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PerFumum. I profumi della Storia a Palazzo Madama di Torino

perfumm 1A Torino, dal 15 febbraio al 21 maggio, Palazzo Madama proporrà la mostra PerFumum. I profumi della Storia, dedicata alla storia e ai mille volti del profumo dall’antichità greca e romana al Novecento, con duecento oggetti esposti, tra oreficerie, vetri, porcellane, affiches e trattati scientifici.

L’esposizione, curata da Cristina Maritano, conservatore di Palazzo Madama, e allestita in Sala Atelier, vedrà una serie di oggetti delle collezioni di Palazzo Madama, oltre a numerosi prestiti provenienti da musei e istituzioni torinesi, come il MAO Museo d’Arte Orientale, il Museo Egizio, il Museo di Antichità, la Biblioteca Nazionale, la Biblioteca Guareschi della Facoltà di Farmacia.

Tra gli altri prestiti per la mostra ci sono quelli del Museo Nazionale del Bargello, Palazzo Pitti, il Museo Bardini e la Galleria Mozzi Bardini di Firenze e il Museo di Sant’Agostino di Genova e del Musée International de la Parfumerie di Grasse (Francia) che fornisce gli apparati multimediali sulle tecniche della profumeria.

Inoltre l’Associazione culturale torinese Per Fumum, fondata da Roberta Conzato e Roberto Drago, il 16, 17, 18 febbraio e il 7 e 8 aprile proporrà una rassegna d’incontri internazionali sulla cultura dell’olfatto, tra i profumi storici dell’Osmothèque di Versailles e vari appuntamenti legati al mondo food & beverage. 

Per la mostra il creatore di fragranze Luca Maffei proporrà una serie di profumi ispirati alle collezioni storiche del museo del periodo romano, medievale, rinascimentale e barocco, che saranno diffusi nelle sale del Palazzo.

Il desiderio di trattenere i profumi, conservarli e di godere della loro fragranza accompagna l’uomo dalle civiltà egizia e greco-romana, che li vedevano come simbolo dell’immortalità, associato alla divinità, ma anche come uno strumento d’igiene, cura del corpo e seduzione.

Nell’Europa del primo Medioevo rimase vive la concezione protettiva e terapeutica del profumo, come racconta la preziosa bulla con ametiste incastonate proveniente dal tesoro goto di Desana e i pommes de musc citati negli inventari dei castelli medievali, tra cui quello quattrocentesco in argento dorato del Museo di Sant’Agostino di Genova, con ancora la noce moscata al suo interno.

La civiltà islamica, intanto, aveva introdotto, nella cultura del profumo greca e romana, persiana e bizantina, varie novità tecnologiche, come il perfezionamento dell’arte della distillazione compiuto da Avicenna, con una serie di fiasche da profumo di arte ottomana, in ottone geminato, in legno di rosa e in maiolica e vetro.

L'età rinascimentale vide il profumo usato spesso dalle classi sociali più elevate, mentre gli antichi trattati circolavano in tutta Europa, venivano ideati nuovi ricettari per la fabbricazione individuale dei profumi e si sviluppava la profumeria alcolica.

Nelle corti italiane, oltre al corpo, venivano profumati anche i capi di vestiario, specialmente in pelle, ed erano usati vari contenitori per profumi di straordinaria ricercatezza, come il flacone in agata con montatura in oro, rubini, diamanti e smalto del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti.

Dal Seicento la produzione dei profumi diventa molto nota in Francia, con nuove fragranze, molto orientate verso le note floreali e leggere, conservate in flaconi in vetro o porcellana, oppure diffuse negli ambienti grazie a pot-pourri e bruciaprofumi.

L’Ottocento porta il profumo a essere più accessibile alle fasce più ampie della popolazione, come raccontano i ricettari e la raccolta di etichette di profumi, saponi e pomate del profumiere torinese Nicola Perrone (1784-1859) che era il profumiere della Real Casa e il fornitore di essenze profumate per la nobiltà come per la borghesia cittadina.

Il percorso espositivo finisce con uno sguardo sul Novecento, grazie  a un’ampia carrellata di flaconi, come quelli creati da René Lalique per François Coty, manifesti, calendari ed etichette di case produttrici di profumo.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18 ed è chiusa il martedì.

Il biglietto d’ingresso intero costerà 12 euro, ridotto 10 e sarà gratuito per i minori di 18 anni e i possessori di Abbonamento Musei Torino + Piemonte card.

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