Terra Madre torna a Torino: cibo, biodiversità e mille appuntamenti in città
Da Isan Hydi
Settembre 15, 2026
Per quattro giornate, la parte più centrale di Torino cambierà volto. Tra giovedì 24 e domenica 27 settembre, nell’anno 2026, piazze, portici, edifici storici e spazi culturali accoglieranno la sedicesima edizione dell’evento Terra Madre.
Il grande incontro dedicato all’universo alimentare riunirà produttori, artigiani, cuochi, studenti e delegazioni internazionali, inserendo ogni attività dentro la vita quotidiana della città. L’appuntamento avrà anche un valore simbolico: coincide con il quarantesimo anniversario dell’associazione Slow Food. Per la prima volta, inoltre, verrà organizzato dopo la scomparsa del suo fondatore.
Terra Madre attraversa le vie torinesi
Una delle scelte più visibili riguarda la disposizione degli spazi. L’evento uscirà da un’unica area per svilupparsi lungo un itinerario che attraverserà alcune delle zone più conosciute del centro. Il cammino prenderà avvio dalla piazza dedicata a Carlo Felice, proseguirà lungo via Roma e toccherà San Carlo e Carlo Alberto. In seguito passerà da piazza Castello per raggiungere Vittorio Veneto, comprendendo inoltre il complesso dei Musei Reali e gli ambienti di Palazzo Reale.
Prenderà forma, in questo modo, una manifestazione diffusa, capace di utilizzare strade, musei, palazzi e piazze come luoghi di partecipazione. Un ruolo particolare spetterà a via Roma, appena resa pedonale e destinata a ospitare il primo grande appuntamento cittadino dopo la trasformazione. Terra Madre entrerà quindi nella trama urbana, rendendo Torino parte integrante dell’esperienza e favorendo l’incontro tra visitatori, residenti e protagonisti del settore alimentare.
Un calendario con circa mille occasioni
Le dimensioni del programma raccontano la portata dell’edizione. Il calendario comprende all’incirca mille eventi, suddivisi tra approfondimenti, degustazioni, pasti tematici e attività proposte dalle diverse realtà presenti. Le conferenze saranno 200; i laboratori dedicati al gusto arriveranno a 65, mentre gli incontri conviviali organizzati fra cene e pranzi supereranno quota 60.
Più di quattrocento iniziative prenderanno forma nelle aree curate da partner, amministrazioni regionali e istituzioni. A queste si uniranno le attività dell’ateneo specializzato nelle scienze gastronomiche. Oltre cinquanta cuochi parteciperanno ai laboratori, alle occasioni conviviali e al confronto con il pubblico, contribuendo a un’offerta capace di alternare riflessione ed esperienza diretta.
Nel mercato principale troveranno posto più di seicento espositori tra aziende agricole, artigiani, proposte di cibo da strada e produttori di birra artigianale. Quaranta operatori giungeranno da altri Paesi. La rete dei Presìdi conterà più di 130 presenze e dodici partecipazioni italiane saranno al loro esordio. Anche il vino avrà un proprio spazio: l’area enologica raccoglierà oltre trecento etichette presentate da produttori italiani legati ai progetti promossi dall’associazione.
Un incontro internazionale tra comunità e studenti
La partecipazione andrà ben oltre i confini italiani. Centoventi Paesi invieranno rappresentanti e il gruppo dei delegati raggiungerà 1.500 persone, portatrici di esperienze, colture, tradizioni e modi differenti di intendere la produzione alimentare. Le iniziative educative dell’associazione coinvolgeranno più di settecento studenti, mentre il versante professionale richiamerà circa quattrocento buyer e addetti del comparto.
A sostenere l’organizzazione sarà una squadra molto ampia. Sono attesi oltre cinquecento volontari, ai quali si affiancheranno quasi trecento soci impegnati nelle articolazioni territoriali dell’associazione. ICE-Agenzia offrirà il proprio contributo insieme all’ente camerale cittadino, favorendo la partecipazione degli operatori professionali. Questi numeri descrivono una rete internazionale costruita attorno al cibo, nella quale formazione, lavoro e impegno associativo troveranno uno spazio comune.
La biodiversità diventa il filo conduttore
Il tema del 2026 mette insieme la parola inglese che indica la biodiversità e un invito a riconoscere il valore delle differenze. Il concetto sarà esplorato in tutte le sue forme: dalla natura all’agricoltura, passando per gastronomia, cultura e società. Al centro delle attività compariranno i Presìdi, i prodotti riuniti nell’Arca, insieme alle comunità responsabili della loro conservazione.
Una parte del programma verrà riservata alle reti dedicate a riso e mais, legumi, olive e altri cereali. Troveranno posto anche le esperienze delle Terre Alte, il lavoro dei castanicoltori e il confronto sulle politiche alimentari nelle città. Conferenze e incontri affronteranno agricoltura, modelli di consumo, sostenibilità, equità sociale e gestione urbana del cibo, collegando le scelte quotidiane alle grandi questioni collettive.
Il 2026 coincide inoltre con due ricorrenze. L’associazione Slow Food raggiunge quarant’anni, mentre lo storico Salone torinese celebra il trentesimo anniversario dal suo debutto, avvenuto nel 1996. Una rassegna fotografica verrà sistemata nei portici affacciati su via Po: immagini di grandi dimensioni ripercorreranno gli appuntamenti precedenti e alcune delle iniziative maggiormente significative sviluppate nel tempo.
Con questa formula, Terra Madre porterà Torino al centro di un dialogo tra territori lontani. Per quattro giorni il cibo diventerà un linguaggio comune, utile per parlare di ambiente, comunità, cultura e futuro. Accanto alla festa, emergerà il messaggio centrale dell’edizione: proteggere la varietà biologica e culturale significa custodire conoscenze, prodotti e identità che appartengono a tutto il pianeta.

Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




