Il Pre-Carnevale di Bosconero 2018

bosconero cernevale 1Sabato 13 gennaio a Bosconero, nel Canavese, nel salone pluriuso Don Manavello, in via Villafranca, a partire dalle 21, inizierà la fiaccolata che darà il via al Pre-Carnevale di Bosconero, con l'Incoronazione di Chinota XXXVIIl, la Regina dei Plareuj.

In una serata presentata da Sonia Caramma, la reginetta uscente, Silvia Rosa Cardinal, cederà lo scettro e il tradizionale copricapo alla nuova Chinota, che sarà omaggiata dalla sua corte, composta da un cerimoniere, due damigelle, due alabardieri e due trombettieri, oltre che da due damigelline, due paggetti e due paggettini.

La nuova regina Chinota riceverà poi uno speciale tributo da vari gruppi storici dei comuni limitrofi e non solo, ospiti della serata, come i gruppi carnevaleschi del Canavese, delle Valli di Lanzo e del Chierese.

Domenica 11 febbraio, la Chinota XXXVII sfilerà col suo seguito per le strade bosconeresi accompagnata dalla Filarmonica cittadina, con partenza alle 9 da piazza Martiri e, dopo la Santa Messa delle 10:30 con l'annuale benedizione delle pentole di rame, alle 11:45 la Pro Loco di Bosconero distribuirà alla popolazione la tradizionale fagiolata con cotenne.

Alle 12:30 su prenotazione si potrà partecipare al grande pranzo imbandito dalla Pro Loco di Bosconero presso il salone Don Manavello di via Villafranca, poi il Pre-Carnevale bosconerese si concluderà sabato 24 febbraio con il Carnevale dei bimbi dalle 14:30.

Il nome di Bosconero deriva dal fitto bosco che intorno all’anno 1000 si
estendeva per migliaia di ettari tra l’Abbazia Fruttuaria di San Benigno Canavese e il centro
economico di Rivarolo Canavese.

Già citato nel 882 in un documento come Roveredum, il primo nucleo di Bosconero si trovava vicino alle rive del torrente Orco che, nascendo dal massiccio del Gran
Paradiso,
lambisce il territorio del paese, ai confini con la selva Fullicia, la selva Gerulfia e la grande Abbazia di Fruttuaria.

Roveredo all’inizio non ebbe una serie di contatti proficui con l’importante centro religioso e culturale benedettino ma, grazie al tenace lavoro dei monaci di Fruttuaria, che trasformarono zone boscose in terre fertili e produttive, gli abitanti di Roveredo furono convinti a iniziare la coltivazione massiccia di campi, prati e vigne.

Dopo l’anno Mille, per la vicinanza al torrente Orco, Roveredo visse anni di declino, per le rovinose alluvioni del torrente, ma anche per essere una meta frequente di scorrerie di barbari e briganti, e scomparve per ricomparire a qualche chilometro più lontano dal fiume, in un
nuovo e più ampio centro chiamato Bosconegro e Lotti, dove sorge l’attuale nucleo abitato.

A partire dall’anno 1694 Bosconegro e Lotti non fu più una frazione di Rivarolo e divenne Comune autonomo.

Oggi Bosconero è un centro che ha tanti motivi turistici e culturali, come la festa patronale in onore di San Giovanni Battista, nata da una serie di attività svolte dalle numerose Associazioni, la storica festa del borgo La Rusà in onore della Madonna della Neve, la Sagra del Tomino della
Frazione Mastri, oltre alla Mostra regionale dell’Artigianato, che richiama migliaia di visitatori da tutta Italia la seconda domenica di maggio ogni anno.

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