Caro gasolio, in Piemonte rincari per 807 milioni: l’allarme dell’autotrasporto
Da Isan Hydi
Settembre 05, 2026
Il caro carburanti presenta un conto sempre più pesante al Piemonte, con conseguenze che coinvolgono famiglie, imprese e soprattutto il settore dell’autotrasporto. La spesa aggiuntiva stimata rispetto al 2025 raggiunge infatti 807 milioni di euro, mentre le aziende che movimentano merci devono destinare al gasolio una parte crescente delle proprie risorse. Il comparto chiede quindi interventi mirati e duraturi, capaci di tenere conto delle diverse necessità dei consumatori e di restituire alle imprese una maggiore possibilità di programmare le attività.
Carburanti più cari, il conto raggiunge 807 milioni di euro
Le aziende devono affrontare contemporaneamente l’aumento delle spese operative, rapporti complessi con la committenza e prezzi caratterizzati da una forte volatilità, una combinazione che rende difficile elaborare programmi economici affidabili.
Le stime dell’Ufficio studi della CGIA mostrano la portata generale del fenomeno. Nel corso del 2026, i maggiori costi legati a benzina e gasolio potrebbero raggiungere 13,6 miliardi di euro a livello nazionale, con una crescita del 20,4% rispetto all’anno precedente.
In Piemonte, l’aggravio previsto per imprese e famiglie ammonta a 807 milioni di euro, pari a un incremento del 19,7% rispetto al 2025. Il dato comprende gli effetti dei rincari sia sulle attività economiche sia sui cittadini che utilizzano regolarmente un veicolo per i propri spostamenti.
Il gasolio assorbe circa il 30% dei costi aziendali
La situazione assume un peso ancora maggiore per le imprese di autotrasporto, poiché il carburante rappresenta uno strumento indispensabile per svolgere l’attività. Prima della crisi, questa voce corrispondeva a circa il 20% dei costi aziendali, mentre attualmente l’incidenza è arrivata attorno al 30% della spesa complessiva.
Il gasolio è diventato così la seconda voce di costo per le imprese del settore, preceduta soltanto dal personale. Ogni aumento del prezzo alla pompa riduce i margini economici disponibili e rende più complicato definire preventivi, organizzare i servizi e pianificare le spese dei mesi successivi.
Confartigianato evidenzia inoltre come una situazione che in passato sarebbe stata considerata temporanea abbia assunto un carattere ricorrente. Gli interventi una tantum possono offrire un sollievo immediato, ma il settore ritiene necessario costruire strumenti strutturali, capaci di accompagnare le imprese anche durante le frequenti oscillazioni dei mercati energetici.
Dal taglio delle accise agli aiuti mirati
Per ridurre il peso dei rincari è stato previsto uno stanziamento da 130 milioni di euro, destinato alla diminuzione dell’accisa sul gasolio fino al 5 settembre. La misura produce un effetto immediato sul prezzo del carburante, ma secondo l’associazione di categoria lascia aperto il tema delle diverse esigenze dei consumatori.
Un’impresa di autotrasporto utilizza il gasolio come componente diretta della propria attività economica. Anche un pendolare che abita in un territorio scarsamente servito dal trasporto pubblico sostiene una spesa difficilmente eliminabile. Le necessità risultano quindi differenti rispetto a quelle di chi può scegliere mezzi alternativi oppure utilizza l’automobile con minore frequenza.
Per questa ragione viene proposto un Credito Mobilità Rimborsabile, rivolto soprattutto alle famiglie con redditi più contenuti, ai pendolari e alle persone che vivono in aree nelle quali l’automobile rappresenta la principale soluzione disponibile per gli spostamenti. Le risorse pubbliche verrebbero così concentrate sui soggetti maggiormente esposti ai rincari, superando il modello degli sconti generalizzati.
Per le aziende di autotrasporto, la richiesta riguarda invece un prezzo agevolato del gasolio, seguendo un sistema simile a quello già applicato nei comparti dell’agricoltura e della pesca. Il credito d’imposta collegato all’aumento del costo del carburante rappresenta un primo sostegno, ma viene considerato insufficiente rispetto alla dimensione raggiunta dal problema.
Tra le proposte figura anche l’eliminazione dell’IVA del 22% applicata sulle accise, con l’obiettivo di ridurre stabilmente la pressione economica che grava sul trasporto delle merci.
I rincari possono frenare il rinnovo delle flotte
L’aumento delle spese energetiche produce effetti anche sui programmi di innovazione delle aziende. Il settore dell’autotrasporto è chiamato ad affrontare una trasformazione tecnologica che richiede investimenti rilevanti in mezzi più sostenibili e soluzioni capaci di diminuire l’impatto ambientale.
Quando una quota sempre più ampia delle risorse disponibili viene utilizzata per acquistare carburante e coprire gli altri costi operativi, diminuisce la capacità delle imprese di destinare capitali al rinnovo delle flotte. Il caro gasolio rischia quindi di rallentare proprio quel percorso di transizione ecologica richiesto al comparto.
Le forme di sostegno vengono distinte, quindi, in modo chiaro: da una parte misure specifiche per le imprese di autotrasporto, dall’altra aiuti destinati alle famiglie che dipendono maggiormente dall’automobile.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




