Biodiversità agricola, dalla Regione un milione di euro: otto progetti nel Torinese
Da Isan Hydi
Agosto 23, 2026
Un milione di euro per sostenere interventi capaci di rafforzare la biodiversità nelle campagne piemontesi. La Regione ha finanziato 21 progetti dedicati alla creazione o al recupero di elementi naturali inseriti negli ambienti agricoli. Otto delle iniziative selezionate saranno realizzate nella Città metropolitana di Torino, che accoglierà opere legate alla vegetazione, alle zone umide e alla protezione della fauna selvatica.
L’obiettivo è avvicinare maggiormente l’attività produttiva alla tutela degli ecosistemi rurali. I terreni coltivati, infatti, possono ospitare siepi, piccoli boschi, specchi d’acqua e strutture utili agli animali, contribuendo così alla conservazione degli habitat e del paesaggio.
Un milione per 21 interventi ambientali
I finanziamenti riguardano 21 aziende agricole ed enti piemontesi che hanno partecipato al bando 2026 dedicato agli elementi naturali dell’agroecosistema. L’iniziativa era stata avviata nel mese di gennaio ed è inserita nel Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027.
I beneficiari che hanno ottenuto le posizioni più alte nella graduatoria riceveranno una copertura pari al 100% della spesa riconosciuta. Il milione di euro disponibile deriva per il 40,70% da risorse europee, per il 41,51% da fondi statali e per il restante 17,79% dalla quota regionale.
La distribuzione dei progetti coinvolge diverse aree del Piemonte. Tre interventi interessano la provincia di Alessandria, altri tre quella di Cuneo, due il Novarese, quattro il Vercellese e otto il territorio metropolitano torinese. A questi si aggiunge un’iniziativa presentata dalla Lipu, con sede nazionale a Parma ma con opere previste all’interno della regione.
Otto progetti nella Città metropolitana di Torino
Una parte significativa degli interventi finanziati si concentra nel Torinese. Le opere raggiungeranno Carmagnola, Carignano, Santena, Cavour, Moncalieri e Caselle Torinese, oltre a Riva presso Chieri, dove saranno realizzati due distinti progetti.
Nel complesso saranno quindi otto le iniziative distribuite nella Città metropolitana. Ogni intervento sarà destinato a introdurre o recuperare componenti naturali all’interno delle aree agricole, favorendo un rapporto più equilibrato fra produzione, paesaggio e conservazione degli habitat.
La presenza di progetti in comuni differenti permette di estendere l’azione su una parte ampia del territorio. Non si tratta di un’unica opera concentrata in una zona, ma di una serie di attività locali accomunate dalla stessa finalità ambientale.
Siepi, boschetti e zone umide: le opere previste
Il programma comprende differenti tipologie di intervento. Una prima area riguarda la realizzazione di formazioni arboree e arbustive, tra cui siepi campestri, filari, piccoli boschi e alberi isolati. Questi elementi possono diventare parte integrante dei terreni agricoli e offrire spazi adatti alla presenza di diverse specie vegetali e animali.
Un’altra parte dei finanziamenti sarà utilizzata per costruire o ripristinare infrastrutture ecologiche collegate all’acqua. Tra le opere ammesse rientrano laghetti, stagni, pozze, fontanili, lanche, maceri e altre aree umide. Alcune strutture potranno svolgere anche una funzione di fitodepurazione, sfruttando l’azione delle piante per favorire il trattamento naturale dell’acqua.
Il progetto guarda quindi sia alla vegetazione sia agli ambienti acquatici. Boschetti, filari e piccoli specchi d’acqua contribuiscono a rendere il paesaggio rurale più articolato, creando habitat differenti all’interno delle campagne.
Spazi e strutture destinati alla fauna selvatica
Una quota degli interventi è riservata direttamente agli animali. I finanziamenti permetteranno di installare cassette-nido, posatoi e mangiatoie, strutture pensate per agevolare la riproduzione, il rifugio, il riposo e l’alimentazione della fauna selvatica considerata importante dal punto di vista della conservazione.
Il programma comprende inoltre alcune opere destinate alle aree protette regionali e ai siti piemontesi appartenenti alla Rete Natura 2000. In questi luoghi potranno essere predisposti capanni per l’osservazione, allestimenti dedicati alle soste e pannelli con contenuti informativi e didattici.
Lo scopo è consentire una fruizione degli spazi naturali compatibile con la loro tutela. La presenza di punti di osservazione e materiali divulgativi potrà accompagnare i visitatori nella conoscenza degli ambienti, senza separare la valorizzazione del territorio dalla necessità di proteggerlo.
Agricoltura e natura nello stesso progetto
Attraverso il bando, la Regione intende sostenere aziende e associazioni che hanno presentato proposte capaci di integrare le esigenze produttive con la salvaguardia dell’ecosistema agricolo. La biodiversità viene così considerata una componente del paesaggio rurale, insieme alle coltivazioni e alle attività svolte dalle imprese.
Gli interventi finanziati puntano a conservare specie, habitat e risorse naturali, mantenendo allo stesso tempo il legame con le produzioni agroalimentari piemontesi. I 21 progetti rappresentano quindi un investimento diffuso: dalle siepi alle aree umide, ogni opera contribuirà alla costruzione di campagne nelle quali agricoltura e tutela ambientale possano procedere nella stessa direzione.
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Isan Hydi
Direttore responsabile di Torinofree.it, esperto in Comunicazione, Ufficio stampa, Digital Pr e link building, scrive notizie di attualità e curiosità dal mondo.




