Il migliore panettone del 2018 è di Torino

panettone 2018 torino 1Negli ultimi anni gli amanti del panettone si sono trovati una serie di versioni sperimentali e originali, persino i grandi chef hanno ideato varie idee alternative sul dolce natalizio per eccellenza.

Adesso Dissapore, tra le voci del web più stimate nell’informazione gastronomica, come sempre, ha proposto la classifica dei migliori panettoni artigianali d’Italia, oltre a quella dei panettoni creativi e quella dei griffati di chef famosi.

Questi panettoni sono solo dei prodotti artigianali, senza mono e digliceridi, cioè quei conservanti che garantiscono una più lunga vita del dolce.

La classifica 2018 dei panettoni creativi ha al primo posto l’Emilia Romagna, con la Focaccia ai grani antichi, ideata dal pasticciere Claudio Gatti della Pasticceria Tabiano, in provincia di Parma, con l’aspetto rugoso e di colore scuro, ricco di orzo e grani antichi coltivati nella terra parmigiana, tostati e uniti al cioccolato bianco.

Ma il 2018 vede per i panettoni una grande attenzione agli aromi, con impasti ricchi di cannella, zenzero, zafferano, e soprattutto della fava di Tonka, nata dai semi di un enorme albero che cresce nella foresta amazzonica, oltre a un profumo vanigliato con sentori di caramello, aromi non comuni, speziati e affumicati insieme, ma anche quei sapori della colazione di un tempo, con caffè, orzo e cioccolato.

I pasticceri hanno anche usato frutta insolita, non arance e cedri, ma frutti di bosco, frutti esotici e amarene, frutto particolarmente difficile da usare che ha portato fuori dalle classifiche di Dissapore molti panettoni.

La mania del panettone artigianale da Milano adesso ha trovato molte varianti tra i pasticceri campani, presenti nelle classifiche, che hanno unito in più di un’occasione le due tradizioni gastronomiche, con dolci come il Panbabà e il Pansfogliatella, ma ci sono anche il Panettone Sacher e il Panettone Strudel.

Sono solo due i panettoni salati che si sono distinti in questa classifica, quello di Grazia Mazzali, un panettone realizzato in vaso-cottura, con il tartufo bianco delle golene del Po e, sempre dall’Emilia, il panettone salato di Gino Fabbri, arrivato al secondo posto della classifica dei panettoni tradizionali.

Per la terza volta in pochi anni, il primo della classifica del panettone classico è Vincenzo Tiri, il 37enne pasticcere di Acerenza, in provincia di Potenza, che lavora nella pasticceria Tiri 1957, aperta sessantuno anni fa da una famiglia di grandi panificatori.

Il suo panettone ha la particolarità di una tripla lievitazione, una lavorazione molto complessa che garantisce al dolce un profumo e una morbidezza straordinari.

Nella classifica degli chef stellati il primo posto va ai Panettone de Il Cambio a Torino, ideato da Fabrizio Galla, un mandorlato dolce ed elegante che ricorda quello del suo mentore Iginio Massari, con un profumo intenso di mandorla, un impasto dorato e un’alveolatura importante, ricca di un persistente agrumato e uvetta passa.

Aidepi, l’associazione delle industrie del dolce e della pasta italiana, dice che nella penisola sono prodotte ogni anno circa 50 tonnellate di panettone, che equivalgono a 50 milioni di unità per un giro d’affari complessivo pari a 331 milioni di euro e in costante crescita, come dimostrano i molti prodotti di alta gamma, con ricette premium e incarti regalo cresciuti di oltre il 15% proprio nei panettoni.

E non è più solo il mercato italiano a desiderare i panettoni, infatti all’estero le vendite, sempre più numerose, si concentrano sul panettone tradizionale in Nord America, l’Europa, l’Australia e il Giappone, dove il panettone italiano è sempre più apprezzato e dove c’è grande richiesta.

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