Pechino virtuale al Mao di Torino

mao pechino 1Fino al 28 marzo, presso il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, si potrà avere il piacere di una visita multimediale alla Città Proibita di Pechino, sede del potere imperiale delle dinastie Ming e Qing, capolavoro architettonico e monumento simbolo della Cina.

Il museo della Fondazione Torino Musei, con la collaborazione della torinese LD Multimedia, leader europea nella produzione di scenari di realtà virtuale, propone negli spazi di via San Domenico una Virtual Room, dove si potrà vivere un viaggio alla scoperta del Palazzo della Suprema Armonia.

Dopo la prenotazione al 911/443.69.19, basta prendere posizione in una pedana di contenimento, indossare gli Oculus Rift e il viaggio comincia, tra la sala del trono, con il tappeto dell’Elisir dei Nove Draghi, che conduce al trono imperiale, dove sarà possibile sedersi, per guardarsi intorno come un tempo faceva l’Imperatore.

Per muoversi si utilizza uno joystick come quelli della Playstation, ma se si ha poca manualità, i movimenti a scatti danno un leggero mal di mare, ma poi a poco a poco i movimenti diventano fluidi ed estremamente realistici, il tutto in ricostruzioni 3D molto curate e dettagliate, con alta definizione delle immagini.

Inoltre i visitatori potranno fare il tour nella Città Proibita anche a casa, con il visore in cartone prodotto da LD e in vendita a 9 euro presso il bookshop del museo, mentre dal 23 febbraio saranno disponibili le app per IOS e Android, oltre a quella desktop, con e senza cardboard. 

Non è la prima incursione nelle tecnologie digitali per la Fondazione Torino Musei, tra le prime realtà museali ad aderire al Google Art Project, ma non sarà neanche l’ultima.

Infatti in primavera la collaborazione con LD Multimedia si sposterà al Borgo Medievale, nel Parco del Valentino, con una ricostruzione storica degli antichi mestieri, dove vivere la vita degli abitanti di un castello Medievale, grazie alla soggettiva stereoscopica 360° in movimento, sviluppata dall’azienda torinese in collaborazione con Gap di Milano, con un nuovo setup di ripresa realizzato attraverso un sofisticato sistema di ammortizzatori e una steadycam ancorata alla testa, che fa vivere l’azione dal punto di vista del protagonista. 

Ma la Fondazione Torino Musei guarda anche alla robotica e, con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, sta preparando per l’autunno una mostra sulla storia dell’evoluzione umana, dai primi ominidi all’androide con le fattezze umane, Icub. 

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