Ciriè Presepe sotto la neve 2016

presepe sotto la neve 1Presso l’Oratorio della Chiesa di San Giuseppe di Ciriè, in provincia di Torino, dal 3 dicembre all'8 gennaio 2017, è in esposizione un Presepe meccanico fra i più grandi del Piemonte ambientato sotto un dolce manto nevoso, in un villaggio alpino delle Valli di Lanzo, che si estende su una superficie di oltre 70 metri quadrati.

Moltissimi sono i personaggi animati che mostrano antichi mestieri non più praticati, mentre la precisa ricostruzione paesaggistica e architettonica si manifesta in laghetti, torrenti con cascate, fontanili, case e alpeggi in pietra, mulini che si muovono grazie all'acqua corrente.

Nel plastico sono rappresentate scene di vita del luogo e appositi effetti di luce ricreano l'alternarsi del giorno e della notte, dell'alba e tramonto, con la luna, la stella cometa e le altre stelle del firmamento, che lentamente lasciano spazio a una fitta nevicata.

Il Presepe di Ciriè è stato definito uno dei più caratteristici d'Italia e l'impressione che resta negli occhi e nel cuore del visitatore è un quadro preciso che riporta il Presepe alla sua funzione di una pagina di Vangelo tradotta nella religiosità popolare, accompagnata da un forte messaggio di Pace.

Le prime notizie sul piccolo borgo di Ciriè sono del 1229, quando i Marchesi del Monferrato, in conflitto con i Conti di Savoia per il dominio sul Canavese, lasciano nei loro documenti scritto che “... Lanzo fosse appartenente al Marchese di Monferrato, il quale da tempo signoreggiava già le Castellanie di Ciriè e Caselle... ”.

Nel 1296 Margherita, figlia di Amedeo V di Savoia, sposò Giovanni I di Monferrato e dopo la sua morte nel 1305, governò le tre Castellanie personalmente, vivendo nell'antico Castello di Ciriè.

Margherita morì nell'agosto del 1349 ma le sue Castellanie erano ancore in possesso della Casa Savoia per via di un altro matrimonio tra Jolanda, figlia di Teodoro I, e Aimone di Savoia.

Ancora un'alleanza tra le casate di Monferrato e Savoia portò Ciriè a far parte a tutti gli effetti dello Stato Sabaudo, infatti, alla fine del Trecento Secondotto, Marchese di Monferrato, per liberarsi dalle truppe di Bernabò Visconti, signore di Milano, chiese aiuto ad Amedeo VII, cui dovette cedere, unitamente a Chivasso, tutti i possedimenti nel Canavese.

Con l'annessione al Ducato di Savoia di Chivasso e Vercelli (1430 - 1440) iniziò per Ciriè un periodo tranquillo, fino allo scoppiare delle guerre tra Francia e Spagna per il dominio sull'Italia.

I soldati di Re Francesco I nel 1536 occuparono il Piemonte occidentale e Ciriè perse per sempre l'antico castello, dimora di Margherita di Savoia, distrutto dai francesi durante la ritirata dopo il trattato di Cateau-Cambresis.

Dal 1560 il borgo tornò a essere feudo dei Savoia sino a quando nel 1576 non fu ceduto in permuta con i feudi posti nel Principato di Oneglia, appartenenti a Gian Gerolamo D'Oria di Genova.

Dopo la Rivoluzione Francese e l’arrivo di Bonaparte in Piemonte, i D'Oria vennero esiliati e fu solo dopo il Congresso di Vienna (1814/1815) che Ciriè, insieme al Canavese e all'intero Piemonte, tornò a essere di Casa Savoia.

Il XIX secolo, caratterizzato dal lungo e faticoso cammino verso il Regno d’Italia, non scosse particolarmente Ciriè, ci fu solo l’inaugurazione nel 1869 della linea ferroviaria Torino-Ciriè, che portò il comune a diventare zona di notevole valore commerciale e turistico. 

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