Almese Picnic in bianco 2016

almese picnic bianco 1Il 29 luglio ad Almese, in provincia di Torino, si terrà la seconda edizione di un originale evento, il picnic in bianco, che in piazza Martiri della Libertà, a partire dalle 19, invita tutti a partecipare, con l’unico obbligo di essere vestiti interamente di bianco.

Sarà possibile mangiare usando il proprio cestino oppure comprando i prodotti dai ristoratori in loco, poi si potranno occupare tavoli e sedie già precedentemente preparati e godersi il buon cibo, la compagnia e la musica della serata.

Il nome Almese per alcuni deriva da “Ad Maesam” cioè accanto al torrente Messa, secondo altri dal gallo-romano “Almo” una derivazione che sarebbe coerente con i ritrovamenti nella zona di Malatrait e nella villa romana di Rivera, che vedono insediamenti nella tarda età del ferro poi notevolmente espansi nel periodo romano.

Si sa solo che Almese fu un punto di passaggio, come testimoniano le antiche dogane per il pagamento di dazi e pedaggi ritrovate a Malano, vicino a Drubiaglio.

La fonte più antica dell’esistenza di Almese è del 1001, quando Ottone III concesse a Olderico Manfredi, figlio di Mongifredo e nipote di Arduino il Glabro, il titolo di marchese della contea di Torino e il relativo elenco dei beni cita “…tertiam partem… Almisii”.

Nel 1029, Olderico Manfredi donò al Monastero Benedettino di San Giusto di Susa un terzo della valle di Susa, di cui facevano parte anche “quelle parti che vengono chiamate Almese e Rubiana” e poi tempo dopo i benedettini fondarono una prepositura intitolata a San Mauro di Almese e da allora la storia del paese si lega a quella di San Mauro.

Nel Trecento l’abbazia almesina divenne un castello, fortificato assieme alle aziende agricole locali, come dimostrano gli statuti rurali,  un documento pubblicato tra il 1311 ed il 1314 dalla Signoria di San Giusto.

Verso il Quattrocento Almese dovette affrontare le inondazioni del torrente Messa, ingrossato dai residui di lavaggio dell’ematite, estratta dalle locali miniere di ferro, che si risolsero solo con il rimboschimento del vallone del Messa agli inizi del Novecento.

Nel 1690, quando i francesi conquistarono Susa e Avigliana, Almese venne saccheggiato e alla fine della razzia ci furono una ventina di morti e la distruzione di case e colture.

Dopo la riorganizzazione dell’amministrazione comunale, nel 1769 il convento di San Giusto fu chiuso e i territori almesini divennero parte del Reale Patrimonio, mentre dopo la rivoluzione francese fu instaurato un governo provvisorio con un gruppo di giacobini capeggiati dal segretario comunale, Gandolfi.

Sotto Napoleone la regione fu annessa alla Francia, poi, dopo la caduta dell’impero, Almese divenne Comune capo di mandamento della Provincia di Susa, con i Comuni aggregati di Villar-Almese, oggi Villardora, Rivera e Rubiana e nel 1845 venne ampliata la piazza Martiri.

Almese rimarrà borgo agricolo fino a quando, nel 1854, la ferrovia renderà possibile l’impianto di alcune industrie, oltre alla costruzione delle scuole elementari e, dopo la nascita del Regno d’Italia e due guerre mondiali, nel 1955 i comuni di Almese e Villardora vengono separati.

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