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Torino, il San Giovanni Bosco ospedale d'eccellenza

equipe medica foto aslto2La Gastroenterologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco AslTo 2, diretta dal Dottor Serafino Recchia, è stata appena dotata, dal 5 febbraio 2014, grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, dell’unica apparecchiatura in Piemonte per il trattamento dell’Esofago di Barrett con radiofrequenza, la tecnica ablativa che si è dimostrata più vantaggiosa in termini di efficacia, di complicanze importanti, riproducibilità e durata nel tempo.

L’Esofago di Barrett è una patologia precancerosa che rappresenta un noto fattore di rischio per lo sviluppo dell’adenocarcinoma della giunzione esofago-gastrica ecolpisce il 10-20% dei pazienti con sintomi da reflusso gastro-esofageo e il 2% della popolazione generale.

Nell’ambito dei pazienti con Barrett, l’adenocarcinoma esofageo incide dello 0,5% ogni anno, ovvero un carcinoma all’anno su 200 di questi pazienti.

“Sinora in Piemonte non era possibile il trattamento dell’Esofago di Barrett con radiofrequenza e i casi in cui sussisteva l’indicazione venivano inviati a Milano– spiega il Direttore Generale ASL TO 2, Dottor Maurizio Dall’Acqua – con l’installazione di questa nuova apparecchiatura, che è la più indicata per questo tipo di terapia, l’Endoscopia del San Giovanni Bosco si one come Centro di riferimento regionale per questo tipo di trattamento, come espressamente previsto dal documento elaborato dalla Rete Oncologica nel 2013 per il Gruppo Interdisciplinare Cure- Esofago. Siamo molto orgogliosi di poter offrire ai Cittadini, in un nostro centro d’eccellenza, cure d’avanguardia evitando loro eccessivi spostamenti”. Presso la Gastroenterologia del San Giovanni Bosco, il Dottor Franco Coppola è stato appositamente formato sulla metodica, con stage nell’anno 2012 presso l’Università di Lovanio in Belgio, e nel primo mese di attività ha già trattato con successo 4 pazienti, una donna e tre uomini, di età dai 24 ai 72 anni e in questo mese di marzo sono già programmati altri 2 pazienti.

“Con questa nuova apparecchiatura possiamo offrire ai pazienti la metodica oggi più accreditata per questa terapia – conclude il Dottor Coppola –le altre tecniche utilizzabili per l’ablazione dell’Esofago di Barrett sono la terapia fotodinamica, gravata da complicanze maggiori, come la perforazione esofagea e la sensibilizzazione cutanea, la crioterapia, potenzialmente efficace ma meno documentata dal punto di vista scientifico, l’Argon Plasma, ormai abbandonata perché inefficace e con la possibilità di nascondere aree di Esofago di Barrett non più visibili ma ancora presenti, e la terapia con Laser a diodi, molto meno efficace perché necessita del triplo di trattamenti rispetto alla radiofrequenza”

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