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Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

de chirico rivoli 1Dal 6 marzo al 27 maggio, presso il Castello di Rivoli, in provincia di Torino, si terrà la mostra Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, con un selezionato nucleo di capolavori di Giorgio de Chirico della collezione di Francesco Federico Cerruti, fino a ora conservati nella Villa Cerruti di Rivoli, dimora voluta dall’imprenditore torinese negli anni Sessanta per la sua collezione privata.

Seguendo lo spirito che caratterizza la Collezione Cerruti, che dai fondi oro medievali spazia all’arte contemporanea, la mostra proporrà un inedito viaggio nel tempo che mette in relazione le opere di De Chirico con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo.

Nato a Volos, in Grecia nel 1888, e vissuto tra Atene, Monaco di Baviera, Milano, Firenze, Parigi, Ferrara, New York, Roma, dove morì nel 1978, Giorgio de Chirico è uno degli più importanti artisti del XX secolo.

Dopo gli studi al Politecnico di Atene e all’Accademia di Belle Arti di Monaco, dove conobbe la pittura simbolista di Arnold Böcklin e si avvicinò al pensiero filosofico di Arthur Schopenhauer e di Friedrich Nietzsche, De Chirico arrivò in Italia nel 1909 e nel 1911 fu per un breve periodo a Torino.

Creatore di un’arte in cui l’intelletto combina la filosofia della Grecia mitologica con l’algida classicità del pensiero nordico, De Chirico è il fondatore della pittura metafisica, le cui immagini enigmatiche, tra ombre nette e colori piatti, rimandano alla sospensione del tempo, all’immobilità, alla fragilità della coscienza, all’inesprimibile e allo smarrimento dei sogni, cifra stilistica originale che è simbolo della profonda cultura filosofica, letteraria e figurativa dell’artista

Precursore del Surrealismo, De Chirico a partire dagli anni Venti s’impegnò nel superamento degli stili, con un profondo interesse per il tema della metamorfosi nel mondo antico, per quelle rifrazioni che, prima di sciogliersi nel nulla, suggeriscono figure dell’esistere.

Per ammissione dello stesso De Chirico e Torino, la città che vide l’esplosione della pazzia di Nietzsche, una di quelle che gli ispirò i primi quadri metafisici con le loro atmosfere malinconiche.

Includendo opere che spaziano dal 1916 al 1927, la mostra al Castello di Rivoli proporrà otto importanti dipinti del maestro della Metafisica, con i suoi quadri messi in rapporto in relazione con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo, tra cui lavori di Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Maurizio Cattelan.

Originale inventore di un concetto dove le memorie personali ebbero un fecondo dialogo con i miti classici e la filosofia, in una lunga ricerca, che incluse il piacere di citare se stesso e non restare ancorato a un unico stile, De Chirico abbracciò varie metamorfosi artistiche per rispondere alle pretese di progresso della modernità, resistendone la razionalità e la fascinazione per la tecnologia.

Maggiori info si possono avere telefonando al numero 0119565222, scrivendo a info@castellodirivoli.org o sul sito http://www.castellodirivoli.org

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