I mondi di Riccardo Gualino

mondi riccardo 1Il biellese Riccardo Gualino, nato nel 1879, imprenditore e mecenate, fu grande collezionista di capolavori d’arte, come racconta fino al 3 novembre, nella suggestiva cornice di Palazzo Chiablese a Torino, la mostra I mondi di Riccardo Gualino, che i Musei Reali dedicano alla sua ricchissima collezione, con più di 300 opere da vedere.

Ci sono dipinti che arrivano dal grande nucleo conservato alla Galleria Sabauda, ma anche in parte alla Banca d’Italia a Roma, con vari prestiti da musei e istituzioni, oltre a sculture, arredi e fotografie.

Dal percorso di visita, ideato da Annamaria Bava e Giorgina Bertolino, emerge l’uomo e il collezionista attraverso la sua passione per l’arte, con un forte intreccio tra l’arte e la vita artistica, sul quale si basa anche questa mostra.

Nei diciotto ambienti delle Sale Chiablese si racconta tutta la vita di Gualino, con una serie di accostamenti tra opere e fonti storiche.

Il cuore della sua vita imprenditoriale e della sua collezione fu raggiunto negli anni Venti, quando i Gualino vennero ritratti da Felice Casorati nelle pose austere tipiche dei signori rinascimentali.

Era il periodo del successo di aziende come Snia Viscosa e Unica, di acquisizioni come la Madonna in trono di Duccio da Buoninsegna, la Venere di Sandro Botticelli, oppure Venere e Marte di Paolo Veronese, fino a Négresse di Edouard Manet o il Paesaggio campestre di Claude Monet.

Ma gli spazi della mostra sono anche un omaggio agli spazi originali in cui quadri e dipinti erano conservati, come le sale del Castello di Cereseto Monferrato, prima residenza di Gualino, in stile neogotico, oppure la palazzina di via Galliari a Torino e l’ufficio all’ultimo piano di Corso Vittorio Emanuele II.

Le fotografie raccontano anche la vita di Riccardo Gualino e di sua moglie Cesarina Gurgo Salice, il mondo che hanno frequentato, il clima degli anni Venti che partirono nello splendore dello sviluppo industriale per finire nella crisi economica mondiale e nell’ascesa del regime fascista in Italia, con gli stabilimenti che Gualino ha fondato nel settore del legname, del cemento, della seta artificiale e del cioccolato.

Tutto questo terminò con il crack finanziario, l’arresto e la condanna dell’imprenditore al confino, per volere di Benito Mussolini in persona nel 1931.

Dopo aver scontato la pena Gualino a Roma non si arrese e fondò la Rumianca e la Lux Film, casa di produzione di Riso amaro di De Santis e di Senso di Visconti.

La mostra tra passato e presente termina con la giovane Clelia dipinta da Felice Casorati nel 1937 e la scultura Santa Caterina del Maestro della Santa Caterina Gualino, una delle opere disperse e oggi ritrovata.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19, mentre il biglietto d’ingresso intero costerà 12 euro e ridotto 6 per i visitatori da 11 a 25 anni, i volontari del servizio civile muniti di tesserino e i diversamente abili.

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