Burro Piemonte Dop: avviata la procedura per il riconoscimento
Da Pamela Tela
Giugno 09, 2026
Il Burro Piemonte punta al riconoscimento Dop e il percorso amministrativo è stato avviato con il deposito dei documenti alla Regione Piemonte. Il nuovo Comitato promotore, nato il 3 giugno, apre così una fase decisiva per dare una tutela formale a un prodotto legato alla filiera lattiero-casearia regionale. L’obiettivo è rafforzare l’identità del burro prodotto sul territorio e creare un valore economico più stabile per aziende e allevatori.
La Dop diventa un obiettivo concreto per il Piemonte
La richiesta di riconoscimento arriva dopo la costituzione del Consorzio Burro del Piemonte, nato il 16 settembre 2025. Il progetto mira a fissare regole chiare sull’origine della materia prima e sulle tecniche di lavorazione, con una produzione basata su latte piemontese.
Il legame con il territorio resta il punto centrale dell’iniziativa. La futura denominazione servirebbe a distinguere il prodotto da altre tipologie di burro presenti sul mercato, con un riferimento diretto alla provenienza del latte e alla tradizione casearia regionale.
La lavorazione parte dalla panna ottenuta per centrifuga
Il Burro Piemonte nasce dalla crema di latte vaccino prodotta in regione. La parte grassa viene separata da quella liquida attraverso la scrematura meccanica per centrifuga, una tecnica che consente di ottenere una crema dolce, senza fermentazioni spontanee.
Da questa base deriva un burro con l’82% di materia grassa, colore compreso tra bianco e giallo paglierino, aroma delicato e consistenza regolare. Il metodo a freddo da panna di centrifuga viene indicato dal Consorzio come uno degli aspetti che definiscono maggiormente il profilo del prodotto.
Pasticceria e allevamenti guardano al riconoscimento europeo
Il burro piemontese trova già spazio nella pasticceria, in particolare nella preparazione di grandi lievitati come panettoni e colombe. La sua struttura lo rende adatto anche a sfoglie e prodotti da forno, dove servono morbidezza, gusto misurato e buona tenuta.
Il percorso verso la Dop non riguarda soltanto la protezione del nome. Il Consorzio punta a generare nuove ricadute economiche per le imprese lattiero-casearie e per gli allevatori, con una remunerazione più adeguata del lavoro svolto. La denominazione europea diventerebbe quindi uno strumento per difendere una produzione specifica e, allo stesso tempo, per rafforzare una filiera che rappresenta una parte rilevante dell’agroalimentare piemontese.
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Pamela Tela
Pamela Tela è una professionista del marketing specializzata nello sviluppo e nella crescita di nuovi business. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra strategia, comunicazione e narrazione, con l’obiettivo di trasformare idee, competenze e progetti in storie capaci di generare valore, rafforzare l’autorevolezza dei brand e creare nuove opportunità di crescita. Da oltre dieci anni svolge anche attività editoriale, scrivendo per i diversi blog della Wolf Agency e per le testate giornalistiche Intervista.it e Torinofree.it. Nei suoi articoli racconta tendenze, progetti e protagonisti del mondo della moda, dell’arte, della cultura, dell’architettura, dell’arredamento e dei viaggi.




