Festival delle Colline Torinesi 2026: tredici giorni di teatro e danza a Torino
Da Gianluca Rini
Settembre 21, 2026
Torino si prepara a vivere quasi due settimane nel segno della creazione scenica. In calendario dal 6 al 18 ottobre, il Festival delle Colline Torinesi 2026 raggiunge la trentunesima edizione e apre una fase rinnovata della propria storia.
Tredici giornate porteranno in città teatro, danza, esperienze immersive e forme espressive contemporanee, con debutti assoluti e prime italiane. La nuova guida artistica, costruita attraverso l’incontro fra due generazioni, accompagnerà un programma distribuito in tre luoghi cittadini.
Una rassegna diffusa fra tre spazi di Torino
Il cuore della manifestazione sarà il Teatro Astra, affiancato dalla Fondazione Merz e dal Coro di Santa Pelagia. Questa articolazione permette al cartellone di muoversi fra ambienti differenti, seguendo le esigenze dei vari progetti. La rassegna conserva così la propria identità legata alla ricerca, ma presenta al pubblico anche un assetto rinnovato, capace di mettere in comunicazione linguaggi e modi diversi di vivere lo spettacolo.
La proposta attraverserà la recitazione, il movimento, la performance e la tecnologia. Alcuni lavori avranno una dimensione raccolta, mentre altri saranno pensati per un pubblico più ampio. Nel programma trova posto persino un’esperienza destinata a un solo spettatore, nella quale la presenza fisica dialoga con la realtà virtuale. Accanto agli spettacoli sono previsti anche momenti dedicati all’approfondimento della ricerca artistica.
L’apertura e gli appuntamenti dall’8 al 10 ottobre
Il primo atto è fissato per martedì 6 e mercoledì 7 ottobre con Credere alle maschere. La performance introduce una riflessione che intreccia immagine, norme e forza delle parole, dando subito alla manifestazione un’impronta contemporanea. La programmazione entra poi nel vivo giovedì 8 ottobre, quando il Teatro Astra accoglierà Mi sciolgo per te.
Nella stessa giornata inizierà Deeper One, proposta immersiva disponibile fino al 10 ottobre e concepita per una fruizione individuale fra dimensione concreta e ambiente virtuale. L’8 e il 9 ottobre sarà presentato anche Stabat Mater. Venerdì 9 arriverà inoltre un incontro incentrato sul percorso di ricerca collegato al corpo materiale e immateriale, completando un segmento particolarmente denso.
Sabato 10 ottobre il calendario cambierà nuovamente ritmo. Il pubblico potrà assistere al dittico Quixote, formato da un video e da un assolo, oltre che a Muscles. Formati, durate e modalità di visione differenti si alterneranno quindi nel giro di pochi giorni, offrendo più accessi alla scena contemporanea.
Il percorso centrale, tra prime italiane e nuove produzioni
Domenica 11 ottobre saranno proposti Personne ne ramasse ma langue e LAB_21 Mon corps n’obéit plus. Quest’ultimo appuntamento arriverà a Torino come prima italiana, rafforzando la componente internazionale della rassegna. Il giorno successivo, lunedì 12, toccherà a Ex Silens + Niranthea.
La settimana proseguirà martedì 13 ottobre con due titoli: Sparks e Pour la fin du temps. Mercoledì 14 il centro della scena passerà a Lament, mentre giovedì 15 sarà il momento di Asteroide. La successione quotidiana rende il programma compatto: invece di concentrare tutto nel fine settimana, la manifestazione accompagna Torino lungo numerose serate consecutive.
Questo tratto del calendario mostra con particolare chiarezza la varietà dell’edizione. Titoli in lingue diverse, lavori individuali e progetti composti convivono senza trasformare la rassegna in una semplice sequenza uniforme. Il filo conduttore rimane l’attenzione verso i nuovi codici della scena, osservati attraverso corpi, suoni, immagini e sperimentazione.
Il finale del Festival delle Colline Torinesi 2026
Venerdì 16 ottobre il programma internazionale ripartirà con The Sound that Remains. Nella stessa data debutterà Carbon Negative, previsto anche sabato 17. Il passaggio verso il fine settimana conclusivo sarà dunque segnato da più appuntamenti ravvicinati, prima dell’ultima coppia di lavori.
La chiusura, prevista sabato 17 e domenica 18 ottobre, sarà affidata a Supermedium e POV. Questi due spettacoli porteranno a termine tredici giorni di programmazione, completando un itinerario iniziato con la performance inaugurale e sviluppato attraverso teatro, danza, incontri e sperimentazioni tecnologiche.
Per orientarsi fra le sedi, il riferimento principale resta il Teatro Astra, in via Rosolino Pilo 6. La Fondazione Merz si trova invece in via Limone 24, mentre il Coro di Santa Pelagia è in via San Massimo 21. Prima di scegliere l’appuntamento, sarà quindi utile controllare con attenzione il luogo associato allo spettacolo.
La distribuzione in tre punti della città è uno degli elementi che caratterizzano questa edizione: Torino diventa un palcoscenico diffuso per quasi due settimane, dal debutto del 6 ottobre fino alla giornata conclusiva del 18.
Articolo precedente
Artissima 2026, sette sezioni e 183 gallerie: cosa vedere all’Oval di Torino
Articolo successivo
Maestri del Gusto 2027-2028: sono 215 le realtà scelte tra Torino e provincia

Gianluca Rini
Sono laureato in Comunicazione e Multimedia e in Scienze Turistiche, ho conseguito un Master in Giornalismo e Comunicazione. I miei interessi vanno dall'Italia e le realtà delle città del nostro Paese fino alla tecnologia e a tutto ciò che riguarda la cultura.




