Trofarello Presepe Meccanico 2016

presepe meccanico 1Anche per il Natale 2016 aTrofarello, in provincia di Torino, ci sarà il presepe meccanico, visitabile dal 8 dicembre all’8 gennaio nell'antica chiesa di San Giuseppe Agonizzante nell'omonima piazzetta dalle 16 alle 18,30.

Il presepe è composto da oltre 50 personaggi in movimento, 100 figuranti fissi, le fasi giorno tramonto notte e alba e anche il passaggio della cometa nella notte, nel contesto geografico della Terra Santa con i suoi contrasti tra il verde della Galilea, raccolta attorno al lago di Tiberiade, e il deserto di Giudea, ai cui bordi sorge Betlemme.

La zona ove sorge Trofarello è la fascia marginale della pianura e sui primi declivi del sistema collinare torinese e fin dall’antichità fu un luogo di transito per le comunicazioni lungo la pianura e tra la pianura e la collina, dato che vi passavano i percorsi che dal nodo di Piacenza, per Tortona e Asti, Torino e il Monginevro, portavano alla Gallia.

Nel periodo preistorico, alle popolazioni localmente presenti si sovrapposero popolazioni di ceppo ligure e in seguito celtiche, come dimostrano fibule bronzee del III secolo a. C, ritrovate in diversi siti nel territorio di Trofarello.

Sotto i Romani Trofarello era nelle vicinanze di tre importanti città romane, quali in particolare Chieri, Torino e Testona, nonché sulla via per Asti.

Nell'alto Medioevo la popolazione prevalente doveva essere quelle degli Arimanni, guerrieri che dipendevano direttamente dal re e risiedevano in guarnigioni stabili.

Dall'epoca di Carlo Magno sino alla dominazione del Barbarossa, la famiglia dominante su tutta la zona di Trofarello e Celle era quella di Guagnone e, successivamente, di Vagnone.

Nel corso delle guerre feudali, Trofarello venne risparmiata da Federico Barbarossa, che nel 1154 confermava i diritti dei suoi feudatari.

Il 2 luglio 1256 i Vagnone, signori di Trofarello, donavano i loro feudi a Chieri e ne riottenevano l’investitura con obblighi imposti dalla comunità chierese.

Nel XVI secolo Trofarello era un suddito del principato di Savoia, pur conservando parte degli antichi diritti di autonomia, poi seguì da vicino tutte le vicende storiche che coinvolsero la città di Chieri e le località limitrofe.

Appartenuto ai Conti Vagnone di Celle e di Trofarello, il castello è sul declivio collinare tra i confini del torinese e del Monferrato.

Dopo gli interventi dell'impresa Pastura, società specializzata nel restauro edilizio d’immobili vincolati dalla Soprintendenza, il castello è com’era trecento anni fa, sia per quel che riguarda gli spazi esterni che quelli interni.

La decorazione delle sale nobiliaria, come quella del Salone delle Feste e delle altre stanze dello stesso piano, riprende schemi e soggetti tipici del XVIII secolo, con disegni di trofei e armi affiancate a strumenti musicali, riprodotti sui parapetti in papier mache e sulla volta, un trionfo di angeli ripropone allegorie che richiamano quelle delle residenze sabaude.

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