Aumentano i casi di Alzheimer in Piemonte

clinica santa caterina da siena 1A settembre 2017 il convegno Emergenza Alzheimer: gli esperti rispondono, tenutosi a Orbassano (TO), ha rivelato che in Piemonte sono oltre 400 mila gli anziani sopra i 70 anni, collocando la regione tra quelle con la più alta percentuale di persone affette da demenza senile e 18mila casi accertati di Morbo d’Alzheimer.

Con il nuovo e preoccupante aumento dei casi di Alzheimer in Piemonte, il settore di Neuropsicogeriatria (Neurologia) della prestigiosa Clinica Santa Caterina da Siena di Torino, che fa parte del gruppo ospedaliero GVM Care & Research, sta lavorando a un nuovo di prevenzione, diagnosi e cura, dedicato alle malattie del sistema nervoso in età avanzata.

Il tutto sarà dedicato a quelle persone che, verso i settantacinque anni, manifestano sintomi come ansia, perdita di memoria a breve termine, difficoltà di concentrazione, di comprensione e di espressione, incapacità di ideare un piano per le attività quotidiane, fino ad arrivare a distaccarsi dalla socializzazione con repentini cambio di umore e personalità.

“Abbiamo pensato a un percorso articolato su più step” dice il dottor Mastropietro, specialista in Neuropsicogeriatria della Santa Caterina da Siena “con il supporto di un’equipe multidisciplinare. Geriatria, per la valutazione del paziente nelle sue funzionalità generali, Endocrinologia, per l’analisi delle malattie a carico della tiroide, Cardiologia, per ricercare le spie di un inadeguato flusso sanguigno. Nel percorso di Neuropsicogeriatria, questi approfondimenti permettono l’individuazione di una cura o di un affiancamento per determinare un intervento di tipo farmacologico, prescritto dal neurologo, dallo psichiatra o dal geriatra, o una riabilitazione cognitiva grazie a cicli d’incontri e colloqui con un neuropsicologo”.

All’inizio del percorso c’e una fase che vede una serie di esami ematochimici, con una visita specialistica con il neurologo e una valutazione neuropsicologica della durata di 90 minuti, con un test che analizza le funzioni cognitive della persona, come memoria, linguaggio, attenzione e capacità d’orientamento spazio-temporale, oltre a una serie di disturbi legati ad ansia, depressione e comportamento.

Il secondo incontro, due settimane dopo, esplora gli esiti dei test effettuati e, se sono nella norma, non ci sono altri accertamenti, ma, in presenza di alterazioni e anomalie, l’iter diagnostico conterrà una serie di approfondimenti personalizzati.

Inoltre le tecnologie a supporto della specialità di Neuropsicogeriatria includono una TAC a 128 slices in grado di fornire immagini ad alta precisione, per vedere lo stato d’invecchiamento del cervello dal punto di vista anatomico e osservare le lesioni a carattere vascolare, oltre a vedere le aree di atrofia cerebrale nella regione fronto-temporo-parietale dell’encefalo.

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