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Ceretti di Front Sagra della Patata 2016

sagra patata 2016 1Dal 28 luglio al 3 agosto, a Ceretti di Front, in provincia di Torino, torna con la terza edizione la Sagra della Patata, tra 1500 posti a sedere coperti nello stand gastronomico, maxi pista da ballo e molta musica, per un mix composto da tradizione e simpatiche novità.

Unita a iniziative legate alla riscoperta del Canavese, la combinazione della Sagra della Patata con la festa di San Domenico propone, oltre al menù composto di antipasti tipici, primi piatti, grigliate di carne e pesce, fritti di pesce, contorni sfiziosi e dolci vari, i piatti locali poco noti, come i tradizionali gnocchi, i lisotti, una piadina cotta alla piastra e servita, in origine, con salsa a base di aglio, con anche varianti a base di pomodoro, gorgonzola, nutella e marmellata, e le ciambelle di patate, una ghiottoneria fritta cosparse di zucchero a velo o semolato.

La patata di Ceretti di Front è un prodotto che la Pro Loco locale valorizza ogni anno, sia per i criteri di coltivazione biologica che per la stagionatura, che avviene in casse di legno di larice al buio delle vecchie cantine, oltre che per la rivalutazione della freschezza e qualità della patata di collina, con l’accompagnamento di ottimi vini provenienti da diverse parti del Piemonte e dell’Oltrepò pavese.

Anche quest’anno San Dümine proporrà un ampio spazio dedicato a La Piazza del Gusto, a cura dell’Associazione Turistica Pro loco Ceretti.

Ceretti di Front è un piccolo borgo adagiato in un cuneo di terra, parte dell’altopiano morenico delle Vauderi, con vicino due terreni convergenti alimentati da fontanelle, la Becià e la Cascarina che si perdono nella vegetazione, mentre l’agglomerato abitativo oggi conta poco meno di trecento abitanti.

Pare che il nome Ceretti derivi dal latino “quercus cerrus” che letteralmente significa querce, cioè “cerri”, di cui rimangono solo poche unità, dato che moltissime sono state abbattute per creare una radura abitabile con prati e frutteti da coltivare.

Non si sa quando arrivarono i primi abitanti, ma è sicuro che tre famiglie, diventate patriarcali, vivessero nella zona già nella prima metà del Seicento, i Blancus, i Boninus e poco più tardi i Tosatus, che vi s’insediarono per sfuggire alla peste che colpì gran parte del Piemonte.

La popolazione, dal carattere forte, indipendente e con spirito d’iniziativa, fino alla fine dell’Ottocento rimase legata a nomi della tradizione contadina, come Giuseppe, Antonio, Caterina, Giovanna, Domenico, Battista, che porta a vari soprannomi, tra cui Vesco, Bolognini, Cupe, La mula, Patron, Varò, Tre, Nage, Sigala, Bugin e Genentun.

Ancora oggi molti dei soprannomi e degli insegnamenti di vita di una volta vengono usati dagli abitanti di Ceretti di Front. 

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