Torino: un giorno, due cadaveri

Rinvenuti due cadaveri in un solo giorno. È accaduto nel torinese dove, ieri 22 marzo 2014, le forze dell’ordine hanno diramato la notizia del ritrovamento di due cadaveri in situazioni e luoghi completamente diversi.

Il primo, il corpo esanime di un uomo di età compresa tra i 30 e i 40 anni, è stato rinvenuto nelle acque del fiume Po all’altezza di San Mauro, a nord del capoluogo piemontese. Dalle prime analisi, risulterebbe sconosciuta l’identità dell’uomo, poiché non è stato ritrovato alcun documento addosso al cadavere. Tra l’altro il corpo della vittima sarebbe in avanzato grado di decomposizione, probabilmente dovuto al fatto che si trova in acqua da diversi giorni. Ad avvisare le forze dell’ordine è stato un passante che ha notato il cadavere tra le acque del fiume. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia, i Carabinieri della Compagnia di Chivasso e i Vigili del Fuoco che hanno operato il recupero del corpo. Gli inquirenti stanno cercando di risalire all’identità dell’uomo. Intanto, dalle prime analisi, non risulterebbe alcun segno di violenza, ma a confermare le effettive cause del decesso sarà, nei prossimi giorni, l’esame autoptico.

Nella stessa giornata è stato inoltre rinvenuto, in circostanze simili, ma diverse dal caso precedente, un altro cadavere. Dalle prime ricostruzioni si tratterebbe di un uomo tra i 40 e 50 anni di età. La salma è stata rinvenuta dentro una scarpata tra le campagne dei comuni di Carmagnola, Carignano e Villastellone, in provincia di Torino. Dall’analisi visiva condotta dagli inquirenti sulla corporatura dell’uomo e sul suo abbigliamento, si pensa che possa trattarsi di un uomo di 47 anni scomparso circa un mese fa da Chieri, nel torinese. Inoltre, proprio nelle vicinanze del luogo del ritrovamento, era stata rinvenuta l’automobile della presunta vittima. Anche in questo caso l’autopsia potrà confermare quanto fin ora ipotizzato. Intanto, secondo il medico legale, la morte sarebbe stata causata dalla caduta accidentale nella scarpata stessa. Sulla questione continuano a indagare i Carabinieri e la Procura della Repubblica di Asti.

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