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Verso le macroregioni partendo dalle funzioni

L'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università del Piemonte orientale, svoltasi il 6 febbraio a Vercelli, ha fornito al presidente Sergio Chiamparino l'occasione per ribadire il suo pensiero sul futuro della Regioni: “Si deve costruire un processo di riforma degli enti locali che porti alla fine ad avere in Italia una ventina di macroaree partendo però non dai confini delle Regioni, ma dall'aggregazione delle loro funzioni. Con l'obiettivo di creare entità programmatorie che sono al massimo convenzioni tra le Regioni esistenti. E se poi funziona, questa può diventare la base per parlare anche di confini e di macroregioni".

"Alla coraggiosa riforma istituzionale in corso in Italia - ha aggiunto Chiamparino - deve corrispondere una riforma altrettanto coraggiosa degli enti locali. Occorre costruire dei processi di cooperazione interregionali per far recuperare alle Regioni il ruolo di indirizzo e programmazione che hanno storicamente avuto fin dagli esordi. In modo casi le Regioni hanno trasferito in periferia molti vizi e sono diventate delle Repubblichette centralistiche che distribuiscono mille euro a destra e a manca. E questo non va bene".

Secondo il presidente, gli ambiti di questa collaborazione sono molti: trasporti, ambiente, fondi europei e la stessa sanità. Questo processo va realizzato "senza costruire nuove strutture" e "può diventare il primo passo verso aggregazioni future più strutturate. Per creare queste nuove entità programmatorie sarebbe auspicabile che si potesse decostituzionalizzare il processo di aggregazione delle Regioni. Messo in questi termini, infatti, tale percorso non bloccherebbe il processo delle riforme".

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