressi.html - Categorie: News Torino ha chiuso il ponte del 1° Maggio con numeri molto forti sul fronte del turismo culturale. Tra venerdì 1 e domenica 3 maggio, musei e residenze storiche hanno registrato un’affluenza elevata, con il centro città attraversato da visitatori italiani e stranieri. A guidare la classifica resta il Museo Egizio, che nei tre giorni ha venduto 20. 803 biglietti, confermandosi una delle mete più richieste del capoluogo piemontese. L’Egizio guida la corsa dei musei torinesi Il dato più alto arriva dal Museo Egizio, scelto da oltre ventimila persone durante il lungo fine settimana. Un risultato che conferma il peso della struttura nel richiamo turistico di Torino, soprattutto nei periodi festivi, quando la città riesce ad attrarre un pubblico ampio grazie alla sua offerta culturale. Molto positivo anche il bilancio dei Musei Reali, che hanno raggiunto 16. 679 ticket emessi. Di questi, quasi 15. 000 visitatori hanno scelto collezioni permanenti e mostre dossier, tra cui il disegno autografo di Leonardo da Vinci e il confronto tra Beato Angelico e Bartholomeus Spranger. Nelle Sale Chiablese si è chiusa con un buon riscontro anche l’esposizione dedicata a Orazio Gentileschi, che nell’ultimo fine settimana ha accolto 1. 712 persone, portando il totale a 44. 000 visite da novembre. I Giardini Reali hanno contato 6. 868 presenze. La Mole fa il pieno e traina il Cinema Tra le mete più frequentate figura il Museo Nazionale del Cinema, che ha registrato 11. 000 ingressi, con punte di 3. 800 presenze giornaliere e disponibilità online esaurite da tempo. Alla Mole Antonelliana, dal ponte del 25 Aprile in poi, il totale ha raggiunto 27. 000 biglietti venduti in dieci giorni. Risultati importanti arrivano anche dalla Fondazione Torino Musei, che ha totalizzato 9. 177 ingressi. A trainare il dato sono stati Palazzo Madama, con 4. 535 visitatori, e il MAO, con 4. 010. Più distante la GAM, ferma a 632 ingressi. Bene anche il MAUTO, scelto da 6. 593 persone, alle quali si aggiungono i 607 visitatori del Centro Storico Fiat. Venaria e residenze sabaude restano centrali Fuori dal centro cittadino, la Reggia di Venaria ha confermato il proprio ruolo di grande attrattore culturale, con 15. 803 presenze paganti e un picco superiore a 6. 400 turisti nella giornata di sabato. Il buon andamento ha coinvolto anche altre Residenze Reali Sabaude. Il Castello di Agliè ha raggiunto 4. 654 ingressi, quello di Racconigi 3. 826, mentre Villa della Regina ha contato 2. 593 visitatori. Presenze positive pure per Palazzo Carignano e per il castello di Moncalieri. Per il direttore Filippo Masino, questi dati confermano una tendenza in crescita e premiano un lavoro costruito su servizi di qualità, capaci di richiamare un pubblico sempre più ampio. - Published: 2026-05-04 - Modified: 2026-05-04 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-verona-1-1-i-bianconeri-frenano-nella-corsa-champions.html - Categorie: Sport La Juventus perde una possibilità importante nella corsa Champions e si ferma sull’1-1 contro il Verona all’Allianz Stadium. Una gara che, sulla carta, sembrava alla portata dei bianconeri si è trasformata in un’occasione persa, con l’Hellas già aritmeticamente retrocesso capace di reggere fino alla fine. Il gol di Bowie ha complicato i piani della squadra di Spalletti, poi salvata da una punizione di Vlahovic nella ripresa. Il pareggio muove la classifica, ma lascia aperti molti interrogativi sul rendimento della Juve nel momento più delicato della stagione. La Juve parte lenta e il Verona trova il colpo L’avvio dei bianconeri è apparso poco incisivo. La squadra di Spalletti ha gestito il pallone, ma senza il ritmo necessario per mettere subito in difficoltà il Verona. La prima vera occasione è arrivata con Conceiçao, fermato da Montipò dopo una buona azione costruita da Yildiz e Thuram. Poco dopo ci ha provato David, murato da Edmundsson, mentre Bremer ha colpito la traversa con un colpo di testa che avrebbe meritato maggiore fortuna. Nel momento in cui la Juve sembrava vicina al vantaggio, è stato il Verona a passare. Un errore in impostazione di Bremer ha aperto la strada a Bradaric, bravo a servire Bowie: l’attaccante dell’Hellas ha battuto Di Gregorio e ha portato avanti i veneti. Vlahovic cambia la ripresa con una punizione Spalletti ha provato a modificare la partita a inizio secondo tempo con l’ingresso di Vlahovic al posto di Thuram. La scelta ha dato subito un riferimento diverso all’attacco bianconero. Dopo una fase ancora confusa, il serbo ha trovato il pareggio con una punizione dalla distanza, capace di sorprendere Montipò e di riportare la Juve sull’1-1. Il gol ha acceso la squadra e lo Stadium, ma non ha cancellato le difficoltà viste per lunghi tratti. Montipò si è riscattato con due interventi importanti su Conceiçao. Spalletti ha poi inserito Miretti, Boga e Zhegrova, nel tentativo di aumentare qualità e profondità sulle corsie. Il palo nel recupero lascia più rimpianti Nel finale la Juventus ha spinto con maggiore insistenza, mentre il Verona si è difeso con ordine nella propria area. L’occasione più grande è arrivata in pieno recupero, quando Zhegrova ha colpito il palo con un diagonale che avrebbe potuto completare la rimonta. Il risultato lascia la Juve a 65 punti, a meno 2 dal Milan terzo, con Como e Roma ancora coinvolte nella corsa europea. Per i bianconeri resta il peso di una gara non vinta. L’Hellas, al contrario, esce tra gli applausi grazie a una prestazione di orgoglio, con Montipò premiato come migliore in campo. - Published: 2026-05-03 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/scia-luminosa-nei-cieli-del-piemonte-svelata-lorigine-del-fenomeno.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Una scia luminosa ha attraversato i cieli del Piemonte nella serata di venerdì 1° maggio 2026 e ha subito attirato l’attenzione di centinaia di persone. Tra città, colline e paesi, molti hanno notato una forma chiara, insolita, descritta da alcuni come una spirale brillante e da altri come una traccia in movimento. Per qualche ora il fenomeno ha acceso la curiosità sui social e nei gruppi locali, dove sono circolate ipotesi diverse, dall’evento atmosferico al passaggio astronomico raro. La spiegazione è arrivata poco dopo: nessun mistero, ma un effetto legato alle attività spaziali. Il cielo del Piemonte si accende per alcuni minuti La luce vista sopra il Piemonte non era un fenomeno senza spiegazione. Le ricostruzioni più attendibili hanno collegato la scia al passaggio del secondo stadio del Falcon 9 di SpaceX. Proprio nella giornata del 1° maggio era prevista una missione legata ai satelliti Starlink, partiti da Cape Canaveral e diretti verso l’orbita terrestre bassa. Il passaggio è stato visibile in diverse zone d’Italia e ha assunto un aspetto particolare a causa delle condizioni in quota. La nube apparsa nel cielo non era quindi una semplice traccia luminosa, ma il risultato di un processo tecnico legato alla fase successiva al lancio. Perché la scia sembrava una spirale Durante alcune operazioni dopo il lancio, il secondo stadio del razzo può rilasciare parte del propellente residuo. Questo materiale, disperso ad alta quota, forma una nube di gas che diventa visibile dalla Terra quando viene colpita dalla luce del Sole ancora presente oltre l’orizzonte. Da qui nasce l’effetto osservato anche in Piemonte. La forma a vortice dipende dalla rotazione dello stadio durante lo scarico. I gas si espandono, si raffreddano rapidamente e riflettono la luce, creando un’immagine capace di sembrare quasi irreale a chi la osserva da terra. Nessun allarme, solo tecnologia nello spazio La scia del 1° maggio ha quindi avuto una spiegazione scientifica precisa. L’evento ha mostrato come le missioni spaziali possano produrre effetti visibili anche a grande distanza, fino a diventare parte della vita quotidiana di chi si trova con lo sguardo rivolto al cielo. Per alcuni minuti il Piemonte ha assistito a uno spettacolo raro, nato dall’incontro tra tecnologia aerospaziale, alta atmosfera e luce solare. - Published: 2026-05-03 - Modified: 2026-05-03 - URL: https://www.torinofree.it/news/aggressioni-a-medici-e-infermieri-in-piemonte-1-621-casi-in-un-anno.html - Categorie: News Sono 1. 621 gli episodi di violenza segnalati in Piemonte nell’ultimo anno contro il personale sanitario e socio-sanitario. Un dato che conferma la pressione crescente su chi lavora negli ospedali e nelle strutture territoriali, con 2. 207 operatori coinvolti. Il quadro emerge dalla relazione 2025 dell’Osservatorio nazionale dedicato al fenomeno, diffusa dal ministero della Salute. Donne e infermieri risultano i più esposti Le segnalazioni raccolte indicano che nel 72% dei casi la vittima è stata una donna. Tra le professioni più colpite spiccano gli infermieri, che rappresentano il 61% degli operatori aggrediti. Seguono medici e operatori socio-sanitari, a conferma di un problema che attraversa vari ruoli del sistema assistenziale. La maggior parte degli episodi si concentra negli ospedali, dove le situazioni di maggiore esposizione riguardano soprattutto i reparti a più alto contatto con l’utenza. I Pronto Soccorso risultano l’area più segnalata, con 527 casi. Seguono le aree di degenza, con 378 episodi, e i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, dove le segnalazioni sono state 199. Ambulatori, dipendenze e carceri tra i luoghi più colpiti Le strutture territoriali presentano numeri inferiori rispetto agli ospedali, ma il fenomeno resta significativo. Gli ambulatori territoriali registrano 91 casi, i Servizi per le dipendenze 62 e gli Istituti penitenziari 56. Nella maggior parte delle segnalazioni, l’autore dell’aggressione è indicato nel paziente o nell'utente, con 1. 092 episodi. In altri 906 casi si tratta di parenti, caregiver o conoscenti. Il dato mostra come il rischio emerga spesso nel rapporto diretto tra personale sanitario, pazienti e persone vicine a chi riceve assistenza. La forma più frequente resta la violenza verbale, presente nell’87% degli episodi. Le aggressioni fisiche compaiono nel 26% dei casi e risultano spesso associate a offese o minacce. Gli atti contro la proprietà rappresentano invece il 10% delle segnalazioni. La maggior parte dei casi avviene nei giorni feriali Le aggressioni riguardano soprattutto le fasce d’età centrali della popolazione lavorativa. Gli operatori tra i 30 e i 59 anni compaiono in poco più dell’81% degli eventi segnalati. Il calendario evidenzia una forte prevalenza dei giorni feriali, con oltre l’84% dei casi. Per quanto riguarda gli orari, il mattino resta la fascia più critica: sono stati registrati 696 episodi. Al pomeriggio le segnalazioni sono 528, mentre durante il turno di notte arrivano a 397. - Published: 2026-05-03 - Modified: 2026-05-03 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-primavera-sempre-piu-calda-aprile-2026-sfiora-il-record-storico.html - Categorie: News Aprile 2026 entra tra i mesi che segnano la storia climatica del Piemonte. La temperatura media regionale, secondo i dati forniti da Arpa Piemonte, ha raggiunto +11,9°C, un valore che colloca il mese in seconda posizione tra gli aprile più caldi dal 1958, anno di avvio delle rilevazioni. Resta davanti solo il 2007, quando la media arrivò a +12,3°C. Il dato non rappresenta un episodio isolato. Letto dentro la serie degli ultimi anni, conferma una linea ormai evidente: le temperature medie del territorio piemontese stanno salendo con frequenza crescente. Un valore così alto, registrato in un mese di transizione come aprile, assume quindi un peso che va oltre la statistica. Aprile 2026 entra nella serie dei mesi più caldi La primavera piemontese mostra segnali sempre più netti di trasformazione. Aprile, per tradizione, alterna giornate fresche, fasi instabili e primi rialzi termici. Nel 2026, però, il mese ha raggiunto una soglia molto elevata, fino a sfiorare il record assoluto registrato quasi vent’anni prima. La presenza di due aprile così caldi, 2007 e 2026, nella parte recente della serie storica indica una tendenza da osservare con attenzione. Le anomalie termiche non compaiono più come eventi distanti tra loro, ma come passaggi sempre più ravvicinati dentro un quadro regionale in rapido mutamento. La tendenza riguarda più stagioni e non un solo mese Il dato di aprile si inserisce in un percorso già segnalato da altre rilevazioni. Il 2022 è stato l’anno più caldo mai osservato nella serie climatica piemontese, con una temperatura media superiore agli 11°C e uno scarto rilevante rispetto ai valori di riferimento. Anche i mesi più vicini confermano questa direzione. Febbraio 2026 è stato uno dei più caldi negli ultimi decenni, visto che la temperatura media è stata più alta della norma di più di 2°C. Per questo aprile non appare come un’anomalia separata, ma come un nuovo elemento dentro una sequenza climatica sempre più chiara. Gli effetti sul territorio diventano sempre più concreti L’aumento delle temperature primaverili può produrre conseguenze dirette sul territorio. I cicli vegetativi possono anticipare i propri tempi, con possibili squilibri per le colture. L’evaporazione aumenta e può rendere più difficili le fasi di scarsità idrica. Anche fauna e biodiversità possono risentire di condizioni sempre meno vicine agli equilibri stagionali abituali. Il Piemonte risulta particolarmente esposto a queste variazioni per la presenza dell’arco alpino. Le serie storiche di Arpa Piemonte mostrano che gli eventi un tempo rari stanno diventando più frequenti. Il caldo registrato nell’aprile 2026, quindi, non è soltanto un record sfiorato: è un indicatore del clima che cambia. - Published: 2026-05-03 - Modified: 2026-05-03 - URL: https://www.torinofree.it/news/regina-margherita-tre-progetti-portano-cinema-libri-e-arte-ai-piccoli-pazienti.html - Categorie: News Al Regina Margherita di Torino la permanenza in ospedale diventa anche un tempo da riempire con libri, film e attività artistiche. Nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Oirm, diretto dal professor Andrea Martinuzzi, prendono forma tre progetti pensati per bambini e adolescenti: Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni. L’iniziativa nasce da Dear e punta a rendere più accessibili esperienze culturali capaci di accompagnare i giovani pazienti durante il ricovero, creando occasioni di relazione con caregiver, educatori e personale sanitario. Al Regina Margherita la lettura entra nel reparto Con Libri Aperti, il reparto accoglie una biblioteca costruita insieme a CoLti, il Consorzio delle librerie torinesi indipendenti. L’obiettivo è semplice: portare i libri vicino ai letti d’ospedale e dare ai ragazzi la possibilità di scegliere una storia, scambiarla, commentarla o tenerla accanto nei momenti più difficili della giornata. La lettura, in questo contesto, non resta un passatempo isolato. Diventa uno strumento per mantenere un contatto con la normalità, per coltivare interessi personali e per favorire dialoghi tra pazienti, famiglie e operatori. In un reparto in cui il tempo può apparire sospeso, un libro può aprire uno spazio diverso, fatto di immaginazione e confronto. Neuroflix trasforma il cinema in un momento condiviso Accanto alla biblioteca nasce Neuroflix, il cinema di reparto realizzato con l’Associazione Museo nazionale del Cinema. La visione di un film diventa così un momento collettivo, capace di alleggerire la routine ospedaliera e offrire ai ragazzi un’occasione per rielaborare emozioni, storie e personaggi. Tra i titoli proposti ci sono Zootropolis, Avengers, Ferdinand, Big Hero 6, La forma dell’acqua, Spider Man, Guardiani della galassia e Now you see me. Film diversi, scelti per parlare a età e sensibilità differenti, con l’idea di trasformare una stanza del reparto in uno spazio di incontro. Arte e spazi comuni ridisegnano la quotidianità Il terzo progetto si chiama Luoghi Comuni e riguarda gli ambienti della cura. Il primo intervento consiste in un’installazione realizzata con i ragazzi del reparto e con l’artista Daniele Catalli, all’interno del programma internazionale Youth Climate Action Fund. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Oirm-Sant’Anna, Adriano Leli, ha spiegato che i risultati osservati nei giovani pazienti coinvolti in attività artistiche e culturali confermano il valore di una visione della cura più ampia, attenta agli aspetti clinici, sociali e creativi. La collaborazione tra sanitari, educatori e Dear ha dato vita a un ambiente dove i ragazzi possono esprimersi e portare avanti il proprio percorso personale anche durante l’ospedalizzazione. Per la professoressa Franca Fagioli, direttrice del dipartimento Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, si tratta di un nuovo percorso per bambini e adolescenti della Neuropsichiatria infantile, nel quale umanizzazione e innovazione tecnologica contribuiscono al processo di guarigione. - Published: 2026-05-03 - Modified: 2026-05-03 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-verona-3-maggio-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Juventus-Verona chiude la domenica calcistica dell’Allianz Stadium con una partita che, almeno per i bianconeri, pesa ancora molto sulla corsa alla prossima Champions League. La squadra allenata da Luciano Spalletti arriva dal pareggio per 0-0 contro il Milan a San Siro e cerca una vittoria utile per rafforzare la propria posizione in classifica. Il Verona, già retrocesso, affronta invece una gara senza obiettivi concreti di classifica, ma con la necessità di dare un segnale dopo una stagione complicata. Il fischio d’inizio è fissato per oggi alle ore 18. La sfida sarà disponibile in diretta su DAZN, su Sky Sport Calcio, tramite Sky Go per gli abbonati e su NOW con il Ticket Sport attivo. La Juventus cerca punti per blindare la Champions Per la Juventus, la partita contro il Verona rappresenta un passaggio importante nella parte finale del campionato. I tre punti permetterebbero ai bianconeri di avvicinarsi con maggiore forza alla qualificazione in Champions League, anche se il traguardo non sarebbe ancora matematico. Restano infatti altre tre giornate da giocare e la squadra di Spalletti deve evitare cali proprio nel momento più delicato della stagione. Dopo il pareggio contro il Milan, la gara casalinga contro una formazione già retrocessa diventa una possibilità concreta per dare continuità al percorso. La probabile formazione bianconera dovrebbe partire dal 4-2-3-1, con Di Gregorio in porta. In difesa spazio a Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso, mentre in mezzo al campo dovrebbero agire Locatelli e Thuram. Sulla trequarti sono attesi Conceiçao, McKennie e Yildiz, alle spalle di David. Il Verona arriva a Torino dopo una stagione difficile Il Verona di Paolo Sammarco non ha più obiettivi di classifica, visto che la retrocessione è già diventata realtà. Per le formazioni, in avanti l’orientamento porta verso Bowie e Suslov, con il Verona pronto a schierarsi con il 3-5-1-1. La formazione veneta dovrebbe vedere Montipò tra i pali, con Edmundsson, Nelsson e Frese in difesa. A centrocampo spazio a Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede e Bradaric. Suslov dovrebbe muoversi alle spalle di Bowie. Dove vedere Juventus-Verona in diretta Juventus-Verona sarà trasmessa in diretta su DAZN, piattaforma che permette la visione della partita in streaming tramite app e dispositivi compatibili. La gara sarà disponibile pure su Sky Sport Calcio, per chi possiede un abbonamento attivo. Gli utenti Sky potranno seguire il match anche tramite Sky Go, mentre chi preferisce NOW potrà vedere la partita con il Ticket Sport. Appuntamento quindi alle 18, con l’Allianz Stadium pronto a ospitare una sfida dal peso diverso per le due squadre. - Published: 2026-05-02 - Modified: 2026-05-02 - URL: https://www.torinofree.it/sport/udinese-torino-2-0-partita-complicata-per-i-granata.html - Categorie: Sport Il Torino esce sconfitto dalla trasferta di Udine e chiude la partita con poche risposte positive. La squadra granata perde 2-0 contro l’Udinese nella 35ª giornata di Serie A, al termine di una gara iniziata con una buona occasione e poi scivolata progressivamente nelle mani dei friulani. Decisive le reti di Ehizibue nel finale del primo tempo e di Kristensen a inizio ripresa, in una serata complicata per la formazione ospite. Il Toro parte bene ma si spegne troppo presto L’avvio lascia intravedere qualche segnale incoraggiante per il Torino. Dopo pochi minuti, Marianucci cerca in profondità Lazaro, bravo a servire Simeone in area: l’attaccante calcia con il mancino, ma Okoye respinge. È la prima grande opportunità della gara e resta una delle poche vere occasioni granata. L’Udinese risponde con Kabasele, fermato da un intervento importante di Coco. Nei primi minuti la partita resta aperta, con ritmi discreti e poca pressione da entrambe le parti. Il Torino prova ancora a cercare Simeone, senza riuscire a trovare precisione nell’ultimo passaggio. Con il passare dei minuti, però, cresce la squadra di casa. Al 22’ i granata rischiano grosso dopo una gestione sbagliata del pallone da parte di Gineitis. Buksa recupera, Zaniolo entra nell’azione e il pallone finisce in rete, ma il Var cancella tutto per fuorigioco. È un campanello d’allarme evidente. L’Udinese colpisce nel momento peggiore per i granata Dopo la rete annullata, l’Udinese prende campo. Zaniolo diventa uno dei riferimenti offensivi più pericolosi e al 32’ costringe ancora Coco a un salvataggio in corner. Il Torino fatica a uscire e arretra. Il gol arriva proprio prima dell’intervallo. Coco non riesce a chiudere con efficacia, Ekkelenkamp supera Gineitis e mette il pallone in mezzo. Sul secondo palo Obrador prova a intervenire, ma Ehizibue si inserisce e firma l’1-0. Per il Torino è un colpo pesante, perché arriva al 46’ e fotografa una prima frazione in netto calo. Kristensen chiude i conti e il Torino non reagisce Nella ripresa, dopo pochi minuti arrivano ammonizioni da entrambe le parti, poi l’Udinese trova il raddoppio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Miller, Kristensen anticipa tutti di testa e supera Paleari. Il 2-0 indirizza in modo netto la gara. Il Torino prova a cambiare assetto con gli ingressi di Kulenovic e Prati al posto di Ilkhan e Casadei, tornando alle due punte. La reazione, però, resta debole. Paleari viene impegnato da Buksa ed Ekkelenkamp, mentre Simeone accusa un problema fisico e lascia spazio a Njie. Nel finale, l’Udinese sfiora il tris con Zaniolo e controlla senza affanni. Finisce 2-0. - Published: 2026-05-02 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/star-wars-protagonista-a-torino-al-mufant-cosplay-filosofia-e-duelli-con-spade-laser.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a celebrare Star Wars con un appuntamento pensato per unire spettacolo, cultura pop e riflessione. Domenica 3 maggio 2026 il MUFANT, Museo del Fantastico e della Fantascienza, ospiterà un evento dedicato alla saga, in anticipo rispetto al tradizionale “May the 4th”. La giornata si terrà negli spazi di piazza Riccardo Valla 5. Il programma mette insieme performance, incontri e momenti partecipativi. L’obiettivo è proporre un percorso accessibile, capace di parlare ai fan della saga e a chi guarda alla fantascienza come a un linguaggio culturale contemporaneo. Il MUFANT apre le porte all’universo di Star Wars Il pomeriggio partirà alle 15:00 con un evento di Live Body Painting curato da Manuela Giorgino, insieme con l’associazione Phoenix Saber ASD. L’attività porterà al centro trucco professionale, estetica cosplay e partecipazione del pubblico, creando un primo momento scenico legato all’immaginario della saga. L’evento non sarà limitato alla dimensione visiva. Il programma prevede infatti un passaggio dedicato al Light Saber Combat, disciplina sportiva ispirata ai combattimenti con le spade laser. Nel pomeriggio gli sportivi della Phoenix Saber ASD proporranno dimostrazioni pratiche con tecniche, saluti rituali e coreografie. Le esibizioni uniranno elementi della scherma sportiva a movimenti codificati che richiamano la rappresentazione cinematografica dei duelli. Un modo per trasformare una suggestione narrativa in pratica atletica e performativa. Filosofia e fantascienza entrano nello stesso racconto Alle 16:00 il programma assumerà un taglio più letterario: sarà presentato il volume dal titolo Star Wars e la filosofia, pubblicato da Vallardi Editore. All’incontro parteciperanno gli autori Stefano Tancredi e Lucilla Guendalina Moliterno. Il confronto sarà dedicato ai temi presenti nella saga e al rapporto tra personaggi, scelte morali e concetti del pensiero filosofico. Star Wars diventa così un terreno utile per leggere conflitti, identità, potere e responsabilità attraverso una chiave diversa da quella puramente spettacolare. La giornata si chiude con la sfilata dei cosplayer La parte finale dell’appuntamento sarà affidata alla sfilata dei cosplayer, prevista alle 18:15. I partecipanti potranno prendere parte all’evento con costumi ispirati ai personaggi della saga, contribuendo a rendere il museo uno spazio condiviso tra appassionati e visitatori. L’iniziativa conferma il ruolo del MUFANT nella promozione della fantascienza e dell’immaginario contemporaneo. Attraverso linguaggi diversi, il museo propone una giornata in cui Star Wars diventa occasione di incontro, spettacolo e approfondimento. - Published: 2026-05-02 - Modified: 2026-05-01 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/museo-del-risparmio-gratis-a-torino-data-orari-e-cosa-vedere.html - Categorie: Cultura Il Museo del Risparmio di Torino sarà visitabile con ingresso gratuito sabato 2 maggio 2026, in occasione dell’apertura libera prevista per il primo sabato del mese. L’iniziativa offre la possibilità di conoscere da vicino uno spazio culturale dedicato all’economia quotidiana, con un percorso pensato per rendere più chiari temi che riguardano famiglie, studenti e cittadini di ogni età. La visita può diventare un’occasione utile per avvicinarsi al rapporto con il denaro in modo semplice, attraverso strumenti interattivi e contenuti multimediali. Il museo si trova in pieno centro, in una sede storica legata alla città, e propone un’esperienza adatta sia a chi ha già interesse per la finanza sia a chi vuole capire meglio concetti spesso percepiti come distanti. Il museo apre gratis nel primo sabato del mese L’appuntamento del 2 maggio 2026 rientra nella tradizione dell’apertura gratuita del primo sabato mensile. Per i visitatori si tratta di una possibilità concreta per entrare al museo senza costo del biglietto e scoprire un percorso diverso rispetto alle classiche visite culturali. Il Museo del Risparmio nasce nel 2012 su iniziativa di Intesa Sanpaolo e ha sede negli spazi che in passato ospitavano il Monte di Pietà. La posizione centrale lo rende facilmente raggiungibile e adatto a una visita da inserire in una giornata nel cuore di Torino. La finanza quotidiana diventa più semplice da capire Il percorso espositivo si sviluppa su circa 600 metri quadrati ed è organizzato in sei aree tematiche. L’obiettivo è spiegare con chiarezza il funzionamento del denaro, del risparmio e delle scelte economiche che entrano nella vita di tutti i giorni. Installazioni interattive, video e contenuti digitali aiutano il pubblico a seguire il percorso con un approccio pratico. La visita può interessare gli adulti, ma resta adatta anche ai più giovani, perché affronta argomenti complessi con un linguaggio accessibile e diretto. Orari, indirizzo e dettagli per la visita Il museo sarà aperto dalle 10:00 alle 19:00, con ultimo ingresso previsto alle 18:00. La sede si trova in Via San Francesco d’Assisi 8/A, a Torino. L’accesso sarà gratuito per l’intera giornata. L’iniziativa può essere una proposta interessante per famiglie, studenti e visitatori che vogliono dedicare alcune ore a un’esperienza culturale legata a economia, risparmio e gestione consapevole del denaro. - Published: 2026-05-02 - Modified: 2026-05-01 - URL: https://www.torinofree.it/sport/udinese-torino-probabile-formazione-assenze-in-attacco-dubbi-per-centrocampo-e-difesa.html - Categorie: Sport Il Torino si avvicina alla trasferta contro l’Udinese con una formazione condizionata da assenze pesanti e da alcune valutazioni ancora aperte. La gara del Bluenergy Stadium, valida per la 35ª giornata di Serie A, può pesare sulla classifica dei granata, distanti tre punti dai friulani. Paleari resta avanti, Maripan verso il ritorno in difesa Tra i pali non sono attese novità. Paleari dovrebbe essere confermato titolare, con Lapo Siviero ancora in attesa della prima occasione tra i grandi dopo il rinnovo contrattuale. In difesa pesa l’assenza di Ismajli, fermato da un infortunio. Il candidato principale per prenderne il posto è Maripan, pronto a rientrare nello schieramento granata. Resta aperta una possibile alternativa legata a Marianucci. D’Aversa dovrà quindi scegliere se affidarsi all’esperienza di Maripan o se valutare una soluzione diversa per dare maggiore equilibrio al reparto. A centrocampo il vero nodo della formazione Il centrocampo è il settore con più dubbi. Gineitis sembra destinato a partire dall’inizio, visto lo spazio ottenuto sotto la gestione D’Aversa. Accanto a lui, però, il ballottaggio resta vivo. Casadei ha dato segnali importanti nelle ultime partite, soprattutto per il contributo in fase offensiva. Ilkhan, reduce da una prova di alto livello contro l’Inter, resta una candidatura forte. Sulle corsie esterne, invece, le scelte appaiono più nette: Obrador dovrebbe agire a sinistra, mentre Lazaro è atteso sulla fascia destra, complice l’assenza di Pedersen. In attacco Njie cerca spazio dopo gli infortuni Il reparto offensivo è quello più colpito dagli stop. Ché Adams e Duvan Zapata non saranno disponibili per la gara contro l’Udinese, lasciando a D’Aversa margini ridotti. Il tecnico ha mostrato fiducia verso Alieu Njie, classe 2005, che potrebbe avere una chance importante dal primo minuto. La probabile formazione granata resta orientata sul 3-4-2-1: Paleari; Coco, Maripan, Ebosse; Lazaro, Ilkhan, Gineitis, Obrador; Vlasic, Njie; Simeone. Gli indisponibili sono Zapata, Anjorin, Pedersen, Adams, Ismajli, Aboukhlal e Nkounkou. Non ci sono squalificati. - Published: 2026-05-02 - Modified: 2026-05-01 - URL: https://www.torinofree.it/economia/carrello-della-spesa-rincari-del-22-in-quattro-anni.html - Categorie: Economia Negli ultimi anni fare la spesa è diventato un passaggio sempre più pesante per le famiglie italiane. I numeri descrivono una trasformazione concreta: in quattro anni il costo del cosiddetto carrello ha registrato un aumento rilevante, superando di molto l’andamento medio dell’inflazione. Un dato che si traduce in una percezione diffusa di perdita di potere d’acquisto, soprattutto quando si parla di prodotti acquistati ogni giorno. Prezzi in crescita più veloce dell’inflazione L’aumento complessivo del carrello della spesa ha raggiunto il +22,3%, mentre l’inflazione generale si è fermata a un livello più contenuto. La differenza non è solo statistica: nel concreto, una spesa che nel 2021 si aggirava intorno ai 100 euro oggi supera i 122 euro. La variazione pesa in modo particolare sui beni essenziali, cioè quelli che incidono direttamente sul bilancio quotidiano. Il rincaro appare ancora più marcato osservando il comparto alimentare, che ha segnato un incremento del +24,4%. Si tratta proprio della categoria più presente nei carrelli, motivo per cui molti consumatori avvertono una crescita dei prezzi più elevata rispetto a quella indicata dagli indicatori ufficiali. Il dato, quindi, non sorprende: ciò che si acquista più spesso è anche ciò che ha subito gli aumenti più consistenti. Le cause tra energia, materie prime e logistica Le ragioni alla base di questi rincari sono molteplici e si intrecciano lungo tutta la filiera. Un primo elemento riguarda l’aumento dei costi energetici registrato negli anni precedenti, che ha inciso sia sulla produzione sia sulla distribuzione. A questo si aggiungono i rincari delle materie prime agricole, influenzati anche da condizioni climatiche meno stabili, con effetti diretti sulla disponibilità dei prodotti. Un altro fattore rilevante riguarda il sistema dei trasporti e della logistica. I costi legati alla movimentazione delle merci sono cresciuti e si sono trasferiti sui prezzi finali. Nel frattempo, anche se l’inflazione generale ha mostrato segnali di rallentamento, scendendo sotto livelli considerati più equilibrati, i beni di largo consumo hanno continuato a registrare aumenti più sostenuti. I dati più recenti indicano che, a fronte di una crescita contenuta dei prezzi complessivi, il carrello e gli alimentari mantengono variazioni più elevate. Impatto diretto sui bilanci delle famiglie Il risultato è una pressione costante sui conti familiari. Chi non ha visto un adeguamento dei redditi si trova a dover gestire una spesa quotidiana più elevata, senza un corrispondente aumento delle entrate. Anche in presenza di piccoli incrementi salariali, l’effetto dei rincari continua a erodere la capacità di acquisto. La spesa alimentare e per i beni di uso quotidiano resta una delle voci principali del bilancio domestico. Proprio per questo motivo diventa un indicatore immediato delle difficoltà economiche: ogni variazione si riflette direttamente sulle abitudini di consumo. Si osservano cambiamenti nelle scelte, nella quantità acquistata e nella frequenza degli acquisti. Il quadro che emerge è quello di un fenomeno che non si è esaurito con la riduzione dell’inflazione generale. Anche in una fase più stabile, i prezzi dei beni essenziali continuano a incidere in modo significativo, confermando una tendenza che condiziona le decisioni quotidiane e ridefinisce il modo in cui le famiglie affrontano la spesa. - Published: 2026-05-02 - Modified: 2026-05-01 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/la-palazzina-di-caccia-di-stupinigi-riapre-le-stanze-segrete-tornano-le-visite-passepartout.html - Categorie: Eventi Le visite speciali Passepartout tornano alla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel mese di maggio 2026. L’iniziativa riguarda la residenza sabauda di Nichelino, alle porte di Torino, e permette al pubblico di entrare in ambienti che di norma non rientrano nei percorsi ordinari. Il programma prevede appuntamenti nei sabati 9, 16 e 23 maggio, con itinerari a prenotazione obbligatoria e gruppi ridotti. La proposta punta a far conoscere parti meno visibili del complesso, tra spazi di servizio, passaggi interni e punti panoramici legati alla struttura architettonica della Palazzina. Gli spazi nascosti della vita di corte L’itinerario porta i visitatori dietro le quinte della residenza, tra corridoi riservati e passaggi utilizzati per muoversi all’interno dell’edificio che non interferivano con la vita ufficiale di corte. In questa parte della visita trova spazio anche il quadro relativo ai campanelli automatici, che racconta l’organizzazione quotidiana della Palazzina e il rapporto tra gli ambienti nobiliari e quelli di servizio. Il percorso permette così di leggere la residenza da un punto di vista meno celebrativo e più concreto, legato al funzionamento interno della struttura. La salita verso la cupola juvarriana Il secondo itinerario, chiamato Sotto il cervo, ha un’impostazione diversa. Il percorso si sviluppa verso l’alto e parte dal salone centrale ovale, uno degli spazi più noti della Palazzina di Caccia. Da qui si sale fino alla parte alta della cupola progettata da Filippo Juvarra. Il tragitto comprende più di 100 gradini, tra scale e balconate, e porta a un punto di osservazione aperto sul complesso e sull’area circostante. Date, costi e regole per partecipare Le visite sono previste solo su prenotazione obbligatoria. Ogni gruppo potrà essere composto al massimo da 10 persone, una scelta legata alla natura degli ambienti e alla particolarità dei percorsi. Per partecipare sarà necessario indossare il caschetto protettivo. L’accesso è consentito ai visitatori con più di 12 anni. La durata di ciascun percorso è di circa un’ora. Il costo varia da 22 a 25 euro, in base all’itinerario scelto, con riduzioni e agevolazioni per i possessori di Abbonamento Musei. Le giornate fissate sono tre: 9, 16 e 23 maggio. Per ogni sabato sono previsti due turni per ciascun percorso. - Published: 2026-05-02 - Modified: 2026-05-01 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-scontri-al-corteo-del-primo-maggio-davanti-allex-askatasuna.html - Categorie: News Il Primo Maggio a Torino è stato segnato da una nuova giornata di tensione attorno all’Askatasuna. Una parte del corteo si è separata dalla manifestazione principale e ha raggiunto corso Regina Margherita, davanti alla palazzina del civico 47, sede storica del centro sociale sgomberato lo scorso dicembre. Davanti al cordone di sicurezza, la situazione è degenerata. Secondo quanto emerso, alcuni manifestanti avrebbero cercato di forzare il blocco con bastoni, aste di bandiera e bombolette spray. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche, idranti e lacrimogeni. La zona di Vanchiglia è rimasta presidiata. Il corteo si divide e punta verso Vanchiglia La rottura si è consumata in piazza Castello, punto in cui si conclude abitualmente la sfilata istituzionale del Primo Maggio. Da lì, lo spezzone formato da autonomi, comitati di quartiere, attivisti No Tav e collettivi studenteschi ha scelto di proseguire verso Vanchiglia. Dal furgone alla testa della marcia, gli organizzatori hanno spiegato che lo sgombero di Askatasuna rappresenta per loro una ferita aperta e che il corteo avrebbe raggiunto simbolicamente lo spazio lasciato libero dopo l’intervento dello scorso dicembre. Il contatto con il cordone di sicurezza fa esplodere gli scontri La tensione è salita quando il gruppo è arrivato davanti allo schieramento di polizia e carabinieri posto a difesa dell’ex centro sociale. In prima fila, alcuni manifestanti con bastoni e aste hanno colpito gli scudi degli agenti. Sono state usate anche bombolette spray contro i reparti mobili. La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata. È partita una carica di alleggerimento, sostenuta dall’uso di un idrante, per allontanare i manifestanti più vicini al cordone. In quel momento corso Regina Margherita è diventato il centro degli scontri, con una situazione sempre più difficile da gestire. Bottiglie e lacrimogeni nelle strade attorno all’ex centro sociale Contro gli agenti sono state lanciate bottiglie di vetro, mentre una parte dei manifestanti si è seduta a terra in segno di protesta, bloccando la circolazione lungo corso Regina Margherita. Altri gruppi hanno provato a muoversi nelle vie laterali per raggiungere i giardini sul retro della palazzina. A quel punto le forze dell’ordine hanno usato i lacrimogeni per impedire l’aggiramento del blocco e disperdere i nuclei più piccoli. Nel quartiere Vanchiglia il presidio è proseguito anche dopo gli scontri più duri. La viabilità è rimasta compromessa e l’area dell’ex Askatasuna è tornata al centro di una protesta che, nel giorno dedicato al lavoro, ha spostato l’attenzione su sgomberi, ordine pubblico e tensioni sociali. - Published: 2026-05-01 - Modified: 2026-04-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cioccolato-torna-a-torino-nel-2027-svelate-le-date-della-nuova-edizione.html - Categorie: Eventi CioccolaTò guarda già al 2027. A pochi mesi dalla chiusura dell’ultima edizione, la manifestazione dedicata al cioccolato prepara il ritorno a Torino con date già fissate e una novità pensata per dare alla rassegna un profilo più internazionale. L’appuntamento tornerà in piazza Vittorio Veneto, confermata come sede dell’evento, dal 10 al 14 febbraio 2027. Una scelta che riporta la manifestazione nel periodo di San Valentino, legando ancora una volta il cioccolato alla festa degli innamorati. Dopo un’edizione capace di superare le 200. 000 presenze, l’attesa è già alta. CioccolaTò torna nel cuore di Torino La prossima edizione ripartirà da uno dei luoghi più riconoscibili della città. Piazza Vittorio Veneto resterà il centro della manifestazione, con le bancarelle pronte ad animare il centro di Torino per cinque giorni. Il calendario, dal 10 al 14 febbraio, permette alla rassegna di inserirsi nel clima di San Valentino. Per Torino, il cioccolato resta un elemento identitario forte, legato alla tradizione dolciaria cittadina e alla capacità di attirare pubblico, espositori e appassionati. Il risultato dell’ultima edizione pesa già sulle aspettative. Le oltre 200. 000 presenze registrate hanno confermato l’interesse per una manifestazione che, anno dopo anno, continua a richiamare visitatori anche da fuori città. Il Belgio sarà il primo Paese ospite La novità principale del 2027 sarà la presenza di un Paese ospite. Per la prima volta, CioccolaTò avrà uno spazio dedicato a una nazione straniera, con il Belgio scelto per aprire questa nuova fase. Il rapporto nasce dal dialogo avviato durante l’edizione precedente, quando una delegazione belga aveva partecipato ai musei Choco Story. Da quel contatto è maturata una collaborazione destinata a portare a Torino un contributo specifico legato alla cultura del cioccolato belga. La presenza del Belgio non sarà l’unico elemento internazionale. Anche nelle passate edizioni, numerosi espositori sono arrivati da diverse realtà, vicine e lontane, con prodotti e specialità capaci di ampliare l’offerta della manifestazione. Il programma arriverà nei prossimi mesi Il calendario completo sarà reso noto più avanti. Gli organizzatori sveleranno nei prossimi mesi il programma con eventi, esperienze, laboratori e degustazioni. L’edizione 2027 parte quindi da alcune certezze: la sede in piazza Vittorio Veneto, le date di febbraio, il legame con San Valentino e il debutto del Paese ospite. Il resto sarà comunicato a tappe, con l’obiettivo di accompagnare Torino verso un nuovo appuntamento con una delle sue manifestazioni più riconoscibili. - Published: 2026-05-01 - Modified: 2026-04-30 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/inps-piemonte-cerca-35-medici-legali-come-presentare-domanda.html - Categorie: Lavoro L’Inps del Piemonte ha aperto una selezione per affidare 35 incarichi a medici legali destinati ai Centri medico legali presenti sul territorio regionale. Il bando, già pubblicato, riguarda attività con contratto di lavoro autonomo e fissa una scadenza precisa per l’invio delle domande: le candidature dovranno arrivare entro il 29 maggio 2026. Il bando Inps apre nuovi incarichi in Piemonte La procedura avviata dall’Inps Piemonte punta a rafforzare le attività medico-legali svolte nelle strutture regionali dell’Istituto. I professionisti scelti saranno chiamati a operare nei Centri medico legali distribuiti sul territorio, con incarichi legati alle funzioni proprie dell’Inps in questo ambito. La selezione prevede rapporti di lavoro autonomo, quindi non si tratta di assunzioni con contratto subordinato. L’obiettivo è individuare medici in grado di svolgere compiti specialistici nell’area degli accertamenti e delle valutazioni medico-legali. Quali attività svolgeranno i medici scelti I medici incaricati dovranno occuparsi di accertamenti medico-legali per conto dell’Inps. Il loro ruolo riguarderà anche la partecipazione, in rappresentanza dell’Istituto, alle operazioni peritali connesse all’accertamento tecnico preventivo previsto dall’articolo 445-bis del codice di procedura civile. Si tratta quindi di incarichi con una forte componente specialistica, legati a valutazioni sanitarie e procedure tecnico-legali. La selezione interessa figure professionali chiamate a intervenire in un settore nel quale la competenza medica deve dialogare con le procedure amministrative e giudiziarie previste dalla normativa. L’avviso integrale contiene requisiti, modulistica e istruzioni necessarie per partecipare. La documentazione ufficiale è disponibile sul sito dell’Inps, nella sezione dedicata agli avvisi e ai reclutamenti territoriali. Domande solo via PEC entro il 29 maggio Le candidature dovranno essere trasmesse esclusivamente tramite PEC all’indirizzo specificato nell'avviso. Alla domanda andranno allegati il modulo previsto, un curriculum vitae aggiornato e tutta la documentazione richiesta. L’Inps precisa che le domande inviate con modalità diverse dalla PEC non saranno prese in considerazione. Per questo motivo, il rispetto della procedura indicata nel bando rappresenta un passaggio essenziale per partecipare alla selezione. Lo stesso indirizzo PEC potrà essere usato anche per eventuali richieste di chiarimento. La data da segnare resta il 29 maggio 2026, termine ultimo per presentare la propria candidatura. - Published: 2026-05-01 - Modified: 2026-04-30 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-torna-la-domenica-al-museo-ingressi-gratuiti-il-3-maggio.html - Categorie: Cultura Domenica 3 maggio Torino torna a mettere al centro il suo patrimonio culturale con un nuovo appuntamento di Domenica al Museo, iniziativa che offre l’accesso gratuito, nelle prime domeniche dei mesi, ai musei statali e ad alcune realtà aderenti. Per residenti, turisti e visitatori di passaggio, la giornata offre la possibilità di entrare senza biglietto in diversi luoghi simbolo della città e della provincia. Il programma permette di costruire un itinerario tra arte, storia, architettura e residenze sabaude, con tappe distribuite tra il centro di Torino, la collina e alcuni siti fuori città. Torino apre i suoi musei senza biglietto Il cuore dell’iniziativa resta nel centro cittadino, dove i Musei Reali di Torino rappresentano una delle mete principali. Il complesso riunisce spazi diversi e consente di attraversare secoli di storia attraverso collezioni, ambienti monumentali e percorsi museali. Tra le tappe accessibili rientrano l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, i Giardini Reali, il Museo di Antichità e Palazzo Carignano. Si tratta di luoghi legati in modo diretto alla storia sabauda e all’identità culturale torinese, spesso scelti da chi vuole riscoprire la città attraverso i suoi edifici più rappresentativi. L’ingresso gratuito rende la domenica del 3 maggio un’occasione adatta a chi desidera organizzare una visita breve, ma pure a chi intende dedicare più tempo a un percorso articolato nel centro storico. Dalla collina alle Gallerie d’Italia Tra le aperture previste c’è anche la Villa della Regina, una delle residenze sabaude più note del territorio torinese. Collocata sulla collina, immersa nel verde, la villa offre un’alternativa rispetto ai musei del centro e permette di unire la visita culturale a un contesto paesaggistico diverso. Alla giornata aderiscono anche le Gallerie d’Italia, che aprono gratuitamente pur non rientrando nel circuito ministeriale. La partecipazione amplia quindi la mappa delle possibilità per chi vuole restare in città e scegliere un itinerario più vario, senza limitarsi ai soli musei statali. In provincia si visitano castelli e siti archeologici La Domenica al Museo coinvolge anche diverse mete della provincia. Chi vuole allontanarsi da Torino può scegliere luoghi di forte interesse storico e archeologico, come l’Abbazia di Fruttuaria, l’Area Archeologica di Industria, il Castello di Agliè e il Castello di Racconigi. Queste destinazioni permettono di trasformare l’appuntamento in una gita fuori città, con percorsi legati alla storia religiosa, all’archeologia e alle residenze reali. La giornata del 3 maggio diventa così un’occasione per riscoprire, senza costi di ingresso, una parte significativa del patrimonio culturale del territorio torinese e piemontese. - Published: 2026-05-01 - Modified: 2026-04-30 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/ligabue-torna-negli-stadi-torino-si-prepara-alla-tappa-del-tour-certe-notti.html - Categorie: Eventi Ligabue torna negli stadi e Torino entra tra le tappe più attese del nuovo viaggio live. La data da segnare è il 17 giugno, quando il pubblico piemontese potrà ritrovare il rocker di Correggio in uno degli appuntamenti centrali della stagione estiva. Il tour ruota attorno a un anniversario di forte richiamo: i trent’anni di Certe notti e dell’album Buon Compleanno Elvis, uscito nel 1995 e rimasto tra i lavori più riconoscibili della sua carriera. La tournée partirà prima dall’Europa, con un calendario che attraverserà alcune grandi città del continente. Poi arriverà il momento degli stadi italiani, con Torino pronta a trasformarsi in una delle fermate più significative del percorso. Torino aspetta una notte di rock allo stadio Per i fan piemontesi, il concerto del 17 giugno rappresenta il momento più atteso. Torino si prepara a ospitare una serata costruita attorno ai brani che hanno segnato più generazioni, con un legame che negli anni si è consolidato tra Ligabue e il pubblico del Nord-Ovest. La data torinese arriva in una fase precisa del calendario italiano. Dopo l’avvio estivo a Bibione, previsto il 5 giugno, e il passaggio allo Stadio Olimpico di Roma il 12 giugno, il tour farà tappa sotto la Mole prima della chiusura negli stadi a Milano, fissata per il 20 giugno. Una collocazione che rende l’appuntamento piemontese uno dei passaggi chiave della tournée. Prima l’Europa, poi il ritorno negli stadi italiani Il viaggio live partirà il 1° maggio da Barcellona con Certe notti in Europa, tour pensato per riportare la musica di Ligabue fuori dai confini italiani. Nel percorso sono previste tappe in città come Madrid, Londra, Parigi e Bruxelles, prima del ritorno sui grandi palchi italiani. Un altro momento simbolico arriverà il 6 maggio all’Unipol Dome di Milano, dove Ligabue sarà il primo artista a salire sul palco della nuova arena con La Prima Notte - Music Opening Ceremony. Un debutto che anticipa l’estate degli stadi e rafforza il peso del nuovo progetto live. Certe notti resta il cuore del nuovo tour Al centro della tournée restano le canzoni di Buon Compleanno Elvis, disco che nel 1995 contribuì a definire una parte essenziale del rock italiano. L’anniversario dei trent’anni di Certe notti si lega anche ai vent’anni dal primo Campovolo, altro capitolo centrale nella storia artistica di Ligabue. Dopo il tour estivo negli stadi, l'evento proseguirà nei palasport da settembre, con partenza dall’Arena di Verona. Prima, però, ci sarà il ritorno a Torino: una serata pensata per riunire memoria, energia live e un repertorio che continua a parlare a pubblici di età diverse. - Published: 2026-05-01 - Modified: 2026-04-30 - URL: https://www.torinofree.it/news/ponte-del-primo-maggio-alta-pressione-su-torino-weekend-stabile-prima-del-peggioramento.html - Categorie: News Il ponte del Primo Maggio si apre con un quadro meteo favorevole per Torino e per buona parte del Torinese. Dopo una fase ancora instabile, con piogge e nuvole nelle prime ore di giovedì 30 aprile, il tempo va verso un netto miglioramento. La spinta dell’alta pressione presente sul centro Europa porterà giornate più stabili, cieli in prevalenza sereni e temperature in graduale aumento. Il periodo più favorevole sarà compreso tra venerdì 1 e domenica 3 maggio, prima di un nuovo cambio atteso da lunedì 4. Le ultime nubi lasciano spazio a una fase più stabile La giornata di giovedì 30 aprile è rimasta segnata, almeno nella prima parte, dagli effetti dell’instabilità. Le piogge del mattino hanno interessato i settori occidentali, mentre sul capoluogo e sulle zone vicine la copertura nuvolosa continuerà ancora per alcune ore. Nel corso del pomeriggio e poi in serata, le schiarite sono avanzate da est e il cielo è diventato via via più aperto. Le temperature risentono dell’ingresso di aria più fredda dai quadranti orientali, con valori in calo rispetto ai giorni precedenti. I venti sono rimasti deboli o a tratti moderati, destinati poi ad attenuarsi entro la sera. Il weekend lungo porta sole e valori miti Da venerdì 1 maggio il tempo assumerà un’impronta più stabile. Il cielo su Torino sarà sereno o poco nuvoloso, con condizioni adatte a chi ha programmato spostamenti, passeggiate o attività all’aperto. Sabato 2 maggio comparirà qualche velatura in più, senza modifiche rilevanti al quadro generale. Domenica 3 maggio, invece, la nuvolosità tenderà ad aumentare in modo graduale per l’avvicinarsi di una nuova fase perturbata di origine atlantica. Il weekend resterà comunque mite: le massime potranno raggiungere i 23/24 °C, mentre le minime si manterranno tra 7 e 11 °C. I venti saranno in prevalenza assenti o deboli variabili. Da lunedì torna il rischio di instabilità Il cambiamento più evidente è previsto da lunedì 4 maggio. L’arrivo di una perturbazione atlantica porterà un peggioramento del tempo e aprirà una nuova fase più instabile nel corso della settimana. Le condizioni diventeranno meno favorevoli rispetto al fine settimana e i valori termici torneranno su livelli più vicini alle medie del periodo. Il ponte del Primo Maggio, quindi, si conferma in gran parte favorevole sul Torinese, con sole, clima mite e vento debole. La parentesi stabile avrà però durata limitata, prima del ritorno di piogge e nuvole da inizio settimana. - Published: 2026-05-01 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/borse-di-studio-in-piemonte-dalla-regione-arrivano-altri-4-milioni.html - Categorie: Economia La Regione Piemonte aumenta le risorse destinate al diritto allo studio universitario e assegna a Edisu altri 4 milioni di euro. Il nuovo stanziamento servirà a finanziare le borse di studio per 729 studenti che hanno raggiunto i requisiti dopo la chiusura del bando principale. Il provvedimento riguarda una platea precisa: 599 studenti immatricolati in seguito al 30 novembre 2025, rimasti sospesi nella graduatoria disponibile nel mese di dicembre, 112 studenti delle scuole di specializzazione e 18 dottorandi di ricerca. Con questo intervento, il Piemonte conferma la copertura totale degli aventi diritto per l’anno accademico 2025/2026. Altri fondi per gli studenti rimasti fuori dalle prime graduatorie Con l’assegnazione di ulteriori 4 milioni di euro, la Regione punta a chiudere la partita delle borse di studio anche per chi non rientrava nelle prime scadenze previste dal bando. Il numero complessivo degli studenti beneficiari sale così a 21. 086, con 1. 944 borse in più rispetto all’anno accademico 2024/2025. Lo stanziamento totale raggiunge quota 114 milioni di euro, cifra che consente di garantire la copertura del 100% degli idonei. Si tratta di un dato che l’amministrazione regionale lega alla volontà di sostenere la formazione universitaria e di rafforzare l’attrattività del sistema piemontese. Il presidente Alberto Cirio e l’assessora all’Istruzione e al Diritto allo studio universitario Daniela Cameroni hanno spiegato che, dopo la copertura garantita a febbraio per più di 20. 000 studenti, la Regione aggiunge ora altri beneficiari che hanno maturato i requisiti nel corso dell’anno. Secondo Cirio e Cameroni, l’aumento degli aventi diritto ha fatto crescere il fabbisogno economico, ma la Regione ha scelto di continuare a coprire integralmente gli studenti idonei. Il sostegno alle borse viene presentato come una misura concreta per favorire il percorso universitario, trattenere competenze e rendere il Piemonte più competitivo sul piano della formazione. Pagamenti da fine maggio per i nuovi borsisti La presidente di Edisu Piemonte, Roberta Piano, ha precisato che la nuova graduatoria riguarda studenti sospesi, dottorandi e iscritti alle scuole di specializzazione, categorie che non erano rientrate nelle precedenti finestre del bando. Nei prossimi giorni partiranno le procedure amministrative per i pagamenti destinati ai 729 nuovi borsisti. Le erogazioni, secondo le tempistiche previste, dovrebbero cominciare da fine maggio. La misura amplia quindi il numero degli studenti sostenuti da Edisu e rafforza il quadro degli interventi regionali per il diritto allo studio. Per l’anno accademico 2025/2026, il Piemonte conferma così l’obiettivo della copertura piena degli aventi diritto, con risorse aggiuntive rivolte a chi ha completato i requisiti dopo le prime graduatorie. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-nella-rete-globale-per-il-clima-in-arrivo-50mila-dollari-per-nuovi-progetti.html - Categorie: News Torino resta dentro la rete internazionale dello Youth Climate Action Fund e si prepara a una nuova fase di progetti dedicati a giovani, ambiente e politiche urbane. La città è stata scelta per il terzo anno consecutivo nel programma promosso da Bloomberg Philanthropies, pensato per sostenere iniziative contro il cambiamento climatico ideate da ragazze e ragazzi tra i 15 e i 24 anni. Per il capoluogo piemontese arriverà un finanziamento da 50. 000 dollari, destinato a nuove attività locali e a percorsi di partecipazione. Torino resta nella rete mondiale per il clima Il programma entra ora in una fase più ampia. Dopo le prime esperienze avviate in 98 città di 34 Paesi, lo Youth Climate Action Fund punta a raggiungere 300 città a livello globale. In Europa saranno coinvolti 58 centri urbani, fra nuove adesioni e amministrazioni già presenti nelle edizioni precedenti. Per Torino si tratta di una conferma. La partecipazione al fondo prosegue dopo i bandi del 2024 e del 2025, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle nuove generazioni nelle scelte legate alla sostenibilità. Il finanziamento servirà a sostenere idee capaci di produrre effetti concreti sul territorio, senza limitarsi alla sola sensibilizzazione. Giovani protagonisti delle scelte ambientali Il cuore dell’iniziativa riguarda la possibilità di coinvolgere i giovani nella costruzione di risposte locali al cambiamento climatico. Le proposte potranno concentrarsi su diversi ambiti: economia circolare, sostenibilità nella mobilità, gestione dei rifiuti e campagne di educazione ambientale. La logica del programma è quella di avvicinare ragazze e ragazzi alle istituzioni attraverso strumenti operativi. Le esperienze già attivate, secondo i dati diffusi da Bloomberg Philanthropies, hanno contribuito a migliorare il rapporto tra cittadini e amministrazioni. Torino punta quindi a usare il nuovo finanziamento per dare continuità a un percorso già avviato, con progetti costruiti a partire dai bisogni ambientali della città. Nuova call pubblica nei prossimi mesi Nei prossimi mesi la Città pubblicherà una nuova call pubblica rivolta ai giovani del territorio. Sarà il passaggio centrale per raccogliere le proposte e selezionare i progetti da sostenere con le risorse disponibili. Le modalità di candidatura e i criteri di valutazione saranno comunicati tramite i canali istituzionali. L’iniziativa sarà sviluppata con il supporto di organizzazioni internazionali come C40 Cities e UCLG, impegnate nella condivisione di pratiche e strumenti per le politiche climatiche urbane. Per Torino, il nuovo bando rappresenta un altro tassello nella strategia che punta a rendere i giovani parte attiva delle decisioni ambientali, con interventi misurabili nei quartieri e nelle comunità locali. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/sapere-e-sapori-porta-ad-alpignano-prodotti-tipici-e-percorsi-culturali.html - Categorie: Eventi Ad Alpignano arriva una domenica dedicata a sapori locali, cultura, artigianato e momenti di festa nel centro cittadino. Il 17 maggio, dalle 9. 00 alle 19. 30, piazza Unità d’Italia ospiterà “Sapere e Sapori”, iniziativa pensata per valorizzare il rapporto tra territorio, tradizioni e prodotti piemontesi. La giornata proporrà un programma ampio, con stand gastronomici, percorsi culturali, attività per bambini, musica e spazi di intrattenimento. Il centro di Alpignano diventerà così un punto di ritrovo per residenti e visitatori, con occasioni diverse per conoscere più da vicino la storia e le eccellenze della zona. Piazza Unità d’Italia diventa il cuore della festa Per l’intera giornata, l’area centrale della città accoglierà numerosi stand enogastronomici dedicati ai prodotti tipici del Piemonte. Accanto alle proposte legate al gusto, troveranno spazio anche esposizioni artigianali, con creazioni in legno, lavori in argilla e ricami. L’obiettivo dell’iniziativa è portare in piazza una parte significativa dell’identità locale, attraverso mestieri, sapori e tradizioni che raccontano il territorio in modo diretto. La manifestazione unirà quindi mercato, cultura e socialità, con un calendario distribuito tra mattina e pomeriggio. Attività per bambini e percorsi alla scoperta del territorio Una parte del programma sarà rivolta ai più piccoli. Il Parco Alpi Cozie curerà attività didattiche e dimostrazioni sulla produzione del formaggio, previste in due momenti della giornata. Un’occasione per avvicinare bambini e famiglie a pratiche legate al mondo agricolo e alla filiera alimentare. Ampio spazio sarà riservato anche agli itinerari a piedi. I percorsi porteranno i partecipanti tra le vie del centro storico, verso luoghi simbolici come l’Ecomuseo Cruto, e lungo tragitti naturalistici e storici. Tra le tappe previste figurano cammini dedicati alla memoria locale e agli antichi mulini, con un taglio pensato per far riscoprire angoli e racconti della città. Musica, scrittori locali e area western per tutte le età Durante la manifestazione sarà possibile incontrare autori del territorio attraverso l’iniziativa “Scrittori a km zero”, dedicata alla produzione culturale locale. La giornata sarà poi arricchita da momenti di spettacolo, tra cui un concerto pomeridiano e attività di country dance aperte al pubblico. Per il divertimento delle famiglie è prevista anche un’area a tema western, con giochi e attrazioni pensate per diverse fasce d’età. Tra le proposte ci saranno toro meccanico, gonfiabili e prove di abilità. “Sapere e Sapori” si prepara così a offrire ad Alpignano una giornata di festa, tra gastronomia, cultura, artigianato e intrattenimento. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/sport/tuttadritta-2026-torna-la-corsa-dal-centro-a-stupinigi-migliaia-di-partecipanti.html - Categorie: Sport Torino si prepara a una nuova giornata di sport con il ritorno della TuttaDritta, la corsa da 10 chilometri che attraversa la città lungo un percorso lineare e riconoscibile. L’appuntamento è fissato per domenica 10 maggio, con partenza da piazza Solferino e arrivo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. La manifestazione, organizzata da Base Running, arriva alla sua ventunesima edizione e punta a portare in strada circa 7. 000 partecipanti tra runner, amatori e camminatori. Torino ritrova una delle sue corse più riconoscibili Nata nel 2005 da un’idea di Luigi Chiabrera, la TuttaDritta è diventata nel tempo uno degli appuntamenti sportivi più attesi della città. Dopo il successo della Mezza e della Dieci di Torino, Base Running riporta l’attenzione su una gara capace di unire agonismo, partecipazione popolare e promozione del benessere. Il tracciato misura 10 chilometri certificati e viene considerato tra i più veloci d’Europa per la sua conformazione. La linea quasi retta che collega il centro di Torino a Stupinigi riduce le variazioni di ritmo e rende la prova interessante per chi cerca un buon tempo personale. Allo stesso tempo, il percorso resta accessibile a chi vuole vivere una mattinata di sport senza obiettivi competitivi. Da piazza Solferino a Stupinigi su un percorso veloce La partenza da piazza Solferino consegna alla gara una forte impronta urbana. Da lì il gruppo attraverserà la città fino alla cornice storica della Palazzina di Caccia di Stupinigi, punto di arrivo di una corsa che negli anni ha costruito una propria identità precisa. La TuttaDritta sarà aperta in versione competitiva e non competitiva. L’obiettivo degli organizzatori è raggiungere quota 7. 000 iscritti, creando un lungo serpentone di persone tra le strade torinesi. Una formula che permette alla gara di rivolgersi sia agli atleti tesserati sia a chi vede nella corsa un’occasione di socialità e movimento. Aziende in gara con il contest dedicato ai team All’interno dell’evento tornerà anche il contest aziendale “La mia azienda corre”, arrivato alla XXI edizione. L’iniziativa è rivolta a dipendenti, collaboratori e consulenti delle imprese del territorio e punta a valorizzare lo spirito di gruppo attraverso la corsa. Il contest avrà CRAI come Title Sponsor, con premi destinati alle tre aziende più numerose e alle tre più veloci. La TuttaDritta conferma così una doppia anima: gara cittadina ad alta partecipazione e momento di aggregazione per realtà sportive, professionali e sociali del territorio torinese. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/primo-maggio-torino-fa-il-pieno-di-visitatori-oltre-l80-di-camere-occupate.html - Categorie: Turismo Torino si prepara a un ponte del Primo Maggio con numeri molto positivi per turismo, alberghi, ristoranti e visite guidate. Le prime stime di Federalberghi Torino indicano un’occupazione delle camere tra l’80% e l’85%, un dato superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E bisogna ricordare che l'anno scorso il calendario metteva a disposizione un giorno in più di vacanza. Il risultato conferma la forza della città come meta per le brevi pause primaverili. A pesare in modo favorevole sono diversi fattori: il meteo stabile, l’offerta culturale, la partita della Juventus in programma domenica e la crescita dei viaggi urbani di pochi giorni. La distanza tra Pasqua e il Primo Maggio, insieme all’assenza di un vero ponte per il 25 aprile, ha poi spinto molti viaggiatori a concentrare la partenza sulla Festa dei Lavoratori. Torino riempie gli hotel per il ponte Per Federalberghi Torino, la città continua a mostrare una domanda solida. Il presidente Fabio Borio ha spiegato che, in uno scenario internazionale ancora complesso, non si vedono effetti diretti sui flussi turistici. La lettura degli operatori è chiara: molti italiani stanno scegliendo mete interne, più semplici da raggiungere e percepite come sicure. Torino, grazie ai suoi musei, alla sua capacità di accoglienza e a un’offerta adatta a pubblici diversi, resta una destinazione ritenuta solida e appetibile. Il ponte del Primo Maggio diventa quindi un nuovo banco di prova per un comparto che negli ultimi anni ha trovato nelle vacanze brevi una spinta costante. Ristoranti pieni e guide al lavoro Il quadro positivo coinvolge pure ristoratori e guide turistiche. Molti locali segnalano prenotazioni molto alte, con il tutto esaurito atteso soprattutto venerdì 1° maggio, sia a pranzo sia a cena. Sabato e domenica dovrebbero mantenere un buon livello di affluenza. Le guide turistiche lavoreranno soprattutto con famiglie e piccoli gruppi. La maggior parte dei visitatori sarà italiana, con una presenza straniera composta in prevalenza da europei. In assenza di grandi mostre o eventi speciali, le mete più richieste restano quelle classiche: Museo Egizio, Museo del Cinema e percorsi alla scoperta del centro cittadino. Vacanze più brevi e budget sotto controllo Confesercenti Torino guarda al ponte con fiducia. Il presidente Giancarlo Banchieri ha indicato il Primo Maggio come una nuova occasione per sostenere i consumi turistici di primavera, con ricadute positive per bar, negozi e attività del centro. Il quadro resta segnato da prudenza. La crisi energetica, l’instabilità internazionale e i costi dei trasporti spingono molti viaggiatori verso soggiorni più corti, spese controllate e destinazioni nazionali raggiungibili con mezzi propri. In questo scenario, Torino si conferma tra le città più scelte per una pausa breve, culturale e accessibile. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/politecnico-di-torino-da-record-proventi-operativi-oltre-400-milioni.html - Categorie: News Il Politecnico di Torino archivia il 2025 con conti in netta crescita e un risultato economico che rafforza il quadro finanziario dell’ateneo. Il bilancio d’esercizio al 31 dicembre segna un avanzo di 17,5 milioni di euro, più del doppio rispetto agli 8,6 milioni registrati l’anno precedente. Un dato che si inserisce in una fase di espansione ampia, sostenuta da maggiori entrate operative, fondi pubblici e investimenti destinati a didattica, ricerca e infrastrutture. I conti dell’ateneo segnano un salto netto Per la prima volta, i proventi operativi del Politecnico superano la soglia dei 400 milioni di euro. Il valore complessivo arriva a 435,4 milioni, con un apporto rilevante dei programmi collegati al Pnrr. I progetti finanziati dal Piano valgono 68,9 milioni e risultano completati nei tempi fissati. L’ateneo resta ora in attesa degli ultimi incassi legati a queste attività. Il quadro positivo deriva pure dall’aumento del Fondo di Finanziamento Ordinario, cresciuto di 21 milioni rispetto agli anni precedenti. Una variazione letta come effetto delle performance raggiunte dall’università nel panorama nazionale. Più risorse per studenti e dottorati Una parte consistente delle risorse è stata destinata alla comunità studentesca. Nel 2025 il Politecnico ha investito circa 47 milioni di euro in misure di sostegno, con una quota rilevante riservata alla formazione avanzata. Le borse di dottorato assorbono 30 milioni, mentre quasi 10 milioni sono stati indirizzati alla mobilità. L’obiettivo è rafforzare le condizioni di accesso, permanenza e crescita degli studenti, in un ateneo che punta a consolidare la propria attrattività. Patrimonio al miliardo e nuovi cantieri Sul fronte patrimoniale, il Politecnico raggiunge il valore simbolico di un miliardo di euro. Gli investimenti annuali ammontano a circa 68 milioni, ripartiti tra edilizia, impianti e attrezzature. Per gli interventi edilizi sono stati stanziati 32 milioni, mentre altri 29 milioni riguardano strutture tecniche e dotazioni. Il piano dei progetti in corso e programmati supera i 600 milioni di euro. Tra gli interventi citati figurano il Learning Centre e la Spina della Didattica. Le risorse generate saranno reinvestite su ricerca, formazione avanzata, servizi al territorio e trasferimento tecnologico. Per il rettore Stefano Corgnati, la solidità del bilancio conferma la buona salute dell’ateneo e permette di sostenere nuovi investimenti in personale, servizi e infrastrutture. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/corteo-del-primo-maggio-a-torino-strade-chiuse-divieti-e-bus-come-cambia-la-viabilita.html - Categorie: News In occasione del Primo Maggio 2026, Torino adotterà una serie di modifiche alla viabilità per consentire lo svolgimento del corteo messo a punto dai sindacati per la Festa dei Lavoratori. Le limitazioni riguarderanno il centro cittadino, con divieti di transito, sosta, chiusure di ponti e variazioni per parcheggi, taxi e mezzi pubblici. La manifestazione partirà da corso Cairoli e attraverserà alcune delle aree più centrali della città. Il percorso passerà da Lungo Po Diaz, piazza Vittorio Veneto e via Po, fino all’arrivo in piazza Castello, dove sono previsti gli interventi finali. Le misure scatteranno già dalla sera precedente in alcune zone e resteranno valide fino al termine delle esigenze legate alla sicurezza. Il corteo attraversa il cuore di Torino Il percorso del corteo interesserà una parte molto frequentata del centro torinese. Per questo motivo, dalle 7:00 di venerdì 1° maggio, sarà attivato il divieto di transito veicolare lungo tutto il tragitto della manifestazione. La restrizione riguarderà pure le vie che incrociano il percorso, nei tratti più vicini agli attraversamenti. La chiusura al traffico coinvolgerà pure corso Vittorio Emanuele II, nel tratto compreso tra corso Massimo d’Azeglio e ponte Umberto I. Stop ai veicoli pure sui ponti Vittorio Emanuele I, in zona Gran Madre, e Umberto I, chiusi in entrambe le direzioni. Divieti di sosta già dalla sera prima Le limitazioni alla sosta partiranno prima del corteo. Dalle 20:00 del 30 aprile sarà vietato parcheggiare in corso Cairoli, controviale ovest, su entrambi i lati. Il divieto prevede la rimozione forzata e riguarda tutti i veicoli, biciclette e monopattini compresi. Dalle 00:30 alle 14:00 del 1° maggio, lo stesso provvedimento sarà esteso a tutto il percorso della manifestazione. Le restrizioni interesseranno pure via Ozanam, viale Virgilio e l’area davanti alla Latteria Svizzera. L’obiettivo è liberare le strade prima dell’arrivo dei partecipanti e ridurre i rischi durante il passaggio del corteo. Parcheggi, taxi e mezzi pubblici con modifiche Le misure riguarderanno pure i parcheggi sotterranei. Al parcheggio Roma-San Carlo sarà chiusa la rampa di accesso da piazza Castello e quella di uscita in via Viotti dalle 7:00 fino al termine delle necessità operative. Al parcheggio di piazza Vittorio Veneto, l'ingresso e l'uscita, sia lato nord sia lato sud, resteranno chiuse a partire dalle 7. I veicoli dei non abbonati dovranno lasciare il parcheggio proprio entro le ore 7. Dalle 7:00 saranno sospese le aree taxi di piazza Vittorio Veneto, piazza Castello e viale Virgilio. Alcune linee degli autobus GTT potranno subire deviazioni o limitazioni del percorso. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/economia/pensioni-di-maggio-pagamenti-al-via-da-sabato-2-modalita-e-regole-per-il-ritiro.html - Categorie: Economia Le pensioni di maggio saranno disponibili dal 2 maggio nella provincia di Torino, con pagamenti attivi negli uffici postali e accrediti per chi utilizza i canali collegati a Poste Italiane. La notizia interessa migliaia di cittadini del territorio, che potranno scegliere tra il ritiro allo sportello, il prelievo dagli sportelli automatici o l’accredito diretto sui propri strumenti postali. Il calendario riguarda tutti i 418 uffici postali della provincia torinese. Chi ha già scelto l’accredito su Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution non dovrà recarsi necessariamente in filiale, perché le somme saranno disponibili dalla stessa data anche sui relativi strumenti. Pensioni disponibili dal 2 maggio negli uffici postali Il pagamento delle pensioni partirà sabato 2 maggio e coinvolgerà l’intera rete postale del Torinese. Per chi preferisce il ritiro in presenza, resta possibile presentarsi direttamente in ufficio postale, nel rispetto delle normali procedure previste per l’identificazione. I pensionati dovranno avere con sé un documento d’identità valido. In alternativa, il ritiro potrà essere affidato a una persona delegata, secondo le modalità previste da Poste Italiane. La raccomandazione resta quella di organizzare il passaggio allo sportello con attenzione, così da ridurre le attese nelle giornate di maggiore afflusso. Accrediti, carte e prelievi senza passare dallo sportello Una parte dei pensionati potrà evitare il ritiro in ufficio postale. Chi riceve la pensione su Conto BancoPosta, Libretto di Risparmio o Postepay Evolution troverà l’importo disponibile dal 2 maggio. Per i titolari di carta di debito o Postepay sarà possibile usare gli ATM Postamat presenti nella provincia di Torino. Gli sportelli automatici sono oltre 300 e consentono di prelevare senza fare la coda agli sportelli tradizionali. Questa modalità può risultare utile per chi desidera gestire il ritiro in autonomia e scegliere l’orario più comodo. Documento cartaceo e assicurazione sui prelievi Tra le informazioni da tenere presenti c’è anche la scadenza legata alla carta d’identità cartacea. Dal 3 agosto 2026 questo documento non sarà più valido per il riconoscimento, in base alle nuove regole europee. Chi non dispone di altri documenti validi dovrà quindi richiedere la Carta d’Identità Elettronica entro quella data. Per i clienti con carte di debito collegate a conti o libretti è prevista anche una copertura assicurativa gratuita. La polizza tutela in caso di furto del contante fino a 700 euro, purché l’episodio avvenga nelle due ore successive al prelievo. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/primo-maggio-a-torino-dove-fare-la-spesa-supermercati-e-negozi-aperti.html - Categorie: News Il Primo Maggio a Torino mantiene anche nel 2026 una doppia dimensione: la Festa dei Lavoratori, con il suo valore civile, e la necessità di garantire alcuni servizi di base ai cittadini. Supermercati, mercati rionali, farmacie e centri commerciali seguiranno regole diverse, con aperture diffuse in molti casi e orari ridotti in altri. Per chi deve fare la spesa durante la giornata festiva, il quadro appare abbastanza articolato. La maggior parte delle catene della grande distribuzione non prevede una chiusura generalizzata, anche se resta consigliato verificare gli orari del singolo punto vendita prima di uscire di casa. Supermercati aperti con orari diversi in base alla sede Tra le catene operative ci sono Conad e Lidl, che confermano aperture in diversi punti vendita cittadini. Gli orari, però, non saranno identici ovunque: alcuni negozi resteranno attivi soltanto al mattino, altri seguiranno fasce più ampie, secondo l’organizzazione prevista per la giornata festiva. Scelta diversa per Esselunga, che ha deciso per la chiusura completa dei propri supermercati. Anche Carrefour resterà aperto in molte sedi torinesi, con fasce che cambiano a seconda del formato del negozio. Le aperture indicate vanno dalle 9 alle 21, dalle 6. 30 alle 22, dalle 8 alle 21 e dalle 7. 30 alle 21. Il punto vendita di via Stradella rappresenta un caso particolare, con apertura continuata 24 ore su 24. Centri commerciali e discount non seguiranno tutti lo stesso schema Per Il Gigante, alcuni supermercati come quelli di corso Marche e via Cigna resteranno aperti con orario continuato, dalle 8. 30 alle 20. Aperture previste in molti casi anche per Eurospin, MD e Aldi, con la mattina generalmente garantita e il pomeriggio legato alle decisioni del singolo punto vendita. Nei centri commerciali, l’area food e alcune insegne potranno restare operative, mentre non tutti i negozi interni seguiranno la stessa scelta. Anche i servizi di consegna a domicilio potrebbero registrare una disponibilità più limitata, con slot ridotti o già esauriti. Mercati e farmacie restano un presidio utile in città A Torino saranno aperti dalla mattina fino al primo pomeriggio diversi mercati rionali. Le aree indicate sono quelle di corso Palestro, Santa Rita, Baltimora, Brunelleschi, San Paolo, corso Svizzera, Vigliani e Cincinnato. Per le esigenze sanitarie, resterà attivo il sistema delle farmacie di turno, distribuite tra centro e quartieri periferici. Un presidio utile per chi avrà bisogno di farmaci o assistenza durante la giornata festiva. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/ceresole-reale-isolata-per-ore-pullman-bloccato-su-un-tornante-della-460.html - Categorie: News Un pullman turistico rimasto bloccato su un tornante ha paralizzato per ore la circolazione sulla provinciale 460 del Gran Paradiso, nel tratto tra Noasca e Ceresole Reale. L’episodio si è verificato nella mattinata di martedì 28 aprile e ha imposto la chiusura completa della strada in entrambe le direzioni, con pesanti ripercussioni per chi doveva raggiungere o lasciare la località montana. Il mezzo, lungo 14 metri, si è incastrato all’altezza del terzo tornante di Noasca. Durante la manovra, la parte posteriore del bus ha toccato l’asfalto e il veicolo ha perso aderenza, senza più riuscire a proseguire. Da quel momento la viabilità è rimasta ferma per diverse ore, fino al termine delle operazioni di recupero. Il bus si blocca sul tornante di Noasca La mattinata sulla strada verso Ceresole Reale si è trasformata in una lunga attesa. Il pullman turistico, diretto proprio verso la località del Gran Paradiso, non è riuscito a completare il passaggio nel tratto più delicato del percorso. La posizione del mezzo ha reso impossibile il transito degli altri veicoli. La chiusura della provinciale 460 è stata quindi totale. Il blocco ha tagliato fuori per alcune ore Ceresole Reale, rimasta temporaneamente isolata dal resto del territorio. Per automobilisti e residenti si sono registrati disagi inevitabili, legati a una strada di montagna senza alternative immediate in quel punto. I passeggeri scendono e raggiungono Noasca A bordo del pullman viaggiavano alcuni passeggeri diretti verso Ceresole. Dopo il blocco del mezzo, sono stati fatti scendere in sicurezza e hanno raggiunto Noasca a piedi. Non sono state segnalate particolari criticità per le persone coinvolte. La priorità, una volta fermato il traffico, è stata mettere in sicurezza l’area e avviare le procedure per rimuovere il veicolo. Sul posto sono arrivati la polizia locale e i tecnici della ditta di trasporti proprietaria del pullman. Le operazioni hanno richiesto tempo, a causa della posizione del bus e delle caratteristiche della strada. La strada riapre dopo ore di disagi Il lavoro di recupero si è protratto per tutta la mattinata. La circolazione sulla provinciale 460 è tornata regolare solo nel primo pomeriggio, con la riapertura avvenuta poco dopo le 13. La fine dell’intervento ha permesso di ripristinare i collegamenti con Ceresole Reale e di chiudere una mattinata complessa per la viabilità del Gran Paradiso. L’episodio ha evidenziato ancora una volta quanto i tornanti più stretti possano creare problemi ai mezzi di grandi dimensioni. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/luna-dei-fiori-e-luna-blu-maggio-sara-un-mese-speciale-quando-guardare-il-cielo.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Maggio 2026 offrirà agli appassionati del cielo un calendario meno fitto rispetto ad altri periodi dell’anno, ma con alcuni appuntamenti capaci di attirare l’attenzione. Il mese sarà segnato da due Lune piene, da uno sciame meteorico tra i più attesi e da un evento dal nome suggestivo, spesso frainteso: la Luna blu. Per chi ama osservare il firmamento, ci saranno quindi più occasioni per uscire nelle ore giuste e puntare lo sguardo verso l’alto. Maggio parte con la Luna dei Fiori Il primo evento arriverà subito, il 1° maggio, con la Luna piena conosciuta come Luna dei Fiori. Il nome richiama la fase più viva della primavera, quando la fioritura rende il paesaggio più ricco e colorato. Nel 2026 questa Luna avrà una particolarità in più: sarà una microluna. Il fenomeno si verifica quando il satellite si trova vicino all’apogeo lunare, cioè il punto della sua orbita più lontano dalla Terra. La distanza supererà i 405. 000 chilometri e, per questo motivo, la Luna potrà apparire appena più piccola e meno brillante rispetto a una piena osservata in condizioni normali. La differenza non sarà enorme a occhio nudo, ma resta un dettaglio interessante per chi segue il calendario astronomico. Le Eta Aquaridi accendono il cielo prima dell’alba Tra gli appuntamenti più attesi del mese ci saranno le Eta Aquaridi, uno sciame meteorico attivo da metà aprile fino al 27 maggio. Il momento migliore per l’osservazione è previsto il 5 maggio, data del picco. In condizioni favorevoli si potranno vedere fino a 60 meteore all’ora. Queste scie luminose sono legate ai detriti lasciati dalla cometa di Halley, che entrano nell’atmosfera terrestre a una velocità molto elevata, circa 65 chilometri al secondo. Le ore più indicate saranno quelle che precedono l’alba, quando il cielo è più buio e l’osservazione può risultare più agevole. L’11 maggio toccherà poi alle Eta Liridi, uno sciame meno intenso. La media sarà di circa 3 meteore all’ora, visibili in serata quando la costellazione della Lira sarà ben posizionata. La Luna blu chiude un mese da osservare Il mese terminerà con la Luna blu del 31 maggio. Il nome può trarre in inganno, perché la Luna non assumerà alcuna colorazione azzurra. L’espressione indica la presenza di due Lune piene nello stesso mese, una circostanza non comune legata alla durata del ciclo lunare, pari a circa 29,5 giorni. Maggio 2026, quindi, non sarà dominato da eventi eccezionali, ma offrirà comunque un piccolo calendario per chi ama l’astronomia. Tra Luna dei Fiori, meteore e Luna blu, il cielo avrà più di un motivo per farsi osservare. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/economia/sciopero-del-primo-maggio-trasporti-e-servizi-a-rischio-chi-si-ferma.html - Categorie: Economia Venerdì 1° maggio 2026 sarà una giornata segnata dallo sciopero generale nazionale proclamato da USI-CIT. La mobilitazione, della durata di 24 ore, coinciderà con la Festa dei Lavoratori e potrà avere effetti su diversi servizi pubblici e privati in varie città italiane. Al centro della protesta ci sono temi legati al lavoro: dall’adeguamento degli stipendi alla sicurezza nei luoghi di impiego, fino al contrasto alla precarietà. La partecipazione è attesa in più comparti, con possibili ripercussioni soprattutto per chi dovrà spostarsi o usufruire di uffici e sportelli nel corso della giornata. Lo sciopero del Primo Maggio coinvolge più settori La mobilitazione ha un carattere ampio e può interessare numerose attività produttive. Tra i servizi che potrebbero subire stop o riduzioni figurano uffici comunali, sportelli amministrativi, servizi locali e alcune attività commerciali. Restano escluse alcune categorie del trasporto, come indicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tra queste rientrano il trasporto ferroviario, quello aereo e quello marittimo, oltre ai servizi collegati alla sicurezza stradale. Per cittadini e utenti, la giornata richiederà quindi maggiore attenzione, soprattutto in caso di pratiche amministrative, appuntamenti negli uffici pubblici o necessità di accesso a servizi locali. Le eventuali modifiche potranno variare in base al territorio e all’organizzazione dei singoli enti. Trasporto pubblico locale sotto osservazione Il comparto più esposto ai disagi resta quello del trasporto pubblico locale. Su autobus, tram, metro e altri mezzi urbani potranno verificarsi rallentamenti, corse cancellate o variazioni del servizio. Per questo motivo sarà utile controllare i canali ufficiali delle aziende di trasporto, dalle società TPL locali a Trenitalia, così da verificare eventuali aggiornamenti prima di mettersi in viaggio. Nel corso dello sciopero verranno rispettate le fasce di garanzia previste dalla legge. I mezzi pubblici dovranno quindi circolare nelle finestre comprese tra le 7. 00 e le 10. 00 e tra le 18. 00 e le 21. 00. Restano garantiti pure i servizi essenziali, come emergenza e assistenza sanitaria d'urgenza. Le prestazioni non urgenti, invece, potrebbero essere rinviate. Cortei e iniziative nelle principali città italiane La giornata del 1° maggio sarà accompagnata da cortei, manifestazioni e appuntamenti pubblici. A Roma è previsto il tradizionale Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni, uno degli eventi più seguiti della Festa dei Lavoratori. A Milano sono in programma due iniziative: un corteo sindacale al mattino e una seconda mobilitazione nel pomeriggio, dedicata ai temi del precariato e dei diritti nel lavoro. A Napoli, invece, l’appuntamento sarà a Bagnoli, con un corteo, musica e iniziative fino alla sera. La combinazione tra sciopero, manifestazioni e spostamenti legati alla giornata festiva potrà incidere sulla mobilità. Per chi deve viaggiare, la scelta più prudente resta quella di verificare orari e servizi prima della partenza. - Published: 2026-04-30 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-celebra-alfred-hitchcock-al-massimo-arrivano-i-film-del-maestro-del-brivido.html - Categorie: Cultura Alfred Hitchcock torna protagonista a Torino con una rassegna dedicata ai suoi film più celebri. Dal 2 al 19 maggio, la sala 3 del Cinema Massimo ospita dodici titoli del regista britannico, scelti dal Museo Nazionale del Cinema per riportare sul grande schermo alcune opere fondamentali della sua carriera americana. Le proiezioni saranno in copie restaurate, in versione originale con sottotitoli in italiano, un formato pensato per restituire al pubblico la forza visiva e narrativa dei suoi lavori. Torino ritrova Hitchcock sul grande schermo Il programma del mese di maggio al Massimo, in via Verdi, punta su un autore che ha segnato in modo profondo la storia del cinema. Carlo Chatrian, direttore del Museo, e Grazia Paganelli, responsabile della programmazione, hanno presentato la rassegna come un’occasione per riscoprire in sala l’eleganza formale di Hitchcock e il suo modo di costruire il rapporto tra spettatore e immagine. La selezione comprende dodici film realizzati negli Stati Uniti, nel periodo hollywoodiano del regista. Opere nate dentro il grande sistema produttivo americano, ma ancora fortemente riconoscibili per stile, controllo della narrazione e attenzione ai meccanismi psicologici dei personaggi. I titoli scelti dal Museo del Cinema Il primo appuntamento sarà sabato 2 maggio alle 16 con I sabotatori, titolo che apre un percorso dedicato ad alcuni dei film più noti di Hitchcock. Nel programma compaiono anche L’uomo che sapeva troppo, Notorious - L’amante perduta e Intrigo internazionale, opere nelle quali il regista affina il proprio linguaggio visivo e costruisce trame dominate da ambiguità, paura e precisione tecnica. Dal Museo viene sottolineato come questi film mostrino un autore capace di usare le risorse di Hollywood senza perdere la propria identità. La suspense, nei suoi lavori, non nasce solo dalla storia raccontata, ma dal modo in cui ogni scena viene costruita, dai dettagli, dagli sguardi, dai movimenti della macchina da presa. Da Nodo alla gola a Psyco Tra i titoli più attesi c’è Nodo alla gola, film del 1948 celebre per la struttura tecnica fondata su undici piani-sequenza uniti in modo da dare l’impressione di un racconto quasi continuo. Sarà proiettato lunedì 4 maggio alle 18. 30 e sabato 16 maggio alle 20. 45. Spazio anche a Gli uccelli, in programma lunedì 11 maggio alle 18. 15 e venerdì 15 maggio alle 16. Il film, con Tippi Hedren, parte dall’aggressione di un gabbiano a San Francisco e trasforma l’attacco dei volatili in una minaccia sempre più estesa. Nel percorso non mancheranno La donna che visse due volte, con Kim Novak, e Psyco, uno degli horror più celebri della storia del cinema. La rassegna offre così a Torino un calendario compatto, pensato per chi vuole rivedere Hitchcock in sala o avvicinarsi ai suoi classici nella forma più vicina all’esperienza cinematografica originale. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/posta-prioritaria-fuori-dal-servizio-universale-dall1-maggio-cosa-cambia.html - Categorie: News Dal 1° maggio 2026 cambia il quadro della posta prioritaria in Italia. Il servizio esce dal perimetro del servizio universale, con effetti diretti su costi, tempi di recapito e gestione degli invii più leggeri. La modifica arriva con la Legge di Bilancio 2026, che stabilisce una proroga dell’affidamento del servizio universale, fino alla data del 31 dicembre del 2036, a Poste Italiane, ma restringe l’elenco delle prestazioni coperte da garanzie pubbliche. Il Movimento Difesa del Cittadino e diverse associazioni dei consumatori hanno segnalato il rischio di conseguenze per cittadini, imprese e piccoli operatori dell’e-commerce. La posta prioritaria, finora usata per spedizioni rapide e a costo contenuto, entrerà in una fase regolata da logiche di mercato. La posta prioritaria esce dalle garanzie pubbliche La novità riguarda diversi prodotti collegati alla prioritaria. Dal servizio universale restano fuori Postapriority Internazionale, Posta1, Posta1Pro, Posta1Pro Risposta Pagata e le rispettive versioni online, sia per l’Italia sia per l’estero. Il cambiamento non elimina questi servizi, ma ne modifica il contesto regolatorio. Le tariffe, finora calmierate grazie al regime pubblico, potranno essere fissate secondo criteri di mercato. Per gli utenti questo potrebbe tradursi in prezzi più alti, soprattutto per chi utilizza spesso la prioritaria per documenti, lettere o piccoli invii. L’e-commerce potrebbe essere il settore più esposto Il settore più esposto sembra quello dell’e-commerce, in particolare per le piccole attività che usano servizi per spedizioni economiche. Se le tariffe cresceranno, molti venditori potrebbero non riuscire ad assorbire l’aumento. In quel caso, il costo extra potrebbe finire sui consumatori. La modifica segna quindi un passaggio rilevante per il sistema postale italiano: più spazio al mercato, meno coperture pubbliche per alcuni servizi rapidi. Per cittadini e imprese resta da capire quanto peserà davvero questa nuova fase sulle spedizioni quotidiane. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/economia/energia-in-piemonte-prezzi-in-aumento-ma-la-regione-rassicura-sulle-forniture.html - Categorie: Economia Il Piemonte non registra problemi di approvvigionamento energetico, anche in una fase segnata dal rialzo dei prezzi. Il quadro è stato illustrato in Consiglio regionale dall’assessore all’Ambiente ed Energia Matteo Marnati, che ha fatto il punto su consumi, produzione elettrica, rinnovabili e criticità ancora aperte. La Regione intende rafforzare il controllo sui fabbisogni e sulle infrastrutture, con una strategia orientata a decarbonizzazione, efficienza e neutralità tecnologica. Il Piemonte resta coperto ma il gas pesa sui consumi La situazione energetica regionale viene descritta come stabile sul fronte delle forniture. Marnati ha assicurato che oggi non ci sono criticità legate all’accesso all’energia in Piemonte, pur in presenza di prezzi in aumento. Il tema dei costi resta legato in larga parte al peso del gas naturale, che copre più del 52 per cento dei consumi interni. La dipendenza da questa fonte espone il territorio alle oscillazioni dei mercati. Per questo la Regione guarda con attenzione alla composizione del proprio fabbisogno energetico e alle possibili misure per ridurre la vulnerabilità del sistema. L’assessore ha annunciato anche un incontro con Eni, fissato per il 7 maggio, dedicato alle strategie e ai pozzi nel Novarese. Rinnovabili e produzione elettrica cambiano il quadro regionale Il Piemonte presenta dati rilevanti sul fronte della produzione elettrica. Nel 2024 la regione ha prodotto più energia elettrica rispetto alla propria domanda interna. Una quota pari al 46 per cento arriva da idroelettrico e fotovoltaico, due fonti che confermano il ruolo crescente delle rinnovabili nel sistema regionale. Gli usi finali di energia, tra elettrico e termico, risultano oggi coperti per il 20 per cento da fonti rinnovabili. Un altro dato evidenziato riguarda l’autoconsumo: la potenza installata e incentivata al servizio delle Comunità energetiche in Piemonte supera del 25 per cento l’intera potenza nazionale. Resta centrale anche il capitolo dei carburanti. Il gasolio è ancora il prodotto petrolifero più utilizzato, con il 63 per cento delle vendite complessive nel 2024. Il suo impiego riguarda per il 90 per cento l’autotrazione, anche se negli ultimi tempi si registra una tendenza alla riduzione dei consumi. Monitoraggio e infrastrutture entrano nella strategia della Regione Per affrontare il nuovo scenario, la Regione ha avviato alcune linee di intervento. Tra le proposte figura la creazione di una Unità di monitoraggio energetico, pensata per migliorare la conoscenza di consumi e fabbisogni e per individuare i nodi più delicati del sistema. Tra i settori osservati ci sono trasporto aereo, trasporto pubblico, interporti e logistica. L’obiettivo è rendere più efficiente l’uso dell’energia e ampliare il ricorso alle fonti rinnovabili. Marnati ha richiamato anche le criticità ancora presenti: serve un maggiore coordinamento tra politiche diverse, insieme a investimenti più consistenti, tempi di attuazione più rapidi e infrastrutture energetiche adeguate. La linea regionale punta a emissioni zero, biocarburanti e rinnovabili, con un lavoro già avviato insieme al Politecnico. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/meteo-piemonte-tornano-pioggia-e-freddo-prima-del-sole-del-primo-maggio.html - Categorie: News Il Piemonte si prepara a una breve fase di maltempo primaverile, con nuvole, rovesci e temperature in discesa dopo alcuni giorni dal sapore quasi estivo. Il cambio di scenario riguarda in modo particolare le ore tra mercoledì 29 e giovedì 30 aprile, prima di una nuova rimonta dell’alta pressione attesa per il ponte del Primo Maggio. La fase instabile, legata all’arrivo di aria più fresca dai quadranti orientali, porterà fenomeni soprattutto su Alpi, pedemontane e parte delle pianure. Il caldo si ferma e tornano correnti più fredde La parentesi mite degli ultimi giorni lascia spazio a una configurazione atmosferica più movimentata. Il meteorologo Andrea Vuolo collega il peggioramento al temporaneo indebolimento dell’alta pressione, con un nucleo freddo in quota sulla Francia occidentale e una saccatura in discesa dai Paesi baltici verso i Balcani. Da mercoledì l’Italia viene raggiunta da correnti più fredde orientali, capaci di modificare il quadro anche sul Piemonte. Il risultato è un aumento della nuvolosità, accompagnato da piogge sparse e da un calo termico più evidente nella giornata di giovedì. Dopo massime ancora miti tra 20 e 23 gradi, i valori in pianura scenderanno verso 16-19 gradi, con punte più basse sull’estremo sud-ovest del Cuneese. Rovesci sulle Alpi e piogge fino alle pianure I primi segnali della nuova fase instabile sono arrivati già nella serata di martedì 28 aprile, soprattutto vicino ai rilievi alpini. Qui si sono verificati rovesci e temporali locali, con accumuli di pioggia significativi in alcune zone. Nel Piemonte nord-occidentale, nelle ultime 24 ore, sono stati superati localmente i 30 millimetri. Il dato più alto indicato riguarda Lanzo Torinese, dove nelle prime ore della giornata si è arrivati a 35 millimetri. Tra mercoledì e giovedì il tempo resterà variabile. Le precipitazioni interesseranno in una prima fase i settori alpini e pedemontani, con attenzione particolare al Torinese. Tra sera e notte i fenomeni potranno raggiungere anche le aree di pianura. Giovedì mattina l’instabilità tenderà a coinvolgere medio-basso Torinese, Cuneese e Astigiano, prima di un miglioramento più netto dal pomeriggio, specialmente sul Piemonte nord-orientale. Il Primo Maggio riporta sole e temperature più miti La fase più incerta dovrebbe durare poco. Tra venerdì e sabato è atteso un nuovo rinforzo dell’alta pressione, con condizioni più stabili proprio in vista del ponte del Primo Maggio. Il fine settimana si annuncia quindi più soleggiato, con cieli poco nuvolosi e massime di nuovo in aumento, fino a 22-25 gradi in pianura. Le notti resteranno fresche, con minime sotto 8-10 gradi nelle pianure del basso Piemonte e nei fondovalle. Aprile si chiude così con un ultimo cambio di passo, prima di un avvio di maggio più stabile. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/mobilita-digitale-a-torino-il-progetto-maas-tomove-chiude-la-sperimentazione.html - Categorie: News Torino chiude la fase di prova del progetto MaaS ToMove e apre un nuovo passaggio sul futuro della mobilità integrata. L’evento, ospitato negli spazi di Dorado in Lungo Dora Firenze 37, ha riunito stakeholder, operatori e utenti per fare il punto su due anni di attività. Il percorso, inserito nel programma nazionale MaaS for Italy, ha permesso alla città di testare un modello capace di collegare trasporto pubblico, servizi privati e soluzioni condivise tramite piattaforme digitali. Torino chiude due anni di test sulla mobilità digitale Il progetto si è sviluppato tra aprile 2024 e marzo 2026, con il coordinamento di 5T e il coinvolgimento di più soggetti pubblici e privati. L’obiettivo era costruire un sistema nel quale i diversi servizi di trasporto potessero dialogare meglio, così da rendere più semplice l’uso combinato di mezzi pubblici, sharing e altre soluzioni di spostamento. Le applicazioni testate hanno interessato cittadini, imprese, turismo e grandi eventi. Dai primi dati è emersa una partecipazione rilevante, insieme a una maggiore capacità di lettura degli spostamenti multimodali. Queste informazioni sono considerate utili per progettare servizi più aderenti alle reali abitudini degli utenti. Il modello torinese ottiene un riconoscimento nazionale L’esperienza di Torino ha assunto un peso significativo nel quadro italiano del MaaS. La città ha ricevuto il premio Top MaaS City 2025, assegnato durante lo Smart City Expo World Congress di Barcellona. Un riconoscimento che ha rafforzato il ruolo del capoluogo piemontese tra i territori più attivi nella mobilità digitale. L’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta ha evidenziato il valore del lavoro svolto, spiegando che Torino è riuscita a trasformare i finanziamenti in nuovi servizi per i cittadini. Ha poi richiamato la collaborazione tra amministrazione, imprese, startup, università e centri di ricerca, con un riferimento al contributo del Politecnico. Il confronto, secondo l’assessora, proseguirà prima con i partner e poi con gli utenti che hanno utilizzato il servizio. Il MaaS Office prepara la fase stabile del progetto Il confronto con le esperienze estere, in particolare con i Paesi Bassi, ha mostrato quanto sia complesso portare questi modelli su larga scala. Servono regole chiare, strumenti digitali adeguati e una governance capace di tenere insieme operatori, amministrazione e ricerca. In questo quadro nasce il MaaS Office, sviluppato dalla Città di Torino con 5T. La struttura dovrà accompagnare il passaggio dai test a un modello più stabile. Le analisi presentate indicano possibili benefici ambientali, sociali ed economici nel lungo periodo, con un investimento complessivo superiore a 30 milioni di euro su 25 anni. La sfida ora riguarda l’ampliamento dei servizi, l’aumento degli utenti e il rafforzamento della mobilità condivisa e sostenibile. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/trasporto-pubblico-a-torino-approvata-in-via-definitiva-la-tessera-alias.html - Categorie: News Torino rende definitiva la Tessera Alias per il trasporto pubblico. La Giunta comunale ha approvato la stabilizzazione della misura, dopo una fase di prova durata due anni e considerata positiva. Il provvedimento riguarda le persone in percorso di affermazione di genere, che potranno usare sui mezzi Gtt un documento collegato al proprio abbonamento, con il nome d’elezione e una foto aggiornata. La Tessera Alias entra stabilmente nel sistema Gtt La misura è stata approvata su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità Jacopo Rosatelli, d’intesa con l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta. La Tessera Alias diventa quindi uno strumento strutturale e non più sperimentale. Rosatelli ha spiegato che la scelta rende stabile un intervento concreto, pensato per rendere il servizio pubblico più rispettoso delle persone. Secondo l’assessore, si tratta di un mezzo utile per usare il trasporto pubblico senza dover giustificare la propria identità. Foglietta ha posto l’accento sul ruolo del trasporto pubblico come spazio accessibile e sicuro. La sperimentazione, secondo l’assessora, ha dimostrato che lo strumento è semplice e utile. Come funziona il documento collegato alla carta BIP La Tessera Alias nasce per superare un limite tecnico: la carta BIP non può essere modificata direttamente. Per questo è stato creato un supporto separato, privo di chip, collegato in modo ufficiale all’abbonamento. Sul documento compaiono la foto aggiornata, il nome scelto dalla persona e il numero seriale dell’abbonamento BIP. Durante i controlli, la tessera viene mostrata per prima ai verificatori, che possono risalire alla validità del titolo attraverso il codice. La carta BIP originale viene consultata solo nei casi di stretta necessità. Il rilascio avviene su richiesta, in base al principio di autodeterminazione. Non è richiesta documentazione medica. È prevista la firma di un accordo di riservatezza. La sperimentazione ha coinvolto 42 persone La fase di prova era partita nell’aprile 2024 e ha coinvolto 42 persone. I riscontri raccolti sono stati positivi, con procedure considerate rapide e uno strumento ritenuto utile nella vita quotidiana. L’età media dei richiedenti si concentra intorno ai 21 anni. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/movida-sotto-controllo-a-torino-sanzioni-per-quasi-3-500-euro.html - Categorie: News A Torino proseguono i controlli sulla movida e sulle attività serali nelle aree più frequentate della città. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile, la Polizia Locale ha compiuto una serie di verifiche che hanno portato all’accertamento di sanzioni per un totale di 3. 493 euro. Gli interventi hanno riguardato locali, esercizi commerciali e commercio ambulante, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme previste per la somministrazione, le autorizzazioni e la gestione degli spazi pubblici. Le verifiche hanno riguardato più quartieri della città I controlli si sono concentrati in alcune zone considerate centrali per la vita serale torinese. Gli agenti hanno operato tra Borgo Rossini, Vanchiglia, l’area di Borgo Dora e il quartiere Lingotto, dove nelle ore notturne si registra una presenza rilevante di giovani e frequentatori dei locali. L’attività ha interessato diversi fronti. Da una parte sono stati controllati gli esercizi commerciali, dall’altra è stata verificata la posizione di alcuni operatori ambulanti. Il quadro emerso ha portato alla contestazione di più irregolarità, con sanzioni distribuite tra diverse situazioni riscontrate sul territorio. Ambulanti e locali finiscono al centro degli accertamenti Una delle violazioni ha riguardato la vendita ambulante. Un operatore è stato sanzionato perché non avrebbe rispettato l’obbligo di spostarsi dopo un’ora, come richiesto dalla normativa. La regola punta a evitare soste prolungate in aree sensibili e a garantire un presidio più ordinato degli spazi pubblici. Nei locali controllati sono emerse altre criticità. In un esercizio sono stati rilevati problemi legati all’acustica, aspetto spesso al centro delle segnalazioni nelle zone della movida. In un locale da ballo, pur in presenza di autorizzazioni regolari, gli agenti hanno invece accertato il mancato rispetto del divieto di fumo nei luoghi pubblici. Per un’altra attività sono previste ulteriori verifiche d’ufficio. Gli accertamenti serviranno a chiarire la piena regolarità della posizione autorizzativa. I controlli continueranno sul territorio torinese Le verifiche della Polizia Locale non si fermano agli interventi della notte tra il 24 e il 25 aprile. Il Reparto di Polizia Amministrativa proseguirà con controlli periodici in tutta la città, sia attraverso servizi programmati sia dopo segnalazioni e reclami da parte dei cittadini. L’attività potrà coinvolgere altri reparti della Polizia Locale, le forze dell’ordine e organismi specializzati nel rispetto di norme specifiche. L’obiettivo resta quello di presidiare le aree più frequentate, controllare le attività economiche e garantire una gestione più regolare della movida torinese. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/venaria-auto-contro-mezzo-rifiuti-traffico-bloccato-e-bus-ve1-fermo.html - Categorie: News Un incidente stradale ha creato disagi a Venaria Reale nel primo pomeriggio di martedì 28 aprile 2026. Lo scontro è avvenuto all’incrocio tra via Picco e corso Matteotti, dove un’auto e un compattatore per la raccolta dei rifiuti si sono scontrati. L’episodio ha riportato l’attenzione su un punto della viabilità cittadina già finito più volte al centro delle segnalazioni dei residenti. Lo scontro riapre il caso sicurezza all’incrocio L’impatto si è verificato in una zona considerata delicata da chi vive o passa ogni giorno nel quartiere. L’incrocio tra via Picco e corso Matteotti, già segnalato in passato per la sua pericolosità, è tornato così al centro del dibattito pubblico. Nell’incidente sono rimasti coinvolti un’autovettura e un mezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti. La dinamica resta da chiarire e sarà compito della polizia locale ricostruire con precisione quanto accaduto. I rilievi serviranno a stabilire le cause dello schianto e le eventuali responsabilità. L’episodio ha provocato preoccupazione tra i presenti, anche perché il tratto interessato è una zona di passaggio per automobilisti, residenti e mezzi pubblici. Il conducente dell’auto portato in ospedale Dopo l’allarme, sul posto è arrivata la Pubblica Assistenza Croce Reale, che ha prestato le prime cure al conducente dell’auto. L’uomo è stato poi trasferito in ospedale per gli accertamenti del caso. Le sue condizioni, in base alle prime informazioni disponibili, non sarebbero gravi. La violenza dell’urto ha reso necessario il controllo medico, ma il quadro non avrebbe fatto emergere elementi di particolare allarme. Gli operatori intervenuti hanno assistito il ferito e messo in sicurezza l’area, in attesa del completamento delle verifiche e della rimozione dei veicoli coinvolti. Traffico rallentato e linea VE1 costretta allo stop L’incidente ha avuto conseguenze sulla viabilità di Venaria Reale. Per consentire i soccorsi, i rilievi e le operazioni di sicurezza, il tratto è rimasto parzialmente bloccato. In breve tempo si sono formate code e rallentamenti, con disagi per chi si trovava a transitare nella zona. Problemi anche per il trasporto pubblico. La linea Gtt VE1 ha subito uno stop forzato e il servizio è potuto ripartire solo dopo la rimozione dei mezzi. Una situazione che ha complicato gli spostamenti nel pomeriggio, in un’area già ritenuta sensibile dal punto di vista del traffico. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/rivoli-cambia-la-viabilita-in-viale-san-giorio-le-misure-previste.html - Categorie: News - Tag: Rivoli A Rivoli sono in arrivo modifiche temporanee alla circolazione in viale San Giorio, dove un intervento di ristrutturazione edilizia su un immobile privato renderà necessario cambiare per alcuni giorni l’assetto della strada. Le misure riguarderanno il tratto vicino al civico 7 e resteranno in vigore dal 29 aprile al 5 maggio 2026. L’obiettivo è permettere il regolare svolgimento del cantiere, con spazi adeguati per le attività tecniche e per il passaggio dei mezzi legati ai lavori. Per automobilisti e residenti saranno quindi previsti divieti e limitazioni, con l’invito a seguire con attenzione la segnaletica presente sul posto. A Rivoli cambia la circolazione in viale San Giorio Il provvedimento scatterà alle 9 del 29 aprile e resterà valido fino alle 18 del 5 maggio. In questo arco di tempo, nel tratto interessato dai lavori, verrà effettuato un restringimento della carreggiata. La modifica servirà a garantire spazi più sicuri intorno all’area di cantiere, dove saranno eseguite attività di ristrutturazione su un edificio privato. Il passaggio dei veicoli sarà quindi possibile con maggiore attenzione, soprattutto nelle ore in cui l’attività del cantiere potrà richiedere operazioni di supporto sulla strada. Divieto di sosta per consentire carico e scarico Accanto al restringimento della carreggiata, è previsto il divieto di sosta con rimozione forzata. La misura riguarda il tratto vicino al civico 7 e servirà a lasciare libera l’area necessaria alle operazioni di carico e scarico dei materiali. Il provvedimento punta a evitare intralci durante le fasi operative e a ridurre i rischi per chi lavora nel cantiere, per i pedoni e per gli automobilisti. La presenza di mezzi e materiali richiede infatti una gestione più ordinata degli spazi, soprattutto in una zona dove la circolazione locale potrebbe subire rallentamenti. Lavori temporanei e attenzione alla segnaletica Le limitazioni avranno carattere temporaneo e resteranno legate alla durata dell’intervento edilizio. La zona sarà regolata dalla segnaletica predisposta nell’area, che indicherà divieti, restringimenti e percorsi da seguire. L’amministrazione invita i cittadini alla collaborazione, con particolare attenzione da parte di chi abita o transita spesso in viale San Giorio. Al termine del cantiere, la strada tornerà alla sua piena disponibilità, dopo un intervento collegato alla manutenzione e alla riqualificazione dell’immobile interessato. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/moncalieri-un-cerbiatto-attraversa-le-strade-segnalazioni-nelle-ore-serali.html - Categorie: News - Tag: Moncalieri A Moncalieri la presenza di un cerbiatto nelle strade urbane ha attirato l’attenzione di diversi automobilisti. Gli avvistamenti sarebbero avvenuti nelle ore serali e notturne, con segnalazioni concentrate soprattutto nella zona di via Vittime di Bologna. Il piccolo animale sarebbe stato visto vicino alla carreggiata e in alcuni tratti prossimi ad aree verdi, senza che al momento risultino incidenti o danni collegati ai suoi passaggi. La situazione viene seguita con prudenza, perché l’incontro tra fauna selvatica e traffico cittadino può creare rischi sia per gli animali sia per chi guida. Per questo motivo, nelle prossime sere, l’attenzione lungo le strade interessate potrebbe restare alta. Il cerbiatto appare di notte tra le strade di Moncalieri Le prime segnalazioni sono arrivate da persone alla guida, sorprese dalla presenza del piccolo ungulato lungo la strada o nelle immediate vicinanze. In alcuni casi l’animale sarebbe stato fotografato e le immagini sarebbero poi finite sui social, dove la notizia ha iniziato a circolare rapidamente. Le comunicazioni non si sarebbero fermate alla rete. Alcune segnalazioni sarebbero state inoltrate alle forze dell’ordine e ad associazioni come la Lav, con l’obiettivo di monitorare la situazione e capire se il cerbiatto continui a frequentare la stessa area urbana. I fari delle auto lo fanno scappare verso il buio Dalle testimonianze emerse, l’animale avrebbe un comportamento schivo. Quando viene raggiunto dalla luce dei fari, tende ad allontanarsi in fretta, con pochi balzi, verso punti meno illuminati o verso le zone verdi vicine. Questo dettaglio fa pensare a un passaggio occasionale, legato forse alla vicinanza con aree collinari o boschive. La presenza di fauna selvatica in città non è un fatto raro, soprattutto nei periodi in cui le temperature diventano più miti e gli animali si spostano con maggiore frequenza. La ricerca di cibo può spingerli verso luoghi abitati, dove il traffico e l’illuminazione artificiale rappresentano però elementi di rischio. Prudenza alla guida nelle ore serali e notturne Per ora non risultano conseguenze legate agli avvistamenti. Nessun incidente sarebbe stato segnalato e non sarebbero emersi danni causati dal cerbiatto. Resta però possibile che l’animale torni a transitare nelle stesse strade nei prossimi giorni, specialmente nelle fasce orarie meno trafficate. La raccomandazione principale riguarda la prudenza alla guida, in particolare nelle ore serali e notturne. Ridurre la velocità nei tratti più bui e prestare attenzione ai margini della carreggiata può aiutare a evitare situazioni pericolose. In caso di nuovo avvistamento, è preferibile non inseguire l’animale e segnalare la presenza agli enti competenti. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/museo-egizio-la-regione-approva-la-proroga-la-fondazione-resta-fino-al-2064.html - Categorie: Cultura Il Museo Egizio di Torino ottiene una nuova cornice istituzionale di lungo periodo. Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato in via definitiva la proroga della durata della Fondazione Museo delle Antichità Egizie fino al 31 dicembre 2064. La decisione, arrivata con voto unanime in VI Commissione e poi in Aula, permette al museo di contare su un orizzonte più ampio per programmazione, investimenti e interventi strutturali. La modifica recepisce un percorso già partito a livello nazionale, in seguito al parere positivo del Ministero della Cultura relativo alla richiesta di estensione per 30 anni avanzata dal Museo Egizio. La normativa regionale fissava la scadenza al 2034, motivo per cui è stato necessario un adeguamento formale. Il Museo Egizio guarda più lontano con la nuova scadenza La proroga al 2064 rafforza la posizione della Fondazione e permette una gestione più stabile delle attività future. Una durata così estesa consente infatti di costruire piani di intervento con tempi adeguati, soprattutto in un settore come quello culturale, dove progetti scientifici, lavori sugli spazi e collaborazioni internazionali richiedono continuità. Per Torino si tratta di un passaggio rilevante, dato il peso del Museo Egizio nel panorama culturale cittadino. La struttura resta uno dei principali punti di riferimento del territorio e continua a rappresentare un richiamo per visitatori, studiosi e istituzioni. La Regione adegua lo statuto dopo il parere del Ministero La proposta di modifica statutaria era stata presentata nei giorni scorsi in Commissione dall’assessora regionale alla Cultura, Marina Chiarelli. L’intervento nasce dall’esigenza di allineare la scadenza regionale alla proroga trentennale già valutata positivamente dal Ministero. Chiarelli ha spiegato che, dopo il parere favorevole espresso a livello nazionale, era necessario procedere anche sul piano regionale, visto che la scadenza precedente restava fissata al 2034. L’assessora ha poi definito il voto un passaggio coerente con un iter istituzionale già avviato. Investimenti e relazioni internazionali al centro del futuro Con la nuova scadenza, la Fondazione potrà lavorare in un quadro di maggiore stabilità finanziaria, gestionale e programmatica. L’obiettivo è sostenere progetti strutturali, attrarre nuovi investimenti e consolidare rapporti scientifici e istituzionali anche fuori dall’Italia. La decisione punta quindi a rafforzare il ruolo del Museo Egizio come polo culturale di primo piano, capace di programmare il proprio sviluppo con tempi lunghi e strumenti più solidi. Per Torino, il via libera del Consiglio regionale rappresenta un tassello ulteriore nella valorizzazione di una delle sue istituzioni più note. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/roberto-bolle-in-piazza-san-carlo-con-il-ballo-in-bianco-attesi-migliaia-di-ballerini-a-torino.html - Categorie: Eventi Il Ballo in Bianco arriva per la prima volta a Torino e sceglie uno dei luoghi simbolo della città. Domenica 7 giugno, piazza San Carlo ospiterà la grande lezione collettiva alla sbarra ideata da Roberto Bolle, appuntamento che fin dalla prima edizione ha richiamato numeri molto alti e ha assunto il profilo di evento da record. La giornata sarà aperta ai ballerini delle scuole di danza italiane, chiamati a rispettare un dress code preciso: abbigliamento total white. L’evento, realizzato con la collaborazione di AssoDanza, sarà trasmesso in diretta su Raiuno dalle 9,40. Piazza San Carlo diventa una grande scuola di danza Per una mattina, il centro di Torino cambierà volto. Piazza San Carlo, abituata a ospitare concerti, manifestazioni e grandi eventi cittadini, diventerà una vasta aula all’aperto dedicata alla danza classica. Al centro ci sarà Roberto Bolle, che guiderà personalmente la lezione collettiva. L’appuntamento porterà in città migliaia di giovani e giovanissimi ballerini provenienti da scuole di danza di tutta Italia. La scelta di Torino rafforza il legame tra il Piemonte e uno degli artisti italiani più conosciuti a livello internazionale, capace di avvicinare il grande pubblico a una disciplina spesso percepita come distante. Roberto Bolle guida il Ballo in Bianco in diretta Rai Il programma della mattinata prevede una lezione alla sbarra condivisa, pensata come momento di tecnica, partecipazione e visibilità per tante scuole di danza. Il Ballo in Bianco non sarà riservato a un pubblico ristretto: grazie alla diretta televisiva su Raiuno, l’evento potrà essere seguito anche da casa. La presenza di Bolle darà all’iniziativa un forte richiamo mediatico. L’artista guiderà i partecipanti con una formula che unisce esercizio, rigore e spettacolo pubblico. La danza, in questo caso, esce dagli spazi chiusi delle accademie e occupa una delle piazze più riconoscibili di Torino. Migliaia di ballerini attesi per un evento da record Il tratto distintivo dell’appuntamento sarà la partecipazione corale. I ballerini, tutti vestiti di bianco, formeranno un’unica grande comunità attorno alla sbarra, con la città chiamata a fare da cornice. Il risultato atteso è un’immagine forte: migliaia di allievi riuniti nello stesso luogo, nello stesso orario, per seguire la lezione di una delle figure più autorevoli della danza italiana. Il Ballo in Bianco porterà così a Torino un evento capace di unire formazione e spettacolo. La data da segnare è domenica 7 giugno, con inizio della diretta televisiva alle 9,40. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-un-sabato-sui-tram-storici-viaggio-speciale-tra-san-salvario-e-sassi.html - Categorie: Eventi Torino riscopre una parte della sua storia attraverso i tram storici restaurati, protagonisti di un nuovo appuntamento culturale dedicato alla memoria urbana. Sabato 23 maggio partirà “I Binari della Memoria”, iniziativa promossa dall’associazione Art Ensemble con la Fraternità Maria Consolatrice. Il percorso collegherà San Salvario alla zona di Sassi, con un viaggio su una vettura d’epoca e visite dedicate al patrimonio tranviario cittadino. Da San Salvario parte il viaggio sui tram restaurati Il ritrovo è fissato alle 9:45 in via Petitti 24, mentre la partenza avverrà alle 10 dalla fermata GTT “Petitti”. Il tram storico accompagnerà i partecipanti lungo un itinerario pensato per guardare Torino da una prospettiva diversa, legata ai suoi binari, ai quartieri e alla crescita della città. A bordo saranno presenti gli esperti dell’ATTS, l’Associazione Torinese Tram Storici. Durante il tragitto, il pubblico potrà ascoltare racconti, curiosità e riferimenti allo sviluppo urbano di Torino, città in cui il trasporto su rotaia ha avuto un ruolo rilevante nella costruzione dell’identità locale. A Sassi visite al museo e all’officina della tranvia Il percorso arriverà alla stazione di Sassi, punto legato alla tranvia di Superga. Qui il gruppo visiterà il Museo dei Tram e l’officina dove i volontari lavorano al recupero di veicoli d’epoca provenienti da diversi Paesi europei. L’iniziativa consente di avvicinarsi a luoghi spesso poco conosciuti dal grande pubblico. Vecchie vetture, officine e spazi tecnici diventano così elementi di racconto, capaci di collegare la Torino contemporanea con una stagione in cui il tram era uno dei simboli più riconoscibili della mobilità cittadina. Prenotazione obbligatoria e posti limitati sul tram storico L’evento è sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Piemonte e punta a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Il recupero della memoria passa anche da oggetti concreti: una vettura restaurata, una fermata storica, un’officina ancora attiva. La capienza del mezzo è limitata, per questo la prenotazione è obbligatoria entro il 30 aprile. Il costo di partecipazione è di 7 euro. Il rientro è previsto alle 11:30. Per informazioni e adesioni è possibile rivolgersi alla segreteria di via Petitti 24 oppure chiamare il numero 366. 3407927. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/paura-a-feletto-elettrodomestico-si-surriscalda-in-mensa-evacuata-la-scuola.html - Categorie: News Un principio di incendio ha creato momenti di apprensione nella mattinata di martedì 28 aprile alla scuola elementare e materna di Feletto. L’allarme è scattato poco prima delle 12:30 nei locali della mensa scolastica di via Remo Bretto, dove un elettrodomestico si è surriscaldato e ha sprigionato una quantità di fumo tale da far attivare i sensori di sicurezza. Il personale dell’istituto ha applicato le procedure previste e ha disposto l’uscita precauzionale dei bambini dall’edificio. La situazione, gestita in tempi rapidi, si è chiusa senza feriti e senza danni rilevanti. Il fumo in mensa fa scattare subito l’allarme L’episodio ha avuto origine all’interno della mensa, in una fascia oraria vicina al pranzo. Un macchinario surriscaldato ha prodotto fumo denso, sufficiente ad attivare il sistema antincendio della scuola. L’allarme generale ha quindi avviato le procedure di emergenza. La risposta del personale scolastico è stata immediata. I bambini presenti nell’edificio sono stati accompagnati all’esterno in via precauzionale, secondo i protocolli di sicurezza già previsti per casi di questo tipo. La priorità è stata quella di allontanare alunni e personale dai locali interessati dal fumo. Vigili del fuoco e polizia locale sul posto Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Ivrea e la polizia locale, chiamati per verificare le condizioni della mensa e dell’edificio. I pompieri hanno controllato l’elettrodomestico interessato dal surriscaldamento e hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area. Dalle verifiche non sono emerse fiamme né ulteriori rischi per la struttura. I locali sono stati areati e controllati prima del rientro degli alunni. L’intervento ha richiesto circa dieci minuti, tempo sufficiente per riportare la situazione sotto controllo e consentire alla scuola di riprendere le attività in condizioni di sicurezza. La sindaca verifica le condizioni Nel corso delle operazioni è arrivata alla scuola anche la sindaca Maria Cristina Ferrero, che ha voluto verificare di persona quanto accaduto e accertarsi delle condizioni dei bambini. La sua presenza ha confermato l’attenzione dell’amministrazione comunale per un episodio che ha creato comprensibile preoccupazione. Il bilancio finale resta rassicurante: nessun ferito, nessun danno significativo e rientro regolare nelle aule dopo i controlli. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/matrimoni-da-sogno-in-italia-il-wedding-tourism-rischia-un-calo-frenata-dagli-usa.html - Categorie: Turismo Il turismo legato ai matrimoni in Italia resta uno dei segmenti più riconoscibili dell’accoglienza di fascia alta. Le coppie straniere continuano a scegliere ville, borghi, coste e città d’arte per celebrare il giorno delle nozze. Il mercato americano, però, mostra segnali di forte rallentamento in vista del 2026. Dopo un 2025 molto positivo, il comparto del wedding tourism potrebbe affrontare una fase più complessa, con effetti diretti su location, hotel, ristorazione e servizi per eventi. Il sogno italiano resta forte fra le coppie straniere L’Italia conserva un richiamo molto alto per chi desidera sposarsi all’estero. Il fascino delle destinazioni italiane continua a pesare nelle scelte delle coppie, in particolare di quelle provenienti dagli Stati Uniti, da anni tra i mercati più importanti per questo settore. A indicare il possibile cambio di scenario è l’Osservatorio Italiano Destination Wedding Tourism di JFC, guidato da Massimo Feruzzi. Le analisi segnalano una possibile frenata nel 2026, legata al contesto internazionale e al clima di incertezza generato anche dal conflitto in Medio Oriente. Il dato più rilevante riguarda la spesa americana: il giro d’affari, dopo aver superato i 486 milioni di euro, potrebbe scendere a circa 276 milioni di euro. La riduzione stimata supera il 40%. Il calo americano può pesare su tutta la filiera Il peso degli Stati Uniti è determinante, perché questo mercato rappresenta circa un terzo del valore complessivo del turismo nuziale in Italia. Una flessione così ampia non riguarda solo le cerimonie, ma coinvolge l’intera catena economica costruita intorno agli eventi. Nel 2025 il settore aveva registrato numeri molto solidi. In Italia sono stati celebrati più di 5. 100 matrimoni di coppie americane, con oltre 353. 000 arrivi e più di 1,3 milioni di presenze turistiche. Numeri che spiegano quanto questo comparto sia rilevante per molte destinazioni, dove una cerimonia può attivare pernottamenti, trasferimenti, catering, servizi fotografici e attività collegate al soggiorno degli invitati. Il rapporto con gli operatori resta comunque forte. Più del 58% dei wedding planner statunitensi lavora già con l’Italia o la propone ai propri clienti. Tra chi non la inserisce ancora nei propri pacchetti, i principali ostacoli restano la domanda diretta insufficiente e la mancanza di contatti locali ben strutturati. Toscana, Como e Sicilia guidano le nuove scelte La Toscana resta la meta più desiderata per i matrimoni in Italia, seguita dal Lago di Como e dalla Costiera Amalfitana. Accanto alle destinazioni più note, cresce il ruolo della Sicilia, che si conferma una delle mete più dinamiche del settore. Cambiano anche le formule scelte dagli sposi. Le cerimonie simboliche risultano sempre più richieste rispetto ai riti civili e religiosi. Il matrimonio diventa così un’esperienza personalizzata, spesso costruita intorno al viaggio, al paesaggio e alla permanenza degli ospiti. La fascia più comune resta quella tra 50 e 100 invitati, anche se resistono eventi più piccoli e celebrazioni di dimensioni maggiori. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/economia/dichiarazione-dei-redditi-2026-si-parte-il-30-aprile-con-il-730-precompilato-date-e-scadenze.html - Categorie: Economia La stagione della dichiarazione dei redditi 2026 entra nel vivo con l’apertura del 730 precompilato. Dal 30 aprile l’Agenzia delle Entrate rende disponibili online i modelli già predisposti per i contribuenti, con una serie di dati fiscali caricati in automatico. In questa prima fase, però, l’accesso serve solo per controllare le informazioni presenti. Modifiche e invio scatteranno più avanti, secondo un calendario che riguarda lavoratori dipendenti, pensionati, partite IVA e contribuenti che usano il modello Redditi persone fisiche. Il 730 precompilato sarà prima consultabile online Dal 30 aprile i contribuenti possono entrare nell’area dedicata e verificare il contenuto del proprio modello. Nel documento risultano già presenti varie informazioni fiscali, come spese sanitarie, premi assicurativi e pagamenti connessi ai bonus edilizi. Questa fase non permette ancora di correggere o trasmettere la dichiarazione. Serve, di fatto, a prendere visione dei dati caricati dall’Agenzia delle Entrate e a preparare eventuali integrazioni. Per intervenire sul modello occorrerà attendere il 15 maggio, giorno dal quale sarà possibile apportare modifiche, aggiungere dati mancanti e procedere con l’invio. La scadenza principale resta fissata al 30 settembre 2026, termine ultimo per la trasmissione del modello 730. Accesso semplificato per dipendenti e pensionati È prevista anche una procedura più semplice, pensata soprattutto per chi percepisce una pensione e per i lavoratori dipendenti. L’accesso avviene tramite SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, con un percorso guidato che rende più agevole la verifica delle informazioni. Questa interfaccia permette di confermare o correggere i dati senza dover gestire direttamente codici, righi e campi tipici della modulistica fiscale tradizionale. La dichiarazione può essere presentata in autonomia attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Resta possibile affidarsi al sostituto d’imposta, a un CAF o a un professionista abilitato. In questi casi il contribuente deve autorizzare l’accesso ai propri dati e consegnare la documentazione necessaria, compresa la scelta per la destinazione dell’8, 5 e 2 per mille dell’Irpef. Per il modello Redditi i tempi saranno più lunghi Chi utilizza il modello Redditi persone fisiche, in particolare i titolari di partita IVA, avrà più tempo. La scadenza, fissata inizialmente al 31 ottobre, passa al 2 novembre 2026 per effetto del fine settimana e della festività del primo novembre. Attenzione anche ai rimborsi. Le somme spettanti vengono erogate solo dopo la presentazione della dichiarazione. Chi invia il modello nelle prime settimane, già a maggio, può ricevere il rimborso durante l’estate. Per chi attende gli ultimi giorni, i tempi si allungano. Il calendario fiscale 2026 richiede quindi attenzione alle date, soprattutto per evitare ritardi, errori o invii effettuati a ridosso delle scadenze. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-il-primo-maggio-a-torino-guida-completa-a-musei-eventi-e-concerti.html - Categorie: Eventi Il 1° maggio a Torino offre una giornata ricca di appuntamenti tra musei, concerti, festival, castelli e attività all’aperto. Dopo il ponte del 25 aprile, la città resta una meta adatta a chi vuole vivere la festa tra cultura e tempo libero, senza per forza lasciare il capoluogo piemontese. Tra mostre fotografiche, jazz, eventi nei parchi e visite nelle dimore storiche, il calendario propone diverse possibilità per residenti e visitatori. Musei aperti e mostre per una giornata culturale Tra le proposte più rilevanti spicca EXPOSED, la rassegna dedicata alla fotografia contemporanea che porta nel centro storico torinese mostre gratuite legate al tema “Mettersi a nudo”. L’iniziativa invita il pubblico a guardare oltre le apparenze, con percorsi espositivi distribuiti in diversi spazi della città. Nel giorno festivo restano aperti anche vari musei e palazzi con tariffe ridotte. Alla GAM si possono visitare le collezioni permanenti, al MAO sono presenti la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles” e “Declinazioni Temporanee #3”, mentre Palazzo Madama propone diversi percorsi, tra cui “MonumenTO”, “Torino Capitale”, “Vermeer. Donna in blu che legge una lettera”, “Il castello ritrovato” e “Monumenta Italia”. Apertura prevista anche per la Villa della Regina, con i suoi giardini panoramici, e per le Gallerie d’Italia, dove trovano spazio le mostre fotografiche di Nick Brandt e Diana Markosian. Musica, festival e jazz animano Torino La giornata del Primo maggio punta molto sulla musica. All’Imbarchino, nel Parco del Valentino, è previsto il live di Matteo Castellano, in un contesto informale lungo il Po. Al Bunker Torino torna invece l’OUTCAST MAYDAY PARTY, con sonorità elettroniche e atmosfera underground. A Chieri, tra il 1° e il 2 maggio, spazio a Intrecci Festival, con mercatini, laboratori, stand-up comedy e concerti. Prosegue anche il Torino Jazz Festival, che per il 1° maggio propone vari appuntamenti in città, dal Teatro Juvarra al Museo Nazionale dell’Automobile, fino al Lingotto, al FolkClub e all’Hiroshima Mon Amour. Castelli Aperti e spostamenti da pianificare Nel Torinese torna anche Castelli Aperti, iniziativa che consente di visitare dimore storiche spesso chiuse al pubblico. Tra le mete previste figurano Villa Il Meleto ad Agliè, il Castello delle Quattro Torri ad Arignano, il Castello e Parco di Masino, il Castello di Castelguelfo a Pessione e il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo. Per gli spostamenti è consigliabile programmare la giornata con attenzione. Oltre al traffico legato agli eventi, lo sciopero generale potrebbe incidere sul trasporto pubblico locale. La soluzione più pratica resta lasciare l’auto nei parcheggi e proseguire a piedi, con i mezzi negli orari garantiti oppure tramite bike sharing e monopattini elettrici. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/bricks-friends-2026-a-carmagnola-due-giorni-dedicati-ai-mattoncini-e-alla-solidarieta.html - Categorie: Eventi Carmagnola si prepara ad accogliere la quarta edizione di Bricks & Friends, il festival dedicato ai mattoncini LEGO® che unisce gioco, creatività e solidarietà. L’appuntamento è fissato per sabato 16 e domenica 17 maggio, con un programma distribuito in più punti del centro cittadino. Dopo il risultato della precedente edizione, chiusa con oltre 25. 000 visitatori, la manifestazione torna con numeri rilevanti e una formula pensata per famiglie, appassionati e curiosi. Al centro ci saranno esposizioni, attività pratiche, aree gioco e iniziative con una forte attenzione all’inclusione. Carmagnola accoglie due giorni dedicati ai mattoncini Il festival aprirà sabato 16 maggio dalle 14. 30 alle 20, mentre domenica 17 maggio sarà visitabile dalle 10 alle 18. 30. In città arriveranno oltre 100 espositori da diverse regioni italiane e dall’estero, con centinaia di opere distribuite su più di 2. 000 metri quadrati. Le installazioni saranno ospitate in sei location del centro, trasformando Carmagnola in un grande percorso dedicato alle costruzioni. I visitatori potranno osservare diorami, modelli originali e spazi interattivi, con proposte pensate per pubblici diversi. Laboratori, solidarietà e attenzione alle fragilità Una parte importante dell’evento sarà legata alle attività inclusive. Il programma prevede laboratori e iniziative curate da Io Mi Slego, realtà attiva a livello nazionale con progetti rivolti anche a bambini e ragazzi con disabilità o fragilità cognitive. La dimensione solidale resterà uno degli elementi più riconoscibili della manifestazione. Durante Bricks & Friends sarà promossa una raccolta fondi a favore di UGI e dell’associazione Le Cuffie Colorate. Il festival, quindi, non sarà soltanto una mostra di costruzioni, ma anche un’occasione per sostenere realtà impegnate nel sociale. Dalla Ducati alla Ferrari, le novità dell’edizione Accanto alle aree gioco e ai laboratori, torneranno le opportunità di acquistare e scambiare, il concorso dal titolo Costruttori del Domani e il Passaporto Bricks & Friends, già presenti nelle precedenti edizioni. Tra le novità più attese ci sarà una Ducati Panigale realizzata in mattoncini in scala 1:1, esposta accanto al modello reale. Spazio anche a una vera Ferrari 308 GTS, nota per la serie televisiva Magnum P. I. , e a una selezione di modelli ispirati alla Formula 1. Con questa nuova edizione, Carmagnola punta a confermare Bricks & Friends tra gli appuntamenti più seguiti del Piemonte per gli appassionati di costruzioni, con un format che affianca intrattenimento, partecipazione e finalità benefiche. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/a-torino-il-paranoia-festival-psicologi-talk-e-laboratori-per-i-giovani.html - Categorie: Eventi Torino rafforza il lavoro sulla salute mentale delle nuove generazioni con un nuovo protocollo d’intesa tra la Città e l’Ordine degli Psicologi del Piemonte. L’accordo, approvato dalla Giunta comunale, è collegato all’edizione 2026 del Paranoia Festival, evento nazionale che quest’anno chiuderà il proprio percorso proprio nel capoluogo piemontese. Al centro ci sono i giovani tra i 18 e i 35 anni, con un’attenzione specifica al disagio psicologico, all’isolamento sociale, alle fragilità legate alla crescita e al rapporto con la propria identità. Il progetto punta a rendere più accessibili informazioni, strumenti di ascolto e occasioni di confronto, con il coinvolgimento diretto di istituzioni, professionisti e realtà territoriali. Torino firma un accordo per ascoltare meglio i giovani Il protocollo nasce su proposta dell’assessora alle Politiche giovanili Carlotta Salerno e si inserisce nel percorso già avviato dalla Città per rafforzare la partecipazione dei ragazzi alla vita culturale e sociale. Attraverso il Servizio Giovani, Diritto allo Studio e Città universitaria, l’Amministrazione intende intercettare bisogni sempre più evidenti tra le nuove generazioni. Salerno ha spiegato che il Comune lavora da tempo per mettere il benessere dei ragazzi al centro delle politiche pubbliche, con una particolare attenzione alla dimensione psicologica. La collaborazione con l’Ordine degli Psicologi viene considerata uno strumento utile per costruire progetti solidi e capaci di parlare con un linguaggio vicino ai giovani. Il Paranoia Festival chiuderà a Torino a novembre Il Paranoia Festival è arrivato alla quinta edizione e, per la prima volta, assume una forma itinerante. La tappa finale è prevista a Torino il 13 e 14 novembre, con un programma gratuito e accessibile, costruito attorno a musica, linguaggi contemporanei e riflessioni sul benessere mentale. L’obiettivo è creare uno spazio nel quale i giovani possano confrontarsi su ansia, fragilità, identità e senso di isolamento. Il festival diventa quindi un luogo di dialogo tra nuove generazioni, istituzioni, psicologi e associazioni del territorio, con una formula pensata per avvicinare temi spesso difficili da affrontare nei contesti ordinari. Psicologi, workshop e reti territoriali al centro del progetto Il presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, Giancarlo Marenco, ha sottolineato il valore dell’ascolto diretto dei giovani. A suo giudizio, parlare di disagio giovanile senza coinvolgere i ragazzi rischia di lasciare fuori le loro proposte e la loro capacità di descrivere la realtà. Le attività previste dal protocollo comprendono la presenza di psicologi qualificati per ascolto e orientamento, workshop, talk, laboratori esperienziali, materiali divulgativi scientifici e supporto alla comunicazione. È previsto anche un tavolo di coordinamento, chiamato a seguire le iniziative e a consolidare pratiche utili per il futuro. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/sanita-in-piemonte-arriva-il-paziente-volontario-esperto-per-il-diabete.html - Categorie: News Il Piemonte introduce una nuova figura nell’assistenza diabetologica: il paziente volontario esperto. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge che punta a rafforzare il supporto alle persone che ricevono una diagnosi di diabete e alle loro famiglie. Il provvedimento, presentato dal capogruppo della lista Cirio Presidente, Silvio Magliano, riconosce il valore dell’esperienza diretta di chi convive con la malattia. L’obiettivo è rendere più vicino e concreto il percorso di cura, affiancando alle competenze sanitarie anche il sostegno di chi ha già affrontato le difficoltà quotidiane legate alla patologia. Il paziente esperto entra nel percorso di cura La nuova legge introduce una persona con diabete, che ha ricevuto la giusta formazione, che potrà collaborare con le strutture sanitarie nelle attività di educazione terapeutica. Il suo ruolo sarà quello di aiutare altri pazienti a capire meglio la malattia, a gestirla nella vita di ogni giorno e a orientarsi dopo la diagnosi. Si tratta di un supporto tra pari, pensato per ridurre il senso di disorientamento che spesso accompagna l’arrivo di una patologia cronica. Nel caso dei bambini con diabete, la figura del paziente volontario esperto potrà essere rappresentata anche da un genitore, capace di condividere esperienze dirette con altri nuclei familiari. Magliano punta su un’assistenza più umana Secondo Silvio Magliano, scoprire di avere il diabete, o sapere che la diagnosi riguarda un figlio, può rappresentare un momento doloroso e difficile da affrontare. Il consigliere regionale ha spiegato che il paziente esperto conosce già quel percorso e può aiutare altre persone a muoversi in un mondo spesso nuovo e complesso. La misura, nelle intenzioni del proponente, punta a costruire un modello di assistenza diabetologica più centrato sulla persona. Il sostegno umano, accanto alla cura clinica, diventa così parte del percorso terapeutico, soprattutto in una malattia che richiede continuità, attenzione e consapevolezza nel tempo. Più spazio alle associazioni dei pazienti La legge riconosce anche il ruolo delle associazioni di pazienti, che potranno collaborare con le strutture di diabetologia e malattie metaboliche. Il loro contributo riguarderà sia l’informazione sia l’accompagnamento delle persone coinvolte. Con questa scelta, il Piemonte prova a rafforzare una sanità più partecipata, nella quale il vissuto personale diventa uno strumento utile per migliorare l’assistenza. Il paziente esperto non sostituisce il personale sanitario, ma aggiunge un livello di ascolto e orientamento capace di rispondere a bisogni spesso molto concreti. - Published: 2026-04-29 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://www.torinofree.it/news/a6-torino-savona-e-a10-stop-ai-cantieri-per-il-primo-maggio-cosa-cambia-per-chi-parte-da-torino.html - Categorie: News Il ponte del Primo Maggio porterà molti automobilisti verso la Liguria e, per limitare i disagi, sulle principali autostrade tra Piemonte e Riviera scatterà una sospensione temporanea dei cantieri. La misura riguarda in modo diretto chi parte da Torino e percorre la A6 Torino-Savona o la A10 Savona-Ventimiglia. L’obiettivo è aumentare la capacità delle carreggiate nelle ore in cui il traffico verso il mare sarà più intenso. Cantieri sospesi per alleggerire il traffico verso la Liguria La decisione è stata confermata dall’assessore alle Infrastrutture della Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone, in vista del lungo fine settimana. Il piano prevede la rimozione dei cantieri più invasivi lungo la rete autostradale ligure, così da ridurre deviazioni, restringimenti e cambi di corsia. Lo stop ai lavori partirà nel pomeriggio di giovedì 30 aprile. Da quel momento, la tratta da Ventimiglia a Sarzana sarà interessata da una riorganizzazione pensata per agevolare gli spostamenti. Per molti torinesi, la misura riguarda uno dei collegamenti più usati per raggiungere le località di mare durante le festività. A6 e A10, le fasce da segnare per chi viaggia Sulla A10 Savona-Ventimiglia, nel tratto gestito da Autostrada dei Fiori, i cantieri saranno rimossi dalle 14 di giovedì 30 aprile fino alle 12 di lunedì 4 maggio. In questa finestra saranno disponibili due corsie per senso di marcia. Sulla A6 Torino-Savona è prevista una soluzione analoga. I cantieri saranno rimossi o riconfigurati dalla stessa ora, con l’obiettivo di garantire due corsie aperte in entrambe le direzioni fino alla tarda mattinata di lunedì 4 maggio. Le code, se presenti, dipenderanno quindi soprattutto dal volume di traffico e non dai restringimenti legati ai lavori. Tunnel di Tenda aperto con orari festivi Per chi sceglierà il percorso del Tunnel di Tenda, dopo la recente chiusura primaverile di 11 giorni, restano validi gli orari stabiliti dalla Commissione Intergovernativa Italia-Francia. Nel periodo del Primo Maggio, e quindi anche sabato 2 e domenica 3 maggio, il tunnel sarà aperto nella fascia 6. 00-21. 00. Dall’Italia verso la Francia il primo transito sarà alle 6. 00, l’ultimo alle 20. 30. Nel senso contrario, il primo passaggio sarà alle 6. 15, mentre l’ultimo è previsto alle 20. 45. Una finestra ampia, utile per chi programma spostamenti tra Piemonte, Liguria e Francia durante il ponte. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/primo-maggio-a-torino-il-corteo-dei-sindacati-punta-sul-lavoro-dignitoso.html - Categorie: Lavoro Il corteo del Primo maggio a Torino si prepara a portare in piazza il tema del lavoro dignitoso, con una lettura legata alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale. Cgil, Cisl e Uil puntano l’attenzione su precarietà, salari, sicurezza e futuro industriale del territorio. Il corteo partirà da corso Cairoli L’appuntamento è fissato alle 9 in corso Cairoli, all’angolo con corso Vittorio Emanuele II. Il percorso toccherà Lungo Po Diaz, piazza Vittorio Veneto e via Po, fino all’arrivo in piazza Castello, dove è previsto il comizio conclusivo delle 11. A chiudere la mattinata sarà Giuseppe Filippone, segretario generale della Cisl Torino e Canavese. Prima del suo intervento sono previsti quelli del sindaco Stefano Lo Russo, di Elena Adamo della Gioventù operaia cristiana, del rider Enrico Francia, delegato Nidil Cgil, di Lucia Trani della Fistel Cisl e di Gianluca Rindone della Uilm. L’intelligenza artificiale entra nel tema del lavoro Per i sindacati, il Primo maggio sarà segnato dal rapporto tra occupazione e nuove tecnologie. Filippone ha spiegato che l’AI è ormai una presenza quotidiana, ma mancano regole adeguate per gestirne gli effetti. La posizione espressa non è contraria all’innovazione, bensì a un cambiamento privo di diritti e tutele per chi lavora. Il quadro occupazionale viene descritto come difficile. Su 48. 000 avviamenti al lavoro, il 70% riguarda contratti precari o a termine. Nel 2025 sarebbero andati persi 12. 000 posti, con un tasso di disoccupazione passato dal 6,3% all’8%. Tra gli under 29 l’occupazione si ferma al 35%, dato che scende al 25% nelle fasce più giovani. Precarietà, sicurezza e futuro industriale Federico Bellono, segretario generale della Cgil Torino, ha richiamato il tema della legalità nel lavoro. Nel suo intervento ha parlato di temi di grande rilievo, come precarietà e incidenti. Gianni Cortese, segretario Uil di Torino e del Piemonte, ha sottolineato che i diritti incidono sulla vita concreta: accesso a un affitto, a un mutuo, a un progetto familiare. Anche le istituzioni hanno richiamato il valore del lavoro come base di una vita dignitosa. La vicesindaca Michela Favaro ha fatto riferimento a industria, compensi corretti e lavoro stabile, mentre Stefano Lo Russo ha indicato il lavoro povero come una delle principali emergenze italiane. Dalla Regione, Maurizio Marrone ha parlato della necessità di difendere il patrimonio culturale e identitario. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-comics-apre-le-porte-ai-giovani-autori-con-il-premio-pietro-miccia.html - Categorie: News Torino Comics 2026 riporta al centro della scena il Premio Pietro Miccia, riconoscimento pensato per dare spazio a chi muove i primi passi nel fumetto e nell’illustrazione. La nuova edizione del festival, la trentesima, si svolgerà al Parco della Certosa dal 30 maggio all'1 giugno e avrà tra i suoi punti di interesse anche la ricerca di nuovi autori. Il premio conferma così il proprio ruolo di vetrina per fumettisti, disegnatori, illustratori e sceneggiatori ancora lontani dal circuito professionale. L’obiettivo è offrire un’occasione concreta a chi lavora su progetti originali e cerca un primo contatto con il pubblico, gli editor e gli operatori del settore. Torino Comics apre una vetrina per gli autori emergenti Il concorso si rivolge a candidati non legati da contratti editoriali. La selezione è quindi pensata per chi realizza tavole, storie, illustrazioni o sceneggiature in modo indipendente. Per partecipare bisogna inviare il proprio portfolio, anche tramite link al profilo Instagram, insieme a una breve biografia. La candidatura va spedita all’indirizzo pietromiccia@torinocomics. com entro il 10 maggio 2026. Sono accettate solo opere originali, restano escluse quelle create con strumenti di intelligenza artificiale. Dieci finalisti avranno uno spazio gratuito al festival La prima fase porterà alla scelta di 10 finalisti, ai quali sarà assegnato uno spazio gratuito nella Self Area di Torino Comics. Si tratta dell’area dedicata agli autori indipendenti, dove sarà possibile mostrare e vendere le proprie produzioni. I finalisti potranno quindi presentare tavole originali, fumetti, illustrazioni e altri lavori autoprodotti davanti al pubblico della manifestazione. Per molti giovani creativi, la presenza in fiera può diventare un passaggio utile per testare i propri progetti, raccogliere contatti e confrontarsi con altri autori. Il vincitore sarà scelto da una giuria di esperti Durante i giorni del festival, una giuria di professionisti individuerà il vincitore. A quest'ultimo andrà la statua simbolo del premio, che sarà consegnata in via ufficiale nel corso della prossima edizione di Torino Comics. Il premio prevede inoltre un invito d’onore a Torino Comics 2027, con stand gratuito, viaggio e ospitalità. Tra le opportunità previste c’è anche una portfolio review con editor di case editrici e studi professionali, passaggio utile per presentare il proprio lavoro e avvicinarsi al mercato del fumetto. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/chivasso-colpo-nella-notte-al-deposito-gtt-7-autobus-bloccati.html - Categorie: News Un colpo notturno ha interessato il deposito Gtt di via Orti, a Chivasso, tra il 27 e il 28 aprile. Il bilancio operativo è pesante: sette autobus destinati al trasporto extraurbano sono rimasti inutilizzabili, con effetti immediati sulle corse del mattino. Il deposito Gtt è stato colpito nella notte I responsabili del furto sono entrati nell’area in cui i mezzi sostano durante le ore notturne e hanno rimosso parti indispensabili per il funzionamento dei bus. Dal deposito sarebbero sparite centraline, batterie e componenti degli impianti elettronici, elementi senza i quali i veicoli non possono rientrare in servizio. Gli investigatori stanno verificando ogni dettaglio utile a ricostruire l’accesso all’area e i movimenti all’interno del deposito. Le telecamere possono aiutare le indagini Le forze dell’ordine sono intervenute sul posto per i rilievi e hanno avviato gli accertamenti. Al centro delle verifiche ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che potrebbero chiarire come i ladri siano riusciti a entrare e in quale arco di tempo abbiano agito. Gli elementi raccolti serviranno a stabilire se il colpo sia opera di un gruppo organizzato. Il furto di ricambi e parti meccaniche, infatti, può alimentare circuiti illeciti legati alla rivendita di componenti industriali. Per Gtt il danno è doppio: economico da un lato, operativo dall’altro, perché ogni mezzo fermo riduce la capacità di garantire le corse programmate. Corse rimodulate e disagi per i pendolari Le conseguenze si sono viste già nelle prime ore della giornata. Con sette mezzi fuori uso, Gtt ha dovuto modificare in fretta il servizio, tra ritardi e soppressioni sulle linee extraurbane. A subire i disagi sono stati soprattutto studenti e lavoratori diretti verso Torino e verso i comuni vicini. L’azienda ha attivato le procedure necessarie per ridurre l’impatto sull’utenza, ma il ritorno alla normalità non sarà immediato. Prima di rimettere in circolazione i bus serviranno i pezzi di ricambio e nuovi controlli sui sistemi di sicurezza. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/moncalieri-piu-tempo-per-il-bando-imprese-domande-fino-a-giugno.html - Categorie: Lavoro - Tag: Moncalieri Moncalieri concede più tempo alle imprese che vogliono accedere ai contributi comunali. La scadenza del Bando Imprese è stata prorogata e le domande potranno essere presentate fino alle 24 del 26 giugno 2026. La misura riguarda il tessuto economico locale e punta a sostenere sia le attività già presenti sul territorio sia chi intende aprire una nuova impresa in città. Il rinvio dei termini permette a commercianti, artigiani e piccoli imprenditori di preparare con maggiore attenzione la documentazione richiesta. Per accedere ai fondi serviranno infatti moduli corretti, preventivi di spesa e progetti coerenti con le finalità previste dal bando. Il bando resta aperto più a lungo per le imprese La proroga decisa dal Comune di Moncalieri modifica il calendario iniziale e offre una finestra più ampia a chi vuole presentare richiesta. Il nuovo termine, fissato al 26 giugno 2026, consente alle micro e piccole imprese di completare le pratiche senza una corsa contro il tempo. Il bando prevede contributi a fondo perduto, pensati per rafforzare l’economia cittadina e accompagnare gli investimenti delle attività locali. L’obiettivo è dare supporto concreto a chi opera già a Moncalieri e a chi sta valutando di avviare un progetto imprenditoriale nel territorio comunale. Due linee di aiuto per attività e nuove aperture La misura comunale segue due direzioni. La prima riguarda le imprese già attive, che possono chiedere un sostegno per interventi di ammodernamento, rinnovo degli strumenti di lavoro o investimenti utili alla crescita dell’attività. La seconda linea si rivolge alla nuova imprenditoria. In questo caso gli incentivi sono pensati per chi vuole aprire una nuova attività a Moncalieri, con un effetto atteso sul commercio di prossimità e sull’occupazione locale. Il bando assume quindi un valore doppio: da una parte aiuta chi deve aggiornare la propria impresa, dall’altra prova a rendere più semplice l’avvio di nuove iniziative. In un quadro economico segnato da incertezze, il sostegno pubblico può incidere sulle scelte di investimento. Domande solo via PEC con i documenti richiesti La procedura resta interamente digitale. Gli interessati devono utilizzare la modulistica predisposta dal Comune, allegare i preventivi di spesa e tutta la documentazione tecnica prevista dall’avviso. L’invio delle domande deve avvenire esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo protocollo@cert. comune. moncalieri. to. it. Chi intende partecipare ha quindi alcune settimane in più per completare il fascicolo e trasformare un’idea di investimento in una richiesta formalmente corretta. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/microchip-obbligatorio-per-cani-e-gatti-cosa-prevede-la-nuova-legge-europea.html - Categorie: News L’Unione europea introduce una nuova cornice normativa per la gestione di cani e gatti, con regole destinate a incidere su proprietari, allevatori, venditori, rifugi e importatori. Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il pacchetto sul benessere animale, già concordato con il Consiglio alla fine del 2025. Il via libera è arrivato con una maggioranza ampia: 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni. Il punto centrale riguarda l’identificazione degli animali domestici. Tutti i cani e i gatti presenti nell’UE dovranno avere un microchip obbligatorio e risultare registrati in banche dati nazionali collegate tra loro. L’obiettivo è rendere più semplice il controllo degli animali, aumentare la tracciabilità e ridurre il traffico illegale. Microchip e registri digitali cambiano la gestione degli animali La nuova disciplina prevede che ogni animale sia identificabile attraverso un sistema digitale riconosciuto. Il microchip diventa quindi lo strumento principale per collegare cane o gatto al proprietario e alla relativa scheda registrata. Le banche dati nazionali, una volta messe in rete, serviranno a rendere più rapidi i controlli e a limitare le irregolarità nel commercio degli animali domestici. La misura riguarda anche i privati cittadini, con tempi più lunghi rispetto agli operatori professionali. Tempi diversi per proprietari, allevatori e rifugi L’applicazione delle nuove norme non sarà immediata per tutti. Allevatori, venditori e rifugi avranno 4 anni per adeguarsi al nuovo quadro europeo. Per i cani di proprietà privata l’obbligo del microchip scatterà entro 10 anni, mentre per i gatti domestici il termine previsto è di 15 anni. La distinzione dei tempi punta a dare agli Stati membri e ai proprietari il margine necessario per organizzare registri, controlli e procedure. Stretta su importazioni e pratiche considerate dannose Il pacchetto europeo interviene anche sugli animali provenienti da Paesi extra UE. Cani e gatti importati per la vendita dovranno essere già dotati di microchip prima dell’ingresso nell’Unione e poi registrati. Per gli animali introdotti senza finalità commerciali sarà richiesta una pre-registrazione almeno cinque giorni prima dell’arrivo, salvo casi già presenti nei registri europei. La legge vieta inoltre di legare cani o gatti a oggetti, tranne per necessità mediche, e blocca l’uso di collari con punte privi di sistemi di sicurezza. La nuova normativa rafforza così il controllo sul commercio e fissa standard più rigidi per la tutela degli animali domestici. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/riccardo-faletti-morto-a-46-anni-lutto-nella-radiologia-piemontese.html - Categorie: News La sanità piemontese e l’ambiente universitario torinese piangono Riccardo Faletti, medico radiologo e docente, morto tra il 27 e il 28 aprile a 46 anni. La notizia ha colpito in modo profondo colleghi, studenti e professionisti che avevano condiviso con lui anni di lavoro, ricerca e formazione. Faletti era considerato una figura di riferimento nel campo della radiologia contemporanea, con un percorso costruito tra ospedale, università e attività scientifica. Una carriera cresciuta tra Torino e la ricerca medica Riccardo Faletti si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Torino nel 2004. Quattro anni più tardi aveva ottenuto la specializzazione in Radiodiagnostica, sempre nello stesso ateneo. Il suo cammino professionale era poi proseguito all’interno dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, dove aveva sviluppato competenze avanzate nella diagnostica cardiovascolare, epatica e oncologica. Dal 2013 aveva avviato anche il percorso accademico come ricercatore nel Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino. Nel 2021 era arrivata la nomina a Professore Associato di Radiologia, ruolo nel quale si era dedicato alla didattica, alla formazione dei giovani medici e a diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali. Il nuovo incarico a Candiolo e la sua esperienza Nel 2025 Faletti era stato nominato direttore dell’Unità di Radiodiagnostica a Direzione Universitaria dell’Irccs di Candiolo. L’incarico rappresentava un riconoscimento del suo profilo scientifico e clinico, maturato in anni di attività nei settori della cardio-TC, della cardio-RM, della radiomica e dell’imaging multiparametrico. A Candiolo aveva assunto una responsabilità di primo piano in un centro oncologico di rilievo nazionale. Il suo lavoro univa attività clinica, ricerca e organizzazione, con un’attenzione costante alla qualità della diagnosi e alla crescita dei percorsi universitari. Il cordoglio dell’università e della comunità medica La notizia della morte è stata diffusa dalla direttrice della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, Paola Cassoni, che ha espresso il dolore della comunità accademica e ha ricordato il valore umano e professionale del docente. Anche Paolo Fonio, direttore del dipartimento universitario, ha richiamato il suo entusiasmo, la sua disponibilità e il suo modo di vivere la professione medica. Faletti era membro di società scientifiche come SIRM, ESR ed ESCR, oltre che autore di numerose pubblicazioni. La sua scomparsa lascia un vuoto nella radiologia piemontese e nella formazione medica torinese. Il pensiero, in queste ore, va alla famiglia e ai suoi due figli. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/concorso-aeronautica-militare-108-posti-per-ufficiali-come-candidarsi.html - Categorie: Lavoro Dal Ministero della Difesa è stato pubblicato un bando per 108 ufficiali in riferimento ai ruoli speciali nell’Aeronautica Militare. La selezione prevede la nomina diretta al grado di sottotenente e si rivolge a laureati e professionisti con profili adatti alle diverse aree operative, tecniche e amministrative dell’Arma. Le candidature devono essere inviate online entro il 26 maggio, attraverso la piattaforma dedicata ai concorsi della Difesa. Il bando apre a profili tecnici e amministrativi I posti disponibili sono suddivisi in tre aree principali. Il contingente più ampio riguarda il ruolo speciale delle Armi dell’Arma Aeronautica, con 52 sottotenenti. Altri 38 posti sono riservati al Corpo del Genio Aeronautico, mentre 18 riguardano il Corpo di Commissariato Aeronautico. Le figure selezionate saranno destinate a mansioni diverse, legate al funzionamento delle strutture interne dell’Aeronautica Militare. I nuovi ufficiali potranno essere impiegati nel supporto tecnico, nella logistica, nelle attività operative, nello sviluppo ingegneristico, nella gestione delle infrastrutture e nell’organizzazione amministrativa. Requisiti richiesti e domanda solo online Per accedere al concorso servono alcuni requisiti generali. I candidati devono avere la cittadinanza italiana, il pieno godimento dei diritti civili e politici, l’idoneità psico-fisica al servizio militare e un titolo universitario coerente con il ruolo scelto. È richiesta anche l’assenza di condanne penali incompatibili con l’arruolamento. Ulteriori condizioni variano in base al corpo di destinazione e sono riportate nel bando ufficiale. La domanda deve essere trasmessa solo in modalità digitale, tramite il portale dei concorsi del Ministero della Difesa o dalla sezione “Concorsi e Scuole Militari” del sito istituzionale. Per completare l’accesso alla procedura servono SPID o CIE. La selezione prevede prove e accertamenti Il percorso di selezione è composto da più fasi. I candidati dovranno affrontare una prova scritta sulle materie previste dal bando, accertamenti psico-fisici, test attitudinali, una prova orale e la valutazione dei titoli accademici e professionali. Il superamento delle varie prove sarà necessario per entrare in graduatoria. Attraverso la piattaforma online, gli aspiranti potranno consultare comunicazioni, aggiornamenti e risultati relativi alla procedura, curata dalla Direzione Generale per il Personale Militare. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/trapianti-la-citta-della-salute-a-torino-taglia-il-traguardo-dei-1-300-interventi.html - Categorie: News Nella Città della Salute di Torino, il centro che si occupa di trapianti di cuore e di trapianti di polmone ha raggiunto quota 1. 300 interventi eseguiti dall’avvio dell’attività. Un dato che conferma il ruolo dell’ospedale torinese tra i riferimenti nazionali per i trapianti cardiaci e polmonari, con un percorso costruito in oltre trent’anni di lavoro clinico, ricerca e innovazione tecnologica. L’attività sui trapianti di cuore è partita nell’aprile del 1990, mentre il primo trapianto di polmone risale al settembre 1993. Da quel momento il Centro ha ampliato volumi, competenze e tecniche operative. Il bilancio complessivo parla di 800 trapianti di cuore, dei quali 17 combinati, e 500 trapianti di polmone, suddivisi tra 169 polmoni singoli, 313 doppi e 18 combinati. Torino consolida il suo ruolo nei trapianti complessi Il Centro è diretto dal professor Mauro Rinaldi e negli anni ha rafforzato la propria posizione nel campo del trapianto cardiaco e polmonare. L’attività si è distinta per la gestione di casi complessi e per lo sviluppo di programmi avanzati, tra cui i trapianti multiorgano, come quelli cuore-polmone e cuore-fegato. Nel settore cardiaco, una tappa rilevante è arrivata nel 2006 con l’avvio di un programma di assistenza meccanica. Questo percorso ha permesso di seguire pazienti con scompenso cardiaco avanzato, sia in attesa di trapianto sia con trattamenti di supporto a lungo termine. Le nuove tecnologie hanno ampliato le possibilità di cura Tra le innovazioni introdotte figurano il sistema OCS, utilizzato per la perfusione e la conservazione normotermica del cuore, il sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi e il programma di trapianto cardiaco da donazione a cuore fermo. Anche il programma polmonare ha registrato risultati rilevanti. Il Centro ha adottato sistemi di supporto come ECMO, Novalung e Decap, utili nei pazienti in condizioni critiche. Nel 2011 è partito il programma di ricondizionamento polmonare ex vivo con tecnica di Toronto. A Torino è stato avviato pure il trapianto cuore-polmone in blocco, indicato come unico programma italiano di questo tipo. Il progetto InnovaTrapianto sostiene il percorso del Centro Un contributo ulteriore arriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT e Reale Foundation attraverso il progetto InnovaTrapianto a Torino. Nel 2025 il programma ha permesso di ottenere un ecografo usato in terapia intensiva per il monitoraggio dei pazienti e 9 kit PerTravel per il trasporto degli organi. Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha sottolineato che il traguardo dei 1. 300 trapianti rappresenta il risultato di trent’anni di impegno, innovazione e lavoro di squadra. Il Centro prosegue ora il proprio investimento in ricerca, tecnologia e formazione, con l’obiettivo di migliorare i risultati clinici e ampliare le possibilità di cura per i pazienti con insufficienza cardiaca e respiratoria terminale. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/economia/taglio-accise-benzina-e-diesel-ipotesi-proroga-per-camionisti-e-famiglie-con-isee-basso.html - Categorie: Economia Il governo lavora a una nuova soluzione per attenuare il peso dei carburanti su famiglie e imprese, mentre si avvicina la scadenza del taglio delle accise su benzina e diesel. La misura attuale, introdotta il 18 marzo, terminerà il 1° maggio e garantisce uno sconto di 24,4 centesimi al litro. Una conferma per tutti appare difficile, a causa delle risorse limitate. Per questo l’esecutivo valuta interventi più selettivi, destinati agli autotrasportatori e ai nuclei con Isee fino a 15. 000 euro. Il taglio per tutti diventa più difficile da confermare La proroga generalizzata dello sconto sui carburanti resta l’ipotesi più costosa. Il governo sta cercando fondi, ma il margine di manovra appare ristretto. L’aumento dei prezzi dell’energia, legato anche al conflitto in Iran, ha riaperto il dossier carburanti e spinge i tecnici a studiare misure alternative. La strada più probabile porta quindi a un aiuto mirato. L’obiettivo sarebbe evitare una spesa troppo ampia, concentrando il sostegno sulle categorie ritenute più esposte al caro benzina e diesel. La riduzione valida per tutti, già adottata nelle settimane precedenti, potrebbe restare solo come soluzione temporanea. Camionisti in attesa prima dello sciopero di maggio Una delle opzioni riguarda gli autotrasportatori, settore colpito in modo diretto dai rincari del gasolio. Sul tavolo c’è il ritorno del credito d’imposta, attualmente pari al 20%, per l’acquisto del carburante usato dai mezzi pesanti. La misura avrebbe anche un peso politico e sociale. Le sigle del comparto hanno già proclamato uno sciopero dei tir dal 25 al 29 maggio. La Lega, con Matteo Salvini alla guida del ministero dei Trasporti, spinge per un intervento più ampio. Spunta il bonus benzina per i redditi più bassi La seconda ipotesi riguarda le famiglie con Isee pari o inferiore a 15. 000 euro. In questo caso il governo valuta un bonus benzina collegato alla carta “Dedicata a te”, il contributo da 500 euro destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Già a marzo era stata presa in considerazione l’idea di caricare sulla carta un importo aggiuntivo di 100 euro per compensare i rincari dei carburanti. Alla fine, si scelse lo sconto generalizzato sulle accise, ora più difficile da sostenere a lungo. L’esecutivo proverà comunque fino all’ultimo a trovare risorse per una mini-proroga di 15-20 giorni. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/fiori-vini-torna-a-carignano-tre-giorni-di-eventi-e-degustazioni.html - Categorie: Eventi Dall’8 al 10 maggio 2026 Carignano ospita la 32ª edizione di Fiori & Vini, appuntamento dedicato alla primavera piemontese e pensato per unire natura, sapori locali e iniziative culturali. Per tre giorni il centro cittadino cambierà ritmo, con spazi aperti al pubblico, aree espositive, degustazioni e momenti di intrattenimento. La manifestazione avrà come punto centrale il parco comunale di via Monte di Pietà, destinato a diventare una grande vetrina all’aperto per florovivaismo, artigianato e prodotti del territorio. L’ingresso sarà gratuito. Il parco diventa il cuore verde della manifestazione Nel parco comunale troveranno spazio espositori legati al mondo dei fiori, delle piante ornamentali e del giardinaggio. I visitatori potranno muoversi tra proposte dedicate al verde, produzioni artigianali e specialità enogastronomiche, in un percorso costruito attorno ai colori e ai profumi della stagione. L’area espositiva sarà aperta sabato e domenica dalle 10. 00 alle 20. 00. La scelta del parco come centro dell’evento rafforza il carattere primaverile della manifestazione, che punta a valorizzare il legame tra Carignano, le produzioni locali e le realtà del territorio. Le vie del centro si riempiono di stand e sapori Fiori & Vini non resterà confinata all’area verde. Anche il centro storico sarà coinvolto, con stand di produttori, associazioni e artigiani distribuiti lungo le vie cittadine. Il programma prevede degustazioni, mostre artistiche, incontri culturali e appuntamenti pensati per accompagnare il pubblico durante l’intero weekend. Gli orari della manifestazione prevedono l’apertura venerdì dalle 18. 00 alle 24. 00, mentre sabato e domenica l’evento sarà attivo dalle 10. 00 alle 24. 00. Una formula ampia, che consentirà di vivere Carignano sia nelle ore diurne sia nella fascia serale. Food Village e inaugurazione nel programma del weekend Tra i luoghi più attesi ci sarà il Food Village in piazza Liberazione, dove lo street food sarà affiancato dalla musica dal vivo. L’area avrà un’impostazione conviviale e sarà pensata per accogliere visitatori di età diverse, con una proposta legata al cibo di strada e all’intrattenimento. L’inaugurazione ufficiale è fissata per sabato 9 maggio alle 10. 00. Durante il momento istituzionale sarà dato spazio al Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese, realtà legata alla promozione delle produzioni locali. La manifestazione si conferma così una vetrina per il territorio piemontese, tra tempo libero, cultura, gusto e primavera. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/case-popolari-torino-nuova-linea-atc-cucine-elettriche-al-posto-del-gas.html - Categorie: News Atc Piemonte Centrale avvia una nuova fase per gli alloggi popolari di Torino: nelle case di nuova assegnazione, quando il gas serve soltanto per cucinare, verranno predisposti piani a induzione e forni elettrici. La decisione arriva da una delibera approvata dal Consiglio di Amministrazione e introduce linee guida sperimentali per gli interventi futuri. L’obiettivo è ridurre i rischi domestici, tagliare alcune spese fisse e portare il patrimonio abitativo pubblico verso soluzioni più moderne. Il gas sparirà dove non serve per riscaldare casa La novità riguarda gli edifici di edilizia sociale dotati di riscaldamento centralizzato, nei quali la rete del gas viene usata solo per la cottura dei cibi. In questi appartamenti Atc potrà eliminare l’impianto interno e realizzare una linea elettrica dedicata, pronta per gli elettrodomestici richiesti dalle nuove dotazioni. La misura non toccherà tutti gli alloggi. Restano fuori circa 5. 000 appartamenti con impianti autonomi per riscaldamento e acqua calda sanitaria. In questi casi il gas resta necessario, perché non è legato soltanto alla cucina. La distinzione, quindi, sarà tecnica: l’intervento partirà dagli immobili in cui l’eliminazione della fornitura non compromette altri servizi essenziali. Sicurezza e bollette spingono la scelta di Atc Alla base della decisione ci sono due aspetti centrali: sicurezza domestica e contenimento dei costi. La rimozione del gas riduce i rischi legati a fughe, esplosioni e intossicazioni, temi delicati soprattutto in contesti abitativi fragili e con molti nuclei familiari. C’è poi il capitolo delle spese. In alcuni casi i costi fissi della fornitura di gas pesano più dei consumi reali. Il passaggio all’elettrico, per gli appartamenti interessati, potrà quindi alleggerire una parte delle uscite a carico degli assegnatari. Il presidente Maurizio Pedrini ha spiegato che la scelta serve a rendere le abitazioni più sicure ed efficienti, anche in vista di possibili aumenti del prezzo del gas nel quadro internazionale. Le nuove ristrutturazioni guardano al full electric Le linee guida entreranno nei prossimi appalti per la ristrutturazione degli alloggi sfitti. Il percorso, però, era già iniziato: dal 2020, negli edifici con riscaldamento centralizzato, Atc non autorizza più nuovi boiler a gas. La nuova delibera aggiunge un passaggio ulteriore verso l’elettrificazione degli impianti domestici. Nei nuovi interventi edilizi e nelle ristrutturazioni complete non sarà più prevista la rete del gas. La priorità andrà a soluzioni full electric, in linea con l’ammodernamento delle case popolari. Resta invariato un punto pratico: l’acquisto e l’installazione di piani a induzione e forni elettrici resteranno a carico degli inquilini, come già accade per gli altri elettrodomestici. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-approvato-il-rendiconto-2025-dopo-una-lunga-notte-in-aula.html - Categorie: News Il Consiglio comunale di Torino ha dato il via libera al rendiconto dell’esercizio 2025 dopo una seduta molto lunga, partita nel pomeriggio e terminata intorno alle cinque del mattino. Il documento, presentato in aula dall’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli, ha ricevuto 23 voti favorevoli e chiude uno dei passaggi amministrativi più rilevanti per la verifica annuale dei conti dell’ente. La maggioranza sostiene il documento sui conti La delibera è stata approvata con il sostegno dei gruppi di maggioranza presenti in Consiglio comunale. A votare a favore sono stati Partito Democratico, AD-DemoS, Sinistra Ecologista, Torino Domani, Moderati e +Europa-Radicali. Il voto è arrivato al termine di un confronto protratto per molte ore, fino alla conclusione notturna dei lavori. L’approvazione del rendiconto consente al Comune di fissare il quadro ufficiale della gestione economica relativa all’anno 2025, con i dati finali su amministrazione, cassa, patrimonio e rientro dal disavanzo. Risultato di amministrazione sopra il miliardo Sul piano contabile, il rendiconto registra un risultato di amministrazione pari a poco più di 1 miliardo di euro, per la precisione 1. 019. 807. 000 euro. Il fondo di cassa al 31 dicembre 2025 risulta invece pari a circa 438,8 milioni di euro. Il documento segnala anche l’avanzamento del piano di rientro dal disavanzo. Per il 2025, infatti, la quota prevista è stata ripianata per intero, con un valore di circa 55,6 milioni di euro. Un altro dato riguarda lo stato patrimoniale dell’ente, che chiude in pareggio su un valore complessivo vicino ai 12 miliardi di euro. Il rendiconto fotografa la gestione finanziaria Il rendiconto 2025 rappresenta quindi una fotografia della gestione finanziaria del Comune nell’ultimo anno. Attraverso questo passaggio, l’amministrazione certifica l’andamento dei conti pubblici e verifica gli equilibri di bilancio. Il voto del Consiglio comunale chiude così l’iter del documento contabile, dopo una seduta fiume che ha portato l’aula fino all’alba. Per Palazzo Civico, l’approvazione conferma il percorso di controllo sui numeri dell’ente e sul rispetto degli obiettivi fissati per l’esercizio 2025. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/al-mufant-arriva-luniverso-di-urania-libri-illustrazioni-e-mondi-alieni.html - Categorie: Eventi Torino prepara un nuovo appuntamento per gli appassionati di fantascienza. Sabato 9 maggio 2026, dalle 15. 30 alle 19. 00, il MUFANT di piazza Riccardo Valla ospiterà un pomeriggio legato all’universo di Urania, la storica collana editoriale che ha segnato la diffusione del genere in Italia. L’iniziativa rientra nel programma del Salone Internazionale del Libro di Torino OFF e propone un percorso tra libri, illustrazioni, memoria editoriale e ricerca culturale. Al centro della giornata ci sarà la mostra “Mondi nel Cerchio e invasioni aliene”, dedicata a Franco Brambilla, artista che da oltre venticinque anni realizza le copertine di Urania. L’evento punta a raccontare il peso avuto dalla collana nella costruzione dell’immaginario fantascientifico italiano, con uno sguardo rivolto alla sua storia e alla sua capacità di parlare ancora al presente. Urania porta al MUFANT una storia lunga oltre 70 anni Nata nel 1952, Urania ha contribuito a rendere la fantascienza un genere riconoscibile per il pubblico italiano. Il suo percorso passa da nomi centrali come Giorgio Monicelli, al quale viene attribuita l’introduzione del termine “fantascienza”, e arriva fino alla direzione editoriale di Franco Forte. Nel corso dei decenni, la collana ha dato forma a un linguaggio fatto di romanzi, copertine, simboli e visioni del futuro. Per questo l’appuntamento torinese non si limita al ricordo editoriale, ma propone una riflessione più ampia sul rapporto tra narrativa, arte visiva e cultura popolare. Le copertine di Brambilla diventano un viaggio tra passato e futuro La mostra dedicata a Franco Brambilla presenta una selezione di lavori legati a Urania, tra astronavi, robot, città futuristiche e scenari alieni. Il percorso mette in evidenza il ruolo dell’artista nella definizione di un’estetica contemporanea della fantascienza, capace di dialogare con una tradizione ormai consolidata. Spazio anche al progetto “Invading the Vintage”, nel quale vecchie cartoline italiane vengono trasformate con elementi extraterrestri e immagini sci-fi. Ne nasce un contrasto visivo tra memoria e invenzione, dove paesaggi familiari assumono un aspetto inatteso e diventano materiale narrativo. Il Premio Urania arriva per la prima volta davanti al pubblico Uno dei momenti principali sarà la consegna del Premio Urania, nato nel 1989 e considerato il più importante riconoscimento italiano dedicato alla narrativa fantascientifica. La cerimonia si svolgerà per la prima volta dal vivo davanti al pubblico e sarà affidata all'autore Dario Tonani. Prima della premiazione è previsto un incontro con alcuni vincitori delle ultime edizioni, tra cui Elena di Fazio e Davide Del Popolo Riolo. Durante l’evento sarà presentato anche un numero speciale dell’Emerging Series Journal dedicato a Urania, con contributi del MUFANT e interventi di studiosi come Simone Arcagni. L’iniziativa rientra nel progetto “Profezie Artificiali”, che ha il sostegno della Città di Torino, e conferma il ruolo del museo torinese come punto di riferimento per la cultura fantascientifica in Italia. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/sport/atp-finals-segnale-forte-per-torino-intesa-sanpaolo-conferma-il-sostegno.html - Categorie: Sport Le Nitto ATP Finals restano al centro del dibattito sportivo torinese. A poco più di sei mesi dalla nuova edizione, il rinnovo del sostegno di Intesa Sanpaolo rafforza le ambizioni della città, già proiettata oltre il 2027 e verso l’orizzonte del 2030. Torino prova a tenersi il grande tennis Torino guarda con maggiore fiducia al futuro delle ATP Finals. Dopo le edizioni già vissute nel capoluogo piemontese e dopo il secondo successo di Jannik Sinner nella finale contro Carlos Alcaraz, l’attenzione si sposta ora sulla permanenza del torneo sotto la Mole. La città dovrebbe ospitare l’evento nel 2026 e nel 2027, anche se manca ancora il passaggio ufficiale. Il rinnovo annunciato da Intesa Sanpaolo apre uno scenario più ampio: l’idea che il torneo possa restare a Torino per l’intero quinquennio successivo prende più consistenza, pur senza tradursi ancora in una decisione definitiva sulla sede. Intesa conferma il ruolo di Host Partner La banca ha scelto di proseguire il proprio impegno con le Nitto ATP Finals, confermando il ruolo di Host Partner anche per il periodo 2026-2030. La decisione arriva dopo i risultati ottenuti dall’evento in termini di visibilità, ricadute economiche e valore per il territorio. Il sostegno del gruppo torinese ha un peso rilevante, anche perché Intesa Sanpaolo rappresenta il secondo main sponsor dopo Nitto. Il rinnovo economico, da solo, non determina in automatico la conferma della sede, ma rafforza il clima attorno alla candidatura torinese e dà maggiore solidità al percorso già avviato negli ultimi anni. Le Finals hanno contribuito a riportare forte attenzione sul tennis a Torino e in Italia, con un effetto che va oltre il calendario sportivo. Per il capoluogo piemontese, la permanenza del torneo significherebbe continuità organizzativa e nuova centralità nel circuito internazionale. Cirio vede un segnale per il territorio Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha accolto il rinnovo come un riconoscimento al lavoro svolto da Torino e dal Piemonte nell’organizzazione dell’evento. Secondo il governatore, la conferma fino al 2030 premia il successo ottenuto in questi anni e il ritorno garantito al territorio sul piano economico e sociale. Cirio ha poi legato la decisione al lavoro portato avanti con il Comune di Torino, definendola una spinta di fiducia per il percorso comune. Il messaggio è chiaro: la città vuole restare protagonista e considera il sostegno di Intesa un passaggio utile nella partita per trattenere le ATP Finals. Il dossier, quindi, resta aperto. La scelta dello sponsor non chiude da sola il tema della sede, ma offre a Torino un argomento forte in vista delle prossime valutazioni sul futuro del torneo. - Published: 2026-04-28 - Modified: 2026-04-28 - URL: https://www.torinofree.it/news/piossasco-incendio-in-un-capannone-fumo-nero-visibile-da-lontano.html - Categorie: News Un incendio scoppiato nella serata di ieri ha interessato un capannone industriale in regione Abate, nel territorio di Piossasco. Le fiamme hanno coinvolto una struttura al cui interno, dalle prime informazioni disponibili, erano presenti alcuni mezzi pesanti parcheggiati. La colonna di fumo generata dal rogo si è alzata rapidamente sopra l’area, tanto da risultare visibile anche da diversi comuni vicini. L’allarme ha richiamato sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco, impegnate per contenere l’incendio e mettere in sicurezza la zona. Le cause restano da chiarire. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della compagnia di Moncalieri. Il fumo nero ha richiamato l’attenzione dei residenti Il rogo si è sviluppato in pochi minuti e ha prodotto una densa nube scura, visibile a distanza. La colonna di fumo nero ha attirato l’attenzione di molti residenti della zona e dei territori limitrofi, dove la presenza dell’incendio è stata notata già nelle prime fasi dell’emergenza. La presenza di un capannone e di mezzi parcheggiati all’interno ha reso necessario un intervento articolato. L’obiettivo principale delle squadre arrivate sul posto è stato quello di circoscrivere le fiamme e impedire che il fuoco potesse raggiungere altre strutture vicine. Diverse squadre al lavoro da Torino e provincia Per affrontare l’emergenza sono intervenuti i vigili del fuoco del comando centrale di Torino, affiancati dalle squadre arrivate dai distaccamenti di Grugliasco Allamano, Rivoli, Rivalta di Torino e Santena. Una mobilitazione ampia, legata alla necessità di gestire un incendio di vaste dimensioni in un’area industriale. Le operazioni di spegnimento sono proseguite a lungo. I soccorritori hanno lavorato per ridurre l’intensità del rogo, controllare la propagazione delle fiamme e verificare le condizioni dell’area interessata. La situazione ha richiesto attenzione per tutta la durata dell’intervento. Le cause restano al centro degli accertamenti Al momento non sono ancora state definite le cause che hanno provocato l’incendio. Gli elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto sono ora al vaglio dei carabinieri della compagnia di Moncalieri, chiamati a chiarire la dinamica dell’episodio. La vicenda resta quindi aperta. Dopo lo spegnimento delle fiamme e la messa in sicurezza dell’area, gli accertamenti dovranno stabilire da dove sia partito il rogo e quali siano stati i fattori che ne hanno favorito la rapida estensione. Sono attesi nuovi aggiornamenti nelle prossime ore. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/forno-canavese-lufficio-postale-chiude-per-due-mesi-date-e-alternative-per-i-residenti.html - Categorie: News Dal 28 aprile, fino all'1 luglio, l’ufficio postale di Forno Canavese, in piazza Vittorio Veneto, rimarrà chiuso al pubblico per un intervento di ammodernamento. La sede sarà interessata da lavori legati al Progetto Polis di Poste Italiane, il piano pensato per rafforzare i servizi nei piccoli centri e rendere gli sportelli più adatti alle esigenze digitali dei cittadini. La chiusura durerà poco più di due mesi. Nel frattempo, gli utenti dovranno rivolgersi ad altre sedi del territorio per le operazioni abituali, dalla gestione dei rapporti postali al ritiro della corrispondenza in giacenza. La riapertura è fissata, al momento, per il 2 luglio 2026. Due mesi di chiusura per cambiare la sede L’intervento annunciato da Poste Italiane riguarda la trasformazione dell’ufficio postale in un punto più moderno e attrezzato. La comunicazione è arrivata anche al sindaco Vincenzo Armenio, con l’indicazione delle tempistiche e delle soluzioni previste per ridurre i disagi durante il periodo dei lavori. Al termine dell’ammodernamento, la sede di Forno Canavese diventerà un punto di accesso più semplice ai servizi della Pubblica Amministrazione. L’obiettivo è consentire ai cittadini di svolgere pratiche direttamente allo sportello, senza doversi spostare verso centri più grandi per alcune procedure. Gli sportelli alternativi durante i lavori Per il periodo di chiusura, il riferimento principale sarà l’ufficio postale di Rivara, in piazza Fratelli Cairoli 7. Qui si potranno compiere le normali operazioni e gestire anche conti e libretti collegati all’ufficio di Forno Canavese. Sempre a Rivara potranno essere ritirati pacchi e raccomandate rimasti in giacenza. Per chi ha bisogno di uno sportello disponibile nel pomeriggio, Poste Italiane indica invece l’ufficio di Rivarolo Canavese, in corso Italia 65. La presenza di due sedi alternative dovrebbe garantire una continuità dei servizi, pur con la necessità di spostarsi fuori dal Comune. L’amministrazione comunale ha invitato i residenti alla collaborazione durante il periodo dei lavori. L’attesa, ora, riguarda la conclusione del cantiere e la riconsegna di un ufficio postale più funzionale, con servizi aggiornati e una maggiore integrazione con le pratiche digitali della pubblica amministrazione. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/il-gusto-della-storia-la-mostra-a-torino-che-racconta-la-citta-attraverso-la-tavola.html - Categorie: Eventi A Torino il cibo diventa una chiave di lettura per attraversare secoli di storia cittadina. La mostra “Il gusto della storia”, aperta all’Archivio storico di via Barbaroux 32, propone un percorso tra documenti, mappe, immagini e materiali rari che collegano alimentazione, governo urbano, commercio e vita quotidiana. L’esposizione è visitabile fino al 31 dicembre, con ingresso libero, dal lunedì al venerdì dalle 8. 30 alle 16. 30. Il cibo diventa una lente sulla città Il percorso non si limita alla tradizione gastronomica piemontese. Al centro della mostra c’è il rapporto tra Torino e il cibo come fatto sociale, economico e amministrativo. Tra i materiali esposti figurano cartografie, incisioni, verbali del Consiglio comunale, progetti architettonici, manifesti commerciali, fotografie e volumi storici. Uno dei documenti più significativi riguarda un progetto di magazzino del grano della fine del Seicento, pensato per garantire autonomia alimentare alla città anche durante eventuali assedi. Da questo dettaglio emerge una Torino in cui l’approvvigionamento non era solo una necessità pratica, ma un tema di gestione pubblica. Dai vigneti torinesi alla nascita di Porta Palazzo La mostra ricorda anche una Torino molto diversa da quella industriale. Prima delle fabbriche, il paesaggio cittadino e collinare era segnato da vigneti e ville legate alla produzione agricola. Gli antichi verbali del Consiglio comunale regolavano vendemmia e commercio del vino, mentre già nel 1614 Giovanni Battista Croce dedicava un trattato alla qualità dei vini del territorio torinese. Ampio spazio viene dato pure ai mercati cittadini. Per lungo tempo le bancarelle occuparono piazze centrali come San Carlo, Carlina e Palazzo di Città. Dopo l’epidemia di colera del 1836, l’amministrazione decise di riorganizzare gli spazi. Michele Benso di Cavour, padre di Camillo, firmò l’atto che spostò il mercato in piazza Emanuele Filiberto. Da quella scelta prese forma il futuro di Porta Palazzo. Menu storici e frutta in cera raccontano un’altra Torino Il percorso dedica attenzione alla cucina piemontese, alla sua progressiva autonomia dai modelli francesi nella seconda metà del Settecento e ai menu storici legati alla ristorazione della Belle Époque. Un nucleo particolare riguarda la pomologia, con le cromolitografie di Giuseppe Falchetti e i modelli in cera delle varietà di frutta realizzati da Francesco Garnier Valletti, provenienti dal Museo della Frutta. Il risultato è una mostra che usa il cibo per raccontare trasformazioni urbane, abitudini collettive e scelte amministrative. Per chi si occupa di storia gastronomica, archivi o cultura alimentare, l’esposizione offre la possibilità di osservare da vicino fonti che di solito restano nei depositi. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/concorso-118-in-piemonte-65-infermieri-a-tempo-indeterminato-come-candidarsi.html - Categorie: Lavoro Nuove assunzioni in arrivo per il sistema sanitario piemontese. Azienda Zero Piemonte ha avviato un concorso pubblico per inserire 65 infermieri a tempo indeterminato nel servizio di emergenza territoriale 118. La procedura riguarda quattro aree della regione e punta a rafforzare un comparto sanitario chiamato ogni giorno a intervenire in situazioni urgenti, dove personale, copertura del territorio e rapidità d’azione restano elementi centrali. Il bando arriverà a maggio Il concorso sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte il 7 maggio, mentre l’uscita in Gazzetta Ufficiale è prevista per il 12 maggio. Da quel momento partirà il conto alla rovescia per l’invio delle candidature: gli interessati avranno 30 giorni di tempo per presentare la domanda. La procedura dovrà essere completata soltanto online, tramite il portale dell’ente. Per accedere saranno necessari Spid oppure carta d’identità elettronica, strumenti ormai utilizzati per molte pratiche pubbliche. Non sono previste modalità alternative di invio, quindi i candidati dovranno rispettare con attenzione tempi e canali indicati dal bando. I posti sono divisi tra quattro territori Le assunzioni riguarderanno diverse province piemontesi. La quota più alta è destinata a Torino, dove sono previsti 30 posti. Seguono Alessandria con 15 posti, Novara con 11 e Cuneo con 9. Ogni candidato potrà scegliere una sola sede per la quale concorrere. Questa distribuzione conferma l’obiettivo di potenziare il servizio di emergenza su più territori, con un’attenzione particolare al capoluogo piemontese, dove si concentra quasi la metà dei posti disponibili. Il concorso rappresenta quindi una possibilità stabile per gli infermieri interessati a lavorare nel 118, in un settore che richiede competenze tecniche, prontezza operativa e capacità di intervento in contesti complessi. Tre prove per la selezione finale La selezione sarà articolata in tre prove: una scritta, una pratica e una orale. Il punteggio massimo complessivo sarà di 100 punti. Il percorso servirà a valutare preparazione, competenze professionali e idoneità dei candidati rispetto alle esigenze del servizio di emergenza territoriale. L’iniziativa rientra nel rafforzamento della sanità pubblica piemontese e riguarda un ambito particolarmente delicato. Il 118, infatti, rappresenta uno dei primi punti di risposta nelle emergenze e necessita di personale formato, stabile e distribuito in modo adeguato sul territorio regionale. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/casaoz-inaugura-a-torino-il-nuovo-orto-terapeutico-da-800-metri-quadrati.html - Categorie: News A Torino prende forma un nuovo spazio dedicato alla cura, all’educazione e alla socialità. CasaOz inaugurerà il 12 maggio il nuovo orto terapeutico e didattico nella sede di corso Moncalieri 262, un’area affacciata sul Po che amplia in modo netto il progetto avviato più di dieci anni fa. Il cambiamento è rilevante: l’orto passa da 40 a oltre 800 metri quadrati e diventa un ambiente pensato per accompagnare bambini, ragazzi e famiglie. Al centro ci saranno attività legate all’ortoterapia, all’educazione ambientale e alla costruzione di relazioni, con un’attenzione particolare ai percorsi di autonomia e benessere. CasaOz allarga il suo spazio verde sul Po Il nuovo orto non rappresenta soltanto un ampliamento fisico. La crescita dell’area permette di trasformare un’esperienza già avviata in un laboratorio più strutturato, dove la natura diventa parte del percorso educativo e relazionale. Bambini e ragazzi potranno partecipare ad attività pensate per favorire la cura di sé, il rispetto dei tempi e la collaborazione. Il contatto con la terra, le piante e le stagioni diventa così uno strumento pratico per sostenere chi vive condizioni di disabilità, malattia o difficoltà familiare. CasaOz lavora da anni accanto a minori e nuclei familiari che affrontano percorsi complessi. Dal 2007, la realtà torinese ha accolto oltre 2. 700 bambini e ragazzi, coinvolgendo circa 2. 400 famiglie e più di 6. 000 caregiver. Sono dati che descrivono un presidio ormai radicato nel territorio, dove assistenza e comunità procedono dentro uno stesso percorso. Il nuovo orto si inserisce in questa linea: uno spazio aperto, ma con una funzione precisa, pensato per aiutare i più giovani a recuperare fiducia e continuità nella vita quotidiana. La cura delle piante diventa esperienza educativa La presidente e fondatrice della Fondazione Oz, Enrica Baricco, ha spiegato che seguire una pianta, rispettarne i tempi e osservare i cambiamenti può aiutare bambini e ragazzi a ritrovare senso, stabilità e fiducia. Un gesto semplice assume così un valore educativo e terapeutico. Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Enel Cuore e rientra nei patti di collaborazione per i beni comuni promossi dalla città. L’orto di CasaOz diventa quindi uno spazio di cura, apprendimento e incontro, pensato per rafforzare il legame tra persone, territorio e comunità. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/nidi-comunali-il-piemonte-stanzia-3-milioni-per-prolungare-gli-orari.html - Categorie: Lavoro La Regione Piemonte mette sul tavolo 3 milioni di euro per ampliare gli orari dei nidi comunali nelle annualità 2026-2027 e 2027-2028. Il provvedimento punta a rendere più flessibili i servizi per la prima infanzia, con un’estensione delle aperture da settembre a luglio e senza nuovi costi per le famiglie. L’obiettivo è rispondere alle esigenze dei genitori che lavorano, in particolare nei periodi in cui la gestione dei figli diventa più complessa per via delle sospensioni scolastiche o delle chiusure ordinarie. Nidi aperti più a lungo per aiutare le famiglie I Comuni piemontesi che aderiranno alla misura potranno prevedere un prolungamento dell’orario nei servizi per l’infanzia. Le aperture potranno riguardare anche il sabato mattina, le vacanze natalizie e altri periodi di pausa scolastica. Per le famiglie non sono previsti costi aggiuntivi. Questo punto rappresenta uno degli elementi centrali del piano regionale, pensato per alleggerire l’organizzazione quotidiana dei nuclei familiari e favorire una migliore conciliazione tra lavoro e vita privata. La misura si rivolge ai servizi comunali e sarà attivata attraverso successivi avvisi destinati alle candidature dei Comuni. La Regione punta su lavoro e continuità educativa L’assessora regionale all’Istruzione Daniela Cameroni ha spiegato che lo stanziamento conferma la volontà della Regione di sostenere in modo stabile le famiglie piemontesi. Secondo l’assessora, oggi conciliare tempi professionali e vita familiare resta complesso, soprattutto per molte madri lavoratrici. Il prolungamento degli orari viene quindi presentato come uno strumento per ridurre gli ostacoli organizzativi e offrire servizi più vicini ai bisogni reali dei genitori. La Regione lega il provvedimento anche alla continuità educativa dei bambini, che potranno restare in ambienti pensati per la loro crescita anche nei momenti dell’anno in cui l’offerta ordinaria risulta più limitata. Dal 2021 oltre 3. 000 bambini coinvolti Il nuovo stanziamento si inserisce in un percorso già avviato negli anni scorsi. Dal 2021 a oggi, la Regione Piemonte ha investito circa 8 milioni di euro nei servizi educativi comunali per la prima infanzia. I dati indicano oltre 3. 000 bambini e famiglie beneficiari, con 350 Comuni aderenti e 429 plessi interessati. Il provvedimento viene considerato anche un sostegno ai territori, in particolare alle zone montane e periferiche, dove servizi più accessibili possono contribuire a rendere i Comuni più vivibili. Per le amministrazioni locali, il piano può tradursi in un ampliamento dell’offerta e in nuove opportunità professionali per gli educatori. Dopo l’atto di indirizzo, saranno pubblicati gli avvisi per raccogliere le candidature. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-settimana-instabile-dopo-il-caldo-tornano-pioggia-e-fresco.html - Categorie: News Il caldo resta protagonista ancora per poco sul Torinese. Dopo una fase con valori superiori alla media stagionale, il quadro meteo è destinato a cambiare tra martedì 28 e mercoledì 29 aprile, quando l’alta pressione perderà forza e lascerà spazio a correnti umide sudoccidentali. Il risultato sarà una fase più instabile, con nuvole, piogge sparse e locali temporali, soprattutto sulle aree alpine e pedemontane. Il ponte del 1° maggio dovrebbe poi aprire una fase più stabile, con temperature meno elevate rispetto agli ultimi giorni e più vicine ai valori tipici del periodo. A incidere sarà anche l’arrivo di aria più fresca dai settori orientali europei, attesa in modo più evidente da mercoledì sera. Il caldo resiste ancora per poche ore Nella giornata di lunedì 27 aprile Torino vivrà ancora condizioni in gran parte soleggiate. Il cielo resterà sereno o poco nuvoloso, con qualche velatura in quota. Nel pomeriggio, sui rilievi, potranno formarsi nubi più compatte, associate a rovesci deboli o a brevi temporali, in particolare sulle Alpi occidentali. Le temperature resteranno alte per il periodo. Le massime saranno comprese in genere tra 24 e 25 gradi, valori che confermano una fase ancora mite. I venti risulteranno deboli o quasi assenti, con provenienza dai quadranti orientali e regime di brezza. Martedì e mercoledì il tempo cambia passo La svolta arriverà già da martedì mattina. Il cielo diventerà più grigio, con copertura nuvolosa diffusa e possibilità di piogge, rovesci locali o temporali sul Piemonte settentrionale. Il tempo resterà variabile, con fenomeni più probabili sulle Alpi nelle ore pomeridiane e serali. Alcune precipitazioni potranno estendersi anche verso le pianure vicine, senza segnali di forte intensità. Le temperature inizieranno a scendere, più per la presenza di nubi e pioggia che per un vero ricambio d’aria. Le massime saranno ancora tra 20 e 22 gradi, mentre le minime si manterranno tra 14 e 15 gradi. Martedì i venti resteranno deboli e variabili. Mercoledì sera, invece, l’ingresso di aria più fresca da est porterà rinforzi moderati sulle pianure orientali del Piemonte. Da giovedì torna gradualmente la stabilità Giovedì 30 aprile il tempo migliorerà nel corso della giornata. Tra la notte e la mattina potranno ancora verificarsi precipitazioni sul Piemonte occidentale, poi il quadro tenderà a diventare più asciutto. Le temperature resteranno in leggero calo per effetto del vento fresco da est. Nel fine settimana del Primo Maggio il tempo dovrebbe ristabilizzarsi. I valori termici torneranno a salire con gradualità, soprattutto tra sabato e domenica, pur senza eccessi. Dopo il caldo fuori scala degli ultimi giorni, il Torinese si prepara quindi a una fase più dinamica, con qualche pioggia e un ritorno a condizioni più coerenti con la stagione. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/economia/castello-di-masino-torna-la-tre-giorni-per-il-giardino-date-e-programma.html - Categorie: Economia Il Castello di Masino si prepara a riaprire il suo parco a uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di piante e giardini. Da venerdì 1° a domenica 3 maggio 2026, il bene del FAI a Caravino si svolgerà un'altra edizione dell'evento Tre Giorni per il Giardino, mostra mercato dedicata al florovivaismo, al paesaggio e alla cultura del verde. L’edizione 2026 avrà come tema Radici, scelto per richiamare il rapporto con la terra, con i luoghi e con le comunità. Il riferimento al mondo vegetale diventa così un modo per parlare di relazioni, cura e responsabilità verso l’ambiente. Le radici, nascoste ma decisive per la vita delle piante, offrono l’immagine di una rete silenziosa che sostiene, collega e nutre. Il Castello di Masino torna capitale del verde Per tre giorni il parco storico del Castello diventerà punto di incontro per vivaisti, visitatori, famiglie e cultori del giardinaggio. La manifestazione conferma il suo ruolo tra gli eventi italiani più rilevanti del settore, con una formula che affianca esposizione, vendita, incontri e attività culturali. La cornice di Caravino, nel Canavese, darà spazio a un percorso pensato per chi cerca piante, idee per il giardino e occasioni di approfondimento. Il verde non sarà trattato solo come elemento decorativo, ma come parte di una riflessione più ampia sul modo in cui le persone abitano gli spazi e costruiscono relazioni con la natura. Il tema Radici parla di ambiente e comunità La scelta di Radici orienta il programma verso un messaggio preciso: recuperare un rapporto più consapevole con ciò che sta alla base della vita. Le piante vivono grazie a strutture sotterranee che creano scambi, sostegno e continuità. Da questa immagine nasce il richiamo a comunità più attente, capaci di riconoscere il valore dei luoghi e della cura quotidiana. La rassegna manterrà una forte attenzione anche alle famiglie. La sezione Tre Giorni per i bambini proporrà laboratori, spettacoli e momenti ludici, con attività pensate per avvicinare i più piccoli al mondo naturale attraverso esperienze dirette. L’omaggio a Pia Pera apre la nuova edizione L’inaugurazione è prevista per venerdì 1° maggio alle 14. 45. Sarà presente Paolo Pejrone, architetto paesaggista e ideatore della manifestazione. Il primo appuntamento sarà dedicato al ricordo di Pia Pera, scrittrice scomparsa dieci anni fa e voce importante nella narrazione del rapporto tra essere umano, giardino e natura. Nel corso dell'evento, Lorenza Zambon ed Emanuela Rosa-Clot porteranno all'attenzione dei presenti il podcast chiamato Il giardino segreto, una versione molto particolare dell’opera per il teatro ispirata al romanzo di Frances Hodgson Burnett, tradotto da Pia Pera. Lorenza Zambon leggerà anche brani tratti da Apprendista di felicità, volume pubblicato da Ponte alle Grazie nel 2019. L’iniziativa rientra nel percorso Un anno per Pia Pera. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/terzo-valico-abbattuto-lultimo-diaframma-finiti-gli-scavi-dellinterconnessione.html - Categorie: News Il completamento degli scavi nelle gallerie di interconnessione del Terzo Valico segna un nuovo avanzamento per i collegamenti ferroviari tra Liguria e Piemonte. A Novi Ligure è stato abbattuto l’ultimo diaframma nel sottosuolo, passaggio che chiude una fase tecnica rilevante dell’opera e avvicina l’infrastruttura alla sua funzione principale: collegare in modo più efficiente la nuova linea ad alta capacità Genova-Milano con la direttrice storica verso Torino. Le nuove gallerie entrano nella fase decisiva L’intervento nasce dalla galleria di Serravalle e si sviluppa attraverso due tunnel naturali a singolo binario. La lunghezza complessiva è di 1. 700 metri, con una "canna" da 723 metri destinata al binario dispari e una da 987 metri per il binario pari. Le due strutture raggiungono la linea esistente sotto Novi Ligure e consentiranno ai treni merci e passeggeri di muoversi verso Torino e nella direzione opposta con un innesto più ordinato sulla rete ferroviaria. Il nuovo raccordo è pensato per ridurre le interferenze con il traffico urbano e con la circolazione ferroviaria già presente. Per il sistema dei trasporti del Nord-Ovest, si tratta di un tassello destinato a incidere sulla capacità complessiva della rete. Il cantiere ha coinvolto sette ettari I lavori sono stati realizzati dal general contractor guidato da Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS, sotto la guida del commissario straordinario Calogero Mauceri. Il cantiere ha interessato un’area di circa sette ettari e ha richiesto la costruzione di due grandi cameroni sotterranei di interconnessione. Gli scavi si sono mossi su quattro fronti nello stesso periodo, con controlli continui per verificare le condizioni di sicurezza e l’assenza di problemi sulle infrastrutture già esistenti. La complessità dell’opera è legata proprio alla necessità di lavorare nel sottosuolo senza compromettere il funzionamento delle linee attive. Torino guarda al porto di Genova Il completamento dello snodo rafforza il ruolo del Terzo Valico nel sistema logistico tra Liguria e Piemonte. L’opera punta a superare i limiti storici della linea dei Giovi e a rendere più fluido il movimento delle merci provenienti dal porto di Genova. Per Torino e per l’area metropolitana, il beneficio atteso riguarda la maggiore efficienza nei collegamenti ferroviari e una migliore capacità dell’asse nord-occidentale. Il progetto, finanziato con fondi PNRR, resta quindi centrale per il trasporto merci e passeggeri lungo una direttrice strategica per il Paese. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/paura-ad-alpignano-bimbo-di-2-anni-bloccato-in-auto-intervengono-i-carabinieri.html - Categorie: News Momenti di paura ad Alpignano, dove un bambino di 2 anni è rimasto chiuso all’interno di un’auto ferma in via Mazzini. La situazione è stata notata dai carabinieri del Radiomobile di Rivoli, che si trovavano in zona e hanno visto alcune persone raccolte attorno alla vettura, con i genitori del piccolo in evidente stato di agitazione. Il problema sarebbe nato da un malfunzionamento del sistema di chiusura delle portiere. Mamma e papà hanno provato ad aprire l’abitacolo, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Il bambino era rimasto all’interno della macchina e la tensione è salita rapidamente, vista l’impossibilità di raggiungerlo. I militari si sono fermati e hanno prima cercato di sbloccare l’auto senza causare danni. Dopo diversi tentativi, la situazione ha imposto una decisione rapida. Per liberare il piccolo, i carabinieri hanno rotto uno dei vetri della vettura e sono riusciti ad aprire l’abitacolo. Il bimbo ha potuto riabbracciare i genitori, una coppia di cittadini di origine moldava, senza conseguenze. Per la famiglia sono stati minuti di forte paura, chiusi con il sollievo del ricongiungimento. L’intervento dei carabinieri ha permesso di risolvere l’emergenza prima che la situazione potesse peggiorare. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/salone-del-libro-2026-arrivano-3-000-voucher-per-i-giovani-piemontesi.html - Categorie: Cultura Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 si prepara ad accogliere una nuova misura dedicata ai giovani lettori piemontesi. La Regione Piemonte rilancia il Buono da leggere, un intervento pensato per avvicinare ragazze, ragazzi e scuole al mondo dei libri durante i cinque giorni della manifestazione, in programma dal 14 al 18 maggio 2026. L’iniziativa mette a disposizione 3. 000 voucher da 10 euro per giovani tra i 14 e i 21 anni che hanno residenza o domicilio in Piemonte. I buoni potranno essere usati tra gli stand degli editori aderenti, con l’obiettivo di trasformare la visita al Salone in un’occasione concreta di acquisto e scoperta. Il Salone punta sui giovani lettori piemontesi Il tema dell’edizione 2026, “Il mondo salvato dai ragazzini”, trova così una traduzione pratica nelle politiche regionali. La misura, infatti, guarda soprattutto alle nuove generazioni e al loro rapporto con la lettura, considerata uno strumento di crescita personale, partecipazione e accesso alla cultura. Accanto ai voucher per i giovani, la Regione prevede un sostegno rivolto alle classi piemontesi. Per le scuole dell’infanzia e primarie saranno disponibili 10 buoni da 10 euro per ogni classe, mentre per le secondarie di primo e secondo grado è previsto un voucher da 10 euro per ciascuna studentessa e ciascuno studente. Come richiedere i voucher durante la manifestazione Per ottenere il buono destinato ai giovani sarà necessario scaricarlo dalla piattaforma dedicata, poi presentarsi al punto di ritiro del Padiglione 4 con documento d’identità e biglietto valido del Salone. I voucher saranno consegnati fino a esaurimento e potranno essere spesi presso gli editori che aderiscono all’iniziativa. Le scuole, invece, potranno richiedere il Buono da leggere attraverso il sistema di biglietteria dedicato alle visite scolastiche. Il ritiro sarà possibile solo tramite docenti, sempre nel Padiglione 4, nei giorni previsti per la visita della classe. La Regione lega libri, scuola e filiera editoriale L’assessore regionale alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili, Marina Chiarelli, ha spiegato che il Salone viene considerato dalla Regione una struttura culturale strategica per il Piemonte e per l’Italia. Da qui la scelta di rafforzare la presenza istituzionale e gli strumenti a favore dei giovani, dell’editoria e dell’accesso alla lettura. Il progetto si inserisce in una strategia più ampia, che comprende il premio nazionale Nati per leggere, il sostegno all’editoria indipendente piemontese attraverso Hangar del Libro e la presenza dei sistemi bibliotecari nell’Arena Piemonte, lo spazio istituzionale creato dalla Fondazione Circolo dei lettori. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/salone-off-a-pino-torinese-due-appuntamenti-letterari-con-desy-icardi-e-umberto-guidoni.html - Categorie: Eventi A Pino Torinese il Salone Off porta due appuntamenti pensati per pubblici diversi, tra narrativa per ragazzi e divulgazione scientifica. Il programma collega la Biblioteca civica e il Planetario Infini. TO, con incontri che mettono al centro lettura, adolescenza, immaginazione e scienza. Le date da segnare sono 8 maggio e 17 maggio, con la partecipazione di Desy Icardi e Umberto Guidoni. Il Salone Off passa da Pino Torinese con due incontri Il primo evento è fissato per venerdì 8 maggio alle 17 nella Biblioteca civica a piazza Montessori. Al centro dell’appuntamento ci sarà il libro “Il mio gatto è un influencer”, pubblicato da Il Battello a Vapore, con l'autrice Desy Icardi. Il libro parla della storia di Nora, una giovane con il sogno di diventare una creator affermata, e della gatta che si chiama Cleopatra. La storia prende una piega inattesa quando le due si ritrovano l’una nel corpo dell’altra. Da questo scambio nasce un racconto ironico, pensato per parlare ai più giovani di insicurezza, desiderio di riscatto e bullismo durante l’adolescenza. Marte entra al Planetario con Umberto Guidoni Il secondo appuntamento è in programma domenica 17 maggio, dalle 16 alle 17. 30, al Planetario Infini. TO. Protagonista sarà l’astronauta Umberto Guidoni, autore del romanzo “Il Pianeta Rosso”, edito da Gallucci Editore. All’incontro parteciperanno anche Claudia Raiteri dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino e Alessandro Sozzetti, direttore dell’Osservatorio. Il libro porta i lettori su Marte, in un futuro in cui il pianeta è diventato una nuova casa per l’umanità. La storia segue Eva, adolescente cresciuta sul Pianeta Rosso, e intreccia immaginazione e contenuti scientifici. Per partecipare è necessario acquistare il biglietto Museo + Planetario tramite il sito del Planetario. L’ingresso sarà gratuito per i residenti di Pino Torinese. Lettura e scienza diventano occasione di comunità L’iniziativa è promossa da Infini. TO - Planetario di Torino insieme a INAF, Comune di Pino Torinese e progetto “Buio non ti temo”, dedicato al tema dell’inquinamento luminoso. La sindaca Alessandra Tosi ha evidenziato il valore dei due appuntamenti, legati a uno degli eventi culturali più importanti del territorio, e ha richiamato il ruolo della Biblioteca e del Planetario come luoghi adatti a coinvolgere giovani, famiglie e lettori. L’assessora alla Cultura Elisa Pagliasso ha posto l’accento sulla varietà della proposta, capace di unire narrativa e divulgazione scientifica. Il Salone Off, in questo modo, porta una parte del clima del Salone del Libro anche fuori Torino. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-truffa-agli-anziani-sventata-a-san-paolo-due-giovani-arrestati.html - Categorie: News A Torino, nel quartiere San Paolo, la Polizia di Stato ha fermato una presunta truffa ai danni di una coppia di anziani. Due giovani di nazionalità marocchina, un uomo di 24 anni e una donna di 19 anni, sono stati arrestati con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso. Il piano, in base alla ricostruzione investigativa, avrebbe seguito uno schema ormai noto: una telefonata, un falso appartenente alle forze dell’ordine e la richiesta di consegnare oro e oggetti preziosi con una motivazione costruita per spaventare le vittime. La telefonata sospetta Il caso è partito dalla segnalazione di un ispettore del commissariato San Paolo, non in servizio, che ha subito compreso il possibile rischio per una vicina di casa, la quale ha ricevuto una strana chiamata da parte del marito. Al telefono, un uomo si sarebbe presentato come maresciallo dei Carabinieri. Alla vittima avrebbe chiesto di raccogliere i preziosi presenti in casa, sostenendo che fossero necessari per una presunta indagine legata a una rapina in gioielleria. Nel racconto fornito al telefono, sarebbe stato ritrovato un documento del marito, dettaglio usato per rendere più credibile la messinscena. Gli agenti arrivano in casa prima del ritiro dei beni Gli agenti del commissariato San Paolo e dell’U. P. G. S. P. sono arrivati rapidamente nell’abitazione. All’interno hanno trovato la vittima ancora in contatto telefonico con uno dei presunti truffatori. A quel punto, i poliziotti hanno organizzato un servizio mirato sia dentro l’appartamento sia nelle immediate vicinanze. Poco dopo, un giovane si è presentato alla porta per ritirare i beni. Si sarebbe qualificato come maresciallo, ma è stato bloccato dagli agenti. In quel momento, secondo gli investigatori, era ancora collegato al telefono con un’altra persona che lo guidava nelle varie fasi dell’azione. La presunta complice fermata vicino all’abitazione Nella stessa area, i poliziotti hanno individuato una giovane donna a bordo di un’auto. Dagli accertamenti sarebbe emerso il suo ruolo di presunta complice. La ragazza, tramite messaggi, avrebbe cercato di avvisare il giovane dell’arrivo della Polizia e di spingerlo alla fuga. Durante l’intervento sono stati sequestrati uno spray urticante e alcuni telefoni cellulari ritenuti utili per l’attività illecita. I due giovani sono stati arrestati in flagranza e trasferiti alla casa circondariale su disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati resta valida la presunzione di non colpevolezza fino a una eventuale sentenza definitiva. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-rapina-al-parco-dora-individuati-due-minorenni-dopo-tre-mesi-si-cerca-un-terzo-complice.html - Categorie: News A fine aprile 2026 la Polizia di Stato di Torino ha eseguito l’arresto di un minorenne, accusato di essere coinvolto in una rapina avvenuta nel mese di gennaio nei pressi del parco Dora. L’attività investigativa è stata portata avanti dalla squadra mobile torinese. In base alla ricostruzione degli agenti, il ragazzo avrebbe agito con altri due giovani. I tre avrebbero avvicinato la vittima fingendo di voler chiedere indicazioni stradali. Poco dopo l’avrebbero circondata e aggredita con calci e pugni. L’uomo, finito a terra, sarebbe poi stato derubato del portafoglio e del telefono cellulare. In seguito al pestaggio ha riportato varie contusioni. Dopo l’aggressione, le carte bancomat sarebbero state usate per compiere alcune operazioni in negozi della zona. Le indagini hanno consentito ai poliziotti di risalire a due dei tre presunti responsabili, entrambi minorenni. Il terzo ragazzo non è stato ancora identificato. I due giovani individuati sono stati denunciati per rapina aggravata in concorso, lesioni e uso indebito di carte di credito. Per uno di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere. A suo carico vengono contestati anche i reati di ricettazione e porto di oggetti atti a offendere. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/blackout-a-mirafiori-tre-ore-senza-corrente-residenti-in-attesa-del-piano-di-potenziamento.html - Categorie: News A Mirafiori il tema dei blackout torna al centro del dibattito pubblico dopo una nuova serie di interruzioni elettriche registrate nella zona sud di Torino. Nella notte di mercoledì 22 aprile alcune aree tra via Rismondo, via Artom e via Pisacane sono rimaste senza corrente per circa tre ore. Disservizi irregolari, distribuiti in modo non uniforme, che hanno riaperto il confronto sulla tenuta della rete e sui tempi del piano di potenziamento annunciato da Ireti. Mirafiori e i disservizi elettrici Il problema riguarda la Circoscrizione 2, dove negli ultimi anni le segnalazioni dei residenti hanno acceso più volte l’attenzione della politica locale. Dopo l’ultimo episodio, i consiglieri Davide Schirru, Piero Ventre e Marco Rizzonato, del gruppo “Noi progettiamo per la 2”, hanno chiesto chiarimenti attraverso un’interpellanza al centro civico. Schirru ha spiegato che la situazione appare migliorata rispetto al passato, ma i disagi non sono spariti. Il coordinatore alla Viabilità Alessandro Nucera ha confermato la presenza di nuovi problemi nei giorni più recenti. Le conseguenze, in casi simili, non riguardano soltanto l’illuminazione delle strade. In assenza di corrente possono emergere difficoltà per chi usa dispositivi medici, per i negozi che trattano alimenti e per le attività commerciali costrette a gestire interruzioni improvvise. Il caldo può mettere sotto pressione la rete Al centro delle preoccupazioni c’è l’aumento dei carichi elettrici con l’avvicinarsi della stagione estiva. I consumi più alti, legati anche all’uso dei sistemi di raffrescamento, possono rendere più fragile la rete. Tra gli elementi più vulnerabili figurano i giunti elettrici, cioè i punti di collegamento tra i cavi. Ireti ha indicato questi componenti come una delle cause principali dei disservizi estivi, con una quota che può arrivare fino all’80% dei guasti nella stagione più calda. Nel 2025, già considerato un anno molto pesante per la rete, i picchi di temperatura avevano generato numerose interruzioni in pochi giorni. Il piano da 300 milioni ora diventa decisivo La risposta attesa passa dal piano di potenziamento illustrato da Ireti in commissione nel novembre 2025. Gli interventi previsti riguardano la sostituzione dei cavi più vecchi con conduttori più resistenti al calore, il rinnovo delle cabine obsolete, nuove installazioni e una task force estiva con personale rafforzato per ridurre i tempi di intervento. Per la Circoscrizione 2 sono previste nuove cabine, mentre sull’intera città è stato avviato un piano triennale 2026-2028 da oltre 300 milioni di euro. L’obiettivo è aumentare la capacità della rete e ridurre il rischio di blackout, in particolare nelle aree dove i disservizi continuano a creare preoccupazione tra residenti e commercianti. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/terremoto-nella-notte-nel-torinese-epicentro-a-un-chilometro-da-borgone-susa.html - Categorie: News Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella serata di domenica 26 aprile 2026 in bassa valle di Susa. L’evento sismico, di entità molto ridotta, ha avuto come area di riferimento il territorio vicino a Borgone Susa, nel Torinese. La rilevazione è arrivata dalla sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma. I dati disponibili indicano una magnitudo pari a 1. 0 e una profondità di 15 chilometri. Proprio per la bassa intensità, il movimento non è stato percepito dai residenti. La scossa registrata vicino a Borgone Susa L’ipocentro è stato localizzato a circa un chilometro a sud-est dell’abitato di Borgone Susa. Si tratta di un sisma rientrato tra gli eventi di minima intensità, destinato quindi a restare soprattutto nei dati raccolti dagli strumenti di monitoraggio. La scossa non ha generato allarme tra la popolazione. Non risultano danni a persone, edifici o strutture pubbliche nel comune più vicino all’epicentro, né nei centri limitrofi della valle. Nessun danno dopo il lieve movimento sismico Il quadro emerso dopo la rilevazione resta dunque stabile. La magnitudo contenuta ha reso l’evento impercettibile sul territorio, senza richieste di intervento legate a conseguenze materiali. Tra i centri più popolosi nel raggio di dieci chilometri figura Bussoleno, che conta circa 6. 000 abitanti. Anche in quest’area non sono arrivate segnalazioni di criticità. La scossa viene quindi archiviata come un episodio sismico lieve, registrato dagli strumenti ma senza effetti concreti sulla vita quotidiana dei residenti. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendio-in-officina-a-cafasse-fiamme-in-via-roma-nessun-ferito.html - Categorie: News Un incendio in un’officina ha creato momenti di forte preoccupazione a Cafasse, nella zona di via Roma, dove nel tardo pomeriggio le fiamme hanno interessato i locali della Doctor Moto Racing. L’allarme è scattato attorno alle 18:30, quando il fumo e il rogo hanno richiamato l’attenzione dei residenti e reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. La situazione è stata gestita senza conseguenze per le persone: dalle prime informazioni non risultano feriti né persone coinvolte. Cosa è successo Il rogo si è sviluppato all’interno dell’officina situata in via Roma. La presenza di materiali potenzialmente infiammabili e la vicinanza con altri immobili hanno reso subito delicato lo scenario. I soccorritori sono intervenuti per circoscrivere l’incendio e impedire che le fiamme potessero estendersi oltre il locale interessato. La paura, almeno nelle prime fasi, è stata forte. In casi simili, pochi minuti possono cambiare il bilancio di un intervento. A Cafasse, la rapidità delle squadre impegnate sul posto ha permesso di contenere l’emergenza e di riportare la situazione sotto controllo. L’abitazione vicina resta agibile dopo le verifiche Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la casa adiacente all’officina. L’immobile, esposto al rischio di conseguenze più serie a causa della vicinanza con il rogo, è stato preservato. Dopo i controlli effettuati dai tecnici, l’abitazione è stata dichiarata nuovamente agibile. Il residente ha potuto fare rientro in casa. Dopo lo spegnimento, i Vigili del Fuoco hanno proseguito le operazioni di messa in sicurezza, con particolare attenzione alla rimozione dei materiali infiammabili rimasti nel locale. Rilievi sulle cause e traffico rallentato in via Roma Restano da chiarire le cause dell’incendio. Gli accertamenti sono stati avviati una volta resa sicura l’area, così da ricostruire l’origine del rogo e verificare che cosa abbia innescato le fiamme all’interno dell’attività. L’intervento ha avuto effetti anche sulla circolazione. In via Roma si sono registrati rallentamenti temporanei, inevitabili durante le operazioni di spegnimento e controllo. L’emergenza si è chiusa senza feriti, con un bilancio meno grave rispetto ai timori iniziali. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-a-san-giusto-canavese-auto-si-ribalta-contro-una-casa-dopo-lo-schianto-con-una-moto.html - Categorie: News Un grave incidente stradale ha coinvolto una moto e un’auto nel pomeriggio a San Giusto Canavese, nel Torinese. Il bilancio è di tre persone ferite, soccorse dopo uno scontro avvenuto all’incrocio tra via 25 Luglio e via Martiri del ’21. L’impatto si è verificato intorno alle 18. 00 e ha richiesto l’intervento dei sanitari del 118, dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Sul posto è arrivato anche l’elisoccorso, atterrato in una zona verde vicina al luogo dell’incidente. L’impatto all’incrocio ha fatto ribaltare l’auto Secondo le prime ricostruzioni, una Harley Davidson e una Dacia Duster si sono scontrate con forza. Dopo l’urto, l’auto ha proseguito la propria corsa fino alla recinzione di una casa e si è ribaltata su un fianco. La scena ha richiesto un intervento rapido dei soccorritori, chiamati a mettere in sicurezza l’area e ad assistere le persone coinvolte. L’incidente ha attirato l’attenzione dei residenti e ha causato momenti di forte apprensione nella zona. I due occupanti della moto sono finiti sull’asfalto Le conseguenze più serie sono state riportate dai due occupanti della moto, un uomo e una donna, sbalzati sull’asfalto dopo lo scontro. Entrambi sono stati assistiti dal personale sanitario direttamente sul posto, prima del trasferimento in ospedale. Il motociclista è stato portato in codice giallo: è rimasto cosciente durante le operazioni di soccorso. La donna, invece, ha riportato traumi giudicati più lievi ed è stata trasferita in codice verde. Il conducente dell’auto non avrebbe riportato ferite, ma è rimasto sotto shock dopo l’accaduto. Carabinieri al lavoro per chiarire la dinamica Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco di Rivarolo Canavese e Bosconero, insieme ai carabinieri della compagnia di Agliè, incaricati dei rilievi. Presente anche la sindaca di San Giusto Canavese, Giosi Boggio. Le condizioni dei feriti non sarebbero critiche, ma resta da chiarire la dinamica dello schianto. I carabinieri stanno raccogliendo gli elementi necessari per ricostruire con precisione quanto accaduto e per verificare eventuali responsabilità. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/a-leini-torna-viva-la-mamma-rose-musica-e-mercatini-al-parco-san-valentino.html - Categorie: Eventi A Leinì la Festa della Mamma torna a essere un appuntamento di piazza, con una giornata pensata per famiglie, bambini e realtà associative del territorio. Domenica 10 maggio 2026 il Parco San Valentino, in piazza 1° Maggio, ospiterà una nuova edizione di “Viva la mamma”, iniziativa promossa dall’associazione Promo Eventi con il patrocinio del Comune di Leinì. Il programma accompagnerà i visitatori dalla mattina al pomeriggio, tra mercatini, momenti simbolici, pranzo comunitario e musica. Al centro della giornata ci sarà il desiderio di celebrare le mamme attraverso gesti semplici, attività condivise e occasioni di incontro all’aria aperta. Il mercatino apre la giornata nel parco La manifestazione prenderà il via alle 9. 30 con il mercatino degli hobbisti, previsto fino alle 18. 00. Gli stand animeranno il parco con creazioni artigianali, oggetti originali e proposte pensate per chi ama curiosare tra prodotti fatti a mano e idee regalo. Il Parco San Valentino diventerà così il punto di ritrovo per una domenica dal tono familiare, costruita intorno alla partecipazione della comunità. L’evento punta a coinvolgere persone di età diverse, dai bambini agli adulti, con un calendario distribuito lungo tutta la giornata. Rose rosse e bambini protagonisti Uno dei passaggi più attesi è fissato alle 11. 00, quando verranno consegnate rose rosse a tutte le mamme presenti. Un omaggio diretto, legato alla ricorrenza, che darà alla festa un momento dal forte valore simbolico. Poco dopo, alle 11. 30, l’attenzione passerà ai più piccoli. I bambini saranno protagonisti di una sfilata dedicata alla moda ecosostenibile, collegata al progetto Ri. Vita della Caritas di Leinì. L’iniziativa unirà creatività, attenzione al riuso e partecipazione delle famiglie, inserendo nel programma un richiamo alla solidarietà locale. Pranzo e musica chiudono la festa La giornata proseguirà alle 13. 00 con il pranzo “Agnolotti-Amo”, per il quale viene consigliata la prenotazione anticipata. Il momento conviviale rappresenterà una delle occasioni centrali per vivere la festa come incontro tra cittadini, associazioni e famiglie. Nel pomeriggio, alle 16. 00, il programma lascerà spazio alla musica con il concerto del coro Laudarmonia. L’esibizione chiuderà l’appuntamento con un momento aperto alla cittadinanza, pensato per completare una domenica dedicata alle mamme, alla condivisione e al legame con il territorio. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/sport/milan-juventus-finisce-0-0-la-corsa-champions-resta-aperta.html - Categorie: Sport Milan-Juventus si ferma sullo 0-0 e lascia aperta la corsa Champions. A San Siro, il big match della trentaquattresima giornata di Serie A offre poche occasioni e nessuna rete, con un risultato che pesa soprattutto sulla classifica. I rossoneri scivolano al terzo posto, mentre i bianconeri restano quarti, con Roma e Como ora più vicine. Il big match si accende solo a tratti La partita non regala grandi emozioni. Milan e Juventus si affrontano con attenzione, consapevoli del peso della gara a quattro giornate dalla fine del campionato. Il primo episodio rilevante arriva al 36’, quando Conceiçao serve Thuram, che batte Maignan. La rete, però, viene cancellata per un fuorigioco netto del centrocampista bianconero. Nel primo tempo il giocatore più attivo resta proprio Conceiçao, capace di creare i maggiori pericoli per la difesa rossonera. Maignan risponde con sicurezza, in particolare su un sinistro da posizione defilata, respinto con il petto. Il Milan fatica a costruire occasioni pulite, mentre la Juventus prova a sfruttare la vivacità dell’esterno portoghese. La traversa di Saelemaekers resta l’occasione migliore A inizio ripresa Allegri cambia subito, togliendo Bartesaghi, già ammonito, e inserisce Estupinan. La Juventus cerca ancora qualche varco con Bremer e Conceiçao, ma l’occasione più chiara capita al Milan. Al 50’, Saelemaekers calcia con il destro e colpisce la traversa, episodio che resta il momento più vicino al gol per i rossoneri. I cambi non modificano davvero il ritmo della gara. Allegri inserisce Füllkrug e Nkunku, mentre Spalletti manda in campo Yildiz e poi Vlahovic. Il serbo sfiora il colpo nel recupero, senza riuscire a cambiare il risultato. Lo 0-0 resta così il verdetto finale di una sfida bloccata, più tattica che spettacolare. La classifica ora si accorcia in zona Champions Il pareggio lascia il Milan a +6 sul quinto posto, occupato da Como e Roma. La Juventus, invece, conserva il quarto posto, ma ora ha solo tre punti di vantaggio sulle inseguitrici. La corsa Champions resta quindi aperta, con quattro giornate ancora da giocare e margini ridotti per tutte. Il dato statistico rafforza l’idea di una sfida sempre più chiusa: per la prima volta nella Serie A a girone unico, Milan e Juventus hanno pareggiato 0-0 entrambe le gare stagionali. Per i rossoneri pesa anche il problema del gol, mancato in tre delle ultime quattro partite di campionato. La Juventus, invece, conferma la solidità difensiva e resta imbattuta nelle ultime otto gare di Serie A. - Published: 2026-04-27 - Modified: 2026-04-27 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-inter-2-2-rimonta-granata-e-calcoli-scudetto-cosa-cambia-ora.html - Categorie: Sport L’Inter rallenta sul campo del Torino, ma la corsa verso lo scudetto resta quasi intatta. All’Olimpico Grande Torino finisce 2-2, dopo una gara che i nerazzurri avevano indirizzato con due reti di vantaggio. Il recupero granata cambia il risultato della serata, non la sostanza della classifica: la squadra di Cristian Chivu sale a quota 79 punti e mantiene un margine ampio sul Napoli. Per chiudere i conti, ora, servirà battere il Parma a San Siro. L’Inter si ferma dopo un primo tempo di controllo La partita sembrava in mano ai nerazzurri, capaci di portarsi avanti con Marcus Thuram e poi con Yann Bisseck. Per oltre un’ora l’Inter ha dato l’impressione di poter gestire il vantaggio senza grandi rischi, grazie a un primo tempo più aggressivo e a una circolazione del pallone abbastanza rapida. Chivu aveva scelto qualche cambio rispetto alle ultime uscite, con alcuni titolari tenuti fuori dopo gli impegni di Coppa Italia. Spazio quindi a Darmian, Sucic e Bonny, in una formazione pensata per dosare le energie e mantenere equilibrio. La gara, fino al 65esimo, sembrava sotto controllo. Il Torino reagisce e trova una salvezza pesante Il Torino ha riaperto la sfida con Giovanni Simeone, poi ha completato la rimonta con Vlasic dal dischetto. Il rigore è arrivato dopo un fallo di mano di Carlos Augusto, episodio rivisto al Var dall’arbitro Mariani. Da quel momento la partita ha cambiato direzione. Per i granata il punto ha un peso rilevante, perché consente di raggiungere quota 41 e ottenere la salvezza aritmetica. Per i nerazzurri resta il rammarico per una vittoria sfumata dopo il doppio vantaggio, anche se il risultato non compromette la tabella verso il titolo. Lo scudetto resta vicino, ma ora serve battere il Parma Il pareggio modifica solo in parte i calcoli. Contro il Parma, domenica prossima a San Siro, l’Inter dovrà vincere per diventare campione d’Italia senza dipendere da altri risultati. Con un successo, il titolo sarebbe aritmetico. Esiste anche una possibilità di festa anticipata. Il Napoli giocherà sabato alle 18 a Como, mentre il Milan sarà impegnato domenica alle 15 in casa del Sassuolo. Se entrambe dovessero perdere, l’Inter sarebbe già campione prima di scendere in campo alle 20:45. La strada resta quindi chiarissima: dopo il 2-2 di Torino, il traguardo è ancora a un passo. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/riforestazione-lungo-il-po-700-000-nuovi-alberi-messi-a-dimora-contro-lerosione.html - Categorie: News Oltre 700. 000 nuovi alberi sono stati messi a dimora nella provincia di Torino nell’ambito del progetto Riforestazione, promosso dal Ministero dell’Ambiente con Axpo Italia e Pulsee Luce e Gas. L’intervento rientra nel piano nazionale finanziato dal PNRR, che prevede 4,5 milioni di alberi e arbusti nelle 14 città metropolitane italiane, per un totale di 4. 500 ettari di nuove foreste e un investimento complessivo di 210 milioni di euro. Nel Torinese il programma ha già superato il traguardo fissato: a fronte dei 700. 000 alberi previsti, sono state completate 714. 000 piantumazioni. Entro il 30 giugno se ne aggiungeranno altre 60. 700, distribuite in nove comuni della città metropolitana. Torino supera il target fissato dal piano verde Gli interventi interessano diverse aree del territorio metropolitano, dalla Val di Susa al Parco della Mandria, fino alle zone lungo il Po nei comuni di Verolengo, San Sebastiano da Po, Cavagnolo e Lauriano. Altri lavori riguardano l’area del Lago del Villaretto, il Parco Chico Mendes, SMAT Stura e i corridoi ecologici collegati alla Dora Baltea, ai torrenti Chiusella e Orco e al Po. La parte più significativa del progetto riguarda l’Ecoregione del Bacino Occidentale del Po, territorio attraversato da fiumi e canali e segnato da problemi legati a siccità, agricoltura intensiva e inquinamento delle acque. Qui la riduzione delle foreste ripariali ha reso più fragile il sistema naturale delle sponde, aumentando il rischio di erosione e perdita di biodiversità. Pioppi, salici e querce per proteggere le sponde Le nuove piantumazioni hanno una funzione precisa. Specie come betulle, pioppi, salici e ontani saranno collocate vicino ai corsi d’acqua per rafforzare le sponde e migliorare la qualità idrica. In ambito agricolo verranno invece utilizzati querce e frassini, scelti per contenere l’erosione del terreno. Accanto agli alberi troveranno spazio arbusti come sanguinello, prugnolo e nocciolo, utili per aumentare la biodiversità e proteggere il suolo. Il progetto punta quindi a rendere più stabile il territorio, in particolare nelle zone esposte agli effetti dei cambiamenti climatici. I torinesi chiedono più verde vicino alla vita quotidiana I dati del Pulsee Luce e Gas Index, realizzato con NielsenIQ, indicano un forte interesse dei torinesi per le aree verdi. Il 93% dei cittadini le considera importanti per il benessere psicofisico, mentre l’84% si dice soddisfatto della loro accessibilità. Per l’89% degli intervistati il verde rappresenta uno strumento efficace contro gli effetti del cambiamento climatico. Il 91% ritiene importante avere spazi naturali vicino ai luoghi di vita e di lavoro. Secondo il 93%, queste aree contribuiscono a definire l’identità cittadina, mentre per l’85% nuovi interventi di riqualificazione migliorerebbero il giudizio sull’amministrazione. Durante la presentazione del progetto a Torino, il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha evidenziato il valore ambientale dei risultati ottenuti nelle città metropolitane. L’assessore Francesco Tresso ha rimarcato il ruolo della forestazione urbana nel rafforzamento della biodiversità, nella riduzione dell’inquinamento atmosferico e nella tutela delle aree fluviali. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/circolo-dei-lettori-settimana-di-incontri-a-torino-libri-teatro-e-attualita.html - Categorie: Eventi Il Circolo dei Lettori di Torino apre una nuova settimana di incontri con un calendario che intreccia libri, teatro, memoria storica e temi di attualità. Tra lunedì 27 e mercoledì 29 aprile 2026, gli appuntamenti portano in sala autori, studiosi, attori e voci del panorama culturale italiano, con presentazioni dedicate alla Russia contemporanea, alla narrativa familiare, alla figura femminile e al teatro di Pirandello. Il programma si concentra soprattutto sulle presentazioni editoriali, ma lascia spazio anche al dialogo con il palcoscenico, grazie all’incontro legato a Il berretto a sonagli, in scena al Teatro Carignano. Una proposta varia, pensata per pubblici diversi, che conferma il ruolo del Circolo come punto di riferimento per chi segue la vita culturale torinese. La Russia di oggi apre il calendario culturale Lunedì 27 aprile alle 18 si parte con Il Paese di Putin, volume pubblicato da Raffaello Cortina e presentato da Gian Piero Piretto insieme a Cesare Martinetti. Al centro dell’incontro c’è il linguaggio pubblico russo, letto attraverso venti parole che raccontano la trasformazione di concetti legati a identità, memoria e potere. Mezz’ora più tardi, alle 18. 30, spazio a Elisabetta Liguori con Il figlio ostinato, edito da Piemme. Il romanzo segue il percorso di Aniello Visconti, che nel 1892 lascia il Salento per inseguire la musica a Napoli, contro la volontà del padre. Madri, figlie e ritorni difficili al centro degli incontri Martedì 28 aprile, alle 18. 30, Costanza Ghezzi presenta Il mestiere di mia madre, sempre per Piemme, con Valeria Gallina. La storia ruota attorno a Lucetta e alla figlia Flaminia, separate da scelte dolorose, giudizi sociali e una distanza affettiva che segna entrambe. Alla stessa ora arriva Nicole Trevisan con Malefica, pubblicato da Fandango. Protagonista è Aurora, che torna nel paese d’origine, nel basso Veneto, per il funerale di un amico. Quel rientro la costringe a fare i conti con la madre, con una relazione fragile e con un passato rimasto aperto. Pirandello e memoria familiare chiudono gli appuntamenti Mercoledì 29 aprile alle 17. 30 il ciclo Retroscena accoglie Silvio Orlando e gli attori de Il berretto a sonagli, in dialogo con Leonardo Mancini dell’Università di Torino. L’incontro accompagna lo spettacolo in programma al Teatro Carignano dal 28 aprile al 10 maggio 2026, con Orlando nel ruolo di Ciampa, figura sospesa tra tragedia e grottesco. Alle 19 chiude la giornata Quattro donne, libro di Emilio Jona per Neri Pozza, presentato con Gian Luigi Beccaria e Sarah Kaminski. Il racconto parte dal 1943, quando la famiglia Jona sceglie la clandestinità per sfuggire al pericolo. A salvarne la memoria sono quattro donne, ricordate per coraggio e fedeltà. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/emergency-al-mercato-centrale-torino-con-r1pud1a-date-e-programma.html - Categorie: Eventi A Torino arriva R1pud1a, la rassegna promossa dai volontari di Emergency per riportare l’attenzione sul valore della vita umana e sul rifiuto dei conflitti nel mondo. L’appuntamento è fissato dall’8 al 10 maggio 2026 negli spazi del Mercato Centrale Torino, nel quartiere Aurora, nel cuore di Porta Palazzo. Per tre giorni il luogo ospiterà incontri, testimonianze e spettacoli pensati per parlare a pubblici diversi, con un programma che unisce informazione, cultura e partecipazione civile. L’iniziativa, intitolata “R1pud1a | Torino contro ogni guerra”, nasce con l’obiettivo di aprire un confronto sul costo umano dei conflitti e sulla necessità di difendere il diritto alla cura, soprattutto nei contesti in cui la popolazione civile paga il prezzo più alto. Porta Palazzo diventa uno spazio contro i conflitti Il Mercato Centrale Torino sarà il punto di riferimento della rassegna, con una serie di appuntamenti distribuiti nell’arco di tre giornate. L'area di Porta Palazzo diventa il luogo in cui discutere di pace, responsabilità e diritti. Il programma mette al centro il lavoro di Emergency, organizzazione attiva da oltre trent’anni nell’assistenza medica gratuita alle vittime civili delle guerre. Nel corso della sua attività, l’associazione ha curato oltre 14 milioni di persone, portando cure di qualità dove ospedali, personale sanitario e sicurezza risultano spesso compromessi. Peace Therapy mostra le ferite dei conflitti Uno dei momenti più significativi sarà la Peace Therapy, allestita nel sito storico delle Antiche Ghiacciaie del Mercato Centrale. Il percorso è stato ideato per far comprendere in modo diretto la devastazione fisica e psicologica causata dalla guerra. La proposta mette in evidenza il ruolo della medicina d’urgenza e della riabilitazione nei territori colpiti dai combattimenti. In molte aree, il diritto alla cura viene negato o reso quasi impossibile dalla distruzione delle strutture sanitarie, dalla mancanza di personale e dalla continua esposizione della popolazione alla violenza. Testimonianze e spettacoli parlano a generazioni diverse La rassegna darà spazio ai talk con reporter e operatori di Emergency, chiamati a raccontare esperienze dirette da scenari di crisi come Gaza e Sudan. Le testimonianze avranno il compito di avvicinare il pubblico alla realtà dei territori colpiti, lontano dalle letture astratte dei conflitti. Accanto agli incontri, il programma prevede momenti culturali e performativi. Sono annunciati spettacoli di stand-up comedy, live set, danze popolari e performance di tango professionale. Linguaggi diversi, quindi, per costruire un evento che non resta confinato al dibattito, ma cerca un coinvolgimento più ampio. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/barriera-di-milano-inaugurato-il-cortile-del-gioco-nelloratorio-maria-regina-della-pace.html - Categorie: News A Torino prende forma un nuovo presidio educativo nel cuore di Barriera di Milano. All’Oratorio Maria Regina della Pace, in corso Palermo 109, è stato inaugurato il Cortile del Gioco, spazio all’aperto rinnovato per accogliere bambini, adolescenti e giovani del quartiere attraverso sport, attività creative e percorsi di prevenzione del disagio. Il progetto nasce dal lavoro di Fondazione Aief e dell’associazione Oratorio Maria Regina della Pace, nel quadro di Bella Storia, iniziativa della Città di Torino legata al PN Metro Plus 2021-2027 e al percorso di rigenerazione urbana di Aurora Barriera. Il cortile rinnovato diventa uno spazio aperto al quartiere L’intervento ha trasformato il cortile in un’area più funzionale per le attività educative e sportive. I lavori hanno previsto il rifacimento del manto, la realizzazione di una tribuna, il rinnovo dell’impianto di illuminazione e l’arrivo di nuovi arredi. Alla riqualificazione hanno partecipato Fondazione Aief, Oratorio Maria Regina della Pace, Sermig e Fondazione Paolo Vitelli. L’obiettivo è rendere lo spazio più sicuro, accogliente e adatto a un utilizzo quotidiano da parte dei ragazzi, con una presenza educativa stabile. Il Cortile del Gioco si inserisce nel percorso dei Cortili che Curano, avviato poche settimane prima con il Cortile della Musica in via Châtillon 41. La logica è quella dei presìdi di prossimità: luoghi accessibili, legati al territorio, capaci di costruire relazioni positive. Sport e attività creative per bambini e adolescenti Nel nuovo spazio saranno organizzate attività continuative di calcetto e pallavolo, con tornei il martedì dalle 16. 30 alle 18. 30. Il mercoledì, dalle 17 alle 19, sarà previsto il karate. Dal lunedì al sabato, tra le 16. 30 e le 19, il cortile ospiterà giochi di movimento e go-kart. Accanto allo sport ci sarà il progetto Facciamo Rumore! , attivo ogni mercoledì dalle 17 alle 19. Lo spazio sarà dedicato a storytelling, teatro, performing arts e ideazione partecipata. Le attività saranno seguite da educatori e operatori, con l’idea di usare il gioco come strumento di crescita, rispetto delle regole, cooperazione e conoscenza reciproca. Prevenzione del disagio e nuove relazioni tra generazioni Il progetto prevede un sistema di prevenzione del disagio giovanile con spazi di ascolto, supporto psicologico e orientamento. A seguire i percorsi sarà un’équipe composta da educatori, psicologi e formatori. Don Andrea Bisacchi, presidente dell’Oratorio Maria Regina della Pace, ha spiegato che il gioco può diventare il primo contatto con bambini e ragazzi privi di punti di riferimento. Per l’assessora Carlotta Salerno, l’inaugurazione rappresenta un investimento sui giovani e sui quartieri che hanno maggiore bisogno di opportunità educative diffuse. Tommaso Varaldo, presidente di Fondazione Aief, ha indicato la riqualificazione come un intervento culturale ed educativo, pensato per generare benessere e appartenenza. Il cortile sarà aperto anche ad adulti e anziani, così da favorire incontri tra generazioni diverse. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/croce-rossa-di-torino-arrivano-nuovi-mezzi-per-rafforzare-i-servizi.html - Categorie: News La Croce Rossa di Torino rafforza la propria presenza sul territorio con nuovi mezzi destinati ai servizi sanitari, al soccorso e all’assistenza. La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina in piazza Castello, davanti ai cittadini e ai volontari dell’organizzazione. L’iniziativa segna un nuovo passaggio per la rete di intervento cittadina, con veicoli pensati per rispondere a esigenze diverse: dalle emergenze sanitarie al trasporto di persone con disabilità, fino alla movimentazione di materiali delicati come organi ed emoderivati. Nuovi mezzi per rendere più forte il soccorso a Torino Il parco veicoli della Croce Rossa torinese si arricchisce con unità operative di diversa tipologia. Tra i mezzi presentati figurano un’ambulanza di terapia intensiva, un’ambulanza di soccorso avanzato e una di base. Si tratta di strumenti destinati a sostenere l’attività quotidiana dei volontari e degli operatori impegnati negli interventi sanitari. Accanto alle ambulanze è stata presentata anche un’auto medica dedicata al trasporto di organi ed emoderivati. Un servizio che richiede mezzi adeguati, tempi rapidi e una gestione precisa, dato il valore sanitario dei materiali trasportati. In Piazza Castello la presentazione La scelta di piazza Castello ha dato alla cerimonia un valore pubblico. I nuovi veicoli sono stati mostrati alla cittadinanza in uno dei luoghi più riconoscibili di Torino, in una mattinata che ha unito il momento istituzionale alla dimensione concreta del servizio. La presenza dei volontari ha ricordato il ruolo centrale della Croce Rossa nella vita della città. Dietro ogni mezzo, infatti, c’è una rete di persone che ogni giorno opera nel campo dell’emergenza, dell’assistenza e del supporto alle fasce più fragili. Più attenzione all'assistenza quotidiana Tra le novità rientrano anche due pulmini attrezzati per il trasporto di persone con disabilità. Il loro arrivo amplia la capacità del Comitato di rispondere a bisogni che non riguardano soltanto le urgenze, ma anche la mobilità assistita e l’accesso ai servizi. L’investimento punta a rendere gli interventi più rapidi, ordinati ed efficaci, con una dotazione capace di coprire scenari diversi. Per Torino, i nuovi mezzi rappresentano quindi un rafforzamento concreto della macchina del soccorso e dell’assistenza sanitaria. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/economia/qualita-della-vita-italia-al-40esimo-posto-la-classifica-e-i-dati-aggiornati.html - Categorie: Economia La nuova classifica sulla qualità della vita riporta l’Italia in una posizione poco favorevole nel confronto internazionale. L’aggiornamento 2026 di Numbeo, costruito sulle segnalazioni degli utenti, colloca il Paese al 40° posto, lontano dai modelli europei che guidano la classifica. Il risultato mette in evidenza una distanza che riguarda soprattutto il rapporto tra salari, costo della vita e servizi. Pur con punti di forza riconosciuti, l’Italia resta penalizzata da fragilità economiche che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. La classifica fotografa la vita reale dei cittadini Numbeo misura la qualità della vita attraverso un metodo diverso rispetto alle rilevazioni istituzionali tradizionali. La banca dati globale raccoglie milioni di valutazioni dirette da parte degli utenti e prova così a ricostruire l’esperienza concreta di chi vive nei diversi Paesi. Gli indicatori presi in esame sono otto: potere d’acquisto, costo della vita, sicurezza, sanità, traffico, inquinamento, clima e rapporto tra prezzi delle case e redditi. Ne deriva una fotografia ampia, legata a fattori economici, ambientali e sociali. La percezione degli utenti può incidere sul risultato finale, ma il modello consente di osservare da vicino gli aspetti che più condizionano la quotidianità. Proprio da questa lettura emerge la situazione italiana rispetto a quella di molti Paesi europei. L’Europa del Nord resta davanti a tutti La vetta della classifica 2026 è occupata dai Paesi Bassi, premiati per l’equilibrio tra servizi pubblici, sicurezza e qualità della vita lavorativa. Alle loro spalle si trova la Danimarca, da tempo considerata uno dei Paesi più solidi per welfare e attenzione al benessere dei cittadini. Il podio è completato dal Lussemburgo, sostenuto da stipendi elevati e servizi di livello alto. Nelle prime posizioni compare anche l’Oman, indicato come una delle sorprese della graduatoria grazie alla sicurezza e a un costo della vita più contenuto. La Svizzera chiude la top five: i prezzi elevati la penalizzano, ma salari forti e sistema sanitario efficiente mantengono il Paese tra i migliori. Nella top ten figurano poi Finlandia, Austria, Germania, Islanda e Norvegia, con una presenza marcata dell’Europa settentrionale e centrale. Perché l’Italia resta lontana dai migliori Il 40° posto dell’Italia riflette soprattutto un nodo economico: il divario tra redditi e spese quotidiane. Quando il costo della vita cresce più della capacità di acquisto, la percezione del benessere si riduce anche in presenza di elementi positivi. A incidere sono poi altri fattori già noti, dalla burocrazia lenta alle difficoltà del traffico urbano, fino alle differenze nella qualità dei servizi tra le varie aree del Paese. Il quadro appare quindi disomogeneo e meno stabile rispetto ai sistemi più efficienti. Restano, però, vantaggi importanti, come patrimonio culturale, clima favorevole e qualità della cucina. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/collegno-lavori-alla-nuova-rotatoria-cambia-la-viabilita-da-lunedi-27-aprile.html - Categorie: News A Collegno cambia la circolazione in una delle zone interessate dai lavori viari legati al cantiere delle nuove RSA di via Venaria. Da lunedì 27 aprile entreranno in vigore modifiche al traffico tra via Venaria e viale Partigiani, dove è prevista la realizzazione di una nuova rotatoria. L’intervento porterà chiusure temporanee, restringimenti di carreggiata e un sistema di passaggio regolato da semaforo. Il cantiere cambia la viabilità in una zona delicata Il provvedimento più rilevante riguarda viale Partigiani, che sarà chiuso al traffico nel tratto compreso tra via Venaria e il civico 40. La misura servirà a permettere l’avvio del cantiere e a garantire condizioni di sicurezza per operai, residenti e automobilisti. La chiusura rappresenta uno dei passaggi principali del piano di lavori connesso alle opere viarie previste nell’area delle nuove RSA. Per chi si muove abitualmente nella zona, il cambiamento potrà causare rallentamenti e la necessità di utilizzare itinerari alternativi. In via Venaria arriva il senso unico alternato Le modifiche interesseranno anche via Venaria, dove nel tratto tra via della Piombia e il civico 30 sarà previsto un restringimento della carreggiata. In questo punto verrà istituito un senso unico alternato, regolato da un impianto semaforico. La scelta permette di mantenere aperto il passaggio dei veicoli, pur con una circolazione più lenta rispetto alla norma. Gli automobilisti dovranno quindi prestare attenzione alla segnaletica provvisoria e mettere in conto possibili code, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore traffico. Soccorsi e mezzi pubblici resteranno garantiti Nonostante le limitazioni, resterà sempre assicurato il transito dei mezzi di soccorso e del trasporto pubblico locale. L’obiettivo è contenere i disagi per cittadini, utenti della strada e residenti, senza bloccare i servizi essenziali. Le autorità invitano a rispettare le indicazioni presenti sul posto e a scegliere, quando possibile, percorsi alternativi. I lavori rientrano in un progetto più ampio di sistemazione della viabilità, pensato per migliorare la sicurezza e rendere più ordinato il traffico nell’area. Prima di arrivare a questo risultato, però, la zona dovrà affrontare una fase temporanea di disagi e modifiche alla circolazione. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/canoa-sulla-dora-baltea-ivrea-ospita-i-campioni-del-ranking-mondiale.html - Categorie: Eventi Ivrea si prepara a un fine settimana di sport internazionale con la World Ranking Competition di canoa, in programma da venerdì 1 a domenica 3 maggio 2026. Lo Stadio della Canoa tornerà al centro dell’attenzione grazie alle gare sulla Dora Baltea, dove arriveranno atleti da diversi Paesi per una tappa valida ai fini del ranking globale. La manifestazione, organizzata dalla International Canoe Federation, assegnerà punti importanti nelle categorie maschili e femminili. Per la città sarà anche una vetrina sportiva e turistica, con il pubblico vicino al percorso di gara e la possibilità di vivere Ivrea durante uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Ivrea apre la stagione con una gara dal respiro mondiale La Dora Baltea sarà il campo di gara della ICF World Ranking Competition, evento che porterà in Piemonte alcuni tra i migliori specialisti della canoa. La competizione si svolgerà in tre giornate e rappresenterà uno dei primi passaggi di rilievo del calendario sportivo eporediese. L’appuntamento è patrocinato dalla Città metropolitana di Torino e conferma il ruolo dello Stadio della Canoa come impianto di riferimento per le discipline in acqua viva. Gli atleti cercheranno risultati utili per migliorare la propria posizione nel ranking internazionale, in un contesto tecnico impegnativo e molto seguito dagli appassionati. Tre giorni tra Slalom e Kayak Cross sulla Dora Baltea Il programma partirà venerdì 1° maggio con le gare di Slalom di 4° livello. Sabato 2 maggio sarà dedicato alla Slalom World Ranking Competition, momento centrale del fine settimana agonistico. Domenica 3 maggio la chiusura sarà affidata alla Kayak Cross World Ranking Competition, disciplina più spettacolare e ad alta intensità. Gli spettatori potranno seguire le discese dalle sponde del canale, a poca distanza dagli atleti, con una visione diretta delle manovre e dei passaggi più tecnici. L’evento offrirà anche l’occasione per valorizzare Ivrea oltre l’ambito sportivo. Tra una gara e l’altra, il centro storico e il patrimonio cittadino potranno attirare visitatori e appassionati, in una cornice che unisce sport outdoor e turismo. Il calendario proseguirà fino all’autunno La tappa di maggio sarà l’avvio di una stagione ricca di appuntamenti. Il 6 e 7 giugno lo Stadio della Canoa ospiterà l’ECA Junior Slalom Cup, dedicata ai giovani del circuito europeo. Il 22 agosto toccherà ai Campionati Italiani di Slalom Seniores e Kayak Cross, con una gara in notturna per il Kayak Cross. Il momento più atteso arriverà dal 23 al 27 settembre, quando Ivrea accoglierà i Campionati Europei Assoluti. La stagione si chiuderà il 17 e 18 ottobre con le gare regionali di Slalom e Discesa. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-vandalizzato-il-monumento-ai-partigiani-in-largo-montebello.html - Categorie: News A Torino torna alta l’attenzione su Largo Montebello, nel quartiere Vanchiglia, dove il monumento dedicato ai caduti partigiani è stato vandalizzato a pochi giorni dalle celebrazioni del 25 Aprile. L’episodio ha provocato una dura reazione istituzionale, perché ha colpito un luogo legato alla memoria e al ricordo di chi combatté per la libertà. Cosa è successo dopo le celebrazioni del 25 Aprile Il danneggiamento è stato reso pubblico dall’assessora comunale Chiara Foglietta, che ha diffuso sui propri canali social le immagini. Proprio pochi giorni prima, ai piedi del monumento era stata deposta una corona di alloro per rendere omaggio ai partigiani caduti. Chiara Foglietta ha espresso rabbia e sdegno per quanto accaduto, chiarendo che la città non intende lasciarsi intimidire. Largo Montebello già colpito in passato Il monumento di Largo Montebello non è nuovo a episodi simili. In passato la lapide commemorativa e l’area vicina erano già state danneggiate e imbrattate. Per questo il nuovo episodio assume un peso ancora maggiore. Non riguarda soltanto un danno materiale, ma tocca un punto sensibile della storia cittadina. A Vanchiglia, come nel resto di Torino, il monumento resta un riferimento della memoria democratica. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/mausoleo-della-bela-rosin-il-piccolo-pantheon-a-torino-storia-cosa-vedere-come-arrivare.html - Categorie: Cultura Il Mausoleo della Bela Rosin è uno dei luoghi più particolari di Torino, un edificio che unisce storia sabauda, architettura neoclassica e memoria cittadina. Si trova a Mirafiori Sud, dentro un parco rettangolare al confine con Nichelino, e colpisce per una caratteristica immediata: la somiglianza con il Pantheon di Roma. La struttura, infatti, ne riprende le forme in scala ridotta, con un effetto insolito per chi la incontra lungo il viale alberato che conduce all’ingresso. Il monumento è legato alla figura di Rosa Vercellana, conosciuta come Bela Rosin, contessa di Mirafiori e Fontanafredda. La sua storia personale si intreccia con quella di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, che è stato suo marito. Il mausoleo nacque come tomba di famiglia, pensata dai figli di Rosa Vercellana per custodire la memoria della madre e del suo legame con la dinastia sabauda. Oggi, dopo restauri, chiusure e nuove aperture, è diventato uno spazio culturale affidato al Sistema bibliotecario torinese. Un piccolo Pantheon nel parco di Mirafiori Sud Tra gli edifici meno conosciuti di Torino, il Mausoleo della Bela Rosin occupa una posizione particolare. Non si trova nel centro storico, né lungo i percorsi più frequentati dai turisti. La sua sede è Mirafiori Sud, in un’area verde che conserva un’atmosfera appartata. Proprio questa collocazione contribuisce a renderlo un luogo diverso dai monumenti più celebri della città. La costruzione richiama in modo evidente il Pantheon di Roma, pur con dimensioni più contenute. La forma circolare, il pronao, le colonne e l’impostazione generale rimandano al grande modello antico, reinterpretato in chiave neoclassica. Il risultato è un edificio sobrio, riconoscibile e scenografico, che appare alla fine di un lungo viale interno al parco. L’accesso avviene dal lato ovest, attraverso un cancello in ferro battuto sul quale compaiono le insegne dei Conti di Mirafiori. Il parco che circonda il mausoleo ha una forma rettangolare e rappresenta parte dell’esperienza di visita. Il monumento non si presenta come un edificio isolato in mezzo alla città, ma come il punto d’arrivo di un percorso verde. Il viale accompagna lo sguardo verso la facciata e prepara all’incontro con una costruzione che, per stile e storia, sembra appartenere a un tempo distante. La presenza del mausoleo a Mirafiori Sud aggiunge un tassello alla geografia storica di Torino. Il quartiere, spesso raccontato per altri aspetti della sua identità urbana, custodisce anche questo monumento legato alla memoria sabauda e alla storia privata della famiglia Vercellana. Il fascino dell’edificio nasce proprio da questo contrasto: una piccola architettura monumentale, ispirata all’antichità classica, collocata in una zona periferica e immersa nel verde. La storia di Rosa Vercellana e del re Vittorio Emanuele II Il nome del mausoleo rimanda a Rosa Vercellana, detta in piemontese Bela Rosin. La sua figura è legata a Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, con il quale ebbe una relazione destinata a entrare nella storia della casa sabauda. Rosa fu prima amante del sovrano e poi sua moglie. Dopo il matrimonio ricevette i titoli di contessa di Mirafiori e Fontanafredda. L’unione tra Rosa Vercellana e Vittorio Emanuele II fu un matrimonio morganatico. Questo tipo di matrimonio, contratto tra persone di diverso rango sociale, non consentiva alla moglie di acquisire i titoli e i privilegi del marito. La posizione di Rosa rimase quindi distinta da quella dinastica del re, pur dentro un rapporto personale molto rilevante per la storia familiare sabauda. La costruzione del mausoleo è stata voluta dai figli di Rosa Vercellana come luogo di sepoltura della madre e come tomba di famiglia. Nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto accogliere anche Vittorio Emanuele II. L’edificio divenne quindi un segno tangibile di memoria, un monumento privato pensato per custodire una vicenda personale intrecciata con la storia nazionale. La costruzione venne progettata dall’architetto Angelo Demezzi e realizzata tra il 1886 e il 1888. Lo stile scelto fu quello neoclassico, coerente con il richiamo al Pantheon romano. Sul frontone compare il motto della famiglia dei conti di Mirafiori: “Dio, Patria e Famiglia”. Questa iscrizione sintetizza il carattere del luogo, sospeso tra devozione privata, identità familiare e memoria storica. Le proporzioni dell’edificio sono contenute, ma studiate con precisione. Il diametro della parte circolare misura sedici metri. All’interno erano presenti otto colonne e gli spazi destinati alle tombe di Rosa Vercellana e dei suoi figli. Oggi quelle sepolture sono vuote. Le salme furono trasferite nel 1972 al Cimitero Monumentale di Torino dopo episodi di saccheggio compiuti da persone alla ricerca di gioielli e cimeli appartenuti alla famiglia. Questa parte della storia conferisce al mausoleo un carattere più complesso. Non è solo un edificio elegante da osservare dall’esterno, ma un luogo che ha attraversato usi, ferite e cambiamenti. Le tombe svuotate, i saccheggi e il successivo trasferimento delle salme raccontano una fase difficile della conservazione del monumento, prima della sua trasformazione in spazio pubblico e culturale. Il restauro e la nuova funzione culturale del Mausoleo Nel 1970 l'ultima discendente della famiglia ha venduto il Mausoleo al Comune di Torino. Da quel momento iniziò una nuova fase della sua storia. Il monumento passò da luogo privato di memoria familiare a bene cittadino, con un percorso segnato da restauri, aperture, chiusure e problemi legati anche al vandalismo. Dopo diversi interventi e un lungo periodo di vicende alterne, il mausoleo fu riaperto al pubblico nel 2005. Questa data rappresenta uno snodo importante, perché restituì alla città un edificio che rischiava di rimanere ai margini della memoria urbana. La gestione venne affidata al Sistema bibliotecario della città di Torino, che cura aperture, attività e iniziative. Oggi il mausoleo non è soltanto una meta per chi ama scoprire luoghi storici meno battuti. Al suo interno si svolgono incontri, letture, spettacoli teatrali, balli e iniziative culturali. La struttura ha quindi assunto una funzione viva, diversa da quella originaria, ma coerente con l’idea di restituire il monumento alla comunità. All’ingresso è attivo anche un servizio di ritiro di libri, DVD e riviste, sempre collegato al sistema delle biblioteche cittadine. La visita permette di osservare da vicino l’architettura dell’edificio e di comprendere meglio il rapporto tra la storia... - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/scioperi-di-maggio-2026-trasporti-a-rischio-il-calendario-completo.html - Categorie: News Maggio 2026 si annuncia complicato per chi dovrà spostarsi in Italia. Il calendario degli scioperi nei trasporti prevede diverse giornate delicate, con stop distribuiti tra treni, aeroporti, porti, mezzi locali, autotrasporto e autostrade. Le proteste sindacali riguardano il carovita e le richieste di aumenti salariali, con possibili ripercussioni per pendolari, viaggiatori e consegne merci. Per evitare disagi, sarà importante controllare in anticipo orari, fasce di garanzia e comunicazioni ufficiali delle compagnie. Il mese parte con lo sciopero generale del 1° maggio La prima data da segnare è venerdì 1° maggio, giorno della Festa dei Lavoratori. In programma c’è uno sciopero generale che interesserà pubblico impiego e settore privato. La mobilitazione coinvolgerà sanità, scuola, ricerca e vigili del fuoco, per questi ultimi solo nel turno mattutino. I trasporti aerei, ferroviari e locali resteranno fuori da questa prima astensione, ma saranno interessati da altre proteste nel corso del mese. Il quadro, quindi, resta da seguire con attenzione, perché le giornate successive porteranno nuovi stop in settori diversi della mobilità nazionale. Ferrovie, porti e mezzi locali entrano nel calendario degli stop Il calendario degli scioperi entrerà nel vivo da lunedì 4 maggio, con l’astensione di mezza giornata degli addetti alla ristorazione sui treni Trenitalia. Il giorno dopo, martedì 5 maggio, i disagi riguarderanno la Toscana, dove il personale di manutenzione RFI si fermerà per otto ore. Un altro passaggio delicato arriverà giovedì 7 maggio, con lo sciopero nazionale del settore marittimo. In quel caso, le criticità potrebbero riguardare le operazioni di carico e scarico merci nei porti. Nel fine settimana del 9 e 10 maggio, l’attenzione si sposterà su Napoli e provincia. I mezzi EAV, tra Circumvesuviana, Cumana e Metro Nord, resteranno fermi per 24 ore, dalle 19:31 di sabato fino alle 19:30 di domenica. Aerei e tir, la fine di maggio sarà difficile Una giornata da monitorare sarà lunedì 11 maggio, quando la protesta toccherà gli aeroporti di Roma. Lo sciopero interesserà il controllo del traffico ENAV Roma dalle 10 alle 18 e la sicurezza negli scali di Fiumicino e Ciampino dalle 12 alle 16. Per chi partirà dal Centro Italia, il rischio di cancellazioni e attese più lunghe ai controlli sarà concreto. La fase più pesante arriverà nell’ultima settimana. Dal 25 al 29 maggio, camionisti e imprese di autotrasporto fermeranno i tir in tutta Italia contro il caro carburante, con possibili ritardi nelle consegne. Il mese si chiuderà con lo sciopero generale nazionale di venerdì 29 maggio. Gli aeroportuali e gli addetti all’handling si fermeranno per 24 ore. I treni saranno coinvolti dalle 21 del 28 maggio alle 21 del 29 maggio. Sulle autostrade, lo stop partirà dalle 22 del 28 maggio e durerà 24 ore. Prima di partire, sarà necessario verificare i servizi garantiti e gli aggiornamenti del Ministero delle Infrastrutture. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/latteformaggio-torna-a-scalenghe-tre-giorni-tra-sapori-tradizioni-e-fiera-agricola.html - Categorie: Eventi Scalenghe si prepara a riportare in piazza LatteforMaggio, la rassegna dedicata alla filiera lattiero-casearia e alle tradizioni agricole della pianura pinerolese. L’appuntamento è fissato da venerdì 1 a domenica 3 maggio, con tre giornate pensate per valorizzare il latte, il lavoro degli allevatori e il legame tra produzione locale, cucina e comunità. La manifestazione, giunta alla sesta edizione, gode del patrocinio della Città Metropolitana di Torino e dal 2019 racconta una parte importante dell’identità rurale del territorio. A Scalenghe il settore ha numeri rilevanti: ogni anno vengono prodotti 234. 000 quintali di latte, grazie all’attività di 22 famiglie di allevatori e di oltre 3. 000 bovini. Scalenghe porta in piazza la sua filiera del latte Il centro della festa sarà piazza Santa Caterina, dove verrà allestita una grande tensostruttura destinata a ospitare pranzi, cene a tema e appuntamenti enogastronomici. Tra i momenti più attesi figura il tradizionale fritto misto alla piemontese, inserito in un programma che punta a unire gusto, racconto del territorio e promozione delle produzioni locali. LatteforMaggio nasce come vetrina per una filiera che resta centrale nell’economia del paese. La rassegna offre al pubblico la possibilità di avvicinarsi ai passaggi che portano il latte dalle stalle alla tavola, con dimostrazioni dedicate alla mungitura e alla caseificazione. Fiera agricola e trattori d’epoca nel fine settimana La giornata principale sarà sabato 2 maggio, quando si terrà la 19ª Fiera Agricola Scalenghese. Il programma prevede mostre di macchinari moderni e il raduno dei trattori d’epoca, pensato per affiancare innovazione agricola e memoria rurale. L’obiettivo è mostrare il volto concreto del lavoro nei campi e nelle aziende zootecniche, con attività capaci di attirare famiglie, appassionati e visitatori interessati alle produzioni locali. Domenica 3 maggio spazio anche alle degustazioni guidate promosse dal Distretto del Cibo Terre da Tasté, dedicate alle eccellenze del territorio. Sport, motori e tradizione per tre giorni di eventi Il programma partirà venerdì 1° maggio con la terza edizione di Corri a Scalenghe, corsa non competitiva aperta a tutti. La scelta conferma la volontà di costruire una rassegna ampia, capace di affiancare alla parte agricola anche iniziative sportive e momenti di aggregazione. Domenica, nella fase finale della manifestazione, sarà il turno del 9° Raduno Abarth, che porterà nel borgo il richiamo dei motori. Tra degustazioni, fiera agricola, dimostrazioni e appuntamenti per il pubblico, LatteforMaggio si presenta così come un evento pensato per raccontare Scalenghe attraverso le sue radici produttive e la sua vocazione turistica. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/economia/ponti-di-primavera-il-pieno-diventa-un-problema-famiglie-alle-prese-con-i-rincari.html - Categorie: Economia I ponti del 25 aprile e del Primo maggio portano milioni di italiani sulle strade, ma il costo dei rifornimenti pesa più del previsto sui bilanci familiari. La spesa aggiuntiva stimata per chi viaggia in auto supera 1,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento che colpisce in modo particolare chi possiede un veicolo diesel. Il tema riguarda partenze, rientri e spostamenti brevi, in un periodo in cui la voglia di vacanza resta alta. A cambiare, però, sono le scelte: mete più vicine, soggiorni ridotti e maggiore attenzione alle spese. Il diesel pesa di più sui viaggi di primavera L’aumento più forte riguarda il gasolio, cresciuto del 29,2% rispetto allo scorso anno. Alla base del rialzo ci sono le tensioni internazionali tra USA e Iran e il riordino delle accise partito a gennaio. Per gli automobilisti, il dato si traduce in una spesa concreta: un pieno diesel costa oggi 23,3 euro in più rispetto alla primavera 2025. Più limitato, ma comunque presente, il rincaro della benzina. La verde registra un aumento vicino al 2%, pari a circa 1,8 euro in più per ogni pieno. Una differenza meno evidente sul singolo rifornimento, che diventa più pesante se rapportata ai grandi numeri degli spostamenti previsti. Il calcolo complessivo prende come riferimento una media di 1,5 pieni per vettura e circa 95 milioni di spostamenti. Da qui nasce la stima dell’aggravio che grava sulle famiglie italiane durante i ponti di primavera. Accise e Primo Maggio tengono alta l’incognita prezzi Il calendario introduce un altro elemento di pressione. Il 1° maggio 2026 scade la proroga al taglio delle accise, pari a 24,4 centesimi. Senza un nuovo intervento del Governo, i prezzi alla pompa potrebbero salire proprio nei giorni centrali delle partenze e dei rientri. Il Codacons ipotizza scenari molto pesanti: il gasolio potrebbe arrivare a 2,3 euro al litro, mentre la benzina potrebbe toccare 1,98 euro al litro. Una prospettiva che preoccupa chi deve usare l’auto per raggiungere località turistiche, seconde case o parenti. La questione carburanti, quindi, non riguarda soltanto il costo del pieno. Incide sulla programmazione dei viaggi e può modificare la durata delle vacanze, soprattutto per chi parte con budget già ridotti. Vacanze più brevi ma gli italiani restano in movimento Malgrado i rincari, gli italiani non rinunciano del tutto agli spostamenti. Per il ponte del Primo Maggio, Federalberghi stima 7,4 milioni di persone in viaggio, con un giro d’affari pari a 3,8 miliardi di euro. La durata media dei soggiorni scende a 3 giorni, anche per effetto di un calendario meno favorevole rispetto al 2025. Il 92% dei viaggiatori resterà in Italia. Il mare resta la scelta principale, indicata da quasi il 40%, seguito da città d’arte e montagna. La casa di parenti e amici resta la sistemazione più scelta, con una quota del 30,8%, davanti ad alberghi e residence. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha spiegato che il turismo italiano continua a reggere, con viaggiatori orientati verso destinazioni più vicine e soggiorni più contenuti. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/under-30-e-lavoro-italia-in-coda-in-europa-il-governo-prepara-nuovi-incentivi.html - Categorie: Lavoro L’occupazione giovanile resta uno dei punti più deboli del mercato del lavoro italiano. I dati più recenti mostrano un Paese ancora distante dai livelli europei più alti, con una quota ridotta di under 30 occupati e un tessuto imprenditoriale giovane che, pur presente, non riesce a cambiare il quadro generale. In vista del decreto Primo Maggio, il governo prepara nuove misure per sostenere assunzioni stabili, redditi e ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Giovani al lavoro, l’Italia resta molto indietro Nel confronto europeo, l’Italia continua a muoversi nelle posizioni più basse per occupazione giovanile. Il tasso degli occupati tra i 20 e i 29 anni si ferma al 47,6%, un valore molto distante da quello registrato in altri Paesi. Paesi Bassi e Malta, per esempio, superano ampiamente l’80%, segnando un divario difficile da ignorare. Il dato pesa ancora di più se inserito in un quadro già fragile. Nell’Unione europea si contano oltre 2 milioni di giovani imprenditori, mentre in Italia gli imprenditori under 30 sono circa 420. 000. La quota nazionale è pari all’8% del totale e resta in linea con la media europea, ma non basta a compensare la debolezza complessiva dell’occupazione tra i più giovani. Il peso dello squilibrio tra generazioni Il problema non riguarda solo l’ingresso nel mercato del lavoro. Secondo i dati Istat, nel giro di 20 anni, coloro che hanno un'occupazione e un'età tra i 15 e i 34 anni sono scesi da 7,3 milioni a 5,2 milioni. Nello stesso periodo è aumentata la presenza dei lavoratori over 50, anche per effetto dell’innalzamento dell’età pensionabile. Questo squilibrio rende più complesso il percorso dei giovani verso contratti stabili e ruoli duraturi. Anche il lieve aumento del tasso generale di occupazione, pari al +0,3%, non modifica la distanza dell’Italia dalla media europea. Il mercato appare ancora poco favorevole per chi cerca il primo impiego o tenta di costruire un’attività autonoma. Incentivi e start-up, il decreto punta sugli under 35 Il governo guarda al decreto Primo Maggio come a uno strumento per rafforzare le politiche sul lavoro. Tra le misure attese ci sono la conferma degli incentivi per le assunzioni degli under 35, nuove agevolazioni per il lavoro femminile, interventi per i lavoratori delle piattaforme digitali, norme sulla sicurezza e azioni contro il caro vita. Resta centrale il bonus giovani, valido fino al 30 aprile, che prevede uno sgravio dei contributi per le aziende che assumono giovani con un contratto stabile. La sua efficacia dipenderà da eventuali proroghe e modifiche. Il nodo delle start-up resta aperto. Nel 2025 le imprese innovative sono poco più di 11. 000, in calo rispetto all’anno precedente. I casi di successo mostrano che il potenziale esiste. Il problema resta trasformarlo in una possibilità più ampia per una generazione intera. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/fashion-spring-2026-a-torino-moda-sostenibile-e-vintage-di-qualita-al-green-pea.html - Categorie: Eventi Nel weekend del 9 e 10 maggio 2026, il Green Pea di Torino tornerà a ospitare Fashion Spring, evento dedicato a moda, artigianato, vintage e nuove tendenze. La quarta edizione si svolgerà negli spazi The Place, al terzo piano del polo del Lingotto, con ingresso gratuito per il pubblico. L’iniziativa, firmata Torino Fashion Event, punta a mettere in contatto visitatori, giovani brand e realtà artigiane già consolidate. Per due giorni, il pubblico potrà conoscere da vicino le aziende presenti, acquistare prodotti selezionati e scoprire proposte legate al Made in Italy. Fashion Spring torna al Green Pea con 14 aziende Saranno 14 le aziende selezionate per animare la nuova edizione di Fashion Spring. L’offerta prevista coprirà diversi settori, dall’abbigliamento al beachwear, fino a borse, bijoux, cosmesi, home decor e accessori per animali domestici. L’evento nasce con l’obiettivo di dare spazio a realtà differenti, unendo la spinta creativa dei marchi emergenti alla competenza delle aziende artigiane del territorio. Il pubblico, durante la visita, potrà parlare direttamente con i produttori e osservare più da vicino il lavoro che sta dietro ogni creazione. La sede scelta resta uno degli elementi centrali dell’appuntamento. Il Green Pea, nel quartiere Lingotto, accoglierà il pubblico in un contesto già legato a temi come consumo consapevole, design e attenzione alla qualità. Il vintage entra tra le novità del 2026 La principale novità della quarta edizione sarà l’arrivo di un’area dedicata al vintage selezionato. Si tratta di uno spazio pensato per chi cerca capi e oggetti con una storia, ma anche per chi guarda alla moda come a un settore sempre più legato al riuso e alla durata nel tempo. Il vintage, in questo caso, non sarà presentato come semplice recupero del passato. L’idea è quella di proporre una selezione di livello, capace di attirare appassionati, curiosi e visitatori interessati a pezzi meno comuni. Fashion Spring, in questa forma, diventa quindi un appuntamento adatto sia a chi cerca nuove proposte di stile sia a chi vuole scoprire prodotti artigianali e oggetti dal carattere più personale. Shopping, caffè e masterclass beauty La due giorni non sarà dedicata soltanto allo shopping. Tra le proposte previste ci sarà il corner Nims, dove i visitatori potranno scoprire e degustare il caffè delle nuove macchine e delle cialde presentate durante l’evento. Spazio anche alla cura della pelle con le Beauty Masterclass firmate Hey Mamy Skincare. Gli incontri saranno dedicati ai consigli per una routine più efficace e offriranno al pubblico un momento di approfondimento legato al mondo beauty. Fashion Spring 2026 si prepara così a portare al Green Pea un programma compatto, costruito tra moda, artigianato, vintage e momenti esperienziali. L’appuntamento sarà aperto gratuitamente sabato 9 e domenica 10 maggio. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-alle-molinette-intervento-mai-eseguito-prima-valvole-cardiache-trattate-senza-fermare-il-cuore.html - Categorie: News Alle Molinette di Torino è stato eseguito un intervento cardiaco mai realizzato prima con queste modalità, destinato a segnare un passaggio rilevante per la cardiochirurgia mininvasiva. Un paziente di 82 anni, residente in provincia di Torino, è stato trattato per due gravi problemi valvolari senza ricorrere alla chirurgia tradizionale a cuore aperto. L’uomo presentava una stenosi aortica severa e una marcata insufficienza della valvola mitrale. Il quadro clinico era reso più delicato da un precedente intervento alle coronarie, elemento che avrebbe aumentato in modo significativo i rischi di un’operazione classica. Per questo motivo l’équipe medica ha scelto una soluzione diversa, capace di intervenire su entrambe le valvole con una procedura meno invasiva. Il cuore è rimasto in funzione durante l’operazione Il punto più innovativo dell’intervento riguarda la possibilità di trattare due valvole cardiache senza fermare il cuore del paziente. I medici hanno effettuato una piccola incisione nel torace, lunga pochi centimetri, e da lì hanno raggiunto l’organo con un unico accesso. Questa scelta ha permesso di evitare la circolazione extracorporea, passaggio tipico di molte operazioni a cuore aperto. Nel caso dell'uomo, una procedura tradizionale avrebbe comportato rischi troppo elevati. La strada mininvasiva ha quindi rappresentato l’opzione più adatta per affrontare una situazione clinica complessa, senza sottoporre il paziente a un trauma chirurgico più pesante. Due tecniche in un solo accesso chirurgico La prima fase ha riguardato la sostituzione della valvola aortica tramite Tavi, tecnica che permette di impiantare una nuova valvola attraverso un catetere. Subito dopo, dallo stesso accesso, l’équipe è intervenuta sulla mitrale con la procedura Neochord. In questo secondo passaggio sono state ricostruite le corde della valvola con materiali sintetici, così da riportarla a un funzionamento più corretto. L’operazione si è svolta in una sala ibrida, ambiente dotato di tecnologie avanzate per unire chirurgia e sistemi di imaging ad alta precisione. Al lavoro c’erano cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti e infermieri specializzati. Il paziente dimesso dopo pochi giorni L’esito dell’intervento è stato positivo. Il paziente si è risvegliato poche ore dopo l’operazione ed è potuto rientrare a casa dopo pochi giorni. Un risultato che rafforza il ruolo delle Molinette nel trattamento dei casi cardiologici ad alta complessità, in particolare per pazienti fragili o con poche alternative sicure. Il direttore generale Livio Tranchida ha sottolineato come l’ospedale torinese confermi la propria capacità di affrontare situazioni mediche molto difficili con soluzioni avanzate. Secondo il suo commento, la struttura continua ad attirare pazienti proprio per questa esperienza nei casi più complessi. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/trasporti-a-torino-gtt-cambia-percorso-a-sette-linee-orari-e-zone-interessate.html - Categorie: News Domenica 26 aprile si annuncia complessa per chi si sposta con i mezzi pubblici a Torino. GTT ha previsto una serie di deviazioni che riguardano sette linee della rete urbana e suburbana, con modifiche distribuite lungo l’intera giornata. A pesare sulla circolazione saranno tre appuntamenti distinti: la partita Torino-Inter allo Stadio Olimpico Grande Torino e due manifestazioni commerciali in città. Le variazioni interesseranno fasce orarie diverse, con possibili rallentamenti e percorsi alternativi nelle zone di via Filadelfia, via Di Nanni e via Nizza. Per questo motivo, chi deve usare bus e collegamenti sostitutivi è invitato a controllare in anticipo il tragitto, così da evitare attese o cambi non previsti. La partita allo stadio cambia il percorso di 17 e 17B Il primo blocco di modifiche riguarda l’area dello Stadio Olimpico Grande Torino, dove è in programma la sfida tra Torino e Inter. Dalle 12 alle 23, le linee 17 e 17B subiranno deviazioni in entrambe le direzioni. La causa è legata alla manifestazione sportiva prevista in via Filadelfia, zona nella quale la viabilità viene rimodulata nelle ore precedenti e successive all’incontro. I bus non seguiranno quindi il percorso ordinario, con passaggi spostati su tracciati alternativi stabiliti da GTT. Per i passeggeri diretti verso l’area dello stadio, o per chi deve attraversare quella parte della città, la giornata potrebbe richiedere tempi più lunghi rispetto al solito. Via Di Nanni e via Nizza portano altre modifiche Le deviazioni non riguardano solo la partita. Dalle 6. 30 e fino alle 23. 30 circa, GTT ha disposto altri cambiamenti legati a due manifestazioni commerciali. In via Di Nanni, l’evento previsto comporterà modifiche alla linea 16CD, che sarà instradata su un percorso diverso da quello abituale. La misura resterà attiva per gran parte della giornata, con effetti possibili sugli spostamenti nella zona interessata. Un secondo intervento riguarda invece via Nizza, dove un’altra manifestazione commerciale porterà alla deviazione delle linee 18, M1S e 2014. Anche in questo caso, i mezzi seguiranno percorsi alternativi fino alla serata. GTT invita a controllare i percorsi prima di partire Nel complesso, saranno sette le linee coinvolte: 17, 17B, 16CD, 18, M1S e 2014, con modifiche concentrate tra mattina, pomeriggio e tarda serata. La sovrapposizione tra evento sportivo e appuntamenti commerciali renderà la domenica meno lineare per molti utenti del trasporto pubblico. Per conoscere il dettaglio dei tragitti alternativi, GTT rimanda alla sezione “linee e orari” e poi a “rete urbana e suburbana” del proprio sito. La consultazione prima della partenza resta il modo più semplice per organizzare gli spostamenti e ridurre il rischio di ritardi. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/smartphone-spid-e-intelligenza-artificiale-a-rivalta-il-corso-gratuito-per-over-65.html - Categorie: Eventi A Rivalta di Torino arriva un corso gratuito pensato per aiutare i cittadini più anziani a usare con maggiore autonomia gli strumenti digitali di tutti i giorni. L’iniziativa si svolgerà alla biblioteca Silvio Grimaldi, negli spazi del Castello degli Orsini, e sarà rivolta agli over 65 che desiderano prendere confidenza con smartphone, applicazioni, posta elettronica, servizi pubblici online e nuove tecnologie. Il percorso rientra nel progetto “Oltre il tempo”, promosso dal Comune di Rivalta di Torino. L’obiettivo è pratico: rendere più semplice l’uso dei dispositivi mobili e ridurre le difficoltà che molte persone incontrano quando devono accedere a strumenti ormai presenti nella vita quotidiana. Il corso gratuito che avvicina gli anziani al digitale Il cuore dell’iniziativa è l’uso dello smartphone, ormai necessario per comunicare, ricevere informazioni, gestire documenti e accedere a molti servizi. Durante gli incontri, i partecipanti potranno imparare le funzioni di base del telefono, dalle impostazioni alle notifiche, fino alla gestione delle app e dell’archivio. Il corso nasce per offrire un supporto concreto a chi vuole sentirsi più sicuro davanti allo schermo del proprio dispositivo. Non si tratta quindi di lezioni teoriche astratte, ma di un percorso pensato per rispondere a esigenze reali: capire come orientarsi tra i menu, utilizzare le applicazioni più comuni e muoversi con maggiore tranquillità tra comunicazioni digitali e servizi online. Quattro appuntamenti tra smartphone, e-mail e SPID Il calendario prevede quattro incontri nel mese di maggio, ognuno dedicato a un tema diverso. Il primo appuntamento, fissato per il 7 maggio, sarà centrato sull’uso dello smartphone, con attenzione a notifiche, impostazioni, applicazioni e memoria del dispositivo. Il 14 maggio il corso affronterà la gestione delle e-mail e dei principali servizi Google, strumenti ormai molto usati per comunicare e organizzare informazioni personali. Il 21 maggio sarà la volta dei servizi digitali legati alla Pubblica Amministrazione, con spiegazioni pratiche su SPID e CIE. Il 28 maggio, infine, spazio a social network e intelligenza artificiale, con indicazioni per un uso consapevole. Iscrizione obbligatoria per partecipare agli incontri La partecipazione al corso è gratuita, ma riservata ai cittadini over 65. Per prendere parte agli incontri è richiesta l’iscrizione obbligatoria tramite WhatsApp, attraverso il numero indicato dagli organizzatori. L’iniziativa punta a favorire una maggiore autonomia nella gestione della tecnologia, in un periodo in cui molti servizi passano da canali digitali. Per gli anziani di Rivalta, il corso rappresenta quindi un’occasione per acquisire competenze utili, rafforzare la propria sicurezza e partecipare con più facilità alla vita sociale e amministrativa del territorio. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-04-26 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-schianto-nella-notte-in-corso-potenza-grave-un-uomo-di-30-anni.html - Categorie: News Un grave incidente stradale si è verificato nelle prime ore della mattina a Torino, nel quadrante nord della città. Erano circa le 4:40 quando un’auto ha perso il controllo in corso Potenza, nei pressi dell’incrocio con via Calabria, e ha terminato la corsa contro un palo. L’impatto è stato molto violento e ha richiesto l’intervento immediato dei sanitari. Alla guida della vettura c’era un uomo di 30 anni, trovato a terra sul marciapiede all’arrivo dei soccorsi. Le sue condizioni sono apparse subito molto serie. Dopo le prime cure sul posto, il ferito è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Giovanni Bosco, dove è arrivato in Codice Rosso. L’auto contro il palo all’alba in corso Potenza La vettura, per motivi ancora da chiarire, ha perso la traiettoria e si è schiantata contro un palo lungo corso Potenza. La zona indicata è quella dell’angolo con via Calabria, punto sul quale si sono concentrati i primi rilievi. L’impatto ha provocato danni pesanti al mezzo. La dinamica esatta resta da ricostruire, dato che al momento non risultano certezze sulle cause che hanno portato il conducente a perdere il controllo dell’auto. Il conducente trovato a terra dai soccorritori La richiesta di aiuto è partita subito dopo l’incidente. La Centrale Operativa del 118 ha inviato sul posto un’équipe medica d’urgenza, chiamata a intervenire in una situazione apparsa immediatamente molto delicata. Quando i sanitari sono arrivati, il conducente si trovava sul marciapiede, fuori dall’abitacolo. Non è ancora chiaro se l’uomo sia stato proiettato all’esterno a causa dell’urto oppure se sia riuscito a uscire dal veicolo prima di perdere conoscenza. Dopo la stabilizzazione sul luogo dello schianto, il trentenne è stato portato al pronto soccorso del Giovanni Bosco. Indagini in corso sulla dinamica dello schianto Le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire cosa sia accaduto nei momenti precedenti all’incidente. Dai primi elementi non sembrano essere coinvolti altri veicoli, dettaglio che rende ancora più rilevante l’analisi del tratto stradale, delle condizioni dell’auto e dei segni lasciati sull’asfalto. I rilievi tecnici proseguiranno nelle prossime ore. L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica e mettere in sicurezza l’area interessata dall’impatto. Intanto restano gravi le condizioni del 30enne, ricoverato dopo il violento urto. - Published: 2026-04-26 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/pino-torinese-tra-i-comuni-piu-ricchi-ditalia-il-reddito-medio-supera-quota-40-000-euro.html - Categorie: Economia Pino Torinese entra nella parte alta della mappa italiana dei redditi. Il dato arriva dalle dichiarazioni fiscali relative all’anno d’imposta 2024, pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e colloca il comune collinare dell’area metropolitana torinese tra le realtà con i valori medi più elevati del Paese. Il reddito medio pro capite supera infatti la soglia dei 40. 000 euro, un livello che conferma Pino Torinese tra i centri più benestanti secondo la lettura statistica dei dati fiscali. Il risultato assume rilievo anche nel confronto con le città di maggiori dimensioni, dove la distribuzione dei redditi risulta più ampia e meno concentrata. Pino Torinese supera quota 40. 000 euro pro capite Nel quadro nazionale dei redditi dichiarati, Pino Torinese si distingue per una media pro capite superiore ai 40. 000 euro. Il comune, situato nell’area collinare torinese, rientra così nella fascia alta della graduatoria italiana elaborata sui dati fiscali disponibili. La posizione del centro piemontese non riguarda un singolo caso isolato, ma si inserisce in una tendenza più ampia. Le classifiche basate sul reddito medio, infatti, premiano spesso realtà territoriali di dimensioni contenute, dove il numero ridotto di residenti può incidere con maggiore forza sul valore finale. I piccoli comuni restano ai vertici della classifica La graduatoria nazionale continua a mostrare una presenza rilevante di piccoli comuni nelle prime posizioni. In questi territori, la media dei redditi dichiarati può salire rapidamente quando la popolazione è limitata e la distribuzione interna risulta meno dispersa rispetto ai grandi centri urbani. Il caso di Pino Torinese si colloca dentro questo scenario. La dimensione demografica più contenuta consente una lettura diversa rispetto alle aree metropolitane più popolose, dove il dato medio tende a incorporare situazioni economiche molto differenti tra loro. Torino più indietro rispetto ai centri minori Il confronto con Torino resta significativo. Il capoluogo piemontese si posiziona più in basso nella graduatoria, segno di una struttura reddituale più estesa e meno concentrata. Nelle grandi città, infatti, la media risente della presenza di fasce sociali più numerose e diversificate. Ai vertici nazionali restano realtà molto piccole come Maccastorna, seguita da Lajatico e Portofino, che continuano a figurare tra i comuni con i redditi medi più alti. In questo contesto, Pino Torinese conferma il proprio peso nella classifica e rafforza l’immagine di uno dei comuni più benestanti del Torinese. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/sport/milan-juventus-i-numeri-del-big-match-cosa-dicono-le-statistiche.html - Categorie: Sport Milan-Juventus arriva alla 34ª giornata di Serie A con un peso statistico molto chiaro. La sfida di San Siro, in programma domenica 26 aprile alle 20:45, mette di fronte due squadre legate da una storia lunghissima, nella quale i numeri raccontano un confronto spesso equilibrato, ma con alcune tendenze nette. Il Milan ha battuto la Juventus 53 volte in 181 precedenti di campionato, più di qualsiasi altra squadra contro i bianconeri. I rossoneri sono anche la formazione che ha segnato più reti alla Juve in Serie A: 227 gol. Il Milan ha una tradizione forte contro la Juventus Il dato storico premia il Milan, che contro la Juventus ha raccolto 53 vittorie, con 59 pareggi e 69 sconfitte. A San Siro, però, la presenza bianconera resta forte: solo l’Inter, con 35 successi in casa rossonera, ha fatto meglio della Juventus, a quota 25 vittorie. Anche sul piano offensivo il dato è significativo, perché la Juve ha realizzato 107 gol in trasferta contro il Milan in Serie A. Solo l’Inter, con 124 reti, ha superato quota 100 al Meazza contro i rossoneri. Il Milan arriva inoltre con un confronto stagionale favorevole rispetto allo scorso campionato. Dopo 33 giornate, la squadra rossonera ha 66 punti, cioè 15 in più rispetto ai 51 della stagione precedente allo stesso punto del torneo. La Juventus ha costruito una striscia difensiva pesante Il dato più forte riguarda la fase difensiva juventina. La squadra bianconera non subisce gol dal Milan da cinque sfide consecutive in Serie A, con un bilancio di 2 vittorie e 3 pareggi. È già una striscia record per la Juventus contro i rossoneri nel massimo campionato. L’ultimo gol milanista in questa sfida risale al 28 maggio 2023, quando Olivier Giroud segnò al 40’. La Juve arriva al match con un’altra serie positiva: ha vinto senza subire reti cinque delle ultime sei partite di campionato, comprese le ultime tre, chiuse con un parziale complessivo di 5-0. Per ritrovare quattro successi consecutivi senza reti incassate bisogna tornare al periodo tra ottobre e novembre 2023. Allegri, Spalletti e i dati sui protagonisti La partita porta in panchina due tecnici da oltre 300 vittorie in Serie A: Massimiliano Allegri ne conta 321, Luciano Spalletti 302. Tra i singoli, Adrien Rabiot ha segnato 18 gol in 157 presenze juventine ed è il quinto miglior marcatore francese della storia bianconera in Serie A. Kenan Yildiz, classe 2005, ha già prodotto 10 reti e 6 assist, dato che lo colloca tra i giovani più incisivi dei maggiori campionati europei. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/economia/giovani-agricoltori-parte-il-bando-per-comprare-terreni-aiuti-fino-a-15-milioni.html - Categorie: Economia Il bando Generazione Terra riapre una strada importante per i giovani che vogliono entrare nel settore agricolo o rafforzare un’attività già avviata. La misura, promossa da Ismea, mette a disposizione 120 milioni di euro per favorire l’acquisto di terreni agricoli, con una quota del 10% destinata alle aree interne e montane. Le domande possono essere presentate online fino alle ore 12 del 19 giugno 2026, attraverso la piattaforma telematica dedicata. Il bando punta sui giovani agricoltori La misura si rivolge a più profili. Possono fare richiesta i giovani imprenditori agricoli under 41 che vogliono ampliare la propria azienda o consolidare terreni già condotti da un periodo di tempo di almeno due anni. Spazio anche agli startupper sotto i 41 anni con esperienza, che sono interessati ad avviare una nuova attività agricola. Una terza categoria riguarda gli under 35 privi di esperienza diretta, ma con un titolo di studio o una formazione specifica nel settore. Per questi giovani, il bando rappresenta un possibile punto di ingresso in un comparto che richiede investimenti iniziali spesso elevati. Finanziamenti fino al valore totale del terreno Il sostegno può coprire fino al 100% del valore del terreno. Il meccanismo prevede che sia Ismea ad acquistare direttamente i fondi agricoli, per poi assegnarli ai beneficiari ammessi alla misura. L’importo massimo finanziabile arriva a 1,5 milioni di euro per imprenditori agricoli e startupper che hanno esperienza. Per gli under 35 senza esperienza, ma con titolo formativo, il limite scende a 500. 000 euro. Restano fuori dal calcolo le spese accessorie, come imposte e costi notarili. Per gli investimenti inferiori a 300. 000 euro è previsto un mutuo ipotecario garantito dal terreno. Per importi superiori si applica il patto di riservato dominio: la proprietà passa al beneficiario solo dopo il pagamento dell’ultima rata. Domande online e premio per il primo insediamento Il finanziamento può avere una durata massima di 30 anni e il preammortamento corrisponde a massimo due anni. Il tasso è fisso e collegato ai parametri europei di mercato. È previsto anche un contributo per valutare il terreno che corrisponde allo 0,3% del valore stimato, tenendo conto di un minimo di 500 euro. Per gli startupper è previsto un premio di primo insediamento da 100. 000 euro, utile per alleggerire le rate e sostenere l’avvio del piano aziendale. La domanda deve essere completata online (seguendo il percorso previsto attivo nei giorni feriali) e firmata digitalmente tramite sistema PAdES. L’ordine di arrivo e convalida determina la priorità nell’istruttoria. La misura si collega alla Banca delle Terre, lo strumento Ismea pensato per riportare sul mercato terreni agricoli non utilizzati attraverso aste pubbliche e offerte dirette. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/medicina-e-intelligenza-artificiale-a-torino-arriva-kai-reed-cardiochirurgo-generato-con-ai.html - Categorie: Scienza e Tecnologia A Torino la cardiochirurgia ha incontrato una nuova forma di intelligenza artificiale, presentata in un contesto scientifico internazionale come parte attiva del confronto tra specialisti. Al centro dell’evento c’è stato Kai Reed, un cardiochirurgo generato con l’AI e inserito nel programma del meeting “Becoming the Surgeon of the Future”, ospitato all’Argotec SpacePark. La presenza del medico virtuale ha avuto un valore simbolico forte. Kai Reed non è stato mostrato come semplice esercizio tecnologico, ma come figura pensata per accompagnare il dibattito sulle trasformazioni della professione, dalla pianificazione chirurgica alla gestione dei casi complessi. A Torino il chirurgo AI entra nel dibattito medico Il meeting, organizzato da Corcym, ha riunito 110 specialisti arrivati da diversi Paesi, tra Europa, Nord Africa, Brasile e Cina. Il confronto si è concentrato sui cambiamenti che stanno modificando la cardiochirurgia, con particolare attenzione all’aggiornamento delle linee guida europee, alla robotica negli interventi valvolari e alle tecniche mini-invasive. In questo scenario, Kai Reed ha portato una riflessione sul ruolo dell’AI nella medicina. Il suo intervento ha chiarito che la tecnologia non punta a sostituire il chirurgo, ma a modificare il modo in cui si raccolgono dati, si valutano opzioni e si prepara un’operazione. La tecnologia diventa supporto alle decisioni cliniche Il caso torinese mostra una direzione precisa: l’intelligenza artificiale entra nella sanità come strumento di analisi, organizzazione e supporto alla scelta medica. Nella cardiochirurgia, dove ogni intervento richiede valutazioni complesse, la possibilità di integrare dati e simulazioni può aiutare i professionisti a costruire percorsi più personalizzati. Kai Reed ha richiamato l’attenzione sul valore della decisione prima dell’azione. La chirurgia, in questa visione, non nasce solo in sala operatoria, ma molto prima, nella fase in cui il team studia il caso, confronta le ipotesi e definisce la strategia. Il medico resta al centro della sala operatoria Il debutto di Kai Reed non cancella il ruolo del chirurgo umano. Al contrario, lo mette al centro di un sistema più ampio, nel quale AI, robotica e competenze cliniche devono lavorare insieme. La sperimentazione presentata a Torino indica che la cardiochirurgia del futuro dipenderà dalla capacità di integrare strumenti avanzati senza perdere il controllo medico, la responsabilità professionale e il rapporto con il paziente. La tecnologia può ampliare le possibilità operative, ma la scelta finale resta affidata all’esperienza del team sanitario. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-piu-famiglie-scelgono-borghi-e-montagna-i-dati-del-mercato-immobiliare.html - Categorie: Economia Il mercato immobiliare torinese si sposta sempre più lontano dal centro. Nel 2025 la provincia ha superato il capoluogo per ritmo di crescita, numero di compravendite e aumento dei valori, con una domanda orientata verso case più autonome, spazi esterni e costi più gestibili. La scelta di molte famiglie non riguarda più soltanto il prezzo: pesa il desiderio di vivere in zone meno dense, con servizi vicini e una qualità abitativa diversa rispetto a quella offerta dai quartieri centrali. La provincia corre più veloce della città I numeri dell’Osservatorio Immobiliare Fiaip 2025 indicano un cambio netto. A Torino le compravendite sono cresciute del 6,8%, con circa 16. 000 case vendute. Nell’area extraurbana, invece, l’aumento ha raggiunto l’11%, con oltre 21. 600 vendite. Il dato segnala una maggiore attrazione dei comuni fuori città, dove molte persone cercano abitazioni indipendenti, giardini privati, minori vincoli condominiali e una gestione più autonoma delle spese. Secondo Mauro Alasia, vicepresidente di Fiaip Torino, la tendenza riflette una nuova attenzione verso qualità della vita, sicurezza e libertà nella gestione dell’abitazione. Il centro resta un mercato rilevante, ma i costi più rigidi e la minore disponibilità di soluzioni indipendenti spingono una parte della domanda verso la cintura e i piccoli centri. Borghi, cintura e montagna attirano nuovi acquisti L’interesse cresce soprattutto nei comuni collegati bene con Torino. Rosta, grazie alla stazione e alla presenza di servizi, viene indicata come una delle alternative più competitive: qui le compravendite sono salite di circa il 10% nel 2025. La provincia beneficia quindi di un doppio vantaggio: prezzi ancora più accessibili rispetto al capoluogo e maggiore disponibilità di case adatte a chi cerca spazio. Anche i valori confermano il movimento. Nel capoluogo i prezzi hanno registrato un aumento del 2%, mentre l’area extraurbana è arrivata al 2,2%. Le zone sciistiche e montane hanno fatto segnare punte del 2,8%, segnale di un ritorno dell’interesse per la seconda casa. Nel complesso, la città metropolitana ha chiuso l’anno con 37. 000 vendite, piazzandosi tra i mercati più dinamici in Italia. Dentro Torino crescono le periferie più simili ai paesi Anche in città il mercato premia i quartieri capaci di offrire caratteristiche vicine a quelle della provincia. Il caso più evidente è Barca-Bertolla, nel nord-est di Torino, dove i prezzi sono saliti del 6%. La zona, più accessibile e periferica, conserva alcune soluzioni indipendenti e risponde a una domanda simile a quella che alimenta il successo dei comuni esterni. Restano forti anche alcuni quartieri a ridosso del centro, come San Salvario, San Donato e Borgo Po, mentre centro e collina si muovono sotto la media. Il calo dei tassi ha riattivato una parte della domanda rimasta ferma tra il 2023 e il 2024, quando il costo del denaro aveva frenato molti acquisti. Per il 2026 Fiaip si attende un mercato più lento e controllato, ma ancora positivo. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/premio-della-rosa-e-fiorile-moncalieri-celebra-la-primavera-in-piazza.html - Categorie: Eventi Moncalieri si prepara a un fine settimana dedicato ai fiori, alla natura e alla biodiversità. Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026, piazza Vittorio Emanuele II ospiterà la dodicesima edizione di Fiorile – Orti & Fiori in mostra, in programma dalle 10 alle 18 con ingresso gratuito. L’appuntamento porterà nel centro storico vivaisti, artigiani, produttori e iniziative culturali. Fiorile porta rose e biodiversità nel centro di Moncalieri Per due giorni Moncalieri diventerà un grande spazio all’aperto dedicato al verde. La manifestazione, quest’anno collocata nel cuore della città, unirà eccellenze vivaistiche, artigianato di qualità e proposte gastronomiche legate al Mercato della Terra Slow Food. Tra i protagonisti dell’allestimento ci saranno vivaisti specializzati, con un ruolo di primo piano per le rose antiche di Maurizio Feletig. Il pubblico potrà incontrare espositori legati ai presìdi Slow Food, alle ceramiche artistiche, ai tessuti naturali e ai manufatti in legno, in un percorso pensato per valorizzare natura, manualità e produzioni locali. L’edizione 2026 sarà legata al Premio della Rosa Principessa Maria Letizia di Savoia. A questo si aggiungerà il nuovo Premio Rosa d’Oro, nato per dare risalto alle donne impegnate nel sostegno al mondo femminile. Laboratori, sport e attività per la Festa della Mamma Il programma riserverà spazio anche alle famiglie e alle attività pratiche. Tra le novità ci saranno le iniziative outdoor al Bosco del Re, con uno Sport Camp dedicato a nordic walking e tiro con l’arco. Non mancheranno i workshop creativi. Beesù proporrà un laboratorio per realizzare cialde profumate in cera d’api, mentre la Festa della Mamma sarà al centro dei corsi di composizione floreale che vedranno la partecipazione di Nadia Danzero e Cinzia Scanavacca. L’evento punta quindi a coinvolgere pubblici diversi: appassionati di giardinaggio, curiosi, famiglie con bambini e visitatori interessati a vivere il centro di Moncalieri attraverso un programma diffuso. Cultura, musica e sapori botanici chiudono il programma Accanto alla parte espositiva, Fiorile proporrà diversi appuntamenti culturali. Sono previste presentazioni di guide escursionistiche e reading poetici con Linda Messerklinger, in una cornice che lega natura, parole e territorio. La parte gastronomica avrà un taglio sensoriale, con gli Slow drink, cocktail presentati da Marco Gramaglia e Roberto Sambo. Spazio anche alla degustazione realizzata in collaborazione con il ristorante La Cadrega. La giornata di sabato terminerà con l’aperitivo Flower Gin nel Giardino delle Rose del Castello di Moncalieri. L’atmosfera sarà accompagnata dalla musica del violinista ucraino Anton Gerasymov e dalla voce di Rania Khazour, per una chiusura tra fiori, suoni e sapori. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-contro-inter-una-sfida-lunga-82-partite-i-numeri-sorridono-ai-nerazzurri.html - Categorie: Sport Torino-Inter riporta al centro una storia lunga, fatta di numeri e partite rimaste nella memoria granata. Domenica alle 18, all’Olimpico Grande Torino, andrà in scena l’82esimo confronto in Serie A tra le due squadre in casa del Toro. Il bilancio resta favorevole all’Inter, avanti con 32 vittorie, contro i 25 successi granata e 24 pareggi. Più equilibrato il conto dei gol: 107 reti nerazzurre e 102 del Torino. Un divario sottile, dentro una sfida che per i granata conserva un significato forte, anche per l'assenza di vittorie in casa che dura da sette partite. Il Toro cerca un successo che manca dal 2019 L’ultima vittoria casalinga del Torino contro l’Inter risale al 27 gennaio 2019. In quella stagione, la squadra allenata da Walter Mazzarri superò i nerazzurri di Luciano Spalletti per 1-0. A decidere la gara fu Armando Izzo, autore di un colpo di testa al 34esimo minuto del primo tempo. Quel gol regalò tre punti molto importanti ai granata e resta, ancora oggi, l’ultimo successo interno contro l’Inter. Da allora il Toro non è più riuscito a imporsi davanti al proprio pubblico in questa sfida. Il dato pesa, perché arriva alla vigilia di un confronto nel quale la storia recente non sorride alla squadra granata. I numeri premiano l’Inter, Pulici resta il simbolo Nei precedenti torinesi in Serie A, l’Inter conserva un margine netto sul piano dei risultati. I nerazzurri hanno vinto 32 volte, mentre il Toro si è fermato a 25 successi. I pareggi sono stati 24. La differenza nei gol, però, racconta una rivalità più equilibrata: 107 reti per l’Inter, 102 per il Torino. Il miglior marcatore della sfida resta Paolo Pulici, con 8 gol. Dall’altra parte spicca Roberto Boninsegna, autore di 5 reti contro i granata. Nella storia del confronto trovano spazio anche due figure simboliche: Valentino Mazzola e Giacinto Facchetti, entrambi a quota 4 gol. Dal 4-0 del 1973 al Grande Torino Tra le vittorie più nette del Torino in casa contro l’Inter resta il 4-0 del 25 marzo 1973. Quel giorno i granata dominarono con due doppiette: Claudio Sala firmò i primi due gol, poi Pulici completò il successo. L’Inter, pur ricca di grandi nomi come Facchetti, Sandro Mazzola, Oriali e Boninsegna, uscì sconfitta in modo pesante. Ancora più lontano nel tempo c’è il 4-2 del 12 dicembre 1948, quando il Grande Torino batté l’Inter al Filadelfia. Segnarono Mazzola, Ossola e Menti, quest’ultimo con una doppietta. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/montebello-market-torna-a-torino-43-banchi-e-12-laboratori-gratis-sotto-la-mole.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a una nuova domenica dedicata alla creatività manuale. Il Montebello Market tornerà domenica 26 aprile 2026, con apertura dalle 10:00 alle 18:30, nella zona ai piedi della Mole Antonelliana. L’appuntamento, ormai stabilmente legato al calendario cittadino, porta in città un mercato dedicato all’artigianato indipendente e alle produzioni fatte a mano. L’evento è organizzato dall’associazione Montebello Market insieme ai Creativi sotto la Mole e si rivolge a chi cerca oggetti originali, progetti curati e piccole realtà produttive del territorio. La formula resta quella di una giornata aperta al pubblico, tra espositori selezionati e attività pensate per avvicinare i visitatori alle tecniche artigiane. Torino ritrova il mercato creativo sotto la Mole La nuova edizione conferma il legame tra il mercatino dell’artigianato e una delle aree più riconoscibili della città. La presenza della Mole sullo sfondo rende l’appuntamento facilmente identificabile per residenti e turisti, con un percorso che punta sulla qualità delle proposte e sul rapporto diretto tra pubblico e creativi. Il mercato si inserisce nella tradizione dell’evento che anima la zona ogni quarta domenica del mese. In questa data di aprile, il programma prevede una presenza consistente di espositori e una proposta rivolta a fasce diverse di pubblico, da chi cerca idee regalo a chi vuole conoscere da vicino il lavoro manuale. 43 banchi per raccontare l’artigianato indipendente Saranno 43 i banchi presenti al Montebello Market. La selezione punta a offrire una visione ampia dell’artigianato contemporaneo, con oggetti e produzioni nati da lavorazioni manuali, attenzione al design e percorsi indipendenti. I visitatori potranno muoversi tra creazioni diverse, con la possibilità di incontrare direttamente gli autori dei progetti. Il mercato diventa così un’occasione per acquistare pezzi originali, conoscere nuove realtà creative e sostenere una filiera locale legata alla cura del dettaglio. 12 workshop gratuiti per entrare nei laboratori Accanto all’area espositiva ci sarà spazio per 12 workshop gratuiti, aperti al pubblico. I laboratori permetteranno ai partecipanti di sperimentare brevi attività creative e di osservare più da vicino alcune tecniche usate dagli artigiani. La giornata assume così un carattere più partecipativo: non sarà solo una visita tra i banchi, ma un momento di confronto tra professionisti, curiosi e appassionati. L’obiettivo resta quello di valorizzare il lavoro dei creativi locali e offrire a Torino una domenica dedicata alle produzioni fatte a mano, in un contesto centrale e riconoscibile. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/metro-torino-corse-prolungate-dal-25-aprile-all1-maggio.html - Categorie: News La metropolitana di Torino cambia ritmo per il ponte tra 25 aprile e 1° maggio 2026. Nei giorni festivi e prefestivi è previsto un servizio con orari straordinari, pensato per accompagnare l’aumento degli spostamenti in città e offrire collegamenti più ampi nelle fasce serali. Il piano riguarda diverse giornate consecutive e introduce partenze prolungate dai capolinea, con aperture e chiusure diverse in base al calendario. La metro di Torino allunga il servizio nei giorni festivi Il primo intervento riguarda sabato 25 aprile e venerdì 1° maggio, due giornate festive nelle quali la metropolitana seguirà un orario speciale. In entrambi i casi, la prima corsa partirà alle 7:00, mentre l’ultima corsa dai capolinea sarà fissata all’1:00 di notte. La scelta punta a sostenere la mobilità cittadina in un periodo nel quale gli spostamenti possono aumentare, tra eventi, uscite serali e flussi legati al ponte primaverile. Per chi dovrà muoversi tra il centro e le altre zone servite dalla linea, il prolungamento serale rappresenta quindi un margine in più rispetto agli orari ordinari. Il fine settimana successivo resta con corse prolungate Il piano speciale non si ferma al 1° maggio. Anche nel weekend successivo sono previste modifiche agli orari della metropolitana. Sabato 2 maggio il servizio inizierà alle 5:30 e terminerà all’1:00 di notte, sempre con riferimento alle partenze dai capolinea. Per domenica 3 maggio, invece, l’avvio sarà fissato alle 7:00, con chiusura ancora all’1:00. In questo modo la rete metropolitana manterrà una copertura estesa anche oltre le giornate festive principali, dando continuità al servizio durante una fase di maggiore movimento in città. La differenza tra sabato e domenica riguarda quindi soprattutto l’orario di partenza della prima corsa, più anticipato nella giornata del 2 maggio e allineato alle 7:00 nella domenica successiva. Giovedì 30 aprile resta una giornata con orario dedicato Un orario diverso è previsto per giovedì 30 aprile, giornata prefestiva. In questo caso la metropolitana entrerà in servizio alle 5:30 e concluderà le corse a mezzanotte. Si tratta di una formula intermedia rispetto alle giornate con chiusura all’1:00, ma comunque inserita nel piano di rafforzamento previsto per il ponte. Gli orari comunicati riguardano le partenze dai capolinea e vanno letti come parte di una programmazione pensata per i giorni di maggiore affluenza. Tra festività, prefestivi e fine settimana, Torino avrà quindi una metropolitana con finestre di servizio più ampie, in particolare nelle ore serali. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/cani-educazione-e-sicurezza-a-rivalta-parte-il-progetto-con-asl-to3.html - Categorie: News A Rivalta prende forma un percorso gratuito pensato per chi vive con un cane e vuole gestirlo con maggiore attenzione. L’obiettivo è chiaro: ridurre i comportamenti a rischio, prevenire episodi spiacevoli e rendere più solido il rapporto tra animali e proprietari. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Rivalta, Asl To3 e Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Torino, con un programma che alterna lezioni teoriche e attività pratiche fino al mese di giugno. Rivalta punta sulla prevenzione per chi vive con un cane Il corso si rivolge a chi ha un cane e vuole acquisire strumenti più efficaci per comprenderne reazioni, esigenze e segnali. Il progetto, presentato con il messaggio legato al "no al morso" e "sì al corso", mette al centro una gestione più responsabile dell’animale nella vita quotidiana. Il percorso è gratuito e prevede sei appuntamenti. La parte teorica servirà a fornire indicazioni utili sui comportamenti del cane, sulle situazioni che possono creare disagio e sulle modalità con cui intervenire prima che un problema diventi più serio. Al termine è previsto il rilascio del patentino, che certifica la partecipazione e le competenze acquisite. Le lezioni saranno tra il Salone del Mulino e l’area cani Gli incontri teorici si terranno al Salone del Mulino, in via Balegno 2. Le prime quattro lezioni sono fissate per martedì 5, 12, 19 e 26 maggio, sempre in orario serale, dalle 20. 30 alle 22. 30. Un ulteriore appuntamento è previsto mercoledì 3 giugno, dalle 20. 00 alle 22. 30. Alla parte in aula seguirà un incontro con esperti educatori cinofili. La data scelta è il 7 giugno, dalle 9 alle 12, all’area cani Fido e Carlo di via Nilde Iotti, nella zona Gerbole. In questa fase i partecipanti potranno osservare da vicino dinamiche reali e ricevere indicazioni concrete sulla conduzione del cane in uno spazio condiviso. Il patentino diventa uno strumento per una convivenza più sicura L’iniziativa punta a costruire una cultura della proprietà consapevole, tema sempre più rilevante nei contesti urbani e nei luoghi pubblici frequentati da persone e animali. Sapere come leggere i segnali del cane, come evitare situazioni di stress e come gestire il guinzaglio può fare la differenza nella prevenzione. La partecipazione non prevede costi, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria tramite WhatsApp al numero indicato dal Comune. Per Rivalta, il corso rappresenta un’occasione per rafforzare sicurezza, educazione e benessere animale attraverso un percorso accessibile ai cittadini. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/a-rivoli-arriva-europizza-fest-eventi-e-show-cooking-in-centro.html - Categorie: Eventi Rivoli prepara un fine settimana dedicato a pizza, Europa, musica e solidarietà. Sabato 9 e domenica 10 maggio 2026 piazza I Portici ospiterà Europizza Fest, una manifestazione pensata per trasformare il centro cittadino in un punto di incontro aperto a famiglie, bambini e visitatori. L’appuntamento nasce dalla collaborazione tra Città di Rivoli, TurismOvest e Comitato per i Gemellaggi, con l’intento di celebrare la Giornata dell’Europa attraverso un evento popolare, immediato e legato al piacere dello stare insieme. Rivoli porta la festa europea nel centro cittadino Il programma ruota attorno a un’idea semplice: usare la pizza come linguaggio comune tra generazioni, culture e tradizioni. Piazza I Portici diventerà così il cuore dell’iniziativa, con attività distribuite nell’arco delle due giornate e una proposta capace di unire intrattenimento, momenti educativi e partecipazione collettiva. Tra gli appuntamenti principali figura il laboratorio per bambini Mani in pasta, fissato per domenica 10 maggio alle 10. 30. I più piccoli potranno avvicinarsi alla preparazione della pizza sotto la guida del maestro Luciano Sorbillo, con un’attività legata anche ai simboli europei. Una formula pensata per unire manualità, gioco e curiosità, senza perdere il riferimento alla ricorrenza celebrata. Show cooking e musica dal vivo Dalle 14. 00, nelle due giornate, spazio alle dimostrazioni dal vivo dedicate all’arte della pizza. Lo show cooking permetterà al pubblico di osservare da vicino tecniche, gesti e passaggi legati alla preparazione degli impasti e alla cottura. La sera, dalle 19. 00, piazza I Portici assumerà l’aspetto di una grande pizzeria all’aperto con Pizza in Piazza. Saranno presenti tre forni e tre pizzerie, elemento che renderà l’area centrale della città uno dei luoghi più frequentati del weekend. Sabato sera l’atmosfera sarà arricchita dalla musica live del Rivoli Rocks Club, chiamato ad accompagnare la manifestazione con una proposta pensata per animare la piazza. La finalità benefica dell'evento Europizza Fest avrà anche una finalità benefica. Il ricavato verrà destinato all’associazione culturale Custodi del Grano, realtà impegnata nella valorizzazione delle tradizioni agricole e dei valori della cooperazione. Nel corso dell’evento sarà presente uno stand informativo del Comitato per i Gemellaggi. Domenica, lo stesso Comitato sarà attivo anche in piazza Martiri della Libertà, con un’ulteriore iniziativa collegata ai rapporti tra comunità locali e internazionali. Per favorire l’arrivo del pubblico, il parcheggio del centro di Rivoli in via Rita Levi Montalcini resterà aperto sabato 9 maggio dalle 8. 00 alle 24. 00 e domenica 10 maggio dalle 10. 00 alle 24. 00. Rivoli si prepara così a due giorni di festa tra gusto, musica e spirito europeo. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/parolacce-in-italia-torino-nella-top-10-delle-citta-piu-colorite-ma-con-autocontrollo.html - Categorie: News Torino finisce in una classifica dal tono curioso, capace di far parlare anche fuori dai confini cittadini. Il capoluogo piemontese compare tra le città italiane dove si dicono più parolacce, secondo i dati diffusi da Preply e ripresi in prima serata dal quiz televisivo L’Eredità. Il risultato colloca la città al settimo posto, con una media di 9,14 imprecazioni al giorno per abitante. Un numero vicino alla media nazionale, stimata intorno alle 9 parolacce quotidiane, che racconta un’abitudine diffusa, più che un caso isolato. Torino entra nella top 10 delle città più colorite La classifica ha riportato Torino tra le realtà italiane in cui il turpiloquio fa parte con maggiore frequenza del linguaggio quotidiano. Sotto la Mole, secondo l’analisi, si impreca poco più della media nazionale, con un dato che basta per inserire la città nella top 10 italiana. Il primato resta a Venezia, dove la media supera le 19 parolacce al giorno. Alle sue spalle si trovano Brescia e Padova, seguite da Messina, Milano e Firenze. Torino arriva subito dopo, in una posizione che la avvicina anche a Palermo. La presenza del capoluogo piemontese nella graduatoria ha attirato attenzione proprio perché il dato è stato rilanciato in tv. Lo studio Preply misura le abitudini del linguaggio quotidiano L’indagine di Preply si basa su un campione di 1. 558 persone distribuite in 19 città italiane. Il quadro che emerge mostra differenze tra territori e abitudini, ma anche tra uomini e donne. Secondo lo studio, gli uomini fanno ricorso alle parolacce con maggiore frequenza rispetto alle donne, un elemento che incide sulla media complessiva. Il dato torinese, quindi, non indica un primato assoluto, ma conferma una presenza abbastanza stabile del linguaggio colorito nella vita di tutti i giorni. La media di 9,14 parolacce colloca la città in una fascia alta della classifica, senza avvicinarla ai livelli delle prime posizioni. Sotto la Mole resta forte il controllo nei luoghi formali Il profilo torinese presenta però una particolarità. Pur con una media significativa, i cittadini tendono a modulare il linguaggio in base al contesto. Nei luoghi più formali o davanti a figure considerate da rispettare, come anziani e bambini, l’uso di espressioni volgari risulta più contenuto. Ne deriva un’immagine meno istintiva di quanto la classifica potrebbe far pensare. A Torino le parolacce circolano, ma non ovunque e non sempre con la stessa disinvoltura. Il dato conferma una certa frequenza nell’uso delle parolacce, accanto a una forma di attenzione sociale che porta molti torinesi a scegliere quando trattenersi. Anche per questo, la posizione in classifica racconta più un’abitudine linguistica che una mancanza di misura. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/america-latina-food-fest-a-torino-una-sera-tra-sapori-e-tradizioni.html - Categorie: Eventi Torino mette in agenda una serata dedicata ai sapori latinoamericani con l’America Latina Food Fest, appuntamento previsto giovedì 23 aprile 2026 al The Loft di Green Pea. Il format riunisce alcuni ristoranti della città legati alle cucine del Centro e Sud America, chiamati a proporre piatti rappresentativi delle rispettive tradizioni. Il pubblico potrà costruire un percorso di assaggio tra ricette, profumi e identità gastronomiche diverse. Al centro della serata ci saranno Argentina, Perù, Messico, Brasile, Colombia e Venezuela, con una formula pensata per trasformare la cena in un’esperienza collettiva, tra degustazione e confronto. Torino ospita una serata dedicata alla cucina latina Per una sera, il The Loft diventerà un punto d’incontro tra ristoranti latinoamericani attivi a Torino. Ogni realtà porterà una proposta legata alla propria cultura culinaria, con l’obiettivo di raccontare il Paese di riferimento attraverso il cibo. Il menù ideale attraverserà preparazioni molto riconoscibili, dalle empanadas argentine al ceviche peruviano, fino ai tacos e alle tortillas della cucina messicana. Spazio pure alla feijoada brasiliana e alle arepas venezuelane, in un percorso che punta sulla varietà delle ricette e sulla forza identitaria dei piatti. Degustazioni e voto del pubblico al The Loft La serata non sarà costruita soltanto come un momento di assaggio. Il programma prevede pure una sfida gastronomica, con una giuria tecnica e il coinvolgimento diretto dei partecipanti. I piatti saranno valutati in base a criteri legati al gusto, all’equilibrio, alla presentazione e alla creatività. Anche il pubblico avrà un ruolo attivo, grazie a un sistema di voto dedicato. La formula rende l’America Latina Food Fest un appuntamento a metà tra cena tematica e contest, con i ristoratori chiamati a presentare la propria cucina davanti a una platea di visitatori e giudici. Ingressi scaglionati e posti limitati L’organizzazione ha previsto tre fasce di accesso, fissate alle 19. 00, 20. 00 e 21. 00. Le formule disponibili permetteranno di scegliere tra degustazioni da 5 o 10 piatti, così da adattare l’esperienza al tempo e alla curiosità dei partecipanti. I posti saranno limitati e la prenotazione risulta obbligatoria. Il format conferma l’interesse crescente di Torino per gli eventi gastronomici esperienziali, dove il cibo diventa racconto culturale, competizione e occasione di incontro tra comunità diverse. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-fc-stadio-e-robaldo-cosa-significa-partenariato-pubblico-privato.html - Categorie: Sport Il Torino apre una nuova fase sul fronte degli impianti. La società granata ha presentato alla Città di Torino una manifestazione di interesse preliminare per avviare un percorso legato alla riqualificazione dello Stadio Grande Torino e del Centro Robaldo. Una mossa che non rappresenta ancora l’avvio dei lavori, ma indica la volontà del club di entrare in modo più diretto nella gestione e nello sviluppo delle strutture. Il Torino mette gli impianti al centro del futuro La proposta riguarda due luoghi considerati strategici per la società: lo stadio, casa delle partite interne, e il Robaldo, centro sportivo destinato alla crescita dell’attività granata. Il club punta a un progetto di ammodernamento che possa rendere gli spazi più adeguati alle esigenze sportive, gestionali e commerciali. La strada individuata è quella del partenariato pubblico-privato, formula sempre più usata anche nel calcio. Il Comune resta proprietario degli impianti, mentre il soggetto privato, in questo caso il Torino, può assumere un ruolo operativo e finanziario più ampio. Il passaggio presentato dal club è ancora preliminare, ma apre la porta a un confronto con l’amministrazione. Come funziona il partenariato pubblico-privato Il meccanismo prevede che la società presenti un piano dettagliato per gli interventi da realizzare. Una parte rilevante dei costi sarebbe a carico del club, che in cambio potrebbe ottenere la gestione delle strutture per un periodo definito da un accordo con il Comune. Per l’amministrazione cittadina, una soluzione di questo tipo permetterebbe di non sostenere da sola l’intero investimento. Per il Torino, invece, la gestione diretta offrirebbe maggiori margini per intervenire su servizi, accoglienza, comfort e ricavi legati agli impianti. Il tema, quindi, non riguarda soltanto l’aspetto sportivo, ma anche la capacità del club di costruire basi più solide sul piano organizzativo. La fase decisiva arriverà nei prossimi mesi Al momento non sono ancora definiti tempi, costi e dettagli tecnici dell’operazione. La manifestazione di interesse serve ad aprire il percorso e a verificare se esistano le condizioni per trasformare l’idea in un progetto concreto. Il segnale, però, è netto: il Torino vuole lavorare su strutture più moderne e su un centro sportivo più sviluppato. Lo stadio e il Robaldo diventano così due tasselli centrali nella possibile crescita del club, dentro e fuori dal campo. I prossimi mesi chiariranno se la proposta potrà avanzare e quale forma assumerà il confronto con la Città di Torino. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-svolta-sul-rider-trovato-morto-le-ferite-sarebbero-da-caduta.html - Categorie: News La morte del rider Adnan Salah Elsayed, trovato senza vita a Torino, assume un quadro diverso dopo i primi risultati dell’autopsia. Gli accertamenti medico-legali avrebbero escluso ferite compatibili con un investimento diretto da parte di un’auto o di una moto. La dinamica, però, resta ancora da chiarire in ogni dettaglio. Il corpo del giovane era stato trovato in strada della Creusa, nella zona sopra Cavoretto. In un primo momento l’ipotesi di un possibile pirata della strada aveva portato la Procura ad aprire un fascicolo per omicidio stradale. Ora l’esame autoptico orienta gli investigatori verso una caduta dalla bicicletta, senza segni tali da confermare l’urto diretto con un veicolo. L’autopsia esclude l’investimento diretto L’autopsia è stata eseguita venerdì 24 aprile. Dai primi riscontri sarebbero emerse lesioni riferibili a una caduta, e non a un impatto frontale o laterale con un mezzo in transito. Questo elemento modifica il quadro iniziale delle indagini, perché riduce il peso dell’ipotesi legata a un investimento vero e proprio. Il dato, comunque, non chiude il caso. Gli investigatori devono ancora ricostruire gli ultimi istanti prima della morte del rider e capire che cosa abbia provocato la perdita di controllo della bicicletta. Anche senza un contatto diretto, non viene esclusa la presenza di un’auto o di una moto nella dinamica. Una delle possibilità ancora valutate è che un veicolo possa essere passato molto vicino al rider, inducendolo a una manovra improvvisa o a una perdita di equilibrio. Un passaggio ravvicinato, magari a velocità elevata, potrebbe aver avuto un ruolo indiretto nell’incidente. È su questo punto che si concentrano le verifiche della polizia municipale, chiamata a mettere insieme ogni elemento utile per ricostruire la sequenza dei fatti. Gli altri esami e i risultati La Procura attende ora i risultati degli esami tossicologici, che arriveranno nelle prossime settimane. Questi accertamenti potranno fornire ulteriori dati sullo stato del 32enne al momento della caduta e contribuire a definire con maggiore precisione il quadro investigativo. Per ora, la certezza principale riguarda l’assenza di lesioni riconducibili a un investimento diretto. La morte di Adnan Salah Elsayed resta oggetto di indagine, con l’obiettivo di chiarire se si sia trattato di una caduta autonoma o se la presenza di un altro mezzo abbia inciso. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/fiaccolata-del-25-aprile-a-torino-cartelli-nato-e-ue-dati-alle-fiamme.html - Categorie: News La fiaccolata istituzionale del 25 Aprile a Torino si è chiusa in piazza Castello senza incidenti, ma con una fase finale segnata da gesti dal forte valore simbolico. Dopo il corteo iniziato a piazza Arbarello e arrivato nel cuore della città, la manifestazione ha lasciato spazio agli interventi e alle iniziative degli spezzoni sociali presenti. Il clima è rimasto sotto controllo fino alla fine, senza scontri con le forze dell’ordine. La chiusura della serata, però, ha acceso l’attenzione per alcuni episodi avvenuti davanti al palco e sulla facciata di Palazzo Madama. Cartelli dati alle fiamme davanti al palco Nel momento conclusivo della fiaccolata, davanti al palco sono stati bruciati due cartelli. Uno raffigurava il simbolo della Nato, l’altro la bandiera dell’Unione Europea. Questo gesto è avvenuto dopo la parte istituzionale della manifestazione. Il rogo dei cartelli non ha provocato contatti con le forze dell’ordine. La manifestazione, nel suo complesso, è rimasta in un contesto controllato. La bandiera palestinese su Palazzo Madama Un altro momento è avvenuto sulla facciata di Palazzo Madama. Alcuni manifestanti hanno raggiunto le impalcature presenti per i lavori in corso e hanno esposto una grande bandiera palestinese, visibile da tutta piazza Castello. Sempre in questo punto alcune persone presenti hanno acceso torce rosse da segnalazione. La scena ha dato alla parte finale della fiaccolata un carattere più marcato sul piano politico. Con l’arrivo dei diversi gruppi in piazza, i manifestanti hanno intonato Bella Ciao. Il canto ha accompagnato l’avvio degli interventi dei collettivi, in una chiusura lontana da episodi di violenza ma carica di messaggi politici. La fiaccolata torinese per la Festa della Liberazione si è quindi conclusa senza incidenti. Resta, comunque, il peso dei gesti simbolici avvenuti, destinati a diventare il punto più discusso della serata. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-incendio-in-una-struttura-dismessa-colonna-di-fumo-nero-sopra-la-zona-ovest.html - Categorie: News Un incendio scoppiato nella prima serata di venerdì 24 aprile 2026 ha richiamato l’attenzione nel quartiere Parella, a Torino. Le fiamme si sono sviluppate all’incrocio tra via Cossa e corso Appio Claudio, dentro un’area dismessa che in passato ospitava una ditta di autodemolizione. Il rogo ha interessato alcuni veicoli ancora presenti nel perimetro della struttura e ha prodotto una densa colonna di fumo nero, visibile anche da punti distanti della zona ovest della città. L’episodio non avrebbe causato feriti. L’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di limitare l’incendio all’area interessata, senza danni segnalati alle strutture vicine. Restano da chiarire le cause, sulle quali sono in corso gli accertamenti dei carabinieri. Le fiamme partono da un'area dismessa di Parella Il rogo si è sviluppato in un'area in cui erano presenti alcuni mezzi, poi raggiunti dalle fiamme. La combustione dei veicoli ha favorito la formazione di una nube scura, salita rapidamente sopra i tetti e ben visibile nella zona. La presenza del fumo ha destato preoccupazione tra chi si trovava nei dintorni, anche per la posizione dell’incendio, in un quadrante urbano attraversato ogni giorno da residenti e automobilisti. Il fuoco, secondo le prime informazioni disponibili, è rimasto confinato dentro il perimetro dell'area. Vigili del fuoco al lavoro per contenere il rogo Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del distaccamento Torino Centrale. L'intervento è stato concentrato sui focolai presenti nell’area, con l’obiettivo di fermare l’avanzata delle fiamme e mettere in sicurezza il perimetro. L’azione di spegnimento ha evitato che l’incendio si estendesse alle strutture vicine. Dopo le operazioni principali, l’area è rimasta sotto controllo per escludere ulteriori problemi e verificare la presenza di eventuali altri punti ancora da valutare. In casi simili, la fase successiva allo spegnimento resta delicata, perché i materiali possono trattenere calore a lungo. Accertamenti sulle cause dell’incendio Non risultano persone ferite o coinvolte nel rogo. La ricostruzione dell’accaduto è stata affidata ai carabinieri della compagnia Mirafiori, chiamati a chiarire da dove siano partite le fiamme e quali elementi possano aver favorito l’incendio. Gli accertamenti dovranno stabilire se il rogo sia legato a cause accidentali o ad altri fattori. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-sulla-torino-savona-traffico-bloccato-e-un-ferito-in-codice-rosso.html - Categorie: News Un grave incidente ha segnato la mattinata di sabato 25 aprile lungo l’autostrada Torino-Savona, in direzione mare. Poco dopo le 8. 40, nel tratto tra Carmagnola e Marene, due auto sono rimaste coinvolte in uno scontro avvenuto nei pressi dell’area di servizio Rio Colorè. L’impatto ha avuto ripercussioni immediate sulla circolazione, con il traffico bloccato per diverse ore e rallentamenti registrati pure sulla carreggiata opposta, verso Torino. Il bilancio parla di quattro persone ferite. Le condizioni più gravi riguardano un uomo di 77 anni, residente a Torino, soccorso in codice rosso e trasferito in elicottero all’ospedale Santa Croce di Cuneo. Gli altri occupanti coinvolti sono stati accompagnati in ambulanza all’ospedale di Savigliano. La Torino-Savona si blocca dopo lo scontro tra due auto La dinamica dell’incidente è ancora al centro degli accertamenti. Secondo le prime informazioni, le due vetture si sarebbero urtate nel tratto autostradale compreso tra Carmagnola e Marene, in un punto particolarmente delicato per i collegamenti tra Piemonte e Liguria. Lo stop alla circolazione si è reso necessario per permettere ai soccorritori di intervenire in sicurezza e per consentire l’arrivo dell’elisoccorso. Le conseguenze sulla viabilità sono state pesanti. Chi viaggiava in direzione mare ha dovuto fare i conti con lunghe attese, mentre anche il flusso verso Torino ha risentito dell’incidente e delle operazioni in corso. Un torinese di 77 anni trasportato in elicottero a Cuneo Il ferito più grave è un uomo torinese di 77 anni. Dopo i primi interventi sul posto, il personale sanitario del 118 ha disposto il trasferimento in elisoccorso all’ospedale Santa Croce di Cuneo, dove è arrivato in codice rosso. Nell’incidente sono rimaste ferite altre tre persone. Due sono state valutate in codice giallo, mentre una terza ha riportato conseguenze più lievi ed è stata indicata in codice verde. Per tutte è stato deciso il trasporto all’ospedale di Savigliano, così da procedere con le cure e gli accertamenti necessari. Soccorsi al lavoro e verifiche sulla dinamica Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 di Azienda Zero, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco. Il loro intervento ha riguardato sia l’assistenza ai feriti sia la messa in sicurezza della carreggiata, rimasta a lungo interessata dalle operazioni di soccorso. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo la sequenza dei fatti per chiarire le cause dello scontro. Al momento, non risultano ancora elementi definitivi sulla dinamica. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-fc-manifestazione-dinteresse-per-grande-torino-e-centro-robaldo.html - Categorie: Sport Il Torino FC apre un nuovo capitolo sul futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino e del Centro Sportivo Robaldo. Il club granata ha inviato alla Città di Torino una manifestazione di interesse preliminare, passaggio che può anticipare la presentazione di un progetto più ampio attraverso lo schema del partenariato pubblico-privato. La comunicazione non rappresenta ancora una proposta definitiva, ma segna l’avvio di un percorso amministrativo che potrebbe incidere sulla gestione e sulla valorizzazione di due strutture rilevanti per lo sport torinese. L’amministrazione comunale ha preso atto dell’iniziativa e ha espresso disponibilità a esaminare gli eventuali sviluppi. Il Torino FC muove il primo passo formale La società granata ha scelto di formalizzare il proprio interesse verso un intervento legato allo sviluppo e alla riqualificazione dello stadio e del centro sportivo. Al centro del dossier c’è lo Stadio Olimpico Grande Torino, impianto utilizzato dal club per le gare casalinghe, insieme al Robaldo, struttura destinata all’attività sportiva. Il passaggio inviato al Comune apre alla possibile costruzione di un progetto strutturato tramite finanza di progetto. In questa fase, il contenuto resta preliminare: la Città attende una proposta vera e propria, che dovrà chiarire obiettivi, interventi, sostenibilità e quadro complessivo dell’operazione. Il Comune attende una proposta più dettagliata Da Palazzo Civico arriva una posizione di apertura. Il sindaco Stefano Lo Russo ha richiamato il percorso già compiuto per liberare lo Stadio Olimpico Grande Torino da un’ipoteca ventennale, passaggio ritenuto importante per permettere una nuova fase di valorizzazione del bene. Il primo cittadino ha accolto con favore la disponibilità del Torino FC, definendola un ulteriore avanzamento nel percorso di riqualificazione. Per l’amministrazione, la possibile presenza del Robaldo nel futuro piano rappresenta un elemento di peso, perché allargherebbe il progetto oltre il solo impianto principale. Stadio e Robaldo entrano nella città dello sport La prospettiva indicata dal Comune guarda a un intervento capace di inserirsi in una visione più ampia, legata alla costruzione di una città dello sport. L’attenzione, in questa fase, resta concentrata sui prossimi passaggi: il club dovrà presentare una proposta completa, mentre l’amministrazione sarà chiamata a valutarne la coerenza con gli interessi pubblici e con le esigenze della città. Lo scenario, per ora, resta aperto. La manifestazione di interesse del Torino FC indica una volontà formale, ma il percorso dipenderà dai contenuti del progetto che sarà eventualmente depositato. Stadio Grande Torino e Robaldo tornano così al centro del dibattito sul futuro delle infrastrutture sportive cittadine. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-04-25 - URL: https://www.torinofree.it/news/strade-chiuse-nel-torinese-stop-su-sp13-sp23-e-sp139-per-lavori.html - Categorie: News Sono in arrivo nuove modifiche alla viabilità sulle strade provinciali del Torinese. Nei prossimi giorni alcuni tratti saranno chiusi al traffico per consentire lavori programmati tra Valperga, Volvera e Pinerolo. Gli stop riguarderanno la SP13 di Front, la SP139 di Villafranca e la SP23 del Colle del Sestriere, con deviazioni indicate sul posto per gli automobilisti. Tre cantieri cambiano la circolazione nel Torinese Il primo intervento riguarda la Strada Provinciale 13 di Front, nel territorio di Valperga. Il tratto compreso tra il km 22+775 e il km 23+180 sarà chiuso nelle giornate di lunedì 27 e martedì 28 aprile. La sospensione del traffico servirà a consentire la sostituzione di una condotta idrica e fognaria. I lavori saranno eseguiti da SMAT e renderanno necessario lo stop temporaneo alla circolazione. Per chi dovrà attraversare la zona, sarà quindi necessario seguire le indicazioni predisposte lungo il percorso e utilizzare le alternative segnalate. A Volvera stop più lungo sulla strada provinciale La chiusura più estesa nel tempo riguarderà Volvera. Sulla SP139 di Villafranca, il traffico sarà interdetto dal 27 aprile all’8 maggio nel tratto tra il km 4+230 e il km 4+270. In questo caso l’intervento previsto riguarda la realizzazione di una piattaforma rialzata. Il cantiere interesserà una porzione limitata della strada, ma la durata dei lavori richiederà una riorganizzazione degli spostamenti per chi percorre abitualmente quella zona. Anche in questo caso le deviazioni saranno indicate direttamente sul posto, così da indirizzare i veicoli verso itinerari alternativi. Chiusura di alcune ore anche sulla SP23 A Pinerolo è previsto uno stop più breve sulla SP23 del Colle del Sestriere. La chiusura scatterà martedì 28 aprile, dalle 9 alle 13, nel tratto compreso tra il km 31+700 e il km 35+100. Il blocco della circolazione è legato alla manutenzione di un autovelox posizionato al km 32+600. La durata dell’intervento sarà quindi limitata ad alcune ore, ma potrà incidere sugli spostamenti della mattinata. Gli automobilisti dovranno prestare attenzione alla segnaletica temporanea e ai percorsi alternativi predisposti per superare l’area interessata dai lavori. - Published: 2026-04-25 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-jazz-festival-2026-al-via-il-25-aprile-con-una-giornata-speciale.html - Categorie: Eventi Il Torino Jazz Festival torna a occupare la scena culturale cittadina nel giorno della Liberazione. Dal 25 aprile al 2 maggio, Torino ospita concerti, incontri, ascolti guidati e appuntamenti nei club, nei teatri, nei musei e in altri spazi della città. La nuova edizione, guidata da Stefano Zenni, arriva dopo tre giornate di anteprima e sceglie come filo conduttore il titolo The Sound of Surprise, con un programma che unisce memoria storica, ricerca musicale e protagonisti del jazz italiano e internazionale. Il festival parte da Coltrane e dalla memoria del jazz Il primo appuntamento della giornata è fissato alle 15. 00 alle Gallerie d’Italia – Torino, dove Stefano Zenni accompagna il pubblico dentro A Love Supreme di John Coltrane. Il talk presenta il disco come una composizione costruita con grande rigore, attraverso la forma della suite, il manoscritto e il lavoro creativo del musicista americano. L’apertura assume così un taglio culturale preciso: il jazz viene raccontato come linguaggio musicale, ricerca spirituale e costruzione formale. Il festival, promosso dalla Città di Torino e realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, conferma la sua dimensione diffusa, con una rete di luoghi che attraversa diversi quartieri e spazi culturali. Ovadia e Baker portano sul palco storie molto diverse Alle 18. 00, al Conservatorio Giuseppe Verdi, l’inaugurazione ufficiale è affidata a Moni Ovadia e al Kassiber Ensemble. La produzione Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti riporta al centro le musiche nate nei campi di prigionia nazisti e il repertorio swing del ghetto di Terezín. La voce narrante di Ovadia, i testi di Elisa Savi e l’ensemble diretto da Lodovico Berto costruiscono un racconto in cui il jazz diventa memoria, identità e resistenza culturale. Un’altra pagina della storia musicale arriva alle 19. 00 all’Osteria Rabezzana, dove il Felice Reggio Quartet dedica il reading Chet is Back a Chet Baker. Tromba, canto e parola si alternano in un omaggio che richiama anche il legame personale di Reggio con Baker, dal quale ricevette in dono una tromba originale. Bosso accende la serata prima delle jam notturne Alle 21. 00, il Teatro Colosseo ospita Fabrizio Bosso con About Ten, progetto arrangiato e diretto da Paolo Silvestri. Il concerto mette insieme brani originali e riletture di autori come Duke Ellington e Dizzy Gillespie, con il quartetto di Bosso affiancato da un ensemble di fiati formato da giovani musicisti italiani. La notte prosegue alle 22. 00 con Matteo Bortone No Land’s, atteso da Arcademy by L’Arteficio con A Tree in the Mist, e con il Doctor in Jazz Quartet al Cafè Neruda, dove il progetto Climate Changes alterna composizioni originali e standard rielaborati. Alle 22. 30, il The Mad Dog Social Club chiude la prima giornata con l’After Hours Jam Session, uno degli appuntamenti più riconoscibili del festival. Nei giorni seguenti il cartellone porterà a Torino artisti come Marc Ribot, Norma Winstone, John Scofield e Bill Frisell, accanto a nuove produzioni e concerti distribuiti in città. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/25-aprile-storia-e-significato-della-festa-della-liberazione.html - Categorie: News Il 25 aprile è una delle date più importanti della storia italiana contemporanea. Ogni anno il Paese celebra la Festa della Liberazione, ricorrenza che ricorda la fine dell’occupazione nazista e del regime fascista. Non si tratta soltanto di una giornata del calendario civile, ma di un momento legato alla memoria della Resistenza, alla lotta partigiana e alla nascita di una nuova stagione democratica. La data rimanda al 1945, quando l’insurrezione nazionale promossa dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia diede un impulso decisivo alla liberazione delle principali città del Nord. Da Milano partì l’appello alla sollevazione armata contro le forze tedesche e fasciste, mentre l’avanzata degli Alleati stava ormai cambiando il corso della guerra. Il 25 aprile è così diventato il simbolo di un passaggio storico netto: l’Italia usciva dalla dittatura, dalla guerra e dall’occupazione, avviandosi verso la costruzione di una Repubblica fondata su libertà, partecipazione e diritti. La ricorrenza è stata istituita ufficialmente nel 1946. Da allora, il 25 aprile viene celebrato in tutta Italia con cerimonie pubbliche, cortei, iniziative culturali, aperture straordinarie di musei e momenti di riflessione collettiva. Al centro resta il ricordo di chi prese parte alla Resistenza. La Resistenza nacque dopo l’8 settembre La storia della Resistenza italiana entra nel vivo dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. In quel momento l’Italia si trovò divisa, fragile e attraversata da un conflitto sempre più duro. In questo quadro nacquero le prime formazioni partigiane. L’attività politica e militare della Resistenza fu coordinata dai Comitati di Liberazione Nazionale. Il primo nacque a Roma il 9 settembre 1943. Nel giugno 1944 si costituì poi il CLN Alta Italia, destinato ad avere un ruolo decisivo nella fase finale del conflitto. In questi organismi erano rappresentati i partiti antifascisti ricostituiti durante la guerra, con l’obiettivo comune di liberare il Paese e preparare una nuova fase istituzionale. Le donne ebbero un ruolo decisivo nella lotta Nel racconto della Resistenza, il contributo delle donne è stato spesso lasciato in secondo piano. Eppure, la loro presenza fu ampia, concreta e determinante. Molte parteciparono alla lotta come staffette, con il compito di trasportare messaggi, armi, documenti e materiali tra gruppi partigiani. Altre svolsero attività di propaganda antifascista, raccolsero beni di prima necessità per i combattenti, mantennero i collegamenti e presero parte ad azioni militari. Il loro ruolo fu importante anche nelle fabbriche. Dopo la partenza di molti uomini per il fronte o per la lotta clandestina, numerose donne occuparono posti di lavoro essenziali e da lì contribuirono all’organizzazione di proteste e scioperi contro il fascismo. Le donne furono attive nei Gruppi di Azione Patriottica, nelle Squadre di Azione Patriottica e nei Gruppi di difesa della donna. Il 25 aprile segnò l’insurrezione nazionale La scelta del 25 aprile non è casuale. Nella primavera del 1945 le truppe anglo-americane avevano superato la Linea Gotica, che attraversava l’Appennino da La Spezia a Rimini, e avanzavano verso la Pianura Padana. In quel contesto, proprio il 25 aprile, la Resistenza italiana, forte di oltre 200. 000 combattenti, lanciò l’insurrezione nazionale contro le forze tedesche e fasciste. La Festa della Liberazione ricorda quindi una data storica precisa, ma il suo significato va oltre l’evento militare. Il 25 aprile rappresenta la fine di un sistema autoritario, il rifiuto della dittatura e il recupero della libertà politica. È una ricorrenza che parla della nascita dell’Italia democratica e del percorso che portò alla Costituzione. Ogni anno, in occasione della festa, in molte città italiane si svolgono cortei, commemorazioni, incontri pubblici, concerti, mostre e dibattiti. I musei e i parchi archeologici statali aprono spesso gratuitamente al pubblico, con percorsi speciali dedicati alla memoria storica. La giornata diventa così un’occasione per ricordare, studiare e trasmettere alle nuove generazioni il senso della Liberazione. Il 25 aprile resta una data centrale perché obbliga a guardare al passato con attenzione. La Resistenza fu fatta di scelte difficili, rischi personali, lutti e divisioni profonde. Proprio per questo conserva un valore civile forte: ricorda che la libertà non nacque da un passaggio automatico, ma da una lunga opposizione, sostenuta da persone comuni e da organizzazioni politiche, militari e sociali. A distanza di decenni, la Festa della Liberazione continua a essere un momento di memoria nazionale. Non appartiene a una sola generazione, perché riguarda le basi stesse della convivenza democratica. Il suo significato resta legato alla fine della dittatura, alla lotta contro l’occupazione nazista e al contributo di chi rese possibile la rinascita del Paese. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-weekend-del-25-aprile-con-sole-e-caldo-punte-fino-a-27-gradi.html - Categorie: News Il weekend del 25 e 26 aprile porterà su Torino e sul Piemonte un assaggio di stagione estiva. Dopo il miglioramento delle ultime ore, l’anticiclone garantirà condizioni in prevalenza stabili, con cieli sereni o poco nuvolosi e temperature in netto rialzo. In città il termometro potrà arrivare fino a 27 gradi, un valore più vicino a giugno che alla fine di aprile. Torino verso due giorni di sole pieno La giornata di sabato 25 aprile sarà segnata da un quadro meteo favorevole su gran parte del Piemonte. Il sole dominerà anche su Torino e provincia, mentre qualche velatura potrà attraversare alcune aree tra Cuneese, Astigiano e Alessandrino. Si tratterà di nubi alte e sottili, capaci al massimo di offuscare a tratti il cielo, senza effetti rilevanti sul tempo. Il clima resterà quindi adatto a spostamenti, gite e iniziative all’aperto legate al ponte della Liberazione. Le massime saliranno in modo sensibile, con valori attesi tra 24 e 26 gradi sulle zone di pianura. Un aumento che darà al weekend un carattere decisamente mite, quasi estivo nelle ore centrali. Domenica più calda con qualche nube sulle Alpi La giornata di domenica 26 aprile confermerà la fase stabile, con sole diffuso al mattino e temperature ancora più elevate. A Torino la colonnina di mercurio potrà toccare i 27 gradi, mentre sono previsti valori di 26 gradi a Novara e 25 gradi a Verbania. Nel corso del pomeriggio, sulle Alpi Marittime e sui rilievi del Torinese, potrà formarsi qualche addensamento. Non si esclude un rovescio isolato, destinato comunque a perdere forza entro la serata. Per la pianura e per il capoluogo piemontese il quadro resterà nel complesso stabile, con poche variazioni rispetto al resto del fine settimana. L’anticiclone resta anche a inizio settimana La fase soleggiata non dovrebbe chiudersi con la domenica. Anche l’avvio della prossima settimana sarà caratterizzato da caldo e tempo stabile, pur con qualche annuvolamento pomeridiano in più nelle aree vicine all’arco alpino. Torino si prepara quindi a vivere un ponte del 25 aprile con condizioni molto favorevoli e temperature superiori alla media del periodo. Il cambio di passo sarà evidente soprattutto nelle ore centrali, quando il clima potrà assumere toni da inizio estate. Per chi resterà in città o si muoverà in provincia, il meteo rappresenterà uno degli elementi più favorevoli del fine settimana. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/torino-nuove-assunzioni-due-posti-a-tempo-indeterminato-per-addetti-al-parco-auto.html - Categorie: Lavoro La Città metropolitana di Torino apre una nuova procedura di selezione per rafforzare il personale addetto ai servizi operativi. Il bando riguarda due assunzioni a tempo pieno e indeterminato per figure destinate alla gestione del parco auto dell’ente, con inquadramento nell’area degli operatori esperti. La selezione avverrà tramite concorso pubblico per esami. Uno dei posti disponibili è riservato in via prioritaria alle categorie indicate dall’articolo 18 della legge 68/1999, norma che riguarda alcune categorie protette. Torino cerca personale per il parco auto Le persone che supereranno la procedura saranno inserite nella Direzione Centrale unica appalti e contratti. Il loro incarico sarà legato alla gestione quotidiana dei mezzi dell’ente, con compiti pratici e amministrativi collegati all’utilizzo delle vetture e al supporto agli uffici. Le attività previste riguardano la guida di veicoli per il trasporto di persone e materiali, il controllo dei mezzi, la manutenzione ordinaria, il rifornimento, la pulizia e le verifiche tecniche di base. A queste mansioni si aggiunge la compilazione della documentazione di viaggio, insieme all’uso dei sistemi informatici dedicati alla gestione operativa. Quali requisiti servono per candidarsi Per accedere al concorso è richiesto il possesso di una qualifica o di un diploma professionale. Sono ammessi anche titoli superiori. È poi necessaria la patente di guida categoria B, valida e senza limitazioni, requisito centrale per un profilo che dovrà occuparsi anche della conduzione dei veicoli. Il contratto previsto è a tempo pieno, con un impegno di 36 ore settimanali. La Città metropolitana richiede anche una certa flessibilità oraria, collegata alle esigenze del servizio e alle attività che potranno essere assegnate nel corso dell’incarico. Domande online entro l’8 maggio La selezione si compone di una prova pratica, che prevede esercitazioni collegate alle mansioni operative richieste, e di un colloquio orale. Le domande devono essere inviate solo online attraverso il portale InPA, entro le ore 12 dell’8 maggio 2026. Per completare la candidatura è previsto il pagamento di una tassa di concorso pari a 10 euro. Il bando completo è disponibile sul sito istituzionale della Città metropolitana di Torino, dove i candidati possono consultare tutti i dettagli sulla procedura, sui requisiti e sulle modalità di partecipazione. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/nuovo-spot-televisivo-per-torino-la-citta-si-racconta-in-30-secondi-senza-parole.html - Categorie: News Torino sceglie di raccontarsi senza parole. Il nuovo spot televisivo dedicato alla città punta su una formula essenziale: trenta secondi di immagini, sguardi, luoghi riconoscibili e atmosfere costruite senza voce narrante. Al centro della campagna ci sono Lorenzo Sonego, Cristina Chiabotto, Arturo Brachetti, i Subsonica e Piero Chiambretti, chiamati a rappresentare Torino attraverso la loro presenza, senza interventi parlati. Il risultato è un film breve, pensato per affidare il racconto alla forza visiva della città. Torino appare come un luogo da osservare più che da spiegare, con una comunicazione che lascia spazio al ritmo delle immagini, ai dettagli urbani e alla personalità dei protagonisti. Torino sceglie il silenzio per raccontare la sua identità La campagna ribalta il modo più comune di promuovere una città. Nessuna frase a effetto, nessuna voce guida, nessun racconto esplicito. Il nuovo spot preferisce un linguaggio più asciutto, in cui le immagini diventano il vero centro della narrazione. I protagonisti non parlano. Guardano, si muovono, accennano espressioni e contribuiscono a costruire un tono misurato. Torino, in questo spot, non cerca di imporsi: si mostra. I volti noti diventano parte del paesaggio urbano La presenza dei volti noti serve a rafforzare il legame tra la città e alcune figure riconoscibili del suo racconto pubblico. Ognuno entra nello spot senza prendere la scena con le parole, ma con una presenza visiva inserita dentro luoghi e atmosfere. La regia di Luca Grafner costruisce un percorso progressivo, con un uso molto contenuto della musica e senza voce narrante. Le sequenze mostrano cultura, eventi, arte, natura e vita quotidiana, componendo un quadro dinamico della città. Il messaggio resta semplice: Torino può essere comunicata anche attraverso dettagli, pause e passaggi visivi. Il nuovo marchio per Torino Con lo spot debutta anche una nuova identità visiva, firmata dall’agenzia LeftLoft. Il marchio “torino:” viene presentato come un segno aperto, minimo, pensato per suggerire più che per definire. I due punti diventano così un invito a completare il senso della città, lasciando spazio a letture diverse. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/transizione-ecologica-dalla-regione-piemonte-14-milioni-ai-comuni-per-il-riciclo-dei-rifiuti.html - Categorie: News La Regione Piemonte mette nuove risorse sulla transizione ecologica e prepara due misure dedicate alla gestione dei rifiuti. La Giunta regionale ha approvato schede tecniche legate al Programma Fesr 2021-2027, con una dotazione complessiva di 14,15 milioni di euro destinata a soggetti pubblici. L’obiettivo è sostenere progetti capaci di ridurre la produzione di rifiuti, rafforzare il riuso e rendere più efficienti i sistemi di riciclo. L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati ha spiegato che il Piemonte conferma così un impegno concreto verso la transizione ecologica. Secondo l’assessore, queste risorse servono a fornire alla pubblica amministrazione e agli enti gestori strumenti più innovativi per la riduzione dei rifiuti e per il riciclo, con effetti attesi anche sullo sviluppo e sull’occupazione del territorio. Il primo intervento finanzia riuso e meno sprechi La prima misura vale 6,15 milioni di euro e riguarda la prevenzione della produzione dei rifiuti. Al centro ci sono il potenziamento delle reti per il riutilizzo, la nascita o l’ampliamento dei centri del riuso e le iniziative per limitare lo spreco alimentare lungo la filiera. I contributi potranno sostenere azioni contro l’uso della plastica monouso, interventi per ridurre gli imballaggi e i rifiuti non riciclabili, oltre a progetti pensati per contenere gli scarti nei processi produttivi. Spazio anche al recupero delle eccedenze alimentari provenienti da attività commerciali e ristorazione collettiva, con finalità sociali. Contributi fino all’80% per gli enti pubblici Alla prima misura potranno accedere enti locali, consorzi, aziende sanitarie e università pubbliche. Il finanziamento potrà coprire fino all’80% dei costi, con un tetto massimo di 1 milione di euro per ciascun progetto. Tra gli interventi ammessi rientrano anche quelli per ridurre i rifiuti prodotti durante eventi pubblici, nelle strutture sanitarie e in altri contesti organizzati. La logica è agire prima che il rifiuto venga prodotto, favorendo modelli più ordinati di gestione e consumo. Otto milioni per tecnologie e impianti di riciclo La seconda misura dispone di 8 milioni di euro ed è dedicata alla diffusione di tecnologie per il riciclo. L’obiettivo è aumentare l’efficienza degli impianti e recuperare più materiali, soprattutto dalle frazioni più difficili o contenenti materie prime critiche. Sono previsti interventi sugli impianti per il trattamento della frazione organica, come digestori anaerobici e strutture di compostaggio, oltre al riciclo dei RAEE, tra cui pannelli fotovoltaici e batterie. Ammessi anche progetti su rifiuti ingombranti, tessili e plastici. In questo caso a beneficiare saranno i Consorzi di Area Vasta, con contributi che arrivano fino all’80% e 2 milioni di euro di limite massimo per intervento. Le due misure saranno attuate tramite bandi a sportello e finanziate con contributi a fondo perduto. Le risorse verranno distribuite nel triennio 2026-2028: il 40% arriverà dai fondi europei Fesr, il 42% dallo Stato e il 18% dal bilancio regionale. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/borgo-san-paolo-nasce-la-serra-delle-idee-il-nuovo-spazio-per-eventi-nel-parco-braccini.html - Categorie: Eventi A Borgo San Paolo la Portineria di Comunità ha completato il proprio percorso con l’apertura della Serra delle Idee, nuovo spazio pensato per attività, incontri ed eventi nel parco Braccini. La struttura, realizzata al centro del cortile, è un fabbricato di 55 metri quadrati in legno e vetro, destinato a diventare un punto di riferimento per chi vive il quartiere e per le realtà che già animano il progetto. L’inaugurazione si è svolta venerdì 24 aprile, con una giornata ricca di iniziative rivolte ad adulti, giovani e bambini. La Serra entra così nella vita della Portineria come ambiente in più per ospitare appuntamenti durante tutto l’anno. La Serra delle Idee apre nel cuore del parco Braccini Il nuovo spazio amplia le possibilità della Portineria di Comunità, che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più riconoscibile nel tessuto di Borgo San Paolo. La serra nasce per accogliere eventi culturali, attività ricreative e momenti di socialità, con l’obiettivo di offrire al quartiere un luogo coperto, flessibile e accessibile. Il programma della giornata inaugurale ha dato subito il senso della nuova funzione. Tra le attività proposte ci sono state yoga, ginnastica orientale, laboratori di argilla e cartapesta, giochi per bambini, lettura dei tarocchi, cinema e musica popolare. Iniziative diverse, pensate per pubblici differenti, che potranno trovare nella Serra un punto stabile di riferimento. Dalle attività ai servizi, la Portineria cresce ancora La Serra delle Idee si aggiunge ai servizi già presenti nella Portineria. Lo spazio ospita un bar, tavolini all’aperto per fermarsi, studiare, leggere o stare insieme, oltre agli orti urbani curati dalla comunità. Accanto a queste funzioni sono presenti anche un’area di bike sharing e una biblioteca degli oggetti, dove è possibile prendere in prestito attrezzi e strumenti da lavoro. Il progetto, quindi, non si limita agli eventi, ma punta a rendere il luogo utile nella vita quotidiana del quartiere. La Portineria diventa così un presidio sociale e pratico, dove attività culturali, servizi e relazioni di vicinato convivono nello stesso spazio. Il valore degli spazi riaperti alla comunità Durante l’inaugurazione, l’assessora alle politiche giovanili e alla rigenerazione urbana Carlotta Salerno ha sottolineato il valore dei luoghi fisici nei quali le persone possano sentirsi accolte. Il progetto YouToo, secondo l’assessora, lavora proprio per costruire case aperte nei territori e renderle più funzionali. La presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise ha ricordato che questo spazio è rimasto chiuso per anni e ha evidenziato l’importanza della collaborazione con la Rete Italiana di Cultura Popolare per restituirlo alla cittadinanza. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/supermercati-e-centri-commerciali-aperti-il-25-aprile-dove-fare-la-spesa-a-torino.html - Categorie: News Il 25 aprile 2026, giorno della Festa della Liberazione, cade di sabato e per molti italiani diventa l’occasione per pranzi in famiglia, gite fuori porta o acquisti dell’ultimo minuto. Chi dovrà fare la spesa durante la giornata festiva troverà diversi supermercati aperti, spesso con orari ridotti o soggetti a modifiche locali. Per questo resta utile verificare sempre le indicazioni del singolo punto vendita prima di uscire di casa. Anche a Torino l’attenzione si concentra su negozi, centri commerciali e supermercati che manterranno le serrande alzate. Tra le aperture segnalate c'è Shopville Le Gru, uno dei principali poli commerciali dell’area torinese, con negozi aperti dalle 9:00 alle 22:00. A Torino il centro Shopville Le Gru è aperto: orari del 25 aprile Per chi vive a Torino o nei comuni vicini, la giornata del 25 aprile potrà essere gestita anche con una visita in un centro commerciale. Shopville Le Gru, a Grugliasco, risulta tra le strutture aperte nella giornata festiva, con orario previsto dalle 9:00 alle 22:00. La scelta può interessare chi vuole fare acquisti, trascorrere qualche ora al coperto o recuperare prodotti necessari senza attendere il giorno successivo. La presenza di un grande centro commerciale aperto nel Torinese rappresenta un riferimento pratico, soprattutto per chi non ha programmato la spesa nei giorni precedenti. Nel resto d’Italia la situazione varia da struttura a struttura. Tra i centri indicati come aperti figurano Il Centro di Arese, Valmontone Outlet, Castel Romano Design Outlet, Euroma2, Shopville Gran Reno e Sicilia Outlet Village. Alcune strutture, come Centro Borgo a Bologna, restano invece chiuse. Supermercati aperti: gli orari cambiano in base alla catena Sul fronte dei supermercati, molte catene garantiscono aperture nella giornata del 25 aprile. Aldi prevede in diversi casi l’orario domenicale dalle 9:00 alle 21:00, mentre Bennet mantiene l’orario consueto, in genere dalle 8:30 alle 21:30. Anche Carrefour risulta aperta in gran parte del territorio nazionale, con possibili variazioni locali. Conad indica l’apertura di molti punti vendita dalle 8:00 alle 20:30. Crai prevede spesso un orario spezzato, dalle 8:30 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 20:00, anche se alcuni negozi potrebbero fermarsi alla fascia mattutina. Despar, Famila e Iper segnalano aperture con orari diversi a seconda del punto vendita. Per chi cerca una fascia ampia, Esselunga prevede l’apertura straordinaria di quasi tutti i supermercati dalle 8:00 alle 20:00. Lidl indica l’orario standard dalle 8:00 alle 21:30, salvo eccezioni. MD resta aperta in molti casi dalle 8:30 alle 20:00, mentre Pam Panorama arriva in diversi punti vendita fino alle 22:00. Penny Market apre tutti i negozi, con possibili orari ridotti o spezzati. Tra le principali catene, Coop adotta una linea diversa e tiene chiusi tutti i propri punti vendita. Il quadro del 25 aprile 2026 resta quindi molto frammentato. A Torino, il riferimento più chiaro riguarda Shopville Le Gru, mentre per i supermercati è necessario controllare il singolo negozio. Le aperture ci sono, ma gli orari possono cambiare anche tra punti vendita della stessa insegna. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/aeroporto-di-torino-approvato-il-master-plan-2032-cosa-cambiera-nello-scalo.html - Categorie: News L’aeroporto di Torino entra in una nuova fase di sviluppo. Con l’approvazione definitiva del Master Plan 2032 da parte dell’ENAC, lo scalo di Caselle può avviare un programma di interventi destinato a modificarne spazi, servizi e capacità operativa. La gestione sarà affidata a SAGAT, che dovrà portare avanti un piano costruito per accompagnare la crescita del traffico aereo e migliorare l’esperienza dei passeggeri. Il progetto prevede investimenti per circa 114 milioni di euro, con una media annua vicina ai 10 milioni. Le risorse serviranno a rinnovare infrastrutture, terminal, parcheggi, reti tecnologiche e aree operative, con attenzione ai consumi energetici e alla qualità complessiva dello scalo. Caselle si prepara a gestire più passeggeri Il nuovo piano nasce dopo l’aumento del traffico registrato negli ultimi anni, soprattutto nel comparto low cost. La crescita della domanda ha reso necessario un aggiornamento della programmazione precedente, con l’obiettivo di rendere l’aeroporto più adatto ai flussi attesi nei prossimi anni. Il Master Plan definisce una trasformazione graduale. Gli interventi non saranno concentrati in un’unica fase, ma verranno realizzati in base all’evoluzione del traffico e alle esigenze operative dello scalo. Il punto centrale resta l’aumento della capacità, accompagnato da una gestione più ordinata degli spazi e da servizi più efficienti per chi parte e arriva. Terminal, parcheggi e infrastrutture al centro del piano Tra le opere previste figura l’ampliamento del terminal passeggeri, insieme alla riorganizzazione delle aree già presenti. Il piano punta a ottimizzare gli spazi interni, migliorare i percorsi e rafforzare la funzionalità delle strutture esistenti. Sono previsti anche interventi sulle infrastrutture di volo, nuovi edifici nelle aree airside e landside, l’aumento dei parcheggi e l’adeguamento delle reti tecnologiche. Una parte del programma riguarderà la sostenibilità, con soluzioni orientate a un uso più efficiente dell’energia e a una gestione più moderna degli impianti. ENAC e SAGAT legano il progetto al futuro dello scalo Il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, ha valutato positivamente l’approvazione del piano, frutto di un percorso condiviso tra istituzioni e soggetti coinvolti. Il progetto di Torino rientra tra i primi in Italia sviluppati secondo il nuovo metodo di pianificazione sostenibile promosso dall’Ente, in coerenza con il Piano Nazionale degli Aeroporti in via di definizione. SAGAT ha accolto il via libera come un passaggio strategico. L’amministratore delegato Andrea Andorno ha ricordato il lavoro già avviato negli ultimi anni, dai nuovi ponti d’imbarco all’ampliamento dell’impianto fotovoltaico, fino alla riqualificazione dei parcheggi e alle infrastrutture per la mobilità elettrica. Il Master Plan 2032 consolida quindi un percorso di crescita che punta a rendere l’aeroporto di Torino più competitivo, moderno e adatto alle future esigenze del trasporto aereo. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/i-super-ricchi-aumentano-ancora-ogni-giorno-89-nuovi-multimilionari-il-report.html - Categorie: Economia La ricchezza globale continua a correre e ridisegna la mappa dei grandi patrimoni. Il Wealth Report di Knight Frank fotografa una crescita netta degli individui con un patrimonio superiore a 30 milioni di dollari, in un contesto internazionale segnato da crisi economiche, instabilità politica e conflitti. Il dato più evidente riguarda il ritmo con cui aumentano gli ultra-ricchi: dal 2021 a oggi il loro numero ha raggiunto quota 713. 626, con oltre 160. 000 nuovi ingressi. La media rende il fenomeno ancora più immediato: nel periodo analizzato si sono aggiunti 89 nuovi paperoni al giorno. La crescita non è distribuita in modo uniforme. Gli Stati Uniti restano il motore principale, con il 41% dei nuovi ultra-milionari. La Cina segue con il 14%, mentre l’India arriva al 4,8%. Più distante l’Arabia Saudita, ferma all’1,1%. La ricchezza cresce più in fretta dell’economia globale Il boom dei grandi patrimoni ha un effetto diretto sul mercato del lusso, in particolare sul settore immobiliare di fascia alta. Le abitazioni di pregio viaggiano a una velocità superiore rispetto al real estate tradizionale, spinte da una creazione di ricchezza stimata intorno al 5,3% annuo. Il dato supera il ritmo del Pil globale, indicato al 3,3%. La conseguenza è visibile nelle città più richieste dagli investitori ad alto patrimonio. Gli immobili di lusso mantengono una domanda solida, soprattutto dove fiscalità, servizi e stabilità rendono più conveniente trasferire residenza o capitale. Le scelte dei super-ricchi pesano quindi sui prezzi, sugli affitti e sulla trasformazione di interi quartieri urbani. Milano entra nella nuova geografia dei grandi patrimoni La revisione dei sistemi fiscali in alcuni Paesi, a partire dal Regno Unito, ha spinto molti grandi patrimoni a guardare altrove. Monaco, Emirati Arabi Uniti e Svizzera restano mete forti, mentre l’Italia guadagna spazio grazie a Milano. Nel 2025 più di 3. 700 contribuenti con reddito molto alto hanno portato in Italia la residenza. Oltre la metà, il 52%, ha scelto il capoluogo della Lombardia. Tra i nuovi arrivati il numero maggiore è quello degli inglesi, pari a 4 su 10. In nove anni i beneficiari del regime agevolato sono aumentati dell’835%, un salto che conferma il peso crescente della città. Case di lusso e affitti cambiano ritmo I super-ricchi appaiono sempre meno legati a un’unica base stabile. Molti trascorrono meno di 90 giorni all’anno nei tradizionali hub finanziari, come Londra e New York. Questo comportamento rafforza la richiesta di affitti super-prime e trasforma alcune città in basi temporanee per patrimoni mobili. I prezzi del residenziale di lusso registrano una crescita media del 3,2%. Tokyo guida la classifica con un aumento del 58% per gli appartamenti di fascia alta di nuova costruzione. Dubai segue con un +25%. Il Medio Oriente sale del 9,4%, mentre America Latina e Caraibi segnano un +4,7%. Asia-Pacifico ed Europa chiudono rispettivamente con +3,6% e +3,3%. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/guide/come-arrivare-al-salone-del-libro-di-torino.html - Categorie: Guide utili Il Salone del Libro di Torino 2026 torna al Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio e porta in città cinque giorni dedicati alla cultura editoriale. La manifestazione, arrivata alla XXXVIII edizione, richiama ogni anno lettori, autori, editori, studenti, professionisti del settore e visitatori da varie zone d’Italia e dall’estero. Per chi arriva da fuori Torino, organizzare il viaggio con anticipo può rendere l’esperienza più semplice, specie nei giorni di maggiore affluenza. Il luogo dell’evento resta il Lingotto Fiere, in via Nizza 294, uno spazio ampio e ben collegato con il resto della città. Chi raggiunge Torino in treno, in aereo o tramite navetta può arrivare alla sede del Salone senza passaggi complessi, grazie alla metropolitana e ai collegamenti con le principali stazioni. La scelta del mezzo dipende dal punto di partenza, dall’orario di arrivo e dal tempo a disposizione, soprattutto per chi pensa di visitare la fiera in giornata. Il Salone non è soltanto una grande area espositiva con stand editoriali. Nei padiglioni trovano posto incontri con gli autori, presentazioni, arene tematiche, spazi per le scuole, mostre e sezioni dedicate alla letteratura internazionale. Per questo motivo, una visita breve rischia di lasciare fuori molte attività. Chi può fermarsi almeno due giorni ha più margine per seguire gli appuntamenti e muoversi tra gli stand con meno fretta. Salone del Libro al Lingotto Fiere: dove si trova, biglietti e prezzi Dal 14 al 18 maggio 2026 Torino ospita uno degli appuntamenti culturali più frequentati del calendario nazionale. Il Salone Internazionale del Libro si svolge ogni anno al Lingotto Fiere, struttura che per cinque giorni diventa il punto di riferimento per editori, agenti letterari, scrittori, lettori e addetti ai lavori. L’edizione 2026 conferma il formato ormai consolidato: grandi padiglioni, incontri dal vivo, aree tematiche, anteprime editoriali e migliaia di titoli disponibili. L’ingresso è a pagamento. I biglietti per il Salone del Libro possono essere acquistati online sul sito ufficiale oppure alle casse della manifestazione. I prezzi cambiano in base alla giornata e al tipo di accesso scelto. Sono previste tariffe ridotte per studenti, under 18 e alcune categorie specifiche. Per chi prevede di visitare il Salone nel fine settimana, l’acquisto online resta la soluzione più prudente, perché il sabato e la domenica registrano di solito la presenza più alta di pubblico. All’interno della fiera, il programma comprende appuntamenti gratuiti e incontri che richiedono la prenotazione. Per questo è utile consultare in anticipo il calendario, scegliere gli eventi di maggiore interesse e lasciare spazio agli spostamenti tra un padiglione e l’altro. Il Lingotto Fiere è grande, e nei momenti più affollati i tempi per raggiungere una sala possono allungarsi. Una pianificazione minima permette di evitare corse inutili e di vivere la visita con maggiore ordine. L’esperienza del Salone riguarda i libri, certo, ma richiede pure una buona gestione pratica della giornata. Scarpe comode, una borsa capiente e un budget dedicato agli acquisti possono fare la differenza. Tra novità editoriali, firme copie, stand indipendenti e grandi marchi del settore, uscire senza nuovi volumi è poco probabile per chi ama leggere. Come arrivare al Salone del Libro di Torino in treno e metro Chi arriva a Torino in treno può contare su due stazioni principali: Porta Nuova e Porta Susa. Entrambe sono collegate al Lingotto tramite la linea 1 della metropolitana, con fermata Lingotto. Il tragitto dura circa 15 minuti, quindi rappresenta una soluzione rapida per chi vuole raggiungere la fiera senza prendere taxi o cercare parcheggio. Porta Nuova è una delle stazioni più comode per chi arriva dal centro città o da molte linee nazionali. Da lì la metro permette di raggiungere il quartiere del Lingotto in modo diretto. Porta Susa, altra porta ferroviaria rilevante di Torino, offre lo stesso collegamento metropolitano. Per chi viaggia con bagagli leggeri o arriva in città soltanto per la giornata, questa combinazione tra treno e metro resta una delle più pratiche. Il Lingotto si trova in via Nizza 294, zona servita dalla metropolitana e ben inserita nella rete urbana. La fermata Lingotto consente di arrivare nei pressi della sede della manifestazione senza attraversare la città in superficie. Nei giorni del Salone, quando il traffico può aumentare e la domanda di trasporti cresce, usare la metro riduce il rischio di ritardi legati alla viabilità. Per chi pensa di restare a Torino più di un giorno, la scelta dell’alloggio può incidere molto sull’organizzazione. Le zone più comode sono quelle vicine alla linea 1 della metro, perché permettono di raggiungere il Lingotto senza cambi complessi. Prenotare con anticipo è consigliabile: durante la manifestazione la città richiama molti visitatori e i prezzi delle strutture ricettive tendono a salire. Il treno resta quindi una via lineare per chi parte da altre città italiane. Arrivo in stazione, metro verso Lingotto e ingresso in fiera: la catena degli spostamenti è breve. Chi vuole partecipare agli incontri più richiesti dovrebbe calcolare un margine di tempo ulteriore, specie nelle fasce mattutine e nei giorni centrali della manifestazione. Come arrivare al Salone del Libro di Torino in aereo Per chi arriva in aereo, i due riferimenti principali sono Torino Caselle e Milano Malpensa. Il primo è l’aeroporto più vicino alla città, a circa 16 chilometri dal centro. Il secondo può essere scelto da chi parte da Milano o da chi atterra in Lombardia e preferisce poi raggiungere Torino via terra. In entrambi i casi, la navetta rappresenta una soluzione adatta a chi cerca un collegamento diretto e con orari definiti. Da Torino Caselle, il servizio Flibco collega l’aeroporto con la città tramite il bus Caselle Torino. Le corse sono frequenti e prenotabili online. Rispetto al taxi, il vantaggio riguarda il costo più prevedibile, il prezzo fisso e la possibilità di organizzare prima lo spostamento. Una volta arrivati a Porta Nuova, dove la navetta effettua fermata, il Lingotto si raggiunge in pochi minuti con la metropolitana. Caselle è quindi la scelta più immediata per chi vuole atterrare vicino a Torino. Il percorso verso il centro è breve e consente di arrivare alla fiera senza passaggi particolarmente lunghi. Per chi... - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-uomo-armato-di-pugnale-in-strada-bloccato-dalla-polizia-e-arrestato.html - Categorie: News Momenti di paura a Borgo Vittoria. Un 31enne è stato fermato dalla Polizia di Stato dopo avere minacciato alcuni passanti con un pugnale. L’episodio si è verificato in via Campiglia, a Torino, dopo alcune segnalazioni giunte al 112 da cittadini preoccupati per quanto stava accadendo in strada. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, hanno trovato l’uomo in evidente stato di agitazione. In mano aveva un’arma da taglio lunga circa 25 centimetri, elemento che ha fatto salire la tensione tra le persone presenti nella zona. Le chiamate al 112 fanno scattare l’intervento La pattuglia ha provato prima a gestire la situazione con il dialogo. Gli operatori hanno cercato di convincere il 31enne a lasciare il pugnale e a collaborare, così da evitare un intervento più rischioso. Il tentativo iniziale, però, non ha avuto effetto. L’uomo avrebbe continuato a tenere l’arma, non accogliendo le richieste degli agenti. A quel punto la polizia ha deciso di estrarre il taser, usato come strumento di deterrenza per contenere la minaccia. L’uomo si arrende e viene arrestato Alla vista del dispositivo, il 31enne ha cambiato comportamento e si è arreso. Gli agenti sono riusciti a disarmarlo e a bloccarlo in breve tempo. L’uomo, cittadino di origine marocchina, è stato arrestato con l’accusa di porto abusivo di arma e oggetti atti a offendere. Per lui è scattata anche una denuncia per minacce aggravate. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/organalia-2026-la-nuova-edizione-parte-con-un-concerto-speciale-a-superga.html - Categorie: Eventi Organalia compie 25 anni e apre la nuova edizione con un appuntamento nella basilica di Superga, uno dei luoghi simbolo del territorio torinese. Il concerto inaugurale è fissato per sabato 2 maggio alle 21 e segna l’avvio di una stagione costruita tra musica d’organo, strumenti storici e percorsi culturali in diverse aree del Piemonte. Organalia riparte da Superga per il venticinquennale Il 2026 rappresenta un passaggio importante per Organalia, rassegna che arriva alla sua XXV edizione dopo un lungo percorso dedicato alla cultura musicale e alla tutela degli organi storici. Nata con il sostegno della Provincia di Torino, l’iniziativa prosegue oggi con il patrocinio della Città metropolitana di Torino, a conferma del legame con le istituzioni locali. Il cartellone del venticinquennale è diviso in due grandi percorsi. Il primo, dal titolo Da Torino verso il Ciriacese e il Canavese, si terrà dal 2 maggio al 5 luglio. Il secondo, Alla scoperta delle Valli di Lanzo, partirà il 4 luglio e arriverà fino al 10 ottobre. A questi appuntamenti si aggiungono quattro concerti straordinari previsti a Vigliano Biellese, Moncalieri, Volpiano e Feletto. La serata iniziale unisce musica e riconoscimenti L’apertura ufficiale nella basilica di Superga avrà anche un momento istituzionale. Durante la serata sarà consegnata la targa Organalia alla carriera a Guido Donati, organista e compositore. Il riconoscimento sarà affidato al consigliere metropolitano e sindaco di San Carlo Canavese, Ugo Papurello. Prima del concerto, grazie alla collaborazione con la Fraternità della Speranza Sermig, il pubblico potrà prendere parte a una visita guidata della basilica. Il percorso durerà 45 minuti, dalle 19. 30 alle 20. 15, con prenotazione entro il 26 aprile all’indirizzo indicato dagli organizzatori. L’iniziativa affianca così la scoperta del patrimonio artistico al programma musicale della serata. Bach e improvvisazione al centro del primo concerto Dopo la visita, la scena passerà alla musica. Gianluca Cagnani si esibirà sull’organo costruito da Gioacchino Concone nel 1789, con un programma intitolato Bach e l’arte dell’improvvisazione. La scelta dello strumento e del repertorio richiama la vocazione della rassegna, da sempre legata alla valorizzazione degli organi storici presenti sul territorio. Il secondo appuntamento è già fissato per domenica 3 maggio alle 17 a Castelnuovo Don Bosco, nella chiesa di San Bartolomeo. In quell’occasione l’organista Luca Canneto suonerà lo strumento di Giuseppe Calandra, con un repertorio dedicato alla musica antica italiana. Tutti i concerti saranno a ingresso con libera offerta. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/news/rivoli-centri-estivi-a-meta-prezzo-fissato-il-tetto-massimo.html - Categorie: News A Rivoli l’estate dei più piccoli cambia prezzo. Per il 2026 il Comune ha fissato un tetto massimo di 50 euro a settimana per figlio per i centri estivi, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di primo grado. La misura riduce una spesa che in passato poteva arrivare a circa 100 euro settimanali e stabilisce una soglia oltre la quale le famiglie non dovranno andare: la parte eccedente sarà sostenuta dall’amministrazione comunale. Rivoli abbassa il costo dell’estate per le famiglie Il nuovo limite punta a rendere più accessibili i servizi estivi in una fase dell’anno spesso complessa per i genitori. La chiusura delle scuole, infatti, costringe molte famiglie a cercare soluzioni educative e ricreative per bambini e ragazzi, con costi che possono pesare sul bilancio domestico. Il tetto da 50 euro non cancella le agevolazioni già previste. Sotto questa soglia continueranno a essere applicati gli sconti legati all’ISEE, mentre resta la gratuità per i nuclei seguiti dai servizi sociali. Il provvedimento, quindi, introduce una barriera al rialzo dei costi e mantiene le forme di sostegno dedicate alle situazioni più fragili. Il Comune copre la differenza sui costi più alti La decisione riguarda anche i casi in cui l’organizzazione delle attività comporti spese superiori. Se il servizio dovesse costare più del limite fissato, la differenza sarà coperta dal Comune. In questo modo la tariffa resterà stabile per le famiglie, senza variazioni legate alla tipologia di proposta o alla fascia d’età. L’offerta estiva viene ampliata. Sono previsti il nido estate per i bambini già iscritti, i servizi rivolti a infanzia e primaria e, come novità, attività per gli studenti della scuola media. Per questa fascia d’età è previsto un programma a tempo pieno, con una forte presenza di attività sportive e il coinvolgimento delle associazioni del territorio. Dai bambini agli adolescenti, l’offerta si allarga Il piano rientra nel progetto “Estate tempo di qualità”, pensato per dare continuità educativa anche nei mesi senza lezioni. Accanto ai centri estivi, viene confermata “Piazza Ragazzabile”, iniziativa rivolta ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni. Il programma prevede anche progetti legati alla mobilità sostenibile, con il supporto degli educatori. La misura ha quindi un doppio effetto: riduce il peso economico sui genitori e amplia le possibilità per bambini e adolescenti. A Rivoli l’estate 2026 diventa così un banco di prova per un modello di welfare locale più vicino alle esigenze quotidiane delle famiglie. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/lovers-film-festival-da-record-a-torino-oltre-6-300-presenze-nel-2026.html - Categorie: Eventi Il Lovers Film Festival archivia la sua 41ª edizione con un risultato che conferma la crescita della rassegna torinese. In sei giorni, il festival ha registrato 6. 338 presenze e un incasso superiore ai 24. 000 euro, segnando un passo avanti rispetto alle ultime edizioni. Il dato assume un peso maggiore perché il 2026 ha avuto una giornata in meno rispetto al 2025, anno del quarantennale. Il pubblico torna a riempire le sale torinesi Il confronto con le edizioni precedenti mostra un percorso in salita. Nel 2025 le presenze erano state 6. 008, mentre nel 2024 si erano fermate a 4. 731. Tenendo conto della durata più breve dell’ultima edizione, il bilancio diventa ancora più netto: gli incassi crescono di oltre il 42%, mentre i biglietti venduti aumentano di oltre il 57%. Anche senza riproporzionare i dati, il segnale resta positivo. Gli incassi salgono del 18% e i biglietti venduti del 14%, confermando l’interesse del pubblico per una manifestazione che unisce cinema, confronto e partecipazione. Nei sei giorni di programmazione sono stati presentati oltre 50 film provenienti da 21 Paesi, con sei proiezioni sold out. Il risultato premia una formula che punta su opere internazionali, incontri e dibattiti, mantenendo Torino al centro della proposta culturale. Social in crescita e pubblico più coinvolto La 41ª edizione ha ottenuto numeri rilevanti pure sul fronte digitale. Il festival ha raggiunto un pubblico di 951. 000 persone, con 1,4 milioni di impression e una community in aumento del 4,9%. Un dato particolarmente significativo riguarda le interazioni più attive: condivisioni e salvataggi crescono del 28% su base aggregata, con un picco del 109% su Instagram. Questo andamento indica una partecipazione che va oltre la semplice presenza in sala. Il pubblico commenta, condivide, conserva contenuti e contribuisce alla diffusione del festival attraverso i canali social. Si guarda già alla prossima edizione Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema, hanno espresso soddisfazione per il successo dell’edizione 2026, considerandolo una spinta importante verso il prossimo appuntamento, previsto in concomitanza con l’EuroPride a Torino. Anche Vladimir Luxuria, direttrice artistica del festival, ha sottolineato il valore della partecipazione. Il pubblico, attraverso incontri, talk, domande ad attori e registi, ha avuto un ruolo attivo nella vita della rassegna. Per Luxuria, il risultato rappresenta un segnale positivo per il festival, per il cinema e per chi sostiene i diritti LGBTQI+. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/sagra-dellasparago-a-santena-levento-e-piu-grande-e-diffuso-gusto-e-spettacoli.html - Categorie: Enogastronomia La Sagra dell’Asparago di Santena si prepara a tornare con una formula più ampia, pensata per distribuire eventi, cucina e intrattenimento in diversi punti del centro storico. L’edizione 2026, la numero 93, si terrà da venerdì 15 a domenica 24 maggio e sarà la prima dopo l’assegnazione del marchio di qualità UNPLI, riconoscimento legato alle Pro Loco italiane. La sagra cambia forma e occupa nuove piazze Dopo i numeri delle ultime edizioni, Santena amplia il perimetro della manifestazione. Nel 2024 il PalAsparago aveva accolto circa 8. 000 persone tra pranzi e cene, mentre nell’edizione successiva le presenze avevano superato quota 10. 000. Da qui la scelta di costruire un evento più diffuso, capace di reggere una partecipazione alta senza perdere attenzione per la qualità della cucina. La festa non resterà concentrata solo nella rinnovata piazza Martiri della Libertà. Una seconda area gastronomica e musicale troverà spazio in piazza Forchino, con le nuove sezioni Asparagina Street Food e Asparagina Live. Il presidente della Pro Santena, Domenico Tosco, ha spiegato che l’obiettivo è diversificare l’offerta musicale: un palco potrà proporre dance, un altro rock, pop o liscio, così da intercettare pubblici diversi. Musica, cucina e incontri per dieci giorni In piazza Martiri della Libertà saranno presenti due spazi distinti. Asparago Live ospiterà artisti e band durante tutte le dieci serate a ingresso gratuito, mentre Asparago Lab sarà dedicato a conferenze, incontri tematici e show cooking. Il PalAsparago resterà il cuore gastronomico della manifestazione, con antipasti, primi, secondi e dolci costruiti attorno al prodotto simbolo della città. La formula diffusa coinvolgerà pure piazza Visconti Venosta, davanti a Villa Cavour. Qui nascerà il Villaggio dell’Asparago, con i banchetti dei produttori locali. Il centro storico diventerà così un percorso tra sapori, musica e tradizione agricola, con il lavoro della Pro Loco, degli chef e degli orticoltori del Pianalto. L’asparago di Santena resta il vero protagonista La stagione dell’asparago, concentrata tra inizio aprile e inizio giugno, resta il motore dell’intero appuntamento. I 26 associati dovrebbero arrivare a commercializzare circa 165 tonnellate di turioni, in gran parte tramite vendita diretta in cascina oppure attraverso ristoranti, trattorie e bar della zona. Tra le proposte attese figurano ricette tradizionali, come gli asparagi con la salsa Pinin, e preparazioni più moderne, dall’insalatina di asparagina al gelato all’asparago. Il programma completo sarà presentato lunedì 11 maggio alle 11. 30 nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/girocca-di-cavour-nuovo-percorso-sulla-rocca-sette-tappe-tra-gusto-e-storia.html - Categorie: Eventi Il Girocca di Cavour torna venerdì 1° maggio con una settima edizione che cambia passo e porta i partecipanti su un itinerario rinnovato. La passeggiata enogastronomica organizzata dall’associazione Vivi La Rocca prevede sette tappe, un tracciato di circa cinque chilometri e un percorso tra aree panoramiche, degustazioni, luoghi storici e spazi tornati accessibili dopo anni. La Rocca cambia volto con un itinerario più breve La principale novità riguarda il percorso. Il Girocca 2026 attraverserà nuove zone della Rocca di Cavour, tra cui la Tina d’Pera, punto raggiungibile tramite un sentiero panoramico. Il presidente di Vivi La Rocca, Roberto Bruno, ha spiegato che la scelta nasce dalla volontà di far conoscere aree meno frequentate e di rendere l’esperienza più compatta rispetto al passato. La durata prevista scende infatti dalle circa sei ore delle edizioni precedenti a circa cinque ore. Il cammino alternerà tratti pianeggianti e sentieri montani, con un dislivello di 160 metri. Per questo motivo gli organizzatori raccomandano ai partecipanti l’uso di calzature adatte. Sette soste tra sapori locali e racconti storici La partenza è fissata dalle 10 da piazza Sforzini, con gruppi da 30 a 50 persone e uscite ogni 15 minuti, in base alle prenotazioni. La prima tappa porterà all’Ala del Peso, dove il Gruppo Fanti curerà l’aperitivo. Il percorso toccherà poi Villa Peyron, i cui giardini resteranno aperti per l’occasione. Le tappe successive uniranno prodotti del territorio e momenti di visita. Sono previsti affettati misti alla sede del Gruppo Alpini, il passaggio alla Fontana “Romana”, Villa Giolitti e il parco di sculture lignee Roccart, curato dall’artista Fabio Moriena. Al Muri Crin arriveranno formaggio e frittata, mentre il ristorante Vetta di Cavour proporrà il vitello tonnato, con visita panoramica e passaggio alla Panchina Gigante. Il percorso proseguirà con il sorbetto nel piazzale della Rocca, gli agnolotti al ristorante La Grangia e la visita alla Tina d’Pera. La chiusura sarà all’Abbazia Santa Maria, tra fragole, gelato, caffè, digestivo, visite guidate gratuite, musiche dal vivo e balli tradizionali. Prenotazione obbligatoria e posti limitati La partecipazione è a numero limitato e richiede la prenotazione entro lunedì 28 aprile, con pagamento dell’intera quota. Il costo è di 30 euro per gli adulti, 15 euro per i ragazzi dagli 8 ai 13 anni, mentre i bambini fino a 7 anni partecipano gratis. Le prevendite saranno disponibili sabato 25 e domenica 26 aprile, dalle 9 alle 18, in piazza Sforzini. In alternativa sarà possibile procedere con bonifico o Satispay previo contatto telefonico. La manifestazione si terrà anche in caso di maltempo, con eventuali modifiche al tracciato e degustazioni garantite in spazi coperti. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/moncalieri-weekend-tra-plastici-e-modellini-con-arcamodellismo-2026.html - Categorie: Eventi - Tag: Moncalieri Arcamodellismo 2026 porta a Moncalieri un fine settimana dedicato al modellismo, ai plastici ferroviari e ai mattoncini Lego. La mostra, a ingresso gratuito, è in programma sabato 25 aprile e domenica 26 aprile 2026, dalle 10:00 alle 18:00, negli spazi del PalaExpo in Piazza del Mercato. A Moncalieri torna la mostra dei plastici da viaggio L’edizione 2026 di Arcamodellismo punta sui “Plastici da Viaggio”, un tema che richiama la passione per i mondi in miniatura e per le ricostruzioni curate nei dettagli. Il pubblico potrà visitare un percorso costruito tra diorami ferroviari, modelli, fabbricati e scenari tranviari, con un’impostazione pensata per attirare appassionati, famiglie e curiosi. Tra i protagonisti dell’appuntamento ci sarà anche l’ATTS, presente per la diciottesima volta. L’associazione porterà al PalaExpo il plastico Axtratta, accanto a collezioni di tram e autobus dei soci. Spazio anche a una selezione di cimeli storici, utile per collegare il modellismo alla memoria del trasporto pubblico e ferroviario. Lego, libri e borsa scambio completano il programma Il programma della mostra non si fermerà ai plastici ferroviari e tranviari. Una parte dell’esposizione sarà dedicata ai mattoncini Lego, ormai sempre più presenti negli eventi legati alla creatività manuale e alla costruzione in scala. Sono previste anche proiezioni a tema, pensate per ampliare il racconto della manifestazione. Nel corso delle due giornate troveranno spazio presentazioni di libri dedicati al mondo ferroviario, con la presenza degli autori e momenti di confronto con il pubblico. Torna poi la tradizionale borsa scambio Area 22, uno degli appuntamenti più attesi da collezionisti e visitatori alla ricerca di pezzi particolari, modelli e materiali legati al settore. Ingresso gratuito e collegamenti per raggiungere il PalaExpo Arcamodellismo 2026 si svolgerà al PalaExpo di Moncalieri, in Piazza del Mercato 3Bis. La sede dell’evento risulta raggiungibile con diverse linee GTT. Chi arriva in treno potrà fare riferimento alle stazioni di Moncalieri e Sangone, mentre per chi si muove in auto l’accesso indicato è dalla Tangenziale Sud di Torino, uscita SS 20. L’ingresso libero rende l’appuntamento accessibile a un pubblico ampio. Per due giorni, Moncalieri diventerà così un punto di ritrovo per chi segue il modellismo, per chi ama i treni in miniatura e per chi cerca un evento gratuito nel weekend del 25 aprile. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/fiera-di-primavera-a-cavour-debutta-terre-e-cibo.html - Categorie: Eventi Il 25 e 26 aprile 2026 Cavour accoglie la prima edizione di Terre e Cibo, nuovo appuntamento inserito nella storica Fiera di Primavera. La manifestazione nasce per raccontare il rapporto diretto tra suolo, alimentazione e salute, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino e un programma pensato per unire agricoltura, zootecnia e cucina del territorio. Cavour mette al centro il legame tra terra e tavola La nuova iniziativa porta nel comune pinerolese un tema molto attuale: la qualità del cibo parte dalla cura della terra. Terre e Cibo vuole presentare questo principio attraverso produttori, realtà locali e momenti di confronto, con l’obiettivo di valorizzare un modello alimentare più vicino al territorio. La Fiera di Primavera diventa così il contesto per dare spazio a una riflessione più ampia. Non si parla soltanto di prodotti tipici, ma di un modo diverso di guardare alla filiera. Il cibo viene raccontato come risultato di un equilibrio tra ambiente, allevamento, tradizioni agricole e scelte quotidiane dei consumatori. Le razze autoctone tornano protagoniste a Cavour Uno dei temi centrali riguarda il recupero delle razze autoctone. Cavour richiama l’attenzione sulla Gallina Bianca, selezionata in origine nell’area della Rocca e poi conosciuta come Gallina di Saluzzo. Accanto a questa storia trova spazio il Suino Nero, legato alla memoria agricola del territorio e oggi rappresentato dal Suino Nero del Piemonte. La scelta di puntare su queste razze non ha solo un valore identitario. Difendere la biodiversità significa anche sostenere produzioni più riconoscibili, capaci di mantenere un rapporto forte con i luoghi d’origine. In questo senso, la manifestazione prova a unire tradizione e qualità alimentare, senza trasformare il racconto del territorio in semplice richiamo folcloristico. Produttori, ristoranti e laboratori animano la due giorni Durante l’evento, ristoranti, agri-macellerie e agriturismi locali avranno un ruolo centrale nel percorso dedicato al gusto pinerolese. Tra i prodotti in evidenza figurano mele, nocciole IGP, lardo al rosmarino, salumi artigianali e dolci della tradizione. L’offerta si amplia grazie ai Distretti del Cibo e ai comuni vicini, con formaggi d’alpeggio e pasta fresca. Il programma non si limita ai banchi del mercato. Sono previsti dibattiti sulle politiche alimentari e laboratori didattici dedicati al tema dello spreco di cibo. Il progetto, sostenuto da Regione Piemonte e Procavour, punta a promuovere il mangiare bene come parte della salute pubblica. Al centro resta una convinzione semplice: un alimento di qualità nasce da una terra curata e rispettata. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/sport/milan-juventus-26-aprile-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Milan-Juventus si prepara a prendersi la scena della 34ª giornata di Serie A 2025/2026. La partita è in calendario domenica 26 aprile alle 20:45 e si giocherà allo stadio San Siro di Milano. Per seguirla in diretta sarà necessario passare da DAZN, che trasmetterà l’incontro in esclusiva su smart TV, computer, smartphone e tablet. San Siro ospita una sfida dal peso europeo La gara tra rossoneri e bianconeri arriva in una fase molto delicata della stagione. Il Milan cerca punti importanti per restare agganciato alla corsa verso le competizioni europee, con l’obiettivo di sfruttare il fattore campo e la spinta del proprio pubblico. A San Siro, la squadra rossonera ha spesso costruito parte del proprio percorso, grazie a una fase offensiva capace di incidere soprattutto nelle partite interne. La Juventus arriva invece al big match con la necessità di dare continuità ai risultati. I bianconeri restano coinvolti nella lotta per le zone alte della classifica e puntano a consolidare la propria posizione in un confronto diretto dal peso rilevante. Milan-Juventus, per storia e valore tecnico, resta una delle sfide più attese del campionato italiano. Dove vedere Milan-Juventus in diretta Il calcio d’inizio è fissato alle 20:45 di domenica 26 aprile. La partita sarà disponibile in diretta su DAZN, piattaforma accessibile tramite app ufficiale su smart TV, dispositivi mobili, console compatibili e browser da computer. Chi si trova fuori dall’Italia dovrà verificare la disponibilità del servizio nel Paese in cui si trova. La visione dall’estero dipende infatti dalle condizioni previste dalla piattaforma e dalle eventuali restrizioni territoriali. In ogni caso, l’accesso da dispositivi mobili permette di seguire la gara anche lontano dalla televisione di casa, con le modalità previste dall’abbonamento attivo. Le probabili scelte dei due allenatori Secondo le indicazioni riportate alla vigilia, il Milan dovrebbe presentarsi con il 3-5-2. In porta è atteso Maignan, con Tomori, Gabbia e Pavlovic in difesa. A centrocampo spazio a Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot e Bartesaghi, mentre in attacco la coppia dovrebbe essere composta da Pulisic e Leao. La Juventus dovrebbe rispondere con il 3-4-2-1. Tra i pali Di Gregorio, davanti a lui Kalulu, Bremer e Kelly. In mezzo al campo McKennie, Thuram, Locatelli e Cambiaso, con Conceicao e Yildiz a supporto di Boga. - Published: 2026-04-24 - Modified: 2026-04-24 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-inter-26-aprile-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Torino-Inter sarà una delle sfide più attese della 34ª giornata di Serie A 2025/2026. La partita è in programma domenica 26 aprile alle 18:00 allo Stadio Olimpico Grande Torino e sarà trasmessa in diretta su DAZN e Sky Sport, con visione disponibile anche tramite Sky Go e NOW per gli abbonati. Torino-Inter si potrà vedere su DAZN e Sky Il match tra Torino e Inter avrà copertura televisiva su più piattaforme. Gli utenti DAZN potranno seguire la gara dall’app ufficiale o dai dispositivi compatibili, mentre gli abbonati Sky avranno accesso alla diretta attraverso i canali Sport, Sky Go e NOW. La partita arriva in una fase avanzata del campionato, con i granata chiamati a una prova solida davanti al proprio pubblico e l’Inter intenzionata a confermare il proprio peso nella parte alta della classifica. L’orario delle 18:00 rende la gara uno degli appuntamenti centrali della domenica calcistica. Il Torino punta su Simeone e Adams Il Torino dovrebbe presentarsi con il 3-4-1-2, affidandosi a Paleari tra i pali. In difesa spazio a Coco, Ismajli ed Ebosse, mentre sulle corsie laterali dovrebbero agire Pedersen e Obrador. In mezzo al campo sono attesi Casadei e Gineitis, con Vlasic alle spalle della coppia offensiva formata da Simeone e Adams. La squadra granata dovrà cercare equilibrio tra copertura e ripartenze. Contro un’avversaria abituata a tenere alto il ritmo, il lavoro dei centrocampisti sarà decisivo per evitare che l’Inter prenda subito il controllo della partita. L’Inter prepara il 3-5-2 con Thuram e Pio Esposito L’Inter dovrebbe rispondere con il consueto 3-5-2. Sommer è indicato come titolare in porta, con Bisseck, Akanji e Carlos Augusto nella linea difensiva. A centrocampo dovrebbero partire Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e Dimarco, mentre in attacco la coppia più probabile è formata da Thuram e Pio Esposito. Tra le assenze segnalate figurano Zapata e Aboukhlal per il Torino, mentre l’Inter deve fare i conti con le condizioni di Lautaro Martinez e Bastoni. Le scelte definitive arriveranno solo a ridosso del fischio d’inizio, come sempre accade per le formazioni ufficiali. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/fiaccolata-del-24-aprile-a-torino-come-cambia-la-viabilita-in-citta.html - Categorie: News Torino si prepara alla fiaccolata del 24 aprile per l’81° anniversario della Liberazione e, per alcune ore, il centro dovrà fare i conti con modifiche rilevanti alla viabilità e al trasporto pubblico. Il corteo partirà da piazza Arbarello e seguirà un percorso che toccherà corso Siccardi, via Cernaia, via Pietro Micca e infine piazza Castello. Per chi dovrà spostarsi in città, la fascia più delicata coinciderà con la serata, tra deviazioni, limitazioni e capolinea provvisori su numerose linee Gtt. Le modifiche nella serata del 24 aprile Le modifiche scatteranno dalle 18. 00 e proseguiranno fino al termine della manifestazione. La fase più complessa è attesa tra le 19. 45 e le 22. 30, quando il passaggio del corteo inciderà in modo più marcato su strade e mezzi pubblici. L’elenco delle linee interessate è ampio e comprende, tra le altre, la 4, la 5, la 8, la 11, la 13, la 15, la 19, la 27, la 29, la 51, la 52, la 55, la 56, la 59, la 67, la 72, la 92 e la Star 2. Chi ha in programma un tragitto verso il centro dovrà quindi mettere in conto tempi diversi dal solito e percorsi meno immediati. Le linee deviate e i capolinea spostati Tra i casi più evidenti c’è quello della linea 4 tram, deviata tra le 20 e le 22 su assi alternativi come corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina e corso Regina Margherita. Le linee 5 e 5/ anticiperanno il capolinea in corso Galileo Ferraris, mentre la 8 cambierà tragitto tra corso Regina Margherita, piazza Statuto e corso Bolzano. Variazioni anche per la 11, che eviterà il centro, e per le linee 13 e 13+, spostate su un itinerario tra via Cernaia, corso Matteotti e via Po. La 15 userà un percorso alternativo che passerà da corso Vittorio Emanuele II e piazza Vittorio Veneto. Parcheggi aperti e accessi chiusi I cambi non riguarderanno soltanto bus e tram. Dalle 18 sarà chiuso l’accesso a piazza Castello e verrà bloccata pure l’uscita su via Viotti del parcheggio Castello. Resteranno invece disponibili i parcheggi Roma e San Carlo. Altre linee, come la 27, la 29, la 59, la 67, la 72 e la 72/, avranno limitazioni o capolinea provvisori in punti come corso XI Febbraio, piazza Solferino e corso Bolzano. La città si prepara quindi a una serata dal forte valore simbolico, con un assetto della mobilità che richiederà attenzione fin dalle prime ore del tardo pomeriggio. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-juventus-come-acquistare-i-biglietti-per-il-derby-della-mole.html - Categorie: Sport Il Torino FC ha diffuso le indicazioni per la vendita dei biglietti del derby della Mole contro la Juventus, gara attesa nell’ultima giornata di campionato allo stadio Olimpico Grande Torino. La data definitiva della partita non è ancora stata fissata dalla Lega Serie A, ma il club ha chiarito che l’appuntamento cadrà nel fine settimana del 23 e 24 maggio. Sui tagliandi acquistati prima dell’ufficialità compare al momento la dicitura con riferimento a domenica 24 maggio alle ore 15, con la precisazione che l’orario resta da confermare. In caso di modifica, i biglietti manterranno comunque la loro validità. Il derby entra già nel clima della città Il confronto tra Torino e Juventus si avvicina quindi con un primo passaggio atteso da molti tifosi: quello della prevendita. Il club granata ha scelto di comunicare in anticipo le modalità di accesso, così da consentire agli interessati di organizzarsi già in questi giorni. La partita, identificata come il 185° derby della Mole, si presenta come uno degli appuntamenti più sentiti della stagione e il tema dei biglietti assume da subito un peso centrale, anche perché la società ha lasciato intendere che la richiesta potrebbe risultare molto alta. La prima finestra guarda agli abbonati La prima fase è riservata agli abbonati della stagione 2025-2026. A partire da martedì 7 aprile, ciascun abbonato ha la possibilità di acquistare fino a quattro biglietti a tessera per amici granata, con prezzi più favorevoli rispetto a quelli previsti per un’eventuale vendita libera. Per completare l’operazione serve la registrazione al sito TorinoFc. it e va inserito il numero della card Cuore Granata sulla quale risulta caricato l’abbonamento. Si tratta quindi di una procedura pensata per premiare chi ha già un legame stabile con il club e per favorire una prima occupazione dei posti da parte della base granata. Il club punta su una risposta compatta Dalle ore 10 di venerdì 24 aprile la vendita viene poi estesa a tutti i titolari della tessera Cuore Granata, compresi gli stessi abbonati. Il Torino ha ricordato che i possessori della card sono 35. 000 e che ciascuno potrà acquistare fino a quattro biglietti, con una disponibilità teorica molto ampia. Nel messaggio diffuso dalla società emerge con chiarezza l’invito a riempire lo stadio di colori granata attraverso il passaparola e il coinvolgimento degli amici. Proprio da questo passaggio dipenderà anche l’eventuale vendita libera: il club ha infatti spiegato che nuove informazioni sui tagliandi residui e sul settore ospiti arriveranno nelle prossime settimane, e che l’apertura al pubblico generale scatterà solo in presenza di posti ancora disponibili. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/sanita-a-torino-39-nuovi-medici-per-rafforzare-lemergenza-118.html - Categorie: Lavoro L’emergenza-urgenza prova a respirare un po’ di più a Torino, dove il sistema 118 si prepara ad accogliere 39 nuovi medici. Il dato che riguarda la Città della Salute distingue 17 specialisti già assunti e 22 medici in formazione che hanno dato la loro disponibilità all’ingresso in servizio. Per l’area torinese si tratta di un rinforzo rilevante, in una fase in cui la carenza di personale continua a pesare sull’organizzazione dei soccorsi. Torino prova a dare respiro al 118 Il primo blocco di ingressi riguarda i professionisti già specializzati, per i quali la presa di servizio è attesa in tempi brevi. Per i 22 specializzandi il passaggio successivo dipende invece dal nulla osta dell’Università, dopo che la disponibilità all’assunzione è già stata acquisita. Il rafforzamento del presidio torinese arriva dopo la chiusura delle procedure concorsuali regionali e conferma il capoluogo come una delle sedi più attrattive per chi sceglie la medicina dell’emergenza. I nuovi ingressi non andranno subito nei turni più duri Il piano non prevede un impiego immediato e indistinto dei medici in formazione nei punti più scoperti del servizio. Per loro è stato definito un inserimento graduale, con tutor esperti, affiancamento e autonomia progressiva. L’obiettivo dichiarato è doppio: garantire una crescita professionale ordinata e mantenere elevato il livello di sicurezza del sistema regionale. In questo quadro, i medici più giovani vengono considerati una risorsa da formare e consolidare, non una soluzione tampone per l’urgenza del momento. Il piano regionale si muove anche fuori dal capoluogo La partita non riguarda soltanto Torino. Le graduatorie approvate da Azienda Zero coprono infatti anche Cuneo, Novara e Alessandria. Su scala piemontese il pacchetto complessivo arriva a 55 professionisti disponibili, cioè 32 specialisti e 23 specializzandi. Le aziende sanitarie hanno già avviato le prime assunzioni e, nel caso torinese, 17 ingressi risultano già deliberati. La Regione punta a rendere il comparto dell’emergenza-urgenza più stabile e più attrattivo, in un contesto che resta difficile in Piemonte come nel resto d’Italia e in altri Paesi europei. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-rilancia-i-mercati-di-quartiere-con-tre-nuove-iniziative-vintage-artigianato-e-fumetti.html - Categorie: News Torino prepara un nuovo intervento sul commercio di prossimità e punta sui mercati tematici per rafforzare l’attrattività di alcune aree cittadine. La Giunta ha approvato una delibera presentata dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino che introduce tre appuntamenti periodici nel periodo 2026-2028. L’obiettivo è dare più forza al tessuto commerciale locale, portare pubblico in vie e piazze e offrire nuove occasioni di presenza per attività legate all’artigianato, al vintage, al recupero e alla cultura del collezionismo. Tre appuntamenti per tre zone diverse Il primo mercato riguarderà la zona pedonale di via Di Nanni. Qui troverà spazio un mercatino dedicato all’artigianato creativo, al second hand, al vintage e al recupero. L’appuntamento è previsto per l’ultima domenica del mese, con esclusione di agosto e dicembre. Nelle intenzioni dell’amministrazione, questa nuova presenza potrà sostenere il commercio dell’area e generare effetti positivi sul contesto urbano coinvolto. Anche il secondo progetto ruota attorno allo stesso ambito merceologico, ma cambia sede e calendario. In piazzale Rostagno il mercato si terrà l’ultimo sabato del mese, con stop ad agosto. In questo caso il valore attribuito dalla delibera riguarda pure la dimensione di quartiere: l’iniziativa viene letta come uno strumento utile per rafforzare il senso di appartenenza e per creare un rapporto più stretto tra commercio ambulante e negozi di vicinato. Piazza Madama Cristina riparte da una formula già testata Diverso il caso di piazza Madama Cristina, dove il mercato non rappresenta una novità assoluta. L’esperienza era già comparsa in altra forma e i risultati ottenuti hanno convinto Palazzo Civico a confermarla come mercato periodico vero e proprio. La forte partecipazione registrata nelle edizioni precedenti, con pubblico arrivato pure da fuori regione, ha pesato nella scelta di stabilizzarne la presenza. Il mercato di piazza Madama Cristina sarà dedicato a fumetti e dischi e avrà 11 edizioni per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. La data scelta è la seconda domenica del mese, con esclusione di dicembre. Restano possibili modifiche occasionali in presenza di lavori o di altre iniziative programmate nello stesso territorio circoscrizionale. La scommessa su commercio e vita di quartiere L'assessore Chiavarino ha spiegato che questi mercati non coincidono con semplici occasioni di vendita, ma con strumenti capaci di incidere sulla vita urbana. La strategia della Città punta a rendere più attrattive le piazze, sostenere le eccellenze locali e produrre effetti concreti per negozi e ristorazione. La delibera prevede infine, per ogni mercato tematico, la scelta di un soggetto attuatore attraverso un apposito bando. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-a-torino-nel-weekend-del-25-e-26-aprile-guida-agli-eventi-del-fine-settimana.html - Categorie: Eventi Il fine settimana del 25 e 26 aprile 2026 porta a Torino un calendario molto fitto, costruito attorno alla Festa della Liberazione, alla musica dal vivo e a una serie di proposte culturali in città e fuori porta. Tra cerimonie ufficiali, musei aperti senza biglietto e appuntamenti in provincia, il weekend si presenta come una piccola mappa di occasioni diverse, adatta sia a chi resta in centro sia a chi preferisce spostarsi di qualche chilometro. La città parte dalla memoria Sabato 25 aprile il momento centrale delle celebrazioni cittadine è previsto al Sacrario del Martinetto, dove alle 10:00 si svolgerà la cerimonia ufficiale. Attorno a questo appuntamento prende forma un percorso che mette al centro la memoria storica e il significato della Resistenza. Per tutto il weekend restano infatti aperti il Polo del ’900 e il Museo Diffuso della Resistenza, che propongono proiezioni, talk e percorsi guidati gratuiti pensati per offrire al pubblico un contatto diretto con quella pagina di storia. Il jazz entra nei luoghi simbolo Nel cuore dello stesso weekend trova spazio anche il Torino Jazz Festival 2026, che lega il suo programma proprio alla ricorrenza del 25 aprile. La giornata ruota attorno al tema “Il jazz della Liberazione” e distribuisce musica e letture in diversi luoghi cittadini collegati alla memoria. L’idea è quella di un festival diffuso, capace di attraversare spazi dal forte valore simbolico e di trasformarli, per un giorno, in tappe di un racconto pubblico. Tra i momenti più intensi ci sono le esibizioni brevi dell’Orchestra dixieland viaggiante, ospitata su mezzi militari d’epoca, mentre la chiusura è affidata al concerto del pomeriggio sotto il porticato di Palazzo San Celso, sede del Museo Diffuso della Resistenza in corso Valdocco 4/a. Fuori Torino tra musei, fiera e tulipani Per chi preferisce alternare città e dintorni, il programma offre più di un’opzione. Il 25 aprile i musei e i parchi archeologici statali aprono gratuitamente, e a Torino questo consente l’ingresso libero ai Musei Reali, a Palazzo Carignano e a Villa della Regina. Chi invece punta su una gita fuori porta può guardare a Carmagnola, dove domenica 26 aprile arriva la 77ª Fiera di Primavera, tra esposizioni agricole e mercatini enogastronomici. Un’altra meta è Pralormo, dove prosegue Messer Tulipano: il fine settimana del 25 e 26 aprile coincide con l’ultima interessante opportunità per vedere la fioritura dei 100. 000 bulbi. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-musei-gratis-il-25-aprile-2026-elenco-completo-e-orari.html - Categorie: Eventi Il 25 aprile 2026 Torino offre una giornata che unisce memoria e cultura. In occasione della Festa della Liberazione, diversi musei statali e luoghi del patrimonio aprono le porte gratuitamente, con l’obiettivo di allargare l’accesso a collezioni, palazzi storici e spazi espositivi. Per chi resta in città o vuole muoversi tra Torino e il Piemonte, il calendario propone varie possibilità distribuite tra il centro e la provincia. Una festa che passa dai musei La ricorrenza del 25 aprile assume così anche il profilo di un invito alla visita. A Torino, l’iniziativa coinvolge alcune delle sedi culturali più note, a partire dai Musei Reali, aperti dalle 9. 00 alle 19. 00 con ultimo ingresso alle 18. 00 e ritiro del titolo gratuito direttamente in sede. Nello stesso giorno aprono senza costo anche Palazzo Carignano, visitabile dalle 10. 00 alle 18. 00 con ultimo ingresso alle 17. 00, e Villa della Regina, accessibile dalle 9. 30 alle 18. 00 con ultimo ingresso alle 17. 00. Per entrambe le sedi è previsto il passaggio online tramite la piattaforma dedicata ai Musei Italiani. Dal centro di Torino ai castelli fuori porta Nel programma rientrano pure le Gallerie d’Italia – Torino, aperte dalle 9. 30 alle 19. 00 con ultimo accesso alle 18. 00. Per chi invece preferisce spostarsi fuori città, la giornata comprende il Castello di Aglié, aperto dalle 9. 00 alle 13. 00 e poi dalle 14. 00 alle 19. 00, e il Castello di Racconigi, visitabile dalle 9. 00 alle 19. 00. Anche in questi casi l’accesso gratuito richiede la procedura online indicata dal sito dei Musei Italiani. Il risultato è un’offerta piuttosto ampia, che permette di scegliere tra residenze storiche, raccolte museali e sedi espositive con orari differenziati. Le tappe piemontesi da segnare subito La proposta non si ferma al capoluogo. Tra i luoghi visitabili gratis il 25 aprile figurano anche l’Abbazia di Vezzolano, aperta dalle 10. 00 alle 18. 00, l’Area archeologica di Industria, disponibile dalle 10. 00 alle 12. 30 e dalle 14. 30 alle 17. 30 con prenotazione obbligatoria, l’Area archeologica di Augusta Bagiennorum, accessibile dalle 7. 30 alle 19. 30, e l’Area archeologica di Libarna, aperta dalle 9. 45 alle 18. 45 con ultimo ingresso alle 18. 00. Restano invece fuori dalla gratuità piena il Castello di Serralunga d’Alba, previsto a tariffa ridotta, e il Castello di Moncalieri, che mantiene il biglietto intero. Il quadro generale resta chiaro: sabato 25 aprile il Piemonte offre molte occasioni per entrare nei luoghi della cultura senza costo, anche se con regole d’accesso diverse da sede a sede. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/molinette-al-via-i-lavori-per-il-nuovo-pronto-soccorso.html - Categorie: News A Torino prende corpo uno degli interventi più attesi nella sanità cittadina. Dopo oltre quindici anni di attesa, alle Molinette si apre il percorso che porterà al nuovo Pronto soccorso, cuore del principale DEA del capoluogo e del Piemonte. La partenza della Fase 0 segna il passaggio iniziale di una riorganizzazione ampia, destinata a cambiare spazi, funzioni e percorsi interni senza fermare l’attività del presidio. Il quadro tracciato prevede un cantiere lungo circa due anni e mezzo, con una trasformazione che dovrà convivere giorno dopo giorno con l’operatività dell’ospedale. Il primo passo scatta tra spostamenti e riassetti Il primo intervento materiale è fissato tra il 23 e il 24 aprile 2026, quando verrà rimosso l’angiografo biplano oggi utilizzato dalla Cardiologia universitaria al piano terra. Da lì partirà il riassetto vero e proprio: i lavori entreranno nel vivo lunedì 27 aprile e, per questa prima tranche, si prevede una durata più o meno di 4 mesi. Si punta a liberare e adattare gli ambienti della Cardiologia, così da permettere il trasferimento della tecnologia diagnostica collocata nei locali che saranno coinvolti nelle fasi successive. Per garantire continuità alle prestazioni, la sala angiografica sarà trasferita al terzo piano del Padiglione Clinica Medica. Un progetto da 13,56 milioni senza fermare il servizio L’intervento complessivo vale 13,56 milioni di euro ed è stato impostato attraverso il PFTE curato da SCR Piemonte. La linea scelta punta a mantenere aperto il Pronto soccorso per tutta la durata del cantiere, evitando un trasferimento esterno del servizio. Questo non esclude una fase delicata per l’organizzazione interna: è prevista infatti una rimodulazione delle attività, con una riduzione temporanea della capacità ricettiva e lo spostamento di alcune funzioni. In questa cornice, la Fase 0 comprende pure lo svuotamento dell’ala ovest, la realizzazione di un nuovo box triage esterno e una nuova sistemazione provvisoria di aree sensibili, come il Pronto soccorso chirurgico e gli spazi destinati ai pazienti critici. Le sfide del cantiere dentro un ospedale sempre aperto Dopo il passaggio preliminare prenderanno il via le tre fasi vere e proprie del cantiere. La difficoltà maggiore riguarda la convivenza tra lavori e attività sanitarie, dentro una struttura che registra circa 70. 000 accessi annui al Pronto soccorso. Alla pressione quotidiana dei flussi si aggiungono la complessità degli interventi impiantistici e la necessità di separare in modo netto i percorsi del cantiere da quelli assistenziali. Intanto prosegue pure il rifacimento delle rampe di accesso, insieme alla posa del nuovo manto stradale e a un sistema di illuminazione notturna. Il direttore generale Livio Tranchida ha indicato il progetto come una priorità fin dal suo insediamento, ribadendo l’intenzione di ammodernare un nodo centrale della sanità di Torino senza interruzioni del servizio. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/vinovo-a-giugno-il-mega-spettacolo-di-harry-potter-con-1-200-droni.html - Categorie: Eventi L’Ippodromo di Vinovo si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più particolari dell’estate piemontese. Il 12 e il 13 giugno 2026 arriverà infatti il “DroneArt Show: Harry Potter”, presentato come prima assoluta italiana di un evento pensato per celebrare i 25 anni della saga cinematografica. Per due sere il cielo sopra Torino sud si trasformerà in un grande palcoscenico luminoso, con una formula che punta sull’effetto visivo e sull’immaginario legato a Hogwarts. Due notti con Hogwarts sopra Vinovo L’appuntamento promette una cornice molto diversa da quella di uno spettacolo tradizionale. Al posto dei fuochi d’artificio o delle scenografie fisse, saranno 1. 200 droni illuminati a muoversi nel cielo, ricostruendo immagini e passaggi celebri dell’universo di Harry Potter. Il progetto, firmato da Warner Bros. Discovery Global Experiences e Fever, unirà la componente tecnologica a quella musicale, con le colonne sonore dei film, i dialoghi originali e la presenza di un violinista dal vivo. L’idea è quella di offrire al pubblico un’esperienza immersiva costruita sull’impatto delle luci e sul richiamo emotivo della saga. Prima dello show entra in scena l’atmosfera La serata non si limiterà al volo dei droni. Prima dell’inizio dello spettacolo, l’area dell’ippodromo verrà animata da un pre-show a tema, pensato per accompagnare l’attesa con ambientazioni ispirate al mondo dei maghi. Il pubblico troverà spazi dedicati a cibo, bevande a tema e merchandise ufficiale, in modo da costruire un percorso completo e non ridotto ai soli minuti dello show nel cielo. L’obiettivo appare chiaro: trasformare l’evento in un’esperienza da vivere per l’intera serata, facendo leva sulla forza di un marchio che continua ad attirare spettatori di età diverse. L’ippodromo guarda più lontano Il fine settimana legato a Harry Potter si inserisce in una fase più ampia di rilancio dell’Ippodromo di Vinovo. Alessandro Ferraris, consigliere di HippoGroup Torinese Spa, ha indicato che la direzione punta a far diventare l’impianto un hub di livello internazionale. In questa strategia rientra una programmazione estiva molto fitta, che affianca l’attività ippica a grandi eventi aperti a pubblici differenti. Dopo le due serate di giugno, lo spazio ospiterà anche Francesco Gabbani il 27 agosto ed Edoardo Bennato il 28 agosto, segnale di una trasformazione che mira a rendere Vinovo un polo stabile dell’intrattenimento nell’area torinese. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-celebra-carlo-fruttero-nasce-il-club-per-il-centenario.html - Categorie: Cultura Torino prepara un omaggio ampio e ordinato a Carlo Fruttero nel centenario della nascita. Al centro del progetto c’è il Club Fruttero, iniziativa che prende forma al Circolo dei lettori e delle lettrici e che accompagnerà per mesi il ricordo dello scrittore con mostre, appuntamenti pubblici e tappe fuori città. L’idea nasce dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, custode dell’archivio personale dell’autore, con la partecipazione delle figlie Maria Carla e Federica Fruttero. L’intento è dare corpo a un programma culturale capace di tenere insieme opere, documenti e memoria privata, con uno sguardo aperto a pubblici diversi. Un club per rileggere Carlo Fruttero Il nuovo percorso dedicato a Fruttero prende avvio con una mostra visitabile dal 24 aprile al 31 maggio. Le figlie dello scrittore hanno spiegato che il Circolo rappresenta il luogo più adatto per raccontarne la figura, e l’esposizione segue proprio questa linea: restituire un ritratto ampio dell’autore, senza fermarsi alla sola immagine del narratore di successo. Il percorso prova infatti a mettere in luce più volti dello scrittore, dal traduttore al lettore curioso, fino all’uomo che annotava, correggeva e costruiva pagina dopo pagina il proprio lavoro. Tra bozze annotate e carte meno note Dentro la mostra trovano spazio materiali che aiutano a entrare nel laboratorio di Fruttero. Tra i pezzi esposti compaiono bozze e pagine annotate del dattiloscritto di A che punto è la notte, affiancate da documenti meno conosciuti. Tra questi emerge la prima traduzione pubblicata dallo scrittore, uscita nel 1946: si tratta della pièce Les Mariés de la Tour Eiffel di Jean Cocteau, comparsa sulla rivista teatrale Il Dramma. L’esposizione usa queste carte per restituire spessore a una traiettoria letteraria molto ricca, fatta di narrativa, lavoro editoriale e passione per i testi degli altri. Torino apre, poi il viaggio continua La mostra costituisce il primo tassello di un calendario destinato a proseguire fino a novembre. Tra gli appuntamenti già annunciati figurano la presenza del Club Fruttero al Salone internazionale del Libro e il finissage del 29 maggio al Circolo dei lettori con Frullato Fruttero, maratona collettiva di lettura, seguita dalla proiezione al Teatro Romano del film La donna della domenica. Il progetto non resterà chiuso entro i confini torinesi: sono previste una passeggiata letteraria nella pineta di Roccamare, in provincia di Grosseto, e una serata al Castello di Castiglione della Pescaia. A chiudere il percorso sarà l’uscita di 365 Notes, volume curato da Domenico Scarpa e dedicato ai taccuini di Fruttero. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/via-francigena-in-piemonte-da-ivrea-parte-il-progetto-hike4all-per-cammini-accessibili.html - Categorie: Eventi Il 17 e 18 aprile Ivrea ha ospitato i primi appuntamenti di HIKE4ALL, progetto europeo inserito nel programma Erasmus Sport e coordinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene. L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: sostenere stili di vita sani, benessere psicofisico e un’idea di turismo accessibile lungo gli itinerari culturali europei. Le due giornate hanno riunito istituzioni, partner internazionali, realtà del territorio e cittadini, con una presenza attiva anche di persone con disabilità motorie e sensoriali lungo la Via Francigena piemontese. Due giorni per dare un volto al progetto L’avvio ufficiale ha preso forma al Teatro Giacosa con un workshop. Il confronto ha messo al centro accessibilità, inclusione e innovazione sociale applicata ai cammini. Nel suo intervento, il sindaco Matteo Chiantore ha indicato l’incontro come un passaggio rilevante per affrontare questi temi in modo concreto. In sala erano presenti anche Andrea De Vicenzi, Dario Sorgato, Luca Paiardi e Danilo Ragona, chiamati a portare esperienze e buone pratiche legate al viaggio accessibile. Accanto a loro hanno preso parte studenti, docenti e rappresentanti degli altri itinerari partner, dentro un confronto internazionale che ha unito visioni e competenze. Il cammino prova a diventare davvero per tutti La seconda giornata ha spostato l’attenzione sulle attività all’aperto. Il programma ha previsto una camminata inclusiva di circa 8 chilometri nel tratto Ivrea-Bollengo della Via Francigena e, in parallelo, un trekking urbano accessibile nel centro eporediese. La partecipazione è stata ampia e trasversale. Il dato che emerge dal resoconto è netto: con un’organizzazione attenta, il cammino può aprirsi a pubblici diversi e smettere di essere un’esperienza riservata a pochi. È questo, in fondo, il passaggio più evidente lasciato dalle due giornate piemontesi. Da Ivrea a sei Paesi europei L’appuntamento in Piemonte ha avuto anche un peso operativo. Durante il Consortium Meeting, i partner arrivati da sei Paesi europei hanno definito le prossime tappe del lavoro e rafforzato la costruzione di una rete di percorsi sempre più accessibili. Il calendario ora guarda avanti: da maggio a novembre 2026 HIKE4ALL proseguirà in Norvegia, Spagna, Turchia, Repubblica Ceca e Francia, con eventi adattati ai singoli territori ma legati dallo stesso impianto. L’idea è chiara: partire da Ivrea per consolidare una rete europea di cammini inclusivi capace di crescere tappa dopo tappa. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/treni-cambia-la-torino-cuneo-di-nuovo-attivi-i-collegamenti-richiesti-da-mesi.html - Categorie: News La Regione Piemonte ha messo nero su bianco una nuova serie di interventi sul servizio ferroviario, con una tabella di marcia già fissata tra 25 aprile, 14 giugno 2026 e successivo orario invernale. L’obiettivo dichiarato resta quello di dare più chiarezza ai viaggiatori e di rendere note in anticipo le correzioni previste sulle varie linee. Dentro questo quadro rientra pure la Torino-Cuneo, finita più volte al centro delle richieste dei pendolari, insieme ad altre modifiche che toccano i collegamenti tra Asti, Alba, Acqui Terme e Milano. Due corse attese restano nel piano già definito Il passaggio più seguito riguarda il ritorno della prima corsa della mattina e dell'ultima corsa della serata sulla linea Torino-Cuneo. Nel piano messo a punto compaiono infatti il collegamento Cuneo 4. 21 – Torino Porta Nuova 5. 35 e quello Torino Porta Nuova 23. 25 – Cuneo 00. 46, con fermate intermedie che comprendono Moncalieri, Trofarello, Villastellone e Racconigi. Per il territorio si tratta di due fasce orarie considerate sensibili: una aiuta chi si muove presto per lavoro, l’altra amplia le possibilità di rientro in serata. La loro attivazione, richiesta già per l’orario estivo, non è stata autorizzata a causa dei vincoli tecnici legati ai lavori infrastrutturali in corso. Per questo motivo l’ingresso effettivo di queste corse viene rinviato al cambio dell'orario per l'inverno, esattamente a dicembre 2026. Dal 14 giugno cambia il nodo tra Alba, Asti e Milano Un altro tassello scatterà dal 14 giugno 2026, quando sulla tratta Asti-Alba entrerà in vigore un anticipo di 5 minuti. I treni partiranno da Alba al minuto 05 e arriveranno ad Asti al minuto 48, così da rendere più rapide le coincidenze verso Milano, linea che di recente è stata rafforzata fino a 14 corse. Il riassetto conserva i collegamenti con la SFM4 e lascia invariati i servizi del mattino usati dagli studenti. Nella stessa data partirà pure un nuovo treno cadenzato sulla Asti-Acqui, da Acqui Terme alle 5. 44 con arrivo ad Asti alle 6. 44, utile per agganciare la coincidenza delle 6. 54 e raggiungere Torino Porta Nuova alle 7. 33. Un riassetto più ampio tocca pure la linea del mare Per rendere possibile il nuovo collegamento del mattino tra Acqui e Asti, il servizio serale Acqui-Asti delle 20. 44 verrà eliminato, scelta motivata dalla presenza di appena 8-10 passeggeri al giorno. Prima ancora, dal 25 aprile, sono previste modifiche pure sui cosiddetti treni del mare, studiate per migliorare puntualità e affidabilità. Tra queste compare la nuova fermata a Vallecrosia per il treno RV 3173/3174, secondo quanto previsto dall'accordo con la Regione Liguria. L’assessore Marco Gabusi ha spiegato che la linea seguita punta a trasformare le richieste dei territori in interventi concreti, con un servizio più efficiente per chi viaggia ogni giorno per lavoro, studio o tempo libero. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/news/paura-sulla-tangenziale-sud-camion-perde-una-barra-di-metallo-due-auto-la-colpiscono.html - Categorie: News - Tag: Moncalieri Nella tangenziale sud, nei pressi dello svincolo di Moncalieri, un camion ha perso una grossa barra di metallo finita in mezzo alla corsia. Subito dopo il distacco, due auto si sono trovate davanti l’ostacolo e l’impatto è stato inevitabile. Le vetture hanno riportato danni pesanti, ma il bilancio finale ha evitato il peggio: nessuna delle persone a bordo è rimasta ferita. Cosa è successo L’episodio si è verificato nella notte appena trascorsa, in un tratto dove il traffico, a quell’ora, risultava quasi assente. Proprio questo elemento ha forse limitato le conseguenze di una scena che avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di ben più serio. La barra persa dal mezzo pesante è rimasta sulla carreggiata e le due auto sopraggiunte l’hanno colpita prima di riuscire a evitare l’urto. I danni ai veicoli sono stati descritti come ingenti, mentre sul fronte sanitario il dato più importante resta uno: nessun ferito, nonostante la dinamica e la presenza di più persone coinvolte. Il fatto è avvenuto poco prima delle 2 di notte, in una fascia oraria ben diversa da quella dei grandi spostamenti. È questo il punto che pesa di più nella lettura dell’accaduto. In un momento di traffico intenso, un ostacolo del genere avrebbe potuto causare una lunga catena di impatti e allargare il numero dei mezzi coinvolti. I soccorsi arrivati in pochi minuti Dopo l’allarme, sul posto sono intervenuti in tempi rapidi i mezzi del 118 e la Polizia stradale. Le operazioni si sono concentrate sulla rimozione della barra di metallo, sulla messa in sicurezza dell’area e sull’assistenza ai veicoli incidentati. L’intervento ha permesso di chiudere una situazione delicata senza conseguenze fisiche per gli occupanti delle auto. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/reggia-di-venaria-dal-25-aprile-all1-maggio-spazio-alla-biodiversita-fioriture-passeggiate-e-natura.html - Categorie: Eventi Dal 25 aprile al 1° maggio la Reggia di Venaria propone una settimana di appuntamenti dedicati alla primavera, con attività nei Giardini, percorsi guidati e iniziative pensate per adulti, bambini e scuole. Il programma si apre il 25 aprile con un accesso straordinario fissato alle 6 del mattino, così da offrire al pubblico un contatto diretto con gli spazi verdi nel momento più quieto della giornata. L’alba apre la settimana più verde Il primo momento forte coincide con “Libera la Natura”, evento che porta i visitatori dentro la Reggia in una fascia oraria insolita e particolarmente suggestiva. L’idea è quella di accompagnare il pubblico tra i viali e le fioriture con il supporto di esperti, giardinieri e naturalisti, così da trasformare la semplice visita in un’esperienza più ampia. Nel corso della giornata trovano spazio visite tematiche, laboratori dedicati alla fotografia naturalistica, attività artistiche all’aperto e percorsi sensoriali rivolti alle famiglie. A questo si aggiungono passeggiate che arrivano fino al Castello della Mandria, allargando il raggio dell’iniziativa oltre i confini dei Giardini. Famiglie e bambini al centro del programma Con l’avvio della Settimana della Biodiversità, il calendario prosegue nei giorni successivi con appuntamenti che mettono al centro la tutela dell’ambiente e la conoscenza del patrimonio naturale. Il programma punta su esperienze adatte a pubblici diversi: ci sono attività per i più piccoli, occasioni condivise per le famiglie e momenti educativi costruiti attorno ai temi della sostenibilità, degli insetti impollinatori e delle aree naturali. Tra le proposte segnalate compaiono anche iniziative come “Segui il ronzio”, pensata per avvicinare il pubblico al mondo degli insetti, accanto a sessioni di pittura all’aperto e ad altre attività creative distribuite lungo l’arco della settimana. Il finale guarda al Parco della Mandria Una parte rilevante del programma si sviluppa nel rapporto tra i Giardini della Reggia e il Parco della Mandria, con escursioni che approfondiscono il valore delle aree protette e dei collegamenti naturali presenti nel territorio. Il 1° maggio è previsto un momento conclusivo dedicato a una passeggiata più approfondita nel Parco, con attenzione ai microambienti che ne definiscono l’identità. Tra il 27 e il 30 aprile, inoltre, la Reggia apre anche alle scuole con attività gratuite rivolte agli studenti di ogni ordine e grado. Ne esce il profilo di una manifestazione che usa la primavera come occasione per unire natura, formazione e tempo libero in uno dei luoghi più riconoscibili dell’area torinese. - Published: 2026-04-23 - Modified: 2026-04-23 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/vinum-2026-ad-alba-oltre-200-produttori-presenti-cultura-sapori-e-nuove-esperienze.html - Categorie: Enogastronomia Alba si prepara a vivere una nuova edizione di Vinum, appuntamento che dal 25 al 26 aprile e poi dal 1° al 3 maggio 2026 riporterà nel centro storico la Fiera Internazionale dei vini del Piemonte, arrivata alla 48ª edizione. Per cinque giornate la città assumerà il volto di una grande vetrina dedicata al territorio, con piazze, cortili e vie che ospiteranno un percorso diffuso costruito attorno al vino e ai sapori locali. L’iniziativa allargherà il suo raggio pure alle colline di Langhe, Roero e Monferrato, con una presenza ampia di realtà del settore: sono annunciati 16 Consorzi di tutela e oltre 200 produttori, con centinaia di etichette pronte per gli assaggi. Cinque giorni in cui Alba parla il linguaggio del vino Il programma punterà su una formula capace di unire accessibilità e varietà. L’area espositiva resterà aperta dalle 10. 30 alle 20 e offrirà più modalità di ingresso. Il carnet completo da 29 euro metterà a disposizione calice, taschina, alcol test, 10 degustazioni e alcune agevolazioni, mentre il coupon lounge consentirà 3 assaggi al prezzo di 20 euro. Tra gli appuntamenti già indicati come centrali c’è il Magnum Party by Alta Langa DOCG, fissato per il 25 aprile alla Sala Beppe Fenoglio, con grandi formati e abbinamenti pensati per un clima più informale. Le cantine escono dal calice e arrivano ai tavoli L’evento non si fermerà ai banchi d’assaggio. Vinum in cantina porterà i visitatori nei luoghi di produzione, dove il racconto del lavoro in vigna e in cantina si unirà a degustazioni abbinate ai piatti firmati da Paolo Griffa, Luca Zecchin, Fernando Tommaso Forino e Luigi Taglienti. Al Castello di Roddi troverà spazio Taste Lab, con corsi di cucina affidati a chef stellati come Pasquale Laera, Federico Gallo e Davide Palluda. A questo si aggiungerà Vinum a tavola, format che proporrà cene gourmet costruite con il supporto dell’Associazione Italiana Sommelier. Tra famiglie, musica e riflessioni sul clima La manifestazione allargherà la propria offerta anche ad altri pubblici. Vinum Bimbi metterà a disposizione uno spazio gratuito con giochi didattici in legno e attività dedicate alla conoscenza del territorio. Sul fronte delle novità arriverà Vinum Off, proposta serale con musica dal vivo e intrattenimento nelle piazze del centro, mentre le Cene con il Vignaiolo offriranno un contatto più diretto con i produttori, presenti ai tavoli dei ristoranti. Accanto alla parte gastronomica troveranno posto pure momenti di approfondimento, come il convegno Il vino che cambia clima, dedicato agli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura, insieme a visite guidate, iniziative culturali e attività diffuse sul territorio. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-22 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/the-golden-hour-a-torino-una-mostra-con-60-opere-per-raccontare-larte-delloro.html - Categorie: Eventi Dal 23 aprile al 22 maggio Torino ospita una mostra che sceglie l’oro come filo conduttore di un racconto lungo secoli. Negli spazi espositivi di Ersel, in Piazza Solferino, prende forma “The Golden Hour – L’oro dal figurativo all’astrattismo”, progetto curato da Chiara Massimello. L’esposizione raccoglie circa 60 opere provenienti da collezioni private e gallerie internazionali e costruisce un itinerario che attraversa epoche, tecniche e idee diverse. Al centro resta la trasformazione dell’oro, materiale che nella storia dell’arte ha cambiato funzione senza perdere forza visiva. Un percorso tra secoli lontani La selezione copre un arco temporale che parte dal Quattrocento e arriva alla ricerca più recente. Accanto ai lavori antichi trovano spazio opere contemporanee, in un confronto che tiene insieme linguaggi lontani. Nel percorso compaiono nomi come Lucio Fontana, Man Ray, Giuseppe Penone, Vanessa Beecroft, Bruno Munari e Francesco Vezzoli, insieme ad altri autori appartenenti a contesti molto differenti. La mostra accosta tavole di artisti come Sano di Pietro e Zanetto Bugatto a opere astratte e installative firmate da Agostino Bonalumi e Armando Marrocco. Il risultato è una lettura ampia, costruita per mostrare come l’oro abbia accompagnato la pittura e la ricerca visiva in momenti storici assai distanti tra loro. Quando l’oro cambia significato Nelle opere più antiche l’oro compare soprattutto nei fondi pittorici. Qui assume una funzione devozionale e rappresentativa, legata alla sfera spirituale e alla definizione dello spazio. Nella produzione più vicina al presente, invece, il suo ruolo si sposta. Diventa materia di riflessione, segno visivo, richiamo al lusso, al valore economico o alla stessa percezione dell’immagine. È su questo passaggio che la mostra costruisce una parte decisiva del proprio impianto. L’oro non resta fermo dentro una sola tradizione, ma attraversa stagioni artistiche diverse e si carica di letture sempre nuove. Da elemento sacro a presenza concettuale, il suo uso cambia e conserva una forte capacità evocativa. Artisti diversi, stesso metallo Nel percorso trovano posto anche autori che hanno affrontato l’oro in chiave simbolica o sperimentale. Tra questi emergono Luigi Ontani, Bertozzi & Casoni, Pier Paolo Calzolari e Alfredo Jaar, fino alle ricerche più recenti rappresentate ancora da Vezzoli. L’allestimento mette in relazione opere lontane per data e impostazione, ma unite da uno stesso materiale capace di assumere valori molto diversi. La mostra torinese si presenta così come un’indagine storica e visiva sull’uso dell’oro nell’arte. Più che fermarsi alla semplice bellezza della superficie, il progetto segue le metamorfosi di questo elemento e ne osserva il ruolo nelle varie correnti, dalle tavole antiche alle esperienze contemporanee. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/fondazione-crt-investe-1-milione-per-famiglie-e-infanzia-parte-il-programma-ulaop.html - Categorie: News La Fondazione CRT mette sul tavolo 1 milione di euro per rafforzare gli interventi dedicati a bambini e famiglie che vivono situazioni difficili. Da questa scelta nasce il Programma Ulaop, nuovo contenitore che riordina attività già presenti in Piemonte e le porta dentro una cornice più ampia, con l’idea di offrire un sostegno stabile ai nuclei più esposti. Il quadro sociale spiega la direzione scelta: nella regione oltre il 22% dei minori si trova in condizioni di povertà relativa, mentre quasi il 16% corre il rischio di esclusione sociale. Dati che spingono verso misure rivolte ai più piccoli, ma pure all’intero contesto familiare. Un progetto più ampio parte dai bisogni delle famiglie Il nuovo programma riprende il lavoro avviato in passato dalla Fondazione Ulaop CRT, cresciuto pure attraverso la collaborazione con la Città di Torino, e lo trasforma in un sistema più ordinato. L’obiettivo è dare continuità a esperienze già mature e renderle più efficaci sul territorio. Negli ultimi anni il percorso ha prodotto oltre 280 iniziative, con 12. 400 presenze registrate nel 2025 nelle attività dedicate alle famiglie, quasi 4. 800 nuclei familiari coinvolti e più di 6. 600 bambini raggiunti. A questi numeri si affiancano aiuti materiali concreti, come la distribuzione di 163 mila pannolini e di oltre 5. 000 kit scolastici, dentro una rete che riunisce più di 60 enti. Tre linee d’azione per Torino e per il Piemonte Il Programma Ulaop si sviluppa attraverso tre sezioni. La prima è Kids 4 Future, che allarga alle OGR di Torino l’offerta di laboratori educativi gratuiti, con attività pensate per bambini e famiglie in modo continuativo. La seconda è Tangram. Legami che contano, dedicata al sostegno alla genitorialità nei contesti di housing sociale, con un’estensione delle iniziative a zone come Borgo Vittoria e realtà come Cascina Fossata. La terza è Rete dei Sorrisi, che amplia il modello del Banco del Sorriso e punta a rendere più forte la rete degli aiuti materiali e dei servizi su scala regionale. La rete sociale cresce e punta a interventi mirati La presidente Anna Maria Poggi ha spiegato che la Fondazione CRT considera il sostegno alle famiglie, specialmente a quelle più fragili, una delle sfide più rilevanti per le comunità. Ha aggiunto che questo lavoro nasce da un patrimonio di esperienze costruito negli anni e oggi valorizzato con un respiro più largo. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/imprese-piemontesi-corsa-allinnovazione-sei-su-dieci-puntano-sullintelligenza-artificiale.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Le imprese piemontesi stanno spingendo con più decisione sul fronte dell’innovazione digitale e i segnali emersi dagli studi presentati da Unioncamere Piemonte, dal Centro Studi di Confindustria Piemonte e dall’Unione Industriali Torino descrivono un sistema produttivo in movimento. Tra i campi che hanno raccolto più risorse compaiono software, cloud, cybersecurity, piattaforme digitali e attività di ricerca. Il dato che colpisce di più riguarda però l’intelligenza artificiale: il 59% delle aziende ha già avviato un percorso oppure si prepara a farlo nei prossimi mesi. Non è una rincorsa ma un cambio di passo Dalla lettura dei dati emerge che il 2025 ha segnato un avanzamento concreto degli investimenti, proseguito poi nel 2026. Circa il 30% delle imprese ha destinato risorse alla trasformazione, con una concentrazione più marcata nei comparti chimico, alimentare, elettrico ed elettronico. Il vicepresidente di Unioncamere del Piemonte, Massimiliano Cipolletta, ha spiegato che il quadro non va letto come un semplice recupero dopo una fase difficile, ma come il segnale di una trasformazione più profonda dell’identità industriale regionale. Nella stessa direzione si colloca anche la crescita dell’attenzione verso la sostenibilità, con interventi rivolti all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. La spesa media in innovazione, secondo lo studio, ha raggiunto il 7,4% del fatturato. Asti guida la classifica degli investimenti Sul piano territoriale è Asti a guidare la classifica della propensione agli investimenti, con il 37,8% delle imprese coinvolte. Alle sue spalle compaiono Cuneo, Vercelli e Torino. Il dato conferma che la spinta non è uniforme e che resta aperta una distanza netta tra aziende di dimensioni diverse. Le realtà più grandi superano infatti l’80% di partecipazione agli investimenti, mentre quelle più piccole mostrano ancora maggiori difficoltà. In questo quadro il terziario appare il settore più avanti nell’adozione dell’IA, con oltre il 60% delle attività già attive su questo fronte. L’IA convince le aziende ma manca il personale Le applicazioni più diffuse riguardano analisi dei dati, automazione dei processi e servizio clienti. A seguire trovano spazio il controllo qualità, la manutenzione predittiva, il marketing e la ricerca. I primi effetti sono già visibili: nel 23% dei casi si registra una forte automazione delle attività ripetitive, mentre il 18% segnala una riduzione dei costi. Un altro 14% rileva miglioramenti nella qualità, nella personalizzazione dei prodotti e nella capacità innovativa. Il presidente di Confindustria in Piemonte, Andrea Amalberto, ha osservato che il Piemonte parte da basi solide, grazie alla ricerca, alla presenza di grandi gruppi industriali e a un sistema di sostegno che vale oltre cento milioni tra pubblico e privato. Il vero nodo resta quello delle competenze: il 43% delle imprese denuncia la mancanza di profili adeguati, mentre circa un terzo indica nei costi un ostacolo rilevante. Sul lavoro, invece, l’impatto previsto resta limitato: solo il 9% teme effetti significativi sull’occupazione. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-22 - URL: https://www.torinofree.it/news/insulti-social-a-cristina-seymandi-risarcimenti-fino-a-5-000-euro.html - Categorie: News La vicenda che ha coinvolto Cristina Seymandi si sposta dai social alle possibili conseguenze economiche e giudiziarie. Dopo la fine del fidanzamento con Massimo Segre, finita al centro dell’attenzione pubblica per un video diffuso online, una parte della discussione sul web ha preso la forma di insulti sessisti rivolti all’imprenditrice torinese. Ora per alcuni autori identificati il conto può arrivare fino a 5. 000 euro a testa tra accordi, spese e risarcimenti. I messaggi d’odio sul web Il caso nasce dopo la fine del fidanzamento tra Seymandi e Segre. Dopo una festa in una villa sulla collina torinese, le riprese in video sono finite in rete e hanno dato il via a una lunga scia di commenti. Con il passare dei giorni, la vicenda privata è diventata terreno di attacco sui social. Seymandi ha spiegato di aver ricevuto parole pesanti, di essere stata "attaccata in quanto donna". Ha sottolineato che il punto più rilevante sta nel riconoscimento della natura discriminatoria di quegli insulti. Le indagini della Polizia Postale di Piemonte e Valle d’Aosta hanno consentito di risalire ai vari profili. La decisione del giudice A imprimere una svolta è stata la decisione della gip Lucia Minutella, che ha disposto nuovi accertamenti dopo la richiesta di archiviazione avanzata dal pm. Seymandi viene considerata vittima di diffamazione aggravata. Per alcuni profili sarebbe già arrivato un accordo. In altri casi le verifiche proseguono, mentre per alcune posizioni è stata disposta l’archiviazione per tenuità del fatto. Resta un passaggio chiaro: anche un commento pubblicato online può produrre effetti concreti, sul piano civile e su quello giudiziario. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/addio-alla-banconota-da-500-euro-la-bce-conferma-lo-stop-definitivo.html - Categorie: Economia La banconota da 500 euro esce in modo definitivo dal percorso produttivo europeo e chiude una stagione che per anni ha accompagnato l’immagine del contante ad alto valore. La scelta della Banca centrale europea arriva dentro una revisione più ampia della cartamoneta dell’Eurozona e conferma un orientamento già chiaro da tempo: dare spazio ai tagli più usati nella vita quotidiana e archiviare quello più elevato. Un addio deciso che parte da lontano Il passaggio non nasce oggi. Già nel 2019 la BCE aveva fermato la stampa del biglietto da 500 euro, aprendo una fase di transizione che ora trova una forma definitiva. Il taglio più alto, da anni al centro del dibattito, viene così escluso dal futuro assetto delle emissioni europee. Alla base c’è una valutazione precisa. La banconota da 500 euro è stata spesso collegata a impieghi illeciti, perché consente di spostare somme molto alte in spazi ridotti. In questo quadro, la sua uscita di scena rientra in una linea di contrasto verso pratiche come riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, due temi che da tempo accompagnano il confronto sul ruolo del contante nell’Unione. La nuova serie cambia faccia al denaro La revisione della cartamoneta europea guarda ora alla cosiddetta serie tre, destinata a portare un’impronta diversa anche sul piano simbolico. I temi indicati per le future emissioni sono Cultura europea e Fiumi e uccelli, due filoni che segnano una netta distanza rispetto al passato recente. In questo nuovo impianto non compare alcuno spazio per il ritorno del taglio da 500 euro. L’attenzione si concentra invece sui tagli da 20, 50 e 100 euro, quelli ritenuti più vicini all’uso reale e più coerenti con la circolazione ordinaria. La banconota da 200 euro resta presente, anche se il quadro futuro non esclude valutazioni ulteriori. Accanto alla veste grafica, la BCE punta su strumenti tecnici più evoluti. Le nuove emissioni dovrebbero infatti includere sistemi capaci di migliorare la tracciabilità e di rafforzare la protezione contro la contraffazione, due fronti che restano centrali per il denaro fisico. Cosa succede ai 500 euro già in tasca Per i cittadini, almeno per ora, non cambia tutto subito. Le banconote da 500 euro che sono già in circolazione conservano infatti pieno corso legale. Possono ancora essere usate per i pagamenti oppure versate presso gli istituti bancari, senza perdita di valore. Sarà poi il sistema bancario a far proseguire questo percorso. Le banche trasferiranno i biglietti alle banche centrali, dove partirà il ritiro graduale e la sostituzione con tagli inferiori. Col passare del tempo, il 500 euro potrebbe così assumere un peso sempre più vicino a quello di un oggetto da collezione, più che di una banconota comune. La decisione della BCE, in sostanza, chiude una fase del contante europeo e ne apre un’altra, più selettiva e più controllata. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/avigliana-insieme-torna-con-la-xxvii-edizione-musica-cultura-e-memoria.html - Categorie: Eventi Riparte il 10 maggio 2026, alle 16:30, la rassegna Avigliana Insieme, arrivata alla XXVII edizione. La sede resta quella della Chiesa di Santa Maria Maggiore, nel borgo vecchio, che dopo la pausa invernale torna ad accogliere pubblico e appuntamenti culturali. Il luogo si conferma uno dei riferimenti più apprezzati della zona per la sua acustica naturale e per un’atmosfera raccolta che da anni accompagna concerti, incontri e momenti di riflessione. Un tema che mette al centro le figure della cultura L’edizione 2026 ruota attorno al filo conduttore “Persone, personaggi e personalità”, scelto per richiamare donne e uomini che hanno lasciato un segno nella storia del pensiero e dell’arte. Il percorso abbraccia ambiti diversi, dalla musica alla letteratura, dalla filosofia alla scienza, con l’intento di ricordare sia i nomi più noti sia quelle presenze meno celebrate che hanno dato un contributo importante alla crescita culturale. La rassegna mantiene così una linea tematica ben riconoscibile. Dopo “La musica e gli animali” del 2025, “L’arte avrà cura di te” del 2024 e “Sulle ali dell’eterno femminino” del 2023, il nuovo cartellone sceglie di soffermarsi sulle identità e sulle storie personali che hanno attraversato il sapere. Il pianoforte restaurato e il valore della memoria Tra gli elementi più significativi del programma trova spazio il pianoforte a mezza coda Lipp & Sons del 1900, restaurato e riportato alla sua piena sonorità. Sarà uno dei protagonisti dei concerti previsti nei prossimi mesi e rappresenta uno dei simboli più evidenti della continuità tra il passato della chiesa e la sua attività culturale attuale. L’apertura della stagione avrà anche un forte valore commemorativo. Il concerto inaugurale sarà dedicato ai soci e ai sostenitori dell’Associazione Vita e Pace, ricordati come figure decisive per la rinascita della chiesa e delle iniziative ospitate al suo interno. Tra i nomi richiamati compaiono don Roberto, Gianluca Matlì, Giacomo Bonù e Valeria Campagna, insieme ai volontari Tilla Tatti, Bruno Lovo e Loris Bartolucci. Un pensiero andrà pure a Vittorio Aimerito, legato alla cura delle ortensie del vialetto. Un calendario lungo che guarda fino a dicembre L’apertura ufficiale sarà affidata a “Orfeo, Pan, Marsia, Apollo e Atena”, appuntamento guidato da Stefano Cavanna, indicato come il Pifferaio Magico della città di Hamelin. Il cartellone proseguirà poi con l’anteprima del XIII Mendelssohn Festival il 16 maggio, una prima parte di eventi fino al 28 giugno, una seconda fase dal 30 giugno al 20 settembre e una chiusura fissata per l’8 dicembre, con un incontro dedicato alla tradizione natalizia. La manifestazione rinnova così il suo ruolo nel territorio, unendo comunità, memoria e proposta artistica dentro uno spazio che continua a essere riconosciuto come parte viva della cultura locale. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/erasmus-2026-torino-conquista-il-primo-posto-in-europa.html - Categorie: News Torino si prende la scena europea e conquista un risultato che rafforza il suo profilo universitario. La città piemontese ha ottenuto il titolo di Erasmus Destination of the Year 2026, un riconoscimento che la porta davanti a centri molto noti del continente e che conferma la sua forza nel campo degli scambi internazionali. Il premio è arrivato nel corso dell’assemblea annuale dell’Erasmus Student Network a Spalato, in Croazia, davanti a oltre 500 delegazioni arrivate da vari Paesi europei. Per Torino è un passaggio importante, perché certifica la capacità del territorio di offrire agli studenti stranieri accoglienza, servizi e una dimensione urbana sempre più aperta. Una sfida europea che premia Torino Nella corsa al titolo, Torino ha lasciato dietro città di peso come Göteborg, Istanbul, Monaco di Baviera e Santander. Il dato assume rilievo perché mette il capoluogo piemontese al centro di una competizione che guarda alla qualità dell’esperienza vissuta dagli studenti fuori sede e internazionali. A pesare sono stati diversi elementi: la qualità della vita, l’organizzazione dei servizi per chi arriva dall’estero e la presenza di un contesto che sa trasmettere apertura e inclusione. La vittoria, quindi, non riguarda soltanto l’ambito accademico, ma racconta una città che riesce a presentarsi come spazio favorevole alla crescita personale e formativa. Il lavoro comune dietro al riconoscimento Sul risultato è intervenuto anche il sindaco Stefano Lo Russo, che ha legato questo traguardo a un impegno condiviso tra istituzioni, università e realtà del territorio. Nelle sue parole c’è l’idea di una città che attribuisce valore ai giovani e allo scambio culturale, considerati leve strategiche per il futuro. Il premio, in questa lettura, non ha un valore simbolico e basta: rappresenta il punto di arrivo di una costruzione collettiva che ha dato a Torino un’identità più internazionale. Quando amministrazione, sistema universitario e tessuto cittadino procedono nella stessa direzione, il risultato diventa più solido e acquista peso anche fuori dai confini locali. Gli atenei spingono la città verso l’estero A sostenere questo percorso c’è il ruolo degli atenei torinesi. L’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino accolgono ogni anno circa 2. 000 studenti stranieri, un numero che fotografa bene la capacità attrattiva del sistema accademico locale. Attorno a questa presenza cresce un ambiente fatto di opportunità, relazioni e servizi che rende Torino sempre più visibile sul piano internazionale. Il riconoscimento ottenuto nel 2026 consolida così una traiettoria già chiara: la città si presenta come un luogo in cui formazione, qualità urbana e prospettive future riescono a incontrarsi, offrendo alle nuove generazioni un contesto credibile in cui studiare, vivere e costruire esperienze utili anche sul piano professionale. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giornata-della-terra-2026-arpa-piemonte-celebra-il-22-aprile-con-due-eventi.html - Categorie: Eventi La Giornata della Terra 2026 diventa per Arpa Piemonte un’occasione concreta per portare il tema ambientale dentro la scuola e nei territori. Il 22 aprile l’agenzia prenderà parte a due appuntamenti distinti ma legati dallo stesso filo. Da una parte Torino, con la chiusura del percorso educativo Io sto con gli alberi all’Istituto Comprensivo Adelaide Cairoli; dall’altra Moncestino, dove il pomeriggio sarà dedicato al rapporto tra rinaturalizzazione e paesaggio rurale. Due contesti diversi, una stessa linea di lavoro: avvicinare ragazzi, comunità locali e istituzioni alla cura dell’ambiente. Una giornata che parte dalle scuole Nel capoluogo piemontese la Festa della Terra segnerà il momento finale di un progetto che, da ottobre 2025 ad aprile 2026, ha coinvolto oltre 130 tra bambini e ragazzi in attività dedicate al verde urbano, al suolo e al ruolo degli alberi nella qualità della vita. Il percorso ha messo insieme scuola, enti e realtà del territorio, con l’obiettivo di costruire una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità e del cambiamento climatico. L’iniziativa conferma il lavoro condiviso tra Arpa Piemonte e l’Istituto Comprensivo Adelaide Cairoli, che hanno scelto di puntare sulle nuove generazioni per diffondere attenzione ambientale e senso civico. La giornata del 22 aprile assume così un valore che va oltre il calendario: diventa il punto di arrivo di un’esperienza educativa e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza. Laboratori, piante e spazi da vivere I plessi di via Torrazza Piemonte, via Pisacane e via Monastir si trasformeranno in luoghi aperti alla partecipazione, dove gli studenti racconteranno quanto appreso durante l’anno attraverso laboratori scientifici, materiali espositivi, esperimenti e attività didattiche. Sono previsti approfondimenti su acqua, suolo ed ecosistemi, prove sulla permeabilità e sull’erosione, esercitazioni dedicate alla riproduzione delle piante, erbari, installazioni e percorsi a tema natura. Tra i momenti più significativi ci sarà il laboratorio vivaistico, con l’utilizzo di piante erbacee che potranno trovare posto nel giardino scolastico al termine dell’attività. Saranno presenti pure specie arbustive adatte ad aree irrigate o umide, come salici, frangola e viburno pallon di maggio. Il programma comprende inoltre l’inaugurazione di un murales, l’esposizione degli elaborati, la premiazione del logo del progetto, la consegna degli attestati e una festa finale condivisa. Nel pomeriggio il focus si sposta sul territorio rurale La seconda parte della giornata si terrà a Moncestino con l’evento La Rondine Chiama, pensato per approfondire il valore della vegetazione spontanea e delle pratiche utili alla tutela della biodiversità in agricoltura. In programma ci sono dimostrazioni dedicate alle tecniche vivaistiche per la propagazione della vegetazione selvatica in ambiente rurale, con contributi di esperti del settore e rappresentanti del mondo scolastico e dei parchi. Arpa Piemonte interverrà con un approfondimento sul ruolo della vegetazione nella rinaturalizzazione del paesaggio agrario. Il passaggio dalla città alla campagna completa così il senso dell’iniziativa: la Giornata della Terra viene letta come un momento di raccordo tra educazione ambientale, cura degli spazi urbani e attenzione verso gli equilibri del territorio rurale. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-jazz-festival-2026-al-via-lanteprima-del-festival-con-tre-giorni-di-eventi.html - Categorie: Eventi Torino si avvicina al Torino Jazz Festival 2026 con una tre giorni che anticipa il cartellone principale previsto dal 25 aprile al 2 maggio. L’edizione di quest’anno porta il titolo “The Sound of Surprise” e sceglie di partire prima, con appuntamenti distribuiti tra quartieri, club, biblioteche e spazi di comunità. L’anteprima, in programma dal 22 al 24 aprile, conferma così il profilo diffuso della rassegna e porta il jazz fuori dai luoghi più consueti, dentro la vita culturale della città. Il festival comincia prima del festival La fase che precede l’apertura ufficiale mette al centro l’idea di una manifestazione capace di occupare Torino in modo ampio e riconoscibile. L’obiettivo è chiaro: costruire da subito un dialogo con il pubblico, attraversare luoghi diversi e dare forma a un racconto urbano che accompagnerà tutta l’edizione. Il Torino Jazz Festival sceglie quindi una partenza estesa, che passa dalla socialità di quartiere ai circoli culturali, con un programma che alterna ascolto, parole, letture musicali e concerti. Il 22 aprile tra notebook d’artista e omaggi ai giganti La prima giornata si apre allo Spazio Costanza con il laboratorio Jazz Script, pensato per trasformare l’ascolto in gesto creativo attraverso parole e segni grafici raccolti in un taccuino d’artista. In serata il Comala ospita lo Spiritus Spiritus Trio, con Tino Tracanna, Francesco D’Auria e Michel Godard. Il percorso del 22 aprile prosegue poi al Circolo Mossetto, dove spazio e attenzione vanno a Miles Davis con un incontro dedicato alla sua figura, seguito da un reading musicale su Miles e Coltrane ambientato nella New York degli anni Cinquanta. Il finale arriva al Mad Dog Social Club, dove la notte si chiude con una jam session aperta all’improvvisazione. Il 23 e 24 aprile il jazz si allarga in tutta Torino Il secondo giorno si muove in una mappa ancora più ampia. L’Istituto di Candiolo, il Beeozanam Community Hub e la Biblioteca Civica Don Milani accolgono concerti e momenti musicali diffusi. Al Polo del ’900 trova posto un incontro dedicato al romanzo I vigliacchi di Škvorecký, con un legame tra jazz e memoria storica. La sera passa poi dalla Bocciofila Vanchiglietta al Magazzino sul Po e al Cafè Neruda, dove convivono linguaggi diversi, dal free-rock al blues. Il 24 aprile il programma si concentra tra riflessione culturale e concerti. Al Circolo dei Lettori si parla del pubblico del festival e della sua dimensione sociale, poi arriva un focus su Brad Mehldau e un live dedicato a Duke Ellington e Billy Strayhorn. La chiusura dell’anteprima tocca Via Baltea 3, la Piazza dei Mestieri, il FolkClub e il Blah Blah, dove il jazz incontra nuove contaminazioni e accompagna Torino verso l’avvio ufficiale della rassegna. - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/giornata-della-terra-cose-learth-day-significato-e-perche-si-celebra-il-22-aprile.html - Categorie: News La Giornata della Terra, conosciuta in tutto il mondo come Earth Day, cade il 22 aprile e richiama ogni anno l’attenzione su ambiente, risorse naturali e tutela del pianeta. Nel tempo questa ricorrenza è diventata uno dei simboli più riconoscibili dell’impegno ecologico internazionale, fino a trasformarsi in un appuntamento condiviso da milioni di persone. Il suo significato, oggi, appare ancora più evidente davanti alla crisi climatica, alla pressione sugli ecosistemi e ai cambiamenti che incidono sulla vita quotidiana in ogni parte del globo. Dietro questa giornata non c’è soltanto una celebrazione, ma una storia politica, culturale e civile che parte dagli Stati Uniti e arriva fino al movimento ambientalista contemporaneo. Quando è nata la Giornata della Terra: le origini L’Earth Day nacque in un periodo di forte mobilitazione sociale. Erano gli anni delle contestazioni, delle piazze affollate e di una nuova coscienza pubblica che iniziava a mettere in discussione diversi modelli di sviluppo. L’idea prese forma nel 1970, in un’America attraversata dalle proteste contro la guerra in Vietnam e da un clima di partecipazione collettiva molto acceso. In quel contesto, il senatore democratico del Wisconsin Gaylord Nelson intuì che quella stessa energia poteva essere trasferita sul terreno ambientale. L’obiettivo era chiaro: dare vita a una grande manifestazione nazionale capace di portare il tema della natura, dell’inquinamento e della difesa del territorio al centro del dibattito pubblico. Non si trattava di un’iniziativa marginale o riservata a pochi attivisti. L’intenzione era costruire una mobilitazione larga, in grado di coinvolgere cittadini, studenti, istituzioni e mezzi di informazione. Il primo 22 aprile 1970 si trasformò così in una data spartiacque. Milioni di americani aderirono a quella giornata, contribuendo alla nascita di un moderno movimento ecologista. Quel passaggio ebbe un valore che andava oltre il simbolo, perché rese evidente un dato: la questione ambientale non poteva più restare ai margini. Da quel momento, il rapporto tra società, politica e pianeta entrò in una nuova fase. A rendere ancora più forte quella spinta contribuì pure il clima culturale del periodo. Negli anni precedenti, infatti, l’opinione pubblica aveva iniziato a interrogarsi con maggiore insistenza sui danni causati dall’inquinamento e sull’uso diffuso di sostanze dannose. Il dibattito era già aperto, ma serviva un evento capace di unire sensibilità diverse attorno a una causa comune. L’Earth Day riuscì proprio in questo: trasformare una preoccupazione crescente in una grande risposta collettiva. Gaylord Nelson e la scintilla di Santa Barbara La figura di Gaylord Nelson resta centrale nella storia della Giornata della Terra. Avvocato, ex soldato durante la Seconda guerra mondiale e politico con una forte attenzione per i temi civili, Nelson fu uno dei primi a sostenere che sviluppo economico e protezione dell’ambiente non dovessero essere visti come due poli opposti. La sua visione partiva da un principio netto: era l’economia a doversi adattare alle regole della biodiversità, non il contrario. Prima ancora del 1970, Nelson si era già distinto per la capacità di portare l’ambiente nel confronto politico nazionale. Fu in grado perfino di spingere il presidente John Fitzgerald Kennedy a dedicare una serie di interventi pubblici ai temi della conservazione del patrimonio naturale. Accanto a questo impegno, mostrò anche una posizione forte sul terreno dei diritti civili e dell’opposizione alla guerra in Vietnam, confermando un profilo politico molto riconoscibile. A preparare davvero il terreno per l’Earth Day furono alcuni eventi decisivi. Uno dei più importanti risale al 1962, con la pubblicazione di Primavera silenziosa di Rachel Carson, un libro che contribuì ad accendere il confronto sull’uso dei pesticidi e sul legame tra inquinamento e salute. Quel testo aiutò a diffondere una nuova consapevolezza, ma la svolta arrivò qualche anno dopo con un episodio drammatico. Il 28 gennaio 1969, al largo di Santa Barbara, in California, esplose una piattaforma petrolifera della Union Oil. Milioni di litri di petrolio e fanghi finirono in mare, causando un disastro ambientale enorme e colpendo uccelli, delfini, foche e leoni marini. Nelson vide dall’alto quella macchia nera e poi raggiunse l’area per osservare da vicino la devastazione. Fu uno choc. Da lì maturò la convinzione che servisse una protesta nazionale capace di scuotere le istituzioni. Un anno dopo il disastro, nel giorno del suo anniversario, si tenne una giornata dedicata ai diritti ambientali. Quel momento rappresentò una prova generale di ciò che sarebbe arrivato poco dopo. Quando Nelson decise di lanciare l’Earth Day, quindi, il terreno era già pronto: indignazione pubblica, mobilitazione civile e una domanda crescente di leggi più severe si erano ormai saldate in un’unica direzione. Il significato: dal 22 aprile 1970 a una ricorrenza globale L’evento del 1970 fu organizzato in tempi rapidi e con risorse limitate, eppure ottenne un risultato enorme. Secondo lo stesso Nelson, la sua forza stava proprio nel carattere spontaneo e nella partecipazione dal basso. In molte città si moltiplicarono iniziative, cortei, incontri e azioni simboliche. A New York, il sindaco John Lindsay arrivò a chiudere la Fifth Avenue e a mettere a disposizione spazi e personale per favorire la riuscita della giornata. L’adesione dei media contribuì a dare risonanza nazionale a quella mobilitazione. Anche Philadelphia visse un coinvolgimento molto forte. Lì gli attivisti firmarono una Dichiarazione di interdipendenza, con cui sottolinearono il legame tra persone, società e natura. Quel messaggio aiutò a fissare uno dei punti chiave dell’Earth Day: la qualità della vita umana dipende in modo diretto dalla salute dell’ambiente. Gli effetti non rimasero sul piano simbolico. Poco dopo vennero approvate 28 riforme ambientali che toccavano ambiti diversi, dalla tutela dell’aria e dell’acqua fino alla gestione dei rifiuti pericolosi e alla limitazione di sostanze chimiche e pesticidi. In questo passaggio si vede bene la portata storica del 22 aprile 1970: una giornata nata come manifestazione pubblica riuscì a tradursi in misure concrete. Gli eventi per la Giornata della Terra Anche il nome Earth Day ebbe una genesi precisa. Fu il copywriter Julian Koenig a suggerirlo, convinto che quella formula fosse semplice, neutra e capace di unire mondi diversi. L’espressione risultò immediata, facile da ricordare e adatta a raccogliere consenso ampio. Con il passare degli anni,... - Published: 2026-04-22 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/bonus-vesta-in-piemonte-click-day-in-tilt-scoppia-la-polemica.html - Categorie: News Il click day del Bonus Vesta Piemonte 2026 si è aperto con uno stop tecnico. Alle 12 era previsto l’avvio delle domande per il contributo regionale destinato ai nuclei con figli da 0 a 6 anni, con importi tra 800 e 1. 200 euro in base al reddito. Molti utenti, però, hanno trovato la piattaforma già irraggiungibile prima dell’orario fissato, senza la possibilità di completare l’accesso. Il portale si è bloccato prima dell’avvio ufficiale Chi si era collegato in anticipo ha visto saltare la connessione, mentre il sito di Vesta Piemonte è rimasto fuori uso proprio nel momento decisivo. La misura, finanziata con 20 milioni di euro e rivolta a circa 30. 000 famiglie, non è stata così raggiungibile da diversi utenti. Nel 2025 le polemiche si erano concentrate sull’ordine di arrivo delle domande, con esclusioni maturate in pochi istanti. Questa volta il problema è apparso ancora più evidente, perché molti utenti non sono riusciti neppure a entrare nel sistema. Le opposizioni attaccano la gestione del bonus Dal fronte politico sono arrivate critiche immediate. Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, ha parlato di un fallimento, di una discriminazione e di una presa in giro verso le famiglie. Secondo la deputata, i problemi già noti non sarebbero mai stati risolti e la Regione avrebbe continuato a proporre una misura incapace di reggere un numero così alto di accessi. Ha inoltre sostenuto che un sostegno una tantum non basta e che servirebbero interventi più solidi, a partire dagli asili nido. Marrone parla di hacker, il Csi esclude l’ipotesi Nelle prime ore dopo il blocco, l’assessore Maurizio Marrone ha riferito che l’ipotesi di un attacco hacker appariva probabile, perché nello stesso momento risultavano in difficoltà vari siti istituzionali collegati al consorzio informatico regionale. Nel pomeriggio è però arrivata la versione del Csi Piemonte, che ha escluso questa lettura. Il consorzio ha spiegato che si era verificato un traffico di rete eccezionalmente elevato, superiore alle attese, con rallentamenti su oltre 300 servizi online di enti locali e amministrazioni. Dopo le verifiche, il Csi ha escluso intrusioni esterne e ha avviato la redistribuzione del carico, fino al graduale ritorno alla normalità dalle 12. 55. Più tardi, Marrone e il presidente Alberto Cirio hanno diffuso una nota di scuse per il disagio, precisando che dopo la fase iniziale il sistema aveva ripreso a funzionare e che oltre 20. 000 famiglie stavano accedendo al servizio, mentre altre 10. 000 ricevevano i bonifici relativi al bonus del 2025. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/torino-il-santanna-scelto-dallucraina-per-formare-specialisti-nelle-emergenze-ostetriche.html - Categorie: Scienza e Tecnologia L’ospedale Sant’Anna di Torino riceve dal 20 al 27 aprile una delegazione di sei professionisti ucraini che svolgeranno uno stage dedicato al tema dell’ostetricia. La scelta del polo torinese è arrivata dal referente per l’Ostetricia e la Ginecologia del Ministero ucraino, che ha individuato nel Sant’Anna il luogo più adatto per un percorso mirato alla gestione della gravidanza a rischio e delle emergenza. Il progetto nasce con il sostegno della Fondazione Medicina a Misura di Donna ETS, insieme all’ospedale, al Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino e alla Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia. Torino scelta per un percorso ad alta specializzazione Il programma si sviluppa nell’arco di dieci giorni e punta a consolidare le competenze cliniche nelle principali urgenze ostetriche. Al centro del lavoro c’è una formazione costruita su misura, con percorsi personalizzati in base all’esperienza e agli obiettivi dei singoli partecipanti. Il professor Luca Marozio ha spiegato che l’iniziativa avrà un forte valore formativo per tutti i soggetti coinvolti e che porta con sé anche un significato simbolico rilevante. Il cuore del progetto è nel centro di simulazione Gran parte dello stage si svolge nel REC – Research and Educational Center for Obstetrics and Gynaecology, centro universitario di simulazione con accreditamento internazionale. Qui la delegazione affronta temi molto delicati: parto vaginale operativo con supporto ecografico, distocia di spalla, parto podalico, prolasso di funicolo, lettura del tracciato cardiotocografico, utilizzo dell’ecografia in travaglio, diagnosi e trattamento di inversione uterina, atonia uterina ed emorragia post partum. Accanto alle esercitazioni trovano spazio audit clinici, role play, casi pratici e verifiche con check-list. Formazione, solidarietà e supporto ai reparti ucraini L’iniziativa si inserisce in un quadro di cooperazione sanitaria che guarda oltre il semplice aggiornamento tecnico. L’obiettivo è trasferire strumenti utili da replicare poi nei contesti di cura ucraini, secondo il modello Training The Trainers. Chiara Benedetto ha sottolineato che il progetto riassume in modo efficace la missione della Fondazione, legata ad alta formazione, ricerca, innovazione e umanizzazione della cura. Anche le istituzioni piemontesi hanno letto questa esperienza come un esempio di eccellenza clinica e solidarietà concreta. I vertici sanitari e universitari hanno rimarcato che mettere a disposizione il know-how maturato a Torino significa offrire un sostegno reale a un Paese segnato dai conflitti, con possibili effetti diretti sulla qualità dell’assistenza per donne e neonati. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/cuorgne-bimbo-cade-dal-balcone-per-tre-metri-ora-e-fuori-pericolo.html - Categorie: News Una caduta improvvisa, pochi istanti di grande paura e poi il ricovero in ospedale. A Cuorgnè, nel Torinese, un bambino di due anni e mezzo è precipitato dal secondo piano di un’abitazione, finendo al Regina Margherita con un politrauma. Con il passare delle ore, il quadro clinico ha iniziato a dare segnali incoraggianti: il piccolo è fuori pericolo e i medici valutano lo scioglimento della prognosi, passaggio che accompagna il trasferimento dalla rianimazione alla degenza. Cosa è successo L’episodio si è verificato nella serata di domenica, dentro una situazione domestica che in pochi secondi ha preso una piega drammatica. In base a una prima ricostruzione, il bambino sarebbe sfuggito per un momento al controllo della madre, che si trovava in casa con lui. Dopo aver usato un rialzo, forse uno sgabello, si sarebbe affacciato verso l’esterno da un balcone, cadendo nel vuoto per circa tre metri. A rendere meno violento l’impatto sarebbe stato un fattore casuale, ma del tutto decisivo: infatti, grazie ai fili di uno stendibiancheria, la caduta è stata attutita. Dopo i primi soccorsi, il bambino è stato affidato ai sanitari del 118, intervenuti per le cure immediate prima del trasferimento in ospedale. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, ai quali spetta il compito di chiarire con precisione che cosa sia accaduto e ricostruire ogni fase dell’episodio. Il bimbo è fuori pericolo La notizia più importante riguarda ora l’evoluzione delle condizioni del piccolo. Dopo ore segnate dall’ansia, il miglioramento clinico consente di guardare ai prossimi giorni con maggiore fiducia. L’uscita dal reparto di rianimazione rappresenta infatti un passaggio rilevante nel percorso di cura e rafforza il cauto ottimismo dei medici. Resta il peso di una vicenda che ha scosso profondamente chi era presente e chi ha seguito la storia nelle ore successive. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-helsinki-dal-3-maggio-partono-i-voli-diretti-finnair.html - Categorie: News Torino aggiunge un nuovo collegamento nel proprio network internazionale: dal 3 maggio parte il volo diretto verso Helsinki, operato da Finnair. La nuova tratta unisce il capoluogo piemontese con l’hub della capitale finlandese e rientra nel piano di crescita dello scalo torinese, che punta ad ampliare i collegamenti con l’estero e a rendere più semplice l’accesso verso nuove destinazioni europee e intercontinentali. Un ponte diretto tra Torino e la Finlandia L’avvio della rotta segna un passaggio rilevante per Torino Airport, che ottiene la prima connessione diretta e stabile con la Finlandia. Il collegamento resterà attivo per tutto l’anno e consentirà ai passeggeri in partenza da Caselle di raggiungere Helsinki senza scali. Per lo scalo piemontese si tratta di un tassello importante nella strategia di apertura verso mercati internazionali, con possibili effetti sia sul traffico turistico sia su quello legato agli spostamenti di lavoro. L’amministratore delegato dello scalo, Andrea Andorno, ha spiegato che questa novità apre una connessione finora assente e rende Torino più vicina a una destinazione mai collegata in modo continuativo. Ha inoltre evidenziato il valore dell’hub finlandese, che amplia le possibilità di viaggio oltre la semplice tratta europea. Frequenze, stagioni e orari da segnare Durante l’estate il collegamento potrà contare su fino a tre frequenze settimanali, mentre nella stagione invernale resterà disponibile con un volo a settimana. La programmazione coprirà pure i mesi tra gennaio e marzo, periodo in cui cresce la domanda verso le mete legate agli sport invernali. Per la stagione Summer 2026 sono previsti questi orari principali: da Torino a Helsinki la domenica dalle 10:35 alle 14:35, il giovedì dalle 19:20 alle 23:20 e il mercoledì dalle 19:05 alle 23:05 dal 10 giugno. Sulla tratta opposta, da Helsinki a Torino, il volo partirà la domenica dalle 07:50 alle 09:50, il giovedì dalle 16:35 alle 18:35 e il mercoledì dalle 16:20 alle 18:20, sempre dal 10 giugno. Da Helsinki si apre una rete più ampia Il valore della rotta non si ferma al collegamento con la capitale finlandese. Attraverso Helsinki, infatti, i passeggeri potranno proseguire verso varie destinazioni in Asia e Nord America, tra cui Giappone, Stati Uniti e Canada. Questo aspetto rafforza il peso strategico del nuovo volo per chi cerca coincidenze rapide verso tratte di lungo raggio. Dal lato della compagnia, Geoffrey Carrage ha indicato che l’apertura del collegamento consolida la presenza di Finnair sul mercato italiano e punta a migliorare i flussi tra l’Italia e Helsinki, con soluzioni di viaggio più elastiche verso l’intero network del vettore. In parallelo cresce l’attrattiva della stessa Finlandia, che offre sia il richiamo urbano di Helsinki sia la forza turistica della Lapponia, meta apprezzata in estate e in inverno. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-investe-sulla-videosorveglianza-piu-controlli-e-nuove-telecamere-in-citta.html - Categorie: News L’amministrazione comunale di Torino porta avanti il piano per rafforzare la videosorveglianza cittadina e migliorare il controllo del territorio. La giunta, su proposta dell’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Marco Porcedda, ha approvato due delibere che danno forma concreta a un progetto già annunciato nei mesi scorsi. L’obiettivo è aumentare la capacità di monitoraggio della città, offrendo alle forze dell’ordine strumenti più rapidi e più precisi per intervenire nei contesti ritenuti più delicati. Un collegamento diretto con il sistema nazionale Il primo provvedimento rende operativa la connessione tra l’impianto di videosorveglianza torinese, il sistema di lettura targhe e la piattaforma nazionale dedicata al controllo di targhe e transiti. Si tratta di un passaggio rilevante per l’attività di prevenzione, perché permette alle telecamere OCR del circuito urbano di dialogare con il server centrale del Ministero dell’Interno. In questo modo, quando un veicolo segnalato compare all’interno del sistema cittadino, le forze dell’ordine possono ricevere una notifica in tempo reale. La misura rientra nel Patto per la sicurezza urbana sottoscritto nel 2023 dalla Città di Torino con Prefettura e Regione Piemonte. Per questa parte del progetto è previsto un investimento di 600. 000 euro, cifra già recepita nella delibera approvata. Nuove telecamere in alcuni punti La seconda delibera segue la stessa linea e punta all’installazione di nuovi impianti soprattutto in alcune aree. Il piano riguarda quartieri già individuati in precedenza come Barriera di Milano, San Salvario e la zona di piazza Bengasi, dove il Comune vuole estendere la copertura video e rendere più capillare il monitoraggio. Il progetto esecutivo viene sostenuto con 250. 000 euro stanziati dal Ministero dell’Interno e prevede che i nuovi dispositivi vengano installati dalla società 5T. Le telecamere saranno dotate di una tecnologia capace di ampliare il campo visivo e di svolgere più funzioni in contemporanea, con la possibilità di accogliere in futuro ulteriori sviluppi legati anche all’analisi delle immagini. La linea del Comune sulla sicurezza Secondo l’assessore Porcedda, la Città continua a investire sul controllo del territorio all’interno di un modello di sicurezza integrata, basato sulla collaborazione con le forze dell’ordine, che avranno accesso completo alle immagini raccolte dagli impianti. Nelle parole dell’assessore, il potenziamento della videosorveglianza rappresenta uno strumento utile per prevenire i reati e contrastare l’illegalità. Lo stesso Porcedda ha chiarito che la tecnologia, da sola, non basta. Accanto agli impianti e ai sistemi di lettura targhe resta infatti necessaria una presenza concreta sul territorio, così da garantire interventi rapidi quando la situazione lo richiede. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/sport/olimpiadi-2030-torino-resta-in-corsa-per-il-pattinaggio-alloval.html - Categorie: Sport Torino torna a guardare alle Olimpiadi invernali del 2030 con una possibilità concreta: ospitare il pattinaggio di velocità all’Oval Lingotto. Dopo l’esperienza dei Giochi del 2006, il capoluogo piemontese prova a rientrare nel circuito olimpico con una candidatura mirata, legata a una sola disciplina ma dal forte valore simbolico. A tenere aperto il dossier è il sindaco Stefano Lo Russo, deciso a sostenere la corsa della città in vista della scelta finale. L’Oval torna al centro della partita La candidatura torinese riguarda la sede del pattinaggio di velocità per i Giochi invernali francesi del 2030. In questo scenario, la città non punta a un coinvolgimento esteso dell’intera manifestazione, ma a un ruolo preciso e ben definito. Resta così viva la prospettiva di riportare l’Oval dentro una cornice olimpica, anni dopo il debutto del 2006 e dopo la rinuncia del passato all’asse con Milano-Cortina 2026. Sul tavolo c’è una sfida chiara. Da una parte Torino con il suo impianto del Lingotto, dall’altra la Thialf Arena di Heerenveen, in Olanda. La decisione finale spetterà al COJOP, chiamato a indicare quale struttura ospiterà la disciplina. Il sopralluogo e il dossier da completare La scorsa settimana il Comitato Olimpico francese ha effettuato una visita tecnica nell’impianto torinese. Il sopralluogo non ha riguardato solo la pista, perché l’analisi si è estesa pure agli spazi collegati all’eventuale organizzazione dell’evento. Il sindaco ha spiegato che i tecnici della città hanno accompagnato la delegazione francese nell’esame dell’Oval, del possibile Villaggio Olimpico e dell’area media. Lo Russo ha chiarito che i contatti con la parte francese sono attivi e che Torino sta completando la documentazione richiesta. In questo lavoro il Comune può contare pure sul supporto del Comitato Olimpico Nazionale. L’obiettivo è chiudere il dossier nel modo più solido possibile, così da presentare una proposta credibile fino all’ultimo passaggio. I punti forti di Torino e il vantaggio olandese La corsa resta aperta, anche se l’Olanda parte con un vantaggio evidente. La pista di Heerenveen è già pronta e il pattinaggio di velocità rappresenta lì uno sport di riferimento. Torino, al contrario, deve fare i conti con la necessità di riadattare l’impianto. La città piemontese prova allora a giocare altre carte. Pesano i rapporti con città francesi come Nizza, Lione e Chambéry, conta la vicinanza geografica con la Francia e pesa anche il collegamento diretto con le Alpi francesi. Sono elementi che rafforzano la candidatura torinese e tengono aperta una partita che dovrebbe arrivare a una svolta entro giugno o in estate. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/turismo-in-piemonte-bardonecchia-e-sestriere-trainano-il-boom-del-2025.html - Categorie: Turismo Il turismo piemontese ha chiuso il 2025 con numeri in crescita, oltre 6. 730. 000 arrivi e 18. 170. 000 presenze, e dentro questo quadro spicca con forza il risultato delle località montane. Bardonecchia e Sestriere si prendono una parte importante della scena e confermano il peso delle Montagne Olimpiche nel sistema turistico regionale. I due centri dell’Alta Val Susa e Chisone hanno infatti archiviato l’anno con dati che mettono in evidenza una capacità di attrazione ormai stabile, sostenuta dalla neve, dall’outdoor estivo e da un’offerta che si distribuisce lungo tutto l’arco dell’anno. Bardonecchia corre e sale ai vertici regionali Bardonecchia si conferma una delle mete più forti del territorio. Il comune ha raggiunto 431. 892 presenze, dato che lo colloca al secondo posto nella provincia di Torino subito dopo il capoluogo e al quinto in Piemonte, alle spalle di Torino, Verbania, Stresa e Baveno. Il salto rispetto all’anno precedente appare netto: dalle circa 297. 913 presenze del 2024 si è passati a oltre 431. 000, un aumento che rafforza il ruolo della località nel panorama turistico regionale. La sindaca Chiara Rossetti ha legato questo risultato agli investimenti nelle infrastrutture e nell’accoglienza, sottolineando che Bardonecchia resta legata alla sua identità storica di patria dello sci, ma oggi mostra una capacità più ampia di richiamo. La crescita dell’offerta estiva, il rilievo delle attività outdoor e una proposta culturale distribuita durante l’anno hanno contribuito a rendere la località più viva e riconoscibile. Sestriere conferma il suo peso nel turismo di montagna Accanto a Bardonecchia c’è Sestriere, che ha chiuso il 2025 con 364. 843 presenze. Il comune più alto d’Italia mantiene così una posizione di primo piano e contribuisce a consolidare la forza dell’intero comprensorio. Nel complesso, i due comuni sede degli impianti sciistici dell’Alta Val Susa e Chisone hanno totalizzato 1. 321. 593 presenze e 300. 627 turisti, con una permanenza media di 4,4 notti. Maurizio Vitale, presidente di Turismo Torino e Provincia, ha evidenziato come i dati delle montagne siano stati sostenuti dall’offerta sciistica, definita ampia e moderna, ma pure da una crescente attrattività estiva legata all’outdoor e al lavoro di promozione e accoglienza svolto dall’ATL. Un territorio che punta sulla doppia stagione Secondo Giorgio Montabone, presidente del Consorzio Turismo Bardonecchia e del super consorzio Turin Alps, questi numeri danno alla località nuova forza per proseguire con investimenti in promozione, marketing e commercializzazione. Ha rimarcato il peso delle seconde case messe a rotazione e il valore della doppia stagionalità, elemento che consente al territorio di contare sia sull’inverno sia sull’estate. L’obiettivo ora resta quello di consolidare Bardonecchia come destinazione di riferimento per tutto l’anno, dentro una strategia condivisa con Comune, operatori turistici, albergatori, pro loco e commercianti. I risultati di Bardonecchia e Sestriere raccontano così una montagna che non vive di attività isolate, ma di una crescita costruita nel tempo. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/le-gru-nuova-stagione-di-eventi-spettacoli-giochi-e-impegno-sociale.html - Categorie: Eventi Le Gru apre una nuova stagione di eventi e rafforza la sua identità di luogo capace di ospitare appuntamenti che uniscono svago, socialità e attenzione al territorio. Il centro commerciale alle porte di Torino sceglie così una formula che va oltre la dimensione degli acquisti e punta su iniziative rivolte a un pubblico ampio. Il calendario parte venerdì 24 aprile con il debutto di Stand Up & Down, progetto che porta la comicità negli spazi del mall e trasforma piazze e dehors in piccoli palcoscenici diffusi. Le Gru tra risate e palchi diffusi Il primo appuntamento è in programma dalle 18 alle 21. 30, fascia oraria nella quale tre artisti saranno protagonisti di diversi minishow gratuiti che si svolgeranno in Piazza Sud e Piazza Nord. A inaugurare la rassegna sarà Pippo Ricciardi, affiancato da Yassin Kefi e Wendy LaFortu, con Antonio Piazza nel ruolo di conduttore. L’idea è quella di offrire una comicità vicina alle persone, inserita negli spazi rinnovati del centro e distribuita in vari momenti della serata, così da creare un contatto diretto con il pubblico. Il format torna in primavera e a inizio estate L’iniziativa non si fermerà al debutto di aprile. Il programma proseguirà infatti il 22 maggio e il 26 giugno, con nuovi ospiti pronti a dare continuità a un format costruito per animare il mall con leggerezza e partecipazione. Accanto agli spettacoli sono previsti drink itineranti e attività legate al beauty, elementi che contribuiscono a definire un fine settimana pensato come esperienza diffusa, capace di coinvolgere visitatori di età diverse. La formula scelta da Le Gru mira quindi a rendere più vivo il rapporto tra il centro e la sua comunità, con appuntamenti che distribuiscono l’intrattenimento in più aree e in più date. Sport e solidarietà nel weekend Sabato 25 e domenica 26 aprile il programma si sposterà sul fronte della solidarietà con Vinciamo Insieme, progetto sostenuto da Le Gru a favore di UGI e Insuperabili Onlus. In Piazza Sud sarà allestito un playground aperto dalle 9 alle 22, con postazioni dedicate a eSport, subbuteo e calcio balilla. L’obiettivo dichiarato è favorire l’inclusione sociale tramite lo sport virtuale e offrire occasioni di incontro che aiutino a contrastare l’isolamento dei giovani pazienti oncologici. La shopping center manager Alessia Zuccolo ha spiegato che queste iniziative aiutano il mall a diventare uno spazio nel quale la comunità può ritrovarsi attraverso esperienze vere e condivise. A raccontare il fine settimana ci sarà infine anche TORadio, presente con una postazione dedicata per seguire da vicino il clima dell’evento. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/nuove-assunzioni-poste-italiane-aperte-le-candidature-per-categorie-protette-in-40-province.html - Categorie: Lavoro Poste Italiane ha aperto una nuova selezione rivolta agli appartenenti alle categorie protette, con l’obiettivo di inserire nuovi operatori di sportello in più di 40 province italiane. L’iniziativa punta a rafforzare la rete degli uffici postali e a coprire i fabbisogni legati ai servizi offerti al pubblico, con un piano che interessa una parte ampia del Centro-Nord. Le sedi toccano Torino e altre grandi città Tra i territori coinvolti compaiono diversi capoluoghi di primo piano come Torino, Milano, Bologna, Firenze, Venezia e Verona. Le posizioni risultano distribuite tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, con riferimento, in quest’ultimo caso, alla sola provincia di Terni. Il piano di assunzioni si colloca dentro una strategia che punta sia all’inclusione sia al rafforzamento della presenza territoriale del gruppo. Il ruolo richiesto riguarda l’attività allo sportello, con compiti collegati alla promozione e alla vendita dei servizi aziendali. Contratto iniziale e stipendio previsto L’ingresso avverrà con contratto a tempo determinato, mentre la durata effettiva verrà definita nel corso del colloquio. Per il Livello C del contratto collettivo di riferimento, la RAL prevista si colloca tra 21. 000 e 23. 000 euro, distribuiti su 14 mensilità. Al trattamento economico si aggiungono buoni pasto giornalieri, copertura sanitaria integrativa e un premio di risultato annuale che può superare i 2. 000 euro. Per Poste Italiane questo tipo di percorso ha spesso rappresentato, negli anni, una strada utile verso successive conferme a tempo indeterminato. Chi può candidarsi e quali sono i passaggi Per accedere alla selezione serve il diploma di scuola superiore. È richiesta inoltre l’iscrizione alle liste del collocamento mirato, come previsto dalla Legge 68/99, con un grado di invalidità superiore al 45% oppure del 33% nei casi di natura Inail. Le candidature devono arrivare soltanto online, attraverso il portale Poste Italiane Careers, entro il 3 maggio 2026. Dopo una prima valutazione dei curriculum, i profili ritenuti idonei affronteranno test tecnico-attitudinali e, in un secondo momento, un colloquio individuale. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/trofarello-pronto-il-nuovo-polo-culturale-da-850-metri-quadrati.html - Categorie: Eventi Trofarello si prepara a inaugurare un nuovo spazio destinato alla vita culturale del paese. Giovedì, in via Cesare Battisti 25, aprirà il nuovo Polo Culturale, frutto di un intervento di rigenerazione urbana atteso da tempo. L’operazione restituisce alla comunità un edificio rinnovato, aggiornato nelle funzioni e pensato per ospitare studio, incontri e momenti di condivisione. Al centro del progetto c’è l’idea di offrire ai cittadini un luogo aperto, utile e capace di accompagnare le attività quotidiane legate alla lettura e alla partecipazione. Uno spazio restituito alla città L’intervento ha interessato 850 metri quadrati, ora trasformati in ambienti nuovi e più adatti alle esigenze del territorio. Il risultato è una struttura che amplia la biblioteca, mette a disposizione una sala studio e crea ulteriori spazi dedicati a eventi, iniziative culturali e occasioni di ritrovo. Il recupero di quest’area segna un passaggio importante per Trofarello, che ritrova un punto di riferimento pensato per accogliere pubblici diversi, dai lettori agli studenti, fino a chi cerca un luogo per attività collettive. Biblioteca più ampia e nuovi ambienti Il nuovo polo nasce con una funzione precisa: offrire ambienti più moderni, accessibili e adatti a un utilizzo continuo. La biblioteca guadagna spazi più ampi e funzionali, mentre la presenza della sala studio rafforza il valore del complesso come luogo di permanenza e consultazione. Accanto a questi elementi trovano posto aree dedicate alla cultura, alla lettura e agli appuntamenti pubblici. L’intervento, sostenuto con fondi Pnrr, riqualifica così un edificio storico della città e gli assegna una nuova identità, più vicina ai bisogni attuali della comunità. Il valore simbolico del Marzanati Il sindaco Stefano Napoletano ha spiegato che, dopo il trasferimento della biblioteca nei nuovi locali e l’avvio delle attività nel velario, il Comune è arrivato al momento dell’inaugurazione di un’opera attesa dall’intera cittadinanza. Ha ricordato che questo spazio era stato immaginato come un luogo aperto a tutti e alle idee, destinato a favorire la presenza delle persone e la nascita di nuove attività. Ha aggiunto che il complesso potrà vivere attraverso le iniziative previste nel velario e nei nuovi ambienti della biblioteca, come segno di un paese che guarda avanti con fiducia. Per il sindaco, l’intervento restituisce valore e identità a un luogo che molti continuavano a chiamare semplicemente “il Marzanati” e che da ora assume il nome e il ruolo di Polo Culturale, uno spazio pensato per tutti. - Published: 2026-04-21 - Modified: 2026-04-21 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/trasporti-a-torino-gtt-rilancia-con-elettrico-e-69-nuove-assunzioni.html - Categorie: Lavoro Torino prova a evitare una nuova stagione di disagi sul trasporto pubblico locale. Il rischio di un ridimensionamento delle corse era reale, spinto dall’aumento dei costi del gasolio e da una carenza di personale che da tempo pesa sull’organizzazione del servizio. Per contrastare questo scenario, Gtt ha scelto una linea precisa: accelerare sull’elettrico e rafforzare l’organico con nuove assunzioni. La risposta di Torino passa dai mezzi elettrici Negli ultimi mesi il caro carburanti ha inciso in modo sempre più pesante sui conti delle aziende di trasporto. Per molte realtà il risultato si è tradotto in tagli, corse ridotte e tempi di attesa più lunghi. Torino ha invece deciso di difendere il servizio con una riorganizzazione che assegna un ruolo centrale agli autobus elettrici. La scelta ha una base economica precisa. Il gasolio ha registrato rincari marcati, mentre l’energia elettrica ha avuto aumenti più contenuti. In questo quadro, i mezzi elettrici diventano una leva utile per contenere i costi e proteggere la tenuta del sistema. La transizione, già avviata negli anni scorsi, oggi acquista quindi un peso ancora più evidente. Non si tratta soltanto di ambiente e qualità dell’aria, ma di una decisione che riguarda la sostenibilità quotidiana del trasporto pubblico. Il nodo degli autisti resta aperto Accanto ai costi energetici resta il problema della mancanza di conducenti, una difficoltà che coinvolge Torino come molte altre città italiane. Le aziende faticano a trovare personale qualificato e il numero di patenti di categoria D rilasciate nell’ultimo decennio si è ridotto in modo netto. A questo quadro si sommano il calo demografico, l’invecchiamento della forza lavoro e una professione che oggi appare meno attrattiva rispetto al passato. Negli anni precedenti, proprio questa carenza aveva alimentato il fenomeno delle corse fantasma, con autobus previsti ma assenti per indisponibilità di personale. Una criticità che ha pesato sulla fiducia degli utenti e sulla regolarità del servizio. Assunzioni e organizzazione per salvare le linee Per fronteggiare l’emergenza, Gtt ha inserito 69 nuovi dipendenti, tra cui 55 autisti, oltre a operai e personale amministrativo. Dall’inizio dell’anno il totale delle assunzioni è così salito a 129 ingressi. L’obiettivo è chiaro: rendere il servizio più stabile e ridurre i problemi operativi che negli ultimi anni hanno creato forti disagi. Oggi l’azienda conta oltre 3. 800 dipendenti, con più di 1. 700 autisti impegnati sulle linee urbane. In parallelo prosegue il confronto politico sul sostegno economico al settore, perché l’aumento dei costi energetici continua a premere sui bilanci. Torino, intanto, ha scelto di reagire con investimenti, personale e innovazione. La sfida resta aperta, ma la direzione è definita: meno dipendenza dal diesel, più efficienza e un servizio che prova a restare all’altezza della domanda. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/economia/modello-730-precompilato-2026-dal-30-aprile-disponibile-online-ecco-le-scadenze-da-segnare.html - Categorie: Economia Per milioni di italiani torna anche nel 2026 l’appuntamento con il 730 precompilato, una soluzione pensata soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati. La procedura online semplifica molti passaggi, ma non elimina la necessità di leggere con attenzione ogni dato presente nell’area riservata. Prima del via libera finale, infatti, il contribuente deve controllare importi, detrazioni e informazioni personali, perché la responsabilità dell’invio resta comunque sua. Le date da considerare con attenzione Il primo passaggio da segnare cade il 30 aprile, giorno in cui il modello compare sul portale dell’amministrazione fiscale. Per entrare nell’area personale servono CIE, CNS oppure Spid, e in questa fase iniziale il cittadino può soltanto consultare i dati già caricati nel sistema. Vale la pena soffermarsi su Certificazione Unica, oneri detraibili e voci sanitarie, così da capire subito se il quadro risulta corretto oppure presenta lacune. Dal 15 maggio cambia lo scenario, perché da quella data il 730 si può correggere, completare e poi trasmettere. Il termine fissato per l’invio resta il 30 settembre, mentre chi deve versare somme senza sostituto d’imposta deve usare il modello F24 entro il 30 giugno. Una scelta prudente per alleggerire i controlli Tra gli aspetti più rilevanti c’è il meccanismo che limita i controlli documentali per chi accetta il modulo senza toccare le informazioni già presenti. In quel caso, le spese comunicate da soggetti terzi, come farmacie, banche e assicurazioni, non rientrano nelle verifiche ordinarie sui documenti. Se invece il contribuente decide di aggiungere voci mancanti o di cambiare gli importi indicati, quel vantaggio può ridursi oppure sparire. Per questa ragione diventa necessario conservare ricevute e carte fiscali utili in vista di possibili controlli nei cinque anni successivi. I dettagli meritano un secondo sguardo Nel modello 2026 entra in automatico la nuova Irpef divisa in tre fasce, con effetti più favorevoli per i redditi medio-bassi. Oltre la soglia di 75mila euro, invece, le detrazioni si abbassano poco alla volta, elemento che rende ancora più utile un controllo accurato prima dell’invio. Una verifica attenta serve pure nella parte dedicata ai parenti fiscalmente a carico e nelle spese per istruzione e assistenza, perché queste voci possono non risultare complete. Per le uscite mediche, al contrario, gran parte dei dati compare già grazie al sistema della tessera sanitaria, con meno scontrini e ricevute da recuperare. Il 730 precompilato resta quindi uno strumento pratico e sempre più ricco di informazioni, ma chiede comunque attenzione, tempo e una lettura finale senza leggerezze. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/moncalieri-bus-deviati-per-lavori-cosa-cambia-per-chi-usa-le-linee-39-82-e-84.html - Categorie: News A Moncalieri si aprono due giornate in cui chi usa il trasporto pubblico deve fare attenzione a orari e deviazioni temporanee. Fra lunedì 20 aprile e martedì 21, il cantiere presente in via Juglaris modifica, infatti, il passaggio di alcune linee urbane. La notizia riguarda soprattutto chi si muove nelle ore diurne, quando il servizio risente delle variazioni legate ai lavori sulla strada. Per qualche ora il tragitto non sarà quello di sempre La fascia interessata parte dalle 8. 00 e arriva fino alle 18. 30 circa, periodo nel quale i mezzi di GTT evitano l'area occupata dal cantiere. I cambi toccano i collegamenti 39, 82 e 84, che in quelle ore si spostano su strade diverse rispetto al percorso abituale. Per tutta la finestra indicata, dunque, il transito nel tratto coinvolto dai lavori viene sospeso. Le strade vicine diventano la via alternativa Per superare l’area interessata, gli autobus passano nelle vie limitrofe, tra via Giusti, via Alba, strada Carpice, via Pateri e la strada dedicata a De Paoli, prima del rientro sul tracciato normale. Il servizio, comunque, conserva le fermate presenti lungo questo itinerario alternativo, così da ridurre i disagi per i passeggeri. In pratica, il percorso cambia, mentre i punti di salita e discesa collocati sulle strade della deviazione restano disponibili. Per la linea 84 il rientro avrà un percorso diverso Per la linea 84 diretta verso Torino, con destinazione corso Maroncelli, è prevista una soluzione distinta rispetto alle altre corse. In questo caso il bus percorre via Alba e strada Carpice, poi torna in via Juglaris e da lì riprende il servizio consueto. Le modifiche servono a far eseguire l’intervento in condizioni di sicurezza e, per questo motivo, il viaggio può richiedere qualche minuto in più rispetto al solito. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-boom-immobiliare-nei-quartieri-semicentrali-crescite-fino-al-5-in-un-anno.html - Categorie: News Il mercato immobiliare torinese ha chiuso il 2025 con un quadro in movimento: qualcuno sale, qualcuno aspetta, e la città si divide in fasce con comportamenti sempre più distinti. A fare il punto è stato l'Osservatorio Immobiliare FIAIP Torino, che ha presentato nelle scorse settimane una lettura analitica zona per zona, in grado di restituire un'istantanea precisa dello stato del mattone in città. Tra San Salvario e Parella i prezzi aumentano È la fascia semicentrale di Torino a guidare la corsa ai rialzi. Quartieri come San Salvario e Parella hanno registrato incrementi che in alcuni casi hanno toccato il 5% nel corso del 2025, un valore che supera la media cittadina e segnala una domanda ancora forte per queste aree. Il prezzo medio delle abitazioni residenziali in generale ha segnato un aumento del 2%, dato che conferma una crescita reale ma disomogenea, distribuita in modo diverso a seconda della posizione geografica. Le zone periferiche, invece, hanno mostrato una stabilizzazione dei valori, senza variazioni apprezzabili rispetto all'anno precedente. Box auto e uffici: i settori che nessuno si aspettava Tra i dati più sorprendenti del report FIAIP spicca la performance di due categorie spesso trascurate. I box auto hanno registrato un incremento nelle compravendite pari al 20%, a conferma di quanto la disponibilità di un posto auto stia diventando un elemento determinante nelle trattative. Ancora più marcata la crescita nel comparto degli uffici, che ha messo a segno un balzo del 28%, trainato da una domanda più selettiva e attenta alla qualità degli spazi di lavoro. Fuori dalla città, la domanda si risveglia Il dato forse più significativo riguarda il territorio che va oltre i confini comunali. Le compravendite in provincia di Torino hanno segnato un incremento dell'11%, un segnale forte che indica come sempre più famiglie e acquirenti singoli guardino oltre il perimetro urbano. Secondo quanto riferito da FIAIP, questo spostamento verso i comuni limitrofi riflette la ricerca di abitazioni più grandi a prezzi contenuti, una priorità che negli ultimi anni ha ridisegnato la geografia della domanda nell'intera area metropolitana torinese. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/beinasco-incendio-spento-stabilimento-sotto-sequestro-e-indagini-sulle-cause-in-corso.html - Categorie: News Le fiamme che per ore avevano avvolto uno stabilimento a Beinasco sono state definitivamente domate. L'emergenza è rientrata e la macchina dei soccorsi ha ceduto il passo alle autorità giudiziarie, che hanno posto l'edificio sotto sequestro in attesa di fare chiarezza sulle origini del sinistro. Il fumo si è dissolto, ma le domande restano aperte Mentre i rilievi tecnici proseguono all'interno dell'area interessata, ARPA Piemonte ha reso noti i risultati del monitoraggio atmosferico, confermando un progressivo miglioramento della qualità dell'aria nella zona. Gli esperti hanno precisato che potrebbero persistere odori nelle ore serali, ma senza conseguenze per la salute pubblica. La situazione, sotto stretta osservazione sin dalle prime ore del rogo, è ora tornata nella norma. La scuola riapre: la città tira un sospiro di sollievo Tra le notizie più attese dai residenti, la riapertura dell'istituto scolastico Aleramo, che era stato chiuso in via precauzionale. Il sindaco di Beinasco ha aggiornato la comunità attraverso i propri canali social, ringraziando i vigili del fuoco, la Croce Rossa e i volontari della Protezione Civile per il lavoro svolto senza interruzioni durante le fasi più critiche dell'intervento. Le indagini sono appena cominciate Sul fronte investigativo, le forze dell'ordine e la magistratura lavorano per accertare le cause che hanno scatenato l'incendio. Lo stabilimento, ora sotto sequestro, sarà al centro degli accertamenti nelle prossime settimane. La città, nel frattempo, ha dimostrato grande coesione e senso civico, con numerosi messaggi di gratitudine rivolti a chi ha operato sul campo per proteggere la comunità. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/pino-torinese-giovane-capriolo-finisce-nel-cortile-di-una-casa-soccorso-e-liberato-nei-boschi.html - Categorie: News Nel pomeriggio di sabato 18 aprile, nel centro abitato di Pino Torinese, una giovane femmina di capriolo è finita nel cortile di un’abitazione privata. Con ogni probabilità l’animale ha approfittato di un cancello rimasto aperto e si è ritrovato in uno spazio chiuso, lontano dal bosco. La presenza insolita ha subito attirato l’attenzione di una residente, che ha chiesto l’intervento del CANC, il Centro Animali Non Convenzionali dell’Università di Torino. L'intervento rapido a Pino Torinese L’arrivo dell’animale in piena area urbana ha richiesto un intervento rapido e attento, con una tecnica faunistica e due agenti della polizia locale di Torino, in particolare del Nucleo Faunistico. Il primo controllo ha escluso problemi fisici: la femmina di capriolo appariva in buone condizioni, anche se molto spaventata dalla presenza delle persone e dal contesto insolito in cui si era trovata. La situazione, quindi, non ha imposto cure urgenti, ma una gestione precisa del recupero. In casi come questo il rischio principale riguarda lo stress dell’animale, che può reagire in modo imprevedibile quando si sente intrappolato. Per questo motivo ogni fase è stata affidata a personale preparato. Il recupero fatto con calma e precisione Dopo la valutazione iniziale, gli operatori hanno avviato il recupero con reti di contenimento, strumenti adatti a mettere in sicurezza sia l'animale sia chi stava operando nel cortile. L’animale è stato poi sistemato in una cassetta di trasporto e allontanato dall’abitazione senza complicazioni. L’intervento si è chiuso con un esito positivo. L'animale è tornato nel suo habitat naturale, sempre nel territorio di Pino Torinese, dove è stata liberato dopo il trasferimento. Nessuna criticità è emersa durante le operazioni, concluse in tempi rapidi e senza conseguenze. Dietro l’intervento c’è una rete che non si ferma mai L’episodio ha riportato l’attenzione su un servizio poco visibile ma molto importante per il territorio. In presenza di fauna selvatica in difficoltà, o in situazioni che possono creare pericolo, le autorità invitano infatti a non agire in autonomia e a contattare subito i referenti competenti. Il CANC opera insieme alla Città metropolitana di Torino con un servizio attivo 24 ore su 24 tramite un progetto che mette in campo professionisti specializzati. Il centro si trova a Grugliasco ed è un punto importante per il recupero di molte specie. Anche a Pino Torinese questo sistema ha funzionato come previsto: l’animale è stato protetto, i cittadini sono rimasti al sicuro e il rientro nel bosco si è concluso senza problemi. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/nuove-assunzioni-smat-a-torino-cinque-posti-a-tempo-indeterminato.html - Categorie: Lavoro SMAT ha aperto a Torino una nuova selezione pubblica per inserire cinque figure professionali nel proprio organico. L’azienda cerca personale da assumere con contratto a tempo pieno e indeterminato, con applicazione del C. C. N. L. Gas-Acqua. Si tratta di una ricerca che riguarda profili tecnici e operativi e che punta a rafforzare alcuni settori chiave della struttura aziendale. Cinque posti stabili per rafforzare la struttura aziendale L’avviso riguarda un totale di cinque assunzioni e si inserisce nel piano di rafforzamento interno della società. I nuovi ingressi saranno destinati a mansioni differenti, con incarichi che toccano aree tecniche, attività sul campo e funzioni operative. L’obiettivo è ampliare l’organico con personale qualificato, da inserire in modo stabile all’interno dell’azienda. Nel dettaglio, la selezione interessa un ingegnere da destinare all’ufficio tecnico, due addetti specializzati nella ricerca perdite di rete, un tecnico meccatronico e dell’automazione e un addetto turnista. Si tratta quindi di profili diversi tra loro, pensati per rispondere a esigenze precise e distribuiti tra competenze progettuali, controllo delle reti e presidio operativo. I profili richiesti tra uffici tecnici e attività sul campo La composizione dei posti disponibili mostra con chiarezza il tipo di rafforzamento cercato da SMAT. Da una parte c’è la necessità di potenziare l’area tecnica con una figura ingegneristica; dall’altra emerge l’attenzione verso ruoli più vicini alla gestione concreta delle infrastrutture e degli impianti. I due addetti alla ricerca perdite, ad esempio, avranno un compito legato al monitoraggio della rete, mentre il tecnico meccatronico e dell’automazione sarà destinato a un ambito specializzato, legato agli apparati e ai sistemi tecnologici. Completa il quadro la figura del turnista, ruolo operativo che rientra nell’organizzazione quotidiana dei servizi. Per ciascun profilo, i requisiti richiesti e le caratteristiche della posizione sono consultabili nella sezione dedicata del sito aziendale. La società ha infatti rimandato alla propria piattaforma ufficiale per ogni approfondimento relativo ai criteri di accesso, ai dettagli delle mansioni e alla documentazione necessaria. Domande online con scadenza fissata a metà maggio La candidatura dovrà essere presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma indicata da SMAT nell’area “lavora con noi” del sito aziendale. Non sono previste modalità alternative, perciò tutta la procedura passerà dal portale ufficiale. Per chi è interessato c’è una data da segnare con attenzione: il termine per l’invio delle domande è fissato alle ore 12 di venerdì 15 maggio 2026. Entro quella scadenza sarà necessario completare la procedura e trasmettere la candidatura secondo le istruzioni pubblicate dall’azienda. La selezione rappresenta così una nuova occasione di lavoro stabile nel territorio torinese, con posti rivolti a professionalità differenti e inserimenti previsti con contratto a lungo termine. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-punta-sul-turismo-daffari-con-la-nuova-congress-card-digitale.html - Categorie: News Torino prepara un nuovo tassello della sua offerta turistica e lo dedica a chi arriva in città per appuntamenti professionali. Da maggio entrerà in scena la Torino+Piemonte Congress Card, iniziativa di Turismo Torino e Provincia Convention Bureau pensata per i partecipanti a meeting e convention, insieme ai loro accompagnatori. L’obiettivo è chiaro: affiancare agli impegni di lavoro una formula semplice che renda più agevole la visita del patrimonio culturale del territorio, con un’impostazione digitale, pratica e attenta alla sostenibilità. Una card pensata per chi arriva a Torino per lavoro La nuova tessera costerà 20 euro e avrà una validità di 72 ore. In questo arco di tempo consentirà l’ingresso gratuito in due siti a scelta tra musei, castelli e Residenze Reali. A questo si aggiungeranno riduzioni per alcuni dei servizi turistici più noti, come l’Ascensore della Mole Antonelliana, la tranvia Sassi-Superga e i bus panoramici. Il progetto nasce con l’idea di costruire un’accoglienza più mirata, capace di unire il tempo dedicato agli eventi professionali con quello riservato alla scoperta della città e della regione. Trasporti agevolati e formula tutta digitale Uno dei punti centrali riguarda la mobilità. Grazie all’intesa con GTT, chi avrà la card potrà accedere ad abbonamenti per il trasporto pubblico a tariffa ridotta: 5,80 euro per due giorni e 7,50 euro per tre giorni. Sia la card sia i titoli di viaggio saranno disponibili soltanto in formato digitale. La scelta va nella direzione di un sistema più snello e con un impatto ambientale più contenuto, oltre a semplificare l’utilizzo per chi arriva in città per pochi giorni e ha bisogno di strumenti immediati. Torino lega congressi, cultura e turismo intelligente Il presidente di Turismo Torino e Provincia, Maurizio Vitale, ha definito la Congress Card come l’evoluzione della Torino+Piemonte Card e ha spiegato che questo strumento digitale e sostenibile punta a valorizzare l’economia del territorio, in un comparto congressuale che nel 2025 ha superato 1 milione di partecipanti. L’assessore al Turismo Domenico Carretta ha sottolineato che la card nasce per arricchire il soggiorno di chi arriva per lavoro e per accompagnarlo verso il patrimonio culturale locale, nel solco del riconoscimento di Torino come Capitale Europea del Turismo Intelligente 2025. L’assessora all’Innovazione e alla Mobilità Chiara Foglietta ha richiamato gli stessi principi, cioè innovazione, sostenibilità e accessibilità, e ha indicato la nuova card come parte di un sistema urbano più connesso e più facile da vivere. La Torino+Piemonte Congress Card potrà essere attivata in seguito alle richieste di chi organizza eventi a partire dal mese di maggio 2026. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/economia/caro-energia-a-torino-parte-il-progetto-delle-portinerie-energetiche.html - Categorie: Economia A Torino prende spazio un nuovo strumento pensato per aiutare chi fatica a sostenere il peso delle utenze domestiche. Le Portinerie Energetiche nascono con questo obiettivo: offrire un aiuto pratico alle famiglie in difficoltà, con consulenza, orientamento e, nei casi previsti, un sostegno economico diretto per affrontare il pagamento delle bollette. Un aiuto vicino a chi ha più bisogno Il progetto entra nel sistema delle Portinerie di Comunità, realtà già presenti in vari quartieri torinesi e costruite come punti di riferimento per i cittadini. In questi spazi le famiglie possono trovare ascolto, indicazioni utili e strumenti concreti per affrontare una delle spese più pesanti degli ultimi anni, quella legata all’energia. L’idea punta sulla vicinanza. Il servizio si presenta infatti come un presidio territoriale, facile da raggiungere e pensato per intercettare il disagio prima che diventi ancora più difficile da gestire. Chi vive una situazione di fragilità può rivolgersi ai punti attivi, ricevere le prime informazioni e capire se ci sono le condizioni per ottenere supporto. Come funziona il servizio nei quartieri L’accesso segue un percorso semplice. Le persone interessate possono presentarsi presso uno dei presìdi aperti sul territorio, compilare un questionario preliminare e verificare la possibilità di entrare nel servizio. Un aspetto rilevante riguarda la sua apertura: il supporto non dipende dal fornitore scelto per luce o gas. Accanto al contributo economico, il progetto mette al centro un lavoro di accompagnamento. L’obiettivo resta quello di aiutare i nuclei familiari a leggere meglio i propri consumi e a orientarsi tra le possibilità già disponibili. In questo modo il sostegno immediato si unisce a una prospettiva più stabile, capace di incidere sulle spese future. I tutor e il presidio già attivo a Porta Palazzo Uno dei cardini dell’iniziativa è rappresentato dai Ted, i Tutor dell’Energia Domestica. Si tratta di operatori e volontari che seguono le famiglie per capire dove si concentrano i consumi, quali sprechi possono essere ridotti e quali comportamenti più sostenibili possono portare a un alleggerimento dei costi. Questo affiancamento aiuta pure a individuare bonus e agevolazioni che spesso restano poco conosciuti. Tra i riferimenti già operativi in città c’è la Portineria di Comunità di Porta Palazzo, in piazza della Repubblica 1/F. Qui il servizio è già partito e rappresenta uno dei primi presìdi concreti messi in campo contro la povertà energetica, con l’obiettivo di trasformare l’aiuto in una presenza quotidiana e riconoscibile nel quartiere. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/be-comics-be-games-torino-chiude-con-numeri-da-record-levento-torna-a-dicembre.html - Categorie: Eventi Be Comics! Be Games! Torino ha chiuso la sua prima edizione con un risultato netto: oltre 25. 000 visitatori hanno raggiunto Lingotto Fiere per un appuntamento che ha riunito fumetti, videogiochi, cosplay e K-pop. La manifestazione, firmata da Fandango Club Creators insieme a GL events Italia, ha richiamato pubblico da Torino e da fuori città, confermando fin dal debutto una risposta ampia e trasversale. Il bilancio finale rafforza così la posizione dell’evento nel calendario torinese e apre subito la strada ai prossimi appuntamenti già fissati per la fine dell’anno e per la primavera del 2027. Un debutto che riempie il Lingotto La prima edizione torinese ha portato nei padiglioni un flusso continuo di appassionati, attratti da case editrici affermate e realtà più giovani. Tra gli stand hanno trovato spazio nomi noti del settore come Edizioni BD e J-Pop, Gigaciao, Tunué, Mirage Comics e Shockdom. Il colpo d’occhio è stato quello di una fiera ampia, costruita per intercettare pubblici diversi ma uniti dallo stesso interesse per la cultura pop. La locandina firmata da Andrea Broccardo, con una Torino cyberpunk, ha accompagnato un format che ha puntato a raccontare il presente di questo universo e a mostrarne le direzioni future. In fiera sono arrivati artisti europei come Pasqual Ferry, David Messina, David Lopez e Julien Blondel, accolti da un pubblico numeroso lungo tutta la durata della manifestazione. Dai videogiochi ai creator, il programma prende ritmo Uno dei poli più frequentati è stato quello dedicato al gaming, con oltre 70 postazioni distribuite tra Freeplay Area e Gaming Area. Qui i visitatori hanno provato titoli, seguito sfide e vissuto da vicino una parte centrale della proposta del festival. Tra i punti più solidi del format c’è stata poi l’Artist Alley, con oltre 140 postazioni, affiancata da spazi dedicati al gioco libero e da aree tematiche come Be Multiverse! I palchi hanno scandito il ritmo della manifestazione: Be Art! ha acceso i riflettori sul valore creativo della pop culture, Be Pop! ha raccolto cosplay, creator e K-pop, mentre la sezione esports ha ospitato finali, attività su Valorant e League of Legends e altre competizioni con PG Esports. Date già fissate per il ritorno Il risultato complessivo ha dato forza al progetto e alla sua continuità. Be Comics! Be Games! Torino tornerà infatti a Lingotto Fiere il 12 e 13 dicembre 2026 con una versione natalizia, per poi rientrare il 17 e 18 aprile 2027 con l’edizione primaverile. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/linea-15-a-torino-nuovo-cantiere-sulla-rete-tranviaria-dal-20-aprile.html - Categorie: News Prenderà il via il 20 aprile il secondo lotto dei lavori legati alla linea 15 di Torino, inserito nel programma di potenziamento della rete tram cittadina. L’intervento andrà avanti fino a ottobre e dispone di un finanziamento complessivo di 9,4 milioni di euro, coperto dal MIT. L’operazione fa parte di un progetto più ampio, suddiviso in tre passaggi, pensato per aggiornare un asse importante del trasporto pubblico torinese e renderlo adatto anche all’arrivo dei nuovi mezzi. Un cantiere che entra nel vivo Il piano complessivo prevede tre fasi. La prima è già stata completata con la realizzazione di due nuove fermate in via Monginevro. Ora si apre il secondo lotto, quello che riguarda il nodo tra corso Vittorio Emanuele II, via Borsellino e via Fratelli Bandiera. In questo tratto saranno rifatti i binari e rinnovate le curve tranviarie, così da consentire il passaggio delle nuove vetture Hitachi serie 8000 in una zona molto importante della rete. Il terzo lotto guarderà invece oltre, con la creazione di un nuovo capolinea e il rifacimento di alcuni segmenti della linea. Per questa parte il percorso tecnico è ancora in sviluppo e la realizzazione è indicata nel 2027. Le modifiche che cambiano il traffico La prima fase del secondo lotto durerà fino alla fine di giugno e interesserà soprattutto via Fratelli Bandiera. In questo periodo ci saranno alcuni cambiamenti per la viabilità privata. Le auto in arrivo da via Borsellino, dirette verso via Monginevro, dovranno svoltare a destra in via Vochieri. Nessuna modifica, invece, per chi arriva da via Monginevro verso corso Vittorio Emanuele II. Per il trasporto pubblico la variazione riguarda la linea 94, limitatamente alla direzione via Biscaretti. Il percorso verrà deviato da via G. Falcone verso corso Vittorio Emanuele II, nella carreggiata centrale, poi su corso Ferrucci e via Monginevro, fino al rientro sul tracciato abituale. L'importanza della linea 15 per Torino Da giugno a ottobre partirà la seconda fase del cantiere, con lavori concentrati sui binari compresi tra corso Vittorio Emanuele II e via Borsellino. In questo tratto verrà rifatta la curva tranviaria in entrambe le direzioni di marcia. L’obiettivo è aggiornare l’infrastruttura, aumentare la funzionalità della rete e preparare la città alle trasformazioni urbane già in programma. L’intervento acquista valore anche in relazione allo sviluppo dell’area Ex Westinghouse e alla futura Metro 2. In quel quadro, la linea 15 potrà avere un ruolo utile nel mantenere continuità nel trasporto su ferro durante i cantieri della metropolitana. Il Comune e i tecnici hanno previsto una gestione dei lavori pensata per limitare i disagi, spostando le operazioni più pesanti nei mesi estivi e mantenendo, dove possibile, almeno un senso di marcia. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendio-a-beinasco-il-giorno-dopo-odore-acre-divieto-di-consumare-ortaggi.html - Categorie: News A Beinasco resta un’aria pesante anche a distanza di un giorno dal vasto incendio scoppiato nella zona industriale. Le fiamme sono state ormai contenute e gli ultimi focolai risultano spenti, ma in città continua a sentirsi un odore acre. La colonna di fumo che si era alzata nelle ore più critiche del rogo era visibile per chilometri, fino a Torino, segno della portata dell’emergenza che ha impegnato i soccorsi per molte ore. Il rogo lascia tracce nell’aria Con il passare delle ore, il quadro appare più definito sul fronte operativo, mentre restano evidenti gli effetti lasciati dall’incendio. Il vasto rogo che ha colpito l’area industriale di Beinasco non ha provocato il coinvolgimento di persone, elemento che ha permesso di escludere conseguenze dirette sui residenti e sui lavoratori presenti nella zona. Rimane però una situazione di attenzione sul piano ambientale, perché i fumi prodotti dalla combustione hanno continuato a farsi sentire anche nella notte successiva. Indagini aperte sulle cause delle fiamme Sul posto proseguono gli accertamenti per chiarire che cosa abbia provocato l’innesco e in che modo il fuoco si sia propagato con tale rapidità. Delle verifiche si stanno occupando i carabinieri di Moncalieri insieme al nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco. In questa fase l’obiettivo resta quello di ricostruire con precisione l’origine dell’incendio e la sequenza che ha portato all’estensione del rogo all’interno della struttura. Le misure di precauzione decise in città Nel frattempo, il sindaco Daniel Cannati ha disposto, in via cautelativa, la chiusura della scuola dell’infanzia Aleramo. Il primo cittadino ha spiegato che, con l’abbassamento delle temperature e per effetto dell’inversione termica, in alcune zone della città è tornato a sentirsi odore di bruciato. Per questo ha invitato la popolazione a tenere le finestre chiuse, precisando che il monitoraggio di ARPA sarebbe andato avanti per tutta la notte e che nuovi aggiornamenti sarebbero arrivati nelle ore successive. Le famiglie evacuate hanno fatto rientro nelle proprie abitazioni, ma resta in vigore una misura di prudenza importante: ARPA raccomanda di non consumare ortaggi coltivati entro un raggio di 400 metri dal luogo dell’incendio. Alla base della decisione c’è la ricaduta dei fumi neri sprigionati nelle fasi più intense del rogo, fumi che hanno trasportato sostanze prodotte dalla combustione di plastiche e gomme. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/granfondo-torino-doppia-tragedia-in-gara-morti-due-partecipanti.html - Categorie: News La Granfondo Internazionale Torino si è chiusa nel modo più doloroso. L’undicesima edizione della corsa riservata ai cicloamatori, partita domenica 19 aprile dal Motovelodromo Fausto Coppi e conclusa sul tratto panoramico tra Pino Torinese e Superga, è stata segnata dalla morte di due partecipanti. I due malori sono avvenuti nella parte finale del percorso di 113 chilometri. La salita dove la corsa ha cambiato volto Il primo episodio ha coinvolto un uomo di 67 anni, residente a Pinerolo. L’uomo si è sentito male in cima alla salita di Pino Torinese, uno dei punti più impegnativi del tracciato. Sul posto è scattato subito l’intervento dei soccorritori, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. Dopo i primi soccorsi, il ciclista è stato trasferito con urgenza all’ospedale di Chieri, dove è morto poco dopo l’arrivo. La notizia ha dato subito la misura della gravità di quanto stava accadendo lungo il percorso, in una fase ormai avanzata della manifestazione. Un secondo malore nel tratto finale Poco dopo è emersa una seconda emergenza. Un altro atleta di 61 anni, residente a Collegno, è stato colpito da un infarto mentre si trovava in coda al gruppo. Anche in questo caso i soccorsi sono arrivati rapidamente, ma il quadro clinico è apparso fin da subito molto serio. Il 61enne è stato trasportato con l’elisoccorso del 118 all’ospedale Molinette. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Nel giro di poche ore, la manifestazione si è quindi ritrovata davanti a un doppio lutto, con due decessi maturati nello stesso evento sportivo e nello stesso tratto conclusivo della gara. Il silenzio dopo la gara La corsa non è stata fermata nell’immediato perché la comunicazione dei due malori è arrivata più tardi agli organizzatori del Gs Alpi. Una volta ricostruito il quadro completo, gli organizzatori hanno scelto di sospendere ogni attività celebrativa prevista al termine della giornata, come segno di rispetto e cordoglio. Sul piano sportivo, la prova maschile è stata vinta da Massimiliano Barbero Piantino, 34 anni, biellese. Tra le donne ha conquistato il primo posto Anna Ceoloni, 34 anni, vercellese di Cigliano. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-e-sceso-dal-tetto-luomo-che-da-giorni-minacciava-di-togliersi-la-vita.html - Categorie: News Per diversi giorni una parte di Santa Rita ha vissuto ore di forte apprensione per la vicenda dell’uomo che da venerdì 17 aprile si trovava sul tetto di un palazzo di via Acciarini, a Torino, con l’intenzione di togliersi la vita. La situazione si è chiusa dopo un lungo lavoro dei negoziatori, che hanno convinto alla fine l'uomo a desistere dal suo intento. L’uomo, un quarantenne, è stato poi affidato ai sanitari e portato in ospedale. Giorni sospesi sopra via Acciarini La presenza dell’uomo in cima all’edificio ha tenuto il quartiere con il fiato corto per tutta la durata dell’emergenza. Da venerdì mattina la sua vicenda aveva richiamato attenzione e preoccupazione, con il timore che potesse lanciarsi nel vuoto dal tetto del palazzo di sei piani. La notizia aveva segnato in modo profondo l’area di Torino sud, dove residenti e passanti hanno seguito con ansia gli sviluppi di una situazione rimasta aperta per giorni e per notti. La trattativa ha trovato uno spiraglio Secondo quanto emerso, il passaggio decisivo è arrivato dopo ore molto delicate, nel corso delle quali gli operatori della polizia hanno cercato di aprire un varco nel convincere l’uomo. La trattativa ha richiesto tempo, prudenza e continuità. Alla fine, il quarantenne ha rinunciato al suo intento ed è sceso dal tetto. Il quadro appariva ancora più complesso perché non si trattava del primo episodio di questo tipo. Già nello scorso agosto, infatti, l’uomo aveva minacciato di lasciarsi cadere dalle vele nello stadio Filadelfia. Una volta terminata l’emergenza, il quarantenne è stato preso in carico dal personale sanitario e trasferito in ospedale. La chiusura della vicenda ha riportato calma nel quartiere, anche se resta il peso di giorni difficili che hanno coinvolto un’intera comunità. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-giallo-nella-notte-rider-di-32-anni-trovato-morto-in-strada.html - Categorie: News Torino si è svegliata con una nuova tragedia da chiarire. Intorno alle 23 della sera precedente un passante ha lanciato l’allarme al 112 dopo aver notato una bicicletta danneggiata sulla carreggiata e, poco distante, il corpo di un uomo nella vegetazione. Per il 32enne, che lavorava come rider, non c’era già più nulla da fare. Il fatto è avvenuto in strada della Creusa 109, dove sono arrivati in pochi minuti i sanitari del 118 e gli agenti della polizia locale. I soccorritori hanno potuto soltanto constatare il decesso, mentre sul posto sono partiti i rilievi utili a dare un nome preciso a quanto accaduto in quella parte della città. Una bici sull’asfalto e il corpo poco lontano La scena trovata dai primi soccorsi ha indirizzato subito l’attenzione su una dinamica violenta. La bicicletta si trovava sulla strada, con segni evidenti di danneggiamento, mentre il corpo del giovane era a poca distanza, tra la vegetazione. Un elemento che ha spinto gli investigatori a prendere in esame l’ipotesi di un impatto avvenuto poco prima dell’arrivo dei soccorsi. Il 32enne presentava diversi traumi e proprio quelle lesioni avrebbero causato la morte. L’intervento del personale sanitario non ha lasciato margini. Il 32enne era già deceduto quando il 118 ha raggiunto l’area segnalata dal passante. I traumi indirizzano i primi sospetti In questa fase gli investigatori lavorano sulla ricostruzione esatta dei movimenti del giovane. Tra le piste al vaglio prende forza quella dell’investimento. L’ipotesi che emerge nelle prime ore è che l’uomo possa essere stato travolto da un veicolo e che chi era alla guida si sia poi allontanato senza fermarsi. Da qui il sospetto di un possibile pirata della strada, una possibilità che ora richiede verifiche precise. A fare luce sull’accaduto saranno i rilievi della polizia locale, chiamata a raccogliere ogni elemento utile sul punto del ritrovamento. Servirà capire quando sia avvenuto l’impatto, da quale direzione provenisse l’eventuale mezzo coinvolto e se nella zona fossero presenti testimoni o dettagli capaci di restringere il campo. L’indagine nelle prossime ore dovrà chiarire se dietro la morte del rider ci sia davvero la fuga di chi lo avrebbe investito. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/sport/cremonese-torino-0-0-finisce-senza-gol-annullata-la-rete-di-baschirotto.html - Categorie: Sport La sfida tra Cremonese e Torino si chiude senza reti, ma il pareggio lascia sensazioni molto diverse. I grigiorossi costruiscono di più, aumentano la pressione nella ripresa e arrivano perfino a festeggiare per qualche istante il vantaggio, prima dell’intervento del Var. Il Torino, invece, passa gran parte del pomeriggio nella propria metà campo, soffre e strappa un punto che pesa poco. Al centro del match resta così l’episodio che coinvolge Baschirotto, destinato a far discutere ancora. Un avvio che resta bloccato La Cremonese prova a prendere il controllo fin dai primi minuti e approfitta anche di qualche errore granata nella gestione del pallone. Al 10’, su un rinvio sbagliato di Paleari, serve un recupero di Maripan per evitare problemi più seri. Per lunghi tratti, però, la partita resta chiusa, spezzata, povera di vere occasioni. L’unico momento di apprensione del Torino nasce da un retropassaggio rischioso di Bondo verso Audero, con Vlasic che quasi ne approfitta. Il primo tiro verso la porta arriva soltanto nel finale del primo tempo: una punizione di Bonazzoli da fuori area, letta bene da Paleari, che blocca senza affanni. È il segnale di una gara che fatica a trovare ritmo. Quando la partita cambia davvero Dopo l’intervallo la situazione cambia. La Cremonese alza il baricentro, acquista fiducia e costringe il Torino a difendersi con continuità. Al 12’ della ripresa arriva la migliore occasione fino a quel momento: Vandeputte trova spazio, serve Bonazzoli, che cerca il mancino a giro, ma Paleari risponde ancora e devia in angolo. Poco dopo arriva l’azione che segna l’intero pomeriggio. Su corner dalla destra, Baschirotto interviene in area in contemporanea con il portiere granata, la palla termina in rete e l’arbitro assegna il gol. Dopo il controllo al Var, però, la decisione cambia: rete cancellata e punteggio fermo sullo 0-0. Per la Cremonese è una frenata pesante, per il Torino una liberazione. Un finale di spinta e rimpianti Nel tratto conclusivo la squadra lombarda si riversa in avanti con decisione. Giampaolo cambia uomini e alza il peso offensivo, prima con Okereke e poi con Djuric, alla ricerca del varco giusto. Il Torino difende il risultato e prova a resistere fino all’ultimo. Nel recupero, Kulenovic, entrato da poco, sfiora il gol, ma Audero devia in angolo. È l’ultimo scossone di una partita che consegna ai grigiorossi molti rimpianti e al Torino un pareggio ottenuto con fatica. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-bologna-2-0-accelera-la-corsa-champions.html - Categorie: Sport La Juventus risponde presente nel momento che conta e supera il Bologna con un 2 a 0 che pesa parecchio nella corsa europea. Allo Stadium i bianconeri costruiscono il successo già nei primi minuti, lo difendono con ordine e poi lo consolidano nella ripresa, chiudendo una serata segnata anche dal ricordo commosso di Alexander Manninger. Un minuto di silenzio che cambia il clima Prima del fischio d’inizio l’atmosfera si fa carica di emozione per l’omaggio dedicato a Manninger, ex portiere bianconero scomparso nei giorni scorsi. In campo entrano volti simbolici del passato juventino, da Buffon a Bonucci, da Chiellini a Marchisio, assieme ai portieri presenti in distinta. La corona di rose bianche viene deposta davanti alla porta sotto la Curva Sud, nel punto che per anni era stato anche il suo riferimento. Poi arriva il silenzio, accolto da tutto lo stadio con partecipazione piena. La partita si accende subito La squadra di casa sembra assorbire subito quella tensione emotiva e la trasforma in energia agonistica. L’avvio è aggressivo, ordinato, continuo. Il Bologna fatica a prendere le misure e resta schiacciato da un ritmo alto che la Juventus impone fin dai primi scambi. Dopo appena due minuti arriva il vantaggio. Kalulu mette al centro un pallone preciso e David trova il colpo di testa giusto per battere Ravaglia. È l’episodio che indirizza la gara e che obbliga gli ospiti a rincorrere da subito. Poco più tardi Conceição trova anche la giocata del possibile raddoppio, ma l’azione viene fermata per fuorigioco. La Juventus continua ad attaccare con lucidità. Lo stesso Conceição costringe Ravaglia a un intervento delicato, poi arriva anche una traversa colpita da Holm, episodio che tiene aperto il match e restituisce un margine d’incertezza. Nel finale del primo tempo capita ancora una grande occasione a David, che incrocia senza trovare lo specchio per questione di centimetri. Il Bologna, invece, si fa vedere quasi soltanto con un pallone insidioso di Cambiaghi, che attraversa l’area senza deviazioni decisive. Thuram chiude il conto e il Bologna perde terreno A inizio ripresa gli ospiti provano a cambiare passo. Orsolini si costruisce una buona opportunità, ma la conclusione termina fuori. È un lampo che dura poco, perché al 57’ la Juventus colpisce ancora. McKennie disegna il cross da destra e Thuram arriva con i tempi perfetti, trovando di testa la rete del 2 a 0. Il Bologna avrebbe subito la chance per rientrare, ma Rowe centra il palo e lascia sfumare l’unica vera occasione per riaprire il confronto. Da quel momento la gara perde intensità e la Juventus controlla senza particolari scosse. Nel finale arriva pure una brutta notizia per i rossoblù: Bernardeschi, appena entrato, deve lasciare il campo per un problema muscolare. Per la Juventus resta una vittoria piena, pesante, utile per dare slancio alla sua corsa verso la Champions. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-roberto-vecchioni-in-concerto-al-colosseo-il-22-aprile-2026.html - Categorie: Eventi Roberto Vecchioni tornerà a Torino mercoledì 22 aprile 2026 per una data del tour “Tra il Silenzio e il Tuono”, in programma al Teatro Colosseo. Il nuovo spettacolo prende il nome dal suo recente libro e mette insieme canzoni e monologhi in una formula che punta a tenere vicini racconto personale, memoria e riflessione sul presente. Il palco, in questa nuova fase del percorso artistico del cantautore, diventa il luogo in cui dare ordine al rumore del quotidiano attraverso le parole, le storie e i brani che hanno segnato la sua carriera. Un titolo nato da un libro e portato sul palco Il concerto si presenta come un viaggio costruito attorno al confine tra immaginazione e realtà. L’idea dello spettacolo nasce infatti dal libro che porta lo stesso nome del tour e trasferisce in teatro quel dialogo continuo tra pensiero intimo e osservazione del mondo. Vecchioni imposta la serata come uno spazio di confronto con il pubblico, con il desiderio di rallentare il frastuono del presente e di riportare al centro il peso delle parole. Non c’è soltanto la dimensione musicale: il racconto entra in scena e accompagna ogni passaggio, con un tono che cerca vicinanza. Due tempi per leggere una carriera La struttura dello spettacolo è divisa in due parti. Nella prima, l’attenzione si concentra sui brani dell’album “L’Infinito”, scelti per riportare al centro figure capaci di sfidare il destino e di difendere la propria vita anche nei momenti più difficili. Nella seconda parte, invece, il percorso torna ai pezzi storici che hanno reso riconoscibile il repertorio del cantautore e che restano impressi nella memoria del pubblico. Questa scansione permette di osservare da vicino il cambiamento del suo sguardo nel tempo, tra pagine più recenti e canzoni che hanno attraversato stagioni molto diverse. La data di Torino e le informazioni utili L’appuntamento è fissato al Teatro Colosseo, in via Madama Cristina 71, con inizio alle 20:30 e chiusura prevista alle 22:30. I biglietti partono da 40,25 euro, a cui si aggiungono le commissioni. La serata torinese si annuncia quindi come un incontro tra musica e parola, nel quale Vecchioni non si limiterà a eseguire i suoi successi: ogni brano verrà introdotto e spiegato, così da mostrare il percorso che lo ha fatto nascere e il significato che custodisce. Per il pubblico sarà l’occasione di seguire un racconto che parte dal passato e arriva fino all’oggi, dentro uno spettacolo pensato per unire repertorio, riflessione e presenza scenica. - Published: 2026-04-20 - Modified: 2026-04-20 - URL: https://www.torinofree.it/news/chivasso-cantiere-sulla-rete-idrica-cambia-la-viabilita-per-dieci-giorni.html - Categorie: News A Chivasso si prepara una fase di viabilità modificata per consentire un intervento di manutenzione sulla rete idrica. I lavori, affidati a SMAT, interesseranno via Orti e la bretella della sp11, con effetti diretti sulla circolazione locale. Il cantiere sarà operativo dal 20 al 30 aprile, nella fascia compresa tra le 8. 00 e le 18. 00, con stop previsto nei giorni festivi e nel fine settimana. Per tutta la durata dell’intervento saranno introdotte misure temporanee pensate per permettere l’esecuzione delle opere in condizioni di sicurezza. Dieci giorni con traffico modificato Il tratto interessato dai lavori sarà uno dei punti più delicati per la mobilità cittadina. In particolare è previsto un senso unico alternato con restringimento della carreggiata nell’area compresa tra la bretella della sp11 e piazza Europa. Si tratta di una misura destinata a rallentare il flusso dei veicoli, soprattutto nelle ore più frequentate, con possibili ripercussioni sui tempi di percorrenza. Accanto a questo provvedimento, potranno esserci limitazioni temporanee sulla corsia sud della bretella in corrispondenza dell’incrocio con via Orti. Il quadro complessivo lascia quindi prevedere una circolazione meno fluida, con l’invito agli automobilisti a valutare per tempo percorsi alternativi. I punti più delicati del cantiere Un altro fronte operativo riguarda la zona della rotatoria tra via Orti e viale Matteotti, dove saranno attuati ulteriori restringimenti per permettere l’avanzamento delle lavorazioni. In quel tratto il traffico subirà un assetto temporaneo che richiederà attenzione costante da parte di chi si sposta in auto. La giornata più delicata sarà quella del 22 aprile. Dalle 8. 00 alle 17. 30 entrerà infatti in vigore il divieto di transito e di sosta nel segmento di via Orti compreso tra via San Eusebio e viale Matteotti. È il provvedimento più incisivo dell’intero piano viario predisposto per accompagnare il cantiere. Residenti garantiti e attenzione alla segnaletica Nonostante i disagi, resteranno garantiti l’accesso ai residenti e il passaggio dei mezzi di soccorso. Sul posto sarà presente personale incaricato della gestione del traffico, affiancato da una segnaletica temporanea destinata a guidare gli spostamenti e a ridurre i rischi nell’area interessata dai lavori. L’indicazione rivolta ai cittadini è chiara: prestare la massima attenzione ai cartelli e programmare gli spostamenti con anticipo. Nei giorni del cantiere potranno verificarsi rallentamenti e deviazioni, in una zona che per dieci giorni dovrà convivere con un assetto stradale diverso dal solito. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/incendio-a-beinasco-alta-colonna-di-fumo-cosa-e-successo-e-le-cause-del-rogo.html - Categorie: News Un incendio di grandi dimensioni è scoppiato in mattinata nella zona industriale di Beinasco, alle porte di Torino, creando subito forte preoccupazione tra chi vive e lavora nell’area. Nelle prime fasi dell’emergenza non sono emersi dettagli certi sulle cause del rogo né sull’azienda coinvolta, mentre la situazione è apparsa da subito delicata per la quantità di fumo sprigionata in pochi minuti. Il fumo nero che ha fatto scattare l’allarme Le prime segnalazioni sono arrivate dai residenti e da chi si trovava nelle vicinanze. In poco tempo si è alzata una densa colonna di fumo nero, visibile anche a distanza, che ha reso l’aria difficile da respirare. Da qui l’invito, circolato rapidamente anche sui social, a chiudere finestre e locali per precauzione. Il timore si è diffuso in fretta proprio per la natura della nube e per il punto in cui è divampato l’incendio. La percezione, tra i presenti, è stata quella di una situazione potenzialmente pericolosa, con la necessità di limitare ogni esposizione all’esterno fino a quando il quadro non sarà più chiaro. I soccorsi si concentrano nell’area industriale L’intervento ha richiesto un dispiegamento importante di mezzi di emergenza. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze, mentre è stato fatto intervenire anche l’elisoccorso, presenza che ha aumentato l’attenzione sulla gravità dell’episodio. Al momento, in ogni caso, non risultano conferme ufficiali su eventuali feriti gravi. Accanto al personale sanitario stanno operando i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza della zona. L’obiettivo resta quello di contenere il rogo, limitare i rischi per le persone e impedire che le fiamme possano coinvolgere altri punti sensibili dell’area industriale. La vicinanza al distributore di metano accresce la tensione A rendere ancora più delicata la gestione dell’emergenza c’è anche la posizione dell’area colpita. Il punto interessato dall’incendio si trova infatti vicino a un distributore di metano, un elemento che nelle prime battute ha fatto salire il livello di allarme. Per ora restano molte domande aperte. Non sono ancora state chiarite l’origine delle fiamme e l’esatta portata dei danni. La situazione è in evoluzione e gli aggiornamenti delle prossime ore saranno decisivi per capire che cosa sia accaduto, quali conseguenze abbia prodotto il rogo e quali indicazioni potranno arrivare dalle autorità competenti. Aggiornamento ore 17:00 - Continuano le operazioni dei Vigili del Fuoco Continua l’azione dei vigili del fuoco per domare il rogo che ha coinvolto il capannone industriale a Beinasco. In questo momento sono al lavoro 17 squadre, con 46 operatori presenti nell’area. L’incendio è ormai circoscritto e tenuto sotto controllo, mentre gli interventi si stanno concentrando sull’eliminazione degli ultimi focolai ancora presenti all’interno dell’edificio. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/bici-in-comune-beinasco-premia-chi-sceglie-le-due-ruote-fino-a-50-euro-al-mese.html - Categorie: News Con la bella stagione prende forma un’iniziativa che punta a cambiare le abitudini quotidiane in diversi comuni dell’area torinese. Beinasco, insieme a Rivalta, Piossasco e Sangano, ha avviato il progetto “Bici in Comune”, pensato per spingere i residenti a lasciare l’auto e a usare più spesso la bicicletta. L’obiettivo è chiaro: favorire una mobilità più leggera, alleggerire il traffico e offrire un vantaggio concreto a chi decide di spostarsi su due ruote. Un premio mensile per chi lascia l’auto Il meccanismo scelto dai Comuni punta sulla semplicità. Chi aderisce all’iniziativa deve scaricare l’app Wecity e inserire il codice missione BICINCOMUNE26. Da quel momento il sistema registra gli spostamenti effettuati in bicicletta e assegna un incentivo economico. Il rimborso può arrivare fino a 50 euro al mese, cifra che rende il progetto particolarmente interessante per chi usa già la bici o pensa di riprenderla con continuità. L’idea alla base del piano è quella di premiare un comportamento utile per la collettività. Muoversi in bici, in questo caso, non resta una scelta legata al benessere personale o alla tutela dell’ambiente, ma diventa anche una piccola occasione di risparmio. Le piste ciclabili al centro del progetto Il sindaco di Beinasco, Daniel Cannati, ha collegato questo progetto a un lavoro portato avanti nel tempo sul fronte delle infrastrutture. Ha spiegato che il progetto arriva dopo un percorso di riqualificazione delle piste ciclabili, oggi inserite in una rete definita più sicura e più collegata. In questo quadro, l’incentivo economico rappresenta un passaggio successivo: dopo gli interventi sugli spazi, arriva una misura che punta direttamente sulle abitudini dei cittadini. Il messaggio appare netto. Le due ruote vengono proposte come una risposta concreta agli spostamenti brevi e quotidiani, con un beneficio che tocca insieme viabilità, qualità dell’aria e gestione dei costi personali. Mille posti e una scadenza già fissata L’iniziativa, comunque, non resterà aperta senza limiti. I posti disponibili sono 1. 000 e il codice utile per partecipare resterà attivo fino al 9 settembre. Questo significa che chi vuole far parte di questa opportunità deve muoversi entro i tempi indicati. Il progetto si presenta quindi come un invito diretto ai residenti: rimettere mano alla propria bicicletta, usarla con più frequenza e contribuire a una città più pulita. In cambio, oltre al valore ambientale della scelta, c’è un incentivo economico che può rendere ancora più concreta questa svolta nella mobilità di tutti i giorni. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-delle-idi-di-maggio-a-oglianico-al-via-la-storica-rievocazione-medievale-il-programma.html - Categorie: Eventi Oglianico ha acceso i riflettori sulla nuova Festa delle Idi di Maggio, appuntamento che ogni anno richiama appassionati di storia, tradizioni e rievocazioni. Il 18 aprile è stata presentata ufficialmente l’edizione 2026, la 44ª edizione di una manifestazione ormai radicata nel calendario locale. L’iniziativa, curata dalla Pro Loco Oglianico, resta uno degli eventi più riconoscibili del territorio e prepara ancora una volta il borgo a un lungo viaggio dentro atmosfere antiche, costumi storici e momenti collettivi. Il borgo riapre la porta del tempo Il primo atto si è consumato nel pomeriggio con la tradizionale posa del Maggio, rito simbolico che ha segnato l’avvio del programma. Da lì il corteo ha raggiunto il Ricetto, cuore della festa e scenario della presentazione ufficiale. In quel contesto hanno trovato spazio anche alcuni dei passaggi più evocativi della giornata, tra danze medievali e l’apertura della mostra “Con acqua ferro e fuoco”, dedicata all’antica lavorazione del ferro. L’impianto della manifestazione mantiene così la sua identità più nota: far convivere memoria storica, spettacolo e partecipazione popolare. Oglianico si prepara infatti a cambiare volto per alcune settimane, con un centro storico pronto ad accogliere residenti e visitatori dentro un racconto che ogni anno si rinnova. I giorni di maggio accendono piazze e taverne Il calendario entrerà nel pieno dal 1° maggio con il tradizionale Calendimaggio. In programma figurano la presentazione dei personaggi storici, la presa d’armi dell’Abbadia de’ Compagni e il Torneo della Bandiera, uno dei momenti più attesi. La serata lascerà poi spazio alla convivialità e alle esibizioni di danza, in linea con uno schema che unisce cerimonia e festa popolare. Nel fine settimana successivo il borgo offrirà un’immersione ancora più ampia tra sapori, vino e musica. Sabato arriverà “Maggiando”, con taverne aperte e intrattenimento tra le vie del paese, mentre domenica tornerà “Ricetto di Vino”, occasione pensata per valorizzare le produzioni vitivinicole locali dentro le mura storiche. A completare il percorso ci saranno pure le visite alla Cappella di Sant’Evasio, altro tassello di un programma costruito per coinvolgere pubblici diversi. L’ultima domenica porta il gran finale La parte conclusiva della rassegna concentrerà gli appuntamenti più scenografici. Il venerdì sarà dedicato alla cena medievale, mentre il sabato sera il centro storico farà da cornice a “Receptum”, evento che inviterà il pubblico a entrare nell’atmosfera della festa anche attraverso i costumi. Il momento più ricco cadrà domenica 10 maggio, tra Santa Messa in costume, nuovo Torneo della Bandiera, concorso culinario “Messer Chef” e presenza di numerosi gruppi storici. In serata, chiusura affidata a “Maleficarum Temporibus – Borgo Turris” e alla tradizionale Calata del Maggio, passaggio che segnerà la fine dell’edizione 2026. Per Oglianico sarà ancora una volta il ritorno a un passato capace di attirare pubblico e tenere viva una tradizione molto sentita. Foto Pro Loco Oglianico Instagram - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-il-25-aprile-2026-a-torino-guida-agli-eventi-da-non-perdere.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a vivere il 25 aprile 2026 con una giornata fitta di appuntamenti che intrecciano memoria storica, partecipazione pubblica e proposte culturali. A ottantuno anni dalla Liberazione, la città conferma un legame profondo con questa ricorrenza e costruisce un programma che passa dalle cerimonie istituzionali ai musei aperti, fino agli eventi musicali e alle visite speciali nei luoghi simbolo. Una città che ricorda la storia Il 25 aprile resta una data centrale per la storia italiana e a Torino assume un valore ancora più intenso. La città porta nel proprio passato il segno della Resistenza, dei quartieri operai, delle fabbriche e di tante famiglie che pagarono un prezzo alto negli anni della guerra. Per questo la ricorrenza non appare come un rito formale, ma come un momento condiviso che tiene insieme ricordo e presenza civile. La giornata si apre con le cerimonie commemorative al Cimitero Monumentale. Il corteo cittadino accompagna poi questo passaggio collettivo, con un percorso che rende omaggio ai caduti, ai partigiani e alle vittime dei lager. Già dalla sera del 24 aprile, la tradizionale fiaccolata anticipa il clima della celebrazione e chiama la città a una partecipazione diffusa. I palazzi pubblici aprono le porte Tra gli appuntamenti più attesi trovano spazio le aperture straordinarie dei Palazzi delle Istituzioni. Palazzo Civico e Palazzo Madama, che è Museo Civico e sito riconosciuto dall’UNESCO, diventano luoghi da attraversare liberamente in una giornata che avvicina i cittadini agli spazi della vita pubblica. La prenotazione, resa disponibile dal 25 marzo, prevede tre fasce orarie. Accanto al programma ufficiale si muovono anche le iniziative promosse da ARCI Torino, con attività diffuse nei circoli e nelle associazioni cittadine. Fuori Torino, il richiamo di Casa Cervi resta fortissimo: il 25 aprile continua a rappresentare uno degli appuntamenti più sentiti dell’Istituto Alcide Cervi, capace ogni anno di richiamare pubblico, figure istituzionali e protagonisti della cultura. Musei aperti, jazz e natura nel giorno della festa Il volto culturale della giornata si mostra in modo netto. I Musei Reali aprono gratuitamente dalle 9:00 alle 19:00, con accesso da ritirare in biglietteria. Restano visitabili anche le mostre temporanee già in corso, mentre i Giardini Reali mantengono l’accesso libero. Alla Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema osserva l’orario esteso e conferma la propria centralità tra le mete più frequentate. Il Museo Diffuso della Resistenza propone un’occasione particolarmente significativa con la visita al rifugio antiaereo di Corso Valdocco, a ingresso gratuito con prenotazione consigliata. Nello stesso giorno parte il Torino Jazz Festival, in programma dal 25 aprile al 2 maggio, con obbligo di prenotazione anche per gli eventi gratuiti. A completare il quadro arrivano l’apertura prolungata dell’Orto Botanico, il percorso tematico della GAM e la mostra del MAUTO, che dedica spazio a Enzo Ferrari e alle scuderie inglesi. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/sport/sport-nei-parchi-a-rivalta-di-torino-attivita-gratuite-dal-20-aprile.html - Categorie: Sport A Rivalta di Torino, dal 20 aprile 2026, prende forma un progetto che punta a portare il movimento all’aria aperta nella vita quotidiana della città. “Sport nei Parchi” nasce con un obiettivo preciso: offrire attività gratuite negli spazi verdi pubblici e trasformare il tempo libero in un’occasione di benessere, incontro e partecipazione. L’iniziativa si rivolge all’intera cittadinanza e mette al centro uno stile di vita più attivo, semplice da avvicinare e guidato da istruttori qualificati. Il verde cambia funzione Con questo programma, i parchi di Rivalta non restano soltanto aree dedicate alla passeggiata o alla sosta. Diventano luoghi in cui fare attività fisica, stare insieme e dare continuità a un percorso di salute personale. L’idea è chiara: usare il patrimonio verde del territorio come una palestra diffusa, aperta e accessibile, in grado di coinvolgere chi ha già familiarità con lo sport e chi, fino a oggi, è rimasto lontano da palestre e centri specializzati. Il progetto si inserisce in una visione più ampia che lega prevenzione, qualità della vita e partecipazione. La gratuità delle lezioni rafforza questo impianto e rende l’iniziativa ancora più inclusiva. Un calendario che parla a tutti L’offerta prevista è ampia e costruita per intercettare età, abitudini e livelli di preparazione differenti. Accanto alle discipline individuali trovano spazio attività di gruppo, con una proposta che comprende pilates, skateboard, touchtennis, yoga, rollerblade, ginnocammino, tiro con l’arco e nordic walking. La varietà è uno dei punti forti del progetto, perché consente a ciascuno di scegliere il percorso più vicino ai propri interessi. Le attività avranno una cadenza settimanale. Questo aspetto dà struttura all’iniziativa e favorisce una presenza costante nel tempo, invece di limitarsi a un appuntamento isolato o simbolico. La regolarità, in questo caso, pesa quanto il programma stesso. Più accesso, meno barriere “Sport nei Parchi” prova a ridurre la distanza che spesso separa una parte della cittadinanza dall’attività fisica. Il contesto informale dei parchi, unito all’assenza di costi, può facilitare il primo passo e rendere più semplice l’avvicinamento a nuove pratiche sportive. In questo senso il progetto assume anche un valore sociale, perché rafforza il legame tra spazi pubblici e comunità. Per conoscere orari e luoghi delle lezioni sarà possibile seguire i canali social del progetto dedicato a Rivalta di Torino e quelli della Città di Rivalta di Torino. È da lì che passeranno gli aggiornamenti utili per partecipare alle attività. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/circo-contemporaneo-a-torino-il-19-aprile-va-in-scena-surreale-2026.html - Categorie: Eventi Domenica 19 aprile 2026, alle 18:00, Torino accende i riflettori su una serata dedicata al circo contemporaneo. Allo Spazio FLIC arriva SURREALE 2026, appuntamento a ingresso gratuito con offerta libera che mette al centro quattro work in progress firmati da giovani artisti internazionali con meno di 35 anni. L’iniziativa nasce dentro la call “SURREALE”, messa a punto da FLIC Scuola di Circo con il sostegno di Regione Piemonte e Ministero della Cultura. Il pubblico troverà una proposta aperta a tutte le età, pensata per mostrare idee in piena evoluzione e per avvicinare spettatori e scena. Quattro progetti prendono forma sotto gli occhi del pubblico La serata porterà in scena “Utopiæ” (Angel Villa), “Corps à Corde” (Katell Boudrandi-Saj), “GIACCUA” (Filippo Seziani) e “Gina et Françoise” (Patrick McMaster e Selma Hellmann). Il valore dell’appuntamento sta proprio nella sua natura: non uno spettacolo finito, ma un momento in cui il lavoro artistico si lascia vedere mentre cresce. È questo il cuore di SURREALE 2026, che trasforma il palco in uno spazio di contatto diretto tra chi crea e chi osserva. La formula rende la serata particolare, perché lascia emergere intuizioni, linguaggi e passaggi ancora aperti, senza la rigidità di una forma già chiusa. Dentro CALEIDOSCOPIO il circo mostra il suo laboratorio L’iniziativa entra nel Secondo Tempo della stagione CALEIDOSCOPIO 2025-2026 e si inserisce in un percorso che guarda alla nascita di nuove scritture sceniche. Il pubblico potrà così seguire da vicino il momento in cui la ricerca prende consistenza e si misura con la scena. In questo contesto, la residenza artistica assume un ruolo centrale: offre tempo, spazio e strumenti a chi sta costruendo un proprio segno espressivo. La serata torinese, quindi, non si limita alla presentazione di quattro titoli, ma restituisce anche un’idea concreta di come nasce oggi una parte della produzione circense contemporanea. La FLIC e il valore di una scena che cresce a Torino Fondata nel 2002 dalla Reale Società Ginnastica di Torino, la FLIC si è affermata come centro di rilievo internazionale per la formazione e la produzione nelle arti circensi. Il progetto SURREALE rientra nelle azioni dedicate agli “Artisti nei territori” e sostiene il lavoro emergente attraverso residenze nello spazio torinese. In questa cornice, la data del 19 aprile assume un significato preciso: offre visibilità a percorsi giovani e rafforza il legame tra Torino e una scena artistica in continuo movimento. Il risultato è una serata accessibile, aperta, capace di far entrare il pubblico nel vivo della creazione. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/economia/pagamento-pensioni-maggio-2026-cambia-il-calendario-per-poste-e-banche.html - Categorie: Economia A maggio 2026 il calendario delle pensioni subirà un lieve slittamento per effetto della festa del 1° maggio. La regola resta la stessa: il pagamento parte nel primo giorno utile per gli istituti di credito. Quando il mese si apre con una festività o con una giornata non lavorativa, l’accredito viene rinviato. È quanto accadrà anche stavolta, con una distinzione netta tra chi riceve la somma tramite Poste Italiane e chi invece attende il versamento sul conto corrente bancario. Il primo giorno utile cambia il calendario La data del 1° maggio, che coincide con la Festa dei Lavoratori, esclude in automatico la possibilità di avviare i pagamenti nello stesso giorno. Per questo motivo, il calendario delle pensioni di maggio 2026 non seguirà la partenza abituale del mese. Il meccanismo è noto e scatta ogni volta che il primo giorno cade in una festività, di sabato o di domenica. L’unica eccezione richiamata riguarda il mese di gennaio, quando spesso il pagamento parte dal secondo giorno bancabile. Poste e banche seguono tempi diversi Per i pensionati che ritirano la somma tramite Poste, l’accredito potrà arrivare già da sabato 2 maggio. Diverso il quadro per chi riceve la pensione in banca: in questo caso sarà necessario attendere lunedì 4 maggio, indicato come il primo giorno effettivamente operativo per gli istituti bancari. La differenza, quindi, nasce dal diverso calendario di attività tra i due canali di pagamento. Il rinvio resta contenuto, ma richiede attenzione da parte di chi conta su una data precisa a inizio mese. Il cedolino digitale prende sempre più spazio Accanto al tema delle date, cresce l’uso dei servizi digitali collegati alla pensione. Sempre più utenti scelgono il cedolino pensione via e-mail, una soluzione che evita l’accesso mensile al portale e rende la consultazione più immediata. Per attivare il servizio occorre entrare nell’area personale MyINPS con SPID, CIE o CNS, cercare la sezione dedicata al cedolino, passare poi nella parte relativa alla gestione consensi, controllare i propri recapiti e autorizzare l’invio automatico dei documenti. A quel punto resta da confermare l’operazione tramite il codice ricevuto via SMS oppure via e-mail. In alternativa è possibile usare il Contact Center, con il numero verde da rete fissa o il recapito dedicato ai cellulari. Il quadro di maggio, quindi, unisce un piccolo rinvio nei pagamenti a una spinta sempre più evidente verso procedure semplici e digitali. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/economia/bottiglie-dacqua-piu-care-il-rischio-e-fino-a-6-centesimi-in-piu.html - Categorie: Economia L’ipotesi di un nuovo aumento per l’acqua minerale riporta al centro una spesa quotidiana che pesa su milioni di famiglie. Al centro dell’allarme ci sono i rincari legati al packaging, che rischiano di trasferirsi rapidamente sul prezzo finale. In base alla stima del Codacons, una bottiglia d'acqua da 1,5 litri potrebbe avere un costo in aumento fino a 5 o 6 centesimi in più. Tradotto su scala nazionale, il conto arriverebbe a circa 606 milioni di euro l’anno. Il rincaro parte da bottiglie, tappi ed etichette La pressione nasce dalle richieste inviate da aziende che producono materiali utilizzati per confezionare le bevande. Nel mirino finiscono bottiglie, etichette, film protettivi e tappi, cioè tutti quegli elementi che incidono sulla confezione prima ancora che il prodotto arrivi sugli scaffali. In diversi casi è stata chiesta una revisione dei contratti già firmati, con sovrapprezzi aggiuntivi e clausole straordinarie di adeguamento. Il punto più delicato riguarda la possibilità, prevista in alcune comunicazioni, di fermare le forniture nel caso in cui le nuove condizioni economiche non vengano accettate. Per il comparto delle acque minerali questo scenario apre un doppio fronte: da una parte il rialzo dei costi industriali, dall’altra il pericolo di una catena distributiva meno stabile proprio nei periodi di consumo più alto. I prezzi sugli scaffali rischiano di cambiare volto Le imprese del settore fanno sapere che assorbire questi aumenti senza ritoccare i listini sarebbe molto difficile. Le stime che circolano parlano di rincari potenziali fino al 20% per l’acqua minerale e fino al 10% per le bevande analcoliche. A quel punto la ricaduta sui supermercati diventerebbe quasi inevitabile. Il rischio non si fermerebbe al semplice aumento del prezzo. Sul tavolo resta pure la possibilità di problemi negli approvvigionamenti, con prodotti meno disponibili sugli scaffali in una fase dell’anno in cui la domanda sale. Per i consumatori il risultato sarebbe chiaro: pagare di più e trovare meno scelta nei punti vendita. L’Antitrust adesso entra nel caso La vicenda è arrivata all’Antitrust attraverso un esposto presentato dal Codacons. L’associazione chiede di verificare la correttezza delle richieste che dal punto di vista economico sono state avanzate dalle aziende del packaging e di chiarire se nel mercato si siano create condizioni irregolari. Per le famiglie italiane il tema resta molto concreto, perché riguarda un bene acquistato con frequenza e legato ai consumi essenziali. In un contesto già segnato da rincari diffusi, pure pochi centesimi in più per ogni bottiglia possono trasformarsi, nel corso di un anno, in una spesa molto più pesante del previsto. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/cresta-perotti-alpinisti-in-difficolta-vicino-alla-cima-decisivo-lelisoccorso.html - Categorie: News Un intervento complesso si è chiuso senza conseguenze gravi nel pomeriggio del 18 aprile sulle montagne del Cuneese. Una coppia di alpinisti è rimasta bloccata in parete nella zona di Crissolo, lungo la Cresta Perotti, sotto Punta Venezia, e ha richiesto l’intervento del Soccorso Alpino Piemontese con il supporto dell’elisoccorso regionale. A pochi metri dalla vetta si ferma la salita L’allarme è partito poco prima delle 16. 00, quando i due escursionisti si sono trovati in difficoltà a circa 100 metri dalla cima. Arrivati su una sosta, non sono più riusciti né a proseguire verso la vetta né a tornare indietro. In quel punto della parete ogni decisione si è trasformata in un rischio ulteriore, mentre uno dei due ha iniziato a mostrare un evidente affaticamento. Il quadro si è fatto subito delicato. La distanza dalla cima era ridotta, ma la condizione fisica di uno degli alpinisti e la posizione in quota hanno reso impossibile una soluzione autonoma. Da quel momento la priorità è diventata una sola: raggiungerli prima che la situazione cambiasse ancora. Il tempo peggiora e scatta il recupero in quota Con l’avvicinarsi della sera e il previsto calo delle temperature, la centrale operativa ha disposto un intervento immediato. Sul posto è arrivato l’elicottero con a bordo anche un tecnico specializzato del Soccorso Alpino, chiamato a operare in una zona difficile da raggiungere via terra. Una volta individuati i due alpinisti, il personale è stato calato in parete tramite verricello. È stata questa la fase più delicata dell’operazione, resa necessaria dalla conformazione del tratto e dall’urgenza di agire in tempi rapidi. I soccorritori hanno raggiunto i due escursionisti, li hanno messi in sicurezza e preparati al recupero aereo. Il rientro a valle chiude l’emergenza Dopo la messa in sicurezza, entrambi sono stati recuperati a bordo del velivolo. L’intervento si è svolto in modo rapido e ordinato, evitando che il peggioramento delle condizioni ambientali rendesse l’operazione ancora più complessa. Conclusa la fase in quota, i due alpinisti sono stati trasportati a valle e affidati al personale sanitario per gli accertamenti del caso. Il salvataggio si è chiuso senza ulteriori complicazioni. Un’operazione rapida, costruita su tempi stretti e coordinamento preciso, che ha evitato sviluppi ben più seri in una situazione già molto esposta. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/economia/pos-e-registratore-di-cassa-scade-domani-il-termine-per-mettersi-in-regola.html - Categorie: Economia L’obbligo di collegare Pos e registratore telematico entra in una fase decisiva. Per gli strumenti di pagamento in funzione all’inizio del 2026, o usati nel corso del mese di gennaio, il termine fissato per completare l’associazione scade domani, 20 aprile. Si tratta di un passaggio richiesto dalla legge di Bilancio 2025 per le operazioni effettuate dall'1 gennaio 2026, con una procedura digitale che passa dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. La corsa contro il tempo per chi usa già il Pos La finestra concessa agli esercenti è di 45 giorni a partire dal 5 marzo 2026. Entro l’ultimo giorno utile occorre registrare il collegamento tra gli strumenti impiegati per i pagamenti elettronici e quelli destinati alla gestione degli scontrini. L’associazione è di tipo virtuale e serve a mettere in relazione i dati del Pos con quelli del sistema fiscale usato per i corrispettivi. Per i dispositivi già operativi a inizio anno, il calendario è quindi ormai chiuso. Diverso il caso dei nuovi strumenti: se un Pos entra in funzione, per esempio, nel mese di marzo, il collegamento dovrà essere effettuato tra il 6 e il 31 maggio. La regola prevede infatti che la prima associazione, oppure una variazione, venga eseguita dal sesto giorno del secondo mese in seguito all'effettiva disponibilità del dispositivo e in ogni caso entro l’ultimo giorno lavorativo di quel mese. Il passaggio online che riguarda negozi e attività Per completare la procedura l’esercente, oppure un intermediario delegato, deve accedere al portale Fatture e corrispettivi. All’interno del servizio Gestione collegamenti va associata la matricola, già presente in Anagrafe tributaria, con i dati degli strumenti di pagamento intestati al titolare dell’attività. L’operazione viene resa più semplice dalla presenza di un elenco già disponibile con gli strumenti di pagamento comunicati dagli operatori finanziari all’Agenzia. Anche chi usa il servizio web Documento Commerciale online può effettuare il collegamento attraverso lo stesso canale. Sul sito dell’Agenzia restano consultabili una guida operativa e varie Faq, utili per chiarire casi specifici: dall’uso di uno stesso Pos su più registratori telematici fino alle esclusioni previste per chi adopera il Pos soltanto per operazioni esonerate dall’emissione del documento commerciale. Le sanzioni che pesano su chi resta fuori regola Chi non completa l’adempimento rischia una sanzione da 1. 000 a 4. 000 euro, la stessa già prevista per chi non si dota di una cassa idonea. Al conto economico può aggiungersi una misura ancora più pesante: la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’attività per un periodo da 15 giorni a 2 mesi. In caso di recidiva, la stretta aumenta e la sospensione può estendersi da 2 a 6 mesi. Per questo la giornata di oggi rappresenta l’ultima occasione utile per chi deve ancora completare un obbligo che da domani entrerà nella fase dei controlli. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/montagna-piu-sicura-in-piemonte-via-agli-investimenti-per-monitorare-la-neve.html - Categorie: News La Regione Piemonte accelera sul fronte della sicurezza in quota e mette al centro un principio semplice: in montagna la prevenzione passa dai dati. Con questo indirizzo è stata approvata la graduatoria dei contributi destinati alle Commissioni Locali Valanghe, con uno stanziamento complessivo di 236. 380 euro. Le risorse andranno a dieci Unioni Montane, chiamate a rafforzare il controllo del manto nevoso e a ridurre i rischi per residenti, turisti e collegamenti alpini. La prevenzione passa dai dati Il piano punta a cambiare il modo con cui vengono osservati i versanti. Accanto alla valutazione sul campo entrano in scena strumenti capaci di offrire un quadro più preciso della situazione: droni, stazioni meteo-nivometriche automatiche e sistemi di monitoraggio a distanza destinati ai punti più delicati. L’obiettivo è rendere più rapida e affidabile la lettura delle condizioni della neve, così da intervenire con maggiore tempestività nei momenti di criticità. Le risorse arrivano dal Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane, che sostiene un programma costruito per dare ai territori mezzi operativi più avanzati. La linea scelta dalla Regione non riguarda soltanto l’acquisto di nuove apparecchiature, ma una diversa organizzazione del controllo del rischio, con strumenti in grado di fornire indicazioni utili a chi deve decidere. Torino in prima fila sui contributi Tra i beneficiari figurano due realtà del territorio torinese, entrambe destinatarie dei contributi più alti. L’Unione Montana Alta Valle Susa riceverà 25. 000 euro per installare tre nuove stazioni nivometriche automatiche, considerate essenziali per il presidio dei passi e dei collegamenti internazionali. L’Unione Montana Pinerolese avrà invece 24. 350 euro per realizzare un sistema integrato che comprenderà stazioni di rilevamento, pannelli informativi a LED rivolti alla popolazione e formazione dedicata ai piloti di droni. Si tratta di due interventi diversi, ma uniti dalla stessa finalità: aumentare la capacità di lettura del territorio e offrire ai Comuni informazioni più solide nei momenti decisivi. I sindaci avranno margini di scelta più rapidi Il rafforzamento delle Commissioni Locali Valanghe punta, infatti, a fornire ai sindaci elementi più chiari per assumere decisioni su allerte e chiusure stradali. In aree dove la neve può incidere in modo diretto sulla viabilità e sulla vita quotidiana, conoscere prima l’evoluzione del versante significa limitare i pericoli e tutelare le comunità. Il progetto ha anche un valore economico. Una montagna più controllata protegge chi vive nelle valli, ma difende anche le attività legate allo sci e alla stagione invernale, che per molte zone del Piemonte restano una voce centrale. La tecnologia, in questo quadro, diventa uno strumento di sicurezza pubblica e di tenuta del territorio. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/sestriere-stagione-chiusa-con-record-di-multe-sulle-piste-molti-sciatori-senza-casco.html - Categorie: News La chiusura degli impianti sulle vette olimpiche archivia anche mesi di controlli e interventi lungo le piste del comprensorio di Sestriere. Il bilancio tracciato dai Carabinieri restituisce un quadro fitto di irregolarità e mette al centro il rispetto delle norme introdotte per la sicurezza sulla neve. A fine stagione, il dato che emerge con più forza è quello delle 186 contravvenzioni amministrative elevate dalla stazione locale per violazioni accertate durante l’attività quotidiana sulle piste. Il casco assente diventa il dato più pesante Fra tutte le infrazioni rilevate, quella che ha inciso di più riguarda il mancato uso del casco protettivo. I militari hanno contestato 57 sanzioni, un numero che spicca nel bilancio finale e che fotografa l’impatto delle nuove regole entrate a pieno regime nella stagione sciistica 2025/2026. Il riferimento è al Decreto Sport, che ha reso operativo un obbligo destinato a incidere in modo netto sulle abitudini di chi frequenta le piste. Il dato offre una misura precisa di quanto il tema della protezione personale resti ancora aperto. Il casco, che rappresenta uno degli strumenti di sicurezza più immediati, è stato infatti al centro della violazione più ricorrente emersa nel corso dei controlli. Velocità e fuori pista allungano il conto finale Accanto al capitolo legato al casco, i Carabinieri hanno registrato molte altre condotte ritenute pericolose. Le multe per velocità non adeguata o per il mancato rispetto della segnaletica sono state 39, mentre altri 36 sciatori sono stati sanzionati dopo essere stati trovati fuori pista senza l’attrezzatura di sicurezza richiesta. Nel bilancio compare poi un altro elemento rilevante: circa un sesto di coloro che hanno ricevuto la sanzione è risultato senza copertura assicurativa in riferimento alla responsabilità civile, oggi prevista come obbligo di legge. Nel complesso, i numeri raccontano una stagione in cui i controlli hanno toccato diversi aspetti della permanenza sulle piste, dalle protezioni individuali fino alle condotte considerate più rischiose. Oltre mille persone identificate sulle piste L’attività dei Carabinieri non si è fermata alla sola sicurezza sportiva. Durante le operazioni, i militari hanno identificato oltre 1. 000 persone e hanno esteso l’attenzione anche all’ordine pubblico. Alla Prefettura sono stati segnalati 10 giovani trovati in possesso di sostanze stupefacenti per uso personale. A questo si aggiunge il dato relativo a 11 turisti in stato di ebbrezza, sorpresi sulle piste in condizioni tali da mettere a rischio la propria incolumità e quella degli altri presenti. Il bilancio finale, quindi, non descrive soltanto una stagione di controlli sulle regole dello sci, ma restituisce l’immagine di una vigilanza ampia, costruita per intervenire sia sulla sicurezza sia sui comportamenti ritenuti pericolosi. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/vallette-il-mercato-coperto-entra-nel-vivo-a-maggio-i-negozi-saranno-20.html - Categorie: News Alle Vallette il mercato coperto di via Verbene si avvicina a una nuova fase. Il cantiere, avviato per rilanciare uno dei punti commerciali più noti del quartiere, punta alla chiusura entro maggio. L’obiettivo è chiaro: restituire al territorio una struttura più efficiente, meno costosa da gestire e capace di tornare piena di attività. Un mese ancora e il mercato cambia faccia La riqualificazione riguarda un complesso che può arrivare fino a 30 negozi e che negli ultimi anni aveva perso parte della sua forza. I lavori, secondo quanto emerge, rispettano i tempi previsti e accompagnano il mercato verso una ripartenza attesa da residenti e operatori. Il piano principale vale quasi 1,5 milioni di euro. La parte più consistente, pari a 1. 397. 000 euro, è stata destinata al miglioramento dell’involucro edilizio e degli impianti. Nuovi serramenti, isolamento termico, illuminazione aggiornata e climatizzazione più efficiente servono a tagliare consumi ed emissioni, con effetti diretti sulla sostenibilità economica dell’intera struttura. Il vero nodo era il peso delle spese A fare la differenza, più dei lavori visibili, sarà il taglio dei costi per chi lavora all’interno del mercato. La presenza dei pannelli fotovoltaici e gli interventi energetici dovrebbero alleggerire le spese fisse, punto che negli anni scorsi aveva inciso in modo pesante sulla tenuta delle attività. Prima della ristrutturazione, dei 30 esercizi disponibili ne erano rimasti aperti appena 9. Quel ridimensionamento aveva reso sempre più difficile sostenere le uscite comuni. La presidente della cooperativa del mercato, Marisa Sanfilippo, ha spiegato che senza questo intervento la struttura avrebbe rischiato di spegnersi del tutto, perché con così pochi commercianti i costi non erano più gestibili. Nuovi spazi, nuovi arrivi, un quartiere più vivo Il rilancio ha già prodotto i primi segnali. Oggi risultano 15 proprietari per 20 spazi, mentre una parte degli ambienti sarà destinata al Comune e alle associazioni del territorio, così da dare al complesso una funzione più ampia rispetto alla sola vendita. Restano ancora alcuni spazi da assegnare, circa sei, e l’idea è completare il riempimento con un’azione informativa dedicata. Accanto al mercato sono stati sistemati pure i giardini, con pergolati, zone di incontro e una area giochi per bambini. Si lavora pure sul rafforzamento dell’illuminazione, così da favorire sicurezza, passaggio serale e futura apertura di attività legate alla ristorazione. Il mercato, quindi, non si prepara soltanto a riaprire con più negozi: punta a tornare un riferimento quotidiano per il quartiere. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giornata-del-libro-a-beinasco-letture-mercatino-solidale-e-book-crossing.html - Categorie: Eventi Beinasco si prepara a dedicare un intero pomeriggio ai libri, alla lettura e alla condivisione. Giovedì 23 aprile 2026, in piazza Alfieri, la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore porterà in città un programma pensato per pubblici diversi, dalle famiglie ai lettori adulti, con attività distribuite tra le 15:30 e le 19:30. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare il libro in un punto di incontro tra generazioni, esperienze e sensibilità differenti. Al centro dell’appuntamento c’è l’idea di una cultura vissuta fuori dagli spazi abituali, capace di entrare nel cuore della vita cittadina e di creare occasioni di partecipazione aperte a tutti. I libri escono dagli scaffali L’evento promosso dalla Biblioteca Comunale Nino Colombo, insieme ad altre realtà del territorio, costruisce un percorso in cui la lettura assume un valore che supera la dimensione individuale. Il libro diventa così uno strumento di crescita, dialogo e vicinanza tra persone che condividono storie, ricordi e passioni. A rendere più ricco il programma contribuisce anche la presenza di un banco libri curato con la collaborazione di Giunti al Punto. Accanto a questo spazio troverà posto un gruppo di lettura per adulti dedicato al tema “Il libro che mi ha cambiato”, formula che invita i partecipanti a raccontare la propria esperienza attraverso letture ad alta voce e momenti di confronto. Pagine donate che diventano aiuto Tra i momenti più significativi della giornata compare il mercatino solidale del libro, costruito con volumi donati e proposti con offerta libera. L’iniziativa lega la promozione culturale a una finalità concreta: il ricavato verrà destinato agli empori alimentari della Caritas locale. È questo uno dei tratti più forti della manifestazione, perché mette insieme due dimensioni che spesso viaggiano separate. Da una parte c’è il piacere della scoperta tra le pagine, dall’altra l’attenzione verso chi vive una condizione di bisogno. Il risultato è un appuntamento che attribuisce alla cultura una funzione viva, vicina alla comunità e capace di lasciare un segno oltre la durata dell’evento. Un finale con burattini e aperitivo Ampio spazio verrà riservato ai più piccoli. Il programma propone una lettura animata kamishibai bilingue, in italiano e spagnolo, ispirata alla storia di San Giorgio e il drago e pensata per bambini dai 5 ai 10 anni. Dopo questo momento arriverà un laboratorio creativo dedicato a segnalibri e mandala a tema, seguito da un concertino letterario con burattini e musica a cura dell’associazione Art in Fabula. La chiusura è prevista al Marilyn Café, dove l’appuntamento proseguirà con un aperitivo letterario ispirato a grandi nomi come Cervantes, Shakespeare e Garcilaso de la Vega. Durante la giornata verrà inaugurato anche un punto di book-crossing, pensato per favorire lo scambio libero dei libri. Beinasco affida così alla lettura una festa pubblica che tiene insieme socialità, attenzione al territorio e voglia di stare insieme. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/liridi-2026-il-22-aprile-e-la-notte-migliore-per-vedere-le-stelle-cadenti.html - Categorie: Scienza e Tecnologia La sera del 22 aprile 2026 riporterà nei cieli sopra l’Italia uno degli appuntamenti astronomici più noti della primavera. Le Liridi, tra gli sciami meteorici più antichi conosciuti, raggiungeranno il momento di massima attività tra la notte del 22 e l’alba del 23 aprile. Per gli appassionati di osservazione del cielo, così come per chi vuole semplicemente fermarsi a guardare in alto, si aprirà una finestra favorevole per assistere al passaggio di numerose stelle cadenti. Il cielo di aprile torna protagonista Il momento più adatto per seguire il fenomeno cadrà tra la serata del 22 aprile e le prime ore del giorno successivo. Il radiante, cioè il punto da cui le meteore sembreranno partire, comparirà verso Nord-Est intorno alle 20:45, in prossimità della costellazione della Lira. Un riferimento utile sarà Vega, tra le stelle più luminose del cielo, vicina all’area da cui appariranno le scie. Le Liridi si distinguono per rapidità e luminosità. Le meteore potranno superare i 49 chilometri al secondo, con tracce visibili per qualche istante. Nelle condizioni migliori si potranno osservare tra 15 e 20 meteore all’ora, soprattutto poco prima dell’alba, fascia oraria che resta la più favorevole per questo tipo di fenomeni. Una Luna discreta aiuta lo spettacolo A rendere più interessante l’appuntamento sarà anche la situazione della Luna, che si presenterà come una sottile falce crescente. La sua luce inciderà poco sulla visibilità del cielo, con un vantaggio diretto per chi vorrà cercare le scie più deboli. Un cielo più scuro aumenterà quindi le possibilità di seguire il passaggio delle meteore con maggiore nitidezza. Per osservare bene le Liridi non serviranno strumenti particolari. Basterà trovare un luogo lontano dalle luci artificiali, concedere agli occhi il tempo necessario per adattarsi al buio e mantenere lo sguardo su una porzione ampia del cielo. Le scie, infatti, potranno comparire in zone diverse dell’orizzonte e non in un unico punto fisso. Dietro le scie c’è il passaggio della cometa Thatcher All’origine delle Liridi ci sono i frammenti lasciati dalla cometa Thatcher, corpo celeste con un periodo orbitale di circa 415 anni. Quando queste particelle entrano nell’atmosfera terrestre, l’attrito le porta a incendiarsi, creando le tracce luminose visibili da terra. Si tratta di uno sciame osservato da secoli. Le prime testimonianze documentate risalgono infatti a oltre 2. 500 anni fa, in antichi testi cinesi. È questo uno degli aspetti che continua a rendere le Liridi un evento speciale: da una parte il dato astronomico, dall’altra il fascino di un fenomeno che conserva intatta la sua forza visiva. Anche quest’anno, nella notte più attesa, il cielo tornerà così a richiamare sguardi, curiosità e desideri. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/be-comics-be-games-torino-folla-al-lingotto-per-il-debutto-dellevento.html - Categorie: Eventi Il nuovo format Be Comics! Be Games! Torino ha esordito al Lingotto con una risposta immediata del pubblico. La manifestazione dedicata alla cultura pop ha aperto i battenti sotto la Mole con un’affluenza alta fin dalle prime ore, tanto che tra mattina e pomeriggio si sono formate lunghe code davanti agli ingressi. L’evento, nato dalla collaborazione tra GL events Italia e Fandango Club Creators, proseguirà anche domenica 19 aprile. Il debutto che riempie gli spazi La prima giornata ha mostrato fin da subito il peso del nuovo appuntamento torinese. I visitatori hanno raggiunto il quartiere fieristico per assicurarsi un posto tra gli stand e per vivere da vicino un programma costruito attorno ad anime, fumetti e videogiochi. A colpire è stata soprattutto la partecipazione degli appassionati, con tanti cosplayer presenti e una presenza costante lungo l’intera giornata. Il debutto, di fatto, ha confermato l’interesse che ruota attorno a questo tipo di manifestazioni. L’apertura ha avuto un impatto netto già nelle prime ore, con una cornice vivace e un flusso continuo di persone attirate dai contenuti e dagli ospiti distribuiti nei vari spazi della fiera. Torino scelta per crescere ancora Dalle parole degli organizzatori emerge con chiarezza la direzione del progetto. L’amministratore delegato di GL events Italia, Gábor Ganczer, ha spiegato che Be Comics! Be Games! Torino rappresenta la naturale evoluzione di un percorso costruito in dieci anni a Lingotto Fiere. Ha aggiunto che si tratta di un’iniziativa capace di tenere insieme contenuti, organizzazione e ricaduta economica, con l’obiettivo di valorizzare i quartieri fieristici come infrastrutture adatte a ospitare eventi complessi. La scelta di Torino assume quindi un valore preciso. La città entra nel progetto come tappa chiave di una crescita che punta a consolidare il format in contesti in grado di sostenere appuntamenti di ampia portata. Dal Nord-Est al Nord-Ovest Anche l’amministratore delegato di Fandango Club Creators, Marco Moretti, ha rimarcato il peso strategico della città. Nel suo intervento ha indicato Torino come un passaggio importante per lo sviluppo del progetto, dopo il consolidamento ottenuto a Padova. L’obiettivo, ha osservato, è ampliare nel Nord-Ovest la dimensione nazionale di Be Comics! Be Games! , portandolo in una realtà capace di garantire qualità. Il risultato della prima giornata sembra dare forza a questa linea. Le file, la curiosità del pubblico e la partecipazione diffusa restituiscono l’immagine di un esordio solido, con basi già visibili per le prossime edizioni. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/concerti-estivi-a-torino-lippodromo-di-vinovo-entra-nel-circuito-dei-grandi-live.html - Categorie: Eventi Torino e la sua area metropolitana ridisegnano la mappa estiva della musica dal vivo. Dopo l’ingresso dell’Allianz Stadium tra le grandi sedi dei concerti, nel 2026 si affaccia una novità che sposta l’attenzione verso sud: l’Ippodromo di Vinovo entra nel circuito dei live e raccoglie parte dello spazio lasciato libero dal Sonic Park Stupinigi, arrivato al capolinea dopo sette edizioni. Vinovo prende posto nella nuova geografia dei live Il debutto dell’ippodromo come arena per concerti parte con due date già fissate. Il 27 agosto salirà sul palco Francesco Gabbani con il suo Live Tour 2026, mentre il 28 agosto toccherà a Edoardo Bennato con una tappa del tour Quando sarò grande. La scelta segna un cambio netto per l’area sud del Torinese, da anni legata al richiamo di Stupinigi. L’operazione punta ad allargare il profilo della struttura. Alessandro Ferraris, consigliere di HippoGroup Torinese Spa, ha spiegato che l’obiettivo è far conoscere l’ippodromo a un pubblico più ampio, con un respiro che superi i confini locali. Nella stessa direzione va anche l’idea di trasformare un luogo tradizionalmente legato alle corse in un contenitore di esperienze più ampio, aperto a sport, spettacolo e appuntamenti capaci di attirare visitatori diversi. L’ippodromo resta attivo per tutta l’estate La nuova vocazione musicale non cancella il calendario storico della struttura. L’attività ippica andrà avanti nei mercoledì sera di luglio e agosto, accanto a una serie di eventi collaterali. Il programma citato comprende la serata di tango del 1° luglio, Miss Ippodromo il 3 luglio e il raduno di auto storiche Cavalli & Cavalli l’8 luglio. Sullo sfondo resta l’attesa per altri annunci musicali, che potrebbero consolidare il ruolo di Vinovo nel cartellone estivo. Torino allarga i palchi e conferma i festival Il 2026 segna un passaggio largo per tutta la scena torinese. L’Allianz Stadium si prepara ad accogliere i concerti per la prima volta nella sua storia, con nomi come Tiziano Ferro, Ligabue, Max Pezzali, Sfera Ebbasta, Eros Ramazzotti e Modà. Più avanti, per il 2027, sono già comparsi gli annunci di Pinguini Tattici Nucleari e Achille Lauro. Nel resto del territorio i punti fermi restano saldi. A Collegno torna il Flowers Festival, all’undicesima edizione, dal 25 giugno al 17 luglio. A Rivoli si prepara la seconda edizione di Sguardi Live, in programma dal 13 al 19 giugno al Parco G. Salvemini. Tra le certezze figura pure il Kappa FuturFestival, previsto dal 3 al 5 luglio al Parco Dora. Il risultato è un’estate che cambia volto, distribuisce i grandi eventi su più spazi e rafforza il peso dell’area torinese nel calendario dei concerti. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/il-glicine-degli-innamorati-e-di-nuovo-in-fiore-a-peveragno-torna-lo-spettacolo.html - Categorie: News Con la primavera torna a farsi notare uno degli scorci più particolari del Piemonte. A Peveragno, ai piedi della Bisalta, è rifiorito il glicine degli innamorati, una presenza che negli anni ha attirato l’attenzione di coppie, curiosi e appassionati di fotografia. Il motivo sta tutto nella sua forma: il glicine si è intrecciato a un vecchio castagno fino a creare una figura che ricorda un abbraccio, immagine che ha finito per trasformare questo angolo di campagna in un piccolo simbolo di amore e delicatezza. Anche in questa stagione la fioritura ha riportato persone lungo la strada per fermarsi qualche minuto davanti a uno spettacolo semplice, ma capace di colpire subito. I grappoli viola sono tornati a riempire i rami, mentre nell’aria si diffonde un profumo che accompagna la visita e rafforza il fascino di questo luogo. Un albero che richiama gli sguardi Il tratto che rende speciale questo punto di Peveragno è l’unione tra due piante diverse, saldate dal tempo in una forma inattesa. Il castagno fa da sostegno al glicine, che con il passare degli anni lo ha avvolto fino a costruire una struttura naturale dal forte valore simbolico. Da qui nasce il nome con cui è ormai conosciuto, quello di glicine degli innamorati. La scena colpisce per la sua immediatezza. Non serve molto per capire perché questo albero sia diventato una piccola meta stagionale: l’insieme ha qualcosa di spontaneo e diretto, capace di restare impresso a chi passa da queste parti. La forza della forma naturale A rendere ancora più riconoscibile questo luogo c’è la scelta di lasciarlo crescere senza interventi pesanti. L’albero conserva così la propria forma autentica, senza correzioni che ne alterino l’aspetto. È proprio questa libertà a dare valore alla fioritura anno dopo anno. Il risultato è un angolo che conserva un carattere raro. Non c’è artificio, non c’è costruzione scenica: c’è piuttosto una natura che trova da sola il modo di sorprendere, offrendo ogni primavera un’immagine nuova e allo stesso tempo familiare. Quel messaggio che completa la visita Vicino ai rami intrecciati compare anche una frase che accompagna i visitatori e rafforza l’identità del posto. Il senso del messaggio richiama l’idea che la vita vada custodita con attenzione, come si fa con un fiore. È un dettaglio che negli anni si è legato sempre di più a questo scenario. Sui social il glicine degli innamorati continua a circolare con foto e condivisioni, ma il suo effetto più forte resta quello dal vivo. Ogni primavera si ripete così lo stesso rito: qualcuno si ferma, osserva, sorride e porta con sé l’immagine di un albero simbolo d’amore che, anche questa volta, ha saputo incantare. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/spettacolo-nel-cielo-di-torino-il-19-aprile-la-congiunzione-tra-luna-venere-e-pleiadi.html - Categorie: Scienza e Tecnologia A Torino il cielo della sera si prepara a uno degli appuntamenti astronomici più interessanti di questo mese. Domenica 19 aprile 2026, poco dopo il tramonto, anche dal capoluogo piemontese sarà possibile osservare a occhio nudo la congiunzione tra Luna, Venere e Pleiadi, un allineamento che unisce tre protagonisti molto noti del cielo primaverile. La scena sarà visibile per un tempo limitato, ma abbastanza lungo da offrire a curiosi e appassionati una finestra utile per alzare lo sguardo verso ovest. Quando il cielo di Torino cambia volto Il fenomeno prenderà forma subito dopo il tramonto, previsto attorno alle 20:15 a Torino e Milano. In quel momento una sottile falce di Luna si avvicinerà alle Pleiadi, il celebre ammasso stellare spesso chiamato anche “Sette Sorelle”. In alcune fasi dell’evento entrerà in gioco persino un’occultazione, con il nostro satellite che passerà davanti all’ammasso. La scena si svolgerà nella costellazione del Toro, area del cielo facile da riconoscere anche per chi non ha grande familiarità con l’astronomia. A rendere il quadro ancora più chiaro ci sarà Aldebaran, stella brillante che comparirà accanto agli altri riferimenti celesti della serata. Venere completa uno spettacolo visibile per poco A completare l’assetto del 19 aprile ci sarà Venere, collocato più in basso rispetto alla Luna e alle Pleiadi. Il pianeta si distinguerà per la sua forte luminosità, inferiore soltanto a quella della Luna, e contribuirà a rendere l’evento ancora più riconoscibile anche senza strumenti. Secondo le indicazioni riportate dagli esperti dell’Unione Astrofili Italiani, la fase migliore cadrà nei minuti successivi al tramonto. La durata complessiva sarà di circa due ore, con Venere che lascerà per primo il campo visivo, seguito dalla Luna e infine dalle Pleiadi. Binocoli e piccoli telescopi potranno migliorare la visione, ma l’osservazione resterà accessibile anche a chi sceglierà una visione semplice. Due ore utili e una diretta per chi resta a casa La possibilità di vedere bene la congiunzione dipenderà molto dal luogo scelto. Gli esperti consigliano un punto con orizzonte occidentale libero e poca illuminazione artificiale, così da seguire meglio le varie fasi dell’evento. Zone aperte, rurali o costiere risultano le più indicate. Chi non riuscirà a osservare dal vivo potrà seguire anche la diretta streaming del Virtual Telescope Project, con il commento dell’astrofisico Gianluca Masi. Per Torino, dunque, il 19 aprile si annuncia come una serata da segnare: breve, chiara nei tempi e capace di offrire uno spettacolo raro sopra i tetti della città. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/paura-a-moncalieri-autobus-prende-fuoco-vicino-a-piazza-failla.html - Categorie: News A Moncalieri un autobus della linea 67 è stato distrutto da un incendio scoppiato nel pomeriggio del 18 aprile nei pressi di piazza Failla. L’episodio ha richiamato l’attenzione di chi si trovava in zona e ha creato una forte apprensione in strada. In poco tempo il mezzo è stato avvolto dal fuoco, con una colonna di fumo denso visibile anche a distanza. Le prime informazioni indicano che non ci sono stati feriti, ma la scena ha suscitato allarme tra i presenti. Il rogo parte vicino a piazza Failla L’incendio è esploso all’improvviso mentre il bus era in transito. In pochi istanti le fiamme hanno investito il mezzo, che non ha più lasciato margini per contenere i danni. La posizione del veicolo, in un punto frequentato della città, ha reso subito evidente la gravità della situazione. Il fuoco ha attirato sguardi e preoccupazione, mentre il fumo ha cominciato a salire con rapidità sopra la carreggiata. La notizia si è diffusa in pochi minuti proprio per l’impatto visivo del rogo e per il timore che la situazione potesse aggravarsi. Il mezzo, secondo quanto emerso, ha riportato danni ingenti. Fumo alto e persone subito a distanza Chi era nei dintorni si è allontanato per precauzione. La paura principale, in quei momenti, ha riguardato il rischio di possibili esplosioni. Il bus è rimasto al centro di una scena che ha imposto cautela e distanza, mentre la zona ha vissuto minuti di forte tensione. L’immagine del veicolo avvolto dalle fiamme ha inciso soprattutto per la velocità con cui il rogo si è sviluppato. Il fumo visibile anche da lontano ha reso chiaro fin da subito che non si trattava di un principio d’incendio di lieve entità, ma di un episodio serio che richiedeva un intervento immediato. I vigili del fuoco e i punti ancora aperti Sul luogo sono giunti i vigili del fuoco, che hanno spento l'incendio e hanno posto l'area in sicurezza. Il loro intervento ha evitato conseguenze ulteriori e ha consentito di chiudere l’emergenza senza persone ferite. Questo resta, per ora, l’elemento più rilevante emerso nelle prime ore dopo l’accaduto: nessun ferito, nonostante la violenza dell’incendio. Resta invece ancora aperto il capitolo delle cause. Le ragioni che hanno innescato il rogo non sono state chiarite e serviranno accertamenti per capire che cosa abbia portato il bus a prendere fuoco in modo così rapido. Per il momento resta l’immagine di un mezzo della linea 67 distrutto e di una strada fermata dalla paura. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-la-linea-55-cambia-percorso-tutto-il-giorno-per-note-di-primavera.html - Categorie: News A Torino cambia per un giorno la routine di chi usa i mezzi pubblici. Domenica 19 aprile la linea 55 modifica il proprio tragitto per lasciare spazio a “Note di Primavera”, iniziativa commerciale che interessa una parte della città e impone una revisione del servizio per molte ore. La variazione resta attiva dalle 6:30 fino alle 23:30 circa e coinvolge entrambe le direzioni, con un percorso alternativo studiato per evitare l’area toccata dall’evento. La linea 55 cambia rotta per quasi tutta la domenica Per l’intera giornata i bus della 55 non passano nel tratto abituale compreso tra corso Racconigi e corso Rosselli. Al posto del percorso ordinario entra in funzione una deviazione che consente di mantenere il collegamento, pur con un itinerario diverso da quello previsto di solito. La modifica riguarda una fascia oraria molto ampia e interessa chi si sposta verso via Moncalieri e chi invece viaggia in direzione opposta, verso corso Farini. Verso via Moncalieri il bus passa da Rosselli e Sebastopoli Nel senso di marcia verso via Moncalieri (Grugliasco), i mezzi lasciano il tracciato consueto all’altezza di corso Racconigi. Da lì proseguono su corso Rosselli, poi imboccano via Tolmino, attraversano via Gorizia e raggiungono corso Sebastopoli, punto dal quale riprende il percorso normale. Si tratta quindi di una correzione di rotta precisa, pensata per aggirare la zona interessata da Note di Primavera senza interrompere il servizio. Nel senso opposto il tragitto resta quasi speculare Anche verso corso Farini il disegno resta simile. In questo caso i bus partono da corso Sebastopoli, passano in via Gorizia, poi in via Tolmino e su corso Rosselli, fino al rientro su corso Racconigi. L’obiettivo è limitare l’impatto della deviazione sui passeggeri. Durante il percorso alternativo, infatti, vengono effettuate tutte le fermate presenti lungo la tratta sostitutiva. Per chi usa la linea nella giornata di domenica, il consiglio resta quello di controllare con attenzione il punto di salita e gli orari, perché il servizio continua ma con un assetto diverso dal solito. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/nasce-a-torino-il-museo-mario-giansone-con-oltre-250-opere.html - Categorie: Cultura Torino aggiunge un nuovo presidio culturale al proprio panorama artistico con l’apertura del Museo Mario Giansone, spazio dedicato a uno degli autori più interessanti del Novecento italiano. All’interno dell’ex Maglificio Fratelli Bosio, il percorso raccoglie oltre 250 opere e costruisce un racconto che mette insieme arte, memoria e ricerca visiva. Il museo presenta sculture, quadri, incisioni, disegni, xilografie, litografie, stencil e un arazzo, con l’obiettivo di restituire al pubblico la complessità del lavoro di Giansone e il peso che la sua figura ha avuto nella storia artistica torinese. Un museo che riporta Mario Giansone al centro Il nuovo spazio nasce come luogo stabile di valorizzazione dell’opera dell’artista, ma assume anche il ruolo di centro culturale aperto alla città. L’allestimento punta a unire chiarezza espositiva e rigore critico, così da rendere accessibile un patrimonio ricco e articolato. La Fondazione Giansone insiste proprio su questo aspetto: il museo vuole offrire una lettura viva delle opere, capace di far emergere la forza emotiva del loro linguaggio e di riaccendere l’attenzione su un autore che ha lasciato un segno profondo. Nelle parole del presidente Giuseppe Floridia, il nuovo museo serve a testimoniare l’impatto delle creazioni e a favorire una riscoperta piena di un protagonista del secolo scorso. Sette sale per attraversare temi e materie Il percorso si sviluppa in sette sale e segue i grandi nuclei che hanno attraversato la produzione di Giansone. Tra questi compaiono il jazz, letto come ritmo e movimento, la guerra, osservata nella sua durezza, le innovazioni tecnologiche del Novecento, il mondo dei gatti, le figure femminili e la ricerca di una dimensione più interiore. Ogni sezione mette in luce una fase diversa del suo cammino creativo e mostra il passaggio dalla materia alla grafica, dalla pittura alla sintesi finale dell’Opera Omnia. Ne esce il ritratto di un autore capace di muoversi tra tecniche differenti senza perdere coerenza. I temi delle opere di Mario Giansone La produzione di Mario Giansone ruota attorno a cinque grandi temi: guerra, tecnologia, intimismo, musica e trascendenza. In queste direzioni si riconosce la sua identità più netta. Da una parte ci sono battaglie, mezzi militari e deportazioni; dall’altra compaiono aeroporti, automobili, navi, cantieri e macchine, segni di una forte attrazione per il progresso tecnico. Accanto a questo universo si aprono opere dedicate agli affetti, ai baci, alle madri, agli amanti e ai gatti, fino ad arrivare ai lavori che guardano alla spiritualità. La sua materia preferita resta solida e concreta — granito, marmo, legno, bronzo, ferro — ma nei disegni e nelle figure appena accennate affiora una vena più tenera, quasi nascosta, che completa il profilo di un artista distante dalle logiche più opportunistiche del successo. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-si-prepara-alla-grande-corsa-numeri-record-per-mezza-e-dieci-oltre-7-500-partecipanti.html - Categorie: Sport Torino si prepara a una domenica ad alta intensità sportiva con l’undicesima edizione di La Mezza e La Dieci di Torino, appuntamento firmato Base Running che porterà in strada oltre 7. 500 partecipanti. La partenza è fissata per le 8. 30 di domenica 19 aprile da piazza Vittorio Veneto, lo stesso punto scelto pure per l’arrivo, in una cornice che ancora una volta si annuncia centrale per la grande festa cittadina della corsa. Torino si prepara a una domenica da grandi numeri La manifestazione conferma il proprio peso nel calendario sportivo locale e si presenta con cifre molto alte. Il dato più evidente resta quello dei partecipanti, attesi in massa sulle strade del capoluogo per un’edizione che si profila da record. L’evento richiama atleti competitivi, appassionati e storie personali molto forti, capaci di dare alla giornata un profilo che va oltre il semplice risultato agonistico. A rendere riconoscibile questa edizione c’è pure la medaglia ufficiale, pensata come omaggio al Turet, una delle immagini più note di Torino. Un richiamo simbolico che lega la corsa alla città, in una prova che da anni punta a tenere insieme prestazione, partecipazione e identità urbana. I nomi attesi in gara accendono la vigilia Sul piano tecnico, l’attenzione si concentra soprattutto sugli atleti africani. Il nome più osservato è quello del keniano Jacob Kosgei Kipkorir, accreditato di un personale di 1h00’22” nella mezza maratona. Tra gli avversari più solidi figurano il connazionale Simon Dudi Ekidor, con 1h01’23”, e il burundese Jean Marie Vianney Nyiomukiza, vincitore dell’edizione 2025 e al via con un personale di 1h01’45”. Accanto ai favoriti, la gara propone vicende che aggiungono spessore umano alla giornata. Ci sarà Damiano, cinquantenne pronto a correre a un anno dal trapianto di cuore affrontato dopo una miocardite fulminante. Attesa pure per Giuseppe Damato, novantenne che pochi giorni fa a Milano ha firmato il record mondiale di maratona tra gli ultranovantenni e adesso proverà a ripetersi sulla mezza. Il riferimento da battere resta 2h54’40”, tempo stabilito nel 2024 da Antonio Rao alla Roma-Ostia, quando aveva 92 anni. La corsa entra in città e cambia la viabilità L’allestimento dell’area di partenza e arrivo in piazza Vittorio Veneto porta con sé modifiche rilevanti alla circolazione. È previsto il divieto di transito per tutte le categorie di veicoli dalle 4. 30 alle 14 di sabato 18 aprile, o comunque fino al termine delle esigenze organizzative. Le limitazioni principali interessano corso Cairoli, corso Vittorio Emanuele II nel tratto tra corso Massimo d’Azeglio e ponte Umberto I, corso Massimo d’Azeglio, il sottopasso Lanza, corso Dogliotti e corso Unità d’Italia. Stop al traffico pure sui ponti Vittorio Emanuele I, Umberto I e Isabella, con fasce orarie differenti nella mattinata di domenica e ripercussioni dirette sulla mobilità verso il centro. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-blackout-in-centro-e-a-vanchiglia-traffico-e-negozi-in-difficolta.html - Categorie: News Una parte del centro di Torino e l’area di Vanchiglia hanno vissuto una mattinata complicata dopo un blackout partito intorno alle 10. Il guasto ha lasciato senza corrente residenti e attività commerciali, con effetti immediati sulla vita quotidiana del quartiere. Alla base del disservizio c’è stato lo scatto quasi contemporaneo di tre linee di media tensione, episodio che ha mandato in crisi una porzione della rete elettrica cittadina. Il guasto che ha spento due quartieri L’interruzione dell’energia ha colpito una fascia ampia della zona, con negozi e servizi costretti a fermarsi nel pieno della mattinata. In pochi minuti il disagio si è esteso tra strade centrali e isolati di Vanchiglia, dove molte persone si sono ritrovate all’esterno dei punti vendita senza la possibilità di entrare o completare gli acquisti. L’assenza di elettricità ha trasformato un sabato ordinario in una lunga attesa, con attività sospese e serrande di fatto bloccate dal problema tecnico. Le casse si fermano e i negozi si bloccano Tra i casi più evidenti ci sono stati il Conad di via Tarino e l’MD di corso Regina Margherita, rimasti paralizzati per effetto del blocco degli ingressi e delle casse. Per circa due ore i supermercati non hanno potuto proseguire il normale servizio, mentre fuori si sono formate attese e incertezze. Il blackout ha creato difficoltà anche ad altre attività alimentari, dalle gelaterie ai fruttivendoli, fino ai negozi che lavorano con merce fresca. In queste situazioni il tempo pesa subito, perché la catena del freddo diventa un problema concreto e ogni minuto senza corrente può mettere a rischio parte delle scorte. Il rientro alla normalità arriva dopo mezzogiorno I tecnici sono intervenuti subito dopo il guasto e il primo risultato è arrivato nel giro di 45 minuti, quando è stato ripristinato circa il 70% delle utenze coinvolte. Il ritorno completo alla normalità è arrivato poco dopo mezzogiorno, al termine della messa in sicurezza dell’intera rete. Nel frattempo, il problema ha avuto effetti anche sulla circolazione: all’incrocio di corso Regina Margherita con via Montebello e via Borelli il semaforo è rimasto spento fino al ripristino del servizio. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/maggionatura-e-giavino-doppio-appuntamento-a-giaveno-primavera-protagonista.html - Categorie: Eventi Il 10 maggio il centro di Giaveno si prepara ad accogliere una nuova giornata dedicata alla primavera, ai profumi della stagione e alle eccellenze del territorio. La città tornerà a ospitare Maggionatura, appuntamento ormai consolidato nel calendario locale, con vivai, artigiani, hobbisti, produttori di cibo e tante proposte distribuite tra vie e piazze del centro storico. Accanto alla manifestazione principale debutterà anche GiaVino, iniziativa riservata al vino locale, pensata per dare spazio a un altro settore identitario della zona. Una domenica tra fiori e piazze Per l’intera giornata il cuore cittadino sarà occupato da espositori e attività rivolte a pubblici diversi. In piazza Ruffinatti troverà posto la mostra di bonsai curata dall’associazione Bonsai Valsangone Bruino, mentre in viale Regina Elena sarà allestita l’esposizione di trattori d’epoca. In piazza Mautino verranno presentati i lavori delle scuole del territorio dedicati al concorso sulla natura del futuro a Giaveno, mentre in piazza San Lorenzo i bambini potranno partecipare a Pompierilandia. La città proporrà pure caccia al tesoro, escursioni guidate, mulini aperti e piatti a tema nei locali, con un programma pensato per accompagnare i visitatori dal mattino fino alla sera. Il vino locale entra nella festa La novità dell’edizione 2026 sarà GiaVino, evento promosso dall’associazione E020, che affiancherà Maggionatura con degustazioni itineranti, momenti musicali e spazi dedicati ai produttori. Il fulcro sarà piazza Sacro Cuore, dove troveranno posto infopoint, punto token, stand gastronomici, laboratori creativi e dj set. Altri espositori e cantine saranno distribuiti pure in piazza Sant’Antero, piazza Sclopis, piazza Molines e in via XX Settembre davanti al Museo Alessandri. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è valorizzare la tradizione vitivinicola del territorio e rafforzare il richiamo turistico di Giaveno attraverso una proposta che unisce sapori, socialità e identità locale. Mostre, visite e attività per famiglie La giornata non si limiterà al mercato floreale e gastronomico. Il programma comprende la mostra del pittore Alessio Zoni alla Chiesa dei Batù, l’esposizione dei Mandala per la Pace nella sala consiglio e l’apertura del Museo Alessandri con visite guidate. Per i più piccoli è prevista una caccia al tesoro nel parco Teresa Marchini, mentre chi preferisce muoversi all’aperto potrà scegliere l’escursione verso il Giardino botanico Rea oppure la visita accompagnata tra storia e curiosità cittadine. A completare il quadro ci saranno pure i mulini aperti, altra occasione per attraversare Giaveno e scoprire luoghi che raccontano la sua memoria. Il 10 maggio, quindi, la città metterà insieme fiori, territorio e accoglienza dentro un unico cartellone diffuso. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/concerto-di-primavera-2026-a-torino-appuntamento-con-la-musica-il-19-aprile.html - Categorie: Eventi A Torino si avvicina un nuovo appuntamento musicale a ingresso libero. Domenica 19 aprile 2026, alle 17. 30, il Teatro del Collegio San Giuseppe ospiterà il Concerto di Primavera 2026. L’evento rappresenta il terzo passaggio di un percorso artistico che lega formazione e linguaggi sonori, con un incontro costruito attorno al dialogo tra orchestra e coro di giovani interpreti. Un pomeriggio di musica nel cuore di Torino L’appuntamento si terrà in via Andrea Doria 18, in uno spazio che per un pomeriggio diventerà il punto di arrivo di un progetto pensato per valorizzare il talento dei più giovani. Il pubblico potrà accedere con ingresso libero a un concerto che mette al centro la relazione tra la voce e il suono degli archi, dentro una proposta che unisce esecuzione e crescita artistica. L’orario previsto si estende fino alle 19. 30, con un programma che punta su equilibrio e ascolto reciproco. Violoncelli e voci bianche nello stesso racconto Sul palco saliranno la Crescendo Cello Orchestra, fondata e diretta da Paola Torsi, e il Coro La Salle InCanto, due realtà legate da una visione educativa comune. La direzione musicale sarà affidata a Stefano Sargenti per l’orchestra e a Barbara Briano per il coro. Il concerto prende forma dall’incontro tra la sonorità dei violoncelli e quella delle voci bianche, con una costruzione musicale che cerca armonia corale e dialogo tra registri diversi. Il progetto Crescendo Cello Orchestra ha sede a Grugliasco, presso AGAMUS, e continua una fase di crescita che lo ha portato in breve tempo a consolidare la propria identità. Un progetto educativo che guarda già all’estate Il Coro La Salle InCanto è formato da bambini delle scuole lasalliane. Il messaggio “Tutto è connesso” accompagna pure questo appuntamento primaverile e prepara il terreno al successivo Concerto d’Estate, fissato per il 20 giugno 2026, quando protagonista sarà la sola orchestra. Per Torino si tratta quindi di un evento gratuito che mette insieme didattica, musica e apertura alla città. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-il-mercatino-delle-piante-torna-allorto-botanico-il-19-aprile.html - Categorie: Eventi All’Orto Botanico di Torino torna un appuntamento che guarda alla primavera con un taglio concreto e molto vicino agli appassionati del verde. Domenica 19 aprile 2026, tra le 10:00 e le 17:00, gli spazi della struttura ospiteranno una nuova edizione del Mercatino delle Piante, arrivato al suo secondo incontro stagionale. L’iniziativa è affidata ai volontari dell’Associazione Amici dell’Orto Botanico, che seguono l’evento e curano la proposta destinata al pubblico. Una domenica tra serre e varietà botaniche Il mercatino si terrà dentro la serra di moltiplicazione, un ambiente legato alla crescita e alla diffusione delle specie botaniche. Proprio questo spazio dà all’appuntamento un profilo riconoscibile: chi entrerà non troverà una semplice esposizione, ma una selezione di esemplari coltivati con attenzione, presentati in un contesto che richiama il lavoro quotidiano svolto all’interno dell’Orto. L’evento assume così il valore di una piccola vetrina dedicata alla cura delle piante e alla loro conoscenza. Le specie rare al centro del mercatino Tra le varietà che compaiono nelle diverse edizioni figurano Hoya, orchidee, Agave, Aloe e altre specie meno comuni. Si tratta di piante coltivate direttamente dai volontari, poi proposte al pubblico anche attraverso alcune bancarelle sistemate negli spazi adiacenti. Il risultato è una mostra mercato che si muove tra collezionismo botanico, curiosità e desiderio di avvicinarsi a specie che difficilmente compaiono nei circuiti più ordinari. Per gli appassionati del settore, l’interesse nasce proprio da questa selezione; per i visitatori più occasionali, invece, l’attrazione sta nella possibilità di osservare da vicino esemplari particolari in una cornice naturale molto riconoscibile. Quanto costa la visita e dove si svolge L’appuntamento si svolge all’Orto Botanico, in viale Pier Andrea Mattioli 25, accanto al Parco del Valentino. Il costo d’ingresso indicato per l’accesso all’Orto è di 7 euro, con ridotto a 5 euro e gratuità per i possessori dell’Abbonamento Musei. L’evento offre così l’occasione per visitare anche gli spazi riaperti con la stagione primaverile, dentro una giornata che unisce acquisto, osservazione e passeggiata in uno dei luoghi verdi più noti della città. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/nichelino-al-via-la-13esima-festa-del-libro-e-della-lettura-oltre-un-mese-di-appuntamenti.html - Categorie: Eventi Dal 23 aprile al 29 maggio Nichelino rimette il libro al centro della vita culturale cittadina con la 13ª edizione della Festa del Libro e della Lettura, una rassegna diffusa che attraversa biblioteche, spazi civici e luoghi del quartiere. L’apertura è fissata per giovedì 23 aprile alle 18 alla Biblioteca civica Giovanni Arpino di via Azzolina 4. Nel cartellone rientrano anche diversi appuntamenti legati al Salone Internazionale del Libro OFF. Il sindaco Giampiero Tolardo ha descritto l’iniziativa come uno degli eventi culturali più rilevanti per la città, sottolineando la crescita della manifestazione e la sua capacità di portare a Nichelino autrici e autori di rilievo, anche di profilo internazionale. Un debutto che parte dalla memoria La serata inaugurale unirà istituzioni e letteratura civile. Dopo i saluti del sindaco e dell’assessore alle Pari Opportunità Alessandro Azzolina, spazio a Davide Mattiello con il volume dedicato a Piero Gobetti, affiancato dalla presenza di Nino Boeti e di una delegazione dell’ANPI di Nichelino. Il giorno successivo la rassegna si sposterà all’Open Factory, dove Niccolò Zancan presenterà L’ultimo operaio insieme a Salvatore Buglio. Il 27 aprile, all’Informagiovani, arriverà invece Gualtiero Ferrari con la trilogia Zetafobia, proposta che intreccia distopia e satira. Nei primi giorni di maggio il programma toccherà anche il Comitato di Quartiere Kennedy, con Beatrice Salvioni, e tornerà alla biblioteca Arpino con Rita Brescia. Gli incontri che allargano il raggio della festa Il cartellone prova a tenere insieme narrativa, cinema, sport, poesia e temi sociali. Il 5 maggio è prevista la proiezione di Cime tempestose, mentre l’8 maggio l’Open Factory ospiterà Pippo Russo con un incontro del Salone OFF dedicato a Zona franca. Due giorni dopo toccherà a Giuseppe Faranda con un libro sul rapporto tra persone e cani. L’11 maggio la Libreria Il Cammello accoglierà il reading poetico-musicale di Giorgio Cardellino. Nella seconda parte della rassegna arriveranno Emanuele Santi, Maggie Borrelli e soprattutto Manuel Vilas, atteso il 16 maggio alla biblioteca Arpino con Islandia, tra gli ospiti più segnalati dell’intero programma. Il finale tra sport, autori e sala Mattei L’ultima parte della manifestazione manterrà la stessa varietà. Il 17 maggio ci sarà il progetto editoriale Garrincha, il giorno dopo Luca Bianchini presenterà Le ragazze di Tunisi. Il 21 maggio arriveranno Giovanni Tosco e Sandro Bocchio con un libro dedicato a trenta storie sportive al femminile. Il 22 maggio la Sala Mattei ospiterà il Book Jukebox degli Autori, formula che affida al pubblico l’ordine delle presentazioni. Dopo un’altra serata di cinema, il 29 maggio la chiusura sarà affidata a Enrica Tesio con Cose che ti dico mentre dormi. Per informazioni resta attivo il contatto della biblioteca civica. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/villa-romana-di-caselette-visita-guidata-il-26-aprile-un-pomeriggio-tra-storia-e-natura.html - Categorie: Eventi Il 26 aprile la villa romana di Caselette tornerà ad aprirsi al pubblico con un pomeriggio dedicato alla scoperta del sito archeologico e del territorio che lo circonda. L’iniziativa permetterà ai visitatori di entrare negli ambienti del complesso e di osservare da vicino uno dei più importanti insediamenti residenziali extraurbani di epoca romana presenti in Piemonte. Il percorso offrirà così uno sguardo sulla vita in Valle di Susa nel I secolo dopo Cristo, dentro uno spazio che conserva ancora oggi un forte valore storico e culturale. Un salto nell’età romana tra le stanze della villa La giornata sarà costruita attorno alla possibilità di visitare la villa e di ripercorrere, stanza dopo stanza, una parte della presenza romana nel territorio. Il sito di Caselette resta infatti un punto di riferimento per chi vuole conoscere meglio la storia locale e il modo in cui questi complessi venivano vissuti fuori dai grandi centri urbani. L’appuntamento punterà proprio su questo aspetto, con una visita pensata per avvicinare il pubblico al fascino dell’archeologia piemontese e alla dimensione quotidiana dell’antica residenza. Accanto ai reperti c’è un paesaggio raro da osservare Accanto alla parte archeologica, il programma proporrà anche un tour gratuito dell’Area Primavalle accompagnato da un naturalista. L’area, collocata alle pendici del Monte Musinè, viene descritta come uno spazio di grande pregio ambientale, capace di ospitare specie animali e vegetali rare a livello regionale e nazionale. La sua importanza è legata proprio all’elevata biodiversità che caratterizza questa zona, definita come un’oasi xerotermica, dove rientrano anche i Laghi Superiore e Inferiore di Caselette. La visita unirà quindi il racconto del passato con quello del paesaggio naturale, in un itinerario che metterà insieme storia e natura nello stesso pomeriggio. Orari, partenze e rete che sostiene l’iniziativa La villa sarà visitabile dalle 15:30 alle 18:00, con partenze previste alle 15:30, alle 16:30 e alle 17:30 circa. Per l’Area Primavalle, sempre con ritrovo presso la villa romana, le visite si svolgeranno nella stessa fascia oraria, con una prima partenza alle 15:30 e una seconda prevista intorno alle 17:00. L’iniziativa è promossa dall’associazione Ar. c. A. , con il patrocinio del Comune di Almese e la collaborazione di diversi enti e istituzioni. Per informazioni è possibile visitare il sito dell’associazione. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/donazione-organi-chieri-e-moncalieri-rilanciano-la-campagna-i-monumenti-si-illuminano-di-rosso.html - Categorie: News - Tag: Chieri, Moncalieri La donazione di organi e tessuti torna al centro dell’attenzione nel territorio dell’Asl To5 con un fine settimana di iniziative tra Chieri e Moncalieri, pensate per spingere i cittadini verso una decisione più informata. L’appuntamento si lega alla Giornata nazionale per la donazione e il trapianto, fissata per domenica 19 aprile 2026, e punta a rafforzare una cultura della scelta che, nei numeri locali, appare ancora debole. Due città accendono un messaggio visibile Nel weekend del 18 e 19 aprile, i due Comuni hanno scelto di trasformare alcuni monumenti simbolo in un richiamo pubblico al tema della donazione. L’illuminazione in rosso serve a dare forma concreta alla campagna e a portare l’argomento fuori dagli ambulatori e dagli uffici, dentro gli spazi della vita quotidiana. L’idea è semplice: ricordare che esprimere la propria volontà in anticipo evita esitazioni e aiuta a compiere una scelta con maggiore consapevolezza. I numeri che spiegano perché serve ancora insistere Il quadro dell’area Asl To5 mostra margini ampi di crescita. Soltanto il 31% dei cittadini ha espresso un consenso alla donazione, mentre il 17% si è detto contrario. Il dato che pesa di più riguarda chi non ha ancora preso posizione: il 52% non ha dichiarato alcuna volontà. È su questa fascia che si concentra il messaggio della campagna, che prova a spostare il dibattito dalla genericità alla responsabilità personale. Più che convincere in astratto, l’obiettivo è far capire che non scegliere equivale a lasciare aperto un vuoto. La scelta passa anche dalla carta d’identità L’Asl To5 collega la sensibilizzazione a un momento preciso e molto concreto, cioè il rinnovo della carta d’identità. È lì che la decisione può diventare ufficiale, e proprio per questo la campagna chiede ai cittadini di arrivare preparati, con un’opinione maturata prima. Il messaggio è quello di una decisione ponderata, presa dopo essersi informati, senza fretta e senza superficialità. Sullo sfondo resta un dato nazionale che dà peso all’iniziativa: in Italia il sistema dei trapianti appare solido e in crescita, ma il numero delle persone che attendono un organo resta ancora alto. Da qui la scelta di un weekend che unisce informazione, simboli urbani e richiamo civico. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/salute-della-donna-a-rivoli-e-collegno-visite-gratuite-e-incontri-in-programma.html - Categorie: News In occasione della Giornata nazionale della salute della donna del 22 aprile, l’Asl To3 ha previsto una serie di iniziative tra Rivoli e Collegno, inserite nella Open Week promossa da Fondazione Onda ETS. Il progetto punta a rafforzare l’attenzione verso la salute di genere con attività gratuite di carattere clinico, diagnostico e informativo rivolte alla popolazione femminile. Una settimana che mette al centro prevenzione e ascolto Il programma nasce con un obiettivo preciso: offrire alle donne occasioni concrete per avvicinarsi alla prevenzione, ricevere informazioni utili e accedere a servizi senza costi. L’iniziativa si colloca dentro una settimana dedicata alla salute femminile e si muove su due piani distinti, quello delle visite e quello dell’approfondimento pubblico. In questo modo l’Asl To3 prova a unire controlli, divulgazione e confronto su temi che toccano da vicino la vita quotidiana di molte pazienti. A Rivoli un appuntamento dedicato alle cefalee Tra i momenti principali c’è quello previsto all’ospedale di Rivoli, in via Rivalta 29, dove il 24 aprile 2026, dalle 8. 30 alle 13. 30, sarà proposta una prima visita per le cefalee. L’iniziativa si rivolge alle donne maggiorenni che non siano già seguite da altri centri. Le visite si terranno negli ambulatori di Neurologia e sarà necessario prenotare in anticipo, con contatto telefonico oppure via mail. Si tratta quindi di un servizio molto mirato, pensato per intercettare un bisogno specifico e offrire un primo accesso specialistico in un contesto strutturato. A Collegno un incontro sull’epilessia femminile A Collegno il focus sarà invece affidato a una conferenza aperta al pubblico nell’Aula Grande presente in via Martiri XXX Aprile. L’incontro affronta il percorso con cui l'epilessia è stata letta nel tempo, dal peso dello stigma sociale alle acquisizioni più recenti della medicina. L’attenzione si sposterà in particolare su temi delicati come gravidanza, menopausa e contraccezione. Per partecipare non servirà alcuna prenotazione, scelta che rende l’appuntamento facilmente accessibile a chi desidera informarsi. L’iniziativa rientra nel lavoro che Fondazione Onda porta avanti da anni sul terreno della medicina di genere e della cultura della prevenzione, con il coinvolgimento di numerose strutture sanitarie italiane. Per il territorio tra Rivoli e Collegno, questa settimana rappresenta così un’occasione concreta per trovare servizi gratuiti, ascoltare specialisti e avvicinarsi con maggiore consapevolezza ai temi della salute femminile. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-i-numeri-del-bilancio-2025-calano-i-diritti-tv-crescono-gli-incassi-da-stadio.html - Categorie: Sport Il Torino ha reso noto il bilancio 2025 e, tra le voci osservate con più attenzione, emergono tre aree precise: stadio, diritti audiovisivi e sponsorizzazioni. Il quadro che ne esce è piuttosto netto. Da una parte cresce l’apporto delle partite giocate in casa, dall’altra arretrano due fonti molto pesanti nei conti del club, cioè la televisione e gli accordi commerciali. Nel complesso, il documento segna un ritorno al passivo, in controtendenza rispetto al 2024, quando il risultato era stato positivo. Lo stadio spinge i conti granata Nel dettaglio, la voce legata agli incassi delle gare di Serie A e Coppa Italia, indicata come ricavi da gare nazionali, mostra un passo avanti evidente. Nel 2025 il Torino ha registrato 6 milioni e 921 mila euro, contro i 5 milioni e 955 mila euro dell’anno precedente. La crescita sfiora quindi il milione di euro e rappresenta il segnale più favorevole tra quelli messi in evidenza. È il dato che racconta meglio come il contributo dello stadio Olimpico Grande Torino abbia avuto un peso più alto nel bilancio recente della società. La TV resta decisiva ma perde terreno Molto più rilevante, sul piano del volume economico, è la parte relativa ai diritti audiovisivi. Qui il segno è opposto. I proventi collegati agli ascolti televisivi e ai ricavi collettivi passano infatti da 48 milioni e 509 mila euro del 2024 a 41 milioni e 993 mila euro del 2025. Il calo sfiora i sette milioni di euro ed è la flessione più pesante tra quelle segnalate. Pur restando la componente numericamente più forte rispetto alle altre, la TV offre un apporto più basso rispetto all’anno prima e finisce per incidere in modo sensibile sulla fotografia finale del bilancio granata. Sponsor in lieve frenata nel confronto col 2024 Anche la voce delle sponsorizzazioni e dei ricavi pubblicitari si muove verso il basso, anche se con un ridimensionamento molto più contenuto rispetto ai diritti televisivi. Nel 2025 il Torino si ferma a 13 milioni e 962 mila euro, mentre nel 2024 aveva toccato 14 milioni e 181 mila euro. Si tratta quindi di una contrazione limitata, ma comunque presente. Mettendo insieme i tre indicatori principali, il messaggio è chiaro: il club cresce grazie allo stadio, ma registra una frenata sul fronte media e su quello commerciale. Ed è proprio questo equilibrio meno favorevole a spiegare, almeno in parte, il ritorno del bilancio in territorio negativo. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/lavori-a-porta-nuova-alcuni-treni-per-genova-e-ventimiglia-fermano-a-lingotto.html - Categorie: News I lavori in corso a Torino Porta Nuova cambiano per diverse settimane le abitudini di una parte dei pendolari e di chi arriva in città dalla Liguria. Tra sabato 19 aprile e mercoledì 11 giugno 2026 alcuni treni regionali diretti verso il capoluogo piemontese non concluderanno infatti il percorso nella stazione centrale, ma si fermeranno prima, a Torino Lingotto. Le variazioni interessano i collegamenti da e per Genova Brignole e Ventimiglia, in un quadro che resta circoscritto ma che richiede attenzione da parte dei viaggiatori. Porta Nuova resta fuori da alcune corse serali Il cambiamento più netto riguarda il treno RV 2146 in arrivo da Genova Brignole. La corsa, che in condizioni normali raggiunge Torino Porta Nuova alle 23:38, durante il periodo dei lavori terminerà invece il viaggio a Torino Lingotto alle 23:27. Per chi scende abitualmente in centro si tratta di una modifica concreta, perché la fermata a Porta Nuova non verrà effettuata. Il collegamento resterà comunque regolare fino a Lingotto, che diventa così il nuovo capolinea temporaneo per questa corsa. Anche Ventimiglia cambia binario finale Le variazioni toccano pure la linea Ventimiglia-Torino. In questo caso i treni coinvolti sono due: il RV 3145, previsto dal 19 al 24 aprile, e il RV 3165, in servizio dal 25 aprile all’11 giugno. Entrambi partono da Ventimiglia alle 19:28 e, nel periodo interessato dai lavori, arriveranno a Torino Lingotto alle 23:33. Anche per queste corse viene meno l’arrivo a Porta Nuova, con una modifica che si concentra quindi nella fase finale del tragitto e non nel resto del percorso. Un dettaglio da controllare prima di partire Il quadro indicato segnala che i treni coinvolti continueranno a viaggiare senza altre variazioni lungo la linea, fino all’arrivo a Lingotto. Il nodo vero resta quindi l’ultima fermata, che per alcuni passeggeri può cambiare tempi e organizzazione del rientro. Le modifiche risultano già inserite nei sistemi di vendita di Trenitalia, mentre per verifiche più puntuali restano disponibili i canali ufficiali e il personale presente in stazione. L’intervento rientra in un piano più ampio di miglioramento dell’infrastruttura ferroviaria torinese, ma nell’immediato impone un controllo in più a chi è solito considerare Porta Nuova come arrivo finale automatico. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-uomo-minaccia-di-gettarsi-dal-tetto-a-santa-rita-prosegue-lemergenza.html - Categorie: News A Santa Rita la situazione è rimasta bloccata per tutta la notte e anche nella mattinata successiva. L’uomo, quarantenne, si trova sul tetto di un palazzo di via Acciarini 21 e minaccia di lasciarsi cadere. L’allarme è partito nel corso della mattinata, anche se la sua presenza in quota sarebbe stata notata già dalle 7. Sul posto sono arrivati vigili del fuoco, pattuglie di polizia, ambulanze, reparti speciali, negoziatori e mediatori linguistici. Malgrado il passare delle ore, il quadro non ha registrato svolte. Ore di tensione sopra il quartiere L’uomo è rimasto a lungo sul tetto con addosso abiti scuri e con una bottiglia in mano. Per alcune ore si è coperto parzialmente il volto, poi ha lasciato cadere una lettera legata a una corda. Il messaggio sarebbe rivolto all’ex compagna. Intorno allo stabile si è radunato un numero crescente di persone: c’è stato chi ha seguito la scena con apprensione, chi ha commentato da lontano e chi si è fermato per capire cosa stesse accadendo. Intanto il quartiere si è trovato di fatto sospeso, con il timore che ogni movimento potesse aggravare la situazione. Per ragioni di sicurezza sono stati chiusi i tratti vicini tra via Boston e via Ogliaro. Davanti al palazzo si trova anche una scuola elementare. I vigili del fuoco sono entrati nell’istituto per evitare che i bambini assistessero alla scena: gli alunni sono stati spostati lontano dalle finestre e le tapparelle sono state abbassate. Nel frattempo, l’uomo ha chiesto di parlare con il consolato rumeno e sul posto è arrivata la viceconsole. Il contenuto del colloquio non è emerso, ma la linea tenuta dall’uomo è rimasta la stessa: ha fatto capire che si sarebbe lanciato se qualcuno avesse tentato di avvicinarsi. Il precedente del Filadelfia L’allarme è stato letto alla luce di quanto accaduto il 5 agosto, quando lo stesso uomo era salito sulle vele del Filadelfia ed era rimasto lassù per ore. In quella occasione, all’arrivo dell’autoscala, si era lanciato nel vuoto ed era sopravvissuto per circostanze fortuite. Proprio quel precedente ha inciso sulle scelte operative di queste ore. A circa due chilometri da quel luogo, l’uomo ha ripetuto lo stesso gesto e, secondo la valutazione fatta sul posto, un intervento diretto sul tetto avrebbe potuto spingerlo verso l’atto estremo. Per questo i presenti hanno mantenuto un approccio prudente, mentre il quartiere continua ad attendere una soluzione. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/sport/mezza-di-torino-domenica-19-aprile-tutte-le-modifiche-alla-viabilita.html - Categorie: Sport Domenica 19 aprile Torino si prepara ad accogliere La Mezza di Torino, appuntamento sportivo che porterà in città la gara competitiva da 21,097 chilometri insieme alla Dieci di Torino, prova sulla distanza di 10 chilometri. La partenza è fissata alle 8. 30 da piazza Vittorio Veneto, punto da cui prenderà forma una mattinata destinata a incidere in modo netto sulla mobilità urbana. Il percorso della 21 chilometri prevede due giri, con alcune variazioni limitate, mentre la 10 chilometri seguirà un solo anello. Una domenica di corsa nel cuore della città Il tracciato coinvolgerà una parte ampia della zona centrale e dell’asse lungo il Po. I runner passeranno da corso Cairoli, lungo Po Diaz, corso Vittorio Emanuele II, corso Massimo d’Azeglio, sottopasso Lanza, corso Dogliotti e corso Unità d’Italia, con ingresso anche nell’area del parco del Valentino. Dopo il tratto comune, le due gare si divideranno: la 10 chilometri chiuderà il suo percorso tra via Principe Amedeo, via Accademia Albertina e via Po, mentre la mezza maratona affronterà un secondo giro che toccherà ancora diverse direttrici cittadine fino al ritorno in piazza Vittorio Veneto. Dove cambiano traffico e spostamenti L’impatto più evidente riguarderà la viabilità. Il divieto di transito lungo tutto il percorso scatterà dalle 7. 30 alle 13, con estensione a veicoli, biciclette e monopattini. Le principali chiusure interesseranno corso Cairoli, corso Vittorio Emanuele II nel tratto tra corso Massimo d’Azeglio e ponte Umberto I, corso Massimo d’Azeglio in direzione nord, il sottopasso Lanza in entrambe le direzioni, corso Dogliotti e corso Unità d’Italia. Anche alcuni ponti subiranno limitazioni: ponte Vittorio Emanuele I sarà chiuso verso Gran Madre in una prima fascia oraria della mattina, ponte Umberto I resterà chiuso fino alle 11 circa e ponte Isabella sarà interdetto verso il centro città. Resteranno invece percorribili assi come corso Regina Margherita, ponte Regina, ponte Sassi, corso Casale, corso Moncalieri, corso San Maurizio, il lato ovest laterale di corso Cairoli e il sottopasso Lingotto. Soste vietate e trasporti sotto osservazione La giornata porterà con sé restrizioni anche per la sosta, con rimozione forzata in diversi punti del percorso, tra cui piazza Vittorio Veneto, via Po, via Ozanam, via Principe Amedeo, viale Virgilio, piazzale Montalcini e viale Medaglie d’Oro. Il parcheggio sotterraneo di Vittorio Veneto resterà chiuso tra le 7 e le 12. Sono previste inoltre sospensioni per alcune aree taxi e deviazioni sulle linee del trasporto pubblico che attraversano la zona della manifestazione. Nella fascia tra le 7 e le 12, in piazza Vittorio Veneto e nel tratto di via Po tra la via Accademia Albertina e la piazza, entrerà in vigore pure il divieto di vendita per consumo e asporto, oltre che detenzione, in riferimento a bevande e alimenti in contenitori di vetro o metallo. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/tangenziale-nord-auto-si-ribalta-vicino-a-venaria-ferita-una-donna.html - Categorie: News Sulla tangenziale nord di Torino la mattina di sabato 18 aprile si è aperta con un incidente che ha provocato forti rallentamenti in direzione Milano-Aosta. Lo scontro è avvenuto poco prima dello svincolo di Venaria Reale, in un tratto molto trafficato, e ha richiesto l’arrivo dei soccorsi. Coinvolte due auto. A riportare le conseguenze peggiori è stata una Fiat Panda, finita ribaltata fuori dalla carreggiata dopo l’urto. Il quadro ha subito imposto un intervento rapido per assistere le persone coinvolte e mettere in sicurezza l’area interessata dall’impatto. L'auto finisce fuori strada dopo l’urto Le prime informazioni indicano che l’incidente ha coinvolto due vetture. Dopo l’impatto, la Panda ha perso stabilità e si è ribaltata, terminando la propria corsa oltre la sede stradale. Una dinamica che ha reso più delicata la gestione dell’emergenza, sia per le condizioni del mezzo sia per il rischio legato alla posizione finale dell’auto. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure a una donna ferita. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non sarebbero gravi. Un elemento importante dentro un episodio che, per modalità e violenza dello schianto, avrebbe potuto avere un bilancio molto più pesante. Vigili del fuoco e polizia al lavoro A supporto dei soccorsi sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento Torino Centrale. Il loro compito si è concentrato sulla messa in sicurezza dei veicoli e dell’intero scenario, reso più complesso dal ribaltamento della Panda e dalla sua uscita dalla carreggiata. Gli accertamenti sulla dinamica sono stati affidati alla polizia stradale di Torino-Settimo, che dovrà chiarire con precisione la sequenza dell’impatto e le responsabilità. Nel frattempo la priorità è rimasta quella di gestire l’emergenza senza ulteriori rischi per chi transitava nel tratto interessato. Corsia chiusa e traffico rallentato verso Venaria L’incidente ha avuto effetti immediati anche sulla viabilità. Per consentire le operazioni di soccorso e il recupero del veicolo ribaltato è stata chiusa la corsia di destra, con rallentamenti nel tratto della tangenziale nord coinvolto. Gli ausiliari Itp hanno gestito il traffico per ridurre i disagi agli automobilisti in transito verso Venaria Reale. Il dato più rilevante resta quello sanitario: nonostante l’impatto e l’immagine dell'auto fuori strada, il bilancio non risulta grave. La viabilità è stata avviata verso il ripristino, mentre i rilievi sono proseguiti per ricostruire nel dettaglio l’accaduto. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-savona-lavori-sulla6-scattano-deviazioni-e-stop-notturni.html - Categorie: News La A6 Torino-Savona entra in una fase delicata per chi deve spostarsi tra Piemonte e Liguria nelle ore serali. Tra il 17 e il 25 aprile è infatti previsto un pacchetto di interventi di manutenzione che comporterà diverse chiusure notturne, uscite obbligatorie e deviazioni sulla rete ordinaria. Il tratto interessato è quello più vicino al confine tra le due regioni, con un calendario che coinvolge più segmenti ed entrambe le direzioni di marcia. Notti difficili tra Savona e Altare Il blocco più pesante riguarda il tratto tra Savona e Altare, dove le interruzioni si concentrano in più serate consecutive. La prima finestra è prevista tra il 20 e il 21 aprile, dalle 21:00 alle 5:00. Poi seguiranno altre quattro notti di stop, dal 21 al 25 aprile, sempre con chiusura serale e riapertura al mattino, nella fascia 22:00-6:00. In quelle ore gli automobilisti dovranno lasciare l’autostrada, proseguire sulla viabilità ordinaria e rientrare poi al casello di Altare. È questo il passaggio che rischia di pesare di più sui tempi di percorrenza. In direzione Savona cambiano i percorsi Il piano dei lavori prevede altri stop anche per chi viaggia verso Savona. Il primo riguarda la tratta Ceva-Millesimo, chiusa tra il 17 e il 18 aprile dalle 22:00 alle 6:00. A questa interruzione si aggiungono due ulteriori chiusure tra Altare e Savona: la notte tra il 20 e il 21 aprile, dalle 21:00 alle 5:00, e quella tra il 21 e il 22 aprile, dalle 22:00 alle 6:00. Anche in questo caso il traffico verrà deviato fuori dall’autostrada e indirizzato lungo i percorsi ordinari, con rientro nei caselli indicati lungo la tratta. Viaggi da ripensare fino al 25 aprile Il quadro che emerge è quello di una settimana complessa per chi usa la Torino-Savona in fascia notturna. Gli interventi vengono presentati come necessari per la manutenzione dell’infrastruttura, ma il prezzo da pagare sarà una circolazione più lenta e meno lineare, soprattutto nelle serate di maggiore spostamento. Per chi ha in programma un viaggio in quei giorni, la scelta più prudente resta quella di verificare in anticipo gli orari delle chiusure e valutare alternative, perché le deviazioni sulla rete ordinaria possono allungare in modo sensibile il tragitto. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/news/corteo-pro-gaza-a-torino-scattano-le-misure-divieti-e-centro-blindato.html - Categorie: News Torino si prepara a un pomeriggio ad alta attenzione per il corteo promosso dal coordinamento “Torino per Gaza”, annunciato per oggi, venerdì 18 aprile, con partenza alle 16 da piazza Statuto e arrivo nel quartiere Vanchiglia dopo il passaggio nel centro storico. In vista della manifestazione, la Prefettura ha predisposto un pacchetto di misure restrittive con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza pubblica e contenere il rischio di episodi di tensione lungo il percorso. Un percorso sorvegliato da vicino La manifestazione attraverserà una parte centrale della città, con un itinerario che da piazza Statuto porterà i partecipanti verso Vanchiglia. La decisione di blindare l’area nasce, come viene spiegato, dai precedenti legati a cortei e momenti di protesta, elemento che ha spinto la Prefettura ad adottare due ordinanze ispirate anche alle nuove disposizioni contenute nel decreto sicurezza. Il quadro predisposto punta a garantire lo svolgimento del corteo in forma pacifica, isolando sul nascere la possibile presenza di gruppi violenti. Le regole scattano prima della partenza La prima ordinanza riguarda la vendita per asporto e il possesso di bevande in contenitori considerati potenzialmente pericolosi. Dalle 14 il divieto interessa l’area compresa tra piazza Statuto, via Cernaia, via Pietro Micca e piazza Vittorio Veneto. Dalle 16 le limitazioni si estenderanno poi alle strade di Vanchiglia. La misura coinvolge bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori che possano trasformarsi in oggetti contundenti. La seconda ordinanza colpisce invece tutto ciò che può impedire l’identificazione delle persone presenti. Sarà vietato portare caschi, passamontagna, mascherine e materiali adatti a coprire il volto. Nello stesso provvedimento rientra anche il divieto di possedere fumogeni ed esplosivi. La finalità dichiarata resta quella di proteggere il diritto a manifestare senza lasciare spazio a infiltrazioni o degenerazioni. Dietro il corteo c’è una protesta più ampia Gli organizzatori collegano la mobilitazione torinese al conflitto in Medio Oriente, ma nel loro messaggio entrano con forza pure i temi sociali ed economici. Nel comunicato diffuso dal coordinamento, la crisi internazionale viene affiancata al peso del carovita, ai rincari del carburante, agli affitti giudicati insostenibili e alle difficoltà della sanità pubblica. Da qui nasce la richiesta rivolta all’esecutivo italiano: interrompere il sostegno a Stati Uniti e Israele, fermare la vendita di armi e impedire l’uso delle basi militari presenti sul territorio nazionale. Il corteo di oggi vuole trasformare questo dissenso in una presenza visibile nelle strade. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/caro-energia-in-piemonte-oltre-unimpresa-su-quattro-pensa-allo-stop-parziale.html - Categorie: Economia La nuova fiammata dei costi energetici riporta in primo piano le difficoltà del sistema produttivo piemontese. A lanciare l’allarme è Confartigianato Piemonte, che collega l’ultima impennata dei prezzi alla guerra in Medio Oriente e agli effetti che il conflitto sta producendo sull’economia reale. Secondo il presidente Giorgio Felici, nel giro di due mesi il gas ha registrato un aumento del 48%, l’energia elettrica del 25% e il gasolio del 20%, con un impatto molto pesante sui bilanci delle imprese, specie in quei comparti dove il carburante assorbe una quota rilevante dei costi. Un conto che diventa sempre più pesante Il quadro descritto dall’associazione riguarda una parte ampia del tessuto economico regionale. Le maggiori difficoltà investono le attività ad alto consumo energetico, come vetro e ceramica, ma il problema si allarga pure a metalmeccanica, moda, legno-arredo e agroalimentare artigiano. A rendere il contesto ancora più complicato c’è la crisi nello stretto di Ormuz, che sta rallentando collegamenti commerciali considerati strategici verso mercati come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, indicati come destinazioni che valgono 8,6 miliardi di euro per l’export delle piccole imprese. Fermarsi, per molte aziende, appare l’unica via Il peso economico della nuova emergenza si traduce in numeri molto netti. In base agli ultimi dati, il Piemonte dovrebbe affrontare nel 2026 un aggravio complessivo di 1,3 miliardi di euro legato al caro energia. Di questa cifra, circa 879 milioni ricadrebbero direttamente sulle imprese piemontesi tra rincari di luce e gas. In questo scenario, l’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Piemonte segnala che il 27,3% delle aziende artigiane sta prendendo in considerazione una sospensione parziale dell’attività. Per molte realtà, con margini ormai ridotti al minimo o finiti in rosso, produrre rischia di trasformarsi in una perdita certa. Dal Piemonte una richiesta urgente al Governo Felici chiede un intervento rapido e fuori dall’ordinario. La linea indicata da Confartigianato punta su misure mirate contro i rincari, sul sostegno al credito e sul ritorno di strumenti straordinari simili a quelli usati durante l’emergenza Covid, così da aiutare le imprese a rinegoziare i prestiti e ad accedere a finanziamenti agevolati. Il presidente lega la fase attuale a un doppio squilibrio: da una parte l’aumento dei costi, dall’altra il rallentamento della domanda. Da qui l’invito a introdurre meccanismi di compensazione per le piccole e medie imprese e a rafforzare la liquidità, per evitare ricadute più ampie su produzione e occupazione. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/qualita-della-ricerca-unito-e-politecnico-promossi-da-anvur-tra-i-migliori-atenei-italiani.html - Categorie: Scienza e Tecnologia L’esito della Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024 consegna a Torino un quadro molto favorevole. Università di Torino e Politecnico escono dalla lettura dei dati Anvur con un profilo solido, legato alla qualità scientifica, alla produttività e alla capacità di trasferire risultati e competenze fuori dagli atenei. Nel sistema nazionale, che ha coinvolto 132 istituzioni, i due poli torinesi confermano un ruolo di primo piano e rafforzano il peso della città nella geografia universitaria italiana. Unito resta tra i nomi forti della ricerca italiana Per Unito il dato più evidente riguarda il posizionamento tra i grandi atenei pubblici. L’università ha conferito 5. 978 prodotti della ricerca e si colloca al terzo posto tra i sei grandi atenei italiani, oltre al sesto posto tra i 60 atenei statali. Il quadro premia la tenuta complessiva dell’ateneo e mette in luce una linea precisa sul reclutamento e sulla crescita dei giovani studiosi: l’indicatore che confronta la qualità della ricerca del personale neoassunto e neopromosso con quello già in servizio risulta superiore a uno, segnale di una selezione orientata verso profili forti. Dottorati e territorio spingono il risultato torinese Un altro elemento rilevante riguarda la formazione alla ricerca. L’ateneo registra un indicatore sopra la media nazionale per quanto riguarda i dottori di ricerca e ottiene ancora il terzo posto tra i grandi atenei. A pesare è anche il contributo offerto alla società e al territorio: nei casi studio dedicati alla valorizzazione delle conoscenze, Unito partecipa con 24 casi e sale fino al sesto posto considerando pure il fattore dimensionale. La rettrice Cristina Prandi ha letto questi risultati come la conferma del valore del lavoro svolto dalla comunità accademica e di una strategia costruita sulla qualità, sul ricambio generazionale e sulla capacità di produrre effetti concreti fuori dalle aule. Anvur pubblicherà il rapporto completo il 28 maggio 2026, mentre il giorno successivo arriveranno gli esiti dettagliati destinati ai ricercatori. Il Politecnico svetta nella valorizzazione delle conoscenze Il Politecnico di Torino si distingue soprattutto sul terreno della valorizzazione delle conoscenze, area che nella VQR misura la ricaduta economica, sociale, culturale e ambientale dell’attività universitaria. In questo ambito l’ateneo raggiunge il miglior valore in Italia, a pari merito con IUAV, e conferma per la seconda volta il vertice del sistema universitario. Il Poli ha presentato 12 casi studio, tra cui Biennale Tecnologia, distribuiti nei cinque ambiti previsti dalla valutazione: trasferimento tecnologico, beni pubblici, public engagement, salute e scienze della vita, sostenibilità ambientale, inclusione e contrasto alle disuguaglianze. Il rettore Stefano Corgnati ha collegato questo riconoscimento alla missione dell’ateneo, che punta a rendere l’innovazione accessibile e utile per imprese, territori e pubblico. - Published: 2026-04-18 - Modified: 2026-04-18 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/carmagnola-si-riempie-di-colori-torna-peonie-in-fiore-con-oltre-4-000-piante.html - Categorie: Eventi Carmagnola si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti floreali più riconoscibili della primavera. Il 16 e 17 maggio tornano infatti le giornate di “Peonie in Fiore”, evento che ogni anno richiama appassionati, curiosi e visitatori da varie zone del territorio. La manifestazione si terrà ai Vivai delle Commande, nella frazione Tuninetti, dove il parco si trasformerà per due giorni in un grande spazio dedicato alla fioritura. L’accesso sarà gratuito e consentirà di entrare in contatto con un patrimonio botanico che, anche in questa edizione, punta a lasciare il segno. Due giorni tra colori e grandi fioriture Al centro dell’appuntamento ci saranno oltre 4. 000 peonie, distribuite in un contesto naturale che farà da cornice all’intera manifestazione. L’evento conferma così il suo richiamo stagionale e rilancia una formula che negli anni ha consolidato il proprio pubblico. I visitatori potranno entrare in un’area ampia e immersa nel verde, dove la fioritura diventerà il vero elemento protagonista. A pochi chilometri da Torino, Carmagnola offrirà quindi una proposta capace di unire tempo libero, natura e osservazione delle varietà presenti nel parco. Sette ettari e 200 varietà da osservare Giunta alla tredicesima edizione, la manifestazione si svolgerà in uno spazio di circa sette ettari, arricchito da laghetti e zone verdi. All’interno del percorso sarà possibile muoversi tra diverse collezioni botaniche e osservare circa 200 varietà di peonie tra erbacee, arbustive e intersezionali. Una parte rilevante dell’attenzione sarà riservata agli ibridi Itoh, apprezzati per la loro capacità di riunire caratteristiche di specie differenti. Accanto a questi esemplari troveranno spazio pure alcune novità stagionali, tra cui la Coral Fay e la Court Jester, indicate come elementi di interesse della nuova edizione. Acquisti e sostegno alla Fondazione Paideia Nel corso delle due giornate sarà possibile acquistare piante in vaso oppure prenotare esemplari a radice nuda per l’autunno. L’iniziativa manterrà così una dimensione espositiva, ma offrirà pure una possibilità concreta per chi desidera portare a casa parte della collezione vista durante la visita. L’area parcheggio sarà affidata ai volontari della Fondazione Paideia, ai quali potranno andare eventuali offerte. L’appuntamento si presenterà quindi come un’occasione per vivere da vicino la stagione delle fioriture, tra varietà botaniche, profumi e un contesto naturale che per due giorni diventerà il cuore dell’evento. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-milano-e-genova-per-le-olimpiadi-si-di-coldiretti-ma-con-zero-consumo-di-suolo.html - Categorie: Sport La posizione di Coldiretti Torino sulla possibile candidatura olimpica del Nord Ovest è favorevole, ma accompagnata da una richiesta netta. L’associazione agricola apre all’ipotesi di Giochi estivi tra 2036 e 2040 con il coinvolgimento di Torino, Genova e Milano, a patto che il progetto non si traduca in nuovo consumo di suolo e mantenga al centro la sostenibilità ambientale. Il punto, per l’organizzazione, riguarda soprattutto l’impatto delle strutture necessarie a un evento di questa portata. Un sì che passa dai terreni da proteggere Il sostegno di Coldiretti non arriva in modo automatico. L’associazione chiarisce che le Olimpiadi estive richiederebbero impianti nuovi, una differenza evidente rispetto ai Giochi invernali del 2006, che avevano potuto sfruttare strutture già presenti. Per questo motivo il via libera viene legato a una condizione precisa: nel dossier dovrà trovare spazio la tutela dei terreni agricoli. L’idea è quella di accompagnare l’eventuale candidatura con un’impostazione attenta all’equilibrio del territorio, senza sacrificare aree produttive e spazi aperti per nuove opere. L’agricoltura locale vuole entrare nel progetto Accanto al nodo ambientale, Coldiretti prova a collocare il mondo agricolo dentro la prospettiva olimpica. L’associazione immagina infatti un dossier parallelo capace di valorizzare le produzioni locali, l’innovazione del comparto e la rete degli agriturismi. In questa visione il territorio non sarebbe semplice cornice dell’evento, ma parte integrante del racconto rivolto a ospiti, giornalisti e tifosi. L’accoglienza diffusa nelle campagne e nelle aree rurali verrebbe presentata come una risorsa concreta, utile a mostrare un volto più ampio del Piemonte e del Nord Ovest. Il modello resta quello di Torino 2006 Nel ragionamento di Coldiretti ritorna con forza il precedente delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, considerate un esempio positivo per la promozione agroalimentare. L’obiettivo dichiarato è riprendere quello slancio e rafforzarlo, trasformando la candidatura in una leva per sostenere promozione, innovazione e valorizzazione del comparto. L’associazione fa capire di voler partecipare da protagonista a questo percorso, con un ruolo operativo e non simbolico. Il messaggio, in sintesi, è definito: sì ai Giochi, ma dentro un progetto capace di contenere l’impatto urbanistico e di restituire visibilità alle filiere agricole del territorio. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torre-pellice-al-museo-valdese-un-viaggio-musicale-tra-i-secoli.html - Categorie: Eventi Il Museo Valdese di Torre Pellice propone un pomeriggio che cambia il modo di vivere gli spazi espositivi. Domenica 19 aprile, nella sede di via Beckwith 3, il pubblico potrà seguire “Museo in concerto con voci narranti”, iniziativa realizzata con il Civico Istituto Musicale A. Corelli di Pinerolo. L’appuntamento punta su una formula precisa: attraversare le sale, ascoltare una breve introduzione storica e poi entrare nell’atmosfera di ogni epoca attraverso le melodie eseguite da docenti e allievi. Un museo che cambia passo L’idea alla base dell’evento è semplice e, proprio per questo, efficace. I visitatori verranno suddivisi in gruppi e seguiranno un percorso a tappe dentro il museo. In ogni punto del tragitto ci sarà un racconto sul luogo e sul periodo storico di riferimento; subito dopo arriverà la musica, scelta per accompagnare quel preciso tratto del percorso. Il risultato sarà una visita che prova a dare corpo al passato con un linguaggio diverso da quello abituale, meno fermo davanti agli oggetti e più vicino al ritmo del tempo storico. Le epoche entrano in sala Il format, già sperimentato in precedenza, torna con artisti e repertori nuovi. Il direttore della Fondazione Centro culturale valdese, Davide Rosso, ha spiegato che il pubblico passerà da un’epoca all’altra attraverso brani capaci di richiamare il Cinquecento, l’Ottocento o il Novecento. In questo modo la visita assume il carattere di un’esperienza immersiva, dove la componente sonora aiuta a leggere il contesto storico. Non si tratta quindi di un semplice accompagnamento musicale, ma di una chiave utile per dare profondità al racconto e offrire una percezione più viva del museo. Quando l’ascolto torna al centro Il senso dell’iniziativa sta proprio qui: riportare attenzione su ascolto e sensibilità, due dimensioni che spesso restano in secondo piano rispetto all’impatto visivo. Rosso ha sottolineato che oggi si tende a dare maggiore peso alle immagini; questo percorso, invece, invita a riscoprire ciò che passa dall’orecchio e dal sentimento. Per partecipare è richiesta la prenotazione via mail a bookshop@fondazionevaldese. org. L’evento prevede due turni, alle 15 e alle 16. Il biglietto intero costa 7 euro, il ridotto over 65 5 euro, mentre per gli under 18 e i possessori dell’Abbonamento Museo l’ingresso è gratuito; a ciascun biglietto si aggiungono 5 euro per il concerto. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/belle-epoque-a-venaria-domenica-torna-il-mercatino-storico.html - Categorie: Eventi A Venaria Reale torna uno degli appuntamenti più attesi della primavera locale. Domenica 19 aprile viale Buridani ospita una nuova edizione del mercatino Belle Epoque, manifestazione che nel tempo si è ritagliata uno spazio stabile tra gli eventi più seguiti del territorio. Lo scenario resta quello abituale: una lunga sequenza di banchi dedicati ad antiquariato, collezionismo e oggetti dal valore storico o affettivo, in un contesto che richiama residenti, curiosi e appassionati. Per la città si tratta di un ritorno che ha ormai il peso della tradizione, visto che il mercato è regolamentato dal 2002 e continua a occupare un posto preciso nel calendario mensile. Tra i banchi affiorano carte, stampe e memorie dimenticate Il tratto distintivo del mercatino sta nella selezione dei pezzi esposti. Il regolamento impone criteri netti: gli operatori devono proporre oggetti con almeno 50 anni di vita, articoli rari oppure materiali di interesse numismatico e filatelico. Tra le proposte possono comparire manoscritti, autografi, documenti storici, incisioni e stampe antiche, cioè materiali che conservano una precisa impronta del passato e che rientrano nelle forme di tutela previste per i beni culturali. Il visitatore trova così un percorso fatto di dettagli, piccole scoperte e testimonianze che raccontano epoche diverse senza uscire dal centro cittadino. L’identità di Belle Epoque passa anche dalle esclusioni. Il mercato accetta oggetti usati con un evidente pregio estetico e quelle curiosità che spesso attirano chi cerca un acquisto insolito, mentre vieta la vendita di articoli preziosi in oro, prodotti di fabbricazione recente e imitazioni moderne. Resta prevista una sola apertura, legata ai prodotti destinati al restauro di mobili e legni antichi. Questa impostazione serve a mantenere omogenea l’offerta e ad evitare che il mercatino perda la sua natura originaria, costruita su autenticità, selezione e coerenza con il tema dell’evento. Oltre cento spazi per un appuntamento che parla alla città La struttura organizzativa conferma la dimensione rilevante della manifestazione. Gli spazi disponibili sono 103: 50 postazioni fisse, 50 autorizzazioni temporanee e 3 posti speciali riservati dal Comune. Questi ultimi possono accogliere ospiti d’onore, scuole, associazioni di volontariato o enti benefici interessati a proporre beni di proprietà e iniziative con finalità sociali. Belle Epoque, quindi, resta un evento utile per i collezionisti in cerca di occasioni particolari, ma si presenta pure come una passeggiata tra oggetti, storie e frammenti di memoria a pochi passi dalla Reggia di Venaria. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/le-luci-dartista-torinesi-verso-il-canada-nasce-lidea-dello-scambio.html - Categorie: News Le Luci d’Artista di Torino entrano in un progetto che supera i confini cittadini e guarda al Canada. Nel corso della missione istituzionale piemontese tra Montréal e Toronto, la vicesindaca torinese Michela Favaro e l’assessore regionale Andrea Tronzano hanno incontrato la vicesindaca della città canadese, Effie Giannou, per aprire un confronto su rapporti futuri tra i due territori. Al centro del colloquio è emersa l’idea di uno scambio culturale che potrebbe portare una delle opere luminose torinesi oltreoceano. Un ponte che parte da Montréal L’incontro si è inserito nel programma della delegazione arrivata in Canada con il sostegno di vari enti amministrativi e soggetti del mondo della ricerca e dell’innovazione. L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire un legame stabile tra Montréal e Torino e, su un piano più ampio, tra Québec e Piemonte. Nel dialogo tra le due amministrazioni hanno trovato spazio i rapporti economici, le occasioni per le imprese e il tema dell’attrattività del territorio. Torino e il Piemonte vengono indicati come destinazioni già apprezzate dal pubblico nordamericano, e la missione ha avuto anche il compito di rafforzare il flusso canadese verso il territorio piemontese. In questo quadro, il turismo si lega alla promozione degli investimenti e alla visibilità internazionale della città, con l’idea di dare continuità a un asse istituzionale che possa produrre effetti concreti nei prossimi mesi. Le luci come segno di amicizia Il passaggio più simbolico riguarda la cultura. Montréal ospita Montréal en lumière, rassegna dedicata alle luci e agli spettacoli luminosi, mentre Torino da anni identifica una parte della sua immagine con Luci d’Artista. Da qui nasce la proposta di uno scambio di opere, letta come un possibile gesto di amicizia tra le due città e come base per nuovi rapporti artistici. La visita si è chiusa con la firma sul Libro d’Oro della Città, riservato agli ospiti illustri del Municipio. Favaro ha spiegato che l’incontro ha aperto rapporti da coltivare sul piano imprenditoriale e turistico, e ha indicato nell’arte uno strumento utile per la conoscenza reciproca. Tronzano ha aggiunto che la sinergia culturale proposta ruota attorno a un simbolo ormai forte per Torino. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/al-museo-del-cinema-di-torino-una-rassegna-dedicata-a-kamal-aljafari.html - Categorie: Eventi Dal 22 al 25 aprile 2026 il Museo Nazionale del Cinema propone al Cinema Massimo una retrospettiva completa dedicata a Kamal Aljafari, regista e artista visivo tra le figure più riconoscibili del cinema contemporaneo. Il programma non si limita alle proiezioni: giovedì 23 aprile, alle 18, è prevista una masterclass aperta al pubblico, pensata come momento di confronto sui temi e sui metodi che attraversano la sua opera. L’iniziativa porta a Torino un autore che ha costruito nel tempo una ricerca personale, legata al rapporto fra memoria, identità e immagine. Un cinema che rimette al centro ciò che manca Nel lavoro di Aljafari tornano spesso materiali d’archivio, frammenti filmici già esistenti e immagini recuperate, poi rielaborate per interrogare il modo in cui il Medio Oriente è stato raccontato nel cinema e nei media. Il direttore del Museo Nazionale del Cinema, Carlo Chatrian, ha descritto questo percorso come un affresco personale e necessario, in cui il presente si intreccia con la memoria. L’idea di fondo è chiara: davanti ai suoi film lo spettatore entra in un territorio segnato da assenze e tracce da ricomporre. Jaffa, Ramla e il filo di una ricerca coerente Kamal Aljafari è nato a Ramla nel 1972. Ha sviluppato un linguaggio a metà tra saggio, documentario e pratica artistica. Una parte decisiva della sua filmografia ruota attorno a Jaffa, alla base della sua ricerca. Tra i titoli più rappresentativi compaiono The Roof, Port of Memory, Recollection e An Unusual Summer, opere presentate e premiate in festival e istituzioni internazionali. In questo percorso rientrano pure le installazioni video, che hanno rafforzato il dialogo tra arti visive e cinema all’interno del suo lavoro. Quattro giorni di proiezioni al Cinema Massimo La retrospettiva torinese mette in fila corti, mediometraggi e lungometraggi. Mercoledì 22 aprile si parte con Visit Iraq, The Roof, Balconies, Port of Memory e Recollection. Il 23 aprile spazio a It’s a Long Way from Amphioxus, An Unusual Summer, PARADISO, XXXI, 108 e With Hasan in Gaza, oltre alla masterclass. Il 24 aprile tornano in sala alcuni lavori già presenti nei giorni precedenti e trova posto A Fidai Film. Sabato 25 aprile il programma propone nuove repliche, insieme a UNDR. Ne esce un ritratto esteso, utile per seguire da vicino un autore che usa il cinema come strumento di memoria e di ricostruzione. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/economia/la-regione-piemonte-investe-sul-cinema-bando-da-7-milioni-per-il-comparto.html - Categorie: Economia La Regione Piemonte rilancia il proprio peso nel comparto audiovisivo con l’apertura del Piemonte Film Tv Fund 2026, misura che mette sul tavolo 7 milioni di euro per le imprese del cinema, della televisione e del digitale. L’iniziativa parte il 17 aprile e punta a dare nuova forza a una filiera che, per il territorio, ha un valore economico rilevante e una capacità diretta di creare lavoro, investimenti e movimento per molte attività collegate. Un fondo che punta a far crescere il settore Il bando rientra nel Programma Regionale FESR 2021-2027 e si presenta come uno degli strumenti principali scelti dalla Regione per sostenere competitività e occupazione. L’obiettivo dichiarato è chiaro: aiutare le imprese della produzione cinematografica, televisiva e digitale, favorire l’arrivo di nuove realtà in Piemonte e dare più solidità a quelle già presenti. In questo quadro, il cinema viene trattato come un settore produttivo capace di portare sviluppo e di allargare l’impatto economico ben oltre i set. Due finestre e aiuti legati alle spese sul territorio I contributi saranno concessi a fondo perduto e verranno calcolati sulle spese effettuate in Piemonte. La scelta ha una logica precisa: spingere le produzioni a investire davvero sul territorio, con ricadute dirette per servizi, professionalità e imprese locali. Le domande potranno essere presentate in due sessioni distinte. La prima andrà dal 17 aprile al 15 maggio 2026 e avrà una dotazione di 4 milioni di euro. La seconda si aprirà il 31 agosto e si chiuderà il 2 ottobre 2026, con altri 3 milioni di euro disponibili. Una parte delle risorse, pari al 25%, sarà riservata a micro e piccole imprese, così da ampliare l’accesso al sostegno pubblico. La linea dietro il nuovo intervento Nel presentare il fondo, gli assessori Marina Chiarelli e Andrea Tronzano hanno spiegato che i sette milioni rappresentano un investimento concreto per una filiera considerata strategica per il Piemonte. Hanno indicato l’audiovisivo come un ambito che unisce industria, innovazione e sviluppo, con effetti che toccano attrazione di produzioni, crescita delle imprese e occupazione qualificata. La Regione lega così la cultura a una politica industriale più ampia e prova a costruire un Piemonte più forte sul piano nazionale ed europeo, con un sistema capace di richiamare investimenti e dare continuità al valore prodotto nel tempo. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-che-legge-al-via-la-festa-diffusa-dedicata-ai-libri.html - Categorie: Eventi Per il 22 e 23 aprile Torino riporta al centro libri, autori e librerie con la decima edizione di Torino che legge... con il Piemonte. La città si prepara a due giornate fitte di presentazioni, firmacopie, laboratori e attività per le scuole, con oltre cento ospiti distribuiti in vari spazi urbani. L’iniziativa nasce nel solco della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore e si inserisce nel percorso che accompagna la candidatura di Torino a Capitale europea della Cultura 2033. Una festa diffusa che parte dalle librerie L’edizione 2026 sceglie come fulcro le librerie cittadine, alle quali la Città dedica anche una nuova campagna di comunicazione legata al programma Torino compra vicino. Il messaggio è netto: questi spazi restano un presidio culturale vivo, capace di dare forma alla vita di quartiere e di tenere insieme commercio, incontro e partecipazione. Dentro questo quadro si muove una rete ampia, formata da Biblioteche civiche, associazioni, scuole e realtà del territorio, con l’obiettivo di far uscire la lettura dai luoghi consueti e portarla in tutta Torino. Le biblioteche escono dai loro confini Uno dei cardini del programma riguarda il ruolo delle Biblioteche civiche torinesi, chiamate a ospitare incontri e iniziative in sede, ma pure a raggiungere i quartieri con i Bibliobus. In quei giorni prenderà forma anche Leggere l’Europa, percorso legato al tema dell’identità culturale europea, tra memoria, dialogo e pluralismo. La lettura assume così un valore pubblico più ampio: non resta una pratica individuale, ma diventa uno strumento per discutere il presente e per rafforzare un senso di appartenenza condiviso, in linea con il cammino verso il 2033. Due giorni pieni di appuntamenti in città Il primo evento in calendario è Librerie in movimento, tavola rotonda prevista mercoledì 22 aprile alle 17 alla Biblioteca Calvino. Nelle stesse ore, tra Parco Crescenzio e bocciofila Vanchiglietta, trova spazio Lido Dora Vanchiglietta Adagio Edition, due giorni tra letture, presentazioni e bookcrossing. Giovedì alle 19 arriva pure il concerto del Torino Jazz Festival dedicato alla Beat Generation, con ingresso gratuito su prenotazione. Mercoledì alle 18. 30 parte da piazza Carlo Emanuele II Bici e Libri, pedalata aperta alla cittadinanza. Giovedì 23, durante la Giornata Internazionale del Libro, chi acquista un volume nelle librerie aderenti riceve una rosa con Un libro e una rosa per Sant Jordi; alle 18 torna anche Io vado in libreria, invito a condividere letture e consigli. A completare il programma ci sono molti incontri con scrittrici e scrittori e una bibliografia dedicata al tema Leggere il mondo attraverso i libri. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-dei-vicini-2026-a-torino-aperte-le-iscrizioni-per-la-nuova-edizione.html - Categorie: Eventi La Festa dei Vicini torna a Torino e apre la fase delle adesioni per l’edizione 2026, quella che porterà in città il ventesimo anniversario della manifestazione nel capoluogo piemontese. L’appuntamento è fissato per sabato 23 e domenica 24 maggio, con un programma diffuso nei quartieri e costruito attraverso le iniziative proposte da cittadini, associazioni e realtà locali. La Città di Torino rilancia così un evento che punta a rafforzare i rapporti di vicinato e a dare spazio a momenti di incontro, condivisione e vita di comunità. Torino celebra 20 anni di una festa nei quartieri L’edizione 2026 ha un peso simbolico preciso, perché segna vent’anni dall’adesione torinese alla Giornata europea dei Vicini, nata a Parigi nel 1999. La manifestazione mantiene la sua natura diffusa e coinvolge ogni anno una rete ampia di soggetti del territorio. Per questa ricorrenza, l’impronta europea dell’iniziativa riceve ulteriore visibilità attraverso attività legate al percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. A sostenere la diffusione dell’evento ci saranno ancora una volta l’ATC del Piemonte Centrale, attiva nei complessi di edilizia sociale, e la rete delle Case del Quartiere, presente nei diversi settori della città. Iscrizioni aperte fino al 30 aprile in tutta la città La partecipazione resta gratuita e riguarda una platea molto ampia. Possono partecipare cittadini, condomìni, gruppi di inquilini, parrocchie, scuole, associazioni ed esercizi commerciali interessati a organizzare una festa nel proprio quartiere. Per entrare nel programma occorre compilare il modulo previsto sulla pagina dedicata all’iniziativa entro giovedì 30 aprile 2026. Il calendario completo con i singoli appuntamenti sarà poi pubblicato a maggio sul sito istituzionale della Città di Torino. L’obiettivo resta quello di costruire occasioni semplici e accessibili, aperte al vicinato, capaci di rafforzare il senso di comunità nei diversi contesti urbani. Supporto del Comune per chi vuole aderire L’amministrazione comunale centralizza le richieste di adesione e mette a disposizione alcuni servizi utili per la realizzazione delle feste, grazie al supporto degli uffici tecnici. Ai partecipanti viene fornito anche un vademecum con indicazioni su autorizzazioni, sicurezza e buone pratiche organizzative. Nei complessi di edilizia sociale, i comitati inquilini e le altre realtà presenti potranno rivolgersi all’Agenzia Territoriale per la Casa per ricevere informazioni o aiuto nella compilazione della domanda. Per chiarimenti resta attivo il Punto Informativo Unificato di piazza Palazzo di Città 9/a, con contatto telefonico e indirizzo e-mail dedicato. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/sport/juventus-bologna-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport La sfida tra Juventus e Bologna arriva in un momento che pesa parecchio sulla corsa europea. All’Allianz Stadium, nel programma della 33ª giornata, i bianconeri si presentano da quarti in classifica e con la necessità di difendere una posizione utile per la Champions League, mentre i rossoblù cercano di rialzarsi dopo l’uscita dall’Europa League contro l’Aston Villa e di avvicinarsi all’Atalanta nella corsa alla Conference League. Con appena sei turni ancora da giocare, la partita assume un valore diretto: perdere complicherebbe i piani di entrambe, mentre anche un pareggio rischierebbe di servire poco. Una serata che vale molto più di tre punti La Juventus arriva dopo una fase positiva e ritrova McKennie, assente nell’ultimo turno per squalifica. Il rientro dell’americano cambia gli equilibri nella trequarti e offre a Spalletti una soluzione in più per sostenere la fase offensiva. Sul fronte opposto, il Bologna prova a lasciarsi alle spalle il doppio ko europeo e si presenta a Torino con la necessità di ritrovare subito lucidità e punti. L’impressione è che la gara possa ruotare su pochi dettagli, perché la posta in palio è alta e il margine d’errore ormai ridotto al minimo. Le scelte che possono spostare l’equilibrio Nella formazione bianconera il sistema indicato è il 4-2-3-1, con Di Gregorio in porta, Bremer, Kalulu, Kelly e Cambiaso in difesa, Thuram e Locatelli in mezzo, poi Conceicao, McKennie e Boga alle spalle di Yildiz. I dubbi principali riguardano due maglie: Kelly resta leggermente avanti su Gatti, mentre Boga parte con una piccola preferenza su David. Nel Bologna, schierato con il 4-3-3, trovano spazio Ravaglia, Joao Mario, Heggem, Lucumì, Miranda, poi Freuler, Moro, Sohm e il tridente con Orsolini, Castro e Cambiaghi. Restano aperti diversi dubbi, soprattutto quello tra Orsolini e Bernardeschi, tema centrale anche dopo l’ultima uscita europea. C’è anche un precedente che pesa La partita si giocherà domenica 19 aprile alle 20:45 con trasmissione in esclusiva su Dazn, oltre alla visione su Sky per chi ha attivato Zona Dazn. A rendere ancora più interessante il confronto c’è poi un dato storico molto netto: il Bologna non batte la Juventus dal febbraio 2011. Da quel momento i bianconeri hanno raccolto 20 vittorie e 9 pareggi contro i rossoblù. Anche per questo la trasferta di Torino assume il valore di un esame pesante per la squadra di Italiano, chiamata a interrompere una lunga serie negativa proprio in una fase chiave della stagione. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/economia/prezzi-a-torino-in-salita-a-marzo-i-nuovi-dati-sul-costo-della-vita.html - Categorie: Economia Nel mese di marzo 2026, a Torino, l’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività si è attestato a 101,6 con base 2025 uguale a 100. La rilevazione dell’Ufficio di Statistica della Città segnala un aumento dello 0,7% rispetto a febbraio e una crescita dell’1,4% su marzo 2025. Un dato che fotografa un costo della vita in moderata salita, con andamenti diversi tra acquisti quotidiani, beni e servizi. La spinta arriva soprattutto dalla spesa più frequente A incidere di più sono stati i prodotti ad alta frequenza d’acquisto, saliti dell’1,1% sul mese precedente e del 2,9% su base annua. Più contenuto il movimento dei beni a media frequenza, che registrano +0,5% su febbraio e +0,4% sull’anno. I prodotti a bassa frequenza mostrano invece una crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,1% rispetto a marzo 2025. La dinamica conferma che i rincari si percepiscono soprattutto nelle spese più ricorrenti. Beni in aumento più dei servizi Nel comparto dei beni, la variazione è stata del +1,3% in termini congiunturali e del +1,2% in termini tendenziali. Tra le voci rilevate compaiono gli alimentari, con +0,4% sul mese e +1,2% sull’anno, gli energetici con un netto +5,5% rispetto a febbraio e +2,4% sul 2025, i tabacchi a +0,1% sul mese e +3,5% sull’anno, mentre gli altri beni si fermano a +0,2% su base mensile e +0,3% su base annua. Sul fronte dei servizi, invece, il quadro è più stabile: -0,1% rispetto al mese precedente e +2,0% rispetto a marzo dello scorso anno. Trasporti e casa tra le voci più osservate Tra i servizi, quelli legati all’abitazione salgono dello 0,1% sul mese e del 2,9% sull’anno. Le comunicazioni crescono dello 0,4% su febbraio ma restano in calo del 2,6% rispetto al 2025. I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona segnano -0,5% sul mese e +1,3% sull’anno. I trasporti fanno registrare +0,4% rispetto a febbraio e +4,0% su base annua, mentre i servizi vari restano invariati sul mese con +1,4% tendenziale. L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, si attesta a +0,1% sul mese e +1,4% sull’anno. L’indagine è stata condotta secondo le disposizioni tecniche fissate da Istat. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/sport/cremonese-torino-probabili-formazioni-e-dove-vedere-la-partita-in-tv.html - Categorie: Sport Il Torino torna in campo dopo il successo contro il Verona e affronta una Cremonese che cerca ancora i punti utili per blindare la permanenza in Serie A. La squadra granata arriva a questo appuntamento con un margine sempre più vicino alla tranquillità, frutto di una serie recente che ha dato peso alla gestione di Roberto D’Aversa almeno sul piano dei risultati. Dall’altra parte c’è la formazione affidata a Marco Giampaolo, chiamata a giocarsi un passaggio delicato della propria stagione. Il Torino cerca il passo definitivo La classifica racconta che al Torino manca ancora poco per mettere al sicuro l’obiettivo. Nelle ultime sei gare sono arrivate quattro vittorie, con le sole sconfitte maturate sui campi di Napoli e Milan. Il dato aritmetico premia il cambio in panchina. Il gioco, però, non avrebbe subito una svolta netta rispetto alla fase precedente e alcuni singoli non avrebbero ancora trovato quella crescita che ci si poteva attendere. I precedenti e il peso della sfida Anche la storia recente di questa trasferta invita alla prudenza. Nei precedenti di Serie A giocati sul campo della Cremonese negli ultimi decenni, il Torino ha raccolto una sola vittoria. Quel successo risale al 2022, quando in panchina sedeva Ivan Juric, ed è rimasto l’ultimo confronto disputato in Lombardia tra le due squadre. Per questo la partita assume un valore doppio: per i granata rappresenta l’occasione di avvicinarsi al traguardo, per la Cremonese è invece uno degli ultimi passaggi utili per difendere la categoria. Le possibili scelte e dove vedere il match Sul fronte delle formazioni, la Cremonese dovrebbe schierarsi con Audero tra i pali, difesa composta da Terracciano, Baschirotto, Luperto e Pezzella, linea di centrocampo con Floriani, Grassi, Bondo e Vandeputte, mentre in attacco sono attesi Okereke e Bonazzoli. Il Torino, invece, dovrebbe partire con Paleari in porta, terzetto arretrato formato da Coco, Maripan ed Ebosse, esterni Pedersen e Obrador, in mezzo Casadei e Gineitis, con Vlasic alle spalle della coppia offensiva composta da Simeone e Adams. La sfida è in programma domenica alle 12. 30 e sarà trasmessa su Dazn. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/news/pino-torinese-arriva-la-corsa-ciclistica-granfondo-torino-strade-chiuse-e-orari.html - Categorie: News Il Comune di Pino Torinese si prepara a una domenica con viabilità modificata per il passaggio della Granfondo Internazionale Torino. La giornata di domenica 19 aprile 2026 porterà limitazioni temporanee sia nel centro abitato sia lungo alcune strade esterne, con stop alla circolazione e alla sosta nelle aree interessate dal percorso. Per chi deve spostarsi, il consiglio resta uno: controllare in anticipo tragitto e orari, perché le restrizioni scatteranno in base all’avanzare della corsa. Domenica cambia la viabilità a Pino Torinese L’intervento riguarda una parte ampia del territorio comunale. Il passaggio dei ciclisti imporrà una sospensione temporanea del traffico sulle strade toccate dalla manifestazione, misura prevista per garantire la sicurezza della gara. Il blocco non avrà un orario fisso uguale per tutte le vie: entrerà infatti in vigore con il transito del mezzo che segnala l’inizio della competizione e terminerà solo dopo il passaggio del veicolo che indica la fine della gara. In questo modo la chiusura seguirà il percorso reale del gruppo in corsa. Le strade coinvolte dal percorso L’elenco delle vie interessate comprende via Tetti Vasco, via Baldissero, via Tepice, via Valle Miglioretti, via Valle Gola, via Galliera, via Nielli, via Maria Cristina, via Camandona, via Superga e via dei Colli. L’arrivo dei partecipanti è previsto in località Pennone, punto destinato a concentrare la fase più delicata della giornata. Su tutto questo tracciato scatteranno i provvedimenti legati sia al transito dei corridori sia alla gestione dell’evento, con possibili rallentamenti e deviazioni per chi si muove in auto. Pennone resta il nodo più delicato L’attenzione maggiore si concentra sul tratto compreso tra via Nielli e via dei Colli, in località Pennone, dove è prevista una chiusura indicativa tra le 11. 00 e le 14. 00, in coincidenza con l’arrivo della corsa. Per ridurre i disagi alla mobilità locale, il Comune ha previsto il doppio senso di circolazione in via Martini tra le 10. 30 e le 13. 30 circa. La scelta risponde a un’esigenza pratica: consentire gli spostamenti nella zona e permettere ai fedeli di raggiungere la funzione religiosa delle 11. 30 alla Parrocchia S. S. Annunziata. Le modifiche resteranno dunque legate alla durata effettiva della manifestazione e saranno seguite in coordinamento con organizzatori e autorità competenti. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/castello-di-miradolo-la-pittura-entra-nelle-sale-con-un-laboratorio-speciale.html - Categorie: Eventi La pittura entra nelle sale del Castello di Miradolo e diventa parte del percorso della mostra “C’è oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici”, aperta fino al 21 giugno. L’iniziativa accompagna i visitatori dentro un’esperienza che mette insieme osservazione, immaginazione e gesto artistico, in un contesto dove le opere dialogano con simboli e racconti. Il laboratorio nasce per trasformare la visita in qualcosa di più diretto e personale, con un’attività che invita a guardare da vicino e poi a restituire ciò che si è colto con il colore e con il segno. Una mostra che diventa esperienza L’appuntamento si inserisce nel percorso espositivo allestito a Miradolo, dove compaiono nomi come Emilio Isgrò, Pinot Gallizio, Kiki Smith e Lucio Fontana. In questo quadro il laboratorio aggiunge un livello ulteriore, perché porta il pubblico a vivere le sale del castello in modo attivo. L’idea non è quella di assistere in modo passivo, ma di entrare nel clima della mostra con uno sguardo più attento, lasciando che la componente narrativa e quella visiva si intreccino lungo tutto il percorso. Tutto parte da una mela Al centro dell’attività c’è un oggetto semplice e ricco di significati: la mela. Da qui prende forma un esercizio che unisce osservazione e interpretazione, spingendo i partecipanti a misurarsi con un simbolo che richiama fiabe, memorie e immagini sedimentate. Nella mostra compare anche la mela modellata da Francesco Garnier Valletti, proveniente dal Museo della Frutta, presenza che lega il dato scientifico a un immaginario più ampio e suggestivo. Proprio da questo elemento il laboratorio costruisce il proprio itinerario, lasciando spazio a una lettura personale di ciò che si vede. Il gesto creativo come passaggio L’Atelier della fiaba: Pittura&Merenda non si presenta come una lezione in senso stretto. Il progetto punta piuttosto sull’attenzione, sulla libertà espressiva e sulla possibilità, per ogni partecipante, di trovare una forma propria. Anche il titolo, “Coraggio! Dalle un morso”, richiama un passaggio preciso: quello del gesto che porta oltre la soglia, tra il richiamo della fiaba e quello dell’atto pittorico. Il workshop è curato dallo Young Board della Fondazione Cosso e si chiude con un momento conviviale, pensato come naturale estensione dello spirito condiviso. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/news/bel-tempo-su-torino-fino-a-domenica-poi-tornano-aria-fresca-e-instabilita.html - Categorie: News Il Torinese si prepara a un fine settimana dal sapore pienamente primaverile, con una fase di tempo stabile che favorirà cieli in prevalenza sereni e temperature sopra la media del periodo. A sostenere questo quadro sarà l'alta pressione, destinata a proteggere l’area tra venerdì 17 e domenica 19 aprile 2026. Il contesto resterà in gran parte tranquillo, anche se sulle zone alpine potrà comparire qualche episodio di instabilità nelle ore più calde. La situazione, almeno fino a domenica, appare quindi favorevole per chi ha in programma spostamenti o attività all’aperto. Un fine settimana con più sole che nuvole Tra venerdì e sabato il cielo si presenterà prevalentemente sereno o poco nuvoloso, con il passaggio di nubi alte che non dovrebbe alterare il quadro generale. Domenica, invece, è atteso un aumento della nuvolosità, legato all’arrivo di un fronte fresco da nord nel corso del pomeriggio. In montagna, soprattutto sulle Alpi sudoccidentali, potranno formarsi nubi cumuliformi con isolati rovesci o deboli temporali. In serata, una parte di questa instabilità potrà estendersi anche verso le pianure orientali del Piemonte, dove non si esclude qualche temporale. Temperature alte per il periodo Sul fronte termico il quadro resta decisamente mite. Le massime previste si collocheranno tra 23 e 26 gradi, valori superiori alla media stagionale, mentre le minime si muoveranno tra 14 e 15 gradi. Si tratta di un contesto che conferma il carattere molto gradevole del weekend, con un clima quasi da tarda primavera nelle ore centrali della giornata. Anche i venti non avranno un ruolo rilevante: per gran parte del tempo si manterranno deboli, variabili, con il classico regime di brezza. Solo tra il pomeriggio e la sera di domenica potrà comparire qualche raffica più vivace. Da lunedì cambia l’aria L’inizio della nuova settimana porterà un cambio di assetto. Da lunedì 20 aprile la pressione tenderà ad abbassarsi e lascerà spazio a un ingresso di aria più fresca da nord. Il risultato sarà un progressivo rientro delle temperature verso le medie del periodo, atteso entro la metà della settimana. Tra lunedì e martedì potranno inoltre comparire fenomeni più consistenti rispetto a quelli del weekend, segnale di una fase meno stabile rispetto ai giorni precedenti. Resta comunque un’evoluzione da verificare con i prossimi aggiornamenti, anche se la tendenza generale indica la fine della parentesi più mite vissuta nel fine settimana. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/dal-bosco-allinfini-to-il-planetario-di-torino-propone-una-passeggiata-green.html - Categorie: Eventi Infini. to lega la Giornata Mondiale della Terra 2026 a un’iniziativa che unisce divulgazione, mobilità dolce e attenzione ambientale. Per il 22 aprile il Planetario di Torino propone infatti un accesso diverso al sito: niente arrivo diretto, ma una camminata nel bosco della collina torinese lungo l’ultimo tratto del Sentiero dei Pianeti, dentro la Riserva della Biosfera MAB Unesco CollinaPo. L’idea mette al centro un messaggio chiaro, riassunto anche nel titolo del progetto, “Più passi, meno CO2”, e trasforma il percorso verso il planetario in parte integrante dell’esperienza. Una passeggiata nel verde verso il planetario L’appuntamento invita il pubblico a raggiungere a piedi Infini. to attraverso un itinerario di 1. 109 passi pensato come momento educativo oltre che logistico. Il tragitto si snoda nel bosco e offre una lettura del territorio che tiene insieme patrimonio botanico, fauna locale e racconto scientifico. A guidare i partecipanti ci saranno gli esperti dell’Associazione Artena e i botanici del Viridarium Lab Garden, chiamati ad accompagnare il gruppo in un percorso che parte dalla Terra e arriva idealmente fino all’Universo. L’iniziativa punta quindi a dare un significato nuovo all’arrivo al museo. Il trasferimento non resta un dettaglio organizzativo, ma diventa una parte del progetto culturale, con un legame diretto tra natura, scienza e sensibilità ambientale. L’evento del 22 aprile guarda già alle scuole La passeggiata del 22 aprile non nasce come episodio isolato. Per Infini. to rappresenta il primo tassello di un programma più ampio destinato a entrare in modo stabile nell’offerta didattica per le scuole dall’anno scolastico 2026/2027, con appuntamenti mensili. Il Planetario assegna quindi a questa formula un valore che va oltre la singola giornata celebrativa. La direttrice Eleonora Monge ha spiegato che il progetto prosegue un percorso già avviato per rafforzare il rapporto tra il polo culturale e scientifico e l’ambiente della CollinaPo. Ha aggiunto che l’obiettivo futuro sarà quello di proporre questa esperienza soprattutto a scuole e gruppi organizzati, così da arricchire la visita con una maggiore consapevolezza del rapporto tra uomo, Terra e spazio. Orari, partner e obiettivi del progetto L’iniziativa rientra nel programma T. E. R. E. , dedicato alla transizione ecologica del terzo settore e promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Santagata. Il progetto sostiene azioni orientate alla decarbonizzazione, alla diffusione di buone pratiche e alla crescita della cultura della sostenibilità. “Dal bosco al cielo” gode del patrocinio della Riserva della Biosfera CollinaPo e delle Aree protette del Po piemontese, con la collaborazione del Comune di Pino Torinese, dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino, della Città metropolitana di Torino e del Viridarium Lab Garden. La partenza è fissata dal parcheggio del Planetario di via dell’Osservatorio 8, con ritrovo alle 10. 15 per il turno del mattino e alle 13. 30 per quello del pomeriggio. Le risalite sono previste alle 10. 30 e alle 13. 45. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/torino-la-casa-del-teatro-compie-20-anni-al-via-il-programma-speciale.html - Categorie: Cultura La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani arriva a quota 20 anni e apre un nuovo capitolo con una serata speciale in programma venerdì 17 aprile. Per Torino è il traguardo di uno spazio che, dal 2006, ha legato teatro, formazione e presenza sul territorio, fino a diventare un riferimento stabile per bambini, ragazzi, scuole e famiglie. In due decenni la struttura ha costruito una fisionomia precisa e ha dato continuità a un lavoro che mette al centro la qualità artistica e il rapporto con il pubblico più giovane. Un anniversario che racconta una storia precisa Nata come progetto originale nel panorama culturale italiano, la Casa del Teatro ha consolidato nel tempo una funzione ben riconoscibile. Il suo obiettivo è rimasto lo stesso: offrire occasioni artistiche capaci di accendere immaginazione, partecipazione e senso critico. Da qui è passata una lunga attività che ha unito produzione, ospitalità e percorsi di crescita. I numeri aiutano a misurare il peso di questo cammino. Ogni anno la struttura ospita in media 250 rappresentazioni e accoglie oltre 40. 000 spettatori tra studenti, insegnanti e nuclei familiari. A questo si aggiunge la partecipazione di più di 1. 000 persone ai corsi teatrali annuali ed estivi. Il risultato è un luogo che non si ferma alla semplice stagione di spettacoli, ma tiene insieme cultura, educazione e presenza sociale. La prima festa parte tra incontro e visione futura Il calendario per il ventennale prende avvio proprio il 17 aprile alle 19. 30, nella sede di corso Galileo Ferraris 266. La serata inaugurale prevede un aperitivo di benvenuto e la presentazione del progetto “Coltiva il pubblico del futuro”, pensato per sostenere il teatro come spazio di inclusione, benessere e crescita. Nel corso del 2026 il progetto chiamerà in causa direttamente il pubblico, anche attraverso l’Art Bonus, la misura che consente a cittadini, enti e aziende di sostenere la cultura tramite donazioni con un recupero del 65% sotto forma di credito d’imposta. L’idea è chiara: rafforzare il legame tra la Casa del Teatro e la sua comunità, con uno sguardo rivolto ai prossimi anni. Pigiami resta il simbolo di una lunga fedeltà Dopo la presentazione, spazio a “Pigiami”, titolo storico del teatro per ragazzi e famiglie. Lo spettacolo, prodotto dalla Fondazione TRG, vive sulle scene da oltre quarant’anni, con migliaia di repliche in Italia e all’estero e numerosi riconoscimenti. Porta la firma di Nino D’Introna, Graziano Melano e Giacomo Ravicchio, con la regia di D’Introna e Ravicchio, mentre sul palco ci saranno Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci. Il racconto accompagna il momento che precede il sonno e trasforma una stanza da letto in uno spazio aperto a sogni, gioco e fantasia. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-di-via-nizza-a-torino-domenica-senza-auto-negozi-aperti-e-animazione.html - Categorie: Eventi Via Nizza si prepara a cambiare volto per un’intera giornata. Domenica 19 aprile, nel tratto compreso tra via Valperga Caluso e corso Dante, la strada ospiterà una nuova edizione della Festa di Via, iniziativa pensata per riportare persone e famiglie al centro della vita del quartiere. Dalle 9 alle 19 l’area diventerà una grande isola pedonale, con spazi dedicati allo shopping, al tempo libero e all’incontro tra residenti, commercianti e visitatori. Una domenica con la strada tutta per i pedoni Per consentire lo svolgimento della manifestazione, via Nizza resterà chiusa al traffico e alla sosta dalle 6. 30 alle 23. 30. La scelta punta a garantire una fruizione più ampia e ordinata degli spazi, in una giornata che metterà al primo posto la presenza delle persone. L’obiettivo appare chiaro: offrire al quartiere un’occasione concreta per rallentare i ritmi abituali e vivere la strada in modo diverso, senza auto e senza la pressione del traffico. L’iniziativa punta così a trasformare un’arteria molto frequentata in un luogo di relazione, con un’atmosfera pensata per favorire la permanenza e la partecipazione. Il quartiere, per un giorno, si presenterà con un volto più aperto e accessibile. Negozi aperti e bancarelle per tutto il giorno Durante la manifestazione, negozi e locali resteranno aperti per tutta la giornata. L’offerta ruoterà attorno a colazioni, pranzi, pizze, aperitivi e apericene da consumare nei dehors lungo la via. La componente commerciale avrà quindi un ruolo centrale, insieme alla volontà di valorizzare le attività della zona in un contesto più informale e conviviale. Accanto ai pubblici esercizi troveranno spazio anche le bancarelle dei mercati torinesi, annunciate con prodotti selezionati e prezzi speciali riservati all’evento. La festa unirà così il richiamo del commercio di prossimità con quello del mercato all’aperto, in una formula che punta a rendere la passeggiata parte stessa dell’esperienza. Tra giostre e microcirco il quartiere cerca la sua festa Nel pomeriggio il programma si allargherà all’intrattenimento per tutte le età. Sono previste animazioni, giostre, gonfiabili e una novità rivolta ai più piccoli, il Microcirco per bambini. La scelta degli appuntamenti conferma l’intenzione di costruire una giornata adatta a pubblici diversi, con una forte attenzione alle famiglie. L’evento si presenta così come un invito a riscoprire il quartiere a piedi, a fermarsi davanti alle vetrine, a occupare gli spazi pubblici e a rafforzare quel tessuto di relazioni che tiene insieme una zona della città. Via Nizza, almeno per un giorno, proverà a trasformarsi in una piazza lineare dove commercio, socialità e presenza sul territorio si incontrano. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/news/vico-canavese-parapendista-bloccato-tra-gli-alberi-salvato-dai-vigili-del-fuoco.html - Categorie: News Nel pomeriggio di ieri, a Vico Canavese, un parapendista ha vissuto momenti di forte apprensione dopo essere rimasto bloccato durante la fase di discesa. La vela si è impigliata tra i rami degli alberi e l’uomo è rimasto sospeso a circa otto metri di altezza, in una posizione che ha reso necessario l’intervento dei soccorsi. Il volo si ferma tra i rami L’episodio si è verificato in una zona dove il rientro a terra si è trasformato in un imprevisto delicato. Il parapendista, ormai vicino alla conclusione del volo, non è riuscito a completare la discesa e si è trovato bloccato sopra gli alberi. La situazione ha richiesto un’azione rapida e accurata, perché ogni manovra doveva garantire la massima tutela dell’uomo, fermo in quota e impossibilitato a rientrare da solo. Sul posto sono arrivate due squadre del Comando dei Vigili del Fuoco di Torino, chiamate a gestire un recupero complesso per la posizione sopraelevata e per la necessità di evitare ulteriori rischi. L’intervento si è svolto in un contesto che ha richiesto precisione, controllo e grande esperienza operativa. Una manovra antica che resta efficace Per raggiungere il parapendista, i soccorritori hanno utilizzato le tecniche SAF, impiegate nei contesti più difficili e nelle operazioni in quota. In questa occasione è stata preparata una manovra di scala controventata, soluzione che prevede l’uso di una scala italiana mantenuta perfettamente verticale tramite un sistema di tiranti in corda. Si tratta di una tecnica storica del Corpo, ancora oggi ritenuta affidabile quando servono stabilità e precisione assoluta. Proprio questa scelta ha permesso di creare le condizioni più sicure per accompagnare l’uomo verso il rientro a terra, con l’assistenza costante delle squadre impegnate nel soccorso. Il ritorno a terra chiude l’emergenza Grazie al dispositivo allestito dai pompieri, il parapendista ha potuto scendere autonomamente, seguito passo dopo passo dai soccorritori fino al raggiungimento del suolo. L’operazione si è conclusa senza ferite e senza conseguenze fisiche per l’uomo, che ha comunque affrontato attimi di grande tensione prima dell’arrivo delle squadre di emergenza. L’episodio conferma ancora una volta la capacità dei Vigili del Fuoco di intervenire con efficacia anche nelle situazioni più complicate. In quota, tra alberi e ostacoli, la differenza l’ha fatta la combinazione tra preparazione tecnica, sangue freddo e conoscenza di manovre che continuano a dimostrarsi decisive. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/news/nuova-area-cani-a-moncalieri-il-nome-scelto-dai-cittadini-e-dix.html - Categorie: News - Tag: Moncalieri A Moncalieri la nuova area cani di via Ada Negri avrà un nome che nasce da una storia precisa e da una scelta condivisa. Lo spazio comunale, ormai vicino all’apertura, sarà dedicato a Dix, cane adottato dal canile e diventato nel tempo un piccolo simbolo del quartiere. La decisione è arrivata dopo una consultazione pubblica che ha coinvolto i residenti, chiamati a indicare il nome più adatto per un luogo pensato per la socialità, l’incontro e la vita quotidiana con gli animali. Via Ada Negri sceglie un nome che lascia il segno La votazione popolare ha portato a una scelta dal forte valore affettivo. Dix non rappresenta una semplice etichetta da apporre su una targa, ma una presenza che molti hanno associato a un’idea di comunità attenta e vicina. Gran parte della sua vita si è svolta proprio a Moncalieri, dopo l’adozione dal canile, e questo ha reso il suo nome familiare a chi vive la zona. Il risultato della consultazione ha dato forma a un’intitolazione che racchiude memoria e riconoscenza. Lo spazio, quindi, non avrà soltanto una funzione pratica per i proprietari e i loro cani, ma porterà con sé una storia capace di parlare al quartiere in modo diretto e immediato. Dietro Dix c’è un messaggio che riguarda tutta la città L’assessora Alessandra Borello ha richiamato il significato più profondo dell’iniziativa, legato al tema dell’adozione e al valore che un gesto di accoglienza può avere per un animale e per una famiglia. Dietro il nome scelto per l’area di via Ada Negri prende forma infatti un invito chiaro: dare una casa a un cane può cambiare due vite, quella dell’animale e quella di chi decide di accoglierlo. La consultazione, secondo questa lettura, ha avuto un peso che va oltre il semplice voto. Foto, racconti e testimonianze inviati dai cittadini hanno costruito una sorta di racconto collettivo, capace di mostrare quanto il legame con gli animali incida sul tessuto sociale e sul modo in cui una comunità si riconosce. L’area cani pronta ad aprire con una dedica speciale L’apertura ufficiale arriverà nelle prossime settimane, una volta conclusi gli ultimi interventi di rifinitura. Per la comunità cinofila locale si tratta di un nuovo punto di riferimento, pensato per offrire uno spazio di incontro e relazione. Con questa scelta, Moncalieri assegna alla nuova area cani un significato che supera la funzione del recinto. L’area Dix diventa così un segno di gratitudine, un richiamo alla cura e una traccia concreta lasciata da una storia che il quartiere ha deciso di custodire nel tempo. - Published: 2026-04-17 - Modified: 2026-04-17 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/sagre-ed-eventi-a-torino-il-calendario-del-weekend-del-18-e-19-aprile.html - Categorie: Eventi Il terzo fine settimana di aprile porta con sé un’agenda fitta di appuntamenti tra Torino e il resto del Piemonte. Il filo conduttore è quello del gusto, con eventi che mettono al centro prodotti del territorio, tradizioni popolari e momenti di svago per pubblici diversi. Accanto alle sagre trovano spazio la cultura pop, gli spettacoli tecnologici e le iniziative all’aria aperta, dentro un quadro che accompagna il ritorno della bella stagione. Tra biscotti storici e ravioli della tradizione Nel Torinese una delle tappe più riconoscibili è la 36ª Sagra del Torcetto di Agliè, che richiama visitatori nel Canavese attorno a uno dei simboli della pasticceria piemontese. Il paese propone mercatini, assaggi e occasioni legate alla cultura locale, con spazio per i torcetti, per le miasse della Val Chiusella, per i canestrelli e per i vini del territorio. Un’altra fermata di rilievo è Pomaretto, dove prosegue il festival Vivi Pomaretto insieme alla Sagra dei Plin. Il weekend del 18 e 19 aprile coincide con la chiusura della manifestazione. Il sabato punta sul clima di festa, mentre la domenica affida il finale al concerto di Enrico Ruggeri. Al centro restano i plin, serviti secondo la ricetta più legata alla tradizione locale. Il weekend cambia ritmo tra Lingotto e campi in fiore A Torino il programma si allarga e cambia tono. Al Lingotto Fiere debutta Be Comics! Be Games! , manifestazione dedicata a fumetti, gaming e cosplay, pensata per chi guarda con interesse all’universo pop. Sul fronte dello spettacolo visivo, tra il 17 e il 18 aprile trova posto anche il Drone Art Show, che unisce musica dal vivo e coreografie luminose. Chi preferisce un’atmosfera più quieta può scegliere le iniziative nel verde. A Grugliasco arriva l’ultimo fine settimana utile per visitare Tulipani Italiani, il campo con oltre 350. 000 fiori che chiude la stagione il 19 aprile. Resta aperto pure l’appuntamento con Messer Tulipano a Pralormo, che continua a richiamare appassionati di botanica e famiglie in cerca di una gita fuori porta. Dalle fiere agricole ai sapori che raccontano il territorio Fuori dall’area torinese il calendario conserva una forte impronta legata al mondo rurale. A Cherasco, domenica 19 aprile, torna la 92ª Fiera del Vitello Grasso, evento storico che lega la tradizione agricola alla festa patronale. A Coazze, in Val Sangone, la Fiera Agricola propone invece artigianato di montagna e prodotti tipici in un contesto che valorizza il rapporto con il territorio. Nel Novarese proseguono infine i Gorgonzola Blu Days, iniziativa che coinvolge i ristoranti aderenti con menu dedicati al celebre formaggio. Il risultato è un weekend ampio, vario e costruito su identità locali ben riconoscibili. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/economia/immobiliare-torino-e-seconda-in-italia-con-16-151-case-vendute-nel-2025.html - Categorie: Economia Torino chiude il 2025 con un dato che rafforza il peso della città nel mercato immobiliare italiano. Le compravendite residenziali arrivano a 16. 151, con una crescita del 6,8% rispetto all’anno precedente. Questo risultato porta il capoluogo piemontese al secondo posto nazionale per numero di transazioni, alle spalle di Palermo. Anche fuori città il quadro resta favorevole: nel resto della provincia i passaggi di proprietà salgono a 21. 642, con un aumento dell’11%. Nel complesso, il territorio provinciale tocca quota 37. 793 operazioni, pari a un progresso del 9,2%. Torino sale ancora nel mattone I numeri diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare 2025 di Fiaip Torino raccontano una fase di espansione che dura da anni. Nel solo capoluogo, nell’arco di un decennio, le compravendite sono cresciute del 63,6%. Il dato conferma Torino tra le piazze più attive del Paese e segnala una tenuta che supera di poco quella nazionale. In Italia, infatti, la crescita annua si ferma al 6,4%, mentre sotto la Mole sale leggermente di più. La spinta arriva soprattutto dai privati. Le persone fisiche coprono il 95,6% degli acquisti, mentre i soggetti giuridici si fermano al 4,4%. Per la federazione degli agenti immobiliari, questo elemento riduce i timori legati a una concentrazione eccessiva della proprietà o a manovre che alterano il mercato. Chi compra e come paga A colpire è pure il rapporto con il credito. Oltre la metà delle operazioni, il 53%, si chiude senza ricorso al mutuo. Il restante 47% passa invece da un finanziamento. Sul fronte delle finalità, prevale in modo netto la prima casa, che rappresenta il 73,4% degli acquisti. Il 26,6% riguarda invece seconde abitazioni o investimenti. C’è poi il capitolo delle case ricevute in eredità. In questo caso il 68% degli immobili viene venduto. Tra le ragioni compaiono il bisogno di liquidità, una minore propensione verso la gestione degli affitti e abitudini di risparmio cambiate nelle generazioni più giovani. Il piano che può cambiare la città Secondo Claudia Gallipoli, presidente di Fiaip Torino, la città continua a mostrare una forte capacità di attrazione e conserva margini di crescita ancora da sviluppare. In questo scenario pesa anche l’attesa per il nuovo piano regolatore, che manca da anni e che viene indicato come uno snodo importante per il futuro urbanistico. L’assessore Paolo Mazzoleni ha spiegato che il settore immobiliare collega gli investimenti urbani alla vita quotidiana dei cittadini e che Torino ha bisogno di uno sviluppo costante, legato a esigenze abitative, lavorative e sociali nuove. Con oltre 130. 000 studenti e una popolazione che cambia, aumenta la richiesta di alloggi più piccoli e flessibili, specie nelle zone universitarie. Per Paolo Chiavarino, resta centrale il sostegno al commercio di vicinato e un equilibrio migliore tra centro e periferie. Angelo Cappetti, direttore generale dell’Unione Industriali di Torino, ha infine osservato che quando il mercato si muove cresce anche la fiducia verso il domani. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/parco-del-valentino-torna-flor-e-riparte-il-festival-del-verde.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a tre settimane dedicate al patrimonio verde cittadino, con un calendario diffuso che dal 4 al 24 maggio metterà al centro il Parco del Valentino e più di 80 location tra giardini, musei, orti, residenze storiche, vivai e biblioteche. Il filo conduttore dell’edizione 2026 del Festival del Verde sarà “Simbiosi urbane: acqua e radici”, tema scelto per raccontare il rapporto tra natura e spazio urbano. Tre settimane per riscoprire la città verde Il festival torna per il quarto anno e allarga ancora il suo raggio d’azione. L’ideatore Giustino Ballato ha spiegato che il progetto è cresciuto rispetto alle prime edizioni, con un’estensione che ha già raggiunto Cuneo e che toccherà anche la Liguria, oltre a una prosecuzione prevista in ottobre. Il programma unirà visite guidate, laboratori, incontri pubblici, presentazioni editoriali e aperture straordinarie di spazi poco accessibili, così da costruire una rassegna distribuita su un territorio molto ampio. Una città che apre cancelli e giardini Secondo il sindaco Stefano Lo Russo, questa edizione coinvolge molti Comuni dell’area metropolitana e si inserisce in una visione di sviluppo urbano più equilibrata e sostenibile. L’assessore Francesco Tresso ha ricordato che, grazie ai fondi europei, la città è intervenuta su 38 aree verdi e che al Valentino il 75 per cento dei lavori risulta già completato, con chiusura del cantiere prevista entro luglio. Torino, ha aggiunto, conserva anche il riconoscimento di Urban MaB italiana legato al sistema Unesco. La prima parte del festival sarà rivolta ai più piccoli e si chiuderà il 9 maggio con una festa gratuita al Museo Lavazza. Nella seconda settimana spazio alle Pagine Verdi, iniziative collegate al Salone del Libro tra biblioteche, librerie e spazi culturali. Il tratto finale del cartellone lascerà posto a talk, visite e tavole rotonde. Tra gli appuntamenti più attesi ci saranno poi le giornate del 9 e 10 maggio, quando oltre 40 luoghi tra Torino e Moncalieri apriranno al pubblico: tra questi Villa Rignon, Villa Fubini, La Vigna, Il Merlo, il Terrazzo sul Balon e il Parco del Re del Castello Reale di Moncalieri. Flor torna dove tutto era cominciato La chiusura del festival coinciderà con Flor Primavera, prevista da venerdì 22 a domenica 24 maggio. La mostra mercato di fiori e piante, quest’anno dedicata al tema “Aquarium”, tornerà infatti al Parco del Valentino, cioè nel luogo in cui era nata, e sarà a ingresso gratuito. Accanto al programma torinese resterà vivo anche il calendario nei Comuni aderenti, da Chieri a Settimo Torinese, con passeggiate, letture, spettacoli e giochi ambientali. A Pino Torinese, il 24 maggio, è già annunciato l’evento “Effetto bosco”. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/sport/calcio-in-lutto-per-alexander-manninger-morto-a-48-anni-lex-portiere-di-juve-e-toro.html - Categorie: Sport La morte di Alexander Manninger ha scosso il calcio italiano e quello austriaco. L’ex portiere, passato anche da Juventus e Torino, è deceduto a 48 anni in un incidente avvenuto in Austria, nella mattinata di giovedì 16 aprile. La notizia ha preso forma nel corso delle ore, mentre emergevano i primi dettagli sullo schianto e sulle verifiche avviate dagli investigatori. Lo schianto vicino a Salisburgo L’incidente si è verificato nei pressi di Salisburgo, poco dopo le 8. 20, in zona Pabing. Manninger era alla guida di un minivan e, secondo le prime ricostruzioni, il veicolo si è scontrato con un treno regionale all’altezza di un passaggio a livello privo di barriere. L’impatto è stato molto violento e l’auto ha riportato danni pesantissimi. In quel momento l’ex portiere si trovava da solo a bordo. I soccorsi e gli accertamenti ancora aperti Sul posto sono arrivati rapidamente i soccorsi, che hanno provato a rianimarlo, senza riuscire a salvargli la vita. I circa 25 passeggeri presenti sul convoglio e il conducente del treno, invece, sono rimasti illesi. Le cause dello schianto non sono state ancora definite con certezza. Le autorità stanno lavorando sui dati elettronici del mezzo e stanno verificando anche il corretto funzionamento del segnale rosso presente al passaggio a livello. La dinamica, quindi, resta ancora sotto esame, in attesa di chiarimenti più completi sull’accaduto. Il ricordo che arriva dal mondo bianconero Con il passare delle ore è arrivato anche il cordoglio della Juventus, club nel quale Manninger ha militato per quattro anni, conquistando pure uno scudetto. Tra i messaggi più rilevanti c’è stato quello di Giorgio Chiellini, che lo ha ricordato come un compagno di squadra esemplare e una persona di grande valore, rivolgendo poi un pensiero alla sua famiglia. Il lutto ha riportato al centro il ricordo della carriera del portiere austriaco, figura conosciuta sia in ambito bianconero sia da chi lo aveva seguito anche nella sua parentesi al Toro. La notizia ha lasciato un segno forte nel mondo del calcio. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-della-liberazione-a-torino-tutti-gli-eventi-del-25-aprile.html - Categorie: Eventi Torino si prepara a celebrare il 25 aprile con un calendario ricco di appuntamenti dedicati alla Festa della Liberazione. In città sono previsti incontri, spettacoli, letture, proiezioni, attività per le scuole e momenti istituzionali distribuiti in diversi quartieri. Le iniziative coinvolgeranno associazioni, enti culturali e realtà del territorio, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria della Resistenza e dei valori democratici. Il programma del 25 aprile a Torino Le celebrazioni non si concentreranno soltanto nella giornata del 25 aprile, ma accompagneranno Torino per tutto il mese con eventi aperti al pubblico. Accanto alle commemorazioni ufficiali ci saranno mostre, conferenze, laboratori, dibattiti e appuntamenti culturali rivolti a tutte le età. La città vuole ricordare il significato della Liberazione attraverso iniziative che uniscono memoria storica e partecipazione. Il nuovo festival dedicato a pace e resistenza Tra le novità del 2026 c’è il Festival di Pace, Libertà e Resistenza intitolato “Guerra e pace”. L’iniziativa è promossa dal Museo Diffuso della Resistenza insieme a diverse realtà cittadine e propone spettacoli, incontri e momenti di riflessione civile. L’obiettivo è coinvolgere il pubblico in un percorso che metta al centro i temi della libertà, della pace e della partecipazione, offrendo occasioni di confronto sulla storia e sul presente. Musica, cultura e memoria per il 25 aprile Anche la musica avrà un ruolo importante nelle celebrazioni. La sera del 25 aprile tornerà infatti il Jazz della Liberazione, appuntamento che aprirà ufficialmente la nuova edizione del Torino Jazz Festival. In parallelo, il Polo del ’900 proporrà un percorso dedicato al tema del ritorno alla vita dopo la guerra, con mostre, incontri e laboratori pensati per raccontare il periodo successivo alla Liberazione. Torino conferma così il suo forte legame con la storia della Resistenza e con i valori che hanno portato alla nascita della Repubblica italiana. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/investito-dal-tram-sui-binari-di-corso-svizzera-a-torino-46enne-in-gravi-condizioni.html - Categorie: News Torino torna a fare i conti con un grave incidente lungo la rete tranviaria. Nella serata di ieri un uomo di 46 anni è stato travolto da un tram in corso Svizzera, a breve distanza dall’ospedale Amedeo di Savoia. L’impatto si è verificato in un tratto riservato alla circolazione dei mezzi pubblici, in una zona lontana dalle fermate. L’impatto nella tarda serata L’uomo si trovava sui binari quando è stato raggiunto dal convoglio della linea 3, diretto verso piazza Hermada. Il conducente del tram, stando ai primi accertamenti, non è riuscito a evitare l’urto. L’investimento è avvenuto poco prima delle 22, in un punto in cui la sede tranviaria risulta separata dalla carreggiata da siepi e alberi. Subito dopo l’incidente l’autista ha fermato il mezzo e ha dato l’allarme. In pochi minuti sono arrivati sul posto i soccorritori del 118, i vigili del fuoco, le pattuglie della polizia municipale e il personale Gtt, chiamato a supportare le operazioni in un’area particolarmente delicata. I soccorsi e il recupero dell’uomo Le manovre di salvataggio hanno richiesto tempo e attenzione. I vigili del fuoco hanno dovuto sollevare il convoglio per permettere l’estrazione del ferito. Dopo circa mezz’ora di lavoro, l’uomo è stato recuperato vivo e cosciente, poi affidato ai sanitari per le prime cure direttamente sul posto. Una volta stabilizzato, il quarantaseienne è stato trasferito d’urgenza in ospedale. Le sue condizioni sono state giudicate gravi, anche se al momento del recupero risultava ancora cosciente. La dinamica dell’intervento conferma la complessità dell’episodio e la tempestività con cui si è mosso il dispositivo di emergenza. Gli accertamenti sulla dinamica Mentre i soccorritori completavano le operazioni, gli agenti della polizia municipale hanno raccolto la testimonianza del conducente e avviato i rilievi per ricostruire con precisione quanto accaduto. I primi elementi indicano che l’uomo si trovasse in un tratto non accessibile al pubblico, distante dalle normali aree di fermata. Resta quindi da chiarire per quale motivo il ferito fosse lungo i binari in quel punto. Gli investigatori stanno verificando ogni dettaglio, a partire dai movimenti precedenti all’impatto e dalle condizioni dell’area in cui si è verificato l’investimento. L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza lungo le linee tranviarie torinesi e su quanto possa diventare pericoloso trovarsi, anche per pochi istanti, in zone interdette al passaggio dei pedoni. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/santena-una-domenica-tra-degustazioni-cascine-e-mercato-al-complesso-cavouriano.html - Categorie: Eventi Nel complesso legato a Cavour, a Santena, prende forma un appuntamento pensato per dare risalto al territorio, alle aziende agricole vicine e alle eccellenze dell’area. L’iniziativa si inserisce nel progetto Oltre Collina e, tra le nove del mattino e le sette di sera, mette a disposizione del pubblico un mercato con vendita diretta, un filmato dedicato ai punti di forza del distretto agroalimentare e uno spazio informativo riservato al programma di crescita rurale. Il mattino apre una porta sul paesaggio Fin dalle prime ore, la manifestazione assume il profilo di un itinerario dentro la campagna santenese, pensato per avvicinare i visitatori alla realtà produttiva locale. L’avvio è affidato a una camminata aperta a tutti; poco dopo trova spazio un percorso in bicicletta tra le cascine, così che il pubblico possa osservare da vicino campi, attività e scenari che definiscono questa parte di territorio. Accanto agli appuntamenti all’esterno, l’area ospita per tutta la giornata una fattoria didattica a ingresso gratuito, rivolta a famiglie, curiosi e a chi desidera un contatto diretto con la dimensione rurale. Nello stesso contesto compare pure una mostra fotografica dedicata ai paesaggi del Pianalto, costruita con immagini e testimonianze capaci di restituire il carattere del luogo. A metà giornata il territorio si racconta Verso la tarda mattinata arriva il momento istituzionale, con l’apertura ufficiale alla presenza delle autorità locali e con il tradizionale taglio del nastro. Subito dopo, il programma riserva attenzione al tema dell’orto urbano, al quale viene dedicato un seminario che ne evidenzia il rapporto con gli spazi cittadini contemporanei. Con il passare delle ore, la manifestazione dà più spazio agli incontri tematici e alle degustazioni offerte al pubblico, due elementi scelti per dare visibilità alle produzioni dell’area. In questo quadro trovano rilievo i mercati di prossimità e le filiere corte, presentati come strumenti adatti a mettere in evidenza qualità, stagionalità e radicamento agricolo. Nel pomeriggio la comunità ritrova il suo spazio Tra i protagonisti figurano le produzioni ortofrutticole locali, indicate come esempio di una filiera che lega il valore del prodotto al periodo dell’anno e al luogo da cui nasce. La giornata assegna così a produttori, istituzioni e comunità un’occasione concreta di incontro, dialogo e presenza condivisa. Per Santena, l’evento assume quindi il valore di un laboratorio all’aperto, nel quale natura, cultura e partecipazione trovano un punto di contatto accessibile e immediato. Chi raggiunge il complesso può così vivere il territorio in modo diverso, tra degustazioni, attività all’aria aperta e un rapporto più stretto con la sua identità locale. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/san-salvario-nasce-il-nuovo-polo-della-carita-del-sacro-cuore.html - Categorie: News Nel cuore di San Salvario prende forma un nuovo spazio dedicato all’aiuto concreto e alla vicinanza umana. Sabato 18 aprile alle 17, in via Brugnone 5, verrà inaugurato il polo caritativo che accoglierà la storica mensa del Sacro Cuore di Gesù, con la presenza del cardinale Roberto Repole e di Elide Tisi per la Caritas diocesana. L’intervento segna un passaggio importante per un servizio che da oltre un secolo rappresenta un punto di riferimento per chi vive una fase difficile. Un nuovo spazio nel cuore del quartiere La struttura, ampia 380 metri quadrati, nasce dalla riqualificazione degli ambienti che un tempo ospitavano l’oratorio, poi trasferito altrove. Dentro trovano posto una mensa con 120 posti a sedere, una sala d’attesa, il locale dedicato all’ascolto, le cucine, i magazzini, gli spogliatoi per i volontari, la lavanderia e altri ambienti di servizio. Il progetto allarga così l’offerta già esistente e consegna al quartiere una sede più adatta alle esigenze quotidiane delle persone accolte. Dove il pasto diventa anche relazione L’idea che guida questa nuova fase va oltre la distribuzione dei pasti. Al centro c’è il valore delle relazioni, indicate dalla parrocchia come una risposta necessaria a una fragilità che spesso non coincide soltanto con la mancanza di beni materiali. Per questo i pasti verranno serviti a tavola, quasi come in un ristorante, con un’attenzione personale verso ogni ospite. L’obiettivo è dare dignità, ascolto e continuità a un rapporto umano che può diventare il primo passo verso una ripartenza. Accanto alla mensa ci sarà infatti un punto d’ascolto, dove operatori qualificati forniranno indicazioni su servizi, sussidi e orientamento nel mondo del lavoro. L’impostazione scelta punta a costruire un percorso per ciascuno, a partire dalla storia personale, dalle capacità e dalle aspirazioni di chi chiede sostegno. Una storia che parte da molto lontano La mensa del Sacro Cuore porta con sé una vicenda lunga più di cento anni. Le sue origini risalgono al 1910, quando le Figlie della Carità di San Francesco de Paoli avviarono il “distributorio delle minestre”. Quel servizio non si è mai fermato. Durante gli anni segnati dalla guerra e dai bombardamenti, dopo la distruzione dei locali destinati alla distribuzione, i frati cappuccini continuarono ad aiutare i più poveri usando un portico come mensa improvvisata e servendo le minestre anche con latte di pomodoro recuperate. La mensa, dal 1951, ha poi trovato una sede stabile proprio in via Brugnone ed è diventata parte della vita parrocchiale. Dopo il taglio del nastro, alle 18. 30, è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Repole. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/tre-giorni-per-il-giardino-il-castello-di-masino-riapre-al-verde.html - Categorie: Eventi Nel cuore del Parco del Castello di Masino, a Caravino, torna uno degli appuntamenti più riconoscibili del florovivaismo italiano. Da venerdì 1° a domenica 3 maggio riparte la Tre Giorni per il Giardino, manifestazione che negli anni ha costruito una sua identità precisa e che anche in questa edizione sceglie di legare piante, paesaggio e riflessione sul presente. Al centro c’è il tema “Radici”, scelto come filo conduttore di un evento che prova a spostare lo sguardo oltre l’aspetto espositivo e decorativo del giardino. Un tema che parte dalla terra La parola radici diventa il punto da cui prende forma tutto il messaggio dell’iniziativa. L’idea è chiara: ripensare il rapporto con l’ambiente e con le comunità in cui si vive, partendo da ciò che lega ogni forma di vita a un contesto, a un equilibrio, a una presenza condivisa. Non c’è, in questa chiave, una vita separata dal resto. Ogni esistenza si appoggia a connessioni profonde, spesso invisibili, che rendono possibile la crescita e la tenuta dell’insieme. È da qui che la manifestazione costruisce il suo significato più attuale. Le piante come immagine di una rete Il richiamo al mondo vegetale entra nel cuore del discorso. Le piante, con le loro reti sotterranee di scambio e collaborazione, offrono una figura immediata di ciò che accade anche fuori dal giardino. Quello che appare nascosto sostiene la vita in superficie. Su questa immagine si innesta una riflessione più ampia, che guarda agli esseri umani e alla possibilità di creare legami solidi in una fase segnata da crisi climatica, cambiamenti tecnologici e trasformazioni sociali. Mettere radici, in questo quadro, vuol dire riconoscere un luogo, averne cura e tenere insieme relazioni, attenzione e responsabilità. Un appuntamento che osserva il presente Dal 1992 la Tre Giorni per il Giardino si distingue proprio per questa capacità di leggere il tempo in cui si svolge. L’evento si presenta come uno spazio di pensiero e confronto, capace di misurarsi pure con le contraddizioni del presente. Il giardino, così, smette di essere soltanto uno scenario o un contenitore e si trasforma in un osservatorio sull’attualità. Dentro questo sguardo prende forma anche una domanda sul domani: immaginare il futuro partendo da relazioni più profonde con il paesaggio, con chi lo abita e con ciò che tiene insieme la vita collettiva. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/cuorgne-viabilita-modificata-il-19-aprile-per-levento-e-primavera.html - Categorie: News Domenica 19 aprile a Cuorgnè scatteranno modifiche temporanee alla circolazione per consentire lo svolgimento della manifestazione “È Primavera a Cuorgnè”. Il provvedimento resterà in vigore dalle 6. 00 alle 20. 00 circa e interesserà il centro cittadino, dove diverse strade e piazze saranno chiuse al traffico. Le variazioni riguarderanno anche il servizio di trasporto pubblico, con cambi di percorso per alcune linee extraurbane. Una domenica con il centro ridisegnato Per l’intera fascia oraria indicata, la città dovrà fare i conti con una viabilità diversa dal solito. La chiusura di alcune aree centrali porterà a una riorganizzazione della mobilità locale, pensata per lasciare spazio all’evento e per ridurre i possibili problemi legati alla circolazione. L’invito rivolto ai cittadini è semplice: controllare con attenzione la segnaletica temporanea e valutare in anticipo i propri spostamenti, così da evitare disagi nelle ore della manifestazione. La linea 137 cambia strada in entrambe le direzioni Le novità più rilevanti coinvolgeranno la linea 137 sulla tratta Rivarolo – Pont – Ceresole. Verso Pont-Ceresole, gli autobus, arrivati all'incrocio tra la Strada Provinciale 13 e la via Brigate Partigiane, andranno avanti lungo la provinciale, passeranno da via Torino e via Ivrea e poi torneranno sul percorso abituale. Sul fronte opposto, verso Rivarolo, il tragitto subirà una deviazione a partire da via Ivrea, via Torino e piazza Martiri della Libertà. In questo caso i mezzi lasceranno fuori via Brigate Partigiane e rientreranno sul percorso ordinario dopo il passaggio su via Torino e SP 13. Anche la 143 si ferma altrove Modifiche in vista pure per la linea 143 Ivrea – Cuorgnè, anche se in forma più circoscritta. Il cambiamento riguarderà infatti la sola direzione verso il centro di Cuorgnè. Gli autobus, una volta arrivati tra via Ivrea e via Piave, seguiranno un itinerario alternativo che toccherà via Piave, via Bergoglio Carlin, via Torino e ancora via Ivrea. Il capolinea sarà effettuato alla fermata numero 12147, indicata come “Cuorgnè Centro”. La misura è stata adottata con l’obiettivo di permettere il regolare svolgimento dell’iniziativa in condizioni di sicurezza. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/torino-accelera-sullaerospazio-via-libera-al-nuovo-polo-thales-alenia-space.html - Categorie: Innovazione Torino torna a muoversi sul terreno dell’industria avanzata con un nuovo passaggio dedicato al comparto aerospaziale. La Giunta comunale ha approvato un primo via libera a un intervento nell’area nord della città, destinato a consolidare la presenza di Thales Alenia Space. Il progetto riguarda una zona collocata tra corso Francia, corso Marche e strada Antica di Collegno, in Circoscrizione 4, e dovrà ora passare all’esame del Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Un’area ferma che cambia volto Il piano si concentra su uno spazio ampio oltre 116 mila metri quadrati, dove oggi si trova un fabbricato produttivo non più utilizzato. L’intervento prevede la demolizione dell’edificio esistente e la successiva ricostruzione di un nuovo stabilimento. La superficie resterà simile, intorno a 5. 300 metri quadrati, ma l’impianto avrà caratteristiche diverse: una struttura più alta, aggiornata e adatta ad attività industriali di livello più avanzato. L’operazione, per Torino, assume un valore che va oltre il semplice rinnovo edilizio. L’idea è quella di sostituire una presenza ormai ferma con un insediamento più coerente con la traiettoria industriale che la città sta cercando di rafforzare negli ultimi anni. In questo quadro, il comparto dello spazio torna al centro del discorso pubblico e produttivo. Il nuovo stabilimento guarda a tecnologia e sostenibilità Il futuro edificio è stato pensato con attenzione alla sostenibilità ambientale lungo l’intero ciclo di vita e punta alla certificazione LEED, standard internazionale molto noto nel settore dell’edilizia green. Questo aspetto accompagna la parte più strettamente industriale del progetto, che mira a introdurre nuove tecnologie produttive e a rendere più competitivo il sito torinese nello scenario internazionale. Dentro questa scelta convivono due linee precise: da una parte la rigenerazione urbana di un’area dismessa, dall’altra il rafforzamento di una filiera che per Torino resta strategica. L’intervento viene infatti descritto come un investimento capace di incidere sia sul recupero dello spazio sia sullo sviluppo del polo industriale. Adesso la partita passa al Consiglio Il sindaco Stefano Lo Russo ha letto il nuovo investimento come un segnale favorevole per il futuro della città e per la sua identità nel settore aerospaziale. Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, che ha richiamato i possibili effetti sull’occupazione, sia diretti sia indiretti, oltre al miglioramento complessivo delle prestazioni del sito sotto il profilo ambientale. Per ora resta un primo passaggio amministrativo. Nelle prossime settimane sarà il Consiglio comunale a decidere se trasformare questo piano in uno dei tasselli più rilevanti nel percorso di riassetto industriale di Torino. - Published: 2026-04-16 - Modified: 2026-04-16 - URL: https://www.torinofree.it/news/nuovo-impianto-amiat-tra-torino-e-collegno-lia-migliora-il-riciclo-della-carta.html - Categorie: News A Torino la filiera della raccolta differenziata della carta aggiunge un nuovo tassello. Amiat ha presentato RISMA, il nuovo impianto collocato tra il capoluogo e Collegno, pensato per trattare in modo più preciso i materiali cartacei che arrivano dalla città e da una parte dell’area metropolitana. L’obiettivo è chiaro: aumentare la qualità del materiale recuperato e alzare il valore della carta destinata a tornare sul mercato come materia prima seconda. La struttura, secondo quanto illustrato durante l’inaugurazione, può arrivare a 66. 500 tonnellate all’anno e trattare fino a 10 tonnellate all’ora. Un impianto che cambia destinazione Il nuovo polo sorge in via Venaria, in un edificio già esistente che in passato ospitava un’attività legata al trattamento della plastica. Dopo due anni di lavori tecnici e infrastrutturali, lo spazio ha assunto una funzione diversa e ora è dedicato a carta e cartone. L’intervento ha richiesto un investimento complessivo di 13,5 milioni di euro, dei quali 2,55 milioni coperti con fondi del PNRR. Il progetto segna così un passaggio industriale preciso: non un sito costruito da zero, ma una riconversione che punta a rendere più efficiente una parte importante del ciclo dei rifiuti urbani. Sei percorsi dentro la stessa filiera Il tratto distintivo di RISMA sta nella capacità di dividere, dentro un solo processo, sei tipologie differenti di materiale cartaceo. L’impianto separa il soft mix, la carta bianca da ufficio, i prodotti grafici come giornali e riviste, i contenitori poliaccoppiati per bevande, il cartone kraft e il cartone ondulato. Da questa selezione escono sei flussi distinti, ciascuno con caratteristiche proprie e con una collocazione più definita nel mercato del riciclo. È su questo punto che Amiat concentra il valore strategico del nuovo impianto: una carta più omogenea vale di più e offre risultati migliori anche nella fase successiva del recupero. Quando l’intelligenza artificiale entra nella selezione La parte più innovativa riguarda l’uso della intelligenza artificiale. Sei selettori ottici di nuova generazione lavorano con sensori a infrarossi e software capaci di distinguere materiali simili all’occhio umano, ma diversi per composizione e resa economica. Dopo questa fase, ogni frazione passa dal controllo qualità, poi viene pressata, stoccata e avviata al riciclo. Il sindaco Stefano Lo Russo ha spiegato che il nuovo impianto rappresenta uno stimolo ulteriore per la differenziata cittadina e uno strumento utile per rendere più efficiente il sistema. Dalla stessa linea arrivano anche le valutazioni dell’amministratore delegato di Iren Gianluca Bufo e della presidente di Amiat Paola Bragantini, che hanno indicato RISMA come una risposta concreta alle esigenze del territorio e come un’infrastruttura capace di rafforzare la qualità della filiera del recupero. - Published: 2026-04-15 - Modified: 2026-04-15 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/il-giandujotto-di-torino-punta-alligp-via-alla-fase-europea.html - Categorie: Enogastronomia Il Giandujotto di Torino si avvicina a uno dei passaggi più attesi della sua storia recente. Il Ministero dell’Agricoltura ha infatti ritenuto sufficienti le controdeduzioni presentate dal Comitato promotore, superando così le opposizioni che avevano rallentato il percorso. Alcune richieste sono state accolte con l’introduzione di periodi transitori fino a 15 anni per l’uso di determinate denominazioni già presenti sul mercato, tra cui quella riconosciuta a Lindt & Sprüngli per alcuni prodotti già commercializzati. Ora il fascicolo può partire verso Bruxelles, dove la Commissione europea aprirà la fase istruttoria per il riconoscimento ufficiale dell’IGP. Un dossier che arriva da lontano La strada verso il marchio europeo è iniziata nel 2017, quando il Comitato Giandujotto di Torino IGP ha avviato la pratica. Alla guida c’è Guido Castagna e attorno al progetto si sono raccolti circa 40 artigiani e aziende. Il cammino ha attraversato anni complessi, segnati dalle riserve avanzate dal gruppo svizzero proprietario del marchio Caffarel. Una svolta è arrivata nel febbraio 2024, dopo un lavoro di mediazione sostenuto anche dagli enti pubblici locali. In questo quadro si inserisce il supporto della Camera di commercio di Torino e del suo Laboratorio Chimico, che hanno accompagnato il Comitato nella gestione della pratica e nei rapporti con il territorio. Le regole fissate per il vero giandujotto Il disciplinare definisce con precisione identità e composizione del prodotto. Il Giandujotto di Torino IGP dovrà avere la tradizionale forma a prisma triangolare con spigoli arrotondati, richiamo diretto al cappello della maschera di Gianduja. Anche il peso è stabilito con margini precisi, diversi tra prodotto estruso, stampato o modellato a mano. Sul fronte degli ingredienti, la base resta fortemente legata al territorio: Nocciola Piemonte IGP tostata tra il 30% e il 45%, zucchero semolato tra il 20% e il 45%, cacao in varie forme con una quota minima del 25%. Il latte in polvere resta escluso, scelta che richiama le tecniche storiche dell’Ottocento. La produzione dovrà inoltre svolgersi all’interno dell’intero territorio piemontese. Adesso Bruxelles misura il peso del simbolo Dopo il pubblico accertamento dell’11 marzo 2025 e la pubblicazione della domanda sulla Gazzetta Ufficiale il 29 maggio 2025, il 23 marzo 2026 il MASAF ha formalizzato la decisione di trasmettere il dossier in sede europea. Guido Castagna ha collegato questo passaggio a un lavoro durato anni, mentre dalle istituzioni è arrivata la linea che il riconoscimento può rafforzare un prodotto simbolo della tradizione piemontese anche sui mercati esteri. I tempi indicati per la valutazione europea vanno da sei a dodici mesi. Se l’iter si chiuderà positivamente, il Giandujotto di Torino diventerà la decima IGP del Piemonte, la seconda italiana nel comparto del cioccolato, con un elemento distintivo ulteriore: sarebbe la prima IGP europea ad avere come ingrediente un’altra IGP, cioè la Nocciola Piemonte IGP. - Published: 2026-04-15 - Modified: 2026-04-15 - URL: https://www.torinofree.it/sport/golf-e-solidarieta-presentato-il-torneo-allegro-natura-cinque-tappe-tra-piemonte-e-liguria.html - Categorie: Sport Il Trofeo di golf Allegro Natura torna con una veste più ampia e con una missione precisa: tenere insieme sport e sostegno concreto ai più giovani. La manifestazione è arrivata alla quarta edizione e, tra aprile e settembre, propone cinque appuntamenti tra Piemonte e Liguria, con l’attesa di oltre 500 partecipanti nei circoli coinvolti. Un torneo che allarga il raggio La presentazione ufficiale si è svolta nel salone dell’Assessorato allo Sport della Città di Torino, alla presenza dell’assessore Domenico Carretta e dei rappresentanti istituzionali dei Comuni interessati dal circuito. Nel corso dell’incontro è emersa l’identità dell’iniziativa: un torneo che punta sul valore tecnico della competizione, sulla qualità delle sedi scelte e su un’idea di sport più aperta, con attenzione all’accessibilità e al diritto al gioco per tutti i bambini. Il tratto che distingue il progetto resta la sua anima sociale. L’evento lega il fascino del green a una raccolta di fondi destinata a iniziative radicate sul territorio. Questa linea accompagna il trofeo fin dalla prima edizione e trova continuità anche nel programma del 2026, che conferma la volontà di trasformare ogni tappa in un’occasione utile per chi vive situazioni di difficoltà. Il cuore solidale resta al centro Anche per questa edizione, come già avvenuto nel 2025, il trofeo sostiene l’associazione di volontariato Sciare per Sorridere, realtà che offre opportunità sportive ed educative a bambini in condizioni di svantaggio economico e sociale. L’obiettivo è accompagnarli in percorsi di crescita attraverso la neve, la montagna e l’attività sportiva. Nel corso della presentazione è stato ricordato il bilancio dell’ultima stagione: l’associazione ha messo insieme oltre 1. 100 giornate sulla neve per 160 bambini. Il sostegno di golfisti e partner, nelle intenzioni degli organizzatori, permetterà di proseguire su questa strada e di tenere aperto uno spazio fatto di autonomia, sorrisi e occasioni che, altrimenti, rischierebbero di restare lontane. Dal green cittadino alla finale sui laghi Il calendario parte il 25 aprile al Circolo La Margherita. La seconda tappa è fissata per il 17 maggio a Garlenda, nell’entroterra ligure. Poi il circuito salirà in quota: il 13 giugno a Pragelato e il 25 luglio a Sestriere, oltre i duemila metri. L’ultimo atto arriverà il 5 settembre ad Avigliana, vicino ai laghi che fanno del borgo una delle località più note del Piemonte. Il percorso del Trofeo Allegro Natura si presenta così come un itinerario che unisce paesaggi differenti, sport e finalità benefica. Ogni appuntamento porta con sé la gara, ma anche un messaggio netto: il gioco può diventare una leva concreta di inclusione. - Published: 2026-04-15 - Modified: 2026-04-15 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-sulla-provinciale-222-auto-finisce-sotto-un-camion.html - Categorie: News Lungo la provinciale 222, tra Rivarolo Canavese e Ozegna, la mattinata del 15 aprile è stata segnata da un incidente che ha richiesto l’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine. Poco prima delle 10:30, nei pressi del distributore Q8, una Fiat Panda condotta da un uomo di 83 anni ha urtato il mezzo pesante che la precedeva. Dopo l’impatto, l’auto è rimasta bloccata sotto il semirimorchio, con danni molto seri nella parte anteriore. L’urto ha bloccato la provinciale La scena che si è presentata ai primi soccorritori è stata pesante. La vettura, diretta verso Ozegna, si è infilata sotto il camion in seguito al tamponamento, in un tratto noto per il traffico sostenuto. La dinamica iniziale ricostruita sul posto indica un impatto nella parte posteriore del mezzo pesante, sufficiente a trascinare la Panda sotto il rimorchio e a deformarne il muso in modo marcato. Malgrado la violenza dello scontro, il conducente dell’auto è rimasto cosciente. Sul posto sono arrivati il 118, Azienda Zero e i sanitari della Croce Rossa, che hanno prestato le prime cure prima del trasferimento in ambulanza all’ospedale di Ivrea. Le prime informazioni riferiscono che l’uomo non sarebbe in condizioni gravi. Nessuna conseguenza, invece, per il conducente del camion, uscito illeso dall’incidente. Adesso tocca ai rilievi Dopo la fase più urgente, l’attenzione si è spostata sugli accertamenti. I carabinieri di Rivarolo Canavese hanno eseguito i rilievi per chiarire con precisione cosa sia accaduto in quei pochi secondi che hanno provocato l’incastro della vettura sotto il mezzo pesante. Intanto la circolazione ha subito rallentamenti e disagi, per effetto dei soccorsi e delle operazioni necessarie a mettere in sicurezza la carreggiata. Resta dunque aperto il lavoro degli investigatori, chiamati a definire le cause del tamponamento e a ricostruire ogni passaggio del sinistro. - Published: 2026-04-15 - Modified: 2026-04-15 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giornata-mondiale-dellarte-il-15-aprile-litalia-celebra-bellezza-e-creativita.html - Categorie: Eventi Il 15 aprile assume un valore speciale per il mondo della cultura. In questa data cade la Giornata Mondiale dell’Arte, ricorrenza voluta dall’UNESCO per richiamare il ruolo della creatività nella vita collettiva, nel dialogo tra persone e nella capacità di immaginare il futuro. La scelta del giorno non arriva per caso: coincide con la nascita di Leonardo da Vinci, figura che riassume arte, studio e invenzione. In questo quadro, Torino occupa uno spazio preciso grazie al legame con il maestro, custodito tra l’Autoritratto e i codici della Biblioteca Reale. Torino ritrova il filo tra memoria e visione La ricorrenza diventa così l’occasione per rimettere al centro un patrimonio che attraversa epoche e linguaggi diversi. Dalla realtà dei Musei Reali alla proposta della GAM, fino alle opere di arte contemporanea presenti nelle piazze, il capoluogo piemontese mostra una vocazione culturale stabile, dove il passato barocco incontra spinte più vicine al presente. Al centro dell’edizione 2026 emerge il tema della libertà di espressione, letto come uno strumento necessario davanti ai cambiamenti del tempo attuale. Le porte aperte che parlano ai più giovani Il programma coinvolge anche il resto del territorio provinciale. Gallerie, associazioni e spazi culturali annunciano iniziative dedicate al pubblico con laboratori e aperture straordinarie, in un clima che punta a rendere l’arte più vicina e meno distante. L’attenzione si concentra soprattutto sulle nuove generazioni, chiamate a entrare in contatto con i linguaggi visivi come parte di una formazione ampia. In questa prospettiva, l’arte perde l’idea di semplice ornamento e acquista quella di linguaggio universale, capace di superare differenze sociali e linguistiche. Anche le scuole torinesi prendono parte alla giornata con progetti legati a Leonardo, presentato come simbolo di un sapere aperto e senza confini rigidi. Quando la cultura pesa anche sull’identità del territorio La giornata offre poi un’altra chiave di lettura, più legata alla vita economica e sociale della città. Il comparto culturale torinese resta uno dei punti forti dell’identità locale e una leva importante per l’attrattività turistica. In un contesto dominato dal digitale, il richiamo della ricorrenza assume quasi il valore di una pausa: fermarsi davanti a una tela o a una scultura significa recuperare un rapporto diretto con la meraviglia, con la materia e con l’ingegno umano. È qui che la celebrazione assume un senso pieno, perché unisce memoria, educazione e valore pubblico della cultura. - Published: 2026-04-15 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/6-cose-da-sapere-prima-di-diventare-infermiere.html - Categorie: Lavoro Diventare infermiere non è solo una scelta professionale, ma un impegno verso il prossimo che richiede dedizione, preparazione e responsabilità. Il percorso per accedere a questa professione è articolato e richiede consapevolezza sia delle opportunità che delle sfide. Per chi si avvicina a questo ruolo per la prima volta, è importante considerare alcuni aspetti fondamentali, che riguardano la formazione, la carriera, ma anche la tutela legale e assicurativa della professione. 1. La formazione è impegnativa e continua Per esercitare la professione di infermiere è necessario conseguire una laurea triennale in Infermieristica, corso ad accesso programmato nazionale. Il piano di studi prevede una combinazione di lezioni teoriche, laboratori pratici e tirocini clinici, con frequenza obbligatoria. Ma il percorso non finisce con la laurea: l’aggiornamento professionale è parte integrante del lavoro dell’infermiere, anche tramite il sistema ECM (Educazione Continua in Medicina), obbligatorio per mantenere la propria iscrizione all’albo. 2. L’iscrizione all’albo è indispensabile Una volta conseguita la laurea, è necessario iscriversi all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) della propria provincia per poter esercitare legalmente. L’albo professionale tutela sia i cittadini che i professionisti, vigilando sul rispetto del codice deontologico e garantendo la qualità dell’assistenza erogata. 3. È una professione ad alta responsabilità Gli infermieri sono responsabili di molteplici attività assistenziali, spesso in contesti critici o ad alta intensità di cura. Dalla gestione della terapia farmacologica alla presa in carico di pazienti fragili, ogni azione deve essere eseguita con precisione e nel rispetto delle procedure. Errori o omissioni possono avere conseguenze gravi, non solo cliniche ma anche legali. Proprio per questo, molti professionisti scelgono di dotarsi di strumenti di tutela specifici. In particolare, disporre di un’assicurazione per infermieri adeguata permette di affrontare con maggiore serenità eventuali reclami, contenziosi o richieste di risarcimento legate all’attività professionale, sia in ambito pubblico che privato. Alcune polizze coprono anche i rischi da colpa grave, oggi più rilevanti che mai in ambito sanitario. 4. Il lavoro può essere flessibile, ma impegnativo La figura dell’infermiere è richiesta in numerosi contesti: ospedali, ambulatori, RSA, strutture private, medicina del lavoro, ambiti scolastici e assistenza domiciliare. Questa varietà consente una certa libertà nella scelta del percorso professionale, anche in termini di orari e autonomia operativa. Tuttavia, non bisogna sottovalutare i ritmi spesso serrati, i turni notturni e festivi, e l’elevato carico emotivo derivante dalla gestione della sofferenza e del disagio. 5. L’infermiere ha un ruolo centrale nel sistema salute Contrariamente a quanto si possa pensare, l’infermiere non è un semplice “esecutore” di indicazioni mediche. Si tratta di un professionista sanitario abilitato alla valutazione autonoma del paziente, alla pianificazione dell’assistenza e all’intervento diretto. La normativa (come il D. M. 739/1994) ha riconosciuto il valore autonomo della professione, e negli ultimi anni si è fatto spazio anche il ruolo dell’infermiere di famiglia e comunità, sempre più centrale nei modelli di sanità territoriale. 6. La tutela giuridica è parte integrante della professionalità Nella sanità moderna, ogni intervento è tracciabile e potenzialmente oggetto di valutazione giuridica. Che si tratti di una cartella clinica mal compilata, di un errore di somministrazione, o anche solo di un disguido nella comunicazione con il paziente o i familiari, il rischio di essere coinvolti in una vertenza non è raro. Oltre all’assicurazione professionale, è quindi importante sviluppare anche competenze trasversali in ambito comunicativo e documentale. Investire nella prevenzione del rischio – tramite formazione, aggiornamento e strumenti assicurativi – rappresenta oggi un passo indispensabile per esercitare la professione con sicurezza e continuità. La consapevolezza del contesto normativo e delle proprie responsabilità costituisce la base per un percorso professionale solido e sostenibile. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-05-26 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/route-66-nel-2026-il-centenario-della-mother-road-e-perche-e-il-momento-giusto-per-partire.html - Categorie: Turismo Il 26 novembre 2026 la Route 66 compie esattamente 100 anni. Inaugurata nel 1926 come una delle prime autostrade federali degli Stati Uniti, la Mother Road attraversa 8 stati per quasi 4. 000 km da Chicago a Los Angeles. Un anniversario che la rende ancora più speciale — e che ha portato una domanda da parte degli italiani che non si vedeva da anni. Cos'è la Route 66 e perché è ancora così speciale La Route 66 fu per decenni la via di fuga verso ovest per famiglie, lavoratori e sognatori. Nel 1985 fu rimossa dalla rete delle autostrade federali, ma non è mai scomparsa: oggi è un'esperienza di viaggio unica, fatta di ghost town, diners anni '50, motel vintage e paesaggi che cambiano radicalmente ogni centinaio di chilometri. John Steinbeck la chiamò "Mother Road" — e il nome è rimasto. Gli eventi del centenario 2026 Gli 8 stati attraversati dalla Route 66 hanno organizzato un anno intero di celebrazioni. Tra gli eventi principali: Route 66 International Festival a Tulsa, Oklahoma: raduni di auto d'epoca, musica live, mostre fotografiche — il principale evento del centenario Illinois Route 66 Summit a Chicago e Springfield: cerimonia ufficiale del 26 novembre nel punto di partenza originale Kick Starts 2026: ride per motociclisti con tappe ufficiali in ogni stato attraversato Hackberry General Store Centennial Party in Arizona: uno dei punti più fotografati della Route 66, festeggiamenti lungo tutto l'anno Le tappe che non si saltano Illinois: Chicago e il cartello di Adams Street, Springfield (la città di Abraham Lincoln), il Route 66 Hall of Fame di Pontiac Missouri: il Gateway Arch di St. Louis e le Meramec Caverns Oklahoma: l'asfalto originale degli anni '40, Tulsa, la Round Barn di Arcadia Texas: il Cadillac Ranch di Amarillo — 10 Cadillac piantate nel terreno dal 1974 New Mexico: Albuquerque e la deviazione su Santa Fe con l'architettura adobe Arizona: Seligman (la vera Radiator Springs), Williams (un'ora dal Grand Canyon), il tratto storico Kingman-Seligman California: il Mojave e il finale al Pier di Santa Monica con il cartello End of the Trail Come organizzare il viaggio Il tour Route 66 in auto (12 giorni/11 notti, a partire da 1. 290 € a persona in doppia) include auto a noleggio e hotel prenotati lungo tutto il percorso. La Route 66 si percorre anche in pullman con guida italiana o in moto con Harley Davidson. Il periodo consigliato: aprile-giugno e settembre-ottobre — le stagioni spalla offrono meno folla e prezzi notevolmente più contenuti rispetto all'alta stagione estiva. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/sport/olimpiadi-estive-in-italia-prende-forma-lipotesi-milano-torino-e-genova.html - Categorie: Sport L’ipotesi di riportare le Olimpiadi estive in Italia passa da un asse che unisce Milano, Torino e Genova. Le tre città, insieme a Lombardia, Piemonte e Liguria, hanno aperto un percorso comune per capire se esistano le condizioni per costruire una candidatura del Nord-Ovest ai Giochi Olimpici e Paralimpici. Al momento non esiste ancora una proposta ufficiale: il lavoro è in una fase iniziale e serve a verificare la reale fattibilità del progetto. Un asse tra tre città prende forma Il primo passaggio operativo si è svolto il 14 aprile 2026, data che segna l’avvio di un confronto istituzionale tra amministrazioni locali e regionali. Sul tavolo restano due possibili finestre temporali: le Olimpiadi del 2036 oppure quelle del 2040. L’idea emersa punta su una candidatura ampia, costruita su più territori, con una distribuzione delle sedi che rifletta la forza del Nord-Ovest e la sua capacità di fare squadra. La parola chiave è usare quello che già esiste Uno degli elementi centrali del ragionamento riguarda il modello organizzativo. L’impostazione indicata guarda infatti a un impiego prevalente di impianti già presenti e di infrastrutture esistenti, così da limitare al massimo la necessità di nuove opere. In questa fase il progetto si presenta come una valutazione tecnica e politica, più che come una corsa già partita. L’obiettivo appare chiaro: capire se una proposta distribuita, fondata su strutture disponibili e su una collaborazione ampia, possa trasformarsi in una candidatura solida. Adesso iniziano verifiche e confronti istituzionali I prossimi passaggi prevedono interlocuzioni con il CONI, con il Governo e con soggetti legati al mondo dello sport e dell’università. Per seguire questa istruttoria sarà creato un gruppo operativo interistituzionale formato dai capi di gabinetto delle amministrazioni coinvolte. Sarà quel tavolo a coordinare analisi, verifiche e confronti prima di qualunque scelta definitiva. Le eventuali decisioni ufficiali arriveranno quindi solo dopo una serie di valutazioni tecniche e dopo il confronto con le istituzioni nazionali e sportive. Per ora resta un cantiere politico e amministrativo aperto, con una direzione precisa ma senza un annuncio formale di candidatura. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/commercio-locale-in-affanno-torino-ha-perso-il-93-dei-negozi-di-quartiere.html - Categorie: News A Torino il commercio di vicinato continua a perdere terreno. Nell’arco di dieci anni il numero delle attività è sceso del 9,3%, un dato che inserisce il capoluogo piemontese dentro una tendenza più ampia, visibile in tutta Italia. Il cambiamento pesa soprattutto nei quartieri, dove la diminuzione dei punti vendita tradizionali modifica in modo concreto il paesaggio urbano e le abitudini di chi vive la città ogni giorno. I quartieri vedono sparire le vetrine storiche La riduzione dei negozi sotto casa non appare come un episodio isolato, ma come il segnale di una trasformazione lunga e costante. In Italia, nell’ultimo decennio, sono scomparse oltre 86 mila attività commerciali. Torino segue la stessa direzione e il fenomeno risulta particolarmente visibile proprio nelle aree urbane più dense, dove il commercio tradizionale aveva costruito nel tempo un rapporto diretto con residenti e strade. La conseguenza è un tessuto commerciale che perde pezzi e, insieme, una parte della sua identità più riconoscibile. Alcuni settori avanzano mentre altri arretrano Il quadro, in ogni caso, non racconta soltanto chiusure. Il commercio locale sta cambiando composizione. Alcuni comparti mostrano una crescita netta, a partire dalla ristorazione, che negli ultimi anni ha ampliato la propria presenza. Lo stesso vale per le attività legate alla cura della persona e per quelle collegate all’edilizia. A sostenere questa espansione entrano in gioco più fattori, tra cui il turismo, gli effetti lasciati dalla pandemia e gli incentivi pubblici. Sul lato opposto, i settori più legati alla tradizione dei negozi di quartiere restano i più esposti. Abbigliamento, cultura, tempo libero, mobili e alimentari storici incontrano maggiori difficoltà davanti a consumi che cambiano e alla pressione dell’online. Il lavoro cresce ma i costi rendono tutto più difficile Dentro questo scenario emerge un elemento che colpisce: gli occupati del settore risultano in aumento. Il dato suggerisce che il commercio non stia semplicemente riducendosi, ma stia assumendo una forma diversa, con attività più grandi e più strutturate rispetto al passato. A complicare il quadro c’è poi la questione economica. Il mercato immobiliare commerciale restituisce infatti un doppio movimento: da una parte calano i prezzi di vendita dei negozi, dall’altra gli affitti continuano a salire. Per chi prova a tenere aperta un’attività, questa forbice diventa un peso aggiuntivo e rende ancora più fragile la tenuta del piccolo commercio urbano. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/torna-operativo-il-sottopasso-spezia-a-torino-ma-scattano-altri-stop.html - Categorie: News A Torino cambia di nuovo la viabilità attorno ai sottopassi cittadini. Dopo mesi di stop, il tunnel di corso Spezia torna percorribile a partire da domani, chiudendo una fase aperta a gennaio dopo un incendio che aveva colpito l’uscita di sicurezza. L’intervento ha riguardato diversi elementi tecnici e ha permesso di rimettere in funzione il collegamento. Nello stesso momento, però, la settimana si presenta complicata su altri fronti, perché sono previste nuove limitazioni in tre diversi punti della città. Il ritorno dopo i danni di gennaio La riapertura del sottopasso Spezia segna la fine di una chiusura durata diversi mesi. L’incendio aveva reso necessario uno stop prolungato e il cantiere si è concentrato sul ripristino degli impianti di illuminazione e di controllo, oltre al rinnovo dei dispositivi di sicurezza, delle porte Rei antincendio e delle strutture delle scale. Il quadro che emerge è quello di un’infrastruttura rimessa in servizio dopo un lavoro esteso, pensato per restituire piena funzionalità a uno dei passaggi più utilizzati della zona sud della città. Una settimana di stop tra Statuto e Repubblica Se Spezia torna disponibile, altri sottopassi entrano invece in una fase di chiusura temporanea per manutenzione. Nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 aprile, dalle 22 alle 6, il sottopasso Statuto resterà chiuso in entrambe le direzioni. Lo stesso schema notturno interesserà il sottopasso Repubblica, sempre dalle 22 alle 6, in tre diverse notti consecutive: tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile, tra giovedì 16 e venerdì 17, e tra venerdì 17 e sabato 18. Per gli automobilisti si profila quindi una serie di deviazioni distribuite lungo più assi della città, con effetti evidenti soprattutto nelle ore serali e nella prima parte della mattina. Grosseto cambia assetto per due giorni Anche il sottopasso di corso Grosseto finirà al centro dei lavori. Nelle giornate di venerdì 17 e sabato 18 aprile il traffico subirà limitazioni tra le 9. 30 e le 16. 30. Venerdì la chiusura scatterà prima sulla semicarreggiata Nord, in direzione da corso Grosseto a corso Potenza, dalle 9. 30 alle 12. 30, poi sulla semicarreggiata Sud dalle 12. 30 alle 16. 30. Sabato, invece, lo stop coinvolgerà nello stesso momento entrambe le semicarreggiate. Il risultato sarà una mappa della mobilità in continuo assestamento, con Spezia che riapre e altri passaggi che, per due giorni o per una notte, si fermano. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/allevamenti-e-ambiente-universita-di-torino-e-coldiretti-lanciano-il-progetto-a-r-i-a.html - Categorie: News Il progetto A. R. I. A. , sigla di Allevamenti Resilienti e Innovativi per l’Ambiente, nasce dall’intesa tra Coldiretti Torino e il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’Università di Torino. L’iniziativa punta a intervenire su uno dei temi più discussi nel settore zootecnico: le emissioni di ammoniaca prodotte dagli allevamenti bovini, con l’obiettivo di offrire risposte concrete sul fronte della qualità dell’aria. La ricerca per le aziende agricole Il cuore del progetto è chiaro: ridurre l’impatto degli effluenti zootecnici e farlo con strumenti che possano trovare spazio nella vita quotidiana delle aziende agricole. Il piano prevede lo sviluppo e la verifica di soluzioni sostenibili per la gestione dei reflui, la prova di additivi chimici, fisici e biologico-enzimatici, oltre al controllo dei risultati in condizioni reali. Tra gli obiettivi indicati c’è anche un uso agronomico più efficace del letame, visto come risorsa e non come semplice scarto. Al progetto prendono parte anche Impresa Verde Cuneo e quattro aziende agricole distribuite tra Torinese e Cuneese. La sfida passa dalla composizione dei reflui L’aspetto più originale del lavoro riguarda il metodo scelto. Invece di concentrarsi su sistemi di copertura o di dispersione dei gas, la ricerca prova a ridurre le emissioni alla fonte, cioè intervenendo sulla composizione biochimica dei reflui. La sperimentazione si concentra sull’impiego di additivi capaci di limitare la produzione di ammoniaca. Per il comparto agricolo si tratta di una tecnologia ancora emergente: esistono studi in corso, ma l’applicazione diretta al letame richiede verifiche ulteriori e prove sul campo. Dalla polemica ai dati Nel presentare l’iniziativa, il presidente di Coldiretti Torino e vicepresidente regionale delegato alla zootecnia, Bruno Mecca Cici, ha osservato che gli allevamenti vengono spesso indicati come principali responsabili dell’inquinamento atmosferico, ma ha ricordato che entrano in gioco anche altri fattori, tra cui la presenza di grandi aree urbane e di un traffico molto intenso. Da qui la scelta di mettere a disposizione le aziende zootecniche per testare nuovi sistemi di abbattimento delle emissioni direttamente dal letame raccolto nelle stalle. Dal lato accademico, Elio Dinuccio, docente associato dell’Università di Torino, ha spiegato che le soluzioni verranno validate sul piano scientifico e poi provate in azienda, così da verificarne affidabilità e applicabilità concreta. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/news/nocciolini-di-chivasso-arriva-il-francobollo-che-celebra-leccellenza-piemontese.html - Categorie: News I Nocciolini di Chivasso entrano nel racconto del Made in Italy con una veste insolita ma molto riconoscibile: quella del francobollo. Poste Italiane ha scelto questa specialità per la Giornata nazionale del Made in Italy del 15 aprile, inserendola nella serie ordinaria dedicata alle Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy legate al settore alimentare. Il risultato è un omaggio che lega tradizione dolciaria, identità locale e valore simbolico della filatelia. Un dolce che finisce sulla carta L’iniziativa mette al centro un prodotto che ha un rapporto stretto con il Canavese e con la storia gastronomica del territorio. La scelta dei Nocciolini non ha un valore soltanto celebrativo: il francobollo diventa il segno di una filiera considerata di eccellenza, capace di rappresentare una parte precisa del patrimonio agroalimentare italiano. In questo modo un piccolo dolce assume una dimensione nazionale e diventa simbolo di un sapere artigianale che continua a identificare un luogo. Il Made in Italy passa dalla filatelia Nel progetto di Poste Italiane, la filatelia si conferma uno strumento che non si limita alla memoria postale, ma prova a raccontare il Paese attraverso le sue produzioni più riconoscibili. L’omaggio ai Nocciolini di Chivasso rientra infatti in una linea editoriale precisa, quella che valorizza le eccellenze produttive italiane e il saper fare che distingue le realtà di qualità. Il messaggio è chiaro: un francobollo può diventare una vetrina istituzionale, capace di dare spazio a prodotti che custodiscono storia, lavoro e reputazione. Una tiratura che lascia traccia La data di emissione del francobollo è il 10 settembre 2025 ed è disponibile in oltre 200. 000 esemplari. La sua presenza nel Libro dei Francobolli 2025, il volume che raccoglie le carte valori postali uscite nel corso dell’anno, rafforza il peso di questa emissione e le assegna una collocazione stabile nel racconto filatelico nazionale. Il volume è disponibile negli uffici postali con sportello filatelico della provincia di Torino, oltre che online e sul portale dedicato alla filatelia di Poste. Così Chivasso trova un nuovo spazio di visibilità. Non quello della vetrina o dell’evento, ma quello più discreto e durevole di un’emissione postale che trasforma i Nocciolini in un segno ufficiale della qualità italiana. È un riconoscimento che parla al territorio, ma che allo stesso tempo porta questa specialità dentro una cornice più ampia, quella delle produzioni che contribuiscono a definire l’immagine del Paese. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/a-moncalieri-torna-bike-experience-vetrina-del-cicloturismo.html - Categorie: Eventi Moncalieri si prepara a vivere un fine settimana che mette al centro mobilità dolce, turismo lento e attività all’aria aperta. Il 18 e il 19 aprile, nella cornice di Cascina Le Vallere, torna Bike Experience, appuntamento gratuito che raggiunge la sua quinta edizione e che, per peso nel settore, si colloca come terzo evento nazionale e primo nel Nord Ovest. La manifestazione punta così a rafforzare il profilo della città come riferimento per il cicloturismo e per un pubblico sempre più interessato a esperienze da vivere con ritmi diversi. Due giorni per mettere Moncalieri al centro L’edizione 2026 amplia il raggio d’azione della rassegna curata da Alessandro Ippolito. L’organizzazione ha spiegato che il festival non resterà legato alle sole biciclette, ma allargherà l’offerta al mondo dei cammini e del benessere. È un passaggio che cambia il volto dell’evento e che prova a coinvolgere un pubblico più ampio, dagli appassionati delle due ruote a chi cerca percorsi nella natura, momenti di relax e occasioni per scoprire il territorio con un passo diverso. L’evento allarga il percorso oltre la bicicletta Tra le novità più rilevanti c’è il primo itinerario dedicato alle Terre UNESCO della Collina Po, un tracciato di 200 chilometri da affrontare secondo i propri tempi. In programma c’è pure la prima ciclopedalata vintage, fissata per sabato alle 14:30, con biciclette d’epoca e abiti in tema. Accanto a queste iniziative troverà spazio il villaggio expo, che riunirà oltre 50 espositori e 200 marchi. Non sarà una semplice area promozionale: il pubblico potrà seguire incontri pratici sulla biomeccanica, consigli utili per il campeggio bike-friendly e la proiezione esclusiva del documentario “Lung-ta cavalli al vento”, dedicato al bikepacking in Himalaya. Famiglie, outdoor e prodotti locali nel festival L’attenzione alle famiglie resta uno dei punti forti della manifestazione. Per i più piccoli è stata predisposta una pista junior da 1. 000 metri quadrati, dove i tecnici UISP accompagneranno i bambini in un percorso dedicato alla sicurezza su due ruote. Dopo le oltre 20. 000 presenze registrate nelle scorse edizioni, Bike Experience si conferma una vetrina importante per il Piemonte. Accanto alle pedalate guidate e ai trekking in collina, i visitatori avranno a disposizione il nuovo giardino del benessere e un’area food con prodotti locali. L’ingresso sarà libero, anche se per escursioni e attività outdoor viene consigliata la prenotazione sul portale ufficiale. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/investimenti-e-aerospazio-il-piemonte-consolida-i-rapporti-con-il-canada.html - Categorie: Innovazione Il Piemonte prova a rendere più solido il rapporto con il Canada e lo fa puntando su due leve precise: l’aerospazio e la capacità di attrarre investimenti. Il passaggio centrale della missione istituzionale tra Montréal e Toronto è stato il confronto tra l’assessore regionale alle Attività produttive e all’internazionalizzazione Andrea Tronzano e il ministro del Québec Christopher Skeete. Un dialogo che va oltre i rapporti commerciali La trasferta canadese mette insieme una parte ampia del sistema piemontese. Accanto alla Regione sono presenti il Comune di Torino e diversi enti, oltre che soggetti dell’università e della ricerca, con il coinvolgimento del Politecnico, dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale. L’obiettivo è dare una vetrina internazionale alle competenze del territorio e trasformare i contatti istituzionali in progetti concreti. Nel colloquio con il Québec è emersa l’idea di una collaborazione più ampia, costruita su un’affinità già esistente nel campo dell’innovazione. La Regione considera questa fase come un’occasione per passare da rapporti consolidati sul piano diplomatico ed economico a iniziative operative, capaci di incidere su ricerca, impresa e sviluppo industriale. Le imprese cercano spazio tra tecnologia e investimenti Il fronte economico ha dato segnali giudicati incoraggianti. Il presidente della Camera di commercio di Torino e il segretario generale di Unioncamere Piemonte hanno richiamato le possibilità di cooperazione che possono aprirsi in più settori, dall’aerospazio all’agritech. Nel corso del forum, alcune aziende piemontesi hanno avviato una serie di incontri con interlocutori canadesi. Tra i passaggi più osservati c’è stata la visita alla CAE, gruppo internazionale attivo nei simulatori e nelle tecnologie per difesa e aerospazio, presente in 140 Paesi e con oltre 13. 000 dipendenti. L’azienda, che ha già una presenza in Italia, ha mostrato interesse verso nuove sinergie con il Piemonte, anche alla luce degli strumenti regionali pensati per favorire l’arrivo di investimenti. Anche gli atenei entrano nella partita Sul piano accademico il Politecnico di Torino ha confermato la disponibilità a lavorare con partner canadesi. L’ipotesi sul tavolo riguarda pure la nascita di nuove infrastrutture di ricerca, in un settore ritenuto strategico per lo scambio di competenze e per l’innovazione di lungo periodo. La missione in Canada, quindi, non resta confinata al profilo istituzionale: prova a unire università, imprese e amministrazioni dentro una stessa cornice di sviluppo. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-14 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/le-5-migliori-destinazioni-italiane-per-una-settimana-in-famiglia-tra-divertimento-e-sicurezza.html - Categorie: Turismo Organizzare una settimana in famiglia richiede una valutazione attenta di molteplici fattori: qualità delle strutture ricettive, sicurezza sanitaria, accessibilità dei servizi e varietà delle attività proposte. In Italia, la ricchezza del patrimonio paesaggistico e culturale consente di coniugare svago e formazione in modo armonico, offrendo esperienze calibrate sulle esigenze di adulti e bambini. La scelta della destinazione non può prescindere da infrastrutture efficienti, contesti urbani o naturali ben curati e un’offerta turistica strutturata. Le località qui selezionate rispondono a criteri di affidabilità, organizzazione e pluralità di stimoli, garantendo un soggiorno sereno senza rinunciare alla profondità culturale e alla qualità ambientale che contraddistinguono il territorio nazionale. Trentino-Alto Adige: natura alpina e cultura dell’accoglienza Per le famiglie che prediligono la montagna, il Trentino-Alto Adige costituisce un modello di efficienza organizzativa e sicurezza. Le Dolomiti, patrimonio naturale di straordinaria bellezza, offrono percorsi escursionistici ben segnalati, piste ciclabili protette e parchi avventura progettati secondo rigorosi standard di sicurezza. Le strutture alberghiere, spesso a gestione familiare, presentano un’elevata specializzazione nell’ospitalità per bambini, con aree gioco interne, menù dedicati e servizi di babysitting qualificato. In estate, i laghi alpini e le malghe didattiche consentono esperienze a diretto contatto con la natura; in inverno, le scuole di sci certificate garantiscono percorsi di apprendimento progressivo in ambienti controllati. La puntualità dei trasporti pubblici e la cura degli spazi urbani contribuiscono a creare un contesto rassicurante, ideale per una settimana all’insegna del benessere condiviso. Toscana: arte, paesaggio e didattica esperienziale La Toscana offre un equilibrio raffinato tra patrimonio storico-artistico e dimensione rurale. Città come Firenze, Siena e Lucca permettono di introdurre i più giovani alla conoscenza dell’arte attraverso musei organizzati con percorsi didattici interattivi e laboratori educativi. Parallelamente, le campagne del Chianti e della Maremma mettono a disposizione agriturismi strutturati per l’accoglienza familiare, con ampi spazi verdi e attività all’aria aperta. La varietà dell’offerta consente di alternare visite culturali a momenti di relax in contesti naturali protetti. Le aziende agricole didattiche, in particolare, svolgono una funzione formativa significativa, avvicinando bambini e ragazzi ai cicli produttivi e alla sostenibilità alimentare. La presenza capillare di strutture sanitarie e la buona rete viaria regionale rafforzano ulteriormente la percezione di sicurezza. Sardegna meridionale: mare protetto e servizi integrati La Sardegna meridionale rappresenta una delle mete più indicate per un soggiorno familiare grazie alla limpidezza delle acque, ai bassi fondali e alla presenza di spiagge ampie e ben sorvegliate. Località come Villasimius, Chia e Costa Rei offrono stabilimenti attrezzati, servizi di assistenza e strutture ricettive concepite per nuclei familiari. Una vacanza all inclusive in Sardegna, in tal senso, consente di pianificare con precisione costi e attività, riducendo gli imprevisti organizzativi: resort e villaggi turistici propongono programmi di animazione differenziati per fasce d’età, assistenza medica tempestiva e un controllo costante degli spazi comuni. L’ambiente naturale, tutelato da vincoli paesaggistici e aree marine protette, favorisce inoltre attività educative legate alla scoperta dell’ecosistema mediterraneo, promuovendo nei più giovani una sensibilità ambientale consapevole. Roma: patrimonio universale e servizi per famiglie Un soggiorno nella capitale rappresenta un’opportunità di straordinaria rilevanza formativa. Musei, aree archeologiche e parchi urbani permettono di costruire un itinerario equilibrato, alternando momenti di approfondimento culturale a pause rigenerative. La città ha progressivamente implementato servizi dedicati alle famiglie, con percorsi guidati specifici per bambini, accessi facilitati e programmi educativi promossi dalle istituzioni museali. In tale prospettiva si comprende pienamente il valore dell’abbondanza culturale della capitale italiana, che testimonia l’impegno costante nella tutela e valorizzazione del patrimonio. Accanto ai monumenti più noti, esistono spazi verdi come Villa Borghese o il Parco degli Acquedotti, idonei a offrire momenti di svago in ambienti controllati. La presenza diffusa delle forze dell’ordine nelle aree turistiche e l’efficienza dei servizi pubblici rafforzano le condizioni di sicurezza indispensabili per un soggiorno sereno. Riviera Romagnola: tradizione dell’ospitalità e intrattenimento organizzato La Riviera Romagnola si distingue storicamente per una consolidata vocazione all’accoglienza familiare. Località quali Rimini, Riccione e Cesenatico offrono spiagge attrezzate con standard elevati di sorveglianza, servizi di salvataggio e aree gioco delimitate. La pianificazione urbana, con lungomari pedonalizzati e piste ciclabili, favorisce la mobilità sicura. I parchi tematici e acquatici della zona integrano l’offerta balneare con proposte di intrattenimento strutturate, mentre gli hotel a conduzione familiare garantiscono un’attenzione personalizzata. La presenza di servizi sanitari facilmente accessibili e di un sistema di trasporti efficiente rende la destinazione particolarmente adatta a nuclei con bambini piccoli o adolescenti. La scelta della destinazione ideale per una settimana in famiglia implica un’analisi ponderata delle esigenze specifiche di ciascun componente, nonché una valutazione attenta delle condizioni di sicurezza e della qualità dell’offerta culturale e ricreativa. Le località esaminate dimostrano come il territorio italiano sia in grado di proporre esperienze diversificate ma accomunate da standard elevati di accoglienza e tutela. Investire tempo nella pianificazione consente di trasformare il viaggio in un’occasione di crescita condivisa, in cui divertimento e consapevolezza si integrano armonicamente, offrendo alla famiglia un’esperienza autentica e duratura. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/al-boschetto-di-nichelino-nasce-unarea-green-tra-ricerca-e-natura.html - Categorie: News Nichelino lega la Giornata della Terra a un intervento che mette al centro verde urbano, ricerca e qualità della vita. Mercoledì 22 aprile 2026, alle 18. 30, all’Infopoint del Boschetto, la città presenta il completamento del progetto SOFT PILOT nato dentro l’iniziativa europea CICADA4CE. All’incontro partecipano il sindaco Giampiero Tolardo, l’assessore Alessandro Azzolina e i docenti del DISAFA dell’Università di Torino, che ha seguito il coordinamento dell’intero lavoro. Un parco che cambia funzione L’area interessata supera i 6. 700 metri quadrati e assume un ruolo nuovo dentro il tessuto urbano di Nichelino. Il Boschetto non resta soltanto uno spazio pubblico, ma diventa un luogo pensato per offrire benefici concreti ai cittadini e per mettere alla prova soluzioni utili contro gli effetti del clima che cambia. L’idea di fondo è chiara: aumentare la presenza di aree verdi e, allo stesso tempo, costruire un modello che possa offrire dati, osservazioni e indicazioni utili anche ad altre realtà urbane. Il progetto prende forma come un intervento che unisce ambiente e studio scientifico, con un equilibrio preciso tra utilità quotidiana e sperimentazione. Da una parte c’è il bisogno di spazi più vivibili, dall’altra c’è la volontà di capire quali scelte possano funzionare meglio nel tempo. Tre spazi con una missione precisa Il piano si sviluppa attraverso tre aree distinte. La prima è la Boscosfera, un'area corrispondente a 700 metri quadri con circa cento nuove piante. In questa zona trova posto, inoltre, il recupero di una vecchia porta da calcio, che cambia funzione e diventa un elemento decorativo grazie alle piante rampicanti. Il nucleo principale è il Grande Bosco Urbano, esteso su circa 6. 000 metri quadrati. Qui trovano posto oltre 220 alberi, tra querce, tigli, aceri e carpini. L’obiettivo è dare forma a un’area più fresca, più resistente e più favorevole alla biodiversità. Dove il verde incontra la ricerca Accanto agli spazi destinati alla forestazione compare il Laboratorio Scientifico, una porzione più piccola, di circa 42 metri quadrati, divisa in parcelle sperimentali. In questo punto i ricercatori osservano la crescita delle specie vegetali e la loro capacità di adattamento. Il progetto offre così un’immagine precisa della direzione scelta da Nichelino. Il Boschetto diventa un riferimento locale dove comunità, università e amministrazione condividono lo stesso obiettivo: usare il verde come leva per il benessere collettivo e per una città più preparata davanti alle sfide ambientali. - Published: 2026-04-14 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/di-fiore-in-foglia-il-vivaio-gardenesque-apre-al-pubblico-per-la-festa-di-primavera.html - Categorie: Eventi A Monteu da Po la primavera prende forma tra serre, profumi e incontri dedicati a chi ama il verde. Sabato 18 e domenica 19 aprile il vivaio Gardenesque apre i suoi spazi per “Di Fiore in Foglia”, una due giorni pensata per avvicinare il pubblico a un mondo fatto di varietà botaniche, coltivazione consapevole e contatto diretto con la natura. L’ingresso sarà gratuito e il programma accompagnerà i visitatori dalle 10 fino al tramonto in entrambe le giornate. Due giorni dentro il cuore del vivaio L’evento metterà al centro piante erbacee perenni, annuali insolite, rarità botaniche e kokedama, con l’idea di offrire un’esperienza che vada oltre la semplice visita. Il vivaio proporrà infatti un percorso tra specie adatte ai climi locali, soluzioni per il giardino e il terrazzo e consigli pratici affidati a chi queste piante le conosce da vicino. L’obiettivo sarà quello di creare un momento aperto, accessibile e utile, dove curiosità, bellezza e conoscenza possano stare nello stesso spazio. Tra laboratori e chiacchiere botaniche Accanto alla visita del vivaio ci sarà spazio per attività rivolte a pubblici diversi. Simone Nigra e Andrea De Paoli, titolari di Gardenesque, accompagneranno questa festa del giardino con passeggiate botaniche, momenti di approfondimento e laboratori pensati per adulti e bambini. Sabato 18 aprile troverà posto il laboratorio di ceramica guidato da Sara di Kiko Ceramiche, mentre domenica 19 aprile il programma offrirà una passeggiata dedicata alle erbe spontanee benefiche in cucina e un appuntamento pratico di cesteria selvatica. Alle attività a pagamento si affiancheranno le chiacchierate botaniche gratuite, dedicate al giardino sostenibile, alle erbe in tazza e alle salvie commestibili. Un piccolo mondo verde che si allarga La manifestazione si arricchirà grazie alla presenza di vivai e artigiani ospiti, chiamati a portare nel vivaio nuove sfumature del rapporto con la natura. Ci saranno arbusti da bacca, rose antiche, iris barbate, piante tropicali, miele biologico, erbe officinali, pane di grani antichi, ceste artigianali, cosmetici naturali, tisane e proposte legate al benessere. Per i titolari del vivaio, aprire le porte di Gardenesque equivale a condividere una festa fatta di piante e persone, con il desiderio di diffondere una vera cultura del verde e di suggerire un modo più armonioso di vivere il giardino. A Monteu da Po, per due giorni, la primavera avrà così il volto di un incontro semplice, ricco e molto concreto. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/krumiri-rossi-nuova-proprieta-per-lo-storico-brand-piemontese.html - Categorie: News Krumiri Rossi apre una nuova fase della propria storia. Lo storico marchio di Casale Monferrato passa infatti alla Compagnia del Gusto Holding, che ha rilevato il 100% del brand dalla famiglia Portinaro, da anni punto di riferimento per la ricetta e per l’identità del celebre biscotto piemontese. Per il territorio si tratta di un cambio rilevante, perché chiude una lunga stagione e ne inaugura un’altra con obiettivi di crescita più ampi. Un cambiamento per il marchio storico Nati nel 1878, i Krumiri Rossi hanno costruito nel tempo una reputazione solida, legata alla tradizione artigianale, alla scelta delle materie prime e a una lavorazione che ha conservato nel tempo il carattere originario del prodotto. Anche dettagli molto riconoscibili, come la scatola in latta rossa e la ricetta essenziale, hanno contribuito a rendere il marchio noto ben oltre l’area casalese. Le radici restano al centro Il cambio di proprietà, secondo quanto annunciato, non modifica l’identità del marchio. Restano al centro produzione, storia e legame con il territorio. Anche sul fronte occupazionale la linea indicata è quella della continuità, con la volontà di preservare il valore costruito in oltre un secolo di attività. La stessa famiglia Portinaro accompagnerà questa fase. Anna Portinaro continuerà infatti a lavorare nel punto vendita storico, così da favorire il passaggio di competenze e custodire il patrimonio di esperienza maturato negli anni. La stessa Portinaro ha espresso orgoglio per il lavoro svolto insieme al marito Carlo e ai collaboratori, dicendosi fiduciosa sul fatto che la nuova proprietà possa aprire un capitolo importante per il marchio. L’obiettivo è crescere ancora Nella nuova fase avrà un ruolo centrale Angelo Miglietta, indicato come futuro presidente. A lui spetterà il compito di guidare un percorso che dovrà unire sviluppo commerciale e tutela dell’identità storica del brand. Sergio Albarelli ha definito l’acquisizione un passaggio di grande valore per il gruppo, perché inserisce nel progetto un marchio iconico del Made in Italy. Anche il CEO Ettore Nicoletto ha letto l’operazione come il primo tassello di un disegno più ampio, rivolto alla costruzione di un portafoglio di prodotti artigianali di alta gamma. Per Casale Monferrato e per il Piemonte, il significato resta chiaro: un simbolo della tradizione locale vuole crescere senza perdere la propria anima. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/monferrato-al-castello-di-casale-apre-il-nuovo-punto-informativo-per-i-cicloturisti.html - Categorie: News Il Monferrato rafforza la propria identità legata al turismo su due ruote e prepara un nuovo punto di riferimento per chi sceglie di visitare il territorio in bicicletta. Sabato 18 aprile 2026, alle 11. 00, al Castello di Casale Monferrato aprirà lo sportello “Ciclo Turismo in Monferrato”, pensato per accogliere visitatori, appassionati e viaggiatori interessati a muoversi tra colline e percorsi naturalistici con un approccio sostenibile. L’iniziativa nasce con l’idea di dare una base concreta a chi arriva in zona e cerca indicazioni utili, materiali dedicati e un supporto diretto per costruire il proprio itinerario. Un nuovo punto per chi sceglie le due ruote L’apertura del nuovo servizio segna un passaggio preciso nella proposta turistica dell’area. Il progetto mette al centro chi percorre la Ciclovia VenTo e chi vuole conoscere il territorio con tempi più lenti e con una formula capace di unire paesaggio, cultura e attività all’aria aperta. In questo quadro, lo sportello si presenta come un presidio stabile, costruito per accompagnare il visitatore prima della partenza e durante l’esperienza sul territorio. A curare l’iniziativa è FIAB Monferrato Bike Terre Unesco, realtà che punta a rendere più semplice l’accesso alle informazioni e a trasformare il viaggio in bici in un’esperienza più ordinata e leggibile. Orari chiari per una fase di prova Dopo l’inaugurazione, il servizio entrerà in funzione da sabato 19 aprile e resterà attivo in forma sperimentale fino alla fine di maggio. In questa prima fase lo sportello aprirà tutti i giorni dalle 10. 00 alle 13. 00. La scelta di una finestra quotidiana definita permette ai visitatori di avere un riferimento preciso, utile sia per chi programma il percorso in anticipo sia per chi arriva sul posto e decide all’ultimo momento come muoversi. L’obiettivo appare chiaro: dare continuità all’accoglienza e offrire un sostegno concreto a chi vuole pedalare tra le colline piemontesi senza affidarsi soltanto a informazioni sparse o generiche. Tracce digitali e percorsi costruiti su misura Dentro questo spazio sarà possibile ricevere informazioni tecniche, materiali utili e suggerimenti pratici. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’accesso gratuito a una itinerarioteca digitale, affiancata dalla possibilità di ottenere supporto per la creazione di tracce GPX personalizzate. Il servizio, quindi, si adatta alle esigenze dei singoli utenti e tiene conto del livello di esperienza e del tipo di percorso desiderato. L’iniziativa guarda all’intero sistema delle Terre Unesco e prova a collegare in modo più ordinato Monferrato, Langhe e Roero, con l’idea di valorizzare un’offerta ampia e coerente. Il progetto punta così a rendere più semplice un modo di viaggiare attivo, sostenibile e radicato nel territorio. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/biennale-tecnologia-torna-a-torino-con-120-eventi-e-300-ospiti.html - Categorie: Eventi Biennale Tecnologia torna a Torino dal 15 al 19 aprile con una quinta edizione che punta a portare la scienza fuori dagli spazi più tradizionali e a metterla in contatto diretto con il pubblico. La manifestazione, organizzata dal Politecnico di Torino, si presenta con un taglio più aperto e diffuso, tra incontri, spettacoli, laboratori e momenti di confronto costruiti attorno al tema Soluzioni. In calendario ci sono oltre 120 eventi e più di 300 ospiti, chiamati a ragionare su come la tecnologia possa avere un ruolo concreto nella vita collettiva. Torino diventa un laboratorio a cielo aperto La rassegna non si fermerà nelle aule del Politecnico. Gli appuntamenti raggiungeranno infatti varie sedi della città, dalle Ogr al Museo Egizio, dal Circolo dei lettori alle Gallerie d’Italia, fino al Teatro Regio, al Cap10100 e all’Accademia delle Scienze. L’idea è quella di distribuire la manifestazione dentro la Torino culturale, con un programma capace di allargarsi ben oltre il perimetro universitario. Il rettore Stefano Corgnati ha spiegato che questa edizione nasce con l’intento di essere la Biennale della città e ha legato il progetto all’identità del territorio, che a suo giudizio ha nella tecnologia e nell’innovazione due elementi da cui partire per costruire il domani. Gli ospiti e i temi che attraversano il programma Tra i nomi annunciati compaiono Maccio Capatonda, Linus, Gustavo Zagrebelsky, Silvia Bencivelli e Stefano Accorsi, accanto a ospiti italiani e internazionali provenienti da ambiti diversi. Il programma è stato curato da Guido Saracco con Simone Arcagni, il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche e Federico Bomba. I percorsi scelti toccano quattro direttrici principali. Una riguarda l’intelligenza artificiale e i suoi effetti sul rapporto tra persone e società. Un’altra mette al centro il legame tra cultura e strumenti tecnologici. A queste si aggiunge una linea più ampia, che passa dallo spazio alla salute, e il capitolo delle mostre, con Framing Problems e Dati Sensibili. Dai ragazzi alle scuole Una parte del cartellone guarda ai più giovani. Sono previsti spazi dedicati a bambini e ragazzi sotto i 14 anni, con attività curate da ricercatori e associazioni. Per gli studenti arriverà pure un campus residenziale di quattro giorni, che coinvolgerà oltre 200 ragazze e ragazzi provenienti da varie regioni. Per le scuole superiori sono stati preparati percorsi di avvicinamento, mentre nel fine settimana i team studenteschi dell’ateneo si presenteranno in piazza San Carlo. L’ingresso sarà gratuito fino a esaurimento posti. Alcuni eventi richiederanno la prenotazione sul sito ufficiale della manifestazione. La rassegna gode del patrocinio della Città di Torino, della Regione Piemonte e della Crui, con il sostegno di fondazioni, istituzioni e partner privati. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/intervento-record-al-mauriziano-tolto-con-il-robot-un-adenoma-vicino-allaorta.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Torino torna al centro di una vicenda clinica di rara complessità grazie a un intervento eseguito all’ospedale Mauriziano, dove un’équipe specializzata ha rimosso con successo un grosso adenoma endocrino in una zona anatomica molto delicata. La massa, di circa sei centimetri, si trovava vicino all’arco dell’aorta, in una sede definita eccezionale dai medici. La paziente, quasi ottantenne, era arrivata in ospedale in condizioni di forte affaticamento, con valori di calcio nel sangue molto alti che avevano fatto scattare approfondimenti diagnostici mirati. Un caso raro emerso dagli esami A indirizzare i medici verso la diagnosi sono stati esami come Tac e scintigrafia, che hanno rilevato una formazione in una posizione diversa da quella più frequente per gli adenomi di natura paratiroidea. Dal Mauriziano è stato spiegato che queste masse si trovano di solito dietro la tiroide, mentre in una quota limitata di casi possono comparire in altre aree anatomiche. In questo caso, a colpire gli specialisti sono stati sia la localizzazione sull’arco aortico sia le dimensioni della massa, elementi che hanno reso il quadro clinico fuori dall’ordinario. Quattro micro-incisioni e 45 minuti di sala operatoria L’intervento è stato eseguito l’8 aprile dall’équipe di chirurgia toracica diretta dal dottor Alberto Sandri. Nel giro di 45 minuti, tramite quattro piccolissime incisioni, è stata rimossa la massa che si trovava a stretto contatto con strutture molto sensibili, tra cui vasi sanguigni e nervi fondamentali. Sandri ha spiegato che l’adenoma era vicino all’arco aortico, all’arteria succlavia e all’arteria polmonare, oltre a trovarsi tra il nervo vago e quello frenico. Proprio la chirurgia robotica ha offerto un livello di precisione tale da rendere possibile un’azione molto accurata e poco invasiva, riducendo al minimo i rischi per aree decisive per la respirazione, la voce e la deglutizione. Ripresa rapida dopo un intervento delicatissimo Il decorso post-operatorio è stato veloce. La paziente ha lasciato il letto già il giorno dopo l’operazione, una volta tolto il drenaggio toracico, ed è stata dimessa dopo appena tre giorni. La stessa donna ha raccontato di essere arrivata al Mauriziano senza più forze e di aver ritrovato, dopo le cure ricevute, sensazioni che pensava perdute. Parole di apprezzamento sono arrivate anche dalla direzione generale dell’azienda ospedaliera, che ha sottolineato il valore della diagnosi tempestiva, della competenza dei professionisti coinvolti e dell’uso di una tecnologia avanzata capace di affrontare una situazione tanto rara quanto complessa. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/moncalieri-stretta-sul-cellulare-alla-guida-25-multe-in-un-giorno.html - Categorie: News - Tag: Moncalieri A Moncalieri il tema della sicurezza stradale torna al centro con un intervento mirato contro una delle abitudini più diffuse e rischiose al volante: l’uso del cellulare durante la guida. Il primo giorno di controlli specifici ha già restituito un dato netto, con 25 verbali elevati dalla polizia locale, segno di un comportamento ancora molto presente tra gli automobilisti. L’amministrazione ha scelto una linea precisa e, insieme alla Prefettura, ha impostato un piano destinato a proseguire nei prossimi mesi con verifiche costanti. Moncalieri apre una nuova fase dei controlli L’operazione avviata in città non ha il peso di un intervento isolato. Il Comune ha infatti organizzato, con il coordinamento della Prefettura, una serie di controlli dedicati che si ripeteranno ogni quindici giorni. Le pattuglie avranno un compito specifico: contrastare le distrazioni al volante legate allo smartphone. Il primo bilancio ha già dato una misura chiara del fenomeno. In una sola giornata gli agenti hanno contestato 25 infrazioni, un numero che conferma quanto il telefono resti presente nelle cattive abitudini di molti conducenti. La scelta dell’amministrazione punta quindi a dare continuità ai controlli e a rendere visibile una presenza costante sulle strade. Venticinque multe e un messaggio molto chiaro Dietro ai verbali c’è una strategia che guarda oltre la sanzione. Il Comune vuole colpire un comportamento che, secondo i dati richiamati nel piano, rientra tra le prime cause di incidenti urbani. Abbassare lo sguardo sullo schermo, leggere un messaggio o controllare i social mentre l’auto è in marcia significa sottrarre attenzione alla strada per metri e metri. I promotori dell’iniziativa hanno spiegato che il punto non riguarda le cosiddette multe facili, ma la tutela della vita umana. Il richiamo è diretto: ridurre le distrazioni serve a proteggere automobilisti, ciclisti e pedoni. In questo quadro, la sanzione diventa uno strumento per fermare un’abitudine che può avere conseguenze pesanti anche in pochi secondi. La linea dura parte da un gesto semplice Per i prossimi mesi la direzione è definita: tolleranza zero verso chi usa il telefono mentre guida. L’obiettivo del piano è rendere regolari i controlli e trasformare questa continuità in un deterrente concreto. La certezza di potersi imbattere nelle verifiche dovrà servire a riportare l’attenzione su una regola elementare, spesso trascurata. Il messaggio dell’amministrazione è semplice: la sicurezza non è un dettaglio e non può restare affidata alla buona volontà del singolo. Parte da una scelta minima, quasi banale, che ha un peso enorme nella vita quotidiana di chi si muove in strada. Prima di mettere in moto, il telefono va lasciato da parte. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/economia/torino-riapre-il-plastico-del-dopolavoro-ferroviario-ingresso-gratis-il-18-e-19-aprile.html - Categorie: Economia A Torino torna visitabile uno dei luoghi più curiosi per gli appassionati di modellismo ferroviario e per chi cerca un appuntamento diverso dal solito. Sabato 18 e domenica 19 aprile 2026 il pubblico potrà entrare nel Plastico del Dopolavoro Ferroviario di via Sacchi e osservare da vicino un allestimento che negli anni ha conquistato generazioni di visitatori. L’accesso sarà gratuito e non servirà alcuna prenotazione: basterà presentarsi all’ingresso indicato negli orari di apertura. Un piccolo universo che si muove tra binari e scenari Il cuore della visita resta un impianto in scala H0, pari a 1:87, dove il colpo d’occhio nasce dall’insieme. Su 250 metri di binari si muovono 20 treni alimentati a corrente alternata, dentro un paesaggio ricco di dettagli e di scene che catturano subito lo sguardo. Il percorso visivo cambia di continuo. In un punto appare lo scalo merci, poco oltre si aprono gli impianti sciistici sotto la nevicata; poi arrivano il temporale, i lampi, i tuoni e infine l’arcobaleno. A completare il quadro spunta perfino un porto canale con chiusa, dettaglio che rende ancora più articolata la visita. Tra pezzi storici e un ampliamento già in cantiere Il plastico non resta fermo. I visitatori troveranno infatti anche l’espansione dell’allestimento attuale, pensata per il funzionamento in corrente continua, soluzione adatta a convogli di marchi molto noti come Lima, Rivarossi e Roco. Sulle pareti, intanto, trovano posto diversi cimeli che riportano alla memoria il passato ferroviario e aggiungono valore a un’esperienza che unisce tecnica, passione e memoria. L’effetto complessivo nasce proprio da questo equilibrio: da una parte il movimento dei treni, dall’altra i richiami alla storia del settore. Il risultato è una visita che può incuriosire gli esperti, ma che riesce a farsi seguire con facilità anche da chi entra per la prima volta. Come entrare e cosa sapere prima della visita L’ingresso si trova in via Paolo Sacchi 65/A. I visitatori dovranno raggiungere la scala rossa che porta al primo piano, dove i volontari del DLF, riconoscibili dal tesserino, autorizzeranno l’accesso libero. L’orario sarà continuato dalle 9 alle 18, con ultimo ingresso alle 18. Va considerato un aspetto pratico: la scala che conduce al plastico non dispone di ascensore. Per chi desidera organizzare una visita in un altro momento resta comunque un’ulteriore possibilità, disponibile con prenotazione e a pagamento l’ultimo giovedì di ogni mese, tramite la segreteria del DLF. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/lavori-sulla-rete-idrica-a-pecetto-martedi-14-aprile-stop-allacqua-in-tre-zone.html - Categorie: News Il Comune di Pecetto Torinese ha comunicato una sospensione temporanea del servizio di acqua potabile prevista per martedì 14 aprile 2026. L’intervento rientra in un programma di rinnovo della rete idrica e interesserà una parte del territorio comunale nel corso del pomeriggio. La finestra indicata va dalle 14 alle 17, con possibili disagi per residenti e attività presenti nelle aree coinvolte. Stop temporaneo alla fornitura in tre zone del paese Le operazioni riguarderanno in particolare strada Busello, Valle San Pietro e Valle Sauglio, insieme alle zone vicine. In quella fascia oraria potranno verificarsi sospensioni saltuarie dell’erogazione, con una situazione che potrebbe cambiare nel corso delle tre ore previste per i lavori. L’avviso diffuso dall’amministrazione serve a permettere ai cittadini di organizzarsi per tempo, così da limitare i problemi legati alla mancanza d’acqua. La comunicazione richiama l’attenzione su un intervento ritenuto utile per il miglioramento dell’acquedotto, con l’obiettivo di rendere più efficiente il servizio nelle aree interessate. Al termine delle operazioni potrebbe comparire un fenomeno temporaneo di torbidità dell’acqua potabile. Si tratta di una possibilità segnalata dal Comune, che invita a non allarmarsi: nella maggior parte dei casi il problema si risolve lasciando scorrere l’acqua per alcuni minuti dopo il ripristino del servizio. L’indicazione vale soprattutto per chi noterà un’acqua meno limpida subito dopo la riattivazione. È un effetto che può presentarsi dopo lavori di manutenzione sulla rete e che, secondo quanto segnalato, tende a sparire in tempi brevi senza ulteriori interventi da parte degli utenti. L’invito del Comune per evitare disagi L’amministrazione ha rivolto ai residenti una richiesta precisa: durante l’interruzione conviene chiudere i rubinetti. Il motivo è semplice. Il ritorno dell’acqua potrebbe arrivare anche in anticipo rispetto all’orario indicato e senza altri avvisi, con il rischio di creare problemi all’interno delle abitazioni. La misura suggerita serve quindi a evitare possibili allagamenti o fuoriuscite accidentali una volta riattivata l’erogazione. Il Comune ha accompagnato l’avviso con un messaggio di scuse per i disagi che potranno verificarsi nel pomeriggio, ribadendo allo stesso tempo il valore dell’intervento sulla rete idrica e chiedendo collaborazione ai cittadini delle aree coinvolte. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/il-museo-del-risorgimento-firma-il-suo-manifesto-sullintelligenza-artificiale.html - Categorie: Innovazione Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano sceglie di prendere posizione su uno dei temi più discussi di questa fase storica e presenta il Manifesto per l’uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale. L’appuntamento è fissato per il 17 aprile alle 18, nel contesto di Biennale Tecnologia. Per il museo torinese si tratta di un passaggio preciso: fissare criteri, limiti e responsabilità in un ambito che ormai entra ogni giorno anche nel lavoro culturale. Un documento che segna un passaggio preciso Con questa scelta, il Museo del Risorgimento diventa il primo museo in Italia a dotarsi di un documento di indirizzo dedicato all’IA. La decisione nasce dall’idea che i luoghi della cultura non possano restare spettatori davanti ai cambiamenti in corso. Al centro non c’è una fiducia cieca nella tecnologia, ma la necessità di capire come questi strumenti incidano in modo concreto sul lavoro museale, sulle pratiche interne e sul rapporto con il pubblico. L’IA entra nel lavoro quotidiano dei musei Il punto di partenza è chiaro: l’intelligenza artificiale riguarda già molte attività quotidiane. Interessa la gestione dei dati, tocca la conservazione e la catalogazione, attraversa la produzione di contenuti e la comunicazione. Rientra anche nelle attività educative, nella mediazione con i visitatori, nella ricerca e nella progettazione. Per questo il museo ha scelto una cornice di principi coerente con la propria missione culturale e scientifica. Da questa esperienza è emersa una priorità precisa: rafforzare le competenze interne e costruire una vera AI literacy per il personale. Il tema, quindi, non riguarda soltanto gli strumenti, ma la capacità di usarli con consapevolezza, senso del limite e qualità professionale. Nove punti per fissare responsabilità e limiti Il manifesto si articola in nove punti, collegati al codice etico del museo. I temi toccano la centralità dello spirito critico, il valore della responsabilità umana, la qualità e la verifica dei contenuti, il rispetto della deontologia professionale, la tutela del patrimonio, la trasparenza nell’uso degli strumenti e la protezione della privacy. Dentro questo quadro trova spazio anche l’attenzione verso l’innovazione nella comunicazione e verso la formazione continua. Il principio finale riassume il senso dell’intero documento: l’IA deve restare una scelta consapevole, mai un automatismo e mai un obbligo. È su questa linea che il Museo del Risorgimento prova a definire un metodo, rivolto ai dipendenti, ai collaboratori, al pubblico, alla comunità scientifica e all’intero sistema culturale. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/arriva-la-nutella-buongiorno-torino-un-barattolo-in-edizione-limitata.html - Categorie: News Torino entra nella nuova edizione di Nutella Buongiorno 2026 con un barattolo pensato come omaggio visivo alla città e ai suoi simboli più riconoscibili. L’iniziativa, nata dalla collaborazione con ENIT S. p. A. , inserisce il capoluogo piemontese in una serie dedicata a 10 città d’arte italiane, con l’idea di portare il territorio dentro un gesto semplice e familiare come la colazione. L’operazione unisce promozione turistica, immagine urbana e cultura popolare, affidando a ogni confezione il compito di evocare identità, memoria e tradizione. Torino finisce sul vasetto della colazione italiana La presenza di Torino in questa edizione colloca la città accanto a Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Bari, Napoli e Palermo. Il progetto nasce dentro un percorso già avviato negli anni scorsi e punta ancora una volta sulla valorizzazione del patrimonio italiano attraverso un oggetto di largo consumo. In questo caso, il vasetto diventa una piccola vetrina nazionale, capace di richiamare scorci, monumenti e riferimenti immediati. Alla base della scelta ci sono criteri definiti con precisione. Hanno pesato le presenze turistiche, il numero di abitanti superiore a 100. 000, la distribuzione geografica tra Nord, Centro e Sud e la presenza di elementi simbolici adatti a raccontare ogni destinazione con un colpo d’occhio rapido. L’obiettivo è stato quello di costruire una collezione riconoscibile, coerente e legata ai tratti più forti di ciascuna città. I simboli di Torino disegnati per farsi ricordare Nel barattolo dedicato a Torino trovano spazio alcuni dettagli che appartengono con forza all’immaginario cittadino. Spiccano la Mole Antonelliana, il profilo delle Alpi, il Po e i Toret, elementi che restituiscono il legame tra paesaggio, storia e vita quotidiana. Sul retro compare poi una specialità locale come i baci di dama, scelta che aggiunge un richiamo gastronomico e rafforza il legame con le radici del territorio. L’effetto complessivo cerca una sintesi tra eleganza e immediatezza. Torino viene presentata come una città dalla fisionomia precisa, dove architettura, natura e tradizione convivono dentro un equilibrio riconoscibile. Il risultato non punta su una semplice decorazione, ma su una narrazione visiva compatta, costruita per restare impressa. L’illustrazione cambia il volto della serie Nutella Uno degli aspetti più evidenti di questa edizione riguarda il contributo dell’illustratore Antonio Colomboni. Il progetto sceglie infatti il linguaggio dell’illustrazione, lasciando da parte un’impostazione più descrittiva. Questa soluzione dà ai vasetti un tono più personale e interpretativo, capace di suggerire atmosfere e identità con maggiore libertà. Per Torino, la scelta appare particolarmente efficace. La città emerge attraverso segni, colori e simboli che ne restituiscono il carattere senza appesantire l’immagine. Così la collezione 2026 assume il valore di una piccola mappa sentimentale dell’Italia, con Torino tra le protagoniste di un’operazione che lega colazione, turismo e memoria urbana. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/economia/aree-montane-dalla-regione-piemonte-144-milioni-per-sostenere-gli-agricoltori.html - Categorie: Economia La Regione Piemonte mette in campo 14,4 milioni di euro per sostenere le aziende agricole che lavorano nelle aree montane. La misura rientra nel Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 e punta a garantire continuità a un settore che, nelle zone più difficili, ha un peso che va oltre la produzione. Nei prossimi giorni arriverà il bando, destinato a migliaia di realtà che ogni giorno tengono in vita territori esposti a costi più alti e margini più stretti. Un fondo per trattenere le aziende in quota L’intervento nasce con un obiettivo preciso: aiutare chi opera in montagna a restare sul territorio. In queste aree il lavoro agricolo si confronta con altitudine, pendenza e una gestione più complessa delle superfici. Per questo la misura prevede un contributo annuale per ettaro, pensato per compensare le difficoltà strutturali che segnano la produzione. Il sostegno guarda alla continuità dell’attività agricola, all’uso stabile dei terreni e alla tutela del paesaggio. La presenza delle aziende, infatti, ha effetti diretti sulla manutenzione del territorio e sulla difesa di zone che, senza una presenza costante, rischiano l’abbandono. Il ruolo degli agricoltori resta centrale L’assessore regionale Marco Gallo ha spiegato che questa misura rappresenta uno dei cardini delle politiche dedicate alla montagna, perché riconosce agli agricoltori una funzione di presidio quotidiano. Ha ricordato che, senza questo lavoro, molte aree potrebbero perdere vitalità, con ricadute economiche, ambientali e sociali molto pesanti. La Regione lega quindi il sostegno economico a una visione più ampia. L’agricoltura di montagna non viene letta soltanto come attività produttiva, ma come elemento che tiene insieme comunità locali, sicurezza del territorio e qualità del paesaggio. Da qui la scelta di rafforzare uno strumento considerato tra i più rilevanti per queste zone. Contributi variabili e premi per chi vive la montagna L’aiuto sarà rivolto agli agricoltori attivi nelle aree montane del Piemonte e varierà in base a diversi fattori. Peseranno la tipologia di coltura, dal seminativo ai frutteti fino ai pascoli, il livello di svantaggio del terreno e la presenza stabile dell’azienda. È prevista una premialità più alta per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, scelta che conferma la volontà di favorire chi lavora in modo continuativo in questi contesti. Gli importi andranno da circa 500 euro fino a 13. 000 euro per beneficiario. Secondo Gallo, non si tratta soltanto di un sostegno economico, ma di un investimento sulla tenuta della montagna piemontese, sulla sua capacità di restare abitata e sulle opportunità di crescita legate pure al versante turistico e ambientale. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/primavera-al-castello-a-santena-il-19-aprile-una-giornata-dedicata-a-natura-e-cultura.html - Categorie: Eventi Il 19 aprile 2026 Santena rinnova l’appuntamento con Primavera al Castello, evento che torna per la sua seconda edizione negli spazi del Castello Cavour e del parco storico. L’iniziativa mette insieme fiori, attività culturali e proposte per famiglie, con una giornata costruita attorno alla valorizzazione del territorio e della stagione primaverile. Tra i protagonisti ci saranno vivai, fiorai, hobbisti e operatori del benessere, chiamati a dare forma a un programma ampio, distribuito tra mattina e pomeriggio. Il castello apre le porte alla primavera Una parte centrale della manifestazione riguarda il patrimonio storico del complesso. Il pubblico potrà accedere al museo multimediale in varie fasce orarie: alle 9. 00, 11. 00, 14. 30, 16. 00 e 17. 30. Il biglietto intero costa 10 euro, mentre per i possessori di Abbonamento Musei l’ingresso resta gratuito. Per chi preferisce una visita più approfondita, sono previste pure le visite guidate al museo, con partenze alle 11. 30, 15. 00 e 17. 00. In questo caso il costo è di 16 euro, con riduzione a 6 euro per chi possiede l’Abbonamento Musei. Accanto alla dimensione storica trova posto pure quella naturale, grazie a Aria di Primavera, percorso nel parco che unisce paesaggio e racconto culturale. L’attività è in calendario alle 10. 45 e alle 14. 30, con tariffa di 7 euro e ridotto a 5 euro. Tra terrari, libri e piccoli visitatori Il programma riserva spazio anche alle esperienze pratiche. Fra le proposte più particolari c’è il laboratorio del terrario, fissato alle 15. 00, che permetterà ai partecipanti di creare un piccolo ambiente vegetale in vetro da portare a casa. Il costo previsto è di 35 euro. L’attenzione verso i più giovani emerge invece con l’atelier Libri d’artista, rivolto ai bambini dai 5 ai 10 anni. I partecipanti potranno realizzare un proprio libro ispirato alla vita del castello, scegliendo tra due turni, alle 14. 30 e alle 16. 00. Il prezzo è di 5 euro, ridotto a 3 euro con Abbonamento Musei. La giornata assume così un profilo adatto a pubblici diversi, dai visitatori interessati alla storia fino alle famiglie in cerca di attività pensate per i più piccoli. Nel parco entrano prodotti locali e incontri Dalle 9. 00 alle 19. 00 sarà attivo anche il MOC – Mercato Oltre Collina, iniziativa del Distretto del Cibo Chierese Carmagnolese. Nel parco arriveranno produttori locali, occasioni di degustazione e momenti di contatto diretto tra cittadini e realtà agricole del territorio. Accanto al mercato troverà posto pure la cultura libraria. Alle 11. 00 è prevista la presentazione di Oltre quella porta, mentre alle 15. 30, nella Biblioteca Civica, sarà presentato Il giardiniere rilassato di Alessandro Accastello, volume dedicato alla cura del verde a bassa manutenzione. L’intera manifestazione costruisce così una giornata ricca, dove natura, storia e tradizioni locali si incontrano nello stesso luogo. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/porta-susa-a-maggio-apre-il-nuovo-supermercato-carrefour.html - Categorie: News Porta Susa prova a rimettere in moto i suoi spazi commerciali con una novità attesa da tempo. Nella stazione, aperta nel 2013 ma rimasta a lungo lontana dalla quotidianità dei torinesi, una parte ampia dei locali continua a restare vuota. Oggi risulta occupato poco meno di un terzo della superficie disponibile, con la presenza di McDonald’s e di alcuni punti di ristoro. A maggio, però, il quadro dovrebbe cambiare con l’arrivo di un nuovo negozio destinato a segnare una piccola svolta per l’area. Il negozio che riaccende la stazione Nella prima settimana di maggio, tra il 7 e l’8, è prevista l’apertura di un piccolo Carrefour sul lato di corso Bolzano. Gli spazi della stazione sono affidati dal 2019 ad Altagares Srl, società che in Italia gestisce cinque scali ferroviari. L’annuncio è arrivato dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, intervenuto in risposta a una richiesta sulle nuove aperture presentata dal vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao. L’obiettivo appare chiaro: riportare movimento in uno dei punti più frequentati della città, trasformando il passaggio veloce dei viaggiatori in una presenza più stabile. Tavoli, sedie e l’idea dei portici Davanti al supermercato verranno sistemati sedie e tavoli per permettere a passeggeri e clienti di fermarsi e consumare i prodotti acquistati. È un dettaglio che punta a cambiare il rapporto tra la stazione e chi la attraversa ogni giorno. L’idea, spiegata dalla giunta, è quella di costruire un’area più vivibile, capace di richiamare l’immagine dei portici torinesi e di offrire servizi utili alla persona. Dentro questo progetto rientra anche il piano di commercializzare i nuovi spazi della stazione entro dodici mesi dalla loro disponibilità. Il tentativo è quello di dare finalmente una funzione più chiara al complesso. Non c’è solo Carrefour Le novità previste per maggio non si fermano al supermercato. Nello stesso periodo dovrebbero terminare i lavori dei nuovi locali destinati alla Polizia Ferroviaria, con ambienti più ampi, distribuiti su due livelli e dotati di accesso sia dal piano strada sia dall’interrato. A breve dovrebbero poi partire gli interventi per il trasferimento della biglietteria di Trenitalia e Italo al piano zero. Questo spostamento era atteso già nel 2024, ma il programma ha accumulato ritardi. Dal momento dell’avvio del cantiere, la durata prevista resta di 250 giorni. Firrao ha chiesto di sollecitare Rfi e gli altri soggetti coinvolti, sostenendo che dopo tredici anni non sia più accettabile vedere un deserto commerciale in uno snodo come Porta Susa. Secondo il consigliere, servono interventi capaci di rendere la stazione davvero vivibile e più adatta ad accogliere cittadini e viaggiatori. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-punta-sulle-competenze-europee-con-lintesa-tra-unito-ed-etf.html - Categorie: News Torino vuole ritagliarsi un ruolo nuovo nel panorama europeo della formazione. L’intesa firmata tra Università di Torino e Fondazione europea per la formazione punta infatti a trasformare la città in un punto di incontro tra ricerca, competenze e istituzioni. L’obiettivo dichiarato è costruire occasioni concrete per studenti, enti pubblici e territorio, con una collaborazione che prende forma proprio nel capoluogo piemontese, sede dell’agenzia europea. Un patto che parte da Torino L’accordo nasce con un traguardo preciso: fare di Torino un laboratorio europeo delle competenze. Da una parte c’è l’ateneo torinese, dall’altra un organismo dell’Unione europea che opera in quasi 30 Paesi sui temi dell’istruzione, della formazione e del lavoro. Il senso del progetto sta proprio qui, nell’unire una realtà accademica radicata sul territorio con un soggetto internazionale abituato a muoversi su scala ampia. Il protocollo mette al centro una relazione stabile, pensata per dare continuità alle iniziative e per rafforzare il legame tra il sapere universitario e le trasformazioni che attraversano la società. Torino, in questo quadro, diventa il luogo in cui esperienze diverse possono dialogare e produrre nuove opportunità. Dalle visite ai tirocini L’intesa prevede un piano di attività destinato a crescere nel tempo. Tra i primi interventi compaiono visite di studio, momenti di confronto sulle buone pratiche e soprattutto 10 tirocini curriculari riservati agli studenti dell’Università di Torino presso ETF. Un passaggio importante, perché sposta il progetto dal piano simbolico a quello operativo. Accanto ai tirocini sono previsti anche eventi aperti alla città, dedicati a temi come migrazioni, innovazione educativa e competenze trasversali. Le prime iniziative dovrebbero partire entro il 2026, con un’estensione progressiva nel corso del triennio. L’idea è dare vita a un percorso in movimento, capace di adattarsi e di allargarsi strada facendo. Le istituzioni cercano una direzione comune Nei commenti che hanno accompagnato la firma emerge una linea condivisa. La rettrice Cristina Prandi ha spiegato che il protocollo rappresenta un passaggio concreto nel cammino avviato dall’Ateneo sul fronte della diplomazia scientifica, aggiungendo che formare persone in grado di tenere insieme competenze e dialogo tra istituzioni può incidere sulla qualità delle decisioni pubbliche. La direttrice di ETF Pilvi Torsti ha rimarcato il valore dei partenariati come strumento utile ad ampliare e valorizzare le capacità di giovani e adulti, così da rendere la formazione una leva forte per società più giuste e competitive. Dello stesso tenore le parole dell’assessora Carlotta Salerno, secondo cui nessuna istituzione può procedere da sola, e del vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha definito il protocollo importante sul piano istituzionale e utile a rafforzare l’idea di un’Europa più solida e preparata. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-allarme-asfalto-la-crisi-in-medio-oriente-minaccia-i-cantieri.html - Categorie: News Il conflitto in Medio Oriente arriva a far sentire i suoi effetti anche a Torino, dove i prossimi lavori di riasfaltatura rischiano di subire rallentamenti o addirittura uno stop. Al centro del problema c’è il blocco delle navi in transito nello stretto di Hormuz, passaggio decisivo per il petrolio e per i suoi derivati. Tra questi c’è il bitume, materiale essenziale per sistemare il manto stradale e chiudere le buche. Il tema è emerso nelle ultime ore anche a Palazzo Civico, con il sindaco Stefano Lo Russo che ha richiamato l’attenzione sulle possibili ricadute per i cantieri cittadini. Il petrolio pesa anche sulle strade Il nodo riguarda la catena di approvvigionamento legata all’oro nero. Se il flusso delle navi verso l’Europa e l’Italia si interrompe, le aziende che lavorano il bitume si trovano senza materia prima o con forniture ridotte. Per una città come Torino questo passaggio ha un valore immediato, perché incide sui cantieri destinati alla manutenzione delle strade e alle nuove asfaltature. Nel corso di una riunione di Anci, alla quale ha partecipato anche Lo Russo, il tema è finito tra quelli più urgenti. Il sindaco ha spiegato che il presidente Gaetano Manfredi è stato incaricato di portare la questione al Governo, con l’obiettivo di evitare che il blocco dei rifornimenti ricada direttamente sui lavori pubblici dei Comuni. Sul tavolo c’è pure il tema del rincaro dei materiali e dell’energia, altro elemento che mette pressione al comparto delle costruzioni. Il bitume che manca e i cantieri che rallentano Il punto più delicato resta uno: senza bitume non si asfaltano le strade. Se la situazione nello stretto di Hormuz dovesse risolversi in tempi rapidi, la filiera potrebbe ripartire con ritardi contenuti. Se invece il blocco dovesse durare, il rischio diventerebbe concreto anche per Torino e per molte altre città italiane. Lo Russo ha chiarito che il problema riguarda i cantieri stradali puri, quelli che dipendono in modo diretto dal bitume. In questo quadro, la manutenzione delle carreggiate diventa il settore più esposto, con possibili effetti sul calendario degli interventi già previsti. Via Roma resta fuori, la preoccupazione resta alta Non tutti i cantieri, per fortuna, si trovano nella stessa condizione. Il sindaco ha precisato che l’intervento per la pedonalizzazione di via Roma non risente di questa criticità, perché si basa su materiali lapidei e dispone già della fornitura necessaria. Il quadro cambia invece per le opere legate all’asfalto, dove l’assenza del materiale può bloccare ogni fase operativa. La difficoltà, secondo quanto emerso, potrebbe toccare pure le imprese che producono materiali plastici, anch’essi collegati ai derivati del petrolio. Resta fuori da questa emergenza il cemento, che al momento non appare coinvolto nella crisi degli approvvigionamenti. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/giornata-della-terra-a-rivoli-domenica-di-eventi-tra-agricoltura-e-territorio.html - Categorie: Eventi Rivoli si prepara a vivere una giornata dedicata alla primavera, ai prodotti locali e al rapporto con la terra. Domenica 19 aprile, dalle 10 alle 19, la città ospiterà una nuova edizione della Giornata della Terra, appuntamento che quest’anno metterà al centro la fienagione, tema scelto per raccontare un’attività legata alla tradizione agricola e al lavoro nei campi. Dopo le edizioni riservate al grano e al mais, il percorso proposto al pubblico punterà stavolta sul fieno, dalla raccolta fino alla conservazione, con l’obiettivo di avvicinare i visitatori a una pratica antica che conserva ancora oggi un valore preciso. Una vetrina aperta sulla cultura agricola Il programma offrirà materiali esplicativi, video e momenti utili per conoscere da vicino attività, strumenti e passaggi che accompagnano il lavoro agricolo. Il racconto partirà dal passato e arriverà fino alle soluzioni più attuali, con uno sguardo rivolto alle tecniche moderne. Accanto a questa parte divulgativa troveranno spazio anche i macchinari agricoli, dai mezzi più datati a quelli più avanzati. La manifestazione accoglierà inoltre fiori, piante e vari prodotti tipici del territorio, tra cui il Biscotto Rivolotto De. Co. . Durante l’intera giornata sarà possibile acquistare specialità locali e fermarsi per un pranzo all’aperto grazie alla presenza di street food a km zero, preparato con materie prime del territorio. Bambini, famiglie e un territorio da scoprire L’iniziativa guarda anche alle famiglie. I più piccoli potranno conoscere meglio i prodotti della terra, osservare i mezzi agricoli e partecipare a laboratori didattici pensati per loro. In programma c’è pure un giro sui pony, così da rendere la giornata ancora più adatta a un pubblico ampio. L’evento nasce dall’organizzazione di TurismOvest insieme alla Sezione Coldiretti di Rivoli, con il patrocinio della Città e degli assessorati all’Agricoltura e al Commercio. Per il pubblico rappresenta un’occasione concreta per avvicinarsi alle imprese locali, conoscere produzioni di qualità e vivere il centro storico in una domenica di primavera. Un calendario che accompagna Rivoli fino a maggio Il programma non si fermerà al 19 aprile. Sabato 18, il giorno prima, è prevista la visita Royal Community Tour, con partenza alle 15 da piazza Martiri della Libertà: un invito a scoprire il centro storico e il Castello. Anche il mese di maggio porterà altri appuntamenti. Nel fine settimana del 9 e 10 maggio Rivoli entrerà nel calendario del Festival del Verde con una passeggiata sulla Collina Morenica, un’esperienza di forest bathing nel parco di Villa Melano e un’attività con guida naturalistica e degustazioni in Cascina. Negli stessi giorni la città ospiterà pure il Pizza Fest Rivoli, la Festa dell’Europa, la Festa del Volontariato e un nuovo appuntamento con il Royal Community Tour. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/panda-ne-a-torino-prende-forma-lauto-elettrica-che-punta-sulleconomia-circolare.html - Categorie: Innovazione La transizione elettrica passa spesso da modelli nuovi e investimenti elevati. A Torino, invece, prende forma una strada diversa, costruita su un’idea molto più concreta: recuperare ciò che esiste già. Da questa impostazione nasce Panda NE, progetto sviluppato da Nova Energia con ElectroFit Systems, realtà nata dal Politecnico, insieme a una rete di partner piemontesi. Il punto di partenza è netto: anziché immettere sul mercato altre vetture, con nuovo consumo di materiali ed energia, si sceglie di intervenire sulle auto già presenti, trasformandole in mezzi elettrici adatti alla città. Una Panda storica cambia pelle La base del progetto resta la storica utilitaria italiana, riletta con una funzione diversa. La Panda mantiene impostazione e identità del modello originale, ma lascia spazio a una motorizzazione elettrica pensata per l’uso urbano. Nasce così una city car sostenibile che mette insieme memoria industriale e nuova tecnologia. Secondo il responsabile del progetto Stefano Carabelli, l’innovazione acquista valore quando arriva davvero sul mercato e si traduce in un prodotto finito. In questo caso il risultato è già pronto per la strada: un veicolo omologato, costruito per offrire una risposta pratica a chi guarda alla mobilità elettrica senza puntare a modelli di fascia alta. Il retrofit esce dalla nicchia Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il metodo. Panda NE non resta un esperimento isolato, perché porta il retrofit fuori dalla dimensione artigianale e lo trasforma in una soluzione replicabile. Il progetto si appoggia infatti a una rete di officine qualificate e a un sistema modulare di conversione, con l’obiettivo di rendere l’intervento più ordinato e ripetibile. Sul piano tecnico, la vettura offre oltre 110 chilometri di autonomia, una velocità massima di 90 km/h e una ricarica domestica completa in circa quattro ore e mezza. A bordo trovano spazio frenata rigenerativa regolabile, guida one pedal e un’architettura software che consente aggiornamenti e personalizzazioni. Tra gli optional compaiono pure pannelli solari, capaci di aggiungere fino a 15 chilometri al giorno, oltre a sistemi telematici per gestione e condivisione del veicolo. Torino punta su un elettrico più accessibile Il prezzo di partenza, fissato intorno a 15. 000 euro, colloca il progetto in una fascia più vicina alle esigenze di molte famiglie. Per l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, questa iniziativa mostra che la svolta ecologica può restare compatibile con i bilanci domestici e non deve coincidere per forza con costi fuori misura. C’è poi un altro elemento che rafforza il valore dell’operazione: tutto nasce in Piemonte, grazie a competenze industriali e artigianali del territorio. La Panda, modello presentato nel 1980 e diventato simbolo della quotidianità italiana, torna così su strada con una funzione nuova. L’obiettivo, ora, guarda oltre questo primo caso: estendere il sistema ad altre piattaforme e allargare la rete di officine, così da riportare in vita una parte del parco circolante già esistente. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/giornata-del-bacio-il-13-aprile-si-celebra-il-gesto-damore.html - Categorie: Cultura Il 13 aprile riporta al centro un gesto antico, semplice e universale: il bacio. La ricorrenza dedicata a questo simbolo di affetto e passione offre l’occasione per raccontarne il valore sotto molti aspetti, dalla storia alla salute, fino alla sua presenza nell’arte e nel cinema. Non si tratta soltanto di un gesto romantico. Dentro un bacio convivono memoria, legame, protezione e persino benessere fisico, motivo per cui la sua giornata continua a richiamare curiosità e attenzione. La storia: perché il bacio si celebra il 13 aprile La giornata del bacio viene ricordata in più momenti dell’anno, anche se il 13 aprile resta una delle date più note. Questa ricorrenza viene associata al ricordo di un record entrato nella storia, quello stabilito da una coppia thailandese capace di restare unita in un bacio per oltre 46 ore. In seguito arrivò un nuovo primato, ancora più lungo, che rafforzò il legame tra questa usanza e le celebrazioni internazionali. Attorno al bacio ruota anche una storia molto più antica. Un recente studio ha fatto risalire le prime testimonianze documentate alla Mesopotamia di 4. 500 anni fa, anticipando di circa mille anni la cronologia che in passato sembrava più condivisa. Da gesto privato a simbolo culturale, il bacio ha attraversato epoche, Paesi e tradizioni, cambiando forma senza perdere il suo significato più profondo. Il bacio è un alleato del benessere La scienza attribuisce al bacio effetti che vanno oltre la sfera emotiva. Secondo gli studi citati, questo gesto può ridurre il cortisolo, legato allo stress, e favorire un aumento della serotonina, associata al buonumore. C’è poi un effetto sul corpo: la dilatazione dei vasi sanguigni può favorire il flusso del sangue e contribuire a un abbassamento della pressione. Il bacio coinvolge diversi muscoli del volto e del collo, trasformandosi in una sorta di esercizio per la muscolatura facciale. A questo si aggiunge il possibile sostegno alla produzione di collagene, elemento collegato a una pelle più tonica. Un altro aspetto riguarda il microbiota: uno studio pubblicato nel 2014 ha osservato che le coppie che si baciano spesso tendono a condividere batteri presenti nella saliva e sulla lingua. Per questo il bacio viene descritto come un gesto intimo, affettivo e, sotto certi aspetti, utile anche al sistema immunitario. Dall’arte al cinema: i baci che restano impressi Il bacio ha trovato spazio ovunque, dai dipinti alle fotografie fino alle scene più celebri del grande schermo. Nell’arte emergono opere come Il Bacio di Klimt, le tensioni emotive raccontate da Rodin e Canova, il mistero degli amanti di Magritte e la lettura contemporanea proposta da Riccardo Testa. Ogni artista ha trasformato il bacio in un linguaggio visivo capace di parlare di desiderio, tenerezza e memoria. Anche il cinema ne ha fatto un simbolo potente. Dal primo bacio filmato nel 1896 fino alle scene di Titanic, Ghost, Colazione da Tiffany e Lilli e il Vagabondo, questo gesto ha continuato a segnare l’immaginario collettivo. Cambiano i volti, cambiano le epoche, resta la stessa forza narrativa: quella di un contatto breve, ma capace di racchiudere emozioni che resistono nel tempo. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-a-torino-auto-si-ribalta-in-tangenziale-due-feriti.html - Categorie: News Torino si è trovata davanti a un altro incidente lungo la tangenziale nord, dove nel pomeriggio di domenica 12 aprile un’auto si è ribaltata in direzione città. A bordo c’erano due persone, poi soccorse dal personale sanitario e trasferite in ospedale in codice giallo. L’episodio ha avuto effetti immediati sulla circolazione, con rallentamenti e disagi nel tratto interessato. L’auto finisce sul fianco in pieno pomeriggio L’incidente si è verificato intorno alle 15. 30, nel tratto compreso tra gli svincoli di Savonera e corso Regina Margherita. Per cause che la Polizia Stradale sta ancora accertando, la vettura ha perso stabilità e si è capovolta lungo la carreggiata, fermandosi sul fianco sinistro. La scena ha richiesto un rapido intervento dei soccorsi, anche perché il veicolo occupava parte della sede stradale in un punto molto trafficato della rete viaria torinese. In pochi minuti il tratto è diventato teatro delle operazioni di emergenza, mentre gli automobilisti in arrivo si sono trovati davanti a una situazione complessa. I soccorsi e il trasferimento al Maria Vittoria Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 di Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure ai due occupanti dell’auto. Le loro condizioni, secondo quanto emerso nell’immediatezza, non destavano particolare allarme, ma entrambi sono stati accompagnati all’ospedale Maria Vittoria per gli accertamenti del caso. Accanto al personale sanitario hanno operato pure i vigili del fuoco e gli addetti Itp, chiamati a mettere in sicurezza l’area e a gestire il veicolo ribaltato. Tutta la macchina dei soccorsi si è mossa in tempi rapidi, con l’obiettivo di assistere i feriti e ripristinare quanto prima la viabilità. Chiusure temporanee e traffico in forte rallentamento L’incidente ha imposto la chiusura temporanea del tratto coinvolto e dello svincolo interessato. Da lì sono nate code e forti rallentamenti lungo la tangenziale, con ripercussioni sul traffico diretto verso Torino. Ora spetta agli agenti della Polizia Stradale chiarire con precisione la dinamica del ribaltamento. I rilievi eseguiti sul posto serviranno a stabilire che cosa abbia provocato la perdita di controllo dell’auto e a ricostruire ogni fase dell’accaduto. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-maxi-blitz-contro-il-falso-design-sequestrate-6-500-lampade-e-sedute.html - Categorie: News Un’operazione ampia e articolata ha colpito il fenomeno della contraffazione nel settore dell’arredamento di design. A Torino, la Guardia di Finanza ha portato a termine un intervento che ha permesso di sequestrare oltre 6. 500 tra lampade e sedute, risultate copie illegali di modelli celebri. L’attività, inserita in un’indagine coordinata dalla Procura, ha fatto emergere un sistema strutturato che operava su scala nazionale. Indagine partita da Torino e rete diffusa in tutta Italia L’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, ha coinvolto 14 persone, ora sotto accusa per reati legati alla vendita e distribuzione di prodotti con marchi falsificati, oltre a ipotesi di ricettazione e irregolarità commerciali. Il lavoro degli investigatori si è concentrato su una serie di canali di vendita, tra negozi fisici e piattaforme online, individuando un’organizzazione articolata che gestiva importazione, deposito e distribuzione dei prodotti. Le aziende coinvolte sarebbero tredici e risulterebbero distribuite in diverse aree del Paese, da nord a sud. Le perquisizioni, disposte dall’autorità giudiziaria, hanno interessato più regioni, con interventi coordinati che hanno permesso di ricostruire i collegamenti tra i vari soggetti coinvolti. Importazioni dall’estero e distribuzione capillare Dalle verifiche è emerso che gran parte dei prodotti sarebbe arrivata dall’estero, in particolare dalla Cina, per poi essere immessi nel mercato italiano attraverso una rete capillare. Gli accertamenti hanno permesso di seguire il percorso delle merci lungo tutta la catena commerciale, dall’ingresso nel Paese fino alla vendita finale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel tempo sarebbero state distribuite migliaia di unità, con un impatto rilevante sul mercato. I prodotti sequestrati riproducevano modelli tutelati da diritti di proprietà intellettuale, con violazioni che si estendono anche a livello europeo. L’operazione ha quindi evidenziato un sistema che sfruttava la notorietà del design italiano per immettere sul mercato copie non autorizzate. I rischi per i consumatori e il valore del made in Italy Un aspetto rilevante riguarda la sicurezza dei prodotti. Molte delle lampade sequestrate sarebbero risultate prive delle certificazioni richieste dalla normativa europea. L’intervento della Guardia di Finanza si inserisce in un’attività più ampia di contrasto alla contraffazione, con l’obiettivo di tutelare il sistema produttivo e i consumatori. La diffusione di prodotti falsificati, infatti, incide sulla qualità percepita del made in Italy e altera la concorrenza, favorendo circuiti commerciali irregolari. - Published: 2026-04-13 - Modified: 2026-04-13 - URL: https://www.torinofree.it/news/a-rivalta-una-giornata-per-lambiente-con-cittadini-e-volontari.html - Categorie: News A Rivalta di Torino prende forma una nuova iniziativa dedicata alla cura del territorio e alla tutela ambientale. Sabato 18 aprile il quartiere Gerbole ospiterà una giornata di raccolta dei rifiuti abbandonati, con il coinvolgimento diretto di cittadini e volontari. L’appuntamento nasce con l’obiettivo di migliorare il decoro delle aree verdi e di rafforzare una maggiore attenzione verso gli spazi pubblici del quartiere. Appuntamento fissato nel cuore di Gerbole Il ritrovo è previsto alle 10:00 al giardino Peter Pan, in via Nilde Iotti. Da quel punto partirà l’attività organizzata insieme all’associazione Plastic Free, realtà nota per il suo impegno nella lotta all’inquinamento da plastica e nella diffusione di comportamenti più responsabili. L’iniziativa mette al centro un’idea semplice: intervenire in modo concreto dove i rifiuti lasciati a terra peggiorano la qualità degli spazi comuni. L’azione prevista a Rivalta si inserisce in un percorso che punta a dare valore ai luoghi del quotidiano, a partire proprio dalle zone verdi frequentate dai residenti. Il quartiere Gerbole diventa così il punto di partenza di una mobilitazione civica che lega attenzione ambientale e partecipazione. Un gesto concreto che chiama in causa la comunità Nel corso della mattinata i partecipanti verranno suddivisi in gruppi e riceveranno indicazioni utili per operare in sicurezza nelle aree individuate. Il senso dell’iniziativa non riguarda soltanto la rimozione dei rifiuti: al centro c’è anche la volontà di accrescere il senso di comunità e di costruire una consapevolezza più forte sul rispetto del territorio. Eventi di questo tipo mostrano quanto il contributo dei singoli possa incidere nella gestione degli spazi condivisi. La presenza di volontari e residenti, fianco a fianco, dà forma a un intervento che unisce impegno civico e attenzione per l’ambiente. Come partecipare alla giornata ecologica La partecipazione è aperta a tutti i cittadini interessati. Per prendere parte all’iniziativa viene consigliato un abbigliamento adatto, con guanti da lavoro e scarpe comode. Per ragioni organizzative è richiesta l’iscrizione attraverso il collegamento messo a disposizione dagli organizzatori. Per eventuali informazioni aggiuntive resta disponibile il contatto indicato nella comunicazione ufficiale. La giornata del 18 aprile rappresenta così un’occasione concreta per contrastare l’abbandono dei rifiuti e dare un segnale chiaro sul valore del patrimonio naturale locale. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/nasa-obiettivo-luna-nel-2027-artemis-iii-entra-nella-fase-decisiva.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Il programma Artemis entra in una fase che per la NASA vale più di un semplice passo avanti. Dopo il rientro di Artemis II, l’attenzione si è spostata su Artemis III, missione indicata per la metà del 2027 e considerata il passaggio decisivo per riportare esseri umani sulla Luna. L’obiettivo non riguarda soltanto il ritorno sul suolo lunare: l’agenzia americana vuole verificare se esistano davvero le condizioni tecniche per costruire una presenza stabile sul satellite terrestre. Un passaggio tecnico prima dello sbarco La prossima missione avrà un’impostazione diversa rispetto a quelle precedenti. In questa fase, la capsula Orion resterà in orbita terrestre e servirà da piattaforma per mettere alla prova le procedure di aggancio e trasferimento con i mezzi destinati all’allunaggio. È qui che si concentra il cuore del progetto: la riuscita dell’operazione dipenderà dalla capacità di far dialogare sistemi diversi, sviluppati in parte dalla NASA e in parte dai partner industriali scelti per questa nuova corsa lunare. Orion, SpaceX e Blue Origin sotto esame Secondo la pianificazione già avviata dall’agenzia spaziale, Artemis III dovrà integrare la tecnologia pubblica della NASA con i prototipi Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin. Si tratta di una combinazione inedita, che trasforma la missione in un test molto più ampio del solo viaggio verso la Luna. La sfida, infatti, passa dalla tenuta dell’intera architettura operativa, perché ogni fase richiede precisione assoluta e un coordinamento che finora non è mai stato sperimentato in questa forma. I problemi da chiudere prima del 2027 Il quadro resta ambizioso, ma il lavoro da completare è ancora rilevante. I tecnici sono impegnati a correggere alcuni inconvenienti emersi durante Artemis II, tra cui una lieve perdita di elio nel sistema di propulsione e alcuni interventi necessari sui sistemi di supporto vitale di Orion. A questo si aggiunge un altro nodo centrale: i moduli di SpaceX devono dimostrare di poter operare in condizioni di volo lunare e di saper effettuare il rifornimento di carburante nello spazio, requisito essenziale per garantire la sicurezza dell’equipaggio. Nei prossimi mesi arriverà anche l’annuncio dei componenti della missione, scelti sulla base di esperienza elevata e varietà di profili. Se Artemis III riuscirà, si aprirà la strada ad Artemis IV, diretta verso l’area del polo sud lunare, mentre il traguardo finale resta la costruzione di una base permanente entro il 2032, pensata come tappa preparatoria per il futuro viaggio umano su Marte. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/aero-club-torino-il-23-maggio-torna-lopen-day-simulatori-e-voli-gratuiti.html - Categorie: Eventi L’Aero Club Torino si prepara a riportare il pubblico dentro l’aeroporto Torino Aeritalia con una giornata pensata per far conoscere più da vicino il settore del volo. L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio 2026, dalle 9 alle 19, e avrà accesso aperto senza biglietto. L’iniziativa punta a coinvolgere cittadini, famiglie, studenti e curiosi, con un programma costruito per mostrare cosa accade tra pista, hangar e formazione. Per la città è un evento che unisce divulgazione, orientamento e valorizzazione di uno dei comparti industriali più forti del territorio. Una giornata aperta tra pista e simulatori Per tutta la durata dell’Open Day, il pubblico potrà entrare liberamente e seguire diverse attività legate al volo. Tra i momenti più attesi ci sono i voli di dimostrazione gratuiti e la possibilità di provare il simulatore certificato ENAC. Accanto a questo, l’organizzazione ha previsto una mostra statica di aeromobili e una serie di incontri nell’hangar, con spazi dedicati ai percorsi di studio e alle opportunità professionali legate all’aeronautica. Nel pomeriggio potrebbero trovare posto anche esibizioni in volo, con sorvoli e dimostrazioni acrobatiche. Il Piemonte aerospaziale si mette in vetrina L’evento non avrà soltanto un taglio spettacolare. All’interno dell’area saranno presenti alcune delle realtà più note del comparto aerospaziale piemontese e nazionale. Tra gli stand annunciati figurano Thales Alenia Space, il Distretto Aerospaziale Piemonte, l’Istituto Tecnico Aeronautico Lindbergh, il Politecnico di Torino e diverse aziende specializzate. A queste si aggiungeranno anche reparti volo e corpi operativi, dall’Aeronautica Militare alla Marina, fino a Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Carabinieri, Elisoccorso regionale e Soccorso Alpino. Ne esce il profilo di una manifestazione che prova a raccontare il settore in tutte le sue forme, dalla ricerca ai servizi di emergenza. Un’occasione pensata soprattutto per i giovani Uno dei passaggi centrali della giornata arriverà attorno a mezzogiorno, quando è prevista la firma della convenzione tra Politecnico di Torino e Aero Club Torino. L’accordo nasce con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra università, pratica aeronautica e territorio. Proprio questo aspetto dà all’Open Day un valore che va oltre la visita pubblica: per molti ragazzi potrà diventare un primo contatto diretto con scuole, aziende e professionisti del settore. L’iniziativa si presenta quindi come una porta d’ingresso verso il settore dell’aviazione e dello spazio, con un’attenzione precisa verso i giovani e verso chi immagina un futuro in questo ambito. L’ingresso libero per tutta la giornata rende l’appuntamento ancora più accessibile. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/economia/pet-economy-in-crescita-in-piemonte-oltre-600-milioni-di-spesa-torino-terza-provincia-in-italia.html - Categorie: Economia L’Italia conferma un legame sempre più stretto con gli animali domestici e i numeri raccontano un’abitudine ormai radicata nelle famiglie. Nel 2024 sono 10 milioni le famiglie che vivono con almeno un animale da compagnia, pari al 37,7% del totale, per una presenza complessiva di 25,5 milioni di animali nelle case. Da questa diffusione nasce un mercato che continua ad allargarsi e che, secondo i dati richiamati da Confartigianato, ha raggiunto a livello nazionale 6. 747 milioni di euro tra prodotti e servizi dedicati. Il mercato della pet economy che pesa sempre di più La spesa si concentra soprattutto sui beni acquistati con maggiore frequenza, come alimenti, farmaci veterinari, prodotti per la pulizia e accessori, che valgono 5. 415 milioni di euro, cioè oltre l’80% del totale. La parte restante, pari a 1. 332 milioni, riguarda invece servizi come veterinario, toelettatura, addestramento e ospitalità. In questo quadro emerge una crescita molto netta: nell’arco di dieci anni la spesa degli italiani per gli animali da compagnia è salita del 76%, un ritmo ben superiore rispetto all’aumento medio della spesa complessiva delle famiglie, fermo al 9,4%. Gatti e cani spingono la domanda Tra gli animali presenti nelle case, il gatto conserva un ruolo centrale. Le famiglie che convivono con almeno un felino sono 1. 740. 000, una quota pari al 17,4% tra quelle che hanno un animale domestico. Il dato risulta più alto rispetto al 2015. Anche il cane cresce e arriva al 22,1% delle famiglie, mentre gli altri animali domestici toccano l’8,1%. Nel complesso, la quota delle famiglie con animali è aumentata di 1,5 punti percentuali in dieci anni, passando dal 36,2% al 37,7%. È un cambiamento graduale, ma costante, che ha reso il settore più rilevante sotto il profilo economico. Il Piemonte corre e Torino sale sul podio Sul piano territoriale il Piemonte entra tra le regioni con la spesa più alta, con 616 milioni di euro, pari al 9,1% del totale nazionale. Davanti si collocano Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna, mentre il Piemonte resta davanti alla Toscana. Nella graduatoria delle province, Torino raggiunge il terzo posto in Italia con 325 milioni di euro, alle spalle di Roma e Milano. La crescita del mercato si riflette anche nelle attività economiche: le imprese artigiane attive nei servizi di cura degli animali sono 3. 440, con 4. 231 addetti, e in dieci anni risultano quasi raddoppiate. In Piemonte l’aumento annuo delle imprese del comparto arriva al +8,3%, mentre Torino segna un +13,6%, uno dei dati più alti tra le province considerate. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-a-villar-perosa-auto-fuori-strada-sfonda-una-recinzione-e-atterra-nel-cortile-di-una-casa.html - Categorie: News A Villar Perosa la notte si è chiusa con un incidente che, per dinamica e danni, ha scosso un intero tratto di via Nazionale. Un giovane del paese ha perso il controllo della sua Ford Fiesta lungo la provinciale 23 del Sestriere e l’auto, dopo aver invaso il marciapiede, è stata proiettata verso il cortile di un’abitazione. L’impatto è stato molto violento e ha richiamato subito l’attenzione dei residenti della zona. L’auto finisce contro la casa Secondo la ricostruzione, il veicolo avrebbe trovato nel marciapiede una sorta di rampa improvvisa. Da lì la corsa è diventata incontrollabile: la vettura ha sfondato la recinzione della casa al civico 91 ed è piombata sulla scalinata dell’edificio, arrivando a danneggiare una delle colonne che sostengono il balcone. Per pochi istanti la scena ha fatto temere conseguenze molto più pesanti, perché l’auto ha attraversato uno spazio dove avrebbero potuto trovarsi persone o altri mezzi. In quel momento, invece, non c’erano né pedoni né vetture sul suo percorso. Soccorsi rapidi e paura tra i residenti I primi minuti sono stati segnati da forte apprensione, poi l’arrivo dei soccorsi ha chiarito un quadro meno grave del previsto. Il giovane automobilista è stato assistito subito dopo l’incidente ed è rimasto ferito, ma le sue condizioni, stando a quanto riferito, non destano preoccupazioni. Sul posto sono arrivati l’ambulanza del 118 e i vigili del fuoco, chiamati a intervenire in un contesto reso delicato dai danni provocati all’abitazione. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festa-delle-fragole-a-san-mauro-torinese-torna-la-passeggiata-5x1000.html - Categorie: Eventi Domenica 24 maggio San Mauro Torinese riporterà al centro della propria festa cittadina una delle iniziative più riconoscibili del programma locale. La Passeggiata 5×1000, arrivata alla terza edizione, rientra nel calendario della Festa delle Fragole 2026 e punta a mettere insieme attività all’aria aperta, legame con il territorio e sostegno a una realtà associativa del posto. L’appuntamento è fissato per le 9:00 in Piazza Europa, da cui partirà il percorso previsto per i partecipanti. Un appuntamento che torna dentro la festa L’iniziativa si presenta come una camminata aperta alla cittadinanza, inserita dentro una manifestazione già radicata a San Mauro. Il ritorno della passeggiata conferma la volontà di legare la festa a un momento condiviso, semplice nell’impostazione ma capace di richiamare un’idea precisa di comunità. Il progetto unisce movimento, socialità e attenzione ai luoghi simbolici dell’area, con un tracciato pensato per dare valore a ciò che circonda la città e ai punti che ne raccontano l’identità. Il percorso tra San Mauro, Settimo e Freidano Il cammino seguirà un itinerario ad anello. Dopo la partenza da Piazza Europa, i partecipanti toccheranno l’Ecomuseo del Freidano, il Mulino Sambuy OdV, poi il passaggio da Settimo Torinese, fino al rientro finale a San Mauro. La scelta del percorso non appare casuale: mette insieme natura, memoria locale e spazi che hanno un peso nel tessuto della zona. Ne esce una passeggiata che guarda al paesaggio, ma pure alla storia e al valore dei luoghi che fanno parte della vita quotidiana del territorio. La manifestazione è descritta come non competitiva e gratuita. L’invito riguarda famiglie, cittadini e persone che amano le attività all’aria aperta, senza alcuna impostazione agonistica. È previsto pure l’accesso agli animali domestici. Il richiamo al 5×1000 per il Mulino Sambuy Accanto all’aspetto ricreativo resta ben visibile il messaggio solidale. L’invito rivolto ai partecipanti e ai cittadini è quello di destinare il 5×1000 al Mulino Sambuy OdV, associazione promotrice dell’evento. Il senso dell’iniziativa, quindi, supera la semplice camminata: da una parte c’è il desiderio di incoraggiare uno stile di vita attivo, dall’altra prende forma una chiamata concreta al sostegno dei progetti portati avanti dall’associazione. Dentro la cornice della Festa delle Fragole, la passeggiata diventa così un momento di festa con una funzione civica ben precisa. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/meno-furti-nelle-abitazioni-piemontesi-torino-resta-tra-le-citta-piu-colpite.html - Categorie: News Nel 2024 il Piemonte ha registrato 10. 897 furti in abitazione, con una flessione del 1,3% rispetto all’anno precedente. L’incidenza si ferma a 25,6 casi ogni 10. 000 abitanti, un dato leggermente più basso della media nazionale, fissata a 26,4. Il quadro, quindi, segnala una lieve riduzione del fenomeno, anche se la percezione di insicurezza resta alta e continua a pesare sulle famiglie. Il calo regionale non basta a rassicurare Accanto ai furti, l’Osservatorio Censis-Verisure richiama l’attenzione anche sulle rapine in abitazione, cioè gli episodi che coinvolgono violenza verso le persone presenti in casa. In Piemonte i casi censiti sono 141, pari a 3,3 ogni 100. 000 abitanti, valore che colloca la regione al sesto posto della graduatoria italiana. Nello stesso studio emerge un altro dato significativo: per il 90,8% degli italiani la sicurezza domestica ha assunto un peso sempre maggiore nella vita quotidiana, mentre una quota ampia ritiene utile investire in sistemi di protezione per sentirsi più tranquilla. Torino resta ai vertici della classifica italiana Il dato che riguarda il capoluogo piemontese conserva un forte rilievo. A Torino, nel 2024, i furti in abitazione sono stati 2. 024, con una diminuzione del 8,9% sul 2023. L’incidenza è di 23,6 reati ogni 10. 000 abitanti, ma il numero assoluto colloca comunque la città al terzo posto in Italia tra i capoluoghi, dietro soltanto a Roma e Milano. Anche l’area metropolitana mostra una discesa: i casi rilevati sono 5. 613, in calo del 3,1%, mentre nei primi sei mesi del 2025 si scende a 2. 329 episodi, cioè il 10,5% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le altre province mostrano un quadro irregolare Fuori da Torino, l’andamento cambia da territorio a territorio. Alessandria conta 1. 338 furti nel 2024 e nel primo semestre 2025 registra una crescita marcata, con 737 casi contro i 557 dello stesso periodo del 2024. Anche Cuneo mostra un aumento, passando da 604 a 664 episodi nei primi sei mesi dell’anno. Asti chiude il 2024 con 616 furti, mentre Novara ne registra 1. 072 e, nel confronto tra i primi semestri, segna invece una diminuzione da 492 a 445. Sul piano generale, l’Indice regionale della Sicurezza Domestica colloca il Piemonte al 15° posto nel 2025, con un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-verona-scontri-tra-ultras-dopo-il-match-nove-arrestati.html - Categorie: News Dopo Torino-Verona, la partita ha lasciato spazio a un nuovo fronte di cronaca. Al termine dell’incontro giocato allo stadio Olimpico, gli scontri tra gruppi ultras hanno portato a nove arresti: sei riguardano tifosi veronesi, tre sostenitori granata. L’episodio si è consumato nella zona di corso Sebastopoli, dove la situazione è precipitata in pochi minuti, imponendo l’intervento delle forze dell’ordine. Violenza fuori dallo stadio La ricostruzione dei fatti parla di un gruppo di circa trenta sostenitori del Torino che, dopo la gara, avrebbe intercettato due pullman e un minivan con a bordo gli ultras gialloblù, diretti verso la tangenziale per lasciare la città. I mezzi trasportavano complessivamente poco più di cento persone. Da quel momento, il clima si sarebbe acceso in modo rapido, fino a trasformarsi in un contatto diretto tra le due tifoserie. All’inizio ci sarebbe stato un lancio di bottiglie. Subito dopo, il confronto si è spostato su un piano ancora più duro, con tafferugli avvenuti usando aste e cinture. La scena si è sviluppata in strada, in un contesto ad alta confusione, finché l’arrivo delle forze dell’ordine non ha riportato il controllo. Durante le operazioni sono stati sequestrati alcuni degli oggetti utilizzati nel corso degli scontri, elemento che ora entra nel materiale a disposizione degli investigatori. La Digos cerca altri responsabili L’indagine è affidata alla Digos di Torino, che sta ancora esaminando i filmati per risalire ad altri partecipanti. Le posizioni delle persone fermate restano sotto verifica, mentre il lavoro degli investigatori punta a definire in modo più preciso ruoli e responsabilità di quanto accaduto nel post partita. Dietro l’esplosione di violenza c’è un rapporto da tempo compromesso tra le due tifoserie. Negli Anni Ottanta esisteva un gemellaggio, ma quel legame si è spezzato da anni e in più occasioni si sono già registrati momenti di attrito. Anche nella gara d’andata del campionato, a quanto riportato, si era arrivati vicino a nuovi incidenti. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/alba-protagonista-al-vinitaly-2026-con-il-progetto-firmato-unito.html - Categorie: Enogastronomia L’Università di Torino porterà il Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia al Vinitaly 2026, in calendario a Verona dal 12 al 15 aprile. L’iniziativa passerà attraverso il DISAFA, che ha scelto di presentare il percorso universitario con sede ad Alba dentro una delle fiere più note del comparto. La presenza dell’ateneo nasce da una collaborazione con la cantina G. D. Vajra, che metterà a disposizione spazi e supporto organizzativo nello spazio Padiglione 10, Stand M4 “Via dei Sogni”. Alba entra nella vetrina del vino Lo spazio riservato a UniTo avrà un obiettivo preciso: raccontare in modo diretto l’identità del corso, la sua struttura e gli sbocchi che può offrire a chi punta a lavorare nella filiera del vino. Al centro ci sarà quindi l’offerta formativa, con attenzione all’impianto didattico e alle competenze richieste da un settore che cerca figure preparate, capaci di muoversi tra conoscenze tecniche e realtà produttiva. La scelta di portare Alba al Vinitaly rafforza il legame tra territorio, università e imprese, dentro un contesto in cui la formazione prova a restare vicina alle esigenze concrete del comparto vitivinicolo. Docenti e manager a contatto con il pubblico Durante la manifestazione sarà possibile incontrare il Manager Didattico Anna Maggi e confrontarsi con alcuni docenti del corso. Per l’area viticola saranno presenti Paolo Sabbatini e Alessandra Ferrandino; per quella enologica, invece, Luca Rolle e Simone Giacosa. Il confronto con il pubblico servirà a spiegare come si articola il percorso universitario e quali competenze vengono costruite lungo gli anni di studio. Per chi sta valutando il proprio futuro, o per chi lavora già nel settore, il Vinitaly potrà diventare un’occasione utile per capire da vicino come nasce la preparazione di un professionista del vino. Dal vigneto alla cantina passa la formazione Uno dei temi che UniTo metterà al centro riguarda il rapporto tra competenze viticole ed enologiche. L’attenzione cadrà sul legame tra vigneto e cantina, indicato come passaggio essenziale per la qualità del prodotto finale. In questa cornice, la partecipazione al Vinitaly assume il valore di un punto d’incontro tra studenti, operatori e stakeholder, con l’intento di favorire un dialogo più stretto tra università e imprese. L’ateneo conferma così il proprio indirizzo verso percorsi formativi legati a innovazione, sostenibilità e sviluppo della filiera vitivinicola; ulteriori informazioni saranno disponibili direttamente allo stand nei giorni della manifestazione. - Published: 2026-04-12 - Modified: 2026-04-12 - URL: https://www.torinofree.it/economia/assicurazione-auto-piu-cara-ecco-dove-si-paga-di-piu-in-piemonte.html - Categorie: Economia L’aumento dei costi per chi usa l’auto non passa più soltanto dal distributore. Nel giro di dodici mesi, anche il rinnovo della RC auto è diventato più pesante, con una crescita che si riflette sul bilancio di molte famiglie. Il dato medio nazionale ha raggiunto 492 euro, contro i 446,82 euro di un anno prima: la differenza sfiora i 50 euro, con un rialzo del +10,1%. Su base mensile, la corsa resta evidente, perché i prezzi sono saliti di quasi 20 euro rispetto al mese precedente. Il conto sale anche senza più incidenti Il paradosso sta qui: gli incidenti stradali risultano in calo, eppure le tariffe continuano a crescere. A spingere verso l’alto i premi assicurativi pesa soprattutto l’inflazione, che ha alzato il costo dei ricambi, della manodopera specializzata e dei risarcimenti per il danno biologico lieve. A questo si lega l’evoluzione delle vetture, oggi ricche di sensori, telecamere e componenti elettronici che, dopo un urto modesto, richiedono sostituzioni costose. Alla fine il conto delle riparazioni si trasferisce sulle polizze. Torino corre più del resto del Piemonte Dentro il Piemonte emerge una spaccatura netta. Torino si conferma il territorio più caro, con una media di 506,73 euro per l’assicurazione auto, cioè circa 14 euro oltre il valore nazionale. Nel resto della regione il quadro cambia: il premio medio piemontese si ferma a 468,07 euro, una cifra più bassa rispetto alla media italiana, anche se in aumento del 3,8% su base annua. La distanza tra il capoluogo e le altre province restituisce l’immagine di un Piemonte a due velocità, dove il peso della polizza cambia parecchio da zona a zona. Le province più leggere e il fattore età I dati più favorevoli riguardano Biella e il Verbano-Cusio-Ossola, dove il costo medio annuo si attesta a 384 euro. Alessandria, invece, registra il rialzo più contenuto nell’ultimo anno, con un incremento del +1,6% e una media di 413,88 euro. Sul prezzo finale incide pure l’età dell’assicurato: in Piemonte gli under 25 rappresentano appena il 5,2% del totale, mentre la fascia tra 45 e 59 anni arriva al 34,6% e gli over 60 toccano il 20,3%. Un profilo anagrafico di questo tipo contribuisce a mantenere più bassi i valori regionali rispetto a quelli nazionali, anche se Torino resta fuori linea. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-04-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/alfieri-della-repubblica-2026-sergio-mattarella-premia-anche-due-giovani-di-torino.html - Categorie: News L’Italia ha scelto di premiare 28 giovani che nel 2025 si sono distinti per senso civico, altruismo e solidarietà. Tra loro ci sono anche due ragazzi del Torinese, Mariasole Di Biase e Leonardo Figello, accomunati da percorsi diversi ma legati dallo stesso valore: l’attenzione concreta verso gli altri. Il riconoscimento di Alfiere della Repubblica, conferito dal presidente Sergio Mattarella, mette così in luce due storie nate sul territorio e diventate esempio di partecipazione civile. Due nomi torinesi nel gruppo scelto dal Quirinale Nel gruppo dei giovani insigniti dell’attestato d’onore compaiono una ragazza di Nichelino e un ragazzo di Torino. La prima è Mariasole Di Biase, 15 anni, impegnata come volontaria nell’associazione A. I. R. Down. Il secondo è Leonardo Figello, 18 anni, ideatore del progetto solidale CondividApe. Il riconoscimento assegnato dal Quirinale valorizza comportamenti che hanno inciso nella vita quotidiana di altre persone, offrendo aiuto, vicinanza e idee capaci di tradursi in azioni reali. In questa cornice, le esperienze dei due giovani torinesi assumono un peso particolare, perché raccontano una solidarietà che parte da gesti semplici e arriva a coinvolgere una comunità intera. L’impegno di Mariasole accanto ai ragazzi con sindrome di Down Per Mariasole, il premio arriva come segno di apprezzamento verso un’attività di volontariato portata avanti con continuità. La giovane nichelinese segue i ragazzi dell’associazione nei compiti scolastici, li accompagna in percorsi pensati per rafforzarne l’autonomia e partecipa ai soggiorni estivi. Nel riconoscimento viene evidenziato il valore sociale del suo impegno, presentato come una testimonianza concreta di solidarietà e partecipazione civica. Il senso del suo lavoro, infatti, va oltre l’aiuto pratico: mostra ai coetanei e agli adulti quanto conti scegliere di esserci davvero, con tempo, presenza e responsabilità. In questa esperienza prende forma anche un messaggio più ampio, legato alla convivenza, alla cultura di pace e al rifiuto di ogni discriminazione e forma di bullismo. L’Apecar di Leonardo diventata un punto di aiuto La storia di Leonardo Figello ha trovato visibilità grazie a un’idea diventata simbolo di generosità urbana. Il ragazzo ha trasformato la sua Apecar rossa in uno spazio aperto a chi ha bisogno, con beni di prima necessità, cibo e una cassetta dedicata ai libri. Il mezzo si trova davanti al liceo classico Cavour di corso Tassoni ed è il cuore del progetto CondividApe. L’iniziativa si fonda su un principio immediato: chi ha necessità può prendere, chi può dare ha la possibilità di lasciare qualcosa. Dentro questo meccanismo essenziale c’è l’idea di una solidarietà accessibile, visibile, quasi quotidiana. Nel riconoscimento assegnato a Leonardo viene sottolineata la capacità di aver unito creatività, spirito d’iniziativa e volontà di fare del bene in modo diretto. Proprio per questo i due giovani torinesi finiscono al centro di una pagina che premia l’esempio, prima ancora del risultato. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-04-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/camminata-tra-i-ciliegi-in-fiore-appuntamento-il-12-aprile-a-pecetto.html - Categorie: Eventi La primavera sulle colline torinesi trova uno dei suoi appuntamenti più riconoscibili a Pecetto Torinese, dove domenica 12 aprile 2026 tornerà la 43ª Camminata fra i Ciliegi in Fiore. L’evento richiama ogni anno tante persone, tra famiglie, appassionati delle passeggiate all’aria aperta e visitatori attratti da uno scenario che, in questo periodo, cambia volto grazie alla fioritura. Tra sentieri, strade panoramiche e scorci del territorio, la manifestazione unisce natura, movimento e momenti di sosta legati ai sapori locali. Un percorso che segue il colore della stagione Le colline di Pecetto, da tempo legate alla coltivazione del ciliegio, diventano il centro di una giornata che mette insieme paesaggio e tradizione. La camminata si sviluppa in un contesto fatto di vedute ampie, strade immerse nel verde e tratti capaci di restituire l’immagine più nota di questa fase dell’anno, quando i ciliegi trasformano l’area con tonalità chiare e delicate. L’iniziativa conserva così il suo profilo più riconoscibile: da una parte il contatto con la natura, dall’altra la valorizzazione di un territorio che proprio nella stagione della fioritura mostra uno dei suoi aspetti più apprezzati. Lungo il tracciato, i partecipanti possono contare su un colpo d’occhio molto particolare, tra angoli panoramici e passaggi che rendono la passeggiata uno degli appuntamenti più attesi della primavera locale. Piazza Roma è il punto da cui parte la giornata La partenza è prevista in Piazza Roma alle 9:30, mentre le iscrizioni chiuderanno alle 10:00. L’organizzazione ha previsto cinque punti ristoro con snack e bevande distribuiti lungo il percorso, così da accompagnare i partecipanti per tutta la durata della mattinata. La quota di partecipazione è fissata in 12 euro per gli adulti, mentre i bambini fino a 10 anni potranno prendere parte all’iniziativa gratuitamente. È prevista inoltre una maglietta omaggio destinata ai primi 2. 300 iscritti, dettaglio che aggiunge un ulteriore elemento a una manifestazione già molto seguita. L’orario indicato per l’evento va dalle 9:30 alle 9:30, con ritrovo nel comune di Pecetto. Tra ristori, condivisione e legame con il territorio Uno degli aspetti che definiscono questa camminata è il suo carattere collettivo. L’appuntamento resta infatti legato all’idea di una giornata da vivere insieme, in un momento dell’anno che coincide con una delle immagini più note del territorio. Il richiamo non passa soltanto dal percorso, ma pure dall’atmosfera che accompagna la manifestazione, costruita attorno alla stagionalità e alla voglia di stare all’aperto. L’evento si terrà con qualsiasi condizione meteo, elemento che conferma la volontà di mantenere saldo un appuntamento ormai entrato nella tradizione locale. A Pecetto, tra colline, ristori e fioriture, la camminata torna così a presentarsi come una giornata capace di unire territorio, partecipazione e paesaggio. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-04-11 - URL: https://www.torinofree.it/sport/stravenaria-domenica-cambia-il-percorso-di-quattro-linee-bus-tutte-le-modifiche-previste.html - Categorie: Sport Domenica 12 aprile a Venaria e nei comuni vicini il servizio di trasporto pubblico subirà alcune modifiche temporanee. La causa è legata alla manifestazione “StraVenaria e 21 Reale”, che comporterà variazioni alla circolazione nella fascia mattutina. Dalle 6 fino alle 14, varie linee saranno interessate da deviazioni e limitazioni, con interventi concentrati soprattutto all’interno del territorio venariese. Venaria Express cambia capolinea durante la mattinata Tra le linee coinvolte, la Venaria Express subirà un intervento diretto sul proprio percorso. I mezzi diretti verso il Parco La Mandria non arriveranno al capolinea abituale: una volta raggiunta la rotatoria nell'area tra corso Garibaldi, viale Roma e via Cavallo, effettueranno inversione di marcia. Il punto di arrivo temporaneo sarà fissato alla fermata “Borgo Antico”, scelta come capolinea provvisorio per tutta la durata delle modifiche. Per quanto riguarda invece la direzione Torino, il servizio manterrà la sua regolarità a partire proprio da quell’area. In sostanza, le variazioni interesseranno esclusivamente il tratto finale verso il parco, mentre il resto del percorso non subirà cambiamenti. Linea 11 e 72 con percorsi modificati nel centro cittadino Anche la linea 11 sarà coinvolta nelle variazioni. Nel tratto che attraversa Venaria, il percorso verrà deviato per consentire lo svolgimento della manifestazione. I bus, arrivati in corso Garibaldi all’altezza di via Palestro, verranno indirizzati su via Iseppon, proseguendo poi su corso Papa Giovanni XXIII e corso Machiavelli. Qui i mezzi effettueranno un’inversione per riprendere successivamente il tracciato abituale. Nessuna modifica è prevista invece per la direzione verso via Bertola, che continuerà a seguire il percorso ordinario. Interventi simili riguarderanno anche la linea 72. In direzione via Leopardi, il servizio verrà limitato all’altezza dell’incrocio tra corso Papa Giovanni XXIII e corso Machiavelli. In quel punto i mezzi invertiranno la marcia utilizzando la rotonda e termineranno la corsa temporaneamente in via Iseppon, presso la fermata “IV Novembre”, individuata come capolinea provvisorio. Per la direzione corso Stati Uniti, invece, il servizio riprenderà regolarmente proprio da questo punto temporaneo. Modifiche legate esclusivamente all’evento sportivo Le variazioni previste per la giornata di domenica sono direttamente collegate allo svolgimento della corsa podistica e resteranno attive per un arco di tempo limitato. Una volta conclusa la manifestazione, tutte le linee coinvolte torneranno a seguire i percorsi abituali senza ulteriori cambiamenti. Chi utilizza il trasporto pubblico nella zona di Venaria è quindi invitato a tenere conto delle modifiche temporanee, pianificando con attenzione gli spostamenti nelle ore interessate dall’evento. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-04-11 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/energie-rinnovabili-il-piemonte-approva-il-disegno-di-legge-sulle-aree-idonee.html - Categorie: Innovazione La Regione Piemonte compie un passo avanti nel percorso di sviluppo energetico approvando un nuovo disegno di legge dedicato alle aree destinate agli impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento, adottato dalla Giunta su proposta dell’assessore all’Ambiente, definisce criteri più chiari per orientare gli investimenti e accompagnare il territorio verso gli obiettivi fissati per il 2030. L’intervento si inserisce in un quadro normativo nazionale già delineato, con l’obiettivo di individuare ulteriori spazi idonei alla realizzazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici. Dopo questo primo passaggio, il testo dovrà essere esaminato dal Consiglio regionale per arrivare all’approvazione definitiva. Aree dismesse e infrastrutture al centro della strategia La linea scelta dalla Regione punta a privilegiare contesti già trasformati dall’attività umana. Tra questi rientrano edifici esistenti, parcheggi, aree industriali inutilizzate, siti da bonificare e infrastrutture come ferrovie e autostrade. Una direzione che mira a limitare l’impatto sui terreni agricoli, considerati un elemento identitario ed economico per il territorio piemontese. Accanto a questo aspetto, il disegno di legge introduce un sistema che favorisce l’integrazione tra produzione energetica e sistema produttivo. Le aree vicine ai poli industriali diventano infatti strategiche per sostenere l’autoconsumo da parte delle imprese, con ricadute dirette sui costi energetici e sulla competitività. L’impostazione generale mira quindi a mantenere un equilibrio tra crescita delle rinnovabili e tutela del paesaggio, indirizzando gli interventi verso spazi già compatibili dal punto di vista urbanistico e ambientale. Obiettivi al 2030 e limiti per il territorio agricolo Il provvedimento contribuisce al raggiungimento dei target regionali fissati per il 2030, che prevedono circa 5. 000 megawatt di nuova potenza installata. Per evitare effetti negativi sul territorio, vengono stabiliti limiti precisi: l’utilizzo dei terreni agricoli per questi impianti non potrà superare lo 0,8% a livello regionale e il 2% all’interno dei singoli comuni. Le nuove aree individuate comprendono anche zone già interessate da impianti esistenti da potenziare o spazi legati a insediamenti produttivi e logistici. Viene inoltre favorita l’integrazione con sistemi di accumulo, elemento utile per rendere più efficiente la gestione dell’energia prodotta. La Regione prevede anche strumenti di controllo digitale per monitorare la diffusione degli impianti, con l’obiettivo di evitare concentrazioni eccessive in specifiche zone e garantire una distribuzione più equilibrata sul territorio. Procedure più rapide e attenzione alle comunità locali Un altro punto rilevante riguarda la semplificazione delle procedure autorizzative nelle aree considerate idonee. I tempi vengono ridotti e l’iter diventa più snello, pur mantenendo le verifiche paesaggistiche necessarie. In presenza di più impianti nella stessa area, vengono previste valutazioni più approfondite per gestire il cosiddetto effetto cumulativo. Il disegno di legge introduce anche un sistema di compensazioni territoriali. I progetti di maggiore dimensione dovranno prevedere interventi a beneficio delle comunità locali, come iniziative per l’efficienza energetica o lo sviluppo di comunità energetiche. Nel complesso, la strategia regionale si muove lungo una linea definita: favorire la crescita delle energie rinnovabili senza compromettere le caratteristiche del territorio, puntando su una pianificazione più ordinata e su strumenti che rendano sostenibile lo sviluppo nel lungo periodo. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-04-11 - URL: https://www.torinofree.it/sport/il-torino-non-si-ferma-verona-battuto-2-1-daversa-trova-un-altro-successo.html - Categorie: Sport Il Torino supera il Verona per 2-1 e mette insieme un altro passaggio pesante nel proprio finale di stagione. La squadra di D’Aversa centra la quarta vittoria nelle ultime sei partite, sale a 39 punti e lascia alle spalle la parte più scomoda della classifica. Per i granata conta il risultato, conta il momento, conta pure la risposta arrivata dopo un primo tempo meno semplice del previsto. Il Verona resta in partita a lungo, trova il pareggio e prova a complicare il pomeriggio del Toro, ma nella ripresa i padroni di casa cambiano passo e chiudono i conti. Un avvio che sembrava spianare la strada La gara si apre con il guizzo di Simeone, che colpisce dopo pochi minuti e firma il vantaggio granata. L’azione nasce da un lancio lungo, passa per la sponda di Pedersen e si completa con il controllo dell’attaccante, lucido nel punire l’incertezza della difesa avversaria. Per il centravanti è il nono gol in campionato, il quarto nelle ultime sei giornate, un dato che conferma il suo peso in questa fase della stagione. Il vantaggio, però, non basta a mettere il match in discesa. Il Verona reagisce subito, alza il ritmo e costruisce occasioni utili per rientrare. Gagliardini colpisce la traversa dopo un’uscita sbagliata di Paleari, poi nel finale di primo tempo arriva l’1-1 di Bowie, bravo a vincere il confronto con Ismajli e a battere il portiere granata. Poco prima dell’intervallo, Bernede sfiora perfino il sorpasso e costringe il Torino a rientrare negli spogliatoi con più di una riflessione. La ripresa cambia faccia alla partita Dopo l’intervallo il Torino torna in campo con un’altra energia. Simeone manda subito un segnale, poi al quinto minuto nasce l’azione che decide la sfida. Pedersen accompagna la spinta, Obrador mette al centro un pallone insidioso e Casadei si fa trovare pronto nel cuore dell’area. Il tocco vale il 2-1 e regala al centrocampista il quinto centro stagionale. Da quel momento la partita prende una direzione più chiara. Il Torino appare più solido, più ordinato, più convinto. Il Verona prova a restare agganciato, ma non riesce più a produrre la stessa pressione del primo tempo. Tre punti pesanti e un finale più sereno Nel secondo tempo arriva pure il possibile terzo gol con Che Adams, bravo a colpire di testa su cross di Obrador. La rete, però, viene cancellata dal Var per una posizione irregolare di Simeone a inizio azione. Resta quindi il margine minimo, che il Torino difende senza grandi scosse fino al triplice fischio. Il successo consegna ai granata una classifica più tranquilla e rafforza il lavoro di D’Aversa, capace di dare continuità ai risultati in poche settimane. Per il Verona, invece, la situazione si fa sempre più pesante: la squadra resta in basso e vede avvicinarsi un epilogo sempre più complicato. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/enogastronomia/vinitaly-2026-il-piemonte-porta-a-verona-vini-ed-eccellenze-del-territorio.html - Categorie: Enogastronomia Il Piemonte torna protagonista a Vinitaly 2026, portando a Verona una selezione ampia delle proprie eccellenze vitivinicole e agroalimentari. La manifestazione, in programma da domenica 12 a mercoledì 15 aprile, rappresenta una vetrina strategica per il territorio, che si presenta con uno spazio espositivo di circa 700 metri quadrati all’interno del Padiglione 10. L’area, curata da Piemonte Land of Wine con il supporto della Regione, ospita un auditorium per incontri e presentazioni, zone dedicate alle degustazioni e le postazioni di oltre cento aziende produttrici insieme ai principali Consorzi di tutela. Il Piemonte rafforza la presenza a Verona con un grande spazio espositivo L’allestimento punta a valorizzare l’identità del comparto vitivinicolo piemontese, mettendo in relazione vino, territorio e promozione turistica. All’interno dello spazio trovano posto realtà legate a denominazioni come Gavi, Barbera, Asti e Brachetto, con l’obiettivo di offrire agli operatori un quadro completo della produzione regionale. Per tutta la durata della fiera viene inoltre esposto il trofeo delle ATP Finals, evento che si svolgerà nuovamente a Torino nel mese di novembre, a sottolineare il legame tra grandi eventi e promozione territoriale. Le istituzioni regionali evidenziano come la partecipazione a Vinitaly si inserisca in una strategia più ampia, orientata a sostenere il settore attraverso ricerca, innovazione e apertura a nuovi mercati. Il contesto internazionale resta complesso, tra aumento dei costi produttivi, mutamenti negli equilibri commerciali e cambiamenti nelle abitudini di consumo, fattori che richiedono adattamento e nuove strategie. Degustazioni, turismo e promozione del territorio al centro degli eventi Nel corso della manifestazione vengono proposte numerose occasioni di approfondimento dedicate agli operatori e al pubblico specializzato. Le produzioni agroalimentari di qualità vengono affiancate ai grandi vini piemontesi, con il coinvolgimento dei Consorzi e dei Distretti del Cibo. La presenza delle Atl consente di presentare itinerari turistici e offerte legate al territorio, rafforzando il collegamento tra enogastronomia, cultura e paesaggio. All’esterno del padiglione è attivo il Ristorante Piemonte, affidato allo chef Davide Palluda, che propone ogni giorno menu ispirati ai prodotti regionali. Un’iniziativa pensata per offrire un’esperienza diretta delle specialità locali, attraverso un percorso gastronomico costruito attorno alla qualità delle materie prime. Un programma fitto tra incontri, conferenze e iniziative tematiche Il calendario degli appuntamenti si sviluppa lungo tutte le giornate della fiera, con incontri dedicati a temi diversi. Si parte con la presentazione di progetti editoriali e iniziative legate alla valorizzazione del vino piemontese, passando per modelli di cooperazione e strategie di mercato. Tra i momenti istituzionali figura l’inaugurazione dell’area Piemonte, accompagnata dalla firma di un protocollo per la creazione di un Osservatorio sul mercato vitivinicolo. Nei giorni successivi spazio a turismo, sostenibilità e innovazione, con focus su enoturismo, paesaggi Unesco e cambiamenti climatici. Non mancano appuntamenti dedicati alla promozione di eventi locali, come Vinum ad Alba o Nizza è Barbera, oltre a incontri su leadership, produzione biologica e nuove mappe geologiche del territorio. A completare il programma, momenti più informali come aperitivi e dj set, pensati per avvicinare anche un pubblico più giovane a un consumo consapevole del vino. Una proposta articolata che conferma il ruolo del Piemonte come uno dei protagonisti della manifestazione veronese, capace di unire produzione, cultura e promozione del territorio in un’unica narrazione. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-04-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/raee-in-piemonte-i-dati-del-2025-meno-lampadine-da-smaltire-boom-dei-pannelli-fotovoltaici.html - Categorie: News Il quadro che emerge dai dati sulla raccolta dei rifiuti elettronici racconta un Piemonte molto attivo e, allo stesso tempo, offre una fotografia dei cambiamenti che attraversano case, uffici e consumi quotidiani. Nel 2025 la regione ha differenziato quasi 245 tonnellate di Raee, cioè rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, piazzandosi al terzo posto in Italia. Davanti restano soltanto Lombardia e Veneto, mentre alle spalle si collocano Emilia-Romagna e Toscana. Il Piemonte corre e Torino resta davanti La raccolta regionale conferma un peso rilevante del territorio torinese. La provincia di Torino guida infatti la classifica piemontese con oltre 161 tonnellate. Più staccate le altre aree: il Vco sfiora le 28 tonnellate, Cuneo supera le 22,5, Novara va oltre le 15,5. Più contenuti i numeri delle province di Alessandria, Vercelli, Biella e Asti, tutte sotto quote molto più basse. Nel quadro nazionale, il consorzio Ecolamp ha raccolto complessivamente 2. 947 tonnellate di Raee. La Lombardia si conferma nettamente in testa con 763 tonnellate, seguita dal Veneto con 375. Il Piemonte, pur distante dalle prime due regioni, riesce a consolidare una posizione di rilievo e mostra una capacità di raccolta superiore a quella di altre realtà importanti del Paese. Le lampadine calano, il fotovoltaico sale Dentro questi numeri c’è un segnale che va oltre la semplice raccolta differenziata. I rifiuti elettronici cambiano perché cambia ciò che viene usato ogni giorno. Le lampadine risultano in calo, effetto della sostituzione delle tecnologie più vecchie e della maggiore durata dei prodotti a led rispetto a quelli a incandescenza. Sul fronte opposto cresce il peso dei pannelli fotovoltaici, ormai sempre più presenti. La raccolta dei Raee, quindi, non descrive soltanto l’attenzione verso l’ambiente, ma segue da vicino l’evoluzione energetica e tecnologica della società. Anche per questo il dato assume un valore più ampio: dentro i rifiuti si leggono abitudini, investimenti e trasformazioni già in corso. I numeri che spiegano il cambio di scenario Le sorgenti luminose hanno raggiunto in totale 1. 096 tonnellate. Di queste, 763 tonnellate arrivano dalla raccolta domestica, mentre 333 provengono dagli utenti professionali. Molto significativo anche il risultato del raggruppamento R4, che comprende piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici: nel 2025 ha toccato 1. 425 tonnellate. A spingere questo dato è soprattutto la componente professionale, cresciuta del 18%. Secondo il direttore generale di Ecolamp, Fabrizio D’Amico, il quadro conferma una tendenza ormai visibile da tempo: diminuiscono i rifiuti collegati a tecnologie ormai mature, mentre aumentano quelli legati alle nuove infrastrutture energetiche. - Published: 2026-04-11 - Modified: 2026-04-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/ai-giardini-sambuy-torna-il-mercato-della-biodiversita-appuntamento-il-12-aprile.html - Categorie: Eventi Il Mercato della Biodiversità Googreen di nuovo a Torino domenica 12 aprile e riporta ai Giardini Sambuy una giornata costruita attorno alla primavera, ai prodotti selezionati e al dialogo con il territorio. L’appuntamento si svolgerà in Piazza Carlo Felice, dalle 10 alle 18, con ingresso libero, e metterà insieme produttori, artigiani e attività culturali pensate per pubblici diversi. Al centro resta l’idea di un mercato che prova a tenere insieme natura, relazioni e partecipazione, dentro uno degli spazi verdi più noti del centro cittadino. Una domenica tra fiori, incontri e piccoli gesti utili L’edizione primaverile del mercato si muove tra profumi di stagione, fioriture e attenzione alla biodiversità. La proposta non si limita alla parte espositiva, perché l’iniziativa prova a dare forma a un luogo di incontro in cui realtà differenti condividono esperienze, progetti e temi vicini alla vita quotidiana. I Giardini Sambuy diventano così il punto in cui la dimensione del mercato si intreccia con quella della divulgazione e della presenza sul territorio. L’atmosfera dell’evento punta su una formula semplice: portare nel cuore di Torino una giornata capace di mettere in contatto persone, pratiche e sensibilità diverse. Tra banchi e appuntamenti, il filo conduttore resta il rapporto con la natura e con la stagione che entra nel vivo. Il programma cambia passo tra danza, libri e arte di strada La giornata si aprirà alle 11. 00 con la danza popolare affidata a Maria Baffert insieme all’Associazione Baldanza. A mezzogiorno spazio alla presentazione letteraria con Lodovico Marchisio e Giorgio Bonino, seguita dal momento musicale con Roberta Maffiodo. Nel pomeriggio il mercato cambierà tono e linguaggio. Dalle 15. 00 arriverà la rassegna Sussurri, che porterà ai Giardini Sambuy un’arte di strada raccolta, a contatto diretto con il pubblico, con Silvia Borello, Pascal Clown e Poesiaagettone. Alla stessa ora è previsto pure il laboratorio con Monica Fissore di Beesù, dedicato ai fiori per gli impollinatori. Il laboratorio proporrà la creazione di un semenzaio da cui far nascere nuovi colori per balconi e giardini, con l’obiettivo di offrire nutrimento ad api e farfalle. Dai semi a Colapesce, il mercato parla a tutte le età L’ultima parte del programma guarda al racconto e all’immaginazione. Alle 16. 00 è prevista una narrazione che riguarda la leggenda di Colapesce, ripresa da Italo Calvino in Fiabe Italiane del 1956. Il passaggio dal laboratorio alla fiaba chiarisce bene il carattere dell’iniziativa: un evento che accosta gesti pratici, memoria culturale e spettacolo. Il Mercato della Biodiversità si presenta quindi come un appuntamento capace di dare alla domenica torinese un ritmo diverso, fatto di incontro, ascolto e attenzione per ciò che cresce. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/extravaganza-torna-a-torino-l11-aprile-con-vintage-artigianato-e-arredo.html - Categorie: Eventi Extravaganza torna a Torino con un nuovo appuntamento dedicato al vintage e all’artigianato, fissato per sabato 11 aprile 2026 in Piazza Carlo Alberto. Per l’intera giornata, dalle 8:30 alle 18:30, il centro cittadino accoglierà una selezione di espositori legati a un mondo fatto di ricerca estetica, cura dei dettagli e gusto per gli oggetti che conservano identità. L’iniziativa, firmata dall’associazione Effetto Vintage, offrirà al pubblico una proposta ampia, capace di unire pezzi di pregio, produzioni manuali e articoli per la casa, con spazio riservato anche a un progetto solidale. L’ingresso libero renderà l’evento ancora più accessibile a chi vorrà concedersi qualche ora tra bancarelle e curiosità. Una piazza del centro torna vetrina di stile Nel cuore di Torino, Extravaganza riporterà in scena un formato che mette al centro l’incontro tra pubblico ed espositori. Piazza Carlo Alberto farà da cornice a una giornata costruita attorno a oggetti scelti con attenzione, dove il fascino del passato troverà posto accanto a creazioni nate dal lavoro manuale. Il mercatino punterà su una proposta riconoscibile, con articoli capaci di attirare chi cerca pezzi originali, dettagli fuori dall’ordinario e complementi che diano carattere agli spazi domestici. L’atmosfera dell’iniziativa avrà un peso importante. La posizione centrale, unita alla formula all’aperto, trasformerà la visita in una passeggiata nel tessuto urbano, con soste davanti a banchi pensati per chi apprezza autenticità e gusto personale. Ogni banco racconta gusto, memoria e carattere L’offerta spazierà dalla moda agli accessori, fino agli elementi dedicati alla casa. Il tratto comune resterà la ricerca di oggetti capaci di distinguersi, lontani dalla serialità e vicini a una dimensione più personale. In questo contesto, il valore delle proposte non passerà solo dall’aspetto estetico, ma dalla storia che ogni articolo saprà evocare. Extravaganza si muoverà quindi lungo una linea precisa: dare spazio a ciò che ha identità, rilanciare il lavoro creativo e riportare attenzione su materiali, forme e lavorazioni che spesso sfuggono ai circuiti più veloci del consumo contemporaneo. Un evento che unisce mercato e attenzione sociale Accanto alla componente commerciale, l’appuntamento manterrà una sensibilità rivolta anche al sociale. La presenza di un progetto solidale aggiungerà un elemento ulteriore a una manifestazione che non si limiterà all’esposizione di merci, ma proverà a costruire un’occasione di incontro con un significato più ampio. Per Torino, l’evento rappresenterà così un momento dedicato a chi ama il vintage di pregio, le creazioni artigianali e un modo diverso di vivere il centro. In una sola giornata, la piazza ospiterà gusto, manualità e attenzione ai dettagli, dentro una cornice cittadina che ben si presta a iniziative di questo tipo. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-omaggia-claudio-baglioni-pergamena-del-comune-e-folla-davanti-a-palazzo-civico.html - Categorie: News Davanti a Palazzo di Città si è raccolto un gruppo di torinesi, arrivati con largo anticipo per vedere da vicino Claudio Baglioni. L’artista romano ha fatto tappa in Comune per ricevere una pergamena consegnata come segno di amicizia e riconoscenza da parte della città, che ospiterà il 18 settembre in piazza San Carlo l’ultima data del tour La vita è adesso. Nel corso dell’incontro, il cantautore ha spiegato che questa tournée rappresenta l’atto finale della sua lunghissima carriera. Davanti al Comune Torino ritrova uno dei suoi cantautori L’arrivo di Baglioni ha richiamato curiosi e fan storici. L’atmosfera, fuori dal municipio, ha avuto il tono delle grandi occasioni, con persone pronte a salutarlo e a riportare alla memoria episodi personali legati alle sue canzoni. Tra loro c’era chi ha associato la sua musica a una storia d’amore passata, chi invece a ricordi più ampi, distribuiti nel tempo e nella vita quotidiana. L’abbraccio del pubblico ha dato subito il senso di un rapporto mai interrotto tra il cantante e la città. In Sala Rossa arriva l’omaggio della città Ad accoglierlo nella Sala Rossa è stato il sindaco Stefano Lo Russo, che ha sottolineato il valore simbolico della scelta di Torino per l’ultima tappa del tour. Il primo cittadino ha ricordato come le canzoni di Baglioni abbiano accompagnato generazioni intere di italiani, legandosi spesso a momenti privati, felici o dolorosi. Accanto a lui erano presenti anche la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e l’assessore ai Grandi Eventi Domenico Carretta. Grippo ha ricordato di essere cresciuta con quei brani, condivisi da almeno quattro generazioni, mentre in municipio non sono mancati consiglieri di maggioranza e opposizione in fila per un autografo o una foto. Il concerto di settembre chiude un legame nato molti anni fa Baglioni ha ribadito il suo legame con Torino, riportando alla memoria alcune tappe importanti della sua storia artistica. Ha ricordato uno dei debutti più rilevanti al Pala Ruffini nel 1979, poi gli spettacoli allo stadio Comunale, oggi Grande Torino, e al Delle Alpi, soffermandosi con ironia sui cambi di nome di alcuni luoghi simbolo cittadini. Il tour partirà da piazza San Marco a Venezia e si concluderà proprio sotto la cornice di piazza San Carlo. Nel corso dell’incontro, il cantautore ha anche richiamato un ricordo familiare, raccontando che la madre lo spinse verso il canto. Da lì, ha fatto capire, è nato un percorso lungo e intenso, attraversato da passaggi felici e fasi più dure, senza mai fermarsi davvero. Torino, adesso, si prepara a ospitare un altro atto di questa storia. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/dieci-anni-di-dimore-pinerolesi-tredici-residenze-aprono-al-pubblico.html - Categorie: Eventi Il circuito delle Dimore Pinerolesi arriva al traguardo dei dieci anni e rilancia la propria formula con sette giornate di apertura distribuite tra primavera e autunno. Il progetto, nato nel 2016, torna così a proporre un itinerario dentro residenze private, palazzi storici e parchi che raccontano una parte importante dell’identità del territorio. Per questa edizione il calendario partirà il 26 aprile e andrà avanti fino al 25 ottobre, con l’obiettivo di rafforzare un modello che nel tempo si è imposto come uno dei più solidi esempi di museo diffuso in Piemonte. Sette domeniche per riaprire tredici tesori L’iniziativa metterà in rete tredici dimore distribuite in nove comuni, con un percorso che unisce architettura, memoria familiare e valorizzazione del paesaggio. Tra i luoghi coinvolti figurano il Palazzo Ricca di Castelvecchio, Villa Giacosa Valfrè di Bonzo a Pancalieri, il Palazzo dei Conti di Bricherasio, Casa Lajolo a Piossasco, il Castello di Marchierù a Villafranca Piemonte, Villa Bertea Le Peschiere e altri complessi storici del Pinerolese. Il referente del Circuito Pinerolese ADSI, Guido Calleri, ha spiegato che il punto di forza del progetto sta nella capacità di unire realtà differenti attorno a un obiettivo comune, legato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio. Ha sottolineato che ogni dimora conserva vicende familiari e trasformazioni sociali che hanno segnato il territorio, diventando una testimonianza viva della sua storia. Il territorio fa squadra attorno alle dimore storiche Accanto al valore culturale, il progetto conferma una forte funzione di promozione locale. La consigliera metropolitana Sonia Cambursano, con delega al Turismo, ha osservato che storia, cultura e promozione del territorio trovano nelle dimore storiche un punto d’incontro naturale. Per questo il decennale viene letto come il risultato di un lavoro ampio, destinato a proseguire. Il circuito consolida così una rete tra proprietà private e istituzioni, con l’idea di trasformare questi luoghi in tappe di un racconto più esteso. La formula ha permesso al Pinerolese di costruire negli anni una proposta riconoscibile, capace di attirare visitatori e di tenere insieme turismo, identità locale e qualità dell’offerta culturale. Maggio e ottobre i passaggi più attesi Tra i momenti di maggiore rilievo ci sarà la Giornata Nazionale ADSI del 24 maggio, quando il Pinerolese entrerà in un programma regionale che prevede l’apertura di 35 dimore. In quell’occasione il territorio parteciperà con quattro siti, tra Villafranca Piemonte, Pinerolo e Piossasco. Sempre a Piossasco, la stessa giornata coinciderà con la Festa della Luce, dedicata ad Alessandro Cruto e a Giuseppe Riccardo Lanza. Un altro passaggio importante arriverà con il Salone Off: dall’8 al 19 maggio Casa Lajolo, il Castello di Miradolo, il Palazzo dei Conti di Bricherasio e Villa Giacosa Valfrè di Bonzo ospiteranno incontri letterari e passeggiate artistiche. Il presidente ADSI Piemonte e Valle d’Aosta, Sandor Gosztonyi, ha rimarcato che il circuito ha già mostrato quanto la collaborazione tra privati e istituzioni possa produrre modelli efficaci e replicabili, come dimostra l’esperienza di Dimore Amiche. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/notte-al-museo-del-cinema-a-torino-torna-levento-serale-alla-mole.html - Categorie: Eventi Il Museo Nazionale del Cinema prepara una nuova apertura serale alla Mole Antonelliana e porta a Torino un appuntamento pensato per chi vuole vivere il museo fuori dagli orari abituali. Sabato 11 aprile, dalle 19:15, gli spazi del museo accoglieranno il pubblico per una nuova edizione di Una Notte al Museo, iniziativa firmata da Club Silencio insieme all’istituzione torinese. Al centro della serata c’è la mostra My Name Is Orson Welles, che diventa il filo conduttore di un percorso tra sale espositive, collezione permanente e vista notturna sulla città. Alla Mole una sera speciale tra cinema e città L’evento trasforma il museo in un luogo da vivere con tempi diversi rispetto alla visita tradizionale. L’apertura straordinaria offre infatti la possibilità di entrare in serata e di attraversare uno degli spazi culturali più noti di Torino in una fascia oraria che cambia atmosfera, ritmo e percezione. La Mole Antonelliana, già simbolo della città, diventa così il centro di una proposta che unisce arte, incontro e osservazione del panorama urbano dall’alto. Per accedere all’iniziativa è richiesto l’accredito, mentre l’ultimo ingresso resta fissato alle 23. 00. Il biglietto per ingresso e visita ha un costo di 20 euro. Orson Welles al centro di un percorso con oltre 400 opere Il cuore culturale della serata resta la mostra dedicata a Orson Welles, autore che ha lasciato un segno profondo nella storia del cinema del Novecento. L’esposizione, curata da Frédéric Bonnaud e concepita dalla Cinémathèque française, raccoglie più di 400 opere tra documenti e materiali provenienti da raccolte pubbliche e private. Il percorso segue varie fasi della carriera del regista, dalla stagione di Quarto potere fino ai progetti più sperimentali, con attenzione al suo linguaggio visivo e alla sua scrittura narrativa. Accanto a questa sezione, durante la stessa serata, il pubblico potrà visitare pure la collezione permanente del museo e la mostra temporanea Manifesti d’artista, in un quadro più ampio che mette insieme cinema, memoria e immaginario visivo. Drink, musica e salita serale cambiano il volto del museo L’appuntamento non si ferma alla visita espositiva. Il programma prevede la selezione musicale di Nico_Ntwrk e la presenza di un lounge bar con drink dedicati, elementi che danno alla serata un tono più informale senza spostare l’attenzione dal contenuto culturale. Uno dei momenti più attesi resta la salita al tempietto della Mole, a 85 metri di altezza. Da lì il pubblico potrà osservare Torino di sera da un punto privilegiato, in una cornice che rende l’esperienza diversa da una normale visita museale. Tra mostra temporanea, collezioni storiche, musica e panorama, il museo costruisce così una proposta che punta su un’idea semplice: far vivere il patrimonio culturale cittadino con uno sguardo nuovo. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/primo-maggio-in-festa-a-luserna-san-giovanni-con-la-storica-fiera-primaverile.html - Categorie: Eventi Il 1° maggio 2026 Luserna San Giovanni si prepara a vivere una delle giornate più attese del calendario locale. La Fiera Primaverile tornerà a occupare varie aree del territorio cittadino con ingresso gratuito dalle 8:00 alle 19:00, richiamando pubblico, famiglie e operatori del territorio. Al centro dell’appuntamento ci saranno più di 200 espositori, distribuiti tra proposte commerciali, articoli artigianali, capi di abbigliamento e prodotti alimentari. L’iniziativa si conferma così come un momento capace di tenere insieme socialità, attività economiche e richiamo per visitatori provenienti anche dai dintorni. Una città intera si muove per la fiera Il cuore della manifestazione sarà il grande spazio espositivo diffuso, pensato per dare forma a una giornata ampia e varia. Accanto all’area principale troveranno posto altri punti di interesse, così da allargare l’evento a più zone della città e dare ritmo all’intero programma. In piazza Partigiani sarà presente l’area florovivaistica, dedicata al mondo del verde, dei fiori e delle piante, mentre la Fiera Agricola ospiterà iniziative legate alla tradizione rurale locale. L’impianto generale dell’evento mette quindi insieme commercio, identità del territorio e momenti pensati per pubblici diversi, dai residenti ai visitatori di passaggio. Trattori, premi e incontri nel segno della tradizione Tra gli appuntamenti più seguiti compare il 2° raduno trattoristico, organizzato dall’Associazione Allevatori Fiera dei Santi. Il ritrovo e la sfilata dei mezzi agricoli sono previsti alle 9:00, in una fascia della giornata che aprirà subito la parte più legata alla memoria agricola del territorio. Più tardi, alle 13:00, il programma proseguirà con il pranzo e con le premiazioni, momento che unirà partecipanti e appassionati in un clima di incontro. In questo passaggio emerge con chiarezza uno degli aspetti più riconoscibili della fiera: il legame con il mondo agricolo resta ben visibile e continua a dare identità all’intera manifestazione. Nel pomeriggio spazio ai più piccoli Alle 15:00 entrerà in scena il Battesimo della sella, presentato come una dimostrazione dedicata al mondo dell’equitazione. L’appuntamento guarda in modo particolare ai più piccoli, ai quali offrirà un’occasione di avvicinamento a questa realtà. Per favorire l’arrivo del pubblico, il Comune ha previsto la possibilità di parcheggiare nel piazzale della stazione e nelle aree di sosta vicine alla fiera, con gestione affidata alle associazioni locali. Tra organizzazione logistica, momenti dedicati alle famiglie e richiami alla tradizione, Luserna San Giovanni si prepara quindi a una giornata che punta a tenere insieme partecipazione, commercio e vita di comunità. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/moncalieri-calcinacci-dal-soffitto-al-binario-3-paura-in-stazione.html - Categorie: News Alla stazione di Moncalieri la mattina di venerdì 10 aprile si è aperta con un episodio che ha subito creato apprensione tra i pendolari. Dal soffitto della pensilina del binario 3 si sono staccati alcuni calcinacci, finiti sulla banchina nelle prime ore del giorno. In quell’istante nessun passeggero si trovava nel punto colpito e questo ha evitato conseguenze peggiori, ma l’episodio ha comunque imposto un intervento rapido per proteggere i viaggiatori e limitare i rischi. Paura all'alba sotto la pensilina Il cedimento ha interessato una parte della copertura del binario 3 e ha fatto scattare subito l’allarme. I frammenti di intonaco sono caduti sulla banchina in un orario delicato, quello dell’avvio della giornata, quando la stazione inizia a riempirsi di persone dirette verso Torino e gli altri collegamenti ferroviari. Il fatto ha acceso l’attenzione sulla sicurezza di uno spazio utilizzato ogni giorno da molti utenti. Solo una coincidenza favorevole ha evitato che qualcuno restasse coinvolto. La scena ha confermato quanto anche un distacco circoscritto possa creare forte preoccupazione in un luogo di passaggio continuo. Tecnici al lavoro e area subito chiusa Dopo il distacco sono arrivati sul posto i tecnici di Rfi, intervenuti per mettere in sicurezza la zona interessata. L’area è stata transennata nel giro di poco tempo, così da impedire l’accesso ai viaggiatori e ridurre ogni possibile pericolo. Il tratto colpito è rimasto isolato in attesa degli interventi necessari sulla copertura. La misura ha permesso di contenere il problema, ma ha modificato subito la normale fruizione dello spazio. La priorità, in questa fase, resta il controllo della struttura e la definizione dei lavori utili al ripristino della pensilina. Disagi per i pendolari e controlli sulla struttura Pur senza feriti, l’episodio ha avuto effetti concreti sulla circolazione interna alla stazione. I passeggeri diretti al binario 3 hanno dovuto usare percorsi alternativi e fare i conti con rallentamenti durante le fasi di accesso e uscita dai treni. La porzione di banchina disponibile si è ridotta e questo ha reso meno agevoli gli spostamenti. Ora l’attenzione si sposta sulla verifica dell’intera pensilina, così da escludere altri cedimenti e chiarire lo stato della struttura. Il caso di Moncalieri riporta al centro il tema della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie locali, essenziali per migliaia di cittadini che ogni giorno usano questi collegamenti. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-via-sanremo-verso-il-restyling-banchina-e-nuovi-parcheggi-contro-la-velocita.html - Categorie: News Torino studia un pacchetto di interventi per via Sanremo, nel tratto compreso tra corso Cosenza e via Vicarelli, con l’obiettivo di abbassare la velocità delle auto e rendere più sicuro il passaggio dei pedoni. Il piano nasce dopo le segnalazioni dei residenti, che da tempo descrivono una situazione delicata, soprattutto per chi deve attraversare una strada molto frequentata e percorsa spesso a velocità ritenuta eccessiva. Al centro della discussione ci sono tre misure precise, pensate per intervenire sui punti indicati come più esposti. Un salvagente al centro della strada La proposta che fa più discutere riguarda la realizzazione di una banchina centrale salvagente. L’idea è quella di consentire l’attraversamento in due tempi, così da offrire una protezione in più a chi passa a piedi nelle ore di maggiore traffico. Accanto a questo intervento, il progetto prevede pure l’allargamento del marciapiede all’incrocio con via Vicarelli, così da migliorare la visibilità e rendere più semplice l’accesso alle strisce. Sul piano politico, il confronto si è acceso subito. Dall’opposizione è arrivata una critica netta: secondo alcuni consiglieri, la scelta non appare prioritaria rispetto ad altre zone della città che attendono ancora risorse e lavori. È stato fatto notare anche che, in altri incroci della stessa area, esistono problemi simili senza che siano state avanzate soluzioni dello stesso tipo. La sosta cambia forma Il terzo tassello riguarda i parcheggi, destinati a cambiare disposizione. L’ipotesi allo studio prevede il passaggio dalla sosta in linea a quella a spina di pesce lungo via Sanremo, sempre nel tratto tra corso Cosenza e via Vicarelli. A questa modifica si aggiungerebbero dei rallentatori ottici, pensati per spingere gli automobilisti a ridurre l’andatura. Secondo l’impostazione del piano, la nuova organizzazione della carreggiata dovrebbe aiutare a contenere la velocità dei veicoli in modo concreto, agendo sulla percezione dello spazio e sulla presenza di elementi più evidenti lungo il percorso. Un nodo quotidiano per il quartiere L’area interessata ha un peso preciso nella vita del quartiere perché collega un mercato rionale e un giardino molto frequentato. In quella zona passano ogni giorno famiglie, anziani e numerosi pedoni, motivo per cui il progetto viene presentato come una risposta a un’esigenza di sicurezza quotidiana più che come un semplice intervento urbanistico. Resta ancora aperto un passaggio tecnico importante. Gtt dovrà infatti valutare la compatibilità della banchina con il passaggio del trasporto pubblico. Da quel parere dipenderà una parte decisiva del futuro assetto della strada. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-milano-linea-interrotta-il-12-e-19-aprile-stop-ai-treni-per-lavori-a-novara.html - Categorie: News La linea ferroviaria Torino-Milano si prepara a due giornate delicate nel mese di aprile. Domenica 12 e domenica 19 la circolazione subirà uno stop legato ai lavori previsti nella stazione di Novara, dove sono in programma attività preparatorie per l’installazione del nuovo Apparato Centrale Computerizzato. Per i passeggeri si annunciano quindi variazioni rilevanti, con corse su gomma e modifiche che toccheranno diverse tratte del Piemonte. Due domeniche da segnare in calendario Il calendario dei lavori impone una sospensione del traffico ferroviario sulla tratta tra Torino e Milano in due date ravvicinate, entrambe collocate a metà aprile. Il nodo di Novara sarà al centro dell’intervento tecnico, che rientra nel percorso di aggiornamento degli impianti di gestione della circolazione. Per chi viaggia lungo questo asse si prospettano quindi spostamenti meno lineari del solito. Il blocco non interesserà solo i collegamenti principali, perché l’organizzazione del servizio coinvolgerà varie linee regionali con un piano straordinario pensato per limitare i disagi. Resta comunque una fase complessa, soprattutto per chi aveva previsto di utilizzare il treno in quelle due domeniche. Bus e corse rimodellate lungo il percorso Durante l’interruzione, Trenitalia ha previsto una riprogrammazione del servizio con bus dedicati tra Novara e Vercelli per alcuni convogli delle linee Torino-Milano e Novara-Chivasso/Ivrea. In altri casi la sostituzione sarà ancora più ampia: sulle tratte Biella San Paolo-Novara, Domodossola-Novara e Arona-Novara entreranno in funzione autobus sull’intero percorso. Il quadro, quindi, sarà diverso da linea a linea. Alcuni viaggiatori dovranno affrontare una parte del tragitto su pullman, altri un trasferimento completo su strada. La presenza dei mezzi sostitutivi serve a mantenere il collegamento tra i territori coinvolti, anche se i tempi di viaggio potranno cambiare e l’organizzazione richiederà maggiore attenzione già prima della partenza. Cambia rotta anche l’Intercity notte Gli effetti dei lavori si estenderanno pure al traffico a lunga percorrenza. Nelle notti tra 11 e 12 aprile e tra 18 e 19 aprile, il treno Intercity Notte 1558 Salerno-Torino Porta Nuova seguirà infatti un percorso diverso rispetto a quello abituale. Per questa corsa sono previste variazioni di orario, la cancellazione di alcune fermate intermedie, possibili anticipi e un aumento complessivo dei tempi di viaggio. Si tratta di modifiche che potranno incidere in modo sensibile su chi arriva da lontano o deve raggiungere Torino Porta Nuova nelle ore notturne e del primo mattino. Il passaggio decisivo, per chi ha già acquistato un biglietto o intende muoversi in quei giorni, resta quindi il controllo puntuale del proprio collegamento. In un fine settimana di primavera che poteva sembrare ordinario, la rete ferroviaria piemontese si prepara invece a un doppio appuntamento con lavori, bus sostitutivi e orari riscritti. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/turismo/piemonte-turismo-ancora-in-crescita-nel-2025-superate-18-milioni-di-presenze.html - Categorie: Turismo Il Piemonte archivia il 2025 con numeri in aumento sul fronte turistico e consolida una traiettoria che coinvolge città, laghi e località di montagna. Le presenze hanno superato quota 18 milioni, con oltre un milione in più rispetto all’anno precedente, mentre gli arrivi si sono avvicinati a 7 milioni. Il dato segnala una crescita superiore al 7% e rafforza il peso di un comparto che continua a espandersi in modo diffuso sul territorio regionale. I visitatori stranieri spingono la corsa del Piemonte A sostenere con maggiore forza il settore sono i flussi dall’estero. Più della metà dei turisti arriva infatti da altri Paesi, con un bacino soprattutto europeo. In testa c’è la Germania, seguita da Francia, area del Benelux e Svizzera. In aumento pure il mercato americano, che registra un rialzo del 18% rispetto al 2024. Sul fronte interno emerge invece un turismo di prossimità, alimentato soprattutto da piemontesi e lombardi. Il quadro che ne esce è quello di una regione capace di attirare pubblici diversi, con richieste che cambiano a seconda della stagione e della destinazione scelta. La crescita, quindi, non riguarda un solo segmento, ma un insieme di località che trovano spazio sia nei mesi freddi sia in quelli più caldi. Torino resta al centro, laghi e montagna inseguono Tra le mete regionali, Torino mantiene il ruolo di destinazione principale. Nel capoluogo la permanenza media si attesta a 2,5 notti, segnale di una città che continua a rappresentare il primo punto di accesso e di soggiorno per molti visitatori. Alle sue spalle si collocano le aree dei laghi e della montagna, che si confermano attrattive lungo tutto l’arco dell’anno. L’avvio del 2026 ha già offerto indicazioni positive. A Limone Piemonte, favorita anche dalla riapertura del Tunnel del Tenda, le presenze sono cresciute del 47%. Incrementi rilevanti si registrano pure a Frabosa Sottana, Alagna Valsesia e Sauze d’Oulx. Anche i primi dati legati alle vacanze pasquali mostrano un quadro favorevole, con visitatori in aumento del 10% e un tasso di occupazione dei posti letto del 47%. Posti letto e qualità diventano il nodo della crescita Nel dibattito sul futuro del comparto emerge con forza il tema della ricettività. Alberto Cirio ha osservato che il Piemonte può ormai essere considerato una vera regione turistica e ha collegato parte di questa crescita pure alla capacità di ospitare grandi eventi sportivi internazionali. Ha poi rimarcato che, senza un’offerta adeguata di posti letto, lo sviluppo rischia di rallentare anche dove esistono investimenti privati. Dai dati prende forma pure l’avanzata dell’extralberghiero e delle locazioni, oggi scelte da 14 turisti su 100. Silvio Carletto ha legato i buoni risultati alla professionalità degli operatori, richiamando il valore delle recensioni e dei giudizi online su ricettività e ristorazione. Paolo Bongioanni ha invece attribuito i risultati a un lavoro condiviso tra istituzioni e territorio, indicando nelle eccellenze agroalimentari uno degli elementi su cui continuare a puntare. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-04-10 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/a-torino-arriva-larcheotram-tour-nella-storia-a-bordo-del-2598.html - Categorie: Eventi Torino si prepara ad accogliere Archeotram, un’iniziativa che unisce storia urbana e trasporto d’epoca in un solo percorso. Domenica 12 aprile la città offrirà ai partecipanti un itinerario speciale a bordo del tram 2598 del 1933, mezzo storico scelto per accompagnare il pubblico dentro le tracce più antiche del capoluogo. L’appuntamento propone una lettura diversa di strade, piazze e palazzi, osservati come segni di una Torino molto più antica di quella sabauda. Un tram storico per leggere la città Il progetto, chiamato “Torino in Archeotram”, nasce dall’organizzazione di ATTS, l’Associazione Torinese Tram Storici, con il supporto del Gruppo Archeologico Torinese e di GTT. L’esperienza mette al centro un tram che appartiene alla memoria cittadina e lo trasforma in uno spazio di racconto, capace di collegare mobilità e divulgazione culturale. Il viaggio non viene presentato come una semplice corsa turistica, ma come un’occasione per guardare Torino con maggiore attenzione, seguendo le tracce della fase romana, di quella medievale e delle epoche precedenti alla trasformazione sabauda. Da piazza Carlina alle radici più antiche La partenza è fissata in piazza Carlo Emanuele II, cioè piazza Carlina, con due turni previsti alle 9:45 e alle 11:15. Da lì prende forma un tragitto di circa un’ora e mezza, costruito per accompagnare i visitatori lungo una città che spesso mostra il presente e nasconde il passato sotto i suoi spazi più comuni. Lungo il percorso, luoghi attraversati ogni giorno acquistano un significato diverso: sotto l’assetto urbano attuale emergono infatti livelli di storia che spesso restano fuori dallo sguardo più veloce. L’itinerario invita così a riconoscere Torino come una città fatta di stratificazioni, passaggi e segni lasciati da secoli diversi. Il percorso continua anche a piedi L’esperienza non si ferma al viaggio sul tram. Dopo il tratto su rotaia, il programma prosegue con una passeggiata archeologica nell’area interessata dal percorso, così da osservare da vicino particolari meno noti e testimonianze inserite nel tessuto urbano. Gli organizzatori segnalano che il tram non riporta i partecipanti al punto iniziale, quindi il rientro va previsto in autonomia. La partecipazione richiede prenotazione obbligatoria, mentre il contributo resta a offerta libera. Per ricevere indicazioni pratiche o chiarimenti, è possibile contattare l’organizzazione tramite mail o WhatsApp. - Published: 2026-04-10 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/torino-due-giorni-tra-sapori-e-artigianato-con-il-mercatino-piemontese.html - Categorie: Eventi A Torino si prepara un fine settimana dedicato ai sapori del territorio. Sabato 11 e domenica 12 aprile 2026 piazza Vittorio Veneto ospiterà il Mercatino Regionale Piemontese, appuntamento itinerante che porta in città una vetrina delle eccellenze gastronomiche locali. Per due giornate, dalle 9:30 alle 19:30, il centro cittadino accoglierà stand e bancarelle con una selezione di prodotti legati alla tradizione del Piemonte. Due giorni nel cuore di Torino L’iniziativa riporta in uno dei luoghi più noti della città una manifestazione che punta tutto sulla qualità delle produzioni regionali. Piazza Vittorio Veneto diventerà così il punto d’incontro tra pubblico, curiosi e piccoli produttori, con un’offerta costruita attorno all’identità culinaria piemontese. L’evento si inserisce nel calendario delle tappe che il mercatino organizza in diverse città del Nord Italia e conferma una formula semplice: contatto diretto, vendita e valorizzazione delle specialità locali. Tra bancarelle e specialità della tradizione Tra i prodotti presenti ci saranno salumi, formaggi, pasta fresca, biscotti, dolci, marmellate e creme spalmabili, insieme ad altre lavorazioni artigianali che raccontano la cucina della regione. Il mercatino offrirà così un percorso fatto di gusto, acquisti e conoscenza delle produzioni tipiche. L’attenzione resterà concentrata sulle realtà locali, chiamate a presentare al pubblico una parte del patrimonio enogastronomico piemontese attraverso proposte radicate nella tradizione. Un appuntamento che parla ai produttori e al pubblico La manifestazione nasce con l’obiettivo di mettere in relazione chi produce e chi acquista, senza passaggi intermedi. Per il pubblico sarà l’occasione per avvicinarsi alle tradizioni del territorio, osservare da vicino il lavoro delle aziende artigianali e scegliere prodotti che raccontano una cultura precisa. Per i produttori, invece, il mercatino rappresenta una vetrina utile per far conoscere la propria attività in un contesto centrale e molto frequentato. Nel fine settimana torinese il valore dell’iniziativa starà proprio in questo rapporto diretto. Da una parte ci sarà la possibilità di comprare specialità regionali, dall’altra emergerà il lato culturale dell’evento, che punta a portare in piazza una parte riconoscibile dell’identità piemontese. Per due giorni, il centro di Torino ospiterà così un appuntamento pensato per chi cerca prodotti tipici, tradizioni locali e un contatto più immediato con il mondo dell’artigianato alimentare. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/artemis-ii-mostra-il-lato-nascosto-della-luna-con-immagini-storiche.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Artemis 2 ha trasformato un passaggio tecnico in uno dei momenti più rilevanti della nuova stagione dell’esplorazione lunare. Durante i 43 minuti senza comunicazioni con la Terra, gli astronauti a bordo di Orion hanno attraversato il lato della Luna che dal nostro pianeta resta fuori campo e hanno raccolto materiali utili per leggere meglio la storia del satellite. Victor Glover ha fatto capire che l’esperienza è stata serena, quasi ordinaria, pur a oltre 400. 000 chilometri di distanza. In quel silenzio operativo, l’equipaggio ha portato a casa immagini, registrazioni audio e osservazioni che aiutano a definire il valore scientifico della missione. Dove la Luna cambia volto Dopo il superamento del record di distanza dalla Terra, con 406. 077 chilometri, l’equipaggio si è concentrato sul lavoro di documentazione. Le fotografie diffuse dalla Nasa hanno mostrato una porzione di Luna che dalla Terra non si vede mai a causa della rotazione sincrona del satellite. Tra gli scatti più significativi c’è l’Earthset, il tramonto della Terra visto dalla Luna, che richiama a distanza di oltre 57 anni l’Earthrise immortalata durante Apollo 8. Secondo Mario Cosmo, direttore di Scienza e Innovazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, queste immagini hanno un valore molto alto perché la qualità offerta dalle tecnologie di oggi supera quella delle missioni Apollo e permette di capire meglio come si è formato il sistema solare. Il lato oscuro che oscuro non è Il cosiddetto lato oscuro non coincide con una zona sempre immersa nel buio. Anche quella metà della Luna riceve luce per una parte del tempo. Nelle missioni Apollo, gli allunaggi avvenivano quando le aree scelte erano illuminate e la parte nascosta restava in ombra. In questo caso, invece, quella sezione era parzialmente illuminata. Tra le scene osservate dall’equipaggio c’è stata pure un’eclissi solare totale durata 53 minuti, vissuta con occhiali protettivi. Un episodio che ha reso ancora più raro il passaggio attorno al satellite. Il ritorno verso la Terra e la corsa al 2028 La capsula Orion ha avviato il rientro verso la Terra con una traiettoria spontanea, destinata a durare quattro giorni, con eventuali piccole correzioni affidate ai motori ausiliari. L’ammaraggio è previsto al largo della California. Questa missione rappresenta una tappa decisiva nella nuova corsa alla Luna, con l’obiettivo degli Stati Uniti di riportare un equipaggio sul suolo lunare entro il 2028. Oggi il nodo principale riguarda le risorse presenti sulla Luna, dall’acqua all’elio-3, visto come materiale prezioso per il futuro. Restano però problemi aperti: il razzo Super Heavy è ancora in sviluppo, il modulo di atterraggio Starship-HLS non è pronto e manca un piano definito per il rifornimento di carburante. Il calendario resta quindi stretto e la sfida tecnica ancora molto ampia. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-in-piemonte-l11-e-12-aprile-fiere-sapori-e-festival-in-tutta-la-regione.html - Categorie: Eventi Archiviata la parentesi pasquale, il Piemonte apre un nuovo fine settimana con un calendario fitto di iniziative sparse in tutta la regione. Sabato 11 e domenica 12 aprile il territorio cambia ritmo e mette insieme fiori, sapori locali e appuntamenti dedicati alla cultura pop, con proposte che toccano città e centri più piccoli. Il quadro che emerge è quello di una primavera già pienamente avviata, capace di portare nelle piazze mercatini, allestimenti verdi, specialità gastronomiche e occasioni di svago per pubblici diversi. Tra eventi storici e novità, la scelta appare ampia e distribuita in modo capillare. Il Piemonte si riempie di fiori e colori A guidare il weekend sono soprattutto le manifestazioni legate al mondo del verde. A Carmagnola torna Ortoflora & Natura, mentre Moncalieri accoglie Florì, appuntamento che richiama visitatori tra composizioni curate e proposte pensate per chi ama piante e giardini. Attorno a questi eventi principali si muove un mosaico di iniziative che coinvolge anche Mondovì, Vercelli, Varallo, Barge, Frascaro, Castagnole Piemonte e Orbassano. A San Maurizio Canavese trova spazio anche Dolce Fiore, altro tassello di un fine settimana che punta molto sull’atmosfera della stagione. Il risultato è un itinerario diffuso, fatto di bancarelle, profumi, oggetti artigianali e passeggiate che accompagnano l’uscita definitiva dai mesi più freddi. Dai prodotti locali alle sagre di paese Per chi guarda prima alla tavola, il programma non resta indietro. A Motta di Costigliole d’Asti si celebrano i 25 anni di OrtoGiardinoVino & Dispensa, evento che unisce area florovivaistica e proposta gastronomica. In altre località il fine settimana prende forma attorno a prodotti ben riconoscibili del territorio. A Caselette arriva la Fiera di San Giorgio, a Salassa si tiene la Fiera del Buongusto, a Mattie torna la festa dedicata al fagiolo Baracafè, mentre a Moncestino riappare la Sagra del Salamino. A Moncalieri debutta anche Miel’é, manifestazione rivolta al mondo delle api. Ne esce un percorso che parla di tradizione, cucina locale e identità piemontese, con tappe diverse ma unite dalla stessa idea di festa. Fumetti, cosplay e giornate all’aria aperta Accanto a fiori e gastronomia, il weekend lascia spazio a un versante più leggero e trasversale. A Livorno Ferraris arriva Comics LI. FE. , con eventi dedicati a cosplay e intrattenimento, mentre a Biella torna Nuvolosa, festival del fumetto con ospiti di rilievo. A Tortona l’appuntamento è con T. ink, dove l’illustrazione incontra il mondo industriale, e a Cameri Just Play propone due giornate pensate per tutte le età. Restano poi le attività all’aperto, tra camminate panoramiche, corse e pedalate di primavera. L’11 e il 12 aprile il Piemonte mostra così un’offerta larga, varia e adatta a interessi molto diversi. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/torniamo-a-riveder-le-stelle-a-sale-langhe-parte-il-progetto-sul-cielo.html - Categorie: Scienza e Tecnologia Le colline delle Langhe si preparano a cambiare volto dopo il tramonto con un progetto che mette al centro il cielo notturno e il valore del buio naturale. A Sale Langhe prende forma “Torniamo a riveder le stelle”, iniziativa che trasforma la notte in una proposta turistica capace di unire paesaggio, osservazione del firmamento e richiamo culturale. Al centro dell’idea c’è la volontà di offrire ai visitatori un’esperienza diversa dal solito, legata al silenzio, alla qualità dell’aria e alla possibilità di alzare gli occhi verso un cielo più limpido. Dove il buio diventa una risorsa Il progetto nasce con il sostegno della Regione Piemonte, che ha stanziato oltre 58 mila euro attraverso i fondi FSC. Il luogo scelto è la frazione di Arbi, indicata come area particolarmente adatta per l’osservazione astronomica grazie alla chiarezza del cielo e alla ridotta presenza di inquinamento luminoso. In questo contesto il buio, spesso percepito come un limite delle aree rurali, cambia significato e diventa invece un elemento da mettere in valore. L’iniziativa prova così a costruire una nuova lettura del territorio, legata alla notte e alla sua qualità visiva. L’idea di fondo è semplice: fare del paesaggio serale una meta, con un’offerta che possa attirare persone interessate alla natura, alla quiete e a una forma di turismo più lenta. Un richiamo a Dante sotto il cielo delle Langhe Il nome del progetto richiama uno dei versi più noti di Dante Alighieri, scelto come chiave simbolica di un percorso che intreccia poesia e astronomia. L’obiettivo non coincide con la sola presenza di punti panoramici, perché il tracciato immaginato vuole accompagnare il visitatore dentro un’esperienza dal tono emotivo e culturale. Le stelle, in questa visione, diventano parte di un racconto più ampio. Da una parte c’è la dimensione scientifica, con la scoperta delle costellazioni e dei segreti del cielo; dall’altra resta viva una suggestione letteraria che lega il paesaggio delle Langhe a una memoria collettiva ben riconoscibile. Una rete locale che guarda lontano Il progetto coinvolge anche i Comuni vicini, con l’idea di costruire una rete territoriale capace di dare forza a un’iniziativa condivisa. La scelta allarga il raggio dell’intervento e assegna alle piccole comunità un ruolo attivo dentro un percorso di crescita legato all’astroturismo e al turismo sostenibile. Per Sale Langhe l’operazione rappresenta quindi un’occasione concreta di rilancio. Il territorio prova a farsi riconoscere per un tratto identitario preciso, cioè la qualità del suo cielo notturno, e a trasformare questa caratteristica in un nuovo motivo di richiamo per chi cerca esperienze autentiche nelle valli piemontesi. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/truffa-sulla-tari-tra-torino-e-settimo-lallarme-dopo-gli-sms-sospetti.html - Categorie: News Un sms sul telefono, una presunta anomalia sulla Tari e l’invito a richiamare un numero per sistemare tutto. Tra Settimo Torinese e Torino torna l’allerta per un nuovo tentativo di raggiro che usa un testo molto semplice e diretto, studiato per spingere chi lo riceve a reagire d’istinto. Il messaggio fa credere che ci sia un problema sulla posizione relativa alla tassa rifiuti, ma i Comuni hanno chiarito che si tratta di un tentativo di truffa. Un messaggio breve che punta sulla fretta Lo schema segnalato in queste ore segue una formula già vista. Sul cellulare arriva una comunicazione che parla di irregolarità legate alla Tari e chiede di contattare un recapito telefonico per risolvere la situazione. Il punto decisivo, spiegano gli enti locali, è che quel problema in realtà non esiste. A Settimo, il Comune e la Polizia Locale hanno invitato i cittadini a non rispondere e a non chiamare in alcun modo i numeri in questione. L’amministrazione ha ricordato che comunicazioni di questo tipo non partono mai via sms e che ogni verifica deve passare solo dai canali ufficiali, come l’indirizzo e-mail dedicato o il numero comunale negli orari di sportello. Torino alza il livello dell’allerta Anche a Torino il quadro resta simile. Palazzo Civico ha parlato apertamente di phishing, una tecnica usata per sottrarre soldi o dati personali facendo leva sulla fiducia e sulla preoccupazione di chi legge. In questo caso il rischio maggiore riguarda pure i numeri che iniziano con numerazioni associate a tariffe elevate. Chiamarli, spiegano dal Comune, può tradursi in costi pesanti e in una rapida perdita di credito telefonico. Per questo è arrivato un nuovo invito alla prudenza: né il Comune né Soris usano sms o numeri a pagamento per questioni urgenti relative alla Tari. L’episodio è già stato segnalato alla Polizia Postale, mentre resta alta l’attenzione su eventuali altri messaggi simili. I segnali da riconoscere subito Il tratto più insidioso di questa trappola sta nella sua apparenza ordinaria. Il testo sembra banale, quasi amministrativo, e punta a creare allarme in pochi secondi. Proprio qui entra in gioco la cautela. I consigli restano netti: non cliccare su eventuali link, non richiamare numeri sospetti e affidarsi esclusivamente ai riferimenti istituzionali. A Settimo, al momento, non risultano denunce formali, ma l’avviso ai residenti resta. Il caso conferma una tendenza ormai evidente sul territorio: i tentativi di frode cambiano veste con facilità, passano dagli sms ai falsi operatori, ma mantengono lo stesso obiettivo, cioè sfruttare la buona fede delle persone e spingerle a compiere un gesto rapido senza controlli. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-bardonecchia-treni-fermi-e-bus-sostitutivi-per-lavori-sulla-linea.html - Categorie: News Chi usa la linea Sfm3 Torino-Bardonecchia dovrà fare i conti con una nuova fase di disagi tra aprile, maggio e giugno. Nei giorni 11, 12, 18 e 19 aprile 2026 la circolazione ferroviaria verrà sospesa tra Bussoleno e Bardonecchia per lavori di manutenzione straordinaria. Il calendario non si fermerà lì, perché interventi simili sono già fissati anche per il 16 e 17 maggio e per il 6 e 7 giugno, mentre eventuali altre modifiche saranno comunicate in seguito. Il calendario dei lavori e delle novità Il blocco della circolazione riguarda uno dei tratti più utilizzati da chi si muove tra Torino e l’alta valle. Nel periodo dei lavori, i treni regionali della linea Sfm3 non circoleranno nella parte interessata dal cantiere. Per i passeggeri si apre quindi una fase di organizzazione diversa, con tempi da verificare di volta in volta e spostamenti meno lineari rispetto alla normale tabella di marcia. La sospensione, distribuita su più fine settimana tra primavera e inizio estate, impone attenzione soprattutto a chi programma viaggi abituali. Il quadro, infatti, non riguarda una sola data ma più appuntamenti già messi nero su bianco. Dove si fermano i treni e come ci si sposta Per coprire la tratta interrotta entrerà in funzione un servizio sostitutivo con autobus. Le fermate previste toccheranno alcune delle località principali del percorso, tra cui Meana, Chiomonte, Salbertrand, Oulx, Bardonecchia e Bussoleno. Le partenze e gli arrivi avranno luogo vicino alle stazioni oppure lungo la strada statale. Resta però un elemento da tenere presente: i tempi di percorrenza potranno cambiare in base al traffico. Il viaggio su gomma, quindi, potrà richiedere più tempo rispetto al treno, soprattutto nelle fasce orarie più delicate o nelle giornate con maggiore movimento lungo la valle. I disagi arrivano fino ai collegamenti con Parigi Le conseguenze non si fermano al servizio regionale. Nelle giornate indicate risultano cancellati anche i collegamenti ad Alta Velocità Milano-Modane-Parigi, con riferimento ai treni 9281, 9287, 9292 e 9296. Il quadro dei lavori, quindi, tocca anche chi ha in programma spostamenti di respiro internazionale. Ci sono poi regole precise sui mezzi sostitutivi. Non sarà possibile portare a bordo biciclette, monopattini o altri dispositivi elettrici. Gli animali di grossa taglia non saranno ammessi, con l’unica eccezione dei cani da assistenza. Per chi si muove su questa direttrice, il periodo richiederà quindi più attenzione del solito, sia nella scelta dell’orario sia nella preparazione del viaggio. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-lavori-in-corso-mediterraneo-chiusure-e-bus-deviati-nel-weekend.html - Categorie: News A Torino si prepara un fine settimana con modifiche alla viabilità in uno dei punti più trafficati della città. In corso Mediterraneo è previsto un intervento legato al miglioramento degli impianti di illuminazione pubblica, affidato a Iren, che porterà alla chiusura di una parte della carreggiata ovest. Il provvedimento scatterà da sabato 11 aprile e resterà in vigore fino a lunedì 13 aprile, con effetti diretti sul traffico privato e sul trasporto pubblico. Un tratto chiuso per due giorni La misura più rilevante riguarda la carreggiata ovest di corso Mediterraneo, cioè quella in direzione sud, nel tratto tra l'intersezione Peschiera/Einaudi e quello di corso Ferrucci. La chiusura partirà alle 18 dell'11 aprile e terminerà alle 8 del 13 aprile. Si tratta di una fascia oraria ampia, scelta per consentire ai tecnici di lavorare in condizioni di maggiore sicurezza e con meno interferenze possibili sul flusso urbano. Per due giorni, dunque, chi attraversa quell’area dovrà fare i conti con una circolazione diversa dal solito e con una gestione del traffico destinata a cambiare in modo temporaneo. Il nodo dei lampioni al centro della strada L’intervento interessa un elemento preciso dell’infrastruttura: la fune portante degli apparecchi illuminanti collocata al centro della carreggiata. La sostituzione richiede spazi liberi e una condizione operativa che permetta di lavorare senza il passaggio delle auto sotto la zona di cantiere. È proprio questa esigenza a spiegare la decisione di chiudere il tratto indicato. L’obiettivo è migliorare dal punto di vista strutturale il sistema di illuminazione pubblica, con un’operazione che punta a rendere più affidabile un impianto collocato in una zona importante della rete urbana torinese. Il cantiere avrà quindi una durata limitata, ma con un impatto evidente su chi utilizza abitualmente l’asse di corso Mediterraneo. Cambia anche il percorso della linea 12 Le conseguenze riguarderanno anche il servizio di trasporto pubblico. Durante il periodo dei lavori subirà infatti una deviazione la linea 12 di GTT, anche se il cambiamento scatterà in un solo senso di marcia. I bus verranno deviati esclusivamente in direzione via Allason. Una volta arrivati in corso Castelfidardo, i mezzi svolteranno in corso Peschiera, proseguiranno lungo corso Ferrucci e da lì rientreranno in corso Mediterraneo, dove torneranno sul percorso abituale. Per i passeggeri si profila quindi un fine settimana con un tragitto parzialmente modificato, mentre per gli automobilisti l’invito è quello di prestare attenzione alla nuova organizzazione della strada e di considerare percorsi alternativi nelle ore interessate dal cantiere. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/incidente-in-via-sansovino-a-torino-perde-la-vita-un-ragazzo-di-25-anni.html - Categorie: News Un altro grave incidente scuote Torino nel tardo pomeriggio di giovedì 9 aprile. In via Sansovino, all’altezza del civico 205, un ragazzo di circa 25 anni ha perso la vita mentre si trovava in sella alla sua motocicletta. L’allarme è partito intorno alle 17,30, pochi minuti dopo l’impatto, e sul posto è arrivato il personale sanitario inviato dalla centrale operativa di Azienda Zero. Per il giovane, però, non c’è stato nulla da fare. Cosa è successo a Torino La notizia si è diffusa in poche ore e ha riportato l’attenzione su un altro episodio drammatico avvenuto sulle strade cittadine. Secondo le prime informazioni disponibili, il motociclista stava percorrendo via Sansovino quando si è verificato il sinistro che si è poi rivelato fatale. L’impatto, avvenuto nel tratto corrispondente al numero civico 205, ha avuto conseguenze gravissime. Il giovane centauro è morto sul luogo dell’incidente. La zona è stata raggiunta dai soccorsi, chiamati subito dopo l’accaduto. La scena che si è presentata ai sanitari è apparsa da subito molto seria. Dopo la richiesta di aiuto, la centrale del 118 ha inviato un’ambulanza sul posto. L’intervento è stato rapido, ma i traumi riportati dal ragazzo si sono rivelati troppo seri. I medici hanno tentato quanto possibile, poi hanno dovuto constatare il decesso. Restano aperte le domande sulla dinamica A poche ore dai fatti, diversi aspetti restano ancora da chiarire. Non è stato ancora definito con precisione che cosa sia successo e manca una ricostruzione completa dell’incidente. Uno dei nodi principali riguarda la presenza di eventuali altri mezzi coinvolti. Al momento, infatti, non è chiaro se si sia trattato di un incidente autonomo oppure di uno scontro con altri veicoli. Sul posto sono attesi gli accertamenti delle forze dell’ordine, chiamate a eseguire i rilievi utili per ricostruire la dinamica esatta del sinistro. Saranno questi passaggi a definire, con maggiore precisione, la sequenza dell’accaduto e le responsabilità eventuali. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/sport/atp-finals-verso-la-conferma-di-torino-anche-per-il-2027.html - Categorie: Sport Le Atp Finals restano sempre più vicine a Torino almeno fino al 2027, anche se manca ancora una comunicazione formale. Il quadro che emerge nelle ultime ore spinge verso una permanenza all’Inalpi Arena, perché i tempi utili per un eventuale spostamento a Milano risultano ormai superati. Per la città si tratta di un passaggio di grande peso, visto che il torneo dei maestri rappresenta uno degli eventi sportivi più rilevanti ospitati negli ultimi anni. Il 2027 prende forma a Torino Per l’edizione del 2026 non ci sono dubbi: il torneo è già previsto a Torino dal 15 al 22 novembre. Più aperto resta il tema del quadriennio successivo, quello che accompagna la manifestazione dal 2027 al 2030, anno indicato come ultimo in Italia. In questo scenario, il primo traguardo da fissare diventa proprio il 2027, che oggi appare sempre più vicino alla sede torinese. Il sindaco Stefano Lo Russo, intervenuto nei giorni scorsi durante un forum organizzato da Repubblica, ha fatto capire di restare fiducioso sul lavoro avviato per mantenere le Finals in città fino al 2030. Una posizione che rafforza la linea già emersa nelle ultime settimane. Regione e Comune spingono sul dossier Accanto al Comune si muove anche la Regione Piemonte. Il presidente Alberto Cirio ha spiegato che il confronto con Lo Russo prosegue sia sul dossier delle Finals sia su quello olimpico. Più ancora delle parole ufficiali, a pesare è il clima che circonda il tavolo organizzativo legato all’evento. Nell’incontro svolto nelle scorse ore, al quale hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti, compresa la Federtennis, non è arrivata alcuna decisione pubblica. Il tono della riunione, però, ha lasciato filtrare l’idea di un lavoro impostato con uno sguardo più lungo del semplice appuntamento del 2026. Un segnale che, dentro l’ambiente, viene letto come un indizio favorevole alla continuità torinese. Milano perde terreno e Torino rilancia A rendere più solida questa ipotesi contribuisce anche quanto trapela da Milano. L’ipotesi di un trasferimento, che in precedenza era stata considerata concreta, si è progressivamente affievolita. Il nodo principale riguarda la programmazione degli eventi live, che viene definita con largo anticipo, spesso oltre un anno prima. In questo quadro, l’Arena di Santa Giulia, dopo il debutto legato alle Olimpiadi invernali, sta già riempiendo il calendario del novembre 2027, mese storicamente associato alle Finals. Per questo Torino sente di avere ancora spazio per rilanciare. Cirio e Lo Russo insistono sul fatto che il territorio possieda le condizioni per trattenere il torneo fino al 2030. Dopo aver visto ridursi l’ipotesi Milano per il 2027, la città può guardare alla partita con maggiore fiducia. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/universita-di-torino-concorso-2026-per-tecnici-e-funzionari-4-posti-per-laureati.html - Categorie: Lavoro L’Università degli Studi di Torino ha aperto una nuova selezione pubblica per il 2026 con quattro posti destinati a laureati. I bandi riguardano figure diverse, distribuite tra area scientifica, tecnica e amministrativa, tutte con contratto a tempo determinato e orario pieno. Le posizioni disponibili toccano ambiti molto lontani tra loro, dalla ricerca neuroscientifica alla progettazione educativa, fino al supporto alla didattica universitaria. La scadenza per l’invio della domanda è fissata al 29 aprile 2026 alle ore 15:00. Quattro profili per esigenze molto diverse Il reclutamento si divide in quattro percorsi distinti. Il primo riguarda un Tecnologo di secondo livello al Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini”, con contratto di 30 mesi legato a un progetto europeo. Gli altri tre bandi sono rivolti a Funzionari con incarico annuale: uno per il Dipartimento di Scienze Chirurgiche, uno per il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione nella sede di Savigliano, uno per la Direzione Didattica e Servizi agli Studenti per le attività della SUISS. Cambiano i titoli richiesti. Per il profilo da tecnologo servono lauree precise dell’area biologica e biotecnologica. Per due posizioni da funzionario basta invece una laurea triennale o magistrale, mentre il posto di Savigliano richiede classi di laurea collegate ai servizi educativi, sociali e sanitari. In tutti i casi restano validi i requisiti generali previsti per l’accesso al pubblico impiego. Prove diverse tra tecnologi e funzionari Le modalità di selezione non seguono uno schema unico. Il bando per il tecnologo prevede una prova scritta teorico-pratica e una prova orale. La parte scritta sarà svolta con strumenti informatici e comprenderà anche contenuti in inglese. L’orale servirà a verificare sia le competenze tecniche sia la conoscenza della lingua e degli applicativi più comuni. Per i tre profili da funzionario la selezione passa invece da titoli e colloquio. La commissione attribuirà fino a 30 punti ai titoli e fino a 60 al colloquio. Per ottenere l’idoneità serviranno almeno 42 punti su 60 nella prova orale. Il peso dei titoli può avere un ruolo rilevante, soprattutto per chi ha già maturato esperienze presso l’Università di Torino o in altri enti. Domanda online e materie da studiare La candidatura deve essere presentata solo in modalità telematica tramite la piattaforma PICA di CINECA, accessibile con SPID oppure con registrazione via e-mail. È richiesto anche il pagamento di un contributo di 10 euro, da versare con PagoPA o, nei casi previsti, tramite bonifico. Le materie d’esame seguono il profilo scelto. Si passa dalle normative di laboratorio e dai modelli sperimentali nelle neuroscienze, fino alla gestione dei progetti europei, alla progettazione educativa sul territorio e alla normativa universitaria. In quasi tutti i colloqui compare anche la verifica della lingua inglese e delle competenze informatiche. Per chi punta a uno di questi incarichi, la fase decisiva parte ora: scegliere il profilo giusto, controllare i requisiti e chiudere la domanda entro i termini. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/news/wizz-air-apre-una-base-a-torino-caselle-in-arrivo-sette-nuove-rotte.html - Categorie: News L’aeroporto di Torino Caselle si prepara a cambiare passo con l’apertura di una nuova base operativa firmata Wizz Air. Dopo la presenza ormai consolidata di altre compagnie, lo scalo piemontese aggiunge così un nuovo tassello nella sua crescita e amplia in modo netto l’offerta di collegamenti. Il piano partirà in autunno e porterà con sé due aeromobili basati a Caselle, nuove destinazioni e un impatto che coinvolgerà trasporti, turismo e lavoro. Due aerei e una svolta per Caselle Il primo velivolo entrerà in servizio dal 14 settembre 2026, mentre il secondo arriverà dal 25 ottobre 2026. Per Torino Airport si tratta di un passaggio di rilievo, destinato a rafforzare il peso dello scalo nel traffico nazionale e internazionale. L’operazione, costruita insieme alla compagnia ungherese, dovrebbe tradursi in 80 posti di lavoro diretti e circa 700 indiretti, numeri che danno la misura dell’intervento. La nuova base segna anche un salto dimensionale per l’aeroporto, che potrà contare su una presenza stabile di Wizz Air sul territorio. La compagnia vede in Torino un punto utile per consolidare la propria rete in Italia, con l’obiettivo di rendere il Piemonte più vicino a diverse mete europee e a importanti città italiane. Le rotte che allargano la mappa L’apertura della base porterà a sette nuovi collegamenti tra Italia e Spagna. Sul fronte nazionale, Roma Fiumicino avrà 11 voli settimanali dal 14 settembre, mentre Napoli Capodichino sarà collegata dal 1° dicembre con 7 frequenze a settimana. Palermo, già prevista dal 4 maggio con un volo giornaliero, vedrà un rafforzamento dal 14 settembre fino a due voli al giorno. Per l’estero, il piano comprende Barcellona con un collegamento quotidiano dal 14 settembre, Bilbao con tre frequenze settimanali nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, Valencia dal 15 settembre con quattro voli a settimana, Madrid dal 25 ottobre con quattro frequenze settimanali e Malaga dal 26 ottobre con tre collegamenti ogni settimana. I biglietti risultano già in vendita con tariffe a partire da 24,99 euro. Un investimento che guarda oltre i voli Nel 2026 Wizz Air arriverà così a operare da Torino 16 rotte verso 8 Paesi, mettendo sul mercato quasi 1,3 milioni di posti. Il dato segna un aumento evidente rispetto all’anno precedente, chiuso con oltre 2. 100 voli e più di 450 mila passeggeri trasportati da Caselle. Dal lato della compagnia, Andras Szabo ha indicato l’operazione come un investimento concreto sul territorio, capace di produrre effetti economici e occupazionali e di rendere Torino e il Piemonte più accessibili nel panorama europeo. Dalla parte di Torino Airport, l’amministratore delegato Andrea Andorno ha evidenziato che la nuova base rafforza la connettività regionale, sostiene i flussi turistici e quelli legati agli affari e apre una fase di sviluppo che può avere ricadute ampie sull’intero territorio. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/chivasso-dal-10-aprile-la-nuova-edizione-di-shopping-aperitivo-in-musica.html - Categorie: Eventi - Tag: Chivasso Dal 10 aprile il centro storico di Chivasso torna a riempirsi di musica con una nuova edizione di “Shopping & Aperitivo in Musica”, iniziativa promossa dall’Assessorato comunale al Commercio, dal Distretto Urbano del Commercio e da Ascom Chivasso. L’appuntamento, ormai riconoscibile per chi vive la città e per chi la raggiunge dall’esterno, si presenta nel 2026 con una formula più ampia. La novità riguarda il calendario: accanto ai consueti sabati entra infatti anche il venerdì, con l’obiettivo di dare più continuità alla presenza di persone tra negozi, locali e vie del centro. Le nuove date dell'evento a Chivasso L’edizione 2026 punta su una presenza più estesa e più regolare della musica nel cuore cittadino. La formula resta quella che ha già raccolto consenso nelle scorse stagioni, ma il progetto compie un passo ulteriore e aggiunge un nuovo spazio settimanale. Da questo momento l’iniziativa accompagnerà infatti due momenti distinti, così da intercettare sia chi conclude la settimana lavorativa sia chi vive il centro durante il fine settimana. La scelta rafforza il profilo di un appuntamento che mette insieme shopping, aperitivo e presenza diffusa del pubblico nelle strade del centro storico. L’idea resta quella di costruire un contesto più accogliente per il commercio locale, con un’atmosfera riconoscibile e un’identità sonora capace di segnare le ore dedicate alla passeggiata e alla sosta. Due fasce orarie per accendere il centro La colonna sonora dell’iniziativa arriverà dall’impianto di diffusione del centro e proporrà i brani scelti da ToRadio. Il programma seguirà due finestre precise. Al venerdì la musica sarà presente dalle 17:30 alle 19:30. Al sabato l’orario si allargherà invece dalle 16:00 alle 20:00. Questa scansione offre un ritmo chiaro alla manifestazione e definisce con precisione il momento in cui il centro di Chivasso cambierà volto. Le vie del commercio si trasformeranno così in uno spazio più vivo, pensato per chi entra nei negozi, per chi si ferma a bere qualcosa e per chi sceglie di trascorrere alcune ore in città. Il progetto si prolungherà fino al 19 settembre, coprendo quindi un arco temporale ampio e destinato a incidere sulla vita del centro per tutta la bella stagione. La musica come spinta per negozi e socialità L’iniziativa conferma una linea precisa da parte dell’amministrazione e del Distretto Urbano del Commercio. Il centro storico viene indicato come il luogo da valorizzare attraverso occasioni semplici, riconoscibili e adatte a sostenere la presenza del pubblico. La musica diventa così uno strumento per dare slancio alle attività commerciali e per offrire ai cittadini momenti di socialità e di intrattenimento. Nel progetto emerge quindi una doppia funzione. Da una parte c’è il supporto al tessuto economico cittadino, dall’altra la volontà di rendere più gradevole la permanenza nelle vie del centro. Chivasso sceglie così una formula già apprezzata e la rilancia con un calendario più ricco, nella convinzione che una città vissuta, frequentata e riconoscibile possa rafforzare il legame tra spazi urbani, negozi e comunità. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/exposed-2026-al-via-torino-celebra-la-fotografia-fino-al-2-giugno.html - Categorie: Eventi Con l’arrivo della primavera, Torino apre la terza edizione di Exposed Torino Photo Festival, rassegna che da oggi al 2 giugno porta in città un percorso diffuso fatto di 18 mostre tra spazi al chiuso e installazioni all’aperto. Il progetto, affidato alla regia di Walter Guadagnini, costruisce un itinerario compatto e riconoscibile, quasi un asse urbano dedicato alla fotografia, con un tema comune: mettersi a nudo. Gran parte degli appuntamenti è a ingresso gratuito, con un calendario che accompagna esposizioni, incontri, letture e proiezioni. Un percorso che parte da Camera Il tragitto ideale prende forma da Camera, dove trova spazio la mostra di Toni Thorimbert, nata anche come omaggio a Luca Beatrice. All’interno compaiono oltre 60 fotografie dedicate a figure femminili molto note, tra cui Mina, Gianna Nannini, Isabelle Huppert, Monica Bellucci e Natalia Ginzburg. Nel percorso entra anche un segno torinese, con uno scatto di Allegra Agnelli Caracciolo del 1963. Da lì il festival prosegue nella Cripta di San Michele Arcangelo, dove gli scatti raccontano il lavoro del regista Yorgos Lanthimos sui set di Povere creature e Kind of Kindness. La fotografia, in questo caso, smette di essere semplice supporto e diventa racconto del dietro le quinte, memoria visiva del cinema e osservazione ravvicinata del processo creativo. Dai musei storici alle star della musica Il programma indoor tocca sedi molto diverse tra loro. Al Museo di Scienze Naturali Bernard Plossu porta l’attenzione sulle piccole isole italiane, da Stromboli all’isola d’Elba. Al Circolo del Design il racconto cambia tono e passa dalle geografie ai volti della musica, con immagini che riportano al centro personaggi come gli Oasis e Amy Winehouse, insieme all’atmosfera di Ibiza lungo un arco di tempo molto ampio. C’è poi il Museo del Risorgimento, dove ottanta fotografie di Paola Agosti ripercorrono la nascita del movimento femminista romano negli anni Settanta. Alle Gallerie d’Italia, dal 10 aprile al 6 settembre, arriva invece Diana Markosian con Replaced, presentata in anteprima assoluta per il festival. All’Archivio di Stato trovano posto tre figure chiave della storia della fotografia: Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden e Carlo Mollino. Eventi diffusi e pass fino a giugno Il disegno di Exposed 2026 non si ferma agli interni. Le mostre esterne occupano vari luoghi della città, dalla Corte di Palazzo Carignano ai portici di piazza San Carlo, e rafforzano l’idea di una manifestazione che attraversa Torino senza chiudersi in una sola sede. A completare il festival ci sono appuntamenti collaterali, tra conversazioni, letture e proiezioni. Torna anche il Pass Exposed, scaricabile tramite QR code, valido per accedere alle mostre dal 9 aprile al 2 giugno. Restano escluse le esposizioni di Diana Markosian e Nick Brandt alle Gallerie d’Italia. Il risultato è un programma ampio, distribuito e leggibile, che prova a trasformare la città in una grande mappa della fotografia contemporanea. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/mirafiori-apre-il-2026-in-crescita-produzione-su-grazie-alla-500-ibrida.html - Categorie: Lavoro Il primo trimestre del 2026 restituisce a Stellantis un quadro meno pesante sul fronte italiano, con Mirafiori tra gli impianti che mostrano i segnali più netti di recupero. A Torino il rilancio passa dalla 500 ibrida, entrata nella fase produttiva dopo il debutto dell’ultimo scorcio del 2025, mentre da Melfi arriva un altro contributo rilevante con la nuova Jeep Compass. Il bilancio dei primi tre mesi parla di una produzione nazionale in aumento del 9,5%, sostenuta soprattutto dal comparto auto, cresciuto del 22%. Nel complesso, da gennaio a marzo sono usciti dagli stabilimenti italiani 120. 366 veicoli tra vetture e commerciali. Mirafiori ritrova slancio con la 500 ibrida Il caso più evidente è quello dello stabilimento torinese. Nel primo trimestre Mirafiori ha raggiunto quota 14. 040 unità, contro le 9. 860 dello stesso periodo dell’anno precedente. Tutta la produzione ruota attorno alle due anime della 500, quella full electric e quella ibrida, con quest’ultima ormai avanti nel rapporto di due a uno rispetto alla versione elettrica. Secondo il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, l’avvio della nuova variante ha permesso di invertire il calo che aveva pesato sulla 500 elettrica e ha dato una base più solida alla missione produttiva del sito torinese. Nuove assunzioni e secondo turno cambiano il quadro L’aumento dei volumi ha già prodotto effetti concreti dentro la fabbrica. A febbraio sono partite 440 nuove assunzioni, mentre da marzo è entrato in funzione il secondo turno. Per il sindacato questa fase può portare a un ridimensionamento progressivo della cassa integrazione, con la verifica ora concentrata sul traguardo indicato da Stellantis per il 2026, cioè circa 100 mila vetture prodotte a Mirafiori. Resta aperta la questione degli spazi lasciati liberi dalle Maserati, che secondo Uliano dovranno essere riempiti con nuove attività per garantire continuità industriale e occupazionale. Il piano di maggio e il futuro di Torino La crescita di Mirafiori si inserisce in una ripresa più ampia, che coinvolge anche Melfi e consente a Modena di riattivarsi grazie al trasferimento dei modelli Maserati GranTurismo e GranCabrio dal capoluogo piemontese. Fa eccezione Cassino, ancora in difficoltà. Lo sguardo ora va al 21 maggio, data in cui sarà presentato al Governo il nuovo piano industriale. Per la Fim Cisl servirà un rafforzamento della strategia già illustrata nei mesi scorsi, con nuove assegnazioni produttive per Torino e una maggiore diversificazione, a partire dal segmento delle piccole auto elettriche costruite in Europa. - Published: 2026-04-09 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-incendio-nella-notte-in-via-artom-in-fiamme-la-facciata-di-un-palazzo.html - Categorie: News Nella notte Torino ha vissuto ore di forte apprensione in via Artom, dove un incendio ha colpito la facciata di un palazzo residenziale. L’allarme è partito poco dopo le 4 del mattino, quando alcuni abitanti della zona hanno notato il rogo e hanno chiesto l’intervento dei soccorsi. In pochi minuti la situazione ha richiesto un’operazione ampia, perché il fuoco aveva già interessato il rivestimento esterno dello stabile e avanzava con rapidità verso l’alto. Il fuoco sulla facciata dell'edificio Le fiamme hanno aggredito il cappotto termico di un edificio di dieci piani fuori terra, sviluppandosi all’esterno e risalendo la parete del palazzo. Proprio la velocità con cui il rogo si è allargato ha reso necessario un intervento immediato, con l’obiettivo di fermare l’incendio prima che potesse raggiungere gli appartamenti. La segnalazione dei residenti si è rivelata decisiva. Il fronte del fuoco, infatti, si trovava in una posizione delicata e imponeva un’azione rapida per limitare i danni e proteggere l’intero stabile. L’attenzione si è concentrata subito sulla facciata, già segnata in modo evidente dal passaggio delle fiamme. Tre ore di lavoro per domare il rogo Sul posto sono arrivate sei squadre dei vigili del fuoco, affiancate da due autoscale. I pompieri hanno operato su più fronti: dall’alto, per colpire le fiamme in quota, e da terra, per circoscrivere l’incendio e mettere sotto controllo l’area attorno al palazzo. Le operazioni sono andate avanti per circa tre ore, con un lavoro continuo fino allo spegnimento completo del rogo. L’intervento ha permesso di evitare conseguenze più pesanti. La macchina dei soccorsi si è concentrata prima sul contenimento del fuoco, poi sulla verifica delle condizioni dello stabile, così da escludere ulteriori rischi per chi vive nella zona. Al termine delle attività, l’edificio è stato dichiarato in sicurezza. Nessun ferito e verifiche ancora aperte Il dato più rilevante resta l’assenza di persone ferite o intossicate. In un episodio che ha coinvolto un intero palazzo e una facciata così estesa, il bilancio finale ha evitato il peggio. Restano visibili i danni alla facciata, segno della violenza con cui il fuoco si è propagato nelle prime fasi dell’emergenza. Dopo lo spegnimento, l’attenzione si è spostata sulle cause. Gli accertamenti sono ancora in corso e dovranno chiarire da dove sia partito l’incendio che, nel cuore della notte, ha acceso la paura in una zona residenziale della città. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/tesori-del-romanico-torna-il-tour-tra-28-chiese-e-sentieri.html - Categorie: Eventi La Rete Romanica di Collina si prepara a riaprire il suo itinerario e rimette al centro un patrimonio che tocca le province di Torino e Asti. Da domenica 12 aprile torna infatti un percorso che punta a far conoscere chiese, paesaggio e storia locale fuori dai circuiti più affollati. Il progetto rilancia un’idea precisa: trasformare un insieme di luoghi sparsi in un museo diffuso capace di raccontare il Medioevo piemontese in modo diretto e concreto. Un viaggio sulle colline tra le chiese Il tour coinvolge 26 amministrazioni comunali e offre la possibilità di visitare 28 chiese romaniche, inserite in un contesto rurale che ha conservato una forte identità. L’iniziativa, coordinata dall’associazione InCollina, riparte dopo la pausa stagionale con l’obiettivo di dare nuova visibilità a edifici che spesso restano lontani dai flussi del turismo più noto. In questa proposta il valore architettonico non resta isolato: ogni tappa entra in un quadro più ampio, dove il territorio diventa parte stessa dell’esperienza. Dove l’arte incontra i sentieri Al centro dell’itinerario resta l’Abbazia di Vezzolano, indicata come punto di riferimento dello stile romanico del territorio. Da qui si sviluppa una rete di percorsi che lega monumenti e natura, con una formula che mette insieme arte e trekking. La visita, in questo caso, non si esaurisce davanti alle facciate o agli interni delle chiese: prende forma lungo i sentieri, tra borghi collinari e scorci che accompagnano il racconto storico con un contatto più diretto con il paesaggio. Non soltanto visite, ma un’idea di territorio La riapertura del circuito porta con sé un messaggio chiaro. La rete vuole promuovere l’identità storica dell’area e collegarla a una fruizione più consapevole del patrimonio culturale. Per questo il percorso affianca ai monumenti la proposta dei prodotti enogastronomici locali e incoraggia uno stile di vita attivo, fatto di cammini, soste e scoperta dei paesi. Le antiche pievi e i borghi diventano così parte di un’esperienza completa, in cui la ricchezza artistica dialoga con la vocazione turistica e produttiva del territorio torinese e astigiano. Il ritorno del tour si presenta quindi come un invito a guardare il Piemonte da una prospettiva diversa, più lenta e più vicina ai suoi segni storici meno appariscenti. Chi seguirà questo itinerario troverà un patrimonio silenzioso, fatto di pietra, colline e memoria, che torna ad aprirsi con una proposta costruita su storia, cammino e valorizzazione locale. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/piano-efficiento-approvati-nuovi-interventi-in-cinque-scuole-torinesi.html - Categorie: News La Città di Torino va avanti con Piano EfficienTO e mette in campo un nuovo pacchetto di opere nelle scuole. La Giunta comunale ha approvato interventi per 2,5 milioni di euro in cinque complessi scolastici, con l’obiettivo di tagliare i consumi energetici e le emissioni negli edifici pubblici. Il piano, affidato a Iren Smart Solutions, punta anche a rendere gli spazi più attuali e più adatti alla vita quotidiana di studenti, insegnanti e personale. Cinque scuole entrano nel nuovo pacchetto Le opere riguarderanno il complesso di via Barletta, il polo di via Anglesio, la succursale della scuola media Olivetti di via Catalani, l’edificio di piazzetta Luciano Jona e la scuola materna in via Servais. La linea scelta dalla Città resta chiara: intervenire sia sugli impianti sia sulle strutture edilizie, così da trasformare questi edifici in spazi più efficienti e con un impatto più contenuto. Luce e calore passano da nuovi sistemi Una parte rilevante del progetto riguarda il cosiddetto relamping, cioè la sostituzione dei punti luce datati con sistemi a LED. Sul fronte del riscaldamento entreranno in funzione valvole termostatiche intelligenti su ogni radiatore e pompe ad alta efficienza. A questo si aggiungeranno i sistemi di Building Management System, che permetteranno ai tecnici di controllare e regolare i consumi anche a distanza. L’idea è semplice: meno sprechi, più controllo, edifici che funzionano meglio per tutta la giornata scolastica. Via Servais al centro degli interventi più pesanti In alcuni casi il lavoro toccherà pure l’involucro degli edifici, con opere su coperture, pavimenti e facciate, così da limitare la dispersione energetica. Il caso più rilevante è quello di via Servais, dove si concentreranno gli interventi edilizi più consistenti e dove il salto nelle prestazioni termiche appare più marcato. Questo nuovo passaggio rientra in un programma più ampio che vuole migliorare entro il 2030 le prestazioni di energia di 850 immobili del comune, grazie a un investimento totale che corrisponde a 110 milioni di euro per il partner privato. Per Palazzo Civico il traguardo resta doppio: aggiornare gli impianti e ridurre in modo stabile i consumi nel tempo. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/palazzina-di-stupinigi-al-via-i-tour-tra-corridoi-nascosti-e-cupola.html - Categorie: Eventi La Palazzina di Caccia di Stupinigi prepara due appuntamenti fuori dal percorso abituale e porta il pubblico in aree che restano quasi sempre chiuse. L’iniziativa, inserita nel programma Passepartout, è fissata per l’11 e il 18 aprile e punta a mostrare il lato meno visibile della residenza sabauda. Il progetto ruota attorno a due itinerari distinti, accomunati dalla stessa idea: far entrare i visitatori nei luoghi nascosti della struttura, tra spazi di servizio, passaggi riservati e punti panoramici che cambiano del tutto lo sguardo sull’edificio. Dove passava la vita nascosta della corte Il primo percorso, chiamato Dietro le porte segrete, accompagna il pubblico nei corridoi nascosti e nei collegamenti interni usati un tempo per spostarsi senza apparire negli ambienti ufficiali. Qui emerge una parte meno nota della vita di corte, fatta di organizzazione, movimenti rapidi e stanze pensate per il funzionamento quotidiano della residenza. In questo tragitto compare pure il quadro dei campanelli, dettaglio che aiuta a capire come si regolavano le comunicazioni all’interno della Palazzina e quale fosse il sistema che teneva in equilibrio i ritmi della casa. Una salita che porta sotto il cervo Il secondo itinerario, Sotto il cervo, cambia passo e porta verso l’alto. Il punto di partenza è il grande salone centrale; da lì il percorso attraversa scale, balconate e una stretta scala a chiocciola fino alla cupola progettata da Filippo Juvarra. È una visita più impegnativa, con oltre 100 gradini, ma il traguardo ripaga lo sforzo: dalla sommità si apre una vista estesa sul territorio circostante e si può osservare da vicino la struttura lignea del tetto, con una prospettiva rara sull’impianto architettonico della Palazzina. È il genere di esperienza che sposta l’attenzione dai saloni più celebri alla parte tecnica e scenografica del monumento. Le regole per entrare nei percorsi speciali Proprio perché gli spazi hanno caratteristiche particolari, l’accesso segue alcune condizioni precise. I visitatori ricevono un caschetto di protezione, i gruppi restano contenuti e possono partecipare soltanto adulti e ragazzi sopra i 12 anni. Serve una buona condizione fisica, sono richieste scarpe comode e restano esclusi i casi in cui siano presenti vertigini o claustrofobia. Non sono ammesse borse ingombranti. Ogni visita dura circa un’ora, i posti sono limitati e la prenotazione obbligatoria diventa quindi parte essenziale dell’organizzazione. Per Stupinigi è un’occasione speciale: invece del percorso più noto, questa volta la residenza sceglie di mostrare ciò che di solito resta dietro una porta chiusa. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/sciopero-aerei-10-aprile-stop-di-quattro-ore-possibili-disagi-anche-a-torino-caselle.html - Categorie: News Il trasporto aereo si prepara a una giornata delicata venerdì 10 aprile 2026. Per quattro ore è previsto uno stop nazionale che può avere effetti a catena su partenze e arrivi in diversi scali italiani, con possibili ripercussioni anche su Torino Caselle. La mobilitazione interessa infatti settori decisivi per la gestione del traffico nei cieli e mette in allerta chi ha un volo in programma nelle ore centrali della giornata. Quattro ore che possono pesare su molti voli La finestra indicata per lo sciopero va dalle 13:00 alle 17:00. In quel tratto della giornata il rischio riguarda cancellazioni improvvise, ritardi e variazioni dell’operativo. Anche senza un’adesione diretta di piloti e assistenti di volo, la protesta del personale ENAV e dei tecnici di Techno Sky può rendere molto difficile il regolare movimento degli aerei, perché tocca il controllo del volo e la tenuta dell’intero sistema aeroportuale. I nodi più esposti sono quelli di Milano e Roma, con effetti attesi in aeroporti come Malpensa, Napoli Capodichino, Fiumicino e Ciampino. Il punto che pesa anche sul Piemonte riguarda proprio i centri di controllo di Milano e Roma, dai quali passa una larga parte delle rotte nazionali. Per questo anche i collegamenti da e per Caselle possono subire modifiche, riprogrammazioni o rallentamenti, pure se lo scalo torinese non compare tra quelli indicati come epicentro dello stop. Dietro la protesta c’è il nodo degli organici Alla base della protesta ci sono richieste precise: più personale, una revisione dei turni e condizioni contrattuali ritenute più sostenibili per chi opera nella sicurezza radar e tecnologica degli aeroporti. Il confronto, quindi, ruota attorno a carichi di lavoro e organizzazione del servizio in un comparto che incide direttamente sulla regolarità dei voli. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato la mobilitazione. Da qui nasce il timore di una giornata complicata, soprattutto per chi ha prenotato partenze o arrivi nella fascia interessata. Il quadro descritto lascia spazio a un possibile effetto domino, con ritardi che potrebbero estendersi oltre le quattro ore previste dallo stop. Cosa conviene fare prima di partire Per i viaggiatori il consiglio resta quello di verificare lo stato del proprio volo nelle ore precedenti alla partenza, attraverso i siti e le app ufficiali delle compagnie. È utile anche presentarsi in aeroporto con anticipo, così da affrontare eventuali code ai controlli senza aggiungere altro margine di rischio a una giornata già esposta a cambiamenti dell’ultimo minuto. Resta poi il capitolo dei voli garantiti. La normativa prevede fasce di tutela, di solito tra le 7 e le 10 e tra le 18 e le 21, oltre alla salvaguardia dei voli di Stato, di emergenza e di quelli già autorizzati da ENAC prima della proclamazione dello sciopero. Per chi parte da Caselle o deve atterrare a Torino, il quadro resta quindi aperto: non tutti i collegamenti saranno cancellati, ma la giornata richiede attenzione costante fino all’ultimo aggiornamento. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/innovazione/innosfera-il-nuovo-hub-digitale-di-unito-per-startup-e-progetti-innovativi.html - Categorie: Innovazione L’Università di Torino affida a Innosfera un compito preciso: raccogliere in un solo spazio digitale occasioni, contatti e strumenti utili a chi lavora sull’innovazione. La piattaforma nasce per collegare idee, competenze e possibilità concrete, con l’obiettivo di rendere più diretto il rapporto tra ateneo e tessuto produttivo. Il progetto guarda a un pubblico largo, che comprende ricercatori, studenti, startup, imprese e investitori, e punta a dare più forza alla nascita di nuovi percorsi e a una rete di relazioni più stabile. Un portale che prova a mettere ordine Il primo elemento messo al centro è la funzione pratica della piattaforma. Innosfera concentra in un unico ambiente bandi, programmi di formazione, eventi e iniziative legate all’innovazione, con aperture che vanno dal livello locale a quello internazionale. L’idea è semplice: evitare una ricerca dispersa tra canali diversi e offrire invece un punto di accesso unico. La professoressa Cristina Prandi ha spiegato che il progetto vuole diventare una porta d’ingresso alle opportunità e, allo stesso tempo, uno strumento capace di far incontrare risorse, capacità e proposte. In questa impostazione, il portale non resta una vetrina statica, ma assume il ruolo di leva concreta per favorire contatti e sviluppo. Dove l’università incontra chi investe Alla parte digitale si affianca una presenza fisica dentro OGR Tech, sede scelta per una fase sperimentale del progetto. L’Università ha attivato alcune postazioni di lavoro per i referenti impegnati nelle attività legate all’innovazione, con un doppio obiettivo: entrare più a fondo nel mondo delle nuove imprese e mantenere un contatto diretto con stakeholder, aziende e investitori. In questo spazio prende forma un luogo di passaggio tra ricerca e applicazione, dove possono nascere attività di networking, operazioni di scouting progettuale e occasioni di co-progettazione. La struttura del progetto appare quindi doppia: da una parte il portale, dall’altra una presenza sul territorio costruita per rendere più rapido il dialogo. Torino alza il profilo della ricerca applicata Secondo il professore Marco Pironti, Innosfera serve a riunire e coordinare le molte iniziative che l’ateneo dedica a ricerca e innovazione, così da rafforzare il confronto con imprese e altri soggetti coinvolti. L’Università di Torino aggiunge così un tassello alla linea già seguita sul fronte del trasferimento tecnologico. Il progetto si inserisce inoltre in una città che negli ultimi anni ha cercato di consolidare il proprio peso come polo tecnologico e imprenditoriale. In questo quadro, Innosfera punta a rendere l’ateneo più visibile e più attivo, sia nel contesto torinese sia su scala nazionale e internazionale. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/pecetto-celebra-la-primavera-con-passeggiate-gratuite-tra-i-frutteti.html - Categorie: Eventi Con la primavera riparte tra Chieri e Pecetto un calendario di attività gratuite rivolto alle famiglie con bambini molto piccoli. Il progetto “A piccoli passi” torna a proporre occasioni all’aria aperta, con l’idea di unire movimento, scoperta del territorio e tempo condiviso tra adulti e figli. Il primo appuntamento è fissato per venerdì 10 aprile alle 17 sulle colline di Pecetto Torinese. Una camminata che guarda ai più piccoli L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: offrire un’esperienza semplice e accessibile ai bambini da 0 a 6 anni. Per questo il percorso scelto ha una lunghezza contenuta, circa 2 chilometri, e si sviluppa in un contesto che in questi giorni mostra uno dei suoi momenti più riconoscibili, quello dei ciliegi in fiore. Il tracciato, pensato per un pubblico familiare, punta quindi su ritmi tranquilli e su un contatto diretto con il paesaggio del territorio. Il progetto coinvolge associazioni e Comuni Dietro l’appuntamento c’è una rete locale già attiva sul fronte educativo e culturale. L’organizzazione è affidata all’associazione Camminare lentamente insieme al Nido Cucciolo, nel quadro di “Nati per Leggere – Cultura per Crescere”. A sostenere l’iniziativa ci sono il contributo del Comune di Chieri e il patrocinio del Comune di Pecetto Torinese. Il senso del progetto resta chiaro: costruire momenti di incontro che mettano al centro i bambini, le famiglie e un modo più diretto di vivere gli spazi naturali vicini alla città. Alla Cascina Canape il percorso si trasforma in scoperta La passeggiata porterà i partecipanti fino alla Cascina Canape, azienda agricola dei fratelli Rosso. Qui il programma prevede la visita ai frutteti e un momento dedicato alla conoscenza delle tecniche di coltivazione delle ciliegie, raccontate come parte di una tradizione agricola che continua a rinnovarsi. Per i bambini sarà un’occasione concreta per avvicinarsi al lavoro nei campi attraverso un’esperienza facile da seguire. A chiudere l’incontro ci sarà poi uno spazio conviviale con la degustazione di altri prodotti dell’azienda, dato che la stagione delle ciliegie non è ancora iniziata. L’appuntamento rientra in un programma più ampio di eventi gratuiti costruiti per rafforzare il rapporto con la natura e il tempo in famiglia. Al progetto partecipano anche altre realtà del territorio, tra cui Cascina Canape, Facolt e il Gruppo Alpini di Pecetto. L’idea resta quella di proporre attività semplici, ben radicate nel Chierese, capaci di trasformare una passeggiata in un’esperienza educativa e condivisa. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/festival-delle-narrazioni-a-giaveno-torna-lappuntamento-con-libri-e-lettura.html - Categorie: Eventi A Giaveno prende il via la seconda edizione del Festival delle Narrazioni, in calendario da mercoledì 8 a domenica 12 aprile. La rassegna mette al centro il libro, la lettura e la forza delle storie, con un programma che attraversa più linguaggi e che prova a coinvolgere pubblici diversi, dai bambini agli adulti. Le mattinate dell’8, 9 e 10 aprile sono riservate alle scuole, mentre gli appuntamenti serali restano a ingresso libero. Cinque giorni in cui i libri escono dalle pagine Il festival nasce con l’idea di far incontrare parole, emozioni e arti, trasformando la lettura in un’esperienza condivisa. Per questa seconda edizione la città propone un percorso che unisce momenti per gli studenti, incontri aperti al pubblico e iniziative diffuse sul territorio. La giornata conclusiva di domenica 12 aprile avrà un taglio ancora più partecipato, con il mercatino dei libri e uno spazio pensato per favorire il contatto diretto tra autori e lettori. Attorno alla manifestazione si muove una rete ampia, che comprende librai di Giaveno, scuole, lettori, editori e autori del territorio che hanno aderito al Patto per la Lettura. Ospiti, teatro e una passeggiata tra le storie Tra i nomi annunciati spicca quello di Edoardo Prati, indicato come ospite d’onore della manifestazione. La sua presenza dà peso a un cartellone che guarda con attenzione ai più giovani e al rapporto con i classici. Nel programma trovano spazio pure Simona Fruzzetti, self publisher dall’ironia raffinata, lo spettacolo teatrale “Bibliotecari per un giorno”, la premiazione della seconda edizione del concorso Fantasogni e una passeggiata letteraria dedicata alle tracce del pittore Francesco Gonin. Il festival sceglie quindi di non fermarsi alla presentazione di libri, ma di allargare il racconto al teatro, alla danza e alla narrazione orale. La notte dei pupazzi che parla ai più piccoli Una parte rilevante del programma guarda ai bambini e alle famiglie. Dal 9 all’11 aprile torna infatti “La notte dei pupazzi in Biblioteca”, iniziativa rivolta ai più piccoli e ai giovanissimi. Il meccanismo resta semplice e suggestivo: ogni bambino porta in biblioteca il proprio pupazzo preferito e lo affida ai bibliotecari per una notte. Al momento del ritiro, previsto venerdì 10 dalle 9 alle 12 e sabato 11 dalle 16 alle 19, i piccoli partecipanti troveranno una sorpresa, perché il loro peluche avrà “scelto” un libro da portare a casa e leggere insieme. L’evento rientra nei progetti territoriali di Nati per Leggere-Cultura per crescere del Sistema Bibliotecario BiTO, con il sostegno della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/servizio-civile-piu-tempo-per-candidarsi-nuova-scadenza-il-16-aprile.html - Categorie: News Il termine per presentare domanda per il Servizio civile universale è stato spostato alle ore 14 del 16 aprile. La proroga riguarda i progetti per cui la Città metropolitana di Torino è ente accreditato e riapre una finestra utile per chi non aveva ancora completato la candidatura. I posti complessivi disponibili sono 208, con una distribuzione che premia soprattutto il territorio torinese: 189 opportunità si trovano infatti nel Torinese, mentre 13 sono previste nell’Alessandrino e 6 nel Biellese. Una parte rilevante delle posizioni, 74 in totale, è riservata a giovani con minori opportunità e con Isee valido pari o inferiore a 15. 000 euro. Una scadenza che riapre le opportunità La proroga consente di rimettere in corsa chi, nei giorni scorsi, non era riuscito a inviare la domanda entro il termine iniziale. In questo quadro rientrano anche le attività proposte dentro “Tracciare orizzonti”, progetto per cui la Città metropolitana è sede di accoglienza diretta e per il quale restano dunque aperte le candidature. Il bando continua a rivolgersi a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni che non abbiano già svolto il servizio civile. Per alcune posizioni, tra i requisiti richiesti, compare anche il diploma di scuola secondaria. Due posti e un lavoro sul territorio Nella Città metropolitana di Torino sono disponibili 2 posti, e uno di questi è destinato a giovani con minori opportunità. L’impegno richiesto è di 25 ore settimanali distribuite su cinque giorni, con un assegno mensile di 507,30 euro. Il cuore dell’attività riguarda una mappatura partecipata delle realtà giovanili e associative che si occupano di pari opportunità, con l’obiettivo di capire meglio come operano, far emergere i collegamenti tra esperienze diverse e individuare i margini di crescita presenti sul territorio. Il progetto punta sulle reti locali Il lavoro previsto non si limita alla raccolta di dati. I volontari saranno chiamati a collaborare con l’Ufficio Pari opportunità e contrasto alle discriminazioni e con l’Ufficio Politiche giovanili, occupandosi dell’organizzazione delle informazioni, del supporto alla lettura delle attività e della preparazione di strumenti utili a valutarne sviluppo ed effetti. È previsto anche un coinvolgimento negli incontri intercomunali, nelle attività di comunicazione e nella produzione di materiali di sintesi. Dentro “Tracciare orizzonti”, l’obiettivo dichiarato resta quello di rafforzare le reti locali e favorire una partecipazione più attiva dei giovani nella vita culturale, educativa e sociale del territorio metropolitano. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/salute-mentale-a-torino-parte-la-nuova-scuola-popolare-aperta-alla-citta.html - Categorie: News A Torino prende forma la Scuola Popolare di Salute Mentale, un progetto gratuito e aperto a tutta la città che debutterà sabato 11 e domenica 12 aprile negli spazi dell’Anatra Zoppa, in via Courmayeur 5, nel quartiere Barriera di Milano. L’iniziativa nasce dal Tavolo Salute Mentale di Arci Torino ed è sostenuta dalla Città di Torino. Un progetto nato dai bisogni raccolti in città La nuova scuola prende corpo dopo un percorso condiviso che è andato avanti per mesi e che ha coinvolto oltre 100 persone. Nel lavoro preparatorio hanno trovato posto figure come psicologi, psichiatri ed educatori, insieme a persone che hanno attraversato una condizione di sofferenza psichica. Il progetto riconosce valore anche a chi conosce questo tema per esperienza diretta, senza ridurre tutto a una definizione clinica o tecnica. Accanto agli operatori hanno partecipato pure familiari, associazioni, comunità e realtà del territorio torinese. Da questo confronto è nata una proposta formativa costruita in modo collettivo, con l’obiettivo di far dialogare il sapere professionale e quello vissuto. L’idea che sostiene la scuola è chiara: la salute mentale non riguarda soltanto l’ambito medico, ma tocca la vita pubblica, i diritti, i rapporti sociali e il modo in cui una comunità sceglie di guardare alla fragilità. Due giorni tra incontri, laboratori e quartiere Il programma della prima edizione è stato definito attraverso plenarie e gruppi di lavoro, trasformando esigenze personali e collettive in un calendario concreto. La scuola vuole diventare uno spazio democratico di parola e ascolto, libero da gerarchie rigide, dove la cura venga letta come un diritto accessibile e non come un tema riservato a pochi addetti ai lavori. La partecipazione, infatti, resta completamente libera. L’avvio del progetto coincide anche con un passaggio simbolico per Barriera di Milano: la riapertura ufficiale del Circolo Arci Anatra Zoppa. Le attività usciranno pure dai locali di via Courmayeur e toccheranno piazza Crispi e l’associazione Estemporanea, con formule diverse che vanno dal gioco di ruolo urbano alla musica Gnawa, riconosciuta come patrimonio Unesco. Ne esce così una proposta che lega salute, cultura e quartiere, nel tentativo di costruire un luogo stabile di confronto aperto alla città. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/addio-allanatra-bianca-della-pellerina-era-nel-lago-da-due-anni.html - Categorie: News La piccola anatra bianca che per circa due anni aveva trovato casa nel Lago Grande della Pellerina non c’è più. La sua presenza era diventata abituale per chi passa spesso nel parco, al punto da trasformarsi in un dettaglio riconoscibile del paesaggio. Nella serata di sabato 4 aprile il suo corpo è stato recuperato senza vita, chiudendo una parentesi che molti frequentatori avevano imparato a osservare quasi ogni giorno. Un volto noto tra le acque del parco Nel tempo, quell’animale era entrato nella routine visiva della Pellerina con una naturalezza rara. Non occupava la scena in modo vistoso, eppure era diventato un riferimento affettuoso per chi si ferma lungo il lago, per chi porta i bambini a passeggio, per chi torna spesso negli stessi punti e finisce per riconoscere anche i dettagli più silenziosi del parco. La presenza discreta dell’anatra bianca aveva così assunto un valore che andava oltre l’abitudine. L’immagine di quell’animale, immerso nelle acque del lago o fermo sulle sponde, aveva finito per fissarsi nella memoria di molti visitatori. In certi luoghi basta poco perché un elemento del quotidiano si trasformi in un piccolo simbolo, e alla Pellerina era successo proprio questo. L’anatra bianca, senza clamore, era diventata una figura familiare del parco cittadino. Quel trio che attirava gli sguardi A rendere ancora più riconoscibile la sua presenza c’era il rapporto con altre due anatre, una cayuga e un germano reale. Le tre venivano viste spesso insieme e, con il passare del tempo, avevano dato forma a un trio che molti frequentatori del parco ormai conoscevano bene. Era una scena semplice, quasi minima, e proprio per questo capace di lasciare un segno in chi osservava il lago con continuità. Quel legame tra i tre animali aveva acceso la curiosità e l’affetto di chi segue con attenzione la vita del parco. La loro vicinanza costante aveva dato a quel piccolo gruppo un’identità precisa, facile da ricordare. Per molti visitatori, vedere quelle anatre insieme era diventato parte dell’esperienza stessa della Pellerina. Il ritrovamento al centro del lago Il corpo dell’anatra è stato trovato sulla piattaforma al centro del lago, dove l’animale giaceva immobile. È lì che si è chiusa una presenza che, nel tempo, aveva saputo conquistare l’attenzione di tanti senza mai imporsi. Resta quindi il vuoto lasciato da una figura ormai abituale, osservata e riconosciuta da chi vive il parco nei gesti più ordinari. Al momento, le cause della morte non sono note. Rimane il ricordo di una piccola presenza entrata nel quotidiano del lago e di un trio che, per molti, aveva dato un tratto in più a uno degli angoli più frequentati del verde torinese. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/scienza-e-tecnologia/molinette-robot-al-lavoro-sui-farmaci-personalizzati-per-i-pazienti-oncologici.html - Categorie: Scienza e Tecnologia La robotica entra in modo stabile nella preparazione delle cure oncologiche alle Molinette e modifica l’organizzazione della farmacia ospedaliera. Dopo un percorso avviato nel 2019 e arrivato alla fase operativa solo da pochi mesi, la Città della Salute ha attivato un sistema automatizzato capace di allestire quasi 300 farmaci al giorno. L’obiettivo è chiaro: aumentare precisione, sicurezza e capacità produttiva in un settore dove ogni dose richiede controlli rigorosi. Un robot che entra davvero nella routine clinica L’avvio del macchinario ha richiesto tempo, test e formazione. La direzione generale della Città della Salute ha spiegato che non si è trattato di accendere una macchina e usarla subito, ma di costruire un sistema fatto di software, tarature e addestramento del personale. In circa due mesi è stato completato il lavoro necessario per portare il robot alla piena operatività. Dietro questo passaggio c’è anche il sostegno della Compagnia di San Paolo, con una donazione superiore a un milione di euro, mentre la sola tecnologia robotica ha avuto un costo di 500 mila euro. Dentro l’hub che prepara terapie su misura Il nuovo sistema si colloca nell’Hub Oncologico della farmacia ospedaliera delle Molinette, una struttura di 800 metri quadri con sei laboratori ad ambiente controllato. Questo centro rappresenta oggi il principale riferimento piemontese e uno dei più rilevanti in Italia per la galenica clinica, cioè la preparazione personalizzata dei farmaci. In questo spazio vengono gestite terapie costruite sulle esigenze dei pazienti, con un’attività che coinvolge adulti e bambini e comprende pure farmaci innovativi e trattamenti legati a circa 100 studi clinici attivi. Più precisione, meno rischio, attese più brevi L’aspetto centrale riguarda il margine di sicurezza. La robotica riduce in modo netto il rischio clinico, assicura un’elevata accuratezza nei dosaggi e abbassa la possibilità di errore umano nelle fasi di preparazione. C’è poi un secondo effetto: la protezione del personale, che resta meno esposto a sostanze ad alta tossicità. In ambiente controllato il sistema conserva anche la stabilità microbiologica dei preparati e limita il pericolo di contaminazioni. Da qui nasce un vantaggio operativo diretto: i cicli di chemioterapia possono essere predisposti prima, con una programmazione più ordinata dei flussi interni e tempi d’attesa più contenuti per chi deve ricevere la terapia. Oggi il robot copre circa il 20% della produzione, pari a 60 allestimenti al giorno, ma nel giro di pochi mesi la quota prevista salirà al 30%, cioè una terapia tumorale su tre. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/chivasso-caselle-nuova-linea-autobus-diretta-verso-laeroporto.html - Categorie: News - Tag: Chivasso A Chivasso prende forma un collegamento diretto con l’aeroporto di Torino Caselle, uno dei punti più rilevanti emersi dall’incontro che si è svolto in Comune con Città metropolitana e Agenzia della mobilità. Al centro del confronto ci sono stati gli esiti del PAINT, il Piano dell’Accessibilità e dell’Intermodalità destinato a disegnare nei prossimi anni la nuova rete del trasporto pubblico locale extraurbano. Un collegamento atteso entra nel piano La novità più evidente riguarda la futura linea Chivasso–Caselle Aeroporto, inserita nella programmazione che accompagnerà il prossimo contratto di servizio successivo alla gara. Per il territorio si tratta di un passaggio rilevante, perché il tema del collegamento diretto con lo scalo era presente da tempo nel dibattito locale e ora trova finalmente spazio in un quadro operativo definito. Il progetto mette così nero su bianco una richiesta rimasta per anni sul tavolo e ora vicina a una traduzione concreta. Dal Movicentro a Caselle con 19 corse Secondo quanto illustrato, la linea partirà dal Movicentro e, a regime, offrirà 19 corse al giorno per direzione. Il servizio non servirà soltanto a portare i passeggeri verso l’aeroporto, ma renderà più semplice anche il percorso opposto. In questo modo risulteranno più raggiungibili alcuni poli importanti della città, a partire dall’Ospedale di Chivasso, dagli istituti scolastici superiori e dalle principali mete culturali e turistiche. L’avvio del servizio viene indicato, allo stato attuale, per l’estate 2027. Il peso di Chivasso nella nuova mobilità Sul piano politico e territoriale, il sindaco Claudio Castello ha descritto la nuova linea come il risultato di un percorso lungo, ormai vicino a trasformarsi in realtà. Ha inoltre sottolineato che il collegamento rafforzerà la centralità della stazione ferroviaria e del Movicentro, con effetti positivi sulla mobilità sostenibile e sulla qualità della vita dei cittadini. Nella sua lettura, l’intervento conferma il ruolo di Chivasso come punto di riferimento per un’area ampia del territorio. La nuova linea, dunque, non viene presentata soltanto come un servizio in più, ma come una scelta capace di incidere sugli spostamenti quotidiani e sui rapporti tra città, servizi e infrastrutture. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-09 - URL: https://www.torinofree.it/news/aggressioni-ai-sanitari-dal-1-maggio-guardie-armate-a-ivrea-e-chivasso.html - Categorie: News - Tag: Chivasso, Ivrea La risposta alla crescita delle aggressioni negli ospedali dell’Asl To4 arriverà dal 1° maggio, quando nei presidi di Ivrea, Chivasso e Ciriè entreranno in servizio le guardie armate. La decisione nasce dopo mesi segnati da tensioni e violenze ai danni di medici e infermieri, con episodi che hanno riacceso l’allarme soprattutto nelle aree di emergenza. La sicurezza entra nei reparti più esposti Negli ultimi giorni la situazione ha mostrato ancora una volta tutta la sua fragilità. Il 31 marzo, all’ospedale di Ciriè, un uomo ha aggredito un professionista del dipartimento di Emergenza e accettazione, arrivando a strattonarlo. Pochi giorni dopo, nella notte del 4 aprile, un altro paziente ha perso il controllo nei pressi della Radiologia: ha danneggiato alcune strutture e ha infranto il vetro delle teche che custodiscono gli estintori. Due fatti ravvicinati, inseriti in una sequenza più ampia di episodi che hanno colpito il personale sanitario della To4. Dopo mesi di denunce arriva una decisione A denunciare con insistenza questa scia di attacchi e insulti è stato il Nursind, che da tempo segnala il deterioramento del clima nei pronto soccorso e nei reparti più delicati. Ora, secondo quanto comunicato dal sindacato, la Direzione Generale ha confermato l’inserimento del servizio di vigilanza armata nelle strutture considerate più esposte. Per il pronto soccorso di Cuorgnè il calendario sarà diverso: l’attivazione viene indicata per settembre. Il quadro, quindi, cambia in più sedi dell’azienda sanitaria, con un rafforzamento che punta a offrire una tutela concreta a chi lavora ogni giorno a contatto con pazienti e familiari in momenti spesso molto complessi. La richiesta non si ferma agli ospedali Il sindacato considera questo passaggio un risultato amministrativo importante, pur chiarendo di non sostenere una trasformazione dei luoghi di cura in spazi militarizzati. Il punto, nella lettura di Nursind, è un altro: chi assiste i cittadini non può lavorare con il timore costante per la propria incolumità. Per questa ragione l’organizzazione ritiene che la presenza di personale specializzato nella sicurezza rappresenti oggi una misura necessaria. La richiesta, però, non si esaurisce qui. L’obiettivo dichiarato è estendere la stessa attenzione anche alle strutture territoriali, dove restano criticità e dove, secondo il sindacato, il personale merita identico livello di protezione. - Published: 2026-04-08 - Modified: 2026-04-08 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-proteste-per-i-canti-pasquali-pensionata-rompe-il-vetro-della-chiesa.html - Categorie: News Una notte di preghiere e canti si è trasformata in un episodio di danneggiamento nel centro di Torino. Teatro della vicenda è stata la parrocchia di San Francesco da Paola, in via Po 16, dove una pensionata di 72 anni avrebbe reagito ai rumori provenienti dalla chiesa colpendo una vetrata della navata con un bastone di legno. I carabinieri, arrivati poco dopo, hanno identificato la donna e l’hanno denunciata. Cosa è successo in via Po Secondo quanto ricostruito, tutto è accaduto intorno alle 5 del mattino, nel pieno delle celebrazioni pasquali. Dall’interno della parrocchia si sentivano canti e preghiere che, per la donna residente in zona, sarebbero diventati impossibili da tollerare. Dopo una notte passata senza riuscire a dormire, la 72enne si è affacciata dalla finestra del proprio appartamento e ha rivolto la sua rabbia verso la chiesa. La scena si è consumata sotto i portici del centro, in una delle aree più conosciute della città. La pensionata, esasperata da quel vociare arrivato fino a casa sua, avrebbe impugnato un bastone e avrebbe iniziato a colpire il vetro della navata fino a romperlo. Il gesto dalla finestra verso la navata La donna non si trovava in strada, ma ha agito sporgendosi dalla finestra della sua abitazione. Da lì avrebbe centrato la vetrata della chiesa con colpi ripetuti, fino a mandarla in frantumi. La parrocchia coinvolta è quella di San Francesco da Paola, punto di riferimento religioso nel cuore di Torino, già molto frequentata durante le festività pasquali. Il particolare che ha colpito di più chi è intervenuto riguarda proprio il profilo della responsabile indicata dai militari: non un passante, non un vandalo occasionale, ma una donna anziana del quartiere, descritta come stanca di sopportare quei suoni notturni. Sul posto è arrivata in pochi minuti una pattuglia dei carabinieri, chiamata dopo il danneggiamento. I militari hanno ricostruito quanto accaduto e hanno denunciato la pensionata di 72 anni. L’episodio si è quindi chiuso con un intervento rapido delle forze dell’ordine. - Published: 2026-04-07 - Modified: 2026-04-07 - URL: https://www.torinofree.it/economia/bonus-vesta-nuovo-click-day-in-piemonte-quando-fare-domanda.html - Categorie: Economia Il Bonus Vesta torna in Piemonte con una nuova finestra per le domande e con una dotazione più ampia rispetto al passato. La misura, pensata per sostenere le famiglie con figli piccoli, punta a ridurre il peso delle spese legate ai servizi educativi e di cura. Per il 2026 la Regione ha portato lo stanziamento complessivo a 20 milioni di euro, scegliendo di allargare il raggio dell’intervento e di rendere più ampia la platea dei possibili beneficiari. Un aiuto più ampio per le famiglie Il voucher regionale resta rivolto ai nuclei con Isee fino a 40. 000 euro e mantiene una struttura progressiva, calibrata in base alla situazione economica. Il contributo può arrivare fino a 1. 200 euro per chi ha un Isee sotto i 10. 000 euro, scende a 1. 000 euro per la fascia compresa tra 10. 000 e 30. 000 euro e si ferma a 800 euro per chi rientra tra 30. 000 e 40. 000 euro. Per i minori con disabilità, invece, la soglia massima resta fissata a 1. 200 euro senza collegamento al reddito familiare. La novità più evidente riguarda proprio il rafforzamento delle risorse, che nel 2026 risultano raddoppiate rispetto alla precedente edizione. Le spese che rientrano nel rimborso Il meccanismo scelto resta quello del rimborso. Le famiglie dovranno quindi pagare le spese, conservare la documentazione e caricare le fatture sulla piattaforma dedicata per ottenere poi il bonifico. Tra le voci ammesse restano i nidi, i micronidi, le sezioni primavera, le scuole dell’infanzia e primaria con servizi collegati come mensa, pre e post scuola. Rientrano anche i centri estivi, quelli invernali, il baby-sitting e altre attività educative. A questo elenco si aggiunge un’apertura verso nuove attività sportive e culturali, scelta che amplia le possibilità di utilizzo del contributo e offre alle famiglie un margine di scelta più largo. La data da segnare per il click day Il momento decisivo sarà il 21 aprile, quando scatterà il nuovo click day dalle ore 12. La Regione lega questa nuova fase a un obiettivo dichiarato: sostenere fino a 30. 000 famiglie e dare un segnale anche al ceto medio, con una procedura che viene presentata come più snella sul fronte dei tempi. Dalla Regione è arrivata anche l’indicazione sui rimborsi della precedente edizione, con bonifici in arrivo a circa sei mesi dal precedente click day. Un passaggio che punta a rafforzare la fiducia attorno alla misura, spesso giudicata anche sulla velocità con cui il contributo arriva davvero ai beneficiari. - Published: 2026-04-07 - Modified: 2026-04-07 - URL: https://www.torinofree.it/economia/crisi-in-medio-oriente-a-caselle-voli-regolari-e-carburante-sotto-controllo.html - Categorie: Economia L’aeroporto di Torino-Caselle continua a operare senza scosse sul fronte dei rifornimenti. Nel pieno delle tensioni che stanno interessando il Medio Oriente e che iniziano a riflettersi anche sul sistema aeroportuale italiano, lo scalo torinese mantiene una situazione regolare: i voli procedono secondo programma e, almeno per ora, non emergono problemi legati alla disponibilità di carburante. Caselle resta operativo senza segnali di allarme Lo scalo non registra criticità immediate e conferma una piena continuità dei servizi. L’attività aeroportuale va avanti senza intoppi, con i piani di volo che non risultano condizionati dal quadro internazionale. In una fase in cui la pressione sulle rotte energetiche viene osservata con crescente attenzione, Torino si presenta come uno degli aeroporti che, allo stato attuale, riescono a garantire normalità operativa. Il nodo del carburante pesa su tutto il settore Il tema resta comunque delicato. L’instabilità che attraversa l’area mediorientale tocca infatti uno dei punti più sensibili per il traffico aereo: la tenuta delle forniture di carburante. L’attenzione degli operatori si concentra sullo Stretto di Hormuz, passaggio decisivo per il transito del petrolio e dei prodotti raffinati destinati anche all’Europa. Un eventuale rallentamento o blocco su quella direttrice potrebbe avere effetti a catena sulla disponibilità di Jet A-1, con conseguenze dirette sulla logistica aerea e sui collegamenti. Torino osserva, mentre altrove emergono problemi La fotografia di Caselle resta quindi stabile, ma dentro un contesto che cambia rapidamente. L’aeroporto torinese, interpellato dall’Adnkronos, ha spiegato che le attività proseguono regolarmente, a differenza di altre infrastrutture italiane che hanno già dovuto introdurre limitazioni ai voli per via della scarsità di scorte. Il riferimento è a quanto accaduto allo scalo di Brindisi, citato come uno dei primi segnali di difficoltà sul territorio nazionale. Per Torino, in questa fase, il margine garantito dalle riserve consente di coprire il fabbisogno ordinario e di mantenere in equilibrio l’operatività dello scalo. Il quadro, però, resta legato all’evoluzione della crisi geopolitica, che continua a rappresentare la variabile centrale per l’intero comparto del trasporto aereo. Caselle, per ora, tiene la rotta e difende una normalità che altrove inizia già a mostrare qualche crepa. - Published: 2026-04-07 - Modified: 2026-04-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-incidente-mortale-alla-crocetta-vittima-un-82enne.html - Categorie: News Un uomo di 82 anni ha perso la vita nel primo pomeriggio di martedì 7 aprile nel quartiere Crocetta, a Torino, dopo essere stato investito da una Fiat Panda. L’incidente è avvenuto intorno alle 13. 30 in via Cristoforo Colombo 27. Per il pensionato non c’è stato nulla da fare: i sanitari intervenuti sul posto hanno tentato di prestare soccorso, ma le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi. Una scena drammatica L’impatto si è verificato in una fascia oraria di forte passaggio, nel cuore di una zona residenziale molto frequentata. L’arrivo dell’ambulanza del 118 di Azienda Zero è stato immediato, ma ogni intervento si è rivelato inutile. Dopo l’investimento, l’area è stata raggiunta dalle autorità competenti, che hanno avviato gli accertamenti per definire con precisione quanto accaduto. La strada è stata chiusa temporaneamente al traffico per permettere i soccorsi e consentire i rilievi di legge in condizioni di sicurezza. In questa fase, l’attenzione degli investigatori resta concentrata sulla ricostruzione esatta dei movimenti del veicolo e della vittima nei momenti precedenti all’urto. L’ipotesi della retromarcia Secondo una prima ricostruzione, la donna al volante della Panda avrebbe investito l’82enne mentre stava effettuando una manovra in retromarcia. Si tratta al momento dell’elemento centrale da cui partono le verifiche, utili a stabilire responsabilità e sequenza dell’incidente. La morte dell’uomo riporta così l’attenzione sulla sicurezza stradale nei contesti urbani, specialmente nei tratti dove il traffico locale e le manovre a bassa velocità possono trasformarsi in un rischio fatale. - Published: 2026-04-07 - Modified: 2026-04-07 - URL: https://www.torinofree.it/news/alta-pressione-su-torino-sole-fino-a-venerdi-poi-temperature-in-calo.html - Categorie: News Il tempo stabile non ha lasciato spazio a cambiamenti improvvisi dopo le festività pasquali. Sulla zona di Torino resta infatti ben saldo il campo di alta pressione, destinato a mantenere condizioni quasi estive ancora per diversi giorni. Il quadro, almeno fino a venerdì 10 aprile, resta favorevole: cieli in prevalenza sereni, poche variazioni e valori termici decisamente elevati per il periodo. Solo nel fine settimana si intravede un primo cambio di passo, con aria più fresca e un assetto atmosferico meno statico. Il sole resta padrone della scena Tra martedì 7 e venerdì 10 aprile il meteo sull’area torinese si presenta stabile e luminoso. Le giornate scorrono con cielo sereno o poco nuvoloso, interessato soprattutto da velature alte. Per venerdì è atteso un aumento della nuvolosità, anche se senza fenomeni di rilievo. Le eventuali precipitazioni restano marginali e vengono indicate solo sui confini più settentrionali del Verbano, mentre su Torino il quadro resta asciutto. È quindi una settimana che prosegue nel segno della continuità, con poche scosse e una sensazione diffusa di piena primavera avanzata. Temperature alte e minime sopra la media A colpire di più sono i valori termici. Le massime si mantengono tra 23 e 25 gradi, con possibili punte locali fino a 27 o 28 gradi. Per il mese di aprile si tratta di numeri alti, capaci di riportare a scenari da tarda primavera più che da inizio stagione. Anche le minime restano elevate: nella maggior parte dei casi superano i 10 gradi e in alcune aree possono arrivare a 13 o 14. Il vento resta in generale debole, spesso assente, oppure regolato da brezze leggere. Soltanto venerdì si segnala la possibilità di un po’ di foehn sulle Alpi settentrionali, senza effetti marcati sul contesto urbano torinese. Nel weekend cambia il ritmo dell’aria La fase molto mite, secondo la tendenza indicata, non dovrebbe durare a lungo. Nel fine settimana l’alta pressione inizia infatti a perdere forza e lascia spazio a un’ondulazione delle correnti atlantiche. È questo il passaggio che apre a un graduale rientro delle temperature verso valori più in linea con il periodo. L’effetto immediato sarà un clima meno caldo, con una sensazione più fresca già da sabato. Sullo sfondo resta poi l’ipotesi di una bassa pressione in formazione all’inizio della prossima settimana, scenario che potrebbe riportare condizioni di maltempo dopo diversi giorni di stabilità. - Published: 2026-04-07 - Modified: 2026-04-07 - URL: https://www.torinofree.it/cultura/pasqua-record-alla-mole-11-500-visitatori-al-museo-del-cinema.html - Categorie: Cultura Torino ha archiviato il ponte di Pasqua con un nuovo segnale della forza del suo richiamo culturale. Alla Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema ha chiuso i tre giorni festivi con 11. 500 ingressi, confermando un’affluenza molto alta tra sabato 4 e lunedì 6 aprile. Il dato racconta una città capace di attirare pubblico locale e visitatori anche nei giorni di festa, con una risposta che si è vista fin dalle prenotazioni online, esaurite con largo anticipo. Code fin dal mattino Il risultato non è arrivato per caso. Nei giorni di Pasqua, via Montebello ha mostrato a lungo l’immagine di una zona piena di persone dirette verso il museo, mentre chi non era riuscito a prenotare sul web si è messo in fila in biglietteria per provare a ottenere gli ultimi posti disponibili. Il tutto esaurito registrato sulle piattaforme online aveva già fatto capire che la Mole sarebbe stata uno dei poli più frequentati del fine settimana torinese. Il museo, ancora una volta, si è ritrovato al centro dei percorsi di chi ha scelto di trascorrere le festività puntando su mostre, visite e appuntamenti culturali. Le mostre spingono il museo A sostenere questa corsa è stata soprattutto la mostra My Name is Orson Welles, inaugurata il 1° aprile. Secondo i vertici del Museo del Cinema, l’esposizione sta raccogliendo consensi ampi e sta riuscendo a coinvolgere pure il pubblico più giovane, aspetto rilevante per una proposta dedicata a una figura di grande peso nella storia del cinema. Accanto a questo percorso, resta visitabile fino al 3 maggio anche Manifesti d’artista, allestita nell’area di accoglienza. L’abbinamento tra il fascino della Mole e un’offerta espositiva di respiro internazionale sembra aver inciso in modo diretto sul successo del ponte festivo. Un segnale forte per Torino Il presidente Enzo Ghigo e il direttore Carlo Chatrian hanno letto questi numeri come la conferma di un avvio di 2026 in crescita, in linea con gli ottimi risultati già ottenuti in precedenza. Il pienone registrato alla Mole viene così interpretato come parte di un quadro più ampio, nel quale Torino e il Piemonte continuano a ritagliarsi uno spazio di primo piano tra le mete del turismo culturale. Per il territorio il dato ha un valore che va oltre il museo: eventi di qualità, luoghi simbolici e promozione della città finiscono per rafforzare l’attrattiva complessiva dell’area e alimentare un circuito positivo che può proseguire anche dopo le festività pasquali. - Published: 2026-04-07 - Modified: 2026-04-07 - URL: https://www.torinofree.it/sport/la-juve-torna-a-correre-2-0-contro-il-genoa-quarto-posto-piu-vicino.html - Categorie: Sport La Juventus archivia la sfida con il Genoa in appena diciassette minuti e porta a casa tre punti che pesano parecchio nella corsa europea. All’Allianz Stadium finisce 2-0, con i bianconeri capaci di indirizzare subito la partita e di gestirla poi con ordine, pur lasciando sul tavolo qualche rammarico per le occasioni non sfruttate e per i problemi fisici emersi tra riscaldamento e gara. Il successo consente alla squadra di portarsi a un solo punto dal quarto posto, dopo il ko della Roma e il pareggio del Como. Diciassette minuti per cambiare la serata La squadra bianconera parte con l’atteggiamento giusto e trova subito il vantaggio. A sbloccare il match è Bremer, autore di un colpo di testa deviato da un difensore rossoblù, al termine di un’azione costruita con Thuram e rifinita da David, tornato titolare dopo oltre un mese. La Juventus continua a spingere, sfiora subito il raddoppio ancora con Thuram e poco dopo lo trova davvero con McKennie, bravo a chiudere una ripartenza nata sulla destra e sviluppata da Conceiçao. In quel momento il Genoa resta sotto pressione e la partita prende una direzione precisa. La partita resta in mano ai bianconeri Dopo il doppio colpo iniziale, la Juventus sceglie di controllare il ritmo e lascia pochi spazi agli avversari. Prima dell’intervallo avrebbe anche la possibilità di chiudere in anticipo ogni discorso, ma manca il terzo gol in due occasioni nitide: una con McKennie, che alza troppo da posizione ravvicinata, e una con Conceiçao. Nella ripresa arriva poi un altro contrattempo, con Perin costretto a uscire per un fastidio al polpaccio e Di Gregorio richiamato in campo dopo 43 giorni di stop. La squadra di casa continua comunque a produrre, si riaffaccia in area con McKennie e colpisce persino il palo con David, senza riuscire a trasformare il predominio in un risultato più largo. Il rigore parato chiude davvero il conto Il Genoa prova a rientrare in partita con alcuni cambi, tra cui l’ingresso di Baldanzi, Ekuban e Masini. Il momento che potrebbe riaprire tutto arriva a metà secondo tempo, quando l’arbitro assegna un rigore per un fallo di Bremer su Masini. Dal dischetto si presenta Martin, ma Di Gregorio risponde presente e intercetta il tiro, firmando l’episodio che spegne le residue speranze rossoblù. Nel finale la Juventus gestisce tutto senza particolari problemi, si gode anche il buon ritorno di Milik e incassa un successo utile per classifica e morale. Restano, invece, le note meno liete: l’ammonizione di McKennie, che era diffidato e salterà l’Atalanta, e i problemi fisici accusati da Perin e Vlahovic, entrambi al polpaccio. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-09-11 - URL: https://www.torinofree.it/economia/musei-pieni-a-torino-durante-il-weekend-di-pasqua-numeri-da-record.html - Categorie: Economia Il ponte di Pasqua conferma una tendenza che a Torino appare sempre più netta: nei giorni festivi, la città si muove attorno alla cultura. Dai grandi poli museali del centro fino agli spazi dedicati all’auto e al cinema, tra venerdì 3 e lunedì 6 aprile 2026 le presenze sono state molto alte, con file agli ingressi, biglietti esauriti e numeri che raccontano un’affluenza diffusa, sostenuta da turisti e residenti. Torino si riempie per l’arte A guidare il quadro generale è stato il Museo Egizio, che nei giorni delle festività ha accolto 26. 317 visitatori. Il picco è arrivato sabato 4 aprile, con 7. 461 ingressi in una sola giornata. Il dato resta molto elevato, anche se inferiore rispetto alla Pasqua del 2025, quando nello stesso periodo erano state registrate 30. 314 presenze. Nel bilancio diffuso dal museo, questa flessione viene collegata alla fase delicata che coinvolge trasporti e turismo sul piano internazionale. Anche i Musei Reali hanno chiuso il lungo fine settimana con numeri molto consistenti. Da venerdì 3 a lunedì 6 aprile sono stati emessi 25. 772 biglietti, mentre la sola giornata di domenica 5 aprile, grazie all’iniziativa #domenicalmuseo con ingresso gratuito, ha superato 9. 000 presenze. Gran parte del pubblico si è concentrata tra collezioni permanenti e mostre dossier, con 16. 606 accessi dedicati a questo percorso. A questi si sono aggiunti 814 visitatori per la rassegna su Orazio Gentileschi e 8. 352 ingressi liberi rilevati nei Giardini Reali tramite sistema digitale. Dal MAUTO alla Mole Nel weekend pasquale si è mosso bene pure il MAUTO, che ha totalizzato 8. 323 visitatori tra venerdì 3 e lunedì 6 aprile. Sommando i numeri del Centro Storico Fiat, fermo a 810 ingressi, il totale delle due sedi sale a 9. 133. La giornata più forte è stata domenica 5 aprile, con 2. 521 accessi al museo dell’automobile. A sostenere l’interesse hanno contribuito le quattro mostre in corso, insieme a visite guidate speciali e attività pensate per le famiglie. Molto alta pure l’affluenza al Museo del Cinema, visitato da 11. 500 persone da sabato 4 a lunedì 6 aprile. Le vendite online risultavano esaurite già da settimane e davanti alla Mole Antonelliana si sono formate code di persone in cerca degli ultimi biglietti disponibili. La direzione del museo ha spiegato che il risultato segue la linea della Pasqua precedente e si inserisce in un 2026 partito bene, spinto dal bel tempo, dalla presenza di molti turisti e dal buon riscontro della mostra My Name is Orson Welles, aperta il 1° aprile e capace di attirare anche il pubblico più giovane. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-04-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-pasqua-di-caos-in-corso-giulio-cesare-tra-fuochi-dartificio-e-rissa.html - Categorie: News La notte di Pasqua, in corso Giulio Cesare a Torino, si è chiusa con scene di forte tensione. Tutto sarebbe iniziato con alcuni fuochi d’artificio esplosi in mezzo alla strada e, nel giro di pochi istanti, la situazione sarebbe precipitata in una rissa che avrebbe coinvolto più persone. I residenti della zona hanno assistito alla scena dalle finestre e dai balconi, riprendendo quanto stava accadendo sotto casa. Lo scontro è avvenuto all’altezza del civico 157. Caos improvviso in corso Giulio Cesare Secondo quanto raccontato da chi vive nei palazzi vicini, tra i protagonisti ci sarebbero stati alcuni frequentatori di un bar della zona. Le cause che hanno fatto scattare la violenza restano poco chiare, ma il punto di partenza sarebbe stato proprio il lancio degli artifici pirotecnici. Dopo i fuochi, la lite si sarebbe trasformata in un confronto aperto. I partecipanti si sarebbero affrontati prima sul marciapiede e poi direttamente sulla carreggiata, costringendo alcuni automobilisti a invertire la marcia per allontanarsi. Nel parapiglia sarebbero volati calci, pugni, bottiglie e sedie, prese poco dopo davanti al locale e lanciate contro i rivali. L’arrivo della polizia e le proteste del quartiere Le chiamate al 112 sono partite quasi subito e sul posto sono arrivate diverse volanti della polizia. Quando gli agenti hanno raggiunto corso Giulio Cesare, però, i responsabili si erano già allontanati e in strada non c’era più nessuno. La richiesta, rilanciata dopo l’ennesima notte agitata, è quella di intensificare i controlli, perché i residenti denunciano da tempo schiamazzi, minacce, atti vandalici e nuovi episodi di violenza. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-04-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/tragedia-sulla21-tra-torino-e-piacenza-muore-un-bimbo-di-8-anni.html - Categorie: News Un pomeriggio di Pasqua si è trasformato in una tragedia lungo l’A21 Torino-Piacenza. Un bambino di 8 anni, residente a Torino, ha perso la vita dopo un violento incidente avvenuto mentre si trovava in sella a una moto KTM guidata dal padre. Lo schianto si è verificato nel tardo pomeriggio di domenica 5 aprile, nel tratto compreso tra Felizzano e Asti Est, in direzione Torino. La notizia ha colpito profondamente la comunità. Lo schianto sulla Torino-Piacenza In base ai primi elementi raccolti, la motocicletta su cui viaggiavano padre e figlio sarebbe entrata in contatto con un’Alfa Mito in transito. Dopo quell’impatto, ancora tutto da chiarire nei dettagli, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo. La corsa della moto si sarebbe poi chiusa contro il guardrail laterale, con un urto devastante che non ha lasciato scampo al piccolo passeggero. Le cause precise dell’accaduto restano al centro degli accertamenti avviati dalle forze dell’ordine intervenute sul posto. L’incidente è avvenuto in una zona molto trafficata dell’arteria autostradale, nel segmento tra il casello di Felizzano e l’uscita di Asti Est. Subito dopo lo schianto la situazione è apparsa gravissima e l’intera area è stata investita dalle operazioni di emergenza. I soccorsi e il dolore del padre I primi a rendersi conto della gravità dell’accaduto sono stati alcuni automobilisti, che hanno cercato di prestare aiuto prima dell’arrivo dei soccorsi. Poco dopo sono intervenuti i sanitari del 118 e anche l’elisoccorso, atterrato direttamente in autostrada per accelerare le operazioni. I medici hanno tentato a lungo di rianimare il bambino, ma i traumi riportati nello schianto si sono rivelati fatali e il decesso è stato constatato sul posto. Il padre, uscito senza lesioni fisiche gravi, è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Cardinal Massaia di Asti in uno stato di shock profondo. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-04-06 - URL: https://www.torinofree.it/news/carlo-acutis-la-reliquia-arriva-a-torino-date-e-luogo-dellesposizione.html - Categorie: News Torino si prepara ad accogliere un appuntamento religioso destinato a richiamare molti fedeli. Dal 17 al 19 aprile 2026 la Basilica di Maria Ausiliatrice a Valdocco ospiterà infatti una reliquia di San Carlo Acutis, in arrivo direttamente da Assisi. L’annuncio è stato dato al termine della messa di Pasqua e ha subito acceso l’attenzione attorno a un evento che unirà preghiera, celebrazioni e momenti di approfondimento dedicati alla figura del giovane beato, indicato come patrono di Internet e molto vicino alla sensibilità delle nuove generazioni. Tre giorni al centro della devozione Per tre giornate il santuario torinese diventerà un punto di riferimento per chi vorrà raccogliersi davanti alla reliquia. L’arrivo ufficiale è previsto per venerdì 17 aprile alle 19, orario scelto per l’accoglienza solenne nella basilica salesiana. Da quel momento prenderà forma un calendario pensato per accompagnare il pubblico in un percorso spirituale intenso, costruito attorno alla memoria di Carlo Acutis e al suo rapporto con la fede, con l’Eucaristia e con una testimonianza che, ancora oggi, continua a parlare con forza a moltissime persone. Il sabato dedicato alla preghiera e ai giovani Il cuore del programma cadrà nella giornata di sabato 18 aprile. Sono previste varie Sante Messe, spazi di raccoglimento personale e un momento particolarmente atteso in serata. Alle 21. 00, infatti, la basilica ospiterà una Veglia di Preghiera rivolta ai giovani, cioè alla fascia di fedeli che più facilmente riconosce in Acutis un modello vicino, attuale e comprensibile. La scelta di dedicargli un appuntamento specifico conferma il valore simbolico della sua figura: un ragazzo del presente, capace di lasciare un segno profondo dentro la vita della Chiesa e dentro l’immaginario di tanti coetanei. L’ultimo giorno e la mostra già dall’11 aprile La chiusura dell’iniziativa arriverà domenica 19 aprile, con celebrazioni distribuite nell’arco dell’intera giornata e il saluto finale alla reliquia previsto in serata. L’evento, però, inizierà idealmente qualche giorno prima. Dall’11 aprile, infatti, i visitatori avranno la possibilità di conoscere meglio la figura del santo attraverso una mostra sui miracoli eucaristici, pensata come tappa di approfondimento e occasione di riflessione personale. In questo modo Torino offrirà ai fedeli un appuntamento che non si limiterà alla venerazione della reliquia, ma proporrà anche un percorso più ampio attorno alla storia e al messaggio di uno dei volti religiosi più riconoscibili degli ultimi anni. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-04-06 - URL: https://www.torinofree.it/lavoro/servizio-civile-a-torino-ultime-ore-per-le-candidature-oltre-100-posti-disponibili.html - Categorie: Lavoro Il conto alla rovescia per il Servizio Civile Universale entra nella fase finale anche a Torino, dove si concentra la parte più consistente dei posti disponibili in Piemonte. La scadenza per presentare la domanda è fissata alle 14 dell’8 aprile, e il bando promosso da Anpas Piemonte mette a disposizione 184 opportunità in tutta la regione. Di queste, oltre 100 riguardano il territorio torinese. La possibilità è rivolta ai giovani tra 18 e 28 anni, chiamati a scegliere percorsi legati al sistema delle Pubbliche Assistenze e a servizi di utilità collettiva. Torino guida la corsa dei posti disponibili La provincia di Torino occupa il primo posto per numero di incarichi previsti dal bando, lasciando alle altre aree piemontesi la quota restante. Le destinazioni coinvolgono anche Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Vercelli e il Verbano Cusio Ossola, ma è il capoluogo a raccogliere la fetta più ampia delle disponibilità. Una parte dei progetti riguarda il soccorso sanitario 118, mentre altri percorsi si muovono nell’ambito dell’assistenza, dell’educazione e della promozione culturale. L’obiettivo indicato è quello di sostenere i servizi presenti sul territorio e rafforzare attività collegate alla salute e al volontariato. Accanto alla distribuzione generale, il bando prevede anche una quota dedicata a candidati con minori opportunità. In totale sono 51 i posti riservati a giovani con bassa scolarizzazione oppure in condizioni economiche difficili, all’interno di progetti pensati in modo specifico. Per orientare chi intende partecipare, Anpas Piemonte ha attivato un portale informativo che raccoglie sedi, attività previste e modalità di adesione. Un anno di servizio tra formazione e attività sul campo Il percorso dura 12 mesi e richiede un impegno di 25 ore settimanali. A chi partecipa viene riconosciuto un assegno mensile di circa 520 euro. La domanda deve essere inviata soltanto online attraverso la piattaforma del Dipartimento per le Politiche Giovanili, con accesso tramite Spid. Per i progetti sanitari è previsto un avvio con formazione certificata dalla Regione Piemonte. Dopo questa fase, i volontari affiancano personale esperto nelle attività di emergenza, prendendo parte al supporto dei soccorsi e ai turni in ambulanza. Nei percorsi dedicati ad assistenza ed educazione, invece, l’attività si concentra su iniziative di sensibilizzazione rivolte a cittadini, scuole ed enti locali. Per chi vuole candidarsi, quindi, restano poche ore per scegliere il progetto e completare la procedura. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/cosa-fare-a-pasquetta-2026-a-torino-grigliate-e-gite-fuori-porta-guida-agli-appuntamenti.html - Categorie: Eventi La Pasquetta in provincia di Torino si muove su un doppio binario molto chiaro: da una parte la tavola, dall’altra il desiderio di passare ore fuori casa. Il risultato è una mappa di iniziative che attraversa zone diverse del territorio e mette insieme pranzi organizzati, feste campestri, percorsi a piedi e aree verdi dove fermarsi per l’intera giornata. Dal Canavese al Pinerolese, il filo conduttore resta quello di una festa semplice, pensata per chi cerca compagnia, aria aperta e qualche idea già pronta da mettere in agenda. Tra piazze, cascine e tavolate di festa A Baldissero Canavese l’appuntamento è fissato in piazza Unità d’Italia, dove Proloco e Comune propongono un pranzo che parte dagli antipasti e arriva alla grigliata mista con contorni. A Bricherasio, invece, l’Azienda Agricola Biologica Il Palaset punta sulla formula della festa campestre: brace accesa già dalla tarda mattinata, possibilità di asporto e, nel pomeriggio, spazio anche a musica e spettacolo di magia per adulti e bambini. Alla Rocca di Cavour il programma segue una linea diversa, con un menù completo affiancato da un momento musicale e con condizioni agevolate per le famiglie, mentre i più piccoli entrano gratis. Quando la passeggiata passa anche dal gusto Per chi preferisce una Pasquetta meno statica, Ciriè offre la nona edizione della Camminata Enogastronomica. La partenza è prevista dalla frazione Devesi e il tracciato si sviluppa in cinque soste, ciascuna legata a un assaggio preciso. Si parte con la colazione, poi arrivano gli gnocchi al ragù e infine la grigliata conclusiva, accompagnata da vini del territorio. L’iniziativa accoglie pure i cani, purché restino al guinzaglio per tutta la durata del percorso. È una formula che unisce movimento e convivialità, pensata per chi non vuole scegliere tra escursione e pranzo di festa. Nei parchi storici la Pasquetta cambia ritmo Chi cerca un’atmosfera più tranquilla può orientarsi verso i picnic su prenotazione nei grandi spazi verdi. Al Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, i cestini preparati dall’Antica Pasticceria Castino si affiancano alla caccia al tesoro botanica dedicata alle camelie. Al Castello di Masino, a Caravino, il Viale dei Tigli diventa il punto di ritrovo per chi vuole stendere il plaid, pranzare all’aperto e alternare il relax alla visita delle sale o alle attività per bambini. C’è poi l’opzione del Parco La Mandria, con l’area picnic di Cascina Brero e una serie di proposte più insolite: percorso sensoriale a piedi nudi, escape room nel bosco, minigolf e museo naturalistico. Qui il segno distintivo richiesto è il giallo, colore scelto come simbolo della giornata. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/economia/rc-auto-in-aumento-in-piemonte-si-sfiorano-i-468-euro-in-media.html - Categorie: Economia Il 2026 si è aperto con un altro rincaro per chi usa l’auto ogni giorno. A febbraio, secondo i dati diffusi dall’Osservatorio di Segugio. it, il premio medio dell’Rc Auto in Italia ha toccato quota 492 euro. Un anno prima la media era pari a 446,82 euro, quindi l’incremento supera i 45 euro su base annua e vale il +10,1%. In questo scenario il Piemonte si colloca poco sotto il dato nazionale, ma resta su livelli comunque elevati, con una spesa media che pesa sempre di più sui bilanci familiari. In Piemonte il premio resta alto Nel mese di febbraio, in Piemonte l’assicurazione media per l’auto si è attestata a 468,07 euro. Il dato segna un aumento del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e conferma una fase di rialzo che continua a coinvolgere l’intero settore. Accanto alla copertura obbligatoria, molti automobilisti scelgono di aggiungere tutele ulteriori: l’assistenza stradale è la garanzia accessoria più diffusa e riguarda il 53,9% dei consumatori, con un costo medio di 24,05 euro. Tra le opzioni supplementari, quella più onerosa risulta la copertura per eventi naturali, che arriva a 212,78 euro l’anno e viene sottoscritta nell’8,2% dei casi. Il quadro anagrafico mostra poi una forte presenza di assicurati adulti e maturi: il 34,6% dei proprietari di veicoli rientra nella fascia tra 45 e 59 anni, mentre il 20,3% supera i 60. Molto più contenuta la quota dei giovani sotto i 25 anni, ferma al 5,2%. Torino guida la classifica dei costi Il primato regionale dei prezzi spetta alla provincia di Torino, dove a febbraio l’Rc Auto ha raggiunto una media di 506,73 euro. Rispetto a dodici mesi prima l’aumento è del 3,2%, un dato che mantiene il capoluogo e il suo territorio in testa alla graduatoria piemontese dei costi più pesanti. Dietro Torino si colloca Vercelli, con una media di 434,20 euro e una crescita annua del 15,9%. All’estremo opposto si trova il Verbano Cusio Ossola, che resta la provincia meno cara del Piemonte con 384,11 euro medi, pur avendo registrato un incremento molto marcato, pari al 18,4% rispetto a febbraio 2025. Il rialzo più contenuto appartiene invece ad Alessandria: qui il premio medio è di 413,88 euro e l’aumento annuo si ferma all’1,6%. Il quadro regionale, nel complesso, conferma che assicurare un’auto costa sempre di più e che Torino continua a essere l’area in cui l’impatto risulta più pesante. - Published: 2026-04-06 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/ricci-da-salvare-torino-si-mobilita-con-una-serata-benefica.html - Categorie: News A Torino prende forma una serata di beneficenza pensata per sostenere il centro recupero ricci La Ninna, realtà nata a Novello, nel Cuneese, e fondata dal veterinario Massimo Vacchetta. La struttura, indicata come un presidio unico nel suo genere in Europa, ha già soccorso oltre 4. 000 ricci, ma adesso ha bisogno di nuove risorse per andare avanti. L’obiettivo della raccolta fondi è preciso: costruire 30 recinti indispensabili per accogliere e curare altri animali in difficoltà. Una serata a teatro per dare continuità al progetto L’iniziativa scelta per sostenere il centro è il Riccio Music Day, appuntamento benefico fissato per sabato 18 aprile al Teatro Grande Valdocco di Torino. L’evento punta a trasformare una normale serata a teatro in un aiuto concreto, con la vendita dei biglietti che servirà a finanziare gli spazi necessari per la sopravvivenza e lo sviluppo della struttura. Per raggiungere il traguardo economico fissato dagli organizzatori sarà necessario arrivare ad almeno 800 biglietti venduti, cifra che permetterebbe di offrire riparo, cure e nuove possibilità a centinaia di ricci recuperati sul territorio. Attorno alla manifestazione è stato costruito un programma con ospiti molto diversi tra loro, uniti dal tema del rispetto per la vita e dell’impegno civile. In collegamento video dall’India è prevista Vandana Shiva; sul palco o tra gli interventi annunciati ci saranno anche Luca Mercalli, Alberto Fortis, Sabrina Giannini, Moni Ovadia e Martina Marchiò. La serata, quindi, non viene presentata soltanto come un concerto o uno spettacolo, ma come un momento pubblico di sensibilizzazione a favore degli animali selvatici e di chi ogni giorno se ne occupa. Biglietti, aiuti concreti e sostegno condiviso Chi desidera contribuire può acquistare un ingresso per sé oppure regalarlo. Tra le formule previste c’è infatti quella del biglietto sospeso, pensata per permettere la partecipazione ad anziani, persone con disabilità e volontari impegnati nelle associazioni animaliste e umanitarie. È questo il messaggio che accompagna l’iniziativa: ogni posto occupato in sala può tradursi in una possibilità in più per il centro, che negli anni ha trasformato il recupero dei ricci in una missione concreta e riconoscibile ben oltre i confini piemontesi. - Published: 2026-04-05 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/sport/torino-missione-compiuta-a-pisa-decide-adams.html - Categorie: Sport Il Torino ritrova peso e concretezza lontano da casa, passa a Pisa con il minimo scarto e si prende tre punti che danno ossigeno alla classifica. A decidere la partita è Che Adams, entrato dalla panchina e bravo a chiudere un’azione costruita nella fase finale del match. Per la squadra granata è un successo meritato, maturato soprattutto nella ripresa, quando il gruppo di D’Aversa alza il livello, gestisce meglio i ritmi e sfrutta con lucidità l’occasione più importante. Per il Pisa, invece, il ko complica ancora di più la corsa salvezza, già appesa a un filo. Un primo tempo bloccato La gara parte con un Pisa più aggressivo nell’atteggiamento, ma poco preciso quando c’è da trasformare la spinta iniziale in occasioni vere. Il Torino, superata la prima pressione dei toscani, prende lentamente campo e prova a costruire con più ordine, senza riuscire però a dare continuità agli attaccanti. Il risultato è un primo tempo povero di emozioni, segnato da ritmi bassi. Il solo tiro nello specchio arriva su punizione di Gineitis, una conclusione semplice per Semper. Dall’altra parte, i nerazzurri si fanno vedere con Aebischer, che conclude senza trovare la porta di poco. Lo 0-0 dell’intervallo fotografa bene un match chiuso, spezzato e senza vere accelerazioni. La svolta dopo l’intervallo porta la firma di Adams Nella ripresa il Torino entra con un altro passo. Vlasic prova subito a dare un segnale, poi la partita gira attorno all’episodio che il Pisa non riesce a sfruttare: Coco perde palla, Tramoni si ritrova davanti a Paleari ma invece di andare al tiro cerca un passaggio per Stojilkovic e sciupa tutto. È l’errore che pesa di più. Poco dopo D’Aversa cambia volto alla sua squadra con gli ingressi di Casadei e Adams, scelta che si rivela decisiva. Casadei sfiora il vantaggio, Adams invece lo trova davvero all’80’, raccogliendo da pochi passi l’azione nata dall’apertura di Gineitis e sviluppata dal cross di Pedersen. Nel finale il Pisa prova a riversarsi in avanti, inserisce nuove forze e alza il baricentro, ma il Torino controlla senza andare in affanno. Per i granata è una vittoria che interrompe una lunga astinenza esterna e conferma i segnali di crescita mostrati nelle ultime uscite. - Published: 2026-04-05 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/intercity-verso-la-riviera-tratte-limitate-e-orari-rivisti-ad-aprile.html - Categorie: News Chi deve spostarsi in treno tra Piemonte, Liguria e Lombardia dovrà fare attenzione ai prossimi giorni. Dal 7 aprile partiranno infatti interventi di manutenzione che porteranno con sé modifiche di orario, cancellazioni e l’attivazione di bus sostitutivi per vari collegamenti Intercity. Le variazioni interesseranno soprattutto le linee tra Torino e Savona, tra Milano e Livorno e tra Milano e Ventimiglia, con effetti distribuiti tra aprile e maggio. I giorni più delicati per chi viaggia verso la Liguria Le giornate da segnare sono quelle del 7, 8, 9, 13, 14 e 26 aprile. In questo arco di tempo alcuni treni subiranno cancellazioni parziali nel tratto compreso tra Genova e Savona. In questi casi il servizio ferroviario verrà coperto, per una parte del percorso, da autobus sostitutivi, mentre le corse continueranno sulle tratte rimanenti. In diversi casi cambieranno anche numerazione e orari dei convogli, con possibili ripercussioni sull’organizzazione del viaggio. Le variazioni non riguarderanno soltanto i collegamenti verso Savona. Nelle stesse date sono previsti cambiamenti anche per i treni tra Ventimiglia e Milano, con corse limitate e orari rivisti. Alcuni Intercity, invece di coprire l’intero tragitto abituale, partiranno o termineranno la loro corsa in stazioni intermedie. Da lì, per completare lo spostamento, i passeggeri dovranno utilizzare i bus messi a disposizione. È quindi una fase in cui controllare l’itinerario prima della partenza diventa quasi obbligatorio. Bus sostitutivi, eccezioni e controlli prima della partenza Il quadro non si fermerà ad aprile. Altri cambiamenti sono previsti dal 18 al 21 maggio, giorni nei quali alcuni treni Intercity saranno interessati da altre modifiche di orario a Genova e lungo la fascia ligure. A questo si aggiungono altre variazioni in diverse date di aprile, che prevedono cancellazioni su tratte e il ricorso a collegamenti sostitutivi su gomma. Per quanto riguarda i bus, la regola generale prevede la fermata nei piazzali all’esterno delle stazioni. Restano però alcune eccezioni, perché in località come Sanremo, Ventimiglia, Alassio e Genova ci saranno punti per la salita e la discesa dei viaggiatori. Proprio per questo, chi ha un viaggio in programma farebbe bene a verificare in anticipo la situazione sui canali ufficiali di Trenitalia o sulle applicazioni dedicate. In una fase di lavori come questa, controllare prima significa ridurre il rischio di errori, attese inutili e coincidenze saltate. - Published: 2026-04-05 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/torino-caselle-anziana-smarrisce-il-borsello-ai-controlli-recuperati-2mila-euro.html - Categorie: News Una donna, in partenza dall’aeroporto di Torino Caselle verso una località del Sud Italia, ha vissuto momenti di forte apprensione dopo aver smarrito un borsello che custodiva 2. 000 euro in contanti durante i controlli di sicurezza. La vicenda si è poi chiusa positivamente grazie all’intervento della Polizia di Frontiera Aerea, che ha ricostruito il percorso dell’oggetto e ha permesso di recuperare l’intera somma. La famiglia della passeggera ha espresso un sentito ringraziamento agli operatori per la disponibilità, la precisione e la professionalità dimostrate. Il borsello sparito durante i controlli Tutto è accaduto nell’area dei controlli di sicurezza dello scalo torinese. La donna aveva con sé un piccolo borsello con una cifra rilevante in denaro, ma durante le procedure di verifica lo ha perso di vista. Quando ci si è accorti dello smarrimento, la situazione appariva complessa, perché il passaggio di molti passeggeri e il continuo utilizzo delle vaschette rendevano difficile capire che fine avesse fatto l’oggetto. Gli agenti della Polaria di Caselle si sono attivati subito e hanno esaminato le immagini del sistema di telecamere. È emerso che il borsello era rimasto in una vaschetta nel corso dei controlli, che è stata posizionata in seguito per errore da un passeggero insieme a quelle vuote. In un secondo momento, quella stessa vaschetta è stata usata un’altra volta da un’altra coppia di anziani, che ha preso accidentalmente anche il borsello senza accorgersi nell’immediato di quanto accaduto. Il recupero del denaro e il ringraziamento alla polizia Una volta chiarita la dinamica, gli operatori sono riusciti a identificare le due persone coinvolte. Il recupero è avvenuto al loro rientro dal viaggio, quando il borsello è stato restituito con all’interno l’intera somma di denaro. Secondo quanto ricostruito, la coppia non era riuscita a consegnarlo subito proprio per la necessità di salire rapidamente sul volo. Il caso si è quindi risolto senza conseguenze per la proprietaria, che ha potuto riavere i suoi 2. 000 euro. A colpire, oltre al lieto fine, è stata la rapidità con cui gli agenti hanno seguito ogni passaggio, affidandosi alle immagini e a una verifica accurata dei movimenti nell’area dei controlli. Da parte dei familiari della donna è arrivato un messaggio di riconoscenza molto netto, con parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto dagli operatori dell’aeroporto di Caselle. - Published: 2026-04-05 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/piemonte-negozi-in-ritirata-nei-centri-storici-perso-il-27-in-13-anni.html - Categorie: News Nei centri storici del Piemonte il commercio continua a perdere terreno. Tra il 2012 e il 2025 le attività al dettaglio si sono ridotte del 27,2%, mentre nelle aree periferiche la flessione si è fermata al 23,6%. Il quadro che emerge dall’analisi diffusa da Confcommercio descrive città in cui arretrano le imprese più tradizionali e avanzano, invece, i servizi legati all’accoglienza, come b&b e affitti brevi. La fotografia regionale, presentata a Roma su dati del Centro Studi Tagliacarne, viene letta come un segnale che tocca economia locale, qualità urbana e vita quotidiana dei quartieri. Le saracinesche cambiano il volto della città Il ridimensionamento appare netto soprattutto nei capoluoghi di provincia. In tredici anni hanno chiuso 442 negozi di abbigliamento e calzature, 334 bar e 229 attività tra profumerie, fiorai e gioiellerie. Ancora più brusco il calo in alcuni comparti: le edicole arretrano del 56,1%, i distributori di carburante del 50%, i punti vendita di libri e giocattoli del 41,8%. Si tratta di settori che, per anni, hanno rappresentato una parte stabile del paesaggio urbano e della rete di servizi di prossimità. Nello stesso periodo alcune attività sono cresciute. I ristoranti fanno segnare +31,5%, le rosticcerie, gelaterie e pasticcerie salgono del 16,3%, mentre i servizi di alloggio aumentano del 50,7%. Nel rapporto si osserva anche che una parte del calo dei bar è legata al cambio di codice di molte imprese, passate alla somministrazione vera e propria. Il risultato, in ogni caso, è un equilibrio commerciale diverso da quello di un tempo, con meno botteghe e più attività legate al cibo o all’ospitalità. Il commercio di vicinato resta un presidio Per Giuliano Viglione, presidente di Confcommercio Piemonte, il fenomeno richiede una risposta rapida da parte della Regione. La richiesta è quella di una riforma mirata della normativa sul commercio, accompagnata da risorse adeguate. Secondo il presidente, la contrazione dei piccoli negozi riguarda ormai sia i centri maggiori sia i paesi più piccoli, e senza interventi si rischia, nel giro di pochi anni, di perdere servizi essenziali per le comunità locali. Nel ragionamento di Confcommercio, il commercio di vicinato non ha soltanto una funzione economica. Tiene vive le strade, rafforza la socialità, contribuisce alla sicurezza e rende più riconoscibili piazze e quartieri. Per questo l’associazione chiede continuità alle politiche già avviate con i distretti del commercio, un sostegno più forte alle piccole imprese sul fronte dell’innovazione e misure specifiche per le zone già colpite dalla desertificazione. L’idea è affiancare alla tutela delle attività esistenti anche incentivi per nuovi insediamenti, collegati pure a servizi comunali, postali e bancari, così da evitare che interi territori restino senza riferimenti quotidiani. - Published: 2026-04-05 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/eventi/a-bosconero-torna-la-festa-dellartigianato-tre-giorni-di-eventi-e-stand.html - Categorie: Eventi Bosconero si prepara a riportare l’artigianato al centro della scena con la 19ª edizione della Mostra dell’Artigianato, appuntamento in programma dal 15 al 17 maggio. Il paese ospiterà tre giornate dense di iniziative, con un cartellone che tiene insieme manualità, spettacolo, partecipazione giovanile e una forte attenzione ai temi dell’inclusione. La manifestazione, che nella scorsa edizione ha superato quota 20. 000 visitatori, punta ora a confermare la propria crescita e ad allargare ancora il pubblico, mantenendo l’ingresso gratuito. Tre giorni tra teatro, laboratori e piazza L’apertura è fissata per venerdì sera al teatro civico, dove lo scultore Marco Rolando presenterà il libro ARIA FORTE. Da lì prenderà forma un programma molto vario. Sabato sarà il turno di Alfred Clown, atteso dalle 16 con improvvisazioni e momenti dedicati al divertimento, mentre nelle vie del centro troverà spazio lo street food insieme a una presenza diffusa di artisti di strada. Nello stesso giorno l’Associazione Pandorama APS proporrà dieci laboratori manuali sul tema “Terra”, pensati per coinvolgere bambini, ragazzi e adulti. A seguire arriveranno le mini conferenze curate dai giovani volontari, con l’idea di lasciare spazio alle nuove generazioni e alle loro voci. Il pomeriggio e la serata di sabato avranno poi un taglio ancora più marcato sul piano sociale e culturale. Alle 18 il teatro accoglierà la compagnia integrata Metafora, realtà che lavora con attori con disabilità, mentre in piazza salirà sul palco la band Purple Haze, formata da musicisti con disabilità. Il finale della giornata è affidato a uno degli eventi più attesi, lo spettacolo serale di una compagnia professionale di clown, in linea con lo stile che da anni caratterizza l’Alfred Clown Festival. La domenica degli espositori e delle tradizioni Domenica 17 maggio la mostra entrerà nel suo momento più riconoscibile con oltre 170 espositori pronti a occupare gli spazi della manifestazione. Bosconero conferma così un format che, nato come vetrina per le eccellenze locali, si è trasformato in un riferimento regionale per artigiani, produttori, artisti e scuole professionali arrivate da Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna. Accanto agli stand torneranno i tradizionali cantieri dedicati a suono, sapori e scultura, oltre alla sezione Arte e Natura, rivolta a florovivaisti, produttori biologici ed esperti di bioedilizia. Per i più piccoli sono previste animazioni, giochi ed esibizioni equestri, mentre tra le curiosità spicca l’esposizione di trattori e macchine agricole d’epoca. Il risultato è una manifestazione che prova a tenere insieme memoria del territorio, creatività e apertura sociale, con l’artigianato come filo conduttore. - Published: 2026-04-05 - Modified: 2026-04-05 - URL: https://www.torinofree.it/news/pasqua-e-pasquetta-a-torino-mezzi-pubblici-potenziati-per-le-feste.html - Categorie: News Torino si prepara al fine settimana di Pasqua e Pasquetta con un piano pensato per rendere più semplici gli spostamenti in città e verso alcune delle mete più frequentate. La rete GTT mantiene l’assetto previsto nei giorni festivi, ma affianca a questa base alcuni servizi aggiuntivi destinati ai luoghi che, in queste ore, richiamano residenti e visitatori. L’obiettivo è accompagnare il maggiore afflusso verso il centro, la collina e le residenze più visitate dell’area torinese. Una città più connessa nel weekend festivo Per chi sceglie di restare a Torino o di raggiungere il centro durante la giornata e la sera, il servizio pubblico offre una copertura più ampia. La metropolitana resta attiva dalle 7 del mattino fino all’1 di notte, secondo l’orario festivo già previsto. Accanto a questo servizio, resta operativa anche la storica linea 7, che attraversa il cuore cittadino con corse ogni ora tra le 9:30 e le 19:30. In questo modo, il trasporto urbano prova a dare una risposta sia a chi si muove per necessità pratiche sia a chi vive la città in chiave turistica, con un’attenzione particolare ai percorsi più attrattivi. Superga e Mole tra i punti più richiesti Tra le destinazioni che attirano più persone in queste giornate festive c’è Superga, raggiungibile con una frequenza rafforzata della tranvia Sassi-Superga. Nella fascia compresa tra le 11:30 e le 14:30 le corse vengono raddoppiate, con partenze ogni mezz’ora, mentre il servizio prosegue fino alle 20. La scelta guarda con evidenza a chi vuole trascorrere alcune ore sulla collina torinese o raggiungere uno dei panorami più noti della città. Anche la Mole Antonelliana rientra tra i poli messi al centro del piano. L’ascensore panoramico resta in funzione dalle 9 alle 20, così da agevolare l’accesso a uno dei simboli più riconoscibili di Torino. Il quadro complessivo restituisce l’idea di una città che, in occasione della festa, concentra risorse e collegamenti nei luoghi con maggiore richiamo. Collegamenti speciali verso Venaria e Rivoli Il potenziamento non riguarda soltanto il perimetro urbano. Restano infatti attivi anche i servizi dedicati alle uscite fuori porta, pensati per accompagnare i visitatori verso alcune mete culturali molto frequentate. Il Venaria Express collega la città con la Reggia di Venaria e con il Parco della Mandria, con bus in partenza ogni ora fino alle 19:30. Sul fronte ovest entra in campo pure il Rivoli Express, servizio gratuito diretto al Castello di Rivoli, con partenze da piazza Castello fissate alle 9:30, 12, 14:30 e 17:10. Nel complesso prende forma una rete rafforzata, costruita per sostenere il movimento verso i luoghi simbolo del territorio proprio nei giorni in cui Torino si attende una presenza più ampia di cittadini e turisti.