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L’Italia del Rinascimento. Lo splendore della maiolica

italia rinascimento maiolica 1La mostra L’Italia del Rinascimento. Lo splendore della maiolica, vistabile nella Sala del Senato di Palazzo Madama di Torino fino al 14 ottobre, con una serie di maioliche rinascimentali prodotte dalle più prestigiose manifatture italiane racconta una parte importante della storia dell’arte italiana, tramite 200 capolavori provenienti da collezioni private e dalle raccolte di Palazzo Madama.

La storia della maiolica italiana dalla metà del Quattrocento alla seconda metà del Cinquecento, è stata curata dallo storico dell'arte Timothy Wilson, tra i massimi esperti di maiolica del Rinascimento, conservatore onorario dell'Ashmolean Museum di Oxford e ideatore dei cataloghi sistematici delle raccolte del British Museum di Londra, del Metropolitan Museum di New York, della National Gallery di Victoria in Australia e dell'Ashmolean Museum di Oxford, in collaborazione con Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama per le Arti decorative.

La mostra parte nella Camera delle Guardie con una grande vetrina, che evoca il mobile simbolo della sala da pranzo rinascimentale, la credenza, dove le raffinate maioliche si potevano ammirare ed essere usate per servire in tavola.

Nella Sala del Senato il percorso si snoda tra i principali centri della maiolica in Italia, come Deruta, Faenza, Urbino, Gubbio, Venezia, Castelli e Torino, oltre che sulle caratteristiche della decorazione e su artisti come Nicola da Urbino e Francesco Xanto Avelli.

La mostra con un viaggio nei molti temi riprodotti sulla maiolica istoriata, che, oltre ai soggetti religiosi, aveva anche soggetti tratti dalla storia antica e dalla mitologia, riguardanti la vita affettiva, come i temi amorosi, e lo status sociale dei committenti, come i servizi araldici, che derivavano dai repertori d’incisioni che circolavano nelle botteghe dei maiolicari.

Nel Rinascimento le maioliche istoriate potevano essere offerte come doni in occasioni quali il matrimonio e la nascita, infatti spesso piccole sculture, con la funzione di calamai o fontane, erano usate a scopo decorativo negli interni privati, ma anche nei corredi da farmacia, commissionati in genere da istituzioni religiose.

Il percorso con una coppia di albarelli di Domenigo da Venezia, un grande rinfrescatoio di Urbino e la brocca in porcellana medicea di Palazzo Madama, realizzato da maiolicari di Urbino che lavoravano a Firenze alla corte dei Medici.

La maiolica, arte che consiste nel rivestire di uno smalto bianco opaco a base di stagno la superficie di oggetti in terracotta e poi nel dipingervi sopra con ossidi metallici, che virano in brillanti colori dopo la cottura, è una delle poche forme d’arte del Rinascimento che ha conservato in modo perfetto i colori originari, giunta in Europa con la conquista musulmana della penisola iberica nell’VIII secolo.

Ben presto i ceramisti italiani diedero una svolta alla tradizione islamica con motivi ispirati al repertorio gotico e rinascimentale e altri derivanti dalle porcellane cinesi, oltre a ideare l’istoriato, ovvero la colorata pittura di storie sopra la superficie bianca della ceramica.

A margine della mostra sarà organizzato un convegno internazionale, Il collezionismo fa grandi le muse, che si terrà a Palazzo Madama e nel Palazzo dei Musei di Varallo Sesia il 16 e 17 settembre.

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