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Tutti gli EVENTI in programma a Torino, selezionati dalla redazione di TorinoFree.it con programmazioni aggiornate, informazioni sulle location e su come raggiungere l'evento: Concerti, mostre, rassegne, eventi, appuntamenti, festival, teatri, cinema: tutte le news e il calendario degli eventi a Torino. Scopri cosa fare a Torino questa sera e nel weekend.

Spettacoli, CONCERTI ed Eventi a TORINO: cosa fare oggi in città e nei dintorni consigliati da TORINOFree.it

 

Una focaccia…Come a Casa per Viaggio Italia

viaggio italia 1Mercoledì 21 marzo, dalle 17 alle 20, presso la Focacceria Gran Torino – Reale, in Piazza Castello 153 a Torino, Danilo e Luca di Viaggio Italia, insieme a due ragazzi disabili di Casa Oz, saranno pizzaioli per un giorno per il progetto Come a casa di Viaggio Italia e Casa Oz.

La Focacceria Reale in piazza Castello 153, fa parte della catena Gran Torino e da sempre propone una ventina di focacce diverse, con una particolare cura nella preparazione, tutte a lenta lievitazione, tra cui la classica focaccia bianca, alle cipolle, con i peperoni di Carmagnola, con i friarelli e la salsiccia di Bra, con lo stracchino, oltre alla classica focaccia di Recco.

Essere lontano dagli schemi è normale per Danilo e Luca, i due ragazzi torinesi che, da tre anni, sono i protagonisti dell’avventura di Viaggio Italia, forti, pieni di vita, vulcanici e sempre allegri, per un mondo di sport, incontri, prove e sfide, tutte vissute a bordo della loro carrozzina.

L’obiettivo del viaggio è dimostrare che vivere con una disabilità è possibile, per viaggiare, lavorare, fare sport, innamorarsi di luoghi e persone, conoscere, incontrare, imparare, aiutare gli altri, volare con il parapendio, fare surf nell’Oceano, guidare il quad tra le dune della Sardegna, oltre a mettersi dietro il bancone di un locale a servire i clienti.

Il tutto per far capire che non c’è barriera, architettonica o culturale, che non si possa abbattere.

E’ mercoledì 21 marzo Danilo e Luca vivranno un giorno da pizzaioli nella Focacceria Reale, con i due ragazzi disabili di Casa Oz, come testimonial del progetto #comeacasa.

viaggio italia 2Danilo, Luca e i loro due compagni di avventura proporranno per i clienti tante focacce diverse, tra cui la classica focaccia bianca, quella con i peperoni di Carmagnola e la salsiccia di Bra, ribattezzata Gran Torino o la Semplicissima, con la mortadella del Consorzio della Mortadella di Bologna.

Viaggio Italia ha sempre un risvolto benefico e per il 2018 Danilo e Luca sono impegnati nella raccolta fondi per realizzare all’interno della loro casa uno spazio totalmente accessibile, dotato di ogni confort, in cui gli ospiti, disabili e non, potranno sperimentare personalmente tutte le nuove soluzioni di prodotti e servizi vivendo in piena libertà e conoscere i benefici dell’innovazione.

Saranno anche resi più comodi e funzionali tutti gli altri spazi della casa, dai bagni delle residenze che ospitano le famiglie al giardino dotato di orti urbani, il tutto con un gruppo di giovani designer che lavoreranno sul posto insieme ad alcuni ragazzi ospiti della casa, che fanno parte del Progetto Autonomia, e ai loro educatori.

Weekend con Edicolarte per Aurora a Torino

arte stabile visita 1Quasi un anno fa è iniziato Arte in Stabile, il progetto del condominio di via Cuneo 5bis, nel quartiere Aurora di Torino, dove una serie di artisti di livello internazionale si è succeduta nella residenza, realizzando una serie di opere d’arte con i condomini, tutti coinvolti in ogni decisione ed evento.

Scaturito dall’incontro tra Andrea Quarello, amministratore dello stabile, e Alessandro Bulgini, l’artista di Opera Viva, Arte in Stabile è iniziato a maggio 2017, con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Il clima positivo, di condivisione e voglia di fare, che si è creato nel progetto, ha portato a una collaborazione con Edicolarte per Aurora, il progetto della curatrice Togaci e dell’artista Luj Vacchino, che da maggio 2017 hanno invitato vari artisti a intervenire nello spazio all’angolo tra Corso Vercelli e via Cuneo.

Edicolarte per Aurora nasce dall’idea di creare un'opera d'arte viva, che cambia davanti agli occhi della gente, modificata ogni sabato ed è un punto di riferimento e di aggregazione per gli abitanti del quartiere, un modo per migliorare la qualità dell'aggregazione e interpretare i cambiamenti del quartiere.

I due progetti si basano sul dialogo, sulla condivisione e sulla partecipazione dal basso, per cui è stato naturale parlarsi e trovare sinergie comuni e questo li ha condotti a organizzare un evento insieme, in collaborazione con Freetour.

Sabato 17 marzo alle 16, Francesca Fregano di Freetour accompagnerà i visitatori alla scoperta delle opere di Alessandro Bulgini, Pierfrancesco Lafratta, Cosimo Calabrese e Francesco Valeri nel condominio di via Cuneo 5bis, mentre Lui Vacchino eseguirà dal vivo il nuovo allestimento dell'Edicolarte. 

Alessandro Bulgini ha realizzato numerose esposizioni collettive e personali, performances e interventi urbani in Italia e all'estero, con varie tecniche dalla pittura alla fotografia, passando per i video.

Tra i suoi progetti ci sono Opera Viva, con una serie di modalità innovative per l’utilizzo artistico dei social network, e B.A.R.L.U.I.G.I, in cui, da un bar in periferia, dichiara le semplici regole per poter trasformare spazi preesistenti in spazi di accoglienza creativa.

Luj Vacchino, ideatore del progetto Edicolarte per Aurora, si è formato all’Accademia Belle Arti di Torino e lavora usando polimeri di sintesi, grazie alla loro duttilità di applicazione, che ne comporta infatti l’uso nei più disparati aspetti della vita contemporanea.

Tutto il progetto è sostenuto da Compagnia di San Paolo nel contesto del bando Abitare una casa, Vivere un luogo, in collaborazione con l’associazione culturale Flashback, con il patrocinio del Comune di Torino e della Circoscrizione 7.

La prenotazione alla visita, obbligatoria, si deve fare telefonando a Francesca Regano di Freetour, con il numero 3662386348.

La pagina ufficiale di Arte in Stabile su Facebook è https://www.facebook.com/ArteinStabile/

Slavika 2018

slavika 2018 1Dal 16 al 25 marzo, nel centro storico di Torino, torna il festival Slavika, arrivato alla IV edizione, tra concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, presentazioni di libri, performance poetiche e un premio di traduzione letteraria, per un itinerario nella cultura dell’Europa centro-orientale.

Fin dai tempi più antichi, vari popoli hanno viaggiato nell'Europa centro-orientale per andare dalla zona occidentale del continente all'est, oltre a compiere il viaggio inverso.

Polonia e Ungheria sono per lo più pianeggianti, con la zona chiamata puszta, e non ci sono catene montuose, così prima i Celti, poi i Romani, gli Unni, gli Ostrogoti, i Magiari entrarono nelle pianure, lasciando nei monumenti, nei costumi e nelle lingue le tracce delle loro culture e civiltà.

Potenti regni e imperi si susseguirono, trasformando le città in capitali come Praga, Varsavia, Bratislava, Budapest, oggi mete turistiche molto frequentate, con edifici, cattedrali, ponti e le piazze dal sapore antico.

La Polonia si affaccia sul Mar Baltico con una costa bassa e sabbiosa, cinta da lagune che si chiamano zalew, mentre a sud, grandi foreste colorano una regione ricca di laghi e specchi d'acqua, paradiso di escursionisti e appassionati di canoa.

Poi il territorio arriva alle cime tondeggianti dei Sudeti, i Monti dei giganti, e alle più aguzze vette dei monti Tatra, fino alla regione montuosa e boscosa delle repubbliche Ceca e Slovacca, che conduce in una grande pianura, la puszta ungherese, dove scorrono il Danubio e il Tibisco.

Un tempo, l'Europa centro-orientale era una distesa di foreste e di steppe, oggi campi, vigneti, città e vaste zone industriali, ma il fascino del bosco rimane nelle aree protette e nei parchi naturali, dove sopravvivono specie animali altrove estinte.

Dallo spettacolo d'apertura di Paolo Nori, La grande Russia portatile, previsto per venerdì 16 marzo, fino alla proiezione del documentario Trieste-Jugoslavia di Alessio Bozzer, che vede un contributo di Goran Bregović, per la chiusura, ci sarà una serie di appuntamenti imperdibili.

Tra questi la presentazione del libro Un mondo a parte di Gustaw Herling con la presenza della figlia, ma anche nipote di Benedetto Croce, Marta Herling, il concerto di Duet Sentymentalny direttamente da Varsavia, gli incontri con gli autori Bozidar Stanisic della Bosnia e Olja Savicevic della Croazia.

Le proiezioni vedranno anche il documentario Sarajevo rewind 1914-2014 di Eric Gobetti e Simone Malavolti, il film polacco Kamper di Łukasz Grzegorzek e, nel contesto del Sottodiciotto Film Festival, una serata dedicata al regista ceco Jan Nemec.

Per il teatro, all'Espace di via Mantova ci sarà lo spettacolo 12 suore slovacche e Audience di Vaclav Havel, oltre al concerto di Nema Problema Orkestar, con coda finale uno scatenato djset balcanico.

La novità di quest'anno sono i laboratori, con uno di traduzione con le docenti Olja Arsic e Barbara Delfino, l'altro, per i bambini, con la disegnatrice Zosia Dzierzawska.

Il Festival è stato ideato dal circolo culturale Polski Kot, con il sostegno del Consolato Generale della Repubblica di Polonia a Milano, l'Istituto Ceco di Milano, i locali torinesi Klec Blazna e Sovietniko e il contributo dell'associazione culturale Most, la casa editrice Miraggi, Sottodiciotto Film Festival.

Il sito ufficiale del festival è www.slavika.it, mentre il blog di Polski Kot e https://polskikot.wordpress.com/

Maggiori info si possono avere scrivendo a slavikafestival@gmail.com o a polskikot@libero.it

Viaggio a Torino nella Camera dei deputati del Parlamento Subalpino

camera deputati aperta 2018 1A Torino per la Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, sabato 17 e domenica 18 marzo, dalle 10 alle 19, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano riaprirà, per il pubblico la Camera dei deputati del Parlamento Subalpino. 

Sarà un evento eccezionale per permettere ai visitatori di vivere il piacere di entrare nel cuore della storia d’Italia e cogliere le radici delle dinamiche che regolano l’identità italiana di oggi.

Con l’articolo 3 dello Statuto albertino, la costituzione concessa dal re Carlo Alberto (1798-1849) il 4 marzo 1848, fu stabilito che il potere legislativo fosse esercitato dal sovrano, dal Senato e da una Camera dei Deputati.

Grazie a questo provvedimento, che cancellava il potere assoluto del monarca, ci fu la necessità di trovare in breve tempo luoghi adatti che potessero ospitare le attività parlamentari.

In una relazione di fine marzo del 1848 il ministro dell’Interno Vincenzo Ricci (1803-1868) trovò adatta per la Camera alta di nomina regia l’aula di Palazzo Madama in piazza Castello, mentre per la Camera elettiva fu deciso l’ampio salone del Guarini in Palazzo Carignano, nell’omonima piazza.

Per l’allestimento di quest’ultimo furono incaricati l’architetto Carlo Sada (1809-1873) con i pittori Francesco Gonin (1808-1889), Angelo Capisani, Angelo Moja e Giovanni Rusca.

Stabilita la legge elettorale con il regio editto numero 680 del 17 marzo 1848, le prime votazioni del regno di Sardegna si tennero il 27 aprile e il 9 maggio, tra ali di folla festante, i 204 deputati eletti fecero il loro solenne ingresso in un emiciclo dagli scanni rossi, con i democratici che si posizionarono a sinistra e i liberali a destra.

A essere eletto primo presidente della Camera fu l’abate Vincenzo Gioberti (1801-1852) e l’aula restò in funzione fino al 18 ottobre 1860 dopo che, a causa delle annessioni, fu necessario trovare una soluzione al primo parlamento italiano.

Questa sala oggi è l’unica aula parlamentare rimasta integra in Europa tra quelle nate con le rivoluzioni del 1848 ed è riconosciuta monumento nazionale dal 1898 e dal 1938, anno del trasferimento del Museo a Palazzo Carignano, la Camera Subalpina fu parte integrante dell’esposizione.

Dopo gli importanti interventi di restauro del 1988 e del 2011, che ne hanno garantita la conservazione, non è più stata accessibile e normalmente i visitatori possono ammirarla da un ampio affaccio esterno che ne permette la visione d’insieme.

L’appuntamento di quest’anno avrà anche altre due importanti iniziative, nella prima i visitatori potranno sperimentare anche una visita virtuale dell'Aula del Parlamento Subalpino attraverso l'utilizzo di occhiali VR, grazie a un progetto di TIM, nel contesto delle attività di sperimentazione della rete 5G, che permette di applicare la capacità della virtual reality in tempo reale fra persone con una modalità totalmente immersiva.

Inoltre sabato 17 marzo, alle 16, nel contesto del progetto Il Cavour nei luoghi di Cavour, il coro e l’orchestra di fiati degli allievi del Liceo Musicale Cavour di Torino eseguiranno la versione integrale de Il Canto degli Italiani, in omaggio al riconoscimento dell’inno di Mameli quale inno nazionale, presso l’Aula della Camera del Parlamento Italiano, un altro dei luoghi che fa parte del percorso del Museo Nazionale del Risorgimento.

Oltre il viaggio…Giulia e Tancredi alla scoperta dell’Europa

oltre viaggio 1Fino al 3 giugno, a Palazzo Bartolo di Torino, è allestita una mostra dedicata ai viaggi degli ultimi Marchesi di Barolo, Giulia e Tancredi che, nei primi anni dell’Ottocento, visitarono Parigi, la Svizzera, l’Inghilterra e gran parte dell’Italia.

In Oltre il viaggio…Giulia e Tancredi alla scoperta dell’Europa è possibile ammirare le loro testimonianze con una serie di testi e immagini, che spiegano come la coppia intendeva il viaggio, sinonimo di cultura e occasione per allargare gli orizzonti mentali.

La mostra presenta, per la prima volta, i diari di viaggio e i disegni inediti dei marchesi Giulia e Tancredi, che fissarono su carta le bellezze artistiche, gli spettacoli della natura, descrivendo inoltre le innovazioni tecnologiche e sociali, il tutto all’interno dell'innovativa visione illuminata della vita di due personaggi straordinari.

L'esposizione, nata dai documenti presso gli archivi dell’Opera Barolo, fa parte di un progetto dedicato alla valorizzazione dell’Archivio Storico dell’Opera Barolo, recentemente riordinato, che offrirà al pubblico, con gli oggetti appartenuti ai marchesi e provenienti da musei torinesi, un nuovo punto di vista sulla loro casa, Palazzo Barolo.

Juliette Françoise Victurnie nacque il 26 giugno 1782 nel castello di Maulévrier dal conte Edouard Victurnie Charles René Colbert e dalla contessa Anne Marie Louise de Crénolle, mentre Carlo Tancredi nacque il 26 ottobre dello stesso anno a Torino da Ottavio Alessandro e Paolina d’Oncieu in un bellissimo palazzo di via delle Orfane. 

Fu Napoleone Bonaparte a combinare il matrimonio del diciottenne Carlo Tancredi, allora paggio imperiale, con la damigella di corte Giulia Colbert, grazie all’azione di mediatore del principe Camillo Borghese, desideroso di ottenere la simpatia delle famiglie potenti e facoltose.

In poco tempo Giulia Colbert e Tancredi di Barolo capirono di avere molti interessi comuni, come una cultura vasta e profonda, sensibilità e disponibilità sociale, fede religiosa radicata e operosa e, dopo la celebrazione del matrimonio a Parigi il 18 agosto 1807, continuarono a frequentare gli ambienti nobiliari e s’interessarono alle istituzioni sociali di beneficenza.

Nel periodo successivo alla battaglia di Lipsia, che provocò la caduta dell’Impero napoleonico con il conseguente ritorno di re Vittorio Emanuele I a Torino, i Barolo si stabilirono definitivamente nel palazzo di via delle Orfane e Giulia cercò di trovare un contatto con i più poveri di Torino.

Quando nell’estate del 1835 scoppiò a Torino un’epidemia di colera, i due sposi si prodigarono per l’assistenza ai malati esponendosi ai rischi di contagio, ricevendo lei la medaglia d’oro dal Governo e Tancredi la Commenda dei santi Maurizio e Lazzaro.

Minato nel fisico dalla malattia, Carlo Tancredi partì con la moglie per un viaggio verso il Tirolo, ma arrivati a Verona, i due sposi dovettero tornare indietro perché il marchese fu colpito da una violenta febbre, poi arrivarono in una locanda di Chiari, in provincia di Brescia, dove il marchese spirò il 4 settembre 1838.

Nel suo testamento il marchese nominò erede universale del suo immenso patrimonio Giulia, che usò il denaro del marito per fondare il monastero di clausura delle Maddalene e l’ospedale di Santa Filomena per le bambine disabili. Fu anche amica di San Giovanni Bosco, che fu il cappellano del Rifugio per le donne abbandonate e le ex prostitute.

Giulia Barolo morì il 19 gennaio 1864 nel suo palazzo di Torino.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30, sabato dalle 15 alle 18.30 e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

Il biglietto d’ingresso inteso costa 8 euro, ridotto 5.

Maggiori info sono sul sito http://operabarolo.it/

La Battaglia di Caporetto a Settimo Torinese

caporetto settimo 1Per tutti gli appassionati di storia sabato 10 marzo, a Settimo Torinese, presso la Sala Consiliare Giovanni Ossola, in Piazza Vittorio Veneto 3, alle 21, lo storico, scrittore, premio Strega nel 1996, docente universitario e grande esperto di storia militare Alessandro Barbero presenterà La Battaglia di Caporetto.

Dopo aver scritto il saggio Caporetto, edito da Laterza, lo scrittore racconterà un’interessante ricostruzione della celebre battaglia e della sconfitta italiana che, nella notte del 24 ottobre 1917, nel giro di poche ore, si trasformò in un’immensa tragedia nazionale.

Nel saggio sono spiegati l’attacco delle truppe austro-tedesche, la disfatta di un esercito in cui nessuno voleva assumersi responsabilità, la distanza tra la classe dirigente e il popolo, oltre alle colpe e le responsabilità di una sconfitta che segnò la storia dell’Italia del Novecento.

Il 24 ottobre 1917 a Caporetto ci fu, con esiti del tutto insperati, lo sfondamento delle linee Italiane che già era avvenuto un anno prima sugli Altipiani del Trentino.

Se il comandante supremo Luigi Cadorna si preparava a un intervento di difesa ad oltranza, Luigi Capello comandante della seconda armata, voleva invece lanciare una controffensiva strategica, ma nessuno dei due aveva capito cosa fare esattamente.

Intanto l'artiglieria era in posizione avanzata, il grosso degli uomini era sulle prime linee, la seconda linea era sguarnita, le riserve lontane e del tutto impreparate.

E, nonostante le testimonianze di molti disertori austriaci, lo stesso Cadorna rifiutò, fino a battaglia iniziata, persino l’evidenza dei fatti, come dimostra la sua fatale esitazione sul Torre e sul Tagliamento.

La totale impreparazione strategica, il poco chiaro posizionamento delle riserve e una totale convinzione di onnipotenza dello Stato Maggiore Italiano, permisero cosi a un’Austria-Ungheria, ormai stremata e disperata, di sfondare e persino aggirare le difese dell’esercito italiano.

Dopo pochissimi giorni, l’inarrestabile avanzata nemica costrinse tutti gli italiani sul Piave, dove finalmente si esaurì lo slancio Austro-Ungarico.

La disfatta di Caporetto costò all’Italia circa 12.000 morti30.000 feriti e 265.000 prigionieri, nonché un clima di caos, distruzioni, razzie e violenze gratuite, come raccontò Ernest Hemingway in Addio alle Armi, che seguirono al dilagare del nemico in tutta la pianura veneta.

Ci sarebbe voluto un anno prima che l’Italia ritrovasse lo spirito combattivo e costringesse il nemico all’armistizio, dopo la rivincita di Vittorio Veneto.

La serata è stata organizzata dal Lions Club di Settimo Torinese, con il patrocinio della città di Settimo Torinese.

L’ingresso è a offerta libera fino a esaurimento posti e l’intero incasso della serata sarà devoluto a iniziative benefiche sul territorio di Settimo Torinese.

Maggiori info si possono avere telefonando al numero 0115534519, oppure scrivendo a ufficiostampa@maybepress.it

Flavio Bucci al Cinema Massimo di Torino

bucci 1La 17a edizione del gLocal Film Festival inizierà mercoledì 7 marzo, presso la Sala 1 del Cinema Massimo di Torino, con una proiezione dedicata a un grande attore, interprete di decine di ruoli negli ultimi cinquant’anni di cinema italiano, che è nato a Torino, Flavio Bucci.

Bucci a gLocal Film Festival verrà onorato con una grande retrospettiva, che inizierà con lo sceneggiato televisivo Rai Ligabue, diretto da Salvatore Nocita, sceneggiato da Cesare Zavattini e con le musiche di Armando Trovaioli, andato in onda su Raiuno nel 1977 in tre puntate, incentrato sulla vita del grande pittore naïf Antonio Ligabue.

Rai Teche ha recuperato le pellicole del film che si trovavano nella Cineteca del Museo Nazionale del Cinema e le ha digitalizzate restaurando un’opera di grande valore.

Il film Ligabue, che era la versione cinematografica dello sceneggiato, partecipò a festival internazionali e fu venduto in 94 paesi, a Montreal ricevette il Grand Prix des Ameriques e Flavio Bucci ricevette il premio come Migliore attore protagonista.

“Sono Toni Ligabue, ma tutti mi chiamano el matt” amava dire di se sé il pittore italiano, nato in Svizzera nel 1899, a cui Bucci ha dato corpo in una delle sue interpretazioni più amate, che racconta il talento visionario di un artista tormentato che visse, prima di essere famosa, un'esistenza segnata dalla solitudine e dal disagio psichico.

La serata di apertura vedrà anche la consegna a Flavio Bucci del Premio Riserva Carlo Alberto, riconoscimento ideato dal festival con lo scopo di riscoprire gli artisti che rappresentano per Torino un tesoro unico e inestimabile.

bucci 2Ma il gLocal Film Festival avrà, fin dal pomeriggio,  alcuni appuntamenti in sala, con la proiezione dedicata agli 8 finalisti di Torino Factory alle 15, dove Daniele Gaglianone, regista e direttore artistico del GLocal Video Lab & Contest per filmmaker under 30, incontrerà i partecipanti ai laboratori di produzione che, con un piccolo gruppo di tutor esperti, realizzeranno 8 cortometraggi girati nei quartieri torinesi che verranno presentati in anteprima, in una nuova sezione del Torino Film Festival 2018.

Sempre presso il Cinema Massimo ci saranno i primi documentari in concorso per la sezione Panoramica Doc, con alle 16.30 Cento anni di Davide Ferrario, che ripercorre quattro momenti della Storia d’Italia attraverso le voci e i corpi di attori come Marco Paolini, presentato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Alle 19 ci sarà la docufiction ‘78. Vai piano ma vinci di Alice Filippi, sul pilota automobilistico di rally Pier Felice Filippi, padre della regista, che nel 1978, a ventitré anni, venne rapito dalla’ndrangheta, ma dopo settantotto giorni di prigionia riuscì a liberarsi e a far arrestare i suoi rapitori, candidato ai David di Donatello.

Il biglietto d’ingresso intero costerà 6 euro, ridotto 4.

Maggiori info sono su www.piemontemovie.com, oppure scrivendo a info@piemontemovie.com

Un grande 2018 per la Reggia di Venaria

venaria 2018 1Con l’immagine di un’astronave che proietta un fascio di luce, è iniziata la nuova campagna promozionale della Reggia di Venaria, pronta a riaprire al pubblico martedì 6 marzo dopo la breve chiusura invernale.

E’ davvero interessante il programma delle mostre per il 2018, tra installazioni multimediali ed esposizioni sulla Scuderia, il Bucintoro dei Savoia e le carrozze regali, con in mostra le collezioni dell’Accademia Albertina di Torino con il Veronese, e le sculture moderne.

Oltre ai tantissimi eventi che prenderanno vita nella Reggia e nei suoi splendidi giardini, per tante giornate di programmazione tra mostre, animazioni, teatro, concerti e aperture serali, Venaria continuerà il legame con il mondo della ricerca grazie al Centro Studi e l’ufficio produzione mostre, impegnato in un lavoro di costruzione in mostre uniche per la Reggia o per soggetti esterni.

Tre sono le mostre in partenza nel mese di marzo, si parte il 17 con Genio e Maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento, evento che racconterà il tema dell’ebanisteria sul territorio piemontese.

Continuerà poi il filone delle mostre sulle fotografia, il 22 marzo infatti sarà inaugurata, nelle sale dei Paggi, Sebastião Salgado. Genesi, cui seguirà il 28 marzo il percorso organizzato in sinergia con Intesa Sanpaolo, La fragilità della bellezza. Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori restaurati nel prestigioso centro per il restauro di Venaria.

Il 6 aprile, nella Citroniera, verrà aperta Architetture e prospettive. Massimo Listri alla Venaria Reale, una mostra a visitatori, inserita nel regolare percorso di visita,  con l’esposizione degli scatti del celebre fotografo di architettura.

Davvero particolare la mostra che partirà il 19 maggio, Preziosi strumenti, illustri personaggi. Liuteria e Musica tra Seicento e Novecento in Europa, che porterà nella Reggia strumenti musicali antichi appartenuti a grandi personaggi.

Tornerà l’appuntamento estivo con un percorso che esplora il mondo pop dei viaggi, infatti il 18 luglio arriverà Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte.  

L’autunno della Venaria vedrà una mostra, in preparazione da due anni, dedicata al mito di Ercole, un percorso simbolico che racconta parte della storia della Reggia, dove Ercole e Diana sono le figure mitologiche ricorrenti nell’edificio, e che verrà affiancato da un restauro che vedrà la luce nella primavera 2019, quello della Fontana dell’Ercole.

La mostra sarà intitolata Ercole e il suo mito e sarà visitabile dal 13 settembre.

Il calendario 2018 terminerà il 20 ottobre con Cani in posa, un percorso legato al tema del cane nel mondo dell’arte, sempre strettamente collegato alla storia della Reggia.

Torneranno anche le collaborazioni per eventi di diverso tipo, da quelle con la città di Venaria Palchi Reali, il grande progetto estivo con la Regione Piemonte, fino a novità come l’esperimento che vedrà protagonista Enrico Brizzi, ospite speciale della Venaria e di altre Regge Sabaude per raccontare i luoghi attraverso il linguaggio del cammino, del territorio e della narrativa.

Da non dimenticare, poi, la partenza da Venaria della diciannovesima e penultima tappa del Giro d’Italia, da Venaria a Bardonecchia, in programma il prossimo 25 maggio.

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