Vino piemontese: export in crescita, ma il settore chiede nuove misure di sostegno
Da Isan Hydi
Luglio 09, 2026
Il comparto vitivinicolo del Piemonte continua a distinguersi sui mercati internazionali, anche in una fase segnata da difficoltà economiche, rallentamento della domanda e incertezze legate agli scambi commerciali. I dati relativi ai primi mesi del 2026 mostrano infatti una situazione in controtendenza rispetto al resto d’Italia: mentre le esportazioni nazionali di vino hanno registrato una flessione, quelle piemontesi hanno mantenuto un andamento positivo.
Il risultato conferma la capacità delle imprese regionali di difendere il proprio spazio all’estero, puntando sulla qualità delle produzioni, sulla forza delle denominazioni e sulla ricerca di nuovi mercati. Allo stesso tempo, produttori e organizzazioni agricole sottolineano la necessità di interventi concreti per sostenere le aziende maggiormente esposte alla crisi.
Il Piemonte è l’unica regione italiana con l’export in aumento
Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni di vino piemontese sono cresciute dello 0,5%. Il dato assume un significato particolare se confrontato con quello nazionale, dove nello stesso periodo è stata registrata una diminuzione dell’8,2%.
Il Piemonte risulta quindi l’unica regione italiana ad aver chiuso i primi mesi dell’anno con un segno positivo. Si tratta di una crescita contenuta, ma importante in un quadro generale caratterizzato da una forte riduzione delle vendite all’estero.
Il tema è stato affrontato durante una seduta della Terza Commissione del Consiglio regionale, convocata per analizzare la situazione del settore vitivinicolo. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e delle principali realtà produttive regionali.
La Commissione è stata richiesta dopo le numerose segnalazioni arrivate dalle aziende e dalle organizzazioni di categoria, preoccupate per le difficoltà che stanno interessando alcune denominazioni e diversi territori.
Un settore tra risultati positivi e nuove difficoltà
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha definito l’attuale fase del comparto come caratterizzata da aspetti positivi e da elementi di preoccupazione. Da una parte ci sono i dati dell’export, che confermano la competitività del vino piemontese. Dall’altra rimangono diversi problemi che rischiano di pesare sulle imprese nei prossimi mesi.
Tra le principali criticità sono state indicate le tensioni geopolitiche, i dazi commerciali e il rallentamento della domanda internazionale. Questi fattori possono rendere più costoso esportare e ridurre gli ordini provenienti da alcuni mercati tradizionali.
Le aziende devono inoltre affrontare l’aumento dei costi di produzione, dell’energia, dei materiali e della logistica. Per le realtà più piccole, che spesso dispongono di risorse limitate, diventa più difficile assorbire le variazioni dei prezzi senza compromettere la redditività.
Nonostante questo scenario, il vino piemontese continua a essere apprezzato all’estero. La reputazione delle denominazioni regionali, il legame con il territorio e il lavoro svolto sulla qualità rappresentano elementi decisivi per mantenere la fiducia dei consumatori.
Oltre 100 milioni di euro destinati al comparto
Durante la Commissione sono state illustrate anche le misure economiche previste dalla Regione Piemonte. Secondo quanto comunicato, il settore vitivinicolo può contare su risorse complessive superiori a 100 milioni di euro.
La parte più consistente, pari a circa 80 milioni, è destinata agli investimenti per migliorare le aziende agricole. Questi fondi possono sostenere l’acquisto di nuove attrezzature, il rinnovamento degli impianti e l’adozione di soluzioni tecnologiche capaci di rendere più efficienti le attività produttive.
Altri 10 milioni di euro sono stati assegnati alla diversificazione delle attività, con particolare attenzione all’enoturismo e all’ospitalità. Per molte aziende agricole, infatti, l’accoglienza dei visitatori rappresenta una fonte di reddito sempre più importante.
Degustazioni, visite guidate, pernottamenti e percorsi dedicati alla cultura del vino possono rafforzare il rapporto tra produttori e consumatori, valorizzando allo stesso tempo i territori rurali.
La Regione ha inoltre destinato 18 milioni di euro alla promozione dei vini piemontesi, sia sul mercato italiano sia all’estero. La partecipazione a fiere, eventi e iniziative commerciali può aiutare le aziende a entrare in nuovi Paesi e a consolidare la presenza nei mercati già raggiunti.
Stanziamento straordinario per le produzioni più colpite
Alle risorse già programmate si aggiunge uno stanziamento straordinario da 1,7 milioni di euro. Il fondo è rivolto alle produzioni che hanno subito gli effetti più pesanti della crisi internazionale e delle nuove barriere commerciali.
L’obiettivo è offrire un sostegno immediato alle aziende che si trovano in maggiore difficoltà, evitando che la riduzione delle vendite possa mettere a rischio la continuità delle attività.
Le organizzazioni agricole chiedono però che le misure siano accompagnate da una strategia di lungo periodo. Tra le priorità indicate ci sono la semplificazione delle procedure, la promozione coordinata delle denominazioni e l’apertura di nuovi canali commerciali.
Particolare attenzione viene riservata anche ai mercati emergenti, che potrebbero compensare almeno in parte il calo degli ordini provenienti da alcune aree tradizionali.
Qualità, promozione e nuovi mercati per affrontare il futuro
Il dato positivo dell’export dimostra che il sistema vitivinicolo piemontese possiede basi solide. Le imprese hanno mostrato capacità di adattamento e hanno continuato a investire sulla qualità, sulla riconoscibilità dei prodotti e sul rapporto con i territori.
La crescita dello 0,5% non elimina però le difficoltà del settore. Per mantenere la competitività serviranno interventi mirati, una maggiore collaborazione tra istituzioni e produttori e una strategia capace di guardare oltre l’emergenza.
Il futuro del vino piemontese dipenderà dalla capacità di unire tradizione, innovazione e promozione internazionale. In un mercato sempre più complesso, la forza delle denominazioni regionali rimane un punto di partenza importante, ma dovrà essere sostenuta da investimenti, strumenti commerciali e politiche adeguate.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




