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Torino, astici e granchi maltrattati al mercato di Porta Palazzo: rinvio a giudizio per tre commercianti

mercato_portapalazzo.jpgTira brutta aria  per i venditori di pesce del mercato di Porta Palazzo accusati di maltrattamenti di animali  per aver esposto direttamente sul ghiaccio e fuori dall'acqua astici e granchi vivi. La polemica è nata dopo il 14 gennaio scorso, dopo un controllo della polizia municipale su segnalazione di alcuni volontari della Lac (Lega abolizione della caccia) tra lo stupore e indignazione di  venditori, acquirenti e passanti. Gli agenti  intervenuti sul posto, hanno, infatti, riscontrato reato: un  vero e proprio caso  di maltrattamento di animali  presso il mercato ittico torinese. Si parla per i crostacei  di "condizioni incompatibili  con la natura degli animali e produttive di gravi sofferenze". Le investigazioni sono arrivate in Procura e in Cassazione.

I venditori di Porta Palazzo

La protesta  è stata immediata e le polemiche, vivaci, sollevate tra i commercianti  che sostengono che  l'accusa andrebbe estesa a tutti gli operatori di filiera, e non solo a chi vende al mercato, a partire da chi pesca in mare, per arrivare ai consumatori che finiscono  per sistemare gli animali acquistati  in borsa insieme al resto della spesa per poi cucinare, vivi, in pentole  d'acqua bollenti. In sintesi, dovrebbe essere vietata del tutto la vendita di certi animali per evitare situazioni a rischio. Sono tre i commercianti del mercato coperto che ora rischiano rinvio a giudizio per maltrattamento di animali e per le sofferenze procurate a granchi e astici, visto che per essere esposti direttamente sul ghiaccio dovrebbero essere già morti o inseriti in acqua ossigenata con depuratore se ancora vivi. Addirittura secondo il sopralluogo effettuato, gli astici trovati negli stand erano vivi con chele legate e i granchi vivi riposavano sul ghiaccio mentre le anguille vive erano sistemate in bacinelle senza ossigenatore e depuratore. Pena prevista in questi casi da tre mesi a un anno di reclusione secondo la Cassazione. La legge, infatti, non vieta la vendita di animali vivi, ma sì prescrive delle norme da rispettare. Non resta che aspettare gli esiti della vicenda e i provvedimenti che verranno presi dal Pubblico Ministero in merito ai reati commessi negli stand del mercato di Porta Palazzo mentre non si arrendono i venditori sostenuti dai loro avvocati.

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