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Palazzo Saluzzo Paesana L’armonia Nascosta

giansone torino 1Dal 21 aprile al 25 maggio, a Palazzo Saluzzo Paesana di Torino, la mostra L'Armonia Nascosta ricorda la vita e le opere di Mario Giansone, pittore, grafico, orafo ma soprattutto scultore, a cura dall’Associazione Archivio Storico Mario Giansone e Marco Basso.

Nato a Torino il 26 gennaio 1915, Giansone è stato assistente di Luigi Cibrario, docente di Anatomia all'Accademia Libera di Belle Arti di Torino e ha lavorato nello studio privato di Michele Guerrisi, per poi, dal 1946 al 1948, insegnare Anatomia all'Accademia Libera di Belle Arti di Torino.

Dagli anni Cinquanta l’artista ha esposto alle Quadriennali di Torino e Roma con un successo crescente, come dimostra la commessa della Santa Cecilia per l’Auditorium RAI di Torino e l’acquisto di due sue sculture da parte della Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino.

Gli anni Sessanta, oltre a produrre una monografia sull’artista, con testo di Giuseppe Marchiori, sono una felice fase creativa per Giansone, come dimostra nel 1965 la grande personale alla Galleria La Bussola di Torino.

Dal 1956 al 1985 l’artista insegna presso l’Istituto Statale d’Arte di Torino prima Plastica (ornato e figura modellata) e dal 1962 Disegno dal vero ed Educazione visiva, oltre ad essere Vicepreside dell’Istituto fino al 1975.

Nel 1980 Giansone vince un concorso nazionale per la realizzazione di un'opera monumentale che lo impegna per i due anni successivi.

Mario Giansone muore a Torino l'8 gennaio 1997.

Collocata negli spazi del Teatro e del Piano Nobile del settecentesco Palazzo Saluzzo Paesana, l'esposizione cerca l'armonia nascosta nelle opere dell’artista torinese, con tematiche come il jazz, espressione del dinamismo del suono e del ballo, la brutalità della guerra, il fascino delle innovazioni tecnologiche del Novecento, i gatti e le donne, con un occhio verso la spiritualità e la trascendenza negli ultimi anni.

Le 35 sculture, 50 quadri e 4 arazzi del percorso vedono l’estetica dell'artista, la ricerca puntuale di una coerenza formale, il dialogo con la materia, la transizione dall'informale al formale, il tutto in un incastro di vuoti e pieni che genera un vivido contrasto tra luci e ombre.

Inoltre negli stessi giorni dell’esposizione, dal 20 aprile al 20 maggio, il Gruppo Ersel di Torino propone un altro omaggio a Mario Giansone, ideato da Guido Curto, un insieme di pietre, marmi e quadri, dedicato ai grandi temi dell’opera dell’artista. 

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