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Festival dell’Innovazione e della Scienza 2026, a Settimo Torinese otto giorni di eventi e grandi ospiti

Da Gianluca Rini

Ottobre 02, 2026

Festival dell’Innovazione e della Scienza 2026, a Settimo Torinese otto giorni di eventi e grandi ospiti
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Capire come cambia il mondo partendo dalle conseguenze generate da un’azione. È questa l’idea che accompagnerà Settimo Torinese per diversi giorni di ottobre, trasformando la città in un luogo di confronto aperto a famiglie, studenti e appassionati. Il Festival dedicato a Innovazione e Scienza torna infatti con la sua quattordicesima edizione e propone appuntamenti distribuiti tra domenica 4 e domenica 11 ottobre.

Invece di concentrarsi su una sola disciplina, la manifestazione costruisce collegamenti tra argomenti differenti. Si passerà dalla cultura alle nuove tecnologie, dallo spazio all’ambiente, dalla psicologia allo sport, dalla società alla ricerca. Al centro di tutto ci sarà il tema “Reazioni”, interpretato in una dimensione molto più ampia rispetto al suo significato strettamente scientifico.

La rassegna nasce dall’attività della Fondazione ECM e del Comune di Settimo Torinese e coinvolge numerosi spazi del territorio. L’obiettivo è portare la divulgazione fuori dai contesti specialistici e renderla parte della vita della città.

Settimo Torinese porta la divulgazione in tanti luoghi della città

Per incontrare il Festival non sarà necessario entrare in un unico grande spazio espositivo. La manifestazione utilizzerà infatti teatri, piazze, strutture culturali e biblioteche, distribuendo gli appuntamenti nell’arco di più giornate.

La Biblioteca Archimede sarà uno dei punti di riferimento, ma una parte degli incontri raggiungerà anche altri luoghi.

La formula diventa ancora più ampia considerando il coinvolgimento di altri centri. Le iniziative collegate alla manifestazione arriveranno infatti a Venaria Reale, San Mauro Torinese, San Gillio, Nichelino, Moncalieri, Leinì, Collegno, Chieri, Castiglione Torinese, Brandizzo e Avigliana.

Ne deriva un Festival che utilizza Settimo come punto centrale, ma che porta contemporaneamente la cultura scientifica in un territorio decisamente più esteso.

A cambiare è anche il pubblico al quale sono rivolte le attività. Alcuni incontri sono destinati a chi desidera approfondire questioni scientifiche e sociali, mentre altri adottano un approccio più immediato, basato sulla sperimentazione e sulla partecipazione.

Un esempio arriverà già nella giornata inaugurale. Domenica 4 ottobre saranno proposte esperienze attraverso le quali osservare concretamente alcuni fenomeni della chimica. Dimostrazioni ed esperimenti consentiranno quindi di partire dall’esperienza pratica per arrivare alla spiegazione scientifica.

Dallo sport ai nuovi media, tanti modi diversi per raccontare la scienza

Una gara di velocità può diventare un’occasione per comprendere meglio il funzionamento del corpo umano. Un programma televisivo può invece offrire lo spunto per osservare l’evoluzione dei mezzi di comunicazione. Il Festival 2026 utilizzerà proprio questo tipo di contaminazione per avvicinare il pubblico a questioni più ampie.

Tra gli appuntamenti dedicati allo sport figura quello con Alessia Succo e Filippo Tortu, previsto nel pomeriggio di sabato 10 ottobre. L’attenzione sarà rivolta ai millesimi di secondo che possono avere un ruolo importante nella partenza di una gara e a tutto ciò che si concentra in un intervallo temporale apparentemente piccolissimo.

Qualche giorno prima sarà invece la comunicazione a occupare la scena. Alessandro Cattelan sarà a Piazza della Libertà giovedì 8 ottobre per un incontro costruito attorno alla trasformazione dei media.

In questo caso il percorso partirà dalle piattaforme contemporanee per arrivare ai podcast, alla radio e alla televisione. Un modo per osservare come strumenti e abitudini siano cambiati e continuino a evolversi insieme al pubblico.

La presenza di Barbara Gallavotti, il 9 ottobre, consentirà invece di spostare l’attenzione verso alcune delle innovazioni scientifiche che stanno aprendo scenari completamente nuovi.

La manifestazione toccherà anche il rapporto tra ragazzi e strumenti digitali. Per gli studenti sono infatti previste attività nelle quali applicazioni, piattaforme social e smartphone diventano elementi da osservare per comprendere meglio i comportamenti della vita quotidiana.

Il pianeta incontra lo spazio nel Festival dell’Innovazione

Guardare verso il cielo e osservare ciò che accade sulla Terra saranno due facce dello stesso percorso.

Il settore spaziale avrà infatti un proprio spazio all’interno della manifestazione. Uno degli approfondimenti sarà dedicato alla Space Economy, un comparto che oggi comprende attività tecnologiche e industriali molto più numerose rispetto alla tradizionale idea delle missioni nello spazio.

Dal cielo si tornerà poi al nostro pianeta. Tra i protagonisti della manifestazione ci sarà Mario Tozzi, presente sabato 10 ottobre. Il divulgatore parteciperà a un incontro pomeridiano e successivamente porterà al Teatro Garybaldi-Suoneria lo spettacolo “50 sfumature di Sapiens”.

Il programma permetterà inoltre di conoscere alcune applicazioni delle tecnologie digitali in campo ambientale. Sistemi per seguire i flussi e soluzioni collegate alle attività di recupero dei materiali mostrano infatti come l’innovazione possa trovare applicazione anche nella gestione delle risorse.

Lo stesso principio attraverserà molti altri momenti della manifestazione: partire da qualcosa che appartiene alla quotidianità per arrivare a comprendere processi scientifici e tecnologici più complessi.

Non soltanto conferenze: spazio a studenti ed esperienze pratiche

Una parte consistente del Festival è stata costruita pensando alle nuove generazioni. Le proposte rivolte alle scuole coprono differenti fasce d’età e comprendono esperienze nelle quali osservazione e sperimentazione hanno un ruolo centrale.

L’intento è far incontrare gli studenti con la scienza attraverso modalità diverse dalla tradizionale lezione. Attività pratiche, laboratori e momenti di confronto possono diventare occasioni per scoprire fenomeni che spesso vengono studiati soltanto sui libri.

La tecnologia sarà presente anche attraverso esempi concreti. Tra gli argomenti affrontati compare infatti l’utilizzo della robotica e della realtà virtuale in progetti pensati per favorire autonomia e supporto alle persone.

Il Festival utilizza quindi una definizione molto estesa di innovazione. Non riguarda soltanto dispositivi di ultima generazione, ma comprende strumenti, conoscenze e idee capaci di trovare applicazione nella vita reale.

L’ultima giornata guarda alle relazioni, alla cultura e all’esplorazione

La chiusura di domenica 11 ottobre confermerà questa impostazione trasversale. Il pubblico potrà passare da argomenti legati all’esplorazione lunare a riflessioni sulle relazioni tra i più giovani, incontrando nel mezzo letteratura, divulgazione e musica.

Nel programma della giornata sono presenti personalità provenienti da esperienze differenti, tra cui Beppe Severgnini, Margherita Vicario e Nicola Lagioia.

Un appuntamento con Matteo Lancini porterà invece l’attenzione sul modo in cui adolescenti e giovani adulti costruiscono oggi i rapporti affettivi. La riflessione riguarderà aspetti come la separazione, la vicinanza e l’autonomia, osservati all’interno di una società profondamente influenzata dai cambiamenti degli ultimi anni.

Anche la Luna entrerà nel racconto dell’ultima giornata. Il satellite sarà osservato attraverso il punto di vista della tecnologia, dell’esplorazione e della ricerca, collegando il fascino dello spazio alle nuove possibilità aperte dallo sviluppo scientifico.

Il risultato è un programma nel quale non esiste un solo modo di parlare di innovazione. Esperienze pratiche, spettacoli, dialoghi e incontri diventano strumenti differenti per avvicinare il pubblico alla conoscenza.

Dal 4 all’11 ottobre 2026, Settimo Torinese offrirà quindi otto giornate nelle quali una domanda scientifica potrà incontrare una riflessione culturale e una tecnologia potrà diventare il punto di partenza per parlare della società. Una formula che punta soprattutto sulla curiosità e sulla possibilità di scoprire connessioni tra mondi apparentemente lontani.

La partecipazione agli appuntamenti è gratuita. Per alcune iniziative è possibile prenotare il proprio posto, mentre l’accesso resta legato alla disponibilità prevista nelle singole sedi.

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Gianluca Rini

Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.

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