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Torino, il consiglio approva: 25 milioni per manutenzione scuole e strade

Torino, via Roma - foto di Luck'Tam by PhotopinIl Consiglio comunale, questo pomeriggio, ha approvato una delibera grazie alla quale la Città potrà reperire, attraverso mutui quantificati in 25 milioni, risorse finanziarie per far fronte a situazioni di manutenzione contingibili ed urgenti, talvolta legate ad interventi prescritti per legge.

Il finanziamento riguarda in particolare la messa in sicurezza delle strade con nuove asfaltature, la manutenzione delle scuole e delle aree mercatali, la manutenzione straordinaria del patrimonio arboreo con potature, e altri interventi e verifiche a tutela della pubblica incolumità.
La cifra prevista per gli interventi nel biennio 2014 – 2015 sarà iscritta negli stanziamenti del Bilancio di previsione e finanziata con l’accensione di mutuo con Cassa Depositi e Prestiti.
Il provvedimento si colloca nei limiti che consentono di proseguire nel piano di rientro del debito della Città.
Restano, infatti, validi gli obiettivi programmatici di natura finanziaria che prevedono, appunto, il rientro dall’indebitamento generale del Comune, il non ricorso ad entrate una tantum (se non nei limiti previsti dalla legge), di intensificare l’accertamento dei residui attivi e passivi.
La votazione – 20 voti a favore, 6 contrari - è stata preceduta dall’illustrazione del provvedimento da parte dell’assessore Gianguido Passoni, di seguito riportata in sintesi così come i successivi interventi dei consiglieri comunali.

Gianguido Passoni, assessore al Bilancio:
Portando questo provvedimento in aula, la Giunta compie una scelta di trasparenza. Il programma di risanamento del bilancio comunale non è in discussione, il percorso di riduzione del debito continua (125 milioni all’anno), così come la scelta di non finanziare spese ripetitive con entrate straordinarie.
Ci troviamo di fronte alla necessità di effettuare una serie di interventi urgenti e non differibili, che riguardano la tutela della sicurezza di questa comunità. Interventi che gli uffici tecnici comunali hanno quantificato in 35 milioni di euro. Di questi, 10 li reperiremo con risorse interne – come gli oneri di urbanizzazione – per i 25 milioni restanti stipuleremo nuovi mutui.
Le priorità di intervento riguardano la messa in sicurezza degli edifici scolastici comunali (verifica controsoffittature, amianto…), del suolo pubblico, delle aree minacciate da dissesto idrogeologico.
Al Consiglio non chiediamo una delega in bianco per poi magari usare quei soldi per altro, tanto più che la Cassa Depositi e Prestiti effettua istruttorie pubbliche di verifica sull’utilizzo dei finanziamenti concessi.
E’ troppo facile fare i rigoristi a parole, poi però le opere bisogna realizzarle. Per questo riteniamo di coniugare la nostra politica di rientro col debito con la tutela della pubblica incolumità, alla quale l’Amministrazione è tenuta a provvedere.

Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia - AN:
Condivido che siano doverosi gli interventi in materia di sicurezza che verranno finanziati, ma andavano fatti senza contrarre nuovi mutui! E non si parla di pochi soldi: sono 25 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 168 milioni di indebitamento per sbloccare i crediti. E intanto il debito della Città rimane mostruoso! Per la sicurezza nelle scuole, poi, non dovevano arrivare i soldi del Governo Renzi? E per la manutenzione delle strade non si dovrebbero usare i soldi delle multe già pagate dai torinesi, che così dovranno pagare di nuovo, grazie agli interessi sui nuovi debiti?

Andrea Tronzano (Forza Italia:
Questo è l’inizio di nuovi indebitamenti, che pagheranno sempre i torinesi, che, già sommersi da aumenti di tasse e servizi e dalle multe, pagheranno così due volte i servizi. Noi siamo contro l’aumento della spesa pubblica: questo debito è un danno per la Città, oltre che per la Cassa Depositi e Prestiti, che continua a venire saccheggiata. Per cercare consenso, la Giunta fa nuovi mutui e riapre la stagione del debito. Questa Amministrazione torna a fare la solita strategia, per cui è famosa: quella del “tassa e spendi”!

Fabrizio Ricca (Lega Nord):
Oggi siamo in questa drammatica situazione per una cattiva amministrazione della Città che dura da almeno 20 anni. Riprendiamo ora a fare debito, dopo aver dismesso tutto quello che potevamo: aziende, immobili, azioni, ecc. Da tre anni Fassino e Passoni ci dicevano che non c’era più bisogno di contrarre nuovi debiti: ora hanno cambiato idea! La loro politica finanziaria è fallita e indebitano di nuovo la Città e i torinesi! E per pagare opere che avrebbero già dovuto fare…

Paolo Greco Lucchina (Nuovo Centrodestra):
La cosa grave è che questa delibera modifica la precedente inserendo la possibilità di poter far ricorso a finanziamenti. Si può dire che con il ricorso al mutuo, i 168 milioni dello “Sblocca crediti” e il gettito Tasi, il Comune chiuderà il Bilancio.

Chiara Appendino (Movimento 5 Stelle):
Ho una grande preoccupazione, non solo per Torino, ma per gli enti locali che sono schiacciati tra le promesse che arrivano dal Governo e i soldi che non arrivano.
Sono preoccupata anche dal ricorso a un mutuo perché significa che il Comune, senza il finanziamento, non può fare le opere nelle scuole e altri lavori importanti per la sicurezza dei cittadini.
Vorrei però dire che gli anni di indebitamento hanno creato sfiducia nei cittadini, troppo debito in passato, troppi investimenti errati.
Bene che il finanziamento sia effettuato con la Cassa depositi e prestiti e non con un Istituto di natura privata, perché vincola l’utilizzo delle risorse.

Alessandro Altamura (Partito Democratico):
Intendo difendere l’operato della Giunta. Sento molto protestare e anche inventare. Chiedo quali siano le proposte dell’opposizione, mi piacerebbe ascoltarle.
Se un decreto interviene per tutti gli enti locali, votato da tutte le forze politiche e permette di attivare finanziamenti, si può accedere per opere edilizie, soprattutto nelle scuole, le strade e il verde pubblico rivolte alla sicurezza dei cittadini. In commissione ho chiesto all’assessore Passoni e al Sindaco che si mantenga il trend in diminuzione dell’indebitamento.
Mi aspettavo che l’opposizione chiedesse quali fossero le opere in cantiere e magari segnalarne altre. Credo che per questo ci sia ancora il tempo.

Hanno quindi replicato agli intervenuti l’assessore Passoni e il sindaco Piero Fassino

Assessore Gianguido Passoni:

Sottolineo che la delibera non dà una delega in bianco all’Amministrazione. Porterò in commissione l’elenco degli interventi che si intendono realizzare perché non è nostra intenzione procedere in modo non trasparente. Il prestito è molto inferiore allo stock annuale di rientro dal debito ed è in linea con il rientro di circa 450 milioni previsto nel corso di questa legislatura. Torino rientra in 4 anni di 400 milioni mentre il debito dello Stato sotto il governo Berlusconi è cresciuto di 800 miliardi di euro. A chi dice che dovevamo fare gli interventi a suo tempo e progressivamente rispondo che se entra in vigore una legge nazionale che impone la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici o una nuova normativa che impone la sostituzione di tutte le porte antincendio, in quanti decenni dobbiamo ottemperare? E’ doveroso tutelare la sicurezza dei cittadini e sono fiero di doverlo fare, i soldi servono a questo. Queste politiche non hanno colore ma rappresentano un compromesso tra politiche di rientro e assunzione di responsabilità della politica per la sicurezza e l’incolumità pubblica.

Sindaco Piero Fassino:
Mi sconcertano i rappresentanti dell’opposizione che manifestano posizioni opposte a quelle sostenute dai loro partiti a livello nazionale. Il Parlamento ha sollecitato all’unanimità il Governo affinché Cassa Depositi e Prestiti venga autorizzata a mettere a disposizione dei Comuni risorse per liquidare i debiti della Pubblica Amministrazione. Estinguerli con quello strumento non aumenta il debito della Città, semplicemente trasferisce il debito su un altro soggetto. Non solo: c’è una sollecitazione unanime al Governo affinché sia superato il Patto di Stabilità interno per rimettere in moto una capacità di indebitamento oggi compressa dal Patto. Noi non rinunciamo a una strategia di riduzione del debito. In questa strategia c’è anche la necessità di rispondere alle esigenze di manutenzione della Città, e di contribuire a rimettere in moto l’economia. Infine tutti i provvedimenti della Cassa Depositi e Prestiti sono universali e non favori fatti a questa o quella città. Sono interventi che la Cassa è stata autorizzata ad operare nell’attuale quadro di grave crisi.

Il provvedimento è stato approvato con i voti di PD, Moderati, SEL, Misto di maggioranza e sindaco. Si sono espressi contro Fd’I-AN, FI, NCD, Centro Scanderebech. I consiglieri M5S e Lega Nord non hanno partecipato al voto.

F.D'A.-C.R.-S.L.-T.DN.-M.Q.(Ufficio stampa del Consiglio comunale)

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