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Preziosi strumenti, illustri personaggi: liuteria e Musica tra Seicento e Novecento in Europa

preziosi strumenti venaria reale 1Dal 31 maggio al 30 settembre, presso le sontuose Sale dei Paggi della Reggia di Venaria, la mostra Preziosi strumenti, illustri personaggi: liuteria e Musica tra Seicento e Novecento in Europa raccontano un viaggio in quattro secoli di liuteria e collezionismo, musica e musicisti, nobiltà e mecenatismo.

E’ un percorso culturale, storico e artistico che si snoda tra Seicento e Novecento, dove sono protagonisti trenta preziosi strumenti musicali, tutti con una storia da raccontare, per la maggior parte esposti per la prima volta al pubblico.

Grazie al contributo di musei, collezionisti privati e musicisti si possono vedere esposti violini, viole, chitarre a 5 ordini e a 6 corde singole, mandolini, chitarre-lira, arpe, ghironde e salteri, il tutto per un valore complessivo di oltre 35 milioni di euro.

Sono strumenti musicali di altissimo artigianato artistico, in eccellente stato di conservazione e persino suonabili, appartenuti a musicisti di fama internazionale, come Gaetano Pugnani, Niccolò Paganini, Henri Vieuxtemps, Mauro Giuliani, Francesco Molino, Andrés Segovia e a personaggi della nobiltà dell’epoca quali l’imperatore Leopoldo I d’Asburgo, l’imperatrice Maria Teresa di Borbone di Napoli, il conte Cozio di Salabue, Maria Teresa di Borbone Delfina di Francia e la regina Margherita di Savoia.

La mostra è anche un modo per approfondire la storia della liuteria torinese che, a partire dalla fine del Settecento, conquistò una posizione di primaria importanza nel panorama europeo, mantenendola saldamente per più di un secolo.

I primi liutai erano attivi a Torino verso la meta del Seicento, provenivano dalla Francia ed erano portatori delle tecniche di produzione e dello stile che si vi era sviluppato, con personalità come Angelo Gatti, Fabrizio Senta ed Enrico Catenari, operanti a Torino tra il 1650 e la fine del secolo, oltre a Gioffredo Cappa a Saluzzo.

A Torino le figure di maggior spicco nella prima meta del Settecento furono Giovanni Francesco Celoniati, Nicolò Giorgi e Giovanni Battista Genova, oltre a Spirito Sorsana, attivo a Cuneo.

Nell'autunno del 1771 giunse a Torino il più importante liutaio che operò in Piemonte, Giovanni Battista Guadagnini, che ebbe le possibilità di lavorare a modelli e forme di Antonio Stradivari, con uno stile caratterizzato da una forza straordinaria non sempre moderata dalla finezza dei particolari, come l'impostazione delle bombature, la forma del riccio, il modo nel quale sono rifiniti i bordi degli strumenti lungo tutto il contorno, in particolare nelle punte.

La sua scuola fu continuata a Torino dopo la sua scomparsa nel 1786 dai suoi discendenti di generazione in generazione fino al 1948. 

Giovanni Pressenda (1777-1854) fu uno dei più grandi maestri dell'Ottocento, che lavorò ad Alba, Carmagnola e dal 1820 a Torino, dedicandosi a una rielaborazione dei modelli di Stradivari e di Guarneri del Gesù. 

Allievo di Pressenda e suo valido collaboratore fu Giuseppe Antonio Rocca (1807-1865) poi la sua attività e i suoi modelli vennero rilevati da Benedetto Goffredo detto Rinaldi, attivo fino al 1888, che produsse strumenti sul modello del maestro, così come Romano Marengo (1866-1935) per cui lavorò Enrico Marchetti (1855-1930).

Anselmo Curletto fu un allievo del Marchetti e autore di pregevoli strumenti, come lo furono Annibale Fagnola (1866-1939) su modelli di Pressenda, Carlo Giuseppe Oddone (1866-1935) ed Evasio Emilio Guerra (1880-1956).

La mostra è stata organizzata da Consorzio Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con Edizioni Il Salabue ed è a cura di Giovanni Accornero.

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