Robotica, Torino è la terza città d’Europa per investimenti nel settore
Da Pamela Tela
Giugno 29, 2026
Torino prova a trasformare la propria esperienza manifatturiera in una nuova occasione di crescita industriale. Dopo avere costruito una parte importante della propria identità economica attorno all’automobile, la città guarda ora alla robotica avanzata, all’intelligenza artificiale e ai sistemi di automazione destinati alle fabbriche del futuro.
A indicare la direzione è il piano d’azione presentato dall’Unione Industriali Torino durante l’evento “Torino protagonista della robotica”. Nell’occasione è stato reso pubblico il report dedicato al posizionamento strategico dell’Italia e del capoluogo piemontese nel settore.
Il dato principale riguarda il confronto europeo: Torino risulta la terza città del continente per investimenti nella robotica, alle spalle di Francoforte e Monaco. Una posizione che conferma la presenza sul territorio di imprese specializzate, competenze universitarie, centri di ricerca e una filiera industriale già sviluppata.
Il Piemonte concentra imprese, fatturato e lavoratori
Il peso della regione nel panorama nazionale emerge con chiarezza dai numeri riportati nel documento. Il Piemonte ospita il 28,6% delle aziende italiane attive nella robotica e concentra il 48,7% del fatturato del comparto. Ancora più rilevante è il dato sull’occupazione: nella regione lavora il 64,3% degli addetti italiani del settore.
Si tratta quindi di un ecosistema che comprende diverse categorie di imprese. Accanto ai produttori di robot industriali sono presenti componentisti, aziende che realizzano software, specialisti dell’elettronica e system integrator. Questi ultimi hanno il compito di collegare macchinari, sensori e programmi informatici, costruendo soluzioni personalizzate per le singole fabbriche.
Il Piemonte conserva inoltre competenze consolidate nella meccanica di precisione, sviluppate in gran parte grazie alla lunga tradizione automobilistica. Queste conoscenze possono essere utilizzate nella produzione di robot, sistemi automatizzati e dispositivi destinati anche ad altri settori, come l’aerospazio e la difesa.
Secondo il presidente dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, il territorio possiede già molte delle caratteristiche necessarie per guidare questa trasformazione. La vera sfida consiste nel collegare meglio le diverse eccellenze presenti, evitando che ricerca, università e imprese procedano lungo strade separate.
Un mercato mondiale diretto verso i 200 miliardi di dollari
La robotica rappresenta un mercato in rapida espansione. Secondo le stime riportate nel report, il suo valore mondiale potrebbe raddoppiare e raggiungere i 200 miliardi di dollari entro il 2030.
L’Italia parte da una posizione importante. È il secondo produttore europeo, con una quota del 25%, ed è al sesto posto nel mondo per esportazioni. Nel 2024 le vendite italiane all’estero hanno raggiunto un valore pari a circa 3 miliardi di dollari.
La crescita non riguarda soltanto i tradizionali bracci robotici utilizzati nelle linee di produzione. Le applicazioni diventano progressivamente più numerose e comprendono i cobot, gli AMR e i sistemi basati sull’intelligenza artificiale.
I cobot sono robot collaborativi, progettati per lavorare vicino alle persone e svolgere attività ripetitive o fisicamente impegnative. Gli AMR, cioè Autonomous Mobile Robot, sono invece mezzi capaci di spostarsi autonomamente all’interno di magazzini e stabilimenti, adattando il percorso agli ostacoli rilevati dai sensori.
A queste tecnologie si aggiungono l’additive manufacturing, conosciuto comunemente come stampa 3D, la realtà aumentata applicata alla manutenzione e i software di intelligenza artificiale utilizzati per controllare la qualità o prevedere i guasti.
Formazione e ricerca al centro del piano torinese
Il piano presentato dall’Unione Industriali si concentra soprattutto su due aree: lo sviluppo delle competenze e il sostegno alla ricerca.
Per quanto riguarda la formazione, l’obiettivo è fare in modo che entro il 2028 il 60% delle imprese associate impegnate nella robotica avanzata abbia avviato almeno un programma di aggiornamento per il personale tecnico.
L’upskilling diventa essenziale perché l’introduzione di nuovi macchinari richiede tecnici capaci di programmare, controllare e riparare sistemi sempre più complessi. Un robot avanzato non sostituisce automaticamente ogni lavoratore, ma cambia le competenze necessarie all’interno dell’azienda. Diminuiscono alcune attività manuali e ripetitive, mentre cresce la richiesta di programmatori, manutentori e specialisti dei dati.
Torino può contare sulla presenza del Politecnico, dell’Università e dei centri di competenza collegati al programma Industria 4.0. Secondo il report, questo patrimonio di conoscenze deve essere utilizzato in modo più coordinato, creando percorsi formativi vicini alle reali esigenze delle imprese.
Incentivi per startup e aziende innovative
Un altro punto del piano riguarda gli strumenti fiscali e finanziari. L’Unione Industriali propone misure complementari a quelle già disponibili, come il credito d’imposta, la Legge Sabatini e gli incentivi per gli investimenti in tecnologie 4.0 e 5.0.
Tra le ipotesi viene indicata una nuova forma di ACE, l’Aiuto alla Crescita Economica, che potrebbe ridurre la tassazione su una parte degli utili reinvestiti in innovazione. Viene inoltre proposta la possibilità di trasformare il credito d’imposta per ricerca e sviluppo in liquidità per startup e piccole imprese innovative che non dispongono di una sufficiente capienza fiscale.
Il report richiama anche l’importanza del venture capital, della finanza alternativa e del leasing operativo. Senza capitali adeguati, infatti, le imprese più giovani rischiano di trasferirsi all’estero, attirate da ecosistemi capaci di offrire maggiori risorse e incentivi più convenienti.
Trattenere startup, talenti e competenze sul territorio è uno dei passaggi più delicati della strategia. La presenza di università e centri di ricerca può favorire la nascita di nuove idee, ma queste devono poi trovare finanziamenti e opportunità di crescita.
Dall’automobile alla nuova industria tecnologica
La robotica non viene presentata come un’alternativa completa all’automotive, ma come una possibile evoluzione delle competenze costruite in decenni di produzione industriale. Torino possiede una rete di aziende abituate a realizzare macchinari complessi, componenti di precisione e sistemi elettronici.
Il passaggio successivo consiste nell’integrare queste capacità con software, dati e intelligenza artificiale. Nelle imprese piemontesi sono già in fase di sviluppo progetti che uniscono automazione e IA, con applicazioni nella produzione, nella logistica e nel controllo dei processi.
La posizione raggiunta in Europa rappresenta quindi un punto di partenza. Per mantenere il vantaggio serviranno investimenti continui, collaborazione tra pubblico e privato e misure capaci di sostenere le imprese innovative.
Torino ha già dimostrato nel corso della propria storia di saper produrre su larga scala. La nuova sfida sarà capire se riuscirà a guidare anche la prossima fase della trasformazione industriale, facendo della robotica uno dei motori principali dell’economia piemontese.

Pamela Tela
Pamela Tela è una professionista del marketing specializzata nello sviluppo e nella crescita di nuovi business. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra strategia, comunicazione e narrazione, con l’obiettivo di trasformare idee, competenze e progetti in storie capaci di generare valore, rafforzare l’autorevolezza dei brand e creare nuove opportunità di crescita. Da oltre dieci anni svolge anche attività editoriale, scrivendo per i diversi blog della Wolf Agency e per le testate giornalistiche Intervista.it e Torinofree.it. Nei suoi articoli racconta tendenze, progetti e protagonisti del mondo della moda, dell’arte, della cultura, dell’architettura, dell’arredamento e dei viaggi.




