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Prima del bottone al Museo dell’Antichità di Torino

prima bottone 1Fibule, armille, lacci, questo erano gli accessori di moda nell’antichità, prima della grande invenzione dei bottoni e delle asole.

Ed è dedicata a questi strumenti la mostra Prima del bottone: accessori e ornamenti del vestiario nell’antichità, realizzata dai Musei Reali di Torino al Museo di Antichità, aperta fino al 15 novembre.

L'esposizione è nel contesto della nuova campagna social proposta dal Ministero dei beni e delle attività culturali del turismo, dedicata al rapporto che da sempre lega la moda al mondo dell'arte.

La mostra espone, spesso per la prima volta, le collezioni di fibule (spille di sicurezza decorate), e di armille (braccialetti) dell'epoca preromana, ovvero tra il X e il II secolo a.C.

Sono oggetti di grande pregio in bronzo, argento, osso, pasta vitrea e ambra, provenienti da tutta la penisola, dal grande valore economico, poiché rappresentavano elementi di ricchezza e quindi di celebrazione del proprio status sociale, ma erano importanti anche perchè accompagnavano i proprietari nei momenti più importanti della loro esistenza, in particolare durante le cerimonie sacre o funebri.

La fibula è vista come un elemento del vestiario, ma anche nella sua funzione ornamentale, mettendone in evidenza significati identitari, religiosi, magici e sociali.

A fianco degli aspetti culturali è approfondito anche l'aspetto tecnologico, grazie al contributo del restauro e delle analisi diagnostiche, cui è dato un vasto approfondimento nella mostra, che permettono una dettagliata conoscenza dei processi produttivi antichi.

Ben 406 esemplari provengono dalla collezione Assi del Museo di Antichità, nata alla fine dell’Ottocento con lo scopo di elaborare una sezione per documentare lo sviluppo delle varie industrie preistoriche e protostoriche.

La maggior parte degli oggetti provenienti da questa collezione sono dell'età dal Bronzo Finale fino al V-IV secolo a.C., in particolare dall’area centro-italica e meridionale.

A questi vengono affiancati reperti provenienti dal territorio piemontese frutto degli scavi tenutisi negli ultimi anni, offrendo al pubblico la possibilità di vedere come venivano utilizzati nel vestiario tali oggetti e in quali contesti sono ritrovati dagli archeologi.

Ad esempio la necropoli golasecchiana di Gattinara, scoperta nel 2016, ha permesso di scoprire splendidi bronzi decorativi, come un bellissimo bracciale con 40 pendenti in bronzo, corallo e osso lavorato del V secolo a.C., unico nel suo genere, ed esposto qui in anteprima assoluta.

La mostra, curata da Elisa Panero con la collaborazione di Valentina Faudino, è stata realizzata con il supporto di Snam Retegas e di Perlunica srl e la collaborazione della Scuola Professionale per Orefici E.G. Ghirardi di Torino.

L’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 9 alle 19,30.

Il biglietto d’ingresso intero costa 12 euro, ridotto 6 euro per i ragazzi dai 18 ai 25 anni ed è gratuito per i minori di 18 anni, gli insegnanti con scolaresche, le guide turistiche, il personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, i membri dell’ICOM, i disabili e i loro accompagnatori e per i possessori dell'Abbonamento Musei e della Torino+Piemonte Card.

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