Nestlè diventa parte di Ferrero

nestlè usa ferrero 1Nutella, Kinder, Estatè…fanno parte della nostra infanzia, della nostra vita di tutti i giorni.

Lo slogan “Che vita sarebbe senza Nutella?” non è pubblicità, ma pura verità!

Il gruppo Ferrero di Alba, simbolo del dolce in Piemonte, ha comprato per 2,8 miliardi di dollari Nestlé il business dolciario statunitense, con venti storici marchi, come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka, il diritto esclusivo sul marchio Crunch negli Stati Uniti e i brand di caramelle SweeTarts, LaffyTaffy e Nerds, oltre ai siti produttivi statunitensi di Nestlé a Bloomington, Franklin Park e Itasca, in Illinois.

L’azienda albese opera negli Usa fin dal 1969 e adesso si rafforzerà con gli uffici di Glendale, in California, e le altre sedi proprie in Illinois e in New Jersey.

Dopo che nel 2016 l’attività dolciaria di Nestlé negli Usa ha visto un fatturato di circa 900 milioni di dollari, il nuovo affare renderà Ferrero la terza più grande azienda dolciaria nel mercato statunitense.

La Ferrero nasce ad Alba il 14 maggio 1946, con un atto costitutivo alla Camera di Commercio locale da parte di Pietro e Michele Ferrero,  ideatori della Pasta Gianduja, un panetto al gusto di gianduia da tagliare in fette o spalmare sul pane, con Giovanni, fratello minore di Pietro, che ideava la pubblicità e i loghi.

Quando il 4 settembre 1948 una violenta alluvione devastò ad Alba la fabbrica Ferrero, i dipendenti insieme ai fratelli si misero a spalare la melma cercando di salvare i macchinari, riuscendoci prima della fine del mese.

Qualche mese dopo, il 2 marzo 1949, a 51 anni morì per un infarto Pietro Ferrero, che lasciò l’azienda al fratello Giovanni,   alla moglie Piera e al figlio Michele.

Nel 1956 a Stadtallendorf, nell’Assia, a 150 km da Francoforte, vennero fondati la Ferrero GmbH e il primo stabilimento estero, che produceva la Mon Chéri, un cuore di cioccolato che racchiude una gustosa ciliegia.

Un anno dopo mori Giovanni Ferrero e il controllo dell’azienda passò al nipote Michele, desideroso di esplorare nuove vie e di sperimentare continuamente nuovi prodotti e forme promozionali assolutamente originali per quei tempi.

La mente creativa di Michele Ferrero nel 1964 diede vita alla Nutella, la crema spalmabile alla nocciola, oggi conosciuta in tutto il mondo e studiata persino dai sociologi.

Nell’anno della contestazione, il 1968, Ferrero lanciò Kinder Cioccolato, la barretta di cioccolato ripiena di latte, capostipite di una grande famiglia di prodotti, e il Pocket Coffee, per la pausa del caffè, cui un anno dopo si aggiungerà Tic Tac, un confettino alla menta in una mini-scatola dispenser.

Il trionfo di Ferrero arrivò nel 1982, con Ferrero Rocher, una nocciola all’interno di un guscio di cioccolato pralinato, noto anche per gli spot televisivi con una serie di personaggi particolarmente graditi al pubblico.

Negli anni Novanta Michele Ferrero creò Kinder fetta al latte, seguito poi da Kinder Pinguì (1992), Kinder Paradiso (1994) e Kinder Bueno.

Ma nel 2011, durante una missione umanitaria in Sud Africa, mori Pietro Ferrero, nipote di Michele, che lasciò l’azienda nelle mani del fratello Giovanni.

Il 14 febbraio 2015, a quasi 90 anni, morì Michele Ferrero, mentre nello stesso anno il Gruppo Ferrero formalizzò l’acquisizione di Thorntons, azienda dolciaria britannica, fondata nel 1911, che fu la prima acquisizione nella storia dell’azienda.

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