Slavika 2018

slavika 2018 1Dal 16 al 25 marzo, nel centro storico di Torino, torna il festival Slavika, arrivato alla IV edizione, tra concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche, presentazioni di libri, performance poetiche e un premio di traduzione letteraria, per un itinerario nella cultura dell’Europa centro-orientale.

Fin dai tempi più antichi, vari popoli hanno viaggiato nell'Europa centro-orientale per andare dalla zona occidentale del continente all'est, oltre a compiere il viaggio inverso.

Polonia e Ungheria sono per lo più pianeggianti, con la zona chiamata puszta, e non ci sono catene montuose, così prima i Celti, poi i Romani, gli Unni, gli Ostrogoti, i Magiari entrarono nelle pianure, lasciando nei monumenti, nei costumi e nelle lingue le tracce delle loro culture e civiltà.

Potenti regni e imperi si susseguirono, trasformando le città in capitali come Praga, Varsavia, Bratislava, Budapest, oggi mete turistiche molto frequentate, con edifici, cattedrali, ponti e le piazze dal sapore antico.

La Polonia si affaccia sul Mar Baltico con una costa bassa e sabbiosa, cinta da lagune che si chiamano zalew, mentre a sud, grandi foreste colorano una regione ricca di laghi e specchi d'acqua, paradiso di escursionisti e appassionati di canoa.

Poi il territorio arriva alle cime tondeggianti dei Sudeti, i Monti dei giganti, e alle più aguzze vette dei monti Tatra, fino alla regione montuosa e boscosa delle repubbliche Ceca e Slovacca, che conduce in una grande pianura, la puszta ungherese, dove scorrono il Danubio e il Tibisco.

Un tempo, l'Europa centro-orientale era una distesa di foreste e di steppe, oggi campi, vigneti, città e vaste zone industriali, ma il fascino del bosco rimane nelle aree protette e nei parchi naturali, dove sopravvivono specie animali altrove estinte.

Dallo spettacolo d'apertura di Paolo Nori, La grande Russia portatile, previsto per venerdì 16 marzo, fino alla proiezione del documentario Trieste-Jugoslavia di Alessio Bozzer, che vede un contributo di Goran Bregović, per la chiusura, ci sarà una serie di appuntamenti imperdibili.

Tra questi la presentazione del libro Un mondo a parte di Gustaw Herling con la presenza della figlia, ma anche nipote di Benedetto Croce, Marta Herling, il concerto di Duet Sentymentalny direttamente da Varsavia, gli incontri con gli autori Bozidar Stanisic della Bosnia e Olja Savicevic della Croazia.

Le proiezioni vedranno anche il documentario Sarajevo rewind 1914-2014 di Eric Gobetti e Simone Malavolti, il film polacco Kamper di Łukasz Grzegorzek e, nel contesto del Sottodiciotto Film Festival, una serata dedicata al regista ceco Jan Nemec.

Per il teatro, all'Espace di via Mantova ci sarà lo spettacolo 12 suore slovacche e Audience di Vaclav Havel, oltre al concerto di Nema Problema Orkestar, con coda finale uno scatenato djset balcanico.

La novità di quest'anno sono i laboratori, con uno di traduzione con le docenti Olja Arsic e Barbara Delfino, l'altro, per i bambini, con la disegnatrice Zosia Dzierzawska.

Il Festival è stato ideato dal circolo culturale Polski Kot, con il sostegno del Consolato Generale della Repubblica di Polonia a Milano, l'Istituto Ceco di Milano, i locali torinesi Klec Blazna e Sovietniko e il contributo dell'associazione culturale Most, la casa editrice Miraggi, Sottodiciotto Film Festival.

Il sito ufficiale del festival è www.slavika.it, mentre il blog di Polski Kot e https://polskikot.wordpress.com/

Maggiori info si possono avere scrivendo a slavikafestival@gmail.com o a polskikot@libero.it

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