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Picasso, Braque e Cocteau alla galleria Elena Salamon

picasso torino galleria 1La galleria Elena Salamon Arte Moderna di Torino, dal 12 aprile al 26 maggio, proporrà i lavori di tre importanti artisti di fama internazionale, Picasso, Braque e Cocteau, che hanno segnato il mondo artistico d’inizio secolo, tra l’euforia delle avanguardie e lo scempio della guerra, per un’importante pagina di storia dell’arte.

Ci saranno oltre cento litografie realizzate in un arco temporale che va dal 1934 al 1963, quasi tutte a colori, provenienti da varie serie realizzate dai tre artisti durante il corso della loro carriera, dove figura e segno si dissolvono, lasciando spazio a forme originali e pure.

Durante un’esposizione al Salon D’Automne, nel 1907, Picasso incontrò Georges Braque con cui ebbe un rapporto di profonda amicizia, poiché entrambi seguivano le teorie e opere di Cezanne che, nell’ultima fase, cercò di creare immagini salde e definite, riconducendo la natura e le figure a forme geometriche essenziali. 

Il 1907 è per Picasso un anno di svolta, con Les demoiselles d’Avignon che in qualche modo segnò la nascita del cubismo, dove il punto di partenza è la necessità di opporsi alla meccanica riproduzione del reale e alla presunta superficialità di osservazione delle correnti precedenti, in particolar modo dell’impressionismo.

Il mondo esterno non deve essere solo visto, deve essere compresa, diceva spesso Picasso.

Georges Braque è uno dei capostipiti della rivoluzione cubista, con lavori sulle nature morte, interpretate però rinunciando alla profondità, dove lo sfondo e il primo piano non sono distinguibili, ma l’effetto è quello di una grande armonia.

Jean Cocteau, poeta, saggista, pittore, drammaturgo, sceneggiatore, regista e attore, strinse amicizia nel 1917 con Picasso.

Interrotti bruscamente gli studi, nel 1907, iniziò a frequentare i salotti parigini e allo scoppio della Grande Guerra fu impegnato come infermiere d’ambulanza nelle Fiandre, ma abbandonò il fronte per continuare l’attività intellettuale nei caffè parigini dove si fece ben presto un nome.

Numerosi dei suoi lavori ritraggono i protagonisti delle sue pièces teatrali, come Antigone (1922), Roméo et Juliette (1924), La voix humaine (1930), La machine infernale (1934), Les parents terribles (1938), Les monstres sacrés (1940), L’aigle à deux têtes (1946), Théâtre de poche (1949). Nella copiosa produzione artistica di Cocteau si riassumono tutti i movimenti d’avanguardia, era irriverente, sperimentatore, anticonformista, esuberante, ironico e autoironico, ma scelse di “essere un uomo vivo e un artista postumo”.

Pablo Picasso, pittore, scultore e litografo spagnolo di fama mondiale, uno dei protagonisti della pittura del XX secolo, negli anni Cinquanta s’impegnò nella reinterpretazione delle opere dei grandi maestri, producendo una serie di litografie ispirate all’arte di Goya, Velàzquez, Poussin e Manet.

Per Picasso la corrida era una cerimonia che riconduceva all’eterno conflitto tra vita e morte, mentre la serie della Comedie Humaine, omaggio all’opera di Balzac, era un catalogo ragionato dei tipi umani e delle loro passioni, con fogli audaci, colorati ed espressivi dove s’intrecciano originalità e citazioni neoclassiche .

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