Torino, Mediobanca scommette su Fluentify

fluently foto ufficio stampaLe belle idee possono diventare progetti vincenti. A dimostrarlo il caso di fluentify, start up operante nel settore dell’on line education, creata solo pochi mesi fa e che in questi giorni a Londra ha chiuso un finanziamento di 250.000 Sterline per sviluppare il proprio business.

Nata dall’idea di quattro giovani studenti torinesi, Giacomo Moiso, Andrea Passadori, Matteo Avalle e Claudio Bosco, fluentify è una piattaforma web con un sistema di videoconferenza integrato che permette a chiunque si registri (gratuitamente) di entrare in contatto -  in maniera immediata ed intuitiva -  con tutor madrelingua per fare conversazione ad un costo accessibile, senza vincoli di abbonamento.

A credere in loro e nel loro progetto Stefano Marsaglia, Co-CEO di Mediobanca, che ha voluto diventare business Angel di fluentify.

La sfida – racconta Giacomo Moiso, CEO di fluentify – è trasmettere un messaggio per noi molto importante: “l’inglese non va studiato, va parlato. La lingua straniera deve diventare un mezzo per raggiungere un obiettivo: passare un esame, trovare lavoro, viaggiare… Il nostro sito aiuta le persone a fare questo. È sufficiente avere un microfono, una webcam ed una connessione ad internet per permettere a studente e tutor di usare la piattafroma, ovunque nel mondo.  Fluentify è il metodo più naturale, efficace ed immediato per imparare una lingua”.

Il modello di  business è semplice. I madrelingua che vogliono diventare “fluentifiers” (tutor) possono scegliere il loro prezzo ma prima devono essere ammessi dalla piattaforma, senza dimenticare che fluentify prevede un sistema di feedback per garantire qualità. I tutor possono stabilire il costo della sessioni di conversazione tra $8 e $30 per una sessioni da 30 minuti. Oggi una sessione costa in media $13 e il 20% viene trattenuto da fluentify.

E rispetto ai competitors on line e off line? “Siamo diversi”, conclude Moiso. “Loro partono da un’esperienza pregressa di scuola di lingua, noi siamo partiti dalla lingua.”

 

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