Pragelato Festa dei Fiori 2017

pragelato fiori sagra 1Il 17 e 18 giugno a Pragelato, nell’alta Val Chisone, ci sarà la Festa dei Fiori, con anche una mostra di acquerelli di Gianna Tuninetti, mentre sabato alle 16 è prevista la conferenza I fiori raccontano di Gianna Tuninetti presso la casa degli Escartons.

Domenica dalle 9 alle 14 ci sarà la manifestazione florovivaistica con intrattenimento musicale in Piazza Lantelme, alla 10 la Santa Messa a La Ruà e alle 14:30 Quel mazzolin di fiori con una merenda e l’intrattenimento musicale.

Le prime notizie su Pragelato risalgono al Medioevo, grazie all'atto di fondazione dell'abbazia benedettina pinerolese di Santa Maria e alla donazione di una serie di benefici da parte della contessa Adelaide di Susa.

Tra il XI e il XII secolo, la località fu il cuore dei progetti espansionistici dei Delfini di Vienne, che s’impossessarono gradualmente di tutto l'alto corso del Chisone.

In seguito Pragelato, insieme a Casteldelfino, Chateau Queyras, Oulx e Briançon, entrò a far parte della Comunità degli Escartons, un grande esempio di autonomia amministrativa e un'originale forma di democrazia, con maggiori libertà associative e di gestione dei territori.

La comunità degli Escartons aveva come capitale Briançon e comprendeva oltre l’Alta Val Chisone anche il Briançonnais, il Queyras, l'alta val di Susa e Castel Delfino in alta val Varaita.

I capifamiglia potevano decidere sull'utilizzo dei pascoli, sulla costruzione di ponti e strade, sull'elezione dei consoli, cioè i sindaci, o sulla risoluzione delle controversie.
Quando il duca di Savoia, nel 1690, entrò a far parte della Lega asburgica, la Francia rafforzò militarmente tutta la zona di Briançon.

Dopo le guerre di successione spagnola e il trattato di Utrecht, la Francia perse il territorio degli Escartons italiani e il duca di Savoia concentrò il traffico commerciale attraverso il Moncenisio, così la Repubblica degli Escartons perse la sua unità e cessò definitivamente di esistere nel 1790.

Contemporaneamente i Poveri di Lione, Catari e Dolciniani s’insediarono nell'alto Corso del Chisone.

Pragelato durante il periodo napoleonico conobbe un periodo di sviluppo notevole, soprattutto dopo la costruzione della Strada Nazionale, poi vennero aperti in Val Troncea i cantieri minerari del Beth che nel 1904 divennero purtroppo noti per una valanga che uccise 81 minatori.

In seguito Pragelato e l'intera valle furono colpiti dagli eventi di grande portata storica che seguirono lo svolgersi della Seconda Guerra Mondiale e che culminarono nella battaglia del Genevris dell’agosto 1944.

Oggi Pragelato è diventata una nota località turistica, dove d'inverno si praticano lo sci da discesa, il fondo e il pattinaggio, e dove d'estate è possibile passeggiare tra suggestivi monti e pinete di abeti e larici.

All'interno del suo territorio si trova il Parco Naturale Regionale della Val Troncea, con un ricchissimo patrimonio floristico e faunistico, oltre a notevoli esempi di architettura occitana nei centri di Laval, Troncea e Seytes e suggestivi itinerari alle miniere del Beth.

Fra le numerose chiese a La Ruà si trova la parrocchiale dedicata all'Assunzione di Maria Vergine, fatta costruire da Luigi XIV e nella località di Villini c’è un Santuario dedicato alla Madonna delle Nevi.

Molto caratteristici e rinomanti sono i prodotti enogastronomici di Pragelato, tra il miele, le marmellate, i distillati da erbe, fiori e radici, di cui c’è una ricca documentazione nel Museo del Costume e delle Tradizioni delle Genti Alpine.

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