Kha e Merit: un amore d’Egitto a Torino

kha merit 1Al numero 6 di via Accademia delle Scienze, nel cuore del centro storico di Torino, presso l’austero edificio in mattoni scuri che ospita il Museo Egizio di Torino, si trova una tomba che racconta una grande storia d’amore e fedeltà nell’antico Egitto, quella dell’architetto Kha e della moglie Merit.

Lo scopritore della tomba fu Ernesto Schiapparelli, egittologo di fama internazionale che agli inizi del Novecento era il direttore del Museo Egizio di Torino, oltre ad essere promotore di numerose spedizioni all’estero per scoprire reperti archeologici che approfondissero la storia del Nuovo Regno, dove governarono grandi faraoni come Ramses II e III, della lunga dinastia del Ramses.

Fu proprio in una spedizione a Deir el Medina, il villaggio dove vissero gli uomini e le donne che lavorarono nella Valle dei Re, che Ernesto nel 1906 fece la sensazionale scoperta di una tomba di un uomo e una donna con il corredo funebre completo, che permetteva di capire come vissero gli egizi della classe media del Nuovo Regno.

Kha e Merit erano una coppia di mezz’età, che abitavano vicino al villaggio, dove lui doveva curare con l’incarico di sovraintendente i lavori di costruzione della tomba del faraone, di cui non si sa il nome, ma è stato identificato come certezza che fosse della Diciassettesima dinastia, quindi all’inizio del Nuovo Regno.

I due sposi morirono sui settant’anni e lasciarono come eredi dei loro beni tre figli, una femmina e due maschi, che continarono l’opera del padre.

Dopo un lungo braccio di ferro con il Cairo, Schiapparelli portò le due mummie e tutto il corredo a Torino, dove ancora oggi è esposto in una sala all’ultimo piano del Museo Egizio.

Tra i numerosi oggetti del corredo, si possono vedere moltissimo cofanetti decorati con fiori e frutti dipinti a mano, mentre la dispensa è ricca di cibo e vino per il viaggio nel mondo dei morti, come pure il corredo, con abiti semplici e austeri per Kha e tuniche morbide ed eleganti per Merit, senza dimenticare i molti cosmetici del portatrucchi di lei, che vedono un ampio uso dell’henné. 

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