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Torino, il Farò di San Giovanni cade verso Porta Nuova: anno fortunato

fal-sangiovanni.jpgSi è da poco concluso il rito del Farò di Torino, che come tanti riti propiziatori, di origine pagana, si perde nella notte dei tempi. Alle ore 22, dopo le sfilate dei gruppi storici, come da tradizione, è stato acceso il farò con il toro rampante, simbolo della città. Nel giro di pochi minuti, meno di 20 minuti, le fascine di legna recuperate dall'Amiat durante raccolte differenziate e lavori di potatura, circa cinque tonnellate, hanno fatto crollare il torello, dirigendosi verso il lato cosiddetto buono, Porta Nuova. Questo dovrebbe significare un anno di prosperità e fortuna in generale, per la città di Torino. Finalmente, un anno positivo, visto che negli anni scorsi, invece era caduto sempre dal lato "sbagliato", sia nel 2013 che nel 2012. Sarà la volta buona?! Per chi ci crede, sicuramente si. Ma il meglio della Festa di San Giovanni  è  martedì 24 giugno con un programma fitto per tutti,  e a conclusione,intorno alle 22:30, come sempre i fuochi artificiali,(tema scelto è la luce) che però quest'anno, presentano  una novità. Dopo le polemiche in sala rossa con la mozione presentata e respinta che chiedeva fuochi "silenziati",per venire incontro alle associazioni ambientaliste, e non spaventare troppo cani e gatti e la fauna selvatica,non ci saranno i consueti botti d'inizio e fine fuochi, contrariamente a quanto si pensava inizialmente.

 Origini della festa di  San Giovanni

Agli inizi, nei tempi antichi, la tradizione era legata al solstizio d'estate, dal 21 al 24 giugno, e al culto naturalistico del sole, in particolare la notte del 23 giugno era considerata magica e il momento perfetto per riti propiziatori di fortuna. Tutto era sacro e poteva essere magico, non solo erbe, pietre, uova, ma anche la stessa acqua. E ovviamente il fuoco considerato protettivo, intorno al quale si ballava. Solo con il Cristianesimo, si è passati dalla festa dell'estate alla festa di San Giovanni, (unico santo di cui si festeggia la nascita) in relazione alla nascita di Cristo. Di quei tempi lontani,i restano retaggi nel folclore nostrano, piemontese, con documenti che risalgono anche al XVI secolo, grazie alla Associassion Piemontéisa, così come in molti paesi d'Europa.

 

 

 

 

 

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