Il nuovo museo progettato dallo studio BIG: l’arte si scopre camminando
Da Pamela Tela
Settembre 26, 2026
A Suzhou, in Cina, un nuovo museo invita a osservare l’arte mentre si attraversano spazi aperti alla città. Il complesso sorge vicino al lago Jinji e riunisce 12 padiglioni sotto un tetto che li collega. La superficie complessiva misura 60.000 m², ma l’idea alla base del progetto riguarda soprattutto il modo in cui le persone si muovono tra gli edifici, i giardini e gli spazi condivisi.
Il museo, già accessibile ai visitatori, porta la firma di BIG insieme ad altri gruppi di progettazione. La sua forma riprende elementi della tradizione locale e li usa per costruire un percorso dedicato sia alle mostre sia alla vita urbana.
Dodici edifici collegati da una sola copertura
La struttura si presenta come un insieme di parti vicine, ciascuna inserita in un disegno più ampio. I padiglioni dialogano con i giardini e un tetto sinuoso, senza interruzioni, accompagna lo sguardo da un edificio all’altro. Questa scelta permette al complesso di essere percepito come un piccolo quartiere culturale, nel quale il passaggio fra gli spazi conta quanto la visita alle esposizioni.
La distribuzione in più volumi dà anche un ruolo preciso alle aree esterne. Il visitatore può incontrare il paesaggio lungo il cammino, spostandosi tra ambienti museali, punti di sosta e luoghi aperti alla collettività. L’edificio diventa così un sistema di percorsi, invece di concentrare tutta l’esperienza in un’unica costruzione. È un modo di concepire il museo che mette in relazione l’arte con ciò che accade attorno alle sale.
Questa impostazione nasce dal rapporto che il progetto vuole stabilire con Suzhou. La presenza di più padiglioni lascia spazio ai giardini e consente ai collegamenti di diventare parte dell’esperienza. Chi percorre il complesso incontra una sequenza di luoghi differenti, tenuti insieme da una struttura riconoscibile anche osservando l’insieme dall’esterno.
Dai giardini cinesi al percorso nel museo
Tra i riferimenti dell’architettura ci sono i giardini storici della città cinese. Un elemento in particolare ha guidato il disegno: il “lang”, un passaggio riparato che guida chi cammina nel paesaggio. Nel museo questa idea viene sviluppata attraverso collegamenti tra gallerie, ambienti accessibili al pubblico e zone pensate per incontrarsi.
Il tragitto comprende ponti e passaggi in galleria, con collegamenti che si snodano sia al di sopra sia al di sotto del terreno. Ne deriva una visita che può assumere ritmi diversi: ci si sposta verso una mostra, si attraversa un giardino, si raggiunge un altro ambiente oppure ci si ferma lungo il percorso. Il collegamento tra le parti ha quindi una funzione pratica, ma contribuisce anche a dare forma alla visita.
La rete dei passaggi è stata concepita per adattarsi alle esposizioni e al cambiare delle stagioni. Questo aspetto è centrale nel modo in cui la struttura si presenta: le sale fanno parte di un luogo più esteso, che comprende aree comuni e aperture verso l’esterno. La tradizione dei giardini entra nell’architettura attraverso il movimento dei visitatori, mentre gli ambienti destinati all’arte restano collegati a Suzhou.
Il lago Jinji e la vista dall’alto
Anche la posizione sul lungolago influisce sull’identità del complesso. I padiglioni sono disposti in modo da creare una relazione fra Suzhou e l’acqua, con giardini e percorsi pubblici che accompagnano questo passaggio. Il museo si può dunque attraversare come una parte del tessuto urbano, seguendo collegamenti che avvicinano gli edifici alla riva.
Osservato dall’alto, il disegno generale ricorda un intreccio che richiama l’infinito. La copertura entra in rapporto visivo con la ruota panoramica vicina e il complesso sembra estendersi verso il lago. Per i progettisti, questa prospettiva attribuisce al tetto un’importanza insolita: chi sale sulla ruota vede dall’alto una superficie che diventa uno dei volti principali dell’edificio.
La copertura svolge così due compiti nello stesso progetto. A livello del suolo unisce i padiglioni e accompagna i percorsi; da una posizione elevata rende leggibile la forma complessiva del museo. Sono due modi diversi di conoscere lo stesso luogo, uno costruito camminando tra gli spazi e l’altro attraverso la visione d’insieme.
Le prime mostre tra arte e materiali
In seguito alle esposizioni iniziali, la struttura ha avviato la propria programmazione. Il calendario comprende opere d’arte moderna, ricerche legate alla tecnologia e occasioni di confronto fra tradizioni artistiche d’Oriente e d’Occidente. Tra le iniziative indicate c’è una mostra su Picasso; un altro appuntamento prende in esame la produzione artistica contemporanea della Cina.
Resta visitabile anche Materialism, un’esposizione curata dallo stesso studio BIG. Il tema è l’impiego della materia nei suoi progetti: pietra e componenti riciclati rientrano fra i dieci elementi esaminati con prototipi e modelli di grandi dimensioni. I lavori esposti provengono da interventi realizzati in luoghi diversi e permettono di osservare come i materiali entrino nelle scelte dell’architettura.
La presenza di questa mostra aiuta a leggere anche l’edificio che la ospita. Da una parte ci sono opere e ricerche presentate nelle sale, dall’altra un museo che usa coperture, giardini e collegamenti per organizzare la visita. A Suzhou l’esperienza culturale prosegue quindi mentre si passa da un padiglione al successivo, con il lago e gli spazi pubblici sempre vicini al percorso.
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Pamela Tela
Pamela Tela è una professionista del marketing specializzata nello sviluppo e nella crescita di nuovi business. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra strategia, comunicazione e narrazione, con l’obiettivo di trasformare idee, competenze e progetti in storie capaci di generare valore, rafforzare l’autorevolezza dei brand e creare nuove opportunità di crescita. Da oltre dieci anni svolge anche attività editoriale, scrivendo per i diversi blog della Wolf Agency e per le testate giornalistiche Intervista.it e Torinofree.it. Nei suoi articoli racconta tendenze, progetti e protagonisti del mondo della moda, dell’arte, della cultura, dell’architettura, dell’arredamento e dei viaggi.




