Torino, nasce il laboratorio dell’energia del futuro: un investimento da oltre 55 milioni
Da Gianluca Rini
Settembre 12, 2026
Torino aggiunge un tassello importante al percorso verso un sistema energetico più moderno. Environment Park accoglie infatti un centro nel quale studio scientifico, sperimentazione e applicazione industriale potranno procedere a stretto contatto. A promuovere l’iniziativa sono l’IIT e l’ateneo politecnico torinese, impegnati nel programma iEntrance e in quello denominato CoSyET.
Grazie a questa struttura, idee e tecnologie potranno essere esaminate in laboratorio e accompagnate verso un possibile utilizzo da parte delle aziende. Al centro del lavoro ci saranno alcune delle questioni decisive per l’energia dei prossimi anni: idrogeno, fonti rinnovabili, accumulo, riduzione del carbonio e gestione delle reti.
Un investimento che supera quota 55 milioni
Il centro occupa una superficie prossima ai cinquemila metri quadrati e riunisce laboratori, strumenti avanzati e ambienti destinati alle prove. Dimensioni e dotazioni permetteranno di ospitare attività diverse, mantenendo vicine la fase dello studio e quella della verifica pratica. L’obiettivo consiste nel creare un luogo nel quale una soluzione possa essere analizzata, sperimentata e preparata per un impiego concreto.
La dotazione economica oltrepassa i 55 milioni complessivi. Una quota superiore a 35 milioni proviene dal dicastero competente per università e ricerca attraverso il PNRR, mentre la parte restante, vicina ai 20 milioni, è sostenuta dai soggetti privati coinvolti. La composizione del finanziamento racconta già la natura dell’iniziativa: risorse pubbliche e capitali industriali convergono nello stesso progetto, con la ricerca scientifica chiamata a produrre risultati capaci di raggiungere il tessuto economico.
La presenza di attrezzature dedicate alla sperimentazione rappresenta un elemento centrale. Una tecnologia energetica, prima di arrivare fuori dal laboratorio, richiede infatti verifiche e passaggi di validazione. Il polo torinese nasce per rendere più rapido questo cammino e per favorire il dialogo tra chi sviluppa le soluzioni e chi potrà applicarle.
Due percorsi complementari: iEntrance accanto a CoSyET
Il funzionamento dell’hub poggia su due infrastrutture con ruoli differenti. iEntrance fa capo al Politecnico torinese e presidia soprattutto la fase scientifica iniziale. Il compito assegnato riguarda gli studi fondamentali, cioè il momento nel quale vengono approfonditi principi, materiali e possibilità ancora da sviluppare.
CoSyET, guidata dall’IIT, opera invece più vicino all’impiego produttivo. La sua funzione consiste nell’accompagnare i risultati scientifici verso le aziende e, successivamente, verso il mercato. Le due anime formano quindi un percorso continuo: da una parte l’esplorazione e la conoscenza, dall’altra le prove utili a capire se una tecnologia possa diventare una soluzione concreta.
Questa divisione dei compiti consente di creare un legame stretto tra laboratorio e industria. Le conoscenze maturate nella prima fase possono passare alla sperimentazione applicata, mentre le esigenze produttive trovano uno spazio attrezzato nel quale essere affrontate. Ricerca fondamentale e trasferimento delle tecnologie diventano così parti dello stesso processo.
Dall’idrogeno alla CO₂, i temi al centro dei laboratori
Il programma scientifico abbraccia diversi settori collegati fra loro. Una parte delle attività riguarderà l’energia ricavata da fonti rinnovabili, insieme alle soluzioni necessarie per conservarla e amministrarla. L’accumulo assume un ruolo importante perché permette di lavorare sul rapporto tra generazione, disponibilità e uso dell’energia.
Ampio spazio viene riservato anche all’idrogeno, studiato sia sul versante della produzione sia su quello della conservazione. A questo si aggiungono i vettori innovativi per l’energia e l’impiego di risorse materiali orientate alla sostenibilità. La decarbonizzazione rappresenta il filo che lega i diversi campi, poiché l’hub concentra competenze e strumenti su tecnologie capaci di sostenere l’evoluzione del sistema energetico.
Fra i temi affrontati compare anche il dialogo fra la rete elettrica e le infrastrutture del gas. L’intenzione è studiare modalità di integrazione in grado di rendere più coordinata la gestione delle varie forme di energia. Un altro filone riguarda il riutilizzo della CO₂ per ottenere carburanti oppure composti chimici, trasformando la ricerca su questa sostanza in un ambito legato alla produzione di materiali e vettori.
Un collegamento diretto con il mondo produttivo
Il valore del nuovo centro risiede soprattutto nella possibilità di seguire una tecnologia lungo più fasi. Dopo l’elaborazione scientifica arrivano la sperimentazione, la verifica e la preparazione per un eventuale impiego industriale. La presenza nello stesso ecosistema di competenze accademiche, strutture avanzate e partner privati può rendere il passaggio più lineare.
Per le imprese, il polo offre un punto di contatto con progetti in fase di sviluppo e con attrezzature pensate per le prove. Per il mondo scientifico, apre invece una strada più breve verso l’applicazione dei risultati. Il traguardo comune è portare nuove soluzioni alla produzione, allo stoccaggio e all’amministrazione dell’energia, facendo in modo che l’innovazione possa raggiungere il mercato dopo un adeguato percorso di controllo.
Con questo investimento, Torino rafforza il proprio ruolo nel lavoro sull’energia di domani. I cinquemila metri quadrati occupati dai laboratori diventano uno spazio nel quale rinnovabili, idrogeno, reti, accumulo e riutilizzo della CO₂ possono essere studiati dentro una visione condivisa. L’hub unisce così due dimensioni che spesso procedono con tempi differenti: la scoperta scientifica e la sua trasformazione in una tecnologia utilizzabile.
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Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.




