Capodanno 2016 a Pinerolo

capodanno pinerolo 2Il 31 dicembre sarà un capodanno con le luci volanti a Pinerolo, 200 lanterne illumineranno il cielo nella cittadina a pochi chilometri da Torino in un ambiente pieno di musica, panettone, the caldo, cioccolate e ovviamente spumante.  

Le lanterne, custodite in un'apposita area delimitata in piazza Vittorio Veneto, saranno rilasciate nel cielo a partire dalle 23.45 e anche la gente in piazza potrà partecipare all'evento.

Tra le esibizioni musicali ci sarà Tu... e le altre, tribute band di Umberto Tozzi che canterà fino a mezzanotte, poi dopo il brindisi spazio al Dj set per continuare a divertirsi nel nuovo anno.

L'evento sarà organizzato in collaborazione con la Proloco di Pinerolo e con il supporto del Centro Commerciale Le Due Valli.

Ma raccontiamo un po’ questo borgo così particolare e antico.

Intorno all’anno Mille, quando compare per la prima volta nei documenti storici, Pinerolo era un popoloso insediamento rurale, articolato in almeno tre borgate, intorno ad altrettante piccole chiese di campagna e al suo castello.

Nel 1064 la potente contessa Adelaide decise di fondare nella borgata di San Verano un monastero dedicato alla Vergine, le cui ricchezze fecero affluire a Pinerolo artigiani e mercanti, trasformandola da villaggio rurale in una piccola capitale della produzione tessile piemontese.

Nel Quattrocento la storia di Pinerolo giunge a un bivio decisivo quando il duca di Savoia, Amedeo VIII, unì il Piemonte ai suoi possedimenti, ma la posizione di Pinerolo fu considerata troppo marginale e nel 1436 il duca decretò che il Consiglio e l’università rimanessero per sempre a Torino, che divenne la capitale del Piemonte.

Il contraccolpo su Pinerolo fu fortissimo e nei secoli successivi la cittadina visse tre successive dominazioni francesi, che caratterizzeranno in modo indelebile il suo profilo urbanistico e la sua storia demografica ed economica.

Assediata e presa dall’esercito francese, comandato dal cardinale di Richelieu in persona, nel marzo 1630, fu una delle piazzeforti di frontiera del regno di Francia per ben sessantasei anni, fino al 1696, col ritorno a quello che sarebbe diventato il Regno di Sardegna.

Con Vittorio Amedeo II la città si avviò verso una nuova espansione urbana, mentre l’industria tessile cominciò a modernizzarsi, assumendo per la prima volta caratteristiche proprie della rivoluzione industriale allora in corso nei paesi più avanzati d’Europa.

In epoca napoleonica continuò la crescita dell’industria tessile pinerolese, anche grazie alle committenze dell’esercito imperiale, e accanto all’industria laniera e a quella della seta prosperò il mondo della tipografia.

La costruzione della ferrovia Torino-Pinerolo, inaugurata nel 1854, sancì la piena integrazione della città nel sistema industriale del Nord-Ovest, e negli stessi anni la trasformazione urbanistica seguì da vicino la crescita della città, cominciando a darle l’aspetto attuale.

Con le riforme dei primi governi unitari la città cominciò ad assumere anche il ruolo di fondamentale polo scolastico su vasto territorio di montagna e di pianura.

Ma a lasciare il segno sul paesaggio urbano fu anche la presenza militare, infatti la Scuola di Cavalleria, stabilita in città nel 1849, vi rimase anche dopo l’Unità, trasformando definitivamente Pinerolo nella capitale della cavalleria italiana.

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