Una Visual Food in Piemonte

sara visual food 1Sara Granero di Pinerolo trasforma i pomodori in gamberi pronti a passeggiare su una sabbia di legumi oppure tulipani ripieni di mousse di formaggio o, ancora, piccole coccinelle posate su un piatto di agnolotti, mentre il semolino si trasforma in fiori dal profumo appetitoso e le patate spruzzate di curcuma sono un mazzo di mimosa oppure di calle, davvero bello da vedere e mangiare e gli gnocchi al gorgonzola nella stagione della vendemmia prendono la forma di un sugoso grappolo d’uva e le melanzane diventano scarpette ballerine con tanto di fiocco rosso.

Infatti la Granero è una Visualfoodist, una delle 60 in Italia diplomate all’Accademy VisualFood di Modena di Rita Loccisano, che con il motto “Bello da vedere, buono da mangiare” muta in opere d’arte gli alimenti e i piatti più semplici.

Madre di quattro figlie, Sara ha riposto nel cassetto la laurea di logopedista e si è convertita al VisualFood, una nuova disciplina che coniuga estetica e funzionalità dei cibi con i piatti che vengono progettati persino nella loro presentazione “Fin da piccola mi affascinava la cucina, ma soprattutto la presentazione e la cura dei piatti. Navigando in Internet mi sono imbattuta nel VisualFood ed è stato amore a prima vista. Ho cercato di capire se poteva andare bene anche per me: è un’arte accessibile a tutti. E da appassionata a Visualfoodist il passo è stato breve. Ho fatto il corso in Accademia e ora sono anche trainer”.

Sara tiene corsi per professionisti e amatori, sia collettivi che individuali, anche a domicilio, corsi per bambini e anche servizi e allestimenti per buffet, come nel caso del recente corso tenuto a Cristina Nebbia, neo-mamma di Palestro laureata in fisioterapia e terapia occupazionale, anche lei parte del mondo del cibo bello da vedere.

“Casa mia è un porto di mare, dove figli e amici entrano ed escono in continuazione e fino all’ultimo non si sa mai in quanti ci si siede a tavola. I miei pranzi e le mie cene ora sono gettonate” spiega Sara “Tutti si aspettano piatti VisualFood”.

In questa disciplina basta solo l’amore per la cucina e avere un po’ di fantasia e creatività “Le creazioni sono piatti progettati per essere consumati e non solo ammirati. Si mangia tutto: la rosa fatta con il salmone, il fiore con il peperone. Tutto è commestibile. Vengono anche riutilizzati tutti gli scarti di lavorazione, in modo che nulla finisca nella spazzatura. Alcune creazioni sono di facile e rapida realizzazione. Anche il risotto, fumante, può venire trasformato in un cuore che batte d’amore”.

Il successo con i commensali porta poi gli alimenti a essere piccole opere d’arte che lasciano inalterate la funzione e il valore dei cibi “Quando scopri il VisualFood, poi non puoi più farne a meno. Diventa naturale presentare a tavola anche un semplice piatto di affettati trasformato in un bouquet di fiori”. 

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