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Maestri del Gusto 2027-2028: sono 215 le realtà scelte tra Torino e provincia

Da Isan Hydi

Settembre 21, 2026

Maestri del Gusto 2027-2028: sono 215 le realtà scelte tra Torino e provincia
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Torino e il suo territorio rinnovano il legame con l’enogastronomia attraverso una rete composta da 215 attività. I Maestri del Gusto 2027-2028, presentati durante la cerimonia del 18 settembre nell’Auditorium del Santo Volto, rappresentano mondi diversi: agricoltura, ristorazione, arte bianca, pasticceria, gelato e produzioni specializzate. A unirli è un percorso fondato sulla qualità, sulla cura degli ingredienti e sulla capacità di far dialogare saperi antichi e idee contemporanee.

Un riconoscimento costruito su verifiche rigorose

L’ingresso nel progetto passa attraverso una valutazione articolata. Non basta proporre un prodotto apprezzato dal pubblico: ogni impresa deve dimostrare affidabilità sotto molteplici aspetti. Vengono esaminati il livello dell’offerta, la regolarità amministrativa e contributiva, il rispetto delle regole igieniche, la gestione della sicurezza alimentare e la correttezza delle etichette.

Il controllo coinvolge anche le attività già premiate in passato. Il titolo, dunque, non si trasforma in un riconoscimento permanente acquisito una volta per tutte, ma richiede continuità e impegno. Questo meccanismo consente di mantenere alta l’asticella e di aggiornare la selezione in base all’evoluzione del settore.

Un peso crescente viene attribuito anche alle scelte ambientali. Ridurre gli scarti, adottare confezioni meno impattanti e ricorrere a fonti energetiche rinnovabili sono elementi sempre più rilevanti. La qualità, in questa prospettiva, comprende sia ciò che arriva sulla tavola sia il modo in cui viene realizzato.

I numeri disegnano una rete estesa in tutta la provincia

Le realtà riconosciute appartengono a 24 differenti categorie. Il gruppo include 187 conferme e 28 debutti, un equilibrio che tiene insieme esperienza e rinnovamento. Ben 130 imprese hanno superato la selezione per cinque edizioni consecutive, mentre dieci partecipano al progetto sin dall’avvio, avvenuto nel 2002.

La distribuzione geografica mostra quanto il patrimonio gastronomico sia diffuso. Nel capoluogo si trovano 77 attività, mentre le restanti 138 operano fuori città. La presenza complessiva raggiunge 95 Comuni, dai centri della cintura alle aree montane, offrendo una fotografia ampia delle competenze produttive locali.

Tra i settori con la presenza maggiore spiccano le aziende agricole, che arrivano a quota 23. Seguono 22 gelaterie e 21 pasticcerie. Accanto a queste categorie trovano spazio panificatori, ristoratori, produttori di formaggi, birrifici e altre realtà artigiane. Ne nasce un mosaico nel quale le imprese storiche convivono con laboratori recenti e progetti capaci di raggiungere anche mercati lontani.

Ventotto debutti tra recupero dei mestieri e sperimentazione

I nuovi ingressi mostrano percorsi imprenditoriali molto differenti. Alcune attività nascono da un cambio di professione, altre riportano in vita lavorazioni che rischiavano di scomparire. Ci sono esperienze legate all’apicoltura nelle vallate alpine, alla coltivazione del rabarbaro e alla produzione casearia biologica con coagulanti di origine vegetale.

Il recupero di un vecchio mulino ha permesso di tornare a produrre farine connesse alla cultura montana. Nel capoluogo, invece, il pane e la pasta fresca vengono reinterpretati attraverso formule moderne e piccole filiere territoriali. L’innovazione assume quindi forme concrete, senza cancellare la memoria dei luoghi.

Anche la sostenibilità diventa terreno di sperimentazione. Il pane rimasto invenduto può essere recuperato per produrre birra, mentre l’impiego di energia solare riduce l’impatto di alcune lavorazioni. Tecniche, ingredienti e modelli organizzativi cambiano, ma conservano un obiettivo comune: offrire prodotti riconoscibili e legati alla propria origine.

Il nuovo percorso parte da Terra Madre

La prima vetrina del biennio sarà nel centro di Torino. Dal 24 al 27 settembre, piazza Carlo Alberto accoglierà uno spazio dedicato durante Terra Madre. Le attività selezionate proporranno incontri, presentazioni e assaggi di gelati, formaggi, pani, vini, salumi, birre, dolci, cioccolato e specialità della cucina locale.

Per partecipare alle degustazioni guidate sarà richiesto un contributo di 5 oppure 10 euro. Le somme raccolte saranno destinate alla ricerca oncologica condotta a Candiolo. L’appuntamento unirà quindi promozione del territorio, scoperta dei prodotti e solidarietà.

Quella di settembre rappresenta soltanto la prima tappa. Nei mesi successivi le imprese saranno coinvolte in diversi eventi cittadini e provinciali dedicati allo sport, ai libri, al vino, al cioccolato e alle produzioni tipiche. Una presenza continuativa che trasforma il riconoscimento in uno strumento di promozione, capace di rafforzare l’identità locale e di attirare visitatori interessati alle esperienze gastronomiche.

I 215 protagonisti restituiscono così l’immagine di un territorio vivo, dove la tradizione continua a generare nuove iniziative. La forza della rete sta proprio nella varietà: ogni laboratorio custodisce una storia particolare, mentre l’insieme costruisce un racconto condiviso di Torino e della sua provincia.

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Isan Hydi

Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.

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