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L’esperanto di Ludwik Zamenhof a Palazzo Cisterna

esperanto torino 1Dal 29 gennaio al 9 febbraio, presso Palazzo Dal Pozzo della Cisterna a Torino, è allestita una mostra dedicata a Ludwik Zamenhof, ebreo polacco, ideatore della lingua Esperanto.

La mostra è composta da diciotto pannelli, con testi e didascalie in italiano e in esperanto, ed è a cura dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma, del Consolato onorario di Polonia in Torino, della Città Metropolitana di Torino, della Federazione Esperantista Italiana, della Comunità Ebraica e della Comunità Polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie e del Gruppo Studi Ebraici.

Con l’esposizione dedicata a Zamenhof continua la collaborazione tra la Citta Metropolitana di Torino e l’Ambasciata polacca a Roma, cominciata nel 2016 con la mostra A rischio della propria vita e poi nel 2017 con quella dedicata a Jan Karski.

A completare l’allestimento una sezione bibliografica del Centro Esperanto di Torino, con sia opere di letteratura originale in esperanto sia capolavori della letteratura mondiale tradotti in lingua internazionale, oltre a manuali di grammatica e vocabolari sulla diffusione dell'esperanto nel mondo.

Ludwik Zamenhof nacque il 15 dicembre 1859 a Bialystok, in Polonia, allora Granducato di Lituania, che comprendeva parte dell'attuale Lituania, il nord est della Polonia, la Bielorussia e l'Ucraina.

Zamenhof, grazie al padre, apprese l'ebraico, oltre ad alcuni elementi del lituano, parlava russo e polacco, e come studente di ginnasio studiò il tedesco e il francese, il latino e il greco.

Nel 1879, poco prima di lasciare il ginnasio, Ludwik terminò il suo primo tentativo di una lingua universale, che consegnò al padre quando per i suoi studi di medicina dovette raggiungere Mosca e poi Varsavia.

A Varsavia il giovane Zamenhof fece parte del movimento sionista Hibat Sion dal 1882 al 1887 e da li ebbe l’idea di un nuovo progetto di lingua internazionale, mentre nel 1886 si specializzò in oftalmologia.

Nel 1887 il giovane medico diede alle stampe l’opuscolo Internacia Lingvo, prima in russo, poi in polacco, francese, tedesco e inglese, che comprendeva una prefazione, la grammatica con le 16 regole, un vocabolario di circa 900 radici ed esperimenti linguistici di traduzione e anche di composizione originale in prosa e in poesia.

La nuova lingua internazionale, malgrado la censura, si diffuse in pochissimo tempo e nel 1888 Zamenhof diede alle stampe il Dua Libro de l'Lingvo Internacia e un anno dopo Aldono alla Dua Libro de l'Lingvo Internacia, dove spiego che considerava la sua lingua un patrimonio di tutti.

Nel 1905 il Fundamenta de Esperanto, con una grammatica con le 16 regole, i già menzionati esercizi e il vocabolario, fissò i canoni della lingua e nello stesso anno ci fu il primo Congresso mondiale di Esperanto a Boulogne-Sur-Mer, sul canale della Manica.

Amareggiato dalla prima guerra mondiale e dalla fine del suo sogno di un mondo migliore,  Ludwik Zamenhof morì il 14 aprile 1917, lasciando una grande eredità dal punto di vista linguistico e culturale.

La mostra è visitabile nei giorni feriali, escluso il sabato, dalle 9 alle 18.

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