Torino Il Piemonte sui piatti

piemonte ceramica 1Tra il Settecento e l’Ottocento ci furono due fondamentali innovazioni nel mondo della produzione e del commercio di piatti e stoviglie in ceramica destinati a un vasto pubblico: la produzione di ceramica fine, ottenuta grazie all’aggiunta di caolino nell’impasto, e la tecnica che permette di stampare le decorazioni senza dipingerle a mano.

Allora la specializzazione produttiva di stoviglie e suppellettili domestiche in Piemonte si concentrava nel Cuneese, in particolare nella Valle Pesio, dove era presente una vivace attività industriale legata alla Ceramica Piemontese e alla Vetreria reale.

In particolare la Vetreria Reale, attiva dal 1759 al 1856, come la Manufactures Privilegées et Royales de France, era la più importante industria vetraria degli Stati Sardi, impiegata nella produzione di grandi lastre per finestre a specchi, vasi, bottiglie, bicchieri, compotiers di vetro e cristallo, sia inciso sia liscio e molato.

Molto conosciuta in tutto il Piemonte, la Ceramica Piemontese produsse pezzi in terraglia rossa e ceramica bianca: piatti, vasi, brocche, teglie, servizi da tavola e oggetti diversi, variamente decorati.

Un secondo centro importante fu la città di Castellamonte, in provincia di Torino, che fin dall'Ottocento era attivo nella produzione di stufe di terracotta e ceramica, che furono, grazie alle elaborate decorazioni e alla vivace colorazione, un oggetto d'arredo che oltrepassò i confini regionali. 

In quegli anni gli artigiani più importanti, come Giuseppe Pagliero, Antonio Galeazzi, Michele Stella e Giacomo Buscagliene, presero parte alle maggiori esposizioni industriali, ottendo riconoscimenti e lanciando reti di vendita con filiali e concessionari, diventando da una struttura di botteghe artigiane parte di una dimensione industriale di grande rilievo.

Una sessantina di piatti provenienti da queste botteghe, che portano impresse vedute di Torino e del Piemonte, saranno esposti nella Biblioteca della Regione Piemonte di via Confienza 14, aTorino, da mercoledì 8 giugno a venerdì 7 ottobre.

Alle 17 di mercoledì 8 giugno, il collezionista Piero Gondolo della Riva, curatore dell’allestimento, racconterà di come la geografia, ma anche la storia, e in particolare l’epopea napoleonica, ispirò la realizzazione di moltissimi piatti, tra cui quelli della manifattura francese di Montereau che raffigurano la morte del generale Desaix a Marengo e alcune battaglie svoltesi in Piemonte.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16 e il mercoledì fino alle 18.

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