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Regione Piemonte, convegno "Sport e salute"

Sport e salute devono costituire un binomio vincente per il benessere della popolazione e per il contenimento della spesa sanitaria. Le malattie croniche non trasmissibili (ovvero le principali patologie metaboliche, cardiovascolari e pneumologiche tra cui diabete, obesità, tumori) costituiscono l’epidemia del terzo millennio, in quanto rappresentano la maggior causa di morte (63%) e di invalidità a livello mondiale, oltre a determinare elevatissimi costi per l’assistenza sanitaria.

E' questo il messaggio che la Regione Piemonte e il Coni hanno voluto trasmettere durante il convegno"Sport e salute, prevenire per contenere i costi della sanità", che si è svolto il 12 luglio nel Centro congressi della Regione davanti ad una folta platea di medici ed atleti.

Illustrando i dati dei costi diretti ed indiretti relativamente all'incidenza di malattie e mortalità sulla popolazione piemontese suddivisa tra chi pratica o meno esercizio fisico, Lanfranco Senn, ordinario di Economia regionale all'Università Bocconi di Milano, ha precisato come l'impatto dell'attività fisica sulla spesa sanitaria sia un tema ancora controverso, ma ha al contempo raccomandato che i tagli della spending review non incidano sulla spesa sanitaria e si utilizzi lo strumento dello sport come prevenzione in una popolazione come quella piemontese, che è più vecchia della media nazionale italiana.

Condividendo questa impostazione, l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, ha anticipato: Conto nel bilancio 2015 di poter dedicare alla prevenzione ed anche all'edilizia sanitaria una parte dei risparmi che dobbiamo ottenere dalla centralizzazione degli appalti ed acquisti delle Asl. Noi però non siamo ragionieri - ha aggiunto - ma amministratori pubblici; per me è prioritario garantire più salute ai piemontesi. Ridurre i servizi sarebbe un errore clamoroso. Ho il dovere di dare risposte, valorizzare le eccellenze della sanità piemontese e riqualificare la spesa sanitaria di 8 miliardi e 400 milioni di euro l'anno tenendo conto che siamo purtroppo l'unica Regione del nord Italia a dover fare i conti con il piano di rientro del Governo. Il patto della salute ci aiuterà a rispettare standard qualitativi e soglie per i servizi sanitari, garantendo nello stesso tempo ai nostri cittadini maggiore sicurezza. Oggi servono specializzazioni e centri di eccellenza, gli ammalati e le loro famiglie hanno il diritto a cure efficienti.

L'assessore allo Sport della Regione Piemonte, Giovanni Maria Ferraris, ha dal canto suo ribadito l'importanza della pratica sportiva per giovani, adulti ed anziani in funzione educativa, preventiva e di contenimento dei costi sanitari e ed ha poi rivolto una proposta di collaborazione ai colleghi Saitta e Pentenero per attuare progettualità innovative, basate sul concetto di sport come prevenzione, cultura e consapevolezza del vivere bene.

 

 
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