Echi da Auschwitz a Venaria Reale

venaria echi 1Da domenica 15 gennaio a domenica 5 febbraio l’inQubatore Qulturale e la Biblioteca Tancredi Milone di Venaria Reale (TO) ospiterà la mostra Echi da Auschwitz. Un viaggio nella memoria attraverso le immagini di Alessandro Lercara e i testi di Barbara Odetto.

La mostra, itinerante dal 2012, è stata ideata con l’Associazione Mai tardi-Amici di Nuto e alla Fondazione Nuto Revelli Onlus che, con il finanziamento dei Comuni di Borgo San Dalmazzo, Cuneo, Fossano e Saluzzo hanno permesso la stampa delle opere.

Il progetto nasce da un’esperienza vissuta nel 2011 dal fotografo Alessandro Lercara e dalla giornalista Barbara Odetto all’interno dei campi di concentramento Auschwitz-Birkenau, quando, saliti sul Treno della Memoria, organizzato dall’Associazione torinese Terra del Fuoco, i due vivono la desolazione dei luoghi dell’Olocausto.

Due concetti fondamentali distinguono gli scatti fotografici: il movimento e l’eco, mentre le immagini puntano sul dualismo tra mosso e statico per rappresentare il tempo che si è fermato brutalmente per i deportati del Campo di Concentramento e Sterminio di Auschwitz-Birkenau, ma anche quello che scorre inesorabile, fugge via, e spesso cancella i ricordi.

Auschwitz, ma soprattutto Birkenau, sorgono in un nulla che per molti ha rappresentato tutto e per sottolineare la potenza delle urla silenziose dei deportati ogni scatto è accompagnato da una breve frase: un pensiero, talvolta sottointeso, talvolta sarcastico, che non appartiene a un prigioniero in particolare, ma a ognuno di loro.

Perché di fronte all’orrore, al dolore, all’annientamento le donne, gli uomini, i bambini, i ricchi, i ladri, i poveri, gli Ebrei così come i Rom di Auschwitz Birkenau hanno sicuramente pensato quelle parole.

Nelle fotografie le persone non sono protagoniste, si avvertono, s’intravedono solo in alcuni scatti, quasi bisogna cercarla, come eco di una memoria e di un tempo che tendono a svanire, ma non devono.

Lontano dall’essere una denuncia politica o razziale, la mostra deve mantenere vivo il ricordo di un passato relativamente recente, ma che purtroppo sta svanendo perché i suoi testimoni stanno scomparendo.

La mostra sarà vistabile all’inQubatore giovedì e venerdì dalla 15 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, in biblioteca martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 18.30, mercoledì dalle 14 alle 18.30, sabato dalle 9 alle 12.30. 

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