Export piemontese, sempre più richieste: saldo commerciale vicino agli 8 miliardi
Da Isan Hydi
Settembre 14, 2026
Il commercio internazionale torna a dare slancio all’economia del Piemonte. Durante i primi sei mesi del 2026, le imprese regionali hanno venduto fuori dall’Italia merci per 32,8 miliardi di euro, registrando un incremento del 6% in rapporto al medesimo periodo dell’anno precedente.
I dati elaborati da Unioncamere Piemonte mostrano un andamento superiore a quello nazionale e mettono in evidenza il contributo dell’automotive, dell’alimentare e di numerosi comparti manifatturieri. In uno scenario caratterizzato da tensioni internazionali e nuovi ostacoli agli scambi, la capacità delle aziende piemontesi di raggiungere i mercati stranieri assume un valore ancora più rilevante.
Il secondo trimestre imprime una forte accelerazione
Osservando l’andamento dei primi sei mesi emerge una crescita diventata progressivamente più intensa. Tra gennaio e marzo l’export piemontese aveva ottenuto un aumento del 2,8%. Nel periodo compreso fra aprile e giugno, invece, la variazione positiva è arrivata all’8,6%. Proprio questa accelerazione ha permesso alla regione di chiudere il semestre con un risultato particolarmente favorevole.
Anche gli acquisti di merci provenienti dall’estero sono saliti, raggiungendo un incremento del 4,6%. La differenza fra esportazioni e importazioni continua comunque a favorire il Piemonte: l’avanzo commerciale sfiora gli 8 miliardi di euro. Una cifra che racconta la forza di un territorio capace di produrre beni richiesti ben oltre i confini italiani.
Il confronto con altre aree economiche rende il quadro ancora più significativo. Nello stesso arco temporale, l’intero Paese ha aumentato le proprie esportazioni del 4,5%. La Lombardia si è fermata al 3,5%, il Veneto ha raggiunto il 4,1%, mentre l’Emilia-Romagna ha ottenuto una crescita del 3%. Il Piemonte, dunque, ha seguito un ritmo più rapido sia rispetto al dato nazionale sia nei confronti delle principali regioni manifatturiere.
L’automotive torna a sostenere le esportazioni
Una parte importante della ripresa arriva dall’automotive, comparto che ha registrato un aumento del 6%. A offrire il contributo maggiore sono state le automobili e la componentistica, due attività storicamente centrali per l’economia piemontese e soprattutto per il territorio torinese.
Rimane alta l’attenzione verso la Germania, principale destinazione commerciale della filiera regionale legata ai componenti per veicoli. Le difficoltà attraversate dall’industria tedesca potrebbero influire sugli ordini futuri, rendendo decisivi i prossimi mesi per comprendere la solidità di questa fase di rilancio.
Un andamento molto diverso riguarda l’aerospazio, che ha perso il 32,2%. In questo settore, tuttavia, le variazioni tra un periodo e l’altro possono essere particolarmente ampie. Le attività dipendono infatti da contratti di grandi dimensioni, distribuiti nel tempo con una frequenza irregolare. Una singola commessa può quindi modificare in maniera evidente il valore complessivo registrato durante un trimestre o un semestre.
Più contenuto il movimento della meccanica, cresciuta dello 0,9%. Pur mostrando un passo moderato, il comparto conserva il proprio peso all’interno del sistema produttivo regionale.
Alimentare, moda e metalli rafforzano il risultato
Accanto all’industria automobilistica, diversi settori hanno contribuito alla crescita dell’export piemontese. Il risultato più vivace appartiene all’alimentare, che ha raggiunto un incremento corrispondente al 12,7%. I prodotti legati alla tradizione gastronomica e alla trasformazione delle materie prime continuano quindi a trovare spazio sui mercati internazionali.
Un progresso consistente interessa anche abbigliamento, tessile e accessori, saliti di un valore che corrisponde al 9,1%. Poco sopra si colloca il settore dei metalli, con una variazione pari al 9,9%. Questi numeri mostrano una ripresa abbastanza diffusa, capace di coinvolgere attività differenti e di ridurre la dipendenza da un solo comparto.
La chimica ha guadagnato il 4%, mentre gomma e plastica hanno raggiunto il 2,9%. Nel loro insieme, tali risultati descrivono un sistema produttivo articolato, nel quale industrie tradizionali e specializzazioni più avanzate partecipano alla presenza commerciale del Piemonte all’estero.
L’Europa cresce, mentre gli Stati Uniti rallentano
I Paesi dell’Unione europea hanno mostrato la dinamica più favorevole, con acquisti dal Piemonte cresciuti del 7,2%. Anche le destinazioni situate fuori dall’area comunitaria hanno comunque ottenuto un risultato positivo, pari al 4,1%.
Fra i singoli mercati spicca la Svizzera, dove le esportazioni piemontesi sono aumentate del 17,5%. Il Regno Unito ha segnato un progresso del 6,3%, mentre la Cina ha raggiunto il 7,3%. In controtendenza gli Stati Uniti, che hanno registrato una flessione del 2,1% durante una fase segnata dall’introduzione dei dazi.
Sul piano provinciale, Alessandria guida la crescita con il 16,3%, seguita dal Verbano-Cusio-Ossola al 10,4%. Torino raggiunge l’8,1% e conferma un ritmo particolarmente sostenuto. Il capoluogo piemontese, grazie soprattutto al rilancio dei mezzi di trasporto, partecipa così in maniera decisiva al risultato regionale.
Unioncamere Piemonte considera questi numeri una conferma della capacità innovativa e competitiva delle imprese locali. Rafforzare la presenza internazionale rappresenta ora un passaggio centrale per sostenere lo sviluppo del territorio e accompagnare la crescita anche nella seconda parte del 2026.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




