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Festa della Valle Frascherina 2017 a Casalborgone

casalborgna festa 1Dal 18 al 21 agosto a Casalborgone, in provincia di Torino, si terrà la festa della Valle Frascherina, che sarà un tuffo nelle radici della zona in onore di San Bernardo di Mentone, con gli immancabili appuntamenti tradizionali, gastronomici e musicali.

Il calendario vedrà una serata dedicata a panini e birra, al fritto di pesce, alla minestra di ceci e agli gnocchi, il tutto accompagnato da gradevoli momenti musicali. 

La prima attestazione scritta di Casalborgone risale a un diploma, redatto il 7 maggio 999, con cui il vescovo di Vercelli ottenne dall'imperatore Ottone III, oltre ai possedimenti confiscati ad Arduino d'Ivrea, la conferma di altre località, situate nell'area collinare a sud del Po, già prima concesse all'episcopato vercellese.

L'abitato certamente era sorto già prima dell'anno Mille, sulla sommità del colle che domina la valle, come conferma il nome dialettale rimasto al centro storico, ’l Leu, vocabolo derivato dal nome latino attribuito a partire dal X secolo ai piccoli villaggi rurali.

Guidone di Cocconato, già nominato vicario regio di Parma, fu il primo signore di Casalborgone, come indica un documento stipulato a Casorzo nel 1305 e ottenne dall'imperatore Enrico VII, il 28 dicembre 1310, il riconoscimento del titolo comitale con conferma dei diritti e beni goduti dalla famiglia in Casalborgone e venti altre località.

Per oltre quattro secoli Casalborgone fu dominata dai Cocconato del Consortile di Radicata, sempre cercando di non soccombere alle mire espansionistiche dei vicini, i conti di Savoia, il marchese di Saluzzo, i Visconti, alternando ostilità e alleanze, lo stesso marchese di Monferrato tentò di sottometterli.

Nel 1503 l'Imperatore Massimiliano sottomise i signori del Consortile di Radicata al genero Filiberto II duca di Savoia, concedendogli l'investitura di tutti i feudi, ma dopo la sua morte tutti i nobili della zona riottennero la loro indipendenza, con castelli, feudi e diritti, dall'imperatore Carlo V nel 1530.

Ma il conte Ranieri di Casalborgone, unico di tutti i signori del Consortile di Radicata, aveva già nel 1504 reso omaggio di fedeltà al duca di Savoia, che ne investì Giovanni e Alamanno, figli di Ranieri.

I due rampolli Cocconato poi cedettero le loro quote al duca Carlo III di Savoia che a sua volta ne aveva investito il Cavalier Nicolò Balbo di Vernone, con un patto di riscatto dopo cento anni.

Negli anni successivi il borgo venne governato dai conti Goveano e il conte Masseratti finché, ritornato nel 1632 il feudo a Maria Cristina di Savoia per gli scaduti termini di riscatto, non fu ceduto nel 1638 al conte Mario Broglia.

In cambio Maria Cristina di Savoia, che saldava un debito contratto dal duca di Savoia Carlo Emanuele I con Carlo Broglia arcivescovo di Torino, ricevette parte del feudo di Agliè, con i terreni annessi.

Gli ultimi conti di Casalborgone, che vivevano in un palazzotto a fianco del castello, erano morti nella terribile epidemia di peste del 1630.

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