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Il Piemonte cerca medici di famiglia: 300 borse di studio da assegnare

Da Isan Hydi

Luglio 26, 2026

Il Piemonte cerca medici di famiglia: 300 borse di studio da assegnare
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Il Piemonte prova a rafforzare la medicina territoriale mettendo a disposizione 300 borse di studio per i futuri medici di famiglia. Il numero dei posti cresce in modo netto rispetto allo scorso anno, ma resta da capire se l’offerta riuscirà ad attirare abbastanza candidati.

Il precedente del 2025 ha infatti lasciato più di una preoccupazione: a fronte di numerose domande iniziali, soltanto una parte degli aspiranti si è poi presentata alla prova di ammissione. La sfida, dunque, è trasformare le nuove opportunità in presenze effettive e ridurre una carenza che interessa già molti territori piemontesi.

Trecento posti disponibili per il nuovo corso

Le borse previste per il nuovo ciclo del corso triennale di formazione in medicina generale sono quasi raddoppiate rispetto al 2025, quando i posti disponibili erano stati 170. In quell’occasione erano state presentate 187 domande, un dato che inizialmente sembrava sufficiente a coprire l’intera offerta.

La situazione era però cambiata il giorno della prova nazionale di ammissione. I candidati effettivamente presenti erano stati appena 60, scesi poi a 55 al momento dell’ingresso in aula. Una partecipazione molto inferiore alle aspettative, soprattutto considerando il crescente bisogno di medici sul territorio.

Quest’anno il Piemonte mette quindi a disposizione 300 posti, ma rimane il timore che il concorso possa nuovamente attirare un numero insufficiente di partecipanti. Il termine per inoltrare la candidatura è fissato alle ore 13 di lunedì 27 luglio. Si tratta degli ultimi momenti utili per aderire a un percorso destinato a formare i professionisti che, nei prossimi anni, dovranno garantire l’assistenza sanitaria di prossimità.

In Piemonte mancano circa 685 medici di famiglia

L’ampliamento del numero delle borse risponde a una necessità ormai difficile da ignorare. In Piemonte mancano attualmente circa 685 medici di medicina generale. La situazione potrebbe diventare ancora più complessa nei prossimi anni, perché entro il 2028, secondo le stime, sarebbero previsti altri 433 pensionamenti.

La carenza produce conseguenze concrete per i cittadini. Decine di migliaia di piemontesi non avrebbero più la possibilità di scegliere liberamente il proprio medico. L’assistenza continua a essere garantita, ma viene meno quel rapporto fiduciario che tradizionalmente rappresenta uno degli elementi centrali della medicina di famiglia.

Il problema non è nato improvvisamente. Tra il 2019 e il 2024, il numero dei medici di medicina generale presenti nella regione è diminuito del 10,6%. I pensionamenti, uniti allo scarso ricambio generazionale, hanno progressivamente ridotto la disponibilità di professionisti. Per invertire questa tendenza non basta aumentare i posti: è necessario che un numero adeguato di giovani medici scelga realmente di intraprendere il percorso.

La campagna rivolta ai neolaureati in medicina

Per favorire la partecipazione al concorso, la Regione Piemonte ha avviato una campagna di comunicazione rivolta soprattutto ai neolaureati. Il messaggio diffuso attraverso i canali regionali punta a sottolineare il bisogno di nuovi professionisti e il valore del loro possibile contributo alla sanità piemontese.

Il bando era stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione il 21 maggio e, successivamente, sulla Gazzetta Ufficiale alla fine di giugno.

La rappresentanza regionale dei medici di medicina generale ha scritto ai neolaureati per illustrare le caratteristiche del corso e spiegare il percorso necessario per esercitare la professione. L’obiettivo è evitare che si ripetano i risultati del 2025 e far conoscere meglio un’attività che conserva un ruolo fondamentale nel rapporto quotidiano tra cittadini e sistema sanitario.

Più pazienti per ogni professionista

La riduzione dei medici disponibili ha determinato anche un aumento del carico sostenuto da quelli ancora in attività. Al primo gennaio 2025, ogni medico di medicina generale piemontese seguiva mediamente 1.407 assistiti, un dato superiore alla media nazionale, ferma a 1.383 pazienti.

La criticità non si presenta allo stesso modo in tutte le province. Tra le aree più esposte figura il Verbano Cusio Ossola, dove ai numerosi pensionamenti si aggiungono le difficoltà legate alla conformazione geografica. Anche nei territori di Cuneo e Mondovì il fabbisogno rimane elevato, in particolare nelle vallate alpine e nei piccoli comuni montani.

Sono proprio le zone meno centrali a rischiare le conseguenze più pesanti della diminuzione dei professionisti. Distanze, dispersione della popolazione e collegamenti più complessi rendono infatti ancora più importante la presenza capillare dei medici di famiglia.

L’assegnazione delle 300 borse rappresenta quindi un passaggio rilevante, ma il risultato dipenderà dal numero di candidature e dalla partecipazione effettiva alla selezione. Il Piemonte prova ad ampliare il ricambio generazionale: ora occorre capire quanti giovani medici decideranno di raccogliere questa opportunità.

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Isan Hydi

Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.

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